lunedì 21 settembre 2026

Ghostgirl di Tinya Hurley

Oggi vi parlerò di "Ghostgirl", un romanzo scritto da Tinya Hurley e illustrato da Craig Phillips che ha per protagonista il fantasma di una ragazza poco popolare, deceduta a scuola per soffocamento provocato da una caramella.

  
Sopra: Due immagini che mostrano la copertina e il dorso del libro, molto belli. Con lo sfondo nero, le scritte e i decori aregntati e alcuni dettagli rosa; senza contare che la parte interna della bara è una pelllicola trasparente dove hanno collocato una sagoma nera intagliata che ricalca quella della protagonista defunta.
 
Charlotte Usher si sente praticamente invisibile a scuola, e poi un giorno diventa davvero invisibile. Peggio ancora: è morta. E tutto perché si è soffocata con un orsetto gommoso: "Charlotte si cacciò in bocca un ultimo orsetto gommoso; stava facendo un passo avanti, accennando un movimento delle labbra per rispondergli, quando per sbaglio ingoiò la caramella intera, che le andò di traverso.
Iniziò a camminare un po' più in fretta verso la porta, facendo gesti disperati con la mano, ma non appena uscito in corridoio, Damen era stato accerchiato di nuovo da una grande folla, e di sicuro non riusciva più a vederla. Charlotte tentò in tutti i modi di tossi per sputare l'orsetto gommoso e gridargli la risposta alla sua domanda ma, proprio quando ci era riuscita, Petula le chiuse la porta dell'aula in faccia.
Charlotte ci sbattè contro, e la caramella le finì ancora più giù nelle vie respiratorie. Tentò senza successo di auto-praticarsi la manovra di heimlich, sputacchiando in giro come un pallone che si sgonfia. Ora stava davvero soffocando  e l'aula era deserta. Non c'era nessuno che potesse vederla. Nessuno ad aiutarla.
Charlotte si portò una mano alla gola e appoggiò l'altra al pannello di vetro della porta per mantenere l'equilibrio. Dato che non riusciva a respirare, tentò disperatamente di attirare l'attenzione di Damien picchiando la mano sul vetro. Lui pensò che lei lo stesse solo salutando.
Rispose con un cenno veloce, passò un braccio attorno alla vita di Petula e si incamminò verso la sua seconda lezione della mattinata.
Charlotte schiacciò il viso contro il vetro come il Piccolo Tim davanti alla vetrina del negozio di giocattoli, ma poi le gambe le cedettero, e scivolò lenta lungo la porta. Riuscì a vedere un ultima volta gli studenti che ridevano e parlavano in corridoio, compresi Damen e Petula.
Sperò che qualcuno notasse la sua mano attraverso il vetro, ma poi perse la presa, e la mano, lasciando lungo il vetro rettangolare una traccia appena percettibile, scivolò verso il pavimento, dove si riunì al resto del corpo."
Ma essere morta non impedisce a Charlotte di voler essere popolare; la rende solo più creativa nel raggiungere il suo obiettivo.
Se pensavate che il liceo fosse una questione di vita o di morte, aspettate di vedere quanto sia vero. In questo romanzo satirico, ma al tempo stesso toccante, Tonya Hurley esplora l'invisibilità che tutti proviamo a volte e fino a che punto siamo disposti ad arrivare per essere visti.
 
 
 
 
 Sopra: A sinistra il testo della fine del secondo capitolo e a destra una pagina che segna l'inizio del terzo, con la consueta illustrazione a silhouette della protagonista intera all'interno di una cornice e con sotto una citazione.

All'interno del volume si trovano alcune immagini realizzate da Craig Phillips, le quali sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo, in una pagina intera, poste sotto al titolo del capitolo e circondate da una specie di cornice floreale.
I disegni sono delle silhouette, cioè una sagoma scura, bidimensionale, di un oggetto o di una persona che ne delinea esclusivamente il profilo, solitamente su uno sfondo lumino/bianco.
Ciò implica anche una limitata scelta di colori, che infatti sono solamente tre: il nero, il bianco e il rosa. Bianchi sono gli sfondi delle pagine, su cui spicca il nero delle silhouette dei disegni centrali, nonché delle cornici attorno alle pagine, mentre rosa è il colore dei fiori usati come decorazione per le suddette cornici. 
In questo caso le silhouette raffigurano la protagonista, dato che vediamo di continuo la sagoma di una ragazza vestito con un abito che le arriva al ginocchio, delle scarpe a punta e dei capelli lunghi e folti. Non viene ritratto nessun elemento dell'ambiente, ma solo la ragazza e alcuni oggetti, come i fiori che ella tiene in mano e delle foglie che le gravitano intorno. In una scena vediamo ad esempio la ragazza seduta su qualcosa, ma non vediamo su cosa è seduta (potrebbe essere un muretto o un sasso).
La cosa interessante è che, se guardate uno dopo l'altra, ci si piò accorgere di come le immagini siano collocate in sequenza: partiamo al capitolo 1 vedendo la ragazza distesa supina mentre stringe tra le mani un mazzo di fiori; nel capitolo 2 la vediamo iniziare ad alzarsi, piegando una gamba e sollevando la testa; nel capitolo 3 sta continuando ad alzarsi, in quanto ha sollevato anche il busto e ha una mano appoggiata a terra; nel capitolo 4 si è ormai alzata, e sembra essersi messa in cammino; nel capitolo 5 la vediamo seduta con le braccia aperte; nel capitolo 6 annusa il mazzo di fiori che teneva in mano; nel capitolo 7 i fiori del mazzo stanno cadendo; nel capitolo 8 del mazzo sono rimasti solo i petali dei fiori; nel capitolo 9 (quando la ragazza sembra scoraggiata o nell'atto di piangere) arriva un uccello che si posa accanto a lei; ...
I disegni non sono strettamente correlati con quanto narrato nella storia, ma a volte sembrerebbero avere qualche riferimento simbolico a ciò che succede in un determinato capitolo. Ad esempio il Capitolo che si intitola "La caduta della casa degli Usher" vediamo Charlotte precipitare, seguita da un corvo, e il capitolo in effetti parla del litigio tra la protagonista e una sua amica e di come il dormitorio dove abitano i fantasmi rischi di essere demolito, tutti momenti che segnano in effetti una "caduta". Nei capitoli dove Charlotte Scarlet bisticciano vediamo la sagoma di Charlotte litigare con un corvo (che probabilmente rappresenta Scarlet) . 

  

  
Sopra: Le illustrazioni (in bianco, nero e rosa), dove si vede la sagoma della protagonista, sono realizzate con la tecnica delle silhouette e sono collocate all'inizio di ogni nuovo capitolo.
 
 "Ghostgirl" di Tinya Hurley è un romanzo per pre-adolescenti e adolescenti che parla di morte, e infatti ha come protagonista proprio una ragazza delle superiori morta in classe per soffocamento dovuto all'aver inghiottito una caramella gommosa, senza essere riuscita ad espellerla in tempo.
Si tratta di un romanzo che ruota quasi completamente attorno alla protagonista, che conosciamo per qualche capitolo anche da viva, e capiamo che questo nuovo anno scolastico si è posta come obiettivo quello di diventare più popolare, soprattutto per conquistare il ragazzo che le piace, Damian, un ragazzo bello, sicuro, socievole e atletico, ma anche gentile e sensibile. Damen tuttavia sta insieme a Petula, la ragazza cheer leader più popolare della scuola, la quale è un po' la classica adolescente viziatella, narcisista ed egoista che si crede migliore degli altri. A dire la verità Petula non sarà al 100% una bella persona, ma in realtà non è neanche una bulla, anche perchè una ragazza come lei si limita semplicemente a ignorare una come Charlotte, cosa che in realtà fanno praticamente tutti gli studenti della scuola a quanto pare.
Charlotte durante le vacanze estive si è infatti messa a dieta, ha fatto palestra, ha cambiato acconciatura, ha iniziato a truccarsi, ha deciso di iscriversi al gruppo delle cheerleader propio per cercare di non risultare più invisibile. In effetti sembra che nessun insegnante e nessun compagno di classe si ricordi neppure il suo nome, complice anche il fatto che ci troviamo in una scuola americana, di quelle con diversi corsi e ore di lezione da seguire, per cui sono gli studenti a recarsi di volta in volta nelle aule con i rispettivi professori, dove si siedono secondo un ordine prestabilito (per cognome).
Charlotte ci appare comunque fin da subito come una ragazza un po' trasparente, senza amici, dimenticata da tutti, ma determinata e con una certa ossessione per il ragazzo che le piace. E uso il termine ossessione non a caso, in quanto il comportamento di Charlotte nei suoi confronti è quasi maniacale, oltre che da stalker: in camera ha delle fotografie di lui e ha aperto il modulo di preiscrizione di Damien col vapore,  durante uno stage estivo nell'uffici del preside a cui si era iscritta appositamente,  proprio per scoprire i suoi orari e le lezioni del nuovo anno. Inoltre quando si rende conto di essere diventata un fantasma e che nessuno può vederla e sentirla si sente contenta del fatto che ora potrà far parte della vita di Damien, per cui si mette a seguirlo, anche negli spogliatoi e a casa, stando a guardarlo, per fortuna solo inizialmente, anche in atteggiamenti intimi con la sua ragazza.
L'autrice riesce a fare in modo che la protagonista non risulta antipatica al lettore, anzi sicuramente alcune preoccupazioni che ha sono tipiche di molti adolescenti, ma è chiaro che le attribuisce anche alcuni atteggiamenti che rischiano di sfociare nell'ossessione. D'altronde sembra che l'obiettivo dell'esistenza dei fantasmi, almeno di quelli adolescenti, sia quella di capire gli errori commessi in vita e diventare delle persone migliori, accettando la propria morte e anche se stessi. Ecco cosa spiega il professore del Programma Defunti, che Charlotte dovrà frequentare assieme ad altri fantasmi adolescenti come lei: "<<Il motivo per cui dovete andare a scuola, anche dopo essere morti, non è solo quello di capire come funziona la vita ultraterrena, come dice il filmato del corso di orientamento>> spiegò Brain agli studenti confusi. <<Il motivo è che dovete imparare la cosa che non avete avuto la possibilità di imparare da vivi. [...]
I neonati e i bambini sono troppo piccoli per aver commesso errori gravi, e gli anziani vivono abbastanza a lungo per imparare dai propri sbagli e riuscire a correggerli>> cantilenò il signor Brain, nel tono più di un predicatore che di un insegnante. <<Ma gli adolescenti, come voi, vivono solo il momento, e spesso si comportano da egoisti, da impulsivi, von orribili conseguenze per loro stessi e per gli altri.>> [....] 
<<Vi è stata data un'opportunità. Il Programma Defunti è la vostra seconda, e aprite bene le orecchie, ultime possibilità per capire cosa vi è successo e perchè, e per imparare ad accettarlo>> spiegò, tornando alla lavagna. <<Accettate la vostra morte ma, soprattutto, accettare voi stessi.
<<Quando vi accetterete, avrete trovato la risoluzione, e con quella arriveranno il riposo, la pace e...>>
<<Il diploma!>>
Ma come funzionano il worldbuilding e i fantasmi in questa storia?  Allora, nell'universo creato dalla Hurley quando Charlotte mure viene indirizzata a frequentare una classe che si trova negli scantinati della scuola, il Programma Defunti appunto, in cui per diplomarsi bisogna imparare ad essere meno egoisti e accettarsi, risolvere i propri problemi irrisolti, lavorare praticamente su se stessi, per poter "passare oltre". I fantasmi frequentano anche la mensa scolastica, ma per fantasmi, dove vengono serviti cibi di marche vecchie, non più esistenti in commercio. Le viene assegnato anche un dormitorio, che consiste in una casa abbandonata, dove risiedono vari fantasmi e ognuno ha una propria stanza. Siccome la casa può essere venduta coloro che vi dimorano devono far in modo che ciò non accada, e questo implica che debbano collaborare e contribuire tutti assieme.
Per quanto riguarda i fantasmi in sé essi non possono essere né visti né sentiti dai vivi, e possiedono una serie di abilità che però devono imparare a sviluppare, tipo super poteri, come ad esempio imparare a diventare incorporei e passare attraverso la materia, oppure imparare a possedere una persona. Cosa che Charlotte prova a fare senza successo e rischiando anche di combinare danni, per poi scoprire che possedere qualcuno è una cosa considerata alquanto riproverandole che non può avere successo, a meno che la persona posseduta non acconsenta alla cosa. Come spiega il professor Brain: "Tentare di usare ke facoltà in modo sbagliato potrebbe essere pericoloso per te... e per gli altri. >> [...] <<La possessione non è una materia che insegno, perchè assumere il controllo del corpo di una persona viva tradisce completamente lo scopo di accettazione, che stiamo cercando di raggiungere insieme.>>
Mi viene da chiedere, tuttavia, che se la possessione è così tabù per i fantasmi, come mai viene inserita la spiegazione di come effettuarla nel "Manuale d'uso per ragazzi morti", una specie di guida che viene fornita a tutti gli adolescenti che diventano fantasmi? Inoltre, perchè non viene spiegato come mai sia pericolosa fin dall'inizio, ma c'è solo una scritta alla fine che dice "Fate estrema attenzione"? Scritta che senza ulteriori spiegazioni potrebbe solo invogliare ancora di più un adolescente a provarla? 
Nonostante la protagonista assoluta del romanzo sia Charlotte, la maggior parte dei personaggi sono ben caratterizzati, tra cui in particolare Scarlet, la sorellina gotica di Petula, la quale però è molto diversa da quest'ultima: non è popolare come lei e le piace non esserlo, le piace essere quella alternativa, che si veste con abiti vintage neri, ascolta musica di gruppi underground (metal e rock) e guardando film horror di serie b, considerando la sorella maggiore un'oca giuliva. Anche a lei non fregava nulla di Charlotte, e manco sapeva chi fosse, tuttavia scopre di poterla vedere, o meglio, di poterne vedere il fantasma. Charlotte le chiede quindi di aiutarla a far colpo su Damen lasciandole usare il suo corpo (possedendolo).
Di solito la cosa degli scambi dei corpi non mi avvince particolarmente, anzi solitamente la detesto, ma devo dire che in questo libro non l'ho trovata (troppo) irritante in quanto fatta consensualmente e quando Scarlett vuole rientrare nel suo corpo può rifarlo quando vuole, espellendo l'altra.
La storia comunque è avvincente con personaggi ben caratterizzati (anche se sono principalmente Charlotte e Scarlett quelle più approfondite) e tratta temi come la morte, la sua accettazione e esperienze legate all'adolescenza come l'amicizia, l'amore, il far parte del gruppo, sebbene il world building del mondo dei fantasmi l'ho trovato poco chiaro, più che altro non approfondito come mi sarei aspettata. Storia carina e avvincente su un'adolescente diventata fantasma adatta (attenzione) a partire dai 12 anni, in quanto, sebbene non ci siano scene sessualmente esplicite ci sono comunque dei riferimenti, anche perchè i personaggi sono ragazzi del liceo, tra i 14 e i 16 anni (Charlotte, Damen e Petula dovrebbero essere all'inizio dell'quarto anno di liceo, da quanto ho capito, mentre Scarlett è più piccola, forse con uno o due anni in meno della sorella maggiore). Fate attenzione perchè si tratta a tutti gli effetti di un romanzo romance young adult, ma la copertina (seppur bellissima e molto figa) è un po' ingannevole in quanto lo fa sembrare destinato ad un pubblico decisamente più giovane.
 
 Esistono anche alcuni seguiti di "Ghostgirl", di cui solo il secondo tradotto in italiano: 
  • "Ghostgirl: il risveglio" (2011, "Ghostgirl: Homecoming"): Charlotte si è diplomata alla Dead Ed, ma la sua storia non finisce qui. La vita, per Charlotte, è stata una continua e amara delusione. E a quanto pare la morte non sarà molto diversa. Convinta che diplomarsi alla Dead Ed fosse la sua via per l'aldilà, Charlotte è un po' sorpresa di scoprire di dover svolgere un tirocinio! Rispondere al telefono in un centro di assistenza per adolescenti problematici non si sta rivelando particolarmente entusiasmante. Finché non arriva la chiamata di Scarlet: una pedicure finita malissimo ha mandato Petula in coma e Scarlet pensa che Charlotte sia l'unica persona che possa aiutarla...
  • "Ghostgirl: lovesick" (2009): Prima di poter riposare in pace, Charlotte Usher deve tornare nel luogo tragico della sua morte: il liceo. Alla vigilia del diploma, Charlotte e i suoi compagni scoprono di avere un'ultima missione da compiere prima di accedere all'attesissimo aldilà: osservare un adolescente con un problema inspiegabile e aiutarlo entro il ballo di fine anno. Charlotte non riesce proprio a capire perché le sia stato assegnato il compito di aiutare Damen, il re del ballo dell'anno scorso e la sua ex cotta fatale. Come se non bastasse, il suo ragazzo Eric viene mandato a prendersi cura della sua migliore amica (ancora in vita), Scarlet, che nel frattempo ha abbandonato la sua immagine da ragazza goth per un look più femminile che attira l'attenzione non solo del suo ragazzo Damen. Charlotte morirebbe (di nuovo) per amore. Ma quando la sua unica possibilità di accedere all'aldilà significa dover affrontare il temuto e fin troppo familiare dolore dell'invisibilità, potrebbe essere troppo per lei.
  • "Ghostgirl: Xmas Spirit" (2012): in "A Christmas Carol", Charlotte Usher avrà l'opportunità di apprezzare la propria vita... anche se nell'aldilà. Non perdetevi questo quarto capitolo della saga di Ghostgirl. Questo Natale, Charlotte si risveglia viva alla Hawthorne High School, come se il tragico incidente con l'orsetto gommoso non fosse mai accaduto. Improvvisamente, tutti i desideri che aveva prima di morire ritornano: essere amica di Petula, conquistare il cuore di Damen e smettere di essere invisibile a tutti. Ma, mentre cerca di riappropriarsi della sua vita precedente, Charlotte dimenticherà gradualmente la sua vita nell'aldilà.
  • "Ghostgirl: Dìa de lo Muertos" (2012): Charlotte è tornata, e questa volta è in visita da Scarlet per celebrare il Giorno dei Morti! Perché il tempo passa, ma i ricordi restano per sempre. Restiamo legati a chi amiamo e a chi ci ama, e ultimamente Charlotte sente come se qualcosa la stesse riportando a Hawthorne e alla sua vita precedente. Ma questa volta non è la solita nostalgia. Il motivo è Scarlet, che ha incontrato Matías, uno studente messicano in scambio culturale, il quale le ha parlato della celebrazione del Giorno dei Morti, quella straordinaria tradizione in cui, per un solo giorno, i morti possono far visita ai vivi. E Scarlet e Damen dovranno decidere se barattare Halloween con il Giorno dei Morti. Forse in questo modo Scarlet potrà riunirsi con la sua migliore amica... Ma evocare i morti può avere conseguenze inaspettate. Questa nuova avventura porterà Charlotte e i suoi amici in Messico durante le celebrazioni del Giorno dei Morti, insieme alla loro adorabile "ragazza fantasma". Ma trovare questi varchi tra i mondi non è sempre facile, e attraversarli può avere conseguenze inaspettate. In questa nuova avventura, Charlotte scoprirà che viaggiare in una dimensione a cui non appartiene più è molto difficile: tutti sembrano aver voltato pagina e la loro vita è andata avanti senza di lei. Un nuovo paese può causare innumerevoli incomprensioni, soprattutto quando si tratta di luoghi, lingue e tradizioni che non comprende appieno. A quanto pare questo titolo esiste solo in spagnolo ed è stato distribuito solo per il mercato spagnolo e messicano
 
  

 
Sopra: Più in alto le copertine inglesi, mentre in basso quelle spagnole di tutta la serie, di cui la prima è uguale a quella italiana (di cui non sono riuscita a trovare immagini decenti)

Questo volume è stato edito nel 2008 dalla Little, Brown & Company col titolo "Gosthgirl" ed è stato pubblicato in italiano dalla Rizzoli nel 2009. Ha 336 pagine, la copertina rigida, misura 24 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 19,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 14 settembre 2026

Il piccolo Lord di Frances Hodgson Burnett ed Erika De Pieri

"Il piccolo Lord" è un classico della letteratura per l'infanzia scritto da Frances Hodgson Burnett e illustrato, in questa edizione, da Erika De Pieri. Una storia che vede per protagonista un bambino nato in condizioni umili ma che scoprirà di essere il nipote di un conte.
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Erika De Pieri che ci mostra il protagonista della storia, il piccolo Lord citato nel titolo.
 
Cedric Errol vive a New York con sua madre, ha sette anni e un cuore gentile: "Nonostante fosse cresciuto in una casetta piccola, pareva che non fosse vissuto al mondo bimbo più felice. per prima cosa aveva una buona salute e perciò non destava preoccupazioni; poi aveva un carattere talmente affabile e una maniera di comportarsi talemnte piacevole che era amato da chiunque; per finire era così bello da somigliare a un dipinto.Invece di nascere con la testolina pelata, era uscito fuori con tanti capelli setosi, fini e dorati, che si arricciano all'estremità e che, quando compì sei mesi, divennero lunghi bellissimi ricci. Sul faccino gentile rilucevano due enormi occhi neri salle folte ciglia. Aveva una struttura robusta e due gambette così pienotte e forti che a nove mesi iniziò inaspettatamente a camminare. le sue maniere erano talmente educate, che era una gioia stare insieme a lui. Pareva comprendesse che tutti gli erano amici, e se qualcuno si rivolgeva a lui mentre era nel passeggino per strada, guardava lo sconosciuto con l'amabile ed espressivo sguardo dei suoi occhi scuri, a cui seguiva un delizioso sorriso accattivante. Nella stradina appartata dive vivevano non vi era nessuno - incluso il droghiere all'angolo, ritenuti da tutti l'essere più scontroso del pianeta - che non fosse felice di guardarlo e di parlargli. Con il passare del tempo divenne sempre più bello e amabile. [...]
La sua dote più grande era la maniera allegra, genuina e affabile di legare immediatamente con le persone. Probabilmente derivava dalla sua natura vivace e da un cuore buono che simpatizzava con chiunque e che voleva far sentire tutti a proprio agio, come a lui stesso piaceva sentirsi. Ci metteva poco a capire le emozioni di chi gli stava vicino."
Suo padre, morto qualche anno prima, era il figlio minore del conte di Dorincourt, ricco e potente nobile britannico. Il matrimonio del padre di Cedric con la madre non era mai stato accettato dal vecchio conte, che aveva immediatamente interrotto i rapporti con la giovane famiglia e si era sempre rifiutato d'incontrare la nuora e il nipotino. Cedric però ignora tutto questo e vive la sua infanzia spensierata in un quartiere popolare di New York.  
Un giorno, una lettera inaspettata  dall’Inghilterra e l'incontro con l'avvocato di famiglia gli rivela di essere l’unico erede di un’antica casata nobiliare e di essere il futuro Lord Fauntleroy. Inizia così un viaggio oltre l’oceano, verso un nonno severo deciso a plasmarlo secondo le rigide regole dell’aristocrazia. Sarà invece Cedric, con la sua innocenza e bontà, a cambiare il cuore del vecchio conte, restituendo calore in una casa da tempo chiusa ai sentimenti.
 
Sopra: Un'illlustrazione a doppia pagina che ritrae il piccolo Lord, Cedric, nella bottega del droghiere, il signor Hobbs.
 
In questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Erika De Pieri, le quali sono realizzate con dei pastelli, per cui i contorni dei vari elementi presenti nei disegni sono spesso non troppo precisi, dando vita a illustrazioni dall'atmosfera calda, nostalgica e avvolgente. 
La maggior parte delle immagini sono a doppia pagina, qualcuna a pagina intera, per cui vengono mostrati bene gli ambienti, oltre ai vari personaggi. I disegni infatti rappresentano scene narrate nei testi come: Cedric nella bottega del signor Hobbs, il momento in cui la carrozza sta per giungere al castello del nonno, il momento in cui entra nella sua nuova cameretta piena di giocattoli, il villaggio che sorge sulle terre di Lord Fauntleroy, la festa in cui Lord Fauntleroy fa conoscere il nipote al resto dei nobili della società inglese, ...
Nelle immagini a doppia pagina vengono ritratti ampi spazi, tanto che i personaggi sembrano essere quasi posti in secondo piano rispetto agli ambienti: Cedric nella drogheria appare piccolino rispetto alla vastità dell'ambiente; così come piccola appare la carrozza mentre porta Cedric verso la casa del nonno, che invece appare grande e maestosa anche da lontano, mentre tutto intorno si vedono le colline verdeggianti e gli alberi spazzati da un forte vento; quando Cedric entra nella sua nuova cameretta appare grande poco più di alcune dei giochi presenti nella stanza, relegato nella parte sinistra dell'immagine, mentre il resto è tutto occupato dalla stanza e dai giochi e dai mobili in essa contenuti; quando ci viene mostrato il villaggio di vediamo le persone viste da lontano, mentre a colpirci sono le case, la strada e la vegetazione che le circonda.
Sono pochi i disegni dove il protagonista appare al centro della scena, come quello a pagina intera dove si confronta col nonno. A proposito di Cedric e di suo nonno è evidente che l'artista, per l'aspetto del protagonista, si sia ispirata a quello dell'attore che interpretava questo personaggio nell'omonimo film per la televisione degli anni Ottanta. Cedric porta infatti questi capelli biondi tagliati a caschetto e con la frangia, la classica pettinatura alla He Man o alla Raffaella Carrà che purtroppo a me non piace per niente, soprattutto se portata da degli uomini. Almeno l'artista nel ritrarre il protagonista cerca di rendergli l'acconciatura un po' più carina, abbastanza calzante col viso dolce, tondo e dalle linee morbide che gli ha creato. L'aspetto del nonno invece è molto differente rispetto a quello del corrispettivo attore del film, e quello creato dalla De Pieri è evidentemente un nonno più giovane, senza baffi e con i capelli non ancora del tutto imbiancati dal tempo.
Oltre alle immagini a pagina intera o doppia ve ne sono anche di più piccole inserite in mezzo ai testi, le quali sono abbastanza sporadiche e rappresentano principalmente oggetti che vengono citati nel testo come: una sella, una stampella, una scrivania, un cavallo a dondolo, ... 
Quello che colpisce particolarmente delle illustrazioni della De Pieri sono i colori, che trovo molto "autunnali", nella maggior parte dei casi. Sono tinte principalmente dai toni caldi (marrone, giallo, arancione e rosso, con l'eccezione del verde usato per la vegetazione, che rimane comunque un verde chiaro, oppure di un verde salvia) vivaci e brillanti, a volte stese più intensamente e in altri punti in modo più delicato. Queste tinte trasmettono una sensazione di gioia e di luminosità, infatti cambiano quando ci troviamo davanti a scene più cupe che rappresentano la povertà. Qui i colori diventano più cupi e meno allegri: predominano soprattutto i marroni e il verde, che non è più un verde chiaro ma più scuro. Anche in questi casi però le immagini non diventano mai eccessivamente cupe o scure, conservando una certa luminosità.
 
  


 
   
Sopra: Alcune delle illustrazioni a doppia pagina o a pagina intera, più una con un disegni insieme ai testi (in basso a destra) che mostrano vari moemnti della storia, con disegni dai colori caldi e allegri mentre in alto potete vedere un poster e un'immagine del film che mostra il protagonista e il nonno. Da nitare come l'aspetto dell'attore del film sia stato preso di ispirazione dall'artista per il suo personaggio del piccolo Lord.
 
"Il piccolo Lord" di Frances Hodgson Burnett è un classico della letteratura per l'infanzia, assieme a "La piccola principessa" e a "Il giardino segreto", anche se forse meno famoso rispetto a questi altri titoli (soprattutto rispetto all'ultimo).
Nonostante la storia sia abbastanza semplice e lineare l'ho comunque trovata molto carina e leggera come lettura. 
La vicenda narra di un bambino di nome Cedric con un padre nobile, diseredato dal proprio padre che non ne ha mai accettato il matrimonio con una donna americana, che considera un'arrivista. Purtroppo il padre del protagonista muore quando egli è ancora piccolo, ma questo non gli impedirà di crescere sereno e gioioso, amato e ben voluto da tutti grazie al suo bell'aspetto e alle sue maniere educate. 
Quando l'avvocato di Lord Fauntleroy gli chiede infatti cosa desidererebbe fare se avesse molto denaro , Cedric esprime il desiderio di aiutare delle persone povere, ma non persone povere a caso, ma persone da lui conosciute personalmente e che si erano dimostrate gentili con lui. E' interessante poi notare come egli aiuti queste persone, non limitandosi a dar loro una somma di denaro che contribuirebbe solo a farli campare per qualche giorno in più, ma provvedendo con il denaro a fornire loro i mezzi per potersi sostentare anche in futuro, ad esempio migliorando le loro condizioni lavorative (al lustrascarpe dona un'insegna e delle spazzole nuove, alla vecchia fruttivendola dona un negozietto, a una donna con tanti figli e un marito muratore ma malato dona dei soldi che le serviranno per pagare le medicine al marito e comprargli dei vestiti nuovi così che possa trovare un nuovo lavoro ben retribuito).
La caratterizzazione del protagonista risulta ben imbastita e credibile: pur dimostrandosi in effetti un campione di bontà devo dire che i suoi atteggiamenti non mi sono mai sembrati forzati o falsi, anche perchè l'autrice spiega come essi derivino, oltre sicuramente a una caratteristica caratteriale, anche dall'ambienti in cui il bambino è cresciuto: un ambiente estremamente amorevole, non solo nei confronti del piccolo, ma in cui anche i genitori si volevano bene. Una cosa un po' bizzarra è infatti che il bambino chiama la madre "Tesoro", anziché "mamma", perchè ha sempre sentito il padre chiamarla così; un po' come Lilli nel film di "Lilli e il Vagabondo" della Disney che chiamava i propri padroni Tesoro e Johnny Caro perchè loro si chiamavano in questo modo.
Il rapporto tra Cedric e la madre in effetti è molto bello e risulta importante perchè l'autrice fa capire ai lettori (e a Lord Fauntleroy) che la figura materna è molto importante per il protagonista, in quanto ha giocato un ruolo essenziale nella sua educazione e nel forgiarne il carattere. I due poi hanno sviluppato proprio un forte legame (anche se Cedric non manca mai di dimostrare anche una certa indipendenza), tanto che il bambino non smetterà mai di sentire la mancanza della vicinanza della madre quando si troverà a dover vivere da solo nel castello del nonno, nonostante possa andare a trovarla tutti i giorni, il che rende Lord Fauntleroy un po' geloso.
Per quanto riguarda il personaggio proprio di Lord Fauntleroy anche lui è ben caratterizzato, e in effetti in tutto il libro è lui quello ad affrontare un cambiamento maggiore e un percorso di crescita e di miglioramento a sett'anni suonati. Anche in questo caso il cambiamento non avviene tutto assieme e l'autrice lo rende credibile fornendo spesso giustificazioni e spiegazioni dei suoi comportamenti o atteggiamenti nei confronti del nipotino: "È innegabile che prima dell'arrivo di Lord Fauntleroy il vecchio si sentisse sempre più irritato dalla solitudine, dalla gotta e dall'età avanzata. Dopo un'esistenza colma di avventure e piaceri, non era certo piacevole ritrovarsi solo, anche nella sala più sontuosa, con un piede appoggiato su uno sgabello e nessun altro svago se non il prendersela e inveire contro un servitore spaventato, che lo detestava. Il vecchio conte era un uomo troppo lucido per non rendersi conto che la servitù lo odiava e che perfino i pochi ospiti non si fermavano certo per affetto, sebbene alcuni trovassero interessante ascoltare le sue battute taglienti e ciniche, che non risparmiavano nessuno. [...]
Per fortuna del bambino, quando il conte lo vide provò una soddisfazione profonda nel proprio orgoglio. Se Cedric fosse stato meno attraente, il vecchio avrebbe potuto sviluppare verso di lui un'antipatia tale da impedirgli di riconoscerne le qualità. Decise invece che l'aspetto di Cedric e il suo carattere coraggioso erano il risultato diretto del sangue dei Dorincourt e davano lustro al nome di famiglia. Appena sentì il bambino parlare e si rense conto che era educato, pur non avendo la minima idea di cosa comportasse il suo nuovo ruolo, ne fu ancora più colpito, al punto da esserne affascinato. Aveva trovato divertente affidare a quelle manine infantili il potere di aiutare il povero Higgins. [...] Gli era anche piaciuto accompagnare Cedric in chiesa col la carrozza e osservare la curiosità e l'attenzione che il loro arrivo aveva suscitato. Sapeva bene che si sarebbe parlato della bellezza del bambino, della sua grazia, della sua figura minuta ma decisa, della postura fiera del volto luminoso e dei capelli dorati. Avrebbero detto (il lord lo aveva sentito chiaramente con le sue orecchie da una donna) che il ragazzo era "un lord da cima a fondo". Il padrone di Dorincourt era un vecchio orgoglioso, attaccato al suo nome e al suo rango, quindi fiero di mostrare a tutti che la casata Dorincourt aveva finalmente un erede all'altezza del ruolo che un giorno avrebbe ricoperto."
E' bello vedere come questi sentimenti di orgoglio pian piano si trasformino in un'ammirazione e un affetto sincero per il piccolo, arrivando anche a superare la sua avversione e i pregiudizi nei confronti della madre di Cedric, arrivando a riconoscere che, oltre ad essere molto bella d'aspetto, ha anche un animo nobile e gentile.
Tutto procede a gonfie vele, con Cedric che continua scrivere ai suoi amici che ha lasciato in Ameria (il droghiere Hobbs e il lustrascarpe Dick), ma ad un certo punto arriva una notizia allarmante a riscuotere un po' la trama: una donna si è presentata all'avvocato dei Dorincourt dicendo di essere la ex moglie del figlio maggiore di lord Fauntleroy e di avere avuto un figlio con lui, che quindi dovrebbe diventare il successivo erede del titolo e di tutte le fortune di lord Fauntleroy. Il vecchio non prende per nulla bene la cosa e inizialmente si rifiuta di accettarla, facendo partire un'indagine. Nel frattempo corrono in aiuto del protagonista proprio il signor Hobbs e Dick. E' molto carino come l'autrice non si sia dimenticata di questi personaggi, che ci aveva presentato all'inizio del libro, ma li abbia portati avanti integrandoli bene nella storia, e grazie ai quali ci sarà una svolta nella trama.
La storia è piuttosto semplice e lineare, ma nella sua semplicità secondo me riesce a risultare estremamente piacevole oltre che una lettura leggera, sicuramente meno impegnativa (anche a livello emotivo) rispetto a "Il giardino segreto" o a "La piccola principessa".
La sua forza sta soprattutto nei personaggi, tutti ben caratterizzati e piacevoli da leggere: Cedric è un bambino dal buon carattere e che risulta sempre simpatico nella sua ingenuità e nel suo buon cuore, caratteristiche grazie alle quali sembra riuscire a tirare fuori il meglio dalle persone (caratteristica che lo accomuna a "Pollyannadi Eleanor H. Porter, anche nel modo in cui lei si approcciava alla zia, che vedeva come la persona migliore del mondo); la madre di Cedric è una madre affettuosa e una donna assennata e giusta; il nonno di Cedric è il personaggio che compie l'evoluzione maggiore, diventando meno burbero e capendo che a volte aiutare gli altri può farci sentire bene e soddisfatti; il signor Hobbs è un droghiere burbero che però si dimostra avere un cuore tenero... Gli unici personaggi poco approfonditi sono in effetti l'antagonista e il figlio, cioè l'ex moglie del primo genito di lord Fauntleroy, che si dimostra essere semplicemente una donna bella ma avida e arrivista.
L'ho trovato un romanzo che si legge con leggerezza e con il sorriso sulle labbra, una di quelle storie che fanno bene al cuore, oltre a far comunque riflettere su come i soldi non sempre fanno la felicità, non almeno quanto i rapporti interpersonali e l'aiutare gli altri (c'è da dire però che le persone che qui vengono aiutate si mostrano sempre riconoscenti e pronte a ricambiare il favore, mentre purtroppo non sempre è così). Una lettura adatta ad essere letta in autonomia a partire dagli 8 anni anni, mentre può essere proposta dai 6/7 come lettura ad alta voce.
 
Il volume è stato edito originariamente nel col titolo "Little Lord Fauntleroy", ed è stato pubblicato in questa edizione nel 2025 dalla BURNO Edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 184 pagine, misura 30,5 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 22,90 euro.

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venerdì 11 settembre 2026

SPECIALE: libri non illustrati (SAGA DEL SEPOLCRO SIGILLATO di Tamsyn Muir)

In questo post speciale poichè dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe dedicato principalmente ai libri illustrati) vi parlerò dei tre romanzi che fanno parte della saga del SEPOLCRO SIGILLATO di Tamsyn Muir: "Gideon la Nona", "Harrow la Nona" e "Nona la Nona".
 
 
"GIDEON LA NONA" di Tamsyn Muir, con 616 pagine, edito nel 2020 dalla Mondadori Editore (costo 22,00 euro. Titolo originale: "GIDEON the NINTH", 2019).  
Gideon la Nona di Tamsyn Muir ci svela una galassia di duelli a fil di spada, spietati giochi di potere e necromanti lesbiche. I suoi personaggi saltano fuori dalla pagina, magistralmente animati come arcani redivivi. Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un'infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù - nell'aldiquà - e una da cadavere rianimato - nell'aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un'audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L'Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all'ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. 
"Tutti i rosari smisero di scroccchiettare. le mani dei genitori di harrow si bloccarono all'unisono, in maniera innaturale. Gideon allungò le braccia sullo schienale della panca e incrociò le caviglie, augurandosi che la testa smettesse di ronzarle.
<<la nobile Nona Casa vi raduna qui, oggi>> disse Harrowhark, <<perchè ci è stato elargito un dono di sconfinata importanza. Il nostro sacro Imperatore - il Necrore Supremo, Sovrano delle Nove Rigenerazioni, il nostro Resurrettore - ci recapita una convocazione.>>
Le chiappe si rimescolarono sulle sedie. Gli scheletri rimasero perfettamente immobili e vigili, ma un'ondata di eccitazione lagnsa investì la congregazione assortita della Nona. Si udirono flebili esclamazioni di gioia. Ci furono esternazioni di lode e gratitudine. Anche se su quella lettera ci fosse stato disegnato un culo, si sarebbero comunque messi in tripla fila per baciare il margine del foglio.
<<Condividerò con voi la missiva>> disse Harrowhark, <<perchè nessuno ama la propria gente, i propri sacri fratelli e le proprie sacre sorelle quanto la Nona Casa ama il suo popolo - i soi devoti e i suoi sacerdoti, i suoi figli e i suoi fedeli.>> (A Gideon sembrò che Harrow stesse calcando un  po' troppo la mano.) [...]
<<Con il magnanimo benestare di mia madre>> fece Harrow, e cominciò a leggere: >> ALL'INDIRIZZO DELLA NONA CASA, DELLA SUA REVERENDA SIGNORA PELLEAMENA HIGHT NOVENARIUS E DEL SUO REVERENDO SIGNORE PRIAM HIGHT NONIUDVIANUS:
<<Salutiamo la Nona Casa, benedicendone i sepolcri, i suoi pacifici sepolcri e la molteplicità dei suoi misteri.
<<Nella Sua Celestiale Magnanimità, il Primo Risorto prega la vostra casa di rendere onore all'amore dovuto al Creatore, come stabilito dal contratto di mutuo supporto stipulato nel giorno della Resurrezione, e richiede umilmente i primi frutti della vostra discendenza... (<<Qui c'è scritto il mio nome>> disse Harrowhark, con falsa modestia, e poi con minore entusiasmo, <<e quello di Ortus.>>)
<<Perchè bisognosi sono ora i Consiglieri Imperiali, benedetti e cari al Re Imperituro sopra ogni cosa, fedeli ed eterni! L'Imperatore chiama a raccolta i candidati alla cariva di littore, gli eredi degli otto indefessi che hanno prestato servizio negli ultimi diecimila anni: numerosi fra loro ormai giacciono in attesa che i fiumi si gonfino nel giorno in cui si risveglieranno al cospetto del loro Re, e i solitari Guardiano restanti domandano che il loro numero venga rimpinguato e che il loro Signore fra i Signori trovi otto nuovi vassalli.
<<A tale scopo preghiamo la prima della vostra Casa e i suo paladino di inginocchiarsi gloriosamente e di sottoporsi alla più alta fra le prove, quella che li renderà ossa e articolazioni dell'Imperatore, i suoi pugni e i suoi gesti...
<<Otto, nell nostre speranze, mediteranno e ascenderanno alla gloria dell'Imperatore nel tempio della Prima Casa, otto nuovi Littori uniti ai loro paladini; e se il Necrore Sommo li benedirà senza avvalersene, avranno facoltà di tornare alle loro dimore con tutti gli onori, con tamburi e squilli di tromba.
<<Ai Suoi occhi, nessun doveroso dono sarà mai altrettanto perfetto e gradito>>.
Harrowhark abbassò il foglio e un lungo silenzio la avvolse; un silenzio vero, senza neanche l'ombra di una nocca da preghiera che ticchettava o la mandibola di uno scheletro che cascava. La Nona sembrava completamente spiazzata.
Se Harrowhark avrà successo, diventerà un'onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all'ascensione senza un paladino. Peccato che il Paladino in carica decida di fuggire assieme alla madre per paura di sottoporsi alla prova e di partire insieme ad Harrow, così l'unica speranza che rimane alla Nona Casa è Gideon. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte, ma Harrow non è disposta ad arrendersi per nulla al mondo e riuscirà a convincere Gideon a partire assieme a lei come nuova paladina della Nona Casa.
Ho trovato questo primo volume della saga del Sepolcro Sigillato un'ottima partenza in quanto originale e molto interessante, sia nella trama che nei suoi personaggi. Gideon Nav, la protagonista, è un'orfana la cui madre giunse nella Nona Casa su una navicella, morendo durante l'atterraggio. Gideon è quindi stata cresciuta all'interno della Nona casa come serva debitrice, inizialmente assieme ad altri bambini e ragazzi tra gli 0 e i 17 anni. Dopo pochi anni tuttavia ella è rimasta l'unica sopravvissuta di un'epidemia che distrusse il reparto natale della Nona Casa e fin da bambina ha tentato di scappare da quel luogo, in quanto il suo carattere focoso, ribelle, combattivo e irrispettoso (talvolta anche rozzo) l'hanno portata ad attirarsi parecchie antipatie. L'unica persona che le è un po' affezionata è Aiglamen, capitano delle guarde della Nona Casa, la quale ha insegnato a Gideon ha combattere con lo spadone.
L'unica altra ragazza giovane all'interno della Nona Casa è proprio Harrowhark Nonagesimus, l'erede della Nona Casa nonchè acerrima nemica di Gideon, con un carattere praticamente opposto: fredda, controllata, composta, ponderante, furba, amante del controllo. Le due ragazze non si sono mai sopportate e fin da piccole hanno sempre combattuto tra loro, mettendosi reciprocamente nei guai, mentre Gideon tentava di fuggire e Harrow glielo impediva. Ed è proprio la prospettiva della libertà e di una nuova vita lontano dalla Nona Casa che Harrow offre a Gideon se diventerà la sua Paladina, partendo con lei verso la Prima Casa e affrontando le altre sei Case (la Prima, essendo composta solo da sacerdoti, non fornisce nessun Necromante nè Paladino), in una sfida mortale per diventare Littori.
L'idea di un tot di persone (di solito due per ogni territorio) riunite assieme per sfidarsi e ottenere un premio importante non è originale, ma quello che invece lo è la modalità con cui i partecipanti dovranno diventare Littori. A questi ultimi infatti non verranno fornite indicazioni, ma viene lasciata loro la massima libertà su cosa e come fare per svelare i segreti che la Prima Casa (la casa di Canaan) cela, non verrà loro neppure chiesto di sfidarsi apertamente, anche se certi scontri ci saranno. Lo stesso metodo su come di ventare Littori è un mistero che i partecipanti dovranno risolvere, e tutto sembra legato a delle prove da superare e delle chiavi da trovare, chiavi che aprono porte rimaste sigillate per secoli, se non millenni.
Durante la permanenza nella Prima Casa, assieme agli altri necromanti e paladini, il rapporto tra Harrow e Gideon evolverà in modo molto bello, in cui le due impareranno a comprendersi e a perdonarsi a vicenda, senza però mai arrivare ad una storia d'amore. Interessanti anche i rapporti che le due amiche/nemiche interesseranno con i membri delle altre case, con cui stringeranno temporanee o durature alleanze o con cui nascerà una certa antipatia. Essendo i personaggi piuttosto numerosi (essendo che vengono presentati praticamente tutti assieme) devo dire che a volte era un po' difficile raccapezzarsi tra tutti i vari nomi, per fortuna che all'inizio del volume ci sono della pagine con i nomi di tutte le varie Case e i nomi dei rispettivi necromanti e paladini.
Un romanzo con una trama e un'ambientazione innovativa, che vede in azione i necromanti, persone (una sorta di maghi/alchimisti) capaci di utilizzare il potere della morte e dei defunti in vari modi e in vari scopi (ogni casa infatti sembrerebbe essere specializzata in un'abilità particolare), mentre vengono messi alla prova in un contesto spaziale e fantascientifico (il worldbuilding è interessante, complesso e affascinante, ma non sempre risulta molto chiaro) in cui dovranno risolvere enigmi e sfide, senza sapere di chi potersi fidare veramente. 
Nel romanzo è presente infatti anche una forte componente mistery e thriller che rende la trama molto coinvolgente, grazie a dei segreti e a una rivelazione finale assolutamente imprevedibili da indovinare in anticipo. Il tutto con una scrittura molto scorrevole, imbevuta di ironia e sarcasmo (che bilanciano bene la tensione e l'atmosfera tetra), oltre a qualche volgarità (che si concentrano però più che altro all'inizio, quando Gideon si trova nella Nona casa e che poi diventano meno frequenti rispetto a quanto temessi), dato che, pur essendo le vicende scritte in terza persona, esse sono filtrate dal punto di vista di Gideon.
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo comparire la protagonista, Gideon, con i suoi capelli corti rossi, il volto dipinto come un teschio (come vogliono le leggi della Nona Casa) e gli occhiali da sole. L'edizione italiana in rigida ha gli edges di colore arancione.
 
"HARROW LA NONA" di Tamsyn Muir, con 540 pagine, edito a luglio del 2021 dalla Mondadori Editore (costo 22,00 euro. Titolo originale: "HARROW the NINTH", 2020).  
Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?
Il romanzo inizia dopo i fatti accaduti nel primo volume, ma non sappiamo quanto successivamente, con harrow che è ormai diventata una Littrice, assieme a Ianthe, la cecromante della Settimana casa.
La situazione è volutamente molto confusa e lo sarà per il 70% del libro. Personalmente è una cosa che non ho particolarmente apprezzato, anche se qualcuno potrebbe trovarlo intrigante e un incentivo a continuare la lettura. Io invece francamente non ho per niente apprezzato la cosa è andare avanti nel libro è stato più un dovere che un piacere, dettato dal desiderio di capire cosa stava succedendo, ma è stato soprattutto frustrante. In questo romanzo è successo ciò che avevo sentito dire già del primo: che è di difficile comprensione, che non si capisce nulla, che la storia e il linguaggio sono molto complessi... Nel primo però non ho riscontrato tutta questa difficoltà, qui in vece decisamente sì.
Ci troviamo nel Mithraeum, una stazione spaziale, nonché casa di Dio/Imperatore e dei Littori ancora in vita. Qui infatti conosceremo finalmente Dio e alcuni dei suoi Littori (quelli sopravvisuti finora), i quali non vedono molto di buon occhio Harrow, la quale scopriamo essere molto debole fisicamente, come se il suo corpo avesse qualcosa che non va, dovuto al fatto che non è una Littrice completa. E già qua ci viene da chiederci perchè, visto che nel precedente romanzo lei sembrava essersi fusa bene con Gideon. 
Ci troviamo quindi in questa stazione spaziale, dove Dio e i suoi Littori devono prepararsi ad uccidere le Bestie Resurrezionali, i loro Araldi e, al contempo, fronteggiare un gruppo di ribelli chiamati Sangue dell'Eden. Chi/cosa sono e perché succede tutto questo è qualcosa da scoprire leggendo il romanzo, ma il tutto ha radici molto antiche. 
Tale contesto il lettore deve dedurlo dai vari dialoghi tra Harrow e i Dio o gli altri Littori, poichè non è spiegato in maniera chiara. Inoltre a incasinare maggiormente la storia sembrano essere narrate due linee temporali differenti: quella attuale che vede Harrow Littrice e quella  dove ci vengono raccontati i fatti avvenuti mesi prima nella Casa di Canaan (che non conosciamo avendo letto il primo volume). Tuttavia ci rendiamo subito conto che ci sono molte incongruenze negli avvenimenti di cosa dovrebbe essere accaduto nella Casa di Caanan, già a partire dalla convocazione di Harrow e del suo Paladino.
Io perlomeno mi sono ritrovata completamente disorientata sorpattutto dal fatto che nei fatti narrati non c'è la minima traccia di Gideon, la quale sembra essere stata completamente e volutamente omessa dalla narrazione, proprio come se qualcuno avesse voluto cancellarla: infatti in questa linea temporale Harrown non parte assieme a Gideon come Paladina, ma assieme a Ortus, il Paladino ufficiale, colui che in effetti avrebbe dovuto ufficialmente accompagnare Harrow nell'impresa.
D'altronde anche Harrow come Littrice non se la passa molto bene, e capiamo che è parecchio confusa, oltre che finiscamente molto debole, specialmente all'inizio. Tra le cose strane, che disorientano ancora di più il lettore, capiamo (più o meno) che ad esempio lei è costantemente accompagnata da un'entità che a quanto pare vede solo lei, e che potrebbe essere frutto della sua mente, e che viene chiamato "il Corpo". 
Durante la lettura di questo romanzo, scopriremo come sono nate le nove Case, che cos'è la Resurrezione, che fine ha fatto l'umanità e, soprattutto, scopriremo molto sui Littori e sul processo littoriale, su Dio stesso, su chi potrebbe essere la persona rinchiusa nel Sepolcro Sigillato, su chi era la madre di Gideon e come ha fatto ad arrivare alla Nona Casa, chi era suo padre, ecc...  
Una lettura sicuramente molto complessa e incasinata, perchè l'autrice ha voluto renderla tale e magari qualcuni potranno anche apprezzare questo tipo di scrittura, io l'ho trovata pesante per tre quarti del libro, fin quando almeno non inizano a ricomparire alcune vecchie conoscenze e le cose iniziano a venire un po' spiegate.  Devo dire che ho fatto molta fatica a inquadrare i vari personaggi presentati nel volume, poichè almeno nel primo volume venivano elencati divisi per case, mentre qui il lettore se li ritrova buttati addosso, e a volte vengono chiamati con nomi e titoli onorifici diversi, e alcuni non sono chi pensiamo chi siano (per tanti motivi) ... un gran casino insomma.
Un romanzo in cui serve tanta pazienza e in cui bisogna prestare una certa attenzione, forse bisognerebbe leggerlo prendendo appunti. Sono contenta che verso la fine qualcosa sia stato spiegato, e spero di aver capito correttamente ciò che ho letto perchè purtroppo, arrivata ad un certo punto, mi ero parecchia stancata della lettura e sono arrivata a concluderla con uno stato d'animo un po' scazzato. Ma so che ci sono tanti lettori che hanno ampiamente apprezzato la lettura (e la storia) creando anche delle wiki che potrebbero aiutare i lettori meno esperti a capire meglio la situazione (in barba agli spoiler).
 
 Sopra: Sulla copertina del secondo volume vediamo comparire Harrow, corcondata dai suoi amati scheletri. L'edizione iraliana in rigida ha edges di colore azzurro.
 
"NONA LA NONA" di Tamsyn Muir, con 460 pagine, edito a luglio del 2023 dalla Mondadori Editore (costo 22,00 euro. Titolo originale: "ALECTO the NINTH", 2022).  
Da molti punti di vista, Nona sembra una ragazza come tante altre: vive con la sua famiglia, ha un impiego alla scuola locale, le piace passeggiare sulla spiaggia e incontrare cani sconosciuti. Ma Nona non è una ragazza come tante altre: sei mesi fa si è risvegliata nel corpo di un'estranea, e ora teme di doverlo restituire. La città sta crollando. All'orizzonte è sospesa una mostruosa sfera blu, pronta a smembrare il pianeta. Le forze del Sangue dell'Eden hanno circondato l'ultima caserma della Coorte e attendono solo che l'Imperatore Imperituro faccia un cenno. I loro leader vogliono fare di Nona l'arma che li salverà dalle Nove Case. Nona preferirebbe vivere un'esistenza normale accanto a coloro che ama, con Pyrrha, Camilla e Palamedes, ma sa che nulla dura per sempre. E tutte le notti sogna una ragazza con un teschio dipinto sulla faccia… 
 
[Qui comparirà la recensione del terzo volume della saga del Sepolcro Sigillato, ma siccome il secondo volume non mi è piaciuto per ora ho sospeso la saga, vedremo quando mi verrà voglia di completarla] 
 
 Sopra: La copertina del terzo volume della saga del Sepolcro Sigillato, dove compare Nona, decisamente meno dark delle precendenti, nonostante si vedano degli scheletri sullo sfondo.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo 

mercoledì 9 settembre 2026

I GRANDI ROMANZI D'AVVENTURA: Dracula di Bram Stoker (Hachette)

Oggi volevo parlarvi di un'edizione di "Dracula" di Bram Stoker un po' particolare, la quale faceva parte di una collana che usciva in edicola chiamata "I GRANDI ROMANZI D'AVVENTURA" per la Hachette.
Tale edizione, contenente le illustrazioni di Esteban Gomes Sàez, già a prima vista appare subito molto più corta del normale, ho infatti scoperto che si tratta di una rivisitazione la cui traduzione si basa una edizione francese del 1921 di "Dracula" non integrale dal titolo "Dracula: l'homme de la nuit".

 
  
 Sopra: A sinistra l'edizione italiana blu, mentre a destra quella originale spagnola, con la copertina rossa.
 
Come detto nella parte introduttiva quella che mi accingo a recensire non è l'opera di "Dracula" che tutti conosciamo ma, una traduzione del 1922 basata su un'edizione francese del 1921 che però era stata rimaneggiata. Voglio quindi fare un confronto tra l'edizione integrale e questa, evidentemente più corta, segnandomi di man mano le principali differenze riscontrate.
Riporterò intanto il famoso incipit.
Edizione Ippocampo di "Dracula" (integrale):  "3 maggio, Bistrita. 
Lasciata Monaco la sera del primo maggio alle 8:35, giunto a Vienna il mattino seguente, sul presto; sarei dovuto arrivare alle 6:46, ma il treno aveva un'ora di ritardo. Buda-Pesth mi sembra luogo meraviglioso, a giudicare da quanto ho intravisto dal treno e dai pochi passi che ho fatto per le strade. Ho avuto paura ad allontanarmi troppo dalla stazione, poiché eravamo arrivati in ritardo e saremmo ripartiti il più possibile in orario. Ho avuto l'impressione che stessimo lasciando l'Occidente per entrare nell'Oriente; il più occidentale tra i magnifici ponti del Danubio, che qui è di nobile ampiezza e profondità, ci ha condotto tra le tradizioni del dominio turco.
Siamo partiti pressoché in orario e siamo giunti a Klausenburg dopo l'imbrunire. Ho passato la notte lì, l'Hotel Royale. Per pranzo, o meglio per cena, ho mangiato un pollo, cotto non so come con del peperoncino rosso, era delizioso ma mi ha messo sete (Memo: farsi dare la ricetta per Mina). Il cameriere cui ho chiesto lumi mi ha detto che si chiama paprika hendl e che, essendo un piatto nazionale, l'avrei trovato dappertutto nei Carpazi. La mia infarinatura di tedesco si è rivelata molto utile da queste parti, anzi non so come me la sarei cavata senza.
Quand'ero a Londra, avendo un po' di tempo a disposizione, sono stato al British Museum e ho fatti qualche ricerca tra i libri e le carte della Transilvania; mi era sembrato che una certa qual preparazione non fosse priva di importanza nei rapporti con un nobile di quei luoghi. 
Ho scoperto che la regione di cui mi ha parlato si trova nell'estremo est del paese,giusto al confine di tre Stati, Transilvania, Moldavia e Bucovina, nel cuore dei Carpazi; una delle zone più selvagge e meno conosciute d'Europa."
Edizione Hachette di "Dracula": "3 maggio- Bitriz.
Lasciato Monaco alle 8.55 di sera, il 1 maggio . Giunto a Vienna l'indomani, di buon mattino. Il treno aveva un'ora di ritardo, Budapest mi parve molto curiosa da quel che potei vedere stando in treno. Fatta una passeggiata breve attraverso la città. Ebbi l'impressione nitidissima di lasciare l'Occidente per entrare nell'Oriente. Il magnifico ponte gettato sul Danubio ricorda la dominazione turca.
Giunto a Klausenberg sul far della notte. Cenato all'Albergo Reale con un pollo alla paprica, specie di pepe rosso, (pro memoria: ho chiesto la ricetta di questo piatto, per Mina). Il mio cattivo tedesco m'è stato utilissimo qui, non so come me la caverei altrimenti.
Prima di lasciare Londra, e poiché sono chiamato da un nobile di questo paese, ho consultato al British Museum alcuni libri e carte sulla Transilvania. 
Il distretto che il conte Dracula abita confina con tre stati: la Transilvania, la Moldavia e la Bucovia, in mezzo ai Carpazi, in uno degli angoli più selvaggi e meno conosciuti d'Europa."
 
Gia nell'incipit si può notare come la scrittura della riduzione appaia molto più sintetica e quasi telegrafica, andando ad omettere già alcune parti più tecniche come la descrizione del ponte, oltre ad alcuni dettagli riguardanti ad esempio il soggiorno del protagonista a Monaco o le peculiarità culinarie del cibo che ha mangiato.
Ecco poi altre differenze principali riscontrate tra i due romanzi: 
 
CAPITOLO I 
  • Alcune informazioni e considerazioni sulle quattro nazionalità della Transilvania sono state riassunte, soprattutto quelle di tipo storico riguardanti i Siculi, che dicono di discendere dagli Unni. 
  • Viene riassunta anche la descrizione del pasto fatto da Harker a colazione.
  • Omesse le informazioni storiche sulla città di Bistritz.
  • 5 maggio: omessa la descrizione di cosa Harker ha mangiato a colazione .
  • Ridotta di molto la descrizione della strada e del tragitto che Harker ha preso assieme ad altri passeggeri per essere condotto a dove lo aspetta quella del Conte. Anche la scena dove la carrozza del Conte arriva e Harker viene fatto salire è stata accorciata, eliminando ad esempio la frase "Perchè i morti viaggiano veloci" pronunciata da uno dei passeggeri.
  • Ridotta la descrizione del viaggio di Harker nella carrozza del Conte, tra cui il momento in cui il cocchiere fa fermare i cavalli e smonta per ammansirli per poi ripartire o di come sia sceso una seconda volta dopo aver visto il tremolio di una fiamma blu. Omesso il momento in cui Harker grida al cocchiere di tornare, vedendola carrozza circondata da lupi.

CAPITOLO II

  • 5 maggio: il capitolo è piuttosto fedele all'originale, sebbene non manchino alcune frasi descrittive, in compenso i dialoghi sono stati tutti riportati piuttosto fedelmente. Siccome questo capitolo contiene la descrizione del Conte vorrei riportarla così da confrontarla con l'altra. 
Edizione Hachette di "Dracula": "Esaminai con attenzione la sua fisionomia.
Aveva un naso aquilino, le narici assai dilatate, una grande fronte e una bella capigliatura che però si diradava sulle tempia. Aveva sopracciglia folte che si univano, una bocca crudele e denti aguzzi che denotava una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Il mento era marcato, le guance lisce. Ciò che maggiormente colpiva er il suo strano pallore.
le mani pelose erano volgari, le dite allargate s'adornavano d'unghie lunghe e taglienti. "
 
Edizione Ippocampo di "Dracula": "Avevo adesso l'opportunità di osservarlo bene, trovando la sua fisionomia davvero ragguardevole."
Ha un viso molto, davvero molto grifagno, con un naso sottile dal dorso sporgente e le narici particolarmente dilatate, la fronte alta e tondeggiante e una capigliatura folta anche se un po' rada sulle tempie. le sopracciglia sono parecchio folto e per poco non si incontrano sopra il naso, la loro cespugliosa peluria sembra arricciarsi proprio a causa dell'abbondanza.
La bocca, per quanto sono riuscito a cogliere sotto i grandi baffi, ha un'aria alquanto crudele e inflessibile, con denti bianchi e insolitamente aguzzi. Sporgono sulle labbra, il cui rosso intenso denota una vitalità stupefacente per un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie sono pallide ed estremamente appuntire in alto. Il mento è largo e deciso, e le guance sode benché magre. L'effetto complessivo è di un pallore straordinario.
In un primo momento, delle mani che teneva appoggiate sulle ginocchia avevo scorto soltanto il dorso illuminato dal fuoco del camino, e mi erano sembrate piuttosto fini e pallide. Ma quando le ho viste da vicino mi è stato impossibile non notare che sono invece grosse e rugose, e con dita tozze. Strano a dirsi, il centro dei palmi è peloso. le unghie sono lunghe e sottili, e tagliate a punta.

CAPITOLO III

  • 8 maggio: viene molto tagliato il racconto che il Conte fa a Harker della storia della Transilvania, che il Conte narra con grande fervore, come se l'avesse vissuta di persone.
  • 16 maggio: abbreviato l'incontro tra Harker e le tre vampire, di cui non viene riportata nessuna linea di dialogo.
  • 28 maggio: eliminati gli appunti presi da Harker sugli zingari che lavorano per il Conte. Nella riduzione compare anche la data del 29 maggio (mentre nella versione integrale si passa dal 28 al 31), in cui si narra del confronto tra Harker e il Conte che ha ricevuto le lettere dagli zingari.

CAPITOLO IV

  • 25 giugno: alcune parti sull'esplorazione di Harker del castello, prima di trovare il Conte nella cassa di terra, sono state eliminate o riassunte. 

CAPITOLO V

  • Le lettere che si scambiano Mina e Lucy sono più brevi di quelle originali, in particolare la lunga lettera in cui Lucy descrive a Mina come tre pretendenti abbiano chiesto la sua mano.
  • È stata eliminata la pagina di diario del Dottor Seward che parla di Renfield, nonché anche anche la lettera di Morris a Arthur Holmwood.

CAPITOLO VI

  • 24 luglio: L'incontro tra Mina, Lucy e il vecchio marinaio è descritto molto brevemente.
  • Nella riduzione mancano tutte le parti comprese tra il 25 luglio e il 26 luglio: quando Lucy e Mina visitano il cimitero dove incontrano e discutono con signor Swales di come molte tombe di marinai siano in realtà vuote. Mancano i pezzi di diario del Dott. Seward su Renfild (del 5 e del 18 giugno, del 1, dell'8, del 19 e del 20 luglio).
  • La narrazione riprende il 26 luglio col diario di Mina che esprime la sua preoccupazione per il fidanzato. 

CAPITOLO VII 

  • L'articolo del "The Dailygraph" dell'8 agosto è stato in parte riassunto (così come il diario di bordo della Demetra), e risulta ben più breve dell'originale, sebbene narri sempre dell'insolita tempesta che si è scatenata e dell'arenarsi della goletta che trasportava il Conte sulle coste dell'Inghilterra. Voglio però riportare la descrizione del cadavere del timoniere della nave:
Edizione Hachette di "Dracula": "Quando giunsi, c'era già folla sulla spiaggia e degli agenti interdicevano l'adito al ponte. Esibii la mia tessera di giornalista e in qualità di corrispondente potei unirmi al gruppetto esplorante il battello. 
Il pilota aveva le mani attaccate al timone; le corde erano state legate così energicamente che i flussi e i reflussi del battello avevano tagliato le carni. la mano destra del cadavere si chiudeva sopra un piccolo crocifisso. Il dottore, master Caffyn, crede che la morte risalga a due giorni. "
 
Edizione Ippocampo di "Dracula": "Quando sono arrivato, però, sul molo si erano già radunate parecchie persone, a cui guardacoste e polizia negavano l'accesso a bordo. Grazie alla cortesia della capitaneria di porto, ho ottenuto il permesso, in qualità di corrispondente, di salire sul ponte e di far parte del ristretto gruppo che ha visto il marinaio morto ancora legato al timone.
Non c'è da stupirsi che il guardacoste fosse sorpreso, per non dire sgomento, giacchè un simile spettacolo non è certo cosa di tutti i giorni. L'uomo era legato solo per le mani, allacciate l'una sull'altra e assicurate a un raggio del timone. tra la mano più nascosta e il legno c'era un crocifisso, col rosario avvolto intorno a polsi e timone, e il tutto stretto da una legatura di funi. Può darsi che lo sventurato fosse seduto da principio, ma le continue sferzate delle vele avevano azionato la ruota del timone, strattonando il corpo da una parte all'altra, tanto che le corde con cui era legato avevano inciso la carne fino all'osso. Si è stilato un dettagliato rapporto della situazione, dopodiché un medico, il dottor J.M. Caffyn, domiciliato al 33 di Bast Elliot Place e sopraggiunto subito dopo di me, ha dichiarato, dopo aver esaminato il cadavere, che l'uomo dovesse essere moro da almeno due giorni."
 
CAPITOLO VIII
  • Manca la parte delle 11 di sera del diario di Mina del 10 agosto, dove Mina si reca a prendere il tè con Lucy dopo il funerale del capitano della Demetra. Si parte direttamente con l'11 agosto, con Mina che sorprende Lucy a fare la sonnambula e ad essere uscita di casa.
  • Eliminata la lettera del 17 agosto dello studio legale ai signori della Carter, Paterson & Co., che devono trasportare le casse del Conte nella sua nuova dimora, e rispettiva lettera di risposta. 
  • Estremamente riassunta la lettera che Mina riceve dalle suore per annunciarle che Harker si trova presso il loro convento. Praticamente la lettera viene omessa facendo semplicemente dire a Mina: "Il mio fidanzato ha subito una terribile scossa nervosa. Nel suo delirio ha parlato di lupo e di sangue, ma è in via di guarigione.
  • Per la prima volta sono presenti le annotazioni del diario del Dottor Seward riguardo a Renfield, alcune delle quali riprendono alcune di quelle che erano state omesse in precedenza, quelle dal 5 giugno al 19 luglio, dove vengono descritte (seppur più brevemente che nel romanzo integrale) le ossessioni di Renfild per le mosche, poi per i ragni e infine per le rondini (nella traduzione Ippocampo si parla di passeri), nonché il desiderio del pazzo di avere un gattino (del 19 luglio) e il fatto successivo di essersi mangiato i suoi uccellini. Viene poi annunciata la fuga di Renfield verso Carfax. Viene riportata, sempre in questo capitolo, anche la parte presente, nell'originale, nel CAPITOLO IX, dove il dottore narra, il 23 agosto, di come Renfield sia fuggito nuovamente

CAPITOLO IX

  • Mancano le parti del diario del dottor Seward del 20 e del 23 agosto, inserite (maggiormente riassunte) nel precedente capitolo. 
  • La lettera del dott Seward al futuro marito di Lucy (Holmwood), dove gli spiega di aver visitato Lucy, di essere in pensiero per la sua salute, tando da aver chiesto l'aiuto del Dott. Van Helsing, è stata particolarmente accorciata.
  • Manca la lettera di risposta di Van Helsing.
  • Mancano le parti del diario del dottor Seward su Renfield del 4 settembre.

CAPITOLO X 

  • Giornale del dottor Seward che narra della visita di Van Helsing a Lucy, della trasfusione di sangue e della scoperta dei segni sul collo molto riassunto. 
  • Si passa dall'8 all'11 settembre, omettendo la parte in cui il dottor Seward ha vegliato su Lucy (facendole il giorno seguente anche un'altra trasfusione) mentre Van Helsing era via per prendere alcuni strumenti per guarirla. La narrazione riprende l'11 settembre con dei fiori d'aglio con cui riempie la stanza di Lucy.

CAPITOLO XI 

  • Omessa la parte riguardante il diario di Lucy del 12 settembre.
  • L'autore unisce le parti del diario di Lucy del 17 settembre, inizialmente separate dall'intervista al custode e dal diario del dott. Seward, sempre del 17 settembre, dove egli narra di essere stato attaccato da Renfield. Nel diario Lucy narra anche dell'attacco del lupo, che entra in camera sua e della morte della madre, il suo racconto tuttavia si interrompe qui, dicendo  "Spero di sopravvivere a questa notte atroce". Nella versione integrale Lucy viene attaccata dal lupo, in seguito chiama in aiuto delle domestiche che però a loro volta si sentono male e si addormentano, così Lucy ritorna nella sua stanza e il suo ultimo pensiero va ad Arthur: "Addio adorato Arthur, se non dovessi sopravvivere alla notte, Che Dio abbia cura di te, tesoro, e aiuti me!"
  • Omesso l'articolo che narra l'intervista al custode del giardino zoologico riguardo alla fuga di un lupo. 
  • Qui vi è un salto che omette il diario del dottor Seward del 18 settembre (presente nel CAPITOLO XII), che narra del ritrovamento di Lucy e della madre in casa loro, assieme alle tre domestiche svenute, nonché della nuova trasfusione fatta a Lucy.
  • Nella versione ridotta si passa direttamente alla lettera di Mina a Lucy del 17 settembre, dove Mina racconta di come Mister Hawkins abbia lasciato a lei e al marito la sua eredità.
  • Molto ridotto il resoconto del medico Hennesey a Seward su Renfild.

CAPITOLO XII 

  • Il capitolo comprende tutti i fatti (seppur narrati più brevemente) presenti nel CAPITOLO XIII e parte del capitolo XIV dell'opera integrale. L'incontro tra Mina e Val Helsing del 25 settembre è molto ridotto e sono stati eliminati tutti i dialoghi tra lei e il dottore, e questo capitolo si chiude proprio con questo episodio, con Mina che consegna il diario del marito a Van Helsing.

CAPITOLO XIII 

  • Sono state eliminate le lettere tra Van Helsing a Mina, nonché la parte del diario di Harker che scrive riguardo a come abbia visto il conte a Londra, rinvigorito.
  • Il capitolo si apre col diario del dottor Seward  del 26 settembre che riporta il confronto con Van Helsing (che gli mostra gli articoli della Westminster Gazette sui ragazzini adescati da una donna elegante vestita di bianco, riportati nel precedente capitolo) e gli dimostra la sua teoria su come Lucy si sia trasformata in un vampiro (cosa che nel testo integrale viene riportata all'inizio del CAPITOLO XV).

CAPITOLO XIV 

  • Continua il diario del dottor Seward del 28 settembre, narrando della missione di lui, di Arthur, di Morris e del dottor Van Helsing di eliminare Lucy in quanto divenuta un vampiro. Attualmente come avvenimenti ci troviamo all'inizio del CAPITOLO XVI della versione integrale. 
  • È stato omesso il biglietto lasciato da Van Helsing al dottor Seward e l'incontro tra quest'ultimo, Seward e Arthur per spiegare a tutti la necessità di introdursi nuovamente nella tomba di Lucy per eliminarla. Nella versione della Hachette viene semplicemente detto: "Van Helsing sta formando il piano d'una nuova spedizione al cimitero, ma ci tiene che Arturo e Quincy Morris ci accompagnino. Ha telegrafato loro. Ambedue hanno risposto alla sua chiamata e ci fu una lunga spiegazione alla quale assistetti. Il povero Arthur è dolorosamente impressionato; la sola cosa che ancora lo sostiene è che, al par di me, dubita ancora."

CAPITOLO XV

  • Corrisponde al CAPITOLO XVII dell'edizione integrale, con il dottor Seward che va a prende Mina alla stazione del treno e la ospita nel manicomio. 
  • Omesso il diario di Mina del 29 settembre dove lei si reca nello studio del dottore e si confronta con quest'ultimo, chiedendogli di trascrivere e metter in ordine tutto il materiale. 
  • Si passa direttamente all'arrivo del 30 settembre di Harker.
  • Omesso il diario di Harker che narra del suo viaggio in treno verso Londra, mentre ricostruisce i movimenti del Conte.
  • Omesso un altro pezzo del diario di Mina del 30 settembre in cui constata che lo stato del marito è migliorato nonché tutto l'incontro tra lei, Arthur e Morris. Nella riduzione a tale incontro non viene data molta importanza, e viene narrato da Seward. È proprio durante questo incontro che Mina chiede a Seward di vedere Renfild, nella versione integrale tale richiesta avviene invece all'inizio del CAPITOLO XVIII .
  • Il momento in cui Seward, Harker, Mina, Morris e Arthur si riuniscono per ascoltare la spiegazione di van Helsing sui vampiri nella versione integrale è narrata da Mina nel suo diario, mentre nella riduzione è narrata sempre da Seward. 

CAPITOLO XVI

  • Tale capitolo corrisponde al XIX CAPITOLO della versione integrale, il quale si apre anch'esso con il diario di Harker.
  • È stato omesso il diario di Seward che trascrive un incontro tra lui e Van Helsing, dove alla fine concordano sul lasciare Mina fuori dalla vicenda.  

CAPITOLO XVII

  • Corrisponde al CAPITOLO XX della versione integrale, seppur molto più riassunto. Ad esempio è stata eliminata la lettera della Mitchell, figli & Candy ad Arthur Goldaming contenente le informazioni sulla vendita della casa di Carfax e viene semplicemente riportato nel diario di Seward: "L'agenzia di Londra informa lord Goldaming che la casetta situata al numero 347 in Piccadilly fu comperata da un nobile straniero: il Conte de Ville. Si tratta certo di Dracula."
  • Tale capitolo include anche l'episodio su Renfild del 3 ottobre, contenuto nel CAPITOLO XXI della versione integrale, dove Seward deve accorrere da Renfild poiché gravemente ferito. 

CAPITOLO XVIII

  • Corrisponde al CAPITOLO XXII della versione integrale, e si apre col diario di Harker del 3 ottobre che narra della missione di purificare le casse di terra a Piccadilly.

CAPITOLO XIX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXIII della versione integrale, col diario del dottor Seward e poi il diario di Harker, sempre in una versione più ridotta e abbreviata.

CAPITOLO XX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXIV della versione integrale, omettendo però un messaggio lasciato da Van Helsing ad Harker sul diario del dottor Seward e la relativa risposta che Harker ha scritto sul proprio diario. Nella riduzione il capitolo si apre direttamente col diario di Mina che narra come tutti si lancino all'inseguimento del Conte che sta tornando in Transilvania, proseguendo poi con diario di Seward del 5 ottobre e poi di quello di Harker del 5 e del 6 ottobre. 
  • Nella versione ridotta il diario di Harker prosegue saltando alla data del 15 ottobre, dicendo che hanno lasciato Londra il 12. Nell'edizione integrale si è passati invece al CAPITOLO XXV col diario del dottor Seward dell'11 ottobre, con Mina che parla con gli altri del suo desiderio di venire con loro, parte omessa nell'edizione ridotta.
  • Omesso il breve appunto di Harker del 16 ottobre su Mina che monitora ciò che il Conte avverte. Si passa quindi al 17 ottobre e poi al diario del dottor Seward del 24, 25, 26 e 27 ottobre.

CAPITOLO XX 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXVI della versione integrale, come al solito in forma più ridotta. Mancano alcune piccole parti alla fine provenienti dal diario del dottor Seward del 2, 3 e 4 novembre in cui si continua a narrare dell'inseguimento del Conte per la Transilvania. 

CAPITOLO XXI 

  • Corrisponde al CAPITOLO XXVII della versione integrale, sebbene inizi con un pezzo del diario di Mina del 31 ottobre collocato, nella versione integrale, alla fine del capitolo precedente (XXVI).
  • Sono poi omessi due brevi stralci (che nell'opera integrale interrompevano il Memorandum di Van Helsing) dei diari di Harker del 4 novembre e di Seward del 5 novembre. La storia si conclude con il diario di Mina del 6 novembre, omettendo una nota da parte di Harker presente invece alla fine della versione integrale.
 

Sopra: Le pagine iniziali dell'opera dove vediamo a sinistra un'illustrazione a pagina intera di Esteban Gomes Sàez, e a destra il frontespizio dell'opera con titolo e, al centro, il diettaglio di un'altro disegno di Sàez, raffigurante Lucy impalata.
 
In quest edizione edita dalla Hachette i testi sono accompagnati da alcune illustrazioni in bianco e nero di Esteban Gomes Sàez. I suoi disegni richiano lo stile delle xilografie Ottocentesche, sebbene con uno stile più moderno e un po' più esagerato. Le immagini sono inaftti molto ricche di dettagli e raffigurano anche persone in modo realistico, ma forse con un gusto un po' drammatico.
Sicurmente però colpisce l'uso del bianco e del nero per creare forti contrasti visivi tra luci ed ombre all'interno di ciascuna immagine, dove non esistono sfumature morbide. Ogni zona è lasciata bianca oppure è tratteggiata con fitte linee nere per creare ombre e figure, con alcune zone, più in ombra, lasciate completamente nere.
I disegni sono tutti a pagina intera e rappresentano scene narrate all'interno dei testi, con una particolare cura sia per i personaggi che per gli ambienti circostanti, estremamente ricchi di dettagli. Tra le scene rappresentate troviamo quelle più catardiche come: l'arrivo al castello del conte di Jonatha Harker, Mina che legge una lettera di Harker in un giardino all'aperto; Van Helsin, Quincey, Morris e Arthur mnetre si stanno per introdurre nella cripta di Lucy; Van helsing che tiene in mano una croce mentre gli altri tre guardano il corpo di Lucy col paletto nel cuore; la scena del conte Dracula subito dopo aver morso Mina al collo. 
 
  
 
  
 Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero opera di Esteban Gomes Sàez, le quali rappresentano alcune delle scene principali del romanzo.
 
Più di 100 anni fa, nel 1922, veniva pubblicato per la prima volta in Italia il capolavoro dello scrittore irlandese Bram Stoker (1847-1912) "Dracula". È considerato l’ultimo grande romanzo gotico e il personaggio del conte Dracula, al pari di Frankenstein, è entrato a far parte dell’immaginario popolare. Un fenomeno di costume destinato a perdurare nel tempo. L’opera viene proposta nella traduzione della prima edizione italiana della Sonzogno del 1922, a cura di Angelo Nessi. 
La Hachette per la propria edizione di "Dracula" da inserire nella sua collana "Grandi romanzi d'avventura" ha pensato bene di recuperare questa vecchia edizione della Sonzogno, non penso per motivi filologici quanto per una questione economica. La traduzione di Angelo Nessi è infatti libera da copyright ed è inoltre molto più breve rispetto a quella integrale, praticamente metà dell'altra. Essendo il volume parte di una collana la Hachette ha tuttavia potuto venderlo allo stesso prezzo di altri più lunghi: 12 €. Devo dire che subito quando ho vito il libro sono rimasta un po' delusa di vederlo così sottile, dato che mi aspettavo invece un volume bello corposo. 
E' stato tuttavia interessante scoprire questa versione alternativa (un'altra) del classico scritto da Bram Stoke, di cui ho scoperto esistere pure l'audiolibro su You Tube (scrivete audiolibro "Dacula l'uomo della notte" per trovarlo). E' stato divertente, anche se impegnativo, scoprire tutte le differenze tra le due versioni, che ho ampiamente illustrato in precedenza.
Infine posso dire che tale versione è praticamente un fedele riassunto, ma fatto piuttosto bene, del "Dacula" di Stoker integrale, sicuramente più breve e facile da seguire, anche grazie a uno stile di scrittura più semplice e diretto, a volte quasi telegrafico, ma non banale. Pur con i suoi tagli e omissioni la storia continua a rimanere coerente e può essere una chicca interessante per gli appassionati di "Dracula" o per coloro che vogliono conoscerne la storia ma non si sentono pronti alla versione da 550 8e allo stile narrativo di Stoker). Considerate che in audiolibro l'edizione tradotta da Nessi dura circa 4 ore e mezza contro le 18 ore e mezza della sua versione integrale. 
  
Il volume è stato pubblicato originariamente dalla Salvat nel 2020 e nel 2023 dalla Hachette; ha 270 pagine, una copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 17,5 cm di lunghezza e costava 11,99 euro.
 
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