lunedì 17 agosto 2026

Vacanze al cimitero di Domenica Luciani

"Vacanze al cimitero" è un romanzo giallo/mistery scritto da Domenica Luciani e con le illustrazioni  di Roberto Luciani, in cui il protagonista si ritrova a dover passare le vacanze estive dentro un cimitero, in compagnia di un fantasma!

    
Sopra: Alcune delle copertine con cui è stato stampato (e ristampato) il libro. La prima  da sinistra e quella centrale sono del 1999/2000, mentre quella a destra del 2017.

Un funerale, due cimiteri, una foresta misteriosa, uno spettro dispettoso, un cavallo nero senza coda, una strega e... naturalmente, una notte buia e tempestosa nella quale succede un terribile incidente. Per Jerry, spedito dai genitori in vacanza a casa dello zio, becchino in Alto Adige, e Tilly sarà l'estate più eccitante della loro vita, alle prese con un caso molto intricato da risolvere: le apparizioni terrificanti dello spettro di Angelo Casentin, un ragazzo morto qualche mese prima in un incidente. 
"L'estate più emozionante - e agghiacciante - della mia vita ha avuto inizio il giorno del funerale dei nonni. Se risalgo indietro nella memoria, vedo quel giorno come una soglia di marmo inondata di sole su una porta grande e buia. [...]
Scusate, lo so da me che i miei paragoni fanno un po' pietà. Del resto, non sono un asso nella scrittura, ma questo non mi importa granché, perchè a un detective non è richiesto di saper fare immagini poetiche. Anzi, un detective deve rimanere sempre coi piedi per terra per non lasciarsi fuorviare dalle apparenze."
I genitori di Jerry decidono quindi di non partire per le vacanze ma, dato che il ragazzo vorrebbe andarci, alla fine si mettono d'accordo con con lo zio Adelmo, così da far stare Jerry da lui per il mese di luglio, peccato che zio Adelmo sia... un becchino!
"- Abbiamo una cosa da dirti, Gerardo.
- Io invece avrei due domande da farvi - ho replicato io, soffiando sulla lente e strofinandola col tovagliolo. [...]
Così sono passato alla seconda domanda. 
- Dove andrò in vacanza? 
I miei genitori sono rimasti stupiti che fossi già al corrente del fatto che avessero deciso di mandarmi in vacanza. Infatti era proprio di quello che volevano parlarmi. 
- Elementare Watson: ho origliato il vostro litigio - ho confessato io.
Papà ha perfino abbozzato un sorriso. Così abbiamo riso tutti insieme e quelle sono state le ultime risate prima della drammatica rivelazione, che si è svolta nei termini seguenti: mi ricordavo quel simpatico cugino di papà che abitava in Alto Adige? No, non me lo ricordavo. Ma sì, quell'omone, Adelmo, che allevava pipistrelli? Sì, quello suonato, certo che me lo ricordavo. Insomma, proprio quel giorno aveva mandato a papà un telegramma di condoglianze per la morte dei nonni, che erano suoi zii. Papà aveva telefonato per ringraziare e così, una parola tira l'altra, era venuta fuori la questione delle vacanze, che cioè non si poteva lasciare un ragazzo di tredici anni a casa un'estate intera, nonostante la tragedia familiare, vale a dire i nonni trapassati e il lutto conseguente.
E pensate un po'! Quel simpatico di Adelmo mi aveva offerto un soggiorno gratis nientepopodimeno che a Ca' Desolo! [...]
- E' vero, è una piccola frazione di montagna, però l'aria è buona, sana e...
Credo sia stato a questo punto che, come folgorato, mi sono ricordato improvvisamente chi fosse e soprattutto cosa facesse quell'Adelmo. [...]
Così ho interrotto la mamma, gridando con quanto fiato avevo in gola:
- Eh, no, porchissimo cane! Non mi convincerete a passare le mie vacanze in un cimitero! 
Ebbene sì, Adelmo era guardiano e pure becchino nel piccolo cimitero del posto. Anzi, ancora meglio: abitava proprio dentro il cimitero, in una catapecchia cadente, allietata da una famigliola di pipistrelli, che avrebbero messo i brividi perfino a Dracula il vampiro."
Inizialmente Gerardo (detto Jerry) non vuole per niente andare in vacanza dallo zio, ma suo padre gli racconta di come, un anno prima, a ca' Desolo c'era stato un gravissimo incidente, accaduto proprio nei pressi del camposanto: "in una notte di temporale, un intero pullman di ragazzini in gita scolastica era precipitato più per una scarpata." Fu una tragedia terribile, in quanto non sopravvisse nessuno, dato che il pullman era esploso ed erano stati ritrovati solo i corpi carbonizzati. Il padre suggerisce quindi a Jerry che potrebbe indagare sulla questione, convincendo così il figlio a partire per la vacanza, in quanto appassionato detective in erba.
Arrivato nel cimitero, a casa dello zio becchino, Jerry inizia a vedere lo spettro di un bambino che si chiamava Angelo, il quale però non sembra avere buone intenzioni. Facendo amicizia con una ragazzina di nome Domitilla (detta Tilla) scopre che questo spettro è uno dei ragazzini che si trovavano nell'autobus che è finito fuori strada nei pressi del cimitero, e a quanto pare anche altri (tra cui Tilla e lo zio Tibaldo) hanno visto questo stretto. C'è quindi ovviamente un caso misterioso da risolvere! 
Quando i due avranno risolto il caso, la vacanza sarà già alla fine, ma qualcosa di nuovo tra di loro starà per iniziare... 
 
 
 Sopra: Due pagine interne in cui a destra vediamo una pagina con il testo e a sinistra un'illustrazione a pagina intera in cui Jerry vede il fantasma di un bambino deceduto durante un incidente di un pulmino.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Roberto Luciani, le quali hanno uno stile non troppo realistico, un po' sbarazzino, dai tratti espressivi e abbastanza semplici, con linee non perfette ma tremolanti ed edifici un po' storti. L'uso delle ombre aiuta l'artista a conferire drammaticità alle scene, per cui troviamo disegni in cui le ombre sono ben marcate, soprattutto in alcuni punti, per conferire alle immagini un'atmosfera un po' cupa, dato anche che diverse scene sono ambientate di notte.
Se i protagonisti hanno anche delle fisionomie abbastanza realistiche alcuni personaggi secondari hanno invece un aspetto molto più esagerato, quasi caricaturale come il custode del cimitero, con il corpo grande e tozzo, dalle forme squadrate, il viso anch'esso squadrato e con un grande naso e gli occhi piccoli. Stessa cosa si può dire anche per Pasquino, con un corpo magrissimo, quasi ossuto, le braccia lunghe, la testa ossuta con i capelli radi, il naso lungo e gobbo, i denti stori.
I disegni accompagnano i testi , per cui sono per la maggior parte collocati in mezzo ai testi, anche se talvolta si trova qualche immagine a pagina intera . 
Sono disegni non troppo numerosi ma che aiutano i lettori accompagnandoli e supportandoli durante la storia, dato che i disegni rappresentano scene e personaggi descritti nei testi come: il momento in cui Tilla compare alla finestra del protagonista, dopo che a quest'ultimo è caduta in testa la testa (e la carta moschicida); il vecchio (e un po' pazzo) Pasquino che sparla a Tilla e Jeremy di cose senza senso; lo zio Anselmo mentre libera uno dei suoi pipistrelli da dei crini di cavallo; lo zio Anselmo che minaccia il cane di Tilla dopo averlo visto fare pipì su una tomba; ecc...
 


   
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne, la maggior parte inserite in mezzo ai testi. In quella più in alto vediamo il primo incontro tra Jerry e Tilla, al centro l'incontro di Jerry con Pasqualino (il matto del paese) e in basso un paio di scene con lo zio Adelmo (quella sinistra in cui recupera uno dei suoi pipistrelli e quella a destra dove scaccia il cane di Tilla perchè faceva pipì sulle tombe).
 
"Vacanze al cimitero" di Domenica Luciani è un giallo per ragazzi perfetto da leggere nel periodo delle vacanze, o a Summerween, dato che è ambientato durante le vacanze estive, ed unisce investigazione, mistero e fantasmi. La scrittura è divertente e frizzante, con un protagonista a cui non manca mai il senso dell'umorismo, oltre ad un pizzico di black humor, con battute su spiriti e cimiteri del tipo: "- Qui si dorme benissimo, c'è davvero un silenzio di tomba!", detto dallo zio Adelmo, che vive in un cimitero. Oppure, quando il cane/maiale di Tilla scappa con un teschio tra le fauci per correre a seppellirlo, Jerry esclama: "- Be', se non altro, anche lui ha un promettente futuro da becchino!".
A Jerry sono appena morti i nonni e, siccome i genitori non andranno in vacanza, si mettono d'accordo con uno zio che fa il becchino affinché il protagonista trascorra un mese con lui. Peccato che, oltre a fare il becchino, zio Adelmo viva proprio all'interno del cimitero! Cimitero tra l'altro in cui sono stati seppelliti una quarantina di bambini, morti durante un incidente con un pulmino che è uscito di strada durante una tempesta. E a quanto pare lo spettro di uno di questi ragazzini, Angelo Casentin (che però tanto angelo non era), è stato visto girovagare nel cimitero, e sembra aver iniziato a fare degli scherzi a Jerry. Il protagonista però sembra non essere l'unico ad averlo visto, in quanto lo hanno avvistato anche lo zio Anselmo e Tilla, una ragazzina che abita nello stesso paesino dello zio di Jery, e con cui quest'ultimo farà amicizia.
Tilla (diminutivo di Domitilla, nome che lei odia) è una ragazzina sveglia, simpatica, decisa e molto determinata. Sospetta infatti che Angelo, quando era ancora in vita, avesse rubato una gioiello appartenente a sua nonna, e lei vuole ritrovarlo. Angelo in effetti non era un ragazzo per bene: torturava e uccideva per puro piacere gli animali, tormentava vecchi e bambini indifesi, marinava la scuola, fumava, rubava, giocava d'azzardo e frequentava ragazzi più grandi poco raccomandabili. Jerry e Tilla pensano quindi che probabilmente il suo fantasma non riesca a trovare pace a causa delle brutte azioni compiute in vita, e Jerry si offre per indagare sul caso.
Ma si tratterà davvero di un fantasma? O c'è sotto qualcos'altro?
La storia è molto carina e sicuramente coinvolgente, sia per la trama che per lo stile di scrittura della Lucani, che spesso fa parlare il protagonista con i propri lettori, rompendo in un certo senso la quarta parete.
Il caso che Jerry si trova a risolvere è abbastanza complesso da mantenere alta l'attenzione di bambini grandicelli (dagli 8/9 anni in su), tuttavia, per quanto un po' stravagante, alla fine l'autrice fornisce una spiegazione logica e sensata per tutti i fatti comprovati e gli indizi trovati.
Un giallo adatto a partire dai 9 anni, anche se l'età indicata sul volume è dagli 11 anni (forse per alcuni termini un po' coloriti tipo "porco cane"), con un caso coinvolgente che si svolge nel cimitero di un piccolo paesino dove è accaduta una disgrazia, dei personaggi simpatici e memorabili, nonché pure una piccola storia d'amore (il protagonista si scoprirà innamorato infatti della sua nuova amica Tilla).
Un libro perfetto per coloro che amano i personaggi ironici, l'avventura, il mistero condito con un tocco di paura e un pizzico di romanticismo. 
 
P.S. Esiste anche un seguito di questa avventura, intitolato "Vacanze al faro maledetto": Un antico faro infestato da fantasmi e una località di mare dal nome inquietante sono lo scenario della nuova avventura di Jerry, detective in erba e grande ammiratore di Sherlock Holmes. Ad accompagnarlo in questa vacanza all'insegna del mistero, la coraggiosa amica Tilla e il suo inseparabile cagnolino Morti.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2016, a destra quella del 2021.

Questo volume è stato pubblicato nel 1999 dalla GIUNTI; ha 256 pagine e misura 19,2 cm d'altezza e 13,00 cm di lunghezza e costava 13.000 LIRE, mentre un'edizione più recente (del 2019) costa 8,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 agosto 2026

Il gran sole di Hiroscima di Karl Bruckner

"Il gran sole di Hiroshima" è un romanzo del 1961 scritto da Karl Bruckner, il quale ha vinto il Premio dello Stato Austriaco, il Premio letterario della Città di Vienna e la Lista d'onore Andersen. Il romanzo è stato tradotto in più di trenta lingue e ristampato molte volte, in diverse edizioni, di cui quella che ho io è quella illustrata da Carlo Molinari. La storia narrata è quella di Sadako, una bambina giapponese sopravvissuta all'esplosione nucleare di Hiroscima. 

      
Sopra: Alcune copertine delle diversi edizioni di questo libro, di cui quella a sinistra (del 2004) è quella in mio possesso. Subito dopo la prima a sinistra troviamo un'edizione del 2022, poi una del 1994 e, infine, a destra una del 1981.
 
"Era la mattina del venti luglio 1945.
Dallo spazio che sovrastava lo scintillante mare interno, giunse un lontano rimbombo. Un osservatore giapponese sulla costa dell'isola di Sikok comunicò al posto di comando per la difesa del Giappone meridionale, installato nell'antico castello di Hiroscima: <<Nombardiere nemico in vista!>>
Alcuni minuti più tardi, a questo annuncio ne seguì un secondo: <<Il bombardiere nemico individuato è un ricognitore>>.
Il centro di comando non fece dare l'allarme aereo alla città, per non interrompere inutilmente il lavoro nelle fabbriche di armamenti. Negli ultimi tempi apparecchi nemici avevano sorvolato più volte Hiroscima senza gettare bombe.
Scigheo e Sadako sono fratello e sorella e vivono a Hiroscima. Lei è piccola e tocca al fratello maggiore inventare nuovi modi per distrarla, come ad esempio sefuire i soldati mentre tornano al campo militare: "Al margine della strada, Scigheo Sasaki, un ragazzo di dieci anni, si sforzava di tenere ol passo con i soldati che marciavano. Non era facile, perchè camminava sui trampoli. A mezzo metro sopra il livello del suolo, si bilanciava sulle asticelle posa-piedi attaccate alle stanghe più alte di un uomo. Schigeo udiva il ronzio di motori nell'aria, ma non si dette pena di guardare in su. Per lui era più importante fare effeto sui soldati. Dietro gli trotterellava Sadako, la paffuta sorellina di quattro anni, tutta in pianto perchè non riusciva a raggiungere il fratello. [...] Il ragazzo continuò a zampettare indifferente e a sorridere ai soldati come per chiedere approvazione, finchè inciampò e dovette saltare giù.. Alcuni soldati soggnignarono, divertiti.
La mamma lavora in una fabbrica di munizioni, il padre è soldato, nessun adulto si occupa di loro e le scuole, con la guerra, sono state chiuse nell’estate del 1945, quella della bomba atomica. Che, infatti, scoppia. È il 6 agosto, e niente sarà più come prima... 
Agosto 1945, Sadako ha 4 anni quando vede nel cielo di Hiroshima un bagliore così grande da sembrare un nuovo sole.  
Per la prima volta in un conflitto viene sganciata una bomba atomica sopra una città. Sadako e suo fratello Scigheo sopravvivono all'esplosione, ma porteranno addosso gli effetti malefici delle radiazioni.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano, a sinistra, l'inizio del quinto capitolo, e a destra un'illustrazione in biancoe  nero di Molinari.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Carlo Molinari, le quali sono molto belle e dallo stile realistico, che aiuta i lettori a immergersi nella storia.
Le illsutrazioni sembrano essere state realizzatecon una tecnica mista di acquerello più inchiostro, il che ha permesso all'artista di rendere bene ogni minima sfumatura ed ombra delle immagini, conferendo in particolare a volti e vestiti una grande realisticità.
Le immagini inoltre sono estremamente dettagliate e ricche di dettegli, e sono quasi sempre a pagina intera oppure a pagina quasi intera. 
Le illustrazioni ritraggono scene descritte nei testi, a volte focalizzandosi sui personaggi, a volte sui paesaggi oppure su una determinata azione: in una prima scena vediamo ad esempio un aereo che sorvola Hiroshima, in un'altra vediamo alcuni soldati americani mentre giocano a carte, in un'altra la madre dei protagonisti che vede la bomba esplodere dalle macerie della sua fabbrica, in un'altra ancora Sadako che trova una statuetta di un drago, ....
 
 
  
 
   
Sopra: Alcune illustrazioni interne a pagina intera di Carlo Molinari, le quali rappresentano una ricognizione aerea, i soldati della base americana che giocano a carte, l'esplosione della bomba e Sadako che scopre una statuetta di drago sotto le macerie di una casa.
 
"Il gran sole di Hiroscima" di Karl Bruckner è un romanzo storico scritto nel 1960 da un tedesco che narra ai bambini/ragazzi le vicende che precedono e seguono il lancio della bomba atomica su Hiroshima (che nel libro viene scritta come "Hiroscima", italianizzandola).
La vicenda vede come protagonisti in particolare due bambini rispetivamente di 10 e 4 anni: Scigheo e Sadako, i quali sono fratello e sorella. All'inizio li vediamo gironzolare in giro per cercare di racimolare un po' di cibo, dato che a causa della guerra le razioni di cibo distribuite alla popolazione sono molto scarse, nonostante la madre dei due lavori in una fabbrica di armamenti. Il padre invece è partito come soldato ed è già diverso tempo che la madre non riceve sue notizie. Siccome la madre quindi passa la maggior parte del giorno in fabbrica a lavorare è Scigheo che vede badare alla sorella minore.
Nonostante i personaggi principali siano Scigheo e Sadako e la loro famiglia, in realtà, soprattutto nella prima parte del romanzo, l'autore ci fa conoscere molti personaggi sia giapponesi che americani. Tra i primi abbiamo ad esempio il vecchio Kenji Niscioka (un ex costruttore di barche), la vecchia signora Kumakici, il giovane Kanjiro Yonekura (figlio di un costruttore), la studentessa Setsuko Nakamura, il maresciallo Sciunroku Hata, il tenente colonnello Miscina. Tra gli americani abbiamo invece alcuni piloti militari: il capitano Miller, il capitano Lawrence Kennan, William Sharp (ex specialista in strumenti ottici), Geroge Hawkins (appassionato di Shakespear), Sam Miller, Frank Richardson (aviatore esperto e ligio alle regole), O'Hagerty, il comandante di squadriglia Ralph Scott, il colonnello Tibbets ...
Ad alcuni di loro è dedicato solo un capitolo, mentre al tri anche due o tre, ma è evidente che l'autore abbia inserito così tanti personaggi per cercare, da una parte, di far empatizzare i lettori con alcuni di loro (ad esempio nel caso dei civili giapponesi, ma anche degli aviatori americani), e dall'altra per far conoscere ai lettori alcuni fatti storici (ad esempio nei capitoli dedicati a comandanti militari, sia amercani che giapponei, o a quelli dei soldati americani). Ad esempio quando il comandante Scott parla al capitano Miller del progetto Manhattan (un programma di ricerca e sviluppo in ambito militare che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche): "Giunto al centro della fila dei paracuditisti, si voltò all'improvvios e tornò indietro. Si arrestò davanti a Scott e gli chiese, con lo sguardo fisso alle sue decorazioni:
<<Hai dietro di sè alcune notti insonni, comandante, non è vero?>>. Senza attendere risposta, continuò.>>Anch'io. Da parecchie settimane dormo solo un'ora ogni tanto. Al nostro progetto Manhattan, hanno lavorato dal 1943 centocinquantamila persone. Lo sapeva?>>
<<No signore>>
Il generale arretrò di qualche passo. le lenti scure degli occhiali da sole sembravano enormi occhi spalanncati.
<<Cosa? Non ha mai sentito parlare ddel progetto manhattan? Vuole forse anche sostenere che non ha idea del motivo per cui abbiamo mandato qui sei nostri collaboratori scentifici? E che cosa era il carico giunto qui due giorni fa? Dica che non sa nulla, e le dirò che lei è dannatamente ingenuo>>. [...]
<<Sono molto contento. Il comandante non sa nulla, e ciò mi fa sperare che anche altrove nulla sia trapelato. Il nostro controspionaggio ha funzionato in modo eccellente>>."
Il capitolo che invece descrive il momento del lancio e dello scoppio della bomba è breve ma efficace e intenso: "In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante.
Fu cento volte più incandescente del sole nel firmamento.
E questa palla di fuoco irradiò milioni di gradi di calore contro la città di Hiroscima.
In questo secondo, 86.000 persone arsero vive.
In questo secondo, 72.000 persone subirono gravi ferite.
In questo secondo, 6.820 case furono stritolate e scagliate in aria dal risucchio di un vuoto d'aria, per chilometri d'altezza nel cielo, sotto forma di una colossale nube di polvere.
In questo secondo, crolalrono 3.750 edifici, le cui macerie si incendiarono.
In questo solo secondo, raggi mortali di neutroni eraggi gamma, bombardarono il luogo dell'esplosione per un raggio di un chilometro e mezzo.
In questo secondo, l'uomo che Dio aveva creato a propria immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l'aiuto della scienza, i primo tentativo di annientare se stesso.
Il tentativo era riuscito.
La storia si divide in due momenti principali: quelli accaduti prima e quelli accaduti dopo il lancio della bomba. Successivamente allo scoppio, molti dei personaggi che avevamo consociuto nella prima parte purtroppo non verranno più menzionati. Alcuni comprensibilmente semplicemente perchè muoiono, ma mi è un po' dispiaciuto che anche altri non siano più stati menzionati, in quanto dopo lo scoppio sembra che l'autore abbia preferito concentrarsi sulla famiglia di Scigheo, di cui tutti i componenti, un po' per caso e con molta fortuna, si sono salvati (compreso il padre che torna dalla guerra). 
Questo permette ai lettori di scoprire come è sopravvisuta la gente comune in seguito alla devastante esplosione, in un momento in cui in città tutti avevano poco o nulla, senza neppure case o viveri e dove qualsiasi cosa ritrovata nelle macerie veniva barattata al mercato nero. Ed è proprio rovistando tra le macerie di una casa che Sadako trova un'antica statua di bronzo raffigurante un drago, a cui si affezionerà particolarmente.
L'autore però non si limita a raccontare i fatti subito successivi al lancio della bomba, ma prima vediamo cosa succede anche a distanza di due anni, e successivamente anche a distanza di dieci, in quanto la bomba atomica, con le sue radiazioni, anche dopo tanto tempo sembra non aver ancora smesso di mietere vittime, anche tra i giovanissimi e la famiglia di Scigheo purtroppo avrà una brutta sorpresa.
Un'opera semplice e intensa che riesce a far comprendere abbastanza bene (e con delicatezza, senza però censurare gli orrori della guerra) ai giovani lettori, a partire anche dai 9 anni (a patto che il bambino/a sia già a conoscenza di alcuni fatti storici), un evento storico molto importante e su cui spesso non ci si sofferma troppo, anche nelle scuole. In una versione che spiega come è stata lanciata la bomba, che ci fa conoscere le persone coinvolte sia sul fronte giapponese che americano, quali effetti ha avuto sulla popolazione e come è stata recepita. Un libro che ci mostra com'era la cultura giapponese (in cui i soldati dovevano sentirsi onorati di sacrificarsi per la patria) e che porta a riflettere sull'uso di certe armi, portando a interrogarsi chi sia il colpevole, a come agiremmo noi, anche nella speranza che non vengano più utilizzate. 
Un libro che sarebbe sicuramente interessante proporre in terza media, durante lo studio della seconda Guerra Mondiale.
 
P.S. In inglese esiste anche un libro dedicato proprio alla storia di Sadako: "Sadako and the Thousand Paper Cranesè un romanzo storico per ragazzi scritto dall'autrice canadese-americana Eleanor Coerr e pubblicato nel 1977. È basato sulla storia vera di Sadako Sasaki, vittima del bombardamento atomico di Hiroshima, in Giappone, durante la seconda guerra mondiale, che, morente di leucemia causata dalle radiazioni della bomba, si propose di creare mille gru di carta, secondo la credenza che se un malato arriva a creare 1000 gru di carta gli dei lo guariranno.
 
      
Sopra: Alcune copertine di diverse edizioni del libro dedicato a Sadako, di cui quella a sinistra edita nel 1977, poi quella del 1999, quella al centro un'edizione del 2004 e a destra una del 2020
 
Il volume è stato edito nel 1961 col titolo: "Sadako will leben" dalla G&G Kinder-und Jugendbunchverlag e poi pubblicato in italiano nel 1981 dalla Giunti. L'edizione che ho io è del 2004, edita dalla Giunti, ha 254 pagine, una copertina flessibile, misura 19,6 cm d'altezza e 13,2 cm di lunghezza e costa 7,90 euro.  
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

domenica 9 agosto 2026

HARRY POTTER e l'Ordine della Fenice di J.K. Rowling e Jim Kay.

Ed eccoci (di nuovo) qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry potter e l'Ordine della Fenice" illustrata da Jim Kay e Neil Packer.  Il primo è un  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra la macchina volante dei Weasley mentre sorvola alcune abitazioni.

Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa spaventosa minaccia, oltre al fatto che sembra che stia cercado di tenere Harry a distanza, senza che Harry capisca perchè.
Intanto Harry, come ogni estate, è dovuto tornare a casa dai suoi zii babbani. Un pomeriggio, mentre Harry ed il cugino Dudley Dursley stanno litigando, vengono aggrediti da due Dissennatori, quindi il protagonista ricorre all'Incanto Patronus per salvare sé stesso e Dudley: "Ma all'improvviso tacque. Aveva sentito proprio quello che temeva.
C'era qualcosa nel vicolo oltre a loro due, qualcosa che faceva respiri lunghi, rochi, sonori. Harry, tremante nell'aria gelida, avvertì un terribile fiotto di paura.
<<P-piantala! Smettila! Te le d-do, giuro che te le do!>>
<<Dudley, chiudi...>>
WHAM
Un pugno colpì Harry alla testa, sbilanciandolo. [...]
Sentì Dudley sferrare pugni, colpire la staccionata del vicolo, barcollare.
<<DUDLEY, TORNA INDIETRO! GLI STAI CORRENDO INCONTRO!>>
Ci fu un urlo orrendo, come uno squittio, e i passi di Dudley si fermarono. Nello stesso momento, Harry sentì un gelo strisciante alle spalle, che poteva voler dire solo una cosa. ce n'era più di uno.
<<DUDLEY, TIENI LA BOCCA CHIUSA! QUALUNQUE COSA TU FACCIA, TIENI LA BOCCA CHIUSA! La bacchetta!>> borbottò Harry, agitato, con le mani che zampettavano sul terreno come ragni. <<Dov'è... la bacchetta... andiamo... Lumos!>>  
Pronunciò l'incantesimo automaticamente, avido di luce che lo aiutasse nella sua ricerca. Con suo incredibile sollievo, la luce fiottò a pochi centimetri dalla sua mano destra. La punta della bacchetta si era accesa. Harry l'afferrò, si alzò barcollando e si voltò.
Gli si rovesciò lo stomaco.
Una sagoma incappucciata e torreggiante scivolava quieta verso di lui, incombente sul suolo, senza piedi o colto visibili sotto la veste, succhiando la notte.
Soccorso da Arabella Figg, sua vicina di casa che si rivelerà essere una Maganò, Harry torna dagli zii con Dudley frastornato e riceve una lettera che gli annuncia di essere stato espulso da Hogwarts per aver usato la magia fuori dalla scuola (cosa che, nonostante il divieto per i maghi minorenni al riguardo, in genere viene comunque permessa in occasioni di emergenza). In seguito il Ministero sembra cambiare idea (grazie all'intercessione di Silente), ma Harry dovrà presentarsi al Ministero per un processo.
Qualche giorno dopo, Harry viene prelevato da un gruppo di maghi capeggiati da Malocchio Moody (che hanno fatto uscire di casa i Dursley con un trucco) e condotto al numero 12 di Grimmauld Place, la casa paterna di Sirius Black, che è stata resa invisibile e invulnerabile grazie a un Incanto Fidelius ed è divenuta la sede dell'Ordine della Fenice, una società segreta capeggiata da Albus Silente che ha come scopo combattere Voldemort. Harry scopre così che il Ministero della Magia continua a negare la notizia del ritorno di Voldemort e ha iniziato a screditare Silente ed Harry, definendoli due bugiardi. Il ragazzo viene quindi sottoposto a un processo per aver usato la magia impropriamente davanti ad un babbano e viene assolto grazie all'intervento di Silente.
Tornato a Hogwarts, Harry scopre che molti suoi conoscenti seguono la propaganda del Ministero e pensano che lui sia un bugiardo e un mitomane. Nel frattempo, il Ministero colloca ad Hogwarts una nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, Dolores Umbridge, al fine di controllare cosa succede nella scuola. La strega si rifiuta di insegnare la magia difensiva agli studenti, limitandosi a far leggere un noioso manuale teorico; quando Harry osa dichiarare, di fronte alla Umbridge, che Voldemort è risorto ed ha ucciso Cedric Diggory, viene punito duramente. 
Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l’aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell’adolescenza. Harry e i suoi amici decidono infatti di fondare un'associazione segreta chiamata Esercito di Silente, con lo scopo di preparare gli studenti all'uso degli incantesimi difensivi, facendoli allenare nella Stanza delle Necessità.
Ma se la Umbridge li scoprisse? Cosa succederà loro? E intanto cosa sta tramando il Signore Oscuro? 
 
Sopra:
 
Così come per il precedente volume i  testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Per questo quinto volume tuttavia si è richiesto il lavoro anche di un ulteriore artista: Neil Packer, un pluripremiato illustratore e autore inglese.
Per quanto rigarda i disegni di Kay tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggo anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid, e in questo libro anche il professor Piton, il quale è stato rappresentato con una testa un po' troppo grande e un aspetto che ricorda quello di un goblin più che quello di una persona umana.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro e di conferire loro un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia.
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un Dissennatore che attacca Harry, Ninfadora Tonks vicino alla porta della camera di Harry, quest'ultimo intento a fare i bagagli per Hogwarts, i membri dell'Ordine che scortano in volo Harry, il padre di Ron ed Harry mentre camminano diretti verso il Ministero della Magia, Harry a lezioni di Oclumanzia con Piton, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella del Patronus a forma di cervo di Harry che scaccia un Dissennatore, quella di Neville e Luna seduti vicini nello scompartimento del treno per Hogwarts, quella che mostra la nova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure (Dolores Umbridge), Silente ad un tavolo della locanda "Testa di Porco", Harry in compagnia di Sirius Black, Hagrid con la faccia tumefatta e con in mano una bistecca,  ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo i Giganti).
Oltre alle illustrazioni di Kay abbiamo però anche quelle di Neil Packer, le quali sono però più decorative, in quanto si tratta di disegni solitamente di piccole di dimensioni posti sempre vicino ai testi. L'unico suo disegno a pagina intera (anzi, doppia) è quello che rappresenta l'arazzo con l'albero genealogico della famiglia Black, il quale resta comunque un disegno più grafico e decorativo, in stile un po' da manoscritto antico, e in esso non compare nessun volto umano, ma solo un albero e degli animali fantastici stilizzati (un unicorno e un grifone). In effetti più o meno tutti i disegni di Packer sono così, in stile un po' medievaleggiante e realizzati usando un unico colore alla volta: a volte verde e a volte il rosso. Anche quando piccoli i disegni sono comunque ricchi di linee e di dettagli, ma risaltano sicuramente meno rispetto a quelli di Kay, probabilmente per una scelta voluta, in quanto i disegni di Kay rubano la scena, mentre quelli di Packer sembrano fungere più che altro da accompagnamento, forse perchè il libro è molto lungo e si è sentito la necessità di riempirlo maggiormente, anche con semplici decori.
Nonostante la varietà dei soggetti e l'evidente differenza di stile nei due disegnatori, nell'insieme l'opera risulta abbastanza uniforme ed è straordinario vedere come tutte le illustrazioni accompagnano con costanza e come inesauribile fonte di meraviglia i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.


 

  

 Sopra:
 
"HARRY POTTER e l'Ordine della Fenice" di J.K. Rowling è il quinto volume della saga, che ho apprezzato un po' meno degli altri perchè diciamo che qui le cose per Harry non si metteranno bene, dato che il Ministero della Magia farà di tutto per sminuirlo pur di non ammettere che Voldemort è tornato.
Questo quinto volume rimane comunque un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a continuare ad espandere un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quoidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
Anche per questo quinto volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e continuano ad evolversi rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nel precedente volume ha assistinto alla morte di un suo amico e questo lo ha segnato, ma dovrà essere forte in quanto scopre che parecchi dei suoi compagni nonnlo sostengono affatto e anzi credono che stia mentendo rigardo alla ricomparsa di Voldemort. Soprattutto nella prima metà del libro assisteremo quindi ad un Harry arrabbiato, scostante e stanco di doversi continuamente giustificare, il quale si sente molto sotto pressione, anche se poi si rivelerà coraggioso nel sostenere le proprie scelte, una tematica importante all'interno di questo quinto volume. Verso la fine del libro invece Harry si dimostrerà troppo avventato, il che lo porterà a commettere un grosso errore di valutazione. Diciamo che in questo quarto capitolo della saga Harry si dimostra sicuramente un personaggio complesso, con lati positivi e negativi, ma per me non uno dei più piacevoli di cui leggere, conun perenne malumore (comprensibile) e parecchio ostinato (anche in modo esagerato).
A proposito di Lord Voldemort egli è come sempre l'antagonista per eccellenza della serie, nonchè vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry, nonchè il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e in questo volume avremo un altro assaggio della sua potenza e della sua scaltrezza. In questo quinto volume emergerà inoltre anche il legame che lo lega al protagonista, in quanto quest'ultimo scopre di poter vedere quello che sta vedendo Voldemort in determinati momenti, quando il mago oscuro è particolarmente arrabbiato o emozionato. Per questo motivo Silente farà prendere ad Harry lezioni di oclumanzia da Piton, sebbene inizialmente queste visioni si rivelino utili, tanto che Harry riesce a salvare la vita di Arthur, il padre di Ron, in seguito però Voldemort usera queste visioni a suo vantaggio, facendo cadere Harry in un tranello.
Tornando ai personaggi del libro abbiamo poi Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, il migliore amico di Harry, il quale diventerà portiere titolare nella squadra di Quidditch,alla quale si era iscritto un po' anche per cercare di ottenere anche lui onore e gloria. Essendo infatti il sesto di sette fratelli, tutti più grandi di lui (ad esclusione di Jinny che però è la minore ma anche femmina) Ron si sente spesso messo da parte e vorrebe anche lui ogni tanto essere al centro dell'attenzione, il che lo porta ad essere un po' geloso di Harry. In questo libro però dovrà affrontare il problema di agitarsi quando viene guardato, il che soprattutto all'inizio lo porta ad essere un portiere piuttosto disastroso, finendo per avere l'autostima sotto i piedi, cosa a cui Draco contribuirà molto volentieri. 
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studiio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). Rimarrà sempre fedele a Harry e si arrabbierà molto con la Umbridge per i metodi sleali che usa per punire gli studenti. Sarà lei ad insistere con Harry affinchè fondi l'Esercito di Silente, creando un sistema per contattare i vari membri e anche un sistema per rivelare chi tradisce l'Ordine, dimostrandosi sempre la più intelligente.
Hagrid, il gigantesco e gentile guardiacaccia di Hogward, lo vediamo ancora una volta in difficoltà, anche se all'inizio dell'anno scolastico egli non sarà neppure presente ad Hogwarts. Scopriamo che ha avuto qualche difficoltà con alcuni giganti e che si è portato ad Hogwarts un parente piuttosto inaspettato. Inoltre la Umbridge non gli renderà la vita facile, considerandolo un incompetente oltre che un uomo troppo fedele a Silente.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts, che in questo volume sembra volersi allontanare da Harry, mettendo quest'ultimo in grande difficoltà), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione). Come sempre abbiamo anche la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, stavolta attaccato da un Dissennatore, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Wensley, di cui Jinny è entrata nella squadra di Quidditch, mentre George e Fred sognano di mettere in piedi un proprio negozio di dolci e scherzi magici, anche grazie alla vincita del Torneo Tre Maghi che Harry ha regalato loro alla fine del precedente volume. Vedremo anche un mebr dei Wealey, Percy, apertamente schierato con il Ministero, tanto da arrivare a sconsigliare a Ron di frequentare Harry e arrivando a rinnegare perfino la sua famiglia per ambizione.
In questo quinto capitolo della saga inizieremo ad approfondire meglio anche la figura di Severus Piton, l'intelligente e abile, ma severo, vedicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fn da subito in antipatia Harry. Grazie alle lezioni di Oclumanzia Harry riuscirà a vedere alcuni spazi del passato di Piton, in cui scoprirà che conosceva i suoi genitori e che veniva bullizzato da James Potter (il padre di Harry), cosa che turberà molto il ragazzino, che ha sempre creduto che il padre fosse una persona gentile ed ammirevole. Questo rende il personaggio di Piton più intrigante e complesso, anche se continuo a reputarlo una persona per centi versi spregevole, in quanto gode nel tormentare ed umiliare i propri studenti, i quali non hanno colpe di ciò che gli è accaduto in passato, dimostrandosi piuttosto infantile sotto certi aspetti.
Rivedremo poi alcuni personaggi che non vedevamo da un po', tra cui Gilderoy Lockhart, l'ex insegnante di Difesa contro le arti Oscure che Harry aveva avuto al secondo anno, e che si ritrova ancora ricoverato nell'ospedale dei maghi San Mungo; e poi Fiorenzo, un centauro incontrato nel secondo volume e che qui diventerà il professore di Divinazione a Hogwarts, sostituendo Sybill Trelawney (ritenuta inadatta dalla Umbridge al suo ruolo). In effetti il branco di Centauri che popola la Foresta Proibita vicino a Hogwarts svolgerà un ruolo importante in questo volume.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che abbiamo conosciuto fin dal primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo secondo volume abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Dolores Umbridge, è la sottosegretaria del Ministro della Magia Cornelius Fudge (nella vecchia tradzione Cornelius Caramel). Viene nominata, per volontà del Ministero, professoressa di Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts, per dare modo a Caramell di aumentare il controllo sulla scuola. È una donna dal fisico basso e tozzo, con la bocca larga e molle, melliflua, leziosa e sadica, ossessionata dal potere e dalla disciplina, e per questo si attira presto le antipatie di gran parte del corpo docente e degli studenti. Il suo approccio unicamente teorico alla materia e la sua ostinazione nel negare il ritorno di Voldemort portano alcuni studenti, guidati da Harry, a istituire un gruppo clandestino di preparazione pratica alla Difesa contro le Arti Oscure chiamato Esercito di Silente. La Umbridge è sicuramente uno dei personaggi più interessanti e temibili creati dalla Rowling, capace di essere malvagia quasi quanto Voldemort, pur dovendo in teoria lavorare per "i buoni".
Sempre nella schiera dei cattivi conosciamo poi Bellatrix Lestrange, nata Bellatrix Black, è la cugina di Sirius Black. Figura tra i Mangiamorte più forti e fedeli, con una lealtà verso Voldemort al limite dell'ossessione; è inoltre arrogante, cinica, spietata e crede fermamente alla purezza di sangue. 
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Abbiamo poi l'introduzione anche di un altro elfo domestico: Kreacher fu l'elfo domestico della Nobile e Antichissima Casata dei Black. Cresciuto in ambiente meschino e austero, assorbendo i valori della purezza del sangue e della nobiltà dei sangue puro sostenuti dalla Casata Black. 
Tra i personaggi positivi abbiamo invece Luna Lovegood, una studentessa di Corvonero di un anno più giovane di Harry e la figlia di Xenophilius Lovegood, direttore della stravagante rivista Il Cavillo La sua aria stralunata e le strane cose a cui crede la rendono emarginata e oggetto di scherno di alcuni suoi compagni di scuola, che le affibbiano il soprannome "Lunatica" e si divertono a nascondere i suoi averi, sebbene Luna non si interessi affatto a quello che gli altri pensano di lei. Inizialmente amica di Ginny Weasley, nel corso della storia stringe amicizia anche con Harry, Ron, Hermione e Neville, diventando un'alleata preziosa e una cara amica. 
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e sicuramente intrigante e coinvolgente, con la Umbridge capace di far uscire dai gangheri qualsiasi lettore a causa dei suoi modi perfidi, celati dietro una falsa educazione, ma perfettamente legali, a causa della sua influenza al ministero, diventando una sorta di incarnazione di un governo corrotto e marcio. E' anche un volume in cui vedremo Harry passarsela davvero brutta per la prima volta, soprattutto a causa dell'isolamente da parte dei compagni, che in parte aveva sperimentato anche nel precedente volume, ma che qui è ancora maggiore e subìto inoltre in seguito ad avver assistito alla morte di Diggory e alla rinascita di Voldemort. In seguito però vedremo anche il protagonista prendere in mano la situazione, anche col supporto dei suoi amici, il che lo rende un esempio di resilienza, continuando a lottare per sostenere la verità, anche se all'inizio tutti gli sono contro. Qui Harry tira fuori il vero coraggio, lottando contro le difficoltà e sostenendo oltretutto gli esami G.U.F.O., gli esami del quinto anno, i quali non sono per nulla una passeggiata. E' bello come l'autrice effettivamente si ricordi che i protagonisti si trovano all'interno di una scuola e che quindi devono frquentare lezioni, fare compiti e dare degli esami, cosa che in molti fantasy "dark academia" spesso si dimenticano. Nonostante Harry sembri riprenersi verso la metà del volume, purtroppo verso la fine dovrà subire una nuova e importante perdita, che sicuramente dispiacerà molto anche ai lettori.
Forse l'unica cosa che potrebbe risultare un po' strana è come riescano Harry e gli altri a introdursi nel Ministero senza venire subito scoperti, oltre al fatto di essere tutti così bravi da riuscire a tenere a bada diversi Mangiamorte, cosa che invece sembra mettere in difficoltà diversi Membri dell'Ordine della Fenice. 
Questo quarto capitolo della saga di Harry Potter è un buon romanzo fantasy, che continua a affascinare i lettori grazie ad un universo inedito, magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta per bambini a partire dai 10  anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe a partire dai 13/14 anni in su, per comprendere meglio la complessità dei vari personaggi e le difficoltà del protagonista.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
 
CONFRONTO CON IL FILM 
In generale il film risulta godibile e può essere apprezzato almeno da chi non ha letto il libro, ma in questo quinto capitolo le differenze tra libro e film non fanno che aumentare, forse a causa anche della lunghezza del libro, il più lungo della saga, che ha evidentemente costretto gli sceneggiatori a dover fare un bel po' di tagli. Il problema è che, se alcune scene potevano effettivamente essere tagliate, altre invece erano piuttosto importanti. Qui riporterò solo alcune delle firrenze, se volte scoprirle tutte vi rimando alla Harry Potter Wiki.
Tra i cambiamenti abbastanz aimportanti abbiamo:
- Il nome di Ninfadora Tonks viene menzionato solo due volte nel film, entrambe da Alastor Moody. Inoltre, non sembra avere un rapporto stretto con Harry come nei libri. Non si parlano mai direttamente.
- Remus Lupin, Dedalus Lux, Sturgis Podmore e Hestia Jones vengono omessi dall'Avanguardia, riducendola ad Alastor Moody, Kingsley Shacklebolt, Ninfadora Tonks, Elphias Doge ed Emmeline Vance, gli ultimi dell'elenco non parlano nemmeno. Molti di questi membri comunque nei film sono appena menzionati e mai approfonditi, fungendo meramente da compaarse. Lupin appare più avanti nel film, ma ha poco spazio sullo schermo. Sturgis Podmore non è presente nel film, e anche il suo invio ad Azkaban è omesso. 
- Nel romanzo, Harry urla a Ron e Hermione ricordando tutto quello che ha fatto nei libri precedenti. Nel film, non urla affatto e la sua invettiva si limita a una sola battuta. Questo ovviamente rende meno caratterizzato il personaggio di Harry.
- Nel libro, Harry incontra Luna Lovegood sul treno, ma nel film la incontrano in carrozza. Inoltre, nel libro è Ginny a presentarli a Luna, ma nel film è Hermione, anche se nel libro non la conosceva. 
- Nel film non è presente la classe che legge i libri di testo durante le lezioni della Umbridge Tra l'altro nel film assistiamo a una sola punizione , mentre nel libro esse continauno epr un'intera settimana e epr svariate ore
- La coppa di Quidditch viene completamente rimossa dal film. 
- Il discorso di Hagrid a Harry, Ron e Hermione sulla sua missione con Olympe Maxime è stato omesso. 
- Nel romanzo, l'Esercito di Silente viene scoperto perché Marietta Edgecombe amica di Cho Chang, fa la spia alla Umbridge. Nel film, Cho viene ingannata e costretta a rivelare la verità tramite Veritaserum, poiché Marietta è stata completamente rimossa. 
- La partenza di Fred e George Weasley da Hogwarts è diversa rispetto al libro. Nel libro prima lanciano i loro fuochi d'artificio incantati per creare scompiglio e poi ne provocano un altro per dare a Harry il tempo di intrufolarsi nell'ufficio della Umbridge e usare la Metropolvere, per poi fuggire dopo essere stati messi alle strette dalla Umbridge. Nel film, i gemelli Weasley se ne vanno dopo aver lanciato i loro fuochi d'artificio. Mentre la diversione dei gemelli Weasley viene tagliata dal film, viene tagliata anche un'altra scena, in cui Harry usa la connessione Metropolvere della Umbridge per contattare Sirius e Lupin a Grimmauld Place e chiedergli spiegazioni sul trattamento riservato a Piton quando erano tutti studenti a Hogwarts. 
- Grop nel film viene reso più gentile e simpatico, facendo intendere una sorta di connezzione tra lui ed Hermione, cosa completamente assente nel libro. 
- La Battaglia nell'Ufficio Misteri viene accorciata nel film. 
- La scena in cui Harry riceve in dono dal suo padrino Sirius Black uno specchio bidirezionale, poco prima della sua morte, che gli avrebbe permesso di comunicare con Sirius se non fosse morto, è stata rimossa.  
Tra le mancanze più grosse abbiamo invece quella riguardante la posizione di Percy Weasley nei confronti del Ministero della Magia, che nel film è improvvisa e inspiegabile, e non si fa alcun accenno al suo rinnegamento della famiglia quando ha scelto di sostenere il Ministero. Questo crea un grosso buco nella trama del film, dovuto al fatto che il suo atteggiamento nei confronti di Harry non è spiegato, creando confusione negli spettatori che non hanno letto il libro.
Poi Dobby, viene completamente tagliato dal film, perchè dato che non l'hanno inserito neppure nel precedente non hanno potuto farlo neanche in questo, e il suo ruolo nella trama è preso da Neville. Sempre parlando di Elfi domestici il ruolo di Kreacher è ridotto a sole due scene: quando parla al ritratto di Walburga Black (dove Harry lo vede per la prima volta) e quando rivolge commenti offensivi a Harry. Non viene mai spiegato che abbia dato informazioni a Narcissa Malfoy. Peccato che anche lui si rivelerà un personaggio parecchio importante nel sesto e nel settimo volume. Tra gli altri personaggi il cui ruolo è molto ridotto nel film troviamo anche Ginny, il cui ruolo è molto sminuito.
Nel film l'antagonismo di Caramell nei confronti di Harry e Silente è stato attenuato rispetto al libro, quando in realtà è il motivo principaale che spinge il Ministero a comportarsi come si comporta, compresa la decisione di insidiare la Umbridge a Hogwarts. 
Sono inoltre state omesse tutte le scene riguardanti il San Mungo, compresa la ricomparsa del vecchio insegnate di Difesa contro le Arti Oscure,  Gilderoy Lockhart. Pure Fiorenzo è stato omesso completamente dal film. Nel film poi Silente non spiega la profezia a Harry.
Insomma, se di per sé il film risulta anche godibile, se confrontato col libro risulta un gran pasticcio. Vale comunque la pena vederlo per come è stato interpretato il personaggio della Umbridge, che calza a pennello con quello del libro; apprezzabile anche la performance dell'attore di Piton nel film, il quale però riesce a rendere il professore più simpatetico, mentre nel libro risulta più str**zo. 
C'è però una scena che ho apprezzato più nel film che nel libro, e cioè quella in cui la Umbridge viene portata via dai Centauri, con la battuta di Harry che le dice "non devo dire le bugie". Sbaaam! Ecco, nel film la scena risulta più soddisfacente, oltre che più breve e immediata. 
 


 
Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry che dà lezioni a Neville e agli altri membri dell'Esercito di Silente; in basso la Umbridge nel suo ufficio.
 
Questo volume è stato edito nel 2022 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Order of Phoenix" ed è stato pubblicato nel 2022 in italiano dalla Salani. Il volume ha 565 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 49,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 6 agosto 2026

La camera numero 7 di Isabelle Malenfant e Martine Latulippe

"La camera numero 7" è una breve storia di paura scritta da Isabelle Malenfant e illustrata da Martine Latulippe che fa parte di una collana ad alta leggibilità edita dalla Bianconero Edizioni, che si chiama Fifa Blu.
 
 Sopra: In copertina vediamo un'illustrazione che ci mostra la porta della camera numero sette, su cui in alto a destra, dentro un bollino blu, vediamo comparire il titolo del libro.
 
I genitori di Ben hanno finalmente realizzato il loro sogno: andare a vivere in campagna, e così hanno acquistato una vecchia locanda in riva al mare. E si sa, sulle vecchie locande circolano sempre voci di ogni genere... Il proprietario in effetti sembra avere una certa urgenza nel vendere la proprietà e si comporta in maniera strana quando si parla della stanza numero 7: "Tutte le porte hanno un numero, tranne una. Sul lato destro del corridoio ce ne sono tre: la 8, la 9, la 10. A sinistra, invece, ci sono la 5 e la 6... e una porta senza numero.
Non può che essere la camera numero 7.
Incuriosito chiedo al vecchio proprietario: <<Quella lì non è numerata?>>
<<La 7? No, quella non viene utilizzata da anni>>, mi risponde sbrigativamente. <<E' diventata una sorta di ripostiglio, ci ho ammassato sedie, tappeti... E' piena di roba che non serve più. potete rovistare tra quelle cianfrusaglie, non si sa mai, magari ci trovare delle cose interessanti.>>
Apre le porte di tutte le stanze. M non quella della numero 7. Deciso a scoprire quella stanza misteriosa, metto la mano sulla maniglia, ma prima che possa girarla, l'uomo si affretta a dire: <<Beh, io sono un po' stanco, vi lascio... Ecco le chiavi. Potete finire di esplorare il resto della casa senza di me>>.
Si dirige verso la scala, con passo che a me sembra nettamente più energico di quello di prima, e getta un'ultima occhiata verso la porta senza numero.
<<Questi vecchi muri hanno una storia... Hanno i loro segreti>>, mormora. E se ne va."
 Ma che cosa è realmente accaduto nella camera numero 7? E cosa sono gli strani rumori che si sentono di notte?
  
 
Sopra: In alto due pagine interne di sui quella a sinistra con i testi, mentre in quella a destra c'è un'illustrazione in bianco e nero proprio della porta numero 7.
 
All'interno del volume sono presenti delle illustrazioni in bianco e nero opera di Martine Latulippe. I disegni hanno un tratto polveroso, e sembrano essere stati realizzati con matite o carboncini, che poi sono stati sfumati con le dita. In certi punti (ad esempio per disegnare paesaggi apaerti con zone di spiaggia o mare) le linee hanno contorni sfumati, mentre altre volte (tipo per disegnare spazi chiusi con corridoi, porte, assi di legno, ecc...) molto netti e decisi, anche se mai precisi.
L'uso di matie/carboncini conferisce comunque alle illustrazioni dei chiaroscuri talvolta drammatici, perfetti per trasmettere una sensazione di tensione ed ansia, ma anche di aspettativa, nei lettori.
I disegni possono essere inseriti in mezzo ai testi, ma la maggior parte sono a pagina intera e mostrano ambienti della casa o oggetti visti dal protagonista, il che aiuta i lettori a immergersi nella lettura poiché è come se loro stessi assumessero il punto di vista del protagonista della storia. Come disegni vediamo infatti rappresentati delle lapidi, una bambola, l'interno della stanza di un bambino/a, il corridoio di una casa e, soprattutto, vediamo comparire spesso la porta, chiusa, della camera 7.
 
 
  

   
 Sopra: Alcuni dei disegni in bianco e nero realizzati da Martine Latulippe, si cui quello in alto mostra il protagonista sulla spiaggia, i due centrali e quello in basso a destra alcuni interni della casa, mentre quello in basso a sinistra ci mostra la casa dall'esterno.
 
"La camera numero 7" di Isabelle Malenfant e illlustrato da Martine Latulippe è una breve storia di paura adattaper lettori a partire dagli 8/9 anni anche non particolarmente forti. La storia infatti è breve e abbastanza ricca di illustrazioni, oltre ad utilizzare un font ad alta leggibilità, per cui è adatta anche a quei bambini/ragazzi che hanno la dislessia.
La vicenda, come dicevo, non è molto lunga ed è una storia di fantasmi abbastanza tradizionale, ma la scrittura in prima persona, che permette ai lettori di immergersi nel punto di vista del protagonista, la rende comunque abbastanza carina ed emozionante. Tutto ha inizia quando i genitori di Ben gli annunciano che si trasferiranno a vivere in una nuova casa (anche qui, classico inizio da storia di paura o film dell'orrore). Non si tratta comunque di una casa qualsiasi, ma di un albergo, dato che l'abitazione è dotata di 10 stanze. Sono tutte numerate tranne la numero 7, che il proprietario dice di utilizzare semplicemente come ripostiglio, ma Ben inizia a notare presto delle cose strane: prima vede sul davanzale una bambola che prima non c'era, poi sente dei rumori provenire dalla stanza, e un pianoforte suonare. Nota anche che fuori dall'abitazione c'è anche una lapide con riportato il nome di una bambina morta a sette anni, nel 1919. 
A questo punto il protagonista decide di fare una ricerca e scopre che nella stanza numero sette ci viveva la figlia dei vecchi proprietari dell'albergo, la quale la tenevano nascosta poichè deforme: "Si dice che la ca,era numero 7 della locanda Alla piccola roccia sia infestata da un fantasma. Tanti anni fa, ci viveva una bambina, Sophie, la figia dei proprietari, Era deforme e aveva gravi problemi di salute. [...] A quell'epoca la gente si vergognava delle malattie, che erano viste come una punizione divina...
Infatti i genitori di Sophie la tenevano nascosta, nessuno poteva avvicinarsi a lei. L'avevano confinata nella camera numero 7, con qualche mobile, dei libri e una vecchia bambola di pezza, che lei teneva sempre con sè.
Sophie passò tutta la vita in quella stanza. [...] Si dice che sia morta poco prima di compiere nove anni, alla fine del mese di luglio.
Ben rimane alquanto impressionato dalla notizia, ma i suoi genitori non sembrano darci troppo peso, eppure lui continua a sentire e a vedere cose strane, tanto da far fatica a dormire la notta. Alla fine si scoprirà che c'era una spiegazione razionale... o forse non proprio?
Storia carina e abbastanza paurosa, anche se si tratta sicuramente un po' della classica storia di fantasmi e di stanze infestate. C'è pure il classico finale in cui verso la fine tutto sembra avere una spiegazione razionale... ma poi si scopre che potrebbe esserci veramente un fantasma nella stanza (e anche più di uno). A rendere la vicenda intrigante è la narrazione in prima persona del protagonista, che immerge i lettori nella giusta atmosfera e coinvolgendoli nella situazione.

Il volume è stato edito originariamente in francese nel 2023 dalle Les éditions la courte échelle col titolo "Le chambre numéro 7". E' stato poi pubblicato nel 2025 dalla Biancoenero Edizoni; ha 96 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,50 euro.
 
Ecco gli altri titoli presenti nella collana: "Non aver paura dei cimiteri", "Uccelli del malaugurio", "Così imparate a uscire di notte", "C'è un uomo in cantina", "Uno strano rumore nel muro", "La camera numero sette", "La baia de dannati",  "Banchetto per cani", "L'uomo dei ragni".

      
 
      
Sopra: Le copertine di questa collana giocano tutte sui toni del bianco e del nero, mentre vengono fatti spiccare i titoli dei singoli volumi, rinchiusi dentro dei cerchi colorati.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.