mercoledì 9 settembre 2026

I GRANDI ROMANZI D'AVVENTURA: Dracula di Bram Stoker (Hachette)

Oggi volevo parlarvi di un'edizione di "Dracula" di Bram Stoker un po' particolare, la quale faceva parte di una collana che usciva in edicola chiamata "I GRANDI ROMANZI D'AVVENTURA" per la Hachette.
Tale edizione, contenente le illustrazioni di Esteban Gomes Sàez, già a prima vista appare subito molto più corta del normale, ho infatti scoperto che si tratta di una rivisitazione la cui traduzione si basa una edizione francese del 1921 di "Dracula" non integrale dal titolo "Dracula: l'homme de la nuit".

 
  
 Sopra: A sinistra l'edizione italiana blu, mentre a destra quella originale spagnola, con la copertina rossa.
 
Come detto nella parte introduttiva quella che mi accingo a recensire non è l'opera di "Dracula" che tutti conosciamo ma, una traduzione del 1922 basata su un'edizione francese del 1921 che però era stata rimaneggiata. Voglio quindi fare un confronto tra l'edizione integrale e questa, evidentemente più corta, segnandomi di man mano le principali differenze riscontrate.
Riporterò intanto il famoso incipit.
Edizione Ippocampo di "Dracula" (integrale):  "3 maggio, Bistrita. 
Lasciata Monaco la sera del primo maggio alle 8:35, giunto a Vienna il mattino seguente, sul presto; sarei dovuto arrivare alle 6:46, ma il treno aveva un'ora di ritardo. Buda-Pesth mi sembra luogo meraviglioso, a giudicare da quanto ho intravisto dal treno e dai pochi passi che ho fatto per le strade. Ho avuto paura ad allontanarmi troppo dalla stazione, poiché eravamo arrivati in ritardo e saremmo ripartiti il più possibile in orario. Ho avuto l'impressione che stessimo lasciando l'Occidente per entrare nell'Oriente; il più occidentale tra i magnifici ponti del Danubio, che qui è di nobile ampiezza e profondità, ci ha condotto tra le tradizioni del dominio turco.
Siamo partiti pressoché in orario e siamo giunti a Klausenburg dopo l'imbrunire. Ho passato la notte lì, l'Hotel Royale. Per pranzo, o meglio per cena, ho mangiato un pollo, cotto non so come con del peperoncino rosso, era delizioso ma mi ha messo sete (Memo: farsi dare la ricetta per Mina). Il cameriere cui ho chiesto lumi mi ha detto che si chiama paprika hendl e che, essendo un piatto nazionale, l'avrei trovato dappertutto nei Carpazi. La mia infarinatura di tedesco si è rivelata molto utile da queste parti, anzi non so come me la sarei cavata senza.
Quand'ero a Londra, avendo un po' di tempo a disposizione, sono stato al British Museum e ho fatti qualche ricerca tra i libri e le carte della Transilvania; mi era sembrato che una certa qual preparazione non fosse priva di importanza nei rapporti con un nobile di quei luoghi. 
Ho scoperto che la regione di cui mi ha parlato si trova nell'estremo est del paese,giusto al confine di tre Stati, Transilvania, Moldavia e Bucovina, nel cuore dei Carpazi; una delle zone più selvagge e meno conosciute d'Europa."
Edizione Hachette di "Dracula": "3 maggio- Bitriz.
Lasciato Monaco alle 8.55 di sera, il 1 maggio . Giunto a Vienna l'indomani, di buon mattino. Il treno aveva un'ora di ritardo, Budapest mi parve molto curiosa da quel che potei vedere stando in treno. Fatta una passeggiata breve attraverso la città. Ebbi l'impressione nitidissima di lasciare l'Occidente per entrare nell'Oriente. Il magnifico ponte gettato sul Danubio ricorda la dominazione turca.
Giunto a Klausenberg sul far della notte. Cenato all'Albergo Reale con un pollo alla paprica, specie di pepe rosso, (pro memoria: ho chiesto la ricetta di questo piatto, per Mina). Il mio cattivo tedesco m'è stato utilissimo qui, non so come me la caverei altrimenti.
Prima di lasciare Londra, e poiché sono chiamato da un nobile di questo paese, ho consultato al British Museum alcuni libri e carte sulla Transilvania. 
Il distretto che il conte Dracula abita confina con tre stati: la Transilvania, la Moldavia e la Bucovia, in mezzo ai Carpazi, in uno degli angoli più selvaggi e meno conosciuti d'Europa."
 
Gia nell'incipit si può notare come la scrittura della riduzione appaia molto più sintetica e quasi telegrafica, andando ad omettere già alcune parti più tecniche come la descrizione del ponte, oltre ad alcuni dettagli riguardanti ad esempio il soggiorno del protagonista a Monaco o le peculiarità culinarie del cibo che ha mangiato.
Ecco poi altre differenze principali riscontrate tra i due romanzi: 
 
CAPITOLO I 
  • Alcune informazioni e considerazioni sulle quattro nazionalità della Transilvania sono state riassunte, soprattutto quelle di tipo storico riguardanti i Siculi, che dicono di discendere dagli Unni. 
  • Viene riassunta anche la descrizione del pasto fatto da Harker a colazione.
  • Omesse le informazioni storiche sulla città di Bistritz.
  • 5 maggio: omessa la descrizione di cosa Harker ha mangiato a colazione .
  • Ridotta di molto la descrizione della strada e del tragitto che Harker ha preso assieme ad altri passeggeri per essere condotto a dove lo aspetta quella del Conte. Anche la scena dove la carrozza del Conte arriva e Harker viene fatto salire è stata accorciata, eliminando ad esempio la frase "Perchè i morti viaggiano veloci" pronunciata da uno dei passeggeri.
  • Ridotta la descrizione del viaggio di Harker nella carrozza del Conte, tra cui il momento in cui il cocchiere fa fermare i cavalli e smonta per ammansirli per poi ripartire o di come sia sceso una seconda volta dopo aver visto il tremolio di una fiamma blu. Omesso il momento in cui Harker grida al cocchiere di tornare, vedendola carrozza circondata da lupi.

CAPITOLO II

  • 5 maggio: il capitolo è piuttosto fedele all'originale, sebbene non manchino alcune frasi descrittive, in compenso i dialoghi sono stati tutti riportati piuttosto fedelmente. Siccome questo capitolo contiene la descrizione del Conte vorrei riportarla così da confrontarla con l'altra. 
Edizione Hachette di "Dracula": "Esaminai con attenzione la sua fisionomia.
Aveva un naso aquilino, le narici assai dilatate, una grande fronte e una bella capigliatura che però si diradava sulle tempia. Aveva sopracciglia folte che si univano, una bocca crudele e denti aguzzi che denotava una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Il mento era marcato, le guance lisce. Ciò che maggiormente colpiva er il suo strano pallore.
le mani pelose erano volgari, le dite allargate s'adornavano d'unghie lunghe e taglienti. "
 
Edizione Ippocampo di "Dracula": "Avevo adesso l'opportunità di osservarlo bene, trovando la sua fisionomia davvero ragguardevole."
Ha un viso molto, davvero molto grifagno, con un naso sottile dal dorso sporgente e le narici particolarmente dilatate, la fronte alta e tondeggiante e una capigliatura folta anche se un po' rada sulle tempie. le sopracciglia sono parecchio folto e per poco non si incontrano sopra il naso, la loro cespugliosa peluria sembra arricciarsi proprio a causa dell'abbondanza.
La bocca, per quanto sono riuscito a cogliere sotto i grandi baffi, ha un'aria alquanto crudele e inflessibile, con denti bianchi e insolitamente aguzzi. Sporgono sulle labbra, il cui rosso intenso denota una vitalità stupefacente per un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie sono pallide ed estremamente appuntire in alto. Il mento è largo e deciso, e le guance sode benché magre. L'effetto complessivo è di un pallore straordinario.
In un primo momento, delle mani che teneva appoggiate sulle ginocchia avevo scorto soltanto il dorso illuminato dal fuoco del camino, e mi erano sembrate piuttosto fini e pallide. Ma quando le ho viste da vicino mi è stato impossibile non notare che sono invece grosse e rugose, e con dita tozze. Strano a dirsi, il centro dei palmi è peloso. le unghie sono lunghe e sottili, e tagliate a punta.

CAPITOLO III

  • 8 maggio: viene molto tagliato il racconto che il Conte fa a Harker della storia della Transilvania, che il Conte narra con grande fervore, come se l'avesse vissuta di persone.
  • 16 maggio: abbreviato l'incontro tra Harker e le tre vampire, di cui non viene riportata nessuna linea di dialogo.
  • 28 maggio: eliminati gli appunti presi da Harker sugli zingari che lavorano per il Conte. Nella riduzione compare anche la data del 29 maggio (mentre nella versione integrale si passa dal 28 al 31), in cui si narra del confronto tra Harker e il Conte che ha ricevuto le lettere dagli zingari.

CAPITOLO IV

  • 25 giugno: alcune parti sull'esplorazione di Harker del castello, prima di trovare il Conte nella cassa di terra, sono state eliminate o riassunte. 

CAPITOLO V

  • Le lettere che si scambiano Mina e Lucy sono più brevi di quelle originali, in particolare la lunga lettera in cui Lucy descrive a Mina come tre pretendenti abbiano chiesto la sua mano.
  • È stata eliminata la pagina di diario del Dottor Seward che parla di Renfield, nonché anche anche la lettera di Morris a Arthur Holmwood.

CAPITOLO VI

  • 24 luglio: L'incontro tra Mina, Lucy e il vecchio marinaio è descritto molto brevemente.
  • Nella riduzione mancano tutte le parti comprese tra il 25 luglio e il 26 luglio: quando Lucy e Mina visitano il cimitero dove incontrano e discutono con signor Swales di come molte tombe di marinai siano in realtà vuote. Mancano i pezzi di diario del Dott. Seward su Renfild (del 5 e del 18 giugno, del 1, dell'8, del 19 e del 20 luglio).
  • La narrazione riprende il 26 luglio col diario di Mina che esprime la sua preoccupazione per il fidanzato. 

CAPITOLO VII 

  • L'articolo del "The Dailygraph" dell'8 agosto è stato in parte riassunto (così come il diario di bordo della Demetra), e risulta ben più breve dell'originale, sebbene narri sempre dell'insolita tempesta che si è scatenata e dell'arenarsi della goletta che trasportava il Conte sulle coste dell'Inghilterra. Voglio però riportare la descrizione del cadavere del timoniere della nave:
Edizione Hachette di "Dracula": "Quando giunsi, c'era già folla sulla spiaggia e degli agenti interdicevano l'adito al ponte. Esibii la mia tessera di giornalista e in qualità di corrispondente potei unirmi al gruppetto esplorante il battello. 
Il pilota aveva le mani attaccate al timone; le corde erano state legate così energicamente che i flussi e i reflussi del battello avevano tagliato le carni. la mano destra del cadavere si chiudeva sopra un piccolo crocifisso. Il dottore, master Caffyn, crede che la morte risalga a due giorni. "
 
Edizione Ippocampo di "Dracula": "Quando sono arrivato, però, sul molo si erano già radunate parecchie persone, a cui guardacoste e polizia negavano l'accesso a bordo. Grazie alla cortesia della capitaneria di porto, ho ottenuto il permesso, in qualità di corrispondente, di salire sul ponte e di far parte del ristretto gruppo che ha visto il marinaio morto ancora legato al timone.
Non c'è da stupirsi che il guardacoste fosse sorpreso, per non dire sgomento, giacchè un simile spettacolo non è certo cosa di tutti i giorni. L'uomo era legato solo per le mani, allacciate l'una sull'altra e assicurate a un raggio del timone. tra la mano più nascosta e il legno c'era un crocifisso, col rosario avvolto intorno a polsi e timone, e il tutto stretto da una legatura di funi. Può darsi che lo sventurato fosse seduto da principio, ma le continue sferzate delle vele avevano azionato la ruota del timone, strattonando il corpo da una parte all'altra, tanto che le corde con cui era legato avevano inciso la carne fino all'osso. Si è stilato un dettagliato rapporto della situazione, dopodiché un medico, il dottor J.M. Caffyn, domiciliato al 33 di Bast Elliot Place e sopraggiunto subito dopo di me, ha dichiarato, dopo aver esaminato il cadavere, che l'uomo dovesse essere moro da almeno due giorni."
 
CAPITOLO VIII
  • Manca la parte delle 11 di sera del diario di Mina del 10 agosto, dove Mina si reca a prendere il tè con Lucy dopo il funerale del capitano della Demetra. Si parte direttamente con l'11 agosto, con Mina che sorprende Lucy a fare la sonnambula e ad essere uscita di casa.
  • Eliminata la lettera del 17 agosto dello studio legale ai signori della Carter, Paterson & Co., che devono trasportare le casse del Conte nella sua nuova dimora, e rispettiva lettera di risposta. 
  • Estremamente riassunta la lettera che Mina riceve dalle suore per annunciarle che Harker si trova presso il loro convento. Praticamente la lettera viene omessa facendo semplicemente dire a Mina: "Il mio fidanzato ha subito una terribile scossa nervosa. Nel suo delirio ha parlato di lupo e di sangue, ma è in via di guarigione.
  • Per la prima volta sono presenti le annotazioni del diario del Dottor Seward riguardo a Renfield, alcune delle quali riprendono alcune di quelle che erano state omesse in precedenza, quelle dal 5 giugno al 19 luglio, dove vengono descritte (seppur più brevemente che nel romanzo integrale) le ossessioni di Renfild per le mosche, poi per i ragni e infine per le rondini (nella traduzione Ippocampo si parla di passeri), nonché il desiderio del pazzo di avere un gattino (del 19 luglio) e il fatto successivo di essersi mangiato i suoi uccellini. Viene poi annunciata la fuga di Renfield verso Carfax. Viene riportata, sempre in questo capitolo, anche la parte presente, nell'originale, nel CAPITOLO IX, dove il dottore narra, il 23 agosto, di come Renfield sia fuggito nuovamente

CAPITOLO IX

  • Mancano le parti del diario del dottor Seward del 20 e del 23 agosto, inserite (maggiormente riassunte) nel precedente capitolo. 
  • La lettera del dott Seward al futuro marito di Lucy (Holmwood), dove gli spiega di aver visitato Lucy, di essere in pensiero per la sua salute, tando da aver chiesto l'aiuto del Dott. Van Helsing, è stata particolarmente accorciata.
  • Manca la lettera di risposta di Van Helsing.
  • Mancano le parti del diario del dottor Seward su Renfield del 4 settembre.

CAPITOLO X 

  • Giornale del dottor Seward che narra della visita di Van Helsing a Lucy, della trasfusione di sangue e della scoperta dei segni sul collo molto riassunto. 
  • Si passa dall'8 all'11 settembre, omettendo la parte in cui il dottor Seward ha vegliato su Lucy (facendole il giorno seguente anche un'altra trasfusione) mentre Van Helsing era via per prendere alcuni strumenti per guarirla. La narrazione riprende l'11 settembre con dei fiori d'aglio con cui riempie la stanza di Lucy.

CAPITOLO XI 

  • Omessa la parte riguardante il diario di Lucy del 12 settembre.
  • L'autore unisce le parti del diario di Lucy del 17 settembre, inizialmente separate dall'intervista al custode e dal diario del dott. Seward, sempre del 17 settembre, dove egli narra di essere stato attaccato da Renfield. Nel diario Lucy narra anche dell'attacco del lupo, che entra in camera sua e della morte della madre, il suo racconto tuttavia si interrompe qui, dicendo  "Spero di sopravvivere a questa notte atroce". Nella versione integrale Lucy viene attaccata dal lupo, in seguito chiama in aiuto delle domestiche che però a loro volta si sentono male e si addormentano, così Lucy ritorna nella sua stanza e il suo ultimo pensiero va ad Arthur: "Addio adorato Arthur, se non dovessi sopravvivere alla notte, Che Dio abbia cura di te, tesoro, e aiuti me!"
  • Omesso l'articolo che narra l'intervista al custode del giardino zoologico riguardo alla fuga di un lupo. 
  • Qui vi è un salto che omette il diario del dottor Seward del 18 settembre (presente nel CAPITOLO XII), che narra del ritrovamento di Lucy e della madre in casa loro, assieme alle tre domestiche svenute, nonché della nuova trasfusione fatta a Lucy.
  • Nella versione ridotta si passa direttamente alla lettera di Mina a Lucy del 17 settembre, dove Mina racconta di come Mister Hawkins abbia lasciato a lei e al marito la sua eredità.
  • Molto ridotto il resoconto del medico Hennesey a Seward su Renfild.

CAPITOLO XII 

  • Il capitolo comprende tutti i fatti (seppur narrati più brevemente) presenti nel CAPITOLO XIII e parte del capitolo XIV dell'opera integrale. L'incontro tra Mina e Val Helsing del 25 settembre è molto ridotto e sono stati eliminati tutti i dialoghi tra lei e il dottore, e questo capitolo si chiude proprio con questo episodio, con Mina che consegna il diario del marito a Van Helsing.

CAPITOLO XIII 

  • Sono state eliminate le lettere tra Van Helsing a Mina, nonché la parte del diario di Harker che scrive riguardo a come abbia visto il conte a Londra, rinvigorito.
  • Il capitolo si apre col diario del dottor Seward  del 26 settembre che riporta il confronto con Van Helsing (che gli mostra gli articoli della Westminster Gazette sui ragazzini adescati da una donna elegante vestita di bianco, riportati nel precedente capitolo) e gli dimostra la sua teoria su come Lucy si sia trasformata in un vampiro (cosa che nel testo integrale viene riportata all'inizio del CAPITOLO XV).

CAPITOLO XIV 

  • Continua il diario del dottor Seward del 28 settembre, narrando della missione di lui, di Arthur, di Morris e del dottor Van Helsing di eliminare Lucy in quanto divenuta un vampiro. Attualmente come avvenimenti ci troviamo all'inizio del CAPITOLO XVI della versione integrale. 
  • È stato omesso il biglietto lasciato da Van Helsing al dottor Seward e l'incontro tra quest'ultimo, Seward e Arthur per spiegare a tutti la necessità di introdursi nuovamente nella tomba di Lucy per eliminarla. Nella versione della Hachette viene semplicemente detto: "Van Helsing sta formando il piano d'una nuova spedizione al cimitero, ma ci tiene che Arturo e Quincy Morris ci accompagnino. Ha telegrafato loro. Ambedue hanno risposto alla sua chiamata e ci fu una lunga spiegazione alla quale assistetti. Il povero Arthur è dolorosamente impressionato; la sola cosa che ancora lo sostiene è che, al par di me, dubita ancora."

CAPITOLO XV

  • Corrisponde al CAPITOLO XVII dell'edizione integrale, con il dottor Seward che va a prende Mina alla stazione del treno e la ospita nel manicomio. 
  • Omesso il diario di Mina del 29 settembre dove lei si reca nello studio del dottore e si confronta con quest'ultimo, chiedendogli di trascrivere e metter in ordine tutto il materiale. 
  • Si passa direttamente all'arrivo del 30 settembre di Harker.
  • Omesso il diario di Harker che narra del suo viaggio in treno verso Londra, mentre ricostruisce i movimenti del Conte.
  • Omesso un altro pezzo del diario di Mina del 30 settembre in cui constata che lo stato del marito è migliorato nonché tutto l'incontro tra lei, Arthur e Morris. Nella riduzione a tale incontro non viene data molta importanza, e viene narrato da Seward. È proprio durante questo incontro che Mina chiede a Seward di vedere Renfild, nella versione integrale tale richiesta avviene invece all'inizio del CAPITOLO XVIII .
  • Il momento in cui Seward, Harker, Mina, Morris e Arthur si riuniscono per ascoltare la spiegazione di van Helsing sui vampiri nella versione integrale è narrata da Mina nel suo diario, mentre nella riduzione è narrata sempre da Seward. 

CAPITOLO XVI

  • Tale capitolo corrisponde al XIX CAPITOLO della versione integrale, il quale si apre anch'esso con il diario di Harker.
  • È stato omesso il diario di Seward che trascrive un incontro tra lui e Van Helsing, dove alla fine concordano sul lasciare Mina fuori dalla vicenda.  

CAPITOLO XVII

  • Corrisponde al CAPITOLO XX della versione integrale, seppur molto più riassunto. Ad esempio è stata eliminata la lettera della Mitchell, figli & Candy ad Arthur Goldaming contenente le informazioni sulla vendita della casa di Carfax e viene semplicemente riportato nel diario di Seward: "L'agenzia di Londra informa lord Goldaming che la casetta situata al numero 347 in Piccadilly fu comperata da un nobile straniero: il Conte de Ville. Si tratta certo di Dracula."
  • Tale capitolo include anche l'episodio su Renfild del 3 ottobre, contenuto nel CAPITOLO XXI della versione integrale, dove Seward deve accorrere da Renfild poiché gravemente ferito. 

CAPITOLO XVIII

  • Corrisponde al CAPITOLO XXII della versione integrale, e si apre col diario di Harker del 3 ottobre che narra della missione di purificare le casse di terra a Piccadilly.

CAPITOLO XIX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXIII della versione integrale, col diario del dottor Seward e poi il diario di Harker, sempre in una versione più ridotta e abbreviata.

CAPITOLO XX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXIV della versione integrale, omettendo però un messaggio lasciato da Van Helsing ad Harker sul diario del dottor Seward e la relativa risposta che Harker ha scritto sul proprio diario. Nella riduzione il capitolo si apre direttamente col diario di Mina che narra come tutti si lancino all'inseguimento del Conte che sta tornando in Transilvania, proseguendo poi con diario di Seward del 5 ottobre e poi di quello di Harker del 5 e del 6 ottobre. 
  • Nella versione ridotta il diario di Harker prosegue saltando alla data del 15 ottobre, dicendo che hanno lasciato Londra il 12. Nell'edizione integrale si è passati invece al CAPITOLO XXV col diario del dottor Seward dell'11 ottobre, con Mina che parla con gli altri del suo desiderio di venire con loro, parte omessa nell'edizione ridotta.
  • Omesso il breve appunto di Harker del 16 ottobre su Mina che monitora ciò che il Conte avverte. Si passa quindi al 17 ottobre e poi al diario del dottor Seward del 24, 25, 26 e 27 ottobre.

CAPITOLO XX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXVI della versione integrale, come al solito in forma più ridotta. Mancano alcune piccole parti alla fine provenienti dal diario del dottor Seward del 2, 3 e 4 novembre in cui si continua a narrare dell'inseguimento del Conte per la Transilvania. 

CAPITOLO XXI 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXVII della versione integrale, sebbene inizi con un pezzo del diario di Mina del 31 ottobre collocato, nella versione integrale, alla fine del capitolo precedente (XXVI).
  • Sono poi omessi due brevi stralci (che nell'opera integrale interrompevano il Memorandum di Van Helsing) dei diari di Harker del 4 novembre e di Seward del 5 novembre. La storia si conclude con il diario di Mina del 6 novembre, omettendo una nota da parte di Harker presente invece alla fine della versione integrale.
 

Sopra: Le pagine iniziali dell'opera dove vediamo a sinistra un'illustrazione a pagina intera di Esteban Gomes Sàez, e a destra il frontespizio dell'opera con titolo e, al centro, il diettaglio di un'altro disegno di Sàez, raffigurante Lucy impalata.
 
In quest edizione edita dalla Hachette i testi sono accompagnati da alcune illustrazioni in bianco e nero di Esteban Gomes Sàez. I suoi disegni richiano lo stile delle xilografie Ottocentesche, sebbene con uno stile più moderno e un po' più esagerato. Le immagini sono inaftti molto ricche di dettagli e raffigurano anche persone in modo realistico, ma forse con un gusto un po' drammatico.
Sicurmente però colpisce l'uso del bianco e del nero per creare forti contrasti visivi tra luci ed ombre all'interno di ciascuna immagine, dove non esistono sfumature morbide. Ogni zona è lasciata bianca oppure è tratteggiata con fitte linee nere per creare ombre e figure, con alcune zone, più in ombra, lasciate completamente nere.
I disegni sono tutti a pagina intera e rappresentano scene narrate all'interno dei testi, con una particolare cura sia per i personaggi che per gli ambienti circostanti, estremamente ricchi di dettagli. Tra le scene rappresentate troviamo quelle più catardiche come: l'arrivo al castello del conte di Jonatha Harker, Mina che legge una lettera di Harker in un giardino all'aperto; Van Helsin, Quincey, Morris e Arthur mnetre si stanno per introdurre nella cripta di Lucy; Van helsing che tiene in mano una croce mentre gli altri tre guardano il corpo di Lucy col paletto nel cuore; la scena del conte Dracula subito dopo aver morso Mina al collo. 
 
  
 
  
 Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero opera di Esteban Gomes Sàez, le quali rappresentano alcune delle scene principali del romanzo.
 
Più di 100 anni fa, nel 1922, veniva pubblicato per la prima volta in Italia il capolavoro dello scrittore irlandese Bram Stoker (1847-1912) "Dracula". È considerato l’ultimo grande romanzo gotico e il personaggio del conte Dracula, al pari di Frankenstein, è entrato a far parte dell’immaginario popolare. Un fenomeno di costume destinato a perdurare nel tempo. L’opera viene proposta nella traduzione della prima edizione italiana della Sonzogno del 1922, a cura di Angelo Nessi. 
La Hachette per la propria edizione di "Dracula" da inserire nella sua collana "Grandi romanzi d'avventura" ha pensato bene di recuperare questa vecchia edizione della Sonzogno, non penso per motivi filologici quanto per una questione economica. La traduzione di Angelo Nessi è infatti libera da copyright ed è inoltre molto più breve rispetto a quella integrale, praticamente metà dell'altra. Essendo il volume parte di una collana la Hachette ha tuttavia potuto venderlo allo stesso prezzo di altri più lunghi: 12 €. Devo dire che subito quando ho vito il libro sono rimasta un po' delusa di vederlo così sottile, dato che mi aspettavo invece un volume bello corposo. 
E' stato tuttavia interessante scoprire questa versione alternativa (un'altra) del classico scritto da Bram Stoke, di cui ho scoperto esistere pure l'audiolibro su You Tube (scrivete audiolibro "Dacula l'uomo della notte" per trovarlo). E' stato divertente, anche se impegnativo, scoprire tutte le differenze tra le due versioni, che ho ampiamente illustrato in precedenza.
Infine posso dire che tale versione è praticamente un fedele riassunto, ma fatto piuttosto bene, del "Dacula" di Stoker integrale, sicuramente più breve e facile da seguire, anche grazie a uno stile di scrittura più semplice e diretto, a volte quasi telegrafico, ma non banale. Pur con i suoi tagli e omissioni la storia continua a rimanere coerente e può essere una chicca interessante per gli appassionati di "Dracula" o per coloro che vogliono conoscerne la storia ma non si sentono pronti alla versione da 550 8e allo stile narrativo di Stoker). Considerate che in audiolibro l'edizione tradotta da Nessi dura circa 4 ore e mezza contro le 18 ore e mezza della sua versione integrale. 
  
Il volume è stato pubblicato originariamente dalla Salvat nel 2020 e nel 2023 dalla Hachette; ha 270 pagine, una copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza e costava 11,99 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 4 settembre 2026

Quella peste di Sophie della Contessa di Ségur

"Quella peste di Sophie" è una raccolta di vari aneddoti, scritti della Contessa di Ségur che vedono per protagonista una bambina di nome Sophie che ogni volta combina qualche guaio. 
Le storie di Sophie, scritte a metà Ottocento e tradotte in tante lingue, oltre che trasposte in fumetti, serie tv e film, continuano a divertire generazioni di bambini. In questa edizione tornano a nuova vita grazie alle freschissime illustrazioni tagliate a misura di peste dall'artista francese contemporanea Sophie De La Villefromoit, e affidate alla briosa traduzione di Maria Vidale. 
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo un'illustrazione di Sophie De La Villefromoit che mostra Sophie mentre combina un guaio (fa a pezzi e sala i pesciolini della madre).
 
Se c'è una peste in gonnella quella è di certo Sophie: "un bel faccione fresco e allegro, due magnifici occhi grigi, un naso all'insù un po' grosso, una bocca grande e sempre pronta al riso e i capelli biondi, dritti come stecchi e tagliati a caschetto quasi come quelli di un maschio". 
Uscita dalla penna della nobile (e non a caso omonima) Sophie de Ségur, la piccola monella vive in campagna insieme ai genitori e passa le giornate a giocare con il cugino Paul e le amichette Camille e Madeleine. 
Come viene spiegato nell'introduzione le vicende qui narrate sono tratte da eventi realmente accaduti all'autrice, "una'aristocratica signora francese di origini risse ce, già nonna di uno stuolo di nipotini, cominciò a scrivere storie per ragazzi di grande successo un secolo e mezzo fa, al'età di 57 anni - il che all'epoca significava essere piuttosto arrugginiti. Vecchiotta o meno, quel che è ceeto è che la contessa Sophie de Ségur conservava intatti i suoi ricordi di bambina, e soprattutto rammentava quel ciclo inarrestabile di entusiami, slanci, capricci, azzardi, inquietudini, spaventi, incertezze, litigi, delusioni. rimproveri, rimorsi e via ricominciando che occupale intere giornate di ogni bambino, soprattutto nei primi anni senza scuola, o nelle interminabili vacanze estive. E con quei ricordi ha voluto imbastire le avventure di Sophie, alla quale non a casa dà il suo stesso nome, precisando nella dedica alla sua nipotina che si trattava di <<sstorie vere>>."
A differenza però dei suoi compagni di scorribande, che sono bambini modello, Sophie ha un bel caratterino: basta un niente per farla andare su tutte le furie, ha la testa dura, dice un sacco di bugie ed è una golosastra. Piena di curiosità e di spirito d'avventura, non fa che prendere bizzarre iniziative, che quasi sempre si trasformano in guai. Come quando, invidiosa dei boccoli di Camille e convinta che l'umidità arricci tutti i capelli, si piazza impavida sotto la grondaia per beccarsi scrosciate di pioggia in testa, ma l'effetto non sarà quello sperato... 
Di occasioni per combinare pasticci Sophie ne trova a non finire, e spesso ci vanno di mezzo dei malcapitati animali: un galletto, uno scoiattolo, un gatto e un asinello; armata delle migliori intenzioni, la bambina se ne prende cura a modo suo, come quella volta che, per dare una bella rinfrescata all’amata tartaruga, non esita a farle un bagnetto… un’altra delle tante occasioni in cui la piccola imparerà qualcosa dai propri errori, o almeno così spera la sua mamma.  
 
Sopra: Due pagine interne tratte dal primo racconto, dove a sinistra compare il testo e a destra un'illustrazione che raffigura Sophie mentre gioca felice con la bambola di cera appena ricevuta (inviatale dal padre da Parigi).

Le storie sono accompagnate dalle illustrazioni dell'artista francese contemporanea Sophie De La Villefromoit, la quale ha anche lei lo stesso nome della protagonista, nonchè dell'autrice, una particolrità che viene segnalata anche all'inizio del libro, nell'introduzione: "Per esempio che di Sophie in questo libro se ne incontra più di una, per l'esattezza tre: la peste protagonista, la scrittrice che l'ha ideata e l'illustratrce che ne ha colorato il piccolo mondo raffigurato nel volume. [...]
Ed eccoci giunti alla terza Sophie, del la Villefromoit, che ha creato le tavole che scandiscono ogni storia della piccola peste - perchè un libro senza figure di certo non piace ai bambini pestiferi, e neppure a quelli (troppo) buoni come il cuginetto Paul."
L'artista ha cercato di inserire un'immagine per ciascuno dei racconti di Sophie, immortalando la scena più caratteristica di ogni racconto: quella dove Sophie di taglia le sopracciglia con una forbicina mentre si guarda in uno specchio (con un'interessante prospettiva dove noi vediamo Sophie di spalle e il suo volto nello specchio); quella in cui Sophie gioca a prendere il tè con i suoi amici, i quali però non sono molto contenti di mangiare gesso e bere acqua di pozzanghera, infatti la quardano contrariati, emntre Paul osserva cosa contiene la tazzina da tè; quella dove una cameriera porta via Sophie dalla calce, dopo che la protagonista ci è sffondata dentro, infatti ha le gambe e i piedi tutti sporchi; quella dove Sophie viene ritratta (con una visuale dall'alto verso il basso) sotto una grondaia, completamente fradicia; quella dove gioca con dei pesciolini facendoli a pezzi e salandoli; quella dove mangia del pane con la panna in cucina, mentre dietro la cuoca stende dei panni; ecc...
Queste illustrazioni sono tutte a pagna intera e rappresentano scene descritte nei testi, dove vengono mostrati i vari personaggi e gli sfondi, a volte con prospettive alquanto interessanti.
Alcuni disegni invece sono contenuti all'interno di cornici ovali, nelle quali sono ritratti in due casi su tre degli animali: lo scoiattolo in gabbia e il gatto di Sophie (Belmicio) che rincorre un uccellino, mentre nel terzo caso vediamo la bambola di Sophie posata dentro una scatola pronta per essere seppellita, circondata da due farfalle e da alcuni fiori.
Lo stile dell'artista è dolce e raffinato, un po' fiabesco, con personaggi, soprattutto i bambini, nonchè la stessa Sophie, rappresentati come delle bambole: con visi tondi e pieni, più grandi e un po' sproporzionati rispetto ai corpi, guance rosse, occhi grandi e ovali, molto espressivi, nasi piccoli e a patata, boccucce anch'esse piccole e grazose. I bambini acquisiscono così un aspetto tenero, infantile, anche se molto espressivo, mentre gli adulti  hanno un aspetto più rigido. Gli adulti comunque vengono ritratti raramente e, quando capita, sembra che gli venga data poca importanza all'interno della scena. Li vediamo infatti presenti più in secondo piano, sullo sfondo, distanti, intenti a parlare tra loro o a svolgere qualche lavoro. Nella scena in cui c'è una cameriera che tiene in braccio Sophie sopo averla tolta dalla calce la cameriera non è neppure inquadrata per intero, in quanto la testa  tagliata fuori dall'inquadratura, in modo che l'attenzione sia comunque tutta per la protagonista.
I disegni sono dettagliati, sia per quanto riguarda l'attenzione per gli abiti e le acconciature dei personaggi, sia per quanto riguarda gli ambienti in cui essi sono inseriti, i quali ricreano un'atmosfera ottocentesca (per via ovviamente delle ambinetazioni, essendo le storie ambientate a metà degli anni Ottanta del 1800), ma in chiave morderna e delicata. 
I colori utilizzati sono vari, dalle tinte allegre e vivaci, priprio come è vivace la protagonista delle scene, la quel è vestita sempre con colori chiari (bianco), mentre tutto intorno a lei fiocìrisce una moltitudine di colori accesi e brillanti (tipo l verde della vegetazione, il rosso delle rose, l'azzurro del pavimento, il rosa delle pareti della sua cameretta, il marrone chiaro dei mobili della cucina o delle stalle).
 
 

  
 
 
 Sopra: Alcune illustrazioni dai colori caldi e vividi di Sophie De La Villefromoit che mostrano la protagonista combinarw qualche guaio come tagliarsi le sopracciglia,  dare agli amici da bere acqua di pozzamghera e gesso come tè,  camminare sulla calce, bagnarsi sotto una grondaia per arricciarsi i capelli. In basso invece vediamo un'immagine inserita dentro un ovale, che rappresenta lo scoiattolo catturato da Sophie e dal cugino.
 
"Quella peste di Sophie" della Contessa di Ségur è un libro scritto nel 1858, composto da capitoli brevi, ognuno dei quali racconta un episodio che solitamente vede messa in scena una ualche marachella della protagonista, Sophie. Quest'ultima è una bambina allegra e vivace, sicuramente con cattiva, ma con diversi difetti, come tutti i bambini, accentuati proprio dal fatto di essere ancora una bambina piccola (tre anni all'inizio del libro e poi quattro). Sophie ad esempio è molto golosa ed impaziente, oltre a provare proprio piacere nel non dare retta alle regole che sua madre le dà, diciamo che sicuramente è una di quelle bambine che vuole sperimentare il mondo, anche a costo di farsi male, come nell'episodio in cui la madre le proibisce di uscire in giardino perchè ci sono gli operai che stanno facendo dei lavori: " <<Non voglio discutere con te. Io so benissimo cosa può farti male e cosa no. Ti proibisco di andare in cortile senza di me, punto e basta>>.
Sophie abbassò la testa e non disse più niente. però mise il muso e brbottò piano: <<Io però ci vado lo stesso. Andare in cortile è divertente e io ci vado>>.
Le birichinate che combina sono quelle tipicamente dei bambini che non sanno ancora pensare o valutare le conseguenze delle proprie azioni, ma che spesso agiscono d'impulso: come quando Sophie cosruisce degli speroni infilando uno spillone dentro la scarpa per spronare l'asino ad andare più veloce, facendolo però imbizzarrire; oppure come quando uccidere i pesciolini della madre facendoli a pezzi e salandoli, senza rendersi conto che stava facendo loro del male ("Però non volevo ucciderli, volevo solo salarli e non pensavo che il sale li avrebbe fatti morire. Anche quando li ho tagliati, non pensavo che soffrissero, perchè non hanno fatto neanche uno strillo.").
In effetti sembra che soprattutto gli animali siano particolarmente sfortunati, finendo spesso vittima dell'incoscienza o dell'ignoranza della bambina, tanto che dopo un certo punto sua madre si rifiuterà di prenderle altre bestiole.
Dopo un po' devo dire che ho iniziato a sorprendermi della quantità di animali che hanno finito per morire in presenza della protagonista. In ordine abbiamo: i pesciolini rossi (che Sophie preleva dalla boccia esalandoli e facendoli a pezzettini per gioco); un galletto nero (portato via da un avvoltoio mentre Sophie lo stava facendo scorrazzare davanti casa, mentre sua madre le aveva detto di tenerlo nel pollaio); un'ape (che Sophie taglia a pezzetti col suo coltellino); uno scoiattolo (che Sohie ha volutto catturare per tenerselo come animale domestico, e che Paul schiaccia con un pallone per sbaglio per impedirgli di fuggire); tre lupi (che vengono sbranati dai cani da caccia dei gentori di Sophie, er proteggere la bambina che sennò si sarebbero pappata i lupi); un gatto e un ciuffolotto (il gatto di Sophie, che ama cacciare gli uccellini, riesce a prendere il ciuffolotto della madre di Sophie dalla gabbia, uccidendolo, mentre il padre di Sophie spara al gatto per fermarlo); un asino (che viene travolto da una diligenza dopo che Sophie lo ha fatto imbizzarrire frustandolo con dei rami di agrifoglio); una tartaruga (che annega poichè Sophie la mette nell'acqua di un laghetto profondo, dove affonda, essendo una tartaruga di terra).
Certo, la maggior parte delle morti di quesi animali non sono volute, ma è alquanto incredibile che praticamente metà dei racconti della contessa riguardino animali che lei ha avuto e a cui, per un motivo o per l'altro, ha provocato la morte. Leggendo questi racconti ad un abmbino tuttavia lo si può far riflettere sull'importanza di prendersi cura bene di un animale e di come questi siano creature viventi a cui bisogna portare rispetto e prestare attenzione.
Se, come avrete capito, Sophie è una piccola peste, a volte simpatica e a volte decisamente meno, altro bambino ricorrente nelle sue avventure è il cuginetto Paul, più grande di lei di due anni (infatti ha sei anni quando lei ne ha quattro). Paul, al contrario di Sophie, è un po' un santo, già piuttosto maturo (nonostante l'età), ha un carattere buono e abbastanza accondiscendente (anche se ogni tanto perde anche lui la pazienza), e quando litiga con la cugina è sempre il primo a voler fare la pace. Nonostante non gli piaccia emntire spesso mantiene il silenzio per coprire alcune marachelle della cugina, le quali comunque vengono sempre scoperte dalla madre di quest'ultima. 
La madre di Sophie è un personaggio interessante poichè piuttosto severa con la figlia, ma si vede che cerca di essere una buona madre, imponendo a Sophie delle regole, anche se è consapevole che prima o poi la figlia le infrangerà, ma la madre cerca comunque di spingere la figlia a smussare il proprio carattere, ricordandole di cercare di essere più ubbidiente e assennata, e mettendola sempre davanti alleconseguenze delle proprie azioni. Ad esempio quando scopre che ha fatto a pezzi unìape le confisca il coltellino regalatole dal padre e la costringe a indossare al collo un nastrino nero con sopra cuciti tutti i pezzettini dell'ape che Sophie ha fatto a pezzi: "<<Per prima cosa di sequesto il coltellino, che ti ridarò, se tutto va bene, tra un anno; e poi farò infilare i epzzi di questa povera ape su un nastro che porterai al collo finchè non saranno polvere. E vedremo se così ti ricorderai che uccidere un animale è un'azione crudele>>." La filosofia della amdre di Sophie è semplice: se ti comporti male vieni punito, perchè le tue azioni hanno delle cnseguenze. Così come è pronta a punire le cattive azioni la madre di Sophie è anche pronta però a premiare quelle buone, è lei ad esempio a regalarle l'asino, visto che da un paio di settimane la figlia si stava comportando bene. E' anche pronta a perdonare la figlia se quest'ultima confessa i propri sbagli e se dimostra di aver compreso l'errore: "<<[...] - se fossi venuta a sapere per caso che eri stata tu a compiere questa brutta azione, ti avrei punita molto severamente. Ma quello che ti ha spinto a confessare la tua colpa è un sentimento buono: tu hai parlato perchè non incolpassi un innocente, e quindi meriti il mio perdono. Perciò non ti farò altri rimproveri, perchè ormai so che hai capito quanto sei stata sciocca e crudele; sciocca perchè non hai pensato alle conseguenze della tua azione, e crudele perchè non si può tagliare e uccidere una qualsiasi creatura senza farla soffrire>>."
La madre di Sophie si dimostra quindi una madre severa ma saggia: punisce per correggere un comportamento sbagliato, spiegandoglielo, perdona se vede che la figlia ha capito da sola l'errore, senza lasciarsi impietosire, ma perseguendo ferreamente le proprie decisioni (tanto prima da rimproverare e poi licenziare la cuoca che aveva contravvenuto ad alcune sue indicazioni in merito a una punizione di Sophie). 
Questo libro si configura come una raccolta di racconti brevi ma incisivi, in quanto ciascuno narra una marachella della protagonista e i lettori saranno curiosi, man mano, di scoprire cosa combinerà la piccola peste e come finirà la vicenda. Sebbene le vicende abbiano per protagonista una bambina di metà Ottocento sono sicura che anche i bambini di oggi rivedranno in lei alcuni loro comportamenti o degli atteggiamenti di qualche loro amico. Come scritto nel'introduzione: "E infatti, nella vorticosa girandola degli stati d'animo di Sophie è impossibile non riconoscere (o ricordare) quello che a noi tutti (piccoli e grandi) capita di sperimentare nell'infanzia -anche se ai nostri giorni non esistono pi+ mamme severe come Madame de Réan, né castighi, le prediche e le punizioni che lei impartiva a Spphie, e non tutti hanno la sua stessa fortuna di vivere in un castello con a disposizione governanti e domestici pronti a esaudire ogni minimo desiderio dei padroncini, che chiamano persino <<signorini>>. Ecco levata un po' di polvere ottocentesca (come quella che si posa su tanti classici della letteratura per ragazzi), le giornate trascorse da Sophie col cuginetto paul tra animali da inseguire e poi accudire (talvolta, ahiloro, maldestramente) e giocattoli da agognare, scartare e poi distruggere contengono l'essenza dell'infanzia di ogni tempo, anche quello presente [...]".
Sophie è una bambina con cui i bambini troverano facile, se non immedesimarsi, trovare perlomeno coinvolgente, così come le sue marachelle, le quali certamente vengono punite, ma i racconti non risultano falsi o didascalici come in altri romanzi per ragazzi dell'epoca, ed è molto interessnate sapere che tutte le vicende sono tratte da esperienze reali, che l'autrice ha veramente vissuto da bambina. le birichinate della protagonista poi potrebbero ssucitare delle interessanti discussioni assieme ai bambini.
Un volume con tanti racconti piuttosto brevi e ancora attuali, sebbene ammantati anche da un certo fascino un po' antico (tra castelli, nobiltà e ricchezza), con una protagonista travolgente e birbantella, accompagnati da delle belle illustrazioni dai colori accesi e vivaci, adatti a bambini a partire dagli 8 anni per la lettura autonoma, oppure dai 4/5 per quella insieme a un adulto.
 
La raccolta è stata edita in Francia nel 2010 col titolo "Les malheurs de Sophie" dalle Editions de Seuil ed è poi stata pubblicata in italiano nel 2016 dalla Donzelli Editore. L'opera è dotata di una copertina rigida e di una sovracopertina, ha 220 pagine, misura 21,3 cm d'altezza e 13,1 cm di lunghezza e costa 28 euro.

Curiosità: come detto all'inizio (soprattutto in Francia) quest'opera è stata trasposta in diversi media, tra cui un cartone (del 1998), un film d'animazione (del 1997) e un film (uno più vecchio del 1946 e uno recente del 2016), tutti col nome "Les malheurs de Sophie".
Tra l'altro io mi ricordo da piccola di aver visto la serie tv a cartoni del 1998, la quale è stata trasposta anche in italiano, la quale era molto fedele al libro e mi ricordo che molti episodi che poi ho letto nel libro li avveo già visti in questo cartone.
 
  

  
 
   

 
 
Sopra: In alto il cartone del 1998, al centro il film d'animazione  del 1997 e più in basso la locandina e un frame tratto dal film del 2016. Da notare come in alcune immagini (una per ciascuna trasposizione) compaia la famosa bambola protagonista dei primi due racconti del libro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 2 settembre 2026

OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA di Geronimo Stilton

"OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA" di Geronimo Stilton (pseudonimo, almeno un tempo, di Elisabetta Dami, mentre ora probabilmente composto da un team di autori fantasma) è appunto l'ottavo capitolo dedicato a Geronimo Stilton che deve salvare il Regno della Fantasia da qualche minaccia. 
Riguardo ai libri sul Regno della Fantasia avevo già dedicato un post qualche anno fa: "Nel Regno della Fantasia di Geornimo Stilton (tutta la saga)", ma questa volta volevo soffermarmi su un volume in particolare, che ho recuperato recentemente in un Mercatino dell'Usato, nel quale abbiamo come tematica quella del tempo.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina della prima edizione, mentre a destra quella in formato flessibile con la nuova grafica. Continua la tradizione di rappresentare Geronimo in sella a qualche bestia, in questo caso un drago verde (il Drago del Tempo).

Nella vita reale Geronimo si trova un po' in difficoltà: tra una settimana deve dare alle stampe l'Ottavo volume sul Regno della Fantasia... peccato che non abbia scritto nemmeno una parola! Intanto, durante la festa di compleanno di zia Lippa Geronimo cade da una scala mentre stava appendendo uno striscione, e gli si rompe l'orologio che portava al polso. Si tratta di un orologio importante, in quanto glielo aveva regalato il nonno Torquato per il suo diciottesimo compleanno: "Io mi rialzai e lo rassicurai: - No, bocconcino di grana, va tutto BENE.
Fu allora però che mi acccorsi di una cosa: il mio orologio da polso si era RORRO!
Per mille formaggini stagionati, mi dispiaceva di averlo rotto! Tenevo molto a quell'orologio: era un regalo di nonno Torquato pwr il mio diciottesimo compleanno!
Avevo le lacrime agli OCCHI, ma il nonni mi battè una zampa sulla spalla e mi consigliò: - Nipote, non preoccuparti e ascoltami: portalo all Bottega delle Ore Incantate. 
Lì lavora il mio migliore amico, il famoso orologiaio Precisio Meccanicus. Ci penseà lui a ripararlo...
Poi mi strizzò l'occhio con aria misteriosa e mi sussurrò: - Vedrai, quella bottega ti piacerà, la troverai... interessante!
Geronimo si reca così da questo orologiaio amico di suo nonno, il quale tiene in negozio una bellissima e grandissima pianta di rose bianche rampicanti. Mentre sta aspettando che Precisio gli ripari l'orologio Geronimo si addormenta su una poltrona e ad un certo punto si sente chiamare: è Scribacchinus Scribacchiu, un suo amico di vecchia data del Regno della Fantasia! La voce proviene dall'alto della pianta di rose, che Geronimo scala fino a ritrovarsi nel Regno della Fantasia, dove appunto incontra Scribacchinus che lo porta dalla Regina Froridiana (dopo averlo prima accompagnato da altre due regine), la quale però ha un proble: è invecchiata!
"Lei sollevò il velo... i suoi CAPELLI erano candidi come la neve di tanti inverni che certo aveva vissuto, la sua carnagione era solcata da righe profonde e il suo viso aveva un'espressione stanca. [...]
Con voce sottile lei disse: -Cavaliere, io ci riconosco, ma ahimè, voi non mi riconoscete, Floridiana, Regina delle Fate, la Bella tra le Belle, Colei che Conosce Ciò che Nessuno può Conoscere, Custode del Regno della Fantasia è qui davanti a voi, ora. Ma quanto è diversa dalla regina che ricordate...
Una nuova minaccia incombe sul Regno della Fantasia: le lancette del segnatempo cronofantàsico, il magico orologio del paese del tempo, hanno iniziato a vorticare sempre più veloci, alterando lo scorrere del tempo dell'intero regno. Anche la Regina Floridiana sta invecchiando inesorabilmente, in quanto per lei il tempo ha cominciato a passare molto velocemente, troppo, e lei ha iniziato a invecchiare a una velocità vertiginosa, peccato che, secondo una delle leggi segrete del Regno della Fantasia: "Il Regno è protetto dalla Regina delle Fate e la vita della Regina avesse fine, il regno intero finirebbe con lei." Se la regina quindi dovesse morire di vecchiaia perirebbe con lei anche il Regno della Fantasia, e questo ovviamente non deve accadere. La vita della Regina è misurata dall'orologio incantato che si trova nel Paese del Tempo, per cui Geronimo deve recarsi là e capire cosa sta succedendo, riparando l'orologio in modo che il tempo ricominci a scorrere lentamente per Floridiana.
Geronimo parte quindi con la COMPAGNIA DEL TEMPO, formata da lui, da Scribacchinus Scribacchius, dalla principessina Bizzz (nipote della Regina delle Api), da dalla Regina dei Sangueverde e dal Cavaliere Solitario, un misterioso cavaliere fata che ha fatto voto di silenzio. 
Geronimo scoprirà che l'orologio è vittima di un malvagio incantesimo della strega Eclisse... Inizia così per Geronimo una vera e propria corsa contro il tempo, per salvare Floridiana e l'intero Regno della Fantasia!
 
Sopra:
 Le pagine che mostrano Geronimo arrivare nel Regno della Fantasia dopo aver scalato la pianta di rose rampicanti, dove si vede all'orizzione il castello della Regina delle Fate (che sa profumo di fata).
 
Sicuramente una delle caratteristiche che ha garantito un così grande successo a questa saga (ma anche dei libri di Stilton in generale) è la grafica, che è molto curata e piuttosto particolare, oltre che accattivante per dei bambini.
Intanto, prima di passare a parlare delle illustrazioni vi devo dire che nei libri di Stilton spesso anche le parole dei testi sono scritte con caratteri e grafiche particolari e in modo colorato: ad esempio le parole che reinviano alla paura o al freddo sono scritte in modo tremolante, magari in viola o in azzurro; ci sono frasi che si arricciano come una spirale, oppure che scendono a scatti come dei gradini; la parola "gigante" può essere scritta con un carattere più grande e più grosso oppure parole come "unicorno" o "fata" sono scritti in azzurro, magari con brillantini o piccole stelline attorno, con un carattere elegante, arricciato e un po' corsivo...
In mezzo ai testi poi compaiono spesso piccoli disegni collegati proprio al significato delle parole o a ciò che i testi stanno dicendo in un determinato punto, oppure compaiono piccoli riquadri con spiegazione e significato di determinati termini. Insomma anche la parte scritta in un certo senso diventa un po' "disegnata" e interattiva. In questo modo il lettore non si trova davanti a un noioso muro di lettere e parole tutte uguali, ma alcune sono già predisposte per attirare la sua attenzione, mentre i disegni lo aiutano ad indovinare o predire un significato.
Oltre alla grafica dei testi vi sono poi i disegni, che sono numerosissimi e di vario tipo, anche se accomunati sempre dal medesimo stile: ci sono quelli dedicati a presentare specifici personaggi, altre che sono delle mappe di luoghi, altri che mostrano dei portali, alcuni fanno parte di enciclopedie fantastiche, altri rapprsentano delle pergamene,  altri vogliono far vedere al lettore un certo ambiente, altri ancora illustrano avvenimenti descritti nei testi ....
Essi infatti sono opera di diverti artisti: Danilo Barozzi, Silvia Bigolin, Carla de Bernardi, oltre a Federico Brisco (per i disegni dell'appendice e Christian Aliprandi per il colore delle illustrazioni in appendice. L'art director è invece Roberta Bianchi, con l'assistenza artistica di Lara Martinelli, mentre la grafica è di Chiara Cebraro e Yuku Egusa.
Le illustrazioni comunque possono essere di tutti i generi e formati: a doppia pagina, a pagina intera, talvolta anche con pagine che si aprono diventando 4, in mezzo ai testi, di medie dimensioni o piccolissime. Esse sono realizzate con linee precise e tratti netti e ben definiti, tuttavia nell'insieme le immagini, specialmente se a pagina intera o doppia pagina (dove quindi compaiono anche gli sfondi) risultano molto dettagliate e ricche di particolari, anche se giunti a questo ottavo volume le immagini sono un po' più semplici e piatte rispetto all'inizio.
Tutte comunque risultano molto colorate, con colori spesso saturi, molto carichi, accesi, intensi, vivaci e brillanti, che colpiscono subito l'attenzione.
La parte grafica quindi risulta molto accattivante e finisce per far colpo sui giovani lettori (anche a me da piccola piaceva molto e, ancora adesso devo ammettere che nell'insieme risulta di un certo impatto). Certo, magari il discorso non varrà proprio per tutti, in quanto so di bambini (specialmente con dislessia) per i quali questo tipo di grafica risulta eccessiva, dispersiva e rende più complicata la fruizione dei testi. A me comunque non ha mai dato fastidio da piccola, anzi la trovavo affascinante e diversa dal solito, infatti non credo esistano altri libri che fanno un lavoro simile (parlando soprattutto a livello dei testi), o comunque non in modo così preponderante (forse, per alcune persone, anche troppo).
 




 
 
 
Sopra: Alcune pagine illustrate del libro, , dove troviamo diversi disegni a pagina intera o anche doppia pagina, ma anche in mezzo ai testi, testi che tra l'altro presentano parole scritte con font particolari.
 
"OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA" di Geronimo Stilton è un volume che ho trovato abbastanza deludente in quanto a tratti molto banale, anche rispetto ai suoi predecessori. 
In questa ottava avventura vediamo Geronimo avere a che fare con il TEMPO, in quanto deve contrastare l'invecchiamento della Regina delle Fate, Floridiana, la cui vita è a quanto pare legata alle lancette del Segnatempo Cronofantàsico, il magico orologio del Paese del Tempo, le quali hanno iniziato a vorticare sempre più veloci, mandando avanti gli anni della sovrana, la quale rischia di morire di vecchiaia e se lei dovesse perire sparirebbe anche il Regno della Fantasia. Tale concetto per cui la vita di una sovrana è legata all'esistenza stessa del mondo della fantasia è ripresa evidentemente da "La storia Infinita" di Ende, in cui l'esistenza del Regno di Fatàsia era legata a quella dell'Infanta Imperatrice.
Per salavare Floridiana quest'ultima invia Geronimo e altri 4 compagni nel Paese del Tempo, dove appunto si trova il Segnatempo Cronofantasico. Già qua iniziano ad esserci alcune cose che mi hanno fatto storcere il naso: la faccenda della Compagnia del Tempo che deve recarsi nel Paese del Tempo in realtà non serve a nulla! Geronimo parte infatti assieme ad altri quattro compagni: Scribacchius, la principessina Bizzz (nipote della Regina delle Api), la Regina dei Sangueverde e il Cavaliere Solitario. Ebbene, giunti davanti al posto dove si può accedere al Paese del Tempo, al quale sono giunti portati da una carrozza magica, si scopre che solamente due persone per volta vi possono entrare. Ad andare in cerca del Segnatempo Cronofantasico quindi saranno solamente Geronimo e il Cavaliere Solitario. La presenza degli altri tre è quindi stata assolutamente INUTILE, tanto più che le due principesse non hanno fatto altro che bisticciare tra di loro per ore e ore rompendo le scatole agli altri passeggeri della carrozza. Esse inoltre non ricompariranno più per il resto della storia, quindi perchè introdurcele se non servono a niente? Secondo me lo hanno fatto solo per allungare il brodo, presentando subito due nuovi personaggi per destare l'attenzione dei lettori, per poi abbandonarli perchè non erano affatto necessari alla trama. L'inizio del viaggio comincia infatti con Scribacchinus che chiama Geronimo e si reca con lui prima dalla Regina delle Api (per prelevarne la nipote) e poi dalla Regina delle Rane, e tutti assieme si recano al castello di Floridiana per farsi affidare un'importante missione. La cosa è ridicola perchè, nel caso della principessina Bizzz (nipote della Regina delle Api) viene proprio detto che ella "sta per l'asciare l'alveare per una grande AVVENTURA in compagnia del Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura e del Cavaliere della Ninfa d'Argento!", quando in realtà lei (così come Scribacchinus e la Regina Sangue Verde) non compirà proprio nessuna missione! Verrà semplicemente accompagnata in carrozza fino alla soglia del Paese del Tempo per poi tornare indietro. 
C'è inoltre questa gag, che dovrebbe fare sorridere, in cui Geronimo è impaziente di rivedere Floridiana e ogni volta lui pensa che Scribacchiuns gliela stia facendo incontrare, mentre poi scopre che si tratta di un'altra regina. 
Il rapporto poi tra Geronimo nei confronti di Floridiana è estremamente sdolcinato, con lui che non fa che sosprirare e languire chiamando Floridiana "la regina del mio cuore". 
Alla fine quindi Geronimo entra nel Paese del Tempo assieme al Cavaliere Solitario, questo personaggio misterioso. Peccato che durante il viaggio in carrozza Scribacchinus inizi a parla a Geronimo del fatto che la Regin Floridiana ha un fratello, il principe Fortunato, che "nessuno sa dove sia, ma secondo la misteriosa Profezia dei Mille Cuori un giorno lui, assieme a una misteriosa creatura con una penna, quattro occhi, cento cervelli e mille cuori, salverà Floridiana". Ovviamente i lettori non ci metteranno nulla a fare 2 + 2 e capire che il principe Fortunato (di cui fatalità non si era mai sentito parlare prima) è il Cavaliere Solitario, mentre il tizio di cui parla la profezia è Geronimo, anche se almeno la descrizione del misterioso salvatore è carina, anche se comunque un po' banale. 
Per entrare nel Paese del Tempo bisogna passare dalla Porta del Coraggio, che solamente i puri di cuore possono attraversare. Nel libro ci sono infatti ben due prove che possono essere superate solo dai "puri di cuore", prove che sembrano fatte apposta per Geronimo, per sottolineare quanto lui sia buono e bravo. La prima prova è questa della porta del Coraggio, mentre la seconda è nell'ultima parte del libro. A Geronimo infatti serve la Spada di Cristallo, una spada magica per tagliare l'Ombromanto, un tessuto con cui la strega Eclisse vuole portare l'oscurità su tutto il Regno della Fantasia per poterlo conquistare. Si tratta ovviamente di una spada dagli enormi poteri (non ben specificati però, oltre al fatto che può tagliare l'Ombromanto), talmente grandi "che sarebbe pericoloso affidarla a chi è senza scrupoli", per cui la spada è custodita dal re Azul, che fortunatamente Geronimo conosce (grazie al suo Sesto viaggio nel Regno della Fantasia). La spada può essere conquistata solo da un puro di cuore e Geronimo per dimostrare di esserlo deve rispondere all'Indovinello della Melagrana Incantata. Peccato che l'Indovinello sia di una banalità disarmante, tanto da risultare sciocco perfino per un bambino: "Ordunque, se anche tu vuoi provare, la strada giusta devi trovare... RICCHEZZA, VANITà O VERITà? LA RISPOSTA A TE SOLA STA". Praticamente Geronimo deve scegliere tra tre strade: la via della Ricchezza (tutta d'oro), la Via della Vanità (foderata di specchi) e la VIA DELLA VERITà, che ha un terreno sconnesso e sembra la più faticosa da percorrere. CHISSà QUALE SARà MAI LA VIA GIUSTA se uno deve scegliere tra ricchezza, vanità e verità!? La cosa ridicola è che l'autore cerca anche di far dubitare Stilton facendolo meditare su quale strada scegliere, quando è palese che la strada giusta è una sola. E questo sarebbe il grande indovinello che nessuno ha mai risolto? Ma dai!
Tornando alla missione iniziale Geronimo giunge assieme al Cavaliere Solitario nel Castello del Tempo, dove  incontrano Cronometricus, il Mago del Tempo e tutta la sua corte, scoprendo che la colpa del mal funzionamento dell'orologio è un vento magico provocato dalle streghe. Qui il Cavaliere Solitario rivela la sua identità: egli infatti è (ma che sorpresa inaspettata!) Fortunato, il fratello di Floridiana. Viene detto che "molto tempo fa si era allontanato dal Paese del Tempo, dimora di Cronometricus" facendo voto di silenzio promettendo di "parlare di nuovo solo quando avrebbe rivisto il padre." Tutto molto interessante, se non che in realtà questo non spiega nulla, in quanto non viene detto il motivo per cui egli aveva deciso di allontanarsi dal Paese del Tempo né perchè abbia voluto fare questo voto. Durante il viaggio per giungere al castello non ci sono stati impedimenti per il Cavaliere, che ha infatti guidato Geronimo con sicurezza portandolo fin davanti al Mago del Tempo (che era anche felice di rivedere), per cui non si capisce come mai non sia tornato prima dal padre.
Comunque, dopo aver capito che il problema è un incantesimo delle streghe (che oltre a far girare l'orologio più velocemente priva pure il Mago del Tempo della memoria) ora la missione è quella di andare nel Regno delle Streghe per fermare l'incantesimo che causa il vento. E ora ci si aspetterebbe che Felice accompagni Geronimo nella missione, e che magari a loro si uniscano finalmente anche quegli altri tre che non sono venuti nel Paese del Tempo. E invece no! Tra l'altro mi ha fatto ridere il discorso di Solitario/Felice a Stilton, da perfetto scarica barile, come si suol dire: "- Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura, dovete recarvi subito nel Regno delle Streghe e porre fine al Vento dell'Ovest! Solo così sarà salva la vita di Floridiana e del Regno della Fantasia! Ma, ahimè, dovete andarci da solo! Io non posso accompagnarvi, devo restare vicino a mio padre." Bella scusa che si è trovato il Cavaliere!, dato che il padre a quanto pare è stato solo senza di lui fino a quel momento senza problemi, avendo un'intera corte ad assisterlo, visto che poi la presenza del figlio comunque non cambia nulla, per cui non c'era veramente un valido motivo per non partire (anzi, dato che è a rischio la salute sia della sorella che del padre sarebbe dovuta essere sua premura partire il prima possibile in aiuto di Geronimo), il tutto sembra veramente solo un'enorme scusa! Cosa che palesemente è, dato che probabilmente l'autore voleva far compiere a Geronimo la missione da solo così da dare a lui tutta la gloria, e doveva trovare un modo di sbarazzarsi della presenza del cavaliere Solitario, così ha accampato una scusa che in realtà non regge. 
Geronimo viene portato nel Regno delle Streghe da il Drago del Tempo, il quale però funge da mera cavalcatura, con l'unico compito di portare il protagonista alla Torre della Paura, dove il topo si infiltrerà travestendosi da strega.
Tra l'altro le streghe stanno facendo tutto ciò perchè sono convinte che eliminando la Regina delle Fate loro potranno prendere il potere sul Regno della Fantasia e dominarne tutti i popoli. Quindi a quanto pare non sanno che invece il Regno della Fantasia sparirebbe assieme a Floridiana. In effetti tenere segreta questa legge (che all'inizio del libro ci è stata presenta come una delle "Leggi segrete del Regno della Fantasia") non è esattamente una mossa molto furba, e infatti non capisco perchè dovrebbero tenerla segreta. Tra l'altro, per fortuna che questo piano è stato ideato dalla Strega Eclisse, la quale ha il titolo di "la più sapiente" tra le sette sorelle streghe! Inoltre, pensandoci adesso, veniamo a conoscenza che Eclisse spia costantemente Floridiana da uno specchio magico per assicurarsi che stia invecchiando sempre più, quindi come faceva lei a non sapere della legge segreta del Regno della Fantasia? Mi viene da pensare che questo sia un altro buco di trama a cui l'autore ha preferito non pensare per andare avanti con la sua sceneggiatura.
Comunque la parte di Geronimo Stilton sotto copertura tra le streghe (dove viene nominato strega bibliotecaria, dato che è l'unico che sa leggere) devo dire che è quella più carina del libro, in quanto dona un minimo di tensione narrativa, visto che Geronimo corre il severo rischio di venire scoperto, ma nel frattempo deve scoprire un modo per rompere l'incantesimo che comanda i venti dirigendoli verso il Segnatempo Cronofantasico. In realtà anche nella Torre della Paura Geronimo riceverà un aiuto, da parte del sovrano dei Ragni Blu, il cui popolo è stato schiavizzato dalle streghe per tessere la Rete Invisibile (con cui imbrigliare i Mille Venti del regno delle Streghe) e poi l'Oscuromanto.
Con l'aiuto di Mario, il ragno blu, Geronimo annulla quindi tutti gli incantesimi di Eclisse, la regina delle streghe, salvando la vita di Floriana, ma scopre che la strega ha in mente anche un altro piano: quello di usare l'Oscuromanto per oscurare i cieli del Regno della Fantasia e poterlo conquistare. Qui c'è la parte dove Geronimo dimostra ancora una volta di essere il PREDESTINATO, il Cavaliere DAL CUORE PURO, l'unico in grado di entrare in possesso della potentissima Spada di Cristallo.
Ovviamente Geronimo si impossessa dell spada, rombe l'Ombromanto e salva il Regno della Fantasia, e tutti sono felici e contenti. E cosa fa Floridiana per ringraziare il suo amato Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura? Lo insignia col titolo di "Cavaliere della Pace", quindi per ringraziare il suo Cavaliere lo nomina... Cavaliere, di nuovo, anche se questa volta è cavaliere "della Pace", senza un reale motivo in realtà, visto che non c'era nessuna guerra in corso, anche se Floridiana dice che è perchè ha "difeso la Pace del nostro Regno".
Anche qui poi il testo non perde occasione per infilarci una parte didascalica e buonista, in cui sottolinea come la corona del cavaliere della Pace non sia di metalli preziosi ma di semplici rami d'ulivo: "Vi offro la corona più semplice, ma anche la più preziosa!
Io, commosso, mi posai la zampa destra sul cuore, perchè davvero quella era la corona più preziosa. Non d'oro e neanche d'argento, non adorna di diamanti, smeraldi o rubini.. ma di rami d'ulivo, l'albero che simboleggia la pace!" Sì ok, ma alla fine per aver salvato il Regno della Fantasia rischiando la vita (da solo) il protagonista si è beccato come premio una corona di rami di ulivo.
Segue poi altro momento scontato e didascalico con insegnamento moraleggiante, quando Geronimo chiede al Mago del Tempo, che ha recuperato la memoria, quale è il tesoro del Paese del Tempo "che tanti viaggiatori avevano cercato invano". Secondo voi QUALE POTRà MAI ESSERE IL TESORO DEL REGNO DEL TEMPO?! 
E sì, ovviamente la risposta è IL TEMPO, come esclama anche Geronimo come se avesse fatto chissà quale scoperta (fortuna che lui doveva essere la creature con 100 cervelli perchè intelligente!): "- Io lanciai un grido di sorpresa ed esclamai: - È il Tempo, il tesoro più prezioso!
Lui riprese: - Vedo che avete capito. Infatti, nulla è più prezioso del TEMPO, che fugge velocemente e instancabilmente, senza fermarsi mai, per niente e per nessuno. Niente infatti lo può arrestare... e nessuno lo può comprare." Già peccato che le fate (compreso quindi lui, il figlio e la Regina delle fate) ne sembrano immuni, dato che non invecchiano e non muoiono mai. Segue poi insegnamento (sempre didascalico) su come sia importante non sprecare il tempo, che bisogna usarlo in modo responsabile, che bisogna pensare alle cose che rimpiangiamo di avere o non avere fatto, che la risposta è solo dentro di noi, "in fondo al nostro cuore" ecc, ecc...
Poi Geronimo si risveglia nella poltrona nel negozio di orologi e torna a casa, dove finisce tutto (letteralmente) a baci e abbracci, dato che a casa trova i familiari che lo abbracciano "affettuosamente" e gli dicono che gli vogliono bene, col libro che termina con la frase "I nostri cuori erano colmi di amore e ci abbracciammo tutti insieme."
"OTTAVO viaggio nel REGNO DELLA FANTASIA" è un libro piuttosto banale, con una storia che vuole essere incentrata sul tempo e la sua importanza, ma che in realtà centra la questione solo in parte e solo in modo didascalico. Sicuramente la storia si presenta ricca di personaggi e di avvenimenti avventurosi, ma i personaggi sono tutti poco o per nulla sviluppati e spesso gli avvenimenti accadono solo perchè sembra che debbano accadere, in certi casi anche in modo forzato. Diciamo che almeno la parte sulle avventure potrebbe essere trovata da un bambino carina, se non si sofferma più di tanto a pensare al come o al perchè alcune cose accadono. Le prove a cui spesso viene sottoposto Geronimo sono abbastanza semplici e banali, anche se l'autore cerca di far credere al lettore che il protagonista si stia impegnando e che sia di fronte a delle situazioni ardue. L'unica parte che ho trovato genuinamente avvincente è appunto quella con lui infiltrato tra le streghe per scoprire come annullarne la magia sul vento. 
Geronimo è sempre il solito personaggio che non evolve mai nel corso della storia: anche se fifone è pronto ad affrontare le proprie paure per proteggere i suoi amici (e la "Regina del suo cuore" Floridiana) poiché ha un cuore grande, generoso e puro. La principessina Bizzz e la regina Sangueverde, che compaiono pure nella lista iniziale di presentazione dei personaggi, sono le classiche sovrane antipatiche e viziate che si credono superiori perchè hanno un titolo, e non fanno assolutamente nulla, tanto che la loro presenza nella storia è completamente inutile e insensata. Il Cavaliere Solitario ha un'identità segreta che i lettori possono svelare nel giro di qualche pagina, sembra un personaggio interessante ma alla fine è tutto fumo e niente arrosto e l'unica sua funzione era quella di fare da guida al protagonista fino al Paese del Tempo, con un background appena accennato e che alla fine si rivela inutile in quanto non comunica nulla ai lettori (ci dicono che si è allontanato volontariamente dal Paese del Tempo e che ha fatto voto di silenzio ma non si sa perchè e come), per poi eclissarsi a metà della storia. Le streghe sono rappresentate come i classici stereotipi delle streghe: donne cattive, vecchi e brutte, con i nasi adunchi e  i bubboni, che puzzano e che fanno magie (l'unica di bella è la loro regina, che però poi torna a essere vecchia); mentre le fate sono delle creature alate belle, giovani, leggiadre, gentili, buone. Il popolo più originale è quello della corte del Paese del tempo, di cui vediamo diversi personaggi (anche perchè c'è una guida dedicata ad essi in fondo al libro), ma anche questi non sono ben approfonditi, dato che Geronimo rimane nella Castello del Tempo per pochissimo tempo.
Anche la parte avventurosa poi è rovinata da quei momenti didascalici ricchi di insegnamenti buonisti che l'autore (o la casa editrice) ama tanto inserire nei libri di Geronimo: bisogna farsi coraggio anche se si è paurosi e fare la cosa giusta, bisogna difendere i deboli dai soprusi dei più forti, bisogna scegliere la verità rispetto a ricchezza e vanità, il tempo è importante e non va sprecato, una corona di rami di ulivo vale di più di una di oro e gemme preziose, gli affetti familiari sono importanti, ...
Il problema è che tutti questi insegnamenti vengono spiegati e non mostrati, e anche quando vengono mostrati lo si fa in modo un po' forzato, senza che alla base ci sia una riflessione reale e profonda da parte dei personaggi. 
Una lettura adatta per la lettura autonoma a partire dai 7/8 anni, in quanto in realtà la storia è molto più breve di quanto sembri, in quanto arricchita da molti disegni e materiali extra (tutti molto illustrati). Ai bambini potrà piacere la parte più avventurosa e la varietà dei personaggi, anche se non so quanto potranno cogliere sui messaggi positivi che il libro comunque prova a trasmettere, la parte grafica sicuramente risulterà accattivante, grazie ai colori vivaci e saturi. Ci sono poi diversi rimandi a personaggi o situazione che Geronimo aveva conosciuto nei libri precedenti della saga, cosa che i bambini appassionati della serie potranno apprezzare. Come in ogni libro sul Regno della Fantasia ci sono anche una puzza e un profumo da annusare.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2012 dalla PIEMME, ha 392 pagine, una copertina rigida con sovracopertina (ma è uscita anche un'edizione in flessibile). Misura 19,5 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costava 24 euro (l'edizione flessibile costa invece 14,90 €).
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 31 agosto 2026

SPECIALE: Libri non illustrati (GLI INVESTIGATORI DELL'INCUBO)

Solitamente in questi post speciali vi parlo di una serie di libri non illustrati (mentre il mio blog è specializzato in libri illustrati, ma stavolta ve ne presenterò solo uno, dato che la sua recensione sarà piuttosto lunga. Sto parlando di "GLI INVESTIGATORI DELL'INCUBO: Il bpsco maledetto", un libro giallo/horror per ragazzini che vede per protagonista una banda di investigatori improvvisati.
 
 
 
"GLI INVESTIGATORI DELL'INCUBO: Il Bosco Maledetto" di Mauro Garofalo, con 272 pagine, edito nel 2025 da Gallucci Editore (costo di 14,50 euro). 
Matthew, Nanak, Lupo, Johan ed Elen sono compagni di scuola allo Jung Institut, un prestigioso collegio svizzero. Una mattina, nella foresta vicino a dove vivono, viene trovato il corpo decapitato dello strampalato chimico Ulrich von Maezelen: "Guardò dentro il contenitore, ormai pieno. Poteva tornare a casa soddisfatto. [...]
Al silenzio del bosco però, si erano aggiunti vapori verdastri che fuoriuscivano dal sottosuolo.
Ne avevano tutti paura, in paese ancora credevano alle vecchies storie. E alla maledizione.
Il vecchio chimico sapeva che quei fumi erano, invec, il risultato di una qualche fuoriuscita  du gas metano di cui, evidentemente, òa faglia sotterranea era piena.
<<Ahi>> si diede una pacca sul collo. <<Maledette zanzare!>>
Gli sembrò di percepire un vago odore di cannella. Fu in quel momento che gli alberi si ripiegarono verso di lui, come artigli da una mano oscura.
Il contenitore di vetro gli scivolò dalle mani e andò in mille pezzi. <<Dannati occhi>> imprecò Von Maezelen, e se li stropicciò: il mercurio faceva brutti scherzi. Al prossimo esperimento doveva metterci più acqua. Fu allora che perceèì una puzza di bruciato che gli penetrò in gola e gli raschiò il naso. Dal ponte del Diavolo arrivò un rumore crepitante, come di sassi nella scarpata.
L'umo fece appena in tempo a serrare le palpebre. Possenti zampe nere che galoppavano verso di lui.
Ebbe la certezza di qualcosa che avrebbe dovuto sapere. Un'antica storia nera come la morte.
L'eco del rumore metallico della lama rimbalzò attraverso il silenzio spettrale del bosco.
Il Cavaliere fu sopra di lui, il mantello svolazzante, e il colpo di spada staccò di netto la zucca al povero Ulrich von maezelen. La testa rotolò sul fogliame marcito sel sottobosco, si fermò sopra le lamelle di capelvenere, gli occi virei, in un'ultima espressione di stupito orrore. per un istante tutto rimase immobile, poi il vento mulinò e si portò via le foglie. E in un certo senso, anche il suo mal di testa, per sempre.
Tutti si convincono che a ucciderlo sia stato il fantasma del Cavaliere Senza Testa che vaga nel Bosco Maledetto in groppa al suo possente cavallo. Lo chiamavano il Bosco Maledetto perchè negli anni, i pochi coraggiosi che vi si erano avventurati, avevano riferito di creature demoniache, bestie enormi e spettri. Altri invece non erano tornati affatto.
I cinque amici, però, non credono alle leggende e decidono di indagare, trovandosi così a combattere con forze oscure, molto più grandi di loro… 
Una storia che unisce elementi gialli e misteriosi ad altri più orrorifici, senza dimenticarsi anche qualche dramma adolescenziale. Come spiegato anche all'inizio i protagonisti, nonché gli "Investigatori dell'incubo" di cui parla il titolo, sono Matthew, Nanak, Lupo, Johan, John (personaggio che però non viene menzionato nella trama riportata sul retro di copertina) ed Elen.
Matthew (detto Math) è il genietto del gruppo, ama leggere ed è appassionato di astrologia, chimica e scienza. Pur essendo un tipo molto razionale è fortemente convinto nell'esistenza di alcuni fatti soprannaturali quali l'esistenza degli alieni. John Marvel ha un padre gallese che lavora come traduttore per una compagnia aerea. Nanack Dev è una bella ragazza musulmana amica di Nath fin dalle elementari, dalla carnagione olivastra e i capelli lunghi e lisci; una tipa tosta, intelligente, decisa e saggia, figlia di un diplomatico e in grado di parlare sette lingue (tedesco, francese, italiano, inglese, spagnolo, russo e cinese). Lupo Gorgi è un ragazzo silenzioso e solitario a cui piacciono le montagne  ed è appassionato di trekking, viene chiamato anche Elfo per via delle sue orecchie a punta. Johan Stram (detto Jo) è un ragazzo atletico nonchè un bravo calciatore, che è entrato alla Jung Istitut grazie a una borsa di studio come giocatore di calcio; purtroppo ha un padre alcolizzato che lo picchia e questo lo ha portato a sviluppare un temperamento piuttosto suscettibile, per cui se qualcuno lo fa arrabbiare tende a prenderlo subito a pugni. L'ultima componente del gruppo è Elena, anche perchè si unisce ufficialmente agli amici solo più avanti, iniziando prima a frequentare solo Lupo, con cui inizierà una relazione. E' una ragazza dai capelli afro che porta sempre con sè una macchina fotografica in quanto ha come passione la fotografia.
Le vicende sono narrate da un narratore onniscente, per cui a volte i lettori seguono le vicende dei ragazzi, mentre altre si ritrovano a leggere fatti riguardanti altri personaggi tra cui: quello di uno sconosciuto che sembra star combinando qualcosa nel Bosco Maledetto; quello del Cavaliere Senza Testa, oppure quelli delle varie vittime del libro (tra cui Ulrich von Maezelen, il professor Winkle, ecc...), Lady Felicity, il professore di ginnastica (Eddie Heinz) e la vicepreside (Nicole Bataille), il preside, ecc...
Il fatto che i lettori non debbano seguire solo i protagonisti inizialmente è un vantaggio perchè altrimenti, soprattutto la prima parte del libro, sarebbe risultata un po' noiosa dato che in realtà i ragazzi iniziano a indagare solamente quasi verso i due terzi della storia. Se in effetti decidono di chiamarsi "Gli investigaatori dell'Incubo" abbastanza in fretta, saputo dell'omicio del chimico Maezelen, in realtà iniziano a fare qualcosa solamente al secondo omicidio, visto che riguarda uno dei loro professori.
La prima parte del libro, almeno per quanto riguarda i protagonisti, sembra essere più dedicata a far conoscere al lettore i vari componenti della squadra, per cui è un po' un'accozzaglia di eventi quotidiani con infilate dentro tutta una serie di dinamiche relazionali tipo: Math che vede che Dev è più distante del solito e che il loro rapporto sta cambiando, mentre lui intanto continua dedicarsi ai suoi studi astrologici e chimici; Johan che gioca nella squadra di calcio ma poi si fa espellere; Lupo che inizia a frequentarsi con Elena, con Math che è geloso di quest'ultima; e infine John che, semplicemente, ama mangiare. Alcune dinamiche relazionali comunque finiscono in un nulla, tipo il fatto che Dev qualche volta arrossisce in presenza di Johan o il fatto che i ragazzi inizano ad accorgersi di come è bella e femminile Dev.
C'è anche una trama di sottofondo che vede la squadra in rivalità con il giornalista del giornalino della scuola, un certo Page, che ce l'ha con gli Investigatori e quindi non perde occasione per punzecchiarli. Ad un certo punto arriva anche far chiudere il loro circolo letterario, che stava riscuotendo un notevole successo tra gli studenti della scuola, ma in realtà non si è capito con che motivazioni il preside abbia preso tale decisione. Sta di fatto che comunque il circolo viene chiuso a circa un terzo del libro senza apparente motivo e senza spiegazioni, neppure dalla vicepreside che invece aveva detto agli Investigatori che avrebbe indagato sui motivi della chiusura e, l'autore fa intendere, che se la sarebbe vista con Page. La cosa invece finisce in un nulla di fatto.
Nei testi poi ho trovato anche un altro paio di cosette che, seppur non di grosso impatto, però mi hanno dato un po' fastidio: quando finalmente i protagonisti inziano ad indagare si recano di mattino nella Foresta e un paio di loro entrano in una grotta e svegliano dei pipistrelli, i quali attaccano (si aggrappano ai capelli e Dev viene graffaiata dall'unghia di un pipistrello) i due personaggi. Questa mi è sembrata un po' una scena da stereotipo, in quanto i pipistrelli non attaccano le persone e neppure tendono ad aggrapparsi ai capelli di queste ultime. I ragazzini trovano addirittura un tizio nel bosco che dice a Dav e Lupo: "<<Sono creature innocue, certo, però se si spaventano possono diventare pericolose>>", quando in realtà i pipistrelli  (quelli dell'area europea) sono animali timidi, pacifici e che tendono ad evitare l'uomo. 
In un'altra scena invece vediamo Math ricordarsi di prendere un regalo per il compleanno della sorellina che compie un anno, così Elena gli dice di regalarle un animaletto, e Math pensa "Era un'idea geniale, perchè non ce l'aveva avuta lui?". Invece io l'ho trovata un'idea piuttosto stupida in quanto: la decisione di prendere un animale in casa dovrebbe essere condivisa da tutta la famiglia, o perlomeno Math (in quanto minorenne) avrebbe dovuto parlarne prima con i propri genitori, visto che saranno loro a dover, se non curare, ma almeno mantenere e comprare tutto il necessario per l'animale. Math poi decide di prendere un coniglietto scegliendo tra una serie di animali che si trovano esposti su di una bancarella, cosa molto sbagliata sotto vari punti di vista. Prima di tutto non si può prendere un animale così sulla scia del momento, se si decide di prenderlo bisogna decidere in anticipo quale specie prendere. Il coniglio ad esempio viene considerato animale esotico quindi, se si ammala, necessita di un veterinario specializzato, oltre ad essere una creatura comunque un po' particolare e delicata, che necessita di cure particolari e di un'adeguata alimentazione. Altro grosso errore è per me il fatto che Math lo abbia preso come regalo per la sorellina, cosa che non ha proprio senso in quanto: un animale non può essere un regalo di compleanno (a meno che la cosa non venga concordato prima tutti insieme), tra l'altro per una bimba di un anno che farebbe fatica a interagirci e non potrebbe apprezzarlo appieno e che tra l'altro non potrebbe prendersene cura neanche volendo!. A una bambina di un anno (ma anche bambini in generale) è meglio regalare un peluche.
Il caso comunque, per i primi due terzi del libro, è arenato, dato che anche la polizia locale brancola abbastanza nel buio, e va bene che, come ammette lo stesso ispettore Stetson, non gli è mai capitato di dover risolvere un caso di omicidio in tutta la sua carriera, però sembra che la polizia veramente non faccia (e non sappia fare) nulla. C'è addirittura una scena in cui, dopo il secondo omicidio, la polizia si mette a interrogare tutti gli studenti della scuola senza ricavarne nulla, mostrando pure la fotografia del cadavere della vittima a una ragazzina (Elena) sperando che questa gli possa dire qualcosa, perchè ha saputo che lei è un'appassionata di fotografia. E in effetti Elena nota che il libro che il professore stringeva tra le braccia aveva qualcosa di strano, come se ce lo vessero messo dopo: "Non avrebbe saputo dire la ragione, eppure in quell'ultima posa c'era qualcosa che non tornava nel modo in cui Winckle stringeva il suo libro: era un'immagine troppo simmetrica, troppo in linea, troppo... perfetta! [...] Quella era un'immagine costruita: il libro era stato messo apposta per distrarre l'osservatore!" Lei comunque, senza un vero motivo, non dice nulla all'ispettore del particolare che ha notato, anche se comunque è abbastanza grave che una ragazzina se ne sia accorta mentre l'intera squadra della polizia non ci abbia fatto caso, anche se possono non essere avezzi ai casi di omicidio. 
Purtroppo l'autore ha questa tendenza (a cui nei gialli per ragazzi bisogna stare attentissimi a non abusare) di far trovare tutti gli indizi utili ai giovani protagonisti, mentre i poliziotti non riescono mai a cavare un ragno dal buco. E alla fine saranno i ragazzi a risolvere il mistero.
Il mistero almeno non è facile da risolvere, più che altro perchè i lettori non hanno tutti gli indizi necessari a poterlo fare, ma almeno questo tiene alta l'attenzione dei lettori, che vorranno arrivare in fondo per scoprire la verità. Per la fascia d'età a cui il libro è indirizzato (dai 10/11 anni in su) la storia può risultare interessante e avvincente, e i protagonisti sono quasi tutti abbastanza approfonditi e ben delineati. 
Un problema che però io ho avuto con il libro è che ci sono troppi personaggi! Contando solo quelli che ricompaiono ciclicamente (quindi non quelli che si vedono solo una volta) ho contato almeno 25 persone, in una storia da 260 pagine! Solo il gruppo degli Investigatori conta 6 persone, poi ci sono quelle del gruppo (composto da 5 amici) delle potenziali vittime, poi ci sono l'Ispettore e il suo sottoposto, l'Americano e la cameriera (che vengono tirati in ballo tipo tre volte e non servono a nulla), il tizio che fa il taglialegna nei boschi (in compagnia del suo cane), poi ci sono il Preside, la Vicepreside e l'insegnante di ginnastica, il tizio del giornalino scolastico (a cui stanno antipatici i nostri eroi), la sorellina di Math e poi alcuni dei genitori degli Investigatori. 
Allora, io di per sè non ho una buona memoria per i nomi, ma tutti questi personaggi (che, ripeto, sono quelli RICORRENTI) sono davvero tanti, anche perchè la narrazione tende a saltare da uno all'altro, con molteplici cambi di scenario. Vi giuro che quando sono arrivata alla fine ed è stato rivelato il nome dell'assassino ho fatto fatica a inquadrarlo perchè non mi ricordavo bene chi fosse! Alcuni personaggi poi non erano affatto necessari, tipo l'Americano e la cameriera, comparsi di tre scene e che alla fine sono stati utilizzati per una scena di depistaggio della polizia che si è conclusa in un nulla. Anche la figura di Larry Page (il capo del giornalino scolastico) alla fine serve solo a dare fastidio, ma non ha portato a nulla di concreto. Anche alcune scene sono un po' inutili, come pure tutta la questione del Cavaliere Senza Testa, che alla fine è stata sfruttata poco dato che solo nel primo omicidio sono stati trovati indizi  riguardanti questo personaggio leggendario, oltre ad un'impronta gigantesca di cavallo vicino al luogo dove è stata trovata una potenziale vittima che però si è salvata. Altri omicidi (ben 4) in realtà sono avvenuti in circostanza diverse, senza che fosse necessario l'intervento del Cavaliere. 
Un libro su cui ho alcuni dubbi e alcune critiche, ma che credo possa essere apprezzato dalla fascia di lettori a cui è stato pensato, in quanto almeno il mistero è interessante e incalzante, sperando che però i lettori non si perdano nella vicenda e tra tutti i vari personaggi (se dovessi rileggerlo probabilmente mi metterei a segnare i vari nomi con i rispettivi ruoli). 
 
Sopra: Sulla copertina vediamo Matthew, Nanak, Lupo, Johan ed Elen mentre indagano all'interno del bosco. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.