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lunedì 21 settembre 2026

Ghostgirl di Tonya Hurley

Oggi vi parlerò di "Ghostgirl", un romanzo scritto da Tonya Hurley e illustrato da Craig Phillips che ha per protagonista il fantasma di una ragazza poco popolare, deceduta a scuola per soffocamento provocato da una caramella.

  
Sopra: Due immagini che mostrano la copertina e il dorso del libro, molto belli. Con lo sfondo nero, le scritte e i decori aregntati e alcuni dettagli rosa; senza contare che la parte interna della bara è una pelllicola trasparente dove hanno collocato una sagoma nera intagliata che ricalca quella della protagonista defunta.
 
Charlotte Usher si sente praticamente invisibile a scuola, e poi un giorno diventa davvero invisibile. Peggio ancora: è morta. E tutto perché si è soffocata con un orsetto gommoso: "Charlotte si cacciò in bocca un ultimo orsetto gommoso; stava facendo un passo avanti, accennando un movimento delle labbra per rispondergli, quando per sbaglio ingoiò la caramella intera, che le andò di traverso.
Iniziò a camminare un po' più in fretta verso la porta, facendo gesti disperati con la mano, ma non appena uscito in corridoio, Damen era stato accerchiato di nuovo da una grande folla, e di sicuro non riusciva più a vederla. Charlotte tentò in tutti i modi di tossi per sputare l'orsetto gommoso e gridargli la risposta alla sua domanda ma, proprio quando ci era riuscita, Petula le chiuse la porta dell'aula in faccia.
Charlotte ci sbattè contro, e la caramella le finì ancora più giù nelle vie respiratorie. Tentò senza successo di auto-praticarsi la manovra di heimlich, sputacchiando in giro come un pallone che si sgonfia. Ora stava davvero soffocando  e l'aula era deserta. Non c'era nessuno che potesse vederla. Nessuno ad aiutarla.
Charlotte si portò una mano alla gola e appoggiò l'altra al pannello di vetro della porta per mantenere l'equilibrio. Dato che non riusciva a respirare, tentò disperatamente di attirare l'attenzione di Damien picchiando la mano sul vetro. Lui pensò che lei lo stesse solo salutando.
Rispose con un cenno veloce, passò un braccio attorno alla vita di Petula e si incamminò verso la sua seconda lezione della mattinata.
Charlotte schiacciò il viso contro il vetro come il Piccolo Tim davanti alla vetrina del negozio di giocattoli, ma poi le gambe le cedettero, e scivolò lenta lungo la porta. Riuscì a vedere un ultima volta gli studenti che ridevano e parlavano in corridoio, compresi Damen e Petula.
Sperò che qualcuno notasse la sua mano attraverso il vetro, ma poi perse la presa, e la mano, lasciando lungo il vetro rettangolare una traccia appena percettibile, scivolò verso il pavimento, dove si riunì al resto del corpo."
Ma essere morta non impedisce a Charlotte di voler essere popolare; la rende solo più creativa nel raggiungere il suo obiettivo.
Se pensavate che il liceo fosse una questione di vita o di morte, aspettate di vedere quanto sia vero. In questo romanzo satirico, ma al tempo stesso toccante, Tonya Hurley esplora l'invisibilità che tutti proviamo a volte e fino a che punto siamo disposti ad arrivare per essere visti.
 
 
 Sopra: A sinistra il testo della fine del secondo capitolo e a destra una pagina che segna l'inizio del terzo, con la consueta illustrazione a silhouette della protagonista intera all'interno di una cornice e con sotto una citazione.

All'interno del volume si trovano alcune immagini realizzate da Craig Phillips, le quali sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo, in una pagina intera, poste sotto al titolo del capitolo e circondate da una specie di cornice floreale.
I disegni sono delle silhouette, cioè una sagoma scura, bidimensionale, di un oggetto o di una persona che ne delinea esclusivamente il profilo, solitamente su uno sfondo lumino/bianco.
Ciò implica anche una limitata scelta di colori, che infatti sono solamente tre: il nero, il bianco e il rosa. Bianchi sono gli sfondi delle pagine, su cui spicca il nero delle silhouette dei disegni centrali, nonché delle cornici attorno alle pagine, mentre rosa è il colore dei fiori usati come decorazione per le suddette cornici. 
In questo caso le silhouette raffigurano la protagonista, dato che vediamo di continuo la sagoma di una ragazza vestito con un abito che le arriva al ginocchio, delle scarpe a punta e dei capelli lunghi e folti. Non viene ritratto nessun elemento dell'ambiente, ma solo la ragazza e alcuni oggetti, come i fiori che ella tiene in mano e delle foglie che le gravitano intorno. In una scena vediamo ad esempio la ragazza seduta su qualcosa, ma non vediamo su cosa è seduta (potrebbe essere un muretto o un sasso).
La cosa interessante è che, se guardate uno dopo l'altra, ci si piò accorgere di come le immagini siano collocate in sequenza: partiamo al capitolo 1 vedendo la ragazza distesa supina mentre stringe tra le mani un mazzo di fiori; nel capitolo 2 la vediamo iniziare ad alzarsi, piegando una gamba e sollevando la testa; nel capitolo 3 sta continuando ad alzarsi, in quanto ha sollevato anche il busto e ha una mano appoggiata a terra; nel capitolo 4 si è ormai alzata, e sembra essersi messa in cammino; nel capitolo 5 la vediamo seduta con le braccia aperte; nel capitolo 6 annusa il mazzo di fiori che teneva in mano; nel capitolo 7 i fiori del mazzo stanno cadendo; nel capitolo 8 del mazzo sono rimasti solo i petali dei fiori; nel capitolo 9 (quando la ragazza sembra scoraggiata o nell'atto di piangere) arriva un uccello che si posa accanto a lei; ...
I disegni non sono strettamente correlati con quanto narrato nella storia, ma a volte sembrerebbero avere qualche riferimento simbolico a ciò che succede in un determinato capitolo. Ad esempio il Capitolo che si intitola "La caduta della casa degli Usher" vediamo Charlotte precipitare, seguita da un corvo, e il capitolo in effetti parla del litigio tra la protagonista e una sua amica e di come il dormitorio dove abitano i fantasmi rischi di essere demolito, tutti momenti che segnano in effetti una "caduta". Nei capitoli dove Charlotte Scarlet bisticciano vediamo la sagoma di Charlotte litigare con un corvo (che probabilmente rappresenta Scarlet) . 

  

  
Sopra: Le illustrazioni (in bianco, nero e rosa), dove si vede la sagoma della protagonista, sono realizzate con la tecnica delle silhouette e sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo.
 
 "Ghostgirl" di Tonya Hurley è un romanzo per pre-adolescenti e adolescenti che parla di morte, e infatti ha come protagonista proprio una ragazza delle superiori morta in classe per soffocamento dovuto all'aver inghiottito una caramella gommosa, senza essere riuscita ad espellerla in tempo.
Si tratta di un romanzo che ruota quasi completamente attorno alla protagonista, che conosciamo per qualche capitolo anche da viva, e capiamo che questo nuovo anno scolastico si è posta come obiettivo quello di diventare più popolare, soprattutto per conquistare il ragazzo che le piace, Damian, un ragazzo bello, sicuro, socievole e atletico, ma anche gentile e sensibile. Damen tuttavia sta insieme a Petula, la ragazza cheer leader più popolare della scuola, la quale è un po' la classica adolescente viziatella, narcisista ed egoista che si crede migliore degli altri. A dire la verità Petula non sarà al 100% una bella persona, ma in realtà non è neanche una bulla, anche perchè una ragazza come lei si limita semplicemente a ignorare una come Charlotte, cosa che in realtà fanno praticamente tutti gli studenti della scuola a quanto pare.
Charlotte durante le vacanze estive si è infatti messa a dieta, ha fatto palestra, ha cambiato acconciatura, ha iniziato a truccarsi, ha deciso di iscriversi al gruppo delle cheerleader propio per cercare di non risultare più invisibile. In effetti sembra che nessun insegnante e nessun compagno di classe si ricordi neppure il suo nome, complice anche il fatto che ci troviamo in una scuola americana, di quelle con diversi corsi e ore di lezione da seguire, per cui sono gli studenti a recarsi di volta in volta nelle aule con i rispettivi professori, dove si siedono secondo un ordine prestabilito (per cognome).
Charlotte ci appare comunque fin da subito come una ragazza un po' trasparente, senza amici, dimenticata da tutti, ma determinata e con una certa ossessione per il ragazzo che le piace. E uso il termine ossessione non a caso, in quanto il comportamento di Charlotte nei suoi confronti è quasi maniacale, oltre che da stalker: in camera ha delle fotografie di lui e ha aperto il modulo di preiscrizione di Damien col vapore,  durante uno stage estivo nell'uffici del preside a cui si era iscritta appositamente,  proprio per scoprire i suoi orari e le lezioni del nuovo anno. Inoltre quando si rende conto di essere diventata un fantasma e che nessuno può vederla e sentirla si sente contenta del fatto che ora potrà far parte della vita di Damien, per cui si mette a seguirlo, anche negli spogliatoi e a casa, stando a guardarlo, per fortuna solo inizialmente, anche in atteggiamenti intimi con la sua ragazza.
L'autrice riesce a fare in modo che la protagonista non risulta antipatica al lettore, anzi sicuramente alcune preoccupazioni che ha sono tipiche di molti adolescenti, ma è chiaro che le attribuisce anche alcuni atteggiamenti che rischiano di sfociare nell'ossessione. D'altronde sembra che l'obiettivo dell'esistenza dei fantasmi, almeno di quelli adolescenti, sia quella di capire gli errori commessi in vita e diventare delle persone migliori, accettando la propria morte e anche se stessi. Ecco cosa spiega il professore del Programma Defunti, che Charlotte dovrà frequentare assieme ad altri fantasmi adolescenti come lei: "<<Il motivo per cui dovete andare a scuola, anche dopo essere morti, non è solo quello di capire come funziona la vita ultraterrena, come dice il filmato del corso di orientamento>> spiegò Brain agli studenti confusi. <<Il motivo è che dovete imparare la cosa che non avete avuto la possibilità di imparare da vivi. [...]
I neonati e i bambini sono troppo piccoli per aver commesso errori gravi, e gli anziani vivono abbastanza a lungo per imparare dai propri sbagli e riuscire a correggerli>> cantilenò il signor Brain, nel tono più di un predicatore che di un insegnante. <<Ma gli adolescenti, come voi, vivono solo il momento, e spesso si comportano da egoisti, da impulsivi, von orribili conseguenze per loro stessi e per gli altri.>> [....] 
<<Vi è stata data un'opportunità. Il Programma Defunti è la vostra seconda, e aprite bene le orecchie, ultime possibilità per capire cosa vi è successo e perchè, e per imparare ad accettarlo>> spiegò, tornando alla lavagna. <<Accettate la vostra morte ma, soprattutto, accettare voi stessi.
<<Quando vi accetterete, avrete trovato la risoluzione, e con quella arriveranno il riposo, la pace e...>>
<<Il diploma!>>" 
Ma come funzionano il worldbuilding e i fantasmi in questa storia?  Allora, nell'universo creato dalla Hurley quando Charlotte muore viene indirizzata a frequentare una classe che si trova negli scantinati della scuola, il Programma Defunti appunto, in cui per diplomarsi bisogna imparare ad essere meno egoisti e accettarsi, risolvere i propri problemi irrisolti, lavorare praticamente su se stessi, per poter "passare oltre". I fantasmi frequentano anche la mensa scolastica, ma per fantasmi, dove vengono serviti cibi di marche vecchie, non più esistenti in commercio. Le viene assegnato anche un dormitorio, che consiste in una casa abbandonata, dove risiedono vari fantasmi e ognuno ha una propria stanza. Siccome la casa può essere venduta, gli spettri che vi dimorano devono far in modo che ciò non accada, e questo implica che debbano collaborare e contribuire tutti assieme.
Per quanto riguarda i fantasmi in sé, essi non possono essere né visti né sentiti dai vivi, e possiedono una serie di abilità che però devono imparare a sviluppare, tipo super poteri, come ad esempio imparare a diventare incorporei e passare attraverso la materia, spostare gli oggetti, oppure imparare a possedere una persona. Cosa che Charlotte prova a fare senza successo e rischiando anche di combinare danni, per poi scoprire che possedere qualcuno è una cosa considerata alquanto riprovevole, che non può avere successo, a meno che la persona posseduta non acconsenta alla cosa. Come spiega il professor Brain: "Tentare di usare le facoltà in modo sbagliato potrebbe essere pericoloso per te... e per gli altri. >> [...] <<La possessione non è una materia che insegno, perchè assumere il controllo del corpo di una persona viva tradisce completamente lo scopo di accettazione, che stiamo cercando di raggiungere insieme.>>" 
Mi viene da chiedere, tuttavia, che se la possessione è così tabù per i fantasmi, come mai viene inserita la spiegazione di come effettuarla nel "Manuale d'uso per ragazzi morti", una specie di guida che viene fornita a tutti gli adolescenti che diventano fantasmi? Inoltre, perchè non viene spiegato come mai sia pericolosa fin dall'inizio, ma c'è solo una scritta alla fine che dice "Fate estrema attenzione"? Scritta che senza ulteriori spiegazioni potrebbe solo invogliare ancora di più un adolescente a provarla? 
Nonostante la protagonista assoluta del romanzo sia Charlotte, la maggior parte dei personaggi sono ben caratterizzati, tra cui in particolare Scarlet, la sorellina gotica di Petula, la quale però è molto diversa da quest'ultima: non è popolare come lei e le piace non esserlo, le piace essere quella alternativa, che si veste con abiti vintage neri, ascolta musica di gruppi underground (metal e rock) e guardando film horror di serie b, considerando la sorella maggiore un'oca giuliva. Anche a lei non fregava nulla di Charlotte, e manco sapeva chi fosse, tuttavia scopre di poterla vedere, o meglio, di poterne vedere il fantasma. Charlotte le chiede quindi di aiutarla a far colpo su Damen lasciandole usare il suo corpo (possedendolo).
Di solito la cosa degli scambi dei corpi non mi avvince particolarmente, anzi solitamente la detesto, ma devo dire che in questo libro non l'ho trovata (troppo) irritante in quanto fatta consensualmente e quando Scarlett vuole rientrare nel suo corpo può rifarlo quando vuole, espellendo l'altra.
La storia comunque è avvincente con personaggi ben caratterizzati (anche se sono principalmente Charlotte e Scarlett quelle più approfondite) e tratta temi come la morte, la sua accettazione e esperienze legate all'adolescenza come l'amicizia, l'amore, il far parte del gruppo. Il world building del mondo dei fantasmi però l'ho trovato poco chiaro, più che altro non approfondito come mi sarei aspettata. 
Storia carina e avvincente su un'adolescente diventata fantasma adatta (attenzione) a partire dai 12 anni, in quanto, sebbene non ci siano scene sessualmente esplicite ci sono comunque dei riferimenti, anche perchè i personaggi sono ragazzi del liceo, tra i 14 e i 16 anni (Charlotte, Damen e Petula dovrebbero essere all'inizio dell'quarto anno di liceo, da quanto ho capito, mentre Scarlett è più piccola, forse con uno o due anni in meno della sorella maggiore). Fate attenzione perchè si tratta a tutti gli effetti di un romanzo romance young adult, ma la copertina (seppur bellissima e molto figa) è un po' ingannevole in quanto lo fa sembrare destinato ad un pubblico decisamente più giovane.
 
 Esistono anche alcuni seguiti di "Ghostgirl", di cui solo il secondo tradotto in italiano: 
  • "Ghostgirl: il risveglio" (2011, "Ghostgirl: Homecoming"): Charlotte si è diplomata alla Dead Ed, ma la sua storia non finisce qui. La vita, per Charlotte, è stata una continua e amara delusione. E a quanto pare la morte non sarà molto diversa. Convinta che diplomarsi alla Dead Ed fosse la sua via per l'aldilà, Charlotte è un po' sorpresa di scoprire di dover svolgere un tirocinio! Rispondere al telefono in un centro di assistenza per adolescenti problematici non si sta rivelando particolarmente entusiasmante. Finché non arriva la chiamata di Scarlet: una pedicure finita malissimo ha mandato Petula in coma e Scarlet pensa che Charlotte sia l'unica persona che possa aiutarla...
  • "Ghostgirl: lovesick" (2009): Prima di poter riposare in pace, Charlotte Usher deve tornare nel luogo tragico della sua morte: il liceo. Alla vigilia del diploma, Charlotte e i suoi compagni scoprono di avere un'ultima missione da compiere prima di accedere all'attesissimo aldilà: osservare un adolescente con un problema inspiegabile e aiutarlo entro il ballo di fine anno. Charlotte non riesce proprio a capire perché le sia stato assegnato il compito di aiutare Damen, il re del ballo dell'anno scorso e la sua ex cotta fatale. Come se non bastasse, il suo ragazzo Eric viene mandato a prendersi cura della sua migliore amica (ancora in vita), Scarlet, che nel frattempo ha abbandonato la sua immagine da ragazza goth per un look più femminile che attira l'attenzione non solo del suo ragazzo Damen. Charlotte morirebbe (di nuovo) per amore. Ma quando la sua unica possibilità di accedere all'aldilà significa dover affrontare il temuto e fin troppo familiare dolore dell'invisibilità, potrebbe essere troppo per lei.
  • "Ghostgirl: Xmas Spirit" (2012): in "A Christmas Carol", Charlotte Usher avrà l'opportunità di apprezzare la propria vita... anche se nell'aldilà. Non perdetevi questo quarto capitolo della saga di Ghostgirl. Questo Natale, Charlotte si risveglia viva alla Hawthorne High School, come se il tragico incidente con l'orsetto gommoso non fosse mai accaduto. Improvvisamente, tutti i desideri che aveva prima di morire ritornano: essere amica di Petula, conquistare il cuore di Damen e smettere di essere invisibile a tutti. Ma, mentre cerca di riappropriarsi della sua vita precedente, Charlotte dimenticherà gradualmente la sua vita nell'aldilà.
  • "Ghostgirl: Dìa de lo Muertos" (2012): Charlotte è tornata, e questa volta è in visita da Scarlet per celebrare il Giorno dei Morti! Perché il tempo passa, ma i ricordi restano per sempre. Restiamo legati a chi amiamo e a chi ci ama, e ultimamente Charlotte sente come se qualcosa la stesse riportando a Hawthorne e alla sua vita precedente. Ma questa volta non è la solita nostalgia. Il motivo è Scarlet, che ha incontrato Matías, uno studente messicano in scambio culturale, il quale le ha parlato della celebrazione del Giorno dei Morti, quella straordinaria tradizione in cui, per un solo giorno, i morti possono far visita ai vivi. E Scarlet e Damen dovranno decidere se barattare Halloween con il Giorno dei Morti. Forse in questo modo Scarlet potrà riunirsi con la sua migliore amica... Ma evocare i morti può avere conseguenze inaspettate. Questa nuova avventura porterà Charlotte e i suoi amici in Messico durante le celebrazioni del Giorno dei Morti, insieme alla loro adorabile "ragazza fantasma". Ma trovare questi varchi tra i mondi non è sempre facile, e attraversarli può avere conseguenze inaspettate. In questa nuova avventura, Charlotte scoprirà che viaggiare in una dimensione a cui non appartiene più è molto difficile: tutti sembrano aver voltato pagina e la loro vita è andata avanti senza di lei. Un nuovo paese può causare innumerevoli incomprensioni, soprattutto quando si tratta di luoghi, lingue e tradizioni che non comprende appieno. A quanto pare questo titolo esiste solo in spagnolo ed è stato distribuito solo per il mercato spagnolo e messicano
 
  

 
Sopra: Più in alto le copertine inglesi, mentre in basso quelle spagnole di tutta la serie, di cui la prima è uguale a quella italiana (di cui non sono riuscita a trovare immagini decenti)

Questo volume è stato edito nel 2008 dalla Little, Brown & Company col titolo "Gosthgirl" ed è stato pubblicato in italiano dalla Rizzoli nel 2009. Ha 336 pagine, la copertina rigida, misura 24 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 19,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 11 giugno 2026

TESTA CUCITA: Un mostro per amico di Guy Bass

"TESTA CUCITA: Un mostro per amico" è il primo volume di sei libri (di cui però solo 4 tradotti in italiano) scritti da Guy Bass e illustrati da Pete Williamson. Libri che hanno per protagonista un ragazzino zombie che vive al Castello di Grotteskew, dove il Pazzo Professor Erasmus crea creature con pezzi di ricambio per poi scartarle, con l'obiettivo di crearne di più grandi e migliori. Testa Cucita (Stitch Head), la sua prima creazione, ha un cuore d'oro ed è sempre pronto a insegnare agli altri mostri come si fa e a tirarli fuori dai guai!
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo nero vediamo comparie il protagonista, Testa Cucita, e sopra di lui il titolo, che spicca con le sue scritte rosse.
 
Da anni Erasmus, lo scienziato pazzo più pazzo del mondo, dà vita a creature mostruosamente malvagie e malvagiamente mostruose. Se il professore può dormire incubi tranquilli è solo grazie a TestaCucita, Frankenstein in miniatura che al calare delle tenebre trasforma le invenzioni di Erasmus in creature mostruosamente pacifiche (ma pacificamente mostruose). Come il protagonista del classico dell'orrore, però, TestaCucita soffre di malinconia: sono lontani i giorni in cui Erasmus passava tutti i pomeriggi con lui, e lo scienziato si è ormai dimenticato del suo amico d'infanzia nonché prima creazione. 
Un giorno in città arriva lo sgangherato circo di mostri di Fulberto e tutto cambia. Fulberto è un uomo che cerca di far pagare la gente mostrando loro i propri mostri, peccato che questi ultimi non siano altro che persone normali un po' truccate. Ma, come spiega una bambina a Fulberto, per le persone che vivono a Pocaroba non basta qualche mostro farlocco a spaventarle: "<<E' Pocaroba, questa. La gente di qui ne ha già un sacco, di roba che la spaventa.>>
<<Ma davvero? E da dove arriva, di grazia, tanta paura?>> GROOOWWaOOoO!
All'improvviso un urlo orribile, gelasangue e torcibudella echeggiò nell'aria. Gli abitanti di Pocaroba scapparono tra mille urla, correndo a rintanarsi in casa con le porte sprangate.
<<Ecco>> disse la ragazza indicando in alto, verso l'oscurità. <<E' da lì che arriva>> Il rombo di un tuono, e un fulmine illuminò la notte, Lontano, in cima alla collina, sorgeva un immenso, oscuro castello. Trovamostri sentì un brivido arrivargli fino alla punta dei piedi, subito seguito da un secondo tremito che gli risalì lungo la schiena quando dal castello si levò un altro ruggito da gelare il sangue.
<<Per tutti gli strattoni e i borbottii! E quello... quello cos'era>> chiese.
<<Mostri>> sussurrò la ragazza e gli occhi scuri al chiaro di luna le luccicavano come perle.
<<Mostri? Che mostri? Di che stai blaterando?>> chiese Trovamostri.
<<in giro si dice che il castello ne è pieno>> rispose la ragazzina. <<Si sente ruggire e urlare... c'è gente che dice di aver visto cose in cima alle mura del castello. Cose non umane. L'intera città è impietrita... ma io no. Io non ho paura d niente.>> [...]
<<Aspetta mocciosetta! Volevo dire. ragazzetta! Che posto è, quello? Chi è che ci vive?>> gridò Trovamostri.
<<E' Castello Spavento! la casa di Erasmus, lo scienziato pazzo!>> urlò la ragazzina mentre la trascinavano in casa. <<Erasmus crea mostri! Creature tremende! Cose pazzesche!>>
<<Ma davvero?>> borbottò Trovamostri... e un sorriso diabolico gli dilagò sul volto come una malattia." 
Come si può ben immaginare, per l'impresario, Erasmus è una miniera di possibili attrazioni e TestaCucita uno strumento che, se manipolato a dovere, gli permetterà di entrare nel laboratorio dello scienziato.
 
  Sopra: Due pagine illustrate in cui possiamo vedere la città di Pocaroba (in cui si trova il castello dove risiede Testa Cucita) e i suoi abitanti.

La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Pete Williamson le quali sono molto belline, con il loro stile un dark e gotico, dai tratti un po' grotteschi, che contribuisce a dare alle immagini un aspetto macabro ma affascinante. I personaggi umani hanno un aspetto spesso un po' emaciato oppure (come nel caso di Cercamostri) tarchiato e tozzo, con la pancia sporgente; mentre i mostri hanno un aspetto meno realistico e più caricaturale, sgangherato e bizzarro, con parti del corpo molto sproporzionate (in particolare la testa appare sempre molto più grande rispetto al corpo e le gambe sono più piccoli e sottili) che conferisce loro un aspetto caricaturale e quasi grottesco. 
Le immagini sono in bianco e nero, il che contribuisce a renderle più cupe e a donare loro un'ambientazione vittoriana oscura, anche se i personaggi sono buffi ed esagerati. 
I disegni sono utili per supportare i lettori durante la lettura, dato che rappresentano personaggi e scene descritte nella storia: personaggi come il direttore del Circo Cercamostri, come il protagonista Testa Cucita, gli abitanti del villaggio, la Creatura o il dottor Erasmus. Come scene rappresentate abbiamo ad esempio quella in cui Cercamostri cerca di mostrare i propri finti mostri ai cittadini di Pocaroba; quella dove la Creatura scaraventa il professore a terra; ecc...

  

  

 
Sopra:Alcune oagine interne che ostrano le gotiche illustrazioni in bianco e nero di Pete Williamson, dove compaiono personaggi come Testa Cucita, il il professor Erasmus, la Creatura e Trovamostri.
 
"TESTA CUCITA: Un mostro per amico" di Guy Bass è una storia molto carina che sostanzialmente si basa sul personaggio del dottor Frankestein di Mary Shelley. 
La storia infatti è ambientata in una cittadina dove, nel suo castello, risiede uno scienziato pazzo la cui passione e divertimento principale è creare e dare vita a nuovi mostri, sempre più grandi e spaventosi.
TestaCucita infatti è solo la sua prima creazione, ormai da tempo di dimenticata dal professore: "Testa Cucita era la primissima creazione del professore. Era un affarino strano, dalle fattezze più o meno umane, ma non più alto di una scimmietta, e fatto di parti, pezzetti e avanzi che il professore aveva raccattato qua e là. la testa, calva e rotonda, era un ammasso di punti di sutura in cui erano incastonati occhi di due colori diversi: il sinistro era un piccola perla nera, mentre il destro, grosso, splendente e verdazzurro, era uno spettacolo da togliere il fiato. Negli antri oscuri del castello pareva quasi brillare di luce propria.. [...] negli anni, TestaCucita aveva assistito alla "nascita" di decine di creazioni del professore. E ognuna di esse gli ricordava che una volta era stato lui la creazione più importante bella vita del professore... e che Erasmus gli aveva promesso che loro due sarebbero stati amici per sempre. Ma ormai era passata una quasi-vita. TestaCucita era stato da tempo dimenticato."
E' tuttavia proprio TestaCucita a porre rimedio agli sbagli del professore o, piuttosto, ai guai che le creature che il professore crea potrebbero combinare. Il professor Erasmus infatti  ama inventare sempre nuovi mostri, ma una volta che li ha riportati in vita perde ogni interesse in loro e passa a creare qualcosa di nuovo. In effetti il suo senso per la cura verso le creature che crea è praticamente pari a zero, ed è TestaCucita a porvi rimedio: "Era da anni che TestaCucita "curava" le creazioni del professore. da quando il suo padrone aveva iniziato a usare ingredienti più imprevedibili, TestaCucita era diventato esperto nel mettere punto pozioni capaci di capovolgere gli aspetti più mostruosi del carattere delle creature. [...] TestaCucita era piuttosto abituato a rischiare la sua quasi-vita per proteggere il professore. Il suo padrone poteva aver dimenticato la promessa di rimanere per sempre amici, ma testaCucita no. Per lui era ordinaria amministrazione."
Nonostante TestaCucita aiuti i mostri subito dopo l'inizio della loro non-vita egli preferisce non intrattenere ulteriori rapporti con loro, sparendo subito dopo averli calmati. Da quando infatti il suo creatore si è dimenticato di lui (lasciandolo chiuso nella sua stanza per 40 anni) TestaCucita non si fida più degli altri e non vuole più avere amici che poi potrebbero tradirlo o dimenticarsi di lui, proprio come aveva fatto il suo padrone. Per cui TestaCucita si limita ad agire nell'ombra e non parla mai con gli altri mostri che abitano nel castello, anche se l'ultima Creatura che ha salvato sembra avere tutte le intenzioni di diventare suo amico.
Le cose poi iniziano a cambiare quando Fulberto Trovamostri si reca al castello e incontra TestaCucita, decidendo di fare di lui un'attrazione del suo circo, iniziando a promettere al piccolo mostro fama e successo, e l'ammirazione di tutti. Ma TestaCucita imparerà a proprie spese che spesso è meglio diffidare di coloro che promettono a buon mercato questo genere di cose, dato che l'unica cosa a cui Trovamostri è interessanto è rapire il professore per costringerlo a creare i mostri che vuole lui. E come al solito sarà TestaCucita a dover porre rimedio alla cosa e a salvare il professore, il quale, chissà, forse alla fine potrebbe anche ricordarsi di lui, anche dopo cinquant'anni.
Una storia molto carina, adatta ai lettori di 8 anni che amano i mostri e le ambientazioni dark, che vede per protagonista un bambino mostro che, a differenza del solito, però non vuole fare amicizia con nessuno, ma che, anzi, preferisce rimanere isolato per non soffrire, per non rimanere nuovamente deluso. Una storia più profonda di quanto sembri, con protagonisti dei mostri dall'aspetto mostruoso ma molto simpatici, sull'amicizia e su tutto ciò che essa implica, compreso il dolore dell'abbandono e del tradimento. 
 
Il volume è stato edito nel 2011 col titolo: "Stitch Head: the forgotten creation" dalla Stripes Publishing (un marchio Magi Publishing) e poi pubblicato in italiano nel 2013 dalla Rizzoli; ha 191 pagine, una copertina flessibile, misura 19,8 cm d'altezza e 13,3 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.  
 
Titoli che fanno parte della collana:
  1. "L'occhio del pirata" (2014): TestaCucita, Frankenstein in miniatura, vive da sempre a Castello Spavento. Il suo mondo è tutto lì, a guarire le creature del professor Erasmus da lupomannarismo e furiosità varie, e impedire che i mostri escano a combinar disastri. Così, quando Erasmus corre a ritirare il massimo premio di Scienziatopazzologia, e in una lettera spiega che non tornerà più, TestaCucita si sente perso. Cosa farà, senza il professore a cui badare? La risposta forse è nel suo occhio, che apparteneva a Capitan Combustibile, terrore dei sette mari. Che TestaCucita sia mezzo pirata? Per scoprirlo non resta che andar per mare, insieme alla Creatura e a un'amica con una passione per calci negli stinchi...
  2. "Il fantasma di Spavento" (2014): C'è un nuovo inquilino a Castello Spavento, ed è tutt'altro che benvenuto: è il fantasma di Morsico Spezzossa, l'unico essere (non più) umano capace di metter fifa agli insensibili cittadini di Pocaroba. Solo il piccolo TestaCucita, mostro dal cuore tenero, riesce a sentirlo, però. Che cosa unisce un mostro come Spezzossa ad un altro che invece dell'altruismo ha fatto la ragione della sua quasi-vita? È un segreto che sconvolgerà tutte le certezze di TestaCucita, cambiando per sempre il destino di Castello Spavento e dei suoi cento orrendissimi inquilini.
  3. "La tela del ragno" (2015): Se Castello Spavento ha ancora uno scienziato pazzo a trafficare in mostri e creazioni è merito di TestaCucita, Frankenstein in miniatura, ma anche di Arabella, la sola a non temere le orrende creature del Professore. E così, quando Arabella scompare, e tutto fa pensare a un rapimento, TestaCucita e la sua ciurma di mostri dal cuore tenero non hanno dubbi: bisogna partire al salvataggio, anche se il mondo, con tutti quei terribili esseri umani, mette davvero una gran fifa...
  4. "The beast of Grubbers Nubbin" (2015): In questo quinto libro della serie di Stitch Head, una terribile bestia si aggira ogni notte per la città di Grubbers Nubbin in cerca di cibo. Riusciranno Stitch Head e gli altri a risolvere questo mostruoso mistero? Gli orfani del Castello di Grotteskew stanno seminando il caos... e hanno fame. Senza cibo nel castello, Stitch Head e Arabella si dirigono a Grubbers Nubbin per vedere cosa possono rubare, ma lì incontrano una bestia terrificante e selvaggia. Che una delle creazioni del Professor Erasmus sia a piede libero?
  5. "The monster hunter" (2016): Una notte, Stitch Head e Arabella stanno osservando le stelle quando Stitch Head vede un grosso oggetto volante diretto verso di loro. L'oggetto si schianta contro il castello e dalle macerie emerge Dotty Dauntless, una coraggiosa cacciatrice di mostri di fama mondiale. Dotty aveva scoperto che il Castello di Grotteskew è pieno di mostri, quindi escogita un piano per portare con sé la Creatura e vincere una scommessa. Riusciranno Stitch Head, Arabella e le altre creature a fermarla e a salvare la Creatura?
 
  
 
 
Sopra: Le copertine degli altri volumi di Testa Cucita, di cui le prime due in italiano e le altre tre in inglese.
 
Curiosità: nel 2024 sono state create anche un paio di graphic novel ed inoltre dal primo volume ne è stato tratto un film d'animazione in computer grafica uscito nel 2025.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina della graphic novel mentre a destra la locandina del film. peccato che il film sia stato fatto in CGI, andando così a perdero lo stile grafico e così gotico e grottesco dell'illustratore.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.   

lunedì 9 febbraio 2026

La piccola fiammiferaia di Hans Christian Andrsen e Benjamin Lacombe.

"La piccola fiammiferaia" è una delle fiabe più famose di Hans Christian Andersen ma raramente si trovano albi ad essa dedicati, probabilmente per la tristezza che traspare dalla fiaba. Questa fiaba comunque, ora illustrata da Benjamin Lacombe, è entrata a far parte della collana dei classici illustrati diretta proprio da quest'ultimo (di cui in fondo trovate l'elenco coi titoli usciti finora).
 
 Sopra: La copertina, molto bella con le scritte e i decori dorati, mostra un'immagine interna realizzata da Lacombe, con al centro un disegno che raffigura la piccola fiammiferaia.
 
È Capodanno, e nel freddo e nel buio cammina una bambina senza scarpe, stringendo tra le mani un mazzetto di fiammiferi. Per riscaldarsi li accende uno a uno e, ogni volta che quelli si infiammano, ecco che davanti a lei prendono forma immagini di felicità: una stufa, una tavola apparecchiata a festa, un albero di Natale illuminato... fino a che, con l'ultimo zolfanello, non appare la nonna scomparsa che, prendendola per mano, la porta insieme a lei su nel cielo. La commovente storia della piccola fiammiferaia, illustrata con delicatezza e poesia da Benjamin Lacombe.
La fiaba è riportata in questo albo illustrato nella sua versione integrale, con la traduzione dal francese di Francesca Muzzurana. 
Ora vi metterò a confronto l'inizio della fiaba nell'edizione della Rizzoli illustrata da Lacombe, con la traduzione proveniente dall'edizione della Donzelli, che è integrale (quindi non ha subito censure o rimaneggiamenti, ma è stata mantenuta fedele all'originale), così che possiate farvi un'idea della traduzione dell'edizione della Rizzoli, che comunque è fedele ai testi originali.

Versione ed. Rizzoli (2026): "Faceva un freddo terribile: nevicava e la notte diventava sempre più buia: era anche l'ultima sera dell'anno, il veglione di Capodanno. In quel freddo e in quel buio camminava lungo la strada una bambina povera, senza cappelli, senza scarpe; [...]
La bambina camminava, dunque, con i piedini scalzi, arrossati e lividi per il freddo. E camminava stringendo in mano un mazzetto di fiammiferi, ma ne aveva tanti altri nel suo vecchio grembiule. In tutta la giornata nessuno glieli aveva comprati, nessuno le aveva dato nemmeno un centesimo. Affamata e congelata, la povera bambina camminava con un'aria talmente afflitta!
I fiocchi di neve le cadevano sui lunghi capelli biondi che le si arricciavano splendidamente sulle spalle, ma lei non badava certo a quella bellezza."
 
Versione ed. Donzelli (2019): "Faceva un freddo terribile; nevicava e cominciava a scendere il buio; era anche l'ultima sera dell'anno, la vigilia di capodanno. Con quel freddo e con quel buio una bambina povera camminava per strada col capo scoperto e a piedi nudi; [...] 
Ora la bambina camminava coi piedini nudi, rossi e lividi dal freddo; in un vecchio grembiule teneva un mucchio di fiammiferi e un mazzetto lo portava in mano; per tutto il giorno nessuno le aveva comprato niente; nessuno le aveva dato neppure una monetina; camminava affamata e infreddolita e aveva un'aria così sconfortata, la poverina!
I fiocchi di neve le cadevano sui lunghi capelli biondi che sulla nuca era deliziosamente arricciati, ma di certo lei non pensava a questa raffinatezza."
 
Sopra: In questa illustrazione a carboncino a doppia pagina possiamo vedere la piccola fiammiferaia, che stringe tra le mani una scatola di fiammiferi, che è l'unico elemento colorato del disegno.

La storia è accompagnata dai disegni di Benjamin Lacombe, splendidi, evocativi, molto curati, ricchi di dettagli, con colori forti, intensi e brillanti.
Anche se in questo caso si sono di due tipi di disegni: ci sono infatti in bianco e nero e poi quelli a colori.
Le prime illustrazioni sono quelle che ritroviamo con maggiore frequenza all'interno del libro, e sono realizzate a carboncino, come ci spiega lo stesso artista: "Per entrare ne suo mondo,  ho scelto il carboncino. La sua grana ruvida, la polvere scura, i contrasti netti mi sembravano gli unici strumenti in grado di tradurre la durezza di quella realtà, il freddo della strda in cui la bambina si spegne."
Infatti i disegni in bianco e nero, a carboncino, rappresentano i momenti tristi e reali della vicenda, con la bambina che vaga in una città grande ma in cui nessuno le dà retta, cercando di sopravvivere al freddo e alla fame. 
Il alcuni casi dalla monocromia del carboncino spicca qualche scintilla di colore (come nel caso della scatola di fiammiferi, unico elemento colorato di certe scene) e di luce: come la luce gialla che si sprigiona dai fiammiferi e che ci trasporta quasi in un'altra dimensione. Il secondo tipo di immagini sono invece quelle a colori, che rappresentano i momenti felici, quelli onirici in cui la bambina si immagina di essere al caldo e di poter mangiare. Come spiega sempre Lacombe: "A ogni scintilla, però, qualcosa si incrina. Quando accende un fiammifero, accade un miracolo: un'apparizione, un calore debole e breve. E lì emerge il colore: la gouache, vibrante e delicata, e soprattutto quel giallo fluorescente, stampato con un quinto colore Pantone, come una ferita luminosa che fende la notte."
Nelle immagini a colori la scena si tinge di colori caldi, con atmosfere intrise dal colore giallo (quello del fiammifero appena acceso), ch è il colore che diventa predominante in queste scene, a cui si aggiungono elementi rossi, versi e marroni.
Le tavole di questo albo illustrato sono tutte doppia pagina, di grandi dimensioni, e colpiscono per l'espressività della piccola fiammiferaia e per gli spazi aperti della città rappresentata in modo dettagliato ma con freddezza, in contrasto con l'espressività e l'emotività che invece traspaiono dalla bambina.


 

   
Sopra: Alcune illustrazioni di cui alcune in bianco e nero a carboncino, altre (tipo quella in basso a sinistra) dove al carboncino si unisce il giallo deilla fiammella dei fiammiferi e poi un'illustrazione a colori (al centro) che rappresenta un sogno felice della protagonista.
 
"La piccola fiammiferaia" è un albo illustrato che racchiude la bella, anche se triste, fiaba di Hans Christian Andersen, accompagnata dalle splendide, evocative, suggestive ed emozionanti illustrazioni di  Benjamin Lacombe.
Come spiega l'artista nella prefazione: "Alcune storie ci seguono come ombre fedeli; si legano a noi, si insinuano nei nostri silenzi, s'imprimono come una scottatura lieve ma persistente, e finiscono per modificare il nostro sguardo.
La piccola fiammiferaia è stata, per me bambino, una di quelle ossessioni. [...] 
E' come se la piccola fiammiferaia mi avesse aspettato per tutto questo tempo, rannicchiata in un angolo della mia memoria, con i fiammiferi stretti tra le dita intorpidite, nella notte gelida.. [...]
illustrare La piccola fiammiferaia non è stato soltanto un'opera artistica. E' stato un appuntamento con il bambino che ero, un atto di fedeltà a quel ricordo intimo, e un messaggio alla nostra epoca." 
Tale emozione in effetti emerge dalle illustrazioni, che riescono a creare un'atmosfera perfettamente in sintonia con i testi, dando vita ad una città grande e ricca (anche di dettagli) ma fredda (e non solo per il freddo invernale) e indifferente, che contrasta con l'espressività, l'emozione, il calore che ci trasmettono invece la piccola e indifesa protagonista.
Una storia potente sia nelle illustrazioni che nei testi, i quali riprendono fedelmente e integralmente quelli della fiaba originale scritta da Andersen, senza rifacimenti, censure o modifiche. Questo rende questo albo illustrato un ottimo approccio a questa fiaba, consigliata a partire dai 5/6 anni (valutatene però bene la portata emotiva prima di proporla) in su.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2025 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "La Petite Fille aux allumettes" ed è stata edita nel 2026 in italiano dalla Rizzoli. Il volume ha 64 pagine, la copertina rigida, misura 30,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 26,00 euro.
 
P.S. Ecco tutti i titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe (edita in Italia dalla Rizzoli):
  • "Il mago di Oz" di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (2019)
  • "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi e Justine Brax (2019)
  • "Mignolina" di Hans Christian Andersen e Marco Mazzoni (2019)
  • "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria (2020)
  • "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia" di Selma Lagerlof e Yvan Duque (2020)
  • "Bambi" di Felix Salten e Benjamin Lacombe (2020) 
  • "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess (2021)
  • "Il vento tra i salici" di Kenneth Grahame e Prugne Thibault (2022)
  • "La principessa Sara" di Frances Hodgson Burnett e Nathalie Novi (2022)
  • "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2022)
  • "La Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur (2023) 
  • "La Bella e la Bestia" di Cécile Roumiguière e Benjamin Lacombe (2025)

     

     

   
Sopra: Le copertine dei titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe, dedicata alle fiabe e ai classici per l'infanzia.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 2 febbraio 2026

SPECIALE: BOOKHAUL di gennaio 2026

In questo post speciale vi faccio un bookhaul, cioè un post in cui vi mostro e vi parlo dei libri che ho comprato, in questo caso, dal 1 al 31 gennaio.
Alcuni libri provengono dal Mercatino dell'usato, dove ho trovato anche libri a prezzi molto molto bassi; non mancano però anche qualche nuova uscita, biografie e qualche saggio interessante. 
 
  

Sopra: Più in alto la pila dei libri acquistati (o arrivati) a gennaio, mentre più in basso le loro copertine.
 
  • "LIBRI CON FIGURE. ILLUSTRARE NEL XXI SECOLO" di Andrea Rauch (3/01): un viaggio tra gli illustratori e le illustratrici degli anni Duemila: da Roberto Innocenti ad Armin Greder, da Brad Holland a Suzy Lee, a Lorenzo Mattotti, da Guido Scarabottolo a Chiara Carrer, a Tony Ross… 600 illustrazioni e le storie dei loro autori formano un percorso organizzato secondo alcune linee guida. Innanzitutto i grandi personaggi dell’immaginario da Pinocchio a Cappuccetto rosso, da Alice ad Hansel e Gretel…, poi i narratori e i poeti come Robert Louis Stevenson, Egdar Allan Poe, Italio Calvino, Emily Dickinson... 
  • "IL RACCONTO DELL'ILLUSTRAZIONE. GRANDI ILLUSTRAZIONI E PERSONAGGI DELL'IMMAGINARIOTRA LA METà DELL'OTTOCENTO E LA FINE DEL NOVECENTO" di Andrea Rauch (3/01): Andrea Rauch, grafico e illustratore, racconta i grandi illustratori tra la metà dell'Ottocento e la fine del Novecento, in un saggio fortemente autoriale. Si ha così un testo informato di uno storico dell'illustrazione, a volte amico degli artisti presi in esame. Le immagini del libro presentano Pierino Porcospino, Alice, Pinocchio. E poi tutti gli altri. Personaggi non solo letterari, ma ormai patrimonio dell'immaginario collettivo, la cui fortuna è stata ed è immensa.
  • "LABYRINTH" di Clark A. Smith e Brian Froud (3/01): Sarah ha solo tredici ore di tempo per recuperare suo fratello dal Labirinto, dove è stato portato dal perfido Jareth con l'intento di trasformarlo in un goblin e tenerlo con sé per sempre. Ma per raggiungere il castello al centro della Città dei Goblin è necessario affrontare innumerevoli trabocchetti, pericoli e inganni, e correre incontro all'ignoto in un luogo dove nulla è ciò che sembra, e in cui tutto è possibile. Questo volume è impreziosito dalle illustrazioni inedite del grande Brian Frolid e dalle note di produzione dell'indimenticabile Jim Henson. Il romanzo del film con David Bowe che io adoro e che ora posso non solo guardare ma anche leggere!
  • "IL SARTO DI GLOUCESTER" di Beatrix Potter (3/01): Secondo alcuni studiosi questa è una delle storie preferite della Potter che stampò a sue spese per regalarla a Natale alla piccola Freda Moore. Quello che l'autrice racconta prende spunto da un fatto realmente accaduto ad un sarto del paese che doveva consegnare il gilet al sindaco per il suo matrimonio la mattina di Natale. Nella finzione accadranno tanti imprevisti e occorreranno tanti topolini per aiutare il povero vecchio la vigilia di Natale.Un libro che ho trovato citato nel saggio "Il guardaroba favoloso" e che ho voluto recuperare.
  • "BILBO'S LAST SONG" di Tolkien (10/01): un libro con una poesia, considerata da molti l'epilogo di Tolkien al suo classico "Il Signore degli Anelli". Mentre Bilbo Baggins intraprende il suo ultimo viaggio nelle Terre Immortali, deve dire addio alla Terra di Mezzo. Commovente e lirica, la canzone è sia un desiderio di intraprendere il suo viaggio finale sia un tenero addio agli amici rimasti indietro.
  • "LA FESTA DEI MOSTRI" di Meritxell Martí e Xavier Salomó (3/01): È la Grande Notte della Paura! I nove mostri più temibili del mondo si sono riuniti per festeggiare. Poi arriva il momento di aprire i regali... quali succulenti e raccapriccianti regali si nasconderanno nei pacchetti? Il secondo volume della serie di Martì e Salomò dedicato ai mostri trovato al Mercatino dell'Usato in condizioni perfette per neanche 5€ (così ho completato tutta la trilogia!)
  • "LE AVVENTURE DI TOM SAWEYER" di Mark Twain (3/01): una bellissima vecchia edizione dei classici del Battello a Vapore (PIEMME Edizioni) corredata da numerose immagini e illustrazioni trovata in ottime condizioni al mercatino dell'usato.
  • "EMILY E IL LUPO MANNARO" di Herbie Brennan e P. Novarese (3/01): La protagonista è una bambina intraprendente che scopre la presenza di un lupo mannaro tra gli abitanti del paese. Dal momento che lei è l'unica testimone dell'accaduto, sarà suo compito debellare il feroce nemico.Un libro carino preso per 2€ al Mercatino dell'Usato.
  • "DISNEY NOVELS: MULAN" edita da Hachette (8/01): l'undicesimo volume delle Disney Novels dedicato alla storia di Mulan, uno dei miei film Disney preferiti
  • "GOAL: CALCIO D'INIZIO" di Luigi Garlando e Stefano Turconi (10/01): Quando Gaston Champignon, ex calciatore della nazionale francese, vede Tommi palleggiare nel cortile di casa, capisce subito che il ragazzo ha la stoffa del campione e che... finalmente può realizzare il suo sogno: fondare una squadra in cui possono giocare tutti. Divertendosi, naturalmente! Il primo volume della famosa e lunghissima serie dedicata al calcio scritta da Garlando. Ne ho sempre sentito parlare spesso, così quando ho trovato il primo volume al Mercatino dell'Usato per 10 centesimi ho deciso di provare a prenderlo.
  • "IL GIROTONDO DEGLI SPIRITI ALLEGRI: FIABE DI MORTI, SANTI E DIAVOLI" di Guido Davico Bonino e Francesca Lazzarato (10/01): una raccolta di fiabe che hanno per protagonisti diavoli e santi. Aveva catturato la mia ttenzione ancora diversi mesi fa al mercatino dell'Usato, ma non mi sono mai convinta a prenderla, alla fine l'ho acquistata per 10 centesimi.
  • "IL GRANDE LIBRO DI AGATHA CHRISTIE" di Massimo Moscati (12/01): Una biografia ricca e illustrata su Agatha Christie, uscita il 4 novembre 2025. Questo volume ci accompagna in un viaggio appassionante e ricco di rivelazioni che ripercorre la biografia, le opere e la straordinaria eredità della regina del giallo. Il libro non si limita a raccontare la scrittrice, ma esplora le storie dei suoi sessanta romanzi e degli oltre cento racconti e dei suoi protagonisti più celebri, Hercule Poirot e Miss Marple. Descrive poi con molti elementi sorprendenti e curiosità inedite l'enorme impatto degli adattamenti per il grande schermo e la tv, fino alle recenti versioni cinematografich.
  • "INDOMABILE AGATHA CHRISTIE" di Susanne Lieder (12/01): Ma chi è, Agatha? Chi è stata? E, soprattutto, chi potrebbe essere? Dall’infanzia agiata e serena, alle prime difficoltà economiche; dal trasferimento in Francia, all’amore per il pianoforte, fino alla scoperta di una passione insopprimibile: quella per la scrittura e, in particolare, per l’ideazione di gialli e storie di mistero. Una biografia romanzata sulla grande ciallista Agatha Christie uscita il 5 gennaio 2025.
  • "LA PICCOLA FIAMMIFERAIA" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe  (14/01): Un nuovo libro della collana di classici diretta da Lacombe, pubblicato il 13 gennaio. La commovente storia della piccola fiammiferaia, illustrata con delicatezza e poesia da Benjamin Lacombe. 
  • "PIANTE" di  Riz Reyes e Sara Boccaccini Meadows (27/01): Quindici piante e funghi, insieme ai loro talvolta imprevedibili parenti, le loro storie spesso curiose e i consigli per crescerli a casa tua, in giardino o anche solo sul davanzale della finestra. Libro illustrato che pensavo di usare con i bambini della primaria in scienze trovato scontato del 32%.
  • "IL RITRATTO DI DORIAN GRAY " di Oscar Wilde (27/01): Un classico della letteratura gotica che ho voluto recuperare anche in questa edizione della Rba della collana "Primi maestri del fantastico".
  • "SPETTRI" di Lucy Maud Montgomery (27/01): Una piccola raccolta di storie di fantasmi da L.M. Montgomery, autrice di Anna dai capelli rossi, dove il terrore serpeggia nel solo presentimento del sovrannaturale, per storie che tengono sulle spine fino all’ultimo.
  • "NOVARA 1565. MISTERI, FANTASMI E TEMPLARI" di Maria Rosa Marsilio (27/01): Una notte a Novara i fantasmi di nobili dame del passato compaiono davanti alla giovane Jolanda Filiberta di Challant futura sposa del Conte Tornielli, per narrarle in prima persona le loro vite sacrificate tra splendori e potere delle corti rinascimentali. La Novara della metà del XVI secolo si svela così a Jolanda, con le sue bellezze ed i guai portati dagli spagnoli, la politica dei grandi feudatari e le miserie del contado.Un libro illustrato edito da una piccola casa editrice indipendente di Novara.
  • "CELESTE CENERENTOLA" di Annamaria Gozzi e Clarissa Corradin (31/01): Una matrigna e due sorellastre… E poi l'invito per un ballo a palazzo.Una rivisitazione della fiaba di "Cenerentola" uscita in edicola con la collana Lilliput".
  • "LO SCRIGNO DELLE FIABE" (31/01): Raccolta di fiabe di Perrault e dei Grimm del 1998 trovata al Mercatino dell'usato per 6,95€
 
 Sopra:Le copertine dei libri che ho acquistato o che mi sono arrivati a gennaio del 2026
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 11 agosto 2025

La bottiglia magica di Stefano Benni

"La bottiglia magica" è un libro scritto da Stefano Benni con le illustrazioni di Luca Ralli e Tambe (Stefano Tambellini). 
Benni è uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano, in particolare è autore di vari romanzi e antologie di racconti di successo, tra i quali "Bar Sport", "Elianto", "Terra!", "La compagnia dei celestini" (da cui la Rai ha tratto anche un cartone omonimo, sebbene indirizzato ad un pubblico più di bambini che di adolescenti), "Baol", "Comici spaventati guerrieri", "Saltatempo", "Margherita Dolcevita", "Spiriti", "Il bar sotto il mare" e "Pane e tempesta". I suoi romanzi e racconti contengono, non solo tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, una forte satira della società italiana degli ultimi decenni. Il suo stile di scrittura fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili letterari.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo la bottiglia inviata da Alina mentre sta attraversando un mare in tempesta.
 
Pin è figlio di un pescatore di nome Jep e spera di diventare ricco emigrando nel Diladalmar. Alina è rinchiusa nel collegio high-tech di Villa Hapatia, il suo sogno è fare la scrittrice. Lui ha un bel nasone e un topo per amico; lei si accompagna a un gatto (wifi) con un largo sorriso, scappato dal centro di manipolazione genetica. Vi ricordano qualcuno? 
I loro destini si mescolano grazie alla bottiglia che Alina ha affidato all'acqua. Essa è infatti una bottiglia magica, creata da un mago di nome Melonio: "I poteri di questo oggetto erano molteplici e oscuri. Con esso si poteva comunicare attraverso i mari e i continenti, c'è chi dice addirittura tra i pianeti. Ma rispetto al cornetto fonico aveva qualche svantaggio. Anzitutto poteva collegare solo due persone. Poi, se si capovolgeva, invertiva lo spazio e il tempo, era assai fragile e, se si rompeva, poteva accadere una catastrofe."
È Pin a trovarla: "Tutto eccitato, Pin andò dal babbo Jep, che stava scolpendo un gabbiano di legno.
<<Babbo>> disse Pin, <<guarda questa mappa, è un segno del cielo, anzi del mare. Ho letto su un libro che ha più di mille anni, e fu disegnata dal misterioso Proteus, per alcuni dio marino, per latri un pirata, per altri un granchio sapiente. Contiene vie segrete ignote anche alle mappe moderne. E ci porterà nel posto dove ho sempre sognato di andare! Dobbiamo crederci, babbo. C'è sempre un posto dove si sta meglio!>> "
E così comincia per entrambi un viaggio di terrore e meraviglia, fatto di incontri rocamboleschi, fughe a perdifiato, prodigiosi capovolgimenti. 
Pin deve affrontare rapper e fate muscolose, una traversata con scafisti dalle sembianze di un gatto e una volpe, poi tanti altri amici e nemici. Fortunatamente nella biblioteca di una grande città incontrerà un amico che lo accompagnerà nel suo viaggio: Stoppino, un topo erudito che ha vissuto per tutta la vita nella biblioteca: "<< [...] Io sono Stoppino Licinho Pergaminos y Ratòn, vivo in questa biblioteca fin da piccolo, ho mangiato quasi centomila libri, conosco trecento scienze di cui una esatta, parlo centosessanta lingue e so decifrare ogni tipo di geroglifico, crittografia, sciarada, rebus, cartografia e mappa. Io appartengo alla nobile famiglia dei ratti librari...>>"
Alina, invece, scappando dalla preside Queen Fascion e dal crudele cuoco Monsterchef, nei sotterranei della scuola scopre un terribile segreto: qualcuno vuole cancellare ogni forma di diversità e fantasia. Riusciranno i nostri eroi a incontrarsi e rovesciare un futuro già scritto?
 
Sopra: A destra la pagina con l'inizio del quarto capitolo, mentre a sinistra un'illustrazione di Ralli in cui vediamo Pin trovare la bottiglia di Alina.
 
I testi sono accompagnati dalle numerose illustrazioni di Luca Ralli e Tambe (Stefano Tambellini), di cui ne trovate almeno uno ogni due pagine, grande o piccola che sia. I disegni infatti hanno varie misure: alcune sono a doppia pagina, altre a pagina intera, altre a mezza pagina e altre più piccole sono inserite in mezzo ai testi.
I testi comunque hanno una forte correlazione con le immagini, dato che l'autore in questo libro ha amato utilizzare molti stili narrativi, compresi ad esempio quelli del fumetto o dello spartito musicale, del ricettario e del giornale, oltre a rime, poesie e dialoghi. 
Tutti i disegni sono a colori e alcuni hanno tinte molto vivaci, accese e brillanti, mentre altre hanno delle tonalità più cupe e grigie, in base alla situazione che si sta vivendo nel romanzo. Le immagini infatti rappresentano quanto raccontato nei testi, a volte mostrando semplicemente dei paesaggi, altre volte mostrando solo dei personaggi o degli oggetti anche se di solito mostrano ai lettori vere e proprie scene, con personaggi (di solito inseriti in un preciso sfondo) che compiono qualche azione. 
Le illustrazioni sono belle e hanno uno stile piuttosto particolare, tanto che è possibile distinguere quale dei due artisti ha lavorato ad una certa illustrazione. Tambe ad esempio si è occupato dei disegni che riguardano la storia di Alina, i quali hanno tratti apparentemente semplici ma che in realtà sono molto ricchi di dettagli, dalle atmosfere un po' inquietanti, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi ovali e non troppo grandi, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lunghi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
I disegni di Ralli hanno uno stile più fumettistico e giocoso, con personaggi dai tratti più esagerati, corpi sproporzionati e con visi dalle forme quasi caricaturali, e con dei colori molto più saturi e intensi.


  

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne del libro, alcune a pagina intera ed altre in mezzo ai testi, quasi tutte realizzate da Tambe visto che riguardano la storia di Alina, tranne quello in centro a destra, che è invece opera di Ralli.
 
"La bottiglia magica" di Stefano Benni è un libro carino ma particolare, per non dire abbastanza strano, sia per la storia che per come è scritto. 
Intanto i protagonisti sono due: Alina e Pin, e i capitoli seguono le loro vicende in modo alterno, prima una e poi l'altro. Così il lettore segue contemporaneamente entrambe le vicende: quella di Alina, che è rinchiusa in un collegio super tecnologico per essere rieducata, e quella di Pin, un giovane marinaio che decide di mettersi in viaggio per trovare un posto migliore.
Il collegio che frequenta Alina ha praticamente lo scopo di rieducare quelli diversi, quelli che non si sono omologato alla società, in particolare il problema di Alina è che pensa troppo: "<<Va bene. Sarò una ragazza diversa... ma diversa da cosa? Cioè, se decidere voi sarò una ragazza diversa da quello che voi non volete, ma magari ok quello che voi non volete c'è qualcosa che voglio, allora io potrei anche volere essere una ragazza diversa da come voi mi volete diversa...>>"
Fortunatamente Alina ha un alleato molto utile: Mouse, un gatto geneticamente modificato che grazie alla sua coda è in grado di aprire tutte le porte del collegio, dato che sono porte tecnologie e di cui Mouse è in grado di craccare il codice. È proprio durante una fuga che Alina e il gatto scoprono che nella struttura non ci sono solo le studentesse da rieducare, ma sono rinchiusi, tipo manicomio, anche tutta una serie di personaggi letterari che sembrano impazziti: il Capitano Acab, Donald Duck (da noi noto come Paperino), il Bianconiglio... Personaggi che, se non accettano di essere rieducati, finiscono cotti e mangiati da cuoco Monsterchef, che è in grado di cucinare tutti i personaggi "dai fumetti ai libri ai quadri e anche ai sogni".
Pin invece parte e vive varie avventure, incontrando anche lui tutta una serie di bizzarri personaggi, tra cui anche personaggi letterari come un rapper che si finge povero quando in realtà è ricco, la Fata Turchina, i camerieri di un ristorante di lusso, altri marinai...
Una particolarità del libro, e che caratterizza anche la scrittura dell'autore, di tipo satirico, sono le numerosissime citazioni a personaggi letterari o, in generale, al nostro mondo. Il gatto di Alina è un chiaro riferimento ad esempio al Gatto del Cheshire di Alice, uno dei cani che sorvegliano Villa Hapatia si chiama Zetabì ed è in realtà Zanna Bianca, alcune delle compagne si classe di Alina sono Berenice e Ligeia (due donne che compaiono nei racconti di Poe), Pin lungo il suo viaggio incontrerà la Fata Turchina, e poi ci sono tutti i personaggi rinchiusi nelle celle del collegio... 
Per quanto riguarda invece i riferimenti al nostro mondo Alina dice che le fanno ascoltare le canzoni di Justin Biberon (riferimento a Justin Biber), di Adelia e dei Big C, B e K e ad un certo punto ella incontrerà un personaggio chiamato Duca (un riferimento al Duca Bianco, cioè David Bowie). Anche la scelta dei nomi non è casuale, come il luogo in cui abita Pin che si chiama Diquadanoi, mentre il luogo che vuole raggiungere il ragazzo si chiama Diladalmar. Oppure lo sciamano del paese di Pin si chiama Tuhnonhainillah, mentre i professori di Alina hanno nomi come Queen Fashion, Professore Tilt, psichiatra Principipiccoli, Don Biffero, Rosbif... solo per citare qualche esempio.
I testi sono composti principalmente da dialoghi, il che è un po' strano e a volte l'ho trovato anche un po' fastidioso. L'autore poi usa un linguaggio con molti giochi di parole (come dimostrato anche nella scelta dei nomi), ma non privo anche di elementi scurrili, decisamente poco politically correct, con parolacce e riferimenti al se**o, alla sessualità, alla prostituzione, alla droga, ...
L'autore comunque inserisce questi argomenti all'interno di precisi contesti e non mancano neanche parti più erudite, dove i personaggi iniziano a fare monologhi sul senso della vita, andando a creare un mix piuttosto vario, ma anche un po' contorto, passando da un lessico aulico ad un gergo da galera o e da balordi privi della istruzione.
Una storia divertente ma che contiene comunque anche diversi argomenti di riflessione, primo fra tutti Villa Hapatia è evidentemente un simbolo di repressione del libero pensiero e della personalità, un luogo di omologazione e di appiattimento intellettivo e morale, con la preside Queen Fascion che trasforma "le vostre goffaggini e i vostri cicciolotti in seducenti, anoressiche levigate forme. Insegna portamento, sfilata, shopping, trucco, dietologia, arte della seduzione e mobbing delle rivali." In una frecciatina anche ai canoni estetici della società moderna, troppo fissati con la ricerca della perfezione e della bellezza nel magro. C'è anche una critica alla musica, con Alina che si lamenta subito delle canzoni che le fanno ascoltare in collegio, critica che diventerà molto meno sottile quando la ragazza incontrerà il Duca, che le mostrerà gli x-babes: "Gli Scannamusica, discografici criminali, li rapiscono a sei anni per formare boy band o gruppi musicali femminili, cantantucci e cantantuzze prefabbricati. Insomma, carne da palcoscenico, programmati geneticamente, scelti tra i più carini... Escono solo a sedici anni, pronti per il mercato... Credo che alcuni vengano clonati.", come spiega lo stesso Duca. Una evidente critica a cantanti quali Justin Biber (che all'epoca in cui il libro venne scritto e pubblicato era ancora molto in voga) e alle molte boy band e gruppi di cantanti femminili che andavano di moda. La storia contiene critiche e riflessioni sulla repressione del pensiero libero, sulla diversità, sui canoni di bellezza, sulle multinazionali, sul consumismo, sulla musica, sull'immigrazione, sui programmi televisivi (tipo quelli di cucina)...
Una favola per ragazzi che unisce elementi fantastici e personaggi letterari a una spietata critica alla società moderna, in un risultato che è al contempo interessante, a tratti geniale, filosofico, surreale e altre volte un po' banale e confusionario, un mix che non può fare a meno di creare qualche perplessità, anche per quanto riguarda l'età di lettura.
Un libro che consiglio per ragazzi a partire almeno dai 13/14 anni in su, visto che comunque l'autore usa talvolta in linguaggio complesso e ricercato ma anche a tratti scurrile, oltre a trattare temi abbastanza impegnativi. Inoltre a Benni piace fare riferimenti alla cultura contemporanea, il problema è che non so quanti giovani lettori saranno in grado di cogliere tali riferimenti, poiché la cultura contemporanea si evolve e cambia anche molto velocemente (ogni anno c'è una nuova moda, un nuovo trend), mentre la storia del libro rimane ferma a quando è stata scritta, a ormai quasi dieci anni fa. Per dire, dei ragazzini di oggi non so quanti conoscano Justin Biber, che invece era famosissimo tra il 2009 e il 2015. Per non parlare di tutti gli altri riferimenti e citazioni, anche letterarie, che non so quanti ragazzi riuscirebbero a capire, e ammetto che probabilmente alcune sono sfuggite anche a me, nata a metà degli anni Novanta. Insomma alcuni dialoghi e citazioni sembrano essere indirizzate ad un pubblico maturo, mentre la storia di base è piuttosto semplice, una sorta di fiaba, che però potrebbe non stuzzicare abbastanza i gusti di un lettore adulto, che tra l'altro potrebbe trovare anche alcune critiche mosse da Benni un po' banali (la critica alle boy band l'aveva fatta pure la Disney nel 2013 con l'episodio di Gravity Falls "Boyz Crazy", in italiano "Il controllo della mente"), mentre altre, quando rimangono più sottili, sono decisamente più valide, tipo quella all'immigrazione.
Una lettura sicuramente interessante, che mi ha fatto conoscere un tipo di scrittura nuovo a cui non ero abituata, anche se a tratti mi ha lasciata un po' perplessa. Una lettura comunque molto rapida e veloce, che racchiude una storia di base carina anche se semplice, ricca di tante citazioni, tanti personaggi (forse anche troppi comprimari) e tanti argomenti di riflessione, con una bellissima grafica, in quanto i disegni che accompagnano i testi sono molto belli e si combinano bene con essi.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2016 dalla Rizzoli Lizard. Il volume ha 224 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 23,6 cm d'altezza e 15,5 cm di lunghezza e costa 18,00 euro.
 
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