sabato 13 dicembre 2025

Frankenstein di Mary Shelley e Marco Calvi

Dopo aver letto anni fa "Dracula" finalmente mi sono decisa a leggere e a parlarvi anche di un altro famosissimo e imprescindibile romanzo gotico: "Frankenstein" di Mary Shelley, in questa edizione tradotta da Tiffany Vecchietti basandosi sulla versione del 1818 e illustrata da Marco Calvi.
Opera fondamentale per lo sviluppo del genere horror e di quello fantascientifico, la storia del giovane Frankenstein che riesce a dar vita a una "creatura" assemblata con parti di cadaveri colpisce ancora oggi per l'attualità delle questioni affrontate, dalla sfida dell'uomo ai limiti posti dalla natura al desiderio di poter sfuggire alla morte. 
 
Sopra: La copertina sui toni del viola, del nero e del bianco ci mostra un disegno di Marco Calvi con il mostro di Frankenstein che stringe tra le braccia la futura moglie del suo creatore.
 
La vicenda inizia con le lettere che il giovane capitano ed esploratore Robert Walton scrive alla sorella Margaret. Walton è appena diventato ricco grazie all'eredità di un cugino e ha deciso di intraprendere un viaggio nella speranza di giungere al Polo Nord e scoprire cosa attragga l'ago magnetico della bussola verso nord. La sua nave, giunta nell'estremità dell'emisfero, rimane intrappolata fra blocchi di ghiaccio dove l'equipaggio scorge fra i ghiacci una figura enorme e mostruosa su una slitta che, poco tempo dopo, scompare. 
Ecco cosa scrive Robert Walton in una lettera alla sorella: "Ci è capitato un incidente così strano che non posso fare a meno di riportarlo, sebbene sia molto probabile che tu mi veda prima che queste pagine giungano in tuo possesso.
Lunedì scorso (31 luglio), eravamo pressoché circondati dal ghiaccio che accerchiava la nave da ogni lato, lasciandole a malapena lo spazio per galleggiare. [...]
Verso le due, la foschia si diradò e vedemmo dispiegarsi davanti a noi, in ogni direzione, distese di ghiaccio vaste e irregolari, che parevano non avere fine. Alcuni dei miei compagni lasciarono sfuggire un gemito, e la mia mente, allertata, si affollò di pensieri ansiosi, quando all'improvviso una visione singolare attirò la nostra attenzione e ci distolse dall'inquietudine per la nostra situazione.
A circa un chilometro di distanza, vedemmo un carro basso, fissato a una slitta trainata da cani, diretto verso nord: un essere dall sembianze umane, ma di dimensioni apparentemente gigantesche, sedeva sulla slitta e guidava i cani. Osservammo il rapido avanzare del viaggiatore con i nostri cannocchiali, finché non scomparve tra le irregolarità dei ghiacci in lontananza.
Questa visione suscitò in noi un meraviglioso stupore. Credevamo di essere a centinaia di chilometri dalla terraferma; ma quella visione sembrava indicare che non fosse poi così distante come avevamo pensato. Tuttavia, reclusi com'eravamo dai ghiacci, ci fu impossibile seguire le sue tracce, che avevamo osservato con la massima attenzione." 
Il giorno successivo appare una seconda slitta, con a bordo un uomo praticamente congelato. Walton inizia a scrivere alla sorella degli avvenimenti che si susseguono e dell'incredibile storia del forestiero che, una volta recuperate le forze, si presenta come dottor Victor Frankenstein.
Il dottore narra quindi a Robert la sua storia, partendo della sua nascita a Ginevra, dove vive un'infanzia felice con i suoi amorevoli genitori, Alphonse e Caroline Beaufort Frankenstein, la sorella adottiva Elizabeth Lavenza e i fratelli minori Ernest e William, e trascorre il tempo studiando con impegno insieme a Elizabeth, leggendo con passione le opere di antichi autori 
L'esistenza di Frankenstein, fino ad allora molto felice, viene sconvolta dalla morte della madre a causa della scarlattina, contagiata da Elizabeth. Caduto in un trauma psicologico, Victor continua a studiare coltivando segretamente un sogno impossibile per chiunque: la creazione di un essere umano più intelligente del normale, dotato di salute perfetta e lunga vita.
Il dottor Frankenstein confessa quindi di essere riuscito a creare un mostro cucendo pezzi di cadaveri presi da obitori e cimiteri, ma l’orrenda Creatura, ripudiata dal suo stesso demiurgo, fugge e, dopo essere stata oggetto di disgusto, disprezzo e violenza, si lancia in una spietata vendetta contro il suo creatore… 
 
 Sopra: Il capitolo con la quarta lettera di Robert Walton, dove informa la sorella di aver avvistato uno strano essere gigantesco dalle sembianze umane passate su una slitta.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Marco Calvi, le quali hanno un aspetto sontuoso e uno stile immediatamente riconoscibile, con personaggi molto espressivi, grazie anche ai tratti del viso molto netti e marcati, qualche volta perfino esagerati, soprattutto nel caso di alcuni personaggi secondari tipo amici di Frankenstein o i suoi professori universitari. I volti di Calvi rendono molto bene espressioni quali la tristezza, la disperazione, la rabbia, emozioni che finiscono addirittura per deformarne i volti.
I disegni all'interno del volume sono di due tipi: alcuni, più numerosi, sono in bianco e nero, viola e verde; mentre altri sono proprio a colori. I primi sono collocati in mezzo ai testi e rappresentano solitamente personaggi, ambienti oggetti, oppure possono anche avere uno scopo puramente decorativo, con disegni di fori e foglie (queste colorate di verde o marrone). I personaggi e gli ambienti sono solitamente disegnati in bianco e nero e poi vi vengono aggiunte delle sfumature viola sui visi, oppure di viola vengono colorati i vestiti (o parte di essi), talvolta vengono aggiunte piante o fiori, di colore verde o marrone, a scopo decorativo.  
Il secondo tipo di disegni è invece a colori, i quali comunque hanno una palette piuttosto limitata, che comprende, oltre al bianco e al nero, il verde, il viola, il giallo, il rosso e il marrone. Tra questi il verde e il viola sono sicuramente quelli predominanti, mentre il rosso è utilizzato per alcuni oggetti (tipo coperte o libri) e il giallo per i capelli. Queste immagini sono solitamente a pagina intera e rappresentano vere e proprio scene narrate nella storia, con personaggi ritratti in specifici ambienti, come ad esempio: Frankenstein malato a letto che inizia a narrare la propria storia; la cugina di Frankenstein quando arriva a casa sua; Frankenstein spaventato dalla propria creatura appena questa prende vita; la creatura mentre dorme sul pavimento; ...
A proposito della creatura è interessante come questa è stata ritratta, in quanto l'artista sembra aver voluto rappresentarla in due modi distinti, come a voler mostrare ai lettori la sua doppia natura. Alcune volte essa infatti ha un aspetto prevalentemente umano, con un viso umano dai lunghi capelli neri, nonostante la statura molto alta, le braccia molto lunghe e le mani innaturalmente gigantesche. Altre volte invece Calvi le fa assumere un aspetto mostruoso, dove tutto il suo corpo diventa nero, tanto da non poter più distinguerne i tratti del viso, se non per gli occhi completamente bianchi. E' la forma che l'artista fa assumere al mostro la prima volta che prende vita (forse per come lo vede Frankenstein, che rimane disgustato dalla sua creazione) e poi quando esso è particolarmente arrabbiato e violento.
 
   

  

  
 Sopra: In alto  quattro illustrazioni a colori, di cui quelle centrali riguardano il dott. Frankenstein e la sua creatura. Le due pagine in basso contengono invece alcuni dei disegni in bianco nero e viola.
 
"Frankenstein ovvero il Prometeo moderno" di Mary Shelley è una di quelle opere che mi sono sempre ripromessa di dover leggere, soprattutto dopo aver letto "Dracula" di Bram Stoker, ma che ho sempre avuto un po' paura ad approcciare. Finalmente comunque sono riuscita a vincere questa resistenza grazie a due nuove edizioni illustrate che sono uscite tra ottobre e novembre del 2025 (in occasione dell'uscita del film basato sul romanzo di "Frankenstein" diretto da Guillermo del Toro). Una delle due edizioni è quella illustrata da MinaLima (e che continua la collana dei classici che era rimasta ferma con "Biancaneve e altre fiabe" dal 2022) mentre l'altra è questa illustrata da Calvi edita dalle Edizioni Re-Belle.
Il libro, nonostante l'iniziale reticenza a iniziarlo, devo dire che mi è piaciuto, sebbene l'abbia trovato un po' diverso da come me lo aspettavo. La maggiore differenza per me è stata la creazione del mostro. Nei film infatti ho sempre visto dare molta enfasi a questo momento della creatura che prende vita grazie alla forza elettrica dei fulmini: in tutti i film di "Frankenstein" c'è questa scena memorabile del mostro disteso che viene animato grazie all'elettricità contenuta nei fulmini durante una notte di tempesta, attesa con trepidazione dal dottor Frankenstein.
Nel romanzo invece il tutto avviene molto in silenzio e quasi in sordina, in quanto il dottore spiega di aver fatto questi esperimenti segreti nella propria camera e a quanto pare nessuno ha mai sospettato nulla. Le parti dedicate a spiegare gli esperimenti e i tentativi che hanno portato alla creazione e animazione della creatura in realtà sono piuttosto brevi: "Chi può immaginare gli orrori del mio lavoro segreto, mentre armeggiavo tra le umide e sacrileghe esalazioni delle tombe, o torturavo gli animali vivi per animare l'argilla morta?"
In effetti dal testo sembra che Frankenstein abbia scoperto il segreto della vita ben prima di iniziare a creare la sua creatura e che solamente dopo abbia deciso di addentrarsi nella sua realizzazione. Da notare tuttavia come la descrizione di tale scoperta sia lasciata piuttosto vaga. La cosa che più mi ha stupito, leggendo il romanzo, è come ad esempio, quando il dottore descrive le ricerche che lo hanno portato a scoprire il segreto per infondere la vita nella materia morta, non parli mai dell'elettricità, cosa che invece nei film viene sempre messa molto in risalto: "Mi soffermai a esaminare e ad analizzare tutti i dettagli del rapporto causa-effetto, per come si verificano nel passaggio dalla vita alla morte e dalla morte alla vita, finché, nel mezzo di questa oscurità, dentro di me si fece strada una luce improvvisa - una luce così brillante e portentosa quanto semplice. [...]
Forse è il risultato di qualche miracolo, eppure i passaggi che hanno portato alla scoperta furono distinti e inverosimili. Dopo giorni e notti di lavoro incredibile e spossatezza, riuscii a scoprire la causa della generazione della vita. No, persino di più: divenni capace io stesso di animare la materia inerte. [...]
Quando mi trovai tra le mani un potere tanto straordinario, esitai a lungo sul modo in cui avrei dovuto impiegarlo. Sebbene possedessi la capacità di infondere la vita, preparare un corpo adatto a riceverla, con tutti i suoi intrichi di fibre, muscoli e vene, restava un'opera dalla difficoltà e dagli sforzi inconcepibili. All'inizio non sapevo se tentare la creazione di un essere simile a me o uno dalla struttura più semplice; ma la mia immaginazione era troppo esaltata dal primo successo per permettermi di dubitare della mia capacità di dare vita a un animale tanto complesso e meraviglioso quanto l'uomo."
Anche il momento in cui alla creatura viene data la vita è piuttosto breve, e la vicenda si focalizza rapidamente sulle emozioni e i sentimenti del dottor Frankenstein piuttosto che non sulla nascita della creatura in sè (e anche qui non si fa un esplicito o specifico riferimento all'uso di elettricità): "Fu in una lugubre notte di novembre che assistetti al compimento delle mie fatiche. Con un'ansia che rasentava l'agonia, raccolsi gli strumenti per instillare la vita attorno a me e infondere una scintilla nella cosa inanimata che giaceva ai miei piedi. Era già l'una di notte; la pioggia batteva tristemente contro i vetri e la mia candela era quasi consumata, quando, alla luce fioca del lume mezzo spento, vidi aprirsi l'occhio opaco e giallastro della creatura; respirava con affanno e un moto convulso agitava le sue membra.
Come esprimere le mie emozioni dinanzi a questa catastrofe? O descrivere l'essere abietto che avevo cercato di plasmare con tanta fatica e dedizione?" 
Il dottore è talmente disgustato e spaventato dalla propria creatura che la abbandona e lascia la stanza, e quando ritorna è sollevato dal non trovarla più. Anche qui mi ha stupito come Frankenstein cerchi di dimenticarsi dell'esistenza di ciò che ha creato, senza mai interrogarsi (per ben 2 anni) su dove sia andato il suo mostro, che fine abbia fatto, se sia ancora vivo e cosa potrebbe combinare. 
In effetti i successivi incontri che egli ha col suo mostro sono casuali, semplicemente lui si reca in un certo luogo e lì lo vede oppure lo incontra. D'altronde probabilmente è destino che i due siano destinati a incontrarsi e a scontrarsi, tato il legame che li lega l'uno all'altro, nonostante i tentativi del dottore di dimenticarsene.
Nonostante alcune cose non fossero come mi aspettassi (influenzata dalla notevole filmografia riguardo a quest'opera) devo dire di aver apprezzato questo classico, anche grazie alle belle e dettagliate illustrazioni di Marco Calvi, molto espressive, sui toni del bianco, nero e viola, che accompagnano la storia in modo egregio. Forse anche grazie alla traduzione della Vecchietti la storia, nonostante sia stata scritta agli inizi dell'Ottocento, scorre molto bene, nonostante i dialoghi siano piuttosto pochi e al fatto che ci siano molte descrizioni. La narrazione in prima persona tuttavia risulta effettivamente coinvolgente e naturalmente la storia stessa è molto interessante e intrigante, in quanto il lettore è effettivamente curioso di conoscere le sorti di Frankenstein e della sua creatura.
La descrizione della creatura è molto interessante, anche grazie all'ampio spazio che le è stato dato all'interno della storia. Vi sono infatti vari capitoli dove ella racconta della propria vita e delle proprie avventure, il che dà i lettori la possibilità di conoscerla intimamente, di comprendere il suo punto di vista e le sue emozioni, arrivando a capire cosa l'abbia portata a fare certe azioni o compiere certe decisioni. Forse per la prima volta nella letteratura ci troviamo davanti a un mostro che è tale per il suo aspetto e per il modo in cui è stato creato, ma che non possiede una natura intrinsecamente malvagia (come accadeva invece nel caso del conte Dracula). Questo lo ha reso un personaggio complesso e sfaccettato, un personaggio grigio, proprio come il suo creatore: con entrambi si può empatizzare e capire le loro ragioni, ma nessuno dei due è comunque completamente assente da colpe (anche il mostro ha comunque compiuto delle azioni riprovevoli, tra cui vari omicidi che avrebbe potuto evitare).
Un classico immortale, a tratti pauroso ma anche struggente, sui limiti della scienza, sulla crudeltà della natura umana, sull’ambizione e sul perdono, scritto nel 1818 da una giovanissima Mary Shelley, una lettura sicuramente consigliata.  
 
Quest'opera è stata edita a ottobre del 2025 dalle Edizioni Re-belle, ha la copertina flessibile, ha 120 pagine, misura 24 cm d'altezza e 17 cm di lunghezza e costa 20 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 10 dicembre 2025

Mumin: Magia d'inverno di Tove Jansson

I Mumin sono personaggi di finzione creati dalla scrittrice ed illustratrice finlandese (di lingua svedese) Tove Jansson. Sarebbero dei troll, ma hanno un aspetto simile ad ippopotami bianchi, abitano nella valle omonima, luogo tranquillo e sicuro, e le loro storie narrano degli eventi che accadono nella valle.
Come scritto nell'introduzione: "i Troll comuni sono piccoli esseri pelosi, selvatici e piuttosto maleducati, I Troll Mumin, invece, e le famiglie più o meno imparentate con loro, sono molto più civili e istruiti. Inoltre, a differenza dei comuni Troll che sbucano solo di notte, i Mumin hanno un grandissimo amore per il sole." 
Compaiono in una serie di romanzi e libri illustrati per bambini scritti e disegnati da Tove Jansson fra il 1945 e il 1993. I romanzi vennero originariamente pubblicati in svedese per essere tradotti in una cinquantina di lingue. Nel corso degli anni sono stati riadattati in fumetti, cartoni animati, serie televisive, spettacoli teatrali, videogiochi e tanto altro.
Quest'anno (2025) la Salani ha ristampato alcuni loro titoli in una nuova edizione in occasione degli 80 anni dalla loro creazione. Questa estate vi avevo già recensito uno di questi titoli: "Caccia alla cometa", mentre oggi vi parlerò di un altro dei romanzi dedicati ai Mumin, (che la Salani aveva ripubblicato ancora a marzo): "Magia d'inverno".
 
  
Sopra: A sinistra la copertina della vecchia edizione del 2019 (che sono miracolososamente riuscita a recuperare), mentre a destra quella della nuova edizione del 2025.

Entriamo nella misteriosa Valle fatata e lasciamoci incantare dai Mumin! Nella casa dei Mumin tutti sono profondamente addormentati, in quanto sono andati in letargo: "Nel salotto, intorno alla grande stufa di porcellana, l'intera famiglia Mumin giaceva addormentata nel suo letargo invernale.
Dormivano sempre da novembre ad aprile perchè tale era stato il costume dei loro avi, e i Mumin, alle tradizioni, ci tenevano. Tutti i componenti della famiglia avevano il pancino pieno di aghi di pino, proprio come i loro antenati, e accanto ai loro giacigli avevano nostalgicamente disposto quegli oggetti che si sarebbero resi necessari al ritorno alla primavera: vanghe, occhiali da sole, rotolini fotografici, anamometri e cose del genere.
Il silenzio regnava profondo, nell'attesa. [...] Il raggio di luna vagò dalla sedia a dondolo alla tavolo del salotto, si arrampicò sulle palle d'ottone delle testiere dei letti e infine splendette proprio in faccia al troll Mumin. 
E qui successe qualcosa di assolutamente nuovo, che mai s'era verificato da quando il primo Mumin ra caduto in letargo: il troll Mumin si svegliò senza riuscire più a riaddormentarsi." 
Questo infatti è un inverno magico e diverso dal solito, in cui il troll Mumin, unico della sua famiglia, si sveglia all'improvviso dal letargo e si trova in un mondo sconosciuto, popolato da misteriose creature.  Come gli spiega Too-Ticki: "Ci sono un'infinità di esseri che non trovano posto in estate, in autunno o in primavera. Tutte quelle creature un po' timide e strane che non stanno bene in nessun posto e nei quali nessuno ha fede. Così se ne rimangono nascoste per tutto l'anno e poi, quando il mondo è bianco e tranquillo, le notti sono lunghe e i più sono in letargo, allora osano mostrarsi". 
E il troll Mumin arriverà (quasi) ad amare l'inverno.
 
Sopra: Due pagine iniziali in cui vediamo a sinistra i testi e a destra un'illustrazione a tutta pagina che mostra il piccolo Mumin appena svegliatosi dal suo letargo.
 
I testi sono riccamente corredati dalle illustrazioni in bianco e nero opera della stessa Tove Janasson, le quali sembrano essere delle incisioni molto carine e graziose, anche molto ricche di dettagli.
Molto interessante ad esempio l'aspetto dei protagonisti da cui la serie prende il nome: i Mumin, i quali non sono rappresentati per nulla come i classici troll, ma sembrano essere proprio una specie a parte. Il loro aspetto infatti è quello di piccoli ippopotami bianchi capaci di camminare in posizione eretta, con lunghe code sottili che terminano con un ciuffetto di pelo (tipo quelle dei leoni), grandi occhi rotondi e cordi dall'aspetto tutto tondeggiante, il che conferisce loro un aspetto molto coccoloso e divertente. Non sorprende che abbiano ottenuto un grande successo, oltre che in madrepatria, in Cina, Corea del Sud e in Giappone.
Raramente però ci sono disegni dedicati esclusivamente a mostrare i personaggi, solitamente si tratta di immagini che mostrano vere e proprie scene descritte nei testi, con personaggi (di solito ritratti da distante, quindi di piccole dimensioni) in mezzo a precisi ambienti (spiagge, boschi, tra le onde del mare, la casa di mumin, il capanno sulla spiaggia...): vi è ad esempio la scena che mostra Mumin uscire all'aperto e vedere il fiume ghiacciato; la scena dove Mumin entra nel capanno sulla spiaggia che è diventata la nuova casa di Too-Ticki con i toporagni invisibili che gli offrono una zuppa; la scena del falò per celebrare il ritorno del sole; ecc...
Le immagini, si caratterizzano per i personaggi, tracciati con semplici linee precise e nette, dall'aspetto carino ma anche un po' bizzarro, quasi mai propriamente umano, o comunque con esseri umani un po' sproporzionati e non dall'aspetto eccessivamente realistico. La presenza delle illustrazioni a volte può essere di grande aiuto per i lettori, sia per supportarli nella lettura e nella comprensione dei testi, che per mostrare loro l'aspetto delle bizzarre e stravaganti creature che abitano il mondo dei Mumin, di cui l'autrice fornisce poche informazioni scritte, dato che è come se desse per scontato che, visto che i personaggi dl suo libro le conoscono allora valga lo stesso anche per i lettori. Il rapporto tra testo e immagini quindi è piuttosto stretto, in quanto se i disegni venissero omessi si farebbe fatica a comprendere alcune cose.
E' interessante anche come l'artista utilizza il bianco e nero, unici colori a comparire in queste tavole. Alcuni elementi ad esempio appaiono completamente bianchi, tipo i personaggi come i Mumin, Too-Ticki (seppur col suo maglione a righe nere), Tabacco (con il suo cappello a punta e il giaccone), ma a volte anche la neve (tipo il cavallo di neve costruito da Too-Ticki, la schiuma delle onde, il fuoco del falò acceso nella notte invernale, ecc... Questi elementi così bianchi creano un contrasto visivo con il resto dell'immagine che invece ha delle zone anche molto scure, completamente nere, ed altre tratteggiate con dei piccoli tratteggi neri sopra los fondo bianco. 
I disegni comunque risultano originali, veramente molto carini e graziosi, incantevoli, ma a modo loro anche bizzarri, con alcuni elementi (tipo gli stessi Mumin) dall'aspetto carino, puccioso e coccoloso ed altri decisamente più oscuri e minacciosi, come il folto della foresta, o qualche creatura mostruosa e terrificante.
 
  

  
 
 
 
Sopra: Alcune pagine illustrate dalla stessa autrice, che solitamente alternano testo e illustrazioni, sebbene ci siano anche alcuni disegni a pagina intera ogni tanto.
 
 "Magia d'inverno" di Tove Jansson racconta di un evento importante in particolare per un membro della famiglia Mumin: il piccolo Mumin, il quale si sveglia improvvisamente dal suo letargo invernale, cosa che non era mai successa a un Mumin prima di allora! 
Siccome, come ci viene spiegato, i Mumin vanno in letargo da novembre fino ad aprile nessuno di loro ha mai visto l'inverno, per cui è molto interessante l'idea che il piccolo di casa si svegli all'improvviso e scopra questa stagione per lui sconosciuta e così diversa dalle altre, molto più cupa e fredda. Infatti il primo impatto non è dei migliori: è tutto buio, tutto è silenzioso, non c'è nessuno in giro, in casa, grazie alla stufa, per fortuna è ancora caldo ma appena esce di casa Mumin scopre quanto faccia freddo all'esterno, sebbene sia emozionante vedere la neve per la prima volta.
La prima cosa che quindi fa il piccolo Mumin è cercare di svegliare la mamma, che però è profondamente addormentata, così il piccolo si avventura all'esterno in cerca di compagnia e trova Too-Ticki, il primo degli unici due personaggio dalle fattezze umane che vedremo comparire nella storia (l'altro è la piccola Mi, che abbiamo conosciuto anche in "Caccia alla cometa") . Quest'ultimo è un personaggio amichevole ma un po' misterioso, il quale sembra conoscere bene l'inverno, sebbene lo presenti a Mumin in modo molto misterioso e incerto, come qualcosa che non si può comprendere fino in fondo. 
D'altronde misteriose e nebulose sono anche le creature che popolano questa stagione, creature che vengono appena appena descritte dall'autrice, e dai cui Mumin è molto incuriosito. Esse sono strane ma innocue, sebbene ce ne siano alcune di pericolose, come la Signora del Gelo, la quale arriva dal mare, è bellissima, ma può uccidere con uno sguardo: "<<Quando il cielo comincia a farsi verde, dopo il crepuscolo, lei arriva direttamente dal mare>>.
<<Chi è lei?>> chiese il troll Mumin, perplesso. 
<<Di chi parli?>>  
<<Della Signora del Gelo. È bellissima, ma se la guardi negli occhi diventi di ghiaccio. E allora sei come di pan biscotto: chiunque può sbriciolarti. Per questo è consigliabile che tu rimanga in casa, stasera>>." 
La vicenda praticamente narra di questo inverno che il piccolo Mumin deve passare sveglio, mentre tutta la sua famiglia è addormentata, dove inizialmente conosce Too-Ticki con i suoi lemuri invisibili e la piccola Mi, anche lei svegliatasi prima del tempo, dopodiché arriverà anche un Emulo e un cagnolino con un berretto di nome Mes-chino e poi tante altre creature che giungono nella Valle dei Mumin in cerca di cibo.
La storia è carina ed è interessante scoprire l'inverno attraverso gli occhi di questo piccolo troll che non lo ha mai visto, ma che cerca di affrontare al meglio la situazione, senza l'aiuto dei familiari, che stanno ancora dormendo. Carino il fatto che la madre si svegli proprio quando sente il figlio starnutire, magari ormai era giunto il tempo del suo risveglio, ma dall'altro sembra aver prevalso il suo istinto materno che l'ha spinta subito a prendersi cura del figlio che si stava ammalando.
Nonostante sia piuttosto breve come storia a capitoli, a tratti però potrebbe risultare non noiosa, ma un po' monotona, in quanto il piccolo Mumin non fa altro che entrare e uscire di casa e nel frattempo conosce alcuni personaggi bizzarri, ma non fa molto altro, sebbene alcune presenze siano piuttosto interessanti, collegate agli elementi del buio, del gelo e della morte. Da questo punto di vista ho trovato "Caccia alla cometa" una storia decisamente più complessa, avvincente ed emozionante.
 
Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 1957 dalla Schilds Forlags Ab col titolo "Trollvinter" ed è stata edita in italiano nel 1992 dalla Salani Editore. L'edizione che ho io è la ristampa del 2019, la quale ha 160 pagine, misura 18,8 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza e costa 9,50 euro.
A marzo del 2025 la Salani ha ristampato questo libro in un diverso formato (più piccolo), in un'edizione sempre con 160 pagine, la copertina flessibile ma che misura 16,6 cm d'altezza e 11,2 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.
 
Ecco i romanzi della serie, in ordine cronologico:
  • "Il piccolo troll e la grande pioggia" (Småtrollen och den stora översvämningen, 1945), trad. Alessandro Storti, Salani, 2025
  • "Caccia alla cometa" (Kometjakten, 1946), trad. Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 2002
  • "Il cappello del Gran Bau" (Trollkarlens hatt, 1948), trad. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 1990
  • "Le memorie di papà Mumin" (Muminpappans bravader, 1950), trad. Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 2007
  • "Magia d'estate" (Farlig midsommar, 1954), trad. Donatella Ziliotto e Maria Hellström, Vallecchi, 1978 poi come Magia di mezz'estate, Salani, 1990
  • "Magia d'inverno" (Trollvinter, 1957), trad. Donatella Ziliotto, Vallecchi, 1978 poi Salani, 1992
  • "Racconti dalla valle dei Mumin" (Det osynliga barnet, 1962), trad. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 1995
  • "Papà Mumin per mare" (Pappan Och Havet, 1965), Salani, 2026 
  • "Mumin magie d'autunno" (Sent I November, 1970), Salani, 2026  
 
       
 
      
 
Sopra: Le copertine dei  romanzi dedicati ai Mumin; la prima, la secoda e la sesta sono quelle della nuova edizione del 2025, oltre all'ottava e alla nona, pubblicate nel 2026.
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

martedì 9 dicembre 2025

"Un magico viaggio a bordo del treno dei sogni" di Matilda Woods e Penny Neville-Lee

"Un magico viaggio a bordo del treno dei sogni" è un libro scritto da Matilda Woods con le illustrazioni di Penny Neville-Lee, inserito all'interno della nuova collana delle EMME Edizioni pensata per i primi lettori.
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo comparire, tra gli alberi, il treno rosso, che spicca sullo sfondo blu, così come spiccano le scritte bianche del titolo.
 
A bordo del Treno dei Sogni ci sono uno yeti, un ballerino, un mostro gentile e una principessa con il suo piccolo drago. Sono diretti a Città Sonno, dove potranno entrare nei sogni dei bambini: "Ambrogio controllò l'orologio. Erano già le undici e mezza. Per tutti ifischietti, erano in ritardo! Il treno avrebe dovuto raggiungere Città Sonno entro mezzanotte, altrimenti i suoi asseggeri speciali non avrebbero fatto in tempo a entrare nei sogni a cui erano destinati." 
Tutti i passeggeri hanno una missione: il ballerino Henry deve esibirsi in uno spettacolo di danza davanti alla regina, la principessa Mia e la sua draghetta Rosi si devono recare sono dirette alle Isole del drago per far visita alla famiglia di Rosi, lo Yeti si sta preparando per un viaggio al Polo Nord assieme alla sua sognatrice, un mostro peloso che vorrebbe solo non spaventare il bambino a cui appare in sogno, perchè lui non vuole essere un incubo. 
Ma, proprio quando si preparano a incontrare i loro sognatori, il treno si ferma. Cosa succede? Ripartiranno? Arriveranno in tempo a Città Sonno?  
 
 Sopra: Due pagine iniziali in cui vediamo il treno dei sogni pronto per partire.
 
I testi sono accompagnati dalle magnifiche e delicate illustrazioni di Penny Neville-Lee, le quali possono essere a doppia pagina, a pagina intera, oppure inserite assieme ai testi. 
Sono disegni che rappresentano ciò che accade nella storia e che ci permettono di visualizzare con accuratezza i vari personaggi, in particolare i passeggeri di questo treno, i quali sono: uno yeti, il ballerino Henri, la principessa Mia (con i suoi capelli neri a caschetto e la coroncina in testa), un mostro peloso.
Quello che colpisce maggiormente di queste illustrazioni sono i colori, i quali sono olto vivaci e brillanti, soprattutto il rosso del treno, che spicca in contrasto col blu della notte, o col bianco della neve e del fumo del treno.
Il rosso e il blu sono i colori che compaiono più spesso nelle immagini, in quanto anche gli interi del treno sono rossi, mentre il blu caratterizza gli spazi esterni. Oltre a questi colori abbiamo il bianco della neve, del fumo e della pelliccia dello yeti, il verde della pelliccia del mostro e qualche tocco di giallo.
Delle illustrazioni davvero incantevoli, capaci di trasportare i lettori in un mondo magico e incantato, in una notte buia e nevosa, ma facendoli sentie al sicuro dentro un bel treno accogliente. 
 



 
Sopra: Alcune delle delicate e graziose illustrazioni di Penny Neville-Lee, dai colori acessi e brillanti e in cui spesso dominano il blu, il bianco e il rosso.
 
"Un magico viaggio a bordo del treno dei sogni" di Matilda Woods è un libro molto carino con una storia dolce anche se semplice, oltre che concettualmente piuttosto interssante visto che vede per protagonisti quattro personaggi i quali sono diretti verso... i sogni dei bambini. 
Seppur nella loro breve comparsa i perqonaggi sono tutti piuttosto ben caratterizzati: abbiamo ad esempio lo yeti che deve accompagnare una bambina che ama esplorare in un viaggio al Polo Nord; c'è un ballerino che prima era un calciatore, ma che per questa notte deve eseguire un importante spettacolo di danza nel sogno di un bambino; abbiamo un mostro che però non vuole spaventare il proprio sognatore, così si mette a preparare tanti palloncini colorati; e infine abbiamo una bambina che è una principessa, ma che ha come animale da compagnia una draghetta e che ha deciso di fuggire dalla sua torre e di girarare il mondo. Tra i vari personaggi è proprio lei quella che si dimostra il più attivo e quello che prende per primo l'inziativa, oltre a essere anche lei colei che convincerà gli altri passeggeri ad aiutare il capotreno a liberare il ponte dall'albero caduto, perchè è facile stare a lamentarsie pensare solo ai propri sogni senza fare niente per migliorare la situazione: "- Noi sappiamo fare molte più cose di quelle che pensiamo. Guardate me: sono stata notti e notti rinchiusa in una torre ad aspettare di essere salvata da un principe e un bel momento ho scoperto che ero capace di salvarmi da sola. E ho fatto proprio così. E adesso su, adndiamo là fuori e vediamo cosa possiamo fare.
lo yeti, Henry e il mostro si guardrono. Chissà, forse la principessa aveva ragione. Forse erano davvero capaci di fare più cose di quante pensassero. Tanto valeva provare." 
Ed è proprio collaborando e lavorando tutti assieme, sfruttando ciascuno le proprie capacità, che i quattro riusciranno a liberare i binari e a giungere in tempo nei sogni dei propri bambini.
Una storia molto carina e dolce, ma anche ricca di insegnamenti, tra cui appunto quello di non arrendersi di fronte alle difficoltà, ma di collaborare per trovare una soluzione. Una storia che tra l'altro cerca di abbattere anche diversi stereotipi, ad esempio: a guidare il treno c'è una donna e non un uomo, ci viene presentato un maschio che sogna un ballerino di danza classica (che prima è sttao un calciatore), abbiamo una bambina esploratrice (quella che sogna lo yeti per esplorare insieme il Polo Nord) e infine abbiamo la principessa Mia, una principessina che ha trovato la forza di salvarsi da sola dalla torre in cui era rinchiusa senza l'aiuto di nessun principe.
Un bel libro illustrato, con una storia dolce ma profonda, con delle magnifiche e delicate illustrazioni di Neville-Lee, adatto per bambini dai 7 anni, pensato appositamente per le letture in autonomia, ideale per i bambini che vogliano leggere divertendosi.
  
Questo volume è stato edito nel 2023 dalla Little Tiger col titolo "The night train".  E' stato pubblicato nel 2024 dalle EMME Edizioni, ha una copertina rigida, ha 96 pagine, misura 20,5 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 5 dicembre 2025

Un mare di storie di Sylvia Bishop e Paddy Donnelly

"Un mare di storie" è una storia che fa parte della collana della EMME Edizioni "Le mie prime letture a colori", di cui vi avevo già presentato alcuni titoli: "Il piano geniale di Oliver lo scheletro" di Giuditta Campello e il suo seguito "Oliver lo scheletro e il fantasma rapito", "Un magico viaggio a bordo del treno dei sogni" di Matilda Woods
Questa storia è stata scritta da Sylvia Bishop e illustrata da Paddy Donnelly e parla del rapporto tra un nonno e la nipote, di ricordi, di vecchiaia e di famiglia.
 
 Sopra: Sulla copertina, dallo sfondo blu e azzurro, spicca la poltrona rossa del nonno su cui sono seduti lui e la nipotina.
 
Il nonno di Rebecca vive vicino al mare: "Il nonno di Rebecca viveva in una casa in cima a una scogliera insieme alla sua vecchia Betsabea. Da lì si sentivano lo sciabordio delle onde il profumo del mare." 
In casa ha una collezione di oggetti strani, e dietro ognuno di essi si cela una storia incredibile, e un ricordo speciale. Così, dopo aver finito di giocare a nascondino in giardino, il nonno si mette a raccontare alla nipote la storia di una vecchia moneta: un doblone del tesoro dei pirati.
Il nonno narra alla nipote di come, da bambino, mentre giocava a trovare un tesoro nascosto da un suo amico, sia entrato in una grotta, scovando un forziere che conteneva un vero tesoro, rubato poche ore prima da alcuni ladri. I proprietari del tesoro, una volta riavuto il bottino, donarono al bambino una moneta del tesoro per ringraziarlo di averlo ritrovato. 
Rebecca poi si fa raccontare la storia dietro a un cannocchiale, grazie al quale scopriamo che l nonno vide un cagnolino che rischiava di cadere da una scogliera e lo salvò. Dpo qualche giorni il nonno le racconta la storia di una vecchia rete, la sua rete fortunata, con cui sua mogli lo ripescò dal mare tanti anna addietro quando lui era caduto in acqua durante un temporale mentre era al bordo del peschereccio del padre. 
Il ricordo più prezioso, però, giace in una baia segreta che le sue gambe ormai deboli non riescono più a raggiungere: "- Andiamo alla nostra baia segret!- esclamò rebecca [...]
- Alla nostra baia segreta? Sarebbe bello, ma non me la sento. La scala di roccia è diventata troppo ripida per me. mi dispiace, tesoro, - disse il nonno.
Anche a Rebecca dispiaceva, ma cercò di non mostrarlo. Lo capiva: le gambe del nonno erano molto deboli, per camminare doveva aiutarsi con un bastone.
Sarebbe stato troppo faticoso per lui scendere la scala di roccia." 
Ma Rebecca ha un’idea per aiutare il nonno… 
 
 Sopra: Due pagine che mostrano un ricordo del nonno di quando lui era andato a pesca assieme al padre da giovane.

I testi sono accompagnati dalle dolci e deliziose illustrazioni di  Paddy Donnelly, le quali mostrano delle scene che stanno accadendo nella storia: come i genitori di Rebecca a casa del nonno mentre si apprestano a lasciare con lui la figlia, il nonno da bambino che spaventa i ladri, il nonno che avvista un cagnolino in pericolo e lo salva, il nonno che cade in mare, ... Alcune delle immagini sono racchiuse dentro a delle fotografie , in quanto l'artista vuole far capire ai lettori che si tratta di ricordi el nonno, la maggior parte dei quali riguardano momenti di lui con la moglie e la figlia (la madre di Rebecca da bambina).
Dai disegni possiamo vedere i personaggi della storia (il nonno, Rebecca e i suoi genitori, ma anche il padre del nonno e i suoi amici d'infanzia), oltre che gli ambienti in cui si svolgono le vaire vicende, ce siano recenti oppure appartenenti a ricordi del passato.
Soprattutto gli ambienti sono molto belli da vedere, dato che questo artista non traccia le sue figure contornandole con delle linee, ma direttamente con i colori, e infatti tutte le scene, e gli ambienti, risultano coloratissimi, un tripudio di tinte dai toni vivaci, brillanti e intensi, che si tratti di un giardino pieno di piante o fiori, di una casa piena di oggetti un po' disordinati, o di un mare di un blu profondo e dalla schiuma bianca...
Gli sfondi sono incredibili, colorati e super curati e ricchi di dettagli meravigliosi, mentre i personaggi, pur essendo molto colorati, hanno un aspetto più semplice e simpatico, con quei piccoli occhietti neri, molto semplici.

 


Sopra: Alcune delle illustrazioni di Donnelly, le quali la fanno da padrone all'interno del libro, notate i bellissimi colori.
 
"Un mare di storie" di Sylvia Bishop è una storia molto dolce e carina che parla del tenero rapporto tra un nonno e una nipote, Rebecca, che si è recata da lui er le vacanze estive. Parte della stoai è dedicata anche al far rivivere i ricordi del nonno, con lui che racconta alla nipote alcune storie legata alla sua gioventù e collegate ad alcuni oggetti che tiene in casa: una moneta, un cannocchiale e una rete da pesca.
Quando però la nipote gli chiede della nonna e lui si ricorda dei tramonti che vedevano assieme in una piccola baia poco conosciuta si rende conto che alcune cose non si può tenerle in casa, sebbene ci piacciano tanto: "- Quale dei Pezzi preziosi riguarda i tramonti?- chiese Rebecca, aspettandosi che indicasse magari un barattolo di sabbia della baia segreta o una boccetta di acqua di mare.
Ma il nonno questa volta non aveva nessun oggetto da mostrare.
- Ci sono cose, - disse, - che non si possono portare a casa e conservare sulla mensola del caminetto. Puoi tenerle solo qui.
E si posò una mano sul cuore.
Rebecca vide la malinconia negli occhi del nonno. Capì quanto doveva essere doloroso per lui non poter andare nel posto che amava di più. Avrebbe voluto portare la baia, il mare e i tramonti in casa del nonno."
Una storia anche un po' malinconica, che parla della vecchiaia e di come a volte questa impedisca alle persone di fare alcune cose importanti. Fortunatamente ci penserà Rebecca a trovare il modo di tirare il nonno su di morale, facendosi aiutare dai genitori e da altre persone del villaggio per sistemare la scala che porta alla baia, in modo da renderla più sicura e facile da percorrere, anche per il nonno che non cammina più tanto bene.
Una storia tenera e dolce che parla di vecchiaia, di ricordi, di malinconia e di come una nipote sia riuscita ad aiutare il nonno, grazie alla collaborazione con i genitori e di altre persone del villaggio, e a renderlo felice realizzando un suo desiderio. Una lettura adatta per i primi lettori a partire dai 7 anni, i quali saranno supportati anche dalle splendide e coloratissime illustrazioni di Paddy Donnelly.
Un libro illustrato pensato appositamente per le letture in autonomia, ideale per i bambini che vogliano leggere divertendosi.  
 
Questo volume è stato pubblicato originariamente nel 2019 dalla Stripes Publishing col titolo "A Sea of Stories", ed è stato edito in italiano nel 2023 dalle EMME Edizioni. Ha una copertina rigida, ha 96 pagine, misura 20,5 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.

 
 Sopra: Questo libro fa parte di una serie specificatamente indirizzata ai primi lettori, che infatti si chiama "Le mie prime letture a colore".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 3 dicembre 2025

Le avventure di Arthur Gordon Pym di Edagar Alla Poe e Daniele Serra

Dopo Machen, Chambers e Stoker, ecco entrare nella collana di classici gotici e fantastici Edgar Allan Poe, con il suo romanzo più celebre: "Le avventure di Arthur Gordon Pym" di Edgar Alla Poe con le illustrazioni di Daniele Serra.
Scritto fra il 1837 e il 1838 sull’onda dell’interesse suscitato dalle grandi spedizioni antartiche, è la storia di un giovane amante dell’avventura che si imbarca di nascosto su una nave e da lì avranno inizio le sue sventure.
 
Sopra: Sulla copertina sui toni del bianco, del grigio e del nero, con scritte e decori blu metallizzato, vediamo un veliero e la testa di un orso polare.
 
Le avventure di Arthur Gordon Pym è la storia di un giovane amante dell’avventura, figlio di un commerciante di beni marittimi di Nantucket, che si imbarca clandestinamente a bordo della baleniera Grampus. Una volta preso il largo, si ritrova a vivere mille peripezie, tra tempeste, naufragi e ammutinamenti. 
Inizialmente il piano è di imbarcarsi clandestinamente su di una nave con l'aiuto di un amico (figlio del comandante della nave), che lo nasconde nella cala poppiera dove gli ha preparato un rifugio con delle provviste: "Poi con un fiammifero accese una candela che sistemò in un lanterna cieca, e si infilò in quell'apertura dicendomi di seguirlo. [...]
Il quale, dopo essersi infilato e aver girovagato tra innumerevoli passaggi, mi condusse infine davanti a una cassa con rinforzi in ferro, come quelle che vengono talvolta usate per imballare del vasellame costoso. Era alta quasi quattro piedi, lunga ben sei, ma molto stretta. [...]
Venni a sapere più tardi che Augustus, aiutato da un solo individuo, che non sarebbe partito col brigantino, di proposito aveva stivato in quel modo la cala, allo scopo di offrirmi un nascondiglio completamente sicuro.
Quindi il mio amico mi fece vedere che uno dei lati della cassa poteva essere rimosso a volontà. Infatti lo fece scivolare di fianco e mi mostrò l'interno, che mi divertì molto. Il fondo, coperto da un materasso preso da una delle cuccette della cabina, conteneva quasi ogni articolo di conforto che siera potuto sistemare in un così breve spazio, concedendomi al tempo stesso posto sufficiente per stare comodo, sia seduto che completamente disteso. Tra le altre cose vi erano libri, penna, inchiostro e calamaio, tre coperte, una grossa brocca piena d'acqua, un caratello di gallette, tre o quattro immense mortadelle, un enorme prosciutto, una coscia di montone arrostito, e sei o sette bottiglie di cordiali e liquori."
Arthur rimane lì nascosto per giorni, finché non inizia a preoccuparsi per la scomparsa del suo amico, iniziando a temere che sia successo qualcosa. Purtroppo le riserve di cibo e di acqua stanno finendo e, quando prova ad uscire dal nascondiglio, trova che la botola da cui è entrato è stata bloccata, per cui si ritrova a dover vivere al buio, senza più acqua, con poco cibo, con l'unica speranza che il suo amico riesca a trovare un modo per tirarlo fuori e gli spieghi che cosa sta succedendo.
Questo è solo l'inizio di una rocambolesca e incredibile avventura, in cui le imprese marinaresche si intrecciano così a spettrali apparizioni, come quella che attende il protagonista in prossimità del Polo Sud, sul finire della vicenda. 
 
Sopra: Alcune tra le prime pagine del libro, dove a sinistra vediamo la pagina con i testi e destra una con un'illustrazione di Serra che mostra una barca in balia delle onde.
 
La particolarità di questa pregiata edizione è l'aggiunta delle tavole a colori opera dell'artista Daniele Serra, il quale predilige l'acquerello, come lui stesso spiga alla fine del volume: "L'acquerello è lo strumento che preferisco. Lo trovo magico. Perchè non puoi mai averne il pieno controllo nè conoscere fino all'ultimo la resa finale. Mi permette di stupirmi di fronte a quello che faccio. M'impedisce di annoiarmi."
Le illustrazioni di Serra sono molto belle e curate, anche se hanno un aspetto moderno esse si adattano visivamente perfettamente alla storia di Poe, grazie alle loro atmosfere cupe e macabre. Sono immagini a pagina intera e talvolta anche a doppia pagina, che vanno a rappresentare scene o ambienti della storia, come ad esempio la nave su cui naviga Arthur in balia delle onde del mare, il cuoco mentre uccide con un ascia alcuni membri dell'equipaggio, il protagonista mentre si guarda allo specchio travestito da fantasma, un cadavere in decomposizione mentre viene mangiato da un gabbiano, ....
L'artista quindi non esita nel mostrare anche alcune scene piuttosto violente o perturbanti, cme lui stesso spiega: "Non credo sia un caso, considerato il fascino che l'orrore e il gotico hanno esercitato su di me fin dall'adolescenza. Da quel momento tutte le mie letture, le mie visioni, gli ascolti, hanno continuato a gravitare intorno alla sfera del perturbante, del fantastico e dell'indistinto."
Anche i colori scelti rispecchiano questo gusto per l'orrore e il gotico, in quanto le tavole sono colorate con tinte piuttosto cupe, mai accese o brillanti, ma sempre scure, con una predominanza del nero (l'artista stesso infatti afferma: "Da autodidatta ho finito per sviluppare una mia tecnica basata su un forte uso del nero"), il quale è il colore predominante nella maggior parte delle tavole, assie al bianco, al blu,  all'azzurro/grigio e al marrone. A volte compare anche il rosso, usato soprattutto per tingere il sangue che sgorga dalle ferite o per le parti interne dei cadaveri, un'altra volta invece è stato utilizzato per dipingere i deliri di alcuni uomini caduti in preda ai fumi dell'alcool.
I colori comunque non sono stesi in maniera precisa all'interno di confini ben definiti, anzi, essendo appunto degli acquerelli i colori sbordano e spesso si mischiano, creando delle scene intense e potenti, di forte impatto visivo. 
"Per illustrare questa edizione ho voluto pormi nella prospettiva di un osservatore esterno, che cerca di avvicinarsi più che può agli eventi senza interferire. Non amo le illustrazioni didascaliche, preferisco creare nuovo mondi a partire dalla storia, lasciando spazio all'immaginazione del lettore. Mi sembra più interessante." 
 
 
 


  
 
  
Sopra: Alcune delle illustrazioni ad acquerello di Serra, che come potete vedere hanno dei colori e delle atmosfere piuttosto cupe.
 
"Le avventure di Arthur Gordon Pym" di Edagar Alla Poe con le illustrazioni di Daniele Serra è una storia coinvolgente, emozionante e intrigante, narrata dal punto di vista del protagonista, che trascina i lettori nelle sue avventure, o disavventure piuttosto, con grande coinvolgimento emotivo. Ad esempio già la situazione iniziale si rivela essere molto emozionante e, allo stesso tempo, claustrofobica per i lettori, che vedono il protagonista prima iniziare a preoccuparsi della scomparsa del suo amico, quindi della conseguente riduzione delle provviste (particolarmente preoccupante in particolare l'esaurimento della scorta d'acqua), dell'impossibilità di vedere, poiché non ci sono più fiammiferi e candele a disposizione, di conseguenza viene inficiata anche la possibilità di muoversi nella cala per dirigersi verso l'uscita. Durante il percorso inoltre il protagonista trova alcuni ostacoli che sono caduti sul suo passaggio, che ora non è più sgombro, infine si scopre che la botolo per uscire è bloccata, per cui ad Arthur non resta che sperare nel ritorno del suo amico. Nel frattempo però viene da chiedersi cosa sia successo ad Augustus, del perchè non torna, e se fosse morto? Cosa ne sarebbe del protagonista?
E questo è solo l'inizio, in quanto poi il nostro protagonista dovrà affrontare un ammutinamento, una tempesta, un naufragio, un viaggio verso il Polo Sud e una tribù cannibale.
La storia è quindi molto avvincente e incalzante, nonostante Poe utilizzi un linguaggio molto preciso e a volte proprio tecnico, ad esempio quanto parla di mettere in panna un vascello: "Un vascello si mette alla cappa o in panna per vari motivi e questa operazione si effettua in varie maniere. Quando il tempo è abbastanza tranquillo una nave si mette in panna semplicemente per fermarci e attendere un altro bastimento, o per qualche motivo del genere. Se il vascello, che vuol mettersi in panna, ha tutte le vele spiegate, la manovra generalmente si compie disponendo le vele a capanna, in modo che le forze opposte si elidano e la nave si fermi. Ma noi adesso parliamo di un bastimento che vuol mettersi in panna durante un fortunale. A questa misura si ricorre quando il vento è in testa e troppo violento perchè sia possibile mantenere una vela senza correre il pericolo di ribaltare; qualche volta anche quando il vento è moderato, ma il mare troppo grosso perchè il vascello possa correre avanti. Se si naviga vento in poppa, con un mare molto grosso, generalmente si incorre in guai, perchè il vascello imbarca acqua a poppa, e subisce dei violenti colpi di beccheggio." 
Poe è infatti molto preciso quando scrive, per cui nel libro sono presenti varie parti descrittive, ad esempio riguardanti gli animali avvisati o incontrati ma anche il viaggio stesso, in particolare quello verso il Polo, dove Poe non dimentica di annotare i gradi di longitudine e latitudine per fare capire al lettore dove il protagonista si trova: "... In quindici giorni raggiungemmo le isole Tristan d' Acunha, a 37° e 8' latitudine sud, 12° 8' longitudine ovest.
Questi gruppo molto conosciuto, e che è formato da tre isole rotonde, fu scoperto dai portoghesi e visitato in seguito dagli olandesi nel 1643 e dai francesi nel 1767. [...]
Dopo questa, come superficie, viene l'isola che si trova più a occidente del gruppo, quella chiamata l'Inaccessibile. La sua posizione precisa e 37° 17' latitudine sud, 12° 24' longitudine ovest. Ha una circonferenza di 7 o otto miglia e presenta in ogni suo lato un aspetto scosceso, inespugnabile."
Tali indicazioni così precise comunque sono presenti nella seconda parte del romanzo, in quanto nella prima, come lo stesso protagonista spiega, egli non aveva modo di verificare in che punto del mare si trovasse, essendo rimasto per diverso tempo nascosto dentro la barca oppure disperso in mezzo al mare. 
Si può infatti dividere il romanzo in due parti: nella prima Arthur si trova a bordo della Grampus, mentre nella seconda egli viene salvato e preso a bordo della Jane Guy. Nel momento in cui viene salvato dalla Jane Guy segue un certo periodo di calma, che si conclude con l'inizio del viaggio verso il Polo Sud e, in particolare, con l'incontro di un gruppo di indigeni che abitano nelle zone antartiche. Indigeni dalla pelle scura che sembrano amichevoli e ben disposti nei confronti della ciurma, ma ci potrà davvero fidare?
Un'avventura ricca di avvenimenti emozionanti e coinvolgenti, nonché di avventura, mentre mancano gli elementi soprannaturali, al massimo si può parlare di fatti misteriosi, resi tali perchè il protagonista, non essendo un narratore onnisciente, non può spiegare. Ad un certo punto ad esempio Arthur avvista una nave che vede essere piena di cadaveri in putrefazione, è un fatto misterioso che anche in seguito il protagonista non è riuscito a spiegare, visto che non è riuscito a vedere il nome della nave con cui poter chiedere qualche informazione, e può solo supporre che le persona a bordo siano morte a causa di una qualche pandemia fulminante. 
Nonostante la mancanza di elementi soprannaturali non mancano però elementi di violenza, sia umana che contro gli animali, i quali sono visti come fonte di cibo o di commercio (si parla ad esempio di caccia alle balene o alle foche per la loro pelliccia). Anche i comportamenti violenti nei confronti delle persone non scherzano comunque, in quanto vediamo gente uccisa con un'ascia, atti di cannibalismo, imboscate, accoltellate, ecc...
L'elemento pauroso della storia è quindi dato da un lato dalla violenza e dalla crudeltà che le persone possono manifestare le une nei confronti degli altri, dall'altro lato da situazioni di pericolo (dovuto sia alla presenza di persone pericolose che di situazioni pericolose) e di incertezza, in cui non si sa se si morirà da un momento all'altro o se si arriverà al giorno successivo. In questa storia quindi l'elemento di paura è più di tipo psicologico, in questa storia Poe non ha bisogno di creature soprannaturali per stimolare il terrore, in quanto sono gli stessi umani dei potenziali mostri, pronti a farsi fuori l'un l'altro, per non parlare dell'incertezza degli eventi, dell'uomo in balia dei capricci del fato, in quanto una forte tempesta può distruggere la nave su cui si sta viaggiando rendendoci dei poveri naufraghi soli in balia dell'oceano, senza cibo e acqua.
Il finale è un po' particolare e strano, quasi onirico, come lasciato in sospeso in quanto, a quanto pare, l'autore (lo stesso Arthur Gordon Pym) è deceduto prima di poter consegnare gli ultimi capitoli del libro al proprio editore, per cui gli ultimi capitoli dell'opera risultano dispersi, e l'opera dà in effetti l'idea di essere incompleta. Un finale sicuramente originale e bizzarro, ma starà a ogni singolo lettore giudicarlo, dandogli un'opportunità.
Sorta di discesa agli Inferi e capostipite dell’horror psicologico, il romanzo di Poe è stato d’ispirazione per autori quali Stevenson, Melville, Conrad e Jules Verne, il quale ha deciso di scrivere un seguito a questo romanzo di Poe, intitolato "La sfinge dei ghiacci", uscito nel 1897. 

Il libro illustrato è stato pubblicato nel 2025 dalla Ippocampo Edizioni; ha una copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 17 cm di lunghezza, ha 320 pagine e costa 25 euro.
 
Ecco gli altri titoli finora editi dall'Ippocampo Edizioni nella nuova collana collana di letteratura fantastica: “Il re in giallo” di Robert W. Chambers e “Il grande Dio Pan” di Arthur Machen entrambi illustrati da Samuel Araya (aprile 2024), "Dracula" (2024) di Bram Stocker e illustrato da Christian Quesnel.
 
    
 Sopra: Le copertine delle delle altre due opere edite nella medesima collana della Ippocampo Edizioni, prima di "Le avventure di Arthur Gordon Pym".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 1 dicembre 2025

Dieci in un letto di Allan Ahlberg e Andrè Amstutz

"Dieci in un letto" è un breve libro scritto da Allan Ahlberg e illustrato da A. Amstutz che vede per protagonista una comune bambina che si ritrova nel proprio letto, prima di andare a dormire, tutta una serie di personaggi fiabeschi che dovrà convincere ad andarsene.
 
  
 Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 1998 e a destra quella del 2011.
 
Ogni sera, quando Dina va a nanna, trova il suo letto occupato dal personaggio di una fiaba: i tre orsi che vogliono passare la notte nel suo letto, la Bella Addormentata che si dà il rossetto, un principe ranocchio che nessuno vuole baciare, un orco che vuole mangiarsela col pane e burro... 
"Una sera una bimbetta che si chiamava Dina Price diede il bacio della buonanotte alla mamma e al papà, entrò nella sua stanza e... trovò tre orsi nel suo letto. Erano un papà orso, una mamma orsa e il lro piccolo orsacchiotto. Stavano distesi uno accanto all'altro con l'orsetto in mezzo. Parevano addormentati.
Dina la sapeva lunga sugli orsi. Quando era una bambina ancora più piccola, la mamma le raccontava una storia su certi orsi, e sui guai che avevano passato con una bambina di nome Riccioli d'Oro." 
Dina non si stupisce e non si spaventa: sa raccontare loro storie così curiose, li confonde talmente e li lusinga che alla fine quelli se ne vanno arrabbiati o contenti, e Dina può farsi un bel sonno fino al mattino.
 
 
Sopra: Le prime pagine del libro, dova a sinistra potete vedere anche l'indice.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Andrè Amstutz, un artista britannico piuttosto celebre (ha illustrato ad esempio la serie "Ossaspasso").
In questo volume i disegni, talvolta in mezzo ai testi ed altri a pagina intera, non sono molto numerosi, e servono a rappresentare scene e personaggi descritti nei testi: vi sono ad esempio quelli che mostrano di volta in volta qualche creatura Dina trova nel suo letto prima di andare a dormire (orsi, streghe, gatti con gli stivali, lupi, orchi...), oppure scene in cui vediamo la protagonista parlare con i suoi amici dei fatti che le sono successi la sera prima, oppure disegni che ritraggono ciò che sta accadendo nelle storie narrate da Dina.
Le illustrazioni hanno un aspetto abbastanza semplice e sono realizzate con ratti sottili, precisi ma veloci, come delle incisioni fatte con un pennino, dai tratti rapidi, e dove le zone d'ombra sono semplicemente più ricche di sottili tratteggi neri posti l'uno vicino all'altro, per cui non ci sono praticamente mai dei punti completamente neri in queste immagini. Sono disegni dall'aspetto simpatico e anche un po' irriverente, con personaggi dall'aspetto non troppo realistico e di solito con visi realizzati con pochissimi tratti (due puntini per gli occhi, una riga per la bocca un mezzo cerchio per il naso).
Uno stile che si adatta bene al tono ironico e divertente, un po' scanzonato, della storia. 
 
  


 Sopra: Alcune delle illustrazioni in bianco e nero presenti all'interno della storia, diverse delle quali a pagina intera e di cui la maggior parte mostrano le creature delle fiabe che Dina si ritrova nel letto.
 
 "Dieci in un letto" di Allan Ahlberg è una storia carina che vede per protagonista questa bambina che, dopo aver passato una solitamente piacevole giornata scolastica, quando arriva il momento di andare a letto trova sempre qualche personaggio fiabesco nel suo letto. 
I capitoli hanno circa tutti la stessa struttura, il che aiuta il bambino ad anticipare che cosa accadrà nei capitoli successivi: Dina inizia raccontando la sua giornata, da quando si sveglia, fa colazione, va a scuola, torna a casa, passa il pomeriggio, fin quando non arriva il momento di andare a dormire, momento in cui lei, come anche il lettore, sanno che troverà qualcuno ad aspettarla nel suo letto.
L'autore solitamente scrive sempre nel dettaglio ciò che la protagonista mangia, sia a casa che a scuola: "Per pranzo, a scuola, c'era sformato d prosciutto, piselli col sughino, torta paradiso e gelatina d'ananas."; "A pranzo c'era pasticcio di carne e rognone, carote in besciamella, torta paradiso e crema."; "Era domenica. Suo fratello grade era già lì. Mangiava una scodella di cereali, uva passa, pinoli e miele, e intanto guardava gli uccelli sul prato fuori dalla finestra. Dina prese una scodella di fiocchi d'avena con la panna liquida."; "Dina e la sua famiglia mangiarono il picnic in macchina. Mangiarono sandwich alle uova, sandwich al tonno, involtini con salsiccia, cotolette di maiale, sedano, biscotti-pinguino con la schiena di cioccolato, torta di datteri e noci, mele, tè e spremuta d'arancia. Poi tornarono a casa."; "Per pranzo ebbero insalata e involtino di salsiccia, torta margherita con crema e vermini di cioccolato. La torta ne aveva più di cento e mille"; ecc...
Ovviamente, anche se la struttura è sempre la stessa, ci sono diverse varianti così che la storia non risulti noiosa: a scuola Dina svolge sempre attività diverse, i pasti sono sempre diversi, così come ciò che la bambina fa nel pomeriggio, e infine ovviamente i personaggi che Dina si ritrova nel letto sono sempre diversi, sebbene si tratti sempre di personaggi fiabeschi. Troviamo infatti i tre orsi di "Riccioli d'oro", la strega cattiva, il Gatto con gli Stivali (che però ha interpretato anche molti altri gatti, come quello del romanzo di "Alice nel Paese delle Meraviglie"), il lupo di "Cappuccetto Rosso", la Bella Addormentata, il Principe Ranocchio, Zucca Pelata (un personaggio di una filastrocca per bambini, qui in Italia non molto conosciuta però), l'orco di "Pollicino".
Alcuni di questi personaggi sono un po' antipatici e non vogliono lasciarla andare a letto (qualcuno se la mangerebbe pure volentieri!), così lei si mette a raccontare loro una storia per convincerli ad andarsene. 
Qualcuno invece è piuttosto ben disposto tipo: il gatto con gli Stivali, che però ha interpretato ance altri ruoli gatteschi in bassato, tipo il gatto del Cheshire; o anche il principe Ranocchio, che ha conosciuto tantissime principesse. Con questi due ad esempio Dina non ha avuto bisogno di inventarsi una storia per farli andare via, in quanto ad un certo punto se ne sono andati via da soli.
Un racconto molto carino, a suo modo prevedibile ma anche sorprendente, visto che il lettore non sa con quale personaggio la protagonista si ritroverà ad avere a che fare prima di andare a dormire, e come riuscirà a sbarazzarsene per potersi finalmente addormentare tranquillamente nel proprio letto. I testi sono accompagnati da alcune illustrazioni in bianco e nero buffe e simpatiche, abbastanza numerose, ma i testi continuano ad avere maggiore presenza e rilevanza, per cui consiglio la lettura di questo libro in autonomia a partire dai 7/8 anni, mentre in lettura condivida dai 4/5 anni. Anche perchè per apprezzare questo racconto i giovani ascoltatori devono aver già conosciuto almeno la maggior parte dei personaggi fiabeschi che trovano nella storia.
 
Tale libro illustrato è stato edito originariamente nel 1983 col titolo "Ten in a bed", ed è stato pubblicato in italiano nel 1998 dalla Salani Edizioni, ha una copertina flessibile, misura 18,5 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza, ha 104 pagine e costava 13.000 LIRE.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.