Questo è uno speciale in cui vi parlo dei libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in libri con immagini) che ho letto.
I tre libri che vi recensirò oggi sono giusti per il periodo, in vista di Halloween, in quanto si tratta di tre libri gotici.
In due dei quali tra l'altro viene menzionato o compare il personaggio di Dracula: in "Sherlock Holmes contro Dracula" troviamo il detective più famoso del mondo aver a che fare col vampiro più famoso del mondo, mentre in "Children of the night" vediamo quattro ragazzi (3 maschi e una femmina) invitati a trascorrere la notte di Sant'Antonio nel castello di Bram, quello dove, secondo la leggenda, Stoker ambientò il proprio romanzo.
L'altro romanzo di cui vi parlerò è un'alta novità editoriale (assieme a "Children of the night", uscito il 29 settembre 2026), da parte di Abeditore. Si tratta di un romanzo ottocentesco, in cui compaiono fantasmi ed elementi esoterici, oltre ad avere una certa componente investigativa.

"SHERLOCK HOLMES CONTRO DRACULA" di Loren D. Estleman con 251 pagine, edito a luglio del 2008 dalla Gargoyle Books (costo 13,00 euro. Titolo originale: "Sherlock Holmes vs Dracula, or The Adeventure of the Sanguinary Count", 2000).
È l'anno 1890. Una nave fa naufragio sulla costa inglese, l'equipaggio è scomparso, il capitano è stato assassinato, l'unico passeggero è un sinistro cane nero. Un giornalista dei Dailygraph si presenta così da Sherlock Holmes per chiedergli di indagare sullo strano evento: "Per alcuni secondi Mr Parker scrutò il mio amico con quel particolare interesse professionale che accomuna gli scribacchini a servizio dei quotidiani ai cronisti della mia specie. Subito dopo, comunque, assunse l'espressione di chi deve trattare di affari. <<Mr Holmes, sono stato autorizzato dai miei editori a offrirvi un compenso per conto del Dailygraph affinché ci offriate una soluzione del mistero legato agli eventi svoltisi a mezzanotte di ieri al porto di Whitcy>>. [...]
Il giornalista assentì con il capo e attaccò la sua singolare narrazione, che mi sforzerò di riferire in modo assolutamente fedele. [...]
<<Un attimo dopo, tuttavia, quel sospiro ci rimase strozzato in gola nel vedere ciò che il raggio luminoso aveva rivelato.
<<Spettrale in quell'alone di luce gialla, una goletta straniera con tutte le vele issate stava correndo inesorabilmente incontro al banco di scogli omicida>>.
<<Straniera, avete detto?>>, lo interruppe Holmes. <<Che bandiera batteva?>>
<<Nessuna, ma lo scafo era senza possibilità di errore di foggia russa>>.
<<Capisco. Proseguire, vi prego>> [...]
<<Proprio quando tutto sembrava perduto, il vento, che fino a quel momento aveva soffiato rabbiosamente in direzione est, all'improvviso mutò n direzione ovest, e la goletta scivolò all'interno del porto con la facilità di un libro che venga reinserito nello spazio riservatogli in uno scaffale. [...]
<<Ancora una volta in nostro sollievo si rivelò prematuro, poiché come la goletta stava per accostare, il raggio del faro inquadrò uno spettacolo orribile: quello di un cadavere legato al timone, con la testa ciondoloni che sbatteva avanti indietro ad ogni movimento dello scafo. Quella vista inaspettata era così agghiacciante che ci scordammo di ruotare la luce, e il vascello con il macabro carico sparì nell'oscurità della notte. Nel tempo che impiegammo per riprenderci abbastanza da tornare ad agire, si udì un suono stridente seguito da uno schianto, e il raggio fornì conferma di ciò che la maggior parte di noi di era prefissata - la goletta si era andata ad arenare contro l'accumulo sabbioso che si erge accanto all'angolo sud- est del molo di Tate Hill. [...]
<<Bene: la luce del faro aveva appena raggiunto il ponte della nave insabbiata, quando qualcosa che sembrava un cane gigantesco spuntò fuori all'improvviso, si lanciò giù dalla fiancata e sparì nella tenebra>>. [...]
<<Scusatemi>> intervenni. <<Ma nessuno ha pensato a interrogare l'equipaggio riguardo al mistero del morto e del cane?>>
<<Sarebbe stato impossibile, Dottore>> rispose il giornalista con tono grave. <<Vedete, ad eccezione del cadavere al timone, non c'era nessuno altro a bordo della goletta>>."
Il mistero, di cui nessuno riesce a venire a capo è pane per i denti dell'inimitabile Sherlock Holmes, ma per la prima volta nell'arco della sua esaltante carriera il grande detective è in difficoltà. Risulta evidente che gli uomini dell'equipaggio sono stati uccisi e gettati fuori bordo, ma cosa può spiegare l'espressione di orrore stampata sul volto del capitano, il suo fatale dissanguamento, e lo strano carico della nave - cinquanta casse di terra? Il gioco è aperto e Sherlock Holmes, assistito come sempre dal fedele Dottor Watson, si viene a trovare sulle tracce del re dei vampiri in persona - il Conte Dracula...
La storia è preceduta da un'introduzione di Paolo Zaccagnini che analizza la situazione culturale e storica dell'Inghilterra agli inizi dell'Ottocento, dove vivevano gli autori di "Dracula" e di "Sherlock Holmes", parlando anche delle loro biografie e dei motivi che li spinsero a creare queste opere. Dopo la prefazione c'è pure un antefatto scritto dall'autore, che si spaccia come curatore, in cui viene narrato come questa storia sia giunta tra le mani di Estleman, il quale crea quindi una cornice narrativa in cui tale storia è stata proprio scritta da Watson, autore anche delle altre avventure di Sherlock Holmes. In tale antefatto il curatore/autore spiega anche i motivi di come mai tale racconto non è stato pubblicato all'epoca ma come sia rispuntato fuori solo adesso.
Piccole accortezze poi presenti anche all'interno dell'opera, come le ricerche fatte dall'editore della Doubleday sul sistema ferroviario dell'Inghilterra vittoriana scoprendo che, con i cambi treni previsti, Holmes e Watson non avrebbero potuto compiere il viaggio da Londra a Whitby in meno di quarantotto ore, mentre l'autore aveva previsto che lo affrontassero in sole ventiquattro (per contrastare il piano di Dracula si salpare per l'America a bordo della Baltimore). Ciò ha costretto l'autore ad anticipare la storia e a cambiare le date.
Ma facciamo un passo indietro. Infatti la storia parte con Sherlock che viene contattato da un giornalista del Dailygraph salito a bordo della nave che ha portato Dracula in Inghilterra. L'evento strano e sconvolgente che venne riportato nell'opera originale tramite alcuni articoli di giornale suscita lo sconcerto dei giornalisti, che decidono di chiamare in causa il celebre detective per riuscire a risolvere questo misterioso caso. In seguito, probabilmente per pressioni dall'alto, gli chiederanno di abbandonare il caso, che però ormai ha risvegliato la curiosità del celebre detective. Saranno altri ritagli di giornale ad attirare nuovamente la sua attenzione. Sto parlando di quelli riguardanti la vampira Lucy, che adescava bambini durante la notte. Mettendosi sulle tracce della vampira Holmes e Watson faranno così la conoscenza di Van Helsing, del dottor Steward, di Morris e di Lord Godalming. Bello il confronto tra Van Helsing e Sherlock Holmes, anche se sarà l'unico che avremo per tutto il libro, in quanto Van Helsing intima al detective di lasciare stare la faccenda. Holmes tuttavia riesce a intercettare il treno con cui Mina sta arrivando a Londra per incontrare Van Helsing e a salirvi a bordo, riuscendo a parlare con la donna, così da venire a conoscenza delle vicende di Jonathan Harker.
Ironicamente la figura di Dracula è forse più presente in questo romanzo con Holmes che non nella seconda parte del romanzo di Stoker. In una nota finale dell'autore quest'ultimo spiega infatti che "Per gran parte della narrazione Dracula è assente, e la nostra piccola congrega di ammazza-vampiri non può farà altro che interrogarsi su quanto egli sia impegnato a realizzare. La premessa si cui si basa Sherlock Holmes contro Dracula è che il vampiro avesse impiegato il tempo in cui risulta assente dalla scena a incrociare la spada con la più geniale mente investigativa di Londra".
La seconda metà della storia è infatti più di tipo avventuroso che non investigativo, con Holmes e Watson che si impegnano a inseguire e contrastare il mostro, il quale ha rapito la moglie di Watson, regalandoci delle sequenze ricche di azione.
Una storia carina e avvincente, che sfrutta in modo intelligente una reale possibile connessione che avrebbe potuto crearsi tra la figura del vampiro più famoso al mondo e quella dell'investigatore più famoso al mondo. Il primo infatti giunge in Inghilterra proprio nel periodo in cui Holmes si è appena affermato come investigatore privato. Come scritto nella nota finale dell'autore: "Dal momento che il libro fu pubblicato per la prima volta a Londra nel 1897, un semplice calcolo aritmetico fa risalire gli eventi descritti proprio nel periodo in cui Sherlock assurgeva a fama di detective più famoso del mondo. Il dato ci viene confermato dallo stesso Arthur Conan Doyle e, poiché non abbiamo motivo di metterlo in discussione, apparirebbe singolare che un osservatore così acuto come il suo eroe si fosse lasciato sfuggire la presenza in città di un mostro immortale che si nutriva del sangue dei vivi."
La cosa che mi ha un po' sorpreso è mi aspettavo che Sherlock e Watson avrebbero lavorato assieme a van Helsing e alla sua squadra, mentre in realtà quest'ultimo sembra voler estromettere Holmes dalle indagini. I due infatti, dopo un unico incontro prima dell'arrivo di Mina, non si incontreranno più faccia faccia e Sherlock e Watson agiranno indipendentemente. La cosa in realtà ha senso, visto che l'autore ha cercato di sfruttare l'assenza di Dracula dal romanzo di Stoker per inserirvi la figura di Sherlock, lasciando Van Helsing procedere da solo per la sua strada, così come descritto nel romanzo di Stoker. Se i due avessero invece collaborato o lavorato a stretto contatto sarebbe stato più difficile dover giustificare l'assenza di Holmes nel romanzo di Stoker, mentre così appare più che naturale che il breve incontro tra quest'ultimo e Van Helsing sia stato omesso.
Se amate Dracula e siete appassionati di gialli o dei romanzi di Coan Doyle apprezzerete sicuramente questa lettura, la quale getta un nuovo sguardo sulla figura del Conte e del famoso detective, nonché sulla figura di Watson, voce narrante del romanzo.
Sopra: La copertina di "Sherlock Holmes contro Dracula", dallo sfondo prevalentemente grigio, dove sulla destra compare un mantello nero e rosso
"LA TORRE DEI SETTE GOBBI" di con 230 pagine, edito a luglio del 2008 dalla Gargoyle Books (costo 18,00 euro. Titolo originale: "?", 2026).
Nella Madrid dei primi del Novecento, il bohémien Basilio Beltrán – giocatore incallito e uomo molto superstizioso – coltiva la singolare convinzione che i gobbi portino fortuna e per questo motivo ama circondarsene.
"Basilio Beltràn era un giocatore superstizioso. Portava una moneta spezzata e due cornetti d'avorio appesi alla catena dell'orologio. Si sedeva sempre alla sinistra del mazziere; il venerdì non giocava perchè era un giorno nefasto, e coltivava con autentico affetto l'amicizia di tutti i gobbi di madrid, convinto che quelle simpatiche e tristi tartarughe umane recassero nel loro zaino il talismano della buona sorte. [...] Ma ciò che lo irritava di più, fino a mandarlo fuori di testa, era qualche guercio curioso con la cataratta che gli si avvicinava mentre giocava, fatto che spiegava l'odio feroce e inconciliabile che nutriva per il signor Catafalco.
<<Eccola qui, la mia ombra nera!>> ruggiva Basilio quando lo vedeva, raccogliendo subito le fiches per correrle a cambiarle e fuggire dal casinò. uscendo, si voltava e vedeva il signor Catafalco salutarlo con la sua mano scheletrica, fissandolo, ipnotico, con il suo occhio torbido simile a un'ostrica.
Il fatto era che il signor Catafalco provava una strana simpatia per Basilio. Gli piaceva sedersi accanto a lui, chiedergli come stava andando il gioco e rispondere alle sue gomitate e scortesie con l'eterno sorriso macabro dei suoi denti lunghi e gialli, simili a quelli dei cavalli che, dopo una corrida, giacciono morti sulla sabbia dell'arena.
In effetti, il signor Catafalco era davvero uan presenza inquietante. Era alto e scarno come un'ombra e, sotto l'arco ispido delle sopracciglia, aveva un occhio minuscolo e scintillante, che contrastava con l'altro, più grande ma torbido e allucinato, che si apriva come una piaga rotonda tra le cicatrici del suo volto flaccido e biancastro, incorniciato da una folta barba nera."
Questo signor Catafalco, che lo stesso Basilio aveva così soprannominato, non conoscendone il vero nome, si rivela essere lo spettro di un uomo di nome don Robinsón de Mantua, il quale, una notte, durante una delle sue solite partite al casinò, gli appare e gli rivela i numeri vincenti. In cambio però il fantasma chiede un favore: Basilio dovrà scoprire la verità sul suo assassinio. Per farlo, dice lo spettro, dovrà recarsi nel centro storico della città, tra vicoli oscuri e palazzi carichi di memoria. Basilio mantiene la promessa e, seguendo le tracce del delitto, scopre un segreto impensabile: sotto la città moderna si estende un’altra Madrid, costruita nel XV secolo da un gruppo di ebrei che tentavano di sottrarsi all’espulsione. In quel labirinto sepolto vive ancora una setta composta esclusivamente da gobbi dediti al crimine e guidati dal misterioso dottor Sabatino, un uomo pronto a tutto pur di proteggere il proprio rifugio. L’indagine trascina così Basilio in un mondo parallelo fatto di cripte, passaggi segreti, spiritismo e antiche vendette. Per lui, però, questa volta la fortuna non basterà: la partita in gioco è la sua stessa vita.
Una storia molto intrigante e interessante "in cui il gotico, il feuilleton, il poliziesco e la satira di costume convivono con una naturalezza sorprendente" scritta da uno scrittore spagnolo, la quale, sempre citando l'introduzione, "a oltre un secolo di distanza, non ha perso nella della propria capacità di intrigare e divertire", che ci viene portata in italia dalla Abeditore.
La vicenda inizia con quella che sembra una storia di fantasmi, dato che il protagonista avvista di continuo un uomo guercio che scopre però di poter vedere solo lui, per poi scoprire che si tratta dello spirito di un uomo assassinato un decennio prima e che si è rivolto al protagonista, Basilio, poiché è l'unico in grado di vederlo, essendo un ignaro sensitivo.
Basilio supera quindi l'iniziale avversione per il signor Catafalco (così aveva denominato il guercio), dato che scopre che l'uomo non gli porta sfortuna ma che, anzi, lo aiuta pure a vincere una bella somma di denaro al gioco, e gli promette di trovare il suo assassino. Inizia quindi a vestire i panni dell'investigatore, pur senza fare grossi passi avanti, sebbene inizi a sospettare di un paio di parenti del vecchio defunto. Per fortuna diventa amico di un giornalista che usa lo pseudonimo di "Duende della Corte", decisamente più sveglio di lui e più abile a risolvere misteri. Assieme al nuovo amico, Basilio collega la strana morte di Catafalco (il sognor da Mantua) a uno strano furto di gioielli avvenuto in casa di una cantante che il protagonista aveva iniziato a frequentare. Furto durante il quale il ladro ha perso un biglietto con un messaggio cifrao. Tale messaggio verrà decifrato grazie all'aiuto di un altro bizzarro personaggio, un erudito dagli occhiali azzurri e che si definisce un "viaggiatore infaticabile", il quale vende a Basilio e al giornalista l'alfabeto indiano tiahuanaco, grazie al quale è possibile decifrare il messaggio, il quale menziona una certa "Torre dei Sette Gobbi".
Da qui il protagonista e il suo amico giornalista faranno di tutto per svelare l'ubicazione di questa Torre, vivendo incredibili avventure, in cui ritroveranno anche il viaggiatore infaticabile, addentrandosi in oscuri cunicoli sotterranei e labirintici, rischiando più volte la vita, dato che in questa torre abita una società segreta formata da gobbi che praticano della magia legata al zoroastrismo.
Una bella storia, molto originale e intrigante, in cui non mancano misteri e indagini, ma anche ricche sequenze di azione con tanto di fughe e sparatorie, il tutto condito con culti segreti e pratiche magiche, nonché di strani, misteriosi, ma affascinanti personaggi, tra cui anche dei gobbi.
Sopra: La copertina sui toni del bianco, del nero e del grigio, col i caratteri dorati del titolo, in verticale, che vi spiccano sopra.
"CHILDREN OF THE NIGHT: I MISTERI DEL CASTELLO DI BRAM" di con 464 pagine, edito a settembre del 2026 dalla DeAgostini (costo 21,00 euro. Titolo originale: "Children of the night: A hauntingly monstrous horror", 2025).
Dopo l'estate a Villa Diodati, Eve, Hal, Griffin e Ren non possono più fingere di essere soltanto giovani scrittori scelti per reinventare il gotico. Qualcosa in loro si è risvegliato, qualcosa di antico e terribile, e ora un nuovo invito li richiama là dove ogni leggenda sembra avere avuto origine: in Transilvania, oltre la foresta, tra le mura del Castello di Bran.
Ad aspettarli, nelle sale illuminate dal fuoco, c'è un conte enigmatico che somiglia fin troppo al loro vecchio nemico, Florian Necker: "<<Benvenuto nella mia casa! Entri liberamente!>>
Ad aspettarli, nelle sale illuminate dal fuoco, c'è un conte enigmatico che somiglia fin troppo al loro vecchio nemico, Florian Necker: "<<Benvenuto nella mia casa! Entri liberamente!>>
Necker non mi viene incontro: rimane immobile come una statua, a braccia aperte, appena oltre la soglia del castello. Sembra più giovane di quando l'ho visto l'ultima volta al CERN, sorridente metre sfuggivamo alle sue grinfie. I capelli sono più corti, più scuri e pettinati all'indietro, e indossa una giacca da fumo color bordeaux. [...]
Varco la soglia, ed ecco che necker prende VITA!. Mi afferra le spalle in segno di benvenuto. Ha il respiro affannoso, come se avesse appena corso. Forse ha sceso in fretta le scale per venire ad accogliermi. Gli occhi sono cambiati, non più appannati e lattigginosi per l'età come lo erano in Svizzera, ma molto più acuti e vivaci. Sembrano anche di due colori diversi, come quelli di hal, e brillano di una strana luce, forse eccitazione, ma anche dell'altro... quasi come se fosse sotto l'effetto di QUALCOSA. [...]
In cima alle scale il mio ospite apre un'antica porta che immette in una stanza ottagonale; ovviamente siamo in una delle torri. E' una grande camera da letto ben illuminata, con uno scoppiettante fuoco acceso. <<Questa è la sua camera>> mi annuncia, posando le valigie al centro della stanza. <<E ora la cena.>>
Mi precede lungo il corridoio in un altro locale più grande, con un altro camino più grande e un maestoso tavolo lucido a specchio e apparecchiato per due.
<<Dove sono tutti?>>
<<Lei è il primo ad arrivare>> dice necker in tono divertito. <<Direi che può essere l'occasione ideale per conoscerci meglio.>> Si siede di fronte a me. [...]
Sembra più un rapporto maestro-allievo, come se avesse cose da insegnarmi."
Ren, uno dei 4 Young Gothic è stato infatti invitato da Székely (alis Necker) a passare la notte di Sant'Antonio al Castello di Bran, per festeggiare l'anniversario del completamento del manoscritto di Dracula di Bram Stoker sono stati infatti invitat. Székely gli lascia la possibilità di invitare fino a tre ospiti che vengano assieme a lui, e Ren ovviamente invita i suoi altri 3 amici Young Gothic: Griffin (un uomo invisibile), Hal (un Dott. Jekyll/Mr Hide) ed Eve (una sorta di zombie/mostro di Frankenstein).
Ren si reca per primo al castello, ospite direttamente dal Conte, mentre gli altri tre amici prendono alloggio nella locanda del villaggio vicino al castello di Bram.
Presto diventa chiaro che quel maniero, in cui risuonano pianti soffocati e il vino scorre rosso sangue, non è stato preparato per accoglierli. È stato preparato per trattenerli.
Fuori, il villaggio è attraversato da voci inquietanti: una bambina svanita nel nulla, un cadavere ritrovato nel bosco, una scuola dove i più piccoli imparano a dare un nome alle paure che gli adulti preferiscono ignorare. Ogni superstizione nasconde un presagio, ogni mito sembra sul punto di prendere vita.
E mentre la Fondazione Diodati continua a osservarli nell'ombra, gli Young Gothic dovranno scoprire che cosa li attende davvero nella terra di Dracula.
Perché, in Transilvania, i mostri hanno smesso di nascondersi tra le pagine dei libri.
Ora sono là fuori.
E aspettano il momento di colpire.
Fuori, il villaggio è attraversato da voci inquietanti: una bambina svanita nel nulla, un cadavere ritrovato nel bosco, una scuola dove i più piccoli imparano a dare un nome alle paure che gli adulti preferiscono ignorare. Ogni superstizione nasconde un presagio, ogni mito sembra sul punto di prendere vita.
E mentre la Fondazione Diodati continua a osservarli nell'ombra, gli Young Gothic dovranno scoprire che cosa li attende davvero nella terra di Dracula.
Perché, in Transilvania, i mostri hanno smesso di nascondersi tra le pagine dei libri.
Ora sono là fuori.
E aspettano il momento di colpire.
Secondo capitolo della saga scritta da Bennet e arrivata l'anno scorso in Italia con "Young Gothic: gli eredi di Villa Diodati", la quale era un omaggio ai grandi classici della letteratura horror/gotica. I quattro protagonisti (a ognuno dei quali sono dedicati diversi capitoli con il proprio POV) sono degli adolescenti e giovani adulti molto diversi tra loro, ma che nel precedente volume avevano scoperto avere una cosa in comune: sono tutti dei mostri, creature le cui origini risiedono nei grandi romanzi gotici della letteratura mondiale. Romanzi quali "Il dottor Jekyll e Mr Hide" di Stevenson, "Frankenstein" di Shelley, "Dracula" di Stoker e "L'uomo invisibile" di Wells. Non a caso il precedente libro era molto ricco di citazioni a classici della letteratura, ma anche del cinema. Citazioni che non mancheranno anche in questo secondo volume, anche se forse meno numerose, soprattutto per quanto riguarda quelle letterarie, mentre mi pare che quelle cinematografiche siano più frequenti.
Il perno del volume rimangono i 4 protagonisti, tutti ben caratterizzati, con le loro luci e le loro ombre, le loro scelte e le loro paure. Con un'attenzione forse un po' più particolare su Ren, al quale Necker sembra riservare un particolare interesse, e che infatti è stato invitato da quest'ultimo nel castello di Bram, il castello di Dracula secondo le leggende.
Per quasi tutto il libro tuttavia Ren si ritroverà separato dagli altri compagni, e in particolare da Griffin, un rapper piuttosto famoso, che è anche il suo fidanzato, anche se sembra fare fatica a rivelare agli altri il fatto di essersi innamorato di un altro ragazzo. Inizialmente Ren si sente quindi come una sorta di Jonathan Harker prigioniero nel castello, ma potrebbe scoprire che in realtà gli intenti di Necker sono ben altri. Oltre a ciò Ren dovrà imparare a fare i conti e venire a patti con la propria natura di vampiro, il quale ha bisogno di nutrirsi di sangue umano per poter sopravvivere.
Griffin dovrà invece comprendere i suoi sentimenti per Ren e decidere se vuole fare sul serio con lui, affrontando anche eventuali critiche da parte di fan e familiari.
Anche Eve e Hal si troveranno alle prese con delle questioni amorose in sospeso tra loro due, e dovranno decidere come far evolvere la loro relazione, dato che Eve desidererebbe fidanzarsi con Hal e vivere pienamente la loro relazione, ma Hal è spaventato che la propria controparte malvagia possa fare del male a Eve, controparte che in certe situazioni tuttavia si rivelerà piuttosto utile per salvare la pelle ai nostri eroi.
Se Ren dovrà vedersela con Necker al castello, la sua stretta sorveglianza e pianti di bambini nella notte, gli altri dovranno vedersela con un villaggio di persone sospettose nei confronti degli estranei, superstiziose e che tra l'altro hanno appena trovato morto un loro compaesano con collo squarciato dai morsi di un lupo, nonché alle prese con la scomparsa di alcuni dei loro bambini .
Una vicenda emozionante, ricca di colpi di scena e molto interessante che consiglio a chi ha apprezzato il primo volume, in quanto qui potrà ritrovare i precedenti protagonisti e approfondire anche l'antagonista, avendo la possibilità di scoprirne la vera natura.

Sopra: La bella copertina sui toni, questa volta, del blu e del giallo ci mostra il castello di Bram e il suo cancello, che ha la forma di un pipistrello. Molto carini anche gli edges colorati.
Tutti
i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento
di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a
scopo puramente informativo
Nessun commento:
Posta un commento