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lunedì 11 maggio 2026

Il cacciatore di draghi di J.R.R. Tolkien

"Il cacciatore di draghi" di J.R.R. Tolkien è un libro breve scritto da Tolkien, inizialmente nato come racconto per intrattenere i figli, ma che pian piano si è evoluto, modificandosi anche piuttosto radicalmente, fino a raggiungere alla sua forma attuale. Tale edizione tuttavia contiene anche la prima versione manoscritta di "Farmer Giles" e il seguito poi abbandonato da Tolkien.
Una storia ironica, scanzonata e divertente che vede per protagonista un fattore che si ritrova a dover sconfiggere un drago.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione Bompiani del 2005, al centro una ristampa in flessibile del 2019 e a destra l'edizione Rusconi del 1998.

Un contadino abitudinario e un po' fanfarone, costretto a dar la caccia a un drago su cui riesce ad avere la meglio, diventa ricco e rispettato, tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un'antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno. Ma è solo un espediente. Tolkien vi ricorre per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un'atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però possiamo ritrovare qualcosa della nostra quotidianità.
"Aegidius De Hammo era un uomo che viveva ne bel mezzo dell'Isola di Britannia. Il suo nome completo era Aegidius Ahenobarbus Julius Agricola de Hammo; in quei giorni, molto tempo fa, quando quest'isola era ancora felicemente divisa in molti regni, la gente era ricca di nomi altisonanti. Allora c'era più tempo, e meno gente, così che quasi tutti si distinguevano. Comunque, quei tempi sono ormai finiti, perciò, da qui in po, chiamerò quell'uomo in breve, con il nome nella forma volgare: egli era il fattore Giles di Ham, e aveva la barba rossa. [...] Egli era un tipo posato, piuttosto abitudinario, e interessato unicamente ai suoi affari.
La storia ha inizio quando nelle terre del fattore Gile arriva per sbaglio un gigante, miope e anche piuttosto sordo, che aveva perso la strada di casa: "calpestava gli olmi come fossero erba alta, e provocava la rovina delle strade e la devastazione dei giardini, perchè i suoi enormi piedi lasciavano buche profonde come pozzi; se inciampava in una casa, era la sua fine. E tutti questi danni li faceva ovunque andasse perchè la testa, che gli arrivava ben oltre i tetti delle case, lasciava che i piedi se la cavassero da soli."
Avvisato dal fedele cane Garm, Giles esce di casa imbracciando uno schioppo e spara al gigante che, infastidito dalla cosa (pesando che si tratti di un grosso insetto fastidioso) decide di cambiare strada e andarsene.
La notizia di come il fattore Giles abbia sconfitto il gigante tuttavia si diffonde velocemente, ingrandendosi, tanto ad arrivare anche alle orecchie del re, il quale, in seguito dell'arrivo nel regno di un drago, decide di affidare proprio a Giles il compito di uccidere la creatura.
Riuscirà il protagonista a cavarsela anche questa volta? 

  
 Sopra: Due pagine tratte dal primo capitolo, dove a sinistra vediamo un disegno del fattore Giles, il protagonista, e a destra uno del gigante che il fattore riuscirà a scacciare.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni (volute dall'editore per allungare la storia scritta da Tolkien che doveva essere pubblicata come volume unico ma era troppo corta) in bianco e nero di Pauline Baynes, la quale, come scritto nell'introduzione "entrò subito nello spirito del libro e, con lo spirito e le abilità a lei tipiche, produsse più disegni di quelli richiesti, e perfino due tavole a colori.
In realtà inizialmente le illustrazioni erano state commissionate ad un'altra artista: "Dato che Tolkien non aveva nessuna illustrazione pronta per Farmen Giles, suggerì che a realizzarle fosse Milein Cosman, una giovane artista che secondo sua figlia Priscilla meritava una possibilità. La Cosman fu lenta nel produrre le illustrazioni richieste, e quelle che infine presentò nel gennaio e nel luglio del 1948 non piacquero né a Tolkien né alla Allen & Unwin. La Cosman fu scartata (ma ebbe comunque una carriera di successo), e l'incarico venne affidato a Pauline Bayes, le cui vignette comico medievali avevano attirato l'attenzione di Tolkien."
In effetti i disegni in stile medievaleggiante ma allo stesso tempo un po' beffardo ed umoristico della Baynes rendono pienamente lo spirito della storia, ambientata in una sorta di periodo Medievale, ma anche ricca di riferimenti ironici.
Le illustrazioni, dalle linee semplici e pulite e dai tratti netti e precisi, sono solitamente di piccole dimensioni e inserite in mezzo ai testi. Esse rappresentano personaggi o scene descritte nei testi come: il fattore Giles e il suo cane, il drago, uan spada donata a Giles dal Re, Giles che combatte col drago, ecc...

  

  
 Sopra: Alcune pagine con le illustrazioni in bianco e nero e dallo stile medievaleggiante di Pauline Baynes.

"Il cacciatore di draghi" di J.R.R. Tolkien è un libro che contiene una breve avventura ironica (e il suo seguito, anche se incompiuto) che vede per protagonista un fattore che diventa cavaliere, e poi addirittura re in seguito a tutta una serie di bizzarre coincidenze.
Come scritto nell'introduzione: "Giles, il fattore di Ham, come Roverandom, era in origine il protagonista di un racconto inventato da J.R. Tolkien per intrattenere i suoi figli. Una volta messa per iscritto, la storia crebbe in lunghezza e complessità nel corso di quasi vent'anni: da un manoscritto, il testo progredì attraverso quattro dattiloscritti, prima di essere finalmente pubblicato nel 1949.
La prima versione fu scritta a mano in ventisei pagine, è narrata dal "Papà", che all'inizio e alla fine interrompe la storia facendo domande agli ascoltatori. Inoltre egli inserisce la storia in un contesto personale per il su pubblico. [...] Ci sono alcuni giochi di parole, e manca la maggior parte delle arguzie filologiche e delle allusioni erudire che rendono il testo del 1949 così peculiare."
La prefazione è interessante perchè permette di conoscere come è nata questa storia e come si è evoluta. Questa infatti è una vicenda che Tolkien ha originariamente inventato per intrattenere i suoi figli, per poi ampliarla e aggiungervi arguzie filologiche e maggiori dettagli, tanto da trasformarla in un racconto pesato per essere apprezzato più dagli adulti che non dai bambini, che farebbero più fatica a coglierne l'ironia.
La vicende infatti vuole rendere in giro tutte le storie che narrano epiche imprese medievali di coraggiosi e valorosi cavalieri, in quanto qui il protagonista della vicenda è un fattore neanche più tanto giovane, il cui unico scopo è quello di occuparsi delle sue terre. Tutto ciò però cambia quando un gigante arriva per errore nei pressi della casa del fattore, che così si trova costretto a cercare di scacciarlo e ci riesce quasi per caso grazie al colpo di un fucile, che convince il gigante a dare dietrofront e tornarsene a casa.
Da quel momento le sue gesta iniziano a diffondersi e a venire celebrate fino ad arrivare anche alle orecchie del sovrano che invia all'uomo una vecchia spada, che si scoprirà essere un artefatto magico: un'arma creata proprio per uccidere i draghi.
La cosa capita a fagiolo visto che poco tempo dopo l'arrivo del gigante arriva nel regno un drago che inizia a divorare abitanti e animali. La cosa va avanti per mesi, ma nessuno dei cavalieri del re, nonostante le richieste sempre più insistenti del popolo, si decide ad andare ad affrontare il drago. Alla fine il re decide quindi di inviare il fattore Giles, il quale, non proprio contento, parte con la sua cavalla, la spada e un'armatura di fortuna per scacciare il drago.
Nella storia ovviamente si sottolinea quindi l'incapacità dei cavalieri, che non amano fare altro che divertirsi, infischiandosene dei propri doveri, e della cupidigia del sovrano, che si presenta a casa di Giles solo quando scopre che il drago, in cambio della libertà ha promesso a Giles tutto il suo tesoro.
Il fattore Giles invece è uno di quei personaggi tranquilli che vorrebbero pensare solo ai propri affari ma che si ritrovano a dover far fronte ad imprese molto impegnative, nelle quali riescono pure a cavarsela egregiamente grazie a un bel po' di fortuna, acquisendo così una grande fama. C'è da dire comunque che il fattore Giles viene sì spesso aiutato dalla fortuna, ma è stato comunque in grado di fare delle scelte sagge e oculate, il che lo rende un personaggio piacevole, oltre che divertente. 
Oltre a una introduzione e alla versione definitiva della storia il volume contiene anche la prima versione e il seguito (anche se mai concluso), che vedrebbe come protagonista il figlio del fattore Giles. 
Quella di "Il cacciatore di draghi" è una storia breve e piacevole, fiabesca, simpatica e ironica, sebbene all'interno ci si possano trovare  arguzie filologiche e  allusioni erudite (tipo parti scritte in latino). 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 1949 dalla George Allen & Unwin col titolo "Farmer Giles of Ham" ed è stata edita in italiano nel 1999 dalla HarperCollins Publishers.  Il volume in mio possesso è l'edizione del 2005 della Bompiani, che ha 64 pagine, la copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 16,5 cm di lunghezza e costava 19,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 16 marzo 2026

La guida segreta per coltivare i draghi

Qualche tempo fa avevo trovato al mercatino dell'usato: "Il ragazzo che coltivava i draghi", un romanzo per ragazzi che vede come protagonista un ragazzino che scopre nel giardino del nonno una pianta che fa nascere... draghi!
Più o meno nella stesso periodo, visto che c'era lo sconto del 20% sui libri della Gribaudo ho acquistato anche un altro volume della serie, quello di cui vi parlerò oggi: "La guida segreta per coltivare o draghi" scritto da Andy Shepherd e con le illustrazioni di Sara Ogilvie.
 
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo verde spicca il titolo giallo, nonchè i vari draghetti dai colori sgargianti agggrappati ai rami della painta da cui nascono i draghi, con i suoi fori e frutti rossi/arancioni.
 
"L’avete vista? proprio lì, tra i rovi e le ortiche? Una brillante macchia di colore che sfreccia nel verde. Una farfalla? Un uccello? No, troppo scagliodo. E aveva la coda. 
Ma l'avete visto, vero? Lo sapevo! Perché avete gli occhi aperti. A volte la magia è proprio lì, davanti a noi. A volte bisogna cercarla davvero. Il nonno dice che a volte bisogna volerla trovare.
 Noi l'abbiamo trovata proprio qui, nel suo giardino, dove piccoli draghi svolazzano e guizzano , brillando e scintillando nella notte stellata.
E lasciate che vi dica cge una volta vista quetsa brillante esplozionione di colore, non si piò più tornare indietro!
Queste parole ci sono riferite dal protagonista della vicenda: Tomas, personaggio che, dopo cinque libri, i lettori avranno imparato a conoscere piuttosto bene. In questa nuova avventura a Tomas è venuta una nuova idea: scrivere una guida con "tutte le cose che sarebbe stato bello sapere fin dall'inizio in un unico posto, facili da leggere e da trovare", prima di trovare in giardino una pianta di frutti del drago da cui nascono veri draghi!
Come siega Tomas nella sua guida: "Gli alberi di frutti del drago sono originari del Messico, ma oggi si trovanp in tutto il mondo. Ne ho trovato uno nel giardino di mio nonno! [...] Naturalmente , non tutti producono draghi, ma questo lo vedremo più avanti! Ecco cosa dovee cercare:
Un albero con:
  • tronco peloso e nodoso
  • lunghe braccia verdi da cactus spinoso
  • strana cma frondosa
  • viticci arancioni e gialli, che sembrano un'esplosione di fiamme!
  • fiori di un bianco lunare, grandi come la mia testa!  
[...] Dopo che i viticci sono cresciuti e i fiori bianchi come la luna sono sbocciati,  frutti inizieranno a crescere."
Inizialmente tutto sembra scorrere tranquillo, almeno fin quanto Tom non si ritroverà a dover avere a che fare con tanti nuovi draghetti appena nati, di cui uno piuttosto aggressivo e battagliero, e una volpe affamata che si aggira nei paraggi.
 

Sopra: Le pagine che mostrano il protagonista mentre inizia a scrivere òa sua guida segreta per coltivare draghi.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Sara Ogilvie, le quali hanno uni stile simpatico e buffo, con personaggi dai volti espressivi, dalle teste tonde e dai grandi occhi rondi e bianchi con all'interno un pallino nero che fa da pupilla. I disegni hanno un aspetto semplice ma curato e in certe illustrazioni non mancano alcuni dettagli, mentre i vari elementi sono tracciati con linee nette, pulite e ben marcate.
I disegni servono a rappresentare, oltre che l'aspetto dei vari personaggi e dei draghi, alcune delle scene descritte nei testi, come: quella in cui Tomas inizia a scrivere di sera nella propria camera la guida sui draghi, quella con Tomas che parla col nonno mentre quest'ultimo fa giardinaggio; Tom che parla con la sorellina; il protagonista e i suoi amici che volasno assieme ai loro draghi; ecc...
In questo volume però si aggiungono anche i disegni corredate alla guida sui draghi che scrive Tomas. Tali immagini hanno il medesimo stile delle altre, ma in questo caso servono a mostrare ai lettori qualche elemento particolare di cui il protagonista parla nella propria guida, come ad esempio graghi di varie razze e di diverso aspetto, la pianta da cui i draghi nascono, costellazioni a forma di drago, il cibo mangiato dai draghi, ecc.. 
Ci sono poi delle schede che descrivono le caratteristiche di ciascun drago nato dalla pianta, ciascuna accompagnata da un'illustrazione che raffigura il draghetto in questione.
Per quanto riguarda l'aspetto dei draghi l'artista lo ha rappresentato in modo piuttosto classico: simili a delle lucertole giganti, col muso allungato come quello di un cavallo, le scaglie lucenti, le ali da pipistrello, le dita con gli artigli e le scaglie appuntite sul dorso.  
Rispetto al primo volume però, ha cercato di donare loro anche una certa varietà e di diffeenziarli maggiormente nelle loro caratteristiche fisiche: alcuni hanno corpi tozzi e amssicci e altri più snelli e allungati, qualcuno presenta corna che sembrano dei coralli e altri corna che sembrano piume, alcuni hanno ali da pipistrello e altri ali da uccello, alcuni hanno teste rodonde e dal muso schiacciato e altri teste piccole e dal muso allungato, ecc...
Inoltre in questa guida i draghi si differenziano tra loro anche nelle dimensioni, in quanto se nel primo libro le loro dimensione erano molto esigue, essendo tutti cuccioli, adesso alcuni di loro sono diventati adulti e quindi le loro dimensioni sono di conseguenza aumentate.

  


 
Sopra: Alcune pagine con illustrazioni di Sara Ogilvie in bianco e nero dei draghi, oppure di Tom con il nonno o con i suoi amici. Al centro e in basso potete vedere anche alcune pagine proveneit dalla Guda segreta che il protagonista sta scrivendo.
 
"La guida segreta per coltivare o draghi" di Andy Shepherd è un libro carino per ragazzi amanti dei draghi. Nel primo volume i lettori avevano conosciuto questo bambino di nome Tom che scopre nel giardino del nonno uno strano cactus dai frutti esotici, frutti da cui però escono... dei draghi. Frutti dac ui nascerà anche il nuovo amico di Tom: un piccolo drago rosso (che però ha la capacità di cambiare colore in base alle emozioni). 
Come spiega il protagonista: "Naturalmente, quando trovai l'albero di frutti del drago nel giardino del nonno non sapevo nemmeno cosa fosse. [...] Ovviamente all'epoca non avevo idea che al suo interno crescsse davvero un drago, così quando si schiuse nel cuore della notte e il drago atterrò nella mia stanza mi spaventai, pensando che fosse una specie di verme mutante!
ma poi vidi Scaglia. Questo piccolo drago scintillante come un rubino. E BAM, il mondo si illuminò, come le sue scaglie. E quello fu il momento in cui la mia vita cambiò per sempre. Percè una volta coltivato un drago, hai un amico per la vita.
Dopo varie avventure Tom e i suoi amici sono ormai diventati degli esperti nel coltivare, crescere e addestrare questi draghi, per cui Tom in questo volume decide di scrivere una guida che raccolta al suo intenro tutte le informazioni da lui apprese nel corso dei precedenti cinque romanzi della serie.
La storia è carina e anche piuttosto originale, anche se almeno inizialmente in questo volume non c'è una vera e propria storia, in quanto la maggior parte delle pagine sono occupate appunto da questa guida in cui il protagonista spiega varie informazioni riguardanti i draghi. La guida è piuttosto completa e affronta un po' di tutto:
  1. Come nascono i draghi e la pianta dei frutti del drago 
  2. I draghi attivatori (cioè quelli che rendono una normal epianta di frutti del drago magica)
  3. La stella polare
  4. Dove tenere un drago 
  5. Suggerimenti e consigli di volo
  6. L'imprintig
  7. Schede sui vari tipi di draghetti nati dalla pianta 
  8. Capire se un drago è maschio o femmina
  9. Abitudini alimentari
  10. I draghi cinesi 
  11. L'addestramento dei draghi
  12. Come diventare un sussurratore di draghi 
Queste parti enciclopediche sono comunque intervallate da brevi episodi di vita quotidiana del protagonista, in cui racconta ad esempio degli scambi e delle conversazioni con i suoi amici (molti dei quali però stanno facendo dei viaggi in giro per il mondo) oppure delle sue interazione col nonno e altri familiari (tipo i genitori e la sorellina), oppure di come assiste alla schiusura dei frutti del drago e alla nascita di tanti nuovi draghetti, dei suoi voli con Scaglia, ...
Si fa spesso riferimento comunque anche ad episodi accaduti nei precedenti volumi come quando Tom riferisce di come ha scoperto per la prima volta la pianta di frutti del drago, del suo primo incotro con scaglia, di come la pianta è arrivata nel giardino di suo nonno, di quando il fuoco di Scaglia ha rivelato su una mappa la Città Nascosta dei draghi, del primo volo con Scaglia, ...
La storia entra un po' più nel vivo solamente quando il protagonista inizia a preoccuparsi per la possibile presenza di una volpe che potrebbe minacciare i cuccioli di drago e per la presenza di un piccolo drago molto aggressivo e combattivo, di cui Tom non a come allontanare dal proprio giardino; e di come aiutare i suoi amici a trovare un albero albero dei frutti del drago.
Rimane sempre carina l'idea del fatto che i draghi nascano da una pianta che il protagonista si ritrova in giardino e che ciascun drago abbia delle caratteristiche uniche che lo differenzia da tutti gli altri, ma che allo stesso tempo lo renda imprevedibile e non sempre facile da gestire. Ho apprezzato anche nel notare una certa crescita nel protagonista, che alla fine del libro sembra diventare più maturo rendendosi conto ci aver ancora molte cose da imparare e da scoprire, nonostante all'inizio fosse convinto ormai di sapere tutto sui draghi, e invece alla fine capisce che nella vita non si smette mai di imparare: "<<Il fatto è>> dissi <<che volevo svrivere la guida definitiva. Ma alla fine non ne so così tanto come pensavo.>> [...]
<<Ma non sapevo nulla dei draghi della Cina prima di incontrare Luan, Liang e Meilin. O di Quetzalcoat in Messico. Probabilmente ci sono draghi in tutto il mondo di cui non ho mai sentito parlare. Quindi ci deve essere ancora molto da scoprire.>>
Il nonno rise. >>E' un buona coaa. la vita è fatta di apprendimento. Le cose crescono, e anche le guide.>>" 
Proprio basandosi su questa idea che la guida non può essere definitiva e può esserci ancora altro da aggiungerci alla fine l'autore ha lasciato alcune schede bianche per il lettore, cercando di coinvolgerlo non solo nella lettura, ma anche nella scrittura di questo libro, facendolo sentire effettivamente parte della squadra di supereroi/amici del protagonista. 
Ho trovato questo stratagemma piuttosto carino, e la storia è comunque molto piacevole, coinvolgente e veloce da leggere per dei bambini a partire dagli 8 anni, i quali apprezzeranno anche le varie informazioni riunite in questa guida, che riassumono un po' tutto ciò che avevano appreso in passato dai precedenti volumi.
 
Questo volume è stato edito nel 2018 col titolo "The ultimate guide to growing dragons" dalla Piccadilly Press, ed è stato pubblicato in italiano nel 2022 dalla GRIBAUDO Edizioni, ha una copertina rigida, ha 256 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14,7 cm di lunghezza e costa 12,90 euro.
 
Ecco tutti i libri della saga del RAGAZZO CHE COLTIVAVA DRAGHI:
  •  "Il ragazzo che coltivava i draghi" (ottobre 2022): Immagina se potessi far crescere draghi… nel tuo giardino! Noi coltiviamo draghi. E vi assicuro che causano molti più guai dei cetrioli. Ecco le cose che i cetrioli non fanno: La cacca nella colazione di papà. Cavalcare il tuo gatto come un toro da rodeo. Dare fuoco allo spazzolino mentre ce l’hai in bocca. Ma i cetrioli non hanno nemmeno scaglie splendenti che brillano controluce, né occhi luminosi che ti guardano dritto in fondo al cuore. Né si accoccolano sulle tue spalle facendoti il solletico all’orecchio con il loro alito tiepido. Insomma, chi non vorrebbe crescere un drago tutto per sé?
  • "Il ragazzo che addestrava i draghi" (ottobre 2022): Benvenuti a tutti voi, cacciatori di draghi disperati! Immagino che abbiate scelto questo libro per due ragioni: 1. Avete sentito che alleviamo draghi e volete far parte di questa avventura infuocata. 2. Avete già il vostro albero di frutti del drago che vi ha sfornato un bel draghetto, ma non avete idea di come gestirlo. Scommetto che sembra tutto così magico, vero? Allevare un drago... E lo è, non fraintendetemi. Ma quando si attiva lo sbuffo sputafuoco, è come portarsi a spasso un vulcano capriccioso... Perciò procuratevi dei guanti da forno, siate pronti a nascondere i buchi nei pantaloni, e leggete attentamente. Perché sto per raccontarvi cosa significa sul serio vivere con i draghi.
  • "Il ragazzo che volava con i draghi" (marzo 2023): Coltiviamo e addestriamo draghi. Alcuni emanano bagliori luminescenti, altri possono ghiacciarti con un’alitata e altri ancora sputano fiamme che incendiano il cielo. Ma mentre aspettiamo seduti in cerchio a gambe incrociate davanti a un frutto del drago maturo che sta per aprirsi e regalarci un nuovo cucciolo, è meglio che ti dica qualcosa che ancora non sai. Perché non ho raccontato proprio tutto, riguardo a questa storia, e ciò che sto per dirti potrebbe farti passare la voglia di adottare e allevare un drago tutto tuo...
  • "Il ragazzo che sognava i draghi" (giugno 2023): Sogniamo draghi. Draghi che si librano, che ruggiscono, che guizzano nel fuoco. Mentre ce ne stiamo beati sotto le lenzuola, illuminano il nostro sonno. Luccicanti, scintillanti, incandescenti. Ma i sogni sono solo l’inizio di una storia ancora più grande. Perché, sapete, i nostri draghi non vengono a trovarci soltanto in sogno…
  • "Il ragazzo che cantava con i draghi" (settembre 2023): Nel giardino del nonno, l’aria crepita di magia. I draghi svolazzano tra le piante di fagioli e i cespugli di lamponi. E quando alzo la testa verso le stelle e chiudo gli occhi, vedo la figura lucente e vermiglia di Scaglia che si libra nel cielo. Qui, nel giardino del nonno, sono il ragazzo che sussurra ai draghi. Il mio compito è proteggere queste creature esuberanti e misteriose... qualsiasi incognita, segreto o viaggio io debba affrontare.
  • "Guida segreta per coltivare i draghi" (gennaio 2024): L’hai vista? Una brillante macchia di colore, che guizza nel verde. L’hai vista, non è vero? Lo sapevo! È perché sei un tipo sveglio. E adesso anche tu vuoi coltivare i draghi. Beh, ecco la mia guida con tutte le cose che avrei voluto sapere prima di trovare in giardino una pianta di frutti del drago da cui nascono veri draghi!
 
    
  
    
  Sopra: Le copertine dei vari libri che compongono questa serie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 5 gennaio 2026

Il ragazzo che coltivava i draghi di Andy Shepherd

"Il ragazzo che coltivava i draghi" è un romanzo per ragazzi scritto da Andy Shepherd e con le illustrazioni di Sara Ogilvie che vede come protagonista un ragazzino che scopre nel giardino del nonno una pianta che fa nascere... draghi!
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo azzurro spicca il titolo giallo e arancione, nonchè i rami della painta da cui nascono i draghi, con i suoi fori e frutti rossi/arancioni, mentre in basso possiamo vedere il protagonista mentre guarda in alto il suo draghetto rosso.
 
Immagina se potessi far crescere draghi… nel tuo giardino! Come ci spiega Tomas, il protagonista: "Noi coltiviamo draghi. E vi assicuro che causano molti più guai dei cetrioli. Ecco le cose che i cetrioli non fanno: La cacca nella colazione di papà. Cavalcare il tuo gatto come un toro da rodeo. Dare fuoco allo spazzolino mentre ce l’hai in bocca. Ma i cetrioli non hanno nemmeno scaglie splendenti che brillano controluce, né occhi luminosi che ti guardano dritto in fondo al cuore. Né si accoccolano sulle tue spalle facendoti il solletico all’orecchio con il loro alito tiepido. Insomma, chi non vorrebbe crescere un drago tutto per sé?"
Infatti, un giorno, mentre Tomas e il nonno stanno lavorando in giardino i due scoprono uno strano albero che non avevano mai visto prima, un albero da cui Tomas, a sue spese, scoprì ben presto che nascono dei draghi: "Finchè non restò che un pezzo di terra... e la pianta più strana che avessi mai visto.
Era più alta di me, e le miei mani piene di vesciche non sarebbero riuscite ad abbracciare tuutto il tronco. Che non si vedeva a causa di alcuni rami spinosi che gli screscevano intorno.
- Sembra un mocio per pavimenti gigante dichiarò il nonno. -Ma in versione verde, spinosa e attorcigliata, ecco.
In eftti non aveva tutti i torti.
Dai rami da cactus spuntavano dei viticci gialli e arancio, simili a delle fiamme. E su ogni viticcio era cresciuto un frutto. Alcuni erano grossi e rossi e pronti per essere colti, mentre altri erano piccoli, verdi, dall'aria acerba. ma tutti avevano delle strane foglie appuntite come quelle dell'ananas. Erano così diversi da qualsiasi altro tipo di frutta avessi visto a casa mia che allungai la mano per toccarli."
Tomas infatti si porta a casa uno dei frutti che si era staccato dall'albero ma, poche ore dopo, il frutto esplode rivelando al suo interno un piccolo draghetto rosso.
Tomas è un po' spaventato e sorpreso della faccenda, e decide di tenersi il draghetto e prendersene cura, senza dire nulla per ora a genitori e parenti.


Sopra: Le pagine che mostrano il protagonista mentre sta per toccare uno dei frutti della pianta da cui nascono draghi (anche se questo il bambino ancora non lo sa).

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Sara Ogilvie, le quali hanno uni stile simpatico e buffo, con personaggi dai volti espressivi, dalle teste tonde e dai grandi occhi rondi e bianchi con all'interno un pallino nero che fa da pupilla. I disegni hanno un aspetto semplice ma curato e in certe illustrazioni non mancano alcuni dettagli, mentre i vari elementi sono tracciati con linee nette, pulite e ben marcate.
I disegni servono a rappresentare, oltre che l'aspetto dei vari personaggi e dei draghi, alcune delle scene descritte nei testi, come: quella in cui Tomas e il nonno trovano la pianta dei draghi in giardino; qulla dove il frutto di drago esplode e il draghetto vi esce; quella dove vediamo Tomas pulire il pavimento dalla cacche del drago; Tomas e il nonno mentre consultano un libro sui draghi; ecc...
Per quanto riguarda l'aspetto dei draghi l'artista lo ha rappresentato in modo piuttosto classico, se non fosse per le dimensione molto esigue di questi draghetti che escono da questi frutti: simili a delle lucertole giganti, col muso allungato come quello di un cavallo, le scaglie lucenti, le ali da pipistrello, le dita con gli artigli e le scaglie appuntite sul dorso. 
 

 

 
 
 Sopra: Alcune pagine con illustrazioni di Sara Ogilvie in bianco e nero dei draghi, oppure di Tom con il nonno o con i suoi amici.
 
"Il ragazzo che coltivava i draghi" di Andy Shepherd è un libro carino per ragazzi che vede per protagonista un bambino di nome Tom che scopre nel giardino del nonno uno strano cactus dai frutti esotici, frutti da cui però escono... dei draghi? Tom senza saperlo si porta a casa uno di questi frutti, il quale gli esplode in camera una sera rivelando un piccolo drago rosso (che però ha la capacità di cambiare colore in base alle emozioni). Per Tom, nonostante la sorpresa e lo spavento iniziali e la seccatura di dover rimettere la camera in ordine, questa è la sorpresa più bella di sempre! D'altronde quale bambino non sognerebbe di poter avere come amico un drago?
Pian piano inoltre Tom imparerà a conoscerlo e a prendersene cura, scongiurando eventuali disastri: scopre ad esempio come ripulire al meglio la cacca di drago, che brucia e quando si secca diventa esplosiva. Scopre inoltre che (per sua fortuna) quest draghi sono vegetariani (probabilmente perchè sono nati da una piana?)
La storia è carina e anche piuttosto originale, con questa idea dei draghi che nascono da una pianta, anche se all'interno, soprattutto all'inizio, è possibile ritrovarvi alcuni cliché classici dei libri per ragazzi, tipo il fatto che la creatura appena scoperta deve essere tenuta nascosta a tutti, e che nel cercare di fare ciò il protagonista si metterà in qualche pasticcio o farà qualche figuraccia. 
Fortunatamente Tom ad un certo punto capisce di aver bisogno di aiuto, dato che si rende conto che dalla pianta non è nato un solo drago e che ne nasceranno altri ancora, e decide di rivelare il proprio segreto ai suoi amici. Peccato che anche gli amici desidereranno avere un drago e la pianta sembra proprio pronta a fare nascere altri frutti.
Una storia carina che parla di draghi ma partendo da un'idea semplice ed originale: il fatto che i draghi nascano da una pianta che il protagonista si ritrova in giardino. Nonostante poi i draghi abbiano un aspetto abbastanza classico presentano comunque delle caratteristiche interessanti: come il fatto di essere molto piccoli, di poter cambiare colore in base alle loro emozioni o per mimetizzarsi, che siano vegetariano e che ogni drago presenti delle caratteristiche diverse dagli altri. Non mancano neppure alcuni cliché tipici del genere, come il fatto di dover tenere segreti gli animali e che questo porterà a qualche problema (per fortuna niente di troppo grosso), ma la storia rimane sicuramente molto piacevole, coinvolgente e veloce da leggere per dei bambini a partire dagli 8 anni.
 
Questo volume è stato edito nel 2018 col titolo "The boy who grew dragons" dalla Piccadilly Press, ed è stato pubblicato in italiano nel 2022 dalla GRIBAUDO Edizioni, ha una copertina rigida, ha 224 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14,7 cm di lunghezza e costa 12,90 euro.
 
Questo libro conta diversi seguiti:
  •  "Il ragazzo che addestrava i draghi" (ottobre 2022): Benvenuti a tutti voi, cacciatori di draghi disperati! Immagino che abbiate scelto questo libro per due ragioni: 1. Avete sentito che alleviamo draghi e volete far parte di questa avventura infuocata. 2. Avete già il vostro albero di frutti del drago che vi ha sfornato un bel draghetto, ma non avete idea di come gestirlo. Scommetto che sembra tutto così magico, vero? Allevare un drago... E lo è, non fraintendetemi. Ma quando si attiva lo sbuffo sputafuoco, è come portarsi a spasso un vulcano capriccioso... Perciò procuratevi dei guanti da forno, siate pronti a nascondere i buchi nei pantaloni, e leggete attentamente. Perché sto per raccontarvi cosa significa sul serio vivere con i draghi.
  • "Il ragazzo che volava con i draghi" (marzo 2023): Coltiviamo e addestriamo draghi. Alcuni emanano bagliori luminescenti, altri possono ghiacciarti con un’alitata e altri ancora sputano fiamme che incendiano il cielo. Ma mentre aspettiamo seduti in cerchio a gambe incrociate davanti a un frutto del drago maturo che sta per aprirsi e regalarci un nuovo cucciolo, è meglio che ti dica qualcosa che ancora non sai. Perché non ho raccontato proprio tutto, riguardo a questa storia, e ciò che sto per dirti potrebbe farti passare la voglia di adottare e allevare un drago tutto tuo...
  • "Il ragazzo che sognava i draghi" (giugno 2023): Sogniamo draghi. Draghi che si librano, che ruggiscono, che guizzano nel fuoco. Mentre ce ne stiamo beati sotto le lenzuola, illuminano il nostro sonno. Luccicanti, scintillanti, incandescenti. Ma i sogni sono solo l’inizio di una storia ancora più grande. Perché, sapete, i nostri draghi non vengono a trovarci soltanto in sogno…
  • "Il ragazzo che cantava con i draghi" (settembre 2023): Nel giardino del nonno, l’aria crepita di magia. I draghi svolazzano tra le piante di fagioli e i cespugli di lamponi. E quando alzo la testa verso le stelle e chiudo gli occhi, vedo la figura lucente e vermiglia di Scaglia che si libra nel cielo. Qui, nel giardino del nonno, sono il ragazzo che sussurra ai draghi. Il mio compito è proteggere queste creature esuberanti e misteriose... qualsiasi incognita, segreto o viaggio io debba affrontare.
  • "Guida segreta per coltivare i draghi" (gennaio 2024): L’hai vista? Una brillante macchia di colore, che guizza nel verde. L’hai vista, non è vero? Lo sapevo! È perché sei un tipo sveglio. E adesso anche tu vuoi coltivare i draghi. Beh, ecco la mia guida con tutte le cose che avrei voluto sapere prima di trovare in giardino una pianta di frutti del drago da cui nascono veri draghi!
 
  
 
  
  Sopra: Le copertine dei vari libri che compongono questa serie.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 18 agosto 2025

Enciclopedia dei draghi di Emily Hawkins e Jessica Roux.

Vi parlo (stavolta con un certo ritardo visto che il libro è uscito a novembre del 2024 e io l'ho visto solo ora) dell'ennesimo volume della serie delle enciclopedie illustrate da Jessica Roux pubblicate in Italia dalla casa editrice Il Castello che trattano argomenti magici e fantastici.
Questo nuovo titolo è dedicato ai draghi e si intitola infatti: "Enciclopedia dei draghi" di Emily Hawkins e illustrato da Jessica Roux. Di questa serie vi avevo già parlato di "Enciclopedia delle fate" (2020),  "Enciclopedia delle sirene" (2022) ed "Enciclopedia degli animali fantastici" (2023)
 
 Sopra: La bellissima copertina dallo sfondo nero su cui spiccano il tittolo e i decori doati, nonchè l'illustrazione posta al centro.

Come per altre opere di cui vi avevo già parlato (vedere ad esempio la serie delle Ologie), anche questo libro si presenta al lettore come una sorta di diario/manuale che vuole far scoprire e insegnare al lettore varie informazioni e scoperte, in questo caso riguardanti i draghi.
Come scritto sul retro di copertina: "Per secoli si sono tramandate storie di maestose creature sputafuoco, ma si tratta di semplici leggende o c’è un fondo di verità in questi antichi racconti? Addentratevi in questo manuale per studenti di recente scoperta sull’Accademia di Scolomanzia: l’unica scuola per cavalieri di draghi. Questo volume dettagliato, scritto dall’esperta dragologa Anastasia Vladislav, svela conoscenze un tempo note solo agli studenti di questa scuola esclusiva. Incontrerete i draghi del mondo, scoprirete le loro abitudini e i loro habitat, capirete le ragioni scientifiche per cui sputano fuoco ed esplorerete i misteri delle loro tecniche di volo. Preparatevi a scoprire un mondo segreto che delizierà gli appassionati di fantasy di ogni età.
All'inizio del libro vi è pure una nota dell'editore che afferma: "Sebbene i contenuti di questo libro siano certamente intriganti, l'editore desidera chiarire che non è in grado di comprovare l'autenticità del volume originale né del diario allegato del signor Thaddeus Quinn. Non possiamo dunque confermare in maniera definitiva l'esistenza dei draghi."
Questo sarebbe infatti un manuale per insegnare agli allievi della scuola di Scolomanzia, "l'unica scuola al mondo per cavalieri di draghi", tutto ciò che devono sapere riguardo a queste creature per poter diventare membro dei Solomari, "un gruppo selezionato di cavalieri di draghi con potere sui venti e sulla pioggia". Tale manuale è stato scritto a quanto pare proprio dalla preside della scuola, Anastasia Vladislav, "come guida per tutti gli studenti allo straordinario mondo dei draghi. Da queste pagine, imparerai la loro anatomia e il ciclo vitale, oltre alle abitudini e al comportamento delle diverse specie nel mondo. Il libro include anche capitoli di studio più avanzato, con indicazioni per distinguere le uova, crescere i cuccioli e cavalcare i draghi."
Nel manuale, come già anticipato dalla preside, i lettori potranno trovare i seguenti argomenti: una presentazione dell'accademia, i draghi antichi, l'anatomia dei draghi, il loro ciclo vitale, il loro comportamento, le tecniche di caccia, come fanno a volare e a produrre fuoco, le dimore e gli habitat, la ricerca sui draghi, le uova, la cura dei cuccioli, l'addestramento e le tecniche di volo ed infine il controllo del tempo atmosferico.
Una grossa parte centrale del volume è inoltre dedicata alla presentazione delle varie razze di draghi del mondo. In Europa troviamo ad esempio il Drago Europeo, il Lindwyrm, o il peluda; in Asia il Drago Cinese  e quello Giapponese d'acqua, oltre al Serpente Indiano o all'Urlatore Babilonese; in Africa c'è lo Strangolare Sahariano, il Ninki nanka o lo Iaculo; nelle Americhe troviamo esemplari come lo Snallygaster, il Wyrm Artico, il Tombolo, il Serpente Piumato o l'Amaro; mentre tra quelli dell'Australia e dell'Oceani troviamo il Mo'o, il Taniwha e il Lanciafiamme Australiano.

 Sopra: Due pagine interne che parlano delle razz di draghi che vivono in Asia.
 
Il manuale è corredato da numerose illustrazioni, cosa molto comune, se non obbligatoria, nelle opere di stampo divulgativo.
Lo stile di Jessica Roux è "old style", nel senso che ricorda quello delle illustrazioni che si trovavano nei vecchi libri per l'infanzia.
Anche per questo volume l'artista non ha dovuto rappresentare esseri umani, come era capitato con le sirene o le fate, ma proprio degli animali, sebbene la presenza di esseri umani non sia del tutto assente dal volume. Oltre alle rappresentazioni dei draghi vediamo comparire anche persone, ad esempio nel capitolo sulla ricerca dei draghi (dove vediamo una donna che osserva di nascosto un paio di esemplari), sull'addestramento e l'approccio  (in cui vediamo un bambino mentre coccola un drago), o quello dedicato al volo (dove vediamo una donna mostrata con l'abbigliamento tipico da per cavalcare un drago, o quello sulla cura dei cuccioli  (dove c'è una bambina che tiene in mano un cucciolo di drago), ... 
Vi sono poi le illustrazioni che riguardano i draghi e tutto ciò ad essi correlato (ad esempio i loro tesori, i loro escrementi, le loro uova, le impronte, la loro biologia...). Nonostante ad una prima occhiata possa sembrare che l'artista abbia insegnato tutti i draghi in modo molto simile in realtà si vede che l'artista si è impegnata a donare a ciascuna razza alcune differenze, non solo per quanto riguarda il numero di arti o di ali, ma anche nella forma della testa, del corpo e degli arti. Questo perchè le immagini delle creature devono corrispondere alla descrizione che ne viene fatta, soprattutto nelle parti in cui vengono descritte le varie razze: il Lindwyrm ad esempio ha un corpo molto allungato ed è privo di ali; il drago cinese ha un corpo lungo e sinuoso e una coda e una criniera folte; il Wyrm artico ha una testa più tozza e un corpo più massiccio, oltre a delle ali molto grandi; il Serpente Piumato ha un corpo slanciato e una testa allungata con una criniera di piume, oltre a delle gradi ali dalle piume colorate...
In certi casi l'aspetto di alcuni draghi viene ripreso dal folklore, mentre in altri casi forse l'artista si è andata a guardare altri manuali sui draghi usciti in passato. 
Le illustrazioni sono ricche di dettagli, molto colorate, con tinte accese e brillanti e, oltre a mostrare al lettore l'aspetto delle varie creature, talvolta mostrano anche altri elementi come gli habitat e i paesaggi dove le creature vivono, quali attività svolgono.
 


 
 
Sopra: Alcune delle pagine interne, tutte illustrate che mostrano, come i draghi producono il fuoco, alcune razze di draghi e il loro ciclo vitale 
 
"Enciclopedia dei draghi" di Emily Hawkins e illustrato da Jessica Roux è un bel libro illustrato, nonché manuale, dedicato ai draghi. Sicuramente non si può dire che l'argomento affrontato sia originale e innovativo, in quanto credo che la categoria di manuali illustrati dedicati alle creature fantastiche, e ai draghi in particolare, sia una delle più prolifiche. 
Rientrano ad esempio in questa categoria volumi come: "Guida pratica ai draghi" di Sindri Acchiappasole (2006), "Dragologia: il libro completo dei draghi" di Ernest Drake (2004) assieme al suo compendio "Dragologia applicata: quaderno di esercizi"" (2005), "Come allevare e accudire un drago" di John Topsell e le illustrazioni di Dan Malone (2007), "L'arca dei draghi" di Emma Roberts e illustrato da Tomislav Tomic (2020), "Un mondo di draghi: le creature, i miti, le leggende" di Tamara Macfarlane (2021), "Il fantastico libro dei draghi" di Izzy Quinn e illustrato da Kristina Kister (2022), ...
C'è da dire che, nonostante il numero di volumi usciti sempre sul medesimo tema, esso non perde mai il proprio fascino, considerando poi che alla fine ogni volume è diverso e dona al lettore sempre qualche nuova esperienza (e conoscenza). 
Quello della Hawkins non fa eccezione e, pur essendo sicuramente debitore di altre opere (in particolare a quelle di "Dragologia"), esso si presenta come un bellissimo libro illustrato sui draghi, ricco di belle illustrazioni dai colori vivaci e brillanti e di un buon apparato testuale, in cui vengono spiegati tanti argomenti, di cui la maggior parte già visti in altri manuali (tipo l'evoluzione del drago, le uova, le ali, il comportamento, le razze...) ma anche altri nuovi (come e tecniche di caccia o la questione del controllo del tempo atmosferico).
Particolarmente interessante risulta la sezione sulle varie razze, che poi è sempre la parte più succulenta per ciascuno di questi manuali sui draghi, che in questo caso presenta veramente una gran varietà di esemplari, alcuni già visti o comparsi in altri libri (tipo il Lindwyrm, il Drago Europeo, il Drago Cinese, il Serpente Piumato), ma altri completamente nuovi (come il Serpente Indiano, il Wyrm dell'Anatoli, l'Urlatore babilonese, lo Strangolatore Sahariano, il Ninki Nanka, il Serpente del Seregenti, lo Iaculo, lo Snallygaster, il Tombolo, il Nomade Smeraldo e molti altri). 
Consiglio il libro, a partire dai 7/8 anni, a quelli che sono appassionati di guide sui draghi o sulle creature fantastiche, o comunque se vi piacciono questo genere di letture, accompagnate da tante illustrazioni molto colorate e dettagliate. 
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2024 col titolo "A natural history of dragons" dalla Frances Lincoln Children's Books, ed è stata edita in italiano sempre nel 2022 da Il Castello. Il volume ha 64 pagine e misura 27 cm d'altezza e 31 cm di lunghezza e costa 18 euro.

Ecco tutti i volumi di questa serie di enciclopedie:
  1. "Enciclopedia delle fate" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2020)
  2. "Enciclopedia della magia" di Poppy David e Jessica Roux (2021)
  3. "Enciclopedia delle sirene" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2022)
  4. "Enciclopedia degli animali fantastici" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2023)
  5. "Enciclopedia dei draghi" di Emily Hawkins e Jessica Roux (2024)
     
 
  
 Sopra: Le copertine dei tre volumi delle enciclopedie fantastiche pubblicate da Il Castello, a tema fate, magia, sirene, animali fantastici e draghi.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 14 aprile 2025

LO HOBBIT: un viaggio inaspettato di J.R.R Tolkien e Alan Lee

"Lo Hobbit: un viaggio inaspettato" di J.R.R Tolkien, pubblicato per la prima volta nel 1937, esso è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Questa è un'edizione tradotta da Caterina Ciuferri, con le splendide illustrazioni, sia a colori che in bianco e nero, di Alan Lee. 

Sopra: Sulla copertine c'è una delle illustrazioni di Lee, che rappresenta Smaug mentre dorme sul suo tesoro, presente anche all'interno nel libro.
 
"In un buco nella terra viveva uno hobbit. Non era un buco brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo."
Questo è l'incipit del romanzo, uno degli incipit più iconici nel mondo della letteratura, e che presenta al lettore la casa di un hobbit, che sono appunto case costruite sotto terra, dentro alle colline. Per quanto riguarda invece a cosa sono gli hobbit e a come sono fatti, l'autore li descrive così: "Gli hobbit sono (o erano) gente piccola, alta circa la metà di noi, e più bassa dei barbuti nani. Gli hobbit non hanno barba. In lor c'è poco o niente di magico, a parte quella magia di tipo comune e quotidiano che li aiuta a sparire silenziosi e rapidi quando persone ingombranti e stupide come me e voi gli capitano intorno, con un rumore da elefante che essi sono in grado di sentire a un miglio di distanza. Tendono a metter su un po' di pancia; vestono di colori vivaci (soprattutto verde e giallo); non portavano scarpe, perchè i loro piedi sviluppano piante naturalmente coriacee nonché una fitta e calda peluria costanza simile alla roba che hanno in testa (che è riccioluta); hanno lunghe dita abili e scure, facce gioviali, e le loro risate sono profonde e pastose (soprattutto dopo il pranzo, che consumano due volte al giorno, quando ci riescono)."
Protagonisti della vicenda sono, per l'appunto, gli hobbit, piccoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari", che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell'ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura in quanto gli affidano l'incarico di scassinatore, per poter entrare all'interno della montagna dove risiede il drago Smaug. Lo scopo della missione infatti è proprio la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. 
Bilbo, riluttante, si imbarca nell'impresa, inconsapevole che lungo il cammino s'imbatterà in tante incredibili creature, tra cui gli elfi e anche in uno strano essere di nome Gollum e il suo anello magico.
 
Sopra: Le pagine del primo capitolo che mostrano, tra l'altro, l'arrivo dei nani e di Gandalf a casa di Bilbo Baggins.

Questa edizione vede la nuova traduzione della Società Tolkieniana Italiana e le splendide illustrazioni di Alan Lee, che sono di diverso tipo e piuttosto numerose all'interno dell'opera.
I disegni di Lee possono essere a colori o in bianco e nero; le prime sono immagini a tutta pagina, che rappresentano scene della storia (ad esempio l'arrivo dei nani, questi e Gandalf che consultano una mappa, Bilbo che risolve indovinelli con Gollum...) complete di personaggi e sfondi. Le tinte utilizzate da Lee non sono molto brillanti o accese, sebbene possano essere intense in alcuni punti, inoltre l'artista tendenzialmente predilige le terre (quindi colori come il marrone, il verde o il giallo, oppure il grigio) rispetto ad altre tinte più sgargianti come il rosso o l'arancione, anche se ogni tanto compare qualche tocco di blu o azzurro.
Le illustrazioni in bianco e nero sono quelle più numerose in quanto poste all'inizio di ogni capitolo e anche dentro, assieme ai testi. In questo caso si tratta di disegni non più a pagina intera ma più piccoli, che anche in questo caso rappresentano scene descritte nei testi, oppure paesaggi o personaggi (senza sfondi).
Sia queste illustrazioni che quelle a colori sono molto dettagliate e curate, ricche di particolari, con un aspetto realistico ma anche poetico e delicato, adatto alla natura fantastica della storia. Queste immagini, oltre ad arricchire ed abbellire i testi, possono essere utili ai lettori per vedere e comprendere meglio l'aspetto di alcuni personaggi, nonché gli ambienti in cui le vicende si svolgono.
 
 
 
 
 
 
 Sopra: In alto alcune pagine con illustrazioni a colori, mentre successivamente potete vedere diverse pagine con disegni in bianco e nero, alcune poste all'inizio o alla fine dei capitoli, ed altre in mezzo ad essi (come il disegno che rappresenta Gollum, in basso a destra).
 
"Lo Hobbit: un viaggio inaspettato" di J.R.R Tolkien è un libro molto famoso in quanto prequel della ancor più famosa trilogia "Il Signore degli anelli", resa ancor più conosciuta grazie ai film di Jackson, usciti tra il 2001 e il 2003, a cui si aggiunse, nel 2012, una trilogia di film dedicati anche a "Lo Hobbit".
Dopo aver acquistato "L'atlante di Tolkien" mi era venuta voglia di iniziare ad approcciarmi anche ai libri, ed avendo un'amica che aveva iniziato a leggere proprio "Lo hobbit" mi è venuta voglia di iniziarlo anch'io.
Protagonista della vicenda è Bilbo Baggins, che molti conosceranno per essere lo zio di Frodo Baggins, il futuro portatore dell'anello nella trilogia principale. Bilbo è uno di quei personaggi che l'autore ha la capacità di renderti subito simpatico, in parte per il suo aspetto particolare, essendo un hobbit: molto minuto, ma non muscoloso e irsuto come quello dei nani (il che te lo fa associare più a un bambino essendo piccolo e privo di barba), con dei grandi piedi pelosi. Bilbo poi ha un carattere riservato, ma affabile e gentile, molto educato, anche se un po' pauroso e non esattamente amante delle avventure; anche se in esso nasconde una parte, derivatagli dalla sua parentela con i Tuc, che in effetti lo fa sentire attratto dalle novità. Come spiega infatti l'autore riguardo ai Tuc: "Si diceva spesso (in altre famiglie) che in tempi remoti uno degli antenati dei Tuc dovesse aver preso in moglie una fata. Ovviamente era un'idea assurda, ma c'era nondimeno qualcosa di non del tutto hobbit in loro, e di tanto in tanto qualche membro del clan Tuc si metteva in cammino e andava a caccia di avventure. [...] Fu allora che il signor Baggins abbassò la maniglia ed entrò. Il suo lato Tuc aveva vinto. All'improvviso si rese conte che avrebbe volentieri rinunciato al letto e alla prima colazione pur di essere considerato feroce."
La cosa che mi ha subito colpito comunque è il tono divertente e, direi, scanzonato con cui l'autore scrive, uno stile di scrittura che ti fa subito entrare nella storia e coinvolgere anche per le piccole cose, che ti fa affrontare la vicenda con un sorriso sul volto. Sorriso che non abbandonerà il lettore nemmeno nei momenti, che non mancheranno, più avventurosi o in cui il pericolo diventerà più palpabile: come quando Bilbo e i nani vengono catturati dai troll, rischiando di venire arrostiti, oppure catturati dagli orchi, con Bilbo che si imbatte nello strano e sventurato Gollum, con cui intraprenderà una divertente (per noi lettori, non certo per Bilbo) sfida a indovinelli.
Per gran parte del viaggio comunque il nostro Bilbo si dimostrerà un po' imbranato, sicuramente il meno forte tra i suoi compagni di viaggio, sebbene alcune sue qualità hobbit si riveleranno molto utili, sia a lui che ai compagni, come la sua capacità di muoversi in modo molto silenzioso, ed essendo piccolo, ancora più piccolo dei nani, di passare inosservato. Queste capacità gli permetteranno ad esempio di svegliare Gandalf prima dell'attacco degli orchi (così poi lui salverà anche i nani) e di fuggire dalle grinfie di Gollum e degli orchi, nonché dalle loro insidiose e labirintiche caverne sotterranee.
Se il protagonista, e Gandalf, appaiono fin da subito ben caratterizzati non posso tuttavia dire lo stesso per tutti e tredici i nani, che l'autore non dimentica mai di menzionare tutti durante il viaggio, ma raramente qualcuno spicca o emerge dagli altri per la sua personalità, magari ogni tanto qualcuno dimostra una qualche abilità particolare (tipo accendere il fuoco o fare la guardia), ma sembrano essere considerati più come un gruppo che non nella loro individualità.
Perfino Thorin, che è il capo, non è che spicchi più di tanto; in questo caso il film ha fatto un buon lavoro nel metterlo in risalto fin da subito e nell'esplorare anche il suo rapporto con Bilbo, rapporto che nel libro è praticamente insistente. Pensate che i due si rivolgono addirittura molto raramente la parola, in quanto quando si parlano lo fanno di solito a tutto il gruppo, e l'unico dialogo che hanno loro due da soli (quando Thorin si trova nelle prigioni degli elfi silvani) viene solo menzionato ma non riportato dall'autore. Diciamo che, almeno procedendo nell'avventura, soprattutto quando Gandalf non sarà più insieme ai nani, la reputazione di Bilbo tra questi ultimi aumenterà notevolmente, visto che lui li salverà almeno tre volte da brutte situazioni, e questi cominceranno a tenerlo maggiormente in considerazione e ad avere fiducia in lui. 
Il libro contiene comunque una storia molto avventurosa, il classico viaggio irto di ogni genere di pericoli per arrivare a compiere un'importante missione ... e che missione! Un drago enorme e pericoloso da sconfiggere, per vendicare i propri parenti uccisi e rivendicare un enorme tesoro, sono già di per sé delle motivazioni che attirerebbero l'interesse di chiunque. Se poi condite il tutto con un viaggio ricco di pericoli come goblin, orchi, lupi giganti, elfi (alcuni buoni ed altri ostili), indovinelli, canzoni e anelli magici, nonché un protagonista estremamente piacevole, piccolo, simpatico ma determinato, e una scrittura leggera e divertente, il gioco è fatto: avete un libro che sicuramente merita di essere letto. 
Consiglierei tale lettura non solo agli adulti, ma secondo me può essere adatta anche per bambini a partire dai 9/10 anni se forti lettori, oppure come lettura condivisa. Come dicevo prima infatti, un viaggio pieno di pericoli per andare a sconfiggere un drago e conquistare un enorme tesoro è un'idea che può piacere a molti, anche (e soprattutto) a dei bambini. La lettura infatti, come dicevo anche prima, è molto coinvolgente, anche per la scrittura di Tolkien che, nonostante l'età del libro, non è affatto datata, ma che anzi risulta tuttora molto coinvolgente, anche grazie al fatto che l'autore si rivolge spesso ai lettori, come se stesse parlando con loro.
Ne risulta una lettura scorrevole, intrigante, coinvolgente e appassionate, ricca di avventura, ideale poi per chi ama le classiche ambientazioni fantasy con maghi, nani, elfi, draghi, ecc... con l'aggiunta di un piccolo hobbit.
 
Questo libro è stato pubblicato originariamente in inglese nel 1937 col titolo "The Hobbit or there and back again" dalla HarperCollins Publishers ed è stato poi edito in italiano nel 2003 dalla Bompiani, anche se questa edizione illustrata da Lee è del 2012.
L'opera ha 432 pagine, una copertina flessibile, misura 22,2 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 15,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.