giovedì 2 luglio 2026

Le storie di paura di un Amico Fantastico di Jeff Kinney

"Le storie di paura di un Amico Fantastico" di Jeff Kinney è il terzo volume di una nuova serie del medesimo autore della (fortunatissima) serie di "Diario di una schiappa". In questa nuova serie il protagonista è un altro ragazzino che però si chiama Rowley, il quale è il migliore amico di Greg (il protagonista di "Diario di una schiappa") e che condivide con i lettori le sue avventure e i suoi pensieri. 
In questo terzo capitolo Rowley si divertirà a raccontare ai lettori alcune storie un po' spaventose e tanto ironiche e divertenti.

Sopra: La copertina di questo terzo volume ha lo sfondo viola su cui risaltano le scritte gialle del titolo, nonché il disegno bianco del protagonista e le figure degli zombi, dipinti di nero, in basso. 

Prendi una torcia, scivola sotto le coperte e fatti trascinare dall’irrefrenabile immaginazione di Rowley Jefferson!
"ATTENTO LETTORE!
BUU! Ti sei spaventato?
Se la risposta è sì forse ti conviene mettere via questo libro e prenderne uno un po' meno spaventoso. Ce ne sono di carini sui cuccioli e gli unicorni e altre cose simpatiche che puoi leggere finché non sarai pronto per un libro come questo.
Se invece ti piacciono le storie sigli scheletri e gli zombie e le teste mozzate, infilati sotto le coperte e comincia a leggere.
Se poi ha troppa paura puoi sempre andare nel lettone dei tuoi genitori. Però non dire che cosa ti ha spaventato perchè non voglio che se la prendano con me.
Il volume contiene 14 racconti brevi di paura: incontrerai un bambino che si trasforma in un lupo mannaro, un vampiro che va all’asilo, una mummia con un pessimo avvocato, un fantasma che resta visibile ben oltre la sua apparizione, un bambino a cui la esta si stacca in continuazione e una miriade di altri personaggi macabri in questi racconti comicamente terrificanti.
 
 
Sopra: Le pagine iniziali del libro che ci mostrano anche l'inizio del primo racconto, di cui possiamo vedere a sinistra il titolo. Come potete vedere dalla pagina a destra i disegni sono molto numerosi in quanto ne troviamo uno ogni 4/5 righe di testo.
 
Così come per i libri di "Diario di una schiappa" anche le storie contenute in questo libro sono estremamente ricche di illustrazioni, le quali accompagnano con costanza i testi scritti, creando una forma ibrida di testo narrativo e fumetto.
Lo stile di Jeff Kinney è semplice ma estremante facile da riconoscere, nato per giornalini scolastici e per essere velocissimo da disegnare. I suoi disegni si caratterizzano per l'uso di linee spesse, regolari e pulite per creare personaggi e ambienti dall'aspetto semplice e minimale, molto veloci e facili da disegnare e da riprodurre, perfino per un bambino. 
Lo stile essenziale e minimalista è dato anche dalla mancanza di colore, in quanto i disegni sono tutti in bianco e nero e tali tinte sono stese senza nessuna sfumatura, per cui non esistono ombreggiature o sone grigie. Semplicemente la maggior parte dei disegni è lasciata bianca, tranne alcuni elementi colorati completamente di nero come l'interno delle bocche, i capelli di certe persone, o alcuni indumenti o oggetti (tipo le ruote delle macchine o i cellulari).
I personaggi infatti si caratterizzano per avere un aspetto stilizzato, con corpi, braccia e gambe a bastoncino(consistenti in semplici rettangoli più o meno lunghi e stretti), teste a palloncino, occhi che sono sei semplici puntini neri, mentre la bocca è un semplice linea, mentre sono assenti le orecchie e il naso.
Come dicevo all'inizio i disegni sono molto frequenti e accompagnano i testi con costanza, come se fossero appunti del diario (cosa che che abbiamo visto anche con altre opere simili, tra cui "Diario di una schiappa" e "Le incredibili avventure di Max Crumbly"), con i disegni che interrompono i testi scritti per far ridere e allo stesso tempo riposare i lettori, supportandoli nella comprensione di ciò che hanno appena letto. I disegni infatti rappresentano scene scritte nei testi, accompagnate pure da fumetti: nella prima storia vediamo ad esempio i genitori del protagonista entrambi seduti assieme a lui sul suo letto per fargli un importante discorso; nella seconda storia vediamo molti scherzi che il protagonista fa agli abitanti del suo paese; nella storia "La testa umana" vediamo un ragazzo mentre perde continuamente la testa ad una festa; ecc... 
 


 
 
Sopra: Alcune pagine provenienti dai racconti "L'amico fantasma", "La mummia" e "La testa umana", in cui potete ben vedere la continua alternanza tra testi e immagini in bianco e nero
 
"Le storie di paura di un Amico Fantastico" di Jeff Kinney è una raccolta molto carina di storie paurose ma che non fanno davvero paura, diciamo che giocano più con l'ironia sfruttando elementi che rientrano nel mondo dell'horror (tipo licantropi, fantasmi, mummie, vampiri, persone senza testa, ecc...). Alcune storie hanno anche un insegnamento morale dietro, come la prima dove ad un bambino iniziano a spuntare un sacco di peli e quando i suoi genitori gli dicono che gli devono fare un DISCORSO lui pensa all'adolescenza, mentre in realtà scopre di far parte di una famiglia di lupi mannari. Lupi mannari che si sono sempre nascosti perche "al mondo c'erano persone ignoranti a cui non piaceva chi era diverso", ma il protagonista ritiene ognuno deve essere libero di poter essere sempre se stesso, così smette di nascondersi e anche i suoi genitori seguono il suo esempio: "E da quel giorno Rowan e la sua famiglia mostrarono la loro vera natura e a tutti gli altri non rimase che accettarla."
Tra le storie che ho trovato più carine c'è quella di "La testa umana", che parla di un bambino nato senza il corpo e al quale la vita è trascorsa piuttosto tranquilla, almeno fin quando non ha dovuto andare alle scuole medie, perchè: "Il primo giorno alle medie non è facile per nessuno ma è ancora più difficile se sei come Anders e il tuo corpo è un po' indietro con lo sviluppo." Le cose non sono semplici, almeno finché Anders non trova un amico: un corpo privo di testa! Corpo che poi diventerà quello del famoso cavaliere senza testa di "Sleepy Hollow". In un altro racconto degli scienziati inventano una scanner super potente per gli aereoporti, peccato che, non avendolo testato bene, si scopre che le persone che vi entrano ne escono come degli scheletri. Scoprendo che essere scheletri porta tutta una serie di vantaggi (non si rischia di ingrassare, non bisogna mangiare, non ci si deve preoccupare della propria pelle, di truccarsi, di vestirsi, ecc...) quasi tutti vogliono diventarlo, ma questo comporterà alla lunga qualche problematica. Non poteva mancare poi quello dedicato al mostro di Frankenstein, in "Il progetto di scienze", dove conosciamo un giovane Dottor Frankenstein che però desidera vincere a tutti i costi un progetto di scienze e così costruisce e anima un mostro fatto con parti di cadaveri. Qui però la vicenda è meno tragica perchè il giovane scienziato scopre che la creatura si comporta in pratica come un cane... e lui ha sempre desiderato un cucciolo!
Pur essendo una raccolta di racconti di paura le storie non sono di per sè paurose, anche grazie ai disegni dall'aspetto semplice, minimalista e divertente, che più che altro giocano sull'effetto del finale a sorpresa che mira a sorprendere il lettore, spesso con un pizzico di humor nero.
Un volume adatto a lettori a partire dagli 8/9 anni anche deboli, i quali verranno supportati dalle immagini molto numero all'interno dei testi, le quali spesso suggeriscono cose che nei testi non vengono esplicitate. 
 
Questo libro è stato edito nel 2021 dalla Amulet Books, una divisione della ABRAMS, col titolo "ROWLEY JEFFERSON'S AWESOM FRIENDLY SPOOKY STORIES" ed è stato pubblicato nel 2021 in italiano dalla Editrice Il Castoro. Il volume ha 224 pagine, la copertina rigida, misura 21,5 cm d'altezza e 14,50 cm di lunghezza e costa 14,50 euro (originariamente ne costava 13,00).

Questo è il terzo volume di una serie che conta anche i seguenti titoli:
  1. "Diario di un amico fantastico. Il giornale di bordo di Rowley" (2019): "Ciao, mi chiamo Rowley Jefferson e questo è il mio libro. Adesso anch'io ho un diario, proprio come il mio amico Greg. L'ho intitolato 'Diario di un amico fantastico' perché è quello che papà dice sempre di me. È il mio libro, ma parla anche di Greg, perché è il mio migliore amico. Comunque spero che il mio libro vi piacerà, ci ho lavorato tanto. E spero che piacerà anche al mio amico Greg". "Diario di un amico fantastico" è il primo libro di Jeff Kinney scritto al di fuori della sua serie "Diario di una Schiappa". Le storie di Greg questa volta sono raccontate da un narratore d’eccezione, uno dei personaggi più amati e divertenti della serie: l’intrepido e allegro Rowley Jefferson. Rowley accetta di assumere il ruolo di biografo di Greg, raccontando tutta la storia del suo migliore amico. Ovviamente dalla sua personalissima prospettiva. Fin dalle prime pagine, però, Rowley racconterà più di se stesso che del suo migliore amico… con grande disappunto di Greg!
  2. "Le avventure di un amico fantastico" (2020): Dalla penna di Jeff Kinney il primo libro fantasy del mondo di Diario di una Schiappa! Tenetevi pronti! Rowley presenta... un'avventura di proporzioni epiche! Unitevi al giovane Roland e al suo migliore amico, Garg il Barbaro, nella nobile impresa di salvare la mamma di Roland dalle grinfie dello Stregone Bianco. Riusciranno i nostri intrepidi eroi a trionfare sul Male? Con la consulenza di Greg, tutto è possibile!
 
  
 Sopra: Le copertine dei precedenti volumi di "Le avventure di un amico fantastico", la prima con lo sfondo rosso e la seconda arancione.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 29 giugno 2026

HARRY POTTER e la pietra filosofale di J.K. Rowling e Jim Kay

Ed eccoci finalmente qui a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry potter e la pietra filosofale" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione rigida, mentre a destra quella dell'edizione flessibile.
 
1º novembre 1981. Durante la notte, al numero 4 di Privet Drive, a Little Whinging, in Inghilterra, il potentissimo mago Albus Silente, la strega Minerva McGranitt e il mezzo gigante Rubeus Hagrid lasciano un neonato di un anno di nome Harry James Potter, appena rimasto orfano dei genitori, sulla porta di casa dei suoi zii, Vernon e Petunia Dursley. Questo neonato però non è un bambino qualunque, sentendo i discorsi che i maghi si scambiano: "La professoressa McGonagall scoccò a Silente un'occhiata penetrante, poi disse: <<I gufi sono niente in confronto alle voci che sono state messe in giro. Sa che cosa dicono tutti? Sul perchè è scomparso? Su quel che l'ha fermato una buona volta?>> [...]
<<Quel che vanno dicendo>> incalzò lei, <<è che la notte scorsa Voldemort è spuntato fuori Gedric's Hollow. E' andato a trovare i Potter. Corre voce che Lily e James  Potter siano... siano ... insomma, siano morti>>.
Silente annuì silenziosamente. la professoressa McGonagall ebbe un sussulto. [...] 
La McGonagall proseguì con voce tremante: <<E non è tutto. Dicono che ha anche cercato di uccidere il figlio dei Potter, Harry. Ma che... non c'è riuscito. Quel piccino, non è riuscito a ucciderlo. Nessuno sa né come né perchè, ma dicono che quando Voldemort non ce l'ha fatta a uccidere Harry Potter, in qualche modo il suo potere è venuto meno... ed è per questo che se n'è andato>>.
Silente annuì triste.
<<È... è vero?>> balbettò la professoressa McGonagall. <<Dopo tutto quel che ha fatto... dopo tutti quelli che ha ammazzato... non è riuscito a uccidere un bambino indifeso? E' strabiliante... di tutte le cose che avrebbero potuto fermarlo... Ma in nome del cielo, come ha fatto Harry a sopravvivere?>>
Harry trascorre i suoi primi dieci anni di vita infelice in casa Dursley, tormentato dalle angherie dei perfidi zii e del cugino Dudley: dorme nel ripostiglio sotto le scale, posto squallido e pieno di ragni, veste solo con gli enormi vestiti smessi di Dudley e viene trattato come un ospite indesiderato e disprezzato (dato che la zia e lo zio detestano i maghi e la magia). 
Tutto sembra procedere normalmente, se non che talvolta Harry si scopre capace di fare di fare delle cose insolite: tipo capisce la lingua dei serpenti e riesce a liberarne uno da una teca facendone scomparire il vetro. Inoltre, qualche settimana prima del suo compleanno iniziano ad arrivare a casa degli zii alcune strane lettere, che però non sembrano essere recapitate tramite un postino qualunque. 
Il Signor Dursley  cerca di fuggire da questa invasione di lettere strane, addirittura scappando con tutta la famiglia e rifugiarsi in una fatiscente catapecchia in mezzo al mare per evitare di essere rintracciati ma, nel giorno del suo undicesimo compleanno, la vita di Harry Potter cambia per sempre. Una lettera, consegnata dal gigantesco e arruffato Rubeus Hagrid, contiene infatti delle notizie sconvolgenti. Harry scopre di non essere un ragazzo come gli altri: è un mago e una straordinaria avventura lo aspetta…
 
Sopra: Due pagine interne dove a destra vediamo i testi e a destra una rappresentazione del castello di Hogwarts in autunno.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggono anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Ron (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro. Per cui Hagrid è un uomo gigantesco con "Una criniera lunga e ispida [...] una barba incolta e aggrovigliata" e due occhi neri, mentre Silente viene ritratto mentre indossa una veste viola, ad Hermione invece l'artista ha giustamente disegnato degli incisivi più grandi e pronunciati, proprio come descritto nel libro.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un gatto (in realtà la McGonagall) che osserva una cartina stradale, lo Zio Vernon che inchioda assie sulla porta di casa, Hagrid che parla ad Harry davanti a un camino acceso, un gufo con in bocca una lettera, Harry e Roan seduti sul sedile del treno, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella di Harry rinchiuso nel ripostiglio, Hagrid che entra nella casa dei Dursley, Harry davanti al treno per Hogwarts ne binario 9 e tre quart, Silente mentre si sta mangiando delle caramelle, Harry che lotta contro il troll, Malfoy mentre gli prendono le misure della divisa scolastica, le case di Diagon Alley, il castello di Hogwarts visto da distante tra la nebbia, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo i troll o le uova di drago).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.




  

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (quali Ron, Silente e Draco), altre delle scene del testo (come quella di Harry con in testa il Cappello Parlante o quella di draco mentre gli prendono le misure per la divisa), altre dei paesaggi (come quella del Binario 9 e tre quarti col treno) e altre ancora delle pagine enciclopediche.
 
"HARRY POTTER e la Pietra Filosofale" di J.K. Rowling è stato un libro a cui i sono approcciata con un po' di diffidenza ma anche di curiosità. D'altronde è il primo volume di una saga super famosa e super apprezza, con un fandom molto forte e consolidato, anche grazie all'esistenza dei film. Film che ho visto tutti già quando ero bambina (il primo film uscì nel 2001, quando avevo sei anni), per cui conoscevo a grandi linee i personaggi e la trama, ma sapevo che c'erano diverse differenze rispetto ai film (ma di questo riprenderò a parlare tra un po').
Tagliamo subito la testa al toro: ho trovato questo primo volume un ottimo libro per bambini, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a presentare un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
A tale proposito scopriamo addirittura che esiste una sorta di "gerarchia" legata al sangue nella società dei maghi: i maghi che sono tali da generazioni vengono visti più di buon occhio, essendo considerati praticamente dei nobili, mentre i maghi nati però da genitori babbani vengono a considerati maghi di serie B, e vengono chiamati "sangue marcio". Questo crea una vera e propria discriminazione all'interno della società dei maghi, una questione molto importante che acquisterà ancora maggiore importanza nella serie. Si scoprirà ad esempio che Voldemort ha iniziato a espandere il proprio potere e a riunire attorno a sé dei seguaci proprio facendo leva sull'idea che i babbani, e i mezzo sangue fossero inferiori ai maghi, e che quindi andassero schiavizzati o eliminati.
A proposito di Lord Voldemort egli è l'antagonista per eccellenza della serie, nonché vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry. Egli è il mago oscuro più grande e temuto di sempre, e uno tra i maghi più potenti e capaci di tutti i tempi che, come vi ho anticipato, persegue degli ideali di purezza di sangue e di superiorità della popolazione magica nei confronti di quella babbana. Dopo essere salito al potere alcuni anni prima dell'inizio della saga, dà avvio a un periodo di repressione e terrore che termina quando, nel tentativo di uccidere il neonato Harry Potter, l'incantesimo mortale scagliato contro il piccolo gli si ritorce contro riducendolo a un'ombra disincarnata e privandolo di gran parte dei suoi poteri. 
E' molto interessante il modo in cui l'antagonista ci viene introdotto, in quanto in questo primo volume non non lo conosceremo fisicamente, ma fin dall'inizio iniziamo a capire quanto fosse pericoloso e potente tramite i discorsi che i maghi ne fanno. La paura che incute tra la gente, anche dopo la sua morte e scomparsa per 10 anni, è così grande che la maggior parte delle persone addirittura rifiuta di pronunciare il suo nome, chiamandolo solitamente "Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato" o "Tu-Sai-Chi".
Questo ad esempio mette un po' in difficoltà Hagrid quando deve spiegare a Harry il suo passato: "Si sedette, fissò per alcuni istanti il fuoco e poi disse: <<Credo che tutto è iniziato con... con una persona di nome... E' incredibile che tu non sai come si chiama: tutti, nel nostro mondo, lo sanno...>> 
<<Chi?>>
<<Be'. preferisco non dire il nome, se posso. Tutti preferiscono, tutti.>>
<<E perchè?>>
<<Per tutti i gargoyle, Harry, la gente ha ancora una fifa nera. Miseriaccia, quant'è difficile! Vedi, c'era questo mago che poi ha... ha preso la via del male. Tutto il male che riesci a immaginare. Il peggio. Il peggio del peggio. Il suo nome era...>>
Hagrid prese fiato ma non gli uscì una parola di bocca.
<<Puoi scriverlo?>>
<<No, non so scriverlo. E va bene: Voldemort>> Hagrid rabbrividì."
In generale comunque tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Harry comunque è anche un eletto, e in effetti la sua figura potrebbe essere associata a una sorta di Gesù Cristo: colui che è è nato uomo tra gli uomini ma per liberare questi ultimi dal male (cioè Voldemort, il quale rappresenta in un certo senso il Diavolo, cioè tutto il male del mondo). Probabilmente è per questo che la Chiesa, quando i libri iniziarono, fin da subito, a ottenere un ampio successo di pubblico arrivò a volerli censurare, con preti che che invitavano le persone a non leggerli.
Tornando ai personaggi del libro abbiamo poi Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, quello che diventerà il migliore amico di Harry, il sesto di sette fratelli, tutti più grandi di lui, tranne l'ultimo che però è femmina. Per questo motivo Ron si sente spesso messo da parte e vorrebbe anche lui ogni tanto essere al centro dell'attenzione, il che lo porta ad essere un po' geloso di Harry, dato che quest'ultimo è praticamente famoso. E' un ragazzo simpatico, è leale, spiritoso e allegro, anche se a volte si dimostra anche insensibile, egoista e sarcastico (soprattutto però nei libri successivi).
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, anche se lo diventerà un po' dopo, in quanto all'inizio ha un carattere un po' spocchioso e da "so tutto io", che nasconde però una latente insicurezza che tenta di mascherare con un atteggiamento all'inizio fin troppo sicuro e un po' arrogante. In realtà si dimostra una bambina molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). 
Come antagonista secondario abbiamo invece Draco Malfoy, un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani, oltre ad essere sicuro di sè, spocchioso, che si crede superiore a tutti gli altri, viziato, prepotente, ma anche codardo e, sotto sotto, è geloso di Harry, che è potente, amato e rispettato dagli altri.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), Hagrid (il gigantesco e gentile, anche se un po' ignorante, guardiacaccia di Hogwarts, il quale sembra avere un segreto da nascondere, fedele a Silente in tutto e per tutto), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry), Gazza (una sorta di bidello della scuola, il quale sembra provare un certo risentimento nei confronti degli studenti). Senza dimenticarsi dei membri della famiglia Weasley, dai fratelli gemelli Fred e George, ai componenti della famiglia Dursley (Vernon, Petunia e il cugino di Harry Dudley), ecc... 
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che conosceremo nel primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro (alcuni magari li approfondirò nelle recensioni dei successivi libri). Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono infatti indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è valida, presentando all'inizio diversi elementi fiabeschi,  e in questo primo libro vediamo il protagonista introdotto (assieme ai lettori) nel mondo dei maghi, e in particolare nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, un luogo molto affascinate dove i giovani maghi e le giovani streghe imparano, nell'arco di 7 anni, a governare, controllare e sviluppare i propri poteri, seguendo vere e proprie lezioni di magia di vario genere. Abbiamo ad esempio come materie: trasfigurazione (la magia che permette di cambiare forma alle cose), incantesimi, pozioni, storia della magia, difesa contro le arti oscure, erbologia, volo. A queste se ne aggiungeranno poi altre a partire dal terzo anno: cura delle creature magiche, babbanologia, astrologia, divinazione, aritmanzia, antiche rune.
Anche solo assistere a queste lezioni di magia è molto interessante e coinvolgente, ma la Rowling ha inserito nella storia anche un mistero da risolvere: sembra infatti che a Hogwarts venga custodito un oggetto molto potente che qualcuno (forse proprio Lord Voldemort) vuole avere a tutti i costi. Harry Hermione  Ron inizieranno quindi a indagare e a darsi da fare per scoprire di che oggetto si tratta e come arrivare a trovarlo, affrontando prove impegnative dove ciascuno di loro dovrà dimostrare le proprie abilità e conoscenze acquisite durante l'anno di scuola, fino ad arrivare al colpo di scena verso la fine del libro. Perchè Harry sarà pure il Presccelto e tutto il resto, ma senza l'aiuto dei suoi amici non sarebbe arrivato così lontano, cosa che mette in risalto l'importanza e il vaore dell'amicizia.
Colpo di scena che non è affatto facile e scontato da indovinare (altrimenti che colpo di scena sarebbe in effetti), in quanto la storia ti porta a credere che il cattivo sia il professor Piton, dando ai lettori ottime ragioni per crederlo, per poi ribaltare le carte in tavola.
Questo primo capitolo della saga di Harry Potter è un ottimo punto di partenza che introduce i lettori in un universo inedito, magico ed affascinante, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta per bambini a partire dagli 8/9 anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo è quella del protagonista, quindi 10/11 anni.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Il primo film credo rimanga parecchio fedele all'opera originaria, sebbene ovviamente ci sia qualche taglio o qualche scena modificata, ma le parti più importanti sono state mantenute e anche l'aspetto dei vari personaggi risulta più che soddisfacente e aderente alle descrizioni del libro. Nel film forse i maghi tendono a vestirsi in maniera meno stravagante (compreso Silente) e manca la scena iniziale con Zio Vernon che inizia la sua giornata vedendo cose strane capitargli attorno, con suo grande disappunto (comprese persone vestite in maniera molto bizzarra), ma rende l'inizio del film più impattante e deciso iniziarlo con la scena di Silente e la McGonagall che discutono e Hagrid che arriva con Harry.
Tra le maggiori differenze che ho riscontrato tra libro e film c'è l'assenza di Pix, che però tutto sommato non si sente più di tanto. 
La differenza maggiore a livello di trama riguarda Norberto, il cucciolo di drago che viene ceduto ad Hagrid, che nel libro viene cresciuto da lui con l'aiuto dei nostri amici per diverso tempo, finché non riescono a dare Norberto a Charlie, venendo quasi beccati da Draco. Nel film invece sembra che la presenza del drago venga denunciata abbastanza in fretta e che questo venga subito portato via da Hogwarts. Infatti nel film la punizione che subiranno, e che li porterà nella Foresta Proibita, è dovuta al fatto che Draco Malfoy li ha visti nella capanna di Hagrid dopo mezzanotte. 
Quando i bambini si trovano nella Foresta nel film incontrano un solo centauro, mentre nel libro si tratta di un branco. A parte Ron, che sconta la punizione al posto di Neville nel film, Harry inizialmente è in coppia con Draco e Thor quando il gruppo si divide in due all'inizio della punizione. Nel libro, invece, Harry è inizialmente in coppia con Hagrid e Hermione quando il gruppo si divide, ma dopo che Draco gioca un brutto scherzo a Neville, Hagrid è costretto a scambiare Harry e Neville tra i due gruppi. 
Queste le differenze maggiori, ma che comunque non intaccano la resa finale della pellicola: mettere in scena un intero branco di centauri sarebbe probabilmente risultato troppo costoso e mostrare che prima Harry non era in coppia con Malfoy una perdita di minutaggio non necessaria. 
Rimane un film godibilissimo e incantevole, con alcune scene iconiche e alcuni effetti speciali davvero notevoli, soprattutto per l'epoca. 
 
 
Sopra: A sinistra la locandina del film, mentre a destra una scena in cui vediamo Harry con il Cappello Parlante i testa prima di venire smistato nella sua Casa.
 
Questo volume è stato edito nel 2015 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Pilosopher Stone" ed è stato pubblicato nel 2015 in italiano dalla Salani. Il volume ha 256 pagine, la copertina rigida, misura 27,3 cm d'altezza e 23 cm di lunghezza e costa 29,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 25 giugno 2026

L'Ickabog di J.K. Rowling

J.K. Rowling è la famosissima autrice della saga di Harry Potter, ma non ha scritto solo quelli di libri per ragazzi. Durante la pandemia ha infatti ultimato e fatto pubblicare "L'Ickabog", una storia su un mostro (ma alla fine il mostro non è quello che pensiamo) illustrata dai bambini stessi, anche se nel 2025 ne è stata fatta uscire una nuova edizione con le illustrazioni di Ben Mantle.
  
   
Sopra: A sinistra la copertina della prima edizione del 2019, mentre a destra la nuova edizione di settembre del 2025 illustrata da Ben Mantle.

C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone.
"C'era una volta una minuscola nazione chiamata Cornucopia, da secoli governata da una lunga stirpe di re dai capelli biondi. Ai tempi della nostra storia il re si chiamava Teo il Temerario. Il "Temerario" l'aveva aggiunto lui la mattina dell'incoronazione, in parte perchè stava bene con "Teo", ma anche perchè una volta era riuscito a catturare e uccidere una vespa tutto da solo, se non contiamo i cinque valletti e i lustrascarpe.
Re Teo il Temerario era salito sul trono sull'onda di un'enorme popolarità. Aveva graziosi riccioli d'oro, bei baffi ricurvi e stava benissimo con i calzoni aderenti, il farsetto di velluto e la camicia con i volant che gli uomini ricchi indossavano a quei tempi. Teo aveva fama di essere generoso, sorrideva e salutava sempre ed era tremendamente bello nei ritratto che in tutto il regno venivano appesi nei municipi. Il popolo di Cornucopia era molto contento del nuovo re, e in tanti pensavano che sarebbe stato un sovrano migliore di suo padre, Riccardo il Ritto, che aveva i denti tutti storti (anche se allora nessuno ne parlava mai).
Detto fatto, Re Teo era stato molto sollevato quando aveva scoperto quanto era facile governare Cornucopia. Il paese sembrava andare avanti da solo. [...] Teo non doveva afre altro che lanciare sorrisi raggianti ai suoi sudditi ogni volta che usciva una carrozza e andare a caccia cinque volte a settimana con i suoi due migliori amici, Lord Scaracchio e Lord Flappone."
Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria…Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.
Una fiaba straordinaria, scritta da una delle più grandi narratrici di sempre, sul potere della speranza, dell’amicizia e della verità e il loro trionfo a dispetto di ogni sventura.

 
Sopra: Due pagine iniziali che mostrano a destra il testo e l'inizio del primo capitolo, e a sinistra un'illustrazione realizzata da un bambino di otto anni che rappresenta una mappa del regni di Cornucopia (e paesi confinanti).
 
Il libro è accompagnato da delle illustrazioni a colori realizzate da dei bambini, più precisamente da "i vincitori del Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog".
Questa storia infatti è stata iniziata ad essere scritta molti anni fa, assieme ai libri di Harry Potter, ma è stata pubblicata solo negli anni del Covid-19, quando l'autrice ha deciso di mettere la storia on-line chiedendo ai bambini di illustrarla, come scritto nella Prefazione: "L'Ickabog è finito in soffitta, incompiuto. Lì è rimasto per oltre un decennio, e probabilmente sarebbe ancora lassù se non ci fosse stata la pandemia da COVID-19 e milioni di bambini non fossero stati bloccati in casa, senza poter frequentare la scuola o incontrare gli amici. E' stato allora che ho avuto l'idea di mettere la storia online, gratuitamente, e chiedere ai bambini di disegnarne le illustrazioni.
La storia è infatti accompagnata da vari disegni realizzati da bambini di un'età che va dai sette ai dodici anni, i quali sono tutti a pagina intera e sono stati messi alla fine dei capitoli che li riguardavano. Ovviamente lo stile di queste immagini cambia a seconda dell'artista e della sua età, per cui ad esempio si possono vedere illustrazioni più realistiche e curate, fatte da bambini di 11/12 anni, ed altre più infantili, in cui ad esempio non vengono rispettate le proporzioni, la profondità della scena, o la prospettiva.
Nell'insieme comunque si vede che ciascun bambino si è impegnato nel realizzare il suo disegno, in quanto le immagini risultano tutte curate, a modo loro, e in certi casi i ragazzini hanno realizzato delle composizioni piuttosto belline.
Tutte le immagini sono molto colorate, con tinte accese e brillanti, di solito a pennarello oppure fatte con le matite colorate.
Le illustrazioni rappresentano luoghi, oggetti, personaggi e scene descritte nella vicenda. Ad esempio all'inizio del libro, quando ci viene introdotto il paese di Cornucopia troviamo un disegno della mappa del regno, compreso di paesi confinanti e delle loro specialità culinarie. Vediamo anche disegni che ritraggono il sovrano Teo, il capitano delle guardie Buonuomo, l'amico del re Scaracchio, Lady Eslanda ed altre dame di corte che salutano i cavalieri che partono da un balcone, ecc...
Tra gli oggetti rappresentati troviamo invece delle piume e del sangue di gallina lasciati sul pavimento, uno yo-yo, un vassoio alzatorte con dei dolcetti, un manifesto su Robi indicato come ricercato. Mentre tra le scene che sono state rappresentate troviamo quella dove la cameriera Bertina origlia la conversazione nella Stanza della Guardia, quella dove Margherita esce dal sacco in cui era stata rinchiusa, quella dove quattro ragazzini si stanno dirigendo verso le Paludi,  
 
  
 
  
 
  
 Sopra: Alcune pagine con i disegni realizzati dai bambini, posizionati alla fine del capitolo che rappresentano. Sotto ogni disegno vengono riportate le frasi del testo che riguardano l'illustrazione, il nome e l'età dell'artista.
 
 "L'Ickabog" di J.K. Rowling inizia quasi come una fiaba, con tutti i crismi per sembrare una lettura incantevole e leggera: c'è una paese prosperoso dove tutti abitano felici e che va avanti praticamente da solo, c'è un re poco sveglio ma gentile e amato dal suo popolo, ci sono un bambino e una bambina (Robi e Margherita) che sono amici fin da piccoli e sembrano inseparabili... e c'è una leggenda riguardo a una creatura spaventosa che vive nelle paludi e che viene chiamato Ickabog, a cui però nessuno crede.
 Insomma tutto sembra scorrere lento, placido e tranquillo, finché non avviene il primo decesso: la madre di Margherita, una dei due protagonisti della storia, muore poiché non stava troppo bene e ha voluto strafare cucendo per il re un abito in tre giorni: "Ora, Re Teo aveva sentito dire che la capo sarta non stava molto bene, ma non ci aveva fatto caso. Non si fidava di nessun altro per realizzare il pizzo d'argento a regola d'arte, perciò ordinò che fosse lei a fare il lavoro. Fu così che la madre di Margherita rimase sveglia tre notti di seguito per finire l'abito viola in tempo per la visita del Re di Pluritania, e all'alba del quarto giorno la sua aiutante la trovò sul pavimento, con l'ultimo bottone di ametista stretto in mano, morta."
Un evento piuttosto inatteso, ma che sembra venire superato abbastanza in fretta, nonostante la famiglia della sarta venga fatta traslocare in un altra casa, più piccola e vicino al cimitero, ma lontana dal castello. Poi a castello, durante la giornata delle udienze, viene ricevuto uno dei pastori che vivono vicino alla palude dove si dice di nasconda l'Ickabog. Il pastore afferma che di aver visto il mostro e che questi gli abbia mangiato il cane. Il resto nei nobili non credono alle parole dell'uomo: tutti sanno che l'Ickabog non è altro che una sciocca diceria, nulla più di una leggenda. Ma re Teo proprio quel giorno (a causa di alcune parole che aveva detto Margherita) decide che vuole mostrarsi coraggioso e benevolo, così decide di partire verso le paludi e scovare il mostro.
Nelle Paludi la nebbia però si fa fitta, e Lord Flappone, uno dei due amici del Re Teo, spara  per sbaglio al Capo delle Guardie reale, nonché padre di Robi. Per nascondere l'errore dell'amico Scaracchio decide di accusare il mostro, poiché lo stesso Re Teo afferma di averlo visto (in realtà si era confuso con una roccia): fa avvolgere il corpo della guardia nei mantelli e impedisce a tutti di vedere il corpo, dicendo che, poichè l'Ickabog lo stava mangiando, è in condizioni troppo pietose per essere visto. 
Siamo ora al secondo decesso, ma preparatevi perchè da qui in poi le cose precipiteranno e ci ritroveremo ad assistere a più omicidi e morti che in un giallo di Agatha Christie! Perchè Lord Scaracchio coglie subito l'opportunità, perchè capisce che, grazie alla paura istillata dal mostro, egli può controllare il Re Teo e, di conseguenza, ottenere il potere di governare tutto il regno. E va avanti col suo piano in maniera astuta e, soprattutto, spietata: i soldati che pongono domande vengono fatti rinchiudere e condannati a morte, gli altri vengono minacciati se dicono qualcosa; il primo consigliere del Re, quando inizia a fare domande e a chiedere dei giusti processi e di esaminare il corpo, viene fatto fuori da un altro complice di Scaracchio (il nuovo Capo delle Guardie Reali); i restanti consiglieri vengono minacciati; viene istituita una tassa per combattere L'Ickabog e chiunque la metta in dubbio o metta in dubbio l'esistenza del mostro viene accusato di tradimento e fatto condannare a morte o fatto sparire. Addirittura, quando Lord Scaracchio sente che la gente di altri paesi mette in dubbio l'esistenza dell'Ickabog rapisce e rinchiude il padre di Margherita, che fa il falegname, e lo costringe a realizzare delle finte zampe, così da lasciare delle impronte dell'Ickabog. Ovviamente le vittime del mostro sono persone scomode, che magari pongono troppe domande, ma a volte anche gente a caso, che viene sacrificata per continuare ad alimentare la paura della bestia. E così nel giro di cinque anni la città felice si ritrova a vivere nel terrore e nella povertà, con persone che muoiono di fame lasciando molteplici bambini orfani, i quali vengono messi in orfanotrofi gestiti da gente perfida e senza scrupoli: "I bambini dell'orfanotrofio erano pieni di tagli e lividi per colpa delle sbronze di Ma' Grugna. Molti dei suoi "ospiti" non duravano a lungo, a causa della dieta a base di cavoli e della cattiveria. Mentre alla porta si formava una fila infinita di bambini affamati, il piccolo cimitero sul retro era sempre più pieno. A Ma Grugna non importava, per lei tutti i Gianni e le Gianne dell'orfanotrofio erano uguali, con quelle facce pallide e tirate: il loro unico valore stava nell'oro che prendeva per accoglierli."
La stessa Margherita finisce in questo orfanotrofio (lasciata da una guardia che non ha voluto ucciderla essendo una bambina), mentre successivamente anche Robi si trova a dover scappare, braccato dalle guardie reali che hanno già catturato la madre, la quale ha scoperto il tranello, così vogliono eliminare anche lui: "<<Dobbiamo trovarlo>> grugnì la voce familiare del maggiore Blatta. <<È il figlio della prima vittima dell'Ickabog. Se Robi Raggianti comincia a raccontare in giro che il mostro non esiste, la gente gli crederà. Dividetevi e cercatelo, non può essere andato lontano. E se lo prendete>> disse Blatta, mentre i passi pesanti dei soldati risuonavano sulle assi di legno di casa Raggianti, <<uccidetelo. Ci inventeremo una storia più tardi>>."
Insomma, la situazione si fa ben presto disperata ma, come in ogni storia che si rispecchi, quando si tocca il fondo non si può che risalire. 
Così i protagonisti, assieme ad altri due amici scappano dall'orfanotrofio e giungono presso le Paludi, dove vengono salvati da... un Ickabog! Creatura che si rivelerà essere piuttosto interessante...
La scorrevolezza della storia rende facile entrare nel mondo di Cornucopia e immaginare le ricche terre di Chouxville, Montecaglio, Jeroboam o quella povera e desolata delle Paludi.
Una vicenda che finisce per colpire dritta al cuore, soprattutto grazie ai personaggi ben caratterizzati, a cui come lettori ti affezioni, interessandoti profondamente delle loro sorti. Non sono da meno però neppure gli antagonisti, che al contrario sapranno come farsi odiare dai lettori per la loro spietatezza e indifferenza verso le sofferenze altrui, non mostrando mai alcuno scrupolo. Interessante invece il personaggio di Re Teo, il quale racchiude sia lati positivi che negativi, in quanto di per sé non è una cattiva persona, anzi avrebbe anche un buon cuore; peccato che è un re che non sa gestire il potere, oltre ad essere di indole vanitosa, egoista e pigra.  Alla fine infatti verrà punito per i suoi crimini, ma troverà anche il modo di redimersi, capendo i propri errori.
Un libro che mostra come il potere possa diventare un'arma estremamente pericolosa se lasciata nelle mani di re vanitosi, sciocchi e volubili come Re Teo, il quale si è lasciato facilmente manipolare dai quelli che considerava i suoi più cari amici. Una storia che ci mostra come la paura e l'ignoranza possano essere usata come un'arma di controllo di massa per piegare la gente al proprio volere. Infine, come vi avevo detto all'inizio, questa è una storia che parla di un mostro, ma capiamo che il vero mostro non è l'Ickabog, accusato ingiustamente di tante malefatte e usato come capro espiatorio, ma che alla fine il vero mostro è l'antagonista: il crudele, spietato, ma furbo Lord Scaracchio, che per i suoi egoistici tornaconti ha fatto ammazzare probabilmente tantissimi innocenti (bambini compresi) e ha fatto soffrire e patire la fame a migliaia di persone.
Una storia che ha le sembianze di una storia per l'infanzia, quasi fiabesca, ma che sotto sotto è anche un po' crudele e grottesca, che nasconde una forte critica politica e una lezione contro le fake news e sul verificare sempre l'attendibilità e la correttezza delle informazioni prima di accettarle e diffonderle (argomento che deve stare particolarmente a cuore alla Rowling, dato che è presente anche negli ultimi volumi della saga di Harry Potter). Come però tipico dei romanzi per l'infanzia saranno i bambini e i ragazzini a coalizzarsi e a opporsi finalmente a questa politica corrotta, nonostante (o forse proprio per quello) siano state loro le prime vittime di questo mal governo. Nel libro infatti non mancano riflessioni sull'importanza dell'amicizia e del supporto reciproco.
Una lettura consigliata a partire dai 9/10 anni, consapevoli però del fatto che per i primi due terzi del libro i giovani lettori assisteranno a tante ingiustizie e a tante morti. 

Quest'opera è stata edita nel 2020 dalle Hachette Children's Group col titolo "The Ickaborg" ed è stata pubblicata in italiano sempre nel 2020 dalla Salani Editore. Ha la copertina rigida, ha 320 pagine, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 19,80 euro.

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lunedì 22 giugno 2026

ANNA KADABRA: Il club della Luna Piena di Pedro Manas e David Sierra Liston

Oggi vi parlerò del primo di una serie di libri per bambini e bambine che, seguendo l'esempio di "Isadora Moon", ha riscontrato un notevole successo sia in patria che in Italia.
Sto parlando della serie di Anna Kadabra, scritta da Pedro Mañas e illustrata da David Sierra Listón. La serie segue le vicende di Anna, una ragazzina che, dopo essersi trasferita con i genitori nella città di Moonville, scopre di essere una strega, scelta dal suo gatto magico, Cosmo, per entrare a far parte del Club della Luna Piena, un club dove le viene insegnato a usare la magia in segreto. Il primo volume è proprio quello di: "Il club della Luna Piena". 
 
Sopra: Sulla copertina vediamo comparire la protagonista mentre vola nel cielo col suo gatto grigio scuro e il suo monopattino magico.
 
Anna si vede costretta a trasferirsi nella lugubre cittadina di Moonville, dove i genitori hanno deciso di aprire una pasticceria. La bambina non è per niente entusiasta dell'idea, tanto che il giorno della partenza prova a nascondersi sotto al letto. L'inizio non sembra promettente: la nuova casa emette strani rumori; a scuola c’è una maestra arcigna che la mette sempre in punizione. Per non parlare di Oliver, il peggior compagno di banco del mondo! 
Per fortuna che con lei è venuto anche un gatto randagio che sembra essersi affezionato alla bambina, anche se i suoi genitori non vogliono tenerlo.
Peccato che già il primo giorno di scuola ad Anna capita qualcosa di inaspettato: solo con la forza del pensiero fa cadere sulla testa del proprio insopportabile compagno di banco il cestino dei rifiuti! Come è stato possibile se lei non l'ha neanche toccato?
Anna Kadabra scopre così di essere una strega: "Scommetto che mi immaginavo con un mantello nero, il naso bitorzoluto e le scarpe a punta... e invece no! Se me ne andassi in giro con l'uniforme ufficiale, sarei subito scoperta. Così, al posto dei bitorzoli, ho una manciata di lentiggini, e invece del mantello porto T-shirt colorate e gonne di tulle. le scarpe le ho, ovvio, ma da ginnastica. Ho anche una bacchetta personalizzata, un quaderno di incantesimi e un animale magico. Ma soprattutto, porto sul petto una piccola luna che brilla nell'oscurità. È il simbolo del Club della Luna, la società segreta di cui faccio parte. Se sei un tipo coraggioso magari un giorno potrai unirti a noi."
Ma scoprire di essere una strega non è una questione tutta rose e fiori, in quanto Anna dovrà impare ad usare i suoi poteri, a rispettare le regole del club della Lina Piena e a stare attenta ai cacciatori di streghe. Come Oliver, il suo compagno di banco! E se questa non fosse l’ennesima sventura, ma l’inizio di una straordinaria e magica amicizia?
 
 Sopra: Alcune pagine iniziali, molto colorate, in cui vediamo una presentazione dei personaggi principali, tra cui la protagonista, gli altri studenti del club della Luna e la loro maestra, e l'antagonista (che sbircia dalla finestra).
 
I testi sono accompagnati dalle numerose illustrazioni di David Sierra Liston le quali si caratterizzano per avere dei tratti e delle linee curve e morbide, molto nette e pulite che definiscono bene controni e dettagli. Queste linee sono poi riempite con colori luminosi, saturi, vivaci, intesi, sgargianti e brillanti, per cui i disegni risultano anche ad un primo impatto molto colorati e allegri, ricchi di colori, tra i quali sembrano a volte preponderare le sfumature di rosa e viola, con qualche tocco di verde (entrambe tinte presenti sulla protagonista, con la sua felpa rosa e i capelli verdi).
I personaggi di Liston non hanno un aspetto eccessivamente realistico, e si caratterizzano per le teste grandi e rotonde, gli occhi molto grandi e vivaci dalla forma ovale e un po' allungata, corpi dalle proporzioni leggermente deformate in stile cibi/kawaii. I volti dei personaggi, sebbene caratterizzati da pochi e semplici tratti, risultano molto espressivi, trasmettendo ai lettori una certa emotività in modo piuttosto immediato, anche senza i testi.
Ogni personaggio si caratterizza per un abbigliamento piuttosto peculiare e una precisa palette di colori: Anna indossa una felpa rosa, una gonna nera a stelle e delle calze a strisce rosa e nere; Marcus ha pantaloni neri, ma maglietta, felpa con una coda di rondine e scarpe da ginnastica verdi; Sarah un maglioncino giallo, una gonna corta nera a balze, una cappello da strega nero e viola e delle calze sempre viola al ginocchio; Angela indossa un maglioncino arancione, degli stivali da pioggia verdi e un mantello con cappuccio verde con dei decori gialli.
I disegni possono essere sia a pagina intera che inseriti in mezzo ai testi e rappresentano personaggi e scene descritte nella storia: c'è ad esempio un disegno, all'inizio, dedicato completamente a mostrarci la protagonista. Dopodiché vediamo scene come: quella in cui Anna viene tirata fuori dal sotto il letto dalla madre; quella in cui Anna e Marcus volano in cielo seduti sulla bicicletta volante del bambino; Oliver che guarda la statua lucidata del suo antenato mentre Anna osserva la scena dal negozio dei suoi genitori sullo sfondo; i membri del club e la maestra che bevono un tè magico seduti attorno a un tavolino rotondo; ecc...
I disegni, dalle atmosfere magiche e giocose, aiutano sicuramente i giovani lettori a comprendere meglio la storia, supportandoli durante la lettura, aiutandoli a visualizzare bene i personaggi e le scene, anche perchè l'artista afferma di non volersi limitare a descrivere il testo, ma vi aggiunge atmosfera, dettagli umoristici e sguardi che creano una seconda lettura visiva. 
 
  


  
Sopra: Alcune illustrazioni di Sierra Liston, molto colorate (con una predominanza di rosa e viola), in cui vediamo vari personaggi, tra cui tutti i membri del club e la maestra.
 
"ANNA KADABRAIl club della Luna Piena" di Pedro Manas è una lettura semplice ma carina adatta ai lettori dai 4/5 anni, dai sette invece per la lettura autonoma. La storia forse non è particolarmente innovativa dato che si inserisce nel classico filone di bambine che scoprono di avere poteri magici che devono tenere nascosti, ma la narrazione in prima persone con i commenti e i pensieri ironici della protagonista, che cerca di coinvolgere attivamente i lettori per farli empatizzare con lei, rendono la lettura piacevole e coinvolgente.
La storia ruota attorno ad Anna Green (che poi verrà soprannominata Anna Kadabra nella club della Luna), una bambina che scopre di avere dei poteri magici e che per questo viene attirata, assieme alla famiglia, nel villaggio di Moonville, dove si trova una scuola di magia che conta altri tre membri: Marcus Pocus, Angela Sesamo e Sahan Kazam. Il sistema magico non è molto complicato, ma presenta alcune particolarità: ogni apprendista ha un famiglio (un animale magico), ognuno possiede un diario su cui annotare le formule magiche che si inventa (le formule magiche infatti non vengono insegnate ma ogni studente deve ricavarle da sé), ognuno possiede una bacchetta che si è fatto da solo secondo alcune istruzioni, e infine ciascun mago o strega possiede una magia del colore. Ogni magia ha quindi una funzione diversa in base al colore: "Madame Prune aveva la magia bianca, che ha poteri riparatori e curativi. La magia verde di Marcus serviva a dominare la natura. Angela, con la sua magia viola, era specializzata in incantesimi notturni e di mimetizzazione. Invece, la magia gialla di Sarah era ideale per cambiare l'apparenza delle cose." Anna invece possiede la magia dell'arcobaleno, con cui può fare "quasi tutto", ma come la protagonista scoprirà che controllare la propria magia non è così facile. Oltre a questo Anna Kadabra deve rispettare le tre regole di diamante del club: nessuno al di fuori del club deve sapere dei tuoi poteri; non si può rubare l'incantesimo di un compagno; si deve usare la magia soltanto per fare del bene.
Purtroppo Anna si troverà ad infrangere più di qualche regola, anche se a volte inconsapevolmente e poi per una buona causa, rischiando l'espulsione dal club. Fortunatamente Anna è anche una bambina coraggiosa che quando vede Oliver Dark (un discendente di un vecchio cacciatore di streghe) e i suoi amici marciare verso la scuola con delle torce, non ci pensa due volte a volare in soccorso dei suoi amici e a combattere Oliver.
Nonostante poi la storia sia piuttosto breve, l'autore ha provato a caratterizzare almeno un po' i personaggi, tra cui la protagonista, che è una ragazzina simpatica, ironica e coraggiosa anche se pasticciona; Marcus, che è un ragazzo disponibile, simpatico e gentile, nonché migliore amico di Anna; Angela adora i fumetti, i videogiochi e si abbiglia sempre in modo strano per sentirsi diversa ogni giorno; Sarah, una delle alunne del club, la quale ci tiene molto ad essere la migliore ed è quindi gelosa di Anna dato che lei possiede il potere arcobaleno. Sarah cercherà pure di far espellere Anna facendole usare una formula non sua con l'inganno, così da eliminare la concorrenza, ma alla fine le due supereranno i loro screzi diventando amiche.
Una lettura piacevole e carina adatta ai primi lettori, soprattutto quelli amanti delle storie di magia, i quali verranno supportati anche dalla numerose e colorate illustrazioni di David Sierra Liston.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2020 dalla Oxford University Press col titolo "El Club de la Luna Llena" ed è stata edita nel 2021 in italiano dalla DeAgostini. Il volume ha 128 pagine, la copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 7,90 euro.
 
Seguiti di "ANNA KADABRA":
  • 2) "Un problema con le ali" (marzo 2021) ["Un problema con alas" (2020)]
  • 3) "Un mostro nella vasca da bagno" (marzo 2021) ["Un monstruo en la banera" (2020)]
  • 4) "La festa di mezzanotte" (marzo 2021) ["Fiesta a medianoche" (2020)]
  • 5) "L'isola degli animali magici" (ott. 2021) ["La isla del las mascotas" (2021)]
  • 6) "Dolcetti pericolosi" (aprile 2022) ["Pasteles peligrosos" (2021)]
  • 7) "Tutti in scena" (2022) ["Un lobo in scena" (2021)]
  • 8) "Il festival della stregoneria" (2022) ["El festival de brujeria" (2021)]
  • 9) "Il segreto della foresta" (2023) [ "El segreto del bosque" (2021)] 
  • 10) "Il canto delle sirene" (2024) ["La llmada de las sirenas" (2022)]
  • 11) "La fiera delle ombre" (2024) ["La feria de las sombras" (2023)]
  • 12) "La valle degli unicorni" (2024) ["El valle de los unicornios. Aventuras legendaria 1" (2022)]
  • 13) "I baby maghetti" (2025) ["Brujos en panales" (2023)] 
  • 2) "Le magiche avventure di Anna Kadabra: La canzone dei draghi" (2025) ["Aventuras legendaria 2: La canciòn de los dragones" (2023)] 
Seguiti di "ANNA KADABRA" non ancora tradotti in italiano:
  • 3) " Aventuras legendaria 3: El ùltimo narvalo" (2024)  
  • 13) "Peligro en la masiòn" (2024)  
  • 14) "El reto del volcan" (2024)  
  • 15) "La noche de la impastora" (2025) 
  • 16) "El libro proihibito" (2025) 
  • 17) "La tormenta arcoíris" (2026)
  • 4) " Aventuras legendaria 4: El rescate del Fénix" (2024)   
 
 
 Sopra: Alcune delle copertine degli altri libri della serie di Anna Kadabra.
 
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mercoledì 17 giugno 2026

Capitan Mutanda contro i malefici zombi babbei di Dav Pilkey

"Capitan Mutanda contro i malefici zombi babbei" è il terzo capitolo di una prolifica saga (che attualmente conta 12 volumi) scritta e illustrata da Dav Pilkey, e  che vede per protagonista Capitan Mutanda (Captain Underpants nell'originale), un supereroe ideato da George Beard e Harold Hutchins (nelle prime edizioni italiane erano chiamati Giorgio Giorgi e Carlo de' Carlis), due bambini di 9-10 anni, in Ohio. Si tratta sostanzialmente di una parodia dei supereroi in costume, che, oltre ad un tradizionale mantello rosso, indossa soltanto delle mutande, dalle quali tira fuori gli strampalati gadget che gli servono per combattere (ad es. la "Carta Igienica dei Diritti"), e lotta con i "poteri della mutanda". George e Harold ne fanno il protagonista di una loro divertente serie a fumetti, in cui prendono anche in giro gli insegnanti e studenti della scuola elementare che frequentano, la Stanlio e Ollio (nelle prime edizioni italiane si chiama Gabriele de' Amicis). Oltre a ciò, i due amici combinano guai di ogni genere, attirandosi le ire del signor Grugno (Benjamin "Benny" Krupp nell'originale), il direttore della scuola.
Nel primo episodio della serie perciò George e Harold ipnotizzano il signor Grugno con un anello 3D e gli fanno credere di essere lui stesso Capitan Mutanda. Quest'ultimo diventa quindi l'alter ego del signor Grugno, che ogni volta che si trasforma getta via i vestiti e il parrucchino, tenendosi solo le mutande e una tenda di poliestere rossa usata come mantello.
 
  
 Sopra: A sinistra la copertina della prima edizione del 2001, in bianco e nero, mentre a destra la nuova edzione del 2016 a colori.
 
Questa volta Giorgio e Carlo l'hanno combinata grossa: uno dei loro scherzi ha fatto scappare le signore della mensa. Infatti i due bambini hanno consegnato alle cuoche una ricetta per dei pasticcini che prevede l'uso di aceto e bicarbonato, peccato che le cuoche, avendoli voluti preparare per l'intera scuola, per poco la scuola non l'hanno fatta saltare in aria! Così, stufe dei continui scherzi e delle prese in giro di di Giorgio e Carlo, le signore della mensa si sono licenziate
Caso vuole però che proprio quella notte siano atterrati sulla terra degli alieni che vogliono conquistare il mondo e che si fanno assumere dal direttore come nuove cuoche. 
"Era una notte e fredda e limpida a Piqua, nell'Ohio, e un oggetto in fiamme attraversò il quieto cielo di mezzanotte. Brillò intensamente per un secondo o due, poi svanì proprio sopra la Scuola Elementare Gabriele de Amicis. E nessuno ci pensò più.
Il giorno dopo tutto sembrava normale. Nessuno notò nulla di diverso intorno alla scuola. Nessuno restò attenzione al tetto. E, naturalmente, nessuno guardò in su dicendo: <<Ehi, che ci fa quella specie di nave spaziale sul tetto della scuola?>>.
Forse, se qualcuno avesse parlato, il tremendo avvenimento che ne seguì non sarebbe mai accaduto, e tu ora no staresti leggendo questa sotira. MA nessuno parlò e... be', successe quel che successe. Come possiamo chiaramente vedere, c'era una nave spaziale sul tetto dell'edificio. E a bordo della nave spaziale c'erano i tre più malefici, ripugnanti e spietati esseri spaziali che che abbiano mai messo piede sul tetto di una sciola elementare.
Si chiamavano Zozzo, Cappio e Giulietta. La loro missione? Impadronirsi dell'intero pianeta Terra."
E per conquistare la Terra gli alieni si sono fatti assumere come cuoche così da poter trasformare tutti gli studenti e il personale scolastico in zombie babbei da poter poi ingigantire e lanciare alla conquista della città. 
Riuscirà Capitan Mutanda a fermarli? O le cuoche arrivate dal cosmospazio se lo papperanno a colazione?
 
 Sopra: Due pagine interne illustrate dove a sinistra vediamo Giorgio e Carlo intenti a fare qualche dispetto che farà arrabbiare il preside, mentre a destra una pagina dove si vede l'arrivo dell'astronave aliena.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni opera dello stesso scrittore: Dav Pilkey, il quale iniziò a scrivere e disegnare Capitan mutanda a scuola, sognando di vederlo un giorno pubblicato.
Pilkey ha un tratto un po' grezzo, che crea disegni dalle linee spesse con proporzioni  spesso esagerate e cartoonesche, volendo dare l'impressione che esse siano disegnate da dei bambini. Questo è evidente soprattutto nei disegni dei fumetti di capitan Mutanda realizzato dai protagonisti, e che sono loro stessi a disegnare, e dove i tratti diventano più semplici e imprecisi.
Le illustrazioni di Pilkey per il resto hanno dei tratti semplici e netti ma nell'insieme risultano graziose e molto simpatiche, con personaggi dalle proporzioni poco realistiche ed esagerate: molto spesso i personaggi non hanno collo, con teste dalla forma tondeggiante o squadrata praticamente fuse al resto del corpo, dalla forma piuttosto grossa e tozza. 
I disegni sono molto importanti all'interno della storia in quanto accompagnano i testi spesso mostrando ai lettori cosa sta avvenendo in uan determinata scena, oltre a mostrare l'aspetto dei vari personaggi, compresi i due protagonisti, il direttore e gli alieni. In certi casi i testi si riferiscono proprio esplicitamente ai disegni, come nel caso dei flip-o-rama. All'interno della storia vi sono infatti 6 sequenza di coppie di disegni che, se le pagine vengono mosse avanti e indietro velocemente, possono essere animati. Si tratta solitamente di scene di battaglia: Giorgio e Carlo che combattono con padella e mattarello contro le cuoche aliene, oppure Capitan Mutanda che si batte eroicamente con calci e pugni contro un dente di leone gigante e mutante.
Molto carina l'idea dei fli-o-rama, che rendono la lettura più divertente e coinvolgente per i giovani lettori.
Nelle vecchie edizioni (come quella di cui sono entrata io in possesso e che vi sto recensendo) i disegni erano in bianco e nero, mentre nelle nuove sono stati ristampati a colori. Tinte dai colori accesi, brillanti, vivaci e nella maggior parte die casi anche piuttosto intensi (ad eccezione ad esempio degli sfondi, dalle tinte pastello o dalla pelle dei personaggi, solitamente di un rosa o di un marrone chiaro).
 
 
 


 
Sopra: Alcune delle pagine interne, tutte illustrate da Dav Pilkey. In alto quelle in bianco e nero appartengono alla vecchia edizione del 2001, mentre quelle a colori alla nuova del 2016.
 
"Capitan Mutanda contro i malefici zombi babbei" di Dav Pilkey è una storia ironica e carina perfetta per i lettori a partire dai sette anni. Tra l'altro ho letto che Capitan Mutanda (assieme a "Diario di una schiappa") detiene il primato dei libri più apprezzati dai ragazzini che sono lettori meno forti, il che è un traguardo appunto importante, anche se nel corso degli anni abbiamo visto che ci sono stati anche altri autori e serie che hanno tentato nell'impresa (tipo le serie di Charlie Joe e Max Crumbly).
Come vi accennavo anche prima l'edizione in mio possesso è piuttosto vecchia, una delle prime a giungere in italia, mentre a partire dal 2015 l'intera serie è stata ristampata in delle edizioni in copertina rigida e a colori, e con una nuova traduzione un po' più fedele all'originale. Ad esempio nella versione che ho io i protagonisti si chiamano Giorgio Giorgi e Carlo de' Carlis, mentre poi verranno chiamati con i loro nomi originali: George Beard e Harold Hutchins. La stessa cosa vale anche per il nome della scuola, che all'inizio si chiamava Gabriele de' Amicis mentre poi è stata resa con Stanlio e Ollio, mentre nell'originale è intitolata a Jerome Horwitz, un noto comico statunitense. Sempre parlando di differenza nella traduzione, forse anche il titolo sarebbe stato da rivedere, in quanto, mentre in italiano ci si è limitati a chiamare gli zombie "babbei", ho notato che invece nel titolo originale essi venivano definiti "naughty cafeteria ladies from outer space", con un chiaro riferimento al film horror/comico/demenziale "Killer Clown from outer space". I bambini trasformati dagli alieni, mentre in italiano sono definiti zombie babbei, in inglese vengono chiamati "zombie nerds", il che giustifica il fatto del perchè tutti gli zombie portano gli occhiali.
L'avventura è semplice ma carina e ricca di ironia per lettori giovani, a partire dai 4 anni oppure dai 7 per la lettura autonoma. All'interno della trama ci sono delle cose un po' assurde che però vengono perdonate perchè volutamente ironiche: tipo il fatto che le donne della mensa non si insospettiscano nel dover fare dieci dolcetti usando 2 BOTTIGLIE D'ACETO (oltre a 2 CONFEZIONI di bicarbonato). Oppure nell'assunzione degli alieni al posto delle cuoche della mensa, il preside chiede se hanno dei titoli di studio, delle esperienze di lavoro o delle referenze e gli alieni gli rispondo sempre di no e lui esclama: "Benissimo, siete assunte!".
Bruno e Carlo sono dei protagonisti simpatici, i classici bambini burloni che amano prendersi gioco degli adulti (forse un po' troppo) ma senza cattive intenzioni (in effetti quando hanno pensato lo scherzo dei dolcetti avevano previsto di farne fare alle cuoche solo una decina, causando una piccola esplosione, non avevano preventivato che le cuoche decidessero di fare pasticcini per tutta la scuola!) e in caso di reale pericolo o necessità non esitano ad essere d'aiuto. E quando vedono il direttore trasformasi in Capitan Mutanda (parodia dei normali super eroi) solitamente lo seguono sempre per sincerarsi che non si faccia male o che combini qualche guaio. Anche perchè, almeno inizialmente egli, pur credendosi un super eroe, non possiede nessun potere, in quanto egli è il direttore Grugno sotto ipnosi (il quale ogni volta che sente schioccare le dita si cambia d'abito per trasformarsi). In realtà sarà proprio alla fine di questo volume che Capitan Mutanda, grazie al "Super succo" degli alieni, acquista dei veri e propri poteri come la forza e il volo.
Una storia semplice ma carina, ricca di ironia e humor, che si basa sulla parodia dei super eroi e che quindi presenta ai lettori situazioni comiche assurde e a volte anche demenziali. Il libro poi è molto ricco di disegni di vario tipo: quelle normali che accompagnano e illustrano la vicenda, quelle a fumetti che rappresentano le avventure di Capitan Mutanda scritte dai protagonisti, e  quelle che diventano delle animazioni se sfogliate velocemente. Tutto ciò contribuisce a creare delle storie coinvolgenti e simpatiche per i giovani lettori, ideali soprattutto per i primi lettori o per quelli poco esperti.
 
Il volume è stato edito nel 1999 col titolo: "Capitain Underpants and the invasion of the incredibly naughty cafeteria Ladyes from other space (amd the subsequent assault of the equally evil lunchroom zombie nerds)" dalla Blue Sky Press. Il libro è stato pubblicato in italiano nel 2001 dalla PIEMME EDIZIONI; ha 144 pagine, una copertina flessibile, misura 19,00 cm d'altezza e 12,00 cm di lunghezza e costa 6,97 euro (13.500 LIRE).  
 
Ecco l'elenco di tutti i volumi pubblicati in italia di CAPITAN MUTANDA": 
  • "Le mitiche avventure di Capitan Mutanda" (The Adventures of Captain Underpants, 1997) pubblicato anche con le illustrazioni a colori nel 2015.
  • "Capitan Mutanda contro i gabinetti parlanti" (Captain Underpants and the Attack of the Talking Toilets, 1999)
  • "Capitan Mutanda contro i malefici zombi babbei" (Captain Underpants and the Invasion of the Incredibly Naughty Cafeteria Ladies from Outer Space (and the Subsequent Assault of the Equally Evil Lunchroom Zombie Nerds, 1999)
  • "Capitan Mutanda e il ritorno del professor Pannolino" (Captain Underpants and the Perilous Plot of Professor Poopypants, 2000)
  • "I mitici giochi di Capitan Mutanda" (2002)
  • "Le avventure di Bambino Superpannolino" (2002)
  • "Capitan Mutanda e la vendetta della superprof" (2002)
  • "Capitan Mutanda contro il Principe delle caccole" (2004-2005) - Parte I e Parte II
  • "Capitan Mutanda e la rivincita degli ultranonni" (2008)
  • "Capitan Mutanda e il ritorno del professore Chiappone" (2018)
  • "Capitan Mutanda contro i puzzolenti robo-boxer" (2019)
  • "Capitan Mutanda e la virulenta vendetta del turbo gabinetto 2000" (2022)
  • "Capitan Mutanda e le pestilenziali peripezie del Professor Puzzolentone" (2023)
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     Sopra: 8 copertine (su 12) delle nuove edizioni a colori di Capitan Mutanda.
     
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