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venerdì 28 agosto 2026

La storia infinita di Michael Ende

"La storia infinita" scritto da Michael Ende è un moderno romanzo di formazione, storia di un’anima, indimenticabile avventura, ma anche lungo viaggio nell’immaginario e itinerario nell’arte e nella mitologia. Uno dei grandi libri per tutti del nostro tempo che ha conquistato, avvinto e incantato generazioni di lettori.
Tradotto in più di quaranta lingue, il romanzo ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo ed è diventato un classico della letteratura per ragazzi. La prima edizione in italiano risale al 1981, a cura della Longanesi. 
Nel 1984 dal libro è stato trato anche un film che ha riscosso un notevole successo, sebben l'autore lo odiasse perchè troppo differente rispetto al libro (ma di questo parlerò dopo).  

    
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione che ho letto io, edita da Longanesi nel 2018, al centro un'edizione più recente (in bianco e nero) del 2025 della TEA; mentre a destra un'edizione in copertina flessibile edita Salanai nel 2017.
 
Bastiano Baldassarre Bucci è un ragazzino goffo, grassoccio, soprattutto molto solo. E ha una grande passione: leggere.
In un giorno di pioggia, inseguito dai compagni che si fanno beffe di lui, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato "La storia infinita". 
"D'improvviso la porta venne spalancata con tanta vuolenza che un piccolo grappolo do cmpanellini dìottone sospseso sul battente cominciò a tintinnare tutto eccitato e ci volle un bel po' prima che si rimettesse tranquillo.
Causa di quello scompiglio era un ragazzino piccolo e grassoccio, do forse dieci, undici anni. I capelli scuri gli ricadevano bagnati sul viso, il cappotto era molle di pioggia e tutto gocciolante; sul fianco, pendente da una cinghia tracolla, prtava una cartella di scuola. [...]
Il ragazzo ubbidì e chiuse piano la porta. Poi si accostò alla parete di libri e gettò cauto un'occhiatina oltre l'angolo: lì, in una grande poltrona di cuoio consunto, con lo schienale alto e orecchiusto, stava seduto un ometto grosso e tarchiato. Indossava un vestito nero tutto spiegazzato che aveva l'aria di essere molto molto vecchio e piuttosto polveroso. La èancia era tenuta su da un panciotto a fiori. L'uomo aveva una bella pelata, solo sopra le orecchie si drizzavano vero l'alto due cescpuglietti di capelli bianchi. Aveva una facci arrossata che fabceva pensare al muso di un bulldog incattivito. Sul grande naso a patata troneggiavano gli occhiali cerchiati d'oro. Una gran pipa ricurva gli pendeva all'angolo della bocca che ricadeva tutta storta da una parte. Sulle ginocchia teneva un libro che evidentemente stava leggendo, perchè, richiudendolo di colpo, aveva lasciato tra le pagine l'indice grasso della mano sinistra, come segnalibro, per così dire. [...]
Bastiano si rese conto d'un tratto che in tutto quel tempo aveva tenuto lo sguardo continuamente fisso sul libro che il signor Coriandoli aveva avuto in mano prima, quando sedeva in poltrona. Non riusciva a staccarne gli occhi. Era come sa quel libro emanasse qualche straordinaria forza magnetica che lo attirava irresistibilmente.
Si avvicinò alla poltrona, allungò lentamente la mano, toccò il libro, e in quello stesso istante qualcosa dentro di lui fece <<clic>> come se una trappola si fosse serrata. Bastano ebbe l'oscura sensazione che con quel breve contatto avesse avuto inizio qualcosa di irrevocabile, che ora avrebbe proseguito il suo corso.
Sollevò il libro e lo osservò da tutte le parti. La copertina era di seta color rubino cupo e luccicava mentre la rigirava di qua e di là. Sfogliandolo fuggevolmente vide che i fogli erano stampati in due colori diversi. Illustrazioni pareva non ce ne fossero, ma in compenso vie rano meravigliosi capilettera figurati. 
Quando tornò ad osservare la copertina, ci scoprì due serpenti, uno scuro e l'altro chiaro, che si mordevano la coda, formando così un ovale. E in questo ovale c'era il titolo, in strani caratteri: LA STORIA INFINITA."
L’attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente.
Il libro tratta del Regno di Fantàsia, la cui sovrana, l'Infanta Imperatrice, è afflitta da un male sconosciuto e corre il rischio di morire. Col peggiorare del suo male anche Fantàsia sembra condannata alla rovina, perché un'entità informe chiamata Nulla ha cominciato a espandersi nel regno, inghiottendo intere regioni e facendole sparire del tutto.  
Il coprotagonista è Atreiu, un coraggioso fanciullo che viene incaricato dall'Infanta Imperatrice di trovare una soluzione al problema di Fantàsia. 
Man mano che prosegue nella lettura Bastiano scopre che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, leggendo il libro sul Regno di Fantàsia, si ritrova infatti progressivamente coinvolto negli eventi del racconto. Diventando anche lui parte di Fantàsia, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantàsia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese.  Diventato anche lui parte di Fantàsia, Bastiano aiuta Atreiu nel tentativo di salvare il regno e dovrà infine trovare un modo per ritornare nel mondo reale.  
 
Sopra:  Le pagine del primo capitolo, dove si iniziano a narrare le vicende di Fantàsia, infatti i testi sono di colore verde. A sinistra, prima dell'inizio del capitolo, si può anche vedere la prima lettera Capilettera tutta decorata.
 
Uma cosa interessante di questo romanzo è che non contiene delle vere e proprie illustrazioni, non perlomeno disegni che ritraggono scene, personaggi o ambienti descritti nel libro, come ci si aspetterebbe. Delle illustrazioni ci sono, ma riguardano i capilettera, cioè le lettere iniziali di ogni capitolo. 
Ciò corrisponde anche a quanto scritto nel testo, riguardo a come era fatto l'interno del volume di "La storia Infinita", poiché quando Bastiano prende il libro e lo esamina meglio si accorge che: "Sfogliandolo fuggevolmente vide che i fogli erano stampati in due colori diversi. Illustrazioni pareva non ce ne fossero, ma in compenso vie rano meravigliosi capilettera figurati." 
Il volume inoltre è suddiviso in 26 capitoli, che iniziano con altrettante lettere dell'alfabeto tedesco, in ordine alfabetico dalla "A" alla "Z". Essi, oltre a essere numerati in cifre romane e avere un titolo, sono anche contrassegnati da un capolettera che ricorda le miniature medievali. In una lettera a una sua lettrice, Ende rivelò che le illustrazioni di Roswitha Quadflieg erano molto diverse dall'immagine che aveva in testa, ma che il risultato finale gli appariva comunque gradevole. In un'altra lettera, invece, l'editore Hansjörg Weitbrecht ringraziò l'artista per il suo lavoro, che, secondo lui, contribuì grandemente al successo del libro.
Nell'edizione italiana invece vedo che i capilettera sono stati realizzati da Antonio Basoli, ma l'ordine alfabetico dei capilettera è stato mantenuto: da quando bastiano inizia a leggere il libro di "La storia Infinita" ci sono 26 capitoli ciascuno dei quali inizia con un'illustrazione di un capilettera, i quali vanno in ordine alfabetico dalla  A alla Z anche nell'edizione italiana.
Come dicevo all'inizio i disegni non rappresentano scene o personaggi, ma mostrano appunto delle lettere, una per ogni disegno, le quali però sono state rappresentate con una grandezza di circa metà pagina e in modo estremamente dettagliato  e ricco di elementi, soprattutto paesaggistici. L'artista sembra aver scelto delle strutture architettoniche per abbellire queste lettere, che vengono come rappresentate mentre spiccano su edifici di grandi proporzioni, alcuni dei quali rappresentano effettivamente edifici che vengono menzionati all'interno della storia (tipo la "Torre d'Avorio" dell'Infanta Imperatrice), si tratta comunque di architetture per la maggior parte impossibili, inserite in paesaggi onirici.
Per la B abbiamo ad esempio una sorta di tempio azteco (circondato dai fulmini)  a più piani rettangolari ognuno leggermente più piccolo del precedente, su cui sono incide figure di animali o di uomini che sembrano svolgere attività quotidiane, mentre sullo sfondo si intravedono altri imponenti costruzioni, tra cui una piramide. Per la lettera H troviamo una sorta di muraglia con delle torri di vedetta poste ai lati di una porta che sembra essere l'ingresso principale alla città che si trova all'interno di queste mura, una città con una grande cupola centrale e altri torri di vedetta, oltre ad altri elementi orientali o islamici, con archi a cuspide e finestre bifore. Anche in questa immagine vediamo comparire delle persone (quelli che sembrano dei soldati di guardia alla porta), che però sono estremamente piccole rispetto all'imponente struttura architettonica, tanto da non poterne distinguere i volti. Per la lettera G non troviamo un edificio ma un'imbarcazione, una ave a remi con forti richiami alle galee romane e alle triremi greche. Nave che però ha come polena un toro con un copricapo a forma di cerchio e sembra essere dotata di una sola vela ma decentrata rispetto alla barca. Anche in questa immagine ci sono delle persone, in questo caso dei soldati vestiti con armature romane che sembrano intenti a manovrare la barca.
Essendo il libro stampato in due colori (rosso per narrare le vicende del mondo reale e verde per quelle ambientate in Fantàsia) anche questi capilettera sono di due colori diversi, i quali semplicemente si alternano di capitolo in capitolo. Iniziamo quindi con la lettera A verde, poi la B rossa, la C nuovamente verde, la D rossa e così via fino ad arrivare alla Z. 
E' un peccato che nel libro non compaiano ulteriori illustrazioni, in quanto non mi sarebbe dispiaciuto sapere con più precisione l'aspetto di molte delle creature bizzarre ed originali di cui l'autore parla, ma forse la cosa è stata voluta proprio per spingere così il lettore a immaginarsele da sé, anziché fare affidamento su un qualcosa di già dato, facendo lavorare la propria immaginazione. 
 
  

   
Sopra: Le pagine iniziali dei capitoli due, undici, otto e sette, le quali iniziano con l'illustrazione del capilettera (tutti posti in ordine alfabetico), riccamente decorato e dal colore rosso o verde.
 
"La storia infinita" di Michael Ende è un bel romanzo molto interessante, che propone ai lettori diversi livelli di lettura, più o meno profondi che quindi permette loro di poter essere letto anche a diverse età, cogliendo di volta in volta significati differenti. 
Tutto ha inizio però con il protagonista, Bastiano, che entra in una libreria per sfuggire alle attenzioni indesiderate di alcuni bulletti della sua scuola, che lo prendono in giro. Dentro a questa libreria trova un libraio un po' scorbutico, che sta leggendo un libro molto particolare e che si intitola: "La storia infinita". Essendo Bastiano un gran lettore egli decide di rubare il libro al libraio, approfittando di un momento di distrazione di quest'ultimo, spinto dall'irresistibile desiderio di leggere proprio quel romanzo. 
Iniziano così ad alternarsi due vicende, destinate successivamente a fondersi: la storia di Bastiano, il lettore, e quella che si svolge nel regno di Fantàsia, che vede come protagonista iniziale Atreiu, il quale è stato incaricato dall'Infanta Imperatrice di trovare un modo per poter salvare il regno di Fantàsia dal Nulla, cioè dallo scomparire.
La storia è ricca di vicende avventurose, ma anche di momenti di riflessione, oltre che di personaggi molto particolari e indimenticabili tra cui: i messaggeri (Piornakzak, Blubb, Ukuk e Wuswusul) provenienti dai vari mondi che viaggiano per parlare con l'Infanta Imperatrice; Morla, una gigantesca e vecchissima tartaruga che sembra ormai rassegnata al destino; Ygramul, le Molte, uno sciame di migliaia di insetti simili a calabroni, che operano come una sola creatura; Uyulala, una creatura fatta di suono;  Mayadetta "la Principessa delle Tenebre", è la regina del Paese della Mala Genìa; Graogramàn, il cui nome significa "la Morte Multicolore", è un grande leone signore del deserto di Goab; Xayde, una strega malvagia che si unisce a Bastiano; Donna Aiuola; ecc...
Il protagonista del romanzo, invece, è Bastiano Baldassare Bucci (nell'originale tedesco Bastian Balthasar Bux) è un personaggio complesso e sfaccettato, e sicuramente nelle quasi cinquecento pagine della storia l'autore ha avuto un certo tempo per svilupparlo per bene, sebbene all'inizio l'eroe del mondo di Fantàsia non sia lui ma Atreiu.
Lo conosciamo come un ragazzino di 10/11 anni piccolo e grassoccio, il quale non sembra possedere nessuna caratteristica peculiare o positiva: fisicamente non è attraente, non è bravo in nessuno sport, anzi, si muove poco, non è neppure bravo a scuola, dove è stato bocciato, non sembra particolarmente intelligente, non sembra coraggioso, viene preso in giro da dei bulletti da cui non può fare altro che scappare. E' un ragazzino permaloso, a volte piagnucoloso, molto insicuro e, il suo vero problema, è che non si accetta per come è, ma allo stesso tempo non fa nulla per cercare di cambiarsi o migliorarsi. Bastiano inoltre è orfano di madre e ha problemi con il padre, dal quale si sente trascurato, poiché da quando la madre è morta sembra che intorno a lui si fosse "levato come un muro invisibile che nessuno poteva valicare." L'unica caratteristica positiva che sembra avere è che ama leggere, ma non tutti i libri, solo quelli "emozionanti o divertenti, o che facevano sognare", oltre al fatto di essere dotato di una grande immaginazione: "forse era l'unica cosa che sapeva fare davvero molto bene: immaginare le cose con tanta chiarezza che quasi le vedeva e le sentiva." Proprio quello che ci vuole quindi per poter salvare il regno di Fantàsia, nonostante Bastiano esiti quando viene chiamato dall'Infanta imperatrice che lo implora di salvarla venendo a Fantàsia. 
Dopo una buona metà del romanzo vediamo però il carattere del protagonista mutare radicalmente, poiché il potere (datogli dal possedere l'Auryn) sembra iniziare a dargli alla testa, trasformandolo praticamente in un nuovo antagonista. L'idea del protagonista che poi diventa antagonista è molto interessante, anche perchè Bastiano passa dal dover essere l'eroe della storia, nonché personaggio piuttosto innocuo, a una sorta di tiranno prepotente che vuole avere sempre ragione e che spadroneggia su tutto e tutti, senza dare mai ascolto a nessuno, diventando veramente antipatico e privo di empatia. E quindi come se l'autore avesse voluto mostrare ai lettori (quindi probabili altri ragazzini dell'età di Bastiano) come il potere possa avere degli effetti negativi sulla personalità di una persona, facendone emergere i tratti peggiori, mettendo in guardia gli stessi lettori.
Poi c'è Atreiu è un bambino Pelleverde di circa 10 anni; come tutti i membri del suo popolo, vive in una tenda, ha carnagione olivastra, occhi scuri che vedono fino all'orizzonte e capelli nero-azzurri corvini, che porta raccolti con strisce di cuoio in un ciuffo dietro la nuca. Le sue guance e la fronte sono dipinte di bianco con dei semplici ornamenti.  Atreiu è l'alter ego di Bastiano (e dei lettori) nella prima prima parte di "La storia infinita", in quanto è l'eroe che l'Infanta Imperatrice investe del ruolo di salvatore di Fantàsia.
Ha un carattere fiero, ma non orgoglioso; dimostra grande coraggio, tenacia e generosità, tutte caratteristiche tipiche dei Pelleverde. È responsabile ed è l'immagine dell'amico fedele, che dà buoni consigli e che sa sempre cosa fare. È molto intelligente e ragiona già come un adulto.  Atreiu è l'eroe perfetto, il cavaliere senza macchia e senza paura, anche se a volte dimostra di avere effettivamente paura, soprattutto timore di non portare a termine la sua impresa, rischiando così la distruzione di Fantàsia, il che lo rende ancora più nobile d'animo. Anche perché nonostante i timori e le insicurezze durante il viaggio egli non si arrende mai, fino ad incontrare Bastiano e a diventarne un amico sincero e fedele, anche se Bastiano non ricambierà l'amicizia in modo altrettanto sinceramente, mettendo ben in chiaro di volersi sentire migliore di Atreiu. Quest'ultimo comunque non gli volterà mai le spalle, dimostrandosi nei confronti del protagonista per i miei gusti anche un po' troppo buono e generoso.
Molto interessante la figura dell'Infanta Imperatrice, la quale più che una vera e proprio sovrana è una sorta di entità divina, al di sopra di tutti, la quale non interviene mai nel dirigere le questioni del regno, ma contribuisce a mantenere l'ordine solo con la sua presenza, e tutti la rispettano e nessuno si sognerebbe di attaccarla o farle del male, l'unica cosa che ella teme è appunto il Nulla: "Non governava, non aveva mai fatto uso di violenza e neppure del proprio potere, non dava ordini e non giudicava nessuno, non aggrediva nessuno e non doveva difendersi da nessun aggressore, perchè a nessuno sarebbe mai venuto in mente di levare la mano contro di lei o, peggio ancora, di farle qualcosa di male. Davanti a lei tutti i suoi sudditi erano uguali. Lei era semplicemente lì, ma lo era in maniera del tutto speciale: era il punto focale, il centro di tutta la vita nel Regno di Fantàsia. E ogni creature [...] tutti, tutti esistevano solo in grazia della sua esistenza. Senza di lei nulla poteva esistere, così come un corpo umano non può vivere se non ha il cuore." Infatti, cime doce l'antica tartaruga Moira: "Lei non vive nel tempo, ma nei nomi. Ogni tanto ha bisogno di un nome nuovo. Sicuro, ha sempre bisogno di nomi nuovi.
Fùcur è un Drago della Fortuna, una creatura saggia, ottimista, dignitosa e amichevole; descritto come una creatura dal corpo bianco e sinuoso,  di aspetto intermedio tra un leone e un drago (privo di ali). Viene salvato da Atreiu dopo che quest'ultimo lo aveva visto intrappolato nella ragnatela di Ygramul, così ne diventa amico e in seguito aiuterà spesso anche Bastiano.
Tra i personaggi importanti, oltre all'antagonista principale (il Nulla) che però è più un'entità astratta, vi è anche un secondo antagonista: Mork, un lupo mannaro, che si mette sulle tracce di Atreiu quando questi inizia il suo viaggio, con lo scopo di ucciderlo e impedirgli di salvare Fantàsia. Mork è motivato da invidia e rancore; avendo vissuto una vita solitaria, senza un mondo da chiamare casa, egli infatti è un Senza-Mondo, che non avendo una sostanza può andare e venire dal mondo sia di Fantàsia che a quello degli umani: egli infatti, essendo un lupo mannaro, nel mondo degli umani ha l'aspetto di un un uomo, mentre a Fantàsia da lupo mannaro. Mork rappresenterebbe il nichilismo, cioè un atteggiamento genericamente rinunciatario e negativo nei confronti del mondo (atteggiamento che ha in comune anche con Morla), sebbene di tipo manipolativo, in quanto estremamente razionale, astuto e subdolo.
L'autore è sicuramente riuscito a tratteggiare dei personaggi spesso complessi, i quali spesso dimostrano di essere più di quello che sembrano, e anche quelli menzionati per non molto tempo tendono comunque a rimanere impressi nella memoria dei lettori, avendo ciascuno delle caratteristiche peculiari e uniche, come tutte le creature che abitano a Fantàsia. 
Anche il regno di Fantàsia è molto interessante per come viene rappresentato e a volte spiegato dall'autore: prima di tutto è un universo regolato da leggi molto diverse da quelle che valgono per il mondo reale. Ad esempio, non ha alcun confine: il regno di Fantàsia si estende in modo illimitato in ogni direzione; inoltre, i vari luoghi di Fantàsia non hanno un posto fisso: la loro "vicinanza" o "lontananza" dipende dalla volontà del singolo di raggiungere un determinato posto. Anche la geografia di Fantàsia è peculiare, e ricca di tanti luoghi magici e fantastici come: la Torre d'Avorio, dove dimora l'Infanta Imperatrice; il Bosco Frusciante; le Paludi della Tristezza la Casa che Muta; Amarganta, una città che si trova al centro di un lago dalle acque corrosive, composta da numerose imbarcazioni fatte di un tipo particolare di argento, sulle quali sono costruiti edifici dello stesso materiale; il Castello di Horok, la Mano che vede, una costruzione a forma di mano,  dimora della maga malvagia Xayde; la Città degli Imperatori, composta da edifici costruiti e disposti contro ogni principio logico; Goab, il Deserto Coloratoun deserto estesissimo che si genera quando, allo spuntar del sole, tutte le piante e le forme vegetali di Perelun, il Bosco Notturno, muoiono; Minroud, la Miniera delle Immagini, una miniera situata in un luogo freddo e nevoso dove si estraggono le immagini dimenticate dagli uomini; ecc...
Così come lo spazio, anche il tempo è del tutto relativo. E' poi un regno in cui esiste un'Imperatrice, la cui carica è però del tutto simbolica, dato che non esercita in alcun modo il suo potere; più che una sovrana è una dea, che incarna l'innocenza fanciullesca e che permette a Fantàsia di esistere. 
All'interno dell'opera vengono infatti trattate anche tematiche importanti: ad esempio le Paludi della Tristezza rappresentano in un certo senso la depressione; Mork rappresenta il nichilismo; Donna Aiuola è l'incarnazione della maternità e della natura come forza generatrice (e genitrice). Vi è poi il discorso legato alla fantasia, uno dei temi fondanti de La storia infinita; per Ende la fantasia è un'attività vera e propria della mente. Grazie a essa, il genere umano è in grado di creare, modificare, plasmare la realtà, costruendole un passato e un futuro. E questo potere creativo, dovuto all'attività immaginativa, è molto simile alla creazione divina, rientrando nelle qualità concesse da Dio all'uomo che lo rendono simile a esso. La differenza, sostanziale, è che alla fantasia di Ende tutto è concesso, nel bene e nel male. Vi è quindi una forte critica al materialismo, tuttavia l'autore sembra anche mettere in guardia i lettori dal fatto che non si può vivere solo nel mondo della fantasia, e che questo è pericoloso in quanto potrebbe portare alla perdita di se stessi, per cui ogni tanto è bene anche ritornare al mondo reale.
Altra questione importante è legata ai nomi, in quanto dare un nome viene visto come un vero e proprio atto che dà inizio alla creazione: ogni cosa a Fantàsia inizia ad avere una propria storia dal momento in cui le viene dato un nome. Senza di esso ogni cosa semplicemente esiste, ma non ha uno scopo, un ruolo, una funzione perché è priva d'identità. La stessa Infante Imperatrice per poter continuare ad esistere ha bisogno di un nuovo nome ("E sì che di nomi lei ne ha avuti tanti. Ma sono stati tutti dimenticati. E' tutto passato, finito per sempre. Guarda un po'. Ha soltanto bisogno di un nome nuovo, l'Infanta Imperatrice, e subito tornerà a stare bene.").
I nomi sono quindi collegati a un'identità, così come lo sono i desideri, le singole essenziali tappe di un percorso che conduce a uno "scopo fondamentale", la propria identità, ciò che si è se si vuole veramente; in questo senso va interpretata la frase "Fa' ciò che vuoi" incisa sull'Auryn. Per desiderare qualcosa è quindi necessario conoscere sé stessi, trovare la propria vera volontà e identità. Esprimere continuamente desideri in Fantàsia ha però delle conseguenze, legate alla perdita dei ricordi e, senza ricordi, qualunque desiderio è impossibile e la mente si svuota completamente. Questo almeno per quanto riguarda Bastiano, mentre il personaggio di Atreiu, quando si ritrova privo di ricordi, sembra trovare le proprie risposte proprio perdendo se stesso, per poi ritrovarsi, diventando più consapevole.
In Fantàsia i desideri sembrano quindi fortemente collegati ai ricordi, poiché la fantasia viene vista come la capacità di creare esprimendo dei desideri. Nel romanzo i ricordi e la fantasia sono strettamente collegati: gli uni non sono possibili senza l'altra, e viceversa, poiché "chi non ha più un passato non ha neppure un avvenire" e chi non può più cambiare se stesso (grazie ai ricordi del proprio passato) non può modificare neppure il proprio avvenire. I desideri, il futuro (ciò che potrebbe essere) hanno quindi bisogno dei ricordi (il passato, ciò che è stato) per realizzarsi, in quanto è da questi ultimi che sono sorretti.
Viene anche affrontata la questione della morte. Già all'inizio del romanzo ci viene detto che la mamma di Bastiano, ad esempio, è morta, a causa di qualche malattia, e che da allora il padre di Bastiano non è più stato lo stesso. In realtà sia il padre che Bastiano probabilmente non hanno mai accettato pienamente la perdita della moglie/madre e quindi non sono ancora riusciti a superarla. La questione della morte viene poi ripresa quando Bastiano incontra Graugraman, un grande leone signore del deserto di Goab, nonché la creatura più terribile di Fantàsia (nata dal desiderio di Bastiano di vivere una grande avventura), poiché dovunque vada porta il deserto, e nessuno può sopravvivere in sua presenza. Graugraman tuttavia soffre di uno strano destino: alla fine di ogni giornata egli muore, trasformandosi in una statua, per poi rinascere il giorno dopo. Egli chiede a Bastiano come mai debba subire tale sorte, e il ragazzino gli spiega che Perelum, la giungla di luce, rinasce ogni sera appena il leone muore, in quanto essa "<<può esistere soltanto fintanto che tu sia pietrificato. Ma Perelum divorerebbe ogni cosa e alla fine soffocherebbe anche se stesso, se non dovesse esso pure morire e ridursi in polvere ogni volta che tu ti svegli. Tu Graugraman e Perelum siete una cosa cosa.>> 
Graugraman restò a lungo in silenzio.
<<Signore>>, disse infine, <<ora capisco che la mia morte è portatrice di vita e la mia vita portatrice di morte e che entrambe le cose sono giuste. Adesso comprendo finalmente il senso della mia esistenza. Ti ringrazio>>."
Graugraman e Perelum sono appunto due facce della stessa medaglia, due opposti che si completano e che non potrebbero esistere uno senza l'altro, proprio come la vita e la morte, la luce e il buio, il giorno e la notte, il bene e il male. Ende quindi interpreta la morte con come una perdita definitiva, ma come una perdita temporanea che permetterà a qualcos'altro di nascere, in un ciclo infinito. In effetti l'entità che minaccia Fantàsia non è la Morte, ma bensì il Nulla, qualcosa che porta distruzione e annullamento, ma senza nessuna rinascita. Ende quindi concepisce l'idea della Morte come qualcosa che fa parte della vita, il lato opposto della medaglia, e che come tale va accettata, in quanto senza una non ci potrebbe essere l'altra. 
Altro concetto espresso nel romanzo è quello di infinito, aggettivo che tra l'altro compare pure nel titolo, in quanto poiché il Regno di Fantásia non ha confini né nello spazio né nel tempo, la sua storia non ha mai fine. Tuttavia, le singole storie dei suoi personaggi, dei suoi luoghi, dei suoi oggetti, devono essere concluse perché l'ordine di Fantàsia non sia scardinato. Dato che però in Fantàsia continuano a nascere nuovi personaggi ci saranno sempre nuove storie da raccontare, e lo stesso evento di dover dare un nome all'Infanta Imperatrice sembra un evento ciclico, che si verifica ogni tot di tempo, all'infinito, tanto che Bastiano scopre di non essere stato il primo, e non sarà nemmeno l'ultimo, umano che ha visitato Fantàsia. Forse anche in questo la "storia infinita" è appunto infinita, in quanto destinata a ripetersi ancora e ancora, senza fine. Una cosa che poi mi ha colpito all'interno della storia è che in certi casi troviamo una frase particolare e ben precisa: "Ma questa è un'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta". Per quanto inizialmente trovassi la presenza di questa frase un po' frustrante, in quanto sembrava aprire storie spin-off destinate a rimanere irrisolte, poi ho pensato che questa frase potrebbe essere anche un invito dell'autore nei confronti dei propri lettori a inventare loro stessi una storia per quei personaggi a cui la frase si riferisce. 
Tale frase viene ripetuta nel romanzo 11 volte: riguardo ai quattro messaggeri iniziali che finiscono per fare amicizia tra di loro; al vecchio Cairone, dopo che è venuto ad avvertire Atreiu del suo compito; ad Enghivuc, l'omino che per quasi tutta la sua vita ha cercato di risolvere l'enigma dell'Oracolo Meridionale, e che in seguito è comunque diventato famoso ma per altri motivi; al ritorno da Graugraman; al cavaliere Inrico che non ha più voluto sposare la principessa Oglamàr; alla storia del figlio di Iaia; alla separazione dei tre Grandi Meditanti che crearono ciascuno un proprio monastero; i resoconti di coloro che parteciparono alla battaglia della Torre d'Avorio; alla spada Sikanda, che attende di essere nuovamente trovata e impugnata; a Icrione, Isbaldo e Idorno, che intraprendono, ognuno per conto proprio, un viaggio per cercare Bastiano; e infine la storia di coloro che conosceranno la strada per Fantàsia.
Con tutte queste storie ancora da narrare in effetti il romanzo di Ende si può veramente definire una storia infinita. Inoltre ho scoperto che pure lo stesso autore fece fatica a terminare la storia, infatti Ende si rese conto che più vi lavorava e più la trattazione acquistava spessore e grandezza, tanto che la data di uscita dovette essere posticipata. Ende dovette perfin comunicare al suo editore che il protagonista Bastiano si rifiutava categoricamente di lasciare Fantàsia e che non gli rimaneva dunque altra possibilità che seguire il suo personaggio nel prosieguo delle sue avventure. Ende ci mise ben tre anni a completare la storia, non riuscendo a sciogliere l'ultimo nodo narrativo: come far tornare a casa Bastiano, una questione che a quanto pare tenne a lungo impegnato l'autore, finché egli non riuscì a trovare una soluzione. Come ho detto però questo portò a un ritardo nella pubblicazione dell'opera facendola slittare di ben due anni, a pensarci bene il romanzo stava per diventare una storia infinita anche per lo stesso autore!
Da un lato mi dispiace che l'autore non abbia scritto degli spin-off di "La Storia Infinita", narrando appunto di tutte queste (o almeno di alcune) di queste storie lasciate in qualche modo in sospeso, ma pensandoci forse da un lato ha avuto paura di rimanere in un certo senso incastrato in questa storia, e dall'altro forse questi volevano essere degli spunti, delle strizzate d'occhio, per i propri lettori, invitandoli a continuare loro queste vicende.
"La storia infinita" è quindi un testo complesso nel senso che è stratificato su più livelli di lettura, dove dentro ci si può trovare molte cose: una storia metanarrativa, filosofia, morale, etica, simbologia, problemi esistenziali, avventura, fantasia ...
Una vicenda che trovo adatta alla lettura a partire dai 10 anni, ma essendo la storia sviluppata a vari livelli non è detto che un bambino riuscirà a coglierli tutti, tuttavia potrà sicuramente cogliere almeno la parte un po' più superficiale, quella avventurosa e fantastica, il viaggio dell'eroe, trovando la vicenda coinvolgente e interessante, ricca di personaggi, luoghi e avvenimenti sorprendenti. Ne consiglio la lettura però anche ad un pubblico più adolescenziale, o addirittura adulto, che potrà cogliere diversi messaggi e riferimenti, anche solo cercando di interpretare i vari personaggi e i vari luoghi del racconto. Una storia effettivamente infinita, in grado di scatenare molteplici riflessioni, o anche solo capace di trasportare i lettori in un mondo magico e sorprendente, dal quale però si potrebbe correre il rischio di non voler più uscire.
 
 CONFRONTO CON IL FILM 
 
Più famoso ancora rispetto al libro è probabilmente il film, almeno per coloro nati e cresciuti negli anni Novanta e inizi Duemila. Il film uscì nel 1984, solo pochi anni dopo la pubblicazione del libro, anche se Ende non si rivelò per nulla soddisfatto del risultato, tanto che intentò pure una causa alla produzione perché fosse eliminato il suo nome dai titoli di testa, causa che, nel 1985, perse.
Il suo budget di 25 milioni di dollari ne fece il più costoso film di produzione tedesca. La pellicola fu un successo, diventando un film di culto e una pietra miliare del cinema degli anni '80, nonostante attualmente sicuramente essa mostri il passare degli anni, ma riesce ancora a conservare quel certo fascino datole dall'uso di pupazzi e dalla mancanza di CGI.
La differenza maggiore tra libro è film è data dal fatto che la pellicola copre solo la prima metà del libro, fin quando Bastiano urla in nome dell'Infanta Imperatrice e viene trasportato nel suo regno, iniziando a ricostruire Fantàsia con i propri desideri. 
A parte ciò nell'insieme ho trovato la pellicola piuttosto fedele al libro, racchiudendone i momenti più salienti, nonostante alcune cose siano state eliminate.
Il tutto inizia come nel libro con Bastiano che si rintana in una libreria per scappare da dei bulli, rubando il libro "La storia Infinita" al libraio, che lo stava leggendo. Si rifugia a scuola dove inizia a leggerlo e qui si entra nel mondo di Fantàsia, dove conosciamo i messaggeri che si incontrano per recare un messaggio all'Infanta Imperatrice, che però scoprono essere malata e nessuno riesce a curarla. Atreyu si propone di andare a cercare una cura e gli viene affidato l'Auryn. 
Giunto nelle paludi della tristezza il suo cavallo Artax (che nel film non parla) si lascia morire nelle sabbie mobili, mentre Atreju riesce a trovare con Morla che gli dice di provare a parlare con l'Oracolo del Sud. C'è da dire che nel film sono riusciti a rendere molto bene il momento della morte di Artax, che viene ancora oggi ricordato come uno dei momenti più commoventi della storia del cinema. 
Atreyu, stanco e sconsolato sta per essere inghiottito dalla palude quando arriva in suo soccorso il Drago della Fortuna, Falkor. Il drago lo porta da Engywook e Urgl, che lo curano. Scopre poi che Falkor l'ha portato in prossimità dell'Oracolo, ma per giungere al suo cospetto deve prima superare alcune prove. La prima è la porta delle Sfingi, il cui sguardo incenerisce gli eroi dal cuore non abbastanza puro. La seconda porta è lo specchio dell'anima: qui Atreyu vede riflesso un ragazzino intento a leggere un libro.
L'Oracolo infine rivela ad Atreyu che l'unico modo di salvare l'Imperatrice e distruggere il Nulla è di trovare un nuovo nome per lei, e che solo un terrestre credente e sognatore può farlo. 
Intanto il Nulla avanza e anche l'Oracolo stesso viene distrutto. Atreyu e Falkor fuggono prima di venirne travolti, ma l'eroe cade dalla groppa del drago e perde il medaglione. Si ritrova solo e sulle rovine di una strana città, dove incontra Gmork, con cui ha un dialogo presente nel libro.
Atreyu riesce a prevalere e, seppur ferito, si ricongiunge con Falkor un attimo prima di venire portato via dal Nulla, ma quando si risveglia in groppa a Falkor, Atreyu scopre che ormai il Nulla si è portato via tutto. Disperato, il giovane guerriero chiede aiuto all'Auryn (che Falkor aveva ritrovato) e giunge grazie ad esso alla Torre d'Avorio, unica costruzione rimasta in piedi, per ammettere davanti all'Imperatrice di aver fallito la missione. Ma la sovrana sembra al contrario felice e rivela ad Atreyu che egli ha adempiuto al suo compito, perché il giovane terrestre, che ha seguito tutte le avventure di Atreyu nel libro, è in realtà lì con loro. Il Nulla tenta di eliminare Bastian provocando una tempesta nel mondo reale per distruggere la soffitta in cui il bambino si trova, con l'intento di arrivare nel mondo reale per distruggerlo. Bastian è inizialmente incredulo, ma quando il Nulla sta per uccidere l'Imperatrice e quest'ultima lo implora di salvarla, il ragazzo, urla contro la tempesta del Nulla il nome della madre. In tal modo il Nulla viene distrutto e l'Imperatrice rimane in vita.
Bastian si ritrova insieme all'Imperatrice, la quale gli chiede di ricreare quel mondo attraverso i suoi desideri e i suoi sogni. Il primo desiderio di Bastian è quello di cavalcare Falkor, iniziando a riportare così in vita il mondo di Fantásia e in groppa al quale tornerà nel mondo reale mettendo in fuga i bulli che lo avevano perseguitato all'inizio 
 
Tra le differenze tra libro e film troviamo:
- l'aspetto del protagonista, che nel film non è basso e cicciottello e con le gambe storte, nonchè l'aspetto dell'Infanta Imperatrice, che nel libro ha i capelli bianchi e gli occhi dorati. Fucur nel libro ha un muso da leone, mentre nel film gliene hanno dato più uno da cane.
- nel libro è un messaggero dell'Imperatrice, Cairone, a recarsi nel paese di Atreyu per spiegargli che è stato scelto come inviato dell'Imperatrice, mentre nel film non vediamo mai il popolo del ragazzo.
- nel film sono state omesse alcune scene comprese nella prima metà del libro: la tribù di Atreyu; il momento in cui il ragazzo incontra Fùcur intrappolato nella ragnatela di Ygramul; l'incontro tra Atreju e i Giganti del Vento; la ricerca e l'incontrotra l'Infanta Imperatrice e il Vecchio della Montagna Solitaria.
- nel film è stata eliminata la seconda parte del racconto, in cui Bastian viaggia per Fantàsia conoscendone gli abitanti e vivendo diverse avventure, condensandola al massimo. In questo modo Bastiano nel film ritorna nel suo mondo semplicemente cavalcando Falcor, mentre nel libro deve immergersi nelle Acque della vita. 
- nel film il Nulla sembra essere un'entità vera e propria dotata di una propria volontà, il quale cerca di opporti e combattere attivamente gli abitanti di Fantàsia e Bastiano, mentre nel libro è semplicemente la scomparsa di Fantàsia.
 
Nell'insieme trovo comunque che il film sia riuscito ad imbastire una trama coerente e coesa, nonostante le parti eliminate, riprendendo una buona parte delle scene presenti almeno nella prima metà della storia. Per questioni di minutaggio è ovvio che il regista si sia ritrovato probabilmente a scegliere di non poter trasporre tutto il libro e abbia scelto di dedicarsi solo alla prima metà, mentre la seconda è stata trasposta poi nel sequel "La storia Infinta 2". Ciò ha sicuramente comportanto un cambiamento nel messaggio tra libro e film. Nel libro Bastiano ad esempio deve imparare ad accettare se stesso (compreso il suo aspetto poco attraente) e cpaire cosa desidera veramente, mentre nel film Bastiano deve accettare il proprio lato meno razionale, rendendosi conto che non c'è nulla di male nel fantasticare e nell'inventare storie. Il messaggio del film è quindi molto più semplice ma comunque coerente e sensato per ciò che il film ha voluto mostrarci.
Anche il fatto di aver reso il Nulla nel film un'entità dodata di una volontà secondo me ci sta (diciamo che posso comprendere la scelta del regista) perchè in questo modo il resista ha potuto imbastire un certo conflitto e uno scontro finale tra l'antagonista e i protagonisti, rendendo la pellicola più emozionante, anche visivamente. 
A livello visivo sicuramente si vede che il film ha i suoi anni, ma non per questo è invecchiato male, in quanto nonostante sia pieno di pupazzoni e attori molto truccati (per trasformarli nelle bizzarre creature di fantàsia)  il film mantiene un proprio fascino. D'altronde rendere su pellicola un universo come quello di Fantàsia non è facile, dato che bisogna ricrearne tutte le creature magiche e gli ambienti fantastici e sicuramente ci sono voluti molto impegno e tanti soldi. In effetti sarebbe uno di quei film che si presterebbe ad un remake, ma allo stesso tempo avrei il timore per l'uso massiccio che si farebbe della coputer grafica. Bisogna comunque considerare che è un film realizzato agli inizi degli anni Ottanta, se lo avessero girato già agli inizi del Duemila (come per "Il Signore degli Anelli") probabilmente il risultato sarebbe già stato diverso ma, come ho già detto, il film anni Ottanta riesce benissimi a conservare un suo fascino. Non sorprende quindi che sia diventato un film cult di quegli anni, oltre ad averci regalato anche la bellissima canzone di "The Never Ending Story", la quale per me non passerà mai di moda e che rimane bellissima ancora oggi.
 
 
 

Sopra: In alto la locandina del film, mentre al centro e in baso alcune immagini tratte dal film, con al centro Bastian che legge il libro di "La storia Infinita" e in basso Atreiu e Fucur.

Questo volume è stato edito nel 1976 dalla K. Thienemann Verlag. Stuttgart col titolo "Die unendliche Geschichte" ed è stato pubblicato nel 1981 in italiano dalla Longanesi. Il volume in mio possesso è del 2018, ha 448 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 22,01 cm d'altezza e 14,05 cm di lunghezza e costa 24,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

domenica 9 agosto 2026

HARRY POTTER e l'Ordine della Fenice di J.K. Rowling e Jim Kay.

Ed eccoci (di nuovo) qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry potter e l'Ordine della Fenice" illustrata da Jim Kay e Neil Packer.  Il primo è un  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra la macchina volante dei Weasley mentre sorvola alcune abitazioni.

Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa spaventosa minaccia, oltre al fatto che sembra che stia cercado di tenere Harry a distanza, senza che Harry capisca perchè.
Intanto Harry, come ogni estate, è dovuto tornare a casa dai suoi zii babbani. Un pomeriggio, mentre Harry ed il cugino Dudley Dursley stanno litigando, vengono aggrediti da due Dissennatori, quindi il protagonista ricorre all'Incanto Patronus per salvare sé stesso e Dudley: "Ma all'improvviso tacque. Aveva sentito proprio quello che temeva.
C'era qualcosa nel vicolo oltre a loro due, qualcosa che faceva respiri lunghi, rochi, sonori. Harry, tremante nell'aria gelida, avvertì un terribile fiotto di paura.
<<P-piantala! Smettila! Te le d-do, giuro che te le do!>>
<<Dudley, chiudi...>>
WHAM
Un pugno colpì Harry alla testa, sbilanciandolo. [...]
Sentì Dudley sferrare pugni, colpire la staccionata del vicolo, barcollare.
<<DUDLEY, TORNA INDIETRO! GLI STAI CORRENDO INCONTRO!>>
Ci fu un urlo orrendo, come uno squittio, e i passi di Dudley si fermarono. Nello stesso momento, Harry sentì un gelo strisciante alle spalle, che poteva voler dire solo una cosa. ce n'era più di uno.
<<DUDLEY, TIENI LA BOCCA CHIUSA! QUALUNQUE COSA TU FACCIA, TIENI LA BOCCA CHIUSA! La bacchetta!>> borbottò Harry, agitato, con le mani che zampettavano sul terreno come ragni. <<Dov'è... la bacchetta... andiamo... Lumos!>>  
Pronunciò l'incantesimo automaticamente, avido di luce che lo aiutasse nella sua ricerca. Con suo incredibile sollievo, la luce fiottò a pochi centimetri dalla sua mano destra. La punta della bacchetta si era accesa. Harry l'afferrò, si alzò barcollando e si voltò.
Gli si rovesciò lo stomaco.
Una sagoma incappucciata e torreggiante scivolava quieta verso di lui, incombente sul suolo, senza piedi o colto visibili sotto la veste, succhiando la notte.
Soccorso da Arabella Figg, sua vicina di casa che si rivelerà essere una Maganò, Harry torna dagli zii con Dudley frastornato e riceve una lettera che gli annuncia di essere stato espulso da Hogwarts per aver usato la magia fuori dalla scuola (cosa che, nonostante il divieto per i maghi minorenni al riguardo, in genere viene comunque permessa in occasioni di emergenza). In seguito il Ministero sembra cambiare idea (grazie all'intercessione di Silente), ma Harry dovrà presentarsi al Ministero per un processo.
Qualche giorno dopo, Harry viene prelevato da un gruppo di maghi capeggiati da Malocchio Moody (che hanno fatto uscire di casa i Dursley con un trucco) e condotto al numero 12 di Grimmauld Place, la casa paterna di Sirius Black, che è stata resa invisibile e invulnerabile grazie a un Incanto Fidelius ed è divenuta la sede dell'Ordine della Fenice, una società segreta capeggiata da Albus Silente che ha come scopo combattere Voldemort. Harry scopre così che il Ministero della Magia continua a negare la notizia del ritorno di Voldemort e ha iniziato a screditare Silente ed Harry, definendoli due bugiardi. Il ragazzo viene quindi sottoposto a un processo per aver usato la magia impropriamente davanti ad un babbano e viene assolto grazie all'intervento di Silente.
Tornato a Hogwarts, Harry scopre che molti suoi conoscenti seguono la propaganda del Ministero e pensano che lui sia un bugiardo e un mitomane. Nel frattempo, il Ministero colloca ad Hogwarts una nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, Dolores Umbridge, al fine di controllare cosa succede nella scuola. La strega si rifiuta di insegnare la magia difensiva agli studenti, limitandosi a far leggere un noioso manuale teorico; quando Harry osa dichiarare, di fronte alla Umbridge, che Voldemort è risorto ed ha ucciso Cedric Diggory, viene punito duramente. 
Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l’aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell’adolescenza. Harry e i suoi amici decidono infatti di fondare un'associazione segreta chiamata Esercito di Silente, con lo scopo di preparare gli studenti all'uso degli incantesimi difensivi, facendoli allenare nella Stanza delle Necessità.
Ma se la Umbridge li scoprisse? Cosa succederà loro? E intanto cosa sta tramando il Signore Oscuro? 
 
Sopra: Un'illustrazione a due pagine intere in cui ci viene mostrata la via dove è collocata la casa paterna di Sirius Black, al numero 12 di Grimmauld Place, di cui possiamo vedere proprio Sirius Black trasformato in cane.
 
Così come per il precedente volume i  testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Per questo quinto volume tuttavia si è richiesto il lavoro anche di un ulteriore artista: Neil Packer, un pluripremiato illustratore e autore inglese.
Per quanto rigarda i disegni di Kay tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggo anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid, e in questo libro anche il professor Piton, il quale è stato rappresentato con una testa un po' troppo grande e un aspetto che ricorda quello di un goblin più che quello di una persona umana.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro e di conferire loro un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia.
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un Dissennatore che attacca Harry, Ninfadora Tonks vicino alla porta della camera di Harry, quest'ultimo intento a fare i bagagli per Hogwarts, i membri dell'Ordine che scortano in volo Harry, il padre di Ron ed Harry mentre camminano diretti verso il Ministero della Magia, Harry a lezioni di Oclumanzia con Piton, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella del Patronus a forma di cervo di Harry che scaccia un Dissennatore, quella di Neville e Luna seduti vicini nello scompartimento del treno per Hogwarts, quella che mostra la nova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure (Dolores Umbridge), Silente ad un tavolo della locanda "Testa di Porco", Harry in compagnia di Sirius Black, Hagrid con la faccia tumefatta e con in mano una bistecca,  ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo i Giganti).
Oltre alle illustrazioni di Kay abbiamo però anche quelle di Neil Packer, le quali sono però più decorative, in quanto si tratta di disegni solitamente di piccole di dimensioni posti sempre vicino ai testi. L'unico suo disegno a pagina intera (anzi, doppia) è quello che rappresenta l'arazzo con l'albero genealogico della famiglia Black, il quale resta comunque un disegno più grafico e decorativo, in stile un po' da manoscritto antico, e in esso non compare nessun volto umano, ma solo un albero e degli animali fantastici stilizzati (un unicorno e un grifone). In effetti più o meno tutti i disegni di Packer sono così, in stile un po' medievaleggiante e realizzati usando un unico colore alla volta: a volte verde e a volte il rosso. Anche quando piccoli i disegni sono comunque ricchi di linee e di dettagli, ma risaltano sicuramente meno rispetto a quelli di Kay, probabilmente per una scelta voluta, in quanto i disegni di Kay rubano la scena, mentre quelli di Packer sembrano fungere più che altro da accompagnamento, forse perchè il libro è molto lungo e si è sentito la necessità di riempirlo maggiormente, anche con semplici decori.
Nonostante la varietà dei soggetti e l'evidente differenza di stile nei due disegnatori, nell'insieme l'opera risulta abbastanza uniforme ed è straordinario vedere come tutte le illustrazioni accompagnano con costanza e come inesauribile fonte di meraviglia i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.


 

  

 Sopra:Alcune delle illustrazioni di Alan Lee in cui vediamo alcuni ambienti e personaggi quali Harry Potter, Sirius Black, Silente, Neville, Luna e, in basso, un Hagrid malconcio.
 
"HARRY POTTER e l'Ordine della Fenice" di J.K. Rowling è il quinto volume della saga, che ho apprezzato un po' meno degli altri perchè diciamo che qui le cose per Harry non si metteranno bene, dato che il Ministero della Magia farà di tutto per sminuirlo pur di non ammettere che Voldemort è tornato.
Questo quinto volume rimane comunque un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a continuare ad espandere un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quoidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
Anche per questo quinto volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e continuano ad evolversi rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nel precedente volume ha assistinto alla morte di un suo amico e questo lo ha segnato, ma dovrà essere forte in quanto scopre che parecchi dei suoi compagni nonnlo sostengono affatto e anzi credono che stia mentendo rigardo alla ricomparsa di Voldemort. Soprattutto nella prima metà del libro assisteremo quindi ad un Harry arrabbiato, scostante e stanco di doversi continuamente giustificare, il quale si sente molto sotto pressione, anche se poi si rivelerà coraggioso nel sostenere le proprie scelte, una tematica importante all'interno di questo quinto volume. Verso la fine del libro invece Harry si dimostrerà troppo avventato, il che lo porterà a commettere un grosso errore di valutazione. Diciamo che in questo quarto capitolo della saga Harry si dimostra sicuramente un personaggio complesso, con lati positivi e negativi, ma per me non uno dei più piacevoli di cui leggere, conun perenne malumore (comprensibile) e parecchio ostinato (anche in modo esagerato).
A proposito di Lord Voldemort egli è come sempre l'antagonista per eccellenza della serie, nonchè vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry, nonchè il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e in questo volume avremo un altro assaggio della sua potenza e della sua scaltrezza. In questo quinto volume emergerà inoltre anche il legame che lo lega al protagonista, in quanto quest'ultimo scopre di poter vedere quello che sta vedendo Voldemort in determinati momenti, quando il mago oscuro è particolarmente arrabbiato o emozionato. Per questo motivo Silente farà prendere ad Harry lezioni di oclumanzia da Piton, sebbene inizialmente queste visioni si rivelino utili, tanto che Harry riesce a salvare la vita di Arthur, il padre di Ron, in seguito però Voldemort usera queste visioni a suo vantaggio, facendo cadere Harry in un tranello.
Tornando ai personaggi del libro abbiamo poi Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, il migliore amico di Harry, il quale diventerà portiere titolare nella squadra di Quidditch,alla quale si era iscritto un po' anche per cercare di ottenere anche lui onore e gloria. Essendo infatti il sesto di sette fratelli, tutti più grandi di lui (ad esclusione di Jinny che però è la minore ma anche femmina) Ron si sente spesso messo da parte e vorrebe anche lui ogni tanto essere al centro dell'attenzione, il che lo porta ad essere un po' geloso di Harry. In questo libro però dovrà affrontare il problema di agitarsi quando viene guardato, il che soprattutto all'inizio lo porta ad essere un portiere piuttosto disastroso, finendo per avere l'autostima sotto i piedi, cosa a cui Draco contribuirà molto volentieri. 
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studiio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). Rimarrà sempre fedele a Harry e si arrabbierà molto con la Umbridge per i metodi sleali che usa per punire gli studenti. Sarà lei ad insistere con Harry affinchè fondi l'Esercito di Silente, creando un sistema per contattare i vari membri e anche un sistema per rivelare chi tradisce l'Ordine, dimostrandosi sempre la più intelligente.
Hagrid, il gigantesco e gentile guardiacaccia di Hogward, lo vediamo ancora una volta in difficoltà, anche se all'inizio dell'anno scolastico egli non sarà neppure presente ad Hogwarts. Scopriamo che ha avuto qualche difficoltà con alcuni giganti e che si è portato ad Hogwarts un parente piuttosto inaspettato. Inoltre la Umbridge non gli renderà la vita facile, considerandolo un incompetente oltre che un uomo troppo fedele a Silente.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts, che in questo volume sembra volersi allontanare da Harry, mettendo quest'ultimo in grande difficoltà), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione). Come sempre abbiamo anche la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, stavolta attaccato da un Dissennatore, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Wensley, di cui Jinny è entrata nella squadra di Quidditch, mentre George e Fred sognano di mettere in piedi un proprio negozio di dolci e scherzi magici, anche grazie alla vincita del Torneo Tre Maghi che Harry ha regalato loro alla fine del precedente volume. Vedremo anche un mebr dei Wealey, Percy, apertamente schierato con il Ministero, tanto da arrivare a sconsigliare a Ron di frequentare Harry e arrivando a rinnegare perfino la sua famiglia per ambizione.
In questo quinto capitolo della saga inizieremo ad approfondire meglio anche la figura di Severus Piton, l'intelligente e abile, ma severo, vedicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fn da subito in antipatia Harry. Grazie alle lezioni di Oclumanzia Harry riuscirà a vedere alcuni spazi del passato di Piton, in cui scoprirà che conosceva i suoi genitori e che veniva bullizzato da James Potter (il padre di Harry), cosa che turberà molto il ragazzino, che ha sempre creduto che il padre fosse una persona gentile ed ammirevole. Questo rende il personaggio di Piton più intrigante e complesso, anche se continuo a reputarlo una persona per centi versi spregevole, in quanto gode nel tormentare ed umiliare i propri studenti, i quali non hanno colpe di ciò che gli è accaduto in passato, dimostrandosi piuttosto infantile sotto certi aspetti.
Rivedremo poi alcuni personaggi che non vedevamo da un po', tra cui Gilderoy Lockhart, l'ex insegnante di Difesa contro le arti Oscure che Harry aveva avuto al secondo anno, e che si ritrova ancora ricoverato nell'ospedale dei maghi San Mungo; e poi Fiorenzo, un centauro incontrato nel secondo volume e che qui diventerà il professore di Divinazione a Hogwarts, sostituendo Sybill Trelawney (ritenuta inadatta dalla Umbridge al suo ruolo). In effetti il branco di Centauri che popola la Foresta Proibita vicino a Hogwarts svolgerà un ruolo importante in questo volume.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che abbiamo conosciuto fin dal primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo secondo volume abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Dolores Umbridge, è la sottosegretaria del Ministro della Magia Cornelius Fudge (nella vecchia tradzione Cornelius Caramel). Viene nominata, per volontà del Ministero, professoressa di Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts, per dare modo a Caramell di aumentare il controllo sulla scuola. È una donna dal fisico basso e tozzo, con la bocca larga e molle, melliflua, leziosa e sadica, ossessionata dal potere e dalla disciplina, e per questo si attira presto le antipatie di gran parte del corpo docente e degli studenti. Il suo approccio unicamente teorico alla materia e la sua ostinazione nel negare il ritorno di Voldemort portano alcuni studenti, guidati da Harry, a istituire un gruppo clandestino di preparazione pratica alla Difesa contro le Arti Oscure chiamato Esercito di Silente. La Umbridge è sicuramente uno dei personaggi più interessanti e temibili creati dalla Rowling, capace di essere malvagia quasi quanto Voldemort, pur dovendo in teoria lavorare per "i buoni".
Sempre nella schiera dei cattivi conosciamo poi Bellatrix Lestrange, nata Bellatrix Black, è la cugina di Sirius Black. Figura tra i Mangiamorte più forti e fedeli, con una lealtà verso Voldemort al limite dell'ossessione; è inoltre arrogante, cinica, spietata e crede fermamente alla purezza di sangue. 
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Abbiamo poi l'introduzione anche di un altro elfo domestico: Kreacher fu l'elfo domestico della Nobile e Antichissima Casata dei Black. Cresciuto in ambiente meschino e austero, assorbendo i valori della purezza del sangue e della nobiltà dei sangue puro sostenuti dalla Casata Black. 
Tra i personaggi positivi abbiamo invece Luna Lovegood, una studentessa di Corvonero di un anno più giovane di Harry e la figlia di Xenophilius Lovegood, direttore della stravagante rivista Il Cavillo La sua aria stralunata e le strane cose a cui crede la rendono emarginata e oggetto di scherno di alcuni suoi compagni di scuola, che le affibbiano il soprannome "Lunatica" e si divertono a nascondere i suoi averi, sebbene Luna non si interessi affatto a quello che gli altri pensano di lei. Inizialmente amica di Ginny Weasley, nel corso della storia stringe amicizia anche con Harry, Ron, Hermione e Neville, diventando un'alleata preziosa e una cara amica. 
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e sicuramente intrigante e coinvolgente, con la Umbridge capace di far uscire dai gangheri qualsiasi lettore a causa dei suoi modi perfidi, celati dietro una falsa educazione, ma perfettamente legali, a causa della sua influenza al ministero, diventando una sorta di incarnazione di un governo corrotto e marcio. E' anche un volume in cui vedremo Harry passarsela davvero brutta per la prima volta, soprattutto a causa dell'isolamente da parte dei compagni, che in parte aveva sperimentato anche nel precedente volume, ma che qui è ancora maggiore e subìto inoltre in seguito ad avver assistito alla morte di Diggory e alla rinascita di Voldemort. In seguito però vedremo anche il protagonista prendere in mano la situazione, anche col supporto dei suoi amici, il che lo rende un esempio di resilienza, continuando a lottare per sostenere la verità, anche se all'inizio tutti gli sono contro. Qui Harry tira fuori il vero coraggio, lottando contro le difficoltà e sostenendo oltretutto gli esami G.U.F.O., gli esami del quinto anno, i quali non sono per nulla una passeggiata. E' bello come l'autrice effettivamente si ricordi che i protagonisti si trovano all'interno di una scuola e che quindi devono frquentare lezioni, fare compiti e dare degli esami, cosa che in molti fantasy "dark academia" spesso si dimenticano. Nonostante Harry sembri riprenersi verso la metà del volume, purtroppo verso la fine dovrà subire una nuova e importante perdita, che sicuramente dispiacerà molto anche ai lettori.
Forse l'unica cosa che potrebbe risultare un po' strana è come riescano Harry e gli altri a introdursi nel Ministero senza venire subito scoperti, oltre al fatto di essere tutti così bravi da riuscire a tenere a bada diversi Mangiamorte, cosa che invece sembra mettere in difficoltà diversi Membri dell'Ordine della Fenice. 
Questo quarto capitolo della saga di Harry Potter è un buon romanzo fantasy, che continua a affascinare i lettori grazie ad un universo inedito, magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta per bambini a partire dai 10  anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe a partire dai 13/14 anni in su, per comprendere meglio la complessità dei vari personaggi e le difficoltà del protagonista.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
 
CONFRONTO CON IL FILM 
In generale il film risulta godibile e può essere apprezzato almeno da chi non ha letto il libro, ma in questo quinto capitolo le differenze tra libro e film non fanno che aumentare, forse a causa anche della lunghezza del libro, il più lungo della saga, che ha evidentemente costretto gli sceneggiatori a dover fare un bel po' di tagli. Il problema è che, se alcune scene potevano effettivamente essere tagliate, altre invece erano piuttosto importanti. Qui riporterò solo alcune delle firrenze, se volte scoprirle tutte vi rimando alla Harry Potter Wiki.
Tra i cambiamenti abbastanz aimportanti abbiamo:
- Il nome di Ninfadora Tonks viene menzionato solo due volte nel film, entrambe da Alastor Moody. Inoltre, non sembra avere un rapporto stretto con Harry come nei libri. Non si parlano mai direttamente.
- Remus Lupin, Dedalus Lux, Sturgis Podmore e Hestia Jones vengono omessi dall'Avanguardia, riducendola ad Alastor Moody, Kingsley Shacklebolt, Ninfadora Tonks, Elphias Doge ed Emmeline Vance, gli ultimi dell'elenco non parlano nemmeno. Molti di questi membri comunque nei film sono appena menzionati e mai approfonditi, fungendo meramente da compaarse. Lupin appare più avanti nel film, ma ha poco spazio sullo schermo. Sturgis Podmore non è presente nel film, e anche il suo invio ad Azkaban è omesso. 
- Nel romanzo, Harry urla a Ron e Hermione ricordando tutto quello che ha fatto nei libri precedenti. Nel film, non urla affatto e la sua invettiva si limita a una sola battuta. Questo ovviamente rende meno caratterizzato il personaggio di Harry.
- Nel libro, Harry incontra Luna Lovegood sul treno, ma nel film la incontrano in carrozza. Inoltre, nel libro è Ginny a presentarli a Luna, ma nel film è Hermione, anche se nel libro non la conosceva. 
- Nel film non è presente la classe che legge i libri di testo durante le lezioni della Umbridge Tra l'altro nel film assistiamo a una sola punizione , mentre nel libro esse continauno epr un'intera settimana e epr svariate ore
- La coppa di Quidditch viene completamente rimossa dal film. 
- Il discorso di Hagrid a Harry, Ron e Hermione sulla sua missione con Olympe Maxime è stato omesso. 
- Nel romanzo, l'Esercito di Silente viene scoperto perché Marietta Edgecombe amica di Cho Chang, fa la spia alla Umbridge. Nel film, Cho viene ingannata e costretta a rivelare la verità tramite Veritaserum, poiché Marietta è stata completamente rimossa. 
- La partenza di Fred e George Weasley da Hogwarts è diversa rispetto al libro. Nel libro prima lanciano i loro fuochi d'artificio incantati per creare scompiglio e poi ne provocano un altro per dare a Harry il tempo di intrufolarsi nell'ufficio della Umbridge e usare la Metropolvere, per poi fuggire dopo essere stati messi alle strette dalla Umbridge. Nel film, i gemelli Weasley se ne vanno dopo aver lanciato i loro fuochi d'artificio. Mentre la diversione dei gemelli Weasley viene tagliata dal film, viene tagliata anche un'altra scena, in cui Harry usa la connessione Metropolvere della Umbridge per contattare Sirius e Lupin a Grimmauld Place e chiedergli spiegazioni sul trattamento riservato a Piton quando erano tutti studenti a Hogwarts. 
- Grop nel film viene reso più gentile e simpatico, facendo intendere una sorta di connezzione tra lui ed Hermione, cosa completamente assente nel libro. 
- La Battaglia nell'Ufficio Misteri viene accorciata nel film. 
- La scena in cui Harry riceve in dono dal suo padrino Sirius Black uno specchio bidirezionale, poco prima della sua morte, che gli avrebbe permesso di comunicare con Sirius se non fosse morto, è stata rimossa.  
Tra le mancanze più grosse abbiamo invece quella riguardante la posizione di Percy Weasley nei confronti del Ministero della Magia, che nel film è improvvisa e inspiegabile, e non si fa alcun accenno al suo rinnegamento della famiglia quando ha scelto di sostenere il Ministero. Questo crea un grosso buco nella trama del film, dovuto al fatto che il suo atteggiamento nei confronti di Harry non è spiegato, creando confusione negli spettatori che non hanno letto il libro.
Poi Dobby, viene completamente tagliato dal film, perchè dato che non l'hanno inserito neppure nel precedente non hanno potuto farlo neanche in questo, e il suo ruolo nella trama è preso da Neville. Sempre parlando di Elfi domestici il ruolo di Kreacher è ridotto a sole due scene: quando parla al ritratto di Walburga Black (dove Harry lo vede per la prima volta) e quando rivolge commenti offensivi a Harry. Non viene mai spiegato che abbia dato informazioni a Narcissa Malfoy. Peccato che anche lui si rivelerà un personaggio parecchio importante nel sesto e nel settimo volume. Tra gli altri personaggi il cui ruolo è molto ridotto nel film troviamo anche Ginny, il cui ruolo è molto sminuito.
Nel film l'antagonismo di Caramell nei confronti di Harry e Silente è stato attenuato rispetto al libro, quando in realtà è il motivo principaale che spinge il Ministero a comportarsi come si comporta, compresa la decisione di insidiare la Umbridge a Hogwarts. 
Sono inoltre state omesse tutte le scene riguardanti il San Mungo, compresa la ricomparsa del vecchio insegnate di Difesa contro le Arti Oscure,  Gilderoy Lockhart. Pure Fiorenzo è stato omesso completamente dal film. Nel film poi Silente non spiega la profezia a Harry.
Insomma, se di per sé il film risulta anche godibile, se confrontato col libro risulta un gran pasticcio. Vale comunque la pena vederlo per come è stato interpretato il personaggio della Umbridge, che calza a pennello con quello del libro; apprezzabile anche la performance dell'attore di Piton nel film, il quale però riesce a rendere il professore più simpatetico, mentre nel libro risulta più str**zo. 
C'è però una scena che ho apprezzato più nel film che nel libro, e cioè quella in cui la Umbridge viene portata via dai Centauri, con la battuta di Harry che le dice "non devo dire le bugie". Sbaaam! Ecco, nel film la scena risulta più soddisfacente, oltre che più breve e immediata. 
 


 
Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry che dà lezioni a Neville e agli altri membri dell'Esercito di Silente; in basso la Umbridge nel suo ufficio.
 
Questo volume è stato edito nel 2022 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Order of Phoenix" ed è stato pubblicato nel 2022 in italiano dalla Salani. Il volume ha 565 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 49,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 27 luglio 2026

HARRY POTTER e il Calice di Fuoco di J. K Rowling e Jim Kay

Ed  eccoci di nuovo qui a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry Potter e il Calice di Fuoco" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra:  La copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra Harry mentre affronta la prima prova del Torneo Tre Maghi, che prevede di sottrarre un uovo dorato a un drago.

Durante l'estate dopo il terzo anno scolastico, Harry Potter è vittima di un sogno in cui Lord Voldemort e il suo servo Codaliscia, al secolo Peter Pettingrew (Peter Minus nella vecchia traduzione italiana), trovano rifugio presso la villa abbandonata dei Riddle, familiari paterni di Voldemort, a Little Hangleton. Frank Bryce, l'anziano custode babbano della casa, nota una luce proveniente dalla villa e va a vedere chi siano gli intrusi, ma viene scoperto dal serpente di Voldemort, Nagini, e ucciso dal Signore Oscuro.
Qualche giorno dopo, i Weasley invitano Harry ad assistere alla finale della Coppa del Mondo di Quidditch, disputata tra Irlanda e Bulgaria. La vittoria va all'Irlanda nonostante il cercatore della Bulgaria, Viktor Krum, uno dei migliori cercatori in circolazione, riesca a prendere il Boccino d'oro. Al termine dei festeggiamenti, l'accampamento dei maghi al di fuori dello stadio di Quidditch viene attaccato da un gruppo di Mangiamorte, che fanno apparire in cielo il Marchio Nero, simbolo di Lord Voldemort.
All'inizio del nuovo anno scolastico ad Hogwarts, Albus Silente annuncia che non si terrà l'annuale torneo scolastico di Quidditch, in quanto, dopo quasi un secolo, è stato deciso di effettuare un nuovo tentativo di disputare il Torneo Tremaghi, leggendaria competizione del mondo magico. 
In questo torneo si affrontano le tre maggiori scuole di magia e stregoneria europee: Hogwarts (Gran Bretagna), Durmstrang (Bulgaria) e Beauxbatons (Francia). Tale torneo è composto da tre prove che saranno affrontate da un campione selezionato per ogni scuola. 
Come spiega Silente alla cerimonia di inizio dell'anno scolastico: "<<E' altresì mio doloroso dovere informarvi che il Campionato di Quidditch quest'anno non avrà luogo>>
<<Che cosa?>> esclamò Harrys enza fiato. Cercò con lo sguardo Fred e George, suoi compagni di squadra. Aprivano e chiudevano la bocca senza emettere alcun suono, evidentemente troppo sconvolti per parlare.
Silente riprese: <<Ciò è dovuto a un evento che prenderà il via ad ottobre e continuerà oer tutto l'anno scolastico, impegnando molto del tempo e delle energie degli insegnanti: ma sono certo che vi divertirete tutti enormemente. Ho m'immenso piacere di annunciare cje quest'anno ad Hogwarts...>>
Ma in quel momento risuonò un tuono assordante e le porte della Sala Grande si Spalancarono. [...]
<<COme stavo dicendo>> disse, sorridendo alla marea di studenti davanti a lui, tutti con gli occhi ancora puntati su Malocchio Moody, <<nei prossimi mesi avremo l'onore di ospitare un evento assai emozionante, un evento che non ha luogo da più di un secolo. E' con grandissimo piacere che vi informo che il Torneo Tremaghi quest'anno si terrà ad Hogwarts>>
<<STA SCHERZANDO!>> disse Fred Weasley ad alta voce. [...]
<<Il Torneo fu indetto per la prima volta settecento anni fa, come competizione amichevole tra le maggiori scuole europee di magia: Hogwarts, Beaubbatons e Durmstrang, Venne scelto un campione per rappresentare ciascuna scuola e i tre campioni gareggiarono in tre imprese magiche. Le scile si alternvano nell'ospitare il Torneo ogni cinque anni e tutti convennero che fosse un modo eccellente per stabilire legami ra giovani streghe e maghi di diverse nazionalità... almeno fin quando il tributo di morti non divenne così elevato che fu deciso di sospendere il Torneo>>. [...]
<<I Presidi di Beauxbatons e di Durmstrang arriveranno in ottobre con la loro squadra scelta di campioni e la selezione dei tra sfidanti avverrà ad Halloween. un giudice imparziale deciderà quali studenti più degni di gareggiare per la Coppa Tremaghi, la gloria della loro scuola e un premio personale in denao pari a mille galeoni>>. [...]
<<Pur sapendo quanto ciascuno di noi sia desideroso di portare a Hogwarts la Coppa Tremaghi>> disse, <<  i presidi delle scuole partecipanti, assime al Ministero della Magia, hanno convenuto di imporrre un limite d'età per gli sfidanti di quest'anno. Solo gli studenti dell'età giusta - cioè dai diciassette anni in su -  potranno proporsi per la selezione."
Silente presenta anche il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure: Alastor Moody, detto "Malocchio Moody", un noto ex Auror, ossia un cacciatore di maghi oscuri.
Da quando il Marchio Nero è comparso nel cielo durante la Coppa del Mondo di Quidditch però il pericolo perseguita Harry Potter, il quale viene pure scelto dal Calice di Fuoco per rappresentare Hogwarts al leggendario Torneo Tremaghi. Harry Potter, che deve quindi affrontare il torneo come secondo campione di Hogwarts, nonostante abbia solo quattordici anni, dal momento che mettere il proprio nome nel Calice di Fuoco costituisce una sorta di contratto magico vincolante, nonostante il regolamento non preveda la partecipazione di più di tre maghi.
Gli altri prescelti sono: Cedric Diggory, della casa di Tassofrasso, per Hogwarts, Viktor Krum, il Cercatore bulgaro, per Durmstrang e Fleur Delacour, una ragazza in parte Veela, per Beauxbatons.
Harry so ritroverà così ad affrontare prove di magia e coraggio che metterebbero in difficoltà persino i maghi più eccezionali, a cominciare da quella che lo pone davanti a un feroce Ungaro Spinato. 
Ma per Harry la gara è solo il preludio a un ben più inquietante confronto. Nella nebbia di Little Hangleton, dove sono sepolti gli antenati di Tom Riddle, un Oscuro potere si sta rigenerando…

Sopra: Un'illustrazione a doppia pagina dove vediamo il treno del binario Nove e tre quarti diretto verso Hogwarts.
 
Così come per il precedente volume i testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe. TRa queste ultime vi sono ad esempio le illustrazioni della parte finale del volume, quelle con Lord Voldemort, dato che l'atmosfera è triste e cupa.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggo anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro, aggiungendovi comunque anche un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un uccello esotico che consegna una lettera di Sirius ad Harry, Harry assieme alla famiglia Weasley mentre si recano alla Coppa del Mondo di Quidditch, tutte le tende di chi è venuto ad assistere alla Coppa del Mondo di Quidditch,  il treno diretto verso Hogwarts, gli Schipodi, Moody che prende un ragno da un barattolo di vetro, un ritratto di Victor Krum, i draghi portati ad Hogwarts per il Torneo, gli elfi domestici che lavorano ad Hogwarts, Winky mentre si ubriaca, ecc...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella della casa di Riddle, il padre di Ron che esce dal camino dei Dursley, la madre di Ron in cucina mentre prepara da mangiare, un ritratto del signor Barty Crounch, i mangiamorte che seminano caos alla Coppa del Mondo di Quidditch, Malfoy all'interno di un bosco, l'arrivo della preside della scuola di Beauxbatons sul carrozzone trainato da cavalli alati, Silente mentre prende i foglietti che escono dal Calice di Fuoco, Rita Skeeter mentre intervista Harry, Harry che affronta l'Ungaro Spinato durante la prima porva del Torneo, un ritratto di Ginny Weasley, la festa del Ballo del Ceppo, il vascello della scuola di Durmstrang ormeggiato vicino ad Hogwarts, Harry che libera Ron e la sorella di Fleur durante la seconda prova del Torneo, Cedric ed Harry in un cimitero, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo quelle del drago Grugnocorto Svedese, ).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.

 
 
 
 
 
 
 
 Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (tipo Silente e il Calice di Fuoco), altre delle scene del testo (come quella dcon la sgnora Wasley in cucina, quella dell'arrivo della carrozza della preside di Beauxbatons o quella con Harry e Cedtic nel labirinto della terza prova del Torneo), altre dei paesaggi e altre ancora delle pagine enciclopediche.

"HARRY POTTER e il Calice di Fuoco" di J.K. Rowling è il quarto volume della saga, che mi è piaciuto sempre molto, anche se forse il terzo rimane quello che preferisco.
Anche questo quarto volume della saga mi è piaciuto molto, essendo fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, e amplia ulteriormente un universo magico innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
Se nel precedente libro avevamo scoperto che esiste addirittura un Ministero della Magia, qui vedremo Harry avere a che fare maggiormente con questa istituzione e i suoi sottoposti, elemento che nel libro successivo diventerà molto importante. Inoltre in questo volume l'autrice inizia a introdurci anche a un altro tema importante che affligge il nostro mondo ma, a quanto pare , anche quello dei maghi: le fake news. Fin dal secondo volume sappiamo che i maghi leggono principalmente la Gazzetta del Profeta, ma finora non avevamo mai dubitato della veridicità, o almeno della buona fede, delle notizie riportate su di esso. Ebbene, in questo quarto volume conosceremo una giornalista, Rita Skeeter, la quale non si fa scrupoli a distorcere le notizie a suo piacimento per creare maggiore interesse o scandalo per il suo pubblico.
Anche per questo quarto volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e continuano ad evolversi rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Qui lo vedremo scelto come quarto partecipante del Torneo Tre Maghi, un evento che lo sottoporrà a un forte stress, in quanto si sente investito di una grande responsabilità e, per la prima volta, attirerà su di sè l'odio e l'invidia degli altri studenti, compresi i propri compagni di Casa (e perfino Ron), che credono che abbia messo il suo nome nel Calice perchè si crede il migliore. Diventa inoltre evidente anche in questo quarto capitolo come Harry riesca a compiere le grandi imprese che fa soprattutto grazie all'aiuto ricevuto dalle altre persone, tra cui appunto Hermione e Dobby (e anche qualcun altro, che però non vuole farsi scoprire). Ciò che accadrà alla fine del Torneo inoltre porterà Harry a maturare e crescere parecchio, poichè dovrà assistere alla morte di una persona. 
Parlando proprio di Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, finora è sempre stato il migliore amico di Harry, nonchè un ragazzo simpatico, è leale, spiritoso e allegro, anche se nel precedente capitolo si era dimostrato un po' permaloso, insensibile, egoista e sarcastico nei confronti di Hermione. Beh, in questo quarto volume vedremo parecchio questi lati negativi del suo carattere, in quanto prima accusa Harry di aver messo il il suo nome nel Calice e non crede al suo migliore amico quando questo nega la cosa. Infatti Ron è talmente accecato dalla gelosia che si allontana per un certo periodo dall'amico, convinto che si sia iscritto volontariamente per desiderio di fama e gloria, riappacificandosi con lui solo dopo essersi reso conto dei pericoli che corre nel torneo. Se prima lo vediamo litigare con Harry, poi invece lo vediamo diventare geloso della breve relazione tra Hermione e Viktor Krum, facendo soffrire Hermione senza motivo e accusandola ingiustamente di essersi comportata male nei suoi confronti, quando in realtà è lui quello che l'ha data per scontata e ha accampato presente che non avrebbe dovuto fare (si ingelosisce quando viene a sapere che lei andrà al ballo con Krum, quando lui però l'ha invitata solo come ultima spiaggia per non ritrovarsi da solo al ballo).
Hermione Granger continua a rimanere l'altra migliore amica di Harry (e in certi momenti del libro anche l'unica). Continua a dimostrarsi una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). In questo volume si farà ridurre la grandezza degli incisivi (dato che un Serpeverde glieli aveva ingranditi con un incantesimo), correggendo un difetto fisico. Avrà anche una relazione con Krum, un altro partecipante del torneo, in una storia d'amore di cui non si parla molto nel libro, ma che io ho trovato molto tenera, in quanto Krum è un famoso giocatore di Quidditch, nonchè un bel ragazzo, e quindi è sempre circondato da molte fan che gli sbavano dietro, ma scopriamo che si è innamorato di Hermione perchè la trova una ragazza studiosa e diligente. Si dimostrerà molto supportiva nei confronti di Harry, cercando di aiutarlo a prepararsi per il torneo, per evitare che si faccia male, facendolo studiare e ragionare per risolvere le prove. In questo quarto volume darà vita anche a un'iniziativa importante: fondare una società per la lotta contro la schiavitù degli elfi domestici, il C.R.E.P.A., ovvero "Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbruttiti (Abietti nelle nuove traduzioni). Questo evento non riscuoterà particolare successo tra gli altri studenti, che danno per scontato la sudditanza degli elfi nei confronti dei maghi, e anche gli stessi elfi si sentono offesi quando Hermione parla loro di libertà e di essere pagati. Questo comunque dimostra il grande senso di giustizia della giovane maga, che la vede pronta a lottare contro tutto e tutti per poter garantire una giusta equità sociale a ogni creatura, caratteristica che ha dimostrato fin da subito, e che crescendo si è sempre più acuita, diventando un tratto caratteristico del suo carattere.
Verrà approfondito anche il personaggio di Hagrid, il gigantesco e gentile, guardiacaccia di Hogwarts, nochè Custode delle Chiavi e dei Luoghi di Hogwarts, che nel precedente volume abbiamo visto essere diventato insegnante di Cura delle Creature Magiche, anche se purtroppo con risultati non troppo soddisfacenti. Come negli altri libri sarà molto amico di Harry, dimostrando di volergli molto bene, così come vuole molto bene alle creature magiche. In questo quarto volume scopriremo che Hagrid è per metà gigante e lo vedremo innamorarsi di Olympe Maxime, preside dell'istituto magico di Beauxbatons in visita a Hogwarts per il Torneo Tremaghi anch'essa mezzo gigante. Hagrid le rivela la sua natura, ma viene udito dalla subdola giornalista Rita Skeeter, che pubblica un articolo sulla Gazzetta del Profeta nel tentativo di screditare Silente, includendovi anche alcune false interviste ottenute dai Serpeverde.
Come antagonista secondario abbiamo sempre Draco Malfoy, un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani, oltre ad essere sicuro di sè, spocchioso, che si crede superiore a tutti gli altri, viziato, prepotente, ma anche codardo e, sotto sotto, è geloso di Harry, che è potente, amato e rispettato dagli altri. All'inizio del Torneo Tre Maghi godrà nel vedere Harry isolato anche dalla propria casa, e passa il libro a sperare che Harry non superi le prove.
Abbiamo poi sempre anche altri personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts che si dimostrerà piuttosto preoccupato per le sorti di Harry), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry). E poi non può mancare la famiglia Dusley, con zia Petunia e Zio Vernon e il cugino di Harry Dudley, sempre più viziato e insopportabile, il quale scopriamo aver iniziato a bullizzare anche altri bambini, oltre a Harry, e di aver ricevuto dei voti bassi in pagella (di cui però i genitori danno la colpa agli insegnanti). In questo quarto volume lo vediamo però essere stato messo a dieta dai genitori, in quanto l'infermiera scolastica si è preoccupata per il suo peso eccessivo. Abbiamo poi l'immancabile famiglia dei Weasley, che inviteranno Harry a stare da loro per andare a vedere un importante campionato di Quidditch (la 422esima Coppa del Mondo di Quidditch), di cui i membri della famiglia sono riusciti ad avere i biglietti grazie al fatto che il padre lavora al Ministero della Magia. In questo volume i Weasley farà la conoscenza dei Duddley, con grande dispiacere di questi ultimi, che si vedono entrare in casa membri della famiglia Weasley dal loro caminetto distrutto. Arthur (il padre di Ron) invece rimane affascinato dagli oggetti babbani che loro tengono in casa (tipo la tv) in quanto ne è un appassionato. In questo quarto capitolo vediamo inoltre come Jinny abbia una cotta per Harry.
Con mio grande piacere, dopo averlo conosciuto nel secondo volume e la sua totale assenza nel terzo, vediamo ora ritornare il caro Dobby: un elfo domestico che apparteneva alla famiglia Malfoy, ma che Harry ha liberato con un trabocchetto, per cui Dobby adora Harry, che considera il mago e la persona migliore del mondo. Scopriamo inoltre che ad Hogwarts vivono diversi elfi domestici, i quali sono coloro che si occupano di cucinare per gli studenti, pulire e riordinare le camere. Questa cosa farà indignare Hermione, che vorrebbe la libertà e l'equità per tutte le creature, a volte esagerando un pochino, ma offrendo ai lettori un importante spunto di riflessione riguardo al razzismo e allo schiavismo nella saga di Harry Potter. In questo volume vediamo Dobby contento della propria libertà, tanto da aver iniziato a vestirsi con vestiti e accessori sgargianti (mentre prima poteva indossare solo uno straccio), ma vediamo anche come egli ami lavorare, e per questo non vuole una paga eccessiva, anzi vuole solo ricevere una paga minima. Concetto che per altri elfi domestici è quasi disgustoso e inaccettabile, infatti molti di loro non condividono le idee di Hermione, un dilemma interessante.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che abbiamo imparato a conoscere a partire dal primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro.  
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo quarto volume troviamo il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Alastor Moody, detto "Malocchio Moody", un noto ex Auror, ossia un cacciatore di maghi oscuri. I tanti nemici che si è fatto a causa del suo lavoro lo hanno portato a sviluppare un carattere estremamente paranoico e diffidente. Le molte battaglie affrontate gli hanno procurato cicatrici e menomazioni: ha perso parte del naso, una gamba, sostituita da una protesi, e un occhio, al posto del quale porta un occhio magico perennemente all'erta e in grado di vedere attraverso la materia che gli è valso il soprannome di "Malocchio"
Durante la sua prima lezione, il docente mostra agli studenti le tre Maledizioni Senza Perdono: la maledizione Imperius, che consente a chi la utilizza di controllare la mente, la volontà ed i movimenti della vittima; la maledizione Cruciatus, che consente di torturare la vittima provocando sofferenze atroci; la maledizione Avada Kedavra, l'Anatema che Uccide, che provoca la morte istantanea della vittima e non si può ostacolare in nessun modo. Un tipetto con cui è meglio non scherzare insomma, pronto a tutto per lottare contro i maghi oscuri, anche se sembra avere una spiccata simpatia per Harry.
Tra gli altri nuovi personaggi principali introdotti in questo quarto volume abbiamo anche Rita Skeeter, la giornalista impicciona e senza scrupoli di cui vi ho già parlato, nonchè gli altri membri delle scuole che partecipano come campione al torneo tre maghi. Il primo è l'altro campione di Hogwarts, Cedric Diggory: uno studente di Tassorosso di tre anni più grande di Harry e il cercatore della squadra di Quidditch della sua casa. È il figlio del dipendente dell'Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche del Ministero della Magia Amos Diggory, si dimostra un bravo ragazzo nonchè un avversario corretto e leale, aiutando Harry nella preparazione della seconda prova per ricambiare la soffiata da lui ricevuta riguardo alla sfida della prima prova. Durante l'anno avvia una relazione con Cho Chang (che nel precedentemente volume aveva avuto una relazione con Harry) e i due partecipano in coppia al Ballo del Ceppo. Abbiamo po Viktor Krum, cercatore della nazionale bulgara di Quidditch, scelto per il torneo Tremaghi come campione di Durmstrang. Durante l'anno si frequenta con Hermione; la loro storia termina alla fine del torneo perché Viktor deve tornare in Bulgaria, ma due rimangono comunque buoni amici di penna. Abbiamo infine Fleur Delacour, scelta come campionessa di Beauxbatons, ha una grande bellezza che le deriva dall'essere in parte Veela, da parte di nonna. Dimostra un atteggiamento freddo e altezzoso nei confronti dei ragazzi, ma sarà molto grata ad Harry per aver salvato, durante la second aprova del torneo, la sua sorellina. 
Abbiamo poi anche Igor Karkaroff, preside di Durmstrang ed ex seguace di Voldemort, il quale sembra star tramando qualcosa e sembra conoscere bene il professor Piton. 
A proposito di Lord Voldemort egli è l'antagonista per eccellenza della serie, vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry, nonchè il mago oscuro più grande e temuto di sempre. E in questo volume fin dall'inizio sembra essere finalmente tornato tra i vivi, anche se con fattezze strane e deformi, ma è chiaro che ha un piano in mente, e che questo riguarda anche Harry Potter. In questo volume scoprire comunque un tratto della sua personalità: peccare di superbia e gli piace troppo fare il gradasso, il che consentirà però al protagonista di rimanere in vita.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia rimane come sempre molto valida e la cosa che mi è piaciuta di più di questo volume è proprio l'idea di questo torneo dove maghi di diverse scuole si sfidano tra loro in sorprendenti, emozionanti, nonchè pericolose, prove in cui è richiesto l'uso della magia. L'idea mi è piaciuta perchè contribuisce ad espandere il mondo di Harry Potter, facendo capire ai lettori che esistono anche altre scuole di magia, oltre a Hogwarts, quesito che magari qualche lettore si era pure posto, ma riguardo al quale l'autrice non aveva dato nessun indizio. In effetti è sensato che esistano anche altre scuole di magia ed è stato bello poterne conoscere altre due, ciascuna con le proprie peculiari caratteristiche, con questa sana rivalità tra le scuole. Anche l'idea del Torneo è piuttosto semplice ma mi è piaciuta tanto, così come le prove proposte: la prima con i draghi, la seconda con le creature marine e infine la terza nel labirinto. Interessante che la prova poi duri un anno intero, dando tempo agli  contendenti di prepararsi con calma alla prova successiva, tuttavia avrei voluto che la Rowling avesse approfondito meglio cosa fanno gli studenti delle scuole in visita durante la loro permanenza a Hogwarts: studiano lì ad Hogwarts seguendo le proprie lezioni? E come se con loro c'è solo il o la preside ma nessun professore? Frequentano le lezioni di Hogwarts?  
Sebbene la storia sia piuttosto lineare, soprattutto rispetto a quanto avvenuto nel terzo libro, alla fine assisteremo a degli eventi molto importanti e piuttosto sconvolgenti, che hanno a che fare con il ritorno (fisico) del signore Oscuro.
Bellissimo poi il colpo di scena finale, che riguarda un certo personaggio, ma di cui non posso aggiungere altro perchè rischierei di rovinarvi la sorpresa finale, vi dico solo che ha a che fare con il piano di Voldemort per tornare in vita. Scoprire inoltre chi è l'infiltrato del Signore Oscuro ad Hogwarts non sarà per niente semplice, e quando l'ho scoperto sono rimasta veramente sorpresa.
Questo quarto capitolo della saga di Harry Potter continua a affascinare i lettori in un universo inedito, magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Anche se questo quarto capitolo si discosta dalla narrativa per ragazzi, assumendo un tono narrativo più adulto e ricco di complicazione, che introduce anche grossi dilemmi esistenziali.
Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta ragazzi a partire dagli 11 anni (se lettori abbastanza forti e allenati e non troppo sensibili alle morti dei personaggi), anche se l'età ideale per leggerlo è quella del protagonista, quindi attorno 13 anni. In questo quarto capitolo infatti le cose inizieranno a farsi più oscure, e ci sono anche alcune morti e alcune scene abbastanza forti, oltre a venire affrontati argomenti come le fake news (e tutti i danni che possono causare) e la servitù/schiavitù degli elfi domestici, anche se non mancheranno comunque valori come l'amicizia e la lealtà.
 
Ecco tutti i titoli della saga: 
  • "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  • "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  • "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  • "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  • "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  • "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" (2005-2026)
  • "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
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    CONFRONTO CON IL FILM 
    Diciamo che in questo quarto capitolo ho iniziato a notare le differenze più grosse tra il libro e il film. Non che nei capitoli precedenti non ce ne fossero, come ho potuto constatare, ma qui le differenze iniziano a diventare parecchio importanti secondo me.
    Ecco le differenze principali:
    - Nel film, il figlio di Barty Crouch Jr appare fin dall'inizio nell'incubo di Harry, e poi lo incontrano quando evoca il Marchio Nero alla coppa del mondo del Quidditch. Nel libro, Harry lo vede per la prima volta nel Pensatoio di Silente e viene creduto morto per tutta la durata di esso. 
    - Nel film è assente la parte in cui Harry vive con i Durslay.
    - Nel film la personalità di Barty Crouch Jr è stata completamente cambiata, da duro e spietato a debole e sensibile, viene inoltre ignorata gran parte della sua storia.
    - Nel film vengono completamente omesse le scene nella foresta durante l'attacco dei Mangiamorte alla Coppa del Mondo, la scena dove Harry, Ron e Hermione incontrano Draco Malfoy; la scena in cui Harry perde la bacchetta; la scena dove poi viene ritrovata da Amos Diggory che sospetta prima di Harry stesso, poi dell'elfa Winky, trovata svenuta con la bacchetta di Harry in mano, dove successivamente l'elfa venne cacciata da Barty Crouch.
    - Nel film, non c'è alcun riferimento alla scommessa di Fred e George con Ludo Bagman alla Coppa del Mondo di Quidditch.
    - Nel film, durante la prima prova del Torneo, il drago rompe la catena e inizia un inseguimento di Harry che aveva precedentemente evocato la scopa con l'incantesimo Accio e muore cadendo in un precipizio. Questo non dovrebbe essere possibile, in quanto i concorrenti non possono danneggiare i draghi, né tanto meno ucciderli. Nel film probabilmente hanno deciso di rendere questa avvenimento più spettacolare. Nel libro invece, durante la prima prova del torneo, Harry non rimane ferito dall'Ungaro Spinato, inoltre non rompe la catena e la prova si svolge molto velocemente all'interno dell'arena. 
    - Nel film, nella terza prova del Torneo Tremaghi, Harry viene inseguito dalle siepi assassine. Inoltre Krum, sotto la Maledizione Imperius, attacca Cedric con degli schiantesimi. Nel libro invece dalle creature che vi aveva posto all'interno Rubeus Hagrid ad esempio: gli Schiopodi Sparacoda, i Mollicci. Inoltre Harry incontra la sfinge che gli ordina di risolvere un enigma e un ragno gigante che attacca sia lui che Cedric, ormai vicinissimi alla coppa. Oltre alla sfinge e al ragno gigante e Krum attacca Cedric con la Maledizione Cruciatus. 
    - Nel film sono omessi numerosi articoli di Rita Skeeter sulla Gazzetta del Profeta, contenenti conversazioni private e non narrate dai personaggi. Non viene neanche mostrato cosa è in realtà Rita Skeeter e come faceva a procurarsi tutte quelle informazioni senza essere vista.
    - Nel film Harry non fa mai uso della mappa del malandrino. Nel libro, invece, la porta con sé quando sale al quinto piano nel bagno dei prefetti con l'uovo e il mantello dell'invisibilità. Mentre torna al dormitorio sotto il mantello, scopre che la mappa del malandrino segnala che Bartemius Crouch, apparentemente scomparso, si trova in quello stesso momento nello studio di Piton. Incuriosito vuole andare a controllare, ma inciampa nello scalino mancante della scalinata di Hogwarts e lì resta immobilizzato sotto il mantello dell'invisibilità, assistendo ad una scena strana e sarcastica, in cui sono coinvolti Gazza, Piton e Malocchio Moody, scena a fine della quale Malocchio chiede ad Harry di prestargli la mappa. Harry gliela cede con molta ingenuità, per ripagarlo di averlo coperto dato che soltanto lui, tramite l'occhio magico, aveva visto Harry incastrato nello scalino, ma Piton sembra aver capito ugualmente che Harry era in giro per il castello e sospetta che sia lui a rubare le scorte dal suo studio.
    - Nel film non è citata minimamente la storia di Barty Crouch e anche quella di suo figlio Barty Crouch Jr.
    Come potete vedere nel film sono state eliminate scene che contenevano informazioni importanti a livello di sviluppo di trama e dei personaggi. Io vi ho elencato solo alcune delle differenze, ma se volete consoscerle tutte vi consiglio di guardare la Harry Potter Wiki.
    Tra i personaggi eliminati troviamo anche tutti gli elfi domestici, la cui parte all'interno della storia è tutt'altro che irrilevante: nel film, non c'è alcun riferimento al C.R.E.P.A, organizzazione fondata da Hermione per tutelare i diritti degli elfi domestici, così come è assente Winky, l'elfa domestica di Bartemius Crouch e non c'è traccia neppure del ritorno di Dobby, altro componente essenziale per lo sviluppo della trama, anche nei film successivi. Per questo motivo nel film durante la seconda prova, Harry viene aiutato da Neville che gli procura l'algabranchia, mentre nel libro invece viene aiutato dall'elfo domestico Dobby.
    Insomma, nell'insieme il quarto film risulta comunque carino e godibile, e alcune scene sono state rese anche piuttosto bene ma, sapendo la complessità racchiusa nella storia del libro, il film ne perde parecchio a livello di trama. Inoltre la mancanza di alcuni personaggi e di certe storie è alquanto imperdonabile.
     


     Sopra: In alto la locandina del film, in centro Silente accanto al Calide di Fioco; in basso Harry accanto ad Alastor Moody.
     
    Questo volume è stato edito nel 2019 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Goble of Fire" ed è stato pubblicato nel 2019 in italiano dalla Salani. Il volume ha 464 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 38,00 euro.
     
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