giovedì 16 febbraio 2023

Alice in Wonderland di Paolo Barbieri

Nonostante di versioni di Alice ne abbiamo già viste parecchie (molte uscite anche a distanza di pochi mesi) eccone un'altra: "Alice in Wonderland" illustrato da Paolo Barbieri. Come scritto sul retro di copertina: "il maestro dell'illustrazione italiana racconta la storia della sua Alice -caparbia e ribelle- "in Wonderland" nel suo paese delle meraviglie, mentre sono i testi di Lewis Carroll in una nuova traduzione a fargli da cornice".

Sopra: In copertina vediamo proprio Alice al suo primo incontro con il Coniglio Bianco e il suo orologio da taschino, mentre lo segue fin nella tana che la porterà nel Paese delle Meraviglie.

La storia si apre con Alice che vede passare davanti a sé un coniglio bianco molto in ritardo, mentre si sta annoiando su una sponda assieme alla sorella che sta leggendo un libro senza figure, e decide di seguirlo, cadendo dentro una tana e raggiungendo così il Paese delle Meraviglie. 
Si tratta di un luogo in cui incontrerà molti bizzarri personaggi (alcuni molto famosi, anche grazie al lungometraggio Disney, mentre altri più inediti) quali: il Bruco che fuma un narghilè, una Duchessa, il gatto del Cheshire, il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina, la Regina, la Finta Tartaruga. Sarà inoltre un posto in cui vivrà momenti e situazioni  assurde: rimpicciolendosi o ingrandendosi a dismisura bevendo o mangiando dei biscotti, festeggerà il suo Non Compleanno, giocherà a croquet utilizzando fenicotteri come mazze e istrici come palle, testimonierà in un processo....
Come scritto nella postfazione: "Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto da Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dogson, è uno dei primi romanzi più celebri di tutti i tempi. La prima edizioni, datata 1865, era illustrata dalle splendide tavole di John Tenniel; da allora migliaia di artisti hanno dato vita alla loro personale interpretazione dell'opera di Carroll".
La versione contenuta in questa edizione presenta degli estratti dei testi originale, tradotti da Marco Rossari. Vi riporto qui di seguito l'inizio del libro, così potete vedere la traduzione:
"Alice cominciava ad averne piene le scatole di starsene seduta con sua sorella in riva al fiume, senza un bel nulla da fare: un paio di volte aveva sbirciato il libro che stava leggendo la sorella, ma non c'erano nè illustrazioni n'è dialoghi. "E a cosa serve un libro", pensò Alice "senza illustrazioni o dialoghi?".
Quindi stava valutando (per quanto possibile, perché il caldo la intontiva e le metteva sonno) se il piacere di comporre una ghirlanda di margherite valesse la fatica di alzarsi per andare a raccogliere le suddette margherite, quando tutto a un tratto comparve lì a due passi un coniglio bianco dagli occhi rosa." 

Sopra: Alice secondo l'immaginario di Paolo Barbieri, con gli occhi azzurri e i capelli biondi (secondo la tradizione di Tenniel), ma corti, anziché lunghi. Ciò che caratterizza però maggiormente questa Alice è l'abbigliamento, con pantaloni attillati e maglietta che lascia l'ombelico scoperto.

Le tavole di Barbieri sono molto curate e ricche di dettagli, con uno stile sensuale, accattivante, potente, onirico, moderno e suggestivo.
Le tavole sono principalmente a pagina intera, talvolta a doppia pagina, e sono presenti sia immagini a colori che in bianco e nero. Nel caso delle prime le tinte utilizzate dall'artista sono spesso un po' cupe, smorte, con colori poco intensi e brillanti, tranne magari per certi dettagli, spesso colorati di rosso, che invece è forte e intenso, acceso e brillante. 
Le illustrazioni in bianco e nero, realizzate a matita, rappresentano dei personaggi all'interno però di una cornice di legno, pietre e arbusti. Sono disegni comunque molto dettagliati e ricchi di particolari, anche se con linee meno nette rispetto ai disegni più rifiniti.

 

   
Sopra: Nelle tavole più in alto, a colori, le tinte utilizzate dall'artista sono spesso un po' cupe, smorte, con colori poco intensi e brillanti, tranne magari per certi dettagli, spesso colorati di rosso, che invece è forte e intenso, acceso e brillante. Più in basso vediamo invece due immagini in bianco e nero Le illustrazioni in bianco e nero, realizzate a matita, che rappresentano dei personaggi all'interno però di una cornice di legno, pietre e arbusti.

Alcune immagini poi presentano una tavolozza di marroni o grigi, in cui i pochi colori presenti nelle tavole vengono desaturati fino a renderli molto blandi e delicati.
Le illustrazioni di Barbieri reinterpretano le scene e i personaggi della storia di Carroll: abbiamo Alice che si ingrandisce o rimpicciolisce, lei che incontra vari e bizzarri personaggi come il Bruco o il gatto del Cheshire, la Regina di Cuori, che partecipa la tè con il Cappellaio Matto e la Lepre ecc...
Barberi, come ogni artista che ha rappresentato l'opera di Carroll, ha reinterpretato i vari personaggi, andando a creare ad esempio un'Alice adolescente e non più bambina, bionda, ma dai capelli a caschetto e con dei vestiti più moderni, in stile quasi cyberpunk.

 
 Sopra: A sinistra un'immagine che rappresenta Alice miniaturizzata che presenta una tavolozza di marroni, in cui i pochi colori presenti nelle tavole vengono desaturati fino a renderli molto blandi e delicati. A destra un disegno del Brucaliffo, che è più sui toni del verde, ma che comunque non presenta neanche lui colori particolarmente intensi o vivaci, se non per un po' di azzurro sul bruco.
 
"Alice in Wonderland" di Lewis Carrol e illustrato da Paolo Barbieri è un'ulteriore edizione di questo intramontabile classico, di cui proprio nell'ultimo anno (2022) ne sono uscite diverse edizioni illustrate: la versione edita dalla RBA (questa), quella illustrata da Francesca dell'Orto (questa), quella di Loputyn (questa). 
Questo volume non presenta l'opera integralmente, ma ne riporta solo alcune parti, accompagnate dalle illustrazioni di Paolo Barbieri, che sono molto belle, curate e ricche di dettagli, con uno stile sensuale, accattivante, potente, moderno e suggestivo. Ad esempio è interessante vedere come l'artista ha reinterpretato la figura di Alice, che non è più una bambina dell'epoca vittoriana, ma una ragazza (una preadolescente) che indossa abiti decisamente più moderni, con pantaloni attillati e una maglietta corta che lascia l'ombelico scoperto.
Com scritto nella postfazione: "Ogni persona che ha letto il romanzo ha cercato nel proprio immaginario le interpretazioni dei personaggi, e il mondo del cinema, attraverso film e cartoni animati, ha contribuito ad aumentare l'alone leggendario che permea da sempre questo libro. Io ho voluto dare forma e colori a una storia che riserva sorprese oltre ogni porta, ogni albero e mare. I sentieri delle parole mi hanno portati ad attraversare spiagge popolate da strane creature [...] verso lontani confini di territori ammantati di sogni e misteri. Una volta ritornato in questo viaggio, ho creato illustrazioni con el quali proverò io stesso a farvi attraversare quei confini".
Questo volume illustrato da Barbieri è una riduzione dell'opera di Carroll, quindi se cercate una versione integrale illustrata questa non va bene. E' il libro ideale da comprare se tuttavia amate le illustrazioni di Barbieri e il suo stile, oppure se amate molto l'opera di Carroll e magari vi piace collezionarne varie versioni.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2022 dallo Scarabeo ha una copertina rigida, ha 127 pagine, misura 29 cm d'altezza e 20,5 cm di lunghezza e costa 24,50 euro.

P.S Ecco un elenco degli altri volumi illustrati da Paolo Barbieri.
  1. "Cronache del Mondo Emerso" di Licia Troisi (2008)
  2. "Le guerre del Mondo Emerso. Guerrieri e creature" di Licia Torisi (2010)
  3. "Favole degli dei" (2011) 
  4. "L'inferno di Dante" (2012)
  5. "Apocalisse" (2013)
  6. "Fiabe immortali" (2014)
  7. "Zodiac" di Gero (2016) 
  8. "Draghi e altri animali" (2017)
  9. "Fantasy cats" (2017)
  10. "Unicorns" (2018) 
  11. "Star Dragons" (2019)
  12.  "Night Fairies" (2020)
  13. "Alice in Wonderland" (2022)
  14. "The Wizard of Oz" (2023)
  15. "Storie di unicorni" (2024)

      
 
    
 
     
 
     
 Sopra: Le copertine dei libri illustrati da Paolo Barbieri.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 13 febbraio 2023

Dall'ape alla zucca di Maria Vago e Francesca di Chiara

"Dall'ape alla zucca" di Maria Vago è una raccolta di filastrocche sulle lettere dell'alfabeto, una tipologia di libro che mi era già capitato di incontrare ad esempio con "Alfabeto delle fiabe" di Bruno Tognolini, "Alfabetiere delle fiabe" di Fabian Negrin, "A come... grande alfabeto illustrato" di Roberto Piumini e "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestland.
 
Sopra: La copertina, abbastanza semplice, presenta due disegni (un'ape e una zucca) che rimandano al titolo della raccolta.

Il libro è una raccolta di 26 filastrocche di Maria Vago, una per ciascuna lettera dell'alfabeto. Ogni filastrocca è scritta in modo che ci siano all'interno molte allitterazioni, per cui in un'unica poesia vi possono essere più parole che iniziano con una determinata lettera dell'alfabeto. Ad esempio per la B c'è bambino, ma anche bicicletta; per la C c'è coniglio, ma anche contadino, carretto e carote; per la F c'è un folletto fifone e poi fungo, fiocchi e freddo...
Tutte le filastrocche presentano 5 versi ciascuna, brevi e con uno schema di rime baciate (AA BB). Siccome i versi sono 5 gli schemi di rime sono variabili e possono essere: AA A BB, AA B CC, A BB CC, AA BB C...
Eccovi alcune filastrocche come esempi:
 
 A
"Vola l'ape in mezzo ai fiori
sopra e sotto dentro e fuori.
Fa raccolta di colori
per tracciare nel sereno
il suo mini-arcobaleno. " 

 C
"Un coniglio contadino
su un carretto con le ruote
trasportava le carote.
Ma siccome era affamato
tutto quanto ha divorato!."
 
 S
"Il serpente sopra il sasso
prende il sole e si rilassa.
Sotto il sasso quel serpente
si riposa e non fa niente:
ma che bestia inconcludente!. " 
 
Sopra: Il disegno della prima filastrocca, che raffigura un campo di fiori con tante api, in quanto la prima poesia è dedicata alla lettera A di ape.

Le brevi filastrocche sono accompagnate dalle illustrazioni di Francesca di Chiara che hanno un aspetto semplice e simpatico, molto esagerato, stilizzato e non realistico. Sono disegni tracciati con poche linee nette e decise, riempite con colori dai toni vivaci, accesi e brillanti.
Le immagini servono a rappresentare quanto riportato nei testi, offrendo ai lettori quindi anche un supporto visivo. La cosa interessante è che in un'illustrazione vengono rappresentate due filastrocche, in quanto ve n'è una in ogni facciata. Così, ad esempio, nelle filastrocche delle lettere M e N vediamo una Mela con delle mosche in mezzo al mare assieme a una nave, oppure in quelle della G e dell'H vediamo un gatto ghiotto che si lecca le labbra in compagnia di un bambino col mal di pancia perché ha l'hobby di divorare hamburger ed Hot dog. In certi casi le abbinate sono sensate, mentre in altri risultano più bizzarre



Sopra: Alcune pagine sulle filastrocche delle lettere M, N G, H, Q e R, che presentano illustrazioni dall'aspetto semplice e simpatico, molto esagerato, stilizzato e non realistico. Sono disegni tracciati con poche linee nette e decise, riempite con colori dai toni vivaci, accesi e brillanti. Sono disegni che rappresentano quanto raccontato nei testi, ad esempio nell'ultima immagine una bambina che trova un quadrifoglio sta affrontando una quaglia, mentre c'è una rana che sorseggia rugiada sulla riva di un ruscello.

"Dall'ape alla zucca" di Maria Vago è una graziosa raccolta di semplici filastrocche scritte, tra l'altro, in stampato maiuscolo, per cui possono risultare anche un buon esercizio per le prime letture.
La presenza delle illustrazioni di Francesca di Chiara può essere utile nella decifrazione dei testi, inoltre rendono il libretto piacevole da guardare e sfogliare, grazie al loro stile semplice e stilizzato, ma simpatico e molto colorato.
Ne risulta un libretto breve e grazioso, con delle filastrocche sulle lettere dell'alfabeto molto semplici (nulla a che vedere con la complessità, anche concettuale, di abecedari in rima quali "Alfabeto delle fiabe" o "Alfabetiere delle fiabe"), ma comunque orecchiabili e graziose.

Il libro illustrato è stato pubblicato nel 2007 dalle Edizioni PIEMME; ha una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza, ha 44 pagine e costa 6,50 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 9 febbraio 2023

Serie: Il castello della paura di AA. VV.

"Il castello della paura" è una serie composta da 10 volumi di 80-90 pagine pubblicata tra il 2014 e il 2015 dalla Piemme, nella collana "Il battello a Vapore" serie azzurra (a partire dai 10 anni).
Si tratta di storie di paura per bambini/ragazzi (a partire dagli 8/9 anni) scritte da diversi autori italiani, la maggior parte anche piuttosto noti e con diversi titoli già pubblicati alle spalle come: Sgardoli (autore di "Il figlio di Sherlock Hokmes", "Il codice delle ragazze", "Morto che parla", "Scomparso", "Marco Polo. Scopritore di Meraviglie" della serie Grandissimi ecc...), Baccalario (autore di "Attenti ai lupi. Le sette storie più spaventose dei fratelli Grimm, la saga dei Maghi Raminghi, "Dieci piccoli inquilini", "Lo spacciatore di fumetti", "La vera storia di Capitan Uncino", la serie di Agenzia Fantasmi, alcuni volumi di I Classicini ecc..), Anna Vivarelli (autrice di "Tutta colpa di un cane", "La luna e il soldato", "Un mistero nero carbone", "Naufraghi e naufragi", "Cara Carla...tua Daiana", "Storie incredibili di animali straordinari" ecc...), Cristina Brambilla (autrice di "Fiori mortali", "Il custode degli scacchi neri", "Al primo sangue", "La ragazza corvo", "La chiave dell'alchimista", alcuni libri della serie di Scooby-Doo ecc...), Alessandro Gatti (autore di "Hotel Mistero", "Riccardo Cuor di Cardo", la serie di "Storie infinite", la saga di Klincus Corteccia, la saga Le tre Isole, "Cristoforo Colombo. Viaggiatore senza confini" della serie Grandissimi ecc...), Fulvia del'Innocenti (autrice di "Nico, basta!", "Sottovoce", "Il grande volo", "Wangari: la madre degli alberi", "Le più belle storie dell'Africa" della serie "Le più belle storie" della GRIBAUDO ecc...), Elisa Puricelli Guerra (autrice di "Il segreto del bosco", "Cuori di carta", "Ruby Bridges è entrata a scuola", la saga di Klincus Corteccia, la saga Le tre Isole, "Oliver Twist" e "Ulisse e Argo" della serie I Classicini, "Il naufragio del Titanic" della serie Grandissimi ecc...)  ...
Insomma, tutti autori ben rodati e di cui vi sarà capitato di leggere almeno un libro nella vostra infanzia (anche se magari non vi ricordate che era stato scritto da uno di questi autori).
Il nome della serie "Il castello della paura" deriva dalla cornice narrativa di ciascun libro, in cui ci viene presentato come narratore un uomo di nome Alfred che vive in un castello abbandonato assieme ad un corvo di nome Percy. Sul retro di copertina compare proprio il maggiordomo, che accoglie i lettori con: "Miei cari e sventurati amici, cominciate subito a tremare, perché al Castello della Paura il brivido è di casa!". 
Nel castello sono conservati alcuni oggetti e cimeli che fanno ricordare al custode una storia (di paura), che sarà poi quella che il lettore andrà a leggere. I libri, tranne la parte introduttiva iniziale, quindi hanno sempre ambientazioni e personaggi differenti, ai quali non è dato sapere quale destino toccherà in sorte… fino all’ultima pagina!
Ecco i libri che compongono la collana, per ognuno vi ho riportato la trama, più alcune considerazioni personali nel caso in cui sia un titolo che ho letto.
 
1. "La mano di Thuluhc" di Guido Sgardoli (2014): Nessuno è più coraggioso dei fratelli Jason, che osano addirittura fare questa scommessa: passeranno una notte nella casa abbandonata alla fine della città. Dentro la villa, sotto una cupola di cristallo, trovano una mano mummificata dalle lunghe unghie nere... Presto Barry e Lyndon scoprono la terribile verità: la mano è viva! È rapida come un ragno, si arrampica, salta e sembra avere una sola missione: eliminare i due fratelli.

 
 2. "Un gioco pericoloso" di Anna Vivarelli (2014): Mathieu sta giocando a nascondino con i suoi amici, ed è deciso a non farsi trovare. Per questo si spinge fino alla vecchia rimessa di barche, ormai in disuso. A un tratto sente una voce che lo chiama. È un ragazzino, che gli fa segno di entrare. Ma quello che sembrava il nascondiglio perfetto è in realtà una trappola mortale. E quando Mathieu si accorge che la porta è stata chiusa con una grossa catena è ormai troppo tardi... 
Storia sui fantasmi, uno in particolare, con cui il protagonista si ritrova rinchiuso dentro un capanno, senza ovviamente sapere che il suo bizzarro compagno (e in parte carceriere) che chiacchera tanto e fa strani discorsi non è più da tempo tra i viventi. Il protagonista realizzerà solo alla fine che quello era un fantasma, scoprendo per caso (fatalità) le cause della morte del ragazzo. Un racconto semplice e molto classico, ma sempre efficace.

 
 3. "Girotondo del terrore" di Alessandro Gatti (2014): Susie e Peter devono ammetterlo: la casa in cui si sono trasferiti è davvero incredibile, la loro camera è enorme e il giardino è splendido! Fin da subito, però, dalla soffitta arrivano rumori strani... Che sia il vento, che non smette un attimo di ululare? O forse un animale? Una notte, i due fratelli vengono svegliati da un tonfo. Quando aprono gli occhi, scoprono che sul soffitto sopra i loro letti è comparsa una botola. Strano! Non ricordavano di averla vista la sera prima... 
Tra i vari elementi ricorrenti nell'horror le bambole hanno sempre avuto un loro posto d'onore, in quanto esseri inanimati, oggetti, che però cercano di riprodurre le sembianze umane, anche se in modo imperfetto. L'oggetto di paura all'interno di questa storia, che vede anche la presenza di una nuova casa e relativo trasloco appena avvenuto, non è proprio una bambola, me più di preciso delle marionette, quindi non solo oggetti con sembianze umane, ma oggetti fatti per venire mossi come delle persone. E queste marionette quando si muovono, grazie a una forza soprannaturale, lo fanno per mettere in atto un girotondo diabolico per attrarre le loro vittime e trasformarle in esseri inanimati, per farle diventare come loro.

 
4. "La notte della vendetta" di Fabrizio Silei (2014): Che cosa c'è di peggio di un noiosissimo tour per polverosi castelli in compagnia di genitori appassionati d'arte e di una sorella che passa il tempo a leggere romanzi d'amore? Trovarsi nel vecchio maniero di Castle Rock la notte del 23 agosto, quando si commemora la sanguinosa battaglia del tulipano nero. Se nel cielo risplende la luna piena, infatti, meglio stare alla larga: il fantasma del caporale Hug è assetato di vendetta...

 
5. "L'occhio del bramino" di Elisa Puricelli Guerra (2014): A Golden Harvest è appena iniziata la fiera d'autunno e i gemelli Tom e Josh hanno una missione: trovare qualcosa che terrorizzi la loro odiosa vicina di casa. Così, quando tra le bancarelle notano un occhio di vetro dall'iride verde, non hanno dubbi: è perfetto per il loro scherzo! A niente valgono gli avvertimenti del vecchio venditore: chi possiede l'occhio del bramino può esprimere tre desideri, ma i precedenti proprietari sono morti tutti in circostanze misteriose...
Questa storia vede come lemento di terrore un oggetto maledetto, un occhio finto appartenuto ad un potente bramino. Tale oggetto può far avverare 3 desideri, ma dopo aver espresso l'ultimo bisogna pagare un prezzo molto alto, che conduce alla morte o alla pazzia. I due gemelli protagonisti acquistano l'occhio per un motivo superficiale, ma che per due bambini può sembrare vitale: fare uno scherzo a una bambina che li fa sempre arrabbiare. Ovviamente non poteva mancare la morale, in una storia del genere, del "fare attenzione a ciò che si desidera", anche perché i due bambini esprimeranno dei desideri involontari che li metteranno in guai sempre più grossi, fino ad arrivare all'ultimo desiderio. 

 
6. "L'oscuro richiamo" di Pierdomenico Baccalario (2014): Giulio e Ginevra sono in campeggio con il papà. Si sono da poco accampati nel bosco sotto il ghiacciaio, quando sentono dei passi. È un vecchio montanaro che, prima di ritornare nel nulla da cui è arrivato, li mette in guardia: "Non date da mangiare agli animali". Che cosa avrà voluto dire quell'uomo? E come mai i ragazzi hanno la sensazione di essere osservati? Presto una cosa diventa chiara a tutti: il bosco nasconde un inquietante segreto...
Titolo interessante e particolare, in quanto non punta a spaventare con la storia in sè, ma ci riesce benissimo con le atmosfere, che riescono a trasmettere al lettore un certo disagio e una costante sensazione di smarrimento e di allerta. Nonostante la storia sia ambientata di giorno in una foresta bella rigogliosa e non cupa, si ha sempre questa costante sensazione di qualcosa di strano, qualcosa che non quadra, e che stia per accadere qualcosa di irrimediabile. Questo libro è la prova che anche se si ambienta una storia di giorno e in un bel posto (e senza nessun mostro) si può comunque trasmettere inquietudine e straniamento, anche perchè il lettore, alla fine, è portato a chiedersi cosa sia successo, in quanto il finale gli fa porre più domande di quante siano le risposte che gli vengono fornite (in senso positivo, che porta il lettore a riflettere e a cercare di interpretare ciò che si è appena letto).

 
7. "Incubo ad occhi aperti" di Giuseppe Festa (2015): È la sua prima notte nella nuova casa in West Virginia e Leo non riesce a dormire. In testa gli rimbombano le parole di un vecchio nativo americano incontrato durante il viaggio: "Tieni gli occhi aperti, figliolo. Il West Virginia è terra di Mowosh! Non sai cos'è un Mowosh? Tradotto nella tua lingua sarebbe 'Serra piedi'. O 'Naso di muco', o 'Tanfo di morte'". Perso in questi pensieri, Leo comincia a percepire un'inquietante presenza vicino al letto. Anzi, sotto il letto... 
Un racconto ricco di suspance, che inizia nel più classico dei modi: un trasloco, e che tratta una delle paure più antiche dell'umanità (e una delle più classiche dell'infanzia), quella dei mostri che si nascondo nei posti bui, in particolare sotto al letto. In realtà anche il finale è abbastanza classico, con tutti gli avvenimenti strani che sembrano avere una spiegazione plausibile, finchè nell'ultimo capitolo accade qualcosa di inaspettato. Il racconto non spicca per originalità, però a renderlo più interessante sono gli elementi naturalistici che lo costellano, con osservazioni di predatori e prede, descrizioni di abitudini e tracce di animali...

 
8. "L'isola di cenere" di Elena Paduzzi (2015): Nel piccolo paese dove sta trascorrendo le vacanze, Nicolas conosce Odette, una ragazzina dall'animo avventuroso che gli racconta dell'isola di cenere: si trova al largo della costa e si dice che sia maledetta. Secondo una leggenda, lì è nascosto un misterioso tesoro, ma tutti sanno ciò che si dice dell'isola: chi ci mette piede non fa più ritorno. Odette, però, ha deciso: trascinerà l'amico in quel macabro luogo popolato da paurosi fantasmi... 
Storia molto scorrevole, tutti quelle di questa collana sono brevi, ma leggendo questo mi è parso di aver letto non un libretto di 85 pagine (ok, magari scritte anche grandi), ma un racconto breve. Storia che trasmette fin da subito un certo mistero col protagonista che incontra questa strana ragazzina, anche se il lettore può arrivare a intuire abbastanza velocemente cosa nasconde questa bambina. Bella l'ambientazione in questa isola abbandonata, in cui dovrebbe celarsi un tesoro, dove venivano mandati coloro che si ammalavano di peste. All'inizio la storia può sembrare poco originale, ma ci sono continui colpi di scena, soprattutto verso il finale nel quali si susseguono a ritmo serrato, con finale un po' alla Piccoli Brividi.

 
9. "Lupi nella notte" di Cristina Brambilla (2015): Fred, Pao e Lula pensano di aver trovato un modo per raggranellare un po' di soldi: ritrovare un cagnolino smarrito. Per farlo dovranno affrontare Teschio, un tizio inquietante che vive sugli alberi e che indossa un flauto fatto di ossa, e un branco di cani randagi capeggiato da una lupa enorme. Ma non è tutto: non appena la luna piena farà capolino, qualcosa arriverà a levargli il sonno...
Un bel racconto di paura (con questa lupa che si aggira nei paraggi e un tizio di nome Teschio che si dica faccia sparire i bambini col suono del suo flauto d'osso), ma ancora di più d'amicizia. La storia può sembrare quella abbastanza classica legata a molti racconti sui lupi mannari (in cui qualcuno è qualcosa di più di ciò che dice di essere), ma è il legame d'amicizia tra questi ragazzini a fare la differenza e a rendere il racconto interessante.
 

10. "La casa degli orrori" di Fulvia degl'Innocenti (2015): Julie e Michael hanno acquistato una casa degli orrori in miniatura con tanto di botola segreta e mannaia insanguinata. A lume di candela cominciano a giocarci, mentre fuori scoppia il temporale. Una folata di vento spegne la fiamma e i due fratelli all'improvviso si ritrovano intrappolati nella piccola casa, dove tutto sembra terribilmente vero e da cui è impossibile uscire. E se sono finiti lì dentro non è un caso: qualcuno li osserva nell'ombra, qualcuno assetato di vendetta...
La storia di paura sulla casa degli orrori è molto classica, ma qui viene resa più interessante e originale dal fatto che si tratta non di una dimora vera e propria, ma di una casa degli orrori ... in miniatura. Una casa con cui i protagonisti iniziano a giocare eccitati dal nuovo gioco, almeno finché non si risvegliano, rimpiccioliti, all'interno della casa, la quale è veramente piena di mostri e pericoli. Nonostante il poco tempo a disposizione l'autrice è stata brava ed è riuscita a fornire al lettore anche un motivo per cui la casa è stregata.
 
 
Se non avete voglia di andarvi a recuperare tutti i 10 libretti singolarmente, nel 2017 e nel 2018 sono uscite due raccolte (al costo di 14 euro ciascuna) che li comprendono tutti. Nelle raccolte mancano però le parti introduttive e finali narrate dal maggiordomo Alfred:
  • "Cinque storie per non dormire" (2017) comprende i racconti di: "L'oscuro richiamo" di Pierdomenico Baccalario, "Lupi nella notte" di Cristina Brambilla, "Incubo ad occhi aperti" di Giuseppe Festa, "La mano di Thuluhc" di Guido Sgardoli e "La notte della vendetta" di Fabrizio Silei 
  • "Cinque storie da leggere a notte fonda" (2018) raccoglie gli altri 5 titoli della serie non inseriti nel precedente volume: "Girotondo del terrore" di Alessandro Gatti, "Un gioco pericoloso" di Anna Vivarelli,  "La casa degli orrori" di Fulvia degl'Innocenti, "L'isola di cenere" di Elena Paduzzi e "L'occhio del bramino" di Elisa Puricelli Guerra.
 
 
 Sopra: Le copertine delle due raccolte che riuniscono tutti i titoli della collana, la prima sui toni del nero e dell'argento, la seconda del nero e del verde (con il titolo bianco).
 
Le illustrazioni sono realizzate da Edwin Rhemrev. In realtà all'interno dei libri non ci sono dei veri e propri disegni, a parte un paio nella cornice narrativa e quelli all'inizio di ogni capitolo, che decorano appunto il numero del capitolo. Le immagini dei capitoli riprendono una di quelle dell'introduzione, che ci mostra il custode del castello, ritratto vestito come un maggiordomo, con uno stile poco realistico, dai tratti esagerati e cartooneschi.
L'altro disegno è a doppia pagina, e raffigura da lontano il "Castello della paura", che dà il nome anche alla raccolta.

 

Sopra: Sul retro di copertina c'è il disegno di Alfred (assieme al corvo Percy, sulla spalla), il personaggio che introduce la storia di ogni volume e che compare poi all'inzio di ogni capitolo (vedi immagine a destra). Sotto potete vedere l'unica altra immagine presente nei libri, la quale raffigura da lontano il "Castello della paura".

Le immagini più interessanti sono quelle di copertina, le quali, nonostante l'aspetto dei personaggi non molto realistico e, anzi, abbastanza esagerato, cartoonesco e caricaturale, riescono a trasmettere al lettore la giusta sensazione di inquietudine e paura.
Tale sensazione, che ti fa comprendere subito che il libro che si sta andando a leggere è sul genere horror, è data dal bianco e nero e dal'utilizzo dei chiaro scuri, dei punti luci e delle ombre, che contribuiscono a creare un'atmosfera oscura e sinistra. 
Le illustrazioni di copertina (a differenza di quelle interne) non sono solo in bianco e nero, ma in ciascuna è stato inserito un elemento colorato con tinte intense, accese e brillanti, che dona alla scena un tocco di colore. Ogni copertina è così contraddistinta da un solo e preciso colore quale: il viola, il verde, il giallo, l'arancione o il rosso.
Oltre a ciò l'artista sceglie sempre delle immagini evocative per le proprie copertine, in quanto con una sola illustrazione deve trasmettere a grandi linee il senso della storia.

   
Sopra: Da notare il saggio utilizzo di chiaro/scuri e dei punti luce e delle ombre per creare un'atmosfera misteriosa che trasmette un senso di paura, inquietudine e mistero. Ogni copertina è poi contraddistinta da un determinato colore che compare in un elemento del disegno (come le finestre viola del primo libro a sinistra, la luna gialla di quello centrale, la tenda arancione di quello a destra).

L'horror per ragazzi piace sempre, ed è un genere che non tramonta mai, tanto che varie case editrici a distanza di tempo tirano sempre fuori nuovi titoli o vere e proprie serie interamente dedicate a questo genere. Ne sono un esempio i Piccolo Brividi di R.L. Stine (1995-2002, Mondadori), i SuperJunior Horror (1992-1995, Mondadori), la serie La scuola dell'orrore (1997, Bompiani), quella dei Brividosi (2001-2004, Piemme Junior), i Mostri & Mostri di Francesca Ruggiu Traversi (2013-2014, El), i due volumi delle Creepy Pasta Stories (2021, Fabbri), la serie di Fear Street di R.L. Stine (2021-2022, Mondadori), i due volumi di Horrorville (2022, Salani), gli Horror Games (2022, Edicart) ... 
"Il castello della paura" è una bella serie di racconti horror, con una buona qualità di scrittura, molto scorrevoli e intriganti (e anche abbastanza brevi, io un libro lo leggevo in 40 minuti, infatti sembrano più dei racconti), che trasportano i lettori in atmosfere cupe e misteriose, ricche di suspense e con una scrittura di qualità opera di rinomati autori italiani contemporanei.
La possibilità di avere sempre nuovi protagonisti non pone limiti alla narrazione delle singole storie, che omaggiano la tradizione del genere creando però qualcosa di diverso e intrigante, perfetto per i lettori a partire dagli 8/9 anni (la casa editrice consiglia dai 10, ma come tipo di scrittura e lunghezza delle storie secondo me sono approcciabili anche da prima, considerando però quanto un bambino può essere impressionabile da una storia horror).

Questi volumi sono stati pubblicati tra il 2014 e il 2015 dalla PIEMME; i volumi hanno tra le 80 e le 90 pagine con una media di 84/85 pagine, hanno una copertina flessibile, misurano 20 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costano 8,50 euro ciascuno.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 6 febbraio 2023

Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri di Franco Cardini e Cecco Mariniello

Oggi analizzerò un'altra raccolta di racconti del ciclo arturiano: "Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri" di Franco Cardini (docente universitario di storia medievale) e con le illustrazioni di Cecco Mariniello.

 
Sopra: La copertina, dai colori intensi e pastosi, mostra due cavalieri a cavallo mentre osservano un castello che spicca in lontananza, posto nel lato opposto della pagina. Sopra i cavalieri è invece posto il titolo a caratteri dorati.

Questa raccolta di storie del ciclo arturiano è stata (ri)scritta da Franco Cardini, uno "storico di grande esperienza con rispetto per le fonti letterarie originali", come viene riportato sul retro di copertina.
In questo caso l'autore si è ispirato al ciclo Lancillotto-Graal, detto anche "Lancillotto in prosa", opera di vari autori (tra cui Chretien de Troyes), il quale è un ciclo di romanzi in francese antico composti nella prima metà del XIII secolo e appartenenti al ciclo arturiano.
Tale opera è stata suddivisa in 3 parti:
  1. La leggenda di Re Artù: i capitoli presenti in questa prima parte trattano della nascita di Merlino, di Uter Pendragon, della nascita e della giovinezza di Artù, di come conobbe Ginevra, dell'origine della Tavola Rotonda e della sorte di Merlino.
  2. Le imprese di Lancillotto: qui si narra di come Lancillotto giuse a Camelot, e di alcune sue imprese (come quella nella Dolorosa Guardia), nonché dell'inizio della sua relazione con Ginevra.
  3. Il destino della Tavola Rotonda: questa terza e ultima parte inizia con la scoperta del tradimento di Lancillotto e Ginevra, della fuga di quest'ultima, dell'assedio alla Gioiosa Guardia nel tentativo di riprendersi la regina e, infine, della battaglia di Salisbury e lo scontro tra Artù e Mordret, dove entrambi periranno.
Alla fine vi è anche un Epilogo sulla fine della cavalleria.
Vi riporto qui di seguito il famoso episodio dell'estrazione da parte di Artù di Excalibur:
"Alla vigilia di Natale tutti i baroni si riunirono a Londra. [...] I cavalieri assistettero alla messa di mezzanotte, poi a quella del giorno successivo e quando uscirono dalla chiesa dinanzi ai loro occhi si parò una visione straordinaria: una roccia con sopra un'incudine di ferro, nella quale era fissata una spada. Sulla pietra era scritto: "Colui che riuscirà a estrarre la spada sarà re". Subito tutti i cavalieri si dettero a tentar di estrarre l'arma dalla pietra, ma essa non si muoveva di un millimetro. [...]
I cavalieri organizzarono allora un torneo: il vincitore avrebbe avuto il regno. Keu era stato nominato cavaliere da poco, chiese al più giovane di prendergli la spada. Artù andò a cercarla nella locanda, ma non riuscì a trovarla. Mentre se ne tornava triste dal fratello, passò accanto alla roccia e, mosso da una forza irresistibile, impugnò la spada che vi era fissata e la estrasse senza difficoltà alcuna. Saputo del prodigio, Antor rivelò ad Artù i suoi natali e il suo destino di re...".

Sopra: Il momento che mostra l'estrazione di Excalibur dall'incudine da parte di Artù.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Cecco Mariniello, le quali sembrano dei dipinti ispirati all'arte rinascimentale (come quelli di Piero della Francesca o Paolo Uccello), con immagini "carnose" e dai colori pastosi (forse eseguite colori ad olio), spesso anche molto intensi e dalle tinte vivaci e brillanti.
Spiccano in particolare come tinte molto brillanti e intense il rosso e il blu, anche se non mancano tinte quali il verde, che caratterizza la vegetazione e, di conseguenza, gli splendidi paesaggi boschivi.
Le illustrazioni, che sono a pagina intera oppure a doppia pagina, ritraggono tutte scene descritte nei testi come: il momento in cui Merlino consegna al cavaliere Antor Artù, affinché questo e la moglie se ne prendano cura; il momento dell'estrazione della spada dall'incudine; il torneo in cui gareggia Lancillotto; i cavalieri di Artù durante una riunione attorno alla Tavola Rotonda...


   

Sopra:Alcune illustrazioni interne che rappresentano vari momenti della storia, da notare i colori pastosi e spesso intensi e brillanti soprattutto il blu e il rosso, ma anche il verde). Trovo particolarmente interessante e inedita la prospettiva e il modo in cui l'artista ha scelto di mostrare i cavalieri attorno alla Tavola Rotonda, che sono ritratti dall'esterno mentre un falco passa fuori dalla finestra.

"Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri" di Franco Cardini è un'ulteriore raccolta di leggende arturiane. Come saprete se avete visto qualcun altra delle mie recensioni riguardo il ciclo arturiano, esso è una raccolta di varie storie, poemi e leggende, trascritte in epoche diverse e frutto di diversi autori quali, ad esempio: Goffredo di Monmouth che scrisse nel 1138 Historia Regum Brittoniae (ispirandosi a sua volta alla Historia Brittonum del IX secolo); oppure anche Chretien de Troyes che scrisse alcuni episodi de "Lancillotto in prosa", introducendo nel ciclo arturiano personaggi quali Lancillotto e Parsifal, come pure il Sacro Graal; Robert de Boron invece introdurrà la storia della nascita di Merlino e alcuni eventi riguardo la gioventù di Artù; Thomas Malory nel 1470 rielaborerà tutto il ciclo bretone, usando come fonti quasi tutti i romanzi e le poesie inglesi e francesi, scrivendo "La morte di Artù".
Tale raccolta si ispira in particolare al ciclo Lancillotto-Graal, riportando vari episodi interessanti, tra cui anche quello della nascita di Merlino, che avevo trovato solo nella raccolta di "Merlino, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda" di Sara Marconi. Anche se in questo caso non viene detto chi sia il padre di Merlino, ma si fa vedere solamente di come già appena nato il neonato fosse gia dotato di strabilianti abilità. Pur con qualche differenza gli episodi riportati nel libro sono fedeli a quanto concerne il ciclo arturiano, come le vicende che hanno portato alla nascita di Artù. Tutto inizia con Uther Pendragon che si innamora di Igerne, moglie del duca di Hoel, stringendo un patto con Merlino: "Merlino promise a Uter che gli avrebbe fatto ottenere l'amore di Igraine in cambio di un dono, senza precisare quale dono avrebbe preteso. Uter accettò subito il patto. Merlino ne mutò magicamente l'aspetto e lo rese identico al duca Hoel. Sotto queste sembianze Uter si presentò al castello dove viveva Igerne e trascorse una notte con lei. Al ritorno Merlino gli chiese in dono il figlio che quell'unione avrebbe generato".
Un altro episodio interessante qui presente e che vedo raramente proposto è quello in cui Lancillotto affronta la Dolorosa Guardia, un castello maledetto che ha ridotto in schiavitù gli abitanti che vi abitavano vicino. Vi è poi un altro episodio piuttosto inedito nelle altre raccolte: quello che riguarda Galeotto, signore delle Isole Lontane e figlio di una gigantessa, e che aveva mosso guerra a marchese di Galore per dimostrare il proprio valore. Diventerà in seguito amico di Lancillotto, favorendo il suo amore per Ginevra, ed è così che il suo nome ha assunto il significato antonomastico che ancora oggi gli si attribuisce.
Lo stile di Cardini è abbastanza asciutto, con pochi dialoghi, tuttavia spiega con chiarezza e in modo corretto i vari episodi del ciclo arturiano che si sono voluti proporre in questa raccolta, anche se talvolta le vicende sembrano essere narrate in modo un po' troppo veloce. 
 
Il libro è stato pubblicato nel 2012 dalla Carlo Gallucci Editore; ha una copertina flessibile, misura 20,3 cm d'altezza e 17 cm di lunghezza, ha 126 pagine e costa 16,50 euro.
 
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giovedì 2 febbraio 2023

Guida per babysitter a caccia di mostri di Joe Ballarini

"Guida per babysitter a caccia di mostri" di Joe Ballarini è un romanzo che parla di una delle paure più ataviche dell'uomo: la paura del buio, e dei mostri che vi si possono nascondere per venirci a spaventare o a rapirci. I grandi pensano che queste siano solo paure infantili senza senso, ma in questo libro i lettori capiranno che in realtà questi mostri esistono davvero, ma i bambini non sono da soli ad affrontarli: con loro ci sono delle (o dei) babysitter professionisti.

Sopra: Sulla copertina vediamo al centro la protagonista, su cui viene subito attirato l'occhio del lettore grazia al giallo che viene dalla porta alle sue spalle, che contrasta con il resto del l'ambiente e dei mostri che hanno dei colori freddi sui toni del verde/blu.
 
Kelly ha un obiettivo molto preciso: trascorrere le vacanze nel Favoloso Campo Miskatonic. Ma passare l’estate immersa nella natura, circondata da ragazzi affascinanti, ha un costo molto alto (quattromila dollari per l'esatteza), che la famiglia della bambina non può permettersi, tanto che Kelly sta cercando di racimolarli facendo i lavori più disparati: la pulitrice di grondaie, la spalatrice di neve, la tagliaerba. È proprio la disperata necessità di soldi che la sera di Halloween la porta ad accettare il mestiere più seccante del mondo: la babysitter. Come se non bastasse, Jacob, il bimbo a cui deve badare, è incredibilmente capriccioso e non vuole andare a dormire, otlre al fatto che è convinto che appena chiuderà gli occhi orribili mostri verranno a prenderlo. Magari fosse così… si ritrova a pensare Kelly. Quando la ragazza riesce finalmente a spegnere la luce e dargli la buonanotte, però, quattro creature fanno irruzione e si gettano su Jacob, è questione di istanti e lui scompare. E ora? Cosa dirà Kelly ai genitori? Cosa racconterà alla polizia? 
Per fortuna qualche minuto prima, su suggerimento del bambino, Kelly aveva telefonato alla ragazza che di solito gli faceva da baby sitter (Liz), la quale appare sulla soglia di casa. La ex baby sitter di Jacob è una strana ragazza, con i capelli blu, equipaggiata per andare a caccia di mostri. Guarda Kelly negli occhi, le tende una mano e le rivela che il vero lavoro di una babysitter comincia adesso...
 
 Sopra: Due pagine dell'inizio del secondo capitoli, in cui a destra vi vede un disegno che raffigura la protagonista Kelli, con i suoi capelli mossi e ribelli.
 
I testi sono accompagnati anche da qualche disegno in bianco e nero, che credo essere opera sempre di Joe Ballerini (l'autore), perché nel libro non ho trovato nessuna informzione a riguardo dell'artista che ha realizzato queste immagini.
Questi disegni hanno uno stile abbastanza semplice e che non è nulla di eccezionale, ma servono a svolgere diversi compiti a seconda di quanto richiesto dalla storia, per questo le loro tipologie sono anche molto differenti e variegate.
Ci sono ad esempio delle immagini che riproducono i disegni di un bambino piccolo, e servono appunto per mostrare al lettore i mostri che il piccolo Jacob disegna. Vi sono poi le illustrazioni che rappresentano i mostri e che servono ad accompagnare delle schede descrittive che descrivono appunto ogni mostro con le sue caratteristiche fisiche, armi e punti deboli.
Vi sono poi immagini più piccole in mezzo ai testi che raffigurano oggetti o personaggi e hanno lo scopo di mostrare al lettore come è fatto un certo personaggio o un determinato oggetto (tipo lo zaino di una babysitter antimostri). Poi vi sono immagini tipo foto che servono a ritrarre personaggi che hanno particolari ruoli (tipo babysitter professionista o apprendi-sitter) o a mostrarli mentre sono in azione o mentre si sta svolgendo qualche scena particolare.
 


 

Sopra: In alto varie tipologie di immagini presenti all'interno del libro come immagini che riproducono i disegni di un bambino piccolo, o quelliche rappresentano i mostri e che servono ad accompagnare delle schede descrittive (immagine in alto).Vi sono poi immagini più piccole in mezzo ai testi che raffigurano oggetti o personaggi (tipo lo zaino di una babysitter antimostri dell'immagine centrale a destra). Poi vi sono immagini tipo foto che servono a ritrarre personaggi che hanno particolari ruoli (tipo babysitter professionista o apprendi-sitter) o a mostrarli mentre sono in azione o mentre si sta svolgendo qualche scena particolare.
 
"Guida per babysitter a caccia di mostri" di Joe Ballarini è un libro molto carino che parte da un'idea semplice quando abbastanza geniale: che i mostri di cui si lamentano spesso di vedere i bambini in realtà sono veri, e pronti a rapire le loro giovani vittime, così tocca alle loro baby sitter proteggerle e salvaguardarle. Verrebbe da chiedersi: ma tutti quei bambini che non hanno la babysitter come fanno? Nel romanzo spiegano che i mostri tentano di rapire effettivamente i bambini quando sanno che non ci sono i genitori a casa (altrimenti ogni città sarebbe piena di bambini scomparsi nella notte), mentre quando i genitori ci sono si limitano a spaventarli: "È meno probabile che i mostri attacchino quando il genitore è a casa. C'è qualcosa di speciale nel legame genitore-figlio che protegge i piccoli".
Come ho detto l'idea di base è molto carina e anche la storia lo è, con la protagonista che parte al salvataggio del bambino a cui stava facendo da babysitter, accompagnata da un'altra babysitter più anziana ed esperta (Liz).
Alcune volte l'autore cade un po' nei cliché dei libri per ragazzi o dei film per adolescenti (non mi sorprende infatti che da tale libro sia stata prodotta una serie tv). Ad esempio la protagonista ha 13 anni e si ritrova, appunto, a fare la babysitter. Allora, non so come le cose funzionino in America, ma io come genitore non chiamerei mai un ragazzino ampiamente minorenne per guardare mio figlio piccolo; capirei già maggiormente chiamare ragazzi di 16/17 anni, ma uno/a di 13 anche no (in Italia, non so in America, un tredicenne per legge bisognerebbe che fosse ancora guardato da un'adulto e non potrebbe essere lasciato solo a casa, pena l'accusa di reato per abbandono di minore).
Altra cosa che mi ha fatto sorridere è la reazione di Liz quando giunge a casa di Jacob, quando il bambino è stato rapito: si arrabbia con Kelly per non essere riuscita ad evitare che il bambino fosse rapito, senza chiedersi come può farcela una ragazzina di 13 anni a sconfiggere dei mostri terrificanti senza la minima preparazione (Liz ha un quaderno con tutte le informazioni sui mostri più delle armi specifiche per combatterli e ha seguito uno specifico addestramento) e senza che nessuno l'avvisasse in anticipo. Mi è venuto da chiedere perché Liz non si fosse premurata di avvertire prima in qualche modo la babysitter che l'avrebbe sostituita, sapendo che lei non avrebbe potuto esserci e che Jacob tra l'altro è un bambino speciale perché ha il Dono. Nel libro viene scritto che la ragazza dice "bofonchiando sottovoce. <<Li avevo avvertiti di non uscire stanotte... glielo avevo detto...>>". Quindi si aspettava che i mostri non sarebbero venuti solo perché lei aveva detto loro di non farlo?
Almeno la parte del non avvertire la polizia per il rapimento di un minore è credibile, come spiega Liz: "Sprecheremmo ore cercando di spiegare cosa è accaduto e non ci crederebbero. nessuno lo farà, a meno che non lo veda con i suoi occhi. per quando avremmo finito di perdere fiato con le autorità, quegli Sgorbietti saranno arrivati a Boston. Dobbiamo muoverci ora".
Comunque, a parte alcune piccole questioni che un bambino di 10/13 anni neanche noterebbe, la storia di dipana in maniera piacevole ed avventurosa, coinvolgendo il lettore (di un'età consigliata a partire dai 9/10 anni per la lettura autonoma, per la lettura condivisa aspetterei comunque fino agli 8 anni, visto che il libro parla di mostri che rapiscono bambini di notte).
Sparpagliate nel volume ci sono anche alcune immagini in bianco e nero, a volte a pagina intera a volte inserite in mezzo ai testi. Non sono nulla di particolarmente eclatante, ma sono utili a visualizzare meglio i personaggi della storia, a capire come sono fatti i mostri e, inoltre, spesso vengono rese parte integrante dei testi (facendo finta che siano fogli provenienti da altre fonti tipo il diario delle babysitter, disegni del bambino, frame di telecamere, foto, ritagli di giornale).
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2017 col titolo: "A Babysitter's guide to monster hunting" dalla Katherine Tegen Books (che fa parte della HarperCollins Publishers); ed è stato pubblicato nel 2020 dalla DeA Planeta. Il volume ha una copertina rigida, ha 286 pagine, misura 22,5 cm d'altezza e 15,5 cm di lunghezza e costa 12 euro.
 
Le avventure di Kelly continuano anche nei due seguiti (per ora non ancora tradotti in italiano):
  1. Beast & Greekd: Kelly è diventata una celebrità da quando ha sconfitto l'Uomo Nero e il suo esercito di incubi ad Halloween. Ma ora tutti gli altri mostri vogliono vendicarsi. E se Kelly sopravviverà al Babysitter Bootcamp, dovrà affrontare la Regina Ragno, la cui rete malvagia trasforma i suoi genitori, la sua migliore amica e gli insegnanti delle scuole medie in tirapiedi senza cervello. Tutto in una notte di lavoro!
  2. Mission to Monster Island: è la fine del mondo come lei lo conosce! La vita segreta della tredicenne Kelly Ferguson come baby sitter cacciatrice di mostri sta prendendo una piega bestiale. Ora deve andare in una missione di salvataggio a Monster Island, dove dei mostri reali stanno trasformando i bambini in mostri mutanti pelosi! Per farcela, dovrà affrontare i troll di Internet, i mostri della spazzatura e la sua paura di sbagliare, oltre al più grande e cattivo Boogey di tutti. Con il destino dell'umanità in gioco, Kelly riuscirà a salvare i bambini, il mondo e la propria vita sociale prima del grande ballo scolastico? Il lavoro di una babysitter non finisce mai!

 
 Sopra: Le copertine degli altri due titoli della serie di "Guida per babysitter a caccia di mostri".
 
P.S. Dal libro è stata tratta una serie televisiva Netflix, in cui la protagonista, che nel libro ha i capelli rossi e ricci e la pelle bianca (come mostra anche l'immagine di copertina) è stata sostituita con una ragazzina afro-americana.
 
 Sopra: La locandina della serie Netflix tratta da questo libro, in cui davanti in primo piano c'è Kelly (qui resa afro-americana) con la "Guida per le babysitter a caccia di mostri" in mano, mentre a sinistra di Kelly si trova Liz, una babysitter professionista, e a destra Jacob, il bambino rapito.
 
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