lunedì 31 ottobre 2022

SPECIALE HALLOWEEN 2022: Mary Shelley

Negli ultimi anni, e in particolare a partire dal 2018, in onore dell'anniversario dei 200 anni dalla prima pubblicazione di Frankenstein, sono usciti diversi libri illustrati e fumetti per bambini e ragazzi su Mary Shelley.
Ecco qui un elenco dei volumi dedicati a questa incredibile scrittrice, che già in giovane età ha vissuto delle esperienze affascinanti, esperienze che l'hanno poi portata a scrivere un libro incredibilmente innovativo e cupo come "Frankenstein, o il moderno Prometeo" a soli 18 anni.
Mary ha sicuramente avuto una vita molto interessante, anche se costellata da molti dolori e perdite, e avendola pure ben documentata non è difficile trovare diverse biografie a lei dedicate, anche se è abbastanza sorprendente come ve ne siano così tante indirizzate a una fascia d'età di giovani e giovanissimi.
Tra quelle dedicate ai bambini (dai 5 anni) abbiamo comunque solo due titoli: "Mary: la ragazza che creò Frankenstein" e "Il mostro di Mary. Come Mary Shelley ha creato Frankenstein". Per permettere ai bambini così giovani di approcciarsi alla vita di Mary questi albi illustrati non raccontano tutta la vita della scrittrice, ma si concentrano solo sulla parte in cui la ragazza arriva a concepire l'idea del Mostro di Frankenstein. La vicenda in effetti è piuttosto affascinante e si presta bene ad essere narrata, in quanto essa ebbe luogo durante un soggiorno di Mary, di suo marito Percy e della sorellastra Claire nella villa Diodati del poeta Lord Byron. Tutto iniziò infatti quando quest'ultimo lanciò una sfida, durante una tetra giornata piovosa, su chi dei presenti sarebbe riuscito a scrivere una storia di fantasmi. Alla fine comunque solo Mary e Polidori, il medico di Byron, riuscirono a produrre qualcosa: Mary creando appunto "Frankenstein", mentre il dottore scrivendo un breve racconto intitolato "Il vampiro", divenuto anch'esso un classico della letteratura horror.
Gli altri due testi: "Mary e il mostro: Amore e ribellione. Come Mary creò Frankenstein" e "LOSCHE STORIE: Mary Shelley" sono invece indirizzati ad un pubblico sempre giovane ma già verso l'adolescenza (dagli 11/12 anni quindi). In questo caso i testi sono delle vere e proprie biografie illustrate, che narrano tutta la vita di Mary, compresi gli eventi meno piacevoli.
In fondo ho poi inserito anche la sezione dei fumetti e della graphic novel, tutte indirizzate ad un pubblico adolescente e adulto.
"Mary e la morte del mostro" e "Mary Shelley l'eterno sogno" sono due biografie a fumetti, che narrano la vita di Mary Shelley, mentre "Mary Shelley: cacciatrice di mostri", pur mischiando elementi biografici, narra una storia frutto di fantasia in cui Mary avrebbe incontrato il dott. Frankenstein e il suo mostro di persona. 

LIBRI ILLUSTRATI

Questa è la storia di come un'adolescente incinta e fuggita da casa sia diventata una delle più famose scrittrici di tutti i tempi. Mary Shelley aveva solo sedici anni quando ha lasciato la sua famiglia per seguire il proprio cuore e l'uomo che amava. Credeva nel "libero amore" e nel diritto di ogni donna di vivere la vita che desidera. Ma era una mossa azzardata per una donna del suo tempo. Osteggiata dalla società e rinnegata dalla sua stessa famiglia, ha dovuto affrontare da sola la perdita della sua bambina, morta a pochi giorni dalla nascita. Ma Mary non si è arresa. Ha riversato tutto il suo dolore, la sua angoscia e la sua passione nella creazione del suo capolavoro, "Frankenstein", un romanzo di una forza straordinaria, letto e amato ancora oggi, a due secoli di distanza. Con la narrazione in versi liberi e le oltre trecento pagine di splendide illustrazioni ad acquerello, "Mary e il mostro" è un incredibile tributo a una donna forte e appassionata e all'incancellabile segno che ha lasciato nel mondo.
Anno pubblicazione: 2018
Casa editrice: Il Castoro
Edizione originale: "Mary's Monster. Love, madness, and how Mary Shelley created Frankenstein" dalla Roaring Book Press (2018)
Pagine: 312
Misure: 22,7 cm d'altezza e 15,1 cm di lunghezza
Prezzo: 15,50 euro.

 
Sopra: Sulla copertina spicca una delle illustrazioni di Mary, contenute all'interno dell'opera, in bianco e nero, che contrasta con il titolo e lo sfondo rosso. Più in basso un'illustrazione interna al volume, in cui l'idea del mostro inizia a farsi strada nella mente della ragazza.
 
"LOSCHE STORIE: Mary Shelley" di Paola Catatore e Alessandro Vicezi e illustrata da Daria Tommasi.
Volitiva, audace, passionale, anticonformista, ma anche intransigente, insicura e ossessiva, Mary Shelley era spesso una persona difficile da comprendere, ma aveva un enorme talento. Scrisse uno dei romanzi più celebri di tutti i tempi "Frankenstein" ed ebbe una vita straordinaria e tormentata. Questo è il racconto dì come, 220 anni fa, un'adolescente incinta fuggita da casa diventò una stella della letteratura. Ma anche di come, in un'estate senza estate, un donna reinventò la paura, creando uno dei mostri più terrificanti di sempre.
Questo libro fa parte della collana "LOSCHE STORIE: una collana di biografie di personaggi affascinanti, raccontate attraverso gli aspetti più oscuri e controversi della loro vita".
Anno pubblicazione: 2019
Casa editrice: Franco Cosimo Panini
Pagine: 124
Misure: 24,3 cm d'altezza e 17,1 cm di lunghezza
Prezzo: 14 euro.
 
 
 
Sopra: Sulla copertina del volume dedicato a Mary Shelley della collana LOSCHE STORIE predominano come colori il rosso e il viola; e in primo piano si vede il profilo destro del volto della protagonista.Più in basso due illustrazioni interne, da notare come gli unici colori utilizzati siano il viola il rosso, il nero e il bianco.
 
"Il mostro di Mary. Come Mary Shelley ha creato Frankenstein" di Lynn Fulton e illustrato da Felicita Sala.
In una notte tempestosa di duecento anni fa, una giovane donna sedeva in una casa buia e immaginava la sua vita di scrittrice. Desiderava seguire il percorso che la madre, Mary Wollstonecraft, aveva intrapreso; ma la giovane Mary Shelley doveva ancora trovare la giusta ispirazione. Con il passare della notte, Mary divenne sempre più ansiosa. Entro il giorno successivo avrebbe dovuto scrivere la più paurosa storia di fantasmi di sempre. Stava per addormentarsi quando le sembrò di vedere un uomo che non era un uomo. Era un mostro... Questa affascinante storia svela ai lettori la nascita di uno dei romanzi più celebri del mondo nonché la creazione di una figura indelebile che è riconoscibile per i lettori di tutte le età.
Anno pubblicazione: 2020
Casa editrice: Splen Edizioni
Edizione originale: "She made a monster. How Mary Shelley created Frankenstein" della Alfred A. Knopf (2018)
Pagine: 40
Misure: 27,2 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza
Prezzo: 15 euro.

 
 Sopra: Sulla copertina, dai toni piuttosto cupi e scuri, vediamo la figura di Mary pronta a scrivere, mentre dietro/attorno a lei si staglia un profilo abbozzato del mostro di Frankenstein. Più in basso un'immagine interna che mostra Mary perseguitata dal mostro creato dalla sua stessa immaginazione.

"Mary: la ragazza che creò Frankenstein" di Linda Bailey e illustrato da Julia Sardà.
Mary è una sognatrice. Immagina cose mai esistite, costruisce castelli in aria. Questa è la sua storia: la storia di come nasce una scrittrice e di come si dà vita a una leggenda. Un racconto da brividi, un antico castello, una creatura senza vita, incredibili scoperte scientifiche e una notte di tempesta. Sono questi gli elementi che Mary, a soli diciotto anni, cuce insieme con ago e filo per dare vita a un personaggio indimenticabile e a uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi... Frankenstein.
Anno pubblicazione: 2020
Casa editrice: Rizzoli
Edizione originale: "Mary who wrote Frankenstein" della Tundra Books (2018)
Pagine: 50
Misure: 29,8 cm d'altezza e 19,7 cm di lunghezza
Prezzo: 18 euro.

 
 Sopra: La bellissima copertina di questo albo illustrato ci mostra subito il peculiare ma azzeccato stile dell'illustratrice, che nei suoi disegni ha utilizzato solo colori come il bianco, il nero, il marrone, il verde, il giallo e il rosso. Più in basso un'illustrazione interna dove Mary si sveglia di soprassalto mentre la sua mente inizia a concepire l'idea del mostro di Frankenstein.

FUMETTI

"Mary e la morte del mostro" di Raquel Lagartos e illustrato da Julio Cesar Iglesia.
Chi era Mary Shelley, la creatrice del mostro che ha segnato la storia della letteratura horror di tutti i tempi? In occasione del duecentesimo anniversario della pubblicazione di Frankenstein, un romanzo a fumetti racconta la storia della sua autrice. Moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, Mary ebbe una vita tragica e affascinante, superò le barriere di quello che era concesso alle donne dei suoi tempi e riuscì a plasmare con le sue parole uno dei principali miti moderni. Una storia avvincente e inquietante che mischia biografia e horror, riportandoci alla suggestiva Inghilterra di inizio Ottocento. 
Anno pubblicazione: 2018
Casa editrice: Il Battello a Vapore
Edizione originale:  "Mary Shelley: la muerte del monstruo" della Diabolo Ediciones (2018)
Pagine: 200
Misure: 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza
Prezzo: 14,50 euro.


Sopra: In alto la copertina, in cui vediamo una Mary bionda accarezzare il volto della sua creatura. Più in basso die pagine interne, da notare i colori delicati sui toni del nero, bianco e rosso/rosa pesca.

"Mary Shelley l'eterno sogno" di Alessandro Di Virgilio e illustrato da Manuela Santoni.
La vita di Mary Shelley, figlia di una femminista e di un politico radicale, è una costante fuga dal conformismo dell'epoca, grazie alle frequentazioni con importanti artisti e letterati. A diciassette anni scappa in Francia col suo futuro marito, il poeta romantico Percy Bysshe Shelley, per poi viaggiare per l'Europa in compagnia della sorellastra Claire e del suo amante, il famoso Lord Byron. Nel 1816, l'anno senza estate, i quattro soggiornano a Ginevra a Villa Diodati, insieme al medico e scrittore John Polidori. Per ingannare la noia nei giorni di pioggia, si sfidano a scrivere una storia che susciti "vero terrore". La diciannovenne Mary crea uno dei mostri più amati della letteratura mondiale, Frankenstein, o il moderno Prometeo, incarnazione dell'antica paura dell'uomo per l'ignoto e per il diverso.
Anno pubblicazione: agosto 2020
Casa editrice: Becco Giallo
Pagine:136
Misure: 27,2 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza
Prezzo: 15 euro.


Sopra: Sulla copertina compare proprio il volto di Mary, sia per la copertina che per le immagini interne sono stati utilizzate immagini in bianco e nero, anche se ogni tanto compare qualche tocco di rosso.

"Mary Shelley: cacciatrice di mostri" di Adam Glass e illustrato da Olivia Cuartero-Briggs e Hayden Sherman come colorista
E SE MARY SHELLEY AVESSE DAVVERO CONOSCIUTO FRANKENSTEIN? Per quasi due secoli, gli studiosi si sono chiesti come abbia fatto Mary Shelley, una ragazza di diciannove anni, a creare una delle storie dell’orrore più spaventose e durature di tutti i tempi: Frankenstein. Con la recente scoperta del memoriale segreto della scrittrice però, è venuta finalmente a galla la verità: Mary Shelley non ha semplicemente scritto Frankenstein, l’ha conosciuto. Infatti, in viaggio verso Ginevra durante il rigido inverno del 1816, Mary, il suo fidanzato Percy, le sorelle Claire e Fanny e il celebre poeta Lord Byron finiscono ospiti della misteriosa tenuta dei Frankenstein. Gli eventi macabri e spaventosi che seguiranno porteranno Mary a una scoperta raccapricciante e scioccante, un orrore indicibile che segnerà per sempre la sua esistenza. Adam Glass e Olivia Cuartero-Briggs con i disegni di Hayden Sherman, imbastiscono una fiction a sfondo storico dal ritmo serratissimo, e imperdibile per tutti gli appassionati della figura di Frankenstein.
Anno pubblicazione: novembre 2020
Casa editrice: Salda Press
Edizione originale: "Mary Shelley Monster Hunter vol 1: Abomination" della AfterShock Comics (2019)
Pagine: 120
Misure: 26,6 cm d'altezza e 17,8 cm di lunghezza
Prezzo: 19,90 euro. 


 
Sopra: In alto la copertina, in cui compare, nel vuoto lasciato tra i due edifici, la figura del mostro di Frankenstein. Più in basso due pagine interne del fumetto.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

domenica 30 ottobre 2022

Il treno della paura: otto storie da incubo di Jeremy de Quidt e Mercé López

"Il treno della paura: otto storie da incubo" di Jeremy de Quidt e illustrato da Mercé López è un altro titolo perfetto per il periodo di Halloween, in quanto è una raccolta di 8 storie di paura.

Sopra: Sulla copertina, tutta sui toni del rosso, del nero e del bianco, compare appunto il treno citato nel titolo e, sopra quest'ultimo, i rami degli alberi creano la forma di un uomo (quello che il ragazzino che prende il treno sbagliato incontra alla fermata).

Le storie iniziano con un antefatto: un ragazzino corre per prendere l'ultimo treno della giornata e, appena lo vede, si precipita dentro. "In un primo momento non si rese conto di ciò che aveva fatto, perché quel treno, l'ultimo della giornata (una piccola locomotiva con due carrozze) si trovava al suo posto in fondo alla banchina, e lui era corso a perdifiato per riuscire a prenderlo".
Solo in seguito si accorge di aver preso il treno sbagliato, così il ragazzino decide di scendere alla prima fermata. "Incollò la faccia al finestrino e guardò fuori, cercando di capire dove fosse, ma non c'erano indizi, neppure uno: nessuna stazione, nessun cartello, niente. Voleva disperatamente che il treno si fermasse per poter scendere, ma il treno proseguiva la sua corsa. Quindici minuti...venti? [...] Il treno si arrestò infine con uno scossone nel buio, ma non gli era chiaro se ci fosse una stazione o no, poichè rimettendo le mani  a coppa sul vetro, vide solamente qualche luce e un basso muro di cemento. Però la luce della porta si accese e pensò che in ogni caso fosse meglio scendere che rimanere a bordo".
È tardi, e si ritrova su una stretta banchina avvolta nell'oscurità. Sembra deserta finché non compare un uomo con un cagnolino che si offre di tenergli compagnia. Per ingannare il tempo in attesa dell'arrivo di un treno che lo riporti a casa, lo sconosciuto gli racconta delle storie:
  1. La piccola candela della nonna: Cassie si è appena trasferita in una casa, in una nuova città, assieme alla madre e al fratellino piccolo. Durante la prima notte però Cassie si sveglia dopo aver sentito una strana canzone e si accorge di non essere nella sua stanza, camera nella quale entra una vecchia che si avvicina con un cuscino a una borsa dalla quale proviene il pianto di un neonato...
  2. La luce di sicurezza: durante la notte di Halloween Jess è rimasta sola in casa. Mentre cucisce la ragazzina sente degli strani rumori provenire dal giardino e nota che la luce in giardino (che ha dei sensori di movimento), continua ad accendersi e spegnersi in continuazione. Cosa c'è fuori in giardino, che continua ad attivarla?
  3. Il tuo giorno fortunato: Il padre di Sam, assieme al figlio, trova una grossa auto rossa lasciata lungo la strada e decide di prenderla. Sam però si accorge che quell'auto ha qualcosa di sgradevole, uno strano odore, e gli strasmette una sensazione di disagio. Portandola da un meccanico questo si accorge che l'auto è stata riparata dopo aver subito un grosso incidente, un incidente probabilmente mortale...
  4. Baby-sitter: Sophie si ritrova a fare la baby-sitter in una nuova casa, in cui non era mai stata. L'ha trovata grazie a un biglietto lasciato in cucina scritto (forse) da sua madre, ma quando vi giunge vi trova solo due bambini e quando chiede a questi ultimi dove siano i loro genitori loro le dicono che sono già usciti...
  5. Immaginatemi: è da poco morta un'anziana parente di Sammie, la cugina della nonna, una signora che a  causa di problemi mentali, ha passato la vita in ospedali o istituti. Tra le poche cose che la donna possedeva vi era anche un album di foto, una sera in cui i genitori sono usciti Sammie inizia a sfogliare l'album e si accorga di qualcosa di strano: in alcune foto, in cui la donna aveva più o meno l'età di Sammie, sembrava avere un'espressione molto spaventata...
  6. Fuliggine: Sara e Chris si sono da poco trasferiti in una vecchia casa piena di rumori, tra questo però ce n'è uno di strano, che sembra provenire dal comignolo. Il padre, pensando si tratti di un uccello intrappolato, apre il muro per liberarlo, ma dentro non ci trova un uccello, solo una scarpetta da bambino sporca di fuliggine...
  7. Molly la morta: Richard ed i suoi amici una giornata d'estate decidono di giocare a "Molly la morta", dove dopo una conta ad occhi chiusi chi deve fare Molly si avvicina a uno degli altri giocatori per spaventarlo, quando questo riapre gli occhi. Dopo aver fatto il gioco però Richard si accorge che nel campo, in lontananza è comparsa una strana figura alta e magra...
  8. La sedia della foresta nera: la madre di Joe è appassionata di mobili antichi, e ha da poco acquistato una vecchia sedia di legno scuro, con un orso intagliato al posto dello schienale. L'orso intagliato però ha una strana espressione, e ogni tanto sembra muoversi...
Alla fine di ogni racconto la scena ritorna sul ragazzino che ha preso il treno sbagliato all'inizio della vicenda e all'uomo che gli racconta le storie. Passerà alla fine un treno che potrà riportarlo a casa?

Sopra: Delle pagine tratte dalla parte introduttiva, che fa da cornice a tutte le 8 storie. Qui infatti si vede il ragazzino che ha preso il treno sbagliato.

Le storie sono accompagnate dalle illustrazioni di Mercé López; ve ne è una per ogni storia, più due/ tre per l'antefatto e la conclusione della vicenda (quella del bambino che prende il treno sbagliato).
Le immagini sono molto cupe e oscure, e trasmettono una sensazione di angoscia, probabilmente anche grazie alla mancanza di colori. I disegni infatti sono tutti in bianco e nero e come stile e atmosfere mi ricordano quelli di Gamell per "Scary stories to tell in the dark".
I disegni possono raffigurare ambienti (tipo boschi, case, strade, stanze, interni di automobili...) oppure scene con personaggi della storia, come ad esempio il ragazzino che perde il treno o l'uomo che incontra e che gli racconta le storie. Per quanto riguarda i racconti è abbastanza raro che vengano ritratti personaggi, in quanto compaiono soprattutto ambienti e paesaggi, a volte compare piuttosto l'immagine di qualche mostro, ma sembra che l'artista abbia preferito lasciare all'immaginazione del lettore il compito di immaginarsi le scene più inquietanti.

   

 
Sopra: Le immagini sono molto cupe e oscure, e trasmettono una sensazione di angoscia, probabilmente anche grazie alla mancanza di colori. I disegni possono raffigurare ambienti come il bosco o la casa nelle immagini in alto;  oppure scene con personaggi della storia, tuttavia è abbastanza raro che nelle immagini dei racconti vengano ritratti personaggi, anche se a volte compare l'immagine di qualche mostro, come nel disegno in basso a destra o anche in quello a sinistra, dove alle spalle della ragazzina c'è un occhio che la guarda.

"Il treno della paura: otto storie da incubo" di Jeremy de Quidt è una raccolta di storie di paura per ragazzini, ma vi avverto che i racconti sono abbastanza inquietanti, quindi non approcciatevi al libro e prendetelo alla leggera solo perché è una raccolta di storie di paura "per bambini". Tenete comunque presente che l'età suggerita per la lettura di questo volume è dai 12 anni.
Sono storie che giocano molto sulle atmosfere, pur nella loro brevità ogni racconto si prende il tempo per far entrare il lettore in un'atmosfera di inquietudine, mistero e angoscia, che a volte è più psicologica che concreta. I mostri o le presenze misteriose ci sono, ma non si rivelano subito, non per quello che sono almeno, ma giocano con il protagonista di ciascun racconto, e con il lettore. Sono racconti che fanno crescere la tensione e non è facile per il lettore indovinare come continuerà la storia o come si concluderà. 
Anche i finali non sono scontati e neppure ovvi, in quanto lasciano molto all'interpretazione del lettore; sono quei finali che si interrompono sul più bello, quando la tensione arriva all'apice e non ti permettono di sapere con certezza cosa è successo in seguito, lasciando il lettore col fiato sospeso.
Bello anche il fatto che la storia di contorno del ragazzo che prende il treno sbagliato poi viene ripresa fino alla fine, non rimane solo una cornice a parte, tanto per conferire alla raccolta un senso di unitarietà, ma giunge anch'essa a una conclusione a sorpresa (diventando a sua volta un ulteriore racconto di paura).
Le immagini di Mercé López sono molto cupe e oscure, e trasmettono una sensazione di angoscia, probabilmente anche grazie alla mancanza di colori. Esse contribuiscono sicuramente a creare l'atmosfera del libro, che è cupa e angosciosa, non adatta quindi a bambini troppo piccoli.
Un bel libro di paura, con storie effettivamente inquietanti e spaventose che riescono a creare la giusta atmosfera per una serata autunnale, specialmente se sotto il periodo di Halloween.

Il libro è stato pubblicato dalla David Flicking Books e in italiano nel 2019 dalla PIEMME per Arnoldo Mondadori; ha una copertina rigida, misura 21,8 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza, ha 185 pagine e costa 16 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 28 ottobre 2022

Filastrocche della notte di Halloween di Corinne Albaut e Yves Besnier

Dopo avervi già recensito diversi libri di filastrocche della collana "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, in vista di Halloween oggi vi parlerò di "Filastrocche della notte di Halloween" di Corinne Albaut e Yves Besnier (artista che aveva illustrato pure, della medesima collana, "Filastrocche per prendere la palla al balzo").

Sopra: La copertina riprende un'illustrazione interna che si adatta perfettamente a rappresentare il titolo della raccolta .

Come si può facilmente intuire dal titolo, questo libretto scritto da Corinne Albaut è una raccolta di rime e filastrocche a tema Halloween, mostri e paura, tradotte dal francese da Anna Bergna.
La maggior parte delle filastrocche è molto carina e orecchiabile, con versi in rima baciata (AA BB).
Altre filastrocche invece sono in rima alternata (AB AB) o seguono uno schema di versi liberi; inoltre molte poesie presentano figure retoriche come le allitterazioni, le onomatopee o la ripetizione (oltre a molte esclamazioni).
 
La notte del crimine 
"Non uscire questa sera:
la città è tutta nera.
Girano solo brutti soggetti,
molto cattivi, molto abietti.
Ti ho avvertito: vai a dormire
o fino all'alba dovrai soffrire!"
 
Piovono zucche
"Piovono zucche,
che tremarella,
lassù nel cielo
neanche una stella.

Piovono zucche,
che terrore,
lassù nel cielo
neanche un chiarore.
 
Piovono zucche
sulla mia testa,
se mi colpiscono
addio alla festa."

Sopra: Le pagine dedicate alla rima "Piovono zucche", con delle immagini in tema con i testi.

Ogni filastrocca è accompagnata dalle illustrazioni di Yves Besnier, che sono molto belle e perfette per rappresentare i temi trattati in questa raccolta di poesie (mostri, paura, Halloween).
Nella maggior parte dei casi per ogni filastrocca vi è un disegno a pagina intera collocato a destra o a sinistra dei testi, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi possono essere uno o più disegni più piccolini, sempre inerenti comunque alla rima.
Le immagini infatti rappresentano quanto riportato nei testi, anche se a volte (come vi spiegherò meglio dopo) finiscono per aggiungere un ulteriore livello di letture alle poesie.


Sopra: Nella maggior parte dei casi per ogni filastrocca vi è un disegno a pagina intera collocato a destra o a sinistra dei testi, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi possono essere uno o più disegni più piccolini, sempre inerenti comunque alla rima, come potete vedere nell'immagine più in alto relativa alla filastrocca "Spuntini". In basso invece vedete solo l'immagine a tutta pagina della filastrocca "La zucca".

Le illustrazioni sono molto dettagliate e colorate, presentando tinte intense, accese e brillanti. L'artista ha uno stile che si presta molto a queste tematiche perché i suoi disegni hanno un aspetto solido, dettagliato, un po' buffo ma allo stesso tempo anche un po' grottesco.
In alcuni casi i mostri hanno un aspetto simpatico, come nel caso di alcune streghe rappresentate con il classico aspetto da vecchia megera con il nasone bitorzoluto, il cappello a punta. In altri casi trovo che le immagini conferiscano alla filastrocca un certo tocco macabro in più, come nel caso di "La notte del crimine" in cui nella poesia al lettore viene semplicemente ribadito di non uscire di casa altrimenti "Fino all'alba dovrai soffrire". Nell'immagine invece si vede un bambino nascosto dentro un armadio, con le porte un po' sbaciate, che guarda spaventato l'ombra di un mostro che si sta avvicinando con un coltello alzato. 
Anche la rappresentazione dell'uomo nero trovo che sia particolarmente riuscita con questo mostro grande e grosso, che indossa un impermeabile, dalla faccia verde e bitorzoluta, vicino al letto di un bambino addormentato, pronto a metterci sopra le mani. In questo caso l'illustrazione principale è pure accompagnata da altre più piccole in cui si vedono: un panino da cui spuntano dei piedi, poi un letto da cui spuntano dei piedi e infine una bara da cui spuntano dei piedi.

 

 
Sopra: Le illustrazioni sono molto dettagliate e colorate, presentando tinte intense, accese e brillanti; dallo stile dettagliato, un po' buffo ma allo stesso tempo anche un po' grottesco. Più in alto vedete dei disegni dall'aspetto spiritoso e colorato (anche se molto dettagliato), più in basso a sinistra vedete l'immagine associata alla filastrocca "La notte del crimine", che trasmette una certa inquietudine.

"Filastrocche della notte di Halloween" di Corinne Albaut e Yves Besnier è un bel libretto di rime e filastrocche, adatto ai bambini dai 4 anni. La maggior parte delle filastrocche sono molto carine e orecchiabili, anche se ce ne sono alcune riuscite meglio e altre  che sembrano un po' più forzate (ad esempio per le rime o la metrica dei versi), probabilmente perché si tratta di una traduzione (bisognerebbe vedere come erano le filastrocche in originale, che erano scritte in francese).
I testi sono interessanti perché, oltre a essercene di quelli puramente ironici e un po' goliardici, scritti con l'intento di far sorridere il lettore, alcuni presentano temi un po' più profondi e talvolta anche effettivamente inquietanti (se ci si riflette sopra). Ad esempio nella poesia "Spuntini" viene detto: "Mangio il prosciutto / dentro il panino / e la verdura nell'involtino. / Metto il formaggio / nella piadina / e la minestra nella fondina. / L'uomo nero, / triste scoperta, / mangia i bambini nella coperta". 
La filastrocca "La rete" in un certo senso mette in guardia dai percoli del web: "- Schermo, schermo dei desideri /sono malvagia come ieri? /- Vecchia strega, / non lo sei più, / la cattiva ora non sei tu. / Se nella rete navigherai / mille orrori scoprirai. / La tua perfidia / non fa più impressione, / desta solo compassione".
Invece la poesia "Lupi mannari" contiene un messaggio ambientalista: "I lupi mannari / sono scesi in città / e si nascondono qua e là. / Un tempo vivevano dentro i boschetti / ora si aggirano tra i cassonetti. / Se continuiamo / a tagliare foreste / ci mangeranno tutte le teste".

Tale libro illustrato è stato pubblicato nel 2000 col titolo "Comptine pour avoir la trouille" dalla Actes Sud ed è stata edita in italiano dalla Motta Junior nello stesso anno. L'opera ha una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 10 cm di lunghezza, ha 64 pagine e costava 14000 LIRE.
 
Come ho detto inizialmente questo volume fa parte di una collana chiamata "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, una collana di rime e filastrocche "per scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole". Ecco gli altri titoli della serie:
  1. "Filastrocche da mimare" di Corinne Albaut (1998)
  2. "Filastrocche da sgranocchiare" di Corinne Albaut (1998)
  3. "Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaut (1998)
  4. "Filastrocche in pigiama" di Corinne Albaut (1998)
  5. "Filastrocche dalla testa ai piedi" di Corinne Albaut (1998)
  6. "Filastrocche per giocare alla paura" di Corinne Albaut (1998)
  7. "Filastrocche per andare a scuola" di Corinne Albaut (1998)
  8. "Filastrocche di Natale" di Corinne Albaut (1998)
  9. "Filastrocche di cioccolato" di Corinne Albaut (1998)
  10. "Filastrocche di vento e di mare" di Corinne Albaut (1999)
  11. "Filastrocche dei segreti del bosco" di Corinne Albaut (1999)
  12. "Filastrocche per il mio compleanno" di Corinne Albaut (1999)
  13. "Filastrocche per prendere il sole" di Corinne Albaut (1999)
  14. "Filastrocche delle stagioni" di Monique Hion (1999)
  15. "Filastrocche in giardino" di Monique Hion (1999)
  16. "Filastrocche degli animali strambi" di  Monique Hion (1999)
  17. "Filastrocche per il mio orsacchiotto" di Corinne Albaut (2000)
  18. "Filastrocche per contare" di Corinne Albaut (2000)
  19. "Filastrocche in riva all'acqua" di Corinne Albaut (2000)
  20. "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestlandt (2000)
  21. "Filastrocche bislacche" di Monique Hion (2000)
  22. "Filastrocche di tutti i colori" di Corinne Albaut (2000)
  23. "Filastrocche sotto il tendone" di Francois David (2000)
  24. "Filastrocche della notte di Halloween" di Corinne Albaut (2000)
  25. "Filastrocche del tempo che fa" di Christian Broutin (2001) 
  26. "Filastrocche di sabbia" di Thomas Scotto (2001)
  27. "Filastrocche a motore" di Corinne Albaut (2001)
  28. "Filastrocche per prendere la palla al balzo" di David François (2001)
  29. "Filastrocche dei miei giocattoli" di Corinne Albaut (2001)
  30. "Filastrocche del lupo cattivo" di Christian Havard (2001)
  31. "Filastrocche per un'orchestra" di Corinne Albaut (2001)
  32. "Filastrocche sulla strada" di Thomas Scotto (2001)
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

mercoledì 26 ottobre 2022

Filastrocche per diventare belli di Corinne Albaurt e Serge Ceccarelli

Ecco un alto libro di filastrocche e rime a tema culinario, dopo "Non piangere, cipolla" di Roberto Piumini e "Filastrocche da sgranocchiare" di Corinne Albaut oggi vi presento: "Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaut e illustrato da Serge Ceccarelli, che parla (soprattutto) di frutta. 
Questo è un altro volume della collana chiamata "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, una collana "per scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole".

Sopra: La copertina aiuta il lettore a capire meglio di cosa tratta il libro, facendogli intuire che si parli di frutta.
 
Questo libretto è una raccolta di  rime e filastrocche che hanno come tematica la frutta e la verdura, anche se dal titolo non si capisce molto."Acida o dolce, ogni parola di queste filastrocche, ricche di vitamine, è da assaggiare per assaporare i colori e i sapori dei frutti e dei legumi".
Le filastrocche infatti parlano di: il pompelmo, l'arancia, le fragole, le mele, l'uva, il rabarbaro, il lampone, l'albicocca, i datteri, le banane, le vitamine, il frutto della passione, la frutta secca, le amarene ...
Le filastrocche sono tradotte dal francese da Anna Bergna e sono molto carine e orecchiabili, con versi in rima baciata (AA BB) o alternata (AB AB) che rendono i testi molto piacevoli da udire, oppure versi liberi (che non seguono sempre lo stesso schema di rime). Tutte le poesie sono formate da versi piuttosto brevi, a volte composti solo da un paio di parole:
 
Le mele
"Prima che l'inverno
addormenti la natura,
i folletti raccolgono
mele nella radura.
 
Rossi, verdi o d'oro
questi frutti
sono il loro tesoro".
 
Albicocca con sorpresa
"Filastrocca
dell'albicocca,
dolce e polposa dentro la bocca,
ma quella comprata
oggi al mercato
una sorpresa mi ha riservato.
 
Filastrocca
del bruco sfrontato,
che nell'albicocca si è sistemato,
ma, se riesco
a cacciarlo fuori,
gli magio la casa, sissignori!"
 
Pompelmo
 "Per imitare lo zio Guglielmo,
con un cucchiaino 
mangio un pompelmo,
ma mi manca l'esercizio
 e il mio spuntino
per gli altri è un supplizio.
Schizzo il succo acidulato
dentro gli occhi 
di zio Adeodato;
lo schizzo sul naso
 di nonna Adelina,
che corre a chiudersi in cucina.
Schizzo il soffito, il pavimento
e per la mamma è un vero tormento,
forse per questo 
l'idea le è venuta
di andare a farmi una spremuta".
 
Sopra: Le pagine che riportano la filastrocca dei folletti che raccolgono le mele, in rima baciata, e le relative illustrazioni.

Le illustrazioni di Serge Ceccarelli hanno uno stile un po' vintage che ricorda i disegni dei libri per bambini degli anni Cinquanta. Esse sono immagini (è il caso di dirlo) deliziose, dai tratti tondeggianti e morbidi, piuttosto dettagliate e ricche di tanti piccoli particolari, nonché molto colorate, dalle tinte talvolta più intense ed altre volte più delicate, ma sempre dalle tonalità chiare, vivaci e brillanti.

 
 
Sopra: Le illustrazioni di Serge Ceccarelli hanno uno stile un po' vintage, dai tratti tondeggianti e morbidi, piuttosto dettagliate e ricche di tanti piccoli particolari, nonché molto colorate, dalle tinte talvolta più intense ed altre volte più delicate, ma sempre dalle tonalità chiare, vivaci e brillanti.
 
La disposizione dei disegni segue più o meno sempre la stessa struttura: nella pagina a sinistra o a destra vi è un'immagine a pagina intera, che rappresenta quanto raccontato nelle rime, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi è un disegno più piccolo, senza nessuno sfondo, sempre inerente comunque alla rima.
Tra i soggetti rappresentati troviamo ovviamente il cibo e frutti/verdure, che sono disegnati con un aspetto molto invitante; non manca mai la presenza di qualche persona, spesso proprio bambini, che solitamente vediamo intenti ad interagire con le cibarie. In molti casi i personaggi umani sono vestiti con abiti che ricordano i cibi, come se fossero una personificazione di questi ultimi.

 
 Sopra: Come potete vedere anche da queste pagine, a sinistra vi è un disegno a pagina intera, mentre sotto i testi vi è un altro disegno più piccolo, sempre inerente comunque alla poesia. In entrambe le pagine compaiono anche dei bambini che nella prima immagine hanno delle gonne limone, mentre nella seconda indossano delle maschere di fragole.
 
"Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaut è un libretto molto carino, grazioso e colorato grazie alle deliziose e carinissime illustrazioni di Serge Ceccarelli, dallo stile un po' vintage ma molto sognante. Alla fine del volume il lettore potrà quindi giocare andando a cercarsi tutti i vari particolari e dettagli (alla fine del libro c'è un gioco dove andare a cercare nelle immagini precedenti alcuni particolari). Peccato che a differenza del libro precedente sui dolci qui non ci siano particolari nascosti che fanno riferimento ad altre immagini.
Il titolo del libro non è molto chiaro, ed è probabilmente legato alla concezione, non proprio correttissima comunque, che siccome la frutta e la verdura fanno bene perché hanno vitamine, chi ne mangia molta sia più bello perché ha un aspetto più sano. Diciamo che comunque l'equazione: mangiando più frutta si diventa più belli non ha molto senso detta così al giorno d'oggi.
Le filastrocche contenute del libretto sono comunque carine, alcune di più e altre di meno, molto musicali e orecchiabili, adatte a essere ascoltate da bambini a partire dai tre anni. Mi ha fatto particolarmente sorridere quella riguardo le amarene, che si basa su un gioco di parole "Amarezze e amarene": "Andando in gondola sulla laguna, / mentre nel cielo / splendeva la luna, / pensavo a tutte le mie pene / e, nel frattempo, / mangiavo amarene. / Erano dolci e profumate, / scendevano in gola vellutate / e, nel palato, la mia tristezza / si è trasformata in contentezza".
Carina anche quella sulle fragole, che compara le fragoline di bosco con le fragole coltivate che di solito troviamo al supermercato e che, pur essendo più belle e grandi, non riescono a rivaleggiare in sapore e profumo con le prime: "Una fragolina di bosco / disse a una fragola coltivata: / - Io ti conosco, / tu sei meno profumata. / Non ha neppure / il mio gusto intenso: / tante cure / per te non han senso! / Così, / umiliata, / la fragola coltivata / arrossì / e la chiaccherata / finì".
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato nel 1997 col titolo "Comptines pour avoir bonne mine" dalla Actes Sud ed è stato edito in italiano dalla Motta Junior nel 1999. L'opera ha una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 10 cm di lunghezza, ha 64 pagine e costava 14000 LIRE. Attualmente i volumi ancora in vendita hanno un prezzo di 4,50€.
 
Come ho detto inizialmente questo volume fa parte di una collana chiamata "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, una collana di rime e filastrocche "per scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole". Ecco gli altri titoli della serie:
  1. "Filastrocche da mimare" di Corinne Albaut (1998)
  2. "Filastrocche da sgranocchiare" di Corinne Albaut (1998)
  3. "Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaut (1998)
  4. "Filastrocche in pigiama" di Corinne Albaut (1998)
  5. "Filastrocche dalla testa ai piedi" di Corinne Albaut (1998)
  6. "Filastrocche per giocare alla paura" di Corinne Albaut (1998)
  7. "Filastrocche per andare a scuola" di Corinne Albaut (1998)
  8. "Filastrocche di Natale" di Corinne Albaut (1998)
  9. "Filastrocche di cioccolato" di Corinne Albaut (1998)
  10. "Filastrocche di vento e di mare" di Corinne Albaut (1999)
  11. "Filastrocche dei segreti del bosco" di Corinne Albaut (1999)
  12. "Filastrocche per il mio compleanno" di Corinne Albaut (1999)
  13. "Filastrocche per prendere il sole" di Corinne Albaut (1999)
  14. "Filastrocche delle stagioni" di Monique Hion (1999)
  15. "Filastrocche in giardino" di Monique Hion (1999)
  16. "Filastrocche degli animali strambi" di  Monique Hion (1999)
  17. "Filastrocche per il mio orsacchiotto" di Corinne Albaut (2000)
  18. "Filastrocche per contare" di Corinne Albaut (2000)
  19. "Filastrocche in riva all'acqua" di Corinne Albaut (2000)
  20. "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestlandt (2000)
  21. "Filastrocche bislacche" di Monique Hion (2000)
  22. "Filastrocche di tutti i colori" di Corinne Albaut (2000)
  23. "Filastrocche sotto il tendone" di Francois David (2000)
  24. "Filastrocche della notte di Halloween" di Corinne Albaut (2000)
  25. "Filastrocche del tempo che fa" di Christian Broutin (2001) 
  26. "Filastrocche di sabbia" di Thomas Scotto (2001)
  27. "Filastrocche a motore" di Corinne Albaut (2001)
  28. "Filastrocche per prendere la palla al balzo" di David François (2001)
  29. "Filastrocche dei miei giocattoli" di Corinne Albaut (2001)
  30. "Filastrocche del lupo cattivo" di Christian Havard (2001)
  31. "Filastrocche per un'orchestra" di Corinne Albaut (2001)
  32. "Filastrocche sulla strada" di Thomas Scotto (2001)

lunedì 24 ottobre 2022

Miti e leggende di re Artù di Sarah Courtauld e Natasha Kuricheva

Continuiamo la nostra rassegna di rivisitazioni della leggenda di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda con "Miti e leggende di re Artù" di Sarah Courtauld e illustrato da Natasha Kuricheva. Un libro che fa parte di una collana di rivisitazione di classici di una casa editrice molto famosa (soprattutto per le proposte in lingua inglese): la Usborne.
Altri titoli che fanno parte di questa collana di classici sono: "Le fiabe dei fratelli Grimm" (2011), "Le fiabe di Hans Christian Andersen" (2012), "Le mille e una notte" (2013), "Racconti illustrati da tutto il mondo" (2013), "Storie illustrate di miti greci" (2013), "Racconti illustrati di Natale" (2014), "Racconti d'avventura illustrati" (2014), "Racconti di pirati" (2015)"Classici illustrati" (2016), "Racconti illustrati dalla Cina" (2019), "Storie illustrate di fantasmi" (2022)...
I titoli di questa collana di classici illustrati della Usborne sono: "Un'incredibile selezione di raccolte di racconti e classici senza tempo per soddisfare i gusti di qualunque lettore. Le magnifiche illustrazioni e l’elegante formato, con copertina imbottita e fettuccia segnalibro, sono il segreto del successo straordinario della collana ‘Racconti illustrati’. Una selezione vastissima di raccolte di racconti tradizionali e non, provenienti da tutto il mondo e da qualunque epoca, rielaborati per un pubblico moderno e pensati per soddisfare i gusti di qualunque lettore alle prima armi. Perfetti da regalare e custodire gelosamente".
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo comparire vari personaggi, creature o ambienti del ciclo arturiano, mentre al centro vi è il titolo.
 
Questo è un libro illustrato in cui "prendono vita i racconti di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" e che ha lo scopo di far conoscere ai giovani lettori "le avventure del prode Lancillotto, la bellissima Ginevra, il saggio Mago Merlino, la malvagia fata Morgana e molti altri personaggi".
 Il volume è suddiviso in vari capitoli, ognuno dei quali narra un'avventura o degli avvenimenti importanti vissuti da Merlino, da Artù o dai cavalieri di quest'ultimo.
Il primo capitolo ad esempio spiega la nascita di Artù e come sia diventato re, riportando l'evento dell'estrazione della spada, su cui sono incise le scritte "Colui che estrarrà questa spada dalla roccia è il legittimo re di tutta la Britannia", dalla roccia.
Devo dire che questo primo capitolo è molto affrettato, in quanto dà l'impressione che l'autrice abbia voluto condensare in un'unica parte troppe cose. Molte altre narrazioni delle vicende di Artù ad esempio separano il momento del suo concepimento da quello della sua ascesa al trono, mentre qui Cortauld ha voluto mettere tutto assieme andando a tagliare parecchie cosucce. La parte che più risulta carente è quella riguardante la nascita del sovrano. Il volume parte subito con Merlino che va a trovare Uther Pendragon e gli dice: "Avrete presto un figlio, destinato a grandi imprese. Ma nel giro di due anni morirete. Se si venisse a sapere dell'esistenza di vostro figlio, il fanciullo sarebbe ucciso nella lotta al potere che seguirà la vostra morte. Non appena il bambino viene al mondo dovrete consegnarmelo e non nominarlo mai più. Lo proteggerò io fino al momento giusto". L'autrice ha quindi eliminato completamente tutto l'antefatto che ha portato al concepimento di Artù, in cui Pendragon con l'aiuto del mago aveva sedotto con l'inganno Igraine, moglie del re di Cornovaglia. Infatti la madre di Artù non viene mai nominata nel libro, quando anche lei in realtà ha avuto un ruolo importante nell'esistenza di Artù.
Il secondo capitolo è dedicato alla lotta di Artù contro i re che all'inizio si sono opposti alla sua ascesa al trono, non riconoscendolo come il degno successore di Uther Pendragon. Nel terzo capitolo c'è lo scontro tra Artù e il cavaliere Pellinor, battaglia durante la quale la spada di spezza, così il giovane dovrà recarsi dalla Dama del Lago per farsi consegnare una nuova spada (Exalibur).
Gli altri capitoli del volume trattano: l'arrivo dei cavalieri Balin e Balan; di come Merlino sia fatto prigioniero da Nimue; l'incontro con Lancillotto e alcune imprese di quest'ultimo, lo scontro tra Galvano e il Cavaliere Verde, gli intrighi di Morgana; l'arrivo di sir Gareth; il patto tra Sir Galvano e Lady Ragnell; Sir Galahad e la ricerca del Santo Graal; il conflitto tra Atù e Lancillotto a causa di Ginevra; la battaglia tra Artù e Mordred nonché la restituzione da parte di Artù di Exalibur alla Dama del Lago.
Alla fine del volume vi è una parte che spiega la leggenda di Artù e le principali opere che l'hanno fatta nascere e continuare a vivere: Historia Brittonum del IX secolo, Historia Regum Brittoniae (Storia dei re di Britannia) di Goffredo di Monmouth del XII secolo, "Lancillotto o il cavaliere della carretta"  e "Lancillotto in prosa" (1170-1180) di Chretien de Troyes e "La morte di Artù" di Tomas Malory (XV secolo).
Vi è, infine, anche una parte in cui vengono presentati e descritti i vari personaggi del ciclo arturiano.
 
Sopra: All'inizio di ogni capitolo c'è un'illustrazione a doppia pagina, qui vedete il primo in cui compare l'immagine di Merlino

Sebbene vi sia abbastanza testo il volume presenta anche un gran numero di illustrazioni ad opera di Natasha Kuricheva. 
Nel libro compaiono tre tipi di immagini: quelle a inizio capitolo, quelle a pagina intera e quelle inserite in mezzo ai testi.
Le prime si distinguono per essere illustrazioni a doppia pagina, anche se una delle due pagine è dedicata anche a mostrare il titolo del capitolo e il suo inizio. Sono immagini dall'aspetto maestoso e solenne,molto particolareggiato, che mostrano una scena importante che si svolgerà poi nei testi, Possono essere scene di battaglia ma anche tranquille scene di corte, in cui il lettore può ammirare i personaggi e i paesaggi.
A queste immagini a doppia pagina si oppongono quelle inserite in mezzo ai testi che sono molto più piccole (grandi un terzo della pagina) e in bianco e nero. Anche queste raffigurano scene narrate nei testi, ma si concentrano più sui personaggi, mentre gli sfondi o sono assenti o sono appena accennati.



Sopra: Nel libro compaiono tre tipi di immagini: quelle a inizio capitolo, quelle a pagina intera e quelle inserite in mezzo ai testi. Più in alto vediamo quella dell'inizio del sesto capitolo, dedicato a Lancillotto. In basso potete vedere invece una delle immagini in mezzo ai testi, di dimensioni molto modeste e in bianco e nero, sebbene comunque molto graziosa.
 
Infine vi sono le immagini a pagina intera, che sono molto belle, dallo stile realistico ma anche poetico e magico, capace di trasportare il lettore in un mondo in cui la magia esiste ancora, in cui è possibile visitare possenti castelli e incontrare nobili dame e coraggiosi cavalieri. Sono disegni che trasmettono un'atmosfera incantata, anche grazie ai colori morbidi e dai toni chiari e brillanti, che presentano spesso giochi di luci.
Queste immagini rappresentano scene di particolare importanza narrate nei testi, delle scene chiave diciamo, come la comparsa di Exalibur, quando Artù combatte contro i re suoi nemici, lo scontro finale contro Mordred...
 
 
 
Sopra: Le immagini a pagina intera sono molto belle, dallo stile realistico ma anche poetico e magico, capace di trasportare il lettore in un mondo incantato e leggendario. Qui sopra vedete le scene della comparsa di Exalibur (in alto a sinistra), quando Artù combatte contro i re suoi nemici (in alto a destra), lo scontro finale contro Mordred...
 
"Miti e leggende di re Artù" di Sarah Courtauld è un altro libro che narra le vicende di Artù e dei sui cavalieri in modo da renderle proponibili ad un pubblico di bambini, in questo caso va bene già dai 5 anni (proposto un po' alla volta), anche se può essere compreso e apprezzato meglio dagli 8. 
Questo volume non è perfetto e ho trovato in esso sia pregi che difetti. Partiamo intanto con i lati positivi: alcuni capitoli sono ben fatti e narrano abbastanza bene alcuni fatti relativi alla leggenda di Artù e dei suoi cavalieri, tipo quelli su Galvano. Il capitolo "Galvano e il Cavaliere Verde" ad esempio è tratto da un romanzo cavalleresco allitterativo scritto in medio inglese e risalente al tardo XIV secolo, mentre quello "Sir Galvano e Lady Ragnell" è basato su una poesia inglese del XV secolo, una delle diverse versioni della storia della "donna ripugnante", popolare durante il Medioevo. 
Altri capitoli che sono stati mantenuti piuttosto fedeli alla leggenda di Artù riguardano soprattutto i suo cavalieri come Galahad (e la ricerca del Graal), Lancillotto, Sir Gareth, Balin e Balan. Ho apprezzato che il volume contenga capitoli anche piuttosto lunghi e dettagliati dedicati ad altri cavalieri della Tavola Rotonda che non siano solo Lancillotto, in quanto spesso in altre rivisitazioni di racconti arturiani mancano.
Anche i capitoli sulla fine di Camelot e la morte di Artù li ho apprezzati, in quanto attinenti a quanto narrato nel ciclo arturiano e la loro presenza permette ai lettori di scoprire la fine di Artù e del suo regno. Molte altre rivisitazioni invece non prendono in considerazione questa parte, concludendosi prima della discesa e della crisi di Camelot e del suo sovrano (come accade ad esempio in "La favolosa leggenda di Re Artù" di Jordi Sierra i Fabra, in "Merlino, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda" di Sara Marconi e "Le più belle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" di Luisa Mattia).
Passiamo invece ai lati negativi. Se alcuni capitoli li ho trovati ben fatti ce ne sono altri che invece non ho apprezzato, come ad esempio il primo, che come ho spiegato anche all'inizio ho trovato troppo frettoloso specialmente nella parte iniziale, e quindi di conseguenza un po' raffazzonato. Anche il capitolo sull'imprigionamento di Merlino non mi ha soddisfatta pienamente in quanto sebbene la parte su Nimue (alias Viviana) che imprigiona Merlino sia stata mantenuta abbastanza corretta, seguendo quanto scritto in "Lancillotto in prosa" di Chretien de Troyes, viene anche riferito che sia stato Merlino a mandare Lancillotto da Artù, quando in realtà è stata la Dama del lago.
Un'altra cosa di cui ho avvertito la mancanza è la poca attenzione o il poco approfondimento riguardo alle figure femminili del ciclo arturiano, che svolgono un ruolo importante nella vicende e che serbano tutte motivazioni complesse e dalle quali traspaiono personalità profonde. In questo volume invece queste personalità sono state appiattite se non quasi eliminate. Della madre di Artù, Igraine, non si fa mai menzione; la Dama del Lago compare solo nel momento in cui deve dare o riprendersi la spada, mentre in realtà lei è quella che ha salvato e cresciuto Lancillotto (e secondo certe fonti è anche colei che avrebbe imprigionato Merlino). Ginevra, che è una donna bella, intelligente e capace, che vive un profondo conflitto interiore quando si innamora di Lancillotto, viene appena menzionata: "Neppure un anno prima, Artù aveva incontrato un'affascinante damigella di nome Ginevra. Se n'era profondamente innamorato e desiderava sposarla, ma Merlino l'aveva messo in guardia. [...] Artù non gli aveva dato ascolto. Il re e Ginevra erano felici come non mai. Con il passare dei giorni, Artù era sempre più innamorato e la corte era affascinata dalla bellezza e dalla gentilezza della regina". Non viene menzionato bene nemmeno il modo in cui Artù ha conosciuto Ginevra; in realtà il loro incontro era avvenuto quando il giovane sovrano era andato i soccorso del padre di Ginevra (Leodegrance), che poi diverrà uno dei suoi maggiori alleati, nonchè pure colui che donerà ad Artù la Tavola Rotonda. Praticamente Ginevra è ridotta a una macchietta e verrà poi menzionata nuovamente solo per ragioni di trama nel momento in cui viene scoperta la sua relazione con Lancillotto, relazione che porterà al declino di Camelot. Nessun accenno al suo mondo interiore e al suo conflitto con se stessa per aver tradito Artù, ai suoi pensieri riguardo la situazione che sta vivendo, nulla. Ottiene un po' di redenzione solo alla fine, quando nel capitolo finale si dimostra pentita di quanto accaduto e si fa suora.
Stesso problema anche con Morgana, che è la figura femminile che compare maggiormente nel libro in quanto è una delle nemiche principali del leggendario sovrano. La sua prima apparizione è nel capitolo "La prima impresa di Lancillotto", dove tenta di sedurlo e di farsi scegliere come sua amante.
Nel capitolo "La malvagità di Morgana" la vediamo tessere intrighi per ingannare Artù e farlo combattere contro Sir Accolor, un amante della donna, e per tentare di uccidere suo marito Sir Urien. Insomma tutte le volte che appare o viene menzionata viene sempre presentata come una vile seduttrice di uomini e una spietata maga e ingannatrice che agisce solo per il proprio tornaconto. Non si fa però mai accenno al suo passato e al perché odi tanto Artù. Morgana infatti sarebbe la sorellastra di Artù in quanto figlia il Igraine (madre del sovrano) e del duca di Cornovaglia, primo e legittimo marito di Igraine. La fata odia Artù perché suo padre, Uther Pendragon, ha ingannato sua madre e provocato la morte di suo padre, il risentimento di Morgana quindi non è campato per aria, ma dietro vi sono delle motivazioni, se non comunque valide, almeno comprensibili. Tra l'altro nei testi viene detto che Morgana è la sorellastra di Artù, ma non viene spiegato come mai loro sono imparentati, siccome nel primo capitolo è stata eliminata la parte riguardante la nascita di Artù.
Una nota positiva va comunque all'edizione, piccola e compatta ma molto ricca, con segnalibro di stoffa e con una grafica molto curata e accattivante. Le illustrazioni di  Natasha Kuricheva sono molto belle (anche quelle più piccole), dallo stile realistico ma anche poetico e magico, capace di trasportare il lettore in un mondo in cui la magia esiste ancora, in cui è possibile visitare possenti castelli e incontrare nobili dame e coraggiosi cavalieri. Sono disegni che trasmettono un'atmosfera incantata, anche grazie ai colori morbidi e dai toni chiari e brillanti, che presentano spesso giochi di luci. Sono disegni con uno stile che ben si adatta a questo tipo di racconti medievali ricchi di magia e di fascino.
Che dire quindi di questi racconti del ciclo arturiano della Usborne? Il libro è sicuramente un bel volume dal punto di vista dell'oggetto e delle immagini. Per quanto riguarda i contenuti alcuni capitoli sono molto validi, tipo quelli sui cavalieri e sulla fine di Camelot e la morte di Artù, mentre altri li eviterei, come quello iniziale sulla nascita di Artù e quello su Merlino, poiché altre raccolte li propongono meglio. Da tenere poi in considerazione la banalizzazione delle figure femminili, che risultano molto piatte e svalutate secondo me.
Piccola considerazione anche sullo stile di scrittura: pur nella sua semplicità esso va piuttosto bene per la maggior parte del libro, ma ogni tanto ci sono dei cali di stile molto strani. Ad esempio i re che all'inizio si oppongono ad Artù gli inviano un messaggio con scritto (letteralmente): "Veniamo a metterti a posto: preparati". Cioè, questo dovrebbe essere un messaggio di minaccia, praticamente una dichiarazione di guerra, inviato da dei sovrani ad un altro re, scritto così anche no visto che sembra più che altro la minaccia di un bulletto di 10/12 anni.
 
Il libro illustrato è stato pubblicato nel 2014 dalla Usborne Publishing e in italiano nel 2015 sempre dalla Usborne Publishing; ha una copertina rigida, misura 19,8 cm d'altezza e 15,3 cm di lunghezza, ha 304 pagine e costa 15,90 euro.
 
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