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lunedì 14 settembre 2026

Il piccolo Lord di Frances Hodgson Burnett ed Erika De Pieri

"Il piccolo Lord" è un classico della letteratura per l'infanzia scritto da Frances Hodgson Burnett e illustrato, in questa edizione, da Erika De Pieri. Una storia che vede per protagonista un bambino nato in condizioni umili ma che scoprirà di essere il nipote di un conte.
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Erika De Pieri che ci mostra il protagonista della storia, il piccolo Lord citato nel titolo.
 
Cedric Errol vive a New York con sua madre, ha sette anni e un cuore gentile: "Nonostante fosse cresciuto in una casetta piccola, pareva che non fosse vissuto al mondo bimbo più felice. per prima cosa aveva una buona salute e perciò non destava preoccupazioni; poi aveva un carattere talmente affabile e una maniera di comportarsi talemnte piacevole che era amato da chiunque; per finire era così bello da somigliare a un dipinto.Invece di nascere con la testolina pelata, era uscito fuori con tanti capelli setosi, fini e dorati, che si arricciano all'estremità e che, quando compì sei mesi, divennero lunghi bellissimi ricci. Sul faccino gentile rilucevano due enormi occhi neri salle folte ciglia. Aveva una struttura robusta e due gambette così pienotte e forti che a nove mesi iniziò inaspettatamente a camminare. le sue maniere erano talmente educate, che era una gioia stare insieme a lui. Pareva comprendesse che tutti gli erano amici, e se qualcuno si rivolgeva a lui mentre era nel passeggino per strada, guardava lo sconosciuto con l'amabile ed espressivo sguardo dei suoi occhi scuri, a cui seguiva un delizioso sorriso accattivante. Nella stradina appartata dive vivevano non vi era nessuno - incluso il droghiere all'angolo, ritenuti da tutti l'essere più scontroso del pianeta - che non fosse felice di guardarlo e di parlargli. Con il passare del tempo divenne sempre più bello e amabile. [...]
La sua dote più grande era la maniera allegra, genuina e affabile di legare immediatamente con le persone. Probabilmente derivava dalla sua natura vivace e da un cuore buono che simpatizzava con chiunque e che voleva far sentire tutti a proprio agio, come a lui stesso piaceva sentirsi. Ci metteva poco a capire le emozioni di chi gli stava vicino."
Suo padre, morto qualche anno prima, era il figlio minore del conte di Dorincourt, ricco e potente nobile britannico. Il matrimonio del padre di Cedric con la madre non era mai stato accettato dal vecchio conte, che aveva immediatamente interrotto i rapporti con la giovane famiglia e si era sempre rifiutato d'incontrare la nuora e il nipotino. Cedric però ignora tutto questo e vive la sua infanzia spensierata in un quartiere popolare di New York.  
Un giorno, una lettera inaspettata  dall’Inghilterra e l'incontro con l'avvocato di famiglia gli rivela di essere l’unico erede di un’antica casata nobiliare e di essere il futuro Lord Fauntleroy. Inizia così un viaggio oltre l’oceano, verso un nonno severo deciso a plasmarlo secondo le rigide regole dell’aristocrazia. Sarà invece Cedric, con la sua innocenza e bontà, a cambiare il cuore del vecchio conte, restituendo calore in una casa da tempo chiusa ai sentimenti.
 
Sopra: Un'illlustrazione a doppia pagina che ritrae il piccolo Lord, Cedric, nella bottega del droghiere, il signor Hobbs.
 
In questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Erika De Pieri, le quali sono realizzate con dei pastelli, per cui i contorni dei vari elementi presenti nei disegni sono spesso non troppo precisi, dando vita a illustrazioni dall'atmosfera calda, nostalgica e avvolgente. 
La maggior parte delle immagini sono a doppia pagina, qualcuna a pagina intera, per cui vengono mostrati bene gli ambienti, oltre ai vari personaggi. I disegni infatti rappresentano scene narrate nei testi come: Cedric nella bottega del signor Hobbs, il momento in cui la carrozza sta per giungere al castello del nonno, il momento in cui entra nella sua nuova cameretta piena di giocattoli, il villaggio che sorge sulle terre di Lord Fauntleroy, la festa in cui Lord Fauntleroy fa conoscere il nipote al resto dei nobili della società inglese, ...
Nelle immagini a doppia pagina vengono ritratti ampi spazi, tanto che i personaggi sembrano essere quasi posti in secondo piano rispetto agli ambienti: Cedric nella drogheria appare piccolino rispetto alla vastità dell'ambiente; così come piccola appare la carrozza mentre porta Cedric verso la casa del nonno, che invece appare grande e maestosa anche da lontano, mentre tutto intorno si vedono le colline verdeggianti e gli alberi spazzati da un forte vento; quando Cedric entra nella sua nuova cameretta appare grande poco più di alcune dei giochi presenti nella stanza, relegato nella parte sinistra dell'immagine, mentre il resto è tutto occupato dalla stanza e dai giochi e dai mobili in essa contenuti; quando ci viene mostrato il villaggio di vediamo le persone viste da lontano, mentre a colpirci sono le case, la strada e la vegetazione che le circonda.
Sono pochi i disegni dove il protagonista appare al centro della scena, come quello a pagina intera dove si confronta col nonno. A proposito di Cedric e di suo nonno è evidente che l'artista, per l'aspetto del protagonista, si sia ispirata a quello dell'attore che interpretava questo personaggio nell'omonimo film per la televisione degli anni Ottanta. Cedric porta infatti questi capelli biondi tagliati a caschetto e con la frangia, la classica pettinatura alla He Man o alla Raffaella Carrà che purtroppo a me non piace per niente, soprattutto se portata da degli uomini. Almeno l'artista nel ritrarre il protagonista cerca di rendergli l'acconciatura un po' più carina, abbastanza calzante col viso dolce, tondo e dalle linee morbide che gli ha creato. L'aspetto del nonno invece è molto differente rispetto a quello del corrispettivo attore del film, e quello creato dalla De Pieri è evidentemente un nonno più giovane, senza baffi e con i capelli non ancora del tutto imbiancati dal tempo.
Oltre alle immagini a pagina intera o doppia ve ne sono anche di più piccole inserite in mezzo ai testi, le quali sono abbastanza sporadiche e rappresentano principalmente oggetti che vengono citati nel testo come: una sella, una stampella, una scrivania, un cavallo a dondolo, ... 
Quello che colpisce particolarmente delle illustrazioni della De Pieri sono i colori, che trovo molto "autunnali", nella maggior parte dei casi. Sono tinte principalmente dai toni caldi (marrone, giallo, arancione e rosso, con l'eccezione del verde usato per la vegetazione, che rimane comunque un verde chiaro, oppure di un verde salvia) vivaci e brillanti, a volte stese più intensamente e in altri punti in modo più delicato. Queste tinte trasmettono una sensazione di gioia e di luminosità, infatti cambiano quando ci troviamo davanti a scene più cupe che rappresentano la povertà. Qui i colori diventano più cupi e meno allegri: predominano soprattutto i marroni e il verde, che non è più un verde chiaro ma più scuro. Anche in questi casi però le immagini non diventano mai eccessivamente cupe o scure, conservando una certa luminosità.
 
  


 
   
Sopra: Alcune delle illustrazioni a doppia pagina o a pagina intera, più una con un disegni insieme ai testi (in basso a destra) che mostrano vari moemnti della storia, con disegni dai colori caldi e allegri mentre in alto potete vedere un poster e un'immagine del film che mostra il protagonista e il nonno. Da nitare come l'aspetto dell'attore del film sia stato preso di ispirazione dall'artista per il suo personaggio del piccolo Lord.
 
"Il piccolo Lord" di Frances Hodgson Burnett è un classico della letteratura per l'infanzia, assieme a "La piccola principessa" e a "Il giardino segreto", anche se forse meno famoso rispetto a questi altri titoli (soprattutto rispetto all'ultimo).
Nonostante la storia sia abbastanza semplice e lineare l'ho comunque trovata molto carina e leggera come lettura. 
La vicenda narra di un bambino di nome Cedric con un padre nobile, diseredato dal proprio padre che non ne ha mai accettato il matrimonio con una donna americana, che considera un'arrivista. Purtroppo il padre del protagonista muore quando egli è ancora piccolo, ma questo non gli impedirà di crescere sereno e gioioso, amato e ben voluto da tutti grazie al suo bell'aspetto e alle sue maniere educate. 
Quando l'avvocato di Lord Fauntleroy gli chiede infatti cosa desidererebbe fare se avesse molto denaro , Cedric esprime il desiderio di aiutare delle persone povere, ma non persone povere a caso, ma persone da lui conosciute personalmente e che si erano dimostrate gentili con lui. E' interessante poi notare come egli aiuti queste persone, non limitandosi a dar loro una somma di denaro che contribuirebbe solo a farli campare per qualche giorno in più, ma provvedendo con il denaro a fornire loro i mezzi per potersi sostentare anche in futuro, ad esempio migliorando le loro condizioni lavorative (al lustrascarpe dona un'insegna e delle spazzole nuove, alla vecchia fruttivendola dona un negozietto, a una donna con tanti figli e un marito muratore ma malato dona dei soldi che le serviranno per pagare le medicine al marito e comprargli dei vestiti nuovi così che possa trovare un nuovo lavoro ben retribuito).
La caratterizzazione del protagonista risulta ben imbastita e credibile: pur dimostrandosi in effetti un campione di bontà devo dire che i suoi atteggiamenti non mi sono mai sembrati forzati o falsi, anche perchè l'autrice spiega come essi derivino, oltre sicuramente a una caratteristica caratteriale, anche dall'ambienti in cui il bambino è cresciuto: un ambiente estremamente amorevole, non solo nei confronti del piccolo, ma in cui anche i genitori si volevano bene. Una cosa un po' bizzarra è infatti che il bambino chiama la madre "Tesoro", anziché "mamma", perchè ha sempre sentito il padre chiamarla così; un po' come Lilli nel film di "Lilli e il Vagabondo" della Disney che chiamava i propri padroni Tesoro e Johnny Caro perchè loro si chiamavano in questo modo.
Il rapporto tra Cedric e la madre in effetti è molto bello e risulta importante perchè l'autrice fa capire ai lettori (e a Lord Fauntleroy) che la figura materna è molto importante per il protagonista, in quanto ha giocato un ruolo essenziale nella sua educazione e nel forgiarne il carattere. I due poi hanno sviluppato proprio un forte legame (anche se Cedric non manca mai di dimostrare anche una certa indipendenza), tanto che il bambino non smetterà mai di sentire la mancanza della vicinanza della madre quando si troverà a dover vivere da solo nel castello del nonno, nonostante possa andare a trovarla tutti i giorni, il che rende Lord Fauntleroy un po' geloso.
Per quanto riguarda il personaggio proprio di Lord Fauntleroy anche lui è ben caratterizzato, e in effetti in tutto il libro è lui quello ad affrontare un cambiamento maggiore e un percorso di crescita e di miglioramento a sett'anni suonati. Anche in questo caso il cambiamento non avviene tutto assieme e l'autrice lo rende credibile fornendo spesso giustificazioni e spiegazioni dei suoi comportamenti o atteggiamenti nei confronti del nipotino: "È innegabile che prima dell'arrivo di Lord Fauntleroy il vecchio si sentisse sempre più irritato dalla solitudine, dalla gotta e dall'età avanzata. Dopo un'esistenza colma di avventure e piaceri, non era certo piacevole ritrovarsi solo, anche nella sala più sontuosa, con un piede appoggiato su uno sgabello e nessun altro svago se non il prendersela e inveire contro un servitore spaventato, che lo detestava. Il vecchio conte era un uomo troppo lucido per non rendersi conto che la servitù lo odiava e che perfino i pochi ospiti non si fermavano certo per affetto, sebbene alcuni trovassero interessante ascoltare le sue battute taglienti e ciniche, che non risparmiavano nessuno. [...]
Per fortuna del bambino, quando il conte lo vide provò una soddisfazione profonda nel proprio orgoglio. Se Cedric fosse stato meno attraente, il vecchio avrebbe potuto sviluppare verso di lui un'antipatia tale da impedirgli di riconoscerne le qualità. Decise invece che l'aspetto di Cedric e il suo carattere coraggioso erano il risultato diretto del sangue dei Dorincourt e davano lustro al nome di famiglia. Appena sentì il bambino parlare e si rense conto che era educato, pur non avendo la minima idea di cosa comportasse il suo nuovo ruolo, ne fu ancora più colpito, al punto da esserne affascinato. Aveva trovato divertente affidare a quelle manine infantili il potere di aiutare il povero Higgins. [...] Gli era anche piaciuto accompagnare Cedric in chiesa col la carrozza e osservare la curiosità e l'attenzione che il loro arrivo aveva suscitato. Sapeva bene che si sarebbe parlato della bellezza del bambino, della sua grazia, della sua figura minuta ma decisa, della postura fiera del volto luminoso e dei capelli dorati. Avrebbero detto (il lord lo aveva sentito chiaramente con le sue orecchie da una donna) che il ragazzo era "un lord da cima a fondo". Il padrone di Dorincourt era un vecchio orgoglioso, attaccato al suo nome e al suo rango, quindi fiero di mostrare a tutti che la casata Dorincourt aveva finalmente un erede all'altezza del ruolo che un giorno avrebbe ricoperto."
E' bello vedere come questi sentimenti di orgoglio pian piano si trasformino in un'ammirazione e un affetto sincero per il piccolo, arrivando anche a superare la sua avversione e i pregiudizi nei confronti della madre di Cedric, arrivando a riconoscere che, oltre ad essere molto bella d'aspetto, ha anche un animo nobile e gentile.
Tutto procede a gonfie vele, con Cedric che continua scrivere ai suoi amici che ha lasciato in Ameria (il droghiere Hobbs e il lustrascarpe Dick), ma ad un certo punto arriva una notizia allarmante a riscuotere un po' la trama: una donna si è presentata all'avvocato dei Dorincourt dicendo di essere la ex moglie del figlio maggiore di lord Fauntleroy e di avere avuto un figlio con lui, che quindi dovrebbe diventare il successivo erede del titolo e di tutte le fortune di lord Fauntleroy. Il vecchio non prende per nulla bene la cosa e inizialmente si rifiuta di accettarla, facendo partire un'indagine. Nel frattempo corrono in aiuto del protagonista proprio il signor Hobbs e Dick. E' molto carino come l'autrice non si sia dimenticata di questi personaggi, che ci aveva presentato all'inizio del libro, ma li abbia portati avanti integrandoli bene nella storia, e grazie ai quali ci sarà una svolta nella trama.
La storia è piuttosto semplice e lineare, ma nella sua semplicità secondo me riesce a risultare estremamente piacevole oltre che una lettura leggera, sicuramente meno impegnativa (anche a livello emotivo) rispetto a "Il giardino segreto" o a "La piccola principessa".
La sua forza sta soprattutto nei personaggi, tutti ben caratterizzati e piacevoli da leggere: Cedric è un bambino dal buon carattere e che risulta sempre simpatico nella sua ingenuità e nel suo buon cuore, caratteristiche grazie alle quali sembra riuscire a tirare fuori il meglio dalle persone (caratteristica che lo accomuna a "Pollyannadi Eleanor H. Porter, anche nel modo in cui lei si approcciava alla zia, che vedeva come la persona migliore del mondo); la madre di Cedric è una madre affettuosa e una donna assennata e giusta; il nonno di Cedric è il personaggio che compie l'evoluzione maggiore, diventando meno burbero e capendo che a volte aiutare gli altri può farci sentire bene e soddisfatti; il signor Hobbs è un droghiere burbero che però si dimostra avere un cuore tenero... Gli unici personaggi poco approfonditi sono in effetti l'antagonista e il figlio, cioè l'ex moglie del primo genito di lord Fauntleroy, che si dimostra essere semplicemente una donna bella ma avida e arrivista.
L'ho trovato un romanzo che si legge con leggerezza e con il sorriso sulle labbra, una di quelle storie che fanno bene al cuore, oltre a far comunque riflettere su come i soldi non sempre fanno la felicità, non almeno quanto i rapporti interpersonali e l'aiutare gli altri (c'è da dire però che le persone che qui vengono aiutate si mostrano sempre riconoscenti e pronte a ricambiare il favore, mentre purtroppo non sempre è così). Una lettura adatta ad essere letta in autonomia a partire dagli 8 anni anni, mentre può essere proposta dai 6/7 come lettura ad alta voce.
 
Il volume è stato edito originariamente nel col titolo "Little Lord Fauntleroy", ed è stato pubblicato in questa edizione nel 2025 dalla BURNO Edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 184 pagine, misura 30,5 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 22,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 26 agosto 2026

Uno strano rumore nel buio di Julie Champagne e Geneviève Bigué

"Uno strano rumore nel buio" è una breve storia di paura scritta da Julie Champagne e illustrata da  Geneviève Bigué  che fa parte di una collana ad alta leggibilità edita dalla Biancoenero Edizioni che si chiama Fifa Blu, di cui vi avevo parlato di altri tre volumi: "Così imparate a uscire di notte" di Francois Gravel e Martine Latulippe, "La baia dei dannati" e "La camera numero 7" di Isabelle Malenfant.
 
 Sopra: Sulla copertina compare al centro un disegno in bianco e nero contornato da bordi neri, mentre in altro a destra compare il titolo all'intenro di un cerchio colorato, unico tocco di colore nella copertina.
 
Una sera, mentre è da solo nella palestra della sua scuola, Zack sente degli strani rumori. Come se qualcuno graffiasse il muro, ma dall'interno. 
"Ero in piedi sullo sgabello per posare le pettorine da allenamento sulla mensola in alto, quando un rumore catturò la mia attenzione.
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch
Inizialmente pensai che la nostra professoressa di educazione fisica fosse tornata indietro. <<Signora leclerc?>>
Nessuna risposta, Dovevo aver sentito male.
Scesi dallo sgabello per separare i bastoni destrorsi da quelli mancini.
I miei movimenti erano un po' più lenti.
Stavo attento a ogni piccolo suono, come per assicurarmi di essere davvero solo.
Questa volta, nn me l'ero immaginato. Era di nuovo quel rumore. un grattare discreto, così leggero che un bisbiglio avrebbe potuto coprirlo.  
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch 
Guardai in tutte le direzioni, in cerac di una spiegazione. C'era una luce al neon sopra la mia testa. Poteva essere stato un crepit^o della lampada?
Drizzai le orecchie, all'erta come un pitbull.
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch 
SCCCCCCCCrrrrrrrriiiiiiiiiiiiitch
Il mio stomaco si contrasse. Il rumore non veniva dal soffitto. veniva dal muro, proprio vicino a me.
Ed era sempre più forte.
Provai a riflettere e a mantenere la calma. La scuola di Saint-Joseph aveva quasi cento anni. Era normale che scricchiolasse un po'.
TAP TA TAP TA TA TAP TAP TAP TAP TAP TAP
un nuovo suono, diverso stavolta. Come di qualcosa che si muove molto velocemente, C'era una presenza nella stanza, me ero sicuro. Ma ancora non vedevo nulla intorno a me.
Potrebbero essere ragni giganti che si sono infilati in qualche fessura delle pareti? Oppure un fantasma di un operaio murato vivo durante la costruzione della scuola? E se le cose fossero ancora più spaventose?
 
 Sopra: Due pagine iniziali di cui a sinistra una con i testi e a destra una con delle illustrazioni del protagonista che prova a capire cosa sono i rumori che provengono dal muro.
 
All'interno del volume sono presenti delle illustrazioni in bianco e nero opera di Geneviève Bigué , le quali sono abbastanza numerose all'interno dell'opera e risultano utili per aiutare i lettori nella comprensione dei testi e nel visualizzare bene ambienti e personaggi.
Lo stile dei disegni è abbastanza semplice, caratterizzato da linee nette e pulite, dal tratto nero e uniforme e personaggi dall'aspetto abbastanza curato anche se non eccessivamente realistico, un po' da graphic novel. Le varie scene tra l'altro sono rappresentate come le vignette di un fumetto, sebbene non ci siano baloon all'interno delle immagini per far parlare i personaggi.
Gli elementi dell'illustrazioni sono di solito di colore grigio, con varie sfumature, ma ci sono anche elementi lasciati completamente bianchi oppure tinti completamente di nero, creando un certo contrasto all'interno delle varie sequenze di immagini. 
Le pagine riempite interamente da vignette sono quindi piuttosto rare, in quanto l'artista preferisce alternare testi e vignette, facendo procedere i lettori passo passo sia con la storia che con le immagini. Ciò comunque implica che l'artista metta più immagini in sequenza l'una vicina all'altra, per mostrare non una sola scena ma un'intera sequenza di storia. 
Tra le scene mostrate troviamo ad esempio: il protagonista con l'orecchio appoggiato sul muro che cerca di sentire qualche rumore; Justine che racconta la storia di un operaio che si era murato dentro l'edificio; il protagonista che trova un ratto in una gabbia. Altri disegni possono invece mostrare diversi elementi presenti nella stessa scena, tipo: quando il protagonista scende le scale della cantina della scuola vediamo il ragazzo di spalle mentre sta scendendo, poi la sua mano che tiene la torcia e in un altra vignetta vicino una ragnatela.

 


Sopra: Alcune delle pagine interne, in cui compaiono spesso illustrazioni in bianco e nero assieme ai testi, molte delle quali mostrano delle immagini in sequenza.
 
"Uno strano rumore nel buio" di Julie Champagne e Geneviève Bigué è una breve storia di paura scritta con caratteri ad alta leggibilità adatta anche a lettori poco forti a partire dai 9 anni. 
Protagonista della vicenda è Zack, un ragazzino che si accorge che dai muri della propria scuola si sentono degli strani rumori. La professoressa di ginnastica e il bidello lo tranquillizzano, rassicurandolo che non ci sono ratti nella scuola, ma il giorno dopo il ragazzino trova dei bidoni della spazzatura con gli angoli tutti rosicchiati, che però vengono fatti rapidamente sparire dal bidello. 
La sorella del suo migliore amico insiste che si tratta del fantasma di un operaio morto di fame dopo essersi murato dentro la scuola, ma un fantasma non può mangiarsi dei bidoni di plastica, giusto?
"Nessun adulto sembrava prendere sul serio i fenomeni inspiegabili che si stavano verificando nella scuola.
Eppure nella mia testa frullavano mille domande. Se non si trattava di topi, cos'era? Davvero un operaio era morto intrappolato negli scantinati? C'era davvero una targa nel locale della caldaia? Era da tanto che non credevo più au mostri nascosti sotto il letto, ma la storia del fantasma era la mia unica pista per risolvere il mistero.
Zack decide di scendere nella sala caldaia per indagare, ma non trova nessuna targhetta commemorativa, in compenso trova... un grosso ratto rinchiuso in una gabbia, dall'aria parecchio spaventata ma anche aggressiva.
Il problema, come Zack scoprirà ben presto, è che dove si trova un ratto... non ce n'è mai solo uno, e la scuola sembra esserne completamente infestata, tanto da dover far evacuare tutti gli studenti! 
Una storia breve ma intensa, anche se non saprei se definirla propriamente paurosa, anche se sicuramente c'è una forte componente di tensione e di aspettativa nella parte iniziale, con il protagonista che indaga per scoprire quale sia il problema. A differenza che in altri titoli della collana qui manca l'elemento soprannaturale, ma questo rende la vicenda anche quella più realistica della serie. Storia accompagnata da numerose illustrazioni, scritta con un font ad alta leggibilità che rende il libro adatto ai lettori dislessici o semplicemente a quei lettori non particolarmente forti, mentre per quelli già abituati può rappresentare una lettura veloce, ma intrigante e appassionante, adatta a partire dai 9 anni in su.
 
Il volume è stato edito originariamente in francese nel 2021 dalle Les éditions la courte échelle col titolo "Le crique de Damnés". E' stato poi pubblicato nel 2024 dalla Biancoenero Edizoni; ha 96 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,00 euro.
 
Ecco gli altri titoli presenti nella collana: "Non aver paura dei cimiteri", "Uccelli del malaugurio", "Così imparate a uscire di notte", "C'è un uomo in cantina", "Uno strano rumore nel muro", "La camera numero sette", "La baia de dannati",  "Banchetto per cani", "L'uomo dei ragni".

      
 
      
Sopra: Le copertine di questa collana giocano tutte sui toni del bianco e del nero, mentre vengono fatti spiccare i titoli dei singoli volumi, rinchiusi dentro dei cerchi colorati.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

domenica 9 agosto 2026

HARRY POTTER e l'Ordine della Fenice di J.K. Rowling e Jim Kay.

Ed eccoci (di nuovo) qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry potter e l'Ordine della Fenice" illustrata da Jim Kay e Neil Packer.  Il primo è un  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra la macchina volante dei Weasley mentre sorvola alcune abitazioni.

Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa spaventosa minaccia, oltre al fatto che sembra che stia cercado di tenere Harry a distanza, senza che Harry capisca perchè.
Intanto Harry, come ogni estate, è dovuto tornare a casa dai suoi zii babbani. Un pomeriggio, mentre Harry ed il cugino Dudley Dursley stanno litigando, vengono aggrediti da due Dissennatori, quindi il protagonista ricorre all'Incanto Patronus per salvare sé stesso e Dudley: "Ma all'improvviso tacque. Aveva sentito proprio quello che temeva.
C'era qualcosa nel vicolo oltre a loro due, qualcosa che faceva respiri lunghi, rochi, sonori. Harry, tremante nell'aria gelida, avvertì un terribile fiotto di paura.
<<P-piantala! Smettila! Te le d-do, giuro che te le do!>>
<<Dudley, chiudi...>>
WHAM
Un pugno colpì Harry alla testa, sbilanciandolo. [...]
Sentì Dudley sferrare pugni, colpire la staccionata del vicolo, barcollare.
<<DUDLEY, TORNA INDIETRO! GLI STAI CORRENDO INCONTRO!>>
Ci fu un urlo orrendo, come uno squittio, e i passi di Dudley si fermarono. Nello stesso momento, Harry sentì un gelo strisciante alle spalle, che poteva voler dire solo una cosa. ce n'era più di uno.
<<DUDLEY, TIENI LA BOCCA CHIUSA! QUALUNQUE COSA TU FACCIA, TIENI LA BOCCA CHIUSA! La bacchetta!>> borbottò Harry, agitato, con le mani che zampettavano sul terreno come ragni. <<Dov'è... la bacchetta... andiamo... Lumos!>>  
Pronunciò l'incantesimo automaticamente, avido di luce che lo aiutasse nella sua ricerca. Con suo incredibile sollievo, la luce fiottò a pochi centimetri dalla sua mano destra. La punta della bacchetta si era accesa. Harry l'afferrò, si alzò barcollando e si voltò.
Gli si rovesciò lo stomaco.
Una sagoma incappucciata e torreggiante scivolava quieta verso di lui, incombente sul suolo, senza piedi o colto visibili sotto la veste, succhiando la notte.
Soccorso da Arabella Figg, sua vicina di casa che si rivelerà essere una Maganò, Harry torna dagli zii con Dudley frastornato e riceve una lettera che gli annuncia di essere stato espulso da Hogwarts per aver usato la magia fuori dalla scuola (cosa che, nonostante il divieto per i maghi minorenni al riguardo, in genere viene comunque permessa in occasioni di emergenza). In seguito il Ministero sembra cambiare idea (grazie all'intercessione di Silente), ma Harry dovrà presentarsi al Ministero per un processo.
Qualche giorno dopo, Harry viene prelevato da un gruppo di maghi capeggiati da Malocchio Moody (che hanno fatto uscire di casa i Dursley con un trucco) e condotto al numero 12 di Grimmauld Place, la casa paterna di Sirius Black, che è stata resa invisibile e invulnerabile grazie a un Incanto Fidelius ed è divenuta la sede dell'Ordine della Fenice, una società segreta capeggiata da Albus Silente che ha come scopo combattere Voldemort. Harry scopre così che il Ministero della Magia continua a negare la notizia del ritorno di Voldemort e ha iniziato a screditare Silente ed Harry, definendoli due bugiardi. Il ragazzo viene quindi sottoposto a un processo per aver usato la magia impropriamente davanti ad un babbano e viene assolto grazie all'intervento di Silente.
Tornato a Hogwarts, Harry scopre che molti suoi conoscenti seguono la propaganda del Ministero e pensano che lui sia un bugiardo e un mitomane. Nel frattempo, il Ministero colloca ad Hogwarts una nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, Dolores Umbridge, al fine di controllare cosa succede nella scuola. La strega si rifiuta di insegnare la magia difensiva agli studenti, limitandosi a far leggere un noioso manuale teorico; quando Harry osa dichiarare, di fronte alla Umbridge, che Voldemort è risorto ed ha ucciso Cedric Diggory, viene punito duramente. 
Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l’aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell’adolescenza. Harry e i suoi amici decidono infatti di fondare un'associazione segreta chiamata Esercito di Silente, con lo scopo di preparare gli studenti all'uso degli incantesimi difensivi, facendoli allenare nella Stanza delle Necessità.
Ma se la Umbridge li scoprisse? Cosa succederà loro? E intanto cosa sta tramando il Signore Oscuro? 
 
Sopra: Un'illustrazione a due pagine intere in cui ci viene mostrata la via dove è collocata la casa paterna di Sirius Black, al numero 12 di Grimmauld Place, di cui possiamo vedere proprio Sirius Black trasformato in cane.
 
Così come per il precedente volume i  testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Per questo quinto volume tuttavia si è richiesto il lavoro anche di un ulteriore artista: Neil Packer, un pluripremiato illustratore e autore inglese.
Per quanto rigarda i disegni di Kay tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggo anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid, e in questo libro anche il professor Piton, il quale è stato rappresentato con una testa un po' troppo grande e un aspetto che ricorda quello di un goblin più che quello di una persona umana.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro e di conferire loro un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia.
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un Dissennatore che attacca Harry, Ninfadora Tonks vicino alla porta della camera di Harry, quest'ultimo intento a fare i bagagli per Hogwarts, i membri dell'Ordine che scortano in volo Harry, il padre di Ron ed Harry mentre camminano diretti verso il Ministero della Magia, Harry a lezioni di Oclumanzia con Piton, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella del Patronus a forma di cervo di Harry che scaccia un Dissennatore, quella di Neville e Luna seduti vicini nello scompartimento del treno per Hogwarts, quella che mostra la nova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure (Dolores Umbridge), Silente ad un tavolo della locanda "Testa di Porco", Harry in compagnia di Sirius Black, Hagrid con la faccia tumefatta e con in mano una bistecca,  ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo i Giganti).
Oltre alle illustrazioni di Kay abbiamo però anche quelle di Neil Packer, le quali sono però più decorative, in quanto si tratta di disegni solitamente di piccole di dimensioni posti sempre vicino ai testi. L'unico suo disegno a pagina intera (anzi, doppia) è quello che rappresenta l'arazzo con l'albero genealogico della famiglia Black, il quale resta comunque un disegno più grafico e decorativo, in stile un po' da manoscritto antico, e in esso non compare nessun volto umano, ma solo un albero e degli animali fantastici stilizzati (un unicorno e un grifone). In effetti più o meno tutti i disegni di Packer sono così, in stile un po' medievaleggiante e realizzati usando un unico colore alla volta: a volte verde e a volte il rosso. Anche quando piccoli i disegni sono comunque ricchi di linee e di dettagli, ma risaltano sicuramente meno rispetto a quelli di Kay, probabilmente per una scelta voluta, in quanto i disegni di Kay rubano la scena, mentre quelli di Packer sembrano fungere più che altro da accompagnamento, forse perchè il libro è molto lungo e si è sentito la necessità di riempirlo maggiormente, anche con semplici decori.
Nonostante la varietà dei soggetti e l'evidente differenza di stile nei due disegnatori, nell'insieme l'opera risulta abbastanza uniforme ed è straordinario vedere come tutte le illustrazioni accompagnano con costanza e come inesauribile fonte di meraviglia i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.


 

  

 Sopra:Alcune delle illustrazioni di Alan Lee in cui vediamo alcuni ambienti e personaggi quali Harry Potter, Sirius Black, Silente, Neville, Luna e, in basso, un Hagrid malconcio.
 
"HARRY POTTER e l'Ordine della Fenice" di J.K. Rowling è il quinto volume della saga, che ho apprezzato un po' meno degli altri perchè diciamo che qui le cose per Harry non si metteranno bene, dato che il Ministero della Magia farà di tutto per sminuirlo pur di non ammettere che Voldemort è tornato.
Questo quinto volume rimane comunque un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a continuare ad espandere un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quoidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
Anche per questo quinto volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e continuano ad evolversi rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nel precedente volume ha assistinto alla morte di un suo amico e questo lo ha segnato, ma dovrà essere forte in quanto scopre che parecchi dei suoi compagni nonnlo sostengono affatto e anzi credono che stia mentendo rigardo alla ricomparsa di Voldemort. Soprattutto nella prima metà del libro assisteremo quindi ad un Harry arrabbiato, scostante e stanco di doversi continuamente giustificare, il quale si sente molto sotto pressione, anche se poi si rivelerà coraggioso nel sostenere le proprie scelte, una tematica importante all'interno di questo quinto volume. Verso la fine del libro invece Harry si dimostrerà troppo avventato, il che lo porterà a commettere un grosso errore di valutazione. Diciamo che in questo quarto capitolo della saga Harry si dimostra sicuramente un personaggio complesso, con lati positivi e negativi, ma per me non uno dei più piacevoli di cui leggere, conun perenne malumore (comprensibile) e parecchio ostinato (anche in modo esagerato).
A proposito di Lord Voldemort egli è come sempre l'antagonista per eccellenza della serie, nonchè vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry, nonchè il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e in questo volume avremo un altro assaggio della sua potenza e della sua scaltrezza. In questo quinto volume emergerà inoltre anche il legame che lo lega al protagonista, in quanto quest'ultimo scopre di poter vedere quello che sta vedendo Voldemort in determinati momenti, quando il mago oscuro è particolarmente arrabbiato o emozionato. Per questo motivo Silente farà prendere ad Harry lezioni di oclumanzia da Piton, sebbene inizialmente queste visioni si rivelino utili, tanto che Harry riesce a salvare la vita di Arthur, il padre di Ron, in seguito però Voldemort usera queste visioni a suo vantaggio, facendo cadere Harry in un tranello.
Tornando ai personaggi del libro abbiamo poi Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, il migliore amico di Harry, il quale diventerà portiere titolare nella squadra di Quidditch,alla quale si era iscritto un po' anche per cercare di ottenere anche lui onore e gloria. Essendo infatti il sesto di sette fratelli, tutti più grandi di lui (ad esclusione di Jinny che però è la minore ma anche femmina) Ron si sente spesso messo da parte e vorrebe anche lui ogni tanto essere al centro dell'attenzione, il che lo porta ad essere un po' geloso di Harry. In questo libro però dovrà affrontare il problema di agitarsi quando viene guardato, il che soprattutto all'inizio lo porta ad essere un portiere piuttosto disastroso, finendo per avere l'autostima sotto i piedi, cosa a cui Draco contribuirà molto volentieri. 
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studiio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). Rimarrà sempre fedele a Harry e si arrabbierà molto con la Umbridge per i metodi sleali che usa per punire gli studenti. Sarà lei ad insistere con Harry affinchè fondi l'Esercito di Silente, creando un sistema per contattare i vari membri e anche un sistema per rivelare chi tradisce l'Ordine, dimostrandosi sempre la più intelligente.
Hagrid, il gigantesco e gentile guardiacaccia di Hogward, lo vediamo ancora una volta in difficoltà, anche se all'inizio dell'anno scolastico egli non sarà neppure presente ad Hogwarts. Scopriamo che ha avuto qualche difficoltà con alcuni giganti e che si è portato ad Hogwarts un parente piuttosto inaspettato. Inoltre la Umbridge non gli renderà la vita facile, considerandolo un incompetente oltre che un uomo troppo fedele a Silente.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts, che in questo volume sembra volersi allontanare da Harry, mettendo quest'ultimo in grande difficoltà), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione). Come sempre abbiamo anche la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, stavolta attaccato da un Dissennatore, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Wensley, di cui Jinny è entrata nella squadra di Quidditch, mentre George e Fred sognano di mettere in piedi un proprio negozio di dolci e scherzi magici, anche grazie alla vincita del Torneo Tre Maghi che Harry ha regalato loro alla fine del precedente volume. Vedremo anche un mebr dei Wealey, Percy, apertamente schierato con il Ministero, tanto da arrivare a sconsigliare a Ron di frequentare Harry e arrivando a rinnegare perfino la sua famiglia per ambizione.
In questo quinto capitolo della saga inizieremo ad approfondire meglio anche la figura di Severus Piton, l'intelligente e abile, ma severo, vedicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fn da subito in antipatia Harry. Grazie alle lezioni di Oclumanzia Harry riuscirà a vedere alcuni spazi del passato di Piton, in cui scoprirà che conosceva i suoi genitori e che veniva bullizzato da James Potter (il padre di Harry), cosa che turberà molto il ragazzino, che ha sempre creduto che il padre fosse una persona gentile ed ammirevole. Questo rende il personaggio di Piton più intrigante e complesso, anche se continuo a reputarlo una persona per centi versi spregevole, in quanto gode nel tormentare ed umiliare i propri studenti, i quali non hanno colpe di ciò che gli è accaduto in passato, dimostrandosi piuttosto infantile sotto certi aspetti.
Rivedremo poi alcuni personaggi che non vedevamo da un po', tra cui Gilderoy Lockhart, l'ex insegnante di Difesa contro le arti Oscure che Harry aveva avuto al secondo anno, e che si ritrova ancora ricoverato nell'ospedale dei maghi San Mungo; e poi Fiorenzo, un centauro incontrato nel secondo volume e che qui diventerà il professore di Divinazione a Hogwarts, sostituendo Sybill Trelawney (ritenuta inadatta dalla Umbridge al suo ruolo). In effetti il branco di Centauri che popola la Foresta Proibita vicino a Hogwarts svolgerà un ruolo importante in questo volume.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che abbiamo conosciuto fin dal primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo secondo volume abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Dolores Umbridge, è la sottosegretaria del Ministro della Magia Cornelius Fudge (nella vecchia tradzione Cornelius Caramel). Viene nominata, per volontà del Ministero, professoressa di Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts, per dare modo a Caramell di aumentare il controllo sulla scuola. È una donna dal fisico basso e tozzo, con la bocca larga e molle, melliflua, leziosa e sadica, ossessionata dal potere e dalla disciplina, e per questo si attira presto le antipatie di gran parte del corpo docente e degli studenti. Il suo approccio unicamente teorico alla materia e la sua ostinazione nel negare il ritorno di Voldemort portano alcuni studenti, guidati da Harry, a istituire un gruppo clandestino di preparazione pratica alla Difesa contro le Arti Oscure chiamato Esercito di Silente. La Umbridge è sicuramente uno dei personaggi più interessanti e temibili creati dalla Rowling, capace di essere malvagia quasi quanto Voldemort, pur dovendo in teoria lavorare per "i buoni".
Sempre nella schiera dei cattivi conosciamo poi Bellatrix Lestrange, nata Bellatrix Black, è la cugina di Sirius Black. Figura tra i Mangiamorte più forti e fedeli, con una lealtà verso Voldemort al limite dell'ossessione; è inoltre arrogante, cinica, spietata e crede fermamente alla purezza di sangue. 
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Abbiamo poi l'introduzione anche di un altro elfo domestico: Kreacher fu l'elfo domestico della Nobile e Antichissima Casata dei Black. Cresciuto in ambiente meschino e austero, assorbendo i valori della purezza del sangue e della nobiltà dei sangue puro sostenuti dalla Casata Black. 
Tra i personaggi positivi abbiamo invece Luna Lovegood, una studentessa di Corvonero di un anno più giovane di Harry e la figlia di Xenophilius Lovegood, direttore della stravagante rivista Il Cavillo La sua aria stralunata e le strane cose a cui crede la rendono emarginata e oggetto di scherno di alcuni suoi compagni di scuola, che le affibbiano il soprannome "Lunatica" e si divertono a nascondere i suoi averi, sebbene Luna non si interessi affatto a quello che gli altri pensano di lei. Inizialmente amica di Ginny Weasley, nel corso della storia stringe amicizia anche con Harry, Ron, Hermione e Neville, diventando un'alleata preziosa e una cara amica. 
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e sicuramente intrigante e coinvolgente, con la Umbridge capace di far uscire dai gangheri qualsiasi lettore a causa dei suoi modi perfidi, celati dietro una falsa educazione, ma perfettamente legali, a causa della sua influenza al ministero, diventando una sorta di incarnazione di un governo corrotto e marcio. E' anche un volume in cui vedremo Harry passarsela davvero brutta per la prima volta, soprattutto a causa dell'isolamente da parte dei compagni, che in parte aveva sperimentato anche nel precedente volume, ma che qui è ancora maggiore e subìto inoltre in seguito ad avver assistito alla morte di Diggory e alla rinascita di Voldemort. In seguito però vedremo anche il protagonista prendere in mano la situazione, anche col supporto dei suoi amici, il che lo rende un esempio di resilienza, continuando a lottare per sostenere la verità, anche se all'inizio tutti gli sono contro. Qui Harry tira fuori il vero coraggio, lottando contro le difficoltà e sostenendo oltretutto gli esami G.U.F.O., gli esami del quinto anno, i quali non sono per nulla una passeggiata. E' bello come l'autrice effettivamente si ricordi che i protagonisti si trovano all'interno di una scuola e che quindi devono frquentare lezioni, fare compiti e dare degli esami, cosa che in molti fantasy "dark academia" spesso si dimenticano. Nonostante Harry sembri riprenersi verso la metà del volume, purtroppo verso la fine dovrà subire una nuova e importante perdita, che sicuramente dispiacerà molto anche ai lettori.
Forse l'unica cosa che potrebbe risultare un po' strana è come riescano Harry e gli altri a introdursi nel Ministero senza venire subito scoperti, oltre al fatto di essere tutti così bravi da riuscire a tenere a bada diversi Mangiamorte, cosa che invece sembra mettere in difficoltà diversi Membri dell'Ordine della Fenice. 
Questo quarto capitolo della saga di Harry Potter è un buon romanzo fantasy, che continua a affascinare i lettori grazie ad un universo inedito, magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta per bambini a partire dai 10  anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe a partire dai 13/14 anni in su, per comprendere meglio la complessità dei vari personaggi e le difficoltà del protagonista.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
 
CONFRONTO CON IL FILM 
In generale il film risulta godibile e può essere apprezzato almeno da chi non ha letto il libro, ma in questo quinto capitolo le differenze tra libro e film non fanno che aumentare, forse a causa anche della lunghezza del libro, il più lungo della saga, che ha evidentemente costretto gli sceneggiatori a dover fare un bel po' di tagli. Il problema è che, se alcune scene potevano effettivamente essere tagliate, altre invece erano piuttosto importanti. Qui riporterò solo alcune delle firrenze, se volte scoprirle tutte vi rimando alla Harry Potter Wiki.
Tra i cambiamenti abbastanz aimportanti abbiamo:
- Il nome di Ninfadora Tonks viene menzionato solo due volte nel film, entrambe da Alastor Moody. Inoltre, non sembra avere un rapporto stretto con Harry come nei libri. Non si parlano mai direttamente.
- Remus Lupin, Dedalus Lux, Sturgis Podmore e Hestia Jones vengono omessi dall'Avanguardia, riducendola ad Alastor Moody, Kingsley Shacklebolt, Ninfadora Tonks, Elphias Doge ed Emmeline Vance, gli ultimi dell'elenco non parlano nemmeno. Molti di questi membri comunque nei film sono appena menzionati e mai approfonditi, fungendo meramente da compaarse. Lupin appare più avanti nel film, ma ha poco spazio sullo schermo. Sturgis Podmore non è presente nel film, e anche il suo invio ad Azkaban è omesso. 
- Nel romanzo, Harry urla a Ron e Hermione ricordando tutto quello che ha fatto nei libri precedenti. Nel film, non urla affatto e la sua invettiva si limita a una sola battuta. Questo ovviamente rende meno caratterizzato il personaggio di Harry.
- Nel libro, Harry incontra Luna Lovegood sul treno, ma nel film la incontrano in carrozza. Inoltre, nel libro è Ginny a presentarli a Luna, ma nel film è Hermione, anche se nel libro non la conosceva. 
- Nel film non è presente la classe che legge i libri di testo durante le lezioni della Umbridge Tra l'altro nel film assistiamo a una sola punizione , mentre nel libro esse continauno epr un'intera settimana e epr svariate ore
- La coppa di Quidditch viene completamente rimossa dal film. 
- Il discorso di Hagrid a Harry, Ron e Hermione sulla sua missione con Olympe Maxime è stato omesso. 
- Nel romanzo, l'Esercito di Silente viene scoperto perché Marietta Edgecombe amica di Cho Chang, fa la spia alla Umbridge. Nel film, Cho viene ingannata e costretta a rivelare la verità tramite Veritaserum, poiché Marietta è stata completamente rimossa. 
- La partenza di Fred e George Weasley da Hogwarts è diversa rispetto al libro. Nel libro prima lanciano i loro fuochi d'artificio incantati per creare scompiglio e poi ne provocano un altro per dare a Harry il tempo di intrufolarsi nell'ufficio della Umbridge e usare la Metropolvere, per poi fuggire dopo essere stati messi alle strette dalla Umbridge. Nel film, i gemelli Weasley se ne vanno dopo aver lanciato i loro fuochi d'artificio. Mentre la diversione dei gemelli Weasley viene tagliata dal film, viene tagliata anche un'altra scena, in cui Harry usa la connessione Metropolvere della Umbridge per contattare Sirius e Lupin a Grimmauld Place e chiedergli spiegazioni sul trattamento riservato a Piton quando erano tutti studenti a Hogwarts. 
- Grop nel film viene reso più gentile e simpatico, facendo intendere una sorta di connezzione tra lui ed Hermione, cosa completamente assente nel libro. 
- La Battaglia nell'Ufficio Misteri viene accorciata nel film. 
- La scena in cui Harry riceve in dono dal suo padrino Sirius Black uno specchio bidirezionale, poco prima della sua morte, che gli avrebbe permesso di comunicare con Sirius se non fosse morto, è stata rimossa.  
Tra le mancanze più grosse abbiamo invece quella riguardante la posizione di Percy Weasley nei confronti del Ministero della Magia, che nel film è improvvisa e inspiegabile, e non si fa alcun accenno al suo rinnegamento della famiglia quando ha scelto di sostenere il Ministero. Questo crea un grosso buco nella trama del film, dovuto al fatto che il suo atteggiamento nei confronti di Harry non è spiegato, creando confusione negli spettatori che non hanno letto il libro.
Poi Dobby, viene completamente tagliato dal film, perchè dato che non l'hanno inserito neppure nel precedente non hanno potuto farlo neanche in questo, e il suo ruolo nella trama è preso da Neville. Sempre parlando di Elfi domestici il ruolo di Kreacher è ridotto a sole due scene: quando parla al ritratto di Walburga Black (dove Harry lo vede per la prima volta) e quando rivolge commenti offensivi a Harry. Non viene mai spiegato che abbia dato informazioni a Narcissa Malfoy. Peccato che anche lui si rivelerà un personaggio parecchio importante nel sesto e nel settimo volume. Tra gli altri personaggi il cui ruolo è molto ridotto nel film troviamo anche Ginny, il cui ruolo è molto sminuito.
Nel film l'antagonismo di Caramell nei confronti di Harry e Silente è stato attenuato rispetto al libro, quando in realtà è il motivo principaale che spinge il Ministero a comportarsi come si comporta, compresa la decisione di insidiare la Umbridge a Hogwarts. 
Sono inoltre state omesse tutte le scene riguardanti il San Mungo, compresa la ricomparsa del vecchio insegnate di Difesa contro le Arti Oscure,  Gilderoy Lockhart. Pure Fiorenzo è stato omesso completamente dal film. Nel film poi Silente non spiega la profezia a Harry.
Insomma, se di per sé il film risulta anche godibile, se confrontato col libro risulta un gran pasticcio. Vale comunque la pena vederlo per come è stato interpretato il personaggio della Umbridge, che calza a pennello con quello del libro; apprezzabile anche la performance dell'attore di Piton nel film, il quale però riesce a rendere il professore più simpatetico, mentre nel libro risulta più str**zo. 
C'è però una scena che ho apprezzato più nel film che nel libro, e cioè quella in cui la Umbridge viene portata via dai Centauri, con la battuta di Harry che le dice "non devo dire le bugie". Sbaaam! Ecco, nel film la scena risulta più soddisfacente, oltre che più breve e immediata. 
 


 
Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry che dà lezioni a Neville e agli altri membri dell'Esercito di Silente; in basso la Umbridge nel suo ufficio.
 
Questo volume è stato edito nel 2022 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Order of Phoenix" ed è stato pubblicato nel 2022 in italiano dalla Salani. Il volume ha 565 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 49,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 6 agosto 2026

La camera numero 7 di Isabelle Malenfant e Martine Latulippe

"La camera numero 7" è una breve storia di paura scritta da Isabelle Malenfant e illustrata da Martine Latulippe che fa parte di una collana ad alta leggibilità edita dalla Bianconero Edizioni, che si chiama Fifa Blu.
 
 Sopra: In copertina vediamo un'illustrazione che ci mostra la porta della camera numero sette, su cui in alto a destra, dentro un bollino blu, vediamo comparire il titolo del libro.
 
I genitori di Ben hanno finalmente realizzato il loro sogno: andare a vivere in campagna, e così hanno acquistato una vecchia locanda in riva al mare. E si sa, sulle vecchie locande circolano sempre voci di ogni genere... Il proprietario in effetti sembra avere una certa urgenza nel vendere la proprietà e si comporta in maniera strana quando si parla della stanza numero 7: "Tutte le porte hanno un numero, tranne una. Sul lato destro del corridoio ce ne sono tre: la 8, la 9, la 10. A sinistra, invece, ci sono la 5 e la 6... e una porta senza numero.
Non può che essere la camera numero 7.
Incuriosito chiedo al vecchio proprietario: <<Quella lì non è numerata?>>
<<La 7? No, quella non viene utilizzata da anni>>, mi risponde sbrigativamente. <<E' diventata una sorta di ripostiglio, ci ho ammassato sedie, tappeti... E' piena di roba che non serve più. potete rovistare tra quelle cianfrusaglie, non si sa mai, magari ci trovare delle cose interessanti.>>
Apre le porte di tutte le stanze. M non quella della numero 7. Deciso a scoprire quella stanza misteriosa, metto la mano sulla maniglia, ma prima che possa girarla, l'uomo si affretta a dire: <<Beh, io sono un po' stanco, vi lascio... Ecco le chiavi. Potete finire di esplorare il resto della casa senza di me>>.
Si dirige verso la scala, con passo che a me sembra nettamente più energico di quello di prima, e getta un'ultima occhiata verso la porta senza numero.
<<Questi vecchi muri hanno una storia... Hanno i loro segreti>>, mormora. E se ne va."
 Ma che cosa è realmente accaduto nella camera numero 7? E cosa sono gli strani rumori che si sentono di notte?
  
 
Sopra: In alto due pagine interne di sui quella a sinistra con i testi, mentre in quella a destra c'è un'illustrazione in bianco e nero proprio della porta numero 7.
 
All'interno del volume sono presenti delle illustrazioni in bianco e nero opera di Martine Latulippe. I disegni hanno un tratto polveroso, e sembrano essere stati realizzati con matite o carboncini, che poi sono stati sfumati con le dita. In certi punti (ad esempio per disegnare paesaggi apaerti con zone di spiaggia o mare) le linee hanno contorni sfumati, mentre altre volte (tipo per disegnare spazi chiusi con corridoi, porte, assi di legno, ecc...) molto netti e decisi, anche se mai precisi.
L'uso di matie/carboncini conferisce comunque alle illustrazioni dei chiaroscuri talvolta drammatici, perfetti per trasmettere una sensazione di tensione ed ansia, ma anche di aspettativa, nei lettori.
I disegni possono essere inseriti in mezzo ai testi, ma la maggior parte sono a pagina intera e mostrano ambienti della casa o oggetti visti dal protagonista, il che aiuta i lettori a immergersi nella lettura poiché è come se loro stessi assumessero il punto di vista del protagonista della storia. Come disegni vediamo infatti rappresentati delle lapidi, una bambola, l'interno della stanza di un bambino/a, il corridoio di una casa e, soprattutto, vediamo comparire spesso la porta, chiusa, della camera 7.
 
 
  

   
 Sopra: Alcuni dei disegni in bianco e nero realizzati da Martine Latulippe, si cui quello in alto mostra il protagonista sulla spiaggia, i due centrali e quello in basso a destra alcuni interni della casa, mentre quello in basso a sinistra ci mostra la casa dall'esterno.
 
"La camera numero 7" di Isabelle Malenfant e illlustrato da Martine Latulippe è una breve storia di paura adattaper lettori a partire dagli 8/9 anni anche non particolarmente forti. La storia infatti è breve e abbastanza ricca di illustrazioni, oltre ad utilizzare un font ad alta leggibilità, per cui è adatta anche a quei bambini/ragazzi che hanno la dislessia.
La vicenda, come dicevo, non è molto lunga ed è una storia di fantasmi abbastanza tradizionale, ma la scrittura in prima persona, che permette ai lettori di immergersi nel punto di vista del protagonista, la rende comunque abbastanza carina ed emozionante. Tutto ha inizia quando i genitori di Ben gli annunciano che si trasferiranno a vivere in una nuova casa (anche qui, classico inizio da storia di paura o film dell'orrore). Non si tratta comunque di una casa qualsiasi, ma di un albergo, dato che l'abitazione è dotata di 10 stanze. Sono tutte numerate tranne la numero 7, che il proprietario dice di utilizzare semplicemente come ripostiglio, ma Ben inizia a notare presto delle cose strane: prima vede sul davanzale una bambola che prima non c'era, poi sente dei rumori provenire dalla stanza, e un pianoforte suonare. Nota anche che fuori dall'abitazione c'è anche una lapide con riportato il nome di una bambina morta a sette anni, nel 1919. 
A questo punto il protagonista decide di fare una ricerca e scopre che nella stanza numero sette ci viveva la figlia dei vecchi proprietari dell'albergo, la quale la tenevano nascosta poichè deforme: "Si dice che la ca,era numero 7 della locanda Alla piccola roccia sia infestata da un fantasma. Tanti anni fa, ci viveva una bambina, Sophie, la figia dei proprietari, Era deforme e aveva gravi problemi di salute. [...] A quell'epoca la gente si vergognava delle malattie, che erano viste come una punizione divina...
Infatti i genitori di Sophie la tenevano nascosta, nessuno poteva avvicinarsi a lei. L'avevano confinata nella camera numero 7, con qualche mobile, dei libri e una vecchia bambola di pezza, che lei teneva sempre con sè.
Sophie passò tutta la vita in quella stanza. [...] Si dice che sia morta poco prima di compiere nove anni, alla fine del mese di luglio.
Ben rimane alquanto impressionato dalla notizia, ma i suoi genitori non sembrano darci troppo peso, eppure lui continua a sentire e a vedere cose strane, tanto da far fatica a dormire la notta. Alla fine si scoprirà che c'era una spiegazione razionale... o forse non proprio?
Storia carina e abbastanza paurosa, anche se si tratta sicuramente un po' della classica storia di fantasmi e di stanze infestate. C'è pure il classico finale in cui verso la fine tutto sembra avere una spiegazione razionale... ma poi si scopre che potrebbe esserci veramente un fantasma nella stanza (e anche più di uno). A rendere la vicenda intrigante è la narrazione in prima persona del protagonista, che immerge i lettori nella giusta atmosfera e coinvolgendoli nella situazione.

Il volume è stato edito originariamente in francese nel 2023 dalle Les éditions la courte échelle col titolo "Le chambre numéro 7". E' stato poi pubblicato nel 2025 dalla Biancoenero Edizoni; ha 96 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,50 euro.
 
Ecco gli altri titoli presenti nella collana: "Non aver paura dei cimiteri", "Uccelli del malaugurio", "Così imparate a uscire di notte", "C'è un uomo in cantina", "Uno strano rumore nel muro", "La camera numero sette", "La baia de dannati",  "Banchetto per cani", "L'uomo dei ragni".

      
 
      
Sopra: Le copertine di questa collana giocano tutte sui toni del bianco e del nero, mentre vengono fatti spiccare i titoli dei singoli volumi, rinchiusi dentro dei cerchi colorati.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.