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lunedì 29 giugno 2026

HARRY POTTER e la pietra filosofale di J.K. Rowling e Jim Kay

Ed eccoci finalmente qui a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry potter e la pietra filosofale" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione rigida, mentre a destra quella dell'edizione flessibile.
 
1º novembre 1981. Durante la notte, al numero 4 di Privet Drive, a Little Whinging, in Inghilterra, il potentissimo mago Albus Silente, la strega Minerva McGranitt e il mezzo gigante Rubeus Hagrid lasciano un neonato di un anno di nome Harry James Potter, appena rimasto orfano dei genitori, sulla porta di casa dei suoi zii, Vernon e Petunia Dursley. Questo neonato però non è un bambino qualunque, sentendo i discorsi che i maghi si scambiano: "La professoressa McGonagall scoccò a Silente un'occhiata penetrante, poi disse: <<I gufi sono niente in confronto alle voci che sono state messe in giro. Sa che cosa dicono tutti? Sul perchè è scomparso? Su quel che l'ha fermato una buona volta?>> [...]
<<Quel che vanno dicendo>> incalzò lei, <<è che la notte scorsa Voldemort è spuntato fuori Gedric's Hollow. E' andato a trovare i Potter. Corre voce che Lily e James  Potter siano... siano ... insomma, siano morti>>.
Silente annuì silenziosamente. la professoressa McGonagall ebbe un sussulto. [...] 
La McGonagall proseguì con voce tremante: <<E non è tutto. Dicono che ha anche cercato di uccidere il figlio dei Potter, Harry. Ma che... non c'è riuscito. Quel piccino, non è riuscito a ucciderlo. Nessuno sa né come né perchè, ma dicono che quando Voldemort non ce l'ha fatta a uccidere Harry Potter, in qualche modo il suo potere è venuto meno... ed è per questo che se n'è andato>>.
Silente annuì triste.
<<È... è vero?>> balbettò la professoressa McGonagall. <<Dopo tutto quel che ha fatto... dopo tutti quelli che ha ammazzato... non è riuscito a uccidere un bambino indifeso? E' strabiliante... di tutte le cose che avrebbero potuto fermarlo... Ma in nome del cielo, come ha fatto Harry a sopravvivere?>>
Harry trascorre i suoi primi dieci anni di vita infelice in casa Dursley, tormentato dalle angherie dei perfidi zii e del cugino Dudley: dorme nel ripostiglio sotto le scale, posto squallido e pieno di ragni, veste solo con gli enormi vestiti smessi di Dudley e viene trattato come un ospite indesiderato e disprezzato (dato che la zia e lo zio detestano i maghi e la magia). 
Tutto sembra procedere normalmente, se non che talvolta Harry si scopre capace di fare di fare delle cose insolite: tipo capisce la lingua dei serpenti e riesce a liberarne uno da una teca facendone scomparire il vetro. Inoltre, qualche settimana prima del suo compleanno iniziano ad arrivare a casa degli zii alcune strane lettere, che però non sembrano essere recapitate tramite un postino qualunque. 
Il Signor Dursley  cerca di fuggire da questa invasione di lettere strane, addirittura scappando con tutta la famiglia e rifugiarsi in una fatiscente catapecchia in mezzo al mare per evitare di essere rintracciati ma, nel giorno del suo undicesimo compleanno, la vita di Harry Potter cambia per sempre. Una lettera, consegnata dal gigantesco e arruffato Rubeus Hagrid, contiene infatti delle notizie sconvolgenti. Harry scopre di non essere un ragazzo come gli altri: è un mago e una straordinaria avventura lo aspetta…
 
Sopra: Due pagine interne dove a destra vediamo i testi e a destra una rappresentazione del castello di Hogwarts in autunno.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggono anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Ron (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro. Per cui Hagrid è un uomo gigantesco con "Una criniera lunga e ispida [...] una barba incolta e aggrovigliata" e due occhi neri, mentre Silente viene ritratto mentre indossa una veste viola, ad Hermione invece l'artista ha giustamente disegnato degli incisivi più grandi e pronunciati, proprio come descritto nel libro.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un gatto (in realtà la McGonagall) che osserva una cartina stradale, lo Zio Vernon che inchioda assie sulla porta di casa, Hagrid che parla ad Harry davanti a un camino acceso, un gufo con in bocca una lettera, Harry e Roan seduti sul sedile del treno, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella di Harry rinchiuso nel ripostiglio, Hagrid che entra nella casa dei Dursley, Harry davanti al treno per Hogwarts ne binario 9 e tre quart, Silente mentre si sta mangiando delle caramelle, Harry che lotta contro il troll, Malfoy mentre gli prendono le misure della divisa scolastica, le case di Diagon Alley, il castello di Hogwarts visto da distante tra la nebbia, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo i troll o le uova di drago).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.




  

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (quali Ron, Silente e Draco), altre delle scene del testo (come quella di Harry con in testa il Cappello Parlante o quella di draco mentre gli prendono le misure per la divisa), altre dei paesaggi (come quella del Binario 9 e tre quarti col treno) e altre ancora delle pagine enciclopediche.
 
"HARRY POTTER e la Pietra Filosofale" di J.K. Rowling è stato un libro a cui i sono approcciata con un po' di diffidenza ma anche di curiosità. D'altronde è il primo volume di una saga super famosa e super apprezza, con un fandom molto forte e consolidato, anche grazie all'esistenza dei film. Film che ho visto tutti già quando ero bambina (il primo film uscì nel 2001, quando avevo sei anni), per cui conoscevo a grandi linee i personaggi e la trama, ma sapevo che c'erano diverse differenze rispetto ai film (ma di questo riprenderò a parlare tra un po').
Tagliamo subito la testa al toro: ho trovato questo primo volume un ottimo libro per bambini, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a presentare un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
A tale proposito scopriamo addirittura che esiste una sorta di "gerarchia" legata al sangue nella società dei maghi: i maghi che sono tali da generazioni vengono visti più di buon occhio, essendo considerati praticamente dei nobili, mentre i maghi nati però da genitori babbani vengono a considerati maghi di serie B, e vengono chiamati "sangue marcio". Questo crea una vera e propria discriminazione all'interno della società dei maghi, una questione molto importante che acquisterà ancora maggiore importanza nella serie. Si scoprirà ad esempio che Voldemort ha iniziato a espandere il proprio potere e a riunire attorno a sé dei seguaci proprio facendo leva sull'idea che i babbani, e i mezzo sangue fossero inferiori ai maghi, e che quindi andassero schiavizzati o eliminati.
A proposito di Lord Voldemort egli è l'antagonista per eccellenza della serie, nonché vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry. Egli è il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e uno tra i maghi più potenti e capaci di tutti i tempi che, come vi ho anticipato, persegue degli ideali di purezza di sangue e di superiorità della popolazione magica nei confronti di quella babbana. Dopo essere salito al potere alcuni anni prima dell'inizio della saga, dà avvio a un periodo di repressione e terrore che termina quando, nel tentativo di uccidere il neonato Harry Potter, l'incantesimo mortale scagliato contro il piccolo gli si ritorce contro riducendolo a un'ombra disincarnata e privandolo di gran parte dei suoi poteri. 
E' molto interessante il modo in cui l'antagonista ci viene introdotto, in quanto in questo primo volume non non lo conosceremo fisicamente, ma fin dall'inizio iniziamo a capire quanto fosse pericoloso e potente tramite i discorsi che i maghi ne fanno. La paura che incute tra la gente, anche dopo la sua morte e scomparsa per 10 anni, è così grande che la maggior parte delle persone addirittura rifiuta di pronunciare il suo nome, chiamandolo solitamente "Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato" o "Tu-Sai-Chi".
Questo ad esempio mette un po' in difficoltà Hagrid quando deve spiegare a Harry il suo passato: "Si sedette, fissò per alcuni istanti il fuoco e poi disse: <<Credo che tutto è iniziato con... con una persona di nome... E' incredibile che tu non sai come si chiama: tutti, nel nostro mondo, lo sanno...>> 
<<Chi?>>
<<Be'. preferisco non dire il nome, se posso. Tutti preferiscono, tutti.>>
<<E perchè?>>
<<Per tutti i gargoyle, Harry, la gente ha ancora una fifa nera. Miseriaccia, quant'è difficile! Vedi, c'era questo mago che poi ha... ha preso la via del male. Tutto il male che riesci a immaginare. Il peggio. Il peggio del peggio. Il suo nome era...>>
Hagrid prese fiato ma non gli uscì una parola di bocca.
<<Puoi scriverlo?>>
<<No, non so scriverlo. E va bene: Voldemort>> Hagrid rabbrividì."
In generale comunque tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Harry comunque è anche un eletto, e in effetti la sua figura potrebbe essere associata a una sorta di Gesù Cristo: colui che è è nato uomo tra gli uomini ma per liberare questi ultimi dal male (cioè Voldemort, il quale rappresenta in un certo senso il Diavolo, cioè tutto il male del mondo). Probabilmente è per questo che la Chiesa, quando i libri iniziarono, fin da subito, a ottenere un ampio successo di pubblico arrivò a volerli censurare, con preti che che invitavano le persone a non leggerli.
Tornando ai personaggi del libro abbiamo poi Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, quello che diventerà il migliore amico di Harry, il sesto di sette fratelli, tutti più grandi di lui, tranne l'ultimo che però è femmina. Per questo motivo Ron si sente spesso messo da parte e vorrebbe anche lui ogni tanto essere al centro dell'attenzione, il che lo porta ad essere un po' geloso di Harry, dato che quest'ultimo è praticamente famoso. E' un ragazzo simpatico, è leale, spiritoso e allegro, anche se a volte si dimostra anche insensibile, egoista e sarcastico (soprattutto però nei libri successivi).
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, anche se lo diventerà un po' dopo, in quanto all'inizio ha un carattere un po' spocchioso e da "so tutto io", che nasconde però una latente insicurezza che tenta di mascherare con un atteggiamento all'inizio fin troppo sicuro e un po' arrogante. In realtà si dimostra una bambina molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). 
Come antagonista secondario abbiamo invece Draco Malfoy, un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani, oltre ad essere sicuro di sè, spocchioso, che si crede superiore a tutti gli altri, viziato, prepotente, ma anche codardo e, sotto sotto, è geloso di Harry, che è potente, amato e rispettato dagli altri.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), Hagrid (il gigantesco e gentile, anche se un po' ignorante, guardiacaccia di Hogwarts, il quale sembra avere un segreto da nascondere, fedele a Silente in tutto e per tutto), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry), Gazza (una sorta di bidello della scuola, il quale sembra provare un certo risentimento nei confronti degli studenti). Senza dimenticarsi dei membri della famiglia Weasley, dai fratelli gemelli Fred e George, ai componenti della famiglia Dursley (Vernon, Petunia e il cugino di Harry Dudley), ecc... 
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che conosceremo nel primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro (alcuni magari li approfondirò nelle recensioni dei successivi libri). Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono infatti indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è valida, presentando all'inizio diversi elementi fiabeschi,  e in questo primo libro vediamo il protagonista introdotto (assieme ai lettori) nel mondo dei maghi, e in particolare nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, un luogo molto affascinate dove i giovani maghi e le giovani streghe imparano, nell'arco di 7 anni, a governare, controllare e sviluppare i propri poteri, seguendo vere e proprie lezioni di magia di vario genere. Abbiamo ad esempio come materie: trasfigurazione (la magia che permette di cambiare forma alle cose), incantesimi, pozioni, storia della magia, difesa contro le arti oscure, erbologia, volo. A queste se ne aggiungeranno poi altre a partire dal terzo anno: cura delle creature magiche, babbanologia, astrologia, divinazione, aritmanzia, antiche rune.
Anche solo assistere a queste lezioni di magia è molto interessante e coinvolgente, ma la Rowling ha inserito nella storia anche un mistero da risolvere: sembra infatti che a Hogwarts venga custodito un oggetto molto potente che qualcuno (forse proprio Lord Voldemort) vuole avere a tutti i costi. Harry Hermione  Ron inizieranno quindi a indagare e a darsi da fare per scoprire di che oggetto si tratta e come arrivare a trovarlo, affrontando prove impegnative dove ciascuno di loro dovrà dimostrare le proprie abilità e conoscenze acquisite durante l'anno di scuola, fino ad arrivare al colpo di scena verso la fine del libro. Perchè Harry sarà pure il Presccelto e tutto il resto, ma senza l'aiuto dei suoi amici non sarebbe arrivato così lontano, cosa che mette in risalto l'importanza e il vaore dell'amicizia.
Colpo di scena che non è affatto facile e scontato da indovinare (altrimenti che colpo di scena sarebbe in effetti), in quanto la storia ti porta a credere che il cattivo sia il professor Piton, dando ai lettori ottime ragioni per crederlo, per poi ribaltare le carte in tavola.
Questo primo capitolo della saga di Harry Potter è un ottimo punto di partenza che introduce i lettori in un universo inedito, magico ed affascinante, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta per bambini a partire dagli 8/9 anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo è quella del protagonista, quindi 10/11 anni.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Il primo film credo rimanga parecchio fedele all'opera originaria, sebbene ovviamente ci sia qualche taglio o qualche scena modificata, ma le parti più importanti sono state mantenute e anche l'aspetto dei vari personaggi risulta più che soddisfacente e aderente alle descrizioni del libro. Nel film forse i maghi tendono a vestirsi in maniera meno stravagante (compreso Silente) e manca la scena iniziale con Zio Vernon che inizia la sua giornata vedendo cose strane capitargli attorno, con suo grande disappunto (comprese persone vestite in maniera molto bizzarra), ma rende l'inizio del film più impattante e deciso iniziarlo con la scena di Silente e la McGonagall che discutono e Hagrid che arriva con Harry.
Tra le maggiori differenze che ho riscontrato tra libro e film c'è l'assenza di Pix, che però tutto sommato non si sente più di tanto. 
La differenza maggiore a livello di trama riguarda Norberto, il cucciolo di drago che viene ceduto ad Hagrid, che nel libro viene cresciuto da lui con l'aiuto dei nostri amici per diverso tempo, finché non riescono a dare Norberto a Charlie, venendo quasi beccati da Draco. Nel film invece sembra che la presenza del drago venga denunciata abbastanza in fretta e che questo venga subito portato via da Hogwarts. Infatti nel film la punizione che subiranno, e che li porterà nella Foresta Proibita, è dovuta al fatto che Draco Malfoy li ha visti nella capanna di Hagrid dopo mezzanotte. 
Quando i bambini si trovano nella Foresta nel film incontrano un solo centauro, mentre nel libro si tratta di un branco. A parte Ron, che sconta la punizione al posto di Neville nel film, Harry inizialmente è in coppia con Draco e Thor quando il gruppo si divide in due all'inizio della punizione. Nel libro, invece, Harry è inizialmente in coppia con Hagrid e Hermione quando il gruppo si divide, ma dopo che Draco gioca un brutto scherzo a Neville, Hagrid è costretto a scambiare Harry e Neville tra i due gruppi. 
Queste le differenze maggiori, ma che comunque non intaccano la resa finale della pellicola: mettere in scena un intero branco di centauri sarebbe probabilmente risultato troppo costoso e mostrare che prima Harry non era in coppia con Malfoy una perdita di minutaggio non necessaria. 
Rimane un film godibilissimo e incantevole, con alcune scene iconiche e alcuni effetti speciali davvero notevoli, soprattutto per l'epoca. 
 
 
Sopra: A sinistra la locandina del film, mentre a destra una scena in cui vediamo Harry con il Cappello Parlante i testa prima di venire smistato nella sua Casa.
 
Questo volume è stato edito nel 2015 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Pilosopher Stone" ed è stato pubblicato nel 2015 in italiano dalla Salani. Il volume ha 256 pagine, la copertina rigida, misura 27,3 cm d'altezza e 23 cm di lunghezza e costa 29,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 7 maggio 2026

La guida di Charlie Joe alle Vacanze di Tommy Greenwald

"La guida di Charlie Joe alle Vacanze" è il quinto volume di una serie di libri scritti da Tommy Greenwald e le illustrazioni di J.P. Coovert che vedono per protagonista questo ragazzino di nome Charlie Joe.
 
 Sopra: La copertina dell'ultimo volume di Charlie Joe dallo sfondo azzurro, in cui vediamo il protagonista mentre si tutta tra le onde.

Era ora che arrivassero le vacanze. Ma, invece di girare con gli amici e portare a spasso i cani, Charlie Joe Jackson deve affrontare la peggiore delle sue paure: la scuola estiva. Camp Rituhbukkee è proprio come se l'immaginava: libri e nerd a perdita d'occhio. È una specie di mondo alla rovescia, dove i secchioni sono i più fighi e i fighi sono emarginati.
Ma come ci è finito uno come Charlie ad un simile campo estivo? Ecco come: "Allora, le cose stanno così: alla fine dell'ultimo anno dis cuola, in un momento di follia, decisi di rendere felici i miei accettando di trascorrere tre settimane di scuola estiva in un posto che si chiama Camp Rituhbukkee.
Si pronuncia Ridebuchi.
Insomma, un posto da nerd.
Prima di rendermene conto ero in strada, sulla macchina. Del viaggio di ritorno non ricordo quasi niente, solo che sono state le quattro ore più lunghe della mia vita. [...]
La prima cosa che ricordo sul serio è quando mi guardai intorno, rendendomi subito conto che volevo fare dietro-front e tornare a casa.
Era come se fossi precipitato sul Pianeta dei Secchioni.
C'erano poche tracce di vita umana familiare.  [...]
C'erano libri d'appertutto. E neanche un cellulare o un videogame. (Non consentiti, naturalmente.) [...]
Un po' alla volta, compresi che non c'era via d'uscita. Mi piacesse o no, ero intrappolato a Camp Rituhbukkee per tre settimane."
Ma Charlie Joe è deciso a convincere tutti a odiare lettura e scrittura... un genio alla volta. Ce la farà? Oppure - argh! - diventerà uno di loro?!?!

 Sopra: Le pagine iniziali in cui vediamo a sinistra un disegno del protagonista e a destra la tabella delle attività di questo campo estivo.
 
I testi sono accompagnati da alcuni disegni in bianco e nero, dallo stile abbastanza semplice e anche un po' stilizzato. I personaggi sono tracciati con linee nette, pulite e precise con poche ombreggiature. I volti sono dei semplici ovali, mentre i nasi dei mezzi triangoli e mezzi cerchi, gli occhi dei semplici pallini neri, le sopracciglia due lineette e la bocca una linea curva.
Sono dei disegni molto semplici, di dimensioni neanche troppo grandi, solitamente un terzo di pagina (tranne alcune eccezioni), inseriti in mezzo ai testi e che servono a rappresentare alcune scene descritte nella storia tipo: Charlie che parla col un istruttore di pallacanestro, il protagonista che parla con una compagna di banco, Charlie insieme ai suoi amici attorno a un fuoco, Teddy che fissa una pizza tenuta in mano da una ragazza amica di Charlie, un biscotto appoggiato vicino a un foglietto, un giornale appoggiato dentro a un piatto, Charlie che legge un libro con una pila seduto sopra il letto, ...
La maggior parte delle immagini rappresentano solitamente alcuni personaggi che interagiscono tra loro, altre semplicemente alcuni oggetti, mentre alcune più rare possono mostrare qualche ambiente tipo il bungalow dove dormono Charlie e i suoi compagni. Gli ambienti comunque sono mostrati molto raramente, anche perchè nella rappresentazione delle scene dove i personaggi interagiscono solitamente gli ambienti non sono disegnati. Ad esempio nella scena dove Charlie se ne sta assieme ad altri tre compagni attorno a un fuoco è stato rappresentato solo il falò e i quattro ragazzini seduti su dei ciocchi di legno, ma non è stato disegnato nessun albero o spazio circostante. 
 
  

   
Sopra: Alcune pagine interne dove, come potete vedere, i disegni sono sempre collocati assieme ai testi. Le immagini inoltre hanno un aspetto piuttosto semplice e nelle varie scene gli sfondi non vengono quasi mai rappresentati.
 
"La guida di Charlie Joe alle Vacanze" di Tommy Greenwald è il quinto e ultimo volume di una serie (per i lettori di 8/9 anni) che ha per protagonista Charlie Joe, un bambino che odia leggere (infatti il primo volume si intitolava "Guida di Charlie Joe a non leggere") e odia la scuola. 
In questo quinto capitolo lo vediamo a scuola terminata e durante le vacanze estive, che però gli tocca passare in un campo estivo frequentato da cosiddetti "secchioni", cioè ragazzini con scarse capacità di socializzazione e scarse doti atletiche, timidi e che amano studiare, scrivere e leggere libri.
In effetti qualche volta Charlie si ritroverà a spronarli, soprattutto quando si presentano delle sfide sportive come quella di giocare a palla canestro contro i campeggiatori di un altro campo estivo: "<<Lo so che siete dei cervelloni. Ma nella vita non ci sono solo voti, libri e studio.>> Mi alzai in piedi e comincia a passeggiare avanti e indietro, come gli allenatori nei film sullo sport in sui lo sfigato e alla fine vince il campionato. <<Nella vita bisogna saper affrontare le sfide. Contro ogni probabilità. Come Davide contro Golia...>>"
Inizialmente, anzi, sembrerebbe una situazione in cui il protagonista cerca di cambiare gli altri personaggi attorno a lui e di farli diventare più simili a se stesso, cioè "meno nerd e meno sfigati", secondo il suo pensiero. Tuttavia una sua amica Katie, avanza una teoria interessante a riguardo: "<<Nel senso che ho una teoria su perchè sei venuto al campo. Lo so che dici che l'hai fatto per i tuoi genitori, cosa che in parte è vera. Ma non è l'unica ragione. [...] Vai in giro a dire quanto odi leggere, che ci vorresti tutti meno nerd e più simili a te. Ma non sono sicura di crederti.>>
Mi grattai la testa. Non ero sicuro di aver caputo bene. Ero stato accusato di un sacco di cose nella vita, ma mai di essere segretamente un lettore. <<Scusa, ma non ha senso, Non mi piace fare i compiti, non mi piace la scuola... be', mi piacciono le parti divertenti, tipo l'intervallo, ma il resto no. E si sicuro non mi piace leggere.>>
<<Non dico che ti piaccia>> riprese Katie. <<Dico che una parte di te è affascinata dalle persone intelligenti, quelle che amano imparare. Come la maggior parte dei tuoi amici a casa. Ci hai mai pensato? Jake, Nareem, Hannah e, se posso dirlo, anch'io.>> [...] <<Credo che, molto in fondo, una parte di te voglia essere nerd>> dichiarò.
Non sapevo cosa dire. per me era uno shock totale. per chi non lo sarebbe stato? Era la cosa più folle che avessi mai sentito in vita mia. Sì, mi piacevano gli amici intelligenti, ma perchè così mi potevano aiutare a fare i compiti." 
Una cosa che ho trovato carina in questo libro è che Charlie frequentando questi campi estivo "per nerd", come lo definisce lui imparerà un po' a dare ed avere, insegnando qualcosa agli altri ma anche apprendendo qualcosa dagli altri. Ai "nerd" insegnerà ad essere più determinati, lottare per ciò a cui tengono, e ad essere più sicuri di sé. Dal suo canto però Charlie imparerà che leggere e apprendere pio essere una cosa buona e utile. Leggendo una biografia su un uomo che ha lottato per la democrazia in Polonia egli prende ispirazione per dare vita a un movimento di protesta all'interno del campo quando il capo decide di aumentare il numero di laboratorio a discapito del tempo libero dei campeggiatori. Alla fine i campeggiatori e il capo arriveranno a trovare un accordo che soddisfi entrambi; un accordo trovato non con sanguinose lotte ma semplicemente con dei compromessi (che spesso gli adolescenti fanno fatica ad accettare).
Alla fine del campo infatti Charlie Joe dovrà ammettere: "<<Non mi va di ammetterlo, ma quando sono arrivato qui pensavo di essere troppo figo per questo posto. E davvero pensavo di dovervi rendere più simili a me. Ma era una sciocchezza totale. Voi siete fichissimi, nel vostro modo diverso, spaventoso, secchione e nerd.>>
I personaggi infatti sono caratterizzati abbastanza bene. Ovviamente il più approfondito è il protagonista, che durante la storia crescerà molto, ma l'autore non si dimentica di delineare le personalità anche degli altri partecipanti del campo, di cui alcuni sono amici di Charlie che i lettori conoscono già dai precedenti volumi, ma di cui impareranno nuovi aspetti. Di alcuni ad esempio scopriamo come subiscano delle pressioni da parte dei genitori per essere sempre perfetti e bravi nello studio, e che per loro non è facile stare al passo con le prospettive genitoriali.  
Ho trovato la storia carina in quanto, essendo pure l'ultimo volume della serie, vediamo il protagonista giungere ad una sorta di "redenzione", il che non lo porterà a rinnegare tutto ciò che è stato fino a quel momento, ma ad accettare che al mondo possono esistere anche persone diverse da lui e che anche loro possono essere degne di ammirazione, anche se sono dei nerd. Il protagonista ammetterà che inoltre che anche lo studio e la lettura possono essere utili e, nel caso della lettura, anche attività piacevoli e interessanti. Il che non porta il personaggio a stravolgere la propria personalità, in quanto egli ammette che probabilmente non diventerà un fortissimo lettore, ma la accresce rendendola più sfaccettata. Credo che sia importante che i giovani lettori possano comprendere, tramite l'esempio del protagonista, che il mondo non è sempre bianco e nero, diviso tra ragazzi fighi e nerd sfigati, ma che si può prendere i lati migliori di entrambi e che ogni persona è dotata di una personalità complessa e sfaccettata, che può cambiare inoltre nel corso del tempo.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2015 dalla Roaring Book Press col titolo "Charlie Joe Jackson's guide to Summer Vacation" ed è stata edita nel 2016 in italiano dalla Nord-Sud Edizioni. Il volume ha 228 pagine, la copertina rigida, misura 21 cm d'altezza e 14,2 cm di lunghezza e costa 12,90 euro.
 
 Come detto all'inizio quello di cui vi ho parlato è il quinto (e ultimo) volume della serie delle guide di Charlie Joe, ecco gli altri titoli:
  • "La guida di Charlie Joe: Non leggere" (2013): Mi chiamo Charlie Joe Jackson e odio leggere. Se stai leggendo questo libro è perché anche tu odi leggere. Infatti faresti qualunque cosa per evitare di leggere, e il fatto che tu abbia un libro in mano è scioccante. Charlie Joe Jackson è forse il lettore più riluttante del mondo. Fino a oggi è riuscito a cavarsela senza mai leggere un libro dalla prima all'ultima pagina. Ma ora è alle medie e schivare la lettura non è più facile come prima. Quando il suo amico Timmy McGibney decide che è stufo di coprirgli le spalle, Charlie Joe deve ricorrere a rimedi estremi per salvaguardare il suo record perfetto
  • "La guida di Charlie Joe per prendere tutti 10" (2014): Il lettore più pigro del mondo deve diventare un esperto nelle attività extrascolastiche. Ma com'è possibile? La sua pagella è così brutta che Charlie Joe ha promesso ai suoi genitori che prenderà tutti 10, così non sarà costretto ad andare a un noiosissimo campus estivo. Questa volta, anziché escogitare dei modi per non leggere, Charlie Joe si fermerà a scuola dopo le lezioni, poserà per un quadro e parteciperà alla recita scolastica... e si innamorerà di una nuova compagna di classe! Se c'è una cosa che Charlie Joe sta per scoprire è che le attività extrascolastiche possono rendere la vita... extracomplicata.
  • "La guida di Charlie Joe per fare soldi" (2015): La paghetta settimanale di Charlie Joe non basta più. Gli serve disperatamente denaro per comprare il Botman, l'ultima novità tecnologica che spopola nella sua scuola media. Per questo deve mettere in atto un piano dopo l'altro per incassare contanti: si improvvisa dog-sitter, accompagna il padre al lavoro dietro compenso e arriva persino a inventarsi una festa comprendente il rituale del salto di una mucca, allo scopo di raccogliere fondi. Così, finalmente, potrà riempirsi le tasche. Cosa potrebbe andare storto? Be', nella migliore tradizione dei libri umoristici per ragazzi, qualunque cosa.
  • "La guida di Charlie Joe: pianeta ragazze" (2016): C'è una crisi alla Scuola Media di Eastport. Pare che tutti abbiano un ragazzo o una ragazza, tranne... Charlie Joe Jackson??? Sì, è lui l'unico single fra tutti i suoi amici. Com'è possibile? Persino Pete Milano si è trovato una ragazza' Be', Charlie Joe non vuol essere tagliato fuori. Corre in cerca di aiuto dove nessuno si aspetterebbe di trovarlo: la biblioteca. E scopre la gemma della gemme, la madre di tutte le guide, la chiave per trovare finalmente una ragazza! Adesso vanno tutti da lui a chiedergli consigli sentimentali (eh, sì, come sono cambiate le cose). Ma il mondo di Charlie Joe sta per capovolgersi, quando capisce che la ragazza che gli piace... potrebbe non essere quella che pensa che gli piaccia.
 
   
 Sopra: Le copertine degli altri titoli delle guide di Charlie Joe.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 23 marzo 2026

Olga di carta: Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone

Molti conoscono la scrittrice Elisabetta Gnone per la saga di Fairy Oak, la quale conta una trilogia (questa), quattro libri spin-off, e due prequel.
La Gnone tuttavia non ha scritto solo la saga di Fairy Oak, ma anche un'altra saga, di cui il primo libro è quello di cui vi parlerò oggi, e si intitola: "Olga di carta: Il viaggio straordinario".
 
 
 Sopra: Sulla copertina, sotto il titolo, vediamo la silhouette nera di Olga di Carta, la protagonista.
 
Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d’aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio, sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell’infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. 
"Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le se storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. Sarà stata la fame di conoscere chi on s'era ,ai mosso dal villaggio; [...] sarà stato il fascino dell'ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga Papel cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva l'orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nei cortili si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia.
Strano ma vero, quella ragazzina di appena undici era uno dei passatempi più graditi del paese e uno degli argomenti che sostava più spesso e più a lungo sulle labbra degli abitanti della contea di Balicò: Olga e le sue incredibili storie, che lei giurava di aver vissuto personalmente.
Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di trasformarla in una bambina normale, di carne e ossa. 
Il suo viaggio è lungo e avventuroso: Olga s’imbatte in un venditore di tracce, cena con un tasso parlante e molto dotto, prende un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare a remi. Più volte rischia la vita, si perderà, per poi venire trovata da un circo. E quando infine troverà la maga, solo allora la bambina di carta comprenderà quante cose fosse riuscita a fare…  
  
 Sopra: Un'immagine realizzata con la tecnica del paper cutting in cui vediamo Olga di Carta a cena con il tasso.
 
All'iterno del libro non ci sono delle vere e proprie illustrazioni, ma delle scannerizzazioni di pagine realizzate da Linda Toigo con la tecnica del paper cut, la quale consiste nell'intagliare carta o cartoncino, solitamente tramite un bisturi da modellismo o taglierino, per creare illustrazioni, sagome o motivi decorativi, spesso strutturati su più livelli per ottenere un effetto 3D.
Su sfondi dai colori accesi, vivaci e intensi l'artista ha posizionato i suoi fogli finemente intagliati per rappresentare scene descritte nel romanzo: l'incontro di Olga di carta con il tasso, loro due che mangiano nella casa del tasso chiacchierando; l'incontro con Olga con Melo, un bambino che viaggia su una mongolfiera; lei che viaggia insieme a Melo sulla sua mongolfiera; Olga che si esibisce assieme al circo, ecc...
I personaggi sono delle elaborate silhouette, immagini che evidenziano esclusivamente la sagoma del profilo di una persona o di un elemento, senza mostrare i dettagli interni. Nel caso di edifici o oggetti di grandi dimensioni vengono intagliati anche gli interni della figura. Nel caso di edifici per mostrare ad esmepio porte o finestre, mentre nel caso di una mongolfiera per mostrare i pattern della stoffa del pallone, nel mare si vedono invece i contorni delle singole onde, ecc...
Le silhouette  sono prevalentemente realizzate con carta bianca, ma sono presenti anche carte di altri colori, posizionate magari sotto certe parti intagliate, tipo le onde di un mare (che così apparirà di colore blu), dietro uuna collina (che così appare marroncina), dietro a uncerchio 8per farlo diventare un sole giallo), dietro a delle case (così che i buchi delle finestre risultino gialli, come se alll'interno vi fosse la luce accesa), ecc...
In questo modo ogni pagina risulta piuttosto colorata, con la presenza di almeno tre tinte (escluso il bianco degli elementi intagliati) e arrivando anche a 5.
Gli intagli sono parecchio eleborati, restintuendo delle scene ricche di elementi, anche se mai in modo eccessivo (così da non renderle confusionarie per l'osservatore). Inoltre la scelta di usare immagini realizzate in paper cut è in sintonia con la storia raccontata da Olga (storia che appunto le scene rappresentano) dato che parla di una protagonista fatta di carta. Nelle immagini create dalla Toigo non è più solo la protagonista a essere fatta di carta, ma anche tutto il suo mondo. 
 


  
 Sopra: Alcune pagine con delle immagini realizzate con la tecnica del paper cutting dalla Linda Toigo. In alto vediamo Olga esibirsi con il circo, al centro Olga in mongolfiera assieme a Melo, mentre in basso a sinistra Olga che incontra un tasso e a destra l'incontro di Olga con Melo che sta scendendo dalla sua mongolfiera.
 
"Olga di carta: Il viaggio straordinario" di Elisabetta Gnone è una storia di formazione, raccontata però all'interno di un'altra storia. In questo libro abbiamo infatti due protagoniste, entrambe di nome Olga: una è Olga Papel e l'altra è Olga di carta. 
Olga Papel è la narratrice della seconda storia, una bambina di 11 anni famosa in tutto il suo villaggio per essere un'abile raccontatrice di storie, storie che tutti amano ascoltare (la maggior parte delle volte perfino di nascosto): "Olga Papel era una ragazzina esile come un ramoscello, aceva respiri brevi e il suo esistere, quasi sempre, produceva pochissmo rumore, se non un leggero fruscio, come la pagina di un libro mossa dal vento. Talvolta era in un posto e subito dopo in un altr; saltava fuori bagnata zuppa da dove acqua non ce n'era, sporca di sabbia da un bosco innevato, bruciata dal sole in un giorno di pioggia."
Olga di carta invece la protagonista della storia che Olga Papel ha iniziato a raccontare al suo amci Bruco per consolarlo dopo che altri ragazzi lo hanno preso in giro per il suo aspetto e la sua erre moscia. Ella è una bambina fatta però di carta, il che a volte può essere una bella scocciatura, dato che è sottilissima e deve sempre fare attenzione a non spiegazzarsi, strapparsi, bagnarsi e, soprattutto, bruciarsi. Così Olga di carta inizia un viaggio avventuroso e ricco di pericoli e incontri inaspettati per recarsi da una maga capace di far avverare i desideri (anche se non sempre nel modo migliore), per chiederle di diventare una bambina normale. 
Ma che cos'è in fondo la normalità? E cosa vuol dire essere una bambina "normale"? Olga vuole essere come gli altri bambini e bambine, ma nessuno è uguale ad un altro, tutti siamo diversi, come cerca di farle capire Melo, un bambino che viaggia su una mongolfiera. E un'altra cosa che gli altri ripetono spesso a Olga di carta è di stare attenta e di formulare bene e con precisione il proprio desiderio alla maga, altrimenti le conseguenze potrebbero essere nefaste. Quando il momento arriverà Olga sarà pronta?
Mentre la storia procede, ricca di sfide e incontri con personaggi bizzarri i lettori pian piani iniziano a conoscere meglio anche la Olga narratrice, una bambina particolare, che più di qualcuno definirebbe strana, la quale sembra possedere quasi qualcosa di magico: tutti ad esempio desiderano ascoltare le sue storie, e quando ad un certo punto Olga smette di narrarle al villaggio sale una fitta nebbia, che non si dirada finchè la nonna di Olga non le permetterà di raccontare nuovamente le sue storie.
Chi è veramente Olga? E le storie che racconta, per quanto incredibili, sono davvero vere come sostiene lei? 
Un romanzo molto carino, che si fa più incalzante verso la fine, adatto a partire dagli 8/9 anni, con più piani narrativi, con una storia dentro la storia che offre una vicenda avventurosa, un viaggio di formazione e di scoperta (e accettazione) di se stessi, mentre la cornice narrativa ha un che di misterioso e intrigante. 
 
Il romanzo è stato pubblicato nel 2015 dalla Salani Editore; ha 304 pagine, una copertina rigida dotata di sovracopertina, misura 20,6 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.
 
Ecco gli altri titoli che fanno parte della serie:
  • "Jum fatto di buio": Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto.
    Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro.
    Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono
    un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.

    Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

  • "Misteriosa": Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l’etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà.
    La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po’ bambini.

  
Sopra: Le copertine dei seguiti di questa prima storia.

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lunedì 9 giugno 2025

L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE di Soman Chainani

"L'accademia del bene e del male" è un romanzo scritto da Soman Chainani con le illustrazioni di Iacopo Bruno, ed è il primo volume di una serie che ha avuto un discreto successo quando venne pubblicata nel 2015, tanto da portare l'autore a scrivere due trilogie e un prequel.
Protagoniste di questa saga sono Sophie ed Agatha, le quali devono iniziare il loro primo anno nell'Accademia del Bene e del Male, dove i giovani vengono preparati a diventare eroi e cattivi delle fiabe.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina del primo volum, mentre a destra quella dell'edizione che riunisce i primi tre volumi della serie. In entrambe in alto si possono vedere le teste delle due protagoniste Agatha e Sophie.

Sophie e Agatha sono amiche del cuore, anche se la prima non vede l'ora di scoprire cosa significhi studiare nella leggendaria Accademia del Bene e del Male, dove ragazze e ragazzi normali vengono preparati a diventare gli eroi e i cattivi delle fiabe. Nel villaggio di Gavaldon infatti c'è questa leggenda secondo cui, ogni 4 anni, nell'undicesima notte dell'undicesimo mese il Gran Maestro arriva nella cittadini e rapisce due bambini o bambine che abbiano compiuto almeno 12 anni e li porta all'Accademia del Bene o a quella del Male, per insegnare loro ad essere i personaggi delle fiabe, come spiega Sophie ad Agata: "Be', nella Scuola del Bene s'insegna ai giovanotti e alle fanciulle come me a diventare eroi e principesse, a governare il proprio regno con rettitudine e a raggiungere il lieto fine in cui "E fossero sempre felici e contenti">> spiegò Sophie. <<Alla Scuola del Male insegnano come diventare streghe malvagie o troll dalla schiena gibbosa, come ordire sortilegi e fare magie cattive.>>"
Con i suoi eleganti abiti rosa, le scarpette di cristallo e la passione per le buone azioni, Sophie sa che otterrà ottimi voti nella Scuola del Bene. Agatha invece, con i vestiti neri e informi e il carattere scontroso sembra una perfetta candidata per la Scuola del Male. 
A quanto pare l'Accademia esiste per formare persone che contribuiranno a mantenere l'equilibrio tra il Bene e il Male, poiché il loro mondo perirebbe se tale equilibrio venisse compromesso. E sempre per tale motivo ogni anno il Gram Maestro sceglie come allievi persone nei cui cuori risiede il Puro Bene e il Puro Male, ed è per questo che nell'Accademia la divisione dei ruoli è così netta: "Tutti o bambini nascono con un'anima che può essere buona o cattiva. [...] Alcuni hanno un'anima più pura di altri ma, alla base tutti sono o Buoni o Cattivi. I Cattivi non possono rendere la loro anima Buona e i Buoni non possono diventare Cattivi...".
Tuttavia quando arrivano all'Accademia le due ragazze fanno una scoperta sorprendente: Sophie finisce nella Scuola del Male a seguire lezioni di Imbruttimento, Trappole mortali e Storia della Cattiveria, mentre Agatha si ritrova nella Scuola del Bene, a lezione di Etichetta principesca. 
Si tratta di un errore? O forse il loro autentico carattere è diverso da ciò che tutti credono? Per Sophie e Agatha comincia un viaggio in un mondo straordinario, dove l'unico modo per uscire dalla fiaba è viverne una fino alla fine. 

"Dentro la foresta primordiale 
c'è un'accademia del bene e del male. 
Ci sono due castelli, due teste gemelle: 
uno benigno e l'altro maligno. 
Prova a fuggire: le vie son bloccate. 
L'unica è una storia di fate."

Sopra: Due pagine in cui si vede l'inizio del secondo capitolo con un'illustrazione che mostra la libreria di Galvadon, dove tutti trovano e acquistano i nuovi libri di fiabe.

I testi sono accompagnati da alcune illustrazioni in bianco e nero di Iacopo Bruno, solitamente posizionate assieme ai testi all'inizio di ogni capitolo. I disegni non sono molto grandi, solitamente di medie dimensioni ed hanno un aspetto curato, ricco di dettagli e abbastanza realistico, con delle belle sfumature e ombreggiature che donano profondità alle immagini.
Queste rappresentano un elemento (un luogo, un oggetto o un personaggio) che avrà una particolare rilevanza nel capitolo (la casa di Agatha, degli animali delle principesse, ...), oppure una scena che si svolge in quest'ultimo, come il disegno che mostra le due ragazze mentre cavalcano uno stinfalide (uccello gigante e scheletrico) oppure quello con Agatha che si risveglia dentro una bara di ghiaccio mentre sta per essere colpita da un'ascia...
Le illustrazioni sono carine e aiutano i lettori ad individuare o a visualizzare meglio l'aspetto delle protagoniste o di alcuni luoghi, mentre altri personaggi non vengono quasi mai rappresentati, quando in realtà sarebbe stato carino vedere come sono fatti. In effetti sarebbe stato carino vedere un maggior numero di disegni all'interno del volume, magari un po' più grandi, visto che quando il Narrastorie (una penna che scrive e narra le storie dei personaggi delle fiabe) inizia a scrivere la storia delle due ragazze lo fa aggiungendovi anche dei disegni e sarebbe stato carino se le medesime immagini fossero state create anche per questo volume.
 
 

 

 Sopra: Alcune delle immagini poste all'inizio di ciascun capitolo, le quali sono in bianco nero e dall'aspetto grazioso e curato, e mostrano  scene con le protagoniste o elementi citati nella vicenda come animali o ambienti particolari.
 
"L'accademia del bene e del male" di Soman Chainani è stata una lettura avvincente, di come non ne capitavano da un po' di tempo, in parte grazie all'idea alla base della trama e in parte ai personaggi. Per quanto riguarda l'idea di base essa è interessante perchè riprende (come ho visto fare anche in altri romanzi che avevano più o meno un target simile) il mondo delle fiabe o, più in generale, della letteratura per bambini e ragazzi, ambientando però la vicenda in una scuola, o meglio... in due scuole: una che ha il compito di addestrare i cattivi ed un'altra che invece addestra i buoni. In questo caso tale dicotomia così netta ha senso perchè in effetti nelle fiabe, proprio per una caratteristica legata al loro genere, i personaggi sono o l'uno o l'altro. Inoltre, come viene spiegato da uno degli insegnanti, gli allievi che vengono selezionati per entrare nelle scuola sono proprio dei rappresentanti di una o dell'altra fazione: " << [...] Ma il Gran Maestro ha scelto voi>> Polluce si rivolse a entrambi i settori, <<perchè ha guardato nei vostri cuori e vi ha trovato qualcosa di molto raro : il Puro Bene e il Puro Male.>>"
In realtà i personaggi della scuola del Bene non si dimostrano sempre così buoni (le allieve non si dimostrano ben disposte nei confronti di Agatha, fermandosi alle apparenze, e spesso si dimostrano superficiali  e vanitose), così come quelli del Male non sono sempre cattivi.
Veniamo quindi alla caratterizzazione dei personaggi, che piuttosto buona, a partire da quella delle protagoniste: Sophie ed Agatha. La prima, con i suoi lunghi capelli biondi e gli occhi verdi, ama comportarsi come una principessa, ma solo per quanto riguarda le apparenze, infatti ama prendersi cura della propria bellezza e del proprio aspetto diventando però parecchio vanitosa. Si comporta inoltre anche in modo molto egoista, pensando prima di tutto al proprio bene e ai propri vantaggi, sebbene trovi sempre un modo per giustificare le proprie scelte e le proprie azioni. Perfino le Buone Azioni che compie solitamente sono fatte con una qualche finalità ben specifica, cioè per ottenere un qualche vantaggio e mostrare agli altri quanto lei sia buona.
Agatha vive in una casa in un cimitero, ha un caschetto di capelli corvini, una carnagione pallida e un corpo ossuto, veste sempre di nero, ha un gatto di nome Killer, ama la solitudine e tende a tenere gli altri a distanza. Nonostante le apparenze un po' trascurate e l'aspetto imbronciato la ragazza però possiede un animo buono, infatti è sempre preoccupata per l'amica, e vuole ritornare a casa assieme a lei, e cerca di fare di tutto per raggiungere il suo scopo, mentre Sophie pensa solo a ciò che vuole lei o che le sarebbe più vantaggioso.
Poi c'è Tedros, il figlio di re Artù, biondo con gli occhi azzurri, un fisico snello e muscoloso, di aspetto bellissimo ed estremamente abile con la spada e nel combattimento. È abituato ad essere ammirato e amato dalle principesse, e un po' in effetti ne è fiero, tuttavia anche lui rivela una personalità più approfondita: "Tedros era abituato ad attirare gli sguardi delle ragazze, ma quando ne avrebbe trovata una che andasse oltre il suo aspetto fisico? Che vedesse in lui qualcosa si più, non solo il figlio di Re Artù. Una fanciulla a cui importasse ciò che pensava, le sue speranze, le sue paure. Invece eccolo lì a mettersi in mostra e ad asciugarsi mentre si girava per offrire alle ragazze la visuale migliore. Sua madre aveva ragione: poteva fingere quanto voleva, ma era uguale a suo padre, nel bene e nel male."
Ovviamente una ragazza c'è che è andata oltre il suo aspetto fisico, ed è Agatha, tanto che in realtà il ragazzo le risulta parecchio antipatico, principalmente perché lo vede come una minaccia alla sua amicizia con Sophie, in quanto a quest'ultima lui piace ed è per lei una priorità rispetto ad Agatha. Ma Agatha è l'unica tra le ragazze a riuscire a vedere oltre l'aspetto del ragazzo: "Agatha ripensó a quel borioso ragazzo del Teatro, che tutti avevano indicato come il figlio di Re Artù. Come poteva vedere tutto questo e non sentirsene oppresso? Come riusciva a convivere con il continuo confronto e con le aspettative che giravano su di lui? Almeno aveva la bellezza dalla sua parte."
Nel romanzo comunque, oltre alla storia intrigante e ai protagonisti interessanti, vengono trattate anche alcune tematiche che portano i lettori a riflettere, tra cui la differenze di genere: nella scuola del Bene ad esempio ci sono dei corsi destinati solo ai maschi (Portamento e Cavalleria) ed altri solo alle femmine (come Imbellimento e Comunicazione con gli Animali). E qui Agata fa una riflessione interessante: "Sicuramente la Scuola del Male non sentiva tutta quella necessità di definire quali capacità fossero da maschi e quali da femmine. Invece quiz tra le torri del Bene, i maschi se ne andavano a tirare di spada mentre le femmine dovevano imparare ad abbaiare come cani e gridare come gufi. Non c'era sa stupirsi che poi, nelle favole, le principesse fossero tanto inette, si disse Agatha. Se erano solo capaci di sorridere, tenere le spalle ben dritte e parlare agli scoiattoli, che scelta avevano, se non quella di aspettare che arrivasse un ragazzo a salvarle? " La scuola del Bene in effetti sembra dare molto peso all'aspetto fisico, tanto da avere proprio dei corsi dedicati a questo argomento, oltre a esserci delle Sale del Benessere (che sarebbero delle specie di Spa) a cui possono accedere solo i migliori studenti: per i maschi ci sono sale per l'allenamento, docce e saune, mentre per le ragazze postazioni con prodotti di bellezza per il trucco e per acconciarsi, saune, vasche termali...
Dopo al primo anno inoltre gli studenti vengono divisi in tre categorie: i Capitani (cioè eroi e principesse o capi dei cattivi), i Gregari (aiutanti e seguaci) e infine i Morfis, cioè quelli che subiranno delle trasformazioni, i quali "impareranno ad adattarsi alla loro nuova forma e a sopravvivere ai tanti pericoli della selva". Quest'ultima categoria però nasconde un lato oscuro che perfino l'Accademia del Bene ignora: i ragazzini che vengono trasformati in animali (e a volte anche in oggetti) non sono felici di farlo, ed Agatha scoprirà che in realtà praticamente tutti desidererebbero ritornare alle loro originarie sembianze.
Questo discorso sugli animali apre a degli spunti di riflessione interessanti, come ci suggeriscono i pensieri della ragazza: "Agatha guardo quel mostro - un altro bambino smarrito - e pensó a tutte le creature di quel mondo. Non obbedivano agli ordini perché erano leali e affidabili. Non aiutavano le principesse perché le amavano. Lo facevano perché, forse, un giorno la lealtà e l'amore sarebbero stati ripagati con la possibilità di tornare umani. Solo attraverso una fiaba avrebbero potuto trovare la strada per ritornare. Tornare ai loro imperfetti sé. Alle loro vite senza storia."
Nonostante poi ci sia questa netta suddivisione tra Cattivi e Buoni in realtà la faccenda intrinsecamente viene analizzata nell'arco dell'intera storia, per poi arrivare a pensare che forse, sotto sotto, la suddivisione non è poi così netta, in quanto anche i Buoni ogni tanto possono mostrare di avere dei difetti o dei lati negativi, ed anche i Cattivi possono dimostrare alcune buone qualità o possono desiderare di amare qualcuno (mentre nelle fiabe l'amore è una prerogativa dei Buoni).
Questo romanzo presenta una storia intrigante con delle premesse interessanti, con questa faccenda delle due scuole, una del Bene e una del Male che addestrano i futuri personaggi delle fiabe. Una storia che offre vari spunti di riflessione su questioni legate al genere, sulla suddivisione di ruoli tra Buoni e Cattivi, sugli stereotipi legati anche all'aspetto fisico (davvero chi è bello ha davvero anche sempre un animo gentile?), sul ruolo che ciascuno dovrà scegliere o accettare (o decidere di cambiare). Grazie anche ai personaggi ben caratterizzati (anche perchè l'autore sposta continuamente il focus della caratterizzazione da una protagonista ad un'altra, e a volte anche su Tedros), nonostante la storia sia lunga più di 500 pagine essa scorre velocissima, io l'ho letta tutta d'un fiato, senza mai trovarla noiosa o pesante neppure per un minuto. Un romanzo secondo me adatto da un'età di 10 (per lettori un po' più maturi anche caratterialmente o a livello di ragionamento) o 11 anni, davvero avvincente e che scorre velocemente, tenendo sempre alta l'attenzione dei lettori, i quali avranno la possibilità di poter riflettere su diverse tematiche (l'aspetto fisico, l'amore, l'amicizia, la bontà, le questioni di genere) anche importanti ma che possono essere coinvolgenti per lettori pre-adolescenti e giovani adolescenti.
 
Tale libro è stato edito originariamente nel 2014 col titolo "The school of good and evil".  Il romanzo è stato pubblicato dalla Mondadori nel 2015 con una copertina rigida con sovracopertina, ha 504 pagine e misura 19,5 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza e costa 18,00 euro. 
Nel 2016 è stata edita un'edizione in copertina flessibile che costa 12,50 euro, mentre nel 2018 è stato pubblicato un volume in copertina rigida con 1582 pagine, intitolato "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE: C'era una volta", che riunisce i primi tre libri della serie al costo di 22 euro. Nel 2024 è stato invece edito un altro volume intitolato "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE: La saga completa", sempre in copertina rigida, che riunisce tutti i sei volumi della saga, con 1560 pagine e al costo di 25 euro.
 
 Ecco tutti i libri di questa saga, che comprende 5 sequel e un prequel:
  1. "L'Accademia del Bene e del Male " (2015)
  2. "L'Accademia del Bene e del Male: un mondo senza eroi " (2016): Da quando Agatha e Sophie sono fuggite dall'Accademia del Bene e del Male sono diventate autentiche celebrità: hanno infranto le regole e vissuto la Fiaba fino in fondo, si sono conquistate il Lieto Fine che volevano e sono tornate, cosa mai successa. E ora fanno ciò che ci si aspetta da loro. Agatha si lascia imbellettare e vestire di rosa da Sophie che, ormai incapace di tenere a freno la cattiveria, è sempre più insopportabile. Finché l'amica, esasperata, si pente di avere scelto quel Lieto Fine e si rende conto di volere un principe per la sua storia. Basta quel piccolo momento di debolezza perché tutto ricominci da capo. Agatha e Sophie si ritrovano all'Accademia, dove però tutto è cambiato. Che fine hanno fatto le due scuole del Bene e del Male? E dove sono finiti tutti gli eroi, i principi, i maschi?
  3. "L'Accademia del Bene e del Male: l'ultimo lieto fine" (2018): Agatha passava per odiosa e prepotente, ma si è scoperta buona e gentile. Sophie era considerata la persona più dolce del mondo, ma nascondeva un animo egoista e altezzoso. Sono sempre state unite, ma l'amicizia di una vita si è sciolta come neve al sole. Tedros era un perfetto principe delle favole, ma nella vita di tutti i giorni si rivela capriccioso, pretenzioso e viziato. Il Gran Maestro era vecchio e potente, e all'improvviso si è trasformato in un sedicenne pallido, affascinante, impulsivo. Sarebbe bello che ciascuno di loro potesse vivere fino in fondo la propria storia, come in ogni fiaba che si rispetti. Ma nulla è come sembra, nulla va come ci si aspetta... Solo una cosa accomuna tutto e tutti: la disperata ricerca del Lieto Fine.
  4.  "L'Accademia del Bene e del Male: missione per la gloria " (2018): Gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male pensavano di avere trovato il loro Lieto Fine quando hanno sconfitto il Gran Maestro. Ma sono al quarto anno, e per ottenere il diploma dovranno compiere una grande Missione per la gloria. Ognuno dovrà affrontare la sua, e ogni impresa sarà irta di pericoli e imprevisti. Non solo. La posta in gioco è altissima: il successo significa adorazione universale, il fallimento porta all'oscurità eterna. Agatha e Tedros decidono di riportare Camelot agli antichi splendori, mentre Sophie vuole modellare il Male a propria immagine. Ma quando le missioni dei loro compagni finiscono nel Caos, qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità di andare a salvarli. Perché se il Bene e il Male non trovano il modo di collaborare, sarà la fine per tutti.
  5. "L'Accademia del Bene e del Male: prima che sia per sempre" (2019): Rhian, falso sovrano, si è impadronito del trono di Camelot e ha condannato a morte il legittimo re, Tedros. Agatha, la sua regina, sfugge per un pelo allo stesso destino, invece Sophie cade nella trappola dell'usurpatore. Il suo matrimonio con Rhian è imminente, e lei si trova coinvolta in un gioco molto pericoloso, nel quale le vite dei due amici sono sempre più a rischio. Come se non bastasse, re Rhian ha in mente terribili progetti anche per Camelot. Mentre il passato torna a ossessionare il presente, segreti rimasti a lungo sepolti vengono riportati alla luce e si risvegliano i vecchi nemici. L'avversario più temibile, tuttavia, è il tempo. Gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male devono trovare un modo per riportare subito Tedros sul trono, prima che le loro storie - e il futuro della Foresta Infinita - vengano riscritti... per sempre.
  6.  "L'Accademia del Bene e del Male: un solo vero re" (2021): La prima prova venne superata, Excalibur fu estratta dalla roccia e venne designato il nuovo re. Ora ben due pretendenti hanno la corona. La spada ritorna nella roccia poiché soltanto uno è il vero re. Quale? Il futuro che vedo ha molte vie... Dunque, per mio volere, nessuno avrà la corona fino al completamento del torneo. Il Torneo dei Re. Tre prove. Tre risposte da scoprire. Una corsa al traguardo. Ultima prova per la corona. Excalibur la consegnerà al vincitore e reclamerà la testa del vinto. La prima prova si avvicina. Preparatevi... Re Artù. Oltre il Bene e il Male. Oltre i Mai e i Sempre. La storia di Agatha e Sophie sta per concludersi. Sarà la Fine delle Fini?
  7. "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE: L'inizio" (2022): Due fratelli. Uno buono. Uno cattivo. Insieme vegliano sul popolo, insieme scelgono gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male, insieme li addestrano, li istruiscono e li preparano al loro destino. Così deve essere: Bene e Male devono sempre bilanciarsi, perché rovina e distruzione attendono chi spezza l'equilibrio. Ma questo è proprio ciò che travolgerà i due fratelli con l'arrivo di uno studente inaspettato... Il viaggio de "L'Accademia del Bene e del Male" inizia qui. Un viaggio in cui ogni passo è pieno di magia, sorprese e azioni audaci che metteranno alla prova il coraggio, la lealtà e perfino l'identità dei personaggi. La storia delle origini rivela tutti i retroscena della saga che ha catturato milioni di lettrici e lettori nel mondo.  
 
    
 
   
Sopra: Le copertine degli altri volumi della saga di "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE", di cui l'ultima a destra è il prequel.
 
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lunedì 12 maggio 2025

Il Boscaiolo di Latta di OZ di L. Frank Baum

Tutti noi conosciamo "Il meraviglioso mago di oz" di L. Frank Baum, ormai diventato un grande classico della letteratura per l'infanzia. Decisamente meno persone invece sanno che le avventure ambientate nel mondo di Oz non finiscono col primo libro, lo stesso Baum infatti scrisse ben altri 13 seguiti, tutti ambientati in questo mondo immaginario e, in seguito, molti altri scrittori continuarono la sua opera, tanto che attualmente la serie di Oz comprende una quarantina di libri "ufficiali", detti i famosi Quaranta.
In passato vi avevo vià parlato di un paio di questi seguiti ("Il meraviglioso Regno di Oz" e "Ozma, regina di Oz"), e oggi ve ne voglio presentare un altro, per la precisione il dodicesimo: "Il Boscaiolo di Latta di OZ".

Sopra: Questa copertina ci fa vedere il boscaiolo e il soldatodi latta, i quali stanno tenendo in mano le lettere che formano la parola Oz.

Forse credete di sapere già tutto su Nick Tagliaceppi, il Boscaiolo di Latta di Oz, ma questo libro vi dimostrerà che vi sbagliate. Tutto ha inizio quando al castello di Boscaiolo di Latta (in cui dimora anche lo Spaventapasseri), giunge Woot il Vagabondo, un ragazzo che dà circa un anno si è messo in viaggio per esplorare il Regno di Oz. Il ragazzo, che non conosceva nessuno dei nostri eroi, si fa raccontare la storia del Boscaiolo, di come sia diventato così: "In origine ero un uomo fatto carne, ossa e sangue, e vivevo nella terra dei Rosicchiotti di Oz. Lì esercitativo il mestiere di taglialegna [...] Abitavo in una capanna al limitare del bosco ed ero pienamente soddisfatto della mia vita, finché non mi innamorai di una bellissima Rosicchiotta, che viveva poco lontano da me .
- Come si chiamava? - chiese Woot.
- Il suo nome era Nimmi Ami. Questa fanciulla, così graziosa che i tramonti arrossivano al solo sfiorarla con i loro raggi, abitava con la potente strega dell'est, che indossava scarpe d'argento e che aveva ridotto la poverina in schiavitù. Nimmi Anni era costretta a sgobbare dal mattino alla sera per la vecchia strega, pulendo e spazzando la sua capanna, cucinando i suoi pasti e rigovernando le sue stoviglie. "
Nick conosce quindi questa ragazza e se ne innamora, decidendo di chiederla in sposa, cosa che alla strega non ha fatto per nulla piacere, poiché "non aveva alcuna voglia di vedersi portar via la sua schiava." La strega quindi lanciò una maledizione sull'ascia del boscaiolo, che ogni giorno tagliava un pezzo del suo corpo. Pezzo che il boscaiolo andava prontamente a farsi sostituire da un suo amico artigiano, finché non diventó tutto di latta. Essendo però diventato tutto di latta Nick aveva perso anche la capacità d'amare, in quanto non aveva più un cuore, così si era messo in viaggio per trovarne uno, finche non si era arrugginito dentro una foresta e lì era rimasto finché non ha incontrato Dorothy e lo Spaventapasseri.
Dopo aver sentito la storia, Woot chiede al boscaiolo cosa sia capitato alla fanciulla, così Nick, spinto dall'innocente curiosità di Woot il Vagabondo, decide di partire sulle tracce di Nimmi Ami, la graziosa Rosicchiotta che era un tempo la sua fidanzata. 
Col fedele Spaventapasseri accanto e l'aiuto della Figlia dell'Arcobaleno, Woot e il Boscaiolo di Latta affronteranno perfide gigantesse e tenaci incantesimi, e il loro viaggio nel passato li porterà a sorprendenti rivelazioni. 
A quanto sembra Nick non fu il solo uomo di latta costruito da Pinza lo Stagnino, né l'unico che Nimmi Ami avesse accettato di sposare...
 
 Sopra: A sinistra un'illustrazione in cui vediamo l'artigiano sistemare la testa di Nick Tagliaceppi sul suo corpo di Latta, mentre a destra vediamo una pagina con i testi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Lilia Munasypova, che sono parecchio colorate, con tinte calde, accese e brillanti. Inoltre i disegni sembrano essere stati colorati con dei segni/strisce rapide e veloci stese con dei pastelli a cera, il che crea delle sfumature e sovrapposizioni di tinte interessanti.
Le immagini ricreano delle scene descritte nei testi, tanto che sotto ogni disegno viene proprio riportata la frase tratta dai testi a cui l'immagine fa riferimento. 
In realtà gli sfondi non sono resi in maniera molto chiara, poiché spesso sono più che altro delle macchie di colore realizzate con dei pastelli colorati. Sono resi con più attenzione e accuratezza i personaggi, dai tratti facciali abbastanza esagerati. Devo dire che non apprezzo molto il modo in cui l'artista disegna i volti degli esseri umani, che rappresenta sempre con delle facce irrealisticamente tonde (non ovali, ma proprio tonde, ma neanche un tondo perfetto), poggiate su dei colli lunghi e sottili che mettono ancora più in evidenza la grandezza delle teste, che hanno tratti facciali non esattamente graziosi, con nasi sempre troppo grossi e schiacciati, occhi piccoli e bocche grandi.
Diciamo che lo stile della Munasypova funziona anche abbastanza bene quando si tratta ti rappresentare creature particolari o non umane, che non mancano mai nel Regno di Oz, come ad esempio: gli Zuzzurelloni, dei piccoli ometti che sembrano essere dei palloncini con tanti bozzi e nidi; Woot trasformato in una scimmia verde; ma anche gli stessi uomini di latta o lo Spaventapasseri.
La cosa invece non funziona quando deve rappresentare fanciulle che vengono descritte come molto belle e graziose, come ad esempio Ozma, Dorothy, Glinda oppure Prisma e le sue sorelle, che invece assumono un aspetto piuttosto sgraziato.

 

 
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate dalla Munasypova, che rappresentano alcune scene narrate nei testi e alcuni personaggi quali gli Zuzzurelloni, Prisma, il Boscaiolo di Latta, Woot e un coniglio blu.
 
"Il Boscaiolo di Latta di OZ" di L. Frank Baum è un libro molto interessante, che ci permette di approfondire ulteriormente il Regno di Oz e le vite dei suoi abitanti, e in questo caso Baum ha decido di far scoprire ai propri lettori cosa ne è stato di quella Rosicchiotta di cui il Boscaiolo di Latta si era innamorato, e di cui aveva parlato già nel primo libro, per poi dimenticarsene completamente.
Sarà infatti solo grazie all'arrivo di un nuovo personaggio, Woot il Vagabondo, che il Boscaiolo decide di tirare nuovamente fuori la questione e di mettersi in cerca della ragazza, poiché è rimasto colpito dalle parole che il ragazzo gli ha rivolto: "- E il Mago non avrebbe potuto darvi un cuore che fosse sia gentile che amorevole?- domandò il ragazzo. 
- No; io glielo chiesi, ma lui rispose che i cuori scarseggiavano, in quel momento, quindi non avevo altra scelta. Così lo accettai, e devo ammettere che nel suo genere è davvero un ottimo cuore.
- Ho l'impressione, - riflettè Woot, - che il Mago vi abbia imbrogliato. Il vostro cuore non può essere poi molto gentile, sapete.
- E perchè mai? - domandò l'Imperatore.
- Perchè non è stato affatto carino, da parte vostra, abbandonare la fanciulla che vi amava e che vi era rimasta fedelmente accanto quando eravate nei guai. Se il Cuore del Mago fosse stato davvero Gentile, sareste tornato indietro e avreste preso in moglie la bella Rosicchiotta, conducendola a vivere come imperatrice nel vostro splendido castello di latta.
Il Boscaiolo rimase tanto sorpreso da quel franco rimprovero che, per un po', rimase a fissare il giovane Vagabondo come imbambolato. [...]
- Devo ammettere che prima d'ora non mi era mai saltato in mente d rintracciare Nimmi Ami e nominarla Imperatrice di Luccichini. Ad ogni modo non è mai troppo tardi, perchè credo che viva ancora nella Terra dei Rosicchiotti. E adesso che questo Vagabondo sconosciuto me l'ha ricordata, penso sia mio dovere partire alla sua ricerca. Non è certo colpa sua se non riesco più ad amarla, ma se posso renderla felice è giusto che la sua fedeltà sia ricompensata."
E' evidente quindi che il Boscaiolo parta alla ricerca della sua promessa sposa non per amore, ma per senso del dovere, tanto da affermare: "- Le cose belle, se non amate, possono almeno essere ammirate - affermò l'Uomo di Latta. - I fiori ad esempio sono belli, ma non proviamo il desiderio di sposarli. Il dovere, al contrario, è come uno squillo di tromba che incita all'azione, che lo si voglia o no. Io, in questo caso, obbedisco alla chiamata del dovere."
Tra l'altro poi scoprirà di non essere l'unico a daver deciso di mettersi in viaggio per chiedere la mano di Nimmi Ami, durante il viaggio incontrerà anche un altro personaggio con un destino molto simile al suo, una sorta di suo doppio...
Come analizzato infatti da Chiara Lagani in "I libri di Oz" (2018, Ed. Einaudi) in questo racconto lo scrittore crea tutto un gioco di duplicazioni: "Il gioco delle duplicazioni speculari del personaggio è molteplice: prima il Boscaiolo incontra il Soldato, in tutto identico a lui, perfino nel destino amoroso (l'unica eccezione è il dettaglio della spada che sostituisce la scure); poi, nell'officina di Morsetto, il Boscaiolo incontrerà la sua antica testa, con cui intratterrà addirittura un'incubotica conversazione all'insegna dell'impossibilità di un vero e proprio riconoscimento identitario; infine Boscaiolo e Soldato s'imbattono in Spezzo, duplicazione o triplicazione o moltiplicazione al quadrato (e alla mostruosa, ennesima potenza) di entrambi, in cui la matrice originale è ormai incomponibile e per sempre perduta. Il tema costella ossessivamente il libro, anche nella ripetizione insistita dell'immagine dei pezzi e della loro duplicazione e irriconoscibilità ..."
La scena in cui il Boscaiolo parla con la sua testa è piuttosto bizzarra e indimenticabile: "Il Boscaiolo di latta aveva appena notato gli armadi ed era curioso di sapere cosa contenessero, così si avvicinò a uno degli sportelli e lo aprì. Sopra a uno dei ripiani, più o meno all'altezza del suo mento di latta, l'imperatore scoprì una testa: somigliava a quella di una bambola, ma era più grande, tanto che ben presto il Boscaiolo si rese conto che si trattava della Testa di un essere umano. La Testa era rivolta proprio verso di lui e, mente lo sportello si apriva, gli occhi di dischiusero lentamente e lo fissarono." La scena e la conversazione hanno del surreale, tanto più che i due inizialmente non si riconoscono (e la cosa in effetti è normale per la testa umana), sebbene il Bosciaolo avesse il presentimento che la testa avesse qualcosa di familiare. Nonostante i due dovrebbero essere la stessa persona in realtà sembrano ormai essere diventati due individui completamente separati e molto diversi, tanto che anche quando il Boscaiolo svela alla Testa che essa è la sua vecchia testa questa non sembra per nulla contenta della cosa: "- Se siete la testa di Nick Tagliaceppi, questo significa che siete Me ... o che io sono Voi ... o ...  che siamo imparentati, insomma?.
- Non chiedetelo a me - replicò Testa. - Per quanto mi riguarda non ci tengo affatto a rivendicare vincoli di parentela con un banale manufatto come voi. Sarete anche passabile, nel vostro genere, ma io e voi abbiamo ben poco in comune. In fondo voi non siete che un rottame." Anzi la testa mette ben in chiaro che lei (o lui) non sente di avere nulla in comune con quello che era stato il suo vecchio corpo: 
"- Tu appartieni a me - dichiarò il Boscaiolo di Latta.
- Neanche per idea!
- Tu e io siamo una cosa sola.
- Ormai siamo stati separati - affermò la Testa. - Non sarebbe naturale per me, nutrire interesse per un uomo di metallo. Vi prego, chiudete lo sportello e lasciatemi in pace."
Oltre a situazioni strane e improbabili, anche in questo volume non mancano personaggi indimenticabili, vecchio o nuovi che siano. Tra i personaggi già conosciuti troviamo ovviamente il Boscaiolo di Latta, già protagonista di tante avventure nel Regno di Oz, e il suo più caro e fedele amico lo Spaventapasseri; poi rivedremo anche Glianda e Dorothy. Ci capiterà di reincontrare anche la fata figlia dell'arcobaleno Policroma, presente anche nei volumi di "La strada per Oz" e "Tik Tok di Oz" e Jinjour, la ragazza che si era messa a capo dell'armata ribelle del secondo libro (quella che aveva tolto allo Spaventapasseri la sua sovranità).
Tra i personaggi nuovi vi è in primis Woot Il Vagabondo, un ragazzo che ha deciso di abbandonare il suo paese, che reputava troppo noioso, per visitare il Regno di Oz. Woot cerca di evitare i pericoli quando può, cosa che però non è sempre facile quando ci si trova in compagnia di due personaggi come lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di Latta. Questa è la sua prima e ultima apparizione nei libri di Baum, a dimostrazione che il suo personaggio serviva solo come pretesto per fare notare al Boscaiolo le sue mancanze, così da mettere in moto l'azione e segnare l'inizio dell'avventura. Ovviamente non mancheranno anche tutta una serie di personaggi nuovi e particolari: come la gigantessa Madama Glup (che ha il potere di trasformare le cose in qualsiasi cosa lei voglia) o Tim Pieveloce (un rosicciotto che a causa di un desierio errato si è ritrovato ad avere 20 gambe e piedi). Questi personaggi comunque di solito compaiono e poi scompaiono nel giro di pochi capitoli, mentre un nuovo personaggio decisamente più interessante è Capitan Spadasalda, una specie di doppio del Boscaiolo di Latta, in quanto ha praticamente subìto il suo stesso destino (voleva sposare Nimi Ami e la strega lo ha fatto a pezzi con la sua spada), se non per il fatto di essere un soldato anzichè un taglialegna.
Anche il personaggio di Nimmi Ami (in originale Nimmie Amee) è molto interessante e per nulla banale, già a partire dal nome, la cui assonanza mi ha ricordato fin dall'inizio la frase "Non mi ami", per cui il Boscaiolo si mette in viaggio per cercare, per dovere, una ragazza il cui nome ricorda la frase "Non mi ami", come in una sorta di funesto presagio. Abbiamo conosciuto questo personaggio come una giovane bellissima e pronta a tutto per supportare il proprio amore, tanto da accettare tutte le varianti possibili dell'uomo che per primo si è offerto di sposarla. Ma in realtà viene da chiedersi se anche Nimmi Ami amasse veramente il boscaiolo, o se magari quello che veramente cercava non fosse sempre stata una vita tranquilla, in cui poteva riposarsi e divertirsi, lontana dalla strega che la faceva sgobbare da mattina a sera. D'altronde, quando vede che il suo amato Boscaiolo si è trasformato in un uomo di latta, lei non fa la minima piega, ed anzi, è ancora più felice perché, come dice lei: "Sono certa, mio caro Nick [...] che sarai il miglior marito che una ragazza possa mai desiderare. Non sarò costretta a cucinare per te, visto che ormai non mangi; non dovrò prepararti il letto, perchè la latta non conosce la fatica e non ha mai bisogno di dormire; quando andremo a ballare non sarai stanco prima che la musica finisca, né ti lagnerai prima di voler tornare a casa. Per tutto il giorno, mentre tu farai la legna nella foresta, io potrò divertirmi come più mi piace... un privilegio che non tutte le mogli possono vantare! La tua nuova testa non avrà i nervi, perciò non sarai mai in collera con me."
La ragazza sembra avere più che altro voglia di sistemarsi, così da poter vivere contenta e soddisfatta in un suo piccolo mondo e, come analizzato sempre da Chiara Lagani in "I libri di Oz" (2018, Ed. Einaudi), "adesso che con la sua determinazione la tenace fanciulla ha ottenuto quel che cercava, sopportando perfino un marito truce e inadeguato (ma addomesticato), non è disposta a rinunciarci per nulla al mondo, nemmeno per un destino apparentemente migliore."
Quando infatti nessuno dei due si è presentato alle nozze, Nimmi Ami non si è certo perduta d'animo, come traspare da queste sue parole: "- Tutto ciò che sapevo è che nessuno di voi due era venuto a sposarmi, come invece avevate promesso di fare. Per fortuna gli uomini non mancano, nel Paese di Oz. Poco dopo essermi trasferita qui, incontrai il Signor Tagliasalda, che mi pareva particolarmente interessante, perchè somigliava a voi due quando eravate ancora umani. Aveva perfino un braccio di latta, e questo mi faceva ancor più pensare a voi." La ragazza quindi, in assenza dei suoi due pretendenti, ha deciso di sposarne un terzo, perchè glieli ricordava, in una sorta di amore (se così si può chiamare) che sembra assumere delle connotazioni strane, perverse, diventando quasi ossessivo. D'altronde la ragazza non ha sposato Tagliasalda/Spezzo perchè fosse una versione migliore dei due, ma solo perchè sentiva di dover sistemarsi con qualcuno. Come lei stessa spiega: "Non dico che sia un marito di cui andare fieri, perchè ha un carattere contraddittorio e stare con lui non è sempre facile. A volte sono costretta a somministrargli qualche amorevole castigo, tanto a parole quanto a colpi di scopa. Ma è pur sempre mio marito, e devo accontentarmi." E quando il Boscaiolo le dice che, se questo marito non le piace, lui e il Soldato possono farlo a pezzi lei si oppone all'idea perchè, in pratica, Spezzo/Tagliasalda ha finalmente imparato a svolgere i lavori domestici: "Ormai l'ho addestrato ad attingere l'acqua, raccogliere la legna, a innaffiare (Nella traduzione della Lagani c'è scritto "zappare") i cavoli, strappare le erbacce dal'orto, a spolverare i mobili e sbrigare altre faccende di questo genere. Se me ne trovassi uno nuovo sarei costretta a rimproverarlo e punirlo fino a insegnarli tutte le mie abitudini." Potete notare in effetti come Nimmie Ami parli del marito come un dipendente (o di un servitore) che il padrone non vuole licenziare perchè, sebbene non abbia un buon carattere, altrimenti dovrebbe assumere un altro a cui dover far apprendere tutto dall'inizio.
Stranamente quindi, in tutto questa storia con due pretendenti alla mano di una fanciulla, in realtà non sembra esserci spazio neppure per un briciolo di romanticismo, in quanto tutto è mosso all'insegna o del dovere oppure del senso pratico. Anche i due uomini di latta alla fine non si dimostrano dispiaciuti di non aver potuto sposare la ragazza, ma anzi sono ben contenti di non ritrovarsi quella moglie a carico, che avrebbero sposato solo per senso del dovere. Come affermano il Boscaiolo e il Soldato: "- Sono lieto, ad ogni modo, - disse il Boscaiolo di Latta, - di aver rivisto Nimmi Ami e di averla scoperta già felicemente sposata. Non avrò più bisogno di preoccuparmi per lei. (Nella traduzione della Lagani la frase è resa in questo modo: "E ciò mi solleva da qualsiasi angoscia futura verso di lei".)
- Per quanto mi riguarda, - disse il Soldato di Latta, - rimanere scapolo non mi dispiace. L'unica cosa che davvero mi secca è aver trovato la mia testa sul corpo di Tagliasalda. [...]
Ma non importa, amico Soldato: accettiamo di buon grado di aver ceduto i nostri pezzi scartati per la felicità di Nimmi Ami, e ringraziamo il cielo che non tocchi a noi a innaffiare cavoli, attingere acqua ... ed essere castigati al posto di Tagliasalda."  
In realtà anche l'uomo che la ragazza ha effettivamente sposato sembra non provare per lei chissà che sentimenti, come spiegato sempre dalla Lagani (che chiama Tagliasalda col nome di Spezzo): "Spezzo, pezzo di carne animata, dotato di un suo cupo, brutale istinto di autoconservazione, accetta la sua vita piccola e angusta al servizio della fanciulla che lo domina in cambio, probabilmente, delle sue cure e di un piccolo confortevole posto in quel regno di cui Nimmie è l'assoluta regina."
Come sempre questo capitolo del Regno di Oz si è rivelato una lettura molto piacevole e gradevole, piena di personaggi straordinari e bizzarri, di vecchi e nuovi amici, ricca di avventure sorprendenti (con alcuni episodi che, se ci si riflette bene, in realtà sono anche un pochino macabri, in quanto si parla di corpi smembrati e pezzi di cadavere qua e là), ma anche, per me, concettualmente molto stimolante in quanto, sottilmente, ricca di tematiche molto interessanti (cos'è l'amore, cosa sono la felicità e la soddisfazione, la questione del doppio, dell'identità, dell'alterità, ecc...).
 
Tale libro originariamente fu edito nel 1918 col titolo "The Tin Woodman of Oz".  Il romanzo, in questa edizione, è stato pubblicato dalla Robin nel 2015 con una copertina flessibile, 240 pagine e misura 19,5 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 13,00 euro.

Ecco tutti i titoli scritti da Baum sul mondo di Oz editi dalla Robin Edizioni, per continuare questo avventuroso e incredibile viaggio attraverso l'incredibile regno di Oz:
  1. "Il meraviglioso mago di Oz" ("The Wonderful Wizard of Oz") del 2011: Dorothy vive nel Kansas e la sua vita scorre monotona insieme agli zii e al cagnolino Toto, suo unico amico, fino a quando un ciclone solleva la sua casa e la fa atterrare in un mondo strano e coloratissimo. Per quanto siano buffe e simpatiche le creature che incontra, Dorothy prova nostalgia e vorrebbe trovare la via del ritorno. L’impresa non si preannuncia facile, perché l’unico in grado di aiutarla sembra essere un mago che vive in una città molto lontana dal luogo in cui lei è precipitata.
    Inizia così il suo viaggio avventuroso, accompagnata da strani personaggi che si uniscono a lei lungo la strada: uno spaventapasseri che si crede stupido, un uomo di latta convinto di non saper più amare e un leone che non si ritiene all’altezza della sua fama…
  2. "Il meraviglioso regno di Oz" ("The Marvelous Land of Oz") del 2011: Nella notte che avvolge il Regno di Oz, un ragazzo di nome Tip fugge a perdifiato: Mombi, la sua perfida matrigna, ha minacciato di trasformarlo in una statua di marmo per punirlo dell'ennesima marachella. Tip vuole chiedere aiuto al saggio Spaventapasseri, re della Città di Smeraldo, ma anche il sovrano si trova in mezzo ai guai: le fanciulle di Oz stanche di cucinare e spazzare i pavimenti, hanno infatti deciso di rovesciare il suo trono e di prendere con la forza il controllo del regno. Riusciranno Tip, lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di Latta a sconfiggere l'Armata Ribelle e a ritrovare Ozma, la Principessa Perduta? Tra cavalli di legno animati, insetti sapientoni e fantocci dalla testa di zucca, una nuova avventura che vi sorprenderà e vi farà sorridere.
  3. "Ozma di Oz" ("Ozma of Oz") del 2011: Dorothy è su una nave diretta in Australia con lo Zio Henry, quando una tempesta la sbalza in mare. La ragazzina non è sola nel suo naufragio: le fa compagnia una gallina gialla, di nome Billy che parla e ha un caratterino tutt'altro che docile. Le due compagne di sventura approdano nello strano Regno di Ev, dove sugli alberi invece dei brutti crescono cestini da picnic e dove si ritrovano a essere inseguite dai Rotelli, uomini che al posto di mani e piedi hanno pattini a rotelle. Scampate all'assalto, Dorothy e Billina trovano un uomo meccanico, fatto di rame, che ha solo bisogno di essere caricato per muoversi e parlare. Scoprono così che si chiama Tic-toc, il quale le informa che oltre il deserto c'è il Regno di Oz. Prima di arrivarci dovranno però fare i conti con la Principessa Languidona dalle trenta teste e con il Re Niomo, che con i suoi poteri magici tenterà di trasformare i nostri eroi in soprammobili.
  4. "Il ritorno del mago di Oz" ("Dorothy and the Wizard in Oz") del 2011: Dorothy, appena rientrata dall'Australia, sta trascorrendo un po' di tempo in California in attesa di ritornare nella sua fattoria in Kansas. Mentre si trova con il cugino Zeb la terra viene scossa da un tremendo terremoto e i due ragazzini precipitano in un enorme crepaccio: insieme a loro vengono inghiottiti nel sottosuolo il calesse su cui viaggiano, il cavallo Jim e anche Eureka, la gatta trovatella di Dorothy. La densità dell'atmosfera in prossimità del centro della terra impedisce che si sfracellino, si accorgono anzi di poter camminare sospesi in aria. Scoprono di essere capitati nel Paese dei Mangabù, uno strano regno fatto di cristallo i cui abitanti crescono dalla terra come ortaggi; dove gli animali, compresi Eureka e Jim, possono parlare e il cui Principe sembra non avere buone intenzioni. A movimentare la situazione ci si mette nientemeno che il Mago di Oz, a sua volta precipitato in un crepaccio, che dovrà subito sfidare lo Stregone Gwig. Sarà solo la prima di una serie di bizzarre avventure che i nostri eroi affronteranno sulla strada verso il Regno di Oz e i loro vecchi amici.
  5. "La strada per Oz" ("The Road to Oz") del 2011: Ma cosa succede, questa volta, alla nostra piccola Dorothy? Solo un momento fa si trovava a pochi metri dalla sua fattoria nel Kansas, in compagnia di uno straccione che le aveva chiesto un'indicazione, e ora eccola sperduta chissà dove, fra presuntuosi animali parlanti e infidi mostri dalla doppia faccia! Fortuna che, anche in questa nuova avventura, è affiancata da amici sinceri: oltre al saggio straccione, infatti, viaggiano con lei un bimbo dall'animo semplice e una splendida fanciulla dalle origini fatate. Insieme percorreranno un sentiero un po' bizzarro e, lungo il cammino, impareranno che le apparenze ingannano e che l'amicizia è la migliore forma di magia
  6. "La città di Smeraldo di Oz" ("The Emerald City of Oz") del 2011: Una terribile minaccia incombe su Oz: il Re Niomo, assetato di vendetta, ha deciso di guidare un esercito contro la Città di Smeraldo e di recuperare la forza la sua Cintura Magica. Con l'aiuto dello scaltro generale Guf e di tre bande di spiriti malvagi, il sovrano scava al di sotto del Deserto Desolato avvicinandosi sempre più al regno di Ozma. Nel frattempo, ignari del pericolo, gli abitanti festeggiano il ritorno di Dorothy, ormai decisa a stabilirsi a Oz e a prendere il suo posto a corte in compagnia dello Zio Henry e della Zia Em. I tre partono per esplorare gli angoli più bizzarri del mondo fatato, dal Paese dei Taglincolla al Regno di Utensia, ma le loro allegre avventure saranno presto interrotte e i nostri amici verranno chiamati a raccolta, come potranno riuscire a salvare la Città di Smeraldo di Oz?
  7. "La ragazza di pezza di Oz" ("The Patchwork Girl of Oz") del 2012: Un giovane Rosicchiotto, conosciuto come Ojo lo Sfortunato, si reca in visita con suo Zio Nunkie da un mago solitario di nome Pipt. Il vecchio stregone ha appena trascorso sei anni a preparare una cucchiaiata di Polvere della Vita ed è pronto a somministrarla a una bambola a grandezza naturale, costruita da sua moglie Margolotte. Vuole creare una servetta che la aiuti nelle faccende domestiche ma, a sua insaputa, Ojo manomette il cervello della bambola. La Ragazza di Pezza prende vita, rimanendo però del tutto inadatta a svolgere le sue mansioni. Per restituire la vita a Margolotte e allo zio Nunkie, tramutati intanto in statue, Ojo parte alla ricerca degli ingredienti per un antidoto, accompagnato dalla Ragazza di Pezza e dalla Gatta di Vetro, a sua volta creata da Pipt. Ne derivano una serie di avventure che affronteranno insieme a Dorothy, al Mago di Oz e a tutta la compagnia dei personaggi incontrati nei primi sei libri della serie.
  8. "Tik-Tok di Oz" ("Tik-Tok of Oz") del 2012: La piccola Betsy Bobbin dell'OkIahoma e il suo fedele mulo Hank si ritrovano catapultati nel Regno di Oz durante un naufragio. Presi prigionieri dai fiori del Regno delle Rose, Betsy e Hank vengono salvati dallo Straccione, che si trova in viaggio per liberare suo fratello, catturato dal Re Niomo. I tre fuggono dal Regno delle Rose portando con loro la Principessa Ozga, lontana cugina di Ozma, scacciata dal suo popolo perché nata femmina e quindi indegna di salire al trono. Accompagnati da Tic-Toc e da Policroma, incontrati lungo la strada, gli amici si imbattono nell'armata della Regina di Ugabù, partita alla conquista di Oz, e la convincono a seguirli per combattere contro il Re Niomo. Con l'aiuto di un drago azzurro i nostri eroi proveranno a deporre il maledico sovrano mentre lo Straccione tenta il tutto per tutto per salvare il fratello dall'incantesimo che lo ha reso orribilmente brutto e che lo tiene prigioniero nel folto della Foresta Metallica...
  9. "Lo spaventapasseri di Oz" ("The Scarecrow of Oz") del 2012: Capitan Bill, un vecchio marinaio con una gamba di legno, e la sua figlioccia Trot vengono sorpresi da una tempesta al largo della California durante una gita in barca. Dopo essere caduti in acqua, vengono trasportati da un gruppo di sirene fino a una caverna dove incontrano il Felicottero, una creatura volante che assomiglia a uno struzzo. Sulla sua groppa, Capitan Bill e Trot giungono fino a un'isola in cui crescono strani frutti dai poteri magici, per poi approdare nel Regno di Mo, dove fanno la conoscenza dell'Uomo Bitorzoluto e dove può capitare che nevichino pop corn. Lì si imbattono in Botton d'Oro, che si è di nuovo smarrito. Assieme a lui attraversano il Deserto Desolato in direzione del Regno di Oz, atterrando nella regione di Menagramigna, che sta passando un periodo turbolento: il legittimo sovrano è stato ucciso e sul trono è salito Re Krudel. E per di più l'usurpatore ha fatto congelare il cuore della figlia del suo predecessore. A questi avvenimenti assiste - grazie al grande Libro degli Avvenimenti della Gentile Glinda - lo Spaventapasseri, che verrà inviato in aiuto dei protagonisti...
  10. "Rinkitink a Oz" ("Rinkitink in Oz") del 2013: Il Principe Ingo di Pineali e l'allegro Re Rinkitink di Rinkitink, con l'aiuto di tre perle magiche, intraprendono un viaggio verso i regni malvagi di Regos e Coregos, i cui sovrani hanno ridotto in schiavitù la popolazione e la famiglia reale di Pingaree. Dopo varie peripezie i due, accompagnati dalla capra Bilbil, scoprono che i genitori di Inga vengono tenuti prigionieri nei domini di Kaliko, il nuovo Re dei Niomi. Lì i nostri eroi sono raggiunti da Dorothy e dal Mago di Oz, inviati in loro aiuto dalla Principessa Ozma. L'intervento dei personaggi di Oz, armati di un cesto di uova - che i Niomi considerano veleno - permette la liberazione dei due sovrani, mentre la capra Bilbil rivelerà la sua vera identità, della quale un maligno incantesimo l'aveva privata...
  11. "La principessa perduta di Oz" ("The Lost Princess of Oz") del 2013: Una gravissima calamità si è abbattuta su Oz: Ozma, l'adorata sovrana del Regno, è svanita dal suo palazzo senza lasciare traccia. Alla sua ricerca parte Dorothy, con l'aiuto del Mago, del Leone e di alcuni fedeli compagni, ma ritrovare la Principessa perduta non sarà affatto facile: chiunque l'abbia rapita, infatti, ha rubato anche tutti gli incantesimi più potenti di Oz, fra cui il Quadro Incantato di Ozma e il Grande Libro degli Avvenimenti di Glinda. Gli amici della sovrana potranno contare soltanto sulle loro forze per affrontare territori sconosciuti e per smascherare lo scaltro rapitore; per fortuna, in loro soccorso, giungono anche una saggia e gigantesca rana, un orsacchiotto dai prodigiosi poteri e una Biscottaia in cerca del suo utensile più prezioso, anch'esso misteriosamente scomparso. Riusciranno a salvare Ozma e a evitare che Ugu, il ciabattino stregone, si impadronisca del trono di Oz?
  12. "Il boscaiolo di latta di Oz" ("The Tin Woodman of Oz") del 2012: Forse credete di sapere già tutto su Nick Tagliaceppi, il Boscaiolo di Latta di Oz, ma questo libro vi dimostrerà che vi sbagliate. Spinto dall'innocente curiosità di Woot il Vagabondo, Nick ha infatti deciso di partire sulle tracce di Nimmi Ami, la graziosa Rosicchiotta che era un tempo la sua fidanzata. Col fedele Spaventapasseri accanto e l'aiuto della Figlia dell'Arcobaleno, Woot e il Boscaiolo di Latta affronteranno perfide gigantesse e tenaci incantesimi, e il loro viaggio nel passato li porterà a sorprendenti rivelazioni. A quanto sembra Nick non fu il solo uomo di latta costruito da Pinza lo Stagnino, né l'unico che Nimmi Ami avesse accettato di sposare...
  13. "La magia di Oz" ("The Magic of Oz") del 2016: Rozzedo, un tempo Re dei Niomi, ha finalmente trovato un modo per vendicarsi degli abitanti di Oz: stringendo amicizia con Kiki Aru, un giovane Rosicchiotto in cerca di avventure, si è impossessato di una formula magica capace di trasformare le persone in animali e viceversa. Rozzedo e Kiki Aru s'inoltrano dunque nella foresta di Oz per creare un esercito con gli animali selvatici che la abitano, dopo averli convinti che Ozma e i suoi sudditi intendono ridurli in schiavitù. La Città di Smeraldo, ignara, si prepara intanto a festeggiare il compleanno di Ozma; ma Dorothy e il Mago, di passaggio nella foresta assieme al Leone Codardo e alla Tigre Famelica, sono decisi a non permettere che l'invasione giunga a rovinarlo... anche se per riuscire nell'impresa dovranno dare fondo a tutta la Magia di Oz!
  14. "Glinda di Oz" ("Glinda of Oz") del 2018: La strada di mattoni gialli che ci ha condotto attraverso i libri di Oz volge ormai al termine, ma prima di salutare i nostri eroi ci prepariamo ad accompagnarli in un'ultima grande avventura... Cosa è accaduto stavolta a Ozma e Dorothy, partite dalla Città di Smeraldo per scongiurare lo scoppio di una guerra? Le due Principesse di Oz sono rimaste prigioniere su un'isola inaccessibile, sommersa in fondo a un lago! Lo Spaventapasseri, il Leone Codardo e il Boscaiolo di Latta stanno già accorrendo in loro soccorso, pronti a sfidare ogni ostacolo con l'aiuto del Mago e di altre nostre vecchie conoscenze. Ma la vera salvezza può venire solo da tre maestose Incantatrici, che un crudele sortilegio ha tramutato in pesci, privandole dei loro poteri. Tra cervelli in scatola, gorilla parlanti e sottomarini stregati, scopriremo che il coraggio e l'ingegno valgono a volte più della magia... persino quella di Glinda di Oz!
 
     

       
 
     
 
 
 Sopra: Le copertine degli altri libri ambientati ad Oz scritti da Baum ed editi dalla Robin Edizioni.
 
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