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mercoledì 15 marzo 2023

Cappuccetto Rosso & other stories di Charles Perrault

"Cappuccetto Rosso & other stories" di Charles Perrault e con le illustrazioni di Harry Clarke è il ventiduesivo libro della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola: STORIE MERAVIGLIOSE. Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.

 Sopra: La splendida copertina dallo sfondo verde con titolo e decori dorati, su cui vediamo un disegno che raffigura Cappuccetto Rosso, vestita con un lungo mantello rosso con cappuccio e un abito verde, seduta sul ramo di un albero mentre, dall'alto, guarda il lupo.

Come scritto nell'introduzione: "Dalla loro prima apparizione nel 1697, sono migliaia le edizioni dei racconti di Perrault uscite in tutto il mondo" e tra queste, la RBA ha selezionato quella pubblicata dalla casa editrice londinese George G. Harrap nel 1922, impreziosita dalle tavole di uno dei maggiori esponenti dell’illustrazione britannica del XX secolo: Harry Clarke (1889-1931). 
Questa raccolta di fiabe scritte da Charles Perrault è stata tradotta dal francese da Ida Portofino, su licenza della Marsilio Editori, tranne per la fiaba di "Pelle d'asino" tradotta da Carlo Collodi (1875), mentre i "I desideri ridicoli" e "Griselda" sono tradotte da Federico Verdinois (1910).
Questa raccolta contiene i seguenti racconti: "Cappuccetto rosso", "Cenerentola", "La bella addormentata nel bosco", "Barbablù", "Il gatto con gli stivali", "Le fate", "Ricchetto dal ciuffo", "Pollicino", "Pelle d'Asino", "I desideri ridicoli" e "Griselda".
Confronterò ora un paio di testi di questa versione con quelli del volume della Donzelli "Tutte le fiabe", così che vi possiate fare un'idea precisa di come sono state tradotte le fiabe.
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Donzelli (2016): "C'era una volta una bambina molto carina, ma così carina che in tutto il villaggio non ce n'erano di uguali. La sua mamma la adorava, e la nonna, che era pazza di lei, le aveva fatto fare una mantella rossa col cappuccio che le stava a meraviglia, tanto che in paese tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma, che aveva fatto delle focacce, disse alla bambina: <<Ho saputo che la nonna è a letto malata, và a trovarla e portale questa focaccia e questo vasetto di burro>>.
Cappuccetto rosso s'incamminò lesta per andare a trovare la nonna che abitava in un altro villaggio. Mentre attraversava il bosco incontrò compare lupo, che, vedendola, ebbe subito una gran voglia di mangiarla, ma siccome lì intorno c'erano dei boscaioli che lavoravano, dovette tenersi la voglia e accontentarsi di fare conversazione.
<<Dove stai andando?>> chiese alla bambina."
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. RBA (2023): "C'era una volta in un villaggio una bambina, la più graziosa si fosse mai vista; la madre era pazza di lei e sua nonna lo era ancora di più. La buona vecchina le fece fare un picccolo cappuccio rosso e questo le stava così bene che tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno sua madre, che avea impastato e cotto delle focacce, le disse:
- Va' a vedere come sta la nonna, perchè mi è stato detto che è malata e  portale una focaccia insieme a questo vasetto di burro.
Cappuccetto si mise subito in cammino per recarsi dalla nonna che abitava in un altro villaggio. Passando per un bosco incontrò compare Lupo, che ebbe una gran voglia di mangiarla, ma non osò farlo per via di alcuni taglialegna che si trovavano nella foresta. Le chiese dove stesse andando e la povera bambina, ignorando che è pericoloso fermarsi ad ascoltare un Lupo, gli disse:....
 
2) "Cenerentola" Ed. Donzelli (2016): "E infatti, pochi giorni dopo, il figlio del re fece annunciare ai suoi araldi che avrebbe sposato la fanciulla il cui piedino avesse l'esatta misura di quella scarpetta di cristallo: le prime a sottoporsi alla prova furono le principesse, poi le duchesse, e poi tutta la corte, ma inutilmente, perché in quella scarpetta nessun piede riusciva ad entrare. Quando fu il turno delle due sorellastre, avreste dovuto vedere come cercavano di rimpicciolire e si storcere il piede per farlo entrare nella scarpetta! Cenerentola, che le guardava, disse ridendo: <<Provate un po' a vedere se va a me!>>.
Le sorelle scoppiarono in una risata di scherno, ma il messo del principe guardò la fanciulla con attenzione e, giudicandola molto bella, si dichiarò d'accordo, poiché l'ordine era di di far provare la scarpetta a tutte le fanciulle del regno."
 
2) "Cenerentola" Ed. RBA (2023): " Dicevano la verità; infatti, di lì a qualche giorno, il figlio de re fece annunciare a suon di tromba che era sua intenzione sposare la fanciulla il cui piede avesse calzato perfettamente la scarpetta. Si cominciò a farla provare alle principesse, poi alle duchesse e all'intera corte, ma invano. Venne portata a casa delle due sorelle, che fecero di tutto per infilare il piede nella scarpetta, ma senza riuscirvi. Cenerentola, che le guardava e aveva riconosciuto la scarpetta, disse ridendo:
- Proviamo a vedere se va a me!
Le sorelle scoppiarono a ridere e la presero in giro. Il gentiluomo incaricato di far provare la scarpetta, osservò attentamente Cenerentola e, trovandola molto bella, disse che gli sembrava giusto, e che aveva ricevuto l'ordine di farla provare a tutte le fanciulle".

Le fiabe sono tutte in versione integrale, come erano state scritte da Perrault, dall'inizio fino alle morali finali. Per quanto riguarda queste ultime esse sono state tradotte in prosa, ma in realtà conservano alcuni elementi di musicalità e parecchie rime.
Vi riporto ad esempio quella di "Cappuccetto Rosso", confrontata con la versione in rima della Donzelli:
 
 Ed. Donzelli (2016):
"Questa favola avverte le bambine,
specie se son graziose ed innocenti,
di non prestar ascolto alle moine
dei lupi travestiti da passanti.
Si sa che i lupi non sono tutti uguali
e che fra tutti i più pericolosi
sono quelli che a forza di regali,
di promesse e di discorsi zuccherosi
convincono le prede con le buone
a lasciarsi mangiare in un boccone."

Ed. RBA (2023):
"Qui si vede come gli adolescenti, e soprattutto le ragazzine, quelle gentili, ben fatte e carine, sbaglian nell'ascoltare ogni tipo di genti e non dev'esser poi cosa strana se così tanti il Lupo ne sbrana. Il Lupo, dico, giaccè, pur se apparentati, questi animali varian molto d'aspetto; ve n'è di umore più circospetto che senza fiele, rabbia o ululati, compiacenti, dolce e riservati, inseguon le fresche donzellette fin nelle case e dentro le camerette, ma, ahimè, forse son proprio quei Lupi insidiosi, fra tutti i lupi, di gran lunga i più pericolosi".

Sopra: Un'illustrazione di Clark, a colori e a pagina intera con Cenerentola che pettina le sue sorelle.

Le illustrazioni che accompagnano le fiabe di questa edizione sono opera dell'artista Harry Clarke (1889-1931)
Ciascuna delle illustrazioni di Clarke, che donano un tocco di magia ai testi di Perrault, può essere letta anche come una storia a sé stante, tanto sono tutte ricche di preziosi dettagli. È facile farsi incantare dalle sue immagini, piene di delicatezza, vitalità e dotate di una non comune raffinatezza. Clarke era uno dei migliori artisti di vetro piombato irlandesi, il suo stile ricorda quello di Aubrey Beardsley e Kay Nielsen, con illustrazioni dalle figure eleganti e ricche di mistero, tra il macabro e il fantastico, molto dettagliate (soprattuto per quanto riguarda gli abiti, che ricalcano la moda del Settecento, riproducendola con cura), che erano capaci di deliziare e intrigare i lettori.
Come è consuetudine nei libri di questa serie le immagini a colori a tutta pagina, che raffigurano scene descritte nei testi, talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo. Oltre alle immagini a colori, dai toni molto delicati, quasi ovattati, anche se piuttosto chiari, vi sono anche delle immagini a tutta pagina in "bianco e nero" o, in questo caso, in bianco e verde scuro.
Oltre alle immagini a pagina intera ve ne sono anche altre più piccole e monocromatiche, e la loro tinta riprende quella della copertina, in questo caso il verde. Sono disegni inseriti in mezzo ai testi, che in questo volume hanno delle dimensioni medie, quindi neanche troppo piccole, opera dello stesso Clarke. Essi rappresentano scene della storia con personaggi (e talvolta anche ambienti) che svolgono delle azioni, ad esempio parlando tra di loro

 

Sopra: In questo volume vi sono sia immagini di Harry Clarke a pagina intera a colori, che altre più piccole e monocromatiche (la cui tinta riprende quella della copertina, in questo caso il verde).Più in basso una pagina con dei disegni (sempre verdi) inseriti in mezzo ai testi, in questo caso tratti dalla fiaba di "Barbablù".

"Cappuccetto Rosso & other stories" di Charles Perrault è una bella e veramente graziosa edizione che raccoglie tutte le fiabe di Perrault, accompagandole con le raffinate e deliziose illustrazioni di Harry Clarke. Le fiabe presenti all'interno della raccolta presentano una buona traduzione, che le ha mantenute fedeli a quelle effettivamente scritte da Perrault, senza praticare tagli o riassunti su di esse. I disegni di Clarke che impreziosiscono la raccolta hanno figure eleganti e ricche di mistero, tra il macabro e il fantastico, ricche di dettagli e molto curate, soprattutto per quanto riguarda gli abiti, in stile settecentesco.
Di edizioni di fiabe di Perrault ne esistono tantissime, come ad esempio queste: "Fiabe di Charles Perrault" della casa editrice La Nuova Frontiera junior; "Fiabe classiche" della Mondadori; "Cuentos de Perrault" della Alma Clasicos Ilustrados; "Fiabe" della BUR (Biblioteca Universitaria Rizzoli); "I racconti di Mamma Oca" delle Edizioni PIEMME; "Tutte le fiabe" della Donzelli.
Quello che distingue questa raccolta è la presenza di tutte le fiabe, comprese quelle di "Pelle d'Asino", "I desideri ridicoli" e "Griselda", che non sempre compaiono nelle raccolte; oltre alle immagini di Harry Clarke, che sono abbastanza difficili da trovare nelle raccolte italiane (molto più comuni in quelle inglesi).

Questo volume è stato stampato nel 2022 ma pubblicato (nel senso di distribuito nelle edicole) nel 2023 dalla RBA Italia; ha una copertina rigida, ha 172 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costa 12 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 8 marzo 2023

E alla fine muoiono: la sporca verità sulle fiabe di Lou Lubie

"E alla fine muoiono: la sporca verità sulle fiabe" di Lou Lubie è un libro molto interessante, appena pubblicato (il 3 marzo 2023) a metà tra narrazione a fumetti e saggio critico. Un volume che analizza il senso moderno delle favole, regalando al lettore un’esperienza narrativa unica, godibilissima e profonda, in cui stereotipi di genere, il ruolo della donna nella società (tematica che cade proprio giusta per questa giornata dell'8 marzo in cui pubblico il post) e la morale comune vengono contestualizzati rispetto ai racconti archetipici destinati all’infanzia. Un'edizione preziosa, cartonata e con fregi in oro in copertina, con il taglio delle pagine labrato in oro lucido.
 
Sopra: La raffinata copertina in verde scuro, cartonata e con fregi in oro, con il taglio delle pagine labrato in oro lucido. Al centro compare un'illustrazione che mostra alcuni personaggi fiabeschi.
 
Come scritto nell'introduzione questo libro scritto e illustrato da Lou Lubie è un saggio sulle fiabe, ma a fumetti, scritto in modo ironico e divertente.
"Se siete tra quelli che considerano le fiabe frivole e senza spessore, probabilmente è perchè avete in mente gli archetipi Disney... [...] Scavando sotto la superficie, è possibile risalire a versioni più antiche e decisamente più macabre".
In questo volume l'autrice fornisce al lettore un riassunto delle proprie conoscenze sulle fiabe, spaziando da vari argomenti. Ci sono ad esempio capitoli dedicati ad analizzare determinate fiabe come: "Cenerentola", "Raperonzolo", "Cappuccetto Rosso", "Barbablù", "La bella addormentata nel bosco", "La Sirenetta".... Queste sono quelle più famose, ma l'autrice ne analizza anche altre di più particolari come "La storia dei due fratelli" (un'antica fiaba egizia), "La vecchia scorticata", "La povera monca",  "Il topino, l'uccello e la salsiccia", "Verdeprato"...
Ciò che differenzia quest'opera, rendendola un saggio e non un'altra semplice raccolta di racconti fiabeschi, è che ogni fiaba non è semplicemente riportata ma anche analizzata, ad esempio l'autrice ne spiega le origini e la confronta con altre versioni esistenti: di "Cenerentola" e "La bella addormentata nel bosco" ne esistono ad esempio 3 (di famose) scritte da Perrault, Grimm e Basile; di "Cappuccetto Rosso" ne vengono citate 4, due tratte dalla tradizione popolare francese ("La grande nonna" e "La ragazza e il Lupo"; a tale proposito vi consiglio di leggere il saggio "L'ago e la spilla:. le versioni dimenticate di Cappuccetto Rosso" di Yvonne Verdier) e poi quelle di Perrault e dei Grimm; di "Raperonzolo" tre (quella di basile, dei Grimm e un racconto popolare francese) ecc... 
Attraverso le vignette e le immagini Lubie inoltre commenta in modo ironico e divertente queste fiabe sottolineandone alcune caratteristiche e quelle che noi potremmo considerare delle "insensatezze" o illogicità. Cose come ad esempio: Come mai la scarpetta di Cenerentola calzava solo a lei tra tutte le donne del regno? Perchè il principe di Cenerentola non riconosce la ragazza con cui ha ballato dal volto, ma ha bisogno della scarpa? Ma come fa il principe a non accorgersi che le sorellastre di Cenerentola sanguinano dai piedi (per essersi tagliate il pollice e il tallone)? Perchè Cappuccetto Rosso non si accorge del lupo travestito da nonna? Perchè la Sirenetta sacrifica così tanto di se stessa per un uomo che ha visto solo una volta? ecc...
Oltre ai capitoli dedicati alle fiabe ci sono poi quelli più analitici, che servono ad analizzarne alcuni aspetti particolari o trattare alcuni argomenti ad esse legati: le loro origini, le fiabe e la psicoanalisi, i film Disney, la "ricetta" delle fiabe (che cosa le caratterizza e come e chi le ha analizzate e studiate), come vengono trattati uomini e donne nelle fiabe, chi ne sono gli autori o le autrici, la riligione e il razzismo al loro interno, perchè si cerca di cancellare alcune fiabe, le fiabe di oggi...
Per ogni argomento l'autrice porta uno o più fiabe come esempio, per spiegarlo meglio, ad esempio sul ruolo degli uomini e delle donne nelle fiabe viene citata la fiaba di "Verdeprato"; per la religione nelle fiabe viene analizzata quella di "La sirenetta"....
Un'opera insomma che contiene sì racconti fiabeschi, ma che vengono riportati e citati per essere analizzati e per poter trattare le fiabe da un punto di vista più ampio e profondo, ricco di considerazioni.
Alla fine c'è anche una specie di piccola biografia dell'autrice e una fiaba scritta da lei quando era giovane. 
Alla fine, cosa importante, è presente la bibliografia.
 
 
Sopra: Come viene vista la fiaba oggi, assieme a tutta una serie di personaggi fiabeschi riuniti tutti assieme nell'ultima pagina del volume.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Lou Lubie, dallo stile semplice ed essenziale, ma espressivo, molto grazioso, con disegni dai tratti molto netti e precisi, ma anche molto puliti e freschi, moderni.
Una cosa particolare di queste immagini risiede nella scelta dei colori, che contribuisce a mantenere lo stile semplice e sobrio. L'artista ha scelto infatti di utilizzare, oltre al bianco e nero, solo altri 3 colori: il viola, l'arancione e il marrone. L'unico ad avere delle tonalità accese, intense e brillanti è l'arancione, che comunque compare anche con toni più delicati, utilizzato per abiti, capelli e animali; mentre il marrone è abbastanza scuro e viene usato per i capelli o i vestiti; il viola può assumere tonalità sia intense e scure (anche se mai particolarmente brillanti) che molto delicate e leggere, ed è utilizzato per gli abiti, sfondi e per gli oggetti.
La pelle dei personaggi invece è sempre bianca.


 Sopra: Le illustrazioni di Lou Lubie, dallo stile semplice ed essenziale, espressivo, molto grazioso, con disegni dai tratti molto netti e precisi, ma anche molto puliti e freschi, moderni. Una cosa particolare di queste immagini risiede nella scelta dei colori, che contribuisce a mantenere lo stile semplice e sobrio. L'artista ha scelto infatti di utilizzare, oltre al bianco e nero, solo altri 3 colori: il viola, l'arancione e il marrone.
 
Come ho detto prima lo stile delle illustrazioni è moderno, semplice ed essenziale, infatti a tratti ricorda vagamente quello dei manga (tanto che a volte ci sono proprio delle immagini in 100% stile manga, un'evidente citazione a questi ultimi), con personaggi (femminili) che quando sono disegnati frontalmente non hanno il naso.
Questo stile si adatta molto bene alla scrittura ironica, pungente e sbarazzina dell'autrice; esso è inoltre necessario a non rendere le vignette troppo brutali, violente o "pornografiche" in certe situazioni. Infatti, poiché molte fiabe (soprattutto quelle tradizionali) hanno dei contenuti abbastanza espliciti e anche parecchio violenti, anche le immagini talvolta rappresentano questi elementi, mostrando ad esempio vecchine squoiate, bambini sbranati, persone mutilate, oltre a mostrare anche diverse scene di nudo, sia maschile che femminile, e talvolta anche contenuti espliciti e scene intime.
I disegni infatti servono a rappresentare, a esplicitare e spiegare meglio al lettore quanto detto nei testi; ed essendo non dei semplici disegni che accompagnano i testi ma dei fumetti, essi svolgono proprio un ruolo espositivo necessario e imprescindibile, conferendo e amplificando inoltre, oltre agli elementi più espliciti, anche quelli ironici (grazie appunto all'espressività dei personaggi, spesso molto esagerata).
In questo caso quindi gli stessi disegni diventano un testo da leggere e analizzare; ad esempio ci sono alcune parti in cui l'autrice cita i personaggi delle fiabe disneyane e quindi, di conseguenza, nei disegni vengono rappresentati proprio questi personaggi (Bella, Ariel, Cenerentola, Biancaneve...)
 
 
 

Sopra: Nelle pagine più in alto, sulla fiaba di "I tre cedri", potete vedere alcune scene di nudo, al centro ci sono delle pagine che si riferiscono a un'antica versione di "Cappuccetto Rosso" dove la bambina mangia la carne e beve il sangue della nonna e si spoglia prima di entrare nel letto assieme al lupo. Nell'ultima immagine ci sono alcune pagine in cui si citano le versioni disneyane, infatti compaiono disegni che si riferiscono chiaramente alle principesse Disney.
 
"E alla fine muoiono: la sporca verità sulle fiabe" di Lou Lubie è un libro molto particolare, in quanto è un saggio sulle fiabe ma a fumetti, con una veste grafica molto bella e raffinata (con fregi dorati) che si addice più ad una graphic novel o, appunto, una bella raccolta di fiabe, non di certo a un saggio.
Le illustrazioni sono belle, molto graziose, semplici, moderne, dai tratti netti e precisi, molto pulite; esse svolgono un ruolo importante assieme ai testi, in quanto servono a spiegare le idee e i concetti espressi dall'autrice, in modo ironico e divertente, ma anche piuttosto esplicito.
Nel caso non fosse ancora chiaro: questo libro non è adatto, perché non è proprio rivolto, a un pubblico infantile. Infatti, nonostante la veste grafica possa (ad una visione superficiale) trarre in inganno, questo rimane pur sempre un saggio che tratta gli aspetti più controversi delle fiabe, aspetti come la sessualità, la violenza, il razzismo ecc... Tutte tematiche non adatte quindi a bambini piccoli, per cui io consiglierei il libro a partire almeno dai 12/13 anni, e ovviamente per gli adulti.
A tale proposito, siccome i libri di fiabe vengono considerati spesso, ed erroneamente solo "libri per bambini", all'inizio di questo volume c'è proprio una vignetta con una signora che mentre prende in mano questo libro dice "Guarda, un libro di fiabe!" e poi si vede regalarlo ad un bambino, che appena si mette a leggerlo caccia un urlo di terrore. La vicenda è messa giù con ironia, ma è molto realistica, perchè non tutte le fiabe sono adatte a bambini piccoli (quelle tradizionali è meglio iniziare a proporgliele non prima dei 5/6 anni).
Il saggio comunque è molto interessante ed affronta con leggerezza, ma allo stesso tempo in modo serio e approfondito, diverse questioni riguardanti le fiabe, oltre a riportare e citarne parecchie, di più o meno famose, parlando della loro provenienza, dei loro autori, della loro struttura, confrontando varie versioni, analizzandone i personaggi ecc...
Io ho scritto la mia tesi di laurea sulle fiabe, e ho studiato diversi saggi su di esse, e in questo volume ho ritrovato molte di queste informazioni, che quindi posso dirvi che sono corrette e accurate. Grazie a questo libro comunque ho scoperto anche altre versioni e fiabe che non conoscevo, tipo la versione scritta dai Grimm di "Barbablù" intitolata "L'uccello d'oro". Certo, non dovete aspettarvi un omnibus sui racconti fiabeschi, perchè comunque non si tratta di una collana di enciclopedie fiabesche, ma di un unico libro di neanche 300 pagine, per cui, per quanto gli argomenti spazino (dai vari modelli proposti, dall'analisi di Propp, alla classificazione ATU, all'analisi psicoanalitici di Bettelheim, gli autori, le fonti, ecc...), non si può pretendere completezza assoluta, ma comunque è stata necessaria una certa selezione. Ad esempio, nonostante le molte fiabe citate, tra quelle di Andersen si cita solo la Sirenetta, mentre non si menzionano autori come Luigi Capuana, Giuseppe Pitrè o Oscar Wilde, oppure le fiabe nordiche. Ho apprezzato comunque che si sia parlato di Basile e che abbia citato anche una fiaba della Repubblica Ceca e un racconto che potrebbe essere considerato LGBTQ+. 
Un bel volume, sia da un punto di vista estetico che a livello di contenuti (tra l'altro anche divertente da leggere), che consiglio a tutti coloro che amano le fiabe o che sono curiosi e desiderosi di scoprire l'immenso mondo che vi si cela dietro, attraverso una lettura simpatica, ironica e molto scorrevole, ma accurata, che vi permetterà di scoprire tantissime notizie e curiosità riguardo alle fiabe. Il libro potrebbe essere considerato un buon punto di partenza per iniziare a esplorare e ampliare le proprie conoscenze sul mondo fiabesco.
 
Questo libro è stato edito originariamente in francese nel 2021 col titolo "Et à la fin ils meurent"; è poi stato pubblicato in italiano dalla Bao Publishing nel 2023. Ha 248 pagine, una copertina rigida, misura 22,5 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 27 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 30 novembre 2022

Fiabe di Charles Perrault e Gemma O' Callaghan

"Fiabe di Charles Perrault"  con le illustrazioni di Gemma O' Callaghan è un volume che fa parte di una collana della casa editrice La Nuova Frontiera junior dedicata ai grandi classici, e che comprende anche: "Le mille e una notte" (2013) di Nadia Terranova e Christopher Corr, "Miti romani" (2013) di Carola Susani e Rita Petruccioli, "Iliade" (2014) di Luisa Mattia e A. Ruggieri, "Orlando furioso e innamorato" (2014) di Idalberto Fei e R. Petruccioli, "La divina commedia" (2015) di Paolo Di Paolo e Matteo Berton ,"Miti e storie dell'antico Egitto" (2018) di Sofia Gallo e Andrea Rivola, "Re artù e i cavalieri della Tavola Rotonda" (2020) di Laura Russo e Andrè Ducci, "Mitiche: storie di donne della mitologia greca" di Giulia Caminito e illustrato da Daniela Tieni e molti altri titoli...
 
 Sopra: Sulla copertina sono visibili alcuni dei colori che caratterizzano anche le illustrazioni interne (bianco, nero, verde e rosso), opera di O'Callaghan, che si caratterizzano anche per le silhouette e le forme geometriche.
 
Come si evince dal titolo questa è una raccolta di fiabe scritte da Charles Perrault e tradotte da Giuseppe Girimonti Greco ed Ezio Sinigaglia. Come scrivono questi ultimi in una nota: "In questo volume sono raccolte tutte le fiabe in prosa di Charles Perrault. Si tratta di traduzioni integrali e fedeli  all'originale. Le sole libertà che ci siamo presi sono state determinate da due esigenze ben precise: la necessità di restituire la straordinaria vivacità dei dialoghi e quella di rendere comprensibile al lettore tante "cose" legate a doppio filo all'epoca in cui le fiabe furono scritte".
Tale raccolta contiene le seguenti fiabe: "La bella addormentata nel bosco", "Cappuccetto rosso", "Barbablù", "Mastro gatto ovvero Il gatto con gli stivali", "Le fate", "Cenerentola ovvero la storia della scarpetta di vetro", "Enrichetto dal ciuffo" e "Pollicino".
Confronterò ora un paio di testi di questa versione con quelli del volume della Donzelli "Tutte le fiabe", così che vi possiate fare un'idea precisa di come sono state tradotte le fiabe.
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Donzelli (2016): "C'era una volta una bambina molto carina, ma così carina che in tutto il villaggio non ce n'erano di uguali. La sua mamma la adorava, e la nonna, che era pazza di lei, le aveva fatto fare una mantella rossa col cappuccio che le stava a meraviglia, tanto che in paese tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma, che aveva fatto delle focacce, disse alla bambina: <<Ho saputo che la nonna è a letto malata, và a trovarla e portale questa focaccia e questo vasetto di burro>>.
Cappuccetto rosso s'incamminò lesta per andare a trovare la nonna che abitava in un altro villaggio. Mentre attraversava il bosco incontrò compare lupo, che, vedendola, ebbe subito una gran voglia di mangiarla, ma siccome lì intorno c'erano dei boscaioli che lavoravano, dovette tenersi la voglia e accontentarsi di fare conversazione.
<<Dove stai andando?>> chiese alla bambina."
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Nuova Frontiera Junior (2018): "C'era una volta, in un piccolo villaggio, una bambina, la più graziosa che si fosse mai si vista. La sua mamma le voleva un bene dell'anima e la nonna gliene voleva ancora di più. La nonna le aveva fatto fare un bel cappuccetto rosso, che le stava così bene che ormai tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma mise in forno delle focacce e, quando furono ben cotte, disse a Cappuccetto rosso:
- Va' dalla  nonna a vedere come sta, perché mi hanno detto che è ammalata. Portale una di queste focaccine e questo vasetto di burro.
La nonna abitava in un altro villaggio e Cappuccetto rosso, senza farselo ripetere due volte, si mise in cammino per andare a trovarla. Nell'attraversare il bosco, si imbattè in quel furfante di Messer Lupo, al quale venne subito una gran voglia di mangiarsela. Ma non osava farlo, perché nei paraggi c'erano dei taglialegna. Allora le chiese dove stesse andando, e la povera piccina, che non sapeva quant'è pericoloso fermarsi per dar corda a un lupo, gli rispose:....
 
2) "Cenerentola" Ed. Donzelli (2016): "E infatti, pochi giorni dopo, il figlio del re fece annunciare ai suoi araldi che avrebbe sposato la fanciulla il cui piedino avesse l'esatta misura di quella scarpetta di cristallo: le prime a sottoporsi alla prova furono le principesse, poi le duchesse, e poi tutta la corte, ma inutilmente, perché in quella scarpetta nessun piede riusciva ad entrare. Quando fu il turno delle due sorellastre, avreste dovuto vedere come cercavano di rimpicciolire e si storcere il piede per farlo entrare nella scarpetta! Cenerentola, che le guardava, disse ridendo: <<Provate un po' a vedere se va a me!>>.
Le sorelle scoppiarono in una risata di scherno, ma il messo del principe guardò la fanciulla con attenzione e, giudicandola molto bella, si dichiarò d'accordo, poiché l'ordine era di di far provare la scarpetta a tutte le fanciulle del regno."
 
2) "Cenerentola" Ed. Nuova Frontiera Junior (2018): "Infatti, pochi giorni dopo, il figlio de re fece annunciare a suon di tromba che avrebbe sposato la fanciulla il cui piede avesse calzato alla perfezione la scarpetta di vetro. La provarono a tutte, questa famosa scarpetta: cominciarono dalle principesse e passarono poi alle duchesse e via via a tutte le nobili damigelle della corte, ma inutilmente. Allora la scarpetta fu portata in tutte le case in cui vivevano ragazze da marito. La portarono anche alle sorellastre di Cenerentola, che fecero mille acrobazie per farci entrare i loro piedoni, ma invano. Cenerentola era presente alla scena e, naturalmente, riconobbe la sua scarpina di vetro.
<<Vediamo>> disse allora ridendo <<se magari sta a me>>.
Le sorellastre si misero a sghignazzare e a prendersi gioco di lei, ma il gentiluomo incaricato delle prove, dopo aver guardato con attenzione Cenerentola e averla giudicata molto bella, disse che aveva ragione lei (infatti gli era stato ordinato di provare la scarpa a tutte le ragazze da marito)".
 
Come potete notare le due versioni coincidono, per quanto riguarda invece le morali va detto che quelle di questa edizione non sono state tradotte in rima ma, come spiegano i traduttori: "abbiamo scelto di riprodurle attraverso un sistema di equivalenze molto semplice: alla metrica estremamente varia di Perrault abbiamo "risposto" con una prosa ritmica che a tratti svela e a tratti nasconde uno schema metrico altrettanto mosso e flessibile".
Vi riporto un esempio della seconda morale di "Barbablù" come confronto:
 
Ed. Donzelli (2016):
"Chi ha esperienza del mondo ha già capito
che questa storia è del buon tempo andato.
Oggi non trovi più nessun marito,
per quanto iroso, scontento e poco amato,
che dalla moglie non sia più che ammansito.
che abbia le barba gialla, blu o marrone,
non si capisce più chi sia il padrone."
 
Ed. Nuova Frontiera Junior (2018):
"Basta un po' di sale in zucca al lettore per capire che la storia qui narrata appartiene ad altre ere. Un marito così orribile come questo Barbablù oggi non esiste più. Fosse anche il più geloso, esigente e incontentabile dei mariti, resta un fatto: con la moglie riga dritto. Anche se ha la barba blu".

Sopra: Due pagine tratte dalla fiaba di "Cappuccetto rosso", dove predominano molto il verde e il bianco. Assieme a questi colori sono poi presenti anche il nero, il rosso del mantello e un po' di grigio.

Come tutti i volumi di questa collana di classici della Nuova Frontiera Junior anche questo è arricchito da delle illustrazioni, in questo caso quelle di Gemma O' Callaghan.
Lo stile di quest'artista è piuttosto moderno e particolare, con l'utilizzo di figure geometriche (rettangoli, quadrati, cerchi e triangoli) e silhouette, cioè figure di cui è possibile vedere solo i contorni in quanto la parte interna è riempita con un unico colore. Non tutti i personaggi o gli elementi di sfondo sono silhouette, ma vi è una loro innegabile e costante presenza.
Sono delle immagini in cui l'artista cerca di creare a primo impatto un forte contrasto visivo, sfruttando anche l'uso dei colori.

 
 Sopra: Da notare in queste immagini (quella a sinistra tratta da "La bella addormentata nel bosco" e quella a destra da "Pollicino") la presenza delle silhouette e di figure geometriche per creare i paesaggi (come i tetti triangolari del castello o i cespugli che sono dei semicerchi).
 
Con uno stile così particolare anche la scelta dei colori lo è. Intanto questi sono stesi in modo netto e deciso, senza sfumature, per riempire spazi più o meno di grandi dimensioni, cosa tipica quando si ha a che fare con le silhouette.
In secondo luogo l'artista ha scelto di utilizzare solo un numero limitato di tinte: il bianco e il nero, il verde, il rosso, il giallo, il marroncino e il grigio. Tra questi colori il verde il giallo e il rosso presentano dei toni intensi e accesi, mentre il marrone il grigio una tonalità più delicata e meno intensa.
Inoltre queste tinte non sono mai utilizzate tutte in una sola immagine, ma sono ulteriormente limitate, per cui in alcune pagine compaiono, oltre al bianco e al nero, solo altri due o tre colori (2 accesi e uno più pallido), come ad esempio: il verde, il giallo e il marrone; il giallo, il rosso e il marrone; oppure il verde, il rosso e il grigio.

   
 Sopra: Nell'immagine a sinistra con Cenerentola che scappa dal ballo oltre al bianco e al nero l'artista ha usato anche il verde, il giallo e il marroncino; a destra oltre al bianco e al nero compaiono poi il giallo, il rosso e il marroncino. L'immagine a sinistra risulta a primo impatto più fredda, mentre quella a destra più calda.
 
"Fiabe di Charles Perrault"  con le illustrazioni di Gemma O' Callaghan è una valida raccolta di fiabe di Perrault, adatta a coloro che vogliono acquistare una versione delle fiabe essendo sicuri che siano fedeli alle originali. Segnalo solo che è un peccato che non sia presente anche la fiaba di "Pelle d'asino", che è stata omessa poiché essa originariamente era in rima, mentre i traduttori Giuseppe Girimonti Greco ed Ezio Sinigaglia nella nota specificano che: "In questo volume sono raccolte tutte le fiabe in prosa di Charles Perrault".
Molto belle anche le illustrazioni di Gemma O' Callaghan, di forte impatto visivo, molto graziose, dallo stile comunque moderno e particolare, che utilizza silhouette e figure geometriche, oltre che una peculiare scelta dei colori, che crea immagini a volte dai toni più caldi ed altre volte più freddi.
 
L'opera è stata pubblicata nel 2018 dallaNuova Frontiera Junior; ha una copertina flessibile, ha 125 pagine, misura 25,5 cm d'altezza e 19,3 cm di lunghezza e costa 16 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 26 settembre 2022

Fiabe classiche di Charles Perrault e Nicoletta Ceccoli

"Fiabe classiche" di Charles Perrault e con le illustrazioni di Nicoletta Ceccoli è una raccolta completa delle fiabe di Perrault.
L'opera fa parte di una collana di fiabe classiche pubblicata dalla Mondadori tra il 1999 e il 2004 di cui vi avevo già recensito un titolo ("Fiabe scelte e riscritte da Elio Pecora" di Gianbattista Basile e illustrate da Paolo D'Altan), ma di cui fanno parte anche queste raccolte: "Fiabe classiche" di Hans Christian Andersen e Michael Foreman, "Fiabe classiche" di Jacob e Wilhelm Grimm e Michael Foreman, "Favole" di Esopo e "Le mille e una notte" scelte e riscritte da Brian Alderson e illustrate da Michael Foreman.
 
Sopra: La copertina presenta uno sfondo rossiccio con le scritte del titolo rosse, sopra le quali spicca una piccola illustrazione a colori (visibile sui toni del rosso anche al di sotto) di Nicoletta Ceccoli della fiaba "Cappuccetto Rosso".
 
Quest'opera è, come suggerisce il titolo, una raccolta composta dalle fiabe originarie del volume "Racconti e storie del passato" ("Histoires ou contes du temps passè"), il cui sottotitolo era "I racconti di Mamma l'Oca": "Cappuccetto rosso", "Barbablù", "Mastro gatto ovvero Il gatto con gli stivali", "Cenerentola", "Le fate", "La bella addormentata nel bosco", "Pollicino", "Enricchetto dal ciuffo" e "Pelle d'Asino".
Confronterò ora un paio di testi di questa versione con quelli del volume della Donzelli "Tutte le fiabe", così che vi possiate fare un'idea precisa di come sono state tradotte le fiabe.
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Donzelli (2016): "C'era una volta una bambina molto carina, ma così carina che in tutto il villaggio non ce n'erano di uguali. La sua mamma la adorava, e la nonna, che era pazza di lei, le aveva fatto fare una mantella rossa col cappuccio che le stava a meraviglia, tanto che in paese tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma, che aveva fatto delle focacce, disse alla bambina: <<Ho saputo che la nonna è a letto malata, và a trovarla e portale questa focaccia e questo vasetto di burro>>.
Cappuccetto rosso s'incamminò lesta per andare a trovare la nonna che abitava in un altro villaggio. Mentre attraversava il bosco incontrò compare lupo, che, vedendola, ebbe subito una gran voglia di mangiarla, ma siccome lì intorno c'erano dei boscaioli che lavoravano, dovette tenersi la voglia e accontentarsi di fare conversazione.
<<Dove stai andando?>> chiese alla bambina."
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Mondadori (2001): "C'era una volta in un villaggio una bambina, la più carina che mai si sia veduta; la sua mamma non vedeva che per gli occhi suoi, e la nonna non era da meno. La brava donna le aveva fatto fare un cappuccetto rosso: e le stava così bene che ormai tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
La sua mamma un giorno, avendo fatto delle focacce, quando furono cotte le disse:
- Perché non vai a vedere come sta la nonna? M'hanno detto che non si sentiva bene; portale una focaccia e questo vasetto di burro.
Cappuccetto partì subito per andare dalla nonna, che abitava in un altro paesello. Attraversando un bosco. incontrò quel tipaccio del Lupo, al quale venne una gran voglia di mangiarsela; ma non osava farlo, perché lì nella foresta c'erano alcuni taglialegna. Le chiese dove andava; la povera bambina, non sapendo quanto è pericoloso fermarsi per dare retta a un lupo, gli rispose:....
 
2) "Cenerentola" Ed. Donzelli (2016): "E infatti, pochi giorni dopo, il figlio del re fece annunciare ai suoi araldi che avrebbe sposato la fanciulla il cui piedino avesse l'esatta misura di quella scarpetta di cristallo: le prime a sottoporsi alla prova furono le principesse, poi le duchesse, e poi tutta la corte, ma inutilmente, perché in quella scarpetta nessun piede riusciva ad entrare. Quando fu il turno delle due sorellastre, avreste dovuto vedere come cercavano di rimpicciolire e si storcere il piede per farlo entrare nella scarpetta! Cenerentola, che le guardava, disse ridendo: <<Provate un po' a vedere se va a me!>>.
Le sorelle scoppiarono in una risata di scherno, ma il messo del principe guardò la fanciulla con attenzione e, giudicandola molto bella, si dichiarò d'accordo, poiché l'ordine era di di far provare la scarpetta a tutte le fanciulle del regno."
 
2) "Cenerentola" Ed. Mondadori (2001): " Dissero il vero; infatti, pochi giorni dopo, il figlio de re fece proclamare a suon di tromba ch'egli avrebbe sposato colei a cui la scarpina avesse calzato perfettamente al piede. Si cominciò a provarla alle principesse, poi alle duchesse, e a tutte le dame della corte, ma fu tempo perso. La portarono anche dalle due sorelle, che fecero tutto il possibile per farsi entrare al piede quella scarpa, ma non vi riuscirono. Cenerentola che le guardava, e riconobbe la sua scarpetta, disse come per scherzo:
- Vediamo un po' se alle volte non mi stesse bene!
Le sorelle si misero a ridere e a canzonarla. il gentiluomo che era incaricato di provare la scarpa, aveva guardato attentamente Cenerentola e, avendola trovata molto bella, disse che la cosa era giustissima e lui aveva ricevuto l'ordine di provarla a tutte le ragazze".
 
Come potete leggere le due versioni coincidono, infatti le fiabe di questa raccolta della Mondadori sono state riportate in modo fedele, come erano state scritte da Perrault, dall'inizio fino alle morali finali. L'unica cosa è che la traduzione, essendo stata fatta da Giulio Einaudi nel 1957 e il 1967 si sente che è piuttosto vecchiotta, soprattutto nelle morali.
Vi riporto poi anche un confronto tra alcune morali finali che, essendo in rima, è sempre divertente confrontare e vedere come ogni traduttore le ha adattate.
Per prima vi presenterò una delle due morali della fiaba di "Barbablù". Infatti, se nella prima l'autore si limita a mettere in guardia le ragazze dall'essere curiose ("… Trattasi dunque di un difetto vile (la curiosità) / che costa molto più di quel che vale"), la seconda invece è più ironica. Confrontare le morali è interessante poi perché esse sono scritte in rima:
 
Ed. Donzelli (2016):
"Chi ha esperienza del mondo ha già capito
che questa storia è del buon tempo andato.
Oggi non trovi più nessun marito,
per quanto iroso, scontento e poco amato,
che dalla moglie non sia più che ammansito.
che abbia le barba gialla, blu o marrone,
non si capisce più chi sia il padrone."
 
Ed. Mondadori (2001):
"Chiunque sia del mondo un po' informato
Subito vede che il racconto nostro
Non è che storia del passato.
oggi, dove trovarlo un tale mostro
Di marito che vuole l'impossibile?
Per malcontento e geloso che sia,
Oggi il marito si mostra impassibile
Al fianco dell moglie, e tira via.
E di qualunque tinta sia tinto il suo barbone,
è difficile dire chi dei due sia il padrone. "
 
Ecco invece la morale di "Cappuccetto Rosso":
 
 Ed. Donzelli (2016):
"Questa favola avverte le bambine,
specie se son graziose ed innocenti,
di non prestar ascolto alle moine
dei lupi travestiti da passanti.
Si sa che i lupi non sono tutti uguali
e che fra tutti i più pericolosi
sono quelli che a forza di regali,
di promesse e di discorsi zuccherosi
convincono le prede con le buone
a lasciarsi mangiare in un boccone."

Ed. Mondadori (2001):
"Qui si vede che i bimbi, ed ancor più le care
Bimbe, così ben fatte, belline ed aggraziate,
Han torto di ascoltare persone non fidate,
Perché c'è sempre il lupo che se le può mangiare.
Dico Lupo perché non tutti i lupi
Son d'una specie, e ben ve n'è di astuti
Che, in silenzio, e dolciastri, e compiacenti,
Inseguon le imprudenti
Fin nelle case. Ahimè, son proprio questi
I lupi più insidiosi e funesti!"
 
 
Sopra: L'illustrazione della Ceccoli dedicata alla fiaba di "Cappuccetto Rosso", in cui vediamo la bambina, vestita di rosso, in primo piano, mentre corre su un sentiero che inizia con la lingua del lupo, che è possibile vedere in sondo, mentre si mimetizza con gli alberi del bosco. Interessante la palette di colori che si basa sul contrasto tra azzurro e rosso.

L'opera è accompagnata dalle illustrazioni di Nicoletta Ceccoli, un'artista italiana con molta esperienza e che ha illustrato diversi titoli come: "Nuvolando" di Riccardo Geminiani (1998), "La bambina nel catsello dentro il museo" di Kate Bernheimer (2009) "Sogni di bambina" (2012), "La bambina bianca" di Maria Vago (2014), "Teseo e Arianna" di Nicoletta Codignola (2017), "Play with me (2018), "Resta con me" (2019), "Nuvole" di Riccardo Geminiani (2021) ....
In questo volume sono presenti due tipi di immagini: in bianco e nero e a colori.
I disegni in bianco e nero sono tutti di piccole dimensioni e sono collocati all'inizio di ogni fiaba, prima del titolo. Sono disegni che rappresentano vere e proprie piccole scene in miniatura tratte dalla storia, come il lupo che parla con Cappuccetto o la moglie di barbablù che entra nella stanza proibita...
Vi sono poi i disegni a colori, che rappresentano anche loro scene narrate all'interno delle fiabe, solitamente qualche scena chiave come il momento in cui Barbablù consegna il mazzo di chiavi alla moglie o  quando il principe prova l'anello a Pelle d'Asino.

   
Sopra: In questo volume sono presenti due tipi di immagini: in bianco e nero (di piccole dimensioni e sono collocati all'inizio di ogni fiaba) e a colori (come quelle qui sopra).Queste immagini a colori ritraggono scene importanti della fiaba, in questi casi di quella di "Barbablù" ( a sinistra) e di "Pelle d'Asino" (a destra).
 
I disegni di Nicoletta Ceccoli hanno dei tratti delicati che tratteggiano personaggi dall'aspetto non proprio realistico, soprattutto per quanto riguarda la forma dei visi, che sono molto tondeggianti, con dei nasi che, anche di profilo, quasi non si vedono poiché sono molto poco prominenti (essi sporgono al di fuori dei contorni della faccia appena appena); gli occhi inoltre sono molto piccoli e distanziati, mentre la fronte risulta molto ampia.
Le immagini della Ceccoli risultano comunque molto adatte a rappresentare racconti fiabeschi perché le sue illustrazioni hanno un aspetto etereo e sognante, capace di trasportare l'osservatore in un mondo incantato.
Questo effetto è reso anche grazie ai colori, che hanno tinte brillanti e chiare, spesso abbastanza delicate e ovattate. In una stessa immagine solitamente l'artista ha scelto di far prevalere due colori, come ad esempio il blu e il viola, il verde e il viola, il blu e l'arancione o il rosso...
 
 
Sopra: A sinistra un'illustrazione della fiaba della Bella Addormentata, mentre a destra quella di Cenerentola, in cui si vede il momento della figa dal ballo. Da notare la palette di colori e come, in ciascuna immagine, prevalgano sempre due tinte (in quella a sinistra il verde e il viola e in quella a destra il blu e il viola).
 
"Fiabe classiche" di Charles Perrault e con le illustrazioni di Nicoletta Ceccoli è una bella raccolta di fiabe di Perrault, che sono state mantenute fedeli a quelle scritte da lui, senza tagli, modifiche o riadattamenti, anche se la traduzione in certi casi risulta un po' vecchiotta.
Le illustrazioni della Ceccoli vanno ad impreziosire questa raccolta, con il loro tratti delicati e il loro stile etereo e sognante, capace di trasportare l'osservatore in un mondo incantato.
E' un peccato che questo volume (così come gli altri della medesima collana d'altronde) non si trovi più disponibile in commercio, perché è vermanete una raccolta di fiabe ben fatta venduta, tra l'altro, ad un buon prezzo.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2001 dalla Mondadori; ha 104 pagine, la copertina rigida dotata di sovracopertina, misura 26,5 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza e costa 14,46 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 19 settembre 2022

Cuentos de Perrault di Charles Perrault e Marta Ponce

Di fiabe illustrate di Charles Perrault ve ne ho già presentate diverse, anche se trovare raccolte delle sue storie non è proprio facilissimo (a differenza di quelle di Andersen o dei Grimm).
Quella di cui vi parlerò oggi è proprio una raccolta di sue fiabe illustrate da Marta Ponce dal titolo: "Cuentos de Hadas" o "Cuentos de Perrault". Come potete capire anche dai titoli non si tratta di una raccolta italiana, ma in spagnolo, edita da una casa editrice  (appunto) spagnola che si chiama Editorial Alma e che ha tutta una collana che si chiama "Alma Clasicos Ilustrados", composta da molti classici della letteratura illustrati (di alcuni di essi vi avevo gia parlato in passato).
Come recita la presentazione della collana che si trova sul sito dell'editore (e che io vi riporto tradotta): "Questa è una collezione unica in cui troverai grandi opere di letteratura universale. Testi di tutti i generi che durano nel tempo. Ogni libro ha una sua personalità e ha un design esclusivo e unico. Abbiamo curato ogni dettaglio, scommettendo sulla massima qualità: libri cartonati, stampe e un nastro segnalibro. Le bellissime illustrazioni sono state create appositamente per ogni opera, il che rende ogni libro un gioiello sia per il suo contenuto che per le sue finiture. Opere pensate per emozionare e sorprendere gli amanti dei libri, ideali da collezionare, regalare e per far rivivere i grandi classici della letteratura universale".

 
Sopra: A sinistra la copertina nell'edizione rigida, mentre a destra la copertina dell'edizione "poket", in copertina flessibile e di formato più piccolo.

Questa è una raccolta di fiabe di Charles Perrault il quale offre al suo pubblico "una obra de dimensiones mas modestas, que refleja la vida cortesana que tan bien conocia el autor (fue el funcionario de mas alto rango de la corte de Luis XIX hasta que cayò en desgracia), asì come sus valores principales: la Modernidad y los valores morales".
Le fiabe di Perrault sono riprese dalla tradizione popolare, anche se egli ne elimina la componente folcloristica e le adatta ai gusti della Corte, introducendovi anche una morale finale.
Nella raccolta sono inclusi 12 racconti fiabeschi:
  1. Griselda
  2. Piel de asino
  3. Los deseos ridiculos
  4. La biella durmiente del bosque
  5. Caperucita Roja
  6. Barba Azul
  7. Meaese gato o El gato con botas
  8. Las Hadas
  9. Cenicienta o El zapatito de cristal
  10. Riquete el del copete
  11. Pulgarcito
  12. La sagaz princesa o Las aventuras de picarilla
Confronterò ora un pezzo testo di questa versione con quello dell'edizione italiana del volume della Donzelli "Tutte le fiabe", così che possiate farvi un'idea precisa di come sono state tradotte le fiabe.
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Donzelli (2016): "C'era una volta una bambina molto carina, ma così carina che in tutto il villaggio non ce n'erano di uguali. La sua mamma la adorava, e la nonna, che era pazza di lei, le aveva fatto fare una mantella rossa col cappuccio che le stava a meraviglia, tanto che in paese tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma, che aveva fatto delle focacce, disse alla bambina: <<Ho saputo che la nonna è a letto malata, và a trovarla e portale questa focaccia e questo vasetto di burro>>.
Cappuccetto rosso s'incamminò lesta per andare a trovare la nonna che abitava in un altro villaggio. Mentre attraversava il bosco incontrò compare lupo, ch, vedendola, ebbe subito una gran voglia di mangiarla, ma siccome lì intorno c'erano dei boscaioli che lavoravano, dovette nenersi la voglia e accontentarsi di fare conversazione.
<<Dove stai andando?>> chiese alla bambina. "
 
 1) "Caperucita Roja" Ed. Alma (2020/2022): "Erase una vez una nina aldeana (del villaggio), la mas bonita del mundo. Su madre estaba loca (pazza) por ella, y su abuela (nonna), mas loca aùn. Esta buena mujer mandò hacerle una caperucita roja. Le sentaba (stava) tan bien que en todas partes la llamaban Caperucita Roja.
Un dia, su madre cociò (cucinò) unas tortas y luego (poi) le dijo a la nina:
- Ve a ver como se encuentra tu abuela, pues (perché) me han dicho que està enferma (malata). Lléevale (portale) una torta y este tarrito de manteca (vasetto di burro).
Caperucita Roja fue en seguitada (fu subito) a casa de su abuela, que vivia en otro pueblecito (cittadina). Al pasar por un bosque, se encontrò con meser Lobo, el qual sentia vivos deseos de comerla, pero no se atreviò (osò) porque en el bosque habia unos lenadores (taglialegna).
Le preguntò donde iba.
 
Come potete leggere le due versioni coincidono, il che significa che effettivamente le fiabe di questa edizione spagnola (ho confrontato anche gli altri racconti) sono state riportate in modo fedele, come erano state scritte da Perrault, dall'inizio fino alle morali finali.
A proposito di quest'ultime, vi riporto anche un confronto tra una delle due morali della fiaba di "Barbablù". Infatti, se nella prima l'autore si limita a mettere in guardia le ragazze dall'essere curiose ("… Trattasi dunque di un difetto vile (la curiosità) / che costa molto più di quel che vale"), la seconda invece è più ironica. Confrontare le morali è interessante poi perché esse sono scritte in rima:
 
Ed. Donzelli (2016):
"Chi ha esperienza del mondo ha già capito
che questa storia è del buon tempo andato.
Oggi non trovi più nessun marito,
per quanto iroso, scontento e poco amato,
che dalla moglie non sia più che ammansito.
che abbia le barba gialla, blu o marrone,
non si capisce più chi sia il padrone."
 
 Ed. Editorial Alma  (2020/2022):
 "Lector, a poco sensato
y judicioso que seas, comprenderas
que esta historia
no es mas que quento de viejas.
Ya no hay esposos terribles
con exstrana exigencias (richieste),
y, aunque raros y grunones (scontrosi),
quando a su mujer se acercan (avvicinano)
son mansos (mansueti) como cordedos (agnelli)
y dulces cual ovejuelas (pecore).
Y es deificil saber allì quién manda
tenga la barba azul, rojia o negra."
 
Sopra: Le pagine che mostrano l'inizio della fiaba della Bella Adormentata nel bosco, di cui si può vedere anche un'illustrazione della principessa (con i capelli rossi) addormentata nella pagina a sinistra.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Marta Ponce, che sono veramente molto graziose e raffinate, perfette per rappresentare le fiabe scritte da Perrault.
Le immagini dell'artista sono sia a pagina intera che a doppia pagina e rappresentano personaggi o scene descritte nelle fiabe, come il Lupo e Cappuccetto Rosso che si stanno dirigendo a casa della nonna di quest'ultima, oppure l'incontro tra Barbablù e la sua futura moglie, Griselda che fila o, ancora, la principessa Pelle d'Asino mentre indossa il vestito color della notte.
 
 
 
Sopra: Le raffinate illustrazioni di Marta Ponce, che sono veramente molto graziose e raffinate, perfette per rappresentare le fiabe scritte da Perrault. Le immagini dell'artista sono sia a pagina intera (come le due in basso) che a doppia pagina (come la prima in alto della fiaba di Cappuccetto) e rappresentano personaggi o scene descritte nelle fiabe. Quella in basso a sinistra mostra Griselda mentre fila, mentre quella a destra ci fa vedere Barbablù mentre cerca di circuire la sua futura moglie.

Ponce riesce a creare dei personaggi dall'aspetto molto grazioso e raffinato, in particolare le fanciulle hanno questi visini ovali, grandi occhi con lunghe ciglia, piccole boccucce e  guance rosse e dei corpi snelli e slanciati.
In generale comunque le scene sono piuttosto ricche di dettagli e curate, anche nella peculiare scelta dei colori. 
Come è tipico di molti libri di questa casa editrice anche in questo caso i disegni sono in bicolore: bianco/nero e rosso in questo caso. Quest'ultimo colore è stati usato dall'artista per mettere in risalto alcuni particolari elementi dell'immagine, in particolare le guace e le labbra delle donne, che sono sempre dipinte di un rosso brillante, intenso e acceso, per sottolineare ancora maggiormente la loro femminilità.
Spesso altri elementi colorati possono essere abiti (come lo stesso amntello di Cappuccetto) o accessori indossati dalle fanciulle, oppure i loro capelli. Talvolta vengono dipinti anche elementi del paesaggio come foglie, tetti o oggetti (sedie, cornici, fusi, chiavi...).

 
Sopra: I personaggi hanno un aspetto molto grazioso e raffinato, in particolare le fanciulle hanno questi visini ovali, grandi occhi con lunghe ciglia, piccole boccucce e  guance rosse e dei corpi snelli e slanciati (come potete osservare in queste immagini che rappresentano a sinistra Griselda e a destra Pelle d'Asino). Da notare come i disegni sono in bicolore: bianco/nero e rosso, il quale viene usato per per mettere in risalto alcuni particolari elementi dell'immagine, in particolare le guace e le labbra delle donne, ma anche altri elementi dell'immagine.

"Cuentos de Perrault" di Charles Perrault è una bella e veramente graziosa edizione che raccoglie le fiabe di Perrault accompagandole con le raffinate e delizione illustrazioni di Marta Ponce, ricche di dettagli e curate, dalla peculiare ma azzeccata scelta dei colori. La presenza del rosso, acceso e intenso, mette infatti in risalto alcuni elementi dell'immagine, rendendole meno monotone evisivamente più intriganti.
Le fiabe presenti all'interno della raccolta presentano una buona traduzione, che le ha mantenute fedeli a quelle effettivamente scritte da Perrault, senza praticare tagli o riassunti su di esse, cosa che purtroppo non si può sempre dare per scontata quando si tratta di racconti fiabeschi.

Questa raccolta di fiabe è stata edita dalla Editorial Alma in due edizioni: rigida e flessibile. 
La prima, pubblicata nel 2020 col titolo "Cuentos de Hadas", ha 158 pagine, misura 22 cm d'altezza e 15,9 cm di lunghezza e costa 11,95 euro.
La seconda, con la copertina flessibile, è stata edita nel 2022, ha 158 pagine, misura 19 cm d'altezza e 12,3 cm di lunghezza e costa 7,95 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.