venerdì 4 settembre 2026

Quella peste di Sophie della Contessa di Ségur

"Quella peste di Sophie" è una raccolta di vari aneddoti, scritti della Contessa di Ségur che vedono per protagonista una bambina di nome Sophie che ogni volta combina qualche guaio. 
Le storie di Sophie, scritte a metà Ottocento e tradotte in tante lingue, oltre che trasposte in fumetti, serie tv e film, continuano a divertire generazioni di bambini. In questa edizione tornano a nuova vita grazie alle freschissime illustrazioni tagliate a misura di peste dall'artista francese contemporanea Sophie De La Villefromoit, e affidate alla briosa traduzione di Maria Vidale. 
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo un'illustrazione di Sophie De La Villefromoit che mostra Sophie mentre combina un guaio (fa a pezzi e sala i pesciolini della madre).
 
Se c'è una peste in gonnella quella è di certo Sophie: "un bel faccione fresco e allegro, due magnifici occhi grigi, un naso all'insù un po' grosso, una bocca grande e sempre pronta al riso e i capelli biondi, dritti come stecchi e tagliati a caschetto quasi come quelli di un maschio". 
Uscita dalla penna della nobile (e non a caso omonima) Sophie de Ségur, la piccola monella vive in campagna insieme ai genitori e passa le giornate a giocare con il cugino Paul e le amichette Camille e Madeleine. 
Come viene spiegato nell'introduzione le vicende qui narrate sono tratte da eventi realmente accaduti all'autrice, "una'aristocratica signora francese di origini risse ce, già nonna di uno stuolo di nipotini, cominciò a scrivere storie per ragazzi di grande successo un secolo e mezzo fa, al'età di 57 anni - il che all'epoca significava essere piuttosto arrugginiti. Vecchiotta o meno, quel che è ceeto è che la contessa Sophie de Ségur conservava intatti i suoi ricordi di bambina, e soprattutto rammentava quel ciclo inarrestabile di entusiami, slanci, capricci, azzardi, inquietudini, spaventi, incertezze, litigi, delusioni. rimproveri, rimorsi e via ricominciando che occupale intere giornate di ogni bambino, soprattutto nei primi anni senza scuola, o nelle interminabili vacanze estive. E con quei ricordi ha voluto imbastire le avventure di Sophie, alla quale non a casa dà il suo stesso nome, precisando nella dedica alla sua nipotina che si trattava di <<sstorie vere>>."
A differenza però dei suoi compagni di scorribande, che sono bambini modello, Sophie ha un bel caratterino: basta un niente per farla andare su tutte le furie, ha la testa dura, dice un sacco di bugie ed è una golosastra. Piena di curiosità e di spirito d'avventura, non fa che prendere bizzarre iniziative, che quasi sempre si trasformano in guai. Come quando, invidiosa dei boccoli di Camille e convinta che l'umidità arricci tutti i capelli, si piazza impavida sotto la grondaia per beccarsi scrosciate di pioggia in testa, ma l'effetto non sarà quello sperato... 
Di occasioni per combinare pasticci Sophie ne trova a non finire, e spesso ci vanno di mezzo dei malcapitati animali: un galletto, uno scoiattolo, un gatto e un asinello; armata delle migliori intenzioni, la bambina se ne prende cura a modo suo, come quella volta che, per dare una bella rinfrescata all’amata tartaruga, non esita a farle un bagnetto… un’altra delle tante occasioni in cui la piccola imparerà qualcosa dai propri errori, o almeno così spera la sua mamma.  
 
Sopra: Due pagine interne tratte dal primo racconto, dove a sinistra compare il testo e a destra un'illustrazione che raffigura Sophie mentre gioca felice con la bambola di cera appena ricevuta (inviatale dal padre da Parigi).

Le storie sono accompagnate dalle illustrazioni dell'artista francese contemporanea Sophie De La Villefromoit, la quale ha anche lei lo stesso nome della protagonista, nonchè dell'autrice, una particolrità che viene segnalata anche all'inizio del libro, nell'introduzione: "Per esempio che di Sophie in questo libro se ne incontra più di una, per l'esattezza tre: la peste protagonista, la scrittrice che l'ha ideata e l'illustratrce che ne ha colorato il piccolo mondo raffigurato nel volume. [...]
Ed eccoci giunti alla terza Sophie, del la Villefromoit, che ha creato le tavole che scandiscono ogni storia della piccola peste - perchè un libro senza figure di certo non piace ai bambini pestiferi, e neppure a quelli (troppo) buoni come il cuginetto Paul."
L'artista ha cercato di inserire un'immagine per ciascuno dei racconti di Sophie, immortalando la scena più caratteristica di ogni racconto: quella dove Sophie di taglia le sopracciglia con una forbicina mentre si guarda in uno specchio (con un'interessante prospettiva dove noi vediamo Sophie di spalle e il suo volto nello specchio); quella in cui Sophie gioca a prendere il tè con i suoi amici, i quali però non sono molto contenti di mangiare gesso e bere acqua di pozzanghera, infatti la quardano contrariati, emntre Paul osserva cosa contiene la tazzina da tè; quella dove una cameriera porta via Sophie dalla calce, dopo che la protagonista ci è sffondata dentro, infatti ha le gambe e i piedi tutti sporchi; quella dove Sophie viene ritratta (con una visuale dall'alto verso il basso) sotto una grondaia, completamente fradicia; quella dove gioca con dei pesciolini facendoli a pezzi e salandoli; quella dove mangia del pane con la panna in cucina, mentre dietro la cuoca stende dei panni; ecc...
Queste illustrazioni sono tutte a pagna intera e rappresentano scene descritte nei testi, dove vengono mostrati i vari personaggi e gli sfondi, a volte con prospettive alquanto interessanti.
Alcuni disegni invece sono contenuti all'interno di cornici ovali, nelle quali sono ritratti in due casi su tre degli animali: lo scoiattolo in gabbia e il gatto di Sophie (Belmicio) che rincorre un uccellino, mentre nel terzo caso vediamo la bambola di Sophie posata dentro una scatola pronta per essere seppellita, circondata da due farfalle e da alcuni fiori.
Lo stile dell'artista è dolce e raffinato, un po' fiabesco, con personaggi, soprattutto i bambini, nonchè la stessa Sophie, rappresentati come delle bambole: con visi tondi e pieni, più grandi e un po' sproporzionati rispetto ai corpi, guance rosse, occhi grandi e ovali, molto espressivi, nasi piccoli e a patata, boccucce anch'esse piccole e grazose. I bambini acquisiscono così un aspetto tenero, infantile, anche se molto espressivo, mentre gli adulti  hanno un aspetto più rigido. Gli adulti comunque vengono ritratti raramente e, quando capita, sembra che gli venga data poca importanza all'interno della scena. Li vediamo infatti presenti più in secondo piano, sullo sfondo, distanti, intenti a parlare tra loro o a svolgere qualche lavoro. Nella scena in cui c'è una cameriera che tiene in braccio Sophie sopo averla tolta dalla calce la cameriera non è neppure inquadrata per intero, in quanto la testa  tagliata fuori dall'inquadratura, in modo che l'attenzione sia comunque tutta per la protagonista.
I disegni sono dettagliati, sia per quanto riguarda l'attenzione per gli abiti e le acconciature dei personaggi, sia per quanto riguarda gli ambienti in cui essi sono inseriti, i quali ricreano un'atmosfera ottocentesca (per via ovviamente delle ambinetazioni, essendo le storie ambientate a metà degli anni Ottanta del 1800), ma in chiave morderna e delicata. 
I colori utilizzati sono vari, dalle tinte allegre e vivaci, priprio come è vivace la protagonista delle scene, la quel è vestita sempre con colori chiari (bianco), mentre tutto intorno a lei fiocìrisce una moltitudine di colori accesi e brillanti (tipo l verde della vegetazione, il rosso delle rose, l'azzurro del pavimento, il rosa delle pareti della sua cameretta, il marrone chiaro dei mobili della cucina o delle stalle).
 
 

  
 
 
 Sopra: Alcune illustrazioni dai colori caldi e vividi di Sophie De La Villefromoit che mostrano la protagonista combinarw qualche guaio come tagliarsi le sopracciglia,  dare agli amici da bere acqua di pozzamghera e gesso come tè,  camminare sulla calce, bagnarsi sotto una grondaia per arricciarsi i capelli. In basso invece vediamo un'immagine inserita dentro un ovale, che rappresenta lo scoiattolo catturato da Sophie e dal cugino.
 
"Quella peste di Sophie" della Contessa di Ségur è un libro scritto nel 1858, composto da capitoli brevi, ognuno dei quali racconta un episodio che solitamente vede messa in scena una ualche marachella della protagonista, Sophie. Quest'ultima è una bambina allegra e vivace, sicuramente con cattiva, ma con diversi difetti, come tutti i bambini, accentuati proprio dal fatto di essere ancora una bambina piccola (tre anni all'inizio del libro e poi quattro). Sophie ad esempio è molto golosa ed impaziente, oltre a provare proprio piacere nel non dare retta alle regole che sua madre le dà, diciamo che sicuramente è una di quelle bambine che vuole sperimentare il mondo, anche a costo di farsi male, come nell'episodio in cui la madre le proibisce di uscire in giardino perchè ci sono gli operai che stanno facendo dei lavori: " <<Non voglio discutere con te. Io so benissimo cosa può farti male e cosa no. Ti proibisco di andare in cortile senza di me, punto e basta>>.
Sophie abbassò la testa e non disse più niente. però mise il muso e brbottò piano: <<Io però ci vado lo stesso. Andare in cortile è divertente e io ci vado>>.
Le birichinate che combina sono quelle tipicamente dei bambini che non sanno ancora pensare o valutare le conseguenze delle proprie azioni, ma che spesso agiscono d'impulso: come quando Sophie cosruisce degli speroni infilando uno spillone dentro la scarpa per spronare l'asino ad andare più veloce, facendolo però imbizzarrire; oppure come quando uccidere i pesciolini della madre facendoli a pezzi e salandoli, senza rendersi conto che stava facendo loro del male ("Però non volevo ucciderli, volevo solo salarli e non pensavo che il sale li avrebbe fatti morire. Anche quando li ho tagliati, non pensavo che soffrissero, perchè non hanno fatto neanche uno strillo.").
In effetti sembra che soprattutto gli animali siano particolarmente sfortunati, finendo spesso vittima dell'incoscienza o dell'ignoranza della bambina, tanto che dopo un certo punto sua madre si rifiuterà di prenderle altre bestiole.
Dopo un po' devo dire che ho iniziato a sorprendermi della quantità di animali che hanno finito per morire in presenza della protagonista. In ordine abbiamo: i pesciolini rossi (che Sophie preleva dalla boccia esalandoli e facendoli a pezzettini per gioco); un galletto nero (portato via da un avvoltoio mentre Sophie lo stava facendo scorrazzare davanti casa, mentre sua madre le aveva detto di tenerlo nel pollaio); un'ape (che Sophie taglia a pezzetti col suo coltellino); uno scoiattolo (che Sohie ha volutto catturare per tenerselo come animale domestico, e che Paul schiaccia con un pallone per sbaglio per impedirgli di fuggire); tre lupi (che vengono sbranati dai cani da caccia dei gentori di Sophie, er proteggere la bambina che sennò si sarebbero pappata i lupi); un gatto e un ciuffolotto (il gatto di Sophie, che ama cacciare gli uccellini, riesce a prendere il ciuffolotto della madre di Sophie dalla gabbia, uccidendolo, mentre il padre di Sophie spara al gatto per fermarlo); un asino (che viene travolto da una diligenza dopo che Sophie lo ha fatto imbizzarrire frustandolo con dei rami di agrifoglio); una tartaruga (che annega poichè Sophie la mette nell'acqua di un laghetto profondo, dove affonda, essendo una tartaruga di terra).
Certo, la maggior parte delle morti di quesi animali non sono volute, ma è alquanto incredibile che praticamente metà dei racconti della contessa riguardino animali che lei ha avuto e a cui, per un motivo o per l'altro, ha provocato la morte. Leggendo questi racconti ad un abmbino tuttavia lo si può far riflettere sull'importanza di prendersi cura bene di un animale e di come questi siano creature viventi a cui bisogna portare rispetto e prestare attenzione.
Se, come avrete capito, Sophie è una piccola peste, a volte simpatica e a volte decisamente meno, altro bambino ricorrente nelle sue avventure è il cuginetto Paul, più grande di lei di due anni (infatti ha sei anni quando lei ne ha quattro). Paul, al contrario di Sophie, è un po' un santo, già piuttosto maturo (nonostante l'età), ha un carattere buono e abbastanza accondiscendente (anche se ogni tanto perde anche lui la pazienza), e quando litiga con la cugina è sempre il primo a voler fare la pace. Nonostante non gli piaccia emntire spesso mantiene il silenzio per coprire alcune marachelle della cugina, le quali comunque vengono sempre scoperte dalla madre di quest'ultima. 
La madre di Sophie è un personaggio interessante poichè piuttosto severa con la figlia, ma si vede che cerca di essere una buona madre, imponendo a Sophie delle regole, anche se è consapevole che prima o poi la figlia le infrangerà, ma la madre cerca comunque di spingere la figlia a smussare il proprio carattere, ricordandole di cercare di essere più ubbidiente e assennata, e mettendola sempre davanti alleconseguenze delle proprie azioni. Ad esempio quando scopre che ha fatto a pezzi unìape le confisca il coltellino regalatole dal padre e la costringe a indossare al collo un nastrino nero con sopra cuciti tutti i pezzettini dell'ape che Sophie ha fatto a pezzi: "<<Per prima cosa di sequesto il coltellino, che ti ridarò, se tutto va bene, tra un anno; e poi farò infilare i epzzi di questa povera ape su un nastro che porterai al collo finchè non saranno polvere. E vedremo se così ti ricorderai che uccidere un animale è un'azione crudele>>." La filosofia della amdre di Sophie è semplice: se ti comporti male vieni punito, perchè le tue azioni hanno delle cnseguenze. Così come è pronta a punire le cattive azioni la madre di Sophie è anche pronta però a premiare quelle buone, è lei ad esempio a regalarle l'asino, visto che da un paio di settimane la figlia si stava comportando bene. E' anche pronta a perdonare la figlia se quest'ultima confessa i propri sbagli e se dimostra di aver compreso l'errore: "<<[...] - se fossi venuta a sapere per caso che eri stata tu a compiere questa brutta azione, ti avrei punita molto severamente. Ma quello che ti ha spinto a confessare la tua colpa è un sentimento buono: tu hai parlato perchè non incolpassi un innocente, e quindi meriti il mio perdono. Perciò non ti farò altri rimproveri, perchè ormai so che hai capito quanto sei stata sciocca e crudele; sciocca perchè non hai pensato alle conseguenze della tua azione, e crudele perchè non si può tagliare e uccidere una qualsiasi creatura senza farla soffrire>>."
La madre di Sophie si dimostra quindi una madre severa ma saggia: punisce per correggere un comportamento sbagliato, spiegandoglielo, perdona se vede che la figlia ha capito da sola l'errore, senza lasciarsi impietosire, ma perseguendo ferreamente le proprie decisioni (tanto prima da rimproverare e poi licenziare la cuoca che aveva contravvenuto ad alcune sue indicazioni in merito a una punizione di Sophie). 
Questo libro si configura come una raccolta di racconti brevi ma incisivi, in quanto ciascuno narra una marachella della protagonista e i lettori saranno curiosi, man mano, di scoprire cosa combinerà la piccola peste e come finirà la vicenda. Sebbene le vicende abbiano per protagonista una bambina di metà Ottocento sono sicura che anche i bambini di oggi rivedranno in lei alcuni loro comportamenti o degli atteggiamenti di qualche loro amico. Come scritto nel'introduzione: "E infatti, nella vorticosa girandola degli stati d'animo di Sophie è impossibile non riconoscere (o ricordare) quello che a noi tutti (piccoli e grandi) capita di sperimentare nell'infanzia -anche se ai nostri giorni non esistono pi+ mamme severe come Madame de Réan, né castighi, le prediche e le punizioni che lei impartiva a Spphie, e non tutti hanno la sua stessa fortuna di vivere in un castello con a disposizione governanti e domestici pronti a esaudire ogni minimo desiderio dei padroncini, che chiamano persino <<signorini>>. Ecco levata un po' di polvere ottocentesca (come quella che si posa su tanti classici della letteratura per ragazzi), le giornate trascorse da Sophie col cuginetto paul tra animali da inseguire e poi accudire (talvolta, ahiloro, maldestramente) e giocattoli da agognare, scartare e poi distruggere contengono l'essenza dell'infanzia di ogni tempo, anche quello presente [...]".
Sophie è una bambina con cui i bambini troverano facile, se non immedesimarsi, trovare perlomeno coinvolgente, così come le sue marachelle, le quali certamente vengono punite, ma i racconti non risultano falsi o didascalici come in altri romanzi per ragazzi dell'epoca, ed è molto interessnate sapere che tutte le vicende sono tratte da esperienze reali, che l'autrice ha veramente vissuto da bambina. le birichinate della protagonista poi potrebbero ssucitare delle interessanti discussioni assieme ai bambini.
Un volume con tanti racconti piuttosto brevi e ancora attuali, sebbene ammantati anche da un certo fascino un po' antico (tra castelli, nobiltà e ricchezza), con una protagonista travolgente e birbantella, accompagnati da delle belle illustrazioni dai colori accesi e vivaci, adatti a bambini a partire dagli 8 anni per la lettura autonoma, oppure dai 4/5 per quella insieme a un adulto.
 
La raccolta è stata edita in Francia nel 2010 col titolo "Les malheurs de Sophie" dalle Editions de Seuil ed è poi stata pubblicata in italiano nel 2016 dalla Donzelli Editore. L'opera è dotata di una copertina rigida e di una sovracopertina, ha 220 pagine, misura 21,3 cm d'altezza e 13,1 cm di lunghezza e costa 28 euro.

Curiosità: come detto all'inizio (soprattutto in Francia) quest'opera è stata trasposta in diversi media, tra cui un cartone (del 1998), un film d'animazione (del 1997) e un film (uno più vecchio del 1946 e uno recente del 2016), tutti col nome "Les malheurs de Sophie".
Tra l'altro io mi ricordo da piccola di aver visto la serie tv a cartoni del 1998, la quale è stata trasposta anche in italiano, la quale era molto fedele al libro e mi ricordo che molti episodi che poi ho letto nel libro li avveo già visti in questo cartone.
 
  

  
 
   

 
 
Sopra: In alto il cartone del 1998, al centro il film d'animazione  del 1997 e più in basso la locandina e un frame tratto dal film del 2016. Da notare come in alcune immagini (una per ciascuna trasposizione) compaia la famosa bambola protagonista dei primi due racconti del libro.

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