lunedì 9 agosto 2021

Fiabe d'altro genere: storie di patrigni malvagi, lupe cattive e belli addormentati di Karrie Fransman e Jonathan Plackett

"Fiabe d'altro genere: storie di patrigni malvagi, lupe cattive e belli addormentati" di Karrie Fransman e Jonathan Plackett è un libro illustrato che ripropone le fiabe classiche con una piccola modifica: viene cambiato il genere di ogni personaggio all'interno della storia.

Sopra: La copertina, dall'aspetto curato e raffinato, presenta un'illustrazione (in cui predominano colori freddi quali il verde e l'azzurro, assieme a uno di caldo, il rosso) tratta dalla fiaba di "Il bel Raperonzolo".

Come ho detto all'inizio questa è una raccolta di fiabe che però inverte i generi di tutti i personaggi, ma come è nata all'autore, Jonathan Plackett, questa idea?. Come viene spiegato nella nota degli autori, l'idea di questo libro è inizialmente stata piantata quando Jonathan era ancora bambino e suo padre gli leggeva le favole della buonanotte invertendo i generi dei personaggi dei libri, in modo da offrire ai figli "personaggi stimolanti e originali". Tret'anni dopo Jonathan è diventato "un creativo esperto di tecnologia", sposato e con una figlia. L'idea di creare un libro in cui i generi di tutti i personaggi si invertissero è nata dal desiderio che la figlia "cresca in un mondo in cui le bambine possano essere forti e i bambini possano esprimere la loro vulnerabilità senza rabbia".
A quel punto l'autore ha fatto una cosa molto interessante: ha creato "un algoritmo per computer che scambiasse tutti i termini riferiti a uno o all'altro genere", trasformando quindi i "lui" i "lei", i "figli" i "figlie" e così via. Le storie, quindi, non sono state modificate a mano, da una persona che si è messa lì a leggerle e a cambiarle, ma sono state riscritte da un computer, grazie all'uso di un programma specifico.
Dopo la creazione dell'algoritmo bisognava scegliere a quali testi applicarlo e, assieme alla moglie Karrie Fransman, i due autori hanno deciso di scegliere i "Libri delle fate" di Andrew Lang, pubblicati fra il 1889 e il 1913. Una serie di libri che riuniva le più belle fiabe di tutto il mondo, comprese quelle dei Grimm, di Perrault, di Andersen e della Villeneuve.
Come spiegato dagli autori: "Le fiabe sono i libri ideali per il rovesciamento dei generi. Sono le prime storie che incontriamo da bambini e formano gli elementi costitutivi della narrativa. Ci permettono di vivere avventure fantastiche, impersonare ruoli e sconfiggere mostri. Cosa più importante, ci insegnano la differenza tra bene e male e fra codici morali che governano la nostra società [...]. E, d'altronde, questi racconti contengono tutta la magia e le possibilità della polvere di fata".
Gli autori hanno deciso di mantenere "il testo identico in tutte le sue parti, eccezion fatta per gli scambi di genere", anche a costo di mantenere alcune parole un po' antiquate (i testi originali furono scritti tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento).
Nella raccolta sono incluse 12 fiabe, scritte (almeno nella versione originale) da differenti autori (Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, Charles Perrault, Jacob e Wilhelm Grimm, Hans Christian Andersen):
  1. Bello e Bestia
  2. Cenerentolo, o lo scarpino di cristallo
  3. Il principe sul pisello
  4. Giacomina e il fagiolo magico
  5. Gretel e Hansel
  6. Il nel Raperonzolo
  7. Bucaneve
  8. Cappuccetto Rosso
  9. Il bello addormentato nel bosco
  10. Tremotina
  11. La gatta con gli stivali
  12. Mignolino
Confronterò ora un paio di testi di questa versione con quelli delle edizioni originali, così che vi possiate fare un'idea precisa di come sono state modificate le fiabe. Per il confronto ho usato i volumi della Donzelli e dell'Enaudi, poiché non avevo i volumi delle fiabe raccolte da Lang, su cui gli autori hanno invece fatto riferimento. Nei testi, quindi, seppur fedeli, è possibile riscontrare quale piccola differenza nella grammatica, nella sintassi della frase o nella scelta di alcuni termini (come la "torta alla crema" al posto della focaccia).
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Donzelli (2016): "C'era una volta una bambina molto carina, ma così carina che in tutto il villaggio non ce n'erano di uguali. La sua mamma la adorava, e la nonna, che era pazza di lei, le aveva fatto fare una mantella rossa col cappuccio che le stava a meraviglia, tanto che in paese tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma, che aveva fatto delle focacce, disse alla bambina: <<Ho saputo che la nonna è a letto malata, và a trovarla e portale questa focaccia e questo vasetto di burro>>."
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Rizzoli (2021): "C'era una volta, in un certo villaggio, un ragazzino di campagna, la creatura più graziosa che si fosse mai vista. Suo padre gli voleva tanto bene; e suo nonno lo amava anche di più. Questo buon uomo aveva confezionato per lui una mantella rossa con un cappuccio, e al bambino stava tanto bene che tutti lo chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno suo padre, dopo aver preparato delle torte alla crema, gli disse: <<Mio caro, va' a vedere come sta il tuo nonnino, perché ho sentito dire che è molto malato; portagli una torta alla crema, e questo vasetto di burro>>."
 
 2) "Biancaneve" Ed. Einaudi (1951): "Una volta, nel cuore dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi al cielo per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: <<Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno di questa finestra!>> 
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque la regina morì.
Dopo un anno il re prese un'altra moglie: era bella ma superba e prepotente, e non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza."
 
2) "Bucaneve" Ed. Rizzoli (2021): "Tempo fa, nel mezzo dell'inverno, quando i ficchi di neve cadevano come piume sulla terra, un re stava seduto a cucire davanti a una finestra dalla cornice d'ebano nero. E mentre cuciva e guardava il candido paesaggio, si punse il dito con l'ago, e tre gocce di sangue caddero sulla neve fuori, e poiché il rosso spiccava così bene sul bianco, egli pensò: 
<<Oh! cosa non darei per avere un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come l'ebano!>>.
E il suo desiderio fu esaudito, perchè poco dopo gli nacque un figlioletto dalla pelle bianca come la neve, labbra e guance rosse come il sangue, e dai capelli neri come l'ebano. Lo chiamarono Bucaneve, e poco dopo la sua nascita il re morì.
Dopo un anno la regina si risposò. Il suo nuovo marito era un uomo bellissimo, ma così altezzoso e arrogante da non poter tollerare alcun rivale in fatto di bellezza."
 
 
Sopra: L'immagine tratta dalla fiaba di "Bucaneve" mostra il protagonista, mentre viene ritrovato dalle nane, morto a causa della mela.
 
Come ogni buon libro di fiabe (specialmente se ispirato a quelli delle vecchie raccolte per bambini), non potevano mancare le illustrazioni, realizzate da Karrie Fransman, che è un'artista e autrice di fumetti.
Come lei stessa scrive: "Una volta invertito il testo toccava alle illustrazioni. [...] Ho cominciato facendo ricerche sui dipinti classici e le illustrazioni dei libri di fiabe e subito hanno iniziato a emergere degli schemi fissi. [...] Ho copiato questi disegni ma ho invertito completamente i generi per vedere l'effetto. Proseguendo nella ricerca, ho cominciato a disegnare le mie personali versioni, a generi rovesciati, facendo attenzione al nuovo equilibrio delle forze in ogni immagine.".
Per ogni fiaba è presente un'immagine a tutta pagina o anche a doppia pagina, più altre illustrazioni più piccoline inserite in mezzo ai testi.
Sono illustrazioni molto belle, dallo stile particolare e immediatamente riconoscibile. Molto spesso hanno un aspetto bidimensionale, ricco di dettagli, particolari ed elementi decorativi. Sono immagini dall'aspetto prezioso, curato e molto colorato. L'artista afferma di essersi anche documentata sulle origini di ogni fiaba "traendo ispirazione dai tessuti e dal mobilio dei Paesi e delle epoche in cui le storie erano nate, ma usando una tavolozza molto colorata per dare loro un tocco di modernità".
E' interessante vedere come l'artista ha rivisitato l'aspetto dei vari personaggi fiabeschi, rappresentando donne in armatura, giovani in bare di cristallo, orchesse, stregoni cattivi, bestie dai tratti spiccatamente femminili. Soprattutto in quest'ultimo caso il loro aspetto a volte risulta forse anche un po' esagerato (come la lupa che indossa i tacchi, nel bosco), tanto da risultare bizzarre e anche un po' "cringe". Io personalmente sono rimasta molto colpita dall'aspetto della lupa cattiva di Cappuccetto Rosso, che risulta piuttosto inquietante col fatto che fonde elementi animaleschi (volto da lupo e corpo ricoperto di pelo) ed altri spiccatamente umani (capelli, ciglia, rossetto, un vestito e dei tacchi).
 

Sopra: Le illustrazioni hanno un aspetto molto dettagliato e colorato, ricco di particolari e di elementi decorativi. Interessante come l'artista ha interpretato e modificato l'aspetto dei vari personaggi, cambiandone il genere. Qui sopra degli esempi con le fiabe di "Il bello e la bestia" e "Cappuccetto Rosso".
 
Ciò che colpisce maggiormente di queste illustrazione sono i colori, dai toni intesi, brillanti e vivaci. Queste immagini sono infatti delle vere e proprie esplosioni di colore.
Ogni immagine risulta coloratissima e spicca subito sullo sfondo bianco della pagina. L'artista, tuttavia, per ogni disegno ha utilizzato principalmente solo due o tre colori, sebbene poi ne compaiano anche altri, anche se utilizzati meno.
Ad esempio nell'immagine di "Bucaneve" predominano i verdi e i rossi (assieme a qualche azzurro), in quella di "Cenerentolo" il rosso, il viola e il giallo, ne "Il bello addormentato nel bosco" i blu e i rossi, ne "Il principe sul pisello" i rosa/viola e i verdi.
In ogni immagine sono quindi presenti sia colori caldi che freddi, creando una situazione di contrasto, ma solitamente l'artista ne fa prevalere uno in particolare: ad esempio nelle immagini di "Cenerentolo" e "Il principe sul pisello" predominano ad esempio i colori caldi, in "Bucaneve" e ne "Il bello addormentato nel bosco" quelli freddi.
 
 
Sopra: A colpire subito il lettore sono i colori, vivaci e brillanti. In ogni immagine sono presenti sia colori caldi che freddi, creando una situazione di contrasto, ma solitamente l'artista ne fa prevalere uno in particolare: nelle immagini di "Cenerentolo" (a destra) predominano ad esempio i caldi, in "Il bello addormentato nel bosco" (a sinistra) quelli freddi.
 
"Fiabe d'altro genere: storie di patrigni malvagi, lupe cattive e belli addormentati" di Karrie Fransman e Jonathan Plackettè un libro illustrato molto interessante, per vari motivi. Intanto per il fatto che ripropone le fiabe classiche rivisitate attraverso il cambio di genere dei vari personaggi in esse coinvolte. A tale proposito gli autori spiegano che "non stiamo affermando che esistano solo due generi intercambiabili", tuttavia la maggior parte delle culture divide il genere in "maschile" e "femminile" (anche se attualmente sarebbe più corretto parlare di "mascolinità" e "femminilità"). Aggiungendo che: "Invertendo le due principali costruzioni, vogliamo scardinare questo dualismo e chiedere al lettore di interrogarsi sui preconcetti riguardanti il genere nella società".
Tecnicamente questo tipo di rivisitazione potrebbe non sembrare nulla di così particolare, anche perché in effetti ci sono già stati casi di riscritture di fiabe in cui si è invertito il genere dei personaggi (un esempio si trova anche nella raccolta "Fiabe in rosso" con la fiaba di "Biancaneve"), spesso con l'intento di mostrare ai bambini che "le bambine possono fare le stesse cose che fanno i maschi" (più rari invece i casi in cui i bambini possono fare cose tipicamente descritte come femminili). La cosa degna di nota in queste rivisitazioni è che viene modificato il genere di TUTTI i personaggi in esse presenti, non limitandosi solo ai protagonisti.
Mi ha colpito poi scoprire che le fiabe sono state riscritte praticamente da un computer grazie a un programma apposito. Inizialmente ho pensato: perchè? Non sarebbe stato più facile riscriverle di persona?. Jonathan però spiega: "Una delle motivazioni iniziali per creare l'algoritmo era guardare il mondo da una prospettiva diversa dalla mia. E mentre alcuni dei cambiamenti erano prevedibili, altri rivelavano collegamenti impercettibili che non avevo mai notato". Un computer, infatti, non è influenzato da elementi culturali e sociali, semplicemente esso esegue le istruzioni che gli vengono fornite tramite il programma, senza interrogarsi su di esse. Così facendo, ad esempio, non si parla più di "fratelli e sorelle" o di "Hansel e Gretel", ma di "sorelle e fratelli" e di "Gretel e Hansel". Inoltre così ci si scontra con le circostanze biologiche (tra cui il parto in particolare), che alla fine gli autori hanno deciso di far rimanere invariate: abbiamo così uomini che partoriscono figli o figlie. Come? Con la magia (la fiaba è un racconto con elementi magici e meravigliosi, così gli autori si sono detti "tanto vale sfruttarli").
Un altro elemento che rende questo libro un'opera pregiata (non solo come testi, ideologia, ma anche come edizione) sono le illustrazioni, realizzate da Karrie Fransman, che è un'artista e autrice di fumetti. 
Sono illustrazioni molto belle, raffinate, ricche di dettagli, particolari ed elementi decorativi. Sono immagini dall'aspetto prezioso, curato e molto colorato (con colori intensi, vivaci e brillanti).
Questo volume è un libro molto bello che presenta ai lettori alcune fiabe rivisitate, che invertono i generi dei vari personaggi in esse presenti. Un libro che vuole far riflettere sulle differenze di genere e prende le fiabe come esempio. Come scrivono gli autori: "Il nostro obiettivo è nientemeno che fare luce e smontare gli stereotipi di genere di cui sono intessute le storie che ci vengono raccontate fin dall'infanzia".
Riguardo alle fiabe e agli stereotipi bisognerebbe aprire una parentesi, in quanto, secondo diversi studi i personaggi delle fiabe sono rappresentati in maniera molto semplice (stereotipata) per mostrare al bambino la complessità del mondo proponendo un linguaggio adatto a lui. Secondo Max Luthi i personaggi delle fiabe sono privi di spessore corporeo e di profondità psichica, secondo Solinas Donghi essi sono "poco fisionomisti" (cioè non si riconoscerebbero senza l'aiuto di oggetti particolari) e secondo Valentina Pisanty essi mancano di una caratterizzazione, concetto ribadito anche d Bettelheim, che afferma come i personaggi fiabeschi non sono ambivalenti (un personaggio non può avere più di una caratteristica). Le fiabe infatti scindono la complessità del mondo reale mostrando al bambino personaggi monodimensionali: buoni o cattivi. Personaggi differenti all'interno di una stessa fiaba rappresenterebbero quindi tutti il lettore (e vari aspetti della sua interiorità): principi e principesse rappresenterebbero il suo lato maschile e femminile, i buoni e i cattivi le sue parti buone o negative, la fanciulla e la bestia la sua parte umana e quella animale (schiava degli istinti primordiali).
Detto ciò il libro è comunque interessante e sicuramente in grado di offrire dei buoni spunti di riflessione. Per proporlo a dei bambini io glielo presenterei semplicemente come una delle (numerose) rivisitazione fiabesche e lascerei che fossero i lettori a trarre le loro conclusioni e riflessioni in merito. Non glielo proporrei subito esplicitamente come libro "per combattere gli stereotipi di genere", con il rischio di appiattire la bellezza di queste fiabe e di renderle un mero testo creato in funzione di qualcos'altro, e non per il semplice piacere dell'ascolto (o della lettura). 
D'altronde non era intenzione degli autori mettere le fiabe al rogo, ma semplicemente proporre una differente prospettiva su di esse, non a caso un altro sottotitolo del titolo cita: "Cambia il punto di vista per cambiare la storia". Ho apprezzato inoltre che abbiano deciso di mantenere i testi originali andando a cambiare solo il genere dei personaggi (e talvolta di alcuni oggetti), evitando di addentrarsi in riscritture che non avrebbero reso il senso dei testi (un po' come era capitato con la riscrittura di alcune fiabe della raccolta "Fiabe in rosso").
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato originariamente nel 2020 col titolo "Gender swapped Fairy Tales" dalla Faber & Faber Limited ed è stato edito in italiano dalla Rizzoli nel 2021. L'opera ha una copertina rigida, ha 204 pagine e misura 23,8 cm d'altezza e 19,5 cm di lunghezza e costa 20 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 5 agosto 2021

Dinosaurologia: alla scoperta di un mondo perduto di Raleigh Rimes

"Dinosaurologia. Alla scoperta di un mondo perduto", è il dodicesimo volume della collana delle "Ology series", pubblicata originariamente in inglese dalla Templar Publishing. La collana viene così denominata poiché il titolo di ciascuna opera, almeno nell'edizione inglese, finisce col suffisso "-ology".
Ognuno di questi volumi infatti viene presentato come una sorta di perduto diario/manuale/enciclopedia, scritto da un personaggio ormai morto o comunque scomparso (o entrambi i casi), e poi ritrovato dopo anni e di cui l'editore ne ha ricevuto una copia per farlo pubblicare.
In passato avevo pubblicato degli speciali in cui avevo parlato in generale di tutti i volumi principali della serie, ho però deciso di dedicare ad alcuni di questi libri dei post specifici, poiché queste opere meritano di essere conosciute in modo più approfondito.
In passato (quasi un anno fa) avevo quindi iniziato a presentarvi i libri di questa serie singolarmente, tuttavia me ne mancavano ancora alcuni da recensire, e questo era uno di quelli.

Sopra: La copertina del dodicesimo volume: "Dinosaurologia", pubblicato in Italia nel 2014.

Come è tipico per i volumi di questa collana, anche questo presenta un finto autore (quello vero si chiama Dougald A. Steer). Si tratta, in questo caso, di Raleigh Rimes, assistente del Colonnello P.H. Fawcette, entrambi membri di una spedizione a Ynnapalu.
Questo scritto, ambientato nel 1907, riporta le vicende accadute durante una spedizione a Ynnapalu, l'isola "perduta", terra abitata ancora dai dinosauri. Durante questa spedizione i membri del gruppo (il colonnello Fawcett, Jack, il figlio di quest'ultimo, gli scienziati Yang Wu e Summersby, l'illustratrice Helen, l'indigeno Mirko che parla la lingua del luogo e  Roxton, il cane) avranno vari incontri con molti tipi di rettili preistorici, l'ultimo dei quali con un Pterosauro, ritenuto dagli indigeni del luogo l'incarnazione del dio del vulcano. Dopo tale incontro il vulcano comincerà a tremare e a sembrare in procinto di eruttare.
Anche questa volta è presente la solita nota dell'editore, anzi in realtà ve ne sono due, una iniziale ed una finale. Quella iniziale spiega che, nonostante le prove dell'esistenza di Percy Harrison Fawcett, l'editore non è in grado di dimostrare che l'autore, Releight Rimes, e gli altri membri della spedizione siano realmente esistiti, e quindi non può garantire la veridicità degli eventi riportati: "Questo diario è ugale a quello inviato all'editore dall'Associazione Britannica degli Intrepidi Esploratori nel 2012, in seguito a un riordino di routine negli archivi. Sebbene esistano prove dell'esistenza di Percy Harrison Fawcett, l'editore non è in grado di dimostrare che Raleigh Rimes e gli altri membri della spedizione siano realmente esistiti e pertanto non può garantire la veridicità degli eventi riportati nel presente scritto. Questo volume affronta aspetti della paleontologia sconosciuti nel 1907: è possibile, ma altamente improbabile, che fossero il risultato di osservazioni dirette di dinosauri viventi".
La nota finale invece riporta: "L'Associazione Britannica degli Intrepidi Esploratori ci ha informato che l'originale del diario è stato definitivamente archiviato dopo che una missione di ricerca del 1931 non ha trovato alcuna traccia dell'isola di Yannapalu. Anche se sappiamo che si è trattato di una mistificazione ben congegnata, abbiamo comunque cercato di riprodurre l'originale il più fedelmente possibile. Ma per ovvie ragioni non possiamo riprodurre anche eventuali minerali in esso contenuti."
All'interno di questo diario troveremo quindi diverse informazioni sui dinosauri: notizie riguardanti i dinosauri (tra cui alcune approfondite dall'editore), come ad esempio le varie specie, alcune caratteristiche fisiche o i modi in cui si difendevano, notizie sul mondo preistorico, nonché anche alcuni riferimenti a studiosi e scopritori di fossili del passato...
All'inizio del libro è inoltre presente una mappa (altro elemento ricorrente di questa serie) dell'Isola di Yannapalu, il luogo in cui si sarebbe svolta la spedizione.
Disseminati un po' in tutte le pagine del volume vi sono anche molti elementi interattivi quali: lettere da poter aprire e leggere, buste, mini libri da poter sfogliare, campioni di tessuto (come ad esempio campioni di pelle di dinosauri), finte pietre ...
Alla fine del volume, prima della quarta di copertina, vi è una specie di sacchettino di carta che, una volta aperto, rivela alcune pietre di plastica, che dovrebbero essere dei diamanti trovati sull'isola.

Sopra: La mappa  dell'Isola di Yannapalu, il luogo in cui si sarebbe svolta la spedizione.
 
Questo volume è accompagnato da varie illustrazioni, che dovrebbero essere realizzate dallo stesso autore del diario, Raleigh Rimes, mentre, in realtà, questi disegni sono realizzati da più artisti: David Wyatt, Gary Blythe, Douglas Carrel, Nicki Palin.
Le illustrazioni presenti all'interno del libro sono belle, dall'aspetto molto realistico e curato, nonché molto utili, in quanto hanno lo scopo di aiutare il lettore a comprendere meglio ciò che viene spiegato nella parte scritta. Ad esempio le immagini sono essenziali per mostrare al lettore l'aspetto delle varie specie di dinosauri, oppure per mostrare le vicende narrate.
Le illustrazioni sono quasi tutte a colori, e quelle in bianco e nero sono veramente poche. Le immagini a colori presentano delle tinte sempre piuttosto delicate (probabilmente perché realizzate con gli acquerelli), quindi poco accese e intense. Le illustrazioni poi tendono ad avere un aspetto un po' monocromatico, in quanto vi predominano molto i marroni e i verdi, e forse è per questo che tendono a non spiccare troppo.
 


Sopra: Le illustrazioni presenti all'interno del libro sono belle e curate, nonché molto utili, ad esempio per mostrare al lettore l'aspetto dei vari dinosauri o quanto narrato nei testi.
 
"Dinosaurologia. Alla scoperta di un mondo perduto" di Raleigh Rimes è un libro interessante, visivamente molto gradevole, coinvolgente da leggere, oltre che molto innovativo, grazie anche alla presenza di molteplici elementi interattivi (lettere, buste, oggetti e campioni, come ad esempio i frammenti di tessuti ecc...), tipici dei libri di questa collana, che coinvolgono ancora di più il lettore nella lettura, aiutandolo ad immergersi in un mondo fantastico e meraviglioso.
Devo dire che, tra tutti i volumi della serie, questo è quello che mi ha appassionato di meno, anche se, nonostante la storia non sia nuova (da segnalare, tra l'altro, alla fine del diario una lettera di Conan Doyle riguardo alla sua opera "Il mondo perduto"), le vicende risultano comunque piuttosto avvincenti. Il problema risiede più che altro nel fatto che i testi si concentrano più sulle vicende degli esploratori della spedizione, le quali portano via parecchio spazio a quello che sarebbe l' argomento principale: i dinosauri. Pur presentando varie notizie e informazioni su questi rettili vi sono sicuramente molti altri libri (sempre per bambini) ben più forniti ed esaustivi a riguardo. Ad esempio in molti volumi per bambini sui dinosauri solitamente ad ogni specie vengono tranquillamente dedicate almeno un paio di pagine, mentre qui, quando si descrive un dinosauro, vi sono dei mini riquadri grandi un terzo di pagina.
Tale volume comunque non punta a presentare al lettore il maggior numero di specie di dinosauri possibili (pur presentandone alcune), ma preferisce fornire delle informazioni un po' più generali come chi ne ha ritrovato i resti, gli strumenti di difesa utilizzati da questi rettili, i modi in cui si mimetizzavano, le loro zanne e artigli, i becchi e le creste, alcune creature acquatiche e volanti...
Il libro è inoltre corredato da molti foglietti e libricini (a lettura potrà risultare più lunga del previsto, nonostante il limitato numero di pagine, infatti tale libro è consigliato a partire dagli 8 anni, proprio per la complessità e ricchezza dei testi), tuttavia, una cosa che mi è dispiaciuta, è che ho trovato pochi "campioni" al suo interno, solamente un paio all'inizio, mentre avrebbero potuto inserirne molti di più, visto il tema trattato. 
Comunque l'edizione è sempre pregevole, con delle illustrazioni belle e curate (anche se le ho trovate meno intriganti rispetto a quelle di altri libri divulgativi sui dinosauri, probabilmente per la scelta dei colori, che le rendono un po' monocromatiche), che permettono al lettore di comprendere bene i testi e gli argomenti in essi trattati, oltre a rendere il volume molto piacevole da guardare e sfogliare.
Quest'opera è interessante più per la storia che funge da cornice alle varie informazioni. Pur contenendo un buon numero di informazioni riguardo ai dinosauri, si vede che lo spazio non era abbastanza per contenerne troppe, per cui il volume non può essere considerato molto esaustivo rispetto all'argomento trattato, nonostante faccia comunque un lavoro discreto a riguardo (fornendo soprattutto informazioni di carattere generale o curiosità). Diciamo che, almeno, rispetto ai soliti libri divulgativi sui dinosauri (che sono molti nel panorama dell'editoria per l'infanzia), questo si differenzia un po', presentando una storia di sfondo che fa da cornice a queste informazioni.
 
L'opera è stata edita originariamente nel 2013 dalla Templar Publishing col titolo "Dinosaurology. Search for a lost world", ed è poi stato pubblicato in italiano sempre nel 2013 dalla Rizzoli. Ha 26 pagine, misura 31 cm d'altezza e 26 cm di lunghezza e costa 27 euro
 
 
Per chi fosse curioso ecco l'elenco degli altri volumi della collana delle Ologie:
  1. "Dragologia: il libro completo dei draghi" del Dott. Ernest Drake (2004)
  2. "Egittologia: alla ricerca della tomba di Osiride" di Emily Sands (2005)
  3. "Magia. Il libro dei segreti di Merlino" di Mago Merlino (2006)
  4. "Piratologia: guida per il cacciatore di pirati" di William Lubber (2007)
  5. "Mitologia. Dei, mostri ed eroi dell'antica Grecia" di Lady Estia Evans (2008)
  6. "Mostrologia. Enciclopedia delle creature fantastiche" del Dott. Ernest Drake (2009)
  7. "Oceanologia: la vera storia del viaggio del Nautilus" di Zoticus de Lesseps (2010)
  8. "Vampirologia: la vera storia degli angeli caduti" di Archibald Brooks (2010)
  9. "Alienologia. Non siamo soli" di Allen Gray (2011)
  10. "Illusionologia: la scienza segreta dei maghi" di Albert D. Schafer (2012)
  11. "Dinosaurologia. Alla scoperta di un mondo perduto" di Releight Rimes (2013)
  12. "Dungeonology: An epic adventure through the forgotten realms" di Volothamp Geddarm (2016)
  13. "Spyologia. Il grande libro dello spionaggio" di Spencer Blake (2017)
  14. "Cavalieri. I più grandi eroi della storia" di Lancillotto Marshal (2018)
  15. "Fantasmologia. Il libro segreto di spettri, fantasmi e altre apparizioni" di Lucinda Curtle (2020)
 
Sopra: Le copertine di alcune volumi della collana delle Ologie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 2 agosto 2021

La divina avventura: il fantastico viaggio di Dante di Enrico Cerni, Francesca Gambino e Maria Distefano

Come vi avevo già spiegato anche in precedenza (ad esempio, quando vi ho parlato di "L'Inferno di Dante" illustrato da Paolo Barbieri), quest'anno sono esplose le pubblicazioni su Dante e la Divina Commedia, in occasione della commemorazione per il settecentesimo anniversario della morte del poeta, avvenuta il 14 settembre 1321 e con l'istituzione (a gennaio del 2020) del Dantedì (una giornata nazionale dedicata a Dante che si celebra il 25 marzo).
Anche l'opera di cui vi parlerò adesso è una rivisitazione per bambini della Divina Commedia di Dante, ma questa è ormai in commercio da diversi anni, sto parlando di: "La divina avventura: il fantastico viaggio di Dante" di Enrico cerni, Francesca Gambino e illustrata da Maria Distefano.
 
Sopra: La copertina in cui predomina il blu, che risalta il rosso del vestito di Dante e le scritte gialle del titolo. Esiste anche una versione natalizia con lo sfondo rosso e in cui Dante indossa un cappello da Babbo Natale.

Il libro, come ho spiegato nell'introduzione, è una rivisitazione e riduzione della "Divina Commedia" di Dante, riscritta in modo che quest'opera, pietra miliare della letteratura italiana, possa essere approcciata e introdotta anche ai bambini. 
I testi ripercorrono quindi le principali tappe del viaggio di Dante, seguendo il racconto della Commedia attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, facendo fare al lettore la conoscenza di luoghi e personaggi curiosi, fantastici, bizzarri. 
Una cosa degna di nota e che ha reso questo libro particolarmente apprezzato (lo vedo infatti proporre spesso quando qualche genitore richiede una Divina Commedia adatta ai bambini) è che i testi in esso presenti sono tutti delle rime. Questo volume è infatti composto da 400 quartine di ottonari a rime alternate (ABAB) per catturare l'attenzione dei giovani lettori, con il ritmo delle filastrocche e l'incanto della poesia.
Vi riporto un esempio, partendo dall'inizio del racconto:
 
"Qui comincia l'avventura
di un poeta del passato,
che leggeva con gran cura
tanti libri, a perdifiato.
 
Il suo nome? Era Dante!
Il cognome: Alighieri.
Storie e rime inventò, tante,
gran miniera di misteri.
 
Un bel dì si ritrovò
nella selva tetra e scura,
dove stette per un po'
col cuor gonfio di paura.
 
Come lì finito fosse
lui di certo non sa dire.
Fatto sta che il passo mosse:
già pensava a come uscire. 

Ma d'incanto all'improvviso,
ecco apparvero tre fiere:
una lonza (per inciso,
è un gattone a macchie nere),

una lupa e un leone, 
magre, ossute, affamate.
Capì Dante la lezione...
corse a gambe ben levate."

Vi riporto ora, invece, i versi originali scritti da Dante:

"Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai in una selva oscura,
che la diritta via era smarrita.
Ah quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinnova la paura!  [...]
Io non so ben ridir com'io v'entrai:
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'io fui al piè d'un colle giunto,
la dove terminava quella valle
che m'aveva di paura il cor compunto,
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi pianeta
che mena dritto altrui per ogni calle.
Allor fu la paura un poco queta [...]
Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che'l piè fermo sempre era 'l più basso.
ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel maculato era coverta;
e non mi si partìa dinanzi al volto,
anzi impediva tanto il mio cammino,
ch'io fui per ritornar più volte volto. [...]
ma non si che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone:
questo parea che contra me venesse
con test'alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne temesse;
e d'una lupa, che di tutte le brame
sembiava carca ne la sua magrezza"

Sopra: La scena, realizzata da Maria Distefano, che rappresenta l'incontro di Dante con le tre fiere.

Oltre ad essere cambiato il tipo di rima (alternato anzichè incatenato) e i versi (quartine anziché terzine), per permettere una maggiore musicalità e immediatezza, si nota subito che, mentre Dante narra le vicende in prima persone, nella versione rivisitata esse sono narrate in terza, attraverso un narratore esterno.
Sono stati poi ovviamente tagliati alcuni particolari e riflessioni del poeta, in quanto era necessario riassumere i testi, anche perché alcune riflessioni, metafore e parafrasi sarebbero state un po' complicate da spiegare o da rendere.
Pur nella loro semplificazione i versi risultano comunque fedeli al testo originario e molto coinvolgenti da ascoltare, inoltre il linguaggio non è stato eccessivamente semplificato e compaiono anche alcuni termini ricercati, oltre ad alcune figure retoriche. Vi riporto ad esempio i versi dell'incontro con Caronte:
"Superato il gran portone / ad un fiume vanno i due:
puzza, melma -che impressione!- / acque nere son le sue.
E per là con gran timore / deve Dante transitare
e nel mondo del dolore / il suo animo purgare.
Una folla di dannati / cerca invano un guado o un ponte,
sono proprio disperati / sulle rive d'Acheronte.
E' Caronte che traghetta / sguardo torvo, agli occhi fuoco
quella gente che s'aspetta / male tanto, bene poco.
Pugni, spinte, gran ceffoni / mena sempre a questo e a quello
il vegliardo a cavalcioni / del timone del vascello.
"Guai a voi, o malfattori" / e col remo li inseguiva,
da qui iniziano i dolori, / vi trasporto all'altra riva". "

Ecco invece i versi tratti dalla Divina Commedia (salterò la parte del dialogo tra Caronte, Dante e Virgilio, che nel testo rivistato non è riportata):
"Ed ecco verso di noi venir per nave / un vecchio, bianco per antico pelo
gridando:<<Guai a voi, anime prave! / Non isperate mai veder lo cielo:
i' vengo per menarvi a l'altra riva / ne le tenebre eterne, in valdoe 'n gelo [...]
Caron dimonio, con occhi di bragia / loro accennando, tutti li raccoglie;
batte col remo qualunque s'adagia. Come d'autunnosi levan le foglie ..."

Sopra: L'immagine che ritrae il Caronte realizzato dal Maria Distefano.

Le illustrazioni realizzate da Maria Distefano sono molto graziose e dall'aspetto etereo e delicato, sono molto carine anche se non eccezionali. Sembrano essere disegni realizzati a mano con matite e acquerelli, immagini molto colorate, dai toni accesi e brillanti. 
Interessante il fatto che l'artista abbia dipinto le anime delle persone (che si trovano al'Inferno, in Purgatorio o in Paradiso) di viola, probabilmente per far cogliere al lettore la loro natura non più umana (Dante, invece, è rappresentato con colori normali, poiché egli non è ancora morto).
Sono immagini comunque funzionali, che servono a rappresentare le varie scene descritte nei testi, per cui sono molto utili al lettore per capire cosa sta succedendo, fungono quindi da supporto ai testi. Aiutano inoltre il lettore a visualizzare gli ambienti, le creature, le anime e le varie pene citate nei versi.

Sopra: Le illustrazioni realizzate da Maria Distefano sono molto graziose e dall'aspetto etereo e delicato, sono molto carine anche se non eccezionali. Sembrano essere disegni realizzati a mano con matite e acquerelli, immagini molto colorate, dai toni accesi e brillanti.Questa ad esempio rappresenta l'inizio del viaggio di Dante, nella selva oscura (che in realtà tanto oscura non sembra).

Diciamo che alcune illustrazioni risultano riuscite meglio in alcune scene rispetto ad altre, nella maggior parte dei casi queste sono piuttosto carine, in alcune risultano anche piuttosto belle in quanto maggiormente ricche di personaggi o di dettagli, o presentando un'insolita ed interessante prospettiva, risultando particolarmente curate (ad esempio mi è piaciuta la scena in cui Dante incontra Paolo e Francesca). Il modo in cui sono stati rappresentati alcuni mostri o angeli, per esempio, è spesso interessante (oltre che fedele ai testi) e ne risulta un'illustrazione anche visivamente coinvolgente. 
Altre illustrazioni invece a volte risultano invece un po' troppo semplici (ad esempio quella degli iracondi nel Purgatorio, oppure anche la scena dedicata al Conte Ugolino poteva essere resa decisamente più di impatto), a tratti anche un po' banali e ripetitive, risultando carine ma nulla di eccezionale o particolarmente memorabile (pur rappresentando scene della Divina Commedia, quindi scene con mostri e creature demoniache o angeliche, personaggi che soffrono pene infernali, creature divine...).
Forse la cosa è dovuta anche al fatto che l'illustratrice ha dovuto rappresentare veramente un gran numero di scene, una per ogni facciata (arrivando quindi a un centinaio di disegni), mentre, di solito, quando un artista decide di illustrare un libro sceglie solo alcune scene da rappresentare.



Sopra: Le prime due immagini riguardano Paolo e Francesca, e sono belle e graziose, ricche di dettagli. L'immagine più in basso, che rappresenta gli iracondi nel Purgatorio, invece trovo che abbia un aspetto un po' troppo semplice.

"La divina avventura: il fantastico viaggio di Dante" di Enrico Cerni e Francesca Gambino è una rivisitazione della Divina Commedia di Dante molto carina e ben fatta, riscritta completamente in rima. Queste conferiscono grande musicalità e poesia ai testi, i quali sono stati semplificati e riassunti (sono state ad esempio eliminate quasi tutte le perifrasi, le metafore e diverse riflessioni del poeta), ma non risultano per niente scontati o banali, e rimandono comunque fedeli, per quanto possibile, al materiale di partenza.
Nonostante i testi semplificati tale libro lo consiglierei comunque per bambini della primaria, più che altro per il linguaggio e il lessico utilizzati, che conta anche termini abbastanza specifici e non comuni; anche se in realtà la brevità dei versi e la loro musicalità potrebbero catturare l'interesse anche di bambini più piccoli (dai 4 anni), anche se magari questi non comprenderebbero del tutto i testi.
Le illustrazioni di Maria Distefano, che accompagnano i testi, risultano molto utili al lettore per comprendere un po' meglio cosa sta accadendo, inoltre gli permettono di visualizzare l'ambiente descritto, i vari personaggi e creature citate e il tipo di pene inflitte. Ho apprezzato il fatto che l'artista si sia impegnata nel rappresentare ogni cosa (le pene e l'aspetto di demoni, diavoli e angeli) nel modo più fedele possibile a come li descriveva Dante. 
Ogni pagina contiene un disegno, ed ogni pagina contiene 4 strofe composte da 4 versi ciascuna. I disegni sono carini, dall'aspetto delicato, poetico e molto colorato, e in certi casi risultano anche abbastanza bellini, anche se non sono proprio spettacolari, mentre in alcuni casi li ho trovati di poco impatto (nonostante i temi trattati).
Nell'insieme questa riscrittura della Divina Commedia è un'opera ben fatta, con delle immagini carine (anche se non eccezionali) che aiutano la comprensione e supportano i testi. Il volume merita soprattutto per quest'ultimi, per il modo in cui è stata  riscritta, in quanto ho trovato le rime ben fatte, comprensibili per la fascia d'età a cui il volume è rivolto (senza però essere troppo semplificati, ma mantenendo comunque un linguaggio a tratti ricercato), nonché molto orecchiabili e musicali, veramente piacevoli da leggere e da ascoltare.

L'opera è stata pubblicata nel 2014 dalla Coccole books, è dotata di una copertina flessibile, ha 107 pagine, misura 24 cm d'altezza e 21 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
La primissima edizione, in copertina rigida e che misurava 17 cm d'altezza e 23 cm di lunghezza, di questo testo in realtà risale al 2007, ad opera della casa editrice Belvedere Marittimo: Coccole e caccole.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 29 luglio 2021

Illusionologia: la scienza segreta dei maghi di Albert D. Schafer

"Illusionologia. La scienza segreta dei maghi" è l'undicesimo volume della collana delle "Ology series", pubblicata originariamente in inglese dalla Templar Publishing. La collana viene così denominata poiché il titolo di ciascuna opera, almeno nell'edizione inglese, finisce col suffisso "-ology".
Ognuno di questi volumi infatti viene presentato come una sorta di perduto diario/manuale/enciclopedia, scritto da un personaggio ormai morto o comunque scomparso (o entrambi i casi), e poi ritrovato dopo anni e di cui l'editore ne ha ricevuto una copia per farlo pubblicare.
In passato avevo pubblicato degli speciali in cui avevo parlato in generale di tutti i volumi principali della serie, ho però deciso di dedicare ad alcuni di questi libri dei post specifici, poiché queste opere meritano di essere conosciute in modo più approfondito.
Quasi un anno fa avevo quindi iniziato a presentarvi i libri di questa serie singolarmente, tuttavia me ne mancavano ancora alcuni da recensire, e questo era uno di quelli.

Sopra: La copertina di "Illusionologia", penultimo volume della serie, pubblicato in italiano nel 2013.
 
Come è tipico per i volumi di questa collana, anche questo presenta un finto autore (quello vero si chiama Dougald A. Steer), in questo caso si tratta di Albert D. Schafer, un mago che comparve nel 1915 e di cui l'editore non è stato in grado di certificarne l'effettiva esistenza, nonostante molti personaggi presenti nel libro siano figure storiche.
Nella pagina di controguardia l'immancabile nota dell'editore riporta infatti: "Il manoscritto originale di Illusionologia è stato consegnato all'editore da una fonte sconosciuta nel 2012 insieme al diario personale di Albert D. Schafer. La lettera che accompagnava il pacco spiegava che i testi erano stati ritrovati tra gli effetti personali di Schafer dopo la sua misteriosa scomparsa nell'agosto del 1915. Sebbene molti dei personaggi presentati nel libro siano figure storiche, l'editore non è in grado di certificare l'effettiva esistenza di Schafer." La nota contine anche un avviso ai lettori che sconsiglia di eseguire alcuni trucchi di magia (particolarmente complicati e pericolosi) spiegati nel volume.
Albert D. Schefar era un mago e segretario della Gilda degli Illusionisti, che gli  aveva chiesto di scrivere un manuale per i nuovi membri in cui vengono svelati i segreti dei maghi, degli illusionisti e dei prestigiatori di tutte le epoche. Schefer tuttavia non si interessa solo di magia, ma è anche un uomo di scienza, tanto che, durante un pranzo presso l'Associazione Americana per l'Avanzamento delle Scienze fa amicizia con un certo Professor William Cook, un uomo che ha scoperto la "materia luminosa" e che è convinto che, grazie a questa, sia possibile smaterializzare un oggetto per farlo ricomparire da un'altra parte. A quanto pare il Professore riuscirà realmente, secondo quanto dice il protagonista, a realizzare una macchina in grado di fare ciò: lo Smaterializzatore, tanto che anche l'autore comincerà ad aiutarlo per completarlo. Dopo che Professor Cook ha avuto un malessere Schefer dovrà continuare gli esperimenti da solo, l'ultimo dei quali su se stesso...
All'interno del testo troveremo informazioni e citazioni a molti maghi del passato, tra cui Lafayette e Houdinie, ma anche altri meno famosi; inoltre verranno illustrati e svelati, a chi legge, molti trucchi solitamente utilizzati dai maghi, tra cui la scienza della vista, della levitazione, delle carte, della sparizione e la manipolazione del corpo. Sebbene alcuni dei trucchi più spettacolari e difficili, eseguibili solo da professionisti, siano caldamente sconsigliati al lettore inesperto, il manuale ne contiene 30 di semplici che chiunque può dilettarsi ad eseguire, o almeno a provarci. Il manuale affronta poi anche l'argomento dei medium, maghi e illusionisti che però vorrebbero far passare i loro trucchi per vera magia facendosi pagare, ad esempio, per contattare fantasmi.
A differenza degli altri volumi della serie in questo non è presente una mappa (elemento solitamente ricorrente di questa serie).
Disseminati un po' in tutte le pagine del volume vi sono anche molti elementi interattivi quali: lettere da poter aprire e leggere, buste, mini libri da poter sfogliare, alette e fogli da sollevare, carte da gioco con cui poter eseguire dei trucchi di magia, un pop-up che mostra il trucco del fantasma di Pepper....
Alla fine del manuale non è presenta una pietra ma un modello in miniature dello Smaterializzatore, con relative istruzioni, grazie al quale anche il lettore potrà far scomparire piccoli oggetti.

Sopra: In questo volume non è presente una mappa, così questa volta vi ho messo le prime due pagine del libro (da notare in basso a destra, nel cerchio arancione, la nota dell'editore).

Essendo questo volume una sorta di manuale esso è accompagnato da varie illustrazioni, che sarebbero realizzate dallo stesso autore del manuale per arricchire, abbellire e spiegare meglio i testi. In realtà questi disegni sono realizzati da più artisti: Levi Pinfold, David Wyatt e l'incisore Tomislav Tomic.
Le illustrazioni presenti all'interno del libro sono molto belle ed accattivanti, nonché di grande importanza per i testi, in quanto hanno lo scopo di aiutare il lettore a comprendere meglio ciò che viene spiegato nella parte scritta. Ad esempio le immagini sono molto utili per mostrare al lettore l'aspetto dei vari maghi che vengono descritti in questo manuale, oppure per spiegargli meglio come vengono eseguiti alcuni trucchi.
Nell'opera sono presenti illustrazioni sia a colori che in bianco e nero; dall'aspetto realistico e curato.  Comunque tutte le immagini sono belle, ben fatte, ricche di numerosi dettagli e particolari. 
Le immagini a colori hanno delle tinte intense e forti, che attirano l'attenzione del lettore, talvolta esse sono accese e brillanti, mentre altre volte sono più scure. Solitamente in ogni illustrazione sono presenti sia colori brillanti che altri più scuri, così da ottenere un effetto di contrasto che risalta ancora di più l'immagine.
 


Sopra: Nell'opera sono presenti illustrazioni sia a colori che in bianco e nero; dall'aspetto realistico e curato. Le immagini a colori hanno delle tinte intense e forti, che attirano l'attenzione del lettore, talvolta esse sono accese e brillanti, mentre altre sono più scure. Le carte che vedete nell'immagine più in alto sono vere carte, che il lettore può staccare ed utilizzare per dei trucchi di magia.
 
"Illusionologia. La scienza segreta dei maghi" di Albert D. Schafer, è un libro molto bello e coinvolgente da leggere, oltre che molto innovativo, grazie anche alla presenza di molteplici elementi interattivi (lettere, buste, oggetti, campioni, frammenti di tessuti ecc...), tipici dei libri di questa collana, che coinvolgono ancora di più il lettore nella lettura, aiutandolo ad immergersi in un mondo fantastico e meraviglioso.
Ho trovato questo libro uno dei più coinvolgenti della serie in quanto riesce a far appassionare all'argomento anche coloro che di magia non si interessano minimamente, svelando vari trucchi famosi e dando l'opportunità a ciascuno di provare a dilettarsi con qualche piccolo trucco, spiegando anche i motivi per cui funziona. 
Tra tutti i volumi della serie credo che questo sia uno di quelli che conta il maggior numero di elementi interattivi, molti dei quali anche piuttosto innovativi, come ad esempio un pop-up, o delle mini racchette di legno, o lo Smaterializzatore alla fine del libro. In questo caso, poi, tali elementi interattivi oltre che belli e interessanti sono anche utili perché permettono al lettore di praticare veramente dei trucchi di magia, coerentemente quindi con l'intento del volume, che diventa un vero e proprio manuale di trucchi di magia non solo di nome e in teoria, ma anche di fatto.
Anche se questo volume non ha moltissime pagine, lo spazio è così ben sfruttato che il lettore si stupirà di quante informazioni e notizie contiene (anche grazie all'altissima presenza, al suo interno) di vari libricini e fogli da sollevare), tanto che la lettura potrà risultare più lunga del previsto (nonostante il limitato numero di pagine tale libro è consigliato a partire dagli 8 anni, proprio per la complessità e ricchezza dei testi). Il volume si configura così come un manuale molto completo e interessante sulla magia (ricco di informazioni su maghi famosi, sui trucchi più e meno famosi), attraverso il quale il lettore, divertendosi, potrà apprendere davvero molte informazioni e inoltre metterle anche in pratica, in quanto il libro, attraverso l'uso di semplici oggetti di carta, fornisce la possibilità di fare davvero alcuni trucchi di magia (ovviamente semplici, ma comunque carini e d'effetto).
Le illustrazioni giocano anch'esse un ruolo importante per permettere al lettore di apprezzare appieno quest'opera, in quanto esse sono essenziali per comprendere bene i testi, oltre ad essere molto belle e precise, finendo quindi per rendere il volume molto piacevole da guardare e sfogliare.

L'opera è stata edita originariamente nel 2012 dalla Templar Publishing col titolo "Illusionology. The secret science of magic", ed è poi stata pubblicata in italiano nello stesso anno dalla Rizzoli. Il volume ha 28 pagine, misura 31 cm d'altezza e 26 cm di lunghezza e costa 27 euro.


Per chi fosse curioso ecco l'elenco degli altri volumi della collana delle Ologie:
  1. "Dragologia: il libro completo dei draghi" del Dott. Ernest Drake (2004)
  2. "Egittologia: alla ricerca della tomba di Osiride" di Emily Sands (2005)
  3. "Magia. Il libro dei segreti di Merlino" di Mago Merlino (2006)
  4. "Piratologia: guida per il cacciatore di pirati" di William Lubber (2007)
  5. "Mitologia. Dei, mostri ed eroi dell'antica Grecia" di Lady Estia Evans (2008)
  6. "Mostrologia. Enciclopedia delle creature fantastiche" del Dott. Ernest Drake (2009)
  7. "Oceanologia: la vera storia del viaggio del Nautilus" di Zoticus de Lesseps (2010)
  8. "Vampirologia: la vera storia degli angeli caduti" di Archibald Brooks (2010)
  9. "Alienologia. Non siamo soli" di Allen Gray (2011)
  10. "Illusionologia: la scienza segreta dei maghi" di Albert D. Schafer (2012)
  11. "Dinosaurologia. Alla scoperta di un mondo perduto" di Releight Rimes (2013)
  12. "Dungeonology: An epic adventure through the forgotten realms" di Volothamp Geddarm (2016)
  13. "Spyologia. Il grande libro dello spionaggio" di Spencer Blake (2017)
  14. "Cavalieri. I più grandi eroi della storia" di Lancillotto Marshal (2018)
  15. "Fantasmologia. Il libro segreto di spettri, fantasmi e altre apparizioni" di Lucinda Curtle (2020)
 
Sopra: Le copertine di alcuni volumi della collana delle Ologie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 26 luglio 2021

Montagna a cura di Alberto Conforti

"Montagna" a cura di Alberto Conforti è un'opera che apre davanti ai lettori lo scenario grandioso delle più belle vette del mondo. L'ambiente della montagna è raccontato attraverso immagini poetiche o descrittive, citazioni di grandi personaggi della storia, poesie e versi, ma anche informazioni scientifiche (come quelle riguardo agli animali della montagna), storiche (come ad esempio il ritrovamento del cadavere mummificato di Otzie) e mitologiche.

 Sopra: La copertina, su cui predominano i bianchi e gli azzurri, mostra un'imponente montagna innevata.
 
Si tratta di un libro illustrato che vuole mostrare al lettore la maestosità e la bellezza delle montagne, luoghi che da sempre hanno affascinato l'essere umano, che però solo di recente ha deciso di esplorarle. Come viene spiegato nel volume: "Il primo racconto della salita a una montagna è stato fatto da Francesco Petrarca, il grande poeta italiano che nel 1336, in compagnia del fratello Gherardo, salì sulla più alta cima nei dintorni della città di Avignone: il Monte Ventoux [...]. Dopo l'ascesa di Petrarca, per molti anni, secoli addirittura, non vi furono più racconti di significative imprese alpinistiche [...]. Solo alla fine del Settecento inizia il moderno alpinismo, con la prima scalata del Monte Bianco fatta nel 1786 da Paccard e Balmat."
Il volume riunisce informazioni e curiosità di diverso tipo sulle montagne (come l'inizio del moderno alpinismo, il ritrovamento di Otzie sulle montagne, il monolito Uluru in Australia, la scalata del Cervino, come si forma un ghiacciaio, la fauna della montagna, l'eruzione del Vesuvio, il monte Olimpo) a citazioni di personaggi quali Lucio Anneo Seneca, Francesco Petrarca, Antonia Pozzi, Giosuè Carducci, Jean-Jacques Rousseau, Tito Lucrezio Caro, Emily Dickinson, Plinioil vecchio, Johann Wolfgang Goethe ...
Sebbene l'uomo abbia iniziato a conoscere, esplorare e studiare le montagne in tempi relativamente recenti da esse ne è sempre stato affascinato, vedendole spesso come luoghi sacri e misteriosi, o come una metafora della vita stessa.
 

Sopra: Una delle pagine interne che mostra 3 dei quattordici Ottomila (l'Everest, il Manaslu e il K2).
 
A colpire però il lettore sono sicuramente le illustrazioni, realizzate da Elena Fedrigo, Luca Pettarelli, Olga Rosa, Riccardo Renzi e Giulia Rossi. 
Le immagini sono prevalenti rispetto ai testi e sono davvero imponenti e magnifiche (anche grazie al formato del libro, che è molto grande), proprio come i soggetti che stanno rappresendando. Sono illustrazioni incantevoli e poetiche, molto artistiche, talvolta anche molto realistiche, molto dettagliate e affascinanti.
Gli artisti non hanno ritratto però solo montagne e vette, ma anche le piante e gli animali che le abitano, come lupi, cinghiali, cervi, stambecchi, daini, volpi e tassi.
La cosa interessante è che all'inizio dell'opera vi è una sorta di indice che indica i luoghi e i paesaggi delle illustrazioni realistiche (in quanto nel volume ci sono anche disegni e raffigurazioni di luoghi di fantasia). Questo elenco risulta molto utile al lettore per poter identificare le varie montagne che troverà rappresentate all'interno dell'opera e i luoghi da cui provengono (io ad identificare i luoghi sono una frana, figurasi poi se si tratta di montagne).
 
   
 
 
Sopra: Più in alto delle pagine interne sulla fauna montana, in basso a sinistra alcuni fiori alpini, mentre a destra alcune illustrazioni del Monte Cervino.
 
"Montagna" a cura di Alberto Conforti è un'opera di grande formato, che risulta maestosa quanto il soggetto che tratta. Un volume che unisce poesia, letteratura, arte e divulgazione grazie alla presenza di poesie e brani, delle splendide immagini e di diverse informazioni e curiosità geografiche, storiche e scientifiche.
Nonostante le informazioni fornite tale libro non si può certo considerare un saggio sulle montagne, poiché chiaramente l'intento di quest'opera non è quella di istruire il lettore da capo a fondo riguardo a questo argomento. 
Questa rimane un'opera per lo più poetica ed estetica, un bellissimo volume che fa rimanere incantati a sfogliarlo, con delle illustrazioni magnifiche e incantevoli, anche se comunque qualche informazione interessante la fornisce, senza voler essere esaustivo o pedante.
 
Tale albo illustrato è stato pubblicato dalla Rizzoli nel 2015, ha una copertina rigida, ha 44 pagine e misura 38 cm d'altezza e 30 cm di lunghezza e costa 24 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 22 luglio 2021

Alienologia: Non siamo soli del professor Allen Gray

"Alienologia. Non siamo soli" è il decimo volume della collana delle "Ology series", pubblicata originariamente in inglese dalla Templar Publishing. La collana viene così denominata poiché il titolo di ciascuna opera, almeno nell'edizione inglese, finisce col suffisso "-ology".
Ognuno di questi volumi infatti viene presentato come una sorta di perduto diario/manuale/enciclopedia, scritto da un personaggio ormai morto o comunque scomparso (o entrambi i casi), e poi ritrovato dopo anni e di cui l'editore ne ha ricevuto una copia per farlo pubblicare.
In passato avevo pubblicato degli speciali in cui avevo parlato in generale di tutti i volumi principali della serie, ho però deciso di dedicare ad alcuni di questi libri dei post specifici, poiché queste opere meritano di essere conosciute in modo più approfondito.
Quasi un anno fa avevo quindi iniziato a presentarvi i libri di questa serie singolarmente, tuttavia me ne mancavano ancora alcuni da recensire, e questo era uno di quelli.
 
Sopra: La copertina di "Alienologia", decimo volume della serie, con 28 pagine, pubblicato in Italia nel 2011.
 
Come è tipico per i volumi di questa collana, anche questo presenta un finto autore (quello vero si chiama Dougald A. Steer) e in questo caso si tratta il professor Allen Gray. Questo manuale, scritto a quanto pare nel 1969, si apre con una lettera del professore, un esperto alienologo, indirizzata ai cadetti della S.P.A.C.E. (Società di Promozione dei Contatti Alieni con la Terra): un gruppo selezionato di menti aperte e curiose che vogliono ampliare le possibilità di comunicare con le creature extraterrestri. In questo libro, infatti, gli alieni esistono veramente e vivono già tra gli umani; lo stesso professor Grey, direttore della S.P.A.C.E., è a quanto pare in contatto con molti di loro che giungono sulla Terra. Tuttavia, nonostante la maggior parte delle specie extraterrestri siano pacifiche, un organismo intelligente, lo S.L.I.M.E., sta minacciando la pace e la sicurezza dell'universo distruggendo interi pianeti e costringendo i sopravvissuti a fuggire verso altri mondi. Lo S.P.A.C.E. ha quindi redatto questo volume per creare una nuova generazione di alienologi che si unisca a loro nella lotta contro lo S.L.I.M.E.
All'inizio del libro una nota dell'editore spiega che la copia originale di quest'opera è stata trovata in un negozio di libri usati, tuttavia, poco prima che l'opera andasse in stampa, degli uomini in nero si sono presentati all'editore e hanno preso l'originale, non ancora restituito. Tale nota riporta: "La copia originale di Alienologia è stata ritrovata per caso in un negozio di libri usati, sotto una pila di riviste di ufologia degli anni Sessanta. Considerato il possibile valore della scoperta, l'editore ha riprodotto la seguente copia dell'originale. Tuttavia, poco prima che l'opera andasse in stampa, tre uomini vestiti di nero si sono presentati all'editore e hanno "preso in prestito" l'originale, che a tutt'oggi non è stato restituito. Quanto ai contenuti del volume l'editore non ha potuto verificare nè l'attendibilità delle informazioni -in assenza di prove inconfutabili dell'esistenza degli alieni- nè l'autenticità dei campioni di vita extraterrestre".
All'interno del volume troveremo varie informazioni: sullo spazio, sulle stelle e i pianeti, sulle varie specie aliene (quindi la loro biologia e fisiologia), tra cui quelli umanoidi e quelli tecnologici, sugli insediamenti alieni, sulla loro tecnologia, sul loro modo di comunicare, su come identificare gli alieni sulla Terra, nonché una breve storia dell'alienologia.
All'inizio del libro è inoltre presente una mappa (altro elemento ricorrente di questa serie) che mostra il nostro sistema solare e lo spazio attorno ad esso, indicando i nostri "vicini alieni".
Disseminati un po' in tutte le pagine del volume vi sono anche molti elementi interattivi quali: lettere da poter aprire e leggere, buste, mini libri da poter sfogliare, alette da sollevare, campioni di pelle di alieni, uno slime viola alla fine del libro. Alla fine, prima della quarta di copertina, è infatti presente un pannello di carta da sollevare al cui interno troveremo un pezzo di silicone appiccicoso viola scuro, lo S.L.I.M.E., che può essere neutralizzato, a detta del testo, solo dagli esseri umani più intelligenti. I questo modo si vuole mettere i cadetti alla prova in quanto interagire con questo essere senza provocarne la diffusione è segno di "grande intelligenza e immenso valore per la comunità intergalattica", per ciò chi supererà la prova potrà unirsi alla S.P.A.C.E. per salvare la galassia.
 
Sopra: La mappa che mostra il nostro sistema solare e lo spazio attorno ad esso.

Essendo questo volume una sorta di manuale esso è accompagnato da varie illustrazioni che ne arricchiscono i testi, realizzate dallo stesso Allen Gray. In realtà questi disegni sono realizzati da più artisti: Gary Blythe, Douglas Carrel, Johnny Duddle, Fred Gambino ed  Helen War, con il contributo di Jonathan Lambert.
Le illustrazioni presenti all'interno del libro sono molto belle ed accattivanti, nonché di fondamentale importanza per i testi, in quanto hanno lo scopo di aiutare il lettore a comprendere meglio ciò che viene spiegato nella parte scritta. Ad esempio le immagini sono molto utili per mostrare al lettore l'aspetto dei vari alieni, la loro fisiologia, nonché le loro tecnologia e i luoghi dove abitano.
 

Sopra: Questi disegni sono realizzati da più artisti e sono belli, ben fatti, ricchi di numerosi dettagli e particolari. Inoltre sono molto utili per mostrare al lettore l'aspetto dei vari alieni 8come quello dell'immagine in basso).
 
La maggior parte delle immagini sono a colori, tuttavia ve ne sono anche alcune in bianco e nero, le quali sono anche quelle dall'aspetto più realistico. Tutte le immagini sono belle, ben fatte, ricche di numerosi dettagli e particolari. E' molto interessante vedere come gli artisti hanno ritratto le varie specie aliene, arricchendole di numerosi dettagli. Le illustrazioni a colori presentano spesso delle tinte accesi e brillanti, forti e intense, che catturano subito l'attenzione dei lettori. 
 

 Sopra: La maggior parte delle immagini sono a colori, tuttavia ve ne sono anche alcune in bianco e nero. Da notare inoltre la presenza di vari elementi interattivi in queste pagine (come il campione di pelle d'alieno delle pagine in alto).

 "Alienologia. Non siamo soli" del professor Allen Gray è un libro molto bello e coinvolgente da leggere, oltre che molto innovativo, grazie anche alla presenza di molteplici elementi interattivi (lettere, buste, oggetti e campioni, come ad esempio frammenti di tessuti di pelle aliena ecc...), tipici dei libri di questa collana, che coinvolgono ancora di più il lettore nella lettura, aiutandolo ad immergersi nella lettura e a farsi trasportare in un altro mondo.
Il volume è molto bello e ricco di numerose informazioni sugli alieni, alcune delle quali riprendono i vecchi film di fantascienza degli anni Sessanta. Ho apprezzato inoltre l'ironia che veleggia tra le pagine del libro, ad esempio quando l'autore afferma, riguardo al teschio di cristallo Maya, che esso in realtà sia un oggetto dimenticato da un alieno durante una visita didattica.
Anche se questo volume non ha moltissime pagine, lo spazio in esse è così ben sfruttato che il lettore si stupirà di quante informazioni e notizie contengono, tanto che la lettura potrà risultare più lunga del previsto (nonostante il limitato numero di pagine tale libro è consigliato a partire dagli 8 anni, proprio per la complessità e ricchezza dei testi). Il volume si configura così come un vero e proprio manuale sugli alieni, molto fantasioso, interessante, coinvolgente ed accattivante.
Le illustrazioni giocano anch'esse un ruolo importante per permettere al lettore di apprezzare appieno quest'opera, in quanto esse sono essenziali per comprendere bene i testi (in quanto ci mostrano l'aspetto dei vari alieni), oltre ad essere molto belle e utili, finendo quindi per rendere il volume molto accattivante e piacevole da guardare e sfogliare.

L'opera è stata edita originariamente nel 2010 dalla Templar Publishing col titolo "Alienology. We are not alone", ed è poi stato pubblicato in italiano nel 2011 dalla Rizzoli. Ha 28 pagine, misura 31 cm d'altezza e 26 cm di lunghezza e costa 27 euro
  

Per chi fosse curioso ecco l'elenco degli altri volumi della collana delle Ologie:
  1. "Dragologia: il libro completo dei draghi" del Dott. Ernest Drake (2004)
  2. "Egittologia: alla ricerca della tomba di Osiride" di Emily Sands (2005)
  3. "Magia. Il libro dei segreti di Merlino" di Mago Merlino (2006)
  4. "Piratologia: guida per il cacciatore di pirati" di William Lubber (2007)
  5. "Mitologia. Dei, mostri ed eroi dell'antica Grecia" di Lady Estia Evans (2008)
  6. "Mostrologia. Enciclopedia delle creature fantastiche" del Dott. Ernest Drake (2009)
  7. "Oceanologia: la vera storia del viaggio del Nautilus" di Zoticus de Lesseps (2010)
  8. "Vampirologia: la vera storia degli angeli caduti" di Archibald Brooks (2010)
  9. "Alienologia. Non siamo soli" di Allen Gray (2011)
  10. "Illusionologia: la scienza segreta dei maghi" di Albert D. Schafer (2012)
  11. "Dinosaurologia. Alla scoperta di un mondo perduto" di Releight Rimes (2013)
  12. "Dungeonology: An epic adventure through the forgotten realms" di Volothamp Geddarm (2016)
  13. "Spyologia. Il grande libro dello spionaggio" di Spencer Blake (2017)
  14. "Cavalieri. I più grandi eroi della storia" di Lancillotto Marshal (2018)
  15. "Fantasmologia. Il libro segreto di spettri, fantasmi e altre apparizioni" di Lucinda Curtle (2020)
 
Sopra: Le copertine di alcuni volumi della collana delle Ologie.
 
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