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venerdì 5 luglio 2024

TRE RAGAZZE ALLA CORTE DI RE ARTù di Tea Stilton

Oggi vi parlerò di un'altra saga fantasy, questa volta scritta da Tea Stilton, la famosa sorella del più famoso Geronimo Stilton, "l'inviata speciale dell'Eco del roditoe ed è autrice di libri per ragazzi di grande successo", come leggiamo sulla quarta di copertina. Anche se in realtà anche il nome di Tea è probabilmente uno speudonimo dietro cui si nascondono uno o più ghostwriters.
"Tre ragazze alla corte di Re Artù" è una saga composta da tre libri che si ispirano al mito di Re Artù e dei suoi cavalieri, anche se qui non sono loro i protagonisti, ma delle ragazze forti e valorose.

1) "L'arpa d'oro" (2021): Belinda e Arielle sono due ragazze con lo stesso sogno: raggiungere la leggendaria corte di re Artù e venire nominate Cavalieri della Tavola Rotonda. 
Senza saperlo giungono a corte proprio prima di un torneo, a cui riescono a iscriversi, col consenso del re, anche senza mostrare il loro sigillo, per non rivelare la loro identità. Il loro arrivo a corte, però, non va come previsto: nessuno crede che due ragazze possano essere all'altezza di tale onore. Ma quando Artù e i suoi uomini saranno lontani per difendere i confini del regno, il Cavaliere Silenzioso e il suo esercito di cavalieri stregati (cavalieri Umbra), sotto la guida di una misteriosa donna, seminerà il terrore alla ricerca di un antico manufatto, l'Arpa D'Oro, appartenuto al mago Merlino. Arielle e Belinda sono le uniche che possono fermarlo.

 
Sopra: Sulla copertina del primo romanzo vediamo in primo piano le sue protagoniste Belinda (la bionda) e Arielle (con i capelli neri), in grappa ai loro destrieri. Più indietro compare anche una terza ragazza, anche se in questo romanzo è poco presente.
 
1) "Lo specchio d'argento" (2022): Arielle e Belinda non sono riuscite a fermare il Cavaliere Silenzioso, che ha liberato la malvagia Morgana dalla prigione incantata dove Merlino la teneva rinchiusa. Le due sentono di aver fallito, ma non sono ragazze che si arrendono facilmente... Così, mentre Morgana sta per risvegliare il Flagello di Fuoco, un drago millenario con cui potrà sconfiggere Artù una volta per tutte, Belinda e Arielle, accompagnate dal Alan, si lanciano alla sua ricerca. Quello che non sanno, è che incontreranno di nuovo sulla loro strada il misterioso Cavaliere Silenzioso... Riusciranno a sconfiggerlo e a fermare Morgana?

 
Sopra: Sulla copertina del secondo volume vediamo tutte e tre le ragazze di cui parla il titolo, anche se girate di spalle intente a osservare un vulcano dove si cela un antico drago.

1) "La spada di cristallo" (2022): Morgana sta volando verso Camelot a cavallo del Flagello di Fuoco, l'invincibile drago pronto a mettere a ferro e fuoco il regno. Arielle, Belinda e Onyx sembrano troppo lontane per poter fare la differenza. Ma niente è impossibile per tre amiche capaci di combattere per ciò in cui credono. Nemmeno trovare l'unica arma in grado di sconfiggere il drago: la perduta Spada di Cristallo, che secondo Merlino si trova nel Bosco delle Leggende Perdute. Come spiega Ricardo: "Il fatto è che il Bosco delle Leggende Perdute è esso stesso una leggenda. Per la precisione, una leggenda che mi raccontava il mio bisnonno. [...] 
- che cosa dice questa leggenda? - chiese Alan.
- Dice che il Bosco delle Leggende Perdute non appartiene a questo mondo, è un luogo dove il tempo si ferma e tutto è possibile - raccontò Ricardo. - Custodisce oggetti magici e dimenticati, tesori dagli straordinari poteri, che solo i cavalieri più nobili e coraggiosi possono conquistare."
Il gruppo dovrà quindi trovare questo Bosco e poi la spada che esso custodisce, affrontando delle prove, per poter salvare Camelot, visto che Excalibur è stata distrutta dal fuoco del drago.

Sopra: Stavolta vediamo Onix in primo piano, intenta a recupera la spada di cristallo dal fondo del lago.

Al loro interno i libri presentano una grafica piuttosto curata e graziosa, con i titoli "incorniciati" e con alcune illustrazioni sparse qua e là nella storia, anche abbastanza frequentemente.
I disegni sono opera di Carla Debenardi ed hanno uno stile molto carino e grazioso, abbastanza semplice ma comunque ricco di dettagli. Mi è piaciuto ad esempio come l'artista ha disegnato le armature delle ragazze, le quali se le si osserva bene sono molto ricche di particolari e, soprattutto, sono delle vere armature, che proteggono tutto il corpo, senza lasciare parti esposte o inutilmente scoperte, quando per anni, in passato, abbiamo dovuto vedere eroine (ma a volte anche eroi) in "armature" molto succinte.
Le illustrazioni sono solitamente tutte in mezzo ai testi, non ce ne sono mai a pagina intera o a doppia pagina, infatti sono tutte di dimensioni medie o piccole. Esse inoltre sono monocromatiche, cioè sarebbero tipo in bianco e nero, però al posto del nero si è scelto di utilizzare un'altra tinta, che cambia in base al libro: nel primo è il rosso, nel secondo il blu e nel terzo il viola. In questo modo i testi acquisiscono un tocco di colore. 
Le immagini solitamente rappresentano scene narrate nella storia, con un focus particolare sui personaggi e il loro aspetto. La maggior parte dei disegni infatti ritrae dei personaggi, di solito sempre più di uno, mentre interagiscono tra loro, come ad esempio le protagoniste Belinda e Arielle, i cavalieri Alan e Ricardo, o anche altri personaggi della leggenda di Artù, tra cui lo stesso Artù, Ginevra, Merlino, Lancillotto, Galvano, Parsifal, Morgana...
Poichè i personaggi sono spesso ritratti un po' da lontano, in modo da rappresentarli a corpo intero, solitamente si vedono anche degli ambienti che, pur essendo correttamente rappresentati, non hanno nulla di particolare e sono disegnati in modo abbastanza semplice, come se servissero semplicemente da sfondo. Ad esempio in caso di scene con diverse persone sullo sfondo queste hanno tratti non ben delineati ma abbozzati, come se all'artista non importasse di disegnarli accuratamente.



 


   
Sopra: Alcune illustrazioni provenienti dal primo libro (rosse), dal secondo (blu) e dal terzo (in viola) che mostrano le protagoniste e i loro scudieri.

"Tre ragazze alla corte di Re Artù" è una trilogia che sfrutta i personaggi del ciclo arturiano, sebbene le due protagoniste (e poi la terza) siano dei personaggi originali: Belinda ed Arielle, due giovani principesse con il sogno di diventare Cavalieri della Tavola Rotonda e che si incontrano proprio lungo la strada per dirigersi a Camelot, per essere nominate cavalieri.
 "- Non ho mai incontrato una ragazza cavaliere, prima d'ora - iniziò a dire. - Pensavo di essere l'unica. Posso chiederti come mai hai deciso di intraprendere questa strada? Se non sono inopportuna, s'intende.
Belinda accennò in sorriso triste. - Per lo stesso motivo che ha spinto te, suppongo. per dimostrare il mio valore, in un mondo che non lo riconosce.
A quelle parole, anche Arielle sorrise allo stesso modo. Sapeva benissimo di cosa parlava Belinda, perchè lei stessa ne aveva avuto esperienza.
- In un fatto a misura dei maschi, dove le donne non possono avere alcun potere - confermò."
Senza saperlo le due ragazze giungono in città giusto prima dello svolgersi di un torneo, a cui riescono anche a partecipare senza svelare subito la loro identità. Ho apprezzato il fatto che, sebbene Belinda riesca a vincere il torneo, una volta rivelata la sua identità Artù conceda la vittori a Lancillotto, squalificando Belinda e Arielle poiché le donne non possono partecipare ai tornei, invitandole comunque al banchetto. Se il re infatti le avesse semplicemente accettate come cavalieri la cosa sarebbe stata troppo semplice, dopotutto cambiare delle convinzioni sociali così radicate non è facile per cui ha senso se Artù le abbia fatte squalificare, mantenendo però aperto un piccolo spiraglio per loro, invitandole al banchetto per poterle conoscere meglio. Così Belinda spiega al re di essersene andata da casa poiché suo padre, il re di Eaglewood aveva deciso di organizzarle le nozze con un altro sovrano, anche senza il suo consenso: "- Quando l'ho scoperto me ne sono andata: preferisco essere una principessa senza regno, che rinunciare alla mia libertà - disse Belinda, fiera." Belinda ha un carattere fiero e focoso, è una ragazza coraggiosa, testarda e cocciuta, che sa prendere in mano la situazione, anche se a volte è troppo impulsiva e si fa un po' trascinare tendendo ad imporre agli altri il suo volere.
Per quanto riguarda invece Arielle la questione è più complessa e riguarda l'eredità: pur essendo figlia unica la legge del regno non le consente di salire al trono, e quando i sovrani hanno provato a cambiarla sono morti. La principessa sospetta un omicidio da parte del cugino Caradoc, che è il prossimo in linea di successione, il quale, appena salito al trono l'ha esiliata. Arielle, pur essendo coraggiosa, ha un carattere più tranquillo rispetto a Belinda, più ponderato, ed è un conoscitrice di rimedi naturali.
Ma Belinda e Arielle non sono venute a Camelot solo in cerca di aiuto, sono lì perchè vogliono essere cavalieri... Cavalieri della Tavola Rotonda, per questo non hanno svelato subito le loro identità. Questo è un punto fondamentale nella storia, che fa comprendere ai lettori come il diventare cavalieri per le due fanciulle non è un mezzo con cui perseguire altri scopi, ma il fine. D'altronde, come dice Artù: "Un cavaliere agisce sempre in difesa dei più deboli, lotta per far trionfare il bene e non si sottrae mai agli ostacoli che il destino gli pone davanti."
Ha senso quindi che non basti vincere un torneo per diventare cavalieri della Tavola Rotonda, ma per (s)fortuna ben presto arriverà una grossa minaccia per il regno, grazie alla quale le due ragazze potranno dimostrare il loro valore, anche se non vengono fatte partire per la missione principale assieme ad Artù e agli altri cavalieri.
Ah... e poi vi è la terza ragazza di cui parla il titolo: Onix, principessa del regno di Blackmore, orfana di madre fin dalla nascita e allevata fin da piccola dal padre come un cavaliere e come un maschio, dal carattere rude ma fiero. Anche lei ha problemi con la successione al trono, quando suo padre ha nominato come successore il suo figliastro anziché la figlia, che si era comunque distinta riuscendo abbatterlo in un torneo. È stata costretta a fuggire dal suo regno in seguito alla morte del padre e al rischio che i fratellastri la eliminassero o imprigionassero per non averla tra i piedi. Ella compare nel primo capitolo ma per breve tempo, per poi essere effettivamente più presente dal secondo e nel terzo.
La caratterizzazione dei personaggi è piuttosto buona, partendo da quella delle tre protagoniste.
Vi sono poi Ricardo, un bravo ragazzo di umili origini che si propone come scudiero per pagare un dottore per la sorella malata... il suo sarà un arco narrativo un po' insokito e abbastzan interessante. Poi vi è Alan, che dice di proporsi come scudiero perché il suo villaggio è stato attaccato dal cavaliere, anche se nasconde un segreto. In realtà si nota come fin dall'inizio egli cerchi di essere vago sulle domande che lo riguardano personalmente, inoltre sembra sapere molte cose, un po' troppe per essere un semplice ragazzo si umili origini.
Ho apprezzato anche la caratterizzazione di Ginevra e di Artù, che viene mostrato come un uomo buono e saggio, anche se non ancora pronto per stravolgere la scala sociale, almeno non subito, giustamente. Per quanto riguarda Ginevra viene mostrata come una donna saggia, intelligente e determinata, che vuole aiutare le ragazze perché vede in loro lei stessa da giovane, e soprattutto le vede come una possibilità di cambiamento per il futuro di Camelot: "Da quando si erano rivelare al torneo, la regina aveva riconosciuto in loro la stessa determinazione che aveva lei alla loro età. Sapeva quanto fosse difficile per le ragazze farai largo in un mondo che spesso le escludeva, perché lo aveva vissuto sulla propria pelle. Lei non aveva voluto infrangerle le regole, ma anche se c'era molta strada da fare, Belinda e Arielle dimostravano che le cose potevano cambiare."
Morgana è un buon antagonista, forse non risulta tra i più memorabili della storia della letteratura, ma compie egregiamente il suo dovere, dimostrandosi furba, infida e manipolatrice, uno di quei villain che, oltre ad essere dotati di molto potere (nel suo caso di poteri magici che le danno ad esempio la capacità di evocare un numero infinito di guerrieri imbattibili), giocano molto d'astuzia, tentando di ingannare i nemici, facendoli dubitare di loro stessi o manovrandoli a loro insaputa.
In tutti i romanzi le due/tre ragazze ad un certo punto si mettono in marcia per compiere una missione all'esterno delle mura si Camelot: nel primo devono inseguire il Cavaliere Silenzioso e impedirgli di trovare l'arpa; nel secondo devono trovare il luogo dove è stato nascosto il Flagello di Fuoco (un antico e terribile drago); nel terzo devono trovare la spada di cristallo Clarent, l'unica arma che può sconfiggere il drago. La maggior parte della storia è quindi delicata alle loro avventure per le terre del reame (anche se nel terzo libro si trovano all'interno di un bosco magico) e ai pericoli che dovranno affrontare per raggiungere il loro obiettivo.
In tutto questo la storia comunque si concentra molto sulla discriminazione subita dalle donne nel regno di Artù, che è una sorta di nostro medioevo fantastico. Tutte e tre le ragazze sono principesse che sono state private ingiustamente dei loro regni, in favore di eredi maschi, e che sarebbero dovute semplicemente finire in sposa a qualche principe, che lo volessero no, oppure rischiare di venire eliminate dai loro avversari politici. 
A tutte e tre sono venute a mancare le madri, un po' come nelle fiabe classiche, dove la madre viene sempre fatta sparire perché costituirebbe un ostacolo allo sviluppo della trama. Le madri delle protagoniste infatti sono descritte solitamente come persone nobili, colte e coraggiose che quindi non avrebbero mai permesso che alle loro figlie accadesse qualcosa. In questo modo forse l'autrice ha voluto santificare un po' troppo la figura materna, non rischiando di mettere in scena madri inette o incapaci, le quali comunque esistono e sarebbe stato interessante mostrarne qualcuna, ma forse la scelta sarebbe risultata troppo audace per la storia e il pubblico a cui è indirizzata.
D'altronde la vicenda affronta già una questione impegnativa: il ruolo e l'indipendenza femminile. La cosa interessante infatti si questa saga è che ci mostra la leggenda di Artù da un punto di vista diverso, focalizzandosi appunto sul ruolo della donna, il quale viene trattato in modo piuttosto realistico, pur trattandosi di un mondo fantastico.
Arielle, Belinda e Onyx devono continuamente lottare contro il pregiudizio che le accompagna in quanto cavalieri donna. Perfino i cavalieri della Tavola Rotonda non vedono la decisione presa da Artù di buon grado, e lo stesso re a volte non sembra proprio convinto. Fortunatamente ci sono Ginevra e Merlino a dare manforte alle ragazze. Al contrario è invece Lancillotto a dimostrarsi il più riluttante e il più ostile dei cavalieri, cosa che forse un po' cozza col personaggio del ciclo arturiano, il quale si è sempre dimostrato un cavaliere nobile e buono, nonostante il suo amore per Ginevra (amore che in questa saga non viene mai trattato, in quanto qui Lancillotto non si dimostra minimamente attratto da Ginevra).
Una buona saga per ragazzi e ragazze dai 9/10 anni, ricca di avventura, che riprende il mito di Artù e dei suoi cavalieri per affrontare anche tematiche più moderne come la discriminazione sessuale. Il rischio che corre la serie è quella di poter diventare un po' didascalica, fortunatamente il messaggio di rivalsa femminile e del "girl power" è abbastanza ben mescolato e amalgamato assieme al resto della trama, che come ho detto è ricca di avventura e coinvolgente. Non mancano neppure i tradimenti e i colpi di scena, e devo dire che entrambi sono stati piuttosto inaspettati, da parte di personaggi che non mi sarei aspettata, cosa insolita visto che nei libri per bambini i colpi di scena in realtà spesso sono abbastanza prevedibili per un adulto.
C'è anche una piccola storia d'amore piuttosto carina tra Arielle e Alan (diciamo che l'autrice ci fa capire che tra loro c'è del tenero, anche se per ora la cosa non si concretizza in nulla di particolare), che si sviluppa lentamente nel corso di tutta la saga, anche a dimostrazione che se una donna vuole essere forte e coraggiosa non deve rinunciare per forza all'amore.
Una lettura carina e scorrevole, accompagnata anche da delle graziose illustrazioni monocromatiche. Una storia in cui le ragazze vengono mostrate sì forti e coraggiose, ma anche con le loro fragilità e debolezze, con dubbi, con le loro imperfezioni, e dove anche i maschi hanno la loro utilità e danno un aiuto concreto durante le missioni. Oltre a diventare cavalieri le ragazze impareranno l'importanza dell'amicizia, dell'avere qualcuno che ti supporta e ti è sempre accanto, soprattutto nei momenti difficili. 

I volumi sono stati editi tra il 2021 e il 2022 dalla PIEMME Edizioni. Il primo volume ha 284 pagine, il secondo 280 e il terzo 278; hanno tutti una copertine rigida con sovracopertina, misurano 21 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costano 16,50 euro a volume.
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 3 maggio 2023

La spada nella roccia di Terence Hanbury White

"La spada nella roccia" di Terence Hanbury White è un libro per ragazzi pubblicato nel 1938 inizialmente come volume autonomo, anche se poi diventerà il primo della tetralogia "Re in eterno" composta dai seguenti titoli:
  • "La spada nella roccia" del 1938
  • La regina dell'aria e delle tenebre (The Queen of Air and Darkness) del 1939 (pubblicato separatamente in una forma diversa come The Witch in the Wood, cioè La Strega nel bosco);
  • Il cavaliere malfatto (The Ill-Made Knight) del 1940;
  • La candela nel vento (The Candle in the Wind), pubblicato per la prima volta nella versione della raccolta, nel 1958.
  • Il libro di Merlino racconta le ultime lezioni di Re Artù ricevute da Mago Merlino prima della sua morte e fu pubblicato separatamente, dopo la morte di White.
Di recente (2021) Mondadori ha pubblicato tutti i volumi assieme in un unico tomo dal titolo: "Il Re che fu, il Re che sarà: il ciclo completo del re in eterno".

Sopra: Sulla copertina compare la famosa scena (la cui illustrazione non è presente all'interno el libro) emblematica dell'infanzia di Artù, in cui egli estrae la spada dall'incudine/roccia
 
Il romanzo di White racconta la crescita di Artù col suo padre adottivo Sir Ector, la sua rivalità ed amicizia con suo fratello adottivo Kay, più grande di 2 anni, e l'inizio dell'addestramento con Merlino, un mago che vive il tempo al contrario. 
Tutto ha inizio quando l'istitutrice di Artù (che in questa edizione è chiamato "Turacciolo", come diminutivo di Arturo, anche se in inglese è chiamato "Wart", ossia "Bitorzolo") e Kay viene licenziata, così Sir Ector si mette in mente di trovare un altro insegnante privato per i ragazzi. Per andare a recuperare un falco che è scappato in un bosco, Artù fa il suo primo incontro con Merlino, che si proporrà di venire ad abitare a casa del ragazzo per fargli da mentore.
Merlino, conoscendo il destino del ragazzo, gli insegna cosa significa essere un buon re trasformandolo in vari tipi di animali: un pesce, un falco smeriglio, un serpente e un gufo. Ognuna delle trasformazioni ha lo scopo di insegnare a Turacciolo una lezione, per prepararlo alla sua vita futura.

Sopra: Un'illustrazione che mostra una conversazione tra Merlino e il giovane Artù/Turacciolo, mentre il gufo Archimede assiste alla scena dall'alto.

Il romanzo, in questa edizione Mursia della collana "I corticelli" ("La collana italiana che ha il privilegio di far conoscere ai giovani, in edizione integrale e in veste elegante e sobria, testi classici e moderni di alto valore letterario") è accompagnato dalle illustrazioni di Ad vander Elst.
Tutti i volumi di questa collana sono accompagnati da illustrazioni, solitamente a pagina intera ed a colori, anche se in questo caso le immagini sono molto poche, soprattutto considerando la lunghezza complessiva della storia.
In tutto il libro ci sono infatti solo 4 illustrazioni (a colori e a pagina intera), le quali rappresentano sempre scene descritte in un determinato capitolo, con i  vari personaggi che ne prendono parte come ad esempio un momento di dialogo tra Merlino e Artù (a cui sta assistendo anche Anacleto), oppure l'incontro tra Artù e il cavaliere Pellinore (che indossa un'armatura bianca).
La rappresentazione dei personaggi, degli animali ma anche degli elementi di sfondo è bidimensionale, ricordando quindi gli arazzi medievali, e quindi parecchio particolare
A colpire però il lettore è l'uso dei colori, che sono sempre molto chiari, vividi, accesi e brillanti; tra le tinte più utilizzate troviamo il blu, il rosso, il fucsia, il bianco e il verde (talvolta c'è anche qualche tocco di giallo). Soprattutto quando si tratta di sfondi tali tinte sono utilizzate in modo poco inerente alla realtà, con muri di castelli blu e pareti di case (in legno) azzurre.
Le persone sono colorate in modo abbastanza preciso, ma non proprio realistico, con delle forme piuttosto semplici e spigolose, senza che i colori fuoriescano dai bordi. Gli sfondi risultano invece molto più generici e poco particolareggiati, a volte con un paio di tinte mischiate e sovrapposte assieme con degli schizzi, mentre altre volte le tinte che contraddistinguono i vari elementi dello sfondo sono tenute ben separate, ma anche in questo caso l'effetto è piuttosto astratto e poco realistico, anche a causa dei colori talvolta un po' psichedelici.

 

Sopra: Le altre tre immagini presenti all'interno del romanzo, le quali rappresentano alcune scene narrate nei testi e alcuni personaggi quali Sir  Ettore, Kay, Turacciolo/Artù, Merlino e Pellinore. Da notare i colori accesi e brillanti, le figure umane dall'aspetto non molto realistico, ma preciso e dai tratti spigolosi, mentre gli sfondi sono più astratti.

"La spada nella roccia" di Terence Hanbury White è un libro per ragazzi che narra la prima parte della vita di Re Artù, cioè la sua infanzia e il suo primo incontro con Merlino, nonché i suoi primi insegnamenti e lezioni. Il libro inizia come un leggero racconto sulle avventure del giovane Artù, sulle lacune di Merlino sulla magia e sull'interminabile ricerca di re Pellinore della "Bestia che Latra" o "Mostro Brac" (in originale Questing Beast), un animale che la sua famiglia caccia da sempre. Alcune parti di questo libro sono una parodia delle leggende su Artù grazie alle virtù della prosa di White, che si basa molto sugli anacronismi. Lo stesso Merlino spesso cita cose, oggetti o avvenimenti provenienti da epoche future, addirittura legate alla nostra contemporaneità; ad esempio quando Artù vede il mago per la prima volta lo sente esclamare: " - Sembra impossibile che uno non possa avere di meglio, dopo tanti anni di studi, che un benedetto pozzo e un benedetto secchio, a qualsiasi benedettissimo prezzo! Uffa" - aggiunse il vecchio signore, sollevando con sforzo il secchio dal pozzo e gettando a quest'ultimo una occhiataccia. - Quanto vorrei avere l'impianto elettrico e l'acqua potabile comunale! -".
Da questo romanzo Walt Disney ne trasse l'omonimo lungometraggio animato del 1963, dove il personaggio di Artù prende il soprannome di "Semola" nel doppiaggio italiano. Il cartone riprende molto bene l'umorismo e il lato comico dell'opera e ne trasporta alcune parti in modo piuttosto fedele e molto divertente, rendendo addirittura alcuni personaggi indimenticabili e memorabili, ancora di più che nel libro (tipo il gufo Anacleto). Anche certe scene sono rese nel cartone secondo me più divertenti, grazie al dinamismo dato dall'animazione (che quindi offre al lettore un'esperienza sia sonora che visiva) e dalle canzoni (leggendarie quelle ad esempio di "Questo il mondo fa girar" o "Higitus Figitus").
All'interno del volume è presente anche l'episodio con Maga Magò, che nel libro invece è chiamata Madama Mim, che ho scoperto avere alcune differenze rispetto alla versione animata, tra cui l'aspetto della maga, che viene descritta essere molto bella con "un'aria tutta zucchero e miele" ma "falsa come una moneta falsa". La strega inoltre riesce a intrappolare non solo Artù, ma anche Kay, il quale è stato "pizzicato ben bene per vedere se era bello grasso" e gli sono state date anche delle "gran pacche per sentire se sonava bene" ("come fanno i macellai con i capi di bestiame"). La donna infatti rinchiude i due ragazzi in delle gabbie con l'intenzione di mangiarseli (un po' come voleva fare con Semola, che però aveva le sembianze di un uccello, nel cartone), iniziando prima da Turacciolo, che spoglia prima di dargli un colpo in testa, poiché gli abiti dei ragazzini "vengono via meglio, se li spogli vivi, e a chi mai verrebbe in mente di arrostire un ragazzo con tutti gli abiti, sciupando la pietanza"?". Il ragazzo riesce a salvarsi grazie all'aiuto di un capro che lui riesce a liberare dalla gabbia e che corre ad avvertire Merlino, che quando arriva dà inizio al duello di magia (presente anche nel cartone, anche se Madam Mim nel libro è più corretta rispetto a Maga Magò). Inoltre mentre nel cartone Maga Magò semplicemente si ammala, nel libro viene proprio uccisa, poiché Merlino si tramuta in rapida successione rispettivamente "nei microbi (non ancora scoperti) della varicella, della scarlattina, degli orecchioni, della tosse asinina, del morbillo e della rosolia". 
Mi sono soffermata a raccontarvi l'episodio su Madam Mim, confrontandolo con quello del cartone, anche perchè ho scoperto che esso è presente solo nelle edizioni originali, mentre fu tagliato nelle stesure revisionate. Sappiate dunque che in questa edizione della Mursia l'episodio è presente se siete curiosi di leggerlo (non so invece se nell'omnibus Mondadori di "Il re che fu, il re che sarà" esso ci sia oppure sia stato eliminato).
Come dicevo all'inizio nel 2021 Mondadori ha pubblicato tutti i volumi della saga "Re in eterno" assieme in un unico tomo dal titolo: "Il Re che fu, il Re che sarà", con la traduzione di Maria Benedetta De Castiglione. L'edizione che ho letto io è invece quella del 1964 della Mursia della collana "I corticelli": "La collana italiana che ha il privilegio di far conoscere ai giovani, in edizione integrale e in veste elegante e sobria, testi classici e moderni di alto valore letterario". Questa fu la prima traduzione italiana e per molto tempo anche l'unica; nella presentazione del volume ci viene spiegato: "Queste pagine narrano come e perchè un ragazzo a nome Arturo, da tutti chiamato affettuosamente Turacciolo, divenne il famoso re Artù dell'antica favola inglese. [...] Il lettore italiano ha ora l'occasione di conoscere questo libro che, nel suo genere, è stato giudicato un capolavoro, in una traduzione integrale che ha voluto rispettare le caratteristiche letterarie dell'originale. Il traduttore si è limitato ad aggiungere note o commenti soltanto in alcuni punti, nei quali un chiarimento poteva forse giovare. Per il resto, il testo rimane ciò che l'Autore desiderava: un'avventura proposta al lettore".
In effetti le note a piè di pagina sono spesso molto utili, in quanto necessarie per chiarire alcuni termini che potevano essere facilmente noti ai lettori inglesi, poiché tipici della loro cultura, ma di cui il lettore italiano difficilmente ne sarebbe stato a conoscenza (termini e usanze ad esempio inerenti la falconeria, la caccia o i tornei). Alcune note spiegano anche alcuni termini tecnici tipo: "logoro" (con cui non si intende il verbo, ma un pezzo di cuoio che induce un rapace a tornare sul guanto), "mezzo gozzo", "barbacane", "scanizzare", "balteo", "stallare" ... 
Nonostante le note e le spiegazioni a volte è comunque difficile riuscire a conoscere tutte le parole e i termini utilizzati dall'autore (tipo "tignuola", "capro", "bica", "balenio", "stanghe", "muda", "mazzolata", "sicumera", "schidione", ecc ...) forse anche a causa della traduzione che comunque è degli anni sessanta e attualmente si sente essere un po' vecchiotta.
La storia narrata comunque risulta semplice ma affascinante e piacevole (magari con qualche alto e basso, in quanto devo dire che un paio di capitoli li ho trovati un po' noiosetti). Una storia di formazione, con elementi comici/ironici, con il protagonista che conosce diversi personaggi (dai nomi noti, ma che l'autore riscrive conferendogli nuove caratteristiche e connotati che li rendono comunque inediti), affronta varie lezioni trasformandosi in diversi animali e vive alcune avventure, come quella con Madama Mim, una con Robin Wood/Hood, la caccia all'orso, l'incontro con un gigante....
Sebbene il volume sia illustrato, i disegni di Ad vander Elst, anche se molto originali e colorati, sono così pochi da risultare abbastanza secondari e quasi irrilevanti. 
Per il linguaggio abbastanza complesso consiglierei la lettura autonoma a partire dai 10 anni in sù, ma anche assieme ad un adulto credo che ci sarà bisogno di un vocabolario durante la lettura.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 1938 col titolo "The Sword in the Stone" dalla Viking Books for Young Readers. L'opera è stata poi edita nel 1964 dalla Ugo Mursia Editore; ha 278 pagine, la copertina rigida, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costava 20000 lire.
 
 

Sopra: In alto altre due edizioni, sempre della Mursia, di "La spada nella roccia", quella a sinistra del 1995 e quello a destra del 2001. In basso la nuova edizione del 2021 edita invece dalla Mondadori, che raccoglie tutta la saga di "Re in eterno".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 24 febbraio 2023

Re Artù e i cavalieri della tavola Rotonda di Miriam Lamarque e Lorena Chiuppi

"Re Artù e i cavalieri della tavola Rotonda" con i testi di Miriam Lamarque e le illustrazioni Lorena Chiuppi è un volume che racconta ai ragazzi il ciclo arturiano, corredandolo però con "spettacolari tavole a colori e in bianco e nero" e con approfondimenti, curiosità e notizie storiche sulla civiltà medievale europea.

Sopra: La copertina, su cui in alto possiamo vedere come tale testo faccia parte della collana "Le grandi storie", la quale però conta solamente due titoli (questo e Miti Greci)

Il volume racconta alcuni importanti episodi del ciclo arturiano, ispirati al Lancelot-Graal "il più completo e importante ciclo di romanzi della Tavola Rotonda e una delle maggiori opere di tutta la letteratura europea medievale". Tale opera fu scritta in francese antico da più autori anonimi tra il 1225 e il 1235, andando ad esercitare una grande influenza sui romanzi cavallereschi successivi. In esso " si narrano le gesta di Artù, il mitico re della Britannia celtica che arrestò l'avanzata dei Sassoni invasori e diede vita al favoloso regno della Britannia Azzurra, le avventure dei suoi prodi cavalieri, i mirabili incantamenti di Mago Merlino e della Fata Morgana, l'amore e il tradimento di Lancillotto e della regina Ginevra e, infine, la storia del Santo Graal e della sua ricerca".
Andando più nello specifico come episodi riportati troviamo: quello di Merlino che prevede la caduta di Vortigen, l'ascesa al trono di Pendragon, la nascita di Artù, l'estrazione della spada dall'incudine, le nozze di Artù, la scomparsa di Merlino a causa di Viviana, l'infanzia e le imprese di Lancillotto (tra cui la liberazione di Nohant e della Dolorosa Guardia, lo scontro col gigante Galeotto, la sua prigionia da parte della Fata Morgana), il rapimento di Ginevra, il seggio Periglioso, la ricerca e la conquista del Santo Graal, lo scioglimento della Tavola Rotonda e la morte di Artù.
Oltre a questi episodi il volume è corredato da approfondimenti, curiosità, notizie storiche e informazioni sulla civiltà medievale europea. Ad esempio assieme alle storie del ciclo arturiano troveremo alcune informazioni e approfondimenti ai lati delle pagine come: cos'è il Santo Graal, cos'è la Gioiosa Guardia, come funzionavano la caccia, il calendario, l'amore cortese...
Tra una storia e l'altra invece sono collocate delle pagine dedicate a descrivere l'abbigliamento dell'epoca, l'educazione di un cavaliere, la musica, le armi, l'equipaggiamento, la vita del popolo nel medioevo... Alla fine c'è anche un glossario.

Sopra: Le pagine, con illustrazioni in bianco e nero, che raccontano il momento in cui Artù estrae Excalibur dalla roccia.

Come scritto sul retro di copertina, il volume è "corredato da spettacolari tavole a colori e in bianco e nero, che non si limitano a illustrare il testo in maniera tradizionale, didascalica, ma diventano a loro volta racconto, evocando interpretando le atmosfere, lo spirito e le immagini del romanzo cavalleresco".
In effetti il libro, di dimensioni piuttosto grandi, è riccamente corredato da illustrazioni sia in bianco e nero (che sembrano realizzate con china, visto i tratti sottili, veloci e precisi con cui sono state eseguite) che a colori, con disegni realizzati con un pennino sottile e poi dipinte con degli acquerelli dai toni chiari, delicati e brillanti.

 

 
Sopra: Il libro è riccamente corredato da illustrazioni sia in bianco e nero, come quelle in alto (che sembrano realizzate con china, visto i tratti sottili, veloci e precisi con cui sono state eseguite) che a colori (come quella in basso), con disegni realizzati con un pennino sottile e poi dipinte con degli acquerelli dai toni chiari, delicati e brillanti.
 
Sia le immagini a colori che quelle in bianco e nero di Lorena Chiuppi sono ricche di dettagli, con una rappresentazione realistica, ma anche poetica, di personaggi e ambienti.
Come scritto sul retro di copertina le immagini in effetti hanno un aspetto molto evocativo, diventando a loro volta parte del racconto, seppur svolgendo anche una funzione didascalica, in quanto illustrano delle scene narrate nei testi o delle informazioni che vengono spiegate. Il volume infatti contiene anche degli approfondimenti, curiosità e notizie storiche riguardo gli usi e i costumi della civiltà medievale. Per questo tra le pagine del libro compariranno anche disegni di abiti, di strumenti musicali, di mappe ecc...
In ogni caso le illustrazioni sono molto belle e donano all'opera un aspetto curato e raffinato, quasi pregiato.

 

Sopra: Sia le immagini a colori che quelle in bianco e nero di Lorena Chiuppi sono ricche di dettagli, con una rappresentazione realistica di personaggi e ambienti. Esse illustrano sia scene narrate nei testi sia informazioni che vengono spiegate nel libro, ad esempio, nel caso di queste immagini riguardanti i luoghi della leggenda e, riguardo all'educazione di un cavaliere, al momento dell'investitura .

"Re Artù e i cavalieri della tavola Rotonda" con i testi di Miriam Lamarque è un libro che riprende alcuni dei più celebri episodi del ciclo arturiano "per presentarli ai ragazzi con un linguaggio semplice , ma evocativo, che avvince senza tradire lo stile e lo spirito del racconto originale". Vi riporto come esempio un pezzo di testo che riferisce il celebre episodio dell'estrazione della spada dalla roccia da parte di Artù: 
"Allora come ogni anno da tutte le città del regno il popolo si riversò a Londra per assistere alla solenne messa della mezzanotte. E accadde un fatto straordinario. Quando la funzione fu celebrata e i pesanti portali della cattedrale vennero spalancati, la folla dei fedeli si ritrovò di fronte, nel centro del sagrato, una grossa incudine di ferro nella quale era conficcata, fino alla guardia, una spada. L'incudine era sorretta da una pietra meravigliosa che portava iscritte a caratteri d'oro queste parole: "Colui che riuscirà a liberare il gladio dal ferro sarà eletto re da Gesù Cristo". [...] Arrivò il giorno di Capodanno e, secondo l'usanza, venne organizzato alle porte della città un grande torneo. Tutti i cavalieri del regno accorsero per parteciparvi, e tra essi anche Keu, il figlio dell'onesto Antor, ch'era stato proclamato novello cavaliere a Ognissanti.
Desideroso di gettarsi nella mischia, Keu chiamò il fratello e gli disse: "Artù, và al nostro alloggio a prendermi la spada". E Artù, amabile e premuroso, lanciò al galoppo il suo palafreno verso la locanda dove alloggiavano. Mentre passava davanti alla cattedrale, però. considerò che avrebbe potuto tentare di prendere la spada dell'incudine: si avvicinò alla pietra senza nemmeno smontare di cavallo, liberò il gladio dal ferro con lo stesso sforzo che sarebbe necessario a estrarre u coltello da un pane e di burro. Poi, nascosta la spada sotto il mantello, si affrettò a tornare da Keu".
Diciamo che, se alcuni episodi sono narrati abbastanza per esteso altri sono più riassunti, tipo quello che riguarda il concepimento di Artù, del quale viene riportato "Grazie ai mirabili incantamenti di Merlino, Uter Pendragon riuscì finalmente a infliggere ai Sassoni, i suoi più temuti nemici, una memorabile sconfitta e, impresa ancor più ardua, a conquistare il cuore della beneamata Igerne. Dalla loro unione nacque un figlio, che il re donò a Merlino quale ricompensa per i suoi incantesimi".
Le illustrazioni Lorena Chiuppi che accompagnano i testi hanno un aspetto realistico, bello, molto dettagliato ed evocativo. Immagini che servono a spiegare meglio la storia e gli approfondimenti, ma anche a immergere il lettore nelle giuste atmosfere del medioevo europeo.
Un buon libro per approcciarsi al ciclo arturiano andando a leggere alcune delle sue vicende principali (basate sull'opera Lancillotto-Graal). La cosa che caratterizza questo volume e lo distingue da altri sono le informazioni aggiuntive e gli approfondimenti sulla cultura medievale europea. Ideale per quei bambini o ragazzini che hanno ancora bisogno del supporto delle immagini e per quelli che vogliono approcciarsi al ciclo arturiano partendo da zero, apprendendo magari anche qualche informazione di carattere più generale sul medioevo.

Il libro è stato pubblicato nel 1998 dalla De Agostini; ha una copertina flessibile, misura 20,3 cm d'altezza e 17 cm di lunghezza, ha 79 pagine.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 6 febbraio 2023

Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri di Franco Cardini e Cecco Mariniello

Oggi analizzerò un'altra raccolta di racconti del ciclo arturiano: "Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri" di Franco Cardini (docente universitario di storia medievale) e con le illustrazioni di Cecco Mariniello.

 
Sopra: La copertina, dai colori intensi e pastosi, mostra due cavalieri a cavallo mentre osservano un castello che spicca in lontananza, posto nel lato opposto della pagina. Sopra i cavalieri è invece posto il titolo a caratteri dorati.

Questa raccolta di storie del ciclo arturiano è stata (ri)scritta da Franco Cardini, uno "storico di grande esperienza con rispetto per le fonti letterarie originali", come viene riportato sul retro di copertina.
In questo caso l'autore si è ispirato al ciclo Lancillotto-Graal, detto anche "Lancillotto in prosa", opera di vari autori (tra cui Chretien de Troyes), il quale è un ciclo di romanzi in francese antico composti nella prima metà del XIII secolo e appartenenti al ciclo arturiano.
Tale opera è stata suddivisa in 3 parti:
  1. La leggenda di Re Artù: i capitoli presenti in questa prima parte trattano della nascita di Merlino, di Uter Pendragon, della nascita e della giovinezza di Artù, di come conobbe Ginevra, dell'origine della Tavola Rotonda e della sorte di Merlino.
  2. Le imprese di Lancillotto: qui si narra di come Lancillotto giuse a Camelot, e di alcune sue imprese (come quella nella Dolorosa Guardia), nonché dell'inizio della sua relazione con Ginevra.
  3. Il destino della Tavola Rotonda: questa terza e ultima parte inizia con la scoperta del tradimento di Lancillotto e Ginevra, della fuga di quest'ultima, dell'assedio alla Gioiosa Guardia nel tentativo di riprendersi la regina e, infine, della battaglia di Salisbury e lo scontro tra Artù e Mordret, dove entrambi periranno.
Alla fine vi è anche un Epilogo sulla fine della cavalleria.
Vi riporto qui di seguito il famoso episodio dell'estrazione da parte di Artù di Excalibur:
"Alla vigilia di Natale tutti i baroni si riunirono a Londra. [...] I cavalieri assistettero alla messa di mezzanotte, poi a quella del giorno successivo e quando uscirono dalla chiesa dinanzi ai loro occhi si parò una visione straordinaria: una roccia con sopra un'incudine di ferro, nella quale era fissata una spada. Sulla pietra era scritto: "Colui che riuscirà a estrarre la spada sarà re". Subito tutti i cavalieri si dettero a tentar di estrarre l'arma dalla pietra, ma essa non si muoveva di un millimetro. [...]
I cavalieri organizzarono allora un torneo: il vincitore avrebbe avuto il regno. Keu era stato nominato cavaliere da poco, chiese al più giovane di prendergli la spada. Artù andò a cercarla nella locanda, ma non riuscì a trovarla. Mentre se ne tornava triste dal fratello, passò accanto alla roccia e, mosso da una forza irresistibile, impugnò la spada che vi era fissata e la estrasse senza difficoltà alcuna. Saputo del prodigio, Antor rivelò ad Artù i suoi natali e il suo destino di re...".

Sopra: Il momento che mostra l'estrazione di Excalibur dall'incudine da parte di Artù.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Cecco Mariniello, le quali sembrano dei dipinti ispirati all'arte rinascimentale (come quelli di Piero della Francesca o Paolo Uccello), con immagini "carnose" e dai colori pastosi (forse eseguite colori ad olio), spesso anche molto intensi e dalle tinte vivaci e brillanti.
Spiccano in particolare come tinte molto brillanti e intense il rosso e il blu, anche se non mancano tinte quali il verde, che caratterizza la vegetazione e, di conseguenza, gli splendidi paesaggi boschivi.
Le illustrazioni, che sono a pagina intera oppure a doppia pagina, ritraggono tutte scene descritte nei testi come: il momento in cui Merlino consegna al cavaliere Antor Artù, affinché questo e la moglie se ne prendano cura; il momento dell'estrazione della spada dall'incudine; il torneo in cui gareggia Lancillotto; i cavalieri di Artù durante una riunione attorno alla Tavola Rotonda...


   

Sopra:Alcune illustrazioni interne che rappresentano vari momenti della storia, da notare i colori pastosi e spesso intensi e brillanti soprattutto il blu e il rosso, ma anche il verde). Trovo particolarmente interessante e inedita la prospettiva e il modo in cui l'artista ha scelto di mostrare i cavalieri attorno alla Tavola Rotonda, che sono ritratti dall'esterno mentre un falco passa fuori dalla finestra.

"Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri" di Franco Cardini è un'ulteriore raccolta di leggende arturiane. Come saprete se avete visto qualcun altra delle mie recensioni riguardo il ciclo arturiano, esso è una raccolta di varie storie, poemi e leggende, trascritte in epoche diverse e frutto di diversi autori quali, ad esempio: Goffredo di Monmouth che scrisse nel 1138 Historia Regum Brittoniae (ispirandosi a sua volta alla Historia Brittonum del IX secolo); oppure anche Chretien de Troyes che scrisse alcuni episodi de "Lancillotto in prosa", introducendo nel ciclo arturiano personaggi quali Lancillotto e Parsifal, come pure il Sacro Graal; Robert de Boron invece introdurrà la storia della nascita di Merlino e alcuni eventi riguardo la gioventù di Artù; Thomas Malory nel 1470 rielaborerà tutto il ciclo bretone, usando come fonti quasi tutti i romanzi e le poesie inglesi e francesi, scrivendo "La morte di Artù".
Tale raccolta si ispira in particolare al ciclo Lancillotto-Graal, riportando vari episodi interessanti, tra cui anche quello della nascita di Merlino, che avevo trovato solo nella raccolta di "Merlino, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda" di Sara Marconi. Anche se in questo caso non viene detto chi sia il padre di Merlino, ma si fa vedere solamente di come già appena nato il neonato fosse gia dotato di strabilianti abilità. Pur con qualche differenza gli episodi riportati nel libro sono fedeli a quanto concerne il ciclo arturiano, come le vicende che hanno portato alla nascita di Artù. Tutto inizia con Uther Pendragon che si innamora di Igerne, moglie del duca di Hoel, stringendo un patto con Merlino: "Merlino promise a Uter che gli avrebbe fatto ottenere l'amore di Igraine in cambio di un dono, senza precisare quale dono avrebbe preteso. Uter accettò subito il patto. Merlino ne mutò magicamente l'aspetto e lo rese identico al duca Hoel. Sotto queste sembianze Uter si presentò al castello dove viveva Igerne e trascorse una notte con lei. Al ritorno Merlino gli chiese in dono il figlio che quell'unione avrebbe generato".
Un altro episodio interessante qui presente e che vedo raramente proposto è quello in cui Lancillotto affronta la Dolorosa Guardia, un castello maledetto che ha ridotto in schiavitù gli abitanti che vi abitavano vicino. Vi è poi un altro episodio piuttosto inedito nelle altre raccolte: quello che riguarda Galeotto, signore delle Isole Lontane e figlio di una gigantessa, e che aveva mosso guerra a marchese di Galore per dimostrare il proprio valore. Diventerà in seguito amico di Lancillotto, favorendo il suo amore per Ginevra, ed è così che il suo nome ha assunto il significato antonomastico che ancora oggi gli si attribuisce.
Lo stile di Cardini è abbastanza asciutto, con pochi dialoghi, tuttavia spiega con chiarezza e in modo corretto i vari episodi del ciclo arturiano che si sono voluti proporre in questa raccolta, anche se talvolta le vicende sembrano essere narrate in modo un po' troppo veloce. 
 
Il libro è stato pubblicato nel 2012 dalla Carlo Gallucci Editore; ha una copertina flessibile, misura 20,3 cm d'altezza e 17 cm di lunghezza, ha 126 pagine e costa 16,50 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 24 ottobre 2022

Miti e leggende di re Artù di Sarah Courtauld e Natasha Kuricheva

Continuiamo la nostra rassegna di rivisitazioni della leggenda di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda con "Miti e leggende di re Artù" di Sarah Courtauld e illustrato da Natasha Kuricheva. Un libro che fa parte di una collana di rivisitazione di classici di una casa editrice molto famosa (soprattutto per le proposte in lingua inglese): la Usborne.
Altri titoli che fanno parte di questa collana di classici sono: "Le fiabe dei fratelli Grimm" (2011), "Le fiabe di Hans Christian Andersen" (2012), "Le mille e una notte" (2013), "Racconti illustrati da tutto il mondo" (2013), "Storie illustrate di miti greci" (2013), "Racconti illustrati di Natale" (2014), "Racconti d'avventura illustrati" (2014), "Racconti di pirati" (2015)"Classici illustrati" (2016), "Racconti illustrati dalla Cina" (2019), "Storie illustrate di fantasmi" (2022)...
I titoli di questa collana di classici illustrati della Usborne sono: "Un'incredibile selezione di raccolte di racconti e classici senza tempo per soddisfare i gusti di qualunque lettore. Le magnifiche illustrazioni e l’elegante formato, con copertina imbottita e fettuccia segnalibro, sono il segreto del successo straordinario della collana ‘Racconti illustrati’. Una selezione vastissima di raccolte di racconti tradizionali e non, provenienti da tutto il mondo e da qualunque epoca, rielaborati per un pubblico moderno e pensati per soddisfare i gusti di qualunque lettore alle prima armi. Perfetti da regalare e custodire gelosamente".
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo comparire vari personaggi, creature o ambienti del ciclo arturiano, mentre al centro vi è il titolo.
 
Questo è un libro illustrato in cui "prendono vita i racconti di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" e che ha lo scopo di far conoscere ai giovani lettori "le avventure del prode Lancillotto, la bellissima Ginevra, il saggio Mago Merlino, la malvagia fata Morgana e molti altri personaggi".
 Il volume è suddiviso in vari capitoli, ognuno dei quali narra un'avventura o degli avvenimenti importanti vissuti da Merlino, da Artù o dai cavalieri di quest'ultimo.
Il primo capitolo ad esempio spiega la nascita di Artù e come sia diventato re, riportando l'evento dell'estrazione della spada, su cui sono incise le scritte "Colui che estrarrà questa spada dalla roccia è il legittimo re di tutta la Britannia", dalla roccia.
Devo dire che questo primo capitolo è molto affrettato, in quanto dà l'impressione che l'autrice abbia voluto condensare in un'unica parte troppe cose. Molte altre narrazioni delle vicende di Artù ad esempio separano il momento del suo concepimento da quello della sua ascesa al trono, mentre qui Cortauld ha voluto mettere tutto assieme andando a tagliare parecchie cosucce. La parte che più risulta carente è quella riguardante la nascita del sovrano. Il volume parte subito con Merlino che va a trovare Uther Pendragon e gli dice: "Avrete presto un figlio, destinato a grandi imprese. Ma nel giro di due anni morirete. Se si venisse a sapere dell'esistenza di vostro figlio, il fanciullo sarebbe ucciso nella lotta al potere che seguirà la vostra morte. Non appena il bambino viene al mondo dovrete consegnarmelo e non nominarlo mai più. Lo proteggerò io fino al momento giusto". L'autrice ha quindi eliminato completamente tutto l'antefatto che ha portato al concepimento di Artù, in cui Pendragon con l'aiuto del mago aveva sedotto con l'inganno Igraine, moglie del re di Cornovaglia. Infatti la madre di Artù non viene mai nominata nel libro, quando anche lei in realtà ha avuto un ruolo importante nell'esistenza di Artù.
Il secondo capitolo è dedicato alla lotta di Artù contro i re che all'inizio si sono opposti alla sua ascesa al trono, non riconoscendolo come il degno successore di Uther Pendragon. Nel terzo capitolo c'è lo scontro tra Artù e il cavaliere Pellinor, battaglia durante la quale la spada di spezza, così il giovane dovrà recarsi dalla Dama del Lago per farsi consegnare una nuova spada (Exalibur).
Gli altri capitoli del volume trattano: l'arrivo dei cavalieri Balin e Balan; di come Merlino sia fatto prigioniero da Nimue; l'incontro con Lancillotto e alcune imprese di quest'ultimo, lo scontro tra Galvano e il Cavaliere Verde, gli intrighi di Morgana; l'arrivo di sir Gareth; il patto tra Sir Galvano e Lady Ragnell; Sir Galahad e la ricerca del Santo Graal; il conflitto tra Atù e Lancillotto a causa di Ginevra; la battaglia tra Artù e Mordred nonché la restituzione da parte di Artù di Exalibur alla Dama del Lago.
Alla fine del volume vi è una parte che spiega la leggenda di Artù e le principali opere che l'hanno fatta nascere e continuare a vivere: Historia Brittonum del IX secolo, Historia Regum Brittoniae (Storia dei re di Britannia) di Goffredo di Monmouth del XII secolo, "Lancillotto o il cavaliere della carretta"  e "Lancillotto in prosa" (1170-1180) di Chretien de Troyes e "La morte di Artù" di Tomas Malory (XV secolo).
Vi è, infine, anche una parte in cui vengono presentati e descritti i vari personaggi del ciclo arturiano.
 
Sopra: All'inizio di ogni capitolo c'è un'illustrazione a doppia pagina, qui vedete il primo in cui compare l'immagine di Merlino

Sebbene vi sia abbastanza testo il volume presenta anche un gran numero di illustrazioni ad opera di Natasha Kuricheva. 
Nel libro compaiono tre tipi di immagini: quelle a inizio capitolo, quelle a pagina intera e quelle inserite in mezzo ai testi.
Le prime si distinguono per essere illustrazioni a doppia pagina, anche se una delle due pagine è dedicata anche a mostrare il titolo del capitolo e il suo inizio. Sono immagini dall'aspetto maestoso e solenne,molto particolareggiato, che mostrano una scena importante che si svolgerà poi nei testi, Possono essere scene di battaglia ma anche tranquille scene di corte, in cui il lettore può ammirare i personaggi e i paesaggi.
A queste immagini a doppia pagina si oppongono quelle inserite in mezzo ai testi che sono molto più piccole (grandi un terzo della pagina) e in bianco e nero. Anche queste raffigurano scene narrate nei testi, ma si concentrano più sui personaggi, mentre gli sfondi o sono assenti o sono appena accennati.



Sopra: Nel libro compaiono tre tipi di immagini: quelle a inizio capitolo, quelle a pagina intera e quelle inserite in mezzo ai testi. Più in alto vediamo quella dell'inizio del sesto capitolo, dedicato a Lancillotto. In basso potete vedere invece una delle immagini in mezzo ai testi, di dimensioni molto modeste e in bianco e nero, sebbene comunque molto graziosa.
 
Infine vi sono le immagini a pagina intera, che sono molto belle, dallo stile realistico ma anche poetico e magico, capace di trasportare il lettore in un mondo in cui la magia esiste ancora, in cui è possibile visitare possenti castelli e incontrare nobili dame e coraggiosi cavalieri. Sono disegni che trasmettono un'atmosfera incantata, anche grazie ai colori morbidi e dai toni chiari e brillanti, che presentano spesso giochi di luci.
Queste immagini rappresentano scene di particolare importanza narrate nei testi, delle scene chiave diciamo, come la comparsa di Exalibur, quando Artù combatte contro i re suoi nemici, lo scontro finale contro Mordred...
 
 
 
Sopra: Le immagini a pagina intera sono molto belle, dallo stile realistico ma anche poetico e magico, capace di trasportare il lettore in un mondo incantato e leggendario. Qui sopra vedete le scene della comparsa di Exalibur (in alto a sinistra), quando Artù combatte contro i re suoi nemici (in alto a destra), lo scontro finale contro Mordred...
 
"Miti e leggende di re Artù" di Sarah Courtauld è un altro libro che narra le vicende di Artù e dei sui cavalieri in modo da renderle proponibili ad un pubblico di bambini, in questo caso va bene già dai 5 anni (proposto un po' alla volta), anche se può essere compreso e apprezzato meglio dagli 8. 
Questo volume non è perfetto e ho trovato in esso sia pregi che difetti. Partiamo intanto con i lati positivi: alcuni capitoli sono ben fatti e narrano abbastanza bene alcuni fatti relativi alla leggenda di Artù e dei suoi cavalieri, tipo quelli su Galvano. Il capitolo "Galvano e il Cavaliere Verde" ad esempio è tratto da un romanzo cavalleresco allitterativo scritto in medio inglese e risalente al tardo XIV secolo, mentre quello "Sir Galvano e Lady Ragnell" è basato su una poesia inglese del XV secolo, una delle diverse versioni della storia della "donna ripugnante", popolare durante il Medioevo. 
Altri capitoli che sono stati mantenuti piuttosto fedeli alla leggenda di Artù riguardano soprattutto i suo cavalieri come Galahad (e la ricerca del Graal), Lancillotto, Sir Gareth, Balin e Balan. Ho apprezzato che il volume contenga capitoli anche piuttosto lunghi e dettagliati dedicati ad altri cavalieri della Tavola Rotonda che non siano solo Lancillotto, in quanto spesso in altre rivisitazioni di racconti arturiani mancano.
Anche i capitoli sulla fine di Camelot e la morte di Artù li ho apprezzati, in quanto attinenti a quanto narrato nel ciclo arturiano e la loro presenza permette ai lettori di scoprire la fine di Artù e del suo regno. Molte altre rivisitazioni invece non prendono in considerazione questa parte, concludendosi prima della discesa e della crisi di Camelot e del suo sovrano (come accade ad esempio in "La favolosa leggenda di Re Artù" di Jordi Sierra i Fabra, in "Merlino, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda" di Sara Marconi e "Le più belle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" di Luisa Mattia).
Passiamo invece ai lati negativi. Se alcuni capitoli li ho trovati ben fatti ce ne sono altri che invece non ho apprezzato, come ad esempio il primo, che come ho spiegato anche all'inizio ho trovato troppo frettoloso specialmente nella parte iniziale, e quindi di conseguenza un po' raffazzonato. Anche il capitolo sull'imprigionamento di Merlino non mi ha soddisfatta pienamente in quanto sebbene la parte su Nimue (alias Viviana) che imprigiona Merlino sia stata mantenuta abbastanza corretta, seguendo quanto scritto in "Lancillotto in prosa" di Chretien de Troyes, viene anche riferito che sia stato Merlino a mandare Lancillotto da Artù, quando in realtà è stata la Dama del lago.
Un'altra cosa di cui ho avvertito la mancanza è la poca attenzione o il poco approfondimento riguardo alle figure femminili del ciclo arturiano, che svolgono un ruolo importante nella vicende e che serbano tutte motivazioni complesse e dalle quali traspaiono personalità profonde. In questo volume invece queste personalità sono state appiattite se non quasi eliminate. Della madre di Artù, Igraine, non si fa mai menzione; la Dama del Lago compare solo nel momento in cui deve dare o riprendersi la spada, mentre in realtà lei è quella che ha salvato e cresciuto Lancillotto (e secondo certe fonti è anche colei che avrebbe imprigionato Merlino). Ginevra, che è una donna bella, intelligente e capace, che vive un profondo conflitto interiore quando si innamora di Lancillotto, viene appena menzionata: "Neppure un anno prima, Artù aveva incontrato un'affascinante damigella di nome Ginevra. Se n'era profondamente innamorato e desiderava sposarla, ma Merlino l'aveva messo in guardia. [...] Artù non gli aveva dato ascolto. Il re e Ginevra erano felici come non mai. Con il passare dei giorni, Artù era sempre più innamorato e la corte era affascinata dalla bellezza e dalla gentilezza della regina". Non viene menzionato bene nemmeno il modo in cui Artù ha conosciuto Ginevra; in realtà il loro incontro era avvenuto quando il giovane sovrano era andato i soccorso del padre di Ginevra (Leodegrance), che poi diverrà uno dei suoi maggiori alleati, nonchè pure colui che donerà ad Artù la Tavola Rotonda. Praticamente Ginevra è ridotta a una macchietta e verrà poi menzionata nuovamente solo per ragioni di trama nel momento in cui viene scoperta la sua relazione con Lancillotto, relazione che porterà al declino di Camelot. Nessun accenno al suo mondo interiore e al suo conflitto con se stessa per aver tradito Artù, ai suoi pensieri riguardo la situazione che sta vivendo, nulla. Ottiene un po' di redenzione solo alla fine, quando nel capitolo finale si dimostra pentita di quanto accaduto e si fa suora.
Stesso problema anche con Morgana, che è la figura femminile che compare maggiormente nel libro in quanto è una delle nemiche principali del leggendario sovrano. La sua prima apparizione è nel capitolo "La prima impresa di Lancillotto", dove tenta di sedurlo e di farsi scegliere come sua amante.
Nel capitolo "La malvagità di Morgana" la vediamo tessere intrighi per ingannare Artù e farlo combattere contro Sir Accolor, un amante della donna, e per tentare di uccidere suo marito Sir Urien. Insomma tutte le volte che appare o viene menzionata viene sempre presentata come una vile seduttrice di uomini e una spietata maga e ingannatrice che agisce solo per il proprio tornaconto. Non si fa però mai accenno al suo passato e al perché odi tanto Artù. Morgana infatti sarebbe la sorellastra di Artù in quanto figlia il Igraine (madre del sovrano) e del duca di Cornovaglia, primo e legittimo marito di Igraine. La fata odia Artù perché suo padre, Uther Pendragon, ha ingannato sua madre e provocato la morte di suo padre, il risentimento di Morgana quindi non è campato per aria, ma dietro vi sono delle motivazioni, se non comunque valide, almeno comprensibili. Tra l'altro nei testi viene detto che Morgana è la sorellastra di Artù, ma non viene spiegato come mai loro sono imparentati, siccome nel primo capitolo è stata eliminata la parte riguardante la nascita di Artù.
Una nota positiva va comunque all'edizione, piccola e compatta ma molto ricca, con segnalibro di stoffa e con una grafica molto curata e accattivante. Le illustrazioni di  Natasha Kuricheva sono molto belle (anche quelle più piccole), dallo stile realistico ma anche poetico e magico, capace di trasportare il lettore in un mondo in cui la magia esiste ancora, in cui è possibile visitare possenti castelli e incontrare nobili dame e coraggiosi cavalieri. Sono disegni che trasmettono un'atmosfera incantata, anche grazie ai colori morbidi e dai toni chiari e brillanti, che presentano spesso giochi di luci. Sono disegni con uno stile che ben si adatta a questo tipo di racconti medievali ricchi di magia e di fascino.
Che dire quindi di questi racconti del ciclo arturiano della Usborne? Il libro è sicuramente un bel volume dal punto di vista dell'oggetto e delle immagini. Per quanto riguarda i contenuti alcuni capitoli sono molto validi, tipo quelli sui cavalieri e sulla fine di Camelot e la morte di Artù, mentre altri li eviterei, come quello iniziale sulla nascita di Artù e quello su Merlino, poiché altre raccolte li propongono meglio. Da tenere poi in considerazione la banalizzazione delle figure femminili, che risultano molto piatte e svalutate secondo me.
Piccola considerazione anche sullo stile di scrittura: pur nella sua semplicità esso va piuttosto bene per la maggior parte del libro, ma ogni tanto ci sono dei cali di stile molto strani. Ad esempio i re che all'inizio si oppongono ad Artù gli inviano un messaggio con scritto (letteralmente): "Veniamo a metterti a posto: preparati". Cioè, questo dovrebbe essere un messaggio di minaccia, praticamente una dichiarazione di guerra, inviato da dei sovrani ad un altro re, scritto così anche no visto che sembra più che altro la minaccia di un bulletto di 10/12 anni.
 
Il libro illustrato è stato pubblicato nel 2014 dalla Usborne Publishing e in italiano nel 2015 sempre dalla Usborne Publishing; ha una copertina rigida, misura 19,8 cm d'altezza e 15,3 cm di lunghezza, ha 304 pagine e costa 15,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 21 settembre 2022

Le più belle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda di Luisa Mattia e Elisa Bellotti

Ultimamente vi ho proposto più di qualche titolo dedicato a Re Artù e ai suoi cavalieri e oggi ve ne propongo un altro edito da una casa editrice italiana molto famosa: la Gribaudo. Il volume che vi propongo oggi è: "Le più belle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" scritto da Luisa Mattia e illustrato da Elisa Bellotti; una raccolta delle vicende più famose che hanno per protagonisti re Artù e i suoi cavalieri: dall’estrazione della spada nella roccia all’incontro con Merlino, Morgana e la bella Ginevra; dalle battaglie contro i draghi ai feroci scontri con i nemici per conquistare e poi difendere la Britannia, fino a fondare uno smisurato impero; dall’arrivo di Lancillotto alla ricerca del Sacro Graal.
 
Sopra: Al centro della copertina, incorniciata da una cornice decorata con foglie, fiori e stemmi medievali, compare la scena in cui Artù estrae Exalibur dall'incudine.
 
Come viene spiegato nell'introduzione: "Questo volume raccoglie gli episodi più noti del ciclo bretone, che hanno per protagonista Artù e i suoi cavalieri."
All'interno sono infatti riportate vicende quali: la battaglia dei draghi a cui assiste il re Vortigern; il concepimento di Artù grazie all'inganno di Merlino (che farà assumere a Uher l'aspetto del marito di Igraine, Hoel); l'infanzia e la gioventù di Morgana; l'estrazione della spada nella roccia e l'incontro con Merlino; come Artù recupererà una nuova Exalibur dopo che la prima si era spezzata in un duello; le battaglie tra Artù e gli altri sovrani che non erano disposti a riconoscerlo come loro sovrano; l'incontro e le nozze con Ginevra; la fondazione della Tavola Rotonda; la lotta di Artù contro il gigante e con il cavaliere Accolon (mandato da Morgana); le peripezie di Lancillotto; il rapimento e la liberazione di Ginevra; le insidie di Mordred; la ricerca del Santo Graal e la comparsa di Gaalad; le vicende di Merlino e Viviana. 
Il volume risulta ampio e abbastanza completo riguardo le vicende di Merlino, Ginevra, Artù, e dei suoi cavalieri e le storie narrate in questa edizione sono (quasi) tutte piuttosto fedeli a quelle del ciclo arturiano. Ad esempio l'episodio riguardo al concepimento di Artù è stato riportato correttamente, con Uther Pendragon che chiede a Merlino di aiutarlo ad avere Igraine, moglie del re di Cornovaglia: "<<Voglio che Igraine mi ami e diventi mia moglie>> affermò sicuro il sovrano". Merlino accetta e spiega ad Uther il piano: "... Farò in modo che tu ti trasformi in Hoel. Avrai la sua faccia, la sua forza, la sua voce. Igraine ti vedrà e penserà che tu sia suo marito". Merlino rassicura anche il re sul fatto che il duca di Tintagel sta combattendo una battaglia ai confini del regno e lui farà in modo che il sovrano perisca nello scontro. In cambio di ciò Merlino convince Uther a dare a lui il figlio che Igraine partorirà. Questa è poi la scena dell'incontro tra Uther e Igraine: "Re Uther accettò. E, dopo un attimo, Merlino, con un solo gesto della mano, ne cambiò l'aspetto. Il re si guardò allo specchio e vide riflessa l'immagine del marito di Igraine. Senza perdere un secondo, fece il percorso a ritroso, salì a cavallo e corse fino a Tintagel. 
Igraine quando lo vide, scambiandolo per suo marito, gli corse incontro e lo abbracciò, lo baciò come fa una moglie innamorata. Uther rimase a Tintagel, a vivere con Igraine, per alcuni giorni. Dopo nove mesi, la bella duchessa di Tintagel diede alla luce un bambino. Merlino, il mago, lo chiamò Artù".
Questa vicenda, così come la maggior parte delle successive, è stata tutto sommato mantenuta fedele a quanto narrato nel ciclo arturiano. Solamente le vicende tra Artù, Ginevra e Lancillotto, e poi quelle riguardanti la fine di Merlino, ho trovato che siano state troppo addolcite dall'autrice. Per parlare di questo vi aspetto però alla fine della recensione.
 
Sopra: Un'illustrazione che ritrae probabilmente il momento più iconico della saga di Re Artù, cioè quando il giovane sovrano estrae per la prima volta la spada Exalibur dall'incudine.

I testi sono riccamente accompagnati dalle illustrazioni di Elisa Bellotti, che sono belle, incantevoli e molto colorate. Esse possono occupare una pagina intera, mezza pagina o due mezze pagine a seconda della scena o del soggetto rappresentato. Ad esempio i disegni a pagina intera (e talvolta a mezza pagina) sono solitamente destinati a ritrarre l'aspetto di un particolare personaggio come, ad esempio, la regina Ginevra, la fata Morgana, Lancillotto, la Dama del Lago, Sir Galaad...
Le mezze immagini a singola o doppia pagina solitamente invece ritraggono scene più dinamiche, narrate nella storia, come ad esempio scene di duelli, tornei, scontri, viaggi, incontri...
 
 

 Sopra: I disegni a pagina intera (e talvolta a mezza pagina) sono solitamente destinati a ritrarre l'aspetto di un particolare personaggio come, ad esempio, la Dama del Lago in alto a sinistra, Sir Galaad a destra, o Lancillotto che si trova più in basso. Le mezze immagini a singola o doppia pagina solitamente invece ritraggono scene più dinamiche.
 
Le illustrazioni della Bellotti ritraggono scene e personaggi descritti nei testi, i quali sono tratteggiati in modo abbastanza semplice ma aggraziato, con tratti netti e precisi, almeno per quanto riguarda i volti, mentre il vestiario risulta più ricco e complesso; nell'insieme comunque tutte le immagini risultano piuttosto dettagliate e ricche di particolari.
Come ho detto anche precedentemente tutti i disegni sono molto colorati, con una gran varietà di colori, dai toni accesi, brillanti e vivaci, oltre che piuttosto intensi e forti.
 
 
 Sopra: Le illustrazioni della Bellotti ritraggono scene e personaggi descritti nei testi, qui sopra ad esempio potete vedere a sinistra la fata Morgana e a destra la regina Ginevra. Essi sono tratteggiati in modo abbastanza semplice ma aggraziata, con tratti netti e precisi; nell'insieme comunque tutte le immagini risultano piuttosto dettagliate e ricche di particolari. I disegni sono molto colorati, con una gran varietà di colori, dai toni accesi, brillanti e vivaci, oltre che piuttosto intensi e forti.
 
"Le più belle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" di Luisa Mattia è una bella opera piuttosto ampia che narra le storie del ciclo arturiano abbastanza fedelmente, anche se come vi accennavo prima, alcune cose cose sono state addolcite dall'autrice. Le vicende che più risultano essere state rabbonite riguardano più che altro la questione tra Ginevra, Lancillotto e Artù. Nel ciclo arturiano, infatti, quando la relazione tra Lancillotto e Ginevra viene scoperta, quest'ultima viene condannata al rogo, secondo le leggi di Camelot; Lancillotto però interviene per salvarla, uccidendo i figli di Lot, e la porta nella Gioiosa Guardia per proteggerla. Ne nasce poi una battaglia tra Lancillotto e i suoi soldati e Artù e il suo esercito, da tale guerra deriverà poi la caduta di Camelot e la morte di Artù, tradito da Mordred.
Ecco, nella versione della Mattia la cosa finisce un po', come si suol dire, "alla tarallucci e vino", in quanto alla fine non c'è alcun conflitto o scontro grazie, a quanto pare, all'intervento del PAPA DI ROMA. La vicenda si conclude così: "La notizia che Artù e Lancillotto si combattevano giunse fino alle stanze del papa di Roma che, incredulo, scrisse un messaggio al re di Camelot, in cui gli ordinava di accordarsi con il suo valoroso cavaliere affinché la regina potesse riprendere il suo posto accanto a lui, sul trono d'Inghilterra. Artù lesse il messaggio del papa con grande sollievo e mandò a dire a Lancillotto che voleva riconciliarsi e restituire a Ginevra il trono che le spettava". Cioè, Artù riceve una lettera dal Papa che gli dice di non litigare più con Lancillotto e il sovrano dice "ok, va bene, faccio pace e mi riprendo Ginevra", e del tradimento di quest'ultima con il cavaliere non si fa più menzione.
Comunque, a parte questo episodio (abbastanza increscioso e un po' ridicolo) e qualche particolare che vi dirò a breve, il resto delle storie seguono piuttosto fedelmente quelle riportate nella saga arturiana, riprendendo le vicende narrate in Historia Regum Brittoniae del 1138 di Goffredo di Monmouth e quelle di "Lancillotto o il cavaliere della carretta" di Chrétien de Troyes, che introduce e approfondisce per primo il personaggio di Lacillotto del Lago.
La storia di Artù e di Camelot viene però conclusa con i suoi cavalieri che partono alla ricerca del Graal (che sarebbe stata una vicenda antecedente invece alle vicende tra Lancillotto e Ginevra), invece che con la caduta di Camelot e la morte di Artù: "Lì giunti, Gaalad, Galvano, Lancillotto e tutti gli altri cavalieri si levarono l'elmo e, l'uno dopo l'altro, andarono da Artù a dargli il bacio d'addio; pi ciascuno partì per la propria avventura, mentre il re, travolto dalla malinconia, tornava a Camelot. Sentiva già la mancanza dei suoi cavalieri".
L'ultimo episodio riportato in questa raccolta non riguarda però Artù, ma Merlino, l'ultimo capitolo è infatti dedicato al mago e Viviana, e si conclude con l'intrappolamento dell'uomo da parte della fata. Diciamo che anche in questo caso l'autrice ha cercato di indorare la pillola. Fa credere praticamente al lettore che l'imprigionamento di Merlino sia stato consensuale: "... insegnami a imprigionare per l'eternità il cuore di un uomo. Voglio imparare a dare forma all'amore di un uomo, al tuo amore per me, e imprigionarti affinchè possa essere certa che solo me amerai. Per sempre". Merlino a quanto pare accetta senza proteste, insegnandole anche questo incantesimo così Viviana "accarezzò il volto di Merlino e lo imprigionò in una grande bolla di cristallo e aria, che restò nella foresta di Brocelandia per sempre, a difendere e proteggere il mago Merlino e il suo amore per la bella Viviana". Come potete leggere Mattia ha cercato di conferire all'imprigionamento di Merlino, che in realtà era stato un vero e proprio tradimento da parte di Viviana, un alone romantico che a me è risultato parecchio fastidioso, perchè se ami qualcuno non decidi di imprigionarlo per sempre, tanto meno per "difende e proteggere", anche perché Merlino non aveva bisogno di essere difeso, non in questo modo almeno, visto che se l'era cavata benissimo per secoli grazie ai suoi straordinari poteri.
Diciamo che il volume parte bene e si mantiene fedele alle vicende arturiane per una buona metà abbondante, salvo un po' scadere negli episodi finali; neache tanto quello della ricerca del Graal, che è comunque corretto anche se tempisticamente errato (essendo stato collocato dopo lo scontro tra Lancillotto e Artù), quanto la risoluzione del conflitto tra Artù, Lancillotto e Ginevra (che scritto così fa abbastanza ridere), e all'imprigionamento di Merlino da parte di Viviana. A questo episodio infatti è stato conferito quell'alone di amorevolezza che però mi sembra sfociare in un' eccessivo desiderio di controllo, a questo punto sarebbe stato meglio tenere la versione originale in cui Viviana imprigiona il mago tradendolo. 
Il volume offre comunque molti episodi interessanti del ciclo arturiano e, almeno per quanto riguarda la parte iniziale e centrale, è un buon modo per i bambini di 7/8 anni di approcciarsi alla leggenda di re Artù e dei suoi cavalieri. Inoltre la grafica e le illustrazioni lo rendono bello anche esteticamente e quindi accattivante anche da leggere e sfogliare. Le illustrazioni di Bellotti sono infatti molto belle, colorate, graziose e affascinanti. 
 
Quest'opera è stata edita nel 2020 dalla GRIBAUDO, ha la copertina rigida, ha 192 pagine, misura 28,7 cm d'altezza e 20,5 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.
 
Questo libro illustrato fa parte di una collana della GRIBAUDO che si intitola "Le più belle storie" e di cui fanno parte anche i seguenti titoli:
  • "Le più belle storie dei miti greci" di Luisa Mattia e Valentina Belloni (ottobre 2016)
  • "Le più belle storie dell'antica Roma" di Lorenza Cingoli e Patrizia Manfroi (aprile 2018)
  • "Le più belle storie dell'antico Egitto" di Luisa Mattia e Giulia Rossi (settembre 2018)
  • "Le più belle storie di donne coraggiose" di Valentina Camerini e Veronica Carratello (febbraio 2019)
  • "Le più belle storie dell'Antico Testamento" di Paola Parazzoli e Patrizia Manfroi (aprile 2019)
  • "Le più belle storie di mostri mitologici" di Luisa Mattia e Elisa Bellotti (maggio 2019)
  • "Le più belle storie dei miti Giapponesi" di Stefania Viti e Silvia Forzani (ottobre 2019)
  • "Le più belle storie del Nuovo Testamento" di Paola Parazzoli e Patrizia Manfroi (maggio 2020)
  • "Le più belle storie dell'Africa" di Fulvia Degl'Innocenti e Silvia Forzani (giugno 2020)
  • "Le più belle storie di miti sudamericani" di Agustìn Sanchez Vidal e Eugènia Anglès (luglio 2020)
  • "Le più belle storie dei vichinghi e dei miti nordici" di Lorenza Cingoli e Elisa Bellotti (ottobre 2020)
  • "Le più belle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda" di Luisa Mattia e Elisa Bellotti (novembre 2020)
  • "Le più belle storie della tradizione ebraica" di Guia Risari e Cinzia Ghigliano (gennaio 2021)
  • "Le più belle storie di Visnù, Shiva, Ganesha e dei miti indiani" di Silvia Forzani (maggio 2021)
  • "Le più belle storie di Sioux, Cherokee e dei miti nordamericani" di Agustin Sánchez Aguilar e Eugènia Anglès (giugno 2021)
  • "Le più belle storie dell'Inferno di Dante" di Lorenza Cingoli e Patrizia Manfroi (agosto 2021)
  • "Le più belle fiabe regionali italiane" di guia Risari  e Fabiana Bocchi (ottobre 2021)
  • "Le più belle storie dell'Iliade" di Lorenza Cingoli, Martina Forti e Elisa Bellotti (febbraio 2022)
  • "Le più belle storie dell'Odissea" di Lorenza Cingoli, Martina Forti e Elisa Bellotti (aprile 2022)
  • "Le più belle storie del Purgatorio e del Paradiso di Dante" di Lorenza Cingoli e Patrizia Manfroi (ottobre 2022)   
 
     

     

       
 
       
 
       
Sopra: Le copertine degli altri libri della collana "Le più belle storie" edite GRIBAUDO.
 
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