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lunedì 9 febbraio 2026

La piccola fiammiferaia di Hans Christian Andrsen e Benjamin Lacombe.

"La piccola fiammiferaia" è una delle fiabe più famose di Hans Christian Andersen ma raramente si trovano albi ad essa dedicati, probabilmente per la tristezza che traspare dalla fiaba. Questa fiaba comunque, ora illustrata da Benjamin Lacombe, è entrata a far parte della collana dei classici illustrati diretta proprio da quest'ultimo (di cui in fondo trovate l'elenco coi titoli usciti finora).
 
 Sopra: La copertina, molto bella con le scritte e i decori dorati, mostra un'immagine interna realizzata da Lacombe, con al centro un disegno che raffigura la piccola fiammiferaia.
 
È Capodanno, e nel freddo e nel buio cammina una bambina senza scarpe, stringendo tra le mani un mazzetto di fiammiferi. Per riscaldarsi li accende uno a uno e, ogni volta che quelli si infiammano, ecco che davanti a lei prendono forma immagini di felicità: una stufa, una tavola apparecchiata a festa, un albero di Natale illuminato... fino a che, con l'ultimo zolfanello, non appare la nonna scomparsa che, prendendola per mano, la porta insieme a lei su nel cielo. La commovente storia della piccola fiammiferaia, illustrata con delicatezza e poesia da Benjamin Lacombe.
La fiaba è riportata in questo albo illustrato nella sua versione integrale, con la traduzione dal francese di Francesca Muzzurana. 
Ora vi metterò a confronto l'inizio della fiaba nell'edizione della Rizzoli illustrata da Lacombe, con la traduzione proveniente dall'edizione della Donzelli, che è integrale (quindi non ha subito censure o rimaneggiamenti, ma è stata mantenuta fedele all'originale), così che possiate farvi un'idea della traduzione dell'edizione della Rizzoli, che comunque è fedele ai testi originali.

Versione ed. Rizzoli (2026): "Faceva un freddo terribile: nevicava e la notte diventava sempre più buia: era anche l'ultima sera dell'anno, il veglione di Capodanno. In quel freddo e in quel buio camminava lungo la strada una bambina povera, senza cappelli, senza scarpe; [...]
La bambina camminava, dunque, con i piedini scalzi, arrossati e lividi per il freddo. E camminava stringendo in mano un mazzetto di fiammiferi, ma ne aveva tanti altri nel suo vecchio grembiule. In tutta la giornata nessuno glieli aveva comprati, nessuno le aveva dato nemmeno un centesimo. Affamata e congelata, la povera bambina camminava con un'aria talmente afflitta!
I fiocchi di neve le cadevano sui lunghi capelli biondi che le si arricciavano splendidamente sulle spalle, ma lei non badava certo a quella bellezza."
 
Versione ed. Donzelli (2019): "Faceva un freddo terribile; nevicava e cominciava a scendere il buio; era anche l'ultima sera dell'anno, la vigilia di capodanno. Con quel freddo e con quel buio una bambina povera camminava per strada col capo scoperto e a piedi nudi; [...] 
Ora la bambina camminava coi piedini nudi, rossi e lividi dal freddo; in un vecchio grembiule teneva un mucchio di fiammiferi e un mazzetto lo portava in mano; per tutto il giorno nessuno le aveva comprato niente; nessuno le aveva dato neppure una monetina; camminava affamata e infreddolita e aveva un'aria così sconfortata, la poverina!
I fiocchi di neve le cadevano sui lunghi capelli biondi che sulla nuca era deliziosamente arricciati, ma di certo lei non pensava a questa raffinatezza."
 
Sopra: In questa illustrazione a carboncino a doppia pagina possiamo vedere la piccola fiammiferaia, che stringe tra le mani una scatola di fiammiferi, che è l'unico elemento colorato del disegno.

La storia è accompagnata dai disegni di Benjamin Lacombe, splendidi, evocativi, molto curati, ricchi di dettagli, con colori forti, intensi e brillanti.
Anche se in questo caso si sono di due tipi di disegni: ci sono infatti in bianco e nero e poi quelli a colori.
Le prime illustrazioni sono quelle che ritroviamo con maggiore frequenza all'interno del libro, e sono realizzate a carboncino, come ci spiega lo stesso artista: "Per entrare ne suo mondo,  ho scelto il carboncino. La sua grana ruvida, la polvere scura, i contrasti netti mi sembravano gli unici strumenti in grado di tradurre la durezza di quella realtà, il freddo della strda in cui la bambina si spegne."
Infatti i disegni in bianco e nero, a carboncino, rappresentano i momenti tristi e reali della vicenda, con la bambina che vaga in una città grande ma in cui nessuno le dà retta, cercando di sopravvivere al freddo e alla fame. 
Il alcuni casi dalla monocromia del carboncino spicca qualche scintilla di colore (come nel caso della scatola di fiammiferi, unico elemento colorato di certe scene) e di luce: come la luce gialla che si sprigiona dai fiammiferi e che ci trasporta quasi in un'altra dimensione. Il secondo tipo di immagini sono invece quelle a colori, che rappresentano i momenti felici, quelli onirici in cui la bambina si immagina di essere al caldo e di poter mangiare. Come spiega sempre Lacombe: "A ogni scintilla, però, qualcosa si incrina. Quando accende un fiammifero, accade un miracolo: un'apparizione, un calore debole e breve. E lì emerge il colore: la gouache, vibrante e delicata, e soprattutto quel giallo fluorescente, stampato con un quinto colore Pantone, come una ferita luminosa che fende la notte."
Nelle immagini a colori la scena si tinge di colori caldi, con atmosfere intrise dal colore giallo (quello del fiammifero appena acceso), ch è il colore che diventa predominante in queste scene, a cui si aggiungono elementi rossi, versi e marroni.
Le tavole di questo albo illustrato sono tutte doppia pagina, di grandi dimensioni, e colpiscono per l'espressività della piccola fiammiferaia e per gli spazi aperti della città rappresentata in modo dettagliato ma con freddezza, in contrasto con l'espressività e l'emotività che invece traspaiono dalla bambina.


 

   
Sopra: Alcune illustrazioni di cui alcune in bianco e nero a carboncino, altre (tipo quella in basso a sinistra) dove al carboncino si unisce il giallo deilla fiammella dei fiammiferi e poi un'illustrazione a colori (al centro) che rappresenta un sogno felice della protagonista.
 
"La piccola fiammiferaia" è un albo illustrato che racchiude la bella, anche se triste, fiaba di Hans Christian Andersen, accompagnata dalle splendide, evocative, suggestive ed emozionanti illustrazioni di  Benjamin Lacombe.
Come spiega l'artista nella prefazione: "Alcune storie ci seguono come ombre fedeli; si legano a noi, si insinuano nei nostri silenzi, s'imprimono come una scottatura lieve ma persistente, e finiscono per modificare il nostro sguardo.
La piccola fiammiferaia è stata, per me bambino, una di quelle ossessioni. [...] 
E' come se la piccola fiammiferaia mi avesse aspettato per tutto questo tempo, rannicchiata in un angolo della mia memoria, con i fiammiferi stretti tra le dita intorpidite, nella notte gelida.. [...]
illustrare La piccola fiammiferaia non è stato soltanto un'opera artistica. E' stato un appuntamento con il bambino che ero, un atto di fedeltà a quel ricordo intimo, e un messaggio alla nostra epoca." 
Tale emozione in effetti emerge dalle illustrazioni, che riescono a creare un'atmosfera perfettamente in sintonia con i testi, dando vita ad una città grande e ricca (anche di dettagli) ma fredda (e non solo per il freddo invernale) e indifferente, che contrasta con l'espressività, l'emozione, il calore che ci trasmettono invece la piccola e indifesa protagonista.
Una storia potente sia nelle illustrazioni che nei testi, i quali riprendono fedelmente e integralmente quelli della fiaba originale scritta da Andersen, senza rifacimenti, censure o modifiche. Questo rende questo albo illustrato un ottimo approccio a questa fiaba, consigliata a partire dai 5/6 anni (valutatene però bene la portata emotiva prima di proporla) in su.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2025 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "La Petite Fille aux allumettes" ed è stata edita nel 2026 in italiano dalla Rizzoli. Il volume ha 64 pagine, la copertina rigida, misura 30,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 26,00 euro.
 
P.S. Ecco tutti i titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe (edita in Italia dalla Rizzoli):
  • "Il mago di Oz" di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (2019)
  • "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi e Justine Brax (2019)
  • "Mignolina" di Hans Christian Andersen e Marco Mazzoni (2019)
  • "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria (2020)
  • "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia" di Selma Lagerlof e Yvan Duque (2020)
  • "Bambi" di Felix Salten e Benjamin Lacombe (2020) 
  • "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess (2021)
  • "Il vento tra i salici" di Kenneth Grahame e Prugne Thibault (2022)
  • "La principessa Sara" di Frances Hodgson Burnett e Nathalie Novi (2022)
  • "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2022)
  • "La Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur (2023) 
  • "La Bella e la Bestia" di Cécile Roumiguière e Benjamin Lacombe (2025)

     

     

   
Sopra: Le copertine dei titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe, dedicata alle fiabe e ai classici per l'infanzia.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 6 dicembre 2024

La regina delle nevi e altri racconti di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur

Ecco un'ulteriore edizione di una delle fiabe più famose e apprezzate di Hans Christian Andersen: "La regina delle nevi"; questa volta edita nella collana di classici illustrati diretta da Benjamin Lacombe, la quale "nasce dal desiderio di presentare grandi classici in una veste nuova e raffinata, affiancando all'autorità dei maestri del passato lo stile originale di alcuni tra i più ispirati giovani illustratori di oggi".
L'edizione di cui vi parlerò oggi infatti presenta la versione integrale della fiaba di Andersen, accompagnata però dalle illustrazioni di Aliocha Gouverneur.
 
Sopra: L'elegante copertina bianca e con tutti decori argentati, che mostra al centro la Regina delle Nevi.
 
Come dicevo prima la fiaba è riportata in questo albo illustrato nella sua versione integrale, con la traduzione di Librofficina. Tale traduzione usata dalla Rizzoli è comparsa per la prima volta nella raccolta "La regina delle nevi e altri racconti" dei classici BUR Deluxe (2016).
La fiaba è quella che tutti conosciamo: Kay e Gerda sono grandi amici, praticamente si considerano fratello e sorella; un giorno, però, accade qualcosa di terribile: uno specchio che riflette solo il peggio delle persone, creato da un folletto maligno, si rompe in mille pezzi, e due frammenti raggiungono Kay. Il bambino d'improvviso diventa cattivo e insensibile, e poi scompare misteriosamente. Gerda non sa che a portarlo via con sé, nel suo regno glaciale, è stata la Regina delle Nevi. Ma farà di tutto per ritrovarlo...
Ora vi metterò a confronto l'inizio della seconda storia della fiaba "La regina delle Nevi" con la traduzione proveniente dall'edizione della Donzelli, che è integrale (quindi non ha subito censure o rimaneggiamenti, ma è stata mantenuta fedele all'originale), così che possiate farvi un'idea della traduzione dell'edizione della Rizzoli, che comunque è fedele ai testi originali.

Versione ed. Rizzoli (2023): "Nella grande città c'erano così tante case e così tante persone che non tutti potevano avere un giardino, e gli abitanti dovevano accontentarsi di un vaso o di una piantina. Ma c'erano due bambini fortunati che potevano giocare in un vero e proprio orto, ben più grosso di un vaso da fiori. Non due non erano fratelli, ma si volevano così bene che non faceva differenza, e non vivevano nella stessa casa, ma erano così vicini che anche in questo caso non faceva differenza: i loro genitori abitavano in due mansard da una parte all'altra della via, e la strada era così stretta che gli abbaini, separati da una grondaia quasi si toccavano. Quando volevano stare insieme  il bambino e la bambina facevano un piccolo salto ed erano nella casa dell'altro.
In entrambe le abitazioni i genitori avevano delle grandi casse di legno cassa di legno in cui coltivavano le verdure da mangiare e un piccolo cespuglio di rose per bellezza. uno per ogni cassa. ma le casse erano grosse e in casa intralciavano, e allora ebbero l'idea di sistemarle di traverso fra i due abbaini, formando una specie di corridoio vegetale."

Versione ed. Donzelli (2019): "Nella grande città, dove ci sono tante case e tante persone che non c'è abbastanza spazio perché tutti possano avere un giardinetto, e dove perciò la maggior parte deve accontentarsi dei fiori nei vasi, c'erano però due bambini poveri che avevano un giardino molto più grande di un vaso da fiori. Non erano fratello e sorella, ma si volevano bene come se lo fossero. I genitori erano dirimpettai; vivevano in due abbaini; lì dove i tetti delle case confinanti si toccavano e la grondaia seguiva il bordo del tetto, da ogni edificio una piccola finestra si affacciava verso l'altra; bastava scavalcare la grondaia e si poteva passare da una finestra all'altra. 
Da ogni parte i genitori avevano una grande cassa di legno, e in quella crescevano le verdure, che poi mangiavano, e un cespuglietto di rose; ce n'era uno in ogni cassa e cresceva benissimo. Ora, i genitori ebbero l'idea di mettere le casse di traverso in modo che quasi arrivavano da una finestra all'altra e sembravano proprio due bastioni di fiori."
 
In fondo all'opera, oltre ad alcune pagine in cui si spiega la collana e ci sono delle biografie di autore e illustratore, c'è una parte che approfondisce un po' la fiaba, fornendo alcune notizie biografiche dell'autore che quest'ultimo sembrerebbe aver inserito nella storia e spiegando da dove (o da chi) Andersen avrebbe preso spunto per alcuni personaggi.
 
 
Sopra: Due pagine finali del secondo capitolo, di cui quella a sinistra mostra un'illustrazione a pagina intera che ritrae l'affascinante Regina delle Nevi mentre circuisce Kay, mentre nella pagina a destra vediamo un piccolo Kay tutto ghiacciato.
 
Per questa edizione i testi sono accompagnati dalle splendide illustrazioni di Aliocha Gouverneur, le quali possono essere o a pagina intera oppure a doppia pagina.
Lo stile di Gouverneur è molto elegante e raffinato, e ritrae scene tratte dalla storia che mostrano personaggi intenti a compiere qualche azione oppure possono mostrare semplicemente ai lettori alcuni luoghi, come l'abitazione della donna lappone o il castello della regina delle Nevi.
Le tavole sono molto ricche di dettagli e di colori, sebbene l'artista non disegni usare spesso il nero per andare a creare disegni dalle atmosfere paurose e angoscianti. Alcuni disegni infatti sono molto colorati, con tinte intense, accese e brillanti (come le scene ambientate nel giardino fatato), in altri invece si gioca con una sorta di contrasto con sfondi molto cupi e alcuni elementi invece molto chiari (come la regina delle Nevi e il suo cocchio che si stagliano sulla città scura, o come il palazzo di quest'ultima che contrasta col cielo buio sottostante). In alcuni casi anche i colori di alcuni personaggi vengono un po' smorzati per apparire più cupi e meno brillanti, in sintonia col paesaggio circostante, soprattutto se si tratta di una scena drammatica, come quella in cui Gerda abbraccia un congelato Kay.
I disegni come dicevo sono molto dettagliati e ricchi di minuziosi particolari e ghirigori, sebbene i corpi dei personaggi e degli elementi vegetali appaiano piatti sulla pagina, privi di profondità corporea, infatti nelle immagini non ci sono mai le ombre.
Il libro comunque ha una spetto molto curato e colorato, tanto che anche l'inizio dei capitoli presenta dei disegni all'interno di alcuni quadrati, che si ripetodno come se fossero una parete di mattonelle che si staglia dietro il titolo, per decorarne la pagina.
 


 
Sopra: Alcune delle illustrazioni di Aliocha Gouverneur presenti all'interno del volume, molto dettagliate e ricche di minuziosi particolari e ghirigori. Qualcuna (tipo quella in alto a destra) è molto colorata, con tinte accese e brillanti, mentre altre hanno una scelta di colori più limitata (in particolare il bianco, il nero, l'azzurro, il grigio).
 
"La regina delle nevi" illustrata da Aliocha Gouverneur è una versione molto bella e pregiata della fiaba di Andersen, con illustrazioni molto belle, raffinate e particolari, ricche di dettagli minuziosi che sembrano quasi dei ricami.
Un'edizione che propone poi la fiaba di Andersen nella sua interezza, senza tagli o rimaneggiamenti, per chi vuole conoscere la fiaba così come era stata scritta dall'autore. Una fiaba che, oltre a essere molto avvincente e avventurosa, rappresenta anche un viaggio iniziatico e di crescita per la protagonista (e con lei i lettori), così gentile ma determinata (quasi devota), che alla fine scoprirà di possedere già dentro di lei tutte le qualità necessaria a salvare il suo amico e portare a compimento il suo obiettivo. Si tratta inoltre di una fiaba in cui vediamo essere una femmina a compiere un viaggio lungo, avventuroso e ricco di pericoli per salvare invece il suo amico maschio, a dimostrazione che non sempre e non in tutte le fiabe le femmine hanno sempre il ruolo di donzelle in pericolo, ma che anche loro sono capaci prendere iniziative e di essere attive nella storia.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2022 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "La Reine des Neige" ed è stata edita nel 2023 in italiano dalla Rizzoli. Il volume ha 92 pagine, la copertina rigida, misura 30,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 22,00 euro.
 
P.S. Ecco tutti i titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe (edita in Italia dalla Rizzoli): 
  • "Il mago di Oz" di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (2019)
  • "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi e Justine Brax (2019)
  • "Mignolina" di Hans Christian Andersen e Marco Mazzoni (2019)
  • "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria (2020)
  • "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia" di Selma Lagerlof e Yvan Duque (2020)
  • "Bambi" di Felix Salten e Benjamin Lacombe (2020) 
  • "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess (2021)
  • "Il vento tra i salici" di Kenneth Grahame e Prugne Thibault (2022)
  • "La principessa Sara" di Frances Hodgson Burnett e Nathalie Novi (2022)
  • "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2022)
  • "La Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur (2023) 
  • "La Bella e la Bestia" di Cécile Roumiguière e Benjamin Lacombe (2025)
  • "La piccola fiammiferaia" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2026)

     

     

   
  
Sopra: Le copertine dei titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe, dedicata alle fiabe e ai classici per l'infanzia.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 25 dicembre 2023

La Sirenetta di Hans Christian Andersen e Loputyn

Se l'anno scorso le edizioni Rebelle ci avevano presentato un classico come "Alice nel Paese delle Meraiglie", quest'anno è il turno di una fiaba: "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e accompagnata dalle illustrazioni di Loputyn.

Sopra: Sulla copertina vediamo la Sirenetta rappresentata da Loputyn, con i suoi capelli lunghi e rosa e i tratti delicati e sottili.
 
La fiaba è quella intergrale scritta da Andersen e ora vi metterò a confronto il testo di questa edizione, tradotta da Tiffany Vecchietti, con quello della Donzelli, che è sempre integrale. Come vedrete i testi di questa edizione sono stati mantenuti fedeli alla versione originale, senza subire censure o rimaneggiamenti:
 
Versione "La sirenetta" (ed. Donzelli 2019): "In alto mare, l'acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso e limpida come il cristallo più puro, ma è molto profonda, più profonda di quanto riesca a raggiungere qualsiasi cima d'ancora, molti campanili dovrebbero essere messi uno sopra l'altro per arrivare dal fondo sino al pelo dell'acqua. Laggiù vive il popolo del mare. 
[...] Nel punto più profondo sorge il castello del re del mare, le mura sono di corallo e le lunghe finestre a punta sono dell'ambra più limpida, ma il tetto è fatto di conchiglie che si aprono e si chiudono ai movimenti dell'acqua; è bello perché ciascuna contiene perle splendenti, ne basterebbe una sola per fare un grande ornamento sulla corona di una regina.
Laggiù il re del mare era vedovo da molti anni e la sua vecchia madre governava la casa; era una donna intelligente e fiera della sua nobiltà, perciò portava dodici ostriche sulla coda, mentre gli altri nobili potevano portarne solo sei. Per il resto meritava molte lodi, specialmente perché voleva molto bene alle piccole principesse del mare, le sue nipotine. Erano sei belle bambine, e la più giovane era la più bella di tutte, la sua pelle era luminosa e delicata come un petalo di rosa, i suoi occhi azzurri come il mare più profondo, ma come tutte le altre non aveva piedi, il loro corpo terminava in una coda di pesce."

Versione "La sirenetta" (ed. Rebelle 2023): "Lontano lontano, in mezzo al mare, l'acqua è blu come i petali dei fiordalisi più belli e limpida come il cristallo più puro. E' più profonda di quanto potrebbe mai sondare la corda di un'ancora e ci sarebbe bisogno di impilare molti, molti campanili uno sull'altro per arrivare dal fondo fino alla superficie. E' proprio laggiù che abita il popolo del mare.
[...] Nel punto più profonde si trova il palazzo del re del mare. I suoi muri sono di corallo e le sue alte finestre appuntite dall'ambra più chiara, ma il tetto è fatto di conchiglie, che si aprono e si chiudono a seconda delle correnti d'acqua. Sono proprio incantevoli, perchè ognuna racchiude una perla splendente. Una sola di quelle renderebbe una corona degna di una regina.
Il re del Mare, laggiù, era rimasto vedovo per molti anni, ma la sua anziana madre dirigeva la casa. Era una donna intelligente e orgogliosa della sua nobiltà. Per questo aveva dodici ostriche sulla coda, mentre gli altri nobili potevano portarne solo sei. Aveva comunque grandi meriti, soprattutto perchè voleva tanto bene alle piccole principesse del mare. Erano sei graziose fanciulle, ma la giovane era la più bella di tutte. La sua pelle era chiara e delicata come un petalo di rosa, i suoi occhi blu come il lago più profondo ma, come tutte le altre, non aveva piedi e il suo corpo terminava in una coda di pesce."


 
Sopra: Le pagine iniziali in cui possiamo vedere a sinistra la Sirenetta disegnata da Loputyn, sui toni del rosa/viola, e a destra i testi della fiaba.

Per questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Loputyn, pseudonimo di Jessica Cioffi, che sono veramente molto belle in quanto questa artista possiede uno stile dettagliato, dai tratti delicati, raffinati ed eleganti, dalle suggestioni vittoriane e gotiche, in cui è possibili notare anche una certa influenza dal genere dei manga.
In passato mi era capitato di recensire già delle altre opere illustrate dal lei come: "Perfide" di Roberta Balestrucci Fancellu e "Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carrol.
Nel testo ci sono disegni sia a pagina intera che a doppia pagina, oppure inseriti in mezzo ai testi. La maggior parte rappresentano dei personaggi del libro, come il padre della Sirenetta, la Strega del Mare o, in particolare, la protagonista. Soprattutto quelle a pagina intera possono andare a mostrare anche scene del libro, ad esempio con il principe e la Sirenetta che interagiscono con loro che vanno a cavallo o loro che si abbracciano, oppure il matrimonio tra il principe e l'altra principessa, con la Sirenetta lasciata in disparte. In ogni caso comunque c'è sempre un certo focus sui personaggi, in quanto gli sfondi e gli ambienti, anche quando presenti, non sono mai molto dettagliati o particolari, spesso so fanno anche fatica a intravedere.
Alcune immagini sono a colori, anche se Loputyn ha scelto comunque delle tinte dai toni pastello, molto delicati, quasi scoloriti a volte, che quindi non risultano mai troppo brillanti o accesi. La pelle delle persone, ad esempio, è di un rosa molto pallido, quasi bianco, che risalta in confronto agli sfondi scuri dei fondali marini. Oltre a non usare tonalità particolarmente brillanti o vivaci anche la scelta delle tinte è piuttosto limitata, in particolare al nero, il bianco, il blu, il rosa, il viola o il rosso.
Altre immagini (inserite di solito quelle in mezzo ai testi), che ritraggono principalmente personaggi senza sfondo sul retro, presentano solo 3 colori: il nero, il bianco e rosa. 
Di rappresentazioni della Sirenetta ne abbiamo viste molte, ma comunque quella che ci offre Loputyn è piuttosto interessante in quanto nella sua versione di sirena (che esteticamente è molto bella, così leggiadra, delicata ed eterea) la protagonista presenta delle caratteristiche fisiche che rimandano all'ambiente marino come mani palmate e orecchie a punta, le quali poi perde con la trasformazione in essere umano. La rappresentazione della trasformazione è particolarmente interessante in quanto la coda sembra quasi che si sfaldi, con la pelle che cade a brandelli, trasformandosi in delle gambe umane, una rappresentazione che mostra una trasformazione che sembra piuttosto dolorosa e un po' macabra.

 
 
 

 
Sopra: Più in alto alcune immagini a pagina intera a colori che rappresentano proprio la protagonista, più in basso invece alcuni disegni in mezzo ai testi in bianco, nero e rosa. Nelle immagini centrali potete confrontare la Sirenetta nella sua versione sirena e poi a destra in quella umana.

 "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen illustrata da Loputyn è un'altra bella edizione della fiaba più famosa di Andersen: "Una storia struggente a cui, nel corso degli anni, ognuno ha dato una sua interpretazione. Una storia piena di dolore, che rispecchia alla perfezione lo stato d'animo del suo autore, animato dal desiderio e distrutto dall'amore, nel periodo che mise su carta questa fiaba", questo ciò che viene scritto nella postfazione di Antonella Murolo. Andersen infatti era un uomo piuttosto frustrato e che per la maggior parte della sua vita rimase sempre piuttosto insoddisfatto di sè e del successo ottenuto, nel arrivò tardi e inizialmente non nella misura sperata. Egli, inoltre, soffriva anche di un sentimento non ricambiato nei confronti di Edvard Collin, il figlio del suo mecenate, persona di cui Andersen aveva molto rispetto e verso cui provava molta simpatia e affetto, tanto da eleggerlo a suo confidente prediletto, anche se Collin non corrisponderà mai Andersen nel medesimo modo.
La fiaba della Sirenetta è una fiaba malinconica, anche se non priva di speranza, in quanto, sebbene molti confondano il finale o con quello pienamente felice del film Disney o con quello triste che vede la protagonista trasformata in schiuma di mare, il vero finale la vede compiere un'ulteriore trasformazione, le quale le dona una nuova speranza. Un finale dolce amaro, in cui è vero che la sirena non ha potuto sposare l'amore della sua vita, ma ha ottenuto comunque la possibilità di ottenere un'anima immortale, anche se dovrà attendere più tempo e pazientare.
Le illustrazioni che caratterizzano questa edizione sono molto belle, e ci mostrano una Sirenetta dai lunghi capelli rosa, leggiadra, delicata ed eterea. Una protagonista che nella sua forma di sirena presenta delle caratteristiche fisiche che rimandano all'ambiente marino (come mani palmate e orecchie a punta), anche se forse non in maniera accentuata come quella rappresentata da Michelangelo Rossato, che poi perde con la trasformazione in essere umano. La Sirenetta è sempre rappresentata con delle espressioni malinconiche, a volte sognanti, altre volte tristi, ma mai di piena felicità, anzi spesso nei disegni ci viene ricordato il dolore fisico che è costretta a provare (come nel momento della trasformazione o mentre danza). Il personaggio creato dalla Loputyn è comunque molto pacato, non è mai pienamente felice, ma anche quando soffre profondamente lo fa in silenzio, con contegno e riservatezza. Una rappresentazione delicata e sottile, in cui compaiono anche delle scene di nudo (la Sirenetta abbastanza spesso viene disegnata senza veli).
 
Quest'opera è stata edita nel 2023 dalle Edizioni re-belle, ha la copertina rigida, ha 120 pagine, misura 24,3 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza e costa 20 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.