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lunedì 8 giugno 2026

Il museo dei vampiri di Gabriella Giliberti e Lisa Merletti

Dopo l'edizione di "Frankenstein" di Mary Shelley, in questa edizione illustrata da Marco Calvi, torno a parlarvi di un'altra nuova uscita delle Edizioni Rebelle, sempre goticheggiante, ma stavolta a tema vampiresco: "Il museo dei vampiri" scritta da Gabriella Giliberti e con le illustrazioni di Lisa Merletti.
 
Sopra: Un copertina molto bella ed elegante, sui toni del viola e del nero e sui cui spicca l'immagine della Curatrice nella sua bara, in attesa di essere risvegliata per farci iniziare il nostro viaggio nel suo Museo.
 
Il museo dei vampiri reinventa il mito del vampiro: invece di una semplice enciclopedia, il lettore viene guidato in prima persona dalla vampira-narratrice, che commenta con ironia e malinconia leggende, casi storici e trasformazioni letterarie e cinematografiche. 
Ecco come accoglie noi lettori: "<<Benvenuto in casa mia. Entrate pure... e lasciate un po' della felicità che recate.>> o almeno così diceva un vecchio conte, con una passione per le entrate teatrali.
Suona vetusto, lo so. Però capiscimi, quando vivi abbastanza a lungo da vedere i nomi delle strade e le mode del terrore rinnovarsi, impari a conoscere ciò che resiste alle pieghe del tempo. Certe citazioni, ad esempio, come le creature notturne si consumano, si trasformano, ma restano in piedi. Oggigiorno si urla al grande ritorno del mostro, ma mi domando se ce ne siamo mai davvero andati. In ogni caso, non temere, l'invito tra le tue mani non è una maledizione... [...]
Perciò ti sto invitando.
Oh, che sciocca! Saltando tra discorsi sconclusionati, ancora non ti ho rivelato il mio nome. Col tempo ne ho collezionati molti. Alcuni li ho indossati come abiti per non dare nell'occhio; altri mi sono stati cuciti addosso con la fretta con cui i mortali etichettano ciò di cui hanno timore perchè sconosciuto. Ma tu chiamami pure Curatrice.
Curatrice di una casa-museo, di un archivio vivente. Curatrice - e qui ti sorrido- di un certo tipo di appetito, perchè la fame, cher, è un'educazione severa: ti insegna a scegliere, a conservare. Impone regole d'eleganza, se ci tieni abbastanza a non spaventare i tuoi ospiti. 
Se non la riempi con qualcosa di più interessante del semplice sopravvivere, l'eternità è una prigione di noia. [...]
L'immortalità ricorda un salone troppo grande, se non lo arredi con un senso, non ti resterà altro che l'eco dei tuoi passi. Per scongiurare questo epilogo, ho iniziato a studiare me stessa attraverso la storia che i secoli ci hanno ricamato addosso. Ho seguito piste e dicerie con ostinazione e piacere, con quella punta di crudeltà degli studiosi quando la verità non vuole farsi afferrare. [...]
Questa casa è il risultato di quel viaggio. Ogni stanza è un periodo, il deposito di miti accatastati gli uni sugli altri, dove i confini della realtà si intrecciano a quelli del folcklore. Troverai appunti, quadri, bozzetti, reliquie. Li ho raccolti io stessa, sì. Strappati alla polvere, ai roghi, alle mani sbagliate.
Dal Medioevo fino ai vampiri pop contemporanei, ogni “stanza” del libro racconta un aspetto diverso: le origini mitologiche, le superstizioni e le epidemie, i grandi personaggi storici, i vampiri del mondo e quelli romantici della letteratura, fino al cinema e alla TV. La protagonista, parzialmente inaffidabile ma irresistibile, invita il lettore a esplorare cripte, biblioteche e villaggi infestati, smentendo cliché e interpretazioni umane e lasciando filtrare il fascino e la solitudine eterna della sua specie. Con un tono gotico, ironico e malinconico, il libro unisce rigore divulgativo e piacere narrativo, trasformando il mito in un'esperienza immersiva e visivamente straordinaria
 
Sopra:  Le prime pagine in cui a destra veniamo accolti nell'anticamera, mentre a sinistra vediamo un ritratto della Curatrice, la vampira che ci accompagnerà durante la lettura per illustrarci tutti i segreti dei Vampiri.

Per questa edizione i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Lisa Merletti, che sono veramente molto belle in quanto questa artista possiede uno stile dettagliato, dai tratti delicati, raffinati ed eleganti, dalle suggestioni vittoriane e gotiche, in cui è possibili notare anche una leggera influenza dal genere dei manga.
In passato aveva già illustrato anche altre opere per le Edizioni Rebelle, tra cui "Beatrice Cenci: La storia, la tortura, l'esecuzione" di Alexandre Dumas e "La ragazza invisibile" di Mary Shelley.
Nel testo ci sono disegni sia a pagina intera che a doppia pagina, oppure inseriti in mezzo ai testi. La maggior parte rappresentano dei personaggi menzionati nel libro, come la Curatrice ma, soprattutto tutti i vari vampiri di cui quest'ultima ci spiega l'esistenza. Tra i personaggi ritratti troviamo ad esempio antenati famosi come Ruthven (protagonista del "Vampiro" di Polidori), Carmilla, il conte Dracula, ma non mancano anche rappresentazioni di vampiri più antichi, provenienti spesso da varie parti del mondo. Abbiamo poi perfino rappresentazioni di vampiri cinematografici, tra cui lo stesso Dracula, in varie versioni, ma anche i vampiri di Twilight o di Buffy.
Grazie al proprio stile l'artista riesce a rende questi vampiri allo stesso tempo spaventosi e inquietanti (alcuni addirittura mostruosi) ma anche belli e sensuali 
Oltre ai personaggi spesso vengono ritratti anche oggetti, ovviamente sempre legati ai vampiri in un modo o nell'altro: abbiamo così paletti di biancospino, pietre che venivano inserite nella bocca dei defunti, ampolle di acqua benedetta, tinozze piene di sangue, lampade ad olio, ritagli di giornali, ecc...
In ogni caso comunque c'è sempre un certo focus sui personaggi, in quanto gli sfondi e gli ambienti, anche quando presenti, non sono mai molto dettagliati o particolari, spesso si fanno anche fatica a intravedere.
Alcune immagini sono a colori, anche se Merletti ha scelto comunque delle tinte dai toni delicati, quasi scoloriti a volte, spenti e desaturati, che quindi non risultano mai troppo brillanti o accesi, anche se talvolta possono essere stese con intensità, soprattutto in alcune zone. La pelle delle persone, ad esempio, è di un rosa molto pallido, quasi bianco, che risalta in confronto agli sfondi scuri dei fondali. Oltre a non usare tonalità particolarmente brillanti o vivaci anche la scelta delle tinte è piuttosto limitata, in particolare al nero, al bianco, al blu, al marrone, al rosso (che rimane comunque un rosso scuro, non brillante).
Sono presenti anche dei disegni in bianco e nero, in cui però è solitamente il nero a prevalere, tanto che l'interno delle figure è tinto di nero mentre sono le linee delle figure a essere tracciate col bianco, probabilmente per creare un effetto maggiormente oscuro e drammatico.
Le illustrazioni accompagnano i testi arricchendoli e sono imprescindibili da essi in quanto legati da uno stretto legame. Ad esempio quando la Curatrice cita e invita il suo accompagnatore (e noi lettori) a osservare alcuni ritratti di antenati oppure specchi che riflettono i vampiri del cinema lo fa rivolgendosi alle illustrazioni presenti nel libro, le quali possono anche essere accompagnate da qualche spiegazione, ma rimangono comunque imprescindibili per la corretta e piena comprensione di ciò che la Curatrice vuole mostrarci.
 
 
 


  
Sopra: Alcune illustrazioni interne di Lisa Merletti, dai colori spenti e desaturati, che mostrano varie stanze del Museo come: la sala delle Metamorfosi, quella delle Epidemie e delle Superstizioni, delle Carte dal Mondo e dalla Biblioteca dei Romantici (l'immagine in basso a sinistra raffigura proprio Carmilla e Laura).
 
"Il museo dei vampiri" di Gabriella Giliberti e Loputyn è un volume molto bello dedicati ai Vampiri, che impareremo a conoscere abbastanza a fondo grazie alla nostra guida: la Curatrice, una vampira che ha deciso di rendere la propria dimora un museo dove dedicare ogni stanza a una certa epoca e ad un certo aspetto di queste creature. Come lei stessa ricorda al suo lettore/visitatore: "Tutto ciò l'ho chiamato museo con fare presuntuoso, ma non lasciarti ingannare dalla parola. Un museo di solito dorme. Questa casa no. Prima di continuare, lasciami essere chiara: non esiste un solo vampiro o un unico termine rappresentativo. Esistono famiglie, vizi, genealogie, superstizioni. Differenze sottili ed abissali. Dialetti del sangue; modi diversi di volere, predare, amare e sopravvivere. Esistono bugie che abbiamo tessuto talmente bene da restarci incastrati. 
Forse ti aspetti un mostro con un volto preciso. Io ti offrirò una mappa piena di variazioni, in quanto il vampiro, più che una creatura, è una lente. Cambia forma a seconda di chi lo guarda e di cosa non vuole ammettere. A volte è coraggio, altre aristocrazia. Altre ancora fame, erotismo, colpa, potere, libertà. La scusa perfetta di ciò che una società teme e desidera.
Ed è proprio questo a rendere questo volume così interessante, in quanto non è una semplice enciclopedia sui vampiri, ma anche un invito a una riflessione più profonda che invita a guardare a questa creatura attraverso uno sguardo nuovo: non come semplice mostro, ma come lo specchio della cultura e della società umana, delle sue paure, ma anche dei suoi desideri, e di come essi siano mutati ed evoluti nel corso del tempo.
La Curatrice infatti ci porterà a conoscere la figura del vampiro attraverso un percorso storico: si parte dalla sala delle origini con riferimenti alla religione cristiana e a quella egizia, per poi passare alla figura del revenant (il morto che torna in vita); si passa poi alla sala delle Epidemie e delle Superstizioni, poi a quella delle Metamorfosi, dove la figura del vampiro di mischia a quella del licantropo; alla galleria degli zii famosi, dove conosceremo figure storiche come Erzsébet e Vlad; poi il Gabinetto dei Lumi, in cui arriviamo al XVIII secolo, dove l'uomo cerca di analizzare tutto con raziocinio; per poi passare alle Carte dal mondo, dove sono racchiusi tutti i vari parenti dei vampiri provenienti da tutte le parti del mondo; giungiamo poi alla Biblioteca dei Romantici, in cui il periodo del romanticismo riporta alla ribalta la figura del vampiro conferendole un nuovo aspetto e un nuovo fascino; infine giungiamo alla Sala degli Specchi, i quali contengono, sempre suddivisi per periodo storico le rappresentazione dei vampiri provenienti dalle più famose pellicole cinematografiche, da Nosferatu di Murnau (1922), passando per "The lost Boys" del 1987 fino a "Twilight" e "I Peccatori" del 2025.
Ho trovato ad esempio molto interessante l'analisi che l'autrice fa riguardo alla figura del vampiro che nasce come revenant, cioè come morto che risorge e che cioè si comporta esattamente all'opposto di come dovrebbe fare un cadavere. In questo caso il revenant veniva visto come un'anima in pena , magari per qualche torto subito e, come spiega la Curatrice: "Un morto assassinato è una ferita collettiva, un morto suicida è uno scandalo teologico e privato insieme. Il revenant nasce nel punto in cui la vergogna e il lutto si fondono in un problema pubblico, tramutando il terrore nell'ossessiva ricerca di un potenziale colpevole." Così il vampiro nasce per dare un volto alla paura, per poi proseguire diventando, in periodo di epidemie, la loro causa: "Pertanto, in un clima di tale disordine, la diceria e la superstizione si diffondono a macchia d'olio, esattamente come fanno le epidemie. Nei resoconti folklorici e nelle ricostruzioni storiche, le scene tendono a ripetersi con una regolarità inquietante: prima una dipartita successiva a una febbre; poi una catena di decessi ravvicinati; infine, il sospetto verso un cadavere ben conservato, la cui stessa perdita e avvolta dal mistero." Ovviamente l'analisi continua, fino ad arrivare a tempi piuttosto recenti, dove si inizia a provare un certo fascino e anche una certa empatia verso questa creatura: "Dopo Dracula avete cominciato a guardarci con un'attenzione differente. Creature con emozioni ferite, non solo un male da stanare. Chissà, vi siete ricordati che, in fondo, siamo stati umani anche noi.
La letteratura, nei decenni a seguire, intuisce che il vampiro può essere qualcosa di più di un antagonista, un emblema cangiante anche per l'esclusione, la diversità, il dolore."
E' proprio tutta questa analisi sociale e antropologica sulla figura del vampiro la parte che mi ha più affascinato di quest'opera, oltre al fatto che essa contiene comunque molte informazioni di varia natura su questa creatura, andando a citare folklore, miti, leggende, resoconti storici, perfino la Bibbia, ma anche romanzi letterari e versioni cinematografiche. 
Un'opera molto interessante ed affascinante, che porta anche a riflettere sul pensiero, la psicologia e la natura umana, il tutto accompagnato dalle splendide, delicate, graziose ma allo stesso tempo inquietanti e affascinanti illustrazioni di Merletti. 
 
P.S. Prima di abbandonarvi volevo segnalarvi però che molte informazioni contenute in questo testo le ho trovate anche in un altro, pubblicato antecedentemente: "I segreti dei vampiri" di Julie Légère, Elsa Whyte e Laura Pérez, edito nel 2022 da IL CASTELLO. Vi basterà osservare il sommario per rendervi conto che quasi tutti i titoli coincidono: si parte con i vampiri di tutto il mondo e da quelli delle origini, passando a quelli medievali, con le loro epidemie, per poi passare al Rinascimento (dove si parla di vampiri e lupi mannari, citando pure la famiglia Gandillon) e all'Europa Centrale (dove vengono citate le figure di Vlad e Bathory). Arriva poi l'Illuminismo (dove viene menzionato il lavoro di di Calmet e la lettera dell'arcivescovo Benedetto XIV) per poi passare alla figura del vampiro nella letteratura (con Polidori, Le Fanu e Stoker) per arrivare ai vampiri di nuova generazione, compresi quelli del cinema (tra cui quelli di "Intervista col Vampiro", Buffy e "Twilight").
 
 

Sopra: La copertina, dallo sfondo nero, e sotto alcune pagine interne (tra cui quella del sommario) di un volume sempre dedicato ai vampiri uscito nel 2022, e di cui credo proprio che la Giliberti sia parecchio debitrice per quanto riguarda le informazioni.

Quest'opera è stata edita nel 2026 dalle Edizioni re-belle, ha la copertina rigida, ha 190 pagine, misura 24,5 cm d'altezza e 17,2 cm di lunghezza e costa 23 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

martedì 7 aprile 2026

Enid Enigma: il fiore delle tenebre di Sonia Elisabetta Corvaglia

"Enid Enigma: il fiore delle tenebre" è un libro di genere dark/mistery scritto da Sonia Elisabetta Corvaglia con le illustrazioni di Alida Pintus che vede per protagonista una ragazzina di nome Enid Enigma che si ritrova a risolvere casi di omicidio prima che avvengano.
 
 
Sopra: Sulla copertina sui toni del verde vediamo al centro la protagonista, Enid con in mano un ombrello nero e circondata da corvi.

Enid Enigma ha una gazza per amica e un segreto: risolve casi prima che avvengano. Ogni volta ha tredici ore di tempo per salvare una vita. 
Stavolta Enid fa un sogno in cui si trova di nuovo nel cimitero di Midì, ma niente è come dovrebbe essere. Il terreno è una palude, le tombe emergono dall’acqua e sono circondate da statue di pietra che raffigurano persone adagiate e con gli occhi chiusi, insomma addormentate. Stavolta la gazza Cicuta la conduce alla tomba della signora Lucrezia, molto nota in città per le sue deliziose torte, sempre sold out alle vendite di beneficienza. Sarà lei la prossima vittima da salvare? 
Come spiega la ragazzina: "Dopo che le erano apparse in sogno, le gazze tornavano a cercarla da sveglia. Era già successo e ora Enid sapeva che cosa ciò significasse: a Midì qualcuno stava per essere ucciso. E questa volta era la signora Lucrezia.
Proprio allora la luce dei fari di un autobus in partenza rivelò la presenza di una gazza sulla pennsilina davanti al bar.
"La prima!" si disse Enid.
Con la gola stretta da un groviglio di emozioni tirò fuori dalla borsa un orologio da taschino con la cassa liscia e dorata. L'orologio che suo nonno Ivàn le aveva lasciato. 
Sollevò il coperchio e fissò il quadrante, dove al posto delle dodici ore c'erano tredici piccolissime gazze. Le lancette erano ferme sulla prima "Cicuta". Dunque era vero! Il conto alla rovescia era ricominciato. Quando l'unica lancetta dell'orologio di Enid fosse arrivata alla tredicesima gazza, il terribile destino alla signora Lucrezia si sarebbe compiuto. A meno che lei non lo impedisse.
Così Enid assieme al suo amico Julio (che in realtà ha una cotta per lei) inizia a indagare per scoprire chi potrebbe voler uccidere la signora Lucrezia, e come potrebbero farlo. Ma anche le sole indagini non sono prive di pericoli, in quanto i corvi sembrano essere sempre pronti ad attaccare Enid, e più di qualche volta ella rischia la vita. 
Riuscirà alla fine a salvare la signora Lucrezia? 
 
 Sopra: Le pagine del primo capitolo, di cui potete vedere l'inizio nella pagina a destra mentre in quella a sinistra poetet ammmirare un'illustrazione di Enid che cerca nel cimitero la tomba della prossima vittima dei corvi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Alida Pintus le quali sono molto belle e hanno un aspetto particolare che si addice bene alle atmosfere della storia, un po' dark ma allo stesso tempo etereo.
A caratterizzare maggiromente queste illustrazioni è la scelta dei colori, in quanto tali disegni sono realizzati in bianco e nero, con qualche tocco di verde che caratterizza qualche piccolo elemento all'interno della scena. (tipo un mura, la copertina di un libro, delle pupille, qualche fantasia su un mobile o su un indumento, ecc...).
I disegni sono dettagli ma non hanno un aspetto eccessivamente realistico, con personaggi dai tratti spigolosi, dai contorni puliti e gli occhi grandi ed espressivi. 
Le immagini rappresentano scene descritte nei testi come: i corvi che cercano di rubare l'orologio a Enid, Julio ed Enid seduti su una panchina del parco, i corvi che  prendono d'assalto un baule appartenuto al nonno della protagonista, i ragazzini che si recano a casa della signora Lucrezia, Enid alll'interno della cucina della signora, ecc...
Esse sono utili quindi per visualizzare bene l'aspetto dei vari personaggi, soprattutto quello di Enid e Julio, ma anche l'aspetto dei vari luoghi in cui le scene si svolgono. 
Si tratta di disegni graziosi, ma allo stesso tempo cupi e inquetanti, perfetti per far comprendere al lettore la situazione della protagonista, aiutandolo a immergersi nella giusta atmosfera che il racconto vuole trasmettere. 
 

 
 
   
Sopra: alcune illustrazioni opera di Alida Pintus, alcune assieme ai testi e altre a pagina intera; da notare l'interessante scelta dei colori: bianco, nero e verde.
 
"Enid Enigma: il fiore delle tenebre" di Sonia Elisabetta Corvaglia è una storia molto intrigante che vede per protagonista una ragazzina di nome Enid che ha ereditato dal nonno un orologio con sopra tredici gazze al posto delle ore. Essendo questa la seconda avventura di Enid ella ha già scoperto nel primo volume che l'orologio segna il tempo che le rimane per salvare una persona prima che essa venga uccisa: "<<Molti anni fa, durante gli scavi alla necropoli, uno strano sortilegio ha trasformato l'orologio da taschino del nonno e lui, da quel momento, si è messo a segnare il conto alla rovescia per risolvere gli enigmi e sventare gli omicidi di cui le gazze lo avvertivano in sogno>> spiegò Enid."
Per compiere tale difficile compito, che dopo la morte del nonno sembra essere toccato alla nipote, Enid viene aiutata dalle gazze, le quali si contrappongo ai corvi, che supportano invece chi vorrebbe compiere l'omicidio per aiutare il potere dei Corvi ad accrescersi.
Oltre alle gazze Enid è aiutata anche dal suo amico Julio, un ragazzino alto, dolce e un po' imbranato, che inoltre ha una grossa cotta per Enid. Infatti in questo secondo volume è sempre lì a cercare un momento buono per darle un regalo che le aveva preparato per San Valentino.
I personaggi sono caratterizzati il giusto, anche perchè la vicenda è piuttosto breve, ma la parte riguardante le indagini è molto carina e ben fatta: si fanno delle ipotesi che a volte si rivelano corrette mentre altre volte devono venire scartate, fino ad arrivare a comprendere, anche con l'aiuto degli indizi inviati via sogno dalle gazze, chi è il possibile assassino.
Devo dire inoltre che anche l'identità del furfante non è così scontata e facile da intuire, un rischio che c'è sempre nei libri scritti per bambini o ragazzi.
Questo secondo volume di questa recentissima e nuova serie di Enid Enigma insomma non deluderà quei lettori, a partire dagli 8/9 anni, che vogliono un'avventura ricca di misero, azione e soprannaturale, accompagnata anche da delle belle illustrazioni che invoglieranno alla lettura anche quei lettori meno esperti. 
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2026 dalla GIUNTI Editore, ha una copertina rigida, ha 160 pagine, misura 18 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Il primo volume della collana si intitola "Enid Enigma: tredici gazze per un delitto": Enid Enigma ha una gazza per amica e un segreto: risolve casi prima che avvengano. Ogni volta ha tredici ore di tempo per salvare una vita. Enid incontra tredici gazze di fronte al cimitero di Midì. Il tempo sembra essersi fermato, il cielo è spettrale. Una di loro le si posa sulla spalla per qualche istante, poi vola su una tomba. Enid si avvicina: è quella del professor Mirabilia. Come è possibile? Poco prima il professore era a scuola, vivo e vegeto. Intanto nel becco della gazza compare qualcosa di luccicante. L'uccello lo lascia cadere: è una piccola chiave con un intarsio a forma di falena. Sull'ala sinistra c'è incisa la parola SPLEX. Enid ha già visto quella scritta da qualche parte ma prima che possa pensarci meglio, la chiave si dissolve in polvere e nel cielo violaceo si apre uno squarcio di luce che si allarga sempre di più. La ragazza strizza gli occhi e… li riapre a casa della nonna. Si è addormentata sul libro di storia. Era tutto un sogno, quindi. O forse no?
 
 Sopra: la copertina del primo volume, dove al centro vediamo sempre la protagonista, con i suoi lunghi capelli biondi.

Ecco anche i seguiti:
  • "Enid Enigma: la danza delle ombre" (ottobre 2026): Quando sogna la tomba della nuova bibliotecaria, candidata alle elezioni di sindaco di Midì, Enid sa che non ha un minuto da perdere. Il conto alla rovescia è iniziato, e spetta a lei impedire che l’omicidio si compia. Il tempo stringe e troppi sono gli interrogativi che ancora non hanno risposta: chi sta cercando di aprire il varco tra il mondo dei vivi e quello dei morti mietendo vittime? Chi ha ritrovato il pericoloso antico medaglione risvegliando l’oscuro potere dei corvi?
  • "Enid Enigma: oltre l'ultima oscurità" (settembre 2026): Enid sogna ancora di trovarsi al cimitero di Midì, ma questa volta la tomba vegliata dalla gazza Cicuta è… la sua! Chi la vuole morta? Forse la stessa persona che ha rubato il medaglione magico e il libro del professor Besserwisser? La città è invasa dai corvi ed Enid non ha molto tempo per salvarsi.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 27 marzo 2026

Fantasmi Yokai di Philippe Charlier

"Fantasmi Yokai" è una sorta di enciclopedia scritta da Philippe Charlier che presenta ai lettori vari di tipi di fantasmi giapponesi.
 
 Sopra: La copertina è rivestita di stoffa e mostra un particolare della stampa "Oya Taro Mistukuni sfida lo scheletro invocato da Takiyasha Hime, figlia di Taira no Masakado, nel palazzo di Soma", del 1844.
 
Oiwa dal volto deformato dal veleno, la bella Yuki-onna dallo sguardo terrificante, la povera Okiku gettata in un pozzo dal maestro, gli spettri dei guerrieri morti in mare, dei samurai ebbri di rancore... Tutte queste presenze infestano la vita dei mortali e costellano il folclore, l’arte e la letteratura del Sol Levante, ispirando ancora oggi film horror, manga e romanzi. Le più impressionanti raffigurazioni degli yurei, i fantasmi della tradizione giapponese, raccolte in un volume che svela il lato più oscuro e spaventoso dell'immaginario nipponico.
Tali rappresentazioni sono suddivise in vari capitoli, ognuno dei quali narra una particolare tipologia di yokai:
  • Okiku: il fantasma di una donna morta in seguito alla caduta in un pozzo, accusata ingiustamente di aver perso o rotto uno dei dieci piatti che, in quanto serva, era suo compito custodire.
  • Otsuyu: un uomo inizia una relazione con una donna, scoprendo che in realtà si tratta di un fantasma che lo sta pian piano privando della sua forza vitale.
  • Ubume: lo spettro di una donna morta di parto o prima di partorire.
  • Il Nō: fantasmi in grado di cambiare aspetto
  • Funayurei: spettri di marinai, soldati, o pescatori morti in mare.
  • Yuki-Onna: donna bellissima e pallida che si mostra durante una tempesta di neve e uccide le vittime con il freddo.
  • Oiwa, il volto della morte: fantasma di una donna usccisa dl marito e col volto deturpato da un veleno consegnatole dall'amante del marito.
  • Kasane: lo spirito di una donna uccisa dal marito con un falcetto e abbadonata sulle rive di un fiume.
  • Teste volanti: fantasmi o mostri capaci di staccarsi la testa dal corpo e di allungare il collo.
  • Kuchisake-onna: yurei femminile di straordinaria bellezza che cela il proprio volto, dalla bocca sfregiata, dietro una maschera o un ventaglio.
  • Hannya: una personificazione di quanto di più bestiale, diabolico, bieco e ripugnante negli esseri umani.
  • Gashadokuro: creatura composta da un mucchio di ossa seppellite senza rito funebre di guerrieri morti sul campo di battaglia.
  • Kohada Koheiji: attore di teatro ucciso dalla propria moglie e che le si manifesta come uno scheletro circondato da fiamme.
 
 Sopra: Due pagine inizali dell'opera ce mostra a sinistra l'inizio del primo capitolo e a destra un'illustrazione del 1793 di uno spettro femminile.
 
Il volume contiene numerose illustrazioni realizzate da artisti dal XVII al IX secolo. Come scritto nel primo capitolo: "Sebbene siano storie vecchie di secoli - e in alcuni casi persino più antiche -, è solo in tempi relativamente recenti che cominciano ad essere illustrate, grazie soprattutto al pittore Okyo mmaruyama, nato nel 1733. Una notte, Maruyama si trovò faccia a faccia con il fantasma dell'amore della sua vita, Oyuki. [...]
Di certo quella da lui inaugurata era molto di più di una semplice moda: rappresentava il tentativo di catturare l'immagine di entità immateriali per riportarle nel mondo dei vivi. I suoi dipinti di fantasmi giapponesi (Yurei-ga), meticolosamente eseguiti su rotoli di tessuto a grandezza naturale (kakemono), hanno aperto un varco soprannaturale attraverso il quale, da allora, i vivi e i morti possono entrare in contatto.
Le immagini contenute in questo volume rappresentano quindi fantasmi gaipponesi, oppure scene di qualche racconto di paura giapponese. Tra le raffigurazioni più famose abbiamo ad esempio: "La dimora dei piatti" di Katsushika Hokusai, che mostra uno spettro uscire da un pozzo; "Il fantasma di Oiwa" di Utagawa Kuniyoshi, che mostra una bella donna con in mano una lanterna con delle peonie, alle cui spalle però si vede un fantasma scheletrico; "Oiwa" di Katsushika Hokusai rappresenta il fantasma di Oiwa che appare al marito dentro una lanterna; "Kamiiya Iemon e il fantasma lanterna di Oiwa" di Utagawa Kuniyoshi rappresenta la scena del marito di Oiwa terorizzato dall'apparizione delvolto della moglie defunta dentro una lanterna; "Guerriero su un teschio"di Tsukioka Yoshitoshi mostra un fantasma vestito con la divisa dei samurai mentre cavalca un teschio gigante; "Kohada Koheiji" di Katsushima Hokusai; "Oya Taro Mistukuni sfida lo scheletro invocato da Takiyasha Hime" di Utagawa Kuniyoshi, dove vediao un guerriero samurai pronto a sfidare un gigantesco scheletro...
Alcuni dipinti hanno colori vivaci e sgargianti, che spiccano, mentre altri tinte delicate, fredde e mortifere, probabilmente per trasmettere l'idea della morte. Yokai e Yurei possono assumere le forme più svariate: a volte sono belle donne delicate che galleggiano nell'aria, senza i piedi, altre volte sono mostri dai volti deturpati e ghignanti, con corpi muscolosi o deformi, corna e zanne, altre volta ancora sono esseri scheletrici privi di carne, oppure donne dal volto deturpato e dai capelli aggrovigliati, ...




 
 Sopra: Alcune pagine che mostrano le illustrazioni contenute nel volume, tra cui, partendo dall'alto una maschera del teatro nō che raffigura il personaggio di una giovane donna; la vedetta del fantasma di Akugenta Yoshihira; fuochi di volpe nella notte di Capodanno; u samurai che lotta contro un gigantesco yokai-ragno; e infine Kamiya Jemon e il fantasma-lanterna Oiwa.
 
"Fantasmi Yokai" di Philippe Charlier è uno splendido volume dedicato ai fantasmi giapponesi, corredato da splendide stampe di artisti dal XVII al IXX secolo. Un volume in cui la parte grafica prevale, prendendo il sopravvento su quella scritta, al quale è comunque interessante, ma che, dopo una breve spiegazione, sembra quasi che voglia che siano le immagini a parlare.
Il libro è una sorta di guida/enciclopedia al mondo dei fantasmi giapponesi, anche se sicuramente esisoìtono guige più ricche, poichè qui ci si focalizza solo su una piccola parte degli yurei che popolano le leggende e i miri giapponesi, circa 13 tipi, quelli tra i più famosi.
E' comunque interessante conoscerli e conoscere le loro storie, le loro leggende, che a volte scopriamo essersi evoluti e modificati nel corso del tempo. Inoltre questo volume costituisce un ottimo primo apprccio per chi non conosce ancora questi mostri giapponesi e vuole imparare a ricnoscere i più famosi.
Come scritto nel primo capitolo: "Un'intero popolo sommerso che racconta storie d'amore e di morte: spade sguainate per finire nemici invisibili, una raccapricciante testa dagli occhi sporgenti che fluttua in aria, una forma dia contorni indefiniti che spuntaa da una lanterna fioca, un cadavere che non smette di decomporsi, la danza macabra di una giovane con un mucchio di ossa, fiamme che illusminano i dintorni di una bara, le orribili labbra di una vecchia maligna, barche spettrali che emergono dalle onde impetuose, una bufera di neve che porta una morte implacabile, un pozzo infestato da cui sgorgano a ciclo perpetuo serpenti velenosi, maschere con le corna dai ghigni terrificanti, occhi spenti con pupille squadrate, mani disumane dalle unghie strappate, incontri fatali, [...] gatti giganti che sgranocchiano bambini come se stessero giocando con i topi, vagabondi dal sorriso orripilante che mostrano i loro diabolici denti, [...]." 
La parte più bella del volume comunque sono le illustrazioni d'epoca, di cui per ognuna viene riportato il nome dell'artista (quando conosciuto) e un titolo.
Una cosa interessante di questa edizione è che ogni pagina è doppia, in quanto costituita da due pagine attaccate assieme nella parte finale, e che volendo si potrebbero tagliare per separarle, anche se non avrebbe senso farlo in quanto dietro ogni pagina è semplicemente bianca. 
 
Nel 2025 è uscito anche il seguito di quest'opera, incentrata questa volta sui mostri giapponesi, infatti il libro si intitola "Mostri Yokai": In Giappone sono ovunque ci colga la paura: nella foresta, presso un pozzo, nella stanza buia di una casa, in un tempio, in un cimitero, in una tana. Nati in un’epoca in cui le strade erano illuminate dalla debole luce delle lanterne, gli yokai sono mostri vari e multiformi. Giganteschi animali emergenti dalle profondità della Terra, oggetti centenari che prendono vita, esseri ibridi e dispettosi sempre pronti a giocare brutti scherzi… Creature soprannaturali, spaventose e affascinanti, onnipresenti nella cultura giapponese. Questo libro ne contiene un vasto campionario, splendidamente illustrato dalle opere dei maestri della stampa fantastica. 
 
 Sopra: La copertina, smpre rivestita di stoffa, del volume dedicato ai mostri Yokai.
 
Il libro è stato edito originariamente nel 2024 dalla Editions Hazan col titolo "Fantomes yokai". E' stato pubblicato in italiano nel 2024 dalla Ippocampo Edizioni; ha una copertina rigida, misura 23,2 cm d'altezza e 16,8 cm di lunghezza, ha 192 pagine e costa 25 euro. 
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 20 agosto 2025

La peste scarlatta di Jack London e Roger Olmos

"La peste scarlatta" scritto da Jack London è un classico della letteratura americana, un romanzo breve post apocalittico illustrato, in questa edizione di cui vi parlo, da Roger Olmos, un artista che ha già illustrato diversi classici usciti per la Logos Edizioni.
Il volume fa infatti parte della collana “Capsula del tempo”, libri che con la testimonianza della scrittura e la meraviglia dell’arte si propongono di incoraggiare i lettori a mettere in discussione il tempo presente per prepararsi al futuro, come scritto sul retro della copertina: "Con la possibilità di tornare al passato e ripartire. Forse."
 
Sopra: Sulla copertina compare un'illustrazione di Olmos non presente all'interno del testo, in cui vediamo questa mezza testa umana da cui spuntano dei fiori.
 
In un mondo in cui la natura si è ripresa i suoi spazi e l’uomo è regredito a uno stile di vita primitivo, il vecchio Professor James Howard Smith risponde alle domande dei nipoti riguardo alla Peste Scarlatta, la pandemia che sessant’anni prima ha distrutto la civiltà umana, lasciando pochissimi sopravvissuti: "<<Lo so, lo so. Sono un vecchio sudicio. Ma i tempi sono cambiati. Oggi nessuno si lava e non ci sono comodità. Non vedo un pezzo di sapone da sessant'anni. Voi non avete idea di cosa sia il sapone e io non vel lo dirò, perché adesso ci sto raccontando la storia della Morte Scarlatta. Voi sapete che cosa significa stare male. Noi la chiamiamo malattia. Molte malattie erano causate da quelli che chiamavano fermo. Ricordate questa parola, germi. Un gerne è una cosa piccolissima. Come una zecca, di quelle che trovate sui cani a primavera quando scorazzano nella foresta. Solo che il germe è minuscolo. Talmente piccolo che non si riesce a vederlo...>> [...]
 <<I germi venivano chiamati microrganismi . Quando qualche milione o un miliardo di essi erano dentro un uomo, nel suo sangue, quell'uomo si ammalava. I germi erano una malattia. C'è n'erano di tanti tipi diversi, più di tutti i granello di sabbia su questa spiaggia. Noi ne conoscevamo solo alcuni . Quello dei microrganismi era un mondo invisibile, un mondo che non riuscivamo a vedere e del quale conoscevamo davvero poco. [...]>>
Il Nonno è uno di questi sopravvissuti si lascia andare ai ricordi, per quanto dolorosi, di ciò che era accaduto nel lontano 2013, quando aveva 27 anni, una carriera avviata all’università e una fiducia incrollabile nelle facoltà umane. Dal suo racconto traspaiono una profonda nostalgia e la certezza della ciclicità della storia e dell’evoluzione della civiltà umana, di impareggiabile bellezza, ma costruita su ingiustizie e sofferenze. 
Come ogni grande opera letteraria, La peste scarlatta trascende gli avvenimenti narrati, offrendo una lettura cruda ma estremamente lucida dell’animo umano.
Il testo, apparso per la prima volta a puntate sul London Magazine nel 1912 e in volume nel 1915, viene ripubblicato da Logos nella traduzione di Davide S. Sapienza. 
 
 
Sopra: Un'immagine del vecchio narratore assieme a uno dei propri nipoti mentre sono a caccia.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Roger Olmos, le quali sono sempre a tutta pagina o anche a doppia pagina. Esse sono evocative, piene di poesia e di pathos, m anche molto carnali ed intense.
Sono presenti nel volume sia immagini a colori che in bianco e nero. Queste ultime vengono usate per indicare ciò che è successo in passato, infatti sono inserite all'interno del racconto del vecchio, quando racconta ai nipoti di come tutto ha avuto inizio e di come sia degenerato. In questi casi l'artista ha fatto un bellissimo lavoro giocando con le luci e le ombre di ogni scena, che risultano sempre molto dettagliate, tuttavia in molti disegni ha deciso di inserire anche un tocco di colore rosso, dalle tonalità molto accese, intense e brillanti, proprio a contrastare il bianco e nero del resto dell'immagine. Colore che rappresenta la violenza e il sangue, ad esempio quello uscito da qualche ferita o da qualche buco di proiettile, sebbene non manchi anche un bel tramonto rossiccio. D'altronde il rosso scarlatto è anche il colore che contraddistingue questa piaga.
Le immagini a colori sono poche, in quanto compaiono soprattutto all'inizio e poi alla fine del volume hanno delle tinte intense, forti, anche se non molto brillanti o vivaci, ma che spesso appaiono un po' sporche, pervase da una patina marroncina che oscura la brillantezza dei colori, anche se ci sono alcuni elementi con tonalità più chiare e pulite. Nei disegni a colori i personaggi inoltre sembrano assumere un aspetto meno realistico e più caricaturale, esaltando ancora di più l'espressività dei loro volti.
Lo stile di Olmos sicuramente si adatta bene a rappresentare questa storia e le scene narrate nei suoi testi, in quanto l'artista non risparmia i lettori anche momenti piuttosto violenti e molto macabre, con cadaveri, persone malate deturpate dalla malattia, scheletri e zombie, il tutto rappresentato con grande dovizia di particolari e in modo molto dettagliato. Talvolta comunque l'artista non si limita a mostrare ciò che viene raccontato nei testi, ma alcune immagini sono più simboliche, tipo quella con una specie di mostro gigante rossiccio che si staglia in mezzo ai palazzi di una metropoli in rovina, con muri sporchi di rosso, a simboleggiare la diffusione della pandemia.

  


 
Sopra: Alcune illustrazioni di Olmos, di cui alcune a colori (sebbene con tonalità un po' spenta) mentre altre in bianco e nero, con il sangue rosso.
 
"La peste scarlatta" scritto da Jack London è un romanzo breve piuttosto interessante, che sicuramente porta a fare alcune riflessioni, ma che tuttavia per certi versi non mi ha entusiasmo troppo.
Francamente ho trovato i capitoli iniziali un po' pesanti, perché nonostante l'autore cerchi di far capire al lettore come sia diventata l'umanità in questo futuro post apocalittico, sono capitolo molto verbosi. Infatti qui troviamo questo uomo anziano assieme ai suoi nipoti a cui si mette a raccontare di come l'umanità si sia quasi estinta. Il fatto è che quindi la cosa ci viene raccontata e non mostrata, inoltre il vecchio, per farsi capire dai nipoti, che hanno perso gran parte del forbito vocabolario umano, deve spiegargli molte cose che il lettore già conosce. Da una parte la cosa è interessante, vedere come l'autore si sia immedesimato in questi giovani che sono praticamente degli uomini primitivi, privi di molte conoscenze sia linguistiche (interessante anche il fatto che abbiano in parte perso la capacità di esprimersi verbalmente) che teoriche. Ad esempio non avendo mai fatto matematica sanno contare solo fino a dieci, ma non comprendono unità come le centinaia, le miglia, i milioni o i miliardi ed è interessante vedere come il nonno cerca di spiegare loro questo concetto. Il problema è che il lettore si ritrova a dover sentire le spiegazioni di molte altre cose che lui già conosce, come quella di cosa sono i germi e delle varie epidemia che si sono susseguite sulla Terra nel corso dei millenni e io alla lunga ho trovato la cosa un po' noiosa. 
Anche perché la spiegazione di come è effettivamente iniziata questa pandemia della Peste Scarlatta arriva dopo i primi due capitolo, cioè dopo un terzo del libro.
Quando il narratore inizia a parlare di come si scatenò la pandemia effettivamente le cose si fanno più interessanti, anche se sul retro di copertina c'è scritto: "Alla luce della recente pandemia di Covid-19, questo romanzo distopico risulta stranamente profetico per il lettore contemporaneo, che si riconoscerà in molte delle scene descritte da Jack London." Diciamo che anche in questa affermazione mi sono riconosciuta parzialmente. Sicuramente ho trovato delle similitudini per quanto riguarda la diffusione del virus, ma la Peste Scarlatta é una malattia decisamente molto più terribile e letale: "Il problema era la rapidità stupefacente con cui il germe annientava le persone e il fatto che, una volta entrato in un corpo, finiva inevitabilmente per ucciderlo. Nessuno era mai guarito. Quando c'era stato il vecchio colera asiatico, poteva capitare di andare a cena la sera con un uomo on salute e il mattino seguente, alzando si abbastanza presto, vederlo dalla finestra sfilare su un carro funebre. Ma questa nuova peste era più rapida, molto più rapida. Dal momento in cui si manifestavano i primi segnali, una persona impiegava un'ora a morire. Solo pochi resistevano per qualche ora. Gran parte moriva entro dieci, quindici minuti dall'insorgere dei primi sintomi." Ecco il Covid sicuramente non è stato così veloce e così letale, tanto che molte persone potevano contrarlo senza manifestare alcun sintomo, mentre altri sono guariti perfettamente anche avendolo preso. Questa Peste Scarlatta invece è descritta come una malattia che non lascia scampo, nessuna minima speranza di salvezza o di guarigione, per cui non sorprende che la popolazione sia stata decimata.
Nella parte dello scoppio e del diffondersi dell'epidemia si riconosce il panico che essa crea, con le persone che tendono a isolare quelle che credono infette poiché erano vicine a qualche ammalato. Interessante anche la parte con la popolazione che impazzisce, lasciandosi andate a scoppio di violenza, alla piromania, ai saccheggi e all'alcolismo.
In effetti la parte della descrizione della diffusione della pandemia e di come il vecchia sia riuscito a sopravvivere è abbastanza interessante, così come quelle in cui il vecchio racconta di come l'umanità si sia adattata e sia sopravvissuta a questo evento (dice ad esempio che erano rimaste poche donne in vita, per cui le possibilità di riproduzione erano piuttosto limitate).
Molte comunque delle cose descritte su come la popolazione ha reagito alla pandemia diciamo che orami sanno di già visto. Sicuramente quando London scrisse questa storia, nei primi del Novecento, essa doveva essere molto innovativa, e in effetti pensandoci a posteriori in certi punti non sembra avere un centinaio d'anni. Eppure, dopo tanta letteratura apocalittica e dopo tanti film, fumetti e manga sul medesimo tema, come pure quelli sugli zombie, le cose che scrive l'autore per me hanno saputo di già visto: il governo che inizialmente nega la malattia, la diffusione incontrollata del morbo, la paura che suscita, il tentativo della gente si sopravvivere creando delle comunità, la lotta contro balordi e delinquenti che cercano di approfittarsi della situazione, gente che muore in ogni dove, la fuga dalla città...
Lo so che non è colpa di London, che appunto ha scritto queste cose molti anni prima che vi facessero sopra film, fumetti, videogiochi e molti altri romanzi, eppure per la maggior parte del tempo mi è sembrato di leggere qualcosa che già conoscevo o che avevo già visto da qualche parte.
Detto ciò non trovo che quest'opera sia da buttare, anzi, a tratti è ancora attuale, e che sicuramente ha contribuito a fondare un genere letterario e cinematografico, la si potrebbe definire una genesi del genere. Purtroppo io il genere distopico e post apocalittico non lo apprezzo molto, perfino i film sugli zombie e relative pandemie li trovo noiosi, nonostante a me piacciano i film horror, perché li trovo sempre tutti uguali (anche The Walking Dead non sono riuscita a seguirlo perché mi ha stufato quasi subito).  
Se tuttavia amate il genere distopico e post apocalittico, o anche i film sugli zombie, probabilmente vi piacerà, non aspettatevi però qualcosa di estremamente originale, in quanto la trama segue proprio l'evoluzione di una classica storia di questo tipo. Molto più interessante e coinvolgente è la parte finale, dove il protagonista trova altri sopravvissuti, peccato che fra questi uno sia un uomo grosso e violento, che ha sottomesso con la violenza una delle poche donne sopravvissute all'epidemia.
Rimane sicuramente un buon racconto, emozionante e che diventa più coinvolgente e vivido nella parte in cui il vecchio descrive la diffusione della peste, e come i superstiti sono sopravvissuti ad essa, presentando anche tematiche moderne e reggendo bene al passare del tempo (non sembrerebbe una storia scritta più di cento anni fa). 
Interessanti sono anche le considerazioni del vecchio su quanto successo, su come era la Terra e su come invece è diventata, tornando a una regressione quasi primordiale, con la cultura e tutto il suo sapere che scompaiono pian piano. Un romanzo che fa riflettere sulla fragilità della società e della natura umana di fronte a simili avversità, sull'essenza dell'umanità e sulla sua capacità di trovare la forza per sopravvivere a simili catastrofi. Un libro che tutto sommato ci fa riflettere su quanto siamo fortunati ad avere ciò che abbiamo, sebbene non manchino critiche anche alla società moderna (London immaginava una società futura tutt'altro che idilliaca o prova di ingiustizie, anzi), dove ci sono tante cose che non sono giuste e che andrebbero migliorate.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente a puntate nel 1912 e poi come romanzo nel 1915 dalla Mcmillan col titolo "The Scarlet Plague", mentre questa edizione è stata edita in italiano nel 2024 dalla Logos Edizioni. Il volume ha 104 pagine, la copertina flessibile, misura 25,5 cm d'altezza e 19,5 cm di lunghezza e costa 18,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 13 agosto 2025

SCARY HARRY: Benvenuti a Scaryland ! di Sonja Kaiblinger e Fréderic Bertrand

"SCARY HARRY: Benvenuti a Scaryland!" scritto da Sonja Kaiblinger con le illustrazioni di  Fréderic Bertrand è il primo volume di una saga, chiamata "SCARY HARRY", che in italiano conta per ora quattro capitoli (in tedesco invece sono arrivati a 8 titoli) e che vede per protagonista Scary Harry, nientemeno che il Tristo Mietitore, che stringerà amicizia con Otto, un bambino che vive in una casa infestata.
 
 Sopra: La copertina dai colori piuttosto vivaci mostra al centro Scary Harry, a sinistra Otto e a destra la sua amica Emily.
 
Se il Tristo Mietitore suona alla tua porta e ti chiede un vasetto di cetriolini… Niente panico! È Scary Harry. Potrebbe sembrare spaventoso, ma è solo stanco morto e non vuole affatto condurti nell‘aldilà. Con lui vivrai bizzarre avventure che ti faranno morire dal ridere! Otto ha undici anni, vive in una casa infestata ed è abituato alle stranezze: "Effettivamente ormai avrebbe dovuto essere un esperto in materia di aldilà e a tutto ciò che a quel mondo era connesso. Da quando si era trasferito a vivere nella villa della zia Sharon, aveva conosciuto tre spettri che vivevano in quella casa e ormai gli stavano persino simpatici. La zia Sharon, invece, ne ignorava l'esistenza. Nessuno oltre a lui sapeva di loro. A parte Emily, la migliore amica di Otto. A dirla tutta neanche lei riusciva a vederli, ma i fenomeni soprannaturali erano la sua passione e per questo credeva a ogni parola del suo amico."
Non è raro, infatti, che uno spettro (Bert, che vive nel frigo) gli rubi la merenda dal frigorifero e che un altro (Molly che vive nella lavanderia) faccia sparire i calzini dalla lavatrice. Ha anche un pipistrello parlante di nome Victor come animale domestico, che lo mette sempre in situazioni imbarazzanti. Deve inoltre sopportare il permaloso Sir Tony, il precedente proprietario della casa, che vive nell'aspirapolvere della zia, la quale è una fanatica delle pulizie e che quindi spesso non lascia riposare in pace il fantasma.
Per questo, quando Otto scorge una figura incappucciata nel giardino del suo vicino appena passato a miglior vita, non si stupisce più di tanto. A sorprenderlo, però, è cosa fa queta figura, scesa da una scassato furgoncino a tre ruote: tira fuori da sotto il mantello un retino da farfalle con cui cattura una sfera una luce rossa di luce abbagliante che poi intrappola in un vasetto da cetrioli vuoto.
In seguito scoprirà che la misteriosa figura che si nasconde sotto al mantello scuro è Harold, detto “Scary Harry”, un Tristo Mietitore tutt’ossa. Falce a parte, Harry è un tipo simpatico, anche se si lamenta sempre del lavoro… Avrebbe proprio bisogno di una vacanza! "<<[...] E adesso stammi a sentire: ho un incarico da portare a termine. Se la tua vecchia zia si sveglia perchè ti sente urlare e viene a disturbarmi, dorò tornare domani notte. Ti pare divertente fare per tre volte di fila il turno di notte? Eh?>>
Otto scosse la testa senza dire una parola.
<<Magari potresti suggerire ai tuoi vicini qui in via dei Ravanelli di morire di giorno>> continuò a lamentarsi lo scheletro. <<Lo apprezzeremo nin poco noi della CIA. Magari ti mandiamo pure un bigliettino di auguri per Natale.>>
<<Cosa? È della CIA>> Otto si teneva ancora l'attizzatoio stretto al petto.
<<Certo, della Cooperativa per l'Invio delle Anime>> rispose secco il Tristo Mietitore indicando il retro del suo mantello, dove campeggiavano tre lettere enormi: CIA. 
<<Un lavoro tremendo, Una paga tremenda. E un trabiccolo ancora più tremendo. Devo aggiungere altro?>> 
Otto non sapeva cosa rispondere."
Il protagonista ha appena iniziato a fare amicizia con Harry quando gli spettri domestici di Otto iniziano a scomparire e si scopre che sono stati rapiti. Un aiuto dall’aldilà quindi è proprio ciò che serve. Insieme alla sua migliore amica Emily e a Scary Harry, Otto si mette alla ricerca degli spettri scomparsi. Tutti gli indizi sembrano condurli a Scaryland, il nuovo parco divertimenti che sta per aprire in città.
 
 
Sopra: Le pagine iniziali, le quali mostrano alcuni dei disegnini presenti all'interno del volume, come quello del pipistrello Victor presente all'inizio di ogni capitolo.
 
I testi sono accompagnati da qualche illustrazione in bianche e nero di Fréderic Bertrand, dico "qualche" perchè nel suo insieme i disegni sono abbastanza pochi e tra l'altro tutti di piccole dimensioni, collocati in mezzo ai testi. Ce ne sono circa uno o due per capitolo, ed ogni capitolo ha dalle 10 alle 20 pagine, quindi non sono cortissimi, sebbene scritti abbastanza grande e con una buona spaziatura, per cui tutto sommato si leggono anche velocemente. All'inizio di ogni capitolo comunque compare un ulteriore disegnino che poi va a ripetersi con ciclicità, e che ci mostra il pipistrello , il simpatico animaletto domestico di Otto.
I disegni sono in bianco e nero, e li trovo piuttosto carini, graziosi, curati e anche piuttosto ricchi di dettagli, nonostante le spesso esigue dimensioni, con  personaggi rappresentati in modo non troppo realistico, ma in modo un po' caricaturale ed esagerato, che però dona al loro aspetto un che di buffo e simpatico. Lo stesso Scary harry è rappresentato come il classico scheletro spolpato con una cappa con cappuccio neri, ma con orbite dotate di bulbi oculari grandi e tondi e una mascella prominente e squadrata.
 Le immagini rappresentano non delle vere e proprie scene ma semplicemente dei personaggi o degli oggetti di cui si parla nel corso del capitolo, che vengono disegnati senza alcuno sfondo alle spalle: personaggi come Otto, Emily legata e imbavagliata, nonché lo stesso Scarry Harry, a volte mentre tiene in mano dei barattoli o dei candelotti di dinamite, altre volte circondato da alcuni bambini; oppure vengono disegnati oggetti come un orologio a cucù, un aspirapolvere, il furgoncino di una ditta che ripara frigoriferi ...
 
  

   
Sopra: Alcune pagine in cui ci sono alcune illustrazioni, che come potete vedere non sono molto grandi. In quelle in basso compare Harry, mentre in quelle in alto Scaryland ed Emily.
 
 "SCARY HARRY: Benvenuti a Scaryland" di Sonja Kaiblinger è una lettura carina e abbastanza veloce, adatta ai bambini dagli 8 anni in su, che ha per protagonista Otto, un bambino che è in grado di vedere i fantasmi, il che come personaggio mi ha ricordato molto quello di Monster Allergy, il quale riusciva invece a vedere i mostri.
Otto abita pure in una casa infestata da ben tre spettri i quali però sono piuttosto simpatici e per nulla cattivi, anche se uno è un tipo snob, un altro ama papparsi il cibo nel frigorifero e una ama far sparire qualche calzino dal bucato. Quando però il vicino di casa di Otto muore il ragazzo scopre che oltre ai fantasmi esistono anche i Tristi Mietitori, i quali hanno il compito di raccogliere le anime e spedirle nell'aldilà. Anche in questo caso l'entità si rivela tutt'altro che spaventosa e anzi piuttosto amichevole: un impiegato sottopagato che fa solo il suo lavoro, che sta svolgendo da 300 anni, anche se deve arrivare a 900 prima di poter andare "in pensione", in quanto a quanto pare fare il Tristo Mietitore è una sorta di punizione.
Il vero nemico si palesa solo dopo un primo terzo del volume: il signore Bleu, che ha aperto un parco divertimenti chiamato Scaryland e che vuole rapire i fantasmi di Otto per costringerli a lavorare in una delle nuove attrazioni che sta costruendo nel suo parco. Ovviamente Otto non ci sta che i suoi amici vengano sequestrati in questo modo e chiede l'aiuto anche di Scary Harry. 
Dopo essere riusciti a liberare Sir Tony, Otto tuttavia riceve una lettera di minacce dal signor Bleu, che a quanto pare ha rapito Emily e la libererà solo dopo che Otto gli avrà restituito il suo fantasma. Otto ovviamente non vorrebbe ridargli indietro Sir Tony, ma non può lasciare Emily nelle sue mani e così elabora un piano con Harry per poter salvare se stesso, Emily e anche i fantasmi intrappolati a Scaryland.
Una storia abbastanza carina, che vede come protagonista un bambino in grado di vedere e comunicare con i fantasmi e che fa amicizia con un Triste Mietitore, il quale è un personaggio simpatico e si rivelerà un buon amico per il protagonista, assieme al suo pipistrello parlante, che ha più un ruolo di spalla comica, con le sue battute sempre pronte e il suo sarcasmo. L'assistente di Mr Bleu, Donahue, è anch'egli una spalla comica, un tipo pacioccone che esegue gli ordini del suo capo e che commette un sacco di errori grammaticali perché ha solo la seconda elementare, ma alla fine è una brava persona. Il suo capo, il signor Blue, nonché antagonista, è una persona egoista e senza scrupoli che vuole rendere il suo parco divertimenti una grande attrazione, così da guadagnare tanti soldi, e non si fa scrupoli nel rapire e minacciare dei bambini. Inoltre si scoprirà avere un complice molto particolare.
Una lettura adatta dagli 8 anni, scritta grande e in modo spazioso, con la presenza di qualche illustrazione, anche se verso la fine del libro ho notato che l'autore si è messo ad usare alcune parolacce, con Bleu che esclama "Merde!" oppure che dà del deficiente al suo assistente.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla WW Norton & Co Inc col titolo "Scary Harry. Von allen guten Geistern verlassen" ed è stata edita in italiano nel 2024 dalla GRIBAUDO. Il volume ha 240 pagine, la copertina rigida, misura 21,7 cm d'altezza e 15,00 cm di lunghezza e costa 13,90 euro.
 
Ecco ance gli altri libri della serie di "SCARY HARRY":
  • 2) "Chi non muore si rivede" (2024): Mentre Scary Harry si gode le meritate vacanze, la città è infestata dagli spettri e lo spirito di un torero spagnolo vuole trasferirsi a casa di Otto e di sua zia. Ma tre spettri e un pipistrello parlante sono già troppi per Otto, e anche a scuola la situazione diventa ingestibile: i professori non chiudono occhio, le lezioni saltano e anche i suoi amici sono sempre più nervosi. È tutta colpa dell’invasione di spettri! Ma da dove vengono? E come fare per sbarazzarsi di loro? Otto e la sua amica Emily non hanno indizi, almeno finché un misterioso venditore non arriva in città, proponendo alla gente un miracoloso spray antispettro. A Otto la questione puzza (letteralmente!) e non gli resta che chiedere a Harry di tornare in anticipo dalle ferie… ma è assai probabile che il Tristo Mietitore non la prenderà bene!
  • 3) "Gli Acchiappaspecchi" (2024): Da quando una cartomante di nome Madame Olga si è trasferita di fronte alla casa di Otto e della zia Sharon, in via dei Ravanelli succedono cose strane. Il Tristo Mietitore Harry si offre di dare una mano e fa una scoperta incredibile: Madame Olga è posseduta da un Poltergeist! Questo tipo di spettro è estremamente pericoloso e per catturarlo non basta un semplice Mietitore, è necessario rivolgersi agli Eccelsi, che possiedono attrezzature di ultima generazione. Peccato che loro non abbiano nessuna voglia di aiutarli! Certo, con il brutto carattere che si ritrovano… Tocca a Otto, Emily e Scary Harry vestire i panni degli acchiappaspettri e sbarazzarsi del nuovo spaventoso vicino. Tutto prima che zia Sharon venda la villa e costringa Otto a trasferirsi!
  • 4) "Attraverso il bidone" (2025): e il Tristo Mietitore suona alla tua porta e ti chiede un vasetto di cetriolini… Niente panico! È Scary Harry. Potrebbe sembrare spaventoso, ma è solo stanco morto e non vuole affatto condurti nell‘aldilà. Con lui vivrai bizzarre avventure che ti faranno morire dal ridere! Attraverso il bidone Otto ha un bel problema: il suo nuovo insegnante d’arte è un tipo molto strano, e sembra un po’ troppo interessato a lui e a suo zio Archibald. Come se non bastasse, lo scienziato Sigismondo Solfatesta, l’inventore della Bomb-A-Mite, è scappato dall’aldilà e si aggira per la scuola. Otto chiede aiuto al suo amico Scary Harry, ma anche lui ha i suoi problemi: alcuni abitanti dell’aldilà sono arrivati nel mondo dei vivi senza permesso e devono essere riportati indietro al più presto. Ma come hanno fatto? E chi c’è dietro tutto questo? Proprio quando Scary Harry, Otto ed Emily stanno per scoprirlo, la zia Sharon si trova in grave pericolo...
 
    
 Sopra: Le copertine degli altri titoli che vedono per protagonisti Otto e Scary Harry.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 21 luglio 2025

SPECIALE: libri non illustrati (MISTERO e PAURA, ADOLESCENZA e CRESCITA)

In questo speciale dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in quelli con illustrazioni e immagini) vi parlerò prima di due romanzi horror per ragazzi degli anni Novanta: "Un cadavere irrequieto" di Malcom e "L'estate della paura" di Simmons.
In entrambi i romanzi vediamo dei ragazzini avere a che fare con inquietanti mostri: nel primo una ragazzina deve vedersela con una cadavere che ha ripreso vita, mentre nel secondo un gruppo di ragazzini deve sconfiggere un'entità maligna che risiede nella loro cittadina e si mette a mietere vittime (sì, in modo molto simile a "It" di King).
Tra l'altro Dan Simmons (Peoria, Illinois, 1948) è uno dei massimi scrittori americani di science fiction, fantasy e horror, vincitore dei premi Hugo, Nebula, Bram Stoker e Locus (per ben 11 volte). Tra le sue opere maggiori ci sono ad esempio la saga dei "Canti di Hyperion" ("Hyperion", "La caduta di Hyperion", "Endymion", "Il risveglio di Endymion", "Gli orfani di Helix"), i cicli di "Ilium" ("Ilium. L’assedio" "Ilium. La rivolta", "Olympos. La guerra degli immortali", "Olympos. L’attacco dei voynix"), di "Joe Kurtz" ("Un caso difficile", "Un caso glaciale", "Un caso d’acciaio"), i romanzi "Il canto di Kali", "Danza macabra", "Gli uomini vuoti", "Il grande amante", "Vulcano", "Drood", "Flashback" e "Everest: alba di sangue", oltre anche al ciclo di "Elm Haven", di cui fa parte il libro di cui vi parlerò, "L’estate della paura", e il suo seguito: "L’inverno della paura".
Anche il terzo romanzo che vi propongo ha come protagonisti degli adolescenti o, per esattezza, delle adolescenti. Se in "L'estate della paura" seguiamo le avventure di un gruppetto di ragazzini, tutti maschi, in "Girls" seguiamo un gruppo di ragazze (come suggerisce il titolo) alle prese con i cambiamenti del proprio corpo ma anche eventi più gravi e pericolosi.
 

"UN CADAVERE IRREQUIETO" di Jahnna N. Malcom, con 208 pagine, edito nel 1993 dalla Mondadori Editore (costo 18.000 LIRE. Titolo originale: "Scared Stiff", 1991).
Cosa fareste, se ogni tanto vi toccasse convivere con un paio di cadaveri parcheggiati al pianterreno e in attesa di farsi belli per il proprio funerale?
Kelly Anderson, figlia di un impresario di pompe funebri, accetta con difficoltà queste inquietanti "presenze", ma neanche nei suoi incubi più terribili ha mai pensato che uno di quegli immobili "ospiti" possa alzarsi e camminare, mosso da un odio che va oltre la vita: "Dal corpo provenne un altro breve grugnito. Tutt'e due i ragazzi indietreggiarono e guardarono inorriditi la figura drappeggiata di di bianco mettersi lentamente a sedere.
- È... è vivo! - Matt afferrò Chance per un braccio e lo tiro indietro con uno strattone, mandandolo a sbattere contro la lettiga vuota, che rotolo via e sbatté contro la parete opposta.
Matt corse alla porta gridando: - Kelly! Aiuto! Vieni giù, presto!
Chace, che si era aggrappato al lavello, fissò il corpo seduto sulla lettiga. Il movimento improvviso l'aveva colto di sorpresa, però non era ancora realmente impaurito. Sapeva che a volte, dopo la morte, i nervi continuano a inviare impulsi elettrochimici che fanno contrarre e contorcere i muscoli, simulando la vita là dove non c'è. [...]
Io ricordo di quell'episodio evitò che Chace cadesse nel panico. Ma quel che accadde subito dopo gli fece rizzare i capelli.
Lentamente la testa del cadavere si girò verso di lui, e gli occhi indossati si aprirono di scatto. Due ardenti pupille arancioni lo fissarono. Le labbra si mossero senza emettere suono e poi una mano ossuta emerse annaspando dal lenzuolo.
Questo ebbe il suo effetto. Gli occhi di Chace di rovesciarono all'indietro, le ginocchia cedettero e mio fratello piombò a terra con un tondo sonoro."
Kelly e Chace sono fratelli e i loro genitori gestiscono un'impresa su pompe funebri: "È un lavoro che mi dà i brividi. E non capisco perché dobbiamo vivere proprio dentro l'impresa di pompe funebri. Papà sostiene che così vuole la tradizione, senza contare che questo facilità gli affari. Secondo me, dovrebbero occuparsi di affari di altro genere.
La nostra è una vecchia casa scricchiolante, nel centro di Fairfield, Maryland. La maggior parte dell'edificio - pianterreno, garage e seminterrato - è occupata dall'impresa di pompe funebri. Noi viviamo al primo piano. È terribile vivere sopra una camera ardente. Non si deve mai fare chiasso, perché al piano terreno potrebbe esserci una veglia funebre o un funerale."
Una sera i genitori dei ragazzi sono fuori per partecipare a un evento mondano, così Kelly e Chace sono soli in casa, assieme a Matt, l'amico di Chace, un paio d'anni più grande di lui, il quale è stato invitato a casa loro per trascorrervi la notte. 
Inizialmente non sembra esserci nessun cadavere nella camera mortuaria, anche perché i genitori non hanno detto nulla ai ragazzi. Poi però, verso sera, Kelly avverte una strana sensazione e si accorge che la luce della porta del camerino dove avviene la preparazione delle salme è accesa, segno che dentro vi è un cadavere che deve essere preparato. Kelly avverte gli altri due e Matt insiste con Chance per poterlo vedere, così i due entrano nella stanza col defunto, mentre Kelly ha deciso di tornare in camera sua. Su una barella c'è il cadavere di un uomo anziano, un certo Torbett, il quale però ad un certo punto... si alza e apre gli occhi!
Il cadavere appartiene ad un uomo anziano che ha passato in prigione 50 anni della sua vita, a quanto pare però per un crimine che non ha commesso, ed ora che si trova fuori di galera, anche se deceduto, vuole vendicarsi delle persone che lo hanno fatto rinchiudere: "Il giudice Michael Keedy, che ha pronunciato la sentenza. Clara Simpson, che mi ha giudicato colpevole. E Harlan Cody, che mi ha tradito. Era lui il testimone-chiave."
Così lo zombie scappa dall'agenzia di pompe funebri diretto verso coloro che lui reputa colpevoli di averlo fatto finire in prigione, riuscendo a chiudere nella stanza/obitorio i tre ragazzini. Questo dovranno liberarsi e correre ad avvertire le future vittime, anche perché a casa del giudice si trova anche un'amica di Kelly, che sta facendo da baby-sitter ai nipoti del giudice (che ora vive a casa a insieme al figlio e, si conseguenza, ai nipoti).
Una storia nella migliore tradizione dell'horror e tre protagonisti costretti ad una lunga, terrificante e, nonostante tutto, divertentissima fuga nelle tenebre, per sfuggire ad un cadavere sin troppo vivace.
Una storia tutto sommato anche divertente, sebbene non manchino alcuni momenti paurosi o di tensione, ed altri più concitati ed emozionanti, con questo trio di ragazzini che se ne vanno in giro per la città cercando di salvare le future vittime di uno zombie vendicativo, in un libro che forse è quasi più d'azione che non horror.

 
 Sopra: A sinistra la copertina più "colorata" è quella dell'edizione del 1993, mentre l'altra, sui toni più del nero, è quella del 1998.
 
"L'ESTATE DELLA PAURA" di Dan Simmons, con 550 pagine, edito nel 1994 dalla Mondadori Editore (costo 32.000 LIRE l'edizione del 1994, mentre quella del 2025 della casa editrice ARMENIA costa 21,90 euro). Titolo originale: "Summer of Night", 1991).
Estate 1960, Elm Haven, Illinois: l'Old Central School di Elm Haven nasconde segreti tenebrosi tra le sue mura cadenti. "I muri della Vecchia Central School erano talmente spessi da poter assorbire qualsiasi suono, mentre le alte finestre, con i vetri ormai chini e agobbiti dalla vecchiaia e dalla gravità, tingevano l'aria di una spossatezza color seppia.
Nell vecchia scuola, il tempo si muoveva più lentamente che altrove, o non si muoveva affatto, [...].
E ottantaquattro anni dopo, nella primavera de 1960, la Vecchia Central School aveva finito per assomigliare alle anziane maestre che vi avevano insegnato: troppo annosa per continuare, ma troppo orgogliosa per farsi mettere in pensione, tenuta rigidamente eretta dalla forza dell'abitudine e dal semplice rifiuto di piegarsi. Di per se stessa un'infeconda, feroce vecchia zitella, la Vecchia Central School prendeva i figli degli altri, decennio dopo decennio. [...]
Strana scuola, con la cella campanaria, un tempo impreziosita di rami e di bronzi ma ora imbiancata dal verderame, posta a quindici o più metri dal suolo, sul cucuzzolo di un tetto nero, inclinato come quello di una baita di montagna; con archi in pietra nello stile neo-romantico di Richardson, curvi come serpenti sui finestroni alti quattro metri; con file di finestre di rango inferiore, circolari e ovali, dai vetri multicolore che facevano pensare a un assurdo connubio tra una scuola e una basilica; con abbaini a sghembo, a imitazione di qualche antico castello, che sbirciavano dalle grondaie del secondo piano; con bizzarre volute similia  rotoli di pergamena mutati in pietra, al di sopra di porte rientrate e finestre cieche; e - la cosa che, tra tutte, colpiva più fastidiosamente l'osservatore - con la sua tozza, goffa, minacciosa dimensione stessa. La Vecchia Central School, con le sue tre fila di finestre sui quattro piani fuori terra, i cornicioni a sbalzo e gli abbaini spigolosi, il tetto svettante e la torretta scabbiosa, sembrava decisamente troppo grande per una cittadina così modesta. [...]
Ma, anche nel breve tempo occorrente per scattare una foto, notava che le finestre non erano che grandi, neri fori che inghiottivano la luce, anzichè farla passare o rifletterla, e che i tocchi di romanico richardsoniano, di secondo impero o di rinascimento erano semplici sovrapposizioni su una struttura architettonica appartenente a quello stile, molto più brutale e volgare, che si potrebbe chiamare "gotico scolastico americano", sicchè l'impressione complessiva non era quella di un bell'edificio, e neppure di una vera e geniale bizzarra architettonica, ma soltanto di una schizofrenica catasta di mattoni e di pietra, coronata da una torre certamente disegnata da un pazzo."
È estate, la scuola è appena finita e cinque ragazzi di 12 anni stanno cementando un'amicizia che durerà tutta la vita e assaporando i primi, timidi corteggiamenti alle loro coetanee. 
Dale Stewart e i suoi amici stanno per scoprire che la loro piccola città apparentemente tranquilla cela una presenza maligna. Quando il giovane Tubby Cooke scompare misteriosamente, i ragazzi si trovano coinvolti in una serie di eventi inquietanti che metteranno alla prova il loro coraggio e la loro amicizia. Mentre i misteriosi omicidi si susseguono, Dale e i suoi amici realizzano che potrebbero essere gli unici in grado di fermare l'orrore che si è insinuato nella loro cittadina. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto, e l'innocenza dell'adolescenza rischia di essere distrutta per sempre, fagocitata da un male ancestrale che non conosce pietà. 
Una mostruosa entità senza tempo sta infatti mietendo vittime fra i ragazzi della Old Central School, e gli adulti o rifiutano di capire quel che sta succedendo o sono essi stessi emissari di quel Male. Toccherà proprio a quei cinque amici indagare sulla natura di quell'incubo tremendo e affrontare il mostro, prima di finire anche loro preda della sua rapace avidità. E così Mike, Duane, Dale, Harlen e Kevin vivranno il loro passaggio all'età adulta lottando contro un arcano abominio che infesta le ore del buio...
I ragazzini protagonisti di questa vicenda sono:
- Duane: vive in una fattoria assieme al padre mezzo alcolizzato e che si sente un fallito. È grassottello ma molto sveglio e intelligente, ama fare ricerche e prendere appunti.
- Dale: ha un taglio a spazzola con i capelli un po' più lunghi sul davanti.
- Lawrence (detto Larry): è il fratello minore di Dale, ha i capelli corti, ritti sul davanti.
- Mike O'Rourke: ha un taglio a spazzola, occhi color grigio-azzurro  ed è un bel ragazzo. Vive assieme alle quattro sorelle (tre più grandi e una più piccola, di sette anni), al padre e alla madre e la sua famiglia non naviga nell'oro. È il leader del gruppo, in quanto calmo e saggio, chiede sempre il parere degli altri prima di prendere una decisione. Ama fare il chierichetto la domenica in chiesa.
- Kevin: ha i capelli che schizzano verso l'alto, un pomo d'Adamo sporgente, le efelidi, un sorriso nervoso e un'aria ansiosa e costernata. Sua madre per chiamarlo grida sempre il suo numero dalla finestra di casa.
- Jim Harlen: ha i capelli corti, anche se non proprio tagliati a spazzola, una faccia squadrata, un modo di parlare teso e ironico. Suo padre è scappato con la segretaria e sua madre ha ripreso il cognome da nubile, da allora ha iniziato a uscire spesso con diversi uomini.
La storia inizialmente parte un po' lentamente, mentre iniziamo a conoscere la scuola, i ragazzi, le loro vite, il loro paese. L'unico evento degno di nota, e da cui partirà l'azione, è la scomparsa di Tim, un compagno di scuola sei ragazzi (il fratello minore di una compagna che è in classe con loro). Ad un certo punto i ragazzi sentono la madre del bambino lamentarsi col preside affermando che il figlio non è mai uscito dall'edificio. Questo insospettisce il gruppo di amici, che pensa che forse il preside, il bidello e una delle insegnanti centrino qualcosa con la sua scomparsa e che vogliano nascondere qualcosa. Così Duane decide di fare pedinare agli amici i tre sospetti, mentre lui fa ricerche sull'edificio scolastico.
La storia segue separatamente le vicende di diversi ragazzi, che si ritrovano ciascuno ad affrontare le proprie battaglie e sfide: Duane è impegnato con le ricerche sulla campana dei Borgia e nel frattempo sembra che qualcuno voglia sabotarlo, visto che viene inseguito da un furgone che vuole investirlo e che riesce ad uccidergli il cane, mentre lo zio viene buttato fuori strada e muore; Dale e Lawrence sono alle prese con strane presenze che si nascondono negli angoli bui della loro casa (nel seminterrato, nell'armadio, sotto il letto); Jim finisce in ospedale dopo aver assistito ad una strana scena in cui ha visto una sua ex professore deceduta parlare con un'altra insegnante a scuola; Mike scopre nella capanna del custode del cimitero uno strano buco da cui esce aria gelida e un odore nauseabondo, come si carne putrefatta.
Dan Simmons intesse una storia avvincente, ma a tratti un po' lentina (mi chiedo ad esempio se tutte le descrizioni delle giornate di svago e i giochi fatti dai ragazzi fossero proprio necessarie), che fonde elementi horror con un racconto di formazione, creando un'atmosfera di crescente tensione. 
Le scene horror sono fatte abbastanza bene e costruite riuscendo a creare una certa tensione nei lettori, sebbene la maggior parte non costituiscano nulla di particolarmente originale (mostri o qualcosa di sconosciuto che si cela nel buio, strani passaggi e buchi che si aprono negli edifici, soldati deceduti che vagano per le strade, creature serpentiformi che si muovono nel grano...). C'è da dire però che c'è una morte a metà del libro che devo dire che mi ha colto di sorpresa e che veramente non mi sarei aspettata.
I giovani protagonisti lottano per sopravvivere in un mondo in cui gli adulti sembrano ciechi di fronte al male che li circonda e alcuni di loro sono abbastanza ben caratterizzati (tipo Duane, Dale, Laurence e Mike), mentre altri finiscono per passare in secondo piano (nonostante nel libro non mancassero le pagine per poterli caratterizzare meglio). Un gruppo di ragazzi coraggiosi affronta le forze del male: l'innocenza si scontra con un nemico antico e spietato. 
Una lettura consigliata ma che ha bisogno di tempo per essere letta, che sicuramente non si legge tutto d'un fiato, a tratti forse anche fin troppo lunga ma tutto sommato apprezzabile, anche se molto simile come idea di base a "It" di King. Nonostante la somiglianza con il romanzo di King la storia sarebbe anche interessante e in alcuni punti l'autore riesce a creare una certa tensione. Le scene con i mostri sono belle e avvincenti e tengono effettivamente il lettore col fiato sospeso. Peccato che questo non sia uno di quei libri che riesce a mantenere alta l'attenzione del lettore durante tutta la lettura. In alcuni momenti si raggiunge un apice, ma in molti altri secondo me si lascia l'interesse dei lettori calare troppo, il che va a influire sull'esperienza di lettura nel suo complesso rendendo la storia un po' pesante. 
 
   
 Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 1994, in centro quella dell'edizione del 2008 e a sinistra quella della nuova edizione del 2025 della Armenia.
 
"GIRLS" di Jessica Schiefauer, con 173 pagine, edito nel 2016 dalla Feltrinelli Editore (costo 13,00 euro. Titolo originale: "Summer of Night", 1991).
Kim, Momo e Bella, quattordici anni, sono inseparabili. Kim, la voce narrante, è molto magra, gracile e non si sente per nulla a suo agio col suo corpo, che avverte come una sorta di costume dentro al quale non si sente a suo agio; Momo ha i capelli mossi color castano scuro, è curiosa e creativa, il padre è architetto e la madre stilista, e la ragazza ha ereditato la creatività dai genitori e la passione e l'abilità della madre per il cucito; Bella invece è quella appassionata di piante e giardinaggio, possiede una sua serra, la madre non si vede più da diversi anni, ha un padre malato e assente, di cui s prende cura lei, ha i capelli rossi e un fisico grassoccio. 
E' propio dentro a uno dei pacchetti di semi e bulbi comprati da Bella e che arrivano da ogni parte del mondo che le ragazze ritrovano uno strano bulbo che Bella decide di piantare e che cresce fino a fiorire: "Il fiore nella serra pareva una regina sotto al tetto di vetro, Aveva una grande corolla a forma di tromba, Sembrava pesante e carica di umidità, ma non ricadeva sullo stelo, se ne stava eretta, come se stesse contemplando il cielo stellato. Mi fece venire in mente la sete, la nostalgia e una bocca aperta; laggiù in fondo si intravedevano i petali, simili a lunghe lingue viola scuro attorno a un delicato nucleo giallo. [...]
La pianta fece una specie di sospiro, allungò la grossa corolla verso la mano di Momo e si lasciò accarezzare.
Mono respirava appena. Ritirò la mano con molta delicatezza e passarono diversi secondi prima che sussurrasse: "Come ha fatto?" .
Bella accarezzò i petali vellutati.
"Credo sia una pianta carnivora. Quando qualcosa la tocca lei lo sente e, se ne vale la pena, lo cattura, lo scioglie e lo inghiotte."
Momo si toccò la mano, Aveva la faccia schifata e mi vergognai un po', perchè per un istante avevo pensato che il fiore fosse davvero magico. "
Durante uno dei loro ritrovi serali, mentre hanno organizzato una festa in maschera nella meravigliosa serra di Bella, le tre ragazze assaggiano il nettare del misterioso fiore e succede l'incredibile: i loro corpi subiscono una metamorfosi, perdono le forme femminili, diventano quelli di tre ragazzi. Maschi. Spaventate ed elettrizzate, Kim, Momo e Bella si precipitano fuori e corrono nella notte, sperimentando una sensazione mai provata: in questi loro nuovi corpi non sono più oggetto di scherno e di desiderio, nessuno fischia o rivolge loro commenti volgari. Sono quasi invisibili: libere e forti. 
Per un po' le tre amiche conducono un'eccitante doppia vita: di giorno, nei loro corpi femminili, subiscono le attenzioni verbali e fisiche dei compagni di scuola; di notte, nei loro corpi virili, frequentano una gang di teppisti incontrata nel parco, il cui capo si chiama Tony, con il suo corpo tonico e muscoloso, gli occhi azzurro acciaio che luccicano sotto la visiera del cappello, i suoi grossi anfibi militari neri ai piedi, la sua giacca di pelle usurata e graffiata.
Mentre però Momo e Bella abbandonano presto questo gioco, Kim non può più farne a meno. La sua identità di ragazzo è come una droga. Tony, il capo della gang, ogni volta la trascina in imprese sempre più pericolose: l'adrenalina li unisce, li rende una cosa sola. Tony cerca sempre e solo la compagnia di Kim ragazzo, e Kim trae la sua linfa vitale da questa complicità così intensa. Il fiore, però, soffre per il costante prelievo di nettare e inizia a deperire. L'amicizia delle tre ragazze scricchiola e la notte il gioco diventa troppo pericoloso...
Inizialmente Tom e Kim fumano sigarette e bevono birra, compiono assieme dei piccoli furti, poi iniziano a rubare della auto, a sparare con una pistola... ma Kim non riesce a smettere di frequentare il ragazzo, che le piace e la fa sentire viva e accolta. Kim non riesce neppure a rinunciare al suo corpo di ragazzo, che la fa sentire forte, viva, protetta dagli sguardi indiscreti e malevoli dei maschi. I ragazzi in questo romanzo sono descritti non tanto come singole persone, dotate ciascuno di una propria individualità e di un mondo interiore, ma più come una massa, una cosa sola che si comporta più o meno sempre allo stesso modo: fa commenti stupidi, fanno i gradassi e molestano le ragazze o con commenti volgari oppure proprio fisicamente, senza rendersi conto della sofferenze che causano, inconsapevole e superficiali. Tutte le ragazze della scuola sembrano essere vittime di tali comportamenti, compresi Kim e le sue amiche, tanto che Kim vorrebbe avere un altro corpo per potersi difendere da loro, mentre l'unica cosa che può fare è sopportare impotente: "Noi tenevamo la bocca chiusa, facevamo il conto alla rovescia in silenzio, aspettando che tutto fosse finito. A volte invece perdevamo il controllo. Allora Momo, Bella e io urlavamo che dovevano lasciarci in pace, tentavamo di divincolarci, gli sputavamo in faccia e se riuscivamo gli tiravamo pure una ginocchiata. Ma era inutile, e ingiusto: loro erano più forti di noi. Ridevano, ci afferravano per i polsi e sogghignavano alla vista dei nostri piccoli pugni chiusi. Erano loro e solo loro a decidere quando finiva il gioco.
Non lo tolleravo. Li odiavo. Avrei potuto sopportare qualsiasi cosa, qualunque umiliazione, se solo mi fossero state risparmiate quelle loro attenzioni. Le battute viscide, le mani calde, i sorrisi storti che nonostante tutto facevano breccia nell'anima, e poi il rifiuto, gli sputi, la prova di quanto fossimo deboli e disprezzabili.
La notte tentavo di dimenticare le loro mani e i loro sguardi e i loro respiri e pensavo in maniera febbrile a come sbarazzarmi i ciò che di me li irritava. Facevo sogni vendicativi a occhi aperti, in cui ero grande e grossa e forte, in cui la mia voce era grave. Ruggivo facendo volare i loro capelli all'indietro, la mia saliva innaffiava le loro guance. Quando poi scappavano io li inseguivo a grandi passi per i corridoi, come se fossi un gigante, un eroe.
Nella realtà però ero magra e gracile, e non potevo disfarmi di ciò che li irritava.
Se a Bella la trasformazione inizialmente ha sorpreso ma ha abbandonato abbastanza in fretta l'esperienza, se per Momo l'esperienza è stata un'esaltante novità con cui giocare e divertirsi, finché non si stancata, per Kim la trasformazione è diventata parte della sua vita, un modo per vivere la vita che avrebbe forse voluto, in un corpo che la fa sentire sicura e forte, che le permette di vivere senza paura esperienze nuove ed entusiasmanti. 
La situazione però inizia a sfuggirle di mano, in quanto il fiore, privato quotidianamente del suo nettare, inizia a deperire e a marcire, come ad un certo punto le fa notare Bella.
Una storia intrigante che parla della scoperta della femminilità da parte di un gruppetto di ragazzine, ma anche della sua negazione da parte della protagonista, che sembra preferire un corpo maschile al suo, così magro e fragile. Una femminilità che purtroppo deve scontrarsi con la mascolinità, una mascolinità tossica, fatta di sbruffonaggini, prese in giro, commenti volgari, molestie, derisioni. Ma anche una scoperta della propria sessualità, con Kim che non riesce a provare sensazioni col suo corpo da ragazza,  mentre non esita a esplorare il suo corpo di ragazzo, ma a cui piace sempre Tom, perchè il corpo cambia, ma la sua mente e il suo cuore sono sempre i medesimi. Chi è veramente Kim? Una ragazza etero o una ragazza che però vorrebbe essere un maschio e a cui piacciono i maschi? Un ragazzo con la mente e l'anima di una ragazza a cui piace un'altra ragazza? Forse solo una ragazza che sta sperimentando varie possibilità per trovare la propria strada.
Solo che Kim ci mette un po' di più a trovarla, mentre Bella sembra esserci riuscita prima, ad esempio quando le dice: "... non ho intenzione di disprezzarmi solo perché loro lo fanno. Non gliela darò vinta.
Una lettura indirizzata alle ragazze, ma che può far riflettere anche i ragazzi, a partire dai 13/14 anni in su, finale particolare, un po' onirico.
 
Sopra: Sulla copertina viene mostrato il volto pulito di una ragazza dagli occhi azzurri e le labbra carnose.
 
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