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mercoledì 8 luglio 2026

MINA LUNASTORTA: La scuola delle fate di Amelia Villetta e Elena Triolo

Oggi vi parlerò di "Mina Lunastorta: la scuola delle fate", il primo libro della recente serie di "Mina Lunastorta" scritta da Amelia Villetta e illustrata da Elena Triolo. Una serie che si inserisce in quella collana di libri con protagoniste mostri o streghe indirizzati a lettori di 7 anni. In questo caso abbiamo per protagonista una giovane troll la quale si ritroverà a frequentare una scuola di fate.
 
 Sopra: Sulla copertina dalle tinte viola e verdi, con alcuni elementi bianche e neri,  vediamo al centro la protagonista Mina, a destra una sua compagna fata un po' antipatica e a sinistra un'altra compagna fata ma gentile.
 
Cosa succederebbe se una trollina finisse nella scuola delle fate? Mina ha sette anni ed è una piccola troll dai capelli sempre arruffati. Il suo colore preferito è il marrone cioccolato al latte. Odia lavarsi i piedi e riordinare la cameretta. 
Mina è molto contenta perchè sta per iniziare a frequentare la scuola dei troll, dove imparerà a fare dispetti e trucchetti da troll, a raccontare barzellette che non fanno ridere, imparare insulti trolleschi, a fare i dispetti più furbi e dispettosi del mondo, a preparare torte di fango e ceci, a giocare a palla avvelenata nel fango. 
"Ho ingurgitato una manciata di biscotti Spaccadenti della nonna, duri come sassi. (I miei preferiti!)
Quando ho risposto, ho sputacchiato briciole ovunque.
<<Ma oggi non è una mattinata come le altre, è il mio primo GRANDE giorno!>>
Quella mattina sarei andata a scuola per la prima volta.
Ma non sarei andata in una scuola qualsiasi, certo che no! Sarei andata alla fantasmagorica, scoppiettante e catapecchiosa scuola per troll: il posto più straordinario del mondo!
Alla scuola per giovani troll si impara:
  • a starnutire scherzi colorati
  •  a raccontare barzellette che non fanno ridere
  • a fare i dispetti più furbi e dispettosi del mondo
  • a preparare torte di fango e ceci. 
Queste cose le so da Ubaldo, il mio antipatico vicino di casa.
Lui ha un anno più di me e quest'estate mi ha usata come cavia per sperimentare le magie che ha imparato a scuola. Alla fine ho trascorso un mese intero con una codina da porcellino che mi spuntava dal sedere!
Ecco finalmente gliela avrei fatta pagare
Il primo giorno di scuola, ancor prima che inizino le lezioni, Nina però si ritrova a essere scelta come studentessa per uno scambio culturale tra la scuola dei troll e quella delle fate: "La fata ha fatto un passo avanti e si è presentata come Miss Bloom.
<<Quest'anno la suola dei troll e la scuola delle fate hanno avuto una bellissima idea per migliorare la relazione tra le due specie>> ha esordito. <<Vogliamo valorizzare le qualità che rendono i troll e le fate creature uniche e speciali!>>
<<È tempo che troll e fate imparino a collaborare e a conoscersi meglio>> le ha dato man forte la maestra Troll. >>per questo abbiamo deciso di organizzare uno scambio culturale. Una fata frequenterà la nostra scuola e un troll farà parte della classe delle fate!>>
la protagonista si ritrova così costretta a frequentare una scuola per fate, ma fiocchetti, tazzine da tè e buone maniere proprio non le vanno giù. Riuscirà a farsi amare dalle compagne o la “Mina Vagante” che è in lei prenderà il sopravvento causando guai a non finire?

Sopra: Alcune pagine iniziali in a cui a destra si vedono a destra i testi, e a sinistra un'illustrazione a pagina intera che ci mostra Mina mentre fa colazione con i suoi genitori troll.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni Elena Triolo dal tratto pulito e dalle linee morbide e sottili che creano disegni delicati e rassicuranti, semplici e graziosi.
La cosa che maggiormente caratterizza queste illustrazioni è l'uso dei colori. Infatti l'artista ha deciso di utilizzare come tinte per i suoi disegni solo il bianco, il nero, il viola e il verde. Il bianco è il colore utilizzato per la pelle dei vari personaggi, ma anche il cielo o i mobili;  il nero invece è la tinta meno utilizzata, in quanto all'interno di un'immagine solitamente ci sono solo un paio di piccoli elementi neri, come i capelli di qualcuno o qualche elemento dell'abbigliamento (come i pantaloncini di Mina o le strisce della sua maglia). Il viola  e il verde invece sono i colori maggiormente utilizzati, i quali vengono usati per colorare la maggior parte degli oggetti e degli elementi che compaiono in un'illustrazione: capelli, abiti, accessori, porte, vegetazione, cielo, edifici muri e oggetti vari.
I colori hanno una tonalità accesa, brillante e vivace e possono essere stesi in maniera più o meno intensa, a seconda di che cosa l'artista ha deciso di colorare: ad esempio il cielo può avere una tinta più delicata, mentre i capelli più intensa e concentrata.
Questa colorazione principalmente verde e viola contribuisce a creare un mondo fatato e luminoso, grazie alla quasi totale assenza del nero, soprattutto negli sfondi e nei paesaggi.
Non sempre comunque è possibile vedere gli ambienti, in quanto mentre alcune illustrazioni sono a pagina intera ve ne sono anche diverse inserite in mezzo ai testi e solitamente queste ultime rappresentano solo i personaggi. Gli ambienti comunque non sono particolarmente curati ma, sebbene presentino alcuni dettagli, mantengono un aspetto piuttosto semplice e basilare, dato probabilmente anche dal fatto che lo i colori piatti tendono a rendere anche gli ambienti piuttosto piatti e poco tridimensionali.
Le illustrazioni comunque rappresentano scene e, soprattutto, personaggi descritti nei testi, tra cui la protagonista, i suoi genitori, i suoi compagni e compagne di classe troll e fate, la sua insegnante, il suo cane, ecc...
Poiché i personaggi di questo libro non sono persone umane ma creature magiche e fatate, ma mantengono un aspetto per la maggior parte simile a quello umano, senza particolari differenze se non che i troll hanno visi più tondi, orecchie più grandi e sporgenti e nasi più grandi e "a patata", mentre le fate hanno corpi più snelli, slanciati e una fisionomia più aggraziata, orecchie con parte finale più appuntita, nasi più piccoli e ovviamente non potevano mancare loro le ali. Ali che comunque hanno un aspetto piuttosto semplice, simile a quello di una farfalla e trasparenti, senza però nessuna decorazione sopra. 
I personaggi sono realizzati in modo semplice ma abbastanza curato, infatti ciascuno è diverso dagli altri sia per quanto riguarda i vestiti, le acconciature e gli accessori. Pur nella semplicità dei loro tratti i personaggi sono comunque resi molto espressivi così che i lettori possano identificarne le emozioni e lo stato d'animo in modo praticamente immediato.



 
  
 Sopra: Alcune pagine illustrate, di cui alcune presentano disegni a doppia pagina, altri a pagina intera (in basso a sinistra) oppure in mezzo ai testi (in basso a destra). In tutte le immagini vediamo comparire la protagonista e possiamo notare anche la particolare palette di colori che si basa sul verde, il viola, il bianco e qualche tocco di nero.

"Mina Lunastorta: la scuola delle fate" di Amelia Villetta è una storia carina adatta anche ai primi lettori che vede come protagonista una giovane troll che viene mandata a frequentare per un anno la scuola delle fate per un progetto di scambio culturale. 
In effetti sembrerebbe che mandare il proprio protagonista a frequentare le scuole più stravaganti sia una trama molto di moda in questa tipologia di libri per primi lettori. Infatti finora avevamo già visto Isadora Moon iscriversi prima ad una scuola di fate e poi a una di vampiri, essendo lei metà fata e metà vampiro; Mirabella recarsi invece ad una scuola di streghe, dove combina ogni volta pasticci; Anna Kadabra invece frequenta una scuola segreta di magia, il "Club della Luna".
Stavolta invece abbiamo una troll che sarebbe ben contenta di andare alla scuola per troll, ma che finisce per essere invece costretta a frequentare quella delle fate. Nina non è molto contenta della cosa, in quanto: sa che le fate amano farsi il bagno e lavarsi spesso, cosa che i troll odiano (di solito si lavano una volta all'anno, se si ricordano); inoltre le fate amano bere tè, mentre i troll preferiscono la cioccolata; i troll amano fare magie dispettose, mentre le fate magie gentili, ma anche molto meno divertenti, insomma teme che la scuola delle fate sia una vera noia.
Questa storia affronta quindi il timore di iniziare una nuova esperienza, e in particolare quella di frequentare una nuova scuola che non è come ci saremmo aspettati. C'è da dire che la maestra, e la maggior parte dei compagni fate, cercano di essere gentili con la nuova arrivata: le cantano addirittura una canzone di benvenuto e le regalano dei fiori, anche se la costringono a farsi il bagno perchè non può puzzare in classe.
L'insegnante fatata è gentile con Mina e cerca di farla integrare e farla partecipare alle lezioni, incoraggiandola e spronandola, senza punirla severamente se combina qualche pasticcio (tipo trasformare il naso di una compagna in un muso di maiale). Per quanto riguarda i compagni di classe Mina si ritrova con una fata che è un po' spocchiosa e che quindi la tratta in modo un po' antipatico, mentre un'altra invece è gentile con lei e la considera divertente e simpatica, infatti alla fine le due diventeranno amiche.
Alla fine della prima giornata scolastica comunque Mina deciderà di rimanere a frequentare la scuola delle fate visto che: "<<Le cose da troll posso farle tutti i giorni a casa, ma anche alcune cose da fare sono divertenti e quelle posso impararle solo a scuola>>". Una storia che porta a riflettere sull'importanza dell'integrazione, del cercare di imparare ad apprezzare ciò che è diverso da quello che conosciamo. Infatti se Mina ha imparato ad apprezzare le lezioni di magia e di volo, la fata mandata nella scuola dei troll ha imparato a godersi gli scherzetti e il gioco di palla avvelenata nel fango, che trova molto divertente. Nessuna delle due tuttavia cambierà completamente la propria natura (alla fata continuerà a piacere fare il bagno e Nina continuerà a preferire la cioccolata al tè), ma hanno imparato ad apprezzare anche qualcosa di diverso che prima non avevano mai preso in considerazione, e questa è una bella riflessione.
Una storia semplice ma carina che fa riflette sull'integrazione e sull'accettazione del diverso, nonché sul fatto che a volte è bello fare nuove esperienze e che da queste si possono apprendere cose nuove e che possiamo imparare tanto anche da chi è molto diverso da noi, senza però rinunciare a quello che siamo. Una storia con una protagonista simpatica e divertente, accompagnata da tanti disegni carini e colorati, adatta alla lettura autonoma a partire dai 7 anni, mentre in lettura condivisa dai 4/5 anni.

Il libro è stato pubblicato nel 2023 dalla DeAgostini. Il volume ha 128 pagine, la copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e il primo volume costa 2,90 euro, mentre i successivi 8,90 euro.

Ecco anche gli altri titoli di "MINA LUNASTORTA":
  • 2) "Il gran ballo di primavera" (2023): La scuola delle fate è in fermento: tra una settimana si terrà il Gran Ballo di Primavera, un evento importantissimo a cui parteciperanno tutti! Anche i troll come Mina Lunastorta, che frequenta a pieno titolo la scuola delle fate. Miss Caramel, esperta di buone maniere, non vede l’ora di impartire lezioni di bon ton e balletto ai suoi alunni. C’è solo un problemino: Mina Lunastorta. Lei è scoordinata e pasticciona, non ha senso del ritmo e... balla come un troll! Riuscirà a imparare i giusti passi di danza o la goffaggine avrà la meglio? Ma soprattutto... esiste davvero un modo giusto per rispondere alla musica?
  • 3) "Incantesimi ribelli" (2023): Alla scuola per fate c’è un nuovo alunno, si chiama Biancospino. Per Violetta, la migliore amica di Mina Lunastorta, è subito colpo di fulmine! Però ogni volta che Biancospino le rivolge la parola, la fatina diventa rossa come un peperone e non riesce a spiccicare parola. Ci pensa Mina a risolvere la situazione! Certo, tutti sanno che è una piccola Mina Vagante, ma lei è una vera esperta di incantesimi scioglilingua. O almeno così crede... Violetta riuscirà a far colpo sul suo compagno di banco o quella peste di Mina Lunastorta è destinata a combinare l’ennesimo pasticcio?
  • 4) "Che cosa farò da grande?" (2024): Alla scuola delle fate Miss Bloom assegna ai suoi alunni un compito per le vacanze: scrivere un tema sul mestiere che vorrebbero fare da grandi. Mina però non ha idea di quale lavoro vorrebbe fare quindi prima decide di passare una giornata alla caserma dei pompieri con il suo papà e poi un'altra in ospedale con la sua mamma. Pompiere o dottoressa? Che dilemma! Mina non sa decidersi: il lavoro del pompiere è avventuroso ma quello della dottoressa è molto coraggioso così decide di raccontare nel tema entrambe le giornate... e così finalmente Mina capirà quale mestiere vuole fare da grande!
  •  5) "Magie al mare" (2024): A Incanto è tempo di vacanze estive! Questo per Mina Lunastorta significa tre cose: fare pausa da scuola, stare all’aria aperta a giocare fino a tardi e... mangiare una montagna di ghiaccioli! L’unico aspetto antipatico dell’estate è il caldo, che ti fa sentire come un gelato sciolto al sole. Per fortuna però c’è il mare: Mina adora andarci per nuotare con i pesci, costruire castelli di sabbia e raccogliere conchiglie colorate... Ed è proprio fra quei pesci e quelle conchiglie che si nasconde qualcosa di speciale: un misterioso forziere che trascinerà la piccola Mina Vagante in una nuova emozionante avventura! 

      
Sopra: In alto le copertine degli altri quattro volumi della serie, tutte sulle tonalità del bianco, del viola e del verde (con qualche tocco di nero).
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 2 aprile 2026

Isadora Moon: Il primo giorno di scuola di Harriet Muncaster

"Isadora Moon: Il primo giorno di scuola" di Harriet Muncaster è il primo di una lunga serie di libri che hanno per protagonista una bambina per metà fata e per metà vampiro.
 
Sopra: La copertina dallo sfondo nero mostra al centro, dentro un cenrchio bianco, la protagonista Isadora Moon, con il suo vestititno viola.
 
La mamma è una fata e il papà, invece, un vampiro. Lei è un po' di tutti e due, un'eroina assolutamente unica con una famiglia fuori dal mondo. Adora la notte, i pipistrelli e il suo tutù nero, ma ama altrettanto l’alba, le bacchette magiche e il suo Coniglietto Rosa.
Ecco come si presenta lei stessa: "Mia mamma è la contessa Cordelia Moon. lei è una fata. Sì, prprio così! Le piace il giardinaggio, nuotare nella cque selvagge dei fiumi, accendere falò magici e dormire all'aperto sotto le stellle.
Mio papà è il Conte Bartolomeo Moon. Lui invece è un vampiro.
Sì, per davver! Adora stare sveglio di notte, mangiare solo cibo rosso (pomodori, bleah!), scutare il cielo notturno con telescopio speciale e svolazzare davanti alla luna pien.
Poi c'è la mia sorrelina, Melita.
Lei è mezza fatina e mezza vampira, proprio come me!
Per Isadora è tempo di andare a scuola, ma non sa qual è quella giusta per lei: la scuola delle fate o la scuola dei vampiri?

Sopra: Le pagine mostrano l'albero genealogico di Isadora Moon, che comprende i genitori, la sorellina e anche il suo peluche.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni opera della stessa Harriet Muncaster, le quali sono molto carine e graziose, dai tratti semplici, eleganti e precisi, ben delineati, raffinati, che creano scene ricche di dettagli e fascino. 
Le illustrazioni rappresentano scene e, soprattutto, personaggi descritti nei testi, tra cui la protagonista e i suoi genitori, i suoi amici, le sue compagne e compagni di classe (fate o vampiri che siano), le sue insegnanti, ecc...
Poiché i personaggi di questo libro non sono persone umane ma creature magiche e fatate simili a fatine/folletti inventati dall'autrice, essi hanno un aspetto fisico un po' particolare, sebbene comunque l'aspetto sia principalmente quello di un essere umano. La maggior parte delle creature sono disegnate con corporature snelle, gambe e braccia sottili e affusolate, grandi occhi e un piccolo nasino. Ciò che li differenzia maggiormente dagli esseri umani sono le lunghe orecchie a punta.
I disegni sono piuttosto curati e particolareggiati, inoltre l'artista mostra di prestare una certa attenzione agli abiti e agli accessori, nonchè i mobili e l'arredamento delle varie camere.
La cosa che maggiormente caratterizza queste illustrazioni è l'uso dei colori. Infatti l'artista ha deciso di utilizzare come tinte per i suoi disegni solo il bianco, il nero e il rosa. Il bianco è il colore utilizzato per la pelle dei vari personaggi, il rosa invece è quello assegnato alle fate, mentre il nero ai vampiri. Vediamo le quindi fate con capelli, ali e vestitini rosa, i vampiri con capelli e mantello neri (anche se l'interno del mantello è rosa). 
La protagonista essendo per metà vampiro e per metà fata porta su di sè entrambi i colori grazie ai suoi capelli e le ali da pipistrello neri, le calze bianche e nere e il vestitino rosa. 
Ho trovato molto interessante questo utilizzo dei colori per sottolineare  e far rinoscere anche ad una prima occhiata ai lettori la differenza tra e fate e i vampiri, creando delle immagini immediatamente molto coinvolgenti e intriganti. 
 
  



Sopra: In alto alcune pagine interne, tutte riccamente accompagnate da qualche illustrazione, le quale si caratterizzano sempre per la particolare scelta dei colori (bianco, nero e rosa).
 
"Isadora Moon: Il primo giorno di scuola" di Harriet Muncaster è il primo libro di una serie che ha avuto presso le giovani lettici un grande successo e che vede per protagonista questa bambina (probabilmente sui 6 anni d'età) che è per metà fata e per metà vampiro e che deve cominciare ad andare a scuola. Sì, ma quale?
All'inizio la bambina decide di sperimentare la scuola delle fate dove esistono attività come: bella scrittura, fare campeggio, andare a caccia di farfalle, danza classica, fare ghirlande di fiori e agitare la bacchetta magica.
Ho apprezzato che l'insegnante delle fatine fosse un maschio, figura difficilissima da trovare anche negli asili umani. In compeso però non mi è piaciuto molto come l'autrice lo ha descritto durante la gestione delle lezioni (mi spiace ma da insegnante non posso non farlo presente): durante la lezione con le bacchette l'unica indicazione che dà alle bambine è "<<Faremo apparire tante cose adorabili.>> [...] <<Dovete solo ondeggiare la bacchetta e immaginare, Questo dovrebbe essere un vostro talento naturale!>>". Poi quando Isadora crea una carota che continua a ingrandirsi fino a diventare gigante non si accorge di nulla nonostante la protagonista provi a chiamarlo: "<<Monsieur Pomelot>> ho chiamato, ma lui non mi ha sentita in tutto quell'allegro parlottare di creature fatate." Quando alla carota spuntano le ali e la situazione precipita anzichè intervenire annullando la magia si nasconde sotto la cattedra!: "<<METTETEVI AL RIPARO!>> ha gridato Monsieur Pomelot, che in un balzo si era già rannicchiato sotto la cattedra." E infine quando grazie al coniglietto peluche di Isadora, che ha aperto la finestra, la situazione si risolve, l'unica cosa che riesce a dire alla bambina è: "<<Isadora, temo che tu non abbia le doti di una fata per usare la bacchetta magica". Cioè, tu insegnante saresti lì proprio per insegnargliele, tanto più che sai che lei è per metà vampiro.
Quando porta la classe nel bosco per fare le ghirlande di fiori rimprovera Isadora per aver usato dei funghi di un cerchio delle fate, che a quanto pare tutte le fate sanno che non si devono raccogliere. Peccato che sapendo che la bambina è mezzo vampiro forse avrebbe dovuto dirglielo lui prima di lasciare i bambini liberi per il bosco a raccogliere la qualunque.
La maestra della scuola dei vampiri si dimostra più competente, in quanto durante la lezione di volo cerca di spronare Isadora a stare "al passo" con gli altri e dicendo a questi ultimi di aspettare la compagna. E quando Isadora sta precipitando riesce ad acchiapparla al volo. Tuttavia anche lei al termine della prima e unica lezione commenta con la bambina: "<<Non sono sicura tu sia portata per il volo, Isadora.>>. ha detto la Contessa Zannanera.
Insomma Isadora non si trova bene in nessuna delle due scuole e così, vedendo dei normali bambini tornare da una normale scuola alla fine la protagonista decide di andare alla scuola per gli esseri umani.
Una storia abbastanza semplice ma abbastanza carina, adatta per bambini e bambine a partire dai 4/5 anni oppure dai 6/7 per la lettura autonoma. Una storia il cui tema centrale è la ricerca della propria identità e dell'accettazione delle propria unicità. Infatti alla fine Isadora, guardando dei bambini che tornano a casa da scuola apprezza la diversità di ognuno e come ciò sia considerato da tutti normale: "Qualcuno faceva baccan e qualcun altro era silenzioso. Alcuni erano alti e altri erano bassi. Alcuni erano paffuti e altri magrolini. E poi c'era chi era semplicemente una via di mezzo. Ma la cosa bella era che nessuno ci faceva caso! 
All'improvviso, mi sono ricordata di quello che aveva detto papà a proposito delle stelle del cielo. Di come sono tutte diverse, ma allo stesso modo tutte bellissime, e ho pensato: Forse non conta che io sia un po' diversa. Anche ciò che è diverso può essere bello."
E' una storia che invita anche a superare i pregiudizi nei confronti di ciò che non si conosce, in quanto i genitori di isadora inizialmente non sono d'accordo nel far frequentare alla figlia una scuola per umani, in quanto li considerano misteriosi e perchè, evidentemente sanno poco di loro. 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2016 dalla Oxford University Press col titolo "Isadora Moon goes to school" ed è stata edita nel 2017 in italiano dalla DeAgostini. Il volume ha 64 pagine e misura 20,1 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza (copertina flessibile) e 20 cm d'altezza e 14,9 cm di lunghezza (copertina rigida). L'edizione flessibile costa costa 6,90 euro.
 
Seguiti di "ISADORA MOON":
  • 2) "Vacanze in campeggio" (2017) ["Isadora Moon goes camping" (2016)]
  • 3) "Festa di compleanno" (2017) ["Isadora Moonhas a birthday" (2016)]
  • 4) "Spettacolo di danza" (2017) ["Isadora Moon goes to the ballet" (2016)]
  • 5) "Guai in vista" (o"Isadora Moon è nei guai") (2018) ["Isadora Moon gets in trouble" (2017)]
  • 6) "Gita scolastica" (o "Isadora Moon va in gita") (2018) ["Isadora Moon goes on a school trip" (2017)]
  • 7) "Magie d'inverno" (2018) ["Isadora Moon makes winter magic" (2018)]
  • 8) "Una giornata al luna park" (2018) ["Isadora Moon goes to the fair" (2018)]
  • 9) "Pigiama party" (2019) ["Isadora Moon has a sleepover" (2019)]
  • 10) "Talent Show vampiresco" (2019) ["Isadora Moon put on a show" (2019)]
  • 11) "Va al mare" (2020) ["Isadora Moon goes on holiday" (2020)]
  • 12) "Va al matrimonio" (2020) ["Isadora Moon goes to a wedding" (2020)]
  • 13) "La fatina misteriosa" (2021) ["Isadora Moon meets the Tooth Fairy" (2021)]
  • 14) "La stella cadente" (2021) ["Isadora Moon and the shooting star" (2021)]
  • 15) "La pozione magica" (2022) ["Isadora Moon gets the magic pox" (2022)]
  • 16) "In fondo al mare" (2022) ["Isadora Moon under the see" (2022)]
  • 17) "Una nuova amica" (2023) ["Isadora Moon and the new girl" (2023)]
  • 18) "La festa delle fate di neve" (2023) ["Isadora Moon and the frost festival" (2023)]
  • 19) "Il pozzo dei desideri" (2024) ["Isadora Moon makes a wish" (2024)] 
  • 20) "Infermiera tutto fare" (2024) ["Isadora Moon helps out" (2024)]
  • 21) "La bicicletta magica" (2025) ["Isadora Moon rides a bike" (2025)]
  • 22) "Le regine del pop" (2025)
 
Sopra: Le corpertine di alcuni dei numerosi volumi di Isadora Moon, di cui in basso a destra potete vedere il primo della serie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 19 giugno 2025

MILLA & SUGAR: L'ultimo principe di Prunella Bat

Oggi vi parlerò di un titolo che fa parte di una serie (ora arrivata a 24 titoli) scritta da Prunella Pat e che si intitola "MILLA & SUGAR" che ha come protagoniste due ragazzine, la strega Milla e la fata Sugar, entrambe di dieci anni/undici anni che vivono a Old Town. Qui vive anche la Gente, una comunità di persone dotate di poteri magici di cui fanno parte le famiglie di Milla e di Sugar. Essi hanno due regole fondamentali: non rivelare agli Altri (come chiamano le persone prive di poteri magici) la propria esistenza e non usare mai i propri poteri magici per fare del male o per ottenere vantaggi personali.
A tutela di queste regole la Gente ha creato il Cerchio, una società composta dalle streghe e dalle fate più potenti.
L'autrice mantiene tuttora l'anonimato, è stata caporedattrice della rivista Strange Magazine, ma da qualche anno si è dedicata a tempo pieno alla scrittura. Vive nel villaggio inglese di Cottingley con la sua gatta Peony e di lei sappiamo che adora il rosa, colleziona uova e non ama apparire in pubblico. Oltre a questa ha scritto anche un'altra serie per bambine che ha riscosso un discreto successo: "Princess college".
Il libro di cui vi parlerò adesso è il dodicesimo della serie e si intitola: "L'ultimo principe". 
 
 Sopra: Sulla copertina compaiono in primo piano le due protagoniste, in abiti da festa, mentre dietro di loro, al centro, c'è il principe.
 
Curiosando tra le cianfrusaglie in soffitta, Milla e Sugar trovano uno strano specchio: "La stoffa leggera e ormai logora non fece resistenza e scivolò a terra in un lampo, rivelando un grande specchio ovale che sembrava molto antico, circondato da un'elaboratissima cornice, sostenuta da due colonnine scolpite. 
Un attimo dopo nella soffitta risuonarono non uno, ma quattro strilli. Stavolta, infatti, anche Milla, Sugar e Gummitch si erano uniti al potente acuto di Albert, e non c'era proprio da meravigliarsene.
Lo specchio, infatti, non rifletteva due ragazzine, un imponente gatto nero e una criceta biondo platino decisamente in sovrappeso...
La sua lucida superficie di vetro mostrava invece l'immagine di una ragazza sottile e abbronzata, con un delizioso naso all'insù e grandi occhi castani. Portava un paio di calzoni aderenti di un verde vivace, un giubbetto dello stesso colore e stivaletti di morbida pelle. Sui corti capelli castani era piantato un berrettino verde ornato da una piuma. E, a giudicare dall'espressione sul suo viso, anche lei aveva tutta l'aria di non credere ai suoi occhi."
Mentre sono intente a osservarlo, le ragazzine vengono risucchiate al suo interno. Si trovano così catapultate sull'Isola delle Fate, un luogo meraviglioso, dove abitano quelle creature magiche che non vogliono o non possono tenere nascosta la propria magia. Tuttavia ora questo regno è governato da un perfido mago che ha rubato i poteri di tutti i suoi abitanti e che li controlla grazie a un esercito di draghi che ha sottomesso con la magia. 
Come spiega la vecchia fata Hortense, sull'isola si attende il ritorno dell'Ultimo Principe, l'unico in grado di sconfiggere il mago, ma che anni prima era scomparso proprio attraverso lo specchio facendo perdere le proprie tracce: "<<Insieme a Dorinda dovreste cercare il nostro Florimel al di là dello specchio. Solo lui può salvarci! Lo dice il nostro Libro delle Profezie, compilato da Cambrina in persona.>>
Con uno sbuffo di luce, sul tavolo si materializzò un volume polveroso, che si aprì a una pagina in cui si vedeva l'immagine stilizzata di un guerriero con una spada in pugno e il piede posato su un enorme scarafaggio. Sotto di essa si leggeva:

Chi nel suo nome ha i fiori e il miele
saprà fino in fondo il suo dovere:
sconfiggerà l'immondo scarafaggio
con la sua spada e con il suo coraggio.
Soltanto lui potrà, ve lo assicuro,
restituire alla gente il suo futuro.
Soltanto lui, ricorda, e nessun altro,
per quanto sia potente, forte e scaltro.

Milla e Sugar torneranno nel loro mondo, assieme a Dorinda, con la missione di ritrovare il giovane che, con loro grande sorpresa, scopriranno di conoscere bene...
 
  
Sopra: Due pagine interne in cui a sinistra vediamo l'illustrazione del momento in cui Sugar viene trascinata nello specchio.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Marco Albiero e Matteo Piana, infatti a realizzarle non è stato un unico artista ma un team, tanto che, oltre ai disegnatori, c'è anche uno che si occupa della coloritura (Davide Turotti) e due persone che si sono occupate invece del character design (Federico Nardo e Marco Albiero).
I disegni sono graziosi e puliti, tratteggiati con linee semplici e ben delineate, che creano scene non eccessivamente ricche di dettagli ma comunque piacevoli da guardare. Le immagini possono essere a pagina intera, a mezza pagina, inseriti in mezzo ai testi e, anche se raramente, anche a doppia pagina. Essi sono piuttosto numerosi all'interno del libro e mostrano solitamente scene narrate nella storia, con personaggi che interagiscono tra loro in determinati ambienti. Nel caso di disegni inseriti in mezzo ai testi questi rappresentano invece solo un elemento della storia, senza sfondi, solitamente un qualche personaggio o degli oggetti (una mappa, dei vestiti, una spada, una pozione magica, ...)
A rendere piacevoli i disegni, comunque, contribuiscono notevolmente anche i colori, infatti il volume è ricco di colori, tutti piuttosto saturi, intensi, accesi, brillanti e vivaci. Non sono solo i disegni a essere colorati, ma in tutte le pagine (tranne in quelle con illustrazioni a pagina intera o doppia) ci sono dei cuori  e delle onde colorate che decorano i bordi in alto e in basso delle pagine, anche se rendono forse il libro un po' lezioso.
Le illustrazioni sono quei classici disegni degli anni 2000 che sono carini e con un aspetto grazioso, senza qualcosa di particolare, per fare colpo sulle bambine che si mettono a sfogliare il libro, ma vanno comunque bene per rendere il libro più appetibile per lettori un po' più deboli che necessitano ancora del supporto delle immagini.
 
 
 
  

 Sopra: Come potete vedere le pagine del libro sono ricche di disegni graziosi, la maggior parte a pagina intera, dai colori sgargianti e vivaci.
 
"MILLA & SUGAR: L'ultimo principe" di Prunella Bat è un libro carino, con una storia semplice che però può intrattenere per qualche ora un giovane lettore o lettrice che cerca una lettura poco impegnativa.
Protagoniste della vicenda (nonché di tutta la saga) sono una strega e una fata: Milla Elven è una strega (solo da parte di padre) di circa 10/11 anni, dai capelli rossi e riccissimi, piena di lentiggini, ha una carnagione chiara e occhi nocciola. Caratterialmente è una ragazza esuberante, allegra ed intelligente, ha la passione per la musica ed è un po' maschiaccio.
Sugar Plum invece è una fata, anch'essa di circa 10/11 anni, di origine caraibica da parte di madre, infatti lei ha una carnagione color zucchero caramellato, capelli lisci e nerissimi dai riflessi blu e luminosi occhi azzurri. Caratterialmente è una ragazza tranquilla, dolce ed intelligente; ha la passione per la danza e per la moda (passione ereditata dalla madre, che fa la stilista e possiede una boutique di moda). 
Come ho detto una è una strega e l'altra una fata, tuttavia da questo libro non emerge praticamente nessuna differenza tra le due, in quanto sono entrambe dotate di poteri magici, ma non sembra esserci nessuna caratteristica particolare che identifichi i poteri magici "da strega" o "da fata", e anche a livello caratteriale sono entrambe delle ragazzine buone e brave. 
Le due protagoniste sono piacevoli ma non presentano una caratterizzazione particolarmente approfondita, tanto che forse spiccano di più i personaggi secondari che hanno il ruolo delle spalle comiche: Gummitch, il gatto di casa Elven, nero, un po' vanitoso e ingordo, e dall'umorismo pungente, che usa spesso con la criceta Alberta; quest'ultima è una vanitosissima criceta sovrappeso dal pelo biondo e dalla erre moscia di Sugar, ama seguire le soap opera e lo shopping,  è golosissima e molto in carne e ama dar fastidio al gatto Gummitch.
In questo titolo della serie poi conosciamo anche Dorinda, una ragazza che inizialmente si comporta in modo un po' scorbutico con le protagoniste, ha un carattere deciso  e coraggioso, ama girare con arco e frecce e arrampicarsi sugli alberi, è una ragazza che non esita a gettarsi nell'azione, anche se ha un debole per il suo amico d'infanzia Florimel, che a causa dle suo carattere un po' duro fa però fatica ad accettare.
Florimel è invece il principe di cui si parla nel titolo del libro, un ragazzo bello, coraggioso ma imbranato, tanto da essere caduto per sbaglio dentro al portale inciampando nel suo mantello e finendo a Old Town: "Tre anni prima si era risvegliato nella cantina buia di una catapecchia che stava per essere demolita, e aveva scoperto di non ricordare nemmeno il suo nome: aveva perso completamente la memoria! Ma non il coraggio, per fortuna. Era riuscito a sopravvivere facendo lavori di ogni genere, dall'uomo-sandwich al dog- sitter, e aveva usato tutto il suo tempo libero per scrivere, inventando un mondo popolato di draghi e folletti, in cui la magia era realtà e un principe timido e sognatore, ultimo discendente di un'antica stirpe di fate, non osava confessare il suo amore a un'incantevole ragazza dei boschi."
Le ragazze riescono a trovarlo abbastanza facilmente proprio grazie al fatto che si diventato uno scrittore famoso, tra l'altro uno degli scrittori preferiti dal fratello di Milla, Oliver (un ragazzino dal quoziente d'intelligenza elevatissimo, ma senza poteri magici).
La trama è molto semplice e la storia si risolve senza grossi problemi, il che rende questo libro adatto a quei lettori e lettrici a partire dagli 8 anni (per la lettura autonoma, altrimenti anche dai 5/6) che vogliono una lettura davvero poco impegnativa ma non eccessivamente corta, con tante immagini dai colori accesi e vivaci. La lettura risulta infatti molto leggera e non presenta nessun reale momento di tensione in quanto tutte le difficoltà che le protagoniste devono affrontare si risolvono con estrema facilità: la Soglia a quanto pare si apre e si chiude quando vuole lei ma con loro funziona sempre al momento giusto; riescono a  ritrovare il principe Florimel nel loro mondo in poco tempo e praticamente per caso, visto che fatalità è l'autore preferito del fratello di Milla; nonostante il principe abbia perduto la memoria e i suoi poteri una volta passato il portale, le ragazze riescono a farglieli recuperare in modo facilissimo, praticamente entrano a casa sua con la magia, lo congelano e lo ributtano nel portale e, una volta tornato all'isola delle Fate, il ragazzo riacquista memoria e poteri; sconfiggere Lord Beetle e la sua rana Bliss è praticamente un gioco da ragazzi per Florimel, a cui basta materiale all'istante una gigantesca bomboletta di veleno per scarafaggi per annientare il nemico (che si era trasformato in uno scarafaggio gigante) in un solo colpo. Perfino la storia d'amore, con cui all'inizio sembrava esserci qualche problema in quanto Dorinda negava (con la classica frase "è solo un amico d'infanzia a cui sono affezionata") i suoi sentimenti e Florimel era troppo timido per confessare, si risolve in modo istantaneo senza che i due debbano spendere neppure due parole tra di loro a riguardo: quando Florimel e Dorinda attraversano la Soglia il giovanotto, riacquistata la memoria, bacia Dorinda, avendo a quanto pare superato di colpo la sua timidezza.
E ovviamente la storia non poteva che concludersi con il matrimonio tra Dorinda e Florimel, a cui naturalmente sono state invitate anche le nostre eroine, che sono state fatte vestire apposta per l'occasione con dei begli abiti da ballo da principessa (che alla fine avevano una spetto anche più sontuoso di quello della sposa) per la gioia delle lettrici. 
Anche se ho letto solo questo libro della saga credo che anche gli altri siano impostati più o meno allo stesso modo: libri che delle bambine di 5/8 anni possono trovare carini, delle letture molto leggere giuste per "spegnere il cervello" in quanto non implicano nessun investimento o sforzo a livello emotivo, che comunque possono risultare un discreto esercizio di lettura, anche grazie alle numerose immagini dalle tinte sgargianti e vivaci, fatte apposta pe attirare l'attenzione del target a cui i libri si rivolgono. I personaggi non sono particolarmente approfonditi, neppure le protagoniste (anzi, forse la loro personalità è n effetti quella che ho trovato passare maggiormente inosservata), anche se gli animali, come spalle comiche, possono risultare simpatici, sebbene non abbiano una caratterizzazione originale, e lo stesso vale anche gli antagonisti, a cui viene data più un'impostazione comica che non da per costruire una reale minaccia. A pensarci bene sembra incredibile che questi siano riusciti per anni a prendere possesso dell'isola, cosa dovuta principalmente a dei colpi di fortuna e al fatto che anche coloro che avrebbero potuto intervenire prima non lo hanno fatto perchè c'era una profezia di mezzo. Quindi bisogna fare come dice la profezia e farsi salvare dal principe, anche se probabilmente Doriana, con le sue abilità di arciera e il suo coraggio (magari con l'aiuto della nonna fata Hortense che ha conservato i suoi poteri) sarebbe stata in grado di vincere il nemico anche da sola.
Una serie caruccia insomma, senza infamia e senza lode (anche se forse a tratti un po' banale), molto leggera, magari da prendere in prestito in biblioteca per delle letture poco impegnative, visto che i singoli volumi sono piuttosto costosi (se poi pensate che sono 24 in tutto) a causa dell'edizione cartonata con sovracopertina sbrilluccicosa e le numerose illustrazioni a colori, andando a costare quasi 14 euro l'uno per una storia che alla fine si legge in poche ore. In alternativa altrimenti ci sono le raccolte, che contengono 3 o 4 storie assieme al costo di 15/16 euro. 
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2008 dalla Edizioni PIEMME, ha 133 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 19,5 cm d'altezza e 15,00 cm di lunghezza e 13,90 costa euro.
 
Ecco l'elenco dei libri di tutta la serie:
  1. "Strega più fata" (2005)
  2. "Una fata su un milione" (2005)
  3. "C'è chi nasce strega" (2005)
  4. "La dama d'argento" (2006)
  5. "La casa delle sirene" (2006)
  6. "L'ora degli incantesimi" (2006)
  7. "La principessa luna blu" (2006)
  8. "Il cacciatore di streghe" (2007)
  9. "La sposa vampira" (2007)
  10. "Strega per un giorno" (2008)
  11. "Il giardino degli elfi" (2008)
  12. "L'ultimo principe" (2008)
  13. "La regina degli gnomi" (2009)
  14. "La signora del fuoco" (2009)
  15. "Il diamante di ghiaccio" (2009)
  16. "Vita da strega" (2010)
  17. "La rosa nera" (2010)
  18. "La fata sul fiume Smeraldo" (2010)
  19. "Il pozzo dei desideri" (2011)
  20. "Magia fai da te" (2011)
  21. "Un cucciolo supermagico" (2012)
  22. "Il genio del carillon" (2012)
  23. "Gatti... stregati" (2013)
  24. "La principessa guerriera" (2013)
 
      

      
Sopra: Le copertine di alcuni dei libri della serie, tutte molto colorate e dai colori sgragianti.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 13 gennaio 2025

Le fate non esistono di Nicoletta Gramantieri e Silvia Vanni

"Le fate non esistono" scritto da Nicoletta Gramantieri e con le illustrazioni a colori di Silvia Vanni è uno dei primi quattro titoli che inaugurano una nuova collana per i tipi di Il Castoro Editore: "MINI ROMANZI ad alta leggibilità", una collana "rivolta ai lettori che hanno da poco appreso a leggere in completa autonomia. [...] Per agevolare la lettura di tutti, la collana si avvale dell’uso di un font ad Alta Leggibilità; le pagine sono state pensate molto ariose, in modo che il lettore non si spaventi. Non mancano le illustrazioni, che hanno un ruolo rilevante poiché arricchiscono la narrazione, ma, sempre nell’ottica di portare i lettori ai romanzi per più grandi, lasciano più spazio alle parole. Il formato è tascabile, facilmente maneggevole e pensato per essere tenuto negli zainetti o nelle tasche, in modo da poter accompagnare i lettori ovunque vogliano.
In questa storia la protagonista Meope esprime accidentalmente il desiderio di fare sparire la sua sorellina, peccato che ... Il desiderio sembri avverarsi.
 
 Sopra: Questa copertina è di colore verde chiaro e, come tutte le copertine dei libri di questa serie, ha un buco che lascia vedere una parte del disegno sottostante.
 
Merope è convinta che le fate esistano davvero, e persino di aver espresso un desiderio dopo averne incontrata una in persona, anche se i suoi amici non sembrano crederle: "<<Le fate non esistono>>, dice Anna .
<<Solo tu, Meope, puoi pensare davvero di incontrarne una.>> Paolo mi guarda, ma secondo me non è convinto. Lo dice solo per non fare brutta figura con Anna. [...] Quando Anna e Paolo dicono così, io ho la certezza di averla appena incontrata, una fata. 
<<Al supermercato una fata c'era>>, dico.
in realtà lì per lì non avevo capito subito che lo fosse. Stava vicino al banco della frutta, con in mano una banana. Dondolava sui piedi e la sua gonna lunga e luccicante ondeggiava.
Io ero un po' incantata dal suo copricapo: una specie di turbante verde smeraldo punteggiato da pagliuzze dorate. [...]
E ho pensato: Adesso mi chiede di esprimere un desiderio e potrò avere tutto quello che voglio.
Pensavo e pensavo, ma nessun desiderio mi veniva in mente. Lei mi fissava seria. Avevo i suoi occhi negli occhi. I suoi erano viola. L'avevo sempre saputo che e fate hanno gli occhi viola. Ho pensato che fra noi non c'erano bisogno di parole. Ero sicura che mi leggesse nella mente.
Gli occhio ciola mi dicevano che, certo avrebbe esaudito il mio desiderio. Ho sussurrato un grazie, mi sono girata e sono uscita. Ero felice."
Durante un momento di rabbia Meope però desidera che la sua sorellina di due anni Arianna, che attira su di sé tutte le attenzioni, sparisca.. e, guarda caso, quando Meope si sveglia il giorno dopo la sua insopportabile sorellina è scomparsa, comprese anche tutte le sue cose e i suoi disegni.
Meope però non voleva che svanisse veramente, così assieme ai suoi amici cerca di ritrovare la fata per farle annullare il desiderio. 

 
Sopra: Due pagine interne dove a sinistra potete vedere il tipo di scrittura (molto ariosa) utilizzata e a destra un'illustrazione a pagina intera che mostra la.protagonista con i suoi due amici. 
 
Come scritto nella presentazione della collana, in questi volumi "Non mancano le illustrazioni, che hanno un ruolo rilevante poiché arricchiscono la narrazione, ma, sempre nell’ottica di portare i lettori ai romanzi per più grandi, lasciano più spazio alle parole." Infatti questa storia è accompagna dalle illustrazioni di Silvia Vanni, le quali hanno uno stile piuttosto semplice, con dei personaggi dai tratti un po' stilizzati, dalle linee tondeggianti, soprattutto per quanto riguarda i volti, dove gli occhi sono sue pallini neri, le bocche sono costituite da una riga (se chiuse) o da un cerchio (se aperte) e i nasi sono un segno in verticale. Gli ambienti in compenso sono un po' più curati e ricchi di dettagli, sebbene gli elementi che li costituiscono siano sempre realizzati con linee tondeggianti e dai tratti netti e ben definiti.
I disegni possono essere a pagina intera o in mezzo ai testi e sono colorati con tinte delicate e poco brillanti, anzi, spesso piuttosto smorte, stese in maniera piuttosto monocromatica, senza particolari sfumature, sebbene siano presenti le ombre.
Delle immagini dai colori delicati e abbastanza smorti, tutto sommato dall'aspetto carino e con dei personaggi pacioccosi.
 
 


   
Sopra: Alcuni disegni di Silvia Vanni, alcuni a pagina intera e altri grandi metà pagina, dai tratti semplici e tondeggianti, e con colori dai toni smorzati.
 
 "Le fate non esistono" di Nicoletta Gramantieri è un libro ad alta Leggibilità, scritto quindi con un font chiaro, grande e arioso, dove si va a capo con tutta la parola piuttosto che spezzarla, in modo da facilitare la lettura.
I testi inoltre sono accompagnati da delle illustrazioni a colori di  Silvia Vanni, delicate, carine e pacioccose, supportano i giovani lettori durante la lettura, mostrando loro l'aspetto dei protagonisti e gli ambienti dove le scende narrate si svolgono, arricchendo la narrazione e rendendo più piacevole la lettura.
La storia è carina, ed è suddivisa in brevi capitoli. La tematica trattata è piuttosto interessata anche se non è certo originalissima: si parla di gelosia, e di come da questa possa scaturire il desiderio, da parte del fratello maggiore, di fare sparire quello piccolo, facendo in modo che non sia mai nato. Praticamente un po' lo stesso concetto anche del film di Labirinth con David Bowie.
In questo libro tuttavia non c'è nessun labirinto da superare, ma in compenso ci sono altre prove, tra cui il fatto di dover entrare in una casa abbandonata e salvare la piccola da una moltitudine di ragni. 
Ho trovato interessante però soprattutto il finale, che si presta a una doppia interpretazione: da una parte c'è il finale con una spiegazione normale (in cui la sorellina era sparita perché i genitori l'avevano portata e lasciata tutto il giorno dalla zia perché dovevano ritinteggiare casa), dall'altra il finale più soprannaturale (in cui la sorella è ricomparsa solo perché è stata salvata, per cui la fata, per ridare Arianna a Meope, ha dovuto creare una storia parallela). Sta quindi al lettore credere maggiormente a uno o all'altro finale. 
Interessante anche il personaggio della fata, che verso la fine della storia scopriremo chiamarsi Fatima, una donna abbastanza anziana,  grande e robusta, che ama vestirsi in modo eccentrico e parla poco e con frasi enigmatiche. Anche qui la storia lascia al lettore scegliere se credere o meno che ella sia veramente una fata.
Una storia breve ma carina, sebbene non originalissima, che contiene la giusta dose di mistero, magia e azione, e anche un pizzico di paura (specialmente se non vi piacciono i ragni). Interessante anche la faccenda della doppia interpretazione del finale. Un libro, come tutti quelli di questa nuova collana, che può essere fatto leggere in autonomia ai bambini di 7/8 anni. Trovo inoltre carino il fatto che anche questa casa editrice abbia inaugurato una collana dedicata ai primi lettori, accessibile anche ai dislessici grazie al font ad alta Leggibilità (da quanto mi risulta per ora solo la PIEMME Edizioni aveva una collana così, per i 7 e per i 9 anni), una cosa molto utile visto che ci sono sempre più bambini con difficoltà di lettura, ma comunque anche quelli "normali", soprattutto se alle prime armi, ne possono beneficiare.
 
Il volume è stato pubblicato nel 2024 da Il Castoro Editore, ha 96 pagine, una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 19 febbraio 2024

FAIRY OAK: Il destino di una fata di Elisabetta Gnone

Oggi vi parlo, finalmente, dell'ultimo titolo della saga di FAIRY OAK, la quale conta ormai 10 titoli (la trilogia principale, 4 spin-off, un albo illustrato, e 2 opere "postume").
Il titolo che vi recensirò oggi è  "FAIRY OAK: Il destino di una fata" di Elisabetta Gnone, che uscì nel 2021, solo un anno dopo, a dire il vero, dalla pubblicazione di un'altra opera postuma della serie: "FAIRY OAK: La storia perduta" la quale arrivava dopo ben 10 anni dall'uscita dell'ultimo romanzo dedicato a Fairy Oak, che faceva parte della saga dei 4 misteri (di cui l'ultimo titolo uscì nel 2010).
 
Sopra: La copertina mostra le due gemelle e, al centro la piccola fata Felì. Nonostante la fata sia piccolissima l'attenzione del lettore è subito dirottata su di lei grazie alla sua luminosità e agli sguardi delle due bambine.

Stavolta il libro non è narrato attraverso la voce di Felì, la fata tata delle due protagoniste, Vaniglia e Pervinca, ma dall'autrice stessa, la quale ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Come riportato sulla sinossi, che riprende comunque ciò che dice anche l'autrice nell'introduzione del libri: "Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all'autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d'avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l'autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s'innamorò di Pervinca Periwinkle - il momento esatto - e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall'alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell'ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete..." 
Il romanzo è diviso in 2 parti suddivise a loro volta in altri parti, ognuna delle quali racconta alcuni episodi che dovrebbero focalizzarsi su un certo argomento: 
  1. "Una fata tata nata": si racconta di come Felí decise di diventare una fata tata e della sua esperienza alla scuola per tate.
  2.  "La casa col giardino": narrano dell'arrivo di Felí dai Periwinkle e dei primi giorni che passò con loro.
  3. "Il villaggio della quercia fatata": Felí, appena arrivata, viene presentata agli abitanti del villaggio.
  4. "La magia a Fairy Oak": continua la vita di Felí a casa Periwinkle, intanto Tomelilla le mostra la stanza per le future lezioni di magia e le spiega come funziona la magia a Fairy Oak.
  5. "Caro papà Cicero": Altri momenti vissuti da Felí a casa Periwinkle, stavolta in compagnia del padre delle gemelle, il signor Cicero. Dalia inoltre partorisce.
  6. "Vaniglia e Pervinca": Episodi di vita delle gemelle da piccole, anche assieme ai loro amici e alle altre fate tate.
Qui poi inizia la seconda parte, ambientata quindici anni dopo la nascita delle gemelle:
  1. "La luce e il buio": racconta della festa di compleanno di Shirley e relativi preparativi.
  2. "Feste amori e incantesimi": le ragazze si recano alla festa di Shirley e si parla dell'ora del racconto.
  3. "La scienziata e la scrittrice": si parla del desiderio di Vaniglia di diventare scrittrice, di come Pervinca iniziò a modellare il ferro e sul futuro degli altri amici delle gemelle.
  4. "L'ultima estate": narra delle piccole avventure vissute dai ragazzi del villaggio durante l'ultima estate che Feli passò a Fairy Oak.
  5. "I giorni che vennero": racconta del primo giorno in cui Felí se ne andò dal villaggio, del ritorno di Jim e dei giorni che seguirono.
 
 Sopra: Delle pagine in cui sono presenti alcune "foto" di Pervinca (a sinistra) e di Vaniglia (a destra) mentre entrambe si trovano sui banchi di scuola.
 
Come per tutti i romanzi della serie anche questo ha al suo interno delle illustrazioni; in particolare ce ne sono di due tipi: in bianco e nero e a colori.
Queste ultime sono carine e molto graziose, con uno stile dai tratti tondeggianti, e sono opera di Valeria Turati. Come per i precedenti libri della saga esse sono inserite solo in alcuni punti del libro, in questo caso sono riunite in un unico blocco posizionato al centro del romanzo.
Tali immagini ritraggono soprattutto ricordi di infanzia delle due protagoniste, oltre alle stesse Vaniglia e Pervinca, mostrate spesso in compagnia dei loro amici, a volte al chiuso (tipo in camera o a scuola) oppure all'aperto. Le immagini mostrano anche diversi luoghi del villaggio, alcuni già conosciuti ed altri nuovi, aiutando quindi ad arricchire ulteriormente l'immaginario del lettore riguardo l'aspetto dei personaggi e del villaggio.
Per le immagini a colori l'artista ha scelto delle tinte vivaci, accese e brillanti ed inoltre tutte le illustrazioni risultano sempre molto colorate e allegre, specialmente grazie ai colori dei capelli e dei vestiti dei personaggi
Quelle in bianco e nero sono opera invece di Claudio Prati e sono inserite all'inizio di ogni nuova parte (in questo caso le immagini arrivano a occupare l'intera pagina) oppure alla fine dei capitoli. Questi ultimi sono spesso disegni che ritraggono oggetti (come verdure, cibo, mobili, giocattoli, utensili da cucina, animali, Quercia...) mentre quelle a pagina intera ritraggono invece scorci di paesaggi e vedute del villaggio (alcune case, il mare, le colline e i campi, i boschi, le scogliere...).
Sono disegni graziosi e delicati, realizzati a matita, in cui si vedono le ombreggiature e i punti luce, essi comunque sono anche piuttosto dettagliati e neanche troppo semplici come rappresentazioni.
 
 
 
 

 
 
Sopra: Più in alto alcune pagine a colori, accesi e brillanti, con illustrazioni realizzate da Valeria Turati, le quali rappresentano ricordi e  scene di vita delle gemelle. Più in basso alcune immagini in bianco e nero poste all'inizio dei capitoli oppure alla fine di questi ultimi.
 
"FAIRY OAK: Il destino di una fata" di Elisabetta Gnone è l'ultima opera pubblicata riguardo alla famosa e apprezzatissima saga di FAIRY OAK. Come ho detto all'inizio il titolo uscì ancora nel 2021 e devo dire che mi ero anche ripromessa di leggerlo all'epoca, temevo tuttavia che esso fosse una sorta di allungamento del brodo, un volume in cui venivano raccontati semplicemente dei fatti curiosi (ma non poi così fondamentali) riguardo agli abitanti di Fairy Oak, un po' come era successo in certi capitoli di "I quattro misteri". All'inizio quindi ho aspettato a prenderlo perchè non volevo comprarlo a prezzo pieno, così ho aspettato un anno affinchè gli potesse essere applicato uno sconto, però poi mi sono resa conto che non volevo pagarlo neppure una quindicina di euro, e nel frattempo anche la voglia di leggerlo è scemata. Alla fine mi sono decisa a leggerlo prendendolo in biblioteca dopo che un'utente ne ha parlato molto bene sui social, perchè mi sono detta: "Vabbeh, prendiamolo e leggiamolo che è arrivato il momento di completare per intero la lettura di TUTTA la saga di FAIRY OAK". Ed eccomi qui quindi.
La prima cosa interessante che salta all'occhio è il cambio della voce narrante, che appunto non è più Felì, la fata baby sitter, ma l'autrice stessa, la quale ci spiega: "Poichè so proprio tutto e sono una voce fuori campo, posso svelare segreti, entrare nei dettagli, raccontare aneddoti e situazioni che i miei personaggi non potevano conoscere o riferire." Questa è un'opera nata per colmare le ultime domande fatte dai fans all'autrice riguardo il popolo di Fairy Oak e sulla saga, per cui l'autrice non ha ritenuto necessario dover inventare un preambolo (come avvenne invece per i 4 misteri e per "La storia perduta") in cui Felì spiega alle altre fate altre avventure accadute a Fairy Oak, perchè in questo caso ciò l'avrebbe limitata, o avrebbe reso la faccenda più complessa.
Come avete potuto leggere prima il romanzo è diviso in varie parti, alcune delle quali trattano fatti relativi all'infanzia delle gemelle e altre fatti ambientati invece 15 anni dopo.
Allora, come vi ho detto poco fa ciò che mi ha trattenuto dal leggere questo ultimo volume è che esso non mi ispirava troppo, più che altro temevo che vi si raccontassero solo dei piccoli aneddoti riguardo gli abitanti di Fairy Oak, il che può essere carino, ma ciò non lo rendeva ai miei occhi una lettura essenziale.
Dopo averlo finalmente letto posso dire che questo volume in effetti è un po' così, una raccolta di aneddoti e curiosità sugli abitanti di Fairy Oak, ma alcuni perlomeno sono delle storie carine e anche meritevoli. Secondo me quelle più interessanti riguardano l'amore (quindi ad esempio le vicende di Grisam e Pervinca o quelle di Vaniglia e Jim) e il futuro (tipo cosa è accaduto ai personaggi in seguito). Nel primo caso è stato carino scoprire cose come il momento in cui Grisam (che non mi ricordavo fosse quattro anni più grande delle gemelle!) si innamorò di Pervinca, di come Scarlett cercava di fare innamorare di lei Grisam, del momento in cui Jim tornò e confessò i suoi sentimenti a Vaniglia...
Nel secondo caso è invece interessante scoprire cosa è successo di preciso ai vari personaggi potendo assistere a eventi importanti che hanno influenzato il loro futuro (tipo il momento in cui ognuno ha deciso che cosa avrebbe fatto da grande). Per la prima volta possiamo assistere a questi eventi senza lo sguardo filtrato e l'intermediazione di Felí, voce narrante degli altri volumi, che però non ha mai assistito direttamente a tali eventi in quanto se ne era già andata dal villaggio. È stato bello vedere ad esempio il momento dell'arrivo di Jim al villaggio, o come reagí la famiglia Periwinkle a quando Feli li lasció per tornare dalle altre fate.
Ora possiamo dire di conoscere con precisione cosa ne è stato di tutti (e sottolineo tutti, o almeno i personaggi primari e secondari più importanti) i personaggi che avevamo conosciuto durante la saga.
È stato carino anche scoprire alcuni episodi che riguardano Felì, la fata tata, ad esempio cosa faceva alla scuola delle fate tate, o scoprire perché Tomelilla la scelse e cosa pensò quando la conobbe e come fu il loro primo incontro.
Non mancano anche capitoli che narrano episodi più casuali e di cui personalmente mi è interessato poco. Poi magari qualche fan particolare sfegatato può comunque trovarli super interessanti, ma per me non è stato di particolare interesse sapere come i ragazzi passarono le loro vacanze estive e di come si sono divertiti alle giostre, e pure tre capitoli dove Tomelilla fa compere al villaggio e presenta Felí agli abitanti sono stati un po' troppo, finendo per risultarmi un po' noiosi.
Insomma, ai fan appassionati della saga di FAIRY OAK questo è un volume che gli farà piacere leggere, in quanto in effetti all'interno ci si possono trovare degli aneddoti carini, come ad esempio il momento della nascita delle gemelle visto da un punto di vista più "universale", mentre prima lo conoscevano solo dal punto di vista di Felí. Ho scoperto, ad esempio, che quando nel villaggio si è sparsa la voce che Dalia aveva le doglie diversa gente si è radunata di fronte a casa Periwinkle per partecipare (seppur dall'esterno) al lieto evento, attendendo anche diverse ore. Vi sono poi gli episodi sull'amore e poi quelli sul futuro dei personaggi, che ho trovato interessanti, sebbene altri episodi siano invece un po' più noiosi (tipo la presentazione di Felí a tutto il villaggio, persona dopo persona) e forse anche un po' superflui, ma alla fine basta leggerli velocemente.
Un'altra cosa che avrei voluto è che l'autrice avesse approfondito di più anche la figura di Scarlett Pimpernel, la spocchiosa figlia del sindaco, che è e rimane il personaggio più monodimensionale della serie. E' vero che la Gnone le dedica qualche riga quando parla del suo amore per Grisam (e questa è stata una parte molto carina e simpatica da leggere), ma avrei voluto saperne di più su di lei e questo volume rappresentava un'occasione perfetta, che forse è stata un po' sprecata. Sarebbe anche stato interessante capire cosa ha fatto Jim nei cinque anni in cui non è potuto tornare al villaggio da Vaniglia, che cosa di preciso lo ha trattenuto lontano tutto questo tempo. Non so, va bene che non era un abitante di Fairy Oak, ma mi sarebbe piaciuto scoprire di più anche su di lui.
Quello che emerge ancora comunque da questi racconti è la bellezza di Fairy Oak e delle persone che vi vivono, capaci di creare dei rapporti autentici, sinceri e profondi; gli abitanti del villaggio ci sono sempre gli uni per gli altri, si supportano nei momenti difficili (tipo la morte di un parente) e in quelli gioiosi (tipo un parto), rispettandosi sempre gli uni con gli altri, senza mai diventare invadenti o ficcanaso.
In generale comunque il libro risulta un'esperienza sicuramente piacevole, scorrevole e rilassante e, per i fan della saga, una lettura da comfort zone, che si propone di rispondere alle ultime curiosità e domande dei lettori, regalando loro dei momenti piacevoli (è stato carino ad esempio anche rileggere episodi particolarmente importanti che avevo già incontrato nella saga principle narrati però dalla voce di Felì). Leggendo questo volume è molto probabile che vi verrà voglia di rileggere anche quelli della saga principale, per poter ritrovare e stare in compagnia, ancora e ancora, di questi personaggi e di questi luoghi.
 
Il romanzo è stato pubblicato nel 2021 dalla Salani Editore; ha 288 pagine, una copertina rigida dotata di sovracopertina, misura 20,6 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 16,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

martedì 15 agosto 2023

Biondina & other stories della Contessa di Ségur

"Biondina & other stories", scritto dalla Contessa di Ségur e illustrato da Virginia Frances Sterrett, è il trentacinquesimo libro della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola : STORIE MERAVIGLIOSE. Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.

Sopra: La copertina di questo volume della RBA è di colore blu e presenta scritte e decori dorati, con Bionadina vestitia di azzurro ed i capelli dorati e una fata vestita di blu che fa crescere dei fiori rosa.
 
Questo volume è composto da cinque storie, tratte dalla prima edizione di "Les nouveaux contes de fées", la raccolta di racconti per l’infanzia della Contessa di Ségur, pubblicata nel 1857 dal famoso editore francese Louis Hachette
In quest'opera troviamo le seguenti storie: 
  1. La storia di Biondina, Gentil cerbiatta e Bel Micio: Biondina è la figlia del re Benevolo e della sua consorte, la regina Dolcina, che però muore pochi mesi dopo la nascita della figlia. Quando Biondina ha tre anni il re prende in moglie un'altra principessa, di nome Furbetta, con cui ha una figlia, la principessa Brunetta, che però è dispettosa e cattiva come la madre. Quest'ultima, gelosa dell'affetto che il marito prova per la primo genita, escogita un piano per eliminare la rivale della figlia. Ella corrompe con dei dolci il paggio di Biondina, Ghiottone, per far in modo che egli abbandoni la principessa dentro il Bosco dei Lillà, da cui nessuno è mai uscito.
  2. La principessa Rosetta: Un re e una regina hanno tre figlie, le prime due sono gemelle e si chiamano Arancina e Rossina e, per quanto belle e capaci, non sono per nulla buone, a differenza della sorella minore, Rosetta, che oltre a essere la più bella (e la più brava) è anche buona. Purtroppo i due sovrani, che non sono molto nobili d'animo, preferiscono le due figlie maggiori, più simili a loro, così per quindici anni mandano Rosetta a crescere in una fattoria con una balia, senza farle mai visita. Fortunatamente Rosetta ha come madrina una potente Fata, che la aiuterà.
  3. Il piccolo topo grigio: Rosalia è la figlia di un uomo molto ricco di nome Prudente, mentre la madre è morta alla sua nascita. L'uomo però non lascia mai uscire la figlia fuori dalla loro casa, in cui non lavora nessun domestico e dove sembra che ogni cosa "si facesse da sè". In fondo al parco della casa dove Rosalia e il padre abitano, inoltre, c'è una piccola casetta dove il padre si reca ogni giorno, ma a cui proibisce alla figlia di avvicinarsi, e ovviamente questo non fa che aumentare la curiosità della bambina.
  4. Orsetto: una bella donna di nome Agnella, che abita in una fattoria assieme a una serva di nome Malvarosa, viene maledetta dalla fata Furiosa. La fata malvagia le annuncia che avrà un figlio coperto di peli ruvidi come quelli di un cucciolo d'orso; fortunatamente interviene un'altra data, di nome Spiritosa, che spiega alla madre che sarà possibile porre rimedio all'aspetto del figlio. Egli potrà infatti scambiare la propria pelle con quella di qualcun altro che vorrà effettuare lo scambio. Intanto, finché il bambino avrà la pelle di orso, verrà chiamato Orsetto.
  5. Il bravo piccolo Henri: Una donna povera vive assieme al figlio Henri in u Casola isolato. Un giorno la madre si ammala ed Henri implora una fata di salvarla. La Fata appare, ma spiega al bambino che non ha il potere di salvare sua madre e che per farlo deve trovare la Pianta della Vita, così Henri si mette in viaggio alla ricerca della pianta prodigiosa.
Le fiabe contenute in questa edizione della Rba sono state tradotte dal francese da Yvonne Giunò su licenza Lit Edizioni, ad eccezione della fiaba "Il piccolo topo grigio" e "Orsetto" tradotti da Mattia Luigi Pozzi.

Sopra: Due pagine interne iniziali del volume  edito dalla RBA; notate come nella pagina a sinistra si veda un'illustrazione di Virginia Frances Sterrett che rappresenta la protagonista di "Il piccolo topo grigio", Rosalia, mentre in quella a destra vi sono i tipici decori che accompagnano i volumi di questa collana, in questo caso di colore blu, che richiama la copertina del volume.

Le delicate illustrazioni che la impreziosiscono provengono dalla raccolta "Old French Fairy Tales", pubblicata da The Penn Publishing Company nel 1920 e sono opera della grande artista statunitense Virginia Frances Sterrett, che con matite e pennelli era capace di creare universi fantastici di una bellezza sconfinata e di delicata sensibilità. Le sue sono illustrazioni ricche di dettagli, dai colori brillanti, dai tratti dolci e delicati, con figure umane un po' stilizzate, dai corpi magri e slanciati. Questo è uno dei soli tre libri che arrivò a illustrare nella sua vita, poiché morì molto giovane di tubercolosi. Le sue altre due opere, "I racconti della Casa del bosco" (1921) e "Le mille e una notte" (1928), anch’esse pubblicate in questa collana.
Le immagini a tutta pagina e a colori talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo.
Come è consuetudine nei libri di questa serie oltre alle immagini a colori a tutta pagina ve ne sono anche di più piccole e monocromatiche inserite in mezzo ai testi. Anche se più piccole esse sono comunque molto accurate e dettagliate, sempre dall'aspetto molto aggraziato, con figure umane dai tratti delicati e allungati, e la loro tinta riprende quella della copertina, in questo caso il blu.
 
 

 
 Sopra: Più in alto due illustrazioni a colori di Virginia Frances Sterrett tratte dalle fiabe di "Rosetta e il principe Azzurro" e da "Il bravo piccolo Henri".  In basso potete vedere due illustrazioni in bianco e blu, in mezzo ai testi, tratte dalla fiabe di "Il bravo piccolo Henri" e "Orsetto".
 
"Biondina & other stories" scritto dalla Contessa di Ségur è una bella raccolta di fiabe di cui non avevo mai sentito parlare, anche se in realtà la sua autrice non è del tutto sconosciuta in Italia.
La Contessa di Ségur si chiama in realtà Sophie Rostopchine e oltre a scrivere racconti di fiabe, scrisse anche dei romanzi pubblicati dal 1857 al 1872 nella collana "Bibliothèque rose illustrée" dell'editore Hachette. Ebbero numerose riedizioni e nel 1990 furono raccolti in un'opera unica in tre volumi con il titolo "Œuvres de la comtesse de Ségur". Tra i protagonisti di questi romanzi troviamo una bambina pestifera di nome Sophie, di cui la Donzelli ne ha pubblicato le avventure in "Quella peste di Sophie", nel 2016.
Tornando invece alle storie contenute in questa raccolta esse rientrano sicuramente nelle fiabe classiche, in quanto presentano i tropes tipici dei racconti fiabeschi: ci sono principi e principesse, re e regine, fate madrine che hanno il compito di aiutare le proprie figliocce procurando loro bei abiti e un'educazione degna di una sovrana, ma anche fate cattive e gelose che lanciano maledizioni, ci sono sorelle/sorellastre e madri/matrigne gelose, animali magici e parlanti e prove da superare, balli a cui partecipare...
Diciamo che alcune sono delle storie abbastanza lunghe, di più rispetto a delle normali fiabe, un po' come nel caso di "La Regina delle Nevi" di Andersen, tuttavia la narrazione scorre piacevole risultando una lettura piuttosto veloce e gradevole, adatta ad un pubblico già di 5/6 anni.
L'edizione della RBA è come sempre molto bella e graziosa, dal formato piuttosto piccolino, accompagnata dalle delicate e graziose illustrazioni di Virginia Frances Sterrett, permeate da delicatezza e magia. 
Per quanto riguarda altre edizioni vi è quella "La storia di Biondina" delle Edizioni Paoline del 1960, "Storia di Biondina e altre fiabe" (con la traduzione di Carla Ferri) delle Editore Bietti del 1970 per la collana "Zaffiri". Queste sono entrambe piuttosto vecchie, ma ce n'è anche una più recente del 2022, con le illustrazioni della Sterrett, intitolata "Antiche fiabe francesi" edita dalla casa editrice Elliot (da cui la RBA ha preso la traduzione d tre storie), con la traduzione di Yvonne Giunò, che contiene le fiabe di Biondina, Rosetta e di Henri. Tra queste edizioni l'unica attualmente disponibile è quest'ultima del 2022, che ha 124 pagine e costa 20 euro, ma che conta solo tre fiabe, mentre l'edizione RBA ne ha cinque.

   
Sopra: Le tre copertine di tre differenti edizioni che contengono la fiaba di Biondina. Quella a sinistra è degli anni '60, delle edizioni Paoline, quella al centro e delle edizioni Bietti (1970), mentre quella a destra, edizioni Elliot o Lit, è la più recente (2022).

Questo volume è stato stampato nel 2022 ma pubblicato (nel senso di distribuito nelle edicole) nel 2023 dalla RBA Italia; ha una copertina rigida, ha 238 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costa 12 euro.

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