A dicembre del 2024 era uscita in Spagna la prima uscita di una nuova
collana dedicata ai classici Disney: "DISNEY NOVELAS INOLVIDABLES". Dopo
un po' di attesa, ad agosto del 2025, era finalmente uscita in edicola anche qui da noi in
Italia la prima uscita ufficiale di questa nuovissima collana che da noi
si chiama, più semplicemente, "DISNEY NOVELS" . Il primo titolo, che avevo recensito qui era "La Bella e la Bestia", oggi invece vi parlerò della tretasettesima uscita: "Il Gobbo di Notre Dame" la cui realizzazione editoriale è opera di Ormobook servicios
editoriales e Albert Sabadell Gimeno, mentre la traduzione è stata
affidata a Sonia Ascoli.
Sopra: La copertina ha un aspetto elegante, ha uno sfondo arancione con
titolo e decori viola metallizzato, mentre al centro compaiono le figure stilizzate di Quasimodo ed Esmeralda. Come tutti i libri della serie anche questo ha i
bordi delle pagine decorati, in questo caso di colore arancione e viola.
Parigi, 1482. Il burattinaio zingaro Clopin Trouillefou narra l'origine del gobbo del titolo.
"Quasimodo, conosciuto come <<il Gobbo di Notre Dame>>. Ma la trama si infittiva: chi era veramente? Da dove veniva? Come era arrivato lì? perchè nessuno riusciva a vederlo?
- Clopin vi dirà tutto - promise il burattinaio, annunciando in tono enigmatico: - È un racconto, il racconto di un uomo e di un mostro.Un essere misterioso che aveva ormai conquistato tutti i bambini presenti. Volevano soltanto saperne di più su quel gobbo di nome Quasimodo. [...]
Secondo il giullare, tutto era cominciato una notte, sulle banchine della città, mentre un gruppo di gitani spaventati si avvicinava di soppiatto a Notre Dame.
Subito, nella fantasia di tutti quei bambini iniziarono a formarsi immagini notturne di un molo e di un'imbarcazione che solcava furtiva la maestosa Senna. I bambini immaginavano la nebbia, la neve, il rumore dell'acqua e una vecchia barca di legno con a bordo quattro gitani spaventati. In realtà non erano quattro, bensì cinque: tre uomini e una donna che teneva in braccio un neonato che piangeva.
Proprio così: un neonato. Clopin non lo disse, ma tutti immaginarono che il bambino che continuava a piangere nel freddo della notte fosse Quasimodo. "
Proprio come mostrato all'inizio del film, inizialmente vediamo un gruppo di zingari che si nasconde illegalmente a Parigi, ma cade in un'imboscata del giudice Claude Frollo. Una gitana del gruppo tenta di fuggire con il suo bambino deforme, ma Frollo la insegue e la uccide fuori dalla cattedrale di Notre-Dame. Quest'ultimo prova a giustiziare anche il neonato, ma alla fine l' ecclesiastico lo convince ad espiare il suo peccato, così Frollo
accetta con riluttanza di crescere il bambino deforme a Notre-Dame come
fosse suo figlio (o più una sorta di servitore), chiamandolo Quasimodo.
Vent'anni dopo, quest'ultimo è diventato il campanaro della
cattedrale. È un ragazzo gentile che, nonostante l'aspetto gobbo e deforme, ha sviluppato una forza
ed agilità straordinarie: "Vent'anni dopo essere sopravvissuto all'ira del giudice Claude Frollo, Quasimodo era diventato un giovane entusiasta ed energico, che suonava con vigore le campane della cattedrale. Il suo corpo continuava ad essere incurvato. Aveva una gobba che lo costringeva a tenere sempre la testa bassa e una malformazione all'anca che lo faceva zoppicare sulla gamba sinistra. Il collo era largo e robust. Il naso piatto e rivolto all'insù. I denti superiori gli sporgevano dall bocca piccola, sempre mezza aperta, e le orecchie tondeggianti erano molto staccate dalla testa, che era particolarmente grande e irregolare. Non era arrotondata e armoniosa, come quella della maggior parte delle persone. Aveva un enorme rigonfiamento sulla palpebra sinistra che quasi non gli permetteva di aprire l'occhio da quel lato del viso, e allo stesso tempo accentuava l'enormità del bulbo oculare destro, che sembrava uscire dall'orbita.
Quasimodo aveva un fisico impressionante e grottesco ma una voce dolce e melodiosa. Gli occhi erano di un bel verde acqua e lo sguardo caloroso e sensibile. Amava gli animali, era un ottimo falegname e gli piaceva sporgersi dalla cima del campanile dove viveva per prendere aria e guardare il panorama della città a cui non poteva accedere.
Quasimodo era stato costretto a vivere nella torre ma adorava Parigi, soprattutto nei momenti in cui gli uccelli cominciavano a solcare il cielo in grandi stormi."
E' obbligato dal padre adottivo (nel
frattempo diventato Ministro della Giustizia) a restare sempre chiuso
nel campanile, senza farsi mai vedere da nessuno. La sua unica compagnia è costituita da un trio di gargoyle animati (Hugo, Victor e Laverne), che lo incoraggiano a partecipare all'annuale Festa dei folli.
Quasimodo partecipa alla festa e viene dapprima celebrato per il suo
aspetto sgraziato ma poco dopo viene deriso dalle guardie di Frollo, che
spingono la folla intera a legarlo alla ruota e a torturarlo
lanciandogli del cibo addosso. Una gentile zingara, Esmeralda, interviene liberando il gobbo, usando un trucco di illusionismo e mettendo al tappeto i soldati nonostante gli ordini contrari di Frollo.
Esmeralda segue Quasimodo all'interno di Notre-Dame venendo a sua volta seguita da Febo,
il nuovo capitano delle guardie, che, colpito positivamente dal
coraggio di Esmeralda, si rifiuta di arrestarla per presunta stregoneria
e, per aiutarla, la fa rifugiare nella cattedrale, sostenendo per lei,
la "sua" richiesta di diritto d'asilo. Esmeralda fa amicizia con
Quasimodo, che se ne innamora e la aiuta a fuggire da Notre-Dame: prima
di andarsene, la ragazza affida al gobbo un ciondolo contenente una
mappa per la Corte dei miracoli, il covo degli zingari, dicendogli di recarsi lì in caso di bisogno.
Frollo intanto sviluppa dei sentimenti lussuriosi verso
Esmeralda: quando scopre la sua fuga, scatena una caccia all'uomo in
tutta Parigi, che comporta arresti a tappeto e l'incendio di
innumerevoli case sulla sua strada.
Riuscirà Esmeralda a sfuggirgli? Febo riuscirà ad aiutarla? E quale sarà il destino di Quasimodo? Dovrà rimanere per sempre al servizio di Frollo o coronerà il suo amore con Esmeralda?
Sopra:
Alcune pagine interne che mostrano entrambe uno schizzo della scena iniziale dove la madre di Quasimodo cerca di scappare da Frollo e mettersi in salvo, proteggendo il figlio.
I testi sono accompagnati da alcune illustrazioni, sia a colori che in bianco e nero, alcune a
pagina intera, mentre altre grandi circa mezza pagina o due terzi di
pagina.
La particolarità di questa
edizione (e in generale dei libri che compongono questa nuova
collana) è la presenza di disegni che però non sono semplicemente frame
tratti dal cartone da cui la storia deriva ma, come scritto nel libretto
di presentazione della collana, si tratta di "bozzetti, dipinti e
illustrazioni che gli artisti Disney hanno creato per dare forma al
film. E adesso illustrano le storie di questa collezione."
Sono
quindi i disegni che si potrebbero trovare in un artbook, e quest li
rende particolari e secondo me unici. Per questo alcuni disegni, essendo
solo degli schizzi, non sono stati colorati, tra cui quelli
riguardanti lo studio dei personaggi (tra cui la protagonista, Clopin, le guardie incontrate da Febo all'inizio della storia) oppure alcune scene.
Nel
caso dei bozzetti che ritraggono i personaggi in questo caso vediamo Frollo vestito in modo differente, con degli abiti rossi anziché neri; anche l'aspetto di Esmeralda è piuttosto simile a quello che conosciamo nel lungometraggio, anche se viene ritratta con stili differenti, se non per gli abiti che le vediamo indossare. Le sembianze di Quasimodo e Febo invece sono rimaste praticamente invariate, anche negli abiti che indossano, mentre troviamo un po' più di varietà nell'aspetto dei gargoyle, di cui troviamo soprattutto dei bozzetti in bianco e nero a matita o carboncino.
Il volume è molto ricco di immagini, in quanto ne ho contate più di una quarantina, di diverse dimensioni, tra cui diverse di piccole e medie, ma anche a pagina intera. Nel
libro sono infatti presenti anche alcune immagini a colori e complete, che
ritraggono vere e proprie scene o ambienti descritti nella storie, come
il Palazzo di Giustizia o la cattedrale di Notre-Dame, oppure Quasimodo che attende l'arrivo di Esmeralda, il protagonista che salva Esmeralda, quest'ultima che danza. Alcune di queste illustrazioni sono degli schizzi (colorati), ma molte sembrano dei veri e propri dipinti completi, alcuni tra l'altro molto dettagliati e ricchi di particolari. Non mancano comunque anche frame tratti proprio dal film, come quello in cui Quasimodo distende Esmeralda sul letto subito dopo averla salvata dalle fiamme.
Nell'insieme c'è sicuramente una buona varietà di disegni, sia a colori che in bianco e nero, di diverse grandezze e che mostrano ambienti, personaggi e scene descritte nei testi.


Sopra: Alcune delle pagine
interne in cui sono presenti disegni e schizzi tratti dal cartone, di
cui alcuni ci mostrano personaggi come Frollo, Quasimodo, Esmeralda, Febo, mentre altre
alcuni paesaggi o ambienti.
"Il Gobbo di Notre Dame" è la trentasettesima uscita di questa nuova collana "DISNEY NOVELS" edita dalla Hachette che conterà ottanta uscite (sempre che non decidano di aumentarle come hanno fatto anche con altre collane sempre Disney): "Una
raccolta delle grandi storie Disney, ora in forma di romanzo. Un nuovo
formato con cui potrai rivivere i film che ti hanno appassionato di più.
Con questa edizione esclusiva di libri puoi leggere e rivivere le
avventure di Belle, Simba, Biancaneve, Elsa, Anna e il resto dei grandi
personaggi Disney."
Esteticamente
l'edizione si presenta molto bene, in quanto non solo la copertina è
molto bella, con lo sfondo colorato e le scritte metallizzate, ma
presenta anche i bordi delle pagine colorate (cosa che sta andando molto
di moda nell'ultimo periodo), oltre ovviamente alle illustrazioni
interne a colori, le quali sono decisamente degne di nota e
impreziosiscono la storia e il libro anche al suo interno, rendendolo un
prodotto bello e graficamente pregiato.
La
storia è come quella del cartone (spesso vengono riportati pari pari
proprio gli stessi dialoghi) e la narrazione segue passo passo tutti gli
eventi del lungometraggio (riportando
anche i medesimi dialoghi, come ho già detto), anche se a volte esplicita alcuni stati d'animo o pensieri dei personaggi e alcune cose che nel cartone erano lasciate intendere, tipo i sentimenti di Quasimodo riguardo al suo isolamento e alla sua solitudine: "Quasimodo aveva compiuto vent'anni di prigionia. Dal giorno in cui il giudice Frollo lo aveva confinato nel campanile, non era più uscito ed era stanco di osservare i festeggiamenti da un balcone, senza potervi partecipare."
Nella parte iniziale l'autore (o autrice) si sente inoltre in dovere di esplicitare cosa provano i bambini che guardano lo spettacolo di Clopin: "- Ecco il quesito: scoprire che è il vero mostro a Notre-Dame - chiedeva il giullare Clopin ai bambini ogni volta che raccontava la storia. I bambini non avevano dubbi. Per loro era chiaro: il mostro era il giudice, non Quasimodo. Tutti provavano pietà per il piccolo che era cresciuto segregato. Tutti sapevano che era lui a suonare le campane di Notre Dame." Tra l'altro qui l'autore (o autrice) esplicita il fatto che i bambini fossero consapevoli che il vero mostro era Frollo e non Quasimodo, dicendo addirittura che tutti provavano pietà per l'artigiano, quando in realtà non si può essere sicuri che sia proprio così, anzi, nel cartone ci viene mostrato come gli abitanti di Parigi non apprezzino per nulla Quasimodo e che ne abbiano paura e disprezzo per via del suo aspetto. Poco dopo viene detto che: "I parigini avevano paura dell'aspetto che poteva avere Quasimodo, ma allo stesso tempo erano desiderosi di conoscerlo". Nel film invece non c'è nessun riferimento specifico a questo desiderio di conoscere il campanaro, anzi, sembra che la maggior parte fosse ben contenta che venisse tenuto alla larga dalla gente di Parigi.
Se in generale l'intera storia è narrata in modo da essere praticamente il copione del film, ho notato però che c'è una scena che è stata attutita, se non quasi eliminata: quella dell'incontro tra Febo e Frollo al palazzo di Giustizia. Nel cartone infatti vediamo arrivare Febo nel momento in cui Frollo istruisce un torturatore dicendogli di "fare una pausa tra le frustate altrimenti il vecchio dolore lenirà quello nuovo", e poco dopo, mentre Frollo conversa con Febo, sentiamo un urlo di dolore rimbombare per la stanza, proprio mentre Frollo spiega al capitano come il suo ultimo capitano delle guardie sia stato "un tantino deludente".
In questo libro invece quando Febo arriva vede semplicemente Frollo che gli viene incontro e gli parla: "Sentendo arrivare il capitano, il giudice si voltò e lo guardò con un'espressione si affabile ironia.
- Ah, così questo è il valoroso capitano Febo di ritorno dalle guerre - disse Frollo.
- Convocato a rapporto come da ordini, signore- rispose obbediente il capitano.
- Il vostro servizio vi precede, Febo - continuò il giudice mentre gli girava intorno squadrandolo dall'alto al basso. - Non posso aspettarmi che il meglio da un eroe di guerra del vostro calibro.
- E lo avrete, signore. ve lo garantisco - rispose con decisione Febo.
- Sì, sapete... - mormorò il giudice, - il mio ultimo capitano delle guardie è stato... un pochino deludente per me.
Il giudice Frollo guardò la segreta, lasciando intendere che lì si trovava attualmente il suo precedente capitano e che lì sarebbe finito chiunque avesse osato contraddirlo."
Nessun riferimento a frustate quindi!
In questo libro vediamo anche trascritte le parti che nel cartone sono cantate, in quanto ne "Il Gobbo di Notre-Dame" esse facevano parte della storia, per cui l'autore (o l'autrice) non ha potuto ometterle come aveva fatto in altri volumi delle Disney Novels. Queste parti sono rese abbastanza bene, anche se a volte sembra che l'autore/autrice abbia voluto riportare un po' troppo fedelmente le esatte parole pronunciate nelle canzoni, che se narrate semplicemente in prosa hanno meno senso: "Il giudice gli ricordò che non aveva altri amici a parte lui e gli spiegò che il mondo esterno è duro, crudele e triste. Soprattutto per le persone che non sono normali, come Quasimodo. [...]
- Ma lo capisci che...?- gli chiese Frollo.
Quasimodo, dal canto suo, giunto al tavolo dove stava intagliando una Parigi in miniatura, infine rifletté.
- Siete la mia salvezza - disse arrendendosi all'implacabile Frollo.
- Che ti chiameranno tutti mostro - continuò il giudice.
- Sono un mostro - riconobbe con immensa tristezza Quasimodo.
- Ti odieranno e rideran di te! - gli assicurò Frollo. [...] Ma Frollo non aveva terminato con le accuse.
- Tu non far che accada mai non dargli modo- esclamò con fermezza. [...]
- Resta qui - gridò Frollo.
- Sono un mostro - rispose Quasimodo.
- A me fedele!- rivendicò ad alta voce il giudice" In un discorso normalmente parlato non ci sarebbe stato il bisogno di troncare la finale di "rideranno", e anche la frase successiva in un contesto parlato a me sembrerebbe un po' forzata, così come il fatto che Quasimodo ripeta una seconda volta "Sono un mostro" facendo da controcanto a Frollo.
L'autore/autrice poi ha cercato di includere tra le scene anche quella della canzone "Fuoco d'amour", fortunatamente l'ha resa in maniera molto breve e coincisa, spiegando che i gargoyle cercavano di tirar su di morale il protagonista, il quale "Si trovò coinvolto in una sorta di festa corale con i suoi inseparabili compagni di campanile. E si sentì unico, con le sue particolarità, vedendosi riflesso nelle lucenti campane della cattedrale." L'inizio poteva anche starci, ma diciamo che secondo me l'autore/autrice avrebbe potuto risparmiarsi di descrivere la scena finale della canzone dove i gargoyle portano a Quasimodo "statue di belle donne, mazzi di carte in cui l'asso di cuori aveva un posto speciale, e appesero cuori di carta alle pareti della chiesa." Ecco quest'ultima scena avrebbe potuto risparmiarcela l'autore, in quanto al lettore viene da chiedersi da dove tirino fuori queste cose i gargoyle: dove hanno preso i mazzi di fiori freschi e i cuori di carta? E cosa ci fanno statue di belle donne nella torre di una chiesa? In effetti nel cartone si lascia intendere che tale scena se la sia immaginata Quasimodo, e gli spettatori vedono, una volta finita la canzone, quando Quasimodo torna alla realtà, che in realtà intorno a lui non ci sono né fiori né cuori di carta, ma solo vecchie statue rotte e secchi pieni di pezzi di legno.


In generale, comunque, ho trovato la
scrittura piuttosto buona, corretta e anche
abbastanza articolata, non facendosi
mancare anche alcune dettagliate descrizioni, soprattutto degli
ambienti, inoltre riporta la storia esattamente come quella vista nel
cartone, a volte anche in modo forse troppo fedele, soprattutto per quanto riguarda le parti di musical, che in certi casi avrebbero necessitato una semplificazione o una diversa resa scritta.
Sono invece rimasta molto soddisfatta della parte grafica, in quanto in questo volume hanno inserito davvero tante immagini di svariata natura: bozzetti, disegni in bianco e nero, disegni a colori, a pagina intera o più piccoli, dipinti completi, rappresentanti scene del film, personaggi e ambienti.
Anche
se questo libro costa quasi 10€ direi che il
libro vale l'acquisto se siete appassionati del corrispettivo lungometraggio, anche se il cartone rimane ineguagliabile pe le sue atmosfere e le sue illustrazioni spettacolari, oltre alle musiche che tolgono il fiato.
Bisogna poi considerare che se delle principesse Disney troviamo libri a bizzeffe, del Gobbo di Notre Dame si trova sicuramente meno materiale, anche se certamente non mancano libri a tema anche per lui.
Come ho scritto
anche per la prima uscita, tra
tutte le varie collezioni però uscite finora questa mi pare tra le più
valide e la più interessante, capace di poter essere apprezzata anche da
un pubblico non più solo di piccolissimi ma anche di bambini un po' più
grandi (a partire dagli 8 anni per la lettura autonoma) e adulti. Se
amate la storia di Quasimodo del lungometraggio Disney non potrete non
apprezzare questo volume, che ne ripercorre fedelmente la storia, accompagnandola da schizzi e illustrazioni inedite
Sopra: Solo alcune copertine delle tante edizioni (molte delle quali di
scarsa qualità a dire il vero) di "il gobbo di Notre Dame" tratte dal film
Disney, di cui diverse uscite esclusivamente in edicola.
Quest'opera è stata pubblicata nel 2025 in Spagna col titolo "El Jorobado de Notre Dame" dalla Disney Enterprise per la casa editrice Salvat, ed è stata edita in italiano il 9 luglio del 2026 dalla Hachette Fascicoli. Il volume ha 220 pagine e misura 21,5 cm d'altezza e 15,3 cm di lunghezza e costa 9,99 euro.
Tutti
i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento
di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a
scopo puramente informativo.







