lunedì 25 maggio 2026

Re Mida ha le orecchie d'asino di Bianca Pitzorno

"Re Mida ha le orecchie d'asino" è uno dei libri più famosi scritti dall'autrice Bianca Pitzorno, scrittrice, autrice televisiva e traduttrice italiana e anche ambasciatrice UNICEF.
Un volume che vede per protagonista una ragazzina che si trova alle prese con l'adolescenza e tutti i suoi problemi.
 
    
Sopra: Varie copertine di diverse edizioni di questa storia, la prima a sinistra del 2000, quella centrale del 2010 e quella a destra del 2012.

Anni Cinquanta. Làlage Pau, una ragazzina di 11 anni, torna sull'isola di La Serpentara, dove vive la sua famiglia, dopo un anno di collegio passato in città. In questo luogo di vacanza si intrecciano fatti e avventure che coinvolgono anche Tilda, la cugina di Làlage, che ha un innamorato segreto, Irene l'amica del cuore ma di diverso ambiente sociale, il capitano della nave cisterna, una compagnia di attori dilettanti.
Quest'anno la bella e irraggiungibile cugina Tilda passerà l'estate in casa di Làlage, che ha solo undici anni e non immagina quanto possano essere pericolosi i segreti di una quasi quattordicenne. 
"Làlage di congnome si chiamava Pau e Tilda Sorrenti. La cuginanza nasceva dal fatto che le loro madri erano sorelle: Franca e Rinuccia Marini. [...]
Làlage, nonostante il nome, non era una di quelle pettegole che non perdono occasione per raccontare tutto in giro. Anzi, Irene, la sua migliore amica, qualche volta le rimproverava di essere troppo riservata.
Però se c'era una cosa che Làlage odiava, erano i segreti. [...]
 Quell'estate però Tilda l'aveva attirata e coinvolta in un vero labirinto di segreti, grandi e piccoli, stupidi e importanti. Un labirinto da cui era difficile venir fuori senza combinare pasticci.
- Lo sappiamo solo noi due - le ripeteva la cugina quando la vedeva esitante sulla necessità di tanti misteri.
- Se lo sapesse anche un altro sarebbe la fine - e le ricordava un proverbio ripetuto spesso in casa Marini: "Segreto di due, segreto di Dio; segreto di tre, segreto di tutti".
All'inizio Làlage era lusingata di aver finalmente ottenuto la confidenza della cugina più grande, che fino a quell'anno l'aveva sempre ignorata, come se non si fosse mai accorta della sua esistenza, ma da metà luglio aveva cominciato a sentirsi come il barbeire del re Mida.  [...]
Naturalmente Làlage sapeva che l'ultimo segreto di Tilda non era di quelli che si possono raccontare impunemente ai quattro venti. Era atterrita anche lei dall'idea che lo si venisse a sapere in giro. Tutta la famiglia ne sarebbe stata ricoperta di vergogna.  [...]
Era furibonda con la cugina. Comodo, eh, scaricare i problemi personali su di un'altra, vietandole qualsiasi sfogo e sollievo, per andarsene tutta allegra a fare i bagagli del ritorno in città! Pazza, incosciente ed egoista: ecco cos'era Tilda. Come se Làlage non avesse abbastanza pensieri, abbastanza dispiaceri per conto proprio.
Làlage viene trascinata in un labirinto inestricabile di amori, segreti, bugie e malintesi, fino a mettere in pericolo l'amicizia con la fedelissima Irene. Un giorno però le viene offerta la parte principale in una recita strappalacrime...  
 
 Sopra: Due pagine di cui in quella a sinistra vediamo un'illustrazione di Quentin Blake dove vengono ritratte le babysitter che lavorano per la madre di Làlage, assieme ai due gemelli.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni del rinomato Quentin Blake, disegnatore, illustratore e scrittore britannico, famoso nel mondo per le sue illustrazioni particolari di libri per bambini e ragazzi, ha infatti disegnato più di 300 libri, e ha ottenuto un successo internazionale soprattutto grazie ai disegni presenti nei libri di Dahl.
I disegni di Blake sono ironici e irriverenti, poiché esso è molto sbarazzino, con personaggi e ambienti disegnati in modo rapido con l'inchiostro nero, dal tratto molto tremolante. Diciamo che i personaggi di Blake non hanno un aspetto propriamente "bello" da vedere, ma sicuramente molto espressivo, originale e vibrante.
Le immagini presenti nella raccolta sono abbastanza numerose e ve ne sono sia a pagina intera che in mezzo ai testi. Entrambe rappresentano vere e proprie scene narrate nei testi, visto che anche i disegni in mezzo ai testi di solito sono abbastanza grandicelli, come: un fratello di Làlage che si fa la doccia sotto un secchio; i fratelli di Lalage che saltano sopra il suo letto per svegliarla; la protagonista con i suoi familiari in barca; Lalage e la sua amica Irene mentre lavora al bar, ecc... 
I disegni svolgono sicuramente una funzione di supporto durante la lettura aiutando i lettori a visualizzare le scene di cui leggono e a vedere anche come sono fatti personaggi, la maggior parte di quelli rappresentati sono bambini e ragazzine per cui sono stati rappresentati con corpi affusolati e magrolini. Làlage ha i capelli neri e corti a caschetto, mentre Tilda, oltre ad essere più alta, ha i capelli lunghi e biondi, mentre Irene viene ritratta sempre con delle lunghe codine.
 

  

   
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne, in bianco e nero, realizzate da Quentin Blake, le quali ci mostrano la protagonista, Tilda, Irene e altri membri della famiglia della protagonista.
 
 "Re Mida ha le orecchie d'asino" è una storia adatta a lettori dai 9 anni in su, che tratta tematiche legate alla crescita, all'adolescenza e ai segreti. Da quanto infatti la cugina di Làlage, Tilda, arriva sull'isola per le vacanze estive, la protagonista sarà costretta a mantenere un bel po' di segreti. La cosa ironica è che lei odia avere segreti, sebbene sia brava a mantenerli (poiché dotata di un forte senso di lealtà e riservatezza), nonostante il suo nome che deriva dal greco "lalaghéin", che significa chiacchierare, balbettare, garrire.
Inizialmente Tilda è molto sulle sue, passando diversi giorni a ignorare la cugina, che si rassegna a divertirsi assieme alla sua migliore amica Irene, almeno fin quando non si imbatte in Tilda vicino al cimitero e quest'ultima la prega di non dire a nessuno di averla vista. Quando l'episodio si ripete e, inoltre, Làlage sente la cugina parlare di notte con qualcuno alla finestra, Tilda confessa alla cuginetta il motivo per cui è stata mandata a La Serpentara: si è innamorata, ricambiata a quanto pare di un ragazzino della sua stessa età, i cui genitori lavorano come fruttivendoli in paese. I genitori e i parenti di Tilda però non sono per nulla contenti della situazione: primo perchè la ritengono troppo giovare per aere un fidanzato e secondo perchè considerano pretendente non degno della loro famiglia:
"Cominciava a capire come nella storia della cugina ci fossero dei problemi tipo Montecchi e Capuleti.
- Suo padre ha un negozio di frutta - continuò Tilda.
- E anche sua madre sta dietro il banco, col grembiule.
- Sono poveri?
- Non credo. Hanno la macchina. E d'estate vanno a Plaiamàr. E' lì che ci siamo conosciuti. Ma non sono abbastanza per i marini. Zia Elettra dice che sono gente ignorante, volgare, che non riceverebbe mai la madre di Giorgio nel suo salotto.
- Ma lui, scusa, che colpa ne ha? 
 - Infatti. Però loro, quando hanno scoperto che stavamo insieme mi hanno picchiata, sai? Mi hanno proibito di uscire da sola.
E' per questo che, per la prima volta, hanno deciso di spedire la figlia a casa della zia, così da non farla incontrare col suo fidanzato, ma Tilda confessa a Làlage che in realtà il ragazzo è riuscito ad arrivare sull'isola assieme ad altri due ragazzi e che quindi lei sta continuando a vederlo, anche se sempre di nascosto. 
Peccato però che col tempo il fidanzato di Tilda si dimostri non proprio il migliore dei maschi, dimostrandosi possessivo e geloso, così i due finiscono per litigare e lasciarsi. Ma questo non scoraggia Tilda, la quale non è neppure lei una santa: è egoista, incostante, tirannica e anche un po' manipolatoria, e tratta Làlage non come una vera amica e confidente, ma più come un'aiutante, uno strumento, qualcuno che le serve per raggiungere i suoi scopi, anche a costo di metterla nei guai. Per colpa di Tilde, dei suoi segreti e delle sue bugie, Làlage finirà anche per litigare con Irene, cosa che a Tilda non importerà minimamente, considerando i suoi problemi "roba da bambine".
Successivamente Tilda comunque farà pace con il suo ragazzo, coinvolgendo Làlage in un scambio di lettere clandestine. Nel frattempo arriva a La Serpentara anche una compagnia di attori itineranti che iniziano a mettere in scena ogni sera uno spettacolo teatrale e, durante l'ultimo spettacolo, chiedono la collaborazione anche dei bambini del posto, affidando a Làlage un ruolo parecchio importante.
Devo dire che questa parte centrale con la compagnia teatrale è quella che ho trovato meno interessante, anche perchè la protagonista si mette a scrivere un diario dove descrive abbastanza dettagliatamente tutte le trame dei drammi messi in scena dalla compagnia, compreso anche quello finale dove lei reciterà. Magari però qualcuno potrebbe apprezzare la cosa per poter scoprire nuove vicende, in quanto si tratta di altre storie dentro la storia principale. Qui Làlage annuncia ai lettori che ci sarà una sorpresa che farà restare tutti di stucco, ma diciamo che è piuttosto facile immaginare quale sia il piano della protagonista (che riguarda anche la sua amica Irene, la quale da grande vole fare l'attrice). Ho apprezzato comunque la caratterizzazione di tutti i membri della compagnia che, nonostante siano persone povere e umili, sono molto cortesi e dei gran lavoratori.
Verso l'ultimo terzo del libro il ritmo riprende fiato, poiché Tilda ricomincia a confidarsi con la protagonista e uno degli attori della compagnia si sente male, tanto da dover essere portato d'urgenza in ospedale. E sarà dopo questo episodio che Tilda confesserà alla cugina il suo ultimo terribile segreto.
Una storia tutto sommato interessante, almeno per quanto riguarda l'ambientazione e il rapporto tra Làlage e Tilda, pieno di segreti e piccoli screzi, con dei personaggi sfaccettati e realistici. Essendo il romanzo ambientato negli anni Cinquanta è interessante fare questo passo nel passato, tra l'altro andando a conoscere una realtà a molti di noi piuttosto ignota: quella di una piccola isola che ancora a metà del Novecento non aveva acqua corrente o elettricità, per cui l'acqua doveva essere razionata al massimo ed evitare qualsiasi spreco. Emergono poi anche altri fattori, di tipo sociale e culturale, dell'epoca, tipo: il fatto che fosse normale per i genitori picchiare i figli o le figlie se facevano qualcosa che secondo loro non era corretto (Irene ad esempio viene picchiata dal fratello maggiore e dal padre per aver ballato con un uomo davanti al bar); che le femmine venivano molto controllate e bastava poco per accusarle di avere comportamenti poco appropriati per una ragazza per bene (tanto interessante quanto assurdo il fatto che nel collegio religioso in cui va Làlage le suore obblighino le studentesse a farsi il bagno con una camicia da notte affinché non si vedano nude); si respira anche una certa atmosfera classista e una divisione nelle classi sociali piuttosto rigida, per cui persone che facevano lavori onesti ma considerati umili venivano visti come una sorta di poveracci da tenere a distanza (tipo il ragazzo di Tilda, i cui genitori erano fruttivendoli, oppure la compagnia di attori itineranti).
Oltre quindi alla trama con i suoi drammi adolescenziali il libro presenta anche un'interessante spaccato storico dell'Italia degli anni Cinquanta, che i più giovani sicuramente non conoscono e di cui potrebbero rimanere sorpresi. 
A tale proposito ci sono anche un sacco di riferimenti a personaggi famosi all'epoca (soprattutto personaggi televisivi tipo attori/attrici e cantanti), oltre anche a riferimenti letterari (Làlage ad esempio cita sempre le lettura della cugina). Purtroppo per quanto riguarda i personaggi televisivi io sono una frana in fatto di nomi e quindi non ne ho riconosciuto nessuno e spesso sono dovuta andarmi a vedere chi erano. Un piccolo problema che probabilmente riscontreranno anche le generazioni più giovani, ma potrebbe essere per loro anche l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo. 
I personaggi sono ben caratterizzati e sfaccettati e i lettori potranno trovarsi d'accordo con loro oppure no a seconda della situazione e del momento, ma diciamo che qui non ne troverete nessuno di perfetto, ma sicuramente dei personaggi realistici, capaci di esprimere veramente i pensieri e le emozioni di ragazzine di 11 e 14 anni (anche con la loro immaturità e la loro voglia di diventare grandi e fare esperienze), e che si comportano anche come tali. Ad esempio io non mi sono trovata d'accordo con la protagonista sul fatto di mantenere segreto l'ultimo segreto che Tilda le ha confessato, visto che era una cosa che riguardava la sua salute, anche se, più che altro grazie alla fortuna, le cose sembrano comunque essersi risolte per il meglio. Nel corso della storia comunque la protagonista si ritroverà a riflettere su diverse questioni che probabilmente si pongono molte adolescenti e pre adolescenti (o per lo meno si ponevano prima dell'arrivo di internet: tipo il rapporto con i maschi, le mestruazioni, la pudicizia, quali sono i comportamenti socialmente accettati e quali no (tipo il parroco afferma che sfilare durante un concorso di bellezza in costume da bagno è peccato), la povertà, la malattia (in quegli anni a quanto pare la tubercolosi era una malattia ancora piuttosto diffusa e che mieteva vittime), ma anche questioni religiose tipo la morte (e la vita dopo la morte) o cosa renda una persona santa o peccaminosa.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 1996 (l'edizione che ho io è del 2007) dalla Mondadori Editore, ha una copertina flessibile, ha188 pagine, misura 20,5 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 7,00 euro. 
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

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