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lunedì 19 maggio 2025

LA BANDA DEI CINQUE: Perduti nella nebbia (Avventura a cavallo) di Enid Blyton

"Perduti nella nebbia" di Enid Blyton è il tredicesimo volume di una serie  di libri gialli per bambini piuttosto famosa: "LA BANDA DEI CINQUE", in originale "The Famous Five", di cui vi avevo già parlato di alcuni romanzi qui.
La saga si compone di 21 volumi, di cui però in Italia ne sono stati pubblicati 15 (e la Mondadori ne ha ripubblicati 13), editi in originale tra il 1942 e il 1963. I libri furono originariamente portati in Italia tra il 1987 e il 1994 dalla casa editrice MURSIA, per poi essere ripubblicati  tra il 2017 e il 2021 dalla Mondadori
Può darsi infatti che abbiate già sentito parlare di questo volume, ma con un altro titolo: "LA BANDA DEI CINQUE: Avventura a cavallo", cioè quello con cui è stato ripubblicato nel 2021 dalla Mondadori.
Protagonisti di questa serie sono i quattro cugini Julian, Dick, Anne e Georgina e il loro cane Timmy, che in ogni volume si fanno coinvolgere e vivono  avventure, cacce al tesoro, esplorazioni, viaggi e misteri tutti rigorosamente all'aria aperta. La serie è ambientata nell'affascinante Inghilterra degli anni '40, e le storie della banda dei cinque hanno conquistato generazioni di lettori in tutto il mondo e sono un inno al senso di avventura pre - tecnologico dei ragazzi che affonda le radici nei capolavori di Mark Twain e Ferec Molmar.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione Mursia del 1994, mentre a destra la copertina della nuova edizione della Mondadori, del 2021, non illustrata.
 
È tempo di vacanze e questa volta i fratelli Julian, Dick, Anne e la cugina Georgina, che si fa chiamare George, trascorrono alcuni giorni separati: George e Anne si iscrivono a un corso di equitazione vicino alla famosa brughiera di Mystery Moor, insieme al cane Timmy; Julian e Dick, invece, partono per il campeggio con i loro compagni di scuola. 
In questa scuola di equitazione George ed Anne fanno pure la conoscenza di un'altra ragazza che sembra avere molto in comune con George: ama vestirsi e comportarsi come un maschio, tanto da non lasciare che nessuno la chiami col suo nome da femmina, Henrietta, ma vuole essere chiamata Henry, proprio come Georgina vuole essere chiamata George.
Nonostante George e Henry sembrino avere diverse cose in comune le due non si sopportano, dando origine ad una accesa rivalità: "Anne si divertiva un mondo nel vedere come Henrietta e George si erano prese subito in antipatia, pur avendo le stesse idee. Il nome vero di George era Georgina, ma lei rifiutava di rispondere a chiunque la chiamasse così. Alla stessa maniera Henrietta era il vero nome di Henry: ma lei, dura, si faceva chiamare Henry, o al limite Harry ma solo dai suoi migliori amici. . [...]
George, durante la settimana alle scuderie, non si era divertita neanche un po', perchè, una volta tanto, un'altra ragazzina la batteva. Non poteva sopportare la vista di Henrietta che se ne andava attorno, a lunghi passi sicuri, zufolando e facendo qualsiasi cosa con grande rapidità ed efficienza.
Anne, dal canto suo, aveva spesso riso ra sè, specialmente quando le due ragazze avevano preso la decisione di chiamarsi a vicenda con i loro veri nomi, Henrietta e Georgina, invece di usare i soprannomi abituali. Questo significava che nessuna delle due rispondeva all'altra, e il capitano Johnson, l'alto, robusto proprietario della scuola di equitazione, era irritatissimo con loro."
George non vede l'ora che il soggiorno presso la scuola di equitazione finisca, ma proprio quando mancano pochi giorni riceve una lettera da sua madre, che la avverte che suo padre è indisposto e quindi lei e Anne dovranno rimanere un'altra settimana alla fattoria. Fortunatamente le raggiungo anche i ragazzi, Julian e Dick, di ritorno dal campeggio, e che il signor Johnson accetta di ospitare, sebbene i due dovranno dormire nelle tende o nella stalla.
Ben presto, però, le ragazze scoprono che intorno alla brughiera succedono cose strane: misteriosi personaggi si muovono nei pressi di una cava abbandonata, mentre una fitta nebbia avvolge e oscura ogni cosa, come una presenza viva. 
Quando Timmy scompare e George e Anne rimangono intrappolate nella brughiera nebbiosa, la banda dei cinque deve trovare il modo di riunirsi, per liberare le ragazze e svelare questo nuovo mistero. Ce la faranno Julian, Dick, Anne, George e il cane Timmy?
 
 Sopra: Due pagine interne in cui vediamo anche un'illustrazione assieme ai testi, che rappresenta Anne e George mentre fanno merenda.
 
I testi sono accompagnati da qualche illustrazione in bianco e nero opera di Betty Maxey. I disegni rappresentano scene descritte nel libro, con i personaggi che interagiscono tra loro  in un certo ambiente, sebbene questi ultimi non  siano sempre molto dettagliati. In certi casi infatti gli sfondi sono caratterizzati da qualche albero o qualche cespuglio disegnati sullo sfondo, per cui l'attenzione tende a focalizzarsi maggiormente sui personaggi.
Lo stile dell'artista si caratterizza comunque per un tratto molto pulito, che lo porta a tracciare i personaggi con delle linee nette e precisi, che nella parte dei casi rimangono bianche all'interno, ad eccezione di qualche elemento più scuro che viene riempito col colore nero. In un'immagine tuttavia di solito ci sono solo uno o due elementi neri, come un abito, i crini di un cavallo o, più solitamente, dei capelli (come quelli di George, che sono scuri). Per il resto i disegni sono molto puliti, come dicevo, in quanto non ci sono ombre o ombreggiature.
I disegni comunque sono piuttosto graziosi e hanno un aspetto piuttosto realistico, sebbene piuttosto semplice e non sempre ricco di dettagli.

 
 

  Sopra: Alcuni dei disegni in bianco e nero realizzati dalla Maxey, i quali hanno una spetto rralistico anche se dei tratti semplici e puliti, senza mbreggiature, tranne che alcuni (pochi) elementi dell'immagine colorati di nero.
 
"Perduti nella nebbia" di  Enid Blyton è un'avventura avvincente che vede come protagonisti questo gruppo formato da 2 ragazzine, 2 ragazzini e un cane; anche se delle due femmine una si fa chiamare George e si veste e comporta come un maschio.
Il personaggio di questa ragazzina è piuttosto interessante, specialmente se si considerano gli anni in cui il personaggio è stato scritto. È interessante anche il fatto che insista nel farsi chiamare con un nome maschile rifiutando quello femminile (se la si chiama a Georgina lei fa finta di non sentire e non risponde). Di ragazze con un carattere testardo, focoso, forte e coraggioso, con un carattere "poco femminile" se ne sono viste parecchie nella letteratura, ma George non è solo questo, ella è anche molto irascibile e scontrosa, cocciuta, ombrosa e permalosa, tanto che a tratti può risultare antipatica perfino al lettore, anche se in questo libro si comporta meglio del solito, se non fosse per la sua rivalità con Henry.
Anche in questo libro infatti l'autrice non si dimentica del suo bel caratterino, come dimostra questa scena: " - Ma George monterebbe su tutte le future se chiamassimo Henry. Non si possono sopportare. Non oso chiedere a George una cosa simile, Julian.
- Ma è un'idiozia! - protestò il ragazzo. - Che non si debba <<osare>> di chiedere a George di lasciar venire qualcuno con noi! George deve smetterla di fare la sciocca. A me Henry è simpatica. È una spaccona e con credo meno alla metà di quel che racconta. Ma è uno spasso unico."
È un personaggio comunque piuttosto sfaccettato e sicuramente non banale, soprattutto per l'epoca.
George poi adora il suo cane Timmy, alias Tim, che lei considera il suo migliore amico, ed in effetti si può dire che questo cagnolone non sia inserito nella trama solo come mascotte, ma fa veramente parte della banda, tanto che l'autrice a volte si sofferma a descriverne gli stati d'animo e i pensieri, per quanto semplici. È un cane intelligente, affettuoso e leale, e si rivela utile perché fornisce ai ragazzini un'effettiva protezione fisica, tanto che perfino i genitori di George, che inizialmente non vogliono tenerlo, alla fine lo accettano. Anche in questa storia avrà un ruolo importante per riuscire a salvare i ragazzi da una brutta situazione, andando a chiamare aiuto.
Julian, con i suoi 12 anni, invece è il leader del gruppo ed è molto protettivo nei confronti dei fratelli minori, in particolare Anne. Egli è alto, forte e intelligente, oltre che premuroso, responsabile e gentile. Julian è il più maturo del gruppo ma, nonostante le buone intenzioni, il suo comportamento può a volte risultare autoritario.
Dick, di 11 anni, ha un impertinente senso dell'umorismo, ma è anche affidabile, ingegnoso e gentile per natura, sebbene tenda a prendere in giro la sorellina Anne e comunque molto premuroso con lei. 
Anne è la più giovane del gruppo, con i suoi 20 anni, infatti è quella che si dimostra più infantile, con un carattere a volte un po' piagnucoloso e meno impavido degli altri, nonostante sia anche intelligente, coraggiosa e intraprendente. Ha difficoltà a mentire e a tenere a freno la lingua, le piace fare le cose domestiche come pianificare, organizzare e preparare i pasti e mantenere pulito e in ordine il luogo in cui alloggiano.
In questa avventura conosceremo poi anche Sniffer, un bambino piccolo e magro, sempre sporco, che deve il suo nome al fatto che tira sempre su col naso (pulendoselo poi sulla manica). Egli è il figlio di uno degli zingari, e viene maltrattato dal padre, fortunatamente il bambino farà amicizia con la banda dei 5 e si rivelerà molto utile per tirarli fuori dai guai.
Anche per questo libro l'avventura parte solo dopo alcuni capitoli, in quanti nei primi i lettori conosceranno il nuovo ambiente e i vari personaggi, e in particolare Henry, una ragazza che ama farsi chiamare, comportarsi e vestirsi come un ragazzo, ed in effetti lo sembra davvero grazie ai suoi capelli corti e al suo fisico robusto. I primi capitoli ruotano molto attorno alla rivalità tra lei e George, rivalità che diventa ancora più accentuata quando arrivano alla fattoria anche Julian e Dick, che prendono subito in simpatia Henry, con gran dispiacere da parte di George. Alla fine del libro le due ragazze tuttavia riusciranno a superare tale rivalità, in quanto poste davanti a problemi più seri da risolvere.
Il vero mistero infatti parte quando i ragazzi decidono di visitare la "Brughiera del mistero" (Mistery Moor). Anche se all'inizio non sembra esserci nulla di strano, il gruppo scopre alcuni vecchi binari e una leggenda ad essi legati. A quanto pare alcuni decenni prima un gruppo di fratelli piuttosto burberi e scontrosi aveva iniziato a estrarre della sabbia da una cava per venderla, e avevano costruito quei binari per facilitarsi il lavoro di trasporto. La cosa però non aveva fatto piacere agli zingari, con cui spesso c'erano stati degli scontri, finché un giorno particolarmente nebbioso tutti i fratelli scomparvero misteriosamente senza fare più ritorno. Per questo da allora il luogo è stato soprannominato la Brughiera del Mistero, mentre prima si chiamava la Brughiera Nebbiosa (Misty Moor).
Ed è proprio con degli zingari che anche la banda dei cinque sembra avere qualche problema, in quanto a questi non sembra piacere che i ragazzi passeggino per la Brughiera, e durante un notte, in cui la banda ha deciso di accamparsi nella cava di sabbia, i ragazzi scoprono il perché... finendo per mettersi ovviamente nei guai.
Anche qui la parte più adrenalinica si concentra soprattutto verso la fine della storia, sebbene la tensione sia costruita pian piano per tutto l'arco narrativo (con la partenza degli zingari, la scoperta dei binari, la scoperta della leggenda, la nebbia che sale facendosi sempre più fitta...).
Una storia carina ed emozionante, dalle sfumature gialle (poiché i protagonisti devono risolvere come al solito un mistero), adatta ad essere letta in autonomia a partire dagli 8 anni, in cui non mancheranno indagini, azione e personaggi piacevoli.
 
Questo libro è stata pubblicato nel 1954 dalla Hodder & Stoughton col titolo "Five go to the Mistery Moor" ed è stata edita in italiano dalla MURSIA nel 1994, per poi essere ristampato (senza immagini) nel 2021 dalla Mondadori Editore. Il volume ha 176 pagine, la copertina rigida, misura 19,3 cm d'altezza e 11,8 cm di lunghezza e costava 13.000 LIRE, mentre la nuova edizione della Mondadori in copertina rigida costa 16 euro.
 
Ecco l'elenco dei romanzi di "La banda dei cinque" che sono stati pubblicati in italiano:
  1. Sull’isola del tesoro ("Five on a Treasure Island", 1942) (Mondadori, 2017)
  2. La mappa segreta ("Five Go Adventuring Again", 1943) (Mondadori, 2018)
  3. La grotta nascosta ("Five Run Away Together", 1944) (Mondadori, 2018)
  4. Il passaggio segreto ("Five Go to Smuggler's Top", 1945) (Mondadori, 2018)
  5. Il circo misterioso ("Five Go Off in a Caravan", 1946) (Mondadori, 2018)
  6. Ritorno sull’isola ("Five on Kirrin Island Again", 1947) (Mondadori, 2019)
  7. Avventura in campeggio ("Five Go Off to Camp", 1948) (Mondadori, 2019)
  8. Il ragazzo rapito ("Five Get into Trouble", 1949) (Mondadori, 2019)
  9. Mistero in spiaggia ("Five Fall into Adventure", 1950) (Mondadori, 2019)
  10. Il messaggio in codice ("Five on a Hike Together", 1951) (Mondadori, 2019)
  11. Il mistero del castello ("Five Have a Wonderful Time", 1952) (Mondadori, 2020)
  12. Il faro fantasma ("Five Go Down to the Sea", 1953) (Mondadori, 2021)
  13. Avventura a cavallo ("Five Go to Mystery Moor", 1954) (Mondadori, 2020)
  14. Una divertente avventura ("Five Have Plenty of Fun", 1955) (Mursia, 1993)
  15. La casa dei fantasmi ("Five on a Secret Trail", 1956) (Mursia, 1992)
Ecco invece i titoli dei volumi esistenti solo in inglese: "Five Go to Billycock Hill" (1957); "Five Get into a Fix" (1958); "Five on Finniston Farm" (1960); "Five Go to Demon's Rocks" (1961); "Five Have a Mystery to Solve" (1962); "Five Are Together Again" (1963).
 
     

     

     

   
 Sopra: Le copertine dei volumi pubblicati in italia, quasi tutte sono le edizioni in rigida pubblicate dalla Mondadori tra il 2018 e il 2021, tranne le ultime due in basso a destra, che sono invece quelle della MURSIA degli anni Novanta, di cui non esiste una ristampa più recente.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 1 maggio 2025

SPECIALE: Libri non illustrati (LA BANDA DEI CINQUE di Enid Blyton )

In questo speciale dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato sui libri con illustrazioni) vi parlerò di tre libri gialli per ragazzi scritti da Enid Blyton e che appartengono a una saga di libri gialli per bambini piuttosto famosa: "LA BANDA DEI CINQUE", in originale "The Famous Five".
La saga si compone di 21 volumi, di cui però in Italia ne sono stati pubblicati 15 (e la Mondadori ne ha ripubblicati 13), editi in originale tra il 1942 e il 1963. I libri furono originariamente portati in Italia tra il 1987 e il 1994 dalla casa editrice MURSIA, per poi essere ripubblicati tra il 2017 e il 2021 dalla Mondandori. Ecco l'elenco dei romanzi:
  1. Sull’isola del tesoro ("Five on a Treasure Island", 1942) (Mondadori, 2017)
  2. La mappa segreta ("Five Go Adventuring Again", 1943) (Mondadori, 2018)
  3. La grotta nascosta ("Five Run Away Together", 1944) (Mondadori, 2018)
  4. Il passaggio segreto ("Five Go to Smuggler's Top", 1945) (Mondadori, 2018)
  5. Il circo misterioso ("Five Go Off in a Caravan", 1946) (Mondadori, 2018)
  6. Ritorno sull’isola ("Five on Kirrin Island Again", 1947) (Mondadori, 2019)
  7. Avventura in campeggio ("Five Go Off to Camp", 1948) (Mondadori, 2019)
  8. Il ragazzo rapito ("Five Get into Trouble", 1949) (Mondadori, 2019)
  9. Mistero in spiaggia ("Five Fall into Adventure", 1950) (Mondadori, 2019)
  10. Il messaggio in codice ("Five on a Hike Together", 1951) (Mondadori, 2019)
  11. Il mistero del castello ("Five Have a Wonderful Time", 1952) (Mondadori, 2020)
  12. Il faro fantasma ("Five Go Down to the Sea", 1953) (Mondadori, 2021)
  13. Avventura a cavallo ("Five Go to Mystery Moor", 1954) (Mondadori, 2020)
  14. Una divertente avventura ("Five Have Plenty of Fun", 1955) (Mursia, 1993)
  15. La casa dei fantasmi ("Five on a Secret Trail", 1956) (Mursia, 1992)
Ecco invece i titoli dei volumi esistenti solo in inglese: "Five Go to Billycock Hill" (1957); "Five Get into a Fix" (1958); "Five on Finniston Farm" (1960); "Five Go to Demon's Rocks" (1961); "Five Have a Mystery to Solve" (1962); "Five Are Together Again" (1963).
Protagonisti di questa serie sono i quattro cugini Julian, Dick, Anne e Georgina e il loro cane Timmy, che in ogni volume si fanno coinvolgere e vivono  avventure, cacce al tesoro, esplorazioni, viaggi e misteri tutti rigorosamente all'aria aperta. La serie è ambientata nell'affascinante Inghilterra degli anni '40, e le storie della banda dei cinque hanno conquistato generazioni di lettori in tutto il mondo e sono un inno al senso di avventura pre - tecnologico dei ragazzi che affonda le radici nei capolavori di Mark Twain e Ferec Molmar.
 

1 - "SULL'ISOLA DEL TESORO" con 215 pagine, edito nel 2017 dalla Mondadori Editore (costo dell'edizioni in rigida16 euro; costo della flessibile 10,00 euro oppure 10,50 euro. Titolo originale: "Five on the Treasure Island", 1942).
Julian, Dick e Anne sono inseparabili. Anche quest'anno i tre fratelli trascorrono le vacanze estive insieme, nel cottage sul mare della cugina Georgina, una ragazza indipendente che porta i capelli corti e si fa chiamare George. Ecco come la zia la presenta ai ragazzi: "<< [...] Devo avvisarvi, ragazzi, all'inizio potreste trovare George un po' difficile. Sapete, è sempre stata da sola e potrebbe non adattarsi subito al fatto che siete qui. Ma non badate a lei, cambierà idea in men che non si dica. Sono stata molto contenta per George quando ho saputo che sareste venuti. Ha un bisogno disperato di altri ragazzi con cui passare il tempo.>>
<<L'ha chiamata "George"?<< chiese Anne sorpresa. <<Pensavo si chiamasse Georgina.>> 
<<Infatti>> rispose la zia. <<Ma detesta essere una femmina, perciò dobbiamo chiamarla George, come se fosse un maschio. Quella peste non si gira nemmeno, se la chiamo Georgina.>>
I ragazzi pensarono he la cugina doveva essere una tipa piuttosto interessante."
Un giorno, mentre sono fuori in barca a esplorare la baia insieme al cane Tim (che George continua a frequentare di nascosto dai genitori, che le hanno proibito di tenerlo), i quattro ragazzi vengono sorpresi da una tempesta e rimangono bloccati su Kirrin Island, una piccola isola rocciosa di proprietà della famiglia. 
Qui comincia la loro prima grande avventura: i ragazzi scoprono che la tempesta ha riportato a galla un antico relitto che trasportava un tesoro, ma presto si renderanno conto di non essere i soli a cercarlo. Riuscirà la banda dei cinque a trovare il tesoro e a salvare l'isola?
Una storia semplice ma avvincente, in cui non mancherà una parte più investigativa e una più d'azione. 
Nonostante la struttura abbastanza semplice della storia la Blyton riesce a presentare ai lettori dei personaggi abbastanza ben caratterizzati e interessanti, primo fra tutti quello di George. Il personaggio di questa ragazzina che si veste e comporta come un maschio è piuttosto interessante, specialmente se si considerano gli anni in cui il personaggio è stato scritto. È interessante anche il fatto che insista nel farsi chiamare con un nome maschile rifiutando quello femminile (se la si chiama a Georgina lei fa finta di non sentire e non risponde). Di ragazze con un carattere testardo, focoso, forte e coraggioso, con un carattere "poco femminile" se ne sono viste parecchie nella letteratura, ma George non è solo questo, ella è anche molto irascibile e scontrosa, cocciuta, ombrosa e permalosa, tanto che a tratti può risultare antipatica perfino al lettore. 
È una ragazzina con le idee ben chiare, come spiega ad Anne durante il loro primo incontro: "<<Sono George>> rispose la ragazza. <<D'ora in avanti ti rispondo solo se mi chiami George. Detesto essere una femmina e non lo sarò. Non mi piacciono le cose da femmina. Mi piace fare quello che fanno i maschi. So arrampicarmi megli di un ragazzo e so anche nuotare più veloce. So portare una barca a vela come qualunque giovane pescatore della costa. Devi chiamarmi George, e allora ti parlo. Altrimenti no.>>"
Innegabilmente George ha un carattere anche molto determinato e a tratti scontroso, come quando dice alla cugina: "<<E comunque io non volevo che veniste qui. A interferire con la mia vita! Sto bene per conto mio. Adesso invece devo vedermela con una bambina sciocca a cui piacciono i vestiti e le bambole e con due stupidi cugini!>> 
Anne sentì che erano partire con il piede sbagliato."
È un personaggio comunque piuttosto sfaccettato e sicuramente non banale, soprattutto per l'epoca. E già nel corso di questa prima avventura George inizierà a maturare e a modificare un po' il suo carattere, soprattutto quando si renderà conto che avere degli amici non è poi così male: "George era al settimo cielo. Era andata spesso sulla sua isola, ma sempre da sola con Tim. Aveva giurato che non avrebbe mai portato nessuno, perchè era scura che la presenza di qualcuno, perché era sicura che la presenza di qualcun altro avrebbe rovinato tutto. Ma adesso non c'era niente di rovinato. Anzi, ogni cosa era molto più bella. Per la prima volta George si rese conto che condividere una gioia con qualcuno la rende due volte più bella,."
George poi adora il suo cane Timothy, alias Tim, che lei considera il suo migliore amico, ed in effetti si può dire che questo cagnolone non sia inserito nella trama solo come mascotte, ma fa veramente parte della banda, tanto che l'autrice a volte si sofferma a descriverne gli stati d'animo e i pensieri, per quanto semplici. È un cane intelligente, affettuoso e leale, e si rivela utile perché fornisce ai ragazzini un'effettiva protezione fisica, tanto che perfino i genitori di George, che inizialmente non vogliono tenerlo, alla fine lo accettano.
Julian invece è il leader del gruppo ed è molto protettivo nei confronti dei fratelli minori, in particolare Anne. Egli è alto, forte e intelligente, oltre che premuroso, responsabile e gentile. Julian è il più maturo del gruppo ma, nonostante le buone intenzioni, il suo comportamento può a volte risultare autoritario.
Dick ha un impertinente senso dell'umorismo, ma è anche affidabile, ingegnoso e gentile per natura, sebbene tenda a prendere in giro la sorellina Anne e comunque molto premuroso con lei. 
Anne è la più giovane del gruppo, infatti è quella che si dimostra più infantile, con un carattere a volte un po' piagnucoloso e meno impavido degli altri, nonostante sia anche coraggiosa e intraprendente. Ha difficoltà a mentire e a tenere a freno la lingua, le piace fare le cose domestiche come pianificare, organizzare e preparare i pasti e mantenere pulito e in ordine il luogo in cui alloggiano.
La storia inizia presentandoci i vari personaggi e l'ambientazione, per poi passare piuttosto velocemente alla parte investigativa e avventurosa. Quando i ragazzi trovano la mappa nella scatola e capiscono che indica il luogo in cui si trovano dei lingotti d'oro, cioè i sotterranei del castello di Kirrin, si mettono subito al lavoro per cercare di raggiungerli. Purtroppo scoprono di avere solo due giorni per scendere nei sotterranei e scavare nel punto giusto, poiché l'isola è stata acquistata da un uomo che aveva comprato anche la scatola con la mappa, e che probabilmente ha capito che là c'è un tesoro. 
Sebbene l'autrice riesca a mantenere alto e vivo l'interesse del lettore fin dall'inizio, grazie ai personaggi interessanti e piacevoli e alla storia avvincente, verso l'ultima parte della storia le cose si faranno un po' più concitate in quanto i ragazzi, assieme al cane di George, dovranno trovare il modo di fuggire dall'isola e dagli uomini che stanno cercando di rubare il loro tesoro, in modo da avvertire i genitori di George.
Una bella storia emozionante, avvincente e avventurosa, ma non eccessivamente impegnativa, con dei personaggi piacevoli e interessanti, adatta per essere letta a partire dagli 8 anni. 

       
Sopra: A sinistra l'edizione in rigida edita dalla Mondadori nel 2018, la terza copertina invece è di un'edizione flessibile del 2023, mentre a destra vedete l'edizione originale della Mursia, che aveva anche un titolo diverso.

2- "LA MAPPA SEGRETA" con 189 pagine, edito nel 2018 dalla Mondadori Editore (costo dell'edizioni in rigida 16 euro; costo della flessibile 10,00 euro oppure 10,50 euro. Titolo originale: "Five go adventuring again", 1942).
È Natale e i tre fratelli Julian, Dick e Anne, invece di passare le vacanze con i genitori trascorrono le vacanze con la cugina Georgina, che si fa chiamare George, visto che purtroppo la loro madre si è presa la scarlattina, che è altamente contagiosa: 
"<<Oh George, non possiamo tornare a casa per le vacanze!>> esclamò lei con le lacrime agli occhi.
<<La mamma si è ammalata di scarlattina e anche il papà deve stare in quarantena. perciò non possiamo tornare. Non è orribile?>>
<<Mi dispiace tantissimo>> rispose George. Era dispiaciuta per la cugina e anche per se stessa, visto che la mamma di Anne l'aveva invitata a passare il Natale da loro insieme a Tim, il suo cane. Le avevano promesso un sacco di cose che George non aveva mai fatto prima, come andare a teatro e al circo, e una grande festa con un magnifico albero di Natale! E adesso era andato tutto a monte. [...]
Lesse qualche altra riga e poi fece un grido di gioia così spontaneo, che George e le altre ragazze la guardarono impazienti.
<<George Verrem a stare ancora da te, ma, oh, no, no, no! Dovremo avere un precettore per tutte le vacanze, sia per non gravare troppo su tua mamma, sia perchè Julian e Dick si sono già ammalati due volte quest'anno e sono rimasti indietro con lo studio."
E così i tre cugini si recano tutti a casa di George, anche se, a differenza che in estate, non potranno tornare tanto facilmente sull'isola di Kirrin, teatro delle loro precedenti avventure, a cauda del freddo e del mal tempo.
Un giorno, mentre esplorano il vecchio cottage di famiglia, trovano in una fessura nel muro un'antica mappa scritta in latino. Che cosa significano quelle strane parole e dove conduce la mappa? 
Dopo alcune esitazioni e ai risultati fallimentari a cui hanno portato i tentativi di decifrazione della mappa, i cugini decidono di chiedere l'aiuto del professor Roland, l'insegnante privato assunto dal padre di George, che il docente si ostina a chiamare Georgina, cosa che fa infuriare ogni volta la ragazzina. Inoltre sembra che l'uomo non piaccia per niente al cane Tim, che lo ignora, nonostante i tentativi di approccio del professore, al quale comunque i cani non stanno molto simpatici.
Riusciranno i cinque a rimanere uniti e a scoprire quale segreto si nasconde dietro la mappa misteriosa?
Anche per questa avventura troviamo riuniti tutti i membri della banda, compreso il cane Tim, che dimostra fin dall'inizio una certa diffidenza nei confronti del nuovo precettore privato dei ragazzi. 
Questo è il nuovo personaggio che l'autrice ci introduce in questo volume, il quale si dimostra essere piuttosto interessante e difficile da comprendere subito appieno. Tim e George provano subito una certa avversione nei suoi confronti, a Julian e ad Anne invece sta subito piuttosto simpatico, mentre a Dick piace abbastanza, sebbene ogni tanto qualcosa dell'uomo non lo convinca appieno. C'è da dire che l'avversione del cane potrebbe essere dovuta al fatto che egli percepisca la paura e la poca simpatia del professore per i cani (visto che dice di essere stato morso da piccolo da uno di essi), mentre per attirarsi l'avversione di George in realtà non ci vuole poi molto. Già solo il fatto che il professor Roland si ostini a chiamarla Georgina anziché George è un motivo sufficiente per renderla diffidente nei suoi confronti, mentre il fatto che a lui non piaccia Tim è una cosa assolutamente inconcepibile per la ragazza, che spesso si dimostra scontrosa e ostinata nei confronti del docente, non facendo altro che aumentare l'antipatia reciproca.
D'altronde George ha un carattere piuttosto chiuso, testardo e facilmente irascibile, e considera il proprio cane come un fratello, per cui per lei è inconcepibile che a qualcuno lui non piaccia. 
Nel testo ci sono spesso riferimenti agli scontri con professori Roland e al suo brutto carattere: "Chiamandola Georgina, la rese ancora più furiosa. Lei rimase indietro insieme a Tim, con l'aria cupa come un temporale. Gli altri erano a disagio. Sapevano quanto poteva essere irascibile e complicità George. Da quando erano andati a stare da lei la prima volta, la scorsa estate, era diventata molto più solare e socievole. Speravano che non si comportasse in modo avventato e non attaccasse brig, altrimenti avrebbe rovinato a tutti le vacanze di Natale."
Oppure quando Dick la rimprovera: "<<Vorrei che tu non ti arrabbiassi così per ogni cosa. Ti metti solo nei guai, e metti nei guai anche il povero Tim.>>
George era combattuta. Adesso detestava il professor Roland così tanto, che riusciva a malapena a sopportare la vista. Però non poteva essere maleducata e ribelle, perché aveva paura che il precettore facesse un rapporto negativo a suo papà e che le venisse proibito di vedere Tim. Per persona impertinente come lei era difficile sforzarsi di comportarsi nel modo giusto."
Oppure: "Cosa potevano fare con lei? Era facile domarla con la gentilezza e la comprensione, ma appena si scontrava con qualcuno a cui non piaceva, o che non le piaceva, si imbizzarriva come un cavallo, e scalciava anche, come un cavallo!"
L'avventura e la risoluzione del mistero partono abbastanza lentamente in questo secondo volume, ma ciò non vuol dire che i lettori rischino di annoiarsi, in quanto saranno comunque occupati a tener d'occhio il comportamento e le dinamiche che si instaurano tra i vari personaggi, l'esplorazione dei luoghi attorno alla casa di George, e in particolare della fattoria, luogo in cui i ragazzi della banda trovano la mappa e in cui si cela, a quanto pare, un passaggio segreto.
Sarà però solamente dopo la prima metà del libro che la banda comincerà a fare dei veri e propri passi avanti con la decifrazione della mappa (per cui dovranno chiedere l'aiuto del professor Roland) e mettersi alla ricerca di questo passaggio segreto, il quale si dimostrerà molto utile verso il finale del libro, quando i ragazzi dovranno ritrovare degli importanti appunti che sono stati sottratti al padre di George.
Una storia che si concentra molto sulle dinamiche relazioni, che non sono per niente banali (ad esempio, i lettori saranno portati a chiedersi in continuazione se ci si può davvero fidare del professor Roland) e sul carattere di George, anche se non manca la presenza di un piccolo (ma emozionante) mistero da risolvere, legato alla scoperta di una mappa che indica l'esistenza di un passaggio segreto che i nostri amici devono assolutamente trovare. Se il mistero all'inizio parte molto lentamente, a tratti venendo anche accantonato, esso si ripresenta con forza verso l'ultimo terzo del libro, che si farà molto incalzante e adrenalinico, in un finale che non deluderà i lettori.

   
Sopra: A sinistra l'edizione in rigida del 2020, subito dopo la copertina della flessibile, infine a sinistra un'altra copertina flessibile del 2023.

12 - "IL FARO FANTASMA" con 228 pagine, edito nel 2020 dalla Mondadori Editore (costo di 16,00 euro. Titolo originale: "Five go down to the sea", 1953).
Sono iniziate le vacanze e i fratelli Julian, Dick e Anne, insieme alla cugina Georgina, che si fa chiamare George, partono per la Cornovaglia con il loro inseparabile cane Timmy. 
I ragazzi alloggiano presso la fattoria Tremannon: "<<George, come ha fatto tua mamma a trovare la fattoria Tremannon?>>
<<In realtà è stato il papà che ne ha sentito parlare>> spiegò lei. <<Sapete che ha molti amici scienziati che amano i posti tranquilli in cui ritirarsi a lavorare nella pace e nel silenzio. Be', uno di loro è stato alla fattoria di Tremannon, perché aveva sentito dire che era uno dei luoghi più calmi del Paese. Mio padre ci ha raccontato che il suo amico è andato lì che era pelle e ossa, ed è tornato grasso come un'oca di Natale, e la mamma allora ha detto che sembrava proprio il posto giusto per noi!>>"
Un giorno, mentre sono a passeggiare sulle colline, i ragazzi visitano una vecchia torre di avvistamento abbandonata e vengono a sapere che un tempo, nelle notti di tempesta, i briganti accendevano una luce che dalle navi sembrava quella di un faro, per portarle a schiantarsi sugli scogli e rubare i loro carichi. 
Un vecchio pastore tuttavia afferma di vedere ancora quella luce accendersi durante le tempeste: "<<E la vedeva spesso, quella luce, quando badava alle pecore?>> chiese George.
<<Oh, sì, molte vole>> rispose il pastore. << E sempre nelle notti di tempesta, quando le navi erano nei guai e cercavano qualche segnale che le guidasse verso la salvezza. Poi, ecco che si accendeva la luce, e io pensavo "Adesso il nuon Bio aiuti quei marinai, perché non lo farà nessun altro!".>>
<<È orribile!>> esclamò George, turbata da tanta malvagità. <<Dev'essere felice ora che non vede più la luce nelle notti di tempesta!>>
Il nonno guardò George con occhi spaventati e strani. Abbasso la voce e disse: <<Giovanotto, quella luce si vede ancora nelle notti di tempesta. Il posto è in rovina e le gazze hanno infestato la torre. Ma quest'anno ho visto la luce tre volte! E succederà si nuovo nella prossima tempesta! Me lo sento nella ossa, parola mia!>> "
Julian e gli altri decidono di esplorare la costa alla ricerca degli antichi passaggi usati dai briganti, nei quali, forse, aleggiano presenze misteriose... Un nuovo, inquietante mistero attende la banda dei cinque. 
Anche in questo caso l'autrice è riuscita a regalare ai lettori una storia avvincente e coinvolgente, con il gruppo di ragazzi che cerca di scoprire come mai dal vecchio faro si continui a vedere ancora la luce che si accende, nonostante le navi ora non ne verrebbero più attirate. Il vecchio pastore pensa che sia il fantasma di suo padre ad accenderla, ma i ragazzi sono piuttosto scettici a riguardo, sebbene un po' di paura ce l'abbiano, e sono intenzionati a scoprire cosa sta succedendo, così si mettono a esplorare il vecchio faro.
In questa nuova avventura i lettori ritroveranno ovviamente tutti i membri della banda dei cinque, di cui ormai conoscono bene i caratteri, anche se in questo volume ho trovato che George spiccasse di meno rispetto agli altri volumi. I suoi scatti d'ira sono praticamente scomparsi e si offende molto meno facilmente rispetto all'inizio; l'unica cosa che continua a infastidirla è l'atteggiamento di Timmy nei confronti di Yan, un ragazzino che a lei non piace particolarmente, ma a ci il suo cane continua a fare sempre un sacco di feste.
Tra i nuovi personaggi che andremo a conoscere c'è appunto Yan, il nipote di un vecchio pastore il cui padre era un brigante; è un ragazzino strano, scalzo, con i capelli arruffati e l'aspetto trasandato che appena vede il gruppo lo prende subito in simpatia, iniziando a seguirlo dappertutto, di nascosto, cosa che ai nostri amici non è particolarmente gradita, anche se alla fine la cosa si rivelerà provvidenziale per loro.
Poi ci sono i coniugi Penruthlan, di cui la signora è una donna gioiosa, molto chiacchierona e un'ottima cuoca, mentre il marito è un omone molto grande, e con un altrettanto grande appetito, nonostante sia senza denti riesce infatti a mangiare tantissimo, anche se biascica le parole e i ragazzi non riescono mai a capire cosa stia dicendo (fortuna che c'è sua moglie che traduce). Poi vi sono i Barnies, i membri di una compagnia teatrale itinerante che farà uno spettacolo nel granaio di Penruthlan. Il loro numero più apprezzato è quello di Clopper, un finto cavallo il cui costume è manovrato in realtà da due attori che muovono la testa, gli arti anteriori e posteriori e la coda, facendogli assumere delle movenze molto buffe. Se i membri della compagnia teatrale sono tutti molto simpatici, purtroppo non si può dire lo stesso del loro capo, il proprietario della compagnia, detto il Governatore, un uomo taciturno e solitario, sempre accigliato e molto severo.
Una storia intrigante e coinvolgente, ricca di avventura con un pizzico di mistero, tra passaggi e vie segrete, luci misteriose che si accendono nelle notti di tempesta, ex briganti e contrabbandieri, ma anche tanto divertimento (specialmente col cavallo Clopper) e ottimi pranzetti e merende (preparati dalla signora Penruthlan).

 
 Sopra: La copertina dell'edizione in rigida della Mondadori, edita nel 2020.
  
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 25 aprile 2024

I ragazzi degli scogli di Olga Visentini

"I ragazzi degli scogli" è un romanzo del 1952 scritto da una certa Olga Visentini (1893-1961), un'autrice e traduttrice italiana che ha pubblicato fiabe, racconti, poesie, filastrocche, romanzi storici e romanzi fantastici per ragazzi. Accanto a questa produzione creativa trovano spazio pure traduzioni e riduzioni di classici. Incredibile che attualmente di lei non si ricordi più nessuno, io stessa ho scoperto per caso qualche suo opera, tra cui appunto questa.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 1952 della Garzanti, in tela, mentre a destra l'edizione della Mursia del 1971.

La storia è ambientata nell'agosto del 1684, lungo un lembo della costa albanese, "quasi dirimpetto a Corfù, dove nel 1684 ancora prosperavano piccole colonie di dalmati, trasmigrati dal Nord con la graduale conquista della repubblica di Venezia, e che avevano conservato della loro Dalmazia l'indomita fierezza e della civiltà veneta il linguaggio, la grazia e incondizionata ammirazione."
La storia vede come protagonista una banda di ragazzi, figli di pescatori, in particolare Marco, un biondino, e Lorenzo, un ragazzo di stirpe nobile, i quali sono i capi del gruppo, anche se in realtà non si può dire che in tutto il romanzo ci sia un vero e proprio unico protagonista.
Ecco comunque come viene descritto Lorenzo la prima volta che appare nella storia: "Lorenzo Demonio era rimasto a lungo sul limite estremo della punta Lionata, investito dal sole e da un leggero vento marino, che modellava i pochi stracci attorno al suo corpo si adolescente, alto, e snello, dai muscoli forti, la cui elasticità era rivelata dall': atteggiamento eretto, dalla testa gettata un poco all'indietro, ed anche dal quel profilo deciso e regolarissimo sotto i capelli biondi, un poco lunghi, tutti rovesciati sulla nuca dove si arricciavano come quelli di un paggio. I suoi occhi grandi e turchino fissavano le lontananze...".
I genitori di Lorenzo sono infatti dei nobili: il padre, Maurizio Demonio, svolge incarichi per il Doge ed un giorno viene richiamato a Venezia per prendere il comando di una nave per una spedizione contro i Turchi, così lui e la moglie devono partire, decidendo di lasciare i figli (Lorenzo e sua sorella Laura) a Roccalmare. Peccato che una notte la rocca venga attaccata da dei pirati, così Lorenzo è costretto a fuggire (anche la sorella tenta la fuga, ma non ce la fa), mentre i farabutti danno fuoco alla magione. La sorella e altri servitori scompaiono nell'incendio, ma siccome non vengono ritrovati corpi vi è la possibilità che siano stati rapiti dai pirati, così Lorenzo e gli altri figli di pescatori iniziano a covare il desiderio di comprare un veliero per potersi mettere alla loro ricerca.
Ovviamente Lorenzo sa che la cosa è piuttosto irrealistica, anche riuscendo a trovare centinaia di ostriche, così appena un altro ragazzo gli comunica che a Vodizza (a cinque miglia da Corfù) vi è un'intera flotta veneziana Lorenzo decide di recarvisi per farsi ascoltare e chiedere aiuto nelle ricerche della sorella. L'operazione va a buon fine, così il ragazzo rimane sulla nave per cercare la sorella, mentre i suoi giovani amici pescatori cercano di aiutare da terra, seguendo le indicazioni del capitano Strassoldo, quello che ha accolto Lorenzo sulla sua nave, per tenersi pronti per un'importante missione.

Sopra: Alcune pagine tratte dal primo capitolo del libro, in cui facciamo la conoscenza dei "ragazzi degli scogli" del titolo, di cui potete anche vedere un disegno nella pagina a destra.

La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Guido Zamperini le quali possono essere sia a colori che in bianco e nero. 
Queste ultime sono solitamente collocate in mezzo ai testi, di dimensioni abbastanza grandi, sebbene ve ne siano anche alcune pagina intera. 
Le illustrazioni a colori sono invece sempre a pagina intera, dalle tinte accese e brillanti.
I disegni rappresentano scene della storia e hanno un aspetto realistico e abbastanza ricco di dettagli e particolareggiato, anche se sembrano essere le immagini in bianco e nero quelle maggiormente curate, forse per il lavoro di ombreggiature che risalta di più.
Rappresentando scene della storia la maggior parte dei casi le scene sono ambientate in ambienti marinareschi: barche in mezzo al mare, scogli, ambienti sottomarini, anche se non mancano anche case.

 

 
Sopra: In alto alcune illustrazioni in bianco e nero,di cui quella a sinistra ci mostra Luchino che si è tuffato in mare, e quella a destra rappresenta Fioretta, la sorella di Marco, uno degli amici pescatori di Lorenzo.  In basso alcune a colori di cui la prima a destra raffigura il veliero dei pirati e quella a destra l'incontro tra Lorenzo e Marco e il comandante della flotta veneziana.
 
"I ragazzi degli scogli" di Olga Visentini è un bel romanzo per ragazzi, di avventura, ma anche di tipo storico, in quanto ambientato in un'epoca e in dei luoghi precisi, tenendo conto dei fatti storici/politici accaduti in quel periodo storico. L'opera mi ha trasmesso un po' le atmosfere dei romanzi salgariani, anche se questo scritto dalla Visentini mi pare più semplice come primo approccio rispetto ai volumi di Salgari, nonostante il linguaggio utilizzato sia comunque un po' complesso per i bambini di oggi.
Il testo contiene infatti un linguaggio ricco, pensate che una delle descrizioni recita ad esempio così: "E scompare a sua volta sott'acqua, fra il ruggito delle schiume, che chiazzavano di bianco l'azzurro del mare, e si allargavano intorno agli scogli con slabrature trinate che si dissolvevano in perle iridescenti." Vengono utilizzati inoltre anche diversi termini specifici dell'ambiente marinaresco o semplicemente caduti in disuso attualmente, tipo: tartana (piccolo veliero mediterraneo da carico), prora, gomena, scafo, paratia, bragozzi (imbarcazione da pesca o da carico tipica del medio e alto Adriatico), feluca (piccola imbarcazione a vela), lupatto (lupetto), lucore (lucentezza), trasbordando (inteso come trasportando), secondare (nel senso di accompagnare), cilestrini (di colore celeste chiaro), émpito (impeto), calandra (macchina utensile costituita da cilindri rotanti), piote (copertura che caratterizza l'architettura dell'area ticinese), canniccio (stuoia di canne), papilanti (palpitanti), perorazioni (arringa, discorso pronunciato con convinzione in difesa di qualcuno/qualcosa), passeraio (chiacchierio rumoroso o chiassoso), papilare (cantare degli uccelli) ...
La storia parla di pirati, i quali però questa volta non sono i protagonisti della vicenda, come accadeva invece con i romanzi salgariani, ma sono invece gli antagonisti, in quanto, almeno inizialmente, il protagonista della vicenda è Lorenzo, un ragazzo nobile veneziano che intraprende la missione di ritrovare la sorella, scomparsa in seguito all'attacco dei pirati a Roccalmare e probabilmente rapita da loro. Ad aiutarlo nell'impresa sono i suoi amici figli di pescatori, con cui il ragazzo ha giocato durante la primavera, quando i genitori lo hanno portato a Roccalmare: "La sua amicizia con Marco Molin e con Lucio, suo fratello, Michele Verlato, Luchino, Paolotto, Simonetto e con tutti gli altri, risaliva a quei mesi; e benché i Delminio non conoscessero di persona quegli amici di nuovo genere, glieli concedevano, perchè onesti e capaci di insegnare a Lorenzo la santità del lavoro".
Lorenzo è un bel ragazzo coraggioso e intelligente, che inseguito alla distruzione di Roccalmare impara ad adattarsi a vivere poveramente con una famiglia di pescatori, sebbene il testo faccia sempre trasparire il fatto che lui sia figlio di nobili, cosa che emerge dal portamento, dall'atteggiamento e dalla sua istruzione. Nel testo ad esempio viene detto: "... perchè il Delminio, pur in cenci al pari di lui e degli altri, era diverso; e gli veniva spesso di pensare: 
<<Un arcangelo travestito.>>
Se all'improvviso gli fosse comparso davanti in abito di velluto, con arricciature di trina ai polsi e intorno al collo e spada al fianco, sarebbe stato pronto a giurare di averlo veduto sempre così."
Buona parte della storia comunque segue le vicende non solo di Lorenzo, ma del resto del gruppo di figli di marinai, del loro viaggio per raggiungere Prèvesa e dei giorni in cui vi restano in attesa del segnale che Strassoldo ha promesso di dar loro al giusto momento. Poiché il gruppo è composto da 11 ragazzi non posso dire che siano tutti adeguatamente approfonditi, ma seguiamo soprattutto i comportamenti di Nicoletto, Simonetto, Luchino e Marco, il vice capo del gruppo, in assenza di Lorenzo. Tra parentesi (visto che come vi ho detto il romanzo è anche storico), la città di Prèvesa  è attualmente un comune della Grecia situato nella periferia dell'Epiro, in passato è stata sotto dominazione veneziana per molti anni, prima di venire presa dagli ottomani nel 1449.
Nel romanzo viene anche citato il personaggio di Francesco Morosini, il quale fu il centottesimo doge della Repubblica di Venezia, dal 1688 fino alla sua morte nel 1694, anche se in precedenza era stato nominato per quattro volte capitano generale da Mar. Nel 1684, anno in cui si ambientano le vicende del libro, vinse a ripetizione e minacciò i cardini dell'Impero Turco nel Mar Mediterraneo e nel 1864 conquistò l'isola di Santa Maura. A tale proposito nel testo Strassoldo spiega: 
"<<Per mantenere la conquista di Santa Maura occorreva quella di Prèvesa>>. 
<<Ma era pericolosissimo attaccare Prèvesa di fronte.>>
<<Il Morosini l'ha svuotata con l'astuzia.>>
<<Ed io, conte di Strassoldo, sono stato prescelto per lo sbarco clandestino.>>
<<Ed io, nobile Loredan, ho preparato le strade.>>"
Le figure femminili partecipano raramente attivamente all'azione (in questo si vede che il romanzo è un po' vecchio stampo, in quanto appunto l'azione sembra essere cosa appartenente solo al genere maschile, mentre le donne fanno più da supporto morale). Però ad un certo punto della storia comunque compaiono una vecchina e una ragazzina che aiuteranno la banda di ragazzi a giungere a destinazione, dove Strassoldo li ha voluti inviare e la vecchietta farà la sua parte per riuscire a liberare uno dei ragazzi che è caduto prigioniero dei Turchi.
Una bella storia avventurosa, intrigante, adatta a partire dai 9/10 anni in quanto il linguaggio è un po' complesso, che vede dei ragazzini contrapporsi ai Turchi per salvare una donzella in difficoltà (la sorellina del protagonista). Un tipo di romanzo un po' vecchio stampo, ma che conserva certamente un certo fascino, dove emergono ideali come l'importanza (addirittura la "santità") del lavoro, dell'essere coraggiosi, di aiutare gli amici in difficoltà, del supportarsi a vicenda e fare gioco di squadra, nonché la presenza/importanza della religione, poiché vediamo spesso persone pregare, un comportamento tipico per l'epoca, non manca neanche una certa dose di amor di patria (in questo caso il desiderio di battersi per la Repubblica di Venezia), sebbene i ragazzi non siano propriamente veneti ma dalmati (infatti sono chiamati "dalmatini").
 
Questo libro è stato pubblicato nel 1952 dalle Edizioni Garzanti, ha 234 pagine, una copertina rigida, misura 23,3 cm d'altezza e 16 cm di lunghezza.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

giovedì 15 giugno 2023

Incompreso di Florence Montgomery

"Incompreso" di Florence Montgomery è un libro che vede come protagonista Humphrey, un bambino di sette anni, costretto a soffocare i propri slanci e la propria vivacità a causa degli adulti che non riescono a comprenderlo, preferendo il fratellino, più tranquillo e affettuoso.
 
Sopra: Sulla copertina dai toni azzurri vediamo in primo piano Humphrey, che viene considerato semplicemente un monello, mentre sullo sfondo, in direzione dello sguardo del bambino, il padre assieme al fratellino.
 
Sir Everard è un aristocratico inglese vedovo con due figli, Humphrey, di sette anni, e Miles, di quattro. Il figlio minore, di costituzione gracile, è oggetto di continue cure e premure. Il maggiore invece, che nasconde dietro un comportamento ribelle il dolore per la morte della madre, viene trattato con indifferenza ed è oggetto di continui rimproveri da parte del padre e della governante, i quali si preoccupano principalmente della sorte di Miles, che il fratello maggiore trascina nelle sue avventure, spesso un po' spericolate, col rischio di farlo ammalare. 
Un giorno però accade un incidente: i due bambini cadono nel lago...
 
 Sopra: L'inizio del secondo capitolo, da notare in alto un piccolo disegni in bianco e nero che raffigura Humphrey sotto un albero.
 
L'edizione che ho letto io, della Mursia, è accompagnata dalle illustrazioni di Paolo Ghirardi, le quali sono molto graziose, con un tratto semplice, pulito e poetico.
Esse sono di tre tipi: le prime sono quelle a pagina intera a colori, le quali hanno tinte accese e brillanti, vivaci e luminose in quanto rappresentano solitamente momenti che i bambini passano all'aperto durante delle giornate di sole. Proprio perchè ambientate all'aperto i colori che vi predominano sono soprattutto il verde delle piante e del prato e l'azzurro del cielo o dell'acqua.

   
 Sopra: Due illustrazioni  colori e a tutta pagina che raffigurano due momenti all'aperto vissuta da bambini. A sinistra Humphrey svuota il cestino che il fratellino ha riempito di funghi velenosi, mentre a destra i due fratelli che si stanno arrampicando su un rampo proteso sopra un laghetto.
 
Le immagini del secondo tipo sono sempre a tutta pagina ma in bianco e nero; sono disegni dai tratti puliti, con figure e sfondi tracciati con linee nette e precise, in cui compaiono alcune zone d'ombra tracciate con linee nere sottili, oppure zone più scure in cui la parte in ombra è tutta dipinta di un nero inchiostro. Mentre le immagini a colori ritraggono sempre i due bambini soli mentre giocano all'aperto, queste in bianco e nero mostrano i due giovani protagonisti solitamente all'interno delle mura domestiche, spesso in compagnia di qualche adulto come loro padre, la governante oppure qualche amico del padre che è venuto in visita a casa loro.
L'ultimo tipo di disegni è sempre in bianco e nero, ma di dimensioni più piccole e sono posizionati all'inizio di ogni capitolo, sotto/accanto al titolo, oppure alla fine, subito dopo i testi. Sono immagini di 5/6 tipi che si ripetono ciclicamente e che hanno per protagonisti i due fratellini, rappresentati a volte insieme e talvolta invece solo Humphrey, mentre giocano oppure mentre svolgono azioni quotidiane (tipo alzarsi dal letto, vestirsi).
 
 
 Sopra: Le immagini del secondo tipo sono in bianco e nero, ma possono essere o a tutta pagina (come quelle in alto) oppure piccole poste all'inizio o alla fine dei capitoli (come quella più in basso). Sono disegni dai tratti puliti, con figure e sfondi tracciati con linee nette e precise, in cui compaiono alcune zone d'ombra tracciate con linee nere sottili, oppure zone più scure in cui la parte in ombra è tutta dipinta di un nero inchiostro.
 
"Incompreso" è una delle opere più famose (forse addirittura l'unica tradotta in italiano) della scrittrice Florence Montgomery, da non confondere con Lucy Maud Montgomery autrice di un capolavoro della letteratura per l'infanzia molto più famoso ("Anna dai tetti verdi" o "Anna dai capelli rossi"). 
Il libro vede come protagonista Humphrey, il quale è appunto un "incompreso", in quanto il fatto di essere un bambino allegro e vivace fa credere a molti degli adulti che gli sono attorno che egli sia anche un po' insensibile, suo padre addirittura lo considera "senza cuore". Tale pregiudizio nasce, in particolare, da un episodio in seguito alla morte della madre del protagonista: "Che triste giorno, per il piccolo Humphrey Duncombe, quando la sua mamma lo lasciò per sempre, quando la lunga malattia che la consumava terminò con la sua morte; [...] Durante i primi giorni che seguirono la morte della moglie, Sir Everard schiantato dal colpo sofferto, non volle vedere nessuno, neppure i propri figlioletti. Quando li rivide rimase sorpreso nel constatare che Humphrey non era affatto cambiato: turbolento e rumoroso come sempre, incline come sempre ad ogni sorta di monellerie, appariva del tutto dimentico di quanto era accaduto. E seguendolo con lo sguardo, nel suo abitino da lutto, rincorrere gli agnelli nel prato, concluse tra sé: <<Ha poco cuore>>."
In realtà questa apparente insensibilità è dovuta al bisogno di tenerezza e alla profonda nostalgia dell'affetto materno, sentimenti che il bambino maschera con una grande spensieratezza e vivacità, tanto che gli altri lo giudicano di animo incostante e incapace di vero affetto. Humphrey in vero è certamente una creatura per indole esuberante e piena di vita, un bambino dalla fantasia accesa e molto sensibile alla natura che lo circonda. Egli riesce a far diventare tutto teatro dei suoi giochi e occasione di nuove avventure, con quell'incostanza e attenzione tipica dei bambini piccoli.
Non bisogna dimenticare che i protagonisti di questo libro sono due bambini piuttosto piccoli: Miles di 4 anni e Humphrey di 7, e credo che l'autrice sia stata brava a rendere al lettore il comportamento dovuto alla loro età (molti autori, quando parlano di bambini, soprattutto se piccoli, tendono ad adultizzarli, rendendoli troppo maturi per la loro età). Miles è un bambino abbastanza tranquillo, ma avendo comunque solo 4 anni si fa trascinare sempre dal fratello nelle sue avventure, in quanto egli lo vede com ammirazione poichè porta già i pantaloncini e conosce molte più cose di lui (tra cui il fatto che ad esempio ricorda più cose riguardo alla madre, mentre Miles, avendo solo 2 anni quando è morta, non ricorda quasi nulla). Humphrey, se nel profondo soffre molto per la perdita della madre, non fa trasparire questo dolore, in quanto egli stesso a volte se ne dimentica a causa della sua gioia di vivere, della sua natura giocosa, vivace e irruenta. Come è tipico dei bambini, basta poco per attirare la sua attenzione e distrarlo da qualsiasi altra questione importante (è anche a causa di ciò che il padre lo giudica insensibile, ma in realtà questa è una caratteristica del cervello infantile): un uccello, un insetto, un avvenimento anche solo un minimo buffo, oppure una parola interessante... Humphrey e Miles ad esempio vengono subito catturati nel sentire che un giorno il padre inviterà a cena degli "aborigeni", non comprendendo che in realtà si tratta di uno scherzo dello zio, che chiama così gli elettori del fratello. 
"Devo invitare a pranzo gli aborigeni e la sua assistenza mi sarebbe di grande aiuto. Da due anni non mi occupo dei miei elettori, e sento che è ora di ritornar ad interessarmene.
- Che parola lunga- mormorò Humphrey sottovoce, terminando di appianare con le dita l'ultima buca e mettendosi tra le labbra un ramoscello di prezzemolo caduto dal piatto di pesce. -Babbo che cosa sono gli abo... abo...?
-Gli aborigeni- terminò zio Charlie - sono esseri selvaggi che abitano nelle foreste, mezzo uomini e mezzo animali.
-E il babo li invita a pranzo!- esclamò Humphrey, stupefatto.
-Sì- disse lo zio Charlie prendendo gusto allo scherzo-"  
I bambini, comprensibilmente, tuttavia non capiscono lo scherzo e infatti si aspettano di vedersi arrivare a pranzo dei selvaggi provenienti da una foresta sperduta, per cui Humphrey non riesce a trattenere il proprio stupore nel constatare che gli ospiti hanno deluso le sue aspettative, dicendo candidamente che lui si aspettava invece di vedere dei selvaggi. Questo crea del malcontento nel padre, che teme che gli ospiti si offendano, e cerca di far credere a costoro che sia il bambino ad avere capito male il temine, poichè lui intendeva invece "elettori". Anche in questo caso il padre si offende con Humphrey, ma l'errore è stato prima di tutto degli adulti, non del bambino, che ha semplicemente creduto a ciò che gli veniva detto (ancora troppo piccolo per poter cogliere l'ironia nel commento dello zio).
Sir Everard in realtà non è un cattivo padre, anzi, in realtà prima di iniziare a leggere il libro me lo aspettavo molto peggio, non dico violento, ma comunque più brusco e insensibile, invece si capisce che lui ci tiene ai figli, pur dimostrando una preferenza un po' eccessiva per il secondo genito, in quanto più piccolo, tranquillo e affettuoso. Cosa che però accade sovente a molti genitori, poichè in quanto esseri umani tutti hanno le loro preferenze, volenti o nolenti. Nonostante la storia di stata scritta nell'Ottocento, periodo in cui ai bambini veniva data dai genitori meno attenzione rispetto a quanta se ne dia ora, vediamo spesso il Signor Everard venire a trovare i figli, e quando torna a casa passa sempre del tempo in loro compagnia, anche giocando con loro, per cui egli non è affatto un uomo insensibile o freddo come avevo pensato prima della lettura. Di lui viene anche detto che non ama rimproverare i suoi figli (anche quando gli viene espressamente richiesto dalla governante) e quando lo fa (soprattutto con Humphrey) devo dire che non ha neanche torto. Effettivamente, seppur non dettati da cattive intenzioni e guidati semplicemente dall'ingenuità tipica dell'infanzia, alcuni comportamenti messi in atto da parte di Humphrey sono effettivamente pericolosi, soprattutto perchè il bambino trascina sempre con sè nelle sue imprese anche il fratellino più piccolo, di costituzione di fragile, che più volte fa effettivamente ammalare.
I bambini piccoli hanno un senso del pericolo meno sviluppato, per questo motivo oggi, specialmente in certe circostanze, si sa che non li si può lasciare quasi mai da soli senza guardarli, mentre un tempo essi godevano decisamente di più libertà. Humphrey è uno di questi bambini (proprio perchè ancora piuttosto piccolo) che non riescono a comprendere il senso del pericolo e a prevedere le conseguenze a cui determinate azioni possono portare. Egli pensa a giocare e a vivere delle avventure, e purtroppo sarà proprio questa la causa di ciò che gli accadrà. Il bambino infatti, rompe un'importante promessa fatta al padre (non arrampicarsi su un certo ramo che si affaccia su un lago, poichè marcio) perchè vuole fare un gioco, ed è ciò che fa scattare il disastro.
Tra l'altro è molto interessante vedere come Humphrey aggira la promessa fatta al padre (in questo dialogo assieme al fratellino) pur di fare quel gioco, perchè è proprio un ragionamento infantile (nel senso proprio che è tipico di un bambino): 
"È un gran peccato che che il babbo non voglia lasciarci arrampicare su quel ramo: è proprio uguale a quello del racconto, e sarebbe stato così bello poter fare esattamente come quel marinaio!... Il babbo dice che il ramo è marcio e malsicuro: io invece sono certo che si sbaglia. Basta guardarlo per vedere che è solidissimo.
Sospirò ancora, e vi fu una lunga pausa.
- Non so proprio- riprese infine il ragazzo - che male vi sarebbe ad andare a dare un'occhiata. Deve'essere deliziosamente fresco, laggiù.
- Oh, no, Humphie, te ne prego! Perderemmo nuovamente la strada, chissà come si arrabbierebbe Virginie!
- Conosco benissimo la strada partendo da qui. L'altra volta ci siamo smarriti perchè siamo passati dalla casa di Dyson.
- Ma pensa, Humphie, se dovessimo bagnarci di nuovo! Ho promesso al babbo di non ammalarmi più.
- È la pioggia che ci ha bagnati, Miles, non l'acqua dello stagno. Oggi non pioverà: guarda che cielo azzurro!   [...]
- Voglio solo darvi un'occhiata, Miles, Di cosa hai paura?
- Non lo so, - la voce del bimbo tremava un poco - ma ti prego proprio, Humphie, non andiamo!
- Se non vuoi venire puoi rimanere qui; andrò io solo e ritornerò presto.
A Miles non piaceva affatto essere lasciato solo nei campi; si alzò e con un sospiro pose la manina in quella del fratello.
- Vengo anch'io- disse, rassegnato.
- Bravo - lo incoraggiò Humphrey. - Lo pensi anche tu, vero, che non c'è proprio nulla da aver paura?".
Nei confronti di Humphrey siamo così portati a provare emozioni contrastanti poichè, da un lato, effettivamente ti verrebbe da dirgli "Chi è causa del suo mal pianga se stesso", anche perchè nelle sue avventure ci trascina anche il fratellino di costituzione più debole, che finisce per far ammalare più volte, ingnorando le promesse e i buoni propositi fatti al padre e alla governante. Dall'altro comunque bisogna considerare che anche Humphrey è pur sempre un bambino abbastanza piccolo e ancora pervaso da quell'ingenuità tipica dell'infanzia.
Da un altro lato ci verrebbe da prendercela con gli adulti che seguono Humphrey, che non riescono a riconoscerne la grande sensibilità e il suo bisogno di divertirsi, ma per certi aspetti non si può dar loro tutti i torti, in quanto anche ai giorni nostri (dopo studi e studi sulla psicologia infantile) ci è ancora difficile comprendere cosa pensa davvero un bambino e cosa si celi nel profondo del suo animo. Ai tempi di Humphrey ciò che combinava veniva semplicemente classificato come "monellerie", quando in realtà sono comportamenti scaturiti dalla sua voglia di divertirsi e di giocare, normalissima per un bambino.
Un libro sicuramente interessante che, come scritto nella prefazione: "Non sapremmo dire se il libro sia più rivolto al pubblico infantile o ai lettori adulti: per i primi è un racconto vivo e appassionante, che desta nell'animo i sentimenti più nobili; per i secondi - di là dei suoi pregi eltterari - è una fonte a cui chiedere ispirazione, per ritrovare davanti a se stessi il dono di una meravigliosa infanzia piena di luce e di grandezza". Una storia che può far riflettere e appassionare sia bambini, a partire dagli 8 anni (anche in lettura condivisa), che gli adulti, anche se per motivi differenti: i primi possono immedesimarsi nei due fratelli, i secondi invece possono analizzare il comportamento dei bambini e degli adulti, riflettendo sulla genitorialità e la visione che gli adulti hanno dei bambini.
 
Il volume è stato pubblicato originariamente nel 1869 col titolo "Misunderstood"; è stato poi edito in italiano, in questa edizione, nel 1951 dalla Ugo Mursia Editore; ha 151 pagine, la copertina rigida, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 11,30 euro.
 
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mercoledì 3 maggio 2023

La spada nella roccia di Terence Hanbury White

"La spada nella roccia" di Terence Hanbury White è un libro per ragazzi pubblicato nel 1938 inizialmente come volume autonomo, anche se poi diventerà il primo della tetralogia "Re in eterno" composta dai seguenti titoli:
  • "La spada nella roccia" del 1938
  • La regina dell'aria e delle tenebre (The Queen of Air and Darkness) del 1939 (pubblicato separatamente in una forma diversa come The Witch in the Wood, cioè La Strega nel bosco);
  • Il cavaliere malfatto (The Ill-Made Knight) del 1940;
  • La candela nel vento (The Candle in the Wind), pubblicato per la prima volta nella versione della raccolta, nel 1958.
  • Il libro di Merlino racconta le ultime lezioni di Re Artù ricevute da Mago Merlino prima della sua morte e fu pubblicato separatamente, dopo la morte di White.
Di recente (2021) Mondadori ha pubblicato tutti i volumi assieme in un unico tomo dal titolo: "Il Re che fu, il Re che sarà: il ciclo completo del re in eterno".

Sopra: Sulla copertina compare la famosa scena (la cui illustrazione non è presente all'interno el libro) emblematica dell'infanzia di Artù, in cui egli estrae la spada dall'incudine/roccia
 
Il romanzo di White racconta la crescita di Artù col suo padre adottivo Sir Ector, la sua rivalità ed amicizia con suo fratello adottivo Kay, più grande di 2 anni, e l'inizio dell'addestramento con Merlino, un mago che vive il tempo al contrario. 
Tutto ha inizio quando l'istitutrice di Artù (che in questa edizione è chiamato "Turacciolo", come diminutivo di Arturo, anche se in inglese è chiamato "Wart", ossia "Bitorzolo") e Kay viene licenziata, così Sir Ector si mette in mente di trovare un altro insegnante privato per i ragazzi. Per andare a recuperare un falco che è scappato in un bosco, Artù fa il suo primo incontro con Merlino, che si proporrà di venire ad abitare a casa del ragazzo per fargli da mentore.
Merlino, conoscendo il destino del ragazzo, gli insegna cosa significa essere un buon re trasformandolo in vari tipi di animali: un pesce, un falco smeriglio, un serpente e un gufo. Ognuna delle trasformazioni ha lo scopo di insegnare a Turacciolo una lezione, per prepararlo alla sua vita futura.

Sopra: Un'illustrazione che mostra una conversazione tra Merlino e il giovane Artù/Turacciolo, mentre il gufo Archimede assiste alla scena dall'alto.

Il romanzo, in questa edizione Mursia della collana "I corticelli" ("La collana italiana che ha il privilegio di far conoscere ai giovani, in edizione integrale e in veste elegante e sobria, testi classici e moderni di alto valore letterario") è accompagnato dalle illustrazioni di Ad vander Elst.
Tutti i volumi di questa collana sono accompagnati da illustrazioni, solitamente a pagina intera ed a colori, anche se in questo caso le immagini sono molto poche, soprattutto considerando la lunghezza complessiva della storia.
In tutto il libro ci sono infatti solo 4 illustrazioni (a colori e a pagina intera), le quali rappresentano sempre scene descritte in un determinato capitolo, con i  vari personaggi che ne prendono parte come ad esempio un momento di dialogo tra Merlino e Artù (a cui sta assistendo anche Anacleto), oppure l'incontro tra Artù e il cavaliere Pellinore (che indossa un'armatura bianca).
La rappresentazione dei personaggi, degli animali ma anche degli elementi di sfondo è bidimensionale, ricordando quindi gli arazzi medievali, e quindi parecchio particolare
A colpire però il lettore è l'uso dei colori, che sono sempre molto chiari, vividi, accesi e brillanti; tra le tinte più utilizzate troviamo il blu, il rosso, il fucsia, il bianco e il verde (talvolta c'è anche qualche tocco di giallo). Soprattutto quando si tratta di sfondi tali tinte sono utilizzate in modo poco inerente alla realtà, con muri di castelli blu e pareti di case (in legno) azzurre.
Le persone sono colorate in modo abbastanza preciso, ma non proprio realistico, con delle forme piuttosto semplici e spigolose, senza che i colori fuoriescano dai bordi. Gli sfondi risultano invece molto più generici e poco particolareggiati, a volte con un paio di tinte mischiate e sovrapposte assieme con degli schizzi, mentre altre volte le tinte che contraddistinguono i vari elementi dello sfondo sono tenute ben separate, ma anche in questo caso l'effetto è piuttosto astratto e poco realistico, anche a causa dei colori talvolta un po' psichedelici.

 

Sopra: Le altre tre immagini presenti all'interno del romanzo, le quali rappresentano alcune scene narrate nei testi e alcuni personaggi quali Sir  Ettore, Kay, Turacciolo/Artù, Merlino e Pellinore. Da notare i colori accesi e brillanti, le figure umane dall'aspetto non molto realistico, ma preciso e dai tratti spigolosi, mentre gli sfondi sono più astratti.

"La spada nella roccia" di Terence Hanbury White è un libro per ragazzi che narra la prima parte della vita di Re Artù, cioè la sua infanzia e il suo primo incontro con Merlino, nonché i suoi primi insegnamenti e lezioni. Il libro inizia come un leggero racconto sulle avventure del giovane Artù, sulle lacune di Merlino sulla magia e sull'interminabile ricerca di re Pellinore della "Bestia che Latra" o "Mostro Brac" (in originale Questing Beast), un animale che la sua famiglia caccia da sempre. Alcune parti di questo libro sono una parodia delle leggende su Artù grazie alle virtù della prosa di White, che si basa molto sugli anacronismi. Lo stesso Merlino spesso cita cose, oggetti o avvenimenti provenienti da epoche future, addirittura legate alla nostra contemporaneità; ad esempio quando Artù vede il mago per la prima volta lo sente esclamare: " - Sembra impossibile che uno non possa avere di meglio, dopo tanti anni di studi, che un benedetto pozzo e un benedetto secchio, a qualsiasi benedettissimo prezzo! Uffa" - aggiunse il vecchio signore, sollevando con sforzo il secchio dal pozzo e gettando a quest'ultimo una occhiataccia. - Quanto vorrei avere l'impianto elettrico e l'acqua potabile comunale! -".
Da questo romanzo Walt Disney ne trasse l'omonimo lungometraggio animato del 1963, dove il personaggio di Artù prende il soprannome di "Semola" nel doppiaggio italiano. Il cartone riprende molto bene l'umorismo e il lato comico dell'opera e ne trasporta alcune parti in modo piuttosto fedele e molto divertente, rendendo addirittura alcuni personaggi indimenticabili e memorabili, ancora di più che nel libro (tipo il gufo Anacleto). Anche certe scene sono rese nel cartone secondo me più divertenti, grazie al dinamismo dato dall'animazione (che quindi offre al lettore un'esperienza sia sonora che visiva) e dalle canzoni (leggendarie quelle ad esempio di "Questo il mondo fa girar" o "Higitus Figitus").
All'interno del volume è presente anche l'episodio con Maga Magò, che nel libro invece è chiamata Madama Mim, che ho scoperto avere alcune differenze rispetto alla versione animata, tra cui l'aspetto della maga, che viene descritta essere molto bella con "un'aria tutta zucchero e miele" ma "falsa come una moneta falsa". La strega inoltre riesce a intrappolare non solo Artù, ma anche Kay, il quale è stato "pizzicato ben bene per vedere se era bello grasso" e gli sono state date anche delle "gran pacche per sentire se sonava bene" ("come fanno i macellai con i capi di bestiame"). La donna infatti rinchiude i due ragazzi in delle gabbie con l'intenzione di mangiarseli (un po' come voleva fare con Semola, che però aveva le sembianze di un uccello, nel cartone), iniziando prima da Turacciolo, che spoglia prima di dargli un colpo in testa, poiché gli abiti dei ragazzini "vengono via meglio, se li spogli vivi, e a chi mai verrebbe in mente di arrostire un ragazzo con tutti gli abiti, sciupando la pietanza"?". Il ragazzo riesce a salvarsi grazie all'aiuto di un capro che lui riesce a liberare dalla gabbia e che corre ad avvertire Merlino, che quando arriva dà inizio al duello di magia (presente anche nel cartone, anche se Madam Mim nel libro è più corretta rispetto a Maga Magò). Inoltre mentre nel cartone Maga Magò semplicemente si ammala, nel libro viene proprio uccisa, poiché Merlino si tramuta in rapida successione rispettivamente "nei microbi (non ancora scoperti) della varicella, della scarlattina, degli orecchioni, della tosse asinina, del morbillo e della rosolia". 
Mi sono soffermata a raccontarvi l'episodio su Madam Mim, confrontandolo con quello del cartone, anche perchè ho scoperto che esso è presente solo nelle edizioni originali, mentre fu tagliato nelle stesure revisionate. Sappiate dunque che in questa edizione della Mursia l'episodio è presente se siete curiosi di leggerlo (non so invece se nell'omnibus Mondadori di "Il re che fu, il re che sarà" esso ci sia oppure sia stato eliminato).
Come dicevo all'inizio nel 2021 Mondadori ha pubblicato tutti i volumi della saga "Re in eterno" assieme in un unico tomo dal titolo: "Il Re che fu, il Re che sarà", con la traduzione di Maria Benedetta De Castiglione. L'edizione che ho letto io è invece quella del 1964 della Mursia della collana "I corticelli": "La collana italiana che ha il privilegio di far conoscere ai giovani, in edizione integrale e in veste elegante e sobria, testi classici e moderni di alto valore letterario". Questa fu la prima traduzione italiana e per molto tempo anche l'unica; nella presentazione del volume ci viene spiegato: "Queste pagine narrano come e perchè un ragazzo a nome Arturo, da tutti chiamato affettuosamente Turacciolo, divenne il famoso re Artù dell'antica favola inglese. [...] Il lettore italiano ha ora l'occasione di conoscere questo libro che, nel suo genere, è stato giudicato un capolavoro, in una traduzione integrale che ha voluto rispettare le caratteristiche letterarie dell'originale. Il traduttore si è limitato ad aggiungere note o commenti soltanto in alcuni punti, nei quali un chiarimento poteva forse giovare. Per il resto, il testo rimane ciò che l'Autore desiderava: un'avventura proposta al lettore".
In effetti le note a piè di pagina sono spesso molto utili, in quanto necessarie per chiarire alcuni termini che potevano essere facilmente noti ai lettori inglesi, poiché tipici della loro cultura, ma di cui il lettore italiano difficilmente ne sarebbe stato a conoscenza (termini e usanze ad esempio inerenti la falconeria, la caccia o i tornei). Alcune note spiegano anche alcuni termini tecnici tipo: "logoro" (con cui non si intende il verbo, ma un pezzo di cuoio che induce un rapace a tornare sul guanto), "mezzo gozzo", "barbacane", "scanizzare", "balteo", "stallare" ... 
Nonostante le note e le spiegazioni a volte è comunque difficile riuscire a conoscere tutte le parole e i termini utilizzati dall'autore (tipo "tignuola", "capro", "bica", "balenio", "stanghe", "muda", "mazzolata", "sicumera", "schidione", ecc ...) forse anche a causa della traduzione che comunque è degli anni sessanta e attualmente si sente essere un po' vecchiotta.
La storia narrata comunque risulta semplice ma affascinante e piacevole (magari con qualche alto e basso, in quanto devo dire che un paio di capitoli li ho trovati un po' noiosetti). Una storia di formazione, con elementi comici/ironici, con il protagonista che conosce diversi personaggi (dai nomi noti, ma che l'autore riscrive conferendogli nuove caratteristiche e connotati che li rendono comunque inediti), affronta varie lezioni trasformandosi in diversi animali e vive alcune avventure, come quella con Madama Mim, una con Robin Wood/Hood, la caccia all'orso, l'incontro con un gigante....
Sebbene il volume sia illustrato, i disegni di Ad vander Elst, anche se molto originali e colorati, sono così pochi da risultare abbastanza secondari e quasi irrilevanti. 
Per il linguaggio abbastanza complesso consiglierei la lettura autonoma a partire dai 10 anni in sù, ma anche assieme ad un adulto credo che ci sarà bisogno di un vocabolario durante la lettura.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 1938 col titolo "The Sword in the Stone" dalla Viking Books for Young Readers. L'opera è stata poi edita nel 1964 dalla Ugo Mursia Editore; ha 278 pagine, la copertina rigida, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costava 20000 lire.
 
 

Sopra: In alto altre due edizioni, sempre della Mursia, di "La spada nella roccia", quella a sinistra del 1995 e quello a destra del 2001. In basso la nuova edizione del 2021 edita invece dalla Mondadori, che raccoglie tutta la saga di "Re in eterno".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.