venerdì 22 agosto 2025

Enter Boogeyman a cura di Alessandro Manzetti

"Enter Boogeyman" è una raccolta di racconti a cura di Alessandro Manzetti e illustrati da Francesco Biagini e Christian Ward incentrati sulla figura del Boogeyman.
 
 Sopra: Sulla copertina, sotto il titolo, compare un'inquietante ed oscura illustrazione dove, in fondo a un buio corridoio, vediamo una minacciosa creatura.
 
Potrebbe essere nella tua camera, o nella tua cantina, o in quella vecchia casa abbandonata in fondo alla strada. Ma potrebbe nascondersi anche in altri luoghi non euclidei, molto più vicino a te di quanto pensi. Potrebbe essere addirittura dentro di te… esiste con nomi diversi in tutte le culture del mondo, con diversi volti, diversi nascondigli. Ma è uno solo. È sempre stato uno solo. È il Boogeyman. Chi è l'uomo nero? Una domanda migliore potrebbe essere: chi non è? La stessa domanda che Poppy Z. Brite pone nell'introduzione a questa antologia horror dedicata al mostro più spaventoso di tutti... Quello che vive dove vivi tu, che ti osserva nella notte, quello che pensavi di aver lasciato indietro come una fantasia infantile.
Come scritto nella prefazione: "Mettere insieme un'antologia di racconti con il Boogeyman come protagonista può sembrare un progetto banale. È già un personaggio molto conosciuto, dal momento che stiamo parlando di un tema comune del genere horror, presente spesso sia nella letteratura sia nei film. Ma, e questo potrebbe sorprendere alcuni di voi, non ci sono molte raccolte come questa, nella quale alcuni dei migliori scrittori dell'orrore e di dark fantasy offrono una serie di interpretazioni diverse di questo personaggio iconico." 
I Boogeyman presenti in questi racconti sono però spesso delle figure reinterpretate, rese metaforiche e trasformate in simboli i paura, ma anche di stati d'animo, traumi o distorsioni della realtà. Questa antologia vuole quindi "far emergere il Boogeyman dal fondo della nostra mente" e farcelo materializzare davanti agli occhi. 
Per quanto riguarda gli autori, come ci spiega Manzetti nella prefazione: "Ho scelto sia interpreti storici del genere sia alcune alcune delle voci più forti dell'horror e del dark fantasy contemporanei, offrendo al lettore una gamma variegata  di immagini e stili di scrittura, assicurando così per tutti - al di là della sensibilità personale, dei gusti e delle esperienze di vita - prima o poi saranno toccati dalla presenza dell'inafferrabile e onirico Boogeyman."
 
 Sopra: Le pagine iniziali che segnano l'inizio della raccolta, tinte di nero e in cui vediamo sulla destra una rappresentazione del Boogeyman.
 
Ogni racconto è accompagnato da un'illustrazione in bianco e nero che precede la storia, opera di Francesco Biagini e Christian Ward. Sono disegni molto inquietanti, in cui gli artisti giocano molto con l'uso dei due colori che hanno a disposizione. Tutte le immagini si caratterizzano infatti per degli sfondi bui, completamente neri, dove spiccano eventuali punti luce o altri elementi che possono essere anche essere lasciati completamente bianchi (a volte possono essere corpi o abiti, volti...). 
Sugli sfondi neri spiccano infatti questi disegni macabri, molto dettagliati, nonostante lascino sempre uno spazio tra detto e non detto. Essi cercano infatti di rappresentare l'essenza del racconto che si andrà a leggere, più che rappresentare in moo esplicito una scena in esso narrata. I disegni hanno infatti un aspetto di solito un po' astratto, anche se in quasi tutti ci viene mostrata una rappresentazione e una possibile idea del boogeyman, il quale comunque viene sempre ritratto come un essere mostruoso e terrificante, dalle fattezze umane, con lunghi denti e lunghi artigli affilati. 
Leggendo i racconti comunque i lettori potranno accorgersi di come i disegni siano legati alla trama, anche se ne danno una loro interpretazione, il che può essere interessante per i lettori, in quanto possono farsi un'idea di cosa andranno a leggere, ma è solamente dopo la lettura della storia che potranno riuscire a interpretare cosa l'immagine voglia rappresentare. 
 
 
 
   
Sopra: Alcune delle illustrazioni che troverete all'interno del libro, prima di ogni racconto
 
"I bambini del bosco" di Elsa Beskow è una bella raccolta di racconti di paura tutti incentrati sulla figura del così detto "uomo nero", o "Boogeyman" in inglese.
I racconti sono tutti interessanti anche perchè ciascun autore ha interpretato un po' questa figura in modo personale, a volte anche in modo originale, non facendolo più solo essere il mostro che si nasconde sotto il letto o nell'armadio per spaventare i bambini. Per dire molti dei racconti di questo libro non hanno neppure per protagonisti dei bambini, ma anche ragazzi e ragazze già cresciuti e anche uomini o donne adulte, a dimostrazione che qui il boogeyman non si limita a prendere di mira solo i piccoli, ma è una figura di cui tutti possono avere paura, indipendentemente dall'età.
Come dicevo questa raccolta offre molte interpretazione della figura del boogeyman, molte legate più alla sfera psicologia ed emotiva che non a quella fisica, un simbolo della paura che emerge da vecchi traumi o dalle parti inconsce e oscure dell'animo umano. Nel racconto "I mostri e la fanciulla" di Kiste vediamo una bambina cresciuta in una famiglia disfunzionale, con una madre fredda e un patrigno e un fratello maggiore che la picchiavano e che fin da piccola vedeva questo boogeyman, che stava semplicemente fermo nella sua stanza. Quando ha provato a dirlo alla madre questa non le ha creduto e le ha intimato di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbero dovuto rinchiuderla in un ospedale psichiatrico. In questo caso, sebbene la figura del boogeyman non sia una presenza rassicurante, qui i mostri veri e propri sono la madre, il patrigno e il fratello. E alla fine la protagonista finirà per scoprire che in realtà il suo boogeyman forse è più un alleato che non una minaccia. In "Booogeyman per caso" il boogeyman del protagonista gli spiega che lui era là per proteggerlo contro il padre violento. Anche la creatura del racconto "Auon Dewa" non ha intenzioni malvagie contro le persone che abitano la sua casa, ma anzi protegge la bambina dalle intenzioni malevole del patrigno.
In molte altre storie invece il boogeyman è effettivamente un essere pericoloso, pronto a mangiarsi qualche bambino o far del male a qualche persona, come nel caso dei racconti: "Baubino" dove un bambino di 5/6 anni di nome Matthew si comporta in modo strano uccidendo animali e anche sua madre, finché non scompare (forse è stato ucciso) e diventa una sorta di fantasma che continua a cercare di uccidere altre persone; "Pelle di bambino", in cui il mostro attira a sè i bambini cattivi e, dopo averli mangiati, ne utilizza le pelli per farne dei sacchi; "Fratello ombra", dov'è il protagonista ha questo fratello che è una creatura che prende le sembianze di un'ombra e che si nutre di persone, facendo scomparire un'infermiera e due bambini; in "Mattina, mezzogiorno e notte" c'è un uomo che durante la giornata riesce a trasformarsi in un mostro in modi differenti e vuole eliminare il protagonista del racconto; "L'essere lungo nero" vede una sorella raccontare storie spaventose al fratellino per terrorizzarlo, fino ad arrivare ad inventarsi la storia dell'Essere Lungo e Nero, che potrebbe esistere oppure no, ma quel che è certo è che nella cittadina dove abitano questi bambini si aggira uno spietato serial Killer che rapisce le bambine;  ...
Il finale del racconto di "L'essere lungo nero" mi ha ricordato quello di un racconto dei Piccoli Brividi di Stine "La pendola del destino", dove anche lì c'era un fratello con una sorella molto odiosa, che alla fine il protagonista decide di non aiutare. Del tipo occhio a come trattare i vostri fratelli perché un giorno la vostra sopravvivenza potrebbe dipendere da una loro decisione.
L'unico racconto che non mi è piaciuto particolarmente è stato "Il lungo addio" poiché parla di un figlio che ha a che fare con la madre malata di Alzaimer; un racconto che non ho trovato pauroso, anche se forse non l'ho compreso appieno, ma che ho trovato soprattutto noioso.
Una bella raccolta di racconti su un mostro di cui effettivamente magari troviamo diversi film con lui protagonista, ma ben pochi libri, e credo che questa sia l'unica raccolta di racconti con il boogeyman come protagonista, mentre ne esistono diverse su altri mostri della letteratura tipo fantasmi, vampiri, streghe, lupi mannari, ecc... Bellissime anche le illustrazioni in bianco e nero che accompagnano i testi, che aiutano il lettore a calarsi nella giusta atmosfera.  
 
Il volume è stato pubblicato nel 2025 dalla Acheron Books, ha 350 pagine, una copertina flessibile con alette, misura 20,9 cm d'altezza e 14,4 cm di lunghezza e costa 17,00 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 20 agosto 2025

La peste scarlatta di Jack London e Roger Olmos

"La peste scarlatta" scritto da Jack London è un classico della letteratura americana, un romanzo breve post apocalittico illustrato, in questa edizione di cui vi parlo, da Roger Olmos, un artista che ha già illustrato diversi classici usciti per la Logos Edizioni.
Il volume fa infatti parte della collana “Capsula del tempo”, libri che con la testimonianza della scrittura e la meraviglia dell’arte si propongono di incoraggiare i lettori a mettere in discussione il tempo presente per prepararsi al futuro, come scritto sul retro della copertina: "Con la possibilità di tornare al passato e ripartire. Forse."
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Olmos non presente all'interno del testo, in cui vediamo questa mezza testa umana da cui spuntano dei fiori.
 
In un mondo in cui la natura si è ripresa i suoi spazi e l’uomo è regredito a uno stile di vita primitivo, il vecchio Professor James Howard Smith risponde alle domande dei nipoti riguardo alla Peste Scarlatta, la pandemia che sessant’anni prima ha distrutto la civiltà umana, lasciando pochissimi sopravvissuti: "<<Lo so, lo so. Sono un vecchio sudicio. Ma i tempi sono cambiati. Oggi nessuno si lava e non ci sono comodità. Non vedo un pezzo di sapone da sessant'anni. Voi non avete idea di cosa sia il sapone e io non vel lo dirò, perché adesso ci sto raccontando la storia della Morte Scarlatta. Voi sapete che cosa significa stare male. Noi la chiamiamo malattia. Molte malattie erano causate da quelli che chiamavano fermo. Ricordate questa parola, germi. Un gerne è una cosa piccolissima. Come una zecca, di quelle che trovate sui cani a primavera quando scorazzano nella foresta. Solo che il germe è minuscolo. Talmente piccolo che non si riesce a vederlo...>> [...]
 <<I germi venivano chiamati microrganismi . Quando qualche milione o un miliardo di essi erano dentro un uomo, nel suo sangue, quell'uomo si ammalava. I germi erano una malattia. C'è n'erano di tanti tipi diversi, più di tutti i granello di sabbia su questa spiaggia. Noi ne conoscevamo solo alcuni . Quello dei microrganismi era un mondo invisibile, un mondo che non riuscivamo a vedere e del quale conoscevamo davvero poco. [...]>>" 
Il Nonno è uno di questi sopravvissuti si lascia andare ai ricordi, per quanto dolorosi, di ciò che era accaduto nel lontano 2013, quando aveva 27 anni, una carriera avviata all’università e una fiducia incrollabile nelle facoltà umane. Dal suo racconto traspaiono una profonda nostalgia e la certezza della ciclicità della storia e dell’evoluzione della civiltà umana, di impareggiabile bellezza, ma costruita su ingiustizie e sofferenze. 
Come ogni grande opera letteraria, La peste scarlatta trascende gli avvenimenti narrati, offrendo una lettura cruda ma estremamente lucida dell’animo umano.
Il testo, apparso per la prima volta a puntate sul London Magazine nel 1912 e in volume nel 1915, viene ripubblicato da Logos nella traduzione di Davide S. Sapienza. 
 
 
Sopra: Un'immagine del vecchio narratore assieme a uno dei propri nipoti mentre sono a caccia.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Roger Olmos, le quali sono sempre a tutta pagina o anche a doppia pagina. Esse sono evocative, piene di poesia e di pathos, m anche molto carnali ed intense.
Sono presenti nel volume sia immagini a colori che in bianco e nero. Queste ultime vengono usate per indicare ciò che è successo in passato, infatti sono inserite all'interno del racconto del vecchio, quando racconta ai nipoti di come tutto ha avuto inizio e di come sia degenerato. In questi casi l'artista ha fatto un bellissimo lavoro giocando con le luci e le ombre di ogni scena, che risultano sempre molto dettagliate, tuttavia in molti disegni ha deciso di inserire anche un tocco di colore rosso, dalle tonalità molto accese, intense e brillanti, proprio a contrastare il bianco e nero del resto dell'immagine. Colore che rappresenta la violenza e il sangue, ad esempio quello uscito da qualche ferita o da qualche buco di proiettile, sebbene non manchi anche un bel tramonto rossiccio. D'altronde il rosso scarlatto è anche il colore che contraddistingue questa piaga.
Le immagini a colori sono poche, in quanto compaiono soprattutto all'inizio e poi alla fine del volume hanno delle tinte intense, forti, anche se non molto brillanti o vivaci, ma che spesso appaiono un po' sporche, pervase da una patina marroncina che oscura la brillantezza dei colori, anche se ci sono alcuni elementi con tonalità più chiare e pulite. Nei disegni a colori i personaggi inoltre sembrano assumere un aspetto meno realistico e più caricaturale, esaltando ancora di più l'espressività dei loro volti.
Lo stile di Olmos sicuramente si adatta bene a rappresentare questa storia e le scene narrate nei suoi testi, in quanto l'artista non risparmia i lettori anche momenti piuttosto violenti e molto macabre, con cadaveri, persone malate deturpate dalla malattia, scheletri e zombie, il tutto rappresentato con grande dovizia di particolari e in modo molto dettagliato. Talvolta comunque l'artista non si limita a mostrare ciò che viene raccontato nei testi, ma alcune immagini sono più simboliche, tipo quella con una specie di mostro gigante rossiccio che si staglia in mezzo ai palazzi di una metropoli in rovina, con muri sporchi di rosso, a simboleggiare la diffusione della pandemia.

  


 
Sopra: Alcune illustrazioni di Olmos, di cui alcune a colori (sebbene con tonalità un po' spenta) mentre altre in bianco e nero, con il sangue rosso.
 
"La peste scarlatta" scritto da Jack London è un romanzo breve piuttosto interessante, che sicuramente porta a fare alcune riflessioni, ma che tuttavia per certi versi non mi ha entusiasmo troppo.
Francamente ho trovato i capitoli iniziali un po' pesanti, perché nonostante l'autore cerchi di far capire al lettore come sia diventata l'umanità in questo futuro post apocalittico, sono capitolo molto verbosi. Infatti qui troviamo questo uomo anziano assieme ai suoi nipoti a cui si mette a raccontare di come l'umanità si sia quasi estinta. Il fatto è che quindi la cosa ci viene raccontata e non mostrata, inoltre il vecchio, per farsi capire dai nipoti, che hanno perso gran parte del forbito vocabolario umano, deve spiegargli molte cose che il lettore già conosce. Da una parte la cosa è interessante, vedere come l'autore si sia immedesimato in questi giovani che sono praticamente degli uomini primitivi, privi di molte conoscenze sia linguistiche (interessante anche il fatto che abbiano in parte perso la capacità di esprimersi verbalmente) che teoriche. Ad esempio non avendo mai fatto matematica sanno contare solo fino a dieci, ma non comprendono unità come le centinaia, le miglia, i milioni o i miliardi ed è interessante vedere come il nonno cerca di spiegare loro questo concetto. Il problema è che il lettore si ritrova a dover sentire le spiegazioni di molte altre cose che lui già conosce, come quella di cosa sono i germi e delle varie epidemia che si sono susseguite sulla Terra nel corso dei millenni e io alla lunga ho trovato la cosa un po' noiosa. 
Anche perché la spiegazione di come è effettivamente iniziata questa pandemia della Peste Scarlatta arriva dopo i primi due capitolo, cioè dopo un terzo del libro.
Quando il narratore inizia a parlare di come si scatenò la pandemia effettivamente le cose si fanno più interessanti, anche se sul retro di copertina c'è scritto: "Alla luce della recente pandemia di Covid-19, questo romanzo distopico risulta stranamente profetico per il lettore contemporaneo, che si riconoscerà in molte delle scene descritte da Jack London." Diciamo che anche in questa affermazione mi sono riconosciuta parzialmente. Sicuramente ho trovato delle similitudini per quanto riguarda la diffusione del virus, ma la Peste Scarlatta é una malattia decisamente molto più terribile e letale: "Il problema era la rapidità stupefacente con cui il germe annientava le persone e il fatto che, una volta entrato in un corpo, finiva inevitabilmente per ucciderlo. Nessuno era mai guarito. Quando c'era stato il vecchio colera asiatico, poteva capitare di andare a cena la sera con un uomo on salute e il mattino seguente, alzando si abbastanza presto, vederlo dalla finestra sfilare su un carro funebre. Ma questa nuova peste era più rapida, molto più rapida. Dal momento in cui si manifestavano i primi segnali, una persona impiegava un'ora a morire. Solo pochi resistevano per qualche ora. Gran parte moriva entro dieci, quindici minuti dall'insorgere dei primi sintomi." Ecco il Covid sicuramente non è stato così veloce e così letale, tanto che molte persone potevano contrarlo senza manifestare alcun sintomo, mentre altri sono guariti perfettamente anche avendolo preso. Questa Peste Scarlatta invece è descritta come una malattia che non lascia scampo, nessuna minima speranza di salvezza o di guarigione, per cui non sorprende che la popolazione sia stata decimata.
Nella parte dello scoppio e del diffondersi dell'epidemia si riconosce il panico che essa crea, con le persone che tendono a isolare quelle che credono infette poiché erano vicine a qualche ammalato. Interessante anche la parte con la popolazione che impazzisce, lasciandosi andate a scoppio di violenza, alla piromania, ai saccheggi e all'alcolismo.
In effetti la parte della descrizione della diffusione della pandemia e di come il vecchia sia riuscito a sopravvivere è abbastanza interessante, così come quelle in cui il vecchio racconta di come l'umanità si sia adattata e sia sopravvissuta a questo evento (dice ad esempio che erano rimaste poche donne in vita, per cui le possibilità di riproduzione erano piuttosto limitate).
Molte comunque delle cose descritte su come la popolazione ha reagito alla pandemia diciamo che orami sanno di già visto. Sicuramente quando London scrisse questa storia, nei primi del Novecento, essa doveva essere molto innovativa, e in effetti pensandoci a posteriori in certi punti non sembra avere un centinaio d'anni. Eppure, dopo tanta letteratura apocalittica e dopo tanti film, fumetti e manga sul medesimo tema, come pure quelli sugli zombie, le cose che scrive l'autore per me hanno saputo di già visto: il governo che inizialmente nega la malattia, la diffusione incontrollata del morbo, la paura che suscita, il tentativo della gente si sopravvivere creando delle comunità, la lotta contro balordi e delinquenti che cercano di approfittarsi della situazione, gente che muore in ogni dove, la fuga dalla città...
Lo so che non è colpa di London, che appunto ha scritto queste cose molti anni prima che vi facessero sopra film, fumetti, videogiochi e molti altri romanzi, eppure per la maggior parte del tempo mi è sembrato di leggere qualcosa che già conoscevo o che avevo già visto da qualche parte.
Detto ciò non trovo che quest'opera sia da buttare, anzi, a tratti è ancora attuale, e che sicuramente ha contribuito a fondare un genere letterario e cinematografico, la si potrebbe definire una genesi del genere. Purtroppo io il genere distopico e post apocalittico non lo apprezzo molto, perfino i film sugli zombie e relative pandemie li trovo noiosi, nonostante a me piacciano i film horror, perché li trovo sempre tutti uguali (anche The Walking Dead non sono riuscita a seguirlo perché mi ha stufato quasi subito).  
Se tuttavia amate il genere distopico e post apocalittico, o anche i film sugli zombie, probabilmente vi piacerà, non aspettatevi però qualcosa di estremamente originale, in quanto la trama segue proprio l'evoluzione di una classica storia di questo tipo. Molto più interessante e coinvolgente è la parte finale, dove il protagonista trova altri sopravvissuti, peccato che fra questi uno sia un uomo grosso e violento, che ha sottomesso con la violenza una delle poche donne sopravvissute all'epidemia.
Rimane sicuramente un buon racconto, emozionante e che diventa più coinvolgente e vivido nella parte in cui il vecchio descrive la diffusione della peste, e come i superstiti sono sopravvissuti ad essa, presentando anche tematiche moderne e reggendo bene al passare del tempo (non sembrerebbe una storia scritta più di cento anni fa). 
Interessanti sono anche le considerazioni del vecchio su quanto successo, su come era la Terra e su come invece è diventata, tornando a una regressione quasi primordiale, con la cultura e tutto il suo sapere che scompaiono pian piano. Un romanzo che fa riflettere sulla fragilità della società e della natura umana di fronte a simili avversità, sull'essenza dell'umanità e sulla sua capacità di trovare la forza per sopravvivere a simili catastrofi. Un libro che tutto sommato ci fa riflettere su quanto siamo fortunati ad avere ciò che abbiamo, sebbene non manchino critiche anche alla società moderna (London immaginava una società futura tutt'altro che idilliaca o prova di ingiustizie, anzi), dove ci sono tante cose che non sono giuste e che andrebbero migliorate.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente a puntate nel 1912 e poi come romanzo nel 1915 dalla Mcmillan col titolo "The Scarlet Plague", mentre questa edizione è stata edita in italiano nel 2024 dalla Logos Edizioni. Il volume ha 104 pagine, la copertina flessibile, misura 25,5 cm d'altezza e 19,5 cm di lunghezza e costa 18,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 18 agosto 2025

Enciclopedia dei draghi di Emily Hawkins e Jessica Roux.

Vi parlo (stavolta con un certo ritardo visto che il libro è uscito a novembre del 2024 e io l'ho visto solo ora) dell'ennesimo volume della serie delle enciclopedie illustrate da Jessica Roux pubblicate in Italia dalla casa editrice Il Castello che trattano argomenti magici e fantastici.
Questo nuovo titolo è dedicato ai draghi e si intitola infatti: "Enciclopedia dei draghi" di Emily Hawkins e illustrato da Jessica Roux. Di questa serie vi avevo già parlato di "Enciclopedia delle fate" (2020),  "Enciclopedia delle sirene" (2022) ed "Enciclopedia degli animali fantastici" (2023)
 
 Sopra: La bellissima copertina dallo sfondo nero su cui spiccano il tittolo e i decori doati, nonchè l'illustrazione posta al centro.

Come per altre opere di cui vi avevo già parlato (vedere ad esempio la serie delle Ologie), anche questo libro si presenta al lettore come una sorta di diario/manuale che vuole far scoprire e insegnare al lettore varie informazioni e scoperte, in questo caso riguardanti i draghi.
Come scritto sul retro di copertina: "Per secoli si sono tramandate storie di maestose creature sputafuoco, ma si tratta di semplici leggende o c’è un fondo di verità in questi antichi racconti? Addentratevi in questo manuale per studenti di recente scoperta sull’Accademia di Scolomanzia: l’unica scuola per cavalieri di draghi. Questo volume dettagliato, scritto dall’esperta dragologa Anastasia Vladislav, svela conoscenze un tempo note solo agli studenti di questa scuola esclusiva. Incontrerete i draghi del mondo, scoprirete le loro abitudini e i loro habitat, capirete le ragioni scientifiche per cui sputano fuoco ed esplorerete i misteri delle loro tecniche di volo. Preparatevi a scoprire un mondo segreto che delizierà gli appassionati di fantasy di ogni età." 
All'inizio del libro vi è pure una nota dell'editore che afferma: "Sebbene i contenuti di questo libro siano certamente intriganti, l'editore desidera chiarire che non è in grado di comprovare l'autenticità del volume originale né del diario allegato del signor Thaddeus Quinn. Non possiamo dunque confermare in maniera definitiva l'esistenza dei draghi."
Questo sarebbe infatti un manuale per insegnare agli allievi della scuola di Scolomanzia, "l'unica scuola al mondo per cavalieri di draghi", tutto ciò che devono sapere riguardo a queste creature per poter diventare membro dei Solomari, "un gruppo selezionato di cavalieri di draghi con potere sui venti e sulla pioggia". Tale manuale è stato scritto a quanto pare proprio dalla preside della scuola, Anastasia Vladislav, "come guida per tutti gli studenti allo straordinario mondo dei draghi. Da queste pagine, imparerai la loro anatomia e il ciclo vitale, oltre alle abitudini e al comportamento delle diverse specie nel mondo. Il libro include anche capitoli di studio più avanzato, con indicazioni per distinguere le uova, crescere i cuccioli e cavalcare i draghi."
Nel manuale, come già anticipato dalla preside, i lettori potranno trovare i seguenti argomenti: una presentazione dell'accademia, i draghi antichi, l'anatomia dei draghi, il loro ciclo vitale, il loro comportamento, le tecniche di caccia, come fanno a volare e a produrre fuoco, le dimore e gli habitat, la ricerca sui draghi, le uova, la cura dei cuccioli, l'addestramento e le tecniche di volo ed infine il controllo del tempo atmosferico.
Una grossa parte centrale del volume è inoltre dedicata alla presentazione delle varie razze di draghi del mondo. In Europa troviamo ad esempio il Drago Europeo, il Lindwyrm, o il peluda; in Asia il Drago Cinese  e quello Giapponese d'acqua, oltre al Serpente Indiano o all'Urlatore Babilonese; in Africa c'è lo Strangolare Sahariano, il Ninki nanka o lo Iaculo; nelle Americhe troviamo esemplari come lo Snallygaster, il Wyrm Artico, il Tombolo, il Serpente Piumato o l'Amaro; mentre tra quelli dell'Australia e dell'Oceani troviamo il Mo'o, il Taniwha e il Lanciafiamme Australiano.

 Sopra: Due pagine interne che parlano delle razz di draghi che vivono in Asia.
 
Il manuale è corredato da numerose illustrazioni, cosa molto comune, se non obbligatoria, nelle opere di stampo divulgativo.
Lo stile di Jessica Roux è "old style", nel senso che ricorda quello delle illustrazioni che si trovavano nei vecchi libri per l'infanzia.
Anche per questo volume l'artista non ha dovuto rappresentare esseri umani, come era capitato con le sirene o le fate, ma proprio degli animali, sebbene la presenza di esseri umani non sia del tutto assente dal volume. Oltre alle rappresentazioni dei draghi vediamo comparire anche persone, ad esempio nel capitolo sulla ricerca dei draghi (dove vediamo una donna che osserva di nascosto un paio di esemplari), sull'addestramento e l'approccio  (in cui vediamo un bambino mentre coccola un drago), o quello dedicato al volo (dove vediamo una donna mostrata con l'abbigliamento tipico da per cavalcare un drago, o quello sulla cura dei cuccioli  (dove c'è una bambina che tiene in mano un cucciolo di drago), ... 
Vi sono poi le illustrazioni che riguardano i draghi e tutto ciò ad essi correlato (ad esempio i loro tesori, i loro escrementi, le loro uova, le impronte, la loro biologia...). Nonostante ad una prima occhiata possa sembrare che l'artista abbia insegnato tutti i draghi in modo molto simile in realtà si vede che l'artista si è impegnata a donare a ciascuna razza alcune differenze, non solo per quanto riguarda il numero di arti o di ali, ma anche nella forma della testa, del corpo e degli arti. Questo perchè le immagini delle creature devono corrispondere alla descrizione che ne viene fatta, soprattutto nelle parti in cui vengono descritte le varie razze: il Lindwyrm ad esempio ha un corpo molto allungato ed è privo di ali; il drago cinese ha un corpo lungo e sinuoso e una coda e una criniera folte; il Wyrm artico ha una testa più tozza e un corpo più massiccio, oltre a delle ali molto grandi; il Serpente Piumato ha un corpo slanciato e una testa allungata con una criniera di piume, oltre a delle gradi ali dalle piume colorate...
In certi casi l'aspetto di alcuni draghi viene ripreso dal folklore, mentre in altri casi forse l'artista si è andata a guardare altri manuali sui draghi usciti in passato. 
Le illustrazioni sono ricche di dettagli, molto colorate, con tinte accese e brillanti e, oltre a mostrare al lettore l'aspetto delle varie creature, talvolta mostrano anche altri elementi come gli habitat e i paesaggi dove le creature vivono, quali attività svolgono.
 


 
 
Sopra: Alcune delle pagine interne, tutte illustrate che mostrano, come i draghi producono il fuoco, alcune razze di draghi e il loro ciclo vitale 
 
"Enciclopedia dei draghi" di Emily Hawkins e illustrato da Jessica Roux è un bel libro illustrato, nonché manuale, dedicato ai draghi. Sicuramente non si può dire che l'argomento affrontato sia originale e innovativo, in quanto credo che la categoria di manuali illustrati dedicati alle creature fantastiche, e ai draghi in particolare, sia una delle più prolifiche. 
Rientrano ad esempio in questa categoria volumi come: "Guida pratica ai draghi" di Sindri Acchiappasole (2006), "Dragologia: il libro completo dei draghi" di Ernest Drake (2004) assieme al suo compendio "Dragologia applicata: quaderno di esercizi"" (2005), "Come allevare e accudire un drago" di John Topsell e le illustrazioni di Dan Malone (2007), "L'arca dei draghi" di Emma Roberts e illustrato da Tomislav Tomic (2020), "Un mondo di draghi: le creature, i miti, le leggende" di Tamara Macfarlane (2021), "Il fantastico libro dei draghi" di Izzy Quinn e illustrato da Kristina Kister (2022), ...
C'è da dire che, nonostante il numero di volumi usciti sempre sul medesimo tema, esso non perde mai il proprio fascino, considerando poi che alla fine ogni volume è diverso e dona al lettore sempre qualche nuova esperienza (e conoscenza). 
Quello della Hawkins non fa eccezione e, pur essendo sicuramente debitore di altre opere (in particolare a quelle di "Dragologia"), esso si presenta come un bellissimo libro illustrato sui draghi, ricco di belle illustrazioni dai colori vivaci e brillanti e di un buon apparato testuale, in cui vengono spiegati tanti argomenti, di cui la maggior parte già visti in altri manuali (tipo l'evoluzione del drago, le uova, le ali, il comportamento, le razze...) ma anche altri nuovi (come e tecniche di caccia o la questione del controllo del tempo atmosferico).
Particolarmente interessante risulta la sezione sulle varie razze, che poi è sempre la parte più succulenta per ciascuno di questi manuali sui draghi, che in questo caso presenta veramente una gran varietà di esemplari, alcuni già visti o comparsi in altri libri (tipo il Lindwyrm, il Drago Europeo, il Drago Cinese, il Serpente Piumato), ma altri completamente nuovi (come il Serpente Indiano, il Wyrm dell'Anatoli, l'Urlatore babilonese, lo Strangolatore Sahariano, il Ninki Nanka, il Serpente del Seregenti, lo Iaculo, lo Snallygaster, il Tombolo, il Nomade Smeraldo e molti altri). 
Consiglio il libro, a partire dai 7/8 anni, a quelli che sono appassionati di guide sui draghi o sulle creature fantastiche, o comunque se vi piacciono questo genere di letture, accompagnate da tante illustrazioni molto colorate e dettagliate. 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2024 col titolo "A natural history of dragons" dalla Frances Lincoln Children's Books, ed è stata edita in italiano sempre nel 2022 da Il Castello. Il volume ha 64 pagine e misura 27 cm d'altezza e 31 cm di lunghezza e costa 18 euro.

Ecco tutti i volumi di questa serie di enciclopedie:
  1. "Enciclopedia delle fate" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2020)
  2. "Enciclopedia della magia" di Poppy David e Jessica Roux (2021)
  3. "Enciclopedia delle sirene" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2022)
  4. "Enciclopedia degli animali fantastici" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2023)
  5. "Enciclopedia dei draghi" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2024)
     
 
  
 Sopra: Le copertine dei tre volumi delle enciclopedie fantastiche pubblicate da Il Castello, a tema fate, magia, sirene, animali fantastici e draghi.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 15 agosto 2025

Matilda di Roal Dahl

"Matilda" è uno tra i romanzi più famosi scritti da Roal Dahl, accompagnato dalle illustrazioni di Quentin Blake, che vede come protagonista Matilde, una bambina di 6 anni che si ritrova a lottare contro una famiglia che non la capisce e contro una preside davvero pericolosa e manesca.
 
  
Sopra: Le copertine di varie edizioni di questo romanzo. Quella a sinistra è l'edizione che ho io che è del 2016, quella centrale è del 2008, mentre quella a sinistra è del 1995.
 
Matilde è una bambina unica e geniale: ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. "Non è carino che i genitori trattino dei figli comuni come croste o calli, ma è ancora peggio se il bambino in questione è fuori dal comune, ossia geniale e sensibile. E Matilde era entrambe le cose. Soprattutto, possedeva una mente così brillante e vivace, e imparava così in fretta, che le sue capacità avrebbero dovuto risultare evidenti anche per i genitori più tonti. [...]
Il giorno in cui suo padre rifiutò di comprarle un libro, Matilde andò a piedi sino alla biblioteca pubblica del paese, da sola. Appena arrivata si rivolse alla bibliotecaria, la signora Felpa, e chiese se poteva sedersi un po' a leggere. La signora Felpa, piuttosto stupita di vedere una bambina così piccola non accompagnata da un genitore, le rispose che era la benvenuta. [...] Da quel giorno, appena sua madre usciva, matilde faceva una passeggiatina fino alla biblioteca. Ci metteva solo dieci minuti e poi, tranquillamente seduta, trascorreva due ore meravigliose in un angolo accogliente e quieto, divorando un libro dopo l'altro." 
La bambina possiede una mente così geniale e vivace da allontanarla dal resto della famiglia che possiede ideali e abitudini molto differenti. Il padre Enrico, infatti, vende automobili usate e inganna continuamente i suoi clienti, manomettendo il contachilometri e usando della segatura come rimedio all'usura del cambio; la madre trascorre tutto il suo tempo guardando telenovele in tv e giocando a bingo, hobby che la porta a lasciar sola Matilde tutto il pomeriggio. Il fratello Michele sembra assecondare il volere dei genitori, ascoltando con attenzione i discorsi del padre per una futura messa in pratica.  
Quando Matilde inizia la scuola si trova davanti a una nuova avventura: da un lato c'è l'incontro con la signorina Dolcemiele, la sua maestra, che riconosce sin dal primo istante l'intelligenza straordinaria di Matilde, assegnandole, durante le lezioni, attività avanzate per impedirle di annoiarsi, e più tardi si rende conto di come i coniugi Dalverme non capiscano la figlia e sottovalutano l'istruzione. 
Dall'altro lato però Matilde conosce la preside della scuola, infatti nel frattempo la bambina ha modo di vedere come la direttrice della scuola, la signorina Spezzindue, detesti i bambini e trovi i modi più violenti e incredibili di punirli: ad esempio per punire gli alunni si diverte a rinchiuderli in un armadio pieno di chiodi, lo Strozzatoio, o li usa per allenarsi al lancio del martello olimpionico. Lampante è un momento in cui vede una ragazzina con le trecce e la lancia in aria afferrandola per i capelli, come se fosse un martello olimpionico, perchè la preside detesta le trecce.
La signorina Dolcemiele prova a dire alla preside della straordinaria intelligenza della bambina, ma la Spezzindue non le crede, pensando che voglia solo liberarsi di un elemento scomodo della classe, così Matilde è costretta a rimanere in prima. Nonostante la maestra le dia dei libri apposta per lei da leggere Matilde si annoia talmente che inizia a sviluppare delle capacità psico cinetiche, diventando in grado di muovere gli oggetti con la forza del pensiero. Come deciderà di usare Matilde questi poteri? Poteri che potrebbero cambiare le sorti di molte persone.
 
 Sopra: Due pagine interne tratte dall'inizio del quarto capitolo, dove a sinistra vediamo il titolo del capitolo e i testi, mentre a destra c'è un'illustrazione di Blake che mostra Matilda che prende il cappello del padre per fargli uno scherzo.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni del rinomato Quentin Blake, disegnatore, illustratore e scrittore britannico, famoso nel mondo per le sue illustrazioni particolari di libri per bambini e ragazzi, ha infatti disegnato più di 300 libri, e ha ottenuto un successo internazionale proprio grazie ai disegni presenti nei libri di Dahl.
Lo stile di Blake si adatta infatti molto bene ai testi di Dahl, ironici e irriverenti, poiché esso è molto sbarazzino, con personaggi e ambienti disegnati in modo rapido con l'inchiostro nero, dal tratto molto tremolante. Diciamo che i personaggi di Blake non hanno un aspetto propriamente "bello" da vedere, ma sicuramente molto espressivo, originale e vibrante.
Le immagini presenti nella raccolta sono abbastanza numerose e ve ne sono sia a pagina intera che in mezzo ai testi. Entrambe rappresentano vere e proprie scene narrate nei testi, visto che anche i disegni in mezzo ai testi di solito sono abbastanza grandicelli, come: Matilde che prende di nascosto il cappello di suo padre dall'appendiabiti, lei che legge in biblioteca, lei che alza la mano mentre si trova in classe della signorina Dolcemiele, la Spezzindue che lancia una bambina della scuola con la tecnica del lancio del martello, Matilde assieme alla sua famiglia mentre guardano la tv mentre mangiano, le a casa della signorina Dolcemiele, ecc... 
I disegni svolgono sicuramente una funzione di supporto durante la lettura aiutando i lettori a visualizzare le scene di cui leggono e a vedere anche come sono fatti personaggi, con una Matilde raffigurata come una bambina piccolina e graziosa, la Spezzindue come una donnona molto alta e dalla struttura fisica robusta, che non sorride mai, la signorina Dolcemiele come una donna magrolina ed esile con un volto dai tratti delicati e i capelli biondi.
 

 

  
 Sopra: Alcune delle illustrazioni in bianco e nero opera di Blake che si trovano all'interno della storia e la illustrano.
 
"Matilda" di Roal Dahl è un bel romanzo che vede per protagonista una bambina piuttosto piccola (cosa insolita per i libri indirizzati ad un pubblico di 8 anni) ma estremamente intelligente.
La prima cosa che si apprezza di questo libro sono i personaggi, i quali sono anche piuttosto sfaccettati ma praticamente tutti sopra le righe (una cosa che potrebbe far storcere il naso a qualche adulto, ma è evidente che l'autore è consapevole della cosa ed è fatta apposta), in primis la protagonista: Matilde, una bimbetta  dall'intelligenza fuori dal comune, che però è anche molto umile poiché essendo piccola in realtà non si rende proprio conto di quanto lei sia straordinaria.
C'è da dire che in effetti per i primi anni di vita Matilde è circondata da persone che non si rendono conto delle sue capacità e non la apprezzano, ed è un peccato constatare che non si tratta di estranei ma proprio della sua famiglia: i Dalverme. I genitori di Matilde sono infatti: ignoranti, arroganti e sprezzanti della cultura, criticano il fatto che Matilde legga. Il padre Enrico è un uomo disonesto che vende automobili usate truccandole e sembra detestare Matilde perché femmina; la madre, invece, è una casalinga istupidita dalle telenovelas e fanatica del gioco del bingo, che spreca il suo tempo e, nonostante non lavori, è così pigra da non sforzarsi nemmeno di cucinare per la famiglia, che si ritrova tutte le sere a cenare con piatti preconfezionati, surgelati o cibo spazzatura. 
Nella descrizione della famiglia Dalverme è possibile vedere una spietata critica di Dahl a quel tipo di persone ignoranti, che disprezzano la cultura perchè non la capiscono e che quindi cercano di conseguenza di sminuire coloro che invece l'apprezzano. È ciò che accade proprio a Matilde, la quale si sente rispondere più volte male dal padre, come quando lui la insulta quando lei gli chiede di poterle comprare un libro: "<<Papà mi compreresti un libro?>>
<<Un libro? E per che cavolo farci?>>
<<Per leggerlo>>.
<<Diavolo, ma cosa non va nella tele? Abbiamo una stupenda tele a ventiquattro pollici e vieni a chiedermi un libro! Sei viziata, ragazza mia!>>" 
D'altronde l'autore fa capire molto chiaramente ai lettori che tipo di persona sia il padre di Matilde: intanto come lavoro fa il truffatore, in quanto rivende auto usate che sarebbero quasi da buttare a prezzi alti, manomettendo il contachilometri e usando altri trucchetti, per farci un bel guadagno, ed è tra l'altro molto fiero di ciò, credendosi pure molto furbo e scaltro. Peccato che i suoi traffici vengano notati dalle forze dell'ordine verso al fine del libro. Si rivolge poi male alla figlia, usando con lei anche delle parole abbastanza brutte, che Dahl non esita a mettergli in bocca per far comprendere al lettore quanto il personaggio sia negativo: parole come "stupida" o "deficiente", oppure frasi sgarbate come "<<E chi ti credi di essere per farmi la predica?>> urlò. <<Il Papa? Non sei che un pidocchio ignorante che non sa quel che dice>>"; "<<Se parli solo per dar aria ai denti, tieni la bocca chiusa>>"; oppure quando dice alla moglie "<<Tua figlia è un'imbrogliona e una bugiarda>>"...
Inoltre il signor Dalverme, è proprio perchè ignorante, sembra essere anche un uomo pieno di pregiudizi, oltre che nei confronti della cultura (che secondo a lui non serve a niente), anche nei confronti delle donne, reputandole poco intelligenti a prescindere: "Matilde osservò con calma: <<Papà, hai guadagnato esattamente quattrocentomilatrecentotre sterline e cinquanta pence>>.
<<Non ti intromettere. Io e tuo fratello siamo impegnati in operazioni di alta finanza>>.
<<Ma papà...>>
<<Stai zitta. Non tirare a indovinare e non cercare di fare la furba>>." 
Oppure parlando con la signorina Dolcemiele la signora Dalverme, che è sulla stessa linea d'onda del marito, le dice: "<<Secondo me le ragazze dovrebbero pensare a farsi belle, più che all'istruzione. L'aspetto fisico è più importante dei libri, signorina Dolcemula...>> [...] 
 <<Non è con l'intelligenza che si accalappia un uomo>> disse la signora Dalverme. <<Guardi quell'attrice, per esempio>> aggiunse, indicando lo schermo muto del televisore, dove una fanciulla dal seno straripante abbracciava un attore attempato, al chiaro di luna. <<Non penserà che lo abbia conquistato a furia di moltiplicazioni, no? E adesso lui la sposerà, ci scommetto, e lei vivrà in una casa magnifica con tanto di maggiordomo e cameriere>>." Ciò dimostra come anche la madre di Matilde, seppur non offenda deliberatamente la figlia, sia portatrice di una certa mentalità che mette in primo piano le apparenze e la pigrizia, sottovalutando e sminuendo l'importanza della cultura. 
Non sorprende quindi che la prima metà del libro sia composta da una serie di scherzi e dispetti che Matilde rivolge contro il padre, senza mai farsi scoprire, per vendicarsi di episodi particolarmente irrispettosi che il padre ha avuto nei suoi confronti.
Dopo la prima parte, in cui conosciamo la famiglia e il contesto familiare in cui vive la protagonista entra invece in scena l'ambiente scolastico, quando Matilde potrà finalmente andare a scuola. Ma sarà qui che conoscerà il vero antagonista della storia: la signorina Spezzindue, la preside dellas scuola: "La direttrice, il comandante in capo, il dittatore dell'istituto, era un donnone di mezza età, la signorina Spezzindue. [...] una gigantesca tiranna, una belva feroce che terrorizzava alunni e insegnanti. Ci si sentiva minacciati già a vederla da lontano, e, quando si avvicinava, il senso di pericolo aumentava, irradiato la lei come da una sbarra di metallo rovente. La signorina Spezzindue non camminava mai, marciava come un soldato dei battaglioni d'assalto, a lunghi passi, dondolando ritmicamente le braccia; quando avanzava nei corridoi il rumore dei suoi passi la precedeva, e se per caso un gruppo di bambini capitava sulla sua strada, si apriva un varco tra loro come un carro armato, facendoli volare a destra e a sinistra."
La preside è un personaggio totalmente negativo che maltratta i bambini (ma anche gli adulti) sia fisicamente che verbalmente, infatti Dahl le mette in bocca un vocabolario piuttosto colorito, anche se divertente, con espressioni e insulti come: "La tua mamma è un'idiota", "Sembri un topo con la coda che gli spunta dalla testa", "Miserabile foruncolo", "Vescica pustolosa", "Sei un lurido pezzente", "Lumacone ignorante", "Stupido inetto", "Criceto scervellato", ecc...
Anche lei, come il signor Dalverme, è una persona ignorante e assolutamente convinta e ferma nelle proprie convinzioni, tanto che prende subito in antipatia Matilde, dimostrando, tra l'altro, di non saper assolutamente giudicare le persone, tanto che ammette di aver avuto un'ottima impressione del signor Dalverme, ritenendolo un uomo onesto e "una colonna della società". L'autore l'ha resa il prototipo dell'adulto adultocentrico, che non solo non sopporta i bambini, ma nega proprio l'infanzia, tanto che la signorina Spezzindue nega di essere stata bambina: "[...] le bambine sono molto più pericolose dei maschietti. Ed è difficile domarle. Domare una mocciosa perversa è come cercare di schiacciare un moscone su una cacca. Cerchi di colpirlo e quello è già volato via. Che cosa disgustosa, le bambine. Per fortuna io non sono mai stata bambina>>."<<Ma direttrice, dev'esserlo stata per forza!>>
<<Non per molto tempo, comunque<< abbaiò la signorina Spezzindue, sghignazzando. <<Sono diventata donna molto in fretta>>."
A differenza del signor Dalverme inoltre la preside è anche una persona violenta e manesca, che non esita a mettere le mani addosso ai bambini: oltre a chiuderli in uno spazio in cui devono rimanere in piedi per ore se non vogliono essere graffiati da chiodo o vetri, li tira per i capelli, li prende per i capelli e li lancia di peso. Andando avanti inoltre si scoprirà che la donna si è pure macchiata di un omicidio, il che fa comprendere quanto sia pericolosa e senza scrupoli.
Tra i personaggi positivi, che la protagonista incontra proprio a scuola, comunque troviamo la signorina Elisabetta "Betta" Dolcemiele, maestra della classe di Matilde: "La maestra, la signorina Dolcemiele, aveva ventitré o ventiquattro anni e un bellissimo, pallido viso da Madonna, con occhi azzurri e capelli castano chiaro. Era così snella e fragile da dare l'impressione che se fosse caduta sarebbe andata in mille pezzi, come una statuina di porcellana.
Betta Dolcemiele era mite e tranquilla, non alzava mai la voce e sorrideva di rado, ma aveva la rara capacità di farsi amare al primo sguardo dai propri alunni." Scopriamo aver avuto però un'infanzia difficile a causa di una crudele zia che la trattava come una Cenerentola, e di cui in realtà non si è ancora liberata del tutto. È un'insegnante dolce, paziente e capace, che riconosce le doti di Matilde e si impegna per valorizzarle nel modo giusto. 
È comunque proprio mentre si trova a scuola che Matilde sviluppa i suoi poteri, in quanto a quanto pare si annoia talmente che l'intelligenza deve pur uscirle da qualche parte: così le esce dagli occhi. Gli occhi di Matilde diventano incandescenti e da essi si sprigiona un potere magico che l'avrà vinta sulla perfida direttrice Spezzindue, in una serie di scene divertenti e adrenaliniche.
Comunque Matilde è dovuta ricorrere ad utilizzare tali poteri perchè si è trovata davanti a una persona come la Spezzindue molto potente e pericolosa, che è potuta essere sconfitta solo con un aiuto extra, mentre per quanto riguarda il padre Matilde se l'è sempre cavata egregiamente, come se l'autore volesse dire ai lettori che l'intelligenza e la cultura sono le uniche armi che un debole può usare contro l'ottusità, la prepotenza e la cattiveria. 
Un libro in cui si parla anche di scuola e di educazione, ed è evidente di come Dahl voglia una scuola che renda i bambi i liberi di imparare, che sia un luogo in cui si imparano delle cose ma anche in cui si stia bene e ci si diverta, basta pensare all'episodio in cui un bambino spiega alla preside come la maestra insegni loro i concetti e le regole con delle canzoncine o filastrocche per aiutarli nell'apprendimento. Cosa che ovviamente la preside aborrisce: "<<Signorina Dolcemiele, non dovrebbe mescolare la poesia con l'ortografia. Ci dia un taglio, per il futuro!>> 
<<Ma permette loro di imparare senza fatica!>> mormorò la maestra." 
Anche se a livello di lezioni, essendo anch'io una maestra, ho avuto qualche perplessità: capisco che magari la scrittura venga insegnata in modo diverso rispetto a come la insegniamo in Italia, e che quindi si passi già alla scrittura di parole intere piuttosto che alle singole lettere, visto che la storia è ambientata in Inghilterra, ma ho trovato davvero strano che in prima elementare si preveda come programma già l'insegnamento delle tabelline, che di solito vengono presentate solo in seconda come addizioni ripetute. 
Il romanzo comunque oltre a essere piuttosto divertente e molto ironico è anche pieno di messaggi e riflessioni interessanti, in una storia che sottolinea l'importanza della cultura e in particolare della lettura e spinge i lettori a ribellarsi alle ingiustizie e alla prepotenza. Matilde è un bel personaggio infatti perchè, pur rimanendo sempre una bambina rispettosa, educata e tranquilla, è bel lontana da essere una di quelle bambine settecentesche/ottocentesche che subivano qualsiasi angheria mantenendosi buone e remissive, che seguivano quella che la Silvia Blezza Picherle definisce la "filosofia della rinuncia" (Blezza Picherle S., Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza. Una narrativa per crescere e formarsi, QuiEdit, Verona, 2020, p.26), la quale portava le bambine a privarsi anche dei più semplici piaceri in nome del sacrificio per gli altri. Matilde è un personaggio femminile che reagisce alle angherie, vendicandosi in maniera furba sfruttando la sua intelligenza, poiché essendo ancora piccola la forza non le sarebbe di alcuna utilità, una sorta di Davide contro Golia. Nonostante possa non sembrare a una prima occhiata, Matilde è un personaggio femminile forte, oltre che molto resiliente, un personaggio che, pur senza mai perdere la calma, si arrabbia ed entra in azione per combattere contro le ingiustizie, e non solo quelle che lei subisce, ma anche quelle subite dagli altri, la signorina Dolcemiele in primis. Pur essendo l'adulta, nonché l'insegnante di Matilde, lei simboleggia la vittima per eccellenza, quella che subisce senza ribellarsi, poiché per carattere e per il modo in cui è stata cresciuta è stata abituata ad essere così, sebbene anche lei nel suo piccolo sia riuscita a conquistarsi degli spazi di libertà, sebbene al costo di grandi sacrifici. Matilde la aiuta, aiutando anche tutti i bambini e gli insegnanti della sua scuola, finendo per aiutare anche se stessa, arrivando a riuscire ad abbandonare la propria famiglia, che non la apprezza, per rimanere con qualcuno che invece lo fa e le vuole bene per ciò che è. Un messaggio che insegna ad abbandonare le persone che non ci apprezzano, senza sensi di colpa, e restare con quelle che ci fanno sentire bene.
Una lettura bella e divertente, sebbene meno ricca di elementi fantastici o magici rispetto ad altri libri dell'autore, ma che veicola anche messaggi importanti e riflessioni interessanti, sempre all'insegna dell'ironia e con una scrittura pungente (e non sempre politically correct, come è tipico di Dahl), adatta a partire dagli 8 anni, un libro dalla parte dei bambini (pensiamo a come Matilde si vendichi nei confronti degli adulti cattivi, risultando vincente) ma che può dire tanto a qualsiasi età. 
 
Il volume è stato pubblicato originariamente in inglese nel 1988 col titolo "Matilda"; il volume è stato edito in italiano nel 1989 dalla Salani Editore. La storia è stata ristampata innumerevoli volte, l'edizione che ho io è del 2016, ha 224 pagine, una copertina rigida, misura 19,2 cm d'altezza e 13,00 cm di lunghezza e costa 12,90 euro.

Curiosità: da questo libro sono stati tratti due adattamenti cinematografici: il primo è il film "Matilda sei mitica" del 1996, mentre il secondo è "Matilda the Musical", un film musical prodotto da netflix e uscito nel 2022.
 
  
 Sopra: Le locandine dei due film, il primo a sinistra del 1996 e quello a destra del 2022.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 14 agosto 2025

IL MIO NOME è PARIS: Il metrò assassino di Elizabeth Howard

"IL MIO NOME è PARIS: Il metrò assassino" è il primo volume di una saga di gialli per ragazzi scritta da Elizabeth Howard e illustrata da Michael Wm. Kaluta. La serie, che in italiano conta tre titoli, vede come protagonista Paris, una sedicenne americana di Chicago degli inizi del secolo con una personalità irrefrenabile nonchè appassionata lettrice di Sherlock Holmes, che si scoprirà essere anche un'abile detective.
 
      
 Sopra: La copertina mostra un'illustrazione, sempre in stile Liberty, che mostra Paris, la protagonista, davanti all'entrata del metrò.
 
Paris, sedicenne americana degli inizi del secolo, appassionata lettrice di Sherlock Holmes, è invitata a Parigi da suo zio e i suoi genitori sono molto contenti perchè credono che sarà un'ottima opportunità per la figlia di imparare qualcosa: "Secondo i miei genitori, il viaggio aveva lo scopo di "ampliare i miei orizzonti culturali". Come aveva specificato papà: <<Noi speriamo che approfitterai moltissimo del contatto con l'arte e l'architettura>>. Si sperava inoltre che perfezionassi il mio francese. Le ragioni per vivere in Francia erano, da parte mia, ben più semplici: volevo passare le mie giornate seduta nei migliori caffè del lungosenna e dedicare le mie serate a diventare ina raffinata donna di mondo, talmente sofisticata che il mio stile fosse almeno all'altezza del mio nome!"
Quando visita la città che porta il suo nome all'inizio del secolo, Paris trova tutto il fascino e il romanticismo che ha sempre sognato. Ma la facciata scintillante della città nasconde un lato oscuro, il cui pericolo è come una calamita per l'intrepida Paris, trascinandola sempre più vicino al tradimento, all'inganno... e persino all'omicidio. 
Al suo arrivo, infatti, lo zio è già morto, in misteriose circostanze, e Paris decide di indagare per consegnare alla giustizia il suo assassino e si ritrova coinvolta in un mortale gioco a nascondino con una formidabile avversaria: l'ipnotica e diabolica Madame Méduse. 
Donna che Paris incontra in modo abbastanza peculiare: mentre si sta recando in cucina di notte perché le è venuta fame vede che nello studio dello zio c'è qualcuno. Quando entra viene afferrata e bloccata e incontra una donna elegante con un bracciale a forma di serpente, con cui ipnotizza la ragazza facendole dimenticare il loro incontro: "Sebbene abbigliato in giacca e pantaloni di velluto, il secondo intruso era una donna - e una donna come non ne avevo mai viste.
Era alta e snella, e solo una sfumatura olivastra ravviva il mortale pallore delle sue guance incavate. Il suo naso era affilato e aristocratico, la bocca piuttosto larga e sottile. Ma quel che più colpiva in lei erano i capelli. Ancora neri, folti e ricci, le esplodevano intorno alla testa come un'aureola, un'aureola sinistra di frementi serpi nere."
Riuscirà Paris a battere questa donna in astuzia e trovare il colpevole della morte dello zio?
 
 Sopra: Due pagine di cui in quella a sinistra potete vedere il testo, mentre a destra vi è un disegno che ritrae Paris, la protagonista.
 
I testi sono accompagnati, ogni tanto, dalle illustrazioni in bianco e nero di Michael Wm. Kaluta le quali sono belle, eleganti e affascinanti, peccato che siano così poche all'interno della storia (solo 4 in tutto il libro).
Sono disegni creati con delle linee pulite e precise, molto ricche di dettagli e particolari, che sembrano ispirarsi allo stile liberty o dell'art nouveau, con le sue linee e eleganti e fluide, i dettagli minuziosi, anche se qui non sono sempre presenti gli elementi decorativi naturali che solitamente caratterizzano questo tipo di arte. In compenso i personaggi e in particolare le donne sono proprio come quelle ritratte dagli artisti dell' Art Nouveau, dalle curve eleganti, morbide e sinuose, con acconciature particolarmente curate e spesso elaborate, abiti eleganti che rispecchiano la moda degli inizi del Novecento, visi belli e delicati.
La scelta di questo stile di illustrazioni probabilmente non è casuale, in quanto nella storia viene detto che lo zio di Paris, quello assassinato, amava lo stile liberty e collezionava diversi oggetti: "Ma quel che veramente catturò la mia attenzione furono gli scaffali e le vetrinette sul fondo della stanza. Vi erano allineati in bella mostra vasi, teiere, statuine e orologi, tutti oggetti che sapevo appartenere alla sua stimata collezione di Art Nouveau. Alcuni pezzi erano sotto vetro, ma molti erano semplicemente esposti. Li esaminai lentamente. Avevo sentito parlare di questa collezione, ma sebbene le lettere dello zio Claude fossero piene di descrizioni dei suoi acquisti, non avevo realmente capito cosa fosse l'Art Nouveau, nè perchè o zio ne fosse tanto entusiasta. Sapevo vagamente che si trattava di un particolare tipo di disegno composto da lunghe linee curve, ispirate alla natura."
Le illustrazioni, seppur poche, sono tutte a pagina intera, e mostrano scene che vengono descritte all'interno dei testi, solitamente focalizzando l'attenzione dei lettori su un certo personaggio, ma dietro sono sempre presenti degli sfondi.
I disegni sono in bianco e nero ma il nero è steso all'interno delle immagini con precisione e senza sfumature, per cui la maggior parte delle immagini risultano chiare, con una prevalenza del bianco, mentre sono completamente colorate di nero solo alcuni elementi come i capelli, i peli (tipo ciglia, sopracciglia, baffi) e vestiti, mentre eventuali ombre sono date tramite dei tratteggi ravvicinati, ma sempre puliti e precisi.

  
 
  Sopra: Le illustrazioni in bianco e nero e in stile Art Nouveau, con dei tratti molto puliti. 
 
"IL MIO NOME è PARIS: Il metrò assassino" di Elizabeth Howard è un giallo per ragazzi carino, che ha per protagonista una ragazza di 16 anni coraggiosa e determinata, e anche un po' avventata di nome Paris.
La fanciulla ama Sherlock Holmes e, quando scopre che lo zio è morto in circostanze poco chiare, decide di mettersi a risolvere il caso, visto che la polizia si è limitata a chiuderlo senza troppe indagini visto che lo zio Clause sembra aver avuto un attacco cardiaco durante il confronto con un ladro che avrebbe trovato nel suo studio.
Paris però nota che alcuni oggetti della collezione dello zio appaiono rovinati, come se fossero entrati in contatto con qualche sostanza tossica presente nell'aria, inoltre altri tre dottori sono morti, sempre a causa di strano incidenti, nel giro di breve tempo ed è una strana coincidenza.
Così prima di tutto cerca di trovare un nesso tra suo zio e le altre vittime, il che non porterà a grandi risultati, se non al fatto di incontrare l'assistente di uno dei dottori: Marcel, che aiuterà la protagonista nelle indagini, indirizzandola anche verso colui che potrebbe identificare la sostanza che ha danneggiato gli oggetti.
Alla fine il caso si rivela più semplice di quanto non sembrasse, tuttavia l'autrice riesce a tenere sempre alta l'attenzione del lettore attraverso sospetti e indagini, oltre a qualche pedinamento, rapimenti e scene di fughe.
Da apprezzare anche la figura dell'antagonista, una sorta di versione femminile di Moriarty di Holmes, anche se ovviamente non siamo a quei livelli. Madame Meduse si rivela infatti una donna affascinante, intrigante e senza scrupoli, ma anche intelligente e caparbia, pronta a tutto per raggiungere i suoi obiettivi e ottenere la collaborazione di qualche scienziato per le sue ricerche, nonché del riconoscimento all'interno della comunità scientifica, la quale non vede di buon occhio il suo lavoro e il fatto che sia una donna. All'interno della storia viene infatti toccata la questione della discriminazione verso le donne che intraprendevano carriere scientifiche, le quali alla fine dell'Ottocento erano ancora viste, se non in mal modo, comunque con un certo scetticismo. Interessante il fatto che uno dei personaggi citi Marie Curie e le sue ricerche assieme al marito sulla radioattività: "Credo che fra non molto sentiremo parlare di qualche donna che avrà fatto grandi cose. Proprio qui, a Parigi, una certa Marie Curie sta compiendo, a fianco del marito, esperimenti sulla radioattività. Ricordi le mie parole, se raggiungeranno risultati importanti, il suo nome sarà rinomato quanto quello di lui."
Un testo consigliato a partire dagli 8/9 anni, che presenta ai lettori una protagonista ben caratterizzata, che racconta i fatti che le sono successi in prima persona, una valida antagonista e un caso carino, piuttosto curioso, anche se nulla di eccezionale. Molto graziose anche le illustrazioni in bianco e nero in stile liberty che accompagnano i testi, sebbene siano poche. 

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 1987 dalla Random House Childrens Books col titolo "Mistery of the metro", ed è stato edito in italiano nel 1991 dalla Salani Editore, ha 192 pagine, una copertina flessibile, misura 17,5 cm d'altezza e 10,5 cm di lunghezza e costava 12.000 LIRE.
 
Titoli che fanno parte della collana:
  1.  "Il metrò assassino" (1991)
  2. "Il segreto del mago" (1991)
  3.  "Profumo di delitto" (1991) 
 
     
  Sopra: Le copertine degli altri titoli usciti che hanno per protagonista Paris, di cui l'ultimo a destra pubblicato solo in inglese.

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mercoledì 13 agosto 2025

SCARY HARRY: Benvenuti a Scaryland ! di Sonja Kaiblinger e Fréderic Bertrand

"SCARY HARRY: Benvenuti a Scaryland!" scritto da Sonja Kaiblinger con le illustrazioni di  Fréderic Bertrand è il primo volume di una saga, chiamata "SCARY HARRY", che in italiano conta per ora quattro capitoli (in tedesco invece sono arrivati a 8 titoli) e che vede per protagonista Scary Harry, nientemeno che il Tristo Mietitore, che stringerà amicizia con Otto, un bambino che vive in una casa infestata.
 
 Sopra: La copertina dai colori piuttosto vivaci mostra al centro Scary Harry, a sinistra Otto e a destra la sua amica Emily.
 
Se il Tristo Mietitore suona alla tua porta e ti chiede un vasetto di cetriolini… Niente panico! È Scary Harry. Potrebbe sembrare spaventoso, ma è solo stanco morto e non vuole affatto condurti nell‘aldilà. Con lui vivrai bizzarre avventure che ti faranno morire dal ridere! Otto ha undici anni, vive in una casa infestata ed è abituato alle stranezze: "Effettivamente ormai avrebbe dovuto essere un esperto in materia di aldilà e a tutto ciò che a quel mondo era connesso. Da quando si era trasferito a vivere nella villa della zia Sharon, aveva conosciuto tre spettri che vivevano in quella casa e ormai gli stavano persino simpatici. La zia Sharon, invece, ne ignorava l'esistenza. Nessuno oltre a lui sapeva di loro. A parte Emily, la migliore amica di Otto. A dirla tutta neanche lei riusciva a vederli, ma i fenomeni soprannaturali erano la sua passione e per questo credeva a ogni parola del suo amico."
Non è raro, infatti, che uno spettro (Bert, che vive nel frigo) gli rubi la merenda dal frigorifero e che un altro (Molly che vive nella lavanderia) faccia sparire i calzini dalla lavatrice. Ha anche un pipistrello parlante di nome Victor come animale domestico, che lo mette sempre in situazioni imbarazzanti. Deve inoltre sopportare il permaloso Sir Tony, il precedente proprietario della casa, che vive nell'aspirapolvere della zia, la quale è una fanatica delle pulizie e che quindi spesso non lascia riposare in pace il fantasma.
Per questo, quando Otto scorge una figura incappucciata nel giardino del suo vicino appena passato a miglior vita, non si stupisce più di tanto. A sorprenderlo, però, è cosa fa queta figura, scesa da una scassato furgoncino a tre ruote: tira fuori da sotto il mantello un retino da farfalle con cui cattura una sfera una luce rossa di luce abbagliante che poi intrappola in un vasetto da cetrioli vuoto.
In seguito scoprirà che la misteriosa figura che si nasconde sotto al mantello scuro è Harold, detto “Scary Harry”, un Tristo Mietitore tutt’ossa. Falce a parte, Harry è un tipo simpatico, anche se si lamenta sempre del lavoro… Avrebbe proprio bisogno di una vacanza! "<<[...] E adesso stammi a sentire: ho un incarico da portare a termine. Se la tua vecchia zia si sveglia perchè ti sente urlare e viene a disturbarmi, dorò tornare domani notte. Ti pare divertente fare per tre volte di fila il turno di notte? Eh?>>
Otto scosse la testa senza dire una parola.
<<Magari potresti suggerire ai tuoi vicini qui in via dei Ravanelli di morire di giorno>> continuò a lamentarsi lo scheletro. <<Lo apprezzeremo nin poco noi della CIA. Magari ti mandiamo pure un bigliettino di auguri per Natale.>>
<<Cosa? È della CIA>> Otto si teneva ancora l'attizzatoio stretto al petto.
<<Certo, della Cooperativa per l'Invio delle Anime>> rispose secco il Tristo Mietitore indicando il retro del suo mantello, dove campeggiavano tre lettere enormi: CIA. 
<<Un lavoro tremendo, Una paga tremenda. E un trabiccolo ancora più tremendo. Devo aggiungere altro?>> 
Otto non sapeva cosa rispondere."
Il protagonista ha appena iniziato a fare amicizia con Harry quando gli spettri domestici di Otto iniziano a scomparire e si scopre che sono stati rapiti. Un aiuto dall’aldilà quindi è proprio ciò che serve. Insieme alla sua migliore amica Emily e a Scary Harry, Otto si mette alla ricerca degli spettri scomparsi. Tutti gli indizi sembrano condurli a Scaryland, il nuovo parco divertimenti che sta per aprire in città.
 
 
Sopra: Le pagine iniziali, le quali mostrano alcuni dei disegnini presenti all'interno del volume, come quello del pipistrello Victor presente all'inizio di ogni capitolo.
 
I testi sono accompagnati da qualche illustrazione in bianche e nero di Fréderic Bertrand, dico "qualche" perchè nel suo insieme i disegni sono abbastanza pochi e tra l'altro tutti di piccole dimensioni, collocati in mezzo ai testi. Ce ne sono circa uno o due per capitolo, ed ogni capitolo ha dalle 10 alle 20 pagine, quindi non sono cortissimi, sebbene scritti abbastanza grande e con una buona spaziatura, per cui tutto sommato si leggono anche velocemente. All'inizio di ogni capitolo comunque compare un ulteriore disegnino che poi va a ripetersi con ciclicità, e che ci mostra il pipistrello , il simpatico animaletto domestico di Otto.
I disegni sono in bianco e nero, e li trovo piuttosto carini, graziosi, curati e anche piuttosto ricchi di dettagli, nonostante le spesso esigue dimensioni, con  personaggi rappresentati in modo non troppo realistico, ma in modo un po' caricaturale ed esagerato, che però dona al loro aspetto un che di buffo e simpatico. Lo stesso Scary harry è rappresentato come il classico scheletro spolpato con una cappa con cappuccio neri, ma con orbite dotate di bulbi oculari grandi e tondi e una mascella prominente e squadrata.
 Le immagini rappresentano non delle vere e proprie scene ma semplicemente dei personaggi o degli oggetti di cui si parla nel corso del capitolo, che vengono disegnati senza alcuno sfondo alle spalle: personaggi come Otto, Emily legata e imbavagliata, nonché lo stesso Scarry Harry, a volte mentre tiene in mano dei barattoli o dei candelotti di dinamite, altre volte circondato da alcuni bambini; oppure vengono disegnati oggetti come un orologio a cucù, un aspirapolvere, il furgoncino di una ditta che ripara frigoriferi ...
 
  

   
Sopra: Alcune pagine in cui ci sono alcune illustrazioni, che come potete vedere non sono molto grandi. In quelle in basso compare Harry, mentre in quelle in alto Scaryland ed Emily.
 
 "SCARY HARRY: Benvenuti a Scaryland" di Sonja Kaiblinger è una lettura carina e abbastanza veloce, adatta ai bambini dagli 8 anni in su, che ha per protagonista Otto, un bambino che è in grado di vedere i fantasmi, il che come personaggio mi ha ricordato molto quello di Monster Allergy, il quale riusciva invece a vedere i mostri.
Otto abita pure in una casa infestata da ben tre spettri i quali però sono piuttosto simpatici e per nulla cattivi, anche se uno è un tipo snob, un altro ama papparsi il cibo nel frigorifero e una ama far sparire qualche calzino dal bucato. Quando però il vicino di casa di Otto muore il ragazzo scopre che oltre ai fantasmi esistono anche i Tristi Mietitori, i quali hanno il compito di raccogliere le anime e spedirle nell'aldilà. Anche in questo caso l'entità si rivela tutt'altro che spaventosa e anzi piuttosto amichevole: un impiegato sottopagato che fa solo il suo lavoro, che sta svolgendo da 300 anni, anche se deve arrivare a 900 prima di poter andare "in pensione", in quanto a quanto pare fare il Tristo Mietitore è una sorta di punizione.
Il vero nemico si palesa solo dopo un primo terzo del volume: il signore Bleu, che ha aperto un parco divertimenti chiamato Scaryland e che vuole rapire i fantasmi di Otto per costringerli a lavorare in una delle nuove attrazioni che sta costruendo nel suo parco. Ovviamente Otto non ci sta che i suoi amici vengano sequestrati in questo modo e chiede l'aiuto anche di Scary Harry. 
Dopo essere riusciti a liberare Sir Tony, Otto tuttavia riceve una lettera di minacce dal signor Bleu, che a quanto pare ha rapito Emily e la libererà solo dopo che Otto gli avrà restituito il suo fantasma. Otto ovviamente non vorrebbe ridargli indietro Sir Tony, ma non può lasciare Emily nelle sue mani e così elabora un piano con Harry per poter salvare se stesso, Emily e anche i fantasmi intrappolati a Scaryland.
Una storia abbastanza carina, che vede come protagonista un bambino in grado di vedere e comunicare con i fantasmi e che fa amicizia con un Triste Mietitore, il quale è un personaggio simpatico e si rivelerà un buon amico per il protagonista, assieme al suo pipistrello parlante, che ha più un ruolo di spalla comica, con le sue battute sempre pronte e il suo sarcasmo. L'assistente di Mr Bleu, Donahue, è anch'egli una spalla comica, un tipo pacioccone che esegue gli ordini del suo capo e che commette un sacco di errori grammaticali perché ha solo la seconda elementare, ma alla fine è una brava persona. Il suo capo, il signor Blue, nonché antagonista, è una persona egoista e senza scrupoli che vuole rendere il suo parco divertimenti una grande attrazione, così da guadagnare tanti soldi, e non si fa scrupoli nel rapire e minacciare dei bambini. Inoltre si scoprirà avere un complice molto particolare.
Una lettura adatta dagli 8 anni, scritta grande e in modo spazioso, con la presenza di qualche illustrazione, anche se verso la fine del libro ho notato che l'autore si è messo ad usare alcune parolacce, con Bleu che esclama "Merde!" oppure che dà del deficiente al suo assistente.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla WW Norton & Co Inc col titolo "Scary Harry. Von allen guten Geistern verlassen" ed è stata edita in italiano nel 2024 dalla GRIBAUDO. Il volume ha 240 pagine, la copertina rigida, misura 21,7 cm d'altezza e 15,00 cm di lunghezza e costa 13,90 euro.
 
Ecco ance gli altri libri della serie di "SCARY HARRY":
  • 2) "Chi non muore si rivede" (2024): Mentre Scary Harry si gode le meritate vacanze, la città è infestata dagli spettri e lo spirito di un torero spagnolo vuole trasferirsi a casa di Otto e di sua zia. Ma tre spettri e un pipistrello parlante sono già troppi per Otto, e anche a scuola la situazione diventa ingestibile: i professori non chiudono occhio, le lezioni saltano e anche i suoi amici sono sempre più nervosi. È tutta colpa dell’invasione di spettri! Ma da dove vengono? E come fare per sbarazzarsi di loro? Otto e la sua amica Emily non hanno indizi, almeno finché un misterioso venditore non arriva in città, proponendo alla gente un miracoloso spray antispettro. A Otto la questione puzza (letteralmente!) e non gli resta che chiedere a Harry di tornare in anticipo dalle ferie… ma è assai probabile che il Tristo Mietitore non la prenderà bene!
  • 3) "Gli Acchiappaspecchi" (2024): Da quando una cartomante di nome Madame Olga si è trasferita di fronte alla casa di Otto e della zia Sharon, in via dei Ravanelli succedono cose strane. Il Tristo Mietitore Harry si offre di dare una mano e fa una scoperta incredibile: Madame Olga è posseduta da un Poltergeist! Questo tipo di spettro è estremamente pericoloso e per catturarlo non basta un semplice Mietitore, è necessario rivolgersi agli Eccelsi, che possiedono attrezzature di ultima generazione. Peccato che loro non abbiano nessuna voglia di aiutarli! Certo, con il brutto carattere che si ritrovano… Tocca a Otto, Emily e Scary Harry vestire i panni degli acchiappaspettri e sbarazzarsi del nuovo spaventoso vicino. Tutto prima che zia Sharon venda la villa e costringa Otto a trasferirsi!
  • 4) "Attraverso il bidone" (2025): e il Tristo Mietitore suona alla tua porta e ti chiede un vasetto di cetriolini… Niente panico! È Scary Harry. Potrebbe sembrare spaventoso, ma è solo stanco morto e non vuole affatto condurti nell‘aldilà. Con lui vivrai bizzarre avventure che ti faranno morire dal ridere! Attraverso il bidone Otto ha un bel problema: il suo nuovo insegnante d’arte è un tipo molto strano, e sembra un po’ troppo interessato a lui e a suo zio Archibald. Come se non bastasse, lo scienziato Sigismondo Solfatesta, l’inventore della Bomb-A-Mite, è scappato dall’aldilà e si aggira per la scuola. Otto chiede aiuto al suo amico Scary Harry, ma anche lui ha i suoi problemi: alcuni abitanti dell’aldilà sono arrivati nel mondo dei vivi senza permesso e devono essere riportati indietro al più presto. Ma come hanno fatto? E chi c’è dietro tutto questo? Proprio quando Scary Harry, Otto ed Emily stanno per scoprirlo, la zia Sharon si trova in grave pericolo...
 
    
 Sopra: Le copertine degli altri titoli che vedono per protagonisti Otto e Scary Harry.
 
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