lunedì 15 giugno 2026

RORY BRANAGAN, DETECTIVE: I cattivi se li mangia a colazione di Andrew Clover e Ralph Lazar

Di collane di libri gialli per bambini e ragazzi ne abbiamo viste tante e "RORY BRANAGAN, DETECTIVE: I cattivi se li mangia a colazione" è il primo titolo di una recente collana (risalente al 2019) di gialli per bambini scritti da Andrew Clover e illustrati da Ralph Lazar.
 
Sopra: La copertina del primo volume di una serie dove ogni copertina si caratterizza per un colore predominante. Questo primo libro ad esempio ha lo sfondo giallo, e vi vediamo in primo piano il protagonista e, un po' più indietro, la sua assistente Cassidy e il cane bassotto.

Rory Branagan, dieci anni, è il miglior detective in circolazione. Quando gli chiedono come ha fatto a scoprire il suo talento, lui risponde sempre che non ci si ritrova tutto a un tratto a seguire di soppiatto le persone, a spiarle, a lottare con loro o a vivere una vita sempre sul filo del rasoio. Bisogna volerlo! Come mai è diventato un detective? Semplice: l’unica cosa che desidera da sempre è trovare suo padre, come lui stesso ci spiega: "La scorsa settimana ho compiuto 10 anni. Ho pensato: ma mio padre SA quando è il mio compleanno? Ho pensato: Ma a mio padre IMPORTA? Ho pensato...
Mio padre è ancora VIVO?
Ecco perchè sono diventato detective: per scoprire cosa è successo amio padre. Vi racconterò tutta la storia..."
E lo farà insieme all’intraprendente Cassidy Corrigan, la sua vicina di casa. La casa vicino a quella di Branagan è infatti rimasta vuota da tre anni e il protagonista è intenzionata a scoprire di più sui suoi nuovi vicini: "A questo punto guardo fuori dalla finestra. <<Chi sta venendo ad abitare qui di fianco?>> All'improvviso friggo di curiosità.
La casa accanto è vuota da tre anni. E' uno dei più grandi misteri di tutto l'isolato. Chi comprerebbe una casa per poi tenerla vuota?
Lo scoprirò.
Corro in strada. Ma quando esco i nuovi vicini sono già entrati in casa. Nel salotto vedo un uomo che sposta scatoloni. Nella stanza da letto al piano di sopra vedo una mamma bionda, con i capelli alti sulla testa come una nuvola di zucchero filato.
Sbircio dalla porta d'ingresso. E vedo... una ragazza."
È proprio questo incontro con Cassidy a cambiare la vita a Rory Branagan, in quanto è lei a farlo diventare un detective, eleggendosi suo braccio destro: "<<Sai cosa devi fare?>> sussurra.
<<Cosa?>> domando.
<<Devi diventare un detective>> dice. <<E SCOPRIRLO. E io, amico mio, sarò il tuto braccio destro.>>
<<Cos'è un braccio destro?>> le chiedo.
<<E' un aiutante>> risponde. <<Come Watson e Sherlock, e Lois Lane per Superman.>>
<<Ma allora sarò Superman?>> chiedo.
<<Non sarai Superman>> dice. <<Tu sarai Rory Branagan (detective e io ti aiuterò.>>"
E già il primo giorno che Rory conosce Cassidy sembra presentarsi agli occhi di Rory un caso da risolvere: il padre di un amico di Rory crolla a terra dopo aver mangiato del cibo d'asporto. Che qualcuno l'abbia avvelenato? E perchè? 

 
 
Sopra: Le prime pagine del volume, in cui a sinistra troviamo una presentazione del protagonista, mentre a destra l'inizio del primo capitolo.
 
I testi sono accompagnati, in maniera molto costante, dalle illustrazioni in bianco e nero di  Ralph Lazar, le quali posseggono uno stile abbastanza particolare e molto semplice, che si caratterizza per delle linee e dei controni neri e sottili, pulite. 
Come ho detto le immagini sono in bianco e nero e presentano moltissimo spazio completamente bianco (usato in abbondanza per gli sfondi), alcunI elementi poi possono essere invece colorati completamente di nero, in stile silhouette, per dare drammaticità ad alcune figure e sottolinearne l'importanza nella scena. Oltre al bianco e agli elementi neri sono presenti anche delle zone grigie che indicano le zone in ombra. Un tipo di coloritura che si presta per essere riprodotta bene anche in stampa economica da libro tascabile.
I personaggi sono rappresentati in maniera non troppo realistica, ma con una forma a patata, composti più che altro da forme semplici: il corpo e la testa sono dei rettangoli dai bordi smussati e arrotondati, le braccia e le gambe sono delle semplici linee nere, gli occhi sono due cerchi con dentro un pallino nero e la bocca una line a forma di U.
Lo stile di Lazar è molto minimalista, quasi come volesse risprodurre lo stile di disegno di UN bambino ancora abbastanza piccolo e inesperto, che disegna personaggi e ambienti in maniera molto semplice. Oltre ai personaggi infatti anche gli ambienti, pur venendo rappresentati, sono molto essenziali e solitamente vi compaiono solo pochi elementi come, ad esempio: un divano per un intero salotto, qualche muro per mostrare che il protagonista si trova in strada; nel caso della stanza del protagonista possiamo vedere invece un letto, una scrivania, una libreria, una sedia e una finestra, rappresentati con una prospettiva un po' sbilenca. Alcuni ambienti o scene poi sono mostrati in stile silhouette, per cui si vedono solo i bordi e i contorni mentre le parti interne sono completamente nere.
Nonostante la semplicità e il minimalismo di ambienti e scene, le illustrazioni sono molto numerose e presenti all'interno della storia e accompagnano i testi passo passo, tanto che a volte la parte grafica sembra quasi sormontare quella scritta. I disegni servono a rappresentare quanto scritto nei testi, anche se eliminando a volte qualche dettaglio che nei testi viene esplicitato: vediamo ad esempio il protagonista mentre gioca nel salotto di Gilligan con i suoi criceti, ma nel disegno non si vedono le scatole con cui il protagonista dice di aver costruito uno stadio olimpico per criceti. Nelle pagine iniziali i disegni servono anche a mostrare ai lettori i personaggi principali, e in questo caso nei disegni è presente qualche dettaglio in più rispetto ai testi, ad esempio quando c'è scritto "Questo è mio fratello" vediamo un ragazzo dalla testa allungata e i capelli neri attraverso la finestra della cucina  mentre sta toccando il rubinetto del lavandino.
Alcune volte le illustrazioni mostrano anche alcune gag visive, interpretando alla lettera qualcosa detto dal protagonista. Ad esempio quando il protagonista dice "Quando torno a casa sono così di buonumore che mi sembra di volare nel cielo come un palloncino" lo vediamo rappresentato mentre vola nel cielo tra le nuvole, con un filo attaccato dietro.  
Le illustrazioni rappresentano comunque un forte supporto per i lettori anche meno forti, sebbene lascino molto all'immaginazione di questi ultimi, fornendo loro solo delle scene piuttosto minimal, li aiutano però a vedere l'aspetto dei vari personaggi e ad impostare la scena descritta nei testi. 
 

 

 
Sopra:  Alcune delle pagine interne, le quali presentano tutte almeno una illustrazione di Ralph Lazar che mostra ai lettori i personaggi e le scene descritte nei testi.
 
"RORY BRANAGAN, DETECTIVE: I cattivi se li mangia a colazione" di Andrew Clover e Ralph Lazar è un libro giallo per bambini adatto per la lettura autonoma a partire dai 7/8 anni. Il libro è il primo di una serie che in inglese è arrivata a contare sette volumi, mentre in Italia sono arrivati solo i primi tre.
La storia vede come protagonista Rory Branagan, un bambino di dieci anni, il cui padre è scomparso quando lui ne aveva tre e Rory ha deciso di diventare un detective per scoprire che fine ha fatto.
In realtà non è che sia proprio lui a decidere di diventare un detective, ma la sua nuova vicina di casa, nonché nuova amica, Cassidy, la quale si elegge anche suo braccio destro. 
Cassidy è una bambina molto determinata e decisa, oltre che molto furba e intelligente. E' appassionata di gialli e sa cogliere vari indizi, anche se spesso trae delle conclusioni un po' precipitose quando non ha ancora abbastanza prove. E' molto dotata anche fisicamente (nonostante sia abbastanza piccolina come fisico e statura) in quanto conosce le arti marziali ed è molto atletica, riuscendo a correre e saltare steccati con facilità e agilità. Nonostante decida di diventare l'assistente di Rory ha un carattere da leader, ed è infatti più che altro lei a tenere le redini e guidare la maggior parte dell'indagine, anche se anche Rory riuscirà a metterci del suo e si impegnerà.
Ma in cosa consiste l'indagine? Qual è il primo caso in cui Rory Branagan (detective) si cimenta? Ebbene, si tratta di un caso di avvelenamento, in quanto il padre di un amico di Rory cade a terra nel vialetto di casa dopo aver mangiato del cibo d'asporto, e uno dei suoi criceti viene ritrovato poco dopo (all'apparenza) morto. 
Nonostante la storia sia piuttosto semplice non sempre è facile da seguire, dato che parte con un'indagine per poi proseguire con un'altra e le due a volte si intersecano, presentando al lettore molti personaggi diversi, alcuni introdotti bene e con calma, mentre altri presentati un po' di fretta. Per fortuna che ci sono i disegni, davvero numerosi e simpatici (anche se minimalisti), a supportare i lettori nella lettura della storia, la quale presenta un'indagine piuttosto interessante, anche se forse un po' frettolosa, con avvelenamenti, furti, ricettazioni, appostamenti, spionaggi e che vede coinvolto lo staff di un ristorante della zona, il quale potrebbe aver avvelenato del cibo, dato che posseggono un polpo velenoso che tengono in un acquario in cucina. Nel frattempo rimane aperta anche la ricerca del papà di Rory, la quale sarà un filo conduttore che legherà tutti i titoli della collana, fino all'ultimo volume (che però non è mai stato tradotto in italiano).
Storia carina, con diversi momenti simpatici o ironici (compreso qualche momento di divagazione, tipo quando Rory si perde nei suoi pensieri e nella sua immaginazione), con (alcuni) personaggi abbastanza ben caratterizzati e un'indagine interessante e fortunatamente non troppo puerile, anche se nell'insieme appare un po' frettolosa e caotica, ma sicuramente incalzante, adatta per lettori dai 7/8 anni.
 
Questo volume è stato edito nel 2015 dalla Harper-Collins Publishers Limited col titolo "RORY BRANAGAN (DETECTIVE) Eating bad guys for breakfast" ed è stato pubblicato nel 2019 in italiano dalla HarperCollins Italia. Il volume ha 348 pagine, la copertina rigida, misura 20 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.
 
Titoli (italiani e inglesi) che fanno parte della collana:
  1. "I cattivi se li mangia a colazione" (2019) (Eating bad guys for breakfast, 2019)
  2. "La banda dei cani" (2019) (The dog squad, 2018): Rory ha scoperto un orribile misfatto proprio vicino a casa sua. Delle canaglie rapiscono i cani nel mio quartiere. Ma lui scoprirò chi sono e li fermerà. Perché lui adora tutti i cani, ma quello che ama millemila volte di più è Wilkins Welkin... ed è in pericolo
  3. "Il denaro scomparso" (2021) (The big cash robbery, 2020): Questa settimana, a scuola, c'è stata la più grande festa scolastica di tutti i tempi. C'erano dei lottatori di sumo, un castello gonfiabile, e persino un drago di komodo vivo! Lui e i compagni raccolto tantissimi soldi, ma un ladro malvagio glieli ha rubati. Ora sta al protagonista scoprire chi è stato... e nessuno potrà fermarlo, nemmeno un drago!
  4. "The deadly dinner lady" (2019): Un crimine davvero ENORME è stato commesso nella mia scuola... A nessuno piace la loro responsabile della mensa, ma CHI mai avrebbe cercato di UCCIDERLA? E PERCHÉ? Toccherà al protagonista e alla sua complice, Cassidy "la Gatta" Callaghan, risolvere il loro crimine PIÙ LETALE di sempre.
  5. "The leap of death" (2019): Rory e Cat sono all'evento più FANTASTICO di sempre: Car Bonanza, dove la gente si esibisce in acrobazie automobilistiche epiche, si lancia dagli aerei e batte record mondiali. È incredibile. Ma poi una delle acrobazie va TERRIBILMENTE MALE. Ma è stato davvero un incidente, o qualcuno ha manomesso l'auto?! Meno male che il protagonista e Cat sono qui, perché questo è un CRIMINE, e bisogna risolverlo...
  6. "The den of danger" (2020): Il padre di Rory è scomparso sette anni fa e lui è COSÌ VICINO a trovarlo. Ma poi la sua migliore amica Cat e Rory si ritrovano intrappolati nel PIÙ MORTALE dei PERICOLI MORTALI. Ci sono i cattivi, una stanza segreta e creature letali con denti affilati e velenosi! Per trovare papà, devono risolvere il loro CRIMINE PIÙ GRANDE DI SEMPRE. 
  7. "The great diamond heist" (2021): Il Dame Norton Diamond, il gioiello più costoso mai rubato, manca da sette anni, così come mio padre. I cattivi vogliono trovarlo. La polizia vuole trovarlo.
 
  
 
 
 
Sopra: In alto le copertine dei due seguiti tradotti in italiano, in centro potete vedere le costine di tutti i volumi (in inglese) della collana, mentre sotto le copertine in inglese di tutti i libri della collana, ognuno dei quali si caratterizza per un colore predominante.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 11 giugno 2026

TESTA CUCITA: Un mostro per amico di Guy Bass

"TESTA CUCITA: Un mostro per amico" è il primo volume di sei libri (di cui però solo 4 tradotti in italiano) scritti da Guy Bass e illustrati da Pete Williamson. Libri che hanno per protagonista un ragazzino zombie che vive al Castello di Grotteskew, dove il Pazzo Professor Erasmus crea creature con pezzi di ricambio per poi scartarle, con l'obiettivo di crearne di più grandi e migliori. Testa Cucita (Stitch Head), la sua prima creazione, ha un cuore d'oro ed è sempre pronto a insegnare agli altri mostri come si fa e a tirarli fuori dai guai!
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo nero vediamo comparie il protagonista, Testa Cucita, e sopra di lui il titolo, che spicca con le sue scritte rosse.
 
Da anni Erasmus, lo scienziato pazzo più pazzo del mondo, dà vita a creature mostruosamente malvagie e malvagiamente mostruose. Se il professore può dormire incubi tranquilli è solo grazie a TestaCucita, Frankenstein in miniatura che al calare delle tenebre trasforma le invenzioni di Erasmus in creature mostruosamente pacifiche (ma pacificamente mostruose). Come il protagonista del classico dell'orrore, però, TestaCucita soffre di malinconia: sono lontani i giorni in cui Erasmus passava tutti i pomeriggi con lui, e lo scienziato si è ormai dimenticato del suo amico d'infanzia nonché prima creazione. 
Un giorno in città arriva lo sgangherato circo di mostri di Fulberto e tutto cambia. Fulberto è un uomo che cerca di far pagare la gente mostrando loro i propri mostri, peccato che questi ultimi non siano altro che persone normali un po' truccate. Ma, come spiega una bambina a Fulberto, per le persone che vivono a Pocaroba non basta qualche mostro farlocco a spaventarle: "<<E' Pocaroba, questa. La gente di qui ne ha già un sacco, di roba che la spaventa.>>
<<Ma davvero? E da dove arriva, di grazia, tanta paura?>> GROOOWWaOOoO!
All'improvviso un urlo orribile, gelasangue e torcibudella echeggiò nell'aria. Gli abitanti di Pocaroba scapparono tra mille urla, correndo a rintanarsi in casa con le porte sprangate.
<<Ecco>> disse la ragazza indicando in alto, verso l'oscurità. <<E' da lì che arriva>> Il rombo di un tuono, e un fulmine illuminò la notte, Lontano, in cima alla collina, sorgeva un immenso, oscuro castello. Trovamostri sentì un brivido arrivargli fino alla punta dei piedi, subito seguito da un secondo tremito che gli risalì lungo la schiena quando dal castello si levò un altro ruggito da gelare il sangue.
<<Per tutti gli strattoni e i borbottii! E quello... quello cos'era>> chiese.
<<Mostri>> sussurrò la ragazza e gli occhi scuri al chiaro di luna le luccicavano come perle.
<<Mostri? Che mostri? Di che stai blaterando?>> chiese Trovamostri.
<<in giro si dice che il castello ne è pieno>> rispose la ragazzina. <<Si sente ruggire e urlare... c'è gente che dice di aver visto cose in cima alle mura del castello. Cose non umane. L'intera città è impietrita... ma io no. Io non ho paura d niente.>> [...]
<<Aspetta mocciosetta! Volevo dire. ragazzetta! Che posto è, quello? Chi è che ci vive?>> gridò Trovamostri.
<<E' Castello Spavento! la casa di Erasmus, lo scienziato pazzo!>> urlò la ragazzina mentre la trascinavano in casa. <<Erasmus crea mostri! Creature tremende! Cose pazzesche!>>
<<Ma davvero?>> borbottò Trovamostri... e un sorriso diabolico gli dilagò sul volto come una malattia.
Come si può ben immaginare, per l'impresario, Erasmus è una miniera di possibili attrazioni e TestaCucita uno strumento che, se manipolato a dovere, gli permetterà di entrare nel laboratorio dello scienziato.
 
  Sopra: Due pagine illustrate in cui possiamo vedere la città di Pocaroba (in cui si trova il castello dove risiede Testa Cucita) e i suoi abitanti.

La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Pete Williamson le quali sono molto belline, con il loro stile un dark e gotico, dai tratti un po' grotteschi, che contribuisce a dare alle immagini un aspetto macabro ma affascinante. I personaggi umani hanno un aspetto spesso un po' emaciato oppure (come nel caso di Cercamostri) tarchiato e tozzo, con la pancia sporgente; mentre i mostri hanno un aspetto meno realistico e più caricaturale, sgangherato e bizzarro, con parti del corpo molto sproporzionate (in particolare la testa appare sempre molto più grande rispetto al corpo e le gambe sono più piccoli e sottili) che conferisce loro un aspetto caricaturale e quasi grottesco. 
Le immagini sono in bianco e nero, il che contribuisce a renderle più cupe e a donare loro un'ambientazione vittoriana oscura, anche se i personaggi sono buffi ed esagerati. 
I disegni sono utili per supportare i lettori durante la lettura, dato che rappresentano personaggi e scene descritte nella storia: personaggi come il direttore del Circo Cercamostri, come il protagonista Testa Cucita, gli abitanti del villaggio, la Creatura o il dottor Erasmus. Come scene rappresentate abbiamo ad esempio quella in cui Cercamostri cerca di mostrare i propri finti mostri ai cittadini di Pocaroba; quella dove la Creatura scaraventa il professore a terra; ecc...

  

  

 
Sopra:Alcune oagine interne che ostrano le gotiche illustrazioni in bianco e nero di Pete Williamson, dove compaiono personaggi come Testa Cucita, il il professor Erasmus, la Creatura e Trovamostri.
 
"TESTA CUCITA: Un mostro per amico" di Guy Bass è una storia molto carina che sostanzialmente si basa sul personaggio del dottor Frankestein di Mary Shelley. 
La storia infatti è ambientata in una cittadina dove, nel suo castello, risiede uno scienziato pazzo la cui passione e divertimento principale è creare e dare vita a nuovi mostri, sempre più grandi e spaventosi.
TestaCucita infatti è solo la sua prima creazione, ormai da tempo di dimenticata dal professore: "Testa Cucita era la primissima creazione del professore. Era un affarino strano, dalle fattezze più o meno umane, ma non più alto di una scimmietta, e fatto di parti, pezzetti e avanzi che il professore aveva raccattato qua e là. la testa, calva e rotonda, era un ammasso di punti di sutura in cui erano incastonati occhi di due colori diversi: il sinistro era un piccola perla nera, mentre il destro, grosso, splendente e verdazzurro, era uno spettacolo da togliere il fiato. Negli antri oscuri del castello pareva quasi brillare di luce propria.. [...] negli anni, TestaCucita aveva assistito alla "nascita" di decine di creazioni del professore. E ognuna di esse gli ricordava che una volta era stato lui la creazione più importante bella vita del professore... e che Erasmus gli aveva promesso che loro due sarebbero stati amici per sempre. Ma ormai era passata una quasi-vita. TestaCucita era stato da tempo dimenticato."
E' tuttavia proprio TestaCucita a porre rimedio agli sbagli del professore o, piuttosto, ai guai che le creature che il professore crea potrebbero combinare. Il professor Erasmus infatti  ama inventare sempre nuovi mostri, ma una volta che li ha riportati in vita perde ogni interesse in loro e passa a creare qualcosa di nuovo. In effetti il suo senso per la cura verso le creature che crea è praticamente pari a zero, ed è TestaCucita a porvi rimedio: "Era da anni che TestaCucita "curava" le creazioni del professore. da quando il suo padrone aveva iniziato a usare ingredienti più imprevedibili, TestaCucita era diventato esperto nel mettere punto pozioni capaci di capovolgere gli aspetti più mostruosi del carattere delle creature. [...] TestaCucita era piuttosto abituato a rischiare la sua quasi-vita per proteggere il professore. Il suo padrone poteva aver dimenticato la promessa di rimanere per sempre amici, ma testaCucita no. Per lui era ordinaria amministrazione."
Nonostante TestaCucita aiuti i mostri subito dopo l'inizio della loro non-vita egli preferisce non intrattenere ulteriori rapporti con loro, sparendo subito dopo averli calmati. Da quando infatti il suo creatore si è dimenticato di lui (lasciandolo chiuso nella sua stanza per 40 anni) TestaCucita non si fida più degli altri e non vuole più avere amici che poi potrebbero tradirlo o dimenticarsi di lui, proprio come aveva fatto il suo padrone. Per cui TestaCucita si limita ad agire nell'ombra e non parla mai con gli altri mostri che abitano nel castello, anche se l'ultima Creatura che ha salvato sembra avere tutte le intenzioni di diventare suo amico.
Le cose poi iniziano a cambiare quando Fulberto Trovamostri si reca al castello e incontra TestaCucita, decidendo di fare di lui un'attrazione del suo circo, iniziando a promettere al piccolo mostro fama e successo, e l'ammirazione di tutti. Ma TestaCucita imparerà a proprie spese che spesso è meglio diffidare di coloro che promettono a buon mercato questo genere di cose, dato che l'unica cosa a cui Trovamostri è interessanto è rapire il professore per costringerlo a creare i mostri che vuole lui. E come al solito sarà TestaCucita a dover porre rimedio alla cosa e a salvare il professore, il quale, chissà, forse alla fine potrebbe anche ricordarsi di lui, anche dopo cinquant'anni.
Una storia molto carina, adatta ai lettori di 8 anni che amano i mostri e le ambientazioni dark, che vede per protagonista un bambino mostro che, a differenza del solito, però non vuole fare amicizia con nessuno, ma che, anzi, preferisce rimanere isolato per non soffrire, per non rimanere nuovamente deluso. Una storia più profonda di quanto sembri, con protagonisti dei mostri dall'aspetto mostruoso ma molto simpatici, sull'amicizia e su tutto ciò che essa implica, compreso il dolore dell'abbandono e del tradimento. 
 
Il volume è stato edito nel 2011 col titolo: "Stitch Head: the forgotten creation" dalla Stripes Publishing (un marchio Magi Publishing) e poi pubblicato in italiano nel 2013 dalla Rizzoli; ha 191 pagine, una copertina flessibile, misura 19,8 cm d'altezza e 13,3 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.  
 
Titoli che fanno parte della collana:
  1. "L'occhio del pirata" (2014): TestaCucita, Frankenstein in miniatura, vive da sempre a Castello Spavento. Il suo mondo è tutto lì, a guarire le creature del professor Erasmus da lupomannarismo e furiosità varie, e impedire che i mostri escano a combinar disastri. Così, quando Erasmus corre a ritirare il massimo premio di Scienziatopazzologia, e in una lettera spiega che non tornerà più, TestaCucita si sente perso. Cosa farà, senza il professore a cui badare? La risposta forse è nel suo occhio, che apparteneva a Capitan Combustibile, terrore dei sette mari. Che TestaCucita sia mezzo pirata? Per scoprirlo non resta che andar per mare, insieme alla Creatura e a un'amica con una passione per calci negli stinchi...
  2. "Il fantasma di Spavento" (2014): C'è un nuovo inquilino a Castello Spavento, ed è tutt'altro che benvenuto: è il fantasma di Morsico Spezzossa, l'unico essere (non più) umano capace di metter fifa agli insensibili cittadini di Pocaroba. Solo il piccolo TestaCucita, mostro dal cuore tenero, riesce a sentirlo, però. Che cosa unisce un mostro come Spezzossa ad un altro che invece dell'altruismo ha fatto la ragione della sua quasi-vita? È un segreto che sconvolgerà tutte le certezze di TestaCucita, cambiando per sempre il destino di Castello Spavento e dei suoi cento orrendissimi inquilini.
  3. "La tela del ragno" (2015): Se Castello Spavento ha ancora uno scienziato pazzo a trafficare in mostri e creazioni è merito di TestaCucita, Frankenstein in miniatura, ma anche di Arabella, la sola a non temere le orrende creature del Professore. E così, quando Arabella scompare, e tutto fa pensare a un rapimento, TestaCucita e la sua ciurma di mostri dal cuore tenero non hanno dubbi: bisogna partire al salvataggio, anche se il mondo, con tutti quei terribili esseri umani, mette davvero una gran fifa...
  4. "The beast of Grubbers Nubbin" (2015): In questo quinto libro della serie di Stitch Head, una terribile bestia si aggira ogni notte per la città di Grubbers Nubbin in cerca di cibo. Riusciranno Stitch Head e gli altri a risolvere questo mostruoso mistero? Gli orfani del Castello di Grotteskew stanno seminando il caos... e hanno fame. Senza cibo nel castello, Stitch Head e Arabella si dirigono a Grubbers Nubbin per vedere cosa possono rubare, ma lì incontrano una bestia terrificante e selvaggia. Che una delle creazioni del Professor Erasmus sia a piede libero?
  5. "The monster hunter" (2016): Una notte, Stitch Head e Arabella stanno osservando le stelle quando Stitch Head vede un grosso oggetto volante diretto verso di loro. L'oggetto si schianta contro il castello e dalle macerie emerge Dotty Dauntless, una coraggiosa cacciatrice di mostri di fama mondiale. Dotty aveva scoperto che il Castello di Grotteskew è pieno di mostri, quindi escogita un piano per portare con sé la Creatura e vincere una scommessa. Riusciranno Stitch Head, Arabella e le altre creature a fermarla e a salvare la Creatura?
 
  
 
 
Sopra: Le copertine degli altri volumi di Testa Cucita, di cui le prime due in italiano e le altre tre in inglese.
 
Curiosità: nel 2024 sono state create anche un paio di graphic novel ed inoltre dal primo volume ne è stato tratto un film d'animazione in computer grafica uscito nel 2025.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina della graphic novel mentre a destra la locandina del film. peccato che il film sia stato fatto in CGI, andando così a perdero lo stile grafico e così gotico e grottesco dell'illustratore.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.   

lunedì 8 giugno 2026

Il museo dei vampiri di Gabriella Giliberti e Lisa Merletti

Dopo l'edizione di "Frankenstein" di Mary Shelley, in questa edizione illustrata da Marco Calvi, torno a parlarvi di un'altra nuova uscita delle Edizioni Rebelle, sempre goticheggiante, ma stavolta a tema vampiresco: "Il museo dei vampiri" scritta da Gabriella Giliberti e con le illustrazioni di Lisa Merletti.
 
Sopra: Un copertina molto bella ed elegante, sui toni del viola e del nero e sui cui spicca l'immagine della Curatrice nella sua bara, in attesa di essere risvegliata per farci iniziare il nostro viaggio nel suo Museo.
 
Il museo dei vampiri reinventa il mito del vampiro: invece di una semplice enciclopedia, il lettore viene guidato in prima persona dalla vampira-narratrice, che commenta con ironia e malinconia leggende, casi storici e trasformazioni letterarie e cinematografiche. 
Ecco come accoglie noi lettori: "<<Benvenuto in casa mia. Entrate pure... e lasciate un po' della felicità che recate.>> o almeno così diceva un vecchio conte, con una passione per le entrate teatrali.
Suona vetusto, lo so. Però capiscimi, quando vivi abbastanza a lungo da vedere i nomi delle strade e le mode del terrore rinnovarsi, impari a conoscere ciò che resiste alle pieghe del tempo. Certe citazioni, ad esempio, come le creature notturne si consumano, si trasformano, ma restano in piedi. Oggigiorno si urla al grande ritorno del mostro, ma mi domando se ce ne siamo mai davvero andati. In ogni caso, non temere, l'invito tra le tue mani non è una maledizione... [...]
Perciò ti sto invitando.
Oh, che sciocca! Saltando tra discorsi sconclusionati, ancora non ti ho rivelato il mio nome. Col tempo ne ho collezionati molti. Alcuni li ho indossati come abiti per non dare nell'occhio; altri mi sono stati cuciti addosso con la fretta con cui i mortali etichettano ciò di cui hanno timore perchè sconosciuto. Ma tu chiamami pure Curatrice.
Curatrice di una casa-museo, di un archivio vivente. Curatrice - e qui ti sorrido- di un certo tipo di appetito, perchè la fame, cher, è un'educazione severa: ti insegna a scegliere, a conservare. Impone regole d'eleganza, se ci tieni abbastanza a non spaventare i tuoi ospiti. 
Se non la riempi con qualcosa di più interessante del semplice sopravvivere, l'eternità è una prigione di noia. [...]
L'immortalità ricorda un salone troppo grande, se non lo arredi con un senso, non ti resterà altro che l'eco dei tuoi passi. Per scongiurare questo epilogo, ho iniziato a studiare me stessa attraverso la storia che i secoli ci hanno ricamato addosso. Ho seguito piste e dicerie con ostinazione e piacere, con quella punta di crudeltà degli studiosi quando la verità non vuole farsi afferrare. [...]
Questa casa è il risultato di quel viaggio. Ogni stanza è un periodo, il deposito di miti accatastati gli uni sugli altri, dove i confini della realtà si intrecciano a quelli del folcklore. Troverai appunti, quadri, bozzetti, reliquie. Li ho raccolti io stessa, sì. Strappati alla polvere, ai roghi, alle mani sbagliate.
Dal Medioevo fino ai vampiri pop contemporanei, ogni “stanza” del libro racconta un aspetto diverso: le origini mitologiche, le superstizioni e le epidemie, i grandi personaggi storici, i vampiri del mondo e quelli romantici della letteratura, fino al cinema e alla TV. La protagonista, parzialmente inaffidabile ma irresistibile, invita il lettore a esplorare cripte, biblioteche e villaggi infestati, smentendo cliché e interpretazioni umane e lasciando filtrare il fascino e la solitudine eterna della sua specie. Con un tono gotico, ironico e malinconico, il libro unisce rigore divulgativo e piacere narrativo, trasformando il mito in un'esperienza immersiva e visivamente straordinaria
 
Sopra:  Le prime pagine in cui a destra veniamo accolti nell'anticamera, mentre a sinistra vediamo un ritratto della Curatrice, la vampira che ci accompagnerà durante la lettura per illustrarci tutti i segreti dei Vampiri.

Per questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Lisa Merletti, che sono veramente molto belle in quanto questa artista possiede uno stile dettagliato, dai tratti delicati, raffinati ed eleganti, dalle suggestioni vittoriane e gotiche, in cui è possibili notare anche una leggera influenza dal genere dei manga.
In passato aveva già illustrato anche altre opere per le Edizioni Rebelle, tra cui "Beatrice Cenci: La storia, la tortura, l'esecuzione" di Alexandre Dumas e "La ragazza invisibile" di Mary Shelley.
Nel testo ci sono disegni sia a pagina intera che a doppia pagina, oppure inseriti in mezzo ai testi. La maggior parte rappresentano dei personaggi menzionati nel libro, come la Curatrice ma, soprattutto tutti i vari vampiri di cui quest'ultima ci spiega l'esistenza. Tra i personaggi ritratti troviamo ad esempio antenati famosi come Ruthven (protagonista del "Vampiro" di Polidori), Carmilla, il conte Dracula, ma non mancano anche rappresentazioni di vampiri più antichi, provenienti spesso da varie parti del mondo. Abbiamo poi perfino rappresentazioni di vampiri cinematografici, tra cui lo stesso Dracula, in varie versioni, ma anche i vampiri di Twilight o di Buffy.
Grazie al proprio stile l'artista riesce a rende questi vampiri allo stesso tempo spaventosi e inquietanti (alcuni addirittura mostruosi) ma anche belli e sensuali 
Oltre ai personaggi spesso vengono ritratti anche oggetti, ovviamente sempre legati ai vampiri in un modo o nell'altro: abbiamo così paletti di biancospino, pietre che venivano inserite nella bocca dei defunti, ampolle di acqua benedetta, tinozze piene di sangue, lampade ad olio, ritagli di giornali, ecc...
In ogni caso comunque c'è sempre un certo focus sui personaggi, in quanto gli sfondi e gli ambienti, anche quando presenti, non sono mai molto dettagliati o particolari, spesso si fanno anche fatica a intravedere.
Alcune immagini sono a colori, anche se Merletti ha scelto comunque delle tinte dai toni delicati, quasi scoloriti a volte, spenti e desaturati, che quindi non risultano mai troppo brillanti o accesi, anche se talvolta possono essere stese con intensità, soprattutto in alcune zone. La pelle delle persone, ad esempio, è di un rosa molto pallido, quasi bianco, che risalta in confronto agli sfondi scuri dei fondali. Oltre a non usare tonalità particolarmente brillanti o vivaci anche la scelta delle tinte è piuttosto limitata, in particolare al nero, al bianco, al blu, al marrone, al rosso (che rimane comunque un rosso scuro, non brillante).
Sono presenti anche dei disegni in bianco e nero, in cui però è solitamente il nero a prevalere, tanto che l'interno delle figure è tinto di nero mentre sono le linee delle figure a essere tracciate col bianco, probabilmente per creare un effetto maggiormente oscuro e drammatico.
Le illustrazioni accompagnano i testi arricchendoli e sono imprescindibili da essi in quanto legati da uno stretto legame. Ad esempio quando la Curatrice cita e invita il suo accompagnatore (e noi lettori) a osservare alcuni ritratti di antenati oppure specchi che riflettono i vampiri del cinema lo fa rivolgendosi alle illustrazioni presenti nel libro, le quali possono anche essere accompagnate da qualche spiegazione, ma rimangono comunque imprescindibili per la corretta e piena comprensione di ciò che la Curatrice vuole mostrarci.
 
 
 


  
Sopra: Alcune illustrazioni interne di Lisa Merletti, dai colori spenti e desaturati, che mostrano varie stanze del Museo come: la sala delle Metamorfosi, quella delle Epidemie e delle Superstizioni, delle Carte dal Mondo e dalla Biblioteca dei Romantici (l'immagine in basso a sinistra raffigura proprio Carmilla e Laura).
 
"Il museo dei vampiri" di Gabriella Giliberti e Loputyn è un volume molto bello dedicati ai Vampiri, che impareremo a conoscere abbastanza a fondo grazie alla nostra guida: la Curatrice, una vampira che ha deciso di rendere la propria dimora un museo dove dedicare ogni stanza a una certa epoca e ad un certo aspetto di queste creature. Come lei stessa ricorda al suo lettore/visitatore: "Tutto ciò l'ho chiamato museo con fare presuntuoso, ma non lasciarti ingannare dalla parola. Un museo di solito dorme. Questa casa no. Prima di continuare, lasciami essere chiara: non esiste un solo vampiro o un unico termine rappresentativo. Esistono famiglie, vizi, genealogie, superstizioni. Differenze sottili ed abissali. Dialetti del sangue; modi diversi di volere, predare, amare e sopravvivere. Esistono bugie che abbiamo tessuto talmente bene da restarci incastrati. 
Forse ti aspetti un mostro con un volto preciso. Io ti offrirò una mappa piena di variazioni, in quanto il vampiro, più che una creatura, è una lente. Cambia forma a seconda di chi lo guarda e di cosa non vuole ammettere. A volte è coraggio, altre aristocrazia. Altre ancora fame, erotismo, colpa, potere, libertà. La scusa perfetta di ciò che una società teme e desidera.
Ed è proprio questo a rendere questo volume così interessante, in quanto non è una semplice enciclopedia sui vampiri, ma anche un invito a una riflessione più profonda che invita a guardare a questa creatura attraverso uno sguardo nuovo: non come semplice mostro, ma come lo specchio della cultura e della società umana, delle sue paure, ma anche dei suoi desideri, e di come essi siano mutati ed evoluti nel corso del tempo.
La Curatrice infatti ci porterà a conoscere la figura del vampiro attraverso un percorso storico: si parte dalla sala delle origini con riferimenti alla religione cristiana e a quella egizia, per poi passare alla figura del revenant (il morto che torna in vita); si passa poi alla sala delle Epidemie e delle Superstizioni, poi a quella delle Metamorfosi, dove la figura del vampiro di mischia a quella del licantropo; alla galleria degli zii famosi, dove conosceremo figure storiche come Erzsébet e Vlad; poi il Gabinetto dei Lumi, in cui arriviamo al XVIII secolo, dove l'uomo cerca di analizzare tutto con raziocinio; per poi passare alle Carte dal mondo, dove sono racchiusi tutti i vari parenti dei vampiri provenienti da tutte le parti del mondo; giungiamo poi alla Biblioteca dei Romantici, in cui il periodo del romanticismo riporta alla ribalta la figura del vampiro conferendole un nuovo aspetto e un nuovo fascino; infine giungiamo alla Sala degli Specchi, i quali contengono, sempre suddivisi per periodo storico le rappresentazione dei vampiri provenienti dalle più famose pellicole cinematografiche, da Nosferatu di Murnau (1922), passando per "The lost Boys" del 1987 fino a "Twilight" e "I Peccatori" del 2025.
Ho trovato ad esempio molto interessante l'analisi che l'autrice fa riguardo alla figura del vampiro che nasce come revenant, cioè come morto che risorge e che cioè si comporta esattamente all'opposto di come dovrebbe fare un cadavere. In questo caso il revenant veniva visto come un'anima in pena , magari per qualche torto subito e, come spiega la Curatrice: "Un morto assassinato è una ferita collettiva, un morto suicida è uno scandalo teologico e privato insieme. Il revenant nasce nel punto in cui la vergogna e il lutto si fondono in un problema pubblico, tramutando il terrore nell'ossessiva ricerca di un potenziale colpevole." Così il vampiro nasce per dare un volto alla paura, per poi proseguire diventando, in periodo di epidemie, la loro causa: "Pertanto, in un clima di tale disordine, la diceria e la superstizione si diffondono a macchia d'olio, esattamente come fanno le epidemie. Nei resoconti folklorici e nelle ricostruzioni storiche, le scene tendono a ripetersi con una regolarità inquietante: prima una dipartita successiva a una febbre; poi una catena di decessi ravvicinati; infine, il sospetto verso un cadavere ben conservato, la cui stessa perdita e avvolta dal mistero." Ovviamente l'analisi continua, fino ad arrivare a tempi piuttosto recenti, dove si inizia a provare un certo fascino e anche una certa empatia verso questa creatura: "Dopo Dracula avete cominciato a guardarci con un'attenzione differente. Creature con emozioni ferite, non solo un male da stanare. Chissà, vi siete ricordati che, in fondo, siamo stati umani anche noi.
La letteratura, nei decenni a seguire, intuisce che il vampiro può essere qualcosa di più di un antagonista, un emblema cangiante anche per l'esclusione, la diversità, il dolore."
E' proprio tutta questa analisi sociale e antropologica sulla figura del vampiro la parte che mi ha più affascinato di quest'opera, oltre al fatto che essa contiene comunque molte informazioni di varia natura su questa creatura, andando a citare folklore, miti, leggende, resoconti storici, perfino la Bibbia, ma anche romanzi letterari e versioni cinematografiche. 
Un'opera molto interessante ed affascinante, che porta anche a riflettere sul pensiero, la psicologia e la natura umana, il tutto accompagnato dalle splendide, delicate, graziose ma allo stesso tempo inquietanti e affascinanti illustrazioni di Merletti. 
 
P.S. Prima di abbandonarvi volevo segnalarvi però che molte informazioni contenute in questo testo le ho trovate anche in un altro, pubblicato antecedentemente: "I segreti dei vampiri" di Julie Légère, Elsa Whyte e Laura Pérez, edito nel 2022 da IL CASTELLO. Vi basterà osservare il sommario per rendervi conto che quasi tutti i titoli coincidono: si parte con i vampiri di tutto il mondo e da quelli delle origini, passando a quelli medievali, con le loro epidemie, per poi passare al Rinascimento (dove si parla di vampiri e lupi mannari, citando pure la famiglia Gandillon) e all'Europa Centrale (dove vengono citate le figure di Vlad e Bathory). Arriva poi l'Illuminismo (dove viene menzionato il lavoro di di Calmet e la lettera dell'arcivescovo Benedetto XIV) per poi passare alla figura del vampiro nella letteratura (con Polidori, Le Fanu e Stoker) per arrivare ai vampiri di nuova generazione, compresi quelli del cinema (tra cui quelli di "Intervista col Vampiro", Buffy e "Twilight").
 
 

Sopra: La copertina, dallo sfondo nero, e sotto alcune pagine interne (tra cui quella del sommario) di un volume sempre dedicato ai vampiri uscito nel 2022, e di cui credo proprio che la Giliberti sia parecchio debitrice per quanto riguarda le informazioni.

Quest'opera è stata edita nel 2026 dalle Edizioni re-belle, ha la copertina rigida, ha 190 pagine, misura 24,5 cm d'altezza e 17,2 cm di lunghezza e costa 23 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 1 giugno 2026

La classe terribile di Paola Valente

Da bambina, quando avevo più o meno 8/9 anni ricordo di aver letto nella biblioteca scolastica un libro che si intitolava "La maestra Tiramisù", che parlava di una maestra terribile e terrificante che viveva in una scuola sotterranea e segreta. Oggi tuttavia non vi parlerò di quel libro, ma di un altro scritto sempre dalla medesima autrice e che vede per protagonisti una classe di bambini terribili e un'altrettanto terribile maestra. Vi parlerò infatti di "La classe terribile" scritto da Paola Valente e con le illustrazioni di Gherardo Bartoloni.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina del 1999 mentre a destra quella di una nuova edizione del 2009, a cui a quanto pare hanno cambiato i disegni.

Alunni in gamba, insegnanti competenti e un direttore autorevole: ecco gli ingredienti indispensabili per una scuola che si rispetti. Ma… se in quella scuola capita una classe terribile? Sono guai! E se nella classe terribile capita un’alunna terribile? È il finimondo assicurato!
Come sentiamo spiegare al Direttore a un'insegnante: "- Il problema non è lei, signorina Applegreen.
- Qual è, allora?
Il Direttore si guardò intorno furtivamente, poi si alzò, spiò sotto la scrivania, quindi dietro un paravento che celava il tavolino della Segretaria, infine aprì all'improvviso la finestra e guardò fuori a destra e a sinistra. Rassicurato, tornò a sedersi.
- Il problema è... la classe.
- Tutto qui? Dai miei titoli di studio lei avrà senz'altro constatato che io sono diplomata in "problemi, problematiche, dilemmi, grane, rogne, grattacapi pedagogici". Con il massimo dei voti, ovviamente.
- Che m'importa...
- Come, scusi? - strillò la signorina Applegreen diventando paonazza.
- Volevo dire che non metto in dubbio le sue competenze, ehm... Tuttavia, mia cara, gli alunni che dovrei affidarle sono, senza tema di smentita, i peggiori del mondo. Dall'inizio dell'anni hanno gia fatto scappare quindici maestre, che hanno fatto causa alla scuola per danni fisici, psicologici, professionali e trasversali.
- Non ci sapevano fare, erano inesperte e autoritarie.
- Erano tutte professioniste di ottimo livello.
Purtroppo per lei (e per il Direttore) però neanche la signorina Applegreen è abbastanza per far fronte alla classe terribile, capitana da una bambina che si chiama Patty Blue, la quale mette a soqquadro l'intera scuola aizzando i compagni a combinarne di tutti i colori:
"Nell'aula c'era uno strano silenzio. I banchi erano stati ammonticchiati in una catasta che arrivava al soffitto e, seduta sull'ultimo banco, pericolosamente in bilico, una bambina molto graziosa  scrutava meditabonda i suoi undici compagni seduti sul pavimento. Erano cinque femmine e sei maschi con l'aria annoiata dei teppisti a Ferragosto. [...]
Un bambino sbadigliò, la guardò scuotendo la testa e disse: - Patty Blue, ci stiamo annoiando a morte. [...]
- E allora? Di che ti lamenti? Stiamo raggiungendo il nostro obiettivo. Niente studio, niente regole, niente imposizioni. Noi non accettiamo di essere educati e istruiti. Non vogliamo diventare bravi ragazzi che ubbidiscono alle maestre, al Direttore, ai poliziotti e alla pubblicità. Noi vogliamo essere liberi. Siete tutti d'accordo con me?
Riusciranno gli insegnanti e il direttore a domare quegli alunni scatenati e a riportare l'ordine? 
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano l'arrivo della Maestra, raffigurata come un'ombra minacciosa mentre entra dalla porta, mentre gli alunni sono in attesa che il secchio posto sopra la porta le cada in testa (cosa che non avverrà).
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Gherardo Bertoloni, le quali sono a pagina intera oppure collocate in mezzo ai testi, in quest'ultimo caso tuttavia esse sono comunque di dimensioni piuttosto grandi, andando ad occupare i tre quarti della pagina o anche due pagine.
I disegni di Bertoloni hanno uno stile piuttosto particolare e facilmente riconoscibile, che si potrebbe definire comico-grottesco, che si contraddistingue per le linee pulite e nette e per i colori accesi, brillanti e intensi, stesi in maniera piatta, anche se non macano le ombreggiature, che però sono minime e tono- su- tono.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, anzi è abbastanza caricaturale e cartoonesco, con occhi che non sono altro che semplici pallini neri, anche se la cosa più particolare però dello stile di questo artista è il modo in cui sono disegnati i nasi. I nasi infatti sono connessi alle sopracciglia tramite delle linee nere nette, e la parte inferiore del naso se vista frontalmente sembra il muso di un maialino: ovale e con all'interno due cerchietti come narici. La bocca delle bambine inoltre presenta delle labbra molto grandi e carnose, come se le labbra fossero state rifatte. I personaggi sono poi spesso mostrati mentre gesticolano e più di qualcuno assume spesso una posa teatrale. Essi inoltre vengono rappresentati e abbigliati esattamente come indicato nel libro (quando precisato), come avviene ad esempio nel caso della protagonista, col suo giubbotto di pelle nera che la identifica subito come la leader. Anche gli altri tuttavia sono abbigliati secondo la moda degli anni Novanta, indossando ad esempio il cappellino con frontino al contrario, acconciature dai ciuffi esagerati, ecc... 
Le immagini sono utili quindi per supportare i lettori durante la lettura, poiché comunicano bene l'atmosfera della storia e dato che rappresentano scene e personaggi che vengono descritti nei testi: la scena, ad esempio, di Patty che incita la sua classe seduta sopra una montagna di banchi; quella dove Patty e alcuni compagni aspettano impazienti l'arrivo in classe della nuova maestra pronti a farle uno scherzo; la maestra che, seduta in cattedra col suo topo, rende fallimentari tutti gli scherzi della classe per mandarla via; Patty che, seduta nel suo rifugio mentre fuori nevica, pensa a qualche nuovo scherzo da poter fare alla Maestra; ...

  
 

 
Sopra: Alcune pagine illustrate da Gherardo Bertoloni, dai colori accesi e sgargianti, in cui possiamo vedere personaggi come la malvagia Maestra, Patty e suo padre.
 
"La classe terribile" di Paola Valente è una storia di quelle ambientate in ambito scolastico, e che vede infatti come protagonista una classe di alunni particolarmente monelli e poco inclini a seguire le regole, capitanati dalla loro leader: Peggy Blue, la quale afferma di essere la figlia di un famoso boss mafioso, ma sarà veramente così?.
Tutto sembra filare secondo i piani della capobanda, dato che finora nessuna maestre è riuscita a resistere nella "classe terribile" più di una settimana, ma tutto cambia quando arriva la Maestra, la quale si presenta così: "- Miei cari fanciulli, io sono la vostra nuova Maestra. Se oserete rivolgermi la arola, pretendo che mi chiamiate "Signora Pregiatissima", oppure "Illustre Dottoressa". A voi la scelta! Niente di ciò che propongo può essere messo in discussione, perchè io sono perfetta. S emi ubbidirete in tutto per tutto, andremo d'accordo e potrete apprendere molte cose interessanti, curando la malattia a cui siete tanto soggetti che si chiama "ignoranza nera". Se non mi ubbidirete... peggio per voi."
E' interessante come questa storia abbia come cardini due personaggi femminili rappresentati non in maniera positiva ma negativa: da una parte un'alunna che si pone come leader negativo della classe, spronando i compagni a comportarsi male e dall'altra una maestra autoritaria e prepotente, terrificante.
La Maestra in effetti non sembra neppure una persona reale, ma più una sorta di entità reincarnata, in possesso di poteri e doti soprannaturali: ella infatti è "quasi immune da purghe, da veleni, da sonniferi e da qualsiasi stregoneria"; quando passa sotto la porta il secchio che avrebbe dovuto caderle in testa rimane sospeso; quando le incollano l'abito alla sedie e questo si strappa si scopre che sotto ne indossava un altro uguale; quando la chiudono a chiave in bagno al ritorno in classe se la ritrovano comodamente seduta in cattedra... 
Oltre a questo la Maestra si dimostra capace di tenere a bada non solo una classe di monelli ribelli, ma a quanto pare anche gli scagnozzi di un boss mafioso (di cui a quanto pare lei è stata l'insegnate quando questi andava ancora alle elementari), che decide di andare a visitare per scoprire se lui è veramente il padre di Patty Blue. 
Se la figura dell'antagonista è memorabile poiché sembra avere qualcosa di spaventosamente soprannaturale quella della protagonista, Patty Blue, è invece una figura molto umana. A scuola fa la bulla e si pone come leader indiscusso, che insegue gli ideali della libertà assoluta, senza essere nè educati né istruiti e che non vogliono diventare bravi ragazzi, dicendo di avere come padre un boss mafioso, ma in realtà sotto la sua corazza di nasconde una ragazza con delle fragilità. Ella infatti non è la figlia di un boss mafioso, ma di un umile ed onesto cameriere, un padre single che deve lavorare molto e fino a tardi per mantenere se stesso e la figlia. Ma Patty preferirebbe "vivere sotto un ponte, piuttosto di rimanere sempre a casa da sola".
Un libro che, nonostante la brevità, presenta dei personaggi complessi e sfaccettati, e perfino quelli secondari, pur essendo meno complessi, risultano memorabili per alcuni tratti che li caratterizzano: tipo il Direttore che è fissato con la menta e si veste sempre di verde, oppure il nuovo bidello, che prima era un senzatetto, ma che è una brava persona che sprona gli alunni a fare la cosa giusta. Anche la vicenda affrontata nella storia ha dei risvolti piuttosto interessanti che portano a delle riflessioni anche profonde: la tematica dell'educazione e del comportamento viene presentata e affrontata non se fosse una questione semplicemente di bene o male, ma con varie sfaccettature e sfumature. Gli alunni della terza Q si sono sicuramente comportati male nei confronti delle maestre e per questo hanno dovuto subire l'educazione di una maestra davvero terribile. Ma impareranno che non è mai troppo tardi per rivedere i propri comportamenti e riflettere sui propri errori e sulle motivazioni che li hanno spinti a comportarsi così.
Anche la figura della Maestra è molto interessante, in quanto più che una vera e propria persona sembra un'entità, tipo una sorta di Erinni ma della scuola, pronta a scendere in campo per punire quelle classi che si comportano male, diventando per loro la maestra più terrible che esista e che sembra impossibile da sconfiggere. In effetti alla fine è lei a decidere di licenziarsi, sebbene il Direttore avesse già intenzione di farlo (ma di fronte a lei si era intimidito troppo per parlare), avendo quindi lei l'ultima parola. E in effetti lei mette in chiaro con gli alunni che: "- Me ne vado. Però sappiate che potrei tornare in qualsiasi momento, razza di smidollati dal cervello fradicio."
Una lettura semplice ma che offre diversi spunti di riflessione interessanti, il che la rende una lettura che potrebbe essere anche letta ad alta voce in classe dall'insegnante e commentata insieme con i bambini; per questo, nonostante la bervità della storia, viene consigliata ai partire dai 9 anni.
 
Il volume è stato pubblicato nel 1999 dalla Raffaello Editrice; ha 160 pagine, una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costava 6,71 euro (13.000 LIRE), mentre ora la nuova edizione costa 8,50 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.    

lunedì 25 maggio 2026

Re Mida ha le orecchie d'asino di Bianca Pitzorno

"Re Mida ha le orecchie d'asino" è uno dei libri più famosi scritti dall'autrice Bianca Pitzorno, scrittrice, autrice televisiva e traduttrice italiana e anche ambasciatrice UNICEF.
Un volume che vede per protagonista una ragazzina che si trova alle prese con l'adolescenza e tutti i suoi problemi.
 
    
Sopra: Varie copertine di diverse edizioni di questa storia, la prima a sinistra del 2000, quella centrale del 2010 e quella a destra del 2012.

Anni Cinquanta. Làlage Pau, una ragazzina di 11 anni, torna sull'isola di La Serpentara, dove vive la sua famiglia, dopo un anno di collegio passato in città. In questo luogo di vacanza si intrecciano fatti e avventure che coinvolgono anche Tilda, la cugina di Làlage, che ha un innamorato segreto, Irene l'amica del cuore ma di diverso ambiente sociale, il capitano della nave cisterna, una compagnia di attori dilettanti.
Quest'anno la bella e irraggiungibile cugina Tilda passerà l'estate in casa di Làlage, che ha solo undici anni e non immagina quanto possano essere pericolosi i segreti di una quasi quattordicenne. 
"Làlage di congnome si chiamava Pau e Tilda Sorrenti. La cuginanza nasceva dal fatto che le loro madri erano sorelle: Franca e Rinuccia Marini. [...]
Làlage, nonostante il nome, non era una di quelle pettegole che non perdono occasione per raccontare tutto in giro. Anzi, Irene, la sua migliore amica, qualche volta le rimproverava di essere troppo riservata.
Però se c'era una cosa che Làlage odiava, erano i segreti. [...]
 Quell'estate però Tilda l'aveva attirata e coinvolta in un vero labirinto di segreti, grandi e piccoli, stupidi e importanti. Un labirinto da cui era difficile venir fuori senza combinare pasticci.
- Lo sappiamo solo noi due - le ripeteva la cugina quando la vedeva esitante sulla necessità di tanti misteri.
- Se lo sapesse anche un altro sarebbe la fine - e le ricordava un proverbio ripetuto spesso in casa Marini: "Segreto di due, segreto di Dio; segreto di tre, segreto di tutti".
All'inizio Làlage era lusingata di aver finalmente ottenuto la confidenza della cugina più grande, che fino a quell'anno l'aveva sempre ignorata, come se non si fosse mai accorta della sua esistenza, ma da metà luglio aveva cominciato a sentirsi come il barbeire del re Mida.  [...]
Naturalmente Làlage sapeva che l'ultimo segreto di Tilda non era di quelli che si possono raccontare impunemente ai quattro venti. Era atterrita anche lei dall'idea che lo si venisse a sapere in giro. Tutta la famiglia ne sarebbe stata ricoperta di vergogna.  [...]
Era furibonda con la cugina. Comodo, eh, scaricare i problemi personali su di un'altra, vietandole qualsiasi sfogo e sollievo, per andarsene tutta allegra a fare i bagagli del ritorno in città! Pazza, incosciente ed egoista: ecco cos'era Tilda. Come se Làlage non avesse abbastanza pensieri, abbastanza dispiaceri per conto proprio.
Làlage viene trascinata in un labirinto inestricabile di amori, segreti, bugie e malintesi, fino a mettere in pericolo l'amicizia con la fedelissima Irene. Un giorno però le viene offerta la parte principale in una recita strappalacrime...  
 
 Sopra: Due pagine di cui in quella a sinistra vediamo un'illustrazione di Quentin Blake dove vengono ritratte le babysitter che lavorano per la madre di Làlage, assieme ai due gemelli.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni del rinomato Quentin Blake, disegnatore, illustratore e scrittore britannico, famoso nel mondo per le sue illustrazioni particolari di libri per bambini e ragazzi, ha infatti disegnato più di 300 libri, e ha ottenuto un successo internazionale soprattutto grazie ai disegni presenti nei libri di Dahl.
I disegni di Blake sono ironici e irriverenti, poiché esso è molto sbarazzino, con personaggi e ambienti disegnati in modo rapido con l'inchiostro nero, dal tratto molto tremolante. Diciamo che i personaggi di Blake non hanno un aspetto propriamente "bello" da vedere, ma sicuramente molto espressivo, originale e vibrante.
Le immagini presenti nella raccolta sono abbastanza numerose e ve ne sono sia a pagina intera che in mezzo ai testi. Entrambe rappresentano vere e proprie scene narrate nei testi, visto che anche i disegni in mezzo ai testi di solito sono abbastanza grandicelli, come: un fratello di Làlage che si fa la doccia sotto un secchio; i fratelli di Lalage che saltano sopra il suo letto per svegliarla; la protagonista con i suoi familiari in barca; Lalage e la sua amica Irene mentre lavora al bar, ecc... 
I disegni svolgono sicuramente una funzione di supporto durante la lettura aiutando i lettori a visualizzare le scene di cui leggono e a vedere anche come sono fatti personaggi, la maggior parte di quelli rappresentati sono bambini e ragazzine per cui sono stati rappresentati con corpi affusolati e magrolini. Làlage ha i capelli neri e corti a caschetto, mentre Tilda, oltre ad essere più alta, ha i capelli lunghi e biondi, mentre Irene viene ritratta sempre con delle lunghe codine.
 

  

   
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne, in bianco e nero, realizzate da Quentin Blake, le quali ci mostrano la protagonista, Tilda, Irene e altri membri della famiglia della protagonista.
 
 "Re Mida ha le orecchie d'asino" è una storia adatta a lettori dai 9 anni in su, che tratta tematiche legate alla crescita, all'adolescenza e ai segreti. Da quanto infatti la cugina di Làlage, Tilda, arriva sull'isola per le vacanze estive, la protagonista sarà costretta a mantenere un bel po' di segreti. La cosa ironica è che lei odia avere segreti, sebbene sia brava a mantenerli (poiché dotata di un forte senso di lealtà e riservatezza), nonostante il suo nome che deriva dal greco "lalaghéin", che significa chiacchierare, balbettare, garrire.
Inizialmente Tilda è molto sulle sue, passando diversi giorni a ignorare la cugina, che si rassegna a divertirsi assieme alla sua migliore amica Irene, almeno fin quando non si imbatte in Tilda vicino al cimitero e quest'ultima la prega di non dire a nessuno di averla vista. Quando l'episodio si ripete e, inoltre, Làlage sente la cugina parlare di notte con qualcuno alla finestra, Tilda confessa alla cuginetta il motivo per cui è stata mandata a La Serpentara: si è innamorata, ricambiata a quanto pare di un ragazzino della sua stessa età, i cui genitori lavorano come fruttivendoli in paese. I genitori e i parenti di Tilda però non sono per nulla contenti della situazione: primo perchè la ritengono troppo giovare per aere un fidanzato e secondo perchè considerano pretendente non degno della loro famiglia:
"Cominciava a capire come nella storia della cugina ci fossero dei problemi tipo Montecchi e Capuleti.
- Suo padre ha un negozio di frutta - continuò Tilda.
- E anche sua madre sta dietro il banco, col grembiule.
- Sono poveri?
- Non credo. Hanno la macchina. E d'estate vanno a Plaiamàr. E' lì che ci siamo conosciuti. Ma non sono abbastanza per i marini. Zia Elettra dice che sono gente ignorante, volgare, che non riceverebbe mai la madre di Giorgio nel suo salotto.
- Ma lui, scusa, che colpa ne ha? 
 - Infatti. Però loro, quando hanno scoperto che stavamo insieme mi hanno picchiata, sai? Mi hanno proibito di uscire da sola.
E' per questo che, per la prima volta, hanno deciso di spedire la figlia a casa della zia, così da non farla incontrare col suo fidanzato, ma Tilda confessa a Làlage che in realtà il ragazzo è riuscito ad arrivare sull'isola assieme ad altri due ragazzi e che quindi lei sta continuando a vederlo, anche se sempre di nascosto. 
Peccato però che col tempo il fidanzato di Tilda si dimostri non proprio il migliore dei maschi, dimostrandosi possessivo e geloso, così i due finiscono per litigare e lasciarsi. Ma questo non scoraggia Tilda, la quale non è neppure lei una santa: è egoista, incostante, tirannica e anche un po' manipolatoria, e tratta Làlage non come una vera amica e confidente, ma più come un'aiutante, uno strumento, qualcuno che le serve per raggiungere i suoi scopi, anche a costo di metterla nei guai. Per colpa di Tilde, dei suoi segreti e delle sue bugie, Làlage finirà anche per litigare con Irene, cosa che a Tilda non importerà minimamente, considerando i suoi problemi "roba da bambine".
Successivamente Tilda comunque farà pace con il suo ragazzo, coinvolgendo Làlage in un scambio di lettere clandestine. Nel frattempo arriva a La Serpentara anche una compagnia di attori itineranti che iniziano a mettere in scena ogni sera uno spettacolo teatrale e, durante l'ultimo spettacolo, chiedono la collaborazione anche dei bambini del posto, affidando a Làlage un ruolo parecchio importante.
Devo dire che questa parte centrale con la compagnia teatrale è quella che ho trovato meno interessante, anche perchè la protagonista si mette a scrivere un diario dove descrive abbastanza dettagliatamente tutte le trame dei drammi messi in scena dalla compagnia, compreso anche quello finale dove lei reciterà. Magari però qualcuno potrebbe apprezzare la cosa per poter scoprire nuove vicende, in quanto si tratta di altre storie dentro la storia principale. Qui Làlage annuncia ai lettori che ci sarà una sorpresa che farà restare tutti di stucco, ma diciamo che è piuttosto facile immaginare quale sia il piano della protagonista (che riguarda anche la sua amica Irene, la quale da grande vole fare l'attrice). Ho apprezzato comunque la caratterizzazione di tutti i membri della compagnia che, nonostante siano persone povere e umili, sono molto cortesi e dei gran lavoratori.
Verso l'ultimo terzo del libro il ritmo riprende fiato, poiché Tilda ricomincia a confidarsi con la protagonista e uno degli attori della compagnia si sente male, tanto da dover essere portato d'urgenza in ospedale. E sarà dopo questo episodio che Tilda confesserà alla cugina il suo ultimo terribile segreto.
Una storia tutto sommato interessante, almeno per quanto riguarda l'ambientazione e il rapporto tra Làlage e Tilda, pieno di segreti e piccoli screzi, con dei personaggi sfaccettati e realistici. Essendo il romanzo ambientato negli anni Cinquanta è interessante fare questo passo nel passato, tra l'altro andando a conoscere una realtà a molti di noi piuttosto ignota: quella di una piccola isola che ancora a metà del Novecento non aveva acqua corrente o elettricità, per cui l'acqua doveva essere razionata al massimo ed evitare qualsiasi spreco. Emergono poi anche altri fattori, di tipo sociale e culturale, dell'epoca, tipo: il fatto che fosse normale per i genitori picchiare i figli o le figlie se facevano qualcosa che secondo loro non era corretto (Irene ad esempio viene picchiata dal fratello maggiore e dal padre per aver ballato con un uomo davanti al bar); che le femmine venivano molto controllate e bastava poco per accusarle di avere comportamenti poco appropriati per una ragazza per bene (tanto interessante quanto assurdo il fatto che nel collegio religioso in cui va Làlage le suore obblighino le studentesse a farsi il bagno con una camicia da notte affinché non si vedano nude); si respira anche una certa atmosfera classista e una divisione nelle classi sociali piuttosto rigida, per cui persone che facevano lavori onesti ma considerati umili venivano visti come una sorta di poveracci da tenere a distanza (tipo il ragazzo di Tilda, i cui genitori erano fruttivendoli, oppure la compagnia di attori itineranti).
Oltre quindi alla trama con i suoi drammi adolescenziali il libro presenta anche un'interessante spaccato storico dell'Italia degli anni Cinquanta, che i più giovani sicuramente non conoscono e di cui potrebbero rimanere sorpresi. 
A tale proposito ci sono anche un sacco di riferimenti a personaggi famosi all'epoca (soprattutto personaggi televisivi tipo attori/attrici e cantanti), oltre anche a riferimenti letterari (Làlage ad esempio cita sempre le lettura della cugina). Purtroppo per quanto riguarda i personaggi televisivi io sono una frana in fatto di nomi e quindi non ne ho riconosciuto nessuno e spesso sono dovuta andarmi a vedere chi erano. Un piccolo problema che probabilmente riscontreranno anche le generazioni più giovani, ma potrebbe essere per loro anche l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo. 
I personaggi sono ben caratterizzati e sfaccettati e i lettori potranno trovarsi d'accordo con loro oppure no a seconda della situazione e del momento, ma diciamo che qui non ne troverete nessuno di perfetto, ma sicuramente dei personaggi realistici, capaci di esprimere veramente i pensieri e le emozioni di ragazzine di 11 e 14 anni (anche con la loro immaturità e la loro voglia di diventare grandi e fare esperienze), e che si comportano anche come tali. Ad esempio io non mi sono trovata d'accordo con la protagonista sul fatto di mantenere segreto l'ultimo segreto che Tilda le ha confessato, visto che era una cosa che riguardava la sua salute, anche se, più che altro grazie alla fortuna, le cose sembrano comunque essersi risolte per il meglio. Nel corso della storia comunque la protagonista si ritroverà a riflettere su diverse questioni che probabilmente si pongono molte adolescenti e pre adolescenti (o per lo meno si ponevano prima dell'arrivo di internet: tipo il rapporto con i maschi, le mestruazioni, la pudicizia, quali sono i comportamenti socialmente accettati e quali no (tipo il parroco afferma che sfilare durante un concorso di bellezza in costume da bagno è peccato), la povertà, la malattia (in quegli anni a quanto pare la tubercolosi era una malattia ancora piuttosto diffusa e che mieteva vittime), ma anche questioni religiose tipo la morte (e la vita dopo la morte) o cosa renda una persona santa o peccaminosa.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 1996 (l'edizione che ho io è del 2007) dalla Mondadori Editore, ha una copertina flessibile, ha188 pagine, misura 20,5 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 7,00 euro. 
 
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