lunedì 26 ottobre 2026

HARRY POTTER e il Principe Mezzo Sangue di J.K. Rowling e Levi Pinfold

Ed eccoci di nuovo qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007, avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma lil volume di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry Potter e il principe Mezzosangue" illustrato, purtroppo, non più da Jim Kay. Quest'ultimo infatti ha avuto problemi di salute ed è andato un burnout proprio a causa del lavoro che gli è comportato il precedente volume della saga, per cui aveva dovuto realizzare tra le 150 e le 200 illustrazioni. Fortunatamente sembrerebbe che la saga illustrata sia ufficialmente ripresa, con un altrettanto valido artista: Levi Pinfold, artista, scrittore e illustratore britannico, il quale speriamo riuscirà a portare a termine l'impresa iniziata nel 2015 e che si spera verrà conclusa magari nel 2027/2028, riuscendo a dare ai fan della serie finalmente tutta la saga di Herry Potter in un'edizione illustrata, dall'inizio alla fine.
 
Sopra: La copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra Silente ed Harry che combattono contro dei cadaveri riportati in vita con la magia da Voldemort.

Scopriamo all'inizio del libro che c'è stato un cambio al vertice del Ministero della Magia: il ministro Cornelius abbandona l'incarico perché allontanato dopo aver negato per un anno intero il ritorno di Lord Voldemort e viene sostituito da Rufus Scrimgeour.
In seguito alla rivelazione del ritorno del Signore Oscuro nel precedente libro, la situazione del mondo magico è dominata da paura e terrore: i Mangiamorte, con la complicità dei Dissennatori, hanno già compiuto vari attacchi che hanno avuto conseguenze anche nel mondo dei babbani, Diagon Alley è semideserta e con vari negozi chiusi e molte famiglie magiche sono contrarie al ritorno dei propri figli ad Hogwarts.
Presso la strada Spinner's End, a Londra, avviene una riunione fra Severus Piton, Codaliscia e Narcissa Malfoy, accompagnata dalla sorella Bellatrix Lestrange: Narcissa chiede a Piton aiuto e protezione per suo figlio Draco, a cui è stato affidato un compito estremamente delicato su ordine di Lord Voldemort. Piton viene convinto da Narcissa a stringere il Voto Infrangibile, un giuramento magico che, se infranto, provoca la morte: il professore giura di proteggere ed aiutare Draco nella sua prima missione da Mangiamorte.
Nel frattempo, a Privet Drive, Harry Potter riceve una visita da Albus Silente a casa dei Dursley. Qui Silente esprime il suo profondo disappunto per il modo in cui gli zii hanno sempre maltrattato Harry durante tutta la sua vita, quando lui, la notte in cui lo lasciò sulla loro soglia, aveva chiesto loro nella lettera di trattarlo come un figlio. Dopo aver letto ad Harry il testamento del padrino Sirius Black, deceduto poche settimane prima, che gli lascia tutti i suoi averi (compresi l'elfo domestico Kreacher e la casa in Grimmauld Place), il preside gli chiede di accompagnarlo in una missione, che consiste nel convincere un suo vecchio amico e collega, il professor Horace Lumacorno, a tornare ad insegnare a Hogwarts. Dopo diversi tentennamenti, Lumacorno accetta. 
Durante la sua permanenza alla Tana, inoltre, Harry scopre di essere stato nominato capitano di Quidditch della squadra di Grifondoro.
Recatisi a Londra per gli ultimi acquisti prima dell'anno scolastico, Harry, Ron ed Hermione vedono Draco Malfoy che sembra tramare qualcosa con il proprietario del negozio di manufatti oscuri Magie Sinister. Harry sospetta quindi che Malfoy sia ufficialmente diventato un Mangiamorte, ma né i suoi amici né il signor Weasley credono a questa ipotesi. 
A scuola si scopre che Lumacorno non insegnerà Difesa contro le Arti Oscure, come tutti pensavano, ma Pozioni, e che la cattedra di Difesa contro le Arti Oscure è stata assegnata invece a Piton, che da sempre ambiva a tale ruolo.
Durante la prima lezione di Pozioni, Harry, non avendo ancora il suo libro di testo Pozioni avanzate (non lo ha acquistato perché pensava che il docente di Pozioni sarebbe stato ancora Piton, il quale non gli avrebbe permesso di continuare lo studio della materia a seguito del voto ottenuto ai G.U.F.O.), ne prende in prestito uno usato, appartenuto ad un misterioso personaggio che si firma come il "Principe Mezzosangue", che lo ha completamente scarabocchiato e riempito di annotazioni e appunti. Harry prova a metterne in pratica alcuni e si rende conto che funzionano e sono anche molto più efficaci delle indicazioni originali del libro, riuscendo a preparare in modo eccellente il Distillato della Morte Vivente che Lumacorno aveva richiesto per quella lezione. Riesce così a vincere una piccola bottiglia di Felix Felicis (una pozione che rende chi la beve molto fortunato per una giornata), messa in palio da Lumacorno per chi fosse riuscito a preparare al meglio possibile la pozione.
Nel corso dell'anno scolastico Harry continua a seguire le indicazioni del Principe Mezzosangue ed ottiene velocemente risultati eccellenti, fatto che porta Lumacorno a dilungarsi sempre più spesso in lodi su di lui, con grande disappunto di Hermione. Harry inoltre scopre che sul libro sono stati annotati anche alcuni incantesimi inventati dal Principe stesso.
Nel frattempo, la situazione del mondo magico precipita sempre più nel caos: si moltiplicano gli attacchi dei Dissennatori, si ha la notizia della sparizione di diverse persone, tra cui la funzionaria del Ministero della Magia Amelia Bones ed il famoso fabbricante di bacchette Olivander, e il Ministero sembra impotente di fronte alle azioni compiute dai Mangiamorte.
Il nuovo anno scolastico è incerto, avvolto nel terrore. Lord Voldemort è tornato, il male si sta radunando, il Ministero della Magia è nel caos e persino Hogwarts non è più un posto sicuro. Studenti e professori sono in allerta. Solo Draco Malfoy e i suoi fedeli compagni di Serpeverde sembrano entusiasti dei nuovi avvenimenti, anche quando il Marchio Nero si staglia minaccioso nel cielo stellato sopra il castello. Ma anche Harry è cambiato, è più fermo e più determinato. E deve scoprire di chi fidarsi e chi temere: si avvicina il momento in cui dovrà affrontare il suo destino da solo.
 
Sopra: Un'illustrazione di Pinfold che ci mostra Hermione, Harry e Ron mentre stanno ricevendo i risultati del loro esame G.U.F.O. sostenuti alla fine del precedente anno.
 
A differenza dei volumi precedenti volume i  testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori non più di di Jim Kay, ma da quelle di Levi Pinfold. Le nuove illustrazioni di Pinfold sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, ma che le rende allo stesso tempo potenti ed evocative.
Le immagini sono tutte a colori, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena. C'è da dire che nella maggior parte dei casi, avendo la storia dei toni piuttosto cupi, la maggior parte delle illustrazioni ha delle tonalità abbastanza scure, ma non ne manca qualcuna dalle tinte un po' più colorati e accesi, tipo quella sui gemelli Weasley, sulle tonalità del viola/rosa.
A volte un'illustrazione molto cupa può avere degli elementi più accesi e brillanti, tipo giochi di luce o incantesimi che illuminano la scena. 
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, forse anche un po' più realistico rispetto a quello di Kay, rendendoli anche molto espressivi. Il loro aspetto riprende abbastanza quello degli attori del film, ad eccezione del professor Lumacorno e della madre di Lucios Malfoy, anche perchè penso che l'illustratore abbia comunque dovuto mantenere l'aspetto che Kay aveva conferito nei libri precedenti ai personaggi già comparsi.
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: l'allenamento di Quiddich dei Grifondoro, Hermione che scatena contro ron uno stormo di uccellini, Harry che bacia Ginny, lo scontro tra Malfoy e Silente, lo scotnro tra Harry e Piton, ecc ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella di Silente che parla ai Dirsley nel loro salotto; il professor Lumacorno in vestaglia; Hermione, harry e Ron nella cucina dei Weasley mentre arrivano i risultati degli esami G.U.F.O., i gemelli Weasley che mostrano a Harry il loro nuovo negozio, Silente che fa usare ad Harry il Pensatorio nel suo ufficio; Silente da giovane assieme a Tom Riddle; la famiglia Weasley insieme a Herry e Lupin che festeggiano il Natale; il funerale di Aragog; ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: anche se la maggior parte ritraggono scene descritte nei testi, non mancano quelle che si concentrano invece solo sui personaggi, ed altre ancora che ci mostrano solo paesaggi e sfondi (anche la rappresentazione delle ambientazioni è davvero incredibile, super accurata e ricca di dettagli).
Nonostante la varietà dei soggetti e la differenza di stile nei due disegnatori, che però devo dire non risultare poi così eccessiva, nell'insieme l'opera risulta perfettamente uniforme ed è straordinario vedere come tutte le illustrazioni accompagnano con costanza e come inesauribile fonte di meraviglia i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.
  
  




 
 
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Levi Pinfold per questo sesto volume, le quali hanno un aspetto molto dettagliato e realistico, anche se un po' cupo.
 
"HARRY POTTER e il Principe Mezzo Sangue" di J.K. Rowling è il sesto volume della saga, che ho apprezzato un po' di più rispetto al quinto, diventanto pure questo un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a continuare ad espandere un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
I personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e continuano ad evolversi rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale ha sviluppato un carattere bello combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nel precedente volume aveva assistinto alla morte del suo padrino: Sirius Black, un uomo che per lui rappresentava una figura paterna, qualcuno a cui aggrapparsi nei momenti difficili, assieme a Silente. Almeno però ora nessuno mette più in dubbio la sua parola riguardo al ritorno di Voldemort, anche se questo crea un clima di paura e tensione all'interno della scuola di Hogwarts. In questo sesto libro vedremo poi Harry abbastanza ossessionato da Draco, poichè egli è convinto che sia diventato anche lui un Mangiamorte e che stia tramando qualcosa, purtoppo però tutti quelli che conosce, compresi i suoi amici, sembrano sottovalutare la cosa.
Tra gli altri personaggi del libro abbiamo poi Ron Weasley, il migliore amico di Harry, il quale è ancora portiere titolare nella squadra di Quidditch, e soffre ancora di "paura da palcoscenico", poichè tende ad agitarsi quando si trova sul campo da gioco davanti a degli spettatori. Harry lo aiuterà a superare questo momento di insicurezza facendogli credere di averli fatto bere la Felix Felicis.
Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, continua ad essere una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, tanto da ver riportato ottimi risultati nell'esame G.U.F.O., svolto il precedente anno scolastico. Qui dimostra la sua passione per le regole opponendosi fermamente all'uso di Harry del libro di Pozioni, ma sembra farlo perchè gelosa del fatto che Harry sia più bravo di lei in Pozioni, ottenendo ottimi voti e molti elogi dal professor Lumacorno. 
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), che in questo volume riallaccia finalmente i rapporti con Harry, Hagrid (il gigantesco e gentile guardiacaccia di Hogward), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione). Stavolta assisteremo anche un confronto tra Silente e i Dursley, dove finalmente il mago rinfaccerà ai due coniugi quanto si siano comportati male con Harry, permettendo al protagonsita, e ai lettori, di prendersi più di qualche soddisfazione, e facendoci comprendere come mai Harry doveva tornare ogni estate a casa loro.
In questo sesto capitolo della saga inizieremo ad approfondire meglio anche la figura di Draco Malfoy, che finora era rimasto il personaggio meno sviluppato dell'intera serie, nonostante risulti uno dei più amati della saga, ma finora si faceva fatica a capire come mai. In questo volume lo vediamo meno spavaldo del solito e alquanto preoccupato, oltre ad assumere tutta una serie di comportamenti sospetti. Sappiamo infatti, grazie alle parole si dua madre, che il Signore Oscuro gli ha affidato un compito importante, compito che evidentemente mette Draco in difficoltà, d'altronde sappiamo che lui ha una natura codarda, anche se gli piace fare il prepotente (con i deboli) e mettersi in mostra pavoneggiandosi. Ora finalmente percepisce come l'avvento di Voldemort rappresenti un serio problema anche per lui e la sua famiglia.
Viene approfondito e fatto evolvere ulteriormente anche il personaggio di Severus Piton, che finora è sempre stato un po' ai margini, facendolo essere agli occhi dei lettori più che altro un professore (magari anche competente), ma severo, vedicativo e ingiusto, colui che gode nell'umiliare i propri studenti. In seguito alle rivelazioni dell'ultimo libro è stato fatto diventare un vero e proprio antagonista, colpevole di aver compiuto un gesto (aver rivelato la profezia, incompleta, a Voldemort) praticamente imperdonabile, che ha causato la morte della famiglia Potter. Dopo essersi comportato male per praticamente cinque libri su sei, ma rimanendo sempre il fido aiutante di Silente, ero curiosa come si sarebbe comportato in questo e devo dire che la scrittrice non ci deluderà, confermando, dopo alcune ambiguità iniziali, però la figura di Piton come quella di un cattivo, tanto da fargli commettere un omicidio piuttosto significativo. Per scoprire come sono andate però veramente le cose bisognerà aspettare il settimo e ultimo volume, ma in questo Piton sembra essere dalla parte di Voldemort al 100%, ottenendo però il ruolo che meritava e vedendolo più dentro l'azione, e non sempre ai margini, ad agire di nascosto e dietro le quinte.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che abbiamo conosciuto fin dal primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo sesto volume abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Horace Lumacorno, il quale è stato docente di Pozioni e direttore della casa di Serpeverde dagli anni trenta-quaranta fino agli anni ottanta, quando decise di ritirarsi. Pur essendo un uomo ambizioso e avido di potere, come tutti i Serpeverde, rappresenta l'unica eccezione nota allo stereotipo che vede i membri di tale casa arroganti, malvagi e sostenitori della purezza di sangue e di Voldemort. Preferisce infatti evitare ruoli di primo piano e circondarsi di persone influenti o dall'avvenire brillante, che seleziona all'interno di una ristretta cerchia di studenti favoriti, detta Lumaclub, senza essere attratto dalle forze oscure e senza nutrire alcun pregiudizio nei confronti di mezzosangue e nati babbani. Con il ritorno di Voldemort, Lumacorno si nasconde per timore di essere costretto con la forza dai Mangiamorte a convertirsi alla loro causa. Silente usa proprio la presenza di Harry alle sue lezioni per convincerlo a tornare a fare lezione, in quanto Lumacorno è molto tentato dal fatto di potersi vantare di annoverare Harry, il prescelto, come uno dei suoi studenti.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
La storia è molto valida e sicuramente intrigante, coinvolgente e avvincente, andando a sbloccare fortunatamente alcune situazioni un po' fastidiose che si erano instaurate nel precedente volume: Harry finalmente non è più sospettato di essere un bugiardo patentato e ora tutti credono al ritorno di Voldemort, cessano quindi le vessazioni e l'isolamento nei suoi confronti, sebbene nella scuola regni ora un certo clima di paura. Si sblocca fortunatamente anche la situazione con Silente, che ha smesso di nascondersi da Harry per "tenerlo al sicuro" comprendendo che la cosa non funzionava, anzi, per cercare di proteggere Hogwarts Silente inizia a fare con Harry degli incontri in cui, facendogli vedere alcuni vecchi ricordi nel Pensatoio, lo metterà finalmete al corrente di tante notizie utili e interessanti tra cui: il passato di Voldemort quano era ancora Tom Riddle e la creazione degli Horcrux. Oltre a mettere Harry al corrente dell'esistenza di questi pericolosi oggetti, gli affiderà anche la missione di riuscire a prelevare un ricordo da Lumacorno, legato appunto a Riddle e agli Horcrux, e lo coinvolgerà nella missione di ricerca e di distruzione di questi ultimi. Durante questi confronti con Silente scopriamo inoltre che il diario di Tom Riddle era proprio un Horcrux, un oggetto nel quale Voldemort ha infuso parte della propria anima, così da non dover temere mai la morte. Con la rivelazione degli Horcrux la Rowling apre finalmente uno spiraglio su un modo per poter eliminare definitivamente Voldemort, riprendendo in modo intelligente un elemento comparso addirittura nel secondo libro.
Molto interessante anche la questione del libro appartenuto al Principe Mezzo Sangue, che aggiunge alla storia quel tocco di mistero che mi era un po' mancato nel precedente volume, e che aveva invece caratterizzato tutti i precedenti libri della serie. Nonostante il testo sia effettivamente solo un libro di testo annotato, è sorprendente come Harry sviluppi nei suoi confronti una sorta di ossessione, diventando pronto a tutto pur di non doversene sbarazzare.
Tutto molto bello insomma, ma c'è una cosa che mi ha piuttosto infastidita della storia: il fatto che nessuno creda minimamente a Harry riguardo i suoi sospetti su Malfoy. Ok, all'inizio ci poteva anche stare che i suoi amici pensassero che la sua fosse una sorta di idea fissa dettata più che altro dalla sua antipatia nei confronti di Draco. Ma ad un certo punto Harry inizia effettivamente ad accumulare diverse prove che, sebbene non definitive, dovrebbero far sorgere qualche dubbio anche agli altri, anche perchè Harry non se ne sta zitto, ma mette a conoscenza più volte sia i suoi amici che gli insegnanti dei suoi dubbi. In un certo senso è come se l'autrice avesse voluto riscattare il suo protagonista dalla pessima decisione che gli aveva fatto prendere alla fine del precedente libro, di recarsi al Ministero per salvare Black, mettendo in pericolo tutti i suoi amici, se stesso e causando pure la morte del suo amato padrino. Se la volta precedente Harry aveva preso un grosso abbaglio (e avrebbe dovuto dare maggiormente retta ad Hermione, la voce della ragione) stavolta è lui quello che si fa venire i giusti sospetti, e trovo sorprendete che i suoi amici non si siano minimamente preoccupati anche loro dello strano comportamento di Malfoy.
Non mancano comunque neppure alcune scene romantiche, che probabilmente servono ad allentare un po' la tensione narrativa, portando avanti una sottotrama a cui la Rowling in effetti lavorava da un po', facendo scoccare la scintilla tra Harry e Ginny Weasley. Tali parentesi (non solo riguardanti Harry e Ginny) fortunatamente sono piuttosto ristrette e gli ultimi capitoli sono un vero e proprio susseguirsi di azione e adrenalina, capitoli dove tutto sembra crollare e sembra essere perduto, e in cui ci sarà un'altra sconvolgente morte e una terribile rivelazione.
Questo  sesto capitolo della saga di Harry Potter è un buon romanzo fantasy, che continua a affascinare i lettori grazie ad un universo magico e straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, e anche commovente, in cui finalmente scopriremo diverse retrospettive riguardo all'antagonista e verremo a conoscenza di un modo per sconfiggerlo definitivamente. 
Se già nei precedenti volumi la storia si era fatta sempre più cupa, anche qui non si scherza, presentando ai lettori un clima di tensione e paura, in cui non mancherà neppure stavolta una morte molto sentita. Consiglio quindi la lettura a partire dagli 11 anni (se lettori abbastanza forti e allenati, oltre che capaci di sopportare un certo carico emotivo), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe a partire dai 14 anni in su, per comprendere meglio la complessità dei vari personaggi e le difficoltà del protagonista.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
CONFRONTO CON IL FILM 
In generale il film risulta abbastanza godibile almeno da chi non ha letto il libro, ma persistono anche in questo sesto capitolo numerose differenze tra libro e film. Il problema è che, se alcune scene potevano effettivamente essere tagliate, altre invece erano piuttosto importanti. 
Tra i cambiamenti abbastanza importanti vediamo ad esempio eliminato l’incontro tra il Ministro della Magia e il Primo Ministro babbano. Nel libro Harry appare molto più ossessionato dallo scoprire cosa sta tramando Draco, tanto da chiedere agli elfi domestici di pedinarlo, peccato che però nei film successivi al secondo queste creatire magiche siano state completamente eliminate. Viene poi omesso il personaggio di Madama Rosberta, sostituita da Draco. Nel libro, solo alla fine Malfoy spiega il suo piano per far entrare i Mangiamorte a Hogwarts, mentre nel film gli spettatori intuiscono il piano di Malfoy tramite diverse scene.
I cambiamenti per me più importanti però sono quelli in cui sono stati tagliati molti degli incontri che Harry ha con Silente, durante i quali quest'ultimo gli spiega il passato di Voldemort, quando era ancora Tom Riddle, e della sua famiglia. Sono stati quindi eliminate scene che mostravano com'erano il nonno, lo zio e la madre di Riddle, quella dove Tom chiede di lavorare ad Hogwarts come insegnante, l'esperienza lavorativa di Tom con Dippet e di come abbia sottrattro la coppa di Tassofrasso ad una cliente di Dippet.
Nel film sono stati omessi anche diversi dettagli sul passato di Piton, nonchè i motivi della fiducia riposta in lui sia da Voldemort che da Silente.
Sono stati omessi anche i combattimenti tra i Mangiamorte e gli studenti di Hogwarts, nonchè il personaggio di Fenrir Greyback (un lupo mannaro che ama diffondere il morbo della licantropia, soprattutto ai bambini). 
In compenso si lascia più spazio alle storie d'amore adolescenziali, tanto che la scena dove Harry nasconde il diario è stata modificata per inserire anche Ginny, trasformandola in una sequenza romance: nel film infatti è Ginny, entrata con Harry nella stanza delle necessità, a nascondere il libro così che lui non sia tentato di andare a recuperarlo in seguito, e dopo si baciano pure (nel libro il loro primo bacio avveniva della sala comune dei Grifondoro). Nel film inoltre sono gli amici di Harry, e in particolare Ginny, a convincerlo a liberarsi del libro, mentre nel romanzo è Harry di sua spontanea volontà che cerca un nascondiglio per il libro, perchè non vuole che Piton lo trovi e glielo requisisca. Inoltre quando Harry si trova nella stanza delle necessità, per ricordarsi dove mette il libro, lo appoggia vicino a un busto di donna che porta in testa una parrucca e un diadema, particolare che si rivelerà poi molto importante nel settimo libro.
Nel film, rispetto al libro, Silente lancia un incantesimo su Harry impedendogli di muoversi o difenderlo, anche se Harry cerca di combattere contro di esso con tutte le sue forze, perchè vorrebbe proteggere il preside, mentre nel film lui è semplicemente rimasto lì, obbedendo a Silente, il che risulta però un comportamento fuori dal personaggio.
Il film comunque mantiene delle buone scene, tra cui ad esempio quella dove Silente e Harry si recano a cercare il professor Lumacorno, e la sua scena di trasformazione da poltrona a persona è molto ben riuscita, così come quella dove Silente e Harry vanno a recuperare l'Horcrux medaglione nella caverna mi è piaciuta. Per il resto però le scene importanti omesse sono veramente tante, ma nell'insieme l'opera riesce a reggersi in piedi con una sua coerenza e una sua spettacolarità, minando però quella del capitolo successivo e rimanendo comunque infarcita di piccole differenze che sarebbero delle vere e proprie incongruenze tra libro e film per quanto rigurda le regole del mondo magico: tipo il fatto che Silente si smaterializza all'interno di Hogwarts o che Harry usa la magia fuori dalla scuola. Rimane un peccato poi che abbiano eliminato così tante scene del passato di Voldemort.
 


Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry assieme al professor Lumacorno; in basso la Harry e Silente alla ricerca di un Horcrux.
 
Questo volume è stato edito nel 2026 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Half-Blood Prince" ed è stato pubblicato  in italiano sempre nel 2026 dalla Salani. Il volume ha 432 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 49,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 19 ottobre 2026

SPECIALE: LIBRI NON ILLUSTRATI (LIBRI GOTICI)

Questo è uno speciale in cui vi parlo dei libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in libri con immagini) che ho letto. 
I tre libri che vi recensirò oggi sono giusti per il periodo, in vista di Halloween, in quanto si tratta di tre libri gotici.
In due dei quali tra l'altro viene menzionato o compare il personaggio di Dracula: in "Sherlock Holmes contro Dracula" troviamo il detective più famoso del mondo aver a che fare col vampiro più famoso del mondo, mentre in "Children of the night" vediamo quattro ragazzi (3 maschi e una femmina) invitati a trascorrere la notte di Sant'Antonio nel castello di Bram, quello dove, secondo la leggenda, Stoker ambientò il proprio romanzo.
L'altro romanzo di cui vi parlerò è un'alta novità editoriale (assieme a "Children of the night", uscito il 29 settembre 2026), da parte di Abeditore. Si tratta di un romanzo ottocentesco, in cui compaiono fantasmi ed elementi esoterici, oltre ad avere una certa componente investigativa.


"SHERLOCK HOLMES CONTRO DRACULA" di Loren D. Estleman con 251 pagine, edito a luglio del 2008 dalla Gargoyle Books (costo 13,00 euro. Titolo originale: "Sherlock Holmes vs Dracula, or The Adeventure of the Sanguinary Count", 2000).  
È l'anno 1890. Una nave fa naufragio sulla costa inglese, l'equipaggio è scomparso, il capitano è stato assassinato, l'unico passeggero è un sinistro cane nero. Un giornalista dei Dailygraph si presenta così da Sherlock Holmes per chiedergli di indagare sullo strano evento: "Per alcuni secondi Mr Parker scrutò il mio amico con quel particolare interesse professionale che accomuna gli scribacchini a servizio dei quotidiani ai cronisti della mia specie. Subito dopo, comunque, assunse l'espressione di chi deve trattare di affari. <<Mr Holmes, sono stato autorizzato dai miei editori a offrirvi un compenso per conto del Dailygraph affinché ci offriate una soluzione del mistero legato agli eventi svoltisi a mezzanotte di ieri al porto di Whitcy>>. [...]
Il giornalista assentì con il capo e attaccò la sua singolare narrazione, che mi sforzerò di riferire in modo assolutamente fedele. [...]
<<Un attimo dopo, tuttavia, quel sospiro ci rimase strozzato in gola nel vedere ciò che il raggio luminoso aveva rivelato.
<<Spettrale in quell'alone di luce gialla, una goletta straniera con tutte le vele issate stava correndo inesorabilmente incontro al banco di scogli omicida>>.
<<Straniera, avete detto?>>, lo interruppe Holmes. <<Che bandiera batteva?>>
<<Nessuna, ma lo scafo era senza possibilità di errore di foggia russa>>.
<<Capisco. Proseguire, vi prego>>  [...]
<<Proprio quando tutto sembrava perduto, il vento, che fino a quel momento aveva soffiato rabbiosamente in direzione est, all'improvviso mutò n direzione ovest, e la goletta scivolò all'interno del porto con la facilità di un libro che venga reinserito nello spazio riservatogli in uno scaffale. [...]
<<Ancora una volta in nostro sollievo si rivelò prematuro, poiché come la goletta stava per accostare, il raggio del faro inquadrò uno spettacolo orribile: quello di un cadavere legato al timone, con la testa ciondoloni che sbatteva avanti indietro ad ogni movimento dello scafo. Quella vista inaspettata era così agghiacciante che ci scordammo di ruotare la luce, e il vascello con il macabro carico sparì nell'oscurità della notte. Nel tempo che impiegammo per riprenderci abbastanza da tornare ad agire, si udì un suono stridente seguito da uno schianto, e il raggio fornì conferma di ciò che la maggior parte di noi di era prefissata - la goletta si era andata ad arenare contro l'accumulo sabbioso che si erge accanto all'angolo sud- est del molo di Tate Hill. [...]
<<Bene: la luce del faro aveva appena raggiunto il ponte della nave insabbiata, quando qualcosa che sembrava un cane gigantesco spuntò fuori all'improvviso, si lanciò giù dalla fiancata e sparì nella tenebra>>. [...] 
<<Scusatemi>> intervenni. <<Ma nessuno ha pensato a interrogare l'equipaggio riguardo al mistero del morto e del cane?>>
<<Sarebbe stato impossibile, Dottore>> rispose il giornalista con tono grave. <<Vedete, ad eccezione del cadavere al timone, non c'era nessuno altro a bordo della goletta>>." 
Il mistero, di cui nessuno riesce a venire a capo è pane per i denti dell'inimitabile Sherlock Holmes, ma per la prima volta nell'arco della sua esaltante carriera il grande detective è in difficoltà. Risulta evidente che gli uomini dell'equipaggio sono stati uccisi e gettati fuori bordo, ma cosa può spiegare l'espressione di orrore stampata sul volto del capitano, il suo fatale dissanguamento, e lo strano carico della nave - cinquanta casse di terra? Il gioco è aperto e Sherlock Holmes, assistito come sempre dal fedele Dottor Watson, si viene a trovare sulle tracce del re dei vampiri in persona - il Conte Dracula...  
La storia è preceduta da un'introduzione di Paolo Zaccagnini che analizza la situazione culturale e storica dell'Inghilterra agli inizi dell'Ottocento, dove vivevano gli autori di "Dracula" e di "Sherlock Holmes", parlando anche delle loro biografie e dei motivi che li spinsero a creare queste opere. Dopo la prefazione c'è pure un antefatto scritto dall'autore, che si spaccia come curatore, in cui viene narrato come questa storia sia giunta tra le mani di Estleman, il quale crea quindi una cornice narrativa in cui tale storia è stata proprio scritta da Watson, autore anche delle altre avventure di Sherlock Holmes. In tale antefatto il curatore/autore spiega anche i motivi di come mai tale racconto non è stato pubblicato all'epoca ma come sia rispuntato fuori solo adesso. 
Piccole accortezze poi presenti anche all'interno dell'opera, come le ricerche fatte dall'editore della Doubleday sul sistema ferroviario dell'Inghilterra vittoriana scoprendo che, con i cambi treni previsti, Holmes e Watson non avrebbero potuto compiere il viaggio da Londra a Whitby in meno di quarantotto ore, mentre l'autore aveva previsto che lo affrontassero in sole ventiquattro (per contrastare il piano di Dracula si salpare per l'America a bordo della Baltimore). Ciò ha costretto l'autore ad anticipare la storia e a cambiare le date. 
Ma facciamo un passo indietro. Infatti la storia parte con Sherlock che viene contattato da un giornalista del Dailygraph salito a bordo della nave che ha portato Dracula in Inghilterra. L'evento strano e sconvolgente che venne riportato nell'opera originale tramite alcuni articoli di giornale suscita lo sconcerto dei giornalisti, che decidono di chiamare in causa il celebre detective per riuscire a risolvere questo misterioso caso. In seguito, probabilmente per pressioni dall'alto, gli chiederanno di abbandonare il caso, che però ormai ha risvegliato la curiosità del celebre detective. Saranno altri ritagli di giornale ad attirare nuovamente la sua attenzione. Sto parlando di quelli riguardanti la vampira Lucy, che adescava bambini durante la notte. Mettendosi sulle tracce della vampira Holmes e Watson faranno così la conoscenza di Van Helsing, del dottor Steward, di Morris e di Lord Godalming. Bello il confronto tra Van Helsing e Sherlock Holmes, anche se sarà l'unico che avremo per tutto il libro, in quanto Van Helsing intima al detective di lasciare stare la faccenda. Holmes tuttavia riesce a intercettare il treno con cui Mina sta arrivando a Londra per incontrare Van Helsing e a salirvi a bordo, riuscendo a parlare con la donna, così da venire a conoscenza delle vicende di Jonathan Harker. 
Ironicamente la figura di Dracula è forse più presente in questo romanzo con Holmes che non nella seconda parte del romanzo di Stoker. In una nota finale dell'autore quest'ultimo spiega infatti che "Per gran parte della narrazione Dracula è assente, e la nostra piccola congrega di ammazza-vampiri non può farà altro che interrogarsi su quanto egli sia impegnato a realizzare. La premessa si cui si basa Sherlock Holmes contro Dracula è che il vampiro avesse impiegato il tempo in cui risulta assente dalla scena a incrociare la spada con la più geniale mente investigativa di Londra".
La seconda metà della storia è infatti più di tipo avventuroso che non investigativo, con Holmes e Watson che si impegnano a inseguire e contrastare il mostro, il quale ha rapito la moglie di Watson, regalandoci delle sequenze ricche di azione.
Una storia carina e avvincente, che sfrutta in modo intelligente una reale possibile connessione che avrebbe potuto crearsi tra la figura del vampiro più famoso al mondo e quella dell'investigatore più famoso al mondo. Il primo infatti giunge in Inghilterra proprio nel periodo in cui Holmes si è appena affermato come investigatore privato. Come scritto nella nota finale dell'autore: "Dal momento che il libro fu pubblicato per la prima volta a Londra nel 1897, un semplice calcolo aritmetico fa risalire gli eventi descritti proprio nel periodo in cui Sherlock assurgeva a fama di detective più famoso del mondo. Il dato ci viene confermato dallo stesso Arthur Conan Doyle e, poiché non abbiamo motivo di metterlo in discussione, apparirebbe singolare che un osservatore così acuto come il suo eroe si fosse lasciato sfuggire la presenza in città di un mostro immortale che si nutriva del sangue dei vivi."
La cosa che mi ha un po' sorpreso è mi aspettavo che Sherlock e Watson  avrebbero lavorato assieme a van Helsing e alla sua squadra, mentre in realtà quest'ultimo sembra voler estromettere Holmes dalle indagini. I due infatti, dopo un unico incontro prima dell'arrivo di Mina, non si incontreranno più faccia faccia e Sherlock e Watson agiranno indipendentemente. La cosa in realtà ha senso, visto che l'autore ha cercato di sfruttare l'assenza di Dracula dal romanzo di Stoker per inserirvi la figura di Sherlock, lasciando Van Helsing procedere da solo per la sua strada, così come descritto nel romanzo di Stoker. Se i due avessero invece collaborato o lavorato a stretto contatto sarebbe stato più difficile dover giustificare l'assenza di Holmes nel romanzo di Stoker, mentre così appare più che naturale che il breve incontro tra quest'ultimo e Van Helsing sia stato omesso.
Se amate Dracula e siete appassionati di gialli o dei romanzi di Coan Doyle apprezzerete sicuramente questa lettura, la quale getta un nuovo sguardo sulla figura del Conte e del famoso detective, nonché sulla figura di Watson, voce narrante del romanzo. 
 
 
Sopra: La copertina di "Sherlock Holmes contro Dracula", dallo sfondo prevalentemente grigio, dove sulla destra compare un mantello nero e rosso
 
"LA TORRE DEI SETTE GOBBI" di  Emilio Carrère con 230 pagine, edito a luglio del 2008 dalla Gargoyle Books (costo 18,00 euro. Titolo originale: "?", 2026).  
Nella Madrid dei primi del Novecento, il bohémien Basilio Beltrán – giocatore incallito e uomo molto superstizioso – coltiva la singolare convinzione che i gobbi portino fortuna e per questo motivo ama circondarsene. 
"Basilio Beltràn era un giocatore superstizioso. Portava una moneta spezzata e due cornetti d'avorio appesi alla catena dell'orologio. Si sedeva sempre alla sinistra del mazziere; il venerdì non giocava perchè era un giorno nefasto, e coltivava con autentico affetto l'amicizia di tutti i gobbi di madrid, convinto che quelle simpatiche e tristi tartarughe umane recassero nel loro zaino il talismano della buona sorte. [...] Ma ciò che lo irritava di più, fino a mandarlo fuori di testa, era qualche guercio curioso con la cataratta che gli si avvicinava mentre giocava, fatto che spiegava l'odio feroce e inconciliabile che nutriva per il signor Catafalco.
<<Eccola qui, la mia ombra nera!>> ruggiva Basilio quando lo vedeva, raccogliendo subito le fiches per correrle a cambiarle e fuggire dal casinò. uscendo, si voltava e vedeva il signor Catafalco salutarlo con la sua mano scheletrica, fissandolo, ipnotico, con il suo occhio torbido simile a un'ostrica.
Il fatto era che il signor Catafalco provava una strana simpatia per Basilio. Gli piaceva sedersi accanto a lui, chiedergli come stava andando il gioco e rispondere alle sue gomitate e scortesie con l'eterno sorriso macabro dei suoi denti lunghi e gialli, simili a quelli dei cavalli che, dopo una corrida, giacciono morti sulla sabbia dell'arena.
In effetti, il signor Catafalco era davvero uan presenza inquietante. Era alto e scarno come un'ombra e, sotto l'arco ispido delle sopracciglia, aveva un occhio minuscolo e scintillante, che contrastava con l'altro, più grande ma torbido e allucinato, che si apriva come una piaga rotonda tra le cicatrici del suo volto flaccido e biancastro, incorniciato da una folta barba nera." 
Questo signor Catafalco, che lo stesso Basilio aveva così soprannominato, non conoscendone il vero nome, si rivela essere lo spettro di un uomo di nome don Robinsón de Mantua, il quale, una notte, durante una delle sue solite partite al casinò, gli appare e gli rivela i numeri vincenti. In cambio però il fantasma chiede un favore: Basilio dovrà scoprire la verità sul suo assassinio. Per farlo, dice lo spettro, dovrà recarsi nel centro storico della città, tra vicoli oscuri e palazzi carichi di memoria. Basilio mantiene la promessa e, seguendo le tracce del delitto, scopre un segreto impensabile: sotto la città moderna si estende un’altra Madrid, costruita nel XV secolo da un gruppo di ebrei che tentavano di sottrarsi all’espulsione. In quel labirinto sepolto vive ancora una setta composta esclusivamente da gobbi dediti al crimine e guidati dal misterioso dottor Sabatino, un uomo pronto a tutto pur di proteggere il proprio rifugio. L’indagine trascina così Basilio in un mondo parallelo fatto di cripte, passaggi segreti, spiritismo e antiche vendette. Per lui, però, questa volta la fortuna non basterà: la partita in gioco è la sua stessa vita. 
Una storia molto intrigante e interessante "in cui il gotico, il feuilleton, il poliziesco e la satira di costume convivono con una naturalezza sorprendente" scritta da uno scrittore spagnolo,  la quale, sempre citando l'introduzione, "a oltre un secolo di distanza, non ha perso nella della propria capacità di intrigare e divertire", che ci viene portata in italia dalla Abeditore.
La vicenda inizia con quella che sembra una storia di fantasmi, dato che il protagonista avvista di continuo un uomo guercio che scopre però di poter vedere solo lui, per poi scoprire che si tratta dello spirito di un uomo assassinato un decennio prima e che si è rivolto al protagonista, Basilio, poiché è l'unico in grado di vederlo, essendo un ignaro sensitivo.
Basilio supera quindi l'iniziale avversione per il signor Catafalco (così aveva denominato il guercio), dato che scopre che l'uomo non gli porta sfortuna ma che, anzi, lo aiuta pure a vincere una bella somma di denaro al gioco, e gli promette di trovare il suo assassino. Inizia quindi a vestire i panni dell'investigatore, pur senza fare grossi passi avanti, sebbene inizi a sospettare di un paio di parenti del vecchio defunto. Per fortuna diventa amico di un giornalista che usa lo pseudonimo di "Duende della Corte", decisamente più sveglio di lui e più abile a risolvere misteri. Assieme al nuovo amico, Basilio collega la strana morte di Catafalco (il sognor da Mantua) a uno strano furto di gioielli avvenuto in casa di una cantante che il protagonista aveva iniziato a frequentare. Furto durante il quale il ladro ha perso un biglietto con un messaggio cifrao. Tale messaggio verrà decifrato grazie all'aiuto di un altro bizzarro personaggio, un erudito dagli occhiali azzurri e che si definisce un "viaggiatore infaticabile", il quale vende a Basilio e al giornalista l'alfabeto indiano tiahuanaco, grazie al quale è possibile decifrare il messaggio, il quale menziona una certa "Torre dei Sette Gobbi". 
Da qui il protagonista e il suo amico giornalista faranno di tutto per svelare l'ubicazione di questa Torre, vivendo incredibili avventure, in cui ritroveranno anche il viaggiatore infaticabile, addentrandosi in oscuri cunicoli sotterranei e labirintici, rischiando più volte la vita, dato che in questa torre abita una società segreta formata da gobbi che praticano della magia legata al zoroastrismo.
Una bella storia, molto originale e intrigante, in cui non mancano misteri e indagini, ma anche ricche sequenze di azione con tanto di fughe e sparatorie, il tutto condito con culti segreti e pratiche magiche, nonché di strani, misteriosi, ma affascinanti personaggi, tra cui anche dei gobbi.
 
  
Sopra: La copertina sui toni del bianco, del nero e del grigio, col i caratteri dorati del titolo, in verticale, che vi spiccano sopra.
 
"CHILDREN OF THE NIGHT: I MISTERI DEL CASTELLO DI BRAM" di  M.A. Bennett  con 464 pagine, edito a settembre del 2026 dalla DeAgostini (costo 21,00 euro. Titolo originale: "Children of the night: A hauntingly monstrous horror", 2025).  
Dopo l'estate a Villa Diodati, Eve, Hal, Griffin e Ren non possono più fingere di essere soltanto giovani scrittori scelti per reinventare il gotico. Qualcosa in loro si è risvegliato, qualcosa di antico e terribile, e ora un nuovo invito li richiama là dove ogni leggenda sembra avere avuto origine: in Transilvania, oltre la foresta, tra le mura del Castello di Bran.
Ad aspettarli, nelle sale illuminate dal fuoco, c'è un conte enigmatico che somiglia fin troppo al loro vecchio nemico, Florian Necker: "<<Benvenuto nella mia casa! Entri liberamente!>>
Necker non mi viene incontro: rimane immobile come una statua, a braccia aperte, appena oltre la soglia del castello. Sembra più giovane di quando l'ho visto l'ultima volta al CERN, sorridente metre sfuggivamo alle sue grinfie. I capelli sono più corti, più scuri e pettinati all'indietro, e indossa una giacca da fumo color bordeaux. [...]
Varco la soglia, ed ecco che necker prende VITA!. Mi afferra le spalle in segno di benvenuto. Ha il respiro affannoso, come se avesse appena corso. Forse ha sceso in fretta le scale per venire ad accogliermi. Gli occhi sono cambiati, non più appannati e lattigginosi per l'età come lo erano in Svizzera, ma molto più acuti e vivaci. Sembrano anche di due colori diversi, come quelli di hal, e brillano di una strana luce, forse eccitazione, ma anche dell'altro... quasi come se fosse sotto l'effetto di QUALCOSA. [...]
In cima alle scale il mio ospite apre un'antica porta che immette in una stanza ottagonale; ovviamente siamo in una delle torri. E' una grande camera da letto ben illuminata, con uno scoppiettante fuoco acceso. <<Questa è la sua camera>> mi annuncia, posando le valigie al centro della stanza. <<E ora la cena.>>
Mi precede lungo il corridoio in un altro locale più grande, con un altro camino più grande e un maestoso tavolo lucido a specchio e apparecchiato per due.
<<Dove sono tutti?>>
<<Lei è il primo ad arrivare>> dice necker in tono divertito. <<Direi che può essere l'occasione ideale per conoscerci meglio.>> Si siede di fronte a me. [...]
Sembra più un rapporto maestro-allievo, come se avesse cose da insegnarmi."
Ren, uno dei 4 Young Gothic è stato infatti invitato da Székely (alis Necker) a passare la notte di Sant'Antonio al Castello di Bran, per festeggiare l'anniversario del completamento del manoscritto di Dracula di Bram Stoker sono stati infatti invitat. Székely gli lascia la possibilità di invitare fino a tre ospiti che vengano assieme a lui, e Ren ovviamente invita i suoi altri 3 amici Young Gothic: Griffin (un uomo invisibile), Hal (un Dott. Jekyll/Mr Hide) ed Eve (una sorta di zombie/mostro di Frankenstein).
Ren si reca per primo al castello, ospite direttamente dal Conte, mentre gli altri tre amici prendono alloggio nella locanda del villaggio vicino al castello di Bram. 
Presto diventa chiaro che quel maniero, in cui risuonano pianti soffocati e il vino scorre rosso sangue, non è stato preparato per accoglierli. È stato preparato per trattenerli. 
Fuori, il villaggio è attraversato da voci inquietanti: una bambina svanita nel nulla, un cadavere ritrovato nel bosco, una scuola dove i più piccoli imparano a dare un nome alle paure che gli adulti preferiscono ignorare. Ogni superstizione nasconde un presagio, ogni mito sembra sul punto di prendere vita.
E mentre la Fondazione Diodati continua a osservarli nell'ombra, gli Young Gothic dovranno scoprire che cosa li attende davvero nella terra di Dracula.
Perché, in Transilvania, i mostri hanno smesso di nascondersi tra le pagine dei libri.
Ora sono là fuori.
E aspettano il momento di colpire.
 
Secondo capitolo della saga scritta da Bennet e arrivata l'anno scorso in Italia con "Young Gothic: gli eredi di Villa Diodati", la quale era un omaggio ai grandi classici della letteratura horror/gotica. I quattro protagonisti (a ognuno dei quali sono dedicati diversi capitoli con il proprio POV) sono degli adolescenti e giovani adulti molto diversi tra loro, ma che nel precedente volume avevano scoperto avere una cosa in comune: sono tutti dei mostri, creature le cui origini risiedono nei grandi romanzi gotici della letteratura mondiale. Romanzi quali "Il dottor Jekyll e Mr Hide" di Stevenson, "Frankenstein" di Shelley, "Dracula" di Stoker e "L'uomo invisibile" di Wells. Non a caso il precedente libro era molto ricco di citazioni a classici della letteratura, ma anche del cinema. Citazioni che non mancheranno anche in questo secondo volume, anche se forse meno numerose, soprattutto per quanto riguarda quelle letterarie, mentre mi pare che quelle cinematografiche siano più frequenti.
Il perno del volume rimangono i 4 protagonisti, tutti ben caratterizzati, con le loro luci e le loro ombre, le loro scelte e le loro paure. Con un'attenzione forse un po' più particolare su Ren, al quale Necker sembra riservare un particolare interesse, e che infatti è stato invitato da quest'ultimo nel castello di Bram, il castello di Dracula secondo le leggende.
Per quasi tutto il libro tuttavia Ren si ritroverà separato dagli altri compagni, e in particolare da Griffin, un rapper piuttosto famoso, che è anche il suo fidanzato, anche se sembra fare fatica a rivelare agli altri il fatto di essersi innamorato di un altro ragazzo. Inizialmente Ren si sente quindi come una sorta di Jonathan Harker prigioniero nel castello, ma potrebbe scoprire che in realtà gli intenti di Necker sono ben altri. Oltre a ciò Ren dovrà imparare a fare i conti e venire a patti con la propria natura di vampiro, il quale ha bisogno di nutrirsi di sangue umano per poter sopravvivere.
Griffin dovrà invece comprendere i suoi sentimenti per Ren e decidere se vuole fare sul serio con lui, affrontando anche eventuali critiche da parte di fan e familiari.
Anche Eve e Hal si troveranno alle prese con delle questioni amorose in sospeso tra loro due, e dovranno decidere come far evolvere la loro relazione, dato che Eve desidererebbe fidanzarsi con Hal e vivere pienamente la loro relazione, ma Hal è spaventato che la propria controparte malvagia possa fare del male a Eve, controparte che in certe situazioni tuttavia si rivelerà piuttosto utile per salvare la pelle ai nostri eroi. 
Se Ren dovrà vedersela con Necker al castello, la sua stretta sorveglianza e pianti di bambini nella notte, gli altri dovranno vedersela con un villaggio di persone sospettose nei confronti degli estranei, superstiziose e che tra l'altro hanno appena trovato morto un loro compaesano con collo squarciato dai morsi di un lupo, nonché alle prese con la scomparsa di alcuni dei loro bambini . 
Una vicenda emozionante, ricca di colpi di scena e molto interessante che consiglio a chi ha apprezzato il primo volume, in quanto qui potrà ritrovare i precedenti protagonisti e approfondire anche l'antagonista, avendo la possibilità di scoprirne la vera natura. 
 
  
 Sopra: La bella copertina sui toni, questa volta, del blu e del giallo ci mostra il castello di Bram e il suo cancello, che ha la forma di un pipistrello. Molto carini anche gli edges colorati.
 
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lunedì 21 settembre 2026

Ghostgirl di Tonya Hurley

Oggi vi parlerò di "Ghostgirl", un romanzo scritto da Tonya Hurley e illustrato da Craig Phillips che ha per protagonista il fantasma di una ragazza poco popolare, deceduta a scuola per soffocamento provocato da una caramella.

  
Sopra: Due immagini che mostrano la copertina e il dorso del libro, molto belli. Con lo sfondo nero, le scritte e i decori aregntati e alcuni dettagli rosa; senza contare che la parte interna della bara è una pelllicola trasparente dove hanno collocato una sagoma nera intagliata che ricalca quella della protagonista defunta.
 
Charlotte Usher si sente praticamente invisibile a scuola, e poi un giorno diventa davvero invisibile. Peggio ancora: è morta. E tutto perché si è soffocata con un orsetto gommoso: "Charlotte si cacciò in bocca un ultimo orsetto gommoso; stava facendo un passo avanti, accennando un movimento delle labbra per rispondergli, quando per sbaglio ingoiò la caramella intera, che le andò di traverso.
Iniziò a camminare un po' più in fretta verso la porta, facendo gesti disperati con la mano, ma non appena uscito in corridoio, Damen era stato accerchiato di nuovo da una grande folla, e di sicuro non riusciva più a vederla. Charlotte tentò in tutti i modi di tossi per sputare l'orsetto gommoso e gridargli la risposta alla sua domanda ma, proprio quando ci era riuscita, Petula le chiuse la porta dell'aula in faccia.
Charlotte ci sbattè contro, e la caramella le finì ancora più giù nelle vie respiratorie. Tentò senza successo di auto-praticarsi la manovra di heimlich, sputacchiando in giro come un pallone che si sgonfia. Ora stava davvero soffocando  e l'aula era deserta. Non c'era nessuno che potesse vederla. Nessuno ad aiutarla.
Charlotte si portò una mano alla gola e appoggiò l'altra al pannello di vetro della porta per mantenere l'equilibrio. Dato che non riusciva a respirare, tentò disperatamente di attirare l'attenzione di Damien picchiando la mano sul vetro. Lui pensò che lei lo stesse solo salutando.
Rispose con un cenno veloce, passò un braccio attorno alla vita di Petula e si incamminò verso la sua seconda lezione della mattinata.
Charlotte schiacciò il viso contro il vetro come il Piccolo Tim davanti alla vetrina del negozio di giocattoli, ma poi le gambe le cedettero, e scivolò lenta lungo la porta. Riuscì a vedere un ultima volta gli studenti che ridevano e parlavano in corridoio, compresi Damen e Petula.
Sperò che qualcuno notasse la sua mano attraverso il vetro, ma poi perse la presa, e la mano, lasciando lungo il vetro rettangolare una traccia appena percettibile, scivolò verso il pavimento, dove si riunì al resto del corpo."
Ma essere morta non impedisce a Charlotte di voler essere popolare; la rende solo più creativa nel raggiungere il suo obiettivo.
Se pensavate che il liceo fosse una questione di vita o di morte, aspettate di vedere quanto sia vero. In questo romanzo satirico, ma al tempo stesso toccante, Tonya Hurley esplora l'invisibilità che tutti proviamo a volte e fino a che punto siamo disposti ad arrivare per essere visti.
 
 
 Sopra: A sinistra il testo della fine del secondo capitolo e a destra una pagina che segna l'inizio del terzo, con la consueta illustrazione a silhouette della protagonista intera all'interno di una cornice e con sotto una citazione.

All'interno del volume si trovano alcune immagini realizzate da Craig Phillips, le quali sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo, in una pagina intera, poste sotto al titolo del capitolo e circondate da una specie di cornice floreale.
I disegni sono delle silhouette, cioè una sagoma scura, bidimensionale, di un oggetto o di una persona che ne delinea esclusivamente il profilo, solitamente su uno sfondo lumino/bianco.
Ciò implica anche una limitata scelta di colori, che infatti sono solamente tre: il nero, il bianco e il rosa. Bianchi sono gli sfondi delle pagine, su cui spicca il nero delle silhouette dei disegni centrali, nonché delle cornici attorno alle pagine, mentre rosa è il colore dei fiori usati come decorazione per le suddette cornici. 
In questo caso le silhouette raffigurano la protagonista, dato che vediamo di continuo la sagoma di una ragazza vestito con un abito che le arriva al ginocchio, delle scarpe a punta e dei capelli lunghi e folti. Non viene ritratto nessun elemento dell'ambiente, ma solo la ragazza e alcuni oggetti, come i fiori che ella tiene in mano e delle foglie che le gravitano intorno. In una scena vediamo ad esempio la ragazza seduta su qualcosa, ma non vediamo su cosa è seduta (potrebbe essere un muretto o un sasso).
La cosa interessante è che, se guardate uno dopo l'altra, ci si piò accorgere di come le immagini siano collocate in sequenza: partiamo al capitolo 1 vedendo la ragazza distesa supina mentre stringe tra le mani un mazzo di fiori; nel capitolo 2 la vediamo iniziare ad alzarsi, piegando una gamba e sollevando la testa; nel capitolo 3 sta continuando ad alzarsi, in quanto ha sollevato anche il busto e ha una mano appoggiata a terra; nel capitolo 4 si è ormai alzata, e sembra essersi messa in cammino; nel capitolo 5 la vediamo seduta con le braccia aperte; nel capitolo 6 annusa il mazzo di fiori che teneva in mano; nel capitolo 7 i fiori del mazzo stanno cadendo; nel capitolo 8 del mazzo sono rimasti solo i petali dei fiori; nel capitolo 9 (quando la ragazza sembra scoraggiata o nell'atto di piangere) arriva un uccello che si posa accanto a lei; ...
I disegni non sono strettamente correlati con quanto narrato nella storia, ma a volte sembrerebbero avere qualche riferimento simbolico a ciò che succede in un determinato capitolo. Ad esempio il Capitolo che si intitola "La caduta della casa degli Usher" vediamo Charlotte precipitare, seguita da un corvo, e il capitolo in effetti parla del litigio tra la protagonista e una sua amica e di come il dormitorio dove abitano i fantasmi rischi di essere demolito, tutti momenti che segnano in effetti una "caduta". Nei capitoli dove Charlotte Scarlet bisticciano vediamo la sagoma di Charlotte litigare con un corvo (che probabilmente rappresenta Scarlet) . 

  

  
Sopra: Le illustrazioni (in bianco, nero e rosa), dove si vede la sagoma della protagonista, sono realizzate con la tecnica delle silhouette e sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo.
 
 "Ghostgirl" di Tonya Hurley è un romanzo per pre-adolescenti e adolescenti che parla di morte, e infatti ha come protagonista proprio una ragazza delle superiori morta in classe per soffocamento dovuto all'aver inghiottito una caramella gommosa, senza essere riuscita ad espellerla in tempo.
Si tratta di un romanzo che ruota quasi completamente attorno alla protagonista, che conosciamo per qualche capitolo anche da viva, e capiamo che questo nuovo anno scolastico si è posta come obiettivo quello di diventare più popolare, soprattutto per conquistare il ragazzo che le piace, Damian, un ragazzo bello, sicuro, socievole e atletico, ma anche gentile e sensibile. Damen tuttavia sta insieme a Petula, la ragazza cheer leader più popolare della scuola, la quale è un po' la classica adolescente viziatella, narcisista ed egoista che si crede migliore degli altri. A dire la verità Petula non sarà al 100% una bella persona, ma in realtà non è neanche una bulla, anche perchè una ragazza come lei si limita semplicemente a ignorare una come Charlotte, cosa che in realtà fanno praticamente tutti gli studenti della scuola a quanto pare.
Charlotte durante le vacanze estive si è infatti messa a dieta, ha fatto palestra, ha cambiato acconciatura, ha iniziato a truccarsi, ha deciso di iscriversi al gruppo delle cheerleader propio per cercare di non risultare più invisibile. In effetti sembra che nessun insegnante e nessun compagno di classe si ricordi neppure il suo nome, complice anche il fatto che ci troviamo in una scuola americana, di quelle con diversi corsi e ore di lezione da seguire, per cui sono gli studenti a recarsi di volta in volta nelle aule con i rispettivi professori, dove si siedono secondo un ordine prestabilito (per cognome).
Charlotte ci appare comunque fin da subito come una ragazza un po' trasparente, senza amici, dimenticata da tutti, ma determinata e con una certa ossessione per il ragazzo che le piace. E uso il termine ossessione non a caso, in quanto il comportamento di Charlotte nei suoi confronti è quasi maniacale, oltre che da stalker: in camera ha delle fotografie di lui e ha aperto il modulo di preiscrizione di Damien col vapore,  durante uno stage estivo nell'uffici del preside a cui si era iscritta appositamente,  proprio per scoprire i suoi orari e le lezioni del nuovo anno. Inoltre quando si rende conto di essere diventata un fantasma e che nessuno può vederla e sentirla si sente contenta del fatto che ora potrà far parte della vita di Damien, per cui si mette a seguirlo, anche negli spogliatoi e a casa, stando a guardarlo, per fortuna solo inizialmente, anche in atteggiamenti intimi con la sua ragazza.
L'autrice riesce a fare in modo che la protagonista non risulta antipatica al lettore, anzi sicuramente alcune preoccupazioni che ha sono tipiche di molti adolescenti, ma è chiaro che le attribuisce anche alcuni atteggiamenti che rischiano di sfociare nell'ossessione. D'altronde sembra che l'obiettivo dell'esistenza dei fantasmi, almeno di quelli adolescenti, sia quella di capire gli errori commessi in vita e diventare delle persone migliori, accettando la propria morte e anche se stessi. Ecco cosa spiega il professore del Programma Defunti, che Charlotte dovrà frequentare assieme ad altri fantasmi adolescenti come lei: "<<Il motivo per cui dovete andare a scuola, anche dopo essere morti, non è solo quello di capire come funziona la vita ultraterrena, come dice il filmato del corso di orientamento>> spiegò Brain agli studenti confusi. <<Il motivo è che dovete imparare la cosa che non avete avuto la possibilità di imparare da vivi. [...]
I neonati e i bambini sono troppo piccoli per aver commesso errori gravi, e gli anziani vivono abbastanza a lungo per imparare dai propri sbagli e riuscire a correggerli>> cantilenò il signor Brain, nel tono più di un predicatore che di un insegnante. <<Ma gli adolescenti, come voi, vivono solo il momento, e spesso si comportano da egoisti, da impulsivi, von orribili conseguenze per loro stessi e per gli altri.>> [....] 
<<Vi è stata data un'opportunità. Il Programma Defunti è la vostra seconda, e aprite bene le orecchie, ultime possibilità per capire cosa vi è successo e perchè, e per imparare ad accettarlo>> spiegò, tornando alla lavagna. <<Accettate la vostra morte ma, soprattutto, accettare voi stessi.
<<Quando vi accetterete, avrete trovato la risoluzione, e con quella arriveranno il riposo, la pace e...>>
<<Il diploma!>>" 
Ma come funzionano il worldbuilding e i fantasmi in questa storia?  Allora, nell'universo creato dalla Hurley quando Charlotte muore viene indirizzata a frequentare una classe che si trova negli scantinati della scuola, il Programma Defunti appunto, in cui per diplomarsi bisogna imparare ad essere meno egoisti e accettarsi, risolvere i propri problemi irrisolti, lavorare praticamente su se stessi, per poter "passare oltre". I fantasmi frequentano anche la mensa scolastica, ma per fantasmi, dove vengono serviti cibi di marche vecchie, non più esistenti in commercio. Le viene assegnato anche un dormitorio, che consiste in una casa abbandonata, dove risiedono vari fantasmi e ognuno ha una propria stanza. Siccome la casa può essere venduta, gli spettri che vi dimorano devono far in modo che ciò non accada, e questo implica che debbano collaborare e contribuire tutti assieme.
Per quanto riguarda i fantasmi in sé, essi non possono essere né visti né sentiti dai vivi, e possiedono una serie di abilità che però devono imparare a sviluppare, tipo super poteri, come ad esempio imparare a diventare incorporei e passare attraverso la materia, spostare gli oggetti, oppure imparare a possedere una persona. Cosa che Charlotte prova a fare senza successo e rischiando anche di combinare danni, per poi scoprire che possedere qualcuno è una cosa considerata alquanto riprovevole, che non può avere successo, a meno che la persona posseduta non acconsenta alla cosa. Come spiega il professor Brain: "Tentare di usare le facoltà in modo sbagliato potrebbe essere pericoloso per te... e per gli altri. >> [...] <<La possessione non è una materia che insegno, perchè assumere il controllo del corpo di una persona viva tradisce completamente lo scopo di accettazione, che stiamo cercando di raggiungere insieme.>>" 
Mi viene da chiedere, tuttavia, che se la possessione è così tabù per i fantasmi, come mai viene inserita la spiegazione di come effettuarla nel "Manuale d'uso per ragazzi morti", una specie di guida che viene fornita a tutti gli adolescenti che diventano fantasmi? Inoltre, perchè non viene spiegato come mai sia pericolosa fin dall'inizio, ma c'è solo una scritta alla fine che dice "Fate estrema attenzione"? Scritta che senza ulteriori spiegazioni potrebbe solo invogliare ancora di più un adolescente a provarla? 
Nonostante la protagonista assoluta del romanzo sia Charlotte, la maggior parte dei personaggi sono ben caratterizzati, tra cui in particolare Scarlet, la sorellina gotica di Petula, la quale però è molto diversa da quest'ultima: non è popolare come lei e le piace non esserlo, le piace essere quella alternativa, che si veste con abiti vintage neri, ascolta musica di gruppi underground (metal e rock) e guardando film horror di serie b, considerando la sorella maggiore un'oca giuliva. Anche a lei non fregava nulla di Charlotte, e manco sapeva chi fosse, tuttavia scopre di poterla vedere, o meglio, di poterne vedere il fantasma. Charlotte le chiede quindi di aiutarla a far colpo su Damen lasciandole usare il suo corpo (possedendolo).
Di solito la cosa degli scambi dei corpi non mi avvince particolarmente, anzi solitamente la detesto, ma devo dire che in questo libro non l'ho trovata (troppo) irritante in quanto fatta consensualmente e quando Scarlett vuole rientrare nel suo corpo può rifarlo quando vuole, espellendo l'altra.
La storia comunque è avvincente con personaggi ben caratterizzati (anche se sono principalmente Charlotte e Scarlett quelle più approfondite) e tratta temi come la morte, la sua accettazione e esperienze legate all'adolescenza come l'amicizia, l'amore, il far parte del gruppo. Il world building del mondo dei fantasmi però l'ho trovato poco chiaro, più che altro non approfondito come mi sarei aspettata. 
Storia carina e avvincente su un'adolescente diventata fantasma adatta (attenzione) a partire dai 12 anni, in quanto, sebbene non ci siano scene sessualmente esplicite ci sono comunque dei riferimenti, anche perchè i personaggi sono ragazzi del liceo, tra i 14 e i 16 anni (Charlotte, Damen e Petula dovrebbero essere all'inizio dell'quarto anno di liceo, da quanto ho capito, mentre Scarlett è più piccola, forse con uno o due anni in meno della sorella maggiore). Fate attenzione perchè si tratta a tutti gli effetti di un romanzo romance young adult, ma la copertina (seppur bellissima e molto figa) è un po' ingannevole in quanto lo fa sembrare destinato ad un pubblico decisamente più giovane.
 
 Esistono anche alcuni seguiti di "Ghostgirl", di cui solo il secondo tradotto in italiano: 
  • "Ghostgirl: il risveglio" (2011, "Ghostgirl: Homecoming"): Charlotte si è diplomata alla Dead Ed, ma la sua storia non finisce qui. La vita, per Charlotte, è stata una continua e amara delusione. E a quanto pare la morte non sarà molto diversa. Convinta che diplomarsi alla Dead Ed fosse la sua via per l'aldilà, Charlotte è un po' sorpresa di scoprire di dover svolgere un tirocinio! Rispondere al telefono in un centro di assistenza per adolescenti problematici non si sta rivelando particolarmente entusiasmante. Finché non arriva la chiamata di Scarlet: una pedicure finita malissimo ha mandato Petula in coma e Scarlet pensa che Charlotte sia l'unica persona che possa aiutarla...
  • "Ghostgirl: lovesick" (2009): Prima di poter riposare in pace, Charlotte Usher deve tornare nel luogo tragico della sua morte: il liceo. Alla vigilia del diploma, Charlotte e i suoi compagni scoprono di avere un'ultima missione da compiere prima di accedere all'attesissimo aldilà: osservare un adolescente con un problema inspiegabile e aiutarlo entro il ballo di fine anno. Charlotte non riesce proprio a capire perché le sia stato assegnato il compito di aiutare Damen, il re del ballo dell'anno scorso e la sua ex cotta fatale. Come se non bastasse, il suo ragazzo Eric viene mandato a prendersi cura della sua migliore amica (ancora in vita), Scarlet, che nel frattempo ha abbandonato la sua immagine da ragazza goth per un look più femminile che attira l'attenzione non solo del suo ragazzo Damen. Charlotte morirebbe (di nuovo) per amore. Ma quando la sua unica possibilità di accedere all'aldilà significa dover affrontare il temuto e fin troppo familiare dolore dell'invisibilità, potrebbe essere troppo per lei.
  • "Ghostgirl: Xmas Spirit" (2012): in "A Christmas Carol", Charlotte Usher avrà l'opportunità di apprezzare la propria vita... anche se nell'aldilà. Non perdetevi questo quarto capitolo della saga di Ghostgirl. Questo Natale, Charlotte si risveglia viva alla Hawthorne High School, come se il tragico incidente con l'orsetto gommoso non fosse mai accaduto. Improvvisamente, tutti i desideri che aveva prima di morire ritornano: essere amica di Petula, conquistare il cuore di Damen e smettere di essere invisibile a tutti. Ma, mentre cerca di riappropriarsi della sua vita precedente, Charlotte dimenticherà gradualmente la sua vita nell'aldilà.
  • "Ghostgirl: Dìa de lo Muertos" (2012): Charlotte è tornata, e questa volta è in visita da Scarlet per celebrare il Giorno dei Morti! Perché il tempo passa, ma i ricordi restano per sempre. Restiamo legati a chi amiamo e a chi ci ama, e ultimamente Charlotte sente come se qualcosa la stesse riportando a Hawthorne e alla sua vita precedente. Ma questa volta non è la solita nostalgia. Il motivo è Scarlet, che ha incontrato Matías, uno studente messicano in scambio culturale, il quale le ha parlato della celebrazione del Giorno dei Morti, quella straordinaria tradizione in cui, per un solo giorno, i morti possono far visita ai vivi. E Scarlet e Damen dovranno decidere se barattare Halloween con il Giorno dei Morti. Forse in questo modo Scarlet potrà riunirsi con la sua migliore amica... Ma evocare i morti può avere conseguenze inaspettate. Questa nuova avventura porterà Charlotte e i suoi amici in Messico durante le celebrazioni del Giorno dei Morti, insieme alla loro adorabile "ragazza fantasma". Ma trovare questi varchi tra i mondi non è sempre facile, e attraversarli può avere conseguenze inaspettate. In questa nuova avventura, Charlotte scoprirà che viaggiare in una dimensione a cui non appartiene più è molto difficile: tutti sembrano aver voltato pagina e la loro vita è andata avanti senza di lei. Un nuovo paese può causare innumerevoli incomprensioni, soprattutto quando si tratta di luoghi, lingue e tradizioni che non comprende appieno. A quanto pare questo titolo esiste solo in spagnolo ed è stato distribuito solo per il mercato spagnolo e messicano
 
  

 
Sopra: Più in alto le copertine inglesi, mentre in basso quelle spagnole di tutta la serie, di cui la prima è uguale a quella italiana (di cui non sono riuscita a trovare immagini decenti)

Questo volume è stato edito nel 2008 dalla Little, Brown & Company col titolo "Gosthgirl" ed è stato pubblicato in italiano dalla Rizzoli nel 2009. Ha 336 pagine, la copertina rigida, misura 24 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 19,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 14 settembre 2026

Il piccolo Lord di Frances Hodgson Burnett ed Erika De Pieri

"Il piccolo Lord" è un classico della letteratura per l'infanzia scritto da Frances Hodgson Burnett e illustrato, in questa edizione, da Erika De Pieri. Una storia che vede per protagonista un bambino nato in condizioni umili ma che scoprirà di essere il nipote di un conte.
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Erika De Pieri che ci mostra il protagonista della storia, il piccolo Lord citato nel titolo.
 
Cedric Errol vive a New York con sua madre, ha sette anni e un cuore gentile: "Nonostante fosse cresciuto in una casetta piccola, pareva che non fosse vissuto al mondo bimbo più felice. per prima cosa aveva una buona salute e perciò non destava preoccupazioni; poi aveva un carattere talmente affabile e una maniera di comportarsi talemnte piacevole che era amato da chiunque; per finire era così bello da somigliare a un dipinto.Invece di nascere con la testolina pelata, era uscito fuori con tanti capelli setosi, fini e dorati, che si arricciano all'estremità e che, quando compì sei mesi, divennero lunghi bellissimi ricci. Sul faccino gentile rilucevano due enormi occhi neri salle folte ciglia. Aveva una struttura robusta e due gambette così pienotte e forti che a nove mesi iniziò inaspettatamente a camminare. le sue maniere erano talmente educate, che era una gioia stare insieme a lui. Pareva comprendesse che tutti gli erano amici, e se qualcuno si rivolgeva a lui mentre era nel passeggino per strada, guardava lo sconosciuto con l'amabile ed espressivo sguardo dei suoi occhi scuri, a cui seguiva un delizioso sorriso accattivante. Nella stradina appartata dive vivevano non vi era nessuno - incluso il droghiere all'angolo, ritenuti da tutti l'essere più scontroso del pianeta - che non fosse felice di guardarlo e di parlargli. Con il passare del tempo divenne sempre più bello e amabile. [...]
La sua dote più grande era la maniera allegra, genuina e affabile di legare immediatamente con le persone. Probabilmente derivava dalla sua natura vivace e da un cuore buono che simpatizzava con chiunque e che voleva far sentire tutti a proprio agio, come a lui stesso piaceva sentirsi. Ci metteva poco a capire le emozioni di chi gli stava vicino."
Suo padre, morto qualche anno prima, era il figlio minore del conte di Dorincourt, ricco e potente nobile britannico. Il matrimonio del padre di Cedric con la madre non era mai stato accettato dal vecchio conte, che aveva immediatamente interrotto i rapporti con la giovane famiglia e si era sempre rifiutato d'incontrare la nuora e il nipotino. Cedric però ignora tutto questo e vive la sua infanzia spensierata in un quartiere popolare di New York.  
Un giorno, una lettera inaspettata  dall’Inghilterra e l'incontro con l'avvocato di famiglia gli rivela di essere l’unico erede di un’antica casata nobiliare e di essere il futuro Lord Fauntleroy. Inizia così un viaggio oltre l’oceano, verso un nonno severo deciso a plasmarlo secondo le rigide regole dell’aristocrazia. Sarà invece Cedric, con la sua innocenza e bontà, a cambiare il cuore del vecchio conte, restituendo calore in una casa da tempo chiusa ai sentimenti.
 
Sopra: Un'illlustrazione a doppia pagina che ritrae il piccolo Lord, Cedric, nella bottega del droghiere, il signor Hobbs.
 
In questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Erika De Pieri, le quali sono realizzate con dei pastelli, per cui i contorni dei vari elementi presenti nei disegni sono spesso non troppo precisi, dando vita a illustrazioni dall'atmosfera calda, nostalgica e avvolgente. 
La maggior parte delle immagini sono a doppia pagina, qualcuna a pagina intera, per cui vengono mostrati bene gli ambienti, oltre ai vari personaggi. I disegni infatti rappresentano scene narrate nei testi come: Cedric nella bottega del signor Hobbs, il momento in cui la carrozza sta per giungere al castello del nonno, il momento in cui entra nella sua nuova cameretta piena di giocattoli, il villaggio che sorge sulle terre di Lord Fauntleroy, la festa in cui Lord Fauntleroy fa conoscere il nipote al resto dei nobili della società inglese, ...
Nelle immagini a doppia pagina vengono ritratti ampi spazi, tanto che i personaggi sembrano essere quasi posti in secondo piano rispetto agli ambienti: Cedric nella drogheria appare piccolino rispetto alla vastità dell'ambiente; così come piccola appare la carrozza mentre porta Cedric verso la casa del nonno, che invece appare grande e maestosa anche da lontano, mentre tutto intorno si vedono le colline verdeggianti e gli alberi spazzati da un forte vento; quando Cedric entra nella sua nuova cameretta appare grande poco più di alcune dei giochi presenti nella stanza, relegato nella parte sinistra dell'immagine, mentre il resto è tutto occupato dalla stanza e dai giochi e dai mobili in essa contenuti; quando ci viene mostrato il villaggio di vediamo le persone viste da lontano, mentre a colpirci sono le case, la strada e la vegetazione che le circonda.
Sono pochi i disegni dove il protagonista appare al centro della scena, come quello a pagina intera dove si confronta col nonno. A proposito di Cedric e di suo nonno è evidente che l'artista, per l'aspetto del protagonista, si sia ispirata a quello dell'attore che interpretava questo personaggio nell'omonimo film per la televisione degli anni Ottanta. Cedric porta infatti questi capelli biondi tagliati a caschetto e con la frangia, la classica pettinatura alla He Man o alla Raffaella Carrà che purtroppo a me non piace per niente, soprattutto se portata da degli uomini. Almeno l'artista nel ritrarre il protagonista cerca di rendergli l'acconciatura un po' più carina, abbastanza calzante col viso dolce, tondo e dalle linee morbide che gli ha creato. L'aspetto del nonno invece è molto differente rispetto a quello del corrispettivo attore del film, e quello creato dalla De Pieri è evidentemente un nonno più giovane, senza baffi e con i capelli non ancora del tutto imbiancati dal tempo.
Oltre alle immagini a pagina intera o doppia ve ne sono anche di più piccole inserite in mezzo ai testi, le quali sono abbastanza sporadiche e rappresentano principalmente oggetti che vengono citati nel testo come: una sella, una stampella, una scrivania, un cavallo a dondolo, ... 
Quello che colpisce particolarmente delle illustrazioni della De Pieri sono i colori, che trovo molto "autunnali", nella maggior parte dei casi. Sono tinte principalmente dai toni caldi (marrone, giallo, arancione e rosso, con l'eccezione del verde usato per la vegetazione, che rimane comunque un verde chiaro, oppure di un verde salvia) vivaci e brillanti, a volte stese più intensamente e in altri punti in modo più delicato. Queste tinte trasmettono una sensazione di gioia e di luminosità, infatti cambiano quando ci troviamo davanti a scene più cupe che rappresentano la povertà. Qui i colori diventano più cupi e meno allegri: predominano soprattutto i marroni e il verde, che non è più un verde chiaro ma più scuro. Anche in questi casi però le immagini non diventano mai eccessivamente cupe o scure, conservando una certa luminosità.
 
  


 
   
Sopra: Alcune delle illustrazioni a doppia pagina o a pagina intera, più una con un disegni insieme ai testi (in basso a destra) che mostrano vari moemnti della storia, con disegni dai colori caldi e allegri mentre in alto potete vedere un poster e un'immagine del film che mostra il protagonista e il nonno. Da nitare come l'aspetto dell'attore del film sia stato preso di ispirazione dall'artista per il suo personaggio del piccolo Lord.
 
"Il piccolo Lord" di Frances Hodgson Burnett è un classico della letteratura per l'infanzia, assieme a "La piccola principessa" e a "Il giardino segreto", anche se forse meno famoso rispetto a questi altri titoli (soprattutto rispetto all'ultimo).
Nonostante la storia sia abbastanza semplice e lineare l'ho comunque trovata molto carina e leggera come lettura. 
La vicenda narra di un bambino di nome Cedric con un padre nobile, diseredato dal proprio padre che non ne ha mai accettato il matrimonio con una donna americana, che considera un'arrivista. Purtroppo il padre del protagonista muore quando egli è ancora piccolo, ma questo non gli impedirà di crescere sereno e gioioso, amato e ben voluto da tutti grazie al suo bell'aspetto e alle sue maniere educate. 
Quando l'avvocato di Lord Fauntleroy gli chiede infatti cosa desidererebbe fare se avesse molto denaro , Cedric esprime il desiderio di aiutare delle persone povere, ma non persone povere a caso, ma persone da lui conosciute personalmente e che si erano dimostrate gentili con lui. E' interessante poi notare come egli aiuti queste persone, non limitandosi a dar loro una somma di denaro che contribuirebbe solo a farli campare per qualche giorno in più, ma provvedendo con il denaro a fornire loro i mezzi per potersi sostentare anche in futuro, ad esempio migliorando le loro condizioni lavorative (al lustrascarpe dona un'insegna e delle spazzole nuove, alla vecchia fruttivendola dona un negozietto, a una donna con tanti figli e un marito muratore ma malato dona dei soldi che le serviranno per pagare le medicine al marito e comprargli dei vestiti nuovi così che possa trovare un nuovo lavoro ben retribuito).
La caratterizzazione del protagonista risulta ben imbastita e credibile: pur dimostrandosi in effetti un campione di bontà devo dire che i suoi atteggiamenti non mi sono mai sembrati forzati o falsi, anche perchè l'autrice spiega come essi derivino, oltre sicuramente a una caratteristica caratteriale, anche dall'ambienti in cui il bambino è cresciuto: un ambiente estremamente amorevole, non solo nei confronti del piccolo, ma in cui anche i genitori si volevano bene. Una cosa un po' bizzarra è infatti che il bambino chiama la madre "Tesoro", anziché "mamma", perchè ha sempre sentito il padre chiamarla così; un po' come Lilli nel film di "Lilli e il Vagabondo" della Disney che chiamava i propri padroni Tesoro e Johnny Caro perchè loro si chiamavano in questo modo.
Il rapporto tra Cedric e la madre in effetti è molto bello e risulta importante perchè l'autrice fa capire ai lettori (e a Lord Fauntleroy) che la figura materna è molto importante per il protagonista, in quanto ha giocato un ruolo essenziale nella sua educazione e nel forgiarne il carattere. I due poi hanno sviluppato proprio un forte legame (anche se Cedric non manca mai di dimostrare anche una certa indipendenza), tanto che il bambino non smetterà mai di sentire la mancanza della vicinanza della madre quando si troverà a dover vivere da solo nel castello del nonno, nonostante possa andare a trovarla tutti i giorni, il che rende Lord Fauntleroy un po' geloso.
Per quanto riguarda il personaggio proprio di Lord Fauntleroy anche lui è ben caratterizzato, e in effetti in tutto il libro è lui quello ad affrontare un cambiamento maggiore e un percorso di crescita e di miglioramento a sett'anni suonati. Anche in questo caso il cambiamento non avviene tutto assieme e l'autrice lo rende credibile fornendo spesso giustificazioni e spiegazioni dei suoi comportamenti o atteggiamenti nei confronti del nipotino: "È innegabile che prima dell'arrivo di Lord Fauntleroy il vecchio si sentisse sempre più irritato dalla solitudine, dalla gotta e dall'età avanzata. Dopo un'esistenza colma di avventure e piaceri, non era certo piacevole ritrovarsi solo, anche nella sala più sontuosa, con un piede appoggiato su uno sgabello e nessun altro svago se non il prendersela e inveire contro un servitore spaventato, che lo detestava. Il vecchio conte era un uomo troppo lucido per non rendersi conto che la servitù lo odiava e che perfino i pochi ospiti non si fermavano certo per affetto, sebbene alcuni trovassero interessante ascoltare le sue battute taglienti e ciniche, che non risparmiavano nessuno. [...]
Per fortuna del bambino, quando il conte lo vide provò una soddisfazione profonda nel proprio orgoglio. Se Cedric fosse stato meno attraente, il vecchio avrebbe potuto sviluppare verso di lui un'antipatia tale da impedirgli di riconoscerne le qualità. Decise invece che l'aspetto di Cedric e il suo carattere coraggioso erano il risultato diretto del sangue dei Dorincourt e davano lustro al nome di famiglia. Appena sentì il bambino parlare e si rense conto che era educato, pur non avendo la minima idea di cosa comportasse il suo nuovo ruolo, ne fu ancora più colpito, al punto da esserne affascinato. Aveva trovato divertente affidare a quelle manine infantili il potere di aiutare il povero Higgins. [...] Gli era anche piaciuto accompagnare Cedric in chiesa col la carrozza e osservare la curiosità e l'attenzione che il loro arrivo aveva suscitato. Sapeva bene che si sarebbe parlato della bellezza del bambino, della sua grazia, della sua figura minuta ma decisa, della postura fiera del volto luminoso e dei capelli dorati. Avrebbero detto (il lord lo aveva sentito chiaramente con le sue orecchie da una donna) che il ragazzo era "un lord da cima a fondo". Il padrone di Dorincourt era un vecchio orgoglioso, attaccato al suo nome e al suo rango, quindi fiero di mostrare a tutti che la casata Dorincourt aveva finalmente un erede all'altezza del ruolo che un giorno avrebbe ricoperto."
E' bello vedere come questi sentimenti di orgoglio pian piano si trasformino in un'ammirazione e un affetto sincero per il piccolo, arrivando anche a superare la sua avversione e i pregiudizi nei confronti della madre di Cedric, arrivando a riconoscere che, oltre ad essere molto bella d'aspetto, ha anche un animo nobile e gentile.
Tutto procede a gonfie vele, con Cedric che continua scrivere ai suoi amici che ha lasciato in Ameria (il droghiere Hobbs e il lustrascarpe Dick), ma ad un certo punto arriva una notizia allarmante a riscuotere un po' la trama: una donna si è presentata all'avvocato dei Dorincourt dicendo di essere la ex moglie del figlio maggiore di lord Fauntleroy e di avere avuto un figlio con lui, che quindi dovrebbe diventare il successivo erede del titolo e di tutte le fortune di lord Fauntleroy. Il vecchio non prende per nulla bene la cosa e inizialmente si rifiuta di accettarla, facendo partire un'indagine. Nel frattempo corrono in aiuto del protagonista proprio il signor Hobbs e Dick. E' molto carino come l'autrice non si sia dimenticata di questi personaggi, che ci aveva presentato all'inizio del libro, ma li abbia portati avanti integrandoli bene nella storia, e grazie ai quali ci sarà una svolta nella trama.
La storia è piuttosto semplice e lineare, ma nella sua semplicità secondo me riesce a risultare estremamente piacevole oltre che una lettura leggera, sicuramente meno impegnativa (anche a livello emotivo) rispetto a "Il giardino segreto" o a "La piccola principessa".
La sua forza sta soprattutto nei personaggi, tutti ben caratterizzati e piacevoli da leggere: Cedric è un bambino dal buon carattere e che risulta sempre simpatico nella sua ingenuità e nel suo buon cuore, caratteristiche grazie alle quali sembra riuscire a tirare fuori il meglio dalle persone (caratteristica che lo accomuna a "Pollyanna" di Eleanor H. Porter, anche nel modo in cui lei si approcciava alla zia, che vedeva come la persona migliore del mondo); la madre di Cedric è una madre affettuosa e una donna assennata e giusta; il nonno di Cedric è il personaggio che compie l'evoluzione maggiore, diventando meno burbero e capendo che a volte aiutare gli altri può farci sentire bene e soddisfatti; il signor Hobbs è un droghiere burbero che però si dimostra avere un cuore tenero... Gli unici personaggi poco approfonditi sono in effetti l'antagonista e il figlio, cioè l'ex moglie del primo genito di lord Fauntleroy, che si dimostra essere semplicemente una donna bella ma avida e arrivista.
L'ho trovato un romanzo che si legge con leggerezza e con il sorriso sulle labbra, una di quelle storie che fanno bene al cuore, oltre a far comunque riflettere su come i soldi non sempre fanno la felicità, non almeno quanto i rapporti interpersonali e l'aiutare gli altri (c'è da dire però che le persone che qui vengono aiutate si mostrano sempre riconoscenti e pronte a ricambiare il favore, mentre purtroppo non sempre è così). Una lettura adatta ad essere letta in autonomia a partire dagli 8 anni anni, mentre può essere proposta dai 6/7 come lettura ad alta voce.
 
Il volume è stato edito originariamente nel col titolo "Little Lord Fauntleroy", ed è stato pubblicato in questa edizione nel 2025 dalla BURNO Edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 184 pagine, misura 30,5 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 22,90 euro.

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