lunedì 20 aprile 2020

Lombroso di Stefano Bessoni

Ritorno a parlare dell'artista e regista italiano Stefano Bessoni presentandovi la sua ultima opera: "Lombroso". Un omaggio a un personaggio storico (Marco Ezechia Lombroso) dell'Ottocento, pioniere degli studi sulla criminalità. Personaggio che in realtà i fan di Bessoni avranno già visto comparire in una precedente opera dell'autore: "Pinocchio".


Sopra: La copertina mostra il protagonista delle vicende, qui rappresentato già ad un'età abbastanza avanzata.

Tale opera è un libro illustrato che narra la storia di Cesare Lombroso, a partire dalla sua nascita nel 1835, fino alla sua morte nel 1909, causata da un infarto.
Nel volume sono riportati, in maniera piuttosto dettagliata, tutti gli eventi della vita di quest'uomo: la sua infanzia, gli amori, gli studi di medicina, la sua carriera lavorativa, la realizzazione professionale, la vita privata, gli interessi, i pregiudizi e le manie.
L'evento più importante, però, della vita di Lombroso fu la scoperta della mancanza della cresta occipitale mediana nel cranio di un delinquente, nonché la presenza di un avvallamento nella parte centrale del cervello, chiamata verme. Egli, quindi "denominò la zona fossetta occipitale mediana, sottolinenado che tale caratterisitca è riconducibile agli animali di grado evolutivo inferiore e non all'uomo". Il fatto è di particolare rilievo perché fu questa la scintilla che portò Lombroso a elaborare la sua famosa teoria dell'atavismo e del delinquente nato, secondo cui un criminale sia tale fin talla nascita, geneticamente e anatomicamente strutturato per compiere efferatezze.
La scoperta di tale fossetta portò lo studioso a esaminare un altissimo numero di criminali, per ricercare delle caratteristiche che potessero confermare le sue ricerche.

 
Sopra: A sinistra è possibile vedere la rappresentazione che Bessoni ha fatto di Cesare Lombroso, mentre a destra ne troviamo una foto.

Tutta la storia è accompagnata dalle illustrazioni di Stefano Bessoni, che si carattaerizzano, come sempre, per lo stile molto personale e originale, dai tratti grotteschi, che contribuiscono a dare alle immagini un tratto macabro ma affascinante, molto adatto al tipo di argomento affrontato nel libro. Nel volume sono infatti presenti scheletri e cadaveri, nonché scene macabre di morte e omicidi.

 
Sopra: Nel volume sono presenti scene di omicidi, cadaveri e parti umane. L'immagine di sinistra ad esempio rappresenta il cadavere di Villeva, un criminale a cui Lombroso fece un'autopsia , mentre l'immagine a destra invece rappresenta una scena della Divina Commedia,

Sebbene nel libro ci siano anche disegni che rappresentano gli omicidi commessi dai vari criminali o immagini che ritraggono oggetti, come al solito la maggior parte delle illustrazioni rappresenta delle persone (tra cui lo stesso Lombroso, sua moglie, ma anche i vari criminali studiati), le quali vengono ritratte su uno sfondo astratto, dai colori chiari.
Parlando dei colori, Bessoni ha deciso di utilizzare delle tinte dai toni delicati e spesso chiari o comunque smorzati, anche se compaiono anche colori stesi in modo più intenso e corposo (in particolare quelli scuri, tipo il marrone e il nero). La scelta dei colori rimane inoltre abbastanza ristretta, compaiono infatti prevalentementi tinte quali: il rosa (per la pelle), il marrone (che compare molto spesso, specialmente per i vestiti, i capelli o i baffi), il verde (utilizzato per alcuni abiti), il bianco, il nero e talvolta anche il rosso.

 
Sopra: I personaggi e le scene rappresentate presentano tutte uno sfondo astratto, com'è tipico di Bessoni. Inoltre i colori scelti dall'artista per quest'opera non sono molti, e si limitano a tinte quali il marrone, il bianco, il nero, il verde, il rosa (della pelle dei personaggi) e il rosso (colori che potete vedere presenti ad esempio nelle immagini qui sopra).

"Lombroso" di Stefano Bessoni è un'opera interessante, che racconta la vita di una figura storica alquanto curiosa e dibattuta (la quale si intreccia con quella di altri personaggi diventati all'epoca tristemente famosi per i loro delitti), pioniere degli studi sulla criminalità e fondatore dell'antropologia criminale, sebbene alcune delle terorie di Lombroso siano state smentite.
Dal libro emerge comunque la fascinazione di Bessoni per questo singolare personaggio, pur non mancando di criticarne le considerazioni maggiormente bigotte (soprattutto quelle verso le donne).
L'intento dell'autore era quella di fornire, come spiega lui stesso, "Uno spunto di riflessione su una storia stupefacente e poco nota ambientata in un'Italia neanche troppo lontana dai nostri giorni".

Questo libro è stato pubblicato dalla Logos nel 2019; ha 96 pagine, una copertina rigida, misura 21,7 cm d'altezza e 15,5cm di lunghezza e costa 18 euro.

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