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mercoledì 2 settembre 2026

OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA di Geronimo Stilton

"OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA" di Geronimo Stilton (pseudonimo, almeno un tempo, di Elisabetta Dami, mentre ora probabilmente composto da un team di autori fantasma) è appunto l'ottavo capitolo dedicato a Geronimo Stilton che deve salvare il Regno della Fantasia da qualche minaccia. 
Riguardo ai libri sul Regno della Fantasia avevo già dedicato un post qualche anno fa: "Nel Regno della Fantasia di Geornimo Stilton (tutta la saga)", ma questa volta volevo soffermarmi su un volume in particolare, che ho recuperato recentemente in un Mercatino dell'Usato, nel quale abbiamo come tematica quella del tempo.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina della prima edizione, mentre a destra quella in formato flessibile con la nuova grafica. Continua la tradizione di rappresentare Geronimo in sella a qualche bestia, in questo caso un drago verde (il Drago del Tempo).

Nella vita reale Geronimo si trova un po' in difficoltà: tra una settimana deve dare alle stampe l'Ottavo volume sul Regno della Fantasia... peccato che non abbia scritto nemmeno una parola! Intanto, durante la festa di compleanno di zia Lippa Geronimo cade da una scala mentre stava appendendo uno striscione, e gli si rompe l'orologio che portava al polso. Si tratta di un orologio importante, in quanto glielo aveva regalato il nonno Torquato per il suo diciottesimo compleanno: "Io mi rialzai e lo rassicurai: - No, bocconcino di grana, va tutto BENE.
Fu allora però che mi acccorsi di una cosa: il mio orologio da polso si era RORRO!
Per mille formaggini stagionati, mi dispiaceva di averlo rotto! Tenevo molto a quell'orologio: era un regalo di nonno Torquato pwr il mio diciottesimo compleanno!
Avevo le lacrime agli OCCHI, ma il nonni mi battè una zampa sulla spalla e mi consigliò: - Nipote, non preoccuparti e ascoltami: portalo all Bottega delle Ore Incantate. 
Lì lavora il mio migliore amico, il famoso orologiaio Precisio Meccanicus. Ci penseà lui a ripararlo...
Poi mi strizzò l'occhio con aria misteriosa e mi sussurrò: - Vedrai, quella bottega ti piacerà, la troverai... interessante!
Geronimo si reca così da questo orologiaio amico di suo nonno, il quale tiene in negozio una bellissima e grandissima pianta di rose bianche rampicanti. Mentre sta aspettando che Precisio gli ripari l'orologio Geronimo si addormenta su una poltrona e ad un certo punto si sente chiamare: è Scribacchinus Scribacchiu, un suo amico di vecchia data del Regno della Fantasia! La voce proviene dall'alto della pianta di rose, che Geronimo scala fino a ritrovarsi nel Regno della Fantasia, dove appunto incontra Scribacchinus che lo porta dalla Regina Froridiana (dopo averlo prima accompagnato da altre due regine), la quale però ha un proble: è invecchiata!
"Lei sollevò il velo... i suoi CAPELLI erano candidi come la neve di tanti inverni che certo aveva vissuto, la sua carnagione era solcata da righe profonde e il suo viso aveva un'espressione stanca. [...]
Con voce sottile lei disse: -Cavaliere, io ci riconosco, ma ahimè, voi non mi riconoscete, Floridiana, Regina delle Fate, la Bella tra le Belle, Colei che Conosce Ciò che Nessuno può Conoscere, Custode del Regno della Fantasia è qui davanti a voi, ora. Ma quanto è diversa dalla regina che ricordate...
Una nuova minaccia incombe sul Regno della Fantasia: le lancette del segnatempo cronofantàsico, il magico orologio del paese del tempo, hanno iniziato a vorticare sempre più veloci, alterando lo scorrere del tempo dell'intero regno. Anche la Regina Floridiana sta invecchiando inesorabilmente, in quanto per lei il tempo ha cominciato a passare molto velocemente, troppo, e lei ha iniziato a invecchiare a una velocità vertiginosa, peccato che, secondo una delle leggi segrete del Regno della Fantasia: "Il Regno è protetto dalla Regina delle Fate e la vita della Regina avesse fine, il regno intero finirebbe con lei." Se la regina quindi dovesse morire di vecchiaia perirebbe con lei anche il Regno della Fantasia, e questo ovviamente non deve accadere. La vita della Regina è misurata dall'orologio incantato che si trova nel Paese del Tempo, per cui Geronimo deve recarsi là e capire cosa sta succedendo, riparando l'orologio in modo che il tempo ricominci a scorrere lentamente per Floridiana.
Geronimo parte quindi con la COMPAGNIA DEL TEMPO, formata da lui, da Scribacchinus Scribacchius, dalla principessina Bizzz (nipote della Regina delle Api), da dalla Regina dei Sangueverde e dal Cavaliere Solitario, un misterioso cavaliere fata che ha fatto voto di silenzio. 
Geronimo scoprirà che l'orologio è vittima di un malvagio incantesimo della strega Eclisse... Inizia così per Geronimo una vera e propria corsa contro il tempo, per salvare Floridiana e l'intero Regno della Fantasia!
 
Sopra:
 Le pagine che mostrano Geronimo arrivare nel Regno della Fantasia dopo aver scalato la pianta di rose rampicanti, dove si vede all'orizzione il castello della Regina delle Fate (che sa profumo di fata).
 
Sicuramente una delle caratteristiche che ha garantito un così grande successo a questa saga (ma anche dei libri di Stilton in generale) è la grafica, che è molto curata e piuttosto particolare, oltre che accattivante per dei bambini.
Intanto, prima di passare a parlare delle illustrazioni vi devo dire che nei libri di Stilton spesso anche le parole dei testi sono scritte con caratteri e grafiche particolari e in modo colorato: ad esempio le parole che reinviano alla paura o al freddo sono scritte in modo tremolante, magari in viola o in azzurro; ci sono frasi che si arricciano come una spirale, oppure che scendono a scatti come dei gradini; la parola "gigante" può essere scritta con un carattere più grande e più grosso oppure parole come "unicorno" o "fata" sono scritti in azzurro, magari con brillantini o piccole stelline attorno, con un carattere elegante, arricciato e un po' corsivo...
In mezzo ai testi poi compaiono spesso piccoli disegni collegati proprio al significato delle parole o a ciò che i testi stanno dicendo in un determinato punto, oppure compaiono piccoli riquadri con spiegazione e significato di determinati termini. Insomma anche la parte scritta in un certo senso diventa un po' "disegnata" e interattiva. In questo modo il lettore non si trova davanti a un noioso muro di lettere e parole tutte uguali, ma alcune sono già predisposte per attirare la sua attenzione, mentre i disegni lo aiutano ad indovinare o predire un significato.
Oltre alla grafica dei testi vi sono poi i disegni, che sono numerosissimi e di vario tipo, anche se accomunati sempre dal medesimo stile: ci sono quelli dedicati a presentare specifici personaggi, altre che sono delle mappe di luoghi, altri che mostrano dei portali, alcuni fanno parte di enciclopedie fantastiche, altri rapprsentano delle pergamene,  altri vogliono far vedere al lettore un certo ambiente, altri ancora illustrano avvenimenti descritti nei testi ....
Essi infatti sono opera di diverti artisti: Danilo Barozzi, Silvia Bigolin, Carla de Bernardi, oltre a Federico Brisco (per i disegni dell'appendice e Christian Aliprandi per il colore delle illustrazioni in appendice. L'art director è invece Roberta Bianchi, con l'assistenza artistica di Lara Martinelli, mentre la grafica è di Chiara Cebraro e Yuku Egusa.
Le illustrazioni comunque possono essere di tutti i generi e formati: a doppia pagina, a pagina intera, talvolta anche con pagine che si aprono diventando 4, in mezzo ai testi, di medie dimensioni o piccolissime. Esse sono realizzate con linee precise e tratti netti e ben definiti, tuttavia nell'insieme le immagini, specialmente se a pagina intera o doppia pagina (dove quindi compaiono anche gli sfondi) risultano molto dettagliate e ricche di particolari, anche se giunti a questo ottavo volume le immagini sono un po' più semplici e piatte rispetto all'inizio.
Tutte comunque risultano molto colorate, con colori spesso saturi, molto carichi, accesi, intensi, vivaci e brillanti, che colpiscono subito l'attenzione.
La parte grafica quindi risulta molto accattivante e finisce per far colpo sui giovani lettori (anche a me da piccola piaceva molto e, ancora adesso devo ammettere che nell'insieme risulta di un certo impatto). Certo, magari il discorso non varrà proprio per tutti, in quanto so di bambini (specialmente con dislessia) per i quali questo tipo di grafica risulta eccessiva, dispersiva e rende più complicata la fruizione dei testi. A me comunque non ha mai dato fastidio da piccola, anzi la trovavo affascinante e diversa dal solito, infatti non credo esistano altri libri che fanno un lavoro simile (parlando soprattutto a livello dei testi), o comunque non in modo così preponderante (forse, per alcune persone, anche troppo).
 




 
 
 
Sopra: Alcune pagine illustrate del libro, , dove troviamo diversi disegni a pagina intera o anche doppia pagina, ma anche in mezzo ai testi, testi che tra l'altro presentano parole scritte con font particolari.
 
"OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA" di Geronimo Stilton è un volume che ho trovato abbastanza deludente in quanto a tratti molto banale, anche rispetto ai suoi predecessori. 
In questa ottava avventura vediamo Geronimo avere a che fare con il TEMPO, in quanto deve contrastare l'invecchiamento della Regina delle Fate, Floridiana, la cui vita è a quanto pare legata alle lancette del Segnatempo Cronofantàsico, il magico orologio del Paese del Tempo, le quali hanno iniziato a vorticare sempre più veloci, mandando avanti gli anni della sovrana, la quale rischia di morire di vecchiaia e se lei dovesse perire sparirebbe anche il Regno della Fantasia. Tale concetto per cui la vita di una sovrana è legata all'esistenza stessa del mondo della fantasia è ripresa evidentemente da "La storia Infinita" di Ende, in cui l'esistenza del Regno di Fatàsia era legata a quella dell'Infanta Imperatrice.
Per salavare Floridiana quest'ultima invia Geronimo e altri 4 compagni nel Paese del Tempo, dove appunto si trova il Segnatempo Cronofantasico. Già qua iniziano ad esserci alcune cose che mi hanno fatto storcere il naso: la faccenda della Compagnia del Tempo che deve recarsi nel Paese del Tempo in realtà non serve a nulla! Geronimo parte infatti assieme ad altri quattro compagni: Scribacchius, la principessina Bizzz (nipote della Regina delle Api), la Regina dei Sangueverde e il Cavaliere Solitario. Ebbene, giunti davanti al posto dove si può accedere al Paese del Tempo, al quale sono giunti portati da una carrozza magica, si scopre che solamente due persone per volta vi possono entrare. Ad andare in cerca del Segnatempo Cronofantasico quindi saranno solamente Geronimo e il Cavaliere Solitario. La presenza degli altri tre è quindi stata assolutamente INUTILE, tanto più che le due principesse non hanno fatto altro che bisticciare tra di loro per ore e ore rompendo le scatole agli altri passeggeri della carrozza. Esse inoltre non ricompariranno più per il resto della storia, quindi perchè introdurcele se non servono a niente? Secondo me lo hanno fatto solo per allungare il brodo, presentando subito due nuovi personaggi per destare l'attenzione dei lettori, per poi abbandonarli perchè non erano affatto necessari alla trama. L'inizio del viaggio comincia infatti con Scribacchinus che chiama Geronimo e si reca con lui prima dalla Regina delle Api (per prelevarne la nipote) e poi dalla Regina delle Rane, e tutti assieme si recano al castello di Floridiana per farsi affidare un'importante missione. La cosa è ridicola perchè, nel caso della principessina Bizzz (nipote della Regina delle Api) viene proprio detto che ella "sta per l'asciare l'alveare per una grande AVVENTURA in compagnia del Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura e del Cavaliere della Ninfa d'Argento!", quando in realtà lei (così come Scribacchinus e la Regina Sangue Verde) non compirà proprio nessuna missione! Verrà semplicemente accompagnata in carrozza fino alla soglia del Paese del Tempo per poi tornare indietro. 
C'è inoltre questa gag, che dovrebbe fare sorridere, in cui Geronimo è impaziente di rivedere Floridiana e ogni volta lui pensa che Scribacchiuns gliela stia facendo incontrare, mentre poi scopre che si tratta di un'altra regina. 
Il rapporto poi tra Geronimo nei confronti di Floridiana è estremamente sdolcinato, con lui che non fa che sosprirare e languire chiamando Floridiana "la regina del mio cuore". 
Alla fine quindi Geronimo entra nel Paese del Tempo assieme al Cavaliere Solitario, questo personaggio misterioso. Peccato che durante il viaggio in carrozza Scribacchinus inizi a parla a Geronimo del fatto che la Regin Floridiana ha un fratello, il principe Fortunato, che "nessuno sa dove sia, ma secondo la misteriosa Profezia dei Mille Cuori un giorno lui, assieme a una misteriosa creatura con una penna, quattro occhi, cento cervelli e mille cuori, salverà Floridiana". Ovviamente i lettori non ci metteranno nulla a fare 2 + 2 e capire che il principe Fortunato (di cui fatalità non si era mai sentito parlare prima) è il Cavaliere Solitario, mentre il tizio di cui parla la profezia è Geronimo, anche se almeno la descrizione del misterioso salvatore è carina, anche se comunque un po' banale. 
Per entrare nel Paese del Tempo bisogna passare dalla Porta del Coraggio, che solamente i puri di cuore possono attraversare. Nel libro ci sono infatti ben due prove che possono essere superate solo dai "puri di cuore", prove che sembrano fatte apposta per Geronimo, per sottolineare quanto lui sia buono e bravo. La prima prova è questa della porta del Coraggio, mentre la seconda è nell'ultima parte del libro. A Geronimo infatti serve la Spada di Cristallo, una spada magica per tagliare l'Ombromanto, un tessuto con cui la strega Eclisse vuole portare l'oscurità su tutto il Regno della Fantasia per poterlo conquistare. Si tratta ovviamente di una spada dagli enormi poteri (non ben specificati però, oltre al fatto che può tagliare l'Ombromanto), talmente grandi "che sarebbe pericoloso affidarla a chi è senza scrupoli", per cui la spada è custodita dal re Azul, che fortunatamente Geronimo conosce (grazie al suo Sesto viaggio nel Regno della Fantasia). La spada può essere conquistata solo da un puro di cuore e Geronimo per dimostrare di esserlo deve rispondere all'Indovinello della Melagrana Incantata. Peccato che l'Indovinello sia di una banalità disarmante, tanto da risultare sciocco perfino per un bambino: "Ordunque, se anche tu vuoi provare, la strada giusta devi trovare... RICCHEZZA, VANITà O VERITà? LA RISPOSTA A TE SOLA STA". Praticamente Geronimo deve scegliere tra tre strade: la via della Ricchezza (tutta d'oro), la Via della Vanità (foderata di specchi) e la VIA DELLA VERITà, che ha un terreno sconnesso e sembra la più faticosa da percorrere. CHISSà QUALE SARà MAI LA VIA GIUSTA se uno deve scegliere tra ricchezza, vanità e verità!? La cosa ridicola è che l'autore cerca anche di far dubitare Stilton facendolo meditare su quale strada scegliere, quando è palese che la strada giusta è una sola. E questo sarebbe il grande indovinello che nessuno ha mai risolto? Ma dai!
Tornando alla missione iniziale Geronimo giunge assieme al Cavaliere Solitario nel Castello del Tempo, dove  incontrano Cronometricus, il Mago del Tempo e tutta la sua corte, scoprendo che la colpa del mal funzionamento dell'orologio è un vento magico provocato dalle streghe. Qui il Cavaliere Solitario rivela la sua identità: egli infatti è (ma che sorpresa inaspettata!) Fortunato, il fratello di Floridiana. Viene detto che "molto tempo fa si era allontanato dal Paese del Tempo, dimora di Cronometricus" facendo voto di silenzio promettendo di "parlare di nuovo solo quando avrebbe rivisto il padre." Tutto molto interessante, se non che in realtà questo non spiega nulla, in quanto non viene detto il motivo per cui egli aveva deciso di allontanarsi dal Paese del Tempo né perchè abbia voluto fare questo voto. Durante il viaggio per giungere al castello non ci sono stati impedimenti per il Cavaliere, che ha infatti guidato Geronimo con sicurezza portandolo fin davanti al Mago del Tempo (che era anche felice di rivedere), per cui non si capisce come mai non sia tornato prima dal padre.
Comunque, dopo aver capito che il problema è un incantesimo delle streghe (che oltre a far girare l'orologio più velocemente priva pure il Mago del Tempo della memoria) ora la missione è quella di andare nel Regno delle Streghe per fermare l'incantesimo che causa il vento. E ora ci si aspetterebbe che Felice accompagni Geronimo nella missione, e che magari a loro si uniscano finalmente anche quegli altri tre che non sono venuti nel Paese del Tempo. E invece no! Tra l'altro mi ha fatto ridere il discorso di Solitario/Felice a Stilton, da perfetto scarica barile, come si suol dire: "- Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura, dovete recarvi subito nel Regno delle Streghe e porre fine al Vento dell'Ovest! Solo così sarà salva la vita di Floridiana e del Regno della Fantasia! Ma, ahimè, dovete andarci da solo! Io non posso accompagnarvi, devo restare vicino a mio padre." Bella scusa che si è trovato il Cavaliere!, dato che il padre a quanto pare è stato solo senza di lui fino a quel momento senza problemi, avendo un'intera corte ad assisterlo, visto che poi la presenza del figlio comunque non cambia nulla, per cui non c'era veramente un valido motivo per non partire (anzi, dato che è a rischio la salute sia della sorella che del padre sarebbe dovuta essere sua premura partire il prima possibile in aiuto di Geronimo), il tutto sembra veramente solo un'enorme scusa! Cosa che palesemente è, dato che probabilmente l'autore voleva far compiere a Geronimo la missione da solo così da dare a lui tutta la gloria, e doveva trovare un modo di sbarazzarsi della presenza del cavaliere Solitario, così ha accampato una scusa che in realtà non regge. 
Geronimo viene portato nel Regno delle Streghe da il Drago del Tempo, il quale però funge da mera cavalcatura, con l'unico compito di portare il protagonista alla Torre della Paura, dove il topo si infiltrerà travestendosi da strega.
Tra l'altro le streghe stanno facendo tutto ciò perchè sono convinte che eliminando la Regina delle Fate loro potranno prendere il potere sul Regno della Fantasia e dominarne tutti i popoli. Quindi a quanto pare non sanno che invece il Regno della Fantasia sparirebbe assieme a Floridiana. In effetti tenere segreta questa legge (che all'inizio del libro ci è stata presenta come una delle "Leggi segrete del Regno della Fantasia") non è esattamente una mossa molto furba, e infatti non capisco perchè dovrebbero tenerla segreta. Tra l'altro, per fortuna che questo piano è stato ideato dalla Strega Eclisse, la quale ha il titolo di "la più sapiente" tra le sette sorelle streghe! Inoltre, pensandoci adesso, veniamo a conoscenza che Eclisse spia costantemente Floridiana da uno specchio magico per assicurarsi che stia invecchiando sempre più, quindi come faceva lei a non sapere della legge segreta del Regno della Fantasia? Mi viene da pensare che questo sia un altro buco di trama a cui l'autore ha preferito non pensare per andare avanti con la sua sceneggiatura.
Comunque la parte di Geronimo Stilton sotto copertura tra le streghe (dove viene nominato strega bibliotecaria, dato che è l'unico che sa leggere) devo dire che è quella più carina del libro, in quanto dona un minimo di tensione narrativa, visto che Geronimo corre il severo rischio di venire scoperto, ma nel frattempo deve scoprire un modo per rompere l'incantesimo che comanda i venti dirigendoli verso il Segnatempo Cronofantasico. In realtà anche nella Torre della Paura Geronimo riceverà un aiuto, da parte del sovrano dei Ragni Blu, il cui popolo è stato schiavizzato dalle streghe per tessere la Rete Invisibile (con cui imbrigliare i Mille Venti del regno delle Streghe) e poi l'Oscuromanto.
Con l'aiuto di Mario, il ragno blu, Geronimo annulla quindi tutti gli incantesimi di Eclisse, la regina delle streghe, salvando la vita di Floriana, ma scopre che la strega ha in mente anche un altro piano: quello di usare l'Oscuromanto per oscurare i cieli del Regno della Fantasia e poterlo conquistare. Qui c'è la parte dove Geronimo dimostra ancora una volta di essere il PREDESTINATO, il Cavaliere DAL CUORE PURO, l'unico in grado di entrare in possesso della potentissima Spada di Cristallo.
Ovviamente Geronimo si impossessa dell spada, rombe l'Ombromanto e salva il Regno della Fantasia, e tutti sono felici e contenti. E cosa fa Floridiana per ringraziare il suo amato Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura? Lo insignia col titolo di "Cavaliere della Pace", quindi per ringraziare il suo Cavaliere lo nomina... Cavaliere, di nuovo, anche se questa volta è cavaliere "della Pace", senza un reale motivo in realtà, visto che non c'era nessuna guerra in corso, anche se Floridiana dice che è perchè ha "difeso la Pace del nostro Regno".
Anche qui poi il testo non perde occasione per infilarci una parte didascalica e buonista, in cui sottolinea come la corona del cavaliere della Pace non sia di metalli preziosi ma di semplici rami d'ulivo: "Vi offro la corona più semplice, ma anche la più preziosa!
Io, commosso, mi posai la zampa destra sul cuore, perchè davvero quella era la corona più preziosa. Non d'oro e neanche d'argento, non adorna di diamanti, smeraldi o rubini.. ma di rami d'ulivo, l'albero che simboleggia la pace!" Sì ok, ma alla fine per aver salvato il Regno della Fantasia rischiando la vita (da solo) il protagonista si è beccato come premio una corona di rami di ulivo.
Segue poi altro momento scontato e didascalico con insegnamento moraleggiante, quando Geronimo chiede al Mago del Tempo, che ha recuperato la memoria, quale è il tesoro del Paese del Tempo "che tanti viaggiatori avevano cercato invano". Secondo voi QUALE POTRà MAI ESSERE IL TESORO DEL REGNO DEL TEMPO?! 
E sì, ovviamente la risposta è IL TEMPO, come esclama anche Geronimo come se avesse fatto chissà quale scoperta (fortuna che lui doveva essere la creature con 100 cervelli perchè intelligente!): "- Io lanciai un grido di sorpresa ed esclamai: - È il Tempo, il tesoro più prezioso!
Lui riprese: - Vedo che avete capito. Infatti, nulla è più prezioso del TEMPO, che fugge velocemente e instancabilmente, senza fermarsi mai, per niente e per nessuno. Niente infatti lo può arrestare... e nessuno lo può comprare." Già peccato che le fate (compreso quindi lui, il figlio e la Regina delle fate) ne sembrano immuni, dato che non invecchiano e non muoiono mai. Segue poi insegnamento (sempre didascalico) su come sia importante non sprecare il tempo, che bisogna usarlo in modo responsabile, che bisogna pensare alle cose che rimpiangiamo di avere o non avere fatto, che la risposta è solo dentro di noi, "in fondo al nostro cuore" ecc, ecc...
Poi Geronimo si risveglia nella poltrona nel negozio di orologi e torna a casa, dove finisce tutto (letteralmente) a baci e abbracci, dato che a casa trova i familiari che lo abbracciano "affettuosamente" e gli dicono che gli vogliono bene, col libro che termina con la frase "I nostri cuori erano colmi di amore e ci abbracciammo tutti insieme."
"OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA" è un libro piuttosto banale, con una storia che vuole essere incentrata sul tempo e la sua importanza, ma che in realtà centra la questione solo in parte e solo in modo didascalico. Sicuramente la storia si presenta ricca di personaggi e di avvenimenti avventurosi, ma i personaggi sono tutti poco o per nulla sviluppati e spesso gli avvenimenti accadono solo perchè sembra che debbano accadere, in certi casi anche in modo forzato. Diciamo che almeno la parte sulle avventure potrebbe essere trovata da un bambino carina, se non si sofferma più di tanto a pensare al come o al perchè alcune cose accadono. Le prove a cui spesso viene sottoposto Geronimo sono abbastanza semplici e banali, anche se l'autore cerca di far credere al lettore che il protagonista si stia impegnando e che sia di fronte a delle situazioni ardue. L'unica parte che ho trovato genuinamente avvincente è appunto quella con lui infiltrato tra le streghe per scoprire come annullarne la magia sul vento. 
Geronimo è sempre il solito personaggio che non evolve mai nel corso della storia: anche se fifone è pronto ad affrontare le proprie paure per proteggere i suoi amici (e la "Regina del suo cuore" Floridiana) poiché ha un cuore grande, generoso e puro. La principessina Bizzz e la regina Sangueverde, che compaiono pure nella lista iniziale di presentazione dei personaggi, sono le classiche sovrane antipatiche e viziate che si credono superiori perchè hanno un titolo, e non fanno assolutamente nulla, tanto che la loro presenza nella storia è completamente inutile e insensata. Il Cavaliere Solitario ha un'identità segreta che i lettori possono svelare nel giro di qualche pagina, sembra un personaggio interessante ma alla fine è tutto fumo e niente arrosto e l'unica sua funzione era quella di fare da guida al protagonista fino al Paese del Tempo, con un background appena accennato e che alla fine si rivela inutile in quanto non comunica nulla ai lettori (ci dicono che si è allontanato volontariamente dal Paese del Tempo e che ha fatto voto di silenzio ma non si sa perchè e come), per poi eclissarsi a metà della storia. Le streghe sono rappresentate come i classici stereotipi delle streghe: donne cattive, vecchi e brutte, con i nasi adunchi e  i bubboni, che puzzano e che fanno magie (l'unica di bella è la loro regina, che però poi torna a essere vecchia); mentre le fate sono delle creature alate belle, giovani, leggiadre, gentili, buone. Il popolo più originale è quello della corte del Paese del tempo, di cui vediamo diversi personaggi (anche perchè c'è una guida dedicata ad essi in fondo al libro), ma anche questi non sono ben approfonditi, dato che Geronimo rimane nella Castello del Tempo per pochissimo tempo.
Anche la parte avventurosa poi è rovinata da quei momenti didascalici ricchi di insegnamenti buonisti che l'autore (o la casa editrice) ama tanto inserire nei libri di Geronimo: bisogna farsi coraggio anche se si è paurosi e fare la cosa giusta, bisogna difendere i deboli dai soprusi dei più forti, bisogna scegliere la verità rispetto a ricchezza e vanità, il tempo è importante e non va sprecato, una corona di rami di ulivo vale di più di una di oro e gemme preziose, gli affetti familiari sono importanti, ...
Il problema è che tutti questi insegnamenti vengono spiegati e non mostrati, e anche quando vengono mostrati lo si fa in modo un po' forzato, senza che alla base ci sia una riflessione reale e profonda da parte dei personaggi. 
Una lettura adatta per la lettura autonoma a partire dai 7/8 anni, in quanto in realtà la storia è molto più breve di quanto sembri, in quanto arricchita da molti disegni e materiali extra (tutti molto illustrati). Ai bambini potrà piacere la parte più avventurosa e la varietà dei personaggi, anche se non so quanto potranno cogliere sui messaggi positivi che il libro comunque prova a trasmettere, la parte grafica sicuramente risulterà accattivante, grazie ai colori vivaci e saturi. Ci sono poi diversi rimandi a personaggi o situazione che Geronimo aveva conosciuto nei libri precedenti della saga, cosa che i bambini appassionati della serie potranno apprezzare. Come in ogni libro sul Regno della Fantasia ci sono anche una puzza e un profumo da annusare.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2012 dalla PIEMME, ha 392 pagine, una copertina rigida con sovracopertina (ma è uscita anche un'edizione in flessibile). Misura 19,5 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costava 24 euro (l'edizione flessibile costa invece 14,90 €).
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 21 agosto 2026

La grammatica ti salverà la vita di Massimo Birattari

"La grammatica ti salverà la vita", con el illustrazioni di Allegra Agliardi, è un libro scritto da Massimo Birattari, il quale è autore di vari libri sull’italiano, tra cui "È più facile scrivere bene che scrivere male" (2011), "Grammatica per cani e porci" (2020) e il manuale per studenti delle superiori "Come si fa il tema" (Feltrinelli UE, 2019). Tra i suoi libri per ragazzi troviamo: "I rivoltanti romani" (con Terry Deary, 1999); "I barbuti barbari" (2008) e "Vite avventurose di santi straordinari" (2009), entrambi con Chicca Galli; e per Feltrinelli Kids "Benvenuti a Grammaland" (2011; 2020), "Scrivere bene è un gioco da ragazzi" (2013), "Leggere è un’avventura" (2014), "L’Italia in guerra" (2015), "Terrore a Grammaland" (2018) e "Avventura sull'isola dei grammasauri" (2021).
 
 
Sopra: Sulla copertina vediamo il titolo comparire scritto all'interno di un foglietto bianco attaccato al tronco di un albero con un coltello.
 
La grammatica vi fa paura? Quando consegnate una verifica tremate già al pensiero dei segnacci rossi e blu che la tempesteranno? Be', un brutto voto non è niente al confronto a quello che succede ai protagonisti di questo libro, ragazzi come voi che, grazie a un misterioso benefattore, trascorrono una settimana in una villa-castello nel cuore di una valle sperduta dove piove sempre, i cellulari non prendono, non c'è internet e qualcuno ha pure tagliato i fili del telefono. 
"Luca lascia cadere lo zaino, ne estrae un foglio spiegazzato che allunga alla mamma, appende il giubbotto all'attaccapanni, lancia le scarpe verso lo sgabuzzino, e con un salto atterra sul divano.
La mamma cerca di stirare il foglio sul tavolo, si siede e comincia a leggere.
AI GENITORI DEGLI ALUNNI DELLA VB
L'anno scorso un illustre benefattore ha firmato un accordo con il provveditorato, offrendo alle scuole elementari e medie della nostra provincia l'uso di una grande villa-albergo di sua proprietà. [...]
Grazie alla generosità del nostro benefattore, trascorreremo SENZA SPESE DA PARTE DELLE FAMIGLIE l'ultima settimana di ottobre sulle sponde del Lago Tentacolo, nei pressi dell'Orrido del Piano, nel cuore di quella Val Pelledoca celebre per il paesaggio incontaminato  [...] 
Durante la settimana i ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti, potranno esplorare e orientarsi in una natura lussureggiante, si divideranno le faccende domestiche, parteciperanno ad attività formative e svolgeranno un programma scolastico specifico che, su richiesta del generoso benefattore, darà particolare spazio alla grammatica, anche in virtù di alcune caratteristiche del luogo.
In compenso, ci sono pericolose creature delle tenebre licantropi, vampiri, fantasmi e mostri assortiti - che attaccano quando sentono l'odore degli errori di grammatica. 
Fra torri, fossati, un'inquietante biblioteca, corridoi bui, misteriosi rumori notturni, inspiegabili apparizioni e naturalmente un passaggio segreto, l'orrore incombe sugli errori. Con l'aiuto del professor Mangiafuoco, i ragazzi dovranno salvare la pelle districandosi fra i trabocchetti di verbi transitivi, intransitivi, attivi e passivi, di soggetti, predicati e complementi, di pronomi relativi e congiuntivi a rischio, di punti, virgole e perfino punti e virgola, per scoprire poi le regole della fabbrica delle parole e i segreti del vocabolario. Fino al colpo di scena finale. 
 
 Sopra: Le pagine che narrano dell'arrivo alla villa, avvenuto ovviamente durante un temporale.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Allegra Agliardi le quali sono carine (anche se nulla di eccezionale), con uno stile di disegno non troppo realistico, praticamente privo di contorni, con linee irregolari, con disegni realizzati ad acquerello.
Essendo prive di linee o contorni i disegni rappresentano soggetti abbastanza semplici, che possono essere abbozzati con poche linee. Si tratta di immagini che accompagnano i testi, di solito rappresentando qualche particolare citato in questi ultimi. Troviamo ad esempio: pipistrelli neri, un calamaio di colore viola con lunghi tentacoli, gli alberi di un bosco, armature, a volte delle persone, tipo i bambini o il professor Mangiafuoco, ma anche alcuni mostri (tipo il volto di un vampiro, un teschio, dei lupi mannari, fantasmi).
Anche l'utilizzo dei colori è abbastanza circoscritto, in quanto l'artista usa principalmente tinte quali: il rosso scuro, il giallo ocra, il nero, il bianco, il verde e il viola. I colori sono stesi in maniera acquerellata, quindi con parti che risultano più intense ed altre più leggere e hanno delle tonalità abbastanza scure, anche se brillanti. 
La parte grafica in generale è piuttosto curata e fatta per fondersi con i testi, infatti, oltre a vari disegni e disegnini sparsi qua e là nelle pagine, compaiono nella storia anche delle lettere o dei documenti particolari  che vengono contornati e dipinti come se si trattassero di veri fogli inseriti ad un certo punto nel testo. 
 

 

   
Sopra: Alcune pagine interne che mostrano delle illustrazioni di Allegra Agliardi, realizzate ad acquerello e dai tratti irregolari. In alto possiamo vedere rappresentato un teschio e delle catene, poi un bambino e un pipistrello, e un fantasma etereo e infine il volto di un vampiro e il professore Mangiafuoco, con il suo poncho giallo e lo zaino in mano.
 
"La grammatica ti salverà la vita" di Massimo Birattari è un libro per bambini e ragazzi scritto con l'intento di cercare di insegnare qualcosa di grammatica ai propri lettori, inserendo le lezioni in un contesto di tipo horrorifico per farle sembrare più emozionanti e divertenti.
La cornice narrativa che deve fungere da scusa per poter svolgere queste lezioni di grammatica è data da un benefattore che decide di ospitare gli studenti di una classe quinta primaria e di una seconda della secondaria di primo grado nella propria villa per una settimana, facendo svolgere loro delle lezioni incentrate sulla grammatica. Come chiede un genitore alla riunione per l'iscrizione dei ragazzi al campo estivo: "A proposito di didattica" chiede un papà. "Come mai questo spazio particolare riservato alla grammatica?"
"Ah, questa è forse la cosa più interessante. È stato il nostro benefattore a insistere. Chissà, magari è una specie di senso di colpa per quella pubblicità, "il Digestivo Depurativo che poi ringrazi d'esser vivo", con quel che scorretto. Fatto sta che si è proposto di fare tutto quello che può per favorire l'apprendimento grammaticale. Anche con metodi... ehm... poco ortodossi." 
Tale benefattore è infatti il commendator Ghislazoni, diventato ricco grazie al celebre Amaro Torcibudella, che provocava delle buffe esplosioni nell'apparato digerente durante la discesa.
Quando i ragazzi giungono nella villa viene loro presentato il personale e le regole del campo estivo: "A tutti voi sarà richiesto non solo di aiutare ad apparecchiare e sparecchiare, ma anche di servire ai tavoli, tenere in ordine la vostra stanza, rifare i letti.
Ogni giorno poi i bambini di quinta devono riunirsi in biblioteca per partecipare alle lezioni di grammatica, peccato che durante la prima lezione scoprono che un'antica maledizione grava sulla villa e il territorio che la circonda, infestato da una "stirpe particolare di creature delle tenebre", le quali sono attratte dagli errori (o orrori) grammaticali. I ragazzini quindi dovranno cercare di commettere meno errori possibili durante le lezioni per evitare che i mostri riescano ad entrare nella villa per mangiarseli.
Come argomenti grammaticali si tratta: dell'uso dell' H, della L e della GL, dei verbi transitivi e intransitivi, il soggetto (compresi i sottintesi e le forme impersonali), pronomi relativi e complementi, l'indicativo e il congiuntivo, la punteggiatura e l'uso del dizionario.
Se tutto sommato i primi due sono anche argomenti abbastanza semplici, già la differenza tra verbi transitivi e intransitivi metterebbe in difficoltà la maggior parte degli adulti, e le spiegazioni fornite dal professor Mangiafuoco richiedono la massima concentrazione per essere capite, poiché sono sostanzialmente delle vere e proprie lezioni di grammatica. 
"Be', la prima frase è semplice, pensa Pietro. Sa che i verbi transitivi sono quelli che reggono un complemento diretto, cioè unito direttamente al verbo senza una preposizione come di, a, in. Le streghe preparano... Che cosa? Pozioni! Complemento oggetto, quindi il verbo preparare è transitivo. Lo stesso per la frase sul dottor Frankenstein, che dà (che cosa?) la vita (complemento oggetto) al suo mostro: dunque anche dare è transitivo. Sulle altre però ha qualche dubbio, e alza la mano per chiedere consiglio.
"Anche tra ulula e notte non c'è niente, e lo stesso tra riposò e un quarto d'ora: ululare e riposare sono verbi transitivi?"
Mangiafuoco di rivolse a tutti i ragazzi. "Secondo voi?" Nessuno ha il coraggio di sbilanciarsi.
"Su, pensateci un momento: qui ogni notte e un quarto d'ora sono complementi oggetto o qualcos'altro?"
"Complementi di tempo?" propone timidamente Sara.
"Appunto! I complementi di tempo possono non avere una preposizione, ma non per questo diventano complementi oggetto. Infatti ululare e riposare sono verbi... "
"... intransitivi" conclude Pietro. "E anche appaiono e scompaiono: infatti all'improvviso e nel nulla non sono complementi oggetto." [...]
Roberto scatta in piedi, e così facendo ribalta la sedia.
"Perchè finire non è transitivo?" balbetta. "Ne ero sicuro: finire i compiti, finire ultimi... Ecco perchè ho toccato finiscono nell'ultima frase."
"In "finire i compiti", finire è transitivo, certo. In "finire ultimi", no di sicuro.""Ma perché no? Finire che cosa? Ultimi."
"No. Qui finiscono ha lo stesso significato di arrivano, e metterai che arrivare è indubbiamente un verbo intransitivo. E ultimi non non è un complemento oggetto: è un aggettivo riferito al soggetto, ma messo dopo il verbo perchè completa il suo significato. Se non lo metti, e scrivi solo "Alle olimpiadi gli zombie finiscono sempre", la frase non vuole dire niente. Dunque ultimi è un complemento predicativo del soggetto."
La storia può essere anche carina, con i mostri e tutto il resto, ma queste parti in cui si spiega la grammatica rimangono comunque delle semplici lezioni di grammatica, anche se fatta su brani in cui si parla di mostri. E, mi spiace dirlo, ma le lezioni di grammatica sono noiose da ascoltare o da leggere, anche se inserite in una storia di mostri o fatte su brani che parlano di creature soprannaturali. Ho paura che parti come questa, seppur brevi, rischino di annoiare un po' i lettori, che tra l'altro avrebbero bisogno di molta concentrazione per poterle comprendere, oltre a farsi venire in mente tutte le lezioni scolastiche sull'argomento.
Fortunatamente queste lezioni sono intervallate da altre parti in cui vediamo un po' la vita dei protagonisti all'interno della villa, in particolare i momenti degli "attacchi" dei mostri (che in realtà non attaccano mai sul serio, si limitano a girare intorno alla casa). Tra l'altro (e non saprei dire se in positivo o in negativo) per quanto riguarda i vampiri c'è un evidente riferimento ai film e alla saga di "Twilight", quando viene detto che la luce del sole "Al massimo gli farà luccicare la pelle" anziché ridurli in polvere; oltre al fatto che vengono mostrati mentre giocano a baseball perché, come spiega Sara, i vampiri "vanno matti per il baseball, è il loro sport preferito". A tale proposito sono andata a controllare e ho visto che il primo film di Twilight era uscito nel 2008, ma nel 2012, anno della pubblicazione di questo libro, era uscito il quarto e ultimo film della saga ("Breaking Down: parte due"), per cui probabilmente la saga di Twilight godeva ancora di un certo clamore.
In realtà i personaggi, e in particolare i ragazzini, non sono particolarmente delineati, e anche quelli menzionati più spesso (tipo Roberto, Pietro, Luca, Elisa) risultano piuttosto dimenticabili, forse anche perchè non li vediamo mai svolgere una di quelle numerose mansioni che dovrebbero fare nella villa (tipo preparare la tavola e pulire), tranne giocare un po' nella sala giochi. È evidente comunque che i bambini non sono altro che personaggi senza una vera e propria importanza, ma che servono solo per farsi impartire le lezioni di grammatica. L'unica che è un minimo più caratterizzata è Elisa, perchè è convinta che nel lago della villa ci viva un calamaro gigante, e gli altri la prendono un po' in giro per questo.
A incalzare il lettore nel continuare la lettura è probabilmente il desiderio di sapere come si concluderà la vicenda e di scoprire chi sono in realtà tutti questi mostri che i bambini continuano a vedere in giro, anche se in realtà il finale non è poi così impossibile da indovinare, nonostante alla fine ci sia un colpo di scena riguardante uno dei mostri.
Poiché gli argomenti di grammatica trattati sono abbastanza complessi consiglio la lettura a partire (minimo) dai 9/10 anni, quindi a bambini di quarta e quinta (in su), poiché per affrontare tale lettura i lettori devono per forza conoscere abbastanza bene la grammatica. Ad esempio, oltre a conoscere l'uso dell'H, della Gl (che si fa in terza primaria), devono conoscere anche i verbi transitivi e intransitivi, cosa sono gli aggettivi, le loro diverse tipologie e gradi, il soggetto, il predicato, i nomi, i nomi derivati, le forme alterate di un nome, i suffissi e i prefissi, le desinenze, i sostantivi, gli avverbi, le preposizioni, i complementi (argomenti che si fanno in quarta) e il congiuntivo (oltre all'indicativo, e ogni tanto si cita pure il participio). Insomma devono già essere a conoscenza di un gran numero di elementi dell'analisi grammaticale e sapere qualcosa anche dell'analisi logica, oltre a sapere appunto il congiuntivo, che si fa solamente in quinta primaria. Francamente credo che il 90% degli adulti leggendo questo libro farebbero fatica a comprendere le spiegazioni grammaticali, poiché avranno rimosso da tempo gran parte della terminologia utilizzata.
Storia tutto sommato carina, anche se non particolarmente entusiasmante, ma che volendo potrebbe essere letta in classe ad alta voce, così da poter fare assieme gli esercizi proposti e analizzare insieme (insegnante e studenti) le parti riguardanti prettamente la grammatica, che a una lettura leggera e "per piacere" rischiano di non essere nemmeno comprese. Potrebbe anche essere una lettura proposta come ripasso alla secondaria di primo grado, magari col compito di provare a fare gli esercizi sul quaderno (fotocopiando le pagine con gli esercizi del libro) senza sbirciare le soluzioni in fondo (carino il fatto che le soluzioni ci siano), le quali potrebbero servire per un'auto correzione veloce e immediata. Un libro da dare da leggere durante le vacanze per far ripassare i ragazzi senza annoiarli (troppo). 
Diciamo che il libro soffre un po' del problema che la narrazione e la storia (abbastanza semplici e lineari) sono adatti per bambini di 7 anni (rischiando di annoiare un po' soprattutto quelli della secondaria), ma gli argomenti grammaticali trattati vanno bene dalla quinta primaria in su (al massimo fine quarta primaria), rischiando comunque di risultare complessi se letti da soli. Libro scritto con delle buone intenzioni ma a scopo prettamente didattico e che quindi zoppica un po' dal lato della narrativa.
 
Il volume è stato pubblicato nel 2012 dalla Feltrinelli; ha 160 pagine, una copertina flessibile, misura 21,9 cm d'altezza e 14,2 cm di lunghezza e costa 13,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 21 novembre 2025

SAGA: LE CRONACHE LUNARI Vol. I ("Cinder", "Scarlet" e "Cress") di Marissa Meyer

"LE CRONACHE LUNARI" di Marissa Meyer  è una saga composta da quattro libri principali a cui si si è aggiunto uno spin-off (altamente consigliato da leggere) e una raccolta di racconti brevi.
La serie si basa sulle rivisitazioni di fiabe classiche (ogni libro ha una diversa protagonista e si basa sulla rivisitazione di una vecchia fiaba classica) ambientate nel futuro dove la Luna è abitata da esseri umani e le fiabe sono realtà.
In Cinder, una cyborg adolescente (metà umana, metà macchina) deve vedersela con una matrigna malvagia, scatenare una ribellione contro la perfida regina Levana e decidere cosa prova per un bel principe. Nel corso della serie, Cinder stringe alleanze con: Scarlet, una pilota di astronave, determinata a risolvere il mistero della scomparsa di una persona cara con l'aiuto di un magnetico combattente di strada di nome Wolf; Cress, un'hacker imprigionata dalla regina Levana; Winter, una principessa innamorata di un popolano che scopre che Cinder, Scarlet e Cress potrebbero essere la chiave per salvare il suo regno e il mondo.
 
 Sopra: La splendida copertina, che sicuramente non passa inosservata con le sue tonalità di fucsia e viola acceso, mentre al centro, sotto al titolo, vediamo Cinder, la protagonista del primo romanzo.

1- "Cinder" (2012): Cinder è abituata alle occhiate sprezzanti che la sua matrigna e la gente riservano ai cyborg come lei, e non importa quanto sia brava come meccanico al mercato settimanale di Nuova Pechino o quanto cerchi di adeguarsi alle regole. Da quanto poi gli androidi hanno iniziato a venire usati come cavie per testare il vaccino contro il morbo della peste le cse sono ulteriormente peggiorate e anche Cinder corre il rischio di venire chiamata: "<<Io conosco un cyborg che potrebbe offrirsi volontaria per il test sulla peste>> disse Pearl. <<Perchè aspettare il reclutamento?>>
Cinder abbassò lo sguardo verso Pearl, che era quasi quindici centimetri più bassa di lei pur essendo di un anno più grande. <<Buona idea>> rispose <<E poi tu dovresti trovarti un lavoro per pagarti quel bel vestito.>>
Pearl ringhiò. <<Le famiglie dei volontari vengono rimborsate, testa di cavo.>>  
Il reclutamento dei cyborg era stato lanciato un anno prima da qualche team di ricerca imperiale. Ogni mattina, un nuovo numero di identificazione veniva pescato tra quelli dei tanti cyborg che risiedevano nel Commonwelth orientale. I soggetti erano prelevati da province fuori mano come  Mumbai o Singapore, e veniano usati come cavie per testare l'antidoto. Veniva fatto passare come un onore, dare la propria vita per il bene dell'umanità, ma in realtà era solo la dimostrazione che i cyborg non erano considerati come tutti gli altri. A molti di loro era stata concessa una seconda vita dalla mano generosa di qualche scienziato e quindi dovevano la loro stessa esistenza a coloro che li avevano creati. Erano fortunati ad aver vissuto così a lungo, pensavano in tanti. Era giusto che dovessero essere i primi a rinunciare alla propria vita per la ricerca do una cura."
Proprio per questo lo sguardo attento del Principe Kai (venuto nella sua bancarella per farle aggiustare il suo vecchio robot tata), il primo sguardo gentile e senza accuse, la getta nello sconcerto. Può un cyborg innamorarsi di un principe? E se Kai sapesse cosa Cinder è veramente, le dedicherebbe ancora tante attenzioni? Il destino dei due si intreccerà fin troppo presto con i piani della splendida e malvagia Regina della Luna, in una corsa per salvare il mondo dall'orribile epidemia che lo devasta. Cinder, Cenerentola del futuro, sarà combattuta tra il desiderio per una storia impossibile e la necessità di conquistare una vita migliore. Fino a un'inevitabile quanto dolorosa resa dei conti con il proprio oscuro passato.
Un bel romanzo e una bella rivisitazione della fiaba di Cenerentola, molto originale, in cui si possono vedere dei chiari rimandi alla versione originale, ma completamente cambiati per essere inseriti all'interno del nuovo contesto fantascientifico: Cenerentola (alias Cinder) è succube della matrigna e deve lavorare per lei, ma qui non si limita a farle da serva, in quanto è riuscita ad ottenere un lavoro da meccanico essendo brava ad aggiustare le cose; ha due sorellastre di cui una la maltratta ma con l'altra è in buoni rapporti; c'è un principe (di cui però viene approfondita la personalità) che indice un ballo a cui la protagonista non potrebbe andare ma a cui andrà; la ragazza si recherà al ballo non in una carrozza trasformata con la magia ma con una vecchia automobile che lei stessa ha aggiustato; non c'è una scarpetta di cristallo ma un piede fatto di metallo e circuiti, essendo la protagonista un cyborg...
Mi è piaciuta la caratterizzazione di praticamente tutti i personaggi, dalla protagonista, ai personaggi secondari, all'antagonista.
Mi è piaciuta molto ad esempio la protagonista, Cinder, la quale riveste sì il ruolo di una moderna Cenerentola ma non è così sottomessa, anzi, è una ragazza intraprendente che ha le sue ragioni per rimanere e prendere ordini dalla sua matrigna. In primis c'è ad esempio il fatto che lei sia un cyborg, e quindi viene considerata una sorta di oggetto di proprietà della sua tutrice, a cui non può ribellarsi neanche secondo la legge, almeno fin quando non si presentano una serie di opportunità che le permetteranno di cambiare il suo destino. Nonostante sia una ragazza forte anche lei dimostra i suoi momenti di debolezza, il che porta il lettore a entrare in empatia con lei, vedendo ad esempio quanto tiene alla sorella Peony, a come si spaventa quando crede di poter essere infetta o quando sente che vogliono usarla come cavia per il vaccino della peste, a come si imbarazza e si agita quando parla col principe Kai. È una persona che, nonostante le ingiustizie che deve subire, ci tiene alle persone (o androidi) che le stanno intorno e che sono gentili con lei, ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di non deluderle. Cinder è sicuramente uno degli esempi meglio riusciti di ragazza forte e indipendente, senza scadere mai nell'essere aggressiva o maleducata senza motivo.
Anche il principe Kai è un personaggio molto piacevole, gentile e responsabile nonostante sia il futuro imperatore della Terra, che cerca di fare del suo meglio per affrontare le preoccupazioni che una posizione come la sua inevitabilmente procurano: la malattia del padre, l'imminente successione, l'arrivo e il confronto con la regina Levana, la quale sembra voler tramare qualcosa e nel suo piano è contemplato anche Kai. 
Come antagonisti abbiamo Adri, la matrigna di Cinder, la quale non è mai stata d'accordo con la decisione del marito di adottare la piccola androide, ma quando il marito è morto non ha avuto altra scelta che tenersela, fortunatamente Cinder è un'abile meccanica ed è l'unica che porta a casa dei soldi in famiglia. Adri ha infatti due figlie Pearl e Peony, le due sorellastre di Cinder. Fortunatamente in questa rivisitazione della fiaba non sono entrambe cattive con Cinder, ma solo Pearl, che come la madre disprezza l'androide senza però apprezzarne i vantaggi pratici che la sua presenza porta in famiglia, mentre Peony è abbastanza amichevole con Cinder, nonostante non osi mettersi contro il parere materno.
C'è poi la regina Levana, la regina dei Lunari, i quali in generale, non godono di buona reputazione e lei è la più mal vista di tutti: "I Lunari erano nati da una colonia terrestre, secoli prima, ma ormai non erano più nemmeno umani. Si diceva che potessero influire sulla mente delle persone, far vedere delle cose che non esistevano, far sentire cose che non c'erano, spingere a far cose che uno non avrebbe mai voluto fare. Questo potere innaturale li aveva resi una razza avida e violenta, e la regina Levana era la peggiore di tutti.
Si diceva che sapesse sempre quando le persone parlavano di lei, anche a chilometri di distanza. Persino sulla Terra.
Si diceva che avesse assassinato sua sorella maggiore, la regina Channary, per rubarle il trono. Si diceva che avesse fatto uccidere il suo stesso marito, per essere libera di formare un'unione più vantaggiosa. Si diceva che avesse costretto la sua figliastra a sfigurarsi perchè, a soli tredici anni, era più bella di quanto l'invidiosq regina potesse sopportare.
Si diceva che avesse ucciso sua nipote, l'unica minaccia al trono. La principessa Selene aveva solo tre anni quando il fuoco l'aveva sorpresa nella nursery, uccidendo lei e la tata." Questa è la prima volta che sentiremo parlare della regina Levana, personaggio che ritornerà spesso nella serie, essendo il nemico principale, tanto che, nel secondo volume, vi è un romanzo proprio dedicato a lei. Una donna senza scrupoli,  potente e che non esita ad usare questo potere per sottomettere gli altri alla propria volontà, una politica che vuole solamente ottenere più vantaggi possibili dalla propria posizione, assetata di potere e che non si ferma di fronte a nulla per ottenerlo, ma è anche una donna intelligente e furba, abile nella politica e nel controllo delle menti, e ogni mossa che fa è sempre ben studiata e calcolata.
Un bel romanzo e un'ottima rivisitazione della fiaba di Cenerentola, estremamente interessante e molto godibile anche per i lettori moderni, con degli ottimi personaggi caratterizzati e molto sfaccettati, mai banali. Mi è piaciuta anche l'ambientazione fantascientifica e futuristica,che io di solito non apprezzo particolarmente, perchè l'autrice le ha dato un senso, perchè è indissolubilmente legata alla storia. Ho apprezzato anche la storia della peste (e dopo il Covid viene quasi da chiedersi se il romanzo non sia stato scritto in quel periodo, mentre in realtà lo anticipa di 7/8 anni) perchè è funzionale alla sviluppo della trama ed è ben inserita all'interno del gioco politico tra Levana e il principe Kay.
 
    
 Sopra: A sinistra la copertina con cui il primo volume uscì in italiano nel 2012, al centro quella dell'edizione originale inglese e a destra quella della ristampa, inglese, del 2020.
  
2- "Scarlet" (2013): Anno 126, Terza Era. Androidi e umani popolano le strade di Nuova Pechino, sotto lo sguardo implacabile degli abitanti della Luna. Cinder, giovane cyborg e legittima erede al trono lunare, evade dalla prigione in cui è stata rinchiusa per partire alla volta di Parigi, alla ricerca della donna che in passato l'ha nascosta dalla malvagia Regina Levana. 
Il suo destino si intreccia a quello di Scarlet, giovane contadina francese costretta ad abbandonare la sua fattoria per ritrovare la nonna, scomparsa senza lasciare traccia da un paio di settimane, soprattutto quando capisce che la polizia è inutile, avendo classificato l'accaduto come una fuga o al massimo un suicidio: "Si aspettava un videomessaggio del detective assegnato al caso di sua nonna, ma tutto ciò che ricevette furono poche righe formali.
 
28 AGO 126 T.E.
RE: CASO N.#AIGOO155819, APERTO 11 AGOSTO 126 T.E.
Comunicazione per informare Scarlet Benoit di Rieux, 
Francia, FE, che alle 15:42 del 28 ago 126  il caso della persona scomparsa Michelle Benoit di Rieux, Francia, Fe, è stato archiviato a causa della mancanza di prove che attestino avvenuto crimine o violenza.
IPOTESI: il soggetto è scomparso di sua iniziativa e/o ha commesso suicidio.
Caso chiuso.
la ringraziamo per aver scelto di avvalersi dei nostri servizi investigativi.
 
Il messaggio era seguito da un video pubblicitario della polizia che ricordava a tutti i piloti di navicelle da consegna di guidare con prudenza e allacciare sempre l'imbracatura quando i motori erano in funzione.
Scarlet fissò lo schermo finché le parole si confusero in una macchia bianca e nera e il pavimento della navicella sembrò sprofondare. Il guscio di plastica sul retro dello schermo scricchiolò nella sua presa ferrea.
<<Idioti>> sibilò nella navicella vuota. [...]
Sarebbe andata alla stazione di polizia. Era troppo tardi, ormai - domani,  allora: di mattina, come prima cosa. sarebbe stata calma e logica e avrebbe spiegato perchè le loro supposizioni erano sbagliate. Avrebbe fatto riaprire il caso.
Scarlet passò il polso sotto lo scanner posto accanto al portellone della navicella e lo spalancò con più foga di quanta gli stantuffi potessero sopportare.
Avrebbe detto ai detective che dovevano continuare a cercare. Si sarebbe fatta ascoltare. Gli avrebbe fatto capire che la nonna non se n'era andata si sua spontanea volontà, e che sicuramente non si era uccisa.
Insieme, con l'aiuto dell'ambiguo Wolf, esperto di combattimenti clandestini, e dell'affascinante cadetto Carswell Thorne, Scarlet e Cinder scopriranno di dover combattere un nemico comune: la Regina Levana, pronta a scatenare la guerra per indurre il principe Kai a sposarla e affermare la supremazia dei Lunari sulla Terra. Vigilata da una luna ostile e minacciosa, Scarlet, moderna Cappuccetto Rosso, dovrà attraversare una città insidiosa come il profondo del bosco, e scoprire se dietro il conturbante Wolf si nasconde un alleato... o un predatore. 
Un altro bel romanzo in cui vediamo continuare la storia di Cinder, che si era interrotta nel precedente volume con lei che doveva fuggire di prigione. Cinder ci riuscirà con l'aiuto del cadetto disertore Throne, un giovane affascinante e chiacchierone, che qualche tempo prima di essere arrestato e imprigionato aveva rubato un'astronave, quella con cui lui e Cinder riusciranno a fuggire da Nuova Pechino.
In questo secondo capitolo della saga non seguiremo però solo le vicende di Cinder, ma anche quelle di Scarlet, la versione della Meyer di Cappuccetto Rosso, con i capelli rossi e che indossa sempre una felpa rossa. Ella vive assieme alla nonna in una fattoria, ma la donna è scomparsa da un paio di settimane in circostanze sospette e, visto che la polizia è inutile, sarà un ragazzo che lavora come combattente, e il cui nome da combattimento è Wolf, ad aiutarla, sebbene inizialmente Scarlet non si fidi di lui, tanto da crederlo un sospettato per via di un tatuaggio che ha sul braccio.
Continueremo a seguire anche ciò che accade a palazzo e al principe Kay, sebbene in questo secondo volume i capitoli a lui dedicati siano ovviamente molti meno, non interagendo più con Cinder che si trova in fuga. Kay si sente tradito da Cinder, ma sotto sotto non riesce veramente ad odiarla anche se gli ha mentito e tutto sommato non riesce a non pensare a lei, anche se deve darle la caccia per poterla consegnare alla regina Levana.
Volume anch'esso carino e avvincente, sebbene forse un po' meno coinvolgente del primo, soprattutto per quanto riguarda i POV di Scarlet nella prima parte, dove Scarlet cerca di ritrovare la nonna con l'aiuto di Wolf, iniziando a provare qualcosa per quest'ultimo. Una volta ritrovata la nonna diciamo che le cose finalmente si fanno un po' più movimentate e avvincenti, e si capirà meglio anche quale legame lega Scarlet, e soprattutto sua nonna, con Cinder. Questo è stato un po' un volume di passaggio, quello in cui Cinder accetta la sua eredità, le sue responsabilità e il proprio destino, oltre a confermarci comunque quanto la regina Levana sia temibile e senza scrupoli.
 
    
Sopra: A sinistra la copertina con cui il secondo volume uscì in italiano nel 2013, al centro  quella dell'edizione originale inglese e a destra quella della ristampa, inglese, del 2020.
 
 1- "Cress" (2014): Cress ha solo sedici anni e per gran parte della sua vita ha vissuto prigioniera o, come preferisce dire lei, "damigella in difficoltà" su un satellite in orbita nello spazio, dove gli unici contatti con l'esterno sono avvenuti tramite Internet: "Evitava di guardare la Luna. Certi giorni il suo satellite le passava così vicino che essa occupava l'intera visuale e lei poteva distinguere le enormi cupole scintillanti sulla sua superficie e, sotto, le città luminose dove vivevano i Lunari. Dove anche lei era vissuta, molti anni addietro. Prima di essere cacciata. [...] Il suo satellite le teneva compagnia. Il suo satellite eseguiva i suoi ordini. Il suo satellite non metteva mai in discussione la sua figura, nè disapprovava il suo operato, nè esprimeva pensieri troppo molesti.". 
Ed è proprio attraverso la Rete che viene contattata dalla Rampion, la nave spaziale del capitano Carswell Thorne, sulla quale viaggiano anche Cinder, Scarlet e Wolf. Cress, infatti, negli anni di isolamento forzato è diventata una hacker eccezionale, e proprio per questo motivo pare l'unica speranza per mettere in atto il piano di Cinder e sconfiggere una volta per tutte la regina Levana e il suo terribile esercito prima che invadano la Terra. Per farlo, però, Cinder e i suoi devono prima di tutto liberare Cress. Peccato che, una volta approdati sul satellite in cui è imprigionata, il piano non vada esattamente come previsto... Infatti il rientro inaspettato di Sybil, una delle più fedeli seguaci della regina Levana, compromette il piano: Scarlett viene catturata, Thorne e Cress vengono abbandona su un satellite che sta precipitando sulla Terra e Cinder si ritrova costretta a abbandonare gli amici per correre in Africa per trovare un dottore che possa curare Wolfe, ferito da Sybil nella lotta tra lei e Cinder.
Dopo "Cinder" e "Scarlet", Marissa Meyer ci regala il terzo romanzo della saga delle "Cronache lunari", dove i colpi di scena si succedono in un mix di azione, humour e romanticismo.
Questo terzo volume inizia introducendoci un nuovo personaggio: Cress, la quale è il corrispettivo di Raperonzolo. Anche se nel suo caso si tratta di una ragazzina dai capelli lunghissimi (poiché lei non possiede nulla di tagliente e la sua padrona Sybil non glieli ha mai tagliati) che da sette anni vive confinata non in una torre ma in satellite. Pur essendo un Guscio la regina Levana l'ha tenuta in vita in quanto la ragazzina è un'abile hacker. Cinder riesce a mettersi in contato con lei grazie a un cip lunare e, assieme a Thorne, Scarlett, Wolf e Ilo decidono di andare a salvarla, ma a causa di un imprevisto il piano finisce per andare in malora. Da lì inizia la parte emozionante del romanzo, oltre che piuttosto ansiogena, in quanto ci sono molte questioni lasciate in sospeso che io ho sentito subito l'urgenza che dovessero essere risolte: il rapimento di Scarlett, la ferita di Wolfe, Thorne e Cress che devono salvarsi, senza contare il matrimonio dell'imperatore Kay con la regina Levana, o il fatto che il virus della leutumosi sembra iniziare a contagiare anche i lunari...
Tutto il libro sarà un roller coster di emozioni che manterranno il lettore incollato alle pagine per sapere quale sarà la sorte dei vari personaggi. In questo volume oltre alle vicende di Cinder, Thorne, Cress, Scarlett e del principe Kay, la narrazione si arricchisce anche dei POV della regina Levana e del dottor Erland, colui che lavorava per il principe Kay col compito di trovare il vaccino per la leutomosi e che aveva aiutato Cinder a fuggire di prigione nel primo volume.
Devo dire che la parte che mi ha appassionato di meno è stato il POV di Cress e Thorne mentre camminano da soli nel deserto con lui che non ci vede, credo che l'autrice abbia dedicato un po' troppi capitoli a questo evento, fortunatamente poi i due incontrano, appena in tempo, un gruppo di mercanti nomadi e la situazione si fa un po' più vivace, perchè non avrei retto un altro capitolo con loro che non fanno altro che camminare soli e sperduti nel deserto e chiacchierano fra loro. Tra l'altro questo incontro con i mercanti nomadi porterà a degli interessanti sviluppi inaspettati, che permetterà ai vari personaggi di ricongiungersi.
Volume che inizia con la separazione dei vari personaggi (trope che io non apprezzo molto) che poi dovranno ricongiungersi per portare a termine il piano finale che riguarda l'Imperatore Kay e il suo matrimonio con Levana, nell'ultimo volume vedremo come si evolverà questa situazione, visto che ora a Cinder spetta la parte più difficile e importante se vuole salvare le sorti del pianeta Terra.
 
  
Sopra: A destra la copertina del terzo volume, per cui si è mantenuta la copertina inglese anche in italiano, mentre a destra quella della ristampa, inglese, del 2020.
 
Nel libro, nonostante sia un Oscar Draghi, sono presenti alcune illustrazioni a colori, cosa piuttosto anomala, visto che quasi mai i libri di questa collana sono illustrati (se non raramente qualche a volta in bianco e nero).
Le illustrazioni sono presenti all'inizio di ogni storia e poi viene inserito un ulteriore disegno verso la fine. Le prime, inserite all'inizio, sono praticamente le immagini delle copertine delle edizioni inglesi e americane e infatti ce ne sono due, fronte-retro. Quelle inserite sul davanti della pagina mostrano dei disegni dallo stile elegante, raffinato, ricco di dettagli ma con dei personaggi che ricordano un po' quelli dei fumetti, realizzati con linee sinuose ma nette e precise e tratti facciali semplici ma graziosi. Tali disegni mostrano i personaggi principali della storia inseriti in un preciso contesto e sopra di loro, in alto, compare il titolo del racconto che il lettore andrà a leggere. Queste immagini hanno dei colori brillanti, accesi e piuttosto saturi, sebbene ce ne siano sempre un paio che tendono a prevalere (il viola e il fucsia in "Cinder", il verde e l'arancione in "Scarlet", il blu e il giallo in "Cress").
Le immagini che si trovano invece sul retro sono anch'esse provenienti dalle copertine di un'edizione inglese/americana ma hanno uno stile differente, meno fumettistico e più "serio". In questo caso le scritte sono state tolte, per cui nell'intera pagina vediamo comparire un unico elemento che ha un valore significativo per la storia: una piede (in realtà meccanico) infilato in una scarpa rossa col tacco per "Cinder", un mantello di raso rosso in "Scarlet" e una lunga treccia in "Cress". Qui non compare quindi nessuna figura umana, e in particolare nessun volto, in quanto si vuole sottolineare maggiormente l'importanza di un determinato oggetto, il quale viene rappresentato con colori piuttosto accesi e brillanti (con alcuni punti particolarmente luminosi, come se brillassero) sopra uno sfondo invece scuro.
Verso la fine o a metà di ogni storia c'è poi un'altra illustrazione dallo stile elegante, raffinato, sempre fumettistico e un po' liberty, dai tratti precisi ma sinuosi. Queste immagini rappresentano un momento preciso e importante della storia: la fuga di Cinder dal ballo, Scarlett con Wolfe mentre saltano da un treno, Cress in compagnia di Thorne. La cosa più particolare di queste immagini è la scelta dei colori, in certi punti stesi in maniera più decisa e intensa mentre in altre più delicata. Comunque l'artista sembra aver deciso di utilizzare principalmente solo alcune tinte per ciascun disegno: nel primo il giallo, il fucsia e il blu, nel secondo il rosso e l'azzurro e nel terzo il verde e il fucsia.
 
    

  
 Sopra: Alcune delle immagini che si trovano all'interno di questo volume, di cui le prime due a sinistra in alto riprendono le copertine di una nuova edizione inglese, in alto a destra quella della vecchia edizione inglese/americana, mentre in basso due illustrazioni che mostrano delle scene della storia.
 
I singoli libri sono stati editi originariamente in inglese rispettivamente nel 2012, 2013 e nel 2014 con i seguenti titoli (che poi sono gli stessi mantenuti anche nell'edizione italiana): "The Lunar Chronicles: Cinder", "The Lunar Chronicles: Scarlet" e "The Lunar Chronicles: Cress".  
Il tomo che riunisce i primi tre volumi della saga è stato pubblicato dalla Mondadori nel 2023 con una copertina rigida, ha 912 pagine e misura 25,5 cm d'altezza e 18,00 cm di lunghezza e costa 30,00 euro. 
 
 Ecco gli altri libri della saga, che sono stati raccolti, sempre nel 2023 in un unico tomo: "Winter" (2017), "Fairest" (2017) e "Star Above" (2023), di cui vi parlerò successivamente.
 

    
Sopra: In altro la copertina del secondo volume, il quale raccoglie i racconti di cui sotto potete vedere le copertine.

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venerdì 31 ottobre 2025

Le raccapriccianti avventure di una maestra mannara di Miriam Dubini e Alfio Buscaglia

"Le raccapriccianti avventure di una maestra mannara" è un racconto scritto da Miriam Dubini con le illustrazioni di Alfio Buscaglia ambientato in una scuola elementare molto particolare... è frequentata, infatti, solo da mostri!
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2012 e a destra una più recente del 2019.

Alla scuola elementare Victor Frankenstein studiano i mostri di tutto l'universo: "Come tutte le notti, quella notte le fiaccole del campanile si accesero a mezzanotte in punto e le campane iniziarono a battere i primi rintocchi.
La luna brillava pallida oltre il tetto di lavagna, illuminando l'imponente edificio ricoperto da rampicanti. Una grande lastra di marmo emergeva dalle foglie aggrovigliate di fianco al pesante portone di legno rosicchiato dai tarli.
Era una lapide, come quelle che stanno nei cimiteri, ma su questa c'era scritto: Scuola Elementare Victor Frankenstein.
Aspettate un attimo! Da quando in qua le scuole elementari hanno il campanile? Di solito hanno la campanella e suona sempre troppo presto la mattina e troppo tardi all'ora dell'intervallo, questo lo sanno tutti. ma chi ha mai visto una scuola con un campanile? Un campanile con le fiaccole per di più... [...]
E per finire: che razza di nome è Victor frankenstein? Vi sembra un nome adatto a una scuola elementare?! Le scuole elementari hanno sempre nomi di persone importanti che hanno fatto cose coraggiose, non di folli scienziati che creano giganti verdognoli con i bulloni nel cervello... lo sanno tutti!
Già, ma pochi, anzi, pochissimi sanno che esiste una scuola proprio così, con il campanile al posto della campanella, la lavagna sul tetto  la lapide all'ingresso.
È la prima scuola per mostriciattoli della galassia e il direttore è il signor Victor Frankenstein in persone. La conoscono solo i mostri che la frequentano e se guardi bene lassù, tra le stelle, vedrai arrivare la prima orripilante creatura di questa storia: ha due grandi ali oscure e pesanti, una coda ricoperta di squame, quattro zampe artigliate, due narici enormi da cui escono sbuffi di fumo  una bocca piena di denti affilati da cui escono lingue fuoco. È arrivato il bidello Budello, un drago grande come una montagna, anzi, come un vulcano.
Questa notte, però, il vampiro Canino, i gemelli Ciclope, il fantasma Ecto, l'orchetta Violetta e Baby, l'abominevole bambinone delle nevi, stanno per avere una sorpresa: la loro insegnante è malata e la supplente è Miss Lupoi, una temutissima maestra mannara che quando si arrabbia diventa... umana! 
Ovviamente, in accordo dol direttore della scuola, non viene detto nulla ai bambini, ma Violetta, un'orchetta furba e molto dispettosa, capisce subito che l'insegnate ha qualcosa di strano, percependo uno provenire da lei uno strano odore di pulito. Assieme al suo amico fantasma decide quindi di indagare e di fare un terribile scherzo alla maestra proprio per farla arrabbiare, per vedere cosa succederà.  
 
 Sopra: Il preside Frankenstein presenta la maestra Miss Lupoi alla sua nuova classe.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Alfio Buscaglia, le quali non sono poi così numerose come mi sarei aspettata per un testo inserito in una collana 7+, ma sno abbastanza sporadiche. I disegni sono di due tipi: i primi (a pagina intera o inseriti assieme ai testi) sono inseriti all'interno dei capitoli e servono a rappresentare scene e personaggi descritti nella storia; mentre i secondi sono inseriti alla fine di ogni capitolo e sono degli approfondimenti. Questi ultimi disegni infatti servono a illustrare e a mostrare ai lettori alcuni argomenti di approfondimento quali: gli strani oggetti provenienti dalla Terra contenuti nella valigetta di Brunetta Lupoi (la maestra) e che questa mostra alla classe; come si comportano le cattive orchette; com'è fatta la tana del bidello drago; i farfallini che indossa il signor Igor Moscatelli (il bibliotecario da cui si reca l'orchetta per cercare informazioni sulla maestra)...
Lo stile dell'artista è abbastanza caricaturale, in modo da far risultare i disegni con la rappresentazione dei vari mostri abbastanza simpatici e divertenti per i bambini da guardare. I disegni sono tracciati con linee pulite, nette e precise, magari un po' squadrate.
L'aspetto dei mostri è piuttosto classico: il vampiretto ha i canini aguzzi, i capelli neri tirati all'indietro e indossa il classico cantello nero, il mostro delle nevi è una creatura grossa con i piedoni e col folto pelo bianco, la maestra mannara  ha l'aspetto di un lupo antropomorfo con i capelli... Il direttore, Victor Frankenstein ha il classico aspetto dell'uomo grande e grosso con la testa squadrata e i bulloni, anche se in realtà sembra che qui abbiano dato al mosto il nome il cognome del suo creatore, in quanto in realtà Frankenstein non è il suo cognome, ma appunto quello dello scienziato che gli ha dato vita.
I disegni sono carini ma secondo me avrebbero reso di più se li avessero lasciati a colori visto che in bianco e nero le illustrazioni le illustrazioni risultano per la maggior parte grigie, con alcune zone lasciate bianche, oppure bianche con alcune zone grigie per le ombreggiature, facendo risultare i disegni un po' monotoni e meno accattivanti.
 


   
Sopra: Alcune illustrazioni di Buscaglia, di quella in alto ci mostra il bibliotecario, quella al centro la maestra che torna umana, quella in basso a sinistra la maestra mostra alcuni reperti terrestri alla classe e a destra uno scheletro parla con due alunni.
 
"Le raccapriccianti avventure di una maestra mannara" di Miriam Dubini è un racconto carino che vede come ambientazione una scuola di mostri situata però non sulla terra ma su un altro pianeta, un pianeta abitato da mostri. La maestra Miss Lupoi però ha visitato il pianeta Terra, dove è stata punta da un insetto che l'ha resa in parte umana (ridiventa umana quando si arrabbia). Ovviamente lei e il personale scolastico non vogliono che gli alunni lo sappiano, così non viene detto loro nulla a riguardo, se non di non far arrabbiare l'insegnante, ma una di loro è decisa a scoprire il mistero. Si tratta dell'orchetta Violetta che, appena si sente dire di non far arrabbiare l'insegnante, le viene subito voglia di combinarle uno scherzo tremendo. 
Assieme al suo amico fantasma quindi si mette a investigare e riuscirà a scoprire il segreto della maestra, riuscendo a prepararle uno scherzo memorabile... ma come andrà a finire la cosa? 
Una vicenda carina, con una storia piena di mostri e mostricciattoli, per dimostrare ai bambini che anche i mostri hanno i loro problemi, così come la maestra Miss Lupoi. Un libro che però parla anche di amicizia, come quella tra Violetta e il suo amico fantasma Ecto, un fantasmino che è il minore (nonché unico maschio) dopo 13 sorelle, che però non se lo filano di striscio: "All'inizio aveva cercato di ottenere la loro attenzione con qualche dispetto [...] Era stata Violetta a fargli guardare la situazione da un altro punto di vista. <<Se nessuno si preoccupa per te, sei libero di far tutto quello ce vuoi, tanto non se ne accorgerà nessuno, non ti sgriderà nessuno e non ti punirà nessuno>> gli aveva detto un giorno. E d quel giorno Ecto aveva smesso di desiderare un fratellino e di tormentare le sorelle. perchè Violetta era un po' come un fratellino ,a anche un po' come una sorella e, soprattutto, non aveva paura di niente, neanche del fossato degli spettri.
In effetti mi è piaciuto in cui l'autrice ha fatto vede l'amicizia che c'è tra Violetta e Ecto: un'amicizia in cui Violetta è sicuramente il motore trainante, mentre Ecto è il gregario, un'amicizia in cui capita anche di litigare ma poi si può chiedersi scusa, un'amicizia sincera.
Alcuni personaggi sono abbastanza caratterizzati, come il bidello, Miss Lupus (che ci racconta un po' del suo passato e di come si sia trasformata in un'umana) e qualche alunno, tra cui quella meglio caratterizzata, e che mostra un personalità più complessa, è proprio Violetta, la quale è pure un po' bulletta, essendo d'altronde un'orco, ma ogni tanto mostra anche dei lati positivi del suo carattere, oltre ad dimostrarsi molto spigliata, intraprendente, coraggiosa, anche se dispettosa. Un personaggio femminile abbastanza inusuale e interessante.
Alla fine comunque lei e l'amico impareranno la lezione sul non fare certi scherzi alle maestre, sebbene il loro scherzo porterà a una svolta inaspettata per la maestra. 
Una lettura carina con protagonisti dei mostri, consigliata per i lettori a partire dai 7 anni e mezzo/8 in quanto la storia non è proprio brevissima (anche se è scritta grande) e non ha moltissime illustrazioni.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2012 dalle Edizioni PIEMME, ha una copertina flessibile, ha 130 pagine, misura 19 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e costa 8,00 euro (l'edizione del 2019 invece costa 9,50 euro).

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