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venerdì 27 marzo 2026

Fantasmi Yokai di Philippe Charlier

"Fantasmi Yokai" è una sorta di enciclopedia scritta da Philippe Charlier che presenta ai lettori vari di tipi di fantasmi giapponesi.
 
 Sopra: La copertina è rivestita di stoffa e mostra un particolare della stampa "Oya Taro Mistukuni sfida lo scheletro invocato da Takiyasha Hime, figlia di Taira no Masakado, nel palazzo di Soma", del 1844.
 
Oiwa dal volto deformato dal veleno, la bella Yuki-onna dallo sguardo terrificante, la povera Okiku gettata in un pozzo dal maestro, gli spettri dei guerrieri morti in mare, dei samurai ebbri di rancore... Tutte queste presenze infestano la vita dei mortali e costellano il folclore, l’arte e la letteratura del Sol Levante, ispirando ancora oggi film horror, manga e romanzi. Le più impressionanti raffigurazioni degli yurei, i fantasmi della tradizione giapponese, raccolte in un volume che svela il lato più oscuro e spaventoso dell'immaginario nipponico.
Tali rappresentazioni sono suddivise in vari capitoli, ognuno dei quali narra una particolare tipologia di yokai:
  • Okiku: il fantasma di una donna morta in seguito alla caduta in un pozzo, accusata ingiustamente di aver perso o rotto uno dei dieci piatti che, in quanto serva, era suo compito custodire.
  • Otsuyu: un uomo inizia una relazione con una donna, scoprendo che in realtà si tratta di un fantasma che lo sta pian piano privando della sua forza vitale.
  • Ubume: lo spettro di una donna morta di parto o prima di partorire.
  • Il Nō: fantasmi in grado di cambiare aspetto
  • Funayurei: spettri di marinai, soldati, o pescatori morti in mare.
  • Yuki-Onna: donna bellissima e pallida che si mostra durante una tempesta di neve e uccide le vittime con il freddo.
  • Oiwa, il volto della morte: fantasma di una donna usccisa dl marito e col volto deturpato da un veleno consegnatole dall'amante del marito.
  • Kasane: lo spirito di una donna uccisa dal marito con un falcetto e abbadonata sulle rive di un fiume.
  • Teste volanti: fantasmi o mostri capaci di staccarsi la testa dal corpo e di allungare il collo.
  • Kuchisake-onna: yurei femminile di straordinaria bellezza che cela il proprio volto, dalla bocca sfregiata, dietro una maschera o un ventaglio.
  • Hannya: una personificazione di quanto di più bestiale, diabolico, bieco e ripugnante negli esseri umani.
  • Gashadokuro: creatura composta da un mucchio di ossa seppellite senza rito funebre di guerrieri morti sul campo di battaglia.
  • Kohada Koheiji: attore di teatro ucciso dalla propria moglie e che le si manifesta come uno scheletro circondato da fiamme.
 
 Sopra: Due pagine inizali dell'opera ce mostra a sinistra l'inizio del primo capitolo e a destra un'illustrazione del 1793 di uno spettro femminile.
 
Il volume contiene numerose illustrazioni realizzate da artisti dal XVII al IX secolo. Come scritto nel primo capitolo: "Sebbene siano storie vecchie di secoli - e in alcuni casi persino più antiche -, è solo in tempi relativamente recenti che cominciano ad essere illustrate, grazie soprattutto al pittore Okyo mmaruyama, nato nel 1733. Una notte, Maruyama si trovò faccia a faccia con il fantasma dell'amore della sua vita, Oyuki. [...]
Di certo quella da lui inaugurata era molto di più di una semplice moda: rappresentava il tentativo di catturare l'immagine di entità immateriali per riportarle nel mondo dei vivi. I suoi dipinti di fantasmi giapponesi (Yurei-ga), meticolosamente eseguiti su rotoli di tessuto a grandezza naturale (kakemono), hanno aperto un varco soprannaturale attraverso il quale, da allora, i vivi e i morti possono entrare in contatto.
Le immagini contenute in questo volume rappresentano quindi fantasmi gaipponesi, oppure scene di qualche racconto di paura giapponese. Tra le raffigurazioni più famose abbiamo ad esempio: "La dimora dei piatti" di Katsushika Hokusai, che mostra uno spettro uscire da un pozzo; "Il fantasma di Oiwa" di Utagawa Kuniyoshi, che mostra una bella donna con in mano una lanterna con delle peonie, alle cui spalle però si vede un fantasma scheletrico; "Oiwa" di Katsushika Hokusai rappresenta il fantasma di Oiwa che appare al marito dentro una lanterna; "Kamiiya Iemon e il fantasma lanterna di Oiwa" di Utagawa Kuniyoshi rappresenta la scena del marito di Oiwa terorizzato dall'apparizione delvolto della moglie defunta dentro una lanterna; "Guerriero su un teschio"di Tsukioka Yoshitoshi mostra un fantasma vestito con la divisa dei samurai mentre cavalca un teschio gigante; "Kohada Koheiji" di Katsushima Hokusai; "Oya Taro Mistukuni sfida lo scheletro invocato da Takiyasha Hime" di Utagawa Kuniyoshi, dove vediao un guerriero samurai pronto a sfidare un gigantesco scheletro...
Alcuni dipinti hanno colori vivaci e sgargianti, che spiccano, mentre altri tinte delicate, fredde e mortifere, probabilmente per trasmettere l'idea della morte. Yokai e Yurei possono assumere le forme più svariate: a volte sono belle donne delicate che galleggiano nell'aria, senza i piedi, altre volte sono mostri dai volti deturpati e ghignanti, con corpi muscolosi o deformi, corna e zanne, altre volta ancora sono esseri scheletrici privi di carne, oppure donne dal volto deturpato e dai capelli aggrovigliati, ...




 
 Sopra: Alcune pagine che mostrano le illustrazioni contenute nel volume, tra cui, partendo dall'alto una maschera del teatro nō che raffigura il personaggio di una giovane donna; la vedetta del fantasma di Akugenta Yoshihira; fuochi di volpe nella notte di Capodanno; u samurai che lotta contro un gigantesco yokai-ragno; e infine Kamiya Jemon e il fantasma-lanterna Oiwa.
 
"Fantasmi Yokai" di Philippe Charlier è uno splendido volume dedicato ai fantasmi giapponesi, corredato da splendide stampe di artisti dal XVII al IXX secolo. Un volume in cui la parte grafica prevale, prendendo il sopravvento su quella scritta, al quale è comunque interessante, ma che, dopo una breve spiegazione, sembra quasi che voglia che siano le immagini a parlare.
Il libro è una sorta di guida/enciclopedia al mondo dei fantasmi giapponesi, anche se sicuramente esisoìtono guige più ricche, poichè qui ci si focalizza solo su una piccola parte degli yurei che popolano le leggende e i miri giapponesi, circa 13 tipi, quelli tra i più famosi.
E' comunque interessante conoscerli e conoscere le loro storie, le loro leggende, che a volte scopriamo essersi evoluti e modificati nel corso del tempo. Inoltre questo volume costituisce un ottimo primo apprccio per chi non conosce ancora questi mostri giapponesi e vuole imparare a ricnoscere i più famosi.
Come scritto nel primo capitolo: "Un'intero popolo sommerso che racconta storie d'amore e di morte: spade sguainate per finire nemici invisibili, una raccapricciante testa dagli occhi sporgenti che fluttua in aria, una forma dia contorni indefiniti che spuntaa da una lanterna fioca, un cadavere che non smette di decomporsi, la danza macabra di una giovane con un mucchio di ossa, fiamme che illusminano i dintorni di una bara, le orribili labbra di una vecchia maligna, barche spettrali che emergono dalle onde impetuose, una bufera di neve che porta una morte implacabile, un pozzo infestato da cui sgorgano a ciclo perpetuo serpenti velenosi, maschere con le corna dai ghigni terrificanti, occhi spenti con pupille squadrate, mani disumane dalle unghie strappate, incontri fatali, [...] gatti giganti che sgranocchiano bambini come se stessero giocando con i topi, vagabondi dal sorriso orripilante che mostrano i loro diabolici denti, [...]." 
La parte più bella del volume comunque sono le illustrazioni d'epoca, di cui per ognuna viene riportato il nome dell'artista (quando conosciuto) e un titolo.
Una cosa interessante di questa edizione è che ogni pagina è doppia, in quanto costituita da due pagine attaccate assieme nella parte finale, e che volendo si potrebbero tagliare per separarle, anche se non avrebbe senso farlo in quanto dietro ogni pagina è semplicemente bianca. 
 
Nel 2025 è uscito anche il seguito di quest'opera, incentrata questa volta sui mostri giapponesi, infatti il libro si intitola "Mostri Yokai": In Giappone sono ovunque ci colga la paura: nella foresta, presso un pozzo, nella stanza buia di una casa, in un tempio, in un cimitero, in una tana. Nati in un’epoca in cui le strade erano illuminate dalla debole luce delle lanterne, gli yokai sono mostri vari e multiformi. Giganteschi animali emergenti dalle profondità della Terra, oggetti centenari che prendono vita, esseri ibridi e dispettosi sempre pronti a giocare brutti scherzi… Creature soprannaturali, spaventose e affascinanti, onnipresenti nella cultura giapponese. Questo libro ne contiene un vasto campionario, splendidamente illustrato dalle opere dei maestri della stampa fantastica. 
 
 Sopra: La copertina, smpre rivestita di stoffa, del volume dedicato ai mostri Yokai.
 
Il libro è stato edito originariamente nel 2024 dalla Editions Hazan col titolo "Fantomes yokai". E' stato pubblicato in italiano nel 2024 dalla Ippocampo Edizioni; ha una copertina rigida, misura 23,2 cm d'altezza e 16,8 cm di lunghezza, ha 192 pagine e costa 25 euro. 
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 28 settembre 2023

La donna senza volto

Dal 28 agosto la RBA Italia ha pubblicato in edicola la prima uscita della collezione Miti e Leggende del Giappone. Non è tuttavia di questo titolo che vi parlerò oggi, ma del secondo: “La yūrei Otake: La Donna senza volto”.
I miti e le leggende originali furono scritti come cronache o racconti e la RBA ha deciso di dare loro una suggestiva forma romanzata potenziandone la trama e i personaggi. Nei dialoghi, nei personaggi, negli ambienti... viene presentato un Giappone ancestrale storicamente rigoroso, con note a piè di pagina che svelano dettagli affascinanti della narrazione.
I saggi coprono un'ampia varietà di argomenti selezionati da esperti di storia e cultura tradizionale giapponese: 
  • Arte e letteratura: La pittura, la calligrafia, gli ukiyo-e, lo Heike Monogatari...
  • Società e costumi: Il ruolo della donna, la morte e l'aldilà, I samurai, Riti e cerimonie...
  • Credenze della tradizione: Gli yōkai, gli yūrei, i kami
  • Pietre miliari della storia: Il primo imperatore, le guerre Genpei...
 
Sopra: La copertina di questo volume ci mostra la yurei Otake, anche conosciuta come la donna senza volto, il perchè del nome è facilmente intuibile osservando l'illustrazione in copertina.
 
Al calore di un umile braciere, rannicchiate in cerchio per proteggersi dal freddo e dalla paura, alcune giovani filatrici ascoltano incantate le storie raccontate dall’anziana Okane nel cuore della notte, che nel primo racconto narra del suo incontro con un gaki, uno spettro condannato a soffrire perennemente la fame e la sete, pochè in vita è stata una persona avida o invidiosa. 
Per passare la notte anche le altre filatrici si mettono a narrare di apparizioni, di fantasmi, di eventi ineffabili che scuotono con un brivido l’immaginazione delle ragazze. Nessuna storia, tuttavia, è paragonabile a quella raccontata da Tora, una delle ragazze più giovani e timide giunte alla fabbrica tessile, che viene convinta dalle compagne a raccontare pure lei una storia. Non appena inizia a narrare la storia della donna senza volto, le sue compagne trattengono il respiro mentre immaginano la yūrei dal viso ovale, senza naso.
ma non finisce qui... perchè Okatsu, una giovane filatrice madre e rimasta vedova da poco, si propone di andare nel luogo in cui si dice sia apparsa la donna senza volto, per vincere una scommessa con le proprie colleghe.
Nelle pagine finali si trova un piccolo saggio illustrato, che potrà andare a formare un'enciclopedia tematica completa su questa cultura affascinante. In particolare in questo numero sono trattati gli Yurei: "le anime di uomini e donne che non trovano pace dopo la morte e sono riluttanti a lasciare il mondo in cui hanno vissuto. [...] Gli yurei assomigliano quindi a spettri che appaiono, preferibilmente di notte, alle persone e nei luoghi con cui hanno avuto un contatto in un'esistenza precedente". Oltre alla definizione su cosa sono questi yurei e in che leggende compaiono, viene anche indicato ai lettori dove potrebbero ammirare diversi quadri o ritratti di questi spiriti, nel caso decidessero di recarsi in Giappone.
 
Sopra: Le prime pagine del saggio posto alla fine del volume, in cui si parla degli Yurei, e di cui ne possiamo vedere una rappresentazione accanto a sinistra.

Il libro contiene anche alcune illustrazioni in bianco e nero opera di Diego Olmos, ispirate alla millenaria tecnica di pittura a inchiostro e acqua sumi-e. Tali illustrazioni rappresentano le scene più suggestive e significative di ciascun racconto presente nel romanzo, e ad ogni storia è stata associata un'immagine, che solitamente ritrae uno yurei, uno spettro, o l'incontro di un personaggio con uno spettro.
I disegni hanno un aspetto piuttosto curato, dettagliato e, anche se le figure umane sono composte da tratti semplici e netti, risultano suggestive e piacevoli da vedere, inoltre gli spettri hanno un aspetto effettivamente piuttosto inquietante e un po' spaventoso. Ogni illustrazione è spiegata nel dettaglio nella galleria di immagini posta alla fine del racconto, in quanto , prima della parte dedicata alla storia e alla cultura, vi è una collezione di scene che riprende tutti i disegni comparsi in precedenza accompagnati da una spiegazione su cosa sta succedendo e che cosa si sta guardando. 
Anche le pagine finali di ogni uscita, dove si trova un saggio che svelerà una delle tante ed emozionanti sfaccettature del Giappone tradizionale, sono illustrate, ad esempio con riproduzioni di antichi dipinti, stampe, o mappe.

   
 


Sopra: In alto due illustrazioni, che rappresentano due yurei, inserite all'interno delle storie; al centro le pagine che raccolgono i vari disegni presenti nel volume e li spiegano; in basso una pagina che riporta alcuni ritratti di yurei, tratta dalla sezione finale, dove è presente un saggio che spiega cosa sono queste creature.

La yūrei Otake: La Donna senza volto” di Alvaro Marcos è la seconda uscita di questa nuova collana edita da poco in edicola dalla RBA, mentre la prima uscita era "Izanami e Izanagi: La creazione del mondo". A quanto pare i romanzi che compongono la collana sono suddivisi nelle seguenti categorie in base alle tematiche e ai personaggi trattati: 
  • I samurai
  • Gli imperatori
  • Gli eroi (formidabili guerrieri) 
  • Gli yurei (fantasmi tormentati)
  • I kami (gli dei primordiali) 
  • Le hime (spiriti femminili della natura) 
  • Gli yokai (creature soprannaturali)
La prima uscita, che non mi interessava, trattava dei kami, gli dei primordiali, mentre questa è dedicata agli yurei, quindi a una sorta di spiriti, una argomento molto più nelle mie corde.
Il romanzo è suddiviso in cinque capitoli di cui nel primo si introduce un po' la situazione, i luoghi e i personaggi: in questo caso un gruppo di filatrici che sta lavorando di notte in un villaggio in cui da poco c'è stata un'alluvione che ha causato molti danni. Le donne decidono di fare una scommessa e una di loro decide di recarsi nel luogo in cui si dice appaia lo yurei della donna senza volto, il suo piccolo viaggio che la porterà a incontrare un essere spettrale viene narrato nel secondo capitolo. Gli ultimi tre capitoli narrano ai lettori gli eventi che portarono la donna senza volto a diventare uno spettro, concentrandosi in particolare a raccontarci della vita del marito, visto che lei in realtà morì piuttosto presto a causa di una malattia sconosciuta.
Nelle pagine finali è anche presente un saggio illustrato che svela una delle tante ed emozionanti sfaccettature del Giappone tradizionale, in questo caso approfondisce il tema degli yurei, accompagnando la spiegazione con illustrazioni, mappe e approfondimenti.
I personaggi, anche se non li seguiamo per molto tempo, sono tutti piuttosto coinvolgenti e ben delineati a modo loro: le filatrici, Okatu (colei che se la dovrà vedere con il fantasma dimostrando coraggio e sangue freddo), Chosei (l'amato dello spettro), Otake (lo yurei, che già in vita provava un amore malsano per Chosei, cosa che si è ancora più acuita dopo la morte) e perfino Isemi (la seconda moglie di Chosei, con cui quest'ultimo si è risposato in seguito al decesso di Otake). 
La storia narrata è piacevole e avvincente da leggere, con uno stile scorrevole ma non banale, capace di creare una certa tensione e di tenere più volte il lettore col fiato sospeso, pronto a capire cosa potrebbe succedere da lì a poco. Anche le illustrazioni sono molto graziose e suggestive, piacevoli da vedere durante la lettura, e il fatto che siano in bianco e nero non le rende meno piacevoli, anzi a volte contribuiscono a rendere meglio l'atmosfera paurosa dei racconti.
I testi sono accompagnati inoltre da note esplicative a piè di pagina che servono a spiegare alcuni termini specifici propri della cultura giapponese come: han, shoji, gaki, i sacri giri ecc...

Questo volume è stato edito nel 2023 dalla RBA Italia; ha una copertina flessibile, ha 120 pagine, misura 23 cm d'altezza e 15,5 cm di lunghezza e costa 9,99 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 31 maggio 2023

Storie di donne samurai di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe

"Storie di donne samurai" è la nuova opera scritta da Sébastien Perez e illustrata da Benjamin Lacombe, la terza dedicata al Giappone. Questa volta però non si parla di creature e fantasmi, ma di donne e samurai: "Sono in molti a conoscere le imprese, l’arte del combattimento e il nobile codice dei samurai Giapponesi. Soltanto in pochi però hanno potuto apprezzare la loro controparte femminile: formidabili guerriere, donne devote pronte a ogni sacrificio o condottiere implacabili, decise a esercitare il proprio potere con l’orgoglio e con le armi".
 
Sopra: La raffinata copertina si basa su una palette di rossi/marroni e azzurri. I decori e le scritte a destra dell'immagine sono argentate, mentre l'immagine a sinistra rappresenta una donna samurau con la spada in mano.
 
In quest'opera Lacombe ha concentrato la sua passione per le donne samurai, come spiega lui stesso nella prefazione: "Quando lessi per la prima volta di Tomoe Gozen, la più celebre di loro, capii subito che un giorno avrei narrato la sua storia. Accanto a lei è però fiorita un'autentica stirpe di formidabili guerriere, che hanno lottao nel corso dei secoli all'interno di una società estremamente conservatrice". Lacombe ha passato anni a cercare narrazioni originali di autori giapponesi che narrassero le gesta di tali donne, senza grandi risultati, probabilmente per un motivo preciso: "In una società a così forte impronta maschilista, della femminilità erano esaltate soprattutto la beltà, la deicatezza, così come la fragilità e la dolcezza, ma non certo la forza e il talento militare". 
A questo punto Lacombe capisce che, per poter raccontare le gesta di queste guerriere deve farlo lui stesso, sebbene esistano poche fonti relative alle loro gesta. Lo scopo di quest'opera è quindi quello di "ridare vita, corpo, anima e voce alle guerriere storicamente esistite", per cui nei racconti in essa contenuti troveremo donne ribelli, dissidenti, talvolta anche fuorilegge, che sfidando le norme plasmando il proprio destino, dimostrando un'incredibile tenacia.
Dopo la prefazione di Lacombe, ne segue una di Matthias Hayek che spiega ai lettori la figura delle donne samurai: chi erano le più famose, come e quando furono narrate le loro gesta, come venivano percepite dalla società dell'epoca e da quella futura, facendo emergere il fatto che le donne guerriere non incarnassero un modello da imitare.
Tale volume contiene 7 racconti: "L'imperatrice Jingu", "Tomoe Gozen", "Ohori Tsuruhime", "Kaihime", "Le sorelle vendicatrici", "Nanako Takeko" e Yamamoto Yaeko".  
Alla fine è presente anche un capitolo sui giochi dei samurai, che reinterpretano quelli del periodo Edo; infine c'è anche un glossario che spiega alcuni ternimi giapponesi oppure alcuni fatti storici citati nei testi.
 
 Sopra: Un'illustrazione a doppia pagina di benjamin lacombe, che rappresenta Tomoe Gozen.
 
Ogni racconto è accompagnato da più illustrazioni dell'artista francese Benjamin Lacombe (alcune inserite in mezzo ai testi, alcune a pagina intera e altre a doppia pagina), che possiede uno stile molto raffinato, elegante ed evocativo. 
Per quest'opera l'artista ha utilizzato principalmente due stili: nel primo le illustrazioni, dai tratti raffinati, hanno dei colori forti, intensi e brillanti, anche se abbastanza scuri, con luci ed ombre che danno corporeità  e volume ai personaggi. In questo caso vengono rappresentati sia gli sfondi, che possono rappresentare ambienti acquatici, boschi o camere da letto, sia i personaggi, in particolare delle bellissime donne samurai, dai tratti eleganti e delicati, ma dallo sguardo forte e deciso.
Gli altri disegni assumono invece uno stile più essenziale, pur mantenendo una grande ricchezza di dettagli e possono essere sia immagini abbastanza grandi, a tutta pagina, oppure più piccole inserite in mezzo ai testi. In queste immagini risulta particolare soprattutto la scelta dei colori, infatti qui Lacombe ha deciso di utilizzare solo il bianco/crema, il nero, il viola, rosso e l'argento (colori che richiamano anche quelli scelti per la copertina del libro). In questo caso i colori quali il rosso e il nero risultano molto intensi e accesi, mentre il viola è molto più tenue e delicato, usato per delle sfumature o ombreggiature.

 
 
 
 Sopra: Per quest'opera l'artista ha utilizzato principalmente due stili: nel primo le illustrazioni (come quelle più in alto), dai tratti raffinati, hanno dei colori forti, intensi e brillanti, anche se abbastanza scuri, con luci ed ombre che danno corporeità e volume ai personaggi. Gli altri disegni (quelli più in basso) assumo invece uno stile più essenziale, pur mantenendo una grande ricchezza di dettagli e possono essere sia immagini a tutta pagina che in mezzo ai testi. In queste immagini risulta particolare soprattutto la scelta dei colori, infatti qui Lacombe ha deciso di utilizzare solo il bianco/crema, il nero, il viola, il rosso e l'argento.
 
"Storie di donne samurai" è la nuova opera scritta da Sébastien Perez è illustrata da Lacombe, la terza dedicata al Giappone dopo  "Storie di fantasmi del Giappone" e "Spiriti e creature del Giappone", entrambi editi in italiano nel 2021.
Anche in questo caso si parla di leggende e storie provenienti dal Giappone, ma questa volta non ci sono di mezzo fantasmi e spiriti, ma delle donne samurai, una figura che da qualche anno sta riemergendo, imponendosi come uno dei filoni della "cultura popolare". D'altra parte il pubblico odierno, magari più consapevole dei pregiudizi gravati sul genere femminile, "sembra rivolgere un più vivo interesse verso le grandi protagoniste della storia, e non soltanto le donne guerriere".
In questa raccolta di 7 racconti Perez narra le avventure di 7 donne samurai, o più generalmente donne guerriere, che sono state disposte a combattere per se stesse, per chi amavano o per il proprio paese. I racconti sono abbastanza interessanti, a volte coinvolgenti ed altre volte meno, di alcuni talvolta, ad esempio, non mi è stato sempre facile tenere il filo del discorso.
Ad accompagnarli vi sono le splendide, raffinate, illustrazioni di Lacombe, molto particolareggiate, perfette per accompagnare queste storie, col loro stile evocativo, raffinato e onirico. Delle immagini capaci di suscitare nel lettore stupore, incanto e meraviglia attraverso la rappresentazione raffinata, ricca di eleganza e di forza di queste donne guerriere, dai lunghi capelli neri, la pelle pallida e le labbra rosso sangue.
Le illustrazioni di Lacombe fanno nascere un libro di pregiata fattura, un volume da collezione dall'aspetto elegante e raffinato (l'opera comprende anche un paio di pagine dotate di alette che si aprono), che incorpora nelle proprie pagine e disegni molti elementi argentati (una novità rispetto anche ai precedenti volumi), che rendono le illustrazioni di Lacombe ancora più belle e preziose.
 
Questo libro è stato edito in francese nel 2023 dalla Editions Oximore col titolo "Histories de Femmes Samurai" ed è stato poi pubblicato in italiano sempre nello stesso anno da L'Ippocamo Edizioni. L'opera ha 208 pagine, una copertina rigida, misura 27,5 cm d'altezza e 20 cm di lunghezza e costa 29,90 euro.

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venerdì 12 maggio 2023

Kimono di Annelore Parot

"Kimono" scritto e illustrato da Annelore Parot è un libro ideale per scoprire il fascino della cultura orientale, stimolando anche la curiosità attraverso il gioco e la sorpresa, attraverso le bamboline tradizionali giapponesi.
 
Sopra: Sulla copetina (questa in realtà sarebbe l'edizione originale in francese, in cui kimono è scritto con la "s" finale) sono presenti, su uno sfondo azzurro, alcune kokeshi di diverse età (da neonate ad anziane)
 
Protagoniste del libro sono le kokeshi: un tipo di bambola tradizionale giapponese, originarie della regione di Tōhoku; sono realizzate manualmente in legno, hanno un busto semplice cilindrico e una larga testa sferica, con poche linee stilizzate a definire i caratteri del viso.
Questi personaggi della tradizione giapponese vengono rappresentate abbigliate con dei kimono, i meravigliosi abiti rappresentativi della cultura orientale, da qui deriva poi anche il titolo di questo libro, che in realtà non parla solamente di kinomo, ma più in generale della cultura giapponese.
Varie kokeshi ci mostreranno infatti differenti aspetti della loro cultura: Ayuka ci mostrerà un'aula scolastica, Kimiyo e Michiko l'abbigliamento, Sen'Jo le pettinature, Yumi le abitazioni, Kizuko i bagni ...
Tra le pagine ci sono tanti giochi di osservazione per stimolare la curiosità e nelle immagini sono disseminati tanti dettagli che rimandano alla cultura giapponese, come gli ideogrammi.

Sopra: Una pagina in cui vengono mostrate molte kokeshi, la maggior parte vestite con dei kimono, ma il lettore deve trovare quelle con la divisa scolastica.
 
Il libro è riccamente corredato da diverse illustrazioni, che sono prevalenti rispetto alla parte scritta e contribuiscono ad arricchire i testi.
Le immagini hanno uno stile semplice, moderno e colorato con dei tratti netti e ben definiti che contornano i vari elementi delle illustrazioni. L'aspetto più particolare comunque riguarda la rappresentazione delle figure umane, le varie kokeshi, che riprende l'aspetto delle bamboline tradizionali giapponesi: un busto semplice e cilindrico, una larga testa sferica, con poche linee stilizzate a definire i caratteri del viso, infatti sulle loro facce compare solo una piccola linea rossa curvata all'insù per la bocca, solo due lineette curve all'ingiù per gli occhi (quando sono chiusi) o due pallini neri (quando sono aperti).
 
 
 Sopra: Le immagini hanno uno stile semplice, moderno e colorato con dei tratti netti e ben definiti che contornano i vari elementi delle illustrazioni. L'aspetto più particolare comunque riguarda la rappresentazione delle figure umane, le varie kokeshi, che riprende l'aspetto delle bamboline tradizionali giapponesi: un busto semplice e cilindrico, una larga testa sferica, con poche linee stilizzate a definire i caratteri del viso; solitamente mostrate mentre indossano i kimono.
 
Nelle immagini sono presenti sia tinte più intense che altre più delicate; ad esempio la pelle delle persone è di un rosa molto pallido, mentre i loro capelli sono di un intenso nero. Gli abiti possono avere sia colori chiari che scuri e intensi, ma sempre brillanti e mai cupi. Sia per gli sfondi che per i kimono l'artista utilizza delle fantasie (tipiche delle stoffe giapponesi).
Nelle scene sono presenti anche riferimenti alla cultura giapponese, tra cui ad esempio diversi ideogrammi, ma ci sono anche altri riferimenti, più grandi o più piccoli. Tra quelli che spiccano maggiormente all'occhio troviamo ad esempio i vari kimono, le case, i bagni... Tra quelli più sottili possiamo ad esempio vedere attaccati alle pareti della scuola dei disegni che si riferiscono a film e cartoni giapponesi quali: Candy Candy e "Il mio vicino Totoro".
 

Sopra: Nelle immagini sono presenti sia tinte più intense che altre più delicate, oltre che riferimenti alla cultura giapponese più grandi (come i kimono e gli ideogrammi) o più piccoli. Ad esempio potete vedere, nell'immagine in alto, attaccati alle pareti della scuola dei disegni che si riferiscono a film e cartoni giapponesi quali: Candy Candy e "Il mio vicino Totoro".
 
"Kimono" scritto e illustrato da Annelore Parot è un bell'albo illustrato che valorizza la cultura giapponese tramite la figura della kokeshi.
All'interno del volume ci sono pochi testi, che servono a spiegare dei concetti molto essenziali o a coinvolgere i lettori, per cui la parte grafica risulta molto importante. I disegni hanno uno stile semplice, moderno, molto grazioso, che potrei definire kawaii. Le persone ad esempio riprendono l'aspetto delle kokeshi, cioè delle bambole tradizionali giapponesi, che non è realistico, ma risulta invece molto essenziale: con un busto semplice e cilindrico e una larga testa sferica, con poche linee stilizzate a definire i caratteri del viso. 
All'interno del volumi vengono proposti al lettore vari giochini basati sull'osservazione (dei cerca-trova, scegli l'immagine che corrisponde a...) e vi sono inoltre anche delle alette e delle finestrelle da sollevare e aprire, che rendono il volume ancora più interessante e interattivo. Un libro insomma dalla grafica accattivante, colorata e raffinata, coinvolgente e molto grazioso, adatto dai 3/4 anni in su.

Il libro è stato pubblicato nel 2009 dalle Editions Milan ed è stato edito nel 2010 dalla Franco Cosimo Panini Editore. L'opera ha 32 pagine, una copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 24,3 cm di lunghezza, costa 16 euro.
 
Ecco gli altri titoli che fanno parte di questa serie di libri dedicate alle kokeshi, di cui alcuni titoli non esistono però in italiano:
  1. "Ami(e)s" (edizione francese 2009)
  2. "Yumi" (2009): Incontra Yumi Clever che non vede l'ora di giocare con i suoi amici alla festa in costume di Kimi, e tu puoi aiutarla a prepararsi.
  3. "Aoki" (2011): La piccola Aoki fa un viaggio a Tokyo per incontrare la sua amica Yoko. Sorpresa dopo sorpresa, con fascino e raffinatezza, questo libro accompagna alla scoperta della lontana cultura giapponese.
  4. "Emi" (edizione francese 2013) 
   
 
Sopra: Le copertine degli altri libri della serie dedicati alle kokeshi, ognuno con uno sfondo di un colore diverso e, in primo piano, (almeno) una kokeshi con addosso il proprio kimono.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 12 gennaio 2023

Il salice verde and other stories di Grace Edith Marion James

"Il salice verde and other stories " di Grace Edith Marion James con le illustrazioni di Warwick Goble è il tredicesimo libro della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola : STORIE MERAVIGLIOSE. Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti. 
 
Sopra: La splendida copertina dallo sfondo violaceo con titolo e decori dorati, su cui vediamo un disegno di una donna abbigliata con abiti giapponesi mentre danza, circondata da rami. Un fatto cuorioso: nell'edizione francese e spagnola questa copertina è sui toni del blu/azzurro anzichè del viola/rosa.

I racconti di questo volume sono stati attentamente scelti tra quelli presenti nella prima edizione di Green Willow and Other Japanese Fairy Tales, pubblicata dalla prestigiosa casa editrice inglese Macmillan Publishers Ltd. nel 1910. La scrittrice e studiosa di folklore Grace Edith Marion James, britannica nata a Tokyo, raccolse in questa opera alcune leggende e fiabe giapponesi per farle conoscere al pubblico occidentale. 
Questo volume contiene i seguenti racconti: "Il salice verde", "Il flauto", "Il bollitore", "La lanterne delle peonie", "Il re del mare e i gioielli magici", "Il tuono benevolo", "La scodella nera", "Gli innamorati tra le stelle", "Horaizan", "Riflessi", "La storia di Susa l'impetuoso", "Il vento tra i rami del pino", "Il fiore della peonia", "Il martello", "La campana del tempio di Dojo-ji", "La fanciulla di Unai".
Come potete leggere il volume contiene un buon numero di fiabe, la traduzione della RBA è opera di Francesca Cosi, Alessandra Repossi e Serena Stagi.

 
Sopra: Due pagine interne iniziali del volume edito dalla RBA; notate come nella pagina a sinistra si veda un'illustrazione di Warwick Goble tratta dalla fiaba "La campana del tempiodi Dojo-Ji", mentre in quella a destra vi sono i tipici decori che accompagnano i volumi di questa collana, in questo caso di colore rosso (che richiama al viola della copertina del volume).

Ad accompagnare i racconti di quest'opera vi sono le finissime illustrazioni dell’artista britannico Warwick Goble, grande appassionato di cultura giapponese e indiana. Lo stile dell'artista infatti rispecchia molto bene la cultura giapponese e ne riprende anche i tratti, molto delicati ed eleganti.
L'artista rappresenta meravigliosi e delicati paesaggi, estremamente ricchi di dettagli, in cui predominano gli elementi naturali quali alberi, fiori, laghi, fiumi ecc...
A caratterizzare questi disegni ci sono poi i colori dalle tinte brillanti e vivaci, talvolta più intensi e altre (la maggior parte dei casi) più delicati.
Una cosa interessante è il fatto che molti di queste illustrazioni sono poste in orizzontale anzichè in verticale, il che consente all'artista di rappresentare scene più ampie, lasciando maggior spazio ai paesaggi circostanti.
 
 

 
Sopra: Alcune delicate e affascinanti illustrazioni di Goble tratte dalle fiabe "Horaizan", "Il salice verde" (in alto a destra) e "Il flauto" (in basso). Notare come le prime in alto siano poste in orizzontale, così che si vedano bene anche gli incantevoli paesaggi circostanti.
 
Come è consuetudine nei libri di questa serie oltre alle immagini a colori a tutta pagina vi sono anche disegni più piccoli. Le prime raffigurano scene descritte nei testi e talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo.
Le immagini del secondo tipo sono più piccole e monocromatiche, e la loro tinta riprende quella della copertina, in questo caso il rosso, anche se a dire la verità in questo volume questi disegni monocromatici sono piuttosto rari. Sono piccoli disegni inseriti in mezzo ai testi, opera di Cyla Costa (che si occupa del lettering dei titoli in copertina e degli elementi decorativi interni), che rappresentano elementi della storia come animali, oggetti, vegetazione, o personaggi.
Nei testi sono presenti anche immagini a colori a mezza pagina, anzichè grandi come tutta la pagina, come consuetudine.
 
 
Sopra: Qui sopra potete vedere due pagine; in quella a sinistra è presente un'illustrazione a colori grande però solo metà pagina. A destra si può vedere una delle immagini più piccole e monocromatiche, inserite in mezzo ai testi, la cui tinta riprende quella della copertina, in questo caso il rosso.

"Il salice verde and other stories " di Grace Edith Marion James è una bella raccolta di fiabe giapponesi, come scritto nell'introduzione: "Le leggende e i racconti tradizionali del Giappone sono ricchi di fascino. Queste storie, popolate da esseri magici e spiriti soprannaturali, ci trasportano in un mondo onirico e poetico e al tempo stesso ci svelano segreti della società giapponese, dai suoi antichi valori alla sua particolare interpretazione della vita, sospesa tra il bello è l'effimero". Sono racconti con paesaggi da sogno e personaggi carichi di fascino quali samurai, signore enigmatiche, delicate ed eleganti fanciulle, avvenenti o orripilanti demoni.
Una nota a favore va al glossario presente alla fine del volume, necessario per comprendere le definizioni e i termini giapponesi più specifici presenti nei racconti.
Ad impreziosire ancora di più queste splendide fiabe ci sono le illustrazioni di Warwick Goble, perfette col loro aspetto magico, affascinate e delicato, che riprende in parte lo stile dell'arte giapponese.
Una raccolta molto bella e interessante, anche perché non mi risulta esistano raccolte di fiabe di Grace Edith Marion James in italiano, o almeno non raccolte specifiche che contengano solo le sue fiabe, il che rende questo volume edito dalla RBA ancora più prezioso e unico.

Questo volume è stato pubblicato nel 2022 dalla RBA Italia; ha una copertina rigida, ha 194 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costa 12 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 12 settembre 2022

La balada de Mulan di Monica Rodriguez e Francesca dell'Orto

Mulan è una leggendaria eroina cinese le cui gesta sono giunte a noi grazie a una ballata intitolata "La ballata di Mulan". Sicuramente la maggior parte di noi conosce questa figura leggendaria grazie al film del 1998 della Disney "Mulan", ma questa volta voglio presentarvi un libro su questa eroina che non ha alcuna connessione col lungometraggio animato. Vi voglio infatti parlare di: "La balada de Mulan" scritta da Monica Rodriguez e con le illustrazioni di Francesca dell'Orto.
In passato vi avevo anche gia recensito un altro albo illustrato su Mulan, anche quello molto bello, "Mulan: la leggenda della donna guerriera" di Faye-Lynn Wu, che ha tradotto i testi della ballata dal cinese, e Joy Ang, che ha curato invece le illustrazioni.

Sopra: La copertina mostra la protagonista in due versioni, a sinistra quella femminile, mentre a destra quella maschile, mentre si guardano condividendo un fiore di loto giallo..

La storia, scritta da Monica Rodriguez narra le vicende di Mulan, una ragazza che viveva con i suoi genitori, la sorella e il fratellino in un villaggio nel nord della Cina. Un giorno però la ragazza, leggendo i rotoli con la lista delle leve, scopre che tra i nomi dei soldato convocati per far parte dell'esercito dell'Imperatore vi è anche quello di suo padre. 
"Nadie puede acudir (può andare) en su lugar. El padre non tiene hijos en edad de luchar (età da combattimento). Mulàn no tiene hermanos en edad de luchar. El hijo varon (maschio) es aun muy pequeno".
Mulan allora non esita un istante e decide di travestirsi da uomo e di andare lei ad arruolarsi nell'esercito, al posto del padre, ormai non più in ottima salute, e del fratellino, ancora troppo piccolo.
All'inizio ovviamente i genitori, preoccupati, si oppongono, esclamando: 
"- Come vas a ir tu? Eres una mujer, qasi una nina - se opone su madre. Pero la determinacion de Mulan es firme. Resistente como las cordas de junco trenzado. Comprarà un caballo y una montura, y lucharà en lugar de su padre."
E sarà così che la giovane si unirà all'esercito, nascondendo la propria vera identità e sperando di non venire mai scoperta, resiste alle fatiche della guerra, combatte valorosamente e vince numerose battaglie, per proteggere i suoi familiari e il suo Paese.
Il suo coraggio e la sua bravura la faranno diventare un valente soldato, ma dovrà stare via di casa per 12 anni, fin quando, conclusa la guerra, giungerà al cospetto dell'Imperatore, che convoca i soldati per ricompensarli.
Quando il sovrano le chiede che cosa desidera più di ogni cosa, come ricompensa per il suo lavoro in battaglia, ella richiede di avere un cavallo robusto che la possa riportare velocemente a casa. Tornata a casa Mulan si veste nuovamente con abiti femminili e quando i suoi compagni di battaglia la vengono a fare visita non possono che rimanere sorpresi della scoperta: "Durante doce anos hemo convivido con ella y nuncas supimos que era una mujer!".

Sopra: Un'immagine che ritrae la protagonista mentre si trova ancora a casa del padre, intenta a finale nel giardino.

Ad accompagnare i testi vi sono le illustrazioni di Francesca dell'Orto, la quale ha uno stile abbastanza particolare. Essendo un albo illustrato le immagini sono quasi tutte a pagina intera o doppia pagina e svolgono un ruolo prevalente rispetto a quello dei testi.
I disegni rappresentano scene della vita di Mulan da quando si trova ancora a casa dei genitori (dove la vediamo seduta in giardino intenta a filare) a quando va in battaglia (vestita da uomo e armata di arco e frecce), fin quando riesce a ritornare a casa (e può finalmente togliersi gli abiti da soldato e indossare nuovamente quelli femminili).
Le illustrazioni non hanno uno stile propriamente realistico, sebbene le persone abbiano proporzioni corrette che conferiscono loro un aspetto grazioso e quasi delicato. Sono soprattutto i paesaggi ad avere un aspetto un po' astratto e psichedelico (questo a causa dei colori).

 
Sopra: Queste illustrazioni di Francesca dell'Orto sono entrambe a doppia pagina e rappresentano scene della vita di Mulan. Sopra il momento in cui lascia la sua famiglia per andare a combattere, mentre sotto quando ritorna a casa.

Nell'insieme le scene si rivelano ricche di dettagli e di particolari e spesso offrono ai lettori un'ampia visuale della scena, inquadrando ambienti domestici o campi dove si svolgono scene di battaglia. Non mancano comunque illustrazioni in cui il focus è sulla protagonista, che rivela tratti molto graziosi e delicati, con la sua pelle bianca, i folti capelli neri, le guance e le piccole labbra rosse.
La cosa più particolare dello stile della dell'Orto è l'uso dei colori. Tutte le immagini risultano infatti estremamente colorate, con tinte dai toni chiari, brillanti e vivaci.
Gli stessi abiti dei personaggi non presentano mai solo un unico colore, ma sono formati da un insieme di stoffe di diversi colori e fantasie. Anche gli sfondi non sono dipinti in modo realistico, per cui abbiamo scene in cui prevale il giallo, il verde, l'azzurro oppure il rosso (che sono poi anche i quattro colori prevalenti all'interno delle immagini di questo albo). Abbiamo quindi campi di erba tutta rossa, montagne azzurre, alberi blu o gialli

 
Sopra:A sinistra una scena, in cui prevale il colore rosso, che mostra Mulan sul campo di battaglia, mentre a destra, dove prevale soprattutto il giallo, la ragazza è tornata a casa e si sta abbigliando nuovamente con abiti femminili.

"La balada de Mulan" di Monica Rodriguez è un altro albo illustrato su questa eroina leggendaria, a cui sono dedicate ancora troppe poche opere, molto bello. La particolarità di questo libro risiede sicuramente nelle illustrazioni di Francesca dell'Orto che ritraggono scene ricche di dettagli e che spesso offrono ai lettori un'ampia visuale della scena,  sebbene non manchino comunque illustrazioni in cui il focus è sulla protagonista. Quest'ultima è stata dipinta dalla dell'Orto con dei tratti molto graziosi e delicati, con la sua pelle bianca, i folti capelli neri, le guance e le piccole labbra rosse, anche se il suo volto risulta meno espressivo rispetto alla versione di Joy Ang. Quest'ultima metteva infatti maggiormete in risalto gli stati d'animo della protagonista, primo fra tutti il desiderio di tornare a casa e la mancanza dei proprio familiari; cosa che comunque emerge anche dai testi della Rodriguez, ma è meno evidente nelle illustrazioni.
La cosa più particolare dello stile della dell'Orto è l'uso dei colori dai toni chiari, brillanti e vivaci, che rendono ogni scena estremamente colorata, in particolare con tonalità di giallo, verde, azzurro e rosso.
La storia riprende quella della Ballata di Mulan, e infatti presenta molti tratti in comune con la versione scritta da Faye-Lynn Wu. Ad esempio in entrambe le versioni l'ultima cosa citata è una riflessione riguardo due lepri che corrono assieme e di cui non si può capire quale sia il maschio e quale la femmina: 
"Los conejos saltan desde (da) pequenos,
la conejas tienen ojos risuenos (ridono).
Cuando los dos escapan entre (attraverso) la hierba,
quién distingur al macho de la hembra (femmina)?"

Un bell'albo illustrato con delle splendide e coloratissime immagini che racconta una storia che può sempre fornire uno spunto di riflessione sulle figure maschili e femminili, sui loro ruoli nella società e di come questo ruoli non debbano per forza sempre rimanere fissi e cristallizzati.
 
Questo albo illustrato è stato edito nel 2022 dalla Luis Vives Editorial; l'opera ha la copertina rigida, ha 44 pagine, misura 32,5 cm d'altezza e 25 cm di lunghezza e costa 18,95 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 16 maggio 2022

Il Giappone delle donne dal II secolo ad oggi di Ornella Civardi, Ayano Otani e Kaori Yamaguchi

Qualche tempo fa vi avevo parlato della casa editrice nuinui, spiegandovi che seppur sia una casa editrice poco conosciuta in Italia nel suo catalogo comparivano diverse proposte interessanti, specialmente per quanto riguarda il Giappone. Ebbene, dopo avervi parlato di yokai (in "Il libro dello Hakutaku: storie di mostri giapponesi" di Matthew Mayer) e di leggende giapponesi (in "Racconti del Giappone. Storie tradizionali di mostri e di magia" di Lafcadio Hearn e Yei Theodora Ozachi) oggi ho deciso di trattare un testo che parla invece delle donne: "Il Giappone delle donne dal II secolo ad oggi" scritto da Ornella Civardi e illustrato da Ayano Otani e Kaori Yamaguchi.
Un volume che contiene 60 biografie di donne giapponesi, nate dal II secolo fino ai giorni nostri.

 
 Sopra: La copertina dallo sfondo bianco con le scritte rosse, mostra un paio di immagini interne di 2 donne; una vissuta nel II secolo (Jingu) e l'altra nata a metà degli anni Novanta (Yayoi Kusama).
 
Tale volume scritto da Ornella Civardi è una raccolta di 60 biografie di donne giapponesi, vissute in varie epoche storiche, a partire dalla fine del II secolo fino ad oggi. Nell'introduzione l'autrice ci spiega che "Non è un mistero che la parità di genere in Giappone sia un traguardo ancora piuttosto distante. [...] Nonostante i progressi degli ultimi decenni, per la donna giapponese resta tuttora quasi inimmaginabile far convivere maternità e carriera. Dopo una lunga epoca di relativa indipendenza , residuo dell'originale società matriarcale, in cui le donne potevano ereditare e gestire proprietà, studiare e praticare le stesse discipline degli uomini, l'avvento dei samurai nel XII secolo ha rappresentato un colpo di spugna su tutte le libertà che non fossero quella di difendere se stesse e la propria casa con armi maschili. E la morale confuciana del periodo Edo, a partire dal 1600, ha sancito la sottomissione con tre grandi precetti d'ubbidienza: al padre durante la giovinezza, al marito nel matrimonio, ai figli nella vecchiaia".
Tuttavia, in qualche modo le donne hanno comunque giocato il loro ruolo nella storia nipponica, "nell'evoluzione dei costumi e del pensiero, nei mutamenti sociali", ed ora il Giappone è quello che è anche grazie a queste figure fuori dall'ordinario.
Dopo l'introduzione il volume ci presenta diverse biografie di donne giapponesi che si sono distinte per qualcosa durante la loro esistenza. 2 sono le cose che ho apprezzato riguardo all'indice: la presentazione delle donne in base al periodo storico, partendo quindi da quelle del II-XIX secolo fino a quelle del XXI secolo; il fatto che accanto ad ogni nome sia stata posta una mini descrizione della persona, riguardo ad il suo ruolo nella società. Ad esempio: "Jingu - la regina sciamana" o "Ono no Komachi - la poetessa della caducità", o "Ikeda Sen - la moschettiera"... Questo aiuta il lettore a farsi subito un'idea e a orientarsi nelle varie biografie.
Vi presento alcune di queste donne con 10 brevi descrizioni, 5 scelte dalla prima parte e 5 dalla seconda.

II- XIX secolo:
  • Jingu - la regina sciamana: una sovrana semi leggendaria che alla morte del consorte avrebbe guidato l'esercito di Yamatai (cioè del Giappone) alla conquista della Corea, e che l'avrebbe conquistata grazie a due pietre magiche che le permettevano di controllare le maree.
  • Ototachibana hime - la vittima sacrificale: sposa di Yamato Takeru, un eroe dell'epica giapponese, che si sarebbe immolata per il marito annegandosi nel mare per placare le ire del kami dello stretto (scatenate dall'arroganza di Takeru).
  • Murasaki Shikibu - la prima narratrice: è l'autrice del primo romanzo del mondo ("Il principe splendente"), una dama di corte dell'imperatore Shoshi. 
  • Tomoe Gozen - la prima donna samurai: una donna addestrata all'arte militare e del combattimento, nonché concubina di Yoshinaka, signore di Kiso. Dall'indole indomita, si dice fosse un'amazzone inarrestabile, nonché una formidabile arciera e spadaccina, capace di tenere testa, con 300 uomini, a 6000 cavalieri.
  • Manji Takao - la geisha più tragica: una geisha d'alto rango di grande fascino e bellezza, morta a 19 anni per una malattia, anche se un'altra versione vuole che sia stata uccisa da un amante respinto.
XIX- XXI secolo:
  • Nakazawa Koto - la poliziotta che seduceva gli uomini e le donne: nata nel 1839, una combattente dello shogun, nonché fondatrice, assieme al fratello, della guardia di sicurezza incaricata di mantenere la pace a Edo e scongiurare attacchi filoimperiali.
  • Toshiko Kishida - la pioniera del femminismo: a 22 anni fu arrestata e messa in galera per aver arringato la folla con discorsi sulla condizione femminile, chiedendo pari opportunità nell'apprendimento e maggiore tutela e diritti per le donne.
  • Sada Abe - il lato oscuro dell'eros: una donna che ha ucciso l'amante Kichizo Ishida soffocandolo con un obi durante il momento dell'orgasmo, recidendogli gli organi genitali e portandoseli via.
  • Yayoi Kusama - la sacerdotessa dei pois: un'artista famosa per dipingere in continuazione pois, a causa di allucinazioni che aveva fin da piccola. Scappata dalla famiglia, che la disprezzava per la sua eccentricità, è riuscita a diventare famosa in America nell'avanguardia americana, anche se per tutta la vita ha dovuto convivere con i disturbi psichiatrici.
  • Michiko - la fidanzata del Giappone: una ragazza appartenente alla classe borghese, che l'erede del trono decide di sposare, contro la volontà della madre, ma il Giappone ama Michiko, che è diventata il simbolo della modernizzazione, nonchè una specie di nuova Cenerentola.
Queste ovviamente sono alcune delle donne che troverete raccontate all'interno del volume, che le presenta in modo sintetico ma incisivo, raccontando la loro vita, dove sono partite, cosa hanno fatto di  importante e che fine hanno fatto. Ovviamente riguardo alle donne vissute in tempi più recenti abbiamo più informazioni, che invece sono più scarse e incerte (spesso frutto più che altro di leggende) per le donne del lontano passato.
Il volume propone una buona varietà di figure femminili, che hanno ricoperto vari ruoli: abbiamo mogli e figlie fedelissime che si sacrificano per il bene del marito o della famiglia; donne guerriere capaci di condurre eserciti e sconfiggere centinaia di nemici; geishe bellissime e raffinate; artiste di tutti i tipi, che si sono distinte in vari campi come l'arte, la scrittura, la musica, la danza, il canto, la moda, il cinema; donne assassine, passate alla storia per l'efferatezza dei propri crimini; donne che hanno lottato per i propri diritti; mangaka che hanno scritto e illustrato opere che rimarranno nella memoria per sempre; idol, cioè ragazze famose e popolari, delle e vere e proprie star che hanno portato gioia e spensieratezza a migliaia di ragazzi....
Alla fine del volume è presente una nota sulla traslitterazione dei termini giapponesi e un'utile tavola cronologica dei vari periodi giapponesi e a quali secoli o anni essi corrispondano.
 
 
Sopra: Le pagine che mostrano il sommario del volume, con accanto l'immagine di una donna.

Il volume è riccamente accompagnato da numerose illustrazioni realizzate da due artisti giapponesi: Ayano Otani e Kaori Yamaguchi, ma che comprendono anche stampe antiche.
Per questo motivo all'interno del volume troviamo almeno 2 stili di disegno molto differenti tra di loro, in quanto è presente sia lo stile dell'iconografia classica giapponese, quelle delle antiche stampe, che quello delle due artiste, che hanno uno stile decisamente più moderno.
Nelle antiche stampe ad esempio le donne sono raffigurate in molto raffinato e delicato, con immagini dall'aspetto maggiormente realistico e incredibilmente ricco di dettagli. Osservate ad esempio gli abiti indossati dalle donne ritratte: essi sono incredibilmente minuziosi e curati, nel modo in cui si creano le varie pieghe, nel colore, nelle fantasie della stoffa. Molta cura viene dedicata anche alle acconciature e ai capelli delle donne, nonché alle loro pose, che non sono mai statiche, ma sempre dinamiche, in quanto le vediamo sempre intente a fare qualcosa.
Utile il fatto che accanto ad ogni immagine sia riportata una breve descrizione della stessa, con riportato il titolo dell'opera, se esistente, e il nome dell'artista che l'ha realizzata (con anno di nascita e morte).

 
 
Sopra: Delle pagine che ritraggono due donne vissute nell'antichità, quella più in alto rappresentate da Katsushika  Hokusai mentre quella più in basso è di Tsukioka Yoshitoshi, da notare la minuziosità dei dettagli (soprattutto per quanto riguarda gli abiti) e la ricchezza delle illustrazioni.
 
Le illustrazioni di Ayano Otani e Kaori Yamaguchi sono invece più moderne, ed infatti sono utilizzate per rappresentare le donne nate a partire da fine Ottocento e inizio Novecento, quindi quelle vissute in tempi più recenti. 
In questo caso le immagini appaio volutamente più semplificate, meno dettagliate e minuziose nei particolari. C'è da dire comunque che a volte lo stile di queste tavole cambia abbastanza, in certi casi ad esempio esso riprende quello dei manga, specialmente quando si sta parlando di qualche mangaka, mentre altre volte si ispira a un'iconografia più tradizionale.
I bordi delle donne o degli elementi della scena sono ad esempio tracciati in modo più netto e ben delineato, ad esempio gli abiti non presentano tutte quelle pieghe, ombre e sfumature che caratterizzavano invece quelli di alcune antiche stampe, ma hanno un aspetto più essenziale. In alcuni casi i tratti facciali addirittura sono ridotti al minimo, con due palline al posto degli occhi e una righetta per la bocca e due piccoli archi per le sopracciglia.
Pur nella loro semplicità le immagini però non risultano mai banali o spoglie, in quanto comunque nell'insieme il ritratto risulta comunque curato e attento.

 
 
Sopra: Le immagini di Ayano Otani e Kaori Yamaguchi hanno un aspetto più moderno e appaio volutamente più semplificate, meno dettagliate e minuziose nei particolari, con dei contorni più netti e precisi.

I disegni di entrambi gli illustratori risultano molto colorati, anche se in modo differente. Quelli delle stampe antiche, dall'aspetto tradizionale, hanno colori accesi e intensi e spesso piuttosto brillanti. Le tinte sono applicate con cura all'interno dell'immagine con sfumature, ombreggiature (come quelle ad esempio delle stoffe degli abiti) e punti luce.
Ayano Otani e Kaori Yamaguchi invece stendono le proprie tinte in modo più deciso e compatto, senza ombre e sfumature, grazie ai contorni più netti e delineati dei loro disegni. Anche loro comunque prediligono colori dai toni accesi, brillanti e intensi, tinte che applicano anche agli sfondi, ad esempio quello su Yosano è viola, quello della Kusama è rosso e bianco mentre quello della Ikea è principalmente violetto/fucsia oppure azzurro.


Sopra: Più in alto un'illustrazione antica di Yoshitoshi che raffigura Tomoe Gozen, mentre più in basso una di Ayano Otani o Kaori Yamaguchi su Riyoko Ikea . Entrambe le immagini risultano molto colorate, con tinte accese, intense e brillanti; quella di Gozen però presenta delle sfumature e delle ombreggiature, mentre in quella della Ikeda le tinte sono stese in modo deciso e compatto, senza ombre e sfumature.

"Il Giappone delle donne dal II secolo ad oggi" scritto da Ornella Civardi è un volume molto bello e interessante che propone al lettore una buona varietà di figure femminili, ognuna ben collocata nel suo periodo storico: abbiamo mogli e figlie fedelissime come Ototachibana hime (la vittima sacrificale), Kozaisho (la sposa esemplare), Osono (il modello di pietà filiale); donne guerriere capaci di condurre eserciti e sconfiggere centinaia di nemici come Tomoe Gozen (la prima donna samurai), Akai Teruko (la monaca generalessa), Tsuru-hime (la Giovanna d'Arco giapponese), Ikeda Sen (la moschettiera), Kai-hime (la guerriera più bella), Mochizuki Chiyome (la ninja), Chiba Sanako (la spadaccina che amò Sakaoto Ryoma)... ; geishe bellissime e raffinate come Manji Takao (la geisha più tragica) e Mineko Iwasaki (la geisha più famosa); artiste di tutti i tipi come Ono no Komachi (la poetessa della caducità), Murasaki Shikibu (la prima narratrice), Setsuko Hara (l'attrice feticcio di Ozu); Shizuka Gozen (la danzatrice di Yoshitsune), Yayoi Kusama (la sacerdotessa dei pois), Natsuo Kirino (il noir femminista), Masako Shirasu (la trendsetter della bellezza), Toko Shinoda (l'artista del sumie), Tomoko Fuse (la regina degli origami) ... ; donne assassine quali Sada Abe (il lato oscuro dell'eros) o Ohatsu (la donna della vendetta); mangaka come Riyoko Ikeda (la creatrice di Lady Oscar), Rumiko Takahashi (la mangaka best seller), Hiromu Arakawa (la mangaka di fattoria); idol quali Kanako Momota (la idol da weekend). 
Come ho detto anche sopra ho apprezzato particolarmente nel volume la presentazione delle donne in base al periodo storico, partendo quindi da quelle del II-XIX secolo fino a quelle del XXI secolo e il fatto che accanto ad ogni nome sia stata posta una mini descrizione della persona, che aiuta il lettore ad orientarsi tra le tante biografie.
Le illustrazioni, sia quelle delle antiche stampe giapponesi che quelli di Ayano Otani e Kaori Yamaguchi, sono tutte molto belle, colorate, intriganti e rendono il volume molto accattivante e curato. Lo rendono inoltre molto variegato non solo come soggetti trattati, ma anche artisticamente, riunendo insieme grafiche moderne e antiche, in base anche al periodo storico di cui si sta parlando. Molto utile poi che per ogni stampa antica sia stato riportata accanto una descrizione di essa.
Un bel volume ricco di biografie femminili molto interessanti e varie, dalla grafica molto curata ed accattivante.

Questo volume è stato pubblicato nel 2021 dalla nuinui; ha 183 pagine, la copertina flessibile e misura 27 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza e costa 30 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.