lunedì 24 giugno 2019

El recetario magico di Desiree Arancibia.

Oggi vi parlerò di un libro illustrato un po' particolare, che si intitola "El recetario magico: conjuros, recetos, hechizos y pociones para una alimentacion sana, divertida y nutritiva" di Desirée Arancibia. Come si può intuire già dal titolo si tratta di un manuale per realizzare ricette di cucina, che contiene però al suo interno molte illustrazioni, realizzate dalla Arancibia e dalla Marta Garcia Perez. Entrambe sono delle artiste che aveva lavorato ad una serie di albi illustrati intitolata "I colori dimenticati", di cui ho parlato qui e qui. Tra l'altro la supervisione dei testi di questo manuale è stata affidata alla Silvia G. Guirado, la quale è la scrittrice della serie "I colori dimenticati".

Sopra: Sulla copertina de "El recetario magico" sono presenti alcune posate dotate di occhi e bocca e, al centro, è stata messa l'immagine di una delle ricette presenti all'interno del manuale.

Questo ricettario, il quale è pensato per essere anche una sorta di libro di magia, si compone di varie parti, ciascuna delle quali è associata a un personaggio. Tutti questi personaggi sono, ovviamente, figure magiche: abbiamo ad esempio la strega Chuiwuituja, l'incantatore delle verdure, la ninfa dei colori, lo gnomo del bosco ...
Segnalo inoltre che tra questi personaggi vi è anche Fiamma, un personaggio che compariva anche nel libro "La inspiracion dormida" (il secondo il volume de "I colori dimenticati e altri racconti"), poiché ella era una delle muse di cui la protagonista andava in cerca per provare a recuperare la propria ispirazione.
Il primo capitolo costituisce una sorta di apparato teorico, nel quale viene spiegata cos'è una dieta sana ed equilibrata e tutti i vari gruppi alimentari e le loro rispettive caratteristiche.
Il secondo capitolo è dedicato invece alla colazione, la quale si concentra a parlare in particolare del muesli.
Il terzo capitolo tratta di brodi (come il brodo di verdure e quello di carne) e di salse quali la maionese fatta in casa, la salsa yogurt, la salsa di pomodoro ecc...
La quarta parte è dedicata ai pasti veri e propri, questo capitolo contiene infatti numerose ricette che possono essere proposte per cena o per pranzo. Queste ricette, inoltre, mostrano al lettore come creare dei piatti che hanno un aspetto alla fine molto simpatico e giocoso. Ad esempio quella de "El gato Gazpacho" è una zuppa a base di pomodori a cui, una volta impiattata, vengono aggiunti degli elementi affinché assomigli alla faccia di un gatto (con dei cetrioli tagliati si creano gli occhi e la bocca, mentre con un'oliva infilzata con degli stuzzicadenti si va a creare il naso con i baffi).
Il quinto capitolo tratta di ricette a base di frutta, nonché di cocktail e di bevande, mentre la sesta parte è dedicata alle merende e ai dolci. Tutte queste ricette sono presentate sempre in modo molto carino, colorato e divertente.
Il settimo capitolo, che si intitola "Pociones curativas", parla degli alimenti che aiutano a combattere la diarrea o la stitichezza e presenta anche le erbe che hanno proprietà curative.
L'ultima parte comprende la tavola degli alimenti, la quale è una tavola periodica suddivisa nei vari gruppi alimentari.





 
Sopra: Queste sono alcune delle ricette presenti all'interno del volume, come si può vedere esse sono pensate per risultare alla fine simpatiche e divertenti anche da vedere.

La parte illustrata di questo libro, realizzata da Desirée Arancibia con al collaborazione della Perez, è abbastanza particolare, in quanto essa è funzionale al fatto che questo è un manuale di cucina. La maggior parte delle illustrazioni raffigurano pertanto dei cibi, i quali sono disegnati spesso in modo molto simpatico, con facce e arti.
Talvolta inoltre, nelle ricette, sono presenti anche dei disegni che rappresentano i personaggi e le storie a cui le ricette si ispirano.


 
Sopra: La maggior parte delle illustrazioni presenti nel manuale raffigurano cibi o strumenti da cucina, i quali sono disegnati spesso in modo molto simpatico, con facce e arti, come si può vedere dall'immagine più in alto. Talvolta sono presenti anche dei disegni che rappresentano i personaggi e le storie a cui le ricette si ispirano, come nel caso della foro più in basso.

Ad essere disegnati sono anche i 6 personaggi che hanno il compito di accompagnare il lettore nel corso della volume, ai quali è stato dato un aspetto che talvolta appare anche abbastanza realistico, mentre altre volte no, nonostante tutti risultino comunque piacevoli alla vista.
I colori scelti sono sempre molto intensi, vivaci e brillanti e infatti il manuale risulta estremamente colorato nel suo insieme

 
Sopra: Due illustrazioni che rappresentano due dei sei personaggi che accompagnano il lettore durante la lettura del ricettario. A sinistra si trova la strega Chuiwuituja, mentre a destra Fiamma, personaggio che è presente anche nel libro "La inspiracion dormida".

"El recetario magico" risulta essere un manuale di ricette molto allegro e colorato, indirizzato ad un pubblico di adulti che vuole realizzare qualche piatto dall'aspetto simpatico (magari per invogliare i bambini a provare a mangiare qualcosa di nuovo), oppure anche direttamente ad un pubblico di bambini, i quali potranno sicuramente provare a fare qualche ricetta. La grafica molto colorata e giocosa del volume, infatti, lo rende molto piacevole da leggere e da sfogliare.
Quest'opera quindi si presenta come un divertente e colorato libro di ricette, alcune più difficili ed altre molto semplici, ma devo dire che ne ho trovate parecchie di interessanti da provare.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2012 dalla Play Creatividad S.L., ha 122 pagine, la copertina rigida, misura 23 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e 19,90 costa euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 17 giugno 2019

Good faeries/Bad faeries di Brian Froud

Brian Froud è un famoso pittore e illustratore inglese, di cui avevo precedentemente recensito una delle sue opere più famose (se non la più famosa), arrivata in Italia nel 1979 con titolo di "Fate". Oggi vi parlerò di un'altra sua opera: "Good faeries/Bad faeries", anche se forse meno famosa della precedente, nonostante ne sia il seguito.

 
Sopra: Siccome questo volume è diviso in due parti, una che tratta delle fate buone e l'altra di quelle cattive, anche il libro è stato letteralmente diviso in due parti, fornendo a ciascuna una differente immagine. Così a sinistra potete vedere la copertina della parte che tratta delle fate buone, mentre a destra quella che tratta delle fate cattive.

Questo volume è diviso in due parti, come suggerisce anche il titolo: la prima tratta delle "fate buone" e l'altra delle "fate cattive". Come ci ha infatti insegnato Brian Froud, e come ci ricorda tramite quest'opera, "faeries aren't all sweetness and light" ("Le fate non sono tutte dolcezza e luce"), ma nel loro mondo vi possiamo trovare sia soggetti benevoli sia malvagi, così come nel mondo umano. Bisogna innanzitutto prima specificare, come fa l'autore all'inizio, che egli considera "fate" tutte le creature del piccolo popolo, tra cui anche i boggart, i bogles, i brownies, le banshees ... solo per citare i più conosciuti. Le "fate" quindi ci possono apparire in molteplici forme, proprio perché esse non hanno un corpo fisso, ma un corpo, al contrario, facilmente mutabile. Per Froud le fate, nella loro assenza, sono "abstract structures of flowing energy (energia fluente), formed of an astral matter (materia astrale) that is so sensitive as to be influenced by (da essere influenzata da) the emotion and thought (pensiero)". Nella loro forma primaria noi quindi le percepiamo come forze pulsanti di luce radiante, con un centro luminoso situato nelle regioni della testa o del cuore. Esse rispondono sia a modelli mitologici sia ai pensieri umani, assumendo forme che riflettono la natura umana, animale, vegetale e perfino minerale. La natura delle fate possiede varie sfaccettature: guardiane, madrine, muse... tutte figure che verrano esplorate in questo libro.
Dopo la prefazione vi è un'introduzione che tratta dell'esistenza delle fate, all'uso che l'autore fa del termine "fate", i vari nomi con cui esse vengono chiamate, della loro classificazione, della loro fisiologia, della loro scienza e delle loro forme di comunicazione.
Dopodiché vengono finalmente presentate le fate buone, le quali sono l'incarnazione delle energie curative che fluiscono attraverso la natura e attraverso noi stessi . Tali fate sono in grado di rivelarci segreti nascosti delle nostre anime e tra di esse vi troviamo le fate madrine, quelle della gioia, le guardiane delle spade, le Ondine, i Pan, le donne verdi, gli gnomi, i Pixies...
Per andare a scoprire l'altra parte del libro bisogna proprio girare quest'ultimo e, una volta girato, vi possiamo leggere un'altra introduzione, la quale, questa volta, ci parla dei pericoli di morte legati alle fate, il loro lato oscuro, i loro difetti, la loro musica e di alcune protezioni contro le fate.
Infine possiamo fare la conoscenza delle fate cattive, creature talvolta anche solo maleducate, oppure esseri che possono arrivare anche  provare piacere nella semplice e pura malvagità. Sono quelle fate che si nascondono dietro ai vari problemi delle persone, da quelli più banali (quando non trovi qualcosa) a quelli più profondi e oscuri (come essere responsabili di sentimenti ed emozioni negative).

 
Sopra: Queste immagini ci mostrano un paio delle creature fatate presenti nel volume. Quella a sinistra rappresenta una fata buona (una Primrose Faery), mentre a sinistra possiamo vedere una fata cattiva (un Pang of regret).

Le illustrazioni realizzate da Brian Froud sono molto belle, curate, dettagliate e posseggono uno stile unico e assolutamente riconoscibile. Ciò che contraddistingue le fate di questo artista è l'originalità con cui egli le ha disegnate e rappresentate, riuscendo a creare un nuovo immaginario, insolito, legato a queste figure fantatiche. In effetti l'artista ha scritto che: "I discovered much about faery nature in a dalily, very personal way", e in effetti il suo modo di vedere e concepire le fate è sicuramente molto personale, tanto da affermare che il lettore, sfogliando questo libro, guardando queste immagini, sta guardando le fate attraverso gli occhi dell'artista e il suo cuore. L'artista infatti afferma: "I see my picture as maps of the journeys (viaggi) I've taken through the realms of the soul (regni dell'anima). And I hope that these maps will lead (condurre) you to find (trovare) faery pathways (percorsi fatati) of your own".
Quando dipinge egli non è interessato a dare chissà quale illusione della profondità o creare chissà quale prospettiva, i suoi quadri sono "like tapestries (arazzi): flat surfaces (superfici piatte) woven (intrecciate) with the threads (fili) of ideas and emotions". Sotto le figure vi è però uno strato nascosto di geometrie, una struttura che collega ciascun elemento dell'immagine, andando a formare quasi una mappa. Per l'artista i suoi quadri sono come degli scorci del reame fatato, pieni di simboli, di cui ogni spettatore può cogliere un diverso significato simbolico ed emotivo, per cui il vero significato di questi dipinti si rivela solo individualmente e può essere diverso per ciascun lettore. Froud comunque afferma che egli cerca di dare a ogni suo dipinto una molteplicità di significati, creando delle immagini che consentano a chi le guarda di impegnarsi in un dialogo personale, il quale può anche variare nel corso del tempo.

 
Sopra: Le illustrazioni realizzate da Brian Froud, come quelle che potete vedere qui sopra, sono molto belle, curate, dettagliate e posseggono uno stile unico e assolutamente riconoscibile. In particolare qui sopra a sinistra potete vedere la regina delle Fate Cattive, mentre a destra  troviamo una fata buona , una Gwenhwyfar.

Le creature fatate di Brian Froud presentano una gran varietà di forme e di sembianze, e può essere sicuramente interessante per il lettore cercare di interpretarne l'aspetto. Molto spesso queste fate non sono semplicemente belle ragazze dotate di ali di farfalla, talvolta sembrano esseri fatti di luce e senza una forma precisa (se non appena abbozzata), altre volte le proporzioni dei loro corpi, anche umani, sono volutamente sproporzionate, presentando magari visi, mani, arti ed occhi molto allungati. Molte altre volte, invece, gli esseri rappresentati da Froud ricordano solo  lontanamente delle figure umanoidi, fino ad assomigliare più a degli animali, a degli alieni o a dei mostriciattoli.

 

 
Sopra: Le creature fatate di Brian Froud presentano una gran varietà di forme e di sembianze: qualche volta possono somigliare a belle ragazze dotate di ali da farfalla (come nel caso della fata dell'immagine in alto a sinistra); altre volte, pur avendo un aspetto umano, le proporzioni dei loro corpi sono volutamente sproporzionate (come nel caso della fata nell'immagine in alto a destra). Talvolta gli esseri rappresentati da Froud ricordano solo  lontanamente delle figure umanoidi, fino ad assomigliare più a degli animali o a dei mostriciattoli (come quello dell'immagine in basso a sinistra), alcuni invece sembrano esseri fatti di luce e senza una forma precisa (se non appena abbozzata), come le creature dell'immagine in basso a destra.

L'aspetto più interessante delle fate di Brian Foud è quello di possedere una natura al contempo benevola, malevola e soprannaturale. Anche le fate con l'aspetto più bello si vede che appartengono a un mondo diverso da quello umano, un universo soprannaturale appunto.
Tale natura soprannaturale viene espressa dall'artista, oltre che attraverso l'aspetto, anche tramite i colori che egli utilizza per le sue creature fatate. Le sue fate, infatti, molto spesso non hanno una pelle rosa, come quella degli essere umani, ma vengono ritratte con una pelle bluastra, che sembra emanare una luce propria. Il blu è in effetti uno dei colori che Froud utilizza maggiormente nei suoi lavori, a volte aggiungendovi qualche tocco di bianco (per dare l'effetto della luminosità), di rossiccio o giallo. In alcuni quadri invece l'artista utilizza anche colori più caldi, tra cui il marrone o il rosso. I colori utilizzati dall'artista risultano comunque sempre piuttosto cupi e mai eccessivamente vivaci o brillanti.

 

 
Sopra: L'aspetto più interessante delle fate di Brian Foud è quello di possedere una natura al contempo benevola, malevola e soprannaturale. Anche le fate con l'aspetto più bello (come la maggior parte di quelle qui sopra) si vede che appartengono a un mondo diverso da quello umano, un universo soprannaturale appunto.

"Good faeries/Bad faeries" è un bellissimo volume, che tutti gli amanti delle fate o, più in generale, delle creature del folclore e del mondo magico sarebbero contenti di avere e di sfogliare. A differenza del suo predecessore ("Fate"), il quale si concentrava sulle fate del passato, di vecchi racconti Britannici, questo volume presenta al pubblico "the magic in our lives today", collegando le fate del passato a quelle del presente e del futuro.
Questa, insomma, è un'opera ricca di informazioni e che presenta molte creature del popolo fatato, alcune anche creative, innovative e molto originali, dipingendole con un aspetto innovativo e insolito, capace di risaltare la natura soprannaturale di queste creature, nonché il loro lato benevolo ma anche oscuro e malvagio.

Quest'opera è stata pubblicata nel 1998 dalla Simon & Schuster, ha 192 pagine, la copertina rigida dotata di sovracopertina, misura 31 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 30$.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 3 giugno 2019

Les mondes de Yaxin: le jour de la licorne di Man Arenas

"Les mondes de Yaxin: le jour de la licorne" di Man Arenas è un libro che fa parte della Collection Metamorphose (e infatti ne avevo già parlato brevemente qui). Questo volume, in particolare, è uno spin-off della serie "Les mondes de Yaxin", di cui per ora è  uscito solo il primo volume.

Sopra: Sulla copertina di "Le jour de la licorne" si può vedere Gabriel, il piccolo fauno protagonista, in compagnia del suo amico unicorno, entrambi circondati da boccioli di fiori e da uccellini rossi, che danno un tocco di colore alla scena.

In quest'opera vediamo il giovane fauno Gabriel, protagonista della serie principale, seguire le giornate di una femmina di unicroco, con cui gioca insieme, corre, intreccia fiori nella sua criniera e nella sua coda e le dorme accanto.
La storia è raccontata quasi tutta attraverso le immagini e i testi, seppur presenti, sono più che altro una serie di pensieri e di riflessioni del protagonista. Infatti essi trattano più che altro sentimenti ed idee piuttosto che azioni.
E' infatti attraverso le immagini che vediamo il piccolo fauno trascorrere le sue giornate con questa unicorna, ed è sempre attraverso le illustrazioni che vediamo quest'ultima trovare un compagno, rimanere incita, trascorrere i mesi della gravidanza e infine partorire un giovane unicorno.  Il quale diventerà anch'esso amico del piccolo fauno, che lo aiuterà a imparare a camminare, ad affrontare il mondo e a crescere.

 
Sopra: Due scene del libro che mostrano una (quella a sinistra) Gabriel mentre segue la gravidanza della sua amica unicorno, e l'altra che invece mostra il giovane fauno mentre aiuta il piccolo unicorno appena nato a mettersi in piedi.

Come ho detto prima la storia è per lo più narrata attraverso le immagini, le quali hanno un ruolo preminente in questo libro. Esse, che sono praticamente tutte illustrazioni a tutta pagina, sono veramente incantevoli e meravigliose.
Protagonisti indiscussi della maggior parte dei disegni sono gli unicorni, che l'artista disegna come splendidi cavalli dal manto bianco, la coda e la criniera bionde, il muso rosato, un corno a spirale sulla fronte e una corporatura piuttosto robusta. Delle creature che trasmetto allo stesso tempo di essere tanto forti quanto leggiadre.

 
Sopra:In queste immagini si possono vedere gli unicorni disegnati da Aren, i quali sono i protagonisti di questo albo illustrato.

Arenas ha inoltre scelto di utilizzare dei colori chiari, alquanto delicati e sui toni pastello. Nella maggior parte delle illustrazioni dominano infatti il bianco degli unicorni (solitamente un bianco con ombre e sfumature grigie) o della neve in inverno, il rosa dei fiori che ornano i crini di queste creature, il giallo paglierino delle criniere e delle code degli unicorni e il verde chiaro degli sfondi della foresta in primavera ed estate.
La delicatezza di questi colori è interrotta qualche volta solo dalla presenta di alcuni elementi di un rosso intenso, come ad esempio degli uccellini, i quali vediamo comparire abbastanza spesso durante la storia.

 
Sopra: In quest'opera predominano colori quali il bianco, il giallo chiaro, il rosa e talvolta il verde della foresta. La maggior parte di questi colori sono chiari e delicati, fa eccezione il rosso di alcuni uccellini che compaiono ogni tanto nella storia, i quali sono di un rosso intenso, il quale spicca subito per la sua vivacità rispetto al resto dei colori.

"Les mondes de Yaxin: le jour de la licorne" è un albo illustrato bello e poetico, che vuole narrare una storia semplice ma sempre interessante da leggere (o in questo caso da guardare), cioè la storia di una vita (in questo caso quella di un unicorno).
Questa storia è però resa speciale perché raccontata tramite le immagini, le quali sono molto belle, incantevoli e delicate.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2013 dalla Editions Soleil, ha 40 pagine, la copertina rigida, misura 26,7 cm d'altezza e 25,5 cm di lunghezza e costa 14,95 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.