venerdì 27 maggio 2022

The art of Goosebumps di Sarah Rodriguez e Tim Jacobus

Qualche tempo fa avevo dedicato uno post alle serie dei "Piccoli Brividi" scritti da R.L. Stine (in originale "Goosebumps"), una saga di libri molto famosa che è entrata nelle vite ed è rimasta nei ricordi di milioni di lettori (compresa me in effetti), che a distanza di tempo la ricordano ancora con affetto. I libri della serie hanno venduto oltre 350/400 milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in 32 lingue, e secondo il Guinnes dei Primati, sarebbe la serie per ragazzi più venduta nella storia (seconda dopo quella di "Harry Potter").
Ebbene adesso sono qui per parlarvi dell'artbook ad essi dedicato: "The art of Goosebumps" di Sarah Rodriguez, Rachel Deering e Mark McNabb è un volume che riunisce TUTTE le copertine della serie, dal numero 1 all'88, commentandole.

Sopra: La coloratissima copertina mostra come immagine di sfondo la cover del primo numero dei "Piccoli Brividi": "La casa della morte". Oltre a questa immagine che fa da sfondo, tutto intorno compaiono mostri presenti nelle copertine di altri volumi della serie quali: "Il pupazzo parlante", "Una giornata particolare", "L'avventura del mostruoso blob", "Il mostro delle nevi a Pasadena" e "Il licantropo". Tutto intorno ai bordi vediamo poi questa linea verde (un colore associato al titolo dei "Piccoli Brividi") che incornicia la copertina.

Come detto sopra questo libro è un artbook scritto da Sarah Rodriguez, Rachel Deering e Mark McNabb, dedicato a tutte le copertine della serie dei "Piccoli Brividi". Prima però di inizare a vedere le illustrazioni il volume si apre con un'introduzione e con due interviste: una all'autore (R.L. Stine) e una all'illustratore (Tim Jacobus).
Nell'introduzione viene raccontato come, nell'estate del 1992 la Scholastic aveva bisogno di scegliere un illustratore che creasse le cover di una serie che doveva essere presto lanciata, destinata ai giovani lettori. "One element that was sure to catch the attention of little eyes everywhere was striking cover art, but Scholastic wasn't sure who might be the right man for the job". La casa editrice quindi cercava un artista che sapesse creare delle copertine capaci di attirare subito l'attenzione dei giovani lettori. Alla fine verrà scelto Tim Jacobus, che infatti realizzerà praticamente tutte le copertine della serie (di lui però parlerò meglio più tardi).
Per quanto concerne la parte prettamente riguardante i libri e le copertine, essa è divisa in 5 capitoli: la serie 1 (dal numero 1 al 22), la serie 2 (dal numero 23 al 44), la serie 3 (dal numero 45 al 62), la serie 2000 (dal numero 63 all'88) e la serie Gold.
Ecco, chi ricorda la saga dei "Piccoli Brividi" forse si ricorda che essa non aveva 88 numeri, ma terminava con l'87 "Il fantasma nello specchio". Ebbene in questo arbook hanno inserito anche la copertina di quello che avrebbe dovuto essere l'ottantottesimo volume della serie, che però non venne mai pubblicato dalla Scholastic per divergenze di copyright. Tim Jacobus tuttavia non era stato informato della cosa, e quindi aveva comunque realizzato la copertina che gli era stata commissionata, la quale era rimasta inedita fino all'anno scorso.
La serie "Goosbumps Gold" sarebbe invece dovuta essere una nuova serie dedicata ai "Piccoli Brividi" e avrebbe dovuto uscire 6 mesi dopo la 2000. La serie comunque venne cancellata, ma ne rimangono due copertine: "The haunted mask live" e "Happy holidays from dead house".
Altre chicche presenti nel volume riguardano le copertine del numero 2 "Il mistero dello scienziato pazzo" ("Stay ot of the basement") e del numero 12 "La sfera di scristallo" ("Be careful of what you wish for") che inizialmente quando furono pubblicate non avevano delle immagini di Tim Jacobus, ma di altri due artisti (Jim Thiesen e Stanislaw Fernandes). In questo artbook possiamo invece vederle sia nella loro versione originale che con le copertine realizzate da Jacobus.
Ogni copertina ha un paio di pagine ad essa completamente dedicate. In queste pagine troviamo il titolo del libro per cui fu creata, la copertina di questo, una breve trama che lo riassume o lo presenta al lettore, degli schizzi preparatori e poi quello finale, l'immagine della copertina stampata in grande formato, in modo che il lettore possa ammirarla per bene. In effetti io stessa in questo modo sono riuscita  scoprire particolari a cui prima non avevo fatto caso. Oltre a questi elementi nelle pagine compaiono anche delle righe di testo riguardo al processo creativo o al risultato finale e a volte anche dei commenti di R. L. Stine, di Slappy (il pupazzo parlante, uno dei principali antagonisti della collana) o di Curly (lo scheletro mascotte della serie, che informa il lettore di alcune curiosità riguardo ai libri della serie).

Sopra: Le pagine dedicate alla copertina del settimo libro della serie "Night of the living dummy", in cui compare il pupazzo parlante Slappy, che in questo artbook lascia pure dei commenti riguardo alle copertine (assieme a R.L. Stine e a Curly, che potete vedere in basso a destra).
 
Come potete vedere anche dalle pagine che vi ho riportato la grafica del libro è estremamente curata e coloratissima, infatti la maggior parte delle pagine non sono neppure a sfondo bianco, ma è stato colorato pure quello.
Le illustrazioni di Tim Jacobus sono molto belle, con l'utilizzo di prospettive particolari, ad esempio dall'alto o dal basso che fanno risultare un certo elemento della scena particolarmente imponente o inquietante. Come scritto nell'introduzione: "In the end, Scholastic found Tim Jacobus' use of vivid satured color, and odd perspectives to be a better fit for the intended tone f the series, a style that would soften the harsh edges of the seemingly horrific themes and mate it more palatable for their audience".
Un altro elemento che infatti caratterizza le immagini dell'artista sono i colori, che sono molto saturi, quindi molto intensi, vividi, accesi e brillanti, capaci di catturare subito l'attenzione del lettore.
Le copertine create da Jacobus sono belle, molto minuziose e dettagliate, perchè hanno un aspetto spesso esagerato, che calca molto sui mostri, creando scene sì spaventose, ma non eccessivamente terrificanti, ma piuttosto intriganti e affascinanti. Come spiega l'artista stesso nell'intervista, il suo stile è un po' cartunesco e un po' ultra-realistico, ed è un modo per evitare che le immagini risultino troppo spaventose (oltre al fatto di non inserire mai sangue rosso nei suoi disegni). Soprattutto nella serie classica si è fatto attenzione a non esagerare troppo nella rappresentazione dei mostri, mentre nella serie 2000 Jacobus ha potuto creare delle immagini un po' più "splatter".



 
Sopra: In queste pagine si può vedere come è strutturato il libro, con due pagine dedicate a ciascuna copertina. A sinistra viene presentato il volume e sono presenti gli schizzi e le prime versioni di una copertina, a destra invece si trova la copertina finale, accompagnata da alcuni commenti. Le copertine create da Jacobus sono belle, molto minuziose e dettagliate, perchè hanno un aspetto spesso esagerato, che calca molto sui mostri, creando scene sì spaventose, ma non eccessivamente terrificanti, ma piuttosto intriganti e affascinanti.
 
Ogni immagine infatti presenta un elemento soprannaturale che ha proprio lo scopo di catturare l'interesse del lettore, a volte esso può essere un mostro, oppure un qualche elemento insolito in un ambiente perfettamente tranquillo e normale. Solitamente comunque la copertina riprende una scena presente all'interno del volume, talvolta in maniera un po' più esagerata. Questo ovviamente non sempre accadeva (come ad esempio in "La notte dei mostri di fango"), in quanto a volte Jacobus aveva a disposizione solo alcuni stralci di testo o alcuni appunti di Stine. Ad esempio Jacobus, a distanza di anni dalla pubblicazione dei libri, si è stupito di come molte copertine siano comunque riuscite a risultare calzanti con la trama. In alcuni casi scopriamo addirittura che è stato l'autore a dover aggiungere una scena all'interno del libro che corrispondesse a quanto disegnato dall'artista, come accadde in "Foto dal futuro".
Questo volume è molto interessante perché per ogni copertina sono state riportate anche le bozze, e ciò permette al lettore di scoprire quali sarebbero state delle versioni alternative. In alcuni casi ad esempio scopriamo come l'idea iniziale sia stata mantenuta dall'autore, magari cambiando la prospettiva o il focus. E' ad esempio il caso di "Un barattolo mostruoso" dove anche negli schizzi c'era questo liquido verde che scende dalle scale (con un paio di occhiali dentro). In altri casi invece scopriamo di come Jacobus fosse partito con un'idea per poi scartarla e scegliere qualcos'altro, come in "Una testa di mummia per me" dove inizialmente l'artista voleva rappresentare la testa di mummia all'aperto assieme ad altre in un mucchio, mentre poi ha deciso di rappresentarla da sola sopra il mobile di una camera.


Sopra: Più in alto vediamo come avrebbe potuto essere la copertina di "Monster blood" (in italiano "Un barattolo mostruoso") in alcune versioni alternative, che però come potete notare si assomigliano. In basso troviamo invece quella dedicata al primo titolo della serie "Welcome to dead house" (In italiano "La casa della morte"). Nel commento in alto nella pagina a destra viene detto come non ci siano errori, questo è proprio un libro dell'orrore, sfidando il lettore ad avere il coraggio di leggerlo.

Con questo libro parto con una premessa: avete mai desiderato veder pubblicato un libro particolare? Ad esempio quando dite "Ah se esistesse un libro fatto così, o che tratti questo argomento...". Ecco, io è da anni che desideravo un volume dedicato alle copertine dei "Piccoli Brividi", che le raccogliesse tutte, magari pure con delle pagine che contenessero anche gli adesivi con cui i libri venivano venduti. Quindi diciamo che per me "The art of Goosebumps" di Sarah Rodriguez è un po' un sogno che si avvera, anche se purtroppo il volume non contiene nessun adesivo (peccato, ma non si può avere tutto dalla vita). Il libro inoltre è veramente ben fatto, coloratissimo, ricco di interessanti informazioni, aneddoti e contiene addirittura qualche immagine inedita.
Un gioiello per tutti gli amanti nostalgici dei "Piccoli Brividi", pubblico a cui il libro è specificatamente rivolto, ma secondo me non solo. Grazie alla sua grafica molto accattivante, colorata e piena di mostri molto fighi (passatemi il termine visto che parliamo di un volume che tratta libri degli anni Novanta inizi Duemila), secondo me il volume può essere apprezzato anche dai bambini di oggi, in quanto comunque i libri sono ancora in circolazione e da quello che vedo continuano a essere letti anche dai ragazzini dei nostri tempi. 
Il fatto della lingua non costituisce più di tanto un problema, in quanto essendo un artbook è un libro prettamente visivo. I bambini più grandi potrebbero comunque cimentarsi con google traduttore, ma lo si potrebbe dare in mano anche a bambini che non sanno leggere (tipo sui 4/5 anni). Ovviamente bambini che amano i mostri e che non sono facilmente impressionabili (e che trattano i libri con cura, visto il costo del volume).
Un volume prezioso e particolare, che dà finalmente lustro a uno degli elementi più importanti della serie dei "Piccoli brividi": le copertine. Poiché come viene detto nei testi "The importance of these bright, gross, scary, interesting, often Escher-like covers cannot be overstated, and many young people picked up their first Goosebumps book after seeing an intriguing design". E cioè di come queste copertine luminose, spaventose e interessanti non debbano essere sottovalutate, in quanto è probabilmente grazie a loro che molti giovani hanno preso il loro primo libro della serie, dopo aver visto un design così intrigante (in inglese viene proprio definito "escher-like", come se fungesse da esca). E direi che in effetti hanno ragione, in quanto le copertine (almeno in Italia) erano l'unico modo, oltre al titolo, per capire se un libro dei "Piccoli Brividi" poteva piacerti o no e darti qualche indizio sulla trama.

Quest'opera è stata edita nel 2021 dalla Dynamite, ha la copertina rigida, ha 198 pagine, misura 31 cm d'altezza e 123,3 cm di lunghezza e costa 29,99$ (io l'ho pagato 33,70 euro).

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 25 maggio 2022

Meglio non essere una mummia egizia di David Stewart e David Antram

Tra i libri divulgativi per bambini e ragazzi quelli sull'Egitto sono particolarmente numerosi, in quanto è un argomento che suscita sempre un certo fascino ed interesse. Tra i vari libri divulgativi ad esso dedicati oggi vi parlerò di: "Meglio non essere una mummia egizia" di David Stewart e illustrato da David Antram. Un volume che, come vi spiegherò meglio dopo, fa parte di una serie dedicata a fatti e personaggi storici, parlandone in maniera veritiera ma anche ironica (un po' come la serie, sempre inglese, di "Brutte Storie" di Terry Deary e M. Brown).

 
Sopra: La copertina della prima edizione italiana (che riprende la prima edizione inglese) dallo sfondo blu, mentre a destra la copertina della nuova edizione, a sfondo giallo.

Questo è un volume che spiega il processo di mummificazione dei cittadini dell'antico Egitto. Secondo le loro credenze per accedere all'aldilà il corpo si doveva mantenere integro e quindi doveva essere sottoposto ad una serie di procedure speciali per diventare una mummia. Come scritto nell'introduzione: "Un altro modo per ottenere l'immortalità era quello di conservare il corpo del defunto avvolgendolo con delle bende, per mezzo di un procedimento chiamato mummificazione".
Nel libro sono quindi spiegate dettagliatamente tutte le varie fasi della mummificazione, più alcune curiosità e aneddoti sulle mummie.
Le fasi della mummificazione sono:
  1. Il lavaggio del corpo con acqua e natron (una sorta di sale).
  2. L'esportazione degli organi, di cui alcuni (fegato polmoni, stomaco e intestino) venivano rinchiusi in appositi vasi (i vasi canopi), mentre il cuore veniva lasciato nel corpo del defunto e il cervello (estratto con un uncino attraverso il naso) buttato.
  3. Immergere la mummia per quaranta giorni nel natron, per essiccare completamente il corpo.
  4. Il corpo viene cosparso di unguenti e riempito con vari tipi di imbottiture (stracci, segatura, fieno, paglia). Gli occhi poteva essere rimpiazzati con degli occhi falsi ricavati dalle cipolle.
  5. Bendare la mummia (ci possono volere anche 15 giorni per avvolgerla completamente con anche 20 strati di bende) e collocare degli amuleti magici tra le bende per proteggere il morto nell'aldilà. Sul volto del defunto può poi essere collocata una maschera funeraria con le fattezze del morto.
  6. Adagiare la mummia in una bara di legno (i più ricchi se ne facevano costruire tre, da inserire una dentro l'altra) che poi verrà deposta nel sarcofago (un contenitore di pietra)
  7. Finalmente si può celebrare il funerale, dopo 70 giorni dalla dipartita.
Oltre alle fasi della mummificazione viene spiegato cos'è il processo di Osiride (che comporta la pesatura del cuore del defunto su una bilancia), cosa serve a una mummia nell'aldilà, chi sono i ladri di tombe, le mummie degli animali (perché sì, venivano mummificati pure loro), cosa accadde alle mummie nel XIX secolo (quando si scatenò una sorta di mummia-mania, dove la gente benestante acquistava mummie come souvenir) e alcuni aneddoti bizzarri su di esse. 
 
 
Sopra: Le prime pagine che mostrano l'inizio del processo di mummificazione, cioè l'estrazione degli organi.
 
Le spiegazioni dei testi sono accompagnate dalle illustrazioni di David Antram le quali sono colorate, hanno un aspetto simpatico, ironico, caricaturale ma comunque preciso e dettagliato, anche se un po' spigoloso. 
Sono immagini create per aiutare il lettore a comprendere meglio le informazioni, mostrandogli le procedure e i passaggi per l'imbalsamazione, oltre ai vari strumenti necessari. Le immagini spesso calcano un po' la mano nel sottolineare gli aspetti più disgustosi di una certa procedura (come la continua presenza di mosche attorno al corpo), il tutto accompagnato da una vena di ironia, solitamente espressa tramite dei fumetti.
 


Sopra: Le illustrazioni di David Antram sono colorate, hanno un aspetto simpatico, ironico, caricaturale ma comunque preciso e dettagliato. Inoltre servono a spiegare quanto descritto nei testi.

"Meglio non essere una mummia egizia" di David Stewart e illustrato da David Antram è un volume molto carino sull'Egitto, e in particolare sul processo di mummificazione, un'attività tipica degli antichi Egizi che affascina molto noi persone dell'era moderna, e in particolare i bambini.
Il libro contiene un buon numero di informazioni, precise, accurate e molto interessanti, scritte in modo leggero, coinvolgente e scorrevole. I testi alternano spiegazioni principali scritti con un font molto grande, ed altre più specialistiche scritte con un font più piccolo.
Le illustrazioni di Antram che accompagnano i testi aiutano il lettore a comprenderli meglio, poiché questi rappresentano quanto riportato nella parte testuale. Esse inoltre risultano particolarmente in linea con questi perché ne riprendono la vena ironica, grazie a uno stile colorato ma anche un po' esagerato, vagamente cartunesco e caricaturale.

L'opera è stata edita originariamente nel 2000 dalla Hodder Children's Books e poi nel 2015 dalla The Salariya Book Company col titolo "You woldn't want to be an Egyptian Mummy", ed è poi stata pubblicata in italiano nel 2017 dalla  LEG Edizioni. Il volume ha 32 pagine, una copertina rigida, misura 29 cm d'altezza e 22 cm di lunghezza e costa 10 euro. Nel 2019 è sto ripubblicato con una copertina diversa.
 
Questo volume fa in realtà parte di una collana che comprende svariati titoli che si occupano sempre di argomenti storici. Gli altri volumi della serie tradotti in italiano (in inglese i titoli sono molti di più) sono:
  1. "Meglio non essere un soldato romano" (2016; 2018)
  2. "Meglio non essere un passeggero del titanic" (2016; 2019)
  3. "Meglio non essere nelle trincee della grande guerra" (2016; 2018)
  4. "Meglio non essere un aviatore della seconda guerra mondiale" (2016; 2018)
  5.  "Meglio non navigare con Cristoforo Colombo" (2017; 2019)
  6. "Meglio non essere un cavaliere medievale" (2017; 2019) 
  7. "Meglio non essere un gladiatore romano" (2018) 
  8. "Meglio non essere Leonardo Da Vinci" (2019)
 
      

   
Sopra: Le copertine, alcune della vecchia edizione e alcune della nuova, della serie "Meglio non essere".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 23 maggio 2022

E non vissero per sempre felici e contente di Antonio Capracia e Barbara Picotti

"E non vissero per sempre felici e contente: 50 principesse fuori di fiaba" di Antonio Capracia e illustrato da Barbara Picotti è una raccolta di biografie di 50 principesse "non fatate", come le definisce lo stesso autore nel retro di copertina, cioè principesse particolari: avventurose, non convenzionali, tristi, oppure diversamente felici... reali.
 
  Sopra: Sulla copertina è presente l'illustrazione che ritrae la principessa Sofia Dorotea di Celle.
 
"Il guaio è che, sebbene le principesse siano quasi per definizione personaggi - e che personaggi! - da fiaba, quelle che incontriamo nella vita quotidiana possono contare affatto sul lieto fine garantito dai racconti di fantasia". Come suggerisce anche il titolo del libro questa raccolta di biografie di principesse vuole dimostrare ai lettori che la vita di queste ultime non è in realtà così fiabesca come si potrebbe pensare, e come le fiabe fanno credere. Come spiega l'autore: "Intendiamoci, non voglio parlar male delle fiabe. E nemmeno dissuadervi dal leggerle o, per chi lo desidera, dal crederci quando sembrano calarsi nel mondo reale. Ognuna di esse è l'universale messa in scena dell'esperienza fondamentale di tutti gli esseri umani: la scoperta della lotta tra il Male e il Bene, la vita e la morte o, più semplicemente, il fallimento e il successo". Tuttavia, pur non dovendo diffidare delle fiabe e delle favole è bene che ciascuno di noi tenga a mente che "la vita di ognuno di noi è un evento meraviglioso anche senza la garanzia del lieto fine" e che è proprio il fatto di non sapere come andrà a fine a rendere la nostra esistenza unica e straordinaria.
Le biografie delle principesse che troveremo in queste pagine quindi vogliono rappresentare una sfida: "si può conquistare un principe anche senza scarpette di cristallo". Nei 50 ritratti di donne che questo volume offre il lettore potrà trovare principesse morte per poter mantenere il loro potere, altre impazzite, altre che hanno dovuto annullarsi per il trono, ma anche altre che hanno realizzato il proprio sogno, che hanno regnato felicemente per molti anni e che sono passate gloriosamente alla storia, alcune sposando e vivendo felici per sempre col loro principe.
Tra le principesse (e le regine) che troviamo in questa raccolta ci sono: Boadicea (regina guerriera dei britanni), Eleonora d'Aquitania (divenne regina per due volte e fu la madre di Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra), Margherita d'Angiò (regina inglese dallo spirito indomito), Maria Stuarda (regina decapitata di Scozia), Caterina de Medici (duchessa italia che divenne regina di Francia), Maria Antonietta d'Asburgo (principessa austriaca che divenne una delle più famose regine francesi), Vittoria d'Inghilterra (una regina-imperatrice che dovette vivere una vita solitaria), Grace Kelly (una famosa attrice americana che sposò il principe di Monaco), Diana (che sposerà Carlo, principe del Galles e futuro sovrano di Inghilterra), Elisabetta II (regina d'Inghilterra)....
 
 Sopra: Le pagine che mostrano l'inizio della biografia di Eleonora d'Aquitania, madre di Riccardo Cuor di leone e Giovanni Senza Terra.
 
A conferire una marcia in più a questa raccolta di biografie regali sono le magnifiche illustrazioni di Barbara Picotti, le quali hanno un aspetto alquanto peculiare.
Sono immagini che ritraggono le varie principesse, infatti ve ne è una per ogni biografia, e che hanno lo scopo di mostrarne al lettore l'aspetto. In effetti l'aspetto dei vari ritratti trovo che sia somigliante a quello delle controparti reali, almeno di quelle di cui ci sono arrivati delle foto o dei dipinti.
Le donne sono ritratte a volte a figura intera (anche se più raramente), altre volte a mezzo busto oppure ne viene rappresentato principalmente il viso.
 
 

 

 
Sopra: L'aspetto dei vari ritratti trovo che sia somigliante a quello delle controparti reali, almeno di quelle di cui ci sono arrivati delle foto o dei dipinti. In questo caso ho messo a confronto tre foto con tre illustrazioni della Picotti: in alto potete vedere Maria Feodorovna, al centro Grace Kelly e più in basso Vittoria di Sassonia.
 
Esse sono ritratti realizzati ad acquerello in cui il contorno delle figure non è mai netto e preciso, ma anzi tende a confondersi e a perdersi in una serie di macchie e macchioline create dall'acqua e dai colori. Questo conferisce alle immagini un aspetto moderno, comunque realistico, ma allo stesso tempo dal sapore antico e fiabesco, come se queste donne fossero delle creature eteree e fiabesche.  
Le immagini risultano tutte molto colorate, grazie alle tinte accese e brillanti, in alcuni punti più delicate e chiare, mentre in altri più intense e cariche. I colori che escono dai bordi della figura contribuiscono a fare spiccare ancora di più quest'ultima sulla pagina bianca, conferendole una sorta di aurea.
 
 
Sopra: Nei ritratti realizzati dalla Picotto ad acquerello il contorno delle figure non è mai netto e preiciso, ma anzi tende a confondersi e a perdersi in una serie di macchie macchioline che creano una sorta di aurea attorno alla figura, come accade per queste illustrazioni di Giovanna di Trastamara (a sinistra, dipinta con colori caldi) e Boadicea (a destra, dipinta con colori freddi).
 
"E non vissero per sempre felici e contente: 50 principesse fuori di fiaba" di Antonio Capracia è uno di quei volumi di biografie femminili che negli ultimi anni sembrano andare tanto di moda (a partire dal 2017 con la pubblicazione di "Storie della buonanotte per bambine ribelli"). Sicuramente non si può negare che anche questo libro cavalchi in parte questa tendenza, tuttavia il volume è molto ben fatto e curato, inoltre almeno questo fa riferimento a una fascia d'età un po' più alta rispetto al resto dei volumi di biografie femminili, solitamente destinati a un pubblico di bambini e bambine dai 7/8 anni. Questo invece è più concepito a partire dagli 11 anni, anche se in effetti può essere letto anche a nove in caso di buoni lettori.
La raccolta è molto interessante e tutto sommato le varie biografie non sono neppure troppo striminzite come ci si potrebbe aspettare, risultando abbastanza complete (a ogni donna vengono dedicate tre pagine scritte). Nei suoi 50 ritratti l'autore presenta una buona varietà di figure dalle più antiche (la più vecchia è Boadicea che visse tra il 26 a.C e il 61 d.C, anche se la maggior parte delle biografie parte dal 1100 in poi) alle più recenti (come Meghan di Sussex, nata nel 1981). Inoltre si avverte che questa sia un'opera particolarmente sentita dal proprio autore, il quale vuole mandare ai giovani lettori un messaggio positivo: "La vita di ognuno di noi è un evento meraviglioso anche senza la garanzia del lieto fine. Al contrario, è proprio il fatto di non sapere come va a finire che rende ogni esistenza unica, irripetibile e straordinaria."
Di quest'opera ho particolarmente apprezzato le illustrazioni di Barbara Picotti, moderne ma allo stesso tempo dal sapore antico e fiabesco, molto belle e colorate, che contribuiscono a rendere il volume molto bello anche esteticamente.
L'argomento trattato quindi non sarà dei più originali, ma il libro è molto bello e utile se siete interessati a conoscere diverse biografie di donne regali, tipologia che devo dire ultimamente mi attrae parecchio, come dimostrano anche le recensioni di "Regine e principesse" di Giuliana Rotondi e Pia Faccone e "Grandi regine" di Roberto Piumini e illustrato da Ugo Fontana.
 
Il volume è stato pubblicato nel 2022 (anche se all'interno del libro è segnato 2021) dalla Mondadori ELECTA; l'opera ha una copertina rigida, misura 25 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza, ha 224 pagine e costa 19,90 euro.
 
P.S. Così come per le altre biografie di sovrane anche in questo caso vi consiglio di dare un'occhiata alla collana della RBA "Regine e ribelli" (indirizzata ad un pubblico diciamo dai 13 anni in su, quindi non per bambini). Una collana che vuole offrire "la possibilità di conoscere la vera e appassionante storia delle donne che hanno guidato e influenzato in qualche modo il corso della storia. Una collezione di racconti intensi e affascinanti che catturano gli intrighi e i tradimenti a cui dovettero far fronte con determinazione e saggezza, ma anche le passioni, i sacrifici e i motivi che le hanno rese leader e donne". Una collana di biografie femminili molto interessante di cui ho già preso qualche titolo, dedicata alle donne che in qualche modo hanno influenzato la storia del loro tempo dal punto di vista politico, donne quindi di potere (anche se non solo regine, come invece potrebbe far pensare il titolo, un po' fuorviante, della collana).
Tra i titoli di questa collana ne troverete anche alcuni dedicati a delle regine presenti in questo libro come: Eleonora d'Aquitania (11/02/2022), Isabella di Francia (28/10/2022),  Margherita d'Angiò (21/10/2022), Maria Stuarda (17/12/2021), Margherita de Valois (24/06/2022), Caterina de Medici (08/10/2021), Maria Antonietta (11/10/2021).

Sopra: Alcuni titoli della collana della RBA "Regine e Ribelli", le cui copertine mostrano, su uno sfondo monocromatico, il ritratto della donna a cui il volume è dedicato. I volumi visibili in in foto sono ad esempio dedicati a Cleopatra, Lucrezia Borgia, la regina Vittoria, Caterina de Medici, Anna Bolena e Maria Antonietta.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 20 maggio 2022

Le donne son guerriere: 26 ribelli che hanno cambiato il mondo di Irene Civico, Sergio Parra e Nuria Aparicio

Questa volta vi parlo di un altro libro che raccoglie al suo interno diverse biografie di figure femminili: "Le donne son guerriere: 26 ribelli che hanno cambiato il mondo " con i testi di Irene Civico e Sergio Parra e le illustrazioni di Nuria Aparicio.

Sopra: Sulla copertina troviamo l'immagine di una donna la cui biografia non è presente all'interno del volume. Il disegno riprende infatti quello del poster americano del 1943 "We can do it!" di Howard Miller, che voleva aumentare il morale delle lavoratrici.
 
Tale volume raccoglie al suo interno 26 biografie di donne "guerriere" che, nonostante i pregiudizi su di loro e il loro sesso, sono comunque riuscite a raggiungere importanti traguardi e obiettivi incredibili, rendendo il mondo un posto migliore.
Come recita l'introduzione: "In passato, molte donne guerriere non sono state nemmeno menzionate nei libri, proprio per il fatto di essere donne. Per rimediare in parte a queste ingiustizie e alle varie dimenticanze storiche, abbiamo deciso di riunire qui le straordinarie vite di ventisei donne guerriere. Alcune sono molto famose, altre non hanno avuto la stessa fortuna, ma tutte hanno fatto cose incredibili per le quali meritano di stare nell'olimpo degli dei."
Come viene specificato appunto anche nell'introduzione tra le donne citate in questo libro ve ne sono di più e di meno famose. Ad esempio tra queste ultime possiamo trovare:  
  • Ipazia d'Alessandria: presentata come "la prima donna scienziata", la quale crebbe tra le carte della Biblioteca d'Alessandria, dove riuscì ad apprendere un enorme sapere, tanto da ottenere un posto da insegnante nel Museo d'Alessandria. Venne uccisa da una folla di cristiani "che consideravano le sue teorie scientifiche una minaccia alla loro fede"  mentre tornava a casa da una lezione.
  • Nellie Bly: una giovane giornalista pioniera del giornalismo investigativo e colei che riuscì a fare il giro del mondo in 72 giorni.
  • Irena Sendler: lavorava al dipartimento del benessere Sociale di Varsavia e, grazie a ciò, falsificando i documenti, riuscì a salvare la vita a più di tremila famiglie, e in particolare a 2500 bambini.
  • Hedy Lamarr: una donna molto attraente e intelligente, che infatti riuscì ad essere sia un'attrice che una scienziata che, durante la seconda guerra mondiale, inventò un nuovo sistema di comunicazione.
  • Nilde Lotti: iniziò la sua carriera lavorando come professoressa, per poi dedicarsi interamente alla politica, dirigendo, in segreto, i Gruppi di Difesa della Donna e facendo da corriere per la Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla fine della guerra ella fu anche una delle sole 5 donne elette per far parte della commissione di 75 esperti incaricati di redigere la Costituzione Italiana.
Tra le figure femminili invece più famose troviamo: 
  • Mary Shelley: figlia di due filosofi, era una ragazza "emancipata, liberale, ribelle, che metteva in discussione quanto stabilito". Ancora oggi è ricordata per essere la donna che a soli 18 anni scrisse il romanzo di "Frankenstein, o il moderno Prometeo", il primo romanzo di fantascienza.
  • Marie Curie: nata in Polonia, dove alle donne era proibito frequentare l'università, Marie apprese tutto da autodidatta per poi andare a Parigi non appena ne ebbe la possibilità, dove incontrò e sposò Pierre Curie. Grazie alla scoperta di due nuovi elementi (il polonio e il radio) Marie fu la prima donna a vincere un premio Nobel (il primo assieme al marito e poi un altro nel 1911).
  • Coco Chanel: cominciò la sua ribalta nel mondo della moda disegnando e vendendo cappelli, per poi passare ai vestiti, di cui inventò dei modelli unici e iconici come i tailleur femminili, i tubini, i vestiti di ispirazione marinaresca...
  • Frida Kahlo: la prima pittrice a ritrarre quasi esclusivamente la propria vita, utilizzando uno stile complesso e unico, messo a frutto in una vita non facile. Da piccola infatti soffriva di poliomielite, a 18 anni ebbe un incidente stradale, poi ebbe una difficile e tormentata relazione con Diego Rivera.
  • Rosa Parks: una donna lavoratrice che a 42 anni si rifiutò di cedere il suo posto sull'autobus a degli uomini bianchi, dando così inizio a una serie di manifestazioni per i diritti civili che posero poi fine alle leggi di segregazione razziale.
Come potete vedere le biografie raccolte in questo volume sono piuttosto varie, abbiamo infatti scienziate come Marie Curie e Hedy Lamarr, pittrici quali Frida Kahlo, scrittrici come Mary Shelley, Virginia Woolf e Agatha Christie, donne dello spettacolo come Hedy Lamarr, Audrey Hepburn e Lady Gaga, animaliste come Jane Goodall, figure politiche come Nilde Lotti, ma anche giornaliste, astronaute, pilote d'aereo, attiviste... Insomma una bella varietà di figure, anche geograficamente parlando (abbiamo ragazze nate in Egitto, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Polonia, Francia, Inghilterra, Italia, Spagna, Messico, Nuova Zelanda, Austria, Belgio e Russia).
Rispetto ad altre raccolte biografiche devo dire che queste poi sono anche abbastanza approfondite in quanto per ogni donna sono riportate: data e luogo di nascita (peccato manchino quelli di morte, che sarebbero state delle informazioni alquanto importanti); il suo più grande successo; il suo motto; come seguire il suo esempio; la storia della sua vita (come visse, cosa fece, che fine ha fatto). 
Come ho detto ogni biografia è piuttosto dettagliata e, se necessario, non risparmia al lettore anche episodi spiacevoli come eventuali persecuzioni, rischi di morte, prigionia... Di Ipazia ad esempio viene detto che morì assassinata da alcuni cristiani, si cita poi la morte di Marie Curie a causa delle radiazioni, le torture subite da Irena Sendler da parte dei nazisti...
Anche se abbastanza lunghe le informazioni sono scritte in modo scorrevole e con un tono a tratti quasi colloquiale, che cerca di coinvolgere e strizzare l'occhio al giovane lettore o lettrice. Ad esempio a proposito di Nellie Bly viene scritto : "Se avesse avuto istagram, sarebbe stata la più seguita del mondo; la gente era perfettamente informata delle sue avventure..."; oppure nella storia di Angela Ruiz Rohles viene detto all'inzio: "Vi sembrerà incredibile, ma nè i vostri genitori nè i vostri nonni avevano il tablet o il cellulare quando erano piccoli". A tale proposito spesso nel testo ci sono esclamazioni o domande rivolte proprio al lettore come: "Lei (Hedy Lamarr) disse: <<Era ora!>>. Effettivamente, era ora!", o "(Nancy Wake) E lo fece eccome!" oppure "C'è qualcosa di più bello di poter dividere quello che hai con gli altri e aiutare la gente che ha bisogno?".
In fondo è inoltre presente una linea del tempo che elenca le date di nascita di tutte le protagoniste di questo volume (da Ipazia d'Alessandria nata nel 355 a Malala Yousafzai nata nel 1997).

Sopra: Due pagine interne del libro, dedicate alla figura di Mary Shelley, una delle 26 donne citate nel volume.
 
 Ad accompagnare i testi vi sono le originali, graziose e affascinanti illustrazioni di Nùria Aparicio che servono a rappresentare le donne citate nelle varie biografie, permettendo ai lettore di dar loro un volto. Per ogni donna sono stati dedicati due disegni: uno a pagina intera in cui è ritratta la donna in questione, e un altro più piccolo alla fine della storia che rappresenta solitamente un oggetto o un simbolo comunque legato alla sua vita.
I ritratti delle donne sono belli, anche se devo dire che nella maggior parte dei casi non li ho trovati così tanto fedeli all'aspetto reale delle ragazze rappresentate. Magari questo è anche dovuto al fatto che di alcune si trovano foto di loro solitamente da anziane, mentre nel libro sono ritratte sempre da giovani (tipo Agatha Christie o Nilde Lotti). Tuttavia anche altre ragazze di cui si trovano foto o ritratti di loro da giovani mi pare che nei disegni della Aparicia siano state rese un po' più belline e aggraziate.

 

 
Sopra: Non so voi, ma nella maggior parte dei casi i ritratti non li ho trovati così tanto fedeli all'aspetto reale delle donne rappresentate. Prendete ad esempio le foto qui sopra di Marie Curie (a sinistra) e quella di Nilde Lotti (a destra) e provate a confrontarle con le loro due illustrazioni che trovate sotto più in basso. Tra i ritratti più somiglianti c'è quello di Hedy Lamarr (di cui vedete foto e relativa illustrazione sempre qui sopra), la quale, essendo anche un'attrice, era comunque molto bella e affascinante di suo.

Ho definito le illustrazioni di questa artista originali perchè le sue figure sono tracciate con pochi tratti netti e decisi, che creano disegni semplici ma dai contorni ben delineati e delimitati. A colpire particolarmente l'osservatore è l'uso del colore in quanto i disegni, tracciati con pochi e semplici tratti neri e affusolati, vengono lasciati bianchi e sembra che solo successivamente l'artista vi applichi sopra, in certi punti strategici, qualche macchia di colore ad acquerello, solitamente dai toni chiari, accesi e brillanti. Colori che non hanno intenzione di rimanere dentro ai bordi delle figure, ma che escono da esse senza problemi, creando un effetto molto poetico e raffinato.
L'intensità è i toni vivaci di questi colori creano un interessante effetto di contrasto col bianco del foglio sottostante.
 

 
Sopra: Le illustrazioni di questa artista sono originali perchè le sue figure sono tracciate con pochi tratti netti e decisi, che creano disegni semplici ma dai contorni ben delineati e delimitati. Disegni lasciati bianchi e a cui solo successivamente l'artista vi applica sopra, in certi punti strategici, qualche macchia di colore ad acquerello (le quali comunque escono dai bordi degli elementi rappresentati). In questi disegni vediamo in alto Marie Curie, in basso a sinistra Frida e a destra Nilde Lotti.

"Le donne son guerriere: 26 ribelli che hanno cambiato il mondo " di Irene Civico e Sergio Parra è un volume che si colloca perfettamente nel filone che, soprattutto a partire dal 2017, ha iniziato a spopolare tra le case editrici le quali, in seguito al successo di "Storie della buonanotte per bambine ribelli" di Francesca Cavallo ed Elena Favill (2017), hanno cominciato a sfornare biografie sulle donne. A dire il vero comunque questo libro sembra avere un po' anticipato il fenomeno, in quanto l'edizione originale, spagnola, risale al 2016.
L'opera comunque è interessante e ben fatta, presentando delle biografie, anche piuttosto ricche e abbastanza complete, sia di donne molto famose e di alcune un po' più sconosciute; anche se come viene detto nell'introduzione: "Vedrete che per le donne guerriere l'unico limite è il cielo. E' un peccato che queste pagine abbiano invece il limite di non poterle contenere tutte." Alcune donne comunque, tra le più famose magari, saranno presenti facilmente anche in altre biografie femminili, come quella di "20 bambine straordinarie che hanno cambiato il mondo" di Rosalba Troiano (tra i due volumi ci sono ben 11 biografie comuni).
Ovviamente questo è un libro creato per mettere in luce personaggi femminili storici sottolineando la loro importanza e facendoli risaltare in modo positivo. Devo dire però che ho trovato l'introduzione davvero un po' troppo "lecchina" (passatemi il termine). Essa infatti si apre con queste parole: "Le donne guerriere sono dappertutto, basta solo fare un po' d'attenzione. Pensaci un attimo.. tua madre, tua nonna, tua sorella, quella professoressa che hai avuto  forse quella scrittrice che ti piace tanto.... Sono tutte quelle donne meravigliose che forse non saranno famose, ma affrontano la vita come vere rock star. Ed è proprio per questo che dovrebbero avere il mondo ai loro piedi". Allora, ok che le intenzioni degli autori sono buone e vogliono far passare il messaggio importante e positivo di "alla fine, nel loro piccolo, tutte le donne sono speciali e importanti", però cerchiamo di non esagerare! Non è che TUTTE le donne del mondo sono buone, belle, brave, intelligenti, sagge e sante, ricordiamoci che anche le donne hanno dei difetti in quanto persone in carne ed ossa, e che anzi alcune si sono anche macchiate di orribili crimini (guardate ad esempio il libro "Perfide" di Roberta Balestrucci Fancellu e illustrato da Loputyn). Diciamo che in un mondo giusto ognuno (uomo o donna) dovrebbe poter essere riconosciuto e rispettato per come è e per ciò che ha fatto, senza però che nessuno debba inchinarsi ai piedi di qualcun altro.
A parte questa breve parentesi che riguarda più che altro l'inizio dell'introduzione il volume comunque mi sembra molto valido, adatto dagli 8/9 anni (attenzione però che nella biografia su Hedy Lamarr viene citato il fatto che ella recitò una scena di sesso in un film, forse è per questo che la casa editrice lo consiglia dagli 11 anni); carino anche il fatto che accanto a ogni nome ci sia una mini descrizione del personaggio che aiuta il lettore un po' a orientarsi tra le 26 biografie. Unica nota un po' negativa è la mancanza delle date di morte, che forse non sono state inserite per dare a questi personaggi un parenza di eternità, tuttavia, in una raccolta di biografie esse sarebbero state comunque importanti da riportare.
Molto belle anche le illustrazioni di Nuria Aparicio, originali, graziose e raffinate, molto femminili, che donano una marcia in più al volume, oltre che una grafica accattivante e coinvolgente.

Tale libro illustrato è stato pubblicato originariamente nel 2016 col titolo "Las chicas son guerreras: 26 rebeldes que cambiaron el mundo" dalla Penguin Random House grupo Editorial ed è stato edito in italiano da Einaudi Ragazzi (Edizioni EL) nel 2017. L'opera ha una copertina rigida, ha 110 pagine e misura 21 cm d'altezza e 21 cm di lunghezza e costa 14,00 euro.

P.S. Se volete di questo volume c'è anche una sorta di seguito "La scienza è un gioco da ragazze: 25 scienziate che hanno cambiato il mondo " (2018) sempre di Irene Civico e Sergio Parra e le illustrazioni di Nuria Aparicio. 

Sopra: La copertina del secondo volume scritto da Irene Civico e Sergio Parra e illustrato da Nuria Aparicio, questa volta incentrato sulle donne scienziate.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 18 maggio 2022

Il mostro di Mary. Come Mary Shelley ha creato Frankenstein di Lynn Fulton e Felicita Sala

Oggi vi parlerò di un altro albo illustrato dedicato alla figura di Mary Shelley e del suo famossimo mostro: "Il mostro di Mary. Come Mary Shelley ha creato Frankenstein" di Lynn Fulton e illustrato da Felicita Sala. Il volume è stato edito in originale nel 2018, anno in cui sono state pubblicate diverse biografie dedicate a questa donna, in onore dell'anniversario (200 anni) dalla prima pubblicazione di Frankenstein. Diverse biografie erano pure illustrate e avevo già recensito alcune di loro come: "Mary e il mostro: Amore e ribellione. Come Mary creò Frankenstein" di Lita Judge, una biografia su Mary adatta dai 12 anni in su e "Mary: la ragazza che creò Frankenstein" di Linda Bailey e Julia Sardà, che rimane quella per me con le illustrazioni più belle. 
In realtà era già da un po' che avevo puntato questo albo, (circa un anno fa, quando ho recensito pure quello illustrato dalla Julia Sardà, che in effetti tratta praticamente il medesimo tema) ma solo ora mi sono decisa a prenderlo per parlarvene.

Sopra: Sulla copertina, dai toni piuttosto cupi e scuri, vediamo la figura di Mary pronta a scrivere, mentre dietro/attorno a lei si staglia un profilo abbozzato del mostro di Frankenstein.

"In una notte tempestosa di duecento anni fa, una giovane donna sedeva in una casa buia e immaginava la sua vita di scrittrice. Desiderava seguire il percorso che la madre, Mary Wollstonecraft, aveva intrapreso... "
La storia ha inizio quanto Mary si trova a casa di Lord Byron, il famoso poeta inglese, assieme al futuro marito Percy Shelley, alla sorellastra Clare e all'amico del poeta, il dottor Polidori. La giovane Mary Shelley intanto è in cerca della giusta ispirazione; qualche giorno prima, infatti, il gruppo di amici si era messo a raccontarsi racconti del terrore, per passare il tempo nei giorni di pioggia, e Lord Byron aveva lanciato una sfida: "Ciascuno di noi scriverà una storia di fantasmi! Tra una settimana scopriremo qual è la migliore". Con il passare della notte, Mary diviene sempre più ansiosa, poichè entro il giorno successivo avrebbe dovuto scrivere storia più paurosa di sempre. Ad un certo punto Mary si ricorda di una conversazione di Percy riguardo l'elettricità che rianima corpi senza vita. 
Durante la notte, mentre fuori infuria un tremendo temporale, ricco di tuoni e fulmini, la mente di Mary inizia ad elaborare varie informazioni: "Come in sogno, vide una figura possente sdraiata su un tavolo. Era un uomo, certo, eppure non era uomo del tutto. Aveva il viso orrendo, sfigurato. Vide un giovanotto con una candela in mano, chino sull'essere. Aveva realizzato il suo sogno: aveva svelato l'ultimo segreto della natura e ridato vita alla creatura sul tavolo".
Finalmente Mary aveva trovato la sua storia....
 
Sopra: La scena in cui Mary sente Percy parlare degli esperimenti sulla corrente che porta in vita i cadaveri.

Di grande importanza risultano le illustrazioni di Felicita Sala che accompagnano i testi, realizzate con acquerello, inchiostro e matite; le quali sono perfette per accompagnare questa storia, grazie alla loro atmosfera un po' macabra e gotica.
In realtà i soggetti delle immagini sono dipinti in modo abbastanza semplice, specialmente per quanto riguarda il loro volti, che sono composti da un ovale con due punti neri per gli occhi, due semi cerchi per le sopracciglia, un semi triangolo per il naso e una linea per la bocca.
Nelle immagini però che si concentrano su un volto e sulle espressioni di un certo personaggio i volti sono resi in modo più dettagliato, diventando in grado di esprimere un grande terrore o angoscia, e poi sollievo.



Sopra: Le  illustrazioni sono perfette per accompagnare questa storia, grazie alla loro atmosfera un po' macabra e gotica; mentre i soggetti delle immagini sono dipinti in modo abbastanza semplice, specialmente per quanto riguarda il loro volti.

L'atmosfera gotica è data anche dalla scelta dei colori, che sono per la maggior parte molto cupi e scuri, creando ambienti angoscianti e opprimenti. Vengono utilizzati tantissimo il nero e il bianco, spesso usati in contemporanea per creare una sorta di contrasto visivo, ad esempio tra la pelle pallida (completamente bianca) di Mary (ma di tutti i personaggi in generale) e gli sfondi dagli ambienti bui e cupi, in cui prevale il nero.
Oltre al bianco e al nero altre tinte che compaiono sono il rosso scuro (usato per tingere alcuni elementi quali libri, vestiti, vasi...), l'azzurro/blu petrolio, e un po' di verde salvia. Tutti comunque colori dai toni scuri, per nulla brillanti.


Sopra: L'atmosfera gotica è data anche dalla scelta dei colori, che sono molto cupi e scuri, creando ambienti angoscianti e opprimenti. Vengono usati tantissimo il nero e il bianco, ma anche il rosso, il blu/azzurro e il verde.

"Il mostro di Mary. Come Mary Shelley ha creato Frankenstein" di Lynn Fulton e illustrato da Felicita Sala è un albo illustrato molto bello e affascinante, ricco di fascino e mistero.
L'opera racconta il momento in cui Mary ebbe l'ispirazione che la portò poi a scrivere il suo romanzo più famoso "Frankenstein, o il moderno Prometeo", un classico della letteratura, un romanzo gotico considerato il primo romanzo di fantascienza.  In mezzo ai testi, che comunque narrano un episodio realmente accaduto alla scrittrice (e che lei stessa narra nell'introduzione dell'edizione del suo libro del 1823), sono state inserite alcune informazioni di carattere prettamente biografico riguardanti Mary. Particolarmente interessanti risultano i riferimenti alla madre che, pur essendo morta subito dopo la nascita di Mary, ha profondamente influenzato la vita della figlia, che conosceva i suoi scritti che riguardavano i diritti delle donne. Viene anche riportato l'episodio, sempre vero, di come Mary abbia imparato a leggere decifrando le lettere incise sulla tomba della madre. In realtà, questa è stata un'aggiunta dell'autrice, in quanto come ella stessa spiega: "Mary non fa riferimento alla signora Wollstonecraft nella sua introduzione, ma mi è sembrato importante includere la sua famosa madre nel percorso creativo che, a mio parre, portò alla creazione della storia di Frankenstein."
Questi aspetti sono comunque chiariti nella nota dell'autrice in fondo al libro, che in parte è una breve (e incompleta) biografia su Mary Shelley. La quale inizia con "Nel 1818, l'anno in cui fu pubblicato Frankenstein, o il moderno Prometeo, Mary Shelley aveva vent'anni, All'inizio furono stampate appena cinquecento copie del libro, ma nel giro di poco tutta l'Inghilterra non si parlava d'altro che del racconto di quell'uomo che aveva creato un mostro con dei cadaveri. Ed era stata una ragazza a scriverlo!". 
Sempre nella nota, l'autrice spiega poi altri aspetti della storia narrata in questo albo, basata appunto sull'introduzione scritta dalla stessa Mary nella seconda edizione del suo libro, la quale narra di come nacque la storia di Frankenstein. Un'altra cosa spiegata nella nota è che il mostro creato da Mary è diverso rispetto a quello del film e di come il racconto che lo vede protagonista non sia una storia di fantasmi, ma l'inizio di un nuovo genere, quello della fantascienza.
Un albo che narra una storia breve, ma vera e potente, resa ancora più efficace dalle splendide illustrazioni di Felicita Sala, raffinate, delicate, ma al contempo cupe e gotiche. Un testo che viene consigliato dalla casa editrice a partire dai 9 anni, in realtà a livello di testi la storia è proponibile anche a bambini più piccoli, dai 5/6, che però non comprenderebbe probabilmente bene il contesto più ampio e complesso in cui la vicenda si svolge. Tuttavia può essere un buon modo per introdurli alle figure di Mary Shelley e del suo mostro (che magari loro potrebbero avere già conosciuto in qualche altro libro, magari uno di mostri per bambini).
A un livello più profondo (con i bambini più grandi quindi) l'albo può essere utilizzato per parlare di temi come la condizione femminile della donna nel passato (che nel libro viene accennata quando si parla della madre di Mary), oppure sulle implicazioni che deriverebbero dal poter riportare in vita i defunti perché, come dice Mary: "La natura ha buoni motivi per non rivelarci tutti i suoi segreti. [...] E poi cosa accadrebbe alla materia inerte una volta che gli venisse ridata la vita?".

Tale libro illustrato è stato pubblicato nel 2018 col titolo "She made a monster. How Mary Shelley created Frankenstein" dalla Alfred A. Knopf ed è stata edita in italiano dalla Splen Edizioni nel 2020. L'opera ha una copertina rigida, misura 27,2 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza, ha 40 pagine e costa 15 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 16 maggio 2022

Il Giappone delle donne dal II secolo ad oggi di Ornella Civardi, Ayano Otani e Kaori Yamaguchi

Qualche tempo fa vi avevo parlato della casa editrice nuinui, spiegandovi che seppur sia una casa editrice poco conosciuta in Italia nel suo catalogo comparivano diverse proposte interessanti, specialmente per quanto riguarda il Giappone. Ebbene, dopo avervi parlato di yokai (in "Il libro dello Hakutaku: storie di mostri giapponesi" di Matthew Mayer) e di leggende giapponesi (in "Racconti del Giappone. Storie tradizionali di mostri e di magia" di Lafcadio Hearn e Yei Theodora Ozachi) oggi ho deciso di trattare un testo che parla invece delle donne: "Il Giappone delle donne dal II secolo ad oggi" scritto da Ornella Civardi e illustrato da Ayano Otani e Kaori Yamaguchi.
Un volume che contiene 60 biografie di donne giapponesi, nate dal II secolo fino ai giorni nostri.

 
 Sopra: La copertina dallo sfondo bianco con le scritte rosse, mostra un paio di immagini interne di 2 donne; una vissuta nel II secolo (Jingu) e l'altra nata a metà degli anni Novanta (Yayoi Kusama).
 
Tale volume scritto da Ornella Civardi è una raccolta di 60 biografie di donne giapponesi, vissute in varie epoche storiche, a partire dalla fine del II secolo fino ad oggi. Nell'introduzione l'autrice ci spiega che "Non è un mistero che la parità di genere in Giappone sia un traguardo ancora piuttosto distante. [...] Nonostante i progressi degli ultimi decenni, per la donna giapponese resta tuttora quasi inimmaginabile far convivere maternità e carriera. Dopo una lunga epoca di relativa indipendenza , residuo dell'originale società matriarcale, in cui le donne potevano ereditare e gestire proprietà, studiare e praticare le stesse discipline degli uomini, l'avvento dei samurai nel XII secolo ha rappresentato un colpo di spugna su tutte le libertà che non fossero quella di difendere se stesse e la propria casa con armi maschili. E la morale confuciana del periodo Edo, a partire dal 1600, ha sancito la sottomissione con tre grandi precetti d'ubbidienza: al padre durante la giovinezza, al marito nel matrimonio, ai figli nella vecchiaia".
Tuttavia, in qualche modo le donne hanno comunque giocato il loro ruolo nella storia nipponica, "nell'evoluzione dei costumi e del pensiero, nei mutamenti sociali", ed ora il Giappone è quello che è anche grazie a queste figure fuori dall'ordinario.
Dopo l'introduzione il volume ci presenta diverse biografie di donne giapponesi che si sono distinte per qualcosa durante la loro esistenza. 2 sono le cose che ho apprezzato riguardo all'indice: la presentazione delle donne in base al periodo storico, partendo quindi da quelle del II-XIX secolo fino a quelle del XXI secolo; il fatto che accanto ad ogni nome sia stata posta una mini descrizione della persona, riguardo ad il suo ruolo nella società. Ad esempio: "Jingu - la regina sciamana" o "Ono no Komachi - la poetessa della caducità", o "Ikeda Sen - la moschettiera"... Questo aiuta il lettore a farsi subito un'idea e a orientarsi nelle varie biografie.
Vi presento alcune di queste donne con 10 brevi descrizioni, 5 scelte dalla prima parte e 5 dalla seconda.

II- XIX secolo:
  • Jingu - la regina sciamana: una sovrana semi leggendaria che alla morte del consorte avrebbe guidato l'esercito di Yamatai (cioè del Giappone) alla conquista della Corea, e che l'avrebbe conquistata grazie a due pietre magiche che le permettevano di controllare le maree.
  • Ototachibana hime - la vittima sacrificale: sposa di Yamato Takeru, un eroe dell'epica giapponese, che si sarebbe immolata per il marito annegandosi nel mare per placare le ire del kami dello stretto (scatenate dall'arroganza di Takeru).
  • Murasaki Shikibu - la prima narratrice: è l'autrice del primo romanzo del mondo ("Il principe splendente"), una dama di corte dell'imperatore Shoshi. 
  • Tomoe Gozen - la prima donna samurai: una donna addestrata all'arte militare e del combattimento, nonché concubina di Yoshinaka, signore di Kiso. Dall'indole indomita, si dice fosse un'amazzone inarrestabile, nonché una formidabile arciera e spadaccina, capace di tenere testa, con 300 uomini, a 6000 cavalieri.
  • Manji Takao - la geisha più tragica: una geisha d'alto rango di grande fascino e bellezza, morta a 19 anni per una malattia, anche se un'altra versione vuole che sia stata uccisa da un amante respinto.
XIX- XXI secolo:
  • Nakazawa Koto - la poliziotta che seduceva gli uomini e le donne: nata nel 1839, una combattente dello shogun, nonché fondatrice, assieme al fratello, della guardia di sicurezza incaricata di mantenere la pace a Edo e scongiurare attacchi filoimperiali.
  • Toshiko Kishida - la pioniera del femminismo: a 22 anni fu arrestata e messa in galera per aver arringato la folla con discorsi sulla condizione femminile, chiedendo pari opportunità nell'apprendimento e maggiore tutela e diritti per le donne.
  • Sada Abe - il lato oscuro dell'eros: una donna che ha ucciso l'amante Kichizo Ishida soffocandolo con un obi durante il momento dell'orgasmo, recidendogli gli organi genitali e portandoseli via.
  • Yayoi Kusama - la sacerdotessa dei pois: un'artista famosa per dipingere in continuazione pois, a causa di allucinazioni che aveva fin da piccola. Scappata dalla famiglia, che la disprezzava per la sua eccentricità, è riuscita a diventare famosa in America nell'avanguardia americana, anche se per tutta la vita ha dovuto convivere con i disturbi psichiatrici.
  • Michiko - la fidanzata del Giappone: una ragazza appartenente alla classe borghese, che l'erede del trono decide di sposare, contro la volontà della madre, ma il Giappone ama Michiko, che è diventata il simbolo della modernizzazione, nonchè una specie di nuova Cenerentola.
Queste ovviamente sono alcune delle donne che troverete raccontate all'interno del volume, che le presenta in modo sintetico ma incisivo, raccontando la loro vita, dove sono partite, cosa hanno fatto di  importante e che fine hanno fatto. Ovviamente riguardo alle donne vissute in tempi più recenti abbiamo più informazioni, che invece sono più scarse e incerte (spesso frutto più che altro di leggende) per le donne del lontano passato.
Il volume propone una buona varietà di figure femminili, che hanno ricoperto vari ruoli: abbiamo mogli e figlie fedelissime che si sacrificano per il bene del marito o della famiglia; donne guerriere capaci di condurre eserciti e sconfiggere centinaia di nemici; geishe bellissime e raffinate; artiste di tutti i tipi, che si sono distinte in vari campi come l'arte, la scrittura, la musica, la danza, il canto, la moda, il cinema; donne assassine, passate alla storia per l'efferatezza dei propri crimini; donne che hanno lottato per i propri diritti; mangaka che hanno scritto e illustrato opere che rimarranno nella memoria per sempre; idol, cioè ragazze famose e popolari, delle e vere e proprie star che hanno portato gioia e spensieratezza a migliaia di ragazzi....
Alla fine del volume è presente una nota sulla traslitterazione dei termini giapponesi e un'utile tavola cronologica dei vari periodi giapponesi e a quali secoli o anni essi corrispondano.
 
 
Sopra: Le pagine che mostrano il sommario del volume, con accanto l'immagine di una donna.

Il volume è riccamente accompagnato da numerose illustrazioni realizzate da due artisti giapponesi: Ayano Otani e Kaori Yamaguchi, ma che comprendono anche stampe antiche.
Per questo motivo all'interno del volume troviamo almeno 2 stili di disegno molto differenti tra di loro, in quanto è presente sia lo stile dell'iconografia classica giapponese, quelle delle antiche stampe, che quello delle due artiste, che hanno uno stile decisamente più moderno.
Nelle antiche stampe ad esempio le donne sono raffigurate in molto raffinato e delicato, con immagini dall'aspetto maggiormente realistico e incredibilmente ricco di dettagli. Osservate ad esempio gli abiti indossati dalle donne ritratte: essi sono incredibilmente minuziosi e curati, nel modo in cui si creano le varie pieghe, nel colore, nelle fantasie della stoffa. Molta cura viene dedicata anche alle acconciature e ai capelli delle donne, nonché alle loro pose, che non sono mai statiche, ma sempre dinamiche, in quanto le vediamo sempre intente a fare qualcosa.
Utile il fatto che accanto ad ogni immagine sia riportata una breve descrizione della stessa, con riportato il titolo dell'opera, se esistente, e il nome dell'artista che l'ha realizzata (con anno di nascita e morte).

 
 
Sopra: Delle pagine che ritraggono due donne vissute nell'antichità, quella più in alto rappresentate da Katsushika  Hokusai mentre quella più in basso è di Tsukioka Yoshitoshi, da notare la minuziosità dei dettagli (soprattutto per quanto riguarda gli abiti) e la ricchezza delle illustrazioni.
 
Le illustrazioni di Ayano Otani e Kaori Yamaguchi sono invece più moderne, ed infatti sono utilizzate per rappresentare le donne nate a partire da fine Ottocento e inizio Novecento, quindi quelle vissute in tempi più recenti. 
In questo caso le immagini appaio volutamente più semplificate, meno dettagliate e minuziose nei particolari. C'è da dire comunque che a volte lo stile di queste tavole cambia abbastanza, in certi casi ad esempio esso riprende quello dei manga, specialmente quando si sta parlando di qualche mangaka, mentre altre volte si ispira a un'iconografia più tradizionale.
I bordi delle donne o degli elementi della scena sono ad esempio tracciati in modo più netto e ben delineato, ad esempio gli abiti non presentano tutte quelle pieghe, ombre e sfumature che caratterizzavano invece quelli di alcune antiche stampe, ma hanno un aspetto più essenziale. In alcuni casi i tratti facciali addirittura sono ridotti al minimo, con due palline al posto degli occhi e una righetta per la bocca e due piccoli archi per le sopracciglia.
Pur nella loro semplicità le immagini però non risultano mai banali o spoglie, in quanto comunque nell'insieme il ritratto risulta comunque curato e attento.

 
 
Sopra: Le immagini di Ayano Otani e Kaori Yamaguchi hanno un aspetto più moderno e appaio volutamente più semplificate, meno dettagliate e minuziose nei particolari, con dei contorni più netti e precisi.

I disegni di entrambi gli illustratori risultano molto colorati, anche se in modo differente. Quelli delle stampe antiche, dall'aspetto tradizionale, hanno colori accesi e intensi e spesso piuttosto brillanti. Le tinte sono applicate con cura all'interno dell'immagine con sfumature, ombreggiature (come quelle ad esempio delle stoffe degli abiti) e punti luce.
Ayano Otani e Kaori Yamaguchi invece stendono le proprie tinte in modo più deciso e compatto, senza ombre e sfumature, grazie ai contorni più netti e delineati dei loro disegni. Anche loro comunque prediligono colori dai toni accesi, brillanti e intensi, tinte che applicano anche agli sfondi, ad esempio quello su Yosano è viola, quello della Kusama è rosso e bianco mentre quello della Ikea è principalmente violetto/fucsia oppure azzurro.


Sopra: Più in alto un'illustrazione antica di Yoshitoshi che raffigura Tomoe Gozen, mentre più in basso una di Ayano Otani o Kaori Yamaguchi su Riyoko Ikea . Entrambe le immagini risultano molto colorate, con tinte accese, intense e brillanti; quella di Gozen però presenta delle sfumature e delle ombreggiature, mentre in quella della Ikeda le tinte sono stese in modo deciso e compatto, senza ombre e sfumature.

"Il Giappone delle donne dal II secolo ad oggi" scritto da Ornella Civardi è un volume molto bello e interessante che propone al lettore una buona varietà di figure femminili, ognuna ben collocata nel suo periodo storico: abbiamo mogli e figlie fedelissime come Ototachibana hime (la vittima sacrificale), Kozaisho (la sposa esemplare), Osono (il modello di pietà filiale); donne guerriere capaci di condurre eserciti e sconfiggere centinaia di nemici come Tomoe Gozen (la prima donna samurai), Akai Teruko (la monaca generalessa), Tsuru-hime (la Giovanna d'Arco giapponese), Ikeda Sen (la moschettiera), Kai-hime (la guerriera più bella), Mochizuki Chiyome (la ninja), Chiba Sanako (la spadaccina che amò Sakaoto Ryoma)... ; geishe bellissime e raffinate come Manji Takao (la geisha più tragica) e Mineko Iwasaki (la geisha più famosa); artiste di tutti i tipi come Ono no Komachi (la poetessa della caducità), Murasaki Shikibu (la prima narratrice), Setsuko Hara (l'attrice feticcio di Ozu); Shizuka Gozen (la danzatrice di Yoshitsune), Yayoi Kusama (la sacerdotessa dei pois), Natsuo Kirino (il noir femminista), Masako Shirasu (la trendsetter della bellezza), Toko Shinoda (l'artista del sumie), Tomoko Fuse (la regina degli origami) ... ; donne assassine quali Sada Abe (il lato oscuro dell'eros) o Ohatsu (la donna della vendetta); mangaka come Riyoko Ikeda (la creatrice di Lady Oscar), Rumiko Takahashi (la mangaka best seller), Hiromu Arakawa (la mangaka di fattoria); idol quali Kanako Momota (la idol da weekend). 
Come ho detto anche sopra ho apprezzato particolarmente nel volume la presentazione delle donne in base al periodo storico, partendo quindi da quelle del II-XIX secolo fino a quelle del XXI secolo e il fatto che accanto ad ogni nome sia stata posta una mini descrizione della persona, che aiuta il lettore ad orientarsi tra le tante biografie.
Le illustrazioni, sia quelle delle antiche stampe giapponesi che quelli di Ayano Otani e Kaori Yamaguchi, sono tutte molto belle, colorate, intriganti e rendono il volume molto accattivante e curato. Lo rendono inoltre molto variegato non solo come soggetti trattati, ma anche artisticamente, riunendo insieme grafiche moderne e antiche, in base anche al periodo storico di cui si sta parlando. Molto utile poi che per ogni stampa antica sia stato riportata accanto una descrizione di essa.
Un bel volume ricco di biografie femminili molto interessanti e varie, dalla grafica molto curata ed accattivante.

Questo volume è stato pubblicato nel 2021 dalla nuinui; ha 183 pagine, la copertina flessibile e misura 27 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza e costa 30 euro.

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