Visualizzazione post con etichetta Silhouette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Silhouette. Mostra tutti i post

venerdì 11 ottobre 2024

Rime di rabbia di Bruno Tognolini

"Rime di rabbia" di Bruno Tognolini è una raccolta di filastrocche che trattano un tema un po' insolito per la poesia: il sentimento della rabbia, affrontata in 50 rime accompagnate dalle illustrazioni di Giulia Orecchia.
 
 
  Sopra: A sinistra la copertina in rigida, mentre a destra quella in flessibile, uscita precedentemente, sebbene tra le due cover la cosa sostanziale che cambia è il font del titolo.
 
"Cinquanta invettive per le grandi rabbie dei piccoli, e per le piccole rabbie dei grandi. Poesie furiose, amare, esagerate, dolenti e spassose, che offrono ai bambini arrabbiati parole per dirloo. Parole poetiche e belle, perché magari, dicendola bene, la rabbia fiammeggia meglio e sfuma prima. Poesie da leggere per ridere, per piangere, o per consolarsi. E magari da copiare sul diario di un amico che ci ha offeso, su un bigliettino da inviare a un insolente."
Le filastrocche trattano vari tipi di rabbia, aiutando quindi i lettori a riconoscerne pure le varie sfumature, inoltre "in queste rime veloci e divertenti il poeta ci dice che arrabbiarsi è lecito e normale, che può capitare a tutti di sentirsi furiosi quando qualcuno ci tradisce, ci fa delle cattiverie, è prepotente, stupido o idnifferente, quando ci fa ingelosire o ci punisce ingiustamente", ma ci dice anche che se riuscimo a esprimere questo sentimento a parole esso può svanire, o comunque ridimensionarsi. 
Le poesie sono tutte belle e musicali, a volte sono brevi e veloci da pronunciare, come un lampo, composte da pochi versi puttosto corti, che terminano con delle rime baciate (AA BB) o alternate (AB AB), o a volte rime imperfette. Altre volte invece sono più lunghe (anche da 16 versi) e con versi lunghi, perchè alcuni tipi di rabbia non si sfogano tutto a un colpo e all'improvviso, ma rimangono più nascosti e covano dentro di noi.
 
Rima di rabbia
Rabbia, rabbia
Fiato di sabbia
Sangue di gioco
Fiore di fuoco
Fiammeggia al sole
Consuma tutto
Lasciami il cuore
Pulito e asciutto
 
Malaugurio del traditore
Tu che sei stato sempre vicino
Sempre al mio fianco, sempre mio amico
E ora sei al fianco di un altro bambino
Stai a sentire ciò che ti dico
Io spero proprio che tu ti ritrovi
In un bel banco di spine di rovi
Sempre più stupido, smepre più stanco
Con un orango compagno di banco
Con cinquecentoquarantasette denti
tutti cariati, tutti ridenti
Che tutto il giorno ti vuole baciare
Con una puzza terribile in bocca
E se mi chiedi se puoi ritornare
Io ti presento questa filastrocca
Che ora finisce dicendo così
Te ne sei andato? Ora stai lì!
 
Prima rima del branco
Voi ridete, bisbigliate
Quando arrivo ve ne andate
Io son solo, sono stanco
Ma voi siete solo un branco
Siete un gregge scemo e duro
Quando arriverà il leopardo del futuro
Io da solo scapperò
E voi in branco no
 
 
Sopra: Le pagine della poesia della "Rima lontana lontana", accompagnata nella pagina adestra da un disegno in bianco e nero di Giulia Orecchia.
 
All'interno del volume possiamo trovare alcuni disegni in bianco e nero di Giulia Orecchia, anche se il libro presenta in generale poche immagini, cosa abbastanza insolita in una raccolta di poesie per ragazzi.
In realtà questa non è la prima volta che incontro le immagini di questa artista, che aveva illustrato anche il libro "Filastrocche del buio e del sonno" di Paola Parazzoli.
Lo stile che l'artista ha usato per le poesie di questo libro è abbastanza stilizzato, a volte anche un po' astratto, con personaggi tracciati con linee nette e ben definite, e con dei contorni semplici, spigolosi, addirittura quasi un po' grezzi e abbozzati.
Le varie figure comunque non sono lasciate bianche all'interno, ma appaiono scure, ma non proprio nere, più di un grigio scuro, tra l'altro steso i maniera non omogenea. Forse l'artista con questo colore ha voluto rappresentare la rabbia all'interno dei personaggi. Ad esempio nel disegno della "Rima senza perdono" vediamo la silhouette di un omino tutto nero, tranne gli occhi e il cuore, che è bianco, addirittura attorno alla testa è come presente uno scarabocchio, forse per rappresentare i suoi pensieri confusi a causa della rabbia che prova.
Gli sfondi non sono mai rappresentanti, sebbene le scene dipinte dall'artista cerchino di rappresentare e, più che altro, esprimere, ciò che i testi dicono.
 
 
 


 
 Sopra: Alcune delle pagine illustrate dalla Orecchia, con disegni che ritraggono silhouette colorate all'interno con questo nero marmorizzato e poco omogeneo, come a rappresentare una tempesta interiore.
 
"Rime di rabbia" di Bruno Tognolini è un libro molto bello e interessante che dà voce, attraverso le parole ben dosate e scelte dell'autore, a un sentimento di cui raramente si parla, perchè considerato scomodo, e infatti quei libri per bambini che lo trattano lo fanno in termini repressivi, per insegnare ai più piccoli a controllarlo. Ma non sono solo i piccoli a provare rabbia, anche da adulti ci capita sovente di arrabbiarci per i più vari motivi e queste poesie possono essere un modo per dare corpo, creare delle immagini di quel sentimento, in modo da permetterci di elaborarlo e di sfogarlo in maniera accettabile (e non violenta contro nessuno). 
Come scritto nell'introduzione: "... le parole, quando sono armoniose e ben legate tra di loro come in questa raccolta di rime, hanno il potere di creare immagini, emozioni e significati. [...] Hanno anche il potere, quando siamo arrabbiati, di farci immedesimare, sfogare e poi calmare."
Un libro che piò portare i lettori, più o meno giovani, a riflettere anche sulle varie sfumature della rabbia, perchè di rabbia ne esistono diversi tipi: c'è quella esplosiva, quella che brucia come un foco, quella che invece rende il cuore freddo e indifferente, quella più sottile, quella che cresce pian piano, quella che crea delusione e risentimento come quella provocata da un tradimento, quella provocata dalle prese in giro, quella causata da un'ingiustizia subita, quella per essere stati esclusi, quella provocata dalla noia, quella per l'arrivo di una fratellino o di una sorellina, quella per un litigio, quella causata dalla discriminazione, quella per sentirsi incompresi, quella verso se stessi, ecc... 
Insomma ci possono essere mille motivi e cento modi perchè una persona si senta arrabbiata e Tognolici ci fa capire che sentirsi a volte così è lecito ed è normale, e che a volte basta il potere delle parole o dell'immaginazione per placarsi, o comunque per trovare un piccolo sfogo.
Le poesie sono anche accompagnate da alcune illustrazioni di Giulia Orecchia, che però non sono molto rilevanti, sebbene quando presenti aiutino ad esprimere bene il concetto della poesia che accompagnano.
Un libro che permette di comprendere la rabbia e che dà ai lettori il diritto di essere arrabbiati, dà loro ragione, mentre molto spesso la rabbia è un sentimento che gli adulti tendono a far reprimere, e lo fa con parole anche pungenti, come queste della poesia "Improperio del regno animale": "Faccia di porco, puzza di cane / Testa di pecora, zampe di rane / Pelo di tasso, cagnetto grasso / Goffa giraffa col sedere basso / Pelle di rettile, vipera liscia /Pancia di viscida biscia che striscia / Il tuo animale dentro risale / Con la sua faccia di brutto maiale..." o come quelle della poesia "Rima del tonto tapiro": "E tu mi prendi in giro / e poi ti guardi intorno / come un tonto tapiro / Per vedere l'effetto /Della burla del giorno / Della balla che hai detto / Come una grossa vacca / Che fa una grossa cacca / E poi si gira lenta / E la guarda contenta". Non mancano parole anche come "Cacca", "scemi" "deficienti", ma anche a volte a giochi di parole molto arguti, intelligenti, ironici e divertenti.
Delle poesie che permettono ai lettori di immedesimarsi con esse, così da incanalare i propri sentimenti e diventare anche in grado di esprimerli e, così, anche di controllarli.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2010 dalla Salani Editore, ha una copertina flessibile, ha 82 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 11,5 cm di lunghezza e costa 7 euro. Nel 2017 è stata edita una nuova edizione in copertina rigida con 74 pagine, che misura 21,5 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 10 euro

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 31 luglio 2024

NANCY DREW: la maledizione di Fenley Place di Carolyn Keen

Oggi vi parlerò di un libro giallo in cui la detective è una giovane investigatrice di nome Nancy Drew. Giovane per modo di dire in realtà, in quanto i suoi romanzi cominciarono ad essere pubblicati in America a partire dagli anni Trenta, mentre in Italia sono giunti negli anni Sessanta, inseriti nella collana della Mondadori "Il giallo dei ragazzi".
Protagonista della serie è la giovane ed affascinante Nancy Drew, investigatrice dilettante dai capelli biondo ramato, dall'intuito pronto, che questa volta si cimenta nel caso di "La maledizione di Fenely Place".
 
Sopra: La copertina è stata disegnata con uno stile moderno e un po' stilizzato, con tinte sature, dove vediamo la nostra investigatrice stagliarsi contro il cielo notturno, con la luna piena e una casa alle sue spalle.
 
Il celeberrimo regista di film horror Hank Steinberg ha deciso di ambientare il suo prossimo film proprio nella città di Nancy Drew: "Tutti a River Heights sapevano che in città si stava girando un film. Il regista di fama mondiale Hank Steinberg aveva scelto proprio la città di Nancy per allestire il set del suo ultimo lavoro. Si sarebbe intitolato Weekend del terrore, di sicuro un altro avvincente e raccapricciante capolavoro dell'horror E adesso gli abitanti di River Heights venivano invitati a partecipare a un provino.
Anche l'amica di Nancy, Bess, vuole partecipare al provino, come urlatrice.
Il film parla di una casa infestata, e fin qui niente di strano per un film del genere. Il fatto strabiliante è che tutto quello che è scritto nella sceneggiatura puntualmente si verifica... 
Ad esempio mentre Bess sta partecipando al provino urla e sviene subito dopo aver visto del fumo rosso che esce dal camino dell'abitazione. Strani incidenti funestano il set, figure spettrali compaiono alla finestra della casa di fronte e Nancy Drew teme per la vita delle bambine che vivono in quella casa. La stessa proprietaria della dimora, la signora Teppington, ad un certo punto chiede l'aiuto di Nancy dopo che alcune finestre della casa sono esplose.
Ma la girl detective è troppo intelligente per credere al sovrannaturale e decide di scoprire chi si nasconde dietro la "maledizione" di Fenley PIace: "La costruzione più tetra e sinistra di tutta la strada. Garber Fenley, l'uomo che l'aveva costruita, era morto la notte del trasloco. Da allora, su quel posto circolavano strane storie".
 
 Sopra: Due pagine in cui vediamo la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo, dove, subito sotto al titolo compare il disegno di una casa (il set delle riprese del film).
 
In questa edizione la storia è accompagnata da alcuni disegni di Alessandra Ceriani, i quali sono posti all'inizio di ogni capitolo, subito dopo il titolo.
Sono delle illustrazioni in bianco e nero, in stile silhouette, dove cioè vengono mostrati solo i contorni delle figure, mentre la parte interna è nera.
I disegni rappresentano scene che verrano poi descritte nel capitolo, in molte vediamo Nancy sulle tracce di qualcosa (spesso la vediamo con una lente in mano, oppure al volante di un'auto), oppure vediamo qualche oggetto (tipo uno scarpone, un cancello), oppure un edificio.
Sono delle immagini molto semplici che possono aiutare il lettore a capire cosa aspettarsi dal prossimo capitolo, invogliandolo a continuare la lettura.

 

 
 Sopra: Alcune pagine che segnano l'inizio di nuovi capitoli, in cui sotto al titolo vediamo alcuni semplici disegni in stile silhouette.
 
"NANCY DREW: la maledizione di Fenley Place" di Carolyn Keen è un bel libro giallo in cui ho visto finalmente in azione questa famosa Nancy Drew, personaggio della ragazza detective creato negli anni Trenta da un gruppo di vari scrittori (che si firmavano sotto il nome di Carolyn Keen), guidati da Edward Stratemayer, creatore anche della serie degli Hardy Boys.
Nancy è "la famosa giovane detective di River Heights, nota per l'abilità nel risolvere misteri di ogni genere. Inoltre, ogni tanto dava una mano al padre, Carson Drew, uno stimato avvocato."
In questo episodio vediamo Nancy alle prese con una troupe televisiva, che si trova nella sua città per girare delle scene di un film horror intitolato "Weekend di terrore", la storia di "una casa che si ribella si suoi propri abitanti. i mobili volavano per le stanze schiacciando i proprietari. Dal camino si sprigionava del fumo rosso sangue e le finestre esplodevano. I telefoni squillavano incessantemente anche quando erano staccati, portando le persone sull'orlo della pazzia. Le pareti di una stanza si chiudevano intorno a una bambina. [...] E poi c'era il cane morto. Ovviamente, il peggio era tenuto in serbo per il finale. In piena notte, quando finalmente tutti dormivano tranquilli nei loro letti, la casa prendeva fuoco spontaneamente e veniva ridotta in cenere." Questa insomma la trama del copione, peccato che alcune di queste scene capitino veramente anche agli abitanti di Fenley Place: durante i provini per l'urlatrice Bess e Nancy vedono del fumo rosso uscire dal camino di Fenley Place, il cane dei Teppington (la famiglia che abita a Fenley Place) scompare e poi viene rinvenuto drogato davanti al camino (per farlo sembrare morto), alcune finestre della casa esplodono, il signor Alan Teppington cade dalla scala (che sembra essere stata spinta di proposito)...
Nancy ne deduce che qualcuno sta riproducendo le scene del film anche a Fenley Place: "Il fumo rosso, le finestre che esplodono, il cane morto... è tutto scritto. So che sembra assurdo, ma è come se si stessero girando due film dell'orrore: quello a casa McCauley e quello a Fenley Place." Ma non si riesce a capire come mai qualcuno vorrebbe ricreare le scene anche a casa dei Teppington e chi potrebbe essere.
Un caso intrigante, anche se per più di metà libro Nancy brancola abbastanza nel buio, dovendosi limitare ad assistere alle scene del film che si ripetono anche nella casa. È solo dopo un po' di tempo che finalmente Nancy riesce a collezionare qualche indizio (impronte di scarpe, un barattolo di pillole, una fotografia, del filo invisibile...) e a farsi qualche idea su qualche possibile sospettato, fino ad arrivare al finale dove vi è un confronto diretto col colpevole... che vuole incendiare la casa.
Sebbene questo dovesse essere il primo volume di questa nuova collana intitolata "Nancy Drew Girls Detective" si percepisce che in realtà questo non è il primo volume scritto dall'autrice, ma anzi uno di quelli scritti quando la serie era ormai iniziata da tempo: la serie di Nancy Drew infatti iniziò a essere pubblicata in America nel 1930 e questo libro venne scritto nel 1987, dopo ben almeno ottanta titoli alle sue spalle. 
Sebbene infatti alcune cose vengano ribadite, tipo la descrizione fisica di Nancy e di altri personaggi suoi amici, o che tipo di lavoro faccia suo padre, ci sono alcuni riferimenti a casi precedenti, tra cui uno che riguarda proprio la signora Teppington (di un computer rubato). Inoltre si dice che questa signora è un'insegnante di lingue straniere nel liceo della città e che Nancy fu una sua studentessa, infatti si capisce che le due si conoscono già da tempo. In questo romanzo invece vediamo una Nancy già piuttosto cresciuta, che ha finito il liceo, ha un ragazzo e guida la macchina, aiutando il padre a fare delle commissioni.
Il romanzo comunque rimane piuttosto indipendente e, anche non conoscendo il personaggio di Nancy, non si corre il rischio di non comprendere la storia. Un buon giallo in cui è difficile indovinare chi sia il colpevole, anche perchè, fino a oltre metà del libro, anche la protagonista non ha ancora accumulato molti indizi. Un libro che unisce elementi investigativi con l'horror (motivo per cui ho scelto di leggere questo libro) e il cinema, adatto a partire anche dai 9/10 anni in quanto non ci sono scene di vera e propria violenza (anche il cane non muore ma viene ritrovato semplicemente sedato) e comunque nessuna in cui muore qualcuno.
 
Questo volume è stato pubblicato originariamente nel 1987 dalla Simon & Schuster col titolo "Double horrorof Fenley Place". È stato invece edito in questa edizione italiana nel 2007 dalla PIEMME; ha una copertina flessibile, ha 179 pagine, misura 20 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 8,20 euro.

Nel medesimo formato, per la collana "NANCY DREW, girl detective" la Piemme Junior ha pubblicato in tutto quattro titoli:
  1. "La maledizione di Fenley Place" (2007)
  2. "Caccia allo smeraldo" (2007)
  3. "Il manoscritto rubato" (2007)
  4. "Mistero sulla spiaggia" (2008)
     
   
Sopra: Le altre tre copertine dei titoli che sono stati ripubblicati in quest edizione nel 2007 e nel 2008
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 28 febbraio 2022

Poesie di ghiaccio di Vivian Lamarque e Alessandro Sanna

"Poesie di ghiaccio" è una raccolta di poesie scritte da Vivian Lamarque (di cui prima d'ora non avevo mai letto nulla) e accompagnate dalle illustrazioni di Alessandro Sanna. Se l'autrice mi era sconosciuta lo stesso non posso dire per l'illustratore, in quanto di lui vi avevo già parlato di due sue (bellissime) opere: "Pinocchio prima di pinocchio" (2015) e "Moby Dick" (2021).

 
Sopra: A sinistra la copertina flessibile del 2006 mentre a destra quella rigida del 2009.
 
"Cosa succede quando un poeta incontra la crudeltà del ghiaccio, l'innocenza della neve? Può diventare vecchissimo e anche bambino, compiere mille anni e anche dieci, e può poi scrivere poesie come queste".
Con questa frase sul retro di copertina ci viene presentato questo libretto della lunghezza di un centinaio di pagine scarse: una raccolta di poesie di Vivian Lamarque dedicate all'inverno (con cieli bianchi, laghi gelati, tormente e lune, lupi e pettirossi, corvi e civette, abeti, agrifogli e spine...).
Le poesie trattano quindi temi associati a questa stagione: cieli bianchi, il freddo, il ghiaccio, la neve, il camino, i pettirossi, i lupi, l'agrifoglio, la luna, la tosse, la nebbia...
 
"Corri guarda dalla finestra
non c'è più il mondo
non c'è più niente
c'è solo la nebbia
che scende che scende.
 
Tra i temi principali trattati nelle poesie c'è il freddo (connesso alla neve e al ghiaccio) e la morte, e credo che quest'ultimo sia il motivo per cui (sempre sul retro di copertina) l'età di lettura consigliata sia a partire dagli 8 anni, nonostante come avete visto e come vedrete, le poesie sono tutte piuttosto brevi e non estremamente complicate.
L'autrice infatti non risparmia al lettore nè le cose belle n'è quelle brutte connesse a questa stagione, che ogni anno mette a dura prova molti animali, ma anche persone.

"Vieni ti aspetto lo chiama il gelo      
Vieni ti aspetto lo chiama la morte
al tepore del camino
implora vita l'uccellino "
 
"Un omino senza casa
sogna una casa calda calda
sogna una tazza di latte bollente
e una trapunta
e una sciarpa avvolgente.
Quando si sveglia e il sogno svanisce
muore di freddo, la vita finisce."

Alcune poesie sono connesse anche al tema dell'amore (e che l'amore possa scaldare), ma anche dell'abbandono o della richiesta d'aiuto:
 
"Torna ti prego / ti aspetto in cantina
vicino al buio / e alla sua spina.
Torna ti prego / di spine si muore
nel sottosuolo / non trovo il sole."

A tale proposito diventa significativa l'ultima poesia, quella che chiude la raccolta, che parla di speranza e di guarigione, del gelo che si scioglie, di un cuore che guarisce: " Grazie dottore / grazie al suo cuore/ il suo cuore ha curato / il cuore malato/ l'acqua riscorre / si è sciolta la neve / l'acqua riscorre / luccica, vede?"
Le poesie sono tutte piuttosto brevi, andando da un minimo di 3 versi a un massimo di 8 (anch'essi tutti piuttosto corti), e sono tutte composte da un'unica strofa (alcune poesie comunque sembrano continuare anche nelle pagine successive).
La maggior parte di queste poesie segue uno schema di rime libero, che non si ripete quasi mai uguale: talvolta in una poesia compare qualche rima baciata (AA BB) oppure alternata (AB AB), ma questo non succede mai per l'interezza di un'unica poesia.  Ovviamente le poesie presentano anche altre figure retoriche quali la metafora, l'allitterazione, l'anafora ("Fa finta il mondo / di essere buono / fa finta il mondo/ di essere bianco..."), l'assonanza, la ripetizione (questa in particolare, assieme all'anafora, è spesso utilizzata). 
La presenza di queste ripetizioni e di rime, nonché la brevità dei versi e delle poesie stesse, rendono queste ultime molto musicali, orecchiabili, piacevoli, direi proprio incantevoli.
 
 
Sopra: Le pagine relative a una poesia che parla di abbandono, di richiesta d'aiuto e di morte. Nella pagina a sinistra è presente la poesia, mentre in quella a destra l'illustrazione ad essa connessa.
 
Gli acquerelli di Alessandro Sanna sono molto belli e assolutamente non banali, ma anzi sono eleganti e ricercati. Infatti, anche se quando ha illustrato questo libricino Sanna non era ancora giunto all'apice del successo (avvenuto nel 2013 con "Fiume lento", un silent book, anche se nel 2006 aveva comunque vinto un Premio Andersen con l'albo "Hai mai visto Mondrian?" (2005)) si può già vedere chiaramente l'abilità dell'artista.
Sanna utilizza immagini colorate (talvolta con colori sia caldi che freddi, alcune volte più cupi ed altre più accesi e vivaci), vibranti, vividi, dinamiche, suggestive, poetiche, delicate ma allo stesso tempo intense. E' molto interessante vedere come l'artista ha interpretato coi suoi disegni ogni poesia, i quali richiamano i testi allo stesso tempo in modo esplicito ma sottile. 
Le figure umane e animali sono solitamente rappresentate in modo molto essenziale, tanto che spesso sono solo delle semplici silhouette colorate che si stagliano sullo sfondo bianco della pagina. Tali figure possono essere rappresentate in modo molto essenziale (come semplici silhouette o linee tracciate), ma talvolta anche un po' più dettagliato (in questo caso oltre alla figura esterna compaiono anche altri dettagli interni).
 
 
 Sopra: Alcune silhouette di figure umane (e anche di un animale). Da notare a sinistra i colori freddi e più scuri, a destra invece quelli più caldi e brillanti.

Le tavole di Sanna sono ricche di riferimenti metaforici con cui l'autore richiama i testi della poesia: ad esempio per rappresentare i versi che associano la neve a una mamma che ti avvolge e ti abbraccia ("Nessuna coperta [...] sa ricoprire come fa lei: la neve è la mamma che vorrei) Sanna disegna la silhouette bianca (come la neve) di una madre che abbraccia un bambino (rosso). Oppure per mostrare la metafora di un cuore che si è addormentato per il freddo e la neve, egli ha disegnato la forma di un cuore che si fonde (all'interno) con quella di una persona addormentata.
Le metafore della poesia possono essere rappresentate comunque in modo più o meno esplicito, altre immagini, ad esempio, riprendono proprio quello che dice la poesia: ad esempio in quella che dice "Il mio fidanzato / è un lupo nero / è il re del buio / ma ha occhi di fuoco..." Sanna ha effettivamente rappresentato la silhouette di un lupo nero con gli occhi rossi.
 
 
Sopra: Le metafore della poesia possono essere rappresentate  in modo più o meno esplicito. A sinistra vediamo ad esempio come l'artista ha rappresentato, in modo astratto e metaforico, un cuore addormentato, mentre a destra c'è un disegno che rappresenta esattamente quello che dice la poesia.
 
"Poesie di ghiaccio" di Vivian Lamarque è un libretto veramente bello e molto piacevole da leggere, ricco di poesie dolci e musicali, e talvolta anche un po' cupe, dedicate all'inverno. Ho apprezzato comunque che l'autrice non si sia limitata a parlare solo delle cose belle ad esso connesse (tipo la bellezza della neve, il bello di stare al caldo, il riposarsi...), ma abbia anche affrontato temi più spinosi e cupi (con un tocco di mistero e realismo), che però mi hanno suscitato anche un certo brivido, oltre che uno spunto di riflessione.
Le illustrazioni di Alessandro Sanna sono molto importanti e aggiungono una marcia in più alle poesie, e sono ben bilanciati con essi, in quanto io, se non ci fossero state, ne avrei percepito la mancanza, cosa che con altri libri di poesia non ho avvertito. Questo perché le immagini aggiungono un ulteriore livello di interpretazione ai testi e aiutano effettivamente a comprenderli meglio. I disegni ad acquerello sono inoltre molto belli e particolari (Sanna d'altronde è un grande illustratore), per nulla banali o scontati, ed è un bene che siano stati stampati a colori.
Un ottimo libro da leggere soprattutto in questo periodo dell'anno (fine febbraio/inizio marzo) in cui siamo ancora in inverno, ma si sta avvicinando l'inizio della primavera per cui il ghiaccio si scioglie e "L'acqua riscorre / si è sciolta la neve ...".
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2006 dalle Edizioni EL per Einaudi Ragazzi, ha 93 pagine, la copertina flessibile e misura 18 cm d'altezza e 11 cm di lunghezza e costa 8,50 euro. Nel 2009, sempre l'Einaudi Ragazzi, ha pubblicato un'altra versione con la copertina rigida che misura 22,5 cm d'altezza e 15,1 cm di lunghezza e costa 14,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 20 settembre 2021

In mezzo alla fiaba di Silvia Vecchini e Arianna Vario

"In mezzo alla fiaba" è una raccolta di poesie con protagonisti personaggi ed elementi fiabeschi, scritte da Silvia Vecchini (già autrice di "Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno") e accompagnate dalle illustrazioni di Arianna Vario.

Sopra: La copertina presenta uno sfondo bianco su cui spicca il titolo blu e l'immagine (tratta dalla poesia dedicata a "Cappuccetto Rosso") rossa (in questa immagine sembra fucsia, ma in realtà è rossa).

Questa è una raccolta di poesie in cui "puoi trovare voci che appartengono a venti fiabe diverse", praticamente si tratta di 20 testi poetici che esprimono le voci, i pensieri, gli stati d'animo di diversi personaggi fiabeschi e spetta al lettore indovinare da quali storie essi provengano. Nell'introduzione il lettore infatti viene proprio incitato a cercare chi sta parlano e scoprire "i titoli nascosti".
I titoli delle varie poesie non sono difficili da indovinare, tuttavia il gioco "indovina il titolo" che propone l'autrice è piuttosto carino e divertente, soprattutto perché in questo modo il lettore è portato ad analizzare ogni testo e a trovarvi gli elementi che lo collegano alla rispettiva fiaba, ma non solo.
Ad esempio questa poesia riguarda la fiaba di "Barbablù":

"Devi scendere tutte quelle scale
se ti vuoi salvare,
una ad una,
avere paura...
e girare la chiave
anche se tremano i ginocchi
devi aprire capire guardare
mai chiudere gli occhi 
davanti al male"

Quest'altra poesia invece si riferisce a quella di "La Sirenetta":

"Ti facevo più sveglio, più serio
ma guardala, non è lei, davvero
caro mio principe ingrato
hai preso un abbaglio
sono io che ti ho salvato,
io ho lasciato il mare,
io la mia coda, la voce
per queste gambe che fanno
un male atroce
e tu che fai?
Sbagli ragazza
te la bevi senza una piega
te ne vai con quella strega
sei una fiamma trasparente
un principe da niente
un fuoco che non consuma
il sole tramonta
e io divento spuma."

Tali poesie comunque non solo esprimono il punto di vista o i pensieri di un personaggio fiabesco, ma stimolano anche interessanti riflessioni nel lettore, in quanto alla fine sembra che ciascuna poesia trasmetta una sorta di messaggio. Nei due esempi precedenti ci viene detto di "mai chiudere gli occhi davanti al male" e di fare attenzione a dare tutte noi stesse (o stessi) a qualcuno che potrebbe non rendersi mai conto dei nostri sforzi e del nostro vero valore. Un'altra poesia invece mette in guardia il lettore dalla violenza, poiché essa "è cieca/ il coltello non ragiona", quella della "Bella addormentata nel bosco" spiega invece che a volte è necessario commettere degli sbagli per poter maturare ("Non sempre, ma a volte/occorre pungersi/ sanguinare un poco/ dormire tutto il sonno/ che viene dopo/ sorbirlo come una medicina/ per svegliarti diversa/ da com'eri prima"). Molto interessante anche questa poesia, indovinate a che fiaba appartiene?

"Se non sai riconoscere
il lupo neanche se lo vedi
e ci parli e saluti
con tanta educazione
è bene che tu non vada in esplorazione
che resti in cortile a giocare
che non oltrepassi il viale
che non ti avventuri
a casa della nonna,
anche se sta male."

Sopra: Le pagine che mostrano la poesia e la relativa illustrazione dei versi dedicati alla fiaba di "Barbablù".

Le illustrazioni di Arianna Vario che accompagnano ciascuna poesia sono belle, originali e piuttosto particolari, dall'aspetto moderno. Intanto sono tutte delle silhouette, cioè figure di cui si vedono solo i contorni, e questo conferisce alle immagini un aspetto elegante ed essenziale, anche se in realtà le immagini sono abbastanza ricche di dettagli.
Essendo le figure delle silhouette, i contorni di queste sono stati riempiti con colori dai toni intensi e decisi, piatti e senza sfumature, anche se l'artista ha giocato un po' con la scelta dei colori, per cui in una stessa figura a volte sono state usate due tinte.
In alcuni casi certe figure non sono neanche delle silhouette pure, in quanto, sfruttando i colori (utilizzando quindi due tinte o togliendo un po' di colore in certe parti) l'artista ha tracciato qualche linea o contorno interno alla figura, ad esempio per delineare meglio un braccio o i capelli.


Sopra: Le illustrazioni di Arianna Vario che accompagnano ciascuna poesia sono belle, originali e piuttosto particolari, dall'aspetto moderno. Intanto sono tutte delle silhouette, anche se non sempre "pure", in quanto, sfruttando i colori (utilizzando quindi due tinte o togliendo un po' di colore in certe parti) l'artista ha tracciato qualche linea o contorni interno alla figura, ad esempio per delineare meglio un braccio o i capelli.

Di grande importanza risulta quindi l'uso e la scelta dei colori, che contribuiscono a rendere queste immagini molto originali e insolite ad un primo sguardo.
L'artista ha deciso di utilizzare solo 4 colori, tra loro contrastanti: il bianco e il nero, il rosso e il blu (più precisamente un celeste scuro). Come ho detto prima, sono colori che fra loro creano un forte contrasto, così a volte non è solo il bianco a essere il colore di sfondo di un'immagine, ma anche il celeste e il nero, il rosso sembrerebbe essere stato utilizzato preferibilmente per tingere elementi più piccoli (come le mele di un albero, una scarpetta, dei pesciolini, delle porte), ed è stato utilizzato solo 1 o 2 volte per colorare un'intera persona.
Le immagini inoltre, oltre ad abbellire l'opera, aiutano anche il lettore, fornendogli una chiave di lettura per ciascuna rima, sia per fargli indovinare la fiaba che per comprendere i significati nascosti all'interno di ogni poesia. I disegni, inoltre, hanno un aspetto piuttosto astratto e surreale, che spinge il lettore a dover interpretare anche le immagini e non solo i testi.



Sopra: L'artista ha deciso di utilizzare solo 4 colori, tra loro contrastanti: il bianco e il nero, il rosso e il blu. Non è solo il bianco a essere stato utilizzato come colore di sfondo di un'immagine, ma anche il celeste e il nero (come nelle prime due immagini), mentre il rosso sembrerebbe essere stato utilizzato preferibilmente per tingere elementi più piccoli (come i pesci nell'immagine centrale). 

"In mezzo alla fiaba" di Silvia Vecchini e Arianna Vario è una bella raccolta di poesie a tema fiabesco, delicate e musicali, dove il lettore potrà divertirsi a indovinare i titoli delle varie fiabe, se tuttavia non siete dei grandi conoscitori di esse non temete, alla fine del libro è presente un indice che vi svela tutti i titoli.
Le poesie presenti nella raccolta direi che sono indirizzate ad un pubblico di almeno 7/8 anni in quanto, sebbene ci siano anche delle rime baciate che rendono i versi orecchiabili e apprezzabili anche per bambini più piccoli, il significato dei testi non è così scontato da comprendere e da cogliere. Oltre a necessitare della conoscenza di varie fiabe classiche bisogna considerare anche il significato che ogni lettore può attribuire a ciascuna poesia. Ad esempio in molte recensioni diverse persone lo hanno definito un libro apprezzabile anche (e forse di più) dagli adulti. 
Nelle poesie sono infatti trattati temi come l'aiuto reciproco, la prigionia, l'affrontare le difficoltà, la violenza, il (non) perdono, la delusione, la maternità, l'inganno, la vendetta, l'identità, la bellezza...
Un libro che saprà sicuramente far nascere molte riflessioni e discussioni, nonché scambi di opinione. Molto interessanti anche le illustrazioni di Arianna Vario, dall'aspetto moderno, originale e per nulla banale, le quali donano alle poesie una marcia in più, aiutando il lettore ad interpretarle, senza però banalizzarle o renderle scontate.

Tale albo illustrato è stato pubblicato nel 2015 dalla TipiPittore, ha una copertina rigida, misura 20 cm d'altezza e 14,3 cm di lunghezza, ha 48 pagine e costa 16 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

giovedì 9 settembre 2021

Alfabeto delle fiabe di Bruno Tognolini e Antonella Abbatiello

L'opera di cui vi parlerò adesso presenta un insieme di vari elementi che mi è capitato di vedere anche in altre opere. Intanto tratta di fiabe, è un alfabetiere (cioè un testo che presenta delle parole in ordine alfabetico associandole a delle immagini), presenta dei testi in rima, è stato edito dalla TopiPittori (casa editrice molto rinomata per i suoi titoli dedicati all'infanzia e agli adulti), è scritto da Bruno Tognolini ed, infine, è illustrato da Antonella Abbatiello (che ha illustrato anche la raccolta di poesie, più recente, "Rime buie").
Per chi non avesse ancora idea a quale libro mi riferisco (anche se in realtà lo sapevate già all'inizio avendo letto il titolo del post) vi svelo che sto parlando di "Alfabeto delle fiabe".

Sopra: Sulla copertina è presente l'illustrazione di della filastrocca "Strega", da notare come la silhouette verde del bambino spicchi sulle sfondo bianco, così come le scritte rosse del titolo.

Come ho accennato sopra questo libro è un alfabetiere (o un abecedario), cioè un libro (solitamente destinato ai bambini che imparano a leggere) dove vengono riportate in ordine alfabetico le varie lettere, associandole ad un'immagine. 
Nei normali alfabetieri di solito si cerca di associare le lettere a parole semplici e concrete (quindi nomi), facili da rappresentare e solitamente conosciute dai bambini. Questo volume tuttavia non è un mero alfabetiere, sebbene ne mantenga la struttura, ma un libro di poesie. 
Inoltre l'autore ha deciso di scegliere per questo libro un tema ben preciso a cui legare le varie lettere dell'alfabeto: le fiabe. Perché le fiabe? Come scritto all'inizio del volume: "La fiaba è un regno sconfinato, nel tempo, nello spazio, nei tanti libri e studi che ne parlano. Quindi anche lì, nel farne un libro, la cosa migliore era partire dall'inizio".
Ogni lettera dell'alfabeto viene quindi collegata a un elemento tipico del mondo fiabesco, ad esempio: A di Anello, B di Bambino, C di Castello, D, di Drago, E di Enigma, F di Fuoco, G di Gigante.... per poi finire con la Z di Zucca.
A ogni lettera è associata un'illustrazione e anche una poesia, la quale tratta, come soggetto principale, la parola con cui inizia una determinata lettera.

Anello
"Oro d'anello, sole gioiello
Piccolo tondo di mondo fratello
Tienimi il dito, dono gradito
Girami intorno il tuo giorno infinito
Tocco e ti tocco, giro e ti giro
Quello che voglio sia vero davvero
Trovo e ti perdo, perdo e ti trovo
Ciò che finisce cominci di nuovo
Dono più duro, ma sono più bello
Ora io porto l'anello"

Bambino
"Bosco di fiaba, mondo diverso
Fammi trovare il bambino che ho perso
Valle lontana, regno incantato
Cerco il bambino che ho abbandonato
Rete di rovi, rami più verdi
Prima lo trovi ma poi lo riperdi
La fiaba è antica, la strada è nuova
Tanta fatica ma è lui che ti trova
dagli la mano, non perderlo più
Ora il bambino sei tu."

Le poesie (come queste che vi ho riportato sopra) contenute nel volume sono molto belle e musicali, grazie alla presenza di varie rime e di altre varie figure retoriche che rendono i testi molto orecchiabili e intriganti: come allitterazioni ("Grido di donna, strillo che striscia" da "Strega"), assonanza, paronomasia ("Drago mago, verme di lago" nella filastrocca "Drago"), anafora ("Morte Signora, fammi passare/ Porto una goccia di sangue nel mare/ Morte Signora, guardami in fronte/ Porto una scheggia di osso nel monte..." nella poesia "Morte"), iterazione (Tocco e ti tocco, giro e ti giro da "Anello"), metafore ("Drago mago, verme di lago" nella filastrocca "Drago")....
E' interessante poi riflettere su come ogni poesia rimanda e interpreta una determinata figura fiabesca. Nella poesia "Bambino" ad esempio si fa riferimento a come i bambini siano protagonisti di molte fiabe, ma allo stesso tempo affronta anche la questione di rimanere un po' bambini anche da adulti, di non perdere il bambino che c'è in noi, continuando a leggere le fiabe e ad apprezzarle anche da adulti. Nella filastrocca "Re" questo personaggio fiabesco viene descritto come colui che comanda ("Re che comandi, Re che domandi/ Poni le prove ai guerrieri più grandi"...) o chiede, poiché nelle fiabe questa è la sua funzione principale: mettere alla prova l'eroe, di solito proponendogli qualche compito impossibile, in cambio di qualcosa (il regno o la principessa, o entrambi). La filastrocca, infatti, continua dicendo proprio: "Ora mi mandi a compiere imprese/ Dovrò partire da questo paese/ Ma se ritorno col dono e col pegno/ Mio sarà il trono, mio sarà il regno".
La rima di "Via" riprende invece la famosa frase finale con cui si chiudevano numerose fiabe, infatti la poesia inizia con "Stretta la foglia, lunga la via/ fate la vostra che io faccio la mia"...) e fa riferimento al fatto che nelle fiabe molto spesso i personaggi devono spostarsi o mettersi in viaggio (spesso anche senza avere una meta precisa in mente), a volte per svolgere una missione ed altre per cercare fortuna o fare un'esperienza di vita.
Nel volume è inoltre presente anche una tabella che elenca numerose fiabe tratte dalla raccolta "Fiabe italiane" di Italo Calvino, e per ogni fiaba viene indicato quali simboli narrati in questo albo sono eventualmente presenti in un determinato racconto. Questa tabella è stata inserita allo scopo di "proporre ai bambini, oltre a queste filastrocche, la lettura delle fiabe nelle quali questi simboli acquistano un'importanza fondamentale. Per aiutare genitori e insegnanti in questo compito, Anna Maria Di Giovanni, della Biblioteca Centrale Ragazzi di Roma, ha realizzato una tavola sinottica in cui rintracciare fiabe e simboli".
Ad esempio, secondo la tabella, ritroviamo la figura del Drago nelle seguenti fiabe italiane: "Bene come il sale", "I tre cani", "Il drago delle sette teste", "Il drago e la cavallina fatata", "La volpe Giovannuzza", "Liombruno".
 
 Sopra: Le due pagine che riportano le prime due lettere dell'alfabeto e le loro rispettive poesie: "Anello" e "Bambino".
 
Come ho spiegato anche sopra ogni poesia e quindi ogni lettera è accompagnata da un'immagine che riflette il senso della poesia e che rappresenta l'elemento di cui si parla nella filastrocca.
Le illustrazioni sono state realizzate Antonella Abbatiello e hanno uno stile molto originale e particolare, anche un po' inusuale per un albo illustrato sulle fiabe.
I disegni proposti per ogni poesia sono molto semplici e stilizzati, in effetti essi sono tutti delle silhouette, cioè immagini in cui vengono mostrati solamente i contorni di una certa figura, mentre l'interno è tutto colorato con il medesimo colore. Ogni elemento ha comunque un aspetto piuttosto semplice ed essenziale, quasi grezzo (osservate ad esempio le silhouette delle varie figure umane).
Tale scelta, di non curare troppo le varie figure, facendole rimanere un po' "rozze", è probabilmente dovuta al fatto che l'artista volesse che l'attenzione del lettore si concentrasse più sui testi che non sulle immagini, le quali hanno comunque lo scopo di indirizzare il lettore e dargli un'idea di cosa tratta una certa poesia.
 

Sopra: Ogni lettera è accompagnata da un'immagine che riflette il senso della poesia e che rappresenta l'elemento di cui si parla nella filastrocca. I disegni proposti per ogni poesia sono delle silhouette molto semplici, stilizzate ed essenziali, quasi grezze (osservate ad esempio le silhouette delle varie figure umane dell'ultima immagine qui sopra).
 
Per l'utilizzo dei colori l'Abbatiello ha scelto delle tinte dai toni forti e decisi, un po' scuri, intensi ed accesi. I colori sono stati stesi all'interno dei contorni delle varie silhouette in modo netto e deciso, piatto e senza sfumature di alcun genere, facendo risaltare ancora di più la semplicità ed essenzialità delle immagini.
Molti disegni spiccano su uno sfondo bianco, ma l'artista non ha disdegnato di utilizzare anche qualche sfondo nero, per far risaltare maggiormente certe tinte o trasmettere attraverso l'uso dei colori un particolare significato.
Anche la scelta dei colori utilizzata non è ampissima, limitandosi principalmente ai colori primari (ad eccezione di uno), infatti le tinte che compaiono sono: il bianco e il nero, il rosso, il giallo scuro, il verde, il blu.



Sopra: L'artista ha scelto delle tinte dai toni forti e decisi, un po' scuri, intensi ed accesi. I vari colori sono stati stesi all'interno dei contorni delle varie silhouette in modo netto e deciso, piatto e senza sfumature di alcun genere. Molti disegni spiccano su uno sfondo bianco, ma l'artista non ha disdegnato di utilizzare anche qualche sfondo nero (come potete vedere nelle prime due pagine in alto). Anche la scelta dei colori utilizzata non è ampissima, infatti le tinte che compaiono sono: il bianco e il nero, il rosso, il giallo aranciato, il verde, il blu.
 
"Alfabeto delle fiabe" di Bruno Tognolini è un albo illustrato molto bello e poetico, interessante ed incisivo con dei testi molto orecchiabili e musicali che propongono vari simboli narrativi tipici delle fiabe, un patrimonio "che affascina i bambini italiani da generazioni".
Interessante è ad esempio la scelta dei termini da associare a ogni lettera dell'alfabeto, confrontando questo abecedario fiabesco con un altro mi sono resa conto di come questo utilizzi dei simboli, talvolta anche un po' astratti, senza far mai riferimento a nessuna fiaba specifica. In "Alfabetiere delle fiabe" di Fabian Negrin molte lettere dell'alfabeto sono associate con nomi di fiabe famose o noti personaggi fiabeschi (come A di Aladino, B di Bella addormentata nel bosco o la bella e la Bestia, C di Cappuccetto Rosso...) mentre Tognolini ha voluto mantenersi di più sull'astratto e sull'universale (senza contare comunque che Tognolini ha voluto prendere in considerazione più le fiabe italiane raccolte da Calvino che tutte le fiabe in generale come invece accaduto per l'alfabetiere di Negrin). A causa di ciò in quest'opera per alcune lettere sono state scelte delle parole anche un po' inusuali e non scontate. Come ad esempio Enigma per la E, Labirinto per la L (al posto della parola più immediata Lupo), la Morte per la lettera M,  oppure Porta per la P (quando con la P sarebbe stato più immediato prendere in considerazione la parola principi o principesse).
Assieme ai testi sono presenti le semplici, essenziali ma interessanti e colorate illustrazioni di Antonella Abbatiello, che accompagnano perfettamente i testi.
Le immagini essenziali e i testi in rima abbastanza brevi (ogni filastrocca è lunga 10 versi) sicuramente rendono il libro apprezzabile anche da bambini di 3/4 anni, anche se questi magari non sarebbero in grado di cogliere la complessità e i vari riferimenti dietro a ogni filastrocca. Nonostante il libro tratti di lettere, alfabeto, fiabe e proponga delle rime, proporrei il volume a partire dai 5/6 anni in su, in quanto il significato delle filastrocche è pienamente comprensibile e apprezzabile ad bambini che conoscono già alcune fiabe classiche, e che quindi possono iniziare a fare alcuni collegamenti tra queste e comprendere i rimandi presenti nelle rime del libro. 
Si tratta comunque di un libro molto maneggevole e multifunzionale che può essere apprezzato sia da adulti che dai bambini. Ad esempio la tavola sinottica all'inizio del libro è indirizzata esplicitamente agli adulti, per aiutarli a trovare fiabe in cui sono presenti i simboli narrati nelle poesie. Alla fine del volume è invece presente una sorta di gioco dell'oca, rivolto ai bambini, che si chiama "Gioco dell'alfabeto" e in cui nelle varie caselle sono state riportate le illustrazioni e le parole dell'albo, alcune accompagnate da determinate istruzioni (ad esempio nella casella 21 M di "Morte" il giocatore deve ritornare alla casella 1).
 
Questo albo illustrato è stato pubblicato nel 2011 dalla TopiPittori. L'opera ha 32 pagine, una copertina flessibile, misura 31,5 cm d'altezza e 22,3 cm di lunghezza e costa 14 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 28 dicembre 2020

Little girl di Clementina Mingozzi

"Little girl" è una fiaba, scritta da Beniamino Sidoti e illustrata da Clementina Mingozzi, con protagonista una bambina africana che si allontana da casa mentre la mamma non c'è, per andare a raccogliere fiori nel bosco, rischiando di incontrare il lupo.
 
Sopra: Sulla copertina di "Little girl" è possibile vedere una delle immagini interne, realzate con la tecnica del ritaglio di vari tipi di carta.
 
La fiaba narrata in questo libro sembra riprendere in parte quella di "Cappuccetto Rosso", anche se la protagonista di questa storia non viene mandata dalla madre a far visita alla nonna e non indossa nessun cappuccio.
La protagonista della vicenda è Little Girl, una bambina africana che promette alla madre di rimanere dentro casa mentre lei è via, poiché fuori c'è il lupo cattivo. Little Girl però è troppo tentata dai fiori che vede all'esterno della casa e così, nonostante la promessa fatta, decide di uscire per raccoglierli.
 "E prese il fiore rosa,
piccola cosa
E uno arancione,
come in una canzone.
E un fiore blu,
solo uno in più.
E un fiore verde...
 ...finisce che si perde!"

Senza accorgersene, pian, piano, si allontana sempre più da casa, addentrandosi nella foresta, dove incontra il lupo, che inizia a inseguirla. La bambina riesce però a guadagnare tempo mettendosi a cantare una canzone che riesce a far addormentare la belva, anche se per poco tempo. 
Continuando così a correre e a cantare alla fine la bambina riesce ad arrivare a casa e a chiudere la porta.
Una particolarità dei testi è che la storia è narrata completamente in rima, attraverso dei versi brevi ed efficaci e molto musicali, essendo in rima baciata (AA BB):
"Piccola bambina
bambina canterina
il mio orecchio è sensibile
il mio morso terribile
canta ancora per me
cantami ogni fiore
riempi il mio cuore
TUTUTUTUTU'M"
 
Sopra: La protagonista di questa fiaba, intenta a raccogliere dei fiori.
 
Le illustrazioni di Clementina Mingozzi sono particolari ed originali in quanto non sono dei veri e propri disegni. Le immagini che accompagnano la storia sono state infatti realizzate tramite la tecnica del ritaglio. I personaggi della storia (tra cui Little Girl e il lupo) non sono stati disegnati, ma sono delle figure ritagliate dalla carta nera.
Se per i personaggi l'artista ha deciso di utilizzare dei fogli neri, per altri elementi dell'immagine sono stati invece scelti dei fogli colorati, talvolta trasparenti, per realizzare foglie e fiori.

 
Sopra: Le immagini che accompagnano la storia sono state realizzate tramite la tecnica del ritaglio. Come potete vedere i personaggi della storia (come Little Girl e il lupo) sono delle figure ritagliate dalla carta nera. Se per i personaggi l'artista ha deciso di utilizzare dei fogli neri, per altri elementi dell'immagine sono stati invece scelti dei fogli colorati, talvolta trasparenti, per realizzare foglie e fiori.

A rendere molto intriganti le immagini comunque è proprio questa contrapposizione di colori tra elementi neri, come i personaggi, e altri colorati, come i fiori e la vegetazione della foresta, che spiccano sul bianco dello sfondo.
Ne risultano infatti delle illustrazioni molto accattivanti e uniche, allo stesso tempo semplici ma comunque ricche di dettagli (le silhouette dei personaggi sono infatti molto curate e spesso anche piuttosto ricche di particolari).

 
Sopra: Da notare la contrapposizione di colori tra elementi neri, come i personaggi, e altri colorati, come i fiori e la vegetazione della foresta, che spiccano sul bianco dello sfondo e che rendono visivamente molto intriganti le immagini.
 
"Little girl" è un'opera molto carina che narra una fiaba inedita e al tempo stesso familiare, in quanto richiama vagamente la storia di "Cappuccetto Rosso". La giovane protagonista però di questa avventura non ha bisogno di qualcuno che la salvi e, pur mettendosi lei stessa in pericolo non mantenendo la promessa fatta e cedendo alle tentazioni, riesce benissimo a cavarsela da sola e a beffarsi del lupo, tornando a casa sana e salva.
La storia, resa molto musicale dalle rime, è inoltre accompagnata dalle graziose, originali e intriganti illustrazioni di Clementina Mingozzi, realizzate tramite delle figure ritagliate nella carta.
 
L'opera è stata pubblicata nel 2018 dalla Bacchilega editore, è dotata di una copertina rigida, ha 40 pagine, misura 21,2 cm d'altezza e 21,2 cm di lunghezza e costa 15 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 7 settembre 2020

Peau D'Ane di Hélène Druvert

Oggi vi parlerò di "Peau D'Ane" di Hélène Druvert, il quale è un libro illustrato sulla fiaba scritta da Charles Perrault "Pelle d'Asino" che, a causa delle tematiche incestuose, è raro trovare come fiaba pubblicata singolarmente. Inoltre la versione che vi voglio presentare oggi è molto particolare, in quanto realizzata con la tecnica del paper cutting.

Sopra: Sulla copertina di "Peau d'Ane" è ritratta la scena in cui si vede la protagonista, mentre indossa la pelle d'asino, che fugge di casa. Da notare come le nuvole sul vestito della principessa e le scritte del titolo siano argentate (e non sempllicemente grigie).

La storia di quest'opera è la fiaba di "Pelle d'Asino", la quale narra di un re che aveva una bellissima moglie, una bella figlia e un asino capace di produrre monete d'oro. Un giorno la moglie del sovrano muore, facendo giurare al marito che, se avesse voluto risposarsi, lo avrebbe fatto solo con una donna più bella di lei. Col passare del tempo il re si accorge però che l'unica donna più bella della moglie è la figlia, per cui, un giorno, decide di voler sposare propria quest'ultima.
Ovviamente la ragazza non è d'accordo con la decisione del padre, così chiede aiuto alla sua fata madrina che dice alla principessa di chiedere al padre di procurarle tre abiti tanto belli quanto difficili da realizzare: un abito del colore del cielo, uno del colore dalla luna e un del colore del sole. Il re, tuttavia, riesce a esaudire le richieste della figlia, la quale, disperata, chiede al padre di avere la pelle dell'asino che produce monete d'oro, sperando che il sovrano rifiuti una simile richiesta. Purtroppo il re farà uccidere l'asino e consegnerà alla figlia la sua pelle, così, la madrina, convince la principessa a scappare dal suo palazzo usando la pelle dell'asino come travestimento.
La giovane così fugge e trova rifugio in una fattoria, in cui continua a mantenere il suo travestimento, finché un giorno un principe che passa lì vicino la sente cantare e sbircia dalla serratura della porta della casetta in cui vive Pelle d'Asino, che in quel momento si sta facendo bella indossando uno dei vestiti regalatele dal padre. Così il principe il giorno dopo chiede di poter avere del pane impastato da Pelle d'Asino, la quale fa cadere nell'impasto anche un suo anello.
Quando il principe trova l'anello nella pagnotta decide di farlo provare a tutte le ragazze del regno per trovare la donna a cui appartiene. Anche pelle d'Asino si presenta alla prova, rivelando così la propria identità e diventando la sposa del principe.

Questa è la fiaba narrata in questo libro, la quale rispecchia, come sequenza di eventi, la fiaba integrale di Perrautlt, almeno fino al finale, che invece presenta alcune differenze di trama. Questa versione presenta però molti meno dialoghi rispetto alla versione integrale, e molti fatti sono stati riassunti. Per questo la versione della Druvert risulta molto più breve, come potete constatare voi stessi mettendo a confronto questo episodio della fiaba:

Versione di Perrault (tratta da "The annotated classic Fairy Tales" di Maria Tatar): "He made requiries about the remarkable nymph living in one of the lower courtyards (cortili) at the end of a squalid alley (vicolo) where you couldn't see a thing, even in broads daylight (alla luce del sole)
<<It's Donkeyskin>> they told <<There's nothing beautiful about her, and she is not all a nymph. She is called donkeyskin because of the hide that she wears on her back (schiena). She's the ideal remedy for someone in love. Simply put (in parole povere), only wolves are uglier then she is>> They spoke in vain. for he never believed them. The traces left by love were so powerfully inscribed in his memory that they could never be erased (cancellato).
Meanwhlie (nel frattempo), his mother, the queen, was weeping  (piangeva) with anguish, for he was her only child. She urged (esortò) her son to tell her what was wrong, but it was no use. He moaned (gemeva), he wept, he sighed (sospirava) , but he wouldn't say a thing, except that he wanted a Donkeyskin to make him a cake with her own hands. The mother had not idea what her son was talking about.
<<Good heavens, Madam>> everyone said << Donkeyskin in nothing but a grubby (sporco) little fright, uglier and dirtier than the most filthy scullion (schifoso sguattero)>>.
<<It doesn't matter>> the quuen said. <<We must satisfy his wish, and that's all that counts>>. The pince's mother loved him so much that she would have given him gold, if he had wanted to dine (pranzare) on that.
Donkeyskin took some flavour (farina) that she had ground to make her dough as fine as possible and mixed it with salt, butter, and fresh eggs. [...]
It it said that she worked a little too hastily and thet one of her precious rings accidentally fell from her finger (dito) into the dough (impasto). But those who are in the know about how this story ends insist thet she put it (messo) there on purpose (di proposito)."

Versione della Druvert: "Tombant aussitot (immediatamente) amoureux, il fit réclamer un gateau (torta) à la charmante inconnue (sconosciuta), Peau d'Ane le prépara aver amour et, hasard (caso) ou unon... elle laissa tomber (cadere) sa begue dans la pate (impasto)".

Come è facile notare la versione della Druvert risulta molto più breve rispetto a quella di Perrault, anche a causa dell'assenza dei dialoghi, inoltre verso il finale iniziano a emergere alcuni cambiamenti di trama.  Ad esempio alla fine viene detto che il principe e Pelle d'Asino hanno una figlia, cosa che nella fiaba di Perrault non viene specificato, mentre viene detto che il padre della principessa si presenterà da lei per chiederle perdono per ciò che voleva fare, e dichiara di essere contento del suo  matrimonio col principe. Nella versione della Druvert invece non si fa più menzione di che fine abbia fatto il padre della ragazza.


Sopra: In alto ho riportato il momento in cui la principessa piange mentre indossa l'abito del colore della luna, e poi il momento che ritrae la fuga della principessa, travestita da Pelle d'Asino.

Ciò che colpisce di quest'opera è però la parte grafica e le illustrazioni di Hélène Druvert, le quali posseggono uno stile particolare, raffinato, semplice, interessante e molto elegante. Esse, infatti, hanno un aspetto semplice ed essenziale, e presentano dei tratti netti e definiti. La scelta di questo stile ben si adatta all'uso della tecnica del paper cutting che è stata utilizzata per le pagine di questo libro. Metà delle pagine di questo volume sono state infatti intagliate finemente per creare delle scene riccamente decorate e piene di dettagli e ricami.
Il modo in cui è stata utilizzata tale tecnica del paper cutting e lo stile della Druvet mi ricorda molto quello de "Il lago dei cigni" di Charlotte Gastaut.

 

 
Sopra: Le illustrazioni hanno un aspetto semplice ed essenziale, e presentano dei tratti netti e definiti. La scelta di questo stile ben si adatta all'uso della tecnica del paper cutting che è stata utilizzata con le pagine di questo libro. Metà delle pagine di questo volume sono state infatti intagliate finemente per creare delle scene riccamente decorate e piene di dettagli e ricami.

Anche la scelta dei colori è molto particolare ed azzeccata. L'artista ha infatti deciso di utilizzare per le illustrazioni di questo libro solo 5 colori: il bianco, il nero, il grigio, il blu scuro e l'argento. Il bianco è stato utilizzato soprattutto per gli sfondi delle pagine non intagliate, ma anche per la pelle delle persone e per altri piccoli dettagli come le piastrelle dei pavimenti e alcuni decori sui vestiti. Il nero, il grigio e il blu scuro sono stati utilizzati per le silhouette e come colori delle linee che tracciano i contorni degli elementi interni delle figure, quali i lineamenti del volto (occhi, bocca, naso, capelli) e del corpo (braccia, colletti, bottoni, pizzi degli abiti...). L'argento è stato utilizzato per impreziosire alcuni dettagli delle illustrazioni, quali i gioielli (corone, monete e anelli) e le decorazioni sugli abiti e sui tessuti.

 

 
Sopra: L'artista ha utilizzato per le illustrazioni di questo libro solo 5 colori: il bianco, il nero, il grigio, il blu scuro e l'argento. Il bianco è stato utilizzato soprattutto per gli sfondi delle pagine non intagliate, ma anche per la pelle delle persone e per altri piccoli dettagli. Il nero, il grigio e il blu scuro sono stati utilizzati per le silhouette e come colori delle linee che tracciano i contorni degli elementi interni delle figure. L'argento è stato utilizzato per impreziosire alcuni dettagli delle illustrazioni, quali i gioielli e le decorazioni sugli abiti e sui tessuti (ultime due immagini).

"Peau D'Ane" di Hélène Druvert è un bellissimo libro illustrato sulla fiaba di "Pelle d'Asino". I testi non rispecchiano purtroppo pienamente la versione integrale di Perrault, anche se comunque sono stati riportati tutti gli eventi della fiaba, almeno fin quando non si giunge al finale, in quanto la versione della Druvert risulta essere molto più riassunta ed essenziale (manca inoltre anche la morale finale della fiaba).
La grafica e le illustrazioni, con i loro inserti argentati, rendono però questo libro, con le sue pagine intagliate, molto raffinato ed elegante, assolutamente unico e meraviglioso da guardare e da sfogliare.

Questo albo illustrato è stato edito nel 2015 dalla Gautier Languereau, ha 34 pagine, una copertina rigida, misura 24 cm d'altezza e 27,5 cm di lunghezza e costa 20 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.