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lunedì 22 luglio 2024

CREEPYPASTA STORIES: La leggenda di Momo di Barbara Gozzi

"CREEPYPASTA STORIES: La leggenda di Momo" di Barbara Gozzi è un libro horror per ragazzi che si basa su una creepy pasta, cioè un termine che deriva dall'unione di "creepy", che tradotto in italiano significa "raccapricciante" oppure "inquietante", e "paste" che in inglese significa "incolla", ricalcando il modello di "copypasta". 
La creepypasta è in pratica una storia di paura che viene diffusa sul web, tramite un copia e incolla su vari siti, forum o social network.
Quella di cui tratta questo libro è appunto quella di Momo, una ragazza dall'aspetto mostruoso e deforme che è possibile contattare tramite Whatsapp.
Forse nelle intenzioni della casa editrice questo volume avrebbe dovuto far parte di una collana, chiamata appunto "CreepyPasta Stories", basata sulle creepypasta o leggende metropolitane, il che sarebbe stata un'idea interessante. Peccato che a quanto pare il progetto non abbia preso piede, infatti oltre a questo titolo ne esiste solamente un altro che fa parte della collana: "La maledizione di Bloody Mary".

Sopra: Le copertine di questi due volumi hanno dei disegni in bianco e nero circondati da cornici e scritte dai colori accesi e sgargianti.

Francesco non è certo un ragazzo popolare, e lo sanno bene i due bulli della scuola, che approfittano della sua cotta per sfidarlo: gli daranno il numero della bella Mariana solo se avrà il coraggio di contattare Momo, l'incubo di WhatsApp. 
"<<Ora me lo dire cosa devo fare?>>
Giampy si fa dannatamente serio. <<Devi scrivere a una tipa che sembra uscita da un film dell'orrore. Sul serio. Ci devi parlare anche se ti manda delle maledizioni o ti minaccia di morte, chiaro?>>
<<Una sfida da paura. Ottima idea!>> esclama Secco.
<<Perché mai dovrebbe farlo?>> Chiedo.
<<Perché è Momo, l'incubo di WhatsApp!>>
<<Momo?>> ripeto titubante.
<<Possibile che non la conosci?>> si stupisce Secco.
Lui e Giampy mi fissano come sfidandomi a rispondere. Lo faccio. Non con la bocca, ma sostenendo gli sguardi, quanto basta per dimostrare che non ho paura.
<<Meglio così>> dice Giampy. <<Vuol dire che sarà una sorpresa. Devi solo contattarla, è semplice. Ti passo il numero, le scrivi, flirti un po' con lei e cerchi di piacerle. Insomma ti metti alla prova.>>"
<<Con un vero mostro...>> aggiunge Secco.
La cosa comincia a spaventarmi un po'..."
Il ragazzo non ci pensa due volte: scambiare qualche messaggio con una sconosciuta non sembra poi niente di grave! Quello che Francesco non sa, però, è che in realtà non si tratta solo di una innocua creepypasta. Momo, con i suoi occhi sporgenti e quel sorriso inquietante, è un mostro reale, assetato di sangue e insaziabile, che lo costringerà a prove spaventose sotto orribili minacce. E la cosa peggiore è che niente sembra poterla fermare...

Sopra: Una delle prime illustrazioni del libro, che mostra i due bulletti Giampy e Stecco mentre danno a Francesco il numero di Momo.

La storia è accompagnata da alcune illustrazioni in bianco e nero ad opera di Freddie Tanto. Intanto tutte le pagine si caratterizzano per una cornice di capelli neri che circonda i testi, a cui si aggiungono alcuni disegni dallo stile molto semplice e neanche particolarmente curato o dettagliato, i quali possono essere di due tipi.
I primi sono di dimensioni abbastanza piccole, posti in mezzo a testi e rappresentano sempre gli stessi elementi, che si ripetono ogni tot di pagine: Momo, una porta che si apre e da cui spunta una zampa di Momo, un piccione morto, un telefono, la faccia di Momo, delle macchie di sangue, una mosca, una mano. 
Poi vi sono le illustrazioni vere e proprie, che sono comunque sempre in mezzo ai testi, ma sono un po' più grandi delle altre e, soprattutto, ognuna rappresenta una scena specifica descritta nei testi, di solito qualche momento pauroso o di tensione, dove il protagonista si vede attaccato dal mostro. Qui vediamo rappresentato appunto il protagonista principalmente, e a volte anche altri personaggi, tra cui i due bulletti di inizio libro. Ho notato che quando l'artista rappresenta volti umani ha l'abitudine di scurire sempre la metà superiore del volto, come se ci fossero delle ombre proiettate dai capelli, peccato che queste ombre arrivino quasi fino alla fine del naso, a volte anche senza motivo e non ne capisco il senso. 
Per il resto come dicevo i disegni non sono nulla di chè, avranno voluto inserirceli per rendere i testi più accattivanti ma non ho trovato la parte grafica particolarmente curata o ricercata, lasciando un po' il tempo che trova, anche se almeno hanno provato a fare qualcosa piuttosto che lasciare solamente i testi. 
La rappresentazione del mostro riprende quella della foto della statua originale, ma la statua francamente è decisamente più inquietante, il disegno invece non fa così paura.

 

 
 
Sopra: In alto alcuni dei disegni presenti all'interno della storia, di cui quelli in alto sono tra quelli che compaiono varie volte nel corso della storia. Quelli in basso invece sono specifici di alcune scene descritte nei testi, infine in basso vi ho messo una foto che ritrae la statua di Momo, dalla quale è nata la creepypasta.

CREEPYPASTA STORIES: La leggenda di Momo" di Barbara Gozzi è un racconto horror basato sulla creepypasta di Momo, un fenomeno virale proveniente dal Giappone, che ha preso piede su WhatsApp. 
Il tutto è partito quando una ragazza giapponese ha pubblicato su Istagram una foto scattata in un museo dei mostri con una strana creatura: si tratta di una gigantesca testa di donna dal viso deforme, priva di braccia e con delle zampe da uccello. Insieme alla foto sono stati diffusi quattro numeri di telefono virali. Salvandone uno nella rubrica del proprio smartphone è possibile poi contattare via messaggio Momo, la quale risponderà alle tre di notte esatte, ma le sue risposte sono terribili. Invia foto e file perturbanti, video a sfondo satanico o di omicidi.
La trama segue quanto riportato nella leggenda, col protagonista, Francesco, che contatta Momo su WhatsApp e questa gli risponde alle tre di notte, chiedendogli di compiere delle prove per lei, altrimenti lui morirà o lei farà del male ai suoi familiari.
"Un attimo dopo mi manda una galleria di foto orribili, si torture, corpi riversi senza vita in posizioni innaturali, macchie di sangue. Il viso stravolto si un ragazzo rannicchiato in fondo a una scala: ha gli occhi sbarrati e la lingua ritorta all'indietro tanto da soffocarlo. [...]
IO: Che cavolo è questa roba???
MOMO: Esattamente quello che sembra
MOMO: Le persone che mi hanno disubbidito e non hanno superato le prove o si sono rifiutate si farlo... pensaci su."
In più, nella trama del libro, c'è la motivazione che porta il protagonista a scrivere a Momo, nulla di complesso, anzi, qualcosa di semplice ma plausibile per un adolescente: una sfida, in cambio della quale potrà ottenere il numero della ragazza che gli piace. 
Avrebbe potuto ottenerlo anche in altri modi senza cimentarsi nella sfida? Probabilmente. Ma diamo per buono il fatto che un adolescente innamorato non pensa proprio in modo razionale.
Il protagonista deve superare varie prove a cui Momo lo sottopone, sotto minaccia: uccidere un animale e imbrattare la cattedra del prof con il suo sangue, uscire di notte bendato, distendersi sopra le rotaie di un treno, ...
Il ritmo del libro è molto concitato e incalzante, col protagonista che deve sottoporsi a varie prove, sempre più difficili e impegnative, tanto che il lettore difficilmente riuscirà a smettere di leggere, per poter sapere al più presto come va a finire. La storia scorre molto velocemente riuscendo a tenere sempre alta l'attenzione del lettore, con pochi momenti di pausa, in cui il protagonista tenta di pensare a una soluzione, coinvolgendo anche Giampy (diminutivo si Giampietro) e spiegandogli la situazione, anche se l'altro non gli crede molto, pensando che Momo sia solo una pazza.
Alla fine comunque Giampy non si rivela così tremendo, e cerca di aiutare sinceramente Francesco a liberarsi di Momo, peccato che la cosa non sia affatto semplice in quanto il mostro non è sottoposto a regole né a limitazioni: può mutare d'aspetto, può apparire in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, può scomparire a piacimento, e può uccidere senza lasciare tracce.
Una buona storia di paura basata su una leggenda nata e diffusa sul web, che si legge velocemente, adatta dagli 11/12 anni (ma dipende da quanto il lettore è sensibile alla violenza o alla paura) visto che alcune scene sono abbastanza crude, pesanti e piuttosto ansiogene, e in cui si citano/descrivono persone morte, omicidi, animali che vengono sezionati.

Il volume è stato edito nel 2021 dalla FABBRI Editore, ha 192 pagine, una copertina flessibile e costa 12,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 15 luglio 2024

SPECIALE: libri non illustrati (LA SCUOLA DELL'ORRORE di Tom B. Stone)

Torna la rubrica in cui vi parlo di libri che ho letto ma che non sono illustrati, e che quindi non posso recensire singolarmente.
Questa volta vi parlo di quattro libri che fanno parte di una collana horror un po' vecchiotta, uscita in Italia alla fine degli anni Novanta e che si chiama: LA SCUOLA DELL'ORRORE di Tom B. Stone.
Protagonisti di questa serie sono gli studenti della scuola di Campofelice che ogni volta devono affrontare una sfida differente: una scambio di corpi, una cuoca che cucina animali domestici, una squadra di zombie, uno scuolabus invisibile guidato da un fantasma, un pupazzo di neve mostruoso, un ciclista senza testa ...
Tra gli studenti maggiormente utilizzati dallo scrittore come protagonisti o coprotagonisti dei volumi troviamo: Park Addams, appassionato di baseball (compare come protagonista nei racconti, mai tradotti in italiano, di  "Don't tell mummy" e "The dead Sox", e come coprotagonista in "Invito in mensa con delitto"); Kirstin Bjorg, giocatrice di calcio, riesce a farsi eleggere presidentessa della prima media con l'aiuto di Algie; Algernoon Green, il nuovo arrivato a Grove Hill, la sua famiglia viaggia spesso, gli piace giocare a baseball ma gli amici lo hanno convinto a giocare anche nella squadra di calcio, consegna giornali (compare come protagonista o coprotagonista nei racconti di  "Il ciclista senza testa" e "La squadra degli Zombie" e "The gator ate her"); Stacey Carter, fa la dogsitter (compare come protagonista nel racconto di  "Invito in mensa con delitto"); Skate McGraw, appassionato di skateboard (compare come protagonista nei racconti, mai tradotti in italiano, di  "The skeleton on the skateboard" e di "The skeleton's revenge"); Skip Wolfson, vive in una fattoria alla periferia di Grove Hill e i suoi genitori hanno un negozio che vende articoli per animali (compare come protagonista nei racconti di  "Little pet werewolf" e di "Brividi sullo scuolabus"); poi c'è anche Ganasce (nome originale Jaws), che non è mai protagonista di nessun libro, ma viene citato in quasi tutti, accompagnato di solito con la battuta che può margiare di tutto, persino gli animali spiaccicati sulla strada.
La scuola di Campofelice è detta però scuola di Camposanto poiché, oltre ad essere collocata vicino a un cimitero, spesso vi accadono strani eventi: "All'esterno della scuola di Campofelice, oltre al campo giochi, circondate da una staccionata decrepita di ssi di legno bianco, le lapidi corrose di un vecchio cimitero si estendevano su per pendio incolto. Il muschio verde e i licheni grigi,oltre a uno strano vento freddo che non cessava mai di soffiare, avevano cancellato quasi tutte le lettere incise sulle lapidi, Cocci e frammenti di vasi rivelavano che una volta, tanto tempo prima, la gente aveva frequentato quelle tombe, portandoci dei fiori. ma ormai nessuno veniva più sepolto laggiù. E i viventi non visitavano più i morti."
I titoli tradotti in italiano sono 8:
  1. "Invito a mensa con delitto" (1997)
  2. "L'abominevole mostro delle nevi" (1997)
  3. "Mostro d'aprile" (1997)
  4. "La squadra degli zombie" (1997)
  5. "Brividi sullo scuolabus" (1998)
  6. "La maestra è morta di paura" (1998)
  7. "La vendetta dei dinosauri" (1999)
  8. "Il ciclista senza testa" (1999)
Questi sono i titoli usciti in italiano, mentre quelli della serie inglese, che si chiama "Graveyard school", sono 28, tra cui: "The Skeleton on the Skateboard", "Little Pet Werewolf", "Camp Dracula", "Slime Lake", "Tales Too Scary to Tell at Camp", "Don't Tell Mummy", "The Gator Ate Her", "The Skeleton's Revenge", "Little School of Horrors", "The Spider Beside Her", "There's a ghost in the boy's bathroom"....
 

"INVITO IN MENSA CON DELITTO" con 128 pagine, edito nel 1997 dalla Bompiani (costo di 9.900 LIRE. Titolo originale "Don't eat the Mistery Meat", 1994).
Alla scuola di Campofelice il menù della mensa non è mai stato straordinario, ma da quando a scuola è stata assunta una nuova cuoca le cose sono degenerate, in particolare gli studenti si chiedono con che animali siano fatte le carni che la cuoca serve loro, soprattutto visto che ultimamente molti cani e gatti sono spariti dal quartiere.
Diciamo che con questo titolo la collana dei Tom B. Stone non era partita proprio benissimo: ho trovato la storia in diverse parti poco coerente e con troppe forzature. In primo luogo lo stesso ambiente scolastico è poco credibile perchè poco curato: sembra che nella scuola lavorino solo 3 persone, cioè la signora Morthhouse, la direttrice, il professore Hannibal Lucrus (nonché vicedirettore) e la cuoca Gladys Stoker, altro personale non è pervenuto in quanto non viene mai citato. All'inizio il menù della mensa non è neanche così male (inizialmente il polpettone ha solo un sapore strano), ma va via via peggiorando col tempo, tanto che alcuni dei protagonisti affermano di essere costretti a portarsi il pranzo da casa.
Tuttavia mi chiedo... se il cibo era così terribile, possibile che nessuno degli studenti si sia lamentato con i genitori? In realtà gli stessi protagonisti non riferiscono del problema a casa, anche se credo che un genitore che paga la mensa pretenda che il cibo che viene fornito sia almeno mangiabile.
Alcuni eventi sono proprio forzati, tipo quello dove Stacey e Park seguono la cuoca fino a casa per scoprire se è stata lei a rapire il loro amico Ganasce (soprannome di Alexander). Nella scena i due scoprono che la cuoca è andata a cena con il professor Lucrus, allora cosa fanno? Entrano nella macchina della signora Stoker (che FATALITÀ era stata lasciata aperta, che fortuna) e si nascondono sotto una coperta (che trovano fatalità proprio nella macchina della donna) sul pavimento dei sedili posteriori, senza che la donna si accorga di nulla.
"I due sbucarono dai cespugli che delimitavano il parcheggio del ristorante e si diressero verso il carro funebre della signora Stoker, Con grande cautela, Stacey provò ad aprire la portiera.
L'auto non era chiusa a chiave.
<<Non credo che mi piacerà,>> disse Stacey guardando il pavimento dei sedili posteriori.
Paek strisciò in auto e annusò l'aria. <<Ehi, ma questo posto puzza.>> Si sporse all'indietro verso il lungo bagagliaio del carro funebre. <<Ah, ecco una coperta.>>
Stese la coperta sul sedile posteriore e si sedette sul pavimento.
<<Vieni>> disse a Stacey.
<<Ora? Ma ci metteranno delle ore a mangiare,>> protestò Stacey.
<<Non possiamo rischiare di perdere quest'occasione,>> ribatté Park.
Stacey mugugnò, ma salì sull'auto chiudendosi la porta alle spalle. Afferrò un'estremità della coperta e si sdraiò sul pavimento, tirandosi la coperta sulle spalle.
Alcuni eventi poi sono inutili, come tutta la parte della storia in cui Park si porta a casa un pezzo di carne che è stato servito in mensa con l'idea di farlo analizzare, non si sa come. Infatti il pezzo di carne non verrà mai fatto esaminare e alla fine viene pure mangiato per sbaglio, per cui in realtà alla fine non abbiamo la certezza di sapere di cosa effettivamente fosse fatto il polpettone.
"In  silenzio si diresse verso la cucina e iniziò a prepararsi supervelocemente un panino di avanzi.
ma quando aprì il frigorifero e ci guardò dentro si irrigidì, come una statua di sale.
Il contenitore con il campione di "mistero in casseruola" era sparito.
Al suo posto un bigliettino con la scrittura  puntuta della sorella.
<<Susie è stata qui. Yum yum. Ah Ah!>>
Park rimase per un lungo istante in contemplazione dello spazio in vui aveva lasciato il suo campione."
Infine vi sono pure sequenze di eventi confusi, come l'inseguimento della cuoca di Stacey e Park, dopo aver scoperto che le sono entrati in casa e hanno incontrato il loro compagno di scuola (che erano appunto venuti a cercare) e aver visto delle gabbie con vari animali domestici. Scoprono inoltre che Ganasce è stato semplicemente convinto a rimanere a casa della donna, che lo ha persuaso a nascondersi per protesta ai genitori (che lo avevano messo a dieta mentre lui adora mangiare, tanto da amare perfino i piatti cucinati dalla cuoca della scuola) e facendolo giocare ai videogiochi, guardare la tv e ascoltare musica.
Ecco la scena dell'inseguimento: "<<Prima le signore,>> si affrettò a dire Park.
<<E poi i bastardi,>> replicò Stacey piegandosi prudentemente in avanti.
<<AAAAAHHHHH! ORA SIETE MIEI!
Fulmini! Tuoni! E Stacey e Park si misero a urlare non appena la signora Stoker cominciò a salire di corsa le scale, brandendo il suo coltellaccio da macellaio.
<<Corri!>> gridò Park.
<<Scappa!>> gridò Stacey.
Balzarono in piedi, sbattendo l'uno contro l'altro. La torcia di Park schizzò in aria per sbattersi al suolo con un rumore sinistro, spegnendosi.
<<Dividiamoci,>> gridò Park, malfermo sulle ginocchia, col fiato mozzo.
<<Ci provo!>> gli rispose Stacey egualmente affannata.
La signora Stoker balzò loro addosso roteando il coltello. <<So chi siete!>> Strillò. <<Non mi sfuggirete mai!>>
<<Aarghh!>> urlò Park, zigzagando nella sterpaglia ed evitando per un pelo l' inferocita sovrintendente della mensa.
Stacey non fu così fortunata. Un istante dopo cadeva sulle mani e sulle ginocchia e l'istante successivo la terra si apriva sotto di lei.
No, non la terra. Il bordo degli scalini di pietra che conduceva nella cantina di Gladys Stoker.
Con un grido agghiacciante, Stacey precipitò lungo le scale fino alla cantina."
Alla fine i tre ragazzi, dopo essere scappati dalla casa, semplicemente se ne ritornano a casa a piedi, senza aver visto dove fosse la casa della cuoca, quindi chissà come hanno fatto ad orientarsi considerando che questo libro è degli anni Novanta, quando i cellulari non avevano Google Maps.
Il mistero poi è molto scontato, al primo capitolo leggiamo dei protagonisti che si lamentano che molti animali domestici stanno sparendo (tra cui il cane di Polly, un'amica di Stacey e Park) e nel medesimo capitolo compare una nuova cuoca che fa dei piatti di carne molto strani... il lettore non ci mette nulla a fare due più due. Anche se la motivazione che spinge la cuoca a cucinare animali domestici per creare cibi disgustosi non è mai spiegata e, di per sé, non avrebbe senso. Voglio dire, non penso che il cibo della mensa lo pagasse lei, per cui perchè usare animali domestici, facendo la fatica di catturarli e tenerli nelle gabbie, invece di ordinare semplicemente della carne dai fornitori e cucinarla? Perchè inoltre creare dei piatti disgustosi, quando lei è perfettamente in grado di cucinare bene, col rischio che qualcuno venga a lamentarsi e di farsi licenziare? Una sorta di sadismo nei confronti degli studenti? Non si sa.
Il ragazzo scomparso semplicemente torna a casa con la scusa di essersi perso nel bosco mentre cercava di salvare un cane... e tutta la città lo acclama pure come eroe: "Il fracasso che proveniva dall'auditorium si accentuò. <<Ganasce è un vero eroe,>> dichiarò Maria.
<<Ti rendi conto che si era perduto per tutto questo tempo nel bosco? E solo perchè gli era sembrato di vedere uno dei cani scomparsi e aveva cercato di seguirlo per catturarlo? Non avrei mai pensato che Ganasce fosse così, così...>>
<<Così divertente,>> suggerì Stacey. Fissò il palco dell'auditorium dove Ganasce era circondato dagli altri ragazzi. Teneva in mano un sacchetto pieno di caramelle e se le infilava in bocca a manate.
Nessuno parlò d'altro per tutto il weekend. Ganasce era finito sulla stazione televisiva locale, e la sua fotografia era comparsa sul giornale della città.
Era famoso."
Boh, se uno si perde nel bosco per giorni perchè gli pare di aver visto un cane (senza ritrovarne neppure mezzo) io non lo definirei un eroe, anzi, forse è pure uno sciocco. Per quanto riguarda gli animali viene detto che molti di quelli scomparsi "avevano cominciato a tornare a casa".
Insomma questa cuoca si sarebbe messa a rubare, uccidere e cucinare animali domestici da dare in pasto agli alunni della scuola in cui lavora, ha tenuto a casa sua un ragazzino minorenne per giorni senza avvertire nessuno e ha inseguito con un coltello dei ragazzini in casa propria e nessuno sa nulla, tranne tre personaggi, che però non dicono nulla. Anzi, il ragazzino "rapito" se la prende pure con i compagni, in quanto lui a casa della cuoca stava benissimo (e non si è chiesto cosa ci facessero tutti quegli animali in gabbia).
Anche la fine della storia quindi è poco soddisfacente, in quanto alla cuoca sostanzialmente non accade nulla, semplicemente la donna comunica di essersi licenziata e se ne va in un'altra città, come se nulla fosse successo. 
"Park prese il giornale dalle mani di Stacey e, silenziosamente, lesse nel punto in cui gli aveva indicato l'amica. ANIMALI SCOMPARSI, recitava il titolo. In una città non molto distante dalla loro, da qualche tempo scomparivano animali domestici di tutti i tipi. Si sospetta una rete di rapitori. Sconosciuto il movente".
L'idea poteva anche essere interessante ma è stata sviluppata male, con una storia piena di cose illogiche e forzate, e un finale che non dice o spiega nulla.
 
  Sopra: Ogni titolo presenta una cornice colorata, in questo caso rossa, con al centro un'immagine che rappresenta il problema da affrontare, in questo caso il menù della mensa scolastica.
 
"LA SQUADRA DEGLI ZOMBIE" con 128 pagine, edito nel 1997 dalla Bompiani (costo di 9.900 LIRE. Titolo originale "Scream, Team!", 1996).
Le Tigri della scuola dell'Orrore, un tempo gloriosa squadra di calcio, sono in difficoltà, anche se l'anno precedente erano riusciti a battere tutte le squadre, arrivando a partecipare ai campionati regionali. Non riescono più a sconfiggere gli Orsi di Belville, che fino allo scorso campionato erano degli autentici disastri. Tutti iniziano a chiedersi come mai: che cosa ha trasformato una squadra di brocchi in una formazione invincibile?
Tyson Walker capisce, anzi sa, che c'è qualche cosa di strano in questo improvviso successo degli avversari. D'altronde non è difficile intuire che la squadra ha qualcosa di strano: tutti i componenti sembrano essere diventati più grossi e muscolosi, e si dimostrano anche più forti e resistenti fisicamente, degli avversari veramente imbattibili: 
"I Belville Bears cominciarono a marciare verso il campo.
Algernon Green, portiere riluttante, rimase pietrificato dall'orrore.
Erano grossi, Erano enormi, Camminavano in fila indiana, guardando fieramente avanti, con le braccia che oscillavano rigide ai loro fianchi. [...]
C'era qualcosa di totalmente sbagliato in tutta la squadra. Tutti i Bears erano strani. Erano come slavati, Spettrali, grigi, biancastri, oppure verdognoli, color palude. E le facce erano vuote, come una pizza senza farcitura. E poi erano diventati grandi, cattivi e stranamente abili in un gioco che, solo un anno prima, non sapevano neanche da che parte prendere. Ma nessuno sembrava accorgersene. Oppure se lo notavano, sembrava non gli importasse."
Inoltre Tyson nota che ai ragazzi viene fatta bere una strana bevanda... e indaga, fino a scoprire che il nuovo allenatore, il Coach Sandman, nutre i suoi ragazzi con un orrido beverone che li trasforma in zombie.
Ad aiutare Tyson c'è Algie, giocatore di baseball che è stato costretto dagli amici, Tyson e Kirstin, ad iscriversi anche alla squadra di calcio come portiere, cosa che a lui non piace per nulla 
Titolo decisamente più carino del precedente, con una trama semplice ma che almeno funziona ed è coerente con se stessa
Questa volta troviamo dei nuovi protagonisti, Tyson, Kirstin e Algie appunto, i quali sono altri studenti della scuola di Campofelice, ma durante la storia ogni tanto ricompaiono anche i personaggi del primo volume, come Polly, Maria e Ganasce. Vi è anche una parte in cui si fa riferimento al primo episodio: "Ganasce era un ragazzo grosso, cresceva a vista d'occhio, perennemente affamato. Era sempre pronto a masticare qualcosa, e si vantava di essere in grado di mangiare qualsiasi cosa, persino gli animali spiaccicati delle macchine sulle strade.
E sosteneva che in mensa si mangiava bene.
L'aveva sostenuto persino di recente, durante il breve regno di una cuoca che aveva servito i menù più disgustosi della storia.
Per scoprire cosa sta succedendo di strano ai giocatori dei Bears, Algie e Tyson si fanno più di un'ora di strada a in bicicletta per recarsi fino a Belleville, dove scoprono che, durante gli allenamenti, i calciatori sono assolutamente normali. Si trasformano solo dopo aver bevuto qualcosa contenuto in dei thermos, per cui Tyson non ci mette molto a capire che deve essere quel liquido a conferire ai giocatori al loro forza, trasformandoli in una specie di zombie abilissimi nel giocare a calcio.
Ovviamente Tyson non può accettare una cosa simile, così assieme ad Algie cerca di sabotare l'allenatore della squadra avversaria, cercando il modo di togliere di mezzo questa specie di pozione magica.
Storia decisamente più carina e coerente della precedente, anche qui come adulti all'interno della scuola si parla di sole due persone: la direttrice Morthhouse e l'allenatore della squadra di calcio, ma stavolta la cosa è plausibile, poiché la storia si focalizza unicamente sulla squadra di calcio, per cui ha senso che non ci vengano mostrati gli ambienti scolastici e il relativo personale.
 
   Sopra: Ogni titolo presenta una cornice colorata, in questo caso arancione, con al centro un'immagine che rappresenta il problema da affrontare, in questo caso una squadra di calciatori zombie.
 
"BRIVIDI SULLO SCUOLABUS" con 128 pagine, edito nel 1998 dalla Bompiani (costo di 10.900 LIRE. Titolo originale "The tragic School Bus", 1996).
Skip ha un piccolo problema. Vive fuori dal paese e andare a scuola, alla Scuola dell'Orrore, è un dramma, da quando lo scuolabus ha deciso di non aspettarlo. 
"E così Skip si era ritrovato a vivere in mezzo al deserto, a miglia e miglia di distanza da qualsiasi cosa, in una vecchia fattoria decrepita che non poteva che essere stregata, anche se lui personalmente non lo credeva. [...]
La fattoria che i suoi genitori avevano comprato si trovava in Post Road, che un tempo era stato un'importante strada si collegamento tra la cittadina di Campofelice e un'altra strada principale. Ma ora era diventata una strada senza uscita. Finiva da qualche parte oltre la fattoria, proprio sulla collina. Post Road era una strada che non portava da nessuna parte.
Inoltre alla signora Morthouse, direttrice della scuola, non piace chi arriva in ritardo: "Come al solito, gli adulti sembravano accorgersi di niente. Anche se era vero che un ragazzo che era arrivato in ritardo per tre giorni di fila, il quarto era scaduto nelle grinfie della signora Morthouse e nessuno né aveva più saputo nulla - chi c'era a confermarlo? Gli adulti si sarebbero limitati a negare."
Ma c'è un altro piccolo problema: l'unico scuolabus disposto a fare sosta alla fermata è quello sbagliato. Non ci sono ragazzini con il muso lungo a bordo, ma scheletri e zombie. Si tratta di un bus maledetto, che da anni e anni cerca invano di concludere la sua corsa. Sarà Skip, con un gesto disperato, a far sì che la tetra compagnia trovi finalmente la pace. 
Libro carino, anche come trama, in cui il protagonista Skip è perseguitato da questo autobus fantasma, che però sembra vedere solo lui. La cosa in po' fastidiosa della storia è il fatto che il protagonista non venga mai creduto, in particolare dai genitori, che pensano sempre che lui stia scherzando o che lo faccia perché non gli piace il posto in cui sia ono trasferiti. La cosa può andare bene fino ad un certo punto, ma quando Skip gira il volante del furgone del padre, rischiando i farlo andare fuori strada, affermando terrorizzato di aver visto un autobus che gli stava venendo addosso, come può il padre continuare a pensare che il figlio stia scherzando? 
Comunque anche in questa storia vediamo ricomparire altri personaggi, studenti della scuola, che avevamo già incontrato: Stacey e Park (che avevamo già visto in "Invito in mensa con delitto"), Algie, Tyson, Kirstin (da "La squadra degli zombie"), che proveranno ad aiutare Skip a risolvere il mistero dell'autobus fantasma.
Alla fine comunque sarà Skip a dover risolvere la situazione e a scoprire che l'autista che guida lo scuolabus è un certo John il Matto, un autista di carrozze che un giorno finì dentro un burrone perché non sapeva di un ponte crollato. Da allora ha continuato a viaggiare per la stessa strada aspettando che qualcuno salisse sulla sua carrozza, ma siccome nessuno vi saliva ad un certo punto ha rubato uno scuolabus.


   Sopra: Ogni titolo presenta una cornice colorata, in questo caso gialla, con al centro un'immagine che rappresenta il problema da affrontare, in questo caso un autobus infernale.
 
"IL CICLISTA SENZA TESTA" con 127 pagine, edito nel 1999 dalla Fabbri Editore (costo di 6.900 LIRE. Titolo originale "The headless Bycicle Rider", 1994).
Algie è il nuovo alunno della scuola Campofelice, chiamata così per la vicinanza del cimitero e dove spesso accadono strani eventi: "Il ragazzo nuovo, che stava fermo sulla porta, sembrava fosse uno di quelli abbastanza furbi da stare zitti. Era più basso della media, con grossi occhiali e jeans sformati. I suoi capelli, un po' troppo lunghi, erano raccolti in una piccola cosa."
L'ambiente non è male e Algie ha pure un lavoretto: distribuire giornali in bici. Un giorno viene pure  assoldato dal signor Bates, trovando una lettera a casa con scritto: "Richiedo la consegna del quotidiano alle sedici e quarantacinque precise davanti alla porta della mia casa tutti i giorni feriali. Non arrivare in anticipo. Non arrivare in ritardo. Non indugiare." Come Algie ha intuito anche dal messaggio, il signor Bates è un tipo molto strano e si dice che nella sua casa siano accaduti fatti orribili. I suoi compagni affermano che lui sia "l'assassino con la scure" e che la strada che porta a casa sua si infestata dai fantasmi: "Park disse: <<Se fossi in te, non accetterei la sua offerta neanche morto. E se ti tagliasse la testa mentre consegni il giornale?>>
<<Come fai a sapere che si tratta di un assassino con la scure?>> chiese Algie. <<È finito sui giornali? È ricercato?>>
>>Lo sanno tutti>> disse Park. <<Come tutti sanno che il sole sorge a est e roba del genere.>>
<<Non è la stessa cosa,>> ribatté Algie. <<Chi ha ucciso con una scure? Quando? È stato in prigione? Perchè è libero ora?>>
Sembrava che Kirstin avesse smesso di ascoltarli. Stava fissando Jason che giocava a pallacanestro, urlando e gesticolando contro tutti. Kirstin sospirò.
<<Tutti sanno che la strada che porta alla casa del signor Bates è infestata dai fantasmi,>> disse Park.
<<Cosa?>> disse Algie, e intanto pensò: Fantasmi, ci mancava solo questa!
<< I fantasmi delle persone che ha ucciso infestano la via. Vanno su e giù, appaiono al passante sprovveduto e gli gridano "Restituiscimi la mia testaaa...">> raccontò Park ad Algie."
Questo è il primo volume in cui viene introdotto Algernon, sebbene il personaggio lo avessimo incontrato anche in altri titoli... Ad esempio in quello della squadra degli zombie lo vediamo giocare a calcio e a baseball, e infatti in questo romanzo egli afferma proprio: "Sì. Avrebbe giocato a baseball il prossimo anno, e se Park fosse stato il lanciatore, avrebbe fatto meglio a stare attento!".
Nel romanzo dello scuolabus invece si fa menzione (a pagina 59) proprio a questo episodio successo ad Algie: "Algie potrebbe capire, pensò Skip. Una volta andava a consegnare i giornali da quelle parti, sulla Seven Mile Hollow Road, ma poi ci aveva rinunciato- per ottime ragioni.
Ragioni a cui Skip preferiva non pensare.".
Questo è ciò che accade quando gli editori italiano decidono di cambiare l'ordine di pubblicazione dei libri di una collana, questo titolo infatti è uno tra i primi usciti in inglese (il terzo, per l'esattezza, nel 1994, mentre quello sugli zombie sarebbe il dodicesimo e quello dell'autobus il quattordicesimo), ma è stato pubblicato in italiano come ottavo titolo della serie.
Oltre a questa apparente incongruenza, dovuta all'edizione italiana, vediamo Algie affrontare sia problemi di carattere quotidiano che altri di natura più soprannaturale. Il ragazzo sembra essere stato infatti preso di mira e bullizzato da Jason, la star della squadra di football e capoclasse fin dalla prima elementare: "Jason era adorato da tutti, più che altro perchè tutti dovevano adorarlo. Quelli che lo apprezzavano sapevano che era meglio per loro stare zitti." Quando poi si avvicinano le elezioni per il nuovo capoclasse Kirstin decide di candidarsi contro Jason, chiedendo ad Algie di darle una mano con la campagna elettorale, e Algie accetta, anche se sa di rischiare grosso contro Jason. Ed è proprio perchè quest'ultimo gli buca le ruote della bici che Algie arriva tardi a casa del signor Bates per la consegna del giornale, facendogli incontrare il ciclista senza testa: "Il fantasma era enorme. Sembrava fluttuasse nell'aria. Volò verso Algie con impressionante rapidità. Algie deviò bruscamente e iniziò a pedalare a tutta velocità. Mentre l'apparizione senza testa gli si avvicinava, avvertì una folata fredda e spettrale. Non osava guardare."
Storia discreta che però mi lascia qualche perplessità, inoltre il ciclista compare effettivamente solo dopo la prima metà del romanzo, mentre prima ci pensa Jason a perseguitare Algie. 
La storia si conclude con un colpo di scena, cosa un po' inaspettata per questa serie di libri, più tipica invece dei Piccoli Brividi. Il colpo di scena è effettivamente efficace, in quanto inaspettato, ma non saprei dire quanto senso abbia, anche in base a quanto abbiamo letto nei precedenti volumi e a quanto leggeremo nei successivi. Voglio dire, non è proprio sciocco o totalmente insensato, ma è un po' buttato a caso.
 
   Sopra: Ogni titolo presenta una cornice colorata, in questo caso gialla, con al centro un'immagine che rappresenta il problema da affrontare, in questo caso un ciclista senza testa, interessante la prospettiva dal basso.
 
P.S. Mentre stavo leggendo il saggio di Pino Boero "Alla frontiera: Momenti, generi e temi della letteratura per l'infanzia" ho trovato un capitolo dedicato alla paura dove l'autore citava alcune collane uscite negli anni Novanta (il libro è stato pubblicato nel 1997), e tra queste citava proprio questa collana. Ecco cosa ha detto: "<<Piccoli Brividi>> non è l'unica collana di importazione perchè vengono dal mercato straniero anche i titoli della serie <<La Piccola Biblioteca dell'Orrore>> edita da EL (divisa al suo interno per opportune fasce d'età, <<Minibuh!>>, <<Superuh!>>, <<Zona d'ombra>>) e <<La scuola dell'orrore>> di Bompiani. Insomma pare quasi una corsa verso un nuovo bacino di utenza per individuare una fascia di possibili lettori attraverso un genere non <<moderno>>, ma sicuramente rinnovato e reso ghiotto dalle stesse preoccupazioni degli adulti e del <<passa parola>> dei ragazzi. Non è il caso, allora, di identificare percorsi e sentieri che conducano a temi comuni, a modi espressivi consueti; basterà osservare che uno degli elementi  più identificabili è quelli di mettere in gioco protagonisti adolescenti, mescolare morti, <<weekend di paura>>, richiami a un mondo scolastico vissuto come una prigione, dal non monotono "Invito a mensa con delitto", in cui la mensa scolastica serve carne di cani e gatti, ai colpi di scena di "La maestra è morta di paura", con la spia camuffata da insegnante di matematica, a "La bambola stregata", in cui una bambola animata, oppressiva presenza per la sua piccola padrona, assomiglia all'insegnante della bambina stessa." (Boero P., Alla frontiera: Momenti, generi e temi della letteratura per l'infanzia. Edizioni El: Trieste, 1997, p.64)
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 11 agosto 2023

Melowy: Il sogno si avvera e La notte del coraggio di Danielle Star

"Melowy" è una serie per bambine (a partire dai 4/5 anni, ovviamente in lettura condivisa) scritta da Danielle Star che vede come protagoniste delle cavalline magiche chiamate Melowy (mentre i maschi della medesima specie si definiscono Megas),
Qui vi parlerò di due titoli della serie, che si compone di 15 volumi: il primo "Il sogno si avvera" e il terzo "La notte del coraggio" (ho saltato il secondo perchè la trama mi sembrava parecchio noiosa).
 
  
 Sopra: A sinistra il primo volume e a destra il terzo della serie Melowy, dai colori accesi e brillanti e con tanto di brillantini.
 
"Da qualche parte, in una galassia lontana, oltre le stelle conosciute, riplende il pianeta Aura, avvolto in una magica luce dorata. Nel suo mare galleggiano quattro isole, su cui sorgono quattro regni diversi e antichissimi: il Regno d'Inverno sull'isola di ametista, il Regno della Primavera sull'isola di smeraldo, il Regno del Giorno sull'isola di Rubino e il Regno della Notte sull'isola di zaffiro". 
Gli abitanti di questo mondo sono chiamati Pegasus, cavalli alati dai capelli e dai manti colorati, ed alcuni di essi nascono con un simbolo sulle ali: i Megas e le Melowy, i quali detengono anche poteri magici.
Nel primo volume "Il sogno si avvera" (2016) nel cielo di Aura, oltre le nuvole, il castello di Destiny aspetta come ogni anno le sue speciali studentesse: le Melowy, delle cavalline nate con un simbolo sulle ali e con un magico potere da scoprire. Destiny è una speciale scuola che si trova nel cielo di Aura, circondata da un mare di nuvole, nonché il luogo in cui le Melowy imparano a far crescere il loro potere. Per cinque di loro sta per cominciare la più grande delle avventure: Maia (capelli biondi e manto rosa) dal Regno di Primavera, Selene (capelli blu e manto lilla) del Regno di Notte, Kora (capelli e manto azzurri) dal Regno d'Inverno, Elettra (capelli rossi e manto giallo) dal Regno di Giorno e Clio (capelli fucsia e manto rosa), che è stata trovata e cresciuta all'interno della scuola di Destiny.
Nel terzo volume dal titolo "La notte del coraggio" (2016) nel cuore della notte, Arianna, l'insegnante di Tecniche di Difesa di Destiny ha lasciato Elettra e le sue amiche nel bosco per una vera e propria prova di coraggio. Le Melowy dovranno riuscire a costruirsi un riparo, trovare da mangiare e... sopravvivere fino al giorno dopo. A complicare le cose si aggiunge il fatto che al loro gruppo si unisce anche Eris, una Melowy che le altre trovano antipatica e che si è già dimostrata scontrosa nei loro confronti.
 
 
Sopra: Nelle pagine più in alto (tratte dal terzo volume) ci vengono mostrate e presentate tutte le cinque Melowy protagoniste, che potete rivedere anche in basso in una scena tratta dal primo libro.

Tutti i volumi sono riccamente corredati dalle illustrazioni, che sono realizzate da un team (quindi non da un singolo artista): Emilio Urbano per il layout, Nicoletta Baldari per il clean up, Patrizia Zangrilli e Barbara Bargiggia per il colore. Esse hanno un aspetto molto colorato e servono a rendere i volumi anche visivamente più appetibili ai lettori, nonché a rendere più leggera la lettura, che viene supportata dalla presenza delle immagini che mostrano cosa i personaggi stanno facendo durante una certa scena. Poiché i libri sono indirizzati a bambine già dai 4 anni le immagini servono a mantenere l'attenzione del lettore anche nel caso sia qualcun altro che stia leggendo per lui, inoltre lo invogliano a riprendersi eventualmente in mano il libro da solo per sfogliarlo. Possono essere sia a pagine intera, che a doppia pagina, che in mezzo ai testi.
Lo stile dei disegni è a metà tra quello dei My little pony (in particolare la serie più recente: Friendship is magic) e le Winxs. Dei My little pony hanno preso palesemente il design dei personaggi: cavalli dai corpi slanciati tratteggiati con linee semplici e nette, essenziali, dai musi accorciati rispetto a quelli dei veri cavalli, con dei "nasi" molto più piccoli. Delle Winxs hanno invece preso l'aspetto slanciato e "fighetto", nonché le ali e il vestiario. Le cavalline hanno un aspetto anche carino, grazioso e curato, con una certa attenzione riservata all'accostamento dei colori e agli abiti indossati di volta in volta, anche se non mi piace il modo in cui hanno disegnato le gambe, che sembrano letteralmente quattro pali, in quanto troppo magre, dritte e statiche (quelle dei My little pony sono decisamente più sagomate e "muscolose", e dalla conformazione corretta, inoltre questi essendo appunto pony sono piuttosto bassini, e non degli stangoni come queste Melowy). Inoltre sembrano tutte d'un pezzo, in quanto non c'è niente che delimiti la parte degli zoccoli, per cui queste cavalline sembrano letteralmente non avere gli zoccoli.


 

 
 Sopra: Più in alto un'illustrazione interna tratta dal terzo volume, in cui vediamo le Melowy mentre volano (mantenendo una postura da quadrupede). Al centro e in basso alcune foto di cavalli reali messe a confronto con alcuni disegni della serie Melowy, presi da due copertine. Prestate particolare attenzione a come sono fatte le loro zampe e confrontatele con quelle delle foto reali, noterete come, soprattutto quelle posteriori, siano anatomicamente sbagliate, in quanto sembrano dotate di ginocchi che si piegano in avanti, e "puntano all'infuori" (come quelli umani). Comunque nell'immagine in basso a destra, dove i due cavalli stanno volando in posizione semi eretta è evidente che non sono solo le zampe posteriori ad avere qualcosa di sbagliato.
 
Altro problema che ho con questi pegasus è la loro anatomia: essi infatti vengono mostrati a volte andare in giro a quattro zampe, mentre altre volte compiono delle azioni stando in piedi sugli arti inferiori. Allora, è evidente che le conformazioni fisiche di un quadrupede (in questo caso dotato pure di zoccoli anziché di zampe) e quella di un bipede, come l'essere umano, sono estremamente differenti, per cui sarebbe stato meglio scegliere una conformazione e far muovere i personaggi secondo quella, piuttosto che fare un po' a piacimento scombussolando di volta in volta l'anatomia di queste creature. Probabilmente dei bambini piccoli non lo noteranno, ma in certi casi a me ha dato proprio visivamente fastidio vedere dei cavalli che non dovrebbero avere una conformazione semi-umana fare delle azioni stando in piedi su due zampe (ci sono ad esempio delle scene in cui ballano, scrivono, o si mettono le mani in tasca, oppure gesticolano...), risulta proprio innaturale. In certe scene vediamo questi cavalli piegare le ginocchia (o i gomiti) delle zampe frontali a volte in avanti (come fanno i cavalli quando si muovono) e a volte all'indietro, come se si trattasse di gomiti umani. Senza contare che il lettore deve lavorare molto di fantasia per immaginarsi questi cavalli che usano i loro zoccoli come se fossero delle normali mani dotate di dita: li si vede ad esempio prendere "in mano" oggetti non tenendoli tra due zoccoli, ma usandone uno solo.
Oltre alla questione delle zampe comunque anche in altre occasioni i loro corpi sembrano innaturali, spesso hanno un muso troppo corto (e ok, questa è una caratteristica presa dai My little pony), dei colli troppo lunghi e (quello che dovrebbe essere) un punto vita troppo stretto.
Diciamo che le illustrazioni non sono sicuramente di alta qualità artistica, ma assolvono alla loro funzione di mostrare la storia ai lettori e sicuramente riescono a farsi piacere al pubblico a cui questi libri sono indirizzati, con dei disegni semplici, carini e molto colorati, con tinte accese e brillanti capaci di catturare subito l'attenzione.

 

Sopra: In alto a sinistra un disegno del terzo libro, in cui vediamo le Melowy camminare a quattro zampe, mentre nell'immagine a destra (tratta dal libro "Cinque amiche e un segreto") e in quella in basso le vediamo reggersi e sedersi su due gambe come dei bipedi. Da notare comunque l'aspetto molto colorato e vivace delle illustrazioni.

"Il sogno si avvera" e il terzo "La notte del coraggio" sono due avventure semplici, adatte a bambini dai 4/5 anni come prime letture a capitoli, oppure per bambini di 6/7 come prime letture. 
Per il target a cui i libri sono rivolti queste storie risulteranno semplici ma carine, delle piccole avventure in cui le protagoniste devono affrontare delle prove, superare qualche paura e fare nuove esperienze. Anche se mi perplime come abbiano fatto le 6 Melowy nel terzo volume a costruire nel giro di poco tempo una casa sull'albero (e non una specie di capanna, ma una vera e propria casetta in legno) fatta di legno e in grado di contenere 6 cavalli senza avere seghe, chiodi o martelli (e senza usare la magia, in quando ognuna di loro ha solo un potere specifico. tra cui non rientra la carpenteria), ma solo con corde e coltellini. Nel testo viene detto: "Raccolsero e tagliarono i legni, li incastrarono, li annodarono con corde e li ricoprirono di frasche", come se fosse facile riuscire a creare un'abitazione stabile e robusta solo incastrando e legando dei rami tra loro.
Nel primo libro vi è una scheda informativa per ognuna delle cinque Melowy protagoniste, così da aiutare il lettore a fissare bene il loro aspetto e le loro caratteristiche, mentre nei volumi successivi vi sono due pagine di presentazione, in cui vengono mostrate e brevemente descritte le cavalline, giusto per rinfrescare la memoria o permettere a chi non ha letto il primo volume di potersi comunque muovere all'interno della trama.
Da quanto ho capito ogni volume si concentra su una particolare Melowy del gruppo: il primo ad esempio è maggiormente dedicato a Clio, che pur non avendo il simbolo sulle ali viene ammessa alle lezioni di Destiny; il secondo è su Selene e la sua passione per la musica; il terzo su Elettra ecc... In questo modo, pur essendo sempre tutte presenti in ogni volume, ogni pegasus viene sviluppata, in modo che le lettrici le si affezionino, anche se comunque l'autrice ha conferito fin da subito ad ognuna di loro un carattere ben definito (ad esempio Elettra è quella coraggiosa e solare, Maia quella timida e insicura, Kora quella un po' fredda e altezzosa...).
I testi sono accompagnati da numerose illustrazioni spesso a pagina intera e a colori, dalle tinte intense, vivaci e brillanti. In generale i disegni risultano piuttosto carini e piacevoli alla vista, con questi cavalli slanciati e graziosi, colorati e tutti infiocchettati. Se li si guarda bene però non sarà difficile accorgersi che c'è qualcosa di sbagliato nella loro anatomia, soprattutto quando si alzano in piedi e si atteggiano come dei bipedi. Probabilmente dei bambini di 4-7 anni magari non ci faranno caso, tuttavia un disegnatore quando realizza dei personaggi e ne decide il design e l'aspetto dovrebbe curare certi aspetti, visto che in questo tipo di libri la parte visiva è molto importante, anche se sono un prodotto indirizzato a un pubblico giovanissimo. Per dire anche la serie dei My Little pony (da cui questi libri hanno evidentemente preso spunto) è stata pensata per un target simile e ha sempre come protagonisti dei cavalli molto colorati e dotati di poteri magici, ma in quel caso la loro anatomia è stata mantenuta corretta, scegliendo di farli muovere come dei quadrupedi. 
Poi magari il team artistico ha scelto consapevolmente di conferire alle Melowy quell'aspetto e quella anatomia, a me però non garba per nulla, la trovo molto strana e innaturale, anche se si tratta di creature fantastiche: se vuoi dargli un aspetto antropomorfo va bene, ma poi me lo devi mantenere, non che a volte è antropomorfo e altre volte invece vanno in giro a quattro zampe.
Ai bambini comunque è probabile che il loro aspetto piacerà lo stesso, senza neppure notare questi dettagli anatomici, anche perché c'è molta cura nei colori, nei capelli, nei vestiti e negli accessori che vengono fatti indossare a questi animali e le storie sono semplice ma scorrevoli e piacevoli per dei primi lettori. Le trame inoltre non sono puramente autoconclusive, in quanto a parte la sfida di turno che le protagoniste devono affrontare, vi sono delle questioni lasciate in sospeso nel primo volume e che servono a far evolvere pian paino la trama: come ad esempio chi è realmente Clio (che non conosce i propri genitori essendo stata abbandonata nella scuola di destiny da neonata), inoltre sembra che qualcuno del Regno della Notte trami per attaccare Destiny...
Proprio per questa trama in evoluzione è meglio leggere i volumi in ordine sequenziale, comunque penso che prenderò anche qualche altro libro della serie, di quelli un po' più avanti, per vedere come si evolve.
 
 
Sopra: Altro confronto, stavolta con una Melowy e con la principessa Celestia di My Little Pony (che ho scelto perché è quella più alta tra i pony, con un corpo quindi più simile a quello delle Melowy). Come potete vedere le gambe della Melowy sono dei pali dritti (anche quando piega la zampa davanti il ginocchio è troppo alto), mentre quelle di Princess Celestia hanno una conformazione corretta, per quando stilizzata (guardate ad esempio le zampe posteriori). Comunque anche i colli delle Melowy sono strani, eccessivamente lunghi, e se guardate l'unicorno dietro potrete notare come stia piegando in modo errato anche le zampe frontali, rivolgendo i "gomiti" verso l'interno, come se si trattasse di braccia umane.

Questi volumi sono stati pubblicati nel 2016 dalla Fabbri Editori; hanno una copertina rigida, hanno 103 pagine, misurano 20 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costano 5,90 euro.
 
 Ecco tutti i titoli della collana di "MELOWY":
  1. "Il sogno si avvera" (2016): Nel cielo di Aura, oltre le nuvole, il castello di Destiny aspetta come ogni anno le sue speciali studentesse. Sono le Melowy, le cavalline nate con un simbolo sulle ali e con un magico potere da scoprire. Per cinque di loro sta per cominciare la più grande delle avventure!
  2. "Il canto della luna" (2016): L'insegnante di Teatro e Canto ha in mente per le Melowy del primo anno una prova speciale: dovranno mettere in scena un musical ed esibirsi davanti a tutta Destiny! I provini sono già iniziati. Selene, però, non vuole partecipare e le sue amiche non capiscono perché...
  3. "La notte del coraggio" (2016): Nel cuore della notte, l'insegnante di Tecniche di Difesa di Destiny ha lasciato Elettra e le sue amiche nel bosco per una vera e propria prova di coraggio. Le Melowy dovranno riuscire a costruirsi un riparo, trovare da mangiare e... sopravvivere fino al giorno dopo!
  4. "L'incanto del ghiaccio" (2016): Finalmente per le Melowy del primo anno cominciano le lezioni di Arte dei Poteri, che insegnano a usare la magia dei regni. Ma nella Torre dell'Inverno, la perfida Eris farà di tutto per ostacolare Clio e Kora, usando un libro proibito di incantesimi trovato in biblioteca...
  5. "Il giorno della felicità" (2016): Maia è al settimo cielo: sua madre Amaryllis, un'esperta Melowy guaritrice, è venuta in visita a Destiny. Ma non solo, con lei c'è anche il suo adorato fratellino Leo! Durante una gita al Bosco dei Colori, però, il piccolo pegasus si metterà nei guai e aiutarlo non sarà facile..
  6. "Il libro segreto" (2016): È il giorno della festa dell'Armonia di Aura, e Destiny è pronta a scatenarsi nelle danze! Solo Clio si sente esclusa: lei è la Melowy senza regno, e preferisce rifugiarsi nella lettura. Ma a volte anche la compagnia di un libro può essere pericolosa, se c'è lo zampino della perfida Eris...
  7. "La forza dell'amicizia" (2016): Kora ed Elettra si sono iscritte a un ambitissimo corso di moda con la famosa stilista Kallista e sono già al lavoro per creare i loro abiti. La perfida Eris però ha in mente un piano malvagio per farle litigare e la loro amicizia rischia di rompersi per sempre...
  8. "Il ballo della principessa" (2016): Selene trascorrerà le vacanze nell'incantevole palazzo di sua madre, la regina del Regno della Notte, e porterà con sé la sua inseparabile amica Clio! Tra ricevimenti eleganti e incontri romantici, però, la malvagia Aspis trama nell'ombra per rubare lo preziosa collana di Clio...
  9. "Il palazzo di cristallo" (2016): Le allieve di Destiny sono appena tornate dalle vacanze e Teodora ha preparato per loro una cena speciale. Peccato che il posto di Kora sia ancora vuoto... Cosa le sarà successo? Clio e le sue amiche sanno che c'è un solo modo per scoprirlo: partire subito per il Regno dell'Inverno!
  10. "La ricetta di primavera" (2016): A Destiny è arrivato il giorno della gara di pasticceria, e Maia è così agitata che trema come un budino! Il severissimo Maestro De Soufflé sceglierà la concorrente migliore, e convincerlo non sarà facile. Clio, Kora, Elettra e Selene sono pronte a fare il tifo per la loro amica!
  11. "La magia di Destiny" (2016): A Destiny c'è una novità: ha appena aperto una libreria e il proprietario, un Megas affascinante dallo sguardo profondo, fa sospirare tutte le studentesse! Clio, però, è convinta che il libraio sia una spia e che nasconda un piano malvagio, così convince le sue amiche a indagare…
  12. "Amiche per sempre" (2016): Il buio è calato all'improvviso su Destiny, facendo sprofondare la scuola in un terribile incubo. La Suprema e le sue perfide alleate sono pronte all'attacco: il loro obiettivo è il prezioso Diamante Bianco, da cui dipende l'armonia di Aura. Ma le nuove Melowy Star sono decise a difenderlo!
  13. "In cerca del tesoro" (2018): Al castello di Destiny c'è una novità: sono in arrivo i Megas, studenti della vicina scuola maschile. Tra nuove amicizie e battibecchi, le inseparabili Melowy Star non dovranno dimenticare la loro missione segreta... riportare al sicuro il misterioso Diamante Bianco!
  14. "Destiny in pericolo!" (2018): Gli studenti di Destiny sono pronti per una gita avventurosa sull'isola di Little Nova. Lì le Melowy Star dovranno trovare le leggendarie Farfalle Ali di Vetro, che potrebbero condurle al prezioso Diamante Bianco... senza che nessuno dei compagni scopra la loro missione segreta!
  15. "Un sogno da salvare" (2018): Le Melowy Star stanno per affrontare la sfida più importante: attraversare il varco magico che le porterà al Diamante Bianco... prima che ci metta le grinfie la perfida Suprema! Ma la nemica è molto vicina, ed è pronta a fare di tutto per mettere in pericolo la loro amicizia.
 
     
 
     
 
     

   
Sopra: Tutte le copertine della collana "Melowy", dove compaiono sempre queste cavalline tutte colorate e vestite. Da notare come dopo il dodicesimo volume ci sia stato un certo cambio di look nelle copertine, dove il titolo del libro è stato spostato sotto il nome della serie, e sono state tolte le teste delle cinque cavalline da sopra la scritta Melowy.

Sopra: Le pagine che pubblicizzano i primi quattro volumi della serie, che probabilmente sono stati editi in contemporanea. Come si evince anche da queste pagine, accompagnate dai titoli di libri e da un riassunto di essi, ogni libro sembra essere dedicato a una componente particolare del gruppo, anche se poi sono presenti tutte quante le Melowy.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 17 luglio 2023

Me, Mum & Mistery: Brivido ad Halloween e Notte gialla al Museo di Lucia Vaccarino

"Me, Mum & Mistery" è un'altra collana di libri gialli per ragazzi e ragazze (in questo caso soprattutto per ragazze) che in questo caso ha inizio durante una noiosa estate londinese, quando Emily riceve una lettera inaspettata, con cui scopre che il bizzarro prozio Orville l'ha designata come erede del suo cottage a Blossom Creek, un paesino sperduto nel Kent. Una volta lì, Emily e sua madre Linda scoprono che il cottage nasconde una sorpresa: "era la sede di un'agenzia di investigazioni, ormai del tutto abbandonata... almeno finché, quasi per gioco, Emily gira il segnale "Chiuso" affisso alla porta. Ed ecco che, quella notte, il primo mistero bussa alla porta di mamma e figlia: a Sherrington Lodge, austera dimora alle porte del paese, avvengono sinistri episodi... E il proprietario, il maggiore Trevor Sherrington, ha il terrore che la casa sia infestata dagli spiriti".
Oggi tuttavia non vi parlerò del primo volume ("Detective per caso"), ma del settimo e del decimo: "Brivido ad Halloween" e "Notte gialla al Museo", scritti da Lucia Vaccarino e illustrati da Paola Antista.

  
Sopra: Le copertine dei due libri che ho letto della serie, uno ambientato ad Halloween e l'altro dentro un museo egizio.
 
In "Brivido ad Halloween" Halloween si avvicina e come ogni anno il sindaco di Blossom Creek ha invitato tutto il paese a una grande festa nella sua villa. Emily non vede l'ora di indossare il suo nuovo costume da Sherlock Holmes (anche se tutti le dicono non essere adatto ad Halloween perchè non fa paura). Durante la festa, però, qualcosa va storto, salta la luce e uno sparo echeggia nel buio, e l'atmosfera scherzosa cede il posto a un'indagine per omicidio, che metterà la giovane detective alla prova più che mai. Fra segreti del passato, una lugubre casa stregata e relazioni complicate, Emily imparerà ad ascoltare non solo il suo formidabile intuito ma anche il suo cuore.
In "Notte gialla al Museo" Emily non vede l'ora di partire per la gita al museo egizio, ed è un po' agitata. La scuola ha organizzato una notte bianca fra mummie e sarcofagi, ma non è questo a tenerla sulle spine: la ragazzina è infatti in parte afflitta dai problemi di cuore e si domanda se dichiararsi a Riley… Appena arrivata al museo però la giovane detective si imbatte in un mistero: uno dei responsabili del museo afferma che una maledizione egizia aleggia in quelle sale. Tra le 20 e le 21, infatti, una statuetta egizia raffigurante la dea Bastet sotto sembianze di gatto si gira pian piano da sola, misteriosamente, puntando lo sguardo nella direzione dove si trova l'Egitto. Inoltre, una professoressa che accompagna gli studenti in gita viene ritrovata svenuta e afferma di aver visto una mummia camminare. Emily non può certo ignorare un caso così interessante e sarà proprio Riley ad aiutarla, fra sotterfugi, appostamentipiccoli e grandi batticuori.
 
 Sopra: Le pagine che precedono il capitolo dove avviene l'omicidio; a destra vediamo uan sorta di foto che mostra la festa di Hallowee a casa del sindaco, con gli ospiti spaventati per il fatto che è saltata la luce e si è sentito uno sparo, emntre a sinistra ci sono dei foglietti con delle frasi scritte da Emily e sua madre.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Paola Antista, le quali sono presenti all'inizio di ogni capitolo. Praticamente prima di ogni capitolo ci sono un paio di pagine in cui a sinistra compaiono un paio di foglietti bianchi tipo post-it con un'annotazione di Emily oppure di sua madre, mentre nella pagina a destra vi è un disegno, che dovrebbe essere una foto incorniciata, che rappresenta una scena o un momento particolare descritto nel capitolo che andremo a leggere. In "Brivido ad Halloween" troviamo ad esempio una foto del ballo di Halloween a casa del sindaco, la madre di Emily che fa amicizia con quella di Riley durante il ballo dove entrambe sono vestite da strega, Emily e la sua amica Theodora (la figlia del sindaco) che fano ricerche col computer insieme in camera... Oppure, in "Notte gialla al museo" vediamo ad esempio Emily e i suoi amici a Londra, Emily e Riley che cercano di non farsi scoprire da una guardia del museo, oppure Emily e Riley dentro al museo egizio spaventati per aver sentito uno strano rumore ...
La particolarità di questi disegni è che l'artista ha preso una foto vera, come sfondo, a cui poi ha aggiunto dei disegni che rappresentano i personaggi della storia, ma talvolta anche oggetti necessari per creare la scena giusta. I disegni sono abbastanza semplici e non hanno nulla di eccezionale, ma sono abbastanza carini, anche se a colori probabilmente avrebbero reso di più, soprattutto guardando le copertine della collana, dalle tinte brillanti e vivaci, fatte esattamente nello stesso modo.

   

 
 Sopra: Sopra un paio di immagini prese da "Brivido ad Halloween", mentre le due in basso da "Notte gialla al museo". Come potete notare, in questi disegni l'artista ha preso delle foto vere, come sfondo, a cui poi ha aggiunto dei disegni che rappresentano i personaggi della storia o degli oggetti (oltre a delle note).
 
"Brivido ad Halloween" e "Notte gialla al Museo" sono due libri carini scritti da Lucia Vaccarino, un nome che prima d'ora non avevo mai sentito, ma che ho presto scoperto essere già associato a diversi libri per bambini e ragazzi come: la serie di "Matilde e l'Ippogrifo" (2014-2017) "Bianca Battaglia e il primo della classe" (2016), "Classicini: La piccola Dorrit" (2017), "Gea" (2018), "O Bella Ciao: racconti e ragazze nella resistenza" scritto con Stefano Garzaro (2020), "Classicini: La regina delle nevi" (2020), "La vendetta di Frances Farmer" scritto con Stefano Garzaro (2020), "Hotel Mistero" (collana Giallo e Nero) scritto con Alessandro Gatti (2021), "Storie infinite: il giardino sempre più segreto" (2021) ... In un certo senso i libri della serie "Me, Mum & Mistery" sono stati i libri d'esordio di questa autrice, o comunque quelli con cui è riuscita ad ottenere un po' di fama, anche se non sono conosciutissimi.
Sono dei volumi carini (ho apprezzato in particolare "Notte gialla al museo"), indirizzati soprattutto ad un pubblico femminile a partire dagli 8/9 anni (anche se ovviamente nessuno vieta ai maschi di leggerli), soprattutto perchè ciascun volume presenta una sottotrama romantica di Emily con un suo amico di nome Riley. Da come ho dedotto nei volumi iniziali ad Emily non stava particolarmente simpatico Riley, ma poi deve aver saputo che lui aveva una cotta per lei e da lì anche lei ha iniziato a vedere l'amico con degli occhi diversi, e la cosa viene portata avanti pian paino dall'autrice nel corso dei vari volumi.
Essendo indirizzati ad un pubblico abbastanza giovane i volumi sono illustrati da Paola Antista, con dei disegni posti all'inizio di ogni capitolo, i quali dovrebbero essere una foto incorniciata, che rappresenta una scena o un momento particolare descritto nel capitolo che andremo a leggere. In effetti in certi casi questa cosa potrebbe fungere un po' da spoiler al lettore, svelandogli qualcosa che deve ancora leggere (in effetti forse le illustrazioni sarebbe stato meglio porle alla fine di ogni capitolo), però magari l'artista ha pensato che questo potesse essere un modo per invogliare i lettori e le lettrici a continuare la lettura. I disegni sono abbastanza semplici e non hanno nulla di eccezionale, ma sono abbastanza carini, anche se a colori probabilmente avrebbero reso di più.
Ogni libro è abbastanza autosufficiente, nel senso che non c'è l'estremo bisogno di aver letto quelli precedenti per poter comprendere la storia, anche se all'interno vi sono dei riferimenti ad eventi e casi risolti in precedenza dalla protagonista e dalla madre, senza contare appunto anche la sottotrama romantica in costante evoluzione. Nonostante questo però i lettori non avranno problemi a godersi la storia anche se non si sono letti tutti i libri in ordine, in quanto le informazioni mancanti possono essere facilmente dedotte da quanto racconta l'autrice. D'altronde è tipico dei libri gialli il fatto di essere autonomi e indipendenti gli uni dagli altri, anche se i personaggi principali non cambiano. 
I casi scritti dall'autrice sono piuttosto semplici ma abbastanza avvincenti e scorrevoli per la fascia d'età per cui sono proposti, e riescono a intrigare i lettori in modo da tenerli interessati al caso fino alla fine, aggiungendovi delle componenti ironiche e un po' di romance. In "Brivido ad Halloween" l'ostacolo che la protagonista deve superare per risolvere le indagini è il poliziotto che si occupa del caso (che non vuole che lei e sua madre ficchino il naso in un altro suo caso) e il fatto che il principale sospettato è il padre di Riley (il ragazzo per cui Emily ha una cotta). In "Notte gialla al museo" Emily indaga assieme a Riley su una presunta maledizione di una statuetta raffigurante la dea egizia Bastet, ma oltre ad affrontare un caso misterioso e i suoi problemi di cuore, i due ragazzi dovranno avere a che fare con un professore che sembra averli presi di mira e non li molla un attimo.
Diciamo poi che, nonostante il titolo della serie faccia intendere che nelle indagini sia coinvolta anche la madre Linda, in realtà è Emily a fare tutto il lavoro, almeno nei due libri che ho letto io, in quanto la madre funge solo come proprietaria dell'agenzia investigativa, ma in questi volumi non ha trovato mezzo indizio (anzi in "Brivido ad Halloween" ha anche cercato di scoraggiare Emily dal cercare di risolvere l'omicidio), anche se poi in effetti verso la fine di "Brivido ad Halloween" aiuta la figlia a procurarsi dei capelli da un sospettato per poter fare un'analisi del dna. In "Notte gialla al museo" invece la madre non è proprio presente, trattandosi di una gita scolastica. Molto più di aiuto ad Emily, almeno nel primo caso, sono invece stati Fred e Albert, due vecchietti in pensione, di cui uno è stato avvocato, che aiutano Emily negli appostamenti e nel fare ricerche o trovare informazioni per Emily. Devo dire che comunque il rapporto con la madre è delineato piuttosto bene, ed è carino vedere come si rapportano tra loro, considerando che Emily è rimasta orfana di padre molto piccola.
 
Questi libri sono stati pubblicati dalla Fabbri Editori rispettivamente nel 2014 e nel 2015 . Ogni volume ha  circa 177 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.

Ecco tutti i titoli che fanno parte della serie dei "Me, mum & mistery": 
  1. "Detective per caso" (2013)
  2. "Caccia all'uomo scomparso" (2013)
  3. "Il caso dell'elefante d'Avorio" (2013)
  4. "Il mistero della stanza n.11" (2013)
  5. "Una fiction in giallo" (2014)
  6. "Indagine al faro" (2014)
  7. "Brivido ad Halloween" (2014)
  8. "Scacco matto a Blossom Creek" (2014)
  9. "Doppia indagine per Emily" (2015)
  10. "Notte gialla al museo" (2015)
  11. "Colpevole o innocente?" (2016)
  12. "Una spia dal passato" (2017)
     
      
 
 
 
       
Sopra: Le copertine dei vari volumi della serie prendono degli sfondi reali su cui vengono inseriti degli elementi disegnati, così come per le illustrazioni interne.
 
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