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venerdì 8 agosto 2025

SPECIALE: LIBRI NON ILLUSTRATI (RAGAZZE, ADOLESCENZA, PRIMI AMORI, ROMANCE)

In questo speciale dedicato ai libri privi di disegni (mentre il mio blog è specializzato in libri illustrati) vi parlerò di tre romanzi (all'inizio dovevano essere 4 mentre poi ho scoperto che uno è illustrato e quindi ne parlerò a parte) con protagoniste femminili preadolescenti o adolescenti, le quali, come tutte le ragazze in questa fase, devono affrontare delle piccole e grandi sfide quotidiane: trovarsi un ragazzo, i primi amori, genitori che si risposano, nuove sorellastre, sentirsi diversi dagli altri.
Sono tutti argomenti che sicuramente possono risultare interessanti e toccare le ragazze (ma anche i ragazzi) di 11/12 anni.
Il primo libro di cui avrei voluto parlarvi, ma di cui alla fine ho fatto un post a parte (che trovate qui), è scritto da Jacqueline Wilson, di cui avevo già letto una sua opera ("Mezzanotte: Esprimi un desiderio tra il primo e l'ultimo rintocco"), anche se questo è decisamente più famoso dell'altro, tanto da essere il primo di una serie composta poi dai seguenti seguiti: "Girls in stress" (del 2003, "Girls under pressur" il titolo originale), "Girls by night" (del 2004, , "Girls out late" il titolo originale) e , "Girls don't cry" (del 2005, il titolo originale"Girls in tears").
Altri due libri fanno invece parte di una collana, rivolta alle ragazzine, che si chiamava "Ragazze come te": la quale ha per protagoniste adolescenti tutto pepe alle prese con compagni di scuola in piena "emergenza ormonale", amicizie complici e profonde, rivalità e gelosie. Come scritto per la presentazione della collana: "Le adolescenti sperimentano ogni giorno gli stessi problemi con la scuola, l'amicizia e l'amore; ma ognuna di loro è convinta di essere l'unica a provare certi sentimenti.
L'identificazione con le protagoniste dei racconti è il segreto del successo di questa collana, capace di parlare alle generazioni del telefonino con il suo stesso linguaggio.
I due titoli di cui vi parlerò sono entrambi scritti da Sabine Both, ma la collana comprendeva anche altre autrici. 
L'ultimo titolo, infine, è invece molto recente (appena uscito a gennaio del 2025) che parla di una ragazza diversa dalle altre (per il suo particolare colore di capelli) che dovrà imparare a non uniformarsi e ad imparare a vivere e accettare la propria unicità.
 
 
"COL CUORE TRA LE NUVOLE" di Sabine Both con 187 pagine, edito nel 2006 dalla Edizioni Sonda (costo di  euro. Titolo originale: "Umzug nach Wolke Sieben", 19).
Jule è sotto shock: i suoi genitori hanno traslocato in una nuova città e lei è stata obbligata a seguirli! Quando il padre comunica la cosa diciamo che Jule non la prende bene, anzi, fa una vera e propria scenata: "<<Un momento!>>. Finalmente il mio cervello era riuscito a spiegarsi il contenuto di quei discorsi. <<Non possiamo assolutamente trasferirci!>>.
<<Eh?>> brontolò Cora e si picchiettò il dito sulla tempia. <<Hai qualche rotella fuori posto?>>.
<<Ho tutte le rotelle  a posto, io!>> ribattei. <<Sono appena diventata portavoce della classe. Un incarico del genere dura almeno sei mesi! Anna e io abbiamo appena fondato l'altra settimana il nostro fanclub dei Backstreet Boys. Ma i Backstreet Boys verranno qui soltanto l'anno prossimo!>> 
<<Beh, Jule>> sbadigliò Cora. <<Altri problemi?>>
<<Oh sì!>> risposi inviperita, e nella mia voce tremula già si sentia il pianto. <<Senza di me la squadra di nuoto non può vincere la coppa. Mi occupo di una pianta di pomodori nell'orto della scuola. Avete la benché minima idea di quanto tempo ci vuole perchè una pianta di pomodori cresca?>>.
Ora avevo perso definitivamente il controllo. Piangevo come una fontana. 
<<Jule. Angelo mio. Tutt dovremo accettare dei compromessi>> disse mamma, e cercò di prendermi fra le braccia.
Io mi staccai e mi alzai di scatto dal tavolo. <<Che cosa ha a che fare tutto questo con i compromessi?>> gradai, e la mia voce suonò stridula. <<Qui si tratta della mia vita, ma sembra che non interessi a nessuno.>>
Corsi nella mia camera, sbattei la porta, la spalancai di nuovo, acchiappai il telefono, di nuovo feci sbattere la porta, la chiusi a chiave a doppia mandata."     
La nuova classe è orribile, i compagni sono stupidi (si ritrova pure vicina di banco con un ragazzo che la prende in giro), le compagne oche e tutti stanno agli ordini di quella vanitosa di Elena. Per fortuna arriva Matilde, un'altra "nuova", con cui Jule si capisce al volo. E può confidarle che si è innamorata! Peccato però che Tilde, la sua nuova amica, non sia per nulla entusiasta di questo innamoramento e consigli costantemente a Jule di lasciarlo perdere perchè "Gli uomini danno solo problemi!". 
Ovviamente la ragazza non può darsi per vinta così presto, ma non è facile attirare l'attenzione di un ragazzo più grande, specialmente se si è ancora poco sviluppate e se si è in classe con una ragazza bella e sicura di sé (oltre che antipatica, visto che prende sempre in giro Giulia e Tilde) come Helen.
Le cose si fanno interessanti quando Jule vede che a Carlo, il ragazzo che le piace, sembra piacere Helen, a cui però piace Marco, un ragazzo compagno di classe di sua sorella Cora e che è pure innamorato di quest'ultima, peccato che lei non se lo fili di striscio e che abbia invece una cotta per un altro ragazzo più grande. Così Anna suggerisce a Jule: " <<Cora non sopporta Marco. Non c'è nessun motivo per cui tu non debba usare u tuoi contatti con Marco, per far sì che lui ed Helen si mettano insieme. Poi avrai via libera.>>"
A seguito di una discussione con Tilde alla fine anche quest'ultima decide di aiutare la protagonista a conquistare il suo innamorato, pur rimanendo sempre della convinzione che gli uomini sono dei traditori (opinione che si è fatta a causa di suo padre): "<<Devi fare in prima persona l'esperienza che tutti gli uomini sono dei furfanti>> aveva detto con tono deciso un paio di giorni prima. <<E quindi, perchè non con questo Carlo?>>"
Una storia semplice, che parla di un'adolescente e dei suoi problemi sentimentali e relazionali con i coetanei, le amicizie, le prime cotte, come affrontare la snob della classe. Per una volta invece il rapporto con i genitori scorre piuttosto tranquillo, i genitori della protagonista sono infatti delle persone molto carine, gentili, comprensive e presenti con le figlie, sempre pronti ad ascoltarle e sostenerle senza essere troppo invadenti. Il che comunque non significa che Jule a volte non si arrabbi con loro e non urli loro di odiarli, ma i genitori comprendono e semplicemente lasciano che il momento passi.
Pur nella sua semplicità la storia è piuttosto coinvolgente, sia mentre Jule aiuta la sorella a conquistare il ragazzo che le piace, per poi accorgersi che è un poco di buono e farla innamorare invece di quello che le andava dietro ma che inizialmente a lei non piaceva. Anche la relazione con Carlo, il ragazzo di cui Jule è innamorata non è la classica storia banale o scontata, infatti anche lui forse non è la perla di ragazzo che la protagonista pensava... 
Un romanzo molto carino, semplice ma coinvolgente, adatto ad essere letto a partire dagli 11/12 anni (12 anni è anche l'età della protagonista d'altronde) e che può far capire agli adolescenti quanto l'amore possa essere imprevedibile, nonché doloroso ma anche bello, quando si trova qualcuno di sinceramente interessato a noi.
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo quella che probabilmente è la protagonista, mentre vola sopra la città appoggiata ad un cuore gigante e rosso come i tetti dei palazzi sottostanti.
 
"NEMICHE DEL CUORE" di Sabine Both con 189 pagine, edito nel 2006 dalla Edizioni Sonda (costo di 9,90 euro. Titolo originale: "Liebe geteilt durch zwei", ).
Emma è al settimo cielo: Sascha le ha chiesto di essere la sua compagna al corso di ballo! Ma suo padre le annuncia che vuole risposarsi. E per di più con una donna che ha già una figlia, Maya, una vera smorfiosa: "Già mi vedo Maya, che arriccia il naso disgustata e alza le spalle, come a dire: <<Emma? Emma? Chi è già questa Emma>> .
Come può una persona così a posto come Irene, la fidanzata di papà, ad avere per figlia un tale demonio? Che la'abbiano scambiata in saa parto? Sembra impossibile che abbiano dei geni in comune!
<<È una bella comodità che abbiate gli stessi anni!>> mi aveva detto papà un paio di mesi dopo aver rimorchiato Irene per la prima volta. ma quale praticità! Oltre al fatto che abbiamo la stessa età, maya e io non abbiamo niente in comune: non possiamo nemmeno annusarci! Dopo tre fine settimana battaglieri passati insieme, il numero della stessa età è stato tolto dal cartellone. Da allora, quando papà va da Irene, io resto dai nonni, e quando Irene viene da noi, Maya resta da sua zia. Soluzione perfetta! 
Non solo si ritrovano nella stessa classe, ma le sue amiche fanno a gara per stare in compagnia della sorellastra, mentre i compagni le sbavano dietro. Quando poi Maya si avvicina a Sascha, Emma è costretta a far scattare le misure di sicurezza... 
Effettivamente Maya non si comporta bene nei confronti di Emma, combinandole tutta una serie di cose che farebbero venire il fastidio a chiunque: si lamenta della sua stanza (che in realtà è la più grande, visto che era quella di Emma e che lei ha ceduto), copre con la pittura delle stelle rosse che Emma aveva personalmente dipinto nella stanza per abbellirla, il giorno del trasloco di nasconde in bagno con la scusa di farsi la doccia per evitare di trasportare i suoi scatoloni in camera, continua a tenere il muso e a non parlare con Emma, si ferma fuori fino a tardi facendo preoccupare la sorellastra e i nonni, cerca di rubare le amiche di Emma...
E la cosa peggiore della faccenda è che, almeno all'inizio, nessuno sembra supportarla, col padre che le dice di portare pazienza perché Maya ha dovuto cambiare città e scuola, oltre che casa: "<<Papà, va via!>>.
Lui non ci pensa neppure. Chiuse la.portandella camera dietro so sé e mi spinge senza preavviso sul letto.
<<Cerca almeno di fare uno sforzo!>>
Per l'indignazione dalla gola mo esce soltanto uno squittio sonoro.
<<Io devo fare uno sforzo? Io? Io? Io?>>.
Papà evidentemente non ha alcuna voglia di scene isteriche da parte di sua figlia e fa una smorfia.
<<Si può ancora parlare normalmente con te?>>"
<<Si può ancora parlare normalmente con te?>> Ecco qui dunque!". Da quando sei così affettato. E devi fare la Cenerentola adesso, mentre quella deficiente della mia sorellastra recita la parte della Principessa sul pisello e si fa la doccia dalla mattina alla sera? Non c'è la voglio qui! Rivoglio la mia camera! Voglio la mia pace! Non la voglio nella mia classe! Voglio che se ne vada. Voglio...>>.
<<Emma! Chiudi quella bocca!>> La voce di papà è dura come un blocco di cemento.
Mi chiude la bocca? Mi ruba la mia libertà d'espressione? Me la chiudo come se fosse una cerniera.
Papà non si lascia impressionare dalle fessure dei miei occhi.
<<Ascolta. Io esiguo che ti faccia tutti gli sforzi possibili!>>
Esigo? Dove siamo, nell'esercito?
Papà prende un bel respiro. <<Per Maya non è per niente facile. E' dovuta andare via da casa. Ha dovuto lasciare la sua stanza. Ha dovuto lasciare la sua classe e i suoi amici. E qui non conosce nessuno. Prova a immaginare come ti sentiresti tu al suo posto!>>"
Ed Emma ci prova, ma Maya continua a essere scostante nei suoi confronti, in compenso riesce a fare colpo subito sugli altri, compresi gli amici e le amiche di Emma: "Maya frena di colpo e io le arrivo vicino al portapacchi.
<<Ora stammi a sentire! Non l'ho chiesto io di vivere con te sotto lo stesso tetto. E solo perché i nostri stupidi genitori hanno colto così, questo non vuole dire che anche noi due ora dobbiamo avere qualche forma di contato l'una con l'altra. Quindi risparmiato il tuo bla bal. Chiudi il becco e lasciamo in pace>>.
Uau! Questo sì che è parlare chiaro!"
La situazione è così difficile inizialmente per Emma anche perché nessuno crede che Maya si comporta male, perfino le sue amiche difendono la nuova arrivata, almeno finché non scoprono di che pasta è fatta.
Ovviamente alla fine si scopre che in fondo Maya non è Cattiva, ma che era gelosa di Emma perché ha un padre che le vuole ben, ha tanti amici, due ragazzi che la corteggiano, perché è gentile e tutti le vogliono bene ecc...
Tutta la vicenda, che è raccontata in prima persona dalla protagonista, è molto coinvolgente e intrigante, una lettura da leggere tutto d'un fiato. In questo libro speravo di trovare un rapporto di rivalità tra due coetanee a cui tocca iniziare, per una scelta dei genitori, la loro quotidianità e questo darà luogo a incomprensioni, dispetto e ingiustizie. Se state cercando un libro di questo tipo questo libro fa per voi.
Poi non poteva mancare la componente amorosa, a Emma infatti piace Sasha, un ragazzo con cui tra l'altro ha anche un bel rapporto di amicizia, i due si piacciono reciprocamente, ma nessuno dei due esprime apertamente i suoi sentimenti all'altro. Quando poi arriva Maya la cosa si complica dando vita ad alcuni equivoci che faranno allontanare i due innamorati. C'è da dire che in questo caso non era nulla di premeditato da parte di Maya, ma so o incomprensioni dovute alla poca comunicazione tra la coppia.
I personaggi sono ben caratterizzati, e il fatto che la storia sia stata scritta in prima persona e narrata dalla protagonista aiuta ancora di più i lettori a sentirsi coinvolti nella vicenda. Sasha è un ragazzo a posto, le amiche di Emma sono simpatiche ma pensano con la propria testa, e anche i genitori di Emma e Maya non sono così male, e si vede che tengono alle proprie figlie 
Un libro carino, molto coinvolgente e appassionante, che parla del burrascoso rapporto tra due coetanee che si ritrovano a dover vivere assieme visto che i loro genitori hanno deciso di sposarsi e che non si sopportano, ma che impareranno a conoscersi meglio e a superare in modo sincero le divergenze. 
 
Sopra: La copertina sui toni del viola, del rosso e dell'arancione mostra in primo piano le due protagoniste, a sinistra Maya e a destra Ellie.
 
"GAYAMBRITA INDACO" di Catia Proietti con 128 pagine, edito nel 2025 dalla GIUNTI Editore (costo di 14,00 euro).
Gayambrita Indaco è una ragazza speciale, nata con una gran massa di capelli fra il blu e il viola e con il potere di calmare le persone: "Gayambrita era nata con i capelli di un colore difficile da definire, una sfumatura tra il blu e il viola su una riccia chioma disordinata che le incorniciava il corpicino roseo fin sotto le natiche. E quando l'ostetrica l'aveva presa in braccio , si era sentita pervadere da una sensazione di benessere, come se tutta la fatica accumulata in giorni di lavoro in ospedale fosse di colpo sparita.
La sua vita scorre felice finché non approda in prima media, dove la sua capigliatura e il suo carattere diventano in poco tempo un problema.: "I capelli le arrivavano fino alla caviglie e si muovevano con onde delicate ogni volta che lei muoveva il capo. Era alta un metro e tante voglia di crescere, pesava 45 kili o giù di lì e aveva un 35 di piede. Gli occhi erano due bottoni neri e il naso aveva una leggera curva a destra, memoria di un giorno in cui a tre anni era inciampata nei suoi stessi capelli. Motivo per il quale, finchè avevano potuto decidere, Cia e Cio le avevano sistemato la chioma sulla nuca come fosse un turbante.
Sì, lo so. Ti verrà semplice chiedere: <<Ma non potevano portarla dal parrucchiere?>>.
Il punto è che Gayambrita Indaco non era un caso semplice. I suoi capelli erano forti. indomiti, avevano rotto più di una forbice, ma non c'era parrucchiere in città che non si fosse cimentato nell'impresa di tagliarli. Qualcuno c'era riuscito, ma aveva chiesto un conto piuttosto salato per la fatica e comunque nel giro di una settimana i capelli erano ricresciuti velocemente. "
Il primo giorno di scuola Gayambrita capisce che i sono tante cose che non funzionano e si reca a protestare dal preside, la quale le dice che lei non può protestare solo a suo nome, perchè se lui formasse due classi al post di una unica da 30 alunni (che non hanno neppure spazio per muoversi) qualcuno potrebbe protestare. 
Inoltre, poco tempo dopo, per aver realizzato un murale senza il permesso del preside, la madre di Tania, la migliore amica di Gayambrita, fa una scenata in classe davanti all'insegnante di arte e agli alunni perchè durante l'attività alla figlia gli si è macchiato il tutù, e così la ragazzina perde anche l'amicizia di Tania. 
Senza neanche accorgersene, Gayambrita si ritrova divisa in due: la parte visibile si comporta come gli altri, si taglia i capelli e li tinge di castano, mentre il suo cuore e la sua chioma indaco, invisibili a tutti, rimangono nascosti in fondo a un pozzo. Un viaggio delicato e fantastico negli anni del cambiamento, quando scegliere tra conformarsi o mostrare la propria unicità può davvero essere difficile. 
Una storia breve che, senza polemica, cerca di mettere in luce alcuni aspetti negativi in primis del sistema scolastico, come ad esempio le classi pollaio, infatti la classe di Gayambrita è composta da 30 alunni, e poi la mancanza di luoghi ideali dopo poter far apprendere gli alunni, visto che nella classe della protagonista si sta così stretti che nessuno può muoversi: "Gayambrita rimase a bocca aperta er lo stupore perchè non pensava potessero convivere tanti ragazzi in un'unica aula e seppe poi che le chiamavano "classi pollaio"!!! Ma ti rendi conto?
E lei ci rimase male. Tanto male. Perchè non si sentiva affatto un pollo.
Nell'aula I C c'erano file di banchi attaccate le une alle altre e due unici corridoi ai lati, tanto stretti che anche i più magri dovevano mettersi di taglio e trattenere il respiro per passare. tant'è che alcuni preferivano chinarsi e camminare carponi sotto i banchi, tra gli zaini poggiati a terra e i piedi dei compagni.
Vi è poi il rapporto con gli adulti, in particolare con i docenti e il preside, i quali mostrano di non apprezzare la diversità di Gayambrita e il preside, piuttosto che cercare di far qualcosa per migliorare la scuola, preferisce prendersela con una ragazzina e con l'insegnante che, per una volta, aveva deciso di fare un progetto effettivamente bello e divertente.
Oltre al rapporto con gli adulti c'è anche quello con i coetanei, in primis la migliore amica di Gayambrita, Emma, che tradisce l'amica per qualche macchia di colore sul tutù, rifiutandosi di rivolgerle la parola per anni. Naturalmente Gayambrita farà altre amicizie, anche se abbandonerà ad esempio quella con Tania, una ragazza alta e con le orecchie grandi per conformarsi e stare assieme ad altre ragazze che non vengono escluse. E poi, in terza media c'è l'incontro con Elena, una ragazza che perde piume in giro e che dice di vedere le persone per come sono realmente, e infatti vede che Gayambrita ha i capelli indaco, nonostante lei li tagli e li colori ogni settimana. Sarà grazie a lei che, dopo più di due anni in cui la vera Gayambrita è ststa richiusa dentro un pozzo (metaforicamente parlando), questa deciderà di uscire, cos' Gayambrita potrà ritornare ad essere veralemnte lei, con i suoi capelli strani e unici, anche se non sa ancora a cosa potrebbero servirle o perchè ce li ha.
Una storia carina che utilizza tra l'altro un linguaggio particolare, molto metaforico, dove il bisogno di Gayambrita di chiudersi in se stessa e di omologarsi viene mostrato con lei che si chiude dentro un pozzo; oppure quando si dice che il muro di Tania è crollato sembra che lo si intenda sia metaforicamente che fisicamente, poichè si parla di calcinacci sparsi in giro e polvere.
Anche i nomi vengono dati in modo peculiare, ad esempio i cognomi dei personaggi rappresentano una loro caratteristica: Gayambrita Indaco per via dei suoi capelli, Emma Tutù perchè vuole fare la ballerina e indossa sempre un tutù, Tania Campana per il suo udito e le orecchie enormi, Elena Piumini per via delle sue piume... ma c'è anche l'anno scolastico che viene definito "duemilaoltre", o l'istituto comprensivo che si chiama solo I.C. ecc...
Dall'altro lato comunque devo dire che mi aspettavo un po' di più da questa storia, la quale si legge in modo estremamente veloce ma che a me ha lascianto anche un po' un senso di insoddisfazione. E' vero che ci sono dei messaggi carini e anche diversi spunti di riflessione al suo interno, però quando sono arrivata alla fine mi sono sentita come se tante questioni fossero state un po' sorvolate, tipo la relazione con Emma, la quale alla fine non parla più con Gayambrita e se ne va per frequentare una scuola di ballo, anche se prima di andarsene risponde al sorriso della protagonista, però boh, per me non è stato abbastanza. Oppure la questione della protesta col preside non verrà più ripresa e questo ha continauto a fare ciò che voleva. Sì, alla fine la vera Gayambrita è riemersa dal pozzo e ora non deve più nascondersi, ma ciò accade nel penultimo capitolo e nel successivo si parla solo di come Gayambrita trascorrerà le vacanze estive con le amiche (Tania ed Elena), senza accennare a come i compagni che all'inizio si erano dimostrati così stupiti dai capelli della protagonista abbiano reagito. Infine non si sa perchè la protagonista abbia questi capelli o cosa questi comporteranno per lei in futuro, anche la questione che lei sembrava avere una sorta di potere di calmare e rasserenare la gente viene persa, come se non fosse mai esistita, e non so, pensavo che questa portasse da qualche parte. 
Tirando le somme una lettura carina, veloce, che propone anche degli interessanti spunti di riflessione e uno sguardo interessante sulla crescita e sull'accettazione del fatto di essere diversi, ma che da un lato ho trovato un po' insoddisfacente sotto certi aspetti che secondo me sono stati un po' soprasseduti o lasciati un po' in sospeso.
 
 Sopra: Sulla copertina bianca spiccano le ciocche di capelli azzurro/violetto della protagonista, e le gorbici gialle che stanno per tagliarli.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 4 agosto 2025

Girls in love di Jacqueline Wilson

"Girls in love" è un breve romanzo scritto da Jacqueline Wilson, autrice di cui avevo già letto una sua opera: "Mezzanotte: Esprimi un desiderio tra il primo e l'ultimo rintocco".
Questo però è decisamente più famoso dell'altro, tanto da essere il primo di una serie composta poi dai seguenti seguiti: "Girls in stress" (del 2003, "Girls under pressur" il titolo originale), "Girls by night" (del 2004, , "Girls out late" il titolo originale) e , "Girls don't cry" (del 2005, il titolo originale"Girls in tears").
 
Sopra: Sulla copertina dal titolo scritto con colori vivaci compaiono i volti di Ellie, la protagonista in alto a destra, e le sue amiche.

Eleanor, detta Ellie, orfana di madre, vive con il padre, la sua giovane moglie e il loro bambino, si racconta: "Anch'io faccio disegni strambi e porto occhialetti da nonna e i miei amici dicono che sono buffa. Non posso fare quello che mi va di fare, però. [...] Dunque, se potessi fare quello che mi va, dormirei fino a mezzogiorno. Poi colazione. Cioccolata calda e bomboloni, Sentirei musica scarabocchiando sul mio blocco degli schizzi. Forse mi guarderei una cassetta. Poi mangerei di nuovo. ordinerei una pizza. Anche se farei meglio ad accontentarmi di un'insalata. Ci vorrebbe poco a metter su peso standosene a letto tutto il giorno, credo. Non voglio finir con l'assomigliare a una balena arenata.
Mi mangerò dell'insalata verde. E dell'uva verde. E cosa c'è di verde da bere? Quello sciroppo che ho assaggiato da Martha, crème de menthe, non mi ha proprio entusiasmato. Scordatelo.
Però telefonerò a Magda, e a Nadine, e ci faremo una lunga chiacchierata e poi...
Be', a questo punto sarà sera, così farò il bagno e mi laverò i capelli e mi metterò... Cosa mi metterò per dormire? Non la mia camicia da notte con gli orsetti. [...]
Ok, sono lì, nel mio letto, e sono bellissima. Poi sento la porta che si apre. Dei passi. E' il mio ragazzo che viene a trovarmi...
L'unico guaio è che un ragazzo io non ce l'ho.
Vita, amori, rivalità, confidenze e momenti di imbarazzo: l'amicizia inossidabile con Nadine e Magda, il rapporto con il proprio fisico, a tredici anni, le tre amiche per la pelle, decidono che è giunto il momento di avere un "boyfriend", bello, brutto o ideale. 
In realtà un corteggiatore Ellie ce l'avrebbe già: Daniel detto Dan, un ragazzo di 12 anni la cui famiglia ha una casa delle vacanze in Galles vicina a quella del padre di Elly, dei capelli esplosivi e un buffo nasetto all'insù. Essendo più piccolo della protagonista questa non lo prende minimamente in considerazione come ragazzo, nonostante lui abbia insistito affinché si tenessero in contatto una volta terminate le vacanze.
Nadine, una ragazza dalla pelle pallida, molto magra e con i capelli neri torna invece dalle vacanze con una novità: si è fidanzata con un certo Liam, un ragazzo di 17 anni. Magda, il giorno stesso aver ricevuto la notizia, inizia a frequentarsi con un ragazzo dai capelli rossi che va nella scuola maschile di fronte alla loro, usando come scusa per iniziare a frequentarlo il fatto che lei abbia bisogno di ripetizioni di matematica.
Poiché entrambe le compagne sembrano aver trovato un ragazzo Ellie dice loro che si sta sentendo con Dan e che lui è il suo ragazzo, sebbene in realtà Ellie lo avesse rifiutato.
Tre adolescenti femmine, tre maschi e tre diversi tipi di rapporti, di cui uno a rischio. 
 
Sopra:
 Due pagine interne di cui a sinistra vediamo un disegno relativo all'elenco dei 9 sogni particolari fatti dalla protagonista.
 
All'interno del volume ci sono alcune piccole illustrazioni di Nick Sharratt, le quali sono state poste alla fine di ogni capitolo. Alla fine di ogni capitolo è infatti presente un elenco di 9 cose (ad esempio 9 serissimi propositi, 9 cose che odo della scuola, 9 desideri, 9 desideri, 9 feste, 9 cose preferite), e praticamente sono questi elenchi a essere illustrati, non la storia principale.
I disegni quindi sono piuttosto piccoli e in bianco e nero, come se fossero dei decori che sono stati aggiunti agli elenchi, ad esempio nell'elenco delle "Nove cose che odio della scuola" di vede una piccola sveglia in prossimità della frase  "1) Inizia troppo presto", oppure si vede la protagonista con una pila di libri in mano accanto alla frase "9) I compiti- e adesso che siamo in Nona ce n'è una montagna."; nella lista dei "Nove desideri" vicino a "1) Vorrei davvero avre un ragazzo" vediamo la protagonista che guarda un ragazzo e attorno ci sono tanti cuoricini; in "Nove eroi ed eroine" quando cita Maurice Sendack vi è un disegnino che rappresenta il protagonista di "Il paese dei Mostri Selvaggi", che tra l'altro la protagonista dice di essere il suo libro preferito dell'autore...
I disegni hanno uno stile abbastanza semplice e basilare con figure tracciate in modo netto e preciso e colorate in modo altrettanto netto, in quanto non ci sono ombreggiature o sfumature: alcune parti del disegno sono colorate completamente di nero ed altre lasciate completamente bianche, altre invece sono lasciate a sfondo bianco ma sopra vi vengono tracciate  delle linee (orizzontali o verticali). I disegni sono stilizzati, con visi con due puntini neri per gli occhi, un mezzo triangolo per naso, due lineette per le sopracciglia e un mezzo cerchio per la bocca, mentre per disegnare i capelli a volte l'artista disegna solo i contorni esterni oppure li straccia con delle linee ondulate.
Sono comunque dei disegni simpatici, che alleggeriscono un po' la lettura, accompagnando queste liste di nove cose che la protagonista stila. 
 
  

  
 Sopra: Come potete vedere i disegni in bianco e nero di Sharratt che accompagnano le liste con i nove punti sono semplici e stilizzati.
 
"GIRLS IN LOVE" di Jacqueline Wilson è una storia carina di amore adolescenziale, anzi, in realtà parla di più amori e diversi tipi di relazione, oltre alle insicurezze adolescenziali, alla stizza per la scuola con i suoi compiti, al rapporto con genitori e fratelli. 
Parlando di relazioni c'è ad esempio quella di Nadine e Liam, un ragazzo di 17 anni, mentre la ragazza ne ha 13, il quale all'inizio sembra uno figo e cool, ma man mano che la loro relazione prosegue le amiche intuiscono che egli non rispetta veramente Nadine, tanto da sminuirla  ed essere insistente affinché abbiano dei rapporti, anche se la ragazza non si sente ancora pronta. Il tipo la porta perfino in discoteca e le dà della droga per "farla sciogliere", per fortuna le amiche la intercettano e la salvano, venendo anche messe in guardia da un gruppo di ragazze che conoscono Liam: "<< Be', dovrebbe stargli alla larga. irava intorno a una ragazza della nostra scuola, una molto giovane, era appena in Ottava, o forse da poco in Nona>>.
Magda e io non apriamo bocca.
<<Ha questo chiodo delle ragazze giovanissime. Dice che se uno va con una vergine non deve mettersi il preservativo perchè non c'è rischio di beccarsi qualcosa da lei>>.
<<Cosa?>> dico io.
<< Non ci credo!>> fa Magda.
<<  E' vero. L'ha fatto con un mucchio di ragazze, ma le pianta appena ci stanno. Una ragazza della nostra scuola è rimasta incinta dopo una sola volta, ma lui le ha detto di sparire, che lui non voleva saperne niente. Ha detto che lei comunque era una poco di buono, che se l'aveva fatto con lui l'avrebbe fatto con chiunque>>.
Magda e io ci fissiamo inorridite. Poi guardiamo lo stanzino dove si trova NAdine. Avrà sicuramente sentito?"      
Quella tra Nadine e Liam è un esempio di amore tossico, da cui fortunatamente la ragazza è riuscita a salvarsi abbastanza in fretta, anche grazie alle amiche.
C'è poi la relazione tra Magda e Greg, che è un tipo di relazione meno serie e più giocosa, nata più che altro dal fatto che anche Magda voleva trovarsi un ragazzo. Greg infatti non aveva dimostrato particolare interesse prima per la ragazza e ha semplicemente acconsentito quando lei ha voluto iniziare a frequentarlo, ma anche la stessa Magda non si sente poi così tanto coinvolta sentimentalmente dal ragazzo. Un tipo di relazione un po' superficiale, che comunque non è durata, perchè alla fine nessuno dei due teneva veramente all'altro.
Infine c'è la relazione tra Ellie e Dan, che è più piccolo di lei e non è neppure attraente, però a lui lei piace veramente e glielo dice più volte. Inoltre Dan non sarà un gran figo, ma è un ragazzo dolce, sensibile, simpatico e anche coraggioso a modo suo. Come dice Ellie: "Dan non è il mi ragazzo, Ok ok, fa ridere. E io mi diverto con lui. E posso parlargli di tutto. E per quanto sia antiquato come un dinosauro è anche coraggioso. E spiritoso. E fantasioso. E non conta nemmeno l'uno per cento se ha l'aria da stupido. Comunque, non è che io sia una pin-up tipo pamela Anderson. Lui non è cool. Ma forse al vero cool non interessa se è cool oppure no. Tuttavia lui non è il mio ragazzo perchè non mi sento mai sentimentale con Dan. Non is tile Giulietta e Romeo. Non sono "troppo innamorata", come Giulietta. Nessuna passione da vero amore.
Per quanto... [...] Mi piace. Anche se è solo Dan.
Forse perchè è Dan..."
Quella di Ellie è un tipo di relazione dolce, basata più un'amicizia che sull'attrazione fisica, sulla sinergia reciproca e la simpatia. 
Un libro che tratta varie tematiche adolescenziali, tra cui sicuramente quelle amorose, ma anche l'insicurezza tipica dell'adolescenza, come la protagonista che si vede sempre grassa, quando ha semplicemente un copro che non si adatta ai canoni di bellezza moderni, come le spiega anche Anna, la sua matrigna: "Oso strizzarmi anch'io in alcuni dei capi più sexy ma è un grosso errore. L'errore sono io. Sono grossa. Be', G-R-A-S-S-A.
<<Non sei grassa, Ellie. Per l'amor del cielo, sei assolutamente normale>> insiste Anna, ma lei è Miss Stecco e quindi  ok. Io sono Miss Grosso Calabrone.
<<Cosa mi metto?>> dico, dopo aver provato 101 indumenti e averli scartati tutti. Vorrei qualcosa alla moda e invece sono decisamente indecente con quella roba addosso.>>
<<Hai solo un po' troppe curve per la moda di oggi>> dice Anna. Non sei fatta per quei top appiccicati e quelle gonnelline striminzite>>.
<<E allora che altro posso mettermi? Un sacco nero per la spazzatura?>>
<<Ti troveremo la tenuta perfetta, Ellie, promesso>> dice Anna. E la trova!
Ho apprezzato anche il rapporto tra Ellie e Sara, la sua matrigna, molto più giovane rispetto al padre della protagonista (infatti era una sua studentessa alla scuola d'arte in cui l'uomo è professore), che per una volta non è rappresentata come una persona cattiva o vendicativa, anzi, cerca di essere di supporto per Ellie e a volte l'appoggia pure, consigliandola ad esempio nel vestire e supportando la sua relazione epistolare con Dan, mentre il padre tende a prenderla un po' in giro. Ellie ammette di vederla ormai, se non come sua madre, un po' come un'amica.
Un romanzo carino e leggero che si legge molto velocemente, anche se in realtà, dietro una certa ironia e simpatia, tratta anche temi importanti come le relazioni, soprattutto amorose, ma anche familiari e di amicizia, oltre alle insicurezze e ai dubbi tipici dell'adolescenza. È un libro comunque in cui si parla anche di sesso, anche se non ci sono scene esplicite o cose di questo tipo, per cui consiglio la storia a partire almeno dai 13 anni in su (a meno che non ci sia qualche ragazzina particolarmente precoce riguardo a interessi e rapporti amorosi).
 
Ecco gli altri titoli della saga che vede come protagoniste Ellie e le sue amiche: 
  •  "Girls in stress" (2003):  Ellie, cicciottella e decisamente meno bella delle sue inseparabili amiche Nadine e Magda, comincia a non mangiare più. Le due amiche le danno della pazza, ma per loro è facile: Nadine è una ragazza copertina, Magda è incredibilmente attraente. Che fare? Arriva a sfiorare l'anoressia. Dopo che Nadine ha perso un concorso di bellezza, Magda ha rischiato di essere violentata e, soprattutto, un'altra ragazza finisce all'ospedale per anoressia, Ellie finalmente si scuote. Comincia così per lei un lento ritorno alla normalità.
  • "Girls by night" (2004):  Tu a che ora devi rientrare? Per Ellie il coprifuoco scatta inesorabilmente alle nove. Ma proprio una sera accade qualcosa di fantastico: mentre è fuori con le sue migliori amiche, Ellie incontra Russell, il ragazzo dei suoi sogni, che inizia a farle il filo. Proprio a lei, l'imbranata Ellie-elefante, e non a quella dark di Nadine, né alla stellare Magda, sempre la più trendy di tutte! Finalmente Il Vero Amore! Per rimanere con Russell, Ellie è disposta a tutto, anche a far infuriare suo padre e a raccontargli un sacco di bugie. Ma le cose si complicano... Ellie scoprirà che a volte la notte non è così magica come sembra.
  • "Girls don't cry" (2005): L'adolescente Ellie, che orfana di madre vive con il padre e la sua nuova famiglia, è disperata: a casa sua non fanno che litigare e lei si è lasciata con il ragazzo; cosa poter fare se non versare fiumi di lacrime?
 
    
 
Sopra: Le copertina dei titoli in italiano in alto e poi, sotto, quelle delle edizioni inglesi.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 1997 dalla Doubleday col titolo "Girls in Love" ed è stato edito in italiano nel 2002 dalla Salani Editore. Il volume ha 150 pagine, la copertina flessibile, misura 20,5 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 8,50  euro, mentre quella rigida 11,0 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 9 luglio 2025

MUMIN: caccia alla cometa di Tove Jansson

I Mumin sono personaggi di finzione creati dalla scrittrice ed illustratrice finlandese (di lingua svedese) Tove Jansson. Sarebbero dei troll, ma hanno un aspetto simile ad ippopotami bianchi, abitano nella valle omonima, luogo tranquillo e sicuro, e le loro storie narrano degli eventi che accadono nella valle.
Come scritto nell'introduzione: "i Troll comuni sono piccoli esseri pelosi, selvatici e piuttosto maleducati, I Troll Mumin, invece, e le famiglie più o meno imparentate con loro, sono molto più civili e istruiti. Inoltre, a differenza dei comuni Troll che sbucano solo di notte, i Mumin hanno un grandissimo amore per il sole.
Compaiono in una serie di romanzi e libri illustrati per bambini scritti e disegnati da Tove Jansson fra il 1945 e il 1993. I romanzi vennero originariamente pubblicati in svedese per essere tradotti in una cinquantina di lingue. 
Nel corso degli anni sono stati riadattati in fumetti, cartoni animati, serie televisive, spettacoli teatrali, videogiochi e tanto altro.
Quest'anno (2025) la Salani ha ristampato alcuni loro titoli in una nuova edizione in occasione degli 80 anni dalla loro creazione. Oggi vi parlerò di uno dei romanzi dedicati ai Mumin, nonchè uno dei tre che la Salani ha ripubblicato di recente: "Caccia alla cometa".

    
Sopra: A sinistra la copertina della nuova edizione, con i bordi rosa, al centro un'edizione del 2022 e a destra quella del 1946.

Le giornate felici e spensierate dei Mumin vengono sconvolte dall’arrivo di una strana pioggia e il signor Topomuschiato inizia a parlare della fine del mondo, spaventando Mumin e il suo amico Sniff: "<<Questa pioggia non è naturale>> decise.
<<Non sono naturali tutte le piogge?>> chiese papà Mumin. <<Un altro bicchierino?>> 
<<Forse un goccio>> disse il Topouschiato. <<Mille grazie, sto già meglio. Non che la fine del mondo mi affligga particolarmente, ma a nessuno piace avere la pancia fredda al momento di passare al'aldilà.>>
<<Non c'è dubbio>> annuì la mamma. <<ma questa non è una pioggia da nubifragio>>. 
 Il Topomuschiato sbuffò
<<Lei signora non sa a cosa alludo. Non ha forse avvertito qualcosa di misterioso nell'aria ultimamente? Non ha avuto delle avvisaglie? Non sente a volte dei formicolii alla nuca?>>
<<Veramente no>> ribatté stupita Mamma Mumin. "
Per distrarre il figlio e l'amico da questo pensiero mamma e papà Mumin li mandano all'Osservatorio: "La giornata trascorreva lenta e monotona. Sniff e il troll Mumin nn avevano voglia di arrivare fino alla grotta, al pensiero che la Terra potesse sparire mentre erano fuori di casa. Pescare perle sembrava, a questo punto, una cosa insensata. Sedettero sui gradini della veranda, che sembrava il luogo più sicuro, bisbigliando tra di loro di spazi che non erano azzurri ma neri, dove un intero sistema solare non contava più di una fetta di pane e burro buttati via.
<<Dobbiamo inventare qualche passatempo>> disse preoccupata la mamma al papà. <<Non hanno voglia di giocare. Sono ossessionati da tutte quelle assurde idee di distruzione che Topomuschiato gli ha messo in testa.>>
<<Li mandiamo a fare une'escursione>> propose il papà. <<Il Topomuschiato ha parlato di un Osservatorio>>.
<<Un cosa?>> chiese la mamma sgranando gli occhi.
<<Os-ser-va-to-rio>> sillabò il papà. <<Deve trovarsi a una certa distanza a sud, scendendo lungo il fiume Un posto dove si osservano le stelle. Se i ragazzi per il momento non si interessano altro che alle stelle perchè non fargliele studiare?>>
<<È una buona idea>> rispose mamma Mumin continuando a spolverare il cespuglio di lillà. Poi andò alla scala della veranda.
<<Papà e io abbiamo pensato che dovreste fare una gita>> propose.
<<Mamma cara, non è il caso di far gite quando la Terra può scomparire da un momento all'altro>> protestò il troll Mumin.
<<Lo spazio è nero come il carbone e pieno di grandi stelle  traditrici>> borbottò la bestiolina Sniff.
<<Già>> disse la mamma. <<Sono proprio quelle stelle che dovete andare a guardare. Il Topomuschiato ha detto che qui nei paraggi c'è un posto dove si osservano le stelle. Sarebbe utile per noi sapere quanto grandi sono quelle stelle e se lo spazio è veramente nero.>>  
<<Ci informeremo noi. Non ti preoccupate, Forse la Terra è più grande di quanto si crede>>. E il troll Mumin si alzò di scatto.
Quanto sono grandi le stelle? Forse una Cometa si sta avvicinando alla Terra? Le comete sono davvero così pericolose? Per evitare la catastrofe la famiglia Mumin e i suoi simpatici amici hanno bisogno di spiegazioni scientifiche e organizzano subito per Mumin e Sniff una spedizione all’Osservatorio che si trova in cima alla montagna. 
Al loro ritorno i troll si rifugiano in una grotta profonda in attesa dell’infausto evento. Ma alla fine c’è sempre Mamma Mumin che accoglie tutti con la sua borsa piena di rimedi per guarire dalla paura.
 
 Sopra: Due pagine interne in cui vediamo il piccolo Mumin e il suo amico Sniff mentre giocano assieme.
 
I testi sono riccamente corredati dalle illustrazioni in bianco e nero opera della stessa Tove Jansson, le quali sembrano essere delle incisioni molto carine e graziose, anche molto ricche di dettagli.
Molto interessante ad esempio l'aspetto dei protagonisti da cui la serie prende il nome: i Mumin, i quali non sono rappresentati per nulla come i classici troll, ma sembrano essere proprio una specie a parte. Il loro aspetto infatti è quello di piccoli ippopotami bianchi capaci di camminare in posizione eretta, con lunghe code sottili che terminano con un ciuffetto di pelo (tipo quelle dei leoni), grandi occhi rotondi e cordi dall'aspetto tutto tondeggiante, il che conferisce loro un aspetto molto coccoloso e divertente. Non sorprende che abbiano ottenuto un grande successo, oltre che in madrepatria, in Cina, Corea del Sud e in Giappone.
Raramente però ci sono disegni dedicati esclusivamente a mostrare i personaggi, solitamente si tratta di immagini che mostrano vere e proprie scene descritte nei testi, con personaggi (di solito ritratti da distante, quindi di piccole dimensioni) in mezzo a precisi ambienti (grotte, spiagge, boschi, tra le onde del fiume...): vi è ad esempio la scena che mostra Papà Mumin che apre la porta e trova il signor Topomuschiato sotto il temporale; Tabasco che cammina sui trampoli mentre assiste all'eruzione di un vulcano; Mumin, Sniff e Tabasco sopra la loro barchetta di legno mentre cercano di resistere alle onde impetuose del fiume, ecc...
Le immagini, che mostrano quasi sempre scene ad ampio respiro, si caratterizzano per i personaggi, tracciati con semplici linee precise e nette, dall'aspetto carino ma anche un po' bizzarro, quasi mai propriamente umano, o comunque con esseri umani un po' sproporzionati e non dall'aspetto eccessivamente realistico. La presenza delle illustrazioni a volte può essere di grande aiuto per i lettori, sia per supportarli nella lettura e nella comprensione dei testi, che per mostrare loro l'aspetto delle bizzarre e stravaganti creature che abitano il mondo dei Mumin, di cui l'autrice fornisce poche informazioni scritte, dato che è come se desse per scontato che, visto che i personaggi dl suo libro le conoscono allora valga lo stesso anche per i lettori. Il rapporto tra testo e immagini quindi è piuttosto stretto, in quanto se i disegni venissero omessi si farebbe fatica a comprendere alcune cose.
È interessante anche come l'artista utilizza il bianco e nero, unici colori a comparire in queste tavole. Alcuni elementi ad esempio appaiono completamente bianchi, tipo i personaggi come i Mumin, Sniff, Tabacco (con il suo cappello a punta e il giaccone), ma a volte anche la schiuma delle onde, il fuoco spruzzato dal vulcano, ecc... Questi elementi così bianchi creano un contrasto visivo con il resto dell'immagine che invece ha delle zone anche molto scure, completamente nere, ed altre tratteggiate con dei piccoli tratteggi neri sopra lo sfondo bianco. 
I disegni comunque risultano originali, veramente molto carini e graziosi, incantevoli, ma a modo loro anche bizzarri, con alcuni elementi (tipo gli stessi Mumin) dall'aspetto carino, puccioso e coccoloso ed altri decisamente più oscuri e minacciosi, come il folto della foresta, o qualche creatura mostruosa e terrificante.
 
 
 


  
 Sopra: Alcune delle pagine che mostrano illustrazioni o a mezza pagina o a pagina intera, in cui possiamo vedere alcune scene della storia.
 
"MUMIN: Caccia alla cometa" di Tove Janasson racconta di un evento importante e sconvolgente per gli abitanti della Valle dei Mumin: l'arrivo di una Cometa. Così Mumin e il suo amico Sniff vengono mandati all'Osservatorio un po' per distrarli da pensieri deprimenti e un po' per saperne di più a riguardo. 
Da qui ha inizio un'avventura entusiasmante e coinvolgente, dove i due incontreranno anche un nuovo amico, di nome Tabasco, un vagabondo che viaggia portando con se un tenda. Ed è una fortuna che lo abbiano incontrato, poiché più si avvicinano all'Osservatorio e maggiori sembrano essere le difficoltà e i pericoli che incontrano: una grossa lucertola che custodisce i suoi tesori, un fiume tempestoso, l'attacco di un grande avvoltoio, ecc...
In realtà i personaggi vivono varie avventure, quella principale è quella della Cometa, ma prima i due amici avevano esplorato un sentiero, visto il mare e scoperto una grotta; dopo essere stati all'Osservatorio e aver trovato un bracciale d'oro il piccolo Mumin non vede l'ora di incontrare la graziosa Grugnina, di cui Tabacco gli aveva parlato, e restituirle il gioiello. Dopodiché c'è il viaggio di ritorno, assieme a Grugnina e suo fratello, che sarà alquanto angoscioso, con la Cometa che si avvicina sempre di più alla Terra, dalla quale sembra che stia sparendo l'acqua, mentre il cielo si tinge sempre più di rosso.
Una stile narrativo che sicuramente piacerà ai bambini, poiché coinvolgente e ricco di molti dialoghi, mentre le descrizioni sono ridotte al minimo, anche perchè quando i personaggi incontrano qualche strana creatura del loro mondo essa non viene propriamente descritta, come se l'autrice desse per scontato che i lettori la conoscano. A tale proposito el illustrazioni possono essere molto utili, e magari è per la presenza di queste che l'autrice non si sofferma più di tanto a descrivere (alla fine del libro c'è comunque una lista dei personaggi dove vengono mostrati e un po' presentati ai lettori).
I personaggi pur nella loro semplicità risultano ben caratterizzati: il fatalista Topomuschiato, che prende tutto con filosofia come se non importasse nulla di ciò che gli accade (ma in fondo anche lui tiene alla sua vita più di quanto vorrebbe dare a credere); il piccolo, curioso e coraggioso ( ma non privo di preoccupazioni) Mumin; i gentili, pazienti e flemmatici Papà e Mamma Mumin, sempre pronti ad aiutare ma senza risultare pesanti, supportando il figlio ma lasciandogli i suoi spazi e la possibilità di fare esperienza da solo; il saggio e ponderato Tabacco, sempre pronto ad affrontare con calma qualsiasi situazione e poi a cantare qualche canzone; il piccolo, pavido, lamentoso e piagnucoloso Sniff, che vorrebbe essere trattato da grande e non si tira indietro davanti a un'avventura, per poi continuare a rammentare agli altri di quanto lui sia piccolo e lamentarsi e piangere di ogni pericolo, ma è molto orgoglioso delle sue piccole conquiste e scoperte. La sua personalità ricorda quella di un bambino piccolo, anche nell'essere avido di tesori e che tutto ciò che trova diventa suo, atteggiamento che invece è proprio il contrario di quello di Tabacco.
Tabacco infatti sembra avere una predilezione per il minimalismo, del fatto di tenere solo ciò che gli è strettamente necessario. Ecco ad esempio cosa dice Tabacco a proposito del possesso delle cose materiali: "<<Le difficoltà nascono quando vuoi possedere le cose, portartele dietro, averle tutt per te>> gli disse con dolcezza. <<A me basta guardarle e, quando mi allontano per la mia strada, le porto nel cuore e ho cose più divertenti da fare ce trascinare un pesante bagaglio>>."
Una storia che inizia con dei toni molto leggeri, con una scoperta fatta per gioco e con un viaggio che pare più una scampagnata, ma verso la fine le cose si faranno più serie, col pericolo imminente della cometa che incombe, trasformando il mondo tranquillo e fiabesco dei Mumin in un'ambientazione che ha quasi dell'apocalittico, con questa cometa rossa che scalda la Terra, colora il cielo di rosso e prosciuga tutta l'acqua dal pianeta. Il tutto comunque non viene mai descritto in modo pesante o disfattistico (sebbene si percepisca sempre una certa tensione), tanto che prima dell'arrivo della cometa Mumin con la sua famiglia e i suoi amici decidono di rifugiarsi dentro la grotta scoperta all'inizio della storia e si farci pure una festa.
Una bella avventura coinvolgente ed affascinante, da vivere assieme a tanti personaggi piacevoli e indimenticabili, di cui non vi scorderete facilmente. 
Credo infatti che leggerò qualche altro libro di questa saga, perchè tutto sommato ho voglia di trascorrere altro tempo con questi personaggi e nell valle dei Mumin (con gli sconti della Salani previsti per settembre credo proprio che prenderò "Magie d'inverno" e "Le memorie di papà Mumin"). 
 
Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 1946 dalla Tove Jansson col titolo "Kometen Kommer" ed è stata edita in italiano nel 2002 dalla Salani Editore. L'edizione che ho io è la ristampa del 2025, la quale ha 176 pagine, la copertina flessibile e misura 16,6 cm d'altezza e 11,2 cm di lunghezza e costa 9,90 euro. L'edizione del 2022 invece è leggermente più grande, misurando 18,8 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza e costa 10,00 euro.
 
 
Ecco i romanzi della serie, in ordine cronologico:
  • "Il piccolo troll e la grande pioggia" (Småtrollen och den stora översvämningen, 1945), trad. Alessandro Storti, Salani, 2025
  • "Caccia alla cometa" (Kometjakten, 1946), trad. Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 2002
  • "Il cappello del Gran Bau" (Trollkarlens hatt, 1948), trad. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 1990
  • "Le memorie di papà Mumin" (Muminpappans bravader, 1950), trad. Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 2007
  • "Magia d'estate" (Farlig midsommar, 1954), trad. Donatella Ziliotto e Maria Hellström, Vallecchi, 1978 poi come Magia di mezz'estate, Salani, 1990
  • "Magia d'inverno" (Trollvinter, 1957), trad. Donatella Ziliotto, Vallecchi, 1978 poi Salani, 1992
  • "Racconti dalla valle dei Mumin" (Det osynliga barnet, 1962), trad. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 1995
  • (Pappan Och Havet, 1965, inedito in italiano)
  • (Sent I November, 1970, inedito in italiano)
 
      
 
  
 Sopra: Le copertine degli altri romanzi dedicati ai Mumin; la prima e la quinta sono quelle della nuova edizione del 2025.
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 19 agosto 2024

SPECIALE: libri non illustrati (IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne)

"IL CLUB DELLE BABY-SITTER" sono una serie di brevi romanzi, scritti da Ann M. Martin e pubblicati da Scholastic tra il 1986 e il 2000, che hanno venduto 180 milioni di copie. Martin scrisse circa 60-80 romanzi della serie mentre i titoli successivi sono stati scritti da ghostwriter, anche se sempre sotto la supervisione dell'autrice orginale. I libri parlano di un gruppo di amiche dodicenni (e tredicenni in seguito) che vivono nella fittizia cittadina suburbana di Stoneybrook, nel Connecticut, e che gestiscono un servizio di babysitter locale chiamato "The Baby-Sitters Club" (in italiano "Il club delle baby-sitter"). I quattro membri originali sono Kristy Thomas (fondatrice e presidente), Mary Anne Spier (segretaria), Claudia Kishi (vicepresidente) e Stacey McGill (tesoriere), ma il numero dei membri varia nel corso della serie, arrivando anche a sette. I romanzi sono raccontati in prima persona e trattano questioni come la malattia, il trasloco, l'amore, il rapporto con i genitori e gli amici, il divorzio.
La serie conta più di 200 titoli: solo la serie originale ne conta 131, poi ce ne sono ad esempio 36 scritti tra il 1991 e il 1998, di cui nessuno tradotto in italiano, che costituiscono una saga a parte dedicata ai misteri e chiamata "The baby-sitter club: Mysteries", poi ve ne sono altri 4, scritti dal 1995 al 1997, inseriti in una saga chiamata "Super Mysteries"; poi ci sono i Super Special, che sono 15; i "Special Edition Readers' Request" in cui si racconta le storie degli associati speciali del club, raccontate dal loro punto di vista, quindi la storia di Logan Bruno ("Logan's Story", 1992 e "Logan Bruno, Boy Baby-Sitter", 1993) e quella di Shannon ("Shannon's Story", 1994); i "Portrait Collection" che sono 6, ciascuno dedicato a un membro del club; la serie di 12 titoli "Baby-Sitter Club: Friends Forever", scritti tra il 1999 e il 2000; infine ci sono le graphic novel,  che sono giunte anche i Italia.
In italiano furono tradotti i primi 72 libri, arrivati ben 13 anni dopo la pubblicazione in patria, come collana da affiancare ad altre, sempre edite dalla Mondadori, che spopolavano negli anni Novanta. Probabilmente la casa editrice cercava una collana che facesse da compendio a quella inaugurata nel 1996 di "Le Ragazzine", indirizzata sempre ad un pubblico femminile ma più adolescenziale (mentre per i maschi esistevano i "Piccoli Brividi"). "Il club delle baby-sitter" è infatti stata creata (abbastanza a tavolino) per soddisfare le esigenze letterarie di un target di lettrici di 8-11/12 anni (quindi un pubblico preadolescenziale, pubblico difficile, di cui è complicato trovare titoli specifici).
La serie anche in Italia riscosse una buona popolarità agli inzi degli anni Duemila, per poi finire un po' nel dimenticatoio, comunque non è rimasta nell'oblio troppo a lungo, in quanto già nel 2020 la Mondadori ha ripubblicato alcuni titoli con delle copertine diverse (a seguito di una serie tv Netflix uscita in quegli anni), più moderne e poi nel 2022 la casa editrice Il Castoro ne ha tratto una serie di fumetti.
In passato, in un altro speciale (questo) dedicato ai libri non illustrati vi avevo già parlato di tre titoli, di cui due contenevano qualche elemento misterioso (fantasmi, case infestate), mentre uno mi ispirava per i rapporti sociali presi in causa (ragazza nuova che si deve scontrare con ragazze snob del luogo).
Dopo questi titoli ho deciso, come vi avevo preannunciato nel precedente post, di leggere altri capitoli di questa serie, dedicandomi in particolare a quelli che vedono come protagonista un membro in particolare del gruppo: Mary Anne, la quale è la prima a trovarsi un ragazzo e infatti i libri che ho scelto trattano proprio di questioni amorose, in quanto sono curiosa di vedere come sono state trattate, anche perchè per molte bambine (e bambini) a partire dai 9/10 anni sono questioni di grande interesse (cosa che ho potuto riscontrare di persona lavorando come insegnante nelle classi quarte e quinte della primaria).
Ogni volume comunque è dedicato a un diverso membro del club, che racconta la storia dal proprio punto di vista, per cui la serie alla fine presenta una certa coralità di voci e punti di vista. I volumi vanno letti preferibilmente in ordine, in quanto si vede un'evoluzione di eventi (come appunto la nascita e il declino della storia d'amore di Mary Anne). Anche se si prestano pure ad essere letti singolarmente, in quanto i lettori non ci mettono molto a comprendere il contesto generale in cui si svolge una determinata situazione, anche perchè all'inizio di ogni libro la protagonista di turno fa sempre un riassunto della situazione, tenendo i lettori sempre aggiornati sulle vicende anche più recenti.
Qui potete trovare tre titoli di cui avevo parlato in precedenza, mentre questi sono quelli dedicati alle avventure amorose di Mary-Anne, che fa parte de Club delle baby-sitter "in sintesi una geniale iniziativa (l'idea è stata di Kristy, la nostra presidentessa), che permette ai genitori della nostra zona di avere a disposizione cinque baby-sitter brave e professionali (noi e a noi cinque di divertirci e guadagnare un bel po' di soldi. Ci riuniamo tre volte a settimana per ricevere le telefonate dei nostri clienti... e altre volte per stare insieme e spettegolare." Mary-Anne in particolare riveste all'interno del gruppo il ruolo di segretaria: "... il mio compito è quello di tenere aggiornato il registro: segno gli appuntamenti di tutte e vi annoto varie informazioni, come gli indirizzi e i numeri telefonici dei nostri clienti."
Anche questi comunque sono dei libri abbastanza leggeri, adatti per una fascia d'età dagli 8 ai 11/12 anni, in cui la ragazza non parla mai di contatto fisico ed eventuali baci con il proprio ragazzo.
 
 
10 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne s'innamora" di Ann M. Martin, con 153 pagine, edito nel 1999 dalla Mondadori Editore (costo di 7900 LIRE/4,08 euro. Titolo originale: "Logan likes Mary Ann!", 1988).
Mary Anne inizia col raccontarci le sue prime esperienze con i ragazzi, avute durante l'estate, più precisamente (riferendosi alle avventure raccontate nel volume otto: "Stacey si prende una cotta") durante una vacanza con Stacey (per badare ai figli dei Pike) quest'ultima si era presa una cotta per un bagnino molto più grande di lei, mentre Mary Anne, rimasta sola visto che l'altra l'aveva piantata in asso, ha fatto la conoscenze con un altro ragazzo "molto carino": "Stavamo molto bene insieme e parlavamo di un sacco di cose; quando sono partita ci siamo scambiati degli anelli con incise le nostre iniziali e ci siamo promessi di scriverci. Non so se lo faremo davvero, comunque è belli sapere che i ragazzi non sono degli alieni."
Il padre di Mary Anne fa l'avvocato e quindi spesso deve lavorare fino a tardi, lasciando la figlia sola a casa, in quanto sua madre è morta quando lei era piccola: "non ho né fratelli né sorelle e la mamma è morta quando ero piccola (io la ricordo appena, e qualche volta chiedo a Mimi, la nonna di Claudia, che mi conosce da sempre, di raccontarmi qualcosa). A volte mi sento molto sola e mi piacerebbe avere almeno un gatto.
Il primo giorno di scuola, all'inizio della terza media, Mary-Anne nota subito, durante la mensa, un ragazzo che secondo lei assomiglia a Leonardo di Caprio, trattasi in realtà di Bruno Logan, che si è appena trasferito nella scuola dal Kentucky: "Era il ragazzo più bello che avessi mai visto. Somigliava moltissimo a Leonardo e mi ero già innamorata di lui. "
Il club inoltre deve affrontare un nuovo problema: a seguito di un po' di pubblicità che il club si è fatto presso una riunione del Comitato Genitori e delle nuove zone abitative, le richieste di lavoro sono schizzate alle stelle, tanto che i cinque membri ufficiali del club sembrano non riuscire ad occuparsene. Qui interviene proprio Logan, che sente i discorsi delle ragazze e si offre anche lui come baby-sitter: "Tanto per cominciare, ho una sorellina di nove anni e un fratellino di cinque e sto parecchio con loro; inoltre, quando vivevo a Lousville, accudivo spesso i bambini dei nostri vicini. Ma finora qui non ho trovato nessuno a cui propormi."
Logan viene quindi assunto e, visto che è la prima volta che lavora per il club, viene affiancato da un'altra socia: e la scelta ricade proprio su Mary Anne. In realtà ala fine Logan decide di non entrare ufficialmente nel club, o almeno di non partecipare alle riunioni, in cui sarebbe l'unico maschio in mezzo a tante ragazze, ma di farsi semplicemente passare qualche lavoro.
Una storia molto carina, adatta a partire dai 9 anni, in cui vediamo la più timida tra le componenti del club iniziare a frequentarsi seriamente con un ragazzo, argomento che le (ma anche i) preadolescenti troveranno molto intrigante, condividendo magari gli stati d'animo della protagonista, che racconta in prima persona i suoi pensieri e le sue avventure, dando largo spazio ai suoi sentimenti.
Alla fine suo padre, per il compleanno, le lascerà prendere anche un gattino, che lei chiamerà Trigger, e che sarà uno dei protagonisti del prossimo libro di cui vi parlerò.

   
Sopra: A sinistra la copertina italiana del 1999, poi una ristampa inglese recente (del 2014) e a destra l'edizione americana del 1991. Notate come la copertina inglese più moderna abbia comunque ripreso l'aspetto (e l'abbigliamento) dei personaggi che comparivano sulle copertine degli anni Novanta.

 25 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne e la scomparsa di Tigger" di Ann M. Martin, con 155 pagine, edito nel 2001 dalla Mondadori Editore (costo di . Titolo originale: "Mary Anne and the search for Tigger", 1989).
Mary Anne, una ragazzina orfana di madre che nel Club delle baby-sitter svolge il ruolo di segretaria, sta attraversando un momento difficile: Tigger, il gattino di casa, non si trova più... come spiega Mary Anne alle altre durante una riunione di emergenza: "Solo che quando sono tornata a casa, Tigger non c'era più. Papà e io l'abbiamo cercato dappertutto, in casa e fuori, ma non siamo riusciti a trovarlo. E non è tornato a casa né ieri notte né oggi." Il club tappezza le vie con manifesti ma a nulla sembrano servire. Poi Mary Anne trova una lettera di riscatto per il suo gatto nella cassetta della posta: deve consegnare 100 dollari dentro una busta se vuole riavere il suo gatto.
Nel frattempo, mentre Mary Anne è in pensiero per il suo gattino, il suo ragazzo sembra cambiato: non sembra importarli più di tanto della scomparsa di Trigger, cosa che a Mary Anne invece preoccupa tantissimo, ed è sempre impegnato con gli allenamenti di calcio.
Anche se in realtà è lui a mettere a punto il piano per scoprire il ricattatore: nascondendosi nel luogo richiesto dove consegnare i soldi e aspettare che qualcuno si faccia vivo per prendere la busta.
Una storia carina in cui possiamo trovare un piccolo mistero che riguarda la scomparsa di Trigger, il nuovo gattino di Mary Anne, per cui lei stravede. Ad accompagnare questo evento vi è poi il fatto che la protagonista avverte che Logan sembra distante in questo periodo, e alla fine il ragazzo le confessa di essere sotto pressione per colpa dell'allenatore, che minaccia di sbatterlo fuori dalla squadra. I due quindi decidono di cercare di essere più sinceri l'uno con l'altra.

     
 Sopra: A sinistra la copertina italiana del 1999, poi una ristampa inglese recente (del 2014) e a destra delle edizioni americana del 1991. Nella copertina italiana Logan qui sembra aver cambiato look e il ragazzo rappresentato ha i capelli evidentemente più chiari rispetto a quello che compariva nel precedente libro.
 
41 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne rivuole la sua libertà" di Ann M. Martin, con 155 pagine, edito nel 2002 dalla Mondadori Editore (costo di 4,60 euro. Titolo originale: "Mary Anne vs Logan", 1992).
Mary Anne, una delle componenti dell'efficientissimo Club delle baby-sitter, è in crisi con il suo ragazzo e cerca di capire se non sia meglio ritornare libera e sola.
In questo volume, un po' più avanzato rispetto ai precedenti i genitori di Dawn e Mary Anne si sono spostai e ora vivono tutti assieme: "Mi chiamo Mary Anne Spier, ho i capelli castani gli occhi marroni e non sono molto alta. Abito in una vecchia casa (molto vecchia) con Dawn, sua madre e mio padre. Io e Dawn siamo amiche da molto prima di diventare sorelle. Dopo he i nostri genitori si sono sposati, io, papà e il nostro gattino Trigger ci siamo trasferiti da Dawn perché la sua casa è più grande di quanto non fosse la nostra."
Marie Anne ci informa quasi subito della situazione con Logan, il suo ragazzo: "Ho un ragazzo che si chiama Logan Bruno e questa è una cosa abbastanza strana, prima di tutto perché sono molto timida (penso di essere la studentessa di terza media più timida della nostra scuola, oa Stoneybrook Middle School) e poi perché da un po' di tempo a questa parte io e Logan non andiamo più molto d'accordo come una volta e spesso discutiamo un po' troppo animatamente. [...] Ho capito che io e Logan non sempre ci fidiamo l'uno dell'altra. E ho capito anche che in caso di emergenza non posso sempre contare su di lui. Logan infatti non c'era quando io ne avevo più bisogno." In altri casi poi Mary Anne spiega che Logan, di fronte a momenti per lei difficili, si è dimostrato freddo e distaccato e ultimamente le dà l'impressione si essere diventato un po' prepotente.
In effetti Logan non si comporta proprio benissimo con Mary Anne: ad esempio mentre la ragazza sta andando a un appuntamento come baby sitter lui la chiama e le chiede, quasi pretendendo, che non vada all'appuntamento di lavoro (facendosi sostituire dalla sorellastra) perché a lui è venuta voglia di andare al cinema. Quando lei rifiuta perché comunque aveva già preso un impegno e non sarebbe giusto disdirlo all'improvviso per andare a divertirsi, lui la richiama altre tre volte, a casa dei signori dove fa la baby-sitter e alla fine riesce a ottenere da lei un appuntamento per la sera dopo.
Altre volte invece Logan si presenta a casa della ragazza senza avvisare, decidendo di portala in un posto o in un altro. Diciamo che il maggior difetto di Logan è il non avvisare mai e organizzare sempre tutto sul momento, dando per scontato che Mary Anne sia sempre libera e disponibile. Inoltre, quando sono assieme, Logan sembra non prestare veramente attenzione alla sua ragazza, non prestando attenzione ai suoi stati d'animo (ad esempio durante una giornata in cui erano andati a pattinare sul ghiaccio non si era minimamente accorto che Mary Anne stava congelando e quando glielo dice lui sminuisce la cosa, chiedendo come sia possibile).
Come spiega la ragazza a un'amica: "Tra me e Logan ultimamente c'è qualcosa che non va. Io non sono... non sono sempre felice con lui. Mi sembra che voglia disporre della mia vita. Mi sento come se non fossi più Mary Anne, almeno non del tutto. Logan si è preso una parte di me."
Per cui Mary Anne decide di chiedere a Logan un così detta "pausa di riflessione", cioè un periodo senza vedersi, per capire se poi continuare a stare assieme.
Nel frattempo Mary Anne è piuttosto occupata con la famiglia Prezioso, che hanno una figlia di nome Jenny e la signora è incinta di un altro bambino. Il marito ha pure richiesto tre baby-sitter per preparare una festa per la moglie, compito insolito, ma visto che la faccenda sembrava divertente Mary Anne, Claudia e Stacey hanno accettato.
Aiuteranno pure Jenny, ad accettare l'arrivo del fratellino, visto che la bambina non è molto entusiasta dell'idea, come lei stessa spiega: "Sono abituata ad avere la mamma e il papà tutti per me. Adesso non sarò più così importante. Ci sarà il bambino, e anche lui sarà importante."
Interessante come storia in quanto parla della fine di una relazione, la quale termina proprio per volere della ragazza, che sente di non essere più in sintonia con Logan, che lui cerchi di controllarla, mentre per quest'ultimo tutto va bene.

 
 Sopra: A sinistra la copertina italiana del 2002 e a destra un'edizione americana del 1996. In questa copertina anche Mary Anne sembra aver subito un certo cambio di look, con i capelli schiariti e l'assenza degli occhiali (i capelli di Logan in compenso sono diventati ancora più chiari, passando dall'essere neri a biondi).
 
46 - "IL CLUB DELLE BABY-SITTER: Mary Anne soffre di nostalgia" di Ann M. Martin, con 155 pagine, edito nel 2002 dalla Mondadori Editore (costo di . Titolo originale: "Mary Anne misses Logan", 19).
Quando Mary Anne ha lasciato Logan si è sentita più libera ed è stata felice di avere più tempo da dedicare agli amici. Ma Logan comunque le manca, come spiega lei stessa: "Logan mi mancava. Avevo nostalgia di lui già da qualche tempo, e questo mi faceva soffrire. [...] Sono Mary Anne Spier, e Logan Bruno è il mio ragazzo. O meglio, lo era
Un po' di tempo fa gli ho detto che avevo bisogno di riflettere sul nostro rapporto e , prima ancora di rendermene conto, avevamo rotto."
Quando a scuola si trova a dovere far insieme a lui una ricerca sul loro autore preferito, Megan Rinehart (ho controllato, perché di solito nei libri delle baby-sitter si citano libri o autori reali, ma è questa e un'autrice inventata), inizialmente Mary Anne non è molto contenta, anche se poi cambia idea. Ma le cose non vanno benissimo, perché la ragazza che Mary Anne più detesta in tutta la scuola, Cokie Mason, si invaghisce di Logan e tra loro nasce una storia. Cokie si fa addirittura spostare appositamente dal suo gruppo a quello di Mary Anne e Logan per poter stare assieme a quest'ultimo, accampando al professore la scusa Rinehart è la sua autrice preferita, quando in realtà non conosce neppure un suo libro.
Il club delle baby-sitter invece è alle prese con i tre figli dei Korman: Bill, nove anni, Melody, di sette e Skylar di un anno e mezzo, i quali si sono inventati che in casa esistono un sacco di mostri (il Mostro del Toilette, quello del forno, quello del letto, ecc..), il problema è che quello che inizia come un gioco poi sembra essere preso seriamente dai bambini: "Non saprei dire se abbiano veramente paura o se per loro si tratti semplicemente dii un gioco. Forse è una combinazione delle due cose, come hai detto tu, Mary Anne. Ad ogni modo, ragazze, guardatevi dal Mostro della Toilette. Altrimenti la situazione potrebbe sfuggire di mano."
In questa storia Mary Anne sente nostalgia del suo ex ragazzo, nonostante sia stata proprio lei a lasciarlo, dopo numerose riflessioni accompagnati da ancora più numerosi pianti, dopo che lui le aveva fatto un bella sorpresa per San Valentino: l'aveva invitata a cena al lume di candela a casa sua e le aveva regalato dei fiori, dei cioccolatini e un braccialetto con dei cuori. In questo caso Mary Anne incarna proprio il fatto che a volte noi donne non siamo mai contente e ci facciamo sempre mille problemi.
La nostalgia si acuisce, aggiungendosi anche alla gelosia, quando Logan inizia ad uscire sempre più spesso con Cokie, andando a divertirsi, ma mettendo un po' da parte la ricerca affidata, tanto che che Mary Anne e Pete sono convinti che lui non l'abbia svolta, esattamente come Cokie. Invece Logan è riuscito comunque a finire la ricerca, sebbene a fatica e alla fine, prima della consegna, contatta Mary Anne e poi Pete per coordinarsi con loro alla presentazione, presentazione che faranno di fronte a vari scrittori che la scuola ha invitato, tra cui Megan Rinehart. 
Storia carina, in cui Mary Anne e Logan hanno effettivamente riflettono, come avrebbero dovuto fare durante la pausa di riflessione del numero quaranta, sulla loro relazione e sui loro sentimenti: così Mary Anne ha capito di essere veramente innamorata di Logan e che gli manca, mentre Logan ha riconosciuto di non essersi comportato bene durante la ricerca e di cercare di essere meno impositivo nei confronti della ragazza e di ricordarsi di chiedere la sua opinione, dall'altra parte Mary Anne cercherà di fare rispettare di più la sua opinione e di essere meno insicura, senza lasciare che l'altro prenda il sopravvento.
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina italiana del 1999 e a destra quella dell'edizione americana del 1996, in cui non si capisce esattamente cosa stanno facendo i personaggi in foto e cosa c'entra col titolo del libro.

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