lunedì 29 febbraio 2016

Il piccolo teatro di Rebecca di Rebecca Dautremer

Ritorno a parlarvi di un album dell'artista francese Rebbecca Duatremer: "Il piccolo teatro di Rebecca", edito in originale nel 2011 col titolo "Le petit theatre de Rebecca". Questa è stata la prima opera che ho visto in libreria, e che ho acquistato, dell'illustratrice francese e che mi ha fatto conoscere, e appassionare, ai suoi lavori.

Sopra: Anche la copertina de "Il piccolo teatro di Rebecca" è stata realizzata in maniera particolare, infatti  al centro è stato fatto un buco da cui si possono vedere le lettere che compongono il titolo intagliate, sempre con la tecnica del paper cut, nella pagina sottostante. Da notare inoltre che sulla copertina sono strati disegnati dei riflettori, come se si trattasse di un teatro reale, nonché l'immagine della stessa autrice mentre manovra dei fili con attaccati, alle estremità, i personaggi dei suoi libri (di cui riconosco Serafino Pecora, la Principessa Ermellina, Babayaga, Salomè, la mamma di Pollicino). 

In realtà questo libro è un po' particolare, e sarebbe poco indicato per chi si approccia ai lavori della Dautremer per la prima volta, in quanto in esso sono presenti i personaggi dei suoi album usciti prima del 2011, per cui, per chi non li conosce, quest'opera potrà risultare un po' difficile da comprendere inizialmente, sebbene rimanga comunque bellissima. All'inizio, comunque, i lettori troveranno una breve spiegazione, per cui anche i non conoscitori di questa illustratrice potranno capirci qualcosa.
Anche la struttura dell'albo è un po' peculiare, così come la sua realizzazione, infatti è stato realizzato con la tecnica del paper cut, protagonista indiscussa di quest'opera, poichè ne è stato fatto un largo e sapiente uso. Infatti il 90% DELLE PAGINE (che in tutto sono ben 192) è stato intagliato facendo in modo che lo spazio centrale fosse vuoto per far sì che i bordi, che formano una sorta di cornice, potessero essere intagliati per ricavarne svariate forme, la maggior parte delle quali ritraggono quelle dei personaggi dei diversi libri e albi illustrati realizzati dall'autrice.
Inoltre, nonostante la maggior parte dei contorni che incorniciano le varie scenografie siano bianchi, a volte a questi vengono aggiunti alcuni disegni o fantasie particolari.

Sopra: La prima pagina del libro in cui iniziano a venirci presentati i personaggi, il primo, a sinistra, è il Conte de Guiche (da "Cyrano"). In quelle sottostanti possiamo vedere invece a destra Mariapuzza Marigusti (da "Il diario segreto di Pollicino"), più sotto Cane (da "La tortue geante des Galapagos"), ancora più sotto Babayaga ecc...

Poichè lo spazio centrale delle pagine è vuoto è possibile vedere anche gli elementi ritagliati delle pagine sottostanti, dando un effeto 3D, e in questo modo il lettore ha davvero l'impressione di trovarsi davanti a un palcoscenico e di stare assistendo a una sorta di teatro nel quale si avvicendano vari personaggi e cambi di scenografia. Gli elementi sono di svariate dimensioni, possono infatti essere abbastanza grandi ma anche estremamente piccini, per cui il lettore si divertirà a scoprirli e a svelarli pagina dopo pagina, riconoscendoli oppure chiedendosi chi, o cosa, siano.
Naturalmente, poichè la maggior parte dello spazio è occupato dalle illustrazioni e dalle parti ritagliate, non ne rimane molto per i testi, che in ques'opera, di impatto soprattutto visivo, rivestono in realtà un ruolo secondario. Infatti sotto ogni immagine viene riportato il nome del personaggio rappresentato, con accanto una breve descrizione delle sue caratteristiche principali o di una sua azione, in modo che qualsiasi lettore (da chi non ha mai visto un solo libro della Dautremer, a chi se n'è perso qualcuno, oppure chi, pur avendo letto tutte le sue opere, non ricorda qualche soggetto) possa riconoscerlo, è inoltre presente anche una breve citazione tratta dall'albo da cui è stato preso.
Ogni protagonista di questo volume è comunque contrassegnato, sul retro, da un numerino, poichè così ciascuno potrà trovare nella terz'ultima pagina un elenco di questi numeri con accanto il nome (e cognome) del personaggio.
I soggetti che troveremo provengono da questi libri (la data è quella dell'edizione originale in francese) :
- "Le Chevre aux loups" del 1996;
- "Le Geant aux oiseau" del 2000;
- "Les deux mamans de Petirou" del 2001;
- "Une lettre pour Lily… la licorne!" del 2002;
- "L'innamorato" ("L'amoreux" del 2003);
- "Babayaga" del 2003;
- "Principesse dimenticate o sconosciute" ("Princesses oubliées ou inconnues" del 2004) ;
- "Cyrano" ("Cyrano" del 2005);
- "La tortue geante des Galapagos" del 2006;
- "Le grand courant d'air" del 2006;
- "Chi è stato?" ("Seraphin Mouton, Qui?" del 2007)
- "Maleducato!" ("Seraphin Mouton, Gros Cochon" del 2007)
- "Mia sorella è carnivora" ("Seraphin Mouton, la petit soeur carnivore" del 2007);
- "Elvis" ("Elvis" del 2008);
- "Swing caffè" del 2009
- "Il diario segreto di Pollicino" ("Journal secret du Petit Poucet" del 2009)
- "Alice nel paese delle meraviglie" ("Alice au pays de merveilles" del 2010).
Come potete vedere dall'elenco qui sopra alcuni di questi volumi non sono mai arrivati in Italia, per cui per i lettori italiani sarà praticamente impossibile riconoscere tutti i personaggi, anche se penso che anche per quelli francesi alcuni saranno difficili da identificare.
Comunque nell'ultima pagina, visibile attraverso gli spazi vuoti di quelle precedenti, possiamo sempre vedere la figura di una donna, che rappresenta molto probabilmente l'illustratrice Rebecca Dautremer, mentre fa l'equilibrista tenendo in mano un'asta, in sella a un monociclo sui fili del telefono.

Sopra: Il primo soggetto a sinistra è Marius, da "L'innamorato", a destra invece c'è il papà di Josè e Lion tratto da "Le grand courant d'air", uno degli albi della Dautremer mai giunti in Italia. In questa immagine possiamo inoltre notare la varietà di alcuni dei "fondali" sui quali si susseguono i vari personaggi: abbiamo infatti inizialmente un contorno vuoto e bianco, poi c'è un muretto di mattoni, successivamente, al muretto viene aggiunto anche un cancello, sotto ancora possiamo vedere un grande cespuglio e ancora più sullo sfondo degli archi di mattoni.

Insomma, questo volume è qualcosa di incredibile, un'opera raffinata e insolita, che propone ai lettori qualcosa di nuovo e innovativo sfruttando in modo sapiente la tecnica del paper cut (di cui comunque avevo visto già degli ottimi usi anche in altre opere, tra cui quelle di "L'erbario delle fate" di Benjamin Lacombe o quello di "Little red riding hood" di Sybille Schenker) che in questo caso viene sfrutta ai massimi livelli, rendendola quasi la protagonista assoluta e permettendo di ottenere un effetto unico.
Naturalemente anche le belle illustrazioni dell'artista, nonchè i suoi personaggi, senza i quali quest'albo non esisterebbe, contribuiscono a rendere il tutto ancora più incantevole e particolare, regalando al lettore la possibilità di conoscere, anche se brevemente, una gran varietà di soggetti.

Sopra: Queste sono le pagine dell'ultima parte del volume e, come possiamo vedere, ci troviamo davanti a nuovi paesaggi (o scenografie), mentre il susseguirsi dei vari personaggi continua, possiamo infatti vederne alcuni presi da "Swing caffè", "Cyrano", "Il diario segreto di Pollicino" e "Alice nel paese delle meraviglie".

"Il piccolo teatro di Rebecca" è stato pubblicato in originale in francese col titolo "Le petit theatre de Rebecca" nel 2011 dalla Hachette Livres e poi da la Gautier Languereau, è arrivato in Italia nel 2012 edito dalla Rizzoli. Il volume ha 192 pagine, misura 20,5 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza, la sua copertina è rigida e spessa, anche le pagine interne sono alquanto spesse e robuste; il costo è di 30 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright

2 commenti:

  1. Risposte
    1. E' sicuramente un'opera, oltre che bella, molto interessante e originale

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