venerdì 10 luglio 2026

Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna di Rosella Guglielmetti

"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" è un libro scritto da Rossella Guglielmetti e illustrato (poco) da Andrea Alba Benelle, il quale vede per protagonista Pietro, un bambino cresciuto isolato ed emarginato in quanto considerato uno scambiato, cioè un bambino appartenente al Piccolo Popolo.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo il protagonista, Pietro, di spalle, in una foresta, mentre guarda dei folletti correre tra gli alberi.
 
Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando, mentre era ancora in fasce, sua mamma ha esclamato: «Un barattato!». 
"Appena nato era così pensante, duro e nodoso, che pareva scolpito dentro un tronco. Aveva una testa enorme ma una faccia curiosamente piccola, con due occhietti viola simili a uva passa, un nasone con due larghi fori e un paio di labbra a forma di salsicce, tutti molto, molto ravvicinati. Per di più, le orecchie finivano a punta.
Insomma, un piccolo troll.
Di solito i bambini che si affacciano al mondo vengono accolti da mamma e papà con grandi sorrisi, gridolini i gioia o paroline zuccherose, [...]
Lui no, lui lo guardarono come una torta riuscita male.
La madre lo ispezionò rivoltandolo da tutte le parti, di sopra e di sotto, di fronte e di profilo, dl diritto e dal rovescio. poi fulminò il marito con un'occhiata che voleva dire tante cose che però era meglio tacere e infine, alzando occhi e braccia al cielo, esclamò: <<Un barattato!>>.
Vale a dire un figlio scambiato.
Ce n'erano altri, di questi bambini, in quel villaggio antico e sperduto delle Alpi. Più che un villaggio, pareva una montagna di pietre gettata in una valle sovrastata da montagne altissime. Vi abitavano persone semplici e un poco aspre, per l'isolamento e la fatica di dover lottare ogni giorno per sopravvivere. Accanto a loro, in uno spazio invisibile e parallelo, viveva un altro mondo, popolato da esseri in grado di compiere azioni stupefacenti e impossibili per i mortali:. Li chiamavano: il Piccolo Popolo.
Secondo lei, infatti, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone, oppure degli occhietti che assomigliano ad acini di uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anche gli abitanti del paese e gli altri bambini lo prendono in giro, a eccezione di Nilde, la figlia sorda del tagliaboschi. A lei, Pietro è felice di raccontare storie sulla montagna. Fino al giorno in cui arriva in paese un Orologiaio che minaccia di portarlo via con sé. Pietro, allora, decide di farsi forte come pietra e di scappare nei boschi che sono stati il suo rifugio, nonostante il cuore gli batta forte forte perché ha paura di incontrare i temibili folletti. Ma tra gli alberi si cela un segreto. Pietro scopre che il Piccolo Popolo esiste davvero, solo che è molto diverso da come se lo immaginava… Forse, finalmente, ha trovato qualcuno che gli vuole bene e lo accetta così com’è.
Ci sono storie che ci riportano indietro nel tempo, a quando sfogliavamo un libro prima di addormentarci. Racconti che spaventano, indignano, fanno sorridere, perché hanno il sapore delle favole. È questa la magia che crea l’esordio per ragazzi di Rosella Guglielmetti. Una fiaba senza tempo con un protagonista che non si arrende e che ci insegna che tutti sono speciali, soprattutto chi non lo sembra agli occhi della gente.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano i testi e un'illustrazione del momento in cui la madre di Pietro porta il bambino da Iolanda per sapere cosa farsene.
 
I testi sono accompagnati anche da qualche illustrazioni in bianco e nero opera di Andrea Alba Benelle, le quali hanno un aspetto piuttosto piatto ed essenziale, con linee pulite e nette.
I disegni sono quasi tutti i mezzo ai testi, con un'unica immagine a pagina intera, la quale rappresenta un enorme tornato in mezzo a una valle con fiumi, alberi e montagne. I disegni rappresentano in alcuni casi  scene  descritte nei testi come: il momento in cui la madre del protagonista porta il bambino dentro un cesto di vimini da nonna Iolanda e quello in quest'ultima si mette a raccontare una fiaba, seduta su un masso, circondata da bambini. 
Il resto delle immagini sono più piccole e non vengono mostrati gli ambienti ma solo alcuni elementi o personaggi della storia: le silhouette dei folletti che camminano sul ramo di un albero, un grande albero, una montagna, un libro, delle farfalle che volano. Questi disegni, dall'aspetto e dai soggetti più generici, tendono inoltre a venire ripetuti un paio di volte all'interno della storia, come se fossero state riciclate.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, ma un pochino esagerato: con la vecchia Iolanda che ha l'aspetto di una vecchia bassa e tarchiata con nasone, pochi capelli, e gli occhiali grandi, rotondi e spessi, mentre i folletti hanno corpi piccoli, teste grandi con i cappelli a punta, orecchie  a punta e lunghi nasi appuntiti e allungati.
Insomma, le illustrazioni non sono nulla di chè, tanto più che essendo state stampate pure in bianco e nero e in scala di grigi rendono ancora meno, facendole apparire poco interessanti e coinvolgenti. D'altronde la maggior parte mostrano oggetti piuttosto generici della storia e sono solamente tre i disegni che rappresentano effettivamente delle scene descritte nei testi, per cui non risultano neppure di grande supporto nella lettura.
 
    

   
Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero che si trovano nel libro, di cui solo quella in basso a destra è a pagina intera, mentre le altre sono in mezzo ai testi
 
"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" di Rosella Guglielmetti è la storia che vede come protagonista Pietro, un bambino che si è ritrovato a essere disprezzato dalla propria madre fin dalla nascita, crescendo così quasi dimenticato dalla propria famiglia e ostracizzato dalla comunità, in quanto creduto uno scambiato, cioè un bambino non umano, in quanto frutto dello scambio con una creatura del Piccolo Popolo.
Forse ai lettori di oggi potranno sembrare assurdi certi pensieri, ma in passato c'era veramente gente che ci credeva, così come si credeva davvero all'esistenza delle streghe e di tanti altri mostri o eventi soprannaturali per spiegarsi situazioni strane e a cui all'epoca non si sapeva dare una spiegazione scientifica o abbastanza razionale. 
Ci troviamo infatti in un passato non molto ben identificato in un piccolo villaggio disperso sulle Alpi, dove i bambini non vengono nemmeno mandati a scuola e dove praticamente devono crescere arrangiandosi. Il contesto del libro è infatti fin da subito abbastanza brutale, in quanto presenta tematiche come la discriminazione, l'isolamento, la stigmatizzazione, l'abbandono. Ecco ad esempio cosa pensa un'anziana che vive nel villaggio dei suoi abitanti: "Genitori! ne aveva fin sopra i capelli, di loro e di tutti gli altri abitanti del villaggio. Nessuno che ricordasse più di rispettare la natura, che si premurasse di offrire il primo latte della giornata ai Folletti del Focolare, che versasse sulle radici dei meli il sidro spremuto all'inizio dell'anno nuovo. Duri di cuore, ecco cos'erano, pensava Iolanda, incapaci di vedere la cattiveria che avevano dentro e subito pronti a incolpare i folletti per qualunque cosa: la pioggia, la carestia, la fame, perfino i poveri bimbi innocenti! C'era qualcosa di molto, molto sbagliato nel mondo, se poteva accadere che i genitori rifiutassero i figli."
Come dicevo prima, il protagonista, essendo considerato uno scambiato, cresce rifiutato dalla madre, lasciato a screscere in un angolo della cucina, finché, alla morte della mamma, il padre e i fratelli non lo metteranno a svolgere tutti i lavori più faticosi. Pietro non ha amici neppure tra i bambini del villaggio, che lo tengono alla larga, in compenso avendo passato tanto tempo da solo ha imparato ad osservare bene l'ambiente circostante, e in particolare la natura. 
E quando sente i fratelli confabulare col padre per venderlo all'uomo con l'orologio d'oro, Pietro decide di scappare di casa e andare nel bosco, in mezzo alla natura e dove potrebbe trovare le creature del Piccolo Popolo. In effetti nel bosco incontra qualcuno, ma non sono solo le creature sovrannaturali, bensì sei bambini i quali sembrano avere tutti qualcosa di "sbagliato": una bambina (Leonora) ha delle dita delle mani attaccate tra loro, oltre a essere un po' gobba; un'altra (Margherita) è strabica e ha le orecchie a sventola, mentre un'altra (Albina) è albina; un bambino (Millo) è calvo, ha il volto grigiastro e rugoso, e deve andare in giro con delle stampelle; un altro (Lesien) ha delle gambe esili ma una testa grossa che "assomigliava a quella delle formiche"; mentre il terzo maschio, Flavien, ha il labbro superiore spaccato in due.
Questi sei bambini sono quelli scomparsi dal villaggio e che i genitori portavano a Iolanda di nascosto per sbarazzarsene, proprio come aveva provato a fare tempo addietro anche la madre di Pietro. E qui si apre un riflessione anche sull'adozione,  e sull'accettazione del diverso, poiché quando Pietro realizza che Iolanda non è la loro madre biologica Leonora gli risponde: "<<Certo che sì,>> rispose pronta la ragazzina. E poi sorrise, leggendo lo stupore sul volto di Pietro. <<La mia mamma>> proseguì lei, <<è quella che mi ha voluto e tenuto con sé, così come sono. Sai è facile voler bene a un bambino sano e bello, ma se uno è brutto, storpio, insomma, difettoso, è più difficile. Lei l'ha fatto e solo questo conta. E non ho bisogno di sapere chi mi ha messo al mondo, perchè lo so già: è Iolanda. La mia vita è iniziata con lei.>>"
I bambini comunque non vivono come selvaggi, e anzi hanno delle regole ben precise da seguire, date loro da Iolanda: 1) Qui ci sono cibo, lavoro, studio e amore per tutti; 2) Ogni bambino deve prendersi cura di un altro; 3) Ogni giorno un bambino deve leggere qualcosa agli altri; 4) Noi siamo parte della natura, conoscerla e rispettarla significa conoscere e rispettare noi stessi.
Pietro passera diverso tempo con questi bambini, imparando molte cose, finché non giungerà per lui il tempo di poter scoprire finalmente chi è suo padre, il quale è davvero una creatura del Piccolo Popolo?.
Una storia molto carina, scorrevole e interessante, la quale combina elementi fantastici, fiabeschi e folkloristici ad altri più realistici e crudi. All'interno dei testi ad esempio vengono narrate tante leggende e fiabe che Pietro ha ascoltato dalle anziane del villaggio oppure dalle storie lette dai suoi amici. Non mancano poi riferimenti a leggende e fiabe popolari, come la presenza dei bambini scambiati o l'esistenza delle creature del Piccolo Popolo. Nella storia vengono però trattate anche tematiche potenti come: la discriminazione, l'abbandono di bambini, il rispetto per la natura, la diversità, l'amicizia, la famiglia, la morte, la paura del diverso e come ciascuno, magari nella sua diversità, sia in realtà semplicemente speciale. Pietro infatti passando diverso tempo con i suoi nuovi amici imparerà a conoscerli bene e ad andare oltre alcuni loro difetti fisici, restando sorpreso ad esempio di come Millo, pur avendo delle gambe deboli, sia molto bravo a usare le mani per lavorare il legno. Rimanendo tanto tempo assieme a loro imparerà però anche che non sempre tutti i bambini che Iolanda accoglie e alleva sopravvivono, in quanto alcuni soffrono di patologie così gravi da non permettere loro di raggiungere l'età adulta.
Molto importante anche all'interno della storia il rapporto e il rispetto della natura, tanto più che le stesse creature del Piccolo Popolo in realtà alla fine sono viste più come incarnazioni delle forze naturali piuttosto che esseri concreti che si possono effettivamente vedere e con cui si può parlare. 
Un libro di cui consiglio la lettura a partire dai 9 anni, anche perchè, pur scorrendo bene, la vicenda è un po' lunga e a volte tratta tematiche piuttosto importanti, inoltre la storia, soprattutto all'inizio e nella parte centrale, si prende i suoi tempi, lasciando a Pietro il tempo di conoscere i suoi nuovi amici, in attesa di scoprire davvero chi è suo padre.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2024 dalla Garzanti Editore, ha una copertina flessibile, ha 384 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 16,00 euro. 
 
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