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mercoledì 9 settembre 2026

I GRANDI ROMANZI D'AVVENTURA: Dracula di Bram Stoker (Hachette)

Oggi volevo parlarvi di un'edizione di "Dracula" di Bram Stoker un po' particolare, la quale faceva parte di una collana che usciva in edicola chiamata "I GRANDI ROMANZI D'AVVENTURA" per la Hachette.
Tale edizione, contenente le illustrazioni di Esteban Gomes Sàez, già a prima vista appare subito molto più corta del normale, ho infatti scoperto che si tratta di una rivisitazione la cui traduzione si basa una edizione francese del 1921 di "Dracula" non integrale dal titolo "Dracula: l'homme de la nuit".

 
  
 Sopra: A sinistra l'edizione italiana blu, mentre a destra quella originale spagnola, con la copertina rossa.
 
Come detto nella parte introduttiva quella che mi accingo a recensire non è l'opera di "Dracula" che tutti conosciamo ma, una traduzione del 1922 basata su un'edizione francese del 1921 che però era stata rimaneggiata. Voglio quindi fare un confronto tra l'edizione integrale e questa, evidentemente più corta, segnandomi di man mano le principali differenze riscontrate.
Riporterò intanto il famoso incipit.
Edizione Ippocampo di "Dracula" (integrale):  "3 maggio, Bistrita. 
Lasciata Monaco la sera del primo maggio alle 8:35, giunto a Vienna il mattino seguente, sul presto; sarei dovuto arrivare alle 6:46, ma il treno aveva un'ora di ritardo. Buda-Pesth mi sembra luogo meraviglioso, a giudicare da quanto ho intravisto dal treno e dai pochi passi che ho fatto per le strade. Ho avuto paura ad allontanarmi troppo dalla stazione, poiché eravamo arrivati in ritardo e saremmo ripartiti il più possibile in orario. Ho avuto l'impressione che stessimo lasciando l'Occidente per entrare nell'Oriente; il più occidentale tra i magnifici ponti del Danubio, che qui è di nobile ampiezza e profondità, ci ha condotto tra le tradizioni del dominio turco.
Siamo partiti pressoché in orario e siamo giunti a Klausenburg dopo l'imbrunire. Ho passato la notte lì, l'Hotel Royale. Per pranzo, o meglio per cena, ho mangiato un pollo, cotto non so come con del peperoncino rosso, era delizioso ma mi ha messo sete (Memo: farsi dare la ricetta per Mina). Il cameriere cui ho chiesto lumi mi ha detto che si chiama paprika hendl e che, essendo un piatto nazionale, l'avrei trovato dappertutto nei Carpazi. La mia infarinatura di tedesco si è rivelata molto utile da queste parti, anzi non so come me la sarei cavata senza.
Quand'ero a Londra, avendo un po' di tempo a disposizione, sono stato al British Museum e ho fatti qualche ricerca tra i libri e le carte della Transilvania; mi era sembrato che una certa qual preparazione non fosse priva di importanza nei rapporti con un nobile di quei luoghi. 
Ho scoperto che la regione di cui mi ha parlato si trova nell'estremo est del paese,giusto al confine di tre Stati, Transilvania, Moldavia e Bucovina, nel cuore dei Carpazi; una delle zone più selvagge e meno conosciute d'Europa."
Edizione Hachette di "Dracula": "3 maggio- Bitriz.
Lasciato Monaco alle 8.55 di sera, il 1 maggio . Giunto a Vienna l'indomani, di buon mattino. Il treno aveva un'ora di ritardo, Budapest mi parve molto curiosa da quel che potei vedere stando in treno. Fatta una passeggiata breve attraverso la città. Ebbi l'impressione nitidissima di lasciare l'Occidente per entrare nell'Oriente. Il magnifico ponte gettato sul Danubio ricorda la dominazione turca.
Giunto a Klausenberg sul far della notte. Cenato all'Albergo Reale con un pollo alla paprica, specie di pepe rosso, (pro memoria: ho chiesto la ricetta di questo piatto, per Mina). Il mio cattivo tedesco m'è stato utilissimo qui, non so come me la caverei altrimenti.
Prima di lasciare Londra, e poiché sono chiamato da un nobile di questo paese, ho consultato al British Museum alcuni libri e carte sulla Transilvania. 
Il distretto che il conte Dracula abita confina con tre stati: la Transilvania, la Moldavia e la Bucovia, in mezzo ai Carpazi, in uno degli angoli più selvaggi e meno conosciuti d'Europa."
 
Gia nell'incipit si può notare come la scrittura della riduzione appaia molto più sintetica e quasi telegrafica, andando ad omettere già alcune parti più tecniche come la descrizione del ponte, oltre ad alcuni dettagli riguardanti ad esempio il soggiorno del protagonista a Monaco o le peculiarità culinarie del cibo che ha mangiato.
Ecco poi altre differenze principali riscontrate tra i due romanzi: 
 
CAPITOLO I 
  • Alcune informazioni e considerazioni sulle quattro nazionalità della Transilvania sono state riassunte, soprattutto quelle di tipo storico riguardanti i Siculi, che dicono di discendere dagli Unni. 
  • Viene riassunta anche la descrizione del pasto fatto da Harker a colazione.
  • Omesse le informazioni storiche sulla città di Bistritz.
  • 5 maggio: omessa la descrizione di cosa Harker ha mangiato a colazione .
  • Ridotta di molto la descrizione della strada e del tragitto che Harker ha preso assieme ad altri passeggeri per essere condotto a dove lo aspetta quella del Conte. Anche la scena dove la carrozza del Conte arriva e Harker viene fatto salire è stata accorciata, eliminando ad esempio la frase "Perchè i morti viaggiano veloci" pronunciata da uno dei passeggeri.
  • Ridotta la descrizione del viaggio di Harker nella carrozza del Conte, tra cui il momento in cui il cocchiere fa fermare i cavalli e smonta per ammansirli per poi ripartire o di come sia sceso una seconda volta dopo aver visto il tremolio di una fiamma blu. Omesso il momento in cui Harker grida al cocchiere di tornare, vedendola carrozza circondata da lupi.

CAPITOLO II

  • 5 maggio: il capitolo è piuttosto fedele all'originale, sebbene non manchino alcune frasi descrittive, in compenso i dialoghi sono stati tutti riportati piuttosto fedelmente. Siccome questo capitolo contiene la descrizione del Conte vorrei riportarla così da confrontarla con l'altra. 
Edizione Hachette di "Dracula": "Esaminai con attenzione la sua fisionomia.
Aveva un naso aquilino, le narici assai dilatate, una grande fronte e una bella capigliatura che però si diradava sulle tempia. Aveva sopracciglia folte che si univano, una bocca crudele e denti aguzzi che denotava una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Il mento era marcato, le guance lisce. Ciò che maggiormente colpiva er il suo strano pallore.
le mani pelose erano volgari, le dite allargate s'adornavano d'unghie lunghe e taglienti. "
 
Edizione Ippocampo di "Dracula": "Avevo adesso l'opportunità di osservarlo bene, trovando la sua fisionomia davvero ragguardevole."
Ha un viso molto, davvero molto grifagno, con un naso sottile dal dorso sporgente e le narici particolarmente dilatate, la fronte alta e tondeggiante e una capigliatura folta anche se un po' rada sulle tempie. le sopracciglia sono parecchio folto e per poco non si incontrano sopra il naso, la loro cespugliosa peluria sembra arricciarsi proprio a causa dell'abbondanza.
La bocca, per quanto sono riuscito a cogliere sotto i grandi baffi, ha un'aria alquanto crudele e inflessibile, con denti bianchi e insolitamente aguzzi. Sporgono sulle labbra, il cui rosso intenso denota una vitalità stupefacente per un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie sono pallide ed estremamente appuntire in alto. Il mento è largo e deciso, e le guance sode benché magre. L'effetto complessivo è di un pallore straordinario.
In un primo momento, delle mani che teneva appoggiate sulle ginocchia avevo scorto soltanto il dorso illuminato dal fuoco del camino, e mi erano sembrate piuttosto fini e pallide. Ma quando le ho viste da vicino mi è stato impossibile non notare che sono invece grosse e rugose, e con dita tozze. Strano a dirsi, il centro dei palmi è peloso. le unghie sono lunghe e sottili, e tagliate a punta." 

CAPITOLO III

  • 8 maggio: viene molto tagliato il racconto che il Conte fa a Harker della storia della Transilvania, che il Conte narra con grande fervore, come se l'avesse vissuta di persone.
  • 16 maggio: abbreviato l'incontro tra Harker e le tre vampire, di cui non viene riportata nessuna linea di dialogo.
  • 28 maggio: eliminati gli appunti presi da Harker sugli zingari che lavorano per il Conte. Nella riduzione compare anche la data del 29 maggio (mentre nella versione integrale si passa dal 28 al 31), in cui si narra del confronto tra Harker e il Conte che ha ricevuto le lettere dagli zingari.

CAPITOLO IV

  • 25 giugno: alcune parti sull'esplorazione di Harker del castello, prima di trovare il Conte nella cassa di terra, sono state eliminate o riassunte. 

CAPITOLO V

  • Le lettere che si scambiano Mina e Lucy sono più brevi di quelle originali, in particolare la lunga lettera in cui Lucy descrive a Mina come tre pretendenti abbiano chiesto la sua mano.
  • È stata eliminata la pagina di diario del Dottor Seward che parla di Renfield, nonché anche anche la lettera di Morris a Arthur Holmwood.

CAPITOLO VI

  • 24 luglio: L'incontro tra Mina, Lucy e il vecchio marinaio è descritto molto brevemente.
  • Nella riduzione mancano tutte le parti comprese tra il 25 luglio e il 26 luglio: quando Lucy e Mina visitano il cimitero dove incontrano e discutono con signor Swales di come molte tombe di marinai siano in realtà vuote. Mancano i pezzi di diario del Dott. Seward su Renfild (del 5 e del 18 giugno, del 1, dell'8, del 19 e del 20 luglio).
  • La narrazione riprende il 26 luglio col diario di Mina che esprime la sua preoccupazione per il fidanzato. 

CAPITOLO VII 

  • L'articolo del "The Dailygraph" dell'8 agosto è stato in parte riassunto (così come il diario di bordo della Demetra), e risulta ben più breve dell'originale, sebbene narri sempre dell'insolita tempesta che si è scatenata e dell'arenarsi della goletta che trasportava il Conte sulle coste dell'Inghilterra. Voglio però riportare la descrizione del cadavere del timoniere della nave:
Edizione Hachette di "Dracula": "Quando giunsi, c'era già folla sulla spiaggia e degli agenti interdicevano l'adito al ponte. Esibii la mia tessera di giornalista e in qualità di corrispondente potei unirmi al gruppetto esplorante il battello. 
Il pilota aveva le mani attaccate al timone; le corde erano state legate così energicamente che i flussi e i reflussi del battello avevano tagliato le carni. la mano destra del cadavere si chiudeva sopra un piccolo crocifisso. Il dottore, master Caffyn, crede che la morte risalga a due giorni. "
 
Edizione Ippocampo di "Dracula": "Quando sono arrivato, però, sul molo si erano già radunate parecchie persone, a cui guardacoste e polizia negavano l'accesso a bordo. Grazie alla cortesia della capitaneria di porto, ho ottenuto il permesso, in qualità di corrispondente, di salire sul ponte e di far parte del ristretto gruppo che ha visto il marinaio morto ancora legato al timone.
Non c'è da stupirsi che il guardacoste fosse sorpreso, per non dire sgomento, giacchè un simile spettacolo non è certo cosa di tutti i giorni. L'uomo era legato solo per le mani, allacciate l'una sull'altra e assicurate a un raggio del timone. tra la mano più nascosta e il legno c'era un crocifisso, col rosario avvolto intorno a polsi e timone, e il tutto stretto da una legatura di funi. Può darsi che lo sventurato fosse seduto da principio, ma le continue sferzate delle vele avevano azionato la ruota del timone, strattonando il corpo da una parte all'altra, tanto che le corde con cui era legato avevano inciso la carne fino all'osso. Si è stilato un dettagliato rapporto della situazione, dopodiché un medico, il dottor J.M. Caffyn, domiciliato al 33 di Bast Elliot Place e sopraggiunto subito dopo di me, ha dichiarato, dopo aver esaminato il cadavere, che l'uomo dovesse essere moro da almeno due giorni."
 
CAPITOLO VIII
  • Manca la parte delle 11 di sera del diario di Mina del 10 agosto, dove Mina si reca a prendere il tè con Lucy dopo il funerale del capitano della Demetra. Si parte direttamente con l'11 agosto, con Mina che sorprende Lucy a fare la sonnambula e ad essere uscita di casa.
  • Eliminata la lettera del 17 agosto dello studio legale ai signori della Carter, Paterson & Co., che devono trasportare le casse del Conte nella sua nuova dimora, e rispettiva lettera di risposta. 
  • Estremamente riassunta la lettera che Mina riceve dalle suore per annunciarle che Harker si trova presso il loro convento. Praticamente la lettera viene omessa facendo semplicemente dire a Mina: "Il mio fidanzato ha subito una terribile scossa nervosa. Nel suo delirio ha parlato di lupo e di sangue, ma è in via di guarigione." 
  • Per la prima volta sono presenti le annotazioni del diario del Dottor Seward riguardo a Renfield, alcune delle quali riprendono alcune di quelle che erano state omesse in precedenza, quelle dal 5 giugno al 19 luglio, dove vengono descritte (seppur più brevemente che nel romanzo integrale) le ossessioni di Renfild per le mosche, poi per i ragni e infine per le rondini (nella traduzione Ippocampo si parla di passeri), nonché il desiderio del pazzo di avere un gattino (del 19 luglio) e il fatto successivo di essersi mangiato i suoi uccellini. Viene poi annunciata la fuga di Renfield verso Carfax. Viene riportata, sempre in questo capitolo, anche la parte presente, nell'originale, nel CAPITOLO IX, dove il dottore narra, il 23 agosto, di come Renfield sia fuggito nuovamente

CAPITOLO IX

  • Mancano le parti del diario del dottor Seward del 20 e del 23 agosto, inserite (maggiormente riassunte) nel precedente capitolo. 
  • La lettera del dott Seward al futuro marito di Lucy (Holmwood), dove gli spiega di aver visitato Lucy, di essere in pensiero per la sua salute, tando da aver chiesto l'aiuto del Dott. Van Helsing, è stata particolarmente accorciata.
  • Manca la lettera di risposta di Van Helsing.
  • Mancano le parti del diario del dottor Seward su Renfield del 4 settembre.

CAPITOLO X 

  • Giornale del dottor Seward che narra della visita di Van Helsing a Lucy, della trasfusione di sangue e della scoperta dei segni sul collo molto riassunto. 
  • Si passa dall'8 all'11 settembre, omettendo la parte in cui il dottor Seward ha vegliato su Lucy (facendole il giorno seguente anche un'altra trasfusione) mentre Van Helsing era via per prendere alcuni strumenti per guarirla. La narrazione riprende l'11 settembre con dei fiori d'aglio con cui riempie la stanza di Lucy.

CAPITOLO XI 

  • Omessa la parte riguardante il diario di Lucy del 12 settembre.
  • L'autore unisce le parti del diario di Lucy del 17 settembre, inizialmente separate dall'intervista al custode e dal diario del dott. Seward, sempre del 17 settembre, dove egli narra di essere stato attaccato da Renfield. Nel diario Lucy narra anche dell'attacco del lupo, che entra in camera sua e della morte della madre, il suo racconto tuttavia si interrompe qui, dicendo  "Spero di sopravvivere a questa notte atroce". Nella versione integrale Lucy viene attaccata dal lupo, in seguito chiama in aiuto delle domestiche che però a loro volta si sentono male e si addormentano, così Lucy ritorna nella sua stanza e il suo ultimo pensiero va ad Arthur: "Addio adorato Arthur, se non dovessi sopravvivere alla notte, Che Dio abbia cura di te, tesoro, e aiuti me!"
  • Omesso l'articolo che narra l'intervista al custode del giardino zoologico riguardo alla fuga di un lupo. 
  • Qui vi è un salto che omette il diario del dottor Seward del 18 settembre (presente nel CAPITOLO XII), che narra del ritrovamento di Lucy e della madre in casa loro, assieme alle tre domestiche svenute, nonché della nuova trasfusione fatta a Lucy.
  • Nella versione ridotta si passa direttamente alla lettera di Mina a Lucy del 17 settembre, dove Mina racconta di come Mister Hawkins abbia lasciato a lei e al marito la sua eredità.
  • Molto ridotto il resoconto del medico Hennesey a Seward su Renfild.

CAPITOLO XII 

  • Il capitolo comprende tutti i fatti (seppur narrati più brevemente) presenti nel CAPITOLO XIII e parte del capitolo XIV dell'opera integrale. L'incontro tra Mina e Val Helsing del 25 settembre è molto ridotto e sono stati eliminati tutti i dialoghi tra lei e il dottore, e questo capitolo si chiude proprio con questo episodio, con Mina che consegna il diario del marito a Van Helsing.

CAPITOLO XIII 

  • Sono state eliminate le lettere tra Van Helsing a Mina, nonché la parte del diario di Harker che scrive riguardo a come abbia visto il conte a Londra, rinvigorito.
  • Il capitolo si apre col diario del dottor Seward  del 26 settembre che riporta il confronto con Van Helsing (che gli mostra gli articoli della Westminster Gazette sui ragazzini adescati da una donna elegante vestita di bianco, riportati nel precedente capitolo) e gli dimostra la sua teoria su come Lucy si sia trasformata in un vampiro (cosa che nel testo integrale viene riportata all'inizio del CAPITOLO XV).

CAPITOLO XIV 

  • Continua il diario del dottor Seward del 28 settembre, narrando della missione di lui, di Arthur, di Morris e del dottor Van Helsing di eliminare Lucy in quanto divenuta un vampiro. Attualmente come avvenimenti ci troviamo all'inizio del CAPITOLO XVI della versione integrale. 
  • È stato omesso il biglietto lasciato da Van Helsing al dottor Seward e l'incontro tra quest'ultimo, Seward e Arthur per spiegare a tutti la necessità di introdursi nuovamente nella tomba di Lucy per eliminarla. Nella versione della Hachette viene semplicemente detto: "Van Helsing sta formando il piano d'una nuova spedizione al cimitero, ma ci tiene che Arturo e Quincy Morris ci accompagnino. Ha telegrafato loro. Ambedue hanno risposto alla sua chiamata e ci fu una lunga spiegazione alla quale assistetti. Il povero Arthur è dolorosamente impressionato; la sola cosa che ancora lo sostiene è che, al par di me, dubita ancora."

CAPITOLO XV

  • Corrisponde al CAPITOLO XVII dell'edizione integrale, con il dottor Seward che va a prende Mina alla stazione del treno e la ospita nel manicomio. 
  • Omesso il diario di Mina del 29 settembre dove lei si reca nello studio del dottore e si confronta con quest'ultimo, chiedendogli di trascrivere e metter in ordine tutto il materiale. 
  • Si passa direttamente all'arrivo del 30 settembre di Harker.
  • Omesso il diario di Harker che narra del suo viaggio in treno verso Londra, mentre ricostruisce i movimenti del Conte.
  • Omesso un altro pezzo del diario di Mina del 30 settembre in cui constata che lo stato del marito è migliorato nonché tutto l'incontro tra lei, Arthur e Morris. Nella riduzione a tale incontro non viene data molta importanza, e viene narrato da Seward. È proprio durante questo incontro che Mina chiede a Seward di vedere Renfild, nella versione integrale tale richiesta avviene invece all'inizio del CAPITOLO XVIII .
  • Il momento in cui Seward, Harker, Mina, Morris e Arthur si riuniscono per ascoltare la spiegazione di van Helsing sui vampiri nella versione integrale è narrata da Mina nel suo diario, mentre nella riduzione è narrata sempre da Seward. 

CAPITOLO XVI

  • Tale capitolo corrisponde al XIX CAPITOLO della versione integrale, il quale si apre anch'esso con il diario di Harker.
  • È stato omesso il diario di Seward che trascrive un incontro tra lui e Van Helsing, dove alla fine concordano sul lasciare Mina fuori dalla vicenda.  

CAPITOLO XVII

  • Corrisponde al CAPITOLO XX della versione integrale, seppur molto più riassunto. Ad esempio è stata eliminata la lettera della Mitchell, figli & Candy ad Arthur Goldaming contenente le informazioni sulla vendita della casa di Carfax e viene semplicemente riportato nel diario di Seward: "L'agenzia di Londra informa lord Goldaming che la casetta situata al numero 347 in Piccadilly fu comperata da un nobile straniero: il Conte de Ville. Si tratta certo di Dracula."
  • Tale capitolo include anche l'episodio su Renfild del 3 ottobre, contenuto nel CAPITOLO XXI della versione integrale, dove Seward deve accorrere da Renfild poiché gravemente ferito. 

CAPITOLO XVIII

  • Corrisponde al CAPITOLO XXII della versione integrale, e si apre col diario di Harker del 3 ottobre che narra della missione di purificare le casse di terra a Piccadilly.

CAPITOLO XIX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXIII della versione integrale, col diario del dottor Seward e poi il diario di Harker, sempre in una versione più ridotta e abbreviata.

CAPITOLO XX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXIV della versione integrale, omettendo però un messaggio lasciato da Van Helsing ad Harker sul diario del dottor Seward e la relativa risposta che Harker ha scritto sul proprio diario. Nella riduzione il capitolo si apre direttamente col diario di Mina che narra come tutti si lancino all'inseguimento del Conte che sta tornando in Transilvania, proseguendo poi con diario di Seward del 5 ottobre e poi di quello di Harker del 5 e del 6 ottobre. 
  • Nella versione ridotta il diario di Harker prosegue saltando alla data del 15 ottobre, dicendo che hanno lasciato Londra il 12. Nell'edizione integrale si è passati invece al CAPITOLO XXV col diario del dottor Seward dell'11 ottobre, con Mina che parla con gli altri del suo desiderio di venire con loro, parte omessa nell'edizione ridotta.
  • Omesso il breve appunto di Harker del 16 ottobre su Mina che monitora ciò che il Conte avverte. Si passa quindi al 17 ottobre e poi al diario del dottor Seward del 24, 25, 26 e 27 ottobre.

CAPITOLO XX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXVI della versione integrale, come al solito in forma più ridotta. Mancano alcune piccole parti alla fine provenienti dal diario del dottor Seward del 2, 3 e 4 novembre in cui si continua a narrare dell'inseguimento del Conte per la Transilvania. 

CAPITOLO XXI 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXVII della versione integrale, sebbene inizi con un pezzo del diario di Mina del 31 ottobre collocato, nella versione integrale, alla fine del capitolo precedente (XXVI).
  • Sono poi omessi due brevi stralci (che nell'opera integrale interrompevano il Memorandum di Van Helsing) dei diari di Harker del 4 novembre e di Seward del 5 novembre. La storia si conclude con il diario di Mina del 6 novembre, omettendo una nota da parte di Harker presente invece alla fine della versione integrale.
 

Sopra: Le pagine iniziali dell'opera dove vediamo a sinistra un'illustrazione a pagina intera di Esteban Gomes Sàez, e a destra il frontespizio dell'opera con titolo e, al centro, il diettaglio di un'altro disegno di Sàez, raffigurante Lucy impalata.
 
In quest edizione edita dalla Hachette i testi sono accompagnati da alcune illustrazioni in bianco e nero di Esteban Gomes Sàez. I suoi disegni richiano lo stile delle xilografie Ottocentesche, sebbene con uno stile più moderno e un po' più esagerato. Le immagini sono inaftti molto ricche di dettagli e raffigurano anche persone in modo realistico, ma forse con un gusto un po' drammatico.
Sicurmente però colpisce l'uso del bianco e del nero per creare forti contrasti visivi tra luci ed ombre all'interno di ciascuna immagine, dove non esistono sfumature morbide. Ogni zona è lasciata bianca oppure è tratteggiata con fitte linee nere per creare ombre e figure, con alcune zone, più in ombra, lasciate completamente nere.
I disegni sono tutti a pagina intera e rappresentano scene narrate all'interno dei testi, con una particolare cura sia per i personaggi che per gli ambienti circostanti, estremamente ricchi di dettagli. Tra le scene rappresentate troviamo quelle più catardiche come: l'arrivo al castello del conte di Jonatha Harker, Mina che legge una lettera di Harker in un giardino all'aperto; Van Helsin, Quincey, Morris e Arthur mnetre si stanno per introdurre nella cripta di Lucy; Van helsing che tiene in mano una croce mentre gli altri tre guardano il corpo di Lucy col paletto nel cuore; la scena del conte Dracula subito dopo aver morso Mina al collo. 
 
  
 
  
 Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero opera di Esteban Gomes Sàez, le quali rappresentano alcune delle scene principali del romanzo.
 
Più di 100 anni fa, nel 1922, veniva pubblicato per la prima volta in Italia il capolavoro dello scrittore irlandese Bram Stoker (1847-1912) "Dracula". È considerato l’ultimo grande romanzo gotico e il personaggio del conte Dracula, al pari di Frankenstein, è entrato a far parte dell’immaginario popolare. Un fenomeno di costume destinato a perdurare nel tempo. L’opera viene proposta nella traduzione della prima edizione italiana della Sonzogno del 1922, a cura di Angelo Nessi. 
La Hachette per la propria edizione di "Dracula" da inserire nella sua collana "Grandi romanzi d'avventura" ha pensato bene di recuperare questa vecchia edizione della Sonzogno, non penso per motivi filologici quanto per una questione economica. La traduzione di Angelo Nessi è infatti libera da copyright ed è inoltre molto più breve rispetto a quella integrale, praticamente metà dell'altra. Essendo il volume parte di una collana la Hachette ha tuttavia potuto venderlo allo stesso prezzo di altri più lunghi: 12 €. Devo dire che subito quando ho vito il libro sono rimasta un po' delusa di vederlo così sottile, dato che mi aspettavo invece un volume bello corposo. 
E' stato tuttavia interessante scoprire questa versione alternativa (un'altra) del classico scritto da Bram Stoke, di cui ho scoperto esistere pure l'audiolibro su You Tube (scrivete audiolibro "Dacula l'uomo della notte" per trovarlo). E' stato divertente, anche se impegnativo, scoprire tutte le differenze tra le due versioni, che ho ampiamente illustrato in precedenza.
Infine posso dire che tale versione è praticamente un fedele riassunto, ma fatto piuttosto bene, del "Dacula" di Stoker integrale, sicuramente più breve e facile da seguire, anche grazie a uno stile di scrittura più semplice e diretto, a volte quasi telegrafico, ma non banale. Pur con i suoi tagli e omissioni la storia continua a rimanere coerente e può essere una chicca interessante per gli appassionati di "Dracula" o per coloro che vogliono conoscerne la storia ma non si sentono pronti alla versione da 550 8e allo stile narrativo di Stoker). Considerate che in audiolibro l'edizione tradotta da Nessi dura circa 4 ore e mezza contro le 18 ore e mezza della sua versione integrale. 
  
Il volume è stato pubblicato originariamente dalla Salvat nel 2020 e nel 2023 dalla Hachette; ha 270 pagine, una copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza e costava 11,99 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

mercoledì 26 agosto 2026

Uno strano rumore nel buio di Julie Champagne e Geneviève Bigué

"Uno strano rumore nel buio" è una breve storia di paura scritta da Julie Champagne e illustrata da  Geneviève Bigué  che fa parte di una collana ad alta leggibilità edita dalla Biancoenero Edizioni che si chiama Fifa Blu, di cui vi avevo parlato di altri tre volumi: "Così imparate a uscire di notte" di Francois Gravel e Martine Latulippe, "La baia dei dannati" e "La camera numero 7" di Isabelle Malenfant.
 
 Sopra: Sulla copertina compare al centro un disegno in bianco e nero contornato da bordi neri, mentre in altro a destra compare il titolo all'intenro di un cerchio colorato, unico tocco di colore nella copertina.
 
Una sera, mentre è da solo nella palestra della sua scuola, Zack sente degli strani rumori. Come se qualcuno graffiasse il muro, ma dall'interno. 
"Ero in piedi sullo sgabello per posare le pettorine da allenamento sulla mensola in alto, quando un rumore catturò la mia attenzione.
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch
Inizialmente pensai che la nostra professoressa di educazione fisica fosse tornata indietro. <<Signora leclerc?>>
Nessuna risposta, Dovevo aver sentito male.
Scesi dallo sgabello per separare i bastoni destrorsi da quelli mancini.
I miei movimenti erano un po' più lenti.
Stavo attento a ogni piccolo suono, come per assicurarmi di essere davvero solo.
Questa volta, nn me l'ero immaginato. Era di nuovo quel rumore. un grattare discreto, così leggero che un bisbiglio avrebbe potuto coprirlo.  
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch 
Guardai in tutte le direzioni, in cerac di una spiegazione. C'era una luce al neon sopra la mia testa. Poteva essere stato un crepit^o della lampada?
Drizzai le orecchie, all'erta come un pitbull.
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch 
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch
Il mio stomaco si contrasse. Il rumore non veniva dal soffitto. veniva dal muro, proprio vicino a me.
Ed era sempre più forte.
Provai a riflettere e a mantenere la calma. La scuola di Saint-Joseph aveva quasi cento anni. Era normale che scricchiolasse un po'.
TAP TA TAP TA TA TAP TAP TAP TAP TAP TAP
un nuovo suono, diverso stavolta. Come di qualcosa che si muove molto velocemente, C'era una presenza nella stanza, me ero sicuro. Ma ancora non vedevo nulla intorno a me." 
Potrebbero essere ragni giganti che si sono infilati in qualche fessura delle pareti? Oppure un fantasma di un operaio murato vivo durante la costruzione della scuola? E se le cose fossero ancora più spaventose?
 
 Sopra: Due pagine iniziali di cui a sinistra una con i testi e a destra una con delle illustrazioni del protagonista che prova a capire cosa sono i rumori che provengono dal muro.
 
All'interno del volume sono presenti delle illustrazioni in bianco e nero opera di Geneviève Bigué , le quali sono abbastanza numerose all'interno dell'opera e risultano utili per aiutare i lettori nella comprensione dei testi e nel visualizzare bene ambienti e personaggi.
Lo stile dei disegni è abbastanza semplice, caratterizzato da linee nette e pulite, dal tratto nero e uniforme e personaggi dall'aspetto abbastanza curato anche se non eccessivamente realistico, un po' da graphic novel. Le varie scene tra l'altro sono rappresentate come le vignette di un fumetto, sebbene non ci siano baloon all'interno delle immagini per far parlare i personaggi.
Gli elementi dell'illustrazioni sono di solito di colore grigio, con varie sfumature, ma ci sono anche elementi lasciati completamente bianchi oppure tinti completamente di nero, creando un certo contrasto all'interno delle varie sequenze di immagini. 
Le pagine riempite interamente da vignette sono quindi piuttosto rare, in quanto l'artista preferisce alternare testi e vignette, facendo procedere i lettori passo passo sia con la storia che con le immagini. Ciò comunque implica che l'artista metta più immagini in sequenza l'una vicina all'altra, per mostrare non una sola scena ma un'intera sequenza di storia. 
Tra le scene mostrate troviamo ad esempio: il protagonista con l'orecchio appoggiato sul muro che cerca di sentire qualche rumore; Justine che racconta la storia di un operaio che si era murato dentro l'edificio; il protagonista che trova un ratto in una gabbia. Altri disegni possono invece mostrare diversi elementi presenti nella stessa scena, tipo: quando il protagonista scende le scale della cantina della scuola vediamo il ragazzo di spalle mentre sta scendendo, poi la sua mano che tiene la torcia e in un altra vignetta vicino una ragnatela.

 


Sopra: Alcune delle pagine interne, in cui compaiono spesso illustrazioni in bianco e nero assieme ai testi, molte delle quali mostrano delle immagini in sequenza.
 
"Uno strano rumore nel buio" di Julie Champagne e Geneviève Bigué è una breve storia di paura scritta con caratteri ad alta leggibilità adatta anche a lettori poco forti a partire dai 9 anni. 
Protagonista della vicenda è Zack, un ragazzino che si accorge che dai muri della propria scuola si sentono degli strani rumori. La professoressa di ginnastica e il bidello lo tranquillizzano, rassicurandolo che non ci sono ratti nella scuola, ma il giorno dopo il ragazzino trova dei bidoni della spazzatura con gli angoli tutti rosicchiati, che però vengono fatti rapidamente sparire dal bidello. 
La sorella del suo migliore amico insiste che si tratta del fantasma di un operaio morto di fame dopo essersi murato dentro la scuola, ma un fantasma non può mangiarsi dei bidoni di plastica, giusto?
"Nessun adulto sembrava prendere sul serio i fenomeni inspiegabili che si stavano verificando nella scuola.
Eppure nella mia testa frullavano mille domande. Se non si trattava di topi, cos'era? Davvero un operaio era morto intrappolato negli scantinati? C'era davvero una targa nel locale della caldaia? Era da tanto che non credevo più au mostri nascosti sotto il letto, ma la storia del fantasma era la mia unica pista per risolvere il mistero." 
Zack decide di scendere nella sala caldaia per indagare, ma non trova nessuna targhetta commemorativa, in compenso trova... un grosso ratto rinchiuso in una gabbia, dall'aria parecchio spaventata ma anche aggressiva.
Il problema, come Zack scoprirà ben presto, è che dove si trova un ratto... non ce n'è mai solo uno, e la scuola sembra esserne completamente infestata, tanto da dover far evacuare tutti gli studenti! 
Una storia breve ma intensa, anche se non saprei se definirla propriamente paurosa, anche se sicuramente c'è una forte componente di tensione e di aspettativa nella parte iniziale, con il protagonista che indaga per scoprire quale sia il problema. A differenza che in altri titoli della collana qui manca l'elemento soprannaturale, ma questo rende la vicenda anche quella più realistica della serie. Storia accompagnata da numerose illustrazioni, scritta con un font ad alta leggibilità che rende il libro adatto ai lettori dislessici o semplicemente a quei lettori non particolarmente forti, mentre per quelli già abituati può rappresentare una lettura veloce, ma intrigante e appassionante, adatta a partire dai 9 anni in su.
 
Il volume è stato edito originariamente in francese nel 2021 dalle Les éditions la courte échelle col titolo "Le crique de Damnés". E' stato poi pubblicato nel 2024 dalla Biancoenero Edizoni; ha 96 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,00 euro.
 
Ecco gli altri titoli presenti nella collana: "Non aver paura dei cimiteri", "Uccelli del malaugurio", "Così imparate a uscire di notte", "C'è un uomo in cantina", "Uno strano rumore nel muro", "La camera numero sette", "La baia de dannati",  "Banchetto per cani", "L'uomo dei ragni".

      
 
      
Sopra: Le copertine di questa collana giocano tutte sui toni del bianco e del nero, mentre vengono fatti spiccare i titoli dei singoli volumi, rinchiusi dentro dei cerchi colorati.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

lunedì 17 agosto 2026

Vacanze al cimitero di Domenica Luciani

"Vacanze al cimitero" è un romanzo giallo/mistery scritto da Domenica Luciani e con le illustrazioni  di Roberto Luciani, in cui il protagonista si ritrova a dover passare le vacanze estive dentro un cimitero, in compagnia di un fantasma!

    
Sopra: Alcune delle copertine con cui è stato stampato (e ristampato) il libro. La prima  da sinistra e quella centrale sono del 1999/2000, mentre quella a destra del 2017.

Un funerale, due cimiteri, una foresta misteriosa, uno spettro dispettoso, un cavallo nero senza coda, una strega e... naturalmente, una notte buia e tempestosa nella quale succede un terribile incidente. Per Jerry, spedito dai genitori in vacanza a casa dello zio, becchino in Alto Adige, e Tilly sarà l'estate più eccitante della loro vita, alle prese con un caso molto intricato da risolvere: le apparizioni terrificanti dello spettro di Angelo Casentin, un ragazzo morto qualche mese prima in un incidente. 
"L'estate più emozionante - e agghiacciante - della mia vita ha avuto inizio il giorno del funerale dei nonni. Se risalgo indietro nella memoria, vedo quel giorno come una soglia di marmo inondata di sole su una porta grande e buia. [...]
Scusate, lo so da me che i miei paragoni fanno un po' pietà. Del resto, non sono un asso nella scrittura, ma questo non mi importa granché, perchè a un detective non è richiesto di saper fare immagini poetiche. Anzi, un detective deve rimanere sempre coi piedi per terra per non lasciarsi fuorviare dalle apparenze."
I genitori di Jerry decidono quindi di non partire per le vacanze ma, dato che il ragazzo vorrebbe andarci, alla fine si mettono d'accordo con con lo zio Adelmo, così da far stare Jerry da lui per il mese di luglio, peccato che zio Adelmo sia... un becchino!
"- Abbiamo una cosa da dirti, Gerardo.
- Io invece avrei due domande da farvi - ho replicato io, soffiando sulla lente e strofinandola col tovagliolo. [...]
Così sono passato alla seconda domanda. 
- Dove andrò in vacanza? 
I miei genitori sono rimasti stupiti che fossi già al corrente del fatto che avessero deciso di mandarmi in vacanza. Infatti era proprio di quello che volevano parlarmi. 
- Elementare Watson: ho origliato il vostro litigio - ho confessato io.
Papà ha perfino abbozzato un sorriso. Così abbiamo riso tutti insieme e quelle sono state le ultime risate prima della drammatica rivelazione, che si è svolta nei termini seguenti: mi ricordavo quel simpatico cugino di papà che abitava in Alto Adige? No, non me lo ricordavo. Ma sì, quell'omone, Adelmo, che allevava pipistrelli? Sì, quello suonato, certo che me lo ricordavo. Insomma, proprio quel giorno aveva mandato a papà un telegramma di condoglianze per la morte dei nonni, che erano suoi zii. Papà aveva telefonato per ringraziare e così, una parola tira l'altra, era venuta fuori la questione delle vacanze, che cioè non si poteva lasciare un ragazzo di tredici anni a casa un'estate intera, nonostante la tragedia familiare, vale a dire i nonni trapassati e il lutto conseguente.
E pensate un po'! Quel simpatico di Adelmo mi aveva offerto un soggiorno gratis nientepopodimeno che a Ca' Desolo! [...]
- E' vero, è una piccola frazione di montagna, però l'aria è buona, sana e...
Credo sia stato a questo punto che, come folgorato, mi sono ricordato improvvisamente chi fosse e soprattutto cosa facesse quell'Adelmo. [...]
Così ho interrotto la mamma, gridando con quanto fiato avevo in gola:
- Eh, no, porchissimo cane! Non mi convincerete a passare le mie vacanze in un cimitero! 
Ebbene sì, Adelmo era guardiano e pure becchino nel piccolo cimitero del posto. Anzi, ancora meglio: abitava proprio dentro il cimitero, in una catapecchia cadente, allietata da una famigliola di pipistrelli, che avrebbero messo i brividi perfino a Dracula il vampiro."
Inizialmente Gerardo (detto Jerry) non vuole per niente andare in vacanza dallo zio, ma suo padre gli racconta di come, un anno prima, a ca' Desolo c'era stato un gravissimo incidente, accaduto proprio nei pressi del camposanto: "in una notte di temporale, un intero pullman di ragazzini in gita scolastica era precipitato più per una scarpata." Fu una tragedia terribile, in quanto non sopravvisse nessuno, dato che il pullman era esploso ed erano stati ritrovati solo i corpi carbonizzati. Il padre suggerisce quindi a Jerry che potrebbe indagare sulla questione, convincendo così il figlio a partire per la vacanza, in quanto appassionato detective in erba.
Arrivato nel cimitero, a casa dello zio becchino, Jerry inizia a vedere lo spettro di un bambino che si chiamava Angelo, il quale però non sembra avere buone intenzioni. Facendo amicizia con una ragazzina di nome Domitilla (detta Tilla) scopre che questo spettro è uno dei ragazzini che si trovavano nell'autobus che è finito fuori strada nei pressi del cimitero, e a quanto pare anche altri (tra cui Tilla e lo zio Tibaldo) hanno visto questo stretto. C'è quindi ovviamente un caso misterioso da risolvere! 
Quando i due avranno risolto il caso, la vacanza sarà già alla fine, ma qualcosa di nuovo tra di loro starà per iniziare... 
 
 
 Sopra: Due pagine interne in cui a destra vediamo una pagina con il testo e a sinistra un'illustrazione a pagina intera in cui Jerry vede il fantasma di un bambino deceduto durante un incidente di un pulmino.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Roberto Luciani, le quali hanno uno stile non troppo realistico, un po' sbarazzino, dai tratti espressivi e abbastanza semplici, con linee non perfette ma tremolanti ed edifici un po' storti. L'uso delle ombre aiuta l'artista a conferire drammaticità alle scene, per cui troviamo disegni in cui le ombre sono ben marcate, soprattutto in alcuni punti, per conferire alle immagini un'atmosfera un po' cupa, dato anche che diverse scene sono ambientate di notte.
Se i protagonisti hanno anche delle fisionomie abbastanza realistiche alcuni personaggi secondari hanno invece un aspetto molto più esagerato, quasi caricaturale come il custode del cimitero, con il corpo grande e tozzo, dalle forme squadrate, il viso anch'esso squadrato e con un grande naso e gli occhi piccoli. Stessa cosa si può dire anche per Pasquino, con un corpo magrissimo, quasi ossuto, le braccia lunghe, la testa ossuta con i capelli radi, il naso lungo e gobbo, i denti stori.
I disegni accompagnano i testi , per cui sono per la maggior parte collocati in mezzo ai testi, anche se talvolta si trova qualche immagine a pagina intera . 
Sono disegni non troppo numerosi ma che aiutano i lettori accompagnandoli e supportandoli durante la storia, dato che i disegni rappresentano scene e personaggi descritti nei testi come: il momento in cui Tilla compare alla finestra del protagonista, dopo che a quest'ultimo è caduta in testa la testa (e la carta moschicida); il vecchio (e un po' pazzo) Pasquino che sparla a Tilla e Jeremy di cose senza senso; lo zio Anselmo mentre libera uno dei suoi pipistrelli da dei crini di cavallo; lo zio Anselmo che minaccia il cane di Tilla dopo averlo visto fare pipì su una tomba; ecc...
 


   
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne, la maggior parte inserite in mezzo ai testi. In quella più in alto vediamo il primo incontro tra Jerry e Tilla, al centro l'incontro di Jerry con Pasqualino (il matto del paese) e in basso un paio di scene con lo zio Adelmo (quella sinistra in cui recupera uno dei suoi pipistrelli e quella a destra dove scaccia il cane di Tilla perchè faceva pipì sulle tombe).
 
"Vacanze al cimitero" di Domenica Luciani è un giallo per ragazzi perfetto da leggere nel periodo delle vacanze, o a Summerween, dato che è ambientato durante le vacanze estive, ed unisce investigazione, mistero e fantasmi. La scrittura è divertente e frizzante, con un protagonista a cui non manca mai il senso dell'umorismo, oltre ad un pizzico di black humor, con battute su spiriti e cimiteri del tipo: "- Qui si dorme benissimo, c'è davvero un silenzio di tomba!", detto dallo zio Adelmo, che vive in un cimitero. Oppure, quando il cane/maiale di Tilla scappa con un teschio tra le fauci per correre a seppellirlo, Jerry esclama: "- Be', se non altro, anche lui ha un promettente futuro da becchino!".
A Jerry sono appena morti i nonni e, siccome i genitori non andranno in vacanza, si mettono d'accordo con uno zio che fa il becchino affinché il protagonista trascorra un mese con lui. Peccato che, oltre a fare il becchino, zio Adelmo viva proprio all'interno del cimitero! Cimitero tra l'altro in cui sono stati seppelliti una quarantina di bambini, morti durante un incidente con un pulmino che è uscito di strada durante una tempesta. E a quanto pare lo spettro di uno di questi ragazzini, Angelo Casentin (che però tanto angelo non era), è stato visto girovagare nel cimitero, e sembra aver iniziato a fare degli scherzi a Jerry. Il protagonista però sembra non essere l'unico ad averlo visto, in quanto lo hanno avvistato anche lo zio Anselmo e Tilla, una ragazzina che abita nello stesso paesino dello zio di Jery, e con cui quest'ultimo farà amicizia.
Tilla (diminutivo di Domitilla, nome che lei odia) è una ragazzina sveglia, simpatica, decisa e molto determinata. Sospetta infatti che Angelo, quando era ancora in vita, avesse rubato una gioiello appartenente a sua nonna, e lei vuole ritrovarlo. Angelo in effetti non era un ragazzo per bene: torturava e uccideva per puro piacere gli animali, tormentava vecchi e bambini indifesi, marinava la scuola, fumava, rubava, giocava d'azzardo e frequentava ragazzi più grandi poco raccomandabili. Jerry e Tilla pensano quindi che probabilmente il suo fantasma non riesca a trovare pace a causa delle brutte azioni compiute in vita, e Jerry si offre per indagare sul caso.
Ma si tratterà davvero di un fantasma? O c'è sotto qualcos'altro?
La storia è molto carina e sicuramente coinvolgente, sia per la trama che per lo stile di scrittura della Lucani, che spesso fa parlare il protagonista con i propri lettori, rompendo in un certo senso la quarta parete.
Il caso che Jerry si trova a risolvere è abbastanza complesso da mantenere alta l'attenzione di bambini grandicelli (dagli 8/9 anni in su), tuttavia, per quanto un po' stravagante, alla fine l'autrice fornisce una spiegazione logica e sensata per tutti i fatti comprovati e gli indizi trovati.
Un giallo adatto a partire dai 9 anni, anche se l'età indicata sul volume è dagli 11 anni (forse per alcuni termini un po' coloriti tipo "porco cane"), con un caso coinvolgente che si svolge nel cimitero di un piccolo paesino dove è accaduta una disgrazia, dei personaggi simpatici e memorabili, nonché pure una piccola storia d'amore (il protagonista si scoprirà innamorato infatti della sua nuova amica Tilla).
Un libro perfetto per coloro che amano i personaggi ironici, l'avventura, il mistero condito con un tocco di paura e un pizzico di romanticismo. 
 
P.S. Esiste anche un seguito di questa avventura, intitolato "Vacanze al faro maledetto": Un antico faro infestato da fantasmi e una località di mare dal nome inquietante sono lo scenario della nuova avventura di Jerry, detective in erba e grande ammiratore di Sherlock Holmes. Ad accompagnarlo in questa vacanza all'insegna del mistero, la coraggiosa amica Tilla e il suo inseparabile cagnolino Morti.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2016, a destra quella del 2021.

Questo volume è stato pubblicato nel 1999 dalla GIUNTI; ha 256 pagine e misura 19,2 cm d'altezza e 13,00 cm di lunghezza e costava 13.000 LIRE, mentre un'edizione più recente (del 2019) costa 8,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 agosto 2026

Il gran sole di Hiroscima di Karl Bruckner

"Il gran sole di Hiroshima" è un romanzo del 1961 scritto da Karl Bruckner, il quale ha vinto il Premio dello Stato Austriaco, il Premio letterario della Città di Vienna e la Lista d'onore Andersen. Il romanzo è stato tradotto in più di trenta lingue e ristampato molte volte, in diverse edizioni, di cui quella che ho io è quella illustrata da Carlo Molinari. La storia narrata è quella di Sadako, una bambina giapponese sopravvissuta all'esplosione nucleare di Hiroscima. 

      
Sopra: Alcune copertine delle diversi edizioni di questo libro, di cui quella a sinistra (del 2004) è quella in mio possesso. Subito dopo la prima a sinistra troviamo un'edizione del 2022, poi una del 1994 e, infine, a destra una del 1981.
 
"Era la mattina del venti luglio 1945.
Dallo spazio che sovrastava lo scintillante mare interno, giunse un lontano rimbombo. Un osservatore giapponese sulla costa dell'isola di Sikok comunicò al posto di comando per la difesa del Giappone meridionale, installato nell'antico castello di Hiroscima: <<Nombardiere nemico in vista!>>
Alcuni minuti più tardi, a questo annuncio ne seguì un secondo: <<Il bombardiere nemico individuato è un ricognitore>>.
Il centro di comando non fece dare l'allarme aereo alla città, per non interrompere inutilmente il lavoro nelle fabbriche di armamenti. Negli ultimi tempi apparecchi nemici avevano sorvolato più volte Hiroscima senza gettare bombe." 
Scigheo e Sadako sono fratello e sorella e vivono a Hiroscima. Lei è piccola e tocca al fratello maggiore inventare nuovi modi per distrarla, come ad esempio sefuire i soldati mentre tornano al campo militare: "Al margine della strada, Scigheo Sasaki, un ragazzo di dieci anni, si sforzava di tenere ol passo con i soldati che marciavano. Non era facile, perchè camminava sui trampoli. A mezzo metro sopra il livello del suolo, si bilanciava sulle asticelle posa-piedi attaccate alle stanghe più alte di un uomo. Schigeo udiva il ronzio di motori nell'aria, ma non si dette pena di guardare in su. Per lui era più importante fare effeto sui soldati. Dietro gli trotterellava Sadako, la paffuta sorellina di quattro anni, tutta in pianto perchè non riusciva a raggiungere il fratello. [...] Il ragazzo continuò a zampettare indifferente e a sorridere ai soldati come per chiedere approvazione, finchè inciampò e dovette saltare giù.. Alcuni soldati soggnignarono, divertiti." 
La mamma lavora in una fabbrica di munizioni, il padre è soldato, nessun adulto si occupa di loro e le scuole, con la guerra, sono state chiuse nell’estate del 1945, quella della bomba atomica. Che, infatti, scoppia. È il 6 agosto, e niente sarà più come prima... 
Agosto 1945, Sadako ha 4 anni quando vede nel cielo di Hiroshima un bagliore così grande da sembrare un nuovo sole.  
Per la prima volta in un conflitto viene sganciata una bomba atomica sopra una città. Sadako e suo fratello Scigheo sopravvivono all'esplosione, ma porteranno addosso gli effetti malefici delle radiazioni.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano, a sinistra, l'inizio del quinto capitolo, e a destra un'illustrazione in biancoe  nero di Molinari.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Carlo Molinari, le quali sono molto belle e dallo stile realistico, che aiuta i lettori a immergersi nella storia.
Le illsutrazioni sembrano essere state realizzatecon una tecnica mista di acquerello più inchiostro, il che ha permesso all'artista di rendere bene ogni minima sfumatura ed ombra delle immagini, conferendo in particolare a volti e vestiti una grande realisticità.
Le immagini inoltre sono estremamente dettagliate e ricche di dettegli, e sono quasi sempre a pagina intera oppure a pagina quasi intera. 
Le illustrazioni ritraggono scene descritte nei testi, a volte focalizzandosi sui personaggi, a volte sui paesaggi oppure su una determinata azione: in una prima scena vediamo ad esempio un aereo che sorvola Hiroshima, in un'altra vediamo alcuni soldati americani mentre giocano a carte, in un'altra la madre dei protagonisti che vede la bomba esplodere dalle macerie della sua fabbrica, in un'altra ancora Sadako che trova una statuetta di un drago, ....
 
 
  
 
   
Sopra: Alcune illustrazioni interne a pagina intera di Carlo Molinari, le quali rappresentano una ricognizione aerea, i soldati della base americana che giocano a carte, l'esplosione della bomba e Sadako che scopre una statuetta di drago sotto le macerie di una casa.
 
"Il gran sole di Hiroscima" di Karl Bruckner è un romanzo storico scritto nel 1960 da un tedesco che narra ai bambini/ragazzi le vicende che precedono e seguono il lancio della bomba atomica su Hiroshima (che nel libro viene scritta come "Hiroscima", italianizzandola).
La vicenda vede come protagonisti in particolare due bambini rispetivamente di 10 e 4 anni: Scigheo e Sadako, i quali sono fratello e sorella. All'inizio li vediamo gironzolare in giro per cercare di racimolare un po' di cibo, dato che a causa della guerra le razioni di cibo distribuite alla popolazione sono molto scarse, nonostante la madre dei due lavori in una fabbrica di armamenti. Il padre invece è partito come soldato ed è già diverso tempo che la madre non riceve sue notizie. Siccome la madre quindi passa la maggior parte del giorno in fabbrica a lavorare è Scigheo che vede badare alla sorella minore.
Nonostante i personaggi principali siano Scigheo e Sadako e la loro famiglia, in realtà, soprattutto nella prima parte del romanzo, l'autore ci fa conoscere molti personaggi sia giapponesi che americani. Tra i primi abbiamo ad esempio il vecchio Kenji Niscioka (un ex costruttore di barche), la vecchia signora Kumakici, il giovane Kanjiro Yonekura (figlio di un costruttore), la studentessa Setsuko Nakamura, il maresciallo Sciunroku Hata, il tenente colonnello Miscina. Tra gli americani abbiamo invece alcuni piloti militari: il capitano Miller, il capitano Lawrence Kennan, William Sharp (ex specialista in strumenti ottici), Geroge Hawkins (appassionato di Shakespear), Sam Miller, Frank Richardson (aviatore esperto e ligio alle regole), O'Hagerty, il comandante di squadriglia Ralph Scott, il colonnello Tibbets ...
Ad alcuni di loro è dedicato solo un capitolo, mentre al tri anche due o tre, ma è evidente che l'autore abbia inserito così tanti personaggi per cercare, da una parte, di far empatizzare i lettori con alcuni di loro (ad esempio nel caso dei civili giapponesi, ma anche degli aviatori americani), e dall'altra per far conoscere ai lettori alcuni fatti storici (ad esempio nei capitoli dedicati a comandanti militari, sia amercani che giapponei, o a quelli dei soldati americani). Ad esempio quando il comandante Scott parla al capitano Miller del progetto Manhattan (un programma di ricerca e sviluppo in ambito militare che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche): "Giunto al centro della fila dei paracuditisti, si voltò all'improvvios e tornò indietro. Si arrestò davanti a Scott e gli chiese, con lo sguardo fisso alle sue decorazioni:
<<Hai dietro di sè alcune notti insonni, comandante, non è vero?>>. Senza attendere risposta, continuò.>>Anch'io. Da parecchie settimane dormo solo un'ora ogni tanto. Al nostro progetto Manhattan, hanno lavorato dal 1943 centocinquantamila persone. Lo sapeva?>>
<<No signore>>
Il generale arretrò di qualche passo. le lenti scure degli occhiali da sole sembravano enormi occhi spalanncati.
<<Cosa? Non ha mai sentito parlare ddel progetto manhattan? Vuole forse anche sostenere che non ha idea del motivo per cui abbiamo mandato qui sei nostri collaboratori scentifici? E che cosa era il carico giunto qui due giorni fa? Dica che non sa nulla, e le dirò che lei è dannatamente ingenuo>>. [...]
<<Sono molto contento. Il comandante non sa nulla, e ciò mi fa sperare che anche altrove nulla sia trapelato. Il nostro controspionaggio ha funzionato in modo eccellente>>."
Il capitolo che invece descrive il momento del lancio e dello scoppio della bomba è breve ma efficace e intenso: "In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante.
Fu cento volte più incandescente del sole nel firmamento.
E questa palla di fuoco irradiò milioni di gradi di calore contro la città di Hiroscima.
In questo secondo, 86.000 persone arsero vive.
In questo secondo, 72.000 persone subirono gravi ferite.
In questo secondo, 6.820 case furono stritolate e scagliate in aria dal risucchio di un vuoto d'aria, per chilometri d'altezza nel cielo, sotto forma di una colossale nube di polvere.
In questo secondo, crolalrono 3.750 edifici, le cui macerie si incendiarono.
In questo solo secondo, raggi mortali di neutroni eraggi gamma, bombardarono il luogo dell'esplosione per un raggio di un chilometro e mezzo.
In questo secondo, l'uomo che Dio aveva creato a propria immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l'aiuto della scienza, i primo tentativo di annientare se stesso.
Il tentativo era riuscito." 
La storia si divide in due momenti principali: quelli accaduti prima e quelli accaduti dopo il lancio della bomba. Successivamente allo scoppio, molti dei personaggi che avevamo consociuto nella prima parte purtroppo non verranno più menzionati. Alcuni comprensibilmente semplicemente perchè muoiono, ma mi è un po' dispiaciuto che anche altri non siano più stati menzionati, in quanto dopo lo scoppio sembra che l'autore abbia preferito concentrarsi sulla famiglia di Scigheo, di cui tutti i componenti, un po' per caso e con molta fortuna, si sono salvati (compreso il padre che torna dalla guerra). 
Questo permette ai lettori di scoprire come è sopravvisuta la gente comune in seguito alla devastante esplosione, in un momento in cui in città tutti avevano poco o nulla, senza neppure case o viveri e dove qualsiasi cosa ritrovata nelle macerie veniva barattata al mercato nero. Ed è proprio rovistando tra le macerie di una casa che Sadako trova un'antica statua di bronzo raffigurante un drago, a cui si affezionerà particolarmente.
L'autore però non si limita a raccontare i fatti subito successivi al lancio della bomba, ma prima vediamo cosa succede anche a distanza di due anni, e successivamente anche a distanza di dieci, in quanto la bomba atomica, con le sue radiazioni, anche dopo tanto tempo sembra non aver ancora smesso di mietere vittime, anche tra i giovanissimi e la famiglia di Scigheo purtroppo avrà una brutta sorpresa.
Un'opera semplice e intensa che riesce a far comprendere abbastanza bene (e con delicatezza, senza però censurare gli orrori della guerra) ai giovani lettori, a partire anche dai 9 anni (a patto che il bambino/a sia già a conoscenza di alcuni fatti storici), un evento storico molto importante e su cui spesso non ci si sofferma troppo, anche nelle scuole. In una versione che spiega come è stata lanciata la bomba, che ci fa conoscere le persone coinvolte sia sul fronte giapponese che americano, quali effetti ha avuto sulla popolazione e come è stata recepita. Un libro che ci mostra com'era la cultura giapponese (in cui i soldati dovevano sentirsi onorati di sacrificarsi per la patria) e che porta a riflettere sull'uso di certe armi, portando a interrogarsi chi sia il colpevole, a come agiremmo noi, anche nella speranza che non vengano più utilizzate. 
Un libro che sarebbe sicuramente interessante proporre in terza media, durante lo studio della seconda Guerra Mondiale.
 
P.S. In inglese esiste anche un libro dedicato proprio alla storia di Sadako: "Sadako and the Thousand Paper Cranes" è un romanzo storico per ragazzi scritto dall'autrice canadese-americana Eleanor Coerr e pubblicato nel 1977. È basato sulla storia vera di Sadako Sasaki, vittima del bombardamento atomico di Hiroshima, in Giappone, durante la seconda guerra mondiale, che, morente di leucemia causata dalle radiazioni della bomba, si propose di creare mille gru di carta, secondo la credenza che se un malato arriva a creare 1000 gru di carta gli dei lo guariranno.
 
      
Sopra: Alcune copertine di diverse edizioni del libro dedicato a Sadako, di cui quella a sinistra edita nel 1977, poi quella del 1999, quella al centro un'edizione del 2004 e a destra una del 2020
 
Il volume è stato edito nel 1961 col titolo: "Sadako will leben" dalla G&G Kinder-und Jugendbunchverlag e poi pubblicato in italiano nel 1981 dalla Giunti. L'edizione che ho io è del 2004, edita dalla Giunti, ha 254 pagine, una copertina flessibile, misura 19,6 cm d'altezza e 13,2 cm di lunghezza e costa 7,90 euro.  
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

giovedì 6 agosto 2026

La camera numero 7 di Isabelle Malenfant e Martine Latulippe

"La camera numero 7" è una breve storia di paura scritta da Isabelle Malenfant e illustrata da Martine Latulippe che fa parte di una collana ad alta leggibilità edita dalla Bianconero Edizioni, che si chiama Fifa Blu.
 
 Sopra: In copertina vediamo un'illustrazione che ci mostra la porta della camera numero sette, su cui in alto a destra, dentro un bollino blu, vediamo comparire il titolo del libro.
 
I genitori di Ben hanno finalmente realizzato il loro sogno: andare a vivere in campagna, e così hanno acquistato una vecchia locanda in riva al mare. E si sa, sulle vecchie locande circolano sempre voci di ogni genere... Il proprietario in effetti sembra avere una certa urgenza nel vendere la proprietà e si comporta in maniera strana quando si parla della stanza numero 7: "Tutte le porte hanno un numero, tranne una. Sul lato destro del corridoio ce ne sono tre: la 8, la 9, la 10. A sinistra, invece, ci sono la 5 e la 6... e una porta senza numero.
Non può che essere la camera numero 7.
Incuriosito chiedo al vecchio proprietario: <<Quella lì non è numerata?>>
<<La 7? No, quella non viene utilizzata da anni>>, mi risponde sbrigativamente. <<E' diventata una sorta di ripostiglio, ci ho ammassato sedie, tappeti... E' piena di roba che non serve più. potete rovistare tra quelle cianfrusaglie, non si sa mai, magari ci trovare delle cose interessanti.>>
Apre le porte di tutte le stanze. M non quella della numero 7. Deciso a scoprire quella stanza misteriosa, metto la mano sulla maniglia, ma prima che possa girarla, l'uomo si affretta a dire: <<Beh, io sono un po' stanco, vi lascio... Ecco le chiavi. Potete finire di esplorare il resto della casa senza di me>>.
Si dirige verso la scala, con passo che a me sembra nettamente più energico di quello di prima, e getta un'ultima occhiata verso la porta senza numero.
<<Questi vecchi muri hanno una storia... Hanno i loro segreti>>, mormora. E se ne va."
 Ma che cosa è realmente accaduto nella camera numero 7? E cosa sono gli strani rumori che si sentono di notte?
  
 
Sopra: In alto due pagine interne di sui quella a sinistra con i testi, mentre in quella a destra c'è un'illustrazione in bianco e nero proprio della porta numero 7.
 
All'interno del volume sono presenti delle illustrazioni in bianco e nero opera di Martine Latulippe. I disegni hanno un tratto polveroso, e sembrano essere stati realizzati con matite o carboncini, che poi sono stati sfumati con le dita. In certi punti (ad esempio per disegnare paesaggi apaerti con zone di spiaggia o mare) le linee hanno contorni sfumati, mentre altre volte (tipo per disegnare spazi chiusi con corridoi, porte, assi di legno, ecc...) molto netti e decisi, anche se mai precisi.
L'uso di matie/carboncini conferisce comunque alle illustrazioni dei chiaroscuri talvolta drammatici, perfetti per trasmettere una sensazione di tensione ed ansia, ma anche di aspettativa, nei lettori.
I disegni possono essere inseriti in mezzo ai testi, ma la maggior parte sono a pagina intera e mostrano ambienti della casa o oggetti visti dal protagonista, il che aiuta i lettori a immergersi nella lettura poiché è come se loro stessi assumessero il punto di vista del protagonista della storia. Come disegni vediamo infatti rappresentati delle lapidi, una bambola, l'interno della stanza di un bambino/a, il corridoio di una casa e, soprattutto, vediamo comparire spesso la porta, chiusa, della camera 7.
 
 
  

   
 Sopra: Alcuni dei disegni in bianco e nero realizzati da Martine Latulippe, si cui quello in alto mostra il protagonista sulla spiaggia, i due centrali e quello in basso a destra alcuni interni della casa, mentre quello in basso a sinistra ci mostra la casa dall'esterno.
 
"La camera numero 7" di Isabelle Malenfant e illlustrato da Martine Latulippe è una breve storia di paura adattaper lettori a partire dagli 8/9 anni anche non particolarmente forti. La storia infatti è breve e abbastanza ricca di illustrazioni, oltre ad utilizzare un font ad alta leggibilità, per cui è adatta anche a quei bambini/ragazzi che hanno la dislessia.
La vicenda, come dicevo, non è molto lunga ed è una storia di fantasmi abbastanza tradizionale, ma la scrittura in prima persona, che permette ai lettori di immergersi nel punto di vista del protagonista, la rende comunque abbastanza carina ed emozionante. Tutto ha inizia quando i genitori di Ben gli annunciano che si trasferiranno a vivere in una nuova casa (anche qui, classico inizio da storia di paura o film dell'orrore). Non si tratta comunque di una casa qualsiasi, ma di un albergo, dato che l'abitazione è dotata di 10 stanze. Sono tutte numerate tranne la numero 7, che il proprietario dice di utilizzare semplicemente come ripostiglio, ma Ben inizia a notare presto delle cose strane: prima vede sul davanzale una bambola che prima non c'era, poi sente dei rumori provenire dalla stanza, e un pianoforte suonare. Nota anche che fuori dall'abitazione c'è anche una lapide con riportato il nome di una bambina morta a sette anni, nel 1919. 
A questo punto il protagonista decide di fare una ricerca e scopre che nella stanza numero sette ci viveva la figlia dei vecchi proprietari dell'albergo, la quale la tenevano nascosta poichè deforme: "Si dice che la ca,era numero 7 della locanda Alla piccola roccia sia infestata da un fantasma. Tanti anni fa, ci viveva una bambina, Sophie, la figia dei proprietari, Era deforme e aveva gravi problemi di salute. [...] A quell'epoca la gente si vergognava delle malattie, che erano viste come una punizione divina...
Infatti i genitori di Sophie la tenevano nascosta, nessuno poteva avvicinarsi a lei. L'avevano confinata nella camera numero 7, con qualche mobile, dei libri e una vecchia bambola di pezza, che lei teneva sempre con sè.
Sophie passò tutta la vita in quella stanza. [...] Si dice che sia morta poco prima di compiere nove anni, alla fine del mese di luglio." 
Ben rimane alquanto impressionato dalla notizia, ma i suoi genitori non sembrano darci troppo peso, eppure lui continua a sentire e a vedere cose strane, tanto da far fatica a dormire la notta. Alla fine si scoprirà che c'era una spiegazione razionale... o forse non proprio?
Storia carina e abbastanza paurosa, anche se si tratta sicuramente un po' della classica storia di fantasmi e di stanze infestate. C'è pure il classico finale in cui verso la fine tutto sembra avere una spiegazione razionale... ma poi si scopre che potrebbe esserci veramente un fantasma nella stanza (e anche più di uno). A rendere la vicenda intrigante è la narrazione in prima persona del protagonista, che immerge i lettori nella giusta atmosfera e coinvolgendoli nella situazione.

Il volume è stato edito originariamente in francese nel 2023 dalle Les éditions la courte échelle col titolo "Le chambre numéro 7". E' stato poi pubblicato nel 2025 dalla Biancoenero Edizoni; ha 96 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,50 euro.
 
Ecco gli altri titoli presenti nella collana: "Non aver paura dei cimiteri", "Uccelli del malaugurio", "Così imparate a uscire di notte", "C'è un uomo in cantina", "Uno strano rumore nel muro", "La camera numero sette", "La baia de dannati",  "Banchetto per cani", "L'uomo dei ragni".

      
 
      
Sopra: Le copertine di questa collana giocano tutte sui toni del bianco e del nero, mentre vengono fatti spiccare i titoli dei singoli volumi, rinchiusi dentro dei cerchi colorati.
 
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