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lunedì 1 giugno 2026

La classe terribile di Paola Valente

Da bambina, quando avevo più o meno 8/9 anni ricordo di aver letto nella biblioteca scolastica un libro che si intitolava "La maestra Tiramisù", che parlava di una maestra terribile e terrificante che viveva in una scuola sotterranea e segreta. Oggi tuttavia non vi parlerò di quel libro, ma di un altro scritto sempre dalla medesima autrice e che vede per protagonisti una classe di bambini terribili e un'altrettanto terribile maestra. Vi parlerò infatti di "La classe terribile" scritto da Paola Valente e con le illustrazioni di Gherardo Bartoloni.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina del 1999 mentre a destra quella di una nuova edizione del 2009, a cui a quanto pare hanno cambiato i disegni.

Alunni in gamba, insegnanti competenti e un direttore autorevole: ecco gli ingredienti indispensabili per una scuola che si rispetti. Ma… se in quella scuola capita una classe terribile? Sono guai! E se nella classe terribile capita un’alunna terribile? È il finimondo assicurato!
Come sentiamo spiegare al Direttore a un'insegnante: "- Il problema non è lei, signorina Applegreen.
- Qual è, allora?
Il Direttore si guardò intorno furtivamente, poi si alzò, spiò sotto la scrivania, quindi dietro un paravento che celava il tavolino della Segretaria, infine aprì all'improvviso la finestra e guardò fuori a destra e a sinistra. Rassicurato, tornò a sedersi.
- Il problema è... la classe.
- Tutto qui? Dai miei titoli di studio lei avrà senz'altro constatato che io sono diplomata in "problemi, problematiche, dilemmi, grane, rogne, grattacapi pedagogici". Con il massimo dei voti, ovviamente.
- Che m'importa...
- Come, scusi? - strillò la signorina Applegreen diventando paonazza.
- Volevo dire che non metto in dubbio le sue competenze, ehm... Tuttavia, mia cara, gli alunni che dovrei affidarle sono, senza tema di smentita, i peggiori del mondo. Dall'inizio dell'anni hanno gia fatto scappare quindici maestre, che hanno fatto causa alla scuola per danni fisici, psicologici, professionali e trasversali.
- Non ci sapevano fare, erano inesperte e autoritarie.
- Erano tutte professioniste di ottimo livello.
Purtroppo per lei (e per il Direttore) però neanche la signorina Applegreen è abbastanza per far fronte alla classe terribile, capitana da una bambina che si chiama Patty Blue, la quale mette a soqquadro l'intera scuola aizzando i compagni a combinarne di tutti i colori:
"Nell'aula c'era uno strano silenzio. I banchi erano stati ammonticchiati in una catasta che arrivava al soffitto e, seduta sull'ultimo banco, pericolosamente in bilico, una bambina molto graziosa  scrutava meditabonda i suoi undici compagni seduti sul pavimento. Erano cinque femmine e sei maschi con l'aria annoiata dei teppisti a Ferragosto. [...]
Un bambino sbadigliò, la guardò scuotendo la testa e disse: - Patty Blue, ci stiamo annoiando a morte. [...]
- E allora? Di che ti lamenti? Stiamo raggiungendo il nostro obiettivo. Niente studio, niente regole, niente imposizioni. Noi non accettiamo di essere educati e istruiti. Non vogliamo diventare bravi ragazzi che ubbidiscono alle maestre, al Direttore, ai poliziotti e alla pubblicità. Noi vogliamo essere liberi. Siete tutti d'accordo con me?
Riusciranno gli insegnanti e il direttore a domare quegli alunni scatenati e a riportare l'ordine? 
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano l'arrivo della Maestra, raffigurata come un'ombra minacciosa mentre entra dalla porta, mentre gli alunni sono in attesa che il secchio posto sopra la porta le cada in testa (cosa che non avverrà).
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Gherardo Bertoloni, le quali sono a pagina intera oppure collocate in mezzo ai testi, in quest'ultimo caso tuttavia esse sono comunque di dimensioni piuttosto grandi, andando ad occupare i tre quarti della pagina o anche due pagine.
I disegni di Bertoloni hanno uno stile piuttosto particolare e facilmente riconoscibile, che si potrebbe definire comico-grottesco, che si contraddistingue per le linee pulite e nette e per i colori accesi, brillanti e intensi, stesi in maniera piatta, anche se non macano le ombreggiature, che però sono minime e tono- su- tono.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, anzi è abbastanza caricaturale e cartoonesco, con occhi che non sono altro che semplici pallini neri, anche se la cosa più particolare però dello stile di questo artista è il modo in cui sono disegnati i nasi. I nasi infatti sono connessi alle sopracciglia tramite delle linee nere nette, e la parte inferiore del naso se vista frontalmente sembra il muso di un maialino: ovale e con all'interno due cerchietti come narici. La bocca delle bambine inoltre presenta delle labbra molto grandi e carnose, come se le labbra fossero state rifatte. I personaggi sono poi spesso mostrati mentre gesticolano e più di qualcuno assume spesso una posa teatrale. Essi inoltre vengono rappresentati e abbigliati esattamente come indicato nel libro (quando precisato), come avviene ad esempio nel caso della protagonista, col suo giubbotto di pelle nera che la identifica subito come la leader. Anche gli altri tuttavia sono abbigliati secondo la moda degli anni Novanta, indossando ad esempio il cappellino con frontino al contrario, acconciature dai ciuffi esagerati, ecc... 
Le immagini sono utili quindi per supportare i lettori durante la lettura, poiché comunicano bene l'atmosfera della storia e dato che rappresentano scene e personaggi che vengono descritti nei testi: la scena, ad esempio, di Patty che incita la sua classe seduta sopra una montagna di banchi; quella dove Patty e alcuni compagni aspettano impazienti l'arrivo in classe della nuova maestra pronti a farle uno scherzo; la maestra che, seduta in cattedra col suo topo, rende fallimentari tutti gli scherzi della classe per mandarla via; Patty che, seduta nel suo rifugio mentre fuori nevica, pensa a qualche nuovo scherzo da poter fare alla Maestra; ...

  
 

 
Sopra: Alcune pagine illustrate da Gherardo Bertoloni, dai colori accesi e sgargianti, in cui possiamo vedere personaggi come la malvagia Maestra, Patty e suo padre.
 
"La classe terribile" di Paola Valente è una storia di quelle ambientate in ambito scolastico, e che vede infatti come protagonista una classe di alunni particolarmente monelli e poco inclini a seguire le regole, capitanati dalla loro leader: Peggy Blue, la quale afferma di essere la figlia di un famoso boss mafioso, ma sarà veramente così?.
Tutto sembra filare secondo i piani della capobanda, dato che finora nessuna maestre è riuscita a resistere nella "classe terribile" più di una settimana, ma tutto cambia quando arriva la Maestra, la quale si presenta così: "- Miei cari fanciulli, io sono la vostra nuova Maestra. Se oserete rivolgermi la arola, pretendo che mi chiamiate "Signora Pregiatissima", oppure "Illustre Dottoressa". A voi la scelta! Niente di ciò che propongo può essere messo in discussione, perchè io sono perfetta. S emi ubbidirete in tutto per tutto, andremo d'accordo e potrete apprendere molte cose interessanti, curando la malattia a cui siete tanto soggetti che si chiama "ignoranza nera". Se non mi ubbidirete... peggio per voi."
E' interessante come questa storia abbia come cardini due personaggi femminili rappresentati non in maniera positiva ma negativa: da una parte un'alunna che si pone come leader negativo della classe, spronando i compagni a comportarsi male e dall'altra una maestra autoritaria e prepotente, terrificante.
La Maestra in effetti non sembra neppure una persona reale, ma più una sorta di entità reincarnata, in possesso di poteri e doti soprannaturali: ella infatti è "quasi immune da purghe, da veleni, da sonniferi e da qualsiasi stregoneria"; quando passa sotto la porta il secchio che avrebbe dovuto caderle in testa rimane sospeso; quando le incollano l'abito alla sedie e questo si strappa si scopre che sotto ne indossava un altro uguale; quando la chiudono a chiave in bagno al ritorno in classe se la ritrovano comodamente seduta in cattedra... 
Oltre a questo la Maestra si dimostra capace di tenere a bada non solo una classe di monelli ribelli, ma a quanto pare anche gli scagnozzi di un boss mafioso (di cui a quanto pare lei è stata l'insegnate quando questi andava ancora alle elementari), che decide di andare a visitare per scoprire se lui è veramente il padre di Patty Blue. 
Se la figura dell'antagonista è memorabile poiché sembra avere qualcosa di spaventosamente soprannaturale quella della protagonista, Patty Blue, è invece una figura molto umana. A scuola fa la bulla e si pone come leader indiscusso, che insegue gli ideali della libertà assoluta, senza essere nè educati né istruiti e che non vogliono diventare bravi ragazzi, dicendo di avere come padre un boss mafioso, ma in realtà sotto la sua corazza di nasconde una ragazza con delle fragilità. Ella infatti non è la figlia di un boss mafioso, ma di un umile ed onesto cameriere, un padre single che deve lavorare molto e fino a tardi per mantenere se stesso e la figlia. Ma Patty preferirebbe "vivere sotto un ponte, piuttosto di rimanere sempre a casa da sola".
Un libro che, nonostante la brevità, presenta dei personaggi complessi e sfaccettati, e perfino quelli secondari, pur essendo meno complessi, risultano memorabili per alcuni tratti che li caratterizzano: tipo il Direttore che è fissato con la menta e si veste sempre di verde, oppure il nuovo bidello, che prima era un senzatetto, ma che è una brava persona che sprona gli alunni a fare la cosa giusta. Anche la vicenda affrontata nella storia ha dei risvolti piuttosto interessanti che portano a delle riflessioni anche profonde: la tematica dell'educazione e del comportamento viene presentata e affrontata non se fosse una questione semplicemente di bene o male, ma con varie sfaccettature e sfumature. Gli alunni della terza Q si sono sicuramente comportati male nei confronti delle maestre e per questo hanno dovuto subire l'educazione di una maestra davvero terribile. Ma impareranno che non è mai troppo tardi per rivedere i propri comportamenti e riflettere sui propri errori e sulle motivazioni che li hanno spinti a comportarsi così.
Anche la figura della Maestra è molto interessante, in quanto più che una vera e propria persona sembra un'entità, tipo una sorta di Erinni ma della scuola, pronta a scendere in campo per punire quelle classi che si comportano male, diventando per loro la maestra più terrible che esista e che sembra impossibile da sconfiggere. In effetti alla fine è lei a decidere di licenziarsi, sebbene il Direttore avesse già intenzione di farlo (ma di fronte a lei si era intimidito troppo per parlare), avendo quindi lei l'ultima parola. E in effetti lei mette in chiaro con gli alunni che: "- Me ne vado. Però sappiate che potrei tornare in qualsiasi momento, razza di smidollati dal cervello fradicio."
Una lettura semplice ma che offre diversi spunti di riflessione interessanti, il che la rende una lettura che potrebbe essere anche letta ad alta voce in classe dall'insegnante e commentata insieme con i bambini; per questo, nonostante la bervità della storia, viene consigliata ai partire dai 9 anni.
 
Il volume è stato pubblicato nel 1999 dalla Raffaello Editrice; ha 160 pagine, una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costava 6,71 euro (13.000 LIRE), mentre ora la nuova edizione costa 8,50 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.    

lunedì 25 maggio 2026

Re Mida ha le orecchie d'asino di Bianca Pitzorno

"Re Mida ha le orecchie d'asino" è uno dei libri più famosi scritti dall'autrice Bianca Pitzorno, scrittrice, autrice televisiva e traduttrice italiana e anche ambasciatrice UNICEF.
Un volume che vede per protagonista una ragazzina che si trova alle prese con l'adolescenza e tutti i suoi problemi.
 
    
Sopra: Varie copertine di diverse edizioni di questa storia, la prima a sinistra del 2000, quella centrale del 2010 e quella a destra del 2012.

Anni Cinquanta. Làlage Pau, una ragazzina di 11 anni, torna sull'isola di La Serpentara, dove vive la sua famiglia, dopo un anno di collegio passato in città. In questo luogo di vacanza si intrecciano fatti e avventure che coinvolgono anche Tilda, la cugina di Làlage, che ha un innamorato segreto, Irene l'amica del cuore ma di diverso ambiente sociale, il capitano della nave cisterna, una compagnia di attori dilettanti.
Quest'anno la bella e irraggiungibile cugina Tilda passerà l'estate in casa di Làlage, che ha solo undici anni e non immagina quanto possano essere pericolosi i segreti di una quasi quattordicenne. 
"Làlage di congnome si chiamava Pau e Tilda Sorrenti. La cuginanza nasceva dal fatto che le loro madri erano sorelle: Franca e Rinuccia Marini. [...]
Làlage, nonostante il nome, non era una di quelle pettegole che non perdono occasione per raccontare tutto in giro. Anzi, Irene, la sua migliore amica, qualche volta le rimproverava di essere troppo riservata.
Però se c'era una cosa che Làlage odiava, erano i segreti. [...]
 Quell'estate però Tilda l'aveva attirata e coinvolta in un vero labirinto di segreti, grandi e piccoli, stupidi e importanti. Un labirinto da cui era difficile venir fuori senza combinare pasticci.
- Lo sappiamo solo noi due - le ripeteva la cugina quando la vedeva esitante sulla necessità di tanti misteri.
- Se lo sapesse anche un altro sarebbe la fine - e le ricordava un proverbio ripetuto spesso in casa Marini: "Segreto di due, segreto di Dio; segreto di tre, segreto di tutti".
All'inizio Làlage era lusingata di aver finalmente ottenuto la confidenza della cugina più grande, che fino a quell'anno l'aveva sempre ignorata, come se non si fosse mai accorta della sua esistenza, ma da metà luglio aveva cominciato a sentirsi come il barbeire del re Mida.  [...]
Naturalmente Làlage sapeva che l'ultimo segreto di Tilda non era di quelli che si possono raccontare impunemente ai quattro venti. Era atterrita anche lei dall'idea che lo si venisse a sapere in giro. Tutta la famiglia ne sarebbe stata ricoperta di vergogna.  [...]
Era furibonda con la cugina. Comodo, eh, scaricare i problemi personali su di un'altra, vietandole qualsiasi sfogo e sollievo, per andarsene tutta allegra a fare i bagagli del ritorno in città! Pazza, incosciente ed egoista: ecco cos'era Tilda. Come se Làlage non avesse abbastanza pensieri, abbastanza dispiaceri per conto proprio.
Làlage viene trascinata in un labirinto inestricabile di amori, segreti, bugie e malintesi, fino a mettere in pericolo l'amicizia con la fedelissima Irene. Un giorno però le viene offerta la parte principale in una recita strappalacrime...  
 
 Sopra: Due pagine di cui in quella a sinistra vediamo un'illustrazione di Quentin Blake dove vengono ritratte le babysitter che lavorano per la madre di Làlage, assieme ai due gemelli.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni del rinomato Quentin Blake, disegnatore, illustratore e scrittore britannico, famoso nel mondo per le sue illustrazioni particolari di libri per bambini e ragazzi, ha infatti disegnato più di 300 libri, e ha ottenuto un successo internazionale soprattutto grazie ai disegni presenti nei libri di Dahl.
I disegni di Blake sono ironici e irriverenti, poiché esso è molto sbarazzino, con personaggi e ambienti disegnati in modo rapido con l'inchiostro nero, dal tratto molto tremolante. Diciamo che i personaggi di Blake non hanno un aspetto propriamente "bello" da vedere, ma sicuramente molto espressivo, originale e vibrante.
Le immagini presenti nella raccolta sono abbastanza numerose e ve ne sono sia a pagina intera che in mezzo ai testi. Entrambe rappresentano vere e proprie scene narrate nei testi, visto che anche i disegni in mezzo ai testi di solito sono abbastanza grandicelli, come: un fratello di Làlage che si fa la doccia sotto un secchio; i fratelli di Lalage che saltano sopra il suo letto per svegliarla; la protagonista con i suoi familiari in barca; Lalage e la sua amica Irene mentre lavora al bar, ecc... 
I disegni svolgono sicuramente una funzione di supporto durante la lettura aiutando i lettori a visualizzare le scene di cui leggono e a vedere anche come sono fatti personaggi, la maggior parte di quelli rappresentati sono bambini e ragazzine per cui sono stati rappresentati con corpi affusolati e magrolini. Làlage ha i capelli neri e corti a caschetto, mentre Tilda, oltre ad essere più alta, ha i capelli lunghi e biondi, mentre Irene viene ritratta sempre con delle lunghe codine.
 

  

   
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne, in bianco e nero, realizzate da Quentin Blake, le quali ci mostrano la protagonista, Tilda, Irene e altri membri della famiglia della protagonista.
 
 "Re Mida ha le orecchie d'asino" è una storia adatta a lettori dai 9 anni in su, che tratta tematiche legate alla crescita, all'adolescenza e ai segreti. Da quanto infatti la cugina di Làlage, Tilda, arriva sull'isola per le vacanze estive, la protagonista sarà costretta a mantenere un bel po' di segreti. La cosa ironica è che lei odia avere segreti, sebbene sia brava a mantenerli (poiché dotata di un forte senso di lealtà e riservatezza), nonostante il suo nome che deriva dal greco "lalaghéin", che significa chiacchierare, balbettare, garrire.
Inizialmente Tilda è molto sulle sue, passando diversi giorni a ignorare la cugina, che si rassegna a divertirsi assieme alla sua migliore amica Irene, almeno fin quando non si imbatte in Tilda vicino al cimitero e quest'ultima la prega di non dire a nessuno di averla vista. Quando l'episodio si ripete e, inoltre, Làlage sente la cugina parlare di notte con qualcuno alla finestra, Tilda confessa alla cuginetta il motivo per cui è stata mandata a La Serpentara: si è innamorata, ricambiata a quanto pare di un ragazzino della sua stessa età, i cui genitori lavorano come fruttivendoli in paese. I genitori e i parenti di Tilda però non sono per nulla contenti della situazione: primo perchè la ritengono troppo giovare per aere un fidanzato e secondo perchè considerano pretendente non degno della loro famiglia:
"Cominciava a capire come nella storia della cugina ci fossero dei problemi tipo Montecchi e Capuleti.
- Suo padre ha un negozio di frutta - continuò Tilda.
- E anche sua madre sta dietro il banco, col grembiule.
- Sono poveri?
- Non credo. Hanno la macchina. E d'estate vanno a Plaiamàr. E' lì che ci siamo conosciuti. Ma non sono abbastanza per i marini. Zia Elettra dice che sono gente ignorante, volgare, che non riceverebbe mai la madre di Giorgio nel suo salotto.
- Ma lui, scusa, che colpa ne ha? 
 - Infatti. Però loro, quando hanno scoperto che stavamo insieme mi hanno picchiata, sai? Mi hanno proibito di uscire da sola.
E' per questo che, per la prima volta, hanno deciso di spedire la figlia a casa della zia, così da non farla incontrare col suo fidanzato, ma Tilda confessa a Làlage che in realtà il ragazzo è riuscito ad arrivare sull'isola assieme ad altri due ragazzi e che quindi lei sta continuando a vederlo, anche se sempre di nascosto. 
Peccato però che col tempo il fidanzato di Tilda si dimostri non proprio il migliore dei maschi, dimostrandosi possessivo e geloso, così i due finiscono per litigare e lasciarsi. Ma questo non scoraggia Tilda, la quale non è neppure lei una santa: è egoista, incostante, tirannica e anche un po' manipolatoria, e tratta Làlage non come una vera amica e confidente, ma più come un'aiutante, uno strumento, qualcuno che le serve per raggiungere i suoi scopi, anche a costo di metterla nei guai. Per colpa di Tilde, dei suoi segreti e delle sue bugie, Làlage finirà anche per litigare con Irene, cosa che a Tilda non importerà minimamente, considerando i suoi problemi "roba da bambine".
Successivamente Tilda comunque farà pace con il suo ragazzo, coinvolgendo Làlage in un scambio di lettere clandestine. Nel frattempo arriva a La Serpentara anche una compagnia di attori itineranti che iniziano a mettere in scena ogni sera uno spettacolo teatrale e, durante l'ultimo spettacolo, chiedono la collaborazione anche dei bambini del posto, affidando a Làlage un ruolo parecchio importante.
Devo dire che questa parte centrale con la compagnia teatrale è quella che ho trovato meno interessante, anche perchè la protagonista si mette a scrivere un diario dove descrive abbastanza dettagliatamente tutte le trame dei drammi messi in scena dalla compagnia, compreso anche quello finale dove lei reciterà. Magari però qualcuno potrebbe apprezzare la cosa per poter scoprire nuove vicende, in quanto si tratta di altre storie dentro la storia principale. Qui Làlage annuncia ai lettori che ci sarà una sorpresa che farà restare tutti di stucco, ma diciamo che è piuttosto facile immaginare quale sia il piano della protagonista (che riguarda anche la sua amica Irene, la quale da grande vole fare l'attrice). Ho apprezzato comunque la caratterizzazione di tutti i membri della compagnia che, nonostante siano persone povere e umili, sono molto cortesi e dei gran lavoratori.
Verso l'ultimo terzo del libro il ritmo riprende fiato, poiché Tilda ricomincia a confidarsi con la protagonista e uno degli attori della compagnia si sente male, tanto da dover essere portato d'urgenza in ospedale. E sarà dopo questo episodio che Tilda confesserà alla cugina il suo ultimo terribile segreto.
Una storia tutto sommato interessante, almeno per quanto riguarda l'ambientazione e il rapporto tra Làlage e Tilda, pieno di segreti e piccoli screzi, con dei personaggi sfaccettati e realistici. Essendo il romanzo ambientato negli anni Cinquanta è interessante fare questo passo nel passato, tra l'altro andando a conoscere una realtà a molti di noi piuttosto ignota: quella di una piccola isola che ancora a metà del Novecento non aveva acqua corrente o elettricità, per cui l'acqua doveva essere razionata al massimo ed evitare qualsiasi spreco. Emergono poi anche altri fattori, di tipo sociale e culturale, dell'epoca, tipo: il fatto che fosse normale per i genitori picchiare i figli o le figlie se facevano qualcosa che secondo loro non era corretto (Irene ad esempio viene picchiata dal fratello maggiore e dal padre per aver ballato con un uomo davanti al bar); che le femmine venivano molto controllate e bastava poco per accusarle di avere comportamenti poco appropriati per una ragazza per bene (tanto interessante quanto assurdo il fatto che nel collegio religioso in cui va Làlage le suore obblighino le studentesse a farsi il bagno con una camicia da notte affinché non si vedano nude); si respira anche una certa atmosfera classista e una divisione nelle classi sociali piuttosto rigida, per cui persone che facevano lavori onesti ma considerati umili venivano visti come una sorta di poveracci da tenere a distanza (tipo il ragazzo di Tilda, i cui genitori erano fruttivendoli, oppure la compagnia di attori itineranti).
Oltre quindi alla trama con i suoi drammi adolescenziali il libro presenta anche un'interessante spaccato storico dell'Italia degli anni Cinquanta, che i più giovani sicuramente non conoscono e di cui potrebbero rimanere sorpresi. 
A tale proposito ci sono anche un sacco di riferimenti a personaggi famosi all'epoca (soprattutto personaggi televisivi tipo attori/attrici e cantanti), oltre anche a riferimenti letterari (Làlage ad esempio cita sempre le lettura della cugina). Purtroppo per quanto riguarda i personaggi televisivi io sono una frana in fatto di nomi e quindi non ne ho riconosciuto nessuno e spesso sono dovuta andarmi a vedere chi erano. Un piccolo problema che probabilmente riscontreranno anche le generazioni più giovani, ma potrebbe essere per loro anche l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo. 
I personaggi sono ben caratterizzati e sfaccettati e i lettori potranno trovarsi d'accordo con loro oppure no a seconda della situazione e del momento, ma diciamo che qui non ne troverete nessuno di perfetto, ma sicuramente dei personaggi realistici, capaci di esprimere veramente i pensieri e le emozioni di ragazzine di 11 e 14 anni (anche con la loro immaturità e la loro voglia di diventare grandi e fare esperienze), e che si comportano anche come tali. Ad esempio io non mi sono trovata d'accordo con la protagonista sul fatto di mantenere segreto l'ultimo segreto che Tilda le ha confessato, visto che era una cosa che riguardava la sua salute, anche se, più che altro grazie alla fortuna, le cose sembrano comunque essersi risolte per il meglio. Nel corso della storia comunque la protagonista si ritroverà a riflettere su diverse questioni che probabilmente si pongono molte adolescenti e pre adolescenti (o per lo meno si ponevano prima dell'arrivo di internet: tipo il rapporto con i maschi, le mestruazioni, la pudicizia, quali sono i comportamenti socialmente accettati e quali no (tipo il parroco afferma che sfilare durante un concorso di bellezza in costume da bagno è peccato), la povertà, la malattia (in quegli anni a quanto pare la tubercolosi era una malattia ancora piuttosto diffusa e che mieteva vittime), ma anche questioni religiose tipo la morte (e la vita dopo la morte) o cosa renda una persona santa o peccaminosa.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 1996 (l'edizione che ho io è del 2007) dalla Mondadori Editore, ha una copertina flessibile, ha188 pagine, misura 20,5 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 7,00 euro. 
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 18 maggio 2026

La famiglia Brividi: Buon complimostro! di Amelia Villetta

"La famiglia Brividi: Buon complimostro!" è un breve romanzo scritto da Amelia Villetta e illustrato da Carlotta Scalabrini che ha per protagonista una bambina e la sua famiglia di mostri!
 
Sopra: In alto la copertina sulle tinte del nero e del viola, dove al centro compare la proagonista assieme al suo famiglio. 
 
La Famiglia Brividi terrorizza chiunque bussi al suo castello, poichè tutti i componenti di questa famiglia sono dei mostri:
"<<AUUUUUUHHHHH!>>
L'uluato squarciò il silenzo della notte, mettendo in fuga i pipistrelli e chiunque avesse osato avvicinarsi a Picco Terrore, lì dove sorge Castel Brividi.
Io mi stiracchiai nel mio letto a baldacchino e cacciai fuori uno sbadiglio che aveva poco da invidiare all'ululato di zio Sinistro. [...] 
Alcune persone di alzano col canto del gallo, a Castel Brividi ci pensa zia Sinistro a dare la sveglia all'intera famiglia. [...] 
Quando uscii dalla vasca, raccolsi i capelli in una treccia e osservai il mio riflesso allo specchio.
Di lì a poche ore, il mio ASPETTO sarebbe cambiato drasticamente.
;agari la mia pelle sarebbe diventata verde e piena di verruche, come quella di nonna Cicuta.
Oppure il mio viso si sarebbe ricoperto di una folta peluria, come era capitato un anno prima a mio fratello Otis.
Sarei potuta diventare trasparente, come papà, o squamata come cugino Vertebra. 
È quello che succede quando noi Brividi compiamo dieci anni: assumiamo per sempre le sembianze di mostro!
Io, essendo LA PIù PICCOLA della dinastia, ero rimasta l'unica ancora umana e non vedevo l'ora di trasformarmi come il resto della famiglia. Non è divertente quanto tutti riescono a fare come spassose come passare attraverso i muri o farsi ricrescere i piedi e tu no. 
I componenti di questa famiglia tuttavia non nascono subito mostri, ma lo diventano al compimento del decimo anno d'età, ma la famiglia Brividi sta per scontrarsi con la più grande delle paure: la nuova erede, Mirtilla, non ha nulla di mostruoso! Sembrerebbe proprio...una normalissima bambina umana!
Che qualcosa sia andato storto durante il rito? Che qualcuno lo abbia sabotato? Chi? E per quale motivo? Per rispondere a questi interrogativi Mirtilla inizia a indagare! 
 
 Sopra: Due pagine interne dove a sinistra vedete un'illustrazione a pagina intera che mostra Mirtilla e i suoi parenti alla sua festa di complimostro. A destra una pagina con i testi, che presentano alcune scritte grandi e  in viola.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Carlotta Scalabrini, le quali possono essere sia a pagina intera che inserite in mezzo ai testi. Nel primo caso le immagini rappresentano delle scene descritte nei testi e rappresentate con tanto di sfondi, mentre nel secondo caso vengono rappresentati solo i personaggi (e gli oggetti con cui interagiscono) ma non gli sfondi.
I disegni rappresentano, come dicevo, scene descritte all'interno dei testi come: la festa di compleanno a sorpresa per Mirtilla; il rituale nel cimitero che la trasformerà in un mostro;  l'incontro con lei e il fratello con un drago scheletro; l'incontro tra lei e un tri-tris- trisnonno; nonché i vari membri della famiglia, con le loro mostruose sembianze.
Lo stile della Scalabrini ha un tocco leggero, morbido e delicato, capace di creare delle immagini molto graziose, con personaggi e oggetti dall'aspetto carino anche se non troppo realistico, delle figure ritratte in modo piuttosto semplice, anche se le illustrazioni a pagina intera risultano comunque curate a e piuttosto ricche di dettagli.
È interessante come l'artista abbia rappresentato tutti i vari mostri, alcuni dei quali hanno un aspetto piuttosto classico, mentre altri maggiormente innovativo, ma nessuno di loro è veramente spaventoso. Tra quelli con l'aspetto più classico abbiamo: il padre di Mirtilla, che è il classico fantasma con il lenzuolo bianco; il fratello di Mirtilla, che è il classico lupo mannaro; il nonno, che è un vampiro, anche se dall'aspetto un po' anziano; oppure lo zio, che è un semplice scheletro. Tra i mostri dall'aspetto più interessante abbiamo invece: la madre di Mirtilla, che è una donna-ragno con il corpo da donna a cui spuntano sulla schiena delle lunghe zampe nere da ragno, oltre ad avere 4 occhi rossi; la nonna, che è una strega ma, pur essendo una vecchia un po' ingobbita e indossando i classici abiti da strega (con tanto di cappello a punta), ha un aspetto più giovanile ed elegante rispetto alla classica strega con i bitorzoli; il cugino Ombra, che è appunto un'ombra che sul volto indossa una maschera bianca.
A rendere particolari queste immagini è anche la scelta dei colori, in quanto 'artista ha deciso di utilizzare come tinte solo il bianco, il nero, il grigio e  il viola. In generale il colore ad essere usato più spesso è il grigio, raramente viene usato il bianco candido (solo come colore delle ossa), mentre il nero è quello usato con le tonalità più intense e scure (per vestiti, capelli oppure per creare delle ombre). Il viola solitamente viene usato con dei toni un po' smorzati e solo certe volte con tinte brillanti. Esso compare su alcuni elementi dell'immagine come: gli occhi del gattostrello di Mirtilla, il foulard in testa alla nonna, una coperta di un letto, uno scrigno, un vestito, un'aspirapolvere, la stoffa all'interno di una bara, ecc... 

  
 
  
Sopra: Alcune illustrazioni a pagina intera o in mezzo ai testi, le quali si caratterizzano per l'uso dei colori viola, nero e bianco.
 
"La famiglia Brividi: Buon complimostro!" di Amelia Villetta è un libro illustrato adatto ai bambini e bambine dai 7/8 anni che narra la prima avventura di Mirtilla, una bambina di dieci anni nata in una famiglia di mostri. Anche lei ovviamente è un mostro ma, come tutti i componenti della famiglia, non può dimostrare le sue vere sembianze fino al compimento del decimo compleanno e dopo aver fatto un rito e bevuto una pozione speciale.
Tuttavia dopo il rito succede un intoppo, qualcosa che non sarebbe dovuto accadere: il problema è che a Mirtilla ... non accade nulla.  I genitori di Mirtilla la rincuorano dicendo che a volte all'incantesimo può volerci del tempo per fare effetto e rammenta alla figlia che la famiglia ci sarà sempre per lei, anche se non è come il resto di loro: "<<Ragnetta mia, sono così dispiaciuta che la cerimonia non abbia funzionato>> disse la mamma. <<Ma devi sapere che io, papà e l'intera famiglia ti amiamo in ogni caso, che tu sia mostro o umana.>>
<<Ma certo>> aggiunse papà. <<Di Mirtilla ce n'è una sola, e non ci importa che aspetto tu abbia.>>"
Devo dire che questo è un bel messaggio ed è un fulcro importante del libro: la certezza dell'amore e del sostegno della propria famiglia nei momenti di difficoltà. Ed è bello che i genitori di Mirtilla la supportino e la sostengano anche se lei potrebbe rimanere per sempre diversa rispetto a tutti gli latri componenti della famiglia.
Tuttavia Mirtilla non è disposta ad arrendersi così facilmente, o comunque è decisa a scoprire come mai il rituale sembra non aver funzionato. Infatti la maggior parte del romanzo consiste in una sorta di indagine con molteplici sospettati e tentativi di scoprire chi può aver sabotato il suo complimostro. In questo modo inoltre i lettori faranno la conoscenza di diversi membri della famiglia Brividi, i quali sono tutti mostri: abbiamo, oltre ai genitori, lo zio scheletro, il cane fantasma, la nonna strega, il tris-tris-trisnonno vampiro, la prozia veggente, il cugino ombra.
I personaggi sono tutti abbastanza ben caratterizzati, qualcuno in modo un po' più articolato ed altri in maniera più semplice: la prozia sibilla vede il passato, il presente e il futuro, ma fa soprattutto predizioni spiacevoli, tipo il cugino Ombra è quello a cui piace fare scherzi, Otis (il fratello di Mirtilla) è il fratello un po' rompiscatole e dispettoso ma che alla fine aiuta la sorella e le vuole bene, lo zio Tibia è simpatico ma un po' imbranato, il tris-tris-trisnonno è il vecchietto un po' burbero che non vuole mai essere disturbato, ecc...
Anche la protagonista è abbastanza approfondita e si dimostra triste e delusa quando non si trasforma in un mostro, poi determinata e risoluta nello scoprire cosa sia successo.
Devo dire che anche il mistero non è così banale o facile da svelare e i lettori saranno curiosi di scoprire cosa accadrà alla protagonista e in quale mostro potrebbe trasformarsi.
Una storia carina con un mistero da risolvere, in cui si scopre esserci di mezzo perfino un antica profezia che preannuncia una catastrofe e che mette in evidenza  l'importanza della famiglia e dell'affetto che dovrebbe esistere tra i suoi componenti, sempre pronti a supportarsi gli uni con gli altri e a perdonare i piccoli difetti gli uni degli altri: "<<Del resto ciò che lega la nostra famiglia non è una sciocca cerimonia, un'antica pozione i un vecchio rito obsoleto... è L'AMORE che proviamo l'uno per l'altro a unirci e a renderci ciò che siamo.>> intervenne mamma. <<E' vero, siamo tutti diversi e a volte la convivenza non è facile, ma finché rimaniamo uniti niente ci potrà distruggere.  [...]>>"
 
 Attualmente quest'opera conta anche un seguito:
 
"LA FAMIGLIA BRIVIDI: Il mistero del Campo Babau": A Castel Brividi c’è un’emergenza in corso: la torretta di Mirtilla è infestata dai fastidiosissimi spiritelli dispettelli, spettri birichini che ne combinano di tutti i colori! La disinfestazione però richiede un po’ di tempo e quindi, nell’attesa di ripulire la torretta, mamma e papà propongono a Mirtilla e Otis di trascorrere una settimana di vacanza al Campo Babau, un campeggio estivo da brividi per piccoli mostri. I due non se lo fanno ripetere due volte: dal volantino pubblicitario il Campo Babau sembra una meta spassosissima che offre attività come gare all’ultimo spavento, cacce al tesoro notturne nel bosco e racconti del terrore attorno al fuoco! Senza dimenticare l’attrazione più paurosa di tutte: il mostro Babau che rapisce (per finta) i piccoli mostri Dopo le prime sparizioni, però, qualcosa insospettisce Mirtilla: chi si nasconde dietro questo misterioso mostro che lascia strani granelli di terra rossa dietro di sé?
 
 Sopra: La copertina del secondo volume che ha per protagonista questa bambina e la sua famiglia mostruosa.
 
Il libro è stato pubblicato nel 2023 dalla DeAgostini. Il volume ha 160 pagine, la copertina rigida, misura 20,5 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 15 maggio 2026

MIRABELLE: Pozioni fuori controllo di Harriet Muncaster

Qualche tempo fa vi ho parlato di ISADORA MOON, una serie molto famosa scritta da Harriet Mooncaster. Quella di Isadora però non è l'unica serie per bambini/e di successo scritta da Muncaster Mirabelle; infatti dopo Isadora l'autrice ha deciso di pubblicare anche la serie di MIRABELLE. 
Anche in questo caso la protagonista compare in una numerosa serie di volumi, di cui io vi parlerò del secondo volume: "MIRABELLE: Pozioni fuori controllo".
 
Sopra: La copertina mostra Mirabella volare sula sua scopa accanto alla sua draghetta.
 
Mirabella è unica perché è speciale! La mamma è una strega, il papà un folletto e il fratello Silvano un maghetto. Lei è un po' di tutti e tre!: "Mio fratello è per metà una creatura fatata proprio come me, solo che non gli piace ammetterlo. Infatti, tutte le volte insiste col dire che lui è un mago e basta. A me non importa di essere per metà fata, però senza dubbio mi sento più una streghetta! E' per questo che ho decido di frequentare la Scuola femminile di stregoneria della signnorina Spilloni."
Quando Mirabella va alla Scuola delle Streghe promette di non combinare guai! Ma neanche un’ora dopo il suono della campanella, la monella capisce che non potrà mantenere la sua promessa. 
Lezione di “Pozioni magiche” è un vero disastro e “Pratica di volo” non è proprio nelle sue corde... Niente sembra andare per il verso giusto, e Mirabella è sempre più triste. Solo il prezioso aiuto della sua amica Carlotta riuscirà a risollevarle il morale e, soprattutto, la pagella!
 
Sopra: Le pagine che mostrano l'albero genealogico della famiglia di Mirabella, che comprende i genitori, il fratello e il suo animaletto da compagnia, la graghetta Violetta.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni opera della stessa Harriet Muncaster, le quali sono molto carine e graziose, dai tratti semplici, eleganti e precisi, ben delineati, raffinati, che creano scene ricche di dettagli e fascino. 
Le illustrazioni rappresentano scene e, soprattutto, personaggi descritti nei testi, tra cui la protagonista, i suoi genitori, suo fratello, la sua migliore amica, le sue compagne di classe (tutte streghe), la sua insegnante, ecc...
Poiché i personaggi di questo libro non sono persone umane ma creature magiche e fatate simili a fatine/folletti inventati dall'autrice, essi hanno un aspetto fisico un po' particolare, sebbene comunque l'aspetto sia principalmente quello di un essere umano. La maggior parte di loro comunque è sidegnato con corporature snelle, gambe e braccia sottili e affusolate, grandi occhi e un piccolo nasino (tranne la maestra che invece ha un naso lungo e ppuntito). Ciò che li differenzia maggiormente dagli esseri umani sono le lunghe orecchie a punta.
I disegni sono piuttosto curati e particolareggiati, inoltre l'artista mostra di prestare una certa attenzione agli abiti e agli accessori, nonché i mobili e l'arredamento delle varie stanze. Non sempre comunque è possibile vedere gli ambienti in quanto mentre alcune illustrazioni sono a pagina intera ve ne sono anche diverse inserite in mezzo ai testi e solitamente queste ultime rappresentano solo i personaggi.
La cosa che maggiormente caratterizza queste illustrazioni è l'uso dei colori. Infatti l'artista ha deciso di utilizzare come tinte per i suoi disegni solo il bianco, il nero e il viola (la serie di isadora Moon si caratterizzava invece per il rosa). Il bianco è il colore utilizzato per la pelle dei vari personaggi (e compare anche sugli abiti del padre di Mirabelle, che è una fata), il nero invece è usato per gli abiti, i cappelli e le calzature delle streghe. Il viola invece è usato per donare un tocco di colore ad alcuni oggetti o elementi particolare come capelli, accessori, pozioni, ma anche abiti. 
In questo caso Mirabella non è l'unica ad essere bicolore, i quanto tutte le streghe, pur vestendo di nero, magari hanno dei capelli o qualche decorazione dell'abito viola, creando delle immagini semplici ma immediatamente molto coinvolgenti e intriganti. 
 
  


 
Sopra: Alcune delle pagine interne, le quali presentano molte illustrazioni, molto graziose, le quali si caratterizzano per i colori bianco, nero e viola.
 
"MIRABELLE: Pozioni fuori controllo" di Harriet Muncaster è un libro carino adatto a lettori e lettrici a partire dai 4/5 anni oppure dai 7 per la lettura autonoma.
Questo è il secondo volume della nuova serie della Muncaster dedicato a un altro personaggio che è l'unione di due creature magiche. Se infatti Isadora Moon era metà vampiro e metà fata, Mirabelle è metà fata (il padre è folletto) e metà strega e, a differenza di Isadora, Mirabella ha un'indole un po' più birichina.
Mirabella comunque sembra essere anche un po' più grande rispetto a Isadora, infatti Mirabella è già al secondo anno di scuola, mentre Isadora nel primo volume doveva capire proprio in quale scuola andare.
In questo secondo volume comunque Mirabella deve affrontare il primo giorno di scuola e, nonostante la promessa di comportarsi bene, in realtà sembra proprio non riuscire a non combinare guai: prima combina un disastro mentre crea una pozione e poi vola troppo in alto con la scopa e finisce dentro un laghetto.
Mirabella quindi imparerà a comprendere l'importanza delle regole, come le spiega la sua insegnante: "<<Le regole esistono per un motivo ben preciso>> ha spiegato la signorina Spilloni. <<Se tu mi avessi consegnato la bottiglietta con la pozione appena arrivata a scuola, non avresti commesso l'errore e causato tutta quella confusione nell'ora di pozioni di stamattina. Se poi avessi rispettato la regola di non volare più in alto degli alberi, nessuna delle due sarebbe finita nel laghetto.>>
Ho apprezzato la figura della maestra, la quale è autorevole e rimprovera alle sue studentesse i comportamenti sbagliati assegnando loro delle punizioni confacenti l'infrazione (pulire la classe di pozioni dopo il disastro combinato a causa di un ingrediente sbagliato), ma che riesce anche ad essere comprensiva e non manca di lodare i comportamenti corretti avuti da Mirabella: "<<Be', vi devo elogiare per aver cercato di salvarvi a vicenda... siete state coraggiose. E, Mirabella, hai fatto bene a mandare Violetta a chiamarmi, ma il punto è che oggi nessuna di voi due è stata attenta alle regole.
L'insegnate inoltre si dimostra preoccupata per il mancato rispetto delle regole perchè alle studentesse avrebbe potuto succedere qualcosa di grave: "<<Grazie al cielo, oggi non è successo niente di grave. Ma ricorda, le regole esistono per il tuo bene. Devi assicurarti di seguirle!>>"
Una storia sicuramente non molto originale, ma comunque carina e capace di farsi apprezzare dal suo target, dove vediamo una giovane strega combinare qualche disastro a scuola ma imparare la lezione e comprendere che è importante seguire le regole ed è meglio evitare anche di fare scherzi dispettosi al proprio fratello perchè... chi la fa l'aspetti!
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2021 dalla Oxford University Press col titolo "Mirabelle breaks the rules" ed è stata edita nel 2022 in italiano dalla DeAgostini. Il volume ha 128 pagine, la copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 7,90 euro.
 
Altri volumi di "MIRABELLA":
  • 1) "Mirabelle a caccia di guai" (2021) ["Mirabelle gets up to mischief"] 
  • 2) "Pozioni fuori controllo" (2022) ["Breaks the rules"]
  • 3) "Una giornata tutta storta!" (2022) ["Has a bad day"]
  • 4) "Grossi guai in arrivo" (2023) ["In double trouble"]
  • 5) "Mirabella e i micivampiri monelli" (2023) ["Mirabelle and the naughty bat kittens"]
  • 6) "Mirabella magie a più non posso" (2023) ["Mirabelle and the magical Mayhem"]
  • 7) "Mirabella e i pattini incantati" (2024) ["Mirabelle takes Charge"]
  • 8) "Mirabella e la partita vincente" (2025) [""Mirabelle wants to win" (2023)]
  •  9) "La casa stregata" (2025) ["Mirabelle and the haunted house" (2023)]
  • 10) "Il pigiama party di Mezzanotte" (2025) ["Mirabelle and the Midnight Feast" (2024)]
 
Seguiti di "MIRABELLE" non ancora tradotti in italiano:
  • "Mirabelle and the picnic pranks" (2024)
  • "Mirabelle and the baby dragons" (2024)
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 4 maggio 2026

SAGA: LE CRONACHE LUNARI Vol. II ("Winter", "Fairest" e "Stars Above") di Marissa Meyer

"LE CRONACHE LUNARI" di Marissa Meyer  è una saga composta da quattro libri principali a cui si è aggiunto uno spin-off (altamente consigliato da leggere) e una raccolta di racconti brevi.
La serie si basa sulle rivisitazioni di fiabe classiche (ogni libro ha una diversa protagonista e si basa sulla rivisitazione di una vecchia fiaba classica) ambientate nel futuro dove la Luna è abitata da esseri umani e le fiabe sono realtà.
In Cinder, un cyborg adolescente (metà umana, metà macchina) deve vedersela con una matrigna malvagia, scatenare una ribellione contro la perfida regina Levana e decidere cosa prova per un bel principe. Nel corso della serie, Cinder stringe alleanze con: Scarlet, una pilota di astronavi determinata a risolvere il mistero della scomparsa di una persona cara, con l'aiuto di un magnetico combattente di strada di nome Wolf; Cress, un'hacker imprigionata dalla regina Levana; Winter, una principessa innamorata di un popolano che scopre che Cinder, Scarlet e Cress potrebbero essere la chiave per salvare il suo regno e il mondo.
Qui vi avevo recensito il primo tomo, mentre ora vi parlerò del secondo, che contiene l'ultimo libro della saga, uno spin-off sull'antagonista e una raccolta di racconti.

Sopra: La copertina del secondo volume della nuova edizione del 2023, dallo sfondo viola e le decorazioni fucsia, dove al centro vediamo la principessa Winter.
 
4 - "Winter" (2017): La giovane principessa Winter è molto amata dal suo popolo per la sua grazia e la sua gentilezza. E, nonostante le cicatrici che ne deturpano il volto (causate dalla stessa Levana, che ha costretto Winter ad auto infliggersele), è considerata uno splendore dai Lunari, anche più della regina Levana, la sua matrigna.
"Alzò la testa mentre un servitore iniziava a ripulire del sangue dalle lastre di marmo. Aimery asciugava il coltello con uno straccio. Incrociò lo sguardo di Winter e le ricolse un sorriso ripugnante. <<Temo che la principessa sia troppo sensibile per questo genere di sedute.>>
nell'assemblea serpeggiarono piccole risatine nervose. la ripugnanza di Winter per wuesti processi era fonte di divertimento per la maggioranza dei nobili di corte.
La regina si voltò nella sua direzione, ma Winter non riuscì ad alzare gli occhi. Non era nient'altro che una fanciulla fatta di ghiaccio e vetro.. I suoi denti erano fragili, i suoi polmoni potevano esplodere da un momento all'altro.
<<E' vero>> ammise Levana. <<Spesso mi dimentico della sua presenza. Tu non vali più di una bambola di pezza, vero, Winter?>>
Gli astanti sogghignarono di nuovo, stavolta più forte, come se la regina avesse dato loro il permesso di prendersi gioco della giovane principessa. ma Winter non riuscì a replicare, nè alla regina nè alle risatine. teneva gli occhi incollati sul taumaturgo, sforzandosi di dissimulare il panico che provava.
<<Oh no, lei vale molto di più>> obiettò Aimery. Sotto lo sguardo di Winter, una sottile linea scarlatta apparve sulla sua gola, con il sangue che usciva gorgogliante dalla ferita. <<La fanciulla più graziosa della Luna? Penso che un giorno farà la felicità di uno dei giovanotti di questa corte.>>
<<La più graziosa, Aimery?>> replicò Levana con un tono leggero che a stento nascondeva il ringhio sottostante.
Aimery si inchinò con un movimento fluido. <<Soltanto la più graziosa, mia regina. Ma nessun mortale potrebbe competere con la vostra perfezione.>>
La corte si affrettò ad approvare, diffondendosi in un profluvio di complimenti, anche se Einter continuava a sentire gli sguardi lascivi di più di un nobile indugiare su di lei.
Winter, poi, disprezza la sovrana con tutta se stessa, anche perché sa che la donna non approverà mai i suoi sentimenti per il bel Jacin, amico d'infanzia nonché guardia del palazzo. Ma Winter non è la fragile creatura che Levana pensa che sia. Infatti, la ragazza ha l'occasione di privarla del suo potere. E ora, grazie all'aiuto della cyborg Cinder e delle sue alleate, le viene offerta la possibilità concreta di dare inizio a una rivoluzione che rovesci la sovrana e ponga fine così alla guerra che infuria ormai da tanti, troppi anni. Riusciranno Cinder, Scarlet, Cress e Winter a sconfiggere Levana e a trovare ognuna il proprio lieto fine? 
In questo ultimo volume delle "Cronache lunari", Marissa Meyer costruisce un finale mozzafiato che di certo non deluderà i tanti fan della serie.
Sono giunta finalmente all'ultimo volume delle Cronache Lunari, dedicato alla principessa Winter, che sarebbe una versione alternativa di Biancaneve. Personaggio interessante che ci era stato già introdotto come la bellissima principessa della Luna, estremamente gentile e amata dal suo popolo, tanto da rifiutarsi di usare il proprio dono lunare per il timore di procurare danno alle altre persone, anche se a causa di ciò è affetta da una sorta di pazzia che crea forti allucinazione, una malattia di cui soffrono i lunari che non usano i loro poteri. 
Sebbene la principessa non potrà mai ambire al trono, in quanto in lei non scorre il sangue della famiglia reale, Levana la detesta ugualmente per la sua bellezza e per l'amore che suscita negli altri. per cercare di renderla meno bella l'ha perfino costrettà a sfegiarsi il viso con un coltello, procurandosi alcune cicatrici sul volto, che però a quanto pare non l'anno resa meno affascinante, anzi. Accanto a lei troviamo poi la sua fedele guardia del corpo Jacin, che avevamo già conosciuto come guardia lunare al servizio della taumaturga Sybil, il quale si era unito pure a Cinder e ai ribelli per un certo periodo. Dopo un tradimento nei confronti però di Cinder in questo quarto volume lo vediamo ritornare a fianco della sua preziosa principessa, di cui è innamorato (ricambiato), ma che è altrettanto determinato a tenere a distanza, in quanto teme per la sua sicurezza. Timori che non si riveleranno del tutto infondati in quanto la regina Levana ad un certo punto deciderà di far assassinare Winter e chiederà proprio a Jacin di farlo, come nella fiaba di "Biancaneve" in cui la regina cattiva ciede al proprio guarddiacaccia di uccidere la principessa poichè gelosa della sua bellezza.
Ho trovato le similitudini con la fiaba di "Biancaneve" molto interessanti ed efficaci, sebbene siano piuttosto pochi: c'è ovviamente la questione della gelosia della regina per la bellezza della figliastra; c'è la sua richiesta difar eliminare la figliastra; poi c'è l'inganno di lei travestita da vecchia che le fa mangiare non una mela avvelenata, ma un dolcetto di mele a cui è stato inoculato un virus che provoca una malattia mortale; e in questo caso non abbiamo una bara di cristallo, ma una vasca per il coma indotto (che in effetti assomiglia a una sorta di bara di vetro), un dispositivo medico usato per rallentare il metabolismo di una persona e favorirne la guarigione.  
D'altronde essendo questo l'ultimo volume della saga, quello che conclude tutta la vicenda, non poteva essere dedicato esclusivamente a Winter, infatti qui rivediamo tutti i nostri eroi finalmente riuniti (compresa Scarlet, che si trovava appunto sulla Luna, in compagnia, più o meno, di Winter) pronti per la battaglia finale contro Levana. Rivedremo anche Ary e Pearl, la matrigna e la sorellastra di Cinder, e conosceremo che fine hanno fatto dopo la fuga della cyborg e il destino che aspetta.
Poichè, pur trovandosi tutti sulla Luna, i vari personaggi sono costretti spesso a dividersi i capitoli sono dedicati un po' a tutti: ci sono quelli dedicati a Cinder, a Winter, a Jacin, a Scarlet, a Cress e Thorne, qualcuno anche a Wolfe e perfino qualcuno all'imperatore Kei; permettendo così ai lettori di seguire la vicenda a 360 gradi e rimanere a conoscenza di ciò che capita a tutti i personaggi, fino ad arrivare al grande finale, allo scontro definitivo tra Cinder e Levana.
Uno scontro piuttosto epico in cui c'è in gioco il rovesciamento di una monarchia tirannica, che da anni opprime la maggior parte del proprio popolo privandolo della propria libertà e constringendolo a vivere in una semi schiavitù, con pochi ricchi che vivono nel lusso e nell bambagia e la maggiorparte della popolazione lasciata nell'indigenza e nella povertà, costretta a lavorare e a sacrificarsi per le classi dirigenti.
Una vicenda in cui ogni personaggio avrà un ruolo importante per contribuire alla riuscita della rivoluzione,  e nessuno verrà lasciato indietro, neppure l'androide che fin dal primo capitolo ha accompagnato Cinder in questa vicenda.
Un quarto capitolo che non deluderà i lettori dell'intera saga, dandole una degna conclusione, a cui si giungerà attraverso un ritmo serrato e incalzante, tra (poche) cose che adranno secondo i piani e tanti imprevisti e faranno dubitare i lettori più di una volta della riuscita della missione. 
In questo capitolo finale vedrà poi concludersi tutte le varie sottotrame che si erano aperte nei libri precedenti: la leutomosi e una sua possibile cura, il problema dei diritti dei cyborg ( e della loro discriminazione) sulla Terra, i rapporti tra terrestri e lunari, la questione dei Gusci e del dispositivo che impedisce ai lunari di manipolare la mente...
Soprattutto vedremo chiudersi anche tutte le sottotrame romantiche tra i vari persnaggi che hanno sostenuto Cinder nella sua rivolta: quella tra Cinder e l'imperatore Kai, tra Wolf e Scarlet, tra Thorne e Cress e tra Winter e Jacin. Tutte storie d'amore che sono state ben esplorate ed approfondite dall'autrice nel corso della saga, risultando credibili, anche se io continuo a preferire quella tra Cinder e Kai.

  
Sopra: A destra la copertina del quarto volume, per cui si è mantenuta la copertina inglese anche in italiano, mentre a destra quella della ristampa, inglese, del 2020.
 
"Fairest" (2017): Fairest è il prequel degli altri libri della serie, e racconta i retroscena e il passato della Regina Levana (basato sul personaggio della Regina Cattiva di Biancaneve). 
La storia inizia quando Levana ha circa 15 anni e copre più o meno 10 anni della sua vita, finendo una decade prima dell'inizio del romanzo di Cinder. Levana è cresciuta in una famiglia in cui non si è sentita amata e con una sorella crudele che l'ha tormentata mentalmente e fisicamente per tutta la sua vita. 
Dopo che i suoi genitori sono stati assassinati da un Guscio, la sorella di Levana, Channary, è diventata Regina ma il suo regno dura poco. Infatti, con l'ascesa di Channary, inizia una spirale inattesa di Levana in cui diventa sempre più spietata e senza cuore.
Un breve romanzo interessante in cui noi lettori possiamo approfondire, e in certi casi scoprire, il passato di Levana, vedendo il rapporto che aveva con la sorella, l'ascesa al trono di quest'ultima, la nascita di Selene, la morte di Channary, l'ascesa al trono di Levana e l'assassionio di Selene, nonchè il rapporto tra Levana e suo marito, ma anche con Winter, la figlia del marito (e che lui ha avuto dal suo precedente matrimonio).
  
  
Sopra: A destra la copertina dell'edizione inglese dle 2020, contenuta all'interno di un cofanetto con tutti i volumi, mentre a destra l'edizione inglese del 2015.

"Stars Above" (2023): L'universo delle Cronache Lunari custodisce storie – e segreti – meravigliose, crude e romantiche. Come è arrivata Cinder a Nuova Pechino? Come si è trasformato il cupo soldato Wolf da giovane uomo in assassino? Quando la principessa Winter e la guardia di palazzo Jacin hanno compreso il loro destino? Con nove storie (cinque delle quali inedite) Stars Above è un'opera imprescindibile per i fan delle amatissime e bestseller Cronache Lunari.
Stars Above è una raccolta di 9 racconti ambientati nell'universo delle Cronache lunari. È stata pubblicata il 2 febbraio 2016 mentre in Italia era rimasto inedito fin quando questi racconti non sono stati inclusi nel secondo volume degli Oscar Draghi Mondadori dedicati alle Cronache Lunari. Contiene sia dei racconti precedentemente rilasciati, che altri originali:
  • The Keeper: (letteralmente "Il guardiano") un prequel delle Cronache Lunari, che mostra l'infanzia di Scarlet e narra di come la principessa Selene sia finita nelle mani di Michelle Benoit, che si è presa cura di lei.
  • Glitches: (letteralmente "Problemi tecnici / malfunzionamento") una storia breve che si svolge prima degli eventi di Cinder e incentrata sulla nostra protagonista che va a vivere con la sua nuova famiglia all'età di 11 anni. Originariamente è stata pubblicata il 27 gennaio 2014.
  • The Queen's Army: (letteralmente "L'Esercito della Regina") una storia breve su Wolf e su suo fratello Ran prima del romanzo Scarlet. È stato originariamente pubblicato il 20 novembre 2012.
  • Carswell's Guide to Being Lucky: (letteralmente "La guida di Carswell per essere fortunati) una storia breve che descrive l'incidente avvenuto tra Carswell Thorne e Kate Fallow e il recupero del suo schermo portatile citato in Cress. Possiamo dare così uno sguardo al giovane Carswell Thorne, alla sua vita familiare e alla sua adolescenza. È stata originariamente rilasciata il 4 febbraio 2014.
  • After Sunshine Passes By: (letteralmente "Dopo che la luce del sole è passata) un prequel di Cress che mostra come una Cress di nove anni sia finita da sola su un satellite, a spiare la Terra per Luna.
  • The Princess and The Guard: (letteralmente "La Principessa e la Guardia") una breve storia sull'amicizia tra Winter e Jacin durante la loro infanzia.
  • The Little Android: (letteralmente "La piccola Androide") una rivisitazione della fiaba della Sirenetta che si svolge prima degli eventi di Cinder. È stata originariamente pubblicata il 27 gennaio 2014.
  • The Mechanic: (letteralmente "Il meccanico") una breve storia sul primo incontro tra Linh Cinder e il Principe Kaito, dal punto di vista di Kai.
  • Something Old, Something New: (letteralmente "Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo") una storia breve ambientata circa 2 anni dopo Winter, durante il matrimonio di Scarlet e Wolf.
Una raccolta di racconti che chiariscono e approfondiscono alcuni aspetti meno approfonditi nella saga originale, come ad esempio l'arrivo di Cinder sulla Terra e la prima volta che ella è entrata con la sua nuova famiglia.  Altri racconti dedicati a personaggi secondari invece ci mostrano il rapporto che avevano con qualcuno a loro vicino (tipo Wolf e suo fratello, oppure Winter e Jacin, ma anche tra l'imperatore Kai e Cinder). 
Quasi tutti sono dei prequel, tranne l'ultimo racconto, in cui assistiamo al matrimonio di Scarlet e Wolf, e che ci permette di sapere come sono andate le cose a distanza di due anni dalla fine del quarto volume.

   
Sopra: A destra la copertina dell'edizione inglese dle 2020, contenuta all'interno di un cofanetto con tutti i volumi, mentre a destra l'edizione inglese del 2016.

Nel libro, nonostante sia un Oscar Draghi, sono presenti alcune illustrazioni a colori, cosa piuttosto anomala, visto che quasi mai i libri di questa collana sono illustrati (se non raramente qualche a volta in bianco e nero).
Le illustrazioni sono presenti all'inizio di ogni storia e poi viene inserito un ulteriore disegno verso la fine. Le prime, inserite all'inizio, sono praticamente le immagini delle copertine delle edizioni inglesi e americane e infatti ce ne sono due, fronte-retro. Quelle inserite sul davanti della pagina mostrano dei disegni dallo stile elegante, raffinato, ricco di dettagli ma con dei personaggi che ricordano un po' quelli dei fumetti, realizzati con linee sinuose ma nette e precise e tratti facciali semplici ma graziosi. Tali disegni mostrano i personaggi principali della storia inseriti in un preciso contesto e sopra di loro, in alto, compare il titolo del racconto che il lettore andrà a leggere. Queste immagini hanno dei colori brillanti, accesi e piuttosto saturi, sebbene ce ne sia sempre uno che tende a prevalere (il viola in "Winter", il rosa in "Fairest" e il blu in "Stars Above").
Le immagini che si trovano invece sul retro sono anch'esse provenienti dalle copertine di un'edizione inglese/americana ma hanno uno stile differente, meno fumettistico e più "serio". In questo caso le scritte sono state tolte, per cui nell'intera pagina vediamo comparire un unico elemento che ha un valore significativo per la storia: una mano che stringe con delicatezza una mela per "Winter", uno specchio in cui si vede il volto velato di una donna in "Fairest" e una corona appoggiata su un cuscino di velluto in "Stars Above". Qui non compare quindi nessuna figura umana, e in particolare nessun volto, in quanto si vuole sottolineare maggiormente l'importanza di un determinato oggetto, il quale viene rappresentato con colori piuttosto accesi e brillanti (con alcuni punti particolarmente luminosi, come se brillassero) sopra uno sfondo invece scuro.
Verso la fine o a metà di ogni storia c'è poi un'altra illustrazione dallo stile elegante, raffinato, sempre fumettistico e un po' liberty, dai tratti precisi ma sinuosi. Queste immagini rappresentano un momento preciso e importante della storia: il bacio tra Jacin e Winter, la regina che mostra al popolo la propria figlia, Scarlet che si prepara per il matrimonio. La cosa più particolare di queste immagini è la scelta dei colori, in certi punti stesi in maniera più decisa e intensa mentre in altre più delicata. Comunque l'artista sembra aver deciso di utilizzare principalmente solo alcune tinte per ciascun disegno: nel primo il verde, il rosa e il giallo, nel secondo il rosso e il verde e nel terzo il giallo, l'arancione e l'azzurro, oltre al bianco che compare in tutte le tavole.

    

  
Sopra: Alcune delle pagine illustrate presenti all'interno di questo secondo volume, le quali comprendono le copertine delle edizioni inglesi e americane e delle illustrazioni che rappresentano una scena per ciascun volume.

"LE CRONACHE LUNARI" di Marissa Meyer è una saga molto bella e interessante che avevo deciso di leggere sentendo tutti pareri positivi a riguardo e che mi incuriosiva perchè ogni volume è una sorta di rivisitazione di una fiaba, e io sono un'appassionata di fiabe e di fiabe rivisitate.
Il primo volume infatti si basa sulla fiaba di Cenerentola, il secondo su quella di Cappuccetto Rosso, il terzo su quella di Raperonzolo e il quarto su qella di Biancaneve. Una cosa che ho apprezzato sono proprio i riferimenti alle fiabe originali estremamente ben integrati nella trama fantascientifica; riferimenti che non sono banali e nemmeno così scontati e che sono stati rivisitati in modo veramente interessante e calzante, anche se con il procedere della vicenda essi diventano sempre di meno, ma comunque permangono. Il primo volume infatti è quello con la maggior parte dei riferimenti alla fiaba originale, quella di Cenerentola: la ragazza maltrattata e trattata come una serva da matrign e sorellastre (o almeno da una di esse); Cinder che al posto della carrozza cerca di riparare una vecchia auto; Cinder che si reca al ballo del principe ma che, invece di una scarpa, perde il suo piede meccanico. Nei volumi successivi, soprattutto nell'ultimo, i parallelismi tra fiaba e romanzo si riducono, anche per questioni di trama, ma non mancano mai quelli che rimandano ai punti salienti della fiaba originale. In "Scarlett" abbiamo la protagonista (che indossa una felpa rossa) andare in cerca della nonna (non malata ma in questo caso scomparsa) e che lungo il suo cammino troverà un lupo (in questo caso un uomo-lupo) che vorebbe mangiarsela (simbolicamente, ma neanche tanto). In "Cress" c'è una ragazzina dai capelli lunghissimi che è vissuta segregata non in una torre, ma in un satellite, che incontra il proprio principe che la farà fuggire dalla torre, anche se lui diventerà cieco. Nel caso di "Winter" ad esempio abbiamo la gelosia della regina per la bellezza della figliastra e la sua richiesta di far uccidere la fanciulla; abbiamo poi la scena della mela avvelenata e della principessa nella bara di vetro.
Insomma, alcune similitudini importanti ben calzanti e ben rielaborate per essere perfettamente coerenti e ben amalgamate alla trama dei romanzi. Anche perchè questi libri, pur conservando alcuni elementi fiabeschi, non sono delle fiabe, ma veri e propri romanzi con personaggi complessi e sfaccettati, tutti ben caratterizzati e che hanno le loro ragioni per comportarsi come si comportano. Noi lettori, ad esempio, possiamo arrivare a capire il risentimento della matrigna di Cinder nei suoi confronti, sebbene sia chiaro che non si sta comportando correttamente nei confronti della figliastra. 
Cinder, la protagonista, è rimasta dall'inizio alla fine il mio personaggio preferito, con il suo coraggio e la sua determinazione, ma anche con le sue debolezze e le sue paure. Molto simpatici, ironici, divertenti e affascinanti i personaggi di Iko (l'amica androide di Cinder) e Thorne (l'affascinante capitano nonchè disertore dell'esercito terrestre datosi alla clandestinità, che ha aiutato Cinder a fuggire dalla prigione nel secondo romanzo), i quali amano flirtare, ma che sono anche estremamente fedeli ai loro ideali e a difendere i propri amici. Ho apprezzato anche l'imperatore Kai, il quale pur essendo giovane e a volte un po' ingenuo si dimostra un bravo sovrano, pronto a sacrificarsi per il bene del proprio popolo e una brava persona, che imparerà a diventare un competente leader politico. Scarlet assomiglia a Cinder in quanto a intraprendenza, coraggio e determinazione, e riuscirà a strigere un forte legame con Wolfe, un soldato geneticamente modificato dalla regina Levana. In quanto a Wolf, egli è un uomo determinato, taciturno e all'apparenza un po' brurbero, che è sopravvissuto fin da bambino a un difficile addestramento, pronto a tutto per proteggere la propria compagna, anche se, mi spiace dirlo, è quello che si rivela meno utile, in quanto spesso viene manipolato dai taumaturghi più che da Cinder. Peccato, perchè effettivamente avere un soldato geneticamente modificato per essere forte e invincibile tra i propri ranghi era molto figo, ma purtroppo la manipolazione genetica lo porta anche ad essere facilmente controllabile da lunari addestrati proprio a prendere il controllo mentale questi uomini lupo. Cress invece è una ragazzina abilissima con la tenconologia, e come hacker, che è sempre stata tenuta segregata in un satellite, per cui il suo più grande sogno è poter essere libera, oltre ad essere innamorata di Thorne. Nonostante spesso si sottovaluti e sia un po' insicura cerca sempre di fare del proprio meglio e di aiutare Cinder al meglio, e le sue abilità tecnologiche si riveleranno spesso fondamentali per la riuscita delle missioni. Winter è invece la fanciulla bellissima, dolce e dal cuore puro, anche un po' ingenua, che ama gli altri e non sopporta far loro del male e che piuttosto preferisce soffrire lei, anche a costo di farsi prendere in giro dagli altri nobili lunari. Nel corso della missione anche lei tuttavia riuscirà a rendersi utile e a lottare contro Levana, con l'aiuto della sua guardia del corpo Jacin il quale è disposto a fare di tutto per lei, anche tradire gli altri. In effetti Jacin è l'uomo che sarebbe disposto a sacrificare tuttto il mondo pur di salvare la persona che ama, ma saprà in parte redimersi e, poichè anche Winter sostiene la causa di Cinder, saprà rendersi utile per il successo della rivoluzione.
Anche Levana, l'antagonista principale, è ben caratterizzata e un ottimo cattivo, che riesce veramente a suscitare timore, rispetto e rabbia nei lettori per il modo in cui pensa, per come si comporta e per come agisce. Una cattiva forte, priva di scrupoli, che si crede praticamente invincibile e in diritto di fare qualsiasi cosa voglia, ma anche una cattiva che ha lottato per arrivare ad assumere la posizione di potere che essa ricopre e la cosa che teme di più è proprio poter perdere quel potere tanto faticosamente conquistato e che cerca di tenersi stretto con tutte le sue forze, arrivando a compiere, senza nessun senso di colpa, atti spietati e scellerati. E' bello a tale proposito il fatto che l'autrice abbia dedicato anche a lei un breve romanzo, in cui si svela qualcosa in più sul suo passato, un passato che non è stato facile, e che ha segnato Levana fino a farla diventare come l'abbiamo conosciuta.
Molto interessante anche l'ambientazione fantascientifica, che di solito io non apprezzo particolamente, ma che in questo caso mi è piaciuta e che ho trovato molto intrigante; anche perchè non è facile trovare fiabe rivisitate con una chiave di lettura fantascientifica (di solito si tende a rivisitarle più in chiave horror, femminista o perfino ecologica). 
Una saga che consiglio per i personaggi (soprattutto se cercate eroine femminili forti e coraggiose ma non invincibili e antipatiche), per l'ambientazione fantascientifica/distopica con elementi fiabeschi, per l'elemento romance e per la trama, anche se letta in un colpo solo può risultare lunghetta (ammetto che tra il primo e il secondo volume io ho avuto bisogno di una pausa), ma alla fine ne vale la pena.
Nell'edizione Oscar Draghi avrete la possibilità di trovare l'intera saga riunita in solo due volumi, i quali sono molto grossi e non proprio facilissimi da maneggiare, ma a me questo formato non dispiace e sono riuscita a leggerlo piuttosto comodamente a casa (sicuramente non si tratta di un formato comodo da portarsi in viaggio). Credo inoltre che in italiano possiatre trovare i racconti raccolti nel volume di "Star Above" solo all'interno del secondo volume Oscar Draghi, in quanto non credo esista un libro singolo in italiano per questa raccolta di racconti. Bello anche il fatto che abbiano incluso nei volumi alcune pagine a colori.

I singoli libri sono stati editi originariamente in inglese rispettivamente i primi due nel 2015 e l'ultimo nel 2016 con i seguenti titoli (che poi sono gli stessi mantenuti anche nell'edizione italiana): "The Lunar Chronicles: Winter", "The Lunar Chronicles: Fairest" e "The Lunar Chronicles: Stars Above".  
Il tomo che riunisce i primi tre volumi della saga è stato pubblicato dalla Mondadori a settembre del 2023 con una copertina rigida, ha 936 pagine e misura 25,5 cm d'altezza e 18,00 cm di lunghezza e costa 30,00 euro. 
 
Ecco gli altri libri della saga, che sono stati raccolti, sempre nel 2023 in un unico tomo: "Cinder" (2012), "Scarlett" (2013) e "Cress" (2016).

 
 
     
Sopra: In alto la copertina del primo volume della raccolta, che raccoglie i primi tre romanzi della saga, di cui sotto potete vedere le singole copertine.
 
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