lunedì 13 luglio 2026

HARRY POTTER e il Prigioniero di Azkaban di J.K. Rowling e Jim Kay

Ed eccoci di nuovo qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter (trovate la recensione del primo libro qui e quella del secondo qui), pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra:  La copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra il Nottetempo che arriva a prendere Harry, il quale è appena scappato di casa.

Durante le vacanze estive Harry, con una magia, fa accidentalmente gonfiare il corpo di Marge Dursley, la sorella di suo zio Vernon, che lo aveva ripetutamente umiliato e insultato fino a fargli perdere il controllo dei suoi poteri. Il ragazzo è quindi costretto a scappare dalla casa dei Dursley, preoccupato, in quanto usare la magia fuori dalla scuola è un grave reato per i maghi minorenni, e lungo la strada si imbatte in un grosso cane nero che sembra osservarlo insistentemente: "Avvertì un curioso formicolio alla nuca: era come se qualcuno lo stesse osservando. Ma la strada pareva deserta e le luci erano tutte spente nelle grandi case squadrate.
Si chinò di nuovo sul baule, ma si rialzò quasi immediatamente e strinse più forte la bacchetta. Lo avvertiva, più che sentirlo con le orecchie: c'era qualcuno o qualcosa lì nello stretto passaggio tra il garage e la staccionata alle sue spalle. Harry cercò di strizzare gli occhi per vedere meglio. Se solo la cosa si fosse mossa, avrebbe scoperto se si trattava di un gatto randagio o di qualcos'altro.
<<Lumos>> mormorò Harry, e una luce abbagliante apparve sulla punta della bacchetta. La tenne alta sopra la testa e l'intonaco incrostato di ghiaino del numero 2 all'improvviso prese a brillare; la porta del garage scintillò e Harry scorse distintamente il vasto profilo di qualcosa di molto grosso, dagli enormi occhi lucenti..."
Spaventato, Harry cade sul marciapiede e punta casualmente la bacchetta verso il ciglio della strada: così facendo fa arrivare il Nottetempo, un autobus magico, sul quale sale e che lo conduce fino a Londra. 
Sull'autobus, il ragazzo sente parlare di una notizia che sta spopolando nel mondo magico: Sirius Black, un pericoloso criminale, è evaso da Azkaban, la prigione dei maghi, dove era stato imprigionato per aver ucciso tredici persone, ed ora è in circolazione, a piede libero. 
"Stan aveva aperto la Gazzetta del Profeta e ora leggeva, con la lingua fra i denti. Una grossa foto di un uomo con il volto scavato e lunghi capelli arruffati strizzò l'occhio a Harry dalla prima pagina. Aveva l'aria stranamente familiare.
<<Quell'uomo!>> disse Harry, dimenticando i suoi guai per un istante. <<Era al telegiornale dei Babbani!>>
Sta guardò la prima pagina e ridacchiò. <<Sirius Black>> disse, e annuì. <<Ma dove vivi? Certo che era al telegiornale dei Babbani>>.
Allo sguardo vacuo di Harry reagì con una risatina di superiorità, sfilò la prima pagina e gliela porse.
<<Tocca che leggi i giornale, Neville, sì sì>>
Harry sollevò la pagina alla luce candela e lesse: BLACK ANCORA LATITANTE
Sirius Black, probabilmente il più efferato criminale mai rinchiuso nella fortezza di Azkaban, è ancora in libertà, come ha confermato oggi il Ministro della Magia. [...]
la comunità magica vive nel terrore di una strage come quella di dodici anni fa, quando Black uccise tredici persone con un'unica maledizione.
Harry guardò gli occhi tenebrosi di Sirius Black, l'unica parte di quel volto scavato che avesse una parvenza di vita.
Harry scende al Paiolo Magico, un locale per soli maghi, dove trova il Ministro della Magia in persona, Cornelius Caramell, ad attenderlo. Il Ministro, stranamente, non lo punisce e non lo rimprovera per quello che è successo alla zia, anzi sembra sollevato di averlo trovato e lo prega di restare al Paiolo Magico fin quando non rientrerà a scuola.
Pochi giorni prima del ritorno ad Hogwarts, arrivano al Paiolo Magico Ron, con tutta la famiglia al seguito, ed Hermione, i suoi due migliori amici. Ascoltando di nascosto una conversazione tra i signori Weasley, Harry scopre che il criminale evaso da Azkaban, Black, gli sta dando la caccia.
Una terribile minaccia incombe sulla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Sirius Black, il famigerato assassino, è evaso dalla prigione di Azkaban. È in caccia e la sua preda è proprio a Hogwarts, dove Harry e i suoi amici stanno per cominciare il loro terzo anno. 
Nonostante la sorveglianza dei Dissennatori la scuola non è più un luogo sicuro, perché al suo interno si nasconde un traditore…

Sopra: Due pagine intere con un'illustrazione che mostra i tre amici all'interno di un negozio di animali magici.
 
Così come per i precedenti volumi i testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggono anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro, aggiungendovi comunque anche un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: una valigia di zia Marge e un cagnolino, il cane di zia Marge con un osso in bocca, Piton con tra le mani il rospo di Neville, un Molliccio trasformato in mummia, Grattastinchi che insegue Crosta, i gufi della scuola di Hogwarts, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella del Nottetempo; di Harry, Hermione e Ron mentre guardano dentro un negozio di animali; l'arrivo dei Dissennatori nel vagone di Harry; la professoressa Trelawney; il branco di Ippogrifi di Hagrid; Harry, Ron ed Hermione mentre camminano nella neve per arrivare alla capanna di Hagrid, la serra, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo l'Avvincino e il Lupo Mannaro).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.
 


  

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (come quelle Piton, di Lupin e la professoressa Trelawney), altre delle scene del testo (come quella lancia il suo Incanto Patronus contro i Dissennatori), altre dei paesaggi (come quella del muro del castello) e altre ancora delle pagine enciclopediche.
 
"HARRY POTTER e il prigioniero di Azkaban" di J.K. Rowling è il terzo volume della saga, e io l'ho trovato ancora migliore del precedente, diventando il mio preferito della saga.
Anche in questo caso ho trovato questo terzo volume un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a presentare e ampliare un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
In queso terzo volume iniziamo anche a conoscere come funziona la politica all'interno del mondo magico di Harry Potter, e conosciamo anche il Ministro della Magia, Fudge (Cornelius Caramel nella prima traduzione italiana), che rivedremo più spesso nei successivi capitoli della serie e che qui sembra dimostrarsi molto ben disposto nei confronti di Harry. 
Anche per questo terzo volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e un po' si evolvono rispetto ai libri precedenti. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, oltre che altruista, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nonostante gli zii continuino a vessarlo, adesso Harry, che si sente più cresciuto, accetta già meno le ingiustizie subite da parte degli zii, e inizia a divernare pi ribelle ecombattivo nei loro confronti. Alla fine di questo terzo volume lo vedremo acquisire ancora più coraggio e maturità, decidendo di dimostrarsi magnanimo nei confronti di qualcuno che ha fatto del male ai suoi genitori, e che Black avrebbe invece voluto eliminare senza pietà.
Tra i vari personaggi principali del libro abbiamo poi sempre Ron Weasley, che in questo terzo volume troviamo particolarmente supportivo nei confronti di Harry, anche se forse tende un po' a sottovalutare i rischi che il suo amico corre, supportando tutti i suoi comportamenti più avventati, dimostrandosi invece piuttosto testardo e permaloso nei confronti di Hermione.
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, la quale si dimostra ancora una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). E' proprio in questo libro che vediamo come, per la prima volta volta, Hermione sia pronta anche a mettersi contro i suoi stessi amici: denuncia il fatto che per Natale Herry ha ricevuto una nuova scopa, che potrebbe essere stata inviata da Black e che quindi potrebbe contenere qualche maleficio. La meravigliosa nuova scopa viene quindi requisita dai professori, con grande dispiacere sia di Harry che, soprattutto di Ron, che non perdonaerà facilmente l'amica. I due poi vivranno continui momenti di tensione a causa del gatto di Hermione, Grattastinchi, al quale non sembra stare molto simpatico il topo di Ron, che sembra voler catturare ad ogni costo. Grazie alle lezioni del professor Lupin scopriamo poi che la più grande paura della ragazza è il fallimento: quando si trova alle prese con un molliccio, creatura che assume la forma di ciò che più spaventa chi la osserva, esso si trasforma nella professoressa McGonagall che le dice di essere stata bocciata in tutte le materie, terrorizzandola.
Hagrid, il gigantesco e gentile, è stato ora nominato insegnante di cura delle creature magiche di Hogwarts, una cosa che adora visto la sua straordinaria passione e amore per tutte le creature magiche. Peccato che Draco e suo padre gli rovinino i piani, dato che usano la scusa che Draco è stato ferito durante una delle sue lezioni con gli Ippogrifi per far imprigionare temporaneamente Hagrid e condannare a morte Fierobecco (l'ippogrifo che aveva ferito Draco poichè provocato).
L'appena menzionato Draco Malfoy (un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani) continua ad essere l'antagonista secondario, dimostrando di essere sempre sicuro di sè, spocchioso, viziato, prepotente, di credersi superiore a tutti gli altri, e codardo. Diciamo che giunti al terzo libro Draco (e i suoi amici) sono probabilmente gli unici personaggi ricorrenti nella serie che non hanno ancora subito nessuna evoluzione.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry), la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, sempre più viziato e insopportabile, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Weasley, che impareremo a conoscere sempre meglio, dato che Harry passerà ancora un po' di tempo con loro, e in particolare l'ultimo giorno di vacanza prima dell'inizio della scuola. Quella sera, dopo cena, Harry sente Arthur e Molly litigare perchè il marito voleva dire a Harry chi è Sirius, mentre la moglie non è d'accordo poichè teme che Harry ne rimarrebbe turbato.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che conosciamo e continueremo a conoscere nella saga di Harry Potter, di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo terzo volume troviamo prima di tutti Sirius Black, il padrino di Harry, nonchè colui che si pensa abbia tradito i genitori di Harry decretando così la loro morte, ma non sempre le cose sono come appaiono o come la gente pensa che siano e questo nuovo personaggio riserverà ai lettori diverse sorprese. 
Abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Remus Lupin, il quale si dimostrerà un professore competente e preparato, molto amato dai suoi studenti, attento alle loro esigenze, nonchè il professore con cui Harry riuscirà a stringere il rapporto più bello.  Il nuovo professore gli darà anche delle lezioni private in cui gli insegnerà a creare un Patronus, una magia potente che serve per proteggersi dai Dissennatori, dato che queste creature hanno dimostrato una predilezione per Harry. Si scopre però che anche lui nasconde un segreto terribile. 
Questi due personaggi scopriamo che sono gli ultimi sopravvissuti (o forse no?) del gruppo dei Malandrini, dei quali facevano parte anche Peter Pettingrew (Peter Minus nella vecchia traduzione italiana) e James Potter, il padre di Harry, i quali divennero tutti degli Animagus, cioè maghi in grado di trasformarsi in animali. 
Altri nuovi personaggi che troviamo nel volume sono: la professoressa Trelawney (nella vecchia traduzione italiana Sibilla Cooman), una professoressa di divinazione abbastanza svampita, la quale ha fatto una profezia che riguarda proprio Harry; e Cho Chang, una cercatrice Corvonero per cui Harry si prenderà una cotta. In questo terzo capitolo della saga, dove i personaggi principali iniziano ad avere 13/14 anni, l'autrice inizia a inserire anche un po' di elemento romance, che si acuirà nel prossimo volume, mostrando degli adolescenti alle prese con le prime cotte.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e inizia a diventare sempre più complessa rispetto al primo libro, in quanto anche qui non mancherà l'avventura, il mistero e le sorprese, compreso, come sempre, un bel colpo di scena verso l'ultimo terzo del libro. Un colpo di scena grazie al quale verremo a conoscenza di una verità sorprendente e sconvolgente che permetterà a noi lettori (e a Harry) di fare chiarezza sulla morte dei genitori del protagonista. Questo terzo anno scolastico inizia poi all'insegna di Harry che deve essere tenuto al sicuro in quanto la sua vita sembra essere minacciata da questo ricercato scappato di prigione. 
Essendo al terzo anno i nostri amici poi dovranno scegliere di frequentare altre due materie del terzo anno, tra cui Cura delle Creature Magiche e Divinazione (anche se quest'ultima materia non è che li entusiasmi particolarmente). Rimane comunque molto interessante assistere a queste lezioni di magia, comprese quelle di Difesa contro le Arti Oscure, dove finalmente troveremo un professore competente pronto a offrire ai suoi studenti lezioni valide e stimolanti. Proseguendo nella trama qui ci sarà anche un viaggio nel tempo, che la Rowling è riuscita a gestire molto bene e che risulta davvero figo, con un sacco di cose a cui inizialmente non abbiamo fatto caso ma che poi si incastrano tutte.
Questo terzo capitolo della saga di Harry Potter è un bellissimo romanzo che continua a affascinare i lettori portandoli in un universo magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente con un solido e incredibile intreccio narrativo, ricca di personaggi indimenticabili, di fatti ed eventi straordinari, e in cui per la prima volta iniziamo a capire che dietro c'è un qualcosa di molto più grande di quanto pensassimo. Una lettura che inizia a farsi più impegnativa, anche a livello di trama, rispetto ai precedenti volumi, anche se come sempre accompagnata dalle splendide e dettagliate illustrazioni di Jim Kay, che rendono la storia ancora più bella e piacevole da seguire. Per questo direi che questo terzo volume è adatto per bambini a partire dai 10 anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe dai 12/13 anni.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Anche questo capitolo mi è piaciuto e tutto sommato ritengo che sia rimasto piuttosto fedele all'opera originaria, sebbene ovviamente ci sia qualche taglio o qualche scena modificata, ad eccezione del finale. 
Alcune tra le principali differenze che ho riscontrato sono:
- Nel film Harry sta leggendo nella sua stanza un libro tramite l'incantesimo Lumos, il che può sembrare una piccolezza, ma il fatto è che ciò non dovrebbe essere possibile poiché ai maghi minorenni non è permesso fare magie fuori dalla scuola visto che hanno addosso la Traccia. Questo crea quindi un po' un'incomprensione nella logica di come funziona il mondo della Rowling.
- Nel film non si dà molta importanza al momento in cui Hermione trova e compra Grattastinchi, il quale nel film è presente ma con un ruolo molto più marginale che nel libro.
- Nel film mancano le scene in cui Sirius Black si infiltra nel dormitorio maschile dei Grifondoro e sembra che cerchi di colpire Ron con un coltello e la sostituzione della tela della Signora Grassa per un restauro con quella di Sir Cadogan sul quadro per l'accesso alla sala comune dei Grifondoro. (Tale scena pare che fosse in realtà stata girata, ma poi tagliata)
- Nel film Harry legge sulla Mappa del Malandrino il nome di Peter Minus e lo cerca per i corridoi del castello senza trovarlo. Nel libro è invece Lupin a leggerlo, quindi Harry non sa che Peter Minus è ancora vivo. 
- Nel film La Firebolt compare solo alla fine e viene subito palesato che la Firebolt è un regalo di Sirius perché ha allegato ad essa una piuma di ippogrifo. Nel libro Harry la riceve come regalo di Natale e sospettando che il regalo della scopa sia una mossa subdola di Sirius Black per far del male a Harry, Hermione la consegna alla McGranitt. Per tale motivo nel film sono stati tolti anche i litigi tra Ron ed Hermione a causa della scopa.
- Nel film la scena della Stamberga Strillante è stata notevolmente ridotta. Nel libro invece viene spiegata bene la genesi della Mappa del Malandrino e le identità dietro Ramoso, Lunastorta, Felpato e Codaliscia.
- Nel libro Sirius spedisce una lettera a Harry mentre è sul treno di ritorno. Il gufo che l'ha portata è un regalo di Sirius per Ron come scusa per avergli sottratto il topo.  
In generale comunque le parti più importanti sono state mantenute e anche l'aspetto dei vari personaggi risulta più che soddisfacente e aderente alle descrizioni del libro, così come la realizzazione dell'Ippogrifo, che nel film è uno solo mentre nel libro sono un intero branco (ma alla fine non era necessario rappresentare tutto il branco, cosa che avrebbe richiesto troppo budget probabilmente). L'unica parte che non mi ha convinto appieno è stato un po' il finale, che nel film consiste in Harry che riceve la Firebolt, mentre nel libro forse è più poetico e ricco di speranza, chiudendo un po' di cose lasciate irrisolte, oltre ad esserci l'arrivo del nuovo animaletto di Ron.
 
 
 

 Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry a lezione di Cura delle Creature Magiche al suo primo incontro con Fierobecco; in basso Harry e Ron a lezioni di Divinazione davanti a una sfera do cristallo.
 
Questo volume è stato edito nel 2017 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Prisoner of Azkaban" ed è stato pubblicato nel 2017 in italiano dalla Salani. Il volume ha 330 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 39,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 10 luglio 2026

Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna di Rosella Guglielmetti

"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" è un libro scritto da Rossella Guglielmetti e illustrato (poco) da Andrea Alba Benelle, il quale vede per protagonista Pietro, un bambino cresciuto isolato ed emarginato in quanto considerato uno scambiato, cioè un bambino appartenente al Piccolo Popolo.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo il protagonista, Pietro, di spalle, in una foresta, mentre guarda dei folletti correre tra gli alberi.
 
Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando, mentre era ancora in fasce, sua mamma ha esclamato: «Un barattato!». 
"Appena nato era così pensante, duro e nodoso, che pareva scolpito dentro un tronco. Aveva una testa enorme ma una faccia curiosamente piccola, con due occhietti viola simili a uva passa, un nasone con due larghi fori e un paio di labbra a forma di salsicce, tutti molto, molto ravvicinati. Per di più, le orecchie finivano a punta.
Insomma, un piccolo troll.
Di solito i bambini che si affacciano al mondo vengono accolti da mamma e papà con grandi sorrisi, gridolini i gioia o paroline zuccherose, [...]
Lui no, lui lo guardarono come una torta riuscita male.
La madre lo ispezionò rivoltandolo da tutte le parti, di sopra e di sotto, di fronte e di profilo, dl diritto e dal rovescio. poi fulminò il marito con un'occhiata che voleva dire tante cose che però era meglio tacere e infine, alzando occhi e braccia al cielo, esclamò: <<Un barattato!>>.
Vale a dire un figlio scambiato.
Ce n'erano altri, di questi bambini, in quel villaggio antico e sperduto delle Alpi. Più che un villaggio, pareva una montagna di pietre gettata in una valle sovrastata da montagne altissime. Vi abitavano persone semplici e un poco aspre, per l'isolamento e la fatica di dover lottare ogni giorno per sopravvivere. Accanto a loro, in uno spazio invisibile e parallelo, viveva un altro mondo, popolato da esseri in grado di compiere azioni stupefacenti e impossibili per i mortali:. Li chiamavano: il Piccolo Popolo.
Secondo lei, infatti, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone, oppure degli occhietti che assomigliano ad acini di uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anche gli abitanti del paese e gli altri bambini lo prendono in giro, a eccezione di Nilde, la figlia sorda del tagliaboschi. A lei, Pietro è felice di raccontare storie sulla montagna. Fino al giorno in cui arriva in paese un Orologiaio che minaccia di portarlo via con sé. Pietro, allora, decide di farsi forte come pietra e di scappare nei boschi che sono stati il suo rifugio, nonostante il cuore gli batta forte forte perché ha paura di incontrare i temibili folletti. Ma tra gli alberi si cela un segreto. Pietro scopre che il Piccolo Popolo esiste davvero, solo che è molto diverso da come se lo immaginava… Forse, finalmente, ha trovato qualcuno che gli vuole bene e lo accetta così com’è.
Ci sono storie che ci riportano indietro nel tempo, a quando sfogliavamo un libro prima di addormentarci. Racconti che spaventano, indignano, fanno sorridere, perché hanno il sapore delle favole. È questa la magia che crea l’esordio per ragazzi di Rosella Guglielmetti. Una fiaba senza tempo con un protagonista che non si arrende e che ci insegna che tutti sono speciali, soprattutto chi non lo sembra agli occhi della gente.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano i testi e un'illustrazione del momento in cui la madre di Pietro porta il bambino da Iolanda per sapere cosa farsene.
 
I testi sono accompagnati anche da qualche illustrazioni in bianco e nero opera di Andrea Alba Benelle, le quali hanno un aspetto piuttosto piatto ed essenziale, con linee pulite e nette.
I disegni sono quasi tutti i mezzo ai testi, con un'unica immagine a pagina intera, la quale rappresenta un enorme tornato in mezzo a una valle con fiumi, alberi e montagne. I disegni rappresentano in alcuni casi  scene  descritte nei testi come: il momento in cui la madre del protagonista porta il bambino dentro un cesto di vimini da nonna Iolanda e quello in quest'ultima si mette a raccontare una fiaba, seduta su un masso, circondata da bambini. 
Il resto delle immagini sono più piccole e non vengono mostrati gli ambienti ma solo alcuni elementi o personaggi della storia: le silhouette dei folletti che camminano sul ramo di un albero, un grande albero, una montagna, un libro, delle farfalle che volano. Questi disegni, dall'aspetto e dai soggetti più generici, tendono inoltre a venire ripetuti un paio di volte all'interno della storia, come se fossero state riciclate.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, ma un pochino esagerato: con la vecchia Iolanda che ha l'aspetto di una vecchia bassa e tarchiata con nasone, pochi capelli, e gli occhiali grandi, rotondi e spessi, mentre i folletti hanno corpi piccoli, teste grandi con i cappelli a punta, orecchie  a punta e lunghi nasi appuntiti e allungati.
Insomma, le illustrazioni non sono nulla di chè, tanto più che essendo state stampate pure in bianco e nero e in scala di grigi rendono ancora meno, facendole apparire poco interessanti e coinvolgenti. D'altronde la maggior parte mostrano oggetti piuttosto generici della storia e sono solamente tre i disegni che rappresentano effettivamente delle scene descritte nei testi, per cui non risultano neppure di grande supporto nella lettura.
 
    

   
Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero che si trovano nel libro, di cui solo quella in basso a destra è a pagina intera, mentre le altre sono in mezzo ai testi
 
"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" di Rosella Guglielmetti è la storia che vede come protagonista Pietro, un bambino che si è ritrovato a essere disprezzato dalla propria madre fin dalla nascita, crescendo così quasi dimenticato dalla propria famiglia e ostracizzato dalla comunità, in quanto creduto uno scambiato, cioè un bambino non umano, in quanto frutto dello scambio con una creatura del Piccolo Popolo.
Forse ai lettori di oggi potranno sembrare assurdi certi pensieri, ma in passato c'era veramente gente che ci credeva, così come si credeva davvero all'esistenza delle streghe e di tanti altri mostri o eventi soprannaturali per spiegarsi situazioni strane e a cui all'epoca non si sapeva dare una spiegazione scientifica o abbastanza razionale. 
Ci troviamo infatti in un passato non molto ben identificato in un piccolo villaggio disperso sulle Alpi, dove i bambini non vengono nemmeno mandati a scuola e dove praticamente devono crescere arrangiandosi. Il contesto del libro è infatti fin da subito abbastanza brutale, in quanto presenta tematiche come la discriminazione, l'isolamento, la stigmatizzazione, l'abbandono. Ecco ad esempio cosa pensa un'anziana che vive nel villaggio dei suoi abitanti: "Genitori! ne aveva fin sopra i capelli, di loro e di tutti gli altri abitanti del villaggio. Nessuno che ricordasse più di rispettare la natura, che si premurasse di offrire il primo latte della giornata ai Folletti del Focolare, che versasse sulle radici dei meli il sidro spremuto all'inizio dell'anno nuovo. Duri di cuore, ecco cos'erano, pensava Iolanda, incapaci di vedere la cattiveria che avevano dentro e subito pronti a incolpare i folletti per qualunque cosa: la pioggia, la carestia, la fame, perfino i poveri bimbi innocenti! C'era qualcosa di molto, molto sbagliato nel mondo, se poteva accadere che i genitori rifiutassero i figli."
Come dicevo prima, il protagonista, essendo considerato uno scambiato, cresce rifiutato dalla madre, lasciato a screscere in un angolo della cucina, finché, alla morte della mamma, il padre e i fratelli non lo metteranno a svolgere tutti i lavori più faticosi. Pietro non ha amici neppure tra i bambini del villaggio, che lo tengono alla larga, in compenso avendo passato tanto tempo da solo ha imparato ad osservare bene l'ambiente circostante, e in particolare la natura. 
E quando sente i fratelli confabulare col padre per venderlo all'uomo con l'orologio d'oro, Pietro decide di scappare di casa e andare nel bosco, in mezzo alla natura e dove potrebbe trovare le creature del Piccolo Popolo. In effetti nel bosco incontra qualcuno, ma non sono solo le creature sovrannaturali, bensì sei bambini i quali sembrano avere tutti qualcosa di "sbagliato": una bambina (Leonora) ha delle dita delle mani attaccate tra loro, oltre a essere un po' gobba; un'altra (Margherita) è strabica e ha le orecchie a sventola, mentre un'altra (Albina) è albina; un bambino (Millo) è calvo, ha il volto grigiastro e rugoso, e deve andare in giro con delle stampelle; un altro (Lesien) ha delle gambe esili ma una testa grossa che "assomigliava a quella delle formiche"; mentre il terzo maschio, Flavien, ha il labbro superiore spaccato in due.
Questi sei bambini sono quelli scomparsi dal villaggio e che i genitori portavano a Iolanda di nascosto per sbarazzarsene, proprio come aveva provato a fare tempo addietro anche la madre di Pietro. E qui si apre un riflessione anche sull'adozione,  e sull'accettazione del diverso, poiché quando Pietro realizza che Iolanda non è la loro madre biologica Leonora gli risponde: "<<Certo che sì,>> rispose pronta la ragazzina. E poi sorrise, leggendo lo stupore sul volto di Pietro. <<La mia mamma>> proseguì lei, <<è quella che mi ha voluto e tenuto con sé, così come sono. Sai è facile voler bene a un bambino sano e bello, ma se uno è brutto, storpio, insomma, difettoso, è più difficile. Lei l'ha fatto e solo questo conta. E non ho bisogno di sapere chi mi ha messo al mondo, perchè lo so già: è Iolanda. La mia vita è iniziata con lei.>>"
I bambini comunque non vivono come selvaggi, e anzi hanno delle regole ben precise da seguire, date loro da Iolanda: 1) Qui ci sono cibo, lavoro, studio e amore per tutti; 2) Ogni bambino deve prendersi cura di un altro; 3) Ogni giorno un bambino deve leggere qualcosa agli altri; 4) Noi siamo parte della natura, conoscerla e rispettarla significa conoscere e rispettare noi stessi.
Pietro passera diverso tempo con questi bambini, imparando molte cose, finché non giungerà per lui il tempo di poter scoprire finalmente chi è suo padre, il quale è davvero una creatura del Piccolo Popolo?.
Una storia molto carina, scorrevole e interessante, la quale combina elementi fantastici, fiabeschi e folkloristici ad altri più realistici e crudi. All'interno dei testi ad esempio vengono narrate tante leggende e fiabe che Pietro ha ascoltato dalle anziane del villaggio oppure dalle storie lette dai suoi amici. Non mancano poi riferimenti a leggende e fiabe popolari, come la presenza dei bambini scambiati o l'esistenza delle creature del Piccolo Popolo. Nella storia vengono però trattate anche tematiche potenti come: la discriminazione, l'abbandono di bambini, il rispetto per la natura, la diversità, l'amicizia, la famiglia, la morte, la paura del diverso e come ciascuno, magari nella sua diversità, sia in realtà semplicemente speciale. Pietro infatti passando diverso tempo con i suoi nuovi amici imparerà a conoscerli bene e ad andare oltre alcuni loro difetti fisici, restando sorpreso ad esempio di come Millo, pur avendo delle gambe deboli, sia molto bravo a usare le mani per lavorare il legno. Rimanendo tanto tempo assieme a loro imparerà però anche che non sempre tutti i bambini che Iolanda accoglie e alleva sopravvivono, in quanto alcuni soffrono di patologie così gravi da non permettere loro di raggiungere l'età adulta.
Molto importante anche all'interno della storia il rapporto e il rispetto della natura, tanto più che le stesse creature del Piccolo Popolo in realtà alla fine sono viste più come incarnazioni delle forze naturali piuttosto che esseri concreti che si possono effettivamente vedere e con cui si può parlare. 
Un libro di cui consiglio la lettura a partire dai 9 anni, anche perchè, pur scorrendo bene, la vicenda è un po' lunga e a volte tratta tematiche piuttosto importanti, inoltre la storia, soprattutto all'inizio e nella parte centrale, si prende i suoi tempi, lasciando a Pietro il tempo di conoscere i suoi nuovi amici, in attesa di scoprire davvero chi è suo padre.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2024 dalla Garzanti Editore, ha una copertina flessibile, ha 384 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 16,00 euro. 
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

mercoledì 8 luglio 2026

MINA LUNASTORTA: La scuola delle fate di Amelia Villetta e Elena Triolo

Oggi vi parlerò di "Mina Lunastorta: la scuola delle fate", il primo libro della recente serie di "Mina Lunastorta" scritta da Amelia Villetta e illustrata da Elena Triolo. Una serie che si inserisce in quella collana di libri con protagoniste mostri o streghe indirizzati a lettori di 7 anni. In questo caso abbiamo per protagonista una giovane troll la quale si ritroverà a frequentare una scuola di fate.
 
 Sopra: Sulla copertina dalle tinte viola e verdi, con alcuni elementi bianche e neri,  vediamo al centro la protagonista Mina, a destra una sua compagna fata un po' antipatica e a sinistra un'altra compagna fata ma gentile.
 
Cosa succederebbe se una trollina finisse nella scuola delle fate? Mina ha sette anni ed è una piccola troll dai capelli sempre arruffati. Il suo colore preferito è il marrone cioccolato al latte. Odia lavarsi i piedi e riordinare la cameretta. 
Mina è molto contenta perchè sta per iniziare a frequentare la scuola dei troll, dove imparerà a fare dispetti e trucchetti da troll, a raccontare barzellette che non fanno ridere, imparare insulti trolleschi, a fare i dispetti più furbi e dispettosi del mondo, a preparare torte di fango e ceci, a giocare a palla avvelenata nel fango. 
"Ho ingurgitato una manciata di biscotti Spaccadenti della nonna, duri come sassi. (I miei preferiti!)
Quando ho risposto, ho sputacchiato briciole ovunque.
<<Ma oggi non è una mattinata come le altre, è il mio primo GRANDE giorno!>>
Quella mattina sarei andata a scuola per la prima volta.
Ma non sarei andata in una scuola qualsiasi, certo che no! Sarei andata alla fantasmagorica, scoppiettante e catapecchiosa scuola per troll: il posto più straordinario del mondo!
Alla scuola per giovani troll si impara:
  • a starnutire scherzi colorati
  •  a raccontare barzellette che non fanno ridere
  • a fare i dispetti più furbi e dispettosi del mondo
  • a preparare torte di fango e ceci. 
Queste cose le so da Ubaldo, il mio antipatico vicino di casa.
Lui ha un anno più di me e quest'estate mi ha usata come cavia per sperimentare le magie che ha imparato a scuola. Alla fine ho trascorso un mese intero con una codina da porcellino che mi spuntava dal sedere!
Ecco finalmente gliela avrei fatta pagare
Il primo giorno di scuola, ancor prima che inizino le lezioni, Nina però si ritrova a essere scelta come studentessa per uno scambio culturale tra la scuola dei troll e quella delle fate: "La fata ha fatto un passo avanti e si è presentata come Miss Bloom.
<<Quest'anno la suola dei troll e la scuola delle fate hanno avuto una bellissima idea per migliorare la relazione tra le due specie>> ha esordito. <<Vogliamo valorizzare le qualità che rendono i troll e le fate creature uniche e speciali!>>
<<È tempo che troll e fate imparino a collaborare e a conoscersi meglio>> le ha dato man forte la maestra Troll. >>per questo abbiamo deciso di organizzare uno scambio culturale. Una fata frequenterà la nostra scuola e un troll farà parte della classe delle fate!>>
la protagonista si ritrova così costretta a frequentare una scuola per fate, ma fiocchetti, tazzine da tè e buone maniere proprio non le vanno giù. Riuscirà a farsi amare dalle compagne o la “Mina Vagante” che è in lei prenderà il sopravvento causando guai a non finire?

Sopra: Alcune pagine iniziali in a cui a destra si vedono a destra i testi, e a sinistra un'illustrazione a pagina intera che ci mostra Mina mentre fa colazione con i suoi genitori troll.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni Elena Triolo dal tratto pulito e dalle linee morbide e sottili che creano disegni delicati e rassicuranti, semplici e graziosi.
La cosa che maggiormente caratterizza queste illustrazioni è l'uso dei colori. Infatti l'artista ha deciso di utilizzare come tinte per i suoi disegni solo il bianco, il nero, il viola e il verde. Il bianco è il colore utilizzato per la pelle dei vari personaggi, ma anche il cielo o i mobili;  il nero invece è la tinta meno utilizzata, in quanto all'interno di un'immagine solitamente ci sono solo un paio di piccoli elementi neri, come i capelli di qualcuno o qualche elemento dell'abbigliamento (come i pantaloncini di Mina o le strisce della sua maglia). Il viola  e il verde invece sono i colori maggiormente utilizzati, i quali vengono usati per colorare la maggior parte degli oggetti e degli elementi che compaiono in un'illustrazione: capelli, abiti, accessori, porte, vegetazione, cielo, edifici muri e oggetti vari.
I colori hanno una tonalità accesa, brillante e vivace e possono essere stesi in maniera più o meno intensa, a seconda di che cosa l'artista ha deciso di colorare: ad esempio il cielo può avere una tinta più delicata, mentre i capelli più intensa e concentrata.
Questa colorazione principalmente verde e viola contribuisce a creare un mondo fatato e luminoso, grazie alla quasi totale assenza del nero, soprattutto negli sfondi e nei paesaggi.
Non sempre comunque è possibile vedere gli ambienti, in quanto mentre alcune illustrazioni sono a pagina intera ve ne sono anche diverse inserite in mezzo ai testi e solitamente queste ultime rappresentano solo i personaggi. Gli ambienti comunque non sono particolarmente curati ma, sebbene presentino alcuni dettagli, mantengono un aspetto piuttosto semplice e basilare, dato probabilmente anche dal fatto che lo i colori piatti tendono a rendere anche gli ambienti piuttosto piatti e poco tridimensionali.
Le illustrazioni comunque rappresentano scene e, soprattutto, personaggi descritti nei testi, tra cui la protagonista, i suoi genitori, i suoi compagni e compagne di classe troll e fate, la sua insegnante, il suo cane, ecc...
Poiché i personaggi di questo libro non sono persone umane ma creature magiche e fatate, ma mantengono un aspetto per la maggior parte simile a quello umano, senza particolari differenze se non che i troll hanno visi più tondi, orecchie più grandi e sporgenti e nasi più grandi e "a patata", mentre le fate hanno corpi più snelli, slanciati e una fisionomia più aggraziata, orecchie con parte finale più appuntita, nasi più piccoli e ovviamente non potevano mancare loro le ali. Ali che comunque hanno un aspetto piuttosto semplice, simile a quello di una farfalla e trasparenti, senza però nessuna decorazione sopra. 
I personaggi sono realizzati in modo semplice ma abbastanza curato, infatti ciascuno è diverso dagli altri sia per quanto riguarda i vestiti, le acconciature e gli accessori. Pur nella semplicità dei loro tratti i personaggi sono comunque resi molto espressivi così che i lettori possano identificarne le emozioni e lo stato d'animo in modo praticamente immediato.



 
  
 Sopra: Alcune pagine illustrate, di cui alcune presentano disegni a doppia pagina, altri a pagina intera (in basso a sinistra) oppure in mezzo ai testi (in basso a destra). In tutte le immagini vediamo comparire la protagonista e possiamo notare anche la particolare palette di colori che si basa sul verde, il viola, il bianco e qualche tocco di nero.

"Mina Lunastorta: la scuola delle fate" di Amelia Villetta è una storia carina adatta anche ai primi lettori che vede come protagonista una giovane troll che viene mandata a frequentare per un anno la scuola delle fate per un progetto di scambio culturale. 
In effetti sembrerebbe che mandare il proprio protagonista a frequentare le scuole più stravaganti sia una trama molto di moda in questa tipologia di libri per primi lettori. Infatti finora avevamo già visto Isadora Moon iscriversi prima ad una scuola di fate e poi a una di vampiri, essendo lei metà fata e metà vampiro; Mirabella recarsi invece ad una scuola di streghe, dove combina ogni volta pasticci; Anna Kadabra invece frequenta una scuola segreta di magia, il "Club della Luna".
Stavolta invece abbiamo una troll che sarebbe ben contenta di andare alla scuola per troll, ma che finisce per essere invece costretta a frequentare quella delle fate. Nina non è molto contenta della cosa, in quanto: sa che le fate amano farsi il bagno e lavarsi spesso, cosa che i troll odiano (di solito si lavano una volta all'anno, se si ricordano); inoltre le fate amano bere tè, mentre i troll preferiscono la cioccolata; i troll amano fare magie dispettose, mentre le fate magie gentili, ma anche molto meno divertenti, insomma teme che la scuola delle fate sia una vera noia.
Questa storia affronta quindi il timore di iniziare una nuova esperienza, e in particolare quella di frequentare una nuova scuola che non è come ci saremmo aspettati. C'è da dire che la maestra, e la maggior parte dei compagni fate, cercano di essere gentili con la nuova arrivata: le cantano addirittura una canzone di benvenuto e le regalano dei fiori, anche se la costringono a farsi il bagno perchè non può puzzare in classe.
L'insegnante fatata è gentile con Mina e cerca di farla integrare e farla partecipare alle lezioni, incoraggiandola e spronandola, senza punirla severamente se combina qualche pasticcio (tipo trasformare il naso di una compagna in un muso di maiale). Per quanto riguarda i compagni di classe Mina si ritrova con una fata che è un po' spocchiosa e che quindi la tratta in modo un po' antipatico, mentre un'altra invece è gentile con lei e la considera divertente e simpatica, infatti alla fine le due diventeranno amiche.
Alla fine della prima giornata scolastica comunque Mina deciderà di rimanere a frequentare la scuola delle fate visto che: "<<Le cose da troll posso farle tutti i giorni a casa, ma anche alcune cose da fare sono divertenti e quelle posso impararle solo a scuola>>". Una storia che porta a riflettere sull'importanza dell'integrazione, del cercare di imparare ad apprezzare ciò che è diverso da quello che conosciamo. Infatti se Mina ha imparato ad apprezzare le lezioni di magia e di volo, la fata mandata nella scuola dei troll ha imparato a godersi gli scherzetti e il gioco di palla avvelenata nel fango, che trova molto divertente. Nessuna delle due tuttavia cambierà completamente la propria natura (alla fata continuerà a piacere fare il bagno e Nina continuerà a preferire la cioccolata al tè), ma hanno imparato ad apprezzare anche qualcosa di diverso che prima non avevano mai preso in considerazione, e questa è una bella riflessione.
Una storia semplice ma carina che fa riflette sull'integrazione e sull'accettazione del diverso, nonché sul fatto che a volte è bello fare nuove esperienze e che da queste si possono apprendere cose nuove e che possiamo imparare tanto anche da chi è molto diverso da noi, senza però rinunciare a quello che siamo. Una storia con una protagonista simpatica e divertente, accompagnata da tanti disegni carini e colorati, adatta alla lettura autonoma a partire dai 7 anni, mentre in lettura condivisa dai 4/5 anni.

Il libro è stato pubblicato nel 2023 dalla DeAgostini. Il volume ha 128 pagine, la copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e il primo volume costa 2,90 euro, mentre i successivi 8,90 euro.

Ecco anche gli altri titoli di "MINA LUNASTORTA":
  • 2) "Il gran ballo di primavera" (2023): La scuola delle fate è in fermento: tra una settimana si terrà il Gran Ballo di Primavera, un evento importantissimo a cui parteciperanno tutti! Anche i troll come Mina Lunastorta, che frequenta a pieno titolo la scuola delle fate. Miss Caramel, esperta di buone maniere, non vede l’ora di impartire lezioni di bon ton e balletto ai suoi alunni. C’è solo un problemino: Mina Lunastorta. Lei è scoordinata e pasticciona, non ha senso del ritmo e... balla come un troll! Riuscirà a imparare i giusti passi di danza o la goffaggine avrà la meglio? Ma soprattutto... esiste davvero un modo giusto per rispondere alla musica?
  • 3) "Incantesimi ribelli" (2023): Alla scuola per fate c’è un nuovo alunno, si chiama Biancospino. Per Violetta, la migliore amica di Mina Lunastorta, è subito colpo di fulmine! Però ogni volta che Biancospino le rivolge la parola, la fatina diventa rossa come un peperone e non riesce a spiccicare parola. Ci pensa Mina a risolvere la situazione! Certo, tutti sanno che è una piccola Mina Vagante, ma lei è una vera esperta di incantesimi scioglilingua. O almeno così crede... Violetta riuscirà a far colpo sul suo compagno di banco o quella peste di Mina Lunastorta è destinata a combinare l’ennesimo pasticcio?
  • 4) "Che cosa farò da grande?" (2024): Alla scuola delle fate Miss Bloom assegna ai suoi alunni un compito per le vacanze: scrivere un tema sul mestiere che vorrebbero fare da grandi. Mina però non ha idea di quale lavoro vorrebbe fare quindi prima decide di passare una giornata alla caserma dei pompieri con il suo papà e poi un'altra in ospedale con la sua mamma. Pompiere o dottoressa? Che dilemma! Mina non sa decidersi: il lavoro del pompiere è avventuroso ma quello della dottoressa è molto coraggioso così decide di raccontare nel tema entrambe le giornate... e così finalmente Mina capirà quale mestiere vuole fare da grande!
  •  5) "Magie al mare" (2024): A Incanto è tempo di vacanze estive! Questo per Mina Lunastorta significa tre cose: fare pausa da scuola, stare all’aria aperta a giocare fino a tardi e... mangiare una montagna di ghiaccioli! L’unico aspetto antipatico dell’estate è il caldo, che ti fa sentire come un gelato sciolto al sole. Per fortuna però c’è il mare: Mina adora andarci per nuotare con i pesci, costruire castelli di sabbia e raccogliere conchiglie colorate... Ed è proprio fra quei pesci e quelle conchiglie che si nasconde qualcosa di speciale: un misterioso forziere che trascinerà la piccola Mina Vagante in una nuova emozionante avventura! 

      
Sopra: In alto le copertine degli altri quattro volumi della serie, tutte sulle tonalità del bianco, del viola e del verde (con qualche tocco di nero).
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 6 luglio 2026

HARRY POTTER e la Camera dei Segreti di J.K. Rowling

Ed eccoci (di nuovo) qui a continuare a parlare finalmente della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry potter e la Camera dei Segreti" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra la macchina volante dei Weasley mentre sorvola alcune abitazioni.
 
Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. 
Ma a Privet Drive nulla è cambiato per Harry, durante le vacanze estive, mentre la famiglia Dursley ha invitato a cena i coniugi Mason, due potenziali clienti della ditta di zio Vernon, Harry Potter viene relegato nella sua nuova stanza, dove si domanda perché i suoi amici non gli abbiano scritto durante tutta l'estate. 
"Hogwarts gli mancava così tanto che era come avere costantemente mal di stomaco. Gli mancava il castello con i suoi passaggi segreti e i suoi fantasmi, le lezioni (anche se magari non quelle di piton, il professore di Pozioni), la posta consegnata via gufo, i banchetti nella Sala Grande, le dormite nel suo letto a baldacchino negli alloggi della torre, le visite al guardiacaccia Hagrid nella capanna vicino alla Foresta Proibita, e soprattutto  il Quidditch, lo sport più popolare nel mondo dei maghi (come porte sei anelli su altrettanti pali, quattro palle volanti e quattordici giocatori a cavallo di un manico di scopa.
Tutti i libri di magia, la bacchetta, gli abiti, il calderone e la sua superba scopa Nimbus Duemila erano stati rinchiusi a doppia mandata da zio Vernon nel ripostiglio del sottoscala nel momento stesso in cui Harry era tornato a casa. Che gliene importava ai Dursley se lui perdeva il posto nella squadra di Quidditch perchè non si era allenato per tutta l'estate? Era forse affar loro se tornava a scuola senza aver fatto i compiti delle vacanze? I Dursley erano quello che i maghi chiamano Babbani (senza neanche una goccia di sangue di mago nelle vene) e per loro un mago in famiglia rappresentava la vergogna più nera. 
Zio Vernon aveva addirittura messo un lucchetto alla gabbia di Edvige, la civetta di Harry, per impedirle di portare messaggi a chiunque facesse parte del mondo dei maghi.
Un elfo domestico di nome Dobby compare all'improvviso nella stanza di Harry e lo avverte di non tornare a Hogwarts, poiché altrimenti la sua vita sarebbe in pericolo. L'elfo poi confessa di aver nascosto le lettere degli amici di Harry per fargli credere che si fossero dimenticati di lui, sperando che a seguito di ciò il ragazzo non avrebbe più voluto tornare ad Hogwarts.  Nonostante tutto, Harry vuole tornare a scuola, perciò Dobby usa la magia per far cadere la torta preparata da Zia Petunia. Il Ministero della magia tuttavia incolpa Harry dell'accaduto ricordandogli il divieto per i maghi minorenni di effettuare magie al di fuori della scuola e viene avvertito che, se il fatto si ripeterà, verrà espulso.
Zio Vernon, in seguito all'incidente con la torta, decide di non permettere a Harry di tornare ad Hogwarts, rinchiudendolo nella sua stanza e mettendogli delle sbarre alla finestra. Quella stessa notte, i giovani fratelli Weasley (Ron e i gemelli Fred e George), a bordo di una vecchia Ford Anglia volante rubata al padre Arthur, liberano Harry e lo portano a casa Weasley, detta La Tana. Qui viene accolto affettuosamente dalla signora Weasley e da suo marito Arthur che lavora nell'Ufficio per l'Uso Improprio dei Manufatti dei Babbani, ufficio che si propone di dare la caccia ai maghi che usano la magia ai danni dei babbani. 
Il primo settembre, Ron e Harry tentano di accedere al binario 9 ¾ per prendere l'Espresso per Hogwarts ma non vi riescono, in quanto il passaggio magico tra i binari 9 e 10 sembra essere chiuso. Perso il treno, i due amici decidono di raggiungere la scuola guidando l'auto volante ma, una volta arrivati nei pressi di Hogwarts, si schiantano su un albero magico secolare presente nel parco della scuola, correndo il rischio di venire espulsi. 
Tra una cosa e l'altra però sembra che entrambi riescano a farla franca, così da poter iniziare il loro secondo anno scolastico ad Hogwarts.
Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry uno dopo l'altro, trasformandoli in statue, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti. 
A Hogwarts infatti il nuovo anno scolastico s’inaugura all’insegna degli enigmi: strane voci riecheggiano nei corridoi e Ginny, la sorella di Ron, sparisce nel nulla e un incantesimo colpisce i compagni di Harry, uno dopo l'altro, e sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei segreti… 
Nel secondo, attesissimo libro delle avventure di Harry Potter, Harry e i suoi amici sfidano oscure magie e terribili mostri, parlano con i gufi e viaggiano in automobili volanti, in un percorso magico dal ritmo incalzante e dalla sequenza infinita

Sopra: Un'illustrazione a doppia pagina che mostra una giornata invernale ad Hogwarts, durante una copiosa nevicata.
 
Così come per il precedente volume i  testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggo anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Ron (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro. Per cui Hagrid è un uomo gigantesco con "Una criniera lunga e ispida [...] una barba incolta e aggrovigliata" e due occhi neri, mentre Silente viene ritratto mentre indossa una veste viola, ad Hermione invece l'artista ha giustamente disegnato degli incisivi più grandi e pronunciati, proprio come descritto nel libro.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: Edvige, Crosta mentre dorme, Harry che osserva depresso un piatto semi vuoto,  la signora Weasley e Ron mentre leggono la lettera del materiale da comprare per il nuovo anno scolastico, le case e i negozi di Diagon Alley, la fesa di Comemorte di Nick-Quasi-Senza-Testa, la Fenice di Silente prima spiumata e poi che rinasce dalle ceneri come pulcino, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella di Dursley mentre mangia patatine e gelato seduto sul divano davanti alla Tv, Harry sulla macchina volante del padre di Ron mente sorvolano dei campi, Hagrid  in un vicolo a Notturn Halley, Mirtilla Malcontenta, Harry mentre vola sulla scopa durante una partita di Quidditch, Harry che viene catapultato tramite un buco da cui schizzano tantissimi raggi colorati in una vecchia Hogwarts, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo la Mandragora e la Fenice).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.





  

  
 
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (come quella di Mirtilla, di Dobby o di Hagrid), altre delle scene del testo (come quella Harry e Ron che sorvolano la campagna dentro la macchina volante dle padre di Ron, oppure quella con Harry al torneo di Quidditch), altre dei paesaggi 
(come quella di Diagon Alley) e altre ancora delle pagine enciclopediche (tipo quella sulla Fenice o sulla Mandragora).
 
"HARRY POTTER e la Camera dei Segreti" di J.K. Rowling è il secondo volume della saga, e io l'ho trovato anche migliore del precedente, nel quale comunque l'autrice doveva introdurre i lettori a questo nuovo mondo e al suo sistema magico.
Anche in questo caso ho trovato questo secondo volume un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a presentare un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
Anche per questo secondo volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e un po' si evolvono rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nel secondo volume scopriremo che il fatto di saper parlare la lingua dei serpenti è una caratteristica che deve al legame con Voldemort, caratteristica che però gli tornerà utile per risolvere la serie di delitti che sta sconvolgendo Hogwarts.
A proposito di Lord Voldemort egli è l'antagonista per eccellenza della serie, nonchè vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry. Egli è il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e uno tra i maghi più potenti e capaci di tutti i tempi che, come vi ho anticipato, persegue degli ideali di purezza di sangue e di superiorità della popolazione magica nei confronti di quella babbana. In questo secondo volume conosceremo diverse cose in più anche su di lui, scoprendo che non ha avuto sempre un aspetto mostruoso, ma che da giovane era un bel ragazzo, intelligente, furbo e carismatico, anche se molto ambizioso. Queste informazioni saranno molto importanti e getteranno le basi anche per il resto della serie, venendo riprese soprattutto nel sesto volume.
Tornando ai personaggi positivi del libro abbiamo poi Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, quello che diventerà il migliore amico di Harry, il sesto di sette fratelli, tutti più grandi di lui, tranne l'ultimo che però è femmina. Per questo motivo Ron si sente spesso messo da parte e vorrebe anche lui ogni tanto essere al centro dell'attenzione, il che lo porta ad essere un po' geloso di Harry, dato che quest'ultimo è praticamente famoso. E' un ragazzo simpatico, è leale, spiritoso e allegro, anche se a volte si dimostra anche insensibile, egoista e sarcastico (soprattutto però nei libri successivi).
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, anche se lo diventerà un po' dopo, in quanto all'inizio ha un carattere un po' spocchioso e da "so tutto io", che nasconde però una latente insicurezza che tenta di mascherare con un atteggiamento all'inizio fin troppo sicuro e un po' arrogante. In realtà si dimostra una bambina molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). In questo secondo volume vediamo il suo carattere evolvere un po', diventando effettivamente meno rigido, soprattutto nelle regole, che si dimostra anche contenta di infrangere se per una giusta causa.
Verrà approfondito anche il personaggio di Hagrid, il gigantesco e gentile, anche se ingenuo, guardiacaccia di Hogwarts, il quale sembra avere un segreto da nascondere, fedele a Silente in tutto e per tutto. Nel precedente volume infatti l'autrice ci aveva fatto intendere che Hagrid fosse stato espulso, ma non aveva voluto spiegarcene il motivo, che scopriremo invece in questo secondo capitolo, assieme al passato di Hagrid e dei suoi giorni ad Hogwarts come studente.
Come antagonista secondario abbiamo sempre Draco Malfoy, un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani, oltre ad essere sicuro di sè, spocchioso, che si crede superiore a tutti gli altri, viziato, prepotente, ma anche codardo e, sotto sotto, è geloso di Harry, che è potente, amato e rispettato dagli altri. Qui faremo la conoscenza anche di suo padre, capendo da chi Draco ha ereditato certi atteggiamenti.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry). E poi abbiamo sempre anche la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, sempre più viziato e insopportabile, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Weasley, che impareremo a conoscere ancora meglio, dato che Harry vivrà per un po' di tempo con loro.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che conosceremo nel primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo secondo volume troviamo prima di tutti Dobby, un elfo domestico che scopriamo appartenere alla famiglia Malfoy, e che ha preso in particolare simpatia Harry, anche se all'inizio i suoi modi di proteggere il ragazzino sono abbastanza discutibili. Dobby è un personaggio adorabile e il rapporto che instaurerà con Harry è molto bello e significativo. Grazie a lui noi lettori verremmo a conoscenza anche dell'esistenza degli elfi domestici, creature magiche che però sono state asservite ai maghi, e che in effetti vivono in una sorta di schiavitù. Tale questione verrà poi ripresa nel quarto volume della saga e costituirà un'altro importante spunto di riflessione riguardo al razzismo e allo schiavismo nella saga di Harry Potter.
Abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Gilderoy Lockhart, uno scrittore famoso che nei suoi libri si vanta di aver compiuto imprese straordinarie. In effetti il tratto caratteristico principale di questo nuovo insegnante è proprio la vanità, oltre all'incompetenza, rivelandosi un inetto e un truffatore, tanto da risultare piuttosto insopportabile a tutto il corpo docenti di Hogwarts.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e più complessa rispetto a quella del primo libro, diventando a tutti gli effetti in un vero e proprio giallo che i protagonisti dovranno risolvere. All'inizio del nuovo anno scolastico infatti qualcosa di strano ha iniziato ad accadere nella scuola: durante la notte di Halloween, lungo i corridoi di Hogwarts, Harry inizia a sentire una voce fredda, perfida e sibilante che gli altri non riescono ad udire. Cercando la fonte della voce, Harry, Ron ed Hermione trovano Mrs Purr, la gatta del custode del castello, il signor Gazza, pietrificata. Vicino a lei, sul muro, c'è una scritta che dice “La camera dei segreti è stata aperta, temete, nemici dell'erede!”.
Tale evento permette di introdurre i lettori al passato della scuola di Hogwarts e alla creazione della "Camera dei Segreti": la scuola di Hogwarts venne fondata circa 1000 anni prima dai quattro maghi più celebri dell'epoca: Godric Grifondoro, Salazar Serpeverde, Tosca Tassofrasso e Priscilla Corvonero. All'inizio i quattro fondatori vivevano in armonia, ma poi nacquero dei contrasti tra Salazar Serpeverde e gli altri tre, perché Serpeverde non voleva ammettere ad Hogwarts i figli di babbani dotati di poteri magici. Salazar lasciò quindi la scuola ma, prima di andarsene, secondo una leggenda, costruì una stanza nei sotterranei che sarebbe potuta essere aperta solamente da un suo erede e al cui interno si celava un mostro che, qualora liberato, avrebbe epurato Hogwarts dai figli di babbani. 
Scopriamo inoltre che un'evento simile si era già verificato cinquant'anni prima e che Hagrid era stato incolpato della morte di una studentessa, ma anche in questo secondo libro ci sarà un bel colpo di scena, quando si scoprirà chi è il vero colpevole di queste pietrificazioni. 
Questo secondo capitolo della saga di Harry Potter è un ottima continuazione del primo volume, che continua a affascinare i lettori in un universo inedito, magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. In questo secondo capitolo si aggiungeranno però delle tinte più cupe rispetto al primo, e la psicologia dei vari personaggi sarà più approfondita. Non manca qualche insensatezza tipo: come mai aspettare per così tanto tempo che le mandragore della professoressa Sprite crescano abbastanza da farne una pozione antipietrificazione, anzichè farsene mandare alcune già pronte, oppure farsi arrivare direttamente le pozioni contro la pietrificazione (magari anche chiedendo al Ministero, visto che si trattava di un'mergenza), visto che la Mandragora non è una pianta che cresce solo ad Hogwarts e dovrebbe essere abbastanza comune nel mondo magico.
Una storia che rimane comunque avvincente, ricca di personaggi indimenticabili, dal ritmo sostenuto e incalzante e dove inizia a delinearsi la complessità del mondo di Harry Potter, adatta per bambini a partire dai 9 anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo è quella del protagonista, quindi 11/12 anni.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Il secondo film rimane piuttosto fedele all'opera originaria, sebbene ovviamente ci sia qualche taglio o qualche scena modificata, ma le parti più importanti sono state mantenute e l'aspetto delle nuove ambientazioni, tra cui quello della Camera dei Segreti, è sicuramente molto suggestivo e la resa del basilisco fatta bene. 
Tra le maggiori differenze che ho riscontrato tra libro e film c'è l'assenza di Pix, che però tutto sommato non si sente più di tanto. Ho visto poi che nel film Harry non riceve la lettera dall'Ufficio per l'Uso Improprio delle Arti Magiche e anche la festa di complemorte di Nick-Quasi-Senza-Testa è completamente omessa dal film (probabilmente per questioni di minutaggio e budget).
Nel libro, durante la riunione del Club dei Duellanti tutti gli studenti partecipano. Nel film, sono solo Draco e Harry a duellare, cosa fuori luogo dal momento che Hermione prende un capello, ingrediente essenziale per la pozione Polisucco, proprio mentre duella. Alla fine sarebbe bastato anche solo un minuto per far vedere qualche altro studente duellare (tra cui Hermione).
Alcune scene d'azione hanno invece avuto maggior minutaggio nel film, il che ha senso, visto che la resa visiva permetteva di renderle più spettacolari e giustamente il resista ne ha approfittato. Scene ad esempio come quella in cui Harry cade dalla Ford Anglia o quella dove c'è una gara fra i due cercatori, Harry e Malfoy, durante una partita di Quidditch per prendere il boccino.
 

 
Sopra: In alto la locandina del film su Prime e in basso una scena che mostra Harry e Tom Riddle nella Camera dei segreti..
 
Questo volume è stato edito nel 2016 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Chambers of Secrets" ed è stato pubblicato nel 2016 in italiano dalla Salani. Il volume ha 272 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 38,00 euro.
 
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