giovedì 25 giugno 2026

L'Ickabog di J.K. Rowling

J.K. Rowling è la famosissima autrice della saga di Harry Potter, ma non ha scritto solo quelli di libri per ragazzi. Durante la pandemia ha infatti ultimato e fatto pubblicare "L'Ickabog", una storia su un mostro (ma alla fine il mostro non è quello che pensiamo) illustrata dai bambini stessi, anche se nel 2025 ne è stata fatta uscire una nuova edizione con le illustrazioni di Ben Mantle.
  
   
Sopra: A sinistra la copertina della prima edizione del 2019, mentre a destra la nuova edizione di settembre del 2025 illustrata da Ben Mantle.

C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone.
"C'era una volta una minuscola nazione chiamata Cornucopia, da secoli governata da una lunga stirpe di re dai capelli biondi. Ai tempi della nostra storia il re si chiamava Teo il Temerario. Il "Temerario" l'aveva aggiunto lui la mattina dell'incoronazione, in parte perchè stava bene con "Teo", ma anche perchè una volta era riuscito a catturare e uccidere una vespa tutto da solo, se non contiamo i cinque valletti e i lustrascarpe.
Re Teo il Temerario era salito sul trono sull'onda di un'enorme popolarità. Aveva graziosi riccioli d'oro, bei baffi ricurvi e stava benissimo con i calzoni aderenti, il farsetto di velluto e la camicia con i volant che gli uomini ricchi indossavano a quei tempi. Teo aveva fama di essere generoso, sorrideva e salutava sempre ed era tremendamente bello nei ritratto che in tutto il regno venivano appesi nei municipi. Il popolo di Cornucopia era molto contento del nuovo re, e in tanti pensavano che sarebbe stato un sovrano migliore di suo padre, Riccardo il Ritto, che aveva i denti tutti storti (anche se allora nessuno ne parlava mai).
Detto fatto, Re Teo era stato molto sollevato quando aveva scoperto quanto era facile governare Cornucopia. Il paese sembrava andare avanti da solo. [...] Teo non doveva afre altro che lanciare sorrisi raggianti ai suoi sudditi ogni volta che usciva una carrozza e andare a caccia cinque volte a settimana con i suoi due migliori amici, Lord Scaracchio e Lord Flappone."
Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria…Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.
Una fiaba straordinaria, scritta da una delle più grandi narratrici di sempre, sul potere della speranza, dell’amicizia e della verità e il loro trionfo a dispetto di ogni sventura.

 
Sopra: Due pagine iniziali che mostrano a destra il testo e l'inizio del primo capitolo, e a sinistra un'illustrazione realizzata da un bambino di otto anni che rappresenta una mappa del regni di Cornucopia (e paesi confinanti).
 
Il libro è accompagnato da delle illustrazioni a colori realizzate da dei bambini, più precisamente da "i vincitori del Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog".
Questa storia infatti è stata iniziata ad essere scritta molti anni fa, assieme ai libri di Harry Potter, ma è stata pubblicata solo negli anni del Covid-19, quando l'autrice ha deciso di mettere la storia on-line chiedendo ai bambini di illustrarla, come scritto nella Prefazione: "L'Ickabog è finito in soffitta, incompiuto. Lì è rimasto per oltre un decennio, e probabilmente sarebbe ancora lassù se non ci fosse stata la pandemia da COVID-19 e milioni di bambini non fossero stati bloccati in casa, senza poter frequentare la scuola o incontrare gli amici. E' stato allora che ho avuto l'idea di mettere la storia online, gratuitamente, e chiedere ai bambini di disegnarne le illustrazioni.
La storia è infatti accompagnata da vari disegni realizzati da bambini di un'età che va dai sette ai dodici anni, i quali sono tutti a pagina intera e sono stati messi alla fine dei capitoli che li riguardavano. Ovviamente lo stile di queste immagini cambia a seconda dell'artista e della sua età, per cui ad esempio si possono vedere illustrazioni più realistiche e curate, fatte da bambini di 11/12 anni, ed altre più infantili, in cui ad esempio non vengono rispettate le proporzioni, la profondità della scena, o la prospettiva.
Nell'insieme comunque si vede che ciascun bambino si è impegnato nel realizzare il suo disegno, in quanto le immagini risultano tutte curate, a modo loro, e in certi casi i ragazzini hanno realizzato delle composizioni piuttosto belline.
Tutte le immagini sono molto colorate, con tinte accese e brillanti, di solito a pennarello oppure fatte con le matite colorate.
Le illustrazioni rappresentano luoghi, oggetti, personaggi e scene descritte nella vicenda. Ad esempio all'inizio del libro, quando ci viene introdotto il paese di Cornucopia troviamo un disegno della mappa del regno, compreso di paesi confinanti e delle loro specialità culinarie. Vediamo anche disegni che ritraggono il sovrano Teo, il capitano delle guardie Buonuomo, l'amico del re Scaracchio, Lady Eslanda ed altre dame di corte che salutano i cavalieri che partono da un balcone, ecc...
Tra gli oggetti rappresentati troviamo invece delle piume e del sangue di gallina lasciati sul pavimento, uno yo-yo, un vassoio alzatorte con dei dolcetti, un manifesto su Robi indicato come ricercato. Mentre tra le scene che sono state rappresentate troviamo quella dove la cameriera Bertina origlia la conversazione nella Stanza della Guardia, quella dove Margherita esce dal sacco in cui era stata rinchiusa, quella dove quattro ragazzini si stanno dirigendo verso le Paludi,  
 
  
 
  
 

  
 Sopra: Alcune pagine con i disegni realizzati dai bambini, posizionati alla fine del capitolo che rappresentano. Sotto ogni disegno vengono riportate le frasi del testo che riguardano l'illustrazione, il nome e l'età dell'artista.
 
 "L'Ickabog" di J.K. Rowling inizia quasi come una fiaba, con tutti i crismi per sembrare una lettura incantevole e leggera: c'è una paese prosperoso dove tutti abitano felici e che va avanti praticamente da solo, c'è un re poco sveglio ma gentile e amato dal suo popolo, ci sono un bambino e una bambina (Robi e Margherita) che sono amici fin da piccoli e sembrano inseparabili... e c'è una leggenda riguardo a una creatura spaventosa che vive nelle paludi e che viene chiamato Ickabog, a cui però nessuno crede.
 Insomma tutto sembra scorrere lento, placido e tranquillo, finché non avviene il primo decesso: la madre di Margherita, una dei due protagonisti della storia, muore poiché non stava troppo bene e ha voluto strafare cucendo per il re un abito in tre giorni: "Ora, Re Teo aveva sentito dire che la capo sarta non stava molto bene, ma non ci aveva fatto caso. Non si fidava di nessun altro per realizzare il pizzo d'argento a regola d'arte, perciò ordinò che fosse lei a fare il lavoro. Fu così che la madre di Margherita rimase sveglia tre notti di seguito per finire l'abito viola in tempo per la visita del Re di Pluritania, e all'alba del quarto giorno la sua aiutante la trovò sul pavimento, con l'ultimo bottone di ametista stretto in mano, morta."
Un evento piuttosto inatteso, ma che sembra venire superato abbastanza in fretta, nonostante la famiglia della sarta venga fatta traslocare in un altra casa, più piccola e vicino al cimitero, ma lontana dal castello. Poi a castello, durante la giornata delle udienze, viene ricevuto uno dei pastori che vivono vicino alla palude dove si dice di nasconda l'Ickabog. Il pastore afferma che di aver visto il mostro e che questi gli abbia mangiato il cane. Il resto nei nobili non credono alle parole dell'uomo: tutti sanno che l'Ickabog non è altro che una sciocca diceria, nulla più di una leggenda. Ma re Teo proprio quel giorno (a causa di alcune parole che aveva detto Margherita) decide che vuole mostrarsi coraggioso e benevolo, così decide di partire verso le paludi e scovare il mostro.
Nelle Paludi la nebbia però si fa fitta, e Lord Flappone, uno dei due amici del Re Teo, spara  per sbaglio al Capo delle Guardie reale, nonché padre di Robi. Per nascondere l'errore dell'amico Scaracchio decide di accusare il mostro, poiché lo stesso Re Teo afferma di averlo visto (in realtà si era confuso con una roccia): fa avvolgere il corpo della guardia nei mantelli e impedisce a tutti di vedere il corpo, dicendo che, poichè l'Ickabog lo stava mangiando, è in condizioni troppo pietose per essere visto. 
Siamo ora al secondo decesso, ma preparatevi perchè da qui in poi le cose precipiteranno e ci ritroveremo ad assistere a più omicidi e morti che in un giallo di Agatha Christie! Perchè Lord Scaracchio coglie subito l'opportunità, perchè capisce che, grazie alla paura istillata dal mostro, egli può controllare il Re Teo e, di conseguenza, ottenere il potere di governare tutto il regno. E va avanti col suo piano in maniera astuta e, soprattutto, spietata: i soldati che pongono domande vengono fatti rinchiudere e condannati a morte, gli altri vengono minacciati se dicono qualcosa; il primo consigliere del Re, quando inizia a fare domande e a chiedere dei giusti processi e di esaminare il corpo, viene fatto fuori da un altro complice di Scaracchio (il nuovo Capo delle Guardie Reali); i restanti consiglieri vengono minacciati; viene istituita una tassa per combattere L'Ickabog e chiunque la metta in dubbio o metta in dubbio l'esistenza del mostro viene accusato di tradimento e fatto condannare a morte o fatto sparire. Addirittura, quando Lord Scaracchio sente che la gente di altri paesi mette in dubbio l'esistenza dell'Ickabog rapisce e rinchiude il padre di Margherita, che fa il falegname, e lo costringe a realizzare delle finte zampe, così da lasciare delle impronte dell'Ickabog. Ovviamente le vittime del mostro sono persone scomode, che magari pongono troppe domande, ma a volte anche gente a caso, che viene sacrificata per continuare ad alimentare la paura della bestia. E così nel giro di cinque anni la città felice si ritrova a vivere nel terrore e nella povertà, con persone che muoiono di fame lasciando molteplici bambini orfani, i quali vengono messi in orfanotrofi gestiti da gente perfida e senza scrupoli: "I bambini dell'orfanotrofio erano pieni di tagli e lividi per colpa delle sbronze di Ma' Grugna. Molti dei suoi "ospiti" non duravano a lungo, a causa della dieta a base di cavoli e della cattiveria. Mentre alla porta si formava una fila infinita di bambini affamati, il piccolo cimitero sul retro era sempre più pieno. A Ma Grugna non importava, per lei tutti i Gianni e le Gianne dell'orfanotrofio erano uguali, con quelle facce pallide e tirate: il loro unico valore stava nell'oro che prendeva per accoglierli."
La stessa Margherita finisce in questo orfanotrofio (lasciata da una guardia che non ha voluto ucciderla essendo una bambina), mentre successivamente anche Robi si trova a dover scappare, braccato dalle guardie reali che hanno già catturato la madre, la quale ha scoperto il tranello, così vogliono eliminare anche lui: "<<Dobbiamo trovarlo>> grugnì la voce familiare del maggiore Blatta. <<È il figlio della prima vittima dell'Ickabog. Se Robi Raggianti comincia a raccontare in giro che il mostro non esiste, la gente gli crederà. Dividetevi e cercatelo, non può essere andato lontano. E se lo prendete>> disse Blatta, mentre i passi pesanti dei soldati risuonavano sulle assi di legno di casa Raggianti, <<uccidetelo. Ci inventeremo una storia più tardi>>."
Insomma, la situazione si fa ben presto disperata ma, come in ogni storia che si rispecchi, quando si tocca il fondo non si può che risalire. 
Così i protagonisti, assieme ad altri due amici scappano dall'orfanotrofio e giungono presso le Paludi, dove vengono salvati da... un Ickabog! Creatura che si rivelerà essere piuttosto interessante...
La scorrevolezza della storia rende facile entrare nel mondo di Cornucopia e immaginare le ricche terre di Chouxville, Montecaglio, Jeroboam o quella povera e desolata delle Paludi.
Una vicenda che finisce per colpire dritta al cuore, soprattutto grazie ai personaggi ben caratterizzati, a cui come lettori ti affezioni, interessandoti profondamente delle loro sorti. Non sono da meno però neppure gli antagonisti, che al contrario sapranno come farsi odiare dai lettori per la loro spietatezza e indifferenza verso le sofferenze altrui, non mostrando mai alcuno scrupolo. Interessante invece il personaggio di Re Teo, il quale racchiude sia lati positivi che negativi, in quanto di per sé non è una cattiva persona, anzi avrebbe anche un buon cuore; peccato che è un re che non sa gestire il potere, oltre ad essere di indole vanitosa, egoista e pigra.  Alla fine infatti verrà punito per i suoi crimini, ma troverà anche il modo di redimersi, capendo i propri errori.
Un libro che mostra come il potere possa diventare un'arma estremamente pericolosa se lasciata nelle mani di re vanitosi, sciocchi e volubili come Re Teo, il quale si è lasciato facilmente manipolare dai quelli che considerava i suoi più cari amici. Una storia che ci mostra come la paura e l'ignoranza possano essere usata come un'arma di controllo di massa per piegare la gente al proprio volere. Infine, come vi avevo detto all'inizio, questa è una storia che parla di un mostro, ma capiamo che il vero mostro non è l'Ickabog, accusato ingiustamente di tante malefatte e usato come capro espiatorio, ma che alla fine il vero mostro è l'antagonista: il crudele, spietato, ma furbo Lord Scaracchio, che per i suoi egoistici tornaconti ha fatto ammazzare probabilmente tantissimi innocenti (bambini compresi) e ha fatto soffrire e patire la fame a migliaia di persone.
Una storia che ha le sembianze di una storia per l'infanzia, quasi fiabesca, ma che sotto sotto è anche un po' crudele e grottesca, che nasconde una forte critica politica e una lezione contro le fake news e sul verificare sempre l'attendibilità e la correttezza delle informazioni prima di accettarle e diffonderle (argomento che deve stare particolarmente a cuore alla Rowling, dato che è presente anche negli ultimi volumi della saga di Harry Potter). Come però tipico dei romanzi per l'infanzia saranno i bambini e i ragazzini a coalizzarsi e a opporsi finalmente a questa politica corrotta, nonostante (o forse proprio per quello) siano state loro le prime vittime di questo mal governo. Nel libro infatti non mancano riflessioni sull'importanza dell'amicizia e del supporto reciproco.
Una lettura consigliata a partire dai 9/10 anni, consapevoli però del fatto che per i primi due terzi del libro i giovani lettori assisteranno a tante ingiustizie e a tante morti. 

Quest'opera è stata edita nel 2020 dalle Hachette Children's Group col titolo "The Ickaborg" ed è stata pubblicata in italiano sempre nel 2020 dalla Salani Editore. Ha la copertina rigida, ha 320 pagine, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 19,80 euro.

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