lunedì 9 novembre 2015

Biancaneve di Michelangelo Rossato

In questo post tratterò nuovamente di un libro illustrato sulla fiaba "Biancaneve", uscito quest'anno (2015), stavolta però disegnato da un giovane artista esordiente (è nato nel 1991 e questa è la sua prima opera): Michelangelo Rossato.

Sopra: La copertina di una nuova e innovativa interpretazione artistica della fiaba di Biancaneve del giovane artista italiano Michelangelo Rossato.

Partiamo analizzando il testo, che è stato adattato sempre da Rossato.  Esso rimane molto fedele all'originale e i cambiamenti apportati sono di lieve entità:
Versione originale dei Grimm del 1857 tratta da "Le Fiabe dei Fratelli Grimm" a cura di Noel Daniel, traduzione di Valentina Tortelli e Chiara Mattioli (Edizione TASCHEN 2012) :
E siccome il rosso del sangue sulla neve bianca era così bello, pensò fra sé: "Vorrei avere un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come il legno della finestra". 
Versione di Michelangelo Rossato:
Il rosso del sangue era così bello su quel balcone che la Regina pensò: " Come vorrei una figlia bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l'ebano".
Nel libro sono presenti tutti e tre i tentativi della matrigna di uccidere Biancaneve (mentre a volte capita che vengano tagliati per accorciare la storia), e inoltre vengono mantenute intatte anche le parti che solitamente sono più soggette ad essere modificate: quella in cui la protagonista si risveglia non con un bacio, ma perché riesce a sputare il pezzo di mela avvelenata che le era rimasta in gola e il finale in cui la matrigna viene uccisa facendole indossare delle scarpe di ferro roventi (in molte rivisitazione della fiaba questo finale viene modificato per essere adattato ai bambini in quanto considerato eccessivamente cruento). Il testo quindi, mantenendosi il più possibile simile all'originale, può essere considerato di qualità.

Passiamo ora ad analizzare le illustrazioni dell'opera. Bisogna intanto dire che l'artista si è laureato con una tesi sul rapporto tra la fiaba e le società matriarcali, per cui i suoi lavori sono probabilmente stati influenzati dalle sue personali ricerche antropologiche, basta guardare l'acconciatura di Biancaneve, ad esempio, ispirata a quelle delle donne della popolazione amerinda degli Hopi. Questa particolare acconciatura a farfalla (chiamata Poli Inta), come Rossato spiega in un intervista che gli è stata fatta e che potete trovare qui, è stata scelta dall'artista in quanto questa è la pettinatura iniziatica delle bambine Hopi (una cultura di origini matriarcali, in cui, quindi, l'iniziazione femminile è davvero importante).  Nelle sue illustrazioni è inoltre possibile trovare simbolismi archetipi; l'utilizzo della simbologia si può infatti notare fin da subito: ad esempio la madre di Biancaneve ci viene mostrata in compagnia di un cerbiatto e una colomba (animali simbolo di innocenza e purezza, il primo inoltre nella mitologia simboleggia il viaggio dell'anima verso la morte).
Anche alla matrigna di Rossato, come abbiamo visto per quella di Lacombe, vengono associati degli animali, in questo caso il corvo (come per Lacombe), il serpente corallo (animale legato alla sessualità), e una scimmia leonina (la scimmia simboleggia la curiosità e l'azione, aiuta a sciogliere le inibizioni e i condizionamenti, per i cristiani è simbolo di sfrenatezza sessuale e in occidente vengono considerate come una forma arcaica di umanità).

Sopra: La matrigna ci viene presentata frontalmente in compagnia di un corvo sulla mano sinistra, un serpente corallo sulla destra, e una scimmia leonina dal colore rosso per terra. A lei sono inoltre associati colori come il rosso, il marrone chiaro e il grigiastro della pelle, tinte in contrasto con quelle di Biancaneve (nera e bianca).

La scena che ci presenta il tentativo del cacciatore di uccidere la protagonista ci mostra, in un solo colpo,  più momenti in sequenza (il tentativo di uccisione, la fuga di Biancaneve e la sua entrata nel bosco). Interessante notare come la scena che riguarda il cacciatore (alla quale molti artisti dedicano un'intera illustrazione mettendola così molto in risalto) in questo caso sia lasciata piccola e in disparte nella parte sinistra del foglio, mentre la parte centrale sia occupata da Biancaneve in primo piano che guarda dritta verso il lettore, comunicandogli la sua preoccupazione. Per quanto riguarda il cacciatore è rappresentato con un abbigliamento particolare, con vestito e stivali di pelliccia, corna e una collana di artigli ed ossa. Egli brandisce inoltre una lancia, e ci viene mostrato come semplice burattino della regina, quasi senza volontà propria, in quanto mosso da fili.

 Sopra: La tavola che ritrae Biancaneve e il cacciatore. In particolare quest'ultimo ci viene presentato dall'artista in modo nuovo, sia nel vestiario che negli atteggiamenti, come un burattino della regina, di cui di può vedere la mano (col serpente corallo) che tende i fili. In questo modo, pur non essendo del tutto presente nella scena, la matrigna fa percepire comunque la sua presenza.

Nella pagina successiva vediamo Biancaneve scappare in mezzo a un branco di lupi rossi (il lupo nel medioevo è simbolo di voracità, ma può rappresentare anche la forza e lealtà) su un cerbiatto bianco, mentre la regina osserva la scena, o il lettore,  dall'alto, insieme al serpente e alla scimmia. La matrigna viene spesso disegnata di grandi proporzioni, soprattutto rispetto a Biancaneve, forse per mostrare il suo enorme ego: vuole essere sempre al centro della scena.

Sopra: La malvagia regina ci viene mostrata di grandi dimensioni, specialmente rispetto alla piccola e indifesa Biancaneve. Sempre nella scena qui sopra, bisogna notare come la protagonista stia cavalcando un cerbiatto candido come lei, questi costituiscono così gli unici elementi bianchi nell'intera immagine, risaltando subito agli occhi del lettore.

Ho parlato prima della particolarità del modo in cui viene rappresentato il cacciatore, ma anche i nani sono stati disegnati in modo innovativo e unico, con facce simili a maschere africane.

Sopra: Nell'immagine possiamo vedere tutti e sette i nani, che l'artista ha rappresentato in modo molto particolare. Da notare inoltre la presenza, nella scena, di una colomba (associata probabilmente a Biancaneve), vicino a uno dei nanetti, e a un corvo, quello della matrigna, all'estrema destra del foglio.

Nella scena in cui la regina travestita cerca di uccidere la protagonista con dei lacci/cintura ella viene mostrata sotto forma di corvo. Anche Lacombe associò la sua matrigna, mentre consegnava la mela a Biancaneve, alla figura del corvo.

  
Sopra: Entrambi gli artisti hanno associato e travestito la regina di Biancaneve da corvo, pur con stili molto differenti e scegliendo momenti diversi. Rossato ha infatti scelto di rappresentare in questo caso il primo tentativo di uccisione (con i lacci del corsetto), mentre Lacombe il terzo (con la mela avvelenata); in quest'ultimo tentativo Rossato associa invece la matrigna a un serpente nero.

Sopra: Rossato associa la matrigna, nella scena della mela, alla figura del serpente, un chiaro richiamo alla vicenda di Eva ed Adamo.

Nell'illustrazione della morte di Biancaneve possiamo vedere chiaramente sul corpo della protagonista una colomba (associa, come ho già detto, alla ragazza) e la mela.

Sopra: In questa scena, che rappresenta la morte di Biancaneve, una colomba, simbolo di purezza, si è posata sul corpo della fanciulla, mentre la mela morsa (l'unico elemento colorato con tinte accese dell'intera immagine, oltre alle labbra della protagonista) è appoggiata sulla pancia di quest'ultima. 

Nella scena successiva, in cui ci viene mostrata la giovane nella bara (in questo caso simile a una palla di vetro), in alto a destra possiamo notare la presenza di tre uccelli: una colomba, un corvo e un barbagianni rosso.

Sopra: Un particolare che ci mostra i tre uccelli presenti nella scena di Biancaneve nella bara: la colomba (associata alla protagonista, simbolo di pace e purezza), il corvo (che impersonifica la regina, simbolo di cattivo augurio) e il barbagianni (simbolo a volte di malaugurio e di morte, altre di capacità di chiaroveggenza).

Quest'ultimo uccello ci viene introdotto per la prima volta nel libro in questa scena e ricompare in quella della pagina successiva, che raffigura il principe inginocchiato intento a chiedere la mano della fanciulla. Quest'ultima, raffigurata per la prima volta di grandi dimensioni, tiene appoggiato sulla mano sinistra proprio questo barbagianni (tale animale, come il gufo, è solitamente associato a significati nefasti, ma in Australia viene considerato, secondo dei miti aborigeni, custode degli animi femminili).
Ai piedi di Biancaneve c'è poi la mela dalla cui polpa ora spunta un fiore rosso.
Infine, nell'ultima illustrazione, possiamo vedere la triste fine della malvagia matrigna, sempre insieme ai suoi tre animali, mentre indossa le scarpe di ferro roventi.

 Sopra: La regina viene costretta a indossare le scarpe roventi. Da notare come i suoi capelli, la scimmia leonina e il serpente corallo, tutti elementi rappresentati dall'artista col colore rosso, ora siano diventato grigi. Il corvo, l'ultima bestia associata dal disegnatore alla matrigna, sta volando via nell'angolo a destra del foglio.

Come abbiamo potuto vedere questo illustratore ha uno stile particolare, vivido e intrigante. Interessante l'uso e la scelta del colore: infatti, come si può notare anche dalle immagini che ho riportato sopra, nelle tavole ne primeggiano solo alcuni: il grigio, il rosso, il bianco, il marroncino e il nero. Il rosso, il bianco e il nero, in particolare (come spiega lo stesso Rossato nell'intervista che ho citato all'inizio), sono i colori della luna e delle Triplici Dee del passato.
Ora staremo a vedere come evolverà lo stile di Michelangelo Rossato, un artista infatti si perfeziona col tempo, ma intanto possiamo ringraziarlo di averci regalato un'altra rivisitazione di qualità della fiaba "Biancaneve".

L'opera è stata pubblicata in italiano nel 2015 da il Gioco di Leggere Edizioni, ha 36 pagine e misura 34,2 cm in altezza e 24,8 cm di lunghezza. Il libro ha la copertina rigida e costa 16,90 euro. 
Nel 2021 il testo è stato ripubblicato, con 48 pagine, dalla casa editrice Arka (la stessa che ha anche pubblicato i successivi libri illustrati da Rossato).

Sopra: La copertina della nuova edizione pubblicata dalla Arka Edizioni.


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