lunedì 19 ottobre 2026

SPECIALE: LIBRI NON ILLUSTRATI (LIBRI GOTICI)

Questo è uno speciale in cui vi parlo dei libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in libri con immagini) che ho letto. 
I tre libri che vi recensirò oggi sono giusti per il periodo, in vista di Halloween, in quanto si tratta di tre libri gotici.
In due dei quali tra l'altro viene menzionato o compare il personaggio di Dracula: in "Sherlock Holmes contro Dracula" troviamo il detective più famoso del mondo aver a che fare col vampiro più famoso del mondo, mentre in "Children of the night" vediamo quattro ragazzi (3 maschi e una femmina) invitati a trascorrere la notte di Sant'Antonio nel castello di Bram, quello dove, secondo la leggenda, Stoker ambientò il proprio romanzo.
L'altro romanzo di cui vi parlerò è un'alta novità editoriale (assieme a "Children of the night", uscito il 29 settembre 2026), da parte di Abeditore. Si tratta di un romanzo ottocentesco, in cui compaiono fantasmi ed elementi esoterici, oltre ad avere una certa componente investigativa.


"SHERLOCK HOLMES CONTRO DRACULA" di Loren D. Estleman con 251 pagine, edito a luglio del 2008 dalla Gargoyle Books (costo 13,00 euro. Titolo originale: "Sherlock Holmes vs Dracula, or The Adeventure of the Sanguinary Count", 2000).  
È l'anno 1890. Una nave fa naufragio sulla costa inglese, l'equipaggio è scomparso, il capitano è stato assassinato, l'unico passeggero è un sinistro cane nero. Un giornalista dei Dailygraph si presenta così da Sherlock Holmes per chiedergli di indagare sullo strano evento: "Per alcuni secondi Mr Parker scrutò il mio amico con quel particolare interesse professionale che accomuna gli scribacchini a servizio dei quotidiani ai cronisti della mia specie. Subito dopo, comunque, assunse l'espressione di chi deve trattare di affari. <<Mr Holmes, sono stato autorizzato dai miei editori a offrirvi un compenso per conto del Dailygraph affinché ci offriate una soluzione del mistero legato agli eventi svoltisi a mezzanotte di ieri al porto di Whitcy>>. [...]
Il giornalista assentì con il capo e attaccò la sua singolare narrazione, che mi sforzerò di riferire in modo assolutamente fedele. [...]
<<Un attimo dopo, tuttavia, quel sospiro ci rimase strozzato in gola nel vedere ciò che il raggio luminoso aveva rivelato.
<<Spettrale in quell'alone di luce gialla, una goletta straniera con tutte le vele issate stava correndo inesorabilmente incontro al banco di scogli omicida>>.
<<Straniera, avete detto?>>, lo interruppe Holmes. <<Che bandiera batteva?>>
<<Nessuna, ma lo scafo era senza possibilità di errore di foggia russa>>.
<<Capisco. Proseguire, vi prego>>  [...]
<<Proprio quando tutto sembrava perduto, il vento, che fino a quel momento aveva soffiato rabbiosamente in direzione est, all'improvviso mutò n direzione ovest, e la goletta scivolò all'interno del porto con la facilità di un libro che venga reinserito nello spazio riservatogli in uno scaffale. [...]
<<Ancora una volta in nostro sollievo si rivelò prematuro, poiché come la goletta stava per accostare, il raggio del faro inquadrò uno spettacolo orribile: quello di un cadavere legato al timone, con la testa ciondoloni che sbatteva avanti indietro ad ogni movimento dello scafo. Quella vista inaspettata era così agghiacciante che ci scordammo di ruotare la luce, e il vascello con il macabro carico sparì nell'oscurità della notte. Nel tempo che impiegammo per riprenderci abbastanza da tornare ad agire, si udì un suono stridente seguito da uno schianto, e il raggio fornì conferma di ciò che la maggior parte di noi di era prefissata - la goletta si era andata ad arenare contro l'accumulo sabbioso che si erge accanto all'angolo sud- est del molo di Tate Hill. [...]
<<Bene: la luce del faro aveva appena raggiunto il ponte della nave insabbiata, quando qualcosa che sembrava un cane gigantesco spuntò fuori all'improvviso, si lanciò giù dalla fiancata e sparì nella tenebra>>. [...] 
<<Scusatemi>> intervenni. <<Ma nessuno ha pensato a interrogare l'equipaggio riguardo al mistero del morto e del cane?>>
<<Sarebbe stato impossibile, Dottore>> rispose il giornalista con tono grave. <<Vedete, ad eccezione del cadavere al timone, non c'era nessuno altro a bordo della goletta>>." 
Il mistero, di cui nessuno riesce a venire a capo è pane per i denti dell'inimitabile Sherlock Holmes, ma per la prima volta nell'arco della sua esaltante carriera il grande detective è in difficoltà. Risulta evidente che gli uomini dell'equipaggio sono stati uccisi e gettati fuori bordo, ma cosa può spiegare l'espressione di orrore stampata sul volto del capitano, il suo fatale dissanguamento, e lo strano carico della nave - cinquanta casse di terra? Il gioco è aperto e Sherlock Holmes, assistito come sempre dal fedele Dottor Watson, si viene a trovare sulle tracce del re dei vampiri in persona - il Conte Dracula...  
La storia è preceduta da un'introduzione di Paolo Zaccagnini che analizza la situazione culturale e storica dell'Inghilterra agli inizi dell'Ottocento, dove vivevano gli autori di "Dracula" e di "Sherlock Holmes", parlando anche delle loro biografie e dei motivi che li spinsero a creare queste opere. Dopo la prefazione c'è pure un antefatto scritto dall'autore, che si spaccia come curatore, in cui viene narrato come questa storia sia giunta tra le mani di Estleman, il quale crea quindi una cornice narrativa in cui tale storia è stata proprio scritta da Watson, autore anche delle altre avventure di Sherlock Holmes. In tale antefatto il curatore/autore spiega anche i motivi di come mai tale racconto non è stato pubblicato all'epoca ma come sia rispuntato fuori solo adesso. 
Piccole accortezze poi presenti anche all'interno dell'opera, come le ricerche fatte dall'editore della Doubleday sul sistema ferroviario dell'Inghilterra vittoriana scoprendo che, con i cambi treni previsti, Holmes e Watson non avrebbero potuto compiere il viaggio da Londra a Whitby in meno di quarantotto ore, mentre l'autore aveva previsto che lo affrontassero in sole ventiquattro (per contrastare il piano di Dracula si salpare per l'America a bordo della Baltimore). Ciò ha costretto l'autore ad anticipare la storia e a cambiare le date. 
Ma facciamo un passo indietro. Infatti la storia parte con Sherlock che viene contattato da un giornalista del Dailygraph salito a bordo della nave che ha portato Dracula in Inghilterra. L'evento strano e sconvolgente che venne riportato nell'opera originale tramite alcuni articoli di giornale suscita lo sconcerto dei giornalisti, che decidono di chiamare in causa il celebre detective per riuscire a risolvere questo misterioso caso. In seguito, probabilmente per pressioni dall'alto, gli chiederanno di abbandonare il caso, che però ormai ha risvegliato la curiosità del celebre detective. Saranno altri ritagli di giornale ad attirare nuovamente la sua attenzione. Sto parlando di quelli riguardanti la vampira Lucy, che adescava bambini durante la notte. Mettendosi sulle tracce della vampira Holmes e Watson faranno così la conoscenza di Van Helsing, del dottor Steward, di Morris e di Lord Godalming. Bello il confronto tra Van Helsing e Sherlock Holmes, anche se sarà l'unico che avremo per tutto il libro, in quanto Van Helsing intima al detective di lasciare stare la faccenda. Holmes tuttavia riesce a intercettare il treno con cui Mina sta arrivando a Londra per incontrare Van Helsing e a salirvi a bordo, riuscendo a parlare con la donna, così da venire a conoscenza delle vicende di Jonathan Harker. 
Ironicamente la figura di Dracula è forse più presente in questo romanzo con Holmes che non nella seconda parte del romanzo di Stoker. In una nota finale dell'autore quest'ultimo spiega infatti che "Per gran parte della narrazione Dracula è assente, e la nostra piccola congrega di ammazza-vampiri non può farà altro che interrogarsi su quanto egli sia impegnato a realizzare. La premessa si cui si basa Sherlock Holmes contro Dracula è che il vampiro avesse impiegato il tempo in cui risulta assente dalla scena a incrociare la spada con la più geniale mente investigativa di Londra".
La seconda metà della storia è infatti più di tipo avventuroso che non investigativo, con Holmes e Watson che si impegnano a inseguire e contrastare il mostro, il quale ha rapito la moglie di Watson, regalandoci delle sequenze ricche di azione.
Una storia carina e avvincente, che sfrutta in modo intelligente una reale possibile connessione che avrebbe potuto crearsi tra la figura del vampiro più famoso al mondo e quella dell'investigatore più famoso al mondo. Il primo infatti giunge in Inghilterra proprio nel periodo in cui Holmes si è appena affermato come investigatore privato. Come scritto nella nota finale dell'autore: "Dal momento che il libro fu pubblicato per la prima volta a Londra nel 1897, un semplice calcolo aritmetico fa risalire gli eventi descritti proprio nel periodo in cui Sherlock assurgeva a fama di detective più famoso del mondo. Il dato ci viene confermato dallo stesso Arthur Conan Doyle e, poiché non abbiamo motivo di metterlo in discussione, apparirebbe singolare che un osservatore così acuto come il suo eroe si fosse lasciato sfuggire la presenza in città di un mostro immortale che si nutriva del sangue dei vivi."
La cosa che mi ha un po' sorpreso è mi aspettavo che Sherlock e Watson  avrebbero lavorato assieme a van Helsing e alla sua squadra, mentre in realtà quest'ultimo sembra voler estromettere Holmes dalle indagini. I due infatti, dopo un unico incontro prima dell'arrivo di Mina, non si incontreranno più faccia faccia e Sherlock e Watson agiranno indipendentemente. La cosa in realtà ha senso, visto che l'autore ha cercato di sfruttare l'assenza di Dracula dal romanzo di Stoker per inserirvi la figura di Sherlock, lasciando Van Helsing procedere da solo per la sua strada, così come descritto nel romanzo di Stoker. Se i due avessero invece collaborato o lavorato a stretto contatto sarebbe stato più difficile dover giustificare l'assenza di Holmes nel romanzo di Stoker, mentre così appare più che naturale che il breve incontro tra quest'ultimo e Van Helsing sia stato omesso.
Se amate Dracula e siete appassionati di gialli o dei romanzi di Coan Doyle apprezzerete sicuramente questa lettura, la quale getta un nuovo sguardo sulla figura del Conte e del famoso detective, nonché sulla figura di Watson, voce narrante del romanzo. 
 
 
Sopra: La copertina di "Sherlock Holmes contro Dracula", dallo sfondo prevalentemente grigio, dove sulla destra compare un mantello nero e rosso
 
"LA TORRE DEI SETTE GOBBI" di  Emilio Carrère con 230 pagine, edito a luglio del 2008 dalla Gargoyle Books (costo 18,00 euro. Titolo originale: "?", 2026).  
Nella Madrid dei primi del Novecento, il bohémien Basilio Beltrán – giocatore incallito e uomo molto superstizioso – coltiva la singolare convinzione che i gobbi portino fortuna e per questo motivo ama circondarsene. 
"Basilio Beltràn era un giocatore superstizioso. Portava una moneta spezzata e due cornetti d'avorio appesi alla catena dell'orologio. Si sedeva sempre alla sinistra del mazziere; il venerdì non giocava perchè era un giorno nefasto, e coltivava con autentico affetto l'amicizia di tutti i gobbi di madrid, convinto che quelle simpatiche e tristi tartarughe umane recassero nel loro zaino il talismano della buona sorte. [...] Ma ciò che lo irritava di più, fino a mandarlo fuori di testa, era qualche guercio curioso con la cataratta che gli si avvicinava mentre giocava, fatto che spiegava l'odio feroce e inconciliabile che nutriva per il signor Catafalco.
<<Eccola qui, la mia ombra nera!>> ruggiva Basilio quando lo vedeva, raccogliendo subito le fiches per correrle a cambiarle e fuggire dal casinò. uscendo, si voltava e vedeva il signor Catafalco salutarlo con la sua mano scheletrica, fissandolo, ipnotico, con il suo occhio torbido simile a un'ostrica.
Il fatto era che il signor Catafalco provava una strana simpatia per Basilio. Gli piaceva sedersi accanto a lui, chiedergli come stava andando il gioco e rispondere alle sue gomitate e scortesie con l'eterno sorriso macabro dei suoi denti lunghi e gialli, simili a quelli dei cavalli che, dopo una corrida, giacciono morti sulla sabbia dell'arena.
In effetti, il signor Catafalco era davvero uan presenza inquietante. Era alto e scarno come un'ombra e, sotto l'arco ispido delle sopracciglia, aveva un occhio minuscolo e scintillante, che contrastava con l'altro, più grande ma torbido e allucinato, che si apriva come una piaga rotonda tra le cicatrici del suo volto flaccido e biancastro, incorniciato da una folta barba nera." 
Questo signor Catafalco, che lo stesso Basilio aveva così soprannominato, non conoscendone il vero nome, si rivela essere lo spettro di un uomo di nome don Robinsón de Mantua, il quale, una notte, durante una delle sue solite partite al casinò, gli appare e gli rivela i numeri vincenti. In cambio però il fantasma chiede un favore: Basilio dovrà scoprire la verità sul suo assassinio. Per farlo, dice lo spettro, dovrà recarsi nel centro storico della città, tra vicoli oscuri e palazzi carichi di memoria. Basilio mantiene la promessa e, seguendo le tracce del delitto, scopre un segreto impensabile: sotto la città moderna si estende un’altra Madrid, costruita nel XV secolo da un gruppo di ebrei che tentavano di sottrarsi all’espulsione. In quel labirinto sepolto vive ancora una setta composta esclusivamente da gobbi dediti al crimine e guidati dal misterioso dottor Sabatino, un uomo pronto a tutto pur di proteggere il proprio rifugio. L’indagine trascina così Basilio in un mondo parallelo fatto di cripte, passaggi segreti, spiritismo e antiche vendette. Per lui, però, questa volta la fortuna non basterà: la partita in gioco è la sua stessa vita. 
Una storia molto intrigante e interessante "in cui il gotico, il feuilleton, il poliziesco e la satira di costume convivono con una naturalezza sorprendente" scritta da uno scrittore spagnolo,  la quale, sempre citando l'introduzione, "a oltre un secolo di distanza, non ha perso nella della propria capacità di intrigare e divertire", che ci viene portata in italia dalla Abeditore.
La vicenda inizia con quella che sembra una storia di fantasmi, dato che il protagonista avvista di continuo un uomo guercio che scopre però di poter vedere solo lui, per poi scoprire che si tratta dello spirito di un uomo assassinato un decennio prima e che si è rivolto al protagonista, Basilio, poiché è l'unico in grado di vederlo, essendo un ignaro sensitivo.
Basilio supera quindi l'iniziale avversione per il signor Catafalco (così aveva denominato il guercio), dato che scopre che l'uomo non gli porta sfortuna ma che, anzi, lo aiuta pure a vincere una bella somma di denaro al gioco, e gli promette di trovare il suo assassino. Inizia quindi a vestire i panni dell'investigatore, pur senza fare grossi passi avanti, sebbene inizi a sospettare di un paio di parenti del vecchio defunto. Per fortuna diventa amico di un giornalista che usa lo pseudonimo di "Duende della Corte", decisamente più sveglio di lui e più abile a risolvere misteri. Assieme al nuovo amico, Basilio collega la strana morte di Catafalco (il sognor da Mantua) a uno strano furto di gioielli avvenuto in casa di una cantante che il protagonista aveva iniziato a frequentare. Furto durante il quale il ladro ha perso un biglietto con un messaggio cifrao. Tale messaggio verrà decifrato grazie all'aiuto di un altro bizzarro personaggio, un erudito dagli occhiali azzurri e che si definisce un "viaggiatore infaticabile", il quale vende a Basilio e al giornalista l'alfabeto indiano tiahuanaco, grazie al quale è possibile decifrare il messaggio, il quale menziona una certa "Torre dei Sette Gobbi". 
Da qui il protagonista e il suo amico giornalista faranno di tutto per svelare l'ubicazione di questa Torre, vivendo incredibili avventure, in cui ritroveranno anche il viaggiatore infaticabile, addentrandosi in oscuri cunicoli sotterranei e labirintici, rischiando più volte la vita, dato che in questa torre abita una società segreta formata da gobbi che praticano della magia legata al zoroastrismo.
Una bella storia, molto originale e intrigante, in cui non mancano misteri e indagini, ma anche ricche sequenze di azione con tanto di fughe e sparatorie, il tutto condito con culti segreti e pratiche magiche, nonché di strani, misteriosi, ma affascinanti personaggi, tra cui anche dei gobbi.
 
  
Sopra: La copertina sui toni del bianco, del nero e del grigio, col i caratteri dorati del titolo, in verticale, che vi spiccano sopra.
 
"CHILDREN OF THE NIGHT: I MISTERI DEL CASTELLO DI BRAM" di  M.A. Bennett  con 464 pagine, edito a settembre del 2026 dalla DeAgostini (costo 21,00 euro. Titolo originale: "Children of the night: A hauntingly monstrous horror", 2025).  
Dopo l'estate a Villa Diodati, Eve, Hal, Griffin e Ren non possono più fingere di essere soltanto giovani scrittori scelti per reinventare il gotico. Qualcosa in loro si è risvegliato, qualcosa di antico e terribile, e ora un nuovo invito li richiama là dove ogni leggenda sembra avere avuto origine: in Transilvania, oltre la foresta, tra le mura del Castello di Bran.
Ad aspettarli, nelle sale illuminate dal fuoco, c'è un conte enigmatico che somiglia fin troppo al loro vecchio nemico, Florian Necker: "<<Benvenuto nella mia casa! Entri liberamente!>>
Necker non mi viene incontro: rimane immobile come una statua, a braccia aperte, appena oltre la soglia del castello. Sembra più giovane di quando l'ho visto l'ultima volta al CERN, sorridente metre sfuggivamo alle sue grinfie. I capelli sono più corti, più scuri e pettinati all'indietro, e indossa una giacca da fumo color bordeaux. [...]
Varco la soglia, ed ecco che necker prende VITA!. Mi afferra le spalle in segno di benvenuto. Ha il respiro affannoso, come se avesse appena corso. Forse ha sceso in fretta le scale per venire ad accogliermi. Gli occhi sono cambiati, non più appannati e lattigginosi per l'età come lo erano in Svizzera, ma molto più acuti e vivaci. Sembrano anche di due colori diversi, come quelli di hal, e brillano di una strana luce, forse eccitazione, ma anche dell'altro... quasi come se fosse sotto l'effetto di QUALCOSA. [...]
In cima alle scale il mio ospite apre un'antica porta che immette in una stanza ottagonale; ovviamente siamo in una delle torri. E' una grande camera da letto ben illuminata, con uno scoppiettante fuoco acceso. <<Questa è la sua camera>> mi annuncia, posando le valigie al centro della stanza. <<E ora la cena.>>
Mi precede lungo il corridoio in un altro locale più grande, con un altro camino più grande e un maestoso tavolo lucido a specchio e apparecchiato per due.
<<Dove sono tutti?>>
<<Lei è il primo ad arrivare>> dice necker in tono divertito. <<Direi che può essere l'occasione ideale per conoscerci meglio.>> Si siede di fronte a me. [...]
Sembra più un rapporto maestro-allievo, come se avesse cose da insegnarmi."
Ren, uno dei 4 Young Gothic è stato infatti invitato da Székely (alis Necker) a passare la notte di Sant'Antonio al Castello di Bran, per festeggiare l'anniversario del completamento del manoscritto di Dracula di Bram Stoker sono stati infatti invitat. Székely gli lascia la possibilità di invitare fino a tre ospiti che vengano assieme a lui, e Ren ovviamente invita i suoi altri 3 amici Young Gothic: Griffin (un uomo invisibile), Hal (un Dott. Jekyll/Mr Hide) ed Eve (una sorta di zombie/mostro di Frankenstein).
Ren si reca per primo al castello, ospite direttamente dal Conte, mentre gli altri tre amici prendono alloggio nella locanda del villaggio vicino al castello di Bram. 
Presto diventa chiaro che quel maniero, in cui risuonano pianti soffocati e il vino scorre rosso sangue, non è stato preparato per accoglierli. È stato preparato per trattenerli. 
Fuori, il villaggio è attraversato da voci inquietanti: una bambina svanita nel nulla, un cadavere ritrovato nel bosco, una scuola dove i più piccoli imparano a dare un nome alle paure che gli adulti preferiscono ignorare. Ogni superstizione nasconde un presagio, ogni mito sembra sul punto di prendere vita.
E mentre la Fondazione Diodati continua a osservarli nell'ombra, gli Young Gothic dovranno scoprire che cosa li attende davvero nella terra di Dracula.
Perché, in Transilvania, i mostri hanno smesso di nascondersi tra le pagine dei libri.
Ora sono là fuori.
E aspettano il momento di colpire.
 
Secondo capitolo della saga scritta da Bennet e arrivata l'anno scorso in Italia con "Young Gothic: gli eredi di Villa Diodati", la quale era un omaggio ai grandi classici della letteratura horror/gotica. I quattro protagonisti (a ognuno dei quali sono dedicati diversi capitoli con il proprio POV) sono degli adolescenti e giovani adulti molto diversi tra loro, ma che nel precedente volume avevano scoperto avere una cosa in comune: sono tutti dei mostri, creature le cui origini risiedono nei grandi romanzi gotici della letteratura mondiale. Romanzi quali "Il dottor Jekyll e Mr Hide" di Stevenson, "Frankenstein" di Shelley, "Dracula" di Stoker e "L'uomo invisibile" di Wells. Non a caso il precedente libro era molto ricco di citazioni a classici della letteratura, ma anche del cinema. Citazioni che non mancheranno anche in questo secondo volume, anche se forse meno numerose, soprattutto per quanto riguarda quelle letterarie, mentre mi pare che quelle cinematografiche siano più frequenti.
Il perno del volume rimangono i 4 protagonisti, tutti ben caratterizzati, con le loro luci e le loro ombre, le loro scelte e le loro paure. Con un'attenzione forse un po' più particolare su Ren, al quale Necker sembra riservare un particolare interesse, e che infatti è stato invitato da quest'ultimo nel castello di Bram, il castello di Dracula secondo le leggende.
Per quasi tutto il libro tuttavia Ren si ritroverà separato dagli altri compagni, e in particolare da Griffin, un rapper piuttosto famoso, che è anche il suo fidanzato, anche se sembra fare fatica a rivelare agli altri il fatto di essersi innamorato di un altro ragazzo. Inizialmente Ren si sente quindi come una sorta di Jonathan Harker prigioniero nel castello, ma potrebbe scoprire che in realtà gli intenti di Necker sono ben altri. Oltre a ciò Ren dovrà imparare a fare i conti e venire a patti con la propria natura di vampiro, il quale ha bisogno di nutrirsi di sangue umano per poter sopravvivere.
Griffin dovrà invece comprendere i suoi sentimenti per Ren e decidere se vuole fare sul serio con lui, affrontando anche eventuali critiche da parte di fan e familiari.
Anche Eve e Hal si troveranno alle prese con delle questioni amorose in sospeso tra loro due, e dovranno decidere come far evolvere la loro relazione, dato che Eve desidererebbe fidanzarsi con Hal e vivere pienamente la loro relazione, ma Hal è spaventato che la propria controparte malvagia possa fare del male a Eve, controparte che in certe situazioni tuttavia si rivelerà piuttosto utile per salvare la pelle ai nostri eroi. 
Se Ren dovrà vedersela con Necker al castello, la sua stretta sorveglianza e pianti di bambini nella notte, gli altri dovranno vedersela con un villaggio di persone sospettose nei confronti degli estranei, superstiziose e che tra l'altro hanno appena trovato morto un loro compaesano con collo squarciato dai morsi di un lupo, nonché alle prese con la scomparsa di alcuni dei loro bambini . 
Una vicenda emozionante, ricca di colpi di scena e molto interessante che consiglio a chi ha apprezzato il primo volume, in quanto qui potrà ritrovare i precedenti protagonisti e approfondire anche l'antagonista, avendo la possibilità di scoprirne la vera natura. 
 
  
 Sopra: La bella copertina sui toni, questa volta, del blu e del giallo ci mostra il castello di Bram e il suo cancello, che ha la forma di un pipistrello. Molto carini anche gli edges colorati.
 
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lunedì 21 settembre 2026

Ghostgirl di Tonya Hurley

Oggi vi parlerò di "Ghostgirl", un romanzo scritto da Tonya Hurley e illustrato da Craig Phillips che ha per protagonista il fantasma di una ragazza poco popolare, deceduta a scuola per soffocamento provocato da una caramella.

  
Sopra: Due immagini che mostrano la copertina e il dorso del libro, molto belli. Con lo sfondo nero, le scritte e i decori aregntati e alcuni dettagli rosa; senza contare che la parte interna della bara è una pelllicola trasparente dove hanno collocato una sagoma nera intagliata che ricalca quella della protagonista defunta.
 
Charlotte Usher si sente praticamente invisibile a scuola, e poi un giorno diventa davvero invisibile. Peggio ancora: è morta. E tutto perché si è soffocata con un orsetto gommoso: "Charlotte si cacciò in bocca un ultimo orsetto gommoso; stava facendo un passo avanti, accennando un movimento delle labbra per rispondergli, quando per sbaglio ingoiò la caramella intera, che le andò di traverso.
Iniziò a camminare un po' più in fretta verso la porta, facendo gesti disperati con la mano, ma non appena uscito in corridoio, Damen era stato accerchiato di nuovo da una grande folla, e di sicuro non riusciva più a vederla. Charlotte tentò in tutti i modi di tossi per sputare l'orsetto gommoso e gridargli la risposta alla sua domanda ma, proprio quando ci era riuscita, Petula le chiuse la porta dell'aula in faccia.
Charlotte ci sbattè contro, e la caramella le finì ancora più giù nelle vie respiratorie. Tentò senza successo di auto-praticarsi la manovra di heimlich, sputacchiando in giro come un pallone che si sgonfia. Ora stava davvero soffocando  e l'aula era deserta. Non c'era nessuno che potesse vederla. Nessuno ad aiutarla.
Charlotte si portò una mano alla gola e appoggiò l'altra al pannello di vetro della porta per mantenere l'equilibrio. Dato che non riusciva a respirare, tentò disperatamente di attirare l'attenzione di Damien picchiando la mano sul vetro. Lui pensò che lei lo stesse solo salutando.
Rispose con un cenno veloce, passò un braccio attorno alla vita di Petula e si incamminò verso la sua seconda lezione della mattinata.
Charlotte schiacciò il viso contro il vetro come il Piccolo Tim davanti alla vetrina del negozio di giocattoli, ma poi le gambe le cedettero, e scivolò lenta lungo la porta. Riuscì a vedere un ultima volta gli studenti che ridevano e parlavano in corridoio, compresi Damen e Petula.
Sperò che qualcuno notasse la sua mano attraverso il vetro, ma poi perse la presa, e la mano, lasciando lungo il vetro rettangolare una traccia appena percettibile, scivolò verso il pavimento, dove si riunì al resto del corpo."
Ma essere morta non impedisce a Charlotte di voler essere popolare; la rende solo più creativa nel raggiungere il suo obiettivo.
Se pensavate che il liceo fosse una questione di vita o di morte, aspettate di vedere quanto sia vero. In questo romanzo satirico, ma al tempo stesso toccante, Tonya Hurley esplora l'invisibilità che tutti proviamo a volte e fino a che punto siamo disposti ad arrivare per essere visti.
 
 
 Sopra: A sinistra il testo della fine del secondo capitolo e a destra una pagina che segna l'inizio del terzo, con la consueta illustrazione a silhouette della protagonista intera all'interno di una cornice e con sotto una citazione.

All'interno del volume si trovano alcune immagini realizzate da Craig Phillips, le quali sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo, in una pagina intera, poste sotto al titolo del capitolo e circondate da una specie di cornice floreale.
I disegni sono delle silhouette, cioè una sagoma scura, bidimensionale, di un oggetto o di una persona che ne delinea esclusivamente il profilo, solitamente su uno sfondo lumino/bianco.
Ciò implica anche una limitata scelta di colori, che infatti sono solamente tre: il nero, il bianco e il rosa. Bianchi sono gli sfondi delle pagine, su cui spicca il nero delle silhouette dei disegni centrali, nonché delle cornici attorno alle pagine, mentre rosa è il colore dei fiori usati come decorazione per le suddette cornici. 
In questo caso le silhouette raffigurano la protagonista, dato che vediamo di continuo la sagoma di una ragazza vestito con un abito che le arriva al ginocchio, delle scarpe a punta e dei capelli lunghi e folti. Non viene ritratto nessun elemento dell'ambiente, ma solo la ragazza e alcuni oggetti, come i fiori che ella tiene in mano e delle foglie che le gravitano intorno. In una scena vediamo ad esempio la ragazza seduta su qualcosa, ma non vediamo su cosa è seduta (potrebbe essere un muretto o un sasso).
La cosa interessante è che, se guardate uno dopo l'altra, ci si piò accorgere di come le immagini siano collocate in sequenza: partiamo al capitolo 1 vedendo la ragazza distesa supina mentre stringe tra le mani un mazzo di fiori; nel capitolo 2 la vediamo iniziare ad alzarsi, piegando una gamba e sollevando la testa; nel capitolo 3 sta continuando ad alzarsi, in quanto ha sollevato anche il busto e ha una mano appoggiata a terra; nel capitolo 4 si è ormai alzata, e sembra essersi messa in cammino; nel capitolo 5 la vediamo seduta con le braccia aperte; nel capitolo 6 annusa il mazzo di fiori che teneva in mano; nel capitolo 7 i fiori del mazzo stanno cadendo; nel capitolo 8 del mazzo sono rimasti solo i petali dei fiori; nel capitolo 9 (quando la ragazza sembra scoraggiata o nell'atto di piangere) arriva un uccello che si posa accanto a lei; ...
I disegni non sono strettamente correlati con quanto narrato nella storia, ma a volte sembrerebbero avere qualche riferimento simbolico a ciò che succede in un determinato capitolo. Ad esempio il Capitolo che si intitola "La caduta della casa degli Usher" vediamo Charlotte precipitare, seguita da un corvo, e il capitolo in effetti parla del litigio tra la protagonista e una sua amica e di come il dormitorio dove abitano i fantasmi rischi di essere demolito, tutti momenti che segnano in effetti una "caduta". Nei capitoli dove Charlotte Scarlet bisticciano vediamo la sagoma di Charlotte litigare con un corvo (che probabilmente rappresenta Scarlet) . 

  

  
Sopra: Le illustrazioni (in bianco, nero e rosa), dove si vede la sagoma della protagonista, sono realizzate con la tecnica delle silhouette e sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo.
 
 "Ghostgirl" di Tonya Hurley è un romanzo per pre-adolescenti e adolescenti che parla di morte, e infatti ha come protagonista proprio una ragazza delle superiori morta in classe per soffocamento dovuto all'aver inghiottito una caramella gommosa, senza essere riuscita ad espellerla in tempo.
Si tratta di un romanzo che ruota quasi completamente attorno alla protagonista, che conosciamo per qualche capitolo anche da viva, e capiamo che questo nuovo anno scolastico si è posta come obiettivo quello di diventare più popolare, soprattutto per conquistare il ragazzo che le piace, Damian, un ragazzo bello, sicuro, socievole e atletico, ma anche gentile e sensibile. Damen tuttavia sta insieme a Petula, la ragazza cheer leader più popolare della scuola, la quale è un po' la classica adolescente viziatella, narcisista ed egoista che si crede migliore degli altri. A dire la verità Petula non sarà al 100% una bella persona, ma in realtà non è neanche una bulla, anche perchè una ragazza come lei si limita semplicemente a ignorare una come Charlotte, cosa che in realtà fanno praticamente tutti gli studenti della scuola a quanto pare.
Charlotte durante le vacanze estive si è infatti messa a dieta, ha fatto palestra, ha cambiato acconciatura, ha iniziato a truccarsi, ha deciso di iscriversi al gruppo delle cheerleader propio per cercare di non risultare più invisibile. In effetti sembra che nessun insegnante e nessun compagno di classe si ricordi neppure il suo nome, complice anche il fatto che ci troviamo in una scuola americana, di quelle con diversi corsi e ore di lezione da seguire, per cui sono gli studenti a recarsi di volta in volta nelle aule con i rispettivi professori, dove si siedono secondo un ordine prestabilito (per cognome).
Charlotte ci appare comunque fin da subito come una ragazza un po' trasparente, senza amici, dimenticata da tutti, ma determinata e con una certa ossessione per il ragazzo che le piace. E uso il termine ossessione non a caso, in quanto il comportamento di Charlotte nei suoi confronti è quasi maniacale, oltre che da stalker: in camera ha delle fotografie di lui e ha aperto il modulo di preiscrizione di Damien col vapore,  durante uno stage estivo nell'uffici del preside a cui si era iscritta appositamente,  proprio per scoprire i suoi orari e le lezioni del nuovo anno. Inoltre quando si rende conto di essere diventata un fantasma e che nessuno può vederla e sentirla si sente contenta del fatto che ora potrà far parte della vita di Damien, per cui si mette a seguirlo, anche negli spogliatoi e a casa, stando a guardarlo, per fortuna solo inizialmente, anche in atteggiamenti intimi con la sua ragazza.
L'autrice riesce a fare in modo che la protagonista non risulta antipatica al lettore, anzi sicuramente alcune preoccupazioni che ha sono tipiche di molti adolescenti, ma è chiaro che le attribuisce anche alcuni atteggiamenti che rischiano di sfociare nell'ossessione. D'altronde sembra che l'obiettivo dell'esistenza dei fantasmi, almeno di quelli adolescenti, sia quella di capire gli errori commessi in vita e diventare delle persone migliori, accettando la propria morte e anche se stessi. Ecco cosa spiega il professore del Programma Defunti, che Charlotte dovrà frequentare assieme ad altri fantasmi adolescenti come lei: "<<Il motivo per cui dovete andare a scuola, anche dopo essere morti, non è solo quello di capire come funziona la vita ultraterrena, come dice il filmato del corso di orientamento>> spiegò Brain agli studenti confusi. <<Il motivo è che dovete imparare la cosa che non avete avuto la possibilità di imparare da vivi. [...]
I neonati e i bambini sono troppo piccoli per aver commesso errori gravi, e gli anziani vivono abbastanza a lungo per imparare dai propri sbagli e riuscire a correggerli>> cantilenò il signor Brain, nel tono più di un predicatore che di un insegnante. <<Ma gli adolescenti, come voi, vivono solo il momento, e spesso si comportano da egoisti, da impulsivi, von orribili conseguenze per loro stessi e per gli altri.>> [....] 
<<Vi è stata data un'opportunità. Il Programma Defunti è la vostra seconda, e aprite bene le orecchie, ultime possibilità per capire cosa vi è successo e perchè, e per imparare ad accettarlo>> spiegò, tornando alla lavagna. <<Accettate la vostra morte ma, soprattutto, accettare voi stessi.
<<Quando vi accetterete, avrete trovato la risoluzione, e con quella arriveranno il riposo, la pace e...>>
<<Il diploma!>>" 
Ma come funzionano il worldbuilding e i fantasmi in questa storia?  Allora, nell'universo creato dalla Hurley quando Charlotte muore viene indirizzata a frequentare una classe che si trova negli scantinati della scuola, il Programma Defunti appunto, in cui per diplomarsi bisogna imparare ad essere meno egoisti e accettarsi, risolvere i propri problemi irrisolti, lavorare praticamente su se stessi, per poter "passare oltre". I fantasmi frequentano anche la mensa scolastica, ma per fantasmi, dove vengono serviti cibi di marche vecchie, non più esistenti in commercio. Le viene assegnato anche un dormitorio, che consiste in una casa abbandonata, dove risiedono vari fantasmi e ognuno ha una propria stanza. Siccome la casa può essere venduta, gli spettri che vi dimorano devono far in modo che ciò non accada, e questo implica che debbano collaborare e contribuire tutti assieme.
Per quanto riguarda i fantasmi in sé, essi non possono essere né visti né sentiti dai vivi, e possiedono una serie di abilità che però devono imparare a sviluppare, tipo super poteri, come ad esempio imparare a diventare incorporei e passare attraverso la materia, spostare gli oggetti, oppure imparare a possedere una persona. Cosa che Charlotte prova a fare senza successo e rischiando anche di combinare danni, per poi scoprire che possedere qualcuno è una cosa considerata alquanto riprovevole, che non può avere successo, a meno che la persona posseduta non acconsenta alla cosa. Come spiega il professor Brain: "Tentare di usare le facoltà in modo sbagliato potrebbe essere pericoloso per te... e per gli altri. >> [...] <<La possessione non è una materia che insegno, perchè assumere il controllo del corpo di una persona viva tradisce completamente lo scopo di accettazione, che stiamo cercando di raggiungere insieme.>>" 
Mi viene da chiedere, tuttavia, che se la possessione è così tabù per i fantasmi, come mai viene inserita la spiegazione di come effettuarla nel "Manuale d'uso per ragazzi morti", una specie di guida che viene fornita a tutti gli adolescenti che diventano fantasmi? Inoltre, perchè non viene spiegato come mai sia pericolosa fin dall'inizio, ma c'è solo una scritta alla fine che dice "Fate estrema attenzione"? Scritta che senza ulteriori spiegazioni potrebbe solo invogliare ancora di più un adolescente a provarla? 
Nonostante la protagonista assoluta del romanzo sia Charlotte, la maggior parte dei personaggi sono ben caratterizzati, tra cui in particolare Scarlet, la sorellina gotica di Petula, la quale però è molto diversa da quest'ultima: non è popolare come lei e le piace non esserlo, le piace essere quella alternativa, che si veste con abiti vintage neri, ascolta musica di gruppi underground (metal e rock) e guardando film horror di serie b, considerando la sorella maggiore un'oca giuliva. Anche a lei non fregava nulla di Charlotte, e manco sapeva chi fosse, tuttavia scopre di poterla vedere, o meglio, di poterne vedere il fantasma. Charlotte le chiede quindi di aiutarla a far colpo su Damen lasciandole usare il suo corpo (possedendolo).
Di solito la cosa degli scambi dei corpi non mi avvince particolarmente, anzi solitamente la detesto, ma devo dire che in questo libro non l'ho trovata (troppo) irritante in quanto fatta consensualmente e quando Scarlett vuole rientrare nel suo corpo può rifarlo quando vuole, espellendo l'altra.
La storia comunque è avvincente con personaggi ben caratterizzati (anche se sono principalmente Charlotte e Scarlett quelle più approfondite) e tratta temi come la morte, la sua accettazione e esperienze legate all'adolescenza come l'amicizia, l'amore, il far parte del gruppo. Il world building del mondo dei fantasmi però l'ho trovato poco chiaro, più che altro non approfondito come mi sarei aspettata. 
Storia carina e avvincente su un'adolescente diventata fantasma adatta (attenzione) a partire dai 12 anni, in quanto, sebbene non ci siano scene sessualmente esplicite ci sono comunque dei riferimenti, anche perchè i personaggi sono ragazzi del liceo, tra i 14 e i 16 anni (Charlotte, Damen e Petula dovrebbero essere all'inizio dell'quarto anno di liceo, da quanto ho capito, mentre Scarlett è più piccola, forse con uno o due anni in meno della sorella maggiore). Fate attenzione perchè si tratta a tutti gli effetti di un romanzo romance young adult, ma la copertina (seppur bellissima e molto figa) è un po' ingannevole in quanto lo fa sembrare destinato ad un pubblico decisamente più giovane.
 
 Esistono anche alcuni seguiti di "Ghostgirl", di cui solo il secondo tradotto in italiano: 
  • "Ghostgirl: il risveglio" (2011, "Ghostgirl: Homecoming"): Charlotte si è diplomata alla Dead Ed, ma la sua storia non finisce qui. La vita, per Charlotte, è stata una continua e amara delusione. E a quanto pare la morte non sarà molto diversa. Convinta che diplomarsi alla Dead Ed fosse la sua via per l'aldilà, Charlotte è un po' sorpresa di scoprire di dover svolgere un tirocinio! Rispondere al telefono in un centro di assistenza per adolescenti problematici non si sta rivelando particolarmente entusiasmante. Finché non arriva la chiamata di Scarlet: una pedicure finita malissimo ha mandato Petula in coma e Scarlet pensa che Charlotte sia l'unica persona che possa aiutarla...
  • "Ghostgirl: lovesick" (2009): Prima di poter riposare in pace, Charlotte Usher deve tornare nel luogo tragico della sua morte: il liceo. Alla vigilia del diploma, Charlotte e i suoi compagni scoprono di avere un'ultima missione da compiere prima di accedere all'attesissimo aldilà: osservare un adolescente con un problema inspiegabile e aiutarlo entro il ballo di fine anno. Charlotte non riesce proprio a capire perché le sia stato assegnato il compito di aiutare Damen, il re del ballo dell'anno scorso e la sua ex cotta fatale. Come se non bastasse, il suo ragazzo Eric viene mandato a prendersi cura della sua migliore amica (ancora in vita), Scarlet, che nel frattempo ha abbandonato la sua immagine da ragazza goth per un look più femminile che attira l'attenzione non solo del suo ragazzo Damen. Charlotte morirebbe (di nuovo) per amore. Ma quando la sua unica possibilità di accedere all'aldilà significa dover affrontare il temuto e fin troppo familiare dolore dell'invisibilità, potrebbe essere troppo per lei.
  • "Ghostgirl: Xmas Spirit" (2012): in "A Christmas Carol", Charlotte Usher avrà l'opportunità di apprezzare la propria vita... anche se nell'aldilà. Non perdetevi questo quarto capitolo della saga di Ghostgirl. Questo Natale, Charlotte si risveglia viva alla Hawthorne High School, come se il tragico incidente con l'orsetto gommoso non fosse mai accaduto. Improvvisamente, tutti i desideri che aveva prima di morire ritornano: essere amica di Petula, conquistare il cuore di Damen e smettere di essere invisibile a tutti. Ma, mentre cerca di riappropriarsi della sua vita precedente, Charlotte dimenticherà gradualmente la sua vita nell'aldilà.
  • "Ghostgirl: Dìa de lo Muertos" (2012): Charlotte è tornata, e questa volta è in visita da Scarlet per celebrare il Giorno dei Morti! Perché il tempo passa, ma i ricordi restano per sempre. Restiamo legati a chi amiamo e a chi ci ama, e ultimamente Charlotte sente come se qualcosa la stesse riportando a Hawthorne e alla sua vita precedente. Ma questa volta non è la solita nostalgia. Il motivo è Scarlet, che ha incontrato Matías, uno studente messicano in scambio culturale, il quale le ha parlato della celebrazione del Giorno dei Morti, quella straordinaria tradizione in cui, per un solo giorno, i morti possono far visita ai vivi. E Scarlet e Damen dovranno decidere se barattare Halloween con il Giorno dei Morti. Forse in questo modo Scarlet potrà riunirsi con la sua migliore amica... Ma evocare i morti può avere conseguenze inaspettate. Questa nuova avventura porterà Charlotte e i suoi amici in Messico durante le celebrazioni del Giorno dei Morti, insieme alla loro adorabile "ragazza fantasma". Ma trovare questi varchi tra i mondi non è sempre facile, e attraversarli può avere conseguenze inaspettate. In questa nuova avventura, Charlotte scoprirà che viaggiare in una dimensione a cui non appartiene più è molto difficile: tutti sembrano aver voltato pagina e la loro vita è andata avanti senza di lei. Un nuovo paese può causare innumerevoli incomprensioni, soprattutto quando si tratta di luoghi, lingue e tradizioni che non comprende appieno. A quanto pare questo titolo esiste solo in spagnolo ed è stato distribuito solo per il mercato spagnolo e messicano
 
  

 
Sopra: Più in alto le copertine inglesi, mentre in basso quelle spagnole di tutta la serie, di cui la prima è uguale a quella italiana (di cui non sono riuscita a trovare immagini decenti)

Questo volume è stato edito nel 2008 dalla Little, Brown & Company col titolo "Gosthgirl" ed è stato pubblicato in italiano dalla Rizzoli nel 2009. Ha 336 pagine, la copertina rigida, misura 24 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 19,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 14 settembre 2026

Il piccolo Lord di Frances Hodgson Burnett ed Erika De Pieri

"Il piccolo Lord" è un classico della letteratura per l'infanzia scritto da Frances Hodgson Burnett e illustrato, in questa edizione, da Erika De Pieri. Una storia che vede per protagonista un bambino nato in condizioni umili ma che scoprirà di essere il nipote di un conte.
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Erika De Pieri che ci mostra il protagonista della storia, il piccolo Lord citato nel titolo.
 
Cedric Errol vive a New York con sua madre, ha sette anni e un cuore gentile: "Nonostante fosse cresciuto in una casetta piccola, pareva che non fosse vissuto al mondo bimbo più felice. per prima cosa aveva una buona salute e perciò non destava preoccupazioni; poi aveva un carattere talmente affabile e una maniera di comportarsi talemnte piacevole che era amato da chiunque; per finire era così bello da somigliare a un dipinto.Invece di nascere con la testolina pelata, era uscito fuori con tanti capelli setosi, fini e dorati, che si arricciano all'estremità e che, quando compì sei mesi, divennero lunghi bellissimi ricci. Sul faccino gentile rilucevano due enormi occhi neri salle folte ciglia. Aveva una struttura robusta e due gambette così pienotte e forti che a nove mesi iniziò inaspettatamente a camminare. le sue maniere erano talmente educate, che era una gioia stare insieme a lui. Pareva comprendesse che tutti gli erano amici, e se qualcuno si rivolgeva a lui mentre era nel passeggino per strada, guardava lo sconosciuto con l'amabile ed espressivo sguardo dei suoi occhi scuri, a cui seguiva un delizioso sorriso accattivante. Nella stradina appartata dive vivevano non vi era nessuno - incluso il droghiere all'angolo, ritenuti da tutti l'essere più scontroso del pianeta - che non fosse felice di guardarlo e di parlargli. Con il passare del tempo divenne sempre più bello e amabile. [...]
La sua dote più grande era la maniera allegra, genuina e affabile di legare immediatamente con le persone. Probabilmente derivava dalla sua natura vivace e da un cuore buono che simpatizzava con chiunque e che voleva far sentire tutti a proprio agio, come a lui stesso piaceva sentirsi. Ci metteva poco a capire le emozioni di chi gli stava vicino."
Suo padre, morto qualche anno prima, era il figlio minore del conte di Dorincourt, ricco e potente nobile britannico. Il matrimonio del padre di Cedric con la madre non era mai stato accettato dal vecchio conte, che aveva immediatamente interrotto i rapporti con la giovane famiglia e si era sempre rifiutato d'incontrare la nuora e il nipotino. Cedric però ignora tutto questo e vive la sua infanzia spensierata in un quartiere popolare di New York.  
Un giorno, una lettera inaspettata  dall’Inghilterra e l'incontro con l'avvocato di famiglia gli rivela di essere l’unico erede di un’antica casata nobiliare e di essere il futuro Lord Fauntleroy. Inizia così un viaggio oltre l’oceano, verso un nonno severo deciso a plasmarlo secondo le rigide regole dell’aristocrazia. Sarà invece Cedric, con la sua innocenza e bontà, a cambiare il cuore del vecchio conte, restituendo calore in una casa da tempo chiusa ai sentimenti.
 
Sopra: Un'illlustrazione a doppia pagina che ritrae il piccolo Lord, Cedric, nella bottega del droghiere, il signor Hobbs.
 
In questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Erika De Pieri, le quali sono realizzate con dei pastelli, per cui i contorni dei vari elementi presenti nei disegni sono spesso non troppo precisi, dando vita a illustrazioni dall'atmosfera calda, nostalgica e avvolgente. 
La maggior parte delle immagini sono a doppia pagina, qualcuna a pagina intera, per cui vengono mostrati bene gli ambienti, oltre ai vari personaggi. I disegni infatti rappresentano scene narrate nei testi come: Cedric nella bottega del signor Hobbs, il momento in cui la carrozza sta per giungere al castello del nonno, il momento in cui entra nella sua nuova cameretta piena di giocattoli, il villaggio che sorge sulle terre di Lord Fauntleroy, la festa in cui Lord Fauntleroy fa conoscere il nipote al resto dei nobili della società inglese, ...
Nelle immagini a doppia pagina vengono ritratti ampi spazi, tanto che i personaggi sembrano essere quasi posti in secondo piano rispetto agli ambienti: Cedric nella drogheria appare piccolino rispetto alla vastità dell'ambiente; così come piccola appare la carrozza mentre porta Cedric verso la casa del nonno, che invece appare grande e maestosa anche da lontano, mentre tutto intorno si vedono le colline verdeggianti e gli alberi spazzati da un forte vento; quando Cedric entra nella sua nuova cameretta appare grande poco più di alcune dei giochi presenti nella stanza, relegato nella parte sinistra dell'immagine, mentre il resto è tutto occupato dalla stanza e dai giochi e dai mobili in essa contenuti; quando ci viene mostrato il villaggio di vediamo le persone viste da lontano, mentre a colpirci sono le case, la strada e la vegetazione che le circonda.
Sono pochi i disegni dove il protagonista appare al centro della scena, come quello a pagina intera dove si confronta col nonno. A proposito di Cedric e di suo nonno è evidente che l'artista, per l'aspetto del protagonista, si sia ispirata a quello dell'attore che interpretava questo personaggio nell'omonimo film per la televisione degli anni Ottanta. Cedric porta infatti questi capelli biondi tagliati a caschetto e con la frangia, la classica pettinatura alla He Man o alla Raffaella Carrà che purtroppo a me non piace per niente, soprattutto se portata da degli uomini. Almeno l'artista nel ritrarre il protagonista cerca di rendergli l'acconciatura un po' più carina, abbastanza calzante col viso dolce, tondo e dalle linee morbide che gli ha creato. L'aspetto del nonno invece è molto differente rispetto a quello del corrispettivo attore del film, e quello creato dalla De Pieri è evidentemente un nonno più giovane, senza baffi e con i capelli non ancora del tutto imbiancati dal tempo.
Oltre alle immagini a pagina intera o doppia ve ne sono anche di più piccole inserite in mezzo ai testi, le quali sono abbastanza sporadiche e rappresentano principalmente oggetti che vengono citati nel testo come: una sella, una stampella, una scrivania, un cavallo a dondolo, ... 
Quello che colpisce particolarmente delle illustrazioni della De Pieri sono i colori, che trovo molto "autunnali", nella maggior parte dei casi. Sono tinte principalmente dai toni caldi (marrone, giallo, arancione e rosso, con l'eccezione del verde usato per la vegetazione, che rimane comunque un verde chiaro, oppure di un verde salvia) vivaci e brillanti, a volte stese più intensamente e in altri punti in modo più delicato. Queste tinte trasmettono una sensazione di gioia e di luminosità, infatti cambiano quando ci troviamo davanti a scene più cupe che rappresentano la povertà. Qui i colori diventano più cupi e meno allegri: predominano soprattutto i marroni e il verde, che non è più un verde chiaro ma più scuro. Anche in questi casi però le immagini non diventano mai eccessivamente cupe o scure, conservando una certa luminosità.
 
  


 
   
Sopra: Alcune delle illustrazioni a doppia pagina o a pagina intera, più una con un disegni insieme ai testi (in basso a destra) che mostrano vari moemnti della storia, con disegni dai colori caldi e allegri mentre in alto potete vedere un poster e un'immagine del film che mostra il protagonista e il nonno. Da nitare come l'aspetto dell'attore del film sia stato preso di ispirazione dall'artista per il suo personaggio del piccolo Lord.
 
"Il piccolo Lord" di Frances Hodgson Burnett è un classico della letteratura per l'infanzia, assieme a "La piccola principessa" e a "Il giardino segreto", anche se forse meno famoso rispetto a questi altri titoli (soprattutto rispetto all'ultimo).
Nonostante la storia sia abbastanza semplice e lineare l'ho comunque trovata molto carina e leggera come lettura. 
La vicenda narra di un bambino di nome Cedric con un padre nobile, diseredato dal proprio padre che non ne ha mai accettato il matrimonio con una donna americana, che considera un'arrivista. Purtroppo il padre del protagonista muore quando egli è ancora piccolo, ma questo non gli impedirà di crescere sereno e gioioso, amato e ben voluto da tutti grazie al suo bell'aspetto e alle sue maniere educate. 
Quando l'avvocato di Lord Fauntleroy gli chiede infatti cosa desidererebbe fare se avesse molto denaro , Cedric esprime il desiderio di aiutare delle persone povere, ma non persone povere a caso, ma persone da lui conosciute personalmente e che si erano dimostrate gentili con lui. E' interessante poi notare come egli aiuti queste persone, non limitandosi a dar loro una somma di denaro che contribuirebbe solo a farli campare per qualche giorno in più, ma provvedendo con il denaro a fornire loro i mezzi per potersi sostentare anche in futuro, ad esempio migliorando le loro condizioni lavorative (al lustrascarpe dona un'insegna e delle spazzole nuove, alla vecchia fruttivendola dona un negozietto, a una donna con tanti figli e un marito muratore ma malato dona dei soldi che le serviranno per pagare le medicine al marito e comprargli dei vestiti nuovi così che possa trovare un nuovo lavoro ben retribuito).
La caratterizzazione del protagonista risulta ben imbastita e credibile: pur dimostrandosi in effetti un campione di bontà devo dire che i suoi atteggiamenti non mi sono mai sembrati forzati o falsi, anche perchè l'autrice spiega come essi derivino, oltre sicuramente a una caratteristica caratteriale, anche dall'ambienti in cui il bambino è cresciuto: un ambiente estremamente amorevole, non solo nei confronti del piccolo, ma in cui anche i genitori si volevano bene. Una cosa un po' bizzarra è infatti che il bambino chiama la madre "Tesoro", anziché "mamma", perchè ha sempre sentito il padre chiamarla così; un po' come Lilli nel film di "Lilli e il Vagabondo" della Disney che chiamava i propri padroni Tesoro e Johnny Caro perchè loro si chiamavano in questo modo.
Il rapporto tra Cedric e la madre in effetti è molto bello e risulta importante perchè l'autrice fa capire ai lettori (e a Lord Fauntleroy) che la figura materna è molto importante per il protagonista, in quanto ha giocato un ruolo essenziale nella sua educazione e nel forgiarne il carattere. I due poi hanno sviluppato proprio un forte legame (anche se Cedric non manca mai di dimostrare anche una certa indipendenza), tanto che il bambino non smetterà mai di sentire la mancanza della vicinanza della madre quando si troverà a dover vivere da solo nel castello del nonno, nonostante possa andare a trovarla tutti i giorni, il che rende Lord Fauntleroy un po' geloso.
Per quanto riguarda il personaggio proprio di Lord Fauntleroy anche lui è ben caratterizzato, e in effetti in tutto il libro è lui quello ad affrontare un cambiamento maggiore e un percorso di crescita e di miglioramento a sett'anni suonati. Anche in questo caso il cambiamento non avviene tutto assieme e l'autrice lo rende credibile fornendo spesso giustificazioni e spiegazioni dei suoi comportamenti o atteggiamenti nei confronti del nipotino: "È innegabile che prima dell'arrivo di Lord Fauntleroy il vecchio si sentisse sempre più irritato dalla solitudine, dalla gotta e dall'età avanzata. Dopo un'esistenza colma di avventure e piaceri, non era certo piacevole ritrovarsi solo, anche nella sala più sontuosa, con un piede appoggiato su uno sgabello e nessun altro svago se non il prendersela e inveire contro un servitore spaventato, che lo detestava. Il vecchio conte era un uomo troppo lucido per non rendersi conto che la servitù lo odiava e che perfino i pochi ospiti non si fermavano certo per affetto, sebbene alcuni trovassero interessante ascoltare le sue battute taglienti e ciniche, che non risparmiavano nessuno. [...]
Per fortuna del bambino, quando il conte lo vide provò una soddisfazione profonda nel proprio orgoglio. Se Cedric fosse stato meno attraente, il vecchio avrebbe potuto sviluppare verso di lui un'antipatia tale da impedirgli di riconoscerne le qualità. Decise invece che l'aspetto di Cedric e il suo carattere coraggioso erano il risultato diretto del sangue dei Dorincourt e davano lustro al nome di famiglia. Appena sentì il bambino parlare e si rense conto che era educato, pur non avendo la minima idea di cosa comportasse il suo nuovo ruolo, ne fu ancora più colpito, al punto da esserne affascinato. Aveva trovato divertente affidare a quelle manine infantili il potere di aiutare il povero Higgins. [...] Gli era anche piaciuto accompagnare Cedric in chiesa col la carrozza e osservare la curiosità e l'attenzione che il loro arrivo aveva suscitato. Sapeva bene che si sarebbe parlato della bellezza del bambino, della sua grazia, della sua figura minuta ma decisa, della postura fiera del volto luminoso e dei capelli dorati. Avrebbero detto (il lord lo aveva sentito chiaramente con le sue orecchie da una donna) che il ragazzo era "un lord da cima a fondo". Il padrone di Dorincourt era un vecchio orgoglioso, attaccato al suo nome e al suo rango, quindi fiero di mostrare a tutti che la casata Dorincourt aveva finalmente un erede all'altezza del ruolo che un giorno avrebbe ricoperto."
E' bello vedere come questi sentimenti di orgoglio pian piano si trasformino in un'ammirazione e un affetto sincero per il piccolo, arrivando anche a superare la sua avversione e i pregiudizi nei confronti della madre di Cedric, arrivando a riconoscere che, oltre ad essere molto bella d'aspetto, ha anche un animo nobile e gentile.
Tutto procede a gonfie vele, con Cedric che continua scrivere ai suoi amici che ha lasciato in Ameria (il droghiere Hobbs e il lustrascarpe Dick), ma ad un certo punto arriva una notizia allarmante a riscuotere un po' la trama: una donna si è presentata all'avvocato dei Dorincourt dicendo di essere la ex moglie del figlio maggiore di lord Fauntleroy e di avere avuto un figlio con lui, che quindi dovrebbe diventare il successivo erede del titolo e di tutte le fortune di lord Fauntleroy. Il vecchio non prende per nulla bene la cosa e inizialmente si rifiuta di accettarla, facendo partire un'indagine. Nel frattempo corrono in aiuto del protagonista proprio il signor Hobbs e Dick. E' molto carino come l'autrice non si sia dimenticata di questi personaggi, che ci aveva presentato all'inizio del libro, ma li abbia portati avanti integrandoli bene nella storia, e grazie ai quali ci sarà una svolta nella trama.
La storia è piuttosto semplice e lineare, ma nella sua semplicità secondo me riesce a risultare estremamente piacevole oltre che una lettura leggera, sicuramente meno impegnativa (anche a livello emotivo) rispetto a "Il giardino segreto" o a "La piccola principessa".
La sua forza sta soprattutto nei personaggi, tutti ben caratterizzati e piacevoli da leggere: Cedric è un bambino dal buon carattere e che risulta sempre simpatico nella sua ingenuità e nel suo buon cuore, caratteristiche grazie alle quali sembra riuscire a tirare fuori il meglio dalle persone (caratteristica che lo accomuna a "Pollyanna" di Eleanor H. Porter, anche nel modo in cui lei si approcciava alla zia, che vedeva come la persona migliore del mondo); la madre di Cedric è una madre affettuosa e una donna assennata e giusta; il nonno di Cedric è il personaggio che compie l'evoluzione maggiore, diventando meno burbero e capendo che a volte aiutare gli altri può farci sentire bene e soddisfatti; il signor Hobbs è un droghiere burbero che però si dimostra avere un cuore tenero... Gli unici personaggi poco approfonditi sono in effetti l'antagonista e il figlio, cioè l'ex moglie del primo genito di lord Fauntleroy, che si dimostra essere semplicemente una donna bella ma avida e arrivista.
L'ho trovato un romanzo che si legge con leggerezza e con il sorriso sulle labbra, una di quelle storie che fanno bene al cuore, oltre a far comunque riflettere su come i soldi non sempre fanno la felicità, non almeno quanto i rapporti interpersonali e l'aiutare gli altri (c'è da dire però che le persone che qui vengono aiutate si mostrano sempre riconoscenti e pronte a ricambiare il favore, mentre purtroppo non sempre è così). Una lettura adatta ad essere letta in autonomia a partire dagli 8 anni anni, mentre può essere proposta dai 6/7 come lettura ad alta voce.
 
Il volume è stato edito originariamente nel col titolo "Little Lord Fauntleroy", ed è stato pubblicato in questa edizione nel 2025 dalla BURNO Edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 184 pagine, misura 30,5 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 22,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 11 settembre 2026

SPECIALE: libri non illustrati (SAGA DEL SEPOLCRO SIGILLATO di Tamsyn Muir)

In questo post speciale poichè dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe dedicato principalmente ai libri illustrati) vi parlerò dei tre romanzi che fanno parte della saga del SEPOLCRO SIGILLATO di Tamsyn Muir: "Gideon la Nona", "Harrow la Nona" e "Nona la Nona".
 
 
"GIDEON LA NONA" di Tamsyn Muir, con 616 pagine, edito nel 2020 dalla Mondadori Editore (costo 22,00 euro. Titolo originale: "GIDEON the NINTH", 2019).  
Gideon la Nona di Tamsyn Muir ci svela una galassia di duelli a fil di spada, spietati giochi di potere e necromanti lesbiche. I suoi personaggi saltano fuori dalla pagina, magistralmente animati come arcani redivivi. Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un'infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù - nell'aldiquà - e una da cadavere rianimato - nell'aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un'audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L'Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all'ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. 
"Tutti i rosari smisero di scroccchiettare. le mani dei genitori di harrow si bloccarono all'unisono, in maniera innaturale. Gideon allungò le braccia sullo schienale della panca e incrociò le caviglie, augurandosi che la testa smettesse di ronzarle.
<<la nobile Nona Casa vi raduna qui, oggi>> disse Harrowhark, <<perchè ci è stato elargito un dono di sconfinata importanza. Il nostro sacro Imperatore - il Necrore Supremo, Sovrano delle Nove Rigenerazioni, il nostro Resurrettore - ci recapita una convocazione.>>
Le chiappe si rimescolarono sulle sedie. Gli scheletri rimasero perfettamente immobili e vigili, ma un'ondata di eccitazione lagnsa investì la congregazione assortita della Nona. Si udirono flebili esclamazioni di gioia. Ci furono esternazioni di lode e gratitudine. Anche se su quella lettera ci fosse stato disegnato un culo, si sarebbero comunque messi in tripla fila per baciare il margine del foglio.
<<Condividerò con voi la missiva>> disse Harrowhark, <<perchè nessuno ama la propria gente, i propri sacri fratelli e le proprie sacre sorelle quanto la Nona Casa ama il suo popolo - i soi devoti e i suoi sacerdoti, i suoi figli e i suoi fedeli.>> (A Gideon sembrò che Harrow stesse calcando un  po' troppo la mano.) [...]
<<Con il magnanimo benestare di mia madre>> fece Harrow, e cominciò a leggere: >> ALL'INDIRIZZO DELLA NONA CASA, DELLA SUA REVERENDA SIGNORA PELLEAMENA HIGHT NOVENARIUS E DEL SUO REVERENDO SIGNORE PRIAM HIGHT NONIUDVIANUS:
<<Salutiamo la Nona Casa, benedicendone i sepolcri, i suoi pacifici sepolcri e la molteplicità dei suoi misteri.
<<Nella Sua Celestiale Magnanimità, il Primo Risorto prega la vostra casa di rendere onore all'amore dovuto al Creatore, come stabilito dal contratto di mutuo supporto stipulato nel giorno della Resurrezione, e richiede umilmente i primi frutti della vostra discendenza... (<<Qui c'è scritto il mio nome>> disse Harrowhark, con falsa modestia, e poi con minore entusiasmo, <<e quello di Ortus.>>)
<<Perchè bisognosi sono ora i Consiglieri Imperiali, benedetti e cari al Re Imperituro sopra ogni cosa, fedeli ed eterni! L'Imperatore chiama a raccolta i candidati alla cariva di littore, gli eredi degli otto indefessi che hanno prestato servizio negli ultimi diecimila anni: numerosi fra loro ormai giacciono in attesa che i fiumi si gonfino nel giorno in cui si risveglieranno al cospetto del loro Re, e i solitari Guardiano restanti domandano che il loro numero venga rimpinguato e che il loro Signore fra i Signori trovi otto nuovi vassalli.
<<A tale scopo preghiamo la prima della vostra Casa e i suo paladino di inginocchiarsi gloriosamente e di sottoporsi alla più alta fra le prove, quella che li renderà ossa e articolazioni dell'Imperatore, i suoi pugni e i suoi gesti...
<<Otto, nell nostre speranze, mediteranno e ascenderanno alla gloria dell'Imperatore nel tempio della Prima Casa, otto nuovi Littori uniti ai loro paladini; e se il Necrore Sommo li benedirà senza avvalersene, avranno facoltà di tornare alle loro dimore con tutti gli onori, con tamburi e squilli di tromba.
<<Ai Suoi occhi, nessun doveroso dono sarà mai altrettanto perfetto e gradito>>.
Harrowhark abbassò il foglio e un lungo silenzio la avvolse; un silenzio vero, senza neanche l'ombra di una nocca da preghiera che ticchettava o la mandibola di uno scheletro che cascava. La Nona sembrava completamente spiazzata." 
Se Harrowhark avrà successo, diventerà un'onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all'ascensione senza un paladino. Peccato che il Paladino in carica decida di fuggire assieme alla madre per paura di sottoporsi alla prova e di partire insieme ad Harrow, così l'unica speranza che rimane alla Nona Casa è Gideon. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte, ma Harrow non è disposta ad arrendersi per nulla al mondo e riuscirà a convincere Gideon a partire assieme a lei come nuova paladina della Nona Casa.
Ho trovato questo primo volume della saga del Sepolcro Sigillato un'ottima partenza in quanto originale e molto interessante, sia nella trama che nei suoi personaggi. Gideon Nav, la protagonista, è un'orfana la cui madre giunse nella Nona Casa su una navicella, morendo durante l'atterraggio. Gideon è quindi stata cresciuta all'interno della Nona casa come serva debitrice, inizialmente assieme ad altri bambini e ragazzi tra gli 0 e i 17 anni. Dopo pochi anni tuttavia ella è rimasta l'unica sopravvissuta di un'epidemia che distrusse il reparto natale della Nona Casa e fin da bambina ha tentato di scappare da quel luogo, in quanto il suo carattere focoso, ribelle, combattivo e irrispettoso (talvolta anche rozzo) l'hanno portata ad attirarsi parecchie antipatie. L'unica persona che le è un po' affezionata è Aiglamen, capitano delle guarde della Nona Casa, la quale ha insegnato a Gideon ha combattere con lo spadone.
L'unica altra ragazza giovane all'interno della Nona Casa è proprio Harrowhark Nonagesimus, l'erede della Nona Casa nonchè acerrima nemica di Gideon, con un carattere praticamente opposto: fredda, controllata, composta, ponderante, furba, amante del controllo. Le due ragazze non si sono mai sopportate e fin da piccole hanno sempre combattuto tra loro, mettendosi reciprocamente nei guai, mentre Gideon tentava di fuggire e Harrow glielo impediva. Ed è proprio la prospettiva della libertà e di una nuova vita lontano dalla Nona Casa che Harrow offre a Gideon se diventerà la sua Paladina, partendo con lei verso la Prima Casa e affrontando le altre sei Case (la Prima, essendo composta solo da sacerdoti, non fornisce nessun Necromante nè Paladino), in una sfida mortale per diventare Littori.
L'idea di un tot di persone (di solito due per ogni territorio) riunite assieme per sfidarsi e ottenere un premio importante non è originale, ma quello che invece lo è la modalità con cui i partecipanti dovranno diventare Littori. A questi ultimi infatti non verranno fornite indicazioni, ma viene lasciata loro la massima libertà su cosa e come fare per svelare i segreti che la Prima Casa (la casa di Canaan) cela, non verrà loro neppure chiesto di sfidarsi apertamente, anche se certi scontri ci saranno. Lo stesso metodo su come di ventare Littori è un mistero che i partecipanti dovranno risolvere, e tutto sembra legato a delle prove da superare e delle chiavi da trovare, chiavi che aprono porte rimaste sigillate per secoli, se non millenni.
Durante la permanenza nella Prima Casa, assieme agli altri necromanti e paladini, il rapporto tra Harrow e Gideon evolverà in modo molto bello, in cui le due impareranno a comprendersi e a perdonarsi a vicenda, senza però mai arrivare ad una storia d'amore. Interessanti anche i rapporti che le due amiche/nemiche interesseranno con i membri delle altre case, con cui stringeranno temporanee o durature alleanze o con cui nascerà una certa antipatia. Essendo i personaggi piuttosto numerosi (essendo che vengono presentati praticamente tutti assieme) devo dire che a volte era un po' difficile raccapezzarsi tra tutti i vari nomi, per fortuna che all'inizio del volume ci sono della pagine con i nomi di tutte le varie Case e i nomi dei rispettivi necromanti e paladini.
Un romanzo con una trama e un'ambientazione innovativa, che vede in azione i necromanti, persone (una sorta di maghi/alchimisti) capaci di utilizzare il potere della morte e dei defunti in vari modi e in vari scopi (ogni casa infatti sembrerebbe essere specializzata in un'abilità particolare), mentre vengono messi alla prova in un contesto spaziale e fantascientifico (il worldbuilding è interessante, complesso e affascinante, ma non sempre risulta molto chiaro) in cui dovranno risolvere enigmi e sfide, senza sapere di chi potersi fidare veramente. 
Nel romanzo è presente infatti anche una forte componente mistery e thriller che rende la trama molto coinvolgente, grazie a dei segreti e a una rivelazione finale assolutamente imprevedibili da indovinare in anticipo. Il tutto con una scrittura molto scorrevole, imbevuta di ironia e sarcasmo (che bilanciano bene la tensione e l'atmosfera tetra), oltre a qualche volgarità (che si concentrano però più che altro all'inizio, quando Gideon si trova nella Nona casa e che poi diventano meno frequenti rispetto a quanto temessi), dato che, pur essendo le vicende scritte in terza persona, esse sono filtrate dal punto di vista di Gideon.
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo comparire la protagonista, Gideon, con i suoi capelli corti rossi, il volto dipinto come un teschio (come vogliono le leggi della Nona Casa) e gli occhiali da sole. L'edizione italiana in rigida ha gli edges di colore arancione.
 
"HARROW LA NONA" di Tamsyn Muir, con 540 pagine, edito a luglio del 2021 dalla Mondadori Editore (costo 22,00 euro. Titolo originale: "HARROW the NINTH", 2020).  
Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?
Il romanzo inizia dopo i fatti accaduti nel primo volume, ma non sappiamo quanto successivamente, con harrow che è ormai diventata una Littrice, assieme a Ianthe, la cecromante della Settimana casa.
La situazione è volutamente molto confusa e lo sarà per il 70% del libro. Personalmente è una cosa che non ho particolarmente apprezzato, anche se qualcuno potrebbe trovarlo intrigante e un incentivo a continuare la lettura. Io invece francamente non ho per niente apprezzato la cosa è andare avanti nel libro è stato più un dovere che un piacere, dettato dal desiderio di capire cosa stava succedendo, ma è stato soprattutto frustrante. In questo romanzo è successo ciò che avevo sentito dire già del primo: che è di difficile comprensione, che non si capisce nulla, che la storia e il linguaggio sono molto complessi... Nel primo però non ho riscontrato tutta questa difficoltà, qui in vece decisamente sì.
Ci troviamo nel Mithraeum, una stazione spaziale, nonché casa di Dio/Imperatore e dei Littori ancora in vita. Qui infatti conosceremo finalmente Dio e alcuni dei suoi Littori (quelli sopravvisuti finora), i quali non vedono molto di buon occhio Harrow, la quale scopriamo essere molto debole fisicamente, come se il suo corpo avesse qualcosa che non va, dovuto al fatto che non è una Littrice completa. E già qua ci viene da chiederci perchè, visto che nel precedente romanzo lei sembrava essersi fusa bene con Gideon. 
Ci troviamo quindi in questa stazione spaziale, dove Dio e i suoi Littori devono prepararsi ad uccidere le Bestie Resurrezionali, i loro Araldi e, al contempo, fronteggiare un gruppo di ribelli chiamati Sangue dell'Eden. Chi/cosa sono e perché succede tutto questo è qualcosa da scoprire leggendo il romanzo, ma il tutto ha radici molto antiche. 
Tale contesto il lettore deve dedurlo dai vari dialoghi tra Harrow e i Dio o gli altri Littori, poichè non è spiegato in maniera chiara. Inoltre a incasinare maggiormente la storia sembrano essere narrate due linee temporali differenti: quella attuale che vede Harrow Littrice e quella  dove ci vengono raccontati i fatti avvenuti mesi prima nella Casa di Canaan (che non conosciamo avendo letto il primo volume). Tuttavia ci rendiamo subito conto che ci sono molte incongruenze negli avvenimenti di cosa dovrebbe essere accaduto nella Casa di Caanan, già a partire dalla convocazione di Harrow e del suo Paladino.
Io perlomeno mi sono ritrovata completamente disorientata sorpattutto dal fatto che nei fatti narrati non c'è la minima traccia di Gideon, la quale sembra essere stata completamente e volutamente omessa dalla narrazione, proprio come se qualcuno avesse voluto cancellarla: infatti in questa linea temporale Harrown non parte assieme a Gideon come Paladina, ma assieme a Ortus, il Paladino ufficiale, colui che in effetti avrebbe dovuto ufficialmente accompagnare Harrow nell'impresa.
D'altronde anche Harrow come Littrice non se la passa molto bene, e capiamo che è parecchio confusa, oltre che finiscamente molto debole, specialmente all'inizio. Tra le cose strane, che disorientano ancora di più il lettore, capiamo (più o meno) che ad esempio lei è costantemente accompagnata da un'entità che a quanto pare vede solo lei, e che potrebbe essere frutto della sua mente, e che viene chiamato "il Corpo". 
Durante la lettura di questo romanzo, scopriremo come sono nate le nove Case, che cos'è la Resurrezione, che fine ha fatto l'umanità e, soprattutto, scopriremo molto sui Littori e sul processo littoriale, su Dio stesso, su chi potrebbe essere la persona rinchiusa nel Sepolcro Sigillato, su chi era la madre di Gideon e come ha fatto ad arrivare alla Nona Casa, chi era suo padre, ecc...  
Una lettura sicuramente molto complessa e incasinata, perchè l'autrice ha voluto renderla tale e magari qualcuni potranno anche apprezzare questo tipo di scrittura, io l'ho trovata pesante per tre quarti del libro, fin quando almeno non inizano a ricomparire alcune vecchie conoscenze e le cose iniziano a venire un po' spiegate.  Devo dire che ho fatto molta fatica a inquadrare i vari personaggi presentati nel volume, poichè almeno nel primo volume venivano elencati divisi per case, mentre qui il lettore se li ritrova buttati addosso, e a volte vengono chiamati con nomi e titoli onorifici diversi, e alcuni non sono chi pensiamo chi siano (per tanti motivi) ... un gran casino insomma.
Un romanzo in cui serve tanta pazienza e in cui bisogna prestare una certa attenzione, forse bisognerebbe leggerlo prendendo appunti. Sono contenta che verso la fine qualcosa sia stato spiegato, e spero di aver capito correttamente ciò che ho letto perchè purtroppo, arrivata ad un certo punto, mi ero parecchia stancata della lettura e sono arrivata a concluderla con uno stato d'animo un po' scazzato. Ma so che ci sono tanti lettori che hanno ampiamente apprezzato la lettura (e la storia) creando anche delle wiki che potrebbero aiutare i lettori meno esperti a capire meglio la situazione (in barba agli spoiler).
 
 Sopra: Sulla copertina del secondo volume vediamo comparire Harrow, corcondata dai suoi amati scheletri. L'edizione iraliana in rigida ha edges di colore azzurro.
 
"NONA LA NONA" di Tamsyn Muir, con 460 pagine, edito a luglio del 2023 dalla Mondadori Editore (costo 22,00 euro. Titolo originale: "ALECTO the NINTH", 2022).  
Da molti punti di vista, Nona sembra una ragazza come tante altre: vive con la sua famiglia, ha un impiego alla scuola locale, le piace passeggiare sulla spiaggia e incontrare cani sconosciuti. Ma Nona non è una ragazza come tante altre: sei mesi fa si è risvegliata nel corpo di un'estranea, e ora teme di doverlo restituire. La città sta crollando. All'orizzonte è sospesa una mostruosa sfera blu, pronta a smembrare il pianeta. Le forze del Sangue dell'Eden hanno circondato l'ultima caserma della Coorte e attendono solo che l'Imperatore Imperituro faccia un cenno. I loro leader vogliono fare di Nona l'arma che li salverà dalle Nove Case. Nona preferirebbe vivere un'esistenza normale accanto a coloro che ama, con Pyrrha, Camilla e Palamedes, ma sa che nulla dura per sempre. E tutte le notti sogna una ragazza con un teschio dipinto sulla faccia… 
 
[Qui comparirà la recensione del terzo volume della saga del Sepolcro Sigillato, ma siccome il secondo volume non mi è piaciuto per ora ho sospeso la saga, vedremo quando mi verrà voglia di completarla] 
 
 Sopra: La copertina del terzo volume della saga del Sepolcro Sigillato, dove compare Nona, decisamente meno dark delle precendenti, nonostante si vedano degli scheletri sullo sfondo.
 
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