Da bambina, quando avevo più o meno 8/9 anni ricordo di aver letto nella biblioteca scolastica un libro che si intitolava "La maestra Tiramisù", che parlava di una maestra terribile e terrificante che viveva in una scuola sotterranea e segreta. Oggi tuttavia non vi parlerò di quel libro, ma di un altro scritto sempre dalla medesima autrice e che vede per protagonisti una classe di bambini terribili e un'altrettanto terribile maestra. Vi parlerò infatti di "La classe terribile" scritto da Paola Valente e con le illustrazioni di Gherardo Bartoloni.
Sopra: A sinistra la copertina del 1999 mentre a destra quella di una nuova edizione del 2009, a cui a quanto pare hanno cambiato i disegni.
Alunni in gamba, insegnanti competenti e un direttore autorevole: ecco
gli ingredienti indispensabili per una scuola che si rispetti. Ma… se in
quella scuola capita una classe terribile? Sono guai! E se nella classe
terribile capita un’alunna terribile? È il finimondo assicurato!
Come sentiamo spiegare al Direttore a un'insegnante: "- Il problema non è lei, signorina Applegreen.
- Qual è, allora?
Il Direttore si guardò intorno furtivamente, poi si alzò, spiò sotto la scrivania, quindi dietro un paravento che celava il tavolino della Segretaria, infine aprì all'improvviso la finestra e guardò fuori a destra e a sinistra. Rassicurato, tornò a sedersi.
- Il problema è... la classe.
- Tutto qui? Dai miei titoli di studio lei avrà senz'altro constatato che io sono diplomata in "problemi, problematiche, dilemmi, grane, rogne, grattacapi pedagogici". Con il massimo dei voti, ovviamente.
- Che m'importa...
- Come, scusi? - strillò la signorina Applegreen diventando paonazza.
- Volevo dire che non metto in dubbio le sue competenze, ehm... Tuttavia, mia cara, gli alunni che dovrei affidarle sono, senza tema di smentita, i peggiori del mondo. Dall'inizio dell'anni hanno gia fatto scappare quindici maestre, che hanno fatto causa alla scuola per danni fisici, psicologici, professionali e trasversali.
- Non ci sapevano fare, erano inesperte e autoritarie.
- Erano tutte professioniste di ottimo livello."
Purtroppo per lei (e per il Direttore) però neanche la signorina Applegreen è abbastanza per far fronte alla classe terribile, capitana da una bambina che si chiama Patty Blue, la quale mette a soqquadro l'intera scuola aizzando i compagni a combinarne di tutti i colori:
"Nell'aula c'era uno strano silenzio. I banchi erano stati ammonticchiati in una catasta che arrivava al soffitto e, seduta sull'ultimo banco, pericolosamente in bilico, una bambina molto graziosa scrutava meditabonda i suoi undici compagni seduti sul pavimento. Erano cinque femmine e sei maschi con l'aria annoiata dei teppisti a Ferragosto. [...]
Un bambino sbadigliò, la guardò scuotendo la testa e disse: - Patty Blue, ci stiamo annoiando a morte. [...]
- E allora? Di che ti lamenti? Stiamo raggiungendo il nostro obiettivo. Niente studio, niente regole, niente imposizioni. Noi non accettiamo di essere educati e istruiti. Non vogliamo diventare bravi ragazzi che ubbidiscono alle maestre, al Direttore, ai poliziotti e alla pubblicità. Noi vogliamo essere liberi. Siete tutti d'accordo con me?"
Riusciranno gli insegnanti e il direttore a domare quegli alunni scatenati e a riportare l'ordine?

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Gherardo Bertoloni, le quali sono a pagina intera oppure collocate in mezzo ai testi, in quest'ultimo caso tuttavia esse sono comunque di dimensioni piuttosto grandi, andando ad occupare i tre quarti della pagina o anche due pagine.
I disegni di Bertoloni hanno uno stile piuttosto particolare e facilmente riconoscibile, che si potrebbe definire comico-grottesco, che si contraddistingue per le linee pulite e nette e per i colori accesi, brillanti e intensi, stesi in maniera piatta, anche se non macano le ombreggiature, che però sono minime e tono- su- tono.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, anzi è abbastanza caricaturale e cartoonesco, con occhi che non sono altro che semplici pallini neri, anche se la cosa più particolare però dello stile di questo artista è il modo in cui sono disegnati i nasi. I nasi infatti sono connessi alle sopracciglia tramite delle linee nere nette, e la parte inferiore del naso se vista frontalmente sembra il muso di un maialino: ovale e con all'interno due cerchietti come narici. La bocca delle bambine inoltre presenta delle labbra molto grandi e carnose, come se le labbra fossero state rifatte. I personaggi sono poi spesso mostrati mentre gesticolano e più di qualcuno assume spesso una posa teatrale. Essi inoltre vengono rappresentati e abbigliati esattamente come
indicato nel libro (quando precisato), come avviene ad esempio nel caso
della protagonista, col suo giubbotto di pelle nera che la identifica
subito come la leader. Anche gli altri tuttavia sono abbigliati secondo
la moda degli anni Novanta, indossando ad esempio il cappellino con
frontino al contrario, acconciature dai ciuffi esagerati, ecc...
Le immagini sono utili quindi per supportare i lettori durante la lettura, poiché comunicano bene l'atmosfera della storia e dato che rappresentano scene e personaggi che vengono descritti nei testi: la scena, ad esempio, di Patty che incita la sua classe seduta sopra una montagna di banchi; quella dove Patty e alcuni compagni aspettano impazienti l'arrivo in classe della nuova maestra pronti a farle uno scherzo; la maestra che, seduta in cattedra col suo topo, rende fallimentari tutti gli scherzi della classe per mandarla via; Patty che, seduta nel suo rifugio mentre fuori nevica, pensa a qualche nuovo scherzo da poter fare alla Maestra; ...


Sopra: Alcune pagine illustrate da Gherardo Bertoloni, dai colori accesi e sgargianti, in cui possiamo vedere personaggi come la malvagia Maestra, Patty e suo padre.
"La classe terribile" di Paola Valente è una storia di quelle ambientate in ambito scolastico, e che vede infatti come protagonista una classe di alunni particolarmente monelli e poco inclini a seguire le regole, capitanati dalla loro leader: Peggy Blue, la quale afferma di essere la figlia di un famoso boss mafioso, ma sarà veramente così?.
Tutto sembra filare secondo i piani della capobanda, dato che finora nessuna maestre è riuscita a resistere nella "classe terribile" più di una settimana, ma tutto cambia quando arriva la Maestra, la quale si presenta così: "- Miei cari fanciulli, io sono la vostra nuova Maestra. Se oserete rivolgermi la arola, pretendo che mi chiamiate "Signora Pregiatissima", oppure "Illustre Dottoressa". A voi la scelta! Niente di ciò che propongo può essere messo in discussione, perchè io sono perfetta. S emi ubbidirete in tutto per tutto, andremo d'accordo e potrete apprendere molte cose interessanti, curando la malattia a cui siete tanto soggetti che si chiama "ignoranza nera". Se non mi ubbidirete... peggio per voi."
E' interessante come questa storia abbia come cardini due personaggi femminili rappresentati non in maniera positiva ma negativa: da una parte un'alunna che si pone come leader negativo della classe, spronando i compagni a comportarsi male e dall'altra una maestra autoritaria e prepotente, terrificante.
La Maestra in effetti non sembra neppure una persona reale, ma più una sorta di entità reincarnata, in possesso di poteri e doti soprannaturali: ella infatti è "quasi immune da purghe, da veleni, da sonniferi e da qualsiasi stregoneria"; quando passa sotto la porta il secchio che avrebbe dovuto caderle in testa rimane sospeso; quando le incollano l'abito alla sedie e questo si strappa si scopre che sotto ne indossava un altro uguale; quando la chiudono a chiave in bagno al ritorno in classe se la ritrovano comodamente seduta in cattedra...
Oltre a questo la Maestra si dimostra capace di tenere a bada non solo una classe di monelli ribelli, ma a quanto pare anche gli scagnozzi di un boss mafioso (di cui a quanto pare lei è stata l'insegnate quando questi andava ancora alle elementari), che decide di andare a visitare per scoprire se lui è veramente il padre di Patty Blue.
Se la figura dell'antagonista è memorabile poiché sembra avere qualcosa di spaventosamente soprannaturale quella della protagonista, Patty Blue, è invece una figura molto umana. A scuola fa la bulla e si pone come leader indiscusso, che insegue gli ideali della libertà assoluta, senza essere nè educati né istruiti e che non vogliono diventare bravi ragazzi, dicendo di avere come padre un boss mafioso, ma in realtà sotto la sua corazza di nasconde una ragazza con delle fragilità. Ella infatti non è la figlia di un boss mafioso, ma di un umile ed onesto cameriere, un padre single che deve lavorare molto e fino a tardi per mantenere se stesso e la figlia. Ma Patty preferirebbe "vivere sotto un ponte, piuttosto di rimanere sempre a casa da sola".
Un libro che, nonostante la brevità, presenta dei personaggi complessi e sfaccettati, e perfino quelli secondari, pur essendo meno complessi, risultano memorabili per alcuni tratti che li caratterizzano: tipo il Direttore che è fissato con la menta e si veste sempre di verde, oppure il nuovo bidello, che prima era un senzatetto, ma che è una brava persona che sprona gli alunni a fare la cosa giusta. Anche la vicenda affrontata nella storia ha dei risvolti piuttosto interessanti che portano a delle riflessioni anche profonde: la tematica dell'educazione e del comportamento viene presentata e affrontata non se fosse una questione semplicemente di bene o male, ma con varie sfaccettature e sfumature. Gli alunni della terza Q si sono sicuramente comportati male nei confronti delle maestre e per questo hanno dovuto subire l'educazione di una maestra davvero terribile. Ma impareranno che non è mai troppo tardi per rivedere i propri comportamenti e riflettere sui propri errori e sulle motivazioni che li hanno spinti a comportarsi così.
Anche la figura della Maestra è molto interessante, in quanto più che una vera e propria persona sembra un'entità, tipo una sorta di Erinni ma della scuola, pronta a scendere in campo per punire quelle classi che si comportano male, diventando per loro la maestra più terrible che esista e che sembra impossibile da sconfiggere. In effetti alla fine è lei a decidere di licenziarsi, sebbene il Direttore avesse già intenzione di farlo (ma di fronte a lei si era intimidito troppo per parlare), avendo quindi lei l'ultima parola. E in effetti lei mette in chiaro con gli alunni che: "- Me ne vado. Però sappiate che potrei tornare in qualsiasi momento, razza di smidollati dal cervello fradicio."
Una lettura semplice ma che offre diversi spunti di riflessione interessanti, il che la rende una lettura che potrebbe essere anche letta ad alta voce in classe dall'insegnante e commentata insieme con i bambini; per questo, nonostante la bervità della storia, viene consigliata ai partire dai 9 anni.
Il volume è stato pubblicato nel 1999 dalla Raffaello Editrice; ha 160 pagine, una copertina flessibile, misura 19 cm
d'altezza e 13 cm di lunghezza e costava 6,71 euro (13.000 LIRE), mentre ora la nuova edizione costa 8,50 euro.
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