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mercoledì 11 settembre 2024

Tocca il cielo con un mito di Arianna Di Pietro e Valeria de Leo

Qualche tempo fa vi avevo già parlato dell'autrice Arianna di Piero, la quale aveva pubblicato un libro di miti in rima intitolato: "Storie in rima dei supereroi di prima: i miti greci raccontati in filastrocche".
Oggi vi parlo del secondo suo volume, che vi avevo preannunciato anche nell'altra recensione: "Tocca il cielo con un mito" di Arianna Di Pietro e con le illustrazioni, questa volta, di Valeria de Leo.
Questo volume stavolta non è un selfpublishing, ma è edito da una piccola casa editrice chiamata: Gattomerlino Edizioni, la quale nasce nel dicembre 2010, nell'ambito delle edizioni Superstripes Press, che pubblicano testi scientifici in inglese. Gattomerlino, curata e diretta dalla scrittrice Piera Mattei, parte dalla consapevolezza che "l'invenzione" ha caratteristiche analoghe nei diversi ambiti del sapere, e accetta la sfida di mediare il rapporto tra cultura scientifica e letteratura, tra scienza e intuizione e produzione poetica, facendo nascere in uno stesso ambito testi poetici in traduzione, saggi sulla poesia e brevi saggi di divulgazione scientifica di importanti scienziati.
Negli anni il suo progetto si è ampliato e pur conservando quella duplice anima poetico-scientifica Gattomerlino edizioni ha aperto una collana di Prose e racconti, una di Diari, Lettere, autobiografie, documenti e due collane per i ragazzi. La prima, "Capricci", comprende sei storielle filosofiche a firma di Mara Tipetei che è anche autrice delle illustrazioni. La seconda serie "Le avventure nel tempo" si compone a tutt'oggi di due volumi di storie che riportano gli eroi (Robin, un ragazzino, la sua Nonna e il Gatto Saladino, appassionato di storia) ai tempi delle Crociate, del vecchio della Montagna e dei Templari. Negli anni la serie Blu di poesia in traduzione si è arricchita di poesie americane, russe, lettoni, estoni, finlandesi, olandesi, tunisine, spagnole, honduregne, messicane, colombiane, uruguaiane, boliviane.
Tale volume sarebbe inserito nella collana Azzurra, che è quella dedicata a bambini e ragazzi, e in cui si inseriscono anche le collane "Capricci" e "Le avventure nel tempo".
 
Sopra: In copertina potete vedere un'illustrazione interne del libro, in particolare quella dedicata all'ultima poesia "La fine del mondo".
 
Il libro è una raccolta di poesie in rima dedicati ai miti e ai loro luoghi, personaggi e protagonisti. Le filastrocche sono, più nello specifico, suddivise in 5 parti:
  1. Miti scolpiti: poesie dedicate alle statue greche o altre sculture come la Bocca della Verità, la Fontana di trevi, gli obelischi romani, ecc...
  2. Mitici luoghi: poesie dedicate ai luoghi dei miti, veri o reali che siano, come la Magna Grecia, il Vesuvio, la via Laurentina, Pompei...
  3. Mitici tempi: poesie dedicate al tempo e ai modi umano di scandirlo, quindi attraverso i mesi ("Filastrocca di gennaio"), gli anni, le stagioni (in "La primavera di Persefone" o "L'autunno di Bacco"), ma facendo anche riferimento a festività antiche comparate con quelle moderne (tipo il Sol Invictus e il Mundus Patet).
  4. Miti e favole: poesie che raccontano dei miti come quello della nuda Verità, la favola di Esopo "Le rane chiedono un re", o "I tre setacci di Socrate"...
  5. Esseri perfetti: poesie dedicate alle divinità greche.
Le poesie sono molto carine e tutte molto orecchiabili grazie all'uso delle rime baciate che rendono i testi molto musicali e piacevoli da ascoltare.
 
 L'occhio di Polifemo
"Siamo noi Polifemo
quel gigante un po’ scemo 
che, credendo a Nessuno
è rimasto a digiuno
 
Ma la colpa è la sua 
se si è fatto la bua
perché un occhio soltanto 
non s’accorge di quanto 
sia un po’ troppo estremista 
solo un punto di vista
 
Solo i lungimiranti 
sono i veri giganti"
 
 
 La fine del mondo
"Per i greci la fine del mondo
era presso uno spigolo in fondo,
dove il mare finiva all'ingiù,
perso nell'universo più blu.
 
Una pioggia su altri pianeti,
una doccia su mondi segreti.
COme l'acqua che, dentro alla vasca,
giunge al bordo, la supera e casca.
 
Lì fu posto il confine agli umani,
quando Ercole con le sue mani
volle issare due enormi colonne:
"da qui in poi nn più uomini o donne!"
 
E a tutt'oggi ricorda la Terra,
sullo stretto che c'è a Gibilterra,
quell'antico confine del mare
che fu solo paura d'osare."
 
 Sopra: Le pagine con l'illustrazione la poesia dedicata alla Bocca della Verità, un antico mascherone in marmo, che un tempo fungeva da tombino, murato sulla parte della chiesa di San Maria in Cosmedin a Roma.
 
Questa volta le illustrazioni sono affidate a Valeria De Leo, un'artista italiana che ha realizzato per questo libro delle tavole semplici ma molto graziose, carine e colorate, e anche dal tocco un po' umoristico, ben in linea con lo stile delle poesie qui proposte.
Le illustrazioni, tutte a pagina intera, non hanno uno stile particolarmente realistico e ricercato, anzi parte del loro fascino sta nella loro semplicità e genuinità, oltre alla loro ironia. Esse rappresentano i soggetti descritti in questa o in quella poesia aggiungendovi un pizzico di umorismo, per cui: nell'illustrazione dedicata alla poesia sul Halloween romano vediamo uno scheletro seduto su un triclinio mentre mangia dell'uva; oppure nel mito di Persefone vediamo la ragazza contesa tra Ade e la madre; nella poesia dedicata ad Europa, vediamo la fanciulla seduta in groppa a un toro (che rappresenta Zeus) mentre esce fuori da una moneta, poiché essa viene raffigurata sulle monete degli euro...
Le illustrazioni, dai colori accesi, vividi e brillanti, stavolta sono ben fatte e, come dicevo, molto carine, accompagnando con leggerezza e in modo simpatico le poesie dell'autrice.

 

Sopra: In alto a sinistra il disegno dedicato alla poesia "In occasione del Vesuvio innevato" che parla del dio Efesto, a destra quella di "Mundus patet (ovvero Halloween a Roma) e in basso le pagine della poesia "La primavera di Persefone"
 
 "Tocca il cielo con un mito" di Arianna Di Pietro è libricino molto carino con 42 filastrocche dedicati a luoghi, personaggi e storie dei miti greci.
Rispetto alla precedente opera pubblicata in self-publishing questo volume presenta decisamente una maggiore qualità sebbene pubblicato da una casa editrice piccolina e poco conosciuta. Il miglioramento si vede subito nelle illustrazioni, che questa volta sono opera di Valeria de Leo, le quali sono molto carine, graziose, simpatiche, con dei colori accesi e brillanti, e rappresentano quanto narrato nei testi con un tocco di ironia che non guasta.
Le poesie sono anch'esse molto carine anche loro sono migliorate rispetto a quelle del precedente volume, che se vi ricordate, pur essendo anch'esse piuttosto ben fatte, ogni tanto presentavano qualche scivolone con il linguaggio, vendo usati dei termini troppo colloquiali e poco eleganti che un po' stonavano con il tono generale delle poesie. 
Stavolta la scelta dei temini e anche della metrica mi sembra essere stata più accurata. Le poesie risultano spesso anche più corte, forse perchè la maggior parte non racconta più di storie complete, piuttosto lunghe, ma molte sono dedicate a un personaggio, a un luogo o aun oggetto particolare.
Molte si caratterizzano ancora per un po' d'ironia (come le poesie su Poseidone che avrebbe voluto fare il surfista, o quella di Atlante che si lamenta di portare sulla schiena degli ignoranti convinti che la terra sia piatta) e anche per dare qualche piccolo insegnamento: come quella su Polifemo in cui si afferma che "Solo i lungimiranti / sono i veri giganti", oppure quella di "Il letto di Procuste" dove si dice che "Quando c'è un tipo che / è più o meno di te / attira le tue ire, / ma questo non vuol dire / che sia per forza meglio, / più in gamba, bello o sveglio, / è solo differente, / dai guai neanche lui esente. / Impara a farci i conti / e non temer confronti."
Un testo molto carino che, attraverso varie filastrocche che, a volte anche con un po' di ironia e simpatia, finiscono per insegnarci tante cose swl nostro paese e della nostra cultura: tipo cos'è la Bocca della verità, vari monumenti e statue importanti e amate, alcuni fatti storici, l'esistenza di antiche festività, il nome e il ruolo di alcune divinità greche, alcuni miti greci, ecc...
Anche in questo caso un libro da poter proporre a partire dai 4/5 anni, andando poi magari a spiegare alcuni fatti o monumenti che i bambini magari non possono ancora conoscere. Può essere carino anche per dei bambini di 10 anni che magari a scuola stanno affrontando i greci, così da proporgli qualche approfondimento o curiosità in maniera simpatica e leggera.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2024 dalla Gattomerlino Edizioni, ha una copertina flessibile, ha 82 pagine, misura 17 cm d'altezza e 20,5 cm di lunghezza e costa 15 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 28 agosto 2024

Storie in rima dei supereroi di prima: i miti greci raccontati in filastrocche di Arianna di Pietro

"Storie in rima dei supereroi di prima: i miti greci raccontati in filastrocche" di Arianna di Pietro è un libro in rima, il primo dell'autrice, illustrato da Luigi Kemo Volo, che racconta i miti greci in rima.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo esserci Zeus che emerge da quello che sembra un varco temporale.
 
"Che forza i Supereroi! Possono volare, trasformarsi e usare i loro superpoteri per combattere come nessuno di noi sa fare! Ma chi sono veramente? E come sono arrivati fino a noi? Sembra strano, ma i Supereroi moderni non sono altro che i lontani pronipoti degli dei ed eroi della mitologia greca (e non solo): quel fantastico insieme di storie antiche che ancora oggi ispira l'arte, la letteratura, il cinema, la filosofia, la psicologia e molto altro. Sono loro i Supereroi originali. O meglio, i Supereroi di prima. Perché, prima di Aquaman, c'era Poseidone. Prima di Spiderman, c'era Aracne. La Torcia Umana dei Fantastici 4 non userebbe il suo fuoco se prima Prometeo non l'avesse regalato agli uomini; e Tempesta degli X-Men non scaglierebbe i suoi fulmini, se prima Efesto non li avesse forgiati per il grande Zeus, dio incontrastato di tutto l'Olimpo."
Questa la presentazione del libro, che è a tutti gli effetti una raccolta di filastrocche che narrano alcuni miti greci in rima.
I miti trattati in questa raccolta sono: la nascita degli dei (con Gea ed Urano, e poi Crono e Urano e infine Zeus e i suoi fratelli e sorelle); Prometeo e la nascita dell'uomo (e il fuoco sulla Terra); il vaso di Pandora; Deucalione e Pirra (cioè il grande diluvio); il mito della metà (tratto dal Simposio di Platone); Eros e Psiche; Apollo e Dafne; Eco e Narciso; Orfeo ed Euridice; Teseo e Arianna .
Le filastrocche sono abbastanza lunghe, composte solitamente anche da una ventina di strofe (di 11/13 sillabe) e di sette versi ciascuna. Tale lunghezza permette all'autrice di scrivere storie di una certa complessità, che raccontano effettivamente abbastanza nel dettaglio i vari miti greci, presentandoli nella loro interezza e a volte pure connessi gli uni agli altri.
I versi seguono uno schema di rime baciato (AA BB) che li rendono molto orecchiabili e piuttosto piacevoli da ascoltare nonostante la lunghezza. Ecco ad esempio alcune strofe tratte da diverse filastrocche:
 
 La Teogonia ovvero La Nascita degli Dei
"Zeus e i suoi fratelli armati ad arte
verso Crono e i Titani in controparte
lottarono per anni con violenza,
poiché si equivalevano in potenza.
Così, per poter far la differenza.
Zeus, furbo, si giocò le giuste carte
chiamando i tre Ciclopi a sè in disparte.

<<O mostri imprigionati - disse lui -
non invidiate la libertà altrui?
Re Crono vi lanciò quaggiù in catene
pur con il vostro sangue nelle vene!
Che Crono regni ancora non sta bene!
Datemi una rma per punir costui:
la folgore, che acceca i cieli bui!>>

Forgiarono per lui lampi e saette
così forti che Crono fu alle strette.
Lui che era il dio del Tempo scappò via
e ancor nessuno sa dov'è che sia.
Da allora il mondo intero fu in balia
di Zeus tonante che gli succedette
sul monte Olimpo, vetta delle vette."
 
 
 Pandora ovvero La nascita della donna
"Ma la curiosità, come un malanno,
in Pandora cresceva di anno in anno
Bramava, nel cuor suo fatto di lava
di scoperchiar quel vaso che serbava.
Finché, dopo esser stata a lungo brava,
un dì pensò non fosse poi un gran danno
disobbedire al grande Zeus tiranno.

Così lo aprì, come gli altri regali,
ma uscirono da lì tremendi mali
che subito infestarono la terra:
l'Odio, la Povertà, il Dolor, la Guerra,
la Malattia e la Morte che ti afferra.
Quest'ultima spezzò all'Uomo le ali:
gli umani da quel dì furon mortali."
 
 
 Sopra: Le pagine interne sono tutte a righe, come potete vedere, con i testi suddivisi in strofe da sette versi.
 
Ogni filastrocca è accompagnata dalle illustrazioni di Luigi Kemo Volo, un artista di cui è possibile visionare i lavori su istagram o su facebook e che mi sembra specializzato più che altro nel fotoshoppare personaggi Disney inserendoli in contesti di vita quotidiana, facendoli interagire con sfondi, oggetti o persone reali, fotografati.
Questo spiega la presenza in molte illustrazioni di elementi, soprattutto oggetti, reali, nel senso presi da fotografie e inseriti nei disegni, come ad esempio: rami d'ulivo, un filo, una mano, dei soffioni, il vaso di Pandora, un gomitolo di lana, un limone, ecc... 
Devo dire che non sempre questi elementi mi sono sembrati ben integrati nell'immagine e nella scena generale, forse perchè l'artista è più abituato a fare il contrario: cioè prendere un disegno e disporlo in una foto con elementi reali che non viceversa.
Per quanto riguarda i disegni mi sembrano decenti, diciamo che hanno un tratto molto semplice, corretto, ma è come se fossero fatti da qualcuno non troppo abituato ad avere a che fare e a disegnare la figura umana. 
In generale sono abbastanza corretti e abbastanza graziosi, con dei colori brillanti, alcune volte più delicati ed altre volte più intensi e scuri. Osservando bene i disegni si possono tuttavia notare che a volte alcune parti non sono fatte proprio benissimo, in particolare le dita delle mani (le quali a volte sembrano delle specie di salsiccette).
I disegni comunque accompagnano i testi in maniera piuttosto piacevole, rappresentando scene e personaggi descritti nelle filastrocche, anche se ci sono margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda gli sfondi, che spesso risultano molto scarni e poco curati, mentre i personaggi sono anche accettabili.
 
 

 Sopra: In alto a sinistra un'illustrazione che mostra Pandora aprire il vaso proibito, a destra un disegno tratto dal mito di "Amore e Psiche" (notate come le braccia del ragazzo abbiano qualcosa che non va) mentre in basso delle pagine sul mito di Teseo e il Minotauro.
 
"Storie in rima dei supereroi di prima: i miti greci raccontati in filastrocche" di Arianna di Pietro è una raccolta molto carina di filastrocche che narrano anche piuttosto dettagliatamente alcuni miti greci.
Alcuni miti sono molto famosi, come quello su Teseo e il Minotauro, quello su Pandora, quello su Orfeo ed Euridice..., ma ce ne sono anche altri un po' più particolari come quello della nascita degli Dei, sulla nascita dell'Uomo, di Deucalione e Pirra, o il mito della metà...
I miti essendo scritti in rima baciata risultano molto orecchiabili e piacevoli da ascoltare, nonostante ogni filastrocca sia abbastanza lunga, così da narrare il mito nella sua interezza e in modo abbastanza completo. Per questo motivo credo che siano proponibili, oltre a bambini a partire dai 4/5, anche a bambini un po' più grandi, ad esempio anche ai bambini di quinta primaria che in storia studiano i greci. Penso che sarebbe carino proporre loro qualcuno di questi miti in rima, che sarebbe per loro una lettura semplice ma carina, adatta anche per quei bambini che non sono dei forti lettori, grazie anche alle semplici illustrazioni che risultano piuttosto carine seppur non eccelse e con qualche limite (considerando che questo libro è quasi un self publishing comunque sono più che accettabili).
Ho apprezzato il fatto che l'autrice introduca in alcune storie informazioni storiche, linguistiche o legate detti e modi di dire. Ad esempio, quando Arianna viene abbandonata da Teseo all'isola di Nasso viene detto: "E per questo famoso colpo basso / nacque il modo di dir "piantare in Nasso"!".
Nel mito di Apollo e Dafne viene invece detto ad esempio che Dafne significa "alloro": "Perché"Dafne" vuol dire proprio quello: / "alloro" è il senso del suo nome bello. / Era destino fosse un alberello! / (E qui in Italia< dove io scrivo, / nel nome Alura il suo ricordo è vivo)." Oppure il fatto che anche il termine "laureato" è legato all'alloro: "... e ancora oggi chi, con gran fatica, / conclude fiero l'università / d'alloro è cinto tra gli "Ho hip! Urrà!" / e viene "laureato" in facoltà, / affinché la vittoria gli si addica, / siccome "lauro" è alloro in lingua antica."
Anche il linguaggio usato non è banale e a volte la scrittrice utilizza anche una sintassi abbastanza complessa e dei termini abbastanza ricercati come: "periglio", "funesta", "l'imprudenza mia maldestra", "simulacro", "aborriva", "irti", "collasso", "appresso", "ciglio di un bel lago", "ossesso", "oppresso", "scarne", "apogeo" "duello", "vello", "lugubre lamento", ecc... 
Sebbene ogni tanto ci sia qualche piccolo scivolone sul linguaggio, che diventa forse troppo colloquiale, qualcosina che magari un pochino stona col tono dei racconti e risulta leggermente forzato come: "Se adesso su di lei a pesce ti butti / favorirai i suoi piani farabutti. / Che se le tenga lui le belle pupe, / piuttosto sposerei un branco di lupe!>>", "<<Guarda che bel cielo a pecorelle, / sui campi arriva l'acqua a catinelle!>>", "Eros volle risvegliar l'amata, / baciando le sue labbra marmellata", "Chi invece con l'amore andava a nozze / (appresso a mille avventurette zozze)",  "<<Parlar con te non è granché uno sballo / Addio, strana ragazza pappagallo.>>", "Perchè la vostra vita sia una bomba / e non una deserta catacomba"...
Considerando che questo è il primo libro dell'autrice questi piccoli scivoloni di stile sono tutto sommato accettabili e non sono nulla di grave, anche perchè in generale le storie in rima risultano veramente molto carine e piacevoli da ascoltare, oltre a riuscire a trasporre appunto in rima interi miti di una lunghezza non indifferente (mi ricorda un po' il lavoro che venne fatto sulla "Divina Commedia" di Dante in "La divina avventura: il fantastico viaggio di Dante" di Enrico Cerni, Francesca Gambino e illustrata da Maria Distefano).
Proprio di recente (31 maggio 2024) l'autrice ha comunque pubblicato anche un altro volume: "Tocca il cielo con un mito", con quella che stavolta sembra una vera casa editrice, anche se piccolina, dove le illustrazioni stavolta sembrano di maggiore qualità, opera di Valeria De Leo.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2020 dalla StreetLib (una piattaforma di Distribuzione Digitale Globale); ha una copertina flessibile, ha 98 pagine, misura 22,7 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 13,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 18 marzo 2024

Il tempo dei tempi ... fiabe e leggende della Città di Sicilia di Emma Perodi.

In passato vi avevo già parlato di Emma Perodi (1850-1918), una giornalista e scrittrice italiana, autrice soprattutto di letteratura per l'infanzia. Se vi ricordate la sua opera principale fu "Le novelle della nonna", una raccolta di racconti fantastici ambientati nel Casentino, pubblicata tra il 1892 e il 1893. In precedenza vi avevo parlato del volume integrale pubblicato dalla Einaudi che si intitolava: "Fiabe fantastiche: Le novelle della nonna" e di una raccolta edita dalla Salani .
Quella che vi propongo oggi invece è un'edizione, sempre della Salani, che raccoglie 10 novelle di Palermo, intitolata "Il tempo dei tempi ... fiabe e leggende della Città di Sicilia", illustrate da Carlo Chiostri.

Sopra: Sulla copertina è riprodotta l'illustrazione originale di Carlo Chiostri presente anche nell'edizione, sempre Salani, del 1909.

L'opera, come scritto all'inizio, è una riproduzione fedele del testo dell'edizione Salani del 1909.
Come scritto all'inizio questo: "... è il primo di una serie di tre libri che l'autrice dedicò alle fiabe e alle leggende della Sicilia. Mentre gli altri volumi sono dedicati ai miti del mare e dei monti, questo riunisce le fiabe ispirate alle leggende della città." Sono dieci novelle che l'autrice sente direttamente dal popolo di Palermo, "riportandoci una realtà fiabesca che ha nutrito per secoli la fantasia della gente".
In questa edizione infatti è assente la parte riguardante la famiglia Marcucci, che fungeva da quadro narrativo, famiglia contadina con struttura patriarcale che abitava in un podere del Casentino e che, come d'abitudine, ogni domenica sera d'inverno, i familiari si radunavano davanti al focolare e la Nonna Regina raccontava ai nipoti, ai figli e alle nuore delle storie. 
Anche i racconti non sono più a sfondo religioso come quelli delle Novelle, in cui angeli e santi erano sempre pronti a difendere il malcapitato dal diavolo di turno. Se nelle novelle molte storie vedono come protagonisti figure religiose come frati, la Madonna, santi e sante in queste fiabe e leggende, l'elemento soprannaturale persiste ma non è più di tipo religioso, ma più fantastico. Al posto di sante e Madonne qui vi sono animali parlanti e fate, che tra l'altro non sempre sono benevole. Compaiono poi come personaggi anche re, regine, principi, principesse e cavalieri, mentre nelle novelle i personaggi erano principalmente gente del popolo, poveri o ricchi che fossero.
Le fiabe contenute in questo quarto volume sono: "Le due colombe fatate", "Il cortile delle sette fate", "Il cavalluccio fedele", "Il re superbo", "La bella ragazza", "Guglielmo il Malo e lo scudo d'oro", "La visione di Guglielmo il buono", "Donna Pepa e donna Tura", "Il fuso caduto" e "La calata sei Giudici".
  
Sopra: A sinistra un'illustrazione di Chiostro, tratta dal racconto "Il cortile delle sette fate".


Tale volume e corredato dalle illustrazioni di C.Vitoli Russo (1863-1939) è stato un pittore e illustratore italiano tra i primi illustratori di Pinocchio nel 1901. Chiostri lavorò anche per i testi di molti autori, fra i quali Alberto Cioci (Lucignolo, l'amico di Pinocchio), Luigi Capuana, Emma Perodi, Collodi Nipote, Emilio Salgari, Victor Hugo, Ida Baccini e Tommaso Catani, di cui illustrò tutte le opere.
I  questa edizione sono contenute ben 27 disegni in bianco e nero di Russo, un numero abbastanza buono, anche considerando che il volume ha poco più di 230 pagine. Le immagini ritraggono scene descritte nelle varie storie, e sotto ogni immagine è presente una frase ripresa proprio dai testi, per far comprendere al lettore su quale scena di preciso è basata la rappresentazione.
Le incisioni sono molto dettagliate e ritraggono scene con parecchie elementi, che quindi risultano sempre piuttosto piene, con personaggi e ambienti ritratto in modo realistico e accurato: ogni persona è accuratamente abbigliata con i vestiti dell'epoca e della propria classe sociale, e le ambientazioni possono ritrarre intricati boschi pieni di alberi e cespugli,  lussuosi palazzi, sprazzi di borghi e città ecc..
A differenza delle incisioni di Piattoli, a cui in parte assomigliano, quelle di Chiostri sono ambientate quasi tutte all'interno di abitazioni oppure di città, nessuna è ambientata in mezzo ai boschi o all'aperto, al massimo i personaggi sono ritratti su balconi o scalinate, qualche volta in mezzo a delle case. Questo è coerente col fatto che questo volume è appunto dedicato alle leggende ambientate in città, i cui ambienti sono delineati con abilità e cura dall'artista.
 
 
 
 
Sopra: Alcune incisioni tratte da alcuni racconti del libro: in alto a sinistra ne abbiamo una proveniente da "Il cortile delle sette fate", a destra una da "Guglielmo il malo e lo scudo d'oro", in basso a sinistra "Il cavalluccio fedele" e quella a destra è tratta da "La bella ragazza".

"Fiabe fantastiche: Le novelle della nonna" di Emma Perodi è un'interessante raccolta di storie passate, ricche di atmosfera e spesso contenenti elementi soprannaturali e fiabeschi. 
Come detto anche nell'introduzione, nelle novelle molte storie vedevano come protagonisti figure religiose, mentre in queste fiabe e leggende l'elemento soprannaturale persiste ma non è più di tipo religioso, ma più fantastico. Al posto di sante e Madonne qui vi sono animali parlanti fatati (come le due colombe di "Le due colombe fatate" o il cavallo sauro di Mariuccia in "Il cavalluccio fedele" o il porco fatato del Duca, in grado di volare, di "La bella ragazza") e fate (come le sette fate che trasformano il gobbo e brutto Ruggero in un bel cavaliere in "Il cortile delle sette fate", o come quella che trasforma Donna Tura, da brutta e vecchia, in un bella e ricca ragazza in "Donna Peppa e Donna Tura" ). Compaiono poi come personaggi anche re, regine, principi, principesse e cavalieri, mentre nelle novelle i personaggi erano principalmente gente del popolo. In "Le due colombe fatate" il protagonista è un "Principino" il cui migliore amico è un "Reuccio"; in "Il cortile delle sette fate" il protagonista gobbo si innamora di una principessa; in "Il cavalluccio fedele" la protagonista è una principessa di nome Mariuccia che organizza dei banchetti, dove lei si traveste da paggio, per scegliere il suo sposo; in "Il Re superbo" vi è appunto un re che chiede delle prove dell'amore che la figlia di un mercante dice di provare per lui; in "La bella ragazza" vi è un principe che vede da un Duca suo cognato un quadro con una bella ragazza, di cui si innamora, in "Donna Peppa e donna Tura" vi è un re che vuole al suo servizio solo donne giovani belle e pulite che gli puliscano e stirino la biancheria...
Non mancano comunque anche storie in cui compaiono figure religiose, come nel caso di  "La visione di Guglielmo il buono", dove re Guglielmo ha numerose visioni della Vergine Maria, il quale lo aiuta a trovare un tesoro con cui egli costruirà pure una cattedrale. Anche "La calata sei Giudici" vede come personaggio un sovrano, anche se questa storia è più di tipo "politico", una fiaba in cui si vuole esaltare la giustizia al servizio dei giusti e dei buoni, contrastando i corrotti e i bugiardi, che comprano i favori dei giudici con i soldi rubati.
Le storie sono comunque piuttosto affascinanti, dal sapore antico e fiabesco, mentre narrano spesso incredibili vicende.
Sono più simili come struttura alle fiabe classiche, con eventi che si succedono a ripetizione. In "Il Re superbo" vi è ad esempio un mercante che chiede per tre volte alle figlie cosa vogliono che lui porti loro da un viaggio, come accadeva in "La bella e la bestia"; in "Le due colombe" per tre volte il Reuccio e il Principino catturano e liberano due colombe che parlando tra loro svelano come il Reuccio rischia di morire; ...
Alcuni racconti finiscono anche con una chiusura in versi come: "E a me mi dettero un solo confettino / che è là ancora in quel buchino" oppure "Loro felici e contenti se ne stettero / e a noi nulla ci dettero", non manca neppure la celebre "Stretta la foglia, larga la via, / dite la vostra che ho detto la mia" ....
Alcune storie contengono invece veri e propri fatti già visti in altre fiabe più famose: in  "Il re superbo" vi è un mercante con tre figlie alle quali chiede, per tre volte, ogni volta che parte per un viaggio d'affari,  che cosa vogliono che porti loro in regalo, come ne "La bella e la bestia"; in "Donna Peppa e Donna Tura" vi sono due vecchie di cui una diventa giovane e bella e l'altra.muore scorticata come nella fiaba dei Grimm "La vecchia scorticata".
Alcune storie sono piuttosto cattivelle, per così dire, come quella di "Il cortile delle sette fate", dove alla fine le sette fate si vendicano di Ruggero ritrasformandolo in un brutto gobbo poiché ha rifiutato di sposare una di loro, preferendo la principessa. Un'altra fiaba con una certa dose di violenza è quella di "Donna Pepa e donna Tura", dove quest'ultima convince la sorella a farsi squaiare per poter diventare bella come lei (che invece era stata trasformata da una fata):
"- Buongiorno, -rispose l'altro - in che cosa posso servirvi?
- Vorrei che mi scorticaste il viso. - 
Il barbiere fece un salto.
- M'avete preso per un macellaio? Dovete sapere che io sono un maestro nell'arte, e chi si affida alle mie mani non ha neppure una scalfitura sulla pelle.
- Ma io voglio essere scorticata e pago bene, - e nel dir questo battè sul sacchetto delle monete. [...]
Prese il rasoio e iniziò a tagliarle una striscia di pelle in mezzo alla fronte.Ma appena dette il primo colpo di rasoio, la vecchia si mise a strillare come un'anima dannata.
- Ahi! Ahi! Ahi!
- Volete che smettiamo?- chiese il barbiere.
- No, no! Scorticatemi, che voglio apparir bella come la sorella mia, e dopo che mi avete scorticata, andrò dal cavadenti a farmi cavare le radici dei denti rotti, poi mi strapperò i cernecchi e allora a Palermo, nè in tutto il mondo ci sarà ragazza più bella e più fresca di me. -
Il barbiere rideva a più non posso. Egli dette un altro colpo di rasoio più giù. e la vecchia strillò più che poté...."
Un volume adatto a essere letto a partire dagli 8/9 anni in su (anche se il linguaggio utilizzato dalla Perodi si sente che è antiquato, per cui alcuni termini che magari un adulto può intuire per dei bambini  necessiteranno di una traduzione) che raccoglie alcune fiabe siciliane, che riprendono aspetti delle fiabe classiche che la Perodi ha calato nella realtà della città di Palermo, poco conosciute ma comunque affascinanti e intriganti, anche abbastanza lunghe e complesse.

Questo libro è stato pubblicato nel 1988 dalle Edizioni Salani, ha 240 pagine, una copertina flessibile, misura 28,5 cm d'altezza e 12,2 cm di lunghezza e costava 16000 Lire. Tale volume riproduce fedelmente il testo dell'edizione Salani del 1909, come scritto all'interno del libro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

giovedì 21 dicembre 2023

Fiabe Lapponi e Leggende Groenlandesi a cura di Bruno Berni

"Fiabe Lapponi" e "Leggende Groenlandesi" sono due raccolte di fiabe e leggende a cura di Bruno Berni, due volumi che fanno parte di una collana edita dall'Iperborea dedicata alle fiabe nordiche, "una selezione che attinge alle prime versioni scritte di questi racconti tramandati oralmente".
Tutti i volumi di questa collana sono illustrati, in bianco e nero, anche se non sempre sono indicati i nomi degli artisti, come nel caso di "Fiabe Lapponi", mentre in "Leggende Groenlandesi" i disegni sono di Federica Bordoni.

 
 Sopra: A sinistra la copertina (di una ristampa) delle "Fiabe lapponi", mentre a destra quella delle "Leggende groenlandesi" dove vediamo a colori una delle illustrazioni interne del volume.
 
"Fiabe lapponi" è il primo volume della collana: "In questa antologia di fiabe e leggende rivive il patrimonio di tradizioni, miti e credenze di quella che per lungo tempo è rimasta una minoranza etnica isolata. Un mondo di magie e metamorfosi, di foreste stregate, cavalcate nella neve in sella alle renne e grandi laghi attraversati sugli sci, dove la fantasia si combina con la realtà quotidiana e le usanze ancestrali. Un mondo in cui cacciatori e pescatori sfidano gli spiriti della terra in cerca di fortuna, salvano principesse rapite da demoni, affrontano prove per conquistare regni al di là del mare, destreggiandosi tra gli agguati dei giganti e gli inganni di orchi goffi". 
Queste fiabe  sono un'espressione di una saggezza popolare a volte amara, derivata dalle dure lezioni della natura e della storia, ogni fiaba riserva qualche sorpresa, un crudo colpo di scena, un lieto fine mancato ma lasciando il dovuto spazio ai sogni e al gusto del narrare, racconta l'errare umano attraverso una smaliziata ironia.
Il volume attinge direttamente alle prime raccolte scritte nell'Ottocento, quando l'Europa, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva il valore letterario di questo racconto orale. Riscoperta che soprattutto per la Lapponia ha rappresentato anche una ricerca delle radici culturali e della propria indipendenza linguistica. In particolare tali storie provengono da "Lappiske Eventyr og Folkesagn" di Just Knudm Qvigstad e G. Sandberg (1887) e da "Lappiske Eventyr og sagn I-IV" di Just Knudm Qvigstad (1927-29).
 
"Leggende Groenlandesi" è invece il settimo volume della collana, dedicato alla Groenlandia, un’isola enorme, dove le persone devono fare i conti con i ghiacci del Nord, ed è proprio questo il paesaggio che fa da sfondo alle storie della tradizione popolare groenlan­dese. Per questo in queste leggende emerge la dura quotidianità della sopravvivenza, filtrata attraverso strati ancestrali di miti e animismo che trasfigurano foche, narvali, beluga e trichechi – prede importanti per il sostentamento del popolo inuit – umanizzandoli, trasforman­doli perfino in dimore per le anime di coloro che sanno tornare dalla morte. Queste leggende ci consegnano intatto il millenario confronto di questo popolo dei ghiacci con una natura ma­trigna, fatto di paura ma anche di un ricco e originale immaginario con cui superarla. Come scritto nell'introduzione: "Le due grandi figure nodali, spesso sovrapposte, sono il cac­ciatore, capace di sfamare la sua comunità, e lo sciamano, che grazie a un duro apprendista­to sa farsi intermediario tra l’uomo e le entità della natura che abita. Attorno a loro, spiriti ausiliari, giganti e nani di montagna, donne che sposano volpi e balene, orfani maltrattati che trovano la loro meritata rivalsa e vecchie mangiatrici di polmoni umani, tra arrampica­te verso il paese dei morti in cielo, discese in un aldilà marino, visite all’uomo della luna, antichi codici da osservare, armi portentose e l’onnipresente kayak". 
I racconti provengono da "Myter og Sagn fra Gronland, I-III", raccolte di circa un secolo fa (1921-1925) dal grande esploratore e antropologo Knud Rasmussen e trascritte in danese, la lingua del governo centrale.
 

 
  Sopra: Le pagine in alto provengono da "Fiabe lapponi", mentre quelle in basso da "Leggende groenlandesi"; in entrambe compare un'illustrazione, mentre nella pagina accanto al disegno si vede l'inizio di un racconto.
 
Questi due testi sono accompagnati da delle illustrazioni in bianco e nero, opera di artisti differenti. Di quelle presenti nella raccolta "Fiabe Lapponi" non viene riportato il nome dell'autore, forse perchè questo è il primo libro della serie e quindi sono andati ad attingere a delle immagini trovate in qualche banca dati su internet; inoltre alcune di queste immagini hanno un aspetto sgranato, in cui i contorni appaiono pixellosi e non chiari e ben definiti. 
Sono disegni dallo stile semplice, in cui molto spesso gli elementi sono ritratte quasi come delle silhouette, quindi figure dove l'interno è colorato tutto di nero e a distinguersi sono solo i contorni esterni. Tali disegni sono quasi sempre a pagina intera e spesso sono immagini complete, in cui compaiono scene complete con personaggi, luoghi e sfondi, anche se talvolta può capitare che ci siano dei disegni che si focalizzino a rappresentare una persona piuttosto che un'intera scena. Sono disegni che rappresentano scene narrate nei testi con personaggi che compiono azioni in paesaggi lapponi, quindi prevalentemente brulli e quasi del tutto privi di alberi, spesso innevati. In questi disegni si nota una grossa differenza tra le parti colorate di nero e quelle prive di colore, lasciate completamente bianche; in effetti nella maggior parte di queste illustrazioni è il bianco a prevalere, in quanto è il colore dato agli sfondi, su cui spiccano persone, animali o elementi del paesaggio (ad esempio alberi, quando presenti) quasi completamente neri.
In "Leggende Groenlandesi" le illustrazioni sono opera di Federica Bordono e infatti anche la loro risoluzione sembra decisamente migliore e più curata. Il loro stile è decisamente più complesso e curato. I disegni sono sempre a pagina intera ed in bianco e nero, ma personaggi e animali sono ritratti in modo più accurato e ricco di dettagli, sebbene comunque non si può parlare di un aspetto realistico, in quanto i vari elementi che compongono la scena sono tracciati con segni e contorni molto netti, precisi e decisi, con alcune parti bianche, altre nere  e altre di un nero sfumato o comunque steso in maniera leggera. Nei disegni della Berni i tratti del volto e i dettagli dei tessuti dei vestiti sono ben delineati e definiti, infatti anche i volti risultano più espressivi ed empatici. Anche questi disegni mostrano una realtà differente da quella delle ambientazioni europee, sia nei paesaggi (privi d alberi e innevati) che nell'abbigliamento delle persone (vestite con abiti pesanti e tipici dei paesi freddi del nord Europa), ma anche negli animali (vediamo comparire ad esempio balene o alci).
 
 

 

 
Sopra: I primi tre disegni, partendo dall'alto, sono tratti da "Fiabe lapponi", mentre quello al centro a destra e gli ultimi due provengono da "Leggende groenlandesi" e sono opera di Federica Bordoni.
 
"Fiabe Lapponi" e "Leggende Groenlandesi" sono due volumi che fanno parte della collana dedicata alle fiabe nordiche inaugurata dalla Iperborea nel 2014, di cui "Fiabe lapponi" costituisce proprio il primo titolo.
La particolarità di questa collana è proprio quella di proporre al pubblico europeo una serie di fiabe e leggende nordiche che è difficile reperire nel panorama europeo o, più nello specifico, in quello italiano. Se da noi infatti sono giunte traduzioni di raccolte russe o giapponesi (oltre a quelle più comuni europee come quelle dei Grimm e di Perrault), talvolta perfino di racconti africani, è raro imbatterci in fiabe lapponi, groenlandesi, finlandesi, danesi ecc... (forse quelle svedesi sono già leggermente più comuni). Da questo punto di vista quindi la collana dell'Iperborea è importante nel panorama italiano e per tutti gli amanti delle fiabe che vogliono espandere le loro conoscenze e arrivare a poter leggere fiabe provenienti da tutto il mondo. Come viene specificato da Bruno Berni nel primo libro della serie: "Nella presente serie di antologie di fiabe nordiche si è deciso perciò di operare una scelta prevalentemente sulle prime raccolte ottocentesche, nonostante il rischio collegato all'utilizzo di materiale pubblicato con criteri non sempre filologicamente inappuntabili, perchè spesso rielaborato dagli studiosi e quindi, come nel caso delle fiabe svedesi, a volte poco fedele a uno stile narrativo orale. Ma d'altro canto lo scopo non era tanto quello d osservare un rigore filologico, quanto di dare un'immagine delle tradizioni popolari dei paesi nordici. le raccolte ottocentesche possiedono il pregio di rappresentare un monumento alle culture scandinave, e come tali di avere un valore simbolico notevole per lo studio delle loro tradizioni popolari."
Nelle introduzioni ad opera di Bruno Berni (in realtà poste alla fine delle raccolte) i lettori possono anche venire a conoscenza di come sono nate e grazie a chi furono trascritte questa raccolte di fiabe nordiche, nonché del perchè spesso hanno avuto poca risonanza al difuori dei loro paesi (ma talvolta anche all'interno degli stessi). Ad esempio per le fiabe lapponi Berni spiega che i lapponi, popolo nomade e da sempre sotto la dominazione di altre quattro nazioni, non hanno mai ottenuto, n'è preteso, l'indipendenza politica, sono sempre stati una "minoranza muta e quasi dimenticata", mentre molto spesso la nascita di raccolte fiabesche è proprio dovuta ad intenti patriottici e nazionalistici. Per questo motivo i trascrittori di racconti lapponi sono sempre stati esterni alla loro cultura, sebbene se ne possano contare alcuni di illustri. "Una prima raccolta fu pubblicata da J.A. Friis nel 1871, purtroppo sulla base di annotazioni di seconda mano. Ma la raccolta di fiabe e leggende lapponi cui spetta il merito maggiore di completezza e fedeltà è quella pubblicata solo mezzo secolo dopo in Norvegia da Just Knud Qvigstad (1853-1956) dopo decenni di lavoro. Qvigstad visse a lungo tra i lapponi e dedicò tutta la sua lunghissima vita allo studio della loro lingua e della loro cultura." Molto del materiale di questa antologia di fabe lapponi è proprio tratto dalle raccolte di Qvigstad, che tra il 1926 e il 1927 pubblicò quattro volumi delle "Lappiske eventyr og sagn".
Per quanto riguarda le leggende groenlandesi esse furono narrate nella loro lingua originale ma trascritte in danese. Anche queste leggende, come le fiabe lapponi, furono trascritte e raccolte non per un'esigenza interna di conservazione della cultura nazionale, "bensì da una volontà di musealizzazione di una cultura marginale e in pericolo da un progetto nato da forze esterne esterne alla regione e perciò realizzato in una lingua che non è quella della narrazione originale". La selezioni di materiali orali dei racconti della cultura inuit della Groenlandia è avvenuta a Novecento inoltrato e nella lingua del governo centrale. Il merito della raccolta di questi materiali popolari è da attribuire principalmente a Knud Rasmussen, infatti i racconti presenti nell'edizione Iperborea sono tratti dalla sua più importante raccolta di testi inuit della Groenlandia, pubblicata in tre volumi tra il 1921 e il 1925.
Il formato di queste raccolte è particolare essendo lungo e stretto, con copertine flessibili che però non sembrano essere di carta, ma di un materiale che mi ricorda come una stoffa sintetica, che sembra molto sottile e leggero ma allo stesso tempo resistente agli strappi. 
Essendo raccolte per adulti ho apprezzato che la casa editrice abbia comunque deciso di inserirvi dentro alcune illustrazioni in bianco e nero, differenti per ciascuna raccolta. Essendo opera di artisti differenti lo stile dei disegni varia in base alla raccolta: quelle di "Fiabe lapponi" sono più semplici e stilizzate, con un maggiore contrasto tra gli elementi neri e le zone lasciate bianche, mentre quelle di "Leggende groenlandesi" hanno un aspetto più curato e dettagliato, e presentano anche delle zone più grigie.  In entrambi i  casi comunque dai disegni emergono alcuni elementi che caratterizzano le ambientazioni di queste fiabe, come ad esempio animali, paesaggi e vestiti tipici di climi molto freddi. Pur presenti comunque le illustrazioni rivestono un ruolo secondario rispetto ai testi.
Se siete amanti delle fiabe e volete espandere i vostri orizzonti al riguardo vi consiglio quindi di dare un'occhiata a questa collana proprio per la tipologia di testi proposti, anche se sotto il profilo grafico ci sono sicuramente raccolte fiabesche molto più belle, curate e illustrate. Le raccolte Iperborea sono interessanti anche perchè, oltre a riportare da dove sono state tratte le varie fiabe, alla fine sono sempre presenti anche delle note bibliografiche che specificano il titolo originario di una certa fiaba o leggenda e la sua provenienza. 

"Fiabe Lapponi" è stato pubblicato nel 2014 mentre "Leggende Groenlandesi" nel 2020 dalla Iperborea Edizioni. Il primo volume ha 192 mentre il secondo 332 pagine, hanno entrambi una copertina flessibile, misurano 20 cm d'altezza e 10 cm di lunghezza e costano il primo 16 euro e il secondo 16,50 euro.

Iperborea non è solo una casa editrice, ma è anche il nome della principale collana di questo editore (Gli Iperborei), come riportato sul loro sito: "Iperborea è la collana che per prima in Italia ha esplorato la letteratura del Nord Europa in modo sistematico. Ospita classici e premi Nobel, inediti o riproposti in nuove traduzioni, romanzi e racconti dei maggiori autori contemporanei, saggistica narrativa, sceneggiature, teatro, poesia e antiche saghe. Inizialmente specializzata nei paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), ha poi accolto letteratura nederlandese, tedesca, islandese e baltica (estone, lettone e lituana), canadese. Iconica nel suo formato 10x20 cm (tranne rare eccezioni per i libri con una parte iconografica importante), è stata rinnovata nella grafica nel 2015. Tutti i libri della collana sono in brossura cucita a filo refe, con copertina in cartoncino colorato e sovracoperta con alette in carta Imitlin Fedrigoni". 
Ecco le altre raccolte di fiabe e leggende nordiche:
  1.  "Fiabe lapponi" a cura di Bruno Berni (2014).
  2.  "Fiabe danesi" a cura di Bruno Berni (2015).
  3.  "Fiabe islandesi" traduzione di S. Cosimini, (2016).
  4.  "Fiabe svedesi" di Anna Wahlenberg, Alfred Smedberg, Helena Nyblo , Walter Stenströ e Harald Östenson, (2017) illustrazioni di John Bauer.
  5.  "Fiabe faraoesi" di Luca Taglianetti, (2018) illustrazioni di Lorenzo Fossati.
  6.  "Fiabe norvegesi" di Peter Christen Asbjørnsen , Jorgen MoeMoltke Moe, (2019) illustrazioni di Vincenzo Del Vecchio.
  7.  "Leggende groenlandesi" a cura di Bruno Berni (2020) illustrazioni di Federica Bordoni.
  8. "Fiabe finlandesi" traduzione di Giorgia FerrariSanna Maria Martin (2021) illustrazioni di Sonia Diab.
  9.  "Intorno al fuoco: fiabe e racconti della terra dei sami"  a cura di Emilie Demant Hatt e Bruno Berni (2022) con le illustrazioni di Lavinia Fagiuoli.
  10.  "Castelli in aria e altre fiabe finlandesi" di Zacharias Topelius (2023) con le illustrazioni di Isabella Conti.
 
       
 
 
 Sopra: Le copertine delle raccolte di fiabe nordiche, le quali hanno tutte questo formato lungo e stretto tipico dell'Iperborea.
 
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lunedì 7 agosto 2023

Il libro delle meraviglie e I racconti della casa nel bosco di Nathaniel Hawthorne

"Il libro delle meraviglie" e "I racconti della casa nel bosco" di Nathaniel Hawthorne, il primo con le illustrazioni di Walter Crane e il secondo con quelle di Virginia Frances Sterrett sono rispettivamente la trentaquattresima e la quarantunesima uscita della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola : STORIE MERAVIGLIOSE. Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.

 
Sopra: A sinistra la copertina del primo volume della RBA è di colore rosa, che mostra scritte e decori dorati, con una fata vestita con abiti verdi e gialli e dei fiori gialli. A destra il secondo volume dai toni verde chiaro, in cui vediamo una ragazza guidare un carro trainato da due draghi.
 
Questo libro è una raccolta di sei miti dell’antica Grecia rielaborati appositamente per bambini e ragazzi dallo scrittore statunitense Nathaniel Hawthorne. Il volume fu pubblicato per la prima volta nel 1851 dalla prestigiosa casa editrice americana Ticker, Reed and Fields; da qui è tratto il testo integrale scelto per questa edizione.
L'autore infatti pensava che, nonostante i secoli trascorsi, i miti dell'antica Grecia continuano a farci riflettere sull'origine del mondo, degli esseri umani e dei nostri desideri, passioni trionfi e sconfitte, per questo ha deciso di rielaborarli adattandoli ad un pubblico più giovane.
Tramite l'espediente di raccontare una storia dentro l'altra, un giovane studente narra ad un gruppo di bambini alcuni miti molto noti come quelli di Re Mida, del vaso di Pandora e del magico cavallo Pegaso. 
Lo studente in questione è Eustace Bright, "esile e piuttosto pallido, come lo sono tutti gli studenti dello yankee. E tuttavia, aveva un aspetto sano, ed era così agile e vivace che pareva avesse le ali ai piedi", il quale attinge alla sua formazione universitaria per creare nuove storie con cui intrattenere i bambini che gli sono stati affidati.
Nel secondo volume, quello sulla casa nel bosco, la voce narrante spiega di aver reincontrato Bright a Boston, dopo che quest'ultimo si era concesso dell vacanze invernali per "rimediare ai danni che un'eccessiva applicazione allo studio avevano causato alla sua salute". Il narratore offre al Bright la possibilità di rimanere per qualche tempo a casa sua, in una casa in collina, dove lo studente confessa di aver scritto molte altre storie, in quanto "Primula e Pervinca e tutti gli altri non mi danno pace se non racconto loro qualche storia almeno un giorno sì e uno no". Il narratore diventa così il curatore di questa nuova raccolta di racconti per bambini che rivisitano i miti classici: "Eustace mi disse, però, che quiei miti erano davvero singolari e che egli, ogni volta che cominciava a raccontarne uno, si meravigliava della presa immediata che questo aveva sull'infantile purezza dei suoi ascoltatori".
Queste edizioni presentano la traduzione (e le illustrazioni di Crane) di quella Donzelli, a cura di S. Antonelli e I. Tattoni, che tradusse i due volumi per la prima volta in forma integrale nel 2007, raccogliendoli in uno unico.
 

Sopra: Due pagine interne iniziali dei volumi editi dalla RBA; notate come nella pagina a sinistra in alto si veda un'illustrazione di Crane tratta dal secondo racconto "Il paradiso dei bambini", mentre in quella in basso un disegno di Sterrett tratto dal racconto "Il minotauro". Nella pagina a destra vi sono invece i tipici decori che accompagnano i volumi di questa collana, in questo caso di colore viola per il primo libro e verde per il secondo, per richiamare la tinta della copertina.

Le splendide illustrazioni che arricchiscono questo volume provengono dall’opera che l’editore Houghton Mifflin & Co. pubblicò nel 1893. Sono creazioni del famoso artista britannico Walter Crane, considerato uno dei più influenti e prolifici illustratori di libri per l’infanzia della sua generazione. Crane era un artista inglese capace di fondere testo, decorazioni e immagini, ripensando i libri per bambini come opere esteticamente unitarie e attentamente studiate. Le sue illustrazioni di fiabe e miti mostrano uno stile preraffaellita, sebbene l'artista abbia tratto ispirazione da molte fonti diverse. E' considerato uno dei pionieri dello stile Liberty, anche se all'inizio fu influenzato dalla corrente pittorica dei Preraffaeliti. Le sue illustrazioni, molto raffinate, si riconoscono subito per il gran numero di dettagli e l'attenzione ai particolari (in particolare agli abiti e alle architetture), nonché per i loro colori intensi, accesi e brillanti.
 
 
 Sopra: Due illustrazioni di Crane (tratte dai racconti "Le tre mele d'oro" e "Il paradiso dei bambini"), un artista inglese capace di fondere testo, decorazioni e immagini.
 
Come spiegato nell'introduzione questa versione de "I racconti della Casa del bosco" riprende la prima edizione del testo di Nathaniel Hawthorne, pubblicata dalla Ticknor, Reed and Field nel 1853. Le delicate illustrazioni che la impreziosiscono provengono invece dall’edizione del 1921 della prestigiosa Penn Publishing Co e sono opera della grande artista statunitense Virginia Frances Sterrett, che con matite e pennelli era capace di creare universi fantastici di una bellezza sconfinata e di delicata sensibilità. Le sue sono illustrazioni ricche di dettagli, dai colori brillanti, dai tratti dolci e delicati, con figure umane un po' stilizzate, dai corpi magri e slanciati. Questo è uno dei soli tre libri che arrivò a illustrare nella sua vita, poiché morì molto giovane di tubercolosi. Le sue altre due opere, "Old French Fairy Tales" (1920) e "Le mille e una notte" (1928), sono state anch’esse pubblicate in questa collana.

   
Sopra: Due illustrazioni di Sterrett tratte rispettivamente dai racconti di  "Il minotauro" e di "I denti del drago".

Come è consuetudine nei libri di questa serie vi sono due tipi di immagini: quelle a tutta a pagina e quelle in mezzo ai testi. Le prime raffigurano scene descritte nei testi e talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo.
Le immagini del secondo tipo sono più piccole e monocromatiche, ma comunque molto accurate e dettagliate, e la loro tinta riprende quella della copertina, in questo caso il viola e il verde. Nel caso di Crane sono disegni che mostrano i personaggi compiere alcune azioni, senza che però venga mostrato nessuno sfondo: un uomo che avanza nella neve, una donna che guarda dentro una cassapanca, Bellefonte che lotta con Pegaso. Nel caso invece dei disegni di Sterrett questi rappresentano sempre scene narrate nei testi ma, oltre ad essere di colore verde come la copertine, in essi sono presenti anche degli sfondi, anche piuttosto dettagliati...
 
 
 
 
 Sopra: In alto un paio di illustrazioni a colori e a pagina intera di Crane, tratte da dai racconti "La testa della Gorgone" (rivisitazione del mito di teseo e Medusa) e "La chimera". In basso due dei disegni più piccoli, monocromatici, inseriti in mezzo ai testi; quella a sinistra, viola, proveniente da "Il libro delle meraviglie", mentre quello a destra, verde, da "I racconti della casa nel bosco".
 
"Il libro delle meraviglie per ragazzi e ragazze" e "I racconti della casa nel bosco" di Nathaniel Hawthorne sono una piacevole lettura adatta a bambini dai 6/7 anni (in lettura condivisa), altrimenti dagli 8/9 per quella autonoma. Sono racconti che rivisitano alcuni miti greci, riassumendone alcune parti (come nel caso del mito di Teseo e Medusa), aggiungendovi alcuni particolari (come il fatto che Mida avesse una figlia di nome Boccadoro) o proprio modificando alcuni dettagli della storia (come il fatto che Pandora ed Epimeteo sono bambini, e la prima non è quindi la sposa del secondo, ma semplicemente la sua compagna di giochi; oppure che in realtà Arianna, a differenza di come raccontano certe malelingue, decise di non seguire Teseo, dal quale poi sarebbe stata abbandonata, ma di tornare a casa dal padre).
Come scritto nell'introduzione: "Attraverso questi racconti senza tempo, Howthorne ci fa viaggiare in un mondo utopico, dove le emozioni e le passioni più profonde dell'essere umano affiorano con estrema semplicità".
Le illustrazioni di Walter Crane, dallo stile preraffaellita con elementi liberty, sono molto belle, con colori accesi e brillanti, dal gusto classico, con personaggi dall'aspetto realistico posti in scene molto dettagliate e curate. Quelle di Virginia Frances Sterrett invece sono ricche di dettagli, dai colori brillanti, dai tratti dolci e delicati, capaci di creare universi fantastici di una bellezza sconfinata e di delicata sensibilità.
Una lettura molto carina adatta a tutti quei bambini che amano i miti greci, a cui questo volume offre delle storie adatte a loro ma non troppo riassunte, storie che mantengono comunque un loro stile e che non si limitano a essere dei semplici riassunti o semplificazioni dei miti originali.
Sia "Il libro delle meraviglie" che "I racconti della casa nel bosco" sono disponibili anche nell'edizione  a cura di S. Antonelli e I. Tattoni della Donzelli del 2007, che contiene pure le splendide illustrazioni che Walter Crane. Tale edizione costa 28 euro, quindi, i due volumi della RBA, presi singolarmente, risulterebbero più vantaggiosi come prezzo (con un totale di 24 euro), considerate tuttavia che il volume della Donzelli ha delle dimensioni più grandi (di 21,7 per 14,8 cm).
 
Sopra: La copertina del volume edito dalla Donzelli nel 2017, che contiene sia "Il libro delle meraviglie" che "Racconti della casa nel bosco" .
 
Questi volumi sono stati stampati nel 2022 ma pubblicato (nel senso di distribuito nelle edicole) nel 2023 dalla RBA Italia. "Il libro delle meraviglie" e "I racconti della casa nel bosco" hanno entrambi una copertina rigida, misurano 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza, il primo volume ha 266 pagine mentre il secondo 276 e costano entrambi 12 euro.

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