Visualizzazione post con etichetta 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2009. Mostra tutti i post

giovedì 12 giugno 2025

SPECIALE libri non illustrati

In questo speciale dedicato ai libri privi di disegni (mentre il mio blog è specializzato in libri illustrati) vi parlerò di tre romanzi appartenenti a diversi generi, anche se tutti sono abbastanza vecchiotti, per cui spero di riportare un po' alla luce qualche mezzo classico dimenticato.
Il più vecchio, se guardiamo la pubblicazione originaria, è il fantasy: "MOONACRE: I segreti dell'ultima Luna : Il cavallino bianco", scritto nel 1946 da Elizabeth Goudge, anche se l'edizione che attualmente si trova in commercio è quella del 2009 della Rizzoli.
Poi abbiamo il giallo "Picnic ad Hanging Rock" di Joan Lindsay, pubblicato nel 1967, anche se in Italia è stato tradotto solo nel 1988.
Infine il libro maggiormente indirizzato a un pubblico giovane: "L'albero di Halloween" di Ray Bradbury, edito nel 1972, ma portato in Italia solo nel 1994, anche se poi è stato ripubblicato più volte anche da diverse case editrici.
 

"PICNIC A HANGING ROCK" di Joan Lindsay con 205 pagine, edito nel 1993 dalla Sellerio (costo di 12,90 euro. Titolo originale: "Picnic at Hanging Rock", 1967).
Il 14 febbraio 1900, giorno di san Valentino, le allieve dell'Appleyard College nello stato di Victoria, Australia del Sud, si recano per una scampagnata a Hanging Rock, aspra collina vulcanica che si erge solitaria nella prateria, un luogo del mito dove può capitare qualsiasi cosa, come ricorda loro anche la direttrice prima della partenza: " - Bene. Dunque, signorine, abbiamo davvero fortuna con il tempo, per il nostro picnic a Hanging Rock. Ho dato istruzioni a Mademoisselle che, siccome la giornata probabilmente sarà calda, vi permetta di togliervi i guanti quando la carrozza avrà attraversato Woodend. Pranzerete nell'area attrezzata per i picnic vicino alla Roccia. Ancora una volta lasciatemi ricordarvi che la Roccia vera e propria è estremamente pericolosa, pertanto vi proibisco assolutamente di organizzare sciocche imprese da ragazzacci per andare a esplorare anche solo i pendii più bassi. Si tratta, comunque, di una meraviglia geologica solla quale dovrete, lunedì mattina, stendere un breve saggio. Desidero ancora una volta rammentarvi che il luogo è noto per i serpenti velenosi e per le dannosissime formiche, di varie specie. Credo sia tutto. Spero che trascorrerete una giornata piacevole e cercherete di comportarvi in modo da fare onore al collegio. Vi aspetto di ritorno, signorina McCraw e Mademoiselle, verso le otto per una leggera cena."
E qualcosa succede: mentre ai piedi della roccia ci si attarda tra le tovaglie stese sull'erba, gli orologi del cocchiere e delle istitutrici si fermano misteriosamente a mezzogiorno e tre allieve, Miranda, Irma e Marion, si avventurano verso la cima seguite dalla matura signorina McCraw. Quando è il momento di tornare al collegio le ragazze e l'insegnante non si trovano e vana risulta ogni ricerca; solo Irma scenderà dalla roccia misteriosa, ma senza ricordare nulla, e con una ferita alla fronte. Per la prima settimana le ricerche della polizia, e non solo, non si trova nessun indizio, mentre il 21 febbraio, quasi per caso grazie a una sorta di intuizione, il giovane Fitzhubert riesce a ritrovare una delle ragazze ancora viva, la quale però non ricorderà nulla di quanto accaduto. 
La storia si dipana piuttosto lentamente, con parti molto descrittive ma che in realtà non si concentrano sempre sulle indagini, anche perché alla fine non sembra esserci poi molto su cui poter indagare: nessun indizio spunta fuori e anche i possibili testimoni sembrano non ricordare mai nulla, pure a distanza di tempo.
Il romanzo racconta un mistero insoluto, un avvenimento realmente accaduto ma trasfigurato in un mito. È quindi una sorta di ricostruzione romanzata di un fatto di cronaca (o almeno questo è ciò che l'autrice ci fa credere), un mistero che non verrà mai risolto, il che ha reso la lettura per me un po' deludente, in quanto, sebbene il libro non sia neanche troppo lungo (sebbene sia scritto abbastanza in piccolo) l'ho percepito come lento. Ho continuato la lettura sperando appunto nella risoluzione del mistero, che è in effetti alquanto intrigante, e che sembrava aver ripreso vigore dopo il ritrovamento di una delle ragazze. Ma purtroppo, man mano che passavano i capitoli il ritrovato entusiasmo si è smorzato, e devo dire di essere arrivata alla fine del libro abbastanza forzatamente.
Probabilmente è stato sbagliato il mio approccio iniziale al libro, in quanto ho pensato che si trattasse di un normale romanzo giallo con alcune ragazze scomparse di un collegio (antefatto molto interessante). Invece l'autrice ha fatto in modo di renderlo un fatto di cronaca misterioso e tutto'ora rimasto irrisolto. Il libro quindi può essere interessante per chi volesse approfondire questo strano avvenimento, immergendosi nella storia seguendo le indagini, i pensieri dei presenti, le preoccupazioni della direttrice del collegio, la tristezza delle varie studentesse... Alla fine i fatti concreti non sono poi molti, praticamente gli avvenimenti degni di nota sono tre o quattro, i quali vengono contornati da tante descrizioni e fatti abbastanza irrilevanti (pettegolezzi del vicinato, le preoccupazioni della direttirce del collegio o dei genitori, indagini che però non portano a nulla). Mentre lo leggevo avevo la sensazione che il tutto si stesse svolgendo non nella realtà ma di trovarmi in una dimensione onirica, come se mi trovassi dentro a un sogno, ed è stato un po' strano, in una narrazione che gioca molto sulle ambiguità e sul non detto.
Nonostante poi la storia descriva le vicende e gli stati d'animo di molte persone, tutte coinvolte in qualche modo nel caso dell'epoca, nessuna viene presa come punto di riferimento, come protagonista, per cui io non mi sono affezionata a nessuno personaggio in particolare e nessuno mi ha lasciato qualcosa alla fine della lettura.
Io purtroppo non ho trovato quello che mi aspettavo e, sebbene a tratti la storia ritornasse ogni tanto a coinvolgermi (perchè comunque il libro è scritto bene, nonostante le molte parti descrittive), il finale ha reso per me deludente la lettura.
Curiosità: a quanto pare esisteva un capitolo finale in cui l'autrice spiegava la scomparsa delle ragazze e dell'insegnate (una spiegazione che non è razionale, ma soprannaturale, vicina all'esoterismo), il capitolo però fu rimosso su richiesta dell'editore e l'autrice diede il permesso al suo editor di pubblicarlo sono dopo la sua morte. La versione col capitolo aggiuntivo però non è mai stata pubblicata in italiano.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2023, a destra un'altra edizione Sellerio del Duemila.

"L'ALBERO DI HALLOWEEN" di Ray Bradbury con 144 pagine, edito nel 1994 dalla BOMPIANI (costo di 12 000 LIRE. Titolo originale: "The Halloween tree", 1972).
E' la notte di Halloween  e otto ragazzini si sono mascherati per l'occasione pronti a fare dolcetto o scherzetto: Tom è vestito da scheletro, Henry da strega, Ralph è fasciato come una mummia, Georg è diventato uno spettro, J.J. scompigliato come un cavernicolo, Fred stracciato come un accattone, Wally indossa una maschera da grottesca, Pipkin... «Ehi, dov'è finito Pipkin?»... Indossava una maschera bianca e portava una lunga falce. 
Nella serata che precede Ognissanti qualcosa di stupefacente è accaduto: un enorme albero è apparso e, dai suoi rami, pendono centinaia di zucche. Zucche in cui sono intagliati sorrisi inquietanti e occhi luminescenti che fissano otto ragazzini: "Un albero così non l'avevano mai visto.
Sorgeva in mezzo a un grande cortile dietro quella dimora misteriosa. Era alto più di trenta metri, più dei comignoli più alti, era ben sviluppato nei ra mi e aveva un'abbondante chioma di foglie autunnali rosse, gialle e marrone.
<<Ma...>> sussurrò Tom, <<guardate! Guardate su quell'albero!>>
Dall'albero pendevano migliaia di zucche di ogni forma e grossezza, in mille sfumature di giallo e di arancione.
<<Un albero di zucche>> suggerì uno dei ragazzi.
<<No>> fece Tom.
Il vento soffiava sulle cime dei rami e faceva dondolare dolcemente i frutti dai vivaci colori.
<<È l'Albero di Halloween>> disse Tom.
Aveva ragione. 
Le zucche sull'Albero non erano delle semplici zucche. In ognuna era intagliata una faccia differente, ogni occhio era quello di uno sconosciuto, ogni naso era più strano dell'altro, ogni bocca sogghignava in modo diverso.
Dovevano esserci almeno mille zucche che penzolavano dai rami dell'Albero. Mille sorrisi, mille smorfie. E almeno duemila occhiate, strizzatine, ammiccanti.
I ragazzi osservarono attenti, quando accadde un fatto nuovo.
Le zucche dettero segni di vita. Una per una, dai rami più bassi, in ogni zucca si accese una candela. Prima una, poi l'altra, poi un'altra ancora, sempre più su, tre zucche qui, sette zucche là, una dozzina, un centinaio, cinquecento, mille zucche si accesero. Il fuoco brillava attraverso le fessure degli occhi, fiammelle guizzavano dalle bocche a dentiera, scintille sprizzavano dalle orecchie.
Da qualche parte si levò un coro di due, tre, forse quattro voci che cantavano una nenia sul cielo e la terra sprofondati nel sonno. La polvere fioccava dalle grondaie."
Nel frattempo intanto Pipkin è sparito. Che fine ha fatto? Scortati da Sudario, una guida davvero particolare, i sette ragazzi partono alla ricerca dell'amico e strada facendo si imbatteranno in una fitta serie di avventure grottesche e allucinanti. E... riusciranno a salvare Pipkin? Quest'ultimo è il loro migliore amico, perché è un bambino estremamente allegro e vivace, tanto che "nessuno lo aveva mai visto fermo" e "Il giorno in cui Joe Pipkin era nato tutte le bottiglie di coca-cola e di aranciata avevano spumeggiato di gioia.
Ecco come viene descritto Pipkin: "Le sue scarpe da tennis erano vetuste, verdi delle foreste che aveva attraversato, brune dei lunghi percorsi fra le messi di settembre, incatramare sui moli e sulle spiagge dove attraccavano le chiatte di carbone, gialle delle intemperanze dei cani, piene di schegge di steccati
Gli abiti erano quelli dello spaventapasseri, su cui i cani di Pipkin dormivano o giocavano, frusti alle maniche e strappati didietro. I capelli? Un porcospino di setole biondo-scure, puntate come daghe in tutte le direzioni. Le orecchie? Pura peluria di pesca. Le mani? Impastate di polvere, del buon odore dei cani Acireale, di caramelle di menta e pesche rubate in lontani frutteti.
Egli viene rapito dalla Morte, e per poterlo ritrovare i ragazzi accompagneranno il signor Buonaparte Clavicola Sudario in un viaggio attraverso vari secoli e varie culture, per scoprire le origini e le tradizioni legate ad Halloween. Come inizialmente fa infatti notare loro Sudario: "<<Ragazzi, guardatevi in faccia. Tu, perché indossi quella maschera da Teschio? E tu? che porto una falce? E tu? travestito da strega? E tu, e tu, e tu?>>" Puntava il dito ossuto a ogni maschera. <<Non lo sapete, vero? Vi siete sporcati la faccia di cerone e avete indossato quei vecchi stracci che puzzano di naftalina senza sapere nemmeno perché!>> [...]
Tutti i ragazzi osservarono con imbarazzo i propri costumi e diedero un'aggiustatina alle maschere.
<<Non ci piacerebbe scoprirlo?>> chiese il signor Sudario. <<Ve lo dirò io! Anzi, Ve lo mostrerò! Se solo avessimo tempo...>>
<<Sono appena le sei e mezzo. Halloween non è nemmeno cominciata!>> protestò Tom - lo - scheletro. 
<<Giusto!>> rispose il signor Sudario. <<D'accordo... andiamo>>"
E così inizia il viaggio dove i ragazzi visiteranno le origini della festa e dei loro costumi: la preistoria, dove gli uomini temevano la morte quotidianamente, e avevano paura del buio, degli animali feroci e dell'avere abbastanza cibo per sopravvivere; l'antico Egitto, dove gli Egizi davano grande importanza all'aldilà, preparandosi in anticipo costruendo sontuose tombe (chi poteva permetterselo) e poi facendosi mummificare, per essere pronti a passare oltre; gli antichi Greci e la loro Festa degli Orci, in cui venivano offerti cibi ai defunti e gli usci delle porte venivano dipinti con la pece, così che gli spiriti non potessero entrare nelle case; le isole Britanniche e i Celti, e il loro Dio di Ottobre Samhain, il dio dei Morti, che falciava le anime dei peccatori trasformati in bestie; i Romani con i loro dei pagani, che sconfissero i Celti e che a loro volta verranno sconfitti dal cristianesimo e dal suo Dio per poi passare al Medioevo e alla caccia alle streghe; Notre Dame, dove la chiesa è adornata dalle grottesche, statue con l'aspetto di demoni e bestie, rappresentazione delle antiche divinità, dei vecchi incubi e delle antiche paure; in Messico per festeggiare El Dia del Los Muertos, quando i cimiteri si riempiono di luci, fiori e cibi, così che i vivi possano festeggiare assieme ai loro cari defunti.
Una storia breve e piacevole, alla scoperta delle origini di una festa affascinante quanto, qui da noi, sottovalutata o dimenticata. Un romanzo che può essere un'ottimo tuffo nella storia e nel passato, nelle altre culture, ma anche un modo per parlare della morte e delle più antiche paure dell'uomo, per capire come egli ha cercato di affrontarle nel corso dei secoli, fin dalla sua comparsa. E assieme a tutto ciò c'è sempre la preoccupazione per l'amico Pipkin, che ad ogni avventura continuano a ritrovare e a perdere, fino ad arrivare a dover fare una scelta per poterlo riavere con loro, una scelta che comporta un piccolo (ma in realtà neanche tanto) sacrificio.
Una vicenda carina, interessante e coinvolgente, con delle descrizioni molto vivide e sensoriali, il testo inoltre sembra presentare anche alcune parti in rima (come canti propiziatori, inni per le divinità, preghiere...), di cui però non mi è piaciuta molto la traduzione perchè risultano poco musicali, in quanto sono stati resi senza neppure una rima.
 
     
  Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione Mondadori del 2013, successivamente una delle prime edizioni italiane, cioè quella della Bompiani del 1994, a destra un'altra edizione (con una copertina molto brutta) Mondadori però degli Oscar Moderni. A sinistra infine la copertina di un'edizione inglese illustrata da Gris Grimly.
 
Curiosità: nel 1993 da questo libro venne tratto anche un film col medesimo titolo: "The Halloween Tree", dove un gruppo di 4 bambini scopre le origini di Halloween e come è stato festeggiato nel corso dei secoli da varie popolazioni e culture, nel frattempo dovranno anche salvare il loro amico Pip.


Sopra: In alto la locandina del film d'animazione, con Pip in primo piano mentre trasporta una grande zucca intagliata. Sotto alcuni fotogrammi tratti dal film: a sinistra si vede il gruppo dei bambini con Moundshroud (Sudario in italiano), mentre a destra si vede l'albero di Halloween.

"MOONACRE. I SEGRETI DELL'ULTIMA LUNA: Il cavallino bianco" di Elizabeth Goudge con 256 pagine, edito nel 1988 dalla Lion Hudson, anche se questa è l'edizione riveduta e corretta del 2009, edita dalla Rizzoli Edizioni (costo di 18,50 euro. Titolo originale: "The little white horse", 1946).
Maria Merryweather ha tredici anni quando, rimasta orfana, si trasferisce a Moonacre Manor, ospite di un ricco, eccentrico cugino.
"Maria, l'eroina della nostra storia, va descritta per prima. Nell'anno di grazia 1842 aveva tredici anni ed era considerata poco attraente, con quegli occhi grigia rgebti fastidiosamente penetranti, i lisci capelli rosso e il faccino pallido pieno di lentiggini. Eppure la sua figura esile, da fata bambina, dritta come un manico di scopa, era assai dignitosa, e i suoi piedini, di cui andava molto fiera, erano squisitamente piccoli. Li riteneva la cosa più bella che avesse, ed era questo il motivo per cui nutriva un profondissimo interesse per i suoi stivali piuttosto che per i guanti, le gonne o i cappelli."
Ad accompagnarla nella suo nuova casa ci sono con lei ci sono Miss Heliotrope, la sua governante fin da quando era neonata (avendo perso la madre alla nascita) e Wiggins, il suo cagnolino di razza molto bello, un Cavaliere King Charles spaniel, ma avido, vanitoso, irascibile, egoista e pigro.
L'antica dimora si rivela colma di mistero e di segreti e Maria scopre ben presto di essere predestinata a salvarla dalla scomparsa, riscattando le colpe dei suoi antenati che ne hanno segnato la sorte. 
Alla tenuta vive Sir Benjamin Merryweather, il proprietario della residenza, un uomo molto alto, largo e robusto, dal volto rosso e rotondo un naso aquilino, brillanti occhi castani, solito indossare delle enormi parrucche bianche e a vestire in modo molto elegante. Vi sono poi Digweed, il cocchiere; Marmadike il nano cuoco; Robin, il giovane pastore con cui Maria giocava nel cortile di casa a Londra quando erano piccoli; il Vecchio Parroco, che è infatti il parroco del paese dei Merryweather; Miss Loveday, la madre di Robin, nonché portiere della tenuta e donna delle pulizie del Parroco, oltre che vecchia fidanzata di Sir Benjamin.
Ma nella magione risiedono anche diversi animali, come: il "cane" Wrolf, anche se in realtà si tratta di un leone, il quale protegge tutti i membri della famiglia; il gatto Zachariah, un bel gattone nero dall'aspetto elegante e fiero; Pervinca, un pony grigio e rotondo, che sarà la cavalcatura di Maria; Serena, una lepre che Maria ha salvato dai bracconieri; Atlante, un cavallino robusto color castagna, cavalcatura Sir Benjamin. Ogni tanto a Maria capita poi di vedere un bellissimo cavallino bianco, ma chi sarà mai questa incantevole e misteriosa creatura? 
Grazie all'aiuto delle magiche creature che da sempre abitano l'incantevole vallata e alla sua determinazione, Maria, ultima Principessa della Luna, riuscirà a salvare Moonacre e a riportarvi la serenità perduta. 
Nei territori dei Merryweather si aggirano infatti gli Uomini dei Boschi Neri, i quali hanno il controllo sulla zona della pineta e della spiaggia, da cui si procurano il pesce, anche se spesso praticano bracconaggio nei boschi di Sir Benjamin e rubano bestiame e cibo alle persone del villaggio. 
Saranno loro il problema più grosso che Maria, assieme all'aiuto del suo amico Robin e degli animali, dovrà risolvere, sebbene nella magione ci siano anche altri misteri da svelare un po' alla volta, finché il lettore non avrà presente un quadro completo della situazione.
La storia è sicuramente affascinante, anche se a volte scorre un po' lentamente a causa nelle numerosissime descrizioni che vi si trovano all'interno. Oltre alle descrizioni dei protagonisti e degli animali ci sono poi anche quelle degli ambienti, sia interni che esterni (tipo le varie camere del castello, la casa del Parroco, i boschi di Merryweather..), per non parlare delle descrizioni dei cibi che vengono serviti a Maria a colazione, pranzo cena e merende varie. Questa ad esempio è la prima colazione che la protagonista fa alla tenuta: "... posò il vassoio delle salsicce sul tavolo con un gesto che sembrava implorare di mangiarle tutte.
Ma non c'erano solo quelle, per colazione Digweed portò a che un enorme prosciutto, uova sode, caffè, tè, pane appena affettato, miele, crema con una spessa crosta gialla, burro freschissimo e latte appena munto, tanto da essere ancora caldo e schiumoso." Oppure questo è, una parte, del menù previsto dal cuoco per l'ora del tè: "<<Plumcake. Torta allo zafferano. Torta alla ciliegia. Fairy cake ghiacciate. Pasticcini alla crema. Pan di zenzero. Meringhe. syllabub. Biscotti alle mandorle. Rock cake. Gocce di cioccolato. Focaccine d' avena e melassa. Cornetti alla crema. Devonshire split. Pasticci della Cornovaglia. Tramezzini al prosciutto, alla crema di limone e alla lattuga. Toast alla cannella. Toast al miele...>>"
Una bella storia comunque, una protagonista volenterosa e determinata, anche se non prova di difetti, ma che sarà in grado di crescere e maturare; con personaggi piacevoli (tranne probabilmente il cagnolino Wiggins), tanti animali, con alcuni elementi fiabeschi e mitologici (ma non manca anche una certa componente cristiana), ricca di descrizioni e misteri da svelare.
 
 Sopra: La copertina dallo sfondo blu scuro su cui spiccano le scritte bianche del titolo e i disegni azzurri.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 28 aprile 2025

LA SCUOLA DEI PIRATI: Lo scoglio delle meduse e L'isola degli spettri di Sir Steve Stevenson

Oggi vi parlerò di due titoli di una serie che si chiama "LA SCUOLA DEI PIRATI" e che parla di cinque bambini che iniziano a frequentare la Scuola dei Pirati, con cui si diventa bucanieri provetti. La serie è stata scritta da un certo Sir Steve Stevenson, pseudonimo di Mario Pasqualotto, e illustrata da Stefano Turconi, e conta ben 12 titoli, anche se io oggi vi parlerò del primo e del decimo:  "Lo scoglio delle meduse" e "L'isola degli spettri".
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina del primo volume, mentre a destra, sui toni più freddi, quella del decimo. In entrambe si vedono i Lupetti di Mare, cioè i cinque bambini protagonisti delle avventure.
 
"<<Terra in vista! TERRA!>> annunciò la vedetta dell'albero di prua. 
Erano le magiche parole che i cinque ragazzi aspettavano da giorni, anzi da una vita! Scattarono dalle cuccette come molle, attraversarono di corsa il lungo corridoio sottocoperta e salirono i gradini a due a due per raggiungere il ponte della nave. Si raggrupparono a prua infreddoliti, nervosi ed eccitati. [...]
Dopo una traversata lunga settimane, erano finalmente arrivati alla Scuola dei Pirati!"
 Jim e i suoi amici sono finalmente arrivati allo Scoglio delle Meduse, la sede della Scuola dei Pirati. Qui li aspetta già la prima prova: Capitan Amaca li abbandona su una spiaggia desolata con un forziere pieno di strani oggetti. 
Infatti, come spiega loro il Capitano: "<<Se volete entrare nella prestigiosa Scuola dei Pirati, dovrete arrivarci con le vostre gambe>> disse Capitan Amaca in tono severo.
I ragazzi bisbigliarono tra loro, intimoriti. Anton si lamentava più degli altri, e il capitano lo fulminò con un'occhiataccia da mettere i brividi.
<<Mi scusi, signor Maestro>> intervenne Jim con una vocina educata. <<Ma come facciamo a raggiungere la Scuola?>>
Capitan Amaca si avvicinò alla scialuppa e tirò fuori un grosso forziere. Lo appoggiò ai piedi dei cinque allievi pirati, che rimasero a bocca aperta per lo stupore. Aveva usato un solo braccio, che muscoli incredibili!
<<Qui dentro c'è tutto quello che vi serve, girini rammolliti che non siete altro! [...]
Capitan Amaca fu davvero breve come aveva promesso: se volevano essere ammessi alla Scuola dei Pirati, i cinque ragazzi dovevano seguire il sentiero e raggiungere la scuola da soli. E dovevano farcela prima del tramonto."
Con l'aiuto degli oggetti trovati nel baule (una bussola, una noce di cosso, un rampino, un vasetto di pesce sotto sale, una corda, fialette di vetro, borracce e sacchi vuoti) i ragazzi dovranno trovare la sede della scuola prima del tramonto, altrimenti la loro iscrizione non verrà accettata... Per fare ciò essi saranno costretti ad affrontare varie prove e avversità come: affrontare un gruppo di scimmie affamate, attraversare un burrone con l'aiuto di due corde e un rampino, scappare da uno sciame di zanzare che non vedono l'ora di pungerli, marciare attraverso la giungla e scalare un vulcano, ...

Nel volume "L'isola degli spettri", i Lupetti di Mare si ritrovano in mezzo al mare su di una scialuppa, dopo essere fuggiti dalla nave della regina Blu, dove dovranno affronatre una spaventosa tempesta. Dopo aver rischiato la pelle nella tempesta, i Lupetti di Mare fanno naufragio sull'Isola Prigioniera, un luogo dalla fama davvero sinistra! 
"I Lupetti di Mare si fermarono a scrutare l'isola rocciosa davanti a loro. Sulla sommità c'era un castello diroccato, con torri, ponti levatoi, merlature e feritoie. I nuvoloni scuri sembravano avvolgerlo in una cappa tenebrosa. 
Anton venne colto dal panico. <<Oh oh>> sussurrò <<Forse ho capito dove ci troviamo.>>
<<Dove?<< chiese Jim.
Anton era rimasto senza parole e anche gli altri compagni sembravano ammutoliti. <<Insomma, volete spiegarmi?>> insistè il giovane inglese.
Ondina prese coraggio e disse sottovoce: <<Quella è l'Isola Prigioniera, Jim>>. [...] L'Isola Prigioniera!
Fra tutti i posti in cui potevano approdare, quello era di gran lunga il peggiore: non si trattava di un castello, ma di un vecchio carcere dove venivano rinchiusi i bucanieri più spietati del Mar dei Satanassi."
In giro non si vede nessuno... ma allora di chi è la voce che li perseguita nella lugubre fortezza? E chi fa scattare le trappole nei sotterranei? Sarà forse... un fantasma? Tutti sono piuttosto spaventati, anche se quello più terrorizzato è Anton, il quale crede fermamente nell'esistenza dei fantasmi, mentre Jim e Ondina sono quelli più scettici a riguardo. Jim riesce pure a stringere un patto col fantasma, dove quest'ultimo li aiuta a liberare i due gemelli (che si sono chiusi da soli in una cella) e il gruppo di amici lo aiuta a ritrovare un pappagallo a cui lui e molto affezionato. Peccato che per farlo devono recarsi nei sotterranei, che sono pieni trappole!
 
Sopra: Alcune pagine iniziali tratte dal primo volume, inc io a destra potete vedere i testi, mentre a sinistra ci sono tutti i cinque protagonisti a bordo della nave che li sta portando all'isola della Scuola di Pirati.
 
I testi sono accompagnati dalle abbastanza numerose illustrazioni di Stefano Turconi che sono molto colorate, con tinte vivaci, accese, chiare e brillanti, piuttosto piacevoli da vedere anche solo ad un primo impatto.
In realtà i disegni sono piuttosto semplici e nemmeno troppo curati nei particolari, con personaggi tracciati con poche linee nette e ben definite, anche se il loro aspetto è abbastanza variegato,visto che lo stile dell'artista non è eccessivamente realistico, per cui alcuni personaggi assumono delle sembianze un po' esagerate, quasi caricaturali, con grosse pance, denti sporgenti, nasi prominenti, grandi occhi rotondi, folte barbe, baffi spioventi, ecc...
Questo comunque rende ogni personaggio immediatamente riconoscibile e facile da ricordare. Per quanto riguarda i Lupetti di Mare: Jim e Ondina sono quelli con i visi più carini e dal fisico minuto, anche se il primo è un maschio con i capelli rossi e l'altra una femmina dai capelli neri e mossi; Anton ha i denti da cavallo, gli occhiali e un abbigliamento da nobiluomo piuttosto eccentrico, Babordo e Tribordo sono gemelli e hanno dei tenti da castoro, i capelli biondi a caschetto, delle facce tonde e piene, e dei fisici imponenti e robusti.  
I disegni possono essere di vario genere: a doppia pagina, a pagina intera, grandi mezza pagina (con strisce orizzontali o verticali) o posti in mezzo ai testi. I disegni rappresentano quasi sempre scene descritte nei testi, con personaggi che interagiscono tra loro e con l'ambiente circostante, solamente in quelle in mezzo ai testi viene rappresentato un solo personaggio (senza sfondo) oppure un oggetto.

 
 
 
   
 
Sopra: In alto la pagina con la presentazione dei personaggi, presente all'inizio di ogni libro. Poi ci sono due immagini provenienti dal primo volume e due dal decimo. Come potete vedere ci sono illustrazioni a pagina intera, a doppia pagina oppure in mezzo ai testi.

"LA SCUOLA DEI PIRATI" è una collana di libri pensati per lettori ancora giovani e un po' inesperti, infatti il target di lettura consigliato è a partire dai sette anni. Si tratta delle prime letture un po' più impegnative, con testi scritti in grande, con righe ben distanziate tra loro e con numerosi disegni che accompagnano i testi. 
I cinque personaggi non sono particolarmente approfonditi o sfaccettati, ma ognuno presenta alcune caratteristiche che aiutano i lettori a memorizzarli e a distinguerli senza confonderli: Jim è il ragazzino in cui i lettori maschi possono identificarsi, pieno di energia, entusiasta, ma anche intelligente; Ondina è invece la piratessa in cui le bambine possono identificarsi, oltre a essere l'unica femmina del gruppo è quella carina, tenace ma anche lei intelligente e capace. Poi vi è Anton, il viziato figlio di un mercante francese di tessuti, spezie e profumi (insomma, di prodotti di lusso per l'epoca), è pauroso, saccente, scontroso e vorrebbe fare il capo, sebbene ami lamentarsi sempre di tutto; infine ci sono i due gemelli norvegesi, Babordo e Tribordo, dotato del medesimo carattere e delle stesse caratteristiche. Questi ultimi sono i meno svegli del gruppo, inoltre sanno contare solo fino a cinque, anche se si dimostrano buoni e volenterosi.
Nel primo libro, "L'isola delle meduse", i ragazzini devono trovare la scuola servendosi di alcuni oggetti che gli sono stati consegnati in un baule. Inizialmente il gruppo trova due cartelli: uno su cui è indicato un pericolo mortale e l'altro che indica loro di essere sulla strada giusta. Decidendo di seguire quest'ultimo cartello, anche per via dell'insistenza di Anton, che si mette un po' a capo della spedizione, i bambini in realtà si ritrovano ad affrontare diverse prove difficili che li metteranno a dura prova per poi arrivare a capire che... avevano scelto il sentiero sbagliato. Infatti, come aveva detto loro il Capitano all'inizio: "Non fidatevi mai delle parole di un pirata", per cui alla fine si ritrovano a dover rifare di nuovo tutta la strada al contrario, riuscendo ad arrivare appena in tempo al villaggio.
Nel secondo libro, "L'isola degli spettri", il gruppo di ragazzini, dopo una serie di avventure vissute nei libri precedenti, arrivano in una ex prigione che sembra essere infestata. Ovviamente non c'è nessuno vero fantasma, ma solo un ex pirata in pensione che non vuole avere intorno seccatori, anche se non sappiamo come abbia fatto ad arrivare sull'isola e come mai abbia scelto la ex prigione come propria dimora.
Essendo libri pensati per bambini di sette anni essi sono molto facili da seguire. L'idea della scuola di pirati è anche carina, anche se il funzionamento di questa scuola non è mai spiegato molto nel dettaglio. Dal primo libro si capisce che per avere la possibilità di accedervi basta fare domanda e pagare qualcosa (Anton dice che suo padre ha sborsato 100 monete d'argento, ma sicuramente gli altri non hanno pagato la medesima cifra), dopodiché i prescelti (non si sa in base a cosa) vengono portati sull'isola dove c'è la scuola a bordo di una nave accompagnati da uno degli insegnanti. Qui gli insegnanti insegnano loro cose come la lotta, lo scherma, la navigazione, l'orientamento; oltre agli insegnanti nella scuola vi sono anche un cuoco e un'infermiera. Dopo tre anni di apprendistato presso la scuola si diventa dei veri bucanieri (anche se non sono riuscita a capire bene questo cosa comporti: diventano capitani di qualche nave? Hanno la possibilità di diventare membri ufficiali della ciurma di qualche pirata e la possibilità fare carriera nella pirateria?). Nel frattempo ovviamente i ragazzi affronteranno anche varie avventure, a volte compiti assegnati dagli insegnanti e altre volte perchè sono loro a cacciarsi nei pasticci.
Le storie sono quindi tutte piuttosto semplici, adatte al target a cui si rivolgono, anche se nel primo libro mi è sorta una perplessità: nessuno dei cinque ragazzi sapeva, non dico saper usare una bussola per orientarsi, ma neppure cosa fossero i punti cardinali, cioè non sapevano che la N nella bussola indica Nord e la S indica il Sud. Anton ad esempio è convinto che N voglia dire "NO" e la S "Sì", e per questo decide di dirigersi sempre verso sud. Il fatto è che comunque nessuno degli altri lo contraddice, ma anzi sono tutti d'accordo con lui, tanto da lasciargli la bussola e la guida della spedizione. La cosa mi ha lasciato abbastanza stupita perchè mi sono chiesta come fosse possibile che cinque ragazzini che vogliono diventare dei pirati, e che quindi dovrebbero essere appassionati di cose che riguardano la navigazione e il mare, non sappiano cosa siano i punti cardinali? E ciò vale anche per Jim e Ondina, che sono dei bambini svegli e intelligenti, così come pure per Anton, che essendo ricco avrebbe dovuto ricevere una certa educazione o comune avere accesso anche a dei libri.
Si tratta di storie molto semplici, che presentano a volte alcune ingenuità, anche la caratterizzazione dei personaggi è molto basilare, e perfino dopo 12 libri non sappiamo molto del passato dei cinque ragazzini protagonisti (e ancora meno sappiamo del passato di altri personaggi secondari come gli insegnanti, sebbene sarebbe interessante poterli conoscere meglio). 
Libri semplici, con tante immagini e con storie avventurose, adatti per i primi lettori amanti dei pirati e delle avventure e che per questo possono trovare piacevoli. Io mi sono limitata a leggere il primo e il decimo volume, tuttavia mi chiedo se con i due successivi la storia venga effettivamente conclusa, cioè se i Lupetti di Mare arriveranno effettivamente a prendere questo diploma, visto che nell'undicesimo volume si dice che i ragazzi stanno per finire il secondo anno, e poi mancherebbe tutto il terzo.
Alla fine di ogni avventura ci sono comunque anche dei materiali extra come informazioni sull'orientamento, il codice delle cinque dita, alcuni prigionieri famosi dell'isola Prigioniera, un Vademecum per naufraghi...
I volumi sembrano presentare una certa continuità, per cui è meglio leggerli in ordine, tuttavia, poiché ogni libro ha all'inizio una prefazione che funge da riassunto delle avventure vissute fino a quel momento, in realtà le storie si possono leggere anche singolarmente, sebbene così i lettori avranno presente un quadro meno dettagliato della situazione.

I libri sono stati pubblicati il primo nel 2008 e l'altro nel 2009 dalla De Agostini Editore, i titoli hanno 85 pagine ciascuno, una copertina flessibile ma robusta, misurano 20,5 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costano 7,90 euro ciascuno.

Ecco l'elenco di tutti i titoli della collana. Vi consiglio di dare un'occhiata alle trame di ciascun volume per capire più o meno come si è evoluta la storia dal primo al decimo volume e come dovrebbe concludersi:
  1. "L'isola delle meduse" (2008)
  2. "Tutti a bordo!" (2008):  Mentre le altre ciurme partecipano alla tradizionale Gara delle Onde, Jim e i suoi amici sono impegnati nella loro prima lezione su una nave pirata. Si tratta della Barbagianna, la vecchia bagnarola di Capitan Amaca. Quando Tribordo taglia per sbaglio l'ancora, la nave prende velocità in un attimo... e non c'è modo di fermarla!
  3. "Il terribile pirata Barba di Fuoco" (2008): Tutta la scuola è in fibrillazione: il preside Argento Vivo sta tornando allo Scoglio delle Meduse per mettere in prigione il suo peggior nemico, il terribile pirata Barba di Fuoco! Durante una lezione, però, i Lupetti di Mare caricano un cannone con del pepe esplosivo e bucano la fiancata della nave di Argento Vivo, liberando Barba di Fuoco.
  4. "Caccia al tesoro" (2008): Secondo la mappa del pirata Barba di Fuoco, il suo favoloso tesoro è nascosto sull'Isola Pennuta. Quando i Lupetti di Mare arrivano a destinazione, però, la Maestra di Esplorazione scompare. Che fare? I cinque amici dovranno decifrare da soli la mappa del tesoro, sperando di non finire nelle grinfie della feroce tribù dei Quack.
  5. "All'arrembaggio!" (2008): Per essere promossi, i Lupetti di Mare devono affrontare la prova più difficile: un arrembaggio! Quando Capitan Shark avvista un mercantile, si lancia all'attacco con i suoi uomini. Mentre i ragazzi sono in cambusa a cercare quel fifone di Anton, però, qualcuno sale a bordo: sono i feroci Ladri di Navi di Messer Capodoglio.
  6. "Assalto a sorpresa" (2008): Il sesto episodio della collana La Scuola dei Pirati racconta le avventure dei Lupetti di Mare alle prese con l'assalto di tre navi nemiche. Il preside Argento Vivo affida ai ragazzi un missione speciale: raggiungere l'Antro del Vulcano e far esplodere le scorte di polvere da sparo. Un'impresa quasi impossibile, soprattutto perchè lo spietato pirata Jack Benda Nera è sulle loro tracce...
  7. "Il diario di Capitan Barracuda" (2009): Alla Scuola dei Pirati è cominciato il secondo anno e i Lupetti di Mare, tanto per cambiare, ne combinano una delle loro: si lasciano sfuggire da sotto il naso una ciurma pestifera di allievi novellini! Riusciranno a ritrovarli? E cosa succederà quando, cercandoli, si imbatteranno in un pirata... o meglio, nel suo scheletro!?
  8. "Il tesoro degli abissi" (2009): Jim e i suoi amici sono in viaggio per trovare il favoloso Tesoro dei Tre Relitti, su cui nessun pirata è mai riuscito a mettere le mani. L'unico modo per scoprire dove si trova è seguire le indicazioni contenute nel diario di Capitan Barracuda. Purtroppo per colpa dei Lupetti di Mare il diario finisce in un mucchietto di cenere... e la ricerca rischia di andare in fumo!
  9. "La regina blu" (2009): I Lupetti di Mare sono nei guai fino al collo! Sono prigionieri sulla nave della Regina Blu, la spietata cacciatrice di tesori, e il loro preside, Argento Vivo, sta per cadere in trappola! Per salvarlo dovranno sfuggire alla sorveglianza della spaventosa Madame Vudù, la strega di bordo dagli spaventosi tatuaggi...
  10. "L'isola degli spettri" (2009)
  11. "Caccia ai Lupetti di Mare" (2010): Si avvicina alla fine il secondo anno della Scuola dei pirati, e i Lupetti di Mare, come sempre, dovranno affrontare difficoltà superiori alle loro (limitate) forze! È appena stata proclamata la Guerra ai Pirati e i cinque Lupetti devono scappare dalle guardie che pattugliano l'isola Nebbiosa, la roccaforte del Mar dei Satanassi. Inizia per loro un inseguimento mozzafiato nei tortuosi passaggi delle miniere fino alle fogne di Smog Town.
  12. "Il rapimento di Lady Lidia" (2010):  Lady Lydia, la figlia del governatore, viene rapita dal famigerato Capitan Scarafaggio! Ma perché i Lupetti evadono dal carcere in cui sono rinchiusi e rischiano il collo per andare a cercare proprio quella ragazzina tanto smorfiosa e viziata?
 
     
 
     
 
 
 Sopra: Le copertine degli altri dieci titoli che compongono la serie, composta così da un totale di 12 volumi.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 24 marzo 2025

SPECIALE: libri non illustrati (GIALLI e MISTERY)

In questo Speciale, dove vi parlo di libri non illustrati (mentre il mio blog è dedicato ai volumi illustrati) vi parlo di alcuni libri gialli tutti ambientati alla fine dell'Ottocento (Inghilterra e Francia) e di cui due scritti dal medesimo autore: Guido Sgardoli. Il primo è "A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N.: L'INCOMPARABILE AVVENTURA DEL FIGLIO SEGRETO DI SHERLOCK HOLMES", libro edito nel 2009 che però è stato ristampato di recente, nel 2021, con una nuova copertina più accattivante, e di cui era uscito nel 2018 pure un seguito, intitolato "Il figlio di Sherlock Holmes", in cui David e l'amico Calum si trasferiscono nell'appartamento al 221/B di Baker Street.
Il secondo libro (scritto assieme a Pierdomenico Baccalario) è in realtà il secondo volume di una serie che si intitola "PARIS NOIR: LE INDAGINI DEI GIOVANI ARTISTI" e che vede come protagonisti tre ragazzi (Claude Monet, Pierre Renoir e Berthe Morisot) che diventeranno dei famosi pittori impressionisti.
Il terzo libro ha una protagonista che si basa su un personaggio storico realmente esistito: Lidia Poet , un'avvocata italiana, nonchè prima donna ad entrare nell'ordine degli avvocati italiani, la quale era la figlia di Giovanni Pietro Poët, sindaco del paese per quasi trent'anni, e Marianna Richard, nata in una famiglia di ricchi proprietari terrieri. L'autrice, Vernante Pallotti, ha ripreso questa donna e l'ha resa il personaggio del suo romanzo, la quale viene spedita in collegio perchè vuole fare l'avvocato. Come scritto nell'introduzione: "L'autrice del romanzo immagina di essere riuscita a trascrivere parte dei diari di Lidia prima che venissero trafugati e di averli utilizzati come base per narrare una storia fedele alla giovane donna che la Poet era e desiderava essere."


"A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N.: L'INCOMPARABILE AVVENTURA DEL FIGLIO SEGRETO DI SHERLOCK HOLMES" di Guido Sgardoli con 335 pagine, edito originariamente nel 2009 dalla Rizzoli (costo di 11,50 euro).
Inghilterra, fine Ottocento. David e il suo amico Calum fuggono dall'orrido orfanotrofio in cui sono cresciuti per raggiungere Londra e indagare sulla scomparsa di Sherlock Holmes: David è convinto di essere suo figlio ed è deciso a dimostrarlo ritrovando il presunto genitore, che tutti credono morto. 
David comunque non era molto simpatico quasi a nessuno nell'orfanotrofio: "David Pio non godeva delle simpatie degli ospiti di Montague Hall, e questi non perché fosse antipatico o sgarbato, e nemmeno perché era amico di Calum Traddles, ma a causa dek fatto che egli appariva, on ogni situazione, determinato e glaciale padrone di sé e conscio delle proprie possibilità. E questi, agli occhi della maggior parte dei ragazzi, era insopportabile."
Pur essendo un tipo suscettibile David ha numerose qualità, che lo hanno portato a resistere alla durezza e alle angherie subite nell'orfanotrofio: "Tuttavia David doveva possedere dentro di sé una fiamma rara, che si era accesa secoli addietro nel cuore di un qualche oscuro antenato e seguitava ad ardere imperterrita e impavida nel suo. Una fiamma che era addirittura cresciuta, alimentata dalle continue angherie a cui era stato sottoposto. L'eccezionale tempra di David, la sua resistenza fuori dal comune e l'incrollabile fiducia in sé stesso fiaccavano, rendendoli vani, i tentativi di suor Ebenezer di domarlo."
In realtà non è che la prima impressione che si ha di David sia poi così eccezionale, in quanto la prima cosa in cui si cimenta, cioè la fuga dall'orfanotrofio, riesce più per caso che non per un suo brillante piano. Anzi, francamente i tre piani ideati da David per scappare erano abbastanza irrealizzabili e un po' sciocchi: scavare un tunnel, risalire un camino con dei chiodi e calarsi dal tetto con una corda fatta con i capelli dei bambini dell'orfanotrofio, prendere in ostaggio una suora. Alla fine lui e il suo amico Calum scappano perché aiutati da uno dei ragazzi dell'orfanotrofio che consegna loro la chiave del cancello (in effetti è strano che a David non sia venuto in mente il piano di rubare la chiave), si salvano dal cane da guardia solo perché una gatta cade in quel momento da un pallone aereostatico addosso al mastino, e riescono a raggiungere Londra perché incontrano, anche lì per caso, due persone che li aiutano dando loro un ronzino e indicando loro la strada giusta.
Diciamo che poi almeno David avrà modo di dimostrare le sue capacità deduttive, anche se spesso (quasi sempre in pratica) non potrà rinunciare all'aiuto degli altri per togliersi dai guai.
Ma chi, o cosa, attende i due ragazzi in cima allo spaventoso precipizio delle cascate di Reichenbach, il luogo in cui Sherlock è stato visto per l'ultima volta? Elementare, Watson! Un rocambolesco, improbabile, divertente viaggio attraverso l'Europa in compagnia dei più celebri personaggi della letteratura, da Monsieur Poirot al fantasma di Canterville. 
Oltre ai personaggi di Conan Doyle quali Watson, Lestrade, e Sherlock, la storia è infatti infarcita di altri luoghi e personaggi letterari. Ad esempio il proprietario della gatta che cade dal cielo è Hans Pfaal, personaggio di un racconto di Edgar Allan Poe pubblicato per la prima volta nel 1835: "L'incomparabile avventura di un certo Hans Pfaall"; quando i due ragazzi scappano le persone che  incontrano nella palude sono Heathcliff e Catherine del romanzo "Cime tempestose" di Emily Brontë; quando i ragazzi giungono a Londra vengono catturati da Fagin, il quale vuole venderli a Bill Sikes, un criminale di professione, entrambi sono tra i personaggi più malvagi tra quelli creati da Dickens per il suo romanzo "Oliver Twist"; ad un certo punto David, Calum e altri tre uomini e un cane (coloro che devono condurre i ragazzi in Svizzera per volere del Dott. Watson ...) passano la notte nel Castello di Canterville, con annesso fantasma; successivamente i due ragazzi si imbattono pure in Mr Jekyll e in Dracula; poi finalmente riescono ad arrivare in Francia in cerca di Auguste Dupin, investigatore creato da Edgar Allan Poe, che li fa salire sull'Orient Express dove incontrano, oltre al mostro di Frankenstein, anche Hercule Poirot ... 
Una storia piacevole che vede per protagonista quello che potrebbe essere il figlio di Sherlock Holmes, il quale comunque, almeno all'inizio, non mi è parso più così eccezionale (i piani di evasione erano tutti piuttosto penosi), anche se ogni tanto riesce a giocarsi qualche buona carta; però essendo giovane e privo di esperienza del mondo ci può stare. La storia consiste principalmente nel susseguirsi delle avventure, per non dire sventure, del David e del suo amico Callum, durante le quali incontrano tutta una serie di personaggi della letteratura. L'idea è anche carina e simpatica, peccato che trattandosi di personaggi di letteratura per adulti non so quanti ragazzi e bambini (pubblico a cui è destinata il libro) sarebbero in grado di capire questa cosa e di identificare i personaggi. Anche capendo di averli già sentiti nominare inoltre, se non hanno letto i libri in cui si trovano, non potrebbero apprezzarli, non potendo dare confronti con la loro versione originale. Francamente neanche io sono sicura di essere riuscita a individuarli tutti, anche provando a fare delle ricerche su internet (ad esempio non ero riuscita a individuare i tre marinari che accompagnano i protagonisti sul fiume, che sono i personaggi di "Tre uomini in barca" di Jlapka Jerome). Per fortuna che poi mi sono accorta che l'autore alla fine ha lasciato una nota dove li cita, cosa che risulta piuttosto utile; anche se forse avrei preferito che l'autore magari facesse queste citazioni direttamente nella storia, considerando poi il suo stile di scrittura un po' ironico che ha deciso di adottare all'inizio del romanzo, in cui volte si rivolge direttamente al lettore.
Il tono del libro infatti è piuttosto ironico, come dimostra anche il modo di scrivere dell'autore, che a volte parla rivolgendosi direttamente al lettore con commenti come: "(Volete alleggerirvi la coscienza per la questione delle nerbate? Anch'io. Quindi state a sentire. Forse Heathcliff fece un favore a Hindley togliendogli di torno quel cavallo macilento, e fu dispensato dalle nerbate. Contenti?)", "In realtà Sikes detestava pressoché chiunque: uomini, animali e vegetali in pari misura. Doveva essergli capitato qualcosa da bambino, qualcosa di decisamente brutto. Comunque la storia non parla di Sikens, sicché procediamo senza divagare oltre.", ecc...
Per questo motivo ad un certo punto la storia mi è sembrata diventare un: "i protagonisti fanno cose per arrivare in Svizzera per trovare Sherlock Holmes e tra varie disavventure incontrano vari personaggi della letteratura". Intanto nel frattempo c'è David che continua a dire a tutti che lui è il figlio di Holmes, il che è possibile, ma non c'è nessuna prova certa a sostegno di ciò.
La trama comunque è sicuramente ricca di avventure, e questo penso che sia l'elemento che più potrebbe piacere ai giovani lettori, anche se non riuscissero a individuare la maggior parte dei riferimenti letterari. Devo dire che a me alla lunga questa cosa ha iniziato a dare un po' fastidio e a trovarla un po' pesante, anche perché all'inizio ci poteva stare e i vari personaggi erano anche ben legati tra loro in modo coerente, poi la cosa mi è sembrata un po' forzata, come quando, mentre stanno navigando su una barca sono costretti a sbarcare e a soggiornare nel Castello di Canterville, per poi riprendere il viaggio e imbattersi in Mr Jekyll e poi, mentre viaggiano in mongolfiera, venire attaccati dal Conte Dracula (che viene eliminato grazie a un martello che gli è caduto sulla testa dal cielo) e, durante un viaggio in treno, dal mostro di Frankenstein...
Questo è un parere personale e magari dei bambini di 9/10 anni potrebbero trovare il tutto molto divertente (visto che figure come il Conte Dracula, Frankenstein e l'Uomo invisibile potrebbero conoscerle anche loro); la vicenda si riprende comunque verso il finale, in cui Calum e David si confronteranno con l'acerrimo nemico di Holmes... sapranno essere all'altezza della situazione? Inoltre diciamo che verso la fine tutta la faccenda di questi personaggi letterari e di antagonisti che spuntano fuori di qua e di là ha una spiegazione, che dà senso anche al titolo del libro, per cui devo dire che il finale l'ho apprezzato.
 
   
Sopra: Le copertine di varie edizioni si "ASSASSINATION", di cui quella a sinistra è la più recente, del 2021, edita BUR Rizzoli, quella centrale è del 2012 e quella destra del 2009.
 
"PARIS NOIR: LE INDAGINI DEI GIOVANI ARTISTI. L'UOMO SENZA TESTA" di Piedomenico Baccalario e Guido Sgardoli con 252 pagine, edito nel 2021 dalla PIEMME Edizioni (costo di 16,00 euro).
Claude (Monet), ribelle scapestrato, Pierre (Renoir), senza il becco di un quattrino, e Berthe (Morisot), aspirante pittrice in un mondo di artisti maschi, sono assetati di vita e ancora alla ricerca del loro stile quando si incontrano per la prima volta davanti all'atelier del maestro Maurice Arnaud. I tre artisti si conoscevano veramente, dato che nel 1873, con Pissarro, Sisley e Degas (e altri artisti meno conosciuti), fondarono la «Società anonima degli artisti, pittori, scultori, incisori, ecc»... ma questa è un'altra storia.
I tre ragazzi, che da adulti diventeranno monumenti dell'Impressionismo e che erano diventati amici nel precedente volume, si trovano coinvolti in una nuova avventura, ancora più incredibile.
Berthe, Claude e Pierre sono affacciati alla balaustra del Pont d'Arcole quando vedono galleggiare sulla Senna il corpo di un uomo.... senza testa: "La ragazza, pallida come un lenzuolo e appoggiata al parapetto del ponte, si copriva la bocca con il palmo della mano. Con l'altra indicava la riva della Senna.
Pierre fu il primo ad accorgersi di quella cosa sul fiume.
Come espressione sbigottita afferrò Edmond per le spalle costringendolo a guardare altrove.
- Che fai? - protestò il piccolo. - Voglio vedere! Cosa succede? [...]
Sul fiume, ondeggiando come un vecchio tronco trasportato dalla corrente, galleggiava il corpo di un uomo. Purtroppo non era la prima volta che accadeva. Suicidò e incidenti non erano rari di quei tempi. 
Quel che però il cadavere aveva di insolito e di orribile allo stesso tempo era che gli mancava del tutto la testa."
Neanche a dirlo, poco dopo i giovani pittori stanno già indagando. Chi può avere una forza tale da commettere un omicidio del genere e, soprattutto, con quale movente? Seguendo gli insegnamenti di monsieur Dupin, i tre non trascurano nessun dettaglio. E così si trovano a visitare l'obitorio de La Morgue, i bassifondi di Montmartre, ad assistere allo spettacolo del circo Franconi, e perfino a intrufolarsi nel carcere femminile... Ma se tutto fosse un'illusione? Un falso dipinto sopra il quadro della verità? Nessuno meglio dei tre giovani artisti potrà scoprirlo.
Una storia intrigante che appassiona secondo me inizialmente più per i protagonisti che non per il caso da risolvere in sé. I tre ragazzi, tutti appassionati di pittura (infatti diventeranno dei famosi artisti), sono tutti ben caratterizzati e di ciascuno l'autore ci fa conoscere le speranze e le difficoltà, inserendo anche degli elementi biografici reali degli artisti a cui i personaggi si ispirano. Berthe, l'unica ragazza del gruppo, ha un carattere deciso e un po' ribelle, pur proveniendo da una famiglia ricca mal sopporta le imposizioni della società borghese e di dover seguire un certo percorso di vita (matrimonio e figli) solo per il fatto di essere nata donna. Nella storia il padre ha acconsentito a farle studiare arte con un insegnante di nome Chocarne, il quale fu effettivamente uno dei maestri della vera Berthe Morisot, la quale aveva due sorelle di cui una si chiamava Edma. 
Pierre è l'elemento più tranquillo e riflessivo del gruppo, ha una cotta per Berthe, proviene da una famiglia di sarti e ha altri tre fratelli e una sorella (con delle idee piuttosto rivoluzionarie, per questo va d'accordo con Berthe). È vero che suo padre era un sarto, mentre la madre era una operaia tessile, ed è vero anche il fatto che frequentasse il coro della chiesa, dove il maestro di cappella Charles Gounod credeva fermamente nelle potenzialità canore del ragazzo.
Claude è la testa calda del gruppo, affascinante ed esuberante, molto sicuro di sé, tuttavia dietro la sua sicurezza e sfrontatezza nasconde un animo sensibile e delle insicurezze dovute alla recente morte della madre. Fa credere agli amici di essere povero, quando in realtà abita assieme a una zia abbastanza ricca poiché, da quando sua madre è morta, suo padre, in giro come marinaio, non può (o non vuole) occuparsi di lui. Durante la storia inizia a sentirsi in colpa per le bugie che racconta anche ai suoi amici, con cui invece vorrebbe essere sincero, e inizia a riversare su di loro le proprie preoccupazioni, tendendo a volte a essere un po' prepotente. Claude fu veramente battezzato nella Chiesa di Notre-Dame-de-Lorette ed è vera anche la parte in cui racconta di essersi trasferito a Le Havre, dove una sorellastra del padre aveva un commercio di articoli marittimi insieme al marito Jacques Lecarde. Nel libro di Baccalario e Sgardoli è proprio questa zia anziana ad ospitare Monet nel suo appartamento a Parigi. Inoltre è vero che Monet amava realizzare caricature.
A proposito dei personaggi, i tre ragazzi vengono aiutati da un certo monsieur Auguste Dupin, il quale non è un'invenzione dell'autore, ma è un personaggio letterario ideato da Edgar Allan Poe e protagonista di una serie di romanzi polizieschi, di cui il primo pubblicato fu "I delitti della Rue Morgue", che viene tra l'altro citato come caso nel corso della storia. L'investigatore infatti vive a Parigi con un suo caro amico, il quale però sarebbe scomparso un paio d'anni prima, e da allora Dupin ha perso la voglia di investigare ed è diventato un po' depresso, tanto che la voglia di seguire un caso gli è tornata solo nel precedente romanzo grazie ai tre ragazzi, che sono riusciti a contagiarlo con la loro energia e vitalità. In realtà in questo secondo capitolo egli non compare molto spesso, in quanto i ragazzi vogliono mettersi alla prova per dimostrare quanto riescono a scoprire da soli sul nuovo caso, cercando di farcela anche senza l'aiuto dell'esperto investigatore. Ricomparirà verso la fine del romanzo, per la risoluzione definitiva del caso e l'arresto del colpevole.
Per quanto riguarda il caso del cadavere senza testa, pur essendo le indagini abbastanza interessanti, mi sono sembrate sempre essere un po' in secondo piano rispetto a tanti altri elementi come le vicende che riguardano la vita e la crescita dei personaggi, ma anche tematiche importanti come la differenza di classe o l'indipendenza delle donne (la stessa Berthe spiega che lei non viene presa seriamente come artista in quanto donna). 
Fortunatamente verso l'ultimo terzo del libro il caso di omicidio viene preso più fortemente in considerazione dagli autori che lo fanno giungere a una degna e interessante conclusione, grazie anche all'aiuto di monsieur Dupin, che torna in scena appunto verso la fine del romanzo.
Un buon giallo per ragazzi adatto a partire dai 10/11 anni, intrigante e coinvolgente e con dei personaggi ben approfonditi e accattivanti. Interessante anche la parte storica che riguarda le biografie dei tre giovani artisti, che va a fondersi con il resto della vicenda e col personaggio di Dupin, che invece non è reale ma non è neppure stato inventato ex novo, in quanto famoso investigatore creato da Edgar Allan Poe. Nella storia si affrontano poi anche tematiche importanti come la condizione femminile dell'epoca e quella delle classi sociali meno abbienti. 
Pur essendo il secondo titolo della serie esso si lascia seguire piuttosto tranquillamente anche senza aver letto il primo volume, anche se ci sono dei riferimenti a quanto accaduto nel primo caso. Il finale tuttavia invoglia a leggere anche il terzo libro, in quanto tira in ballo una faccenda che riguarda monsieur Dupin...
 
 Sopra: Sulla copertina è visibile una scena presente verso la fine del libro, con i tre protagonisti (con Claude Monet in piedi davanti) che si stanno dirigendo su una barca verso il luogo di un incontro.
 
"LIDIA POET E IL SEGRETO DEL COLLEGIO" di Vernante Pallotti con 224 pagine, edito nel 2024 dalla PIEMME Edizioni (costo di 16,00 euro).
Lidia Poët sogna di diventare avvocata, un mestiere riservato agli uomini. Quando lo comunica alla famiglia, i suoi rispettabili genitori sono costretti a spedirla al Collegio di Bonneville, in Svizzera, dove le signorine imparano l'arte delle faccende domestiche e a comportarsi come si deve. Tuttavia, proprio quella scuola nasconde un caso per una detective in erba come lei: tra le studentesse modello e le lezioni di cucina, infatti, si annida un orribile mistero. Durante la cerimonia di benvenuto una delle studentessa scopre uno scheletro in giardino: "Sdraiati nella terra umida della buca, c'era uno scheletro biancastro con profonde cavità nere al posto degli occhi e la mandibola fuori asse, che gli faceva assumere un sorriso ancora più terrificante di quello si Séverine. Vestita un abito da festa, un tempo di un elegante azzurro, con la gonna vaporosa e ricami floreali, ora logoro e consumato dagli anni di sepoltura nel suolo umido.
Era il primo morto che la giovane Poët riusciva incontrare, perché suo fratello si era sempre rifiutato di portarla con sé all'obitorio. Voleva studiare con i suoi occhi cosa restasse una volta che l'anima lasciava il corpo, credeva di essere pronta. 
Davanti a quello scheletro impolverato, però, Lidia voltò lo sguardo per rispetto e con un' atroce paura nel cuore."
Quando viene dissotterrato lo scheletro, il maestoso edificio viene infestato da un fantasma, che sembra deciso a svelare tutti i segreti delle allieve di Bonneville. Ad esempio il "fantasma" svela ad un'insegnante il fatto che una delle allieve possedesse un libro di Daniel Defoe. La stessa Lidia trova in uno dei libri che si è portata da casa (cosa vietata dal regolamento dell'istituto) un messaggio in latino che annuncia: "Sono risorto per svelare i vostri segreti".
Un lavoro perfetto per Lidia, che con l'aiuto di Voltaire, un cucciolo di pipistrello che ha trovato nell'armadio, decide di indagare. Battendosi contro istitutrici severe, amiche velenose e grida terrificanti, la giovane promettente avvocata si dovrà servire di tutta la sua intelligenza e del suo coraggio per portare alla luce una verità a lungo nascosta. 
La vita in collegio femminile non è facile, soprattutto per qualcuno come Lidia: una ragazza con uno spirito all'avanguardia per l'epoca, una ragazza che non vuole solo pensare a un buon matrimonio, ma vuole diventare un'avvocata, nonostante tutti i suoi parenti vedano ovviamente la cosa negativamente. Ed è anche per questo che i genitori di Lidia decidono di mandarla in questo collegio, dove la ragazza trova alcune compagne tutte perfettine e antipatiche, ma anche qualcuna di si simpatica, come Perla, una ragazza timida e insicura, che adora il succo di mirtillo e che le altre chiamano "Bastardina" poiché è stata adottata. È una ragazza molto melodrammatica e che tende a piangere per qualsiasi cosa, tanto che Lidia la prende in simpatia e cerca sempre di aiutarla, anche se alla lunga il lettore potrà trovarla un po' tediosa e pesante. Alla fine comunque si rivela un personaggio più complesso del previsto.
Come insegnanti troviamo: la antipatica e severa signora Severine, maestra di buone maniere (ma che dovrebbe ripassare un po' di empatia ed educazione); Mademoiselle Brown, l'insegnante di educazione fisica, la quale è muta; Frau Michelle, la docente di violino, prossima alla pensione, in grando di parlare tantissime lingue.
Una lettura coinvolgente, anche se dopo il primo terzo del libro la storia mi è parsa un po' rallentare, con il fantasma che gioca gli scherzi alle studentessa svelando i loro segreti, e Lidia che non riesce a fare molti passi avanti. In seguito la trama si riprende notevolmente riuscendo a creare un bel colpo di scena su chi fosse il colpevole e quali fossero le sue motivazioni, le quali sono legate allo scheletro che è stato ritrovato all'inizio della storia. Scheletro di cui Poët capirà abbastanza in fretta l'identità, ma solo verso la fine riuscirà a saperne di più su questa ragazza e il motivo della sua morte. Motivo che tra l'altro non è proprio leggero da digerire, ma che ha delle implicazioni piuttosto pesanti, sebbene non si possa parlare di un vero e proprio omicidio compiuto volontariamente.
Una storia che sicuramente cerca di mettere in evidenza i pregiudizi che vigevano nell'Ottocento nei confronti delle donne, e di cui le donne stesse erano vittime, e su come queste fossero molto limitate nella scelta riguardante il loro futuro, ricche o meno benestanti che fossero. Lidia Poët assume quindi il ruolo un po' di personaggio controcorrente, di quella strana perché di discosta dalla massa e ha idee diverse da tutti gli altri, perché è quella alternativa. È un personaggio determinato sicuro di sé, con un certo fascino; come investigatrice dimostra di avere delle buone capacità ma di non essere imbattibile, in quanto su certe cose il "fantasma" riuscirà a fregarla, e anche lei avrà bisogno del suo amico Edmondo per riuscire a tirarsi definitivamente fuori dai guai.
Lettura intrigante che parte bene, prosegue un po' rallentando il ritmo, per poi riprendersi nell'ultimo terzo della storia, quando si iniziano a scoprire le cose più interessanti e succose, con un bel colpo di scena su chi è il così detto fantasma (scoprirlo o arrivare a sospettare di lui non è facile). Una lettura adatta dai 10/11 anni in su, anche grazie ai capitoli suddivisi in sottocapitoli piuttosto brevi e veloci da leggere, scritti tra l'altro abbastanza in grande.
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo azzurro compare la figura nera di Lida, con il suo animaletto, il pipistrello Voltaire, che le svolazza accanto.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 9 settembre 2024

SPECIALE : Libri non illustrati (SUPER BRIVIDI di Tom Becker e Johnny Rosso)

In questo speciale dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in quelli illustrati) vi parlerò di alcuni libri dei "SUPER BRIVIDI" una collana di romanzi per ragazzi di ambientazione horror pubblicata dalla Mondadori Editore dal 2002 al 2014.  
Nei "SUPER BRIVIDI" sono state pubblicate storie tratte da altre serie di Stine (per esempio da Mostly Ghostly) e di altri autori come Scott Hughes, Robert Swindells, Darren Shan, Celia Rees e Johnny Rosso (pseudonimo di Carlo Martigli). La serie è orientata a un pubblico in una fascia di età superiore rispetto a quello di "Piccoli Brividi" (10-13 anni).
I libri di cui vi parlerò io ad esempio comprendono la trilogia di "Darkside" di Tom Becker (in inglese in realtà esistono cinque libri, di cui gli ultimi due sono: "Timecurse" e "Blackjack");  il secondo titolo di "La trilogia della morte", che comprende anche i volumi di "L'agriturismo della morte" e di "La signora della morte" e il terzo di "La trilogia degli zombie" (ambientati in una strana scuola nella quale gli allievi sono giovani zombie, ma non sanno di esserlo) di cui i primi titoli sono: "La scuola degli zombie" e "La clinica degli zombie".
 

47 - "DARKSIDE: La città del male" di Tom Becker con 288 pagine, edito nel 2008 dalle Mondadori Editore (costo di 5,90 euro. Titolo originale: "Darkside", 2007).
Jonathan e Ricky vivono a Londra, non si conoscono ma c'è qualcosa che li lega: i due ragazzi infatti ancora non sanno che spietati cacciatori sono sulle loro tracce! Un giorno, durante una gita scolastica, Ricky scompare. La polizia indaga, ma il ragazzo sembra svanito nel nulla. Jonathan, alla ricerca della verità sul mistero della sua famiglia (sua madre Theresa è morta quando lui era piccolo, ma sua padre non ne parla mai, mentre suo padre è spesso malato e ricovrato in ospedale), scopre un mondo oscuro e pericoloso, popolato da strane creature al di fuori del tempo e delle leggi umane... un mondo dove regna il male, da dove è quasi impossibile uscire. Quasi.
A quanto pare il padre di Jonatha, Alain, vi si recava spesso, a Darkside, ma una dozzina d'anni prima un crollo bloccò l'unico ingresso che Alain conosceva per accedervi e da allora non ha fatto altro che cercare un nuovo passaggio, fino a stare sempre più male. Ed ora qualcuno si è messo sulle sue tracce e su quelle di Jonathan, che si vede costretto a recarsi da un certo Carnegie, nome che suo padre ha pronunciato poco prima di sparire dall'ospedale. Per sfuggire da questi cacciatori Jonathan decide di recarsi a Darkside da Carnegie, ma la cosa si rivela meno facile del previsto in quanto Darkside è come una città sotterranea, una Londa ferma ancora al 1800, abitata da persone poco raccomandabili, i cui predecessori provenivano dalla Londa "di sopra": "Anche le nostre famiglie vivevano nella tua parte di Londra, sai. Ma molti anni fa, durante il regno di quella strega di Vittoria, le autorità decisero di ripulire le strade, La loro scintillante città era troppo preziosa per quelli del nostro stampo. Così radunarono i nostri nonni - tutti i drogati, i corrotti e i criminali che potevano trovare -e li rinchiusero in questa zona. Noi siamo i loro discendenti. Tutti a Darkside hanno il male nle sangue e alcuni ne hanno più di altri. [...] Le autorità non vogliono che si sappia dell'esistenza di un mondo pieno di pericoli a un passo dalle loro belle casette sicure. SI scatenerebbe l'inferno." Oh, e a quanto pare coloro che misero a capo della città era Jack lo squartatore, tanto che anche attualmente a capo dell città vi è suo nipote, Thomas Ripper. Inoltre a Darkside c'è proprio un'altra aria, per cui le persone che provengono da Lightside (dalla città di sopra) si sentono male quando cercano di raggiungere la città sotterranea: "C'è così tanta malvagità nell'aria che devi essere in grado di comprenderla o ti farà uscire pazzo. Gran parte delle persone non può fronteggiarla. Crolla, impazzisce...". Fortunatamente Jonathan è in parte di Darkside, e questo gli consente di adattarsi velocemente all'ambiente senza subirne conseguenze nefaste.
Per fortuna Jonathan viene aiutato da una ragazza che, oltre a salvarlo da un borseggiatore, gli indica dove vive Carneige, un investigatore privato e... un licantropo. Jonathan rischia quasi di venire sbranato, fortunatamente l'investigatore riconosce una pallottola in possesso del ragazzo e così si ricrda di Alain, suo padre, e si calma, decidendo di aiutare Jonathan a capire costa sta succedendo e a tirarlo fuori da questa situazione pericolosa.
Una storia molto avvincente e appassionante, fatta di misteri su cui indagare (tra cui scoprire le origini della propria famiglia, di chii Jonathan è sempre stato tenuto all'oscuro), inseguimenti, fughe, mostri, criminali, cacciatori di taglie pronti a tutto... Bella e interessante anche l'ambientazione, con questa città sotterranea stile Londra del 1800 in cui vivono principalmente criminali.
 
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo un bambino (Jonathan o Ricky) in trappola dentro una gabbia, assieme a molti altri animali, sempre intrappolati. A destra altre copertine inglesi/americane.
 
49 - "DARKSIDE: La morte in agguato" di Tom Becker con 272 pagine, edito nel 2008 dalle Mondadori Editore (costo di 5,90 euro. Titolo originale: "Lifeblood", 2007).
In un quartiere segreto di Londra affollato di creature malvagie Jonathan affianca l'uomo mannaro Carnegie, investigatore privato, nell'indagine sui misteriosi Gentiluomini di cui si era occupata anche sua madre, ora scomparsa. 
I due infatti vengono ingaggiati per scoprire l'identità di una vittima sconosciuta; secondo quanto riportato da Arthur, il direttore del giornale: "In mezzo alla viuzza giaceva il corpo di un uomo, o ciò che ne rimaneva: sembrava essere stato dilaniato da un branco di animali selvatici. Quella vista mi ha quasi nauseato. [...] Ed è qui che entra in scena lei, Carnegie. vogliamo che ci aiuti a scoprire chi è quell'uomo e che cosa gli è successo.". Il problema è che la vittima è stata assassinata nello stesso modo di un altro uomo dodici anni fa, un certo James Arkel, che era stato un erede al trono di Jack lo Squartatore (Darkside è infatti governata dai discendenti di quest'ultimo, come Jonathan ha appreso nella prima avventura). Quando l'attuale sovrano muore, la sua prole deve combattere la Successione all'Ultimo Sangue, una lotta all'ultimo sangue senza esclusione di colpi in cui il vincitore diventerà il nuovo sovrano di Darkside: "... il rito di passaggio che determina ogni nuovo governante di Darkside. La Successione all'Ultimo Sangue ebbe inizio con il primo governante di Dark side, Jack, che nella sua diabolica saggezza decretò che i suoi figli avrebbero dovuto combattere fino alla morte per determinare chi sarebbe stato l'erede designato. Si sarebbe potuta inseguire la vittoria, lecita o ignobile che fosse, finché si rispettava una sola regola: la battagli doveva aver luogo a Lightside, dopo la morte di Jack. Questo per ricordare le origini del nuovo Rupper di Darkside, e degli abitanti di Lightside irrisoluti e timorosi che li avevano un tempo banditi dal resto di Londra. PEr evitare che scoppiasse una guerra senza quartiere prima della sua scomparsa, Jack decretò inoltre che i suoi eredi vivessero a Darkside sotto falso nome e giurassero di nascondere la loro vera identità fino al giorno della Successione."
 Quando la vittima dell'omicidio di dodici anni prima si rivela essere un erede nascosto dello Squartatore, la città è esplode in un tumulto.
Jonathan e Carnegie vengono aiutati dai membri del giornale di Darkside: "L'Informatore": "Era l'unico quotidiano di Darkside ed era vecchio quasi quanto lo stesso quartiere. Data la generale tendenza verso chi faceva domande e curiosava negli affari degli altri, era stupefacente fosse riuscito a tirare avanti per così tanto tempo. La sua sopravvivenza in parte era dovuta all'insaziabile desiderio del pubblico di leggere di audaci crimini e piani scellerati. Il giornale però svolgeva anche una funzione pratica: in un mondo senza televisione, il modo migliore per vendere qualcosa era pubblicizzarla nelle sue fruscianti pagine di colore marrone.
Anche se tollerato, il giornale non era certo popolare. A Darkside il giornalismo era un modo pericoloso di guadagnarsi da vivere."
Qui Jonathan scopre che la madre scomparsa era una loro reporter, e che è scomparsa più o meno nello stesso periodo in cui è avvenuto il famigerato omicidio. Jonathan è certo che i due eventi debbano essere collegati, per cui se riescono a risolvere l'ultimo crimine, forse possono scoprire cosa è successo a sua madre.
Jonathan torna a Lightside per scoprire altre risposte, scoprendo che, ancora una volta, qualcuno non è chi dice di essere.
Un'altra storia ricca di azione, ma anche di misteri, dove questa volta Jonathan si ritrova a fare un po' da assistente/aiutante all'investigatore privato Carneige (e vediamo approfondirsi anche il loro rapporto di amicizia), ed insieme si ritrovano a dover risolvere un interessante e complicato caso in cui si vede implicata addirittura la successione al governo della città di Darkside. Caso complicato perchè gli abitanti di Darkside sono soliti nascondere sempre qualcosa e questa volta l'evento vede implicato anche una creatura sovrannaturale: la Fenice Nera.
Questo libro ci permette ulteriormente di approfondire l'affascinante ambientazione della città di Darkside, che nel primo libro dava un po' l'impressione di non essere poi un'ambiente così ricco di malvagità. In questo l'autore ha introdotto nuove notizie che rendono effettivamente gli abitanti della città sotterranea più sanguinari, come la Successione all'Ultimo Sangue o il modo in cui i giornalisti sono trattati nella città.

     
 Sopra: In copertina vediamo comparire la Fenice Nera, con le sue piume nere e gli artigli e  il becco sporchi di sangue. A destra altre copertine inglesi/americane del 2007 e del 2008.
 
51 - "DARKSIDE: Trappola nelle tenebre" di Tom Becker con 288 pagine, edito nel 2009 dalle Mondadori Editore (costo di 6,50 euro. Titolo originale: "Nighttrap", 2008).
Le forze del male di Darkside sono tornate all'attacco. Il vampiro Vendetta ha rapito la signora Elwood, la donna che ha fatto da madre a Jonathan dopo la scomparsa di Theresa Starling, e per liberarla chiede un riscatto altissimo: un gioiello di inestimabile valore, la famosa Pietra Scarlatta. Toccherà a Jonathan il compito di procurarselo, come gli fa capire per bene il vampiro Vendetta: "- Non preoccuparti, è al sicuro, per ora. Che continui ad esserlo dipende da te.
- Che cosa vuoi? - chiese Jonathan a denti stretti.
Il vampiro fece un cenno rapido a Raquella.
- Dagli il ritaglio.
La ragazza gli allungo la prima pagina di una copia dell?Informatore di Darkside, occupata interamente da un unico articolo.
 
LA PIETRA SCARLATTA E STATA RITROVATA!
RICCO EREMITA SI AGGIUDICA L'AMBITO TESORO DI DARKSIDE.
di Arthur Blake

[...] Jonathan alzò un sopracciglio confuso.
- E allora? - disse.
Il vampiro rimase immobile con gli occhi fissi sulle creature che stridevano i denti davanti a lui.
- Avrai notato che sia io che Marianne non siamo riusciti nell'intento di accaparrarci la preziosissima pietra. L'intervento di Xavier è giunto del tutto inaspettato. È rimasto nascosto per anni nels suo palazzo a Lightside, si diceva addirittura che fosse impazzito. Ma, a quanto pare, gode di perfetta salute. E ora io e Marianne abbiamo unito le forze per cercare di carpire la pietra dalle sue mani avvizzite.
- E io cosa c'entro in tutto questo?
- Non hai capito? Sarai tu che recupererai la pietra per noi, Jonathan! [...]
- Hai una settimana di tempo - disse freddamente il vampiro. - Consegnaci la pietra entro la mezzanotte di giovedì prossimo o la tua amata signora Elwood conoscerà il significato della parola dolore."
Peccato che la debba rubare dalla cassaforte di Cornelius Xavier, un losco individuo, tanto ricco quanto diabolico, che ha fatto una fortuna dirigendo delle fabbriche di seta a Darkside (de luoghi orribili a quanto pare: "dove la gente lavorava venti ore al giorno e i bambini venivano stritolati dalle macchine"), che vive rinchiuso in una dimora super protetta come una fortezza. Sarà un'impresa a dir poco impossibile, e Jonathan lo sa. Ma per salvare la signora Elwood è disposto a rischiare la vita e assieme a lui ci saranno anche investigatore privato nonché uomo lupo Carneige e Raquella, una ragazza amica di Jonathan che lavora come cameriera al servizio di Vendetta, e che è stata incaricata da quest'ultimo di aiutare il ragazzo nell'impresa, d'altronde come lui afferma: "Sembri sempre così ansiosa di aiutare il ragazzo che ho pensato di venirti incontro e risparmiarti la fatica di tradirmi un'altra volta. Non sono forse un padrone gentile e generoso?".
Così Jonathan e Carniege si ritrovano coinvolti in un altro caso, anche se questa volta dovranno prepararsi a compiere un furto in casa di una persona che sembra innocua (alta "poco più di un metro e mezzo, la postura dolorosamente incurvata", il ventre prominente e la pelle flaccida), ma che in realtà, così come Jonathan ha imparato vivendo un po' a Darkside, non è per nulla ciò che sembra 
Qui conosceremo altri luoghi della città di Darkside, tra cui gli Slattens Garden, un quartiere specializzato nella compra-vendita di gioielli e dove solo le donne vi possono accedere, e dove il trio si reca per cercare informazioni riguardo alla Pietra Scarlatta, il gioiello più prezioso e ambito di tutta Darkside.
Un'altra avvincente avventura ricca di azione (e qualche colpo di scena finale), dove Jonathan si ritroverà a doversela vedere con un'altra mostruosa creatura, che dovrà riuscire a battere se vuole salvare la sua madre adottiva, i suoi amici e ...se stesso, facendo attenzione che nessuno cerchi di tirare loro qualche brutto tiro, d'altronde non ci si può fidare degli abitanti di Darkside.

 
Sopra: A destra la copertina italiana, che mostra Jonathan fuggire da un'orrenda creatura aracniforme, mentre a destra l'edizione inglese del 2008.
 
57- "SUPER BRIVIDI: scuola di morte" di Johnny Rosso con 238 pagine, edito nel 2010 dalle Mondadori Editore.
La vita di Paul Tantum è cambiata. Ha compiuto quattordici anni, e ora sa di appartenere a una famiglia di mutanti. Sa anche che quando muta si trasforma in un licantropo, veloce e fortissimo. Ma l'idea di andare in una nuova scuola, per giunta per mutanti, lo spaventa non poco: "Una scuola tutta nuova alla quale i miei genitori mi avevano iscritto dopo che avevo compiuto i quattordici anni e avevo scoperto di essere un mutante. E i mutanti, anche se non sono obbligati, normalmente frequentano scuole speciali, tutte per loro."
Inoltre, come gli ha spiegato suo padre: "Semplicemente stai per andare in un istituto adatto a te, dove tra l'altro incontrerai altri ragazzi con il tuo stesso dono. È importante che tu ci vada perchè solo così imparerai a controllare veramente i tuoi poteri. È il momento giusto. Alla stessa cosa abbiamo fatto la stessa cosa tua madre e io, e anche tua sorella." 
D'altronde anche se è una scuola per mutanti non esistono due mutanti uguali, e ognuno deve imparare a controllare il suo potere e frequentarla è come vivere un'avventura, come gli dice suo padre all'inizio.
Quando poi sale sullo scuolabus guidato da uno scheletro in divisa Paul capisce che l'avventura è appena cominciata: "Quello scuolabus sembrava uscito da un film dell'orrore da quanto era lugubre. Secondo me portava anche male e lo intuii dal brivido di freddo che mi scorse lungo la schiena. Qualche mente malata e depravata lo aveva dipinto di un viola brillante, che mi riportò alla mente la tinta della fodera delle casse da morto. E già solo uel colore dava sensazioni poco piacevoli.
Ma non era solo quello a inquietarmi, anche la sua forma non era per nulla rassicurante. Sembrava una lunga, lunghissima automobile delle pompe funebri, solo molto più grande. [...] vidi l'autista e per poco non mi piglió un colpo. Era un tipo alto, con addosso una specie di divisa, una tuta lisa, che un tempo doveva essere azzurra, con qualche rammendo. La sua magrezza era tale che era facile immaginare, sotto quella tenuta lurida, uno scheletro senza carne. Il particolare che mi tolse ogni residuo di goccia di saliva dalla bocca furono gli occhi: le sue pupille rosso fuoco mi fissavano come se fossi coperti da scarafaggi."
Peccato che durante il viaggio d'andata in autobus una ragazza comincia a urlare perdendo sangue dagli occhi... e Paul capisce che le cose si stanno già mettendo davvero male. L'autista e un altro ragazzo cercano di aiutare, ma sarà una ragazza di nome Edda risolvere la situazione. Una ragazza che Paul aveva già notato sull'autobus, con: "lunghi capelli neri, lisci come la seta brillavano di riflessi azzurri. Il suo viso, un ovale perfetto possedeva delle deliziose fossette ai lati della guancia. E i suoi occhi, verde smeraldo, erano come quelli di un gatto nero, un taglio leggermente orientale."
Così Paul i ritrova proprio in mezzo a un'avventura, una che non avrebbe mai pensato di vivere.
Fortunatamente già il primo giorno di scuola Paul si fa un nuovo amico: Goroff Cleveroff, una specie di uomo-bestia gigante di quattordici anni, dotato di una forza straordinaria. Adattarsi alla nuova scuola non è facile, soprattutto se una professoressa, la Lugosi, sembra averlo preso di mira poiché teme che lui si ritenga avvantaggiato poiché è un Tantum, inoltre sembra avere dei pregiudizi su di lui e crede che sia lui il colpevole per ciò che è accaduto alla ragazza sull'autobus. La professoressa Lugosi suggerisce addirittura di metterlo in isolamento e questo fa trasformare Paul, che rischia di aggredire la donna. Il preside Tantum comunque chiede a Paul di aiutarlo a capire che cosa sta accadendo all'interno della scuola, poiché sospetta che alcuni demoni vogliano prenderne il controllo. In effetti a scuola sembrano succedere cose strane, e Paul non riuscirà a tenersi fuori dai guai a lungo, e anche Edda non sembra raccontarla giusta ... ma ben presto Paul scoprirà che lei non è l'unica a nascondere qualcosa...
Una storia ricca di avventura, con tanti segreti e identità segrete, in cui parecchi sembrano non essere quello che dicono. Inoltre mi è piaciuta l'ambientazione scolastica, con la scuola di mutanti, i quali a quanto pare proteggono gli umani e la Terra dai demoni, ma in questa avventura Paul scoprirà che le regole del gioco non sono così semplici e che non tutti i demoni sono cattivi e non tutti i mutanti sono buoni.
  
 
 Sopra: Al centro della copertina vediamo l'autista della scuola (viola) per mutanti dove anche il protagonista deve recarsi: una creatura demoniaca e dall'aspetto tutt'altro che rassicurante.
 
63 - "SUPER BRIVIDI: Zombie Kombat" di Johnny Rosso con 224 pagine, edito nel 2012 dalle Mondadori Editore.
Per la scuola degli zombie arriva uno dei momenti più belli dell'anno: la gita! Nella scuola di Matteo tutti sono degli zombie, tranne il preside, chiamato il Giallo, per via del colore della sua pelle: "Il Giallo era il preside, lo chiamavano così epr via del suo colore, non proprio quello di una persona sana. Aveva la pelle come il cuoio, ma bisognava anche capirlo. Un essere umano come lui, che aveva scelto di vivere con noi e di dirigere la scuola, senza mai uscire o quasi, non poteva avere una pelle fresca e delicata come gli esseri umani che vivevano alla luce del sole, in mezzo al verde, o vicino al mare, a respirare l'aria pura."
Matteo e i suoi compagni saranno protagonisti di un gemellaggio con un'altra prestigiosa scuola di zombie e non vedono l'ora: "D'altra parte, non capitava tutti i giorni che la nostra scuola fosse sfidata in una serie di gare da un'altra scuola. 
E' vero, sono cose che capitano molto spesso, ma solo agli studenti umani. Per noi giovani zombie questa era un'occasione unica. Un modo per uscire da quel maledetto tran tran di tutti i giorni, dalla noia mortale, da morti, appunto, quali siamo noi.
Morti speciali, che vivono una vita strana, chiusi all'interno di una scuola, nel sottosuolo di un cimitero, nascosti alla vista degli esseri umani. Un po' per non spaventarli e un po' perchè non siano loro a cacciarci e a farci morire definitivamente. Ma anche per evitare che si mettano a studiarci come fenomeni da baraccone."
La scuola è stata creata dopo che il preside ha scoperto il segreto per ridare la vita alla figlia defunta, Giada, e poi ha ridato la vita anche ad altri ragazzi zombie per farle compagnia e per dare anche ad altri ragazzi l'opportunità di vivere anche dopo la loro morte. Tra l'altro Matteo ha un certo debole per Giada.
Gli studenti sono tutti felici che esista un'altra scuola come la loro, con dei morti viventi come studenti, ma l'entusiasmo si trasforma in puro terrore appena mettono piede nell'edificio. C'è qualcosa di molto strano negli studenti, nel preside e soprattutto nella mensa... E sarà proprio la cucina della scuola a riservare non poche e orride sorprese. 
L'altra scuola è più bella essendo una vecchia villa, anche perchè dà agli studenti la possibilità di stare all'aperto, dentro un giardino con alberi e piante, e offre agli studenti del cibo molto più buono, ma che ha ... qualcosa di strano, qualcosa che rende gli studenti più forti e dall'aspetto più sano, ma che sembra creare anche una serta dipendenza. Inoltre il cibo viene portato in mensa su dei carrelli elevatori in quanto tra gli studenti e il cuoco c'è una sorta di patto: "noi dobbiamo stare alla larga dalla cucina, il cuoco però deve stare alla larga da noi!".
Fortunatamente Marco non ha mai mangiato quella strana carne, anche perchè lui è già abbastanza forte di suo, da quanto il Dottor Morte lo aveva "trasformato in una specie di Mister Muscolo", donandogli una forza anomala, anche se come come spiega Marco: "All'inizio sarei voluto ritornare magro come un tempo e avevo odiato questo mio nuovo corpo. Ma a mano a mano mi ci ero abituato e ora non mi accadeva più di pensarci con rimpianto. tutti mi rispettavano e, dato che non approfittavo mai della mia forza, tutti mi volevano ancora bene come prima."
Proprio per il suo aspetto più forzuto sembra che Matteo sia subito preso di mira da Gaspare che si autodefinisce il "capo della scuola": "Era grosso, con le spalle larghe e un collo che sembrava quello di un toro. Aveva la pelle di un rosso chiaro, quasi umana, un cranio completamente pelato, su cui sfoggiava una strana scritta. Ero leggermente più alto di lui, per cui riuscii a leggere tre lettere: una emme, una d e una u. MDU. Chissà che cavolo voleva dire. Quando fu a pochi passi da me mi squadrò da capo a piedi, con l'aria di chi annusa un avversario. Mi porse la mano e quando gliela strinsi mi accorsi che aveva sei dita.
Lui mi guardò e aprì la bocca. Non voleva sorridermi, ma soltanto farmi notare i suoi denti d'acciaio, che brillavano in modo sinistro."
Anche il preside dell'altra scuola, Mortimer, non sembra un tipo molto raccomandabile, anzi, è qualcuno che crede nella legge del più forte e che "la vita è piena di sfide e che sopravvive solo il più forte." Infatti i giochi organizzati da lui in realtà non si rivelano essere proprio dei giochi nel senso divertente e amichevole del termine, ma più delle sfide pericolose e all'ultimo sangue (anche se a competere sono degli zombie) come: lotte all'ultimo sangue; una gara di scavo di una fossa con le unghie, in cui il vincitore doveva buttare dentro il perdente ricoprirlo con la terra scavata; prendersi a frustate con vipere vive; ecc...
Quella che doveva essere una specie di gita scolastica, con l'occasione di conoscere dei nuovi amici e altri simili a loro, si trasforma in una trappola mortale, e Matteo e i suoi compagni si ritroveranno a dover affrontare prove terribili, che li spingeranno a lottare duramente per sopravvivere, e a dover scoprire un segreto terrificante. Fortunatamente ad aiutare Matteo c'è anche suo ratto zombie Zuppo, che a volte racconta al lettore le cose dal suo punto di vista, ed è proprio lui a capire che c'è qualcosa di strano nella carne offerta dalla mensa della scuola del dottor Mortimer: "... era come se su quale prosciutto avessi visto la figura di un teschio, con la bocca aperta e i denti di fuori, che mi diceva di mangiarlo e nello stesso tempo sarei impazzito se lo avessi fatto."
Una bella storia interessante, con dei protagonisti inusuali e alquanto memorabili: degli zombie, e che contiene al suo interno una certa dose di violenza e di horror (indovinate da dove proviene la carne di cui si nutrono gli zombie), sebbene sempre adatta a lettori della scuola secondaria. Questo è l'ultimo titolo della trilogia, e devo dire che sono riuscita a leggerlo abbastanza tranquillamente senza aver prima letto gli altri, anche perchè il protagonista fornisce degli indizi e delle informazioni su cosa è capitato nei precedenti volumi, per cui non ho avuto problemi a seguire la trama. Nonostante questo sia l'ultimo titolo in realtà avrei apprezzato se ce ne fossero stati altri, anche perchè il finale, che conclude definitivamente questa storia della scuola di Mortimer, sembra promettere altri risvolti interessanti.

 Sopra: Al centro della copertina vediamo alcuni zombie che non sembrano avere per nulla buone intenzioni
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.