Visualizzazione post con etichetta 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2010. Mostra tutti i post

venerdì 11 ottobre 2024

Rime di rabbia di Bruno Tognolini

"Rime di rabbia" di Bruno Tognolini è una raccolta di filastrocche che trattano un tema un po' insolito per la poesia: il sentimento della rabbia, affrontata in 50 rime accompagnate dalle illustrazioni di Giulia Orecchia.
 
 
  Sopra: A sinistra la copertina in rigida, mentre a destra quella in flessibile, uscita precedentemente, sebbene tra le due cover la cosa sostanziale che cambia è il font del titolo.
 
"Cinquanta invettive per le grandi rabbie dei piccoli, e per le piccole rabbie dei grandi. Poesie furiose, amare, esagerate, dolenti e spassose, che offrono ai bambini arrabbiati parole per dirloo. Parole poetiche e belle, perché magari, dicendola bene, la rabbia fiammeggia meglio e sfuma prima. Poesie da leggere per ridere, per piangere, o per consolarsi. E magari da copiare sul diario di un amico che ci ha offeso, su un bigliettino da inviare a un insolente."
Le filastrocche trattano vari tipi di rabbia, aiutando quindi i lettori a riconoscerne pure le varie sfumature, inoltre "in queste rime veloci e divertenti il poeta ci dice che arrabbiarsi è lecito e normale, che può capitare a tutti di sentirsi furiosi quando qualcuno ci tradisce, ci fa delle cattiverie, è prepotente, stupido o idnifferente, quando ci fa ingelosire o ci punisce ingiustamente", ma ci dice anche che se riuscimo a esprimere questo sentimento a parole esso può svanire, o comunque ridimensionarsi. 
Le poesie sono tutte belle e musicali, a volte sono brevi e veloci da pronunciare, come un lampo, composte da pochi versi puttosto corti, che terminano con delle rime baciate (AA BB) o alternate (AB AB), o a volte rime imperfette. Altre volte invece sono più lunghe (anche da 16 versi) e con versi lunghi, perchè alcuni tipi di rabbia non si sfogano tutto a un colpo e all'improvviso, ma rimangono più nascosti e covano dentro di noi.
 
Rima di rabbia
Rabbia, rabbia
Fiato di sabbia
Sangue di gioco
Fiore di fuoco
Fiammeggia al sole
Consuma tutto
Lasciami il cuore
Pulito e asciutto
 
Malaugurio del traditore
Tu che sei stato sempre vicino
Sempre al mio fianco, sempre mio amico
E ora sei al fianco di un altro bambino
Stai a sentire ciò che ti dico
Io spero proprio che tu ti ritrovi
In un bel banco di spine di rovi
Sempre più stupido, smepre più stanco
Con un orango compagno di banco
Con cinquecentoquarantasette denti
tutti cariati, tutti ridenti
Che tutto il giorno ti vuole baciare
Con una puzza terribile in bocca
E se mi chiedi se puoi ritornare
Io ti presento questa filastrocca
Che ora finisce dicendo così
Te ne sei andato? Ora stai lì!
 
Prima rima del branco
Voi ridete, bisbigliate
Quando arrivo ve ne andate
Io son solo, sono stanco
Ma voi siete solo un branco
Siete un gregge scemo e duro
Quando arriverà il leopardo del futuro
Io da solo scapperò
E voi in branco no
 
 
Sopra: Le pagine della poesia della "Rima lontana lontana", accompagnata nella pagina adestra da un disegno in bianco e nero di Giulia Orecchia.
 
All'interno del volume possiamo trovare alcuni disegni in bianco e nero di Giulia Orecchia, anche se il libro presenta in generale poche immagini, cosa abbastanza insolita in una raccolta di poesie per ragazzi.
In realtà questa non è la prima volta che incontro le immagini di questa artista, che aveva illustrato anche il libro "Filastrocche del buio e del sonno" di Paola Parazzoli.
Lo stile che l'artista ha usato per le poesie di questo libro è abbastanza stilizzato, a volte anche un po' astratto, con personaggi tracciati con linee nette e ben definite, e con dei contorni semplici, spigolosi, addirittura quasi un po' grezzi e abbozzati.
Le varie figure comunque non sono lasciate bianche all'interno, ma appaiono scure, ma non proprio nere, più di un grigio scuro, tra l'altro steso i maniera non omogenea. Forse l'artista con questo colore ha voluto rappresentare la rabbia all'interno dei personaggi. Ad esempio nel disegno della "Rima senza perdono" vediamo la silhouette di un omino tutto nero, tranne gli occhi e il cuore, che è bianco, addirittura attorno alla testa è come presente uno scarabocchio, forse per rappresentare i suoi pensieri confusi a causa della rabbia che prova.
Gli sfondi non sono mai rappresentanti, sebbene le scene dipinte dall'artista cerchino di rappresentare e, più che altro, esprimere, ciò che i testi dicono.
 
 
 


 
 Sopra: Alcune delle pagine illustrate dalla Orecchia, con disegni che ritraggono silhouette colorate all'interno con questo nero marmorizzato e poco omogeneo, come a rappresentare una tempesta interiore.
 
"Rime di rabbia" di Bruno Tognolini è un libro molto bello e interessante che dà voce, attraverso le parole ben dosate e scelte dell'autore, a un sentimento di cui raramente si parla, perchè considerato scomodo, e infatti quei libri per bambini che lo trattano lo fanno in termini repressivi, per insegnare ai più piccoli a controllarlo. Ma non sono solo i piccoli a provare rabbia, anche da adulti ci capita sovente di arrabbiarci per i più vari motivi e queste poesie possono essere un modo per dare corpo, creare delle immagini di quel sentimento, in modo da permetterci di elaborarlo e di sfogarlo in maniera accettabile (e non violenta contro nessuno). 
Come scritto nell'introduzione: "... le parole, quando sono armoniose e ben legate tra di loro come in questa raccolta di rime, hanno il potere di creare immagini, emozioni e significati. [...] Hanno anche il potere, quando siamo arrabbiati, di farci immedesimare, sfogare e poi calmare."
Un libro che piò portare i lettori, più o meno giovani, a riflettere anche sulle varie sfumature della rabbia, perchè di rabbia ne esistono diversi tipi: c'è quella esplosiva, quella che brucia come un foco, quella che invece rende il cuore freddo e indifferente, quella più sottile, quella che cresce pian piano, quella che crea delusione e risentimento come quella provocata da un tradimento, quella provocata dalle prese in giro, quella causata da un'ingiustizia subita, quella per essere stati esclusi, quella provocata dalla noia, quella per l'arrivo di una fratellino o di una sorellina, quella per un litigio, quella causata dalla discriminazione, quella per sentirsi incompresi, quella verso se stessi, ecc... 
Insomma ci possono essere mille motivi e cento modi perchè una persona si senta arrabbiata e Tognolici ci fa capire che sentirsi a volte così è lecito ed è normale, e che a volte basta il potere delle parole o dell'immaginazione per placarsi, o comunque per trovare un piccolo sfogo.
Le poesie sono anche accompagnate da alcune illustrazioni di Giulia Orecchia, che però non sono molto rilevanti, sebbene quando presenti aiutino ad esprimere bene il concetto della poesia che accompagnano.
Un libro che permette di comprendere la rabbia e che dà ai lettori il diritto di essere arrabbiati, dà loro ragione, mentre molto spesso la rabbia è un sentimento che gli adulti tendono a far reprimere, e lo fa con parole anche pungenti, come queste della poesia "Improperio del regno animale": "Faccia di porco, puzza di cane / Testa di pecora, zampe di rane / Pelo di tasso, cagnetto grasso / Goffa giraffa col sedere basso / Pelle di rettile, vipera liscia /Pancia di viscida biscia che striscia / Il tuo animale dentro risale / Con la sua faccia di brutto maiale..." o come quelle della poesia "Rima del tonto tapiro": "E tu mi prendi in giro / e poi ti guardi intorno / come un tonto tapiro / Per vedere l'effetto /Della burla del giorno / Della balla che hai detto / Come una grossa vacca / Che fa una grossa cacca / E poi si gira lenta / E la guarda contenta". Non mancano parole anche come "Cacca", "scemi" "deficienti", ma anche a volte a giochi di parole molto arguti, intelligenti, ironici e divertenti.
Delle poesie che permettono ai lettori di immedesimarsi con esse, così da incanalare i propri sentimenti e diventare anche in grado di esprimerli e, così, anche di controllarli.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2010 dalla Salani Editore, ha una copertina flessibile, ha 82 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 11,5 cm di lunghezza e costa 7 euro. Nel 2017 è stata edita una nuova edizione in copertina rigida con 74 pagine, che misura 21,5 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 10 euro

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 9 settembre 2024

SPECIALE : Libri non illustrati (SUPER BRIVIDI di Tom Becker e Johnny Rosso)

In questo speciale dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in quelli illustrati) vi parlerò di alcuni libri dei "SUPER BRIVIDI" una collana di romanzi per ragazzi di ambientazione horror pubblicata dalla Mondadori Editore dal 2002 al 2014.  
Nei "SUPER BRIVIDI" sono state pubblicate storie tratte da altre serie di Stine (per esempio da Mostly Ghostly) e di altri autori come Scott Hughes, Robert Swindells, Darren Shan, Celia Rees e Johnny Rosso (pseudonimo di Carlo Martigli). La serie è orientata a un pubblico in una fascia di età superiore rispetto a quello di "Piccoli Brividi" (10-13 anni).
I libri di cui vi parlerò io ad esempio comprendono la trilogia di "Darkside" di Tom Becker (in inglese in realtà esistono cinque libri, di cui gli ultimi due sono: "Timecurse" e "Blackjack");  il secondo titolo di "La trilogia della morte", che comprende anche i volumi di "L'agriturismo della morte" e di "La signora della morte" e il terzo di "La trilogia degli zombie" (ambientati in una strana scuola nella quale gli allievi sono giovani zombie, ma non sanno di esserlo) di cui i primi titoli sono: "La scuola degli zombie" e "La clinica degli zombie".
 

47 - "DARKSIDE: La città del male" di Tom Becker con 288 pagine, edito nel 2008 dalle Mondadori Editore (costo di 5,90 euro. Titolo originale: "Darkside", 2007).
Jonathan e Ricky vivono a Londra, non si conoscono ma c'è qualcosa che li lega: i due ragazzi infatti ancora non sanno che spietati cacciatori sono sulle loro tracce! Un giorno, durante una gita scolastica, Ricky scompare. La polizia indaga, ma il ragazzo sembra svanito nel nulla. Jonathan, alla ricerca della verità sul mistero della sua famiglia (sua madre Theresa è morta quando lui era piccolo, ma sua padre non ne parla mai, mentre suo padre è spesso malato e ricovrato in ospedale), scopre un mondo oscuro e pericoloso, popolato da strane creature al di fuori del tempo e delle leggi umane... un mondo dove regna il male, da dove è quasi impossibile uscire. Quasi.
A quanto pare il padre di Jonatha, Alain, vi si recava spesso, a Darkside, ma una dozzina d'anni prima un crollo bloccò l'unico ingresso che Alain conosceva per accedervi e da allora non ha fatto altro che cercare un nuovo passaggio, fino a stare sempre più male. Ed ora qualcuno si è messo sulle sue tracce e su quelle di Jonathan, che si vede costretto a recarsi da un certo Carnegie, nome che suo padre ha pronunciato poco prima di sparire dall'ospedale. Per sfuggire da questi cacciatori Jonathan decide di recarsi a Darkside da Carnegie, ma la cosa si rivela meno facile del previsto in quanto Darkside è come una città sotterranea, una Londa ferma ancora al 1800, abitata da persone poco raccomandabili, i cui predecessori provenivano dalla Londa "di sopra": "Anche le nostre famiglie vivevano nella tua parte di Londra, sai. Ma molti anni fa, durante il regno di quella strega di Vittoria, le autorità decisero di ripulire le strade, La loro scintillante città era troppo preziosa per quelli del nostro stampo. Così radunarono i nostri nonni - tutti i drogati, i corrotti e i criminali che potevano trovare -e li rinchiusero in questa zona. Noi siamo i loro discendenti. Tutti a Darkside hanno il male nle sangue e alcuni ne hanno più di altri. [...] Le autorità non vogliono che si sappia dell'esistenza di un mondo pieno di pericoli a un passo dalle loro belle casette sicure. SI scatenerebbe l'inferno." Oh, e a quanto pare coloro che misero a capo della città era Jack lo squartatore, tanto che anche attualmente a capo dell città vi è suo nipote, Thomas Ripper. Inoltre a Darkside c'è proprio un'altra aria, per cui le persone che provengono da Lightside (dalla città di sopra) si sentono male quando cercano di raggiungere la città sotterranea: "C'è così tanta malvagità nell'aria che devi essere in grado di comprenderla o ti farà uscire pazzo. Gran parte delle persone non può fronteggiarla. Crolla, impazzisce...". Fortunatamente Jonathan è in parte di Darkside, e questo gli consente di adattarsi velocemente all'ambiente senza subirne conseguenze nefaste.
Per fortuna Jonathan viene aiutato da una ragazza che, oltre a salvarlo da un borseggiatore, gli indica dove vive Carneige, un investigatore privato e... un licantropo. Jonathan rischia quasi di venire sbranato, fortunatamente l'investigatore riconosce una pallottola in possesso del ragazzo e così si ricrda di Alain, suo padre, e si calma, decidendo di aiutare Jonathan a capire costa sta succedendo e a tirarlo fuori da questa situazione pericolosa.
Una storia molto avvincente e appassionante, fatta di misteri su cui indagare (tra cui scoprire le origini della propria famiglia, di chii Jonathan è sempre stato tenuto all'oscuro), inseguimenti, fughe, mostri, criminali, cacciatori di taglie pronti a tutto... Bella e interessante anche l'ambientazione, con questa città sotterranea stile Londra del 1800 in cui vivono principalmente criminali.
 
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo un bambino (Jonathan o Ricky) in trappola dentro una gabbia, assieme a molti altri animali, sempre intrappolati. A destra altre copertine inglesi/americane.
 
49 - "DARKSIDE: La morte in agguato" di Tom Becker con 272 pagine, edito nel 2008 dalle Mondadori Editore (costo di 5,90 euro. Titolo originale: "Lifeblood", 2007).
In un quartiere segreto di Londra affollato di creature malvagie Jonathan affianca l'uomo mannaro Carnegie, investigatore privato, nell'indagine sui misteriosi Gentiluomini di cui si era occupata anche sua madre, ora scomparsa. 
I due infatti vengono ingaggiati per scoprire l'identità di una vittima sconosciuta; secondo quanto riportato da Arthur, il direttore del giornale: "In mezzo alla viuzza giaceva il corpo di un uomo, o ciò che ne rimaneva: sembrava essere stato dilaniato da un branco di animali selvatici. Quella vista mi ha quasi nauseato. [...] Ed è qui che entra in scena lei, Carnegie. vogliamo che ci aiuti a scoprire chi è quell'uomo e che cosa gli è successo.". Il problema è che la vittima è stata assassinata nello stesso modo di un altro uomo dodici anni fa, un certo James Arkel, che era stato un erede al trono di Jack lo Squartatore (Darkside è infatti governata dai discendenti di quest'ultimo, come Jonathan ha appreso nella prima avventura). Quando l'attuale sovrano muore, la sua prole deve combattere la Successione all'Ultimo Sangue, una lotta all'ultimo sangue senza esclusione di colpi in cui il vincitore diventerà il nuovo sovrano di Darkside: "... il rito di passaggio che determina ogni nuovo governante di Darkside. La Successione all'Ultimo Sangue ebbe inizio con il primo governante di Dark side, Jack, che nella sua diabolica saggezza decretò che i suoi figli avrebbero dovuto combattere fino alla morte per determinare chi sarebbe stato l'erede designato. Si sarebbe potuta inseguire la vittoria, lecita o ignobile che fosse, finché si rispettava una sola regola: la battagli doveva aver luogo a Lightside, dopo la morte di Jack. Questo per ricordare le origini del nuovo Rupper di Darkside, e degli abitanti di Lightside irrisoluti e timorosi che li avevano un tempo banditi dal resto di Londra. PEr evitare che scoppiasse una guerra senza quartiere prima della sua scomparsa, Jack decretò inoltre che i suoi eredi vivessero a Darkside sotto falso nome e giurassero di nascondere la loro vera identità fino al giorno della Successione."
 Quando la vittima dell'omicidio di dodici anni prima si rivela essere un erede nascosto dello Squartatore, la città è esplode in un tumulto.
Jonathan e Carnegie vengono aiutati dai membri del giornale di Darkside: "L'Informatore": "Era l'unico quotidiano di Darkside ed era vecchio quasi quanto lo stesso quartiere. Data la generale tendenza verso chi faceva domande e curiosava negli affari degli altri, era stupefacente fosse riuscito a tirare avanti per così tanto tempo. La sua sopravvivenza in parte era dovuta all'insaziabile desiderio del pubblico di leggere di audaci crimini e piani scellerati. Il giornale però svolgeva anche una funzione pratica: in un mondo senza televisione, il modo migliore per vendere qualcosa era pubblicizzarla nelle sue fruscianti pagine di colore marrone.
Anche se tollerato, il giornale non era certo popolare. A Darkside il giornalismo era un modo pericoloso di guadagnarsi da vivere."
Qui Jonathan scopre che la madre scomparsa era una loro reporter, e che è scomparsa più o meno nello stesso periodo in cui è avvenuto il famigerato omicidio. Jonathan è certo che i due eventi debbano essere collegati, per cui se riescono a risolvere l'ultimo crimine, forse possono scoprire cosa è successo a sua madre.
Jonathan torna a Lightside per scoprire altre risposte, scoprendo che, ancora una volta, qualcuno non è chi dice di essere.
Un'altra storia ricca di azione, ma anche di misteri, dove questa volta Jonathan si ritrova a fare un po' da assistente/aiutante all'investigatore privato Carneige (e vediamo approfondirsi anche il loro rapporto di amicizia), ed insieme si ritrovano a dover risolvere un interessante e complicato caso in cui si vede implicata addirittura la successione al governo della città di Darkside. Caso complicato perchè gli abitanti di Darkside sono soliti nascondere sempre qualcosa e questa volta l'evento vede implicato anche una creatura sovrannaturale: la Fenice Nera.
Questo libro ci permette ulteriormente di approfondire l'affascinante ambientazione della città di Darkside, che nel primo libro dava un po' l'impressione di non essere poi un'ambiente così ricco di malvagità. In questo l'autore ha introdotto nuove notizie che rendono effettivamente gli abitanti della città sotterranea più sanguinari, come la Successione all'Ultimo Sangue o il modo in cui i giornalisti sono trattati nella città.

     
 Sopra: In copertina vediamo comparire la Fenice Nera, con le sue piume nere e gli artigli e  il becco sporchi di sangue. A destra altre copertine inglesi/americane del 2007 e del 2008.
 
51 - "DARKSIDE: Trappola nelle tenebre" di Tom Becker con 288 pagine, edito nel 2009 dalle Mondadori Editore (costo di 6,50 euro. Titolo originale: "Nighttrap", 2008).
Le forze del male di Darkside sono tornate all'attacco. Il vampiro Vendetta ha rapito la signora Elwood, la donna che ha fatto da madre a Jonathan dopo la scomparsa di Theresa Starling, e per liberarla chiede un riscatto altissimo: un gioiello di inestimabile valore, la famosa Pietra Scarlatta. Toccherà a Jonathan il compito di procurarselo, come gli fa capire per bene il vampiro Vendetta: "- Non preoccuparti, è al sicuro, per ora. Che continui ad esserlo dipende da te.
- Che cosa vuoi? - chiese Jonathan a denti stretti.
Il vampiro fece un cenno rapido a Raquella.
- Dagli il ritaglio.
La ragazza gli allungo la prima pagina di una copia dell?Informatore di Darkside, occupata interamente da un unico articolo.
 
LA PIETRA SCARLATTA E STATA RITROVATA!
RICCO EREMITA SI AGGIUDICA L'AMBITO TESORO DI DARKSIDE.
di Arthur Blake

[...] Jonathan alzò un sopracciglio confuso.
- E allora? - disse.
Il vampiro rimase immobile con gli occhi fissi sulle creature che stridevano i denti davanti a lui.
- Avrai notato che sia io che Marianne non siamo riusciti nell'intento di accaparrarci la preziosissima pietra. L'intervento di Xavier è giunto del tutto inaspettato. È rimasto nascosto per anni nels suo palazzo a Lightside, si diceva addirittura che fosse impazzito. Ma, a quanto pare, gode di perfetta salute. E ora io e Marianne abbiamo unito le forze per cercare di carpire la pietra dalle sue mani avvizzite.
- E io cosa c'entro in tutto questo?
- Non hai capito? Sarai tu che recupererai la pietra per noi, Jonathan! [...]
- Hai una settimana di tempo - disse freddamente il vampiro. - Consegnaci la pietra entro la mezzanotte di giovedì prossimo o la tua amata signora Elwood conoscerà il significato della parola dolore."
Peccato che la debba rubare dalla cassaforte di Cornelius Xavier, un losco individuo, tanto ricco quanto diabolico, che ha fatto una fortuna dirigendo delle fabbriche di seta a Darkside (de luoghi orribili a quanto pare: "dove la gente lavorava venti ore al giorno e i bambini venivano stritolati dalle macchine"), che vive rinchiuso in una dimora super protetta come una fortezza. Sarà un'impresa a dir poco impossibile, e Jonathan lo sa. Ma per salvare la signora Elwood è disposto a rischiare la vita e assieme a lui ci saranno anche investigatore privato nonché uomo lupo Carneige e Raquella, una ragazza amica di Jonathan che lavora come cameriera al servizio di Vendetta, e che è stata incaricata da quest'ultimo di aiutare il ragazzo nell'impresa, d'altronde come lui afferma: "Sembri sempre così ansiosa di aiutare il ragazzo che ho pensato di venirti incontro e risparmiarti la fatica di tradirmi un'altra volta. Non sono forse un padrone gentile e generoso?".
Così Jonathan e Carniege si ritrovano coinvolti in un altro caso, anche se questa volta dovranno prepararsi a compiere un furto in casa di una persona che sembra innocua (alta "poco più di un metro e mezzo, la postura dolorosamente incurvata", il ventre prominente e la pelle flaccida), ma che in realtà, così come Jonathan ha imparato vivendo un po' a Darkside, non è per nulla ciò che sembra 
Qui conosceremo altri luoghi della città di Darkside, tra cui gli Slattens Garden, un quartiere specializzato nella compra-vendita di gioielli e dove solo le donne vi possono accedere, e dove il trio si reca per cercare informazioni riguardo alla Pietra Scarlatta, il gioiello più prezioso e ambito di tutta Darkside.
Un'altra avvincente avventura ricca di azione (e qualche colpo di scena finale), dove Jonathan si ritroverà a doversela vedere con un'altra mostruosa creatura, che dovrà riuscire a battere se vuole salvare la sua madre adottiva, i suoi amici e ...se stesso, facendo attenzione che nessuno cerchi di tirare loro qualche brutto tiro, d'altronde non ci si può fidare degli abitanti di Darkside.

 
Sopra: A destra la copertina italiana, che mostra Jonathan fuggire da un'orrenda creatura aracniforme, mentre a destra l'edizione inglese del 2008.
 
57- "SUPER BRIVIDI: scuola di morte" di Johnny Rosso con 238 pagine, edito nel 2010 dalle Mondadori Editore.
La vita di Paul Tantum è cambiata. Ha compiuto quattordici anni, e ora sa di appartenere a una famiglia di mutanti. Sa anche che quando muta si trasforma in un licantropo, veloce e fortissimo. Ma l'idea di andare in una nuova scuola, per giunta per mutanti, lo spaventa non poco: "Una scuola tutta nuova alla quale i miei genitori mi avevano iscritto dopo che avevo compiuto i quattordici anni e avevo scoperto di essere un mutante. E i mutanti, anche se non sono obbligati, normalmente frequentano scuole speciali, tutte per loro."
Inoltre, come gli ha spiegato suo padre: "Semplicemente stai per andare in un istituto adatto a te, dove tra l'altro incontrerai altri ragazzi con il tuo stesso dono. È importante che tu ci vada perchè solo così imparerai a controllare veramente i tuoi poteri. È il momento giusto. Alla stessa cosa abbiamo fatto la stessa cosa tua madre e io, e anche tua sorella." 
D'altronde anche se è una scuola per mutanti non esistono due mutanti uguali, e ognuno deve imparare a controllare il suo potere e frequentarla è come vivere un'avventura, come gli dice suo padre all'inizio.
Quando poi sale sullo scuolabus guidato da uno scheletro in divisa Paul capisce che l'avventura è appena cominciata: "Quello scuolabus sembrava uscito da un film dell'orrore da quanto era lugubre. Secondo me portava anche male e lo intuii dal brivido di freddo che mi scorse lungo la schiena. Qualche mente malata e depravata lo aveva dipinto di un viola brillante, che mi riportò alla mente la tinta della fodera delle casse da morto. E già solo uel colore dava sensazioni poco piacevoli.
Ma non era solo quello a inquietarmi, anche la sua forma non era per nulla rassicurante. Sembrava una lunga, lunghissima automobile delle pompe funebri, solo molto più grande. [...] vidi l'autista e per poco non mi piglió un colpo. Era un tipo alto, con addosso una specie di divisa, una tuta lisa, che un tempo doveva essere azzurra, con qualche rammendo. La sua magrezza era tale che era facile immaginare, sotto quella tenuta lurida, uno scheletro senza carne. Il particolare che mi tolse ogni residuo di goccia di saliva dalla bocca furono gli occhi: le sue pupille rosso fuoco mi fissavano come se fossi coperti da scarafaggi."
Peccato che durante il viaggio d'andata in autobus una ragazza comincia a urlare perdendo sangue dagli occhi... e Paul capisce che le cose si stanno già mettendo davvero male. L'autista e un altro ragazzo cercano di aiutare, ma sarà una ragazza di nome Edda risolvere la situazione. Una ragazza che Paul aveva già notato sull'autobus, con: "lunghi capelli neri, lisci come la seta brillavano di riflessi azzurri. Il suo viso, un ovale perfetto possedeva delle deliziose fossette ai lati della guancia. E i suoi occhi, verde smeraldo, erano come quelli di un gatto nero, un taglio leggermente orientale."
Così Paul i ritrova proprio in mezzo a un'avventura, una che non avrebbe mai pensato di vivere.
Fortunatamente già il primo giorno di scuola Paul si fa un nuovo amico: Goroff Cleveroff, una specie di uomo-bestia gigante di quattordici anni, dotato di una forza straordinaria. Adattarsi alla nuova scuola non è facile, soprattutto se una professoressa, la Lugosi, sembra averlo preso di mira poiché teme che lui si ritenga avvantaggiato poiché è un Tantum, inoltre sembra avere dei pregiudizi su di lui e crede che sia lui il colpevole per ciò che è accaduto alla ragazza sull'autobus. La professoressa Lugosi suggerisce addirittura di metterlo in isolamento e questo fa trasformare Paul, che rischia di aggredire la donna. Il preside Tantum comunque chiede a Paul di aiutarlo a capire che cosa sta accadendo all'interno della scuola, poiché sospetta che alcuni demoni vogliano prenderne il controllo. In effetti a scuola sembrano succedere cose strane, e Paul non riuscirà a tenersi fuori dai guai a lungo, e anche Edda non sembra raccontarla giusta ... ma ben presto Paul scoprirà che lei non è l'unica a nascondere qualcosa...
Una storia ricca di avventura, con tanti segreti e identità segrete, in cui parecchi sembrano non essere quello che dicono. Inoltre mi è piaciuta l'ambientazione scolastica, con la scuola di mutanti, i quali a quanto pare proteggono gli umani e la Terra dai demoni, ma in questa avventura Paul scoprirà che le regole del gioco non sono così semplici e che non tutti i demoni sono cattivi e non tutti i mutanti sono buoni.
  
 
 Sopra: Al centro della copertina vediamo l'autista della scuola (viola) per mutanti dove anche il protagonista deve recarsi: una creatura demoniaca e dall'aspetto tutt'altro che rassicurante.
 
63 - "SUPER BRIVIDI: Zombie Kombat" di Johnny Rosso con 224 pagine, edito nel 2012 dalle Mondadori Editore.
Per la scuola degli zombie arriva uno dei momenti più belli dell'anno: la gita! Nella scuola di Matteo tutti sono degli zombie, tranne il preside, chiamato il Giallo, per via del colore della sua pelle: "Il Giallo era il preside, lo chiamavano così epr via del suo colore, non proprio quello di una persona sana. Aveva la pelle come il cuoio, ma bisognava anche capirlo. Un essere umano come lui, che aveva scelto di vivere con noi e di dirigere la scuola, senza mai uscire o quasi, non poteva avere una pelle fresca e delicata come gli esseri umani che vivevano alla luce del sole, in mezzo al verde, o vicino al mare, a respirare l'aria pura."
Matteo e i suoi compagni saranno protagonisti di un gemellaggio con un'altra prestigiosa scuola di zombie e non vedono l'ora: "D'altra parte, non capitava tutti i giorni che la nostra scuola fosse sfidata in una serie di gare da un'altra scuola. 
E' vero, sono cose che capitano molto spesso, ma solo agli studenti umani. Per noi giovani zombie questa era un'occasione unica. Un modo per uscire da quel maledetto tran tran di tutti i giorni, dalla noia mortale, da morti, appunto, quali siamo noi.
Morti speciali, che vivono una vita strana, chiusi all'interno di una scuola, nel sottosuolo di un cimitero, nascosti alla vista degli esseri umani. Un po' per non spaventarli e un po' perchè non siano loro a cacciarci e a farci morire definitivamente. Ma anche per evitare che si mettano a studiarci come fenomeni da baraccone."
La scuola è stata creata dopo che il preside ha scoperto il segreto per ridare la vita alla figlia defunta, Giada, e poi ha ridato la vita anche ad altri ragazzi zombie per farle compagnia e per dare anche ad altri ragazzi l'opportunità di vivere anche dopo la loro morte. Tra l'altro Matteo ha un certo debole per Giada.
Gli studenti sono tutti felici che esista un'altra scuola come la loro, con dei morti viventi come studenti, ma l'entusiasmo si trasforma in puro terrore appena mettono piede nell'edificio. C'è qualcosa di molto strano negli studenti, nel preside e soprattutto nella mensa... E sarà proprio la cucina della scuola a riservare non poche e orride sorprese. 
L'altra scuola è più bella essendo una vecchia villa, anche perchè dà agli studenti la possibilità di stare all'aperto, dentro un giardino con alberi e piante, e offre agli studenti del cibo molto più buono, ma che ha ... qualcosa di strano, qualcosa che rende gli studenti più forti e dall'aspetto più sano, ma che sembra creare anche una serta dipendenza. Inoltre il cibo viene portato in mensa su dei carrelli elevatori in quanto tra gli studenti e il cuoco c'è una sorta di patto: "noi dobbiamo stare alla larga dalla cucina, il cuoco però deve stare alla larga da noi!".
Fortunatamente Marco non ha mai mangiato quella strana carne, anche perchè lui è già abbastanza forte di suo, da quanto il Dottor Morte lo aveva "trasformato in una specie di Mister Muscolo", donandogli una forza anomala, anche se come come spiega Marco: "All'inizio sarei voluto ritornare magro come un tempo e avevo odiato questo mio nuovo corpo. Ma a mano a mano mi ci ero abituato e ora non mi accadeva più di pensarci con rimpianto. tutti mi rispettavano e, dato che non approfittavo mai della mia forza, tutti mi volevano ancora bene come prima."
Proprio per il suo aspetto più forzuto sembra che Matteo sia subito preso di mira da Gaspare che si autodefinisce il "capo della scuola": "Era grosso, con le spalle larghe e un collo che sembrava quello di un toro. Aveva la pelle di un rosso chiaro, quasi umana, un cranio completamente pelato, su cui sfoggiava una strana scritta. Ero leggermente più alto di lui, per cui riuscii a leggere tre lettere: una emme, una d e una u. MDU. Chissà che cavolo voleva dire. Quando fu a pochi passi da me mi squadrò da capo a piedi, con l'aria di chi annusa un avversario. Mi porse la mano e quando gliela strinsi mi accorsi che aveva sei dita.
Lui mi guardò e aprì la bocca. Non voleva sorridermi, ma soltanto farmi notare i suoi denti d'acciaio, che brillavano in modo sinistro."
Anche il preside dell'altra scuola, Mortimer, non sembra un tipo molto raccomandabile, anzi, è qualcuno che crede nella legge del più forte e che "la vita è piena di sfide e che sopravvive solo il più forte." Infatti i giochi organizzati da lui in realtà non si rivelano essere proprio dei giochi nel senso divertente e amichevole del termine, ma più delle sfide pericolose e all'ultimo sangue (anche se a competere sono degli zombie) come: lotte all'ultimo sangue; una gara di scavo di una fossa con le unghie, in cui il vincitore doveva buttare dentro il perdente ricoprirlo con la terra scavata; prendersi a frustate con vipere vive; ecc...
Quella che doveva essere una specie di gita scolastica, con l'occasione di conoscere dei nuovi amici e altri simili a loro, si trasforma in una trappola mortale, e Matteo e i suoi compagni si ritroveranno a dover affrontare prove terribili, che li spingeranno a lottare duramente per sopravvivere, e a dover scoprire un segreto terrificante. Fortunatamente ad aiutare Matteo c'è anche suo ratto zombie Zuppo, che a volte racconta al lettore le cose dal suo punto di vista, ed è proprio lui a capire che c'è qualcosa di strano nella carne offerta dalla mensa della scuola del dottor Mortimer: "... era come se su quale prosciutto avessi visto la figura di un teschio, con la bocca aperta e i denti di fuori, che mi diceva di mangiarlo e nello stesso tempo sarei impazzito se lo avessi fatto."
Una bella storia interessante, con dei protagonisti inusuali e alquanto memorabili: degli zombie, e che contiene al suo interno una certa dose di violenza e di horror (indovinate da dove proviene la carne di cui si nutrono gli zombie), sebbene sempre adatta a lettori della scuola secondaria. Questo è l'ultimo titolo della trilogia, e devo dire che sono riuscita a leggerlo abbastanza tranquillamente senza aver prima letto gli altri, anche perchè il protagonista fornisce degli indizi e delle informazioni su cosa è capitato nei precedenti volumi, per cui non ho avuto problemi a seguire la trama. Nonostante questo sia l'ultimo titolo in realtà avrei apprezzato se ce ne fossero stati altri, anche perchè il finale, che conclude definitivamente questa storia della scuola di Mortimer, sembra promettere altri risvolti interessanti.

 Sopra: Al centro della copertina vediamo alcuni zombie che non sembrano avere per nulla buone intenzioni
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 20 giugno 2024

Le terrificanti storie del Vascello Nero di Chris Priestley

"Le terrificanti storie del Vascello Nero" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts sarebbe il secondo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonisti due fratelli, Ethan e Cathy, che vengono lasciati soli nella locanda del padre in una notte di tempesta, almeno finché non arriva un giovane marinaio che si mette a raccontare ai bambini storie di paura.

Sopra: La copertina presenta dei disegni e delle decorazione in bianco e nero, con i due fratelli protagonisti ritratti al centro, mentre in alto spicca il titolo, sopra un sfondo di colore azzurrino.

Ethan e Cathy vivono con il padre all’Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un’alta scogliera a picco sul mare: "L'Old Inn, la mia casa, stava accovacciato in cima alla scogliera, aggrappato con tutte le sue forze come una patella a una roccia durante l'alta marea. Si trovava su un nodoso promontorio che era stato inesorabilmente eroso nel corso dei secoli, così che ora solamente uno stretto sentiero lo univa al resto della Cornovaglia. Era stato consumato su ciascun lato come il torsolo di una mela, scavato fino a formare una sorta di ponte che da un momento all'altro avrebbe potuto essere spezzato di netto, tramutando la locanda in un'isola, e me e la mia famiglia in isolani."
I due fratelli hanno una vita felice alla locanda, finché la madre non muore di parto assieme al loro fratellino, da allora il padre entra in depressione e inizia a bere, trascurando il lavoro di locandiere e i figli. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All’improvviso bussano alla porta: "Le raffiche di vento strattonavano la porta del granaio, che sbattè ripetutamente per un'ora o più, e così ci volle un po' prima che ci rendessimo conto che i colpi che adeso sentivamo non erano prodotti dalla porta che sbatteva, ma da qualcuno che bussava. [...]
Quando mi voltai per guardare los conosciuto, rimasi stupito nel vedere che non poteva essere molto più vecchio di me - diciassette anni, al massimo diciotto. Indossava una  divisa da cadetto (sebbene senza cappello e piuttosto fuori moda), un soprabito nero con i bottoni d'ottone e un panciotto bianco sopra una camicia bianca. Al fianco pendeva una spada. Al collo aveva un foulard di seta nera, e il volto pareva bello: gli occhi erano scuri, come quelli di un uccello marino, su un viso pallido e incorniciato da capelli color ebano che serpeggiavano verso il basso in brillanti ciocche bagnate. Un dente d'oro luccicava in un ambio sorriso abbagliante." È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione, che si intitolano: "Piroska", "Pece", "Irezumi", "Il ragazzino sulla barca", "La forza della natura", "Fango", "La scimmia", "Il demone intagliatore" e "Il Vascello Nero". 
Ma c’è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e Ethan comincia a essere un po’ inquieto, sia perché le storie sono davvero terrificanti, sia perché malgrado siano passate diverse ore il padre non fa ancora ritorno…

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, come quella che mostra il veliero circondato da braccia di cadaveri che si innalzano dal mare circostante, o quella in cui  George, ritornando sul ponte della nave, lo trova ricoperto di scheletri dei suoi ex compagni di viaggio. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lunghi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale.

 


 

Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In centro e in basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (al centro) e "Il vascello nero" (in basso).

"Le terrificanti storie del Vascello Nero" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore (spesso assassinato): in "Piroska" vi è una vampiressa sulla nave che si nutre dei passeggeri, in "Pece" il giovane marinaio Tom uccide un suo compagno tagliandoli una mano e facendolo precipitare in mare; in "Il ragazzino sulla barca" quando uno strano bambino viene issato a bordo della nave iniziano a succedere strani incidenti, alcuni di questi mortali, ai marinai; in "La forza della natura" delle lumache carnivore divorano i marinai della nave....
Ecco un pezzo tratto da "Pece": "Mentre cadeva in mare, Harper allungò una mano - la mano con il tatuaggio - per aggrapparsi al parapetto. Tom fece un passo indietro, indeciso se aiutarlo o meno. [...] Poi Tom vide che la presa di Harper si faceva più salta, e lo sentì genere per lo sforzo di tirarsi su. [...] Nel panico, Tom si guardò intorno w la prima cosa sulla quale si posarono i suoi occhi fu una pesante accetta abbandonata dal falegname, conficcata in un ceppo lì vicino. Senza pensarci ulteriormente, Tom la raggiunse e la strattonò per liberarla. Quattro o cinque passi lo riportarono indietro da Harper, il cui volto aveva cominciato adesso a fare capolino dal parapetto, con un'espressione che unica ira e terrore.Tom alzo alzò l'accetta sulla testa e colpi.
Harper vide arrivare il colpo. Spalancò gli occhi e la bocca per gridare, ma la brutale accetta gli separò la mano dal polso, perse immediatamente la presa e cadde dritto nell'acqua, e ogni suono fu risucchiata dagli abissi insieme al suo corpo."
Da "La forza della natura" ecco cosa accade usando le lumache si mare attaccano l'equipaggio: "Ma adesso era di nuovo evidente che così come le creature erano cibo per l'equipaggio, anche l'equipaggio era cibo per le creature. Quelle cose erano salite a bordo con un unico scopo: cibarsi di carne umana. [...]
Ciò che videro i loro occhi sembrava una scena dell'inferno. 
Ovunque c'erano uomini con ferite sulle braccia e al colto, uomini che si erano svegliati e i erano trovati addosso quelle creature che li stavano mangiando vivi. Ma quegli uomini, furto sommato, erano stati fortunati."
Insomma, in queste storie non mancano il sangue e la violenza, ed è vero che, soprattutto alcune, ricordano lo stile di Edgar Allan Poe (come scritto sotto il titolo sulla copertina): ad esempio "Pece" mi ha ricordato le storie di "Il cuore rivelatore" (per l'odio innato che il protagonista inizia a provare nei confronti di Harper, che gli fa desiderare di ucciderlo e per come egli si tradisce) e di "Il gatto nero" (Pece è il nome del gatto nero di bordo, il quale è anch'esso intenzionato a svelate a tutti il colpevole dell'inizio del suo amico); la tendenza di uno dei due gemelli in "Fango" di attribuire tutte le sue azioni negative al fratello mi ha ricordato la caratteristica di alcuni personaggi di Poe a compiere crimini e a giustificarsi dando la colpa alle vittime, come accade in "Berenice" o "Il cuore rivelatore"...
In effetti molti dei protagonisti di questi racconti non sono propriamente brave persone, essi sono molto diversi dai classici personaggi dei libri per ragazzi, che servono di solito a dare l'esempio. Molti dei personaggi di questi racconti sono egoisti, pieni di rabbia repressa, o anche solo semplicemente indolenti, codardi o incapaci: vi è Tom, che fa cadere dal ponte il compagno Harper e gli trancia addirittura una mano quando vede che l'altro si sta tirando su, cercando poi di fare ricadere la colpa su un altro marinaio; oppure Ben, un farabutto che assieme al gemello compie diverse azioni illegali, ma che dà costantemente la colpa delle sue azioni al fratello, arrivando ad ucciderlo lasciandolo affondare nei fanghi di una palude; Lewis decide di arruolarsi con i pirati della ciurma di Cuorenero, e non gli importa che il capitano pirata abbia appena ucciso il suo ex capitano della marina...
Certo, non tutti i protagonisti di queste storie sono cattive persone, ve ne ne sono anche altri più neutrali, che non fanno o pensano nulla di male, come Richard Stiles dal racconto "Piroska", o Stephen in "Irezumi", David Longman in "Il ragazzino sulla barca"ecc... 
E poi vi sono i due fratelli dell'inizio, quelli a cui lo strano marinaio narra le varie storie di paura: Ethan è molto sospettoso nei confronti del giovane marinaio e lo prende un po' in antipatia, Cathy invece è più ingenua e fiduciosa, e le piacciono le storie di paura che le racconta, continuando a chiedergliene altre.
Quello che i ragazzini non sanno, e neppure il lettore, è che in realtà anche loro fanno parte di una storia di paura...  e di fantasmi. Chi è in realtà Jonah Thackeray e perché il padre dei due ragazzi non torna a casa?
Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Pece" che mi ha ricordato alcuni racconti di Poe, con il protagonista che cerca in tutti i modi di coprire un omicidio ingiustificato (ma perfettamente sensato ai suoi occhi) e i tentativi del gatto di fargli commettere qualche passo falso; "Il ragazzino sulla barca" per l'inquietante e misteriosa presenza di questo strano bambino di 8 anni che non parla né sorride mai, per poi scoppiare a ridere quando ai marinai capitano degli incidenti in cui si fanno male; e "Il Vascello Nero", storia abbastanza classica su una nave fantasma ma comunque efficace e sempre d'effetto.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Mi è piaciuta molto anche l'ambientazione, di tipo marinaresco, un po' alla Isola del Tesoro di Stevenson, che è piuttosto originale e intrigante, diversa da quelle solitamente proposte nei libri di paura. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato.
Un volume che consiglio a partire dai 9/10 anni, dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabili, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2008 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Tales of terror from the Black Ship". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, è dotato di una copertina rigida, ha 194 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 giugno 2024

Le terrificanti storie di zio Montague di Chris Priestley

"Le terrificanti storie di zio Montague" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts è il primo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonista Edgar, un bambino che si reca spesso da un signore che lui chiama Zio Montague, che vive solo in una grande casa piena di oggetti strani, per sentirne le terrificanti storie.


Sopra: La copertina presenta un disegno in bianco e nero tratto dal racconto "La potatura invernale".

Il signor Montague vive da solo in una grande casa piena di oggetti bizzarri e soprammobili di ogni sorta. Il piccolo Edgar attraversa spesso l’oscuro bosco che separa la sua casa da quella dello zio per andarlo a trovare, e rimane ogni volta incantato dalle terrificanti storie che il vecchio gli racconta. 
"La casa di zio Montague si trovava al di là di un piccolo bosco. Per raggiungerla occorreva percorrere un sentiero che si snodava tra gli alberi come un serpente nascosto nella macchia e, sebbene il sentiero fosse abbastzna breve e ilbosco per nulla esteso, ogni volta quel tratto di strada si rivelava più lungo di quanto mi aspettassi.
Avevo preso l'abitudine di andare a fare visita a mio zio durante le vacanze. Ero figlio unico ei miei genitori non erano a loro agio con dei bambini tra i piedi. [...]
<< E' un tipo strambo>> disse un giorno mio padre a colazione.
<<Chi?>> chiese mia madre.
<<Zio Montague>>, rispose.
<<Già>> convenne. <<Proprio stranmo. Edgar, cpsa fate tutto il pomeriggio quando vai a trovarlo?>>
<<Mi racconta delle storie>>, dissi.
<<Buon Dio>> esclamò mio padre. <<Storie, eh? Una volta ne ha raccontata una anche a me>>.
<<Quale, papà?>> domandai traboccante d'attesa. Mio padre si accigliò e guardò il piatto.
<<No>>, disse. <<L'ho dimenticata>>."
Ne conosce proprio tante, in effetti, una più spaventosa dell’altra, e tutte sembrano tornargli in mente quando vede o tocca uno degli stravaganti ninnoli che arredano la sua casa. Ma Edgar sente che quelle storie non possono essere solo frutto della fantasia e si domanda se non nascondano una verità più sinistra e inquietante. 
Le storie narrate dallo zio Montague sono queste: "Non salire", "La non-porta", "La scultura del demone", "Le offerte", "La potatura invernale", "La cornice dorata", "Il jinn", "Una storia di fantasmi", "Il sentiero", "Zio Montague".
Chi è davvero lo zio Montague? E chi sono quegli strani bambini che cercano di entrare nella sua grande casa? In una caleidoscopica collezione di brevi racconti del brivido che si inseriscono in una trama più ampia, altrettanto paurosa, Priestley ci regala una perla nel panorama degli horror tales.

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, anche se mai troppo esplicite. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lughi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale. 

 

 
Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (sinistra) e "Il vascello nero" (destra).

"Le terrificanti storie di zio Montague" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore e, anche se qualcuno non finisce male, quasi tutte contengono comunque una certa dose di violenza.
Ecco una scena tratta dal racconto "Le offerte":  "Su una lunga asse di legno sostenuta alle estremità da due vasi di terracotta capovolti, c'era una costellazione di creature straordinarie.
Alla prima, indistinta occhiata, la signora Sackville vide scarafaggi, vermi, un ranocchio o forse un rospo, grilli, mosche, farfalle, un topo e vari uccelli, uno dei quali si stava ancora contorcendo in maniera spaventosa. Erano tutti infilzati e inchiodato all'asse e, a giudicare dall'uccello in preda agli spasmi, erano ancora vivi quando Robert ce li aveva fissati."
Oppure questa descrizione tratta dal racconto "Il sentiero": "Il forestiero si muoveva molto più velocemente di quanto avesse immaginato Matthew osservandolo da lontano. In realtà correva e si arrampicava a una velocità forsennata, cosa che spiegava gli stravaganti movimenti del suo corpo.
Il suo braccio sinistro era senz' altro rotto; in più d'un punto, suppose Matthew. La mano sinistra era appena riconoscibile in quanto tale e sembrava che fosse stata battuta da un maniscalco. Anche la sua gamba sinistra era chiaramente spezzata e si agitava e si dimenava in modo ripugnante a ogni passo. Aveva i vestiti laceri e zuppi di sangue.
I capelli, che gli erano sembrati semplicemente bagnati, erano incrostati di sangue coagulato e sembrava fosse stato scotennato da uno di quei selvaggi americani di cui Matthew aveva sentito parlare nei racconti del nonno.Ma era stata la sua faccia a lasciare Matthew senza fiato per lo spavento.
I lineamenti erano totalmente cancellati e sembrava uscito da un mattatoio o da un incubo. Una parte del coso era una rivoltante massa di cartilagine e carne dilaniata, come la carcassa di una pecora martoriata dalle cornacchie. Dall'altra parte c'era un occhio sgranato e imperturbabile."
D'altronde anche gli stessi bambini protagonisti dei vari racconti non sono proprio dei santi, sono personaggi sfaccettati con le loro luci e le loro ombre, ma quasi nessuno è un santo: Jospeh in ""Non salire" si dimostra testardo nel voler fare qualcosa, per sfida, che gli era stato caldamente suggerito di non fare (scalare l'olmo); Harriet, in "La non porta" è una truffatrice, che assieme alla sua complice fingono di fare delle sedute spiritiche per derubare gli ospiti che partecipano a tali sedute; Thomas in "La statua del demone" si impossessa della statua rubandola, dopo che il proprietario si era rifiutato più volte di venderla al padre; Robert in "Le offerte" si lascia facilmente influenzare da un demone fino a compiere degli atti di violenza contro gli animali; Simon in "La potatura invernale" entra in casa di una vecchia per derubarla; Francis in "Il Jiin" a scuola ha picchiato pesantemente un ragazzo che lo prendeva in giro rischiando di fargli perdere la vista ad un occhio, senza pentirsi del gesto, ma anzi sentendosi orgoglioso ...
Lo stesso zio Montague si scoprirà essere stato non proprio una brava e buona persona, sebbene riuscisse a nasconderlo piuttosto bene, dietro la maschera di premuroso insegnante e preside, e si è macchiato di grosse colpe... ma questa sarà una storia che vi racconterà lui stesso.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Non salire", in cui Joseph decide di salire su un gigantesco olmo, nonostante sulla corteccia sia stata incisa, più volte, la scritta "Non salire" e nonostante anche un contadino gli intimi di non salire perchè "Gli olmi odiano gli uomini e aspettano"; "Le offerte", in cui Robert si annoia tremendamente nella nuova e grande casa in cui si sono trasferiti, almeno fin quando non incontra un nuovo e strano amico; "Il sentiero", in cui Matthew decide di mettersi in cammino seguendo un sentiero di montagna per andare via dal suo villaggio, per imbarcarsi, ma durante il tragitto egli nota uno strano individuo che lo sta seguendo e cerca di raggiungerlo.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato, con Edgar che parla con lo zio commentando la fine di ogni racconto e osservando l'oggetto ad esso legato. La casa dello zio Montague è infatti piena di oggetti strani, a ognuno dei quali però è legata una storia che l'uomo andrà poi a raccontare al nipote. Ma come fa lo zio a conoscere queste storie visto che lui afferma di non essersele inventate ma che siano stati i protagonisti dei suoi racconti a narrargliele? Un mistero che terrà il lettore col fiato sospeso fino alla fine, un finale inaspettato quanto interessante.
Un volume che consiglio a partire dai 10/11 anni (la casa editrice lo consiglia anche dai 12), dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabile, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene. Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2007 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Uncle Montague's Tales of Terror". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, mentre l'edizione in copertina flessibile è stata pubblicata nel 2011. Quest'ultima edizione ha 180 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 6,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.