lunedì 9 giugno 2025

L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE di Soman Chainani

"L'accademia del bene e del male" è un romanzo scritto da Soman Chainani con le illustrazioni di Iacopo Bruno, ed è il primo volume di una serie che ha avuto un discreto successo quando venne pubblicata nel 2015, tanto da portare l'autore a scrivere due trilogie e un prequel.
Protagoniste di questa saga sono Sophie ed Agatha, le quali devono iniziare il loro primo anno nell'Accademia del Bene e del Male, dove i giovani vengono preparati a diventare eroi e cattivi delle fiabe.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina del primo volum, mentre a destra quella dell'edizione che riunisce i primi tre volumi della serie. In entrambe in alto si possono vedere le teste delle due protagoniste Agatha e Sophie.

Sophie e Agatha sono amiche del cuore, anche se la prima non vede l'ora di scoprire cosa significhi studiare nella leggendaria Accademia del Bene e del Male, dove ragazze e ragazzi normali vengono preparati a diventare gli eroi e i cattivi delle fiabe. Nel villaggio di Gavaldon infatti c'è questa leggenda secondo cui, ogni 4 anni, nell'undicesima notte dell'undicesimo mese il Gran Maestro arriva nella cittadini e rapisce due bambini o bambine che abbiano compiuto almeno 12 anni e li porta all'Accademia del Bene o a quella del Male, per insegnare loro ad essere i personaggi delle fiabe, come spiega Sophie ad Agata: "Be', nella Scuola del Bene s'insegna ai giovanotti e alle fanciulle come me a diventare eroi e principesse, a governare il proprio regno con rettitudine e a raggiungere il lieto fine in cui "E fossero sempre felici e contenti">> spiegò Sophie. <<Alla Scuola del Male insegnano come diventare streghe malvagie o troll dalla schiena gibbosa, come ordire sortilegi e fare magie cattive.>>"
Con i suoi eleganti abiti rosa, le scarpette di cristallo e la passione per le buone azioni, Sophie sa che otterrà ottimi voti nella Scuola del Bene. Agatha invece, con i vestiti neri e informi e il carattere scontroso sembra una perfetta candidata per la Scuola del Male. 
A quanto pare l'Accademia esiste per formare persone che contribuiranno a mantenere l'equilibrio tra il Bene e il Male, poiché il loro mondo perirebbe se tale equilibrio venisse compromesso. E sempre per tale motivo ogni anno il Gram Maestro sceglie come allievi persone nei cui cuori risiede il Puro Bene e il Puro Male, ed è per questo che nell'Accademia la divisione dei ruoli è così netta: "Tutti o bambini nascono con un'anima che può essere buona o cattiva. [...] Alcuni hanno un'anima più pura di altri ma, alla base tutti sono o Buoni o Cattivi. I Cattivi non possono rendere la loro anima Buona e i Buoni non possono diventare Cattivi...".
Tuttavia quando arrivano all'Accademia le due ragazze fanno una scoperta sorprendente: Sophie finisce nella Scuola del Male a seguire lezioni di Imbruttimento, Trappole mortali e Storia della Cattiveria, mentre Agatha si ritrova nella Scuola del Bene, a lezione di Etichetta principesca. 
Si tratta di un errore? O forse il loro autentico carattere è diverso da ciò che tutti credono? Per Sophie e Agatha comincia un viaggio in un mondo straordinario, dove l'unico modo per uscire dalla fiaba è viverne una fino alla fine. 

"Dentro la foresta primordiale 
c'è un'accademia del bene e del male. 
Ci sono due castelli, due teste gemelle: 
uno benigno e l'altro maligno. 
Prova a fuggire: le vie son bloccate. 
L'unica è una storia di fate."

Sopra: Due pagine in cui si vede l'inizio del secondo capitolo con un'illustrazione che mostra la libreria di Galvadon, dove tutti trovano e acquistano i nuovi libri di fiabe.

I testi sono accompagnati da alcune illustrazioni in bianco e nero di Iacopo Bruno, solitamente posizionate assieme ai testi all'inizio di ogni capitolo. I disegni non sono molto grandi, solitamente di medie dimensioni ed hanno un aspetto curato, ricco di dettagli e abbastanza realistico, con delle belle sfumature e ombreggiature che donano profondità alle immagini.
Queste rappresentano un elemento (un luogo, un oggetto o un personaggio) che avrà una particolare rilevanza nel capitolo (la casa di Agatha, degli animali delle principesse, ...), oppure una scena che si svolge in quest'ultimo, come il disegno che mostra le due ragazze mentre cavalcano uno stinfalide (uccello gigante e scheletrico) oppure quello con Agatha che si risveglia dentro una bara di ghiaccio mentre sta per essere colpita da un'ascia...
Le illustrazioni sono carine e aiutano i lettori ad individuare o a visualizzare meglio l'aspetto delle protagoniste o di alcuni luoghi, mentre altri personaggi non vengono quasi mai rappresentati, quando in realtà sarebbe stato carino vedere come sono fatti. In effetti sarebbe stato carino vedere un maggior numero di disegni all'interno del volume, magari un po' più grandi, visto che quando il Narrastorie (una penna che scrive e narra le storie dei personaggi delle fiabe) inizia a scrivere la storia delle due ragazze lo fa aggiungendovi anche dei disegni e sarebbe stato carino se le medesime immagini fossero state create anche per questo volume.
 
 

 

 Sopra: Alcune delle immagini poste all'inizio di ciascun capitolo, le quali sono in bianco nero e dall'aspetto grazioso e curato, e mostrano  scene con le protagoniste o elementi citati nella vicenda come animali o ambienti particolari.
 
"L'accademia del bene e del male" di Soman Chainani è stata una lettura avvincente, di come non ne capitavano da un po' di tempo, in parte grazie all'idea alla base della trama e in parte ai personaggi. Per quanto riguarda l'idea di base essa è interessante perchè riprende (come ho visto fare anche in altri romanzi che avevano più o meno un target simile) il mondo delle fiabe o, più in generale, della letteratura per bambini e ragazzi, ambientando però la vicenda in una scuola, o meglio... in due scuole: una che ha il compito di addestrare i cattivi ed un'altra che invece addestra i buoni. In questo caso tale dicotomia così netta ha senso perchè in effetti nelle fiabe, proprio per una caratteristica legata al loro genere, i personaggi sono o l'uno o l'altro. Inoltre, come viene spiegato da uno degli insegnanti, gli allievi che vengono selezionati per entrare nelle scuola sono proprio dei rappresentanti di una o dell'altra fazione: " << [...] Ma il Gran Maestro ha scelto voi>> Polluce si rivolse a entrambi i settori, <<perchè ha guardato nei vostri cuori e vi ha trovato qualcosa di molto raro : il Puro Bene e il Puro Male.>>"
In realtà i personaggi della scuola del Bene non si dimostrano sempre così buoni (le allieve non si dimostrano ben disposte nei confronti di Agatha, fermandosi alle apparenze, e spesso si dimostrano superficiali  e vanitose), così come quelli del Male non sono sempre cattivi.
Veniamo quindi alla caratterizzazione dei personaggi, che piuttosto buona, a partire da quella delle protagoniste: Sophie ed Agatha. La prima, con i suoi lunghi capelli biondi e gli occhi verdi, ama comportarsi come una principessa, ma solo per quanto riguarda le apparenze, infatti ama prendersi cura della propria bellezza e del proprio aspetto diventando però parecchio vanitosa. Si comporta inoltre anche in modo molto egoista, pensando prima di tutto al proprio bene e ai propri vantaggi, sebbene trovi sempre un modo per giustificare le proprie scelte e le proprie azioni. Perfino le Buone Azioni che compie solitamente sono fatte con una qualche finalità ben specifica, cioè per ottenere un qualche vantaggio e mostrare agli altri quanto lei sia buona.
Agatha vive in una casa in un cimitero, ha un caschetto di capelli corvini, una carnagione pallida e un corpo ossuto, veste sempre di nero, ha un gatto di nome Killer, ama la solitudine e tende a tenere gli altri a distanza. Nonostante le apparenze un po' trascurate e l'aspetto imbronciato la ragazza però possiede un animo buono, infatti è sempre preoccupata per l'amica, e vuole ritornare a casa assieme a lei, e cerca di fare di tutto per raggiungere il suo scopo, mentre Sophie pensa solo a ciò che vuole lei o che le sarebbe più vantaggioso.
Poi c'è Tedros, il figlio di re Artù, biondo con gli occhi azzurri, un fisico snello e muscoloso, di aspetto bellissimo ed estremamente abile con la spada e nel combattimento. È abituato ad essere ammirato e amato dalle principesse, e un po' in effetti ne è fiero, tuttavia anche lui rivela una personalità più approfondita: "Tedros era abituato ad attirare gli sguardi delle ragazze, ma quando ne avrebbe trovata una che andasse oltre il suo aspetto fisico? Che vedesse in lui qualcosa si più, non solo il figlio di Re Artù. Una fanciulla a cui importasse ciò che pensava, le sue speranze, le sue paure. Invece eccolo lì a mettersi in mostra e ad asciugarsi mentre si girava per offrire alle ragazze la visuale migliore. Sua madre aveva ragione: poteva fingere quanto voleva, ma era uguale a suo padre, nel bene e nel male."
Ovviamente una ragazza c'è che è andata oltre il suo aspetto fisico, ed è Agatha, tanto che in realtà il ragazzo le risulta parecchio antipatico, principalmente perché lo vede come una minaccia alla sua amicizia con Sophie, in quanto a quest'ultima lui piace ed è per lei una priorità rispetto ad Agatha. Ma Agatha è l'unica tra le ragazze a riuscire a vedere oltre l'aspetto del ragazzo: "Agatha ripensó a quel borioso ragazzo del Teatro, che tutti avevano indicato come il figlio di Re Artù. Come poteva vedere tutto questo e non sentirsene oppresso? Come riusciva a convivere con il continuo confronto e con le aspettative che giravano su di lui? Almeno aveva la bellezza dalla sua parte."
Nel romanzo comunque, oltre alla storia intrigante e ai protagonisti interessanti, vengono trattate anche alcune tematiche che portano i lettori a riflettere, tra cui la differenze di genere: nella scuola del Bene ad esempio ci sono dei corsi destinati solo ai maschi (Portamento e Cavalleria) ed altri solo alle femmine (come Imbellimento e Comunicazione con gli Animali). E qui Agata fa una riflessione interessante: "Sicuramente la Scuola del Male non sentiva tutta quella necessità di definire quali capacità fossero da maschi e quali da femmine. Invece quiz tra le torri del Bene, i maschi se ne andavano a tirare di spada mentre le femmine dovevano imparare ad abbaiare come cani e gridare come gufi. Non c'era sa stupirsi che poi, nelle favole, le principesse fossero tanto inette, si disse Agatha. Se erano solo capaci di sorridere, tenere le spalle ben dritte e parlare agli scoiattoli, che scelta avevano, se non quella di aspettare che arrivasse un ragazzo a salvarle? " La scuola del Bene in effetti sembra dare molto peso all'aspetto fisico, tanto da avere proprio dei corsi dedicati a questo argomento, oltre a esserci delle Sale del Benessere (che sarebbero delle specie di Spa) a cui possono accedere solo i migliori studenti: per i maschi ci sono sale per l'allenamento, docce e saune, mentre per le ragazze postazioni con prodotti di bellezza per il trucco e per acconciarsi, saune, vasche termali...
Dopo al primo anno inoltre gli studenti vengono divisi in tre categorie: i Capitani (cioè eroi e principesse o capi dei cattivi), i Gregari (aiutanti e seguaci) e infine i Morfis, cioè quelli che subiranno delle trasformazioni, i quali "impareranno ad adattarsi alla loro nuova forma e a sopravvivere ai tanti pericoli della selva". Quest'ultima categoria però nasconde un lato oscuro che perfino l'Accademia del Bene ignora: i ragazzini che vengono trasformati in animali (e a volte anche in oggetti) non sono felici di farlo, ed Agatha scoprirà che in realtà praticamente tutti desidererebbero ritornare alle loro originarie sembianze.
Questo discorso sugli animali apre a degli spunti di riflessione interessanti, come ci suggeriscono i pensieri della ragazza: "Agatha guardo quel mostro - un altro bambino smarrito - e pensó a tutte le creature di quel mondo. Non obbedivano agli ordini perché erano leali e affidabili. Non aiutavano le principesse perché le amavano. Lo facevano perché, forse, un giorno la lealtà e l'amore sarebbero stati ripagati con la possibilità di tornare umani. Solo attraverso una fiaba avrebbero potuto trovare la strada per ritornare. Tornare ai loro imperfetti sé. Alle loro vite senza storia."
Nonostante poi ci sia questa netta suddivisione tra Cattivi e Buoni in realtà la faccenda intrinsecamente viene analizzata nell'arco dell'intera storia, per poi arrivare a pensare che forse, sotto sotto, la suddivisione non è poi così netta, in quanto anche i Buoni ogni tanto possono mostrare di avere dei difetti o dei lati negativi, ed anche i Cattivi possono dimostrare alcune buone qualità o possono desiderare di amare qualcuno (mentre nelle fiabe l'amore è una prerogativa dei Buoni).
Questo romanzo presenta una storia intrigante con delle premesse interessanti, con questa faccenda delle due scuole, una del Bene e una del Male che addestrano i futuri personaggi delle fiabe. Una storia che offre vari spunti di riflessione su questioni legate al genere, sulla suddivisione di ruoli tra Buoni e Cattivi, sugli stereotipi legati anche all'aspetto fisico (davvero chi è bello ha davvero anche sempre un animo gentile?), sul ruolo che ciascuno dovrà scegliere o accettare (o decidere di cambiare). Grazie anche ai personaggi ben caratterizzati (anche perchè l'autore sposta continuamente il focus della caratterizzazione da una protagonista ad un'altra, e a volte anche su Tedros), nonostante la storia sia lunga più di 500 pagine essa scorre velocissima, io l'ho letta tutta d'un fiato, senza mai trovarla noiosa o pesante neppure per un minuto. Un romanzo secondo me adatto da un'età di 10 (per lettori un po' più maturi anche caratterialmente o a livello di ragionamento) o 11 anni, davvero avvincente e che scorre velocemente, tenendo sempre alta l'attenzione dei lettori, i quali avranno la possibilità di poter riflettere su diverse tematiche (l'aspetto fisico, l'amore, l'amicizia, la bontà, le questioni di genere) anche importanti ma che possono essere coinvolgenti per lettori pre-adolescenti e giovani adolescenti.
 
Tale libro è stato edito originariamente nel 2014 col titolo "The school of good and evil".  Il romanzo è stato pubblicato dalla Mondadori nel 2015 con una copertina rigida con sovracopertina, ha 504 pagine e misura 19,5 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza e costa 18,00 euro. 
Nel 2016 è stata edita un'edizione in copertina flessibile che costa 12,50 euro, mentre nel 2018 è stato pubblicato un volume in copertina rigida con 1582 pagine, intitolato "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE: C'era una volta", che riunisce i primi tre libri della serie al costo di 22 euro. Nel 2024 è stato invece edito un altro volume intitolato "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE: La saga completa", sempre in copertina rigida, che riunisce tutti i sei volumi della saga, con 1560 pagine e al costo di 25 euro.
 
 Ecco tutti i libri di questa saga, che comprende 5 sequel e un prequel:
  1. "L'Accademia del Bene e del Male " (2015)
  2. "L'Accademia del Bene e del Male: un mondo senza eroi " (2016): Da quando Agatha e Sophie sono fuggite dall'Accademia del Bene e del Male sono diventate autentiche celebrità: hanno infranto le regole e vissuto la Fiaba fino in fondo, si sono conquistate il Lieto Fine che volevano e sono tornate, cosa mai successa. E ora fanno ciò che ci si aspetta da loro. Agatha si lascia imbellettare e vestire di rosa da Sophie che, ormai incapace di tenere a freno la cattiveria, è sempre più insopportabile. Finché l'amica, esasperata, si pente di avere scelto quel Lieto Fine e si rende conto di volere un principe per la sua storia. Basta quel piccolo momento di debolezza perché tutto ricominci da capo. Agatha e Sophie si ritrovano all'Accademia, dove però tutto è cambiato. Che fine hanno fatto le due scuole del Bene e del Male? E dove sono finiti tutti gli eroi, i principi, i maschi?
  3. "L'Accademia del Bene e del Male: l'ultimo lieto fine" (2018): Agatha passava per odiosa e prepotente, ma si è scoperta buona e gentile. Sophie era considerata la persona più dolce del mondo, ma nascondeva un animo egoista e altezzoso. Sono sempre state unite, ma l'amicizia di una vita si è sciolta come neve al sole. Tedros era un perfetto principe delle favole, ma nella vita di tutti i giorni si rivela capriccioso, pretenzioso e viziato. Il Gran Maestro era vecchio e potente, e all'improvviso si è trasformato in un sedicenne pallido, affascinante, impulsivo. Sarebbe bello che ciascuno di loro potesse vivere fino in fondo la propria storia, come in ogni fiaba che si rispetti. Ma nulla è come sembra, nulla va come ci si aspetta... Solo una cosa accomuna tutto e tutti: la disperata ricerca del Lieto Fine.
  4.  "L'Accademia del Bene e del Male: missione per la gloria " (2018): Gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male pensavano di avere trovato il loro Lieto Fine quando hanno sconfitto il Gran Maestro. Ma sono al quarto anno, e per ottenere il diploma dovranno compiere una grande Missione per la gloria. Ognuno dovrà affrontare la sua, e ogni impresa sarà irta di pericoli e imprevisti. Non solo. La posta in gioco è altissima: il successo significa adorazione universale, il fallimento porta all'oscurità eterna. Agatha e Tedros decidono di riportare Camelot agli antichi splendori, mentre Sophie vuole modellare il Male a propria immagine. Ma quando le missioni dei loro compagni finiscono nel Caos, qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità di andare a salvarli. Perché se il Bene e il Male non trovano il modo di collaborare, sarà la fine per tutti.
  5. "L'Accademia del Bene e del Male: prima che sia per sempre" (2019): Rhian, falso sovrano, si è impadronito del trono di Camelot e ha condannato a morte il legittimo re, Tedros. Agatha, la sua regina, sfugge per un pelo allo stesso destino, invece Sophie cade nella trappola dell'usurpatore. Il suo matrimonio con Rhian è imminente, e lei si trova coinvolta in un gioco molto pericoloso, nel quale le vite dei due amici sono sempre più a rischio. Come se non bastasse, re Rhian ha in mente terribili progetti anche per Camelot. Mentre il passato torna a ossessionare il presente, segreti rimasti a lungo sepolti vengono riportati alla luce e si risvegliano i vecchi nemici. L'avversario più temibile, tuttavia, è il tempo. Gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male devono trovare un modo per riportare subito Tedros sul trono, prima che le loro storie - e il futuro della Foresta Infinita - vengano riscritti... per sempre.
  6.  "L'Accademia del Bene e del Male: un solo vero re" (2021): La prima prova venne superata, Excalibur fu estratta dalla roccia e venne designato il nuovo re. Ora ben due pretendenti hanno la corona. La spada ritorna nella roccia poiché soltanto uno è il vero re. Quale? Il futuro che vedo ha molte vie... Dunque, per mio volere, nessuno avrà la corona fino al completamento del torneo. Il Torneo dei Re. Tre prove. Tre risposte da scoprire. Una corsa al traguardo. Ultima prova per la corona. Excalibur la consegnerà al vincitore e reclamerà la testa del vinto. La prima prova si avvicina. Preparatevi... Re Artù. Oltre il Bene e il Male. Oltre i Mai e i Sempre. La storia di Agatha e Sophie sta per concludersi. Sarà la Fine delle Fini?
  7. "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE: L'inizio" (2022): Due fratelli. Uno buono. Uno cattivo. Insieme vegliano sul popolo, insieme scelgono gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male, insieme li addestrano, li istruiscono e li preparano al loro destino. Così deve essere: Bene e Male devono sempre bilanciarsi, perché rovina e distruzione attendono chi spezza l'equilibrio. Ma questo è proprio ciò che travolgerà i due fratelli con l'arrivo di uno studente inaspettato... Il viaggio de "L'Accademia del Bene e del Male" inizia qui. Un viaggio in cui ogni passo è pieno di magia, sorprese e azioni audaci che metteranno alla prova il coraggio, la lealtà e perfino l'identità dei personaggi. La storia delle origini rivela tutti i retroscena della saga che ha catturato milioni di lettrici e lettori nel mondo.  
 
    
 
   
Sopra: Le copertine degli altri volumi della saga di "L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE", di cui l'ultima a destra è il prequel.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 6 giugno 2025

Testa Rossa di Alberto Manzi

"Testa Rossa" è un libro scritto da Alberto Manzi, un docente, pedagogista, scrittore e politico italiano famoso per aver condotto la famosa trasmissione televisiva "Non è mai troppo tardi" dal 1960 al 1968, la quale insegnava agli adulti a leggere e scrivere e altri concetti insegnati nella scuola elementare (una sorta di scuola serale a distanza).
Tale volume, illustrato da Carlo Frigerio, infatti inizialmente è stato pubblicato nel 1957, ma è stato riedito di recente dalla Gallucci in occasione del centenario della nascita dell'autore, assieme ad altre sue opere, tra cui la più famosa è "Orzowei" (del 1955) e da cui fu tratta anche l'omonima serie televisiva degli anni Settanta.
 
 
Sopra: In alto a sinistra la nuova copertina del 2024 della Gallucci, mentre a destra quella del 1957 della Bompiani.
 
Testa Rossa è il ragazzo più audace, furbo e scapestrato del mondo. La Principessa, appena lo ha visto giocare con un raggio di sole, ha deciso che sarebbe diventato il suo migliore amico. Così, quando in seguito a una tempesta lei misteriosamente sparisce, portandosi via la pace e l’amore, lui è disposto a frugare in ogni dove pur di salvarla. 
la Principessa che cerca Testa Rossa è una fanciulla bellissima, nata dalla lacrima di un angelo caduta su un fiore. Nonostante abbia migliaia di anni è sempre giovane, proprio come Testa Rossa, che non cresce mai. Da lei si recano re, principi, presidenti, ministri, medico, maestri, marinai, aviatori, pescatori e contadini, a volte anche solo per ammirarla. Altre volte invece "Vanno da lei ogni volta che qualcosa non va, per sapere quel che debbono fare; ed ogni volta che escono dal suo palazzo, se ne escono a braccetto di colui che credevano loro nemico. In tutto il mondo, perciò, regna la pace; tutti vivono serenamente e si vogliono bene. E tutto questo perché nel piccolo paese vive lei, la Principessa dagli occhi bellissimi, la Principessa dell'amore."
O così è stato almeno finché la fanciulla non è scomparsa dopo una notte di tempesta, portando immediatamente scompiglio nel paese, in quanto gli abitanti, piuttosto che cercarla, hanno iniziato ad accusarsi l'un l'altro, tanto che solo Testa Rossa è rimasto a cercarla, o, almeno, lo fa finché non se ne dimentica. Perché il ragazzo "È fatto così. Comincia una cosa e poia tronca a metà perché una nuova idea gli è balenata in mente."
Per fortuna a dargli una mano arriva una scalcagnata banda di bambini chiamati in soccorso dall'autore: Alda, Massimo col suo cavallo a dondolo Dreck, Roberta (anche se ha solo 8 mesi), Memmo, Pierone, Riccardo, Claudio, Fausto e Marco.
Insieme incontreranno tre pagliacci senza testa e affronteranno temibili coccodrilli, leoni e tigri feroci, orribili mostri e una strega molto cattiva.

 Sopra: A sinistra una pagina che nostra un'illustrazione posta alla fine di un capitolo (con la piccola Roberta sulla schiena di un indiano), e a destra l'inizio del nuovo capitolo.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Carlo Frigerio, le quali si vede che hanno un aspetto un po' vintage, soprattutto per quanto riguarda il modo in cui sono disegnati i bambini, dall'aspetto paffutello e con i visi tondeggianti, i nasini a patatina e gli occhi ovali. I disegni hanno dei tratti puliti e precisi, un aspetto realistico e anche piuttosto curato e ricco di dettagli e nell'insieme si possono considerare carini e molto graziosi, dallo stile un po' retrò.
Le immagini sono solitamente poste assieme ai testi e rappresentano solitamente oggetti o personaggi presenti nelle scene, anche se a volte possono mostrare scene un po' ampie, con più personaggi assieme che interagiscono, come: Piede Nero mentre trasporta la piccola Roberta sulla schiena, i bambini mentre navigano su una nave, Trecotte assieme a tre bestie ... I disegni hanno di solito delle dimensioni medio-piccole, anche se ce ne sono alcune, un po' più importanti, che magari arrivano a occupare i due terzi di una pagina.

 

 
Sopra: Alcune illustrazioni vecchio stile di Carlo Frigerio, di cui nella prima in alto a sinistra vediamo il gruppo di bambini mentre viaggiano su una nave, a destra gli "aspettanti", in basso la strega e a a destra la principessa (quella accanto a lei dovrebbe essere Roberta, ma forse l'artista ha sbagliato e ha dipinto Ada, dato che Roberta ha solo 8 mesi).
 
"Testa Rossa" di Alberto Manzi è un libro molto piacevole, scorrevole e avventuroso, che si rivolge ai bambini a partire dai 8 anni (dai 5/6 in lettura condivisa). Fin dall'inizio la storia parte in modo coinvolgente, con la scomparsa della Principessa e Testa Rossa intento a ritrovarla, finché non si ritrova nel territorio degli indiani, i quali inizieranno a dargli la caccia. Poiché distratto da questo evento l'autore dovrà inviare un gruppo di bambini in suo aiuto, i "rammentatori" per ricordargli la missione che deve compiere e aiutarlo a portarla a termine. 
Una cosa interessante è lo stile di scrittura dell'autore, il quale si rivolge proprio ai bambini che lui immagina stiano leggendo il libro, cercando di farli partecipare alla storia. Ad esempio come quando intima ai lettori di non fare rumore mentre Testa Rossa sta sgattaiolando via dagli indiani: "Attenti anche voi a non fare il più piccolo fruscio. Gli indiani hanno l'udito fine e gli occhi che bucano il buio, le loro frecce sono avvelenate, e con un balzo essi sanno sorprendervi." Oppure quando chiama a raccolta i bambini in aiuto di Testa Rossa: "Ssst... Le mamme hanno spento la luce e sono andate in cucina. Siete pronti? Chi vuole andare ad aiutare Testa Rossa? ... Tutti?! È impossibile, amici. Qua scelgo io. [...]
Siete pronti? Avanti, allora. Il sentiero è quello laggiù>>
<<Io?! Oh, io non posso venite. Ai grandi non è permesso.>>"
I bambini che accompagneranno Testa Rossa sono:
- Pierone: 10 anni, è il capo della comitiva perché è paziente, generoso e ride sempre e "un capo deve saper ridere, anche di se stesso, se vuole essere veramente un capo."
- Riccardo: ha 11 anni ma è così piccolo che tutti lo chiamano Pagliuzza, vorrebbe essere il capo ma non ha la stoffa del condottiero poiché si arrabbia sempre e urla e piange se non gli si dà ragione.
- Claudio: ha 13 anni, ma il suo cervello ne ha 8.
- Memmo: ha sette anni e adora i cowboy, ed è un abile tiratore.
- Fausto: ha 4 anni ma ha un occhio con le ciglia bianche "segno che è vissuto assai" che funge da cannocchiale.
- Alda: ha 8 anni ed è addetta alla cucina, all'infermeria, alla sartoria.
- Marco e Massimo: sono due gemelli di 3 anni, anche se il primo è biondo e l'altro è moro. Avanzano a cavallo di Drock e Dreck, camminando fianco a fianco.
- Roberta: una bimba si 8 mesi, che sa gattonare ma si rivela fin da subito molto utile e attiva nella missione.
La storia è piuttosto semplice ma coinvolgente, grazie alle continue avventure vissute dai bambini e allo stile dell'autore. Le avventure inoltre sono narrate sempre con una forma giocosa, come se fossero dei giochi che i bambini fanno, senza mai prendersi troppo sul serio. Ne è un esempio lampante la battaglia iniziale con gli indiani per liberare Testa Rossa, dove i maschi si lanciano nella battaglia con Memmo che "falcia le schiere nemiche" anche se i colpi sono di legno, ma comunque "sufficienti a fare suri bernoccoli sulle teste indiane. Tanto duri che chi è colpito deve andare subito a letto a farsi i bagnoli d'acqua vegeto-minerale." Alda invece non partecipa alla battaglia, che è una cosa (o meglio un gioco) da maschi. Il suo compito è quello di preparare le fasce e il caffèlatte perché "dopo un'azione simili, le ferite saranno numerose e l'appetito formidabile."
Se si fosse trattato di una battaglia seria il fatto che una bambina di 8 anni sia lasciata in disparte a fare l'infermiera, mentre a bambini di 3 è permesso partecipare, la cosa sarebbe potuta sembrare un po' sessista. La sensazione generale però è che, trattandosi tutto di un gioco, anche lei stia interpretando un ruolo, quello della "mamma" (come Wendy con i bambini perduti). C'è ad esempio la scena post battaglia delle fasciature, dove la squadra "si dirige di corsa da Alda. Tutti sono feriti e l'infermiera ha molto da fare. Quando poi tocca il turno di Massimo, la faccenda si complica. [...]
Cercano di convincerlo a farsi fasciare un braccio o una gamba.
<<Vedi>> dice Pierone <<anche noi siamo feriti; ma abbiamo detto un posto che si può fasciare bene>>
<<Pure io mi fascio bene>>
Così Alda deve lasciarlo tutto. Anche il naso. [...] Ora stanno sdraiati a raccontare la loro storia e quanto ne hanno ammazzati. Il più modesto è Pierone, che dice: duecento. [...]
<<E la Principessa, quando la cerchiamo?>> dice. Ha ragione. Se ne erano dimenticati.
<<Avanti, allora>> comanda Testa Rossa <<dalla Principessa!>>
Si tolgono le fasce e riprendono la marcia."
Nessuno di loro è realmente ferito, come nessuno si loro ha ucciso qualche indiano, eppure si fanno fasciare tutti una qualche parte del corpo, perché fa parte del gioco della battaglia. La stessa Alda, essendo l'unica femmina un po' cresciuta del gruppo, sembra aver il compito di riassumere nel suo personaggio tutti i vari ruoli femminili. Qui forse il libro dimostra di essere stato scritto negli anni Cinquanta, in quanto sarebbe stato interessante se oltre ad Alda ci fosse stata un'altra femmina nella compagnia più avezza a voler partecipare ai giochi maschili, oppure un maschietto (magari piccolo) più interessato a prendersi cura dei feriti o a cucinare che non a partecipare alla battaglia. Insomma, sarebbe stato bello vedere anche qualche personaggio interpretare dei ruoli meno rigidi.
Alda comunque è anche il membro più responsabile e logico del gruppo (proprio come lo era Wendy in "Peter Pan"), quella che ricorda ai ragazzi il proprio dovere e quella che mette in dubbio alcune loro affermazioni se non le sembrano corrette.
Testa Rossa invece rappresenta in tutto e per tutto un italiano Peter Pan, eternamente giovane, eternamente bambino, che si reca a visitare ogni notte i bambini di tutto il mondo per giocare con loro. Simpatico e divertente, ama ridere, scherzare e giocare, anche se questo lo porta a essere un po' distratto, ma non gli mancano mai il coraggio e la determinazione. Ha perfino un'ombra che può staccarsi da lui e andare ad agire indipendentemente.
Roberta, pur essendo il membro più giovane, alla fine è quella che, spesso senza rendersene conto, si rivela il più utile componente della banda, con la tua innocenza e la sua determinazione.
Gli altri membri della banda bene o male non li ho trovati spiccare particolarmente (alcuni sono a malapena menzionati nel corso della storia), semplicemente vivono le varie avventure che si presentano tutti assieme. E le avventure sono sicuramente molteplici: affrontare dei nativi americani inferociti, vedersela con un coccodrillo, sconfiggere una tribù di nani che vuole cucinare Massimo, riuscire a trovare gli sgherri della strega e infine battere anche quest'ultima, che vuole che l'amore svanisca dalla Terra. Ad affrontare questi pericolo al gruppo di bambini e a Testa Rossa si uniranno anche un trio di pagliacci le cui teste sono state sottratte dai servitori della strega, le Ombre Verdi, e successivamente anche degli animali parlanti, cioè gli "aspettanti", che hanno dentro di loro le anime dei bambini che devono ancora nascere.
Una storia ricca di avventure, le quali sia susseguono come una serie di giochi dettati dalla fantasia di un bambino, in un mondo in cui domina l'immaginazione. Fino ad arrivare alla prova finale in cui bisogna sconfiggere il nemico definitivo e liberare la Principessa dalle sue grinfie. Una lettura carina e leggera, che si legge con facilità, scritta solo per fare divertire i giovani lettori, anche se un lettore più esperto potrà ritrovarvi dei richiami ad elementi fiabeschi e a classici della letteratura quali "Peter Pan" o "Il mago di Oz", oltre che alle mode e alla cultura degli anni Sessanta (la passione per le avventure western, ai giochi e ai giocattoli di quel periodo).
Una storia avventurosa, poetica e giocosa, un piccolo capolavoro a lungo dimenticato e destinato a diventare un classico della letteratura per l’infanzia.
 
Il volume è stato pubblicato originariamente nel 1957 dalla BOMPIANI e poi riedito nel 2024 dalla Gallucci Editore, ha 144 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 13,00 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 26 maggio 2025

Dentista diabolica di David Walliams e Tony Ross

"Dentista diabolica" è un libro scritto da David Walliams e illustrato da Tony Ross. Walliams è un attore, comico britannico, che è diventato anche uno scrittore piuttosto apprezzato a partire dal 2008, quando pubblicò "The boy in the dress", una storia che parla di un ragazzino di 12 anni che ama indossare e portare vestiti e trucchi femminili, storia che ebbe molto successo, il che lo portò a scrivere altri racconti per bambini e ragazzi. La Ippocampo ha pubblicato ad esempio, tra i libri scritti dall'autore, i seguenti titoli: "Giò il miliardario" (2014), "Nonna gangster" (2014), "Zia Malefica" (2015), "Polpette di topo" (2016), "Papà bandito" (2018) e "I 10 bambini più cattivi del mondo" (2018), mentre "Campione in gonnella" (2011) e "Mr Stink: l'esilarante storia del signore Puzzone" (2010) sono stati editi dalla GIUNTI.
 
Sopra: La copertina dallo sfondo blu dove vediamo il protagonista seduto su una poltrona da dentista e, dietro di lui, la dentista Radice.
 
Alfie ha dodici anni ma… non ha tutti i denti: "Questi succedeva perché Alfie, che aveva dodici anni, non andava dal dentista da quando era piccolo. L'ultima volta era stata quando aveva sei anni.
Da un banale mal di denti era diventata una tragedia." È stata tutta colpa del suo dentista dell'epoca, il dottor Trapassato, che aveva una certa età e "avrebbe dovuto essere un pensione già da un pezzo". Il dottore doveva estrarre un dente ad Alfi perché era marcio, e un'otturazione non sarebbe servita, peccato che il dente non volesse saperne di togliersi, nonostante tutti gli sforzi per tirarlo via (chiamando a rinforzo anche tutti i pazienti in sala d'attesa), finché non non era esploso a causa della pressione delle pinze, peccato che Alfie continuasse a sentire dolore, rendendosi corno che... gli avevano tolto il dente sbagliato.
"Alfie corse fuori dallo studio dentistico più in fretta che poté. Quel drammatico pomeriggio giuró che non sarebbe mai più andato da un dentista in vita sua. E fino a oggi non ci era mai andato. Gli avevano fissati un sacco di appuntamenti, e li aveva saltati. tutti." Ha continuato a nascondere al papà malato tutte le lettere che gli scriveva il dentista per fissare una visita. E, bisogna ammetterlo, il tempo e i dolci hanno ridotto i denti di Alfie in uno stato pietoso. E nel frattempo il papà non si è accorto di nulla a causa dei suoi problemi di salute, in quanto soffre di gravi problemi respiratori (che lo hanno ridotto perfino in sedia a rotelle) dovuti al fatto di aver lavorato per tanti anni in una miniera di carbone.
Ma i veri guai cominciano quando arriva in città una nuova, terrificante dentista, la dott.ssa Radice, (dopo che il vecchio dentista ha avuto un incidente... mortale) che chiede ai bambini di chiamarla mamma. Dietro al suo sorriso di un bianco smagliante, la dottoressa Radice sembra nascondere dei malefici piani, e per sventarli Alfie potrà contare sull’aiuto di Raj, un droghiere permaloso, di Winnie, che fa l’assistente sociale ed è cioccolatodipendente, e di Gabz, la sua piccola compagna di classe esperta di teorie del complotto. Un’avventura che vi farà gelare il sangue e… battere i denti!
 
 Sopra: Le pagine inizali mostrano i personaggi del libro. Tra i primi che troviamo possiamo vere, a partire da sinistra, Alfie, suo padre, Gabz e la dottoressa Radice.
 
I testi sono accompagnati dalle numerose illustrazioni i bianco e nero di Tiny Ross, le quali ritraggono scene e personaggi descritti nella storia. 
I disegni sono quasi sempre inseriti in mezzo ai testi, anche se si tratta di immagini piuttosto grandi. I disegni di Ross infatti sono fatte in modo da combinarsi perfettamente con i testi, mostrando ciò che questi ultimi dicono nell'esatto momento in cui lo dicono.
Le illustrazioni di Ross sono infatti molto dinamiche, e a volte accompagnano anche onomatopee o versi che vengono messi in risalto nei testi. Questo artista possiede ino stile molto sbarazzino, con disegni dai tratti veloci, delineati righe precise, anche se tremolanti, e spesse, che danno ai personaggi un aspetto più buffo che realistico.
Essendo inserite in mezzo ai testi i disegni di solito rappresentano singoli personaggi mentre stanno compiendo un azione (anche se ci sono disegni in cui i personaggi sono semplicemente mostrati per essere presentati al lettore), oppure specifici oggetti; non mancano però anche immagini che mostrano scene più ad ampio raggio, con più personaggi che interagisco in un ambiente preciso (sebbene reso in maniera Jon molto dettagliata). Alcuni disegni rappresentano anche delle scene dinamiche, come delle specie di vignette che mostrano le sequenze della storia, come quelle in cui Alfie scappa dall'assistente sociale.
 
 
 
 
Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero di Tony Ross, dallo stile sbarazzino, ironico e dai tratti tremolanti, che ricorda quello di Quentin Blake.

"Dentista diabolica" è un romanzo principalmente di carattere umoristico, sebbene ogni tanto ci sia qualche elemento un po' inquietante (e disgustoso).
Il protagonista della vicenda è Alfie, un bambino che, avendo avuto da piccolo una brutta esperienza con il dentista, sono anni che non ci va mai, e non si prende cura dei suoi denti, così ad 11 anni se li ritrova tutti macchiati e cariati. In realtà Alfie si porta sulle spalle una situazione familiare piuttosto tragica, in quanto deve costantemente prendersi cura di suo padre disabile, affetto da gravi disturbi respiratori, e costretto così in sedia a rotelle. A casa di Alfie non c'è elettricità perché hanno staccato la corrente diversi anni prima, visto che le bollette non venivano pagate, e spesso non c'è neanche da mangiare, pure la divisa scolastica di Alfie è tutta usurata e rattoppata. In effetti è strano che abbiano mandato un assistente sociale a casa di Alfie solo quando lui aveva già 12 anni.
Winnie, l'assistente sociale, è una di quegli adulti strampalati, ma prota a fare il proprio dovere, ama moltissimo la cioccolata e si veste sempre con mille colori sgargianti tutti insieme. Inizialmente Alfie la odia, perché non vorrebbe che nessuno interferisse con la sua vita e quella di suo padre, senza contare che una delle prime cose che fa è... prenotargli una vista dal dentista! E proprio dalla dottoressa Radice! Ovviamente Alfie farà di tutto per non andarci, ma alla fine capita dentro il suo studio e ... si ritrova senza denti! Il che è una cosa abbastanza inquietante,.in quanto, come pensa il ragazzino, è vero che i suoi denti non erano messi proprio bene, ma era necessario toglierli proprio tutti? Quali sono le intenzioni della dentista? 
Da quando è comparsa lei, come ci fa notare Gabz, i bambini che perdono un dentino e lo mettono sotto al cuscino, al posto di un soldino si ritrovano cose disgustose come animaletti morti, unghie di vecchi, ...
Inoltre anche il modo in cui il vecchio dentista è scomparso è piuttosto macabro, dovrebbe essere morto per un incidente, ma è molto probabile che sia stata la dentista ad eliminarlo, anche se è strano che in tutta una città (che sembra piuttosto grande) ci sia un solo dentista.
A parte alcuni particolari un po' "inquietanti" (come la morte del dentista, tutti i denti tolti di Alfie, il comportamento della dentista), la storia comunque è prettamente di carattere umoristico, ed infatti è composta principalmente da scenette comiche, che spesso arrivano anche un po' all'assurdo. Come ad esempio la scena iniziale col dentista che per estrarre il dente di Alfie, quando lui era piccolo, ha chiamato una decina di persone per tirare il dente per strapparlo. Che poi un dente non si estrae certo in un modo simile (tirando a più non posso cond elle pinze, come se fossimo nel Medioevo), senza neppure fare un'anestesia al paziente. Oppure c'è la scena in cui Alfie cerca di scappare dall'assistente sociale che lo deve caricare sul suo motorino per portarlo dalla dentista. Siccome però non vede arrivare il ragazzino decide di entrare a scuola guidando il motorino e si mette a inseguirlo per tutto l'edificio scolastico, con varie persone (il professore di teatro con la sua classe, vari professori e studenti, ecc...) che si mettono tutti a corrergli dietro, in una scena che dura svariati capitoli. 
Nonostante il libro sia molto grosso in realtà si legge molto velocemente, sia perché è scritto grande e in maniera molto ariosa (con molta interlinea), con molto disegni e perché molte scene sono molto leggere e sbarazzine, con tanto di suoni e rumori onomatopeici.
Devo dire comunque di aver apprezzato più la parte finale del libro che non quella iniziale, che probabilmente ai bambini piacerà comunque per i vari episodi divertenti e un po' improbabili. Nell'ultima parte infatti Alfie deve salvare la sua amica dalle grinfie della malvagia dentista, grazie all'aiuto del suo amico negoziante Raj e dell'assistente sociale, nonché di suo padre. Una cosa che ho apprezzato è il fatto che in questa storia la maggior parte degli adulti si dimostra supportiva nei confronti del protagonista e gli crede quando lui racconta loro della minaccia costituita dalla dentista, magari non subito ma dopo aver visto delle prove (tipo la bocca sdentata del bambino). Il padre in particolare, che all'inizio sembrava un personaggio gentile ma un po' sciocco e messo lì tanto per farsi comparire, dimostra verso la fine del libro una certa grinta, indipendente dai suoi problemi di salute, pronto a tutto pur di proteggere il proprio figlio.
La parte finale inoltre è anche quella più emozionante e concitata, con una fuga rocambolesca dalle miniere di carbone sopra un vecchio treno pieno di dinamite e con la dentista/strega e il suo gatto (sotto forma di scheletri) alle calcagna.
Una vicenda che gioca con la paura dei bambini per il dentista, da un alto strizzandogli un occhio e dando loro ragione, ma che dall'altra fa capire come sia comunque importante recarsi dal dentista (scegliendo qualcuno di competente e che possibilmente non sia una strega malvagia) e prendersi cura dei propri denti, senza per questo però fare un discorso morale a riguardo, ma mantenendo sempre un tono ironico e scherzoso.
Una storia carina e avvincente, ma anche ironica e divertente, che si legge molto velocemente, con episodi un po' assurdi ma anche qualche elemento macabro e un po' triste. 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2013 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "Demon Dentist" ed è stata edita in italiano nel 2017 dalla Ippocampo Edizioni. Il volume ha 448 pagine, la copertina rigida, misura 21,5 cm d'altezza e 14,2 cm di lunghezza e costa 16,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 19 maggio 2025

LA BANDA DEI CINQUE: Perduti nella nebbia (Avventura a cavallo) di Enid Blyton

"Perduti nella nebbia" di Enid Blyton è il tredicesimo volume di una serie  di libri gialli per bambini piuttosto famosa: "LA BANDA DEI CINQUE", in originale "The Famous Five", di cui vi avevo già parlato di alcuni romanzi qui.
La saga si compone di 21 volumi, di cui però in Italia ne sono stati pubblicati 15 (e la Mondadori ne ha ripubblicati 13), editi in originale tra il 1942 e il 1963. I libri furono originariamente portati in Italia tra il 1987 e il 1994 dalla casa editrice MURSIA, per poi essere ripubblicati  tra il 2017 e il 2021 dalla Mondadori. 
Può darsi infatti che abbiate già sentito parlare di questo volume, ma con un altro titolo: "LA BANDA DEI CINQUE: Avventura a cavallo", cioè quello con cui è stato ripubblicato nel 2021 dalla Mondadori.
Protagonisti di questa serie sono i quattro cugini Julian, Dick, Anne e Georgina e il loro cane Timmy, che in ogni volume si fanno coinvolgere e vivono  avventure, cacce al tesoro, esplorazioni, viaggi e misteri tutti rigorosamente all'aria aperta. La serie è ambientata nell'affascinante Inghilterra degli anni '40, e le storie della banda dei cinque hanno conquistato generazioni di lettori in tutto il mondo e sono un inno al senso di avventura pre - tecnologico dei ragazzi che affonda le radici nei capolavori di Mark Twain e Ferec Molmar.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione Mursia del 1994, mentre a destra la copertina della nuova edizione della Mondadori, del 2021, non illustrata.
 
È tempo di vacanze e questa volta i fratelli Julian, Dick, Anne e la cugina Georgina, che si fa chiamare George, trascorrono alcuni giorni separati: George e Anne si iscrivono a un corso di equitazione vicino alla famosa brughiera di Mystery Moor, insieme al cane Timmy; Julian e Dick, invece, partono per il campeggio con i loro compagni di scuola. 
In questa scuola di equitazione George ed Anne fanno pure la conoscenza di un'altra ragazza che sembra avere molto in comune con George: ama vestirsi e comportarsi come un maschio, tanto da non lasciare che nessuno la chiami col suo nome da femmina, Henrietta, ma vuole essere chiamata Henry, proprio come Georgina vuole essere chiamata George.
Nonostante George e Henry sembrino avere diverse cose in comune le due non si sopportano, dando origine ad una accesa rivalità: "Anne si divertiva un mondo nel vedere come Henrietta e George si erano prese subito in antipatia, pur avendo le stesse idee. Il nome vero di George era Georgina, ma lei rifiutava di rispondere a chiunque la chiamasse così. Alla stessa maniera Henrietta era il vero nome di Henry: ma lei, dura, si faceva chiamare Henry, o al limite Harry ma solo dai suoi migliori amici. . [...]
George, durante la settimana alle scuderie, non si era divertita neanche un po', perchè, una volta tanto, un'altra ragazzina la batteva. Non poteva sopportare la vista di Henrietta che se ne andava attorno, a lunghi passi sicuri, zufolando e facendo qualsiasi cosa con grande rapidità ed efficienza.
Anne, dal canto suo, aveva spesso riso ra sè, specialmente quando le due ragazze avevano preso la decisione di chiamarsi a vicenda con i loro veri nomi, Henrietta e Georgina, invece di usare i soprannomi abituali. Questo significava che nessuna delle due rispondeva all'altra, e il capitano Johnson, l'alto, robusto proprietario della scuola di equitazione, era irritatissimo con loro."
George non vede l'ora che il soggiorno presso la scuola di equitazione finisca, ma proprio quando mancano pochi giorni riceve una lettera da sua madre, che la avverte che suo padre è indisposto e quindi lei e Anne dovranno rimanere un'altra settimana alla fattoria. Fortunatamente le raggiungo anche i ragazzi, Julian e Dick, di ritorno dal campeggio, e che il signor Johnson accetta di ospitare, sebbene i due dovranno dormire nelle tende o nella stalla.
Ben presto, però, le ragazze scoprono che intorno alla brughiera succedono cose strane: misteriosi personaggi si muovono nei pressi di una cava abbandonata, mentre una fitta nebbia avvolge e oscura ogni cosa, come una presenza viva. 
Quando Timmy scompare e George e Anne rimangono intrappolate nella brughiera nebbiosa, la banda dei cinque deve trovare il modo di riunirsi, per liberare le ragazze e svelare questo nuovo mistero. Ce la faranno Julian, Dick, Anne, George e il cane Timmy?
 
 Sopra: Due pagine interne in cui vediamo anche un'illustrazione assieme ai testi, che rappresenta Anne e George mentre fanno merenda.
 
I testi sono accompagnati da qualche illustrazione in bianco e nero opera di Betty Maxey. I disegni rappresentano scene descritte nel libro, con i personaggi che interagiscono tra loro  in un certo ambiente, sebbene questi ultimi non  siano sempre molto dettagliati. In certi casi infatti gli sfondi sono caratterizzati da qualche albero o qualche cespuglio disegnati sullo sfondo, per cui l'attenzione tende a focalizzarsi maggiormente sui personaggi.
Lo stile dell'artista si caratterizza comunque per un tratto molto pulito, che lo porta a tracciare i personaggi con delle linee nette e precisi, che nella parte dei casi rimangono bianche all'interno, ad eccezione di qualche elemento più scuro che viene riempito col colore nero. In un'immagine tuttavia di solito ci sono solo uno o due elementi neri, come un abito, i crini di un cavallo o, più solitamente, dei capelli (come quelli di George, che sono scuri). Per il resto i disegni sono molto puliti, come dicevo, in quanto non ci sono ombre o ombreggiature.
I disegni comunque sono piuttosto graziosi e hanno un aspetto piuttosto realistico, sebbene piuttosto semplice e non sempre ricco di dettagli.

 
 

  Sopra: Alcuni dei disegni in bianco e nero realizzati dalla Maxey, i quali hanno una spetto rralistico anche se dei tratti semplici e puliti, senza mbreggiature, tranne che alcuni (pochi) elementi dell'immagine colorati di nero.
 
"Perduti nella nebbia" di  Enid Blyton è un'avventura avvincente che vede come protagonisti questo gruppo formato da 2 ragazzine, 2 ragazzini e un cane; anche se delle due femmine una si fa chiamare George e si veste e comporta come un maschio.
Il personaggio di questa ragazzina è piuttosto interessante, specialmente se si considerano gli anni in cui il personaggio è stato scritto. È interessante anche il fatto che insista nel farsi chiamare con un nome maschile rifiutando quello femminile (se la si chiama a Georgina lei fa finta di non sentire e non risponde). Di ragazze con un carattere testardo, focoso, forte e coraggioso, con un carattere "poco femminile" se ne sono viste parecchie nella letteratura, ma George non è solo questo, ella è anche molto irascibile e scontrosa, cocciuta, ombrosa e permalosa, tanto che a tratti può risultare antipatica perfino al lettore, anche se in questo libro si comporta meglio del solito, se non fosse per la sua rivalità con Henry.
Anche in questo libro infatti l'autrice non si dimentica del suo bel caratterino, come dimostra questa scena: " - Ma George monterebbe su tutte le future se chiamassimo Henry. Non si possono sopportare. Non oso chiedere a George una cosa simile, Julian.
- Ma è un'idiozia! - protestò il ragazzo. - Che non si debba <<osare>> di chiedere a George di lasciar venire qualcuno con noi! George deve smetterla di fare la sciocca. A me Henry è simpatica. È una spaccona e con credo meno alla metà di quel che racconta. Ma è uno spasso unico."
È un personaggio comunque piuttosto sfaccettato e sicuramente non banale, soprattutto per l'epoca.
George poi adora il suo cane Timmy, alias Tim, che lei considera il suo migliore amico, ed in effetti si può dire che questo cagnolone non sia inserito nella trama solo come mascotte, ma fa veramente parte della banda, tanto che l'autrice a volte si sofferma a descriverne gli stati d'animo e i pensieri, per quanto semplici. È un cane intelligente, affettuoso e leale, e si rivela utile perché fornisce ai ragazzini un'effettiva protezione fisica, tanto che perfino i genitori di George, che inizialmente non vogliono tenerlo, alla fine lo accettano. Anche in questa storia avrà un ruolo importante per riuscire a salvare i ragazzi da una brutta situazione, andando a chiamare aiuto.
Julian, con i suoi 12 anni, invece è il leader del gruppo ed è molto protettivo nei confronti dei fratelli minori, in particolare Anne. Egli è alto, forte e intelligente, oltre che premuroso, responsabile e gentile. Julian è il più maturo del gruppo ma, nonostante le buone intenzioni, il suo comportamento può a volte risultare autoritario.
Dick, di 11 anni, ha un impertinente senso dell'umorismo, ma è anche affidabile, ingegnoso e gentile per natura, sebbene tenda a prendere in giro la sorellina Anne e comunque molto premuroso con lei. 
Anne è la più giovane del gruppo, con i suoi 20 anni, infatti è quella che si dimostra più infantile, con un carattere a volte un po' piagnucoloso e meno impavido degli altri, nonostante sia anche intelligente, coraggiosa e intraprendente. Ha difficoltà a mentire e a tenere a freno la lingua, le piace fare le cose domestiche come pianificare, organizzare e preparare i pasti e mantenere pulito e in ordine il luogo in cui alloggiano.
In questa avventura conosceremo poi anche Sniffer, un bambino piccolo e magro, sempre sporco, che deve il suo nome al fatto che tira sempre su col naso (pulendoselo poi sulla manica). Egli è il figlio di uno degli zingari, e viene maltrattato dal padre, fortunatamente il bambino farà amicizia con la banda dei 5 e si rivelerà molto utile per tirarli fuori dai guai.
Anche per questo libro l'avventura parte solo dopo alcuni capitoli, in quanti nei primi i lettori conosceranno il nuovo ambiente e i vari personaggi, e in particolare Henry, una ragazza che ama farsi chiamare, comportarsi e vestirsi come un ragazzo, ed in effetti lo sembra davvero grazie ai suoi capelli corti e al suo fisico robusto. I primi capitoli ruotano molto attorno alla rivalità tra lei e George, rivalità che diventa ancora più accentuata quando arrivano alla fattoria anche Julian e Dick, che prendono subito in simpatia Henry, con gran dispiacere da parte di George. Alla fine del libro le due ragazze tuttavia riusciranno a superare tale rivalità, in quanto poste davanti a problemi più seri da risolvere.
Il vero mistero infatti parte quando i ragazzi decidono di visitare la "Brughiera del mistero" (Mistery Moor). Anche se all'inizio non sembra esserci nulla di strano, il gruppo scopre alcuni vecchi binari e una leggenda ad essi legati. A quanto pare alcuni decenni prima un gruppo di fratelli piuttosto burberi e scontrosi aveva iniziato a estrarre della sabbia da una cava per venderla, e avevano costruito quei binari per facilitarsi il lavoro di trasporto. La cosa però non aveva fatto piacere agli zingari, con cui spesso c'erano stati degli scontri, finché un giorno particolarmente nebbioso tutti i fratelli scomparvero misteriosamente senza fare più ritorno. Per questo da allora il luogo è stato soprannominato la Brughiera del Mistero, mentre prima si chiamava la Brughiera Nebbiosa (Misty Moor).
Ed è proprio con degli zingari che anche la banda dei cinque sembra avere qualche problema, in quanto a questi non sembra piacere che i ragazzi passeggino per la Brughiera, e durante un notte, in cui la banda ha deciso di accamparsi nella cava di sabbia, i ragazzi scoprono il perché... finendo per mettersi ovviamente nei guai.
Anche qui la parte più adrenalinica si concentra soprattutto verso la fine della storia, sebbene la tensione sia costruita pian piano per tutto l'arco narrativo (con la partenza degli zingari, la scoperta dei binari, la scoperta della leggenda, la nebbia che sale facendosi sempre più fitta...).
Una storia carina ed emozionante, dalle sfumature gialle (poiché i protagonisti devono risolvere come al solito un mistero), adatta ad essere letta in autonomia a partire dagli 8 anni, in cui non mancheranno indagini, azione e personaggi piacevoli.
 
Questo libro è stata pubblicato nel 1954 dalla Hodder & Stoughton col titolo "Five go to the Mistery Moor" ed è stata edita in italiano dalla MURSIA nel 1994, per poi essere ristampato (senza immagini) nel 2021 dalla Mondadori Editore. Il volume ha 176 pagine, la copertina rigida, misura 19,3 cm d'altezza e 11,8 cm di lunghezza e costava 13.000 LIRE, mentre la nuova edizione della Mondadori in copertina rigida costa 16 euro.
 
Ecco l'elenco dei romanzi di "La banda dei cinque" che sono stati pubblicati in italiano:
  1. Sull’isola del tesoro ("Five on a Treasure Island", 1942) (Mondadori, 2017)
  2. La mappa segreta ("Five Go Adventuring Again", 1943) (Mondadori, 2018)
  3. La grotta nascosta ("Five Run Away Together", 1944) (Mondadori, 2018)
  4. Il passaggio segreto ("Five Go to Smuggler's Top", 1945) (Mondadori, 2018)
  5. Il circo misterioso ("Five Go Off in a Caravan", 1946) (Mondadori, 2018)
  6. Ritorno sull’isola ("Five on Kirrin Island Again", 1947) (Mondadori, 2019)
  7. Avventura in campeggio ("Five Go Off to Camp", 1948) (Mondadori, 2019)
  8. Il ragazzo rapito ("Five Get into Trouble", 1949) (Mondadori, 2019)
  9. Mistero in spiaggia ("Five Fall into Adventure", 1950) (Mondadori, 2019)
  10. Il messaggio in codice ("Five on a Hike Together", 1951) (Mondadori, 2019)
  11. Il mistero del castello ("Five Have a Wonderful Time", 1952) (Mondadori, 2020)
  12. Il faro fantasma ("Five Go Down to the Sea", 1953) (Mondadori, 2021)
  13. Avventura a cavallo ("Five Go to Mystery Moor", 1954) (Mondadori, 2020)
  14. Una divertente avventura ("Five Have Plenty of Fun", 1955) (Mursia, 1993)
  15. La casa dei fantasmi ("Five on a Secret Trail", 1956) (Mursia, 1992)
Ecco invece i titoli dei volumi esistenti solo in inglese: "Five Go to Billycock Hill" (1957); "Five Get into a Fix" (1958); "Five on Finniston Farm" (1960); "Five Go to Demon's Rocks" (1961); "Five Have a Mystery to Solve" (1962); "Five Are Together Again" (1963).
 
     

     

     

   
 Sopra: Le copertine dei volumi pubblicati in italia, quasi tutte sono le edizioni in rigida pubblicate dalla Mondadori tra il 2018 e il 2021, tranne le ultime due in basso a destra, che sono invece quelle della MURSIA degli anni Novanta, di cui non esiste una ristampa più recente.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 12 maggio 2025

Il Boscaiolo di Latta di OZ di L. Frank Baum

Tutti noi conosciamo "Il meraviglioso mago di oz" di L. Frank Baum, ormai diventato un grande classico della letteratura per l'infanzia. Decisamente meno persone invece sanno che le avventure ambientate nel mondo di Oz non finiscono col primo libro, lo stesso Baum infatti scrisse ben altri 13 seguiti, tutti ambientati in questo mondo immaginario e, in seguito, molti altri scrittori continuarono la sua opera, tanto che attualmente la serie di Oz comprende una quarantina di libri "ufficiali", detti i famosi Quaranta.
In passato vi avevo vià parlato di un paio di questi seguiti ("Il meraviglioso Regno di Oz" e "Ozma, regina di Oz"), e oggi ve ne voglio presentare un altro, per la precisione il dodicesimo: "Il Boscaiolo di Latta di OZ".

Sopra: Questa copertina ci fa vedere il boscaiolo e il soldatodi latta, i quali stanno tenendo in mano le lettere che formano la parola Oz.

Forse credete di sapere già tutto su Nick Tagliaceppi, il Boscaiolo di Latta di Oz, ma questo libro vi dimostrerà che vi sbagliate. Tutto ha inizio quando al castello di Boscaiolo di Latta (in cui dimora anche lo Spaventapasseri), giunge Woot il Vagabondo, un ragazzo che dà circa un anno si è messo in viaggio per esplorare il Regno di Oz. Il ragazzo, che non conosceva nessuno dei nostri eroi, si fa raccontare la storia del Boscaiolo, di come sia diventato così: "In origine ero un uomo fatto carne, ossa e sangue, e vivevo nella terra dei Rosicchiotti di Oz. Lì esercitativo il mestiere di taglialegna [...] Abitavo in una capanna al limitare del bosco ed ero pienamente soddisfatto della mia vita, finché non mi innamorai di una bellissima Rosicchiotta, che viveva poco lontano da me .
- Come si chiamava? - chiese Woot.
- Il suo nome era Nimmi Ami. Questa fanciulla, così graziosa che i tramonti arrossivano al solo sfiorarla con i loro raggi, abitava con la potente strega dell'est, che indossava scarpe d'argento e che aveva ridotto la poverina in schiavitù. Nimmi Anni era costretta a sgobbare dal mattino alla sera per la vecchia strega, pulendo e spazzando la sua capanna, cucinando i suoi pasti e rigovernando le sue stoviglie. "
Nick conosce quindi questa ragazza e se ne innamora, decidendo di chiederla in sposa, cosa che alla strega non ha fatto per nulla piacere, poiché "non aveva alcuna voglia di vedersi portar via la sua schiava." La strega quindi lanciò una maledizione sull'ascia del boscaiolo, che ogni giorno tagliava un pezzo del suo corpo. Pezzo che il boscaiolo andava prontamente a farsi sostituire da un suo amico artigiano, finché non diventó tutto di latta. Essendo però diventato tutto di latta Nick aveva perso anche la capacità d'amare, in quanto non aveva più un cuore, così si era messo in viaggio per trovarne uno, finche non si era arrugginito dentro una foresta e lì era rimasto finché non ha incontrato Dorothy e lo Spaventapasseri.
Dopo aver sentito la storia, Woot chiede al boscaiolo cosa sia capitato alla fanciulla, così Nick, spinto dall'innocente curiosità di Woot il Vagabondo, decide di partire sulle tracce di Nimmi Ami, la graziosa Rosicchiotta che era un tempo la sua fidanzata. 
Col fedele Spaventapasseri accanto e l'aiuto della Figlia dell'Arcobaleno, Woot e il Boscaiolo di Latta affronteranno perfide gigantesse e tenaci incantesimi, e il loro viaggio nel passato li porterà a sorprendenti rivelazioni. 
A quanto sembra Nick non fu il solo uomo di latta costruito da Pinza lo Stagnino, né l'unico che Nimmi Ami avesse accettato di sposare...
 
 Sopra: A sinistra un'illustrazione in cui vediamo l'artigiano sistemare la testa di Nick Tagliaceppi sul suo corpo di Latta, mentre a destra vediamo una pagina con i testi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Lilia Munasypova, che sono parecchio colorate, con tinte calde, accese e brillanti. Inoltre i disegni sembrano essere stati colorati con dei segni/strisce rapide e veloci stese con dei pastelli a cera, il che crea delle sfumature e sovrapposizioni di tinte interessanti.
Le immagini ricreano delle scene descritte nei testi, tanto che sotto ogni disegno viene proprio riportata la frase tratta dai testi a cui l'immagine fa riferimento. 
In realtà gli sfondi non sono resi in maniera molto chiara, poiché spesso sono più che altro delle macchie di colore realizzate con dei pastelli colorati. Sono resi con più attenzione e accuratezza i personaggi, dai tratti facciali abbastanza esagerati. Devo dire che non apprezzo molto il modo in cui l'artista disegna i volti degli esseri umani, che rappresenta sempre con delle facce irrealisticamente tonde (non ovali, ma proprio tonde, ma neanche un tondo perfetto), poggiate su dei colli lunghi e sottili che mettono ancora più in evidenza la grandezza delle teste, che hanno tratti facciali non esattamente graziosi, con nasi sempre troppo grossi e schiacciati, occhi piccoli e bocche grandi.
Diciamo che lo stile della Munasypova funziona anche abbastanza bene quando si tratta ti rappresentare creature particolari o non umane, che non mancano mai nel Regno di Oz, come ad esempio: gli Zuzzurelloni, dei piccoli ometti che sembrano essere dei palloncini con tanti bozzi e nidi; Woot trasformato in una scimmia verde; ma anche gli stessi uomini di latta o lo Spaventapasseri.
La cosa invece non funziona quando deve rappresentare fanciulle che vengono descritte come molto belle e graziose, come ad esempio Ozma, Dorothy, Glinda oppure Prisma e le sue sorelle, che invece assumono un aspetto piuttosto sgraziato.

 

 
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate dalla Munasypova, che rappresentano alcune scene narrate nei testi e alcuni personaggi quali gli Zuzzurelloni, Prisma, il Boscaiolo di Latta, Woot e un coniglio blu.
 
"Il Boscaiolo di Latta di OZ" di L. Frank Baum è un libro molto interessante, che ci permette di approfondire ulteriormente il Regno di Oz e le vite dei suoi abitanti, e in questo caso Baum ha decido di far scoprire ai propri lettori cosa ne è stato di quella Rosicchiotta di cui il Boscaiolo di Latta si era innamorato, e di cui aveva parlato già nel primo libro, per poi dimenticarsene completamente.
Sarà infatti solo grazie all'arrivo di un nuovo personaggio, Woot il Vagabondo, che il Boscaiolo decide di tirare nuovamente fuori la questione e di mettersi in cerca della ragazza, poiché è rimasto colpito dalle parole che il ragazzo gli ha rivolto: "- E il Mago non avrebbe potuto darvi un cuore che fosse sia gentile che amorevole?- domandò il ragazzo. 
- No; io glielo chiesi, ma lui rispose che i cuori scarseggiavano, in quel momento, quindi non avevo altra scelta. Così lo accettai, e devo ammettere che nel suo genere è davvero un ottimo cuore.
- Ho l'impressione, - riflettè Woot, - che il Mago vi abbia imbrogliato. Il vostro cuore non può essere poi molto gentile, sapete.
- E perchè mai? - domandò l'Imperatore.
- Perchè non è stato affatto carino, da parte vostra, abbandonare la fanciulla che vi amava e che vi era rimasta fedelmente accanto quando eravate nei guai. Se il Cuore del Mago fosse stato davvero Gentile, sareste tornato indietro e avreste preso in moglie la bella Rosicchiotta, conducendola a vivere come imperatrice nel vostro splendido castello di latta.
Il Boscaiolo rimase tanto sorpreso da quel franco rimprovero che, per un po', rimase a fissare il giovane Vagabondo come imbambolato. [...]
- Devo ammettere che prima d'ora non mi era mai saltato in mente d rintracciare Nimmi Ami e nominarla Imperatrice di Luccichini. Ad ogni modo non è mai troppo tardi, perchè credo che viva ancora nella Terra dei Rosicchiotti. E adesso che questo Vagabondo sconosciuto me l'ha ricordata, penso sia mio dovere partire alla sua ricerca. Non è certo colpa sua se non riesco più ad amarla, ma se posso renderla felice è giusto che la sua fedeltà sia ricompensata."
E' evidente quindi che il Boscaiolo parta alla ricerca della sua promessa sposa non per amore, ma per senso del dovere, tanto da affermare: "- Le cose belle, se non amate, possono almeno essere ammirate - affermò l'Uomo di Latta. - I fiori ad esempio sono belli, ma non proviamo il desiderio di sposarli. Il dovere, al contrario, è come uno squillo di tromba che incita all'azione, che lo si voglia o no. Io, in questo caso, obbedisco alla chiamata del dovere."
Tra l'altro poi scoprirà di non essere l'unico a daver deciso di mettersi in viaggio per chiedere la mano di Nimmi Ami, durante il viaggio incontrerà anche un altro personaggio con un destino molto simile al suo, una sorta di suo doppio...
Come analizzato infatti da Chiara Lagani in "I libri di Oz" (2018, Ed. Einaudi) in questo racconto lo scrittore crea tutto un gioco di duplicazioni: "Il gioco delle duplicazioni speculari del personaggio è molteplice: prima il Boscaiolo incontra il Soldato, in tutto identico a lui, perfino nel destino amoroso (l'unica eccezione è il dettaglio della spada che sostituisce la scure); poi, nell'officina di Morsetto, il Boscaiolo incontrerà la sua antica testa, con cui intratterrà addirittura un'incubotica conversazione all'insegna dell'impossibilità di un vero e proprio riconoscimento identitario; infine Boscaiolo e Soldato s'imbattono in Spezzo, duplicazione o triplicazione o moltiplicazione al quadrato (e alla mostruosa, ennesima potenza) di entrambi, in cui la matrice originale è ormai incomponibile e per sempre perduta. Il tema costella ossessivamente il libro, anche nella ripetizione insistita dell'immagine dei pezzi e della loro duplicazione e irriconoscibilità ..."
La scena in cui il Boscaiolo parla con la sua testa è piuttosto bizzarra e indimenticabile: "Il Boscaiolo di latta aveva appena notato gli armadi ed era curioso di sapere cosa contenessero, così si avvicinò a uno degli sportelli e lo aprì. Sopra a uno dei ripiani, più o meno all'altezza del suo mento di latta, l'imperatore scoprì una testa: somigliava a quella di una bambola, ma era più grande, tanto che ben presto il Boscaiolo si rese conto che si trattava della Testa di un essere umano. La Testa era rivolta proprio verso di lui e, mente lo sportello si apriva, gli occhi di dischiusero lentamente e lo fissarono." La scena e la conversazione hanno del surreale, tanto più che i due inizialmente non si riconoscono (e la cosa in effetti è normale per la testa umana), sebbene il Bosciaolo avesse il presentimento che la testa avesse qualcosa di familiare. Nonostante i due dovrebbero essere la stessa persona in realtà sembrano ormai essere diventati due individui completamente separati e molto diversi, tanto che anche quando il Boscaiolo svela alla Testa che essa è la sua vecchia testa questa non sembra per nulla contenta della cosa: "- Se siete la testa di Nick Tagliaceppi, questo significa che siete Me ... o che io sono Voi ... o ...  che siamo imparentati, insomma?.
- Non chiedetelo a me - replicò Testa. - Per quanto mi riguarda non ci tengo affatto a rivendicare vincoli di parentela con un banale manufatto come voi. Sarete anche passabile, nel vostro genere, ma io e voi abbiamo ben poco in comune. In fondo voi non siete che un rottame." Anzi la testa mette ben in chiaro che lei (o lui) non sente di avere nulla in comune con quello che era stato il suo vecchio corpo: 
"- Tu appartieni a me - dichiarò il Boscaiolo di Latta.
- Neanche per idea!
- Tu e io siamo una cosa sola.
- Ormai siamo stati separati - affermò la Testa. - Non sarebbe naturale per me, nutrire interesse per un uomo di metallo. Vi prego, chiudete lo sportello e lasciatemi in pace."
Oltre a situazioni strane e improbabili, anche in questo volume non mancano personaggi indimenticabili, vecchio o nuovi che siano. Tra i personaggi già conosciuti troviamo ovviamente il Boscaiolo di Latta, già protagonista di tante avventure nel Regno di Oz, e il suo più caro e fedele amico lo Spaventapasseri; poi rivedremo anche Glianda e Dorothy. Ci capiterà di reincontrare anche la fata figlia dell'arcobaleno Policroma, presente anche nei volumi di "La strada per Oz" e "Tik Tok di Oz" e Jinjour, la ragazza che si era messa a capo dell'armata ribelle del secondo libro (quella che aveva tolto allo Spaventapasseri la sua sovranità).
Tra i personaggi nuovi vi è in primis Woot Il Vagabondo, un ragazzo che ha deciso di abbandonare il suo paese, che reputava troppo noioso, per visitare il Regno di Oz. Woot cerca di evitare i pericoli quando può, cosa che però non è sempre facile quando ci si trova in compagnia di due personaggi come lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di Latta. Questa è la sua prima e ultima apparizione nei libri di Baum, a dimostrazione che il suo personaggio serviva solo come pretesto per fare notare al Boscaiolo le sue mancanze, così da mettere in moto l'azione e segnare l'inizio dell'avventura. Ovviamente non mancheranno anche tutta una serie di personaggi nuovi e particolari: come la gigantessa Madama Glup (che ha il potere di trasformare le cose in qualsiasi cosa lei voglia) o Tim Pieveloce (un rosicciotto che a causa di un desierio errato si è ritrovato ad avere 20 gambe e piedi). Questi personaggi comunque di solito compaiono e poi scompaiono nel giro di pochi capitoli, mentre un nuovo personaggio decisamente più interessante è Capitan Spadasalda, una specie di doppio del Boscaiolo di Latta, in quanto ha praticamente subìto il suo stesso destino (voleva sposare Nimi Ami e la strega lo ha fatto a pezzi con la sua spada), se non per il fatto di essere un soldato anzichè un taglialegna.
Anche il personaggio di Nimmi Ami (in originale Nimmie Amee) è molto interessante e per nulla banale, già a partire dal nome, la cui assonanza mi ha ricordato fin dall'inizio la frase "Non mi ami", per cui il Boscaiolo si mette in viaggio per cercare, per dovere, una ragazza il cui nome ricorda la frase "Non mi ami", come in una sorta di funesto presagio. Abbiamo conosciuto questo personaggio come una giovane bellissima e pronta a tutto per supportare il proprio amore, tanto da accettare tutte le varianti possibili dell'uomo che per primo si è offerto di sposarla. Ma in realtà viene da chiedersi se anche Nimmi Ami amasse veramente il boscaiolo, o se magari quello che veramente cercava non fosse sempre stata una vita tranquilla, in cui poteva riposarsi e divertirsi, lontana dalla strega che la faceva sgobbare da mattina a sera. D'altronde, quando vede che il suo amato Boscaiolo si è trasformato in un uomo di latta, lei non fa la minima piega, ed anzi, è ancora più felice perché, come dice lei: "Sono certa, mio caro Nick [...] che sarai il miglior marito che una ragazza possa mai desiderare. Non sarò costretta a cucinare per te, visto che ormai non mangi; non dovrò prepararti il letto, perchè la latta non conosce la fatica e non ha mai bisogno di dormire; quando andremo a ballare non sarai stanco prima che la musica finisca, né ti lagnerai prima di voler tornare a casa. Per tutto il giorno, mentre tu farai la legna nella foresta, io potrò divertirmi come più mi piace... un privilegio che non tutte le mogli possono vantare! La tua nuova testa non avrà i nervi, perciò non sarai mai in collera con me."
La ragazza sembra avere più che altro voglia di sistemarsi, così da poter vivere contenta e soddisfatta in un suo piccolo mondo e, come analizzato sempre da Chiara Lagani in "I libri di Oz" (2018, Ed. Einaudi), "adesso che con la sua determinazione la tenace fanciulla ha ottenuto quel che cercava, sopportando perfino un marito truce e inadeguato (ma addomesticato), non è disposta a rinunciarci per nulla al mondo, nemmeno per un destino apparentemente migliore."
Quando infatti nessuno dei due si è presentato alle nozze, Nimmi Ami non si è certo perduta d'animo, come traspare da queste sue parole: "- Tutto ciò che sapevo è che nessuno di voi due era venuto a sposarmi, come invece avevate promesso di fare. Per fortuna gli uomini non mancano, nel Paese di Oz. Poco dopo essermi trasferita qui, incontrai il Signor Tagliasalda, che mi pareva particolarmente interessante, perchè somigliava a voi due quando eravate ancora umani. Aveva perfino un braccio di latta, e questo mi faceva ancor più pensare a voi." La ragazza quindi, in assenza dei suoi due pretendenti, ha deciso di sposarne un terzo, perchè glieli ricordava, in una sorta di amore (se così si può chiamare) che sembra assumere delle connotazioni strane, perverse, diventando quasi ossessivo. D'altronde la ragazza non ha sposato Tagliasalda/Spezzo perchè fosse una versione migliore dei due, ma solo perchè sentiva di dover sistemarsi con qualcuno. Come lei stessa spiega: "Non dico che sia un marito di cui andare fieri, perchè ha un carattere contraddittorio e stare con lui non è sempre facile. A volte sono costretta a somministrargli qualche amorevole castigo, tanto a parole quanto a colpi di scopa. Ma è pur sempre mio marito, e devo accontentarmi." E quando il Boscaiolo le dice che, se questo marito non le piace, lui e il Soldato possono farlo a pezzi lei si oppone all'idea perchè, in pratica, Spezzo/Tagliasalda ha finalmente imparato a svolgere i lavori domestici: "Ormai l'ho addestrato ad attingere l'acqua, raccogliere la legna, a innaffiare (Nella traduzione della Lagani c'è scritto "zappare") i cavoli, strappare le erbacce dal'orto, a spolverare i mobili e sbrigare altre faccende di questo genere. Se me ne trovassi uno nuovo sarei costretta a rimproverarlo e punirlo fino a insegnarli tutte le mie abitudini." Potete notare in effetti come Nimmie Ami parli del marito come un dipendente (o di un servitore) che il padrone non vuole licenziare perchè, sebbene non abbia un buon carattere, altrimenti dovrebbe assumere un altro a cui dover far apprendere tutto dall'inizio.
Stranamente quindi, in tutto questa storia con due pretendenti alla mano di una fanciulla, in realtà non sembra esserci spazio neppure per un briciolo di romanticismo, in quanto tutto è mosso all'insegna o del dovere oppure del senso pratico. Anche i due uomini di latta alla fine non si dimostrano dispiaciuti di non aver potuto sposare la ragazza, ma anzi sono ben contenti di non ritrovarsi quella moglie a carico, che avrebbero sposato solo per senso del dovere. Come affermano il Boscaiolo e il Soldato: "- Sono lieto, ad ogni modo, - disse il Boscaiolo di Latta, - di aver rivisto Nimmi Ami e di averla scoperta già felicemente sposata. Non avrò più bisogno di preoccuparmi per lei. (Nella traduzione della Lagani la frase è resa in questo modo: "E ciò mi solleva da qualsiasi angoscia futura verso di lei".)
- Per quanto mi riguarda, - disse il Soldato di Latta, - rimanere scapolo non mi dispiace. L'unica cosa che davvero mi secca è aver trovato la mia testa sul corpo di Tagliasalda. [...]
Ma non importa, amico Soldato: accettiamo di buon grado di aver ceduto i nostri pezzi scartati per la felicità di Nimmi Ami, e ringraziamo il cielo che non tocchi a noi a innaffiare cavoli, attingere acqua ... ed essere castigati al posto di Tagliasalda."  
In realtà anche l'uomo che la ragazza ha effettivamente sposato sembra non provare per lei chissà che sentimenti, come spiegato sempre dalla Lagani (che chiama Tagliasalda col nome di Spezzo): "Spezzo, pezzo di carne animata, dotato di un suo cupo, brutale istinto di autoconservazione, accetta la sua vita piccola e angusta al servizio della fanciulla che lo domina in cambio, probabilmente, delle sue cure e di un piccolo confortevole posto in quel regno di cui Nimmie è l'assoluta regina."
Come sempre questo capitolo del Regno di Oz si è rivelato una lettura molto piacevole e gradevole, piena di personaggi straordinari e bizzarri, di vecchi e nuovi amici, ricca di avventure sorprendenti (con alcuni episodi che, se ci si riflette bene, in realtà sono anche un pochino macabri, in quanto si parla di corpi smembrati e pezzi di cadavere qua e là), ma anche, per me, concettualmente molto stimolante in quanto, sottilmente, ricca di tematiche molto interessanti (cos'è l'amore, cosa sono la felicità e la soddisfazione, la questione del doppio, dell'identità, dell'alterità, ecc...).
 
Tale libro originariamente fu edito nel 1918 col titolo "The Tin Woodman of Oz".  Il romanzo, in questa edizione, è stato pubblicato dalla Robin nel 2015 con una copertina flessibile, 240 pagine e misura 19,5 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 13,00 euro.

Ecco tutti i titoli scritti da Baum sul mondo di Oz editi dalla Robin Edizioni, per continuare questo avventuroso e incredibile viaggio attraverso l'incredibile regno di Oz:
  1. "Il meraviglioso mago di Oz" ("The Wonderful Wizard of Oz") del 2011: Dorothy vive nel Kansas e la sua vita scorre monotona insieme agli zii e al cagnolino Toto, suo unico amico, fino a quando un ciclone solleva la sua casa e la fa atterrare in un mondo strano e coloratissimo. Per quanto siano buffe e simpatiche le creature che incontra, Dorothy prova nostalgia e vorrebbe trovare la via del ritorno. L’impresa non si preannuncia facile, perché l’unico in grado di aiutarla sembra essere un mago che vive in una città molto lontana dal luogo in cui lei è precipitata.
    Inizia così il suo viaggio avventuroso, accompagnata da strani personaggi che si uniscono a lei lungo la strada: uno spaventapasseri che si crede stupido, un uomo di latta convinto di non saper più amare e un leone che non si ritiene all’altezza della sua fama…
  2. "Il meraviglioso regno di Oz" ("The Marvelous Land of Oz") del 2011: Nella notte che avvolge il Regno di Oz, un ragazzo di nome Tip fugge a perdifiato: Mombi, la sua perfida matrigna, ha minacciato di trasformarlo in una statua di marmo per punirlo dell'ennesima marachella. Tip vuole chiedere aiuto al saggio Spaventapasseri, re della Città di Smeraldo, ma anche il sovrano si trova in mezzo ai guai: le fanciulle di Oz stanche di cucinare e spazzare i pavimenti, hanno infatti deciso di rovesciare il suo trono e di prendere con la forza il controllo del regno. Riusciranno Tip, lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di Latta a sconfiggere l'Armata Ribelle e a ritrovare Ozma, la Principessa Perduta? Tra cavalli di legno animati, insetti sapientoni e fantocci dalla testa di zucca, una nuova avventura che vi sorprenderà e vi farà sorridere.
  3. "Ozma di Oz" ("Ozma of Oz") del 2011: Dorothy è su una nave diretta in Australia con lo Zio Henry, quando una tempesta la sbalza in mare. La ragazzina non è sola nel suo naufragio: le fa compagnia una gallina gialla, di nome Billy che parla e ha un caratterino tutt'altro che docile. Le due compagne di sventura approdano nello strano Regno di Ev, dove sugli alberi invece dei brutti crescono cestini da picnic e dove si ritrovano a essere inseguite dai Rotelli, uomini che al posto di mani e piedi hanno pattini a rotelle. Scampate all'assalto, Dorothy e Billina trovano un uomo meccanico, fatto di rame, che ha solo bisogno di essere caricato per muoversi e parlare. Scoprono così che si chiama Tic-toc, il quale le informa che oltre il deserto c'è il Regno di Oz. Prima di arrivarci dovranno però fare i conti con la Principessa Languidona dalle trenta teste e con il Re Niomo, che con i suoi poteri magici tenterà di trasformare i nostri eroi in soprammobili.
  4. "Il ritorno del mago di Oz" ("Dorothy and the Wizard in Oz") del 2011: Dorothy, appena rientrata dall'Australia, sta trascorrendo un po' di tempo in California in attesa di ritornare nella sua fattoria in Kansas. Mentre si trova con il cugino Zeb la terra viene scossa da un tremendo terremoto e i due ragazzini precipitano in un enorme crepaccio: insieme a loro vengono inghiottiti nel sottosuolo il calesse su cui viaggiano, il cavallo Jim e anche Eureka, la gatta trovatella di Dorothy. La densità dell'atmosfera in prossimità del centro della terra impedisce che si sfracellino, si accorgono anzi di poter camminare sospesi in aria. Scoprono di essere capitati nel Paese dei Mangabù, uno strano regno fatto di cristallo i cui abitanti crescono dalla terra come ortaggi; dove gli animali, compresi Eureka e Jim, possono parlare e il cui Principe sembra non avere buone intenzioni. A movimentare la situazione ci si mette nientemeno che il Mago di Oz, a sua volta precipitato in un crepaccio, che dovrà subito sfidare lo Stregone Gwig. Sarà solo la prima di una serie di bizzarre avventure che i nostri eroi affronteranno sulla strada verso il Regno di Oz e i loro vecchi amici.
  5. "La strada per Oz" ("The Road to Oz") del 2011: Ma cosa succede, questa volta, alla nostra piccola Dorothy? Solo un momento fa si trovava a pochi metri dalla sua fattoria nel Kansas, in compagnia di uno straccione che le aveva chiesto un'indicazione, e ora eccola sperduta chissà dove, fra presuntuosi animali parlanti e infidi mostri dalla doppia faccia! Fortuna che, anche in questa nuova avventura, è affiancata da amici sinceri: oltre al saggio straccione, infatti, viaggiano con lei un bimbo dall'animo semplice e una splendida fanciulla dalle origini fatate. Insieme percorreranno un sentiero un po' bizzarro e, lungo il cammino, impareranno che le apparenze ingannano e che l'amicizia è la migliore forma di magia
  6. "La città di Smeraldo di Oz" ("The Emerald City of Oz") del 2011: Una terribile minaccia incombe su Oz: il Re Niomo, assetato di vendetta, ha deciso di guidare un esercito contro la Città di Smeraldo e di recuperare la forza la sua Cintura Magica. Con l'aiuto dello scaltro generale Guf e di tre bande di spiriti malvagi, il sovrano scava al di sotto del Deserto Desolato avvicinandosi sempre più al regno di Ozma. Nel frattempo, ignari del pericolo, gli abitanti festeggiano il ritorno di Dorothy, ormai decisa a stabilirsi a Oz e a prendere il suo posto a corte in compagnia dello Zio Henry e della Zia Em. I tre partono per esplorare gli angoli più bizzarri del mondo fatato, dal Paese dei Taglincolla al Regno di Utensia, ma le loro allegre avventure saranno presto interrotte e i nostri amici verranno chiamati a raccolta, come potranno riuscire a salvare la Città di Smeraldo di Oz?
  7. "La ragazza di pezza di Oz" ("The Patchwork Girl of Oz") del 2012: Un giovane Rosicchiotto, conosciuto come Ojo lo Sfortunato, si reca in visita con suo Zio Nunkie da un mago solitario di nome Pipt. Il vecchio stregone ha appena trascorso sei anni a preparare una cucchiaiata di Polvere della Vita ed è pronto a somministrarla a una bambola a grandezza naturale, costruita da sua moglie Margolotte. Vuole creare una servetta che la aiuti nelle faccende domestiche ma, a sua insaputa, Ojo manomette il cervello della bambola. La Ragazza di Pezza prende vita, rimanendo però del tutto inadatta a svolgere le sue mansioni. Per restituire la vita a Margolotte e allo zio Nunkie, tramutati intanto in statue, Ojo parte alla ricerca degli ingredienti per un antidoto, accompagnato dalla Ragazza di Pezza e dalla Gatta di Vetro, a sua volta creata da Pipt. Ne derivano una serie di avventure che affronteranno insieme a Dorothy, al Mago di Oz e a tutta la compagnia dei personaggi incontrati nei primi sei libri della serie.
  8. "Tik-Tok di Oz" ("Tik-Tok of Oz") del 2012: La piccola Betsy Bobbin dell'OkIahoma e il suo fedele mulo Hank si ritrovano catapultati nel Regno di Oz durante un naufragio. Presi prigionieri dai fiori del Regno delle Rose, Betsy e Hank vengono salvati dallo Straccione, che si trova in viaggio per liberare suo fratello, catturato dal Re Niomo. I tre fuggono dal Regno delle Rose portando con loro la Principessa Ozga, lontana cugina di Ozma, scacciata dal suo popolo perché nata femmina e quindi indegna di salire al trono. Accompagnati da Tic-Toc e da Policroma, incontrati lungo la strada, gli amici si imbattono nell'armata della Regina di Ugabù, partita alla conquista di Oz, e la convincono a seguirli per combattere contro il Re Niomo. Con l'aiuto di un drago azzurro i nostri eroi proveranno a deporre il maledico sovrano mentre lo Straccione tenta il tutto per tutto per salvare il fratello dall'incantesimo che lo ha reso orribilmente brutto e che lo tiene prigioniero nel folto della Foresta Metallica...
  9. "Lo spaventapasseri di Oz" ("The Scarecrow of Oz") del 2012: Capitan Bill, un vecchio marinaio con una gamba di legno, e la sua figlioccia Trot vengono sorpresi da una tempesta al largo della California durante una gita in barca. Dopo essere caduti in acqua, vengono trasportati da un gruppo di sirene fino a una caverna dove incontrano il Felicottero, una creatura volante che assomiglia a uno struzzo. Sulla sua groppa, Capitan Bill e Trot giungono fino a un'isola in cui crescono strani frutti dai poteri magici, per poi approdare nel Regno di Mo, dove fanno la conoscenza dell'Uomo Bitorzoluto e dove può capitare che nevichino pop corn. Lì si imbattono in Botton d'Oro, che si è di nuovo smarrito. Assieme a lui attraversano il Deserto Desolato in direzione del Regno di Oz, atterrando nella regione di Menagramigna, che sta passando un periodo turbolento: il legittimo sovrano è stato ucciso e sul trono è salito Re Krudel. E per di più l'usurpatore ha fatto congelare il cuore della figlia del suo predecessore. A questi avvenimenti assiste - grazie al grande Libro degli Avvenimenti della Gentile Glinda - lo Spaventapasseri, che verrà inviato in aiuto dei protagonisti...
  10. "Rinkitink a Oz" ("Rinkitink in Oz") del 2013: Il Principe Ingo di Pineali e l'allegro Re Rinkitink di Rinkitink, con l'aiuto di tre perle magiche, intraprendono un viaggio verso i regni malvagi di Regos e Coregos, i cui sovrani hanno ridotto in schiavitù la popolazione e la famiglia reale di Pingaree. Dopo varie peripezie i due, accompagnati dalla capra Bilbil, scoprono che i genitori di Inga vengono tenuti prigionieri nei domini di Kaliko, il nuovo Re dei Niomi. Lì i nostri eroi sono raggiunti da Dorothy e dal Mago di Oz, inviati in loro aiuto dalla Principessa Ozma. L'intervento dei personaggi di Oz, armati di un cesto di uova - che i Niomi considerano veleno - permette la liberazione dei due sovrani, mentre la capra Bilbil rivelerà la sua vera identità, della quale un maligno incantesimo l'aveva privata...
  11. "La principessa perduta di Oz" ("The Lost Princess of Oz") del 2013: Una gravissima calamità si è abbattuta su Oz: Ozma, l'adorata sovrana del Regno, è svanita dal suo palazzo senza lasciare traccia. Alla sua ricerca parte Dorothy, con l'aiuto del Mago, del Leone e di alcuni fedeli compagni, ma ritrovare la Principessa perduta non sarà affatto facile: chiunque l'abbia rapita, infatti, ha rubato anche tutti gli incantesimi più potenti di Oz, fra cui il Quadro Incantato di Ozma e il Grande Libro degli Avvenimenti di Glinda. Gli amici della sovrana potranno contare soltanto sulle loro forze per affrontare territori sconosciuti e per smascherare lo scaltro rapitore; per fortuna, in loro soccorso, giungono anche una saggia e gigantesca rana, un orsacchiotto dai prodigiosi poteri e una Biscottaia in cerca del suo utensile più prezioso, anch'esso misteriosamente scomparso. Riusciranno a salvare Ozma e a evitare che Ugu, il ciabattino stregone, si impadronisca del trono di Oz?
  12. "Il boscaiolo di latta di Oz" ("The Tin Woodman of Oz") del 2012: Forse credete di sapere già tutto su Nick Tagliaceppi, il Boscaiolo di Latta di Oz, ma questo libro vi dimostrerà che vi sbagliate. Spinto dall'innocente curiosità di Woot il Vagabondo, Nick ha infatti deciso di partire sulle tracce di Nimmi Ami, la graziosa Rosicchiotta che era un tempo la sua fidanzata. Col fedele Spaventapasseri accanto e l'aiuto della Figlia dell'Arcobaleno, Woot e il Boscaiolo di Latta affronteranno perfide gigantesse e tenaci incantesimi, e il loro viaggio nel passato li porterà a sorprendenti rivelazioni. A quanto sembra Nick non fu il solo uomo di latta costruito da Pinza lo Stagnino, né l'unico che Nimmi Ami avesse accettato di sposare...
  13. "La magia di Oz" ("The Magic of Oz") del 2016: Rozzedo, un tempo Re dei Niomi, ha finalmente trovato un modo per vendicarsi degli abitanti di Oz: stringendo amicizia con Kiki Aru, un giovane Rosicchiotto in cerca di avventure, si è impossessato di una formula magica capace di trasformare le persone in animali e viceversa. Rozzedo e Kiki Aru s'inoltrano dunque nella foresta di Oz per creare un esercito con gli animali selvatici che la abitano, dopo averli convinti che Ozma e i suoi sudditi intendono ridurli in schiavitù. La Città di Smeraldo, ignara, si prepara intanto a festeggiare il compleanno di Ozma; ma Dorothy e il Mago, di passaggio nella foresta assieme al Leone Codardo e alla Tigre Famelica, sono decisi a non permettere che l'invasione giunga a rovinarlo... anche se per riuscire nell'impresa dovranno dare fondo a tutta la Magia di Oz!
  14. "Glinda di Oz" ("Glinda of Oz") del 2018: La strada di mattoni gialli che ci ha condotto attraverso i libri di Oz volge ormai al termine, ma prima di salutare i nostri eroi ci prepariamo ad accompagnarli in un'ultima grande avventura... Cosa è accaduto stavolta a Ozma e Dorothy, partite dalla Città di Smeraldo per scongiurare lo scoppio di una guerra? Le due Principesse di Oz sono rimaste prigioniere su un'isola inaccessibile, sommersa in fondo a un lago! Lo Spaventapasseri, il Leone Codardo e il Boscaiolo di Latta stanno già accorrendo in loro soccorso, pronti a sfidare ogni ostacolo con l'aiuto del Mago e di altre nostre vecchie conoscenze. Ma la vera salvezza può venire solo da tre maestose Incantatrici, che un crudele sortilegio ha tramutato in pesci, privandole dei loro poteri. Tra cervelli in scatola, gorilla parlanti e sottomarini stregati, scopriremo che il coraggio e l'ingegno valgono a volte più della magia... persino quella di Glinda di Oz!
 
     

       
 
     
 
 
 Sopra: Le copertine degli altri libri ambientati ad Oz scritti da Baum ed editi dalla Robin Edizioni.
 
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