lunedì 20 luglio 2026

DISNEY NOVELS: Il gobbo di Notre Dame

A dicembre del 2024 era uscita in Spagna la prima uscita di una nuova collana dedicata ai classici Disney: "DISNEY NOVELAS INOLVIDABLES". Dopo un po' di attesa, ad agosto del 2025, era finalmente uscita in edicola anche qui da noi in Italia la prima uscita ufficiale di questa nuovissima collana che da noi si chiama, più semplicemente, "DISNEY NOVELS" . Il primo titolo, che avevo recensito qui era "La Bella e la Bestia", oggi invece vi parlerò della tretasettesima uscita: "Il Gobbo di Notre Dame" la cui realizzazione editoriale è opera di Ormobook servicios editoriales e Albert Sabadell Gimeno, mentre la traduzione è stata affidata a Sonia Ascoli. 
 
Sopra: La copertina ha un aspetto elegante, ha uno sfondo arancione con titolo e decori viola metallizzato, mentre al centro compaiono le figure stilizzate di Quasimodo ed Esmeralda. Come tutti i libri della serie anche questo ha i bordi delle pagine decorati, in questo caso di colore arancione e viola.
 
Parigi, 1482. Il burattinaio zingaro Clopin Trouillefou narra l'origine del gobbo del titolo.
"Quasimodo, conosciuto come <<il Gobbo di Notre Dame>>. Ma la trama si infittiva: chi era veramente? Da dove veniva? Come era arrivato lì? perchè nessuno riusciva a vederlo? 
- Clopin vi dirà tutto - promise il burattinaio, annunciando in tono enigmatico: - È un racconto, il racconto di un uomo e di un mostro.Un essere misterioso che aveva ormai conquistato tutti i bambini presenti. Volevano soltanto saperne di più su quel gobbo di nome Quasimodo. [...]
Secondo il giullare, tutto era cominciato una notte, sulle banchine della città, mentre un gruppo di gitani spaventati si avvicinava di soppiatto a Notre Dame.
Subito, nella fantasia di tutti quei bambini iniziarono a formarsi immagini notturne di un molo e di un'imbarcazione che solcava furtiva la maestosa Senna. I bambini immaginavano la nebbia, la neve, il rumore dell'acqua e una vecchia barca di legno con a bordo quattro gitani spaventati. In realtà non erano quattro, bensì cinque: tre uomini e una donna che teneva in braccio un neonato che piangeva.
Proprio così: un neonato. Clopin non lo disse, ma tutti immaginarono che il bambino che continuava a piangere nel freddo della notte fosse Quasimodo. "
Proprio come mostrato all'inizio del film, inizialmente vediamo un gruppo di zingari che si nasconde illegalmente a Parigi, ma cade in un'imboscata del giudice Claude Frollo. Una gitana del gruppo tenta di fuggire con il suo bambino deforme, ma Frollo la insegue e la uccide fuori dalla cattedrale di Notre-Dame. Quest'ultimo prova a giustiziare anche il neonato, ma alla fine l' ecclesiastico lo convince ad espiare il suo peccato, così Frollo accetta con riluttanza di crescere il bambino deforme a Notre-Dame come fosse suo figlio (o più una sorta di servitore), chiamandolo Quasimodo.
Vent'anni dopo, quest'ultimo è diventato il campanaro della cattedrale. È un ragazzo gentile che, nonostante l'aspetto gobbo e deforme, ha sviluppato una forza ed agilità straordinarie: "Vent'anni dopo essere sopravvissuto all'ira del giudice Claude Frollo, Quasimodo era diventato un giovane entusiasta ed energico, che suonava con vigore le campane della cattedrale. Il suo corpo continuava ad essere incurvato. Aveva una gobba che lo costringeva a tenere sempre la testa bassa e una malformazione all'anca che lo faceva zoppicare sulla gamba sinistra. Il collo era largo e robust. Il naso piatto e rivolto all'insù. I denti superiori gli sporgevano dall bocca piccola, sempre mezza aperta, e le orecchie tondeggianti erano molto staccate dalla testa, che era particolarmente grande e irregolare. Non era arrotondata e armoniosa, come quella della maggior parte delle persone. Aveva un enorme rigonfiamento sulla palpebra sinistra che quasi non gli permetteva di aprire l'occhio da quel lato del viso, e allo stesso tempo accentuava l'enormità del bulbo oculare destro, che sembrava uscire dall'orbita.
Quasimodo aveva un fisico impressionante e grottesco ma una voce dolce e melodiosa. Gli occhi erano di un bel verde acqua e lo sguardo caloroso e sensibile. Amava gli animali, era un ottimo falegname e gli piaceva sporgersi dalla cima del campanile dove viveva per prendere aria e guardare il panorama della città a cui non poteva accedere.
Quasimodo era stato costretto a vivere nella torre ma adorava Parigi, soprattutto nei momenti in cui gli uccelli cominciavano a solcare il cielo in grandi stormi.
E' obbligato dal padre adottivo (nel frattempo diventato Ministro della Giustizia) a restare sempre chiuso nel campanile, senza farsi mai vedere da nessuno. La sua unica compagnia è costituita da un trio di gargoyle animati (Hugo, Victor e Laverne), che lo incoraggiano a partecipare all'annuale Festa dei folli. Quasimodo partecipa alla festa e viene dapprima celebrato per il suo aspetto sgraziato ma poco dopo viene deriso dalle guardie di Frollo, che spingono la folla intera a legarlo alla ruota e a torturarlo lanciandogli del cibo addosso. Una gentile zingara, Esmeralda, interviene liberando il gobbo, usando un trucco di illusionismo e mettendo al tappeto i soldati nonostante gli ordini contrari di Frollo.
Esmeralda segue Quasimodo all'interno di Notre-Dame venendo a sua volta seguita da Febo, il nuovo capitano delle guardie, che, colpito positivamente dal coraggio di Esmeralda, si rifiuta di arrestarla per presunta stregoneria e, per aiutarla, la fa rifugiare nella cattedrale, sostenendo per lei, la "sua" richiesta di diritto d'asilo. Esmeralda fa amicizia con Quasimodo, che se ne innamora e la aiuta a fuggire da Notre-Dame: prima di andarsene, la ragazza affida al gobbo un ciondolo contenente una mappa per la Corte dei miracoli, il covo degli zingari, dicendogli di recarsi lì in caso di bisogno.
Frollo intanto sviluppa dei sentimenti lussuriosi verso Esmeralda: quando scopre la sua fuga, scatena una caccia all'uomo in tutta Parigi, che comporta arresti a tappeto e l'incendio di innumerevoli case sulla sua strada.
Riuscirà Esmeralda a sfuggirgli? Febo riuscirà ad aiutarla? E quale sarà il destino di Quasimodo? Dovrà rimanere per sempre al servizio di Frollo o coronerà il suo amore con Esmeralda? 
 
 
Sopra: Alcune pagine interne che mostrano entrambe uno schizzo della scena iniziale dove la madre di Quasimodo cerca di scappare da Frollo e mettersi in salvo, proteggendo il figlio.
 
I testi sono accompagnati da alcune illustrazioni, sia a colori che in bianco e nero, alcune a pagina intera, mentre altre grandi circa mezza pagina o due terzi di pagina.
La particolarità di questa edizione (e in generale dei libri che compongono questa nuova collana) è la presenza di disegni che però non sono semplicemente frame tratti dal cartone da cui la storia deriva ma, come scritto nel libretto di presentazione della collana, si tratta di "bozzetti, dipinti e illustrazioni che gli artisti Disney hanno creato per dare forma al film. E adesso illustrano le storie di questa collezione.
Sono quindi i disegni che si potrebbero trovare in un artbook, e quest li rende particolari e secondo me unici. Per questo alcuni disegni, essendo solo degli schizzi, non sono stati colorati, tra cui quelli riguardanti lo studio dei personaggi (tra cui la protagonista, Clopin, le guardie incontrate da Febo all'inizio della storia) oppure alcune scene. 
Nel caso dei bozzetti che ritraggono i personaggi in questo caso vediamo Frollo vestito in modo differente, con degli abiti rossi anziché neri; anche l'aspetto di Esmeralda è piuttosto simile a quello che conosciamo nel lungometraggio, anche se viene ritratta con stili differenti, se non per gli abiti che le vediamo indossare. Le sembianze di Quasimodo e Febo invece sono rimaste praticamente invariate, anche negli abiti che indossano, mentre troviamo un po' più di varietà nell'aspetto dei gargoyle, di cui troviamo soprattutto dei bozzetti in bianco e nero a matita o carboncino.
Il volume è molto ricco di immagini, in quanto ne ho contate più di una quarantina, di diverse dimensioni, tra cui diverse di piccole e medie, ma anche a pagina intera. Nel libro sono infatti presenti anche alcune immagini a colori e complete, che ritraggono vere e proprie scene o ambienti descritti nella storie, come il Palazzo di Giustizia o la cattedrale di Notre-Dame, oppure Quasimodo che attende l'arrivo di Esmeralda, il protagonista che salva Esmeralda, quest'ultima che danza. Alcune di queste illustrazioni sono degli schizzi (colorati), ma molte sembrano dei veri e propri dipinti completi, alcuni tra l'altro molto dettagliati e ricchi di particolari. Non mancano comunque anche frame tratti proprio dal film, come quello in cui Quasimodo distende Esmeralda sul letto subito dopo averla salvata dalle fiamme.
Nell'insieme c'è sicuramente una buona varietà di disegni, sia a colori che in bianco e nero, di diverse grandezze e che mostrano ambienti, personaggi e scene descritte nei testi. 
 
  

   
 
    
 
 
Sopra: Alcune delle pagine interne in cui sono presenti disegni e schizzi tratti dal cartone, di cui alcuni ci mostrano personaggi come Frollo, Quasimodo, Esmeralda, Febo, mentre altre alcuni paesaggi o ambienti.

"Il Gobbo di Notre Dame" è la trentasettesima uscita di questa nuova collana "DISNEY NOVELS" edita dalla Hachette che conterà ottanta uscite (sempre che non decidano di aumentarle come hanno fatto anche con altre collane sempre Disney): "Una raccolta delle grandi storie Disney, ora in forma di romanzo. Un nuovo formato con cui potrai rivivere i film che ti hanno appassionato di più. Con questa edizione esclusiva di libri puoi leggere e rivivere le avventure di Belle, Simba, Biancaneve, Elsa, Anna e il resto dei grandi personaggi Disney."
Esteticamente l'edizione si presenta molto bene, in quanto non solo la copertina è molto bella, con lo sfondo colorato e le scritte metallizzate, ma presenta anche i bordi delle pagine colorate (cosa che sta andando molto di moda nell'ultimo periodo), oltre ovviamente alle illustrazioni interne a colori, le quali sono decisamente degne di nota e impreziosiscono la storia e il libro anche al suo interno, rendendolo un prodotto bello e graficamente pregiato.
La storia è come quella del cartone (spesso vengono riportati pari pari proprio gli stessi dialoghi) e la narrazione segue passo passo tutti gli eventi del lungometraggio (riportando anche i medesimi dialoghi, come ho già detto), anche se a volte esplicita alcuni stati d'animo o pensieri dei personaggi e alcune cose che nel cartone erano lasciate intendere, tipo i sentimenti di Quasimodo riguardo al suo isolamento e alla sua solitudine: "Quasimodo aveva compiuto vent'anni di prigionia. Dal giorno in cui il giudice Frollo lo aveva confinato nel campanile, non era più uscito ed era stanco di osservare i festeggiamenti da un balcone, senza potervi partecipare."
Nella parte iniziale l'autore (o autrice) si sente inoltre in dovere di esplicitare cosa provano i bambini che guardano lo spettacolo di Clopin: "- Ecco il quesito: scoprire che è il vero mostro a Notre-Dame - chiedeva il giullare Clopin ai bambini ogni volta che raccontava la storia. I bambini non avevano dubbi. Per loro era chiaro: il mostro era il giudice, non Quasimodo. Tutti provavano pietà per il piccolo che era cresciuto segregato. Tutti sapevano che era lui a suonare le campane di Notre Dame." Tra l'altro qui l'autore (o autrice) esplicita il fatto che i bambini fossero consapevoli che il vero mostro era Frollo e non Quasimodo, dicendo addirittura che tutti provavano pietà per l'artigiano, quando in realtà non si può essere sicuri che sia proprio così, anzi, nel cartone ci viene mostrato come gli abitanti di Parigi non apprezzino per nulla Quasimodo e che ne abbiano paura e disprezzo per via del suo aspetto. Poco dopo viene detto che: "I parigini avevano paura dell'aspetto che poteva avere Quasimodo, ma allo stesso tempo erano desiderosi di conoscerlo". Nel film invece non c'è nessun riferimento specifico a questo desiderio di conoscere il campanaro, anzi, sembra che la maggior parte fosse ben contenta che venisse tenuto alla larga dalla gente di Parigi.
Se in generale l'intera storia è narrata in modo da essere praticamente il copione del film, ho notato però che c'è una scena che è stata attutita, se non quasi eliminata: quella dell'incontro tra Febo e Frollo al palazzo di Giustizia. Nel cartone infatti vediamo arrivare Febo nel momento in cui Frollo istruisce un torturatore dicendogli di "fare una pausa tra le frustate altrimenti il vecchio dolore lenirà quello nuovo", e poco dopo, mentre Frollo conversa con Febo, sentiamo un urlo di dolore rimbombare per la stanza, proprio mentre Frollo spiega al capitano come il suo ultimo capitano delle guardie sia stato "un tantino deludente".
In questo libro invece quando Febo arriva vede semplicemente Frollo che gli viene incontro e gli parla: "Sentendo arrivare il capitano, il giudice si voltò e lo guardò con un'espressione si affabile ironia.
- Ah, così questo è il valoroso capitano Febo di ritorno dalle guerre - disse Frollo. 
- Convocato a rapporto come da ordini, signore- rispose obbediente il capitano.
- Il vostro servizio vi precede, Febo - continuò il giudice mentre gli girava intorno squadrandolo dall'alto al basso. - Non posso aspettarmi che il meglio da un eroe di guerra del vostro calibro.
- E lo avrete, signore. ve lo garantisco - rispose con decisione Febo.
- Sì, sapete... - mormorò il giudice, - il mio ultimo capitano delle guardie è stato... un pochino deludente per me.
Il giudice Frollo guardò la segreta, lasciando intendere che lì si trovava attualmente il suo precedente capitano e che lì sarebbe finito chiunque avesse osato contraddirlo.
Nessun riferimento a frustate quindi!
In questo libro vediamo anche trascritte le parti che nel cartone sono cantate, in quanto ne "Il Gobbo di Notre-Dame" esse facevano parte della storia, per cui l'autore (o l'autrice) non ha potuto ometterle come aveva fatto in altri volumi delle Disney Novels. Queste parti sono rese abbastanza bene, anche se a volte sembra che l'autore/autrice abbia voluto riportare un po' troppo fedelmente le esatte parole pronunciate nelle canzoni, che se narrate semplicemente in prosa hanno meno senso: "Il giudice gli ricordò che non aveva altri amici a parte lui e gli spiegò che il mondo esterno è duro, crudele e triste. Soprattutto per le persone che non sono normali, come Quasimodo. [...]
- Ma lo capisci che...?- gli chiese Frollo.
Quasimodo, dal canto suo, giunto al tavolo dove stava intagliando una Parigi in miniatura, infine rifletté.
- Siete la mia salvezza - disse arrendendosi all'implacabile Frollo.
- Che ti chiameranno tutti mostro - continuò il giudice.
- Sono un mostro - riconobbe con immensa tristezza Quasimodo.
- Ti odieranno e rideran di te! - gli assicurò Frollo. [...] Ma Frollo non aveva terminato con le accuse.
- Tu non far che accada mai non dargli modo- esclamò con fermezza. [...]
- Resta qui - gridò Frollo.
- Sono un mostro - rispose Quasimodo.
- A me fedele!- rivendicò ad alta voce il giudice" In un discorso normalmente parlato non ci sarebbe stato il bisogno di troncare la finale di "rideranno", e anche la frase successiva in un contesto parlato a me sembrerebbe un po' forzata, così come il fatto che Quasimodo ripeta una seconda volta "Sono un mostro" facendo da controcanto a Frollo.
L'autore/autrice poi ha cercato di includere tra le scene anche quella della canzone "Fuoco d'amour", fortunatamente l'ha resa in maniera molto breve e coincisa, spiegando che i gargoyle cercavano di tirar su di morale il protagonista, il quale "Si trovò coinvolto in una sorta di festa corale con i suoi inseparabili compagni di campanile. E si sentì unico, con le sue particolarità, vedendosi riflesso nelle lucenti campane della cattedrale." L'inizio poteva anche starci, ma diciamo che secondo me l'autore/autrice avrebbe potuto risparmiarsi di descrivere la scena finale della canzone dove i gargoyle portano a Quasimodo "statue di belle donne, mazzi di carte in cui l'asso di cuori aveva un posto speciale, e appesero cuori di carta alle pareti della chiesa." Ecco quest'ultima scena avrebbe potuto risparmiarcela l'autore, in quanto al lettore viene da chiedersi da dove tirino fuori queste cose i gargoyle: dove hanno preso i mazzi di fiori freschi e i cuori di carta? E cosa ci fanno statue di belle donne nella torre di una chiesa? In effetti nel cartone si lascia intendere che tale scena se la sia immaginata Quasimodo, e gli spettatori vedono, una volta finita la canzone, quando Quasimodo torna alla realtà, che in realtà intorno a lui non ci sono né fiori né cuori di carta, ma solo vecchie statue rotte e secchi pieni di pezzi di legno.
 
 

In generale, comunque, ho trovato la scrittura piuttosto buona, corretta e anche abbastanza articolata, non facendosi mancare anche alcune dettagliate descrizioni, soprattutto degli ambienti, inoltre riporta la storia esattamente come quella vista nel cartone, a volte anche in modo forse troppo fedele, soprattutto per quanto riguarda le parti di musical, che in certi casi avrebbero necessitato una semplificazione o una diversa resa scritta.
Sono invece rimasta molto soddisfatta della parte grafica, in quanto in questo volume hanno inserito davvero tante immagini di svariata natura: bozzetti, disegni in bianco e nero, disegni a colori, a pagina intera o più piccoli, dipinti completi, rappresentanti scene del film, personaggi e ambienti. 
Anche se questo libro costa quasi 10€ direi che il libro vale l'acquisto se siete appassionati del corrispettivo lungometraggio, anche se il cartone rimane ineguagliabile pe le sue atmosfere e le sue illustrazioni spettacolari, oltre alle musiche che tolgono il fiato. 
Bisogna poi considerare che se delle principesse Disney troviamo libri a bizzeffe, del Gobbo di Notre Dame si trova sicuramente meno materiale, anche se certamente non mancano libri a tema anche per lui.
Come ho scritto anche per la prima uscita, tra tutte le varie collezioni però uscite finora questa mi pare tra le più valide e la più interessante, capace di poter essere apprezzata anche da un pubblico non più solo di piccolissimi ma anche di bambini un po' più grandi (a partire dagli 8 anni per la lettura autonoma) e adulti. Se amate la storia di Quasimodo del lungometraggio Disney non potrete non apprezzare questo volume, che ne ripercorre fedelmente la storia, accompagnandola da schizzi e illustrazioni inedite
 
  

 

   

 
Sopra: Solo alcune copertine delle tante edizioni (molte delle quali di scarsa qualità a dire il vero) di "il gobbo di Notre Dame" tratte dal film Disney, di cui diverse uscite esclusivamente in edicola.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2025 in Spagna col titolo "El Jorobado de Notre Dame" dalla Disney Enterprise per la casa editrice Salvat, ed è stata edita in italiano il 9 luglio del 2026 dalla Hachette Fascicoli. Il volume ha 220 pagine e misura 21,5 cm d'altezza e 15,3 cm di lunghezza e costa 9,99 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 16 luglio 2026

La baia dei dannati di Isabelle Malenfant e Sylvain Cabot

"La baia dei dannati" è una breve storia di paura scritta da Isabelle Malenfant e illustrata da Sylvain Cabot che fa parte di una collana edita dalla Biancoenero Edizioni che si chiama Fifa Blu.
 
 Sopra: In copertina vediamo un'illustrazione che ci mostra lo scoglio a forma di teschio nella Baia dei Dannati, su cui in alto a destra, dentro un bollino azzurro, vediamo comparire il titolo del libro.
 
Sbarcati sulle isole della Maddalena (nel golfo di San Lorenzo in Québec), Nathan e Rémi, due fratelli di sedici e dodici anni, incontrano due simpatici ragazzi del luogo, Maya e Noé, che rivelano loro l’esistenza della roccia del diavolo, un’immensa pietra a forma di teschio, che emerge nel cuore della baia dei dannati: "<Di volti nelle scogliere ce ne sono di ogni tipo>> rispose Maya. <<Un intero popolo di abitanti delle isole è scolpito su di esse E ci sono anche animali: gorilla, elefanti, foche...>>
<<Abbiamo anche un teschio!>>, sottolineò Noè, con un sorriso raggiante, 
Nathan sollevò un sopracciglio.
<<È una rocci che sorge dal mare e ha la forma di un cranio umano>> spiegò il suo nuovo amico.
<<La chiamano la Roccia del Diavolo. Non c'è da scherzare, fa venire i brividi>>, aggiunse Maya.
<<È lontano da qui?>> chiese Nathan, incuriosito.
<<Niente è realmente lontano qui alle Isole>>, rispose Noè. 
<<Anche se quella spiaggia è accessibile soltanto quando c'è bassa marea. Perchè? Vuoi andarci?>>
<<Forse>>, disse Nathan, gonfiando leggermente il petto.  [...] 
<<Non penserai davvero di portarli alla Baia dei Dannati, vero?>> spiegò lei a bassa voce, come se fosse un argomento tabù.
<<La Baia dei Dannati?>>, ripetè Nathan. 
<<È il nome dato alla baia in seguito al naufragio di una nave che si schiantò contro la Roccia del Diavolo più di cento anni fa>>,
raccontò Noè. <<L'intero equipaggio morì. La leggenda narra che tutt'ora i marinai annegati infesterebbero la spiaggia. Storie di fantasmi, insomma! Alcuni ci credono, Io no.>>
<<Altre persone sono annegate da allora>> aggiunse Maya. <<È un posto dove le correnti sono insidiose.>>
Secondo la leggenda, questo luogo è la causa di molte morti misteriose. Sfidati dai loro nuovi amici, Nathan e Remì accettano di andare alla baia dei dannati. Una sfida di cui potrebbero pentirsi... se riusciranno a uscirne vivi.
 
 Sopra: Un'illustrazione in bianco e nero a doppia pagina che ci mostra lo scoglio a forma di teschio nella Baia dei Dannati.
 
All'interno del volume sono presenti delle illustrazioni in bianco e nero opera di Sylvain Cabot, le quali sono abbastanza numerose all'interno e dell'opera e risultano utili per aiutare i lettori nella comprensione dei testi e nel visualizzare bene ambienti e personaggi.
Molti disegni sono a doppia pagina e rappresentano scene descritte nei testi come: Nathan e Remi sulla spiaggia assieme ai genitori o ai loro nuovi amici, questi ultimi che si tuffano da una scogliera, Nathan che nuota nel mare, oppure mostrano la così detta"roccia del diavolo", cioè uno scoglio a forma di teschio che emerge al centro della Baia dei Dannati.
Lo stile dei disegni è abbastanza semplice, caratterizzato da linee nette e pulite e personaggi dall'aspetto abbastanza curato anche se non eccessivamente realistico, un po' da graphic novel, ma comunque grazioso.
Gli elementi dell'illustrazioni sono di solito di colore grigio, con varie sfumature, senza mai diventare però eccessivamente scuro, se non per quanto riguarda alcuni elementi come la copertina di un libro o i capelli di un personaggio. I cieli invece vengono lasciati completamente bianchi, così come è lasciata bianca anche la sabbia della spiaggia, anche se è presente qualche sfumatura che indica la presenza di qualche piccola duna. Bianchi sono anche i punti luce che riflettono la luce sulle onde del mare, oltre alla schiuma di queste ultime quando si infrangono sugli scogli.
 
 


Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero opera di Sylvain Cabot, le quali ci mostrano i due fratelli protagonisti e i loro genitori in alto, al centro nathan che si tuffa e nuota in mare e, infine, in basso i fantasmi/zombie della Baia dei Dannati che prendono vita sott'acqua.
 
"La baia dei dannati" di Isabelle Malenfant e illustrata da Sylvain Cabot è una breve storia di paura scritta con caratteri ad alta leggibilità adatta anche a lettori poco forti a partire dai 9 anni. 
Protagonisti della vicenda sono due fratelli in vacanza su un'isola: Nathan e Rémi, il primo ha sedici anni ed è un baile nuotatore oltre che un ragazzo sicuro di sè, mentre il secondo ha ddici anni ed è più timido e insicuro rispetto al fratello. Quando i fratelli fanno amicizia con una ragazzo e una ragazza del posto questi parlano loro di una roccia a forma di teschio e della Baia dei Danati. A Nathan sembra un posto molto interessante da visitare e Noè sembra entsiata di mostrarglielo, mentre Maya non è mlto convinta, in quanto nella baia ci sono forti corrente e vi sono capiatati spesso naufragi e annegamenti.
Appena arrivati tutto sembra tranquillo: in cielo non c'è neppure mezza nuvola, il mare è tranquillo e piatto e non dita vento. Ma poco dopo che Noè e Natahn si sono immersi in acqua Noè scompare e Nathan viene trascinato dalle onde proprio verso lo scolgio a forma di teschio.
Maya e Rèmi sono disperati: Noè sembra ormai essere annegato, a Rèmi è caduto il telefono in acqua, quello di Maya viene trascinato via da un'onda e ora l'alta marea sembra salita rendendo più difficoltoso ritornare alla spiaggia per chiedere aiuto.  
"Il mare maedetto di quell baiaia non ave anessuna intenzione di lasciarli andare. Nonostante il tempo fosse ancora sereno, continuava a ribollire e a sollevare onde assurde."
Ma purtroppo Nathan si renderà conto che non sono solo le onde del mare quelle da temere, ma anche ciò che si nasconde sotto di esse.
Una storia breve ma intensa, la quale, dopo un inizio tranquillo, entra rapidamente nel vivo regalando ai lettori attimi di pura tensione, con un ritmo incalzante, con la situazione che sembra farsi sempre più disperata.
E se quasi tutti riusciranno ad uscire vivi da quella situazione purtroppo ci sarà anche qualcuno che non sarà così fortunato.
Una storia horror breve ma intensa, accompagnata da numerose illustrazioni, scritta con un font ad alta leggibilità che rende il libro adatto ai lettori dislessici o semplicemente a quei lettori non particolamente forti, mentre per quelli già abituati può rappresentare una lettura veloce, ma intrigante e appassionante, adatta a partire dai 9 anni in su.
 
Il volume è stato edito originariamente in francese nel 2021 dalle Les éditions la courte échelle col titolo "Le crique de Damnés". E' stato poi pubblicato nel 2025 dalla Biancoenero Edizoni; ha 120 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,50 euro.
 
 
Ecco gli altri titoli presenti nella collana: "Non aver paura dei cimiteri", "Uccelli del malaugurio", "Così imparate a uscire di notte", "C'è un uomo in cantina", "Uno strano rumore nel muro", "La camera numero sette", "La baia de dannati",  "Banchetto per cani", "L'uomo dei ragni".

      
 
      
Sopra: Le copertine di questa collana giocano tutte sui toni del bianco e del nero, mentre vengono fatti spiccare i titoli dei singoli volumi, rinchiusi dentro dei cerchi colorati.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

lunedì 13 luglio 2026

HARRY POTTER e il Prigioniero di Azkaban di J.K. Rowling e Jim Kay

Ed eccoci di nuovo qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter (trovate la recensione del primo libro qui e quella del secondo qui), pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra:  La copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra il Nottetempo che arriva a prendere Harry, il quale è appena scappato di casa.

Durante le vacanze estive Harry, con una magia, fa accidentalmente gonfiare il corpo di Marge Dursley, la sorella di suo zio Vernon, che lo aveva ripetutamente umiliato e insultato fino a fargli perdere il controllo dei suoi poteri. Il ragazzo è quindi costretto a scappare dalla casa dei Dursley, preoccupato, in quanto usare la magia fuori dalla scuola è un grave reato per i maghi minorenni, e lungo la strada si imbatte in un grosso cane nero che sembra osservarlo insistentemente: "Avvertì un curioso formicolio alla nuca: era come se qualcuno lo stesse osservando. Ma la strada pareva deserta e le luci erano tutte spente nelle grandi case squadrate.
Si chinò di nuovo sul baule, ma si rialzò quasi immediatamente e strinse più forte la bacchetta. Lo avvertiva, più che sentirlo con le orecchie: c'era qualcuno o qualcosa lì nello stretto passaggio tra il garage e la staccionata alle sue spalle. Harry cercò di strizzare gli occhi per vedere meglio. Se solo la cosa si fosse mossa, avrebbe scoperto se si trattava di un gatto randagio o di qualcos'altro.
<<Lumos>> mormorò Harry, e una luce abbagliante apparve sulla punta della bacchetta. La tenne alta sopra la testa e l'intonaco incrostato di ghiaino del numero 2 all'improvviso prese a brillare; la porta del garage scintillò e Harry scorse distintamente il vasto profilo di qualcosa di molto grosso, dagli enormi occhi lucenti..."
Spaventato, Harry cade sul marciapiede e punta casualmente la bacchetta verso il ciglio della strada: così facendo fa arrivare il Nottetempo, un autobus magico, sul quale sale e che lo conduce fino a Londra. 
Sull'autobus, il ragazzo sente parlare di una notizia che sta spopolando nel mondo magico: Sirius Black, un pericoloso criminale, è evaso da Azkaban, la prigione dei maghi, dove era stato imprigionato per aver ucciso tredici persone, ed ora è in circolazione, a piede libero. 
"Stan aveva aperto la Gazzetta del Profeta e ora leggeva, con la lingua fra i denti. Una grossa foto di un uomo con il volto scavato e lunghi capelli arruffati strizzò l'occhio a Harry dalla prima pagina. Aveva l'aria stranamente familiare.
<<Quell'uomo!>> disse Harry, dimenticando i suoi guai per un istante. <<Era al telegiornale dei Babbani!>>
Sta guardò la prima pagina e ridacchiò. <<Sirius Black>> disse, e annuì. <<Ma dove vivi? Certo che era al telegiornale dei Babbani>>.
Allo sguardo vacuo di Harry reagì con una risatina di superiorità, sfilò la prima pagina e gliela porse.
<<Tocca che leggi i giornale, Neville, sì sì>>
Harry sollevò la pagina alla luce candela e lesse: BLACK ANCORA LATITANTE
Sirius Black, probabilmente il più efferato criminale mai rinchiuso nella fortezza di Azkaban, è ancora in libertà, come ha confermato oggi il Ministro della Magia. [...]
la comunità magica vive nel terrore di una strage come quella di dodici anni fa, quando Black uccise tredici persone con un'unica maledizione.
Harry guardò gli occhi tenebrosi di Sirius Black, l'unica parte di quel volto scavato che avesse una parvenza di vita.
Harry scende al Paiolo Magico, un locale per soli maghi, dove trova il Ministro della Magia in persona, Cornelius Caramell, ad attenderlo. Il Ministro, stranamente, non lo punisce e non lo rimprovera per quello che è successo alla zia, anzi sembra sollevato di averlo trovato e lo prega di restare al Paiolo Magico fin quando non rientrerà a scuola.
Pochi giorni prima del ritorno ad Hogwarts, arrivano al Paiolo Magico Ron, con tutta la famiglia al seguito, ed Hermione, i suoi due migliori amici. Ascoltando di nascosto una conversazione tra i signori Weasley, Harry scopre che il criminale evaso da Azkaban, Black, gli sta dando la caccia.
Una terribile minaccia incombe sulla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Sirius Black, il famigerato assassino, è evaso dalla prigione di Azkaban. È in caccia e la sua preda è proprio a Hogwarts, dove Harry e i suoi amici stanno per cominciare il loro terzo anno. 
Nonostante la sorveglianza dei Dissennatori la scuola non è più un luogo sicuro, perché al suo interno si nasconde un traditore…

Sopra: Due pagine intere con un'illustrazione che mostra i tre amici all'interno di un negozio di animali magici.
 
Così come per i precedenti volumi i testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggono anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro, aggiungendovi comunque anche un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: una valigia di zia Marge e un cagnolino, il cane di zia Marge con un osso in bocca, Piton con tra le mani il rospo di Neville, un Molliccio trasformato in mummia, Grattastinchi che insegue Crosta, i gufi della scuola di Hogwarts, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella del Nottetempo; di Harry, Hermione e Ron mentre guardano dentro un negozio di animali; l'arrivo dei Dissennatori nel vagone di Harry; la professoressa Trelawney; il branco di Ippogrifi di Hagrid; Harry, Ron ed Hermione mentre camminano nella neve per arrivare alla capanna di Hagrid, la serra, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo l'Avvincino e il Lupo Mannaro).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.
 


  

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (come quelle Piton, di Lupin e la professoressa Trelawney), altre delle scene del testo (come quella lancia il suo Incanto Patronus contro i Dissennatori), altre dei paesaggi (come quella del muro del castello) e altre ancora delle pagine enciclopediche.
 
"HARRY POTTER e il prigioniero di Azkaban" di J.K. Rowling è il terzo volume della saga, e io l'ho trovato ancora migliore del precedente, diventando il mio preferito della saga.
Anche in questo caso ho trovato questo terzo volume un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a presentare e ampliare un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
In queso terzo volume iniziamo anche a conoscere come funziona la politica all'interno del mondo magico di Harry Potter, e conosciamo anche il Ministro della Magia, Fudge (Cornelius Caramel nella prima traduzione italiana), che rivedremo più spesso nei successivi capitoli della serie e che qui sembra dimostrarsi molto ben disposto nei confronti di Harry. 
Anche per questo terzo volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e un po' si evolvono rispetto ai libri precedenti. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, oltre che altruista, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nonostante gli zii continuino a vessarlo, adesso Harry, che si sente più cresciuto, accetta già meno le ingiustizie subite da parte degli zii, e inizia a divernare pi ribelle ecombattivo nei loro confronti. Alla fine di questo terzo volume lo vedremo acquisire ancora più coraggio e maturità, decidendo di dimostrarsi magnanimo nei confronti di qualcuno che ha fatto del male ai suoi genitori, e che Black avrebbe invece voluto eliminare senza pietà.
Tra i vari personaggi principali del libro abbiamo poi sempre Ron Weasley, che in questo terzo volume troviamo particolarmente supportivo nei confronti di Harry, anche se forse tende un po' a sottovalutare i rischi che il suo amico corre, supportando tutti i suoi comportamenti più avventati, dimostrandosi invece piuttosto testardo e permaloso nei confronti di Hermione.
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, la quale si dimostra ancora una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). E' proprio in questo libro che vediamo come, per la prima volta volta, Hermione sia pronta anche a mettersi contro i suoi stessi amici: denuncia il fatto che per Natale Herry ha ricevuto una nuova scopa, che potrebbe essere stata inviata da Black e che quindi potrebbe contenere qualche maleficio. La meravigliosa nuova scopa viene quindi requisita dai professori, con grande dispiacere sia di Harry che, soprattutto di Ron, che non perdonaerà facilmente l'amica. I due poi vivranno continui momenti di tensione a causa del gatto di Hermione, Grattastinchi, al quale non sembra stare molto simpatico il topo di Ron, che sembra voler catturare ad ogni costo. Grazie alle lezioni del professor Lupin scopriamo poi che la più grande paura della ragazza è il fallimento: quando si trova alle prese con un molliccio, creatura che assume la forma di ciò che più spaventa chi la osserva, esso si trasforma nella professoressa McGonagall che le dice di essere stata bocciata in tutte le materie, terrorizzandola.
Hagrid, il gigantesco e gentile, è stato ora nominato insegnante di cura delle creature magiche di Hogwarts, una cosa che adora visto la sua straordinaria passione e amore per tutte le creature magiche. Peccato che Draco e suo padre gli rovinino i piani, dato che usano la scusa che Draco è stato ferito durante una delle sue lezioni con gli Ippogrifi per far imprigionare temporaneamente Hagrid e condannare a morte Fierobecco (l'ippogrifo che aveva ferito Draco poichè provocato).
L'appena menzionato Draco Malfoy (un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani) continua ad essere l'antagonista secondario, dimostrando di essere sempre sicuro di sè, spocchioso, viziato, prepotente, di credersi superiore a tutti gli altri, e codardo. Diciamo che giunti al terzo libro Draco (e i suoi amici) sono probabilmente gli unici personaggi ricorrenti nella serie che non hanno ancora subito nessuna evoluzione.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry), la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, sempre più viziato e insopportabile, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Weasley, che impareremo a conoscere sempre meglio, dato che Harry passerà ancora un po' di tempo con loro, e in particolare l'ultimo giorno di vacanza prima dell'inizio della scuola. Quella sera, dopo cena, Harry sente Arthur e Molly litigare perchè il marito voleva dire a Harry chi è Sirius, mentre la moglie non è d'accordo poichè teme che Harry ne rimarrebbe turbato.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che conosciamo e continueremo a conoscere nella saga di Harry Potter, di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo terzo volume troviamo prima di tutti Sirius Black, il padrino di Harry, nonchè colui che si pensa abbia tradito i genitori di Harry decretando così la loro morte, ma non sempre le cose sono come appaiono o come la gente pensa che siano e questo nuovo personaggio riserverà ai lettori diverse sorprese. 
Abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Remus Lupin, il quale si dimostrerà un professore competente e preparato, molto amato dai suoi studenti, attento alle loro esigenze, nonchè il professore con cui Harry riuscirà a stringere il rapporto più bello.  Il nuovo professore gli darà anche delle lezioni private in cui gli insegnerà a creare un Patronus, una magia potente che serve per proteggersi dai Dissennatori, dato che queste creature hanno dimostrato una predilezione per Harry. Si scopre però che anche lui nasconde un segreto terribile. 
Questi due personaggi scopriamo che sono gli ultimi sopravvissuti (o forse no?) del gruppo dei Malandrini, dei quali facevano parte anche Peter Pettingrew (Peter Minus nella vecchia traduzione italiana) e James Potter, il padre di Harry, i quali divennero tutti degli Animagus, cioè maghi in grado di trasformarsi in animali. 
Altri nuovi personaggi che troviamo nel volume sono: la professoressa Trelawney (nella vecchia traduzione italiana Sibilla Cooman), una professoressa di divinazione abbastanza svampita, la quale ha fatto una profezia che riguarda proprio Harry; e Cho Chang, una cercatrice Corvonero per cui Harry si prenderà una cotta. In questo terzo capitolo della saga, dove i personaggi principali iniziano ad avere 13/14 anni, l'autrice inizia a inserire anche un po' di elemento romance, che si acuirà nel prossimo volume, mostrando degli adolescenti alle prese con le prime cotte.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e inizia a diventare sempre più complessa rispetto al primo libro, in quanto anche qui non mancherà l'avventura, il mistero e le sorprese, compreso, come sempre, un bel colpo di scena verso l'ultimo terzo del libro. Un colpo di scena grazie al quale verremo a conoscenza di una verità sorprendente e sconvolgente che permetterà a noi lettori (e a Harry) di fare chiarezza sulla morte dei genitori del protagonista. Questo terzo anno scolastico inizia poi all'insegna di Harry che deve essere tenuto al sicuro in quanto la sua vita sembra essere minacciata da questo ricercato scappato di prigione. 
Essendo al terzo anno i nostri amici poi dovranno scegliere di frequentare altre due materie del terzo anno, tra cui Cura delle Creature Magiche e Divinazione (anche se quest'ultima materia non è che li entusiasmi particolarmente). Rimane comunque molto interessante assistere a queste lezioni di magia, comprese quelle di Difesa contro le Arti Oscure, dove finalmente troveremo un professore competente pronto a offrire ai suoi studenti lezioni valide e stimolanti. Proseguendo nella trama qui ci sarà anche un viaggio nel tempo, che la Rowling è riuscita a gestire molto bene e che risulta davvero figo, con un sacco di cose a cui inizialmente non abbiamo fatto caso ma che poi si incastrano tutte.
Questo terzo capitolo della saga di Harry Potter è un bellissimo romanzo che continua a affascinare i lettori portandoli in un universo magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente con un solido e incredibile intreccio narrativo, ricca di personaggi indimenticabili, di fatti ed eventi straordinari, e in cui per la prima volta iniziamo a capire che dietro c'è un qualcosa di molto più grande di quanto pensassimo. Una lettura che inizia a farsi più impegnativa, anche a livello di trama, rispetto ai precedenti volumi, anche se come sempre accompagnata dalle splendide e dettagliate illustrazioni di Jim Kay, che rendono la storia ancora più bella e piacevole da seguire. Per questo direi che questo terzo volume è adatto per bambini a partire dai 10 anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe dai 12/13 anni.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Anche questo capitolo mi è piaciuto e tutto sommato ritengo che sia rimasto piuttosto fedele all'opera originaria, sebbene ovviamente ci sia qualche taglio o qualche scena modificata, ad eccezione del finale. 
Alcune tra le principali differenze che ho riscontrato sono:
- Nel film Harry sta leggendo nella sua stanza un libro tramite l'incantesimo Lumos, il che può sembrare una piccolezza, ma il fatto è che ciò non dovrebbe essere possibile poiché ai maghi minorenni non è permesso fare magie fuori dalla scuola visto che hanno addosso la Traccia. Questo crea quindi un po' un'incomprensione nella logica di come funziona il mondo della Rowling.
- Nel film non si dà molta importanza al momento in cui Hermione trova e compra Grattastinchi, il quale nel film è presente ma con un ruolo molto più marginale che nel libro.
- Nel film mancano le scene in cui Sirius Black si infiltra nel dormitorio maschile dei Grifondoro e sembra che cerchi di colpire Ron con un coltello e la sostituzione della tela della Signora Grassa per un restauro con quella di Sir Cadogan sul quadro per l'accesso alla sala comune dei Grifondoro. (Tale scena pare che fosse in realtà stata girata, ma poi tagliata)
- Nel film Harry legge sulla Mappa del Malandrino il nome di Peter Minus e lo cerca per i corridoi del castello senza trovarlo. Nel libro è invece Lupin a leggerlo, quindi Harry non sa che Peter Minus è ancora vivo. 
- Nel film La Firebolt compare solo alla fine e viene subito palesato che la Firebolt è un regalo di Sirius perché ha allegato ad essa una piuma di ippogrifo. Nel libro Harry la riceve come regalo di Natale e sospettando che il regalo della scopa sia una mossa subdola di Sirius Black per far del male a Harry, Hermione la consegna alla McGranitt. Per tale motivo nel film sono stati tolti anche i litigi tra Ron ed Hermione a causa della scopa.
- Nel film la scena della Stamberga Strillante è stata notevolmente ridotta. Nel libro invece viene spiegata bene la genesi della Mappa del Malandrino e le identità dietro Ramoso, Lunastorta, Felpato e Codaliscia.
- Nel libro Sirius spedisce una lettera a Harry mentre è sul treno di ritorno. Il gufo che l'ha portata è un regalo di Sirius per Ron come scusa per avergli sottratto il topo.  
In generale comunque le parti più importanti sono state mantenute e anche l'aspetto dei vari personaggi risulta più che soddisfacente e aderente alle descrizioni del libro, così come la realizzazione dell'Ippogrifo, che nel film è uno solo mentre nel libro sono un intero branco (ma alla fine non era necessario rappresentare tutto il branco, cosa che avrebbe richiesto troppo budget probabilmente). L'unica parte che non mi ha convinto appieno è stato un po' il finale, che nel film consiste in Harry che riceve la Firebolt, mentre nel libro forse è più poetico e ricco di speranza, chiudendo un po' di cose lasciate irrisolte, oltre ad esserci l'arrivo del nuovo animaletto di Ron.
 
 
 

 Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry a lezione di Cura delle Creature Magiche al suo primo incontro con Fierobecco; in basso Harry e Ron a lezioni di Divinazione davanti a una sfera do cristallo.
 
Questo volume è stato edito nel 2017 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Prisoner of Azkaban" ed è stato pubblicato nel 2017 in italiano dalla Salani. Il volume ha 330 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 39,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 10 luglio 2026

Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna di Rosella Guglielmetti

"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" è un libro scritto da Rossella Guglielmetti e illustrato (poco) da Andrea Alba Benelle, il quale vede per protagonista Pietro, un bambino cresciuto isolato ed emarginato in quanto considerato uno scambiato, cioè un bambino appartenente al Piccolo Popolo.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo il protagonista, Pietro, di spalle, in una foresta, mentre guarda dei folletti correre tra gli alberi.
 
Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando, mentre era ancora in fasce, sua mamma ha esclamato: «Un barattato!». 
"Appena nato era così pensante, duro e nodoso, che pareva scolpito dentro un tronco. Aveva una testa enorme ma una faccia curiosamente piccola, con due occhietti viola simili a uva passa, un nasone con due larghi fori e un paio di labbra a forma di salsicce, tutti molto, molto ravvicinati. Per di più, le orecchie finivano a punta.
Insomma, un piccolo troll.
Di solito i bambini che si affacciano al mondo vengono accolti da mamma e papà con grandi sorrisi, gridolini i gioia o paroline zuccherose, [...]
Lui no, lui lo guardarono come una torta riuscita male.
La madre lo ispezionò rivoltandolo da tutte le parti, di sopra e di sotto, di fronte e di profilo, dl diritto e dal rovescio. poi fulminò il marito con un'occhiata che voleva dire tante cose che però era meglio tacere e infine, alzando occhi e braccia al cielo, esclamò: <<Un barattato!>>.
Vale a dire un figlio scambiato.
Ce n'erano altri, di questi bambini, in quel villaggio antico e sperduto delle Alpi. Più che un villaggio, pareva una montagna di pietre gettata in una valle sovrastata da montagne altissime. Vi abitavano persone semplici e un poco aspre, per l'isolamento e la fatica di dover lottare ogni giorno per sopravvivere. Accanto a loro, in uno spazio invisibile e parallelo, viveva un altro mondo, popolato da esseri in grado di compiere azioni stupefacenti e impossibili per i mortali:. Li chiamavano: il Piccolo Popolo.
Secondo lei, infatti, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone, oppure degli occhietti che assomigliano ad acini di uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anche gli abitanti del paese e gli altri bambini lo prendono in giro, a eccezione di Nilde, la figlia sorda del tagliaboschi. A lei, Pietro è felice di raccontare storie sulla montagna. Fino al giorno in cui arriva in paese un Orologiaio che minaccia di portarlo via con sé. Pietro, allora, decide di farsi forte come pietra e di scappare nei boschi che sono stati il suo rifugio, nonostante il cuore gli batta forte forte perché ha paura di incontrare i temibili folletti. Ma tra gli alberi si cela un segreto. Pietro scopre che il Piccolo Popolo esiste davvero, solo che è molto diverso da come se lo immaginava… Forse, finalmente, ha trovato qualcuno che gli vuole bene e lo accetta così com’è.
Ci sono storie che ci riportano indietro nel tempo, a quando sfogliavamo un libro prima di addormentarci. Racconti che spaventano, indignano, fanno sorridere, perché hanno il sapore delle favole. È questa la magia che crea l’esordio per ragazzi di Rosella Guglielmetti. Una fiaba senza tempo con un protagonista che non si arrende e che ci insegna che tutti sono speciali, soprattutto chi non lo sembra agli occhi della gente.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano i testi e un'illustrazione del momento in cui la madre di Pietro porta il bambino da Iolanda per sapere cosa farsene.
 
I testi sono accompagnati anche da qualche illustrazioni in bianco e nero opera di Andrea Alba Benelle, le quali hanno un aspetto piuttosto piatto ed essenziale, con linee pulite e nette.
I disegni sono quasi tutti i mezzo ai testi, con un'unica immagine a pagina intera, la quale rappresenta un enorme tornato in mezzo a una valle con fiumi, alberi e montagne. I disegni rappresentano in alcuni casi  scene  descritte nei testi come: il momento in cui la madre del protagonista porta il bambino dentro un cesto di vimini da nonna Iolanda e quello in quest'ultima si mette a raccontare una fiaba, seduta su un masso, circondata da bambini. 
Il resto delle immagini sono più piccole e non vengono mostrati gli ambienti ma solo alcuni elementi o personaggi della storia: le silhouette dei folletti che camminano sul ramo di un albero, un grande albero, una montagna, un libro, delle farfalle che volano. Questi disegni, dall'aspetto e dai soggetti più generici, tendono inoltre a venire ripetuti un paio di volte all'interno della storia, come se fossero state riciclate.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, ma un pochino esagerato: con la vecchia Iolanda che ha l'aspetto di una vecchia bassa e tarchiata con nasone, pochi capelli, e gli occhiali grandi, rotondi e spessi, mentre i folletti hanno corpi piccoli, teste grandi con i cappelli a punta, orecchie  a punta e lunghi nasi appuntiti e allungati.
Insomma, le illustrazioni non sono nulla di chè, tanto più che essendo state stampate pure in bianco e nero e in scala di grigi rendono ancora meno, facendole apparire poco interessanti e coinvolgenti. D'altronde la maggior parte mostrano oggetti piuttosto generici della storia e sono solamente tre i disegni che rappresentano effettivamente delle scene descritte nei testi, per cui non risultano neppure di grande supporto nella lettura.
 
    

   
Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero che si trovano nel libro, di cui solo quella in basso a destra è a pagina intera, mentre le altre sono in mezzo ai testi
 
"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" di Rosella Guglielmetti è la storia che vede come protagonista Pietro, un bambino che si è ritrovato a essere disprezzato dalla propria madre fin dalla nascita, crescendo così quasi dimenticato dalla propria famiglia e ostracizzato dalla comunità, in quanto creduto uno scambiato, cioè un bambino non umano, in quanto frutto dello scambio con una creatura del Piccolo Popolo.
Forse ai lettori di oggi potranno sembrare assurdi certi pensieri, ma in passato c'era veramente gente che ci credeva, così come si credeva davvero all'esistenza delle streghe e di tanti altri mostri o eventi soprannaturali per spiegarsi situazioni strane e a cui all'epoca non si sapeva dare una spiegazione scientifica o abbastanza razionale. 
Ci troviamo infatti in un passato non molto ben identificato in un piccolo villaggio disperso sulle Alpi, dove i bambini non vengono nemmeno mandati a scuola e dove praticamente devono crescere arrangiandosi. Il contesto del libro è infatti fin da subito abbastanza brutale, in quanto presenta tematiche come la discriminazione, l'isolamento, la stigmatizzazione, l'abbandono. Ecco ad esempio cosa pensa un'anziana che vive nel villaggio dei suoi abitanti: "Genitori! ne aveva fin sopra i capelli, di loro e di tutti gli altri abitanti del villaggio. Nessuno che ricordasse più di rispettare la natura, che si premurasse di offrire il primo latte della giornata ai Folletti del Focolare, che versasse sulle radici dei meli il sidro spremuto all'inizio dell'anno nuovo. Duri di cuore, ecco cos'erano, pensava Iolanda, incapaci di vedere la cattiveria che avevano dentro e subito pronti a incolpare i folletti per qualunque cosa: la pioggia, la carestia, la fame, perfino i poveri bimbi innocenti! C'era qualcosa di molto, molto sbagliato nel mondo, se poteva accadere che i genitori rifiutassero i figli."
Come dicevo prima, il protagonista, essendo considerato uno scambiato, cresce rifiutato dalla madre, lasciato a screscere in un angolo della cucina, finché, alla morte della mamma, il padre e i fratelli non lo metteranno a svolgere tutti i lavori più faticosi. Pietro non ha amici neppure tra i bambini del villaggio, che lo tengono alla larga, in compenso avendo passato tanto tempo da solo ha imparato ad osservare bene l'ambiente circostante, e in particolare la natura. 
E quando sente i fratelli confabulare col padre per venderlo all'uomo con l'orologio d'oro, Pietro decide di scappare di casa e andare nel bosco, in mezzo alla natura e dove potrebbe trovare le creature del Piccolo Popolo. In effetti nel bosco incontra qualcuno, ma non sono solo le creature sovrannaturali, bensì sei bambini i quali sembrano avere tutti qualcosa di "sbagliato": una bambina (Leonora) ha delle dita delle mani attaccate tra loro, oltre a essere un po' gobba; un'altra (Margherita) è strabica e ha le orecchie a sventola, mentre un'altra (Albina) è albina; un bambino (Millo) è calvo, ha il volto grigiastro e rugoso, e deve andare in giro con delle stampelle; un altro (Lesien) ha delle gambe esili ma una testa grossa che "assomigliava a quella delle formiche"; mentre il terzo maschio, Flavien, ha il labbro superiore spaccato in due.
Questi sei bambini sono quelli scomparsi dal villaggio e che i genitori portavano a Iolanda di nascosto per sbarazzarsene, proprio come aveva provato a fare tempo addietro anche la madre di Pietro. E qui si apre un riflessione anche sull'adozione,  e sull'accettazione del diverso, poiché quando Pietro realizza che Iolanda non è la loro madre biologica Leonora gli risponde: "<<Certo che sì,>> rispose pronta la ragazzina. E poi sorrise, leggendo lo stupore sul volto di Pietro. <<La mia mamma>> proseguì lei, <<è quella che mi ha voluto e tenuto con sé, così come sono. Sai è facile voler bene a un bambino sano e bello, ma se uno è brutto, storpio, insomma, difettoso, è più difficile. Lei l'ha fatto e solo questo conta. E non ho bisogno di sapere chi mi ha messo al mondo, perchè lo so già: è Iolanda. La mia vita è iniziata con lei.>>"
I bambini comunque non vivono come selvaggi, e anzi hanno delle regole ben precise da seguire, date loro da Iolanda: 1) Qui ci sono cibo, lavoro, studio e amore per tutti; 2) Ogni bambino deve prendersi cura di un altro; 3) Ogni giorno un bambino deve leggere qualcosa agli altri; 4) Noi siamo parte della natura, conoscerla e rispettarla significa conoscere e rispettare noi stessi.
Pietro passera diverso tempo con questi bambini, imparando molte cose, finché non giungerà per lui il tempo di poter scoprire finalmente chi è suo padre, il quale è davvero una creatura del Piccolo Popolo?.
Una storia molto carina, scorrevole e interessante, la quale combina elementi fantastici, fiabeschi e folkloristici ad altri più realistici e crudi. All'interno dei testi ad esempio vengono narrate tante leggende e fiabe che Pietro ha ascoltato dalle anziane del villaggio oppure dalle storie lette dai suoi amici. Non mancano poi riferimenti a leggende e fiabe popolari, come la presenza dei bambini scambiati o l'esistenza delle creature del Piccolo Popolo. Nella storia vengono però trattate anche tematiche potenti come: la discriminazione, l'abbandono di bambini, il rispetto per la natura, la diversità, l'amicizia, la famiglia, la morte, la paura del diverso e come ciascuno, magari nella sua diversità, sia in realtà semplicemente speciale. Pietro infatti passando diverso tempo con i suoi nuovi amici imparerà a conoscerli bene e ad andare oltre alcuni loro difetti fisici, restando sorpreso ad esempio di come Millo, pur avendo delle gambe deboli, sia molto bravo a usare le mani per lavorare il legno. Rimanendo tanto tempo assieme a loro imparerà però anche che non sempre tutti i bambini che Iolanda accoglie e alleva sopravvivono, in quanto alcuni soffrono di patologie così gravi da non permettere loro di raggiungere l'età adulta.
Molto importante anche all'interno della storia il rapporto e il rispetto della natura, tanto più che le stesse creature del Piccolo Popolo in realtà alla fine sono viste più come incarnazioni delle forze naturali piuttosto che esseri concreti che si possono effettivamente vedere e con cui si può parlare. 
Un libro di cui consiglio la lettura a partire dai 9 anni, anche perchè, pur scorrendo bene, la vicenda è un po' lunga e a volte tratta tematiche piuttosto importanti, inoltre la storia, soprattutto all'inizio e nella parte centrale, si prende i suoi tempi, lasciando a Pietro il tempo di conoscere i suoi nuovi amici, in attesa di scoprire davvero chi è suo padre.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2024 dalla Garzanti Editore, ha una copertina flessibile, ha 384 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 16,00 euro. 
 
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