mercoledì 21 agosto 2024

V= Valentina: Un nuovo amore per Ottilia di Angelo Petrosino

Qualche tempo fa vi avevo parlato di una raccolta dedicata alla serie scritta da Angelo Petrosino "V= Valentina", serie che vede come protagonista una ragazzina di tredici anni di nome Valentina. La raccolta "Le più belle storie d'amore di Valentina" comprendeva i seguenti racconti a con tema l'amore: "Valentina & Tazio", "Tazio o Daniele?", "Ottilia si innamora", di cui appunto l'ultimo dedicato alla migliore amica di Valentina: Ottilia. Esiste tuttavia un altro capitolo a lei dedicato, che parla sempre dell'amore, e che non era inserito nella raccolta, così ho deciso di leggerlo a parte: "V= Valentina: Un nuovo amore per Ottilia", sempre con le illustrazioni di Sara Not.

 
Sopra: Sulla copertina vediamo Valentina in mezzo a Rinaldo e Ottilia, la quale non sembra molto interessata a lui.

È primavera e i ragazzi iniziano a sentire una certa elettricità nell'aria, d'altronde mancano solo due mesi alla fine della scuola. Nonostante ciò sembra che in classe di Valentina sia trovato un nuovo compagno: Emilio. Peccato che da quando è arrivato lui Ottilia è cambiata. Sin dall'inizio si è dimostra molto curiosa di conoscerlo: "... non voglio avere a che fare con uno sconosciuto" oppure "Magari ha bisogno di aiuto morale ed è nostro dovere darglielo", mentre Valentina e Rinaldo concordano nell'andarci più piano: "- Lasciamogli il tempo di adattarsi, Ottilia. Alla fine sarà lui ad aprirsi, se lo vorrà".
Emilio è un ragazzo molto diverso da Rinaldo, e Valentina capisce subito che ha un forte ascendente sull'amica, la quale inizia a cercare di attirare la sua attenzione con piccoli gesti: regalargli delle caramelle al miele con la scusa della tosse, mettere la sua giacca sopra quella di lui, cerca di coinvolgerlo in una conversazione appena può, si offre di portargli la merenda...
Intanto si mostra sempre più distratta nei confronti di Rinaldo, il suo ragazzo, il quale viene anche solo sospeso una giornata da scuola per aver dato una sberla a Roberto, un compagno di classe che ha insinuato che lui avesse per l'ammirazione della sua ragazza. A Ottilia tuttavia non sembra importare: 
"- Spero che Rinaldo si sia difeso. Lo hai sentito Roberto, no?
- Non ho prestato attenzione, Valentina.
- Ma se eri a un paso da me!
- E comunque Rinaldo non doveva reagire.
- Lo ha fatto anche per difendete te, Otti.
- Non ce n'era motivo.
- Non ha sentito come Roberto ti ha trattato? E' questo che deve aver fatto scattare Rinaldo. Forse saresti dovuta intervenire, per smentirlo.
- E perchè? Le parole di Roberto non mi fanno né caldo né freddo.
Ero davvero sconcerta dalla reazione della mia amica."
Ottilia si sta forse innamorando? Cosa ne sarà di Rinaldo?

 
Sopra: Le prime pagine del libro mostrano le facce di tutti i personaggi della serie di "V= Valentina", compresi gli animali.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Sara Not, le quali hanno uno stile abbastanza semplice e non troppo realistico, con personaggi realizzati con pochi tratti netti e ben definiti: due occhi tondi bianchi con al centro un puntino nero, un nado realizzato con un semicerchio una linea per la bocca, anche i capelli sono disegnati si solito con poche righe veloci.
I disegni non sono niente di eccezionale ma risultano comunque graziosi nell'accompagnare i testi, aiutando più che altro i lettori e lettrici a visualizzare l'aspetto dei personaggi, tra cui appunto Valentina (con i suoi lunghi capelli biondi), Ottilia (con i capelli ricci a cespuglio in testa), Rinaldo (dalla struttura fisica più robusta i capelli a spazzola e in nasone) ed Emilio (dalla figura magra, il viso allungato e il ciuffone di capelli ricci).
Pur nella loro semplicità inoltre i personaggi risultano espressivi e i lettori/lettrici riescono a comprendere ad un primo sguardo quello che pensano e provano, a supporto anche di quanto descritto nelle scene dei testi.

 



Sopra: Alcuni disegni di Sara  Not in cui vediamo Valentina (in alto a sinistra) e poi Emilio, Ottilia e Rinaldo

"Un nuovo amore per Ottilia" di Angelo Petrosino è una storia molto leggera che si legge in un attimo, anche se a dirla tutta ho avuto l'impressione che ci fosse poca sostanza, poca carne al fuoco in questo libro.
Tutta la questione ruota attorno al fatto che Ottilia, la migliore amica di Valentina, fin dal primo istante che vede il nuovo compagno di classe inizia a provare una certa simpatia verso di lui. Simpatia che ci potrebbe anche stare visto che si tratta di piccoli gesti, se non che questa simpatia la porta a non degnare più di uno sguardo il suo ragazzo Rinaldo, nonostante essi sembrassero molto legati e innamorati inizialmente. Come spiega Valentina a inizio libro: "Rinaldo vuole molto bene a Ottilia. Lei è stata la sua prima ragazza e all'inizio sembrava quasi incredulo di averla al suo fianco e di poterla abbracciare e baciare.
Ma anche Rinaldo è stato il primo ragazzo per Ottilia. E lei non smette mai di parlarmene e di dirmi quanto si consideri fortunata."
Per la maggior parte del libro vediamo Ottilia cercare di conquistarsi le simpatie di questo Emilio, peccato che di lui non sappiamo quasi nulla, l'unica cosa che conosciamo viene riferita da una compagna di classe, che spiega che il ragazzo si è trasferito lì perché i suoi si stanno separando e lui è venuto a stare con la madre. Sappiamo poi che se la cava in inglese e che è bravo a basket, ma l'autore non lo fa praticamente mai parlare o interagire con nessuno altro personaggio, per cui io come lettore l'ho percepito come una sorta di macchietta per tutto il libro.
Ciò che mi ha stupito maggiormente della storia è che Ottilia sembra perdere la testa per questo ragazzo, arrivando a trascurare il suo come se niente fosse, peccato che Emilio non faccia assolutamente nulla per ricambiare tali attenzioni. Inizialmente Emilio si comporta nei confronti di Ottilia in modo quasi indifferente, sembra addirittura in difficoltà ad accettare una caramella, dopodiché si mostra comunque sempre passivo nei suoi confronti. Quando Valentina gli chiede, vedendolo per caso per strada, se lui abbia qualche interesse per Ottilia lui le risponde "siamo solo amici", e in realtà dalla mia prospettiva non sembrano molto neanche quello, nonostante poi si scopra che si sono visti qualche volta anche da soli fuori da scuola. A Emilio non sembra importare nulla di Ottilia, non la cerca, non se ne preoccupa, in realtà non sembra tenerci neppure ad averla come conoscente, sembra essergli del tutto indifferente.
Non capisco quindi tutto questo interesse da parte di Ottilia a stare con lui, o forse è proprio perché non le presta attenzioni quello che fa scattare il suo interesse ... Non so. Quando Valentina le chiede se lui ricambia i suoi sentimenti lei le risponde: "Credo di sì", poi però dice anche che, quando ha cercato di fargli capire o suoi sentimenti lui "È stato gentile, ma non particolarmente affettuoso".
Il problema è che l'autore non ci mostra mai il punto di vista di Emilio, che al lettore continua a rimanere una figura sconosciuta, impenetrabile, indecifrabile... forse anche per un effetto voluto, chissà.
Forse l'autore vuole che i sentimenti di Emilio rimangano ambigui, in quanto anche alla fine, quando lui si trasferisce, Ottilia si lamenta che si sono visti poche volte ed è sempre lei ad andare da lui, e lei stessa, prima della partenza afferma che: "Non ho sentito molta convinzione nelle sue parole. Mi sembra che dica sì a ogni mia proposta solo per non contrariarmi."
Per questo dico che leggendo la storia ho avuto la sensazione che ci fosse "poca carne al fuoco", perché è come se si mantenesse sempre in un limbo, con Ottilia che vuole piacere a Emilio ma non arriva da nessuna parte, se non a trascurare fidanzato e amici. Addirittura, quando un'altra ragazza della classe inizia a mostrare interesse per Rinaldo lei neppure ci fa caso.
In "Ottilia si innamora" i lettori erano costantemente aggiornati su come si evolveva la sua situazione con Rinaldo, visto che lei raccontava tutto all'amica Valentina, qui invece non si sa mai niente.
Sarà solamente la notizia che Emilio se ne andrà presto a far riflettere Ottilia e spingerla a confidarsi con Valentina, che per la maggior parte del tempo non può che rimanere lì a fare supposizioni e a guardare. Ad un certo punto le due hanno un momento di dialogo, in cui Ottilia si scusa con Valentina e le chiede di rimanerle vicino, ma francamente non ho trovato la scena molto coinvolgente. Forse perché in generale ho trovato un po' tutti i personaggi un po' piatti, con una Valentina che rimane un po' ai margini della storia, una semplice spettatrice che si comporta da amica tollerante e molto paziente (ma anche un po' noiosa). 
Diciamo che come storia non l'ho trovata particolarmente interessante e neppure troppo emozionante, ma magari qualche bambina/ragazzina di 9/12 anni potrebbe trovarla gradevole, anche solo per la tematica amorosa. Anche a livello di personaggi e dialoghi quelli di "Non arrenderti Valentina!" erano molto più interessanti e coinvolgenti, più autentici, questi mi sono sembrati un po' piatti.
La cosa migliora quando Ottilia finalmente inizia ad aprirsi e a confidare i suoi sentimenti a Valentina, permettendole addirittura di leggere la lettera con cui aveva intenzione di confessare i suoi desideri ad Emilio. 
Sarebbe stata magari una storia carina da inserire come sotto trama di una storia principale, mentre così da sola a me ha sembrato avere poco mordente, però penso che per qualche ragazzina potrebbe rappresentare comunque una lettura leggera, veloce e magari piacevole, e potrebbe trovare interessante la parte in cui Ottilia esprime i suoi sentimenti, visto che comunque è sempre difficile riuscire ad esprimere con chiarezza ciò che si prova nei confronti degli altri. 
Dopotutto la storia affronta una questione anche interessante: un nuovo amore all'orizzonte che fa dimenticare quasi completamente quello precedente. Ma non un amore travolgente, o almeno travolgente da parte di Ottilia, dalla parte di Emilio invece una cosa molto più soft e tranquilla. Tra l'altro la reazione di Ottilia, del suo ragazzo e dei amici è stata molto matura: Valentina e gli altri amici non l'hanno giudicata eccessivamente e non si sono intromessi troppo, lasciandole spazio ma al contempo facendole capire che le sarebbero stati vicini; Rinaldo pur rimanendoci male e deluso non si è arrabbiato con lei, non si è dimostrato possessivo, ma ha accettato che i sentimenti della ragazza fossero mutati e l'ha lasciata in pace (anche se forse avrebbe dovuto pretende una spiegazione prima). Sul serio, dopo tanti libri (soprattutto nella fascia young adult) in cui non vediamo altro che relazioni tossiche e possessive, con ragazzi iper gelosi che spesso diventano anche violenti o offensivi, l'atteggiamento di Rinaldo è un toccasana. L'unica cosa sbagliata è stato il fatto che Ottilia, anche una volta confessati i suoi sentimenti ad Emilio, non ha avuto il coraggio di confrontarsi apertamente con Rinaldo, dando uno strappo netto alla storia, che comunque entrambi probabilmente sentivano essere finita. Sicuramente però Ottilia si è dimostrata piuttosto menefreghista nei confronti di Rinaldo, cosa che comunque può succedere in una relazione, se uno si invaghisce all'improvviso di qualcun altro. 
Come per le vicende della raccolta, la storia scritta da Petrosino può quindi fornire uno esempio d vita quotidiana a quelle ragazze (o ragazzi) di 8/12 anni che iniziano a provare interesse o ad avventurarsi nelle prime cotte e relazioni amorose.

Il volume è stato edito nel 2014 dalla Edizioni PIEMME, ha 160 pagine, una copertina flessibile, e misura 20 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 8 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 19 agosto 2024

SPECIALE: libri non illustrati (IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne)

"IL CLUB DELLE BABY-SITTER" sono una serie di brevi romanzi, scritti da Ann M. Martin e pubblicati da Scholastic tra il 1986 e il 2000, che hanno venduto 180 milioni di copie. Martin scrisse circa 60-80 romanzi della serie mentre i titoli successivi sono stati scritti da ghostwriter, anche se sempre sotto la supervisione dell'autrice orginale. I libri parlano di un gruppo di amiche dodicenni (e tredicenni in seguito) che vivono nella fittizia cittadina suburbana di Stoneybrook, nel Connecticut, e che gestiscono un servizio di babysitter locale chiamato "The Baby-Sitters Club" (in italiano "Il club delle baby-sitter"). I quattro membri originali sono Kristy Thomas (fondatrice e presidente), Mary Anne Spier (segretaria), Claudia Kishi (vicepresidente) e Stacey McGill (tesoriere), ma il numero dei membri varia nel corso della serie, arrivando anche a sette. I romanzi sono raccontati in prima persona e trattano questioni come la malattia, il trasloco, l'amore, il rapporto con i genitori e gli amici, il divorzio.
La serie conta più di 200 titoli: solo la serie originale ne conta 131, poi ce ne sono ad esempio 36 scritti tra il 1991 e il 1998, di cui nessuno tradotto in italiano, che costituiscono una saga a parte dedicata ai misteri e chiamata "The baby-sitter club: Mysteries", poi ve ne sono altri 4, scritti dal 1995 al 1997, inseriti in una saga chiamata "Super Mysteries"; poi ci sono i Super Special, che sono 15; i "Special Edition Readers' Request" in cui si racconta le storie degli associati speciali del club, raccontate dal loro punto di vista, quindi la storia di Logan Bruno ("Logan's Story", 1992 e "Logan Bruno, Boy Baby-Sitter", 1993) e quella di Shannon ("Shannon's Story", 1994); i "Portrait Collection" che sono 6, ciascuno dedicato a un membro del club; la serie di 12 titoli "Baby-Sitter Club: Friends Forever", scritti tra il 1999 e il 2000; infine ci sono le graphic novel,  che sono giunte anche i Italia.
In italiano furono tradotti i primi 72 libri, arrivati ben 13 anni dopo la pubblicazione in patria, come collana da affiancare ad altre, sempre edite dalla Mondadori, che spopolavano negli anni Novanta. Probabilmente la casa editrice cercava una collana che facesse da compendio a quella inaugurata nel 1996 di "Le Ragazzine", indirizzata sempre ad un pubblico femminile ma più adolescenziale (mentre per i maschi esistevano i "Piccoli Brividi"). "Il club delle baby-sitter" è infatti stata creata (abbastanza a tavolino) per soddisfare le esigenze letterarie di un target di lettrici di 8-11/12 anni (quindi un pubblico preadolescenziale, pubblico difficile, di cui è complicato trovare titoli specifici).
La serie anche in Italia riscosse una buona popolarità agli inzi degli anni Duemila, per poi finire un po' nel dimenticatoio, comunque non è rimasta nell'oblio troppo a lungo, in quanto già nel 2020 la Mondadori ha ripubblicato alcuni titoli con delle copertine diverse (a seguito di una serie tv Netflix uscita in quegli anni), più moderne e poi nel 2022 la casa editrice Il Castoro ne ha tratto una serie di fumetti.
In passato, in un altro speciale (questo) dedicato ai libri non illustrati vi avevo già parlato di tre titoli, di cui due contenevano qualche elemento misterioso (fantasmi, case infestate), mentre uno mi ispirava per i rapporti sociali presi in causa (ragazza nuova che si deve scontrare con ragazze snob del luogo).
Dopo questi titoli ho deciso, come vi avevo preannunciato nel precedente post, di leggere altri capitoli di questa serie, dedicandomi in particolare a quelli che vedono come protagonista un membro in particolare del gruppo: Mary Anne, la quale è la prima a trovarsi un ragazzo e infatti i libri che ho scelto trattano proprio di questioni amorose, in quanto sono curiosa di vedere come sono state trattate, anche perchè per molte bambine (e bambini) a partire dai 9/10 anni sono questioni di grande interesse (cosa che ho potuto riscontrare di persona lavorando come insegnante nelle classi quarte e quinte della primaria).
Ogni volume comunque è dedicato a un diverso membro del club, che racconta la storia dal proprio punto di vista, per cui la serie alla fine presenta una certa coralità di voci e punti di vista. I volumi vanno letti preferibilmente in ordine, in quanto si vede un'evoluzione di eventi (come appunto la nascita e il declino della storia d'amore di Mary Anne). Anche se si prestano pure ad essere letti singolarmente, in quanto i lettori non ci mettono molto a comprendere il contesto generale in cui si svolge una determinata situazione, anche perchè all'inizio di ogni libro la protagonista di turno fa sempre un riassunto della situazione, tenendo i lettori sempre aggiornati sulle vicende anche più recenti.
Qui potete trovare tre titoli di cui avevo parlato in precedenza, mentre questi sono quelli dedicati alle avventure amorose di Mary-Anne, che fa parte de Club delle baby-sitter "in sintesi una geniale iniziativa (l'idea è stata di Kristy, la nostra presidentessa), che permette ai genitori della nostra zona di avere a disposizione cinque baby-sitter brave e professionali (noi e a noi cinque di divertirci e guadagnare un bel po' di soldi. Ci riuniamo tre volte a settimana per ricevere le telefonate dei nostri clienti... e altre volte per stare insieme e spettegolare." Mary-Anne in particolare riveste all'interno del gruppo il ruolo di segretaria: "... il mio compito è quello di tenere aggiornato il registro: segno gli appuntamenti di tutte e vi annoto varie informazioni, come gli indirizzi e i numeri telefonici dei nostri clienti."
Anche questi comunque sono dei libri abbastanza leggeri, adatti per una fascia d'età dagli 8 ai 11/12 anni, in cui la ragazza non parla mai di contatto fisico ed eventuali baci con il proprio ragazzo.
 
 
10 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne s'innamora" di Ann M. Martin, con 153 pagine, edito nel 1999 dalla Mondadori Editore (costo di 7900 LIRE/4,08 euro. Titolo originale: "Logan likes Mary Ann!", 1988).
Mary Anne inizia col raccontarci le sue prime esperienze con i ragazzi, avute durante l'estate, più precisamente (riferendosi alle avventure raccontate nel volume otto: "Stacey si prende una cotta") durante una vacanza con Stacey (per badare ai figli dei Pike) quest'ultima si era presa una cotta per un bagnino molto più grande di lei, mentre Mary Anne, rimasta sola visto che l'altra l'aveva piantata in asso, ha fatto la conoscenze con un altro ragazzo "molto carino": "Stavamo molto bene insieme e parlavamo di un sacco di cose; quando sono partita ci siamo scambiati degli anelli con incise le nostre iniziali e ci siamo promessi di scriverci. Non so se lo faremo davvero, comunque è belli sapere che i ragazzi non sono degli alieni."
Il padre di Mary Anne fa l'avvocato e quindi spesso deve lavorare fino a tardi, lasciando la figlia sola a casa, in quanto sua madre è morta quando lei era piccola: "non ho né fratelli né sorelle e la mamma è morta quando ero piccola (io la ricordo appena, e qualche volta chiedo a Mimi, la nonna di Claudia, che mi conosce da sempre, di raccontarmi qualcosa). A volte mi sento molto sola e mi piacerebbe avere almeno un gatto.
Il primo giorno di scuola, all'inizio della terza media, Mary-Anne nota subito, durante la mensa, un ragazzo che secondo lei assomiglia a Leonardo di Caprio, trattasi in realtà di Bruno Logan, che si è appena trasferito nella scuola dal Kentucky: "Era il ragazzo più bello che avessi mai visto. Somigliava moltissimo a Leonardo e mi ero già innamorata di lui. "
Il club inoltre deve affrontare un nuovo problema: a seguito di un po' di pubblicità che il club si è fatto presso una riunione del Comitato Genitori e delle nuove zone abitative, le richieste di lavoro sono schizzate alle stelle, tanto che i cinque membri ufficiali del club sembrano non riuscire ad occuparsene. Qui interviene proprio Logan, che sente i discorsi delle ragazze e si offre anche lui come baby-sitter: "Tanto per cominciare, ho una sorellina di nove anni e un fratellino di cinque e sto parecchio con loro; inoltre, quando vivevo a Lousville, accudivo spesso i bambini dei nostri vicini. Ma finora qui non ho trovato nessuno a cui propormi."
Logan viene quindi assunto e, visto che è la prima volta che lavora per il club, viene affiancato da un'altra socia: e la scelta ricade proprio su Mary Anne. In realtà ala fine Logan decide di non entrare ufficialmente nel club, o almeno di non partecipare alle riunioni, in cui sarebbe l'unico maschio in mezzo a tante ragazze, ma di farsi semplicemente passare qualche lavoro.
Una storia molto carina, adatta a partire dai 9 anni, in cui vediamo la più timida tra le componenti del club iniziare a frequentarsi seriamente con un ragazzo, argomento che le (ma anche i) preadolescenti troveranno molto intrigante, condividendo magari gli stati d'animo della protagonista, che racconta in prima persona i suoi pensieri e le sue avventure, dando largo spazio ai suoi sentimenti.
Alla fine suo padre, per il compleanno, le lascerà prendere anche un gattino, che lei chiamerà Trigger, e che sarà uno dei protagonisti del prossimo libro di cui vi parlerò.

   
Sopra: A sinistra la copertina italiana del 1999, poi una ristampa inglese recente (del 2014) e a destra l'edizione americana del 1991. Notate come la copertina inglese più moderna abbia comunque ripreso l'aspetto (e l'abbigliamento) dei personaggi che comparivano sulle copertine degli anni Novanta.

 25 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne e la scomparsa di Tigger" di Ann M. Martin, con 155 pagine, edito nel 2001 dalla Mondadori Editore (costo di . Titolo originale: "Mary Anne and the search for Tigger", 1989).
Mary Anne, una ragazzina orfana di madre che nel Club delle baby-sitter svolge il ruolo di segretaria, sta attraversando un momento difficile: Tigger, il gattino di casa, non si trova più... come spiega Mary Anne alle altre durante una riunione di emergenza: "Solo che quando sono tornata a casa, Tigger non c'era più. Papà e io l'abbiamo cercato dappertutto, in casa e fuori, ma non siamo riusciti a trovarlo. E non è tornato a casa né ieri notte né oggi." Il club tappezza le vie con manifesti ma a nulla sembrano servire. Poi Mary Anne trova una lettera di riscatto per il suo gatto nella cassetta della posta: deve consegnare 100 dollari dentro una busta se vuole riavere il suo gatto.
Nel frattempo, mentre Mary Anne è in pensiero per il suo gattino, il suo ragazzo sembra cambiato: non sembra importarli più di tanto della scomparsa di Trigger, cosa che a Mary Anne invece preoccupa tantissimo, ed è sempre impegnato con gli allenamenti di calcio.
Anche se in realtà è lui a mettere a punto il piano per scoprire il ricattatore: nascondendosi nel luogo richiesto dove consegnare i soldi e aspettare che qualcuno si faccia vivo per prendere la busta.
Una storia carina in cui possiamo trovare un piccolo mistero che riguarda la scomparsa di Trigger, il nuovo gattino di Mary Anne, per cui lei stravede. Ad accompagnare questo evento vi è poi il fatto che la protagonista avverte che Logan sembra distante in questo periodo, e alla fine il ragazzo le confessa di essere sotto pressione per colpa dell'allenatore, che minaccia di sbatterlo fuori dalla squadra. I due quindi decidono di cercare di essere più sinceri l'uno con l'altra.

     
 Sopra: A sinistra la copertina italiana del 1999, poi una ristampa inglese recente (del 2014) e a destra delle edizioni americana del 1991. Nella copertina italiana Logan qui sembra aver cambiato look e il ragazzo rappresentato ha i capelli evidentemente più chiari rispetto a quello che compariva nel precedente libro.
 
41 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne rivuole la sua libertà" di Ann M. Martin, con 155 pagine, edito nel 2002 dalla Mondadori Editore (costo di 4,60 euro. Titolo originale: "Mary Anne vs Logan", 1992).
Mary Anne, una delle componenti dell'efficientissimo Club delle baby-sitter, è in crisi con il suo ragazzo e cerca di capire se non sia meglio ritornare libera e sola.
In questo volume, un po' più avanzato rispetto ai precedenti i genitori di Dawn e Mary Anne si sono spostai e ora vivono tutti assieme: "Mi chiamo Mary Anne Spier, ho i capelli castani gli occhi marroni e non sono molto alta. Abito in una vecchia casa (molto vecchia) con Dawn, sua madre e mio padre. Io e Dawn siamo amiche da molto prima di diventare sorelle. Dopo he i nostri genitori si sono sposati, io, papà e il nostro gattino Trigger ci siamo trasferiti da Dawn perché la sua casa è più grande di quanto non fosse la nostra."
Marie Anne ci informa quasi subito della situazione con Logan, il suo ragazzo: "Ho un ragazzo che si chiama Logan Bruno e questa è una cosa abbastanza strana, prima di tutto perché sono molto timida (penso di essere la studentessa di terza media più timida della nostra scuola, oa Stoneybrook Middle School) e poi perché da un po' di tempo a questa parte io e Logan non andiamo più molto d'accordo come una volta e spesso discutiamo un po' troppo animatamente. [...] Ho capito che io e Logan non sempre ci fidiamo l'uno dell'altra. E ho capito anche che in caso di emergenza non posso sempre contare su di lui. Logan infatti non c'era quando io ne avevo più bisogno." In altri casi poi Mary Anne spiega che Logan, di fronte a momenti per lei difficili, si è dimostrato freddo e distaccato e ultimamente le dà l'impressione si essere diventato un po' prepotente.
In effetti Logan non si comporta proprio benissimo con Mary Anne: ad esempio mentre la ragazza sta andando a un appuntamento come baby sitter lui la chiama e le chiede, quasi pretendendo, che non vada all'appuntamento di lavoro (facendosi sostituire dalla sorellastra) perché a lui è venuta voglia di andare al cinema. Quando lei rifiuta perché comunque aveva già preso un impegno e non sarebbe giusto disdirlo all'improvviso per andare a divertirsi, lui la richiama altre tre volte, a casa dei signori dove fa la baby-sitter e alla fine riesce a ottenere da lei un appuntamento per la sera dopo.
Altre volte invece Logan si presenta a casa della ragazza senza avvisare, decidendo di portala in un posto o in un altro. Diciamo che il maggior difetto di Logan è il non avvisare mai e organizzare sempre tutto sul momento, dando per scontato che Mary Anne sia sempre libera e disponibile. Inoltre, quando sono assieme, Logan sembra non prestare veramente attenzione alla sua ragazza, non prestando attenzione ai suoi stati d'animo (ad esempio durante una giornata in cui erano andati a pattinare sul ghiaccio non si era minimamente accorto che Mary Anne stava congelando e quando glielo dice lui sminuisce la cosa, chiedendo come sia possibile).
Come spiega la ragazza a un'amica: "Tra me e Logan ultimamente c'è qualcosa che non va. Io non sono... non sono sempre felice con lui. Mi sembra che voglia disporre della mia vita. Mi sento come se non fossi più Mary Anne, almeno non del tutto. Logan si è preso una parte di me."
Per cui Mary Anne decide di chiedere a Logan un così detta "pausa di riflessione", cioè un periodo senza vedersi, per capire se poi continuare a stare assieme.
Nel frattempo Mary Anne è piuttosto occupata con la famiglia Prezioso, che hanno una figlia di nome Jenny e la signora è incinta di un altro bambino. Il marito ha pure richiesto tre baby-sitter per preparare una festa per la moglie, compito insolito, ma visto che la faccenda sembrava divertente Mary Anne, Claudia e Stacey hanno accettato.
Aiuteranno pure Jenny, ad accettare l'arrivo del fratellino, visto che la bambina non è molto entusiasta dell'idea, come lei stessa spiega: "Sono abituata ad avere la mamma e il papà tutti per me. Adesso non sarò più così importante. Ci sarà il bambino, e anche lui sarà importante."
Interessante come storia in quanto parla della fine di una relazione, la quale termina proprio per volere della ragazza, che sente di non essere più in sintonia con Logan, che lui cerchi di controllarla, mentre per quest'ultimo tutto va bene.

 
 Sopra: A sinistra la copertina italiana del 2002 e a destra un'edizione americana del 1996. In questa copertina anche Mary Anne sembra aver subito un certo cambio di look, con i capelli schiariti e l'assenza degli occhiali (i capelli di Logan in compenso sono diventati ancora più chiari, passando dall'essere neri a biondi).
 
46 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne soffre di nostalgia" di Ann M. Martin, con 155 pagine, edito nel 2002 dalla Mondadori Editore (costo di . Titolo originale: "Mary Anne misses Logan", 19).
Quando Mary Anne ha lasciato Logan si è sentita più libera ed è stata felice di avere più tempo da dedicare agli amici. Ma Logan comunque le manca, come spiega lei stessa: "Logan mi mancava. Avevo nostalgia di lui già da qualche tempo, e questo mi faceva soffrire. [...] Sono Mary Anne Spier, e Logan Bruno è il mio ragazzo. O meglio, lo era
Un po' di tempo fa gli ho detto che avevo bisogno di riflettere sul nostro rapporto e , prima ancora di rendermene conto, avevamo rotto."
Quando a scuola si trova a dovere far insieme a lui una ricerca sul loro autore preferito, Megan Rinehart (ho controllato, perché di solito nei libri delle baby-sitter si citano libri o autori reali, ma è questa e un'autrice inventata), inizialmente Mary Anne non è molto contenta, anche se poi cambia idea. Ma le cose non vanno benissimo, perché la ragazza che Mary Anne più detesta in tutta la scuola, Cokie Mason, si invaghisce di Logan e tra loro nasce una storia. Cokie si fa addirittura spostare appositamente dal suo gruppo a quello di Mary Anne e Logan per poter stare assieme a quest'ultimo, accampando al professore la scusa Rinehart è la sua autrice preferita, quando in realtà non conosce neppure un suo libro.
Il club delle baby-sitter invece è alle prese con i tre figli dei Korman: Bill, nove anni, Melody, di sette e Skylar di un anno e mezzo, i quali si sono inventati che in casa esistono un sacco di mostri (il Mostro del Toilette, quello del forno, quello del letto, ecc..), il problema è che quello che inizia come un gioco poi sembra essere preso seriamente dai bambini: "Non saprei dire se abbiano veramente paura o se per loro si tratti semplicemente dii un gioco. Forse è una combinazione delle due cose, come hai detto tu, Mary Anne. Ad ogni modo, ragazze, guardatevi dal Mostro della Toilette. Altrimenti la situazione potrebbe sfuggire di mano."
In questa storia Mary Anne sente nostalgia del suo ex ragazzo, nonostante sia stata proprio lei a lasciarlo, dopo numerose riflessioni accompagnati da ancora più numerosi pianti, dopo che lui le aveva fatto un bella sorpresa per San Valentino: l'aveva invitata a cena al lume di candela a casa sua e le aveva regalato dei fiori, dei cioccolatini e un braccialetto con dei cuori. In questo caso Mary Anne incarna proprio il fatto che a volte noi donne non siamo mai contente e ci facciamo sempre mille problemi.
La nostalgia si acuisce, aggiungendosi anche alla gelosia, quando Logan inizia ad uscire sempre più spesso con Cokie, andando a divertirsi, ma mettendo un po' da parte la ricerca affidata, tanto che che Mary Anne e Pete sono convinti che lui non l'abbia svolta, esattamente come Cokie. Invece Logan è riuscito comunque a finire la ricerca, sebbene a fatica e alla fine, prima della consegna, contatta Mary Anne e poi Pete per coordinarsi con loro alla presentazione, presentazione che faranno di fronte a vari scrittori che la scuola ha invitato, tra cui Megan Rinehart. 
Storia carina, in cui Mary Anne e Logan hanno effettivamente riflettono, come avrebbero dovuto fare durante la pausa di riflessione del numero quaranta, sulla loro relazione e sui loro sentimenti: così Mary Anne ha capito di essere veramente innamorata di Logan e che gli manca, mentre Logan ha riconosciuto di non essersi comportato bene durante la ricerca e di cercare di essere meno impositivo nei confronti della ragazza e di ricordarsi di chiedere la sua opinione, dall'altra parte Mary Anne cercherà di fare rispettare di più la sua opinione e di essere meno insicura, senza lasciare che l'altro prenda il sopravvento.
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina italiana del 1999 e a destra quella dell'edizione americana del 1996, in cui non si capisce esattamente cosa stanno facendo i personaggi in foto e cosa c'entra col titolo del libro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 16 agosto 2024

I FUORIPOSTO: Il campeggio della Luna Piena di Luca Gialleonardo

"I FUORIPOSTO: Il campeggio della Luna Piena" è il terzo titolo di una nuova collana di gialli scritti da Luca Gialleonardo e illustrati da Betti Greco, in cui vediamo indagare una squadra composta tra tre ragazzi che si fanno chiamare i Fuoriposto: Beba è un piccolo genio, ama il disordine e forse è un po’ troppo scostante; Laura, all’opposto, è molto precisa e ha una parlantina inarrestabile; Paolo, il fratello di Laura, fa lo spaccone ma è un ragazzo coraggioso e protettivo.
Questa volta il gruppetto dovrà risolvere un caso di furti e strani avvenimenti che avvengono durante un campeggio estivo.
 
 
Sopra: La copertina di questo terzo capitolo è di colore blu e al centro compare un disegno con il trio intento a indagare, cercando qualcosa nel bosco di notte.

Per i Fuoriposto le avventure non si fermano neanche durante le vacanze estive. Le attività del giornalino scolastico sono sospese, ma i ragazzi hanno l’opportunità di partecipare a un campeggio nella natura, opportunità che viene loro offerta dalla nuova fidanzata di Carlo, il cugino dei fratelli Laura e Paolo. Monica infatti si sta laureando in pedagogia, e sta preparando una tesi "su come la natura natura possa avere un impatto sui ragazzi. [...] Su come quanto, al passato, le nuove tecnologie e l'urbanizzazione abbiano influenzato il rapporto dei giovani con la natura." Monica quindi chiede a Giacomo Spodini, il padre di Laura e Paolo, di finanziare il progetto di un campeggio che le permetterebbe di raccogliere i dati empirici per la sua tesi. Come Carlo spiega allo zio: "<<Per avere una valida base di dati e informazioni Monica deve osservare il comportamento di un buon numero di ragazzi>> disse Carlo. <<Ma organizzare un campeggio ha dei costi importanti, sia per la struttura, sia per le singole famiglie. Tu possiedi la fabbrica più importante di tutta Avena e tra i tuoi dipendenti tanti hanno dei figli dell'età di Paolo e Laura>>
Alla fine Spodini capitola e accetta la proposta, visto che anche i figli, che non possono più partecipare neppure alle attività dei club scolastici, desiderano andare in campeggio.
Se Laura e Paolo sono entusiasti di vivere in tenda per tre settimane, a Beba invece sembra un supplizio. Cerca anche di nascondere il volantino che pubblicizza il campeggio, ma il fratello lo trova e lo consegna alla madre, che alla fine acconsente di mandare entrambi i figli, visto che la maggior parte delle spese del campeggio sono coperte dalla ditta. 
"Beba aveva sperato fino all'ultimo momento che la provvidenza intervenisse per impedire la partenza", almeno finché non si presenta un nuovo mistero sul quale indagare. 
Già all'andata il gruppo di campeggiatori si imbatte in una bada di rapinatori che tentano di prendere in ostaggio Beba per scappare dalla polizia. Poi, la prima notte di campeggio, Laura dice di aver visto un mostro, poi uno zaino viene ritrovato distante dalle tende, alcuni oggetti iniziano a sparire,  una stanza del rifugio viene messa sottosopra nel giro di pochi secondi ...
Ci sono davvero degli spiriti maligni nei boschi? Sono stati loro a mettere a soqquadro il campo e a trafugare degli oggetti? Non resta che mettere insieme gli indizi e provare a scoprire la verità.
Il campeggio inoltre è parecchio isolato, l'elettricità viene usata il minimo indispensabile e non c'è campo.

Sopra:Due pagine che segnano l'inizio dell'undicesimo capitolo, in cui a destra vediamo anche un disegno che rappresenta tutta la squadra, riunita assieme attorno al fuoco, in una classica scena da campeggio.
 
I testi sono accompagnati dai disegni in bianco e nero di Betti Greco, i quali sono inseriti in mezzo ai testi e sono tutti di dimensioni abbastanza esigue. Alcuni possono a essere grandi quasi mezza pagina, ma la maggior parte sono disegnini proprio piccolini, sparpagliati in mezzo ai testi.
Le immagini rappresentano luoghi della storia, oggetti (in questo caso soprattutto oggetti legati al campeggio come torce, zaini, tende da campeggio, falò...) e personaggi, in particolare il trio dei Fuoriposto. Qualche volta vediamo rappresentare vere e proprie scene, con personaggi che interagiscono tra loro, spesso litigando. 
Lo stile dei disegni è molto semplice, con linee nette e pulite dai tratti tondeggianti; sicuramente delle immagini a colori avrebbero valorizzato un po' di più il tratto dell'artista, che così risulta un po' blando e abbastanza dimenticabile. La presenza delle immagini può comunque risultare piacevole durante la lettura, per staccare un po' lo sguardo dai testi.

    
 
   
Sopra: Alcuni esempi di pagine con disegni, i quali come vedete sono abbastzna piccoli e dallo stile semplice e tondeggiante. Nella prima pagina in alto a sinistra vediamo il bar abbandonato che si torva ai piedi del monte su cui i protagonsti campeggiano, nelle altre invece vediamo alcuni personaggi, tra cui Beba.
 
"I FUORIPOSTO: Il campeggio della Luna Piena" di Luca Gialleonardo è un buon romanzo per ragazzi, interessante, oltre per il caso da risolvere in sé, soprattutto per gli aspetti sociali che vengono implicati nella storia. I ragazzi che partecipano al campeggio non vengono da famiglie perfette, ma quasi tutti sono figli ad esempio di genitori divorziati, alcuni dei quali hanno trovato nuovi compagni o compagne, altri invece sono rimasti single, altri ancora rimangono insieme nonostante litighino spesso... Insomma viene presentato un bel corollario di diversi tipi di famiglie.
I vari ragazzi che partecipano al campeggio, una dozzina, sono tutti descritti e caratterizzati da almeno un minimo di personalità, anche se quelli più caratterizzati sono i tre della banda investigativa, in particolare Beba, la protagonista della storia, in quanto per la maggior parte del tempo seguiamo il suo punto di vista.
Beba (soprannome di Elisabetta) è una ragazza molto intelligente, un piccolo genio, "una ragazza plusdotata e che si sentiva fuori posto in una scuola che poco riusciva a stimolare la sua intelligenza, più acuta rispetto ai suoi coetanei." A scuola "era quella strana, una che non dava tanta confidenza e che non mancava di fare la so-tutto-io quand'è ra meglio star zitti. Di certo non era una ragazza capace di attirare grandi simpatie." Ha un fratello maggiore di nome Renato, con cui però non va particolarmente d'accordo, in quanto è un tipo un po' sfaticato ma sua madre tende sempre a elogiarlo, mentre a Beba assegna sempre le faccende domestiche: "Un po' le dispiaceva che solo gli scarsi risultati di Renato riuscissero ad accendere l'orgoglio di mamma. eppure, anni prima, quando Beba portava a cas aun be voto si complimentava con lei, la abbracciava e le dava un bacio sulla testa.. Ma allora c'era anche suo padre con loro. Sembrava che andando via si fosse portato dietro gran parte dell'affetto di cui Beba aveva goduto fino a quel momento."
Beba inoltre tende ad analizzare tutto in modo analitico e con molta freddezza, e questo spesso mette un po' a disagio gli altri ragazzi, che la considerano poco espressiva, fredda. 
Laura è una ragazza con una massa di capelli ricci, spigliata e loquace, che ama stuzzicare il fratello maggiore, Paolo, anche se in realtà è molto affezionata a lui. È una gran chiacchierona, tanto che il fratello l'ha soprannominata Mitraglia, ma è anche piuttosto paurosa, anch se qusndo si arrabbia sa dimostrarsi  molto decisa.
Paolo invece, che porta i capelli lunghi, ha una chioma liscia e luminosa, è il fratello maggiore di Laura, che è stato bocciato in seconda media. Si lamenta spesso di avere sempre la sorella in mezzo ai piedi, ma in fondo è contento di starle vicino e aiutarla nelle indagini. Litiga spesso con il fratello di Beba, con cui è spesso in competizione.
Laura e Paolo sono i figli del "proprietario della fabbrica di biscotti che dava lavoro a metà degli abitanti di Averna", tra cui anche la madre di Beba, per cui la loro famiglia era ricca, mentre quella di Beba è modesta, soprattutto da quando il padre ne ne è andato.
Vi è poi Agata: "Con leggiadria la dea scese dall'Olimpo, Agata Talenti passo una mano tra i capelli biondo che sfavillavano alla luce del sole come una cascata di fili dorato.". Beba la considera un po' la sua rivale, e spesso è invidiosa di lei perché, oltre ad essere sveglia, intelligente e spigliata, e anche bella e competente in vari campi (fisicamente e intellettualmente). La ragazza è infatti la rivale di Beba, tanto che anche questa volta le lancia una sfida (dopo che Beba ha deciso di non collaborare con lei) su chi risolverà per prima il caso. In realtà Agata ci terrebbe a diventare amica di Beba, come lei stessa le dice "<<Forse è per questo che mi piace di. non hai alcun interesse a piacere agli altri. Lo sai e te ne freghi. [...]
Io invece voglio sempre piacere a tutti. Basta che qualcuno mi ignori o mi mostri avversione che sento il bisogno di farlo innamorare di me. Invidio il tuo orgoglio>>"
Questo non è il primo titolo della collana, tuttavia è quello che mi ha attirato maggiormente per l'ambientazione: un bel bosco lontano dalle comodità, in mezzo alla natura e agli animali. Inoltre lo stesso R.L. Stine ha ambientato alcuni dei suoi migliori libri dei Piccoli Brividi proprio in dei campeggi estivi, i quali offrono sempre ottimi spunti anche per delle storie dell'orrore.
Inizialmente una cosa che mi sorpreso è come nessuno dei ragazzi fosse al corrente che non avrebbero potuto usare i cellulari: 
"L'urlo di Stefy tranciò l'aria fresca e fece trasalire Beba, che saltó in piedi pronta alla difesa. Guardò la ragazza che fissava tremante il cellulare. Forse aveva ricevuto un brutto messaggio o aveva letto una notizia raggelante.
Sì rese conto che anche Aisha e Manuela stavano guardando il loro telefono e Sante aveva alzato il suo sulla testa. Fu tentato di cercarlo anche lei, nello zaino, ma ci pensò Stefy a riportare ad alta voce la quarta brutta scoperta della giornata: <<Qui non c'è campo!>>"
Quando Monica annuncia il suo progetto per la tesi al signor Sposini inoltre specifica che sarà un campeggio in cui i ragazzi saranno completamente immersi nella natura, lontano dalla tecnologia, mi ha sorpreso quindi che, arrivati nel luogo designato tutti i ragazzi partecipanti si siano stupiti e lamentati del fatto che non ci fosse TV e che ci fosse campo e i telefonini. Credevo che fosse una cosa specificata sui volantini, per invogliare i genitori a spedire i ragazzi in campeggio, inoltre se il campeggio fa parte di un progetto si tesi che riguarda proprio l'assenza delle tecnologie per esaltare il contatto con la natura credo che i genitori dei partecipanti avrebbero dovuto essere informati della cosa, dopo aver scritto i figli. Invece tutti sembrano arrivate al campeggio completamente ignoranti riguardo tale questione, anche se poi viene spiegato che i genitori sanno che al campeggio non c'è campo, quindi forse sono stati proprio loro a non dirlo ai figli per paura che altrimenti si rifiutassero di andare?
La storia si dipana nel descrivere i vari rapporti tra i ragazzi del campo estivo e i tentativi di risolvere i vari casi che si presenteranno, fino a giungere alla resa dei conti contro una banda di ladri. Il caso è piuttosto avvincente e non è scontato né banale da risolvere, tendendo così sempre abbastanza alta l'attenzione dei lettori per tutto il libro, con una prima parte in cui Beba raccoglierà vari indizi e farà alcune ipotesi, e poi una parte finale più adrenalinica in cui i criminali verranno rivelati ma in cui bisognerà fuggire da loro e chiamare aiuto, prima che le cose si mettano male.
Un volume carino che si può leggere anche a 9/10 anni (anche se viene consigliato per gli 11); pur essendo il terzo titolo della collana non è necessario per forza aver letto prima i precedenti, anche se ogni tanto ci sono dei rimandi alle precedenti storie (con i protagonisti che si ricorda questo o quell'altro evento accaduto in passato), ma la cosa non rovina assolutamente l'esperienza di lettura.
 
 Sopra: I tre titoli che attualmente sono usciti per questa nuova collana edita nel 2022 di "I Fuoriposto".
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2024 dalla Gallucci Editore, ha 304 pagine, la copertina rigida e misura 21 cm d'altezza e 14,2 cm di lunghezza e costa 16,50 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 14 agosto 2024

SPECIALE: libri non illustrati (IL GIALLO DEI RAGAZZI: Hardy Boys e I Tre Investigatori)

Dopo avervi parlato (sempre in un altro speciale dove tratto dei libri non illustrati che mi capita di leggere) di Nancy Drew, questa volta affronterò altri titoli della collana dei "Il giallo dei ragazzi". Essa era una collana editoriale di tascabili per ragazzi della casa editrice Mondadori, iniziata ad essere pubblicata nel 1970.
La collana riuniva varie serie di gialli per ragazzi tra cui "Nancy Drew", di cui ho già parlato (qui), ma anche gli "Hardy Boys", "I tre investigatori", "Rossana", "Pimlico Boys", ecc..
Tre dei titoli di cui vi parlerò appartengono alla serie degli "HARDY BOYS" due ragazzi, i fratelli Joe e Frank Hardy, che agiscono come investigatori dilettanti, risolvendo casi che hanno sconcertato le loro controparti adulte. Frank ha diciotto anni (sedici nelle prime versioni) e Joe ha diciassette anni (quindici nelle prime versioni). Vivono nella città di Bayport a Barmet Bay con il padre, il detective Fenton Hardy, la loro madre, Laura Hardy e la loro zia Gertrude. Quest'ultima è descritta come: "la sorella zitella del signor Hardy e abitava con loro già da qualche tempo. Era alta, con un temperamento tutto pepe, ma nonostante le apparenze era di animo gentile e amava profondamente i nipoti."
Ecco invece cosa scrivono a proposito del padre nel volume di "La nave pirata": "Fanton Hardy era un famoso detective privato; aveva prestato servizio presso il dipartimento di polizia di New York, e in seguito aveva lasciato la metropoli per mettersi in proprio con enorme successo. I figli oltre ad aver ereditato l'abilità naturale, avevano imparato da lui i più moderni metodi scientifici per l'investigazione."
A differenza dei libri di Nancy, dove la ragazza spesso collabora o è a contatto con maschi (di solito ragazzi dai 20 ai 30 anni molto carini), ho notato che nei libri degli Hardy Boys la presenza femminile è molto limitata e di solito non c'è nessuna ragazza che collabora attivamente nei casi. Le uniche ragazze che compaiono sono Lola, sorella di Chet, e Callie Shaw, la sua amica, che si limitano però a fare brevi comparsate per dei saluti, per suonare ai ragazzi qualcosa o per preparare loro qualcosa da mangiare.
Nei libri che ho letto inoltre i casi avvengono sempre durante le vacanza estive, così i due ragazzi non sono mai impegnati con la scuola.
I personaggi furono creati dallo scrittore americano Edward Stratemeyer, mentre i libri stessi furono scritti da diversi ghostwriter sotto lo pseudonimo collettivo Franklin W. Dixon.
In realtà gli Hardy Boys nacquero nel 1927, ma da allora hanno continuato ad evolversi, tanto che nel 1959 i libri furono ampiamente rivisti (soprattutto per eliminare gli stereotipi razziali). In italiano furono pubblicati dalla Mondadori tra 1970 e il 1984,  ma in inglese la loro pubblicazione è continuata a lungo, tanto che l'ultima loro serie risale al 2013.
Un volume invece è il primo della collana di "I TRE INVESTIGATORI": I Tre Investigatori, i protagonisti di questa storia, sono tre ragazzi, fondatori di una agenzia di investigazioni. Essi sono: Jupiter Jones, il capo nonché primo investigatore; Pete Crenshaw, il suo secondo investigatore; e Bob Andrews, l'addetto alle ricerche e alla documentazione.
Caratteristica di quasi tutti i romanzi della serie è quella di mescolare la storia gialla con elementi soprannaturali che, a seguito di indagini dei protagonisti, vengono svelati come messe in scena perfettamente razionali, poste in essere dal colpevole di turno. 
Tra l'altro ho scoperto che esiste anche una community e un sito internet italiano dedicato proprio ai Tre Investigatori: http://www.treinvestigatori.com/home.asp.
Tra i volumi che ho scelto ho cercato quelli che contenessero qualche elemento "pauroso" o soprannaturale, o comunque ambientazioni un po' tenebrose e misteriose, vista la mia predilezione, come sapete, per l'horror.
 

15 - "IL SEGRETO DEL VECCHIO MULINO" di Franklin W. Dixon con 131 pagine, edito nel 1971 dalla Arnoldo Mondadori Editore (costo di 350 LIRE. Titolo originale: "The secret of the Old Mill", 1962). 
Il vecchio, imponente mulino viene completamente rimesso a nuovo e destinato ad abitazione del personale di servizio di una grande industria elettronica, nel perimetro della quale è dislocato. Come dice Joe: "È un netto contrasto. Una compagnia che si occupa di ricerche segretissime per missili spaziali in un modernissimo edificio vicino ad un vecchio mulino abbandonato." Fin qui nulla di strano: ma il giorno in cui i due Hardy Boys si accorgono che la ruota del mulino ha la straordinaria e inconsueta abitudine di mettersi a girare da sola quando qualcuno le si avvicina troppo, allora le cose si fanno alquanto più complicate. 
"Avevano appena passato il lato nord dell'edificio quando, con un cigolio lamentoso, la ruota del mulino si rimise in moviment.
- Ci deve essere qualcosa che non va nel meccanismo - disse Frank. - La ruota non è stata usata per molti anni e rimetterla in moto dopo tanto tempo può aver causato danni.
- Faremmo meglio a fare sapere agli uomini che sta funzionando - propose Joe.
I ragazzi ritornano sui loro passi verso l'entrata del mulino. Quando arrivarono, la ruota smise di girare. Esterrefatti i due si volsero a sinistra dove la grande ruota immobile si stagliava contro il cielo della notte.
- È spettrale, non è vero? - commentò Joe."
Se a ciò si aggiunge che l'industria elettronica in questione sta procedendo a ricerche segretissime, e che una banda di spie è disposta a tutto pur di trafugarne i progetti, si potrà capire il vivo interesse dei due giovani investigatori per il vecchio mulino dalle strane abitudini, e per l'enigmatica gente che lo abita.
Già prima comunque di imbattersi nel mistero del mulino i due investigatori avevano qualcosa per le mani: al loro amico Chet infatti è stata scambiata una banconota falsa da genti dollari, per cui i ragazzi vengono a conoscenza che in città circola una banda di falsari.
Il gioco questa volta è pericoloso, perchè le spie credono fermamente nella capacità persuasiva delle armi da fuoco e di tutti gli arnesi esplosivi in generale, e non esitano ad avvalersene anche a sproposito.
Ad accompagnare i due detective nelle indagini c'è il loro giro amico Chet, che li scarrozza in giro sulla sua vecchia automobile gialla che ha chiamato "Regina". Chet si appassiona sempre a qualcosa di nuovo e questa volta ha deciso di comprarsi un costoso microscopio, inoltre decide di offrirsi di lavorare durante l'estate per la Elekton, così da mettere da parte qualche soldo.
Un caso appassionante che vede coinvolti degli attentatori che cercano di sabotare i progetti della Elekton e dei falsari, i quali hanno escogitato un furbo stratagemma per nascondere il loro laboratorio... qualcosa che ha a che fare con il vecchio mulino che di notte a volte ruota e a volte no. Caso che vedrà coinvolti i nostri investigatori e anche loro padre, assunto dalla Elekton come detective, e dove verranno messe in pericolo le loro vite, anche se alla fine riescono sempre tutti a cavarsela e i manigoldi non arrivano mai fino in fondo, per cui l'avventura è adatta ad essere letta anche dai 9/10 anni.

     
Sopra: A sinistra, più grande, la copertina dell'edizione italiana edita dalla Mondadori (in cui vediamo comparire il logo della collana "Il giallo dei ragazzi"). Successivamente altre copertine di edizioni inglesi/americane del 1962.
 
26 - "IL CASTELLO DEL TERRORE" di Robert Arthur con 143 pagine, edito nel 1971 dalla Arnoldo Mondadori Editore (costo di 800 LIRE. Titolo originale: "The Phantom Freighter", 1973). 
Primo titolo della serie di "I tre investigatori", il quale venne pubblicizzato come romanzi scritti da Alfred Hitchock. Infatti nel libro è presente una prefazione che dovrebbe essere stata scritta proprio da quest'ultimo: "Io sono Alfred Hitchcock. Ciò dovrebbe bastare a presentarmi, credo. Voi siete i prossimi lettori di questo giallo. Innanzitutto una piccola raccomandazione: non lasciatevi impressionare dal titolo. A mio modo di vedere, infatti, di terrore in questo volume ce n'è davvero poco, a meno che non si voglia definire terrificante qualche bazzecola tipo un cadavere che all'improvviso ha deciso di tornare in vita. C'è qualcuno tuttavia che non è assolutamente d'accordo con me: e si tratta proprio de I Tre Investigatori, cioè dei protagonisti di questa storia. Essi sono: Jupiter Jones, il capo; Rete Crenshaw, il suo secondo, e Bob Andrews, il ricercatore. I tre baldi giovani, fondatori di una agenzia di investigazioni, sono riusciti con inenarrabile faccia tosta a strapparmi una presentazione e anche il loro primo incarico. Cosi ora stanno cercando per me un castello adatto alla realizzazione di un mio film. Suppongo che riusciranno a trovarlo, almeno prima della fine di questo giallo: ma qualcosa mi dice che si tratterà  di un castello fin troppo adatto allo scopo. Ah, ah, ah!"
Bob e i suoi amici Pete e Jupiter hanno appena fondato un club di investigatori, chiamato "I tre investigatori" e a quanto pare Jupiter ha già trovato un caso: "- Parla tu, Pete... - aggiunse poi, dato che il "caso" nasceva da un'informazione avuta dal padre di Pete, che lavorava come tecnico del suono in uno studio cinematografico di Hollywood.
- Be'... mio padre sa per certo che Hitchcock cerca una casa per il suo prossimo film. Ma dev'essere una casa con un fantasma.
- Una casa con un fantasma? - Bob era strabiliato.
- E noi, scusa, cosa c'entriamo?
- Possiamo trovare la casa che gli serve - rispose puntualmente Jupiter. - Ed accettare che i fantasmi siano veramente autentici, che non ci sia trucco, insomma! Sai che pubblicità per la nostra agenzia! Ne parlerebbero tutti i giornali.
La prima cosa da fare quindi è convincere Hitchcock ad affidare a loro tale compito. Alla fine il regista accetta, visto che Jupiter gli spiega che non si farebbe pagare, ma gli basterebbe che lui facesse una presentazione dei libri che il padre di Pete, giornalista, scriverebbe sui tre investigatori: "- Noi abbiamo trovato qualcuno disposto a parlare di noi, se lo meritiamo, naturalmente. Il padre del nostro terzo socio è un giornalista in gamba ed è disposto a scrivere un libro sul nostro primo caso. Se lei ci affida l'incarico di trovarle la casa con fantasma e se ne viene fuori qualcosa di buono, ci basterebbero due righette di presentazione..."
L'abitazione adocchiata da Jupiter come "casa infestata" è il Castello Terrill, fatto costruire dall'attore cinematografico Stephen Terrill famoso ai tempi del cinema muto, specializzato nell'interpretare le parti dei mostri. La sua carriera venne stroncata dall'avvento del cinema sonoro e un giorno la sua macchina venne trovata giù da una scogliera, si pensò a un suicidio ma il corpo dell'attore non venne mai ritrovato.
Quando i ragazzi entrano nel castello iniziano a notare delle cose strane: voci, un quadro che lo segue con lo sguardo, in freddo anomalo... Così i due ragazzi decidono di darsela a gambe, ma proprio  mentre stanno fuggendo sentono un urlo: "... da un punto imprecisato alle loro spalle si levò un grido lacerante. Era un urlo strano con una nota falsa, come uno scoppiettio prolungato, qualcosa insomma che lo rendeva innaturale!"
I ragazzi, in macchina, ricevono poi addirittura una chiamata da una voce strana, che gli intima di "stare lontani", lontano dal Castello del Terrore ovviamente.
Il gruppo è convito che la maledizione di Stephen Terrill sia vera, così Jupiter decide di parlare con qualcuno che lo conosceva quando era ancora vivo, come Jonathan  Rex, agente cinematografico, amministratore e segretario del defunto attore. Costui confessa ai ragazzi che anche prima che l'attore scomparisse il castello sembrava abitato da fantasmi dannati: "Quando Stephen Terrill cominciò a costruire la sua casa volle farsi arrivare, da tutte le parti del mondo, oggetti e materiali che avevano già la fama di essere stregati."
I ragazzi poi decidono di ritornare al castello e si accorgono che qualcuno altro lo ha visitato, tanto che vedono pure due uomini scappare fuori da esso e perdere una torcia elettrica con sopra inciso l'anagramma E.S.N, cioè Edmund Skinny Norris, un altro ragazzo geloso dell'attività di investigatori del trio e a cui piace ficcare il naso nei loro affari, come spiega Pete: "Skinny è un gran ficcanaso, sempre in giro a combinare pasticci e a tentare di soffocare il successo agli amici. Farebbe qualsiasi cosa per apparire superiore agli altri, e ate in modo particolare."
Una storia carina anche se già la situazione iniziale mi è parsa fin da subito un po' sopra le righe, ma credo che sia una cosa voluta. Voglio dire, già il fatto che ci sia questo piccolo genio, Jupiter, che decide di fondare questo club di investigatori, con tanto di biglietto di presentazione, è una cosa un po' particolare; poi vi è il fatto che il primo caso su cui lavorano riguarda il trovare una dimora per girare un film per Hitchcok, che infatti dice ai ragazzi di non aver bisogno di loro in quanto ha già degli agenti immobiliari che stanno lavorando per lui e hanno individuato case infestate. E poi non dimentichiamoci che qui Jupiter ha a disposizione un autista privato e una Rolls-Royce, un premio che ha a disposizione per un mese in quanto ha vinto un concorso indetto da una ditta che noleggia auto. che poi si tratta di una Rolls-Royce qualsiasi, ma di una super accessoriata, anche se vecchia:"... splendeva tanto da abbagliare gli occhi. I fregi e el rifiniture metalliche, compresi parafanghi e paraurti, erano infatti placcati d'oro. La vecchia Rolls-Royce sembrava davvero un gioiello. [...]
- Ho il piacere d'informarla che questa macchina è completa di bar e telefono. Tutto a sua diposizione, signore.
- Grazie, Worthington - rispose Jupiter con la massima naturalezza. Evidentemente si stava già abituando a comportarsi come la situazione richiedeva. Davanti al suo sedile c'era uno sportello. Lo aprì e ne trasse un telefono, placcato d'oro anche quello. Al posto del disco per comporre il numero, l'apparecchio aveva un pulsante.
- Vedi, Pete, si preme qui e risponde il centralino che ti passa la comunicazione - spiegò Jupiter e poi ripose l'apparecchio, quasi a malincuore."
Gli spostamenti d'altronde sono sempre un problema in questo tipo di gialli per ragazzi, in quanto spesso un'investigazione necessita appunto di dover raggiungere e passare in diversi luoghi, ma essendo i protagonisti minorenni non possono guidare auto o altri mezzi di trasporto (gli Hardy Boys ad esempio avendo quindi/sedici anni potevano almeno spostarsi coi motorini, oppure c'era il loro amico a fare loro da autista), il che è abbastanza una scocciatura per l'autore. Diciamo che l'idea del premio per il concorso è anche carina, sebbene un po' sopra le righe, ma forse è proprio anche questo a renderla simpatica, dopotutto è un'opzione possibile anche se un po' improbabile e particolare.
Per il resto storia carina, avvincente e curiosa, con un mistero non banale né scontato, con questi tre ragazzino che cercano di svelare cosa cade veramente in questo Castello del Terrore. Belline le scene di paura che si verificano ogni volta i ragazzi tornano nel castello di notte, cosa che avverrà diverse volte, e ogni volta si rivelerà più spaventosa della precedente con: un organo che suona, un fantasma azzurro, un fantasma di donna che appare in uno specchio, passaggi segreti, urla misteriose... In realtà le indagini le svolgono principalmente Jupiter e Pete, in quanto sono gli investigatori sul campo, mentre Bob si occupa delle ricerche per cui di solito non è mai presente quando accade qualcosa di concreto e la sua presenza nella storia è decisamente più limitato rispetto alle parti dedicate agli altri due, anche se anche lui qualche volta si rivela essenziale. Tutti i tre ragazzi comunque hanno dei compiti e un'identità ben precisi: Pete ad esempio è a volte è un po' spaccone ma anche un po' pauroso e si lascia trascinare dalla situazione; Bob ha un'indole più tranquilla, è più assennato e ama fare ricerche; Jupiter invece è sicuramente un tipo intelligente e perspicace, dotato di una vasta cultura e conoscenza, e per questo appare sempre come un po' come un "so tutto io", inoltre cerca sempre di comportarsi in modo controllato e un po' saccente, quindi diciamo che non è proprio il personaggio con cui i lettori entrano più in sintonia e con cui empatizzano maggiormente nel trio. Anche Jupiter tuttavia dovrà imparare ad essere meno sicuro di sé e a dare meno cose per scontate, senza concentrarsi troppo su una teoria rischiando di trascurare altre possibilità... Ma chissà, dopotutto non sempre tutto è come sembra.
 
Sopra: A sinistra, più grande, la copertina dell'edizione italiana edita dalla Mondadori (in cui vediamo comparire il logo della collana "Il giallo dei ragazzi") e subito dopo quella, sempre italiana di una ristampa del 1989. Successivamente altre copertine di edizioni inglesi/americane del 1964.
 
29 - "IL FORTE STREGATO" di Franklin W. Dixon con 144 pagine, edito nel 1971 dalla Arnoldo Mondadori Editore (costo di 350 LIRE. Titolo originale: "The Hauted Fort", 1965). 
Jefferson Davenport denuncia la scomparsa di due quadri, custoditi nella scuola d'arte da lui finanziata. I due dipinti sono opera di un suo celebre antenato, il generale Jason Devenport, valoroso combattente della guerra di seccessione: "Il Prigioniero ha dipinto solo vedute di Senandaga, non ha mai scelto altro soggetto. Senandaga in tutte le ore del giorno e da tutti punti di vista possibili!
- E perché mai? - chiese stupito Frank.
- Perché cominciò a dipingere solo in prigionia. Era un uomo d'azione, condannato all'ozio forzato. La pittura lo aiuto a ingannare il tempo. I suoi carcerieri non gli fecero mai mancare il necessario per mandare avanti quest sua nuova attività.
I quadri hanno un valore più storico che artistico, ma forse possono rivelarsi molto più preziosi di quanto a prima vista si potrebbe pensare.
In essi, infatti, pare che sia celato l'indizio indispensabile al ritrovamento del favoloso tesoro del forte Senandaga. Come spiega lo stesso Devenport: "Jason Devenport ha scoperto il tesoro di Senandaga!
I tre ragazzi non s'erano aspettai niente di simile e rimasero ammutoliti dallo stupore. Il vecchio signore continuò.
- Il Prigioniero dipinse diciotto quadri e in uno di questi c'è l'indicazione del nascondiglio segreto. In cosa consista esattamente l'indizio che cerchiamo, non lo so!"
Frank e Joe Hardy, incaricati di scoprire l'autore del furto, si trovano così in piena caccia al tesoro: "- Poco fa, al telefono - disse Frank - il nostro caro Chet mi sembrava molto eccitato. Non mi ha detto tutto, ma sembra che ci sia da fare per noi: e forse ci scapperà anche una vacanza fuori programma, in un forte infestato dai fantasmi..."
Ma sulla loro strada incontrano qualcuno ben deciso a far sì che non riescano a mettervi le mani sopra. Appena si apprestano a partire, ad esempio, i ragazzi si vedono lanciare nel giardino di casa un oggetto che sembra uno scalpo con attaccato un biglietto di minacce che recita: "Badate alla vostra testa! State lontani da Crown Lake"
Ovviamente le minacce finiscono nel vuoto e i tre amici si mettono a fare ricerche su Crown Lake, scoprendo che un quadro del forte è custodito al museo di Bayport, ma appena arrivati sul posto i ragazzi assistono al furto del dipinto "La veduta di Senandaga": "A Bayport cone a Millwood, i ladri di opere d'arte prendevano di mira lo stesso autore. Poteva trattarsi di una semplice coincidenza?"
Lungo la strada per arrivare a Crown Lake i ragazzi riconoscono pure il ladro incontrato precedentemente al museo e si mettono a inseguirlo, ma senza riuscire a prenderlo, mentre appena arrivati al castello qualcuno sgancia il freno della loro auto che rischia di precipitare giù da un pendio.
Intanto i furti e i tentativi di convincere i giovani ad andarsene e smettere di indagare continuano, tanto che i ladri riescono a rubare tutti i 12 quadri in possesso di Davenport e custoditi nella sua scuola d'arte.
Nel frattempo, per cercare di venire a capo della faccenda i giovani si interessano anche alla storia del castello stregato, scoprendo che però esistono varie versioni di ciò che vi successe e di chi lo conquistò: "- Così si allunga la lista dei sospetti -  esclamò Joe - e anche quella dei miseri! Chi fu il vincitore di Senandaga? Il marchese di Chambord o Lord Craig?
- E quale sarà il vero nome del forte? - aggiunse Frank ridendo. - Senandaga o Fort Royal oppure Fort du Lac?"
Avventura intrigante in cui i protagonisti dovranno raggiungere due obiettivi: scoprire e catturare i ladri di dipinti e scoprire il segreto che si cela all'interno di questi ultimi, per poter ritrovare un antico tesoro (una catena d'oro).
Ad accompagnare i due investigatori nell'indagine ci sarà anche il loro amico Chet, che fungerà principalmente da autista, ma che si scoprirà anche artista, tanto che spesso lascerà da soli i nostri protagonisti per dedicarsi alla pittura di un quadro che vorrà esporre alla mostra. Peccato che, oltre ai furti, ai vari sabotaggi a barche, macchine a altri mezzi di trasporto, anche il quadro di Chet verrà sabotato poco prima della mostra. Questa è una delle sottotrame che accompagnano la storia, tra cui la scontrosità da parte di uno dei pittori della scuola d'arte (un certo Ronnie Rush) o le scottanti e velenose recensioni da parte di Gilman, un critico d'arte (pittore fallito) che è riuscito ad acquistare uno dei quadri di Devenport, con grande astio di quest'ultimo.
La vicenda, ricca di colpi di scena, di agguati e di trappole mortali, si avvierà alla conclusione nei sotterranei del vecchio forte, luogo molto apprezzato a quanto pare anche da qualche "fantasma" dai modi non troppo amichevoli. 
Mi è piaciuta particolarmente l'ambientazione in cui si svolge la storia: questo castello abbandonato vicino a un lago e a una scuola d'arte è molto suggestivo. Tra l'altro i protagonisti assisteranno pure ad un avvistamento del fantasma: "La strana apparizione, tutta avvolta nel suo nero sudario ondeggiante, sembrava sospinta dal vento: la testa chiusa in un ampio cappuccio, le braccia tese in avanti, sfiorava la superficie del lago in un gran luccichio di riflessi, venendo verso riva."
 
     
Sopra: A sinistra, più grande, la copertina dell'edizione italiana edita dalla Mondadori (in cui vediamo comparire il logo della collana "Il giallo dei ragazzi"). Successivamente altre copertine di edizioni inglesi/americane del 1965 e del 1980.

68 - "LA NAVE PIRATA" di Franklin W. Dixon con 143 pagine, edito nel 1973 dalla Arnoldo Mondadori Editore (costo di 800 LIRE. Titolo originale: "The Phantom Freighter", 1947/1970).  
I due ragazzi ricevono una lettera dall'eccentrico signor McCkintock nella quale scrive: "Ho saputo che siete due giovani in gamba e mo farebbe piacere avere un colloquio con voi. Se vi interessa, potrei offrivi un lavoro interessante."
Al colloquio il signor McCkintock invita Frank e Jac ad accompagnarlo in vacanza, lasciando ad essi la cura di organizzare il viaggio e di stabilire la destinazione. L'Uomo dice che vuole farsi accompagnare da due giovani perché il dottore gli ha detto di cambiare stile di vita e lui cerca "gente giovane, che mi tenga allegro", e potrebbe dar loro anche qualche mistero da risolvere, oltre a una generosa ricompensa, inoltre le spese saranno naturalmente a carico suo.
Accontentare l'uomo però non è facile (non gli piacciono le macchine, i treni, né le navi da crociera) quindi i due ragazzi optano per una nave cargo con servizio di trasporto passeggeri.
Ma ecco che i due fratelli si trovano coinvolti loro malgrado in un misterioso affare. C'è qualcuno che cerca di impedire che si imbarchino. D'altronde la Hawk, la nave che inizialmente i ragazzi avevano adocchiato, non sembra essere disponibile a trasportare passeggeri, ma il loro cliente si incaponisce a volerci salire per forza a bordo, per cui i fratelli prima cercano di raggiungerla a bordo di un motoscafo e poi cercando di prevederla nel prossimo porto in cui attraccherà, ma tutto si rivela inutile. Anche altri tentativi di salire a bordo di navi mercantili sembrano fallire, in quanto i posti vengono tutti già prenotati prima oppure i capitani si rifiutano proprio di farli salire.
Però qualcuno sulla nave potrebbe avere qualche legame con un'inafferrabile banda di ladri e di falsari che imperversa nelle abitazioni private. La famiglia Hardy, a partire da un pacco che avrebbe dovuto essere consegnato alla zia Gertrude, si accorge infatti che alcuni pacchi vengono consegnati a persone che si spaccano per chi non sono, presentandosi al postino come i proprietari di casa, quando in realtà i proprietari sono assenti. Il signor Hardy sospetta che potrebbero essere ladri che contrabbandano merce rubata: "La gang può in tal modo spedire roba di valore da uno stato all'altro, e usando i nomi e indirizzi di altre persone eliminano praticamente il rischio di venire rintracciati."
Qualche vecchio lupo di mare afferma poi di aver visto una nave fantasma, che sia la verità o si sono fatti ispirare un po' troppo dalla superstizione? Forse non si tratta di una nave fantasma ma di una vera e propria nave pirata.
Ecco cosa dichiara di aver visto il capitano Harkness: " - Poco dopo il tramonto - incominciò il capitano - ho deviato leggermente dalla mia rotta abituale dopo essere stato in alto mare. Improvvisamente ho visto una nave da carico dritta: mi sono subito reso conto che se rimanevo la stessa direzione saremmo entrati in collisione. Ho virato completamente il timone, ma non riuscivo a controllare bene la mia barca sul amre piuttosto mosso; mi rendevo conto che avrei urtato quel  cargo, ma non potevo farci assolutamente nulla.
- Così l'ha speronato? - domandò Joe.
Il capitano Harkness scosse il capo. - Sì e no, dovrei dire che sono passato attraverso, sì, l'ho proprio attraversato! [...] 
Dapprima la vedevo chiaramente davanti a me, grande come una montagna, con tutte le luci accese, un attimo dopo era completamente scomparsa e la mia barca si allontanava ondeggiando a nord dei Barmet Shoals."
I fratelli Hardy cercando di intraprendere un viaggio su una nave mercantile in circostanze misteriose si ritrovano così coinvolti in un giro di contrabbando, scoprendo che nei mari lì attorno si aggira una nave utilizzata per contrabbandare documenti contraffatti, pelli bovine e motori elettrici.
Insomma, in questo romanzo c'è tantissima carne al fuoco già a partire dalle prime pagine, in cui vedremo i ragazzi catapultati in tutta una serie di missioni: trovare dove portare il signor McCkintock in vacanza, poi procurarsi i posti a bordo di una nave mercantile, recuperare il pacco della zia, poi indagare su dei ladri che rubano documenti e si spacciano per altre persone, aiutare il loro amico Chet a recuperare 45 dollari di una canna da pesca, aiutare i postini a fare luce sulla sparizione di alcuni pacchi dal loro magazzino (probabilmente trafugati dai ladri),  inseguire marinai finendo pure in mare nel tentativo di acchiapparli...
Insomma, i ragazzi non sono ancora saliti bordo si nessuna nave che già si ritrovano nei casini e in mezzo a un bel po' si situazioni complicate, con ritmo forse anche troppo veloce e concitato. Tra l'atro il personaggio della zia Gertrude non ha molto aiutato, in quanto vorrà pure bene e stravederà per i nipoti quanto vuoi, ma in questo libro ho trovato a tratti il suo personaggio irritante ed estremamente petulante, sempre a insistere con sto pacco che le deve arrivare e che contiene dei documenti di famiglia. Pacco per cui tra l'altro uno dei ragazzi ha quasi rischiato la vita cercando di recuperare da un incendio (sfortunatamente si trattava del pacco sbagliato) ... e questa continua a lamentarsi : "- Con tre investigatori in famiglia, un caso del genere non dovrebbe costituire un grosso problema! - esclamò.
- Ce ne siamo occupati, zietta - rispose Joe, per quanto dovesse ammettere che il risultato lasciava a desiderare.
- Il pacco si trovava con ogni probabilità nella stalla - continuò la signora Hardy. - Avete frugato fra i resti dopo l'incendio?
- Sarebbe stato un lavoro inutile scavare tra le rovine - rispose Frank - Il fuoco aveva ridotto in cenere ogni pezzo di carta.
- Ma non le medaglie militari - replicò la zia. - C'era un paio di medaglioni antichi fra quelle carte. Insomma vorrei proprio sapere che fine ha fatto il mio pacco." E ovviamente i due ragazzi vengono spediti a controllare, come se non avessero già altre mille cose da fare. Che poi non capisco perchè non ci vada lei stessa a controllare, anche facendosi accompagnare in macchina, visto che ci tiene tanto. No... rompiamo le scatole ai protagonisti, che devono stare un'ora a frugare tra i resti inceneriti con le mani "nere di fuliggine e le camicie coperte di cenere."
Ovviamente i documenti scomparsi sono legati al caso dei pacchi rubati, per cui sono effettivamente connessi alla trama, in quanto alla fine il loro contenuto viene ritrovato in vendita diversi negozi d'antiquariato, però che pesantezza la zia!
Libro sicuramente avventuroso e ricco di avvenimenti e colpi di scena, anche se devo dire che mi aspettavo di leggere qualcosa di diverso: pensavo più a una storia ambientata in mare, a bordo di una nave in cui accadono cose strane o su cui i protagonisti avrebbero avuto a che fare con un imbarcazione fantasma o pirata. Invece i protagonisti non riusciranno mai a salpare a bordo di nessuna nave (se non proprio verso la fine) e la vicenda gira soprattutto attorno alla questione dei pacchi con i documenti rubati e dei falsari. 
La richiesta di McCkintock poi mi è sembrata un pretesto un po' forzato per spingere i ragazzi a cercare di imbarcarsi su una nave mercantile, cosa che non riusciranno a fare fino al penultimo capitolo del libro. La questione della vacanza è un po' debole e l'autore avrebbe potuto inventarsi mille altre motivazioni più valide, tipo un caso che un cliente voleva affidare loro ... invece no, il tipo vuole far organizzare ai ragazzi una vacanza e poi magari gli avrebbe proposto un caso da risolvere. A questo punto tanto vale che gli proponesse direttamente il caso invece di continuare a stressarli con la storia della vacanza!
Comunque anche questi detective hanno lo stesso (brutto) vizio di Nancy Drew: quello di rifiutare ogni ricompensa loro offerta: "- Che ne direste invece, come ricompensa, di un'automobile nuova o di qualcos'altro?
I due Hardy non gli lasciarono aggiungere altor. - L'aver potuto contribuire a mettere questa gang al sicuro e fare un viaggio è già una ricompensa sufficiente per noi - replicò Frank."
Caso sicuramente intricato e intrigante, che tiene i lettori con fiato sospeso, peccato che alcune cose forse avrebbero potuto essere gestite meglio perchè alcuni atteggiamenti di certi personaggi (zia Gertrude, McCkintock, per non parlare poi degli stessi malviventi) rendono alcune parti del libro un po' pesanti.
 
   
Sopra: A sinistra, più grande, la copertina dell'edizione italiana edita dalla Mondadori (in cui vediamo comparire il logo della collana "Il giallo dei ragazzi"). Successivamente le copertine di un paio di edizioni inglesi/americane.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.