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venerdì 28 giugno 2024

Storie da leggere con la luce accesa di Chris Priestley

"Storie da leggere con la luce accesa" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts è il terzo (e in Italia ultimo) volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonisti Robert, che per la prima volta prende il treno da solo, peccato che all'entrata di una galleria il treno abbia un guasto e si fermi, intanto una donna inizia a raccontare delle storie a Robert per passare il tempo.

Sopra: La copertina presenta dei disegni e delle decorazione in bianco e nero, con i due fratelli protagonisti ritratti al centro, mentre in alto spicca il titolo, sopra un sfondo di colore azzurrino.

È la prima volta che Robert prende il treno da solo, è felice e molto emozionato. Finalmente ha l'occasione di allontanarsi dalla sua matrigna, che proprio non sopporta: ora la sua vita può ricominciare, in una nuova scuola. Alla stazione però, la matrigna ha una visione: vede un bacio, un tunnel, e un tremendo pericolo in agguato.
"<<Oh!>>, disse guardandomi con espressione delirante e occhi spiritati. <<Ma io ho appena avuto una terribile premonizione>>.
E' giunto il momento di parlare della convinzione della mia matrigna di avere una speciale inclinazione per questo genere di cose.
<<Stava sognando>>,dissi, sorridendo a un uomo che guardava la mia matrigna come se fosse uscita da un manicomio.
<<Ma caro, ho la netta sensazione che tu sia in pericolo, un pericolo mortale>>, disse lei continuando a fissarmi in moso indecoroso.
<<Non capisco di cosa stia parlando, madame>>, mormorai.
<<Vorrei che non mi chiamassi in quel modo>> disse portandosi le dita alle tempie.
Ero perfettamente consapevole che le dispiacesse, ma per nessuna ragione al mondo l'avrei chiamata "madre", come lei sperava.
<<A quale pericolo si riferisce?>> chiesi di nuovo.
<<Non saprei>>, disse. <<Vedo... vedo un bacio>>.
<<Un bacio??>> dissi ridendo. <<Non sembra così pericoloso. Almeno non mortalmente. A meno che io non decida di baciare un coccodrillo>>.
<<Un bacio>> ripeté. <<E una galleria, una lunga, oscura, orribile galleria...>>
Robert non se ne preoccupa affatto, sa che è una donna impressionabile e sciocca. Decide lo stesso di salire sul treno, come programmato, ma poco dopo l'inizio del viaggio, all'entrata di una galleria, il treno ha un guasto e si ferma. Tutto si fa buio, gli altri passeggeri sembrano come addormentati. Eccetto una misteriosa donna vestita di bianco, che per ingannare l'attesa comincia a raccontare a Robert una storia, poi un'altra, poi un'altra ancora. 
Le storie narrate si intitolano: "La serra", "L'isola", "La nuova governante", "Il piccolo popolo", "La pietra gobba", "Gerald", "Suor veronica", "Il ragazzo dei sussurri", "La crepa nel muro".
Storie macabre e terrificanti. Storie che lo lasciano senza fiato. Intanto il treno non riparte, e il tempo sembra essersi quasi fermato. Finché un dubbio si fa strada nella mente di Robert: chi è davvero quella donna? Ed è allora che comincia ad avere davvero paura...

Sopra: Le pagine che segnano l'inizio del terzo capitolo, notate come all'inizio del capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento o un personaggio (a volte anche due), di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, anche se forse un po' meno rispetto a quelle del precedente volume, che conteneva immagini più esplicite, con cadaveri e scheletri che facevano bella mostra di sé. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi tondi/ovali e questa volta piuttosto piccoli (in certi casi essi sono solo dei puntini), corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lunghi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale.  

 
 
 
 Sopra: In alto  In centro e in basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (al centro) e "Il vascello nero" (in basso). In basso a destra una pagina che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno.

"Storie da leggere con la luce accesa" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore, così come le altre precedentemente scritte dall'autore, oltre che graficamente molto curata, grazie alle inquietanti ma raffinate illustrazioni di David Roberts. 
Questa volta il protagonista della cornice narrativa che funge da filo conduttore per i racconti è Robert, un ragazzino estremamente razionale, il quale sottovaluta le visioni della sua matrigna, che lo aveva messo in guardia da non prendere quel treno, a seguito di alcune visioni avute che preannunciavano un pericolo.
Sul treno egli incontra alcune persone, tra cui una donna dai capelli rossi vestita completamente di bianco, la quale inizia a narrargli alcune storie di paura per passare il tempo mentre aspettano che il treno, fermo in una galleria per un guasto, riparta.
Le storie sono tutte molto inquietanti e, come tutte le storie di paura che si rispettino, non finiscono mai con un lieto fine per i protagonisti, in quanto il finale implica sempre una sorpresa in sfavore del protagonista.
Tra i miei racconti preferiti ci sono: "L'isola", che in realtà è un cumulo di terra che sporge in mezzo a un campo di grano e che cela i resti di una mostruosa e pericolosa creatura, infilzata da una lancia, peccato che uno dei fratelli abbia la brillante idea di estrarre l'oggetto dai resti; "Suor Veronica" che vede per protagonista una suora che maltratta le sue alunne per troppo zelo religioso, tanto da aver causato il suicidio di una di loro, ma non sa che le ragazze hanno progettato un piano terribile per vendicare la loro amica... un piano che vede la suora legata a una colonna, con la bocca aperta e un paio di grosse pinze. Tra l'altro questa è l'unica storia in cui una delle vittime non sia un minore ma un adulto, e in cui l'aggressore non sia un mostro o un evento soprannaturale ma delle bambine.
Interessante ache quello "Il piccolo popolo", in cui Penelope non riesce a sopportare la nuova moglie del padre e sua figlia, Laura, che scopre essere in contatto con il piccolo popolo, piccole creature alate che Penelope definisce "fate". Peccato che queste creature siano ben diverse da quelle che si trovano nei libri illustrati per bambini, oltre ad essere ben più pericolose.
Anche in questo caso i personaggi dei racconti di Priestley sono figure bianche e nere, con luci e ombre, infatti molti dei protagonisti della raccolta, sebbene meno cattivi rispetto a quelli di "Le terrificanti storie del vascello Nero", non sono dei santi, ma tutti presentano qualche difetto caratteriale: Penelope è una bambina abbastanza egoista, che prende in antipatia la sorellastra e la matrigna semplicemente perchè le hanno portato via le attenzioni del padre, e nei confronti di Laura poi inizia a sviluppare una forte gelosia e un desiderio di vendetta per il fatto che lei riesce a vedere le fate; Amelia Spenser, in "La nuova governante", è una persona fredda e rigida, con repentini cambi d'umore, che vede i bambini che le sono affidati come degli esseri da mettere in riga e da cui farsi ubbidire; Davy in "La pietra gobba" odia essersi dovuto trasferire ad ovest della Scozia, così decide di rubare alcune offerte poste sotto a un grosso monolito; suor Veronica picchia le bambine per la sua smania religiosa; Roland in "Il ragazzo dei sussurri" ama spadroneggiare su altri bambini di origini più comuni per sentirsi superiore...
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, piuttosto paurosi e inquietanti, capaci di tenere il lettore col fiato sospeso per tutto il tempo. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato. Essa inoltre è interessante perchè il lettore non ha idea di dove andrà a parare: si aspetta che il protagonista possa fare una brutta fine, ma magari potrebbe anche salvarsi. Essa contiene poi anche dei riferimenti allo zio Montague, il raccontastorie del primo volume, il quale è stato il preside di una scuola in cui il nonno di Robert era studente, e in cui capitò un terribile incidente (se così si può chiamare).
Un volume che consiglio a partire dai 10/11 anni, dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabili, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti solitamente non finiscono bene, a meno che non siano loro gli aguzzini.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2009 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Tunnel's Mouth". È stato poi edito in italiano nel 2011 dalla Newton Compton Editori, è dotato di una copertina rigida con sovracopertina, ha 213 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il terzo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 20 giugno 2024

Le terrificanti storie del Vascello Nero di Chris Priestley

"Le terrificanti storie del Vascello Nero" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts sarebbe il secondo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonisti due fratelli, Ethan e Cathy, che vengono lasciati soli nella locanda del padre in una notte di tempesta, almeno finché non arriva un giovane marinaio che si mette a raccontare ai bambini storie di paura.

Sopra: La copertina presenta dei disegni e delle decorazione in bianco e nero, con i due fratelli protagonisti ritratti al centro, mentre in alto spicca il titolo, sopra un sfondo di colore azzurrino.

Ethan e Cathy vivono con il padre all’Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un’alta scogliera a picco sul mare: "L'Old Inn, la mia casa, stava accovacciato in cima alla scogliera, aggrappato con tutte le sue forze come una patella a una roccia durante l'alta marea. Si trovava su un nodoso promontorio che era stato inesorabilmente eroso nel corso dei secoli, così che ora solamente uno stretto sentiero lo univa al resto della Cornovaglia. Era stato consumato su ciascun lato come il torsolo di una mela, scavato fino a formare una sorta di ponte che da un momento all'altro avrebbe potuto essere spezzato di netto, tramutando la locanda in un'isola, e me e la mia famiglia in isolani."
I due fratelli hanno una vita felice alla locanda, finché la madre non muore di parto assieme al loro fratellino, da allora il padre entra in depressione e inizia a bere, trascurando il lavoro di locandiere e i figli. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All’improvviso bussano alla porta: "Le raffiche di vento strattonavano la porta del granaio, che sbattè ripetutamente per un'ora o più, e così ci volle un po' prima che ci rendessimo conto che i colpi che adeso sentivamo non erano prodotti dalla porta che sbatteva, ma da qualcuno che bussava. [...]
Quando mi voltai per guardare los conosciuto, rimasi stupito nel vedere che non poteva essere molto più vecchio di me - diciassette anni, al massimo diciotto. Indossava una  divisa da cadetto (sebbene senza cappello e piuttosto fuori moda), un soprabito nero con i bottoni d'ottone e un panciotto bianco sopra una camicia bianca. Al fianco pendeva una spada. Al collo aveva un foulard di seta nera, e il volto pareva bello: gli occhi erano scuri, come quelli di un uccello marino, su un viso pallido e incorniciato da capelli color ebano che serpeggiavano verso il basso in brillanti ciocche bagnate. Un dente d'oro luccicava in un ambio sorriso abbagliante." È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione, che si intitolano: "Piroska", "Pece", "Irezumi", "Il ragazzino sulla barca", "La forza della natura", "Fango", "La scimmia", "Il demone intagliatore" e "Il Vascello Nero". 
Ma c’è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e Ethan comincia a essere un po’ inquieto, sia perché le storie sono davvero terrificanti, sia perché malgrado siano passate diverse ore il padre non fa ancora ritorno…

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, come quella che mostra il veliero circondato da braccia di cadaveri che si innalzano dal mare circostante, o quella in cui  George, ritornando sul ponte della nave, lo trova ricoperto di scheletri dei suoi ex compagni di viaggio. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lunghi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale.

 


 

Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In centro e in basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (al centro) e "Il vascello nero" (in basso).

"Le terrificanti storie del Vascello Nero" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore (spesso assassinato): in "Piroska" vi è una vampiressa sulla nave che si nutre dei passeggeri, in "Pece" il giovane marinaio Tom uccide un suo compagno tagliandoli una mano e facendolo precipitare in mare; in "Il ragazzino sulla barca" quando uno strano bambino viene issato a bordo della nave iniziano a succedere strani incidenti, alcuni di questi mortali, ai marinai; in "La forza della natura" delle lumache carnivore divorano i marinai della nave....
Ecco un pezzo tratto da "Pece": "Mentre cadeva in mare, Harper allungò una mano - la mano con il tatuaggio - per aggrapparsi al parapetto. Tom fece un passo indietro, indeciso se aiutarlo o meno. [...] Poi Tom vide che la presa di Harper si faceva più salta, e lo sentì genere per lo sforzo di tirarsi su. [...] Nel panico, Tom si guardò intorno w la prima cosa sulla quale si posarono i suoi occhi fu una pesante accetta abbandonata dal falegname, conficcata in un ceppo lì vicino. Senza pensarci ulteriormente, Tom la raggiunse e la strattonò per liberarla. Quattro o cinque passi lo riportarono indietro da Harper, il cui volto aveva cominciato adesso a fare capolino dal parapetto, con un'espressione che unica ira e terrore.Tom alzo alzò l'accetta sulla testa e colpi.
Harper vide arrivare il colpo. Spalancò gli occhi e la bocca per gridare, ma la brutale accetta gli separò la mano dal polso, perse immediatamente la presa e cadde dritto nell'acqua, e ogni suono fu risucchiata dagli abissi insieme al suo corpo."
Da "La forza della natura" ecco cosa accade usando le lumache si mare attaccano l'equipaggio: "Ma adesso era di nuovo evidente che così come le creature erano cibo per l'equipaggio, anche l'equipaggio era cibo per le creature. Quelle cose erano salite a bordo con un unico scopo: cibarsi di carne umana. [...]
Ciò che videro i loro occhi sembrava una scena dell'inferno. 
Ovunque c'erano uomini con ferite sulle braccia e al colto, uomini che si erano svegliati e i erano trovati addosso quelle creature che li stavano mangiando vivi. Ma quegli uomini, furto sommato, erano stati fortunati."
Insomma, in queste storie non mancano il sangue e la violenza, ed è vero che, soprattutto alcune, ricordano lo stile di Edgar Allan Poe (come scritto sotto il titolo sulla copertina): ad esempio "Pece" mi ha ricordato le storie di "Il cuore rivelatore" (per l'odio innato che il protagonista inizia a provare nei confronti di Harper, che gli fa desiderare di ucciderlo e per come egli si tradisce) e di "Il gatto nero" (Pece è il nome del gatto nero di bordo, il quale è anch'esso intenzionato a svelate a tutti il colpevole dell'inizio del suo amico); la tendenza di uno dei due gemelli in "Fango" di attribuire tutte le sue azioni negative al fratello mi ha ricordato la caratteristica di alcuni personaggi di Poe a compiere crimini e a giustificarsi dando la colpa alle vittime, come accade in "Berenice" o "Il cuore rivelatore"...
In effetti molti dei protagonisti di questi racconti non sono propriamente brave persone, essi sono molto diversi dai classici personaggi dei libri per ragazzi, che servono di solito a dare l'esempio. Molti dei personaggi di questi racconti sono egoisti, pieni di rabbia repressa, o anche solo semplicemente indolenti, codardi o incapaci: vi è Tom, che fa cadere dal ponte il compagno Harper e gli trancia addirittura una mano quando vede che l'altro si sta tirando su, cercando poi di fare ricadere la colpa su un altro marinaio; oppure Ben, un farabutto che assieme al gemello compie diverse azioni illegali, ma che dà costantemente la colpa delle sue azioni al fratello, arrivando ad ucciderlo lasciandolo affondare nei fanghi di una palude; Lewis decide di arruolarsi con i pirati della ciurma di Cuorenero, e non gli importa che il capitano pirata abbia appena ucciso il suo ex capitano della marina...
Certo, non tutti i protagonisti di queste storie sono cattive persone, ve ne ne sono anche altri più neutrali, che non fanno o pensano nulla di male, come Richard Stiles dal racconto "Piroska", o Stephen in "Irezumi", David Longman in "Il ragazzino sulla barca"ecc... 
E poi vi sono i due fratelli dell'inizio, quelli a cui lo strano marinaio narra le varie storie di paura: Ethan è molto sospettoso nei confronti del giovane marinaio e lo prende un po' in antipatia, Cathy invece è più ingenua e fiduciosa, e le piacciono le storie di paura che le racconta, continuando a chiedergliene altre.
Quello che i ragazzini non sanno, e neppure il lettore, è che in realtà anche loro fanno parte di una storia di paura...  e di fantasmi. Chi è in realtà Jonah Thackeray e perché il padre dei due ragazzi non torna a casa?
Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Pece" che mi ha ricordato alcuni racconti di Poe, con il protagonista che cerca in tutti i modi di coprire un omicidio ingiustificato (ma perfettamente sensato ai suoi occhi) e i tentativi del gatto di fargli commettere qualche passo falso; "Il ragazzino sulla barca" per l'inquietante e misteriosa presenza di questo strano bambino di 8 anni che non parla né sorride mai, per poi scoppiare a ridere quando ai marinai capitano degli incidenti in cui si fanno male; e "Il Vascello Nero", storia abbastanza classica su una nave fantasma ma comunque efficace e sempre d'effetto.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Mi è piaciuta molto anche l'ambientazione, di tipo marinaresco, un po' alla Isola del Tesoro di Stevenson, che è piuttosto originale e intrigante, diversa da quelle solitamente proposte nei libri di paura. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato.
Un volume che consiglio a partire dai 9/10 anni, dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabili, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2008 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Tales of terror from the Black Ship". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, è dotato di una copertina rigida, ha 194 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 giugno 2024

Le terrificanti storie di zio Montague di Chris Priestley

"Le terrificanti storie di zio Montague" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts è il primo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonista Edgar, un bambino che si reca spesso da un signore che lui chiama Zio Montague, che vive solo in una grande casa piena di oggetti strani, per sentirne le terrificanti storie.


Sopra: La copertina presenta un disegno in bianco e nero tratto dal racconto "La potatura invernale".

Il signor Montague vive da solo in una grande casa piena di oggetti bizzarri e soprammobili di ogni sorta. Il piccolo Edgar attraversa spesso l’oscuro bosco che separa la sua casa da quella dello zio per andarlo a trovare, e rimane ogni volta incantato dalle terrificanti storie che il vecchio gli racconta. 
"La casa di zio Montague si trovava al di là di un piccolo bosco. Per raggiungerla occorreva percorrere un sentiero che si snodava tra gli alberi come un serpente nascosto nella macchia e, sebbene il sentiero fosse abbastzna breve e ilbosco per nulla esteso, ogni volta quel tratto di strada si rivelava più lungo di quanto mi aspettassi.
Avevo preso l'abitudine di andare a fare visita a mio zio durante le vacanze. Ero figlio unico ei miei genitori non erano a loro agio con dei bambini tra i piedi. [...]
<< E' un tipo strambo>> disse un giorno mio padre a colazione.
<<Chi?>> chiese mia madre.
<<Zio Montague>>, rispose.
<<Già>> convenne. <<Proprio stranmo. Edgar, cpsa fate tutto il pomeriggio quando vai a trovarlo?>>
<<Mi racconta delle storie>>, dissi.
<<Buon Dio>> esclamò mio padre. <<Storie, eh? Una volta ne ha raccontata una anche a me>>.
<<Quale, papà?>> domandai traboccante d'attesa. Mio padre si accigliò e guardò il piatto.
<<No>>, disse. <<L'ho dimenticata>>."
Ne conosce proprio tante, in effetti, una più spaventosa dell’altra, e tutte sembrano tornargli in mente quando vede o tocca uno degli stravaganti ninnoli che arredano la sua casa. Ma Edgar sente che quelle storie non possono essere solo frutto della fantasia e si domanda se non nascondano una verità più sinistra e inquietante. 
Le storie narrate dallo zio Montague sono queste: "Non salire", "La non-porta", "La scultura del demone", "Le offerte", "La potatura invernale", "La cornice dorata", "Il jinn", "Una storia di fantasmi", "Il sentiero", "Zio Montague".
Chi è davvero lo zio Montague? E chi sono quegli strani bambini che cercano di entrare nella sua grande casa? In una caleidoscopica collezione di brevi racconti del brivido che si inseriscono in una trama più ampia, altrettanto paurosa, Priestley ci regala una perla nel panorama degli horror tales.

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, anche se mai troppo esplicite. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lughi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale. 

 

 
Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (sinistra) e "Il vascello nero" (destra).

"Le terrificanti storie di zio Montague" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore e, anche se qualcuno non finisce male, quasi tutte contengono comunque una certa dose di violenza.
Ecco una scena tratta dal racconto "Le offerte":  "Su una lunga asse di legno sostenuta alle estremità da due vasi di terracotta capovolti, c'era una costellazione di creature straordinarie.
Alla prima, indistinta occhiata, la signora Sackville vide scarafaggi, vermi, un ranocchio o forse un rospo, grilli, mosche, farfalle, un topo e vari uccelli, uno dei quali si stava ancora contorcendo in maniera spaventosa. Erano tutti infilzati e inchiodato all'asse e, a giudicare dall'uccello in preda agli spasmi, erano ancora vivi quando Robert ce li aveva fissati."
Oppure questa descrizione tratta dal racconto "Il sentiero": "Il forestiero si muoveva molto più velocemente di quanto avesse immaginato Matthew osservandolo da lontano. In realtà correva e si arrampicava a una velocità forsennata, cosa che spiegava gli stravaganti movimenti del suo corpo.
Il suo braccio sinistro era senz' altro rotto; in più d'un punto, suppose Matthew. La mano sinistra era appena riconoscibile in quanto tale e sembrava che fosse stata battuta da un maniscalco. Anche la sua gamba sinistra era chiaramente spezzata e si agitava e si dimenava in modo ripugnante a ogni passo. Aveva i vestiti laceri e zuppi di sangue.
I capelli, che gli erano sembrati semplicemente bagnati, erano incrostati di sangue coagulato e sembrava fosse stato scotennato da uno di quei selvaggi americani di cui Matthew aveva sentito parlare nei racconti del nonno.Ma era stata la sua faccia a lasciare Matthew senza fiato per lo spavento.
I lineamenti erano totalmente cancellati e sembrava uscito da un mattatoio o da un incubo. Una parte del coso era una rivoltante massa di cartilagine e carne dilaniata, come la carcassa di una pecora martoriata dalle cornacchie. Dall'altra parte c'era un occhio sgranato e imperturbabile."
D'altronde anche gli stessi bambini protagonisti dei vari racconti non sono proprio dei santi, sono personaggi sfaccettati con le loro luci e le loro ombre, ma quasi nessuno è un santo: Jospeh in ""Non salire" si dimostra testardo nel voler fare qualcosa, per sfida, che gli era stato caldamente suggerito di non fare (scalare l'olmo); Harriet, in "La non porta" è una truffatrice, che assieme alla sua complice fingono di fare delle sedute spiritiche per derubare gli ospiti che partecipano a tali sedute; Thomas in "La statua del demone" si impossessa della statua rubandola, dopo che il proprietario si era rifiutato più volte di venderla al padre; Robert in "Le offerte" si lascia facilmente influenzare da un demone fino a compiere degli atti di violenza contro gli animali; Simon in "La potatura invernale" entra in casa di una vecchia per derubarla; Francis in "Il Jiin" a scuola ha picchiato pesantemente un ragazzo che lo prendeva in giro rischiando di fargli perdere la vista ad un occhio, senza pentirsi del gesto, ma anzi sentendosi orgoglioso ...
Lo stesso zio Montague si scoprirà essere stato non proprio una brava e buona persona, sebbene riuscisse a nasconderlo piuttosto bene, dietro la maschera di premuroso insegnante e preside, e si è macchiato di grosse colpe... ma questa sarà una storia che vi racconterà lui stesso.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Non salire", in cui Joseph decide di salire su un gigantesco olmo, nonostante sulla corteccia sia stata incisa, più volte, la scritta "Non salire" e nonostante anche un contadino gli intimi di non salire perchè "Gli olmi odiano gli uomini e aspettano"; "Le offerte", in cui Robert si annoia tremendamente nella nuova e grande casa in cui si sono trasferiti, almeno fin quando non incontra un nuovo e strano amico; "Il sentiero", in cui Matthew decide di mettersi in cammino seguendo un sentiero di montagna per andare via dal suo villaggio, per imbarcarsi, ma durante il tragitto egli nota uno strano individuo che lo sta seguendo e cerca di raggiungerlo.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato, con Edgar che parla con lo zio commentando la fine di ogni racconto e osservando l'oggetto ad esso legato. La casa dello zio Montague è infatti piena di oggetti strani, a ognuno dei quali però è legata una storia che l'uomo andrà poi a raccontare al nipote. Ma come fa lo zio a conoscere queste storie visto che lui afferma di non essersele inventate ma che siano stati i protagonisti dei suoi racconti a narrargliele? Un mistero che terrà il lettore col fiato sospeso fino alla fine, un finale inaspettato quanto interessante.
Un volume che consiglio a partire dai 10/11 anni (la casa editrice lo consiglia anche dai 12), dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabile, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene. Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2007 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Uncle Montague's Tales of Terror". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, mentre l'edizione in copertina flessibile è stata pubblicata nel 2011. Quest'ultima edizione ha 180 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 6,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
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