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lunedì 15 settembre 2025

Fratelli Grimm tutte le fiabe a cura di Brunamaria dal Lago Veneri

L'altro giorno sono stata a fare un giro al Mercatino dell'Usato della mia città e ho deciso di prendere una raccolta di fiabe che ormai vedevo lì da tre mesi: "Fratelli Grimm tutte le fiabe" a cura di Brunamaria dal Lago Veneri. È una raccolta completa di tutte le fiabe dei Grimm e che faceva parte di una collana che usciva in edicola i primi anni del Duemila.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione che ho trovato al mercatino, di una collana intitolata "Le più belle fiabe del mondo", a destra un'edizione normalmente in commercio del 2005.
 
Come leggiamo nell'aletta del libro: "Pubblicate per la prima volta tra il 1812 e il 1822, le fiabe dei fratelli Grimm sono tra el opere più tradotte, ristampate, diffuse e conosciute della letteratura mondiale e un autentico, intramontabile classico della letteratura per l'infanzia. La loro atemporalità, il loro situarsi in una dimensione trasfigurata dove i pericoli più spaventosi vengono superati, il male punito, la virtù ricompensata, sono probabilmente i motivi di tanto successo, e risiedono nella stessa figura-archetipo dell'infanzia. Tuttavia l messaggio di queste fiabe non è ricolto solo ai bambini: la rivisitazione dle mito si presenta infatti oggi come un'eccezionale stratagemma per esorcizzare gli incubi sepolti nell'inconscio personale e collettivo, per placare le inquietudini, per imparare a leggere il reale con un po' d'ironia."
All'inizio del volume è presente un'introduzione che ci spiega come la tradizione del racconto popolare abbia dei precedenti illustri, per poi parlare dell'importanza che hanno avuto, per il popolo tedesco (ma non solo) le raccolte di fiabe dei Grimm, con cui i Grimm volevano creare un senso di unità nazionale. D'altronde le fiabe servono anche a "metabolizzare le angosce per renderle pensabili e rappresentabili.", rendendola un racconto non solo per bambini, ma universale e collettivo. Dopo aver spiegato un po' in generale l'importanza e il significato delle fiabe c'è un focus su quelle dei fratelli Grimm, viste come la ricerca di un passato remoto, originario, una ricerca dell'universalmente umano e come una ricerca della radice nazionale, per ritrovare una nuova identità culturale, linguistica e storica.
Infine c'è una nota sulla traduzione, che spiega: "La presente traduzione è stata eseguita sull'edizione, curata nel 1936, da Otto Ubbelohde, che illustrò anche le fiabe dei Grimm."
Le fiabe riportate in questo volume sono tutte versioni integrali e contiene effettivamente tutte le fiabe dei Grimm. Ho confrontato questa edizione con quella "Fiabe" della Einaudi (del 1951) e le fiabe sono esattamente le stesse, suddivise in tre libri e numerate allo stesso modo, senonchè l'edizione Newton Compton ha aggiunto anche un'altra sezione, alla fine, dedicata alle leggende per bambini.
La traduzione delle fiabe tuttavia è diversa, sebbene il significato rimanga sempre quello, tuttavia adesso vi riporterò alcuni pezzi di alcune fiabe di entrambe le edizioni, così potrete confrontare le traduzioni:
 
1. Versione "Biancaneve" Ed. Einaudi (1951): "Una volta, nel cuore dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi al cielo per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: <<Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno di questa finestra!>> 
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque la regina morì.
Dopo un anno il re prese un'altra moglie: era bella ma superba e prepotente, e non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza".
 
1. Versione "Biancaneve" Ed. Newton Compton (2003): "Una volta, in inverno inoltrato, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, cuciva seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E, mentre cuciva e alzava gli occhi per guardare la neve, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero nella neve. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò fra sé: <<Avessi un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come il legno della finestra!>> 
Poco tempo dopo diede alla luce una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e con i capelli neri come l'ebano; e, per questo, la chiamarono Biancaneve. E quando nacque la regina morì.
Dopo un anno, il re prese di nuovo moglie: era donna bella, ma superba; non poteva tollerare che qualcuno la superasse in bellezza". 
 
2. Versione "Cappuccetto Rosso" Ed. Einaudi (1951): "C'era una volta una cara ragazzina; solo a vederla le volevano tutti bene, e specialmente la nonna, che non sapeva più cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e, poiché le donava tanto ch'essa non volle più portare altro, la chiamarono sempre Cappuccetto Rosso. 
Un giorno sua madre le disse: -Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; e debole e malata e si ristorerà..." 
 
2. Versione "Cappuccetto Rosso" Ed. Newton Compton (2003): "C'era una volta una bambina tanto carina e dolce che solo a vederla, tutti se ne innamoravano, e specialmente la nonna, che non sapeva davvero più cosa darle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le stava tanto bene e lei non voleva mettere che quello, tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso. 
Un giorno sua madre le disse: - Vieni Cappuccetto Rosso, qui c'è una bella fetta di dolce e una bottiglia di vino, portali alla nonna. È ammalata e debole e queste cose le faranno bene." 
 
 
 Sopra:
 
Il volume contiene anche delle illustrazioni tratte dal volume "Kinder-und Hausmarchen gesammelts durch die Bruder Grimm". Sono dei disegni in bianco e nero probabilmente delle incisioni, dall'aspetto elegante e ricco di dettagli, con tratteggi sottili e con alcune zone più scure di altre, mentre altre sono state lasciate completamente bianche creando dei bei giochi di luce e ombra.
Le immagini sono spesso a pagina intera, ma non mancano anche disegni più piccoli, grandi un terzo o metà pagina. Essi rappresentano scene tratte dalla storia, con personaggi che svolgono delle azioni in determinati ambienti (come gli animali addormentati nel cortile del castello in "Rosaspina", una donna che raccoglie dell'acqua ad un ruscello, Biancaneve nel castello della regina, ) a volte invece sono stati ritratti solamente i paesaggi. 
Le illustrazioni comunque sono belle, graziose e delicate e aggiungono al libro un tocco in più, rendendolo più speciale.
 


 
  
 Sopra: Alcune delle illustrazoni in bianco e nero che si possono trovare all'interno del testo.
 
"Fratelli Grimm tutte le fiabe" a cura di Brunamaria dal Lago Veneri è un bel volume, uno dei pochi che raccoglie effettivamente tutte le fiabe dei fratelli Grimm, proprio come quello dell'Einaudi. Questo però ha anche il vantaggio di essere illustrato, inoltre è scritto più grande di quello Einaudi ed è meno in formato tascabile, con copertina rigida e sovracopertina. Essendo la prima uscita di una collana in edicola aveva dalla sua anche il vantaggio del prezzo, pensate che sul retro di copertina è segnato che costava solo 2,10 euro! Un prezzo imbattibile per un tomo da 550 come questo.
Ancora oggi c'è una raccolta delle fiabe dei Grimm in edizione della Newton Compton, ma adesso costa 9,90 euro, e non ha immagini interne.
In realtà tutta la collana aveva dei titoli interessanti, tra cui quelli su Capuana e la Perodi, fiabe difficili tra trovare.
Purtroppo attualmente questo volume non si trova più in vendita, se non nel mercato dell'usato a prezzi ben più alti di 2,10 euro (io l'ho trovato ad un mercatino scontato a 3,30 euro perchè ormai era in vendita da più di due mesi). Se vi capita di vederlo comunque è una buona edizione, sia dal punto di vista della traduzione che della completezza dei testi, molto carina con delicate e graziose illustrazioni in bianco e nero che lo abbelliscono.
 
 Sopra:Le copertine (prese da un annuncio su internet di qualcuno che vende questi libri) dei primi 12 volumi della collana di cui faceva parte anche questa raccolta di fiabe dei Gri, che come potete vedere era la prima uscita, mentre poi abbiamo fiabe di Andersen (in due tomi), di Perrault, di Capuana, della Perodi, le Mille e una Notte, favole, racconti di Dickens e di Collodi.
 
I testi di quest'opera sono stati tradotti da un'edizione pubblicata originariamente nel 1984 col titolo "Kinder-und Hausmarchen". Questa edizione italiana invece stata edita nel 2003 dalla Newton Compton Edizioni. Il volume ha 554 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 23 cm d'altezza e 16 cm di lunghezza e originariamente costava 2,10 euro, essendo la prima uscita di una collana in edicola.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 14 aprile 2025

LO HOBBIT: un viaggio inaspettato di J.R.R Tolkien e Alan Lee

"Lo Hobbit: un viaggio inaspettato" di J.R.R Tolkien, pubblicato per la prima volta nel 1937, esso è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Questa è un'edizione tradotta da Caterina Ciuferri, con le splendide illustrazioni, sia a colori che in bianco e nero, di Alan Lee. 

Sopra: Sulla copertine c'è una delle illustrazioni di Lee, che rappresenta Smaug mentre dorme sul suo tesoro, presente anche all'interno nel libro.
 
"In un buco nella terra viveva uno hobbit. Non era un buco brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo."
Questo è l'incipit del romanzo, uno degli incipit più iconici nel mondo della letteratura, e che presenta al lettore la casa di un hobbit, che sono appunto case costruite sotto terra, dentro alle colline. Per quanto riguarda invece a cosa sono gli hobbit e a come sono fatti, l'autore li descrive così: "Gli hobbit sono (o erano) gente piccola, alta circa la metà di noi, e più bassa dei barbuti nani. Gli hobbit non hanno barba. In lor c'è poco o niente di magico, a parte quella magia di tipo comune e quotidiano che li aiuta a sparire silenziosi e rapidi quando persone ingombranti e stupide come me e voi gli capitano intorno, con un rumore da elefante che essi sono in grado di sentire a un miglio di distanza. Tendono a metter su un po' di pancia; vestono di colori vivaci (soprattutto verde e giallo); non portavano scarpe, perchè i loro piedi sviluppano piante naturalmente coriacee nonché una fitta e calda peluria costanza simile alla roba che hanno in testa (che è riccioluta); hanno lunghe dita abili e scure, facce gioviali, e le loro risate sono profonde e pastose (soprattutto dopo il pranzo, che consumano due volte al giorno, quando ci riescono)."
Protagonisti della vicenda sono, per l'appunto, gli hobbit, piccoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari", che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell'ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura in quanto gli affidano l'incarico di scassinatore, per poter entrare all'interno della montagna dove risiede il drago Smaug. Lo scopo della missione infatti è proprio la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. 
Bilbo, riluttante, si imbarca nell'impresa, inconsapevole che lungo il cammino s'imbatterà in tante incredibili creature, tra cui gli elfi e anche in uno strano essere di nome Gollum e il suo anello magico.
 
Sopra: Le pagine del primo capitolo che mostrano, tra l'altro, l'arrivo dei nani e di Gandalf a casa di Bilbo Baggins.

Questa edizione vede la nuova traduzione della Società Tolkieniana Italiana e le splendide illustrazioni di Alan Lee, che sono di diverso tipo e piuttosto numerose all'interno dell'opera.
I disegni di Lee possono essere a colori o in bianco e nero; le prime sono immagini a tutta pagina, che rappresentano scene della storia (ad esempio l'arrivo dei nani, questi e Gandalf che consultano una mappa, Bilbo che risolve indovinelli con Gollum...) complete di personaggi e sfondi. Le tinte utilizzate da Lee non sono molto brillanti o accese, sebbene possano essere intense in alcuni punti, inoltre l'artista tendenzialmente predilige le terre (quindi colori come il marrone, il verde o il giallo, oppure il grigio) rispetto ad altre tinte più sgargianti come il rosso o l'arancione, anche se ogni tanto compare qualche tocco di blu o azzurro.
Le illustrazioni in bianco e nero sono quelle più numerose in quanto poste all'inizio di ogni capitolo e anche dentro, assieme ai testi. In questo caso si tratta di disegni non più a pagina intera ma più piccoli, che anche in questo caso rappresentano scene descritte nei testi, oppure paesaggi o personaggi (senza sfondi).
Sia queste illustrazioni che quelle a colori sono molto dettagliate e curate, ricche di particolari, con un aspetto realistico ma anche poetico e delicato, adatto alla natura fantastica della storia. Queste immagini, oltre ad arricchire ed abbellire i testi, possono essere utili ai lettori per vedere e comprendere meglio l'aspetto di alcuni personaggi, nonché gli ambienti in cui le vicende si svolgono.
 
 
 
 
 
 
 Sopra: In alto alcune pagine con illustrazioni a colori, mentre successivamente potete vedere diverse pagine con disegni in bianco e nero, alcune poste all'inizio o alla fine dei capitoli, ed altre in mezzo ad essi (come il disegno che rappresenta Gollum, in basso a destra).
 
"Lo Hobbit: un viaggio inaspettato" di J.R.R Tolkien è un libro molto famoso in quanto prequel della ancor più famosa trilogia "Il Signore degli anelli", resa ancor più conosciuta grazie ai film di Jackson, usciti tra il 2001 e il 2003, a cui si aggiunse, nel 2012, una trilogia di film dedicati anche a "Lo Hobbit".
Dopo aver acquistato "L'atlante di Tolkien" mi era venuta voglia di iniziare ad approcciarmi anche ai libri, ed avendo un'amica che aveva iniziato a leggere proprio "Lo hobbit" mi è venuta voglia di iniziarlo anch'io.
Protagonista della vicenda è Bilbo Baggins, che molti conosceranno per essere lo zio di Frodo Baggins, il futuro portatore dell'anello nella trilogia principale. Bilbo è uno di quei personaggi che l'autore ha la capacità di renderti subito simpatico, in parte per il suo aspetto particolare, essendo un hobbit: molto minuto, ma non muscoloso e irsuto come quello dei nani (il che te lo fa associare più a un bambino essendo piccolo e privo di barba), con dei grandi piedi pelosi. Bilbo poi ha un carattere riservato, ma affabile e gentile, molto educato, anche se un po' pauroso e non esattamente amante delle avventure; anche se in esso nasconde una parte, derivatagli dalla sua parentela con i Tuc, che in effetti lo fa sentire attratto dalle novità. Come spiega infatti l'autore riguardo ai Tuc: "Si diceva spesso (in altre famiglie) che in tempi remoti uno degli antenati dei Tuc dovesse aver preso in moglie una fata. Ovviamente era un'idea assurda, ma c'era nondimeno qualcosa di non del tutto hobbit in loro, e di tanto in tanto qualche membro del clan Tuc si metteva in cammino e andava a caccia di avventure. [...] Fu allora che il signor Baggins abbassò la maniglia ed entrò. Il suo lato Tuc aveva vinto. All'improvviso si rese conte che avrebbe volentieri rinunciato al letto e alla prima colazione pur di essere considerato feroce."
La cosa che mi ha subito colpito comunque è il tono divertente e, direi, scanzonato con cui l'autore scrive, uno stile di scrittura che ti fa subito entrare nella storia e coinvolgere anche per le piccole cose, che ti fa affrontare la vicenda con un sorriso sul volto. Sorriso che non abbandonerà il lettore nemmeno nei momenti, che non mancheranno, più avventurosi o in cui il pericolo diventerà più palpabile: come quando Bilbo e i nani vengono catturati dai troll, rischiando di venire arrostiti, oppure catturati dagli orchi, con Bilbo che si imbatte nello strano e sventurato Gollum, con cui intraprenderà una divertente (per noi lettori, non certo per Bilbo) sfida a indovinelli.
Per gran parte del viaggio comunque il nostro Bilbo si dimostrerà un po' imbranato, sicuramente il meno forte tra i suoi compagni di viaggio, sebbene alcune sue qualità hobbit si riveleranno molto utili, sia a lui che ai compagni, come la sua capacità di muoversi in modo molto silenzioso, ed essendo piccolo, ancora più piccolo dei nani, di passare inosservato. Queste capacità gli permetteranno ad esempio di svegliare Gandalf prima dell'attacco degli orchi (così poi lui salverà anche i nani) e di fuggire dalle grinfie di Gollum e degli orchi, nonché dalle loro insidiose e labirintiche caverne sotterranee.
Se il protagonista, e Gandalf, appaiono fin da subito ben caratterizzati non posso tuttavia dire lo stesso per tutti e tredici i nani, che l'autore non dimentica mai di menzionare tutti durante il viaggio, ma raramente qualcuno spicca o emerge dagli altri per la sua personalità, magari ogni tanto qualcuno dimostra una qualche abilità particolare (tipo accendere il fuoco o fare la guardia), ma sembrano essere considerati più come un gruppo che non nella loro individualità.
Perfino Thorin, che è il capo, non è che spicchi più di tanto; in questo caso il film ha fatto un buon lavoro nel metterlo in risalto fin da subito e nell'esplorare anche il suo rapporto con Bilbo, rapporto che nel libro è praticamente insistente. Pensate che i due si rivolgono addirittura molto raramente la parola, in quanto quando si parlano lo fanno di solito a tutto il gruppo, e l'unico dialogo che hanno loro due da soli (quando Thorin si trova nelle prigioni degli elfi silvani) viene solo menzionato ma non riportato dall'autore. Diciamo che, almeno procedendo nell'avventura, soprattutto quando Gandalf non sarà più insieme ai nani, la reputazione di Bilbo tra questi ultimi aumenterà notevolmente, visto che lui li salverà almeno tre volte da brutte situazioni, e questi cominceranno a tenerlo maggiormente in considerazione e ad avere fiducia in lui. 
Il libro contiene comunque una storia molto avventurosa, il classico viaggio irto di ogni genere di pericoli per arrivare a compiere un'importante missione ... e che missione! Un drago enorme e pericoloso da sconfiggere, per vendicare i propri parenti uccisi e rivendicare un enorme tesoro, sono già di per sé delle motivazioni che attirerebbero l'interesse di chiunque. Se poi condite il tutto con un viaggio ricco di pericoli come goblin, orchi, lupi giganti, elfi (alcuni buoni ed altri ostili), indovinelli, canzoni e anelli magici, nonché un protagonista estremamente piacevole, piccolo, simpatico ma determinato, e una scrittura leggera e divertente, il gioco è fatto: avete un libro che sicuramente merita di essere letto. 
Consiglierei tale lettura non solo agli adulti, ma secondo me può essere adatta anche per bambini a partire dai 9/10 anni se forti lettori, oppure come lettura condivisa. Come dicevo prima infatti, un viaggio pieno di pericoli per andare a sconfiggere un drago e conquistare un enorme tesoro è un'idea che può piacere a molti, anche (e soprattutto) a dei bambini. La lettura infatti, come dicevo anche prima, è molto coinvolgente, anche per la scrittura di Tolkien che, nonostante l'età del libro, non è affatto datata, ma che anzi risulta tuttora molto coinvolgente, anche grazie al fatto che l'autore si rivolge spesso ai lettori, come se stesse parlando con loro.
Ne risulta una lettura scorrevole, intrigante, coinvolgente e appassionate, ricca di avventura, ideale poi per chi ama le classiche ambientazioni fantasy con maghi, nani, elfi, draghi, ecc... con l'aggiunta di un piccolo hobbit.
 
Questo libro è stato pubblicato originariamente in inglese nel 1937 col titolo "The Hobbit or there and back again" dalla HarperCollins Publishers ed è stato poi edito in italiano nel 2003 dalla Bompiani, anche se questa edizione illustrata da Lee è del 2012.
L'opera ha 432 pagine, una copertina flessibile, misura 22,2 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 15,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 31 marzo 2025

Redwall di Brian Jacques

"REDWALL" è un libro, poi diventato una saga, opera di Brian Jacques, che scrisse la storia per essere letta in braille dai bambini non vedenti della Royal Wavertree School. La storia ebbe un tale successo che l'autore alla fine scrisse un'intera serie che comprende una dozzina di titoli (la Mondadori ha già pubblicato una riedizione anche del secondo volume, un prequel: "La spada del guerriero"), con le illustrazioni di Gary Chalk.
 
Sopra: La copertina dell'edizione del 2006 della collana Mondadori Junior, che mostra in primo piano Pietro/Mathias con in mano la leggendaria spada di Martino il Guerriero.

Ai confini del bosco di Fiormuschiato (in orginale Mossflower) sorge l'abbazia di Redwall, un'oasi di pace e armonia. Tra le sue mura il topo Pietro (in originale Matthias), un giovane novizio, sogna di emulare le gesta degli eroi del passato: "Pietro indicò la figura di un topo dall'aspetto eroico, che sorrideva intrepido. Indossava un'armatura e  si appoggiava a un'enorme spada; dietro di lui si vedevano volpi, gatti selvatici e altri animali predatori in fuga. Il giovane topo fissava ammirato lo splendido guerriero.
<<Oh, padre>> sospirò. <<Se solo potessi assomigliare a Martino il Guerriero! Era il topo più coraggioso che sia mai vissuto!>>
L'abate si sedette sul fresco pavimento di pietra e appoggiò la schiena contro la parete.
<<Ascolta quel che ho da dirti, Pietro. Io ti ho sempre.considerato come un figlio, fin dal momento in cui hai bussato alla nostra porta; eri un topolino dei boschi che aveva perso i genitori disperatamente bisognoso di aiuto.  Siediti vicino a me: cercherò di spiegarti il senso del nostro ordine. [...]
I topi fecero voto solenne di non arrecare mai mai danno a nessun'altra creatura vivente, fatta eccezione per i nemici che cercassero di nuocere all'Ordine con a violenza. Giurarono di curare gli ammalati e i feriti, di assistere curai poveri e i bisognosi. Così era stato scritto, e così è stato per tute le generazioni di topi che si sono succedute da allora.
<<Oggi siamo una confraternita onorata e rispettata da tutti. Ovunque andiamo, anche molto lontano da Fiormuschiato, siamo trattati con cortesia da ogni creatura, Neppure i predatori osano torcere un pelo a chi indossa l'abito del nostro Ordine. Sanno tutti che quel topo o quella topolina sono in grado di curare e dare assistenza. È una legge non scritta che permette ai topi di Redwall di andare dappertutto, attraversando indenni qualunque contrada. Noi dobbiamo sempre essere all'altezza di questa reputazione che dà senso alla nostra stessa vita.>>"
Quando il malvagio ratto Cluny e il suo esercito assediano l'Abbazia, il sogno deve però trasformarsi in realtà. Per salvare Redwall, Pietro/Matthias dovrà guidare la resistenza e trovare la leggendaria spada di Martino/Martin il Guerriero, perduta da tempo. Sarà l'inizio di un'avventura indimenticabile, tra antichi enigmi, alleati inattesi e temibili avversari.
 
 Sopra: Il disegno della mappa posta nelle prime pagine del libro, in cui è rappresentato il territorio attorno Redwall.
 
I testi sono accompagnati, in questa edizione, dalle piccole illustrazioni in bianco e nero di Gary Chalk.
Si tratta di disegni di piccole dimensioni, poste all'inizio di ogni capitolo, dopo il numero e prima dei testi. Essi infatti rappresentano un elemento (come ad esempio in luogo, un personaggio o un oggetto) c'è verrà trattato o di cui si parlerà nel capitolo che si andrà a leggere. Ovviamente se non si è già letto il capitolo non si può capire con precisione cosa accadrà, in quanto dall'immagine non si possono desumere troppi indizi, tuttavia il disegno può instillare curiosità nel lettore e può aiutarlo a recuperare più velocemente alcune informazioni o parti della storia a posteriori, magari una volta che si è concluso il libro e si vuole andare a ricercare qualche parte specifica.
I disegni sono fatti in modo da ricordare gli arazzi medievali, con personaggi e sfondi che appaiono, la maggior parte delle volte, bidimensionali, anche se piuttosto curati e dettagliati, nonostante le esigue dimensioni. Le zone bianche e quelle nere appaiono solitamente ben distinte le une dalle altre, sebbene l'artista abbia donato talvolta alle due figure anche delle ombreggiature, create tramite dei tratteggi neri e sottili ravvicinati in un certo spazio.

 

 
 Sopra: Alcune pagine tratte dall'inizio di alcuni capitoli, dove potete vedere la presenza di queste piccole illustrazioni in bianco e nero, che possono rappresentare ambienti (come la prima e Quarta immagine), personaggi (come quello della terza immagine) o oggetti (come l'arazzo ritratto nella seconda immagine) della storia.
 
"REDWALL" di Brian Jacques è una storia che vede come protagonista Pietro (Matthias nella versione inglese e nella nuova traduzione del 2025), un giovane topolino novizio dell'abbazia di Redwall, il quale inizialmente è un po' imbranato e sognatore: il suo sogno infatti è quello di poter seguire le orme del topo guerriero Martin, fondatore dell'ordine di topi che vive a Redwall. Inizialmente sembrerebbe che questo desiderio sia destinato a rimanere solo un sogno, invece il destino ha altri piani in mente per il giovane topolino. Quando nei pressi di Redwall arriva il grosso e malvagio ratto Cluney Pietro/Matthias avrà l'opportunità di mettersi alla prova e dimostrare le proprie doti di guerriero e condottiero. Così quello che fino a poco prima sembrava un topolino indifeso e un po' imbranato, che inciampa continuamente per colpa dei sandali troppo grandi, si trasforma anche piuttosto velocemente in un topo determinato e combattivo, doti che probabilmente Pietro/Matthias già aveva dentro di sé, e che aspettavano solo il momento giusto per essere tirate fuori... e poi si capirà anche il perché, dato che lui è la reincarnazione di Martino.
Cluny il Flagello, l'antagonista, è il classico cattivo che è nato cattivo (anche se in realtà non sappiamo nulla della sua infanzia) e fa del male soprattutto pe ril gusto di farlo, e poi perchè ama il potere, comandare e ottenere vantaggi materiali (cibo, femmine, case...). È un bravo e forte combattente, che si fa rispettare dai suoi sottoposti con la paura che infonde loro, in quanto se lo scontentano sanno che dovranno affrontare qualche terribile punizione. Cluny in fatti non tiene per nulla alla vita dei suoi sottoposti, i quali per lui sono tutti equamente sacrificabili, gli servono solo per fare numero tra i ranghi. Molto esplicita una scena in cui chiede a un suo soldato, chiamato Facciaditeschio, di dare un morso a un cavallo che sta trasportando i ratti su un carretto, così da farlo andare più veloce. Quando il soldato obietta temendo che il cavallo potrebbe morderlo Cluny inizia a frustarlo con la coda finché l'altro si convince a saltare in groppa al destriero, il quale parte al galoppo facendo cadere il ratto e schiacciandolo con la ruota del carretto, mentre Cluney se la ride: "Cluny brandì la coda potente come se fosse una frusta. Quando sferzò la schiena ossuta, la vittima urlò di dolore.
<<Ammutinamento! Insubordinazione!>> ruggì Cluny. <<Per tutti i denti dell'inferno, ti riduco a brandelli!>>
Facciaditeschio di affrettò a salire al posto di guida, gridando per il male. <<Basta! Non frustarmi, capo. Guarda, adesso faccio quel che mi hai detto.>> [...]
Facciaditeschio ebbe appena il tempo di emettere un grido, prima di cadere. Le ruote del carro lo travolsero: giacque nella rossa nebbia della morte, mentre la vita lasciava il suo corpo maciullato. L'ultima cosa che vide, prima che il buio lo ingoiasse, fu il muso ghignante di Cluny il Flagello che ruggiva, dal cassone del carro: <<Dì al diavolo che ti ha mandato Cluny, Facciaditeschio.
Erano ripartiti. Cluny si stava avvicinando."
Pur non essendo un personaggio molto sfaccettato Cluney è un nemico temibile, molto resistente, potente e agguerrito, oltre che furbo e privo di scrupoli, pronto a tutto pur di conquistare l'abbazia di Redwall, soprattutto quando capisce che, se venisse sconfitto, perderebbe la sua reputazione.
Come avrete capito i personaggi che popolano questo romanzo sono tutti animali, inizialmente avevo pensato che si trattasse di animali che coesistevano con gli umani (come in "La signora Frisby e il segreto del Nimh" di O'Brien), invece nel mondo di Jacques questi ultimi non esistono, e sono gli animali stessi ad aver costruito edifici, armi e oggetti vari. Tranne che nei comportamenti e nell'intelligenza gli animali tuttavia non sembrano aver subito un eccessivo cambiamento fisico, conservando anche le loro grandezze originali (i topi sono quindi molto piccoli e stanno di solito in compagnia di altri animali non eccessivamente grandi come: tassi, lontre, furetti, talpe, conigli, lepri, scoiattoli ...).
Avevo poi letto che il volume contenesse diverse descrizioni poiché l'autore lo scrisse per essere letto in braille dai bambini non vedenti della Royal Wavertree School, tuttavia non ho trovato le descrizioni troppo lunghe o noiose, per cui esse non rallentano affatto la storia, che rimane piuttosto avventurosa e ricca di azione e di combattimenti. In compenso nella storia sono presenti diverse scene di battaglia, feriti e anche diverse morti (in cui l'autore descrive il decesso di singoli personaggi, non solo morti generiche sul campo di battaglia), per cui alcune parti sono abbastanza violente. Per questo direi che l'opera è adatta a essere letta a partire dai 10/11 anni, in base alla sensibilità dei bambini nei confronti della morte e della violenza. Fortunatamente comunque nella storia non ci sono solo scene di battaglia e combattimenti, ma anche di strategia (perché la guerra non è sempre e solo questione di muscoli, ma anche di cervello, come sa bene anche Cluney) o di  ricerca, con tanto di risoluzione di indovinelli, per permettere al protagonista di trovare l'antica spada di Martino. Una buona parte della storia è infatti dedicata alla ricerca della spada che era appartenuta a Martino il guerriero, la quale prima era caduta tra le zampe dei passeri e poi nelle spire di un serpente velenoso... per cui Matthias avrà il suo bel daffare per riuscire a recuperarla.
Lo stile di scrittura è piuttosto corale, in quanto l'autore si sofferma nel descrivere le vicende di vari personaggi. Per cui il lettore sarà a conoscenza non solo di ciò che accade al protagonista, ma più o meno di tutti gli animali che gravitano attorno all'abbazia di Redwall, compreso lo stesso Cluney e i suoi sottoposti. In ogni capitolo infatti l'autore può parlarci delle vicende di diversi personaggi, lasciando una questione in sospeso per poi riprenderla nel capitolo dopo, il che permette ai lettori di essere sempre aggiornati riguardo a quanto accade nel bosco, oltre ad avere anche un pluralità di punti di vista e di pensieri differenti.
Una storia intensa e coinvolgente, in cui non mancano combattimenti all'ultimo sangue e uccisioni, in cui il lettore si ritroverà ad appassionarsi alle sorti di molteplici personaggi, visto che l'autore ci permette di seguire le vicende di diversi animali e non solo del protagonista.
Nel 2025 è uscita una nuova edizione di questo libro, di cui vi avevo parlato qui, il che non è una novità visto che esso è stato ristampato abbastanza spesso dalla Mondadori nel corso degli anni, inserendolo in diverse collane ("Junior + 10" nel 1993, "Super junior fantasy" nel 1997, "Junior Fantasy" nel 1998 e "Mondadori Junior" nel 2006...). Questa volta però, oltre ad una nuovissima copertina in rigida, i libri sono stati ritradotti, tra l'altro sempre dalla stessa traduttrice: Lara Cargemi, la quale ha apportato alcune modifiche ad esempio ai nomi di alcuni luoghi e personaggi. 
In questa nuova edizione ritradotta la traduttrice spiega infatti di aver ripristinato alcuni nomi originali in inglese, di aver modificato i nomi di alcuni ratti e altri animali che assediano l'abbazia, di aver tradotto in modo diverso l'anagramma contenuto nell'iscrizione di apertura e di aver adottato nuove soluzioni per il modo di parlare di talpe e passeri, in una traduzione "più aderente allo spirito e alla lettera di un classico senza età".
Basta pensare che il protagonista è tornato a chiamarsi Matthias anziché Pietro, Martino è tornato a essere Martin, Fiormuschiato è tornato a chiamarsi Mossflower, ecc... 
Anche l'indovinello è stato ritradotto. Questo è quello dell'edizione del 1993:

"Chi dice che sono morto
non sa quel che dice.
Io - ripeto,
due topi di Redwall.
Il guerriero dorme
tra la sala e la grotta.
Io - ripeto,
intraprendo la mia impresa.
Cerca la spada,
alla luce della luna,
quando la prima ora
indica il Nord.
Dall'alto della soglia
cerca e troverai.
Io - ripeto,
la mia spada ti guiderà."

Ecco invece l'indovinello nella nuova traduzione:

"C'è chi dice che sono morto
ma lo fa per i suoi scopi.
Io - che nato me mutasti, 
so che a Redwall siamo due topi.
Tra la Sala Grande e l'Antro
giace ancora il gran Guerriero.
Io - che nato me mutasti,
a te passo il mio cimitero.
Nella notte la mia spada
con la luna andrà cercata
alla prima ora del giorno
quando a nord sarà orientata.
Se sovrasterai la soglia,
cerca bene e la vedrai.
Io - che nato me mutasti, 
so che usarla tu saprai."
 
In questa nuova edizione tuttavia, oltre a una nuova traduzione, hanno stranamente eliminato le illustrazioni in bianco e nero, e non capisco bene il perchè visto che hanno lasciato lo spazio in cui esse erano inserite ed erano così piccole da non arrecare fastidio, forse volevano quindi risparmiare un po' di inchiostro?
 
 
 Sopra: La copertina della nuova edzione del 2025, sui toni del giallo e del blu.
 
Questo libro è stato pubblicato originariamente in inglese nel 1986 col titolo "Redwall" dalla The Redwall Abbey Company ed è stato poi edito in italiano nel 1998 dalla Mondadori Editore. Questa edizione ha 300 pagine, una copertina flessibile, misura 20,3 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 8,00 euro. Il testo è stato poi ripubblicato di recente nel 2025 sempre dalla Mondadori Editore, con 432 pagine, al costo di 14,90 euro.
 
Curiosità: Dal volume di Redwall (e successivamente da altri due libri della saga) è stata creata, tra il 1999 e il 2002, anche una serie animata di tre stagioni, di cui la prima basata appunto sul primo libro, la seconda su quello di "Mattimeo" e la terza su "Martin il guerriero".

   
Sopra: Le copertine dei dvd che raccoglievano, rispettivamente, le puntate della prima e della seconda stagione.
 
Ecco i titoli della saga di REDWALL, in ordine di edizione italia, anche se sono compresi pure quelli inglesi che non sono stati tradotti in italiano. Il numero a sinistra, prima del titolo, indica l'ordine cronologico in cui i libri andrebbero letti:
  • 9 - "L'eroe di Redwall" (1993) / "La saga di REDWALL: Redwall" (1993) / "REDWALL" (2025) ["The Redwall Abbey" (1986)]: Ambientata nel Medioevo, la lotta senza quartiere tra il malvagio ratto Ciro il Fustigatore, che cerca di conquistare l'abbazia di Redwall e Martino, giovane topo novizio dell'Ordine monastico lì residente, fondato da Marsilio il Guerriero (trama tratta dall'edizione Junior + 10). Ai confini del bosco di Mossflower sorge l'abbazia di Redwall, un'oasi di pace e armonia. Tra le sue mura il topo Matthias, un giovane novizio, sogna di emulare le gesta degli eroi del passato. Quando il malvagio ratto Cluny e il suo esercito assediano l'Abbazia, il sogno deve però trasformarsi in realtà. Per salvare Redwall, Matthias dovrà guidare la resistenza e trovare la leggendaria spada di Martin il Guerriero, perduta da tempo. Sarà l'inizio di un'avventura indimenticabile, tra antichi enigmi, alleati inattesi e temibili avversari (trama tratta dall'edizione del 2025).
  • 2 - "Martino il guerriero" (1993) / "REDWALL: La spada del guerriero" (2025) ["Martin the warrior" (1993)]: Come fu che l'audace topo Martino, poi fondatore dell'abbazia inglese di Redwall, fuggì dalla fortezza di Marshank e ne sconfisse il potente tiranno, l'ermellino Badrang, ridonando libertà ai suoi tanti, troppi schiavi.
  • 3 - "Fiormuschiato" (1998) ["Mossflower" (1988)]: Il secondo volume della saga di Redwall ci racconta le avventure degli abitanti di Fiormusciato, prima che venisse eretta la grande abbazia tra le cui mura chiunque ne abbia bisogno trova rifugio e protezioen. In quei giorni non c'era libertà per le pacifiche creature del bosco, oppresse dal dominio di una gatta selvatica crudele e senza scrupoli. Ma un piccolo topo, Martino il guerriero, riuscì a salvare Fiormuschiato dalla tirannia grazie alle sue audaci imprese, a una spada infallibile e a una buona dose d'astuzia.
  • 10 - "Mattimeo" (1998) ["Mattimeo" (1989)]: Nell'Inghilterra di un Medioevo fantastico la crudele volpe Slegar rapisce i cuccioli dell'abbazia di Redwall, fra cui Mattimeo, figlio del guerriero Pietro, per venderli come schiavi al terribile Malkariss, signore del regno sotterraneo. In tre parti, con disegni in bianco e nero e notizie sull'autore. Nell'Inghilterra di un Medioevo fantastico la crudele volpe Slegar rapisce i cuccioli dell'abbazia di Redwall, fra cui Mattimeo, figlio del guerriero Pietro, per venderli come schiavi al terribile Malkariss, signore del regno sotterraneo. In tre parti, con disegni in bianco e nero e notizie sull'autore.
  • 6 - "Mariel di Redwall" (1998) ["Marie of Redwall" (1991)]: La topina Mariel, scampata alla furia omicida del ratto pirata Gabol, accetta l'aiuto degli animali dell'abbazia di Redwall per affrontare il folle assassino e tentare di salvarne dalle crudeli grinfie suo padre.  
  • 8 - "Salamandastron" (1999) ["Salamandastron" (1992)]: Salamandron, cittadella arroccata dentro una montagna e governata dal saggio tasso guerriero Urtvait, padre adottivo della tassetta Mara, viene assediata dalle truppe della feroce donnola Ferahgo, detto lo Sterminatore. Un nuovo capitolo della fantasiosa epopea di Redwall. Salamandastrom è una montagna in cui vive il popolo dei Tassi. I suoi abitanti aiuteranno gli eroi dell'abbazia di Redwall a lottare contro i perfidi Ermellini...
  • 7- "Giuseppe di Redwall" (2002) ["The Bellmaker" (1994)]: Nella lontana Southsward, Castel Floret è stato conquistato da Urgan Nagru il Lupovolpe, una malvagia creatura giunta dal Nord, e dalla sua compagna Silvamord, una volpe sanguinaria. Questi tengono prigioniero Gael il re degli scoiattoli, mentre sua moglie Serena e il figlioletto Truffen sono riusciti a mettersi in salvo grazie all'intervento di una banda di ribelli. Intanto Mariel la topolina guerriera e il suo amico Dandin, che hanno lasciato l'abbazia di Redwall da ben quattro stagioni, giungono nei pressi di Castel Floret e decidono di liberare Gael insieme a un loro nuovo amico, Meldru il Magnifico, una lepre assai esperta di battaglie e strategie.
  • 5 - "Il reietto di Redwall" (2003) ["The outcast of Redwall" (1995)]: Una fuga in mezzo a una nevosa notte d'inverno. Da qui ha inizio l'irriducibile rivalità tra un tasso e un furetto che diventeranno a turno inseguitore e inseguito in una narrazione epica che si dipana tra remote lande del nord e dell'est. Riuscirà Lampo della Mazza Ferrata a raggiungere la fortezza di Salamandastron per compiere il proprio destino? E cosa ha spinto Atrox Sestartiglio a carpire il potere a Lordor, mettendosi a capo di un'orda sconfinata? E perché la badessa di Redwall ha ordinato di scacciare una giovane creatura dalla sua abbazia, obbligando una topolina a prendere una decisione straziante?
  • 11 - "Le perle di Lutra" (2004) ["Pearls of Lutra" (1996)]: La martora Ublaz, feroce imperatore dell'isola di Sampetra, invia i suoi scagnozzi all'Abbazia di Redwall per recuperare le sei perle rosa che mancano alla sua corona e che per una serie di strani eventi sono finite là. 
  • 12 - "La pattuglia delle dune" (2004) ["The Long Patrol" (1997)]: Il leprotto Tammo coltiva un sogno ambizioso: entrare a far parte della leggendaria Pattuglia delle dune, al servizio di Cregga Occhirosa, Signora di Salamandastron. Sebbene giovane e inesperto, avrà l'opportunità di realizzare il suo desiderio quando la pacifica abbazia di Redwall verrà attaccata dalla terribile orda dei Grantrucidi, malvagi animali di varie razze agli ordini del granratto Damug Zannadiguerra. Le lepri della Pattuglia delle dune si schiereranno cosi al fianco delle buone creature di Fiormuschiato in una battaglia dalle proporzioni mai viste. Come sempre nelle storie di Redwall, troverete peripezie di ogni tipo, eventi drammatici e avventure pericolose, ma anche canti e balli, allegre feste e sontuosi banchetti.
  • 13 - "La regina di Castel Vulpombra" (2004) ["Marlfox" (1998)]: La volpe Silth, Regina di Castel Vulpombra, vuole che la sua isola diventi un'oasi di splendidi tesori. E con un esercito di ratti d'acqua pronti a commettere qualsiasi razzia, nonché grazie ai leggendari poteri magici dei suoi figli, le astute Vulpombre, la malvagia regina sembra destinata al successo. Ma non ha fatto i conti con gli eroici abitanti dell'abbazia di Redwall, pronti a tutto per difendere il tesoro per loro più caro e prezioso: lo splendido arazzo che ritrae Martino il Guerriero, protettore di Redwall. Troppo tardi le Vulpombre si accorgeranno che è stato un fatale errore rubarlo...  
  • 4 - "La leggenda di Luca" (2005) ["The legend of Luke" (1999)]: Il topo guerriero Martino, fondatore dell'abbazia inglese di Redwall, parte con l'intento di svelare il segreto della leggenda di Luca, il padre inspiegabilmente scomparso quando lui era solo un bambino.  
  •  1 - "Lord Brocktree" (2000): La giovane lepre Dotti e il tasso-guerriero Lord Brocktree, improbabili compagni, partono insieme per Salamandastron, solo per scoprire che la leggendaria montagna è stata catturata dal gatto selvatico Ungatt Trunn e dalle sue orde blu. Per affrontarli, i due devono radunare un esercito, lepri e lontre, toporagni e talpe, topi e scoiattoli, ed eseguire un piano che compensa in intelligenza ciò che manca in forza!
  • 14 - "The Taggerung" (2001): Il potere dell''eredità Redwall si dimostra più forte di quello di un malvagio carceriere. Un cucciolo di lontra viene rapito dall'abbazia di Redwall dagli Juska, una spietata banda di criminali che credono che sia un Taggerung, un animale leggendario che si dice abbia abilità di combattimento sovrannaturali. Il loro capo, Sawney Rath, cresce il giovane lontra come se fosse suo figlio e lo addestra a diventare un killer spietato. Ma lo spirito di Redwall ferisce profondamente e quando il Taggerung raggiunge l'adolescenza inizia a sognare un'altra vita.
  • 15 - "Triss" (2002): Triss è una coraggiosa scoiattolina, resa schiava dal malvagio furetto Re Agarnu di Riftgard e dalla sua crudele figlia, Kurna. Ma, segretamente, Triss sta pianificando una fuga audace via mare... Mentre Triss salpa, tre giovani amici lasciano Salamandastron in cerca di avventure, e due ragazzi scompaiono a Mossflower Woods. Dopo tre pericolosi viaggi, i percorsi dei viaggiatori si incrociano nella famosa Abbazia di Redwall, dove Triss scoprirà il suo destino e un nuovo campione si alzerà per portare la leggendaria spada di Martin il Guerriero e combattere per il futuro di Redwall...
  • 16 - "Loamhedge" (2003): Il sedicesimo romanzo completo di Redwall fa luce sulle antiche origini dell'Abbazia in un'avventura emozionante. Loamhedge, l'Abbazia deserta, è stata dimenticata per innumerevoli stagioni. Quali segreti nascondono le sue rovine? Quando diventa chiaro che Martha, costretta sulla sedia a rotelle, potrebbe essere curata da una formula sepolta lì, due vecchi guerrieri sono ispirati dallo spirito di Martin il Guerriero in persona ad andare alla ricerca dell'antica Abbazia e tre giovani ribelli sono determinati ad andare con loro. Nel frattempo, il tasso gigante Lonna Bowstripe ha sete di vendetta mentre insegue senza sosta Raga Bl e la sua ciurma di assassini di Searat... che sono in viaggio per attaccare Redwall stessa. Le coraggiose bestie dell'Abbazia devono difendere la loro casa, ma come possono, quando i loro guerrieri più audaci sono lontani per la loro ricerca? Redwall soccomberà finalmente agli invasori parassiti?
  • 17 - "Rakkety Tam" (2004): Non c'è mai stato un eroe di Redwall come Rakkety Tam, lo scoiattolo Highlander furfante che parte dal bosco di Mossflower per una missione mercenaria e perde il cuore per il fascino dell'abbazia di Redwall. E non c'è mai stato un cattivo come Gulo the Savage: un feroce ghiottone mangiatore di bestie che scende sull'Abbazia in cerca di una reliquia chiamata la Pietra che Cammina. I lettori esulteranno per il ritorno della Long Patrol, le buffonate di un ladro di topi rinnegato e l'emergere di un nuovo campione per brandire la spada di Martin.
  • 18 - "High Rhulain" (2005): Le lontre di Green Isle sono state a lungo schiavizzate dal Wildcat Riggu Felis. Lavorano e aspettano il giorno in cui arriverà il loro salvatore, il profetizzato High Rhulain, che le guiderà in battaglia e in un ritorno alla gloria. Nel frattempo, la giovane Tiria Wildlough, una piccola lontra dell'Abbazia di Redwall, desidera ardentemente la sua possibilità di imparare le vie del guerriero, contro la volontà del padre. Così, quando un falco pescatore ferito arriva all'Abbazia, in cerca di aiuto per le sue ferite e portando storie di un clan di lontre in lotta, la giovane Tiria sa cosa deve fare.
  • 19 - "Eulalia!" (2007): Lord Asheye di Salamandastron ha una profezia: un nuovo Lord dei tassi regnerà presto sulla leggendaria fortezza dei tassi, uno che "rifugge sia l'armatura che la spada". Ma chi è e come trovarlo? Una giovane lontra del reggimento Long Patrol viene inviata in una pericolosa missione per trovarlo, ma l'ignaro futuro Lord dei tassi è stato catturato da una banda di assassini di Sea Raiders, intenzionati a conquistare l'Abbazia di Redwall. Mentre il destino di molte creature, sia buone che cattive, è coinvolto nella saga, in qualche modo il giovane sovrano deve fuggire e trovare un modo per difendere Redwall, perché solo allora sarà in grado di realizzare il suo destino di leader di Salamandastron.
  • 20 - "Doomwyte" (2008): In una notte senza luna, due topi seguono luci ipnotiche nella foresta, per non essere mai più visti. Tale è il potere dei Doomwytes, sinistri corvi guidati dal mortale Korvus Skurr. E quando il giovane topo Bisky convince le creature di Redwall Abbey ad andare alla ricerca di un favoloso tesoro, nascosto molto tempo fa da uno dei ladri più noti dell'abbazia, non sospettano che Skurr e i suoi corvi saranno in lizza per quel tesoro. Bisky e i suoi compagni Redwallers devono raccogliere tutto il loro coraggio per affrontare l'orda malvagia di serpenti striscianti e corvi feroci. Dai tunnel sotterranei alle cime degli alberi, gli impavidi abitandi di Redwall, con l'aiuto dei loro amici del bosco, combattono alcuni dei loro nemici più feroci in una caccia al tesoro esaltante e terrificante.
  • 21 - "The Sable Quean" (2010): Appare dal nulla e svanisce altrettanto rapidamente. È Zwilt the Shade, ed è malvagio. Eppure non è all'altezza del suo sovrano, Vilaya the Sable Quean. Insieme alle loro orde di parassiti, questi due hanno escogitato un piano per conquistare l'abbazia di Redwall. E quando i Dibbuns scompaiono, catturati uno a uno, il loro piano viene svelato. Gli abitanti di Redwall rischieranno il destino della loro abbazia e di tutto il bosco di Mossflower per salvare i loro preziosi giovani dalla prigionia? Forse Buckler, Blademaster della Long Patrol, può salvare la situazione. Ha un conto in sospeso da regolare. E non temere, questi Dibbuns non sono così innocenti come sembrano. Dopotutto, sono di Redwall.
  • 22 - "The Rogue Crew" (2011): L'Abbazia di Redwall non ha mai visto una creatura più malvagia o più orribile di Razzid Wearat. Capitano della Greenshroud, una nave con ruote che può navigare sia in acqua che nella foresta, questa bestia è il terrore sia della terra che del mare, viaggiando per il Paese dei Fior di Muschio, uccidendo quasi tutto e tutti sul suo cammino. E il suo obiettivo? Conquistare l'Abbazia di Redwall. Da Salamandastron all'High North Coast, le coraggiose lepri della Long Patrol si uniscono alle impavide lontre marine della Rogue Crew per formare un branco così duro, così ruvido, che solo loro possono difendere l'abbazia e sconfiggere Razzid Wearat una volta per tutte.
 
      
 
        

     

     
 
     

   
Sopra: Le copertine di tutti i volumi della saga di Redwall, compresi quelli non tradotti in italiano.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 4 dicembre 2024

SAGA: La magica casa sull'albero di Mary Pope Osborne

Oggi vi parlerò di una saga che si intitola "La magica casa sull'albero" di Mary Pope Osborne, che all'inizio doveva contare solo 4 titoli, mentre poi l'autrice non si è più fermata, andando avanti a pubblicarne in continuazione di nuovi (è partita nel 1993 ed è andata avanti a scriverne fino al 2013/2014).
I racconti sono tutti indipendenti l'uno dall'altro ma racchiusi all'interno di una cornice narrativa che ha a che fare con i viaggi nel tempo. Due bambini, Jack e la sorellina Annie, trovano nel bosco vicino a casa una misteriosa baracca su un albero, con un’alta scala. Spinti dalla curiosità decidono di entrarvi, e vi trovano all'interno tantissimi libri le cui pagine contengono la magia per viaggiare in qualsiasi dimensione e quella per ritornare indietro. Basta indicare un'immagine all'interno di uno dei libri ed esprimere ad alta voce il desiderio di vedere quel posto, ed ecco che i bambini si ritrovano trasportati in quell'epoca e in quel luogo. Per tornare indietro devono invece indicare l'immagine del bosco di Frog Creek, il luogo dove abitano.
La serie è abbastanza buona, e ha il vantaggio di unire una storia avventurosa con elementi magici e fantastici (i libri che ti fanno viaggiare nel tempo e nello spazio) a elementi di carattere maggiormente divulgativo o ambientale, cosa apprezzata anche dagli insegnanti.
Lo stile di scrittura è semplice ma non eccessivamente banale, risultando adatto a giovani lettori a partire dai sette anni, o a lettori poco forti. Una cosa però che non ho apprezzato dello stile dell'autrice è il fatto di non usare quasi mai i pronomi oppure sinonimi quando si riferisce ai personaggi, andando ogni volta  ad usare e a esplicitare i nomi dei protagonisti, i quali vengo ripetuti di continuo, soprattutto mentre dialogano tra loro, anche quando non è prettamente necessario. Ad esempio: "Jack e Annie diedero un'occhiata fuori dalla finestra. 
La casa sull'albero era proprio in cima auna palma, in mezzo a un bel palmeto interamente circondato dala sabbia... del deserto.
- Miaooo!
Jack e Annie guardarono verso il basso.
Il gatto nero stava seduto alla base del tronco; fissava Jack e Annie con i suoi occhi gialli come fari.
- Ciao, gattone! - gridò Annie.
- Sssst!- la zittì Jack. - Qualcuno potrebbe sentirti.
- In mezzo al deserto?- chiese Annie con aria divertita. 
Il gatto nero si rizzò sulle zampe e cominciò a girare intorno all'albero.
- Torna qui!- gli gridò Annie. E si sporse dalla finestra per vedere dove fosse finito. [...]
- Accipicchia! Guarda laggiù, Jack
Jack si sporse e guardò oltre il palmeto.  - Cavoli, è la stessa immagine del libro!- esclamò Jack.
- Che cosa fa tutta quella gente?- chiese Annie
Jack sfogliò il libro sull'Egitto [...]
- E' un funerale egizio - disse Jack.
- La cassa che vedi si chiam sar... sar.. sar... oh, non importa. [...]
- Sarà meglio che prenda qualche appunto - disse Jack.
Frugò nello zaino e tirò fuori il diario dove prendeva sempre appunti.
- Dai, Jack, andiamo!
- Aspetta - disse Jack."
In particolare l'autrice ha il vizio, quando fa dialogare i due protagonisti, di usare sempre "disse Jack" o "disse Annie", a volte alternati con "esclamò Jack/Annie" o "chiese/gridò Annie", anche quando non strettamente necessario, al posto di usare dei pronomi (lei, lui) oppure usare dei sinonimi tipo "il fratello", "la sorella", "il/la ragazzo/a" "la bambina", ecc...
A parte questo la serie è molto avventurosa e tratta diversi argomenti: vi sono ad esempio i volumi a tema storico (in cui i protagonisti conoscono personaggi o epoche storiche), quelli a tema geografico (dove i protagonisti sono mandati in determinati luoghi del pianeta), altri invece in cui i personaggi hanno a che fare con animali da salvare, oppure quelli che hanno a che fare con leggende ed elementi magici (come quelli della serie "Merlin Mission").
In particolare, proprio riguardo la magia, a partire dal numero 35 della nuova serie in inglese, "Christmas in Camelot" (o dal numero 29 al 55 della vecchia numerazione inglese), la collana cambia titolo diventando: "Magic tree house: Merlin Mission", poiché è Merlino che inizia ad affidare ai ragazzi delle missioni da compiere. Il terzo titolo di cui vi parlerò fa appunto parte di questa serie, anche se in italiano il volume è il numero 26. Non tutti volumi della serie sono infatti stati tradotti in italiano, in quando quelli inglesi sono in totale ben 61, mentre in italiano ne esistono 33 (escludendo le varie guide tipo: "Guida ai dinosauri" ,"Guida al medioevo", "Guida all'antico Egitto", ecc...). Se cercate un elenco dei volumi inglesi potrete trovarlo su questo sito.
 

 
 
Sopra: In alto il cofanetto inglese con tutti i titoli della "Magic Tree House", in basso il cofanetto con i volume della seconda serie: "Magic Tree House: Merlin Missions".
 
Le storie comunque sono estremamente brevi, anche se l'autrice cerca di dare una certa continuità tra i vari volumi disseminando in ogni libro un oggetto che Jack raccoglie e che riportano tutti la lettera M... Che siano connessi al proprietario della casa sull'albero e dei volumi che si trovano al suo interno?
Nonostante questa continuità e il fatto che in ogni storia si faccia riferimento alle avventure vissute in precedenza, i libri si prestano anche ad essere letti singolarmente, anche se forse un piccolo riassunto o una introduzione all'inizio di ogni volume non sarebbe stata male (cosa che ho visto che poi l'autrice ha fatto in seguito, probabilmente quando il numero dei volumi ha iniziato a diventare consistente).
Una serie caruccia (carina ad esempio l'idea di inserire qualche informazione storica o culturale all'interno di ciascun volume), forse un po' ingenua, adatta per la lettura autonoma per bambini di 7 anni (altrimenti anche da 4/5 anni), oppure per dei lettori deboli di 8/9 anni. È una serie con delle storie così semplici tuttavia che rischia di annoiare un po', o comunque di sembrare superficiale, per dei bambini più grandicelli; forse è per questo che ad un certo punto perfino l'autrice ha deciso di alzare un po' il tiro con delle storie un po' più complesse (quelle che in inglese rientrano nella serie delle Missioni di Merlino, pensate proprio per dei lettori più grandi ed esperti).
I protagonisti hanno una caratterizzazione semplice ma efficace: Jack, il fratello maggiore, è quello dal carattere più riservato, non ama il rischio e nemmeno buttarsia capofitto in un'avventura senza prima aver studiato la situazione o avere un piano (prima di andare a visitare un luogo Jack dice sempre alla sorella che prima dovrebbero leggere il libro per documentarsi), alla fine comunque riesce ad affrontare le sfide che gli si pongo davanti con coraggio e intelligenza; Annie, la sorella minore (di sette) anni è più coraggiosa e spericolata e, al contrario del fratello, ama buttarsi a capofitto sempre in nuove avventure, a volte risultando anche un po' incosciente, ma ha comunque un animo buono e ama prendersi cura degli altri (sopratutto animali).
C'è da dire che procedendo con la serie i volumi mi sono sembrati aumentare in po' di complessità, con trame un po' più sostanziose e articolate (lo vedrete nel volume "Festa di Halloween al castello fantasma"), anche se hanno in parte perso l'aspetto didattico e istruttivo, concentrandosi più su elementi magici e fantastici.
In effetti, come vi ho accennato prima, ho scoperto che la collana in inglese è divisa in due serie e che la prima, con le avventure di Jack ed Annie, è pensata per i lettori più giovani e meno esperti, che hanno appena iniziato a leggere libri a capitoli; mentre la seconda, quella delle Missioni di Merlino, è invece proprio pensata per lettori più esperti, con avventure più complesse.
Comunque oggi vi parlerò in particolare di tre titoli della serie: "Un cavaliere prima dell'alba" (2000), "Una mattina fra mummie faraoni e piramidi" (2000) e "Festa di Halloween al castello fantasma" (2003).
 

 2 - "Un cavaliere prima dell'alba" (2000): Jack e la sorellina Annie sperimentano che la casa piena di libri trovata su un albero nel bosco vicino a casa loro è davvero magica, visto che da lì si ritrovano proiettati dentro una fantastica avventura in epoca medievale.
La storia inizia con Jack ed Annie che non riescono a dormire, ancora eccitati dall'avventura avvenuta il giorno prima, quando hanno scoperto la casa sull'albero e aperto un libro che li ha catapultati nella preistoria.
Annie così suggerisce al fratello di tornare nella casetta e, una volta entrati, la bambina prende in mano un libro sui cavalieri ed esprime la frase che lo trasporterà all'interno del libro: "Ora la luce della torcia illuminava un libro sui cavalieri e sui castelli. Dentro c'era un segnalibro di cuoio blu.
Annie aprì il libro alla pagina indicata dal segnalibro. C'era l'immagine di un cavaliere in groppa a un cavallo nero, diretto verso un castello.
- Annie, chiudo quel libro - disse Jack. - So già a cosa sta pensando.
Annie posó l'indice sul cavaliere.
- No, fermati. Non farlo Annie!
- Ah! Io e Jack vorremmo tanto vedere un cavaliere, in questo stesso istante - sussurrò Annie."
Come previsto i due fratelli si ritrovano in cima a un albero, con sotto di loro il cavaliere che prosegue verso il castello, e i due, Annie in particolare, decidono di seguirlo.
Dentro al castello si sta tenendo un banchetto e una festa. Mentre i due stanno assistendo di nascosto alla scena vengono beccati da un servitore e scappano nell'America, dove vengono però scoperti da delle guardie che vogliono sbatterlo in prigione. Annie riesce a fuggire assieme al fratello puntando la torcia elettrica addosso ai soldati, finendo stavolta nella dispensa. Consultando il libro Jack scopre che nella dispensa c'è una botola che porta al muro sopra il fossato. Sa lì, per fuggire, i due bambini non hanno altra scelta che gettarsi dentro l'acqua, da cui riescono fortunatamente ad uscire, fradici e completamente al buio. Fortunatamente vengono aiutati dal cavaliere che avevano visto all'inizio, il quale li riporta all casa sull'albero, dalla quale possono fare ritorno a casa. 
Avventura che si legge molto velocemente e che mi è parsa un po' superficiale. Carina l'idea di inserire nella storia qualche informazione sui cavalieri e sui castelli (tipo quanto pesava un elmo, come si svolgevano i banchetti nei castelli, cos'è "la casa del falcone", ecc...), ma di per sé ho trovato la storia molto semplice e piuttosto scarna, in quanto si tratta semplicemente di una piccola fuga dal castello, durante la quale i due ragazzini non interagiscono con nessuno personaggio interessante o di rilievo. L'unico personaggio che desta l'attenzione sarebbe il cavaliere, peccato che arriviamo alla fine della storia senza sapere nulla di lui, visto che non spiaccicherà neanche una parola, neppure perché ha deciso di aiutare i due protagonisti 
Una storia che definirei "mordi e fuggi", che si legge in un soffio, fornisce qualche informazione sui castelli e sui cavalieri medievali, e che fa vivere ai lettori una breve avventura, che magari un lettore molto giovane può anche trovare piacevole nella sua brevità. Ho notato comunque che l'autrice cerca di dare una certa continuità ai vari volumi. Ad esempio all'inizio si parla dell'avventura vissuta nel primo volume, ambientato nella preistoria, e alla fine si dice che Jack ha trovato nello zaino un segnalibro con sopra incisa una lettera M, uguale a quella su un medaglione trovato nel precedente libro. Quindi sembrerebbe che l'autrice stia seminando degli indizi che fanno parte di una trama più ampia.

   
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione degli anni 2000, al centro quella più recente del 2016 e a destra la copertina del graphic novel del 2024.

3- "Una mattina fra mummie, faraoni e piramidi" (2000): Nell'antico Egitto, tra faraoni, mummie e regine che hanno bisogno d'aiuto, Jack e la sorellina Annie vivono un'altra straordinaria avventura indietro nel tempo.
Questa volta i due fratelli tornano indietro nell'Antico Egitto e, seguendo una processione funebre e un misterioso gatto nero con un collare d'oro al collo, entrano dentro una piramide. Iniziano a esplorarla cercando di scovare la camera sepolcrale quando si imbattono in una figura, forse un ladro di tombe, che perde uno scettro.
Poco dopo, mentre i due fratelli hanno ancora in mano il prezioso bastone fanno un altro incontro: vedono "Una bellissima donna egizia! Sui folti capelli neri portava una fascia riccamente decorata, e aveva un lungo vestito bianco plissettato. I suoi numerosi gioielli d'oro scintillavano nella luce incerta."
La donna è in realtà il fantasma della Regina Hutepei, che chiede l'aiuto dei due bambini affinché ritrovino il Libro sei Morti, che le serve per passare alla Prossima Vita. A quanto pare il fratello della donna ha nascosto il Libro per evitare che fosse rubato dai ladri, e ha inciso le indicazioni si dove trovarlo su una parete, ma si era dimenticato che la sorella non ci vedeva bene. La fantasma chiede quindi ai due protagonisti di descriverle i simboli inciso sul muro così da poter decifrare il messaggio. Una volta decifrato il messaggio i ragazzini riescono a trovare il papiro che serve alla sovrana e, visto che il suo fantasma è sparito, glielo mettono nel sarcofago.
Storia carina, più interessante e meglio costruita rispetto alla precedente. Intanto qui i ragazzini si trovano all'interno di una piramide disabitata, per cui non c'è pericolo di incontrare molte persone che potrebbero fare loro domande su chi siano e perché sono vestiti in modo strano (i protagonisti viaggiano nel tempo con i loro vestiti degli anni Duemila). Altra cosa che ho apprezzato è che questa volta essi abbiano interagito con un personaggio del luogo, tra l'altro pure lo spirito di una regina egizia. Assieme a lei i due fratelli risolvono pure una sorta di indovinello, che in realtà è molto facile e quasi un po' banale, ma può andare bene. Infine c'è una parte un po' più adrenalinica in cui la sorella si perde e dove i due bambini si ritrovano intrappolati all'interno di una stanza a causa di una trappola scattata. 
Ovviamente anche qui non mancano le parti informative/divulgative riguardanti piramidi e mummie, che Jack legge nel libro che li ha trasportati nell'Antico Egitto. I due protagonisti infine trovano pure un altro indizio che riguarda il misterioso M.
Insomma, in questa avventura c'è un po' più di sostanza rispetto alla storia precedente, anche se non viene spiegato chi era la figura che ha perso il bastone (forse era il fantasma della Regina?) e il motivo per cui lo spettro della Regina è rimasto imprigionato nella piramide è un po' ridicolo: suo fratello si è dimenticato di scrivere un po' più in grande le indicazioni su dove lei potesse trovare il Libro dei Morti, visto che si era scordato che lei non ci vedeva bene. Così la donna è dovuta rimanere intrappolata per 1000 anni nella piramide (che poi in tutto questo tempo avrebbe potuto trovare il rotolo anche senza leggere la scritta).
Racconto che quindi mantiene alcune ingenuità, ma che risulta un po' più sostanzioso e interessante, e che ho apprezzato più del precedente.

 
Sopra: a sinistra la copertina del 2000, che mostra il momento in cui protagonisti stanno per tornare a casa; a destra la copertina dell'edizione più recente del 2016, , dove i bambini si trovano già dentro la piramide.
 
26 - "Festa di Halloween al castello fantasma" (2003): La sera di Halloween i fratellini Jack e Annie seguono un corvo che li porta alla casa sull'albero, dove trovano un messaggio lasciato da Merlino, così compiono uno dei loro viaggi nel tempo e giungono a Camelot, dove per incarico di Merlino devono ritrovare il diamante che Re Corvo ha strappato dalla mitica spada di Artù (anche se Merlino in realtà ha detto loro semplicemente che devono "mettere in ordine" il castello).
Stavolta però i fratelli non saranno da soli per compere la missione, ma saranno accompagnati da un amico: "Il loro aiutante nella nuova missione era il giovane stregone... l'apprendista di Morgana!". Un ragazzo che in realtà i due fratelli già conoscono, poiché li aveva accompagnati in altre quattro missioni sotto l'aspetto... di un cane. Come spiega Annie: "Morgana voleva dargli una lezione - aggiunse Annie. - Perciò lo mandò con noi in quattro viaggi con la casetta magica, prima si farlo tornare ragazzo."
I gruppetto si avvia verso il castello del Duca, che gli abitando del villaggio spiegano essere stregato e infestato.
I ragazzi riescono ad entrare senza problemi e tutto sembra abbandonato. Quando iniziano a mettere in ordine la cucina un osso li libra nell'aria e i tre fuggono in un'altra stanza, spaventati, chiudendosi la porta alle spalle. Giunti nella stanza dei bambini vedono invece un arcolaio che fila e degli scacchi smuoversi. Anne capisce che questi sono i figli del Signore del castello, e il loro cane, trasformati in fantasmi per una maledizione legata al Diamante del Destino, un diamante magico che apparteneva a Merlino e che era incastonato nell'elsa si Excalibur. 
Quando Artù divenne re Merlino affidò il diamante ad una famiglia di nobili che, finchè avessero custodito il diamante, avrebbero goduto di buona sorte. Ora il diamante sembra essere stato rubato, e quindi i membri della famiglia sono stati maledetti e trasformati in fantasmi invisibili.
Il gruppetto di ragazzi deve quindi recupera il diamante, rubato dal Re Corvo, una "creatura terrificante che viene dall'Altro Mondo", come spiega Teddy.
Teddy decide allora di trasformarsi in un corvo per poter raggiungere la dimora del Re Corvo, ma sbaglia le parole dell'incantesimo e finisce per trasformare anche Jack e Annie.
Così si recano tutti e tre assieme al gigantesco nudo del Re Corvo per recuperare il Diamante... Riusciranno i ragazzini nell'impresa e a tornare umani?
Come potete leggere la trama di questa avventura è decisamente più corposa rispetto alle altre due, che appartenevano ai primissimi volume della serie. Questa storia in realtà farebbe parte di una nuova serie di "La Magica casa sull'albero", dove è Merlino ad affidare delle missioni ai due protagonisti, che non viaggiano più attraverso lo spazio e il tempo con dei libri.
Comunque ho trovato questo romanzo più avvincente dei precedenti, con più sostanza (ed effettivamente ha anche più pagine, 160 rispetto alle 80 circa degli altri due romanzi), visto che qui i ragazzi hanno un obiettivo, una missione da compiere e quindi devono compiere vari passi prima di arrivare a portarla a termine, mentre nei primi titoli i protagonisti procedevano spinti semplicemente dalla propria curiosità: andavano a visitare un qualche posto, vivevano una piccola avventura e poi torniamo a casa.
Ho trovato migliorata anche la scrittura dell'autrice, che diventa meno ripetitiva con i nomi e nei dialoghi, sebbene sia un po' andata persa la parte didattica, poiché adesso Jack non ha più un libro in mano da leggere da cui ricavare informazioni storiche. Quest'ultime sono state inserite alla fine della storia, tramite un elemento a punti, ma sono piuttosto svincolare dalla trama, sono più che altro delle curiosità aggiuntive.
Un'avventura molto carina e ricca di avventura e azione, ma anche di misteri e di magia, sempre in compagnia dei due fratelli e di un loro nuovo amico. Diciamo che l'unico punto un po' debole della vicenda è la motivazione dell'antagonista, che ha semplicemente visto la pietra appoggiata sul davanzale e l'ha presa, forse neanche sapendo esattamente cosa fosse.
 
 
 Sopra: A sinistra l'edizione del 2003 e a destra la sesta edizione, che costava 7,50 euro. Nonostante i titoli di libri arlino di una festa di Halloween in realtà non c'è proprio nessuna festa all'interno della storia (magari potevano intitolare i libri "Missione di Halloween al catsello fantasma").
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni opera solitamente di due artisti: Michelangelo Miami oppure Sal Murdocca. Ciascuno di questi artisti ha illustrato un diverso volume della collana.
Essendo la collana indirizzata ad un pubblico dai 7 anni, quindi adatti anche per lettori piuttosto giovani, oltre ad essere scritti molto in grande, i testi sono accompagnati pure da numerose illustrazioni, collocate circa ogni 2/3 pagine, le quali sono spesso grandi un'intera pagina, altre molte invece possono essere collocate assieme ai testi, e altre volte possono essere anche a doppia pagina.
I disegni, pur essendo in bianco e nero, sono molto belli, dallo stile realistico e molto accurato, ricco di particolari, dove gli artisti prestano molta attenzione anche alle ombre e alle ombreggiature.
Le immagini ritraggono in maniera molto esatta e fedele alcune scene descritte nella storia, con ambienti e personaggi annessi. Esse quini mostrano solitamente i due fratelli impegnati ad indagare all'interno di qualche ambientazione storica. Probabilmente il realismo delle immagini è anche dettato dal fatto che questi piccoli volumi sono romanzi storici, che hanno lo scopo di voler insegnare ai giovani lettori anche qualcosa sullo stile di vita o sulle abitudini di una diversa epoca storica (medievale, preistorica, egiziana...), per cui era importante che anche gli ambienti fossero il più possibile accurati, in quanto i bambini possono comprendere e apprendere diverse cose anche dalle immagini. 
Bello ad esempio il fatto che Miani metta, nei libri da lui illustrati, un disegno con i ragazzini che arrivano nella nuova ambientazione nella casa sull'albero e attorno viene ritratta esattamente la scena presente nel libro che i due bambini hanno utilizzato per giungere nella storia. Ad esempio nel volume "Una mattina fra mummie, faraoni e piramidi"  i due fratelli aprono una pagina dove "si vedeva l'immagine di una piramide... Un lungo corteo procedeva verso la piramide: quattro bufali giganteschi, con enormi corna, tiravano un carro. Molti Egizi camminavano in fila davanti e dietro al carro. Alla fine del corte si vedeva un gatto nero." Ebbene, questa è esattamente la scena disegnata sotto la palma dove i due protagonisti arrivano con la loro casa appena giunti nell'Antico Egitto.
Sebbene, come ho detto all'inizio, gli artisti che hanno realizzato le immagini siano due essi hanno probabilmente cercato di adottare (forse anche su precisa richiesta dell'editore) uno stile simile. Infatti ciò che sembra essere la maggiore differenza tra i due artisti è il modo in cui hanno colorato le immagini : Miani infatti sembra preferire la matita, mentre Murdocca utilizza forse la computer grafica, in quanto nei suoi disegni i colori sembrano più compatti e stesi in modo uniforme (mentre in quelli di Miani si vedevano i tratti della matita, usata ad esempio per creare delle ombreggiature).

 
 



   
 
 Sopra: In alto dei disegni provenienti da "Un cavaliere prima dell'alba",  la quarta e la quinta immagine invece provengono da "Una mattina fra mummie faraoni e piramidi" e sono tutte opera di Michelangelo Miami. Il sesto disegno a destra e l'ultimo in basso sono realizzati invece da Sal Murdocca e provengono da "Festa di Halloween al castello fantasma"
 
Alla fine della storia è inoltre sempre presente in ogni volume una sezione di approfondimento in cui vengono fornite ai lettori alcune informazioni storico-geografiche e culturali riguardo una determinata epoca storica e luogo; infine ci sono delle indicazioni su come realizzare un lavoretto. Ad esempio per quanto riguarda il Medioevo si parla: di castelli, di come si viveva all'interno, delle giostre, dell'abbigliamento, e come lavoretto viene proposto di costruire un castello con uno scatolone; per gli Egizi viene mostrato dove si trova l'Egitto, si parla di alcuni importanti reperti ritrovati, delle divinità egizie, dell'alfabeto, della scrittura e dell'aritmetica, delle piramidi, della mummificazione, e infine si propone di costruire come lavoretto la maschera del dio Ra.
Ovviamente anche questo apparato informativo è accompagnato da dei disegni, i quali hanno il compito di accompagnare la parte scritta mostrando ad esempio ai lettori di cosa si sta parlando ad esempio se si sta spiegando la vita dentro al castello ci sarà un disegno che mostra varie persone che compiono diversi mestieri all'interno del castello).
Pur essendo comunque ricche di dettagli e particolari queste illustrazioni mi sono parse meno realistiche rispetto a quelle della storia, dai tratti un po' più buffi e simpatici, soprattutto per quanto riguarda i volti delle persone e le raffigurazioni degli animali; infatti i disegni degli apparati sono opera di altri artisti: Niccolò Barbiero per i primi due volumi e Sara Not per quello su Halloween.



Sopra: Alcune pagine tratte dalla parte degli approfondimenti presenti alla fine di ogni libro. In alto delle pagine estrapolate dal volume "Un cavaliere prima dell'alba" (sul medioevo), quelle al centro da "Una mattina fra mummie, farani e piramidi" (sull'antico Egitto) e in basso quelle di "Festa di Halloween al castello fantasma" (su Halloween).

Questi volumi hanno iniziato ad essere pubblicati originariamente nel 1993 dalla Andersen Press coi titoli di "The Knight at Dawn", "Mummies in the morning" e "Haunted Castle on Hallow's Eve"; per poi essere editi in italiano nel 2000 e nel 2003 dalla PIEMME Junior. I primi due volumi sono dotati di una copertina flessibile e hanno circa 80 pagine ciascuno, mentre il terzo ha 160 pagine. I libri misurano 19 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e costano 13.360 LIRE oppure 6,90 euro.
 
 La serie in Italia attualmente conta 37 titoli:
  1. "Dinosauri prima del buio" (2000)
  2. "Un cavaliere prima dell'alba" (2000)
  3. "Una mattina fra mummie, faraoni e piramidi" (2000)
  4. "Un giorno coi pirati" (2000)
  5. "La notte dei ninja" (2000)
  6. "Un pomeriggio sul Rio delle Amazzoni" (2000)
  7. "Tramonto con la tigre dai denti a sciabola" (2000)
  8. "Mezzanotte sulla luna" (2000)
  9. "Il magico oceano dei delfini" (2000)
  10. "Una città fantasma nel West" (2000)
  11.  "Leoni nella savana" (2000)
  12. "Orsi bianchi al Polo Nord" (2001)
  13. "Una vacanza vulcanica a Pompei" (2001)
  14. "Avventure nell'antica Cina" (2001)
  15. "Navi vichinghe all'orizzonte" (2001)
  16. "Olimpiadi nell'antica Grecia" (2001)
  17. "L'ultima notte del Titanic" (2002)
  18. "Viaggio avventuroso tra gli indiani" (2002)
  19. "Nella giungla con le tigri" (2002)
  20. "In Australia tra i canguri" (2002)
  21.  "Sogno di una notte di mezza estate" (2003)
  22. "Avventure tra i gorilla" (2003)
  23. "In viaggio verso l'America" (2003)
  24. "In surf alle Hawaii" (2003)
  25.  "Natale a Camelot" (2003)
  26. "Festa di Halloween al castello fantasma" (2003)
  27. "Festa in maschera a Venezia" (2006)
  28. " " (2006)
  29. "Tempesta nel deserto" (2007)
  30. "L'incantesimo della torre" (2007)
  31. "Mago Merlino e la spada di luce" (2007)
  32. "La notte dell'unicorno" (2007)
  33.  "L'alba del dragone" (2009)
  34. "Leonardo e la macchina volante" (2007)
  35. "In fuga dal mostro marino" (2013)
  36. "Avventura tra i ghiacci" (2013)
  37. "Il cavallo senza ombra" (2014)
 

 
Sopra: In alto le copertine della prima serie inglese (a cui si sono ispirate anche quelle italiane), al centro quelle della ristampa inglese, in basso quelle della ristampa della serie "Merlin Mission" (dove il titolo in alto ha uno sfondo blu anzichè verde).
 
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