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lunedì 23 marzo 2020

Il cuore di Giovanna D'Arco di Michelangelo Rossato

"Il cuore di Giovanna D'Arco" è attualmente l'ultima fatica del giovane artista italiano Michelangelo Rossato, di cui finora avevo già recensito due opere: "Biancaneve" (2015) e "La sirenetta" (2017).

Sopra: La copertina del libro riprende i colori maggiormente utilizzanti anche nelle illustrazioni interne (il grigio e il giallo) e mostra la protagonista della storia. Interessante inoltre notare come l'immagine di copertina riprenda il significato del titolo, mostrando il cuore dorato di Giovanna.

La storia raccontata in questo libro è, come dice il titolo, quella di Giovanna D'arco, una figura storica che l'autore ha studiato per molto tempo, infatti Rossato afferma: "Tante volte negli anni mi è apparsa, con la sua armatura scintillante, in vecchi libri, film e canzoni. Mi è capitata tra le mani la trascrizione del suo processo e l'ho letta tutta d'un fiato. Così ho iniziato a cercarla, studiarla, tentare di capirla". Attraverso queste trascrizioni l'autore ha quindi ricostruito la storia di questa fanciulla a partire dalla sua giovinezza fino alla sua morte (avvenuta comunque in giovane età).
La storia inizia infatti con la tredicenne Giovanna, che inizia a sentire delle voci, le quali si fanno sempre più persistenti, finché un giorno, nel bosco, esse diventano quasi assordanti, gridandole "Non c'è più tempo da perdere!". La fanciulla decide di raccontare ciò che le voci le hanno detto al capitano delle guardie, il quale, ricordandosi di un'antica profezia, decide di crederle e di portarla al castello del Principe. Così, a soli 17 anni, Giovanna si taglia i capelli e indossa un'armatura per fingersi un uomo e poter viaggiare inosservata assieme agli altri cavalieri.
Una volta giunta al cospetto del principe chiede di essere inviata ad Orléans per vincere la guerra, e sarà proprio quello che farà.
Purtroppo le battaglie da combattere sono ancora molte e durante una di queste, a Compiégne, Giovanna viene catturata, imprigionata, messa a processo e condannata per stregoneria. Il finale di Rossato, seppur triste, non è totalmente negativo, direi, piuttosto, che risulta commovente: si vede infatti la giovane (probabilmente la sua anima) che viene trasportata in cielo, sulle ali dorate di un angelo.
Questa la storia narrata dall'artista, alla fine dell'albo, comunque, compare anche una pagina con dei cenni storici, contenente cioè una biografia della vita di questa eroina, diventata una delle figure femminili meglio documentate di tutta la Storia.

Sopra: L'illustrazione che mostra Giovanna vestita da cavaliere, con la spada in mano, pronta per partire per la guerra.

Le illustrazioni di Michelangelo Rossato, che accompagnano in modo ineccepibile i testi, supportando e aiutando il lettore nella lettura del racconto, sono molto belle ed originali. Una tra le prime cose che salta all'occhio è come esse ricordino gli arazzi medievali, stile che l'artista ha probabilmente voluto riprendere essendo la storia ambientata proprio in quel periodo.
Questa cosa risulta particolarmente evidente soprattutto in un'immagine, che mi ricorda la scena dell'annunciazione di Maria: quella in cui si vede Giovanna nella sua stanza mentre ascolta le voci.
Lo stesso autore spiega in un'intervista (questa) che "Con ll cuore di Giovanna d’Arco è stato inevitabile tuffarmi nell’arte altomedievale, ma vi sono anche influenze gotiche e rinascimentali". L'artista afferma inoltre che in questo lavoro convergono anche influenze artistiche dei simbolisti, dell'Art Nouveau e dell'arte tribale.
I riferimenti all'arte in questo libro, comunque, sono molteplici, oltre alla già citata scena dell'annunciazione di Maria, vi sono anche quelle dell’estasi mistica, lo scontro fra San Giorgio e il drago o, ancora, della "Madonna della misericordia" di Massaccio. Vi sono inoltre rimandi, evidenti o meno, anche a Giotto, Mantegna, Perugino, Bellini, Van Eyck.


   

 
Sopra: I riferimenti all'arte in questo libro, comunque, sono molteplici, come potete vedere dalle immagini riportate sopra. Più in altro possiamo trovare la scena dell'annunciazione di Maria del Beato Angelico, oppure, più in basso, il riferimento alla "Madonna della misericordia" di Massaccio.

Un'altra cosa che attira subito l'attenzione del lettore è l'aspetto di Giovanna, e in particolare i suoi capelli, di un biondo dorato. Interessante la nota dell'autore, il quale spiega che "Non ci sono rimasti di lei ritratti in vita: quello da me disegnato è un volto immaginario, iconico". Eppure l'aspetto che l'artista ha dato a Giovanna risulta subito molto azzeccato, anche per la scelta dei colori che è stata fatta.
L'artista ha infatti scelto di utilizzare per le sue illustrazioni solo una serie limitata di tinte: il grigio, l'ocra, il giallo dorato, il bianco, il nero, il marrone e il rosa (utilizzato per la pelle). Tra questo colori spiccano comunque, in particolare, il grigio e il giallo (ocra o dorato), scelti dall'artista probabilmente per l'effetto di contrasto che danno assieme.
E' molto interessante inoltre notare come l'uso dei colori cambi durante il procedere della storia: all'inizio prevalgono il grigio chiaro e il giallo, assieme al bianco, creando delle immagini dall'aspetto chiaro, brillante e solare. Già verso la metà del libro, quando Giovanna inizia a combattere si nota la presenza di molti più elementi scuri, di colore nero o grigio cupo, che incupiscono le immagini, mettendo però al contempo in evidenza gli elementi dai colori più chiari e brillanti (come i capelli della protagonista o la sua armatura argentata, o il suo cavallo bianco). Le tonalità cambiano invece bruscamente dopo la cattura di Giovanna e l'inizio del suo processo e della sua prigionia: le immagini acquistano infatti dei toni molto cupi e i colori diventano per la maggior parte scuri.





Sopra: L'artista ha infatti scelto di utilizzare per le sue illustrazioni solo una serie limitata di tinte. E' molto interessante inoltre notare come l'uso dei colori cambi durante il procedere della storia. Come si può vedere dall'immagine più in alto all'inizio prevalgono il grigio chiaro e il giallo, assieme al bianco, creando delle immagini dall'aspetto chiaro, brillante e solare. Già verso la metà del libro, quando Giovanna inizia a combattere (immagine centrale, dove Giovanna lotta contro la personificazione della guerra) si nota la presenza di molti più elementi scuri, che incupiscono le immagini, mettendo però al contempo in evidenza gli elementi dai colori più chiari e brillanti. Dopo la cattura di Giovanna e l'inizio del suo processo (l'ultima immagine in alto) le immagini acquistano dei toni molto cupi e i colori diventano per la maggior parte scuri. Interessante inoltre notare come i giudici del processo siano stati dipinti come delle bestie dall'aspetto malvagio.

D'altronde il bello delle illustrazioni di Rossato è proprio questa attenzione a ogni elemento dell'immagine, non solo nei colori, ma anche nella rappresentazione stessa della storia. Ad esempio l'albero intorno a cui danzano le fate rimanda all'albero alchemico di una miniatura di Jean Perréal; le voci che Giovanna sente sono state rappresentate dall'artista come un'uccello dorato, oppure sotto forma di nuvole dall'aspetto angelico. Anche i capelli della protagonista, comunque, risultano di forte impatto per il lettore e sembrano voler dimostrare la natura pura, luminosa e buona della fanciulla.



Sopra: Nell'immagine in alto possiamo ritrovare molti elementi importanti. Si nota ad esempio subito la scelta dei colori, nonché la presenza di alcuni elementi simbolici quali l'uccello dorato che accompagnerà la protagonista durante il suo cammino, e una citazione artistica da parte dell'autore all'albero alchemico di Jean Perréal (nell'immagine più in basso).

"Il cuore di Giovanna D'Arco" di Michelangelo Rossato è un'opera di grande pregio, che racconta finalmente in una versione illustrata una figura storica di grande interesse, nonché sicuramente una persona di grande fascino, poiché la Giovanna di Rossato è una figura capace di trasmettere messaggi molto importanti e positivi. Come spiega l'artista: "La mia Giovanna è la voce di chi combatte le sue battaglie con coraggio. Di chi porta la luce in luoghi oscuri. Di chi è fedele a se stesso e non ha paura di parlare e agire. [...] Di chi non ubbidisce cecamente e lotta per cambiare il mondo".
Risulta inoltre molto soddisfacente il fatto che una storia così importante sia stata narrata e rappresentata attraverso delle splendide e suggestive illustrazioni, così originali e d'impatto.
Ne risulta così un'opera tanto storica (le parole pronunciate da Giovanna in questo libro sono state spesso riportate fedelmente dagli atti del processo), quanto umana e poetica. Un'opera di forte impatto, capace di far scoprire il cuore di Giovanna D'Arco.

A differenza del solito vorrei lasciare voi lettori con il testo di una canzone che mi è venuta in mente spesso durante la lettura di questo albo illustrato: "Giovanna d'Arco" di Branduardi.

"Una spada, un elmo ed un cavallo avrai,
i capelli a ciocche taglierai leggera,
poi tutta di ferro ti rivestirai
sul fianchi di giglio, sulla croce nera.
Il fumo, il sangue, il fango
l'alba li accenderà 
 al fuoco, al fuoco, brucia!
Che cosa brucerà?
Il bosco sta bruciando,
brucia la verità.
Cantano le voci chiuse dentro te: 
Una contadina ha dato il trono a un re!"

L'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Arka edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 48 pagine, misura 31,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 16 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 28 gennaio 2019

La Sirenetta di Michelangelo Rossato

Dopo un bel po' di tempo (più precisamente da novembre del 2015) torno a parlarvi del giovane artista Michelangelo Rossato, di cui più di tre anni fa avevo recensito il suo primo albo illustrato: "Biancaneve". Questa volta vi parlerò di una sua recente (del 2017) fatica: "La sirenetta".

Sopra: L'immagine presente sulla copertina mostra il momento in cui la Sirenetta raggiunge per la prima volta la superficie del mare per poter vedere il mondo degli umani.

Come ci avverte la scritta in copertina, posta sotto al titolo, i testi della fiaba sono stati riscritti dallo stesso Michelangelo Rossato, vediamo quindi che modifiche sono state apportate rispetto alla fiaba originale integrale di Andersen.
La storia riscritta da Rossato si presenta prima di tutto più breve rispetto alla vicenda di Andersen e parecchi pezzi sono stati tagliati e riscritti completamente, già a partire dalla parte iniziale:
Versione scritta da Andersen (tratta da "Le fiabe di Hans Christian Andersen" della TASCHEN): "Lontano lontano, in alto mare, l'acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso, e limpida come il più puro cristallo. Ma è molto profonda, più profonda di ogni scandaglio; bisognerebbe mettere molti e molti campanili uno sopra l'altro per arrivare dal fondo sino alla superficie dell'acqua. E laggiù, nel fondo, vive la gente del mare."
Versione riscritta da Rossato: "Un tempo, nelle profondità del mare, vivevano creature misteriose. Esseri a metà, né animali né donne. O forse tutte e due le cose insieme. Erano sirene, avevano una coda di pesce al posto delle gambe e una voce meravigliosa con la quale seducevano i marinai. Erano tutte sorelle, una più bella dell'altra."
Come potete leggere i due inizi sono alquanto diversi, se non per il fatto che tutti e due spiegano al lettore dell'esistenza delle sirene. La versione di Andersen, poi, ci presenta subito la nonna della Sirenetta, mentre questa figura, nella versione di Rossato, ci viene presentata solo più avanti.
Vediamo ora come i due testi presentano al lettore la protagonista:
Versione scritta da Andersen (tratta da "Le fiabe di Has Christian Andersen" della TASCHEN): "Le principesse del mare erano sei belle bambine. La più giovane, però, era la più bella di tutte: aveva la pelle chiara e liscia come le foglie di rosa, e gli occhi azzurri come il mare più profondo. Ma, come tutte le altre, non aveva piedi, perché il corpo finiva in una coda di pesce. (...) Era una strana bambina, quieta e pensosa, e mentre le sorelle si adornavano di tutte le belle cose avute in dono in occasione del naufragio di qualche bastimento, lei non si curava di altro che dei suoi fiori rossi come il sole. E non aveva mai voluto altro che una squisita statua di marmo."
Versione riscritta da Rossato: "La più piccola delle sorelle era diversa dalle altre. Quando era allegra, era troppo allegra. Quando era triste, era troppo triste. Il suo umore cambiava come cambiava la marea. Soprattutto era molto curiosa. Molte volte nuotava sola intorno a una statua colata a picco negli abissi e si chiedeva come fosse il Mondo-sopra-il -mare."
Come nella versione di Andersen la Sirenetta è impaziente di compiere 15 anni per poter salire in superficie e vedere il mondo degli uomini, così come hanno fatto le sue sorelle prima di lei. La prima cosa che la Sirenetta vede, giunta in superficie, è una grande nave, nonché il principe, di cui si innamora subito, tanto che, quando la nave naufraga, lo salva. Quando però il principe apre gli occhi vede davanti a se la fanciulla che sarebbe poi diventata la sua sposa.
La parte centrale del racconto, comunque, sebbene più breve rispetto alla versione di Andersen, è comunque molto fedele a quest'ultima: con la Sirenetta che si fa raccontare dalla nonna di come gli esseri umani, pur non vivendo per secoli come le sirene, abbiamo un'anima immortale; di come la Sirenetta vada dalla Strega degli Abissi per farsi dare delle gambe (anche se ad ogni passo gli sembrerà di camminare su spade affilate [o, come riporta la versione scritta da Andersen "Coltelli appuntiti"]); di come la protagonista viva serenamente a palazzo col principe (pur non potendo parlare), il quale impara a volerle bene; le nozze del principe; le sorelle della Sirenetta che le offrono un pugnale per cui, se lo avesse usato per uccidere il principe, sarebbe potuta ritornare come prima; la rinuncia della fanciulla ad uccidere il principe.
La storia di Rossato si conclude con la Sirenetta che si trasforma in schiuma di mare, mentre la versione di Andersen si conclude con la protagonista che, nel momento in cui doveva trasformarsi in schiuma di mare, viene soccorsa dagli spiriti dell'aria che la fanno diventare una di loro, spiegandole che, attraverso questa nuova forma, potrà comunque ricevere un'anima immortale.

Sopra: Questa immagine rappresenta il momento in cui la Sirenetta raggiunge per la prima volta la superficie del mare per poter vedere il mondo degli umani. Da notare come la scelta e l'uso dei colori mostri molto bene al lettore la contrapposizione tra i due mondi, col mondo degli uomini dipinto di grigio, mentre il mondo marino è verde e azzurro.

Le illustrazioni di Rossato sono molto particolari e originali, nonché molto belle. Le sirene di Rossato posseggono dei lineamenti delicati e dei corpi magri e slanciati, capaci di compiere dei movimenti sinuosi e leggiadri. Oltre alle sirene, è interessante vedere come l'artista ha rappresentato anche le altre figure della storia (la strega del mare e la nonna della Sirenetta), le quali, pur avendo dei corpi che richiamano quelli di creature marine, hanno un aspetto differente da quello delle solite sirene che siamo abituati a vedere. In effetti le stesse sorelle della Sirenetta presentano delle code differenti le une dalle altre, e addirittura alcune non hanno neppure una coda di pesce, ma hanno dei tentacoli e una coda da cavalluccio di mare.
Le sirene di Rossato conservano così un fascino antico (quasi arcaico) e misterioso che ben si addice a una figura mitica come quella della sirena.


Sopra: Le sirene di Rossato posseggono dei lineamenti delicati e dei corpi magri e slanciati, capaci di compiere dei movimenti sinuosi e leggiadri.Oltre alle sirene, è interessante vedere come l'artista ha rappresentato anche le altre figure della storia (come ad esempio la strega del mare, che potete vedere nell'immagine sopra più in basso), le quali, pur avendo dei corpi che richiamano a quelli di creature marine, hanno un aspetto differente da quello delle solite sirene che siamo abituati a vedere. Le stesse sorelle della Sirenetta presentano delle code differenti le une dalle altre, tanto che lacune code  di tentacoli e di un cavalluccio marino (come potete vedere dall'immagine più in alto).

Quello che maggiormente colpisce di queste immagini è l'uso e la scelta dei colori, infatti l'artista ha deciso di utilizzare, per i suoi disegni, solo 5 colori: azzurro, verde, nero, bianco e grigio. Il grigio è utilizzato soprattutto per sfondi del mondo umano e per colorare elementi del paesaggio che appartengono, appunto, al mondo degli umani (ad esempio la nave del principe o la città degli umani dove il principe vive). Il grigio è stato utilizzato anche per i corpi delle sirene e delle persone, con una differenza tra i due: mentre i corpi degli esseri umani sono dipinti totalmente di grigio, quelli delle sirene hanno anche delle sfumature di verde o azzurro (le code e i capelli delle sirene, ad esempio, sono sempre colorati di verde o azzurro).
Nell'ambiente marino, invece, regnano i verdi e gli azzurri.


Sopra: Come potete vedere dalle immagini che vi riporto, l'artista ha deciso di utilizzare, per i suoi disegni, solo 5 colori: azzurro, verde, nero, bianco e grigio. Il grigio sembrerebbe rappresentare il mondo "di sopra", quello umano (viene utilizzato, infatti, per gli sfondi del mondo terreste, per gli elementi del paesaggio che appartengono, appunto, al mondo degli umani, e per gli umani stessi) mentre i verdi e  gli azzurri sono stati utilizzati per il mondo marino. Il fatto che le sirene siano colorate sia di grigio che di verde/azzurro può voler forse sottolineare la loro natura ambigua di creature che hanno un aspetto in parte umano e in parte marino.

Vorrei inoltre segnalarvi e soffermarmi su alcune illustrazioni  particolarmente belle (anche perché pregne di un certo significato simbolico) che secondo me riescono a colpire molto il lettore: l'immagine che mostra il momento della trasformazione da sirena a umana; quella in cui vediamo la Sirenetta essersi appena trasformata in umana; e quella dove la protagonista si scioglie diventando schiuma di mare.

Sopra: Il momento della trasformazione da sirena a umana è rappresentato dall'artista in un modo molto particolare, con un'immagine che può essere vista sia in orizzontale che in verticale; un'immagine che sembra essere perfettamente divisa a metà e di cui la metà di destra fa riferimento al mondo umano mentre la metà a sinistra a quello marino (dove è ancora presente la parte "marina" della Sirenetta, la sua coda di pesce, la quale però si sta velocemente trasformando).

Sopra: In questa illustrazione possiamo vedere la Sirenetta completamente trasformata in un essere umano, tuttavia il suo vestito, che sembra essere fatto di acqua, tradisce la sua appartenenza al mondo marino. Un particolare che l'artista sfrutterà visivamente anche per un'altra immagine: quella in cui la protagonista deve uccidere il principe per poter ritornare sirena (in questo caso il vestito diventa il mare stesso)

Sopra: In questa ultima immagine del libro vediamo la Sirenetta, la cui acconciatura ha la forma di un pesce, sciogliersi e diventare schiuma di mare. Da notare come, nello sfondo, tra le nuvole, siano presenti delle figure femminili che sembrano essere fatte, appunto, di nuvole. Che questi esseri siano un riferimento agli spiriti del vento che nella versione di Andersen salvano la fanciulla facendola diventare una di loro?

"La sirenetta" di Michelangelo Rossato è un albo con delle illustrazioni molto belle, originali e particolari. Nonostante la parte iniziale e finale dei testi abbiano subìto notevoli cambiamenti rispetto alla versione di Andersen, la parte centrale è rimasta invece molto fedele alla storia originale, anche se, rispetto a quest'ultima, è comunque stata riassunta (Andersen inserisce nei suoi testi molte parti descrittive ad esempio, che nella versione di Rossato sono state eliminate o molto abbreviate).
Quest'opera rimane comunque un albo illustrato pregevole, soprattutto per le originali e innovative illustrazioni di Rossato, capaci di riproporci (dopo 180 anni) una storia delicata, struggente e dolce-amara.

L'opera è stata pubblicata nel 2017 dalla Arka edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 60 pagine, misura 31,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 16 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 9 novembre 2015

Biancaneve di Michelangelo Rossato

In questo post tratterò nuovamente di un libro illustrato sulla fiaba "Biancaneve", uscito quest'anno (2015), stavolta però disegnato da un giovane artista esordiente (è nato nel 1991 e questa è la sua prima opera): Michelangelo Rossato.

Sopra: La copertina di una nuova e innovativa interpretazione artistica della fiaba di Biancaneve del giovane artista italiano Michelangelo Rossato.

Partiamo analizzando il testo, che è stato adattato sempre da Rossato.  Esso rimane molto fedele all'originale e i cambiamenti apportati sono di lieve entità:
Versione originale dei Grimm del 1857 tratta da "Le Fiabe dei Fratelli Grimm" a cura di Noel Daniel, traduzione di Valentina Tortelli e Chiara Mattioli (Edizione TASCHEN 2012) :
E siccome il rosso del sangue sulla neve bianca era così bello, pensò fra sé: "Vorrei avere un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come il legno della finestra". 
Versione di Michelangelo Rossato:
Il rosso del sangue era così bello su quel balcone che la Regina pensò: " Come vorrei una figlia bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l'ebano".
Nel libro sono presenti tutti e tre i tentativi della matrigna di uccidere Biancaneve (mentre a volte capita che vengano tagliati per accorciare la storia), e inoltre vengono mantenute intatte anche le parti che solitamente sono più soggette ad essere modificate: quella in cui la protagonista si risveglia non con un bacio, ma perché riesce a sputare il pezzo di mela avvelenata che le era rimasta in gola e il finale in cui la matrigna viene uccisa facendole indossare delle scarpe di ferro roventi (in molte rivisitazione della fiaba questo finale viene modificato per essere adattato ai bambini in quanto considerato eccessivamente cruento). Il testo quindi, mantenendosi il più possibile simile all'originale, può essere considerato di qualità.

Passiamo ora ad analizzare le illustrazioni dell'opera. Bisogna intanto dire che l'artista si è laureato con una tesi sul rapporto tra la fiaba e le società matriarcali, per cui i suoi lavori sono probabilmente stati influenzati dalle sue personali ricerche antropologiche, basta guardare l'acconciatura di Biancaneve, ad esempio, ispirata a quelle delle donne della popolazione amerinda degli Hopi. Questa particolare acconciatura a farfalla (chiamata Poli Inta), come Rossato spiega in un intervista che gli è stata fatta e che potete trovare qui, è stata scelta dall'artista in quanto questa è la pettinatura iniziatica delle bambine Hopi (una cultura di origini matriarcali, in cui, quindi, l'iniziazione femminile è davvero importante).  Nelle sue illustrazioni è inoltre possibile trovare simbolismi archetipi; l'utilizzo della simbologia si può infatti notare fin da subito: ad esempio la madre di Biancaneve ci viene mostrata in compagnia di un cerbiatto e una colomba (animali simbolo di innocenza e purezza, il primo inoltre nella mitologia simboleggia il viaggio dell'anima verso la morte).
Anche alla matrigna di Rossato, come abbiamo visto per quella di Lacombe, vengono associati degli animali, in questo caso il corvo (come per Lacombe), il serpente corallo (animale legato alla sessualità), e una scimmia leonina (la scimmia simboleggia la curiosità e l'azione, aiuta a sciogliere le inibizioni e i condizionamenti, per i cristiani è simbolo di sfrenatezza sessuale e in occidente vengono considerate come una forma arcaica di umanità).

Sopra: La matrigna ci viene presentata frontalmente in compagnia di un corvo sulla mano sinistra, un serpente corallo sulla destra, e una scimmia leonina dal colore rosso per terra. A lei sono inoltre associati colori come il rosso, il marrone chiaro e il grigiastro della pelle, tinte in contrasto con quelle di Biancaneve (nera e bianca).

La scena che ci presenta il tentativo del cacciatore di uccidere la protagonista ci mostra, in un solo colpo,  più momenti in sequenza (il tentativo di uccisione, la fuga di Biancaneve e la sua entrata nel bosco). Interessante notare come la scena che riguarda il cacciatore (alla quale molti artisti dedicano un'intera illustrazione mettendola così molto in risalto) in questo caso sia lasciata piccola e in disparte nella parte sinistra del foglio, mentre la parte centrale sia occupata da Biancaneve in primo piano che guarda dritta verso il lettore, comunicandogli la sua preoccupazione. Per quanto riguarda il cacciatore è rappresentato con un abbigliamento particolare, con vestito e stivali di pelliccia, corna e una collana di artigli ed ossa. Egli brandisce inoltre una lancia, e ci viene mostrato come semplice burattino della regina, quasi senza volontà propria, in quanto mosso da fili.

 Sopra: La tavola che ritrae Biancaneve e il cacciatore. In particolare quest'ultimo ci viene presentato dall'artista in modo nuovo, sia nel vestiario che negli atteggiamenti, come un burattino della regina, di cui di può vedere la mano (col serpente corallo) che tende i fili. In questo modo, pur non essendo del tutto presente nella scena, la matrigna fa percepire comunque la sua presenza.

Nella pagina successiva vediamo Biancaneve scappare in mezzo a un branco di lupi rossi (il lupo nel medioevo è simbolo di voracità, ma può rappresentare anche la forza e lealtà) su un cerbiatto bianco, mentre la regina osserva la scena, o il lettore,  dall'alto, insieme al serpente e alla scimmia. La matrigna viene spesso disegnata di grandi proporzioni, soprattutto rispetto a Biancaneve, forse per mostrare il suo enorme ego: vuole essere sempre al centro della scena.

Sopra: La malvagia regina ci viene mostrata di grandi dimensioni, specialmente rispetto alla piccola e indifesa Biancaneve. Sempre nella scena qui sopra, bisogna notare come la protagonista stia cavalcando un cerbiatto candido come lei, questi costituiscono così gli unici elementi bianchi nell'intera immagine, risaltando subito agli occhi del lettore.

Ho parlato prima della particolarità del modo in cui viene rappresentato il cacciatore, ma anche i nani sono stati disegnati in modo innovativo e unico, con facce simili a maschere africane.

Sopra: Nell'immagine possiamo vedere tutti e sette i nani, che l'artista ha rappresentato in modo molto particolare. Da notare inoltre la presenza, nella scena, di una colomba (associata probabilmente a Biancaneve), vicino a uno dei nanetti, e a un corvo, quello della matrigna, all'estrema destra del foglio.

Nella scena in cui la regina travestita cerca di uccidere la protagonista con dei lacci/cintura ella viene mostrata sotto forma di corvo. Anche Lacombe associò la sua matrigna, mentre consegnava la mela a Biancaneve, alla figura del corvo.

  
Sopra: Entrambi gli artisti hanno associato e travestito la regina di Biancaneve da corvo, pur con stili molto differenti e scegliendo momenti diversi. Rossato ha infatti scelto di rappresentare in questo caso il primo tentativo di uccisione (con i lacci del corsetto), mentre Lacombe il terzo (con la mela avvelenata); in quest'ultimo tentativo Rossato associa invece la matrigna a un serpente nero.

Sopra: Rossato associa la matrigna, nella scena della mela, alla figura del serpente, un chiaro richiamo alla vicenda di Eva ed Adamo.

Nell'illustrazione della morte di Biancaneve possiamo vedere chiaramente sul corpo della protagonista una colomba (associa, come ho già detto, alla ragazza) e la mela.

Sopra: In questa scena, che rappresenta la morte di Biancaneve, una colomba, simbolo di purezza, si è posata sul corpo della fanciulla, mentre la mela morsa (l'unico elemento colorato con tinte accese dell'intera immagine, oltre alle labbra della protagonista) è appoggiata sulla pancia di quest'ultima. 

Nella scena successiva, in cui ci viene mostrata la giovane nella bara (in questo caso simile a una palla di vetro), in alto a destra possiamo notare la presenza di tre uccelli: una colomba, un corvo e un barbagianni rosso.

Sopra: Un particolare che ci mostra i tre uccelli presenti nella scena di Biancaneve nella bara: la colomba (associata alla protagonista, simbolo di pace e purezza), il corvo (che impersonifica la regina, simbolo di cattivo augurio) e il barbagianni (simbolo a volte di malaugurio e di morte, altre di capacità di chiaroveggenza).

Quest'ultimo uccello ci viene introdotto per la prima volta nel libro in questa scena e ricompare in quella della pagina successiva, che raffigura il principe inginocchiato intento a chiedere la mano della fanciulla. Quest'ultima, raffigurata per la prima volta di grandi dimensioni, tiene appoggiato sulla mano sinistra proprio questo barbagianni (tale animale, come il gufo, è solitamente associato a significati nefasti, ma in Australia viene considerato, secondo dei miti aborigeni, custode degli animi femminili).
Ai piedi di Biancaneve c'è poi la mela dalla cui polpa ora spunta un fiore rosso.
Infine, nell'ultima illustrazione, possiamo vedere la triste fine della malvagia matrigna, sempre insieme ai suoi tre animali, mentre indossa le scarpe di ferro roventi.

 Sopra: La regina viene costretta a indossare le scarpe roventi. Da notare come i suoi capelli, la scimmia leonina e il serpente corallo, tutti elementi rappresentati dall'artista col colore rosso, ora siano diventato grigi. Il corvo, l'ultima bestia associata dal disegnatore alla matrigna, sta volando via nell'angolo a destra del foglio.

Come abbiamo potuto vedere questo illustratore ha uno stile particolare, vivido e intrigante. Interessante l'uso e la scelta del colore: infatti, come si può notare anche dalle immagini che ho riportato sopra, nelle tavole ne primeggiano solo alcuni: il grigio, il rosso, il bianco, il marroncino e il nero. Il rosso, il bianco e il nero, in particolare (come spiega lo stesso Rossato nell'intervista che ho citato all'inizio), sono i colori della luna e delle Triplici Dee del passato.
Ora staremo a vedere come evolverà lo stile di Michelangelo Rossato, un artista infatti si perfeziona col tempo, ma intanto possiamo ringraziarlo di averci regalato un'altra rivisitazione di qualità della fiaba "Biancaneve".

L'opera è stata pubblicata in italiano nel 2015 da il Gioco di Leggere Edizioni, ha 36 pagine e misura 34,2 cm in altezza e 24,8 cm di lunghezza. Il libro ha la copertina rigida e costa 16,90 euro. 
Nel 2021 il testo è stato ripubblicato, con 48 pagine, dalla casa editrice Arka (la stessa che ha anche pubblicato i successivi libri illustrati da Rossato).

Sopra: La copertina della nuova edizione pubblicata dalla Arka Edizioni.


Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.