Visualizzazione post con etichetta 2011. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2011. Mostra tutti i post

venerdì 28 giugno 2024

Storie da leggere con la luce accesa di Chris Priestley

"Storie da leggere con la luce accesa" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts è il terzo (e in Italia ultimo) volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonisti Robert, che per la prima volta prende il treno da solo, peccato che all'entrata di una galleria il treno abbia un guasto e si fermi, intanto una donna inizia a raccontare delle storie a Robert per passare il tempo.

Sopra: La copertina presenta dei disegni e delle decorazione in bianco e nero, con i due fratelli protagonisti ritratti al centro, mentre in alto spicca il titolo, sopra un sfondo di colore azzurrino.

È la prima volta che Robert prende il treno da solo, è felice e molto emozionato. Finalmente ha l'occasione di allontanarsi dalla sua matrigna, che proprio non sopporta: ora la sua vita può ricominciare, in una nuova scuola. Alla stazione però, la matrigna ha una visione: vede un bacio, un tunnel, e un tremendo pericolo in agguato.
"<<Oh!>>, disse guardandomi con espressione delirante e occhi spiritati. <<Ma io ho appena avuto una terribile premonizione>>.
E' giunto il momento di parlare della convinzione della mia matrigna di avere una speciale inclinazione per questo genere di cose.
<<Stava sognando>>,dissi, sorridendo a un uomo che guardava la mia matrigna come se fosse uscita da un manicomio.
<<Ma caro, ho la netta sensazione che tu sia in pericolo, un pericolo mortale>>, disse lei continuando a fissarmi in moso indecoroso.
<<Non capisco di cosa stia parlando, madame>>, mormorai.
<<Vorrei che non mi chiamassi in quel modo>> disse portandosi le dita alle tempie.
Ero perfettamente consapevole che le dispiacesse, ma per nessuna ragione al mondo l'avrei chiamata "madre", come lei sperava.
<<A quale pericolo si riferisce?>> chiesi di nuovo.
<<Non saprei>>, disse. <<Vedo... vedo un bacio>>.
<<Un bacio??>> dissi ridendo. <<Non sembra così pericoloso. Almeno non mortalmente. A meno che io non decida di baciare un coccodrillo>>.
<<Un bacio>> ripeté. <<E una galleria, una lunga, oscura, orribile galleria...>>
Robert non se ne preoccupa affatto, sa che è una donna impressionabile e sciocca. Decide lo stesso di salire sul treno, come programmato, ma poco dopo l'inizio del viaggio, all'entrata di una galleria, il treno ha un guasto e si ferma. Tutto si fa buio, gli altri passeggeri sembrano come addormentati. Eccetto una misteriosa donna vestita di bianco, che per ingannare l'attesa comincia a raccontare a Robert una storia, poi un'altra, poi un'altra ancora. 
Le storie narrate si intitolano: "La serra", "L'isola", "La nuova governante", "Il piccolo popolo", "La pietra gobba", "Gerald", "Suor veronica", "Il ragazzo dei sussurri", "La crepa nel muro".
Storie macabre e terrificanti. Storie che lo lasciano senza fiato. Intanto il treno non riparte, e il tempo sembra essersi quasi fermato. Finché un dubbio si fa strada nella mente di Robert: chi è davvero quella donna? Ed è allora che comincia ad avere davvero paura...

Sopra: Le pagine che segnano l'inizio del terzo capitolo, notate come all'inizio del capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento o un personaggio (a volte anche due), di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, anche se forse un po' meno rispetto a quelle del precedente volume, che conteneva immagini più esplicite, con cadaveri e scheletri che facevano bella mostra di sé. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi tondi/ovali e questa volta piuttosto piccoli (in certi casi essi sono solo dei puntini), corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lunghi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale.  

 
 
 
 Sopra: In alto  In centro e in basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (al centro) e "Il vascello nero" (in basso). In basso a destra una pagina che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno.

"Storie da leggere con la luce accesa" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore, così come le altre precedentemente scritte dall'autore, oltre che graficamente molto curata, grazie alle inquietanti ma raffinate illustrazioni di David Roberts. 
Questa volta il protagonista della cornice narrativa che funge da filo conduttore per i racconti è Robert, un ragazzino estremamente razionale, il quale sottovaluta le visioni della sua matrigna, che lo aveva messo in guardia da non prendere quel treno, a seguito di alcune visioni avute che preannunciavano un pericolo.
Sul treno egli incontra alcune persone, tra cui una donna dai capelli rossi vestita completamente di bianco, la quale inizia a narrargli alcune storie di paura per passare il tempo mentre aspettano che il treno, fermo in una galleria per un guasto, riparta.
Le storie sono tutte molto inquietanti e, come tutte le storie di paura che si rispettino, non finiscono mai con un lieto fine per i protagonisti, in quanto il finale implica sempre una sorpresa in sfavore del protagonista.
Tra i miei racconti preferiti ci sono: "L'isola", che in realtà è un cumulo di terra che sporge in mezzo a un campo di grano e che cela i resti di una mostruosa e pericolosa creatura, infilzata da una lancia, peccato che uno dei fratelli abbia la brillante idea di estrarre l'oggetto dai resti; "Suor Veronica" che vede per protagonista una suora che maltratta le sue alunne per troppo zelo religioso, tanto da aver causato il suicidio di una di loro, ma non sa che le ragazze hanno progettato un piano terribile per vendicare la loro amica... un piano che vede la suora legata a una colonna, con la bocca aperta e un paio di grosse pinze. Tra l'altro questa è l'unica storia in cui una delle vittime non sia un minore ma un adulto, e in cui l'aggressore non sia un mostro o un evento soprannaturale ma delle bambine.
Interessante ache quello "Il piccolo popolo", in cui Penelope non riesce a sopportare la nuova moglie del padre e sua figlia, Laura, che scopre essere in contatto con il piccolo popolo, piccole creature alate che Penelope definisce "fate". Peccato che queste creature siano ben diverse da quelle che si trovano nei libri illustrati per bambini, oltre ad essere ben più pericolose.
Anche in questo caso i personaggi dei racconti di Priestley sono figure bianche e nere, con luci e ombre, infatti molti dei protagonisti della raccolta, sebbene meno cattivi rispetto a quelli di "Le terrificanti storie del vascello Nero", non sono dei santi, ma tutti presentano qualche difetto caratteriale: Penelope è una bambina abbastanza egoista, che prende in antipatia la sorellastra e la matrigna semplicemente perchè le hanno portato via le attenzioni del padre, e nei confronti di Laura poi inizia a sviluppare una forte gelosia e un desiderio di vendetta per il fatto che lei riesce a vedere le fate; Amelia Spenser, in "La nuova governante", è una persona fredda e rigida, con repentini cambi d'umore, che vede i bambini che le sono affidati come degli esseri da mettere in riga e da cui farsi ubbidire; Davy in "La pietra gobba" odia essersi dovuto trasferire ad ovest della Scozia, così decide di rubare alcune offerte poste sotto a un grosso monolito; suor Veronica picchia le bambine per la sua smania religiosa; Roland in "Il ragazzo dei sussurri" ama spadroneggiare su altri bambini di origini più comuni per sentirsi superiore...
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, piuttosto paurosi e inquietanti, capaci di tenere il lettore col fiato sospeso per tutto il tempo. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato. Essa inoltre è interessante perchè il lettore non ha idea di dove andrà a parare: si aspetta che il protagonista possa fare una brutta fine, ma magari potrebbe anche salvarsi. Essa contiene poi anche dei riferimenti allo zio Montague, il raccontastorie del primo volume, il quale è stato il preside di una scuola in cui il nonno di Robert era studente, e in cui capitò un terribile incidente (se così si può chiamare).
Un volume che consiglio a partire dai 10/11 anni, dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabili, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti solitamente non finiscono bene, a meno che non siano loro gli aguzzini.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2009 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Tunnel's Mouth". È stato poi edito in italiano nel 2011 dalla Newton Compton Editori, è dotato di una copertina rigida con sovracopertina, ha 213 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il terzo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 giugno 2024

Le terrificanti storie di zio Montague di Chris Priestley

"Le terrificanti storie di zio Montague" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts è il primo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonista Edgar, un bambino che si reca spesso da un signore che lui chiama Zio Montague, che vive solo in una grande casa piena di oggetti strani, per sentirne le terrificanti storie.


Sopra: La copertina presenta un disegno in bianco e nero tratto dal racconto "La potatura invernale".

Il signor Montague vive da solo in una grande casa piena di oggetti bizzarri e soprammobili di ogni sorta. Il piccolo Edgar attraversa spesso l’oscuro bosco che separa la sua casa da quella dello zio per andarlo a trovare, e rimane ogni volta incantato dalle terrificanti storie che il vecchio gli racconta. 
"La casa di zio Montague si trovava al di là di un piccolo bosco. Per raggiungerla occorreva percorrere un sentiero che si snodava tra gli alberi come un serpente nascosto nella macchia e, sebbene il sentiero fosse abbastzna breve e ilbosco per nulla esteso, ogni volta quel tratto di strada si rivelava più lungo di quanto mi aspettassi.
Avevo preso l'abitudine di andare a fare visita a mio zio durante le vacanze. Ero figlio unico ei miei genitori non erano a loro agio con dei bambini tra i piedi. [...]
<< E' un tipo strambo>> disse un giorno mio padre a colazione.
<<Chi?>> chiese mia madre.
<<Zio Montague>>, rispose.
<<Già>> convenne. <<Proprio stranmo. Edgar, cpsa fate tutto il pomeriggio quando vai a trovarlo?>>
<<Mi racconta delle storie>>, dissi.
<<Buon Dio>> esclamò mio padre. <<Storie, eh? Una volta ne ha raccontata una anche a me>>.
<<Quale, papà?>> domandai traboccante d'attesa. Mio padre si accigliò e guardò il piatto.
<<No>>, disse. <<L'ho dimenticata>>."
Ne conosce proprio tante, in effetti, una più spaventosa dell’altra, e tutte sembrano tornargli in mente quando vede o tocca uno degli stravaganti ninnoli che arredano la sua casa. Ma Edgar sente che quelle storie non possono essere solo frutto della fantasia e si domanda se non nascondano una verità più sinistra e inquietante. 
Le storie narrate dallo zio Montague sono queste: "Non salire", "La non-porta", "La scultura del demone", "Le offerte", "La potatura invernale", "La cornice dorata", "Il jinn", "Una storia di fantasmi", "Il sentiero", "Zio Montague".
Chi è davvero lo zio Montague? E chi sono quegli strani bambini che cercano di entrare nella sua grande casa? In una caleidoscopica collezione di brevi racconti del brivido che si inseriscono in una trama più ampia, altrettanto paurosa, Priestley ci regala una perla nel panorama degli horror tales.

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, anche se mai troppo esplicite. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lughi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale. 

 

 
Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (sinistra) e "Il vascello nero" (destra).

"Le terrificanti storie di zio Montague" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore e, anche se qualcuno non finisce male, quasi tutte contengono comunque una certa dose di violenza.
Ecco una scena tratta dal racconto "Le offerte":  "Su una lunga asse di legno sostenuta alle estremità da due vasi di terracotta capovolti, c'era una costellazione di creature straordinarie.
Alla prima, indistinta occhiata, la signora Sackville vide scarafaggi, vermi, un ranocchio o forse un rospo, grilli, mosche, farfalle, un topo e vari uccelli, uno dei quali si stava ancora contorcendo in maniera spaventosa. Erano tutti infilzati e inchiodato all'asse e, a giudicare dall'uccello in preda agli spasmi, erano ancora vivi quando Robert ce li aveva fissati."
Oppure questa descrizione tratta dal racconto "Il sentiero": "Il forestiero si muoveva molto più velocemente di quanto avesse immaginato Matthew osservandolo da lontano. In realtà correva e si arrampicava a una velocità forsennata, cosa che spiegava gli stravaganti movimenti del suo corpo.
Il suo braccio sinistro era senz' altro rotto; in più d'un punto, suppose Matthew. La mano sinistra era appena riconoscibile in quanto tale e sembrava che fosse stata battuta da un maniscalco. Anche la sua gamba sinistra era chiaramente spezzata e si agitava e si dimenava in modo ripugnante a ogni passo. Aveva i vestiti laceri e zuppi di sangue.
I capelli, che gli erano sembrati semplicemente bagnati, erano incrostati di sangue coagulato e sembrava fosse stato scotennato da uno di quei selvaggi americani di cui Matthew aveva sentito parlare nei racconti del nonno.Ma era stata la sua faccia a lasciare Matthew senza fiato per lo spavento.
I lineamenti erano totalmente cancellati e sembrava uscito da un mattatoio o da un incubo. Una parte del coso era una rivoltante massa di cartilagine e carne dilaniata, come la carcassa di una pecora martoriata dalle cornacchie. Dall'altra parte c'era un occhio sgranato e imperturbabile."
D'altronde anche gli stessi bambini protagonisti dei vari racconti non sono proprio dei santi, sono personaggi sfaccettati con le loro luci e le loro ombre, ma quasi nessuno è un santo: Jospeh in ""Non salire" si dimostra testardo nel voler fare qualcosa, per sfida, che gli era stato caldamente suggerito di non fare (scalare l'olmo); Harriet, in "La non porta" è una truffatrice, che assieme alla sua complice fingono di fare delle sedute spiritiche per derubare gli ospiti che partecipano a tali sedute; Thomas in "La statua del demone" si impossessa della statua rubandola, dopo che il proprietario si era rifiutato più volte di venderla al padre; Robert in "Le offerte" si lascia facilmente influenzare da un demone fino a compiere degli atti di violenza contro gli animali; Simon in "La potatura invernale" entra in casa di una vecchia per derubarla; Francis in "Il Jiin" a scuola ha picchiato pesantemente un ragazzo che lo prendeva in giro rischiando di fargli perdere la vista ad un occhio, senza pentirsi del gesto, ma anzi sentendosi orgoglioso ...
Lo stesso zio Montague si scoprirà essere stato non proprio una brava e buona persona, sebbene riuscisse a nasconderlo piuttosto bene, dietro la maschera di premuroso insegnante e preside, e si è macchiato di grosse colpe... ma questa sarà una storia che vi racconterà lui stesso.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Non salire", in cui Joseph decide di salire su un gigantesco olmo, nonostante sulla corteccia sia stata incisa, più volte, la scritta "Non salire" e nonostante anche un contadino gli intimi di non salire perchè "Gli olmi odiano gli uomini e aspettano"; "Le offerte", in cui Robert si annoia tremendamente nella nuova e grande casa in cui si sono trasferiti, almeno fin quando non incontra un nuovo e strano amico; "Il sentiero", in cui Matthew decide di mettersi in cammino seguendo un sentiero di montagna per andare via dal suo villaggio, per imbarcarsi, ma durante il tragitto egli nota uno strano individuo che lo sta seguendo e cerca di raggiungerlo.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato, con Edgar che parla con lo zio commentando la fine di ogni racconto e osservando l'oggetto ad esso legato. La casa dello zio Montague è infatti piena di oggetti strani, a ognuno dei quali però è legata una storia che l'uomo andrà poi a raccontare al nipote. Ma come fa lo zio a conoscere queste storie visto che lui afferma di non essersele inventate ma che siano stati i protagonisti dei suoi racconti a narrargliele? Un mistero che terrà il lettore col fiato sospeso fino alla fine, un finale inaspettato quanto interessante.
Un volume che consiglio a partire dai 10/11 anni (la casa editrice lo consiglia anche dai 12), dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabile, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene. Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2007 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Uncle Montague's Tales of Terror". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, mentre l'edizione in copertina flessibile è stata pubblicata nel 2011. Quest'ultima edizione ha 180 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 6,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 10 giugno 2024

EVELYN STARR: Il diario delle due lune di Luca Azzolini e Francesco Falcone

"EVELYN STARR: Il diario delle due lune" scritto da Luca Azzolini (autore anche di um'altra saga fantasy che avevo già letto: "Nelle terre di Aurion") e Francesco Falcone, illustrato da Silvia Bigolin, è un romanzo fantasy che vede come protagonista la giovane Evelyn Starr, l'ultima discendente della stirpe dei Guardiani delle Nebbie, i quali custodiscono l'accesso a un luogo magico: il Regno Grigio (anche detto Mullagh Maath).

Sopra: Sulla copertina sui toni del blu e dell'azzurro vediamo nel lato sinistro proprio la protagonista, con i suoi lunghi capelli neri.

Evelyn Starr ha tredici anni, vive a Ithil Runa con la madre Meb e la bisnonna Geraldine e divide il suo tempo tra la scuola, le lezioni di danza e le amiche, come Arrwyn: "Quel giorno Arrwyn era davvero uno spettacolo per gli occhi. Indossava scarpe rosse con il doppio strappo, pantaloni di flanella marrone, camicetta azzurra e un impermeabile lungo fino al ginocchio di un improbabile verde pastello. Sull'insieme, ovviamente, spiccava l'immancabile tracolla lilla. Tutto in perfetto stile Arrwyn: uno stile confusionario e per nulla alla moda che Evelyn adorava per la sua imprevedibilità. Un'accozzaglia di colori che la metteva sempre di buon umore."
La sua famiglia però nasconde un segreto: appartiene alla stirpe dei Guardiani delle Nebbie e custodisce l'accesso a un luogo magico, perennemente avvolto dalla nebbia. È il Regno Grigio, dove si aggirano esseri fatati e animali parlanti che cambiano forma dall'alba al tramonto. Evelyn ancora non lo sa, ma è proprio lei l'ultima erede dei Guardiani, l'unica che possa impedire l'avanzata dei Senzastelle e della loro oscura Regina. Insieme al suo nuovo amico Zak, un ragazzo lupo che non ricorda il proprio passato, e all'eccentrico furetto Stillygan, Evelyn affronterà il viaggio più avventuroso della sua vita: oltre i confini della Città Proibita, dentro la Montagna Cava, nel cuore del Palazzo di Ghiaccio, per sconfiggere il crudele Signore delle Nebbie...

Sopra: A sinistra una pagina che segna l'inizio del secondo capitolo, mentre a destra un'illustrazione contenuta proprio nel secondo capitolo, che mostra

La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Silvia Bigolin, le quali sono molto graziose, curate e ricche di dettagli, sicuramente capaci di farsi apprezzare dalle ragazze (e ragazzi) di 9/12 anni a cui il libro è indirizzato.
I disegni rappresentano scene descritte nei testi e sono utili ai lettori perchè permetteono di alleggerire un po' la lettura, ma soprattutto perchè permettono loro di poter vedere effettivamente com'è l'aspetto dei vari personaggi (tra cui la protagonista, che comunque compare anche in copertina, Zak e il furetto Stillygan), ma anche degli ambienti. 
Vi sono abbastanza spesso infatti disegni che ritraggono scene viste da una prospettiva abbastanza ampia, in cui i personaggi appaiono un po' piccoli, ma che permette di vedere bene gran parte dell'ambiente circostante, il quale è molto ricco di dettagli e particolari, mentre i visi dei personaggi sembrano meno curati visti da lontano.
Le illustrazioni possono essere sia a pagina intera che a doppia pagina, peccato che le immagini siano in bianco e nero, visto che probabilmente avrebbero reso maggiormente a colori (io me le immagino con delle tinte piuttosto brillanti e accese).


 
Sopra: Alcune illustrazioni opera di Silvia Bigolin, di cui quella in alto a doppia pagina e le altre in basso a pagina intera. In tutte le immagini compare la protagonista, Evelyn , anche se abbastanza piccola rispetto alla pagina, in compenso si vedono piuttosto bene gli ambienti circostanti, molto dettagliati.
 
"EVELYN STARR: Il diario delle due lune" scritto da Luca Azzolini e Francesco Falcone è un romanzo fantasy scorrevole e piacevole, non troppo impegnativo.
Evelyn ha una vita normale, nonostante il padre sia scomparso alcuni anni prima, caduto dal Salto, un burrone circondato dalle nebbie: cerca di cavarsela a scuola, frequenta lezioni di danza hip hop anche se è un po' imbranata, si frequenta con la sua amica, e prova un certo interesse per un ragazzo misterioso. Il ragazzo in questione, più grande di lei, è Zack Connor: "Anfibi neri coperti di fango. Jeans strappati. Una cintura di pelle nera. Una maglietta blu scuro, sporca e sdrucita, macchiata d'erba e polvere, incollata al petto. Capelli neri ribelli lunghi fino alle spalle. Occhi dello stesso colore. Un volto sbarazzino dalla mascella squadrata che si muoveva ritmicamente masticando un chewing-gum."
La parte fantasy in realtà comincia abbastanza in là nella storia, dopo circa un centinaio di pagine, cosa abbastanza insolita per un libro per ragazzi/e, i quali di solito cercano di partire abbastanza presto nell'affrontare la parte fantastica e soprannaturale della storia.
Gli autori invece si prendono il loro tempo, probabilmente per permettere ai lettori di conoscere bene la protagonista e la sua vita, la scuola, i suoi amici, le sue passioni...
Alcune parti in effetti sono importanti per comprendere il personaggio di Evelyn, nonché il rapporto che ha con la sua migliore amica e con Zack, personaggio che poi si rivelerà importante perché partirà anche lui assieme alla ragazza nel Regno Grigio. Alcune parti invece sono un po' più lente e meno essenziali, e tendono un po' a rallentare lo sviluppo effettivo della storia.
Sarà infatti solo dopo una serie di eventi (alcune lezioni a scuola, qualche compito per casa, le lezioni di danza, qualche confronto con Zack e con Tiffany, la snob della classe, la convocazione ad un saggio di danza e una litigata con la sua amica) che Evelyn sentirà alcuni discorsi tra sua madre e la bisnonna riguardo Mullagh Maath, al Patto d'Argento, a Liam O'Kinley, ai Guardiani ... per poi ritrovarsi in un mondo avvolto nella nebbia, in cui non sembra esserci in giro nessun altro a parte lei e il suo furetto. Fortunatamente poco dopo incontra anche Zack, che la difende da alcuni mostri fatti di nebbia: le Serpibrume.
Una storia carina, con dei protagonisti apprezzabili anche se non eccezionali. Evelyn è una ragazza solare, coraggiosa anche se un po' imbranata e parecchio testarda, a cui piace la letteratura, la danza e non molto le scienze o la chimica. Quando si sveglia e a casa e in città non vede più nessuno ne rimane abbastanza sconvolta, e le ci vorrà un po' per abituarsi al Mondo Grigio, dove scopre di avere il potere della psicometria, che le permette di vedere il passato degli oggetti. Sorvolerò sul fatto che inizialmente a Evelyn serviranno tre tentativi per comprendere la pronuncia esatta del nome, cosa che dovrebbe risultare simpatica al lettore ma che secondo me risulta solo noiosa, e fa apparire la protagonista un po' dura di comprendonio. 
"Ma dicevo: ognuno di noi ha un potere speciale. E da quanto ho potuto capire, il tuo è senza dubbio quello della psicometria.
-Cosa c'entra adesso la psicologia!?
Stylligan si poso una zampa sugli occhi. - Per tutti i Bardi frastornati! Ho detto psicometria! - ruggì.
- ... Psico... cosa? Dammi pure dell'ignorante, ma non ho la più pallida idea di cosa sia!".
Stylligan nel mondo normale è il furetto domestico di Evelyn, mentre nel Mondo Grigio è un muta forma, peccato che lo faccia a distanza di tempo senza saper però controllare il suo potere, per cui i suoi mutamenti d'aspetto sono casuali (e il motivo per cui non riesce a controllarli non verrà mai spiegato). Esso inoltre è il classico personaggio che dovrebbe risultare simpatico essendo irritante. Quel personaggio petulante, borioso, vanitoso, che si dà tante arie e tanta importanza, che accusa continuamente gli altri (soprattutto Evelyn) di essere degli ignoranti, e che sbaglia sempre il nome della protagonista. Ad un certo punto comunque dovrà lasciare gli altri due perché a causa delle sue dimensioni non riuscirà ad entrare nel palazzo del nemico.
Vi è poi Zack, il personaggio più serio del trio, e quello dal passato misterioso, ha perso la memoria ed è cresciuto in un orfanotrofio di Ithil Runa, senza saper che fine avessero fatto i suoi genitori. Suscita subito l'interesse della protagonista, anche se non andranno sempre d'accordo, sebbene le sarà d'aiuto mentre si trovano nel Regno Grigio, cercando di proteggerla, sebbene anche lui si ricordi poco di quel posto. Lui e la protagonista finiscono abbastanza spesso per bisticciare, anche se mi ha abbastanza sorpreso come ad un certo punto, dopo che hanno rischiato di cadere in un baratro nel palazzo delle Nebbie, lui le faccia notare come la stia aiutando in modo disinteressato, come stia rischiando molto solo per lei e le chieda in cambio un bacio. Vi riporto la scena: 
"- No, Eve, sono arrabbiato. Perché io sono disposto ad aiutarti in questa missione - rispose lui, improvvisamente serio. - Lo faccio per te. Non devo salvare la mia di famiglia né aspiro a diventare l'eroe del Mullagh Maath. Hai visto anche tu quali creature sono al servizio del Signore delle Nebbie. Il gioco non vale la candela. Lo sto facendo solo per te.
Quelle parole colpirono Evelyn come una secchiata di acqua gelida. Zack aveva ragione, fin dall'inizio l'aveva aiutata in modo incondizionato e lei non aveva sprecato nemmeno una parola di ringraziamento. Chinò la testa.
- Ok. Sì, hai ragione. Ti chiedo scusa.
- Le scuse non bastano...
- E allora cosa vuoi? - chiese lei, sconcertata.
- Mi merito un bacio.
Evelyn alzò il capo, arrossendo all'istante. - Cosa?
- Hai sentito benissimo.
- Un bacio?
- Sì, hai capito alla perfezione - ripeté lui fissandola dritta negli occhi. - Non me lo merito forse?
- Questo è uno sporco ricatto - s'indignó Evelyn.
- Sì, lo è. Ma sono le mie condizioni, perché sono io l'offeso. A te la scelta - concluse incrociando le braccia e guardando altrove."
Boh, alcuni eventi sembrano accadere un po' all'improvviso, come il litigio tra Evelyn e la sua migliore amica, che la accusa di pensare solo a se stessa, litigio che non porterà a nulla perché avviene subito prima che Evelyn attraversi il ponte, e quando torna casa l'altra sembra essersi scordata tutto, come se nulla fosse accaduto.
Sebbene la storia si focalizzi su Evelyn e il suo gruppo di amici in realtà il narratore ci presenta le situazioni anche di altri personaggi come il padre di Evelyn, Sefra, intrappolato nelle prigioni del nemico, o il Signore delle Nebbie, nel suo palazzo, mentre dà ordini e maltratta i suoi sottoposti come un classico antagonista qualsiasi, cercando di elaborare piano per catturare la protagonista e dando ordini ai suoi sottoposti, lamentandosi di loro, di quanto siano incapaci e punendoli quando la missione non riesce.
È il classico viaggio che l'eroina deve compiere per salvare, in questo caso, i suoi familiari e con essi anche il mondo magico, sconfiggendo il nemico che per anni ha tenuto in scacco il regno. La storia come dicevo inizia con calma e si prende il tempo di presentare prima la protagonista e il suo mondo, la sua vita e i suoi amici. Dopodiché Evelyn si troverà catapultata nell'avventura abbastanza all'improvviso, senza aver ricevuto un'adeguata spiegazione e preparazione. In effetti la sua missione è quella di liberare i genitori e la nonna dal Signore delle Nebbie, anche se in realtà si mette in viaggio senza un reale piano e senza sapere di preciso come fare per liberarli.
Carina la questione della trasformazione all'interno del Mullagh Maath, cioè il fatto che quando un creatura attraversa il Salto entrando nel mondo magico il suo aspetto, e il suo abbigliamento, mutino per accordarsi al luogo in cui si trovano. Evelyn ad esempio si ritrova ad avere occhi azzurro intenso e dei lunghi e lisci capelli nero corvino, anziché i suoi riccioli castani e i suoi occhi verdi.
Interessante anche la questione della città fatata nascosta dalle nebbie oltre un ponte che la divide dal mondo abitato dagli esseri umani e dagli Spenti (creature magiche private dei loro poteri per poter vivere assieme agli umani). Il finale presagisce un altro capitolo della saga, come infatti è, in cui Evelyn dovrà affrontare la regina dei Senzastelle, mentre nel frattempo si preoccupa di diventare una vera guardiana.
Un romanzo fantasy discreto (gli darei un 6/7 su 10), non troppo impegnativo per bambini/e dai 9 anni in sú, anche se con dei difetti: un inizio un po' lento, alcune parti un po' inutili, la missione campata un po' per aria (dove i personaggi decidono di intraprendere questo viaggio per salvare la famiglia di Evelyn senza però avere la minima idea di cosa faranno una volta arrivati sul posto, ed inizialmente non sanno neppure come trovarlo questo posto), antagonista abbastanza banale e stereotipato. Un libro leggero, che comprende anche una piccola storia d'amore, che si legge con tranquillità e che presenta alcune idee interessanti (tra cui appunto quella dei Guardiani che devono proteggere un regno magico), anche se non originalissime.

Questo libro è stato pubblicato nel 2011 dalle Edizioni PIEMME, ha 325 pagine, una copertina rigida, misura 20,8 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 17 euro.

Per chi fosse interessato a continuare la saga segnalo che esiste anche un seguito, del 2012, intitolato "EVELYN STARR: La regina dei Senzastelle": Il Natale è alle porte e Ithil Runa è coperta da un manto di neve. Dopo il suo primo viaggio nelle terre incantate del Mullagh Maat, la vita di Evelyn sembra tornata alla normalità tra la scuola, il saggio di danza e le uscite con gli amici. Ma, al di là dell'Arco d'Avorio, forze oscure tramano per preparare il ritorno di Murigen, la perfida Regina dei Senzastelle. Il 21 dicembre, durante la notte più lunga dell'anno, un'eclisse di luna oscurerà il cielo e, in quel preciso o istante, il Patto d'Argento sarà più debole. È l'occasione che Murigen stava aspettando da anni per oltrepassare l'Arco d'Avorio e riconquistare il suo regno. Evelyn sarà così costretta a tornare nel Mullagh Maat insieme all'amico Zak e al fidato Stillygan per recuperare il Gioiello della Luce. Ma un nuovo nemico, dal cuore nero come l'ombra, è pronto a mettersi sulla sua strada: il Principe dei Senzastelle, che nasconde un terribile segreto capace di far vacillare ogni certezza di Evelyn...

Sopra: La copertina del secondo (e ultimo da quanto mi risulta) titolo dedicato a Evelyn Starr, sui toni del viola, e dove al centro vediamo la protagonista, corcondata da ombre di lupo.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 22 aprile 2024

La squadra dell'impossibile: La notte di Dracula di Max Keller (Massimo Polidoro)

"La squadra dell'impossibile: La notte di Dracula" di Max Keller, alias di Massimo Polidoro (il cui nome compare sulla prima edizione del primo volume della saga) è il secondo volume di una trilogia chiamata appunto "LA SQUADRA DELL'IMPOSSIBILE" che vede in azione i membri di una squadra che si occupa di risolvere fatti inspiegabili che hanno a che fare solitamente con il soprannaturale. I protagonisti delle vicende sono in particolare Omero Leeds, riflessivo e curioso figlio di un poliziotto di Scotland Yard, e Amelia Fay, una ragazzina coraggiosa e furba.

 Sopra: Sulla copertina, dai toni sul rosso, vediamo i due protagonisti e alle loro spalle il conte Dracula.
 
A Londra gli echi della vicenda di Frankenstein non si sono ancora spenti che già nuovi, inquietanti avvenimenti stanno scuotendo l'opinione pubblica... In un caffè del centro qualcuno giura di aver visto un individuo passare davanti a uno specchio senza produrre alcuna immagine riflessa. Intanto nella campagna a sud della città si susseguono macabri ritrovamenti di animali senza più una goccia di sangue in corpo e con strane ferite sul collo. Nessuno sembra avere dubbi: è l'opera di un vampiro, forse proprio del conte Dracula in persona! Mentre l'isteria collettiva cresce, il sergente Leeds decide di rivolgersi all'infallibile Max Keller perché lo aiuti a risolvere il caso. Ma, ancora una volta, saranno Omero e gli altri membri della squadra dell'impossibile ad addentrarsi nelle nebbie del mistero per vederci più chiaro. Keller infatti accetta di aiutare il sergente e manda i ragazzi (Omero, Amalia e Rusty) nel paese in cui è avvenuto il fatto per verificare la faccenda e raccogliere informazioni, mentre Blacky raccoglie informazioni a Londra su cosa hanno visto veramente al caffè.
I ragazzi però finiranno per mettersi nei guai: Omero, Amelia e Rusty andranno a casa del presunto vampiro e Blacky si fa catturare da il Turco e la su banda di ragazzi di strada.
 
  Sopra: Queste pagine iniziali sono riservate alla presentazione dei personaggi che fanno parte della Squadra dell'impossibile, di cui a sinistra vediamo i due protagonisti.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero opera di Alfio Buscaglia che sono carine e molto piacevoli per il lettore da trovare nel corso della lettura, anche se non sono poi così numerose rispetto al numero di pagine presentati nel volume.
Soprattutto inizialmente i disegni sono inseriti in mezzo ai testi, mentre verso la parte finale del racconto ne troviamo anche di intere e a doppia pagina. Le immagini sono molto carine e graziose, con uno stile piuttosto ricco di dettagli, personaggi ed elementi caratterizzati da linee nette e ben definite e con ombreggiature molto scure e ben delineate, tanto che in effetti lo stile di Buscaglia ricorda quello con cui di solito si disegnano le tavole dei fumetti per adulti (tipo Dylan Dog, Tex ecc..).
Interessante che l'aspetto conferito al conte Dracula si basi su quello del vampiro Orlok, anche se ciò non è una casualità, protagonista film muto del 1922 "Nosferatu", il quale è liberatamente ispirato al romanzo di Stoker (gli eredi di Stoker accusarono pure il regista Friedrich Wilhelm Murnau per violazione dei diritti d'autore, vincendo la causa, così il regista dovette distruggere tutte le copie del film, sebbene una si salvò, arrivando fino ai giorni nostri).
Le illustrazioni servono a ritrarre le scene descritte nei testi, talvolta mostrando anche l'ambiente circostante, anche se la maggior parte delle immagini cerca di focalizzare l'attenzione sui personaggi, che risultano molto espressivi, ed i quali hanno all'inizio del libro pure una scheda di presentazione, con le loro immagini annesse.
In generale comunque l'intero libro internamente è graficamente piuttosto curato: le pagine di guardia e di controguardia hanno delle illustrazioni a colori, i capilettera di ogni capitolo sono decorati, i contorni delle pagine sono sempre contornati da una cornice decorativa, così come è decorato anche l'inizio di ogni nuova parte, che presenta oltre a una cornice anche una bobina e dei pezzi di pellicola.
 

 
 
 
 
  Sopra: Alcune illustrazioni dei testi, le prime inserite in mezzo ai testi mentre le ultime a pagina intera.
 
"La squadra dell'impossibile: La notte di Dracula" di Max Kelle, alias Massimo Polidoro, un autore che a quanto pare sembra proprio appassionato di misteri, a giudicare dalla sua bibliografia che ho trovato sul suo sito internet. Come spiega Massimo Polidoro nell'introduzione del libro, il suo lavoro: "Consiste nell'indagare sull'autenticità dei presunti fenomeni paranormali di cui vengono a conoscenza.", e uno dei casi in cui si è imbattuto è stato proprio quello narrato da lui in questo libro, che è riuscito a ricostruire grazie a una serie di documenti risalenti alla fine dell'Ottocento, lasciatigli da un certo M.K..
La storia narrata è avvincente e scorrevole (anche grazie ai numerosi ma brevi capitoli con cui è scandita), ricca di avventura. La vicenda è ambientata verso la fine dell'Ottocento, alcuni mesi dopo la pubblicazione del romanzo "Dracula" di Bram Stocker nonché dell'invenzione del cinematografico da parte dei fratelli a Lumière (nel 1895). Protagonisti della vicenda sono alcuni ragazzini e un certo Max Keller, un signore anziano e cieco, ma che sembra ancora dotato di grande maestria, soprattutto per i giochi di prestigio, oltre ad essere un individuo piuttosto misterioso che sembra sapere cos'è che gli altri ignorano. Oltre a lui vi sono poi gli altri componenti della squadra dell'possibile: Omero, Amelia, Blacky e Rusty. Il primo è un coraggioso, intelligente e riflessivo ragazzino americano il cui padre lavora per Scotland Yard; Amelia è figlia di una medium e vive a casa di una famiglia ricca che si è mostrata interessata alle doti della donna; Rusty è un ragazzino povero, alto, con i capelli rossi che si veste come un moschettiere e che ama parlare in modo forbito; Blacky è un ex ladruncolo scappato dall'orfanotrofio, piccolo ma estremamente agile e veloce. 
In questo romanzo, che è connesso al precedente in quanto spesso vengono citati i fatti accaduti nel primo libro, vediamo la Squadra dell'Impossibile alle prese con un nuovo bizzarro caso: un vampiro sembra essere giunto nei pressi di Londra a seminare scompiglio e panico e Keller non ha dubbi che bisogna approfondire la faccenda, per questo manda la sua squadra ad indagare. Peccato che i ragazzi non si atterranno alle sue indicazioni mettendosi nei guai: Omero, Amelia e Rusty decidono di andare al castello del conte Orlok finendo per essere catturati, creduti delle spie inviate da Van Helsing; Blacky viene invece messo alle strette da Iago, detto il Turco, il capo della banda di delinquenti di cui il ragazzino faceva parte, ma che aveva deciso di abbandonare, peccato che Iago non abbia preso bene la cosa e voglia farla pagare al ragazzino. Come se ciò non bastasse ci si mette anche Alan Archibald, il figlio di coloro che ospitano Amelia e sua madre a casa loro, il quale vuole scacciare "quelle due straccione" da casa sua, per cui si mette a pedinare prima la ragazza e poi Blacky.
Insomma, i pericoli, i guai, il mistero e l'avventura non mancheranno anche se la vicenda è narrata in modo semplice e lineare, pur seguendo contemporaneamente diverse vicende (ciò che accade a Blacky, quello che accade a casa del conte e quello che fa Archibald, ma anche ciò che accade al sergente Leeds, pedinato da un giornalista). Ad allietare ulteriormente la lettura ci sono poi le graziose illustrazioni in bianco e nero di Alfio Buscaglia, dove vi avevo già fatto notare come il vampiro da lui rappresentato assomigliasse proprio a quello del film "Nosferatu". Ebbene in effetti questa non è una coincidenza, ma probabilmente un omaggio, in quanto il nome di questa creatura è proprio Orlok (come il personaggio del film) ed è evidente dalla descrizione che ne fa l'autore che ne ha anche le sembianze: " ... dal modo in cui passava da uno scalino al successivo, sembrava avere una gamba più lunga dell'altra, mentre la schiena era incurvata, e la postura appena ingobbita. Ma fu il viso, una volta illuminato, a fare gelare il sangue nelle vene ai ragazzi. Magro e pallido, il conte Orlok aveva un cranio allungato e calvo. Gli occhi infossati nelle orbite luccicavano come il riflesso della luna risplende in fondo a un pozzo, mentre le labbra sottilissime, pressoché inesistenti, mettevano in mostra due lunghe file di denti appuntiti, sui quali una lingua violacea e secca guizzava di continuo."
Un buon romanzo per ragazzi, che consiglio a partire dagli 8/9 anni, ricco di mistero, mostri, avventure e pericolo, ma anche amicizia e collaborazione. La Squadra dell'Impossibile è infatti formata da ragazzi di diversi ceri sociali che hanno imparato a collaborare tra loro e supportarsi a vicenda. Come spiega anche lo stesso Max Keller: "Sapete giocare di squadra e i vostri talenti, combinati, vi hanno permesso di arrivare alla verità." La risoluzione del caso è soddisfacente e piuttosto inaspettata e risulterà intrigante per i lettori, in quanto le cose non sono come sembrano o come si potrebbe pensare.
Io ho iniziato a leggere direttamente questo volume, che sarebbe il secondo, e sono riuscita comunque a seguire la trama poiché l'autore fornisce spesso spiegazioni di ciò che era accaduto nel precedente capitolo, tuttavia sarebbe meglio iniziare a leggere la saga partendo dal primo libro, in quanto ci sono spesso riferimenti ai fatti accaduti in quel volume. In effetti quando ho preso il libro pensavo che ogni volume della saga fosse maggiormente indipendente dagli altri (come per la saga di "TIM SPECTER" di cui avevo letto anche in quel caso il secondo capitolo: "Il club della Paura"), mentre in realtà sembrano formare un'unica storia legata. Verso la fine del libro succedono infatti dei fatti che probabilmente verranno sviluppati nel terzo volume, lo stesso autore invita i lettori a continuare a seguire l'avventura dicendo: "Continuate a seguirmi perché sento che presto cominceranno a emergere le prime risposte. E sono pronto a scommettere che si tratterà di rivelazioni sconvolgenti".
 
Quest'opera è stata pubblicata in italiano nel 2011 dalle Edizioni PIEMME, ha 273 pagine, la copertina rigida con sovracopertina e misura 20,8 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 17,50 euro.
 
 Ecco gli altri due titoli della saga:
  1. "Il complotto di Frankenstein" (2010): Quando Omero si trasferisce a Londra con il padre, poliziotto di Scotland Yard, resta impressionato dai suoi immensi viali affollati e dai suoi vicoli intricati e pieni di pericoli. Ma non immagina nemmeno quanti misteri e fatti inspiegabili nasconda questa città. Presto infatti al padre di Omero viene affidato un caso davvero strano: nella campagna di Weybridge e ai docks, lungo il Tamigi, alcune persone hanno avvistato una strana creatura e la stampa è sicura che si tratti del mostro di Frankenstein. Incuriosito dalle indagini, Omero si mette sulle tracce del mostro insieme ad Amelia, figlia di una famosa medium, e a Rusty e Blacky, due ragazzini che conoscono i bassifondi della città come le loro tasche...
  2. "La statua dagli occhi di smeraldo" (2012): Misteriosi rapimenti si susseguono da giorni nella città di Londra e i pochi indizi sembrano portare tutti alla stessa, sconcertante conclusione: che ci sia del vero nelle vecchie leggende sussurrate davanti al camino? Che il demone dagli occhi di smeraldo sia realmente tornato dal mondo dell'incubo per tormentare la città? Mentre Scotland Yard brancola nel buio, Omero, Amelia e gli altri membri della Squadra dell'Impossibile decidono di intervenire. Non passerà molto prima che i ragazzi si trovino a passeggiare con il cuore in gola nelle tetre stanze del museo delle cere, ignari dello sguardo maligno che osserva dall'alto ogni loro mossa...
 
 
 Sopra: Le copertine del primo e del terzo volume della saga, dove si vede sempre l'antagonista comparire alle spalle dei personaggi principali.
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.