lunedì 29 giugno 2020

Storie fantastiche di paura a cura di Stefano de Martin

Oggi vi parlerò di una raccolta di storie paurose ispirate alle novelle scritte da Emma Perodi più di cent'anni fa (nel 1893 per l'esattezza): "Storie fantastiche di paura". Tali storie, a cura di Stefano de Martin, sono state riscritte da Enzo Fileno Carabba, Anna Maria Falchi e Marco Vichi, e sono accompagnate dalle illustrazioni di Laura Berni.

Sopra: La copertina di questo libro risulta molto accattivante grazie all'uso del bianco e nero unito a qualche elemento rosso vivo e ai gambi e alle foglie argentate delle rose.

Tale opera contiene, come ho accennato all'inizio, vari racconti "liberamente ispirati alle "Novelle della Nonna" scritte da Emma Perodi, oltre cento anni fa", come scrive Stefano de Martin. Tali novelle, ambientate nel Casentino, sono state riscritte da Enzo Fileno Carabba, Anna Maria Falchi e Marco Vichi.
Tali storie sono inserite all'interno di una cornice narrativa. Il volume, infatti, inizia col raccontarci di un uomo che si è recato in un rudere, appena ereditato, in mezzo ad un bosco. Giunto sul posto incontra però una bizzarra vecchia che insiste affinché lui si sieda e si metta ad ascoltare delle storie.
L'uomo tornerà al podere per tre giornate consecutive e, durante ogni giornata, la vecchia gli narrerà tre storie, che trattano diverse tematiche. Durante la prima giornata gli narra delle vicende che hanno come protagonista il diavolo: "Il diavolo e l'eremita", "Il barbagianni e il diavolo" e "Il diavolo che si fece frate". Durante la seconda giornata gli racconta storie che parlano di amori e di mostri: "La befana carnivora", "Un genitore ambizioso" e "Una maga del piacere". La terza giornata avrà invece come protagoniste delle eroine: "Il lupo mannaro", "L'ombra del sire di Narbona" e "La fidanzata dello scheletro".
Alla fine di ogni racconto vi è una discussione tra il protagonista e la vecchia, i quali si scambiano pareri, opinioni, riflessioni e pensieri (spesso cinici, ironici e pungenti da parte dell'anziana) riguardo la storia appena sentita.
Vi riporto uno stralcio di testo, riferito alla storia de "La befana carnivora", come esempio:
"<<Lo so che vi piace la Befana>> disse la narratrice ammiccando. [...] 
Lui fece cenno di no.
 <<Ma certo che vi piace, non siate timidi. Oggi vi piacciono quelle modelle anoressiche. Scheletriche. Deformi. Quasi morte. Mettile a cavallo di una scopa e il gioco è fatto>>.
Non era vero. Gli sembrava che non fosse vero. Non per lui.
O invece sì? Che ne sapeva di se stesso? Forse la vecchia stava parlando di qualcosa di più profondo: i desideri che uno non si rende conto di avere. [...]
La vecchia riprese il discorso.
<<C'è sempre bisogno di streghe da bruciare. Così poi chi ha appiccato il rogo si sente puro. Basta trovare qualcuno di deforme. Qualcuno che offende i tuoi desideri, le tue ambizioni."
Alla fine, inoltre, sono presenti alcune appendici che contengono delle informazioni biografiche riguardo a Emma Perodi e sulle sue novelle (e in particolare sulla presenza del Diavolo in esse), tanto che in fondo al volume sono stati riportati anche alcuni stralci di queste.

Sopra: Un'illustrazione tratta dalla storia de "Il barbagianni e il diavolo".

Durante ogni storia è presente un'illustrazione a tutta pagina realizzata da Laura Berni, il cui stile di disegno è molto particolare e si adatta molto bene alla tipologia di racconti qui narrati.
I personaggi umani sono rappresentati con aspetto quasi caricaturale, con teste grandi dalle mascelle ampie e occhi spalancati dalla forma affusolata, in cui si possono ben vedere la pupilla e l'iride al loro interno.
Le immagini, che rappresentano piuttosto fedelmente (a modo loro) le storie narrate, sono ricche di dettagli e di elementi soprannaturali che contribuiscono a creare nei disegni delle atmosfere surreali, suggestive e inquietanti.

 
Sopra: Lo stile di disegno di Laura Berbi è molto particolare, ad esempio i personaggi dall'aspetto umano sono rappresentati in modo quasi caricaturale, con teste grandi dalle mascelle ampie e occhi spalancati dalla forma affusolata.

Le illustrazioni sono tutte in bianco e nero, con punti in cui i tratteggi neri sono più intensi e in altri meno, tanto che ci sono spazi che sono lasciati proprio bianchi. In questo modo l'artista è riuscita a mettere in risalto i vari punti luce e le ombre, creando delle immagine molto suggestive e affascinanti, anche se con delle atmosfere un po' inquietanti, molto adatte comunque al tipo di racconti narrati.

 
Sopra: Tutte le illustrazioni sono in bianco e nero e l'artista ha giocato molto con le sfumature per accentuare i punti di luce (che risultano completamente bianchi) e ombra (che invece sono i più scuri), creando delle illustrazioni tanto suggestive e affascinanti quanto inquietanti.

"Storie fantastiche di paura" è, come scrive il curatore, "un libro di grande potenza immaginativa, che ci trasporta in un antico casolare ad ascoltare i racconti paurosi di una misteriosa signora", racconti ispirati alle "Novelle della Nonna" di Emma Perodi, le quali insegnano che il male (spesso rappresentato tramite la personificazione del Diavolo) può presentarsi sotto vari aspetti, in quanto esso è astuto e ingannevole. Per cui Perodi "ci invita ad allenare lo sguardo ed il cuore, a porre attenzione dove poggiare il piede nel cammino".
Un'opera, questa, sicuramente interessante, che riporta alla ribalta delle antiche novelle paurose di cui la maggior parte di noi si era scordata l'esistenza. Belle anche le illustrazioni che accompagnano ciascun racconto, molto particolari e suggestive, capaci di calare il lettore nella giusta atmosfera, macabra e surreale.

L'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Giunti Editore, è dotata di una copertina rigida e di una sovracopertina, ha 288 pagine, misura 21,8 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza e costa 18 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 22 giugno 2020

La bella addormentata [Teatro d'ombre] di Charles Perrault e Lotte Reiniger

Oggi torno a parlarvi di una fiaba molto famosa, quella de "La bella addormentata", in un'edizione inedita e molto interessante: "La bella addormentata. Teatro d'ombre" di Charles Perrault e Lotte Reiniger. Chi sia Perrault lo sappiamo tutti, ma chi è Lotte Reiniger? Ebbene, ella era una regista tedesca vissuta dal 1899 al 1981, pioniera del cinema d'animazione, in quanto realizzava film d'animazione utilizzando la tecnica delle silhouette animate.

Sopra: La copertina di questo libro mostra una delle silhouette (che in questo caso ritrae la protagonista della vicenda) intagliate presenti all'interno del libro.

La storia narrata nel libro si basa sul lungometraggio "Dornöschen" (La bella addormentata) realizzato dalla Reiniger nel 1922. Vediamo però quanto è fedele alla fiaba originale scritta da Perrault.
I testi di questa versione edita da Gallucci presentano una versione più breve rispetto all'originale, in quanto molte parti sono state omesse o riassunte. Ad esempio la parte introduttiva in cui Perrault diceva che i sovrani, nonostante tutte le loro preghiere, non riuscivano ad avere un bambino, è stata omessa, poiché questa versione parte subito dicendo che "I sovrani erano pieni di gioia per la nascita della loro Principessa". Sono state omesse o abbreviate anche molte parti descrittive, come la sequenza in cui il principe entra nel castello, trovando tutti addormentati.

Versione della Lotte Reiniger (edita da Gallucci): "Varcata la soglia, oltrepassati i soldati, ancora addormentati, il Principe entrò nel Castello e scoprì l'ingresso di un'alta torre. Il Principe salì fino alla stanza in cima, la più alta del Castello".

Versione di Charles Perrault (edita da Donzelli): "(Il principe) giunse in un primo cortile assai vasto, dove quello che vide non poteva che gelargli il sangue: nel luogo regnava un silenzio spettrale, dovunque gli si presentava l'immagine della morte, c'erano solo corpi distesi di uomini e di animali privi di vita. Tuttavia, da alcuni dettagli, [...] il giovane presto dedusse che quelli non erano morti, ma soltanto addormentati [...] Oltrepassò un secondo cortile lastricato di marmo, salì le scale, entrò nella sala delle guardie [...]. Attraversò parecchie sale piene di dame e gentiluomini addormentati, alcuni in piedi, altri seduti, entrò in una camera tutta dorata e su di un letto a baldacchino, con le cortine aperte da ogni lato, vide lo spettacolo più bello che gli fosse mai stato dato di vedere...."

Oltre a questi tagli la storia presenta comunque anche diverse differenze rispetto alla versione di Perrault:
  • Il fatto che la principessa venga chiamata "Bella" ("La piccola era così carina che scelsero di chiamarla semplicemente Bella"), mentre Perrault si riferisce sempre a lei semplicemente con l'epiteto di "principessa".
  • Il numero delle fate cambia da 8 (nella versione di Perrault) a 13.
  • Nella versione della Gallucci la tredicesima fata non viene invitata di proposito (tra l'altro per un motivo anche piuttosto banale), mentre nella versione di Perrault si era trattato di una svista non voluta.
Versione della Lotte Reiniger (edita da Gallucci): "La Regina contò i piatti d'oro destinati a queste ospiti d'onore, ma con sgomento scoprì che ne aveva solo dodici. Bisognava escludere una Fata. Il giorno dopo il paggio del re consegnò l'invito a tutte le Fate, eccetto una. [...] Ma all'insaputa del paggio, un perfido folletto volò dalla tredicesima Fata, quella che non aveva ricevuto l'invito, e le disse della festa. La tredicesima era una Fata Cattiva, e si arrabbiò molto. [...] Tuttavia, prima che l'ultima Fata avesse il tempo di porgere il suo dono, la Fata Cattiva apparve per magia..."

Versione di Charles Perrault (edita da Donzelli): "Ma proprio nel momento in cui i commensali prendevano posto, fece il suo ingresso una vecchia fata che nessuno aveva invitato, perché da cinquant'anni se ne stava rinchiusa in una torre e tutti la credevano morta o vittima di un sortilegio. Il re fece subito aggiungere un posto per lei, ma non potè offrirle un astuccio d'oro massiccio come alle altre poiché ne aveva fatti fare solo sette per le sette fate".
  • Nella versione di Perrault la principessa trova per caso una vecchia che sta filando poichè "la brava donna non aveva mai sentito parlare del divieto del re di filare con il fuso" e, incuriosita, prova anche lei a filare, ma appena tocca il fuso si punge e cade a terra svenuta. Nella storia della Reiniger invece è la Fata Cattiva ad attirare la principessa in una trappola e a farla pungere ("Vide una vecchia che le fece segno di salire. Era la Fata Cattiva. Stava filando.").
  • Nella versione di Perrault  una delle fate invitate al banchetto si reca di persona al castello per fare addormentare tutti (tranne il re e la regina), mentre in quella della Reiniger tutti si addormentano (compresi i sovrani) assieme alla principessa.
  • Nella fiaba di Perrault il principe non bacia la principessa per risvegliarla, ma le si inginocchia semplicemente accanto e "poiché l'incantesimo era giunto al termine, la principessa si svegliò".
  • La storia edita dalla Gallucci si conclude con il Principe che sposa la Principessa e "da quel giorno, vissero tutti felici e contenti", mentre la vicenda di Perrault in realtà continua.

Sopra:In queste pagine possiamo vedere il momento in cui il principe bacia la principessa, anche se questa scena non esiste nella versione di Perrault.

La parte interessante di quest'opera, tuttavia, sono le illustrazioni e le immagini pop-up realizzate con la tecnica del paper cutting, che permette di intagliare la carta per realizzare incredibili figure.
Lo stile delle immagini si richiama, come detto anche prima, a quello che Lotte Reiniger utilizzava per i suoi film d'animazione, per cui tutte le immagini sono composte da silhouette nere.


Sopra: Le illustrazioni di questo libro sono composte da silhouette nere (come quelle utilizzate dalla Reineger nei suoi film), realizzate con la tecnica del paper cutting. Per dare inoltre al lettore l'effetto della profondità alcune immagini sono pop-up.

Tali immagini sono inoltre state realizzate con un effetto pop-up, in cui la parte con le silhouette nere si solleva, facendo però intravedere dietro si sè, in secondo piano, degli sfondi colorati. Per gli elementi che compaiono sullo sfondo viene utilizzato sempre lo stesso colore, variandone solo la tonalità. Ad esempio se il colore di uno sfondo è il viola tutti gli elementi che vi sono disegnati saranno viola con diverse gradazione (dal più chiaro al più scuro). Ciò è stato fatto per riprendere visualmente il cartone della Reiniger, di cui, durante il libro, compaiono alcune immagini. La regista per creare i suoi sfondi si serviva di tre lastre di vetro sovrapposte coperte di carte trasparenti, per poter dare profondità allo sfondo.


Sopra: Le immagini sono state realizzate con un effetto pop-up, in cui la parte con le silhouette nere si solleva, facendo però intravedere dietro si sè, in secondo piano, degli sfondi colorati.

"La bella addormentata. Teatro d'ombre" di Charles Perrault e Lotte Reiniger è un albo illustrato pop-up molto interessante, che ripropone la fiaba classica de "La bella addormentata" in modo molto affascinante, innovativo ed originale, prendendo spunto dai lavori di un'importante regista tedesca.
Nonostante le differenze tra i testi di questa versione e quelli della fiaba di Perrault quest'opera merita sicuramente di essere apprezzata più che altro per la parte grafica, che unisce la tecnica delle silhouette a quella del paper cutting e a quella pop-up, creando un effetto assolutamente unico e affascinante. In questo modo si è creata un'opera che è un omaggio alla storia del cinema, in particolare del cinema d'animazione.

Quest'opera è stata pubblicata col titolo "Sleeping beauty. A silhouette Theatre" nel 2016 dalla Threefold Ltd ed è stato pubblicato in italiano nel medesimo anno dalla Gallucci Editore. Il libro ha 14 pagine, una copertina rigida, misura 20 cm d'altezza e 23,5 cm di lunghezza e costa 16,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 18 giugno 2020

Le mille e una notte di David Walser e Jan Pienkowski

Dopo avervi presentato la versione de "Le mille e una notte" edite dalla Donzelli Editore ora vi parlerò di un'altra edizione di queste, riscritte da David Walser e illustrate da Jan Pienkowski.

Sopra: La copertina de "Le mille e una notte" di David Walser e Jan Pienkowski mostra, sotto la scritta del titolo in lettere argentate, la silhouette di un drago.

Questa versione de "Le mille e una notte" si apre con un "Benvenuto" verso il lettore: "Benvenuti nel mondo delle "Le mille e una notte", mondo antico d'incanto e avventura, dove la magia è la normalità, gli animali parlano, i geni vivono fianco a fianco con l'uomo e perfidi stregoni si celano dietro ogni angolo".
Questa versione, la quale si basa su quella tradotta da Sir Richard Burton (esploratore vittoriano, scrittore e linguista), propone al lettore sette storie riscritte da David Walser, alcune più famose, altre invece meno:
  • La storia di Alì Babà e i quaranta ladroni
  • La storia della lapada di Aladino
  • La storia degli uccelli, le bestie e il carpentiere
  • La storia di Simbad il marinaio
  • La storia della volpe e del gallo
  • La storia del pescatore e del genio
Tali storie sono ovviamente inserite all'interno della cornice narrativa che caratterizza questa raccolta (che troviamo nei racconti de "La prima notte" e "L'ultima notte", collocate rispettivamente prima e dopo tutte le storie): la storia di Shehrazade che decide di sposare il re Sharyar, il quale, ingannato dalla sua prima moglie, decide di prenderne una nuova ogni notte per poi farla decapitare il mattino dopo. Shehrazade però, grazie alla propria abilità nel raccontare storie, riesce a rimandare la propria esecuzione per mille e una notti, finché il re riconosce di essersi innamorato di lei e non di volerla più uccidere.

 
 Sopra: Questa immagine ritrae il re assieme a Shehrazad e ai tre figli avuti con quest'ultima durante i tre anni in cui lei gli ha narrato le storie.

Le illustrazioni che accompagnano questa versione sono realizzate da Jan Pienkowski, uno scrittore e  illustratore di libri per bambini e ragazzi nato a Varsavia nel 1936, considerato il principale erede della tradizione dell'illustrazione in silhouette.
Le sue illustrazioni sono molto interessanti e particolari, in quanto sfruttano la tecnica della silhouette (figure di cui è possibile vedere solo i contorni), infatti tutti i personaggi e gli oggetti presenti in primo piano sono rappresentati tramite l'uso di silhouette nere, alcune anche piuttosto complesse.

    
Sopra: Nelle sue illustrazioni Pienkowski utilizza delle silhouette per rappresentare i personaggi e gli oggetti in primo piano.

Seppure, come ho detto, le figure in primo piano siano tutte silhouette nere gli sfondi, al contrario, sono estremamente colorati, con tinte sgargiarti, intense, cariche e molto brillanti.
Non tutte le illustrazioni del volume presentano tali sfondi, alcune infatti rimangono delle silhouette nere a tutta pagina o, più spesso, inserite insieme al testo, su un semplice sfondo bianco. 
Le immagini a colori, invece, sono inserite all'interno di preziose cornici di colore argento riccamente decorate con morivi che cambiano ad ogni illustrazione. In questo caso gli sfondi sotto le silhouette nere diventano di mille colori sgragianti ed estremamente vibranti e allegri.

   

Sopra: Le illustrazioni di Pienkowski sono sia a colori (come quelle più in alto) che in bianco e nero (come quella in basso). I colori utilizzati dall'artista negli sfondi hanno colori accesi, sgargianti, vibranti e intensi, proprio per contrastare il nero delle silhouette in primo piano.

"Le mille e una notte" riscritte da David Walser e illustrate da Jan Pienkowski sono una versione interessante di un classico della letteratura che da anni incanta migliaia di lettori. Purtroppo non posso esprimermi più di tanto sulla fedeltà dei testi rispetto alla versione da cui sono stati tratti, in quanto non ho avuto possibilità di confrontarli. 
Tuttavia le illustrazioni di Piekowski, con le loro silhouette in bianco e nero e i loro colori così brillanti e intensi rendono l'intera opera molto apprezzabile, facendo immergere il lettore in un'atmosfera magica e incantata, pur non risparmiandogli immagini e particolari piuttosto cruenti e macabri (come scheletri e corpi smembrati).

L'opera è stata pubblicata nel 2007 col titolo "The thousand nights and one night" dalla Puffin Books (una divisione della Penguin Group), ed è stata edita in italiano sempre nel 2007 dalla Fabbri Editore. La raccolta è dotata di una copertina rigida e di una sovracopertina, ha 160 pagine, misura 25 cm d'altezza e 20,06 cm di lunghezza e costa 19,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 15 giugno 2020

Le mille e una notte a cura di Roberto Denaro

Dopo aver trattato alcuni libri di fiabe ( "Il pozzo delle meraviglie. 300 fiabe, novelle e racconti popolari siciliani"; "Tutte le fiabe. La prima edizione integrale 1812-1815"; "Tutte le fiabe") editi della Donzelli Editore, in questo post torno a parlarvi di un altro libro di racconti edito da questa casa editrice, la quale si è cimentata nuovamente con un altro grande classico della letteratura: "Le mille e un notte" a cura di Roberto Denaro, con le illustrazioni di Cinzia Ghigliano.

Sopra: Sulla copertina de "Le mille e una notte" edito dalla Donzelli si può vedere Shahrazad rappresentata da Cinzia Ghigliano.

I testi che sono presenti in questo libro non sono quelli tradotti da Monsieur Antoine Galland, l'orientalista che per primo, nel 1704, tradusse i testi de "Le mille e una notte" (un manoscritto arabo di tre volume proveniente dalla Siria). Galland infatti non si limitò a tradurre i testi cercando di assicurarsi la fedeltà della traduzione, ma li tradusse apportandovi moltie modifiche e cambiamenti. Egli inoltre non si limitò a tradurre le storie del manoscritto, ma si servì anche di altre fonti, tra cui i raccolti di un siriano, che Galland aggiunse poi ai racconti del manoscritto. Tali storie furono inoltre sottoposte a una serie di "rielaborazioni, ampliamenti e adattamenti, di cui non è possibile definire esattamente la portata, ma che non dovettero esere marginali".
Le modifiche furono di tale portata che si può dire che l'orientalista creò un'opera nuova, in cui i versi furono eliminati, i dialoghi semplificati e l'arabo del XVI - XV secolo si trasformò nella prosa francese dei salotti del XVIII secolo, una lingua colta e preziosa, che però poco aveva in comune con la lingua ibrida e colloquiale di un ceto medio-basso.
I testi di questo volume si basano invece sull'edizione critica partorita dall'arabista, professore dell'Università di Harvard, Muhsin Mahdi, il quale ha ricostruito la più antica versione del testo arabo, basandosi sul manoscritto usato anche da Galland e mettendolo a confronto con altri manoscritti arabi, valutando eventuali errori e varianti. "Affidandosi principalmente alle versioni iù antiche, mahdi è riuscito a ricostruire l'antenato comune di tutti i manoscritti siriani [...] depurato di tutte le aggiunte e corruzioni posteriori". Il professore ha poi svolto un lavoro simile anche sui manoscritti egiziani, per poi confrontare tra loro i due manoscritti ricostruiti, "fonti di tutti i manoscritti superstiti delle Mille e una notte", deducendo così l'aspetto del loro comune antenato. La versione su cui lavorò Galland probabilmente è quella immediatamente successiva alla fonte madre.
L'edizione di Mahdi, oltre a cambiare la cronologia delle notti, offre ai lettori un testo assai più ricco e più autentico di quello di Galland, soprattutto da un punto di vista linguistico. I testi sono infatti restituiti alla loro lingua originale, un arabo ricco di espressioni colloquiali, che nella versione di Galland erano stati cancellate, nel tentativo di "uniformare un testo verso l'alto", cioè verso una lingua più letteraria che popolare.
Grazie all'opera di Mahdi i lettori potranno scoprire una nuova versione de "Le mille e una notte", la cui protagonista è sempre Shahrazad, figlia del visir, che decide di sposarsi con il sultano Shahzaman per impedire a questo di continuare ad assassinare ogni sera una moglie. Per impedirle di ucciderla la giovane racconta ogni sera una storia al sultano, senza mai finirla prima di iniziarne una nuova, che però non concluderà durante la stessa notte. In questo modo il sultano, per sentire il finale della storia, notte dopo notte, per mille e una notte, continua a rimandare il momento della morte di Shahrazad.

Sopra: Questa immagine di Cinzia Ghigliano ritrae Shahrazad assiema al principe, che si può vedere nel riflesso dello specchio alle spalle della giovane.

Le illustrazioni che accompagnano le storie di questo libro sono realizzate da Cinzia Ghigliano, la quale, con un tratto elegante, illustra varie scene tratte dai racconti narrati da Shahrazad. I colori sono intensi e vibranti, e si vede che l'artista ha voluto giocare con le tinte calde (come il giallo, l'arancione, il rosa) e fredde (come l'azzurro, il blu e il verde), le quali sono presenti in modo preponderante in ogni immagine, creando degli interessanti contrasti.
Sono illustrazioni capaci di accendere l'immaginazione del lettore per portarlo nei luoghi e nelle vicende narrate nelle storie; immagini che, come riporta l'editore, "Si spogliano della patina posticcia dell'antico sguardo orientalista (più sovente maschile), e prendono tinte e forme che paiono emanazioni stesse della voce finalmente autentica di Shaharazad [...]. E là dove "la lingua non arriva a descrivere", l'occhio scorge squarci e dettagli che parlano da soli, in un consapevole controcampo a cavallo delle culture e del tempo".
Tutte le illustrazioni sono a doppia pagina, precedute da una frase tratta dal racconto che descrive il momento che l'artista ha deciso di illustrare, e seguite dal titolo del racconto da cui l'immagine è tratta.



  

 
Sopra: Alcune illustrazioni di Cinzia Gugliano presenti all'interno del libro. Quella più in alto è tratta dalla storia de "I die visir", la seconda da "L'invidioso e l'invidiato", la terza da "Nur al-Din  e la schiava Shams al-Nahar", mentre l'ultima da "Il re Qamal al-Zam e i suoi figli".

"Le mille e un notte" a cura di Roberto Denaro è una preziosa edizione che propone al lettore una versione il più possibile fedele all'originale di questi racconti, derivata dal confronto di vari antichi manoscrtti arabi ed egiziani, finalmente depurati dalle influenze occidentali.
A dare ancor maggior pregio a questa edizione vi sono anche le splendide e vibranti illustrazioni di Cinzia Gugliano che aiutano ancora di più il lettore a immedesimarsi nelle varie vicende.
Ne risulta un'edizione preziosa e molto interessante de "Le mille e una notte", diversa da tutte le altre che avete finora letto e conosciuto, un'edizione molto più ricca e complessa, piena di racconti intriganti, avventurosi e sensuali, anche dal punto di vista linguistico (i testi comprendono anche svariate poesie). Sono racconti in cui vi sono addirittura storie nelle storie, non è infatti insolito che il personaggio (o anche più personaggi) di un racconto di Shaharazad cominci a raccontare ad un altro personaggio un altro racconto, andando a creare una sorta di matrioska di storie, inglobate una dentro l'altra, in un goco quasi infinito.
Preciso che la maggior parte di queste storie non sono adatte ad un pubblico di bambini, ma sono testi dedicati esplicitamente agli adulti, o almeno ad adolescenti, in quanto vi sono spesso molti riferimenti e giochi di parole sessuali, oltre all'uso della violenza, specialmente nei confronti delle donne, le quali, comunque, spesso non si comportano molto bene neppure loro (molte sono le traditrici o le fedifraghe, oppure quelle senza scrupoli ed egoiste; non aspettatevi quindi di trovarci delle innocenti e pure principesse). Sono però storie che arricchiscono molto l'immaginazione e la fantasia, per cui, se siete rimasti a corto di racconti per la buonanotte, qui potreste trovare molti spunti interessanti.

L'opera è stata pubblicata nel 2016 dalla Donzelli Editore, è dotata di una copertina rigida e di una sovracopertina, ha 582 pagine, misura 21,3 cm d'altezza e 15,1 cm di lunghezza e costa 35 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 8 giugno 2020

La Bella e la Bestia di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve e MinaLima

Oggi vi parlerò di un'edizone interessante e particolare de "La Bella e la Bestia", particolare per due motivi. Il primo è che questa non è la fiaba scritta dalla Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, ma la versione antecente (quella a cui la Beaumont si ispirò), scritta nel 1740 da Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve.
Il secondo motivo sono le illustrazioni e le animazioni all'interno del libro, ad opera di MinaLima (formata dalla coppia di graphic desiner Miraphora Mina ed Edoardo Lima), la coppia responsabile dell'universo grafico dei film di Harry Potter, sono infatti loro quelli che hanno dato vita a: il giornale de La Gazzetta del Profeta, le lettere di Hogwarts, il biglietto del binario 9 e 3/4, i manifesti da ricercato, la Strillettera, la Mappa del Malandrino....

Sopra: La copertina dell'edizione de "La Bella e la Bestia" della MinaLima è molto raffinata, con lo sfondo porpora e blu e con scritte, decori e disegni dorati.

La vicenda inizia col raccontarci di un ricco mercante che un giorno ha perso le sue fortune ed è stato costretto ad andare a vivere in campagna con i suoi sei figli e sei figlie, di cui la più giovane si chiama Bella, per poter sopravvivere lavorando la terra come dei normali contadini. Le figlie del mercante, però, fanno fatica ad adeguarsi a questo nuovo stile di vita, solo Bella, essendo buona e gentile, riesce ad adattarsi senza troppi problemi alla situazione, suscitando ancora di più la gelosia delle sorelle, già invidiose della sua bellezza e gentilezza.
Dopo un paio d'anni al mercante giunge notizia che una delle sue navi, che si pensava essere tutte andate perdute, è tornata in porto, così egli decide di partire per andare a controllare la situazione. Le figlie, credendo di essere ormai uscite dalla povertà, chiedono al padre doni preziosi e costosi, solo Bella, dopo alcune insistenze da parte del padre, chiede a questo un regalo semplice: una rosa.
Purtroppo gli affari non vanno bene per il mercante il quale, di ritorno verso casa, si perde trovando un castello in cui viene accolto e rifocillato. Il mattino successivo, dopo aver preso con sè i preziosi doni trovati nel castello, l'uomo si avvia per tornare verso casa, finché, attraversando un viale "adorno di siepi formate da cespugli di rose fiorite", egli decide di cogliere alcune rose per Bella. Colto però il primo fiore, l'uomo viene fermato dalla Bestia, la quale lo rimprovera per il suo gesto e minaccia di mangiarselo. 
Il mercante riesce però a spiegare alla Bestia la situazione, così quest'ultima gli propone un patto: "Tu mi darai una delle tue figlie. [...] Voglio che quella tra le tue figlie che tu porterai venga qui volontariamente, oppure non ne voglio nessuna. Vedi tu se tra di esse ve ne è una abbastanza coraggiosa, e che ti ama abbastanza da volersi esporre per salvarti la vita. [...] Dammi la tua parola che ritornerai nel giro di un mese, se riuscirai a convincere una delle tue figlie a seguirti; lei resterà qui, e tu te ne tornerai."
Inizialmente l'uomo, atterrito, decide di non dire nulla della promessa fatta alla Bestia, ma arrivato a casa, quando rivede i figli, non riesce a trattenersi raccontando loro quanto accaduto. Così Bella decide di partire assieme al padre, poiché si sente (e le sorelle la ritengono) responsabile per la sorte di quest'ultimo, e di rimanere al palazzo della Bestia.
Durante la sua permanenza al castello la Bestia si comporta con lei sempre molto cordialmente, regalandole molti doni e intrattenendola, chiedendole però ogni sera se vuole farla dormire assieme a lei. La Bella ogni volta rifiuta la richiesta, però ogni notte vede nei suoi sogni un bel giovane, che le intima: "Fai agire la tua intelligenza per liberarmi delle apparenze di cui sono mascherato".

Come ho spiegato anche all'inizio la storia narrata non è quella della Beaumont (la quale si ispirò alla racconto della Villeneuve per scrivere la sua fiaba), anche se, soprattutto nella prima parte, vi sono comunque molti elementi in comune tra le due versioni:
  • Bella è la figlia minore di un ricco mercante, ed è dolce e gentile d'animo.
  • Il mercante cade in rovina ed è costretto a trasferirsi in campagna.
  • Dopo del tempo una delle sue navi viene ritrovata.
  • Alla sua partenza le figlie gli chiedono doni costosi, tranne Bella che invece gli chiede una semplice rosa.
  • L'uomo giunge al palazzo della Bestia e qui coglie una rosa, facendo infuriare la creatura.
  • Per perdonarlo la Bestia fa promettere all'uomo di portarle una delle sue figlie, quella che si offrirà volontariamente di accompagnarlo.
  • Bella decide di recarsi e di rimanere al castello della Bestia per salvare il padre.
  • A un certo punto la fanciulla desidererà tornare a casa per rivedere la sua famiglia, promettendo alla Bestia che ritornerà.
  • Bella, tornata al castello in ritardo, trova la bestia semi-morente.
  • Per salvare la Bestia, Bella le dichiara il suo amore e accetta di sposarlo, in questo modo l'incantesimo si spezza e la Bestia ritorna principe.
Le principali differenze si riscontrano nella seconda parte della storia, in cui viene spiegato il passato della Bestia e quello di Bella. La Bestia infatti, dopo aver ripreso le sue sembianze, narra di essere un principe che era stato trasformato in una bestia da una vecchia fata che lo aveva cresciuto e che era stata respinta da lui. Viene inoltre spiegato anche il passato di Bella, la quale si scopre essere la figlia di una fata e del re dell'Isola Felice, del quale una fata malvagia che si era invaghita e che, vedendosi rifutata, aveva deciso di uccidere la figlia del re.
Un'altra differenza sussiste anche nel finale. Nella versione della Beaumont, infatti, le sorelle di Bella (che nella sua fiaba sono 2 e non 5) vengono trasformate in statue di pietra come punizione per la loro inividia, mentre nella versione della Villeneuve elle semplicemente si sposano con dei galantuomini (che però non le rispettano e non le amano più di tanto).

Sopra: All'inizio del secondo capitolo, che si intitola "Il palazzo della Bestia", è presente un'illustrazione (in cui sono usati, come colori, solo il bianco, il blu, il nero, il rosso, il giallo e il verde) che mostra padre e figlia giungere al castello.

Le illustrazioni di MinaLima che accompagnano i testi ricordano quelle dei vecchi libri per l'infazia, pur presentando dei tratti moderni. Esse possiedono uno stile semplice, quasi essenziale, ma raffinato ed elegante.
Peccato per la scelta deglli artisti di basare l'aspetto della Bestia su quello del cartone della Disney, diventato alquanto iconico, ma da considerarsi ormai poco originale. Anche considerando il fatto che l'aspetto di quella Bestia non corrisponde a quello descritto nel libro, in cui viene fatto intendere che ella possegga una sorta di proboscide.
L'eleganza si nota comunque anche nella scelta e nell'uso dei colori, dalle tonalità accese e brillanti, i quali vengono stesi senza sfumature, ma in mariera corposa, ricca e uniforme.
Sebbene nella sua interezza il volume presenti una buona varietà di colori una cosa che si nota subito è che per ciascuna illustrazione ne sono stati scelti solo un numero limitato. Ad esempio in una vengono utilizzati sono il verde, l'arancione, il bianco e il blu, in un'altra solamente il blu, il bianco, il porpora e il giallo, in un'altra ancora solo il blu, il bianco, il verde, il rosso e il porpora...

  
Sopra: Sebbene nella sua interezza il volume presenti una buona varietà di colori, una cosa che si nota subito è che per ciascuna illustrazione ne sono stati scelti solo un numero limitato. Ad esempio in una (quella a sinistra) vengono utilizzati sono il verde, l'arancione, il bianco e il blu e in un'altra (quella a destra) solamente il blu, il bianco, il porpora e il giallo.

Come ho detto inizialmente le edizioni della MinaLima si caratterizzano per la presenza di alcuni elementi interattivi quali: mappe, fogli intagliati e finestrelle che si possono aprire, ruote di carta che si possono girare....
Tali elementi intrattengono il lettore, coinvolgendolo e aiutandolo a entrare ancora di più nella storia, senza però distrarlo eccessivamente da essa, in modo che questo non ne perda il filo.


Sopra:Come potete vedere da queste immagini nel libro sono presenti anche delle animazioni con cui il lettore può interagire.

"La Bella e la Bestia" della Villeneuve è un'opera molto pregiata e raffinata, grazie alle splendide e eleganti illustrazioni e animazioni della MinaLima, che aiutano il lettore a immergersi nella storia e nella sua atmosfera fiabesca e meravigliosa, senza però distrarlo eccessivamente.
Tale volume (edito in occasione dell'uscita al cinema del film "La Bella e la Bestia" della Disney, remake dell'omonimo film d'animazione del 1991) ha inoltre il pregio di portare in Italia, e di far così conoscere, la storia scritta dalla Villeneuve, di cui in italiano io non ho trovato ancora alcuna edizione. Una storia che voleva essere un'aspra critica alla società dell'epoca, in cui le donne erano costrette a sposarsi per convenienza, con uomini che non amavano e che possedevano caratteri anche ben peggiori rispetto a quello della Bestia.

L'opera è stata pubblicata originariamente nel 2017 col titolo "The Beauty and the Beast" dalla HarperCollins Publisher ed è stata edita in italiano nel 2020 da L'Ippocampo Edizioni. Il volume è dotato di una copertina rigida, ha 288 pagine, misura 24 cm d'altezza e 16,5 cm di lunghezza e costa 28 euro.

P.S. Della medesima collana di classici, sempre con le illustrazioni della MinaLima, sono stati editi in inglese anche i seguenti titoli :
  • "Peter Pan" di James Matthew Barrie (luglio 2015)
  • "The jungle book" di Rudyard Kipling (aprile 2016)
  • "The Beauty and the Beast" di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (marzo 2017)
  • "The Little Mermaid and others fairy tales" di Hans Christian Andersen (marzo 2018) 
  • "The secret garden" di Frances Hogdson Burnett (settembre 2018)
  • "Alice's adventures in Wonderland & through the looking-glass " di Lewis Carrol  (ottobre 2019)
  • "The adventures of Pinocchio" di Carlo Collodi (aprile 2020)
  • "Harry Potter and the Philosopher's stone" di J. K. Rowling (ottobre 2020) 
  • "The wonderful Wizard of Oz" di L.Frank Baum (settembre 2021)
  • "Harry Potter and the Chamber of secrets" di J. K. Rowling (ottobre 2021) 
  • "Snowhite and other Grimm's fairy tales" di Jacob e Wilhelm Grimm  (ottobre 2022)
 
In italiano, della MinaLima, sono stati pubblicati i seguenti titoli:

   

     
 
   
Sopra: Le copertine dei classici illustrati da MinaLima.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 5 giugno 2020

Snow, Glass, Apples di Neil Gaiman e Colleen Doran

"Snow, Glass, Apples" è una graphic novel per adulti scritta da Neil Gaiman (i cui testi furono scritti nel 1994) e illustrata da Colleen Doran, che ripresenta la fiaba di "Biancaneve" però dal punto di vista della regina, cercando di convincere il lettore che la fiaba che credeva di conoscere in realtà sia solo una menzogna.

Sopra: Sulla copertina di "Snow, Glass, Apples", dall'aspetto molto elegante e curato, compare un'illustrazione che ritrae la regina, matrigna di Biancaneve.

Come ho accennato prima in questa graphic novel la storia di Biancaneve ci viene raccontata dal punto di vista della matrigna, la quale è la narratrice della vicenda. Tutta la storia è infatti raccontata dalla regina in una sorta di lungo monologo.
La donna inizia a narrare la vicenda dal principio, cioè da quando era una contadina che ha conosciuto il re, diventandone l'amante e poi la sposa, quando Biancaneve aveva 5 anni. La bambina, dagli occhi e dai capelli scurissimi, dimostra fin da subito un comportamento strano, un atteggiamento molto freddo e misterioso, nonché la tendenza a mordere e la capacità di succhiare il sangue. Per questo, quando il marito muore inspiegabilmente per stenti (col corpo coperto di cicatrici) la regina ordina di uccidere la figliastra strappandole il cuore dal petto. Un cuore che, seppur estratto dal petto, continua a battere.
Infatti la regina scoprirà alcuni anni dopo, grazie alla sue capacità magiche e a uno specchio, che la fanciulla non è morta, ma ha vissuto per tutti quegli anni nella foresta...

 
Sopra: La Biancaneve descritta da Neil Gaiman nella sua storia è in realtà un vampiro molto potente, impassibile e dai pensieri indecifrabili.

Le illustrazioni realizzate da Colleen Doran sono molto belle e di grande impatto, ricche di particolari e dettagli. Basta ad esempio osservare i vari vestiti indossati dalla regina e dalla principessa (ma anche quelli del re e del principe in realtà), i quali sono molto sontuosi ed estremamente curati.
Tale cura e ricchezza si ritrova comunque anche negli sfondi, rendendo ogni tavola una specie di quadro da ammirare.

 
Sopra: Le illustrazioni di Colleen Doran sono molto belle e di grande impatto, ricche di particolari e dettagli e molto colorate, come si può vedere anche da queste due immagini, che ritraggono le due protagoniste della storia, nel momento in cui sono diventate regine.

Un ruolo importante lo giocano anche i colori, dei quali le tavole sono molto ricche. Essi si presentano molto intensi e brillanti, saltando subito all'occhio del lettore, specialmente se si considera il fatto che in molte tavole gli sfondi, oppure alcuni elementi delle immagini, sono di un nero molto intenso.
Lo stile della Doran si ispira a quello di Harry Clarke, come lei stessa spiega alla fine del volume, con figure dall'aspetto elegante e slanciato, dai contorni netti e ben definiti (tratteggiati da precise linee nere) e un utilizzo particolare del nero, che viene steso in maniera corposa, senza sfumature.

 

Sopra: Le illustrazioni della Doran sono molto belle ed articolate, ricche di particolari e di colori intensi e brillanti.

"Snow, Glass, Apples" è un'interessante graphic novel con dei disegni davvero magnifici, che colpiscono immediatamente il lettore per la loro eleganza, la ricchezza di particolari e l'intensità dei colori.
La storia, seppur interessante nel suo modo di farci vedere le cose dal punto di vista della matrigna, facendoci conoscere il suo punto di vista, non risulterà particolarmente nuova e originale. Fiabe con un rovesciamento dei ruoli, in cui si scopre che il cattivo in realtà è il buono e viceversa, sono un'idea che è stata già esplorata spesso, anche recentemente.
Se si pensa però che questa storia era stata scritta originariamente nel 1994 si può però considerare il fatto che all'epoca in effetti presentasse degli elementi interessanti e originali, forse di più di quanto non risulti attualmente.
La storia, comunque, rimane interessante da leggere, specialmente considerando il fatto che in essa vengono mantenuti molti elementi e accentuate alcune caratteristiche presenti anche nella fiaba originale (soprattutto nella prima versione stesa dai Grimm), come ad esempio la necrofilia del principe. Il volume offre quindi un interessante punto di vista alla fiaba di Biancaneve, intensificando gli elementi spaventosi e inquietanti (assassinio, necrofilia, pedofilia) già presenti in essa e proponendo un punto di vista alternativo.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Dark Horse Comics; ha 32 pagine, una copertina rigida, misura 26,5 cm d'altezza e 17,3cm di lunghezza e costa 17 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 1 giugno 2020

L'eroe di Jeffrey Alan Love

"L'eroe" è un libro illustrato di Jeffrey Alan Love, pubblicato in italiano molto recentemente (ottobre 2019), che narra delle avventure di un eroe.

   
Sopra: A sinistra la copertina inglese, mentre a dentra ho riportato quella italiana. Da notare come il colore rosso dell'edizione inglese appaia molto più brillante, mentre quello dell'edizione italiana sembri più scuro.

Questa storia narra le avventure di un eroe, e più esattamente inizia "con la comparsa di un cavaliere da una nube di polvere". Un cavaliere pronto ad affrontare la sua missione e numerosi pericoli: draghi, elfi con spade fiammeggianti, nani, creature marine, branchi di lupi....
Fino ad arrivare alla meta: una torre di pietra dove lo attende il suo Antico Maestro e un nuovo eroe, pronto anche lui ad affrontare nuove avventure per dare vita a nuove storie.
Un'avventura intensa, ricca di avvenimenti e colpi di scena e sempre nuovi nemici e difficoltà da affrontare per l'eroe. 
I testi sono composti da frasi brevi e incisive, poetiche e musicali, scritte molto in grande, in modo da saltare subito all'occhio, in mezzo alle illustrazioni (tutte a doppia pagina).

Sopra: Questa illustrazione mostra l'eroe, in sella al suo cavallo, mentre si appresta ad affrontare vari pericoli, tra cui la morte. Da notare, inoltre, come la neve sulle montagne abbia l'aspetto di un teschio.

Sebbene la storia narrata sia piuttosto semplice le illustrazioni che la accompagnano risultano molto belle e interessanti.
L'autore ha infatti deciso di rappresentare i vari elementi della storia tramite delle silhouette (immagini in cui vengono mostrati solamente i contorni di una certa figura) nere, di cui, a volte è possibile distinguere all'interno solo gli occhi.
L'utilizzo delle silhouette nere trovo che conferisca alle immagini un fascino misterioso e, su certi elementi, anche inquietante (come nel caso, ad esempio, del "cielo funesto" che incontra l'eroe, oppure l'aspetto del nano che brandisce un ascia, oppure la figura della morte).

 

Sopra: Come potet vedere tutti gli elementi della storia sono stati rappresentati dall'artista tramite delle silhouette nere, il che conferisce alle immagini un certo fascino (e talvolta anche un aspetto un po' inquietante, come nel caso del "cielo funesto" dell'immagine più in alto).

Avendo scelto di utilizzare solo delle silhouette per rappresentare la storia anche la scelta dei colori è particolare: limitata a poche tinte. I colori scelti sono: il nero, il bianco, il rosso, il giallo e l'azzurro. Il nero è stato utilizzato per tutte le silhouette, il rosso invece per alcuni elementi particolari quali lo stendardo e la coda dell'elmo dell'eroe, il bianco è stato utilizzato sia per gli sfondi che per alcuni elementi dello sfondo (ad esempio la luna, la neve sulle montagne), mentre il giallo e l'azzurro sono stati scelti come colori per gli sfondi.
Nel complesso, comunque, l'uso dei colori produce un bell'effetto agli occhi del lettore, rendendo le immagini molto intriganti, affascinanti ed evocative.


 
Sopra: I colori scelti dall'artista si limitano al nero (utilizzato per tutte le silhouette), il bianco (utilizzato per alcuni elementi come la luna dell'immagine più in alto, oppure per gli sfondi), il rosso (utilizzato sempre come colore per lo stendardo e la coda dell'elmo del cavaliere) il giallo (utilizzato per gli sfondi, come nell'immagine più in alto) e l'azzurro (utilizzato negli sfondi, come per l'immagine più in basso, in cui viene usato per l'acqua del lago).

"L'eroe" di Jeffrey Alan Love è un bell'albo illustrato che racconta una storia semplice ma affascinante, quella di un eroe pronto ad affrontare mille difficoltà per portare a termine la sua missione. Le illustrazioni che accompagnano l'intera storia sono particolari e accattivanti e aiutano il lettore a interpretare meglio le poche parole del testo, arricchendole di significato.

Questo albo è stato pubblicato col titolo "The Hero's quest" nel 2019 dalla Walker Studio ed è stato pubblicato in italiano nel medesimo anno dalla Gallucci Editore. Il libro ha 32 pagine, una copertina rigida, misura 26,5 cm d'altezza e 25,5cm di lunghezza e costa 15 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.