lunedì 3 dicembre 2018

Barbablù di Chiara Lossani e Gabriel Pacheco

In questo post vi presenterò un albo illustrato di una fiaba di cui non parlavo da un bel po': "Barbablù", questa volta in una versione riscritta da Chiara Lossani e illustrata da Gabriel Pacheco, un artista di cui avevo già recensito un libro illustrato di fiabe ("La Bella e la Bestia" di Jeanne-Marie Le prince Beaumont).

Sopra: Sull'elegante copertina della versione illustrata da Gabriel Pacheco di "Barbablù" , possiamo vedere la sorella minore spiccare su uno sfondo blu scuro.

Come ho detto all'inizio i testi di questa versione di "Barbablù" sono stati riscritti da Chiara Lossani, che si è liberamente ispirata alla fiaba di Perrault e a "Donne che corrono coi lupi" di C. Pinkola Estés.
Il cambiamento che si può subito notare rispetto alla versione originale di Perrault è che la storia è narrata in prima persona, più precisamente dal punto di vista della sorella maggiore della protagonista (Anna). La versione della Lossani inizia quindi con la presentazione delle due sorelle Anna e Cate (in cui ci viene spiegato che i loro fratelli erano appena partiti per un lungo viaggio) e dell'incontro di queste con Barbablù:
"Passavamo le giornate in giardino (...)
Ma non passava mai nessuno, e mia sorella era sempre scontenta. 
Finché, un giorno, un viso allegro si affacciò al cancello....
"Buongiorno, belle ragazze! Che ne dite di venire a fare un giro sulla mia carrozza?."
Era il proprietario del castello in cima alla collina, appena tornato dalla sua bellissima casa di città. (...)
"Un'idea stupenda! Veniamo volentieri" esultò (Cate).
Io lasciai a malincuore il libro e salimmo sulla sua carrozza. (...)
Quando alla sera ci riportò a casa ero esausta. 
"Non mi sono mai divertita tanto!" gli disse Cate salutandolo.
"Allora tornerò domani" rispose Barbablù (...) "

Vediamo invece come viene descritto l'incontro tra Barbablù e le due sorelle nella versione di Perrault (tratta da "Tutte le fiabe" di Charles Perrault della Donzelli Editore):
"Nella casa vicina abitava una gentildonna d'alto rango che aveva due figlie di rara bellezza. L'uomo che chiese una in sposa, lasciando alla madre la libertà di decidere quale dargli. (...) Ma Barbablù volle conoscere le ragazze e le invitò a trascorrere qualche giorno in una delle sue residenze di campagna. Naturalmente invitò anche la madre, tre o quattro delle loro amiche e alcuni giovani del vicinato. Gli ospiti si intrattennero un'intera settimana, e il soggiorno fu dei più piacevoli: (...)"

Il principale cambiamento apportato nella versione di Lossani sta nel fatto, come avrete potuto intendere dai pezzi che vi ho riportato sopra, che nella versione di Perrault le due ragazze vengono invitate ad andare a casa dell'uomo insieme alla madre e agli amici e vi si fermano a festeggiare un'intera settimana, al termine della quale la minore delle sorelle accetta di sposare l'uomo. Nella versione della Lossani, invece Barbablù invita le sorelle, da sole, a salire sulla sua carrozza, ma le riporta a casa la sera stessa. Dopodiché continuerà a fare visita alle sorelle tutti i giorni, portando loro dei regali, per qualche tempo, finché l'uomo fa una proposta di matrimonio alla sorella minore, che accetta entusiasta.
La versione della Lossani prosegue poi con la sorella minore che, dopo un po' di tempo dal matrimonio, chiama la maggiore annunciandole che il marito è partito per un viaggio d'affari, lasciandole un mazzo di chiavi con le quali può visitare tutte le stanze del castello tranne una. Ogni giorno le sorelle aprono insieme una stanza diversa, ma Cate (la sorella minore) è curiosa e non pensa ad altro alla camera che non deve aprire, finché, un giorno, in un lampo di ribellione verso il divieto impostole, decide di aprire la porta proibita assieme alla sorella.
Nella stanza trovano le precedenti mogli di Barbablù decapitate. A Cate, per lo spavento, cade la chiave in una pozza di sangue, il quale, per quanto lo strofinano, non va via.
Barbablù torna il giorno stesso e si accorge subito che manca la chiave della stanza proibita. A questo punto Cate chiede al marito di lasciarle qualche minuto per pregare assieme alla sorella maggiore.
Poiché quello è anche il giorno in cui dovrebbero tornare i fratelli delle due ragazze queste cercano di prendere tempo mentre aspettano il loro ritorno. Quando i loro fratelli arrivano uccidono Barbablù e tutti insieme alla fine fuggono dal castello, mentre la neve tutt'intorno si scioglie: "Una nuova primavera ci aspetta generosa. Alle nostre spalle il tempo stava già ricoprendo col suo mantello il castello e ciò che vi era accaduto".
Il finale della Lossani, come avete potuto leggere, è positivo e pieno di speranza, anche se questo si interrompe prima rispetto a quello scritto da Perrault, nel quale viene anche spiegato che la moglie di Barbablù ereditò tutti i beni di quest'ultimo e ne userà una parte per far sposare la sorella maggiore Anna e un'altra per acquistare una carica per i fratelli. In seguito riuscirà anche a sposarsi con un uomo che riuscirà a farla dimenticare la terribile esperienza vissuta con Barbablù.

Sopra: Questa immagine ritrae le due sorelle protagoniste della storia: Cate e Anna. Da notare l'interessante scelta dei colori e l'accurato abbigliamento delle due ragazze, nonché la ricchezza di dettagli dello sfondo.

Passiamo ora a parlare delle vere protagoniste di questo albo illustrato: le illustrazioni realizzate da Gabriel Pacheco. Dico "le vere protagoniste" perché, a differenza di quanto accade di solito negli albi illustrati, esse non sono presenti assieme al testo, ma bensì prima di questo, che è  invece stato posto tutto alla fine, come una specie di appendice. Ciò permette al lettore di poter interpretare le immagini del libro in un primo momento liberamente, senza essere influenzato da alcuna scritta.
I disegni realizzati da Pacheco sono molto belli, originali, dai tratti eleganti e dalle figure slanciate. Anche in queste immagini l'artista utilizza molto il grigio, in quanto l'ampio uso di questo colore nei suoi disegni è un tratto distintivo del suo stile, poiché per lui "Il grigio è la presenza di un'origine che disperde il vuoto e incorpora la luce a poco a poco".
In quest'opera, tuttavia, noto anche un maggior utilizzo di altri colori, che si fondono col grigio. La tavolozza di colori scelta da Pacheco rimane comunque molto ristretta, ma la sua è stata sicuramente una scelta ragionata. Gli altri colori presenti nelle illustrazioni sono infatti: il blu (che in una storia su Barbablù certamente non poteva mancare), il giallo, il dorato, il bianco, il nero, l'arancione, il rosso e, infine, il verde.

 

  
Sopra: Come è tipico dello stile di questo artista, anche queste immagini presentano molto grigio,  noto tuttavia, in quest'opera, anche un maggior utilizzo di altri colori come: il blu, il giallo, il dorato, il bianco, il nero, l'arancione, il rosso e, infine, il verde. In queste immagini qui sopra potete ad esempio notare  l'uso del grigio, del blu, del giallo, del dorato, del bianco, del nero e del rosso (dei frutti presenti nella prima immagine).

Il giallo/dorato, il blu e il bianco (il quale viene utilizzato più che altro per alcuni sfondi), assieme al grigio, sono in assoluto i colori maggiormente utilizzati. Gli altri colori come il nero e l'arancione sono adoperati in particolare solo su certi animali che compaiono ogni tanto nelle illustrazioni: il nero per il gatto delle protagoniste e l'arancione su di una volpe. Il rosso è stato utilizzato invece un paio di volte solo su alcuni oggetti (dei frutti e il rubino sull'anello che Barbablù regala alla sorella minore). Il verde, invece, compare praticamente solo nell'immagine finale, in cui lo vediamo prendere il posto del blu nella vegetazione attorno al castello (a simboleggiare la scomparsa della presenza di Barbablù).


  
Sopra: Come potete vedere anche dalle immagini precedenti il giallo/dorato, il blu e il bianco (il quale viene utilizzato più che altro per alcuni sfondi), assieme al grigio, sono in assoluto in colori maggiormente utilizzati. Gli altri colori come il nero e l'arancione sono adoperati in particolare solo su certi animali che compaiono ogni tanto nelle illustrazioni: il nero per il gatto delle protagoniste (immagine sopra più in alto) e l'arancione su di una volpe (immagine sopra più in basso).

 
Sopra: Il verde compare solo verso la fine del libro e in notevole quantità solo nell'immagine finale (sopra a destra), in cui lo vediamo prendere il posto del blu nella vegetazione attorno al castello confrontate con l'immagine a sinistra). Da notare però come alcune piante di colore blu siano ancora presenti anche nell'immagine a destra.

Le illustrazioni di Pacheco, oltre a rappresentare quanto narrato nel testo della vicenda (anche in modo piuttosto preciso ed accurato), presentano anche degli elementi simbolici (come ad esempio le volpi che compaiono ogni tanto nei disegni) al loro interno, i quali, talvolta, sono degli elementi aggiuntivi rispetto al testo scritto, facendo così in modo che le illustrazioni di Pacheco riescano a comunicare anche qualcosa di più rispetto ai testi.
Elementi simbolici a parte, le tavole dell'artista si presentano comunque molto dettagliate e ricche di particolari, nonché molto curate. Basta notare, ad esempio, l'attenzione che è stata data ai vestiti  (e ai copricapi) delle sorelle, i quali presentano dei disegni sempre diversi e molto particolari che richiamano elementi astronomici quali il sole, le stelle, la luna, le costellazioni ecc...

Sopra: Le tavole dell'artista si presentano comunque molto dettagliate e ricche di particolari, nonché molto curate. Notate, ad esempio, anche dall'immagine qui sopra, l'attenzione che è stata data ai vestiti delle sorelle, i quali presentano dei disegni sempre diversi e molto particolari che richiamano elementi astronomici quali il sole, le stelle, la luna, le costellazioni ecc...

Questo "Barbablù" riscritto dalla Lossani e illustrato da Pacheco è una versione molto interessante della storia. I testi della Lossani, anche se mettono molto di più in risalto il legame tra sorelle, mantengono comunque molte analogie con quelli di Perrault, rispettando gli eventi principali della storia, sebbene alcune parti siano effettivamente state cambiate: come, ad esempio, la parte iniziale della vicenda (della quale ho già parlato sopra), oppure il fatto che la sorella maggiore fosse assieme alla minore quando quest'ultima apre la porta proibita, oppure il fatto che qualche volta viene citato anche il gatto delle due sorelle (che è stato inserito dalla Lossani nella sua versione in riferimento al modo di dire "La curiosità uccise il gatto"), oppure che alla fine le due sorelle si mettono a comunicare l'una con l'altra, mentre aspettano l'arrivo dei fratelli, con dei bigliettini da una finestra ad un'altra.
Le illustrazioni di Gabriel Pacheco, che in questa edizione illustrata rivestono il ruolo di protagoniste assolute (tanto che i testi della storia sono presenti solo in fondo, alla fine del volume e non all'interno assieme i disegni) sono, come sempre, molto belle ed originali.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2018 dalla Bluebeard e poi è stata edita in italiano nel medesimo anno dalla Logos Edizioni. L'albo ha 48 pagine, la copertina rigida, misura 30,3 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 17 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

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