martedì 7 aprile 2026

Enid Enigma: il fiore delle tenebre di Sonia Elisabetta Corvaglia

"Enid Enigma: il fiore delle tenebre" è un libro di genere dark/mistery scritto da Sonia Elisabetta Corvaglia con le illustrazioni di Alida Pintus che vede per protagonista una ragazzina di nome Enid Enigma che si ritrova a risolvere casi di omicidio prima che avvengano.
 
 
Sopra: Sulla copertina sui toni del verde vediamo al centro la protagonista, Enid con in mano un ombrello nero e circondata da corvi.

Enid Enigma ha una gazza per amica e un segreto: risolve casi prima che avvengano. Ogni volta ha tredici ore di tempo per salvare una vita. 
Stavolta Enid fa un sogno in cui si trova di nuovo nel cimitero di Midì, ma niente è come dovrebbe essere. Il terreno è una palude, le tombe emergono dall’acqua e sono circondate da statue di pietra che raffigurano persone adagiate e con gli occhi chiusi, insomma addormentate. Stavolta la gazza Cicuta la conduce alla tomba della signora Lucrezia, molto nota in città per le sue deliziose torte, sempre sold out alle vendite di beneficienza. Sarà lei la prossima vittima da salvare? 
Come spiega la ragazzina: "Dopo che le erano apparse in sogno, le gazze tornavano a cercarla da sveglia. Era già successo e ora Enid sapeva che cosa ciò significasse: a Midì qualcuno stava per essere ucciso. E questa volta era la signora Lucrezia.
Proprio allora la luce dei fari di un autobus in partenza rivelò la presenza di una gazza sulla pennsilina davanti al bar.
"La prima!" si disse Enid.
Con la gola stretta da un groviglio di emozioni tirò fuori dalla borsa un orologio da taschino con la cassa liscia e dorata. L'orologio che suo nonno Ivàn le aveva lasciato. 
Sollevò il coperchio e fissò il quadrante, dove al posto delle dodici ore c'erano tredici piccolissime gazze. Le lancette erano ferme sulla prima "Cicuta". Dunque era vero! Il conto alla rovescia era ricominciato. Quando l'unica lancetta dell'orologio di Enid fosse arrivata alla tredicesima gazza, il terribile destino alla signora Lucrezia si sarebbe compiuto. A meno che lei non lo impedisse.
Così Enid assieme al suo amico Julio (che in realtà ha una cotta per lei) inizia a indagare per scoprire chi potrebbe voler uccidere la signora Lucrezia, e come potrebbero farlo. Ma anche le sole indagini non sono prive di pericoli, in quanto i corvi sembrano essere sempre pronti ad attaccare Enid, e più di qualche volta ella rischia la vita. 
Riuscirà alla fine a salvare la signora Lucrezia? 
 
 Sopra: Le pagine del primo capitolo, di cui potete vedere l'inizio nella pagina a destra mentre in quella a sinistra poetet ammmirare un'illustrazione di Enid che cerca nel cimitero la tomba della prossima vittima dei corvi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Alida Pintus le quali sono molto belle e hanno un aspetto particolare che si addice bene alle atmosfere della storia, un po' dark ma allo stesso tempo etereo.
A caratterizzare maggiromente queste illustrazioni è la scelta dei colori, in quanto tali disegni sono realizzati in bianco e nero, con qualche tocco di verde che caratterizza qualche piccolo elemento all'interno della scena. (tipo un mura, la copertina di un libro, delle pupille, qualche fantasia su un mobile o su un indumento, ecc...).
I disegni sono dettagli ma non hanno un aspetto eccessivamente realistico, con personaggi dai tratti spigolosi, dai contorni puliti e gli occhi grandi ed espressivi. 
Le immagini rappresentano scene descritte nei testi come: i corvi che cercano di rubare l'orologio a Enid, Julio ed Enid seduti su una panchina del parco, i corvi che  prendono d'assalto un baule appartenuto al nonno della protagonista, i ragazzini che si recano a casa della signora Lucrezia, Enid alll'interno della cucina della signora, ecc...
Esse sono utili quindi per visualizzare bene l'aspetto dei vari personaggi, soprattutto quello di Enid e Julio, ma anche l'aspetto dei vari luoghi in cui le scene si svolgono. 
Si tratta di disegni graziosi, ma allo stesso tempo cupi e inquetanti, perfetti per far comprendere al lettore la situazione della protagonista, aiutandolo a immergersi nella giusta atmosfera che il racconto vuole trasmettere. 
 

 
 
   
Sopra: alcune illustrazioni opera di Alida Pintus, alcune assieme ai testi e altre a pagina intera; da notare l'interessante scelta dei colori: bianco, nero e verde.
 
"Enid Enigma: il fiore delle tenebre" di Sonia Elisabetta Corvaglia è una storia molto intrigante che vede per protagonista una ragazzina di nome Enid che ha ereditato dal nonno un orologio con sopra tredici gazze al posto delle ore. Essendo questa la seconda avventura di Enid ella ha già scoperto nel primo volume che l'orologio segna il tempo che le rimane per salvare una persona prima che essa venga uccisa: "<<Molti anni fa, durante gli scavi alla necropoli, uno strano sortilegio ha trasformato l'orologio da taschino del nonno e lui, da quel momento, si è messo a segnare il conto alla rovescia per risolvere gli enigmi e sventare gli omicidi di cui le gazze lo avvertivano in sogno>> spiegò Enid."
Per compiere tale difficile compito, che dopo la morte del nonno sembra essere toccato alla nipote, Enid viene aiutata dalle gazze, le quali si contrappongo ai corvi, che supportano invece chi vorrebbe compiere l'omicidio per aiutare il potere dei Corvi ad accrescersi.
Oltre alle gazze Enid è aiutata anche dal suo amico Julio, un ragazzino alto, dolce e un po' imbranato, che inoltre ha una grossa cotta per Enid. Infatti in questo secondo volume è sempre lì a cercare un momento buono per darle un regalo che le aveva preparato per San Valentino.
I personaggi sono caratterizzati il giusto, anche perchè la vicenda è piuttosto breve, ma la parte riguardante le indagini è molto carina e ben fatta: si fanno delle ipotesi che a volte si rivelano corrette mentre altre volte devono venire scartate, fino ad arrivare a comprendere, anche con l'aiuto degli indizi inviati via sogno dalle gazze, chi è il possibile assassino.
Devo dire inoltre che anche l'identità del furfante non è così scontata e facile da intuire, un rischio che c'è sempre nei libri scritti per bambini o ragazzi.
Questo secondo volume di questa recentissima e nuova serie di Enid Enigma insomma non deluderà quei lettori, a partire dagli 8/9 anni, che vogliono un'avventura ricca di misero, azione e soprannaturale, accompagnata anche da delle belle illustrazioni che invoglieranno alla lettura anche quei lettori meno esperti. 
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2026 dalla GIUNTI Editore, ha una copertina rigida, ha 160 pagine, misura 18 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Il primo volume della collana si intitola "Enid Enigma: tredici gazze per un delitto": Enid Enigma ha una gazza per amica e un segreto: risolve casi prima che avvengano. Ogni volta ha tredici ore di tempo per salvare una vita. Enid incontra tredici gazze di fronte al cimitero di Midì. Il tempo sembra essersi fermato, il cielo è spettrale. Una di loro le si posa sulla spalla per qualche istante, poi vola su una tomba. Enid si avvicina: è quella del professor Mirabilia. Come è possibile? Poco prima il professore era a scuola, vivo e vegeto. Intanto nel becco della gazza compare qualcosa di luccicante. L'uccello lo lascia cadere: è una piccola chiave con un intarsio a forma di falena. Sull'ala sinistra c'è incisa la parola SPLEX. Enid ha già visto quella scritta da qualche parte ma prima che possa pensarci meglio, la chiave si dissolve in polvere e nel cielo violaceo si apre uno squarcio di luce che si allarga sempre di più. La ragazza strizza gli occhi e… li riapre a casa della nonna. Si è addormentata sul libro di storia. Era tutto un sogno, quindi. O forse no?
 
 Sopra: la copertina del primo volume, dove al centro vediamo sempre la protagonista, con i suoi lunghi capelli biondi.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 2 aprile 2026

Isadora Moon: Il primo giorno di scuola di Harriet Muncaster

"Isadora Moon: Il primo giorno di scuola" di Harriet Muncaster è il primo di una lunga serie di libri che hanno per protagonista una bambina per metà fata e per metà vampiro.
 
Sopra: La copertina dallo sfondo nero mostra al centro, dentro un cenrchio bianco, la protagonista Isadora Moon, con il suo vestititno viola.
 
La mamma è una fata e il papà, invece, un vampiro. Lei è un po' di tutti e due, un'eroina assolutamente unica con una famiglia fuori dal mondo. Adora la notte, i pipistrelli e il suo tutù nero, ma ama altrettanto l’alba, le bacchette magiche e il suo Coniglietto Rosa.
Ecco come si presenta lei stessa: "Mia mamma è la contessa Cordelia Moon. lei è una fata. Sì, prprio così! Le piace il giardinaggio, nuotare nella cque selvagge dei fiumi, accendere falò magici e dormire all'aperto sotto le stellle.
Mio papà è il Conte Bartolomeo Moon. Lui invece è un vampiro.
Sì, per davver! Adora stare sveglio di notte, mangiare solo cibo rosso (pomodori, bleah!), scutare il cielo notturno con telescopio speciale e svolazzare davanti alla luna pien.
Poi c'è la mia sorrelina, Melita.
Lei è mezza fatina e mezza vampira, proprio come me!
Per Isadora è tempo di andare a scuola, ma non sa qual è quella giusta per lei: la scuola delle fate o la scuola dei vampiri?

Sopra: Le pagine mostrano l'albero genealogico di Isadora Moon, che comprende i genitori, la sorellina e anche il suo peluche.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni opera della stessa Harriet Muncaster, le quali sono molto carine e graziose, dai tratti semplici, eleganti e precisi, ben delineati, raffinati, che creano scene ricche di dettagli e fascino. 
Le illustrazioni rappresentano scene e, soprattutto, personaggi descritti nei testi, tra cui la protagonista e i suoi genitori, i suoi amici, le sue compagne e compagni di classe (fate o vampiri che siano), le sue insegnanti, ecc...
Poiché i personaggi di questo libro non sono persone umane ma creature magiche e fatate simili a fatine/folletti inventati dall'autrice, essi hanno un aspetto fisico un po' particolare, sebbene comunque l'aspetto sia principalmente quello di un essere umano. La maggior parte delle creature sono disegnate con corporature snelle, gambe e braccia sottili e affusolate, grandi occhi e un piccolo nasino. Ciò che li differenzia maggiormente dagli esseri umani sono le lunghe orecchie a punta.
I disegni sono piuttosto curati e particolareggiati, inoltre l'artista mostra di prestare una certa attenzione agli abiti e agli accessori, nonchè i mobili e l'arredamento delle varie camere.
La cosa che maggiormente caratterizza queste illustrazioni è l'uso dei colori. Infatti l'artista ha deciso di utilizzare come tinte per i suoi disegni solo il bianco, il nero e il rosa. Il bianco è il colore utilizzato per la pelle dei vari personaggi, il rosa invece è quello assegnato alle fate, mentre il nero ai vampiri. Vediamo le quindi fate con capelli, ali e vestitini rosa, i vampiri con capelli e mantello neri (anche se l'interno del mantello è rosa). 
La protagonista essendo per metà vampiro e per metà fata porta su di sè entrambi i colori grazie ai suoi capelli e le ali da pipistrello neri, le calze bianche e nere e il vestitino rosa. 
Ho trovato molto interessante questo utilizzo dei colori per sottolineare  e far rinoscere anche ad una prima occhiata ai lettori la differenza tra e fate e i vampiri, creando delle immagini immediatamente molto coinvolgenti e intriganti. 
 
  



Sopra: In alto alcune pagine interne, tutte riccamente accompagnate da qualche illustrazione, le quale si caratterizzano sempre per la particolare scelta dei colori (bianco, nero e rosa).
 
"Isadora Moon: Il primo giorno di scuola" di Harriet Muncaster è il primo libro di una serie che ha avuto presso le giovani lettici un grande successo e che vede per protagonista questa bambina (probabilmente sui 6 anni d'età) che è per metà fata e per metà vampiro e che deve cominciare ad andare a scuola. Sì, ma quale?
All'inizio la bambina decide di sperimentare la scuola delle fate dove esistono attività come: bella scrittura, fare campeggio, andare a caccia di farfalle, danza classica, fare ghirlande di fiori e agitare la bacchetta magica.
Ho apprezzato che l'insegnante delle fatine fosse un maschio, figura difficilissima da trovare anche negli asili umani. In compeso però non mi è piaciuto molto come l'autrice lo ha descritto durante la gestione delle lezioni (mi spiace ma da insegnante non posso non farlo presente): durante la lezione con le bacchette l'unica indicazione che dà alle bambine è "<<Faremo apparire tante cose adorabili.>> [...] <<Dovete solo ondeggiare la bacchetta e immaginare, Questo dovrebbe essere un vostro talento naturale!>>". Poi quando Isadora crea una carota che continua a ingrandirsi fino a diventare gigante non si accorge di nulla nonostante la protagonista provi a chiamarlo: "<<Monsieur Pomelot>> ho chiamato, ma lui non mi ha sentita in tutto quell'allegro parlottare di creature fatate." Quando alla carota spuntano le ali e la situazione precipita anzichè intervenire annullando la magia si nasconde sotto la cattedra!: "<<METTETEVI AL RIPARO!>> ha gridato Monsieur Pomelot, che in un balzo si era già rannicchiato sotto la cattedra." E infine quando grazie al coniglietto peluche di Isadora, che ha aperto la finestra, la situazione si risolve, l'unica cosa che riesce a dire alla bambina è: "<<Isadora, temo che tu non abbia le doti di una fata per usare la bacchetta magica". Cioè, tu insegnante saresti lì proprio per insegnargliele, tanto più che sai che lei è per metà vampiro.
Quando porta la classe nel bosco per fare le ghirlande di fiori rimprovera Isadora per aver usato dei funghi di un cerchio delle fate, che a quanto pare tutte le fate sanno che non si devono raccogliere. Peccato che sapendo che la bambina è mezzo vampiro forse avrebbe dovuto dirglielo lui prima di lasciare i bambini liberi per il bosco a raccogliere la qualunque.
La maestra della scuola dei vampiri si dimostra più competente, in quanto durante la lezione di volo cerca di spronare Isadora a stare "al passo" con gli altri e dicendo a questi ultimi di aspettare la compagna. E quando Isadora sta precipitando riesce ad acchiapparla al volo. Tuttavia anche lei al termine della prima e unica lezione commenta con la bambina: "<<Non sono sicura tu sia portata per il volo, Isadora.>>. ha detto la Contessa Zannanera.
Insomma Isadora non si trova bene in nessuna delle due scuole e così, vedendo dei normali bambini tornare da una normale scuola alla fine la protagonista decide di andare alla scuola per gli esseri umani.
Una storia abbastanza semplice ma abbastanza carina, adatta per bambini e bambine a partire dai 4/5 anni oppure dai 6/7 per la lettura autonoma. Una storia il cui tema centrale è la ricerca della propria identità e dell'accettazione delle propria unicità. Infatti alla fine Isadora, guardando dei bambini che tornano a casa da scuola apprezza la diversità di ognuno e come ciò sia considerato da tutti normale: "Qualcuno faceva baccan e qualcun altro era silenzioso. Alcuni erano alti e altri erano bassi. Alcuni erano paffuti e altri magrolini. E poi c'era chi era semplicemente una via di mezzo. Ma la cosa bella era che nessuno ci faceva caso! 
All'improvviso, mi sono ricordata di quello che aveva detto papà a proposito delle stelle del cielo. Di come sono tutte diverse, ma allo stesso modo tutte bellissime, e ho pensato: Forse non conta che io sia un po' diversa. Anche ciò che è diverso può essere bello."
E' una storia che invita anche a superare i pregiudizi nei confronti di ciò che non si conosce, in quanto i genitori di isadora inizialmente non sono d'accordo nel far frequentare alla figlia una scuola per umani, in quanto li considerano misteriosi e perchè, evidentemente sanno poco di loro. 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2016 dalla Oxford University Press col titolo "Isadora Moon goes to school" ed è stata edita nel 2017 in italiano dalla DeAgostini. Il volume ha 64 pagine e misura 20,1 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza (copertina flessibile) e 20 cm d'altezza e 14,9 cm di lunghezza (copertina rigida). L'edizione flessibile costa costa 6,90 euro.
 
Seguiti di "ISADORA MOON":
  • 2) "Vacanze in campeggio" (2017) ["Isadora Moon goes camping" (2016)]
  • 3) "Festa di compleanno" (2017) ["Isadora Moonhas a birthday" (2016)]
  • 4) "Spettacolo di danza" (2017) ["Isadora Moon goes to the ballet" (2016)]
  • 5) "Guai in vista" (o"Isadora Moon è nei guai") (2018) ["Isadora Moon gets in trouble" (2017)]
  • 6) "Gita scolastica" (o "Isadora Moon va in gita") (2018) ["Isadora Moon goes on a school trip" (2017)]
  • 7) "Magie d'inverno" (2018) ["Isadora Moon makes winter magic" (2018)]
  • 8) "Una giornata al luna park" (2018) ["Isadora Moon goes to the fair" (2018)]
  • 9) "Pigiama party" (2019) ["Isadora Moon has a sleepover" (2019)]
  • 10) "Talent Show vampiresco" (2019) ["Isadora Moon put on a show" (2019)]
  • 11) "Va al mare" (2020) ["Isadora Moon goes on holiday" (2020)]
  • 12) "Va al matrimonio" (2020) ["Isadora Moon goes to a wedding" (2020)]
  • 13) "La fatina misteriosa" (2021) ["Isadora Moon meets the Tooth Fairy" (2021)]
  • 14) "La stella cadente" (2021) ["Isadora Moon and the shooting star" (2021)]
  • 15) "La pozione magica" (2022) ["Isadora Moon gets the magic pox" (2022)]
  • 16) "In fondo al mare" (2022) ["Isadora Moon under the see" (2022)]
  • 17) "Una nuova amica" (2023) ["Isadora Moon and the new girl" (2023)]
  • 18) "La festa delle fate di neve" (2023) ["Isadora Moon and the frost festival" (2023)]
  • 19) "Il pozzo dei desideri" (2024) ["Isadora Moon makes a wish" (2024)] 
  • 20) "Infermiera tutto fare" (2024) ["Isadora Moon helps out" (2024)]
  • 21) "La bicicletta magica" (2025) ["Isadora Moon rides a bike" (2025)]
  • 22) "Le regine del pop" (2025)
 
Sopra: Le corpertine di alcuni dei numerosi volumi di Isadora Moon, di cui in basso a destra potete vedere il primo della serie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 30 marzo 2026

Pollyanna di Eleanor H. Porter

"Pollyanna" è un romanzo di Eleanor H. Porter pubblicato nel 1913. La trama ha ispirato la sindrome di Pollyanna, ovvero una tendenza che spinge a ricordare gli eventi piacevoli più facilmente di quelli spiacevoli. Il romanzo ha avuto un seguito ufficiale dal titolo "Pollyanna cresce", e molti apocrifi scritti cioè da altri autori.

 Sopra: Sulla copertina vediamo una delle illustrazioni interne che ci mostra Pollyanna in compagnia dell'orfano Jimmy Bean, uno dei tanti personaggi che la protagonista si offrirà di aiutare.
 
Pollyanna Whittier, ragazzina di undici anni figlia di un pastore anglicano, rimane orfana di entrambi i genitori e per questo va a vivere dalla zia Polly, una donna molto rigida e austera che accetta di prendere la ragazzina solo per rispettare i suoi doveri. Pollyanna non è affatto dispiaciuta per il carattere della zia. Anzi, grazie alla sua personalità felice di natura, alimentata da un'educazione intelligente, riesce ad amare tutti, e a rendere contenta anche la zia Polly, con "il gioco della felicità", che consiste nel trovare qualcosa di positivo in qualsiasi situazione. 
Come spiega la stessa Pollyanna: "- A quanto pare per lei non è difficile essere contenta per ogni cosa - replicò Nancy, sospirando al ricordo dei coraggiosi tentativi di pollyanna per trovare piacevole la sua squallida stanzetta.
Pollyanna uscì in una risata.
- beh, sai, ci riesco grazie al gioco.
- Il... "gioco"?
- S', il gioco della contentezza.
- Di che cosa stai parlando?
- E' un gioco, ti dico. me lo ha insegnato papà ed è assai divertente- spiegò Pollyanna. [...] 
- Ebbene, tuto ebbe inizio il giorno in cui alla Missione arrivò un pacco enorme, che conteneva delle stampelle.
- Stampelle?
- Sì. Devi sapere che io desideravo una bambola e papà lo aveva scritto al mittente del pacco. Ci fece sapere che non aveva bambole, ma che ci inviava quelle stampelle di cui non sapeva che farne, certo che avremmo potuto offrirle a qualche bambino ammalato. Fu allora che cominciammo a giocare.
- Non vedo coem si possa trovare un gioco nel ricevere un paio di stampelle quando si attende una bambola - disse Nancy quasi irritata. 
Pollyanna battè le mani. 
- Sì, si può! Il gioco consiste nel riuscire a trovare in qualsiasi cosa, bella o brutta, una ragione per essere contenti. Dapprima nemmeno io riuscivo a capirlo e papà dovette spiegarmelo! - confesso Pollyanna.
- In tal caso potrà spiegarlo anche a me! - scattò Nancy.
- È molto semplice. Non capisci? Si può essere contenti proprio per il fatto di non aver bisogno di un paio di stampelle, ti pare?
Dopo questa spiegazione la bambina era trionfante.
- Credi, una volta capito il meccanismo, il gioco non è complicato - disse sorridendo.
Tra nuove scoperte e difficoltà quotidiane, la ragazzina insegnerà a tutti il "gioco della felicità", che le aveva insegnato suo padre e che consiste nel trovare sempre qualcosa di cui essere contenti a prescindere dalle circostanze. Pollyanna conquista ben presto il cuore di quasi tutto il paese. 
Una storia toccante, capace, con la sua dolcezza, di strappare un sorriso a grandi e piccini. 
 
 Sopra: A sinistra il testo mentre a destra possiamo vedere una delle illustrazioni di jana Costa che ritrae Pollyanna mentre guarda dalla finestra della sua nuova stanza a casa della zia.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Jana Costa le quali sono molto graziose e carine, dallo stile piuttosto realistico e ricco di dettagli.
Le immagini ritraggono scene descritte nei testi come: Pollyanna che osserva un po' affranta il paesaggio alla finestra della sua nuova camera nella soffitta della zia, lei che accarezza il cane del signor Pendleton, lei che presenta alla zia un bambino dell'orfanotrofio chiedendole di adottarlo, la bambina che agghinda la zia ravvivandone i capelli e facendole indossare uno scialle, o la zia che siede preoccupata sul letto di Pollyanna mentre questa giace addormentata, ...
In tutte le immagini comunque la protagonista è presente e spesso è proprio al centro della scena, anche se spesso appare in compagnia di qualche altra persona come il bambino dell'orfanotrofio, il parroco del villaggio oppure, un po' più spesso, sua zia. ovviamente anche gli ambienti sono ritratti nella scena, ma sembrerebbe che su di essi l'artista abbia messo poca enfasi, facendo in modo che l'attenzione dei lettori si focalizzi principalmente sui personaggi, le loro espressioni e i loro gesti.
La zia è ritratta con un aspetto grazioso, e in effetti sembra anche più giovane rispetto ai suoi quarant'anni, mentre Pollyanna ha un po' l'aspetto di una bambolina, con i capelli biondi e fluenti e il sorriso (quasi) sempre stampato sul grazioso visino espressivo.
Le immagini si caratterizzano poi per i colori chiari, delicati e brillanti.
 
  
 
  
 Sopra: In alto alcune scene ritratte all'interno del libro, le quali tutte mostrano Pollyanna e nei disegni in basso vediamo comparire anche la zia, mentre il bambino in alto a destra è l'orfano che la protagonista si offre di aiutare.
 
"Pollyanna" di Eleanor H. Porter è un romanzo per ragazzi diventato ormai un classico, anche se credo che non venga più molto proposto alle nuove generazioni.
Avendone acquistata una copia illustrata molto carina all'usato per pochi soldi ho deciso di leggerlo e devo dire di aver trovato la lettura più piacevole del previsto.
La storia ruota completamente attorno alla protagonista: Pollyanna, una bambina allegra, vivace e di buon cuore, sempre prota ad aiutare gli altri e a spendere una buona per loro e con loro. In effetti Pollyanna è molto chiacchierona, ma è grazie a questo, oltre al suo carattere allegro, solare e propositivo, che riesce sempre ad attaccare bottone con tutti e intenerire anche i cuori dei più burberi.
All'inizio comunque ai lettori non viene fatta conoscere la bambina, ma la signorina Nancy, la governante che lavora in casa di zia Polly, la zia di Pollyanna. E' attraverso gli occhi Nancy che i lettori iniziano a conoscere la zia di Pollyanna, la quale sembra una persona piuttosto burbera e rigida. Si tratta di una donna di quarant'anni che non ha mai perdonato al padre (squattrinato) di Pollyanna di portarle via l'amata sorella, e inoltre a quanto pare l'aver litigato animatamente con il fidanzato vent'anni prima l'ha fatta diventare piuttosto arida e scontrosa.
In realtà il personaggio della zia è piuttosto interessante perchè un lettore con uno sguardo più attento si potrà rendere conto facilmente che lei non è una cattiva persona, ma semplicemente una donna molto rigida e un po' burbera. E' infatti per senso del dovere, più che per sincero affetto, che ella decide di accettare di adottare la nipotina: "- Ebbene, nancy, non vedo perchè, solo perchè mia sorella è stata sciocca al punto di sposarsi e mettere al mondo una creatura inutile, quando in giro ce ne sono troppe, dovrei desiderare in mod particolare di occuparmene io. in ogni modo, come ho già detto, conosco i miei doveri. Mi raccomando, pulisci bene gli angoli- concluse in tono severo, preparandosi a uscire dalla cucina."
Poi, ad esempio, all'inizio Nancy rimane stupita della sua decisione di mettere a dormire la ragazzina nella soffitta, una stanza triste e spoglia dove fa caldo d'estate e freddo d'inverno. La zia comunque fa pulire e sistemare la stanza e inoltre ordina delle zanzariere in modo che la nipote possa aprire le finestre senza far entrare gli insetti.
Sarà ovviamente l'atteggiamento di Pollyanna a far cambiare pian piano l'atteggiamento della zia nei suoi confronti, la quale si ammorbidirà e imparerà a voler veramente bene alla nipote. E ovviamente Pollyanna non cambierà solo la zia ma una sorprendente quantità di persone, grazie al suo "gioco della gioia". Un gioco che consiste praticamente nel vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e di sforzarsi per trovare i lati positivi in ogni situazione. Un insegnamento tutto sommato ammirevole e che in effetti spesso può essere effettivamente utile, in quanto predispone l'animo delle persone ad un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
A tale proposito da insegnante ho trovato particolarmente interessante il discorso che Pollyanna fa al parroco del villaggio, il quale si stava preparando a fare un sermone per rimproverare il comportamento scorretto e pestifero dei propri parrocchiani, sempre pronti a invidiare e a sparlare gli uni degli altri. Quando incontra Pollyanna lei però gli spiega che il padre cercava invece di trovare nella Bibbia tutti quei passi che invece spronassero le perone a comportarsi bene non tramite rimproveri ma tramite incoraggiamenti e approvazione. 
"Un uomo, una donna, un ragazzo, hanno bisogno di incoraggiamento, di stimolo, non di accuse e di rinfacci. Il lato buono che è in ognuno deve essere rafforzato, non avvilito. Quando qualcuno commette un errore, anziché stare a recriminare e a rimproverarlo, parlategli delle sue buone qualità, esaltate le sue virtù. Cercate di distoglierlo dalle sue cattive abitudini mostrandogli la sua parte migliore, la sua intima forza che può sfidare ogni tentazione, combattere e vincere...
L'influsso di un temperamento sereno, di un carattere ottimista, di un viso sempre sorridente può compiere miracoli, può infondere nuove energie in un animo scoraggiato, può agire in modo benefico su intere moltitudini... [...]
Se una persona si mostra sempre cortese, il suo vicino, dapprima brusco e villano, col tempo farà altrettanto e diventerà gentile.
Da insegnante ho trovato questa parte molto bella perchè tali insegnamenti valgono ancora di più quando si tratta di bambini, il che li rende dei suggerimenti molto utili per tutti gli insegnanti, i quali secondo me devono si imparare ad essere autorevoli, ma anche comprendere quando è il momento di infliggere un rimprovero o una punizione o di fare un complimento. Spesso infatti noi insegnanti tendiamo a dimenticarci di quanto sia importante anche elogiare i bambini quando questi mostrano dei comportamenti corretti e desiderati, così che essi saranno ancora più invogliati a replicarli. Questo poi funziona ancora di più con bambini con problemi comportamentali e caratteriali che spesso, di fronte a troppe prediche o a comportamenti eccessivamente rigidi, rischiano di  perseverare ancora di più in un comportamento negativo.
All'interno del romanzo ho ritrovato anche una parte di critica sociale: vi è un episodio in cui Pollyanna si reca presso del Dame dell'assistenza (delle volontarie che raccolgono fondi per la chiesa) per esporre il caso di un bambino orfano che cerca una famiglia, ed è disposto anche a lavorare. Tuttavia la richiesta di aiuto verso questo bambino viene rifiutata dalle donne perchè esse preferiscono fare bella figura nel mostrare quanti fondi sono riuscite a raccogliere per i bambini dell'India: "Quei discorsi erano strani: Pollyanna pensò di non averli compresi del tutto: sembrava infatti che a quelle signore interessasse poco il bene che quel denaro poteva procurare, a condizione che la cifra indicata accanto al nome della loro associazione  in un certo "rapporto" fosse la più alta del'elenco. [...] Ma era anche molto dispiaciuta perchè il giorno dopo avrebbe dovuto annunciare a Jimmy Bean che le signore dell'Assistenza avevano deciso di inviare il loro denaro ai bambini indiani, anziché conservarne una minima parte per un bambino della loro città, perchè secondo loro non meritava certo il rinunciare al "prestigio di cui godiamo" come aveva detto una di loro, altissima, con gli occhiali."
Nonostante la sua positività il personaggio di Pollyanna non diventa troppo finto, rischio in cui l'autrice poteva facilmente incorrere, in quanto la stessa bambina ammette che in certi casi fare il gioco può essere molto difficile e che in in alcune occasioni esso non è applicabile (tipo quando muore una persona, anche se la bambina si consola pensando che essa andrà in paradiso). 
Quando poi più avanti la protagonista ha un incidente in cui perde l'uso delle gambe ella si mostra comprensibilmente in difficoltà e restia a fare il gioco. Diciamo che comunque la questione dell'incidente mi è sembrato un po' un evento forzato (o se non forzato comunque una scusa un po' banale) per far procedere la trama e sboccare alcune situazioni in modo che alla fine tutto vada al posto giusto. Anche la diagnosi e le cure fatte a Pollyanna sono piuttosto generiche e mancano di qualche dettaglio medico in più che avrebbe perlomeno reso la vicenda dell'incidente più credibile ai miei occhi, mentre è evidente che probabilmente l'autrice non era esperta di medicina. 
Diciamo che l'assenza di dettagli medici (che comunque potevano essere anche spiegati in modo molto semplice) forse non è stata ritenuta una mancanza dall'autrice in quanto si tratta di un libro rivolto a bambini, i quali in effetti potrebbero non sentire la necessità di ulteriori dettagli.
Nel complesso comunque ho trovato il libro una lettura molto rapida e piacevole, con una protagonista tutto sommato piacevole e simpatica, grazie alla sua vivacità, alla sua voglia di vivere e al suo ottimismo, anche se a volte un po' ingenua, ma anche quello diciamo che fa parte del suo fascino. Ho apprezzato anche il messaggio del libro e il gioco della gioia di Pollyanna, il quale credo che sia effettivamente un insegnamento importante nonostante possa sembrare quasi banale. Eppure, se pensiamo a quante persone, soprattutto col diffondersi dei social, anche ai giorni nostri non facciano altro che lamentarsi, direi che cercare di cercare i lati positivi in ogni situazione sia un atteggiamento che bisognerebbe sforzarsi di coltivare. 
Consiglio pertanto la lettura anche agli adulti, e in particolare a figure educative (insegnati, ma anche genitori, operatori, ecc...) oltre che a bambini a partire dagli 8/9 anni. 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 1913 col titolo "Pollyanna", mentre questa edizione che ho letto è stata edita nel 2004 in italiano dalla Novidee. Il volume ha 222 pagine, la copertina rigida, misura 16,5 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza e costa 11,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 27 marzo 2026

Fantasmi Yokai di Philippe Charlier

"Fantasmi Yokai" è una sorta di enciclopedia scritta da Philippe Charlier che presenta ai lettori vari di tipi di fantasmi giapponesi.
 
 Sopra: La copertina è rivestita di stoffa e mostra un particolare della stampa "Oya Taro Mistukuni sfida lo scheletro invocato da Takiyasha Hime, figlia di Taira no Masakado, nel palazzo di Soma", del 1844.
 
Oiwa dal volto deformato dal veleno, la bella Yuki-onna dallo sguardo terrificante, la povera Okiku gettata in un pozzo dal maestro, gli spettri dei guerrieri morti in mare, dei samurai ebbri di rancore... Tutte queste presenze infestano la vita dei mortali e costellano il folclore, l’arte e la letteratura del Sol Levante, ispirando ancora oggi film horror, manga e romanzi. Le più impressionanti raffigurazioni degli yurei, i fantasmi della tradizione giapponese, raccolte in un volume che svela il lato più oscuro e spaventoso dell'immaginario nipponico.
Tali rappresentazioni sono suddivise in vari capitoli, ognuno dei quali narra una particolare tipologia di yokai:
  • Okiku: il fantasma di una donna morta in seguito alla caduta in un pozzo, accusata ingiustamente di aver perso o rotto uno dei dieci piatti che, in quanto serva, era suo compito custodire.
  • Otsuyu: un uomo inizia una relazione con una donna, scoprendo che in realtà si tratta di un fantasma che lo sta pian piano privando della sua forza vitale.
  • Ubume: lo spettro di una donna morta di parto o prima di partorire.
  • Il Nō: fantasmi in grado di cambiare aspetto
  • Funayurei: spettri di marinai, soldati, o pescatori morti in mare.
  • Yuki-Onna: donna bellissima e pallida che si mostra durante una tempesta di neve e uccide le vittime con il freddo.
  • Oiwa, il volto della morte: fantasma di una donna usccisa dl marito e col volto deturpato da un veleno consegnatole dall'amante del marito.
  • Kasane: lo spirito di una donna uccisa dal marito con un falcetto e abbadonata sulle rive di un fiume.
  • Teste volanti: fantasmi o mostri capaci di staccarsi la testa dal corpo e di allungare il collo.
  • Kuchisake-onna: yurei femminile di straordinaria bellezza che cela il proprio volto, dalla bocca sfregiata, dietro una maschera o un ventaglio.
  • Hannya: una personificazione di quanto di più bestiale, diabolico, bieco e ripugnante negli esseri umani.
  • Gashadokuro: creatura composta da un mucchio di ossa seppellite senza rito funebre di guerrieri morti sul campo di battaglia.
  • Kohada Koheiji: attore di teatro ucciso dalla propria moglie e che le si manifesta come uno scheletro circondato da fiamme.
 
 Sopra: Due pagine inizali dell'opera ce mostra a sinistra l'inizio del primo capitolo e a destra un'illustrazione del 1793 di uno spettro femminile.
 
Il volume contiene numerose illustrazioni realizzate da artisti dal XVII al IX secolo. Come scritto nel primo capitolo: "Sebbene siano storie vecchie di secoli - e in alcuni casi persino più antiche -, è solo in tempi relativamente recenti che cominciano ad essere illustrate, grazie soprattutto al pittore Okyo mmaruyama, nato nel 1733. Una notte, Maruyama si trovò faccia a faccia con il fantasma dell'amore della sua vita, Oyuki. [...]
Di certo quella da lui inaugurata era molto di più di una semplice moda: rappresentava il tentativo di catturare l'immagine di entità immateriali per riportarle nel mondo dei vivi. I suoi dipinti di fantasmi giapponesi (Yurei-ga), meticolosamente eseguiti su rotoli di tessuto a grandezza naturale (kakemono), hanno aperto un varco soprannaturale attraverso il quale, da allora, i vivi e i morti possono entrare in contatto.
Le immagini contenute in questo volume rappresentano quindi fantasmi gaipponesi, oppure scene di qualche racconto di paura giapponese. Tra le raffigurazioni più famose abbiamo ad esempio: "La dimora dei piatti" di Katsushika Hokusai, che mostra uno spettro uscire da un pozzo; "Il fantasma di Oiwa" di Utagawa Kuniyoshi, che mostra una bella donna con in mano una lanterna con delle peonie, alle cui spalle però si vede un fantasma scheletrico; "Oiwa" di Katsushika Hokusai rappresenta il fantasma di Oiwa che appare al marito dentro una lanterna; "Kamiiya Iemon e il fantasma lanterna di Oiwa" di Utagawa Kuniyoshi rappresenta la scena del marito di Oiwa terorizzato dall'apparizione delvolto della moglie defunta dentro una lanterna; "Guerriero su un teschio"di Tsukioka Yoshitoshi mostra un fantasma vestito con la divisa dei samurai mentre cavalca un teschio gigante; "Kohada Koheiji" di Katsushima Hokusai; "Oya Taro Mistukuni sfida lo scheletro invocato da Takiyasha Hime" di Utagawa Kuniyoshi, dove vediao un guerriero samurai pronto a sfidare un gigantesco scheletro...
Alcuni dipinti hanno colori vivaci e sgargianti, che spiccano, mentre altri tinte delicate, fredde e mortifere, probabilmente per trasmettere l'idea della morte. Yokai e Yurei possono assumere le forme più svariate: a volte sono belle donne delicate che galleggiano nell'aria, senza i piedi, altre volte sono mostri dai volti deturpati e ghignanti, con corpi muscolosi o deformi, corna e zanne, altre volta ancora sono esseri scheletrici privi di carne, oppure donne dal volto deturpato e dai capelli aggrovigliati, ...




 
 Sopra: Alcune pagine che mostrano le illustrazioni contenute nel volume, tra cui, partendo dall'alto una maschera del teatro nō che raffigura il personaggio di una giovane donna; la vedetta del fantasma di Akugenta Yoshihira; fuochi di volpe nella notte di Capodanno; u samurai che lotta contro un gigantesco yokai-ragno; e infine Kamiya Jemon e il fantasma-lanterna Oiwa.
 
"Fantasmi Yokai" di Philippe Charlier è uno splendido volume dedicato ai fantasmi giapponesi, corredato da splendide stampe di artisti dal XVII al IXX secolo. Un volume in cui la parte grafica prevale, prendendo il sopravvento su quella scritta, al quale è comunque interessante, ma che, dopo una breve spiegazione, sembra quasi che voglia che siano le immagini a parlare.
Il libro è una sorta di guida/enciclopedia al mondo dei fantasmi giapponesi, anche se sicuramente esisoìtono guige più ricche, poichè qui ci si focalizza solo su una piccola parte degli yurei che popolano le leggende e i miri giapponesi, circa 13 tipi, quelli tra i più famosi.
E' comunque interessante conoscerli e conoscere le loro storie, le loro leggende, che a volte scopriamo essersi evoluti e modificati nel corso del tempo. Inoltre questo volume costituisce un ottimo primo apprccio per chi non conosce ancora questi mostri giapponesi e vuole imparare a ricnoscere i più famosi.
Come scritto nel primo capitolo: "Un'intero popolo sommerso che racconta storie d'amore e di morte: spade sguainate per finire nemici invisibili, una raccapricciante testa dagli occhi sporgenti che fluttua in aria, una forma dia contorni indefiniti che spuntaa da una lanterna fioca, un cadavere che non smette di decomporsi, la danza macabra di una giovane con un mucchio di ossa, fiamme che illusminano i dintorni di una bara, le orribili labbra di una vecchia maligna, barche spettrali che emergono dalle onde impetuose, una bufera di neve che porta una morte implacabile, un pozzo infestato da cui sgorgano a ciclo perpetuo serpenti velenosi, maschere con le corna dai ghigni terrificanti, occhi spenti con pupille squadrate, mani disumane dalle unghie strappate, incontri fatali, [...] gatti giganti che sgranocchiano bambini come se stessero giocando con i topi, vagabondi dal sorriso orripilante che mostrano i loro diabolici denti, [...]." 
La parte più bella del volume comunque sono le illustrazioni d'epoca, di cui per ognuna viene riportato il nome dell'artista (quando conosciuto) e un titolo.
Una cosa interessante di questa edizione è che ogni pagina è doppia, in quanto costituita da due pagine attaccate assieme nella parte finale, e che volendo si potrebbero tagliare per separarle, anche se non avrebbe senso farlo in quanto dietro ogni pagina è semplicemente bianca. 
 
Nel 2025 è uscito anche il seguito di quest'opera, incentrata questa volta sui mostri giapponesi, infatti il libro si intitola "Mostri Yokai": In Giappone sono ovunque ci colga la paura: nella foresta, presso un pozzo, nella stanza buia di una casa, in un tempio, in un cimitero, in una tana. Nati in un’epoca in cui le strade erano illuminate dalla debole luce delle lanterne, gli yokai sono mostri vari e multiformi. Giganteschi animali emergenti dalle profondità della Terra, oggetti centenari che prendono vita, esseri ibridi e dispettosi sempre pronti a giocare brutti scherzi… Creature soprannaturali, spaventose e affascinanti, onnipresenti nella cultura giapponese. Questo libro ne contiene un vasto campionario, splendidamente illustrato dalle opere dei maestri della stampa fantastica. 
 
 Sopra: La copertina, smpre rivestita di stoffa, del volume dedicato ai mostri Yokai.
 
Il libro è stato edito originariamente nel 2024 dalla Editions Hazan col titolo "Fantomes yokai". E' stato pubblicato in italiano nel 2024 dalla Ippocampo Edizioni; ha una copertina rigida, misura 23,2 cm d'altezza e 16,8 cm di lunghezza, ha 192 pagine e costa 25 euro. 
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 23 marzo 2026

Olga si carta: Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone

Molti conoscono la scrittrice Elisabetta Gnone per la saga di Fairy Oak, la quale conta una trilogia (questa), quattro libri spin-off, e due prequel.
La Gnone tuttavia non ha scritto solo la saga di Fairy Oak, ma anche un'altra saga, di cui il primo libro è quello di cui vi parlerò oggi, e si intitola: "Olga si carta: Il viaggio straordinario".
 
 
 Sopra: Sulla copertina, sotto il titolo, vediamo la silhouette nera di Olga di Carta, la protagonista.
 
Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d’aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio, sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell’infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. 
"Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le se storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. Sarà stata la fame di conoscere chi on s'era ,ai mosso dal villaggio; [...] sarà stato il fascino dell'ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga Papel cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva l'orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nei cortili si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia.
Strano ma vero, quella ragazzina di appena undici era uno dei passatempi più graditi del paese e uno degli argomenti che sostava più spesso e più a lungo sulle labbra degli abitanti della contea di Balicò: Olga e le sue incredibili storie, che lei giurava di aver vissuto personalmente.
Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di trasformarla in una bambina normale, di carne e ossa. 
Il suo viaggio è lungo e avventuroso: Olga s’imbatte in un venditore di tracce, cena con un tasso parlante e molto dotto, prende un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare a remi. Più volte rischia la vita, si perderà, per poi venire trovata da un circo. E quando infine troverà la maga, solo allora la bambina di carta comprenderà quante cose fosse riuscita a fare…  
  
 Sopra: Un'immagine realizzata con la tecnica del paper cutting in cui vediamo Olga di Carta a cena con il tasso.
 
All'iterno del libro non ci sono delle vere e proprie illustrazioni, ma delle scannerizzazioni di pagine realizzate da Linda Toigo con la tecnica del paper cut, la quale consiste nell'intagliare carta o cartoncino, solitamente tramite un bisturi da modellismo o taglierino, per creare illustrazioni, sagome o motivi decorativi, spesso strutturati su più livelli per ottenere un effetto 3D.
Su sfondi dai colori accesi, vivaci e intensi l'artista ha posizionato i suoi fogli finemente intagliati per rappresentare scene descritte nel romanzo: l'incontro di Olga di carta con il tasso, loro due che mangiano nella casa del tasso chiacchierando; l'incontro con Olga con Melo, un bambino che viaggia su una mongolfiera; lei che viaggia insieme a Melo sulla sua mongolfiera; Olga che si esibisce assieme al circo, ecc...
I personaggi sono delle elaborate silhouette, immagini che evidenziano esclusivamente la sagoma del profilo di una persona o di un elemento, senza mostrare i dettagli interni. Nel caso di edifici o oggetti di grandi dimensioni vengono intagliati anche gli interni della figura. Nel caso di edifici per mostrare ad esmepio porte o finestre, mentre nel caso di una mongolfiera per mostrare i pattern della stoffa del pallone, nel mare si vedono invece i contorni delle singole onde, ecc...
Le silhouette  sono prevalentemente realizzate con carta bianca, ma sono presenti anche carte di altri colori, posizionate magari sotto certe parti intagliate, tipo le onde di un mare (che così apparirà di colore blu), dietro uuna collina (che così appare marroncina), dietro a uncerchio 8per farlo diventare un sole giallo), dietro a delle case (così che i buchi delle finestre risultino gialli, come se alll'interno vi fosse la luce accesa), ecc...
In questo modo ogni pagina risulta piuttosto colorata, con la presenza di almeno tre tinte (escluso il bianco degli elementi intagliati) e arrivando anche a 5.
Gli intagli sono parecchio eleborati, restintuendo delle scene ricche di elementi, anche se mai in modo eccessivo (così da non renderle confusionarie per l'osservatore). Inoltre la scelta di usare immagini realizzate in paper cut è in sintonia con la storia raccontata da Olga (storia che appunto le scene rappresentano) dato che parla di una protagonista fatta di carta. Nelle immagini create dalla Toigo non è più solo la protagonista a essere fatta di carta, ma anche tutto il suo mondo. 
 


  
 Sopra: Alcune pagine con delle immagini realizzate con la tecnica del paper cutting dalla Linda Toigo. In alto vediamo Olga esibirsi con il circo, al centro Olga in mongolfiera assieme a Melo, mentre in basso a sinistra Olga che incontra un tasso e a destra l'incontro di Olga con Melo che sta scendendo dalla sua mongolfiera.
 
"Olga si carta: Il viaggio straordinario" di Elisabetta Gnone è una storia di formazione, raccontata però all'interno di un'altra storia. In questo libro abbiamo infatti due protagoniste, entrambe di nome Olga: una è Olga Papel e l'altra è Olga di carta. 
Olga Papel è la narratrice della seconda storia, una bambina di 11 anni famosa in tutto il suo villaggio per essere un'abile raccontatrice di storie, storie che tutti amano ascoltare (la maggior parte delle volte perfino di nascosto): "Olga Papel era una ragazzina esile come un ramoscello, aceva respiri brevi e il suo esistere, quasi sempre, produceva pochissmo rumore, se non un leggero fruscio, come la pagina di un libro mossa dal vento. Talvolta era in un posto e subito dopo in un altr; saltava fuori bagnata zuppa da dove acqua non ce n'era, sporca di sabbia da un bosco innevato, bruciata dal sole in un giorno di pioggia."
Olga di carta invece la protagonista della storia che Olga Papel ha iniziato a raccontare al suo amci Bruco per consolarlo dopo che altri ragazzi lo hanno preso in giro per il suo aspetto e la sua erre moscia. Ella è una bambina fatta però di carta, il che a volte può essere una bella scocciatura, dato che è sottilissima e deve sempre fare attenzione a non spiegazzarsi, strapparsi, bagnarsi e, soprattutto, bruciarsi. Così Olga di carta inizia un viaggio avventuroso e ricco di pericoli e incontri inaspettati per recarsi da una maga capace di far avverare i desideri (anche se non sempre nel modo migliore), per chiederle di diventare una bambina normale. 
Ma che cos'è in fondo la normalità? E cosa vuol dire essere una bambina "normale"? Olga vuole essere come gli altri bambini e bambine, ma nessuno è uguale ad un altro, tutti siamo diversi, come cerca di farle capire Melo, un bambino che viaggia su una mongolfiera. E un'altra cosa che gli altri ripetono spesso a Olga di carta è di stare attenta e di formulare bene e con precisione il proprio desiderio alla maga, altrimenti le conseguenze potrebbero essere nefaste. Quando il momento arriverà Olga sarà pronta?
Mentre la storia procede, ricca di sfide e incontri con personaggi bizzarri i lettori pian piani iniziano a conoscere meglio anche la Olga narratrice, una bambina particolare, che più di qualcuno definirebbe strana, la quale sembra possedere quasi qualcosa di magico: tutti ad esempio desiderano ascoltare le sue storie, e quando ad un certo punto Olga smette di narrarle al villaggio sale una fitta nebbia, che non si dirada finchè la nonna di Olga non le permetterà di raccontare nuovamente le sue storie.
Chi è veramente Olga? E le storie che racconta, per quanto incredibili, sono davvero vere come sostiene lei? 
Un romanzo molto carino, che si fa più incalzante verso la fine, adatto a partire dagli 8/9 anni, con più piani narrativi, con una storia dentro la storia che offre una vicenda avventurosa, un viaggio di formazione e di scoperta (e accettazione) di se stessi, mentre la cornice narrativa ha un che di misterioso e intrigante. 
 
Il romanzo è stato pubblicato nel 2015 dalla Salani Editore; ha 304 pagine, una copertina rigida dotata di sovracopertina, misura 20,6 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.
 
Ecco gli altri titoli che fanno parte della serie:
  • "Jum fatto di buio": Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto.
    Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro.
    Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono
    un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.

    Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

  • "Misteriosa": Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l’etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà.
    La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po’ bambini.

  
Sopra: Le copertine dei seguiti di questa prima storia.

 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 16 marzo 2026

La guida segreta per coltivare i draghi

Qualche tempo fa avevo trovato al mercatino dell'usato: "Il ragazzo che coltivava i draghi", un romanzo per ragazzi che vede come protagonista un ragazzino che scopre nel giardino del nonno una pianta che fa nascere... draghi!
Più o meno nella stesso periodo, visto che c'era lo sconto del 20% sui libri della Gribaudo ho acquistato anche un altro volume della serie, quello di cui vi parlerò oggi: "La guida segreta per coltivare o draghi" scritto da Andy Shepherd e con le illustrazioni di Sara Ogilvie.
 
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo verde spicca il titolo giallo, nonchè i vari draghetti dai colori sgargianti agggrappati ai rami della painta da cui nascono i draghi, con i suoi fori e frutti rossi/arancioni.
 
"L’avete vista? proprio lì, tra i rovi e le ortiche? Una brillante macchia di colore che sfreccia nel verde. Una farfalla? Un uccello? No, troppo scagliodo. E aveva la coda. 
Ma l'avete visto, vero? Lo sapevo! Perché avete gli occhi aperti. A volte la magia è proprio lì, davanti a noi. A volte bisogna cercarla davvero. Il nonno dice che a volte bisogna volerla trovare.
 Noi l'abbiamo trovata proprio qui, nel suo giardino, dove piccoli draghi svolazzano e guizzano , brillando e scintillando nella notte stellata.
E lasciate che vi dica cge una volta vista quetsa brillante esplozionione di colore, non si piò più tornare indietro!
Queste parole ci sono riferite dal protagonista della vicenda: Tomas, personaggio che, dopo cinque libri, i lettori avranno imparato a conoscere piuttosto bene. In questa nuova avventura a Tomas è venuta una nuova idea: scrivere una guida con "tutte le cose che sarebbe stato bello sapere fin dall'inizio in un unico posto, facili da leggere e da trovare", prima di trovare in giardino una pianta di frutti del drago da cui nascono veri draghi!
Come siega Tomas nella sua guida: "Gli alberi di frutti del drago sono originari del Messico, ma oggi si trovanp in tutto il mondo. Ne ho trovato uno nel giardino di mio nonno! [...] Naturalmente , non tutti producono draghi, ma questo lo vedremo più avanti! Ecco cosa dovee cercare:
Un albero con:
  • tronco peloso e nodoso
  • lunghe braccia verdi da cactus spinoso
  • strana cma frondosa
  • viticci arancioni e gialli, che sembrano un'esplosione di fiamme!
  • fiori di un bianco lunare, grandi come la mia testa!  
[...] Dopo che i viticci sono cresciuti e i fiori bianchi come la luna sono sbocciati,  frutti inizieranno a crescere."
Inizialmente tutto sembra scorrere tranquillo, almeno fin quanto Tom non si ritroverà a dover avere a che fare con tanti nuovi draghetti appena nati, di cui uno piuttosto aggressivo e battagliero, e una volpe affamata che si aggira nei paraggi.
 

Sopra: Le pagine che mostrano il protagonista mentre inizia a scrivere òa sua guida segreta per coltivare draghi.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Sara Ogilvie, le quali hanno uni stile simpatico e buffo, con personaggi dai volti espressivi, dalle teste tonde e dai grandi occhi rondi e bianchi con all'interno un pallino nero che fa da pupilla. I disegni hanno un aspetto semplice ma curato e in certe illustrazioni non mancano alcuni dettagli, mentre i vari elementi sono tracciati con linee nette, pulite e ben marcate.
I disegni servono a rappresentare, oltre che l'aspetto dei vari personaggi e dei draghi, alcune delle scene descritte nei testi, come: quella in cui Tomas inizia a scrivere di sera nella propria camera la guida sui draghi, quella con Tomas che parla col nonno mentre quest'ultimo fa giardinaggio; Tom che parla con la sorellina; il protagonista e i suoi amici che volasno assieme ai loro draghi; ecc...
In questo volume però si aggiungono anche i disegni corredate alla guida sui draghi che scrive Tomas. Tali immagini hanno il medesimo stile delle altre, ma in questo caso servono a mostrare ai lettori qualche elemento particolare di cui il protagonista parla nella propria guida, come ad esempio graghi di varie razze e di diverso aspetto, la pianta da cui i draghi nascono, costellazioni a forma di drago, il cibo mangiato dai draghi, ecc.. 
Ci sono poi delle schede che descrivono le caratteristiche di ciascun drago nato dalla pianta, ciascuna accompagnata da un'illustrazione che raffigura il draghetto in questione.
Per quanto riguarda l'aspetto dei draghi l'artista lo ha rappresentato in modo piuttosto classico: simili a delle lucertole giganti, col muso allungato come quello di un cavallo, le scaglie lucenti, le ali da pipistrello, le dita con gli artigli e le scaglie appuntite sul dorso.  
Rispetto al primo volume però, ha cercato di donare loro anche una certa varietà e di diffeenziarli maggiormente nelle loro caratteristiche fisiche: alcuni hanno corpi tozzi e amssicci e altri più snelli e allungati, qualcuno presenta corna che sembrano dei coralli e altri corna che sembrano piume, alcuni hanno ali da pipistrello e altri ali da uccello, alcuni hanno teste rodonde e dal muso schiacciato e altri teste piccole e dal muso allungato, ecc...
Inoltre in questa guida i draghi si differenziano tra loro anche nelle dimensioni, in quanto se nel primo libro le loro dimensione erano molto esigue, essendo tutti cuccioli, adesso alcuni di loro sono diventati adulti e quindi le loro dimensioni sono di conseguenza aumentate.

  


 
Sopra: Alcune pagine con illustrazioni di Sara Ogilvie in bianco e nero dei draghi, oppure di Tom con il nonno o con i suoi amici. Al centro e in basso potete vedere anche alcune pagine proveneit dalla Guda segreta che il protagonista sta scrivendo.
 
"La guida segreta per coltivare o draghi" di Andy Shepherd è un libro carino per ragazzi amanti dei draghi. Nel primo volume i lettori avevano conosciuto questo bambino di nome Tom che scopre nel giardino del nonno uno strano cactus dai frutti esotici, frutti da cui però escono... dei draghi. Frutti dac ui nascerà anche il nuovo amico di Tom: un piccolo drago rosso (che però ha la capacità di cambiare colore in base alle emozioni). 
Come spiega il protagonista: "Naturalmente, quando trovai l'albero di frutti del drago nel giardino del nonno non sapevo nemmeno cosa fosse. [...] Ovviamente all'epoca non avevo idea che al suo interno crescsse davvero un drago, così quando si schiuse nel cuore della notte e il drago atterrò nella mia stanza mi spaventai, pensando che fosse una specie di verme mutante!
ma poi vidi Scaglia. Questo piccolo drago scintillante come un rubino. E BAM, il mondo si illuminò, come le sue scaglie. E quello fu il momento in cui la mia vita cambiò per sempre. Percè una volta coltivato un drago, hai un amico per la vita.
Dopo varie avventure Tom e i suoi amici sono ormai diventati degli esperti nel coltivare, crescere e addestrare questi draghi, per cui Tom in questo volume decide di scrivere una guida che raccolta al suo intenro tutte le informazioni da lui apprese nel corso dei precedenti cinque romanzi della serie.
La storia è carina e anche piuttosto originale, anche se almeno inizialmente in questo volume non c'è una vera e propria storia, in quanto la maggior parte delle pagine sono occupate appunto da questa guida in cui il protagonista spiega varie informazioni riguardanti i draghi. La guida è piuttosto completa e affronta un po' di tutto:
  1. Come nascono i draghi e la pianta dei frutti del drago 
  2. I draghi attivatori (cioè quelli che rendono una normal epianta di frutti del drago magica)
  3. La stella polare
  4. Dove tenere un drago 
  5. Suggerimenti e consigli di volo
  6. L'imprintig
  7. Schede sui vari tipi di draghetti nati dalla pianta 
  8. Capire se un drago è maschio o femmina
  9. Abitudini alimentari
  10. I draghi cinesi 
  11. L'addestramento dei draghi
  12. Come diventare un sussurratore di draghi 
Queste parti enciclopediche sono comunque intervallate da brevi episodi di vita quotidiana del protagonista, in cui racconta ad esempio degli scambi e delle conversazioni con i suoi amici (molti dei quali però stanno facendo dei viaggi in giro per il mondo) oppure delle sue interazione col nonno e altri familiari (tipo i genitori e la sorellina), oppure di come assiste alla schiusura dei frutti del drago e alla nascita di tanti nuovi draghetti, dei suoi voli con Scaglia, ...
Si fa spesso riferimento comunque anche ad episodi accaduti nei precedenti volumi come quando Tom riferisce di come ha scoperto per la prima volta la pianta di frutti del drago, del suo primo incotro con scaglia, di come la pianta è arrivata nel giardino di suo nonno, di quando il fuoco di Scaglia ha rivelato su una mappa la Città Nascosta dei draghi, del primo volo con Scaglia, ...
La storia entra un po' più nel vivo solamente quando il protagonista inizia a preoccuparsi per la possibile presenza di una volpe che potrebbe minacciare i cuccioli di drago e per la presenza di un piccolo drago molto aggressivo e combattivo, di cui Tom non a come allontanare dal proprio giardino; e di come aiutare i suoi amici a trovare un albero albero dei frutti del drago.
Rimane sempre carina l'idea del fatto che i draghi nascano da una pianta che il protagonista si ritrova in giardino e che ciascun drago abbia delle caratteristiche uniche che lo differenzia da tutti gli altri, ma che allo stesso tempo lo renda imprevedibile e non sempre facile da gestire. Ho apprezzato anche nel notare una certa crescita nel protagonista, che alla fine del libro sembra diventare più maturo rendendosi conto ci aver ancora molte cose da imparare e da scoprire, nonostante all'inizio fosse convinto ormai di sapere tutto sui draghi, e invece alla fine capisce che nella vita non si smette mai di imparare: "<<Il fatto è>> dissi <<che volevo svrivere la guida definitiva. Ma alla fine non ne so così tanto come pensavo.>> [...]
<<Ma non sapevo nulla dei draghi della Cina prima di incontrare Luan, Liang e Meilin. O di Quetzalcoat in Messico. Probabilmente ci sono draghi in tutto il mondo di cui non ho mai sentito parlare. Quindi ci deve essere ancora molto da scoprire.>>
Il nonno rise. >>E' un buona coaa. la vita è fatta di apprendimento. Le cose crescono, e anche le guide.>>" 
Proprio basandosi su questa idea che la guida non può essere definitiva e può esserci ancora altro da aggiungerci alla fine l'autore ha lasciato alcune schede bianche per il lettore, cercando di coinvolgerlo non solo nella lettura, ma anche nella scrittura di questo libro, facendolo sentire effettivamente parte della squadra di supereroi/amici del protagonista. 
Ho trovato questo stratagemma piuttosto carino, e la storia è comunque molto piacevole, coinvolgente e veloce da leggere per dei bambini a partire dagli 8 anni, i quali apprezzeranno anche le varie informazioni riunite in questa guida, che riassumono un po' tutto ciò che avevano appreso in passato dai precedenti volumi.
 
Questo volume è stato edito nel 2018 col titolo "The ultimate guide to growing dragons" dalla Piccadilly Press, ed è stato pubblicato in italiano nel 2022 dalla GRIBAUDO Edizioni, ha una copertina rigida, ha 256 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14,7 cm di lunghezza e costa 12,90 euro.
 
Ecco tutti i libri della saga del RAGAZZO CHE COLTIVAVA DRAGHI:
  •  "Il ragazzo che coltivava i draghi" (ottobre 2022): Immagina se potessi far crescere draghi… nel tuo giardino! Noi coltiviamo draghi. E vi assicuro che causano molti più guai dei cetrioli. Ecco le cose che i cetrioli non fanno: La cacca nella colazione di papà. Cavalcare il tuo gatto come un toro da rodeo. Dare fuoco allo spazzolino mentre ce l’hai in bocca. Ma i cetrioli non hanno nemmeno scaglie splendenti che brillano controluce, né occhi luminosi che ti guardano dritto in fondo al cuore. Né si accoccolano sulle tue spalle facendoti il solletico all’orecchio con il loro alito tiepido. Insomma, chi non vorrebbe crescere un drago tutto per sé?
  • "Il ragazzo che addestrava i draghi" (ottobre 2022): Benvenuti a tutti voi, cacciatori di draghi disperati! Immagino che abbiate scelto questo libro per due ragioni: 1. Avete sentito che alleviamo draghi e volete far parte di questa avventura infuocata. 2. Avete già il vostro albero di frutti del drago che vi ha sfornato un bel draghetto, ma non avete idea di come gestirlo. Scommetto che sembra tutto così magico, vero? Allevare un drago... E lo è, non fraintendetemi. Ma quando si attiva lo sbuffo sputafuoco, è come portarsi a spasso un vulcano capriccioso... Perciò procuratevi dei guanti da forno, siate pronti a nascondere i buchi nei pantaloni, e leggete attentamente. Perché sto per raccontarvi cosa significa sul serio vivere con i draghi.
  • "Il ragazzo che volava con i draghi" (marzo 2023): Coltiviamo e addestriamo draghi. Alcuni emanano bagliori luminescenti, altri possono ghiacciarti con un’alitata e altri ancora sputano fiamme che incendiano il cielo. Ma mentre aspettiamo seduti in cerchio a gambe incrociate davanti a un frutto del drago maturo che sta per aprirsi e regalarci un nuovo cucciolo, è meglio che ti dica qualcosa che ancora non sai. Perché non ho raccontato proprio tutto, riguardo a questa storia, e ciò che sto per dirti potrebbe farti passare la voglia di adottare e allevare un drago tutto tuo...
  • "Il ragazzo che sognava i draghi" (giugno 2023): Sogniamo draghi. Draghi che si librano, che ruggiscono, che guizzano nel fuoco. Mentre ce ne stiamo beati sotto le lenzuola, illuminano il nostro sonno. Luccicanti, scintillanti, incandescenti. Ma i sogni sono solo l’inizio di una storia ancora più grande. Perché, sapete, i nostri draghi non vengono a trovarci soltanto in sogno…
  • "Il ragazzo che cantava con i draghi" (settembre 2023): Nel giardino del nonno, l’aria crepita di magia. I draghi svolazzano tra le piante di fagioli e i cespugli di lamponi. E quando alzo la testa verso le stelle e chiudo gli occhi, vedo la figura lucente e vermiglia di Scaglia che si libra nel cielo. Qui, nel giardino del nonno, sono il ragazzo che sussurra ai draghi. Il mio compito è proteggere queste creature esuberanti e misteriose... qualsiasi incognita, segreto o viaggio io debba affrontare.
  • "Guida segreta per coltivare i draghi" (gennaio 2024): L’hai vista? Una brillante macchia di colore, che guizza nel verde. L’hai vista, non è vero? Lo sapevo! È perché sei un tipo sveglio. E adesso anche tu vuoi coltivare i draghi. Beh, ecco la mia guida con tutte le cose che avrei voluto sapere prima di trovare in giardino una pianta di frutti del drago da cui nascono veri draghi!
 
    
  
    
  Sopra: Le copertine dei vari libri che compongono questa serie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.