venerdì 29 agosto 2025

SPECIALE: Libri non illustrati (GOTHIC, DARK ACADEMIA)

Oggi vi parlerò di alcuni titoli indirizzati ad adolescenti (a partire dai 13/14 anni) e adulti che fanno parte di un genere che mi ispira ma a cui non mi ero ancora approcciata: il dark academia, il quale si basa su una sottocultura basata sull’amore per il classicismo (quindi l'amore per lo studio e per la cultura classica, per le arti e per l’introspezione) e per le atmosfere gotiche, con un tocco di mistero e di malinconia.  I protagonisti di queste storie appartengono per lo più a una classe agiata e frequentano una qualche affascinante scuola elitaria, fra le cui mura si ritrovano però invischiati in situazioni oscure.
Rientrano perfettamente in questo filone i primi due titoli di cui vi parlerò: "Rosenholm: Rose & Viole" e il suo seguito "Rosenholm: Non ti scordar di me".
Il terzo libro di cui vi parlerò: "I segreti che sussurriamo alle ombre" pur non essendo ambientato in un collegio vede comunque per protagonista una ragazza di buona famiglia, iscritta alla facoltà di medicina, la quale ha per matrigna un vampiro.
 

"ROSENHOLM: ROSE & VIOLE" di Gry Kappel Jensen con 336 pagine, edito nel 2023 dalla Gallucci Editore (costo di 17,00 euro. Titolo originale: "Gry. Roser og Violer", 2019).
Nella scuola di Rosenholm a breve si svolgeranno le prove di ammissione per le studentesse che hanno ricevuto la lettera di invito. Vi sono molte ragazze presenti, ma i lettori seguiranno le vicende di 4 ragazze in particolare: Kirstine, Victoria, Kamille e Malou.
Kirstine è dislessica, ma lei continua a credersi incapace e poco intelligente, inoltre proviene da una famiglia molto religiosa: "Dopo anni di fallimenti scolastici, quello almeno lo aveva capito. Insegnanti di sostegno, psicologi, colloqui, test di lettura: era stato tutto inutile e alla fine tutti quelli che avevano avuto a che fare con lei ci avevano rinunciato. Dopo un disastroso tentativo di intraprendere il liceo, si era ritirata e adesso le rimaneva soltanto il lavoro di addetta alle pulizie in una casa di riposo. Oltre agli incontri in chiesa, dove la trascinavano i suoi. In altre parola, aveva appena compiuto diciotto anni e non aveva idea di cosa fare della propria vita." A causa dei suoi trascorsi ha poca fiducia in se stessa, anche se ha deciso di accettare di sottoporsi al test di ingresso per entrare a far parte della scuola, anche se ha dovuto fuggire di casa e andare contro il volere dei propri severi genitori. 
Victoria è bella e ricca, ma profondamente tormentata, sembra infatti avvertire i sentimenti e i caratteri delle altre persone e sembra essere particolarmente sensibile ai fenomeni occulti: "Victoria si passò una mano sui capelli corti e scuri, evitando espressamente di guardare le altre. Già le percepiva fin troppo. Con tutti i loro umori -ansie, ambizioni, curiosità- le pareva di soffocare in quel corridoio dal soffitto basso." Inoltre è tormentata da quelle che lei chiama le "ombre bianche", le quali scopre essere le anime di persone morte che cercano di mettersi in contatto con lei.
Kamille è cresciuta in campagna con la madre hippie, esperta di erbe e molto affezionata alla figlia, tanto che spesso l'ha messa in imbarazzo con le compagne di scuola (tipo quando ha organizzato la festa per il suo menarca): "Kamille scrollò le spalle e s'infilò l'abito verde.
<<Guardati>> disse la madre, chiudendole la cerniera lampo sulla schiena. <<Che bel figurino che hai. Hai un fisico a clessidra. Marilyn Monroe, scansati!>>
Kamille alzò gli occhi al cielo. Ciò ce sua madre definiva un "fisico a clessidra" per quelle antipatiche delle sue ex compagne di classe era un corpo da cicciona. Se quel giorno fosse andato tutto bene, però, non avrebbe più dovuto preoccuparsi di quelle là. Avrebbe trovato nuove compagne. Simpatiche, si spera!"   
Malou, beffarda e ambiziosa, nasconde un passato oscuro: "Appena vide Rosenholm, Malou ebbe due certeze. La prima era che quella sembrava tutto tranne inna scuola gratuita: là intorno, ogni cosa trasudava ricchezza e potere. La seconda era che, se davvero non c'era una retta da pagare, lei si sarebbe impegnata al massimo per conquistarsi un posto là dentro. Sembrava un ambiente d'élite." È una ragazza intelligente, ed ha un'alta opinione di se stessa, ma ha anche un brutto carattere, in quanto tende a essere permalosa e a perdere facilmente le staffe: "La sala fu percorso da un fremito. Un test di ammissione? Per un istante, Malou abbozzò un sorriso. Ma certo. Quello non era un posto a cui poteva accedere chiunque. Ovvio che bisognava dimostrare di valere. Si raddrizzò sulla sedia, guardandosi intorno. Molte ragazze sembravano all'improvviso colte dall'ansia, invece lei si rasserenò. Se i posti non venivano assegnati in base ai contatti e ai soldi dei genitori ma in base alle capacità, allora aveva un capacità concreta."
Tutte e quattro vengono ammesse al prestigioso collegio di Rosenholm, il quale è una scuola molto particolare, in quanto vi viene insegnata la magia, come spiega la preside alle studentesse ammesse: "<<Il Collegio Rosenholm>> aggiunse Birgit, assicurandosi che tutte quante la ascoltassero prima di proseguire <<si occupa di ciò che alcuni chiamano "soprannaturale". Noi preferiamo usare il termine "magia">> Dopo un istante di pausa, continuò: <<In effetti non c'è niente di soprannaturale, anzi si tratta di qualcosa di assolutamente naturale. La magia è una pratica che ha radici nell'antichità e consiste semplicemente nella capacità di guidare in una determinata direzione le energie e le forze che ci circondano. Di concentrare questi poteri e adoperarli in maniera consapevole. Tutte voi qui presenti siete in gradi di imparare a canalizzare i  poteri nella direzione più utile. Tutte voi siete potenziali maghe>>."
Nel mondo creato da Jensen la magia è suddivisa in quattro branche principali: Terra (che prende energia dalla Storia e che fa quindi molto uso di rune, incantesimi e rituali), Verde (che prende energia dalla Vita, quindi in particolare dagli elementi naturali), Sangue (che prende energia dal Sacrificio, solitamente proprio di sangue, usato per entrare in contatto con i propri poteri e quelli circostanti) e Morte (che prende l'energia dalle Anime, e infatti permette di mettersi in contatto coi morti). 
Tra amicizie inaspettate, primi amori e la scoperta dei propri poteri, presto diventa chiaro che sulla scuola aleggia l’ombra di un vecchio delitto irrisolto: Victoria riesce ad entrare in contatto con una delle sue "ombre bianche", uno dei fantasmi che la perseguitano, quello di Trine, una ragazzina che afferma di essere stata assassinata nel 1989 e vuole metterle in guardia da qualcosa che potrebbe danneggiare anche loro.
Le ragazze iniziano a indagare, ma le cose si fanno strane e pericolose quando iniziano a trovare animali morti sistemati come delle stelle a cinque punte, finché anche una loro compagna di scuola viene ritrovata ferita e posizionata in questo modo. Per fare luce sul mistero, le ragazze dovranno mettere a rischio le loro stesse vite.
Una storia avvincente, che diventa adrenalinica soprattutto verso l'ultima parte del libro, quando le ragazze scoprono chi potrebbe essere la prossima vittima e devono cercare di impedire che diventi tale. A tale proposito ho trovato invece molto fastidioso l'atteggiamento e il comportamento del personale docente, preside in primis, che non è stato per nulla d'aiuto e quando le ragazze hanno spiegato la situazione, seppur mancasse ancora qualche pezzo del puzzle, sono state liquidate con fatto che non dovevano preoccuparsi e che gli insegnanti le avrebbero tenute al sicuro (le parole della preside: "Domani ne riparliamo con calma, ma nel frattempo puoi stare tranquilla. I docenti sono qui apposta per garantire che non succeda niente né a te né a Victoria") ... inutile dire che sono state le ultime parole famose. Anche perché c'era già stata un'altra studentessa aggredita, ed è abbastanza vergognoso che avessero sminuito la faccenda attribuendo la colpa alla vittima, dicendo che si era fatta male da sola durante una seduta spiritica non approvata.
Anche se le scene dello scontro finale le ho trovate in po' confusionarie ho trovato il finale avvincente. Inoltre, sebbene la maggior parte delle sottotrame vengano chiuse, rimane ancora un mistero da svelare, cioè chi abbia ucciso Trine, il che invoglia a leggere anche il secondo volume.
 
  Sopra: La copertina dallo sfondo nero con disegni e decori viola e dorati ha i bordi delle pagine nere con decori viola.
 
"ROSENHOLM: NON TI SCORDAR DI ME" di Gry Kappel Jensen con 434 pagine, edito nel 2024 dalla Gallucci Editore (costo di 21,90 euro. Titolo originale: "Forglem mig ej", 2020).
Kamille, Kirstine, Victoria e Malou tornano a Rosenholm per frequentare il secondo anno di studi. Oltre alle lezioni di magia runica e mitologia nordica, però, hanno ben altro a cui pensare: una ragazza è stata uccisa nella scuola tanti anni fa, e loro hanno promesso al suo spirito di trovare l’assassino. Nel frattempo Trine si tiene in contatto con le ragazze attraverso Victoria e ora le ragazze stanno cercando di rintracciare la sua casa e la sua famiglia: "Victoria riaprì il rubinetto, l'acqua calda nel lavandino fumava e il suo respiro di fece improvvisamente visibile allo specchio. La temperatura era scesa allo zero e le si erano rizzati i libri sulle braccia. Chiuse gli occhi. Chissà se lei riusciva a percepire che Victoria la stava pensando. Era per quello che stava accadendo proprio ora? La paura non l'abbandonava mai, ma non era più l'angoscia opprimente di prima. La cosa migliore era affrontarla ad occhi aperti.
<<Trine?>> Sollevò le palpebre. Lo specchio rifletteva l'ombra bianca alle sue spalle. Ebbe un sussulto, sebbene se lo fosse aspettato. Si voltò.
<<Ciao, Trine>>.
Non era una ragazza; piuttosto, una sagoma indistinta.
Un'ombra bianca, appunto.
<<Non ci siamo dimenticate di te>> sussurrò. 
<<Abbiamo intenzione di visitare casa tua... Oh!>> Victoria sobbalzò quando l'ombra si precipitò verso di lei come una folata di vento gelido. le gambe le cedettero e lei cadde a terra con un tonfo. Ansimando per riprendere fiato, Victoria lottò per inspirare aria nei polmoni. Niente paura, niente panico. La paura minacciava di prendere il sopravvento, ma Victoria si costrinse a respirare. A poco a poco il suo cuore si calmò. Non c'è più. va tutto bene.
Si alzò, l'acqua calda scorreva ancora. Chiuse il rubinetto e appoggiò le mani sul lavandino. Lo specchio era appannato, e in mezzo a tutto quel vapore adesso si leggeva una frase: CHIEDERE SCUSA. 
Nel frattempo ognuna delle ragazze ha i propri problemi personali da risolvere: Kirstine é ancora tormentata per aver dovuto uccidere qualcuno, anche se per autodifesa, inoltre sembra che la quercia sacra che si trovava a Rosenholm abbia accettato questa morte come una sorta di sacrificio, donando a Kirstine dei nuovi e straordinari poteri; Victoria durante le vacanze è tornata a casa e ha trascorso il suo tempo assieme a Benjamin e con Kirsten, che ha ospitato a casa sua, mentre continua a rimanere in contatto col fantasma di Trine; Kamille è in conflitto con sua madre, la quale le ha rivelato chi è suo padre (qualcuno che a quanto pare lavora a Rosenholm) e ora deve decidere come comportarsi nei confronti di tale informazione; Malou cerca di appianare gli attriti che si sono creati col professore di ematologia (ora diventato pure vicepreside) l'anno precedente, visto che lo aveva accusato di essere il colpevole dell'aggressione che era avvenuta in collegio. Nonostante ciò Malou riceve un invito per entrare nel suo club dei Corvi, una sorta di società segreta che raccoglie i migliori studenti della scuola (ma solo quelli che hanno i poteri di Sangue e Morte).
Non c’è molto tempo: il pericolo incombe anche sul presente, e ognuna delle quattro nasconde un segreto che potrebbe rivelarsi fatale. 
Dopo aver letto il primo volume e aver iniziato subito il secondo non ne sono rimasta delusa. Anche questo capitolo si è rivelato avere una storia intrigante, che tiene sempre alta l'attenzione del lettore, con la continua ricerca dell'assassino di Trine. Nel frattempo continueremo a seguire, assieme alle protagoniste, le lezioni di magia, le quali sono piuttosto interessanti, legate alla magia runica, al sentire la natura o il proprio flusso sanguigno, al preparare pozioni... i tipi di magia sono differenti in base a quale branca si sta praticando (Terra, Verde, Sangue o Morte).
Il lettore rimane comunque interessato e legato anche alle vicende che riguardano le quattro ragazze protagoniste, ognuna delle quali ha qualche dramma o problema personale da risolvere. Impareremo infatti a conoscere meglio le protagoniste, scoprendo nuovi segreti che le riguardano e alcuni episodi significativi del loro passato, in particolare quello di Victoria. All'interno del gruppo di amiche tuttavia non mancheranno anche i momenti di tensione, dovuti soprattutto al fatto che Malou abbia voluto unirsi al club segreto di Zlavko, il professore di ematologia. In questo secondo volume impareremo a conoscere meglio anche questo insegnante, che ha più di qualche segreto da nascondere e sembrerebbe conoscere qualcosa sul ciò che è successo a Trine tanti anni fa; in compenso vedremo meno Jakob, l'aiuto insegnante di storia e magia norrena, che nel precedente capitolo aveva avuto una storia con Kirstine.
Come per il precedente volume seguiremo le vicende dal punto di vista di ognuna delle quattro studentesse, il che permetterà al lettore di poter beneficiare di più punti di vista e poter conoscere così maggiori dettagli sull'intera vicenda. 
Scopriremo chi è il colpevole dell'assassinio di Trine solo alla fine, e sarà una bella sorpresa, in quanto sarà difficile riuscire a indovinare prima chi egli sia, in un colpo di scena emozionante che invoglia a leggere anche il terzo volume.
 
  Sopra: La copertina del secondo volume ha lo sfondo sempre nero ma decori argentati, con bordi delle pagine dallo sfondo nero e decori .
 
"I SEGRETI CHE SUSSURRIAMO ALLE OMBRE" di Sara Simoni con 384 pagine, edito nel 2025 dalla Il Castoro OFF (costo di 24,00 euro).
Torino, 1898. Clelia è l’unica donna iscritta alla facoltà di Medicina e molti giudicano sospetta e inappropriata la sua conoscenza dell’anatomia umana, ma la verità è che la morte non le fa alcun effetto. Da anni, infatti, Clelia aiuta la sua matrigna vampira Lucrezia a catturare le sue prede, rigorosamente uomini violenti contro le donne. 
Nel primo capitolo ad esempio vediamo la protagonista curare un taglio sulla faccia che il marito ha causato alla moglie, attrice di teatro, in uno scatto di rabbia perchè lei non diceva le battute come le voleva lui. Dopo aver trattato la moglie ed essere andata dal marito per farsi pagare, l'uomo afferma di non avere i soldi con sè e convince Clelia a serguirlo fino a casa sua per darle i soldi, quando in realtà ha intenzione di stuprarla. Prima che ciò accada, tuttavia, la matrigna della protagonista interviene e ferma l'uomo: "Il buio si contrasse e si distese. Si contrasse e si distese, attraversato da un'onda cadenzata.
Ragni freddi di paura fecero le caprioli nelle sue viscere. Clelia rimase paralizzata, i muscolo incapaci di muoversi mentre quell'essere disgustoso si chinava per sbottonarsi i calzoni. Le pulsazioni nell'aria aumentarono in uno scroscio ritmico. le tenebre si espansero in una corrente di oscurità liquida che turbinò loro intorno, così tetra da far male agli occhi. Il vortice nero si addensò al centro della stanza e si concretizzò in una sagoma solida.
Clelia trattenne il respiro. proprio alle spalle di Lorenzo, ancora curvo sui calzoni e ignaro di tutto, avanzò una figura.
L'alone luminoso della lampada a cherosene rischiarò una chioma biondo pallido che ricadeva sciolta su un abito rosso. Un viso che sarebbe stato perfetto, se non fosse stato per la benda ricamata che copriva un occhio e per l'innaturale colore cremisi dell'altro. Dota affusolate, ma dalle unghie un po' troppo lunghe si alzarono, si protesero.
E si chiusero attorno alla gola del farabutto, lo trascinarono all'indietro e lo allontanarono da lei. [...]
Già. esistevano vittime e carnefici, prede e predatori, tutti costretti a inseguirsi in una caccia eterna e spietata. Ma Lorenzo bruno aveva decisamente sbagliato a capire a quale categoria appartenesse."
Clelia vuole infatti aiutare la sua matrigna, che le ha salvato la vita quando era piccola, e le procura delle vittime che meritano di essere uccise nel frattempo che la protagonista cerca di trovare una cura per la condizione vampiresca della madre: "Presto l'avrebbe guarita. Doveva solo continuare a provare: un giorno i suoi studi all'università le avrebbero permesso di scoprire come annullare la maledizione di Lucrezia, quel bisogno di nutrirsi di sangue che l'avrebbe uccisa, se non fosse stato soddisfatto."
Il suo equilibrio in una vita piena di segreti inizia a vacillare quando conosce Brando Ferraris, un giornalista squattrinato. Brando è convinto che a Torino ci sia un vampiro, lo stesso che ha ucciso suo padre, e desidera dimostrare l’esistenza della creatura sovrannaturale attraverso i suoi articoli. Clelia deve avvicinarsi a Brando e trovare il modo di fermarlo, o la persona per lei più importante da cacciatrice diventerà una preda. Ma conoscere il proprio nemico è un’arma a doppio taglio, e presto scegliere da che parte schierarsi non sarà più così semplice…
Clelia è un personaggio femminile che sa molto di costruito, nel senso che si vede che è stato costruito un po' a tavolino dall'autrice per piacere ai lettori ideali (o per meglio dire le lettrici) del suo libro. Ella infatti è una donna giovane e forte, vive in un'epoca dove comandavano gli uomini ma lei possiede una mentalità femminista, che si oppone al regime patriarcale. Sa riconoscere come certi comportamenti che gli uomini adottano nei confronti delle donne sono sbagliati, violenti fisicamente e psicologicamente, e quindi vi si oppone. A differenza delle sue coetanee o delle altre donne dell'epoca lei infatti non vuole farsi sottomettere al volere maschile, infatti è una donna colta addirittura iscritta alla facoltà di medicina, il che la porta ad essere vittima di ulteriore discriminazione nella società dell'epoca. Si è iscritta a medicina per trovare un rimedio alla condizione di vampiro della sua matrigna e nel frattempo l'autrice vuole mostrare ai lettore come lei sia una donna forte perché aiuta la vampira ad uccidere uomini cattivi, che abusano del loro potere e della propria posizione, soprattutto nei confronti delle donne. L'autrice però ha voluto dipingere la sua eroina sì come una donna forte, ma non spietata, perché Clelia deve avere un animo nobile e buono, per cui è vero che fa ammazzare delle persone ma poi si sente comunque in colpa. Da questo punto di vista avrei preferito invece un personaggio più deciso, anche più spietato, pienamente convinto delle proprie azioni, visto che comunque elimina uomini che effettivamente si sono comportati male anche con lei, senza dimostrare nessuna compassione o pietà nei suoi confronti. Invece no, l'autrice ha voluto creare l'eroina forte e decisa ma anche pietosa, pura di cuore e nobile d'animo.
Poi abbiamo l'altro personaggio principale: Brando, un ragazzo di 25 anni sempre a corto di soldi poiché scrive articoli sul soprannaturale che vengono pubblicati in un giornale per ragazze, articoli che quindi sono considerati più come argomenti di gossip, tanto per passare il tempo, più che vere e proprie notizie. E' ossessionato dall'idea di scovare un vampiro e sono inutili i tentativi di Clelia di distrarlo dal suo intento, tanto che alla fine la ragazza deciderà di aiutarlo, con lo scopo in realtà di depistarlo. Anche Brando non è un personaggio particolarmente innovativo, è un giovane uomo squattrinato che ha un obiettivo che vuole a tutti i costi raggiungere. A differenza di altre figure maschili però lui rappresenta il maschio "buono", quello non violento, quello non malizioso, quello che non pensa alle donne come a degli oggetti o a degli esseri umani di serie b.
Nonostante non siano magari dei personaggi originalissimi o super caratterizzati ho trovato comunque Clelia e Brando dei personaggi piacevoli, a cui il lettore può, se non immedesimarsi, almeno affezionarsi. Inoltre la dinamica relazionale e, poi, amorosa tra i due è piuttosto carina, e sana, con Clelia che inizia a farsi coinvolgere nelle indagini per coprire la propria matrigna e depistare Brando, ma che man mano si lasci trasportare sempre più dalla situazione, finendo per tenere veramente all'indagine e per affezionarsi anche al giornalista. Brando inizialmente non è molto convinto di questa collaborazione, ma accetta perchè Clelia è l'unica persona che si è offerta di aiutarlo nelle indagini, pur non credendogli inizialmente (o facendo finta di non credergli). Pian piano però anche lui si affezionerà a lei e si preoccuperà dei suoi stati d'animo e della sua sicurezza, iniziando a trovarla una piacevole compagnia e una valida alleata per le sue indagini.
A proposito di queste ultime, esse proseguono per quasi l'intera durata del libro ed è su di esse che si dipana la trama principale, con Clelia e Brando che indagano per scoprire i vari delitti del vampiro e cercano di capire chi sia, mentre Clelia cerca di non far scoprire a Brando dell'esistenza della sua matrigna. Le cose si complicano però quando iniziano ad apparire delle vittime che sembrano aver subito l'attacco di un vampiro, ma non rientrano tra le classiche prede che la matrigna della protagonista sceglierebbe. Clelia quindi inizia a riempirsi di dubbi e diciamo che qui mi ha dato un po' fastidio il fatto che, soprattutto all'inizio, non le passi neanche per la mente che forse esiste in città un altro vampiro oltre alla sua matrigna, oppure del perchè Clelia non si fidi a chiedere alla matrigna se potrebbe essercene qualcun altro in città (e confermare se sia stata lei o meno a eliminare anche le altre vittime) visto che ha trovato dei corpi con segni di morsi da vampiro.
I personaggi sono piacevoli anche se a volte si comportano un po' da tonti: Brando a volte tende ad essere troppo impulsivo e non presta attenzione a dettagli cruciali, mentre Clelia si lascia sconvolgere da troppi dubbi, senza però farsi le domande giuste. Come coppia comunque sono piuttosto carini, anche nel modo in cui si relazionano, in cui cercano di aiutarsi a vicenda preoccupandosi l'uno dell'altra, anche se ancora non si fidano completamente, ma è anche normale visto che non si conoscono da tanto e il loro amore è appena nato.
La vicenda della ricerca del vampiro è abbastanza intrigante, e genera ansia e apprensione, ma anche esaltazione in entrambi i personaggi visto che per entrambi si tratta di un fatto personale: per Brando perchè vuole scoprire chi ha ucciso suo padre e vuole riscattarsi agli occhi del mondo che per tanto tempo lo ha trattato come uno sciocco; per Clelia invece c'è in ballo la relazione con la sua matrigna, l'unica persona all'inizio a cui tiene e che le vuole bene, relazione che con il proseguimento delle indagini la protagonista metterà in dubbio.
Anche il lettore verrà coinvolto dalle vicende dei protagonisti, sebbene potrebbe non ritrovarsi d'accordo con tutte le scelte che decidono di compiere, arrivando abbastanza velocemente al finale del libro.
Una lettura carina, anche se sicuramente non perfetta, con dei personaggi piacevoli anche se a tratti un po' tonti, soprattutto Brando; carino il fatto che Clelia sfrutti i suoi studi universitari durante l'investigazione e poi nel cercare di eliminare il vampiro. Interessante anche le riflessioni riguardo a come venivano considerate e trattate le donne nella società ottocentesca, con i suoi pregiudizi e le sue limitazioni, anche se ovviamente sono considerazioni che riflettono una visione del mondo più moderna, sicuramente inserite anche per strizzare un po' l'occhio ai moderni lettori e (soprattutto) lettrici.
 
 Sopra: La copertina mostra al centro una figura femminile, probabilmente Clelia, la protagonista, con in mano una candela e circondata da alcune rose rosse.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

mercoledì 27 agosto 2025

DISNEY NOVELS: La Bella e la Bestia

A dicembre del 2024 era uscita in Spagna la prima uscita di una nuova collana dedicata ai classici Disney: "DISNEY NOVELS INOLVIDABLES". Dopo un po' di attesa è finalmente uscita in edicola anche qui da noi in Italia la prima uscita ufficiale di questa nuovissima collana che da noi si chiama, più semplicemente, "DISNEY NOVELS" . Il primo titolo, che è quello che vi recensirò oggi è "La Bella e la Bestia", la cui realizzazione editoriale è opera di Ormobook servicios editoriales e Albert Sabadell Gimeno, mentre la traduzione è stata affidata a Sonia Ascoli.
 
 Sopra: La copertina ha un aspetto elegante, ha uno sfondo viola con titolo e decori rosa metallizzato, e in alto si possono anche scorgere i bordi delle pagine decorati, sempre di colore viola e rosa.
 
La trama è quella del lungometraggio animato della Disney uscito nel 1991: Nella Francia del XVIII secolo un principe di bell’aspetto, ma dal carattere viziato, egoista e crudele, vive in un maestoso castello. Una notte d'inverno, arriva al castello un'anziana mendicante che offre al principe una rosa, in cambio di un riparo dal freddo. Ma il principe, disgustato dall'orribile aspetto della vecchia, rifiuta il dono e la caccia via in malo modo. La mendicante lo avvertì di non lasciarsi ingannare dalle apparenze, perchè la vera bellezza si trova nel cuore. Il principe la respinse di nuovo e in quel momento la mendicante, si trasforma in una bellissima fata che, delusa dal comportamento sgarbato ed insensibile del giovane, lo punisce trasformandolo in un'orribile Bestia, così come i suoi servi in oggetti d'arredamento animati e il castello, insieme alla foresta adiacente, in un luogo tetro e lugubre. Infatti gli anziani del villaggio posto vicino al bosco lo temono: "Un'unica strada arrivava al villaggio dopo aver attraversato il bosco. Grande, vecchio, oscuro e aggrovigliato, da cui spesso si alzavano frange di nebbia umida e ghiacciata, anche quel bosco era impossibile da ignorare.
Gli anziani dicevano a bassa voce che quel bosco era maledetto e che era popolato da creature malvagie e crudeli. Lupi, ovviamente, ma anche esseri ben peggiori. I lupi sono feroci, certo, ma attaccano solo per procurarsi il cibo. Le altre creature, beh - a quel punto la voce degli anziani si trasformava in un sussurro - loro non hanno il pretesto della fame per uccidere. Per questo, ammonivano, tutti farebbero bene ad evitare il bosco. Soprattutto in inverno. O di notte.
Ma, probabilmente, quel bosco non era sempre stato così tenebroso. O forse sì. Su questo le storie del villaggio non sono del tutto concordi.
Nonostante tutto però, la fata gli concede anche una possibilità di redenzione: la rosa era incantata e sarebbe rimasta fiorita fino al ventunesimo compleanno di lui. Se il principe avesse imparato ad amare e a farsi amare nonostante il suo aspetto, prima che l'ultimo petalo del fiore fosse caduto, allora l'incantesimo si sarebbe spezzato; in caso contrario, sarebbe rimasto una bestia per l'eternità. Sicuro che nessuno avrebbe potuto amare un essere mostruoso come lui, il principe perse le speranze e si isolò nel castello vergognandosi del suo orribile aspetto.
Alcuni anni dopo, una ragazza di nome Belle si trasferisce col padre nel paese di campagna nei pressi del castello. Belle è la ragazza più bella e dolce del villaggio, ma è anche considerata strana per la sua passione per la lettura e la sua riservatezza. L'arrogante e narcisista Gaston, il miglior cacciatore del villaggio e lo scapolo più ambito, le ha messo gli occhi addosso e vuole a tutti i costi sposarla a causa della sua bellezza.
Un giorno l'eccentrico padre di Belle, Maurice (di professione inventore) parte per una fiera con la sua ultima invenzione, un taglialegna automatico. Durante il tragitto però, si perde nella foresta e viene assalito da un branco di lupi, da cui riesce a sfuggire e trova rifugio in un castello che sfortunatamente è proprio quello della Bestia: la servitù accoglie Maurice con molta cortesia ma la Bestia che non tollera la presenza di sconosciuti, lo rinchiude nella prigione del maniero. Philippe, il cavallo di Maurice, torna a casa e Belle parte alla ricerca del padre, trovandolo rinchiuso nelle segrete del castello. Dopo esser stata sorpresa dalla Bestia, Belle si offre di prendere il posto di suo padre e la Bestia accetta, obbligando Maurice ad andarsene.
Convinta che Belle possa essere la loro speranza di rompere l'incantesimo, la servitù cerca in tutti i modi di favorire un avvicinamento tra lei e il padrone, ma la Bestia continua a trattare Belle con durezza e per questo la ragazza rifiuta ogni contatto con lui. Intanto, Belle fa amicizia con i servitori del castello: il candelabro Lumière, l'orologio Tockins, la teiera Mrs. Bric e suo figlio Chicco, una tazza da tè.

 Sopra: Alcune pagine interne che mostrano a sinistra il testo e a destra un'illustrazione con ritratto il castello della Bestia innevato.
 
I testi sono accompagnati da un buon numero di illustrazioni, sia a colori che in bianco e nero, alcune a pagina intera, mentre altre grandi circa mezza pagina o due terzi di pagina.
La particolarità di questa edizione (e pi anche dei prossimi numero che compongono questa nuova collana) è la presenza di disegni che però non sono semplicemente frame tratti dal cartone da cui la storia deriva ma, come scritto nel libretto di presentazione della collana, si tratta di "bozzetti, dipinti e illustrazioni che gli artisti Disney hanno creato per dare forma al film. E adesso illustrano le storie di questa collezione.
Sono quindi i disegni che si potrebbero trovare in un artbook, e quest li rende particolari e secondo me unici. Per questo alcuni disegni, essendo solo degli schizzi, non sono stati colorati, soprattutto quelli riguardanti lo studio dei personaggi (tra cui Lumier, Bella, Chicco, Le Tont...). A tale proposito ad esempio è interessante notare come l'aspetto della Bestia risulti un po' diverso in alcune imagini del libro rispetto a come lo hanno poi reso nel film d'animazione, col muso più allungato e più simile a quello di un cinghiale che di un leone.
Nel libro però sono presenti anche molte immagini a colori e complete, che ritraggono vere e proprie scene o ambienti descritti nella storie, come il castello della Bestia, la stanza con la rosa, Bella che parla con Tockins, Gaston che scatena la folla per uccidere la Bestia, quest'ultima che combatte contro i lupi, Bella che parla con suo padre chiuso in cella, ecc...
 
  

  

Sopra: Alcune delle pagine interne in cui sono presenti disegni e schizzi tratti dal cartone, di cui alcuni ci mostrano Belle, uno Lumiere, e altri alcuni ambienti e scene del cartone.

"La Bella e la Bestia" è la prima uscita di questa nuova collana "DISNEY NOVELS" edita dalla Hachette che conterà ottanta uscite (sempre che non decidano di aumentarle come hanno fatto anche con altre collane sempre Disney): "Una raccolta delle grandi storie Disney, ora in forma di romanzo. Un nuovo formato con cui potrai rivivere i film che ti hanno appassionato di più. Con questa edizione esclusiva di libri puoi leggere e rivivere le avventure di Belle, Simba, Biancaneve, Elsa, Anna e il resto dei grandi personaggi Disney."
Esteticamente l'edizione si presenta molto bene, in quanto non solo la copertina è molto bella, con lo sfondo colorato e le scritte metallizzate, ma presenta anche i bordi delle pagine colorate (cosa che sta andando molto di moda nell'ultimo periodo), oltre ovviamente alle illustrazioni interne a colori, le quali sono decisamente degne di nota e impreziosiscono la storia e il libro anche al suo interno, rendendolo un prodotto bello e graficamente pregiato.
La storia è come quella del cartone (spesso vengono riportati apri pari proprio gli stessi dialoghi) ma ci sono alcune aggiunte, probabilmente tratte dal film live-action. Ad esempio ci viene spiegato chi era la madre di Belle, la quale si chiamava Gabrielle de Villeneuve (in omaggio alla scrittrice originale della "Bella e la Bestia"), e scopriamo che era un scrittrice e che è morta di malattia. Maurice e sua figlia si sono infatti trasferiti nel villaggio in seguito della morte della donna.
Fortunatamente questa è una delle poche aggiunte fatte alla storia tratte dal film, mentre altre scene sono rimaste uguali a come erano nel cartone tipo: il fatto che Maurice costruisce una macchina per tagliare la legna e non un carillon, che sia stato sempre lui a inventare la lavatrice e non Belle, che Gaston parli con Belle buttandole per terra il libro e non presentandosi con un mazzo di fiori ecc...
 
[Tra parentesi, se siete interessati a conoscere le differenze tra film d'animazione live-action vi consiglio di guardarvi questi video realizzati da Flame88tongue, di cui qui vi posto la prima parte.]
 

La narrazione segue passo passo tutti gli eventi del cartone (riportando anche i medesimi dialoghi, come ho già detto), soffermandosi anche sui pensieri e gli stati d'animo dei vari personaggi, per cui ad esempio abbiamo uno sguardo più introspettivo o anche solo il punto di vista di personaggi come Belle, Maurice, Gastone, Le Tonte, la Bestia e perfino il cavallo di Maurice.
Per quanto riguarda Gaston: "Gaston guardava i preparativi soddisfatto, ma anche un po' preoccupato. Notava una strana sensazione. Non sapeva esattamente cosa fosse, poiché non l'aveva mai provata prima. Era sicuro che la ragazza sarebbe caduta ai suoi piedi non appena le avesse chiesto di spostarlo. Non poteva essere altrimenti: lui, Gaston, era il miglior partito del paese, il più bello, tutti lo ammiravano e, inoltre, si era vestito elegante per l'occasione. Era impossibile che una donna non ardesse dal desiderio di sposarsi con lui. <<E Belle è una donna, no?>> diceva tra sé e sé.
Tuttavia non riusciva a liberarsi da una strano tremore alla bocca dello stomaco. Qualcosa gli diceva che le cose potevano andare storte, ma cercò di scacciare quell'idea inconcepibile dalla sua testa."
Per quanto riguarda Le Tont i suoi pensieri riguardano più che altro Gaston, su come appoggiarlo, supportarlo e consolarlo: "Non gli piaceva vedere il suo eroe on quello stati: Gaston non era fatto per pensare a lungo né per rovistare nei propri sentimenti. E ancora meno in quello di altre persone alle quali di solito prestava ben poca attenzione. Le Tont lo sapeva e il suo malessere aumentava. Era sempre più sicuro che Belle avrebbe rifiutato Gaston eui avrebbe subito una delusione dalla quale non sapeva se sarebbe riuscito a riprendersi." Su Le Tont c'è addirittura un capitolo dedicato a lui e alla sua infanzia, in cui viene raccontato ai lettori come ha conosciuto Gaston e gli è diventato amico, un piccolo retroscena che nel film non c'è.
C'è anche un capitolo dedicato ai preparativi da parte del personale di servizio della famosa cena dove Belle indossa il suo iconico vestito giallo. Il capitolo ci fa percepire la preoccupazione e l'impegno dei domestici, che ormai sentono che se Belle non si innamorerà del loro padrone a breve la maledizione diventerà permanente, tuttavia, diciamo che questo secondo me è un capitolo che non era esattamente necessario scrivere, sembra essere un po' di troppo e rallenta la narrazione generale.
Non mancano nella storia anche parti che invitano a riflettere su alcune questioni come il fatto che non bisogna giudicare dalle apparenze e che l'essere buono e più importante rispetto all'essere belli, ma anche questioni sulla parità di genere. Viene ad esempio detto che in casa di Belle anche il padre si occupava dei compiti domestici, cosa sconvolgente per quei tempi: "Per Belle era normale che gli uomini e le donne condividessero le faccende domestiche. È quello che aveva sempre visto fare a casa sua fin da bambina. Per lei era anche normale che le donne avessero in lavoro
La sua adorata madre, per esempio, era stata scrittrice e le aveva trasmesso la sua indipendenza e l'amore per i libri."
Tutto il villaggio si dimostra piuttosto chiuso a riguardo, primo fra tutti Gaston, che pensa solo alle apparenze e trova pure inconcepibile che una donna legga o abbia un'istruzione, altra tematica invece che viene trattata nella storia: "Le Tont voleva scoraggiare Gaston. Secondo lui la cosa non avrebbe funzionato e non sarebbe stato un bene per nessuno dei due. A lei piaceva leggere, aveva imparato un sacco di cose, voleva viaggiare, lavorare fuori casa e, naturalmente, essere alla pari con il proprietario marito. E Gaston non voleva nulla di tutto ciò, lo sapeva..."
La scrittura è buona, corretta e anche abbastanza articolata, com termini in certi casi precisi e non facendosi mancare anche innumerevoli e dettagliate descrizioni, soprattutto degli ambienti. 
Considerando che il prezzo di lancio della prima uscita non è neppure di 2 euro direi che il libro vale assolutamente l'acquisto. Per quanto riguarda le prossime uscite non prenderò tutti i volumi, ma sicuramente ne prenderò qualcun altro tipo: "Cenerentola", "Lilo e Stitch", "Mulan", "Il gobbo di Notre Dame", "Il pianeta del Tesoro", ecc... e mi piacerebbe moltissimo se facessero uscire anche "Taron e la pentola magica", cosa impossibile visto che la Disney cerca di cancellare la memoria di questo suo classico. 
Di libri sui classici Disney ne esistono a bizzeffe, visto che la Disney non si è certo mai tirata indietro nel cercare di lucrare in ogni modo possibile con i suoi film più amati, creando ogni sta di oggetto a tema e ovviamente non potevano mancare i libri, basta pensare a collane come: "I librottini", "I capolavori", "I grandi illustrati", "Sogni d'oro: storie classiche della buonanotte", "Leggi e ascolta", "Storie sonore Disney", "Storie da 1 minuto", "Le mie prime fiabe", "Magiche storie sonore", "Disney storie in miniatura", "I miei piccoli amici", "I Tesorini", "Disney Star", ecc.. fino ad arrivare alle collane di romanzi rivisitati quali "A twisted tale" e "Disney Villains"
Tra tutte le varie collezioni però uscite finora questa mi pare tra le più valide e la più interessante, capace di poter essere apprezzata anche da un pubblico non più solo di piccolissimi ma anche di bambini un po' più grandi (a partire dagli 8 anni per la lettura autonoma) e adulti. 
 
     

   
 
   

      
Sopra: Solo alcune copertine delle tante edizioni (quasi tutte di scarsa qualità a dire il vero) di "La Bella e la Bestia" tratte dal film Disney, di cui diverse uscite esclusivamente in edicola, mentre le ultime due a destra sono copertine di romanzi che presentano altri punti di vista, diversi dal film.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2024 in Spagna col titolo "La Bella y la Bestia" dalla Disney Enterprise per la casa editrice Salvat, ed è stata edita in italiano il 20 agosto del 2025 dalla Hachette Fascicoli. Il volume ha 290 pagine e misura 21,5 cm d'altezza e 15,3 cm di lunghezza e costa 1,99 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 25 agosto 2025

Favole di Mezzanotte: le più belle storie dell'orrore per chi è senza paura di Lyon

"Favole di Mezzanotte: le più belle storie dell'orrore per chi è senza paura" è il nuovissimo libro (uscito il 19 agosto) di Lyon (pseudonimo di Ettore Canu), uno youtuber e fumettista italiano piuttosto famoso in Italia.
 
 Sopra: La copertina dallo sfondo nero su cui spiccano i decori rossi, il titolo bianco e alcuni dei disegni presenti all'interno del volume.
 
Il libro è una raccolta di racconti di paura scritti dallo youtuber Lyon: "Voci che sussurrano tra le pareti di una casa abbandonata. Specchi che riflettono l’immagine di qualcun altro. Vendette antiche che si compiono e mostri che si nascondono nell’ombra. Nel cuore della notte tutto cambia. Le ombre diventano più lunghe. I rumori più inquietanti. E le leggende… prendono vita. E chi meglio di Lyon, esploratore dell’ignoto e narratore di misteri, poteva raccogliere le più incredibili storie dell’orrore per chi è senza paura?
Diciotto racconti dell’orrore ispirati alle creature più oscure e ai luoghi più inquietanti dell’universo WGF. Ogni racconto è numerato. Ogni numero nasconde un segreto. Hai il coraggio di arrivare fino in fondo e affrontare l’incubo? Preparati, la notte sta per cominciare...
"
Una particolarità che caratterizza questi racconti è che essi hanno come titolo semplicemente un numero, il quale non è casuale, né è dovuto all'ordine in cui le storie vengono raccontate, ma all'interno di ciascuna storia c'è sempre un elemento che si chiama con quel determinato numero: spesso si tratta di persone (ed è interessante vedere come l'autore ha giustificato la cosa del perchè una persona dovrebbe chiamarsi con un numero, anche se non sempre la spiegazione ha senso), altre volte di giorni o date, oppure al numero di una stanza, il nome di una barca, il numero di un oggetto messo in vendita.
In questi 17 racconti i lettori troveranno: una foresta in cui si aggira una grossa creatura con la bocca piena di denti lunghi e sottili; un pesante baule abbandonato in una soffitta che, se dovesse essere aperto, determinerebbe la fine del mondo; un bambino destinato a diventare il pasto di una mostruosa creatura che vuole nutrirsi del suo cuore; una ragazza che ha per nonna una strega e che cerca vendetta nei confronti di alcuni bulli; un marinaio attaccato da un gigantesco mostro marino con i tentacoli; una strana creatura che viene adottata come animale domestico, finché non si scopre che si sta nutrendo dell'energia vitale di un membro della famiglia; lo spettro di un minatore vendicativo che attira vittime nella miniera in cui è morto; specchi maledetti che riflettono una versione malvagia delle persone; fuochi demoniaci che non scaldano, non fanno luce e non si estinguono mai; guerrieri che devono combattere creature animalesche la cui condizione viene trasmessa con il morso; strani personaggi che possono controllare le persone conoscendone il nome per offrirle in pasto al proprio padrone; nonne coinvolte nella vendita di bambini; il proprietario di un vecchio motel in rovina che diventa un serial killer; una montagna magica che pretende delle offerte in cambio dell'argento che viene estratto dalle sue miniere ...

 Sopra: Le pagine che segnano l'inizio del primo racconto, con a destra una frase e a sinistra un'illustrazione che mostra i personaggi della storia.
 
Nel testo c'è un'illustrazione di Silvia Ballardini che accompagna ogni racconto. E' un disegno che serve a rendere l'atmosfera del racconto e mostra una scena o un ambiente significativo che il lettore troverà quando leggerà il racconto. Ad esempio nel racconto 033 vediamo un uomo anziano dirigersi dentro un oscura miniera; nel racconto 002 vediamo il disegno della protagonista vestita di bianco finita dentro allo specchio maledetto, nel racconto 094 vediamo un villaggio sopra il quale si staglia una luna rossa, nel racconto 048 possiamo vedere uno studio con un tavolo pieno di libri e carte che ritraggono un fuoco inquietante e strano, nel racconto 006 vediamo una vecchia casa mezza ricoperta dalla vegetazione; nel racconto 050 vediamo una bambina stringere le sbarre di una gabbia dentro la quale è rinchiuso un bambino dallo sguardo terrorizzato (anche se in questa immagine in realtà c'è un errore, in quanto la protagonista trova il bambino non dentro una gabbia ma in un sacco), ecc...
I disegni sono piuttosto curati e abbastanza ricchi di dettagli, e hanno uno stile abbastanza realistico, anche se è la scelta dei colori che finisce per colpire il lettore, in quanto grazie ad essi l'artista riesce a trasmettere un senso di inquietudine, grazie a tinte anche piuttosto sature, dai toni intensi e in certi casi anche accesi, ma allo stesso tempo cupi. Molte delle illustrazioni di solito si caratterizzano per avere uno o due colori predominanti, ad esempio all'artista piace usare il viola, oppure l'azzurro e il verde, per cui alcune illustrazioni hanno de toni caldi (come i racconti 050, 072 o 033) ed altre fredde (come il racconto 006 o lo 084).
Le immagini comunque sono belle e rendono bene l'atmosfera orrorifica e paurosa dei racconti e del libro in generale. 
 
    

  
 Sopra: Alcune delle illustrazioni della Ballardini dei racconti 050, 006, 072 e 002. Tre su quattro hanno delle tonalità calde, tra il viola e il rosso, mentre una quelle fredde del verde e dell'azzurro.
 
"Favole di Mezzanotte: le più belle storie dell'orrore per chi è senza paura" di Lyon è una raccolta di racconti che in linea di massima ho trovato discreti, anche se elementi come spazio e luogo vengono spesso tralasciati, anche quando una collocazione temporale sarebbe utile per comprendere meglio il contesto in cui la storia si svolge. Tutti i racconti iniziano infatti con "C'era una volta", il problema è che queste non sono fiabe e non è scontato che tutti i racconti si collochino in una specie di medioevo (periodo in cui di solito ci immaginiamo che le fiabe si svolgano).
Tra le storie che ho apprezzato di più ci sono: la 009, dove un bambino ogni sera viene visitato da alcuni mostri, e i genitori sono convinti che uno di loro gli voglia mangiare il cuore; la 068, dove un padre decide di adottare una strana creatura che purtroppo per lui si rivelerà meno buona e amichevole del previsto; la 033, dove un minatore finisce ucciso a causa dell'avidità del proprietario della miniera, e troverà il modo di vendicarsi uccidendo il figlio di quest'ultimo; la 094, dove un guerriero di una tribù si ritrova a combattere contro i "sangue avvizzito", persone che quando la luna si tinge di rosso si trasformano in delle belve violente e capaci di trasmettere tale condizione a coloro che mordono; la 048, dove ho apprezzato l'idea del Diavolo che prende la forma di un fuoco che non si estingue mai, ma che non scalda e non illumina e che trasforma le anime delle persone che lo toccano in carbone per continuare ad ardere; e "Le offerte della montagna" che vede un villaggio di persone che lavorano i campi e nelle miniere e che offrono delle offerte di cibo e pietre su un altare dedicato alla montagna da cui estraggono le ricchezze, tutto scorre tranquillo almeno fin quando non arriva lo spocchioso e prepotente proprietario della miniera, che non vuole sottostare a tali tradizioni.
Molti racconti sembrano essere basati o aver preso spunto da temi ricorrenti nella letteratura horror e quindi sanno un po' di già sentito, ma questo non sarebbe neanche un grosso problema, visto che trattandosi di un genere specifico la cosa è abbastanza normale. Però i racconti come lo 072 e il 002 li ho trovati un po' banali perchè sono proprio delle classiche storie di paura, in quanto nella prima troviamo un marinaio che ha a che fare con un mostro marino tentacoluto, mentre nella 002 c'è lo specchio maledetto che intrappola al suo interno le persone e le scambia con il loro riflesso. Anche la 010 invece è la classica storia della ragazza bullizzata che si vendica con la magia, dato che la nonna è una strega.
Se ho trovato discrete la maggior parte delle storie ce n'è però una su cui ho delle perplessità a riguardo, poiché ci sono alcune cose che hanno poco senso. Mi riferisco al racconto 050: qui una bambina orfana di genitori viene cresciuta fin da neonata dalla nonna, la quale ultimamente inizia a chiamarla sempre 050 e le assegna un sacco di lavori domestici per non lasciarla uscire fuori di casa. Approfittando del fatto che la nonna si sia addormentata la bambina esce ed entra nella cantina della casa dove trova delle gabbie e dentro un sacco un bambino. Capisce che la nonna è implicata nel traffico di esseri umani (a quanto pare tiene in stallo dei bambini per un certo uomo finché questi non torna a prenderli per farci qualche esperimento non ben chiarito). Proprio mentre lei e il bambino che si chiama 049 decidono di fuggire, la nonna arriva e decide di mettere in gabbia anche la nipote (che lei ha cresciuto fin dalla nascita e con cui si era comportata sempre amorevolmente). 050, senza battere ciglio, avendo tipo già capito tutto (in barba allo shock che avrebbe dovuto provare scoprendo che la nonna era tipo un mostro senza scrupoli), decide di uccidere la vecchia SGOZZANDOLA: "Proprio in quel momento, 050 le tagliò di netto la gol. Non aveva mai usato un coltello in vita sua, ma qualcosa le guidò la mano. Forse la consapevolezza che, se avesse sbagliato, sarebbe stata lei a fare quella fine. In un attimo tutto finì. La vecchia rimase riversa a terra in un lago di sangue." Cioè, avrei potuto capire se la bambina (perchè ricordo che la protagonista è una babina, anche se non viene mai detto quanti anni abbia) l'avesse accortellata, tirando qualche fendente, ma per sgozzare qualcuno ci vuole metodo, soprattutto se si tratta di qualcuno più alto di te, la vedo molto difficile che una bambina possa riuscirci così al primo colpo, senza aver mai neppure visto come si fa. E in tutto ciò 050 non batte ciglio, manco fosse un killer a pagamento professionista, e il tutto viene giustificato semplicemente con la frase: "Si dice che, nei momenti di estrema necessità, si possa risvegliare in noi un istinto primordiale che non penseremmo mai di possedere, capace di tutto pur di difendere la nostra sopravvivenza." Ma per me non ha senso che questo basti a rendere una bambina qualcuno in grado di sgozzare la nonna in modo preciso e pulito. Tra l'altro l'autore avrebbe potuto risolvere la questione semplicemente dicendo che la bambina ha pugnalato la nonna (al cuore o piantandole il coltello in gola), magari mostrando quanto la bambina fosse addolorata e disperata per arrivare a tanto. Invece non capisco la scelta di farle proprio sgozzare la nonna a sangue freddo. Poi anche il finale in cui 050 e 049 si addentrano nel bosco "mano nella mano" lascia parecchie questioni in sospeso.
Una cosa che non ho apprezzato nei testi è che questi sono sottolineati a volte sia in giallo che in viola, inoltre alcune parti sono scritte con un carattere diverso e dentro a dei fogli di carta ingiallita. Secondo me questo tipo di scelta grafica tende a creare un po' di confusione anche a livello visivo, inoltre tali aggiunte non erano necessarie, in quanto le parti messe in risalto sono troppe e molto spesso non hanno nulla di particolare da dover essere evidenziato. La maggior parte delle frasi evidenziate, come pure quelle scritte nei fogli di pergamena, non sembrano avere un significato o un'importanza particolare, inoltre non capisco la distinzione tra quelle sottolineate di giallo e quelle sottolineate di viola. perchè scegliere due colori differenti? Forse quelle gialle vogliono mettere in evidenza degli indizi che sta per accadere qualcosa di strano? Quelle viola invece vogliono essere delle frasi a effetto? Per fare degli esempi, nel racconto 050 le frasi sottolineate in viola sono: "Le pulizie spettavano a 050" (p.113), "050 era una bambina molto sveglia" (p.113), "Quello ce stava succedendo era strano, c'era qualcosa sotto" "Forse la nonna va lì sotto, quando mi dice che coltiva l'orto" (p.114), "Era davvero buio là sotto" (p.114), "C'erano solo delle gabbie vuote" (p.115), "050 aveva già capito tutto" (p.116)...
Queste invece alcune di quelle sottolineate in giallo: "Nonna Margherita aveva spesso bisogno di chiamare la piccola 050" (p.113), "Era vero che la nonna iniziava ad avere una memoria vacillante" (p.113), "Voglio scoprire cosa c'è fuori di casa che non vuole che io veda" (p.113),"Le era concesso tenere la finestra aperta, ma solo fino al calare del sole" (p.114),  "l'ingresso al piano interrato della casa. Una grossa botola esterna a doppia anta. Molto pesante da aprire" (p.114), "Qualcosa o qualcuno era stato tenuto prigioniero fino a poco tempo prima" (p.115)...
Il volume può essere una piacevole raccolta di racconti di paura per bambini e ragazzi, con delle illustrazioni carine e inquietanti, e delle storie abbastanza corte (di massimo 5/6 facciate) che invogliano i lettori a iniziare un racconto e a concluderlo, proseguendo così pian piano nella lettura del libro. Tuttavia se su Amazon l'età indicata per la lettura parte dagli 8 anni non sono sicura della cosa, in quanto, se alcuni racconti potrebbero anche essere accettabili per bambini di quell'età altri secondo me sono per lettori più maturi, a partire almeno dai 10/11 anni poiché si parla di violenza, sgozzamenti, omicidi, e molti racconti non hanno un finale positivo, anche se ovviamente poi bisogna considerare il livello di tolleranza di ogni bambino alla violenza.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2025 da Magazzini Salani. Il volume ha 160 pagine, la copertina rigida, misura 24,7 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza e costa 19,90 euro.
 
Lyon, l'autore di questo libro, come ho detto fa lo youtuber (specializzato nel giocare ai videogiochi, in particolare a Minecraft) e il grafico, e prima di questo libro aveva già pubblicato diverse opere, di cui la maggior parte a fumetti, sempre ad argomento horror:
  •  "A caccia di Herobrine" (2018): Lyon vive in uno mondo squadrato popolato da creature pericolose e composto da diverse dimensioni, ognuna delle quali nasconde mille segreti e tante avventure.
  • "A caccia di Entity" (2019): Dopo aver sconfitto e imprigionato Herobrine, Lyon ha deciso di mettersi in viaggio da solo con la speranza di scoprire finalmente come raggiungere le divinità dalla testa tonda, che governano il suo mondo.
  • "Le storie del mistero" (2020): Una oscura organizzazione sta architettando qualcosa all’interno dei suoi laboratori. Toccherà a Lyon, alla cara Anna e a Cico scoprire cosa.
  •  "Le storie del quartiere" (2021): Stavolta ai ragazzi serviranno un piano geniale e una dose extra di coraggio, perché un misterioso sconosciuto li ha presi di mira. Si fa chiamare il Killer e non ha per niente buone intenzioni.
  •  "Diario della fine del mondo" (novembre 2021): La Terra è invasa dagli zombie! Solo Lyon e i suoi amici possono sperare di trovare la cura. La Terra è stata sconvolta da una misteriosa epidemia zombie. I pochi superstiti vivono ormai nascosti, minacciati da orde di non morti assetati di sangue e carne umana.
  •  "Le storie da brivido" (2022): Il laboratorio di Lyon e dei suoi amici è in allerta. I mostri più spietati di sempre sono tornati a piede libero, pronti a uccidere gli sventurati che incontreranno lungo il cammino. Niente e nessuno sembra poterli fermare… niente e nessuno a parte Lyon.
  • "Il libro dei mostri. Diario segreto ufficiale" (novembre 2022): I mostri sono tra noi: vecchi e inquietanti orsetti di pezza senza né occhi né bocca; squali marini interamente ricoperti di robuste scaglie metalliche; rospi grossi come tori acquattati nel fango. Dagli abissi oceanici alle vette montuose, nessun luogo è sicuro, neppure lo scaffale polveroso di un negozio di giocattoli. Per fortuna non esiste al mondo cacciatore più esperto di Lyon. In questo libro – una vera e propria enciclopedia delle creature fantastiche che popolano il suo universo – è finalmente pronto a raccontare i suoi segreti. Dove vivono questi esseri leggendari? Che aspetto hanno? Come attirano le prede nella loro trappola? Attraverso identikit dettagliati e storie piene di fascino, i mostri più famosi di sempre stanno per rivelarsi in tutta la loro crudeltà. Apri questo bestiario e preparati a incontrarli.
  •  "Le storie da eroi" (2023): Questa volta Lyon dovrà affrontarla con una difficoltà in più: sarà solo sul campo di battaglia. Anna e i suoi più cari amici, infatti, sembrano scomparsi nel nulla. E proprio quando il nostro eroe inizia a pensare che lo abbiano abbandonato, fa una scoperta a dir poco allarmante: qualcuno li ha rapiti e tramutati in gigantesche statue.
  •  "Il ritorno" (2024): Dieci micro storie, dieci incontri con mostri terribili e pericolosi che Lyon, Anna e Giorgio fronteggeranno uniti con intelligenza e una buona dose di coraggio. Un tuffo nel passato, dove la storia dei cacciatori di mostri ha avuto inizio e dove bisogna fare ritorno per comprendere meglio il presente.
 
  
Sopra:A sinistra la copertina del bestiario scritto da Lyon, mentre poi potete vedere le copertine di alcuni suoi libri della sua serie a fumetti.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 22 agosto 2025

Enter Boogeyman a cura di Alessandro Manzetti

"Enter Boogeyman" è una raccolta di racconti a cura di Alessandro Manzetti e illustrati da Francesco Biagini e Christian Ward incentrati sulla figura del Boogeyman.
 
 Sopra: Sulla copertina, sotto il titolo, compare un'inquietante ed oscura illustrazione dove, in fondo a un buio corridoio, vediamo una minacciosa creatura.
 
Potrebbe essere nella tua camera, o nella tua cantina, o in quella vecchia casa abbandonata in fondo alla strada. Ma potrebbe nascondersi anche in altri luoghi non euclidei, molto più vicino a te di quanto pensi. Potrebbe essere addirittura dentro di te… esiste con nomi diversi in tutte le culture del mondo, con diversi volti, diversi nascondigli. Ma è uno solo. È sempre stato uno solo. È il Boogeyman. Chi è l'uomo nero? Una domanda migliore potrebbe essere: chi non è? La stessa domanda che Poppy Z. Brite pone nell'introduzione a questa antologia horror dedicata al mostro più spaventoso di tutti... Quello che vive dove vivi tu, che ti osserva nella notte, quello che pensavi di aver lasciato indietro come una fantasia infantile.
Come scritto nella prefazione: "Mettere insieme un'antologia di racconti con il Boogeyman come protagonista può sembrare un progetto banale. È già un personaggio molto conosciuto, dal momento che stiamo parlando di un tema comune del genere horror, presente spesso sia nella letteratura sia nei film. Ma, e questo potrebbe sorprendere alcuni di voi, non ci sono molte raccolte come questa, nella quale alcuni dei migliori scrittori dell'orrore e di dark fantasy offrono una serie di interpretazioni diverse di questo personaggio iconico.
I Boogeyman presenti in questi racconti sono però spesso delle figure reinterpretate, rese metaforiche e trasformate in simboli i paura, ma anche di stati d'animo, traumi o distorsioni della realtà. Questa antologia vuole quindi "far emergere il Boogeyman dal fondo della nostra mente" e farcelo materializzare davanti agli occhi. 
Per quanto riguarda gli autori, come ci spiega Manzetti nella prefazione: "Ho scelto sia interpreti storici del genere sia alcune alcune delle voci più forti dell'horror e del dark fantasy contemporanei, offrendo al lettore una gamma variegata  di immagini e stili di scrittura, assicurando così per tutti - al di là della sensibilità personale, dei gusti e delle esperienze di vita - prima o poi saranno toccati dalla presenza dell'inafferrabile e onirico Boogeyman."
 
 Sopra: Le pagine iniziali che segnano l'inizio della raccolta, tinte di nero e in cui vediamo sulla destra una rappresentazione del Boogeyman.
 
Ogni racconto è accompagnato da un'illustrazione in bianco e nero che precede la storia, opera di Francesco Biagini e Christian Ward. Sono disegni molto inquietanti, in cui gli artisti giocano molto con l'uso dei due colori che hanno a disposizione. Tutte le immagini si caratterizzano infatti per degli sfondi bui, completamente neri, dove spiccano eventuali punti luce o altri elementi che possono essere anche essere lasciati completamente bianchi (a volte possono essere corpi o abiti, volti...). 
Sugli sfondi neri spiccano infatti questi disegni macabri, molto dettagliati, nonostante lascino sempre uno spazio tra detto e non detto. Essi cercano infatti di rappresentare l'essenza del racconto che si andrà a leggere, più che rappresentare in moo esplicito una scena in esso narrata. I disegni hanno infatti un aspetto di solito un po' astratto, anche se in quasi tutti ci viene mostrata una rappresentazione e una possibile idea del boogeyman, il quale comunque viene sempre ritratto come un essere mostruoso e terrificante, dalle fattezze umane, con lunghi denti e lunghi artigli affilati. 
Leggendo i racconti comunque i lettori potranno accorgersi di come i disegni siano legati alla trama, anche se ne danno una loro interpretazione, il che può essere interessante per i lettori, in quanto possono farsi un'idea di cosa andranno a leggere, ma è solamente dopo la lettura della storia che potranno riuscire a interpretare cosa l'immagine voglia rappresentare. 
 
 
 
   
Sopra: Alcune delle illustrazioni che troverete all'interno del libro, prima di ogni racconto
 
"I bambini del bosco" di Elsa Beskow è una bella raccolta di racconti di paura tutti incentrati sulla figura del così detto "uomo nero", o "Boogeyman" in inglese.
I racconti sono tutti interessanti anche perchè ciascun autore ha interpretato un po' questa figura in modo personale, a volte anche in modo originale, non facendolo più solo essere il mostro che si nasconde sotto il letto o nell'armadio per spaventare i bambini. Per dire molti dei racconti di questo libro non hanno neppure per protagonisti dei bambini, ma anche ragazzi e ragazze già cresciuti e anche uomini o donne adulte, a dimostrazione che qui il boogeyman non si limita a prendere di mira solo i piccoli, ma è una figura di cui tutti possono avere paura, indipendentemente dall'età.
Come dicevo questa raccolta offre molte interpretazione della figura del boogeyman, molte legate più alla sfera psicologia ed emotiva che non a quella fisica, un simbolo della paura che emerge da vecchi traumi o dalle parti inconsce e oscure dell'animo umano. Nel racconto "I mostri e la fanciulla" di Kiste vediamo una bambina cresciuta in una famiglia disfunzionale, con una madre fredda e un patrigno e un fratello maggiore che la picchiavano e che fin da piccola vedeva questo boogeyman, che stava semplicemente fermo nella sua stanza. Quando ha provato a dirlo alla madre questa non le ha creduto e le ha intimato di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbero dovuto rinchiuderla in un ospedale psichiatrico. In questo caso, sebbene la figura del boogeyman non sia una presenza rassicurante, qui i mostri veri e propri sono la madre, il patrigno e il fratello. E alla fine la protagonista finirà per scoprire che in realtà il suo boogeyman forse è più un alleato che non una minaccia. In "Booogeyman per caso" il boogeyman del protagonista gli spiega che lui era là per proteggerlo contro il padre violento. Anche la creatura del racconto "Auon Dewa" non ha intenzioni malvagie contro le persone che abitano la sua casa, ma anzi protegge la bambina dalle intenzioni malevole del patrigno.
In molte altre storie invece il boogeyman è effettivamente un essere pericoloso, pronto a mangiarsi qualche bambino o far del male a qualche persona, come nel caso dei racconti: "Baubino" dove un bambino di 5/6 anni di nome Matthew si comporta in modo strano uccidendo animali e anche sua madre, finché non scompare (forse è stato ucciso) e diventa una sorta di fantasma che continua a cercare di uccidere altre persone; "Pelle di bambino", in cui il mostro attira a sè i bambini cattivi e, dopo averli mangiati, ne utilizza le pelli per farne dei sacchi; "Fratello ombra", dov'è il protagonista ha questo fratello che è una creatura che prende le sembianze di un'ombra e che si nutre di persone, facendo scomparire un'infermiera e due bambini; in "Mattina, mezzogiorno e notte" c'è un uomo che durante la giornata riesce a trasformarsi in un mostro in modi differenti e vuole eliminare il protagonista del racconto; "L'essere lungo nero" vede una sorella raccontare storie spaventose al fratellino per terrorizzarlo, fino ad arrivare ad inventarsi la storia dell'Essere Lungo e Nero, che potrebbe esistere oppure no, ma quel che è certo è che nella cittadina dove abitano questi bambini si aggira uno spietato serial Killer che rapisce le bambine;  ...
Il finale del racconto di "L'essere lungo nero" mi ha ricordato quello di un racconto dei Piccoli Brividi di Stine "La pendola del destino", dove anche lì c'era un fratello con una sorella molto odiosa, che alla fine il protagonista decide di non aiutare. Del tipo occhio a come trattare i vostri fratelli perché un giorno la vostra sopravvivenza potrebbe dipendere da una loro decisione.
L'unico racconto che non mi è piaciuto particolarmente è stato "Il lungo addio" poiché parla di un figlio che ha a che fare con la madre malata di Alzaimer; un racconto che non ho trovato pauroso, anche se forse non l'ho compreso appieno, ma che ho trovato soprattutto noioso.
Una bella raccolta di racconti su un mostro di cui effettivamente magari troviamo diversi film con lui protagonista, ma ben pochi libri, e credo che questa sia l'unica raccolta di racconti con il boogeyman come protagonista, mentre ne esistono diverse su altri mostri della letteratura tipo fantasmi, vampiri, streghe, lupi mannari, ecc... Bellissime anche le illustrazioni in bianco e nero che accompagnano i testi, che aiutano il lettore a calarsi nella giusta atmosfera.  
 
Il volume è stato pubblicato nel 2025 dalla Acheron Books, ha 350 pagine, una copertina flessibile con alette, misura 20,9 cm d'altezza e 14,4 cm di lunghezza e costa 17,00 euro.

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mercoledì 20 agosto 2025

La peste scarlatta di Jack London e Roger Olmos

"La peste scarlatta" scritto da Jack London è un classico della letteratura americana, un romanzo breve post apocalittico illustrato, in questa edizione di cui vi parlo, da Roger Olmos, un artista che ha già illustrato diversi classici usciti per la Logos Edizioni.
Il volume fa infatti parte della collana “Capsula del tempo”, libri che con la testimonianza della scrittura e la meraviglia dell’arte si propongono di incoraggiare i lettori a mettere in discussione il tempo presente per prepararsi al futuro, come scritto sul retro della copertina: "Con la possibilità di tornare al passato e ripartire. Forse."
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Olmos non presente all'interno del testo, in cui vediamo questa mezza testa umana da cui spuntano dei fiori.
 
In un mondo in cui la natura si è ripresa i suoi spazi e l’uomo è regredito a uno stile di vita primitivo, il vecchio Professor James Howard Smith risponde alle domande dei nipoti riguardo alla Peste Scarlatta, la pandemia che sessant’anni prima ha distrutto la civiltà umana, lasciando pochissimi sopravvissuti: "<<Lo so, lo so. Sono un vecchio sudicio. Ma i tempi sono cambiati. Oggi nessuno si lava e non ci sono comodità. Non vedo un pezzo di sapone da sessant'anni. Voi non avete idea di cosa sia il sapone e io non vel lo dirò, perché adesso ci sto raccontando la storia della Morte Scarlatta. Voi sapete che cosa significa stare male. Noi la chiamiamo malattia. Molte malattie erano causate da quelli che chiamavano fermo. Ricordate questa parola, germi. Un gerne è una cosa piccolissima. Come una zecca, di quelle che trovate sui cani a primavera quando scorazzano nella foresta. Solo che il germe è minuscolo. Talmente piccolo che non si riesce a vederlo...>> [...]
 <<I germi venivano chiamati microrganismi . Quando qualche milione o un miliardo di essi erano dentro un uomo, nel suo sangue, quell'uomo si ammalava. I germi erano una malattia. C'è n'erano di tanti tipi diversi, più di tutti i granello di sabbia su questa spiaggia. Noi ne conoscevamo solo alcuni . Quello dei microrganismi era un mondo invisibile, un mondo che non riuscivamo a vedere e del quale conoscevamo davvero poco. [...]>>
Il Nonno è uno di questi sopravvissuti si lascia andare ai ricordi, per quanto dolorosi, di ciò che era accaduto nel lontano 2013, quando aveva 27 anni, una carriera avviata all’università e una fiducia incrollabile nelle facoltà umane. Dal suo racconto traspaiono una profonda nostalgia e la certezza della ciclicità della storia e dell’evoluzione della civiltà umana, di impareggiabile bellezza, ma costruita su ingiustizie e sofferenze. 
Come ogni grande opera letteraria, La peste scarlatta trascende gli avvenimenti narrati, offrendo una lettura cruda ma estremamente lucida dell’animo umano.
Il testo, apparso per la prima volta a puntate sul London Magazine nel 1912 e in volume nel 1915, viene ripubblicato da Logos nella traduzione di Davide S. Sapienza. 
 
 
Sopra: Un'immagine del vecchio narratore assieme a uno dei propri nipoti mentre sono a caccia.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Roger Olmos, le quali sono sempre a tutta pagina o anche a doppia pagina. Esse sono evocative, piene di poesia e di pathos, m anche molto carnali ed intense.
Sono presenti nel volume sia immagini a colori che in bianco e nero. Queste ultime vengono usate per indicare ciò che è successo in passato, infatti sono inserite all'interno del racconto del vecchio, quando racconta ai nipoti di come tutto ha avuto inizio e di come sia degenerato. In questi casi l'artista ha fatto un bellissimo lavoro giocando con le luci e le ombre di ogni scena, che risultano sempre molto dettagliate, tuttavia in molti disegni ha deciso di inserire anche un tocco di colore rosso, dalle tonalità molto accese, intense e brillanti, proprio a contrastare il bianco e nero del resto dell'immagine. Colore che rappresenta la violenza e il sangue, ad esempio quello uscito da qualche ferita o da qualche buco di proiettile, sebbene non manchi anche un bel tramonto rossiccio. D'altronde il rosso scarlatto è anche il colore che contraddistingue questa piaga.
Le immagini a colori sono poche, in quanto compaiono soprattutto all'inizio e poi alla fine del volume hanno delle tinte intense, forti, anche se non molto brillanti o vivaci, ma che spesso appaiono un po' sporche, pervase da una patina marroncina che oscura la brillantezza dei colori, anche se ci sono alcuni elementi con tonalità più chiare e pulite. Nei disegni a colori i personaggi inoltre sembrano assumere un aspetto meno realistico e più caricaturale, esaltando ancora di più l'espressività dei loro volti.
Lo stile di Olmos sicuramente si adatta bene a rappresentare questa storia e le scene narrate nei suoi testi, in quanto l'artista non risparmia i lettori anche momenti piuttosto violenti e molto macabre, con cadaveri, persone malate deturpate dalla malattia, scheletri e zombie, il tutto rappresentato con grande dovizia di particolari e in modo molto dettagliato. Talvolta comunque l'artista non si limita a mostrare ciò che viene raccontato nei testi, ma alcune immagini sono più simboliche, tipo quella con una specie di mostro gigante rossiccio che si staglia in mezzo ai palazzi di una metropoli in rovina, con muri sporchi di rosso, a simboleggiare la diffusione della pandemia.

  


 
Sopra: Alcune illustrazioni di Olmos, di cui alcune a colori (sebbene con tonalità un po' spenta) mentre altre in bianco e nero, con il sangue rosso.
 
"La peste scarlatta" scritto da Jack London è un romanzo breve piuttosto interessante, che sicuramente porta a fare alcune riflessioni, ma che tuttavia per certi versi non mi ha entusiasmo troppo.
Francamente ho trovato i capitoli iniziali un po' pesanti, perché nonostante l'autore cerchi di far capire al lettore come sia diventata l'umanità in questo futuro post apocalittico, sono capitolo molto verbosi. Infatti qui troviamo questo uomo anziano assieme ai suoi nipoti a cui si mette a raccontare di come l'umanità si sia quasi estinta. Il fatto è che quindi la cosa ci viene raccontata e non mostrata, inoltre il vecchio, per farsi capire dai nipoti, che hanno perso gran parte del forbito vocabolario umano, deve spiegargli molte cose che il lettore già conosce. Da una parte la cosa è interessante, vedere come l'autore si sia immedesimato in questi giovani che sono praticamente degli uomini primitivi, privi di molte conoscenze sia linguistiche (interessante anche il fatto che abbiano in parte perso la capacità di esprimersi verbalmente) che teoriche. Ad esempio non avendo mai fatto matematica sanno contare solo fino a dieci, ma non comprendono unità come le centinaia, le miglia, i milioni o i miliardi ed è interessante vedere come il nonno cerca di spiegare loro questo concetto. Il problema è che il lettore si ritrova a dover sentire le spiegazioni di molte altre cose che lui già conosce, come quella di cosa sono i germi e delle varie epidemia che si sono susseguite sulla Terra nel corso dei millenni e io alla lunga ho trovato la cosa un po' noiosa. 
Anche perché la spiegazione di come è effettivamente iniziata questa pandemia della Peste Scarlatta arriva dopo i primi due capitolo, cioè dopo un terzo del libro.
Quando il narratore inizia a parlare di come si scatenò la pandemia effettivamente le cose si fanno più interessanti, anche se sul retro di copertina c'è scritto: "Alla luce della recente pandemia di Covid-19, questo romanzo distopico risulta stranamente profetico per il lettore contemporaneo, che si riconoscerà in molte delle scene descritte da Jack London." Diciamo che anche in questa affermazione mi sono riconosciuta parzialmente. Sicuramente ho trovato delle similitudini per quanto riguarda la diffusione del virus, ma la Peste Scarlatta é una malattia decisamente molto più terribile e letale: "Il problema era la rapidità stupefacente con cui il germe annientava le persone e il fatto che, una volta entrato in un corpo, finiva inevitabilmente per ucciderlo. Nessuno era mai guarito. Quando c'era stato il vecchio colera asiatico, poteva capitare di andare a cena la sera con un uomo on salute e il mattino seguente, alzando si abbastanza presto, vederlo dalla finestra sfilare su un carro funebre. Ma questa nuova peste era più rapida, molto più rapida. Dal momento in cui si manifestavano i primi segnali, una persona impiegava un'ora a morire. Solo pochi resistevano per qualche ora. Gran parte moriva entro dieci, quindici minuti dall'insorgere dei primi sintomi." Ecco il Covid sicuramente non è stato così veloce e così letale, tanto che molte persone potevano contrarlo senza manifestare alcun sintomo, mentre altri sono guariti perfettamente anche avendolo preso. Questa Peste Scarlatta invece è descritta come una malattia che non lascia scampo, nessuna minima speranza di salvezza o di guarigione, per cui non sorprende che la popolazione sia stata decimata.
Nella parte dello scoppio e del diffondersi dell'epidemia si riconosce il panico che essa crea, con le persone che tendono a isolare quelle che credono infette poiché erano vicine a qualche ammalato. Interessante anche la parte con la popolazione che impazzisce, lasciandosi andate a scoppio di violenza, alla piromania, ai saccheggi e all'alcolismo.
In effetti la parte della descrizione della diffusione della pandemia e di come il vecchia sia riuscito a sopravvivere è abbastanza interessante, così come quelle in cui il vecchio racconta di come l'umanità si sia adattata e sia sopravvissuta a questo evento (dice ad esempio che erano rimaste poche donne in vita, per cui le possibilità di riproduzione erano piuttosto limitate).
Molte comunque delle cose descritte su come la popolazione ha reagito alla pandemia diciamo che orami sanno di già visto. Sicuramente quando London scrisse questa storia, nei primi del Novecento, essa doveva essere molto innovativa, e in effetti pensandoci a posteriori in certi punti non sembra avere un centinaio d'anni. Eppure, dopo tanta letteratura apocalittica e dopo tanti film, fumetti e manga sul medesimo tema, come pure quelli sugli zombie, le cose che scrive l'autore per me hanno saputo di già visto: il governo che inizialmente nega la malattia, la diffusione incontrollata del morbo, la paura che suscita, il tentativo della gente si sopravvivere creando delle comunità, la lotta contro balordi e delinquenti che cercano di approfittarsi della situazione, gente che muore in ogni dove, la fuga dalla città...
Lo so che non è colpa di London, che appunto ha scritto queste cose molti anni prima che vi facessero sopra film, fumetti, videogiochi e molti altri romanzi, eppure per la maggior parte del tempo mi è sembrato di leggere qualcosa che già conoscevo o che avevo già visto da qualche parte.
Detto ciò non trovo che quest'opera sia da buttare, anzi, a tratti è ancora attuale, e che sicuramente ha contribuito a fondare un genere letterario e cinematografico, la si potrebbe definire una genesi del genere. Purtroppo io il genere distopico e post apocalittico non lo apprezzo molto, perfino i film sugli zombie e relative pandemie li trovo noiosi, nonostante a me piacciano i film horror, perché li trovo sempre tutti uguali (anche The Walking Dead non sono riuscita a seguirlo perché mi ha stufato quasi subito).  
Se tuttavia amate il genere distopico e post apocalittico, o anche i film sugli zombie, probabilmente vi piacerà, non aspettatevi però qualcosa di estremamente originale, in quanto la trama segue proprio l'evoluzione di una classica storia di questo tipo. Molto più interessante e coinvolgente è la parte finale, dove il protagonista trova altri sopravvissuti, peccato che fra questi uno sia un uomo grosso e violento, che ha sottomesso con la violenza una delle poche donne sopravvissute all'epidemia.
Rimane sicuramente un buon racconto, emozionante e che diventa più coinvolgente e vivido nella parte in cui il vecchio descrive la diffusione della peste, e come i superstiti sono sopravvissuti ad essa, presentando anche tematiche moderne e reggendo bene al passare del tempo (non sembrerebbe una storia scritta più di cento anni fa). 
Interessanti sono anche le considerazioni del vecchio su quanto successo, su come era la Terra e su come invece è diventata, tornando a una regressione quasi primordiale, con la cultura e tutto il suo sapere che scompaiono pian piano. Un romanzo che fa riflettere sulla fragilità della società e della natura umana di fronte a simili avversità, sull'essenza dell'umanità e sulla sua capacità di trovare la forza per sopravvivere a simili catastrofi. Un libro che tutto sommato ci fa riflettere su quanto siamo fortunati ad avere ciò che abbiamo, sebbene non manchino critiche anche alla società moderna (London immaginava una società futura tutt'altro che idilliaca o prova di ingiustizie, anzi), dove ci sono tante cose che non sono giuste e che andrebbero migliorate.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente a puntate nel 1912 e poi come romanzo nel 1915 dalla Mcmillan col titolo "The Scarlet Plague", mentre questa edizione è stata edita in italiano nel 2024 dalla Logos Edizioni. Il volume ha 104 pagine, la copertina flessibile, misura 25,5 cm d'altezza e 19,5 cm di lunghezza e costa 18,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.