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giovedì 29 agosto 2024

La cripta del vampiro di Sebastiano Ruiz Mignone

"La cripta del vampiro" scritto da Sebastiano  Ruiz Mignone e illustrato da Claudia Petrazzi è un romanzo a due voci: quelle dei giovani Bram Stoker e di Arthur Conan Doyle e di una loro estate passata assieme a risolvere un mistero.
 
   
Sopra: A sinistra l'edizione del 2017, al centro un'edizione più recente del 2022, mentre a sinistra un'edizione del medesimo libro edita però ne 1999 dalla Feltrinelli.
 
"Quella lontana estate del 1868 partivo per una vacanza; [...] Andavo in Scozia, ad Aberdeen, o meglio in un paese di quella contea, dove un fratello di mia madre avevuna casa sulla costa e, saapedo della mia salute cagionevole, ci aveva invitati a trascorrervi alcuni giorni. Ero felice.
Ancora non sapevo che in quell'estate la mia vita sarebbe cambiata e che sarebbe sato un bambino a cambiarla."
La vacanza in Scozia a casa dello zio si preannuncia alquanto noiosa per il giovane Bram Stoker, finchè conosce Arthur Conan Doyle, un ragazzino ben più giovane di lui ma con un gran coraggio e una grande passione per le indagini e i misteri. Infatti appena Doyle avvista Bram decide subito di fare amicizia con lui e ci coinvolgerlo nei suoi piani: "Bene, bene, magari quel ragazzo, nonostante l'apparenza, è simpatico, e qui ci sono così pochi ragazzi con cui giocare e ... potrebbe farmi comodo.
Devo assolutamente conoscerlo, non fosse che per la sua meravigliosa mamma. Sì, sì, devo farmelo amico." Ed in effetti i due diventano subito amici, come percepisce Bram: "Ho la certezza che tra noi sia scattato qualcosa, un'intesa che non ha bisogno di molte parole. Ci siamo piaciuti all'istante. Mi sono sentito lusingato dall'accoglienza che Arthur mi ha riservato. Sono sicuro che diventeremo grandi amici."
Un giorno i ragazzi trovano sulla spiaggia un fischietto prussiano che porta incisa l'iniziale del dell'imperatore Wilhelm, un tipo decisamente pericoloso. Inoltre il fischietto non reca segni di salsedine, per cui non è stato portato sulla spiaggia dal mare, ma qualcuno deve averlo perso nella sabbia. Quando poi i due ragazzi vanno a visitare il cimitero in una cappella abbandonata trovalo l'impronta di uno stivale e quini "A sentire Arthur, a Crooken Bay stava succedendo qualcosa di losco e minaccioso."
Poco dopo poi arriva a Stoke Moron un uomo "sui cinquant'anni, olto alto, dal portamento fiero, imponente, con un viso squadrato dai tratti marcati. Era vestito di scuro e con molta eleganza. Indossava un abito nero a coda di rondine, un cappello nuovo, lucente, un abito di ghette brune e dei pantaloni grigio perla." Bram scopre che l'uomo è un ospite e amico di suo zio e che si trattata del professor Arminius Vambery, un docente di lingue orientali all'Università di Budapest e a quanto pare "un vero esperto del soprannaturale e dell'insolito".
Arthur e Bram comunque decidono di ritornare al cimitero e di controllare meglio le cripte e infatti scoprono qualcosa di incredibile: dentro vi è nascosto qualcosa di parecchio pericoloso.
I due amici saranno catapultati in una strana storia di fantasmi e vampiri, che nasconde però un terribile intrigo. Un vento insolito soffia sul tranquillo villaggio scozzese di Crooken Bay: inquietanti presenze notturne animano il cimitero, tanto da far riemergere vecchie storie di fantasmi che abitano le umide cripte sotterranee. E, sullo sfondo, un misterioso intrigo che metterebbe i brividi a chiunque, ma non ai nostri due giovani investigatori: Bram Stoker e Arthur Conan Doyle!
 
  Sopra: A destra potete vedere un'illustrazione che mostra Bram e suo zio mentre guardano alcuni quadri di famiglia, a destra potete vedere invece come è il testo ad alta leggibilità di questo libro.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero Claudia Petrazzi che sono molto carine, nonostante abbiano dei tratti abbastanza semplici, dalle linee nette e ben marcate; esse sono comunque piuttosto curate e ricche di dettagli e, anche se sono in bianco e nero, riescono a rendere bene l'atmosfera un po' misteriosa e inquietante del libro con questi boschi dagli alberi spogli, questi cimiteri con delle grandi cripte, gli interni della magione così suggestivi...
I disegni sono solitamente di due tipi: a tutta pagina, dove i personaggi sono ritratti piccolini in mezzo a degli ampi passaggi, oppure a mezza pagina, questo tipo di immagini si concentra più su dei particolari, come ad esempio due personaggi visti da vicino che si  confrontano, oppure un oggetto o qualcosa che viene osservato più da vicino.
 
 

 
  Sopra: Alcune pagine illustrate, alcune a pagina intera, mntre in una (quella in basso a destra) il disegno occupa solo emzza pagina. In quest'ultima immagine inoltre potete vedere bene i due protagonisti, Doyle a sinistra e Stoker a destra, che si stringono la mano
 
"La cripta del vampiro" di Sebastiano Ruiz Mignone è un romanzo che narra una storia avvincente e intrigante, che vede la collaborazione di quelli che diventeranno due grand scrittori: Arthur Conan Dyle e Bram Stoker.
Tale libro è scritto secondo le caratteristiche dei libri ad alta leggibilità i quali:
- Hanno caratteristiche grafiche e un'impaginazione che favoriscono la leggibilità rendendoli accessibili anche ai bambini con DSA e BES.
- Usano la font "leggimi", studiata appositamente per chi ha difficoltà di lettura e in particolare la dislessia; creata dalla Sinnos nel 2006 in collaborazione di neuropsichiatri, pedagogisti e insegnanti. A quanto pare la stessa Sinnos ha collaborato con "Il Battello A Vapore" per la progettazione e realizzazione di questi libri ad alta leggibilità, tra cui appunto questo.
- Utilizzano una spaziatura e un'interlinea più ampie del normale.
- Il testo è sempre allineato a sinistra e le parole non vengono mai sillabate
- Le illustrazioni non interrompono le righe di testo 
Il libro ha la caratteristica di essere a due voci, cioè quella di Bram e quella di Arthur, in quanto i capitoli si susseguono dal punto di vista prima dell'uno e pi dell'altro, un capitolo ciascuno. Aad esempio Arthur già dal primo capitolo a lui dedicato fa trasparire la sua passione per i gialli, affermando: "Sì, sì, credo proprio che da grande farò l'investigatore. Indagherò sui casi più difficili e li risolverò, proprio come questo Chevalier Dupin. Sarò il terrore dei delinquenti e la stella polare della polizia." È descritto come un bambino di otto anni pieno di entusiasmo e sempre pronto a cimentarsi in nuove sfide, un bambino che ha voglia di crescere per mettersi alla prova, per questo l'idea di poter finalmente indagare su un vero mistero lo eccita così tanto. È anche un po' attaccabrighe, anche se, come spiega lui stesso, non ha mai aggredito i più deboli, ma anzi cerca invece di difenderli (motivo per cui finisce spesso in mezzo a delle liti). Oltrettutto è un gran chiaccherone, oltre che instancabile e, a volte, anche un po' rompiscatole.
Bram invece, ato, magrissimo, pallido, cagionevole di salute e tende ad essere più cauto, anche perchè ha un carattere più introverso e timido. Vive con lo zio Jonathan Markham a Stoke Moron, una "costruzione molto antica che risaliva - ci spiegò lo zio - all'epoca medievale...". Lo zio è un ex dottore che ha fatto fortuna negli affari in Sud Africa, per cui ora non pratica più la professione di medico, occupandosi delle sue due figlie Violet e Lorena.
Entrambi sono comunque dei grandi lettori e amano i libri. Ad esempio Bram afferma: "Insomma, essendo io uno di quegli strani individui che appartengono alla setta dei lettori, qui avevo trovato quello che si dice "pane per i miei denti". Fu allora che la mia vacanza cominciò ad apparirmi sotto una luce migliore." Invece Doyle afferma: "Ecco un'altra delle mie consolazioni: i libri. Mi piace molto rifugiarmi in essi e perdermi in mille avventure. Posso dire di essere un buon lettore, e coraggioso anche: ho letto quasi tutto Virgilio e Omero."
Poiché il libro racconta dell'infanzia e dell'amicizia di questi due bambini che diventeranno importanti scrittori ho guardato un po' le loro biografie reali, per capire quanto ci sia di vero e storicamente accurato nella storia scritta da Mignone: allora Stoker è nato effettivamente a Dublino, nel 1847, ed era cagionevole di salute che lo costrinse a passare la maggior parte della sua infanzia a letto a leggere.
Doyle  nacque invece ad Edimburgo nel 1859, per cui era di ben 12 anni più giovane di Bram. A quanto pare Doyle era il secondo di 10 figli, mentre nel libro di Mignone si parla solo di tre sorelle maggiori, di cui una morta giovane e le altre sono andate in Portogallo e in America. Sempre in questo romanzo Arthur spiega di andare in una scuola a Edimburgo e in effetti Doyle iniziò i suoi studi presso una scuola della sua città (non ho trovato riferimenti specifici) per poi proseguirli presso la Hodder Preparatory School nel Lancashire. Doyle durante la sua vita praticò inoltre molti sport, tra cui proprio la boxe.
Stoker e Doyle si conobbero veramente, ma non da bambini, quando Bram aveva già stretto da tempo un'amicizia con l'attore Henry Irving, di cui divenne anche segretario e confidente, e che gli permise di conoscere il pittore James Abbott Whistelr che Doyle. Purtroppo è difficile riuscire a recuperare in internet notizie precise sull'infanzia dei due autori, in quanto molte notizie riportate riguardano piuttosto la loro vita da adulti.
A tale proposito ci viene incontro lo scrittore, che alla fine del racconto scrive alcune note dicendo ad esempio: "Premesso che tale storia è di pura fantasia, è doveroso tuttavia ricordare che Bram Stoker era davvero un ragazzo timido e malato, e che Arthur Conan Doyle possedeva invece fin da bambino un carattere forte ed estroverso unito ad un fisico atletico e sano." Riguardo agli altri personaggi "hanno nomi inventati dagli stessi due scrittori" e che l'autore ha trovato nelle loro opere, sotto altre forme e caratteri.
La storia narrata comunque è piuttosto avvincente e intrigante, anche se la parte avventurosa inizia dopo circa il primo terzo del libro, in quanto diversi capitoli iniziali sono dedicati a far conoscere al lettore i personaggi e l'ambientazione, nonché al formarsi e al cimentarsi dell'amicizia tra i due ragazzi, che si conoscono per la prima volta. Il mistero in cui i due giovani incapperanno è abbastanza grosso e vede coinvolta la sicurezza del paese e la vita di molte persone.
Purtroppo comunque non c'entra nessun vampiro, anche se ammetto che in questo il titolo è un po' fuorviante, anche perché è vero che c'è una cripta che contiene cose pericolose, ma nel libro non viene mai chiamata cripta del vampiro, né vi sono voci che qualcuno abbia visto qualche vampiro viverci. Diciamo che la storia si basa più su una minaccia politica e alla sicurezza pubblica e del paese, complotti, misteri e indizi da seguire senza però che ci sia nulla di soprannaturale (tranne Arthur che comunica con i suoi defunti antenati con delle lettere su un tavolo, ricevendo risposta ogni tanto), anche se comunque l'avventura non mancherà.
L'amicizia tra i due protagonisti comunque è molto carina e ben rappresentata e riuscirà a superare qualsiasi ostacolo, dando vita a un racconto carino, indicato a partire dagli 8 anni e che potrebbe incuriosire i lettori e farli approcciare a due grandi autori come Stoker e Doyle, e chissà che, quando saranno un po' più grandi, si ricorderanno i loro nomi e andranno a cercare le loro opere. Come scrive lo scrittore: "Questo racconto vuole essere un omaggio alla loro arte."
 
Questo volume era già stato edito nel 1999 dalla Feltrinelli Editore col titolo "L'estate di Bram" ed è stato poi pubblicato nel 2017 dalle Edizioni PIEMME. Quest'ultima edizione ha una copertina flessibile, ha 224 pagine, misura 18,8 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e costa 9 euro (l'edizione più recente del 2022 in rigida è stata portata a 10,50 euro).

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 28 luglio 2023

La Divina Commedia raccontata ai bambini di Annamaria Piccione e Francesc Rovira

"La Divina Commedia raccontata ai bambini" di Annamaria Piccione e Francesc Rovira è un'altra riscrittura della Divina Commedia dantesca, che questa volta da parte di una collana di riduzioni di classici editi dalla Mondadori e illustrati tutti da Rovira, di cui vi avevo già parlato di "La favolosa leggenda di Re Artù" riscritta da Jordi Sierra i Fabra.
 
 Sopra: La copertina è una delle poche che ci mostra Dante assieme a Beatrice nel Paradiso, mentre nella maggior parte dei casi si preferisce rappresentare scene dell'Inferno.
 
 Come viene spiegato nell'introduzione, l'autore del testo che i lettori si apprestano a leggere "è il poeta italiano più famoso del pianeta, tanto che quando si legge il "Poeta" , con la P maiuscola senza il nome, si sta parlando di lui! Durante alighieri, detto Dante, venne al mondo nel 1265 a Firenze, da una famiglia non ricca dma di nobili origini". Nell'introduzione viene spiegata al lettore un po' di biografia di Dante, tra cui il fatto che fu esiliato dalla sua città per ragioni politiche e di come decise di iniziare a ascrivere l'opera che oggi noi conosciamo come "Divina Commedia", dove l'aggettivo "divina" gli fu attribuito da Boccaccio solo in seguito.
La storia è ambientata nel 1300 e il racconto inizia una notte in cui il poeta si ritrova perduto dentro un bosco oscuro dove e gli si imabtte intre fiere: una lince, un leone e una lupa. Proprio quando il poeta pensa di essere ormai perduto ecco che vede un uomo, si tratta di Virgilio, che si presenta al poeta così: "Non sono un uomo, ma lo fui. Nacqui a Mantova al tempo di Giulio Cesare e vissi a Roma sotto il buon Augusto, quando noi umani credevamo nei falsi dei. Fui un poeta e narrai le gesta di Enea".
Con la sua nuova guida Dante si appresta quindi ad affrontare l'Inferno, il Purgatorio e poi il Paradiso, "raffiguranti la dannazione, la purificazione e la beatitudine", come scritto nell'intro.
I due si dirigono dunque verso la porta dell'Inferno, che superano per entrare prima nell'antinferno (con gli ignavi) e poi nell'Inferno vero e proprio, dove il poeta incontra: Caronte; i poeti rinchiusi nel Limbo; Minosse; Paolo e Francesca nel cerchio dei lussuriosi; Cerbero e Ciacco nel cerchio dei golosi; Pluto nel cerchio degli avari e dei prodighi; Minosse, gli avari e i prodighi; Flegias il traghettatore e Filippo degli Argenti nel cerchio degli iracondi; le Furie con Medusa, la città di Dite, Cavalcante Cavalcanti con Farinata degli Umberti nel cerchio degli eretici; il Minotauro e i centauri nel cerchio dei violenti, che come spiega Virgilio "è diviso in tre gironi concentrici. Nel più esterno troverai i violenti contro gli altri; nel secondo i violenti contro se stessi, dissipatori di ricchezze eo suicidi; nel terzo i violenti contro Dio, bestemmiatori, usurai e peccatori contro natura". Nel settimo cerchio infatti faremo la conoscenza delle Arpie e Pier delle Vigne nel bosco dei suicidi; di Capaneo e Brunetto Latini (nel cerchio dei violenti contro Dio). Nell'ottavo cerchio vedremo invece: Giasone, i ruffiani e i seduttori che corrono frustati dai diavoli; gli adulatori e i lusinghieri, immersi nello sterco; i simoniaci, dove risiedono diversi Papi, conficcati a testa in giù cin i piedi in fiamme; i maghi gli indovini, con la testa ritorta all'indietro; i Malebranche e i baratteri, tra cui Ciampolo, immersi nella pece bollente;  gli ipocriti, come il frate Catalano,  che camminano indossando delle cappe dorate fatte di pesantissimo piombo; i ladri (tra cui Vanni Fucci e Caco), tormentati dai serpenti che li mordono e li trasformano in serpenti fondendosi con essi; Ulisse, Diomede e Guido di Montefeltro come consiglieri di frode, tormentati dentro lingue di fuoco; Bertrand de Born tra i seminatori di discordia, mutilati a colpi di spada; i falsari, deturpati da varie malattie, tra cui Grufolino da Arezzo, Capocchio e Mastro Adamo di Firenze; il pozzo dei Giganti, dove i Giganti  aiutano i due a giungere nel nono e ultimo cerchio. Alla fine Dante giunge al nono cerchio, quello dei traditori, in cui si trovano: i traditori dei parenti, i traditori della padria come Bocca degli Abati e il conte Ugolino della Gherardesca; i traditori dei parenti come frate Alberugi e Lucifero, che tiene tra le sue fauci delle sue tre teste Giuda, in mezzo, Bruto e Cassio, ai lati.
Uscito dall'Inferno Dante e Virgilio proseguono per l'antipurgatorio, dove incontrano Catone, il musico Casella (sulla spiaggia), Manfredi (tra gli scomunicati), Belacqua  e Sordello (tra i negligenti a pentirsi) e dove giungono nella Valletta dei principi. Dante scopre che, mentre dormiva, Santa Lucia lo ha portato fino alle porte del Purgatorio (dove a Dante un angelo segna sulla fronte 7 P, una per ogni peccato capitale), suddiviso in sette cornici: i superbi, gli invidiosi, gli iracondi (tra cui Marco Lombardo), gli accidiosi, gli avari e i prodighi (come il poeta Stazio), i golosi (come Forese Donati) e i lussuriosi. Quando Dante e Virgilio giungono in cima al Purgatorio, nel Paradiso Terrestre, il poeta incontra Matelda e saluta Virgilio, che non può accompagnarlo in Paradiso
Sarà infatti Beatrice ora a svolgere questo compito, facendo da guida nel Paradiso, il quale è formato da nove cieli: quello della luna (con Piccarda Donati), quello di Mercurio (con Giustiniano), quello di Venere (con Carlo Martello e Cunizza da Romano), quelle del Sole (con Tommaso d'Aquino, San Francesco e San Domenico), quello di Marte (con Cacciaguida, il trisavolo di Dante), quello di Giove (in cui Dante parla con un'aquila), quello di Saturno (con il monaco Pier Damiani) e poi quello delle stelle fisse (con San Pietro, San Giacomo e Adamo), poi vi è quello mobile e infine la rosa dei beati e l'Epireo.
 
 
 Sopra: A sinistra un disegno di Rovira che rappresenta lo schema dell'Inferno,con i suoi 9 gironi,  mentre a destra lo schema del paradiso, con i suoi 9 cieli concentrici.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Francesc Rovira che hanno il compito di accompagnare il lettore nella lettura rendendogliela più piacevole. Oltre a questo esse lo aiutano anche nella comprensione della storia, in quanto tutti i disegni rappresentano qualche vicenda narrata: l'incontro di Dante con vari personaggi e creature quali Virgilio,  Caronte, Cerbero, Brunetto Latini, i diavoli, Lucifero, Beatrice, ...
La maggior parte delle illustrazioni sono a tutta pagina, ma ce ne sono anche alcune a doppia pagina.
Le illustrazioni di Francesc Rovira hanno uno stile facilmente riconoscibile, non perché siano particolarmente originali o particolari, ma da alcuni semplici tratti distintivi. Rovira ad esempio crea disegni dai tratti morbidi e delicati, con personaggi ed elementi scenici dai tratti precisi e ben delineati. La maggiore particolarità del suo stile risiede però nell'aspetto dei personaggi, che sono tutti molto carini e graziosi, con volti tondeggianti, grandi occhi bianchi con dentro un pallino nero, e dei nasi "a patata". Questi tratti conferiscono a questi personaggi un aspetto "pacioccoso", spesso tenero oppure comunque simpatico e buffo, il che comunque può non essere il massimo se si deve andare a rappresentare dei momenti abbastanza truci.
Le illustrazioni di Rovira rappresentano infatti le scene della storia in modo grazioso, peccato che questi disegni non riescono per niente a dare al lettore una sensazione di pericolo o di avversità nei momenti in cui Dante si trova all'Inferno e deve quindi assiste a momenti e scene drammatiche, violente o "truci". Anzi, l'aspetto di alcuni diavoli o mostri infernali talvolta dà quasi la sensazione di essere stato volutamente reso più comico del dovuto, ad esempio Cerbero ha un aspetto piuttosto buffo, certamente non minaccioso, piuttosto un po' schizzato e da tontolone.
Le immagini di Rovira sono più delle rappresentazioni capaci di trasmettere una sensazione di calma e di benessere, anche in quelle scene dove Dante si trova davanti a gente bruciata, maltrattata, flagellata ecc... Ciò è dovuto anche grazie ai colori dai toni sempre chiari, delicati, vivaci e brillanti; diciamo che nell'Inferno l'artista ha cercato di rendere almeno gli sfondi un po' più scuri, o a rendere qualche personaggio un po' più sporco, ma in generale le tinte risultano comunque troppo pulite e chiare (soprattutto gli abiti in Virgilio e Dante, che è di un bel rosso chiaro e brillante). Le scene del Paradiso sono carine, anche se raramente riescono ad assumere un tono epico o magnifico, capace di far rimanere incantato il lettore.
 
 

 
Sopra: Le illustrazioni di Francesc Rovina aiutano il lettore anche nella comprensione della storia rappresentando qualche vicenda narrata. Ad esempio in alto a sinistra si vedono Dante e Virgilio sulla barca di Carone, mentre a destra vediamo i due poeti con Cerbero. Più in basso a sinistra un disegni tratto dal Purgatorio, mentre a destra Dante, accanto a Beatrice, in Paradiso.

"La Divina Commedia raccontata ai bambini" riscritta da Annamaria Piccione e illustrata da Francesc Rovira è un volume che vuole narrare ai giovani lettori, a partire dagli 8/9 anni, la Divina Commedia dantesca. Devo dire che la parte dei testi è piuttosto soddisfacente in quanto ripercorre molto fedelmente l'opera originaria, in modo anche abbastanza accurato, anche se alcuni tagli e omissioni sono come sempre presenti. Stavolta però tutti i cerchi/bolge e cieli vengono citati e spiegati, con tanto di spiegazione delle varie pene dei dannati. La parte che è stata tagliata riguarda alcuni incontri e relativi dialoghi con alcuni dannati (di quelli che però non sono praticamente mai citati in nessuna rivisitazione per bambini), tuttavia qui Dante interagisce comunque con un buon numero di anime, tra quelle più famose e ricordate.
Le illustrazioni di Francesc Rovira sembrano essere rivolte ad un pubblico piuttosto giovane, con i loro tratti morbidi e delicati, con personaggi molto carini e graziosi, dai volti tondeggianti, i nasi "a patata" che conferiscono loro un aspetto simpatico e "pacioccoso". Purtroppo, sebbene lo stile dell'autore sai anche bellino, esso non risulta essere molto adatto a rappresentare l'inferno dantesco, che comunque presenta diverse scene cupe e violente, che nelle illustrazioni di Rovira non sono rese molto memorabili, anche perchè invece nei testi sono descritte piuttosto bene. I disegni del Purgatorio e del paradiso rendono un po' meglio le ambientazioni, che sono meno cupe rispetto all'Inferno, anche se nel caso del Paradiso, per quanto i disegni siano graziosi, non riescono pienamente a rendere la magnificenza e la solennità di alcune scene.
L'opera risulta essere comunque un bel volume illustrato adatto per far approcciare un pubblico giovane alla Divina Commedia, molto soddisfacente sotto l'aspetto dei testi, che sono ben riassunti e abbastanza completi rispetto il materiale originario: essi danno ai lettori una buona e completa idea rispetto alla struttura generale delle opere, non dimenticando comunque di far parlare Dante anche con diverse anime tra quelle più iconiche, presentandole così anche al lettore. I testi sono scritti in modo coinvolgente e piuttosto approfondito, in quanto spiegano bene la struttura dei tre regni, le varie pene a cui i dannati e le anime sono sottoposte e le loro rispettive biografie. Interessante anche la parte introduttiva, che spiega ai lettori chi era il poeta, quando visse, cosa gli successe, perchè scrisse la Divina Commedia, la sua struttura ... 
Peccato un po' per le illustrazioni che accompagnano i testi, le quali sono carine e ben fatte, ma non molto adatte a rappresentare l'Inferno, in quanto hanno uno stile un po' troppo dolce e simpatico, quasi buffo, mentre i testi vogliono riassumere la Divina Commedia seriamente.
 
Il volume è stato pubblicato in italiano nel 2021 dalla Mondadori Editore; ha 185 pagine, la copertina rigida, misura 26,2 cm d'altezza e 18,5 cm di lunghezza e costa 18 euro.
Esiste anche un'edizione in copertina flessibile, edita nel 2023, che ha 192 pagine e misura 19,1 cm d'altezza e 12,6 cm di lunghezza e costa 11,50 euro.
 
Sopra: La copertina flessibile si distingue dalla rigida per la banda blu scuro in cui il titolo viene inserito, scritto in verticale, oltre che al simbolo degli Oscar Junior Classici collocato in alto a sinistra.
 
Come vi avevo detto all'inizio questo titolo fa parte della collana "I classici illustrati" della Mondadori, dedicata alle rivisitazioni di classici illustrate da Francesc Rovira. Tutti i titoli che fanno parte della serie sono:
  • "Don Chisciotte raccontato ai bambini" di Rosa Navarro Duran (2006)
  • "L'Odissea raccontata ai bambini" di Rosa Navarro Duran (2015)
  • "Eneide raccontata ai bambini" di Rosa Navarro Duran (aprile 2017)
  • "La Bibbia raccontata ai bambini" di Rosa Navarro Duran (aprile 2017)
  • "La favolosa leggenda di Re Artù" di Jordi Sierra i Fabra (febbraio 2017)
  • "Iliade raccontata ai bambini" di Rosa Navarro Duran (2018)
  • "Favole di animali raccontate ai bambini" di Rosa Navarro Duran (2020)
  • "La Divina Commedia raccontata ai bambini" di Annamaria Piccione (febbraio 2021)
  • "I promessi sposi raccontati ai bambini" di Annamaria Piccione (settembre 2021)
  • "Fiabe classiche raccontate ai bambini" di Annamaria Piccione (aprile 2022)
  • "Le mille e una notte raccontate ai bambini" di Annamaria Piccione (ottobre 2022)
  • "I miti greci raccontati ai bambini" di Annamaria Piccione (marzo 2023)
  • "Leggende dell'antica Roma raccontate ai bambini" di Annamaria Piccione (maggio 2023)
  • "Piccole donne raccontate ai bambini" di Annamaria Piccione (maggio 2024)
 
     
 
        
 
     

 
 Sopra: Le copertine dei volumi di classici illustrati da Francesc Rovina.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 24 luglio 2023

La Divina Commedia di Caterina Falconi e Letizia Depreti

"La Divina Commedia" scritto da Caterina Falconi e illustrato da Letizia Depreti fa parte della collana "Primi classici" della casa editrice Pane e sale. La descrizione sul retro di copertina promette: "Dall’incontro con Beatrice e il suo amore per lei all’impegno politico, dalla Vita Nova al concepimento dell’opera più famosa di tutti i tempi: la vita di Dante e la sua Divina Commedia descritte con minuzia di particolari dalla penna creativa di Caterina Falconi e dalla mano artistica di Letizia Depetri", ma vedremo cosa intendono con "minuzia di particolari".
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione flessibile, con il Paradiso sullo sfondo, mentre a destra quella dell'edizione in rigida, dal formato più grande e con una scena che mostra un passaggio infernale.

In quest'opera Caterina Falconi racconta il viaggio di Dante nei regni ultraterreni, partendo dal suo smarrimento nella selva oscura: "Quando aveva trentacinque anni ed era, più o meno, a metà della sua vita, il poeta Dante Alighieri si ritrovò in una foresta buia e minacciosa.
- Come sono finito qui? E soprattutto come farò ad andarmene?- si chiedeva, cercando invano una via d'uscita. Si aggirò così tra gli alberi, sempre più spaventato, per tutta la notte, finché non scorse una collina illuminata dal sole. Sollevato, si precipitò in quella direzione. Ma all'inizio della salita gli si parò davanti una lince dall'aria feroce, che gli impedì di proseguire. Il poeta cercò allora un'altra strada, ma un leone rabbioso e una lupa affamata gli sbarrarono il cammino".
A venire in suo soccorso c'è Virgilio: "Sono stato un uomo mille anni fa, ai tempi di Giulio Cesare. Fui un poeta e scrissi le peripezie dell'eroe Enea".
Con Virgilio che gli fa da guida, Dante inizia il suo viaggio nell'aldilà, passando prima per l'Inferno e incontrando: gli ignavi, Caronte, il limbo, Minosse, Paolo e Francesca nei lussuriosi, Cerbero, Ciacco tra i golosi, Pluto, Flegias il barcaiolo, le furie con Medusa, il Minotauro, i Centauri, i violenti che si trovano immersi nel Flegetonte, i suicidi e le arpie, Brunetto Latini, Gerione, le Malebolge, dove sono puniti gli ingannatori (come gli ipocriti o Ulisse e Diomede), i Giganti, i traditori e infine Lucifero.
Nel Purgatorio Dante incontra per primo Catone, poi Casella, il principe Manfredi, il liutaio Belacqua, il poeta Sordello da Goiato, un angelo che incide sulla fronte di Dante sette P, i superbi, gli invidiosi, gli iracondi, i pigri, gli avari con i prodighi (tra cui papa Adriano V e Stazio), i golosi (tra cui Forese Donati). Dante giunge quindi nel Paradiso terrestre dove incontra Matelda e Beatrice, che è pronta a fargli da guida nel Paradiso.
Nel Paradiso Dante attraversa nove cieli: il cielo della Luna dove incontra Piccarda, il cielo di Mercurio dove c'è Giustiniano, il cielo di Venere con il principe Carlo Martello, il cielo del Sole con San Bonaventura da Bagnoregio, il cielo di Marte dove Dante vede Gesù e parla con il suo antenato Cacciaguida, poi il poeta sale al cielo di Giove dove i beati e gli angeli formano un'aquila, nel cielo di Saturno Dante vede una scala d'oro, nell'ottavo cielo ci sono Maria, Cristo e gli apostoli. Qui Dante incontra anche San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo, prima di passare nel Primo mobile dove vi sono i cori angelici, per arrivare infine all'Epireo e alla rosa dei Beati, dove a fargli da guida sarà San Bernardo di Chiaravalle.
 
 Sopra: Le pagine che ritraggono Dante (vestito di rosso) e Virgilio (vestito di giallo) sulla barca di Caronte, pronti ad addentrarsi verso l'Inferno.
 
Tutta la vicenda è accompagnata dalle illustrazioni di Letizia Depreti, le quali sono molto graziose e sono utili al lettore per comprendere meglio cosa sta succedendo e cosa sta vedendo Dante durante il suo viaggio: Beatrice e Virgilio, Caronte, alcune anime sia dannate che sante, diversi mostri che popolano l'Inferno (come i Centauri, il Minotauro, Gerione, le Arpie ecc...) e alcuni angeli...
Esse possono essere a pagina intera, ma solitamente vengono messe in mezzo ai testi, come per affiancarli, per accompagnare il lettore durante la loro lettura.
L'artista, nei suoi disegni, nella parte dell'Inferno sembra aver voluto dare maggior risalto ai vari guardiani incontrati da Dante, i quali sono ritratti con delle espressioni piuttosto felici, mentre raramente si fanno vedere i dannati, ad eccezione di Paolo e Francesca e di Ulisse, i quali comunque non hanno un'espressione sofferente o preoccupata.
In tutte le sue illustrazioni l'artista ha usato dei colori molto belli, vivaci, accesi e brillanti, che rendono questo libretto molto colorato. All'Inferno c'è una prevalenza di colori quali il rosso, il viola, l'arancione e il marrone, mentre al Purgatorio e in Paradiso sono più utilizzati i marroni, i verdi, gli azzurri e i gialli.
 




Sopra: In alto un paio di immagini tratte dall'Inferno, in cui vediamo i violenti, Gerione e poi Lucifero; notate come le espressioni dei mostri infernali o dei dannati siano molto calme e rilassate, addirittura felici. Al centro potete vedere un'immagine del Purgatorio, di quando Dante incontra Beatrice e infine un disegno dell'Epireo, con la Rosa dei Beati, ritratta proprio come una rosa gigante.
 
"La Divina Commedia" scritto da Caterina Falconi è un libretto che cerca di riassumere tutte e tre le cantiche dantesche in un centinaio di pagine, un po' come aveva fatto anche il volume dei "Classicini". Inutile dire che l'opera dantesca non poteva che venirne fuori estremamente riassunta e sono soprattutto le parti dell'Inferno e del Purgatorio a risentirne maggiormente, mentre almeno del Paradiso l'autrice ha cercato di citare tutti i cieli e di presentare per ciascuno almeno un personaggio particolare. Del Purgatorio invece manca la settima cornice, quella dei lussuriosi e dei sodomiti, però almeno le altre cornici sono tutte accennate, anche se molto brevemente. Dell'Inferno invece mancano parecchie parti, anche quando un cerchio è accennato spesso non viene descritta la punizione vissuta da quei dannati, soffermandosi molto di più a presentare piuttosto i mostri e i guardiani che popolano l'Inferno. Ad esempio, quando Dante passa per il bosco dei suicidi l'autrice si sofferma più sulle Arpie, senza accennare cosa sia quel bosco: 
"Proseguendo, i due poeti arrivarono in una strana foresta di alberi contorti. Sui rami nodosi stavano appollaiati degli uccelli dal volto di donna.
- Chi sono, maestro, quelle creature?
- Quelle sono le famose Arpie- rispose Virgilio.
Usciti dal bosco, Dante e la sua guida si trovarono in un deserto, sotto una pioggia di fuoco, che però non li scottò".
In effetti con le anime dei dannati Dante interagisce molto poco, parlando solo con 3/4 persone (Paolo e Francesca, Brunetto Latini e Ulisse e Diomede), senza contare che molti gironi vengono proprio saltati: gli eretici e molti tra i violenti come i ruffiani e i seduttori, gli adulatori, i simoniaci, i maghi e gli indovini, i barattieri, i ladri, i seminatori di discordia e i falsari non sono stati nemmeno citati.
Le illustrazioni di Letizia Depreti ricoprono un ruolo piuttosto importante in questa riduzione della Divina Commedia dantesca, in quanto sono molto presenti e hanno proprio il compito di accompagnare il lettore e di guidarlo durante la lettura. Sono disegni molto carini e graziosi, dai colori accesi, brillanti, vivaci e intensi, che trasmettono una certa allegria. Anche la parte riguardante l'Inferno non è mai rappresentata in modo cupo o sofferente, addirittura alcuni dei dannati (di cui vediamo poco comunque) e molti dei mostri incontrati da Dante hanno perfino un'espressione felice e serena.
Ne risulta una versione della Divina Commedia veramente striminzita (altro che "minuzia di particolari"), come ci si aspetta da una versione in cui l'autrice ha dovuto riassumere in neanche un centinaio di pagine (scritte grandi e con una notevole interlinea), di cui molte occupate pure dai disegni, tutte le tre cantiche dantesche. Come vi spiegavo anche prima, la cantica più tagliata risulta essere quella dell'Inferno, che non va bene neanche come riassunto dell'originale, mentre Purgatorio e Paradiso sono già più passabili. Carine e molto colorate le illustrazioni, anche se tendono a rappresentare l'Inferno in modo un po' troppo felice.
 
Il volume è stato pubblicato nel 2021 dalle edizioni Theoria (Pane e Sale), è dotato di una copertina flessibile, ha 98 pagine, misura 20,3 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 8,90 euro. Nel 2022 è stata pubblicata anche l'edizione in rigida, con 40 pagine e che misura 27,5 cm d'altezza e 33,6 cm di lunghezza e costa 14 euro

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 19 luglio 2023

I mostri di Dante (Commedia activity book) di Laura Vaioli, Mirko Volpi e Giacomo Guccinelli

La Divina Commedia di Dante è, e rimarrà, un'opera molto affascinante, che si cerca di far apprezzare sia ai grandi che ai piccoli, per questo ne esistono tantissime versioni e riduzioni, tra le varie proposte editoriali però ogni tanto ce ne sono di più originali, che vogliono essere qualcosa di diverso di semplici riduzioni. È il caso ad esempio di questo libro: "I mostri di Dante (Commedia activity book)" di Laura Vaioli, Mirko Volpi e Giacomo Guccinelli, che è una sorta di activity book con tanto di illustrazioni da colorare, incentrato però sui mostri della Divina Commedia.
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo in primo piano Dante, che ammicca al lettore, mentre dietro di lui si vedono alcuni dei mostri che si possono trovare all'interno della Divina Commedia.
 
In questa versione della Divina Commedia Laura Vaioli, Mirko Volpi e Giacomo Guccinelli hanno deciso di soffermarsi a parlare dei mostri che la costellano: "Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo libro, però, abbiamo capito subito che volevamo avvicinarci ai mostri da un altro punto di vista e non vederli solo come esempi di malvagità da combattere e spesso umiliare, ma anche come l'incarnazione di caratteristiche non gradevoli proprie di tutti gli esseri umani e quindi anche di noi stessi". Un concetto su cui gli autori hanno voluto soffermarsi è quello che i mostri dell'Inferno dantesco sono un'esasperazione dei difetti umani, che agli autori è sembrato un aspetto affascinante "per conoscerci meglio e imparare ad andare d'accordo con le parti di noi che sono più difficili da accogliere".
Prima di passare alla presentazione dei vari mostri c'è anche un'intervista a Mirko Volpi in cui si spiega al lettore chi era Dante, cos'è la Divina Commedia, come mai è così famosa, come è fatto l'Inferno dantesco... L'intervista insomma fornisce al lettore delle nozioni introduttive che gli saranno utili poi nell'approcciarsi a questo libro o, più avanti, alla Divina Commedia.
Dopodichè gli autori iniziano a presentare al lettore le varie creature incontrate da Dante, seguendo l'ordine di come egli le incontra nell'opera originale. Si parte quindi con le tre fiere (il leone, la lonza e la lupa), poi con Caronte, con Minosse, Cerbero, le Erinni, Cavalcante Cavalcanti (che è costretto a stare dentro una tomba di fuoco), il Minotauro, i Centauri, le Arpie, Gerione, gli indovini (costretti a correre con la testa girata all'indietro), i Malebranche, i ladri che sono costretti a subire delle metamorfosi con dei serpenti, Bertran de Born (che in quanto seminatore di scandalo es scisma all'Inferno deve tenere in mano la sua testa come una lanterna), i Gigante, il conte Ugolino (mezzo sepolto nel ghiaccio e costretto a mordere la testa di colui che lo rinchiuse in una torre dove venne fatto morire di fame: l'arcivescovo Ruggero degli Ubaldini) e infine Lucifero.
Per ogni mostro è presente una parte di testo che descrive come Dante e Virgilio sono giunti ad incontrarlo e come lo hanno affrontato, queste parti fanno ovviamente riferimento alla Divina Commedia dantesca, e sono infatti accompagnate anche da alcuni approfondimenti a riguardo. Poi, per ogni mostro è stato indicato il potere, suddiviso in tre livelli: forza, attacco, difesa e abilità. Segue una breve intervista (di giusto due battute), un'attività da fare (del tipo: disegna le arpie che escono dalle uova, disegna il tuo mostro fraudolento, inventa dei nomi diabolici per la tua cricca di amici, disegna il tuo autoritratto con la testa a lanterna, disegna una città dove gli edifici sono tutti giganti, ecc...) e un disegno da colorare.
 
 Sopra: Le pagine che mostrano lo schema dell'Inferno dantesco con i vari gironi infernali.

Il libro è molto ricco di illustrazioni, le quali hanno addirittura un'importanza maggiore rispetto ai testi, risultando comunque imprescindibili a questi ultimi.
Tanto per cominciare per ogni mostro presentato vi è di lui un'illustrazione a pagina intera che lo mostra completamente al lettore, accompagnato dal suo potere. Oltre alle immagini intere anche la parte delle interviste prevede un'altra rappresentazione, stavolta più piccola e senza sfondo, del mostro, che risponde a una domanda dell'intervistatore con un fumetto.
I mostri sono disegnati attraverso delle linee semplici e dai tratti netti e molto marcati, nonchè con un aspetto molto esagerato e dei colori piuttosto psichedelici, accesi, vivaci , intensi e brillanti. Quello che salta subito all'occhio è il modo in cui le varie tinte (che sono stese in modo piatto, senza ombre o sfumature) sono accostate tra loro: cioè in modo molto poco realistico. Abbiamo infatti capelli e barbe rosse, verdi o blu, occhi gialli o viola, pelle azzurra, ali fucsia... Insomma tutto nei mostri è fatto per conferire loro un aspetto molto esagerato, quasi caricaturale a volte. Anche gli sfondi non sono sfondi veri e propri che rappresentano degli ambienti, ma sfondi monocromatici (arancioni, lilla, verdi, azzurri...) su cui appaiono dei disegnini tipo stelle, girandole, pallini ecc...
I mostri comunque a volte sono rappresentati in modo abbastanza fedele a quello descritto da Dante e a quello dell'immaginario collettivo (tipo Caronte, il Minotauro, i Centauri, le Arpie, Gerione...), tralasciando i colori psichedelici, altre volte sono disegnati in modo piuttosto particolare, tipo Cerbero che ha come delle teste dei teschi.
Vi è poi il disegno da colorare, che è sempre a doppia pagina e per tre quarti in bianco e nero, in quanto solitamente alcuni elementi di sfondo e Dante e Virgilio sono già colorati. Questi disegni non rappresentano semplicemente il mostro, ma mostrano proprio una scena descritta nella Divina Commedia: ad esempio ci sono le Arpie nel bosco dei suicidi, i centauri che lanciano frecce ai violenti, gli indovini che camminano con la testa girata, i giganti incatenati ecc...

 
 
 

 

  Sopra: In alto Caronte e un'arpia con le pagine che mostrano anche la loro intervista. Al centro le rappresentazioni di Lucifero e Gerione (notate i colori psichedelici), mentre più in basso il disegno da colorare riguardante le Erinni.
 
I mostri di Dante (Commedia activity book)" di Laura Vaioli, Mirko Volpi e Giacomo Guccinelli è un volume piuttosto interessante, sicuramente differente dalle solite rivisitazioni della Divina Commedia, da non confondere tuttavia con un altro libro che porta circa lo stesso nome: "Mostri dell'Inferno. In viaggio con Dante" scritto da Anna Lavatelli e illustrato da Enrico Macchiavelli. 
Tale volume è infatti un activity book, in cui quindi si invitano i lettori a fare delle attività, soprattutto legate al disegno e alla coloritura, infatti per ogni mostro c'è un disegni in bianco e nero che è lasciato da colorare al lettore.
Le illustrazioni sono un fattore di grande importanza per questo libro, in quanto molte delle attività sono proposte proprio tramite dei disegni. Per quanto riguarda invece le rappresentazioni dei mostri, essi sono disegnati attraverso delle linee semplici e dai tratti netti e molto marcati, nonchè con un aspetto molto esagerato e dei colori piuttosto psichedelici, accesi, vivaci, intensi e brillanti, con accostamenti piuttosto improbabili. I mostri comunque a volte sono rappresentati in modo abbastanza fedele a quello descritto da Dante e a quello dell'immaginario collettivo, tralasciando i colori psichedelici, mentre altre volte sono disegnati in modo piuttosto particolare.
Ho apprezzato il fatto che prima di presentare al lettore ogni mostro siano stati riportati tre versi tratti proprio dalla Divina Commedia che fanno riferimento a un determinato mostro. Ad esempio i versi per Caronte sono: "Caron dimonio, con occhi di bragia, / loro accennando, tutte le raccoglie; / batte col remo qualunque s'adagia". Descrivendo poi l'incontro con ogni creatura gli autori finiscono comunque per parlare del viaggio che Dante compie all'Inferno, anche se ovviamente ci si sofferma principalmente su alcuni personaggi, ma non mancano note che spiegano il contesto. A tale proposito ho notato che nonostante il libro faccia riferimento ai mostri visti da Dante, in realtà gli autori a volte inseriscono dentro anche qualche dannato, e non solo le creature infernali a guardia dell'inferno e dei dannati. Tra questi ultimi inseriti in questo volume troviamo ad esempio Cavalcante Cavalcanti, Bertran de Born (che raramente troviamo citato all'interno delle riduzioni), gli indovini, i ladri e il conte Ugolino. Probabilmente questi sono stati inseriti perchè le loro pene e le loro storie sono state ritenute di particolare interesse, chissà però allora come mai sono stati esclusi altri dannati come ad esempio Ulisse, i suicidi, gli iracondi, i bestemmiatori o gli usurai ecc...
Interessante il fatto che alla fine gli autori propongano ai lettori una riflessione sul comportamento di Dante nei confronti di Filippo Argenti, che il poeta pose nel cerchio degli iracondi poichè in vita non era stato in grado di dominare la sua ira. Tuttavia, come fanno notare gli autori, anche Dante quando vede Argenti potrebbe essere accusato del medesimo peccato, in quanto gode nel vedere soffrire il suo vecchio avversario politico, non dimostrandosi in questo contesto molto migliore di lui: "Quando qualcuno ci attacca, ci offende e ci aggredisce, rispondere nello stesso modo ci rende a nostra volta violenti, anche se ci stiamo solo difendendo, anche se non tiriamo pugni e calci ma usiamo parole che offendono".
 
Il volume è stato pubblicato nel 2021 dalla Salani Editore, è dotato di una copertina flessibile, ha 128 pagine, misura 28.5 cm d'altezza e 21 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 12 luglio 2023

Classicini: La Divina Commedia di Gisella Laterza

Di riscritture della Divina Commedia dantesca ne ho viste parecchie, quella che affronterò oggi fa parte di una collana piuttosto famosa specializzata in riduzioni di libri classici, per questo la serie si intitola "Classicini": "Una collana di classici per bambini riscritti da grandi autori di oggi, pensata espressamente per il target dei più piccoli. Economica, maneggevole, tascabile, di prezzo accessibile e molto accattivante dal punto di vista grafico. Storie emozionanti e bellissime, storie che si possono e si devono poter raccontare come delle fiabe, che si possono voler leggere e rileggere tante volte. Gli autori hanno interpretato lo spirito degli originali per riproporli con freschezza e immediatezza, rivolgendosi ai bambini senza dover in alcun modo strizzare l’occhio agli adulti" (come riporta la presentazione sul sito).
Oggi vi parlerò quindi di "Classicini: La Divina Commedia" scritto da Gisella Laterza e illustrato da Fabio Visintin.
 
 Sopra: Sulla copertina compare un'immagine, con Dante e Virgilio che stanno attraversando l'Acheronte sulla barca di Caronte, che non è presente all'interno del volume.
 
Tutto inizia con Dante che si ritrova perso in un bosco dove incontra 3 belve: "Una lince dalla pelliccia maculata, un leone con la criniera foltissima e una lupa magra e grigia che mi fissava facendo schioccare la mascella". Fortunatamente il poeta incontra anche Virgilio, che gli spiega che è venuto, per conto di Beatrice, a fargli da guida attraverso i regni dell'Oltretomba.
Inizia così il viaggio di Dante, che per prima cosa attraversa la porta per l'Inferno incontrando: Caronte, Minosse, Paolo e Francesca tra i lussuriosi, cerbero, i diavoli della città di Dite, Gerione, i barattieri, , gli eroi Ulisse e Diomede tra i consiglieri di frode, il conte Ugolino tra i traditori della patria e infine Lucifero.
Dopo essere usciti dall'Inferno continua il viaggio di Dante e Virgilio attraverso il Purgatorio dove i due incontrano: Catone, Bonconte da Montefeltro, Pia de' Tolomei, un angelo guardiano che incide sulla fronte di Dante sette P (una per ogni peccato capitale) che il poeta laverà via nel corso del suo cammino, Stazio, Matelda e Beatrice. 
Quest'ultima sarà la guida di Dante nel Paradiso, dove l'uomo incontrerà: Piccarda Donati, Cacciaguida (che predice a Dante il suo futuro), alcune anime dei grandi re del passato nel cielo di Giove (quali Davide, l'imperatore Costantino) e infine coloro che si trovano nell'Epireo e nella rosa dei beati (la Madonna, Gesù, san Pietro, san Giacomo, san Giovanni, Adamo, San Bernardo).
 
 Sopra: Le pagine che segnano l'inizio dell'avventura di Dante, che vediamo in un'illustrazione a destra in mezzo alla selva oscura.
 
Nonostante il libro sia piuttosto corto esso conta parecchie illustrazioni interne, a colori, opera di Fabio Visintin.
Le immagini hanno uno stile grazioso, abbastanza realistico e curato ed hanno lo scopo di mostrare ai lettori le scene descritte nei testi, per aiutare anche nella comprensione. Spesso si tratta di scene ritratte da distante, per cui i volti degli esseri umani (quindi di Dante e di Virgilio) non sono sempre ben distinguibili, tuttavia ciò dà al lettore la possibilità di poter osservare con una visuale più ampia una determinata scena, vedendo anche l'ambiente circostante (anche se non sempre quest'ultimo viene ritratto, in uqnato certe volte compaiono solo i personaggi che stanno interagendo tra di loro).
All'Inferno predominano molto colori quali in rosso e il nero, mentre in Purgatorio sono più presenti il verde e il marrone, in Paradiso compaiono sia verdi e marroni, che gialli, rossi ed azzurri.
 
 
 

 
 
 
Sopra: Alcune illustrazioni a pagina intera o in mezzo ai testi di Fabio Visintin in cui vediamo l'incontro di Dante con Caronte (in alto a sinistra), con Paolo e Francesca (a destra) e con Lucifero (al centro). Al centro un'immagine tratta dal Purgatorio con l'angelo che incide sulla fronte del poeta le sette P, mentre più in basso due pagine tratte dal Paradiso, in cui vediamo l'uomo assieme a Beatrice.

"Classicini: La Divina Commedia" scritto da Gisella Laterza e illustrato da Fabio Visintin è una versione veramente molto riassunta dell'opera dantesca. Nella maggior parte dei casi l'autrice ha cercato di soffermasi un po' di più sugli incontri che Dante fa con vari demoni, dannai, angeli e santi, piuttosto che sulla struttura dei tre luoghi. Sia all'Inferno che al Purgatorio e al Paradiso sono stati tagliati molti gironi, cerchi o cieli: per quanto riguarda l'Inferno non si fa ad esempio menzione agli ingnavi, al limbo, e a tutti i cerchi dal terzo all'ottavo, di cui si nominano solo i barattieri, Ulisse e Diomede (come consiglieri di frode), al nono cerchio si fa menzione solo del conte Ugolino e poi a Lucifero. Stessa sorte comunque è toccata anche al Purgatorio e al Paradiso, in cui, di quest'ultimo, si menziona solamente il cielo della Luna e quello di Giove, ed infine l'Epireo.
Anche perchè il libro è già piuttosto corto senza contare che le illustrazioni di Fabio Visintin sono molto numerose, occupando spesso un'intera facciata o una mezza pagina. Esse comunque sono molto graziose, abbastanza realistiche e curate ed hanno lo scopo di mostrare ai lettori le scende descritte nei testi, per aiutarsi anche nella comprensione. 
Ne risulta una versione della Divina Commedia veramente striminzita, e non potrebbe essere altrimenti avendo dovuto l'autrice riassumere in un'ottantina di pagine (scritte grandi e con una notevole interlinea), di cui alcune occupate pure dai disegni, tutte tre le catiche dantesche. Apprezzo il tentativo  di inserire all'inizio di ogni capitolo delle terzine tratte proprio dall'opera originale, ad esempio nel secondo capitolo sono state riportati i famosi versi: "Per me si va nella città dolente / per me si va n l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente".
 
Questo libro è stato pubblicato dalla Edizioni EL nel 2022, ha 80 pagine, una copertina flessibile, misura 18 cm d'altezza e 14,2 cm di lunghezza e costa 8,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.