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giovedì 18 dicembre 2025

Le memorie di Papà Mumin di Tove Jansson

I Mumin sono personaggi di finzione creati dalla scrittrice ed illustratrice finlandese (di lingua svedese) Tove Jansson. Sarebbero dei troll, ma hanno un aspetto simile ad ippopotami bianchi, abitano nella valle omonima, luogo tranquillo e sicuro, e le loro storie narrano degli eventi che accadono nella valle.
Come scritto nell'introduzione: "i Troll comuni sono piccoli esseri pelosi, selvatici e piuttosto maleducati, I Troll Mumin, invece, e le famiglie più o meno imparentate con loro, sono molto più civili e istruiti. Inoltre, a differenza dei comuni Troll che sbucano solo di notte, i Mumin hanno un grandissimo amore per il sole.
Compaiono in una serie di romanzi e libri illustrati per bambini scritti e disegnati da Tove Jansson fra il 1945 e il 1993. I romanzi vennero originariamente pubblicati in svedese per essere tradotti in una cinquantina di lingue. 
Nel corso degli anni sono stati riadattati in fumetti, cartoni animati, serie televisive, spettacoli teatrali, videogiochi e tanto altro.
Quest'anno (2025) la Salani ha ristampato alcuni loro titoli in una nuova edizione in occasione degli 80 anni dalla loro creazione. Dopo avervi già recensito un altro paio di volumi di questa serie oggi vi parlerò di un altro romanzo  dedicato ai Mumin, (che la Salani ha ripubblicato di recente): "Le memorie di Papà Mumin"
 
    
Sopra: A sinistra la copertina della nuova edizione del 2025, con i bordi  verdi, al centro un'edizione del 2020 e a destra quella del 2007.
 
Un giorno Papà Mumin si prende un raffreddore e finisce a letto malato: "Era la prima volta in vita sua che si ammalava, e la situazione gli parve drammatica." Mentre si trova a letto egli si rende conto di una cosa: "<<Pensa se fossi morto stamattina di raffreddore! Nessuno aveva idea della storia del vagoncino, e lo stesso vale per le altre storie importanti. Non ho fatto che parlarvi della mia gioventù, ma avete dimenticato tutto>>." Mamma Mumin allora suggerisce al marito di mettersi a scrivere un libro con le proprie memorie, così poi potrebbe leggerlo al figlio e ai suoi amici.
Papà Mumin infatti non è sempre stato il capo della sua piccola famiglia e la figura più autorevole di tutto il gruppo di amici della valle in cui vive: papà Mumin è stato anche un piccolissimo troll Mumin, abbandonato in fasce davanti all'orfanotrofio gestito dall'Emula. E poi è stato un giovane dalla vita avventurosa e movimentatissima. 
Ecco ad esempio l'inizio delle sue memorie: "Padre di famiglia e marito affettuoso, ricordo con tenerezza la mia tempestosa gioventù che mi accingo a descrivere mentre la penna della memoria vibra incerta nella mia zampa. [...]
Ora, mi arrendo alle insistenze della ma famiglia e alla tentazione di raccontare la mia storia perchè, lo ammetto, l'idea che essa venga letta in tutta la Valle dei Mumin mi attrae enormemente."
Tutto è iniziato il giorno in cui Papà Mumin ha deciso di abbandonare l'orfanotrofio e diventare famoso, un famoso avventuriero. All'inizio del suo viaggio ha incontrato degli amici importanti, due dei quali sono diventati i padri dei due amici del piccolo Mumin Sniff e Tabacco. 
La prima persona incontrata da papà Mumin è stata Fredikson, il quale gli ha fatto conoscere suo nipote Girotondo (padre di Sniff) e l'amico Carabattola (padre di Tabacco). Assieme a loro ha deciso di partire e intraprendere un viaggio su una barca fluviale costruita dal Fredikson, che è un inventore, dando così inizio a un viaggio emozionante pieno di imprevisti e di bizzarri personaggi.
E poi è stato un innamorato e la sua innamorata se l'è sposata ed è diventata Mamma Mumin. 
E poi…e poi è tutto conservato nelle sue Memorie, scritte durante un terribile raffreddore perché il clima nordico è fatto di notti stellate piene di lucciole ma anche di vasti cieli nuvolosi e freddi ,mari in tempesta su cui combattere (e vincere) epiche battaglie.
 
 
 Sopra: Le pagine iniziali dove vediamo anche un disegno che mostra papà Mumin mentre inizia a scrivere le sue memorie.
 
I testi sono riccamente corredati dalle illustrazioni in bianco e nero opera della stessa Tove Jansson, le quali sembrano essere delle incisioni molto carine e graziose, anche molto ricche di dettagli.
Molto interessante ad esempio l'aspetto dei protagonisti da cui la serie prende il nome: i Mumin, i quali non sono rappresentati per nulla come i classici troll, ma sembrano essere proprio una specie a parte. Il loro aspetto infatti è quello di piccoli ippopotami bianchi capaci di camminare in posizione eretta, con lunghe code sottili che terminano con un ciuffetto di pelo (tipo quelle dei leoni), grandi occhi rotondi e cordi dall'aspetto tutto tondeggiante, il che conferisce loro un aspetto molto coccoloso e divertente. Non sorprende che abbiano ottenuto un grande successo, oltre che in madrepatria, in Cina, Corea del Sud e in Giappone.
In questo volume troviamo, oltre ai disegni che mostrano singoli personaggi, più che altro immagini che mostrano più personaggi che interagiscono, oppure vere e proprie scene descritte nei testi, con personaggi in mezzo a precisi ambienti (boschi, tra le onde del fiume o del mare...): vi è ad esempio la scena che mostra Papà Mumin mentre parla da piccolo con la Emula dell'orfanotrofio; oppure quella in cui vediamo papà Mumin camminare nel bosco di notte; quella in cui Girotondo sta dipingendo la barca seduto sul ramo di un albero; quella del Dragonato che si siede nel fiume provocando un'inondazione, ecc...
Le immagini, che mostrano quasi sempre scene ad ampio respiro, si caratterizzano per i personaggi, tracciati con semplici linee precise e nette, dall'aspetto carino ma anche un po' bizzarro, quasi mai propriamente umano, o comunque con esseri umani un po' sproporzionati e non dall'aspetto eccessivamente realistico. La presenza delle illustrazioni a volte può essere di grande aiuto per i lettori, sia per supportarli nella lettura e nella comprensione dei testi, che per mostrare loro l'aspetto delle bizzarre e stravaganti creature che abitano il mondo dei Mumin, di cui l'autrice fornisce poche informazioni scritte, dato che è come se desse per scontato che, visto che i personaggi dl suo libro le conoscono allora valga lo stesso anche per i lettori. Il rapporto tra testo e immagini quindi è piuttosto stretto, in quanto se i disegni venissero omessi si farebbe fatica a comprendere alcune cose.
E' interessante anche come l'artista utilizza il bianco e nero, unici colori a comparire in queste tavole. Alcuni elementi ad esempio appaiono completamente bianchi, tipo i personaggi come i Mumin, Fredikson, Sniff, Tabacco (con il suo cappello a punta e il giaccone), ma a volte anche la schiuma delle onde, l'intero corpo del fantasma, ecc... Questi elementi così bianchi creano un contrasto visivo con il resto dell'immagine che invece ha delle zone anche molto scure, completamente nere, ed altre tratteggiate con dei piccoli tratteggi neri sopra lo sfondo bianco. 
I disegni comunque risultano originali, veramente molto carini e graziosi, incantevoli, ma a modo loro anche bizzarri, con alcuni elementi (tipo gli stessi Mumin) dall'aspetto carino, puccioso e coccoloso ed altri decisamente più oscuri e minacciosi, come il folto della foresta, o qualche creatura mostruosa e terrificante.
  
 
 

   
Sopra:  Alcune pagine illustrate dalla stessa autrice, che solitamente alternano testo e illustrazioni, sebbene ci siano anche alcuni disegni a pagina intera ogni tanto.
 
"Le memorie di Papà Mumin" di Tove Jansson è un'opera piuttosto interessante all'interno della saga dei Mumin poiché racconta della gioventù di papà Mumin, un personaggio che è sempre presente nella vita del protagonista degli altri volumi (il piccolo troll Mumin), ma che è sempre stato un personaggio secondario, lasciato un po' ai margini della storia.
In questo caso invece lui diventa il protagonista del libro, il che consente al lettore, per la prima volta, di conoscere anche il suo punto di vista, anche se a volte, come lui stesso ammette, quando narra le proprie avventure tende a farsi prendere un po' la mano e aggiungere qualche particolare un po' fantasioso, ma non perchè egli voglia abbellire la verità, ma perchè è dotato di una così grande immaginazione che a volte lui stesso si convince che ciò che ha immaginato sia vero. Ad esempio al'inizio dell'avventura egli si immagina di construire una casa, la immagina nei minimi particolari, e ad un certo punto si comporta come se l'avesse costruita veramente, tanto che chiama una vicina per mostrargliela, mentre l'unica cosa che trovano è un disegno fatto sulla sabbia della casa: "Cerca di capirmi, caro lettore. Avevo vissuto così intensamente l'idea della casa che pensavo di averla costruita davvero. E' segno di una vivacissima fantasia, una qualità che in futuro avrebbe distinto la mia vita e al tempo stesso quella di chi mi era vicino." 
Dalla narrazione emergono anche altri tratti della personalità di papà Mumin che prima probabilmente i lettori non avevano colto, tra cui una grande sicurezza e stima di se stesso. Egli infatti ci narra di come, fin da piccolo, sapesse di essere diverso dagli altri piccoli troll dell'orfanotrofio e di essere destinato a compiere grandi imprese, essendo nato sotto degli astri favorevoli: "Subito l'Emula, che aveva fondato l'orfanotrofio e si interessava di astrologia a uso domestico, osservó attentamente gli astri che guidavano il mio arrivo sulla terra. Indicavano la nascita di un troll Mumin molto singolare e dotato, l'Emula temette subito di essersi messa nei guai. Il fatto è che i geni vengono comunemente considerati spiacevoli, ma la cosa a me non ha mai dato fastidio.
Arriva però ad un certo punto anche un momento di crisi, dovuta al fatto che il troll smette di viaggiare e inizia a vivere in una casa da lui costruita, e sente di aver iniziato a essere diventato schiavo dell'abitudine, di aver smesso di viaggiare, mentre lui vorrebbe vivere altre avventure, eppure dall'altro lato si sente adagiato in una vita tranquilla e quotidiana: "La notte di Mezza Estate giunse e sparì [...] e i fiori sbocciarono e si trasformarono in mele e tante cose da mangiare e io slittai, non so come, in un pericoloso trantràn, al punto  che piantai delle rose di velluto sul ponte di comando della casa galleggiante e comincia a giocare a bottoni con Girotondo e l'Autorè. Non accadeva nulla di nuovo. [...].
Quando mi passavano davanti schiere di fungarelli sullo loro barche a vela, piombavo in una profonda malinconia che mi durava fino al giorno dopo." Tale parte in realtà non è molto apprezzata dal piccolo Mumin e dai suoi amici, ma, come spiega mamma Mumin al marito un po' sconsolato: "<<È la parte migliore del libro>> disse la mamma del troll Mumin. <<È molto più toccante un brano in cui il protagonista non si vanta. I bambini sono troppo piccoli per capirlo.[...]>>"
Naturalmente nel libro ci sono anche tante avventure che papà Mumin ha vissuto in barca assieme ai suoi amici e poi quando è sbarcato su una terra sconosciuta, e durante le quali ha incontrato diversi personaggi bizzarri tra cui i fungarelli, i tassi di roccia, Mimla, l'Autoré, un Dragonato, un fantasma e perfino la stessa Emula che l'ha cresciuto all'orfanotrofio! (Emula che lui stesso ha salvato dalla Morra).
Una storia davvero carina e avvincente, ricca di avvenimenti e avventure (e pure un periodo di crisi del protagonista) e che ci narra della gioventù di papà Mumin, prima che diventasse papà e addirittura prima che incontrasse mamma Mumin. Una storia in cui conosciamo inoltre anche i papà degli amici del piccolo troll Mumin, di cui prima non avevamo mai saputo niente, e in cui veniamo a conoscenza del primo incontro tra papà Mumin e la sua futura moglie.
Un libro che offre il punto di vista di un altro personaggio della saga dei Mumin e ci permette di approfondirlo, tanto che anche lo stile di scrittura, quando a narrare è papà Mumin, è un po' differente dagli altri libri, più "elevato", con uno di parole un po' più ricercate e frasi più complesse: "Padre di famiglia e marito affettuoso, ricordo con tenerezza che mi accingo a descrivere mentre la penna della memoria vibra incerta nella mia zampa.. Ma mi sostengono le sagge parole che ho letto nelle memorie di un'altra insigne personalità e che qui ripeto: "Tutti colore che, qualunque sia la loro condizione, hanno realizzato al mondo qualcosa di pregevole o che perlomeno sembri loro buona, dovrebbero, se sono leali e amano la verità, narrare di persona la propria vita, avviando però questa nobile impresa non prima dei quarant'anni"."
Un volume sicuramente consigliato, anche se continuo a preferire quello di "MUMIN: Caccia alla cometa", mentre ho preferito di più questo rispetto a quello di "Magia d'inverno" che ho trovato più monotono, sebbene l'idea di partenza fosse interessante. In questo volume dedicato a papà Mumin invece l'avventura non manca e dalle sue memorie apprendiamo che essa non verrà mai a mancare: "In pochi minuti l'alba prese il posto della notte e tutto poté ricominciare dall'inizio.
Una porta aperta verso l'incredibile, il Possibile, un nuovo giorno in cui tutto può accadere se nib ha niente in contrario.
 
Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 1968 dalla Moomin Characters col titolo "Muminpappas Memoarer" ed è stata edita in italiano nel 2007 dalla Salani Editore. L'edizione che ho io è la terza ristampa del 2023, la quale ha 176 pagine, la copertina flessibile e misurando 18,8 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza e costa 12,00 euro.
A settembre del 2025 la Salani ha ristampato questo libro in un diverso formato (più piccolo), in un'edizione sempre con 176 pagine, la copertina flessibile ma che misura 16,6 cm d'altezza e 11,2 cm di lunghezza e costa 9,90 euro. 
 
Ecco i romanzi della serie, in ordine cronologico:
  • "Il piccolo troll e la grande pioggia" (Småtrollen och den stora översvämningen, 1945), trad. Alessandro Storti, Salani, 2025
  • "Caccia alla cometa" (Kometjakten, 1946), trad. Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 2002
  • "Il cappello del Gran Bau" (Trollkarlens hatt, 1948), trad. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 1990
  • "Le memorie di papà Mumin" (Muminpappans bravader, 1950), trad. Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 2007
  • "Magia d'estate" (Farlig midsommar, 1954), trad. Donatella Ziliotto e Maria Hellström, Vallecchi, 1978 poi come Magia di mezz'estate, Salani, 1990
  • "Magia d'inverno" (Trollvinter, 1957), trad. Donatella Ziliotto, Vallecchi, 1978 poi Salani, 1992
  • "Racconti dalla valle dei Mumin" (Det osynliga barnet, 1962), trad. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Larussa Sanavio, Salani, 1995
  • (Pappan Och Havet, 1965, inedito in italiano)
  • (Sent I November, 1970, inedito in italiano)
 
       
 
    
 Sopra: Le copertine dei  romanzi dedicati ai Mumin; la prima,la secoda e la sesta sono quelle della nuova edizione del 2025.
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 30 ottobre 2025

Il piccolo fantasma di Otfried Preussler e F.J. Tripp

"Il piccolo fantasma" è un vecchio racconto scritto da Otfried Preussler e accompagnato dalle illustrazioni di F.J. Tripp che vede per protagonista un fantasmino che vive da secoli dentro il castello di Roccacivetta e a cui piacerebbe tanto vedere il mondo alla luce del sole, mentre lui si sveglia sempre e solo di notte, nell'ora dei fantasmi: da mezzanotte all'una.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina di una recente edizione del 2014, mentre a destra quella di un'edizione molto più vecchia.

Piccolo Fantasma, dopo secoli di attività esclusivamente notturna, decide di realizzare un sogno: vedere il mondo alla luce del sole. 
All'inizio tuttavia le cose non vanno come vorrebbe, in quanto, per quanto provi a restare sveglio fino all'alba o a svegliarsi quando il sole è già sorto, per il Piccolo Fantasma sembra impossibile riuscirci: "Il Gufo Ciufo socchiuse gli occhi come per riflettere profondamente. Ma, essendo un gufo saggio, sapeva bene che a ogni fantasma di questo mondo corrisponde un determinato orologio, e che i ritmi di un fantasma dipendono solo da quel determinato orologio.
"L'orologio da quale dipende il suo ritmo, mio caro amico" avrebbe potuto dire, "è quello del Municipio di Montecivetta. È quello, e solo quello, a decidere il tuo tempo. Anche se lei non dovesse sentire i rintocchi, dovrebbe ubbidirgli ugualmente. Non può farci nulla, né con la sua volontà, né con la sveglia del generale [...]"
Tutto questo avrebbe potuto dire Gufo Ciufo al piccolo Fantasma, se avesse voluto. Ma pensò che era più prudente tenere per sè quel che sapeva.
Un giorno però, non si sa come, il fantasmino si svegli durante il giorno ma, appena esce fuori in cortile, al primo raggio diventa, da bianco che è, completamente viola!: "Ma la terza volta il Piccolo Fantasma si distrasse e, allontanandosi di qualche passo dal muro, uscì all'ombra in pieno sole.
E allora successe una cosa stupefacente!
Appena il primo raggio di sole lo sfiorò, il Piccolo Fantasma sentì una tremenda botta in testa. Strillando si coprì la faccia con le mani e iniziò a barcollare.
<<Uh, guardate!>> gridarono i bambini. <<Che stranezza! Prima era tutto bianco, e di colpo è diventato viola!>> 
Il Piccolo Fantasma non riusciva a raccapezzarsi. Cosa gli era capitato? Come poteva sapere che i fantasmi al primo raggio di sole che li colpisce diventano viola?" 
Infatti se un raggio di sole colpisce un fantasma, il fantasma diventa di uno strano colore. E un fantasma scuro di giorno crea più confusione di un fantasma bianco di notte. Da quel giorno infatti sembra che il Piccolo Fantasma non riesca più a risvegliarsi di notte, ma sempre di giorno, comparendo in giro per la città e spaventandone gli abitanti.
Il Piccolo Fantasma voleva vedere il mondo alla luce del sole, ma alla fine capisce che la più grande felicità è fluttuare al chiaro di luna, candido come una nuvola di neve.

 Sopra: Due pagine che mostrano il Piccolo Fantasma mentre racconta al gufo Ciuffo di quella volta che fece scappare il capo degli invasori svedesi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di F.J. Tripp, un artista tedesco noto per aver illustrato più di 200 libri per bambini. Questo artista possiede uno stile vivace e dettagliato, sebbene non realistico nella rappresentazione dei personaggi, che hanno un aspetto abbastanza esagerato e, per questo, simpatico. Lo stesso Piccolo Fantasma è stato rappresentato in modo semplice e con un aspetto dolce e simpatico: con una testa a cerchio schiacciato, due cerchi neri per gli occhi e un corpo bianco a mezzaluna.
I personaggi e gli elementi del paesaggio sono realizzati con delle linee nette e sottili, con cui vengono tracciati i controni delle figure e i vari dettagli interni. Nonostante la semplicità del tratto i disegni di Tripp sono molto dettagliati, basta vedere ad esempio l'abbigliamento delle persone, oppure la quantità di case e casette ritratte quando viene mostrata da lontano la città. 
Essendo le immagini in bianco e nero per rendere alcuni elementi o zone più scure l'artista intensifica il tratteggio nero in determinati punti, a volte fino a ricoprire tutta una certa zona facendola diventare quasi completamente nera. 
Dei disegni molto graziosi e carini, collocati spesso vicino ai testi o, a volte a tutta pagina, che mostrano personaggi e scene descritte nei testi come: il Piccolo fantasma che gioca nella sala delle armature, lui che parla col suo amico gufo Ciufo sul ramo di un albero, lui che spaventa il generale Torstenson, lui che corre verso il pozzo inseguito da una scolaresca nel cortile del castello, ecc...




 
 Sopra: Alcune delle illustrazioni interne di Tripp, più in alto vediamo ritratta la città, al centro vediamo una scena col Piccolo Fantasma che si nasconde nel pozzo per fuggire a dei bambini e in basso il Piccolo Fantasma che gioca con delle palle di cannone.
 
"Il piccolo fantasma" di Otfried Preussler è una vecchia storia scritta negli anni sessanta che vede per protagonista un piccolo fantasma che abita da secoli in un vecchio castello e che si sveglia ogni notte allo scoccare della mezzanotte, per poi tornarsene a dormire alle 1 di notta fino alla sera dopo. Il Piccolo Fantasma si diverte a girovagare nel castello, a parlare con i quadri nel salone o ad andare a trovare il suo amico gufo Ciufo. Dopo tanti anni però vorrebbe vedere come è il mondo alla luce del sole, nonostante il suo amico gufo glielo sconsigli. Nonostante i numerosi tentativi per svegliarsi di giorno tuttavia il Piccolo Fantasma sembra giungere al punto di rassegnarsi a non vedere mai il sole, finchè un giorno non gli capita di svegliarsi a mezzogiorno. Peccato che, appena esce dal castello e viene colpito da un raggio di sole il Piccolo Fantasma diventi viola!
Ora purtroppo non riesce più a svegliarsi la sera e, svegliandosi di giorno, scatena il panico in città; addirittura gli capita di rovinare una rievocazione storica che celebra lo scampato assedio della città da parte degli svedesi (il fantasmino scambia infatti l'attore che interpreta il generale svedese per il vero generale e interviene per mettere in fuga lui e quelle che crede essere le sue truppe). Capito il proprio errore farà amicizia con tre bambini per cercare di scusarsi dell'accaduto. 
Una storia carina con un protagonista simpatico e tutto sommato più sfaccettato di quanto mi sarei aspettata: il Piccolo Fantasma infatti ha la personalità di un bambino e può essere calmo, gentile e giocherellone, ma quando si arrabbia inizia a giocare dei brutti scherzi, fino anche a diventare piuttosto violento, se sbaglia però se ne dispiace e cerca di farsi perdonare.
Alcune caratteristiche di questo fantasma sono piuttosto interessanti: ad esempio il fatto che possieda un mazzo di tredici chiavi che gli permette di aprire qualsiasi cosa solo agitandole (si scopre poi che concedono anche il potere, se toccate da un essere umano, di fargli comprendere il linguaggio degli animali), il fatto che possa diventare molto sottile (sembra però che non possa attraversare le cose), il fatto che possa rimanere sveglio sono un'ora al giorno e che il suo ciclo di riposo-veglia sia legato ad un orologio specifico (quello della piazza del paese di Roccacivetta) e poi il fatto che se esposto alla luce del sole da bianco diventi viola. 
Alcune caratteristiche sono piuttosto affascinanti, sebbene l'autore non ci dica nulla del passato di questo fantasma, nè di come sia entrato in possesso di questo mazzo di chiavi magiche. Sarebbe stato molto interessante capire ad esempio chi fosse, come mai è morto così giovane, da dove provengono queste chiavi che sono chiaramente magiche e come ne sia entrato lui in possesso.
Nel corso della storia il Piccolo Fantasma deve scoprire come mai non riesce più a svegliarsi di notte e cercare di risolvere tale problema, ed ad aiutarlo ad un certo punto interverranno anche tre bambini. In effetti una volta capita la causa del problema la risoluzione è stata piuttosto facile e veloce (forse anche troppo). 
Una storia carina, adatta a lettori a partire dai 7/8 anni, in quanto c'è una buona parte di testo e tutto sommato la storia è abbastanza lunga, nonostante le illustrazioni.
 
Quest'opera è stata edita originariamente nel 1966 dalla con il titolo "Die kleine Gespenst". E' stata pubblicata in italiano nel 1991 da Salani Editore, per poi essere ripubblicato nel 2007 dalla Nord-Sud Edizioni. Il volume ha 119 pagine, la copertina rigida, misura 18,00 cm d'altezza e 14,00 cm di lunghezza e costa 10 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

martedì 5 agosto 2025

LA BANDA DEI GIOVANI DETECTIVE: "Il fantasma della scuola", "Quando ulula il cane fantasma" e "La vendetta della mummia rossa" di Thomas Brezina

Oggi voglio parlarvi di un'altra serie di gialli per ragazzi: "LA BANDA DEI GIOVANI DETECTIVE" di Thomas Brezina, un autore austriaco noto per le sue storie avvincenti e divertenti con tanti misteri e mostri.
L'autore ha infatti scritto diverse saghe come: "Tuttimostri" (1996-1998), "Tom Turbo" (1997), "Le avventure di Zero-Zero-Bau" (2002),"I miei amici mostri" (2004) e "Tiger Team" (2006). In totale Thomas Brezina ha scritto oltre 550 libri, tradotti in oltre 35 lingue. Oltre 40 milioni di libri venduti lo rendono uno degli autori di lingua tedesca di maggior successo per bambini e ragazzi.
Questa serie è composta da diversi romanzi, ciascuno dei quali presenta un caso diverso da risolvere. La serie segue le avventure di quattro bambini che formano un gruppo di detective e risolvono misteri e casi di crimini dove si ritroveranno ad avere a che fare con lupi mannari, un misterioso fantasma che infesta una scuola, uno stregone tornato in vita per un'arcana magia, un mostro delle nevi che sta seminando il terrore tra i turisti di una località sciistica, una mummia rossa che vuole farli prigionieri, ecc...
In questo post in particolare mi soffermerò su questi tre romanzi della serie:  "Quando ulula il cane fantasma", "Il fantasma della scuola"  e "La vendetta della mummia rossa".
  

"Quando ulula il cane fantasma" (2006):  I quattro giovani detective - Poppi, Lilo, Dominik e Axel - fanno una gita in montagna. Dominik, però, durante una sosta notturna in una baita, viene svegliato da un terribile urlo: "La gelida aria notturna lo investì. Solo a un paio di passi di distanza udiva l'acqua gorgogliare nel tronco cavo. Sgorgava da una vicina sorgente.
La terra era fredda e bagnata per la pioggia. Dominik mise un piede avanti all'altro. Aveva un solo desiderio: tornare il più velocemente possibile nel rifugio e nel suo letto.
In quell'istante udì l'ululato. Era un suono grave che diventava sempre più acuto, da gelare il sangue, e mille brividi scorsero lungo la schiena di Dominik. Come pietrificato si fermò e trattenne il fiato. L'ululato si spense a popo a poco, per poi ricominciare subito dopo. Stavolta si intensificò fino ad assomigliare a  un grido supplichevole. [...]
Nel chiarore giallognolo si percepiva un movimento. Tutto accadde molto in fretta. Dominick si accorse troppo tardi che un essere tozzo e rantolante si stava muovendo verso di lui, disegnando una grossa curva. Un rantolio sommesso risuonò nella notte. Un odore tremendo gli penetrò nel naso e gli serrò la gola. Era un odore di carne putrefatta ad erba marcia, melma nauseabonda e sterco di vacca.
Istintivamente Dominick orientò la torcia verso l'aggressore, ma non riuscì a illuminarlo. Era molto veloce e vibrò un colpo all'avambraccio di Dominick. Un dolore violento attraversò il ragazzo e la torcia scivolò dalle sue dita gelide. Prima che potesse fuggire, gli arrivò un secondo colpo proprio al centro della schiena e lo fece cadere in avanti. 
Secondo la custode della baita, si tratta del cane-fantasma che da 50 anni semina il terrore sui monti: " "Il cane fantasma", sussurrò la donna inorridita. A piedi nudi uscí dal rifugio e si avvicinó a Dominik che stava ancora bevendo.
"Com'era l'ululato? Descrivilo! Sempre diverso? Come un discorso?"
L'acqua gli andò di traverso e diverte tossire per un pezzo, prima di poter rispondere. Descrisse i suoni che aveva udito e si sentì afferrare alla spalla dalla locandiera, che si voltò verso Axel e Lilo.
"Il cane fantasma è tornato. È alla ricerca di nuove vittime. Verrà a prendersela". Rispedì i tre giovani detective in casa e richiuse il paletto con la forza."
Il cane fantasma a quanto pare era un grosso cane nero appartenuto a un bracconiere, a cui l'aiutante del guardaboschi molto anni prima sparo e uccise. Il cane sarebbe ricomparso sotto forma di zombie/spettro prima aggredendo l'aiutante e poi la figlia del guardaboschi, che è anche la signora, ormai anziana, proprietaria della baita in cui dormono i ragazzi.
Gli eventi infatti risalgono a una sessantina di anni prima, per cui i giovani detective si chiedono come mai il cane fantasma sia ricomparso proprio ora. Un caso su cui devono certamente fare chiarezza e indagare a fondo!
 
 
Sopra: Sulla copertina è stata rappresentata una rupe dalle sembianze di un lupo, mentre in primo piano compare ma misteriosa figura di un uomo.
 
"Il fantasma della scuola" (2006): Semplici fantasmi? La scuola di Dominik pare infestata da un misterioso fantasma: "Con un urlo acuto, una figura scura si precipitò fuori dall'aula. Aveva un cappello floscio in testa e un mantello ampio e nero gli pendeva dalle spalle. La creatura afferrò i lembi della cappa e li sollevò in alto come ali di pipistrello. La fodera del soprabito brillò di verde acido. A quel punto si intravide un corpo sottile coperto da una maglia nera.
Con uno scatto, l'essere spettrale sollevò le falde del cappello e fece vedere una maschera bianca inespressiva dai grandi occhi sporgenti.
Chi si nasconde dietro l'ampio mantello nero e verde e dietro la maschera bianca?
I giovani detective nel frattempo si trovano a Vienna per trascorrere assieme l'ultima settimana delle vacanze estive, ma la settimana sembra già iniziare all'insegna del mistero: il padre di Poppi, un chimico, viene contattato come consulente da una redazione giornalistica riguardo a una formula chimica con cui qualcuno minaccia di distruggere tutti i monumenti di Vienna. 
In cerca della verità, i quattro piccoli detective - Poppi, Lilo, Dominik e Axel - finiscono per correre un grosso pericolo. 
 
 
Sopra: Sulla copertina compare il disegno del fantasma della scuola, con la sua maschera bianca, il cappello in testa, la tuta aderente nera e il mantello nero.

"La vendetta della mummia rossa" (2007):  I quattro giovani detective si recano in Egitto per incontrare la madre di Axel, impegnata in alcuni importanti scavi archeologici. Il benvenuto che ricevono i giovani detective è tutt'altro che caloroso: vengono prelevati all'aeroporto da un tassista che li porta davanti a una piramide e fa intendere loro che la madre di Axel si trova li dentro, ma quando vi entrano una spaventosa mummia rossa li insegue per farli prigionieri: "Si appoggiarono al bordo ella lastra di pietra spingendo con tutta la forza che avevano in corpo, ma non accadde niente. Questa non si mosse di un millimetro.
- Di nuovo, questa volta cn più forza! - ordinò Lilo.Appoggiarono di nuovo le mani contro la fredda pietra spingendo con energia. Ansimando affannosamente e gemendo per il grande sforzo riuscirono alla fine a smuovere il coperchio del sarcofago, che cigolando e stridendo venne spinto di lato.
Un odore nauseabondo scaturì dalla bara. I ragazzi arretrarono tappandosi il naso. Axel chiamò con voce esitante- Mamma, sei tu?- non riuscì a dire altro. In quell'istante, infatti lo sguardo dei quattro ragazzi cadde sulla mummia appoggiata in una nicchia nella parete accanto al sarcofago.
Era avvolta in sudicie bende di stoffa imbrattate di rosso che lasciavano liberi solo gli occhi, due cavità nere cieche, prive di vita puntate su di loro. Muovendosi a rallentatore, la mummia sollevò le braccia tendendole nella direzione dei ragazzi.
Le mani penzolavano flosce e senza forza. La figura cominciò ad avanzare verso di loro con passo rigido." Fortunatamente i ragazzi riescono a trovare un'apertura nella piramide e a uscire poco prima che la mummia li agguantasse, scoprendo di essere a neanche un kilometro dall'accampamento dove c'è la madre di Axel. 
In cosa è stata coinvolta la madre di Axel? Perchè quella spaventosa creatura vuole catturarli?

Sopra: Sulla copertina mediamo la mummia completamente avvolta da bende dalle sfumature rossiccie.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Jan Birck, le quali sono piuttosto carine e graziose, con personaggi dai visi espressivi e dalle forme tondeggianti, i corpi un po' tozzi, soprattutto quelli dei maschi, che indossano vestiti larghi e sformati, mentre Lilo, con la sua pancia scoperta, è quella dal fisico più slanciato, sebbene le gambe siano comunque muscolose.
I disegni rappresentano sempre scene descritte nei testi e soprattutto scene dinamiche, con personaggi che stanno venendo minacciati, rinchiusi, che si stanno nascondono o che stanno cercando di fuggire da qualche pericolo (come Axel e Liselotte incastrati in un condotto di cemento, mentre stanno per essere travolti da del'acqua, Axel che si ritrova chiuso una prigione, Axel che si nasconde da una presenza nell'ombra, Lili che fronteggia un cobra, ...), anche se non mancano anche scene di spionaggio oppure che semplicemente vogliono mostrare ai lettori un certo personaggio o un paesaggio (come quello che ritrae il piccolo castello fatto costruire dal "re delle Alpi").
Si tratta soprattutto di immagini inserite insieme ai testi, che di solito occupano una metà della pagina, ma ce ne sono anche alcune a pagina intera.
Prima di ogni capitolo è inoltre presente un piccolo disegno, semplice, che poi viene ripetuto, uguale, per ogni capitolo del volume: nel primo si tratta di un castello con dietro la luna piena, nel secondo di una maschera, e nel terzo di un sarcofago. 
 
 

  

  

Sopra: Nelle pagine in alto vediamo i personaggi che compongono la banda dei detective, mentre in basso vediamo alcune delle illustrazioni che accompagnano i testi.

Questa banda di giovani detective è formata da 4 membri:
  1. Poppi: ha 11 anni, ama gli animali e infatti odia tutti quelli che li maltrattano, oltre agli sbruffoni. Ha un carattere più tranquillo rispetto agli altri membri della banda, infatti è quella che ama meno buttarsi nel pericolo.
  2. Dominik: ha 12 anni, ama la lettura e la recitazione, tanto da aver già partecipato ad alcuni film e d alcune rappresentazioni teatrali; odia gli adulti che vogliono decidere per lui e i coetanei troppo saccenti, anche se lui stesso ama parlare in modo un po' complicato.
  3. Axel: ha 14 anni, è il membro sportivo del gruppo, infatti ama gli sport (soprattutto il calcio), mentre odia i tipi noiosi e chi si vanta.
  4. Liselotte (Lilo): ha 14 anni, è bionda, le piace sciare e leggere romanzi gialli, ha un carattere deciso e determinato, infatti odia i deboli e i piagnoni. Grazie al suo carattere deciso e determinato, oltre alla sua intelligenza, è il capo della banda, quello che di solito prende le decisioni riguardo ai casi, è molto furba ma anche permalosa.
"Quando ulula il cane fantasma" mi ha ricordato inizialmente "Il Bastino dei Baskerville" di Doyle, con uno dei protagonisti che viene attaccato durante la notte da un grosso cane scheletrico e imputridito, il Cane Fantasma, che a quanto apre ha fatto ritorno dopo una sessantina d'anni. Ma come mai questo essere ha deciso di ritornare proprio adesso? Cosa ci sarà dietro la sua apparizione? Ovviamente non si tratta di una vera creatura soprannaturale, ma si scopre essere qualcuno di travestito con una pelliccia e un teschio di cane sulla testa. Il caso è piuttosto intrigante e interessante, anche se una cosa che mi fa strano è come i protagonisti, che sono stati attaccati proprio fisicamente, nonostante magari la notte fosse buia  e nebbiosa, non si siano accorti di venire toccati da mani umane anzichè dalle zampe artigliate di un grosso cane, visto che nel testo si parla proprio di zampe ("Le pesanti zampe premevano ancora sul petto di Dominik"). Una storia comunque avvincente e anche abbastanza complicata, in cui si crea anche una certa tensione, in cui c'entrano uomini travestiti, gente rapita, persone ricattate, strane apparizioni e aggressioni, un castello all'apparenza abbandonato da anni, un albergo di lusso pieno di persone famose e importanti, gente scomparsa e alcuni misteriosi e pericolosi esperimenti segreti.
In "Il fantasma della scuola" in realtà il fantasma compare solo all'inizio e per più di metà del libro non si capisce come sia collegato alla vicenda principle, che riguarda la faccenda della banda di criminali che ricatta la città di Vienna minacciando di distruggere tutti i monumenti della città con una sostanza chimica. Il titolo in effetti è fuorviante, perchè per la maggior parte del tempo la banda di detective si dedica a tentare di sventare i piani di una banda di cattivi che si fa chiamare la Chimera, che vogliono ricattare la città di Vienna e farsi dare molti soldi altrimenti danneggeranno irreparabilmente la città. Il legame tra questa banda e il fantasma, e il motivo per cui questo fantasma continui a creare problemi nella scuola (cosa che comunque fa solo all'inizio e alla fine del libro) è abbastanza debole e l'ho trovato un po' forzato. Mi aspettavo un altro tipo di storia, più ricca di mistero e suspense, anche se sicuramente l'avventura non manca.
In"La vendetta della mummia rossa" i nostri eroi si ritrovano in Egitto, perchè a quanto pare non puoi essere un vero ragazzo detective se almeno una volta nella vita non ti devi occupare di un caso che ha a che fare con una mummia (tra l'altro fortunati questi ragazzini che hanno tutti parenti che lavorano in siti archeologici e che invitano loro e pure i loro amici a visitarli). L'inizio si fa subito burrascoso visto che i ragazzi si ritrovano dentro una piramide inseguiti da una mummia, che però si distingue da tutte le altre viste in tanti libri horror e gialli per ragazzi perché è di colore rosso. Idea carina, peccato però che non spieghino come mai le bende hanno quel colore. Come sempre le avventure sono assicurate, tra mummie inseguitrici e ladri e rivenditori illegali di gioielli antichi. L'avventura si rivela anche abbastanza complessa e l'atteggiamento del capo archeologo, il professore Karloff, non aiuta. A volte il suo comportamento sembra contraddittorio, ad esempio inizialmente vuole rispedire a casa i ragazzi con un atteggiamento di disprezzo nei loro confronti, soprattutto quando Lilo gli riferisce che sospetta che il ladro si gioielli sia uno dei suoi collaboratori. A tale accusa il professore si mostra molto risentito, tanto da dire a Lilo: "- Ho sentito parlare di quanto vi piaccia giocare ai Detective. Finché non vengono accusate persone stimate, mi sta anche bene. Ma questo è troppo. Il vostro aereo decolla tra un'ora. È tempo che partiate. Addio! 
Lo sguardo duro e freddo che il professore le lanciò non lasciava spazio a repliche."
E questo posso anche capirlo, peccato che in seguito egli stesso ammetta di sospettare da tempo che tra i suoi collaboratori ci fosse un ladro: "- La dottoressa Schell lavora ormai da molti anni con me e più volte in passato ho avuto il sospetto che avesse sottratto oggetti artistici antichi preziosi." Ma allora se sospettava anche lui che uno dei suoi collaboratori fosse un ladro perché arrabbiarsi tanto con la ragazzina? Che tra l'altro avrebbe potuto aiutarlo a confermare i suoi sospetti piuttosto che lasciare che un ladro continuasse ad agire indisturbato nei suoi furti (che continuano da anni secondo quanto detto dal professore). Lo strano atteggiamento del professore troverà spiegazioni solo verso la fine del libro, dopo che i ragazzi si saranno ritrovati più volte nei guai e avranno affrontato pericoli ben peggiori della mummia: una volta vengono minacciati di venire ridotti a mendicanti e di venire resi storpi e muti (senza la lingua) e un'altra volta incappano in dei bambini schiavi, a cui rischieranno di unirsi. Ho trovato poi carino che, essendo l'avventura ambientata in Egitto, l'autore abbia inserito alcune informazioni a riguardo, tipo le piene del Nilo e il limo, la fabbricazione delle mummia, informazioni sulle piramidi e cose così.
Una serie di gialli per ragazzi abbastanza carina, anche se nulla di eccezionale o rivoluzionario, in cui vediamo all'opera una banda formata da quattro ragazzini tra gli 11 e 14 anni dove abbiamo: la ragazza più furba, decisa, avventurosa e determinata, quella amante degli animali e più tranquilla, il ragazzino cervellotico e quello sportivo. I personaggi, pur non presentando chissà quale profondità sono resi abbastanza bene. I quattro si ritrovano ad affrontare casi un po' alla Scooby-Doo, cioè situazioni in cui sembra esserci di mezzo qualche elemento sovrannaturale o qualche creatura mostruosa come: un cane zombie, un fantasma in una scuola, una mummia tornata in vita, dei lupi mannari, uno stregone, una mostro delle nevi ... Ovviamente poi si scopre che non c'è nulla di veramente soprannaturale e che si tratta di trucchi e di piani molto elaborati escogitati da qualche mascalzone in cerca di potere o ricchezza.

Tali volumi sono stati pubblicati originariamente nel 1957 dalla Ravensburger con i seguenti titoli: "Wenn der geisterhund heult", "Das Phantpm der Schule", "Die Rache der roten mimmie". Sono poi stati editi in italiano nel 2006 e nel 2007 dalla Hobby and Work, hanno 175 pagine ciascuno, una copertina rigida, e misurano 19,5 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costavano 9,90 euro l'uno.

Ecco i titoli che fanno parte della collana:
  1. "Quando ulula il cane fantasma" (2006)
  2. "Il fantasma della scuola" (2006)
  3.  "La casa della salamandra infernale" (2006): Fantasmi assetati di vendetta? I quattro amici detective - Poppi, Lilo, Dominik e Axel - avrebbero soltanto voluto trascorrere insieme le vacanze, ma un poltergeist imperversa nel luogo di villeggiatura e un terrificante veliero pirata bordeggia lungo la costa...
  4. "Tredici gatti blu" (2006)
  5. "La vendetta della mummia rossa" (2007) 
  6. "Nel bosco dei lupi mannari(2007)Quello che era cominciato come un simpatico e divertente picnic al chiaro di luna, si trasforma rapidamente per Axel in un vero e proprio film dell'orrore. All'improvviso, dal buio della foresta, appaiono alcune creature misteriose simili a terribili lupi mannari che lo rapiscono. Gli altri giovani detective si mettono subito sulle sue tracce, ovviamente scoprendo qualcosa di sorprendente. 
  7. "La torre dello stregone(2007): È davvero possibile che un uomo, vissuto secoli prima, sia tornato in vita per un'arcana magia? Cosa si nasconde dietro un antico manoscritto, in cui si narra della fuga rocambolesca di uno stregone. 500 anni prima l'uomo avrebbe dovuto essere bruciato sul rogo, ma scomparve dal luogo della prigionia senza lasciare traccia. Ancora una volta, i quattro giovani detective sono alle prese con un caso in apparenza insolubile.
  8. "Il mistero del mostro delle nevi" (2007):  Una gita in montagna per rilassarsi sugli sci? Tutt'altro! Un mostro delle nevi sta, infatti, seminando il terrore tra i turisti di una località sciistica. I giovani detective si mettono sulle orme della terrificante creatura, finché uno di loro non viene rapito! Quale mistero celano le vette innevate dei monti in apparenza così indifferenti alle sorti dei giovani detective?
      
      
 
      
 Sopra: Le copertine della serie mostrano in alto i quattro protagonisti che formano il team della Banda dei detective con accanto il logo della saga, mentre la maggior parte della copertina è dedicata a un'illustrazione che rappresenta il pericolo o il mostro che i protagonisti dovranno affrontare.
 
 Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

mercoledì 31 luglio 2024

NANCY DREW: la maledizione di Fenley Place di Carolyn Keen

Oggi vi parlerò di un libro giallo in cui la detective è una giovane investigatrice di nome Nancy Drew. Giovane per modo di dire in realtà, in quanto i suoi romanzi cominciarono ad essere pubblicati in America a partire dagli anni Trenta, mentre in Italia sono giunti negli anni Sessanta, inseriti nella collana della Mondadori "Il giallo dei ragazzi".
Protagonista della serie è la giovane ed affascinante Nancy Drew, investigatrice dilettante dai capelli biondo ramato, dall'intuito pronto, che questa volta si cimenta nel caso di "La maledizione di Fenely Place".
 
Sopra: La copertina è stata disegnata con uno stile moderno e un po' stilizzato, con tinte sature, dove vediamo la nostra investigatrice stagliarsi contro il cielo notturno, con la luna piena e una casa alle sue spalle.
 
Il celeberrimo regista di film horror Hank Steinberg ha deciso di ambientare il suo prossimo film proprio nella città di Nancy Drew: "Tutti a River Heights sapevano che in città si stava girando un film. Il regista di fama mondiale Hank Steinberg aveva scelto proprio la città di Nancy per allestire il set del suo ultimo lavoro. Si sarebbe intitolato Weekend del terrore, di sicuro un altro avvincente e raccapricciante capolavoro dell'horror E adesso gli abitanti di River Heights venivano invitati a partecipare a un provino.
Anche l'amica di Nancy, Bess, vuole partecipare al provino, come urlatrice.
Il film parla di una casa infestata, e fin qui niente di strano per un film del genere. Il fatto strabiliante è che tutto quello che è scritto nella sceneggiatura puntualmente si verifica... 
Ad esempio mentre Bess sta partecipando al provino urla e sviene subito dopo aver visto del fumo rosso che esce dal camino dell'abitazione. Strani incidenti funestano il set, figure spettrali compaiono alla finestra della casa di fronte e Nancy Drew teme per la vita delle bambine che vivono in quella casa. La stessa proprietaria della dimora, la signora Teppington, ad un certo punto chiede l'aiuto di Nancy dopo che alcune finestre della casa sono esplose.
Ma la girl detective è troppo intelligente per credere al sovrannaturale e decide di scoprire chi si nasconde dietro la "maledizione" di Fenley PIace: "La costruzione più tetra e sinistra di tutta la strada. Garber Fenley, l'uomo che l'aveva costruita, era morto la notte del trasloco. Da allora, su quel posto circolavano strane storie".
 
 Sopra: Due pagine in cui vediamo la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo, dove, subito sotto al titolo compare il disegno di una casa (il set delle riprese del film).
 
In questa edizione la storia è accompagnata da alcuni disegni di Alessandra Ceriani, i quali sono posti all'inizio di ogni capitolo, subito dopo il titolo.
Sono delle illustrazioni in bianco e nero, in stile silhouette, dove cioè vengono mostrati solo i contorni delle figure, mentre la parte interna è nera.
I disegni rappresentano scene che verrano poi descritte nel capitolo, in molte vediamo Nancy sulle tracce di qualcosa (spesso la vediamo con una lente in mano, oppure al volante di un'auto), oppure vediamo qualche oggetto (tipo uno scarpone, un cancello), oppure un edificio.
Sono delle immagini molto semplici che possono aiutare il lettore a capire cosa aspettarsi dal prossimo capitolo, invogliandolo a continuare la lettura.

 

 
 Sopra: Alcune pagine che segnano l'inizio di nuovi capitoli, in cui sotto al titolo vediamo alcuni semplici disegni in stile silhouette.
 
"NANCY DREW: la maledizione di Fenley Place" di Carolyn Keen è un bel libro giallo in cui ho visto finalmente in azione questa famosa Nancy Drew, personaggio della ragazza detective creato negli anni Trenta da un gruppo di vari scrittori (che si firmavano sotto il nome di Carolyn Keen), guidati da Edward Stratemayer, creatore anche della serie degli Hardy Boys.
Nancy è "la famosa giovane detective di River Heights, nota per l'abilità nel risolvere misteri di ogni genere. Inoltre, ogni tanto dava una mano al padre, Carson Drew, uno stimato avvocato."
In questo episodio vediamo Nancy alle prese con una troupe televisiva, che si trova nella sua città per girare delle scene di un film horror intitolato "Weekend di terrore", la storia di "una casa che si ribella si suoi propri abitanti. i mobili volavano per le stanze schiacciando i proprietari. Dal camino si sprigionava del fumo rosso sangue e le finestre esplodevano. I telefoni squillavano incessantemente anche quando erano staccati, portando le persone sull'orlo della pazzia. Le pareti di una stanza si chiudevano intorno a una bambina. [...] E poi c'era il cane morto. Ovviamente, il peggio era tenuto in serbo per il finale. In piena notte, quando finalmente tutti dormivano tranquilli nei loro letti, la casa prendeva fuoco spontaneamente e veniva ridotta in cenere." Questa insomma la trama del copione, peccato che alcune di queste scene capitino veramente anche agli abitanti di Fenley Place: durante i provini per l'urlatrice Bess e Nancy vedono del fumo rosso uscire dal camino di Fenley Place, il cane dei Teppington (la famiglia che abita a Fenley Place) scompare e poi viene rinvenuto drogato davanti al camino (per farlo sembrare morto), alcune finestre della casa esplodono, il signor Alan Teppington cade dalla scala (che sembra essere stata spinta di proposito)...
Nancy ne deduce che qualcuno sta riproducendo le scene del film anche a Fenley Place: "Il fumo rosso, le finestre che esplodono, il cane morto... è tutto scritto. So che sembra assurdo, ma è come se si stessero girando due film dell'orrore: quello a casa McCauley e quello a Fenley Place." Ma non si riesce a capire come mai qualcuno vorrebbe ricreare le scene anche a casa dei Teppington e chi potrebbe essere.
Un caso intrigante, anche se per più di metà libro Nancy brancola abbastanza nel buio, dovendosi limitare ad assistere alle scene del film che si ripetono anche nella casa. È solo dopo un po' di tempo che finalmente Nancy riesce a collezionare qualche indizio (impronte di scarpe, un barattolo di pillole, una fotografia, del filo invisibile...) e a farsi qualche idea su qualche possibile sospettato, fino ad arrivare al finale dove vi è un confronto diretto col colpevole... che vuole incendiare la casa.
Sebbene questo dovesse essere il primo volume di questa nuova collana intitolata "Nancy Drew Girls Detective" si percepisce che in realtà questo non è il primo volume scritto dall'autrice, ma anzi uno di quelli scritti quando la serie era ormai iniziata da tempo: la serie di Nancy Drew infatti iniziò a essere pubblicata in America nel 1930 e questo libro venne scritto nel 1987, dopo ben almeno ottanta titoli alle sue spalle. 
Sebbene infatti alcune cose vengano ribadite, tipo la descrizione fisica di Nancy e di altri personaggi suoi amici, o che tipo di lavoro faccia suo padre, ci sono alcuni riferimenti a casi precedenti, tra cui uno che riguarda proprio la signora Teppington (di un computer rubato). Inoltre si dice che questa signora è un'insegnante di lingue straniere nel liceo della città e che Nancy fu una sua studentessa, infatti si capisce che le due si conoscono già da tempo. In questo romanzo invece vediamo una Nancy già piuttosto cresciuta, che ha finito il liceo, ha un ragazzo e guida la macchina, aiutando il padre a fare delle commissioni.
Il romanzo comunque rimane piuttosto indipendente e, anche non conoscendo il personaggio di Nancy, non si corre il rischio di non comprendere la storia. Un buon giallo in cui è difficile indovinare chi sia il colpevole, anche perchè, fino a oltre metà del libro, anche la protagonista non ha ancora accumulato molti indizi. Un libro che unisce elementi investigativi con l'horror (motivo per cui ho scelto di leggere questo libro) e il cinema, adatto a partire anche dai 9/10 anni in quanto non ci sono scene di vera e propria violenza (anche il cane non muore ma viene ritrovato semplicemente sedato) e comunque nessuna in cui muore qualcuno.
 
Questo volume è stato pubblicato originariamente nel 1987 dalla Simon & Schuster col titolo "Double horrorof Fenley Place". È stato invece edito in questa edizione italiana nel 2007 dalla PIEMME; ha una copertina flessibile, ha 179 pagine, misura 20 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 8,20 euro.

Nel medesimo formato, per la collana "NANCY DREW, girl detective" la Piemme Junior ha pubblicato in tutto quattro titoli:
  1. "La maledizione di Fenley Place" (2007)
  2. "Caccia allo smeraldo" (2007)
  3. "Il manoscritto rubato" (2007)
  4. "Mistero sulla spiaggia" (2008)
     
   
Sopra: Le altre tre copertine dei titoli che sono stati ripubblicati in quest edizione nel 2007 e nel 2008
 
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