giovedì 14 ottobre 2021

Atlante delle creature leggendarie e mitologiche di Sandra Lawrence e Stuart Hill

"Atlante delle creature leggendarie e mitologiche" scritto da Sandra Lawrence e illustrato da Stuart Hill è un volume che raccoglie al suo interno vari mostri e creature mitologiche e leggendarie, classificandoli in base ai vari paesi di origine.
 
Sopra: La copertina  mostra sullo sfondo una mappa e un titolo dorato incorniciato in un ovale sovrastato da un drago.
 
L'atlante si apre con una lettera scritta da una certa Ruth Briggs, una bibliotecaria, che spiega di aver ritrovato dietro una parete un forziere che conteneva un atlante scritto da Cornelius Walters, un poeta, "in cui egli descrive strane creature misteriose provenienti da tutto il mondo, proprio come se le avesse viste con i propri occhi".
Il volume in possesso del lettore sarebbe quindi una copia di tale antico manoscritto messo in stampa da un editore a cui è stato inviato e a cui ha suscitato interesse. 
Il testo sarebbe quindi un atlante scritto da questo Cornelius Walters nel 1563, che voleva realizzare un volume "di tutte le creature della terra, da condividere col resto del mondo" e per questo motivo si mise in viaggio, all'età di 21 anni, girando tutto il globo.
Essendo un atlante l'opera è divisa per paesi e continenti e per ognuno di essi sono stati elencati vari mostri e creature che vi abitano:
  • Gran Bretagna e Irlanda: i Leprecani, il Nucklavee, il Mostro di Loch Ness, l'Uomo verde, le Sirene di terra, il folletto della Cornovaglia, il Knucker ...
  • Europa settentrionale: Troll di Grimsey, Selkie, Kelpie, Banshee, Lindworm, Goglin, Kraken , Fenrir,neringa....
  • Europa meridionale: Conte Arnau, Tarasque, Dama bianca, Krampus,, Scilla e Cariddi, Golem...
  • Europa sud-orientale: Vampiro, Licantropo, Centauro, Arpia, Ciclopi, Minotauro, Chimera...
  • Russia e Asia centrale: Baba Jaga, Upir, Uccello di fuoco, Zmaj, kamali, Grifone...
  • Cina e Asia centrale: Verme della morte mongolo, Shang Yang, Xiang Liu, Xie Zhi, Huli Jing...
  • Giappone: Akkorokamui, Kappa, Oni, Namazu...
  • Asia meridionale e sud-orientale: Pugot, Buso, Pontianak, Naga Indonesiano, Nagini, Barong, Makara, Naga indiano, Vetala...
  • Medio Oriente: Jinn, Zaratan, Manticora, Huma, Lamassu, Roc, Unicorno, Fenice, Ghoul, Leviatano, Sfinge...
  • Africa: Ammit, Lemia, Anansi, Fengu, Tokoloshe, Impundulu ...
  • America settentrionale: Zombie, Chupacabra, Piasa, Diavolo del Jersey, Squok, Giganti di pietra...
  • America meridionale: Madremonte, Igpupiara, El cuero, Tigre Capiango...
  • Australia e Nuova Zelanda: Taniwha, Ponaturi, tre sorelle, Dingo gigante, Hoop Snake, Namorodo ...
  • Pacifico: Ropen, Marawa, Tamangori, Adaro ....
Come potete vedere i vari mostri sono creature appartenenti alle leggende e alla mitologia, o ai racconti del folklore. La maggior parte sono creature poco conosciute e piuttosto particolari, soprattutto (per quanto mi riguarda almeno) molte di quelle della Russia e dell'Asia centrale (ad eccezione di Baba Jaga e del Grifone), oppure quelle della Cina, del Giappone, del Medio Oriende e dell'Africa.
Ho riconosciuto molti nomi di draghi come il Knucker, il Lindworm, il Tarasque, il Naga, la Lamia, la Manticora, il Piasa perchè li avevo già trovati in testi quali "Dragologia: il libro completo dei draghi" e "Come allevare e accudire un drago", in cui questi draghi appartenti alla mitologia e al folklore vengono riportati.
In questo volume, comunque, la descrizione fatta per ogni creatura è molto breve, solo poche righe di testo, in quanto l'autore ha preferito indicare il maggior quantitativo possibile di creature originarie di un certo luogo, senza dilungarsi troppo nelle loro descrizioni.
Vi riporto alcune descrizioni di alcune creature come esempi:
- Knucker: "Questo drago acquatico vive in laghetti chiamati "buchi del Knucker". Ce n'era uno a Lyminster nel Sussex occidentale, abitato da uno spaventoso drago che fu sconfitto da un giovane del luogo di nome Jim Pulk. Jim uccise il drago con un budino avvelenato".
- Kelpie: "Mostri acquatici scozzesi che somigliano a cavalli con occhi fiammeggianti. I kelpie infestano guadi e laghi. Divorano le loro vittime lasciandone le viscere galleggiare nell'acqua".
- Banshee: "Orribile spirito, è temuta in Irlanda per le sue grida spaventose. Ha capelli spettinati e occhi gonfi di pianto. Fà in modo di non sentire mai il suo pianto, poiché e premonitore di morte".
- Vampiro: "Morti, eppure non morti, i vampiri vagano di notte e si nutrono del sangue degli umani succhiandolo dal collo. E' possibile incontrarli ovunque in questi territori".
- Zombie: "Le storie di Haiti ne parlano spesso, si tratta di creature il cui corpo viene riportato in vita. Si ritiene che molti siano schiavi di stregoni malvagi, resuscitati dai loro padroni".
- La Cegua: "Terrificante strega originaria delle foreste del Nicaragua. Si manifesta inizialmente come una bellissima donna, poi cambia pelle e prende le sembianze di un cavallo. Chiunque senta anche solo un suo sussurro, impazzisce".
La cosa interessante è che alcune creature mi è capitato di incontrarle anche in altri atlanti e in altri libri dedicati alle creature fantastiche e ai mostri. Oltre a vari tipi di draghi, creature come vampiri, zombie e licantropi li ho trovati anche in "Il mio primo atlante dei fantasmi e dei loro amici (streghe, folletti, mostri e creature fantastiche)" di Patrik Antczak (in cui erano descritte però in maniera abbastanza umoristica e poco seria) e in "Atlante dei mostri e dei fantasmi più spaventosi" di Federica Magrin e illustrato da Laura Brenlla. In quest'ultimo erano presenti anche creature più particolari come La Cegua (che nell'altro volume veniva chiamata Siguanaba, un altro nome di questo essere) e la Aisha Qandisha (demone dalle sembianze di donna ma i piedi da cammello) che ho ritrovato anche in questo volume.
 
Sopra: Due pagine che mostrano a sinistra la carta del Sud America e a destra i relativi mostri che la abitano con i loro disegni e descrizioni.
 
Le illustrazioni di Stuart Hill hanno uno stile molto particolare che riprende quelle medievali, quindi con soggetti molto statici, delineati con linee semplici e nette, d'altronde l'atlante sarebbe stato scritto e illustrato proprio nel Medioevo, quindi lo stile delle immagini è coerente con quanto dichiarato all'inizio del volume.
In questo volume comunque le immagini che hanno maggior peso e a cui è stata data maggiore importanza sono quelle delle mappe e delle carte geografiche, piuttosto che le rappresentazioni dei mostri. Queste, infatti, risultano sempre abbastanza piccoline e servono esclusivamente per fornire al lettore un'idea delle fattezze del mostro descritto nei (brevi) testi. La presenza dei disegni dei mostri sicuramente aiuta il lettore a farsi un'idea delle loro sembianze, anche se le illustrazioni non sono particolarmente dettagliate o realistiche (per quanto possano esserlo immagini che rappresentano soggetti fantastici).
 

Sopra: In alto due pagine che mostrano i mostri che popolano il giappone e in basso le creature che vivono nell'Europa settentrionale.
 
Anche l'uso dei colori è particolare e riprende uno stile medievale. Intanto, per ogni capitolo (quindi per ogni continente/paese) l'illustratore ha deciso di utilizzare solo alcuni colori, di solito il bianco e il nero, a cui abbina un altro paio di tinte. Ad esempio per la Gran Bretagna e l'Irlanda ha utilizzato (oltre al  bianco, il nero) il verde e il marrone; per l'Europa il marrone e l'azzurro; per la Russia e l'Asia il rosso e il verde; per l'Africa un giallo senape e il verde...
I colori sono stati stesi all'interno dei contorni in modo netto e deciso, senza sfumature o ombre, essi, inoltre, non presentano mai tonalità particolarmente accese, vivaci o brillanti, anche se in molti casi risultano forti e intensi.
 

Sopra: In alto la mappa dell'Europa settentrionale, mentre più in basso quella della Gran Bretagna e dell'Irlanda con le descrizioni dei relativi mostri.
 
"Atlante delle creature leggendarie e mitologiche" di Sandra Lawrence fra i vari atlanti illustrati indirizzati ad un pubblico giovane è probabilmente quello che più si avvicina ad essere un vero e proprio atlante. Oltre a contenere le mappe e le carte dei vari paesi, lo spazio dedicato alle descrizioni, alle rappresentazioni e ai disegni dei mostri è piuttosto limitato.
Nonostante il volume sia riccamente corredato dalle illustrazioni di Stuart Hill, dallo stile medievale e quindi abbastanza particolare, sono le mappe quelle a cui è dedicato il maggiore spazio, mentre i disegni dei mostri sono tutti piuttosto piccoli e le loro descrizioni brevi e veloci, in quanto l'intento dell'opera è più quello di collocare ed elencare i vari mostri che abitano in un certo paese. Se vi aspettate quindi l'immagine di una mappa e poi, sviluppati in più pagine, i disegni dei mostri che la popolano e le relative descrizioni (come ho visto accade nella maggior parte degli Atlanti illustrati sulle creature fantastiche) non li troverete in questo libro.
Per questo motivo questo volume è adatto a bambini già abbastanza gradini (dagli 8 anni), in quanto anche le scritte dei testi sono abbastanza piccoline, anche se magari le immagini delle mappe con i mostri potrebbero suscitare interesse e curiosità anche in bambini più piccoli, i quali potranno comunque sfogliare questo atlante. 
Anche le descrizioni dei vari mostri si vede che non sono indirizzate a un pubblico troppo infantile, a differenza di altri atlanti in questo non si teme di utilizzare termini e frasi più duri che parlano in modo esplicito di morte e violenza. Si parla, ad esempio, di viscere che vengono lasciate galleggiare in acqua, di mani tagliate, di mostri dalle sembianze di "un ammasso di carne a forma di stomaco di vacca", di vittime che finiscono per morire per stanchezza o venire calpestate a morte, vittime che vengono uccise "facendole morire di solletico", un mostro (l'Azrail) che venne decapitato e la sua testa tagliata in due, creature (i Palesmurt) che strangolano a morte i viaggiatori, mostri (El hombre caiman) che vanno "a caccia di prede umane"...
Insomma, le descrizioni dei mostri riprendono quelle dei miti e delle leggende, senza troppe censure e riportando ciò che questi antichi racconti narrano.
Si tratta, nell'insieme, di un bel volume, un vero e proprio atlante di grande formato su mostri e creature mitologiche e leggendarie, con immagini dallo stile medievale e che presenta molte creature provenienti da tutto il mondo, anche se le loro descrizioni sono un po' scarne. Un'opera che può risultare utile nel fornire un'infarinatura generale, concentrandosi soprattutto sulla collocazione geografica, spingendo poi il lettore ad approfondire le informazioni sui vari mostri per conto proprio.
 
Questo libro illustrato è stato pubblicato originariamente in inglese nel 2017 col titolo "The atlas of monsters" dalla Big Pictures Press ed è stato poi edito in italiano nel 2018 dalla Gallucci Editore. L'opera ha 57 pagine, una copertina rigida, misura 34,8 cm d'altezza e 27,5 cm di lunghezza e costa 15,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 11 ottobre 2021

Atlante dei mostri e dei fantasmi più spaventosi di Federica Magrin e Laura Brenlla

Di atlanti e guide su mostri e creature fantastiche ve ne ho già presentati parecchi e questo è un altro libro guida sui mostri di cui non potevo non parlarvi (soprattutto ora che si sta avvicinando Halloween): "Atlante dei mostri e dei fantasmi più spaventosi" di Federica Magrin e illustrato da Laura Brenlla.

Sopra: La copertina (che in questa immagine ha dei colori più intensi e brillanti di quelli originali) ha uno sfondo nero su cui spiccano le scritte del titolo e i disegni dai colori accesi e brillanti.

Il volume di cui mi appresto a parlarvi è un manuale sui mostri scritto da Van Helsing, come lui stesso spiega nell'introduzione: "Mi chiamo VAN HELSING e sono talmente bravo nel mio campo che sono anche diventato protagonista di un film. Ma, venendo a noi e allo scopo di questo libro: se stai iniziando a leggerlo, è perché sei interessato al TERRIFICANTE MONDO DEI MOSTRI e FANTASMI. [...] Nel viaggio che affronterai nelle prossime pagine, tra fantasmi vendicativi, spiriti inquieti e mostri dalle fattezze più spaventose, ti servirà tutto il tuo coraggio e anche un pizzico di follia".
Come avrete compreso questo è quindi un manuale con cui il lettore potrà imparare a conoscere tutti i mostri e i fantasmi del mondo. Essendo un atlante il volume è diviso in capitoli che si occupano ciascuno di una parte del mondo e per ciascuna parte è anche presente una mappa "con inserite le varie creature in modo da localizzarle correttamente". 
Ecco i capitoli presenti nel libro e alcuni mostri che vi vengono descritti:
  • Europa (con un approfondimento sulla Mitologia): Uomo senza testa, il Mostro di Loch Ness, il Golem, Goblin, il Troll, l'Orco, la Sirena, Circe, il Ciclope, il Centauro, l'Arpia, l'Idra...
  • Medio oriente: la Ail, Bahamut, Tiamat, Pazuzu...
  • Asia: il Preta, la Sirih, il Pocong, la Nang Tani, la Krasue, la Kitsune, la Rokurokubi, il Kappa, l'Oni, lo Yurei...
  • Africa: Hai-uri, Roc, gli spettri di Simon's Town, il Mokele-Mbembe...
  • America del Nord: il Boogeyman, il Gremlin, lo Jackalope, gli autostoppisti fantasma, le streghe di Salem, il Clown fantasma, 
  • America centrale e meridionale: la Planchada, il cimitero fantasma, la Siguanaba, il Sucuriju, il Chupacabra, la Llorona...
  • Oceania: il Bunyip, il Serpente Arcobaleno, la casa stregata di Montecristo, lo Yowie, il fantasma dell'opera, 
  • Mostri acquatici e famosi fantasmi: il Kraken, l'Unktehila, il Leviatano, Federico Barbarossa, Anna Bolena, Lenin, Abramo Lincoln...
In ogni parte vengono presentati molti mostri e, come scritto nell'introduzione, "alcuni testi sono brevi e riportano solo le informazioni più importanti, altri sono più completi, con l'indicazione del luogo preciso di avvistamento della creatura, delle caratteristiche che la rendono tanto famigerata e dei metodi per poterla affrontare". Ad esempio la The Green Lady e Pensle Hill presentano solo due voci: dove e caratteristiche, mentre altri mostri come il Mostro di Loch Ness o il Golem ne presentano tre (dove, caratteristiche e come affrontarli).
Le descrizioni sono comunque tutte piuttosto brevi (solitamente di poche righe), tuttavia sono piuttosto accurate, e si basano sulla letteratura, su miti e sulle leggende popolari.
Delle sirene ad esempio vengono elencate le seguenti caratteristiche: "Non farti ingannare dai cartoni animati. La sirena non è un essere amichevole e non è nemmeno metà donna e metà pesce. La vera Sirena della mitologia è una creatura terribile e spietata con la parte superiore di una donna e quella inferiore di un uccello, con tanto di lunghi artigli per afferrare le sue vittime. Il suo canto melodioso, spinge i naviganti ad avvicinarsi in modo da poterli catturare e uccidere."
Ad alcuni mostri particolarmente famosi sono dedicate delle pagine di approfondimento "sui luoghi dove vivono e sulle leggende e le curiosità a loro legate". Questo è il caso, ad esempio del Conte Dracula, del Mostro di Frankenstein, Cerbero, lo Yeti, il Big Foot, King Kong...
Ad esempio Dracula viene descritto come: "E' il più famigerato dei vampiri, le creature notturne che si nutrono di sangue umano. Viene descritto come un "non-morto", un essere che pertanto non può essere facilmente ucciso. Di solito pallido e dotato di lunghi canini con cui succhia il sangue delle vittime, non può mostrarsi alla luce del giorno e deve evitare i luoghi di culto. Anche se di recente alcuni vampiri sono diventati buoni, non credere che sia successo anche a Dracula, che, anzi, è più forte, scaltro e violento che mai." 
Oltre a ritrovare alcuni mostri piuttosto famosi e conosciuti (come Dracula, Cerbero, lo Yeti, il Golem, l'Orco...) la maggior parte di quelli descritti sono piuttosto sconosciuti e peculiari e talvolta anche piuttosto specifici come: Tiamat (una divinità femminile babilonese, dalle fattezze di drago), il Preta (esseri rinati ad una condizione inferiore a quella umana e animale a causa delle loro colpe), il Pocong (un fantasma indonesiano che si dice sia l'anima di una persona morta intrappolata nel sudario), la Krasue (uno spirito femminile composto da una testa volante da cui pendono il cuore, lo stomaco e l'intestino), l'Aisha Qandisha (spirito femminile del folklore marocchino, di bell'aspetto e vestita con una veste bianca, ma con delle zampe di cammello al posto delle gambe), Kolmanskop (una città fantasma in Namibia, abbandonata nel 1954 dai cercatori di diamanti e successivamente invasa dalle sabbie del deserto ), la Planchada (un'infermiera fantasma di Città del Messico), la Singuanaba (spirito del folclore dell'America Centrale dall'aspetto di una bella donna con lunghi capelli ma dalla testa di cavallo o di scheletro)...

Sopra: Le pagine introduttive del volume, che mostrano Van Helsing, colui che accompagnerà il lettore in questo viaggio attorno al mondo alla scoperta dei mostri e dei fantasmi più spaventosi.

Il libro è riccamente corredato con le illustrazioni di Laura Brenlla che sono molto utili al lettore per poter capire come è fatta precisamente una determinata creatura, le immagini servono infatti per mostrare ai lettori l'aspetto dei vari mostri e fantasmi.
I disegni dell'artista hanno un aspetto originale e particolare, un po' sbarazzino ma delicato e grazioso, che non punta al realismo, per cui non temete di rimanere inquietati o spaventati dall'aspetto dei mostri. Questi infatti sono stati rappresentati con uno stile moderno, semplice e stilizzato, con linee nette e decise e dai tratti un po' spigolosi.


Sopra: I disegni dell'artista hanno un aspetto originale e particolare, grazioso e un po' sbarazzino, che non punta al realismo, per cui non temete di rimanere inquietati o spaventati dall'aspetto dei mostri. Questi infatti sono stati rappresentati con uno stile moderno, semplice e stilizzato, con linee nette e decise, come potete vedere in queste pagine sui mostri dell'Europa.

La semplicità dei disegni si riflette anche nell'uso dei colori, che sono brillanti, accesi, intensi e molto vivaci, trasmettendo subito al lettore un'atmosfera allegra e vivace, nonostante alcuni mostri non siano esattamente molto carini o simpatici.
I colori (di cui sono stati scelte una gran varietà di tinte e sfumature) inoltre sono stesi all'interno dei contorni delle illustrazioni in modo netto e deciso, senza sfumature o ombre. Grazie allo sfondo bianco delle pagine tali colori spiccano ancora di più, attirando subito l'attenzione del lettore.
Un discorso a parte poi va fatto per le mappe che anticipano ogni capitolo, in quanto per la colorazione di queste l'artista ha fatto una scelta peculiare decidendo di utilizzare, per esse, solo due colori: un rosso mattone utilizzato per i mostri e i personaggi presenti sulla mappa e il blu (in tre delle sue sfumature, che vanno dall'azzurro usato per il continente preso in esame, al celeste scuro usato per il mare, a un azzurro cenere utilizzato per dipingere le terre non prese in considerazione) utilizzato per le terre e le acque.


Sopra: I colori, che sono brillanti, accesi, intensi e molto vivaci, trasmettendo subito al lettore un'atmosfera allegra e vivace. Come potete vedere nell'immagine in basso per la colorazione delle mappe (qui trovate quella dell'Europa) l'artista ha deciso di utilizzare, per esse, solo due colori: un rosso mattone utilizzato per i mostri e i personaggi presenti sulla mappa e il blu utilizzato per le terre e le acque. I colori di queste immagini comunque sono più brillanti e chiari rispetto a quelli all'interno del libro.

"Atlante dei mostri e dei fantasmi più spaventosi" di Federica Magrin e illustrato da Laura Brenlla è un manuale molto interessante che tratta (tanti) mostri e fantasmi provenienti da tutto il mondo, adatto a bambini curiosi di scoprire tutto sui mostri e i luoghi infestati. Le descrizioni delle creature sono brevi e semplici, ma efficaci, piuttosto precise e accurate e si basano principalmente su miti e le leggende del folklore dei paesi presi in considerazione, con qualche riferimento anche alla letteratura e alla filmografia.
Mi ha colpito il fatto che la maggior parte dei mostri e dei fantasmi presentati dal libro siano abbastanza sconosciuti e particolari, tanto che ho voluto andare a controllare su internet la maggior parte di queste creature per verificare che la descrizione contenuta nel libro fosse corretta, e in effetti le descrizioni lo sono. Questo permette al lettore di poter scoprire molte creature mitologiche e leggendarie (ho trovato molto interessanti in particolare quelle dell'Asia e dell'America Centrale e Meridionale), facendogli magari venire la voglia di approfondire le informazioni in proprio possesso, andando a consultare anche altre fonti o facendo delle ricerche specifiche.
Le illustrazioni della Brenlla sono originali e particolari, un po' sbarazzine, che non puntano al realismo, e che rappresentano i mostri con uno stile moderno, semplice e stilizzato, con linee nette e decise. Esse sono molto utili per aiutare il lettore a vedere e capire l'aspetto dei vari mostri, senza rischiare di spaventarlo con disegni troppo realistici.
Un libro di grande formato adatto ai bambini dai 4/5 anni in su; lo stile dei disegni (e la loro grande quantità) e le brevi descrizioni  lo rendono infatti abbordabile anche ai bambini più piccoli, che non rischieranno di venir spaventati dalle immagini, dall'aspetto grazioso, stilizzato e colorato. I bambini più grandi invece (ma anche gli adulti volendo) lo troveranno interessante per la quantità e le tipologie di mostri proposti e potranno mettere alla prova anche le loro abilità geografiche consultando le mappe dei vari continenti o andando a cercare alcuni specifici luoghi infestati citati nel testo.

Tale libro illustrato ed è stato edito dalla White Star Kids nel 2018. L'opera ha una copertina rigida, ha 96 pagine e misura 35,6 cm d'altezza e 27 cm di lunghezza e costa 16,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 7 ottobre 2021

L'isola del tesoro di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess

A distanza di 9 mesi torno a parlarvi di un altro volume che fa parte di una collana di classici illustrati diretta da Benjamin Lacombe, la quale "nasce dal desiderio di presentare grandi classici in una veste nuova e raffinata, affiancando all'autorità dei maestri del passato lo stile originale di alcuni tra i più ispirati giovani illustratori di oggi". Dopo aver recensito a dicembre del 2020 "Bambi" di Felix Salten e illustrato da Benjamin Lacombe, questa volta il nuovo grande classico illustrato che si aggiunge a questa collana è "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess.
 
Sopra: La graziosa e raffinata copertina su cui spicca al centro un'illustrazione di Etienne Friess, circondata da decori dorati che richiamano elementi marini.
 
"Questo romanzo d'avventura, le cui parole del titolo "isola" e "tesoro" richiamano subito il mondo della fantasia, è il capolavoro della letteratura che ha formato, nell'immaginario, la figura archetipa del pirata con la gamba di legno e il pappagallo sulla spalla." Questo è ciò che viene scritto alla fine di questo'opera, dopo le biografie dell'autore e dell'illustratore di questo libro, che riprende una classico della letteratura.
Pubblicato per la prima volta a puntate tra il 1881 e il 1882 la storia, nonché voce narrante, ha per protagonista Jim Hawkins, un ragazzo che vive con la famiglia nella taverna "Ammiraglio Benbow", affacciata sul mare in un villaggio nei pressi di Bristol. La vita del ragazzo però cambia radicalmente quando alla locanda si trasferisce un strano uomo di nome Billy Bones, un vecchio marinaio. Dopo alcuni mesi dal suo arrivo l'uomo infatti riceve la visita di un certo Cane Nero, un pirata che era stato suo compagno. Dopo la visita di Cane Nero, Billy ne riceve anche un'altra da parte di un pirata con un occhio solo, che gli consegna la "macchia nera", un presagio di condanna a morte, che fa prendere al vechio ubriacone un infarto.
Mentre Jim si prende cura di lui, Billy gli racconta d'esser stato uno dei marinai del famigerato pirata conosciuto col nome di Capitano Flint e che i suoi ex compagni lo hanno ritrovato per impossessarsi della mappa, in possesso di Billy, che conduce al tesoro nascosto del Capitano Flint.
Dopo la morte di Billy sarà Jimm a trovare la mappa e a partire per una spedizione, ricca di pericoli e avventure, alla ricerca del prezioso tesoro.
 
In questo volume non si fa riferimento al fatto che sia oppure no una versione integrale, anche se una scritta all'inizio del racconto indica "dal romanzo di...". Confrontando il primo capitolo l'ho trovato molto simile a quello della versione integrale, anche se ogni tanto effettivamente viene omessa qualche frase.
 
Versione ed. Newton Compton: "Veramente, in un certo modo, egli lavorava alla nostra rovina, giacché settimane e settimane e poi mesi e mesi si susseguivano senza ch'egli desse segno di voler sloggiare, e intanto da lunga pezza la sua moneta era consumata e a mio padre non bastava l'animo di insistere per averne dell'altra. Se appena egli vi alludeva, il capitano soffiava attraverso il naso talmente forte che pareva ruggisse, e con una fulminea occhiata cacciava via dalla sala il mio povero babbo. Io lo vedevo, il mio babbo, disperato torcersi le mani dopo tali baruffi, e credo che l'affanno e il terrore nei quali viveva affrettassero grandemente la sua immatura e disgraziata fine.
Tutto il tempo che rimase con noi il capitano non mutò mai nulla nel suo vestiario, eccetto qualche calza comprata da un merciante ambulante. Essendosi rotto uno degli angoli del suo cappello a tricorno, egli lo lasciava penzolar giù sebbene gli desse abbastanza noia quando tirava vento. Rivedo l'aspetto dell'abito ch'egli stesso rappezzava nella sua stanza di sopra e che, già prima della fine, era un mosaico di toppe. Mai scrisse nè ricevette una lettera; mai parlava con alcuno fuorchè coi vicini; e con questi, per lo più, solo quand'era ubriaco di rum. Nessuno di noi aveva mai visto aperto il grosso baule marino."
 
Versione Ed. Rizzoli: "A dire il vero, a portarci verso la rovina era il fatto che non se ne andasse mai: passarono settimane, poi mesi, e l'anticipo era da tempo esaurito, senza che mio padre avesse il coraggio di chiedergli altro denaro.
Non scrisse mai una lettera e non ne ricevette, parlava soltanto con le persone del vicinato, e unicamente quando era ubriaco per il rum. Nessuno di noi aveva mai visto aperto il suo grosso baule da marinaio."
 
Come potete leggere è stata omessa la parte in cui il padre di Jim provava a chiedere il denaro per l'alloggio e quella che descrive l'abbigliamento di Bones. Oltre a ciò il volume della Rizzoli è scritto con un linguaggio più attuale, anche se quella della Newton Compton offre dei termini più particolari e meno comuni: "susseguivano" invece di "passarono", "sloggiare" anziché "se ne andasse". Vi riporto come confronto anche la prima descrizione che Jim fa di Billy Bones, all'inizio del volume:
 
Versione ed. Newton Compton: "Lo ricordo come fosse ieri, quando entrò con quel suo passo pesante, seguito dalla carriola che portava il baule. Alto, poderoso, bruno, con un codino incatramato che gli ricadeva sul colletto della sua bisunta giacca blu: le mani ruvide e ragnate di cicatrici, dalle unghie rotte e orlate di nero; e, attraverso la guancia, il taglio del colpo di sciabola d'un bianco livido e sporco. Roteò in giro un'occhiata fischiettando tra sè, e poi, con la sua vecchia e stridula voce ritmata e arrocchiata dalle manovre dell'argano, intonò quell'antica canzone di mare che doveva più tardi  così spesso percuotere i nostri orecchi:
Quindici sopra il baule del morto,
Quindici uomini yò-hò-hò,
E una bottiglia di rum per conforto!"
 
Versione Ed. Rizzoli: "Me lo ricordo come fosse ieri. Arrivò alla porta della locanda con passo pesante, il baule da viaggio al seguito, su una carriola.
Era un omone robusto, con i capelli scuri raccolti in un codino incatramato che ricadeva sul collo di un sudicio giaccone blu; aveva le mani solcate da cicatrici, le unghie nere e rotte, e sulla guancia gli si allungava lo sfregio di una sciabolata, di un bianco sporco e livido. Percorse la baia con lo sguardo fischiettando, poi con una voce stridente e tremula intonò questa canzone dei marinai che ci avrebbe cantato così spesso in seguito:
Quindici uomini sulla cassa del morto...
Yo-ho-ho! e una bottiglia di rum!"

Sopra: Le due pagine che mostrano il primo capitolo "Il vecchio lupo di mare dell'Admiral Benbow", a destra troviamo l'inizio del capitolo e a sinistra l'immagine di Billy Bones che si dirige verso la locanda.
 
Questa edizione de "L'isola del tesoro" è ampiamente corredata da molte illustrazioni realizzate dall'artista Etienne Friess. D'altronde questo volume fa parte della collana diretta da Benjamin Lacombe, che prevede che ogni volume in essa presente sia illustrato. "Ogni artista ha scelto l'opera da illustrare, fornendone perciò una versione personale, soggettiva e sincera. Questa è la novità della collana: ciascun volume crea un universo a sè, singolare e ammantato dal fascino dei classici, ma forma anche, insieme agli altri, una famiglia grafica coerente e contemporanea".
Friess ha uno stile "che unisce forme morbide, umorismo, poesia e tocchi fantastici, quasi fantascientifici di ispirazione steampunk. Amante degli animali, li disegna con i suoi materiali preferiti, le tempere e le matite colorate." Infatti questa "Isola del tesoro" è ambientata in un mondo animale antropomorfizzato, in cui ogni personaggio è stato trasformato in un animale antropomorfo: Jim è un topo, il Dott. David Livesley un cane, il Capitano Smollet un uccello, Billy Bones un bufalo, Long John Silver un ghiottone....
Come potete capire l'artista, scegliendo di rendere i personaggi degli animali, ha fatto attenzione a quale scegliere, cercando di abbinare ogni uomo alla bestia che più gli si avvicinasse per caratteristiche e temperamento. Il Dott. Livesey ad esempio è un bulldog inglese, razza che si caratterizza per la sua fedeltà e rettitudine; Billy Bones è un bufalo in quanto brusco e massiccio di costituzione; Silver è un ghiottone, cioè un mustelide furbo e tenace...
Come scritto anche in fondo al libro: "Così gli animali scelti sottolineano, in uno stile caricaturale, i difetti di quegli uomini (in questo romanzo così maschile c'è infatti solo una donna) spesso guidati da istinti primari, e ne rivelano anche la bestialità, nascosta sotto una parvenza di civiltà".
 

 
 
 Sopra: Come potete vedere anche da queste immagini questa "Isola del tesoro" è ambientata in un mondo animale antropomorfizzato, in cui ogni personaggio è stato trasformato in un animale antropomorfo (Jimm, ad esempio, è un topo).
 
Nell'opera sono presenti illustrazioni a doppia pagina, a tutta pagine e anche alcune di più piccole inserite in mezzo ai testi.
Le immagini hanno linee dai contorni morbidi, dall'aspetto piuttosto realistico considerando che l'ambiente illustrato e quello animali antropomorfi. Ogni illustrazione è molto ricca di dettagli e particolari e molto curata (le proporzioni dei vari personaggi vengono sempre mantenute realistiche e anche gli ambienti sono rappresentati e ricostruiti in modo accurato).
I colori utilizzati per i disegni non sono mai troppo accesi o brillanti, anzi nella maggior parte dei casi hanno un aspetto piuttosto scuro e cupo, quasi "sporco", sicuramente non molto allegro e vivace.
E' interessante notare come l'artista, nei capitoli XVI, XVII e XVIII abbia deciso di scegliere un differente uso dei colori, probabilmente dovuto al fatto che questi capitoli non sono narrati da Jim ma dal dottore. 
In questi capitoli i disegni diventano in bianco e nero, tranne che per alcuni elementi dipinti di un rosso acceso, forte, brillante, che contrasta con il resto dei toni dell'immagine. Come viene scritto in fondo al volume infatti: "La tecnica è al servizio della narrazione visiva: le tempere acquerellate restituiscono l'ambiente marino, i disegni seppiati accentuano il ritmo del racconto; il bianco e il nero con l'aggiunta del rosso creano pause narrative come i capitoli narrati dal dottore".
 
 
 

Sopra: Ogni illustrazione è molto ricca di dettagli e particolari e molto curata (le proporzioni dei vari personaggi vengono sempre mantenute realistiche e anche gli ambienti sono rappresentati e ricostruiti in modo accurato). Da notare come in alcuni capitoli i disegni diventino in bianco e nero, tranne che per alcuni elementi dipinti di un rosso acceso e brillante (come potete vedere nelle ultime due immagini qui sopra).
 
"L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess è un'opera molto curata, incantevole e pregiata, così come gli altri titoli di questa collana diretta da Benjamin Lacombe. 
Sebbene non sia proprio un'edizione integrale essa riprende piuttosto fedelmente quella originale, in quanto la maggior parte dei testi è stata mantenuta uguale, ad eccezione di una piccola percentuale che è invece stata omessa. Diciamo che l'opera è fedele all'85%, una scelta abbastanza bizzarra devo dire. Pur con i tagli subiti la storia rimane molto fedele a quella del romanzo integrale, per cui, sebbene questa versione risulti un po' più breve e maggiormente ricca di illustrazione l'età di lettura autonoma è comunque sugli 8 anni (5/6 per quella condivisa, se il bambino segue però già bene i libri a capitoli).
Le illustrazioni di Friess che accompagnano l'intera opera ne innalzano il livello qualitativo, rendendola un'edizione più ricercata e particolare. L'artista ha scelto di ambientare inoltre le vicende in un mondo abitato da animali antropomorfi, e questa può essere una decisione che alcuni potranno apprezzare ed altri meno, anche se il fatto che ogni animali rappresenti i pregi e i difetti di un certo personaggio (come nelle favole) è piuttosto interessante. I disegni, comunque, sono molto belli, eleganti, dai tratti morbidi, ricche di dettagli e particolari, molto curati e coinvolgenti visivamente (anche per l'uso di alcune prospettive particolari).
Ne risulta un libro veramente incantevole e meraviglioso, di grande pregio, che ripropone in una nuova veste grafica (magnifica e affascinante, anche se non troppo economica) un classico della letteratura e del romanzo d'avventura.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2020 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "L'ile au tresor" ed è stata edita nel 2021 in italiano dalla Rizzoli. Il volume ha 162 pagine, la copertina rigida, misura 30,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 25,00 euro.
 
P.S. Ecco tutti i titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe (edita in Italia dalla Rizzoli): 
  • "Il mago di Oz" di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (2019)
  • "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi e Justine Brax (2019)
  • "Mignolina" di Hans Christian Andersen e Marco Mazzoni (2019)
  • "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria (2020)
  • "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia" di Selma Lagerlof e Yvan Duque (2020)
  • "Bambi" di Felix Salten e Benjamin Lacombe (2020) 
  • "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess (2021)
  • "Il vento tra i salici" di Kenneth Grahame e Prugne Thibault (2022)
  • "La principessa Sara" di Frances Hodgson Burnett e Nathalie Novi (2022)
  • "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2022)
  • "La Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur (2023) 
  • "La Bella e la Bestia" di Cécile Roumiguière e Benjamin Lacombe (2025)
  • "La piccola fiammiferaia" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2026)

     

     

   
  
Sopra: Le copertine dei titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe, dedicata alle fiabe e ai classici per l'infanzia.

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lunedì 4 ottobre 2021

Il meraviglioso Mago di Oz di L. Frank Baum e MinaLima

Dopo l'uscita di "La sirenetta e altre fiabe" di Hans Christian Andersen, risalente a novembre del 2020, ecco che torno a presentarvi un altro libro illustrato dal duo MinaLima, una coppia di graphic desiner, Miraphora Mina ed Edoardo Lima, che si sono occupati della grafica dei film di Harry Potter realizzando, ad esempio: i giornali de La Gazzetta del Profeta, i manifesti da ricercato, le lettere di Hogwarts, la Strillettera, la Mappa del Malandrino....
L'ultima fatica del duo è "Il meraviglioso Mago di Oz" di L. Frank Baum, un altro famosissimo classico della lettratura (per l'infanzia ma non solo).
 
Sopra: La splendida e raffinata copertina presenta scritte e decori dorati che spiccano sullo sfondo verde. Pur rimanendo molto bella trovo questa copertina un po' troppo verde (monocromatica), visto che di solito i colori utilizzati nelle copertine MinaLima sono sempre due, che di solito si risaltano a vicenda (magari potevano mettere verde e giallo anziché verde chiaro e verde scuro).
 
Come per gli altri volumi illustrati da MinaLima anche questo è un'edizione integrale dell'opera di Lyman Frank Baum (pubblicata per la prima volta, con le illustrazioni di Wallace Denslow, nel 1900). Nel caso dell'edizione italiana la traduzione è opera di Luca Lamberti (Giulio Einaudi editore).
Per i (pochi) che non conoscessero la storia, questo libro narra le vicende di Dorothy, una bambina che vive in Cansas con gli zii e l'amato cagnolino Toto. La vita della bambina viene però sconvolta durante una tempesta, quando un uragano sradica la casa di Dorothy, con lei e il suo cane ancora all'interno. La casa viene trasportata fino alla terra dei Munchkin, dove finisce in testa proprio alla malvagia Strega Cattiva dell'Est, uccidendola.
La Strega Buona del Nord si complimenta con Dorothy per aver eliminato la malvagia strega e le consegna delle scarpette d'argento che appartenevano alla strega cattiva. Dorothy scopre inoltre di essere capitata in una terra sconosciuta: il magico mondo di Oz e quindi cerca di scoprire un modo per poter ritornare a casa dagli zii.
La Strega Buona del Nord dice alla bambina di rivolgersi al Mago di Oz, il sovrano del regno, il quale è l'unico che può aiutarla. Per raggiungere il Mago deve seguire la strada di mattoni gialli, che conduce proprio nella città di Smeraldo, dove risiede il mago. Inizia così il viaggio di Dorothy, durante il quale incontrerà 3 nuovi amici (uno spaventapasseri, un leone codardo e un uomo di latta) assieme ai quali vivrà anche numerose avventure prima di poter tornare a casa.
 
Sopra: Ogni capitolo è preceduto da un'illustrazione, di cui qui sopra potete vedere quella del capitolo "Il lancio del pallone". In questa immagine sono presenti solo sfumature di verde perché è uno dei capitoli ambientati nella Città di Smeraldo.
 
Le illustrazioni di MinaLima che accompagnano l'intera storia posseggono dei tratti semplici e moderni, dallo stile semplice ma elegante, con figure dai contorni netti e ben definiti, seppur ricche di dettagli.
I colori sono stesi all'interno del bordi delle figure in un modo netto e deciso, senza sfumature, con delle tinte dalle tonalità decise e intense. 
Interessante notare come le illustrazioni che riguardano le parti ambientate nel mondo reale hanno colori scuri e tristi, con una predominanza di bianchi, neri e grigi/marroni. 
Quando però la bambina giunge nel Mondo di Oz i colori diventano subito molto accesi e brillanti, oltre che molto più variegati, conferendo così alle immagini un aspetto piuttosto vivace e allegro.
Tra i colori maggiormente utilizzati per le illustrazioni, oltre a il nero e al bianco (che colora anche la pelle delle persone), troviamo il blu, il giallo, il verde, il rosso, l'arancione. In un'immagine, inoltre, tendono a predominare soprattutto un paio di colori, ad eccezione delle illustrazioni ambientate nella Città di Smeraldo, in cui è stato utilizzato solo il verde (in varie sfumature), per cui l'opera risulta estremamente colorata e accattivante.
 
 
 


Sopra: In alto un'illustrazione di quando Dorothy si trova ancora nel Cansas, da notare i colori grigi e le tinte cupe, che cambiano radicalmente invece nelle illustrazioni dedicate al Mondo di Oz, che hanno tinte molto brillanti, vivaci e accese. Da notare come predominino colori quali il verde, il blu, il rosso e l'arancione.
 
Come è tipico dei titoli illustrati da MinaLima anche quest'opera, oltre a contenere diverse illustrazioni, presenta numerosi elementi interattivi, capaci sicuramente di catturare l'interesse e la curiosità del lettore, senza però distrarlo in maniera eccessiva dalla storia. Anzi, tali elementi si fondono molto bene con i testi, aiutando il lettore a immedesimarsi nella storia. In questo volume mi sembra che gli artisti si siano sbizzarriti, adottando anche diverse soluzioni innovative (come, ad esempio, la presenza degli occhiali della Città di Smeraldo, il pop up della strada di mattoni gialli, un uomo di latta verde fatto con una carta metallizzata...), facendo forse risultare gli elementi interattivi, davvero spettacolari, forse un po' più invadenti del solito (tale percezione però può essere molto soggettiva).
In questo volume sono presenti elementi quali: alette che si possono aprire e sollevare, mappe da aprire, linguette che si possono tirare per svelare qualche dettaglio nascosto, figure che si possono spostare, pagine intagliate col laser, pop-up ...
 

 
 
Sopra: Alcuni degli elementi interattivi presenti nell'edizione come la mappa (che si apre) del Regno di Oz, la cassaforte (che si può aprire) al cui interno troviamo gli occhiali della Città di Smeraldo, un pop-up della strada di mattoni gialli.
 
"Il meraviglioso Mago di Oz" di L. Frank Baum e illustrato da MinaLima è un'opera molto pregiata e raffinata, sia sotto il profilo testuale che sotto quello grafico. 
I testi riprendono infatti fedelmente quelli integrali scritti da Baum, senza subire rivisitazioni, riadattamenti, modifiche o tagli. 
La storia scritta da Baum è molto piacevole da leggere e scorre velocemente grazie ai pittoreschi personaggi incontrati da Dorothy e alle varie sfide e avventure da loro vissute. 
Le illustrazioni e animazioni della MinaLima invece sono, come sempre, meravigliose, splendide e eleganti ed aiutano il lettore a immergersi nella storia (anche se magari qualche lettore potrà trovarle un po' "invasive", ma d'altronde questi elementi costituiscono la caratteristica che contraddistingue queste edizioni), rendendo sicuramente unica la sua esperienza di lettura.
Ne risulta quindi un'edizione pregiata, da collezione sicuramente, ma che volendo si presta comunque tranquillamente anche alla lettura, anche se prestando un po' più di attenzione alle pagine.
 
L'opera è stata pubblicata originariamente nel 2021 col titolo "The wonderful Wizard of Oz" dalla HarperCollins Publisher ed è stata edita in italiano nel 2020 da L'Ippocampo Edizioni. Il volume è dotato di una copertina rigida, ha 256 pagine, misura 24 cm d'altezza e 16,5 cm di lunghezza e costa 29,90 euro.

P.S. Della medesima collana di classici, sempre con le illustrazioni della MinaLima, sono stati editi in inglese anche i seguenti titoli :
  • "Peter Pan" di James Matthew Barrie (luglio 2015)
  • "The jungle book" di Rudyard Kipling (aprile 2016)
  • "The Beauty and the Beast" di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (marzo 2017)
  • "The Little Mermaid and others fairy tales" di Hans Christian Andersen (marzo 2018) 
  • "The secret garden" di Frances Hogdson Burnett (settembre 2018)
  • "Alice's adventures in Wonderland & through the looking-glass " di Lewis Carrol  (ottobre 2019)
  • "The adventures of Pinocchio" di Carlo Collodi (aprile 2020) 
  • "Harry Potter and the Philosopher's stone" di J. K. Rowling (ottobre 2020) 
  • "The wonderful Wizard of Oz" di L.Frank Baum (settembre 2021)
  • "Harry Potter and the Chamber of secrets" di J. K. Rowling (ottobre 2021) 
  • "Snowhite and other Grimm's fairy tales" di Jacob e Wilhelm Grimm  (ottobre 2022)
In italiano, della MinaLima, sono stati pubblicati i seguenti titoli:

   

     
 
 
Sopra: Le copertine dei classici illustrati da MinaLima.

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