venerdì 31 marzo 2023

C'era c'è e ci sarà di Pietro Formentini

"C'era c'è e ci sarà" di Pietro Formentini è una raccolta di poesie e filastrocche che raccontano storie e fiabe. Le poesie di Formentini sono note in Italia sia per i numerosi laboratori condotti dall'Autore di città in città, sia per la forte loro presenza nelle antologie scolastiche.
 
Sopra: Sulla copertina non compaiono disegni o immagini, ma solo la scritta del titolo.
 
Questo volume raccoglie 60 titoli tra poesie e filastrocche scritte da Pietro Fomentini, suddivisi in quattro sezioni e che hanno come filo conduttore la fiaba di ieri e di oggi.
La prima parte si intitola "C'era Pata e c'era Pumm" e raccoglie piccole e brevi favolette che raccontano storie di animali o oggetti. La seconda sezione è "Fiaba maga" ed è dedicata alle fiabe della tradizione come: "La regina delle Nevi", "Giovannin Senzapaura", "Cola Pesce", "Prezzemolina", "Il pifferaio magico", "Pollicino", "La bella addormentata", "I 4 musicanti" ecc... La terza parte è "Il pesce caneducato" e contiene storie a volte nuove o che talvolta rivisitano le fiabe classiche; l'ultima sezione si intitola invece "Racconto io, racconta tu" e contiene storie inventate dallo scrittore su disparati temi, a volte a sfondo fiabesco ed altre un po' nonsense.
La maggior parte comunque delle poesie di questo libretto sono un po' sul genere nonsense, e raccontano brevi storielle con protagonisti animali, oggetti o personaggi fiabeschi che fanno cose, talvolta non seguendo una vera e propria logica.
Essendo molto imprevedibili come tematiche, anche le rime non sono prevedibili, per cui ogni poesia segue un suo schema, che la maggior parte delle volte non è neppure poi così schematico, ma anzi risulta piuttosto libero. Nella maggior parte dei casi comunque le figure retoriche come la rima, l'allitterazione o la ripetizione sono presenti, per cui i testi hanno una certa musicalità che attira l'ascoltatore.

Storielle possibili ma anche impossibili
"C'era una volta il colore rosso
che sanguinava a più non posso.
C'era una volta la Strega al mercato
che al fornaio rubava
il pane secco
per trasformarlo in pane grattato.
C'era una volta un verde cipresso
che allora cresceva ma cresce anche adesso.
[...]
C'era una volta il colore arancione
che dentro un'arancia ci stava benone.
[...]
 C'era una volta un nano burlone
che per vantarsi d'esser gigante
sul pane a fette spalmava il burrone.
C'era una volta una fiaba narrata
che appena finita era già incominciata.".

La Regina delle nevi
"Regina di Neve
ghiaccio conficca
dentro i tuoi occhi
ti fa venir bianco
il cuore di gelo
ti sente soffrire
lenta crudele
ti fa un po morire.

Accendi, ti prego,
invece il tuo cuore,
sciogliti gli occhi
col tuo calore,
falli guardare,
ricomincia ad amare.
(E la Regina
che c'era una volta
vedrai che pian pian
alla fine si è sciolta)".
 
Fiabastoria
"Fiaba che va
fiaba che viene
chi ce l'ha 
se la tiene.
 
Chi non ce l'ha
un giorno l'avrà
chi l'ha avuta
gli è poi piaciuta?
 
Fiaba che sai
o che non sai
fiaba di un tempo
fiaba di mai.
 
Fiaba futura
splendida oscura
fiaba infinita 
come la vita.
 
Fiaba che narra
una storia inventata
fiaba vissuta
però mai narrata.
 
Fiaba mia cara
che c'è e non c'è
preziosa rara
storia di me
storia di te".
 
 Sopra: Due pagine tratte dalla sezione sulle fiabe, infatti qui ci sono le poesie dedicate alla regina delle Nevi e a Prezzemoli (versione italiana di Raperonzolo)
 
Nel volume sono presenti anche dei disegni, anche se sono più dei segni grafici, realizzati da Marilena Pasini. Questi disegni infatti sono estremamente stilizzati, tanto che se di alcuni si può capire cosa stanno rappresentando (ad esempio animali o persone), alcuni sembrano proprio solo delle linee, delle strisce, o dei cerchi.
Per questi disegni sono stati utilizzati colori accesi, brillanti e intensi, stesi in modo monocromatico, senza sfumature o ombreggiature. 
Nonostante siano molto stilizzati, a volte proprio astratti, essi fanno riferimento comunque ai testi delle filastrocche, rappresentando qualche particolare elemento in essi citato come: i topi della fiaba del Pifferaio di Hamelin, le figlie dell'orco nella fiaba di "Pollicino", teste di gatto nella poesia "I matti gatti saggi", degli occhi per la poesia che parla di un mostro senz'cchi ecc..



Sopra: Delle pagine interve che vi mostrano come sono i disegni che accompagnano i testi (molto stilizzati e semplici, con colori accesi e monocromatici).
 
"C'era c'è e ci sarà" di Pietro Formentini è una raccolta di poesie molto interessanti, anche perché si differenziano dalle solite filastrocche per bambini a cui siamo (e sono) abituati. Quelle che trattano delle fiabe classiche le ho trovate molto stimolanti perché l'autore le prende e le rivisita in modo molto personale e mai banale. Ho apprezzato inoltre che abbia preso in considerazione sia storie molto famose che altre più particolari come Cola Pesce o quella della filastrocca "Il fratello addormentato" (che riprende la fiaba del Flauto d'osso). Soprattutto in quest'ultima poesia si evince come l'autore non si è tirato indietro nell'utilizzare elementi della fiaba anche scomodi, che trattano di morte, ma anche di rinascita. Il testo recita infatti così: "Antico racconto dell'osso trovato: / sotto terra chi c'è addormentato? / Ci dorme sepolto un giovane bello, / a farlo morire è stato il fratello. / Come la storia di Abele e Caino / dove la morte diventa un destino. / Ma poi la storia non muore e va avanti, / narra altri fatti belli e importanti. / Quasi ogni fiaba / racconta storie / che fanno spavento, / però prima ancora / di andare a finire / la fiaba cambia / e cambiando ti dice / qualcosa che riesce / a farti felice".
I testi di alcune poesie li ho trovati molto intelligenti e stimolati, anche se di alcune è difficile comprenderne il significato, probabilmente perché magari un senso vero e proprio non ce l'hanno ed è così che sono state scritte; d'altronde è interessante far approcciare i bambini (ma anche e forse ancora di più gli adulti) a questi tipi di testi, i quali vogliono raccontare qualcosa, che non per forza deve avere tutto questo senso.
Come scritto sul reto di copertina: "Sono poesie che segnano la maturità artistica dell'autore e sono frutto dell'esperienza fatta direttamente sul campo con i bambini e per i bambini". 
Sembra che, proprio per dare risalto ai testi, le immagini che li accompagnano siano estremamente stilizzate, quasi astratte talvolta, come era accaduto anche in "Alfabeto delle fiabe" di Bruno Tognolini, dove comunque i disegni erano già più strutturati.
Questa si dimostra un'interessante raccolta di poesie e storie, molte a tema fiabesco, ma anche tante di tipo un po' nonsense, storielle simpatiche nate per il semplice gusto dell'ascolto, che possono comunque portare a fare importanti riflessioni e a stimolare la fantasia.
 
Il libro è stato pubblicato nel 2003 dalla Nuove edizioni Romane; ha una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza, ha 96 pagine e costa 8,50 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 29 marzo 2023

Rime alfabete: ventuno filastrocche per imparare a scrivere il mondo di Bruno Tognolini

Ecco un'altra raccolta di filastrocche dedicata alle lettere dell'alfabeto: "Rime alfabete: ventuno filastrocche per imparare a scrivere il mondo" di Bruno Tognolini, famoso autore di filastrocche e poesie che ha raccolto in vari libri (tra cui "Rime buie"). Ha scritto anche testi per “L’Albero Azzurro” e “La Melevisione”, teatro e canzoni e videogiochi, oltre ad aver vinto anche due Premi Andersen.
 
Sopra: Sulla copertina dallo sfondo giallo vediamo le lettere che compongono il titolo all'interno di palloncini bianchi, accompagnati da alcuni bambini che vi sono appesi.
 
Come scritto sul retro di copertina: "Imparare l'alfabeto è difficile, anche se una volta cresciuti non ce lo ricordiamo. Ma è anche un gioco, è creare immagini assurde e sensate insieme, è stabilire assonanze che rimarranno per sempre con noi. Ecco allora ventuno rime per ventuno lettere: poesie un po' scioglilingua e un po' filastrocche, frizzanti e festose come un sabato pomeriggio al parco, da leggere insieme o da mormorare sottovoce, quando la lettera successiva è proprio sulla punta della lingua". 
L'opera contiene infatti 21 filastrocche, ognuna dedicata a ciascuna lettera dell'alfabeto; sono rime di sedici versi, divise in quartine (strofe di 4 versi), con uno schema di rime alternato (ABAB).
Oltre a riprendere parole che presentano all'inizio o all'interno la medesima lettera i testi talvolta possono descriverne anche l'aspetto o alcune caratteristiche tipo: la pronuncia, che la A è la prima lettera, la Z è l'ultima, che della C e della G ci sono due tipi di suoni (duro e dolce)...
 
A
"Io sono l'A, io sono qua, sono la prima
L'aria d'aprile fresca fresca dell'inizio
Io sono l'alba, dico A, apro la rima
E allora arrivano le cose a precipizio.
 
[...]
 
Io sono l'A, ma sono qua e sono bianca
Sono la prima lettera Alfabeta
Quando di essere prima sono stanca
vado a giocare a primo e l'ultimo con Zeta".
 
V
"Io sono Vu, e sono il volo, e son la via
io sono il verso viaggiatore vagabondo
Le cose vive che ne vento vanno via
le voglie vere di avventure giramondo
 
[...]
Io sono vento e sono viaggio e sono vita
Che vola verso, vede valli, vuole verde
La vecchia via della vacanza tua infinita
Che sempre viene e sempre va ma non si perde
 
Volate tutti nella vita che verrà
I versi vispi sono vele di poesia
La paperetta della Qu vi dice Qua
Il vento vivo della Vu vi dice Via"

 Z
"Io sono Z, e sono zero, e sono zitta
L'ultima lettera alla fine della via
Ma non è vero, sono detta, sono scritta
E io non sono la tua fine, son tua zia.
 
[...]
 
Io sono zebra, sono bianca e sono nera,
sono zombie, sono morta e sono viva
Ho suono nano fino fino di zanzara
E vado piano, sono l'ultima che arriva
 
E invece no, dice la rima del poeta
Che l'alfabeto non finisce con la Zeta  
Perchè alla fine anche la fine finirà
perchè la Z poi finisce con la A"

 Sopra: Le pagine dedicate alla A, prima lettera dell'Alfabeto; A come Albero ed Api (entrambi elementi rappresentati nelle immagini).
 
Ad accompagnare ogni poesia ci sono i disegni di Sara Vivan, in bianco e nero, i quali hanno uno stile semplice, con elementi rappresentati in modo abbastanza essenziale ma curato. Nei disegni non compare mai lo sfondo, ma sono sempre presenti dei bambini, che vengono spesso mostrati mentre giocano tra di loro, interagendo con altri elementi citati nelle poesie. Ad esempio nella filastrocca della A compaiono un albero con delle api, nella B ci sono delle bolle, nella C ci sono dei palloncini che hanno la forma di animali che iniziano per C, nella F c'è un fuoco circondato da farfalle e da bambine vestite da fata, nella S c'è un lungo serpente che forma proprio la lettera S...
 
 
Sopra: Le pagine che mostrano la filastrocca dedicata alla S, S di serpente o di scimmia.
 
L'illustrazione principale è quella nella pagina a sinistra dei testi, ma qualche piccolo disegno compare anche nella pagina assieme alle parole (tra cui alcuni che vanno a formare un certa lettera in corsivo minuscolo), inoltre prima di ogni filastrocca vi è un altro disegno dedicato proprio a rappresentare un certa lettera dell'alfabeto. In questo caso la lettera viene scritta in stampato maiuscolo, di grandi dimensioni, con una fantasia particolare (peccato che i disegni non siano a colori, avrebbero reso di più) e accompagnata da elementi che si presenteranno anche nei testi. Ad esempio con la D c'è un bambino con una maschera da drago, nella Z (che ha una fantasia a strisce) compare una zucca...
Insomma è come se l'artista preparasse i lettori qualche anticipazione di ciò che andranno poi a leggere.


 Sopra: Potete vedere come ogni filastrocca (in questi casi quelle sulla D e la Z) sia precedute da un disegno che mostra solo la lettera, poi da un disegno a pagina intera con elementi che riprendono quelli dei testi. Inoltre qualche disegnino compare anche nella stessa pagina dei testi.
 
"Rime alfabete" di Bruno Tognolini è un'altra raccolta di filastrocche dedicate alle lettere dell'alfabeto, assieme ad esempio a quelle di "Alfabeto delle fiabe" di Bruno Tognolini, "Alfabetiere delle fiabe" di Fabian Negrin, "A come... grande alfabeto illustrato" di Roberto Piumini, "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestland, "Dall'ape alla zucca" di Maria Vago, "Gatti dalla A alla Z" scritto da Silvia Roncaglia e "Filastrocche a quattro zampe" di Eleonora Pace .
Questa si colloca tra quelle che io consiglierei ai bambini già un po' più grandi, in quanto anche concettualmente le filastrocche non sono sempre così immediate da comprendere e necessitano di un attimo di riflessione in più. Molte inoltre accennano a particolarità grammaticali e fonologiche, ad esempio della C viene detto: "Noi siamo Ci, sorelle Ci, il duro e il dolce / Siamo una lettera con due suoni diversi /Noi siamo uguali per la forma fatta a falce / Siamo diverse nella bocca che fa versi..."; oppure della G viene detto: "Noi siamo Gi, sorelle Gi, il dolce e il duro / Si scrive uguale ma è diverso per bocca / Io suono Gi con la sua I, più dolce e chiaro / Io suono Ghi più duro e scuro con l'Acca...". Molto bella anche quella dell'H che recita: "Io sono H, non ho suono, ma ci sono / Io sono il vetro trasparente, l'acqua zitta / poichè le lettere con me cambiano suono / E cambia senso la parola com'è scritta...". Alcuni versi spiegano addirittura come si pronuncia una lettera, come nel caso della V: "Quando tu apri le labbra appena appena / Se fai uscire solo fiato è un'Effe muta / Se dietro spinge invece la tua voce piena / Viene la Vu, vento che canta e che saluta".
Diciamo quindi che l'età consigliata è a partire dai 6/7 anni, mentre bambini più piccoli potrebbero far fatica a comprende appieno il senso di ogni filastrocca; anche perché le rime pur essendo presenti non ci sono sempre, e questo rende le filastrocche meno orecchiabili.
Seppur accompagnate da disegni questi ultimi non sono a colori ma in bianco e nero, anche se con uno stile semplice ma carino, per cui potrebbero risultare visivamente meno attraenti per dei bambini piccoli. Risultano però molto interessanti da analizzare per quelli più grandicelli, in quanto nessun elemento disegnato è stato messo per caso e riproduce tutte parole che iniziano con uan determinata lettera, e scoprirle potrebbe essere una bella sfida per i giovani lettori, che potrebbe servire per mettersi alla prova o ad ampliare il loro vocabolario.
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato da Salani Editore nel 2022, ha una copertina flessibile, ha 96 pagine e misura 14 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e costa 12 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 27 marzo 2023

Ondina di Friedrich de la Motte Fouqué e Arthur Rackham

"Ondina" di Friedrich de la Motte Fouqué e con le illustrazioni di Arthur Rackham è il ventiquattresimo libro della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola: STORIE MERAVIGLIOSE. Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.

Sopra: La splendida copertina dallo sfondo azzurro con titolo e decori dorati, su cui vediamo un disegno che raffigura un'Ondina, vestita con un lungo abito che si perde in mezzo alle spumose onde del mare.

Come scritto nell'introduzione: "L'edizione originale di Ondina risale al 1811, ma dovette passare quasi un secolo prima che, nel 1909, l'opera di Friedrich de la Motte Fouqué fosse tradotta in inglese dallo scrittore William Leonard Courtney e pubblicata". Questa edizione, illustrata dall'artista inglese Arthur Rackham, fu pubblicata dagli editori Doubleday (New York) e Heinemann (Londra).
Protagonista di questa vicenda è un'ondina, una creatura magica legata all'elemento dell'acqua, simile alle ninfe o a degli spiriti acquatici privi di anima, che però possono ottenerla sposando un mortale. È proprio per questo motivo che ad Ondina, figlia del Re del Mare, viene fatto abbandonare il suo mondo acquatico per trovare un uomo che, sposandola, le donerà un'anima immortale. Ritrovatasi bambina sulla terra, viene allevata da una famiglia di pescatori, una volta cresciuta si innamora del cavaliere Uldebrando che, dopo averla sposata e aver scoperto la sua natura sovrannaturale, la porta con sé in città giurandole amore eterno. Dopo le nozze, l'ex fidanzata del cavaliere, che inizialmente aveva preso in simpatia Ondina, si mette tra questa e Uldebrando, il quale torna dal vecchio amore e comincia così a trattare male la sposa. Gli spiriti dell'acqua esigono quindi una vendetta da parte della loro simile.
 
  Sopra: Due pagine interne iniziali del volume; notate come nella pagina a sinistra si veda un'illustrazione di Rackham (che raffigura proprio Ondina, immersa tra le onde), mentre in quella a destra vi sono i tipici decori che accompagnano i volumi di questa collana, in questo caso di colore blu, poiché la copertina è azzurra.
 
Come dicevo anche prima, l'opera è accompagnata dalle illustrazioni di uno dei più celebri illustratori di libri del periodo e di tutto il XX secolo: Arthur Rackham (1867-1939). Lo stile esuberante e sensuale delle illustrazioni di Rackham, che arricchiscono la presente edizione, valorizza la narrazione di Ondina e ne esalta il lato più magico ed evocativo, donando all’opera una vitalità e un misticismo non comuni.
Le illustrazioni di Rackham sono molto belle e ricche di dettagli, dotate di un fascino molto particolare in quanto pervase da un'atmosfera onirica e magica, nonché anche un poco cupa e inquietante. Esse si caratterizzano ad esempio per gli alberi nodosi, per le loro creature dall'aspetto raggrinzito e rugoso,  ma anche per le fanciulle dai tratti graziosi, raffinati, delicati e quasi eterei, come la stessa Ondina, rappresentata come una fanciulla dal fisico slanciato, dai tratti delicati, dal viso grazioso e dai lunghi capelli biondi.

 
 Sopra: Un paio di illustrazioni a colori a pagina intera di Arthur Rackham, di cui quella a sinistra rappresenta la protagonista Ondine, mentre quella a destra (incorniciata in una cornice di foglioline) il cavaliere Uldebrando, altro personaggio importante della storia.
 
Come è consuetudine nei libri di questa serie le immagini a colori a tutta pagina, che raffigurano scene descritte nei testi, talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo, opera di Cyla Costa (che si occupa del lettering dei titoli in copertina e degli elementi decorativi interni). Oltre alle immagini a colori, dai toni molto delicati ma anche un po' cupi vi sono anche delle immagini a tutta pagina in "bianco e nero" o, in questo caso, in bianco e blu.
Infatti oltre alle immagini a pagina intera ve ne sono anche altre più piccole e monocromatiche, la cui tinta riprende quella della copertina, in questo caso il blu. Sono disegni inseriti in mezzo ai testi, che in questo volume hanno delle dimensioni medie e piccole, opera dello stesso Rackham. Essi rappresentano personaggi (spesso brutte creaturine simili a goblin o folletti malvagi) e talvolta anche ambienti della storia (come castelli o boschi).
 

Sopra: In questo volume vi sono sia immagini di Rackham a pagina intera a colori (come quella in alto a sinistra), che altre più piccole e monocromatiche (la cui tinta riprende quella della copertina, in questo caso il blu), come quella più in basso, con un disegno (sempre blu) inserito in mezzo ai testi, che raffigura sempre Ondina.
 
"Ondina" di Friedrich de la Motte Fouqué è una storia che, sebbene all'inizio abbia molti tratti in comune con le fiabe (il cavaliere nobile, bello e puro di cuore che sposa una ragazza allevata da due vecchietti...) è più adulta. Questo perchè, in un certo senso, mostra anche cosa accade dopo il famoso "vissero tutti felici e contenti", cioè dopo il matrimonio dei protagonisti. La storia di Fouquè mostra come l'amore sia un sentimento tanto forte quanto facile da incrinare. L'appartenenza a due popoli diversi, l'invidia, la vanità, la gelosia, la paura, il dubbio, sono tutti elementi che possono guastare irrimediabilmente questo complicato sentimento, dando al lettore un finale anche amaro, sicuramente ben lontano da un lieto fine.     
Leggere questa storia è stato molto interessante poiché prima d'ora mi era capitato di conoscerla solo attraverso l'albo illustrato "Ondine" di Benjamin Lacombe, che presenta dei fogli semitrasparenti per dare l'effetto dell'acqua e delle meravigliose illustrazioni, anche se molto diverse rispetto a quelle di Rackham. Queste ultime sono comunque molto belle, dallo stile magico ed evocativo, ricche di dettagli, dotate di un fascino molto particolare in quanto pervase da un'atmosfera onirica e magica, nonché anche un poco cupa.
Ciò che inizialmente mi ha colpito è stato il carattere di Ondina, che appare molto infantile, soprattutto rispetto alla sua età. Ella infatti ha 18 anni, ma sembra comportarsi come una bambina di 3, ancora incapace di trattenere i suoi malumori e andando in escandescenza per ogni sciocchezza che non va come vuole lei. Pensate che, mentre il cavaliere sta raccontando di come sia giunto nel bosco, (che gli abitanti della città dicono stregato) che porta alla casa dove vive Ondina, per volere di una bella e giovane nobildonna, Ondina gli pianta i denti in un braccio per il fastidio di sentirlo parlare di un'altra ragazza, affermando: "Anche voi mi fate male!". Certo che anche il cavaliere non dimostra un gran saggezza o neanche molto senno quando, seppur dopo aver convissuto assieme alla giovane e ai suoi genitori per causa di forza maggiore (una tempesta ha infatti isolato la casa), chiede a un prete giunto all'abitazione di sposarlo con la bizzarra fanciulla. C'è da dire che, dopo le nozze, il comportamento di Ondina migliora, in quanto essendo ora lei dotata di un'anima è diventata più matura e consapevole, anzi perfino troppo paziente e a tratti troppo buona, perfino ingenua. Lo stesso non si può dire del cavaliere, che dopo il folle innamoramento iniziale per Ondina, si fa ingannare da un'altra donna iniziando a trascurare la moglie.
Questa di Ondina si presenta come una storia un po' più matura rispetto ad altri volumi della serie "Storie Meravigliose" visti finora, adatta ai ragazzi dagli 12 anni in su più che per bambini, visto il finale triste. Tuttavia sono contenta che sia stata proposta in questa collana e in questa splendida edizione illustrata, in quanto in italiano di quest'opera esistono solo edizioni abbastanza vecchiotte e non illustrate (tranne l'edizione della Tea, che aveva le immagini di Rackham), come quella delle Edizioni Paoline del 1961, l'edizione Einaudi del 1975 o quella della TEA del 1989, mentre l'edizione più recente (che contiene anche la storia di "Ondina se ne va" di Ingeborg Bachmann) è quella del 2004 della casa editrice Filema.
 
Questo volume è stato stampato nel 2022 ma pubblicato (nel senso di distribuito nelle edicole) nel 2023 dalla RBA Italia; ha una copertina rigida, ha 186 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costa 12 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 24 marzo 2023

Filastrocche a quattro zampe di Eleonora Pace

"Filastrocche a quattro zampe" di Eleonora Pace è una specie di abecedario in rima dove, per ogni lettera dell'alfabeto, un buffo animale ci presenta il suo mestiere, o l'attività che più ama svolgere, con tanti giochi e illustrazioni.
 
Sopra: Sulla copertina compare uno degli animali citati all'interno del libro: Nunzio che fa il nuotatore (come si può evincere dalla cuffia e gli occhialini da nuoto, oltre al salvagente).
 
Questo è un altro abecedario in rima, scritto da Eleonora Pace, questa volta a tema animali buffi, ciascuno dei quali presenta al lettore il lavoro o il mestiere che ama svolgere: l'antilope Alessio di professione è aviatore, il bisonte Biagio fa il bibliotecario, ma ci sono anche Flavia la formica che è fanatica di fitness, Uska l'Upupa che lavora all'uncinetto, Elia l'elefante è il re dell'equatore, Giulia la giraffa è gelataia, Isacco l'ippopotamo è illustratore, Luigi il leone fa il lavapiatti, Paolo il Pitone fa il pasticcere e tanti altri.
I  testi sono filastrocche molto brevi, di soli 4 o 6 versi e sono graziose e orecchiabili grazie alle rime baciate (AA BB), che donano molta musicalità alle poesie. Oltre a questo, essendo un raccolta di filastrocche sull'alfabeto, l'autrice ha cercato, in ogni poesia, di inserire alcune allitterazioni o comunque inserire parole che iniziano con una determinata lettera dell'alfabeto, partendo prima di tutto dal nome proprio dell'animale (quindi non sempre quello della specie a cui appartiene) e la sua professione/lavoro.
Una cosa particolare di questa raccolta è che per ogni animale e filastrocca vi è un giochino o attività  dedicata a quel determinato personaggio, esercizi quali: labirinti, scrivi una ricetta, scrivi l'iniziale dei disegni che vedi, collega le code ai rispettivi animali, unisci i puntini, trova le differenze, trova qualche elemento nascosto, colora qualche elemento secondario dell'immagine, trova l'ombra corrispondente alle figure ...
Ecco alcune filastrocche sugli animali:
 
 GIULIA la gelataia
"Quale tra questi ingredienti
vorresti aver sempre sotto ai tuoi denti?
Grana, grissini, gnocchi al formaggio,
ho sempre voglia di un nuovo assaggio.
Ma se ami la frutta o il cioccolato
vieni a gustare il mio fresco gelato."

 PAOLO il pasticcere
"Prima era solo una forte passione
ora invece è la sua professione,
il più goloso di tutto il quartiere
è proprio Paolo, il Pasticcere ".
 
ZANA vive allo zoo
"Da questo zoo di grande prestigio
vedo soltanto un cielo grigio.
Vorrei poter correre, poter saltare,
da qualche leone riuscire a scappare.
Vorrei passare ogni settimana
nella mia bella e afosa savana."
 
 Sopra: Le pagine dedicate all'ultima filastrocca e quindi anche l'ultima lettera dell'alfabeto: la zeta, che presenta come animale la zebra Zana, la quale vive allo zoo, ma vorrebbe tornare ad abitare nella Savana.A sinistra è presente l'immagine, mentre a destra, assieme ai testi, potete vedere il gioco che viene proposto, in questo caso ricopiare l'immagine di una zebra con l'aiuto di una griglia.
 
Ogni poesia dedicata ad un certo animale è accompagnata da un'illustrazione che ha il compito di mostrare di quale bestia si sta parlando, visto che nei testi non viene mai menzionata, e quale attività sta svolgendo. Gli animali sono rappresentati con un aspetto bello, curato e realistico, il che è fondamentale per poter identificare le varie creature, che talvolta sono animali abbastanza particolari e non proprio conosciuti, soprattutto se pensiamo che il volume è indirizzato a bambini anche piccoli. Anche perché talvolta trovare la corrispondenza tra il nome proprio dell'animale, il suo lavoro, e il suo nome comune che inizia con la medesima lettera dell'alfabeto non è facile. Ad esempio Hilary l'hostess sembra una sogliola ma in realtà è un halibut, Nunzio all'inizio pensavo fosse un emù, andando a controllare ho scoperto che si tratta invece di un nandù (un uccello incapace di volare originario del Sud America orientale), Xao che suona lo xilofono è una rana, ma più nello specifico si tratta di uno xenopo (un tipo di anfibi delle zone tropicali), Karin è un lemure dalla coda ad anelli, detto anche lemure catta o Katta (ecco il perchè della K), con Wenda la scimmia in vece non sono ancora riuscita a trovare a che animale, nello specifico, potrebbe corrispondere. 
Tra le bestie più particolari che sono state rappresentate troviamo ad esempio l'Oritteropo (Ottavio l'oculista), l'halibut (un pesce piatto, simile a una sogliola gigante), l'nandù (Nunzio campione di nuoto), l'Upupa (Uska che lavora all'uncinetto), il lemure (che i bambini oggi conoscono probabilmente grazie al film di "Madagascar"), il bufalo, l'antilope, il pitone (quindi non un generico serpente), la tarantola ...


 Sopra: Ogni poesia dedicata ad un certo animale è accompagnata da un'illustrazione che ha il compito di mostrare di quale bestia si sta parlando, visto che nei testi non viene mai menzionato, e quale attività sta svolgendo. Gli animali sono rappresentati con un aspetto bello, curato e realistico, il che è fondamentale per poter identificare le varie creature, che talvolta sono animali abbastanza particolar, ad esempio qui sopra non ci sono un generico ragno e serpente, ma una tarantola e un pitone.

Ogni animale comunque è rappresentato sì in maniera realistica ma anche in modo buffo, e le immagini del libro risultano interessanti e carine proprio per questo motivo: animali dall'aspetto molto realistico che sono abbigliati in modo strano perchè indossano abiti umani (tipo Nunzio il campione di nuoto con la cuffia, gli occhialini da nuoto e il salvagente; o come Teresa la tarantola tata che indossa una cuffietta rosa; o Giulia la giraffa con il cappello da gelataia....) o perchè fanno cose o movimenti strani (tipo Xao la rana che suona uno xilofono o Simone lo struzzo che suona un sassofono con le cuffie sulle orecchie ...).
Per disegnare gli animali l'artista ha utilizzato dei colori chiari, spesso anche piuttosto brillanti e accesi, anche se ciò dipende un po' anche dalla colorazione dei vari animali, alcuni non presentano colori naturalmente particolarmente accesi, rimanendo sul grigio o sul marrone (per una questione anche di mimetizzazione con l'ambiente circostante) come l'elefante, l'ippopotamo, il rinoceronte o il leone, l'emù...
Le immagini sono tutte a pagina intera, posizionate a destra o a sinistra dei testi, anche se qualche volta qualche elemento del disegno sconfina e finisce anche nella pagina in cui ci sono i testi.
 
 
 
 Sopra: Ogni animale comunque è rappresentato sì in maniera realistica ma anche in modo buffo. Animali dall'aspetto molto realistico sono così abbigliati in modo strano perchè indossano abiti umani (tipo Giulia la giraffa con il cappello da gelataio, nell'immagine più in basso) o perchè fanno cose o movimenti strani (tipo Xao la rana che suona uno xilofono nell'immagine più in alto). Per disegnare gli animali l'artista ha utilizzato dei colori chiari, spesso anche piuttosto brillanti e accesi, anche se ciò dipende un po' anche dalla colorazione dei vari animali.
 
"Filastrocche a quattro zampe" di Eleonora Pace è un alfabetiere in rima molto grazioso e soprattutto simpatico. Ormai ci è capitato di vedere già diversi alfabetieri in rima (come ad esempio a quelli di "Alfabeto delle fiabe" di Bruno Tognolini, "Alfabetiere delle fiabe" di Fabian Negrin, "A come... grande alfabeto illustrato" di Roberto Piumini, "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestland, "Dall'ape alla zucca" di Maria Vago e "Gatti dalla A alla Z" scritto da Silvia Roncaglia), ma questo si distingue per questa associazione tra nomi propri e comuni di anmali e mestieri. 
L'associazione principale comunque sta nel nome proprio dell'animale e nel mestiere svolto, e poi anche col nome comune dell'animale, anche se talvolta trovare questa corrispondenza non è affatto facile, tanto che inizialmente si potrebbe pensare che a volte questa corrispondenza non ci sia, chiedendosi come mai, visto che comunque l'autrice non ha avuto timore di citare anche bestie parecchio particolari. In realtà, se si effettuano le opportune ricerche, la corrispondenza tra il nome comune e quello proprio c'è, anche se le scelte a volte risultano molto particolari, tipo per la N ha scelto il nandù, per la X ha usato lo Xenopo Laevis, un tipo rana dei paesi tropicali, per Karin (cintura nera di Karate) ha messo un lemure dalla coda ad anelli, detto anche lemure catta o, semplicemente, Katta. Pensandoci, comunque, per alcuni animali si sarebbero potuti scegliere specie un po' più conosciute e facili da identificare, ad esempio per la K avrebbe potuto mettere un Koala o il Kiwi (per non essere banali), oppure per la W un Wallaby (ancora adesso non ho capito perché per la W ha messo una scimmia macaco), con la Y lo Yak... Sarebbe stata un'opportunità più semplice per i bambini di imparare degli animali nuovi e arricchire il loro vocabolario (visto che il volume è indirizzato a bambini piccoli, a partire già dai 2/3 anni), perchè non penso che molti genitori andranno a scovare cos'è un Katta, un halibut, uno xenopo o un Oritteropo (che almeno ha un aspetto abbastanza particolare da non scambiarlo con un maiale o un formichiere, mentre lo xenopo potrebbe rimandare semplicemente a una rana).
Nelle illustrazioni gli animali sono rappresentati con un aspetto bello, curato e realistico, il che è fondamentale per poter identificare le varie creature, visto che appunto ce ne sono diverse di piuttosto particolari e nei testi non viene mai citato il loro nome comune. A tale proposito segnalo ad esempio che sul retro di copertina è presente un errore, in quanto si cita "L'alce Alessio di professione è aviatore", peccato che in realtà l'animale rappresentato nell'illustrazione è evidentemente non un'alce ma un'antilope. Oltre a venire disegnati in modo realistico questi animali presentano anche delle caratteristiche buffe, dovute al fatto che essi indossano abiti e hanno comportamenti umani e non animali.
Sono proprio queste illustrazioni realistiche ma anche buffe e bizzarre a rendere particolare questo abecedario in rima, il quale presenta delle filastrocche carine, graziose e orecchiabili, anche se molto brevi e che sfruttano in modo limitato l'utilizzo dell'allitterazione, cosa invece che fanno (giustamente) la maggior parte degli abecedari.
 
Questo libro è stato pubblicato dalla Edizioni Il Ciliegio nel 2019; ha 50 pagine, una copertina rigida, misura 20,6 cm d'altezza e 20,5 cm di lunghezza e costa 13 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 22 marzo 2023

Storie del terrore da un minuto a cura di Susan Rich

Quanta paura puoi avere in sessanta secondi? Tanta, tantissima. Soprattutto se le storie sono le più brevi, terribili e inquietanti che siano mai state scritte, come quelle raccolte in: "Storie del terrore da un minuto a cura di Susan Rich.
 
 
Sopra: A sinistra l'edizione del 2010 della Mondadori (che a me piace di più), a destra quella del 2021 della Feltrinelli.
 
Il libro è una raccolta di tanti racconti brevi (molto brevi) di paura, a cura di Susan Rich e scritti da 62 grandi autori per adulti e ragazzi quali: Jerry Spinelli, Kenneth Oppel, Erin Hunter, James Patterson, Sonya Sones, Arthur Slade, Yvonne Prinz, Dean Lorey, Holly Black, Pseudonymous Bosh, Sienna Mercer, Carol Gorman, David Rich, Francine Prose, R.L. Stine, Adele Griffin, Allan Stratton, Alan Gratz, Neil Gaiman, Frank Viva, Michael Connelly e tanti altri ...
I racconti trattano dei temi più disparati: un bambino che sparisce in un quadro; due amici che fanno dolcetto-scherzetto in una casa immersa nel buio; una nonna che parla con le ombre; un oste che prepara salsicce dall'aria sospetta; una mano che striscia nell'oscurità; un bambino convinto che i suoi genitori non siano i suoi veri genitori; un bambino convinto che nel suo armadio viva un un malefico sconosciuto; strane ombre che parlano; una tavoletta Ouija che fa tremende profezie; un lago infestato e maledetto; una creatura che vive dietro un muro in casa tua...  
Settantadue storie brevi, dallo humour nero all'horror puro, "dopo le quali non potrai più guardare allo stesso modo il gatto in fondo al vicolo, l'armadio dall'anta che cigola e neppure la tua immagine riflessa allo specchio".
 
 Sopra: Delle pagine in cui a sinistra è presente il racconto "C'è qualcosa sotto il letto", scritto in prosa, mentre a destra c'è l'inizio di un'altra storia, a fumetti, intitolata "Kruger's Wursteln".

Queste brevi storie sono anche accompagnate da alcune immagini in bianco e nero, ma non sono riuscita a vedere però da chi sono state realizzate, in quanto ho provato a cercare ma nel volume non sono riuscita a  trovare nessun riferimento alle illustrazioni.
Esse, comunque, sono piuttosto variegate e appartengono a varie tipologie, anche se la maggior parte sono vignette e fumetti, che appunto raccontano una breve storia del terrore. Non mancano però neanche illustrazioni a pagina intera o a doppia pagina. Il loro stile varia, per cui probabilmente esse sono state realizzate da diversi artisti, in quanto alcuni disegni ad esempio sono abbastanza semplici, con tratti netti ed essenziali e colori stesi in modo netto, mentre altri sono più dettagliati, con ombreggiature, chiaro-scuri e punti luce; alcuni disegni poi hanno personaggi dai tratti più spigolosi, altri tondeggianti.
Tutti i disegni comunque sono fatti per apparire abbastanza inquietanti e spaventosi, per far scorrere all'osservatore un piccolo brivido lungo la schiena. Essi rappresentano scene narrate nei testi, ma molto spesso diventano anch'essi parte integrante della storia, soprattutto per quanto riguarda i fumetti ad esempio, ma non solo, in quanto aggiungono o esplicitano qualche elemento che magari nei testi non è spiegato o palese.
 



 
Sopra: Queste brevi storie sono anche accompagnate da alcune immagini in bianco e nero, dall'aspetto piuttosto variegato e appartengono a varie tipologie, anche se la maggior parte sono vignette e fumetti, che appunto raccontano una breve storia del terrore. Non mancano però neanche illustrazioni a pagina intera o a doppia pagina, il cui stile come potete vedere dalle immagini qui sopra varia, per cui probabilmente esse sono state realizzate da diversi artisti.
 
"Storie del terrore da un minuto" a cura di Susan Rich è una bella raccolta di storie di paura molto interessante, in quanto opera di tantissimi autori che hanno scritto delle storie molto molto brevi, da leggere in un minuto o anche meno. La cosa affascinate è anche la diversa tipologia scelta per raccontare le storie, in quanto alcune sono dei classici testi in prosa, altre ancora fumetti, altre alternano strisce di disegni a frasi, e altre sono poesie o filastrocche. "La ballata di John Grepsy" ad esempio è una filastrocca: "Oh campeggiatori che in tende dormite, / giovani e imberbi voi non sapete, / che mentre riposate, striscia nella foresta / una presenza vigile e destra. / Sentite il vento ululare / voci di spiriti dispersi e solitari, / e fantasmi adirati, e sussurri millantare / "Solo per voi giungo, ognari". / Occupate ora la terra / che il vostro avo mi tolse. / Su voi cade la colpa, mal ve n'incolse. / La mia lama freme, d'adoperarla bramo; / John Grepsy, così mi chiamo..."
Bello anche il fatto che alcune storie siano illustrate, il che rende ancora più scorrevole la lettura, come capita ad esempio con i racconti a fumetti. Nonostante la presenza delle immagini il libro rimane comunque indicato per una fascia di lettori abbastanza grandi, a partire dai 9/10 anni, in quanto le storie sono vere e proprie storie di paura scritte per spaventare e non per far ridere.
Le stesse illustrazioni, di varia tipologia, hanno un aspetto piuttosto inquietante, che l'uso del bianco e nero mette in evidenza e amplifica, in quanto conferisce loro un tocco in più di macabro. Questo tipo di raccolta me ne ricorda per certi aspetti un'altra, sempre illustrata con disegni in bianco e nero e con brevi racconti del terrore: "Scary stories to tell in the dark" di Alvin Schwartz. Anche se in questo caso le storie erano frutto di leggende, racconti popolari o del folclore americano, e non proprio tutte erano veramente spaventose (anzi alcune alla fine facevano anche ridere, circa); inoltre le illustrazioni di Gamelle erano più inquietanti di quelle di questo libro.
Le storie di questa raccolta sono tutte piuttosto belline, con il giusto livello di paura e suspanse, e talvolta lasciano pure il lettore un po' spiazzato e pensieroso, infatti alcuni racconti non si comprendono subito appieno, ma sono un po' criptici (diciamo che magari talvolta bisogna prendersi qualche istante per rifletterci sopra)... il che comunque fa sempre parte del gioco, d'altronde spesso si ha più paura di ciò che non si conosce appieno.
Un volume molto scorrevole e grazioso, perfetto per chi vuole spaventarsi un po' con qualche buona e brevissima storia di paura, adatto anche per coloro che non sono lettori molto forti.
 
Il libro è stato pubblicato originariamente nel 2009 dalla Harpercollins Publishers col titolo "Half-Minute Horrors"ed è stato edito nel 2010 in italiano dalla Mondadori Editore. Il volume ha una copertina rigida con sovracopertina, misura 22,5 cm d'altezza e 125 cm di lunghezza, ha 130 pagine.
Nel 2021 il libro è stati ripubblicato con una nuova copertina dalla Feltrinelli, con 144 pagine al costo di 13 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 20 marzo 2023

L'ortografia giocando di Leda Luise e Cecilia Brianese

Nonostante possa sembrare un altro abecedario in rima (soprattutto per la copertina) questo non è semplicemente una raccolta di poesie sulle lettere dell'alfabeto, ma bensì sull'ortografia: "L'ortografia giocando" di Leda Luise e con le illustrazioni di Cecilia Brianese.
 
Sopra: Sulla copertina compaiono tre lettere ciascuna accompagnata da un insetto che presenta quella lettera come iniziale del proprio nome (A di ape, B di bruco, C di coccinella).
 
"Mal di ortografia? Ecco la cura adatta: leggi queste filastrocche, imparane qualcuna a memoria, divertiti con i giochi... e la guarigione è assicurata".
Questo libretto è infatti una raccolta di filastrocche che trattano le maggiori difficoltà ortografiche incontrate dai bambini. La prima poesia è dedicata a spiegare cos'è l'ortografia, la seconda all'alfabeto, mentre le altre filastrocche affrontano diverse questioni riguardanti l'italiano e la grammatica, soffermandosi sulle lettere dell'alfabeto quali la S, la Z, la C, la G, la B e poi ovviamente su tutti i suoni più difficili con la GN, la GL, la QU, la CH e la GH, la CQU, la SCI, la SCH...
Le filastrocche sono quasi tutte abbastanza lunghe (un po' troppo per essere imparate a memoria dai bambini), ma risultano sempre molto simpatiche, musicali e orecchiabili, anche perché hanno uno schema di rime baciate (AA BB).
 
Giocando con la G
"Il sole illumina nel grande giardino
giaggioli, giunchiglie e un gelsomino.
Sul prato allegri fan girotondo
Giada, Giovanni, Gigliola e Giocondo.
 
Giocano i grilli tra i Girasoli
che sono gialli giganti tra i fiori,
mentre sui rami di un faggio maestoso
un uccellino gorgheggia gioioso.
 
La gallinella nel grano passeggia,
intanto il girino nell'acqua galleggia,
e tra le spighe che ondeggiano al vento
gioca un galletto giulivo e contento.
 
Tra i fili gialli della gramigna
la gazza ladra si aggira guardinga:
ha visto al sole brillare un gioiello,
trova di carta d'argento un brandello".
 
  L'acca con le ali
"C'era un volta un'H spiritosa.
Le piaceva giocare senza posa.
Con C e con G era in compagnia
Sul più bello se ne vola via.
 
Su un albero di pesche se ne stava
poi improvvisamente se ne andava.
Non sono molti quelli a cui riesce
di far venire su un albero del pesce.
 
[...]
 
Ricchi signori trasformò in cicci,
per protestare fecero capricci.
faceva altri scherzi e si infilava
per burla dove meglio capitava.
 
E i tre magi diventaron maghi
non vivevan tra gli agi ma tra gli aghi.
Poi se ne andò di  un fiume alla foce
e delle foche si sentì la voce:
- Chiudete presto a chiave questa H!
Così da CHI, CHE, GHI, GHE non scappa!".
 
 Sopra: Le pagine dedicate all'acca, dove compaiono un albero di pesce e due ricci che prima erano uomini ricchi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Cecilia Brianese, le quale cercano di rappresentare quanto narrato nelle filastrocche. Ad esempio nella poesia "La pozione della strega Zira", che parla di questa strega intenta a preparare una pozione con un sacco di ingredienti che si scrivono con la z, vediamo che l'immagine rappresenta proprio questa strega mentre aggiunge in un paiolo piume di gazza e zucca. Nella filastrocca del pirata Bavetta è disegnato questo pirata assieme alla sua ciurma mentre tengono in mano delle verdure, poiché nella poesia viene detto che Bavetta e i suoi pirati interessano solo le verdure per potersi fare una zuppa (poichè hanno problemi di masticazione).
Le illustrazioni hanno uno stile simpatico, con personaggi dall'aspetto abbastanza caricaturale e contorni non troppo definiti, che sembrano essere stati tracciati direttamente coi colori. Colori che risultano piuttosto intensi e pastosi, talvolta più vivaci ed altre volte più delicati, con tinte abbastanza intense.
I personaggi possono essere sia esseri umani che animali e possono essere accompagnati da uno sfondo colorato oppure no.
 
 



Sopra: Le illustrazioni hanno uno stile simpatico, con personaggi dall'aspetto abbastanza caricaturale e contorni non troppo definiti, che sembrano essere stati tracciati direttamente coi colori. Colori che risultano piuttosto intensi e pastosi, talvolta più vivaci ed altre volte più delicati, con tinte abbastanza intense. I personaggi possono essere sia esseri umani che animali (come nell'ultima immagine che ha per protagonisti dei cigni) e possono essere accompagnati da uno sfondo colorato oppure no.

"L'ortografia giocando" di Leda Luise e con le illustrazioni di Cecilia Brianese, carine e simpatiche, è una raccolta di filastrocche molto carine e orecchiabili per affrontare le principali difficoltà dell'ortografia, come alcune particolari lettere dell'alfabeto e i suoni difficili.
Anche solo l'idea di creare delle filastrocche sull'ortografia è molto carina, anche se la possibilità di farle imparare a memoria (come viene suggerito sul retro di copertina) ai bambini forse è un po' difficile, perché la maggior parte delle poesie sono piuttosto lunghe, però magari si potrebbe farle apprendere a piccole parti. 
Il libretto è consigliato per la lettura autonoma a partire dai 7 anni, quando i bambini iniziano ad approcciarsi e a capire meglio le difficoltà ortografiche. Le filastrocche si prestano comunque a essere lette ai bambini anche prima, dai 4 anni, anche solo per la musicalità delle parole e perché risultano molto orecchiabili e simpatiche. Come menzione onorevole non possono non riportarvi quella dedicata alle fiabe (probabilmente dedicata alla parola c'era), visto la mia passione per esse: 
 
C'era una volta
"C'era una volta una bella addormentata,
ma al bacio del principe s'è subito svegliata.
E c'era Cenerentola che passava la cera,
ma ora è diventata una principessa vera.
C'erano Biancaneve e c'erano sette nani
ora son diventati otto signori anziani.
C'era Cappuccetto che andò nel bosco cupo
ora non ci va più e non incontra il lupo.
C'era Alì Babaà con quaranta ladroni
ora son quarantuno amici onesti e buoni.
C'era una volta Pinocchio, il burattino,
pare sia diventato un ottimo bambino.
C'erano una volta tante buone fate,
Qualcuno mi sa dire dove sono andate?"
 
Questo libro è stato pubblicato dalla Miachael edizioni nel 2018; ha 64 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 9,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 17 marzo 2023

Filastrocche da assaggiare di Olivia Cauzzo

"Filastrocche da assaggiare" di Olivia Cauzzo è una raccolta di filastrocche che ha per tema il cibo, un soggetto a cui si dedicano abbastanza spesso filastrocche per bambini, probabilmente perché è qualcosa a loro (come a tutti noi) molto familiare che fa parte della quotidianità e che è sempre apprezzato (magari alcune tipologie più di altre).
 
Sopra: La copertina dallo sfondo bianco su cui spiccano diversi cibi, alcuni non presenti elle filastrocche del libro (tipo la banana e la pera).

Il volume contiene 12 filastrocche scritte da Olivia Cauzzo su alcune pietanze (salutari o meno, salate e dolci, di carne, frutta e verdura) che ai bambini sarà sicuramente capitato di mangiare o di vedere. Le filastrocche riguardano i seguenti cibi: la pizza, il minestrone, le polpette, i piselli, gli gnocchi, le patatine fritte, le carote, i biscotti l'anguria, il gelato e le ciliegie.
I testi di ciascuna poesia sono composti da 8 versi, in rima baciata (AA BB), questo fa risultare le filastrocche molto carine e orecchiabili.

La pizza
"Soffice e morbida oppure croccante,
esce dal forno la pizza fragrante.
Di verde basilico sempre guarnita,
più rossa o più bianca è la Margherita?
La mozzarella, come una molla,
la tiro coi denti, ma lei non si scolla.
Mi lecco i due baffi di pomodoro:
anche con gli occhi è la pizza che adoro"
 
Le patatine fritte
"Le patatine fritte e bollenti
sono di un drago gli aguzzi denti.
Gialle, dorate, unte e fumanti,
morbide dentro e fuori croccanti.
Mangiale ieri, oggi, domani,
sarebbe un sogno, e in più con le mani.
Le dita salate lecchiamo contenti,
sperando che il drago perda altri denti". 

Il gelato
"Fatto di neve sembra il gelato,
però ha tanti gusti ed è colorato.
Verde il pistacchio e gialla la crema,
bianca vaniglia con rossa amarena,
fragola rossa e azzurro puffo
che di sicuro è il gusto più buffo.
Tante palline sul cono abbracciate
o nella coppetta pigiate pigiate:
leccale in fretta, a più non posso,
ancor più veloce o ti colano addosso!"
 
Sopra: L'illustrazione delle patatine fritte, che sono rappresentate su uno sfondo arancione, vicino a un piccolo drago verde poiché nella filastrocca viene detto che esse sono "denti di drago".
 
Ogni poesia è accompagnata da un disegno di Paola Pappacena, il quale ha il compito di riprodurre l'aspetto del cibo citato nei testi, anche se non in maniera iper realistica, ma comunque in modo abbastanza curato e appetibile, ma anche un po' giocoso.
A caratterizzare queste illustrazioni sono i colori, molto saturi, accesi, vivaci e brillanti, per cui ogni immagine risulta un tripudio di tinte. Perfino il colore degli sfondi serve a far risaltare quello dei cibi: le ciliegie rosse hanno un sfondo giallo, i biscotti gialli/marroncini hanno uno sfondo arancione, il gelato (di vari colori) uno sfondo azzurro...




Sopra: I disegni di Paola Pappacena, il quale ha il compito di riprodurre l'aspetto del cibo citato nei testi, anche se non in maniera iper realistica, ma comunque in modo abbastanza curato e appetibile, ma anche un po' giocoso. A caratterizzare queste illustrazioni sono i colori, molto saturi, accesi, vivaci e brillanti.

"Filastrocche da assaggiare" di Olivia Cauzzo è una raccolta di filastrocche a tema cibo molto carina e graziosa, con testi semplici in rima baciata, molto regolari e orecchiabili, che possono essere seguiti facilmente da bambini anche abbastanza piccoli. I testi possono essere letti gia a 3 anni, anche perché trattano un tema, quello del cibo, a tutti i bambini molto familiare e che fa parte della quotidianità (d'altronde tutti gli esseri viventi per sopravvivere hanno bisogno di cibo).
Nelle filastrocche sono proposti 12 cibi differenti per tipologia: abbiamo carboidrati, carne, verdura e frutta; cibi dolci e salati, cibi quotidiani, cibi salutari ed altri da mangiare con moderazione. Ho apprezzato comunque che l'intento di tutte le poesie sia quello di mettere in risalto le caratteristiche e le cose positive di ciascuna pietanza, senza voler insegnare quali siano quelli più salutari e quelli invece da evitare: tutti i cibi sono considerati semplicemente buoni per motivi differenti. Delle carote ad esempio vien detto che sono "croccanti e deliziose, sotto i denti rumorose"; le patatine fritte sono descritte come: "gialle, dorate, unte e fumanti, morbide dentro e fuori croccanti"; i biscotti sono: "Tondi o quadrati, di pastafrolla, chi li rosicchia più non li molla"...
Insomma ogni pietanza è descritta secondo le sue caratteristiche, interessanti ad esempio quelle delle ciliegie, da confrontare con la poesia scritta da Roberto Piumini, sempre su questo frutto, contenuta in "Non piangere, cipolla", altro volume di filastrocche a tema culinario:
Per Piumini le ciliegie erano: "Come infinite note /rosse su pentagrammi / da prendere una ad una / per fare dolci cori, / gocce di polpa bruna da spipolare in bocca, / perle della corona / di sua Maestà Re Sapo, orecchini di porpora / che non durano tanto, / una che l'altra tira / dolcissima catena, / pallottoliere molle, calcolo zuccherino, / rotondo ritornello / che la lingua lavora / mel cavo palatino, / solubile rubino / che il fresco cielo fregia: / eccovi la ciliegia". 
Secondo Cauzzo le ciliegie sono: "Sode, lucide, piccole e grosse /mature o acerbe, di solito rosse, / ornan le bimbe come orecchini / le ciliegie che sembran rubini. / Appese alle orecchie con il picciolo, danza e quasi prendono il volo. / La polpa ha un dolce sapore, / un nocciolo duro è il loro cuore". Trovo interessante che entrambi gli autori abbiano paragonato il frutto a dei gioielli (ai rubini) e in particolare a degli orecchini.
 
Il libro è stato pubblicato nel 2012 dalla GRIBAUDO; ha 24 pagine, una copertina rigida, misura 19,5 cm d'altezza e 19,5 cm di lunghezza e costa 8,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.